You are on page 1of 73

IL SISTEMA IMMUNITARIO In ogni momento il nostro organismo è esposto ad attacchi da parte di agenti patogeni, ma solo nel momento in cui

siamo colpiti da un processo infettivo ci rendiamo conto di quanto sia indispensabile il sistema di difesa dell'organismo, ossia il sistema immunitario. Il sistema immunitario presenta due componenti: l'immunità innata e l'immunità acquisita. Prima di descrivere i meccanismi di difese immunitarie vale la pena dare uno sguardo al grande numero di patogeni che possono rivelarsi nocivi per l'organismo. Parassiti I parassiti sono i più voluminosi, ma non i più temibili nemici del sistema immunitario. Si tratta soprattutto di ascaridi, nematelminti, tenie, visibili solo al microscopio oppure lunghe metri, che si insediano principalmente nell'intestino, ma che possono anche migrare in altri tessuti distruggendoli; è il caso, per esempio, del cisticerco e di alcune tenie.

Protozoi Di dimensioni inferiori rispetto ai parassiti riconducibili a occhio nudo, sono gli organismi unicellulari (protozoi).

Batteri I batteri sono ancora più piccoli dei parassiti unicellulari, nell'ordine di misura dei micrometri. Contrariamente alle cellule di organismi animali e vegetali (eucarioti), i batteri appartengono ai cosiddetti procarioti, ossia esseri viventi privi di nucleo delimitato da membrana e con un ambiente interno particolare. Essi possiedono un DNA ad anello e una parete cellulare ricca di carboidrati. Paradossalmente alcuni batteri vivono all'interno dell'organismo umano con vantaggi reciproci: la flora intestinale, per esempio, è costituita in massima parte da batteri che non necessitano d'ossigeno. Essi traggono nutrimento dai residui della digestione, ispessiscono in tal modo le feci, contribuendo al rifornimento di vitamine nonché legando l'ammoniaca eccedente.La maggior parte dei batteri dell'ambiente non è comunque così innocua.I batteri sono causa di infiammazioni purulente (foruncoli) a livello locale e di affezioni generali (infiammazioni polmonari) che, negli individui con una riduzione delle difese immunitarie, superano le difese provviste dal sistema immunitario e possono provocare una disseminazione batterica nel circolo (sepsi) con conseguenze anche mortali.Una infezione batterica è inizialmente localizzata in un punto ben determinato, ma può successivamente estendersi a tutto il corpo. Il cosiddetto pus è costituito da batteri e leucociti in via di disgregazione. Funghi Anche i funghi sono potenziali agenti patogeni. Si sviluppano sull'epidermide, mucose e coinvolge anche gli organi interni, soprattutto nei soggetti immunodeficienti (per esempio pazienti affetti da AIDS). Virus

1

Gli agenti patogeni maggiormente nocivi sono i virus, i quali hanno dimensioni di pochi nanomentri. Non si tratta di organismi autonomi, ma di complessi molecolari costituiti da una catena di DNA o di RNA che risulta impacchettata in un involucro proteico, talvolta anche in una capsula glicoproteica. I virus introducono la propria informazione genetica nel DNA nucleare di una cellula ospite, programmandola in modo che essa stessa produca sempre più virus. Naturalmente senza cellula ospite i virus non possono replicarsi. Proprio a causa di questa forma di replicazione, risulta particolarmente difficile per il sistema immunitario evitare una infezione virale. Poiché gli stessi virus, essendo di piccole dimensioni, sono difficilmente aggredibili, il sistema immunitario deve necessariamente distruggere le cellule infettate. La maggior parte delle infezioni, come per esempio il comune raffreddore, sono causate da virus. Un'infezione virale spesso compare contemporaneamente in più organi, generalmente con un attacco febbrile. Tossine Per concludere, il sistema immunitario reagisce anche contro alcune molecole nocive di grandi dimensioni, le tossine. L'esempio più noto è quello della tossina difterica. L'organismo non è in grado di difendersi dalla difterite ma, grazie alla vaccinazione antidifterica, può inattivare l'esotossina prodotta dal germe. Stimoli fisici (raggi ultravioletti per esempio) e chimici provocano danni nel DNA e possono trasformare cellule normali in cellule neoplastiche.

Immunità innata o naturale Già prima della nascita, l'organismo non sviluppa solo una serie di meccanismi di difesa specifici molto complessi che agiscono su determinati agenti patogeni, ma anche una modalità aspecifica d'attacco di molti microrganismi. I primi garantiscono all'organismo in via di sviluppo una certa protezione di base contro le infezioni e costituiscono la premessa indispensabile affinché si possa raggiungere una certa immunità anche rispetto a nuovi tipi di agenti patogeni.I secondi rappresentano un prerequisito indispensabile per i meccanismi specifici altamente sofisticati. Le strategie innate di difesa umorale non mediata da cellule specifiche sono le seguenti: sistema del completamento migrazione di leucociti protezione dalle infezioni tramite interferone lisi diretta dei batteri

Le macromolecole del sistema immunitario non specifiche, presenti nel sangue, costituiscono il sistema evolutivo più antico di difesa contro le infezioni.L'elemento più importante della difesa umorale aspecifica, ossia il sistema del completamento, è costituito da una serie di molecole proteiche finalizzate alla stessa funzione. E' costituito da circa 20 proteine plasmatiche diverse: C1, C2, C3, C4,C5, C6, C7, C8, C9, C10, C11 più altre 10 circa proteine di controllo. Viene attivato sia tramite una reazione antigene-anticorpo (via classica), sia direttamente mediante i carboidrati della parete cellulare batterica (via alternativa). I complicati meccanismi che concludono la cascata di reazioni del sistema del completamento praticano in ultimo una serie di fori nella membrana cellulare di un agente patogeno o di una cellula dell'organismo infettata. Ciò determina la morte della cellula infettata o del patogeno.

2

Cascata del complemento

In caso di infiammazione vengono liberati dei mediatori (citochine) che richiamano i globuli bianchi dal sangue nei tessuti. L'attrazione di cellule autologhe tramite messaggeri chimici prende il nome di chemiotassi.

Migrazione di leucociti In caso di infezione virale si ha, da parte delle cellule infette, una liberazione di interferone. E' una molecola di segnalazione che viene liberata da leucociti infettati da virus e da cellule connettivali per proteggere le cellule non ancora infette. Questa strategia consiste in un abbassamento drastico, anche se temporaneo, all'interno delle cellule, della neosintesi di proteine proprie o estranee all'organismo; in tal modo viene rallentata anche la proliferazione dei virus. Il lisosoma attacca direttamente la parete cellulare di alcuni batteri che è costituita da carboidrati, a meno che questa sia protetta da una capsula glicoproteica. Il lisozoma, un enzima presente anche nella saliva, attacca direttamente la parete cellulare di alcuni batteri, prima che essi abbiano la possibilità di penetrare all'interno del corpo. Le strategie innate di difesa umorale mediata da cellule specifiche sono le seguenti:

sistema dei fagociti mononucleati cellule natural killer

3

costituendo il fagolisosoma nel quale ha luogo la vera e propria digestione. i quali sono in grado di riconoscere le cellule malate e di perforare la loro membrana con una speciale proteina (perforina). nel fegato e nel midollo osseo. vescicole contenenti enzimi digestivi attivi. Le cellule natural killer contrastano i virus. in particolare esso è sviluppato nei linfonodi. In questo modo inoculano nella cellula bersaglio enzimi che portano a una degradazione del DNA provocando la morte della cellula stessa. I macrofagi possono fagocitare corpi estranei: il loro citoplasma si avvolge attorno al corpo estraneo inglobandolo in una vescicola delimitata dalla membrana citoplasmatica (fagosoma). Cellule natural killer 4 . Il processo prende il nome di "apoptosi". Si tratta di linfociti di grandi dimensioni con un citoplasma esteso che contiene dei granuli.Il sistema dei fagociti mononucleati (MFS) comprende tutti gli organi in cui sono presenti macrofagi (dal greco: grandi mangiatori) e altre cellule fagocitanti. All'interno della cellula questo fagosoma si unisce ai lisosomi.

Esse secernono anticorpi in grande quantità. E' infatti possibile distinguere tre sottopopolazioni di linfociti T: cellule T "helper". essendo in grado di distinguere e identificare le sostanze proprie dell'organismo e quelle estranee a esso. La risposta immunitaria in questo caso si sviluppa molto più rapidamente e più efficacemente rispetto a prima. La loro denominazione deriva del timo.I linfociti B.Esse sono localizzate come recettori sulla superficie dei linfociti B oppure sono secrete come anticorpi nel plasma sanguigno. Se una cellula che presenta antigeni assume l'agente patogeno e lo digerisce parzialmente all'interno dei suoi fagolisosomi. 5 . Le cellule della "memoria" si attivano in presenza di una seconda infezione causata dallo stesso agente patogeno. Si tratta di piccole cellule che nel midollo osseo si differenziano in linfociti B e linfociti T.Immunità acquisita o adottata Quando si parla di difesa immunitaria spesso si fa riferimento all'immunità acquisita attraverso meccanismi specifici. cellule T "suppressor" e cellule T "citotossiche". che sono le cellule effettrici dell'immunità umorale specifica. L'immunità acquisita o adottata si compone di: linfociti cellule della "memoria" immunoglobine antigeni I linfociti sono gli effetti responsabili delle difese immunitarie specifiche. possiedono la capacità di trasformarsi in grosse plasmacellule. la possibilità di esporre in superficie l'antigene stesso è maggiore. invece. La necessità della presentazione degli antigeni si spiega in buona parte tramite i meccanismi di protezione escogitati dai microrganismi.La formazione di cellule della memoria specifiche costituisce il vero principio su cui si basa ciascun vaccino. i quali hanno appunto lo scopo di impedire che i linfociti possano riconoscerli. dove essi maturano e vengono selezionati. Le immunoglobine sono gli "organi di senso" del sistema immunitario. ovvero sistemi specializzati in risposta a un agente patogeno ben determinato. I linfociti T sono di gran lunga il tipo più frequente.

desideri.IL SISTEMA NERVOSO Ogni espressione della nostra personalità. I miliardi di neuroni del sistema nervoso presentano notevoli diversità strutturali: i neuroni anassonici si trovano nel sistema nervoso centrale (SNC) ed in particolari organi di senso ma la loro fisiologia non è molto chiara. sogni. l'hardware attraverso il quale sperimentiamo noi stessi. I neuroni bipolari sono relativamente rari ma importanti componenti del SNC e di particolari organi di senso quali occhio e orecchio. speranze. elaborazione e trasmissione delle informazioni relative a tutto il corpo umano. i neuroni bipolari hanno un assone e un dendrite con il soma intercalato. Il sistema nervoso comprende tutto il tessuto nervoso del nostro organismo. sono più numerose dei neuroni e costituiscono circa la metà del volume del sistema nervoso. i neuroni multipolari possiedono diversi dendriti e un singolo assone che può avere uno o più collaterali. e per mezzo del quale interagiamo con l'ambiente che ci circonda. ossia pensieri. il nostro sistema nervoso analizza dati che provengono da diversi luoghi e distribuisce informazioni a molte sedi remote. I neuroni sono invece i responsabili del trasferimento e dell'elaborazione delle informazioni nel sistema nervoso. emozioni. in altre parole è il sistema di regolazione delle funzioni corporee. Anche il computer più sofisticato non può vantare l'incredibile complessità di circuiti. Il sistema nervoso è la sede dell'assunzione. di correlazioni. Le funzioni del sistema nervoso comprendono: fornire sensazioni sull'ambiente interno ed esterno integrare le informazioni sensoriali coordinare le attività volontarie e involontarie regolare e controllare le strutture e gli apparati periferici Il tessuto nervoso comprende due distinte popolazioni cellulari: le cellule nervose o neuroni e le cellule di sostegno o neuroglia. I neuroni sensitivi del sistema nervoso periferico sono di solito unipolari. in quanto individui inconfondibili. o soma. molte diramazioni. per così dire. Le cellule di sostegno isolano i neuroni e forniscono una rete di sostegno. Il sistema nervoso è. 6 . Il tessuto nervoso trasporta informazioni ed istruzioni da una regione del corpo ad un'altra. i suoi processi dendritici e assonali sono continui e il soma giace da una parte. I neuroni Un neurone tipico possiede un corpo cellulare. di centri di elaborazione e di vie di informazione posseduta dal sistema nervoso umano. il neurone unipolare. Come un computer. dendriti sensoriali e un lungo assone che termina in una o più stazioni sinaptiche. A livello di ciascuna sinapsi il neurone è in rapporto con altre cellule. sono funzioni del sistema nervoso.

facendo del neurone la cellula più lunga del corpo umano. lipidi e carboidrati. segnali elettrici. si estendono dal midollo spinale alle dita dei piedi. e coordina inoltre le attività metaboliche della cellula. mantenendo l'integrità della cellula. Essi sono dotati di recettori proteici di membrana che si legano a neurotrasmettitori specifici e inviano. Ogni neurone deve adempiere cinque funzioni fondamentali: ricevere informazioni (input) dall'ambiente esterno o interno. I terminali sinaptici I terminali sinaptici comunicano con altri neuroni. I segnali vengono trasmessi ad altre cellule a livello dei terminali sinaptici. Il sistema nervoso Il sistema nervoso viene diviso anatomicamente in due parti:il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso periferico. Il soma (corpo cellulare) Assicura le funzioni vitali del neurone e integra i segnali elettrici provenienti dai dendriti. i dendriti rispondono ai neurotrasmettitori chimici liberati da altri neuroni. I dendriti dei neuroni sensoriali sono dotati di speciali adattamenti della membrana che consentono loro di rispondere a stimoli ambientali specifici come la pressione. ghiandole o muscoli. Ecco ora una spiegazione sulle varie parti costituenti il neurone: I dendriti Sono ramificazioni che si estendono dal corpo della cellula nervosa. si protende dal corpo cellulare. specializzati nel rispondere ai segnali provenienti da altri neuroni o dall'ambiente esterno. Per esempio tutti i motoneuroni che controllano i muscoli scheletrici sono multipolari. il segnale elettrico di uscita (output) del neurone. Provvisto dell'assortimento di organuli simile a quello di qualsiasi altra cellula. che è una fibra lunga e sottile. coordinare le proprie attività metaboliche. La maggior parte dei terminali sinaptici contiene una sostanza chimica specifica. il corpo cellulare sintetizza anche proteine. la membrana plasmatica degli assoni riesce a far pervenire alle estremità del neurone potenziali d'azione di intensità immutata. muscoli e ghiandole. gli odori. comportandosi come un centro di integrazione. trasmettere il segnale ad altre cellule nervose. condurre il segnale al suo terminale di uscita. I terminali sinaptici di un neurone possono comunicare con una ghiandola. come risultato di quel legame. L'assone Trasporta a destinazione i segnali elettrici generati dal corpo cellulare.I neuroni multipolari sono relativamente frequenti nel SNC. gli assoni sono per lo più avvolti in un fascio di nervi. Nei neuroni del cervello e del midollo spinale. coprendo una distanza superiore a un metro. integrare le informazioni ricevute e produrre un'adeguata risposta in forma di segnale (output). l'assone. 7 . che appaiono come rigonfiamenti delle estremità ramificate degli assoni. La loro forma ramificata offre un'ampia superficie alla ricezione dei segnali. li "interpreta" e "decide" se produrre un potenziale d'azione. Singoli assoni. Come i trefoli di fili ritorti di un cavo elettrico. i segnali confluiscono al corpo cellulare del neurone che. che viene liberata in risposta a un potenziale d'azione che percorre l'assone. in cui si verifica una dissipazione di energia nel tragitto tra la centrale e l'utente. A differenza dei cavi per il trasporto dell'elettricità.Gli assoni costituiscono le linee di distribuzione lungo le quali si propagano i potenziali d'azione in direzione centrifuga verso le estremità del neurone. in modo che il segnale in uscita (output) della prima cellula diventi segnale in entrata (input) per la seconda. con un muscolo con dendriti o con un corpo cellulare di un secondo neurone. In un neurone tipico. oppure da altri neuroni. per esempio. detta neurotrasmettitore. Viaggiando lungo i dendriti. la luce o il calore.

dal punto di vista tridimensionale. vibrazione e dolore (in altre parole la cosiddetta sensibilità esterocettiva). Il termine sostanza grigia deriva dalla colorazione grigia degli ammassi cellulari encefalici. racchiuso nella scatola cranica. La sostanza grigia contiene soprattutto i corpi delle cellule nervose. ha forma cilindrica. forma il sistema nervoso centrale. con l'encefalo. rispettivamente la sostanza grigia e la sostanza bianca. che sono più sottili. l'apprendimento e le emozioni. In sezione trasversa essa ha una forma che ricorda quella di una farfalla: le due "ali anteriori" (corna anteriori) o. il SNC non è solo in grado di raccogliere e trasmettere informazioni. sono relativamente tozze e sono interamente circondate da sostanza bianca. larghezza media di 810 mm e spessore di 5-7 mm. E' anche la sede di funzioni più importanti quali l'intelligenza. a b La sostanza grigia La sostanza grigia del midollo spinale è situata centralmente ed è quindi compresa all'interno della sostanza bianca. Ogni singolo segmento midollare ha la capacità di controllare autonomamente funzioni motorie specifiche (riflessi). che è molto delicato. Il canale vertebrale rappresenta per il midollo spinale. Il midollo spinale è molto più breve della colonna vertebrale. si estendono fino ai limiti del midollo spinale. e dal midollo spinale. Al centro del midollo spinale si trova un canale centrale molto sottile che è un residuo embrionale e non di rado è occluso o dilatato in cisti. ma anche di integrarle. I segnali. Il SNC è responsabile dell'integrazione. midollari e gangliari. si nota in primo luogo che vi sono territori ben delimitati in rapporto fra loro. Se si seziona una porzione qualsiasi del SNC. temperatura. Per tale ragione i nervi spinali e le loro radici. I corpi delle cellule nervose sono raggruppati nei gangli del sistema nervoso periferico e nei nuclei del midollo spinale e del tronco encefalico. Il sistema nervoso periferico (SNP) è costituito da tutto il tessuto nervoso al di fuori del SNC. decorrono in modo sempre più obliquo verso il basso. mentre la sostanza bianca è composta dagli assoni e dai loro rivestimenti. colonne anteriori. decorrono in fibre separate (assoni) che generalmente sono raggruppate in un fascio di conduzione unitario (nervo). dove giungono le fibre nervose che raccolgono le informazioni della sensibilità della cute e delle mucose e trasmettono le sensazioni di tatto. cellule di Schwann e tessuto connettivo. colonne dorsali). pressione. non occupando quindi il canale vertebrale in tutta la sua lunghezza. afferenti da un'unità periferica (organo) o in uscita (efferenti) verso un'unità periferica. ossia fino all'imbocco delle radici posteriori. la memoria. contenuto invece nel canale vertebrale.Il sistema nervoso centrale (SNC) è costituito dall'encefalo. Il sistema nervoso periferico svolge essenzialmente la funzione di trasmissione del segnale attraverso fasci di conduzione. le "ali posteriori" (corna posteriori. Si estende dal grande forame occipitale fino a raggiungere pressappoco il primo corpo vertebrale lombare. un'ottima protezione dai danni meccanici. Un nervo contiene esclusivamente assoni. dal rachide cervicale a quello lombare. analisi e coordinazione dei dati sensoriali e dei comandi motori. Anche gli stimoli sensitivi del tratto gastrointestinale (sensibilità 8 . ma è costituito da tanti segmenti quanti sono i corpi vertebrali. Il sistema nervoso centrale: midollo spinale ed encefalo Midollo spinale Il midollo spinale. A differenza del sistema nervoso periferico.

Il tessuto è quindi ricco di membrane cellulari dotate di fosfolipidi (grassi) ed è scarsamente irrorato. della muscolatura e delle articolazioni (sensibilità propriocettiva) raggiungono il SNC tramite le radici posteriori. I due talami e l'ipotalamo delimitano il terzo ventricolo che ha la forma di una fessura situata sull'asse mediano del corpo. dal corno anteriore e da quello posteriore. i cosiddetti fasci fondamentali. dopo il fegato. il cordone posteriore fra il corno posteriore e il setto mediano posteriore. inviano assoni agli organi innervati dal sistema vegetativo. Encefalo Con un peso di 1. Il colore chiaro della sostanza bianca è dovuto al rivestimento mielinico delle fibre nervose. La suddivisione del diencefalo in una parte destra e una sinistra si manifesta in forma ancora maggiore nel telencefalo.3-1. il ponte e il cervelletto lavorano in stretta collaborazione e controllano importanti funzioni del movimento. per mezzo della radice posteriore. La parte più antica dell'encefalo è il midollo allungato o bulbo. nonché dall'ipotalamo.5 kg. esso passa nel ponte che presenta connessioni importanti con il cervelletto. l'encefalo. Esso è composto fondamentalmente dal talamo destro e sinistro. Le sue cellule. dove avviene la decussazione di queste vie motorie. Al romboencefalo si unisce anteriormente il mesencefalo. che è il tratto più breve del tronco encefalico. La massa della sostanza bianca è formata invece da lunghi fasci (tratti) ascendenti e discendenti che collegano fra loro encefalo e midollo spinale. Immediatamente in rapporto con la porzione più posteriore della sostanza grigia del midollo spinale. I due emisferi telencefali si pongono in comunicazione per mezzo di collegamenti svolti da fasci nervosi 9 . provenienti dalla corteccia telencefalica e diretti al midollo spinale. Attraverso confini ben definiti. è poco evidente.Se il mesencefalo assume una posizione "mediana" fra le componenti cerebrali antiche e quelle recenti. situato al centro. Nel midollo allungato i fasci motori. La sostanza bianca Immediatamente adiacenti alla sostanza grigia decorrono brevi fasci di fibre nervose. A riposo viene utilizzata fino al 25% dell'energia metabolica per rifornire l'encefalo. è l'organo più pesante del corpo. Essi circondano come un sottile mantello l'intera sostanza grigia e provvedono a schemi riflessi complessi che non riguardano solo la muscolatura di un unico segmenti (riflessi polisegmentali). I fasci decorrono in tre funicoli (cordoni) che risultano più o meno nettamente separati fra loro dalla fessura midollare. si irradiano nella sostanza grigia del corno posteriore. per esempio alla muscolatura gastrica e intestinale. la cui struttura ricorda ancora la suddivisione metamerica del midollo spinale. Queste tre formazioni delimitano il quarto ventricolo che ha forma di losanga. Le due porzioni caudali del tronco encefalico (midollo allungato e ponte) costituiscono il romboencefalo. che collegano 4-5 segmenti midollari confinanti. Una piccola sporgenza fra il corno anteriore e quello posteriore. è la parte che occupa maggiore spazio all'interno della scatola cranica.intocettiva). Il midollo allungato. dopo il cosiddetto "cervello" costituito da diencefalo e telencefalo. Il sottile cordone anteriore è situato fra la fessura mediana anteriore e il corno anteriore. ossia il corno laterale (colonna laterale). Qui terminano gli assoni per la soppressione del dolore provenienti dal tronco encefalico e i sensori del tatto cutaneo. la sostanza gelatinosa forma un filtro o una "porta" per le fibre del dolore che. tramite le radici anteriori. Il cervelletto. Il cervelletto è appoggiato sul midollo allungato e sul ponte. il cordone laterale fra il corno anteriore e quello posteriore. formano le piramidi. il diencefalo fa chiaramente parte di queste ultime.

compresi i muscoli. Due profonde scissure delimitano da un lato i lobi parietali dai lobi temporali. Il sistema nervoso simpatico agisce sugli organi interni in modo da preparare l'organismo ad affrontare un'attività logorante o dispendiosa da un punto di vista energetico: il cuore batte più velocemente. escretore e circolatorio. respiratorio. i lobi temporali e i grossi lobi frontali che da soli rappresentano un terzo del telencefalo. Nel sistema nervoso simpatico la sinapsi è localizzata nei gangli vicini al midollo spinale. i lobi parietali. e i loro assoni raggiungono direttamente i muscoli controllati. Il sistema nervoso parasimpatico è invece associato ad attività caratteristiche dei momenti di ozio. gli organi di senso e gli organi dei sistemi digerente. I motoneuroni del sistema nervoso somatico stabiliscono sinapsi con i muscoli scheletrici e controllano il movimento volontario. le pupille si dilatano per ricevere una maggior quantità di luce e le vie aree nei polmoni si espandono in previsione di un maggior afflusso di ossigeno. Ciascuna metà del telencefalo (emisfero telencefalico) contiene al proprio interno un ventricolo laterale ricolmo di liquor (i due ventricoli laterali). Sotto il suo controllo la muscolatura liscia del sistema digerente entra in piena attività. dall'altro li separano dal lobo frontale. I nervi periferici contengono anche gli assoni dei neuroni motori (o motoneuroni) che trasmettono i segnali dal sistema nervoso centrale agli organi e ai muscoli. All'interno dei nervi periferici si trovano gli assoni dei neuroni sensoriali che trasmettono al sistema nervoso centrale l'informazione sensoriale proveniente da tutte le parti del corpo. In entrambi i sistemi simpatico e parasimpatico si trovano due neuroni che trasmettono messaggi in sequenza dal sistema nervoso centrale a ciascun organo bersaglio.(commessure) anche se talora funzionano in modo completamente separato l'uno dall'altro. Al contrario gli assoni simpatici si trovano nei nervi che hanno origine dalle sezioni mediana e inferiore del midollo spinale. Essi stabiliscono sinapsi con il cuore. 10 . I motoneuroni del sistema nervoso autonomo controllano invece le risposte involontarie. Dall'indietro in avanti si distinguono i lobi occipitali.La porzione motoria del sistema nervoso periferico può essere suddivisa in due parti: il sistema nervoso somatico e il sistema nervoso autonomo.Inoltre gli assoni parasimpatici si trovano nei nervi che hanno origine dall'encefalo (mesencefalo e midollo allungato) e dalla base del midollo spinale. ma le sinapsi che stabiliscono sono localizzate in sedi diverse. mentre nel sistema nervoso parasimpatico la sinapsi è localizzata nei gangli più piccoli situati intorno o in prossimità di ciascun organo bersaglio. Il sistema nervoso periferico Il sistema nervoso periferico è costituito dai nervi periferici che collegano il cervello e il midollo spinale al resto del corpo. il sangue defluisce dal sistema digerente per poter meglio irrorare i muscoli. Si usa suddividere il sistema nervoso autonomo in sistema nervoso simpatico e sistema nervoso parasimpatico. i muscoli lisci e le ghiandole. il battito cardiaco rallenta e le vie respiratorie si restringono. I loro corpi cellulari si trovano nella sostanza grigia del midollo spinale. Il sistema nervoso autonomo è controllato sia dal midollo allungato sia dall'ipotalamo.

