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Presentazione

Con l’annata agraria 2000-2001 si apre il nuovo periodo di programmazione regionale 2000-2006, che in Emilia-Romagna ha come riferimento principale il “Piano regionale di sviluppo rurale”. Il Piano lega strettamente la qualità dell’agricoltura alla qualità dell’ambiente e del territorio. Questo supplemento alla rivista “Agricoltura” fornisce le prime indicazioni per attuare i principi generali delle pratiche di fertilizzazione dei suoli, al fine di agevolare l’imprenditore agricolo nella realizzazione degli impegni previsti dal Piano. Nel supplemento vengono riportati anche degli esempi applicativi di concimazione in alcune aziende, nelle quali si utilizzano i metodi di produzione integrata e biologica. Sono inoltre presentate in sintesi talune attività di ricerca e sperimentazione, per dare maggiori informazioni sulla connessione, da sempre esistente, tra le norme legislative vigenti e lo sviluppo delle conoscenze tecnico-scientifiche sulle problematiche agro-ambientali – come la tutela delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati e la difesa del suolo dall’erosione – particolarmente importanti per gli addetti al settore e molto sentite dall’opinione pubblica. Per una conoscenza più approfondita del Piano regionale di sviluppo rurale si rimanda alla lettura del testo integrale del documento (disponibile anche su Internet nel sito http://www.regione.emilia-romagna.it) e delle disposizioni emanate dalla Regione Emilia-Romagna (si veda anche il fascicolo speciale pubblicato sul n. 7/8 di “Agricoltura”, luglio-agosto 2000). Infine, si rammenta che le norme tecniche di produzione integrata per l’Emilia-Romagna, riunite da quest’anno in un unico documento, mantengono ancora alcune specificità in funzione dei seguenti obiettivi: * azione 1 (produzione integrata) - misura 2f - asse 2 del Piano regionale di sviluppo rurale 2000-2006 (Reg. Ce 1257/99); * assistenza tecnica finalizzata all’applicazione dei metodi di produzione integrata, finanziata ai sensi della legge regionale 28/98 (progetti provinciali ed interprovinciali di assistenza tecnica); * assistenza tecnica per l’applicazione dei metodi di produzione integrata previsti dal Reg. Ce 2200/96 (Ocm ortofrutta) e successive modificazioni; * adozione del marchio collettivo “Qualità Controllata” (legge regionale 28/99). „

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Il piano colturale
In questa prima parte della pubblicazione non si vuole fornire la sola rigida indicazione della normativa, ma viene riproposta una visione più generale della fertilizzazione dei suoli agricoli. Pertanto si sono indicati i principi generali di questa pratica agronomica, alcuni stralci delle norme di riferimento contenute nel Piano di sviluppo rurale della Regione Emilia-Romagna, oltre ad alcuni approfondimenti per taluni aspetti particolari – come il campionamento dei suoli aziendali e la considerazione degli ammendanti nel bilancio semplificato dell’azoto – che spesso sono fonte di numerosi quesiti. Alla gestione e lavorazione del suolo è invece dedicato un capitolo specifico nell’ultima parte della pubblicazione. È però importante ricordare un concetto di carattere generale: non esistono formule standard di concimazione. Il produttore agricolo deve operare con un metodo che gli consenta di valutare le caratteristiche del terreno e dello stato nutrizionale della coltura, tenendo sempre presente l’insieme delle pratiche agronomiche applicate. razionale successione delle colture sullo stesso terreno sono: * la modifica delle caratteristiche fisiche del terreno; * il consumo o l’arricchimento di elementi nutritivi del suolo; * le modifiche della popolazione delle malerbe, della diffusione e intensità dei parassiti, della presenza di tossine, di sostanze ormonosimili, ecc.; * le variazioni dell’abitabilità del suolo. I criteri base per la successione nelle colture erbacee sono i seguenti: • escludere la monosuccessione, cioè il ripetersi della coltura per più anni consecutivi nello stesso terreno; • attivare una successione la più ampia possibile; • porre in successione colture con caratteristiche “opposte”(piante a radice profonda e piante a radice superficiale; piante ad apparato radicale espanso e piante con apparato radicale modesto; piante azoto-fissatrici con piante ad elevato assorbimento di azoto; ecc.), da gestire con pratiche agronomiche diverse, coltivate in periodi dell’anno differenti (semina autunnale e semina primaverile; semine a file distanti o a file strette; ecc.) e/o con problemi parassitari differenti;
(Foto Riccioni, Concessione S.M.A. 4-1207 del 14/12/1991)

Gli avvicendamenti delle colture
Vengono di seguito schematizzate le “Linee guida” tratte dai Disciplinari di produzione integrata della Regione Emilia-Romagna validi per il 2001. In un sistema agricolo che si propone di valorizzare tutte le risorse naturali disponibili, è necessario tenere conto delle influenze che esistono fra le colture in successione sullo stesso appezzamento. Un importante elemento da considerare, è la collocazione delle singole colture nell’ambito dell’azienda, rispetto alle altre che vi sono coltivate, facendo attenzione ad alternare anche fisicamente, quando possibile, le aree coltivate con specie che tra loro possono presentare problemi di difficile gestione. I principali effetti dell’avvicendamento, cioè della

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I SUPPLEMENTI DI

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli

• per le colture orticole a ciclo breve, si consiglia di non attuare il ristoppio ma di coltivare almeno tre cicli colturali con altre specie, prima del ritorno della orticola iniziale sullo stesso appezzamento.

Le colture di copertura
Di seguito sono brevemente indicati i buoni motivi per introdurre le colture di copertura (cover crops), cioè di quelle colture di minore valore economico, il cui scopo principale è mantenere coperto il terreno, in preparazione alle coltivazioni principali. Riduzione della perdita dal suolo dei nitrati residui. I terreni che rimangono nudi per tutto il periodo autunno-invernale sono esposti al pericolo di dilavamento dei nitrati a causa delle piogge cospicue o insistenti in quei mesi. I benefici della presenza delle cover crops sono di natura ambientale (l’azoto libero nel terreno e intercettato dalle radici non viene sicuramente dilavato e non finisce nelle falde), ma anche di natura più strettamente economica, in quanto l’azoto così trattenuto rappresenta una ricchezza su cui far conto per le colture successive. Le asportazioni dell’azoto presente nel terreno, da parte di varie specie utilizzabili come cover crop, risultano di grande importanza variando da un minimo del 50 per cento (loiessa) fino ad un massimo del 75 per cento (crucifere). Proprietà fisiche del terreno. In generale vengono migliorate dalla presenza delle radici, ma l’effetto benefico
(Foto Riccioni)

della cover crop dipende anche dalle modalità di distruzione ed interramento della stessa, in rapporto alla natura del terreno, alla coltura che si metterà in successione e dal modo in cui verrà seminata. Lotta alle infestanti. Le colture di copertura possono agire contro le altre specie attraverso l’ombreggiamento, la competizione per l’acqua e gli elementi nutrizionali e attraverso un’azione allelopatica (cioè liberando nel terreno sostanze chimiche che inibiscono lo sviluppo di altre piante). A questo riguardo, per esempio, si ricordano la segale, efficace contro molte infestanti a foglia larga, il meliloto e la veccia vellutata. Erosione dei terreni. Interessa principalmente le aree collinari e montane per problemi connessi all’erosione provocata dall’acqua. Nei comprensori dell’Emilia-Romagna, visto che la piovosità si concentra in periodi in cui il terreno può essere ancora nudo, l’erosione idrica può portare a problemi anche gravi: in questi casi l’unica difesa è una coltura a ciclo invernale seminata in autunno. Particolarmente interessanti a questo riguardo sono il bromo, le graminacee in genere e le crucifere. Parassiti. La coltura in cover crop può essere utilizzata in funzione biocida, per contrastare la presenza di eventuali parassiti, come i nematodi (utilizzando, per esempio: Raphanus sativus, Sinapis alba, ecc.). Attenzione però a non sbagliare la scelta della coltura di copertura, perché invece che vantaggi si possono, al contrario, verificare aggravamenti della situazione sanitaria, pericolosa per le colture in successione.

Norme tecniche per la produzione integrata
Sempre in tema di piano colturale, anche il Piano regionale di sviluppo rurale 2000-2006, che raccoglie le indicazioni del Regolamento Ce 1257/99, indica le seguenti “norme tecniche” per l’attuazione dell’azione 1 (produzione integrata), misura 2f - asse 2. Le aziende, per le colture annuali, devono adottare una successione colturale minima quadriennale, inserendo nella rotazione almeno tre colture diverse. Sulle superfici interessate alle rotazioni, la sequenza delle colture deve escludere la monosuccessione.Tale indicazione riguarda anche il primo anno di adesione all’azione 1 e deve essere quindi
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Il piano colturale considerata anche la coltura immediatamente precedente a quella iniziale. Schema 1 . durante il corso del quinquennio di adesione. indicando sulla planimetria catastale per ogni appezzamento. Di tali colture si tiene conto.Caratteristiche pedologiche considerate negli schemi di valutazione del “Catalogo dei tipi di suolo di pianura” Profondità utile Tessitura Fessurazione Salinità Sodicità (contenuto in sodio) Rischio d’inondazione (inondabilità e durata) Disponibilità di ossigeno Reazione (Ph) Calcare attivo Schema 2 . La superficie di una specifica coltura può variare annualmente. I SUPPLEMENTI DI 8 . può essere fornito dalle indicazioni riportate. Per potere accedere agli aiuti i beneficiari devono redigere il piano della rotazione. in relazione alle specie da coltivare. solo ai fini del piano di fertilizzazione. Anche le colture non soggette ad aiuto vengono prese in considerazione. Ulteriori vincoli e precisazioni relativi alla successione colturale sono riportati nelle “norme tecniche” di ogni singola coltura. nel caso delle leguminose. associato alla relativa carta dei suoli in scala 1:50. che però non possono essere oggetto di raccolta e non vengono considerate ai fini della successione colturale. Tale riparto potrà essere modificato entro il 30 aprile di ogni anno. Per ognuno di essi sono anche riportate alcune considerazioni sulla loro conduzione agricola. I 117 tipi di suolo sono stati selezionati tra i principali descritti. al fine del rispetto delle norme di successione colturale. CLASSE DI LIMITAZIONE PRODUZIONE PREVISTA (RISPETTO A QUELLA NORMALE) ADOZIONE DI PRATICHE COLTURALI PARTICOLARI Assente o lieve Moderata Severa Non meno dell’80% Fino al 60% Meno del 50% Non richiesta Richiesta Indispensabile (Foto Diateca “Agricoltura”) I Cataloghi regionali Un aiuto alla valutazione dei caratteri dei suoli aziendali. in funzione delle esigenze dell’organizzazione aziendale dovute alla rotazione stessa e/o ad altri fattori. con l’obiettivo di conciliare la valorizzazione produttiva con la salvaguardia ambientale. attraverso il riparto colturale aziendale relativo ai cinque anni d’impegno.Classi di limitazione relative alle coltivazioni. per l’ambiente di pianura. associato alla carta dei suoli in scala 1:250. e nel “Catalogo regionale dei principali tipi di suolo agricolo di collina e montagna”.000. Il “Catalogo regionale dei tipi di suolo di pianura” è costituito da oltre cento schede che illustrano le caratteristiche generali e le qualità agronomiche dei principali tipi di suolo rilevati nella pianura emiliano-romagnola. contenute nei nuovi disciplinari di produzione. per singola tipologia di suolo. È ammessa la possibilità di praticare colture da sovescio. nel “Catalogo regionale dei tipi di suolo della pianura emilianoromagnola” .000. la successione colturale programmata annualmente. nella “Carta dei suoli” sopracitata.

TITOLO TERRITORIO CONSIDERATO INFORMAZIONI DOVE SI TROVA I suoli dell’Emilia-Romagna (Scala 1:250. Modena. 051 284451-051 284615 Servizio Sviluppo Sistema Agro-Alimentare Viale Silvani 6.gias. di questa carta che.000 Catalogo regionale dei principali tipi di suolo agricolo della collina e montagna Catalogo regionale dei tipi di suolo della pianura emiliano-romagnola Territorio regionale di pianura * Anche sito Internet: http://www. Le indicazioni per la scelta delle colture agrarie.000 9 aziende agrarie sperimentali Descrizione dettagliata dei suoli aziendali Carta di orientamento alle pratiche colturali agronomiche Territori di pianura di Piacenza. seppur parziale.it/agricoltura/suoli/schede. Lugo (RA) e Medicina (BO) Parte del territorio regionale di collina e montagna Approfondisce con maggior dettaglio il contenuto di ciascuna delineazione cartografica individuata sulla carta dei suoli in scala 1:50.000 Territorio pianura Descrizione dei principali suoli di pianura con informazioni di semi-dettaglio Carta dei suoli in scala 1:10. contenute nel Catalogo.net con aggiornamento 1999 (versione 1998 disponibile su Cd/rom). sebbene confermate da osservazioni in campo e da colloqui con gli agricoltori e i tecnici locali. non si considerano invece i caratteri climatici e quei caratteri (in genere esterni al suolo) che possono influenzare la gestione del terreno ed i rischi di degradazione del suolo e dell’ambiente.000 Costituito da 30 schede monografiche delle tipologie cartografiche nella Carta dei suoli in scala 1:250. Un approfondimento specifico è dedicato alle colture arboree da frutto e alla vite. 051 284326-051 6493230 Fax 051 5280042 Archivio cartografico regionale Map Service Viale Silvani 4/3. Bologna Tel. indicate nello schema 2.htm ** Anche sito Internet: http://www. Gli schemi di valutazione prendono in esame i caratteri interni o esterni al suolo. 9 I SUPPLEMENTI DI .000) Intero territorio regionale Descrizione dei principali suoli regionali e dei loro ambienti a livello di prima ricognizione Archivio cartografico regionale Map Service Viale Silvani 4/3. Sono state individuate 3 classi di intensità delle limitazioni alle pratiche colturali. nonché. Il Catalogo costituisce dunque un primo approfondimento. rappresenta la base informativa e il supporto cartografico del Catalogo stesso. 051 284451-051 284615** Carta dei suoli in scala 1:50. Bologna Tel. Parma sinistra Taro. Bologna Tel. Bologna Tel. Bologna Tel. Bologna Tel. Gli schemi utilizzati fanno riferimento a coltivazioni di nuovo impianto ed irrigue.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli Documenti sui suoli disponibili presso la Regione Emilia-Romagna. 051 284451-051 284615* Servizio Sviluppo Sistema Agro-Alimentare Viale Silvani 6.regione.000 Costituito da 117 schede monografiche delle tipologie cartografate nella Carta dei suoli della pianura emiliano-romagnola in scala 1:50. 051 284326-051 6493230 Fax 051 5280042 Archivio cartografico regionale Map Service Viale Silvani 4/3.000. a sua volta. restituita su Carta tecnica regionale in scala 1:25. comprendono le limitazioni causate dalle caratteristiche del terreno alla coltivazione delle principali colture erbacee ed arboree praticabili in pianura. 051 284326-051 6493230 Fax 051 5280042 Servizio Sviluppo Sistema Agro-Alimentare Viale Silvani 6.emilia-romagna. quando disponibili. In alcuni casi si tratta ancora di indicazioni di massima sulle relazioni esistenti tra i caratteri del suolo ed il loro comportamento. solo se in grado di condizionare direttamente la produzione delle piante (schema 1). le indicazioni sulle attitudini produttive dei singoli terreni.

vanno considerati i suoi effetti sulla produzione ma anche i possibili riscontri negativi sull’ambiente. comprese alcune colture orticole come la patata e il pomodoro da industria. * gli apporti dalle precedenti colture. Per le analisi minime indispensabili occorre valutare: „ la tessitura con metodo della pipetta. può rappresentare una parte delle informazioni richieste. pH. 10 I SUPPLEMENTI DI . per l’impiego degli effluenti zootecnici sono ammesse distribuzioni che consentono un’efficienza da “media” ad “elevata” . Nella prospettiva di una adozione sempre più estesa da parte delle imprese agricole di standard operativi finalizzati al controllo dei prodotti agricoli (ad esempio. che illustrano l’importanza del piano di fertilizzazione. relative ad un centro di produzione o ad una azienda. „ l’azoto totale con metodo Kjeldahl. in forma saltuaria o regolare. Per impostare il piano occorre definire: ᕃ le caratteristiche fisiche dei suoli e il loro contenuto di elementi nutritivi. Per determinare le caratteristiche chimico-fisiche del terreno. la tracciabilità) e del miglioramento della produzione e delle prestazioni ambientali. procedendo alla determinazione o alla stima dei seguenti fattori: * il fabbisogno delle colture. In questo caso. „ il fosforo assimilabile con metodo Olsen. Per il servizio di analisi è consigliabile avvalersi dei laboratori pubblici e/o privati che aderiscono alla rete di controllo realizzata dall’Arpa (Agenzia regionale protezione ambientale) o di quelli accreditati dal SINAL (Sistema nazionale per l’accreditamento dei laboratori). Alcune caratteristiche (granulometria. „ il potassio scambiabile con metodo normalizzato (estrazione con ammonio acetato o con bario cloruro). il piano di fertilizzazione si basa sul metodo del “bilancio semplificato” . Per la fertilizzazione azotata delle colture erbacee. „ la sostanza organica con metodo Walkley e Black. ᕄ il fabbisogno delle colture (di azoto.Il piano di fertilizzazione Il piano di fertilizzazione è un metodo per ordinare i dati e le informazioni relativi alle diverse colture dell’azienda e per memorizzare gli interventi da eseguire. fosforo e potassio) e per ogni coltura individuano dei limiti quantitativi non superabili. Anche in questo caso riportiamo le linee guida dei “Disciplinari di produzione integrata”. di fertilizzanti organici. „ il calcare totale con metodo De Astis. * gli apporti residuali derivanti dalla distribuzione. * lo stato delle riserve di nitrati nel terreno (o azoto pronto). „ il pH in acqua con metodo potenziometrico. calcare tota- I metodi di analisi del terreno Nell’effettuare le analisi dovranno essere adottati i metodi indicati nel testo “Metodi ufficiali d’analisi chimica del suolo” pubblicati sul Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. ᕆ le caratteristiche dei fertilizzanti e le modalità di distribuzione più efficienti. Il piano costituisce l’impegno per la distribuzione dei fertilizzanti naturali e chimici nella misura. 121 del 25 maggio 1992 e successivi aggiornamenti. „ il calcare attivo con metodo Drouineau. nelle epoche e secondo le modalità riportate nelle “norme tecniche” dei disciplinari di produzione integrata e nel rispetto della normativa vigente per la salvaguardia delle acque. Le norme prendono in considerazione esclusivamente i tre principali elementi nutritivi della concimazione (azoto. * gli apporti conseguenti alla mineralizzazione della sostanza organica. ᕅ le fasi di crescita delle colture corrispondenti ad un più accentuato assorbimento di elementi nutritivi. fosforo e potassio) in relazione alla resa desiderata. è necessario effettuare opportune analisi di laboratorio valutando i parametri e seguendo le metodologie indicate nel riquadro.

prima dell’impianto del frutteto. trattano anch’esse il piano di fertilizzazione. In questi casi. che non cambiano in modo significativo nel corso del tempo. i dati stimati dovranno essere riportati nella scheda “Stima delle caratteristiche fisico-chimiche”. possono. Norme tecniche per la produzione integrata Le “norme tecniche” previste per l’attuazione dell’azione 1 (produzione integrata) misura 2f . per questi elementi.000 o 1:10. Per questi parametri è ammesso. sia nel caso di nuovi impianti. del numero dell’appezzamento e dell’area omogenea da cui è stato prelevato il campione analizzato) e la “Carta tecnica regionale” in scala 1:5. per la formulazione del piano di fertilizzazione. non ripetere l’analisi dopo cinque anni solo se i quantitativi di elemento da apportare al terreno non siano superiori a quelli previsti per la condizione di elevata dotazione. solo per la prima annata agraria di adesione tale scadenza viene prorogata al 31 marzo. consultabili presso i Servizi provinciali Agricoltura. Il campionamento del terreno I disciplinari di produzione integrata riprendono su questo aspetto quanto già pubblicato dalla “Guida per la descrizione e il campionamento dei suoli aziendali nell’ambito delle attività dei servizi di assistenza tecnica in agricolI SUPPLEMENTI DI 11 . della partita Iva. Le aziende che ad una prima analisi del terreno abbiano un’elevata dotazione di fosforo e potassio.asse2 del Piano di sviluppo rurale 2000/2006. i certificati di analisi del terreno (con l’indicazione della ragione sociale dell’azienda. indicando che i beneficiari dei contributi dovranno redigere un piano di fertilizzazione annuale (Foto Diateca “Agricoltura”) per coltura e compilare le voci previste nell’apposita scheda. specifici di ogni coltura. Dopo questa prima verifica. quando richiesti. a nuove analisi. e sono distinte a secondo delle colture interessate. purché non superiore ai cinque anni. il ricorso a stime di campagna. la ripetizione delle analisi riguarderà esclusivamente l’azoto totale e la sostanza organica per quelle colture che richiedono il bilancio semplificato per il calcolo della dose di azoto. In tal caso. sia per frutteti già in coltivazione. Nel caso di cambiamenti del piano colturale. scaduti i quali bisognerà procedere. conservano la loro validità indipendentemente dalla data delle analisi. i risultati delle analisi del terreno conservano la loro validità per l’intera durata del frutteto. Per le colture arboree occorre un’analisi del terreno. pertanto. anche il piano di fertilizzazione dovrà essere modificato. Anche le norme relative alle analisi sono indicate dal Piano regionale di sviluppo rurale. avvalendosi della documentazione cartografica e delle relative note di commento predisposte dalla Regione. Alla scheda dovranno essere allegati. Per le colture erbacee e orticole: i risultati delle analisi conservano la loro validità per un periodo di cinque anni. Per entrambi i casi è possibile utilizzare analisi eseguite in un periodo precedente.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli le e calcare attivo).000. I piani di fertilizzazione dovranno essere redatti entro il 28 febbraio di ogni anno.

