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Versione aggiornata al 30/07/2010

Area Didattica di Ingegneria Civile ed Ambientale (ADICA)

INDICE

PRESENTAZIONE DELL’AREA DIDATTICA IN INGEGNERIA CIVILE ED AMBIENTALE

COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO DEI DOCENTI

CORSI DI LAUREA IN INGEGNERIA CIVILE

CORSI DI LAUREA IN INGEGNERIA CIVILE PER L’AMBIENTE ED IL TERRITORIO

CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA EDILE - ARCHITETTURA

PRESENTAZIONE DELL’AREA DIDATTICA IN INGEGNERIA CIVILE ED AMBIENTALE

(torna all’indice) L’Area Didattica di Ingegneria Civile ed Ambientale (ADICA) è preposta, nei settori di sua competenza, all’organizzazione della prestazione didattica, nelle sue varie forme, per i seguenti Corsi di Laurea: - Corsi di Laurea in Ingegneria Civile ed in Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio (L-7 ai sensi del D.M. 270/2004, ex-Classe 8 secondo il D.M. 509/1999); - Corsi di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile (LM-23 ai sensi del D.M. 270/2004, ex Classe 28/S secondo il D.M. 509/1999) e in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio (LM35 ai sensi del D.M. 270/2004, ex Classe 38/S secondo il D.M. 509/1999); - Corso di laurea quinquennale a ciclo unico in Ingegneria Edile – Architettura (Ciclo unico quinquennale ai sensi della direttiva europea 85/384/CEE e Classe LM-4 ai sensi del D.M. 270/2004); - Corsi di Master attivati nelle stesse classi; definisce, altresì, le modalità atte a realizzare il loro buon andamento dei predetti Corsi in conformità alla normativa di legge. Gli organi dell’Area Didattica di Ingegneria Civile ed Ambientale sono il Consiglio di Area Didattica e il Presidente dell’Area Didattica. Il Consiglio di Area Didattica è costituito da: - i professori di I e II fascia titolari di insegnamenti esclusivi dell’Area Didattica di Ingegneria Civile ed Ambientale; - i professori di I e II fascia titolari di insegnamenti comuni all’Area Didattica di Ingegneria Civile ed Ambientale e ad altre Aree Didattiche i quali esercitino la specifica opzione in tal senso a valere per ciascun anno accademico; - i professori supplenti di insegnamenti facenti parte dell’Area Didattica di Ingegneria Civile ed Ambientale; tali docenti sono membri del Consiglio di Area Didattica a partire dall’inizio dell’anno accademico per il quale la Facoltà ha deliberato l’assegnazione della supplenza, e fino al termine dello stesso anno accademico. In caso di delibera della Facoltà successiva alla data di inizio dell’anno accademico, l’afferenza del professore supplente decorre dalla data della delibera; - i professori a contratto di insegnamenti facenti parte dell’Area Didattica di Ingegneria Civile ed Ambientale; - tutti i ricercatori assegnati dalla Facoltà all’Area Didattica di Ingegneria Civile ed Ambientale; - una rappresentanza degli studenti pari al 20% dei professori di I e II fascia e dei ricercatori confermati. Per l’espletamento delle sue funzioni, il Consiglio dell’Area Didattica può istituire al suo interno Commissioni permanenti e temporanee con compiti propositivi e istruttori, su mandati e con criteri da esso indicati. Sono istituite, in particolare, le seguenti Commissioni permanenti: - Commissione per i rapporti con le Istituzioni culturali e formative nazionali ed internazionali. - Commissione tutorato; - Commissione piani di studio; - Commissione coordinamento didattico; - Commissione fondi di funzionamento laboratori didattici. Tra i compiti del Consiglio di Area Didattica si cita: l’elaborazione dei Manifesti degli studi pertinenti all’Area Didattica, le articolazioni in moduli, i crediti e le eventuali propedeuticità; l’organizzazione delle attività d’insegnamento, di tutorato e di orientamento degli studenti; l’esame e l’approvazione dei piani di studio e delle pratiche studenti; l’attribuzione dei compiti di tutorato nell'ambito della programmazione didattica. Nei limiti imposti dai regolamenti di Ateneo e di Facoltà il Consiglio di Area Didattica elabora proposte in merito: al riconoscimento dei crediti acquisiti da studenti provenienti da altro Corso

di Studio della stessa o di altra Università, italiane o estere, nonché dei crediti maturati in altre attività formative, secondo le procedure ed i criteri stabiliti nel Regolamento didattico di Facoltà; al riconoscimento di crediti derivanti dal conseguimento di diplomi universitari, di diplomi delle scuole dirette a fini speciali istituite presso le Università; ai criteri per l’assegnazione di borse di studio per la permanenza di studenti presso altre Università o centri di ricerca; ai criteri per l’accertamento della frequenza degli studenti, ove obbligatorio; alla pianificazione annuale delle assegnazioni richieste per lo svolgimento di elaborati della prova finale, dell’attività di Tesi e di tirocinio; all’attivazione di Scuole e Corsi di Specializzazione, nonché di Master di laurea e laurea Magistrale.

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COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO DEI DOCENTI
PROFESSORI ORDINARI (FASCIA A E B ART 14 RD) ASCIONE LUIGI BELGIORNO VINCENZO CANTARELLA GIULIO ERBERTO CARDONE VITALE CASCINI LEONARDO CIARLETTA MICHELE EGIZIANO LUIGI FAELLA CIRO MATARAZZO GIOVANNI MORANO NICOLA PALAZZO BRUNO PILUSO VINCENZO PUGLIESE CARRATELLI EUGENIO ROSSI FABIO VILLANI PAOLO PROFESSORI ASSOCIATI BOVOLIN VITTORIO CALIENDO CIRO DE MARE GIANLUIGI FIANI MARGHERITA FEO LUCIANO FRATERNALI FERNANDO FURCOLO PIERLUIGI GERUNDO ROBERTO GUIDA DOMENICO GUIDA MICHELE IANNIZZARO VINCENZO IOVANE GERARDO IPPOLITO LUCIO REALFONZO ROBERTO RIBERA FEDERICA RIZZANO GIANVITTORIO SICIGNANO ENRICO SORBINO GIUSEPPE