I vasi collegati a questi tronchi si ramificano ripetutamente. caratterizzato da una funzione aspirante e una premente. Uscito dal cuore. Nel sistema ad alta pressione vengono comprese l'aorta. Successivamente questi sottili vasi si uniscono a quelli vicini per formare piccole vene. anche il sistema circolatorio viene suddiviso in un sistema ad alta pressione (rifornimento di acqua) e in un sistema a bassa pressione (canalizzazione). sempre del grande circolo. 11 . Le pareti delle arterie elastiche non sono molto spesse. i vasi sanguigni. La loro espansione attutisce l'improvviso innalzamento pressorio durante la sistole ventricolare e la loro contrazione rallenta la riduzione della pressione durante la diastole ventricolare. I tronchi aortici e polmonare e le loro principali ramificazioni sono esempi di arterie elastiche. Le arteriole sono i più piccoli vasi del sistema arterioso. quindi il sangue passa attraverso le vene di medio e grosso calibro prima di raggiungere le vene cave (nel circolo sistemico) o le vene polmonari (nel circolo polmonare). Le arterie elastiche sono grossi vasi di diametro superiore a 2.5 cm. nel sistema a bassa pressione le venule. esse si stirano. i rami venosi e le vene del grande circolo. La tonaca media di questi vasi è ricca di fibre elastiche e relativamente povera di muscolatura liscia. e le fibre elastiche ritornano alle loro dimensioni originali. in parte ottenuta adeguando il flusso sanguigno il controllo delle perdite di sangue per mezzo della coagulazione la difesa contro batteri e virus. quando le pressioni salgono improvvisamente. e attraverso essi il sangue entra nella rete capillare dei vari tessuti. attraverso tronchi arteriosi di grosso calibro in cui passa il sangue attraverso le valvole semilunari. le arterie i rami arteriosi e le arteriole del grande circolo. Le arterie e le vene formano un sistema di distribuzione interna a cui il cuore fornisce la propulsione necessaria. per tenerlo in movimento. che funge da mezzo di trasporto. una rete di canali. una pompa. Il sangue che defluisce dalla rete capillare entra dapprima nelle venule. Le arterie Nel viaggiare dal cuore ai capillari periferici il sangue attraversa le arterie elastiche. Di conseguenza. le arterie elastiche possono tollerare la notevole pressione prodotta ogni volta che si verifica la sistole ventricolare ed il sangue lascia il cuore. Man mano che procede la ramificazione le dimensioni delle arterie si riducono gradualmente fino a che esse diventano arteriole. Al pari della circolazione dell'acqua a scopo tecnico. Sistema ad alta e a bassa pressione sono separati dal letto capillare. il cuore. Alcune delle funzioni più importanti sono: il trasporto di ossigeno dai polmoni ai tessuti e di diossido di carbonio dai tessuti ai polmoni la distribuzione dei prodotti della digestione a tutte le cellule dell'organismo il trasporto di rifiuti e prodotti tossici al fegato per la disintossicazione e ai reni per l'escrezione la distribuzione di ormoni dagli organi che li secernono ai tessuti sui quali agiscono la regolazione della temperatura corporea. grazie all'azione di anticorpi e globuli bianchi presenti nel flusso circolatorio Dal punto di vista meccanicistico si può parlare dei vasi sanguigni come di un sistema chiuso. mentre. per tornare poi al cuore. le arterie muscolari e le arteriole. ma sono estremamente resistenti.IL SISTEMA CIRCOLATORIO Il sistema circolatorio si compone di tre parti: un fluido. Sia il circolo polmonare sia quello sistemico partono dal cuore. per distribuire il fluido nei vari punti del corpo. arterie-arteriole-capillari-venule-vene. Durante la diastole ventricolare la pressione ematica all'interno del sistema arterioso cade. il sangue. il sangue percorre una serie di vasi: nell'ordine. paragonabile al rifornimento di acqua potabile e al ritorno di acqua industriale attraverso una canalizzazione. che sono i più piccoli vasi del sistema venoso.

aumentando o diminuendo lo spessore della parete capillare. ormoni. i globuli rossi e le piastrine non sono in grado di uscire dai capillari a causa delle loro dimensioni. l'endotelio. Le cellule endoteliali possono sovrapporsi in parte. Queste variazioni si verificano in seguito a stimoli locali. chiamate anche arterie muscolari o di distribuzione. modificando la pressione sanguigna e la quantità di sangue che affluisce nel suo territorio di competenza. esse sono situate a ridosso di una membrana basale. raggiungendo indirettamente il sistema venoso. fra sangue e tessuti. le distanze di diffusione sono piccole e lo scambio può avvenire rapidamente. concedendo un tempo sufficiente per la diffusione o il trasporto attivo dei materiali attraverso le loro pareti.Le arterie di medio calibro. riassorbimento e deflusso linfatico. automatici o endocrini. in particolare proteine.4 cm. La spessa tonaca media di un'arteria muscolare contiene una grande quantità di muscolatura liscia e poche fibre elastiche. Questo liquido è noto come liquido interstiziale ed è composto soprattutto da acqua in cui sono disciolte sostanze nutritive. Le cellule endoteliali sono estremamente piatte e talvolta hanno uno spessore di soli 1-2 micrometri. Le grandi proteine plasmatiche. Capillari I capillari sono i soli vasi sanguigni le cui pareti permettono scambi tra il sangue e il circostante liquido interstiziale. distribuiscono appunto il sangue agli organi periferici. la parete capillare è limitata ad un unico strato. Le arteriole sono più piccole delle arterie di medio calibro. Una tipica arteria muscolare ha un diametro di circa 0. gas sostanze di rifiuto e piccole proteine del sangue.Inoltre. che le rende capaci di modificare il proprio diametro. La tonaca media delle arteriole è formata da uno strato incompleto di muscolatura liscia. Dai capillari passa più liquido nei tessuti (filtrazione) di quanto essi a loro volta possono riassorbirne (riassorbimento). 12 . ovvero da un diaframma. Molti capillari possiedono addirittura piccoli pori oppure "finestre" più ampie (capillari fenestrati) che sono chiuse da un sottile strato di membrana. I capillari di questo tipo lasciano passare piccole molecole. ma impediscono la fuoriuscita di sostanze di grosso peso molecolare. La pressione all'interno dei capillari (pressione idrostatica) causa lo stillicidio continuo di liquido dal plasma sanguigno negli spazi intercellulari (interstizio) che circondano i capillari e i tessuti. I capillari hanno la particolare funzione di filtrazione. In tal caso esse formano una barriera consistente. A differenza dei grossi vasi. spessa 40-60 nm. il flusso ematico nei capillari è relativamente lento. Il liquido residuo scorre lungo le vie linfatiche. che lascia passare solo sostanze selezionate. sebbene i globuli bianchi possano filtrare attraverso gli interstizi tra le cellule delle pareti dei capillari. Poiché le pareti capillari sono relativamente sottili.

che presentano un calibro di circa 1mm. in caso di rapida perdita di liquidi nel sistema circolatorio (per emorragia o eccessiva sudorazione). le vene possono immagazzinare anche grosse quantità di sangue. 13 . Questi piccoli vasi non hanno alcuna tonaca muscolare. per tale ragione esse prendono il nome di vasi di capacitanza. Sistema venoso La struttura microscopica delle vene è simile a quella stratificata della parete arteriosa.I movimenti del liquido interstiziale attraverso la parete capillare sono quantitativamente notevoli. La filtrazione si aggira approssimativamente intorno ai 20 litri al giorno. ovvero il circolo ad alta pressione. dispongono di acqua di riserva in modo che il circolo arterioso. Questi ultimi. non subisca immediatamente una caduta pressoria. A causa del loro ampio lume e della loro parete sottile. supera di poco il riassorbimento (18 litri al giorno). Il bilancio dei liquidi si esprime come segue:filtrazione = riassorbimento + deflusso linfatico. il liquido residuo (2 litri al giorno) viene assorbito attraverso l'interstizio dal sistema linfatico e deviato nel sistema venoso. oppure permane a livello dei tessuti come liquido interstiziale (edema). Quest'ultima si trova solo nelle vene più grosse. Il sistema venoso ha inizio con le venule situate al termine del letto capillare (venule postcapillari).

esse mantengono il proprio aspetto circolare. esse si stringono. per concludere. in sezione. protette dalle ossa e dai tessuti molli circostanti. Quando la pressione del sangue non spinge più contro il tessuto elastico e la muscolatura liscia delle pareti arteriose. uno superficiale e l'altro profondo. elastica e contrattile. ma al contrario delle vene superficiali. Queste componenti. Inoltre. lontane dalla cute. si contraggono molto poco. esse sono profonde. che hanno poco tessuto elastico nelle loro pareti. Per quanto riguarda il sistema venoso ci sono due gruppi di vene periferiche. Le vene tagliate tendono a collassare e. In queste regioni le arterie non si trovano in prossimità della superficie corporea. Poiché le pareti delle arterie sono relativamente spesse e resistenti. in sezione un'arteria sembra più piccola della vena corrispondente. 14 .In generale le pareti delle arterie sono più spesse di quelle delle vene. esse sembrano appiattite o grossolanamente distorte. La tonaca media di un'arteria contiene più fibrocellule muscolari lisce e fibre elastiche rispetto ad una vena. mentre le vene.SISTEMA ARTERIOSO SISTEMA VENOSO La differenza significativa tra il sistema arterioso e quello venoso riguarda la distribuzione delle principali vene nel collo e negli arti. se sezionate. resistono alla pressione generata dal cuore quando spinge il sangue in circolo.

danni fisici o attività metaboliche e le consegna al fegato e ai reni dove possono venire inattivate o espulse. una serie di cellule specializzate (i cosiddetti "elementi figurati") presenti in sospensione nel plasma (globuli rossi. 2. Queste funzioni sono assolutamente essenziali in quanto un'area completamente priva di circolazione può morire nel giro di pochi minuti. L'organismo umano contiene 5-6 litri di sangue. inoltre. regola il pH e la composizione elettrolitica dei liquidi interstiziali in ogni parte del corpo. Mediamente questi elementi corpuscolari rappresentano il 40-45% del volume totale del sangue. quasi al 50%. il plasma. trasporta i prodotti del catabolismo dai tessuti periferici ai siti di eliminazione come i reni. è fatto di acqua che ha una capacità straordinariamente elevata di trattenere calore. Il sangue. globuli bianchi. Componenti del sangue Il sangue è formato da due principali componenti: 1. una parte liquida. piastrine). distribuisce le sostanze nutritive assorbite nel tubo digerente o rilasciate dai depositi del tessuto adiposo o dal fegato. proteine speciali che attaccano micro-organismi o agenti estranei. riduce le perdite dei liquidi attraverso i vasi danneggiati o ad altri lesionati. Il sangue. 15 . che costituisce il 55-60%del volume del sangue. consegna enzimi e ormoni a specifici tessuti-bersaglio. inoltre. trasporta cellule specializzate che difendono i tessuti periferici da infezioni e malattie. difende il corpo dalle tossine e dagli agenti patogeni: infatti trasporta globuli bianchi. gas. ormoni e prodotti di rifiuto. equivalenti all' 8%circa del peso corporeo. Il sangue nell'organismo ha le seguenti funzioni: trasporta gas disciolti portando ossigeno dai polmoni ai tessuti e anidride carbonica dai tessuti ai polmoni.IL SANGUE Il sangue è un tessuto fluido attraverso il quale si realizza il trasporto di sostanze nutritive. aiuta a regolare la temperatura del corpo assorbendo e ridistribuendo calore. cellule specializzate che migrano nei tessuti periferici per "combattere" infezioni o rimuovere detriti e apporta anticorpi. riceve tossine prodotte da infezioni. Le reazioni di coagulazione bloccano le interruzioni nelle pareti vascolari prevenendo modificazioni nel volume del sangue che possono intaccare seriamente la funzione cardiovascolare. Il sangue.

La molecola di emoglobina raccoglie l'ossigeno dove la concentrazione è elevata.La forma di un globulo rosso ricorda quella che si ottiene schiacciando una pallina di plastilina tra pollice e indice. soprattutto. sostanze nutritive (glucosio.le immunoglobuline:chiamate anche anticorpi. l'emoglobina subisce una lieve modificazione di forma che ne altera il colore. rappresentano un po' meno della metà del volume totale del sangue (40% per la donna e 45% per l'uomo). gas (diossido di carbonio. I globuli rossi Come altri elementi del sangue. nella quale sono disciolte numerose sostanze: proteine. dovuto al pigmento emoglobina. ciò esalta la capacità della cellula di assorbire e cedere ossigeno attraverso la sua membrana. vitamine. mentre il sangue ossigenato è di colore rosso ciliegia. che rappresenta circa un terzo del peso della cellula. per l'organismo. il nostro sangue può trasportare una quantità di ossigeno 70 volte superiore a quella che sarebbe possibile se l'ossigeno fosse semplicemente disciolto nel plasma. immediatamente disponibile. ormoni. Non meno del 97% dell'ossigeno trasportato dal sangue è fissato nell'emoglobina e per il resto sostanzialmente è composto da una membrana plasmatica e da un citoscheletro. inoltre. Gli elementi figurati Le maggiori componenti cellulari del sangue sono i globuli rossi. calcio. potassio. i globuli rossi vengono prodotti nel midollo delle ossa brevi o piatte (ala iliaca. i globuli bianchi e le piastrine. in altri tessuti del corpo. quali i trigliceridi. o eritrociti. sono gli unici elementi dell'organismo privi di nucleo. le albumine. ioni (sodio. Per tale 16 . sterno. che trasportano i grassi e sono essenziali nei processi immunitari.Il plasma Il plasma ha densità poco più alta di quella dell'acqua proprio perché è formato per più del 90% proprio da acqua. . le globuline. come anche le piastrine. lipidi). una parte dell'emoglobina si combina con il diossido di carbonio prodotto dal metabolismo cellulare e ritorna ai polmoni. come nei capillari dei polmoni. . Infatti il sangue deossigenato è di colore marrone-rosso scuro. 2. ossigeno). principalmente di tre tipi: 1. esse rappresentano una riserva di proteine importante e. amminoacidi.Sia alle albumine che alle globuline si possono attaccare lipidi.il fibrogeno. magnesio) e sostanze di rifiuto come l'urea. con importanti funzioni osmotiche. Le proteine plasmatiche contribuiscono a mantenere costantemente a 7. Grazie all'emoglobina. Legando a sé l'ossigeno.le proteine vettrici. una grossa molecola proteica contenente ferro. corpi vertebrali) nonché nelle epifisi di omero e femore. Ceduto l'ossigeno.I globuli rossi. I globuli rossi. 4. le quali trasportano ioni e ormoni che altrimenti potrebbero passare attraverso il filtro renale. Esse includono: 3. attaccano le proteine estranee e gli agenti patogeni. Tale forma biconcava garantisce una superficie maggiore di quella di una cellula sferica di uguale volume. .Le sostanze presenti in quantità maggiore sono le proteine. Le globuline coinvolte nel trasporto dei lipidi sono chiamate lipoproteine. ma appare bluastro attraverso la cute. e lo cede dove la concentrazione è bassa.4 il pH del sangue (funzione tampone). Una delle caratteristiche più appariscenti dei globuli rossi è il colore rosso. gli acidi grassi o il colesterolo che non sono solubili in acqua. cloruro. fondamentale nella coagulazione del sangue.

monociti. i monociti e i neutrofili usano la rete dei capillari per spostarsi dove qualche batterio è riuscito a introdursi sfruttando una ferita. Quando il livello di ossigeno nei tessuti torna a valori adeguati. Il sistema immunitario consiste di circe duemila miliardi di linfociti. AB o 0 a seconda della presenza o meno di proteine specifiche (indicate con le lettere A e B) sulla membrana plasmatica dei globuli rossi. basofili e eosinofili) che insieme costituiscono meno dell'1% delle cellule del sangue. al quale partecipa l'ormone eritropoietina. da cui proviene il loro nome). Queste cellule si distinguono l'una dall'altra in base all'affinità per i coloranti. B. i globuli bianchi subiscono una degradazione irreversibile. in via di formazione. Inoltre. Quindi macrofagi e neutrofili inglobano i batteri che sono penetrati o altre cellule identificate come estranee ivi comprese le cellule cancerogene.Nei tessuti monociti danno origine ai macrofagi. Vi sono cinque categorie di globuli bianchi (linfociti. i linfonodi e la milza. I linfociti B e T svolgono. Così facendo.Un globulo rosso immesso nella corrente circolatoria ha una vita media di circa 4 mesi (115-120 giorni) prima di venire fagocitato da macrofagi localizzati soprattutto a livello della milza. I globuli rossi giovani sono in grado di rimodellarsi e sopravvivere senza subire danni. superando perciò il "filtro" esistente a livello della milza. giunti a destinazione filtrano attraverso le pareti dei capillari come minuscole amebe. cellule ameboidi capaci di incorporare particelle estranee. ruoli nettamente diversi. Queste cellule svolgono la cosiddetta funzione della "eritrocateresi". al contrario. I linfociti B maturano invece nello stesso midollo osseo (in inglese bone marrow . A. alle dimensioni e alla forma del nucleo.ragione non sono in grado di replicarsi né di produrre proteine. nel plasma di ciascun individuo sono presenti anticorpi contro le proteine mancanti sui suoi globuli rossi (quindi ad esempio un individuo con sangue di gruppo A possiede anticorpi contro le proteine B). la produzione di eritropoietina viene inibita. muoiono e si accumulano contribuendo a formare quella sostanza bianca nota come "pus". nella risposta immunitaria. e il tasso di produzione dei globuli rossi ritorna nella norma. Esse svolgono una funzione difensiva contro gli aggressori provenienti dall'esterno e si avvalgono del sistema circolatorio per raggiungere il luogo attraverso cui sono penetrati elementi estranei. soprattutto il timo. Nel sangue di gruppo A è presente la proteina A. nel sangue di gruppo 0 entrambe le proteine sono assenti. Il numero dei globuli rossi del sangue si mantiene costante grazie a un meccanismo di feedback negativo. neutrofili. I globuli bianchiI globuli bianchi (leucociti) sono i responsabili delle difese immunitarie dell'organismo. L'ormone sollecita il midollo osseo ad accelerare la sintesi di nuove cellule. migrano nel timo (da qui il nome di linfociti T) e si differenziano nelle forme mature. L'eritropoietina viene messa in circolo dai reni in risposta a una carenza di ossigeno. Ci sono infatti due tipi di linfociti: linfociti B e linfociti T in una fase precoce dello sviluppo embrionale. caratteristica delle zone infette. La risposta immunitaria è il risultato delle iterazioni tra diversi tipi di linfociti e le molecole da essi prodotte. Il gruppo sanguigno è determinato da proteine specifiche presenti sulla membrana dei globuli rossi. altri si accumulano in organi specifici. comunque le risposte che entrambi producono constano di tre fasi fondamentali: 17 . Molti di questi si trovano nel sangue e nella linfa distribuiti per tutto il corpo. I linfociti intervengono nella risposta immunitaria. i linfociti T. Il sangue è infatti classificato in gruppi. quale si può verificare per esempio ad alta quota o in seguito a una perdita di sangue. nel sangue di gruppo B la proteina B e nel sangue di gruppo AB entrambe le proteine.Per esempio.

una delle tante proteine ematiche. Le piastrine sono fondamentali quanto il fibrogeno nella coagulazione del sangue. I basofili producono composti anticoagulanti e molecole. La formazione del coagulo è un processo che ha inizio quando le piastrine. Via via che nella regnatela restano imprigionati i globuli rossi. le piastrine entrano nel sangue. Si crea così un coagulo denso e compatto che contrae la ferita ravvicinando le superfici danneggiate e favorendo la cicatrizzazione. come l'istamina.La trombina catalizza la trasformazione del fibrogeno. lo otturano completamente. dove svolgono un ruolo essenziale nel processo di coagulazione. le piastrine sono prive di nucleo e il loro ciclo vitale è ancora più breve. bensì frammenti di megacariociti. per cui si accumulano l'una sull'altra e. insieme ad altri fattori contenuti nel plasma. 18 . A integrare il meccanismo provvede poi la coagulazione del sangue che costituisce la più importante delle difese dell'organismo contro le emorragie. La produzione di eosinofili è stimolata da un'infezione parassitaria. provocandone la solidificazione in una massa gelatinosa. la densità del coagulo aumenta. grosse cellule presenti nel midollo osseo che formano le piastrine come gemmazioni citoplasmatiche avvolte dalla membrana. se il vaso è di piccolo diametro. Analogamente ai globuli rossi.ma anche ad innescare tra le proteine plasmatiche circolanti una complessa sequenza di eventi che culminano nella produzione dell'enzima trombina. Lesione Vasocostrizione Accumulo di piastrine Filamenti di fibrina Le molecole di fibrina si intrecciano fittamente tra di loro dando origine a una matrice fibrosa. compreso tra 10 e 12 giorni. Le piastrine Le piastrine non sono cellule intere. la memorizzazione dell'invasore per impedire future infezioni. per esempio un vaso sanguigno lesionato. in molecole filiformi di fibrina. una volta staccatasi dal megacariocita. in seguito alla quale gli eosinofili convergono sugli aggressori e li ricoprono di sostanze letali. l'attacco riuscito 3. giungono a contatto con una superficie irregolare. La lesione sulla superficie di un vaso sanguigno non soltantoinduce le piastrine a esercitare le loro capacità adesive.1. che intervengono nelle reazioni infiammatorie. Le piastrine si attaccano poi al reticolo fibroso ed emanano estroflessioni appiccicose che si agganciano l'una con l'altra. Le piastrine tendono ad aderire alle superfici irregolari. riconoscimento dell'invasore 2. una sorta di ragnatela proteica che immobilizza la porzione fluida del sangue.Meno abbondanti sono i basofili e gli eosinofili.