Per il riconoscimento dei suoli presenti.Particolare della “Carta dei suoli”dell’Emilia-Romagna (come riprodotta da gias. non sia possibile inviare alle analisi meno di un campione ogni 30 ettari. depressione. A . ᕃ In alcuni casi. argillosi. il colore. le singole aree devono essere in- dividuate da una lettera: A. è bene dotarsi di una carta che offra una visione d’insieme del territorio in cui è ubicata l’azienda (figg. ecc. Tuttavia si ritiene necessario che.. (Foto Riccioni) Come si individua un’area omogenea Prendendo il caso dell’azienda sperimentale “Tadini” che sarà più ampiamente illustrato nella prima scheda di esempio. può essere effettuata con maggiore precisione ricorrendo all’opera di un tecnico. C. I SUPPLEMENTI DI .000. Un vincolo posto dai disciplinari è che i confini delle aree omogenee vanno riportati su “Carta tecnica regionale” in scala 1:5. per avere sufficienti garanzie di rappresentatività.000 o 1:10. B . ecc. l’agricoltore può considerare il paesaggio (suoli di pianura. La prima operazione da compiere è la suddivisione del territorio aziendale in aree omogenee per tipi di suolo prevalenti e per gli ordinamenti e le pratiche colturali adottate. le dimensioni delle aree omogenee non possono essere definite a priori in quanto dipendenti dalle caratteristiche del terreno e dalle tecniche colturali adottate. ecc. B.. La divisione del territorio aziendale in unità omogenee. A e B). Fig. 472 458 12 Fig. in grado di utilizzare la documentazione cartografica disponibile e di verificarne l’attendibilità tramite stime di campagna. dosso.Il piano di fertilizzazione tura ” prodotta dal Servizio di Sviluppo Agricolo della Regione Emilia-Romagna.net) con localizzazione dell’azienda. di medio impasto.000). Teoricamente.Carta dei suoli dell’Emilia-Romagna (scala 1:250.). la tessitura (suoli sciolti.) e la struttura (può essere valutata in base al volume ed alla consistenza delle zolle). vediamo ora come si procede all’individuazione delle aree omogenee.

dal punto di vista pedologico. se la prima chiave di accesso al Catalogo passa attraverso la consultazione della cartografia. presente nel settore centro e sud-orientale del territorio aziendale. cercando il tipo di suolo richiesto o attraverso la carta dei suoli secondo il seguente schema: – scelta di un comune. La ricerca del tipo di suolo sul Catalogo. può avvenire in modo diretto. con riferimento all’archivio regionale delle serie di suolo sono stati individuati (fig.gias. che illustrano il modo in cui i suoli sono presenti nella delineazione. • suoli “Tadini 3”. 9. in questo caso si può utilizzare la “Carta dei suoli di pianura” . osservati localmente. • suoli “Tadini 4”. l’individuazione finale non può fare a meno del confronto tra i caratteri indicati dalla carta e quelli del suolo. che si differenziano dai precedenti per: la tessitura più argillosa. riconducibili alla fase di serie “Barco franco limosa-con legame semplice e integrale” . Ottenute le informazioni sulle caratteristiche e sulla distribuzione dei suoli presenti in azienda. si tratta di individuare le aree omogenee dal punto di vista delle pratiche agronomiche (avvicendamenti adottati e tecniche colturali applicate). nel settore centro-occidentale. ᕆ Rilevamento di dettaglio per l’individuazione dei limiti delle singole aree omogenee.net o su Cd-rom come indicato nel riquadro a pag. la consultazione della carta non consente di individuare sicuramente il tipo di suolo. – scelta di un suolo. C): tad4 tad3 tad4 tad2 tad1 tad2 Fig. Proseguendo nell’esempio dell’azienda “Tadini”. ᕅ Ricognizione in campagna e verifica delle ipotesi derivate dall’uso della carta.000). in base agli elementi del paesaggio e forniscono alcuni caratteri utili per il riconoscimento. non riconducibili ad alcuna serie regionale archiviata. mediante: – l’osservazione dei principali caratteri del paesaggio agricolo.Tipi di suoli individuati nell’azienda “Tadini” (base topografica in scala 1:10. presente nella delineazione. C . che occupano una ristretta fascia speculare e parallela a quella occupata dai suoli Tadini 2. mentre nella delineazione 472 sono moderatamente frequenti i suoli Confine e Ciavernasco. ᕄ È opportuno comunque dotarsi della carta dei suoli di maggior dettaglio. presenti in una fascia ristretta di forma irregolare che talvolta segue il limite degli appezzamenti. Quindi. riconducibili alla fase di serie “Confine franco-ghiaiosa con legame semplice e integrale” . 13 I SUPPLEMENTI DI . ᕇ Individuazione del riparto colturale e delle tecniche colturali adottate. A questo punto si possono esaminare le voci “Modello di distribuzione dei suoli nella delineazione” e “Descrizione sintetica” . Ad esempio. nella figura A si vede la delineazione 458 che è caratterizzata dalla prevalenza dei suoli Barco e Ghiardo. consultabile in Internet al sito http://www. consultabile con l’aiuto del Catalogo dei suoli. • suoli “Tadini 2”. presenti nei settori settentrionale e occidentale del territorio aziendale. – il rilevamento dei tipi di suoli presenti. – scelta di una delineazione (cioè di quella parte di territorio identificato sulla carta da una sigla ed in cui prevalgono suoli di quel tipo particolare). riconducibili alla serie “Barco con legame semplice e parziale” . • suoli “Tadini 1”. a quote topograficamente inferiori rispetto ai suoli “Tadini 1” . ma serve comunque a limitarne il numero. colori più arrossati in superficie e minor profondità del substrato ghiaioso. Poiché all’interno di ogni delineazione può esserci più di un tipo di suolo. per mezzo di Internet.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli Un inquadramento generale si può ottenere anche dalla visione del “Catalogo regionale dei tipi di suoli della pianura emiliano-romagnola” .

medica e sporadicamente pomodoro. Per le colture erbacee il campione deve essere prelevato alla fine del ciclo colturale. Il prelievo dei campioni di terreno Una volta individuata la zona omogenea. Epoca di prelievo. di mais e pomodoro. mais. Le analisi relative a quel campione di terreno potranno essere utilizzate per tutte le colture presenti all’interno dell’area omogenea. b) area cetrale. il prelievo deve avvenire dopo almeno 2-3 mesi dalle ultime concimazioni pri- Area irrigua con rotazioni di pomodoro. con rotazioni di mais. 1. con rotazioni di frumento. invece. I campioni devono essere prelevati ad una distanza di tempo sufficiente dalle lavorazioni e soprattutto dalle concimazioni sia chimiche sia organiche. frumento. E Carta delle unità omogenee di gestione nell’azienda “Tadini”. nelle colture arboree. D) dal diverso colore: a) area situata nella zona sud dell’azienda in cui si coltivano prevalentemente pomodoro. a causa della frequente e diffusa presenza di pomodoro. seguendo le indicazioni dei “disciplinari di produzione integrata” . Gli appezzamenti che compongono un’area omogenea vanno individuati con un numero d’ordine progressivo (area omogenea A. è opportuno individuare dei limiti che non taglino gli appezzamenti. prati polifiti e. Fig. frumento e medica. si potrà scegliere un solo appezzamento rappresentativo dell’intera area da campionare. frumento e medica. irrigabile con qualche difficoltà e che. riceve poche letamazioni 100 m 100 m 14 Fig. medica e prati polifiti. Nella figura E è riportata una possibile ripartizione del territorio aziendale in unità omogenee che vengono individuate da distinte lettere dell’alfabeto. subito dopo la raccolta.Il piano di fertilizzazione Da questo punto di vista l’azienda – in questo esempio l’azienda sperimentale “Tadini” – può essere suddivisa in tre aree distinte (fig. solo occasionalmente viene irrigata e riceve letamazioni (colore verde). elevati apporti di letame Area irrigabile con maggiori difficoltà. ecc.) sulla “Carta tecnica regionale”. per praticità. riceve meno letame e nella quale più raramente si coltiva il pomodoro (colore giallo). Considerando che l’area omogenea è solitamente composta da più appezzamenti con colture diverse avvicendate tra di loro. c) area caratterizzata da rotazioni di frumento. 2. I SUPPLEMENTI DI . molto sporadicamente. rispetto alla zona sud. 3. elevati apporti di letame e concimi fosfatici e potassici (colore rosa). appezzamenti n. è un’area tipicamente irrigua che riceve. medica. si tratta di stabilire dove e come effettuare il prelievo dei campioni di terreno. mais. D Aree omogenee per tipo di avvicendamento colturale nell’azienda sperimentale “Tadini”. riceve meno letame Area raramente irrigata. che si ottiene unendo graficamente le informazioni relative ai suoli e quelle riguardanti la conduzione agronomica e tenendo conto che. Al termine del procedimento si arriva alla definizione della “carta delle aree omogenee di gestione”.

facendo particolare attenzione a riportare esattamente: * * * * * anno del prelievo.000 grammi) da inviare al laboratorio. che non dev’essere inferiore a 6-7 e deve aumentare fino a 15. Si raccomanda di applicare all’esterno del sacchetto il cartellino compilato chiaramente in tutte le sue parti. come cambia la fertilità del suolo. „ 15 I SUPPLEMENTI DI . per le colture erbacee. Numero di campioni. Vanno considerati vari fattori. In questi casi è necessario aumentare il numero dei “sub-campioni”. Seguendo questo criterio. comune. consiste nel seguire un percorso a zig-zag all’interno dell’area da campionare.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli maverili o autunnali. Prelievo dei sub-campioni. * area omogenea. non può essere stabilito a priori il numero di campioni da prelevare. (Foto Diateca “Agricoltura”) * numero dell’appezzamento. prelevare lo strato di terreno da 0 a 30 centimetri. All’interno di un’area che possa ritenersi omogenea. Ogni settore viene così ad avere un peso uguale nella costituzione del campione finale. una parte della terra prelevata (sono sufficienti circa 700-1. per quelle arboree lo strato che va da 0 a 50 centimetri. si sceglie in genere di inviare alle analisi un unico campione. se si invia all’analisi un unico campione di terreno per ogni area omogenea. per ridurre i costi. nelle quali viene prelevato il sub-campione. Le singole “carote” di terreno devono essere messe insieme e rimescolate nel modo migliore possibile. • Campionamento composto puntiforme: prevede il prelievo dei campioni in un’area limitata della zona soggetta a campionamento. dentro un sacchetto di plastica pulito. anche in funzione dello scopo del campionamento ed in relazione alla prevista variabilità dei valori che si dovranno cercare. ragione sociale. • Campionamento sistematico: consiste nel suddividere. Nella pratica. si dovrà. * profondità di prelievo. all’interno di un’azienda mai indagata. nome dell’azienda. Il campione da analizzare è costituito col prelievo del terreno. alla medesima profondità . la zona di campionamento in unità circa della medesima dimensione. Profondità e modalità di prelievo. Occorre esaminare la porzione dello strato di terreno che risulta maggiormente interessato dalle lavorazioni e dalle radici delle colture. Rispetto agli altri metodi permette di valutare meglio le differenze di fertilità fra diversi punti all’interno dell’azienda. Successivamente si mette. partita Iva. utilizzando un reticolo di dimensioni opportune. Può essere consigliato per sondare. di più sub-campioni tutti dello stesso volume. La scelta dei punti di prelievo dei sub-campioni può essere fatta seguendo diverse modalità. • Campionamento irregolare: è il modo più pratico e frequente.

N = azoto 16 I SUPPLEMENTI DI . Le funzioni svolte dalla sostanza organica sono due: quella nutrizionale e quella strutturale. è stato pubblicato un aggiornamento dell’allegato “c” al testo di legge. come modificato dal decreto ministeriale 27 marzo 1998. Prendendo sempre spunto dai disciplinari di produzione integrata si possono mettere in evidenza i principali aspetti che riguardano gli ammendanti ed i concimi organici. A titolo di esempio. * ammendante e correttivo: “per ammendante e corretivo si intende qualsiasi sostanza. si riportano stralci dell’allegato 1. capace di modificare e migliorare le proprietà e le caratteristiche chimiche. Mescolanza di paglia e di Sostanza organica sul secco: È obbligatorio indicare In percentuale di peso sul concimi semplici azotati 70% minimo il tipo di concime azotato usato prodotto tal quale: carbonio dopo la fermentazione Rapporto C/N: 50 massimo organico di origine biologica. N totale. sostanza organica. n.Ammendanti e concimi organici: conosciamoli meglio La legge 19 ottobre 1984. Ciò è particolarmente valido per gli ammendanti. a cui si rimanda (vedi riquadro in basso). riportano le seguenti definizioni: * concime: “per concime si intende qualsiasi sostanza. sostanza secca: massimo 3% rapporto C/N MODO DI PREPARAZIONE E COMPONENTI ESSENZIALI TITOLO MINIMO IN ELEMENTI OPPURE SOSTANZE UTILI E ALTRI REQUISITI RICHIESTI ALTRE INDICAZIONI Letame Letame artificiale NOTE: Sono ammesse in aggiunta alla denominazione del tipo le denominazioni commerciali entrate nell’uso. vegetali Umidità: 30% massimo equino. fisiche e meccaniche di un terreno”. 748 “Nuove norme per la disciplina dei fertilizzanti”. In tempi più recenti. naturale o sintetica. Per altre informazioni si rimanda alla consultazione del testo di legge. la Ammendanti organici naturali È bene essere consapevoli dei requisiti previsti dalla legge prima di procedere all’acquisto di fertilizzanti. idonea a fornire alle colture l’elemento o gli elementi chimici della fertilità a queste necessari per lo svolgimento del loro ciclo vegetativo e produttivo. C/N = rapporto carbonio/azoto. C organico. 748. rapporto C/N o comunque a materiali Rapporto C/N: 50 massimo Esempio: letame bovino. inerente gli ammendanti e correttivi. minerale od organica. n. ecc. miscelate alla lettiera minimo la natura delle deiezioni animali. secondo le forme e le solubilità prescritte dalla presente legge”. TIPO DI AMMENDANTE ELEMENTI E/O SOSTANZE UTILI IL CUI TITOLO DEVE ESSERE DICHIARATO O CARATTERISTICHE DIVERSE DA DICHIARARE Deiezioni animali eventualmente C organico sul secco: 30% È obbligatorio indicare Umidità. naturale o sintetica. ovino.c alla legge 19 ottobre 1984. minerale od organica. sulle specifiche generali dei letami. con i relativi requisiti merceologici. e le successive modifiche. Azoto totale in percentuale sulla azoto totale. C = carbonio. La prima consiste nel mettere a disposizione delle piante gli elementi nutritivi in forma più o meno pronta e solubile (forma minerale). probabilmente meno conosciuti dei concimi.

5 9 .Concentrazione percentuale in sostanza organica nel terreno ritenuta normale in funzione della tessitura. materiali palabili e liquami prodotti da diverse specie zootecniche.16 2.8 5 12 .30 25 22 . mentre l’azione miglioratrice della struttura è maggiore quanto più il materiale organico immesso nel terreno è resistente alla distruzione. 2) nella quale sono riportate le dosi massime utilizzabili annualmente. 1 . Le due funzioni sono purtroppo in antagonismo fra loro.3 1.5 4. in queste colture è ammesso un apporto annuo dimezzato rispetto ai limiti massimi indicati nella tabella 2.4 1.85 7 .5 . utilizzabili nel caso non si disponga dei singoli valori di analisi. I liquami sviluppano principalmente la funzione nutrizionale.15 13 . in varia misura.80 50 . analoghi al letame bovino maturo.18 60 . MEDIA Sabbia <60% e Argilla <35% TESSITURA GROSSOLANA Sabbia >60% FINE Argilla >35% Intervallo di normalità (%) 0.5 Tab. SOSTANZA SECCA (%) AZOTO K2O P2O5 (chilogrammi (chilogrammi (chilogrammi per tonnellata) per tonnellata) per tonnellata) RESIDUI ORGANICI A cosa servono I fertilizzanti organici più impiegati in Emilia-Romagna sono i reflui di origine zootecnica (letame. In tabella 3 sono riportati i valori indicativi dei diversi fertilizzanti organici.47 23 .10 10 .25 30 . L’uso di ammendanti è soggetto a limitazioni solo nei cereali a paglia autunno-vernini che. Questi contengono. i letami quella strutturale. DOTAZIONE IN SOSTANZA ORGANICA APPORTI CONSIGLIATI APPORTI MASSIMI ANNUALI (tonn. Ad esempio. in funzione del tenore in sostanza organica del terreno.17 17 .6 19 .8 .5 10 . Ai fini dell’utilizzazione agronomica. 2 .Apporti di ammendanti organici in funzione della dotazione in sostanza organica del terreno. materiali palabili) ed i compost.4 2.11 14 .30 34144 6 4 9 17 I SUPPLEMENTI DI . tutti i principali elementi nutritivi necessari alla crescita delle piante. al medicaio o ad una leguminosa annuale. sost. nei disciplinari di produzione si considerano ammendanti. i materiali con più del 20% di sostanza secca e con un rapporto carbonio/azoto (C/N) maggiore di 12. Nella tabella 1 sono riportate le concentrazioni di sostanza organica nel terreno ritenute normali in funzione della tessitura.2 2 .6 2. considerato il periodo in cui si realizza il loro ciclo colturale.40 3. secca per ettaro) Bassa Normale Elevata Stabilire gli apporti in funzione dei dati di analisi 40 tonnellate/ettaro di letame Ridurre gli apporti in funzione dei dati delle analisi 10 8 6 Tab.43 3. Letame Bovino Suino Ovino Materiali palabili Lettiera esausta di polli da carne Pollina pre-essiccata Liquame Bovini da carne Bovini da latte Suini Ovaiole 20 . liquami.Caratteristiche chimiche medie di letami.2 2 1 3.1. in quanto una facile e rapida distruzione della sostanza organica dà origine ad una consistente disponibilità di nutrienti. è possibile fornire letame in pre-impianto ad un frutteto.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli seconda permette invece di migliorare la fertilità fisica del terreno.2. non sfruttano al meglio l’azoto rilasciato da questi fertilizzanti.25 9 .7 5 6 . Per la quantità da distribuire si deve fare riferimento alla specifica tabella (tab. anche su quelle nelle quali non è previsto l’apporto di azoto.11 1.15 2. in grado di migliorare le caratteristiche strutturali del terreno e di rilasciare lentamente azoto minerale. Per tale motivo. L’impiego di ammendanti è ammesso su tutte le colture. 3 . Tab.

ecc. NOTE Dose bassa = inferiore a 125 chilogrammi/ettaro di azoto Dose media = da 125 a 250 chilogrammi/ettaro di azoto. si prende l’azoto come elemento guida. che per loro natura contengono sempre. 4). 5 . Fonte: “Manuale per la gestione e l’utilizzazione agronomica dei reflui zootecnici” (modificato) a cura del Centro Ricerche Produzioni Animali . 4 . compost. in diversa misura.Regione Emilia-Romagna.Coefficienti di efficienza dell’azoto apportato con la liquamazione. Per gli ammendanti (letame. I SUPPLEMENTI DI .) si deve considerare che il coefficiente di mineralizzazione per un apporto saltuario. per scendere poi al 20% nel secondo an- Tab. per definire se ne è ammissibile l’impiego e quali siano le dosi massime distribuibili. al tipo di terreno e alla dose del fertilizzante (vedi tab. delle perdite di azoto (per Tab. Per coprire i fabbisogni delle colture occorre pertanto applicare un opportuno coefficiente che varia in relazione all’epoca di distribuzione (vedi tab. anche consistente. TESSITURA DEL TERRENO EFFICIENZA Grossolana Basse Medie Media DOSI DI AZOTO Basse Medie Basse Medie Fine Alta Media Alta Media Alta Media 79 57 67 48 91 66 73 53 62 45 84 61 Liquami suini 71 65 52 48 Liquami bovini 60 55 44 41 Liquami avicoli 82 75 60 55 63 46 54 39 72 53 57 42 48 36 66 48 18 NOTA: in nero le modalità di applicazione consentite avendo efficienza media o alta. i tre macroelementi (azoto. ᕄ l’entità. presentano rispetto a questi – per quanto riguarda l’azoto – una minore efficienza. fosforo e potassio). ricordando che sono comunque consentite solo le modalità di applicazione caratterizzate da alta e media efficienza. I liquami e i materiali palabili. COLTURE EPOCHE EFFICIENZA Prearatura (estate o inizio autunno) Terreno nudo (autunno) Mais e sorgo Presemina (primavera) Copertura (primavera) Fertirrigazione (estate) Prearatura (estate o inizio autunno) Cereali Presemina (autunno) autunno-vernini Copertura (autunno inverno) Levata (fine inverno inizio primavera) Prearatura (estate o inizio autunno) Erbai Presemina (autunno) autunno-primaverili Copertura (autunno) Levata (primavera) Presemina (primavera-estate) Secondi raccolti Copertura (estate) Fertirrigazione (estate) Erbai Presemina (primavera) primaverili-estivi Copertura (primavera) Fertirrigazione (estate) Impianto autunnale Prati Impianto primaverile di graminacee Ripresa vegetativa o misti Tagli primaverili Tagli estivi o autunnali precoci Tardo autunno (oltre il 30 novembre) Impianto (primavera) Erba medica Penultimo anno (autunno) Ultimo anno (primavera) Bietola Prearatura (autunno) Presemina (inizio primavera) Colture arboree Giugno-settembre Avvio vegetativo (primavera) Formazione legno (autunno-inverno) Bassa Bassa Media Alta Media Bassa Bassa Media Alta Bassa Bassa Media Alta Alta Alta Media Media Alta Media Bassa Media Alta Alta Media Bassa Bassa Bassa Alta Bassa Media Media Alta Bassa Come impiegarli Nell’utilizzo dei materiali organici.Influenza delle colture e delle epoche di distribuzione sull’efficienza delle concimazioni effettuate con liquami zootecnici. è del 30 per cento sulla disponibilità del primo anno. pur essendo caratterizzati da azione abbastanza “pronta” simile a quella dei concimi di sintesi.Ammendamenti e concimi organici: conosciamoci meglio L’effettiva disponibilità di elementi nutritivi per le colture è però condizionata da due fattori: ᕃ i processi di mineralizzazione a cui deve sottostare la sostanza organica. 5). esempio per volatilizzazione) durante e dopo gli interventi di distribuzione.