VANACORE ROBERTO RICERCATORI (FASCIA E ART. 14 R.D.) ALBANO GIOVANNA BERARDI VALENTINO CALVELLO MICHELE COPPOLA GIOVANNI CUOMO SABATINO DENTALE FABIO DELLA CIOPPA ANTONIO DE LUCA STEFANO DE FEO GIOVANNI FASOLINO ISIDORO FERLISI SETTIMIO LONGOBARDI ANTONIA MARTINELLI ENZO MANCUSI GEMINIANO MESSINA BARBARA MONTUORI ROSARIO NADDEO VINCENZO NESTICO’ ANTONIO PAPA MARIANICOLINA PASSARELLA FRANCESCA PETTI LUIGI RIZZO LUIGI VICCIONE GIACOMO SUPPLENTI (FASCIA C E D ART.14 R.D.) CIAMBELLI PAOLO CUCCURULLO GENNARO D’AMBROSIO FRANCESCA ROMANA D’APICE CIRO DI MATTEO MARISA DI MAIO LUCIANO DE PASQUALE SALVATORE DONSÌ FRANCESCO GORRASI GIULIANA LAMBERTI GAETANO MICCIO MICHELE NOBILE MARIA ROSARIA QUARTIERI JOSEPH PICCOLO ANTONIO RUGGIERO ALESSANDRO SANNINO DIANA SCARFATO PAOLA SPAGNUOLO GIOVANNI TIBULLO VINCENZO

D.14 R.) BRUNO VINCENZO CHIUMIENTO GIOVANNI CIANCIO ALESSIA FIORILLO GIUSEPPE GIGI MARIA DOMENICA GUARINIELLO MARCO PISANI FRANCESCO SANTANIELLO DOMENICO TRUOIOLO MARIAGRAZIA .RAPPRESENTANTI DEGLI STUDENTI (FASCIA F ART.

(torna all’indice) Corsi di Studio presso ADICA .

509/1999. già al primo livello. parte quest’anno per le Luaree di secondo livello. Esse sostituiscono sostanzialmente le Lauree Specialistiche introdotte dal D. ed uno “Professionalizzante” maggiormente orientato a formare laureati pronti all’inserimento nel mondo del lavoro. 270/2004. 2010/11. il Curriculum di Studi sarà completamente coerente con le nuove disposizioni normative. ovvero il complesso dei corsi afferenti ad ADICA erogati dalla Facoltà di Ingegneria nell’a. A partire dall’anno accademico 2008/09 la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Salerno ha inteso allineare la sua Offerta Formativa alle prescrizioni del Decreto Ministeriale 270/2004 il quale detta. .M. corrisponderà a tale Curriculum. denominate “Lauree Magistrali” ai sensi dello stesso D. mentre il Manifesto degli studi per l’anno 2010/11 sarà costituito dal primo anno previsto dallo stesso Curriculum e da un secondo anno coerente con il secondo anno del Curriculum 2009/10 delle Lauree Specialistiche (Decreto 509/1999).a. Una delle principali innovazioni introdotte dal D. verranno riportati sia il Curriculum relativo all’a.a. nella sezione relativa ai Corsi di Laurea di secondo livello. uno “Formativo” riservato a coloro che intendano iscriversi alle lauree di secondo livello. una serie di requisiti minimi in termini di numerosità degli insegnamenti e di loro copertura da parte del corpo docente.M. 2010/11 delle Lauree Magistrali che il Manifesto degli Studi riferito al medesimo anno. La stessa trasformazione avviata nell’anno accademico 2008/09 per le Lauree di base. Di conseguenza il Manifesto degli Studi. disponibile sulla corrispondente Guida dello Studente Per completezza.M. un primo anno comune realizzando quello che è stato talvolta indicato come un percorso ad “Y”. La Guida è primariamente rivolta ai nuovi allievi immatricolati nell’anno accademico 2010/11 per i quali viene illustrato il Curriculum degli Studi che essi si troveranno ad affrontare fino al conseguimento del titolo. 270/2004 consiste nella predisposizione.(torna all’indice) Premessa La presente Guida raccoglie le informazioni salienti relative ai Corsi di Laurea di competenza dell’Area Didattica di Ingegneria Civile ed Ambientale (ADICA) attivati presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Salerno. I due percorsi hanno. La trasformazione dei Corsi di Laurea di primo livello trova compimento proprio nell’anno accademico 2010/11 con l’attivazione del terzo anno previsto nel Curriculum di studi varato nell’anno accademico 2008/09. tra l’altro. comunque. di due Percorsi. Pertanto nel caso delle Lauree Magistrali.

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ai sistemi di raccolta. In particolare. dunque. opera nell’ambito degli Enti territoriali (Comuni. partendo dai fondamenti dell’Ingegneria delle Strutture. La didattica impartita nei corsi è generalmente organizzata in moduli da 60 ore. sistemazioni di frane e litorali. vanno da ottobre a gennaio e da marzo a giugno. orientati ad una preparazione fisicomatematica essenziale strettamente legata alle applicazioni così da consentire un apprendimento dei principi fondamentali insieme al conseguimento degli strumenti pratici ed operativi dell’esecuzione delle opere e degli elementi di base della progettazione.Percorso Infrastrutture e Trasporti. dell’esecuzione e della gestione degli edifici e delle infrastrutture. inoltre. nei cantieri. sia a livello di industria. esso è articolato in una serie di curricula specialistici. Regioni. L’ingegnere civile. negli uffici tecnici delle imprese. L’ingegnere civile. fognature. sistemi e processi altamente complessi. alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti. Organizzazione della didattica del Corso di Laurea e del Corso di Laurea Magistrale I corsi di insegnamento previsti dal Manifesto degli Studi per l’a. distribuzione. curando la pianificazione. il controllo e verificando l’impatto ambientale delle opere. l’esigenza di un ingegnere civile con specifiche competenze nei problemi del territorio si è andata sempre più evidenziando nell’ultimo decennio. alla pianificazione e la difesa del suolo e delle coste.a. alle opere per la conservazione dell’ambiente naturale. infine. . con contenuti che vanno dalla meccanica teorica fino alla progettazione di nuove costruzioni o all’intervento su strutture esistenti. coprono una varietà di materie di interesse applicativo favorendo l’inserimento del laureato nella professione e. Alcune attività didattiche riguardano lo sviluppo di . Finalità del Corso di Laurea e del Corso di Laurea Magistrale Agli studenti del Corso di Laurea in Ingegneria Civile sono proposti due percorsi formativi che. impianti di depurazione e di smaltimento rifiuti.Percorso Strutture e Geotecnico.(torna all’indice) Presentazione L’ingegnere civile si occupa della progettazione. depurazione e smaltimento delle acque. tipicamente. che di libera professione e di Pubblica Amministrazione. Potranno essere sviluppate ulteriori offerte specialistiche. rientrano nella sua competenza quindi le problematiche attinenti alle costruzioni civili ed industriali. forniscono una forte base culturale per l’eventuale proseguimento degli studi nel successivo corso di Laurea Magistrale. Per coloro i quali intendano proseguire negli studi della Laurea Magistrale. pianificare. progettare e gestire opere. delle Infrastrutture e della Geotecnica. nelle società di ingegneria e negli studi professionali sviluppano i progetti e curando l’esecuzione delle opere. il corso di studio è articolato in maniera da fornire all’allievo una formazione di livello avanzato e la capacità di ideare. Il solido bagaglio culturale così conseguito permetterà al professionista di affrontare il continuo rinnovamento che il progresso della tecnica e della società gli porranno nel corso della sua carriera. così come potrà essere offerto un curriculum volto a formare una figura professionale aperte con competenze generali. 2010/11 sono organizzati in due semestri. dall’altro. Province. alle vie di trasporto. Per i nuovi immatricolati sono attivi i seguenti percorsi formativi: . quali acquedotti. da un lato. che ha l’obiettivo di trasferire agli studenti i fondamenti per la progettazione delle infrastrutture e degli interventi sul territorio. I semestri impegnano 13 settimane (per 12 settimane effettive di didattica) e. opera in maniera preponderante. Durante i tre anni del corso di laurea gli studi sono. Autorità di bacino) che intervengono nella gestione delle attività riguardanti lo sviluppo del territorio. di cui una parte rilevante è riservata ad attività esercitative e a pratiche di laboratorio.