Le dimensioni nell’uomo adulto sono variabili.IL CUORE Il cuore è l’organo principale dell’apparato circolatorio. più esattamente nel mediastino. assicura la progressione del sangue in due circuiti. Il pericardio è composto da due foglietti: un foglietto aderisce al cuore (epicardio). l’altra sinistra o cuore arterioso che contiene il sangue ossigenato. linfatici). Ha un peso di circa 300 grammi. il cuore. dove il sangue viene purificato e riportato al cuore ossigenato. Le dimensioni sono leggermente inferiori nel sesso femminile. Le due cavità superiori si chiamano atri. vene. capillari. la parete è ricoperta da una membrana chiamata endocardio. con tali contrazioni. zuccheri. in modo da formare una cavità virtuale che consente al cuore di muoversi liberamente durante la contrazione cardiaca. All’interno della cavità cardiaca. la cui base è però situata in alto. Il cuore è un muscolo cavo che si contrae spontaneamente e ritmicamente e. 11 cm trasversalmente. i vasi sanguigni (arterie. ricco di anidride carbonica. verso sinistra. l’altro foglietto parte dall’epicardio e circonda il cuore (pericardio propriamente detto). Dal cuore a sua volta parte la grande circolazione che porta il sangue arterioso all’organismo per cedere l’ossigeno e riempirsi di anidride carbonica. quindi ritornare al cuore come sangue venoso per entrare nel piccolo circolo e purificarsi. Si intende per apparato circolatorio un sistema composto da una pompa. ricco di anidride carbonica. misurano in media 13 cm longitudinalmente. dal cuore ai polmoni. e da tubi. La circolazione sanguigna ci consente di portare a ciascuna cellula del nostro organismo l’ossigeno e le sostanze nutritive: aminoacidi. Anatomia Posizione del agli altri organi adiacenti cuore rispetto Il cuore è situato nel torace. La forma ricorda un cono. Nell’adulto maschio il 19 . dalla punta al margine superiore degli atri. distribuiti in ogni parte ed organo del corpo umano. All’interno del cuore il sangue ossigenato arterioso non si mescola con il sangue venoso. attraverso un sistema di valvole. Se si taglia il cuore longitudinalmente lo si vedrà diviso in due parti da un setto verticale: una parte destra o cuore venoso perché contiene il sangue venoso. quelle inferiori ventricoli. con uno spessore massimo di 8 cm dalla colonna vertebrale allo sterno. con l’apice rivolto in basso. con variazioni individuali e di sesso. detti circolo polmonare o piccola circolazione e circolo sistemico o grande circolazione. la parte della cavità toracica che si trova fra i polmoni. anche in funzione del riempimento del cuore. La piccola circolazione trasporta sangue venoso. grassi.

La rappresentazione di questa regione ha finalità pratiche in quanto. Il cuore. uno anteriore ed uno posteriore. uno destro ed uno sinistro e sono separati da due solchi longitudinali. rumori che si originano dal flusso di sangue che scorre attraverso gli osti cardiaci. in corrispondenza del 5° spazio intercostale di sinistra. viene diviso in due parti da un solco trasversale. Il focolaio mitralico. il cui compito è di collegare l’apice e le pareti dei ventricoli ai lembi delle valvole atrioventricolari. detti corde tendinee. disposti inferiormente. in quanto possiede tre cuspidi (lembi a forma di punte). I toni si ascoltano su particolari punti del torace. in quanto possiede due cuspidi. ed è apprezzabile nel 5° spazio intercostale: il rumore è dovuto alla contrazione del ventricolo sinistro. Nella superficie esterna del cuore si descrivono una faccia anteriore o sternocostale. Ogni metà infatti comprende un atrio ed un ventricolo che sono fra loro in comunicazione mediante l’orifizio atrioventricolare. i muscoli papillari. Si trova in corrispondenza dell’atrio destro l’orifizio di sbocco della vena cava superiore ed inferiore. nel ventricolo sinistro il forame per l’aorta.peso è compreso fra 280 e 340 grammi. corrispondente all’apice del cuore. I due orifizi controllano il passaggio del sangue per mezzo di valvole che permettono il flusso di sangue dagli atri ai ventricoli. quando sono rilasciate. separati da un solco longitudinale. ai quali si fissano mediante dei tendini. All’interno dei ventricoli si trovano delle strutture colonnari. è in rapporto con l’aorta discendente e l’esofago ed è situata in corrispondenza delle 5°. l’orifizio atrioventricolare sinistro è provvisto da una valvola chiamata mitrale. una faccia posteroinferiore o diaframmatica. L’orifizio atrioventricolare destro è provvisto da una valvola chiamata tricuspide. disposti superiormente al solco. In corrispondenza dell’atrio sinistro si trova l’orifizio di sbocco delle vene polmonari di destra e di sinistra. le due cavità che compongono il cuore destro e quello sinistro comunicano fra di loro. Mediante l’aia cardiaca possiamo così individuare i punti corrispondenti agli osti arteriosi (polmonare ed aortico) e venosi (orifizi atrioventricolari destro e sinistro). dei forami arteriosi: nel ventricolo destro si trova il forame per l’arteria polmonare. 20 . per questo motivo vengono chiamate valvole semilunari. I ventricoli presentano oltre agli orifizi atrioventricolari. detto solco interatriale. una base. L’apice del cuore è formato dal ventricolo sinistro. detti solchi interventricolari. si può valutare la normalità morfologiche e fisiologiche. nell’adulto di sesso femminile è compreso fra 230 e 280 grammi. è in rapporto con il polmone. Gli atri sono due. detti focolai di ascoltazione. Il focolaio aortico si apprezza all’estremo costale del 2° spazio intercostale destro: il rumore è dovuto all’attività aortica. un apice. mentre ne bloccano il reflusso. La base del cuore è formata dalla faccia posterosuperiore dei due atri. il solco coronario od atrioventricolare che separa gli atri. formate ciascuna da tre lembi semilunari. dai ventricoli. trasversalmente. Ad esempio. uno destro ed uno sinistro. Il cuore si può proiettare sulla parete toracica anteriore in un’area chiamata aia cardiaca. Gli osti arteriosi sono forniti di valvole. si apprezza in una regione detta l’itto della punta. Il focolaio tricuspidale si apprezza nel 5° spazio intercostale destro in prossimità dello sterno: in questa sede si apprezza il rumore dato dalla contrazione del ventricolo destro. Mentre le cavità destre e sinistre non comunicano fra loro. mediante l’esame obiettivo. Anche i ventricoli sono due. Il focolaio polmonare si apprezza nel 2° spazio intercostale sinistro in prossimità dello sterno: il rumore è dovuto principalmente all’attività dell’arteria polmonare. contiene un po’ meno di 500 millilitri di sangue. mediante la percussione si può valutare le dimensioni cardiache e mediante l’ascultazione si possono apprezzare i toni cardiaci. L’insieme delle sue cavità.8° vertebre toraciche.

Il sistema valvolare ha la caratteristica di consentire il passaggio in una sola direzione. che si trova nell’atrio destro in corrispondenza della vena cava superiore. Normalmente il nodo del seno impone il suo ritmo a tutto il muscolo cardiaco e questo ritmo è detto sinusale. fino ad arrivare. cioè in grado di far contrarre il cuore spontaneamente secondo una determinata frequenza. Il miocardio ventricolare è perciò maggiormente sviluppato. Il fascio di His si divide in due branche destra e sinistra che sotto l’endocardio ventricolare formano una rete detta rete di Purkinje. crea una pressione nel sangue contenuto nelle cavità cardiache. Il mantenimento della circolazione e della sua funzione. Ad esempio il sistema nervoso simpatico aumenta la frequenza. Questo tessuto è formato da fibre muscolari. Il ritmo sinusale corrisponde ad una frequenza cardiaca di circa 70-75 battiti al minuto. Si chiama rivoluzione cardiaca il ciclo completo di lavoro che il cuore compie attraverso due fasi distinte. Il miocardio. Esistono altri centri capaci di automatismo. La trasmissione degli stimoli elettrici produce delle correnti che vengono comunemente registrate con l’elettrocardiogramma. Diversi fattori possono influenzare il nodo del seno. capillare e venoso. Si pensi che il cuore pompa cinque litri di sangue al minuto e che questa quantità può essere raddoppiata se subentra un’attività fisica. successivamente queste valvole si chiudono. è mantenuta da stimoli elettrici che originano nel cuore stesso. Da qui parte un nuovo impulso elettrico che si propaga attraverso delle fibre specializzate appartenenti al fascio di His. nel cosiddetto tessuto o sistema di conduzione. cosicché il sangue non possa refluire negli atri. e questi centri sono caratterizzati dal determinare una frequenza cardiaca minore. avviene solo se è presente una certo livello 21 . La progressione verso i grossi vasi è assicurata invece dall’apertura delle valvole semilunari aortica e polmonare che avviene nella fase di sistole: in questa fase i ventricoli che si contraggono raggiungono pressioni di circa 125 millimetri di mercurio. Gli stimoli elettrici si trasmettono successivamente al tessuto muscolare dell’atrio provocandone l’attivazione e la contrazione dell’atrio. situato nel setto interventricolare. essi lavorano contraendosi in maniera da raggiungere pressioni più alte. cioè quella di trasportare il sangue. Si è detto che il cuore lavora come una pompa caratterizzata da una fase di contrazione e da una di rilasciamento. mentre il sistema nervoso parasimpatico la rallenta. detta sistole. la sistole. che si susseguono continuamente: fase di contrazione. invece. mentre gli atri a bassissime pressioni.Fisiologia Si è detto che il cuore si contrae spontaneamente e ritmicamente. E’ importante sottolineare che i ventricoli lavorano ad alte pressioni. Le valvole semilunari dell’aorta e del tronco polmonare si chiuderanno. nella fase di diastole per impedire il reflusso di sangue nei ventricoli. quando si contrae. Il cuore funziona come una pompa aspirante e premente in cui l’energia necessaria viene fornita dalla contrazione del muscolo cardiaco stesso. detta diastole. Questa attività. ciò coincide con la fase di contrazione dei ventricoli. Viene chiamato nodo perché gli elementi muscolari che lo costituiscono presentano una disposizione a gomitolo o a nodo. e permettono ai ventricoli di riempirsi del sangue accumulato negli atri. provocando variazioni della frequenza cardiaca. che separano gli atri dai ventricoli. situato nel setto interatriale. Il fine della pompa è di mantenere la circolazione del sangue nel letto vascolare arterioso. Dagli atri il sangue passa nei ventricoli che costituiscono la pompa cardiaca vera e propria. diastole. Lo stimolo elettrico nasce dal nodo del seno. Le valvole atrioventricolari. il cui compito non è di contrarsi ma di produrre automaticamente la trasmissione di stimoli elettrici che comportano l’eccitazione e la contrazione miocardica. presentando uno spessore molto maggiore rispetto agli atri. L’eccitazione raggiunge quindi il nodo atrio-ventricolare. o dai polmoni (atrio sinistro). Gli atri funzionano come una specie di serbatoio di raccolta del sangue proveniente dalla periferia del nostro corpo (atrio destro). a pompare venti litri di sangue al minuto. e fase di rilasciamento o di riposo. questo sangue per mezzo delle valvole viene spinto dal cuore ai due grossi tronchi che da questo si originano: l’aorta e il tronco polmonare. si aprono nella fase di rilasciamento ventricolare. in condizioni di sforzo fisico intenso. allo scopo di spingere il sangue nell’aorta o nel tronco polmonare. La funzione di pompa del cuore è assicurata dalla parete muscolare e dal sistema valvolare.

fino a diventare delle arteriole. Le arterie. dove a livello della quarta vertebra lombare termina nelle arterie iliache. che in condizioni estreme può portare a collasso cardiocircolatorio e morte. non arriva più sangue al cervello. Le arteriole si continuano in vasi più sottili detti capillari arteriosi. quindi ricco di anidride carbonica). nei seni aortici di Valsalva. dalla contrazione dei muscoli scheletrici che favorisce il ritorno venoso e dalla quantità di sangue circolante. Si può cogliere l’importanza di mantenere una pressione arteriosa adeguata se si pensa che un calo pressorio improvviso provoca in un individuo la perdita della coscienza. Si parla di grande circolazione per indicare la circolazione che parte dal cuore e trasporta alla periferia il sangue ricco di ossigeno. cioè ossigenato. La coronaria sinistra dopo un breve tratto iniziale detto tronco comune si divide in due rami: ramo interventricolare anteriore e ramo circonflesso. che hanno un diametro massimo di 25-30 millimetri. l’aorta. discende addossata alla colonna vertebrale. Si può dire grossolanamente che questi rami ossigenano la parte sinistra del cuore. Ne fanno parte il tronco polmonare che successivamente si divide nell’arteria polmonare destra e sinistra che raggiungono il polmone corrispondente e le vene polmonari che riportano il sangue purificato all’atrio sinistro. percorrendo prima la cavità toracica poi la cavità addominale. Il mantenimento della pressione dipende anche dalla contrazione delle pareti dei vasi. Le coronarie sono due: coronaria destra e sinistra. e tramite il tronco dell’arteria polmonare entra nei polmoni per ossigenarsi (ricordiamo che il cuore destro contiene solo sangue venoso. infatti convergono dai tessuti e dagli organi periferici al cuore. che hanno un diametro piccolissimo. mentre la parte destra è irrorata dalla coronaria destr 22 . La pressione arteriosa massima corrisponde alla fase sistolica. nei capillari e nelle vene il sangue scorre perché esiste una differenza di pressione tra i capillari e gli atri (a livello degli atri la pressione è quasi nulla). mediante un’arteria. L’aorta viene comunemente divisa in tre porzioni: aorta ascendente. I capillari arteriosi sboccano nei capillari venosi e quindi nelle vene. Arterie e vene I vasi sanguigni che dal cuore si diramano verso le parti periferiche del corpo sono le arterie. Il cuore destro riceve sangue dal corpo e lo pompa nei polmoni. Precisamente il sangue ossigenato dai polmoni viene immesso nell’atrio sinistro dalle vene polmonari: l’atrio sinistro pompa il cuore nel ventricolo sinistro e da qui. dopo averlo ossigenato negli alveoli polmonari. Il cuore sinistro contiene solo sangue arterioso. viene spinto nel ventricolo destro. L’aorta origina dal ventricolo sinistro. Le vene hanno un percorso opposto alle arterie.di pressione. Decorrono sulla superficie del cuore dividendosi in rami sempre più piccoli che penetrano nelle varie parti del cuore. Come si è detto. Dall’aorta originano le arterie che portano il sangue a tutto l’organismo. il cui diametro medio è di 0. il cuore può essere suddiviso funzionalmente in cuore destro e sinistro.2 millimetri. La pressione arteriosa ha il compito di assicurare la circolazione del sangue e. invece. allontanandosi dal cuore si ramificano e diventano sempre più piccole. arco dell’aorta e aorta discendente. Il tronco da cui derivano tutte le arterie della grande circolazione è l’aorta. Il cuore ha le pareti muscolari altamente vascolarizzate per poter rispondere ad un aumento del fabbisogno di nutrimento come avviene in caso di uno sforzo fisico intenso. Il miocardio è irrorato da un sistema di arterie denominate coronarie. la pressione minima corrisponde alla fase diastolica. Nella circolazione polmonare. Esse si originano all’origine dell’aorta ascendente. viene immesso nella circolazione generale. Nelle arterie il sangue scorre sotto la spinta diretta della contrazione cardiaca. il cuore sinistro riceve il sangue ricco di ossigeno dai polmoni e lo pompa poi a tutto il corpo. che è il tratto compresa dal cuore alla metà del sterno e da cui si dipartono le arterie coronarie. ecco perché si ha la perdita di coscienza. lo trasporta nuovamente al cuore sinistro. Precisamente il flusso sanguigno che arriva dalla periferia viene raccolto dalla vena cava superiore ed inferiore e da queste vene il sangue entra nell’atrio destro. Le vene raccolgono il sangue dopo che ha ceduto l’ossigeno e le sostanze nutritive alle cellule e dopo che ha raccolto le sostanze ed i gas di rifiuto dai tessuti. Si parla di piccola circolazione per indicare la circolazione sanguigna che raccoglie il sangue venoso dal cuore destro e. che comprende l’aorta toracica e l’aorta addominale. La pressione arteriosa che si misura è la pressione esistente nel complesso del sistema circolatorio. 7-30 micron (1 micron corrisponde ad un millesimo di millimetro). in seguito ad una riduzione importante.

La curvatura è dovuta ad un diverso sviluppo dei corpi cavernosi. per azione del sistema parasimpatico. rimane flaccido per consentire allo sperma di fuoriuscire attraverso l'uretra. tramite rami più piccoli. mentre all'inizio dell'erezione invece. Si tratta di un fenomeno piuttosto frequente e. nella 23 . non da nessun tipo di inconveniente. In condizioni normali. se la curvatura è leggera. Il pene è ricoperto da uno strato cutaneo molto elastico e mobile che forma una plica sopra il glande formando il prepuzio. o a difficoltà igieniche. è bene rivolgersi ad uno specialista. invece.APPARATO GENITALE MASCHILE Nella prima figura sono indicate le parti che compongono l'apparato genitale maschile: Pene La capacità di modificare la forma e la consistenza del pene durante l'erezione è dovuta alla struttura anatomica del pene che include due corpi cavernosi e un corpo spongioso dell'uretra. può fare affluire il sangue negli spazi vascolari del tessuto cavernoso. in corrispondenza dell'apice del pene forma il glande. il pene in erezione può manifestare una certa curvatura. In caso di igiene insufficiente. la muscolatura vasale liscia blocca tali derivazioni arteriose. Il corpo spongioso che circonda l'uretra. In certi casi. Il corpo cavernoso uretrale. se grave. Pene ricurvo Talvolta. Il prepuzio serve a proteggere il glande. si verifica un'anomala ristrettezza del prepuzio che non consente al glande di scoprirsi totalmente durante l'erezione (fimosi). Al centro dei due corpi cavernosi c'è un'arteria che. che è la parte più sensibile. Questo disturbo può portare a difficoltà di erezione. se la curvatura è pronunciata. la muscolatura vasale si rilascia ed il sangue ad alta pressione riempie il corpo cavernoso dilatandolo e conferendogli rigidità.

se non rimosso. così come il numero degli spermatozoi in esso contenuti. Il tratto finale di tali condotti è chiuso da fibre muscolari che. Dotto deferente Gli spermatozoi passano poi nel nel dotto deferente e nella vescicola seminale dove vengono immagazzinati. le ghiandole sessuali maschili. Le cellule del canale dell'epididimo hanno anche la funzione di eliminare gli spermatozoi eventualmente alterati. La prostata La prostata è una ghiandola attraversata dai condotti eiaculatori che sboccano nell'uretra prostatica. situato all'uscita della vescica. Testicoli I testicoli includono la gonade (didimo). ha un tratto intermedio che attraversa il pavimento pelvico ed un tratto passante all'interno del corpo spongioso del pene. impediscono all'urina di passare nelle vescicole seminali. e l'epididimo. Alle prostaglandine viene attribuita la funzione di far contrarre la muscolatura liscia della vagina e dell'utero favorendo la risalita degli spermatozoi. che ha luogo la "capacitazione" degli spermatozoi. all'inizio dell'eccitazione sessuale. Sperma Il volume di sperma varia a seconda della durata dell'astinenza sessuale. Se non vengono eiaculati vengono riassorbiti dall'organismo. Dopo 5 giorni lo sperma raggiunge il volume massimo ed una fertilità ottimale. di secernere un secreto mucoso per facilitare il successivo passaggio dello sperma durante l'eiaculazione. Al contrario. 24 . Tale secreto contiene prostaglandine e altre sostanze. ovvero la creazione della loro capacità di fecondare l'uovo. All'interno delle gonadi vengono prodotti gli spermatozoi. durante la minzione. Tale fluido è denso e ricco di fruttosio per rifornire gli spermatozoi dell'energia necessaria al loro movimento. Le ghiandole bulbouretrali hanno la funzione. ma è durante il passaggio nel canale dell'epididimo.plica del glande si può accumulare uno smegma biancastro composto da cellule epiteliali morte e da secrezioni prepuziali che. L'uretra possiede un gran numero di ghiandole uretrali. Le vescicole seminali producono la maggior parte del liquido seminale. blocca il reflusso di sperma nella vescica. La funzione della prostata è di produrre un secreto pari a circa un quarto del volume spermatico. Uretra L'uretra è un condotto che decorre all'interno della prostata. può causare irritazioni. durante l'eiaculazione uno sfintere interno. La fimosi può essere curata con la circoncisione (l'asportazione del prepuzio). che dura circa 12 giorni.