Percentuale di recupero annuo della quantità di azoto mediamente distribuita. mentre dovrà essere controllato nel tempo l’effettivo accumulo nel terreno. fino a pareggiare il bilancio. Nel caso di impiego dei liquami. 36 di P2O5 e 84 di K2O. per ogni singola applicazione. è bene preferire. si distribuisce del letame per un apporto ad ettaro equivalente a 200 chilogrammi di azoto (N). dosi di distribuzione basse (inferiori a 125 chilogrammi/ettaro di azoto). • le quote di fosforo e potassio da fertilizzanti organici non esauriscono la domanda di elemento nutritivo. per rendere massimi i coefficienti di efficienza. APPORTI REGOLARI DI FERTILIZZANTI ORGANICI MATRICI ORGANICHE TUTTI GLI ANNI OGNI 2 ANNI OGNI 3 ANNI Ammendanti Liquame bovino Liquame suino e pollina 65% 30% 15% 30% 15% 10% 20% 10% 5% Nella pratica si possono verificare due situazioni: • le quote di fosforo e potassio da fertilizzanti organici determinano il superamento dei limiti ammessi. 120 di fosforo (P2O5) e 280 di potassio (K2O). Se ad esempio. anche se non diventano vincolanti. I SUPPLEMENTI DI 19 . che considera una frequenza di apporti regolari. per cui non sono consentiti ulteriori apporti in forma minerale per quel ciclo colturale.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli no successivo all’apporto. occorre considerare che nel primo anno si renderanno disponibili il 30 per cento di queste quantità pari rispettivamente a 60 chilogrammi di N. per cui è consentita l’integrazione con concimi minerali. (Foto Riccioni) Tab. dipende dalla frequenza di tali distribuzioni. Gli apporti di fosforo e potassio vanno opportunamente calcolati nel bilancio del sistema “suolo-pianta” in funzione del tempo e del modo di mineralizzazione. 6 . mediante analisi periodiche. come indicato nella tabella 6. La quota di azoto che si rende disponibile dalla mineralizzazione dei fertilizzanti distribuiti negli anni precedenti. Essi andranno a diminuire o ad annullare la concimazione minerale.

„ (Foto Diateca “Agricoltura”) 20 I SUPPLEMENTI DI . Per l’impiego dei concimi organici valgono. rispettando le norme igienico-sanitarie.Ammendamenti e concimi organici: conosciamoci meglio Epoche di distribuzione. oltre alle indicazioni sull’efficienza sopra citate. fare in modo di incorporarli adeguatamente nel terreno.asse 2) per l’apporto di ammendanti al terreno. le medesime re- gole indicate per i concimi minerali. Occorrerà. Per l’utilizzo degli ammendanti organici (letame e compost) non ci sono indicazioni specifiche riguardanti la distribuzione. comunque.misura 2f . con lo scopo di incrementare e/o mantenere la sostanza organica dei terreni. Il “Piano regionale di sviluppo rurale 2000-2006” prevede in Emilia-Romagna la possibilità di concedere aiuti (azione 4 .

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 1 1 FERTILIZZAZIONE FERTILIZZAZIONE IN IN UN’AZIENDA UN’AZIENDA DELLA DELLA PIANURA PIANURA PIACENTINA PIACENTINA A PRODUZIONE INTEGRATA A PRODUZIONE INTEGRATA 21 I SUPPLEMENTI DI .

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli

SCHEDA SCHEDA 1 1
L’azienda sperimentale “Vittorio Tadini” , si estende su di una superficie complessiva di circa 92 ettari, di cui 83 di superficie agricola utilizzata, costituiti da un unico corpo irrigabile nel comune di Gariga di Podenzano (PC) e si trova a quote comprese tra i 93 e gli 82 metri sul livello del mare. L’azienda è nell’alta pianura piacentina, in un’area caratterizzata dalla presenza di antiche ed estese superfici a substrato ghiaioso (paleoconoidi), dovute ai forti depositi da parte dei fiumi Nure e Trebbia in epoche caratterizzate da grandi mutamenti climatici. Analizzando in dettaglio l’area occupata dall’azienda, si possono vedere due distinte parti, separate da una breve scarpata di 3-4 metri in direzione NE-SO. La prima parte, più elevata, che occupa la porzione sud-orientale dell’azienda, è leggermente ondulata ed ha una pendenza media dell’1 per cento; la seconda è presente nella parte nord-occidentale ed è praticamente piana, con una pendenza media dello 0,8 per cento. L’attività dell’azienda prevede l’organizzazione e la gestione di prove sperimentali nel settore agronomico, con particolare riguardo alle colture foraggere, ai cereali e al pomodoro da industria ed in quello zootecnico (indirizzato all’allevamento di bovini da latte). L’indirizzo produttivo è di tipo misto: foraggerozootecnico, cerealicolo e orticolo da industria (pomodoro). L’attività zootecnica aziendale consiste di 120 vacche in produzione e circa 120 capi in allevamento. Le principali produzioni aziendali sono il pomodoro (9.000 quintali/anno) ed il latte (10.000 quintali/anno) entrambe conferite a cooperative di trasformazione. terazione dello stesso. Oltre a ciò si rilevano anche suoli “derivati” da quelli principali, per l’attività di spianamento artificiale ad opera dell’uomo, delle scarpate inizialmente presenti con relativa “decapitazione” di alcuni suoli e ricoprimento di altri. La distribuzione dei suoli nella superficie aziendale è già stata illustrata nella parte generale (vedi pag. 13) , come esempio delle modalità di campionamento. Sono state inoltre rilevate unità di campionamento riferibili a suoli diversi dai precedenti, apparentemente più evoluti e privi di substrato ghiaioso entro 150 centimetri, per le quali il rilevamento condotto non ha evidenziato una continuità ed estensione sufficienti, a caratterizzarli più approfonditamente ed a rappresentarli su carta. Di seguito si riportano le schede del Catalogo, a cura del Servizio Sviluppo Agricolo e del Servizio Cartografico della Regione Emilia-Romagna, inerenti le due tipologie di suolo prevalenti (vedi box a pag. 23 e pag. 24).

Unità od aree omogenee di gestione
L’azienda “Tadini” può essere suddivisa in tre aree distinte (fig.1): ᕃ la zona nord, in cui si coltivano prevalentemente pomodoro, mais, frumento e medica. È un’area tipicamente irrigua che riceve, a causa della frequente e diffusa presenza di pomodoro, elevati apporti di letame e concimi fosfatici e potassici (zona rossa); ᕄ la zona centrale, irrigabile con qualche difficoltà e che, rispetto alla zona sud, riceve meno letame e nella quale più raramente si coltiva il pomodoro (zona gialla);
Segue a pag. 25

I suoli aziendali
Nell’azienda si rileva una forte variabilità del suolo, dovuta alle diverse età delle superfici, alla profondità dello strato ghiaioso ed al grado ed intensità di al-

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I SUPPLEMENTI DI

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli

SCHEDA SCHEDA 1 1

I suoli “Barco”
QUALITÀ AGRONOMICHE DEL SUOLO I suoli “Barco” sono condizionati dall’elevato contenuto in limo e dall’assenza di calcare. Il substrato ghiaioso, presente entro circa 150 centimetri di profondità, può influenzare negativamente la ritenzione idrica. Questi suoli hanno una discreta capacità di trattenuta di elementi chimici; tuttavia in alcune situazioni possono presentare leggere carenze in potassio. • La profondità utile per le radici delle piante è elevata o molto elevata. • Il rischio di formare crosta superficiale è moderato. • La resistenza meccanica alle lavorazioni è scarsa ed il tempo di attesa per la loro esecuzione è breve. • La percorribilità è buona. • La permeabilità è media. • La capacità in acqua disponibile è moderata. • La disponibilità di ossigeno è buona. • La capacità di accettazione delle piogge è molto alta. • La capacità di scambio cationico è media, bassa in condizioni di scarsa dotazione di sostanza organica; il complesso di scambio è solo in parte saturato da basi. • La capacità depurativa è molto alta, moderata solo quando la reazione è debolmente acida. • Il calcare attivo è assente. • La salinità è assente. • La sodicità è assente. ALCUNI CONSIGLI PER LA CONDUZIONE AGRONOMICA E LA SALVAGUARDIA AMBIENTALE Sistemazione e coltivazione. Il rapido e naturale sgrondo delle acque e la facilità di lavorazione non richiedono particolari pratiche di sistemazione. La lavorazione del suolo troppo bagnato provoca la formazione di piccole zolle compatte, che richiedono alcune stagioni per la loro disgregazione. (Foto Riccioni) Si consiglia inoltre di evitare le lavorazioni del suolo troppo asciutto, con organi rotativi che portano alla produzione di polveri. Sono sufficienti 2-3 giorni di attesa per entrare in campo ed effettuare le lavorazioni, dopo le piogge che hanno portato il suolo a superare la capacità di campo. Scelta delle colture. Non esistono limitazioni significative alla coltivazione di erbacee, arboree e vite. Per le colture arboree, è consigliabile la scelta di portinnesti e di varietà a limitato sviluppo vegetativo. Non esistono particolari limitazioni per le colture di secondo raccolto. È da evitare l’irrigazione per scorrimento. La possibile formazione di croste superficiali consiglia di scegliere sistemi di adacquamento e portate che evitino un effetto battente sulla superficie del suolo; particolari cautele sono richieste specialmente nel periodo primaverile-estivo, in caso di irrigazioni di soccorso dopo le semine primaverili e di colture di secondo raccolto, per evitare alle piantine difficoltà di emergenza. Nella scelta dei concimi ci si deve orientare su quelli alcalini e/o ricchi di calcio, per evitare possibili rischi di acidificazione del suolo. Sono inoltre consigliati apporti di sostanza organica che, migliorando la struttura, riducono anche il fenomeno dell’incrostamento superficiale. La buona disponibilità in ossigeno incrementa la mineralizzazione della sostanza organica, favorendo l’attività di decomposizione meccanica e biochimica. Durante alcuni periodi, a causa dei limitati valori di infiltrabilità nel terreno e per evitare i rischi di ruscellamento dei liquami nelle acque superficiali, si consiglia il frazionamento degli apporti e l’interramento dei liquami, oltre alla rottura delle croste superficiali.

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I SUPPLEMENTI DI

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli

(Foto Diateca “Agricoltura”)

SCHEDA SCHEDA 1 1

I suoli “Confine”
QUALITÀ AGRONOMICHE DEL SUOLO I suoli “Confine” sono condizionati dall’elevato contenuto di ghiaia, spesso presente a partire da meno di un metro di profondità. Questi suoli hanno una limitata capacità di trattenuta di elementi chimici, ed occorre quindi apportare gli elementi fertilizzanti con attenzione. • La profondità utile per le radici delle piante è moderatamente elevata o molto elevata. • Il rischio di crosta superficiale è da assente a forte. • La resistenza meccanica alle lavorazioni è moderata e il tempo di attesa per la loro esecuzione è breve. • La percorribilità è buona. • La permeabilità è media. • La capacità in acqua disponibile è bassa o moderata. • La disponibilità di ossigeno è buona. • La capacità di accettazione delle piogge è molto alta. • La capacità di scambio cationico è media, ma a partire da circa 60-80 centimetri di profondità risulta bassa; il complesso di scambio è saturato in gran parte da cationi bivalenti. • La capacità depurativa è bassa. • Il calcare attivo è assente. • La salinità è assente. • La sodicità è assente. ALCUNI CONSIGLI PER LA CONDUZIONE AGRONOMICA E LA SALVAGUARDIA AMBIENTALE Sistemazione e coltivazione. Il rapido e naturale sgrondo delle acque e la facilità di lavorazione non richiedono particolari pratiche di sistemazione. Le lavorazioni devono essere effettuate utilizzando macchine di media potenza, ma con organi lavoranti particolarmente robusti, per evitare rotture causate dai ciottoli presenti. Sono sufficienti 2-3 giorni di attesa, per entrare in campo ed effettuare le lavorazioni, dopo piogge che hanno portato il suolo a superare la capacità di campo. Scelta delle colture. Non esistono limitazioni significative a colture erbacee, arboree e vite. Per le colture arboree si consiglia di intervenire con irrigazioni di soccorso durante la stagione estiva; per la scelta di portinnesti e varietà è meglio orientarsi su quelli a maggiore resistenza agli stress idrici. Non esistono particolari limitazioni per le colture di secondo raccolto. Non ci sono problemi speciali di tecnica irrigua. Le irrigazioni non assumono solo il carattere di “soccorso” ma, praticamente per tutta la stagione vegetativa delle colture estive, è necessario intervenire sistematicamente con turni irrigui, dipendenti dalle esigenze delle colture. La scelta dei concimi si deve orientare su quelli alcalini e/o ricchi di calcio per evitare possibili rischi di acidificazione del suolo; i concimi con scarsa capacità di essere assorbiti verranno dilavati molto facilmente e velocemente. Sono consigliati apporti di sostanza organica che, migliorando la struttura del suolo, ne aumentano la capacità di trattenere umidità ed elementi fertilizzanti. La buona disponibilità in ossigeno incrementa la mineralizzazione della sostanza organica, favorendo l’attività di decomposizione meccanica e biochimica. La presenza di scheletro abbondante, a partire da meno di un metro di profondità, può causare un rischio di inquinamento profondo ed occorre quindi frazionare molto gli apporti di liquami e anche di concimi azotati in genere.

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I SUPPLEMENTI DI

medica e prati polifiti. molto sporadicamente.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 1 1 Segue da pag. prati polifiti e. 2 Carta delle aree omogenee di gestione dell’azienda “Tadini”. frumento e medica. vediamo nella pagina seguente un piano di concimazione relativo al pomodoro da industria per l’area A ed al mais da trinciato per l’area B. quelle riguardanti la conduzione agronomica. Fig. con rotazioni di frumento. riceve poche letamazioni Per praticità è opportuno individuare dei limiti che non taglino gli appezzamenti. 25 I SUPPLEMENTI DI . medica.Aree omogenee per tipo di avvicendamento colturale nell’azienda sperimentale “Tadini”. 100 m 100 m Area irrigua con rotazioni di pomodoro. Dopo aver così individuato le aree omogenee. 1 . frumento. 2) si ottiene aggiungendo graficamente alle informazioni relative ai suoli. riceve meno letame Area raramente irrigata. La carta delle aree omogenee di gestione (fig. solo occasionalmente viene irrigata e riceve letamazioni (zona verde). mais. elevati apporti di letame Area irrigabile con maggiori difficoltà. Fig. medica e sporadicamente pomodoro. con rotazioni di mais. di mais e pomodoro. a titolo di esempio. 22 ᕅ la zona sud caratterizzata da rotazioni di frumento. le unità omogenee così individuate sono distinte con lettere dell’alfabeto.

120 di P2O5 e 300 di K2O.5 chilogrammi) Tutto Np (azoto pronto) perso per piogge superiori a 250 millimetri Effetto negativo della precessione Quantità calcolata come 1% dell’azoto totale. valore ricavato dalla specifica tabella dei disciplinari di produzione integrata (parte generale. Considerata la frequenza di distribuzione si utilizza un coefficiente di recupero pari a 0. (valido per un terreno di tessitura “media” con rapporto C/N basso).35 ed è valutato come basso. (g/kg) 1. tab.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 1 1 AREA OMOGENEA A ESEMPIO DI PIANO DI CONCIMAZIONE DEL POMODORO DA INDUSTRIA Dati necessari per la stesura del piano di concimazione 1 . Piovosità autunno-invernale (dal 1° ottobre al 31 gennaio) Bilancio semplificato dell’azoto. trattandosi di un terreno di medio impasto è stimato pari a 1.Dati agronomici e meteorologici Resa ipotizzata per il pomodoro Asportazioni unitarie del pomodoro Condizioni del terreno all’impianto Coltura precedente (precessione) Impiego di fertilizzanti organici negli anni precedenti Disponibilità di elementi nutritivi in conseguenza dei precedenti impieghi di fertilizzanti organici 70 tonnellate/ettaro Azoto=2. pari a un volume di terreno di 2. (%) 0 Povero Sost. PARAMETRO Na (azoto necessario alla coltura) Perdite per lisciviazioni in autunno-inverno Nr (azoto immobilizzato a causa della precessione) Totale uscite Np (azoto pronto) KG/HA 175 33 10 218 33 NOTE Ottenuti moltiplicando la resa prevista (70 tonnellate ) per l’assorbimento unitario (2.Caratteristiche chimico fisiche del terreno Parametro Sabbia Limo Argilla (%) Valore 9 70 21 Giudizio Franco-limoso (medio impasto) pH 6. org.000 metri cubi ed ad un peso di 2. 2 .O. (%) 1. K2O=4 (chilogrammi/tonnellata) Ben preparato (aerato) Mais da granella con stocchi asportati Distribuzione regolare di letame bovino. ogni 2 anni. quantitativo medio 30 t/ha.3.600 tonnellate. in forma assimilabile per le colture. valore ricavato dalla specifica tabella dei disciplinari di produzione integrata (parte generale.3. 9) Quantità disponibile per la coltura Differenza tra uscite ed entrate SEGUE Nm (mineralizzazione della sostanza organica) (1) 35 Ns (azoto derivato da precedenti apporti organici ) (1) Totale entrate Da apportare coi fertilizzanti 34 102 218 . Per la stima di Np e Nm si fa riferimento ad una profondità del terreno di 20 centimetri.5. le seguenti quantità di elementi:45 kg di azoto. 36 kg di P2O5 e 90 kg di K2O 350 millimetri.73 Sub acido CaCO3 tot. il rapporto (C/N) tra il carbonio e l’azoto è 8.26 Normale P2O5 (ppm) 89 Elevato K2O (ppm) 78 Scarso Dalle caratteristiche chimico-fisiche si ricava che: il peso specifico apparente del suolo. K2O=10 e sostanza secca al 25% Ogni letamazione apporta 150 kg di azoto. P2O5= 4. tab.102 = 116 26 I SUPPLEMENTI DI . con titoli (‰): N=5. P2O5=1. Per i processi di mineralizzazione sono disponibili annualmente.81 Normale Azoto tot. 8) Quantità calcolata utilizzando un coefficiente 2 di mineralizzazione della S.

arricchimento e lisciviazioni) e le disponibilità è di 458 kg di K2O [(280 + 226 + 20) . a 95 p.300 = 90 chilogrammi di potassio che fanno aumentare la concentrazione di elemento nel terreno da 78 p. Il completamento dell’arricchimento potrà essere effettuato l’anno successivo Perdite per lisciviazione Disponibilità per precedenti apporti organici (1) Da apportare coi fertilizzanti 20 68 300 NOTE: 1)Le quantità di elemento ipoteticamente disponibili nel corso dell’intero anno sono state ridotte del 25% in quanto la coltura del pomodoro è presente per un coefficiente tempo di 0. perché dei 36 chilogrammi di P2O5 che si liberano dal letame (come ricavato dai “dati agronomici e meteorologici” di partenza) la coltura ne utilizza solo 27.38 Perdita stimata in funzione del contenuto di argilla Quantità a disposizione della coltura In realtà la differenza tra le necessità (asportazioni.p. e di cui si dovrà tenere conto nel bilancio dell’anno successivo. è che il fosforo nel terreno alla fine del ciclo colturale è in eccesso.. è che il potassio nel terreno alla fine del ciclo colturale è aumentato. 27 I SUPPLEMENTI DI .m. che è di 120 ppm). Il terreno quindi ha aumentato la sua dotazione.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 1 1 Concimazione fosfatica PARAMETRO Asportazione del pomodoro Disponibilità per precedenti apporti organici (1) Da apportare coi fertilizzanti KG/HA 70 27 70 . L’apporto massimo ammesso in un anno è però solo di 300 kg/ha di K2O. che risulta dal calcolo del piano di concimazione. anch’esso ricavato dai “dati agronomici e metereologici” di partenza. Quindi 390 . valore che classifica il terreno come “scarso” .75. Per compensare i fenomeni di fissazione del potassio si è utilizzato un coefficiente moltiplicatore di 1.m. perché dei 390 chilogrammi di K2O che sono disponibili per il terreno (300 da apporto di concimi + 90 che si liberano dal letame. Concimazione potassica PARAMETRO Asportazione del pomodoro Arricchimento del terreno KG/HA 280 226 NOTE Ottenuta moltiplicando la resa prevista (70 tonnellate) per l’ assorbimento unitario (4 chilogrammi) Quantità calcolata per un volume di terreno di 3. Anche in questo caso.68]. Restano quindi 9 chilogrammi (36 -27) di P2O5 che modificano in meglio il terreno. pur rimanendo “scarso” e di questo fatto occorre tener conto nel bilancio dell’anno seguente.27 = 43 NOTE Ottenuta moltiplicando la resa prevista (70 tonnellate) per l’assorbimento unitario (1 chilogrammo) Quantità a disposizione della coltura Differenza tra asportazioni e disponibilità Un dato importante.000 m3 (30 centimetri di profondità). il cui contenuto in fosforo era per altro già considerato “elevato” . un dato importante che risulta dal calcolo del piano di concimazione. come ricavato dai “dati agronomici e metereologici” di partenza) la coltura ne utilizza solo 300 (280 di asportazione e 20 di perdite di liscivazione). (parti per milione).p. e volendo elevare il tenore di K2O di 42 parti per milione (dal dato di analisi di 78 alla soglia di normalità per un terreno di medio impasto.