Struttura organizzativa dei Corsi di studio I corsi di studio in Ingegneria Civile prevedono. oltre al percorso “Formativo” dedicato a coloro che abbiano intenzione di proseguire per la Laurea Magistrale. quale strumento per il perfezionamento scientifico e per l'alta formazione permanente e ricorrente. nel marketing. . Dottorato di Ricerca Attualmente sono presenti due corsi di Dottorato di Ricerca nell’area dell’Ingegneria Civile: il Dottorato in Ingegneria delle Strutture e del Recupero Edilizio ed Urbano ed il Dottorato Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio. – nella Pubblica Amministrazione. Sbocchi professionali Va ricordato anzitutto che la figura professionale dell’ingegnere è oggi tra le più richieste sul mercato del lavoro. a progettare opere e condurre cantieri. mentre agli altri l’accesso al secondo livello di studi è consentito soltanto con debiti. – Dottorato in Ingegneria delle Strutture e del Recupero Edilizio – Dottorato di Ricerca in Ingegneria Civile per l’ Ambiente e per il Territorio.a. nella ricerca e sviluppo. attualmente. è previsto anche un percorso formativi “Professionalizzante” riservato a coloro che. Essi possono trovare sbocchi professionali: – nella industria edilizia. – nella ricerca teorica e/o applicata. – nella formazione (per esempio scuola ed università. Agli studenti che escono dal primo percorso è consentito di accedere direttamente alla Laurea Magistrale in Ingegneria Civile. Master Universitario Per l’importanza del Master Universitario. vogliano inserirsi nel momendo del lavoro. – nei servizi (per esempio nella progettazione. Percorsi formativi professionalizzanti Per l’a. In particolare. a impiegare software complessi. alla fine del triennio. ad analizzare ed interpretare i dati. quale titolo di 2° livello. all’incirca il triplo degli attuali laureati in Ingegneria in Italia. la struttura didattica del corso di studio in Ingegneria Civile sta elaborando le offerte didattiche da offrire ai futuri laureati. ma anche società di formazione per professionalità specialistiche). 2010/11.attività interdisciplinari con lo scopo di abituare l’allievo a generalizzare metodi e tecniche impartite nei vari corsi. attraverso un programma di didattica guidata ma soprattutto di lavoro autonomo di ricerca riguardanti la protezione dagli eventi franosi. il rilascio dei seguenti titoli di studio: – Laurea in Ingegneria Civile. a vari livelli di responsabilità. L'obiettivo che si intende perseguire è quello di formare dottori di ricerca con un patrimonio comune di esperienze e di conoscenza degli strumenti culturali. quale titolo di 1° livello. dagli alluvioni e dall’erosione costiera nonché dall’inquinamento delle territorio e del mare. Fonti autorevoli sostengono che il mondo del lavoro assorbirebbe. nella gestione delle risorse). – Laurea Magistrale in Ingegneria Civile. gli ingegneri civili possono svolgere attività professionali che riguardano la progettazione e/o la realizzazione di strutture ed infrastrutture.

.– – – nelle imprese di costruzione. nella libera professione. negli studi professionali o nelle società di ingegneria.

D. 270/2004: Classe delle Lauree in Ingegneria Civile e Ambientale .M.Corso di Laurea in Ingegneria Civile L-7.

dunque. una prova orale durante la quale vengono . che si concretizzano nella pianificazione della propria attività lavorativa. attraverso la pianificazione delle attività di tirocinio formativo e professionale ed attraverso la prova di verifica finale. è in grado di comprendere ed elaborare testi in lingua inglese di media difficoltà. tipica delle attività ingegneria. contribuiscono allo scopo le modalità di accertamento e valutazione della preparazione dello studente. anche basate su modelli statistici. Lo svolgimento di attività progettuali all'interno dei corsi pone da subito l'allievo di fronte alla necessità. con il duplice obiettivo di rafforzare la conoscenza della terminologia tecnica e favorire l'acquisizione e la padronanza degli strumenti linguistici. in quell'ambito. soprattutto appartenenti alle attività caratterizzanti. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) Il laureato è in grado di affrontare l'analisi di sistemi di media complessità nell'ambito dell'Ingegneria Civile e di progettare. – è in grado di relazionare sulla propria attività lavorativa. nel rispetto dei modelli organizzativi aziendali. che prevedono nella maggioranza dei casi a valle di una prova scritta. Tali abilità sono maturate lungo tutto il percorso formativo. la conoscenza maturata dall'allievo viene verificata tramite le prove d'esame che constano quasi sempre di una prova scritta e di un esame orale. Autonomia di giudizio (making judgements) Coerentemente con le capacità di analisi acquisite. vengono sviluppate esercitazioni progettuali per il cui svolgimento è necessario applicare le nozioni apprese nelle ore di lezione teorica ed imparare ad utilizzare strumenti di lavoro tipici della professione dell'ingegnere. è possibile valutare anche il "saper fare" acquisito dall'allievo durante il corso. Poiché tali attività progettuali sono generalmente svolte autonomamente dall'allievo che è chiamato a svolgerle da solo o all'interno di piccoli gruppi di lavoro. la discussione dei suddetti elaborati progettuali rappresenta parte integrante delle usuali prove d'esame nelle quali. – è in grado di coordinare piccoli gruppi di lavoro. esercitazioni pratiche. È in grado di comunicare anche in inglese su problematiche di carattere tecnico. nella propria lingua. o nel rispetto di un piano di lavoro impostogli. prevalentemente posizionati dal secondo anno in poi. di effettuare scelte tra diverse soluzioni alternative disponibili per risolvere il problema oggetto di studio. il laureato: – ha capacità di tipo organizzativo. sistemi di piccole dimensioni. In molti insegnamenti. esse sono un momento fondamentale per adottare tra le varie soluzioni prospettate dal docente quella che a suo giudizio risulta più appropriata per il caso in studio. il laureato è in grado di valutare autonomamente sistemi di media complessità nell'ambito dell'Ingegneria Civile. Inoltre nello svolgimento delle mansioni inerenti la propria attività. attività di laboratorio e di campo). Tali capacità di giudizio sono esplicitamente potenziate nel CdS attraverso la richiesta di relazioni scritte sull'analisi di progetti durante le attività standard corsuali. viene fornito allo studente parte del materiale didattico di supporto ai corsi in lingua inglese. – sa far uso di appropriate tecniche di metodi e tecniche di valutazione.Obiettivi formativi specifici del corso Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Il laureato possiede le conoscenze matematiche e fisiche di base peculiari dell'ingegneria e le conoscenze metodologiche di carattere generale nel settore Civile. In molti corsi. Abilità comunicative (communication skills) Il laureato sa comunicare con tecnici ed esperti con proprietà di linguaggio e padronanza dei dialetti tecnici. L'obiettivo viene perseguito tramite l'adozione di diversi testi per la didattica e tramite varie modalità di erogazione della didattica stessa (lezioni frontali.