25 . e sporge verso l'esterno. Analogie tra organo genitale femminile e maschile Tra le grandi e le piccole labbra c'è il vestibolo della vagina. il bulbo vestibolare è ricoperto da muscolo bulbocavernoso. Analogamente al pene. Il clitoride corrisponde al pene.APPARATO GENITALE FEMMINILE Nella prima figura sono indicate le parti che compongono l'apparato genitale femminile: Vulva Vulva Con questo termine si indicano gli organi genitali femminili esternamente visibili: le grandi e piccole labbra. La lunghezza di corpo e glande è di circa 3-4 cm. Le piccole labbra decorrono anteriormente al clitoride. svolgono una funzione di attrazione sessuale. Talvolta la frigidità femminile si manifesta con una carenza delle secrezioni vaginali e mucose. che corrisponde al corpo spongioso uretrale maschile. il clitoride ha un'erezione durante l'eccitazione. In fondo al vestibolo.Le grandi labbra sono ricoperte da uno strato cutaneo fortemente pigmentato ricco di ghiandole sudoripare che. Talvolta si include nei genitali esterni il monte di venere (l'area cutanea al di sopra della sinfisi pubica) e il sistema pilifero del pube. Queste ghiandole sono spesso soggette ad infezioni. Nel tratto terminale posteriore dei bulbi sono situate due ghiandole (ghiandole vestibolari maggiori di Bartolini) che hanno il compito di secernere un fluido lubrificante. Durante l'eccitazione si riempie di sangue arterioso e spinge lateralmente le grandi e le piccole labbra consentendo la penetrazione. formando il prepuzio clitorideo. In prossimità dell'orifizio vaginale ci sono numerose ghiandole vestibolari (ghiandole vestibolari minori) che secernono un secreto mucoso. La parte posteriore del glande ha una sensibilità particolarmente sviluppata. Come il pene nell'uomo. ha una parte ricoperta dal prepuzio e termina nel glande del clitoride. il clitoride e il vestibolo della vagina. specialmente nel mondo animale.

Vagina La vagina ha normalmente una profondità di 7-10 cm, ma durante il rapporto, per la sua elasticità, può arrivare a una volta e mezzo. L'orifizio vaginale è normalmente occluso dall'imene, la cui forma e dimensioni possono essere molto diverse. In occasione del primo rapporto sessuale nella maggioranza dei casi l'imene si lacera causando una lieve emoraggia. La forma interna della vagina si adatta agli organi adiacenti e le pareti presentano pliche grossolane (rughe), ricche di plessi venosi che stimolano il glande durante il coito. La parte terminale della vagina è più larga rispetto all'orifizio vaginale e finisce a fondo cieco con il fornice vaginale posteriore dove, durante il rapporto, si raccoglie lo sperma. Poiché l'utero è inclinato in avanti, ciò favorisce la risalita degli spermatozoi nell'utero stesso e nelle tube. Il secreto mucoso delle ghiandole e le cellule epiteliali sfaldate costituiscono il terreno di coltura della flora vaginale fisiologica, tra la quale i batteri di Döderlein producono acido lattico che alza l'acidità (pH4-5) proteggendo gli organi genitali femminili da infezioni provenienti dall'esterno. Ovaie Le ovaie si trovano a fianco dell'utero e sono ad esso collegate dalle tube di Fallopio. Ogni ovaio contiene migliaia di uova. Durante la vita feconda un uovo matura una volta per ciclo, esce dall'ovaio e attraversa la tuba di Fallopio e raggiunge l'utero. L'ovocita rimane fecondabile per circa 24 ore. Se l'uovo viene fecondato dallo spermatozoo, si annida nel rivestimento dell'utero (endometrio) e ha inizio la gravidanza, altrimenti viene espulso insieme all'endometrio durante la mestruazione.

Tube La funzione della tuba è quella di favorire la fecondazione dell'uovo che avviene nel primo tratto, ovvero nell'ampolla e di trasportare gli ovociti fecondati all'utero. La mucosa interna delle tube forma pliche longitudinali piuttosto alte rivestite da un epitelio ciliato che assicura, insieme a cellule secernenti, un flusso liquido in direzione dell'utero che trascina con se la cellula uovo. Il massimo di questa attività è raggiunto al momento dell'ovulazine. Anche le cellule muscolari lisce presentano onde peristaltiche in direzione dell'utero. Utero L'utero è il contenitore che accoglie l'uovo fecondato e ne consente lo sviluppo fino al parto. Pesa di norma 50-80 g e accoglie una cavità a forma di fessura. In gravidanza si sviluppa fino a pesare oltre un kg di peso. L'utero è avvolto in gran parte dal peritoneo ed è situato nella parte mediana del corpo, anche se inclinazioni a destra e a sinistra non costituiscono una eccezione.Normalmente l'utero e inclinato in alto e in avanti verso la vagina, ma in taluni casi (20%) è inclinato verso il basso e all'indietro e si trova vicino al retto (utero retroverso). Nella maggior parte dei casi si tratta di una forma asintomatica, in rari casi può provocare dolore in regione sacrale durante la mestruazione o durante i rapporti sessuali quando il pene tocca il collo dell'utero durante una penetrazione profonda.

26

Dal punto di vista anatomico si distinguono una porzione superiore arrotondata dove c'è l'imbocco delle tube, una porzione principale (corpo), un breve segmento di passaggio (istmo) e un collo. Una parte del collo sporge nella vagina e presenta l'orifizio esterno dell'utero.Poiché in gravidanza avanzata l'utero deve sopportare un peso superiore ai 5 kg, è fissato tramite robuste connessioni connettivali. In seguito a numerosi parti o in età avanzata la tensione del legamento si allenta e l'utero scende verso il basso. Talvolta quindi, la porzione vaginale dell'utero e del collo (e anche l'utero) sporgono in stazione eretta nel vestibolo della vagina (prolasso).

27

GLI ORMONI E L’APPARATO ENDOCRINO

Per trasmettere informazioni agli organi, l'organismo, oltre che del sistema nervoso, si serve di speciali sostanze chimiche, gli ormoni, prodotte da particolari ghiandole dette endocrine. A differenza del sistema nervoso, dove le informazioni sono trasmesse molto rapidamente, l'apparato endocrino agisce lentamente. Gli ormoni che si diffondono nel sangue necessitano di 5-10 secondi per scatenare il primo effetto. Normalmente, agiscono nell'arco di 30 minuti fino a tre ore, mentre alcuni, come l'ormone della crescita, da effetti che sono visibili solo dopo alcuni mesi.

Gli ormoni Vengono definiti ormoni tutti i messaggeri chimici che provocano una reazione specifica. Ad ogni ormone corrisponde un recettore specifico sulle cellule bersaglio, a cui si lega l'ormone, in grado di riconoscerlo anche a bassissime concentrazioni.Ogni cellula può possedere, per un determinato ormone, un solo tipo di recettore, ma diversi tessuti possono avere diversi recettori per lo stesso ormone. Ciò può causare la circostanza che lo stesso ormone possa avere effetti diversi su diversi organi. Ad esempio, l'adrenalina aumenta l'irrorazione sanguigna dei muscoli scheletrici (attraverso i recettori β ), ma riduce l'afflusso di sangue in corrispondenza del tratto gastrointestinale (recettori α ). Gli ormoni, in genere, raggiungono i recettori attraverso il torrente sanguigno, ma possono raggiungerli anche tramite i fluidi interstiziali (ormoni paracrini) o agendo direttamente sulle cellule che li producono (ormoni autocrini).

28

tromboxani Come agiscono Tre sono i meccanismi fondamentali: 1.: CCH. sulla superficie della membrana stessa. 3. L'ormone non supera la membrana cellulare. I due meccanismi descritti attivano delle proteine.: adrenalina. L'apparato endocrino Le ghiandole che producono ormoni sono l'ipofisi. 29 . Il recettore. le ghiandole surrenali. la tiroide (descritte in questa sezione) e le ovaie e la placenta per le donne e i testicoli per gli uomini. ormoni sessuali Acido arachidonico Es prostaglandine. Anche in questo caso l'ormone si lega ad un recettore all'esterno della membrana cellulare. analogalmente al cAMP. aldosterone. Le proteine fosforilate modificano il loro funzionamento dando luogo al processo che l'ormone.Gli ormoni sterodei penetrano nella membrana cellulare e si legano a un recettore presente nel citoplasma e. il pancreas. voleva attivare. insieme a questo. cortisolo. accoppiato con una proteina G che attiva un processo enzimatico. trasmette il segnale ad una proteina G adiacente la quale attiva l'enzima adenilciclasi che scinde l'ATP in cAMP (adenosiltrifosfato) che funziona come "secondo messaggero" all'interno della celluna. ma si lega ad un recettore esterno. noradrenalina. L'enzima Proteinchinasi A porta alla fosforilazione della proteina bersaglio. In questo caso si tratta dell'enzima fosfolipasi C che può scindere i fosfolipidi che compongono la membrana cellulare nei suoi componenti idrosolubili (IP3) e liposolubili (DAG) che divengono secondi messaggeri dell'ormone. secretina. Meccanismo mediato da cAMP. attiva enzimi che fosforilano le proteine. Aumento della biosintesi proteica. Qui possono provocare la sintesi di nuovo mRNA. mentre il DAG.Dal punto di vista chimico gli ormoni si dividono i 4 categorie: Amine ( o catecolamine) Es. dopo essersi legato all'ormone. modificando l'attività delle cellule. Meccanismo mediato da IP3/DAG.100 aminoacidi Es. L'IP3 mobilizza calcio del reticolo endoplasmatico. dopamina Ormoni peptidici catene proteiche di 8 . gli ormoni dell'ipotalamo e dell'ipofisi Ormoni steroidi Es. 2. penetrano nel nucleo della cellula. VIP. ma non hanno effetti sulla crescita cellulare o sulla sintesi o demolizione di proteine in essa contenute. "messaggero chimico".

un eccesso. determina una crescita eccessiva di tutte le parti del corpo e deformità. che stimola la produzione di altri ormoni.4 . facendo aumentare le dimensioni dell'organo. mentre il lobo posteriore riceve assoni di cellule nervose secernenti ormoni che si trovano nell'ipotalamo.1 g. Quattro ormoni che a loro volta stimolano altre quattro ghiandole endocrine: ACTH. L'ipofisi è formata da due parti: il lobo anteriore ed il lobo posteriore. L'ipofisi produce numerosi ormoni che a loro volta regolano l'attività di altre ghiandole endocrine. Il lobo anteriore produce: L'ormone della crescita (GH) che regola la crescita. ma proporzionata. che stimola le ghiandole surenali FSH. talvolta procurato da un tumore ipofisario. Il lobo anteriore accoglie una varietà di cellule secernenti ormoni ed è perciò una vera e propria ghiandola endocrina. rispettivamente se favoriscono o inibiscono la secrezione di determinati ormoni ipofisari. La prolattina che stimola le mammelle a produrre latte. regolando la funzione sessuale M-RH. esercitando una funzione di controllo sul sistema ormonale. che aumenta la produzione di testosterone TSH. che favorisce la maturazione delle cellule germinali nell'ovaio e nel testicolo LH. che favorisce la liberazione di ACTH (che a sua volta stimola le ghiandole surrenali) GH-RH. Gli ormoni rilasciati dall'ipotalamo si distinguono in "releasing hormones" (RH) o liberine e "Inhibiting hormones" (IH) o statine. accelerando il ciclo cellulare della maggior parte dei tessuti e il consumo di proteine e carboidrati. È situata al di sotto dell'ipotalamo a cui è collegata con il peduncolo ipofisario. che stimola la produzione di ormone della crescita GH-IH. che aumenta la produzione di ormoni tiroidei e la proliferazione di cellule tiroidee. che stimola la produzione di melanotropina aumentando la pigmentazione cutanea M-IH. Una carenza di ormone della crescita si manifesta con statura piccola. Per tale funzione è stata anche definita ghiandola "maestra".Ipofisi L'ipofisi (ghiandola pituitaria) è un organo che ha le dimensioni di una nocciola ed un peso di 0. che riduce la secrezione di ormone della crescita Gn-RH. tramite la sintesi di sostanze a livello epatico. Questo spiega lo stretto legame tra emozioni e tasso ormonale. Ormoni rilasciati dall'ipotalamo: CRH. Psiche e bilancio ormonale sono strettamente connessi: ad esempio. Ipofisi L'ipotalamo ha rapporto con il sistema limbico che è responsabile delle emozioni. periodi di stress possono aumentare il livello della corteccia surrenale bloccando il ciclo mestruale. antagonista del MRH 30 .

stimolando le cellule ad assorbirlo ed il fegato ad assorbire e ad immagazzinare il resto. E' formata da due lobi. dei grassi e delle proteine e secerne gli ormoni insulina. riuniti da una parte trasversale. contenuto in numerosi alimenti. che stimola la secrezione di FSH nel lobo anteriore dell'ipofisi Pancreas Il pancreas è una ghiandola lunga e sottile.Sebbene alla nascita il peso medio della tiroide sia di circa 2 grammi. Da notare che sia maschi che femmine producono ormoni sia maschili che femminili. il suo antagonista glucagone. mentre il glucagone stimola il fegato a liberare glucosio. La carenza o l'assenza totale di liberazione di insulina da parte del pancreas provoca un disturbo chiamato "diabete mellito". tra cui l'idrocortisone. e la somatostatina. L'insulina agisce per abbassare il livello di glucosio nel sangue. ma gli androgeni prevalgono nell'uomo e gli estrogeni nella donna. dal 30 al 50 %. Ghiandole surrenali Le due ghiandole surrenali sono situate al di sopra del polo superiore dei reni. è la fonte principale di energia per tutte le cellule dell'organismo.P-RH. che regola il metabolismo dei carboidrati e un terzo gruppo costituito dagli ormoni maschili androgeni e dagli ormoni femminili estrogeni e progesterone. che che controlla la concentrazione nell'organismo di diverse sostanze chimiche tra cui il sodio e il potassio. Sono formati da due parti: la midollare e la corticale. detta istmo. E' bene ricordarlo. ma può subire notevoli variazioni da un individuo all'altro. Sono al di fuori della capsula renale. Tiroide La tiroide è una ghiandola situata nella regione anteriore del collo. davanti e lateralmente alla laringe ed ai primi anelli della trachea. nell'adulto raggiunge il peso di circa 20 grammi. antagonista del PRH T-RH. che svolgono l'importante funzione di regolare il livello di glucosio nel sangue e regolano il metabolismo dei carboidrati. destro e sinistro. Nel suo complesso la forma della ghiandola ricorda quella di una farfalla. ma ancora all'interno del tessuto adiposo protettivo della loggia renale e perciò seguono ogni movimento del rene. Con una certa frequenza. il lobo piramidale di Morgagni. Il glucosio. un gruppo di ormoni. Ha due funzioni principali: secerne grandi quantità di enzimi che intervengono in maniera determinante nella digestione dei carboidrati. è possibile apprezzare un sottile prolungamento che si origina dall'istmo tiroideo. residuo del dotto tireoglosso (dotto che nel feto congiunge la tiroide alla lingua). 31 . in quanto eventuali residui del dotto possono dare origine a cisti o fistole mediane del collo. Ciò è bene evidente nell'immagine ecografica della tiroide. pur essendo degli organi completamente autonomi. Ghiandole surrenali La corteccia surrenale produce tre gruppi di ormoni steroidei: l'aldosterone. che favorisce la liberazione di prolattina P-IH.

la carenza viene apprezzata dopo diversi mesi. mentre si hanno alterazioni del controllo del metabolismo del calcio se vengono rimosse tutte le ghiandole paratiroidee. alla trachea ed ai fasci nervosi e vascolari del collo. il nervo vago. Entrambi gli ormoni sono importanti in eguale misura. regola il metabolismo del calcio e del fosforo. rende impossibile in condizioni normali l'identificazione mediante l'ecografia. Si può perciò intuire quanto sia delicato un intervento della tiroide.Gli ormoni tiroidei hanno nell'organismo due effetti principali: 1. il 10 % dalla triiodotironina (ormone indicato con la sigla T3). contenente gli ormoni. La tiroide ha la funzione di secernere ormoni. rimane immagazzinata nei follicoli per vari mesi. mentre i valori di triiodiotironina variano da 80 a 180 nanogrammi su decilitro di sangue. Posteriormente ai lobi laterali si trova il fascio nerveovascolare del collo. Questo è il motivo per cui anche in totale cessazione della sintesi ormonale. in cui si trovano l'arteria carotide comune. In quest'ultimo caso è necessario intervenire con una terapia farmacologica. stimolazione della crescita nel bambino 32 . mediante una guaina (peritiroidea). generalmente presenti in numero di quattro. quindi riversati nella cavità e accumulati sotto forma di una grossa molecola chiamata tireoglobulina. la vena giugulare interna. I valori possono sensibilmente differire a seconda del laboratorio in cui viene eseguita la ricerca e dall'ordine di misura considerato. il sale da cucina viene spesso arricchito con ioduro di sodio. dell'ordine dei millimetri. In generale i valori normali di tiroxina nel sangue variano da 5 a 12 microgrammi su decilitro di sangue. La quantità accumulata è in grado di rispondere al normale fabbisogno dell'organismo per tutto questo periodo. Anteriormente e lateralmente la tiroide è ricoperta dai muscoli (muscoli sottoioidei e muscoli sternocleidomastoidei). Le paratiroidi. con due importanti strutture: i nervi ricorrenti e le paratiroidi. La tiroide è in rapporto anatomico di vicinanza. Il 90 % della secrezione ormonale è costituito dalla tiroxina (ormone indicato con la sigla T4). due superiori e due inferiori. Per prevenire la possibile carenza di iodio. Questi vengono sintetizzati dalle cellule che circondano i follicoli. Tra la guaina peritiroidea e la capsula fibrosa propria della tiroide esiste uno spazio in cui decorrono i vasi: questo spazio viene chiamato spazio pericoloso per la facilità con cui si verificano emorragie durante gli interventi chirurgici. in quanto la lesione di queste piccole strutture può comportare danni a livello delle corde vocali quando si provoca una lesione dei nervi ricorrenti. Successivamente gli ormoni tiroidei vengono secreti nel sangue che li trasporterà in tutto l'organismo dove potranno esplicare le loro funzioni. è fissata alla laringe. I nervi ricorrenti (o laringei inferiori) innervano la maggior parte dei muscoli della laringe. infatti una parte considerevole della tiroxina viene trasformata in triiodotironina nei tessuti periferici. un ormone che insieme alla calcitonina prodotta dalla tiroide. tra l'altro. sono piccoli organi endocrini che secernono il Paratormone.Gli ormoni tiroidei all'interno del circolo ematico vengono legati a proteine che li trasportano nei tessuti e liberati all'interno di questi. aumento del metabolismo nella sua totalità 2.La tiroide è circondata da una capsula che. perciò quando gli ormoni vengono dosati nel sangue si usa dosare la frazione libera. La tireoglobulina.La posizione delle paratiroidi non è costante e le loro piccole dimensioni. indicata con FT3 e FT4. È la forma libera che è biologicamente attiva. Per produrre normali quantità di ormoni è necessario assumere con la dieta circa 1 milligrammo di iodio alla settimana. La ghiandola tiroidea è costituita da piccole cavità (follicoli) contenenti gli ormoni tiroidei.

noradrenalina). In generale si può dire che queste sostanze permettono all'organismo di reagire agli stress aumentando la quantità di sangue pompata dal nostro cuore e. L'influenza della tiroide a livello cellulare di tutto l'organismo spiega il motivo per cui la produzione di un'adeguata quantità di ormoni tiroidei è indispensabile al normale accrescimento corporeo. La sintesi e la secrezione degli ormoni tiroidei è controllata da ghiandole sopradescritte: ipotalamo e ipofisi. adrenalina. e stimolando il metabolismo cellulare (si pensi ad esempio alla reazione che si ha di fronte ad un pericolo). il flusso di sangue che arriva ai nostri tessuti. in stato di veglia. Per mantenere il metabolismo ad un livello normale deve essere continuamente secreta esattamente la giusta quantità di ormoni tiroidei. gli ormoni tiroidei aumentano la risposta dei tessuti alle catecolamine (dopamina. infatti piccole variazioni possono avere ripercussioni notevoli sull'organismo. allo sviluppo e maturazione dei vari apparati. Per metabolismo basale si intende l'entità della spesa energetica di un soggetto in condizioni di riposo. Inoltre. quindi. in particolare per l'apparato scheletrico e riproduttivo. Ad esempio. in un soggetto con aumento degli ormoni tiroidei si avrà un consumo energetico aumentato.Gli ormoni tiroidei aumentano sia il metabolismo basale dell'individuo che l'attività metabolica di tutti i tessuti. Per attività metabolica dei tessuti si intende un aumento della velocità di utilizzazione delle sostanze energetiche. 33 .

che hanno provocato l'inspirazione. come lo zucchero. A questo punto interviene il centro espiratorio. si appiattisce e contemporaneamente i muscoli intercostali si contraggono e spingono in alto e in fuori la cassa toracica. 34 .IL SISTEMA RESPIRATORIO Per trasformare l'energia delle sostanze nutritive. posto più in profondità. diossido di carbonio. Il centro respiratorio è diviso in due parti addette rispettivamente all'inspirazione e all'espirazione. Il sistema respiratorio provvede allo svolgimento della respirazione cellulare prelevando l'ossigeno dall'ambiente ed eliminando il diossido di carbonio dall'organismo. adibite rispettivamente alla conduzione dei gas e allo scambio dei gas. ma i muscoli coinvolti sono volontari e ogni loro contrazione è stimolata da impulsi nervosi. La prima consiste in una serie di vie di comunicazione che trasportano aria alla seconda dove avviene lo scambio dei gas con il sangue. Più intensa è l'azione dei muscoli intercostali più aria entra nei polmoni. è determinata soprattutto dalla quantità di anidride carbonica che è necessario espellere dall'organismo. espellono l'aria. Durante l'inspirazione l'aria ricca di ossigeno entra attivamente nei polmoni grazie ad un movimento di espansione della cassa toracica. Il sistema respiratorio può essere diviso in due parti.3% in più di diossido di carbonio comporta un raddoppio delle inspirazioni e quindi di conseguenza delle espirazioni. essendo molto elastici. che rende possibile l'espirazione. Questi recettori sono molto sensibili: lo 0. avviene quando i muscoli e il diaframma. I recettori perciò reagiscono immediatamente ordinando un'intensificazione del ritmo e della profondità del respiro. Il centro inspiratorio attiva i muscoli intercostali fino a che esso non viene inibito dai recettori di distensione presenti nei polmoni. La frequenza respiratoria. il midollo allungato contiene neuroni recettori che controllano la concentrazione del diossido di carbonio nel sangue. si rilasciano. durante la quale l'aria povera d'ossigeno viene espulsa passivamente. L'aria espirata contiene ancora una certa quantità di ossigeno. Inoltre. L'espirazione. dunque. Ciò determina una costrizione della gabbia toracica e una contrazione dei polmoni che. in energia utilizzabile. A questo scopo il diaframma. Per svolgere queste due funzioni l'atto respiratorio si svolge in due fasi: l'inspirazione e l'espirazione. che in posizione di riposo è a forma di cupola. Questi impulsi si originano nel "centro respiratorio" presente nel midollo allungato. Un livello elevato di diossido di carbonio segnala un aumento dell'attività cellulare e quindi un maggior fabbisogno di ossigeno. La produzione di energia per mezzo della respirazione cellulare richiede un rifornimento continuo di ossigeno e genera. la maggior parte delle cellule si servono di un processo biochimico chiamato "respirazione cellulare". la quale aumenta di volume. come sostanza di rifiuto. Insieme a questa si espandono anche i polmoni. Il ritmo della respirazione è automatico.

posteriormente con i seni sfenoidali e il segmento superiore della faringe. rilascia calore. Tale deviazione provoca uno "sbandamento" delle particelle di polvere. che terminano contro le mucose dei cornetti nasali. che è fortemente vascolarizzata (cioè contiene molti piccoli vasi sanguigni in superficie).La prima fase è agevolata dalla particolare anatomia delle vie nasali che induce una brusca deviazione del flusso d'aria che entra nelle narici. quando raggiunge la faringe. Le vie nasali costituiscono la prima barriera all'ingresso di particelle estranee nel sistema respiratorio. in parte ossea ed in parte cartilaginea. e ricevono lo sbocco delle cavità paranasali e del canale nasolacrimale. ognuno dei quali posto al di sotto del corrispondente cornetto. inferiormente con il palato duro e molle ed anteriormente con l'osso nasale e con le cartilagini nasali.La seconda fase avviene in quanto la mucosa nasale. separa la cavità nasale destra da quella sinistra. inumidisce e riscalda l'aria inspirata: cornetto nasale superiore cornetto nasale medio cornetto nasale inferiore I cornetti inferiore. le quali provvedono ad eliminarle. di norma è più o meno deviato da un lato (deviazione del setto). è già completamente satura di vapore acqueo e raggiunge valori simili a quelli della temperatura corporea. Le cavità nasali sono in rapporto lateralmente con i due seni mascellari che sono ricolmi d'aria. Quest'ultima. Al fine di proteggere le vie respiratorie da agenti patogeni estranei e di agevolare il passaggio dell'aria si svolgono essenzialmente tre fasi: filtraggio riscaldamento inumidificazione Sono le mucose dei cornetti nasali ad attivare le tre fasi.Prima fase: CONDUZIONE DEI GAS Naso Generalmente il naso è la prima parte del corpo che viene a contatto con l'aria inspirata. medio e superiore delimitano e formano tre compartimenti. Nella terza fase le cellule calciformi e le grosse ghiandole presenti nella tonaca propria della mucosa secernono un muco denso che serve ad umidificare l'aria atmosferica. 35 . Conformazione interna delle cavità nasali Dalle pareti laterali di ciascuna cavità nasale sporgono tre processi ossei posti orizzontalmente e rivestiti da una mucosa notevolmente spessa che filtra. In tal modo il naso protegge le vie aeree inferiori e i polmoni dagli influssi ambientali dannosi e aiuta a prevenire processi infiammatori broncopolmonari. i cosiddetti meati nasali. Una parte nasale (setto). Solo raramente il setto nasale è rettilineo.Pertanto le due cavità nasali hanno dimensioni diverse e quella più piccola è quasi sempre la prima che si occlude durante un raffreddore. Generalmente si immagina il naso come un tetto ad angolo acuto delimitato anteriormente e posteriormente da una parete obliqua.