Considerata la frequenza di distribuzione si utilizza un coefficiente di recupero dello 0. valore ricavato dalla specifica tabella 9 (parte generale) dei disciplinari di produzione integrata Quantità disponibile per la coltura Differenza tra uscite ed entrate Ns (azoto derivato da precedenti apporti organici ) (1) Totale entrate Quantità di azoto da apportare coi fertilizzanti 23 87 283 . pari a un volume di terreno di 2. le seguenti quantità di elementi: 30 kg di N. (g/kg) 1. P2O5=1.6 Normale Azoto tot. (%) 0 Povero Sost.000 metri cubi ed ad un peso di 2. con titoli (‰): N=5.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 1 1 AREA OMOGENEA B ESEMPIO DI PIANO DI CONCIMAZIONE DEL MAIS DA TRINCIATO Dati necessari per la stesura del piano di concimazione 1 . K2O=3.7. P2O5= 4. 120 di P2O5 e 300 di K2O.Dati agronomici e meteorologici Resa ipotizzata per il mais trinciato Asportazioni unitarie del mais Condizioni del terreno all’impianto Coltura precedente (precessione) Impiego di fertilizzanti organici negli anni precedenti Disponibilità di elementi nutritivi conseguente ai precedenti impieghi di fertilizzanti organici 65 tonnellate/ettaro Azoto=3. trattandosi di un terreno di tessitura “media” è stimato pari a 1.2.8 Sub acido CaCO3 tot.O. org. K2O=10 e sostanza secca al 25% Ogni letamazione apporta 150 kg di N.38 ed è valutato come basso.3.7 kg) Tutto Np (azoto pronto) perso per piogge maggiori di 250 millimetri Effetto negativo della precessione Quantità calcolata come 1% dell’azoto totale. il rapporto (C/N) tra il carbonio e l’azoto è 7 .600 tonnellate.6. Per la stima di Np e Nm si fa riferimento ad una profondità del terreno di 20 centimetri.87 = 196 28 I SUPPLEMENTI DI .Caratteristiche chimico fisiche del terreno Parametro Sabbia Limo Argilla (%) Valore 12 66 22 Giudizio Franco-limoso (medio impasto) pH 6. (%) 1. PARAMETRO Na (assorbimento del mais da trinciato) Perdite per lisciviazioni in autunno-inverno Nr (azoto immobilizzato a causa della precessione colturale) Totale uscite Np (azoto pronto) Nm (mineralizzazione della sostanza organica) (1) KG/HA 240 33 10 283 33 31 NOTE Ottenuti moltiplicando la resa prevista (65 t) per l’ assorbimento unitario (3. 24 kg di P2O5 e 60 kg di K2O 350 millimetri Piovosità autunno-invernale (dal 1º ottobre al 31 gennaio) Bilancio semplificato dell’azoto. valore ricavato dalla specifica tabella 8 dei disciplinari di produzione integrata Quantità calcolata utilizzando un coefficiente 2 di mineralizzazione della S. in forma assimilabile per le colture. quantitativo medio 30 tonnellate/ettaro.5 (chilogrammo/tonnellata) Ben preparato (aerato) Orzo con paglia asportata Letame bovino ogni 3 anni.26 Normale P2O5 (ppm) 93 Elevato K2o (ppm) 107 Scarso Dalle caratteristiche chimico-fisiche si ricava che: il peso specifico apparente del suolo. Per i processi di mineralizzazionene sono disponibili annualmente. 2 . valido per un terreno di tessitura “media” con rapporto C/N basso.

perché dei 334 chilogrammi di K2O che sono disponibili per il terreno (274 da apporto di concimi + 60 che si liberano dal letame. come ricavato dai “dati agronomici e meterologici” di partenza) la coltura ne utilizza solo 248 (228 di asportazione e 20 di perdite di lisciviazione). arricchimento e liscivazioni: 228 + 71 + 20) e le disponibilità nel terreno (45) Perdite per lisciviazione Disponibilità per precedenti apporti organici (1) Da apportare coi fertilizzanti 20 45 274 NOTE: 1)Le quantità di elemento ipoteticamente disponibili nel corso dell’intero anno sono state ridotte del 25% (coefficiente tempo del mais = 0. è che il fosforo nel terreno alla fine del ciclo colturale è calato di 80 chilogrammi. Il terreno quindi ha aumentato la sua dotazione.75). valore considerato “elevato” (come ricavato. (parti per milione). e volendo elevare il tenore di K2O di 13 parti per milione (dal dato di analisi di 107 ppm a 120 ppm. che risulta dal calcolo del piano di concimazione. perché rispetto ai 104 chilogrammi di P2O5 che servono alla coltura.. Quindi 334 . che rappresenta la soglia di normalità per un terreno di medio impasto).248 = 86 chilogrammi di potassio che fanno aumentare la concentrazione di elemento nel terreno da 107 p. Anche in questo caso. a 122 p. Concimazione potassica PARAMETRO Asportazione del mais da trinciato Arricchimento del terreno KG/HA 228 71 NOTE Ottenuta moltiplicando la resa prevista (65 tonnellate) per l’ assorbimento unitario (3. che è però ampiamento compensata dal naturale contenuto del suolo di 93 p. dai “dati agronomici e meteorologici” di partenza).4 Perdita stimata in funzione del contenuto di argilla Quantità a disposizione della coltura Differenza tra le necessità di potassio (asportazioni.000 m3 (30 centimetri di profondità).5 chilogrammi) Quantità calcolata per un volume di terreno di 3. (Foto Riccioni) 29 I SUPPLEMENTI DI .6 chilogrammi) Quantità a disposizione della coltura La differenza tra asportazioni e disponibilità è in realtà di 86 kg (104 . pur rimanendo “scarso” e di questo fatto occorre tener conto nel bilancio dell’anno seguente.. anch’esso ricavato dai “dati agronomici e meterologici” di partenza.m. valore che classifica il terreno come “scarso” . un dato importante che risulta dal calcolo del piano di concimazione è che il potassio nel terreno alla fine del ciclo colturale è aumentato.m. anche in questo caso.p. Per compensare i fenomeni di fissazione del potassio si è utilizzato un coefficiente moltiplicatore di 1.p.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 1 1 Concimazione fosfatica PARAMETRO Asportazione del mais da trinciato Disponibilità per precedenti apporti organici (1) Da apportare coi fertilizzanti KG/HA 104 18 0 NOTE Ottenuta moltiplicando la resa prevista (65 tonnellate) per l’assorbimento unitario (1. Si ha quindi una perdita di fosforo nel terreno. ma di cui si terrà negli anni seguenti. ma non occorre apportare fosforo perché nel terreno il contenuto di tale elemento è molto elevato Un dato importante. dal letame (come ricavato dai “dati agronomici e meterologici” di partenza) se ne liberano solo 24.18).m.p.

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli (Foto Diateca “Agricoltura”) 30 .

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 2 2 FERTILIZZAZIONE FERTILIZZAZIONE IN IN UN’AZIENDA UN’AZIENDA DELLA DELLA PIANURA PIANURA REGGIANA REGGIANA A PRODUZIONE INTEGRATA A PRODUZIONE INTEGRATA 31 I SUPPLEMENTI DI .

Tab. classificati nella cartografia regionale: * suoli A: suoli agricoli molto profondi. 1). generalmente a tessitura argilloso-limosa. barbabietola e frumento tenero. Descrizione dei suoli aziendali Si sono individuati due tipi di suoli principali. generalmente a tessitura franco-argillosa. ha una estensione di 37 ettari ed un orientamento produttivo suddiviso a vigneto (20 ettari) ed a seminativo in rotazione (17 ettari) con: prato. 1 .Unità omogenee di gestione nell’azienda di Novellara (RE).Rappresentazione geografica dei suoli “Risaia del Duca” rilevati nell’azienda localizzata a Novellara (RE). 1 .Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 2 2 L’azienda considerata è localizzata a Novellara (RE). molto calcarei. simili ai suoli Sant’Omobono franco-argilloso-limoso. (Fonte: Carta regionale dei suoli dell’Emilia-Romagna. UNITÀ TIPO OMOGENEE DI SUOLO DI GESTIONE ROTAZIONE ED AVVICENDAMENTO COLTURALE PRATICHE AGRONOMICHE ADOTTATE PER LE SINGOLE COLTURE I Suolo A Frumento Erpicatura Zappatura Concimazione Barbabietola Aratura Zappatura Concimazione Prato (presente da 4 anni) II Suolo A Sfalcio Unità od aree omogenee di gestione Nell’azienda sono state individuate cinque “unità omogenee di gestione” descritte nella tabella 1.000) 32 I SUPPLEMENTI DI . scala 1:250. simili ai suoli “Risaia del Duca argilloso-limosa” (fig. N W S E Vigneto di nuovo Fresatura lungo il filare impianto (preceduto (inerbimento al 50%) da seminativo) Concimazione di mantenimento Vigneto con più di 20 anni Fresatura lungo il filare (inerbimento al 50%) Concimazione di mantenimento Erpicatura Zappatura Concimazione Aratura Zappatura Concimazione Irrigazione (una volta l’anno) Irrigazione (una volta l’anno) Concimazione di mantenimento Fresatura lungo il filare (inerbimento al 50%) III Suolo A IV Suolo B Frumento Barbabietola Suoli Risaia del Duca Limiti unità cartografiche V Suolo B Vigneto Fig. moderatamente drenati. * suoli B: suoli agricoli molto profondi. molto calcarei e ben drenati.

2 . dell’argilla rispetto alle frazioni più grossolane. Possono presentare qualche difficoltà nella pre- Tab.4 492 24 1.6 4 48 48 7.vigneto > 20 anni III . secondariamente. Nella tabella 2 sono indicati i valori di analisi delle principali unità omogenee.7 286 26 1. I suoli A hanno caratteristiche fisiche condizionate dalla prevalenza del limo e.000) 20 51 29 7.30 cm 30-60 cm ANALISI Sabbia totale (50-2.2 20 56 24 7.Seminativo in rotazione V .3 518 29 1.3 468 22 1. La conduzione agronomica Per una corretta coltivazione dei terreni.Analisi chimico-fisiche delle principali unità omogenee. Nelle figure 2 e 3 sono rappresentate le diverse unità omogenee di gestione ricavate con il sistema già illustrato a pagina 14.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 2 2 I . 2 e 3 . in base ai campioni di terreno prelevati in azienda alle diverse profondità. UNITÀ OMOGENEA DI GESTIONE II (Suolo A) 0-30 cm 30-60 cm UNITÀ OMOGENEA DI GESTIONE IV (Suolo B) 0-30 cm 0-60 cm UNITÀ OMOGENEA DI GESTIONE V (Suolo B) 0 .Individuazione delle unità omogenee di gestione.Seminativo IV . sono necessarie alcune considerazioni.2 2 41 57 7.7 9 6 2.000 micron) Limo totale (2-50 micron) Argilla (inferiore a 2 micron) pH CaCo3 totale (%) CaCo3 attivo (%) Sostanza organica (%) K2O assimilato (mg/kg) P2O5 assimilato (mg/kg) Azoto totale (per 1.Vigneto Figg.9 11 3 1.7 – – – – – – – – – – 5 46 49 7.9 290 23 1.8 11 3 1. ai fini della valorizzazione produttiva e della salvaguardia ambientale.vigneto di nuovo impianto II .7 33 I SUPPLEMENTI DI .6 9 7 2.7 9 6 2.

Lavorazione del terreno. si provoca la formazione di zolle che divengono compatte e dure allo stato secco. mentre la lavorazione a due strati (aratura a 30 centimetri più ripuntatura a 50 centimetri) può costituire. specialmente se c’è la presenza di “suola” e/o preparazione del terreno non ottimale. con lo scopo di incidere l’eventuale “suola” e facilitare quindi l’infiltrazione in profondità dell’acqua. si adotta. Sono infatti possibili fenomeni di ristagno superficiale. In tal caso. L’elevato contenuto di argilla. però. che si riescono a disgregare solo con numerosi passaggi di organi che frantumano energicamente il terreno. Comunemente si adotta l’aratura a 40 centimetri. quali baulature e fossi di scolo profondi. Queste ultime devono essere effettuate in buone condizioni di umidità. Nei suoli A se si lavora il suolo troppo umido. anche in questo caso. da effettuarsi a profondità superiori a quella adottata per le arature. a profondità in genere superiori a 80 centimetri ed in particolare nel periodo inverno-inizio primavera. Le lavorazioni per la preparazione del letto di semina devono tenere conto della tendenza di questi suoli alla formazione della crosta superficiale: è consigliabile intervenire con erpici a denti fissi a ridosso delle semine. evitando di raggiungere uno sminuzzamento troppo spinto. per migliorare la percorribilità del campo e per aumentare il contenuto di sostanze organiche nel suolo. L’uso dell’aratro talpa può risultare efficace nel migliorare le condizioni generali di drenaggio di questi suoli. a causa di una temporanea presenza di sottili livelli acquiferi sospesi. Se si lavora il suolo troppo bagnato si provoca la formazione di zolle che divengono compatte e dure allo stato secco. le baulature ed i fossi di scolo profondi. purché si abbia la possibilità di irrigare. Le difficoltà di drenaggio rendono necessaria una efficiente rete scolante per l’allontanamento delle acque in eccesso. Possono anche essere opportune delle periodiche scarificature. Le soluzioni comunemente più adottate sono gli interventi di sistemazioni agrarie. Sono soggetti ad intensa fessurazione nel periodo secco. ma d’altro canto offrono un elevato spessore – dotato di buona fertilità naturale ed elevata capacità di trattenere l’acqua disponibile per le piante – che non pone limiti significativi all’approffondimento e all’esplorazione dell’apparato radicale dell piante. Nei suoli B risulta problematico trovare le condizioni ottimali per effettuare le lavorazioni principali. I suoli B presentano difficoltà nello sgrondo delle acque a causa della bassa permeabilità degli strati più profondi. Nei suoli A il controllo delle acque in eccesso è talvolta necessario per migliorare l’accessibilità e la praticabilità dei campi. per questi suoli. comunemente l’aratura 34 I SUPPLEMENTI DI .Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 2 2 parazione dei letti di semina. conferisce a questi suoli una buona fertilità naturale. Lavorando il suolo troppo secco si creano invece zolle di grandi dimensioni. sono molto adesivi e plastici e richiedono una notevole tempestività nell’esecuzione delle lavorazioni. un’efficace alternativa all’aratura tradizionale. I suoli B hanno caratteristiche fisiche dovute principalmente all’elevato contenuto in argilla. Le soluzioni comunemente adottate sono. Possono insorgere problemi anche per il ristagno profondo. Nei casi in cui non si riesce ad evitare la formazione della crosta. ed hanno bisogno di alcuni mesi per disgregarsi completamente. è necessario intervenire con un rompicrosta. Dopo la raccolta delle colture autunno-vernine. Sistemazione e conservazione del suolo. in genere si riesce a lavorare il terreno in condizioni ottimali. Nei frutteti e nei vigneti è opportuno lasciare inerbito l’interfilare.

che limita severamente l’utilizzo di specie quali noce. dopo la raccolta delle colture a ciclo estivo. Questi suoli presentano anche limitazioni classificate da “moderate/severe” per la crescita delle principali specie forestali utilizzabili nella pianura emiliano-romagnola. I suoli A non presentano particolari limitazioni alla crescita delle colture erbacee. di soia di classe 0-1. Il “Catalogo dei suoli della pianura emiliano-romagnola” della Regione Emilia-Romagna valuta per la coltura della vite diverse limitazioni classificate come “moderate/severe” per i suoli del tipo “Risaia del Duca argilloso-limosa” (tab. Viceversa. Scelta delle colture agrarie e forestali. può costituire. per le colture autunno-vernine. in condizioni di terreno umido. oppure. è meglio effettuare una lavorazione leggera (ad esempio un’estirpatura). Nelle colture arboree in assenza di irrigazione. 35 I SUPPLEMENTI DI . se possibile. dalla fessurabilità. piuttosto che intervenire con arature “fuori tempera” . Nei suoli B le principali limitazioni della gestione agronomica sono dovute alla difficile praticabilità. L’assenza di problemi particolari di gestione permette di orientarsi verso varietà colturali con cicli medi o lunghi. di barbabietole di classe E o EN da estirpare entro i primi giorni di settembre. è opportuna la scelta dei portinnesti con maggiore resistenza al calcare attivo. 3).Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 2 2 a 40 centimetri o la lavorazione a due strati che. un’efficace alternativa all’aratura tradizionale. dovute a: * un elevato contenuto in argilla. non sempre si incontrano condizioni ideali per le lavorazioni del terreno. la semina su sodo arando poi. In tal modo si può evitare di raccogliere in periodi a rischio di piogge e si può avere un intervallo maggiore per la preparazione del suolo. rovere. varietà di mais delle classi 500-600. Questi suoli non presentano limitazioni rilevanti per la crescita delle principali specie forestali utilizzabili nella pianura emiliano-romagnola. in funzione della coltura successiva. dagli eccessi di umidità e dalla salinità. ciliegio. Queste limitazioni suggeriscono di scegliere tra le colture erbacee varietà a ciclo medio o breve: ad esempio. anche per questi suoli. per le specie dotate di apparati radicali più profondi ed in situazioni in cui gli strati di terreno a concentrazione elevata di calcare sono più in superficie. La crescita delle colture arboree può essere limitata. ed ai ristretti tempi in cui il terreno è lavorabile. In questi casi. in maniera significativa. con terreno gelato per la semina di colture primaverili.