infine. – società di costruzioni. sceglie il percorso professionalizzante acquisisce le capacità di apprendimento e le conoscenze necessarie a seguire. ma anche e soprattutto le capacità di sintesi. Oggetto di valutazione in questo caso non sono solo i contenuti dell'elaborato. con un alto grado di autonomia. Capacità di apprendimento (learning skills) Il laureato che intraprende il percorso formativo acquisisce le capacità di apprendimento e le conoscenze necessarie ad affrontare. consente di verificare le abilità comunicative maturate dall'allievo. sono previste delle attività seminariali svolte da gruppi di studenti su argomenti specifici di ciascun insegnamento. gli studi previsti nella Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica. possiede gli strumenti cognitivi di base per la crescita culturale e per l'aggiornamento continuo autonomo delle proprie conoscenze. oltre all'accesso a livelli di studio successivi. Il percorso formativo si completa con un . anche la sua capacità di comunicarle con chiarezza e precisione. Il CdS consente. Inoltre. fin da principio. un Master di primo livello nelle aree delle Strutture. spesso veicolati con altrettanta varietà di metodi di esposizione ed applicazione deriva la necessità che l'allievo sviluppi una significativa duttilità nell'apprendimento. generalmente svolta secondo la modalità del colloquio orale. Idraulica e Geotecnica. Regioni). oltre alle conoscenze acquisite dallo studente. Province. Essa prevede infatti la discussione. innanzi ad una commissione. per gli studenti interessati a proseguire gli studi l'obiettivo è quello che si possano iscrivere con successo ai corsi di laurea magistrale in Ingegneria Civile. – studi professionali e società di ingegneria. viceversa. comunicazione ed esposizione del candidato. Profili professionali di riferimento Gli sbocchi professionali sono legati a quegli ambiti lavorativi in cui si progettano e sviluppano prodotti e sistemi nell'ambito Civile: – uffici tecnici di enti pubblici (Comuni. elaborazione e comunicazione del lavoro svolto. su due distinti percorsi. con successo ed autonomia. offre allo studente un'ulteriore opportunità di approfondimento e di verifica delle capacità di analisi. prodotto dallo studente su un'area tematica attraversata nel suo percorso di studi. inoltre. Da questa varietà di contenuti. La varietà di attività formative previste dall'Ordinamento degli Studi permettono all'allievo di sviluppare una notevole capacità di apprendimento misurandosi con materie che spaziano da matematica e fisica e fino alle discipline economiche e giuridiche passando attraverso le attività caratterizzanti i corsi della Classe di Ingegneria Civile ed Ambientale. con obiettivi diversificati: – un percorso formativo orientato all'approfondimento delle discipline nei settori inerenti l'ingegneria Strutturale. dell'Idraulica e delle altre materie di interesse per l'Ingegneria Civile. Inoltre nel corso di alcuni degli insegnamenti maggiormente caratterizzanti il corso di studi. La prova finale. per il quale potrà utilizzare fonti in lingua italiana e in lingua inglese. la prova d'esame. corredato da una presentazione multimediale. Il corso prepara alle professioni di: – Ingegneri civili – Ingegneri idraulici – Altri ingegneri ed assimilati Curricula offerti agli studenti Il Corso di studi si articola. Il laureato. Il laureato che. – laboratori di prove su materiali.valutate. Le attività di tutorato che vengono svolte dai docenti durante i corsi stimolano l'allievo ad interagire con essi e con i suoi colleghi. di un elaborato. anche di partecipare all'esame di stato per l'abilitazione alla professione di ingegnere.

della sua maturità culturale e della capacità di elaborazione personale. 089 964029.adica. 84084 Fisciano (SA). e finalizzato ad acquisire "sul campo" specifiche competenze applicative ed acquisire conoscenze anche di carattere organizzativo degli ambiti lavorativi del settore. tel. enti ed aziende a rilevanza nazionale ed internazionale operanti nel settore. fax 089 964343. e-mail: presing@unisa.– tirocinio formativo. 089 964052. Idraulica e Geotecnica. e-mail: adica@unisa. L'elaborato viene discusso dinanzi ad una commissione. tel. Via Ponte Don Melillo. 84084 Fisciano (SA). nonché della articolazione dell’elaborato finale e della sua presentazione. orientato all'approfondimento di discipline dell'informazione che abbiano precisa attinenza con i profili professionali che si definiscono.it Area Didattica di Ingegneria Civile ed Ambientale. Prova finale La prova finale consiste nella preparazione e discussione di un elaborato di carattere prevalentemente applicativo. Il percorso si completa con un tirocinio di carattere professionalizzante. e preordinato all'inserimento dei laureati nel mondo del lavoro. Insegnamenti e altre attività formative L’elenco degli insegnamenti e i relativi obiettivi formativi sono riportati nel seguito della presente Guida Piani di studio individuali Gli studenti possono presentare piani di studio individuali la cui approvazione è deliberata dal Consiglio di Area Didattica. svolto dagli studenti in realtà aziendali convenzionate. sviluppato nell'ambito delle discipline del corso di Laurea. fax 089 964343.it Indirizzo internet del corso di laurea http://www. e finalizzato al completamento della cultura di contesto nei settori di interesse dell'Ingegneria Civile. Strutture ove è possibile consultare il regolamento didattico del corso Facoltà di Ingegneria. Via Ponte Don Melillo. I contenuti si riferiscono all'ambito delle applicazioni inerenti i campi dell'Ingegneria Strutturale.unisa. La valutazione conclusiva terrà conto dell’intera carriera dello studente. costituito da attività didattiche svolte con il coinvolgimento di studi professionali. di norma con l'ausilio di mezzi multimediali. I termini e le modalità di presentazione dei suddetti piani sono stabiliti dalla programmazione annuale della didattica nel calendario di Ateneo.it/ . un percorso professionalizzante.