Con la cosidetta "manovra di Valsalva" (espirazione forzata del naso a glottide chiusa) si ottiene comunque un compenso pressorio. prima che esso venga deglutito insieme alla saliva. tumefazioni della mucosa nasale (raffreddore) possono bloccare tale meccanismo causando disturbi uditivi. La volta della faringe accoglie del tessuto linfoide (tonsilla faringea) che. di conseguenza. tramite le vie nasali. Fra il seno frontale e quello mascellare ha sede l'etmoide. La faringe è una camera comune al sistema respiratorio e a quello digerente in quanto stabilisce una comunicazione sia con la laringe sia con l'esofago. Nella faringe si distinguono tre segmenti: superiore: rinofaringe medio: orofaringe inferiore: laringo-faringe Il segmento faringeo superiore (rinofaringe) è situato immediatamente dietro alle coane. un sistema che consente la ventilazione dell'orecchio medio (cassa del timpano). è possibile che le secrezioni di mucosa ristagnino in corrispondenza della base. al cui interno si trova un gran numero di cellule etmoidali che fanno parte delle cavità paranasali. ossia le lacrime. Durante la deglutizione e lo sbadiglio.Un'apertura del meato medio. L'infezione di tali secrezioni può portare allo sviluppo di uno stato infiammatorio a carico dell'intera cavità paranasale. Poiché le tube uditive sboccano immediatamente dietro al meato nasale inferiore. mentre il meato superiore riceve lo sbocco del seno sfenoidale. mantiene un adeguato compenso pressorio tra le cavità scheletriche del massiccio facciale e l'ambiente. è situato fra il margine superiore della cavità orbitaria e la linea mediana. insieme alle altre tonsille. Il seno sfenoidale. con l'ambiente esterno. nella cavità nasale e nella faringe. pari e simmetrico. essa consente lo scaricamento all'esterno.Nella regione del piccolo cornetto superiore è situata la mucosa olfattiva con un epitelio in cui sono accolte cellule nervose sensoriali che reagiscono a stimoli chimici che attivano le ghiandole della mucosa olfattiva. interviene nel processo di difesa dalle infezioni. 36 . Inoltre. Le piccole cellule etmoidali sono in collegamento sia con il meato medio sia con quello superiore e. raggiunge il segmento superiore della faringe (o rinofaringe). garantita dalla pervietà dei condotti che sboccano nei meati nasali. pari anch'esso. attraverso le coane. il cui apice giunge in vicinanza delle radici dentali. cioè alla cosidetta sinusite. collega la cavità nasale con la parte superiore del seno mascellare e con il seno frontale. che è particolarmente ampia. Qui sboccano le due tube uditive. Esso è a forma di piramide rovesciata. delle secrezioni mucose in eccesso che si formano localmente. la cartilagine delle tube si solleva dalla parete faringea. Esso si sviluppa in età infantile e raggiunge le massime dimensioni nella pubertà. la più ampia delle cavità paranasali. Faringe L'aria introdotta. è in rapporto anteriormente con le cavità nasali. Le cavità paranasali: Il seno frontale. rendendo possibile un equilibrio pressorio fra il timpano e l'ambiente esterno.Altrettanto avviene per il seno mascellare.La comunicazione dei seni paranasali con l'ambiente esterno.Nel meato inferiore sbocca il canale nasolacrimale che dà passaggio al liquido prodotto costantemente dalle ghiandole lacrimali annesse all'occhio.Poiché il seno mascellare è in rapporto con le cavità nasali solo nel territorio del tetto.

venga chiuso contro l'orofaringe nella quale passa il bolo alimentare al momento della deglutizione. dall' epiglottide. nella cavità orale. A questo scopo le cellule epiteliali possiedono ciglia vibratili in grado di rimuovere. coprendo la laringe e indirizzando il cibo verso l'esofago e quindi verso il canale digerente. da dove essa può essere deglutita o espettorata. Infatti durante la normale respirazione. rivestita da un epitelio pavimentoso pluristratificato. insieme al muco. quali ad esempio particelle di polvere. la radice linguale è sempre in posizione di protrusione per azione dei muscoli del pavimento orale. Laringe L'aria passata attraverso la faringe si immette nella laringe. secrezioni e e corpi estranei.All'ingresso della laringe si trova l'epiglottide. attraverso cui avviene il passaggio dell'aria.Quindi le ciglia epiteliali trasportano la polvere. Si tratta di una lamina muscolare rivestita da mucosa che anteriormente è in rapporto con il piano osseo che separa le cavità orale e nasali e che termina posteriormente nell' ugula. Fra le cellule dell'epitelio cigliato sono situate cellule caliciformi e. Il limite tra il segmento faringeo superiore e quello medio è dato dal palato molle. l'epiglottide si piega verso l'alto. un lembo di tessuto cartilagineo che regola il passaggio dell'aria. Tranne che nel caso della deglutizione. La velocità di tale movimento è notevole: 3-12 mm al minuto. Durante la deglutizione. viene sollevata da due muscoli ancorati alla base cranica in modo che il rinofaringe. Nel segmento faringeo inferiore (ipofaringe o laringo-faringe) la porzione posteriore della lingua (radice linguale) entra in rapporto con l'epiglottide. invece. Questo meccanismo prende il nome di ascensore muco-cigliare. quindi è. ghiandole della lamina propria che secernono uno strato protettivo umido sulla superficie dell'epitelio. dalla cricoide e dalle due cartilagini aritenoidee collegate fra loro da membrane connettivali e da muscoli. al di sotto di queste. Il palato molle è una valvola che. le cartilagini laringee. come tutte le porzioni del tratto gastrointestinale sollecitate meccanicamente. denominato anche velo palatino. permettendo all'aria di fluire liberamente nella laringe. la laringe necessita di uno "scheletro". Lo scheletro cartilagineo della laringe è costituito dalla cartilagine tiroidea. 37 . attraverso il movimento ciliare.Affinché le vie aree rimangano pervie anche in caso di forti variazioni della pressione atmosferica nel distretto cervicale.Il segmento faringeo medio (orofaringe) si trova dietro la cavità orale. durante la deglutizione. l'epiglottide si piega verso il basso. Il movimento cigliare ha luogo sotto forma di onde coordinate e al microscopio la superficie della mucosa respiratoria appare come un campo d'orzo mosso da vento. Costituisce una via mista per aria e cibo.

38 . Fra i singoli anelli cartilaginei si tende un legamento elastico. si trovano le corde vocali. La trachea è lunga nel suo complesso solo 10-15 cm e generalmente un diametro superiore ai 2 cm. le cui pareti sono rinforzate da anelli cartilaginei incompleti. Essi sono responsabili dell'apertura della glottide e della tensione delle corde vocali. Durante la fonazione la glottide è chiusa e viene sollecitata dall'aria espirata. sia le vie aeree superiori e i seni paranasali come cassa di risonanza. consonanti sonore) partecipano attivamente sia le corde vocali come strumenti di produzione di suoni. La lunghezza delle corde vocali è anatomicamente prestabilita. sia la cavità buccale come strumento di modulazione. Di conseguenza tanto è maggiore la velocità del flusso d'aria sulla glottide tanto più forte risulta la voce. la glottide. Le corde vocali si spostano sia lateralmente sia dall'alto verso il basso con un movimento pressoché circolare. Bronchi I bronchi hanno la stessa struttura della trachea e sono costituiti da altri 5-10 anelli cartilaginei che sono collegati da membrane elastiche e possiedono una parete posteriore di tessuto muscolare e connettivo. Infatti. Alla formazione di suoni articolati (vocali. attraverso la quale avviene il passaggio dell'aria respirata e grazie alla quale si può svolgere la funzione della fonazione. Essa è costituita da 15-20 anelli cartilaginei a forma di ferro di cavallo la cui apertura è diretta posteriormente. lamine di tessuto elastico rivestito da mucosa che vibrano al passaggio dell'aria espirata producendo suoni di diverse frequenze.All' interno della laringe. All'estremità inferiore. la trachea si biforca in due grossi bronchi che riforniscono d'aria i due polmoni. Trachea Alla laringe segue la trachea. Una serie di muscoli trasversali altamente specializzati si mette in relazione con lo scheletro laringeo.Gli anelli cartilaginei impediscono alle vie aeree di collassare durante l'ispirazione. fra la faccia posteriore della cartilagine tiroidea e le cartilagini aritenoidee. circa 2-3 cm. La trachea è indispensabile per consentire uno spostamento della laringe e dei polmoni durante la respirazione profonda e la deglutizione. fra le due corde vocali rimane una fessura più o meno ampia. circa all'altezza della quarta vertebra toracica. Nell'uomo esse sono più lunghe del 30% rispetto a quelle della donna e ne risulta una maggiore profondità della voce maschile. il legamento anulare. un tubo rigido ma allo stesso tempo flessibile.

quella dello scambio dei gas. la laringe. la trachea e gli stessi bronchi e brochioli non partecipano alla seconda fase.Man mano che la loro ramificazione procede. 39 . la faringe. nella parete bronchiale si trovano placche cartilaginee sempre più distanziate e più piccole. I bronchi si ramificano in bronchi lobari. Il naso. ma hanno solo il compito di trasportare aria ossigenata agli alveoli polmonari e di rimuovere da questi l'aria satura di anidride carbonica. zonali o segmentali e lobulari. la forma degli anelli cartilaginei diviene sempre più irregolare. nonché in diversi tipi di bronchioli di diametro decrescente all'interno dei polmoni.

Il polmone destro è formato da tre lobi polmonari mentre quello sinistro da due. medio e superiore. Il polmone sinistro non presenta il lobo medio.Il processo chimico dello scambio di gas avviene "per diffusione": 40 . l'aria viene a trovarsi vicinissima al sangue circolante. Gli alveoli. Per facilitare questo movimento e lubrificare le parti che si muovono.Nel complesso i due polmoni possiedono circa 300 milioni di alveoli che gli conferiscono l'aspetto di una spugna porosa. I polmoni I due polmoni si trovano all'interno della gabbia toracica. il polmone sinistro è del 10-20% più piccolo di quello destro. Le cellule epiteliali degli alveoli sono ricoperte in permanenza da una sottile pellicola liquida. La più piccola unità polmonare visibile a occhio nudo è il lobulo. L'enorme numero di alveoli spiega per quale ragione è indispensabile un sistema bronchiale così ramificato in grado di distribuire l'aria in modo uniforme in un simile labirinto. questo determina un volume decisamente superiore del lobo superiore rispetto a destra.Seconda fase: SCAMBIO DI GAS L'effettivo scambio di gas avviene negli alveoli all'interno dei polmoni. Durante la normale respirazione i polmoni si espandono e si contraggono facilmente e ritmicamente all'interno della gabbia toracica. I tre lobi del polmone destro sono rispettivamente inferiore. delle dimensioni di circa 1/10mm. da rami arteriosi e venosi del circolo bronchiale e da migliaia di alveoli. Poiché lo spessore delle pareti alveolari e dei capillari non è mai superiore a quello di una cellula. Gli alveoli L'alveolo. Un lobulo è costituito da uno o più bronchioli. sono completamente avvolti da un fittissimo intreccio di microscopici capillari. distribuiti a grappolo d'uva attorno a un bronchiolo terminale. Esso è perciò povero di ossigeno (consumato dalle cellule) e ricco di diossido di carbonio (prodotto dalle cellule). Il sangue che irrora gli alveoli è quello pompato ai polmoni dal ventricolo destro del cuore dopo aver completato il suo giro per tutto il corpo. ogni polmone è avvolto in una membrana umida e liscia composta di due strati (la pleura). Tra i due strati esiste uno spazio praticamente impercettibile (spazio pleurico) che permette agli strati di scorrere delicatamente l'uno sull'altro. nella quale i gas possono sciogliersi e diffondere così attraverso le membrane. Lo strato esterno della membrana è addossato alla gabbia toracica. possiede una esilissima parete epiteliale intorno alla quale capillari estremamente sottili trasportano sangue povero di ossigeno. A causa della posizione asimmetrica del cuore.

a eliminare l'anidride carbonica prodotta. grazie alla buona diffusibilità di questo gas.una sostanza "diffonde" sempre da A a B se la sua concentrazione è più alta in A che in B. 41 . ma è sufficiente. Nel caso del diossido di carbonio la differenza è piccola. Negli alveoli quindi la concentrazione di ossigeno (100-110mmHg) è più bassa di quella dell'aria ispirata e più alta di quella del sangue dei capillari circostanti.

Sia lungo la piccola. La muscolatura del corpo produce onde di contrazione ritmiche che mescolano e trasportano il chimo. il confine tra la grande e piccola curvatura. Gli animali hanno pertanto messo a punto una varietà di apparati digerenti altamente specializzati. che producono sostanze chimiche necessarie per attaccare e disgregare i frammenti del cibo che inghiottiamo. La sporgenza della grande curvatura al di sopra della giunzione con l'esofago si chiama 'fondo'. Queste pliche di grandi dimensioni servono da un lato al trasporto veloce dei liquidi lungo la via gastrica principale verso l'intestino tenue. mentre molti animali sono ricoperti di pelo. della parte pilorica dello stomaco è detta 'antro'. si prolunga con la porzione prossimale dell'intestino tenue.La superficie interna si solleva in grosse 'pliche' situate irregolarmente nel fondo e nella grande curvatura. gli acidi e gli enzimi. scaglie o penne che difficilmente potrebbero essere digerite. mentre la grande area tra il fondo e la curva della J è il 'corpo' gastrico. Nel fondo e nel corpo le ghiandole gastriche sono particolarmente abbondanti e producono acido cloridrico ed enzimi digestivi. dall'altro alla formazione di superfici che consentano la dilatazione dello stomaco durante i pasti. nella piccola curvatura esse costituiscono la 'via gastrica principale' con pieghe orientate in senso longitudinale. nessuno dei quali è stato progettato per fungere da nutrimento per altre creature. eccezion fatta per i vasi e i nervi in entrata e uscita. La curva della J. cioè è completamente avvolto dal peritoneo. il fatto che nelle piante le cellule sono rivestite da una parete di cellulosa non digeribile. per esempio. L'apparato digerente dell'uomo consiste in un tubo muscolare. da cui dipartono piccole ramificazioni verso la parete anteriore e quella posteriore dello stomaco.L'APPARATO DIGERENTE: LO STOMACO Gli animali si nutrono di altri organismi. il tubo digerente (tratto gastroenterico che fondamentalmente va dalla bocca all'ano). 42 . ciascuno perfettamente adatto alla proprie modalità di vita e alimentazione. La prima porzione. sia lungo la grande curvatura decorrono archi arteriosi tortuosi. L'esofago si connette allo stomaco a livello del 'cardias'. Struttura Lo stomaco ha la forma di una J dilatata. detta antro 'pilorico'. dilatata. Lo testimonia. con una piccola 'curvatura corta' ed una grande 'curvatura lunga'. carboidrati e proteine vegetali e animali (sostanze necessarie al fabbisogno alimentare) non sono in forma direttamente utilizzabile e debbono essere demoliti prima di venire assorbiti nel circolo sanguigno del consumatore e distribuiti alle sue cellule. Dovendo la parete gastrica adattarsi a diversi gradi di riempimento dell'organo. fegato e ghiandole annesse. e comprende vari organi accessori costituti dal pancreas. Lo stomaco è un organo intraperitonale.Del resto i lipidi. il suo spessore varia notevolmente: da 5 a 15mm. vegetali o animali.

Lo stomaco ha tre funzioni principali: deposito di materiali ingeriti. lo sfintere esofageo. L'aprirsi e il chiudersi di un anello di fibre muscolari. Mentre i liquidi raggiungono il piloro attraverso la via principale gastrica della piccola curvatura e abbandonano lo stomaco nell'arco di pochi minuti. demolizione dei materiali residui. sfintere pilorico. mentre un secondo orifizio alla base dello stomaco. Prima funzione: DEPOSITO DI MATERIALI INGERITI Lo stomaco è un sacco muscolare estensibile. La muscolatura liscia e la mucosa dello stomaco sono così elastiche che si possono tollerare anche pasti molto abbondanti. regola lo sbocco del cibo nell'intestino tenue. rottura dei legami chimici attraverso l'azione di acidi e enzimi. regola l'accesso del cibo proveniente dall'esofago e ne impedisce il reflusso. i cibi solidi vi restano per un lasso di tempo considerevole: i carboidrati lasciano lo stomaco dopo circa 1-2 ore. realizzata attraverso una serie di possenti contrazioni peristaltiche della parete muscolare. in grado di accogliere dai 2 ai 4 litri di sostanze liquide e solide. 43 . le proteine dopo 2-3 ore. mentre i lipidi possono restare nello stomaco per più di 5 ore. i quali vengono liberati a poco a poco nell'intestino tenue secondo ritmi compatibili con la digestione e l'assorbimento. I recettori di tensione della parete gastrica forniscono sufficienti informazioni al centro della fame nell'ipotalamo. che l'impulso di mangiare scompare prima che lo stomaco raggiunga un grado di espansione potenzialmente pericoloso.

Piloro 2. La regione pilorica. che del resto in ambiente acido esplica al meglio i suoi compiti. Nel corso di tale processo le 'cellule di rivestimento'. a intervalli di circa 2 ore. Piloro 2. Nell'antro pilorico le onde peristaltiche raggiungono la massima intensità. grazie ad un'onda peristaltica. Anche alcuni ormoni. Onde peristaltiche Il lume si restringe fino ad assumere fino ad assumere il calibro di pochi millimetri. l'una accanto all'altra. secernono grandi quantità di acido cloridrico. aumentano anche le contrazioni: lo stomaco gorgoglia sollecitando il pasto successivo. il piloro si chiude: le onde peristaltiche si bloccano e il bolo alimentare viene sospinto all'indietro nel corpo gastrico attraverso l'antro. Lo stomaco è da considerarsi un organo autonomo rispetto alla propria muscolatura. 44 . regolano la motilità gastrica. il piloro si apre leggermente e una piccola parte del chimo passa. di forma piramidale. A questo punto. 1. Esse secernano acido cloridrico e enzimi digestivi che favoriscono la digestione. La forte acidità presente nello stomaco (pH da 1 a 3) rende possibile la trasformazione del pepsinogeno in pepsina. Dopo il pasto. Nella fase di digiuno che separa il completamento dello svuotamento dello stomaco e una nuova assunzione di cibo. a seconda dell'attività digestiva dello stomaco. oramai limitato a un canale ristretto. si producono onde peristaltiche.Seconda funzione: DEMOLIZIONE DEI MATERIALI RESIDUI: Motilità Durante il pasto i boli si accumulano nel tratto superiore dello stomaco (cardias) senza che l'aumentato riempimento dell'organo ne elevi la pressione interna. nell'intestino tenue sotto forma di fiotti. nella parte superiore del corpo si producono onde peristaltiche lente che si intensificano e aumentano la propria accelerazione mano a mano che si procede verso il piloro. Mano ma mano che il periodo di digiuno aumenta. ovvero enzimi (pepsine) allo stadio inattivo che digeriscono le proteine. tra i quali la gastrina. malgrado ciò la sua motilità è regolata a livello superiore dal sistema nervoso. Onde peristaltiche 1. Piloro 1. La secrezione in forma inattiva serve a impedire che l'enzima attacchi le cellule che l'hanno prodotto. Nel fondo delle ghiandole tubolari si trovano cellule basofile di grandi dimensioni ('cellule principali') che hanno la funzione di secernere nel lume i pepsinogeni. ricolma di chimo gastrico. a ogni onda. ghiandole gastriche lunghe alcuni millimetri disposte come tuboli in serie. Quando i recettori meccanici dell'antro avvertono la presenza di particelle di oltre 1mm di diametro. Queste onde si attivano a intervalli compresi tra 20 secondi e 4 minuti. mentre l'ortosimpatico produce un effetto inverso. Il sistema parasimpatico aumenta la frequenza e l'intensità delle onde peristaltiche. Terza fase: ROTTURA DEI LEGAMI CHIMICI ATTRAVERSO L'AZIONE DI ACIDI E ENZIMI Secrezione La tonaca mucosa del fondo e del corpo dello stomaco accoglie 'ghiandole tubolari' semplici. è sottoposta a un'elevata pressione meccanica. Tale movimento sminuzza le particelle del chimo fino a ridurle a un diametro di mezzo millimetro circa. durante le quali il piloro raggiunge la massima apertura. Le cellule che rivestono lo stomaco sono protette dall'aggressione di questi acidi e enzimi grazie a uno spesso strato di muco denso e alcalino da loro stesse secreto. ma la barriera non è mai completamente impenetrabile e le cellule devono essere sostituite ogni pochi giorni.