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 2 2 Tab.Limitazioni alle colture di ciliegio e noce da legno nei suoli “Risaia del Duca”. con suolo di tipo A. PORTAINNESTI CARATTERISTICHE DEL SUOLO LIMITAZIONI SPECIE FORESTALI CARATTERISTICHE DEL SUOLO LIMITAZIONI 420A 10 Richter Kober 5BB SO4 Teleki 5C 225 Ruggeri 140 Ruggeri 1103 Paulsen 3309 Courdec Tessitura Moderate Fessurabilità del suolo Severe Calcare attivo Da assenti o molto lievi a moderate Reazione (pH) Moderate Salinità Da assenti o molto lievi a severe Profondità utile Moderate Disponibilità Moderate di ossigeno Tessitura Moderate Fessurabilità del suolo Severe Calcare attivo Da assenti o molto lievi a moderate Reazione (pH) Severe Salinità Da assenti o molto lievi a severe Profondità utile Moderate Fessurabilità del suolo Moderate Reazione (pH) Moderate Salinità Da assenti o molto lievi a severe Profondità utile Moderate Fessurabilità del suolo Moderate Reazione (pH) Moderate Salinità Da assenti o molto lievi a severe Tessitura Moderate Fessurabilità del suolo Severe Calcare attivo Da assenti o molto lievi a moderate Reazione (pH) Moderate Salinità Da assenti o molto lievi a severe Ciliegio Noce (Juglans regia) Tessitura Moderate Fessurabilità del suolo Moderate Calcare attivo Da assenti o molto lievi a severe Salinità Da moderate a severe Prodonfità utile Moderate Disponibilità Moderate di ossigeno Tessitura Severe Calcare attivo Da assenti o molto lievi a severe Salinità Da moderate a severe sorbo domestico e varie specie di tiglio. Il “Catalogo regionale dei suoli della pianura emiliano-romagnola” valuta per la crescita di noce e ciliegio da legno limitazioni “moderate/severe” per i suoli del tipo “Risaia del Duca argilloso-limosa” (tab. che in qualche periodo dell’anno si trovano anche a profondità di 60-80 centimetri. 3 . Il contenuto di argilla determina la formazione di crepacciature che possono danneggiare le radici delle piante e favorire la perdita di acqua per evaporazione. 4 . 36 I SUPPLEMENTI DI . Tab. 4).Limitazioni alla coltura della vite nel tipo di suolo “Risaia del Duca”. relativo all’area omogenea IV caratterizzata da un suolo di tipo B e per la vite nell’area omogenea II. * la presenza di orizzonti di suolo saturi d’acqua. in grado di limitare l’espansione e la profondità delle radici. Anche in questa scheda vediamo l’applicazione pratica di due piani di concimazione: per la barbabietola da zucchero.

è stimato pari a 1. (g/kg) 1.Caratteristiche chimico fisiche del terreno Parametro Sabbia Limo (%) (%) Valore 2 41 Giudizio Argilloso-limoso (fine) Argilla (%) 57 pH 7.7.Dati agronomici e meteorologici Resa ipotizzata per la barbabietola Asportazioni unitarie della barbabietola Condizioni del terreno all’impianto Coltura precedente (precessione) Piovosità autunno-invernale (dal 1° ottobre al 31 gennaio) 60 tonnellate/ettaro Azoto=2.9.000 metri cubi ed ad un peso di 2.7 Elevato P2O5 (ppm) 29 Basso K2O (ppm) 518 Molto elevato Dalle caratteristiche chimico-fisiche si ricava che: il peso specifico apparente del suolo. org.7 chilogrammi) Tutto Np (azoto pronto) perso per piogge superiori a 250 millimetri Effetto negativo della precessione Quantità calcolata come 1% dell’azoto totale. (%) 2. trattandosi di un terreno di tessitura “fine”. 2 . valore ricavato dalla tabella n.6 Sub alcalino CaCO3 (%) 9 Medio Sost. 9 dei disciplinari di produzione integrata Differenza tra uscite ed entrate Totale entrate Da apportare coi fertilizzanti 69 233 .3 Normale Azoto tot.5% (valido per un terreno di tessitura “fine” con rapporto C/N basso).8 ed è valutato come basso. K2O=3. dell’1. il rapporto (C/N) tra il carbonio e l’azoto è 7. P2O5=0. pari a un volume di terreno di 2.04 (chilogrammi/tonnellata) Non ben preparato (compattato) Grano tenero con paglia interrata 320 millimetri Bilancio semplificato dell’azoto Per la stima di Np e Nm si fa riferimento ad una profondità del terreno di 20 centimetri.2. 8 dei disciplinari di produzione integrata Quantità calcolata utilizzando un coefficiente di mineralizzazione della S.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 2 2 AREA OMOGENEA IV ESEMPIO DI PIANO DI CONCIMAZIONE DELLA BARBABIETOLA DA ZUCCHERO Dati necessari per la stesura del piano di concimazione 1 .400 tonnellate. valore ricavato dalla tabella n. PARAMETRO Na (azoto necessario alla coltura) Perdite per lisciviazioni in autunno-inverno Nr (azoto immobilizzato a causa della precessione) Totale uscite Np (azoto pronto) Nm (mineralizzazione della sostanza organica) (1) KG/HA 162 41 30 233 41 28 NOTE Ottenuti moltiplicando la resa prevista (60 tonnellate) per l’assorbimento unitario (2.69 = 164 37 I SUPPLEMENTI DI .O.

67).p. perché il terreno ha una dotazione di tale elemento molto elevata NOTE 1) Le quantità di elemento ipoteticamente disponibili nel corso dell’intero anno sono state ridotte del 33% (coefficiente tempo della barbabietola = 0.04 chilogrammi/tonnellata) Perdita stimata in funzione del contenuto di argilla del terreno Non occorre apportare potassio.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 2 2 Concimazione fosfatica PARAMETRO Asportazione della barbabietola Arricchimento del terreno KG/HA 54 7 NOTE Ottenuti moltiplicando la resa prevista (60 tonnellate) per l’assorbimento unitario (0. che rappresenta la soglia di normalità per un terreno con tessitura fine Somma delle asportazioni ed arricchimento Da apportare coi fertilizzanti 61 Concimazione potassica PARAMETRO Asportazione della barbabietola Perdite per lisciviazione Da apportare coi fertilizzanti KG/HA 182 10 0 NOTE Ottenuta moltiplicando la resa prevista (60 tonnellate) per l’asportazione unitaria (3. perché rispetto al contenuto “elevato” di 518 p. da 29 del dato di analisi a 30 parti per milione. Anche in questo caso. occorre tener conto nel bilancio dell’anno seguente.m.000 metri cubi (30 centimetri di profondità) e volendo elevare il tenore di P2O5 di 1 parte per milione. la coltura ne utilizza 192 (182 di asportazioni e 10 di perdite di lisciviazione). (Foto Diateca “Agricoltura”) 38 I SUPPLEMENTI DI .. dal calcolo del piano di concimazione. Il terreno ha quindi calato la sua dotazione di potassio che per altro rimane comunque sempre ampiamente disponibile ma di questo fattore.9 chilogrammi) Quantità calcolata per un volume di terreno di 3. ed in assenza di concimazione organica. si vede che il potassio nel terreno alla fine del ciclo colturale è diminuito. come ricavato dai “dati agronomici e meteorologici” di partenza.

6 Concimazione azotata Il fabbisogno di azoto della coltura va stimato utilizzando la seguente espressione: Fabbisogno di N (kg/ha) = [(produzione ipotizzata x asportazione unitaria frutti) + quota base] x coefficiente di compensazione delle perdite In questo esempio si stima un fabbisogno di 90 chilogrammi/ettaro di azoto.3. (g/kg) 1. trattandosi di un terreno di tessitura “media”. anche se di poco.Tali quantitativi coprono le asportazioni della coltura e corrispondono alla cosiddetta concimazione di “mantenimento” . insufficiente ed è quindi opportuno arricchirla.69. è stimato pari a 1.2 P2O5= 2. K2O=3 (chilogrammi/tonnellata) 30 chilogrammi/ettaro 1. org. (%) 1.2 Normale P2O5 (ppm) 26 Normale K2O (ppm) 286 Molto elevato Dalle caratteristiche chimico-fisiche si ricava che: il peso specifico apparente del suolo.2 ed è valutato come basso. il rapporto (C/N) tra il carbonio e l’azoto è 8.5 + 30) x 1. L ’apporto complessivo è di 35 kg/ha di P2O5.Caratteristiche chimico fisiche del terreno Parametro Sabbia Limo Argilla (%) (%) (%) Valore 20 56 24 Giudizio Franco-limoso (medio impasto) pH 7. 39 I SUPPLEMENTI DI . di superare annualmente tale apporto. perché la dotazione del terreno risulta. Per quanto riguarda il fosforo. per la vite.7 Normale Azoto tot. Concimazione fosfatica e potassica Il fabbisogno della coltura deve essere stimato utilizzando la seguente espressione: Fabbisogno (kg/ha) = (produzione ipotizzata x asportazione unitaria frutti) x coefficiente correttivo Per il fosforo si ottengono 25 chilogrammi/ettaro di P2O5 mentre per il potassio 86 chilogrammi/ettaro di K2O.2 = 90 La quantità da distribuire è però solo di 60 chilogrammi/ettaro di azoto perché il disciplinare di produzione integrata non ammette. 2 . al quantitativo sopra calcolato occorre aggiungere 10 chilogrammi.5.Dati agronomici e coefficienti da utilizzare nei calcoli Resa ipotizzata in uva per la vite Asportazioni da parte dei soli frutti Quota di base concimazione azotata Coefficiente per compensazione perdite della concimazione azotata Coefficiente correttivo per considerare le quantità di P2O5 e K2O che si localizzano nel legno e nelle foglie 18 tonnellate/ettaro Azoto=2.9 Sub alcalino CaCO3 t(%) 11 Ben dotato Sost. P2O5=0. poiché si ha: (18 x 2.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 2 2 AREA OMOGENEA II ESEMPIO DI PIANO DI CONCIMAZIONE DELLA VITE Dati necessari per la stesura del piano di concimazione 1 . K2O=1.

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli (Foto Diateca “Agricoltura”) 40 I SUPPLEMENTI DI .

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 3 3 FERTILIZZAZIONE FERTILIZZAZIONE IN IN UN’AZIENDA UN’AZIENDA DELLA DELLA PIANURA PIANURA SUD SUD ORIENTALE ORIENTALE BOLOGNESE A PRODUZIONE BOLOGNESE A PRODUZIONE INTEGRATA INTEGRATA 41 I SUPPLEMENTI DI .

* suoli “Rio Valle 3”. Entrambi i corsi d’acqua scorrono incassati di circa 1-2 metri rispetto al piano di campagna. che caratterizzano quasi la metà del territorio aziendale (colore marrone). che caratterizzano una fascia di ampiezza variabile lungo il corso del Rio Magione. presenti nell’appezzamento sud-orientale. si trova a quote comprese tra i 49 ed i 50 metri sul livello del mare e si estende su di una superficie complessiva di circa 9 ettari. riconducibili alla tipologia “Roncole Verdi argilloso-limosa con legame semplice e parziale”. in un’area prossima ai primi rilievi collinari. coltura orticola tipica di questo territorio. erbacee ed orticole. a differenze nel materiale di partenza. si ricollega con la distribuzione dei tre tipi di suolo prevalenti. Il limite occidentale dell’azienda è delimitato dal Rio Magione. alla presenza di aree probabilmente alluvionate in età diverse o “disturbate” da modeste e successive alluvioni provocate dal Rio Magione. L’unità A che ricade in suoli Rio Valle 3 (“Tegagna”) ed in parte in suoli Rio Valle 2 (“Medicina”). si individuano quindi tre unità omogenee di gestione: A. L’azienda fa parte del Centro interprovinciale sperimentazioni ambientali “Mario Neri” e viene utilizzata per attività di sperimentazione agronomica. Di seguito si riportano le schede del “Catalogo dei suoli di pianura” della Regione Emilia-Romagna relative alle tipologie di suolo prevalenti nell’azienda Rio Valle. ora dismessa ed incorporata negli appezzamenti. per una parte del suo corso. Fig. Si possono comunque distinguere tre principali tipologie di suolo come indicato in figura 1: * suoli “Rio Valle 1”. 1 Carta dei suoli dell’azienda Rio Valle. * suoli “Rio Valle 2” . il limite aziendale orientale. 42 I SUPPLEMENTI DI . È situata nella pianura bolognese. è quella presa in esame per esempio di piano di concimazione relativo alla patata (pagina 48). delimitato dal Rio del Molino di Loiano e dalla linea identificata da una ex carraia. ma ancora riconoscibile per l’abbondante pietrosità superficiale (colore arancio). legata a variazioni nel profilo del suolo. relativa alle tecniche di agricoltura sostenibile su colture erbacee ed orticole da pieno campo. Nell’azienda “Rio Valle” la distribuzione delle colture. mentre il Rio del Molino di Loiano la attraversa in direzione sud-nord delimitando.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 3 3 L’azienda “Rio Valle” ubicata a Poggio Grande. in direzione sud ovest-nord est (colore giallo). I suoli aziendali Nell’azienda si rileva una elevata variabilità dei suoli. nel territorio comunale di Castel San Pietro (BO). riconducibili alla tipologia “Medicina argilloso-limosa con legame semplice e parziale”. riconducibili alla tipologia “Tegagna franco-argilloso-limosa con legame semplice e parziale”. B e C.

Questi suoli hanno una buona capacità di trattenere gli elementi. • Il calcare attivo varia dal 2 al 14 per cento. • L’ inondabilità è rara (solo a 5 volte in 100 anni). • La profondità utile per le radici delle piante è molto elevata (più di 150 centimetri) sopra strati compatti a forte componente argillosa. che ne influenza il comportamento fisico-meccanico e nei confronti dell’acqua. • La capacità depurativa è molto alta. 43 I SUPPLEMENTI DI . • La fessurabilità è media. • La salinità è assente. • La disponibilità di ossigeno è da moderata a buona. • La permeabilità del suolo è lenta (superiore a 0.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 3 3 I suoli “Roncole Verdi” QUALITÀ AGRONOMICHE DEL SUOLO I suoli “Roncole Verdi” sono condizionati principalmente dal contenuto in argilla. • Il tempo di attesa per le lavorazioni è lungo.035 centimetri/ora). • La capacità di accettazione delle piogge è molto alta. • La sodicità è assente. • Il rischio di incrostamento superficiale è assente. (Foto Diateca “Agricoltura”) • La percorribilità è moderata per l’elevato rischio di sprofondamento. • La capacità in acqua disponibile è moderata o alta. • La resistenza meccanica alle lavorazioni è elevata per l’alto contenuto di argilla.

attraverso scelte oculate riguardo al loro volume (almeno 300 metri cubi/ettaro). per la dinamicità del suolo e l’elevato contenuto. per le eventuali difficoltà legate alla percorribilità del campo.). • La capacità di accettazione delle piogge è moderata. posti alla profondità di 80-100 centimetri. alla loro interdistanza (circa 20 metri). della moderata disponibilità di ossigeno. ecc. attraverso emungimenti sotterranei (ad esempio: drenaggio tubolare e aratro talpa). può essere di 8-12 metri. • La profondità utile per le radici è elevata. Possiedono inoltre una buona capacità di trattenere gli elementi chimici e non presentano problemi nutrizionali specifici. che consentano un rapido smaltimento delle acque. in condizioni di umidità ottimali. in assenza di drenaggi sotterranei. 44 I SUPPLEMENTI DI . Si consiglia di prestare attenzione al mantenimento dell’efficienza dei fossi. ALCUNI CONSIGLI PER LA CONDUZIONE AGRONOMICA E LA SALVAGUARDIA AMBIENTALE Sistemazione e coltivazione. Sono infatti necessari 6-8 giorni di attesa. • La permeabilità è bassa. • La capacità di scambio cationico è alta ed il complesso di scambio è saturato in gran parte da cationi bivalenti. Sono tuttavia sconsigliate. Scelta delle colture. Non ci sono limitazioni significative alla attuazione di colture erbacee e vite. Sono necessarie. in profondità. • La sodicità è assente. Questo suolo si avvantaggia di sistemi che facilitino l’eliminazione delle acque in eccesso. sistemazioni con affossature e baulature. La distanza tra i tubi drenanti. sono pochi. • La percorribilità è moderata o discreta. Una corretta regimazione delle acque in eccesso e una gestione oculata delle pratiche di lavorazione. • La resistenza meccanica alle lavorazioni è moderata o elevata e il tempo di attesa per la loro esecuzione è medio o lungo. • La disponibilità di ossigeno è moderata. sono necessarie per garantire elevati livelli di produttività. dopo piogge che hanno portato il suolo a superare la capacità di campo. • Il rischio di incrostamento superficiale è assente. • La capacità in acqua disponibile è moderata o alta. Malgrado queste tecniche. • La salinità è assente. i periodi in cui svolgere le lavorazioni del suolo. le colture che richiedano tempestività di raccolta (pisello da industria. mentre le colture arboree possono essere limitate a causa dell’elevato contenuto in argilla. • Il calcare attivo è basso in superficie e moderato in profondità.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 3 3 I suoli “Medicina” QUALITÀ AGRONOMICHE DEL SUOLO I suoli “Medicina” sono condizionati dall’elevato contenuto in argilla e dalla moderata disponibilità di ossigeno. di calcare attivo. per entrare in campo ed effettuare le lavorazioni. È quindi opportuno orientare la scelta dei portinnesti verso quelli con maggiore resistenza al calcare attivo e verso le combinazioni (varietà/portinnesto) con maggior resistenza agli eccessi di umidità che danno un buon vigore vegetativo. • La capacità depurativa è molto alta.

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 3 3 La tecnica irrigua deve necessariamente considerare la bassa permeabilità di questi suoli – essi sono di solito a lento inumidimento – si consiglia quindi di somministrare gli apporti idrici prima che sia raggiunto un elevato grado di essiccamento. a causa delle perdite di azoto gassoso. con relativa fessurazione del suolo. con volumi di adacquamento ridotti. (Foto Dell’Aquila) 45 I SUPPLEMENTI DI . È perciò necessario utilizzare turni irrigui ravvicinati. per possibile inquinamento delle acque superficiali e si può anche abbassare l’efficienza globale della concimazione. a partire da quando il contenuto di umidità del suolo è intorno al 40-50 per cento dell’acqua disponibile. In tali condizioni è sconsigliata la distribuzione al suolo di liquami zootecnici. La moderata disponibilità in ossigeno può influenzare negativamente i processi di mineralizzazione della sostanza organica. Gli apporti di sostanza organica – non nei periodi di saturazione idrica – migliorano la struttura del terreno ed agevolano l’allontanamento delle acque in eccesso. Non vi sono limitazioni nella scelta dei concimi.

assente solo in condizioni di buona dotazione di sostanza organica e con tessitura moderatamente fine (argilla superiore al 30 per cento). Sono necessari dai 3 ai 5 giorni di attesa (in funzione del contenuto in argilla nella parte superiore del suolo) per effettuare le lavorazioni. • Il calcare attivo è basso in superficie e moderato oltre i 90-100 centimetri di profondità. • La capacità di scambio cationico è alta ed il complesso di scambio è saturato in gran parte da cationi bivalenti. • La percorribilità è buona o discreta. • Il rischio di incrostamento superfi. in condizioni di suolo asciutto. Se nella frazione fine del terreno predomina nettamente la componente di limo. Scelta delle colture. • La profondità utile per le radici delle piante è elevata. • La salinità è assente.(Foto Diateca “Agricoltura”) ciale è di solito forte o moderato. sono sconsigliate le lavorazioni con organi rotanti. • La sodicità è assente.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 3 3 I suoli “Tegagna” QUALITÀ AGRONOMICHE DEL SUOLO I suoli “Tegagna” sono condizionati dall’elevato contenuto in limo che ne influenza il comportamento fisico-idrologico. • La permeabilità è media. Non sussistono limitazioni si- 46 I SUPPLEMENTI DI . • La capacità di accettazione delle piogge è molto alta. per evitare la formazione di polveri. Questi suoli hanno una buona capacità di trattenuta di elementi chimici e non presentano specifici problemi nutrizionali. dopo le piogge che hanno portato il suolo a superare la capacità di campo. La lavorazione del suolo troppo bagnato provoca la formazione di piccole zolle compatte che richiedono alcune stagioni per la loro disgregazione. ALCUNI CONSIGLI PER LA CONDUZIONE AGRONOMICA E LA SALVAGUARDIA AMBIENTALE Sistemazione e coltivazione. Per facilitare lo sgrondo delle acque in eccesso è opportuno curare l’efficienza della rete scolante. • La resistenza meccanica alle lavorazioni è scarsa o moderata e il tempo di attesa per la loro esecuzione è breve o medio. • La capacità depurativa è molto alta. • La capacità in acqua disponibile è alta. • La disponibilità di ossigeno è buona. Sono consigliate periodiche scarificature. da effettuarsi ad una profondità superiore a quella adottata per le arature. per incidere un’eventuale suola e facilitare così l’infiltrazione in profondità dell’acqua.