Fondamenti di Informatica Matematica II Fisica* CFU 9 6 6 6 0 6 6 9 6 Totale Parziale * Corso unico con esame finale al termine del II semestre 54 . Fisica* Disegno* Lingua Straniera (Accertamento conoscenza Lingua Inglese) Disegno* II sem. 2010/11 e Manifesto degli studi per l’A.Corso di Laurea Ingegneria Civile Classe delle Lauree in Ingegneria civile e ambientale: Durata 3 anni Curriculum per gli immatricolati nell’A. 2010/11 Primo Anno – Comune ad entrambi i percorsi I anno DISCIPLINA Matematica I Chimica I sem. A. A.

Elettrotecnica* . Totale Parziale III anno DISCIPLINA Tecnica delle Costruzioni I Costruzioni Idrauliche I Meccanica delle Terre I sem.Fisica Tecnica* Strade ferrovie ed aeroporti Tirocinio . Un insegnamento a scelta Un insegnamento a scelta tra: .Prova Finale 9 6 6 6 6 3 Totale Crediti * Corso unico con esame finale al termine del II semestre 180 . Un insegnamento a scelta tra: .Percorso FORMATIVO – Secondo e Terzo Anno II anno DISCIPLINA Meccanica Razionale Architettura Tecnica* Geologia Idraulica I* Scienza delle Costruzioni I II sem. Idraulica I* Architettura Tecnica* Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata CFU 12 6 6 6 12 6 6 6 I sem.Fisica Tecnica* 114 CFU 9 6 6 6 3 Economia ed Estimo Impianti di Trattamento Sanitario-Ambientale Un insegnamento a scelta II sem.Elettrotecnica* .

.Percorso PROFESSIONALIZZANTE – Secondo e Terzo Anno II anno DISCIPLINA Meccanica Razionale I sem. Architettura Tecnica* Geologia Idraulica I* CFU 6 6 6 6 Architettura Tecnica* II sem.Elettrotecnica . Ferrovie ed Aeroporti Un insegnamento a scelta tra: II sem.Impianti di Trattamento Sanitario-Ambientale .Produzione Edilizia e Sicurezza dei cantieri* Tirocinio Prova Finale 9 6 6 6 3 6 Totale Crediti * Esame unico con accertamento finale al termine del II semestre 180 .Fondamenti di Tecnica Urbanistica .Produzione Edilizia e Sicurezza dei cantieri* Economia ed Estimo Fondamenti di Geotecnica Strade. Scienza delle Costruzioni I Idraulica I* Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata Totale Parziale 6 12 6 6 108 III anno DISCIPLINA Tecnica delle Costruzioni I Costruzioni Idrauliche Meccanica delle Terre CFU 12 12 6 6 I sem. Un insegnamento a scelta tra: .Fisica Tecnica .

Corso di Laurea Triennale in Ingegneria Civile Programmi dei Corsi .

Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti. Il tema comprende unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento e consiste nell’analisi storica. approfondire e rielaborare le informazioni tecniche ricevute attraverso l’esperienza pratica Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di base in riferimento ai metodi di rilievo e di rappresentazione grafica dei manufatti edilizi e del territorio. un tema da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso.Architettura tecnica CdS: Ingegneria Civile Docente: Prof. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. divisi per gruppi di lavoro. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Acquisizione da parte degli studenti della capacità di rilevare ed analizzare dal punto di vista tecnologico un organismo edilizio nelle sue parti costituenti con sufficiente competenza tecnica. geometrica. Le lezioni teoriche conducono ad una lettura della tecnologia attraverso i processi conoscitivi e trasformativi del costruire. le principali caratteristiche dei manufatti edilizi Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avviene mediante un colloquio orale che presuppone anche la verifica dei risultati ottenuti nello svolgimento delle esercitazioni. funzionale e morfologico. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenze di base sui principali materiali da costruzione e sui sistemi costruttivi tradizionali e moderni. Federica RIBERA/ Pierfrancesco FIORE Semestre: I e II Integrato: Propedeuticità: Disegno Crediti: 12 Anno: II Codice: 0610100060 SSD: ICAR/10 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’acquisizione di metodi e di conoscenze tecniche per la comprensione e l’analisi dell’organismo edilizio dal punto di vista costruttivo. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per la costruzione di un organismo edilizio in rapporto ai materiali ed ai sistemi applicabili. . attraverso l’elaborazione di relazioni tecniche e tavole grafiche. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente. tecnologica e funzionale di un manufatto edilizio esistente. Capacità di comprensione dei processi costruttivi degli organismi edilizi. nonché rappresentare graficamente.

portali. Opere di fondazioni. ricerca storica e di archivio. i sistemi di resistenza ad azioni orizzontali Il ferro. scale Il sistema intelaiato. il calcestruzzo armato precompresso. giunti di dilatazione. Editori Laterza. geometrico. le malte per le murature Sostegni verticali continui ed isolati. Serie Görlich. 2 Ore Lab. Iovino. fondazioni. R. dosatura e impasto dei componenti. Felli P. sostegni orizzontali. elementi di fabbrica di confine. I sistemi costruttivi e il sistema edificio.Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici Definizioni e dimensioni dell’architettura. telai. le costruzioni in calcestruzzo armato prefabbricato. il conglomerato fresco. strutture di sostegno orizzontali. Allen. 1984 Torricelli M. coperture. il processo costruttivo. strutture di sostegno verticali. protezione contro il fuoco. G.. I fondamenti del costruire. C. la ghisa.. Ore Lez. l’argilla e i laterizi. getto e maturazione del calcestruzzo Il conglomerato cementizio armato. gli additivi. II. strutture di sostegno orizzontali. protezione contro la ruggine. processi produttivi e di lavorazione I sistemi di connessione. Restauro Architettonico . 1997 L.Vol. il conglomerato indurito. 6 Ore Eserc. Appunti di Architettura Tecnica. A. I componenti. CUEN 1995 Petrignani A. rappresentazione grafica La pietra naturale. Del Nord R. Giordano.. Irace. Tecnologie dell’architettura. scale. Architettura Tecnica. Introduzione al corso Lettura tecnologica di un edificio esistente I materiali da costruzione tradizionali I sistemi costruttivi tradizionali Gli edifici intelaiati I materiali ferrosi 40 6 18 2 3 5 2 Le costruzioni in acciaio 5 2 Il calcestruzzo cementizio 4 Le costruzioni in conglomerato cementizio armato Elementi di fabbrica delle costruzioni in acciaio e in conglomerato cementizio armato Totale Ore 6 2 10 60 7 60 Testi di riferimento Appunti delle lezioni da integrare con i seguenti testi: E. rilievo fotografico. tecnologico e funzionale. Carbonara.. il legno. 2007 . solai. il lessico e le tecniche dell’architettura templare e gli ordini architettonici. Materiali e tecnologie dell’architettura. strutture di sostegno verticali. McGraw-Hill. De Sivo. l’acciaio. Flaccovio Editore1999 G. Utet 1996 B. Caleca.