che può iniziare l'attacco delle catene polipeptidiche (proteine). inibiscono la produzione di acidi e ormoni. L'ambiente acido converte il pepsinogeno nella sua forma attiva. L'ormone più importante è la gastrina (prodotta dalle cellule G). La produzione e la secrezione di acido cloridrico all'interno dello stomaco sono regolate con precisione per due motivi principali: da un lato allo scopo di digerire nel modo migliore la componete proteica degli alimenti e dall'altro per evitare che una sovrapproduzione di acidi a digiuno danneggi la tonaca mucosa. al contrario.Questi stimoli provocano nella cavità orale la secrezione di saliva. Esse sono tubolari composte e secernono un muco alcalino. Fase gastrica: L'ingresso del cibo nello stomaco attiva la seconda fase della digestione. Poiché le molecole proteiche tendono a ridurre la concentrazione dell'acido nello stomaco.La somatostatina (prodotta dalle cellule D) è un diretto antagonista della gastrina e inibisce la produzione di acido cloridrico. oltre all'attività muscolare della masticazione. Essi vengono distinti in due fasi: fase cefalica (regolata dal sistema nervoso centrale) fase gastrica (regolata dalla tonaca mucosa) Fase cefalica: La fase iniziale della digestione è controllata dal sistema nervoso e si sviluppa in risposta a un insieme di segnali che trae origine nella testa e coinvolge la vista. Le cellule che secernono l'acido sono attivate anche dalla dilatazione dello stomaco e dalla presenza di peptidi ottenuti la demolizione proteica. Ghiandole si trovano anche nella tonaca mucosa del cardias dove però il loro sviluppo è notevolmente inferiore rispetto a quello che si riscontra nelle altre zone dello stomaco. il gusto e a volte l'idea stessa di cibo. 45 .Accanto a numerose cellule produttrici di muco. la gastrina non è più inibita ed interviene accelerando la produzione di acido. Prima. durante e dopo l'assunzione di cibo si attivano meccanismi specifici secondo un ordine preciso. mentre lo stomaco è raggiunto da una serie di impulsi nervosi (provenienti del sistema nervoso parasimpatico) che stimolano la produzione di acido cloridrico e dell'ormone gastrina. Impulsi provenienti dal sistema nervoso ortosimpatico. la pepsina. l'odorato. Subito la cavità gastrica viene inondata di muco per evitare l'autodigestione. un peptide che stimola la secrezione di acido cloridrico da parte delle cellule di rivestimento delle ghiandole del fondo e del corpo.Nella regione dell'antro e del canale pilorico si trovano ghiandole tubolari ramificate che hanno struttura diversa rispetto alle ghiandole del corpo e del fondo. spesso si trovano cellule endocrine che immettono nel sangue la propria secrezione ormonale.

altri subiscono la rimozione del gruppo amminico (-NH2) e vengono poi utilizzati come fonte di energia o per la sintesi di nuove molecole. che non vengono eliminati con le urine collabora con il fegato nell'opera di disintossicazione dai veleni Il sistema digerente demolisce le proteine negli amminoacidi costituenti. come il glucosio e gli amminoacidi. Molti rifiuti organici vengono rimossi ed escreti dall'apparato urinario. cloro. L'apparato urinario svolge diverse funzioni: elimina i prodotti organici di scarto specialmente i rifiuti azotati come l'urea e l'acido urico regola la concentrazione plasmatica di sodio. Allontanandosi da questi tessuti il sangue trasporta l'anidride carbonica e le scorie prodotte ai luoghi di escrezione. potassio. Il tubo digerente assorbe i nutrienti dal cibo e il fegato ne regola la concentrazione ematica. I gruppi amminici sono liberati sotto forma di ammoniaca (NH3). cardiovascolare. Quando gli amminoacidi sono inglobati nelle cellule. una sostanza molto meno tossica. respiratorio e urinario evita lo sviluppo di una simile intossicazione all'interno del corpo. Il sistema cardiovascolare trasferisce questi nutrienti e l'ossigeno dall'apparato respiratorio ai tessuti periferici. L'attività integrata degli apparati digerente. alcuni vengono utilizzati direttamente per la sintesi di nuove proteine. I reni filtrano dal sangue l'urea che viene eliminata con l'urina. un liquido contenente acqua in cui sono disciolte sostanze di rifiuto e una parte dei nutrienti in eccesso. una sostanza molto tossica. la liberazione di ormoni come l'eritropoietina (che stimola la produzione di globuli rossi) e la liberazione della renina contribuisce alla regolarizzazione del pH ematico conserva nutrienti preziosi. il riassorbimento e la secrezione. calcio ed altri ioni che vengono eliminati con le urine regola la volemia e la pressione arteriosa attraverso il controllo dell'acqua persa con le urine.IL RENE La cellula vivente può essere paragonata a una minuscola fabbrica che richiede un costante afflusso di materie prime e lo smaltimento continuo di sostanze di rifiuto. 46 . La produzione dell'urina comporta essenzialmente tre fasi: la filtrazione. che poi vengono assorbiti. Il sangue trasporta l'ammoniaca al fegato dove viene trasformata in urea. alcune delle quali risulterebbero tossiche a concentrazioni elevate.

L'urina completa il suo tragitto verso l'esterno attraverso l'uretra.Il sangue carico di prodotti di rifiuto provenienti dalle cellule penetra nel rene tramite un'arteria renale e. i recettori nella sua parete innescano un'azione riflessa che provoca l'apertura automatica dello sfintere interno. un liquido che contiene acqua. ioni e piccoli composti solubili.8 cm nella donna e 20 cm nell'uomo. I reni producono quindi l'urina. 47 . L'urina si raccoglie nella vescica grazie a due sfinteri posizionati poco sopra il punto di congiunzione con l'uretra. quello cioè posto più in alto. dopo essere stato filtrato. L'urina abbandona i reni incanalandosi negli ureteri che. la fanno affluire alla vescica. Le pareti della vescica sono costituite da un robusto strato di fibre muscolari lisce che si possono estendere in misura notevole. un organo cavo muscolomembranoso che funge da serbatoio di raccolta dell'urina. un piccolo canale lungo circa 3. Lo sfintere esterno è invece controllato dalla volontà. ne esce attraverso la vena renale. Quando la vescica si dilata. grazie a una serie di contrazioni peristaltiche.

che circondano lateralmente e superiormente lo sbocco dell'uretere. è costituito da fibre muscolari striate e. In corrispondenza dello sbocco dell'uretere.. vengono attivate. mentre nell'uomo si trova al di sotto della prostata. Al sopraggiungere di un'onda peristaltica. I due strati sono uniti da fibre oblique. a eccezione del cosiddetto triangolo. le cui fibre si dirigono dal davanti all'indietro e sono in grado di modellare la vescica durante lo svuotamento. Di conseguenza le fibre muscolari.Conformazione e struttura della vescica La vescica è interamente rivestita da epitelio di transizione che poggia su una lamina propria ricca di tessuto connettivo che. La muscolatura della vescica è formata da cellule muscolari lisce innervate dal sistema neurovegetativo. Lo sfintere uretrale esterno. 48 . si può sollevare in pieghe. nella donna. che è dotato di motilità volontaria. è situato immediatamente al di sotto dello sfintere interno. un potente strato muscolare interno si estende circolarmente intorno alla vescica e ad esso si sovrappone uno strato muscolare esterno longitudinale. in caso di forte riempimento vescicale. Queste pliche costituiscono superfici di riserva che. si appiattiscono. Così l'uretere viene un poco sollevato e l'urina può venire immessa a fiotti nella vescica. Un anello muscolare orientato in direzione opposta sposta l'apertura dell'uretere verso l'interno e verso il basso (soprattutto durante lo svuotamento vescicale) impedendo il reflusso dell'urina. In modo analogo due fasci muscolari si dispongono dal davanti all'indietro intorno all'origine dell'uretra (i cosiddetti sfinteri) chiudendo l'entrata della vescica (sfintere uretrale interno). Al di sotto dello strato connettivale. non sottoposte a controllo volontario. la distensione della parete nell'ultimo tratto dell'uretere aumenta. una parte dello strato muscolare interno forma una valvola che impedisce il reflusso dell'urina negli ureteri.

La sostanza corticale si sistema anche tra le piramidi a costituire le cosiddette colonne renali. destro e sinistro. Ciascun calice minore ha forma di un imbuto che circonda la papilla renale. Struttura del rene Ciascun rene ha la forma di un fagiolo americano. midollare. I reni. I calici minori confluiscono in tre calici maggiori i quali fanno capo al bacinetto renale. Entrambi i reni comunque sono situati immediatamente al di sotto del diaframma e durante la respirazione si spostano leggermente. vista in sezione. si aprono nel seno renale. I reni sono situati piuttosto in alto nel tronco. presenta uno spessore di 4-5 cm e ha un peso di circa 150 grammi. I vasi renali e l'uretere fuoriescono dal rene attraverso l'ilo.Visto in sezione. sono situati nello spazio retroperitoneale. detta ilo. Il loro asse longitudinale è lievemente inclinato: il polo renale superiore è generalmente più vicino alla colonna vertebrale rispetto a quello inferiore. anteriore e posteriore. laterale e mediale. e due poli. 49 . con una parte depressa. Il rene dell'adulto è lungo circa 10-14 cm.Decorso dell'uretra femmina I RENI maschio Le funzioni escretorie sono espletate dai reni che sono responsabili di tutte le operazioni di filtrazione e trasporto dell'urina. Anche nella posizione eretta il rene. il seno renale. Quest'ultima contiene da 6 a 18 strutture coniche dette piramidi le cui estremità. Nella forma tipica il rene presenta due facce. corticale. a causa del proprio peso. superiore e superiore. il rene può essere suddiviso in una parte più esterna. situata in corrispondenza del margine mediale. Al bacinetto renale si collega l'uretere.La superficie dell'organo è ricoperta da una densa capsula fibrosa e. ed una più interna. fra i muscoli del dorso e la fascia peritoneale. precisamente in corrispondenza del passaggio dorso-lombare. Il rene destro è lievemente spostato verso il basso dal voluminoso lobo epatico destro. due margini. la parte più interna della capsula ripiega verso l'interno dell'ilo per delineare una cavità interna. si sposta verso il basso.All'interno del seno renale si trovano i calici minori in numero pari a quello delle piramidi. largo 5-7 cm. È da tener conto però che tali valori subiscono variazioni notevoli in relazione alla costituzione individuale e alle abitudini alimentari. Tale mobilità è resa possibile dal fatto che i reni sono rivestiti da una robusta capsula che a sua volta è ricoperta da tessuto adiposo e da tessuto connettivo lasso. papille.

Oltre il glomerulo l'arteriola efferente si ramifica nuovamente in altri capillari delle pareti permeabili. che si pone in continuità con il tubulo contorto prossimale. La capsula di Bowman rappresenta l'inizio a fondo cieco del sistema tubolare.3 mm. lo spazio compreso tra i foglietti parietale e viscerale della capsula. costituenti dei corpuscoli renali. la secrezione:la secrezione è il trasporto dei soluti attraverso l'epitelio dal filtrato: la secrezione di solito implica l'attività delle proteine di trasporto dell'epitelio tubolare. l'organizzazione microscopica del rene è piuttosto complessa.2-0. Dal punto di vista funzionale ciascun nefrone si compone di due diverse parti: il corpuscolo renale che si occupa della filtrazione ed il tubulo renale che realizza il riassorbimento e la secrezione. Nel corso dell'evoluzione questa parte. L'unità funzionale del rene è il nefrone. All'interno di ogni singolo nefrone avvengono le tre funzioni principali dei reni: la filtrazione:la filtrazione del sangue avviene nei glomeruli. al sistema collettore. Tale liquido è denominato filtrato glomerulare o preurina. che si attorcigliano e si intrecciano in una rete attorno al tubulo. quindi. un polo vascolare nell'unico punto che non risulta circondato dalla capsula di Bowman (sbocco e origine dei vasi afferenti ed efferenti) nonché un polo urifero situato dal lato opposto.Sezione del rene Al confronto con altri organi. attraverso il quale la parte liquida del sangue viene filtrata e raccolta in una struttura circostante a forma di calice. consentendo il riassorbimento dal filtrato delle sostanze utili. che vengono reimmesse nel circolo 50 .Il sangue rimasto nell'arteriola efferente dal glomerulo a questo punto è molto "concentrato". il glomerulo. la pressione idrostatica spinge l'acqua attraverso una membrana: le molecole di soluto abbastanza piccole da attraversare i pori della membrana vengono trascinate dalle molecole dell'acqua circostante. la capsula di Bowman. Le cellule epiteliali di tale strato della capsula di Bowman si sono trasformate nei tipici podociti (cellule formate di pedicelli). il riassorbimento:il riassorbimento è dato dalla rimozione di acqua e molecole di soluto dal filtrato. L'uomo possiede approssimativamente 1-1. grosse proteine o goccioline di grasso. Il filtrato prodotto si trasferisce poi lungo il resto del nefrone. che costituisce l'inizio del sistema tubolare e che comunica con la camera glomerulare. si è dilatata e ha circondato il glomerulo. Durante la filtrazione. Corpuscoli renaliSi tratta di una formazione sferica delle dimensioni di 0. Sono coinvolti molti meccanismi: il riassorbimento dell'acqua avviene passivamente per osmosi. Ne è risultata una struttura dotata di doppia parete. Il corpuscolo renale possiede. tra i cui prolungamenti l'acqua e le piccole molecole solubili vengono filtrate dal glomerulo passando quindi nel sistema tubolare. contenendo una modesta quantità di acqua con relativi soluti e particelle troppo voluminose per superare la barriera delle pareti dei capillari. Le sostanze riassorbite dal filtrato si trasferiscono nel liquido peritubolare dal quale possono eventualmente rientrare nel sangue. prevalentemente costituita da una rete capillare a gomitolo. come globuli rossi e bianchi. il riassorbimento dei soluti può implicare la semplice diffusione o l'azione delle proteine di trasporto dell'epitelio tubolare. il cui foglietto interno è strettamente in rapporto con l'endotelio capillare del glomerulo.5 milioni di nefroni.

penetrano nel liquido peritubulare della midollare lungo l'ansa di Henle.Circa il 60% di acqua ed il 65% dei soluti sono riassorbiti ed un altro 29% di acqua e 25% di sostanze disciolte soprattutto ioni sodio e cloro. 51 . Corpuscolo renale Tubuli renali Nefrone Il tubulo renale si suddivide dapprima nel tubulo prossimale.Il trasporto attivo del sodio è allo stesso tempo il presupposto per il riassorbimento degli zuccheri. maggiore sarà la secrezione. Tale compito è affidato ai tubuli renali e si realizza tramite due meccanismi: il riassorbimento tubolare e la secrezione tubolare. cui segue una fuoriuscita di acqua dal lume tubulare. Il riassorbimento tubolare Le cellule del tubulo prossimale riassorbono normalmente il 60% del volume di filtrato prodotto nel corpuscolo renale. che conduce al dotto collettore. Il nefrone. perché le restanti concentrazioni sono troppo basse per determinare problemi fisiologici. infatti. in particolare lungo il tubulo contorto distale. poi nell'ansa di Henle (che discende nella sostanza midollare) e infine nel tubulo distale. Maggiore è la concentrazione. Attraverso i capillari glomerulari circa 200 l di filtrato glomerulare raggiungono giornalmente la camera glomerulare ed il 99% di tale liquido deve rientrare nel torrente sanguigno. trattenendo le scorie che dovranno essere eliminate.Il sodio viene assunto attivamente. i tubuli possono attivare una secrezione attiva di queste sostanze all'interno del filtrato. restituisce al sistema circolatorio i materiali utili e quasi tutta l'acqua. Il trasporto attivo del sodio è centrale rispetto a tutti gli altri meccanismi di riassorbimento: con la fuoriuscita del sodio dal lume si stabilisce una differenza di pressione osmotica fra lume e sangue. mettono a punto poi l'aggiustamento definitivo della composizione del filtrato. La filtrazione non sospinge tutte le sostanze disciolte fuori dal plasma ed il sangue circolante nei capillari peritubulari contiene ancora una certa quantità di sostanze potenzialmente pericolose. In genere la loro presenza non è significativa. Il riassorbimento selettivo o la secrezione. degli amminoacidi e di altre sostanze organiche. viene trasportato attraverso il citoplasma e rilasciato sul versante opposto in corrispondenza della membrana basale dove viene immesso nei capillari peritubulari. dalle cellule tubolari. Se la concentrazione di ioni o componenti specifici nei capillari peritubulari resta troppo elevata. in quanto questi elementi possono penetrare nella cellula solo se legati al sodio. in un processo che comporta dispendio di energia. La secrezione La composizione ed il volume del filtrato cambiano sostanzialmente nel tragitto dallo spazio capsulare al tubulo contorto distale.sanguigno. invece. le sostanze di rifiuto rimaste nel sangue dopo la filtrazione vengono trasferite nel filtrato per essere eliminate.

Una serie di sensori specializzati (recettori) traduce i diversi tipi di pressione e contatto in potenziali d'azione afferenti. si realizza grazie alla collaborazione finemente coordinata di sensibilità e mobilità. la pressione e il dolore grazie a varie specie di organi terminali. L'uomo può distinguere empiricamente sensazioni tattili di diversa natura. 52 . per il caldo. Introduzione Nella fisiologia classica il tatto viene spesso annoverato tra i cosiddetti "sensi minori". il freddo. Al tatto spetta il compito di verificare la forza e la velocità della presa e di regolare conseguentemente la contrazione muscolare. come il caldo. per il dolore e le cellule di Merkel. Ciascun movimento. soprattutto l'afferrare e il tenere in mano gli oggetti.Su ogni centimetro quadrato di pelle si trovano mediamente circa 130 recettori tattili: i recettori per il freddo. si tratta tuttavia di una erronea semplificazione. di Ruffini e di VaterPacini. di Meissner. attraverso i quali i diversi stimoli si ricollegano per formare le sensazioni.IL TATTO La pelle è particolarmente sensibile a ogni forma di contatto.

In poche parole i corpuscoli di Meissner rispondono in modo particolarmente intenso alle variazioni di pressione sulla cute. ma solo a variazioni di pressione: quanto più rapidamente varia la pressione. Queste grosse cellule. Le cellule di Merkel sono definite anche sensori proporzionali (sensori P). In poche parole esse registrano semplicemente la pressione esercitata sulla cute (sensori P). tanto più intensamente scarica la fibra nervosa (sensori differenziali o sensori D). A differenza delle cellule di Merkel. molto ricche di mitocondri. Corpuscoli di Meissner Proprio al confine fra epidermide e derma sono situati i corpuscoli tattili di Meissner. Infatti i corpuscoli di Meissner vengono utilizzati per afferrare con precisione oggetti di piccole dimensioni. in modo che solamente l'eccitazione contemporanea di più cellule di Merkel adiacenti venga trasmessa come segnale al midollo spinale (convergenza di segnali). vale a dire che essi trasformano una pressione doppia sulla cute in circa un numero doppio di potenziali d'azione al secondo. ma reagiscono poco se questa rimane costante. i corpuscoli di Meissner non reagiscono a una pressione persistente. E' possibile immaginare un corpuscolo di Meissner come una colonna di circa una decina di cellule cuneiformi.I recettori tattili Cellule di Merkel Le cellule di Merkel sono i più semplici sensori di tatto localizzati nello strato basale dell'epidermide. Fra le cellule decorre tortuosamente una fibra nervosa afferente. trasmettono gli impulsi che ricevono alle sinapsi con una singola fibra nervosa. 53 . la cui base allargata è volta verso l'esterno.

come termorecettori.Corpuscoli di Ruffini I corpuscoli di Ruffini sono situati nella profondità del derma. Ciascun corpuscolo è composto è composto da un guscio contenente fino a 60 strati di cellule appiattite che circondano una grossa terminazione nervosa centrale. In poche parole i corpuscoli di Ruffini misurano la tensione del derma e sono ancora più sensibili alle variazioni di tensione. solo in alcuni casi. In poche parole i corpuscoli di Vater-Pacini sono sensori puri per le vibrazioni: rispondono solo a stimoli tattili che variano rapidamente. circondati da un rivestimento connettivale. e contengono un fitto groviglio di fibre nervose afferenti. è possibile notare. Essi reagiscono maggiormente agli stimoli veloci che a quelli lenti. i corpuscoli di Vater-Pacini (corpuscoli lamellari). Le lamelle. Per tale ragione i corpuscoli sono particolarmente sensibili alle vibrazioni. Essa scarica solo all'inizio e al termine di una sollecitazione presso via crescente (sensori di accelerazione o sensori PC). Corpuscoli di Vater-Pacini Ancora più in profondità rispetto ai corpuscoli di Ruffini. con i quali hanno anche in comune la funzione principale: la misurazione della tensione nel tessuto. trasformano in modo meccanico la pressione in accelerazione. in cui direzione e velocità dello stimolo variano continuamente. dotate di numerose giunzioni. Infatti la maggior parte delle terminazioni nervose libere agisce da sensori per il dolore e. ma non a una pressione costante. Recettori per il caldo e per il freddo I recettori per il caldo e per il freddo sono terminazioni nervose libere nella cute che microscopicamente non si distinguono dai recettori per il dolore. precisamente nel tessuto adiposo ipodermico. quindi. 54 . Essi somigliano in questo agli organi muscolo-tendinei di Golgi. già a occhio nudo.4 mm. delle dimensioni di 1. ma non si adattano mai completamente (sensori proporzionali differenziali o sensori PD).I corpuscoli di Ruffini non sono né sensori proporzionali (come le cellule di Merkel) né sensori differenziali (come i corpuscoli di Meissner).Essi sono ammassi cellulari appiattiti.

tramite un prolungamento cellulare dotato di una decina di ciglia. raggiungono direttamente la superficie della mucosa. entrambi sono sensi chimici. entrambi proteggono il tratto gastrointestinale da sostanze non digeribili o addirittura nocive. come nel caso delle cellule di recettori sensibili ai sapori. un segnale elettrico la cui ampiezza è proporzionale all'intensità dello stimolo (in questo il potenziale di ricezione differisce dal potenziale d'azione). Nel suo significato più generale. 55 . rispondono cioè ad agenti chimici naturali o artificiali. un recettore è una struttura che si modifica quando viene eccitata da uno stimolo ambientale. infatti per molti aspetti si sovrappongono. ma come le sostanze chimiche interagiscano con la superficie recettoriale rimane un mistero. l'orecchio o la lingua. a sua volta. La prima fase del processo olfattivo avviene sulla superficie del ciglio olfattivo. teoria fisica: i recettori della membrana rispondono a caratteristiche forme molecolari. in alternativa. i 10 milioni di neuroni dell'epitelio si distribuiscono su un'area di circa 5 cm2 e. vale a dire. I recettori sensoriali sono raggruppati in organi sensoriali.I potenziali di ricezione possono dare luogo a potenziali d'azione negli stessi neuroni recettori. i quali sono in grado di distinguere migliaia di odori. come l'occhio. ma il nostro linguaggio non ci permette di descrivere correttamente le sensazioni provate. attualmente si sa che esistono almeno 50 differenti "odori primari".E' certo che la capacità olfattiva dell'uomo è assolutamente insignificante in rapporto a quella degli animali. Sensibilità olfattiva Sulla volta della cavità nasale. essa traduce gli stimoli sensoriali nel linguaggio del sistema nervoso. la loro attività elettrica dà luogo a percezioni soggettive di luce. La stimolazione di un recettore sensoriale genera un potenziale di ricezione. specializzata nel rispondere con un segnale elettrico a particolari stimoli dell'ambiente in cui si trova. cioè strutture che trasformano i segnali da una forma in un'altra. produce potenziali d'azione che raggiungono il cervello. Si tratta dunque di veri e propri neuroni che ricevono stimoli e possono produrre potenziali d'azione (cellule sensoriali primarie).Un recettore sensoriale è un'intera cellula (spesso un neurone). Vi sono due ipotesi a riguardo: teoria chimica: la superficie recettoriale si compone di specifici recettori chimici distribuiti sulla superficie della membrana. I recettori sensoriali Olfatto e gusto si avvalgono di recettori per la percezione degli stimoli esterni. Tutti i tentativi di classificare le qualità olfattive sono finora falliti. determinando la produzione di un segnale.OLFATTO E GUSTO Olfatto e gusto non sono chiaramente separabili l'uno dall'altro. Tutti i recettori sono trasduttori. suono e gusto che descriviamo come i nostri "sensi". i potenziali di ricezione provocano la liberazione di un neurotrasmettitore su un neurone postsinaptico che.In passato si era pensato che ogni odore potesse essere descritto con appena sette caratteristiche distintive.