si assiste ad un aumento della possibilità di formazione di croste superficiali. all’interramento di tali materiali. La buona disponibilità in ossigeno influenza positivamente la mineralizzazione della sostanza organica. In questi casi si consiglia di scegliere sistemi di adacquamento e portate che evitino un effetto battente sulla superficie del suolo. Non esistono particolari problemi di tecnica irrigua. ed al fine di ridurre i rischi di ruscellamento dei liquami zootecnici in acque superficiali. eventualmente. Fertilizzazione. Sono consigliati apporti di sostanza organica che. in condizioni di incrostamento superficiale. per evita(Foto Riccioni) re che le piantine abbiano difficoltà di emergenza. Particolari cautele sono richieste. per evitare possibili rischi di acidificazione del suolo. sono consigliate tecniche indirizzate al frazionamento degli apporti. alla rottura delle croste ed. specialmente nel periodo estivo ed in caso di irrigazioni di soccorso dopo le semine di colture di secondo raccolto. riducono il rischio di formazione di croste superficiali. 47 I SUPPLEMENTI DI . Nei casi in cui la netta predominanza della componente limosa nella frazione fine si associa a bassi tenori in sostanza organica. A causa dei limitati valori di infiltrabilità dell’acqua nel suolo. Sono consigliate specie agrarie a “maggior forza” germinativa. per evitare fallanze in caso di incrostamento superficiale.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 3 3 gnificative per le colture erbacee ed arboree. La scelta dei concimi si deve orientare su quelli alcalini e/o ricchi di calcio. migliorando la struttura. in particolare per le colture di secondo raccolto.

perché la dotazione del terreno è elevata NOTE Ottenuta moltiplicando la resa prevista (45 tonnellate) per l’ assorbimento unitario (6 chilogrammi) Concimazione di “mantenimento” che reintegra le uscite dell’elemento del terreno Concimazione potassica PARAMETRO Asportazione della patata Perdite per lisciviazione Da apportare coi fertilizzanti KG/HA 270 10 280 NOTE 1) Le quantità di elemento disponibile. derivante dai processi di mineralizzazione a cui è soggetta la materia organica in un anno.7% e un rapporto C/N basso. come indicato dai disciplinari di produzione integrata.5. sono state moltiplicate per 0. dell’1. 48 I SUPPLEMENTI DI .Caratteristiche chimico fisiche del terreno Parametro Sabbia Limo Argilla (%) (%) (%) Valore 16 51 33 Giudizio Franco-limoso-argilloso (medio impasto) 2 .1 Sub alcalino CaCO3 (%) 4 Medio Sost.75 (coefficiente tempo della patata).Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 3 3 AREA OMOGENEA A ESEMPIO DI PIANO DI CONCIMAZIONE DELA PATATA Dati necessari per la stesura del piano di concimazione 1 .5 chilogrammi) Non è comunque possibile superare i 50 chilogrammi/ettaro di P2O5.2 (g/kg). K2O=6 (chilogrammi/tonnellata) Ben preparato (aerato) Grano tenero con paglia interrata 245 millimetri KG/HA 180 16 30 226 32 NOTE Ottenuti moltiplicando la resa prevista (45 tonnellate) per l’assorbimento unitario (4 chilogrammi) Il 50% Np (azoto pronto) perso per la pioggia autunno-invernale Effetto negativo della precessione colturale Quantità calcolata per un terreno di medio impasto con un contenuto in azoto totale pari a 1.2 Normale P2O5 (ppm) 56 Elevato K2O (ppm) 170 Normale 45 tonnellate/ettaro Azoto=4. P2O5=1. (g/kg) 1. valore ricavato dalla tabella 9 (parte generale).O.Dati agronomici e meteorologici Resa ipotizzata per la patata Asportazioni unitarie della patata Condizioni del terreno all’impianto Coltura precedente (precessione) Piovosità autunno-invernale (dal 1° ottobre al 31 marzo) pH 8.7 Normale Azoto tot. valore ricavato dalla specifica tabella 8 (parte generale) dei disciplinari di produzione Quantità calcolata per un terreno di medio impasto che ha un contenuto di S. dei disciplinari di produzione Differenza tra uscite ed entrate Bilancio semplificato dell’azoto PARAMETRO Na (assorbimento di azoto della patata) Perdite per lisciviazioni in autunno-inverno Nr (azoto immobilizzato a causa della precessione) Totale uscite Np (azoto pronto) Nm (mineralizzazione della sostanza organica) (1) 33 Totale entrate Azoto da apportare coi fertilizzanti 65 226 + 65 = 161 Concimazione fosfatica PARAMETRO Asportazione fosfatica della patata Da apportare coi fertilizzanti KG/HA 67.5 50 NOTE Ottenuta moltiplicando la resa prevista (45 tonnellate) per l’assorbimento unitario (1. (%) 1. org.

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 4 4 FERTILIZZAZIONE FERTILIZZAZIONE IN IN UN’AZIENDA UN’AZIENDA DELL’ALTA DELL’ALTA PIANURA PIANURA PIACENTINA PIACENTINA AD AGRICOLTURA BIOLOGICA AD AGRICOLTURA BIOLOGICA 49 I SUPPLEMENTI DI .

Descrizione dei suoli aziendali Si sono individuati. ma con un contenuto di argilla maggiore con moderati problemi di drenaggio. La superficie totale è di 21.5 ettari. Unità omogenee di gestione Nell’azienda sono state individuate 4 unità omogenee di gestione. come riportato nella figura 2. La restante parte è coltivata a seminativo in rotazione (erba medica.000) Fig. L’orientamento produttivo presente è quello viticolo. e con le modalità già illustrate. simile al suolo “Cittadella franco-limosa. che occupa 16.Vigneto III .Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 4 4 (Foto Riccioni) L ’azienda considerata è localizzata nel territorio comunale di San Giorgio Piacentino (PC) ad un’altitudine variabile tra i 170 e i 200 metri sul livello del mare. con riferimento all’archivio regionale delle serie di suolo. non calcarei.22 ettari.Vigneto Suolo Cittadella Suolo Ghiardo Limiti Unità Cartografiche Fig.Suolo C . suoli “Ghiardo a minore evoluzione e minore disponibilità di ossigeno”. 2 Unità omogenee di gestione nell’azienda di San Giorgio Piacentino (PC). 3 tipi di suoli principali: * suoli A. generalmente a tessitura franco-limosa.85 ettari di Sau.Colture erbacee avvicendate IV . 50 I SUPPLEMENTI DI . generalmente a tessitura franco-argilloso-limosa (argilla circa 35-40%).Nuovo impianto di vigneto II . grano tenero. (Fonte: Carta regionale dei suoli dell’Emilia-Romagna. In figura 1 è illustrata la diffusione di questi tipi di suoli nell’intera Emilia-Romagna. * suoli B. orzo e grano duro). scala 1:250. con moderati problemi di drenaggio.Suolo B . I .Rappresentazione geografica dei suoli “Cittadella” e “Ghiardo” nel territorio regionale. che sono descritte sinteticamente nella tabella 1.Suolo B+A . suoli “Ghiardo franco-limoso”. 5-10% pendente”. con moderati problemi di drenaggio. la superficie agricola utilizzata è di 19. non calcarei.Suolo B . 1 . N W S E * suoli C.

La vangatura si adatta bene a questi terreni.orzo o frumento duro) o vangatura Fertilizzazione con borlande e/o letame Vigneto Come Unità I Impianto di vigneto in corso di realizzazione Conduzione agronomica aziendale Sistemazione e conservazione del suolo. poiché se il terreno è troppo bagnato. Il problema principale è costituito dalle frequenti riduzioni all’infiltrazione superficiale. Lavorazione del terreno. Nel caso persistano livelli di saturazione idrica nel suolo. Il corretto controllo delle acque in eccesso è necessario per garantire livelli di produttività soddisfacenti.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 4 4 Tab. Per le lavorazioni secondarie sono da preferire 51 I SUPPLEMENTI DI . La lavorazione principale del suolo deve avvenire in condizioni di “tempera”. seppur modesti. Si hanno quindi ristagni superficiali e la temporanea presenza di sottili livelli di acqua sospesi. nell’interfila. per migliorare l’accessibilità e la praticabilità dei campi ed anche per contenere i. La creazione di una rete scolante con fossi e scoline poco profonde può contribuire a risolvere il problema. che richiedono alcune stagioni per la loro disgregazione.Aratura a 40-50 centimetri di profondità frumento tenero . può essere opportuno adottare sistemi di drenaggio tubolare profondo. Anche l’uso di aratro-talpa o di discissori può risultare efficace nel migliorare le condizioni generali di drenaggio. del suolo A II III Suolo B Suolo B IV Suolo C All’impianto Scasso a 100-120 centimetri di profondità Esecuzione di fossi profondi circa 20 centimetri Negli anni successivi Scarificatura autunnale ogni 3 anni. in zone localizzate. 1 . a partire dagli strati immediatamente sottostanti a quello lavorato. diminuendo in questo modo l’ospitalità ottimale per le radici.Unità omogenee di gestione dell’azienda di San Giorgio Piacentino. in quanto allarga le possibilità temporali di lavorazione. UNITÀ OMOGENEA DI GESTIONE TIPO DI SUOLO ROTAZIONE ED AVVICENDAMENTO COLTURALE PRATICHE AGRONOMICHE ADOTTATE I Suolo prevalentemente B con presenza. in particolare nel periodo inverno-inizio primavera. fenomeni di erosione. si formano zolle compatte. causate dalla presenza di crosta e da condizioni strutturali non ottimali. a filari alterni Al bisogno letamazione e vangatura a filari alterni Inerbimento spontaneo dell’interfila Vigneto Come unità I Seminativo in rotazione (erba medica per 3 anni .

si formerebbe infatti facilmente la crosta. consiglia una notevole cautela nella scelta delle colture arboree e del portainnesto. Questo specialmente in periodi vicini alle semine. Per tali motivi i suoli “Ghiardo” richiedono prudenza nella realizzazione di impianti di arboricoltura da legno a finalità produttiva. sarchiatrici. tale da limitarne moderatamente la crescita. Il suolo può rimanere bagnato. allo scopo di evitare la formazione di polveri e la distruzione della struttura. I suoli aziendali non presentano complessivamente importanti limitazioni alla crescita ed alla produzione delle principali colture erbacee praticabili in pianura. durante la stagione vegetativa delle piante. bensì falciature e rullature dell’erba. soprattutto in presenza di terreno troppo soffice. Tuttavia. Si consiglia di non eseguire trinciature. a condizione che si possa irrigare. Scelta delle colture agrarie e forestali. le colture erbacee possono presentare difficoltà di accrescimento degli organi sotterranei. ciliegio e frassino maggiore. se eseguita dopo la semina. Il “Catalogo dei suoli della pianura emiliano-romagnola” della Regione Emilia-Romagna valuta per la coltura della vite limitazioni moderate/severe per i suoli di tipo “Ghiardo” franco-limosa (tab. caratteristica del terreno difficile da recuperare. scarificatori). PORTAINNESTI CARATTERISTICHE DEL SUOLO LIMITAZIONI 420A 110 Richter Kober 5BB SO4 Teleki 5C 225 Ruggeri 140 Ruggeri Reazione (pH) Disponibilità di ossigeno Reazione (pH) Salinità Tessitura Reazione (pH) Moderate Moderate Moderate Da moderate a severe Da assenti a molto moderate Da assenti o molto lievi a moderate Da assenti o molto lievi a moderate Da assenti o molto lievi a moderate Moderate Da moderate a severe 1103 Paulsen Tessitura Reazione (pH) 3309 Courdec Reazione (pH) Salinità Le temporanee condizioni di saturazione idrica determinano limitazioni anche per la crescita delle specie forestali quali noce. Nell’unità omogenea IV. 3). Le dosi di sementi possono essere leggermente aumentate per diminuire i danni della difficile emergenza causati dalla crosta. è di almeno 6 giorni. in presenza di crosta superficiale. mentre le colture primaverili. Il “Catalogo dei suoli della pianura emiliano-romagnola” della Regione Emilia-Romagna valuta per la crescita di noce e ciliegio da legno limitazioni moderate/severe per i suoli ascrivibili alla tipologia “Ghiardo” franco-limosa (tab. Per lo stesso motivo. 2 . poiché il tempo di attesa prima dell’entrata in campo dopo piogge che saturano il terreno. 52 I SUPPLEMENTI DI . la presenza di temporanee condizioni di saturazione idrica. Tab. 2).Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 4 4 attrezzi con organi lavoranti che frantumano il terreno ed evitano uno sminuzzamento troppo spinto (erpici. mentre non sussistono limitazioni rilevanti per l’impianto di boschi permanenti. è opportuno programmare con cura gli interventi di lavorazione. per un periodo abbastanza lungo. Una eventuale rullatura è preferibile prima della semina. possono incontrare problemi di emergenza. Negli impianti arborei può essere valido l’inerbimento dell’interfilare.Limitazioni alla coltura della vite per i suoli “Ghiardo franco-limoso”. per migliorare la percorribilità e aumentare il contenuto di sostanze organiche nel suolo.

od altri materiali organici in fase di compostaggio. in tabella 4.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 4 4 Tab. Per avere un auspicabile incremento del livello di sostanza organica andrebbero però aumentati gli apporti. non una specifica coltura ma una delle unità omogenee di gestione presenti in azienda. sono riportati i valori di analisi relativi all’unità omogenea di gestione II che si trova su di un suolo di tipo B e che comprende la maggior parte del territorio aziendale. 4 . andrebbero effettuate concimazioni con solfato potassico-magnesiaco (Patentkali) in ragione di 3-4 53 I SUPPLEMENTI DI . La dotazione di fosforo riscontrata con l’analisi è bassa: data la reazione subacida del terreno. dovrebbero consentire il mantenimento del livello di sostanza organica presente.Limitazioni alle colture di ciliegio e noce da legno nei suoli “Ghiardo”. in ragione di 50 quintali/ettaro. trinciatura dei sarmenti in campo e l’apporto ogni tre anni di 200 quintali/ettari di letame maturo compostato in azienda).000 micron) Limo totale (2-50 micron) Argilla (inferiore a 2 micron) pH CaCo3 totale (%) CaCo3 attivo (%) Sostanza organica (%) K2O assimilabile (mg/kg) P2O5 assimilabile (mg/kg) Azoto totale (per 1.3 4 3 0. prendiamo in esame.4 96 15 1. con maggiore dettaglio. La dotazione di sostanza organica (1.1 0 0 1. Per ridurre le perdite di azoto sotto forma ammoniacale. i concimi minerali fosfatici utilizzabili sono il fosfato naturale tenero e le fosforiti. evitare la formazione della crosta. Per contenere il possibile apporto di metalli pesanti si consiglia di miscelare i concimi minerali con letame in corso di maturazione. Sabbia totale (50-2.Analisi chimico-fisiche dell’unità omogenea di gestione II nell’azienda di San Giorgio Piacentino PROFONDITÀ 0-30 cm 30-60 cm Tab.000) 8 70 22 6. 3 . elevare la stabilità della struttura e contribuire ad incrementare la capacità di ritenzione idrica. SPECIE FORESTALI CARATTERISTICHE DEL SUOLO LIMITAZIONI ANALISI Ciliegio Noce (Juglans regia) Disponibilità di ossigeno Disponibilità di ossigeno Moderate Moderate Gestione della fertilità nell’unità omogenea II Nelle schede relative alle aziende che seguono le indicazioni dell’agricoltura biologica.8 Nei terreni dell’unità omogenea (suoli tipo B “Ghiardo” franco-limoso) sono consigliati apporti di concimi a veloce mineralizzazione: per cui sono ottimali le borlande utilizzate in primavera e in autunno.4%) riscontrata in azienda è bassa.9 58 10 0.0 9 66 25 6. Anche la dotazione di potassio è bassa. è opportuno interrare tutti i concimi e gli ammendanti organici distribuiti. In questo caso. Le tecniche colturali adottate (inerbimento. Di seguito sono poi riportate le indicazioni necessarie per una corretta fertilizzazione. preferibili alle scorie Thomas.

A causa dei limitati valori di infiltrabilità (durante alcuni periodi dell’anno) e delle seppur deboli pendenze. l’interramento dei materiali. „ 54 I SUPPLEMENTI DI .Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 4 4 quintali/all’ettaro all’anno. se possibile. la rottura delle croste e. per ridurre i rischi di ruscellamen(Foto Bertuzzi) to dei liquami zootecnici in acque superficiali sono consigliati il frazionamento degli apporti.

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 5 5 FERTILIZZAZIONE FERTILIZZAZIONE IN IN UN’AZIENDA UN’AZIENDA DELLA DELLA PIANURA PIANURA REGGIANA REGGIANA AD AGRICOLTURA AD AGRICOLTURA BIOLOGICA BIOLOGICA 55 I SUPPLEMENTI DI .

ambedue riferiti al tipo di suolo “Cataldi tessitura francoargillosa-limosa” (argilla circa 35%). 1 .2 per cento. come riportato nella figura 2 e descritte sinteticamente nella tabella 1. L’orientamento produttivo è cerealicoloforaggero-viticolo.Suolo B .1 e 0.Suolo A . Nella figura 1 è riportata la diffusione del suolo Cataldi nel territorio regionale. (Foto Malossini) W " S N E Suolo “Cataldi” Limiti Unità Cartografiche Fig. Aree omogenee di gestione Nell’azienda sono state individuate 3 unità omogenee di gestione.Colture erbacee avvicendate Urbano Descrizione dei suoli aziendali Si sono individuati 2 tipi di suoli principali.Colture arboree e vite III . nel suolo B i problemi di drenaggio sono lievi e la pendenza è tra il 5 e il 10 per cento. moderatamente calcarei o calcarei in superficie e calcarei o molto calcarei in profondità. Nel suolo A vi sono moderati problemi di drenaggio e pendenza generalmente tra 0.Suolo A . la superficie agricola coltivata è di 18. 2 Unità omogenee di gestione nell’azienda di Gattatico (RE). ad una altitudine variabile tra 34 e 40 metri sul livello del mare.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 5 5 L’azienda considerata in questo caso si trova a Praticello di Gattatico (RE). scala 1:250.Rappresentazione geografica dei suoli “Cataldi” nel territorio regionale. (Fonte: Carta regionale dei suoli dell’Emilia-Romagna. Fig.Colture erbacee avvicendate II . I .64 ettari. La superficie totale è di 21 ettari.000) 56 I SUPPLEMENTI DI .

Si consiglia di ridurre la frequenza delle arature. 57 I SUPPLEMENTI DI . dovuti alla presenza di acqua di provenienza meteorica.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 5 5 Tab. per questi suoli. pomodoro. in quanto se il terreno è troppo bagnato si formano zolle compatte. Lavorazione del terreno. sarchiatrici. sovescio intercalare. oppure mantenerlo soltanto nel periodo autunnovernino. sovescio intercalare. dure e coesive allo stato secco. si può procedere alla lavorazione a 2 strati (aratura a 30 centimetri + ripuntatura a 50 centimetri). allo scopo di evitare la formazione di polveri e la distruzione della struttura del terreno. La lavorazione principale del suolo con rivoltamento deve avvenire in condizioni di “tempera”. frumento. a condizione che si possa irrigare. ma anche ristagno profondo (in genere superiori a 80 centimetri). Le sistemazioni da adottare prevedono l’esecuzione di baulature dei campi e l’apertura di fossi di scolo profondi. Il controllo delle acque in eccesso è talvolta necessario per garantire livelli di produttività soddisfacenti e/o per migliorare l’accessibilità e la praticabilità dei campi.Unità omogenee di gestione dell’azienda di Gattatico. in particolare nel periodo inverno-inizio primavera. Si possono infatti verificare fenomeni di ristagno superficiale. frumento. Per le lavorazioni secondarie sono da preferire attrezzi con organi lavoranti che frantumano il terreno ed evitano un amminutamento troppo spinto (erpici. 1 . che richiedono successivi interventi. scarificatori) eseguite in periodi vicini alle semine. UNITÀ OMOGENEA DI GESTIONE TIPO DI SUOLO ROTAZIONE ED AVVICENDAMENTO COLTURALE PRATICHE AGRONOMICHE ADOTTATE I Suolo A prevalente Seminativo in rotazione: erba medica per 2-3 anni. Per migliorare la percorribilità e aumentare il contenuto di sostanze organiche nel suolo. in seguito alla formazione di una “suola” di lavorazione e/o alla preparazione non ottimale del suolo. frumento Vite o frutticole II Suolo A III Suolo B Come unità I Aratura a 35 centimetri e successive lavorazioni solamente con attrezzi dentati Letamazione prima del pomodoro (400 quintali/ettaro) e concimazione con pollina (12 quintali/ettaro) in copertura su pomodoro Inerbimento spontaneo e seminato su tutta la superficie Letamazione su vite (400 quintali/ettaro) ogni 4 anni Come unità I Conduzione agronomica aziendale Sistemazione e conservazione del suolo. Nel caso in cui sia necessario incidere l’eventuale “suola” di aratura e facilitare l’infiltrazione in profondità dell’acqua. Periodiche scarificature o rippature da effettuarsi a profondità superiori a quella adottata per le arature possono costituire. negli impianti arborei è bene adottare l’inerbimento permanente dell’interfilare. pratiche agricole efficaci. pomodoro.

avendo cura di scegliere specie e varietà molto precoci. Anche per le colture arboree non esistono limitazioni alla crescita. evitare la formazione della crosta.5%) nei successivi 30 centimetri. È da consigliare l’utilizzo di letame molto maturo o compostato per migliorare la struttura. Si possono infatti considerare ottimali per l’arboricoltura da legno. come si vede anche dall’analisi. l’apporto annuo medio di 100 quintali di letame permettono la conservazione o un lieve aumento del quantitativo di humus nel suolo.000 micron) Limo totale (2-50 micron) Argilla (inferiore a 2 micron) pH CaCo3 totale (%) CaCo3 attivo (%) Sostanza organica (%) K2O assimilabile (mg/kg) P2O5 assimilabile (mg/kg) Azoto totale (per 1. quali l’i- nerbimento permanente.1 16 10 1. per liberare il terreno in tempo per effettuare le lavorazioni. Non ci sono particolari limitazioni per la crescita e la coltivazione delle colture erbacee.5%) nei primi 30 centimetri ed ancora sufficiente (1. si può dedurre che le pratiche adottate. „ 58 I SUPPLEMENTI DI . Se viene praticata l’irrigazione è opportuno orientarsi verso portinnesti che inducono un minore sviluppo vegetativo della coltura.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 5 5 Scelta delle colture agrarie e forestali. PROFONDITÀ 0-30 cm 30-60 cm ANALISI Sabbia totale (50-2. Calcolando il bilancio umico in maniera semplificata.5 408 59 1. Perciò sono sconsigliati ulteriori apporti azotati. la trinciatura dei sarmenti in campo. 2) evidenziano che la dotazione di sostanza organica è buona (2.000) 8 60 32 7.7 7 58 35 8. In condizioni di assenza di irrigazione (e quindi con apparati radicali più profondi) ed in situazioni in cui gli orizzonti a concentrazione elevata di calcare sono più in superficie. 2 . Per ridurre le perdite di azoto sotto forma ammoniacale è opportuno interrare tutti i concimi e gli ammendanti organici distribuiti. I suoli “Cataldi” non presentano limitazioni rilevanti per la crescita delle principali specie forestali utilizzabili nella pianura emiliano-romagnola. Tab. La sostanza organica libera ogni anno una rilevante quantità di azoto (più di 60 chilogrammi/ettaro). è opportuno scegliere portinnesti aventi maggiore resistenza al calcare attivo. Le elevate dotazioni di fosforo e potassio sconsigliano qualunque apporto.Analisi chimico-fisiche dell’unità omogenea di gestione dell’azienda di Gattatico. L’assenza di particolari problemi di gestione permette di orientarsi verso varietà con cicli medi o lunghi.5 288 22 1.9 21 11 2. aumentare la porosità e la capacità di ritenzione idrica del terreno.3 Gestione della fertilità nell’area omogenea II Le analisi (vedi tab. Neanche le colture di secondo raccolto hanno particolari limitazioni. purché vengano utilizzate specie di provenienza locale più adatte a tale clima .