Metodi di valutazione . Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti la risoluzione di problemi chimici che rappresentano l’espressione in forma concreta e quantitativa dei concetti che vengono di volta in volta erogati nelle lezioni teoriche. Autonomia di giudizio (making judgements) Rilevanti applicazioni ingegneristiche. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Agli studenti è richiesto di sapere individuare le possibili applicazioni dei concetti fondamentali acquisiti. La fase di pianificazione serve a riflettere su come risolvere il problema prima di manipolare i valori numerici. Capacità di apprendere (learning skills) Agli studenti è richiesto di sapere applicare le conoscenze acquisite durante il corso. comprensione e razionalizzazione dei fenomeni chimici. Tra i risultati previsti per l’apprendimento rientra lo sviluppo di una visione atomistica delle sostanze e le competenze per connettere le osservazioni macroscopiche con la visione atomistica delle reazioni. con particolare riferimento alle strutture algebriche. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. promuove l’abitudine a valutare la ragionevolezza della risposta e a verificare la coerenza con i principi fondamentali della chimica. quella di verifica. funzioneranno come guida per sollecitare gli studenti a sviluppare i propri obiettivi di valutazione analitica e critica. ovvero strutturazione della materia e sue trasformazioni fisiche e chimiche. ed approfondire gli argomenti trattati in contesti di interesse attuale. anche se distinti. Il metodo di risoluzione dei problemi è scelto in modo da porre in risalto il ragionamento ed è basato su un procedimento a tappe. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione dei concetti fondamentali della chimica sulla base degli obiettivi concettuali pianificati dal docente. che si intrecceranno durante lo svolgimento del corso e saranno evidenziati in diversi modi che.Chimica CdS: Ingegneria Civile Anno: I Docente: Giuliana GORRASI Semestre: I Integrato: Codice: 0610100002 Propedeuticità: nessuna SSD: CHIM/07 Crediti: 6 Tipologia: Base Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Studio. risoluzione dei problemi e comprensione concettuale sono tre temi integrati. L’ultima fase. nel complesso. allo step iniziale di comprensione del problema segue la fase di pianificazione e risoluzione. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche di base. Abilità comunicative (communication skills) Agli studenti è richiesto di sapere esporre oralmente un argomento con la capacità di correlare gli aspetti fenomenologici della chimica con i processi che avvengono a livello atomico e molecolare.

.La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale.

W. Gas reali. Elettrone. Proprietà dei solidi.. Solidi covalenti. Reazioni chimiche ed equazioni di reazione. Schiavello-Palmisano “Fondamenti di Chimica” EDISES (Napoli). solidi e liquidi 8 2 Equilibrio di fase Equilibrio chimico Elettrochimica Totale Ore 4 4 2 40 7 3 20 Testi di riferimento D. Ore Lez. Formule chimiche. Massa degli atomi e delle molecole. Reazioni di ossido-riduzione. Ibridizzazione e geometria molecolare. Oxtoby “Chimica Moderna” EDISES (Napoli). Numero di ossidazione. Pressioni parziali e legge di Dal ton. Peso atomico e molecolare. molecolari. solido-gas e liquido-gas. Diagrammi di stato. Equilibri omogenei ed eterogenei. Legge di Boyle. Modello attuale dell’atomo di idrogeno. Legame covalente. Diagramma di stato dell’acqua e del biossido di carbonio. Ore Eserc. Descrizione di alcuni reticoli cristallini. Reticoli e celle elementari. Legame metallico. Equazione di stato dei gas perfetti. Interazioni deboli e stati condensati. ionici e metallici. Energia di ionizzazione e affinità elettronica. Prodotto di solubilità. Tavola periodica. Delocalizzazione degli elettroni e risonanza. Tipi di solidi. Legge di azione di massa. Pressione. Legge di Charles e Gay-Lussac. . 10 2 Legame chimico 10 2 Stechiometria 2 4 Gas. Bandoli-Dolmella-Natile “Chimica di Base” EDISES (Napoli). Aufbau degli atomi e loro configurazione elettronica. Generalità. Effetto della temperatura sull’equilibrio chimico. Potenziale all’elettrodo e celle galvaniche. Scala assoluta della temperatura. Equilibrio solido-liquido. Dissociazione elettrolitica dell’acqua. Liquidi. Concetto di mole. Caratteristiche di valenza degli elementi in relazione alla loro posizione nel sistema periodico.Contenuto del corso Argomenti Struttura atomica della materia Contenuti specifici Atomi e cariche elettriche. Significato della funzione d’onda. Legame ionico. Acidi e basi.

di trattamento Sanitario – Ambientale Codice: 0610100027 Propedeuticità: Idraulica I Crediti: 6 Anno: III SSD: ICAR/02 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso intende fornire le conoscenze necessarie per un’analisi sistematica delle principali opere idrauliche. Allo scopo. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare gli interventi necessari e strategici per una corretta gestione della risorsa idrica volta alla sua salvaguardia. Saper valutare gli interventi di protezione idraulica con finalità di difesa e riqualificazione ambientale del territorio. divisi in piccoli gruppi. . Individuare caratteristiche ottimali di gestione dei sistemi idrici. lo studio della materia è necessario avere conoscenze di analisi matematica e di idraulica. di adduzione e di distribuzione dell’acqua e le opere di smaltimento delle acque. con profitto. gli studenti.Costruzioni Idrauliche I CdS: Ingegneria Civile Docente: Prof. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per affrontare. si descrivono le opere di derivazione. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Nell’ambito delle esercitazioni nel laboratorio di calcolo. Si effettueranno anche visite al laboratorio di idraulica e visite tecniche presso impianti idrici presenti nel territorio. Abilità comunicative (communication skills) Capacità di esporre le caratteristiche di un progetto mettendo in evidenza i nessi funzionali fra le diverse componenti. affronteranno il dimensionamento di alcune opere idrauliche. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Impostare ed elaborare il dimensionamento delle opere idrauliche. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Capacità di individuare le diverse componenti dei sistemi idrici e di capirne il funzionamento. Paolo VILLANI Semestre: I Integrato: Imp. In particolare. esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche nel laboratorio di calcolo. s’illustrano i principali sistemi idrici mostrandone le funzioni. indicandone gli elementi principali e le relazioni tra essi. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta e colloquio orale.

Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Capacità di individuare le diverse componenti dei sistemi idrici e di capirne il funzionamento. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare gli interventi necessari e strategici per una corretta gestione della risorsa idrica volta alla sua salvaguardia. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche.Costruzioni Idrauliche CdS: Ingegneria Civile Anno: III Docente: Prof. divisi in piccoli gruppi. Si effettueranno anche visite al laboratorio di idraulica e visite tecniche presso impianti idrici presenti nel territorio. si descrivono le opere di derivazione. Nell’ambito delle esercitazioni nel laboratorio di calcolo. di adduzione e di distribuzione dell’acqua e le opere di smaltimento delle acque. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Impostare ed elaborare il dimensionamento delle opere idrauliche. In particolare. . lo studio della materia è necessario avere conoscenze di analisi matematica e di idraulica. esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche nel laboratorio di calcolo. gli studenti. s’illustrano i principali sistemi idrici mostrandone le funzioni. Paolo VILLANI Semestre: I Integrato: Propedeuticità: Idraulica I SSD: ICAR/02 Crediti: 12 Tipologia: Caratterizzante Codice: Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso intende fornire le conoscenze necessarie per un’analisi sistematica delle principali opere idrauliche. Individuare caratteristiche ottimali di gestione dei sistemi idrici. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per affrontare. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta e colloquio orale. Allo scopo. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. indicandone gli elementi principali e le relazioni tra essi. affronteranno il dimensionamento di alcune opere idrauliche. Abilità comunicative (communication skills) Capacità di esporre le caratteristiche di un progetto mettendo in evidenza i nessi funzionali fra le diverse componenti. con profitto. Saper valutare gli interventi di protezione idraulica con finalità di difesa e riqualificazione ambientale del territorio.

Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati è richiesta la conoscenze della geometria euclidea e dell’uso di software grafici di elaborazione di immagini vettoriali e raster. attraverso l’armonico e organico studio dei modelli geometrici e di quelli grafici dello spazio tridimensionale. e di rappresentare graficamente. logici e fisici della rappresentazione grafica. facendo loro acquisire la capacità di esprimere in termini analitici. Barbara MESSINA Anno: I Semestre: I e II Integrato: Propedeuticità: nessuna SSD: ICAR 17 Crediti: 12 Codice: 0612100005 Tipologia: base Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso si propone di far apprendere agli allievi. ottimizzando il processo della rappresentazione in base al contesto in esame.Disegno Docente: CdS: Ingegneria Civile arch. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite e saper apprendere autonomamente le nuove evoluzioni delle conoscenze. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper elaborare. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dei modelli concettuali. gli elementi caratterizzanti dell’ingegneria civile. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per graficizzare elementi costruttivi dell’ingegneria civile. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova grafica ed un colloquio orale. dei concetti fondamentali del linguaggio grafico architettonico. Durante le esercitazioni in aula gli studenti sono tenuti ad elaborare grafici correlati con gli argomenti ed i tematismi di volta in volta illustrati durante le lezioni teoriche. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato agli argomenti trattati. . Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. secondo norme convenzionali codificate. delle metodologie di progetto e sviluppo. gli elementi fondamentali del linguaggio grafico di natura tecnica. modelli grafici dell’ingegneria civile e del territorio.

Elementi di copertura dello spazio architettonico: rappresentazione di coperture a falde. 2 I fondamenti geometrici della rappresentazione grafica I modelli geometrici dello spazio tridimensionale 4 3 I modelli grafici compiuti Morfologia e rappresentazione di elementi costruttivi dell’ingegneria civile I metodi di rappresentazione della tradizionale geometria descrittiva. Rappresentazione di murature di pietre e di mattoni. di parallelismo e di perpendicolarità. Elementi di chiusura verticale: le murature. Elementi di chiusura orizzontale: rappresentazione di solai. Convenzioni e codificazioni grafico simboliche. il grado di definizione del disegno. Normativa specifica. Strumenti e tecniche di rappresentazione. Cenni di storia del disegno. Il modello grafico come messaggio referenziale. a terrazza. problemi di posizione: condizioni di appartenenza. Rappresentazione di enti fondamentali. Ore Eserc Ore Lab. solai di copertura e di primo calpestio. problemi di posizione: condizioni di appartenenza. Corrispondenze tra differenti modelli geometrici. Dai modelli geometrici ai modelli grafici compiuti. Rappresentazione di enti fondamentali. murature portanti. La struttura del modello: le unità elementari e le forme dell’articolazione dell’espressione tecnico-grafica. Modello grafico compiuto di un ambito territoriale. intersezioni. Scale grafiche di riduzione. mezzo di analisi e di comunicazione della realtà oggettiva. La scelta del metodo di rappresentazione. Rappresentazione di enti fondamentali. L’omologia piana. Ribaltamenti. configurazioni oggettive di figure piane. L’isolamento del primo calpestio: vespai. di parallelismo e di perpendicolarità. La definizione dei modelli grafici. Il modello di Monge (o proiezioni ortogonali). di tamponamento. La quotatura dei disegni. problemi metrici. Modelli grafici e modelli geometrici. a volte. problemi di posizione: condizioni di appartenenza. intersezioni. Fondamenti di geometria proiettiva. Componenti convenzionali e componenti iconiche della rappresentazione alle varie scale. Operazioni elementari nel piano e nello spazio. La rappresentazione di 18 21 6 6 18 21 . I modelli assonometrici: l’assonometria cavaliera militare isometrica. Dal piano euclideo al piano proiettivo. a secco e a camera d’aria. Le variabili grafiche. I modelli geometrici descrittivi dello spazio architettonico e del territorio. di parallelismo e di perpendicolarità. di tramezzo. Rappresentazione di solidi e loro sezioni. cambiamento del metodo di rappresentazione. intersezioni. intercapedini. funzioni e tipologie. l’assonometria ortogonale isometrica e l’assonometria cavaliera non militare.Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso Contenuti specifici La rappresentazione grafica di natura tecnica. Ore Lez. Il disegno come linguaggio grafico codificato. Il metodo di rappresentazione per proiezione quotata. Gli elaborati grafici del disegno civile. in vista ed intonacate. Problemi notevoli.

programmi ausiliari. Programmi di disegno. La rappresentazione a curve di livello. Dell’Aquila e A. Elementi di collegamento verticale: le scale. Salerno 2006. Iannizzaro. in M. ‘Proiezione e immagine. Modelli grafici dell’architettura e del territorio. Modello digitale e modello grafico. Evoluzione degli strumenti del disegno. De Rosa (a cura di) ‘Realtà virtuale o Visione reale?’. 8 6 4 3 Totale Ore 60 60 Testi di riferimento V. Il disegno cosiddetto tridimensionale. Arte Tipografica. Sezioni e profili del terreno.La rappresentazione infografica I modelli fisici e tematici dell’ambiente e del territorio sistemi di fondazione. Segni e simboli in cartografia tematica. Salerno 2008 . Criteri di scelta delle variabili e loro associazione. La logica della rappresentazione’. immagine nella rappresentazione infografica della realtà. CUES. Il problema della costruzione delle immagini percettive. V. Cardone. Relazione tra strumenti e tecniche: dal tracciamento dei segni alla generazione elettronica delle immagini. Immagine stampata e immagine dello schermo. Cues. Le variabili visuali nella cartografia tematica. Messina. Normativa. La cartografia tematica. Dalle “Mappae mundi” alle immagini satellitari . Cardone. Napoli 2000. I programmi per la rappresentazione infografica. Dell’Aquila e A. De Rosa (a cura di). programmi di presentazione. L’immagine di sintesi. modello. V. I segni cartografici. Cues. Napoli 2002. Arte Tipografica. Il trattamento dell’immagine. La leggibilità delle carte tematiche. in M. Realtà. V. Codici cartografici e simbologie specifiche. B. Salerno 2008. I. Le variabili in relazione all’impianto della carta. Esercitazioni di Disegno. Modelli grafici e modelli informatici. Rappresentazione e modellazione solida. Primitive grafiche. programmi di progetto. Evoluzione della grafica computerizzata: dalla meccanizzazione all’automazione del disegno. Cardone. vol. software di base. Impianto delle carte tematiche.Rappresentazione del territorio e cartografia tematica. software applicativo.