Nella maggior parte dei casi l'odore di un nuovo appartamento è inizialmente inconsueto. Al contrario. estraneo o. che ha un cattivo odore corporeo. in particolare l'ippocampo e l'ipotalamo. anteriormente e superiormente ai cornetti nasali superiori. Gli assoni delle cellule sensoriali primarie della mucosa olfattiva penetrano nella lamina cribrosa tramite forie prendono contatto con i grossi neuroni del bulbo olfattivo. sgradevole.Molte centinaia di cellule sensoriali prendono contatto con una sola cellula nervosa. Un individuo. Un odore viene riconosciuto solo quando tutte le cellule sensoriali contigue scaricano contemporaneamente. ma anche le restanti porzioni del sistema limbico.Elaborazione dei segnali olfattivi a livello celebrale MUCOSA OLFATTIVA PARTICOLARE DELLA MUCOSA OLFATTIVA La mucosa olfattiva è situata nel tetto delle cavità nasali. insolito. Ogni individuo prova diverse emozioni suscitate dall'odore di un qualcosa che per lui abbia un valore affettivo particolare. 56 .Si trovano esempi di questo fenomeno in numerose occasioni quotidiane. non risulta simpatico fin da subito. nel peggiore dei casi. Olfatto e emozioni La stretta correlazione con il sistema limbico è la ragione per la quale spesso odori gradevoli o sgradevoli possono involontariamente scatenare emozioni.Partendo dal bulbo olfattivo gli stimoli raggiungono. tramite il nervo (1°nervo cranico) le regioni encefaliche poste più in profondità. l'industria dei profumi vive letteralmente da migliaia di anni sul fatto che un profumo più gradevole di un altro renda più attraenti. Dopo alcuni mesi si percepisce ancora l'odore rientrando a casa. ma lo stesso odore risulta gradito.

si trovano le papille fungiformi. costituendo quindi un presupposto necessario alla masticazione e alla compressione degli alimenti contro il palato duro. Si tratta di raccolte di cellule sottili. invece. acido. Lo sbocco di un calice gustativo si trova in un piccolo poro gustativo. Inoltre fra le papille filiformi. In effetti esso non fa altro che distinguere tra dolce (sull'apice). ma estremamente allungate che attraversano tutto l'epitelio. dalla membrana basale fino alla superficie linguale. anch'esse contenenti calici gustativi. il nervo glossofaringeo (9°nervo cranico) e il nervo vago (10°nervo cranico). Esse consentono il movimento dei cibi solidi sulla superficie della lingua. quella superiore (dorso). 57 . è resa ruvida dalla presenza di numerosi rilievi che prendono il nome di papille. Elaborazione dei segnali gustativi a livello celebrale A confronto con la straordinaria sensibilità e motilità della lingua. sul dorso della lingua.Alla base di tale sensibilità vi sono 2000-6000 calici gustativi che sono localizzati nell'epitelio delle papille. Le sensazioni gustative raggiungono l'encefalo tramite il nervo facciale (7°nervo cranico). salato e amaro (sui margini o sulla radice della lingua). il senso del gusto sembra quasi poco sviluppato. In corrispondenza della radice della lingua si trovano alcune (10-20) grosse (2-3 mm di diametro) papille foliate e vallate nelle quali sono situati i calici gustativi.Le più numerose sono le papille filiformi che si proiettano nella cavità orale. la cui superficie accoglie numerosi microvilli.Sensibilità gustativa: lingua e percezione del gusto SUPERFICIE DORSALE DELLA LINGUA PARTICOLARE DELLE PAPILLE La faccia inferiore della lingua è liscia.

formato da tre strati concentrici di tessuto. la cui riflessione all'interno del bulbo oculare interferirebbe con una visione chiara. possiede un rivestimento trasparente. Nel centro dell'iride c'è un foro. le cui contrazioni muscolari ne permettono l'ispessimento o il restringimento in modo che l'occhio possa mettere a fuoco oggetti posti a distanze diverse. La quantità di luce che entra è controllata dalla dilatazione o dalla contrazione della pupilla. 58 .La coroide contiene un pigmento scuro che cattura i raggi luminosi. Nella sezione anteriore del corpo ciliare si diparte un'area circolare di fibre muscolari: l'iride. Nella parte anteriore la coroide si ispessisce formando il corpo ciliare. Dietro la lente si trova una massa di sostanza gelatinosa chiamata umore vitreo. Oltre il 90% delle informazioni arriva all'encefalo tramite uno di questi canali. una struttura trasparente a forma di cupola. che trasformano le sensazioni di colore. La sua superficie.L'OCCHIO Gli organi di senso quali l'occhio e l'orecchio sono il vero e propri punto di contatto fra l'organismo e l'ambiente. che riveste la superficie interna delle palpebre. Questi impulsi sono trasmessi tramite le fibre nervose retiniche al nervo ottico. trasparente. un fascio di fibre nervose che collega la parte posteriore del globo oculare con il cervello. Dietro la sclera c'è la coroide. è la sclera. la congiuntiva. comunemente detta bianco dell'occhio. che si trova ben protetto all'interno della cavità orbitaria.Nella parte anteriore centrale la sclera e la congiuntiva lasciano spazio alla cornea. esposta all'aria. forme e intensità luminosa in impulsi nervosi. coni e bastoncelli. La parte esterna. Il cervello elabora e interpreta gli impulsi nervosi ricevuti. un tessuto ricco di vasi sanguigni che riforniscono la retina di ossigeno e sostanze nutritizie. che servono a proteggero l'occhio e ad impedirne la disidratazione. La retina contiene uno strato di cellule nervose sensibili alla luce. il cristallino. L'occhio è una struttura complessa composta da un globo oculare del diametro di circa 25 mm. la pupilla attraverso cui la luce entra nell'occhio. Lo spazio tra la lente e la cornea è riempito di umore acqueo. Dietro la pupilla si trova una lente elastica.

Il loro secreto forma lo strato più interno della pellicola lacrimale. a eccezione della cornea. La congiuntiva La congiuntiva ricopre come una mucosa la porzione anteriore del globo oculare. anche in caso di intense sollecitazioni meccaniche. I vasi sanguigni non sono presenti nella cornea. a ogni battito di ciglia. La ragione è che le fibre collagene si dispongono parallelamente alla superficie corneale e fra esse si interpone solamente scarsissimo liquido extracellulare. Contrariamente alla sclera. In corrispondenza del suo margine periferico (limbo). La cornea e le palpebre La cornea ha una convessità maggiore rispetto al resto del globo oculare e sporge da esso. La pressione intraoculare e la sclera stabilizzano insieme la forma dell'occhio. che è biancastra e piuttosto spessa. in alto e in basso (alzare . La maggior parte dello spessore corneale è costituita da fibre collagene. A causa della pressione intraoculare. Il bulbo oculare è in grado di spostarsi nei tre assi di movimento: all'esterno e all'interno (abduzione .adduzione). il corpo ciliare e la coroide. la congiuntiva è quasi completamente trasparente.8 mm. In tal modo si forma una tasca congiuntivale (sacco congiuntivale) al di sotto della palpebra superiore e inferiore che offre un piano di scorrimento per i movimenti del globo oculare. Immediatamente al di sotto della robusta sclera si estende un sottile strato. essa si riflette poi nei fornici congiuntivali superiore e inferiore sulla faccia interna della palpebra e raggiunge il margine palpebrale. come parabrezza del bulbo oculare. la cornea si mette in rapporto direttamente con la sclera che ha colore biancastro. in modo che possa rimanere trasparente. le palpebre superiori e inferiori. l'uvea. deve essere sempre mantenuta umida e detersa.abbassare lo sguardo). La cornea è l'unica parte del corpo in cui il tessuto collagene rigido risulta completamente trasparente. Come fossero tergicristalli. L'uvea è costituta dall'iride.5-0. quali movimenti oculari rapidi. facilmente danneggiabile. La cornea è estremamente sensibile al dolore. La congiuntiva contiene numerose cellule secernenti muco. distribuiscono omogeneamente il liquido lacrimale su tutta la cornea.Il bulbo oculare Il bulbo oculare si trova ben protetto all'interno della cavità orbitaria la quale si estende all'indietro a forma di imbuto. La cornea. Essa raggiunge un diametro di 10-12 mm e uno spessore di almeno 0. La sclera La sclera costituisce il "bianco dell'occhio". 59 . ma ben vascolarizzata. rotazione all'interno e all'esterno. E' composta da un fitto intreccio di fibre collagene disposte in modo irregolare. la sclera si tende e assume una forma sferica. Essa deve la propria denominazione a un fitto reticolato completamente occupato da vasi sanguigni che le conferiscono l'aspetto di un grappolo d'uva.

Segue un'altra cavità. Lo scheletro connettivale delle palpebre è dato dal setto orbitario o tarso che è una formazione fibrosa. la ghiandola lacrimale ne rappresenta il dispositivo di lavaggio. l'elevatore della palpebra è un muscolo volontario. Contiene un pigmento scuro che cattura i raggi luminosi. occupata da una sostanza gelatinosa limpida. Essa è situata in rapporto con il muscolo elevatore della palpebra sulla parete laterale della cavità orbitaria e produce un secreto fluido povero di proteine. mentre le fibre del muscolo dilatatore della pupilla collegano come raggi di una ruota il margine pupillare e la sclera (dilatazione della pupilla). Direttamente dietro l'iride sono situati il corpo ciliare. attraverso il dotto nasolacrimale. il tessuto adiposo si fa sporgente in avanti e compaiono le antiestetiche "borse sotto gli occhi". il muscolo tarsale e l'elevatore della palpebra tengono sollevata la palpebra superiore.Le palpebre chiuse proteggono l'occhio dai danni meccanici e ne impediscono la disidratazione. sul margine della palpebra inferiore si forma un piccolo lago lacrimale. Le ciglia poste lungo i margini palpebrali sono peli molto robusti che aiutano ad evitare che particelle estranee ed insetti raggiungano la superficie dell'occhio. Se il tarso a causa dell'età o per una debolezza sistemica del tessuto connettivo si rilascia. tramite due canalicoli lacrimali. Le cellule epiteliali del cristallino vengono nutrite per diffusione.Le palpebre sono connesse con grandi ghiandole sebacee. l'umor vitreo. e il cristallino. La coroide E' una membrana ricca di vasi sanguigni che si trova esternamente alla retina. e contengono lisozima. nel meato nasale inferiore. Da lì le lacrime fluiscono. 60 . non possiede vasi sanguigni propri. che raggiunge la faccia interna della palpebra superiore per mezzo di 5-10 dotti escretori di breve lunghezza. Essa è composta da uno strato di tessuto connettivo lasso che viene ricoperto posteriormente da epitelio pigmentato. la cui riflessione all'interno del bulbo oculare interferirebbe con una visione chiara. Quando l'occhio è aperto. alcuni microlitri di liquido lacrimale all'interno del sacco lacrimale. Le ghiandole lacrimali Se le palpebre sono i tergicristalli dell'occhio. un tessuto nervoso pluristratificato dove l'energia luminosa si trasforma in impulsi elettrici che vengono trasmessi al cervello. Mentre il muscolo tarsale è costituito da muscolatura liscia e innervato da fibre ortosimpatiche.Ogni battito di ciglia pompa. L'iride Rappresenta il diaframma ottico dell'ottico. interne ed esterne. che contribuisce a mantenere la forma dell'occhio. situato in corrispondenza della superficie esterna delle cavità nasali. Segue la retina. Il cristallino è composto da un nucleo piuttosto denso e da una parte corticale gelatinosa. che ha un'estensione di 3-4 cm e circonda l'intero segmento anteriore del bulbo oculare. Due muscoli. molto più ampia. Le lacrime sono appunto secrezioni acquose. alcaline. Il cristallino Come la cornea. entrambi avvolti da una capsula fibrosa. Lo scarico di questo lago lacrimale è situato sul margine interno della palpebra superiore e inferiore ed è costituito dai punti lacrimali. L'iride accoglie due strati muscolari che sono in grado di dilatare o restringere la pupilla: lo sfintere della pupilla si avvolge come un vero e proprio anello muscolare intorno alla pupilla e la restringe. Il colore degli occhi risulta dal diverso grado di pigmentazione dello strato connettivale: quest'ultimo negli occhi azzurri contiene scarso pigmento mentre gli occhi scuri sono quelli che contengono maggior pigmento. un enzima antibatterico.

rendendo fortemente negativo il potenziale della membrana.Dalla enorme differenza di intensità luminosa a cui siamo sottoposti nella vita quotidiana è possibile dedurre che. superficialmente. Il loro pigmento visivo. i vasi sanguigni sono assenti. attraverso numerosi passaggi intermedi. a eccezione del centro ottico vero e proprio. Tale architettura permette all'occhio di vedere gli oggetti che vengono riprodotti nella fovea in modo nitido e con la minor deformazione possibile. Dopo un'intensa illuminazione quasi tutte le molecole di rodopsina subiscono una variazione della propria struttura. quest'ultima cambia la propria struttura molecolare e scatena. ovvero nucleo. Paradossalmente. formando nel loro complesso il processo esterno della cellula. la fovea centrale. ossia rivolti verso la luce. la rodopsina. i coni sono molto più tozzi. come si potrebbe pensare. Nella parte più esterna della retina sono situate le cellule sensibili alla luce. ulteriori stimoli luminosi non scatenano più alcuna risposta (accecamento). Se una particella luminosa (fotone) incontra una molecola di rodopsina.. Solo dopo qualche minuto la cellula può mettere a disposizione molecole di rodopsina sufficientemente sensibili alla luce. mitocondri. vale a dire il luogo della maggiore acuità visiva. Nella fovea è raggruppata la maggior parte dei recettori visivi. ma al contrario si orientano verso l'esterno. gli strati retinici sovrastanti sono sospinti di lato. reticolo endoplasmatico etc. Il segmento interno contiene i rimanenti organuli cellulari. oltre ai bastoncelli. ovvero in rapporto con l'epitelio pigmentato monostratificato che confina con la coroide. è contenuto nella membrana di vescicole intracellulari che sono impacchettate a migliaia come dischi impilati uno sull'altro. si dividono in quattro rami principali che si distribuiscono nell'intero strato nervoso. è necessario un secondo sistema meno eccitabile dalla luce. provenendo dalle arterie e dalle vene. a eccezione della papilla del nervo ottico e della fovea centrale. Vasi sanguigni e fibre nervose penetrano nell'occhio tramite la pupilla del nervo ottico oppure. Al confronto con i bastoncelli che sono di forma allungata. una iperpolarizzazione. 61 . I bastoncelli si trovano in tutta la parte visiva della retina. che riveste l'intera uvea fino al margine pupillare dell'iride in corrispondenza della sua faccia interna. i recettori di senso veri e propri (bastoncelli e coni) non sono situati. i bastoncelli e i coni. e dallo strato nervoso che è sensibile alla luce.La retina E' costituita da un epitelio pigmentato monostratificato. I bastoncelli sono più attivabili dalla luce rispetto ai coni.

Vi sono tre tipi di coni. I coni si trovano soprattutto nella fovea centrale e nell'area retinica immediatamente adiacente. dove sono addossati all'altro. verde e blu). 62 . Dall'integrazione degli stimoli provenienti dai diversi tipi di coni risulta l'immagine visiva colorata. sensibili rispettivamente ai fasci luminosi di lunghezze d'onda differenti (rosso.

formato dai canali semicircolari. Il lobulo. più folti e sviluppati nel maschio. una mediale e da un'appendice inferiore. parzialmente paralleli. è costituito da una ripiegatura del tegumento. suddiviso in tre parti: orecchio esterno. Gli impulsi giunti all'orecchio interno. discretamente sviluppate. partecipa alle modificazioni del colorito del volto. orecchio medio. Intorno alla conca si trovano due rilievi curvi. il quale trasmette gli stimoli derivanti dalle vibrazioni all'encefalo e presiede al senso dell'equilibrio. perciò si presenta molle. molto flessibile e tirabile in ogni direzione. Il padiglione. i quali trasmettono gli impulsi alla chiocciola che è costituta da una delicata struttura a spirale ripiena di un fluido. l'asse è obliquo dall'alto verso il basso e leggermente dall'indietro all'avanti. contenente scarse papille e ghiandole sudoripare rare e poco sviluppate.Il padiglione auricolare corrisponde alla parte visibile dall'esterno ed è costituito da una piega cutanea sostenuta da una lamina cartilaginea. la conca è definita da altre due sporgenze chiamate trago e antitrago. chiamata lobulo (lobo). ha una forma di conchiglia irregolare ed è situato sotto alla tempia. estremamente variabile per dimensione e forma da un soggetto all'altro. entrano nel condotto uditivo esterno dove vengono amplificate e colpiscono la membrana timpanica.chiaro. uno esterno. Il padiglione è formato da uno scheletro cartilagineo (cartilagine auricolare) costituito da una lamina resistente ed elastica presente ovunque tranne che nel lobulo. verso il contorno anteriore. definito antelice. che vibra. che ha il compito di raccogliere le onde sonore. è presente una larga infossatura che costituisce la conca auricolare. di colore roseo . è in grado di compiere limitati movimenti attivi ed è costituito essenzialmente da una faccia laterale. si trovano le strutture che costituiscono l'organo dell'equilibrio. dall'otricolo e dal sacculo. Le ghiandole sebacee. Le onde sonore esterne vengono percepite e raccolte dal padiglione auricolare (orecchio esterno). specialmente con il progredire dell'età. I peli sono più fitti sul trago e sull'antitrago. senza cartilagine interna. La cartilagine è rivestita da una cute liscia. con l'estremità maggiore rivolta verso l'alto. L'orecchio è situato nella regione auricolare del capo. ed uno più interno delimitante la conca stessa. in parte all'esterno e in parte nello spessore dell'osso temporale con l'orecchio medio e quello interno. viaggiando lungo terminazioni nervose.L'ORECCHIO L'organo dell'udito è costituito dall'orecchio. L'orecchio esterno è costituito da un'espansione laminare. delicata. e servono principalmente per impedire l'entrata nel meato acustico a corpi estranei o ad insetti.mandibolare. deputato a ricevere e a trasmettere le vibrazioni prodotte dalle onde sonore all'orecchio interno. dove vengono riconosciuti come suoni. Il contorno del padiglione auricolare è irregolarmente ovale. Nel padiglione auricolare sono presenti alcune sporgenze e depressioni e. Le vibrazioni vengono convogliate agli ossicini dell'orecchio medio. Davanti e in basso. Nell'orecchio interno oltre alle cellule sensoriali (organo del Corti) situate nella chiocciola (o coclea). chiamato elice. dietro all'articolazione temporo . sboccano 63 . raggiungono il nervo acustico che li trasporta al cervello. Sono presenti peli sottili e radi nella femmina. infatti prendono il nome di tragi. detta padiglione auricolare e da un condotto chiamato meato acustico.

Il condotto non presenta un'andatura rettilinea. infatti stirando il padiglione verso l'alto.in parte nei follicoli piliferi ed in parte sono libere e hanno la funzione di mantenere elastica la cute in superficie: la cute è attraversata dai dotti escretori delle ghiandole ceruminose le quali secernono il cerume: sostanza giallastra di consistenza cerosa il cui eccesso determina la formazione del tappo di cerume. Prende inizio dalla conca del padiglione con il poro acustico e termina in corrispondenza della membrana del timpano.cartilagineo ed osseo ricoperto di tegumento. grazie alla sua particolare struttura. è costituita da cartilagine. è proprio quella di raccogliere le onde sonore esterne e di convogliarle verso il meato acustico. mentre nella parte più interna si trova una struttura ossea costituita principalmente dall'osso timpanico. in dietro e leggermente in fuori è possibile raddrizzare la naturale curvatura e facilitare alcune manovre. quale. ma descrive una curva. Nella zona piè esterna del condotto. Il meato o condotto acustico esterno è costituito da un canale fibro . 64 . quella più vicina alla superficie. La funzione principale del padiglione auricolare. La cute che riveste il meato diminuisce gradualmente di spessore fino a raggiungere il minimo nella parte più profonda. in prossimità della membrana del timpano. ha una lunghezza di circa 2 cm. per esempio l'esplorazione in caso di necessità.

chiaro. La membrana del timpano è un diaframma di forma ovale. E' formato da una cavità. sono contenute in spazi ossei che rappresentano il labirinto osseo. I condotti e le vescichette sono contenuti in cavità scavate nella zona petrosa dell'osso temporale. Le parti membranose. con l'orecchio interno e con la cavità rinofaringea situata dietro al naso. con la finestra vestibolare e con la parete del timpano permette che le vibrazioni della membrana del timpano si trasmettano al vestibolo. vibrando. incudine.L'orecchio medio è l'apparecchio di ricezione e di trasmissione delle onde sonore dall'orecchio esterno a quello interno. e alcuni muscoli formano tra la membrana del timpano e la finestra vestibolare quella che viene definita la catena degli ossicini. fluido. riempito da un liquido detto perilinfa. che costituiscono la spazio perilinfatico. Questo antro si trova al di sopra e dietro alla parte più profonda del meato acustico. compresa tra la membrana del timpano e l'orecchio interno. E' caratterizzata da sei pareti. L'orecchio interno ha una duplice funzione: organo acustico. dove è contenuta l'endolinfa. chiamato tuba uditiva o tromba di Eustachio. detta antro timpanico. in parte osseo e in parte fibro .Attraverso alcuni passaggi l'orecchio medio si collega con la cavità dell'osso mastoideo collocato dietro al padiglione. collegati tra loro e con la parete della cavità timpanica per mezzo di articolazioni e di legamenti. cioè la cavità del timpano. Gli ossicini. inclinata dal basso verso l'alto e dall'esterno verso l'interno. 65 . l'endolinfa è un liquido incolore. fissato al rivestimento interno del timpano. Dal meato riceve le onde sonore provenienti dall'esterno e. e staffa. più ristretta al centro. che formano il labirinto membranaceo. che comunica proprio con la cavità del timpano. Tra la parete del labirinto osseo e la superficie esterna del labirinto membranaceo si trova una serie di fessure. le trasmette alla catena degli ossicini. ma le due maggiori sono: la parete laterale o membranacea. che defluisce attraverso il canale cocleare. Vengono così intensificati i suoni.La perilinfa è un liquido di origine linfatica. Questo condotto consente il passaggio dell'aria nella cavità del timpano allo scopo di rendere uguale la pressione su entrambe le facce della membrana del timpano. E' formato da condotti e da vescichette comunicanti tra loro. a parete membranosa e sottile. mentre le vibrazioni intense del timpano sono trasformate in vibrazioni più piccole e più energiche. endolinfatico. Questi due spazi sono indipendenti tra di loro. e una mediale. unita alla membrana che riveste un'apertura ellittica chiamata finestra vestibolare oppure ovale.La comunicazione tra cavità del timpano e quella faringea è determinata da un lungo condotto. che corrisponde alla membrana del timpano. All'interno della cavità del timpano sono presenti gli ossicini dell'udito i cui nomi sono definiti dalla loro forma particolare in: martello. chiamata labirintica. cioè recettore delle vibrazioni sonore che giungono dall'orecchio medio organo statico. che divide il meato acustico esterno dalla cavità del timpano.Questo meccanismo è regolato da due muscoli: il tensore del timpano e il muscolo stapedio i quali impediscono che l'intensificazione dei suoni diventi eccessiva creando un effetto di risonanza molto fastidioso per il soggetto. Nello spessore del processo mastoideo dell'osso temporale sono presenti un insieme di spazi confluenti in un'unica cavità. Il collegamento di questi ossicini tra di loro. Le cavità intercomunicanti del labirinto membranaceo formano un secondo spazio. che regola il senso dell'equilibrio. leggermente concavo verso l'esterno. trasparente.cartilagineo. La cavità o cassa del timpano ha la forma di un ampia fessura. situata vicino al primo.