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 6 6 FERTILIZZAZIONE FERTILIZZAZIONE IN IN UN’AZIENDA UN’AZIENDA DELLA DELLA COLLINA COLLINA MODENESE MODENESE AD AGRICOLTURA AD AGRICOLTURA BIOLOGICA BIOLOGICA 59 I SUPPLEMENTI DI .

Colture erbacee avvicendate (Fonte: Carta regionale dei suoli dell’Emilia-Romagna. con moderati problemi di drenaggio.Suolo C . con moderati problemi di drenaggio.Colture erbacee avvicendate II . simile a suolo “Caminelli”. La superficie totale è di 100 ettari.Suolo B . moderatamente calcarei in superficie e molto calcarei in profondità.Colture erbacee avvicendate III .17 ettari. non riconducibili a nessun tipo di suolo indicato nell’archivio regionale. generalmente a tessitura franco-argilloso-limosa (argilla circa 30%). simile a suolo “Migliori”. N W S E Fig.Rappresentazione geografica del tipo di suoli rilevati nell’azienda di Serramazzoni (MO) nel territorio regionale. ad un’altitudine variabile tra 550 e 650 metri sul livello del mare. con riferimento all’archivio regionale delle serie di suolo. scala 1:250. Fig.000) 60 I SUPPLEMENTI DI .Unità omogenee di gestione nell’azienda di Serramazzoni (MO). generalmente a tessitura argillosa (argilla circa 50%). L’orientamento produttivo è cerealicolo-foraggero-zootecnico. molto calcarei. molto calcarei. 2 . Descrizione dei suoli aziendali Si sono individuati. Unità omogenee di gestione Nell’azienda Serramazzoni sono state individuate 3 unità omogenee di gestione come riportato nella figura 2 e descritte sinteticamente nella tabella 1. con moderati problemi di drenaggio. nel territorio regionale. Suoli “Migliori” e “Caminelli” Limiti Unità Cartografiche I . la superficie agricola utilizzata è di 98. suoli agricoli moderatamente profondi.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 6 6 L’azienda considerata in questo esempio è ubicata nel comune di Serramazzoni (MO). * suoli B. generalmente a tessitura argillosa (argilla circa 50%). * suoli C.Suolo A . 3 tipi di suoli principali: * suoli A. 1 . In figura 1 è illustrata la distribuzione dei suoli “Migliori” e “Caminelli”.

ai rischi di erosione (idrica e per movimenti di massa) e ai problemi di drenaggio. La lavorazione principale del suolo. limitando agli appezzamenti meno “ripidi” la presenza delle colture annuali. – ridurre la lunghezza degli appezzamenti mediante l’apertura di fossi acquai obliqui o trasversali e di fossi e scoline permanenti.Unità omogenee di gestione dell’azienda di Serramazzoni. 1 . si sono adottate le stesse indicazioni di pratiche agronomiche. anche con macchine di elevata potenza. UNITÀ OMOGENEA DI GESTIONE TIPO DI SUOLO ROTAZIONE ED AVVICENDAMENTO COLTURALE PRATICHE AGRONOMICHE ADOTTATE I Suolo A prevalente Seminativo in avvicendamento Aratura a rittochino a 25-30 centimetri oppure (medica consociata o in purezza per 5-7 anni. deve avvenire in condizioni di “tempera”. con rivoltamento dello strato superficiale. con obiettivi di conservazione del territorio quali la coltivazione a prato. pure essendo diverso il tipo di suolo. vangatura orzo o frumento tenero o erbai di mais oppure avena) Scoline nei punti più bassi Concimazioni Letamazioni (300 quintali/ettaro) su colture annuali Stallatico compostato (6 quintali/ettaro) su orzo Scorie Thomas (9 quintali/ettaro) su foraggere nuove Anche per le unità omogenee II e III. Le opere di sistemazione e di regimazione delle acque devono essere effettuate tenendo conto del rischio maggiore: * quando prevalgono i fenomeni franosi le acque profonde andrebbero allontanate rapidamente con opere di drenaggio e andrebbe ridotta l’infiltrazione nel suolo delle acque superficiali. in quanto se il terreno è troppo bagnato si formano zolle molto compatte e di grandi dimensioni. a pascolo permanente o rotazione con ampia presenza di leguminose. Sistemazione e conservazione del suolo. Pertanto possono sostenere soltanto indirizzi colturali estensivi. È comunque necessario contenerne la profondità entro i 25 centimetri e non procedere a lavorazione oltre il 30 per cento di pendenza di un appezzamento. Tale condizione vale purché si provveda alla costante regimazione delle acque superficiali e profonde e alla sistemazione dei versanti. Le lavorazioni a rittochino e poco profonde sono da preferire.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 6 6 Tab. in relazione alla pendenza di questi suoli. Conduzione agronomica aziendale I suoli dell’azienda di Serramazzoni sono interessati dalla contemporanea presenza di processi erosivi per azione dell’acqua e della gravità (anche se i movimenti di massa sono poco estesi). In ogni caso è opportuno: – introdurre il prato permanente negli appezzamenti con pendenza superiore al 30 per cento. essendo uguale l’avvicendamento colturale. che richiedono successivi interventi. Lavorazione del terreno. * quando prevalgono i fenomeni erosivi dovuti all’acqua. Una buona struttura del terreno può essere recuperata solo dopo 61 I SUPPLEMENTI DI . dovrebbe essere interrotto o rallentato lo scorri- mento delle acque superficiali e favorita l’infiltrazione.

La pendenza. bisognerà apportare Pero 62 I SUPPLEMENTI DI .Limitazioni per la coltivazione di ciliegio e noce da legno nei suoli “Migliori” e “Caminelli”. sono severe le limitazioni per ciliegio.Limitazioni per la coltivazione di alcune colture arboree nei suoli “Migliori” e “Caminelli”. Il “Catalogo dei suoli di collina e montagna” della Regione Emilia-Romagna valuta tali limitazioni come moderate/severe per i suoli ascrivibili alle tipologie “Migliori” e “Caminelli” (tab. Per mantenere negli anni questo livello. tra l’altro. tessitura e disponibilità di ossigeno Reazione e calcare attivo Moderate/severe Da assenti a moderate/severe Molto severe Moderate/severe Da assenti a moderate/severe Moderate/severe Da assenti a moderate/severe Moderate/severe Da assenti a moderate/severe Ciliegio Noce (Juglans regia) Disponibilità di ossigeno Calcare attivo Disponibilità di ossigeno. acero montano. È opportuno cercare di programmare con cura gli interventi di lavorazione.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 6 6 alcune annate agrarie. COLTURE ARBOREE CARATTERISTICHE DEL SUOLO LIMITAZIONI LIMITAZIONI Albicocco Pendenza. 4) evidenziano un buon livello di sostanza organica. Al contrario. 3). susino. 2 . frassino maggiore. tessitura e pH Pendenza Molto severe Da assenti a moderate/severe Molto severe Da assenti a moderate Ciliegio Melo Gestione della fertilità nell’unità omogenea II Le analisi effettuate (vedi tab. disponibilità di ossigeno e tessitura Reazione e calcare attivo Disponibilità di ossigeno Pendenza e tessitura Reazione e calcare attivo Pendenza. Tab. pero). la tessitura ed il calcare attivo costituiscono le principali limitazioni alla produzione in collina di alcune colture arboree (albicocco. Anche la pratica della vangatura ben si adatta a questi terreni e. allarga le possibilità temporali di lavorazione. coinvolgendo il suolo in movimenti di massa. COLTURE ARBOREE CARATTERISTICHE DEL SUOLO La crescita delle principali specie forestali utilizzabili nei boschi permanenti. noce.200 chilogrammi di sostanza organica all’anno nei primi 25-30 centimetri di suolo. incontra moderate limitazioni per la scarsa disponibilità di ossigeno. tessitura e disponibilità di ossigeno Reazione Pendenza. la disponibilità di ossigeno. Scelta delle colture agrarie e forestali. Tab. 2). melo. se si riprende a operare in condizioni di umidità del suolo corrette. essendo di almeno 6 giorni il tempo di attesa prima dell’entrata in campo dopo piogge che saturano il terreno. ossia coprire le perdite per mineralizzazione che sono di circa 1. 3 . Nell’eventualità di procedere all’impianto forestale va considerato che il carico potrebbe contribuire ad aggravare i fenomeni di instabilità dei versanti. Il pH non è idoneo per la Douglasia. Il “Catalogo dei suoli di collina e montagna” della Regione Emilia-Romagna valuta tali limitazioni come moderate/severe per i suoli ascrivibili alle tipologie “Migliori” e “Caminelli” (tab.

all’impianto del medicaio e prima del cereale. Per evitare perdite di azoto per volatilizzazione a causa del pH elevato e quando si utilizzassero concimi contenenti azoto in forma ammoniacale. nel contempo. Non è ammesso distribuire effluenti zootecnici liquidi in appezzamenti con pendenza media superiore al 15 per cento. si può procedere al loro interramento. è di 60 chilogrammi/ettaro/anno. Ciò comporta la disponibilità di circa il 65 per cento dell’azoto totale contenuto. in cui è buona la presenza di graminacee. pari a 41 chilogrammi/ettaro di azoto. sangue). borlande. sui cereali potrà essere necessario apportare. i rischi di perdita di suolo. qualora siano privi di adeguate sistemazioni. in copertura. Considerando l’ordinamento colturale.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 6 6 una quantità media di 160 quintali di letame annuo. Nel caso di spandimento di liquami zootecnici. aumentare la porosità e la capacità di (Foto Marchi) ritenzione idrica del terreno. 30 chilogrammi/ettaro di azoto a rapida mineralizzazione (polline. alla rottura dell’eventuale crosta superficiale e al frazionamento degli apporti. La dotazione di fosforo riscontrata con l’analisi è bassa. avendo l’accortezza di distribuirli nel periodo di maggior efficienza di assorbimento. oltre all’apporto di elementi nutritivi. che. In terreni calcarei come questo. e nei prati polifiti si possono prevedere apporti primaverili di concimi organici azotati e liquami. l’utilizzo di letame molto maturo o compostato. Considerato che l’azoto reso disponibile dalla mineralizzazione della sostanza organica nel suolo. diminuendo. ha anche l’effetto di migliorare la struttura. Anche sui vecchi medicai. risulta opportuno interrare tutti i concimi e gli ammendanti organici distribuiti. per regimare il ruscellamento. l’impiego di concimi minerali fosfatici quali le scorie Thomas e le fosforiti. la capacità 63 I SUPPLEMENTI DI . è comunque da prevedere. data la reazione alcalina dei suoli individuati. cioè alla ripresa vegetativa. Sul mais e negli erbai di graminacee si potrà distribuire anche letame meno maturo. al fine di ridurre il rischio di perdita per ruscellamento e conseguenti danni all’ambiente. Si sconsiglia.

Appare però più indicato procedere all’apporto di ammendanti. che hanno tali concimi di rendere disponibile il fosforo assimilabile per le piante. considerando gli apporti del fosforo in esso contenuto. vista la buona dotazione ed i bassi fabbisogni delle colture praticate.000 micron) Limo totale (2-50 micron) Argilla (inferiore a 2 micron) pH CaCo3 totale (%) CaCo3 attivo (%) Sostanza organica (%) K2O assimilabile (mg/kg) P2O5 assimilabile (mg/kg) Azoto totale (per 1. Sono sconsigliati gli apporti di potassio. 4 .Analisi chimico-fisiche dell’unità omogenea di gestione II.3 386 12 1.0 11 4 2. Si può quindi prevederne l’impiego miscelando i concimi fosfatici con la sostanza organica che viene utilizzata.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli SCHEDA SCHEDA 6 6 Tab. è legata alla sostanza organica ed all’ambiente temporaneamente acido che si ottiene durante la degradazione della stessa.7 64 I SUPPLEMENTI DI . Va inoltre considerato che a causa della mineralizzazione della sostanza organica vengono resi disponibili 14 chilogrammi/ettaro/anno di P2O5 in forma organica prontamente assimilabile. come il letame. „ (Foto Gardi) ANALISI PROFONDITÀ 0-30 cm Sabbia totale (50-2.000) 10 38 52 8.

sia il rischio di percolazione dei nutrienti. ovvero nei mesi compresi tra ottobre e febbraio. Se prevalgono i fenomeni franosi. cioè privo di una coltura o di un inerbimento spontaneo.: ruote larghe. è opportuno adottare tecniche di gestione del suolo conservative e poco dispendiose in termini energetici. le condizioni di umidità del suolo. influire sulla comparsa di movimenti di massa che interessano gli strati superficiali e sui processi di erosione idrica per scorrimento superficiale. L’impatto delle macchine sul terreno va sempre valutato preventivamente. * alternare tipologie e profondità di lavoro degli attrezzi. mediante opere di drenaggio ed a ridurre l’infiltrazione nel suolo di 65 I SUPPLEMENTI DI . evitando anche la distruzione delle sue componenti chimiche. La copertura vegetale. allo scopo di limitare sia i fenomeni erosivi. La copertura dei suoli da parte della vegetazione. mediante opportuni accorgimenti. dalle norme del riquadro nella pagina successiva. Le attività agricole hanno in generale un’influenza limitata sull’insorgenza di movimenti franosi di notevoli dimensioni: possono. invece. agendo in maniera tale da salvaguardare la struttura del suolo. sempre con l’obiettivo di operare il maggior risparmio energetico possibile. per non determinare compattamenti (suola di aratura). Di seguito vengono illustrati alcuni consigli per la migliore gestione dei suoli a rischio di erosione. La scelta va fatta tenendo conto delle caratteristiche dei terreni su cui si opera e delle esigenze delle varie colture. risulta particolarmente utile nel periodo dell’anno in cui si concentrano le precipitazioni. * eseguire le lavorazioni quando i terreni sono nelle migliori condizioni per avvantaggiarsene (condizioni di (Foto Diateca “Agricoltura”) tempera del terreno). i residui della coltura precedente e le caratteristiche del parco macchine da utilizzare lo consentissero. Il ricorso all’aratura (in genere non è opportuno che superi i 30 centimetri di profondità) e alle attrezzature che richiedono l’uso di potenze elevate (come erpici rotanti e fresatrici) va limitato ai casi di effettiva necessità. Fino a praticare quando possibile (cioè con terreno ben sistemato e non compattato) la non lavorazione. Macchine e attrezzi. mediante l’utilizzo degli attrezzi più idonei (es. in particolare quando le operazioni precedenti hanno determinato situazioni critiche. In linea generale. è opportuno limitare il più possibile il periodo durante il quale il terreno rimane nudo. le opere di sistemazione e regimazione delle acque devono essere finalizzate ad allontanare rapidamente le acque profonde.). * evitare l’eccessivo affinamento che polverizza e rende troppo soffice la superficie del terreno. quali: * evitare il calpestamento e il conseguente compattamento. Nei casi in cui: la specie da coltivare.Come gestire il suolo per contrastare l’erosione Le lavorazioni del terreno agricolo hanno lo scopo di garantire alle radici delle piante le migliori condizioni di abitabilità. ecc. Il contenimento dell’erosione. fisiche e biologiche. richiamate anche per le aziende in produzione integrata.

mediante l’apertura di fossi per la regimazione idrica (nel caso di colture arboree ciò vale soltanto per i nuovi impianti). anche attraver- so apposite semine. ecc.misura 2f . alla sistemazione a rittochino occorre abbinare l’inerbimento totale. Oltre una pendenza del 10 per cento e sino al 20 per cento. alternando colture diverse con l’inerbimento a fasce livellari (intercalando fasce lavorate con fasce inerbite). non soltanto per contribuire a ridurre gli effetti dei fenomeni di dissesto idrogeologico. Utili indicazioni sono anche riportate a pagina 7 di questo supplemento. le opere di sistemazione devono interrompere o rallentare lo scorrimento delle acque superficiali e favorirne l’infiltrazione.000. Ce 1257/99)..asse 2 del Piano regionale di sviluppo rurale 2000-2006. (2) Per “appezzamenti” si intendono superfici della stessa coltura senza soluzioni di continuità.asse 2 del Piano regionale di sviluppo rurale 200-2006 per l’Emilia-Romagna (Reg. Per “pendenza media” si intende il rapporto percentuale tra variazione di altitudine e distanza tra i due vertici dell’appezzamento considerato. (5) La cover crop dovrà essere gestita conformemente alle norme della azione 3 . „ altre colture: obbligo. Nei suoli presenti in zone riconosciute soggette a dissesto idrogeologico per movimenti di massa la gestione per usi agricoli andrà definita in base ad accordi specifici con le Autorità responsabili. ma particolarmente per non perdere lo strato più fertile del terreno. NOTE: (1) Le norme sono riferite all’azione 1 (produzione integrata) . la profondità massima di lavorazione non può superare 0. (4) Per “aree od unità omogenee di gestione” s’intendono gli ambiti aziendali individuati secondo i criteri descritti nella parte generale di questo supplemento (pagine 12-14). I SUPPLEMENTI DI . In ambedue le condizioni l’eventuale insufficiente copertura del suolo dovrà essere giustificata dal beneficiario del contributo. dove disponibile. „ negli appezzamenti con pendenza media compresa tra il 29% e il 10%. (3) Per la verifica della pendenza dei suoli fa fede la Cartografia tecnica regionale in scala 1:5. localizzato in superficie. Per le colture arboree. o parziale. Il contenimento dei fenomeni erosivi costituisce una necessità per le aziende. 66 quelle superficiali. al tempo stesso lungo le linee di massima pendenza è consigliabile contenere la lunghezza massima degli appezzamenti. su almeno il 50% della superficie.misura 2f .25 metri e la lunghezza degli appezzamenti deve essere contenuta entro 60 metri. COPERTURA VEGETALE In collina e montagna (in appezzamenti con pendenze medie superiori al 10%) e in pianura (aree omogenee di gestione(4) con contenuto di argilla inferiore al 18%) è prescritta la copertura dei suoli con la seguenti modalità: „ colture arboree: obbligo d’inerbimento delle interfile nel periodo invernale. se prevalgano i processi di erosione idrica. va anche valutata l’opportunità di effettuare le lavorazioni per traverso lungo le curve di livello. Già a partire da pendenze modeste (dal 3 al 10%) è opportuno adottare la copertura vegetale del suolo più prolungata possibile. della presenza di copertura (con colture o cover crops(5)) nel periodo autunno-invernale. nelle aree siccitose. ovvero il documento cartografico ufficiale di più recente aggiornamento. quali fossi.Come gestire il suolo per contrastare l’erosione Norme tecniche per la produzione integrata(1) LAVORAZIONI E SISTEMAZIONI In collina e montagna: „ negli appezzamenti(2) con pendenza(3) media superiore al 30% è vietata la lavorazione. cavedagne.