I condotti semicircolari sono contenuti negli omonimi canali del labirinto osseo. che rappresenta l'organo acustico vero e proprio. La chiocciola è formata da una lamina spirale. perché contiene i recettori dell'udito e le cellule acustiche interne. cioè la membrana del Reissner e quella basilare. atta a regolare e a garantire la giusta pressione dell'orecchio interno quando si verificano vibrazioni della finestra ovale. rivestita da epitelio. ognuno di essi 66 . Hanno una struttura simile a quella dell'otricolo. Sono disposti su tre piani quasi perpendicolari tra loro. che inizia in corrispondenza del pavimento del vestibolo e si avvolge ad elica formando circa tre giri a partire dalla cassa timpanica fino alla cupola della chiocciola. per mezzo di piccoli orifizi. i condotti semicircolari e il condotto endolinfatico. L'organo statico è formato dall'otricolo. che attraversa nel senso della lunghezza il dotto cocleare. Le vibrazioni della membrana basilare determinano la contrazione delle cellule esterne ed aumenta il movimento del liquido a livello delle cellule acustiche interne. Vicino al punto dello sbocco comune dei canali (utricolo). Le onde progressive terminano in un punto specifico della membrana basilare producendo un onda di risonanza. L'interno della chiocciola è quindi diviso in uno spazio al di sopra della lamina di Reissner. All'interno della chiocciola ossea si sviluppa il canale cocleare. contenuti nel vestibolo e nei canali semicircolari ossei.. Il vestibolo è una cavità ovoidale. che si trova sotto all'otricolo. Compresa tra la cassa timpanica e la rampa si trova la finestra rotonda. Le cellule acustiche interne sono i recettori dell'orecchio interno. Il labirinto membranaceo è caratterizzato dalla presenza dell'organo statico.sacculare e raggiunge il sacco. si differenzia l'organo spirale o del Corti. Le onde progressive dei toni acuti finiscono vicino alla finestra ovale.L'organo acustico propriamente detto è formato dal condotto cocleare contenuto nella chiocciola ossea e collegato all'encefalo per mezzo del nervo cocleare dell'acustico. chiamato rampa media. le onde di risonanza dei toni più profondi terminano più posteriormente e il cervello può integrare i vari stimoli provenienti dai differenti punti della chiocciola. Il canale o condotto cocleare contiene al suo interno l'endolinfa. Il sacco endolinfatico è una dilatazione ampia e a fondo cieco del condotto. uno al disotto della membrana basale o rampa timpanica ed uno situato in mezzo. il condotto inizia dal sacculo. Il sacculo è una vescichetta rotondeggiante a pareti sottili. dei quali hanno la stessa disposizione e lunghezza. in basso ed in avanti si trova la chiocciola mentre in alto e dietro sboccano i canali semicircolari. lateralmente e dietro al vestibolo. quelle esterne hanno il compito di aumentare le vibrazioni della membrana basilare. ed è unito all'encefalo dal nervo vestibolare dell'acustico. che corrisponde alla comunicazione della cassa timpanica con l'orecchio interno. Sboccano in esso.riceve dall'otricolo il dotto otricolo . determinata dall'oscillazione della membrana. hanno dei movimenti ondeggianti (onde progressive) che si propagano verso la cupola della chiocciola. che corrisponde alla rampa vestibolare. Sulla membrana basilare. sottile ed ossea.I canali semicircolari sono tre tubuli ossei. chiusa da una membrana di connettivo. che si trasmette alla rampa vestibolare dove si trova la perilinfa.L'otricolo è un sacchetto a pareti molto sottili. che formano una lamina sull'asse longitudinale della membrana. dal sacculo e dai condotti semicircolari membranosi. di modulare il suono e regolare il livello del tono e del volume.Il tono di un suono dalla staffa arriva fino alla finestra ovale dove determina una vibrazione. Le strutture mobili del dotto cocleare. Si trova in basso e lateralmente rispetto al vestibolo. incurvati ad arco. piccola.La parte esterna della chiocciola o coclea è costituita da un canale avvolto su se stesso ad elica conica e assomiglia al guscio di una lumaca (chiocciola ossea). dietro alla chiocciola. situati nella rocca petrosa dell'osso temporale. Dal lato esterno della lamina partono due membrane: quella vestibolare o del Reissner e quella basilare ed entrambe raggiungono la parete laterale del dotto cocleare. ma con una parete più sottile. Il condotto cocleare è un tubo lungo e stretto avvolto su se stesso ad elica e chiuso ad entrambe le estremità.

Gli statoconi presenti nell' utricolo registrano invece l'accelerazione orizzontale. Grazie ai tre canali semicircolari. contenente cristalli di calcio chiamati statoconi capaci di registrare i movimenti di accelerazione verticali. in base alla frequenza dei potenziali d'azione delle cellule sensoriali dei canali semicircolari. Il compito dei canali semicircolari è quello di permettere i movimenti di rotazione sia della testa che del corpo e questo avviene in quanto durante il movimento rotatorio. né dal sacculo. Ogni canale semicircolare è disposto ad angolo retto rispetto agli altri due in modo che. chiamata cresta ampollare e da una membrana gelatinosa. Questo. Nella parete del sacculo si trovano cellule sensoriali poste in senso verticale.si dilata e forma un'ampolla. la parete ossea dei canali si sposta contro il contenuto inerte (endolinfa). Tra l' utricolo e la chiocciola si trova un rigonfiamento. Nella cresta ampollare dei canali si trovano moltissime cellule sensoriali e la loro membrana cellulare viene depolarizzata o iperpolarizzata a seconda della direzione della rotazione. colmo di endolinfa che si chiama sacculo. 67 . ma viene registrata da una macula orientata orizzontalmente situata sul pavimento dell' utricolo. rivestite da un involucro gelatinoso. il cervello definisce la velocità e la direzione dei movimenti rotatori. All'interno dei canali scorre l' endolinfa e al loro esterno si trova la perilinfa. di grandezza inferiore all' utricolo. chiamati labirinto. chiusa totalmente da una lamina connettivale obliqua. rotazione e inclinazione laterale. ad ogni movimento (come una rotazione od uno scuotimento). valuterà la nostra posizione ed i movimenti necessari per mantenere l'equilibrio. macula. L'accelerazione lineare non viene recepita né dai canali semicircolari. I canali semicircolari sono quasi perpendicolari tra di loro proprio per permettere che avvengano movimenti della testa su tre assi: flessione. I recettori presenti si polarizzano o si depolarizzano a seconda del senso di rotazione e. coordinando le informazioni provenienti anche dagli occhi e dai muscoli del corpo. chiamata appunto macula dell' utricolo. uno o più dei canali circolari ne individuano il tipo e trasmettono questa informazione al cervello. definita cupola ampollare. ogni nostro movimento della testa è costantemente controllato.

la componente grigia. nel palmo delle mani e nella pianta del piede mentre raggiunge i 4 mm. detto poro sudorale).8 mq. l'adesione della pelle all'apparato locomotore e la disposizione degli annessi cutanei. Sulla pelle ci sono anche orifizi. Esternamente la pelle presenta alcune proliferazioni faneriche. Struttura La pelle è composta da 3 tipi di tessuto: epidermide derma (che compongono la "cute") ipoderma 68 . assicurare la protezione all'organismo e permettere i rapporti con il mondo esterno. pur variando in rapporto alla taglia. che è dovuta al sangue circolante nella zona sottoepidermica. cioè i peli e le unghie. Lo spessore della cute è diverso nelle varie sedi del corpo umano e lo spessore medio nell'adulto è tra 1. al sesso di un individuo. collegata con la struttura cheratinica dello strato corneo epidermico e la componente nera. nel cuoio capelluto. La superficie totale cutanea nell'adulto. nei peli e nei capelli.5 -1. La pelle è l'organo più pesante dell'intero corpo umano. Sulla sua superficie sono presenti solchi. che presenta una sfumatura più o meno accentuata ed è dovuta alla presenza di melanina. è calcolata intorno a 1.L’APPARATO TEGUMENTARIO – LA PELLE La pelle è un organo costituito da diversi tessuti la cui funzione è quella di rivestire il corpo umano. pieghe (solchi interpapillari e pieghe strutturali e di movimento) e rilievi (transitori come la pelle d'oca oppure permanenti come le creste interpapillari) e il loro disegno varia a seconda di diversi fattori come l'elasticità. Il colore della pelle è la conseguenza di un insieme di componenti: la componente rossa. che possono essere visibili a occhio nudo (come per esempio l'ostio follicolare) oppure non visibili (come quello corrispondente al foro d'uscita della ghiandola sudoripara. all'età. che sono prodotti di cheratinizzazione differenziabili nelle unghie.5 e 2mm. Questi ultimi sono in intima connessione con la cute ed insieme costituiscono un'entità anatomica funzionale.

le ghiandole sebacee e il muscolo del pelo. i peli. vengono eliminati come lamelle cornee dalla superficie epidermica Strato spinoso o malpighiano Strato granuloso Strato corneo Derma Si trova sotto all'epidermide con la quale ha intimi rapporti. I capillari sanguigni si portano fino all'apice delle papille e costituiscono la fonte di nutrimento per l'epidermide che non è vascolarizzata. Costituenti del derma sono: il collagene. cioè dei prolungamenti conici di tessuto connettivo che dal derma si estendono a compenetrare l'epidermide. 69 . Nel derma è presente un fitto intreccio di vasi linfatici che si dirigono verso il sottocutaneo o ipoderma. Con l'avanzare dell'età si verifica una deplezione del tessuto adiposo e questo rende la pelle flaccida ed avvizzita. la nutre ed offre sede alle appendici epidermiche. Il disegno superficiale della cute è in rapporto al variare della disposizione e dello spessore delle fibre connettive del derma e questo dà origine ad una precisa disposizione papillare. E' costituita da 4 strati: basale. Il derma è spesso circa 2-3 mm. i follicoli piliferi. che assicura robustezza alla pelle. le innervazioni e gli annessi cutanei. cioè le ghiandole e i peli. Strato basale o germinativo E' composto da cellule disposte a palizzata sulla linea di confine con il derma e preposte al rinnovamento delle cellule epidermiche riproducendosi per mitosi: ogni cellula periodicamente si divide in due e le cellule neonate sono spinte verso la superficie e formano lo strato spinoso E' formato da più assise di cellule di aspetto poliedrico. La funzione di questo tessuto è quella di cuscinetto. mentre in sede palmo-plantare presenta un quinto strato (lucido). più appiattite rispetto a quelle dello strato basale e separate tra di loro da sostanza intercellulare. dal sesso. spinoso. l'elastina. formata da mucopolisaccaridi che ha funzioni di cementante. mentre la prima. Anche le cellule spinose si portano. il suo spessore varia da 1 a 4 file di cellule. cioè le ghiandole sudoripare. verso la superficie epidermica E' lo strato di transizione tra lo spinoso e il corneo. di isolante ed è una riserva di calorie per i periodi di digiuno. è più abbondante in sede palmo-plantare e contiene una sostanza (cheratoialina) indispensabile nel processo di cheratinizzazione E' direttamente a contatto con l'esterno ed ha uno spessore variabile a seconda della sede. che è costituita dalle papille e dallo strato subpapillare ha una vita metabolica molto attiva per la sua vicinanza all'epidermide. Ipoderma E' un tessuto che si trova al di sotto del derma di natura prevalentemente adiposa. ed è costituito da 2 parti: papillare e reticolare. perché la sostiene. Questo disegno è così tipico che viene usato per l'identificazione di un individuo con l'impronta digitale. La struttura e lo sviluppo dell'ipoderma dipendono dalle zone corporee. la seconda può essere considerata come uno stroma di sostegno.Epidermide E' la parte della pelle direttamente a contatto con l'esterno. con un processo di cheratinizzazione che ha una durata di 3-4 settimane e che si conclude con la formazione di cheratina (ammassi cornei) a diretto contatto con l'esterno. Nel derma sono presenti i vasi sanguigni. La cheratinizzazione si conclude nello strato corneo: qui le cellule non contengono più nuclei ed i prodotti terminali del rinnovamento cutaneo. che la rende elastica e la sostanza fondamentale. avente essenzialmente la funzione di protezione. dalla nutrizione e da influenze ormonali soggettive. L'epidermide si accresce dalle cellule basali verso lo strato corneo. dall'età. L'ipoderma è riccamente innervato e vascolarizzato. L'epidermide e il derma sono uniti tramite le papille dermiche. granuloso e corneo. maturando.

da una zona intermedia formata da lamelle allungate chiamata corteccia e dal midollo. che quando si contrae vistosamente dà origine alla cosiddetta pelle d'oca. passando attraverso il colletto e l'ostio follicolare. per le donne. è particolarmente sviluppato. dove viene chiamato capello. un particolare muscolo erettore situato sotto la ghiandola sebacea. il follicolo si apre direttamente sulla superficie cutanea glabra come succede sulla fronte. Il pelo. Il colore del pelo è dato dal pigmento melaninico presente nella corteccia. è mediamente presente nel cavo ascellare e nella zona pelvica e. cioè a secrezione esterna. ma si sviluppa in senso verticale lungo l'asse follicolare. presenta una struttura costituita da una guaina scagliosa. Le ghiandole sebacee Sono ghiandole esocrine. Il pelo segue un certo ritmo di crescita che alterna fasi di riposo e di attività e presenta diversi stadi di sviluppo. Il sebo fuoriesce all'esterno. 70 . Il pelo è costituito da cheratina che non si sviluppa orizzontalmente come succede nello strato corneo e nelle unghie. Il follicolo comprende 3 parti: il sacco. che è la parte terminale con la papilla alla quale si collegano i capillari sanguigni. dal quale escono le secrezioni e il pelo. collegate sempre con il follicolo. e si distribuisce sulla superficie cutanea e pilifera. Sul cuoio capelluto. Sono pienamente funzionanti nel primo anno di vita. sulle ali del naso e. poi rimangono inattive fino alla pubertà. è presente anche sul petto e sul volto. Queste ghiandole hanno una struttura a grappolo e sono formate da cellule che producono una miscela di lipidi chiamata sebo. detta cuticola. così come il capello. Le diverse tonalità di colore sono determinate dalla percentuale di pigmento presente e dalla sua disposizione variamente uniforme. Possono essere di grandezza diversa e si trovano in tutto il corpo con l'eccezione delle sedi palmo-plantari. l'ostio o foro di uscita. Se il pelo è atrofizzato. nell'uomo. che è la parte interna formato da corpi arrotondati. sul mento. Il follicolo è collegato con il muscolo del pelo. Le ghiandole sebacee possono essere una delle vie di penetrazione delle sostanze applicate esternamente. il colletto. detto "orripilante". che è la zona mediana nella quale si innestano le ghiandole sebacee e in alcune sedi le sudoripare apocrine.ANNESSI CUTANEI ll gruppo degli annessi cutanei comprende: i follicoli piliferi le ghiandole sebacee (sebo) le ghiandole sudoripare i vasi sanguigni la nervazione i corpuscoli nervosi le cellule melanofore I follicoli piliferi Si sviluppano in seguito all'invaginazione dell'epidermide nel derma e alla formazione di una costruzione a forma di bottiglia chiamata follicolo.

Si parla di ghiandola sudoripara eccrina. Le fibre di origine vegetativa provvedono in parte alla innervazione dell'epidermide e dei follicoli. mentre nel derma sono presenti i corpuscoli del Meisner (sensibilità tattile) e le clave di Krause (sensibilità al freddo). allo stesso modo ma in senso opposto si sviluppa anche la rete venosa. L'azione di queste cellule è generalmente in equilibrio con quella dei melanociti. 71 . Il sudore è essenzialmente costituito da una soluzione salina diluita contenente diverse sostanze organiche ed inorganiche. dall'assunzione di determinate sostanze. Questa rete di vasi nutre la pelle e gli annessi cutanei. ma più in profondità delle sebacee e hanno la funzione di portare all'esterno il sudore. che si diramano in capillari. Tutti i capillari finiscono nella zona papillare e formano il microcircolo sotto-epidermico. che producono la melanina. quando esiste la struttura descritta nel primo caso. ed è presente in tutto il corpo già dalla nascita. dei vasi sanguigni e delle ghiandole sudoripare e sebacee. Quelle di origine cerebro-spinale sono soprattutto fibre sensitive e talvolta presentano organi terminali speciali. intorno ai follicoli piliferi. Vascolarizzazione del derma Comprende 2 plessi vascolari arteriosi. uno situato nello spazio subpapillare e l'altro tra il derma ed il sottocutaneo. Il tubo escretore si può aprire direttamente sulla superficie della pelle con un poro disposto obliquamente oppure in alcune sedi si innesta nel colletto follicolare. Nel secondo caso la ghiandola sudoripara si chiama apocrina ed è presente dall'età puberale soltanto nella zona ascellare. L'innervazione E' formata da filamenti sensoriali situati nel derma e. La secrezione delle ghiandole è stimolata dal calore. Cellule melanofore Sono cellule specializzate presenti nel derma. Il plesso nervoso origina dal sistema vegetativo e da quello cerebro-spinale. da stimoli ormonali e psichici. particolarmente. Il sistema nervoso dell'ipoderma comprende anche corpuscoli liberi come quelli di Pacini (sensibilità tattile e pressoria).Le ghiandole sudoripare Sono innestate nel derma. di Ruffini (sensibilità al caldo). Il plesso arterioso posto tra ipoderma e derma forma delle arteriole a candelabro che scorrono nel derma a maglie fitte. al cui interno è accumulata la melanina in forma di granuli. sostanza responsabile della pigmentazione cutanea. Questi filamenti attraversano il derma fino a risalire con le loro propaggini nella zona papillare. pelvica e perianale.

ha una bassa conducibilità termica ed interviene in questa funzione di termoregolazione della pelle: perciò la cute mantiene il resto del corpo ad una temperatura adeguata. frizioni o colpi e questa sua proprietà è dovuta all'elasticità delle fibre collagene ed elastiche e allo stato di turgore del tessuto. a contatto o sfregamento. 72 . Il pannicolo adiposo.L'alternarsi di vasocostrizione e vasodilatazione nei capillari porta ad un rapido cambiamento nella portata ematica in relazione alla temperatura ambientale. La sensibilità pressoria varia a seconda delle regioni del corpo umano. la sensibilità tattile si manifesta prima con un senso di pressione poi con una sensazione di dolore. In seguito a variazioni di temperatura i recettori con specifiche proprietà per la conduzione degli stimoli del caldo e del freddo agiscono velocemente e rendono possibile un adattamento alla nuova situazione in pochi minuti. Nelle sedi cutanee maggiormente sottoposte a stimoli meccanici.FUNZIONI DELLA PELLE La pelle svolge queste funzioni: funzione protettiva funzione di termoregolazione funzione sensoriale funzione respiratoria funzione secretiva unzione difensiva funzione riproduttiva Funzione protettiva La pelle funziona da barriera protettiva contro stimoli meccanici di varia natura. per il dolore. I corpuscoli della sensibilità e le terminazioni nervose della sensibilità sono altamente specializzati. Altro esempio di funzione protettiva è quello che avviene nei confronti di agenti chimici ed è attribuibile alla capacità tampone della pelle. Funzione di termoregolazione La pelle agisce sia come isolante che come regolatore termico. la protezione nei confronti delle radiazioni solari è affidata alla melanina e ad un acido contenuto nel sudore. Le ghiandole sudoripare esercitano un importante ruolo nella regolazione termica. Se uno stimolo pressorio sulla pelle aumenta. per il freddo. esistono cioè recettori specifici per il caldo. per esempio sui polsi e sul dorso dei piedi è 3 volte e mezzo superiore a quella sull'addome o sulla fronte. l'acido urocanico. pressioni. trasmetterli al sistema nervoso centrale e permettere all'individuo un adattamento alle condizioni ambientali esterne. abbondante nell'ipoderma. indipendentemente dalla temperatura esterna (naturalmente entro certi limiti). La funzione di termoregolazione è basata sulla portata del sangue ai vasi cutanei e sulle ghiandole sudoripare. ed entrambi svolgono un'azione schermante sulle radiazioni ultraviolette. termici e dolorosi. Funzione sensoriale Grazie agli organi recettoriali l'innervazione cutanea è in grado di percepire gli stimoli pressori. si ha un ispessimento dello strato corneo (callosità). infatti una grossa quota di calore è rimossa dall'organismo con l'evaporazione di sudore e questo accade anche quando la secrezione non è visibile (perspiratio insensibilis). per il prurito. come traumi.

Funzione secretiva Attraverso la pelle vengono eliminati cataboliti e scorie dall'interno dell'organismo. virus o funghi. La quantità di pelle eliminata viene progressivamente rimpiazzata dal suo continuo rinnovamento cellulare. oltre alla funzione emolliente della pelle. inoltre sono eliminati ioni sodio. pulendo i dotti sudoripari e i follicoli sebacei.Funzione respiratoria L'ossigeno e l'anidride carbonica possono essere assorbiti dalla pelle. Il sebo. ma diminuisce in caso di pelle acneica o seborroica. L'ossigeno arriva alla cute sia attraverso l'aria esterna sia da una via interna che è costituita dal sangue. come batteri. Questo fenomeno. Funzione difensiva antimicrobica Proprietà battericide e funghicide sono da attribuire all'acidità della superficie cutanea (pH 5 circa) ed al film idrolipidico delle ghiandole sebacee. La pelle elimina CO2. acqua e sebo. calcio e cloro grazie all'azione delle ghiandole eccrine. nel caso di attività fisica. svolgono un drenaggio antimicotico. piccole quantità di potassio. mentre vanno verso l'esterno. si innesta un processo attivo di protezione determinato da vari tipi di cellule tutte coinvolte nella funzione protettiva immunitaria. può essere bilanciato con bevande che assicurano un reintegro idrico e salino. La capacità difensiva della pelle è ottimale se è in buone condizioni. Funzione riproduttiva Il processo di rinnovamento cellulare inizia nello strato germinativo e continua in quelli successivi terminando con la cheratinizzazione e la desquamazione finale. perché in questi casi è minore la capacità autosterilizzante e la composizione del sebo è diversa ed è priva di alcuni elementi importanti. Alcuni calcoli dimostrano che la quantità di ossigeno assorbita giornalmente dalla pelle è di circa 5 litri. Ogni volta che nell'organismo penetrano sostanze estranee. ha una funzione antisettica e antimicrobica. Il sebo e il sudore. 73 . magnesio.