Rischio di erosione e copertura vegetale Lo studio sul dissesto idrogeologico della collina cesenate. Quest’ultima soluzione richiede valutazioni e interventi che superano il livello aziendale. quali ad esempio l’estirpatore. Regimazione idrica. forma e accorpamento dei campi. ha fornito diversi elementi per valutare il rischio di erosione nei suoli. collocandosi invece a livello di versante o di bacino. Nelle aree soggette a ristagno idrico. privilegiando i prati. nei mesi invernali. che tagliano il terreno riducendo il compattamento. le eventuali opere sistematorie conservative. ed andranno definiti in base ad accordi specifici con le autorità responsabili. con lavorazioni trasversali da svolgere con attrezzi. la lunghezza e pendenza del versante. L’entità delle perdite massime ammissibili di suolo va individuata in relazione al livello di produttività che si vuole mantenere ed ai costi ambientali e sociali. Sarà quindi opportuno evitare il più possibile l’infiltrazione dell’acqua e favorirne la più rapida rimozione. il deflusso delle acque lungo il pendio va rallentato regolando la lunghezza dei filari (a seconda della minor o maggior permeabilità del suolo) e delimitando a valle gli impianti con fosse livellari disposte trasversalmente alle linee di massima pendenza. I risultati dello studio. Oltre il 20 per cento di pendenza è opportuno mantenere solo colture permanenti. pubblicato nel 1990 e curato dall’ERSO (oggi confluito nel CRPV) in collaborazione con il Comune di Cesena e la Regione Emilia-Romagna. Questa valutazione è stata effettuata confrontando le stime delle perdite di suolo dovute all’erosione e l’entità delle perdite annue massime ammissibili. misurata tramite l’energia cinetica. Il nuo- vo disciplinare di produzione prescrive che gli appezzamenti siano adiacenti gli uni agli altri e presentino un rapporto lunghezza/larghezza inferiore a 4.Tali fosse devono avere una pendenza media del 2. la suscettività del suolo all’erosione. influenzata da granulometria.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli (Foto Diateca “Agricoltura”) Oltre all’inerbimento. la copertura vegetale e le tecniche colturali. permeabilità e struttura. le tecniche di conservazione del suolo si indirizzano verso interventi in contrapposizione con quelli previsti in condizioni di rischio di erosione superficiale. I fattori dell’erosione considerati nel modello adottato nello studio svolto sono: l’aggressività della pioggia. Nelle aree riconosciute come soggette a dissesto idrogeologico con prevalenza di frane. legati al degrado. sostanza organica. alcuni dei quali sono di seguito ri- 67 I SUPPLEMENTI DI . è opportuno operare. tracciando scoline a rittochino (non necessarie fino al 10% di pendenza) o prevedendo il drenaggio profondo. Dimensione.5 per cento rispetto alle curve di livello.

Le pendenze sono comprese tra il 5-10 per cento ed 10-20 per cento. Fig 1 . calcarei o moderatamente alcalini. come si può vedere il rischio di erosione è notevolmente diminuito su tutti e tre i diversi tipi di terreno interessati dalla coltura arborea. in queste terre la pendenza varia dal 20 al 35 per cento ed il substrato è costituito da altri suoli.Classificazione del rischio di erosione prima e dopo l’inerbimento del frutteto. Inerbimento in un frutteto I suoli denominati “San Tommaso” si trovano nei versanti rimodellati per le attività agricole appartenenti a rilievi del basso Appennino. L’uso attuale del terreno è in prevalenza a colture specializzate (vigneti e frutteti) e secondariamente a seminativi. lunghezza appezzamento 80 metri I SUPPLEMENTI DI . Frutteto inerbito e bosco ceduo In questo secondo esempio il territorio preso in esame è posto a maggiore altitudine e le condizioni di rischio di Tab. nelle parti alte dei versanti ed in versanti poco modificati dai livellamenti dovuti all’intervento dell’uomo. Tommaso”. Tommaso (1) Celincordia (2) Madonna U. e in impluvi a fondo piatto. a buona disponibilità di ossigeno. in un’azienda del territorio collinare di Cesena. caratterizzati da crinali arrotondati e versanti concavi o rettilinei. residui all’interno dei versanti. mantengono la loro validità e sono particolarmente interessanti ora che il già ricordato “Piano regionale di sviluppo rurale 2000-2006 per l’EmiliaRomagna” focalizza l’attenzione verso quegli interventi di contenuta complessità. I suoli “Madonna dell’Ulivo” sono tipicamente in lembi di paleosuperfici. con l’introduzione dell’inerbimento del frutteto. Di seguito illustriamo alcuni casi nei quali l’introduzione di particolari sistemazioni agronomiche del suolo hanno consentito di valutare una riduzione del rischio di erosione. I suoli “Celincordia” sono invece tipicamente presenti nei crinali arrotondati. Tutti questi suoli sono molto profondi. Nelle tabella 1 sono schematicamente riportati i dati di partenza ed i risultati ottenuti modificando la sistemazione del terreno aziendale. Nella figura 1 è rappresentata la distribuzione dei tre suoli sopra citati.Tipico esempio di distribuzione dei suoli: “S. “Celincordia” e “Madonna dell’Ulivo” nel territorio della collina cesenate. 1 .Come gestire il suolo per contrastare l’erosione portati con maggiore dettaglio. Le pendenze sono comprese tra il 10-20 per cento ed il 20-35 per cento. Le quote sono tipicamente comprese tra 40 e 230 metri di altitudine. in grado comunque di svolgere una funzione significativa a protezione del suolo. SITUAZIONE INIZIALE SISTEMAZIONE DEL TERRENO COPERTURA VEGETALE CLASSE DI RISCHIO SISTEMAZIONE DEL TERRENO SITUAZIONE MODIFICATA COPERTURA VEGETALE CLASSE DI RISCHIO TIPO DI SUOLO S. (2) Nessuna Nessuna Nessuna Frutteto a vaso con 3 lavorazioni del terreno per anno Elevato Moderatamente elevato Moderatamente elevato Inerbimento del frutteto (interfila) Frutteto a vaso con 1 lavorazione del terreno e 2 sfalci per anno Moderatamente elevato Basso Basso 68 (1) Pendenza appezzamento 25%. lunghezza appezzamento 80 metri (2) Pendenza appezzamento 15%. a tessitura media.

In queste terre la pendenza varia tipicamente dal 10 al 30 per cento.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli erosione sono nettamente più preoccupanti. con relativa diminuzione delle lavorazioni del suolo. in particolare vigneti. Lucia” e “Luogoraro” nell’alta collina di Cesena. ti da rocce marnose ed arenacee. Tab. Nella figura 2 è rappresentata la distribuzione dei due suoli sopra citati. ma soprattutto l’impianto del bosco ceduo nel terreno in condizioni particolarmente critiche – pendenza del 40 per cento – hanno consentito una sostanziale riduzione del rischio di erosione. I suoli “Luogoraro” sono tipicamente nei crinali a profilo acuto e nei versanti a reggipoggio ad essi raccordati. lunghezza appezzamento 60 metri (2) Pendenza appezzamento 40%. subordinati i seminativi. 2 .Distribuzione dei suoli “S. L’uso attuale del suolo è in prevalenza a colture specializzate. Lucia (1) Nessuna Frutteto con 3 lavorazioni/anno 50% cespugli 40% erba Elevato Inerbimento (interfila) Impianto bosco Frutteto inerbito con 1 lavorazione e 2 sfalci/anno Bosco ceduo con copertura al 40% Moderatamente elevato Luogoraro (2) Nessuna Elevato Basso (1) Pendenza appezzamento 25%. in un’azienda dell’alta collina Cesenate ed in tabella 2 sono invece riassunti i dati di partenza e quelli ottenuti applicando una corretta sistemazione del terreno. lunghezza appezzamento 60 metri 69 I SUPPLEMENTI DI . Tutti questi suoli si sono formati con materiali derivan- (Foto Diateca “Agricoltura”) Fig 2 . SITUAZIONE INIZIALE SISTEMAZIONE DEL TERRENO COPERTURA VEGETALE CLASSE DI RISCHIO SISTEMAZIONE DEL TERRENO SITUAZIONE MODIFICATA COPERTURA VEGETALE CLASSE DI RISCHIO TIPO DI SUOLO S. il substrato è costituito da materiali derivati da marne ed arenarie stratificate. I suoli “Santa Lucia” sono in versanti a profilo rettilineo appartenenti a rilievi del basso Appennino. L’introduzione dell’inerbimento del frutteto.Classificazione del rischio di erosione prima e dopo gli interventi sistematori del terreno. caratterizzati da versanti dolci e tendenzialmente rettilinei con crinali principali a profilo acuto. Le quote sono tipicamente comprese tra 150 e 400 metri di altitudine. La pendenza varia da 20 a 50 per cento.

particolarmente attenta al mantenimento di un corretto rapporto tra attività agricola e tutela dell’ambiente. La Regione Emilia-Romagna. In questo modo costituisce una grave causa di rischio ambientale. ma è poco trattenuto dal terreno e quindi facilmente soggetto al dilavamento provocato dalle piogge. * individuare il modo in cui l’azoto passa dal terreno alle acque superficiali e più profonde. Il coordinamento tecnico e la parziale realizzazione del progetto sono stati affidati al Centro ricerche produzioni animali di Reggio Emilia. o addirittura dallo sversamento diretto di liquami nelle acque superficiali. si sono verificati i possibili miglioramenti grazie al passaggio dalla tecnica tradizionale ad una tecnica “sostenibile” . si è conclusa nell’estate del 1999 ed a pieno titolo rientra nelle attività di studio e monitoraggio previste dalla normativa comunitaria 91/676/Cee. finanziata nell’ambito del “Programma triennale di tutela dell’ambiente”. trasformazione e migrazione dei nitrati dal suolo alle acque superficiali e sotterranee”. è stata ripetutamente accusata di peggiorare la qualità delle acque superficiali e sotterranee dei nostri territori. La ricerca.Il controllo dei nitrati nel suolo e nelle acque La fertilizzazione delle colture agrarie. anche perché la sua diffusione nel territorio può avvenire sia in forma diffusa (attraverso le distribuzioni ai campi di concimi e reflui). sia con reflui zootecnici. dovuta alla stabulazione all’esterno di animali in aree non impermeabilizzate. L’azoto in forma di nitrati è facilmente assorbibile dalle radici delle piante. per individuare il migliore modo d’utilizzazione agronomica dei fertilizzanti. per stabilire le probabili relazioni tra le singole pratiche agricole ed il peggioramento qualitativo delle acque in falda. sia in maniera puntiforme. Lo scopo della ricerca è consistito in due aspetti principali: * studiare la formazione e trasformazione dei nitrati nello strato di terreno interessato dalle radici delle piante. ha iniziato su questi temi il progetto “Controllo della genesi. sia con concimi di sintesi. arricchendole eccessivamente di nitrati. della Regione (1994-96). in particolare per 70 I SUPPLEMENTI DI . La valutazione del bilancio semplificato Per lo studio degli aspetti agronomici. alla distribuzione non corretta od a perdite da contenitori di stoccaggio. conosciuta come “direttiva nitrati” .

Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli le concimazioni azotate. calcolata in base al bilancio semplificato. Infine sono state misurate le rese colturali ed il contenuto in azoto di granella e paglia. nelle province di Modena e Reggio Emilia – in cui si sono seguiti. mineralizzazione della sostanza organica presente nel terreno. hanno permesso di verificare l’esattezza delle concimazioni e di controllare l’efficacia della dose.. 1 . appartenenti ad aziende senza allevamento zootecnico e quindi senza restituzioni organiche. a differenti strati di profondità (da 0 a 25. I risultati Nella figura 1 sono riassunti i dati di sei campi di frumento in provincia di Modena. considerate come la principale causa di rilascio di inquinanti.Dosi di azoto messe a confronto nelle prove sperimentali in provincia di Modena e Reggio Emilia. partendo da un livello di produzione prevista. attraverso la compilazione del bilancio semplificato. diminuita di una quantità “x” Dose da bilancio semplificato Dose da bilancio semplificato. In ogni campo esaminato si è realizzato un confronto tra quattro dosi di azoto (vedi tab. nel tempo. tre campionamenti del terreno in occasione: della semina.Il valore “x”. aumentata di una quantità “x” NOTA . mentre le singole “quote x” hanno variato tra i 20-50 chilogrammi/ettaro. Le dosi di azoto così calcolate hanno oscillato tra i 35 e 160 chilogrammi/ettaro. della raccolta della coltura e di un momento intermedio di coltivazione. da 25 a 50 e da 50 a 75 centimetri). Questo modello (come già ampiamente illustrato nelle precedenti pagine di questo supplemento) prevede di calcolare. Lo scopo fondamentale di tale azione di monitoraggio. in relazione alle concimazioni effettuate ed alle produzioni ottenute. per calcolare esattamente le asportazioni della coltura. da tempo adottata dai servizi della Regione Emilia-Romagna ed elemento fondamentale dei “Disciplinari di Produzione”. per effetti residui delle concimazioni e resti delle colture precedenti. variabile da coltura a coltura. perché più soggette ai rischi di dilavamento dell’azoto a seguito delle più frequenti piogge invernali. ecc. (Foto Riccioni) Tab. per poi togliere da ta- le quantità tutte le quote di fertilizzante calcolate in base alle altre fonti di azoto disponibile: origine atmosferica. I dati così ottenuti nelle singole colture. DOSE A DOSE B DOSE C DOSE D Assenza di apporto azotato Dose da bilancio semplificato. Si è quindi organizzata una rete di campi – circa 70 nell’arco di tre anni. ottenendo così un’indicazione della validità del metodo del bilancio semplificato. L’indagine ha interessato in particolare le aziende zootecniche – perché utilizzano più facilmente maggiori dosi di liquami – e le colture autunno-vernine. è stato impostato per evidenziare l’effetto di una diminuzione o di un aumento dell’azoto apportato rispetto alla dose ottimale. 1) e sono stati fatti. 71 I SUPPLEMENTI DI . era la “validazione” del sistema per calcolare la dose ottimale di concime da distribuire. i fabbisogni in azoto della singola coltura. i livelli di nitrati nel terreno.

La linea rossa indica invece la quantità di azoto residuo presente alla raccolta. con la dose massima di concime.4 5. Da queste prove si può quindi concludere che il metodo di calcolo ha funzionato egregiamente.9 4.2 4.5 5.2 5.1 4. Le barre che indicano i livelli di produzione mostrano un andamento crescente dalla tesi A alla C. (Reggio Emilia. medie di 8 località). RESE IN GRANO (tonnellate/ettaro) NITRATI (milligrammi/chilogrammo) RESE IN GRANO (tonnellate/ettaro) 4. fino a 24 milligrammi/chilogrammo. medie di 6 località). (Modena.3 5.1 5.5 4. sia per la produzione ottenuta sia (Foto Diateca “Agricoltura”) 72 I SUPPLEMENTI DI .Rese di grano e contenuto di nitrati nei terreni alla raccolta.4 4. aumenta leggermente con le tesi B e C mentre ha un netto aumento. La quantità di 13 milligrammi per chilogrammo.8 4. mentre la “quota x” è stata di circa 30 chilogrammi/ettaro. individuando una dose corretta di azoto.9 4. 1 .0 A 0 B C D 110 40 35 30 25 20 15 10 5 0 5.7 4.0 4.Rese di grano e contenuto Fig. 2 .6 4. 35 30 35 20 15 10 A 4 B C D 133 5 0 NITRATI (milligrammi/chilogrammo) 53 82 Apporti medi di azoto Rese Nitrati residui 75 104 Apporti medi di azoto Rese Nitrati residui Il dato medio ottenuto dal bilancio semplificato dell’azoto è stato di 82 chilogrammi/ettaro. fino all’intera dose di azoto indicata dal bilancio semplificato.Il controllo dei nitrati nel suolo e nelle acque Fig.8 di nitrati nei terreni alla raccolta.3 4. in assenza di concimazione. per poi calare nettamente in seguito all’allettamento del frumento dovuto all’eccesso di azoto.

che non cresce anche con l’aumentare della dose di azoto distribuita con la tesi D. oltre a verificare con successo l’efficacia degli strumenti di assistenza tecnica. Anche dal punto di vista della salvaguardia ambientale la differenza tra la dose più elevata e quella consigliata dall’assistenza tecnica regionale ha fatto aumentare sensibilmente la quantità di nitrati presenti nel terreno: una premessa pericolosa del possibile dilavamento da parte delle piogge e dell’inquinamento delle falde. Le barre di produzione del grano mostrano un andamento leggermente diverso rispetto al primo esempio.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli per la tutela del. quindi si rendono necessari altri test per valutare la possibile diminuzione della dose di concime da distribuire. infatti. oltre ad aumentare i costi di produzione. In condizioni di forte apporto di sostanza organica è forse ancora sottostimato l’apporto dovuto al terreno. I quantitativi di azoto distribuiti sono leggermente superiori rispetto alla prova nel Modenese (la dose ottimale media da bilancio semplificato. „ 73 I SUPPLEMENTI DI . Come a Modena il valore più basso si ha logicamente con la tesi A (assenza di azoto distribuito alla coltura) ma l’incremento dei primi due apporti di concime è di soli 5 milligrammi/chilogrammo mentre si ha un raddoppio di valori. Osservando la linea dei nitrati. si può ancora una volta vedere il buon risultato ottenuto con il metodo del bilancio semplificato. Anche se dagli esempi presentati non appare. mentre i dosaggi più alti. Risulta comunque evidente la validità di prove sperimentali che. il bilancio semplificato ha ancora bisogno di opportuni adeguamenti. La figura 2 è invece relativa ai dati medi di 8 campi di frumento in provincia di Reggio Emilia. hanno dato risultati uguali ai precedenti o addirittura inferiori. possono contribuire alla migliore definizione dei parametri per rendere più razionali le pratiche agricole – in particolare le concimazioni azotate – riducendo al minimo i rischi per l’ambiente. per questi terreni è.(Foto Riccioni) l’ambiente. risultata di 104 chilogrammi/ettaro). fino a 33 milligrammi/chilogrammo. Con la ricerca effettuata si è quindi dimostrato sperimentalmente che le dosi stimate in base al bilancio hanno dato buoni livelli di produzione. mentre la variazione della “quota x” è sempre uguale a 30 chilogrammi/ettaro. con un quantitativo massimo alla dose indicata dal bilancio semplificato dei disciplinari di produzione. specialmente per quanto riguarda le aziende zootecniche dove la dose di azoto consigliata appare troppo elevata. con l’ultima tesi.

Carlo Malavolta e Giampaolo Sarno (Servizio sviluppo sistema agro-alimentare. Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ed è una sintesi del progetto di ricerca citato nel testo stesso.Guida alla fertilizzazione dei suoli agricoli Gli autori e i collaboratori In questo supplemento ad “Agricoltura” i testi della parte generale (pagg. Regione Emilia-Romagna). Andrea Giapponesi. rispettivamente del Servizio sviluppo sistema agro-alimentare e del Servizio sistemi informativi e cartografici della Regione Emilia-Romagna. Andrea Giapponesi (Servizio sviluppo sistema agroalimentare.Ter). I riferimenti ai disciplinari di produzione integrata 2001 sono tratti dai documenti redatti dal Centro ricerche produzioni vegetali e dal Centro ricerche produzioni animali per conto della Regione Emilia-Romagna. Le “schede“ delle aziende in produzione integrata sono state redatte da Giuseppe Carnevali e Giampaolo Sarno. Le elaborazioni grafiche sono state realizzate da Stefano Raimondi (cooperativa I. Le elaborazioni grafiche di questa parte sono state realizzate da Stefano Raimondi e Roberto Bertozzi (esperto di sistemi informativi geografici). Regione Emilia-Romagna) e dalla cooperativa I.Ter di Bologna.Ter) e da Enrico Accorsi (Studio Oasi). Si ringraziano Ottorino Bighi e Paola Tarocco. per la collaborazione. 74 I SUPPLEMENTI DI . del Centro ricerche produzioni animali di Reggio Emilia e di Vincenzo Tabaglio. dell’Istituto di Agronomia. Il testo sul controllo dei nitrati è opera di Marco Ligabue e Roberto Davolio. 6-19) sono stati redatti da Giuseppe Carnevali. L’articolo dedicato alla gestione del suolo è una rielaborazione su testi tratti dalla pubblicazione “I suoli della collina cesenate” curata dall’ERSO (oggi confluito nel CRPV) per conto della Regione Emilia-Romagna (1990). Le “schede” per le aziende in produzione biologica sono state redatte da Carla Scotti e Andrea Bertacchini (cooperativa I. La stesura finale è stata curata da Paolo Pirani (Servizio sviluppo sistema agro-alimentare. Regione Emilia-Romagna) ha ideato e coordinato i testi di questo supplemento.