della stima delle aziende e dei servizi. se necessario. dei paradigmi della disciplina. Metodi di valutazione La verifica del raggiungimento degli obiettivi prefissati da parte degli allievi va fatta mediante colloquio e. saper leggere e interpretare documenti e informazioni da introdurre nella valutazione. sia in ordine alla stima censuaria. Autonomia di giudizio (making judgements) Capacità di discernimento della ragion pratica posta dal quesito. mediante descrizione formale di schemi di aspetti logici della materia. nel quale prioritaria ed essenziale è la competenza e la presenza dell’ingegnere. . durante le quali vanno illustrati esempi applicativi dei principi teorici. Metodi didattici Il corso prevede lezioni frontali ed esercitazioni. Capacità di apprendere (learning skills) Essere in grado di applicare i principi metodologici ai molteplici e differenti ambiti di competenza della disciplina. Aggiornare la propria preparazione in funzione dello sviluppo degli strumenti di analisi e di elaborazione delle informazioni e dell’evolversi del quadro normativo di riferimento. distribuiti in gruppi di lavoro. Agli studenti. della logica operativa e della normativa che conforma l’ambito valutativo. Nicola MORANO/ Antonio NESTICO’ Semestre: II Integrato: / Propedeuticità: Nessuna Crediti: 9 Anno: III Codice: 0610100024 SSD: ICAR/22 Tipologia: Affine o integrativa Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Fornire agli allievi i principi e gli strumenti propri dell’attività economico–estimativa. Prerequisiti Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Conoscere le fonti che generano i dati per le stime. del danno. della valutazione e gestione degli immobili. è richiesto di sviluppare un caso operativo di stima. sono richieste conoscenze di economia generale. alla organizzazione ed alle funzioni tecniche del Catasto. essere in grado di tradurre in elaborato tecnico (perizia o altro) le fasi del giudizio di stima. comunicare i risultati del proprio lavoro in termini chiari ed efficaci. sia nel campo della produzione edilizia. di selezione del procedimento estimativo in funzione della disponibilità dei dati e delle caratteristiche giuridico-economiche del bene oggetto della valutazione.Estimo CdS: Ingegneria Civile Docente: Proff. Abilità comunicative (communication skills) Sapersi relazionare con esperti di altre discipline. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Acquisizione del lessico tecnico del settore estimativo.

Salerno 2004. Beni economici.per i corsi di Estimo e di Valutazione Economica dei Progetti. La stima dei fabbricati. De Mare G. Forme di mercato. L’ordinarietà nel giudizio di stima. Manganelli B.Contenuto del Corso Argomenti Presentazione Principi di Economia Matematica finanziaria Contenuti specifici Compiti e contenuti dell’Estimo. Materiale didattico ed esercitazioni. Ore Lez. Ammortamento e reintegrazioni. Guadalupi A. Sconto e posticipazione. Calderini. 1973 Milano. UTETLibreria. Leggi economiche.. S. I millesimi condominiali. La stima degli impianti. Gli investimenti. Organizzazione del Corso. Gli aspetti economici. Salerno. metanodotto e scarico coattivo. Torino 2002. Polelli M. Il computo metrico estimativo. Il catasto dei terreni. Le aggiunte e le detrazioni. ETASLIBRI. Forte C. CUES. La stima delle aree edificabili. Moneta e interesse. Indennità per servitù di elettrodotto. Struttura e normativa dei Catasti Terreni e Fabbricati. Rapporti dell'Estimo con la professione dell'ingegnere. Le fasi del giudizio di stima. Nuovo trattato di Estimo. Stima delle indennità di esproprio. 1972 Bologna. Il mercato immobiliare. Il montante. Medici G. Maggioli editore... Il reddito nazionale. Capitali e bilancio dell’azienda. I procedimenti di stima. La stima del costo delle opere pubbliche. Le stime in tema di usufrutto. Nesticò A. Principi di Estimo.. e Morano P. Calcolo dell’interesse. Stima dei danni. Nozioni di Economia . 2 Ore Eserc.. Il catasto dei fabbricati. e Pacifico A. Inflazione. CUES. La scelta del procedimento. Annualità e periodicità. Azienda e impresa. La stima delle aziende. 2002. La ragion pratica. Elementi di estimo urbano. Marino 2008. Stima del valore di avviamento Funzioni civili e fiscali del catasto. 6 2 2 2 Il giudizio di stima 16 2 L’estimo degli immobili Limitazioni del diritto di proprietà e danni Estimo industriale e commerciale Catasto Totale Ore 18 6 12 2 10 68 4 2 4 22 Testi di riferimento Manganelli B.. L’individuazione dell’aspetto economico che soddisfa la ragion pratica. . Il metodo dell’Estimo. La rilevazione dei dati. Il valor capitale...

Nelle esercitazioni in aula viene inizialmente illustrata dal docente la procedura di analisi circuitale. il docente coinvolge gli allievi rendendoli parte attiva nella risoluzione del problema circuitale e verificando. . Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. il grado di maturazione dei concetti esposti fino a quel momento. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper analizzare un circuito lineare. in regime stazionario. individuare le applicazioni più significative di alcune macchine elettriche e conoscere le principali caratteristiche e il campo di impiego delle fonti energetiche alternative Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato all’elettrotecnica. successivamente gli studenti vengono coinvolti nella risoluzione del problema. sinusoidale monofase e trifase.Elettrotecnica CdS: Ingegneria Civile Anno: III Docente: Luigi Egiziano Semestre: I Integrato: si Codice: Propedeuticità: SSD: ING-IND/31 Crediti: 6+3 Tipologia: attività a scelta Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento degli argomenti di base dell'elettrotecnica generale e della teoria dei circuiti. sinusoidale monofase e trifase. esaminare le principali applicazioni delle principali macchine elettriche Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per analizzare una rete elettrica lineare. fino a raggiungere un sufficiente grado di autonomia che permette loro di risolvere individualmente un esercizio. Nel corso delle esercitazioni. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. con particolare riferimento all’elettrologia. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Vengono altresì forniti elementi di base riguardanti il principio di funzionamento e le principali applicazioni del trasformatore e del motore asincrono e alcuni cenni sull’utilizzazione di fonti energetiche alternative. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione dei metodi di analisi dei circuiti lineari. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche e fisiche di base. e colloquio orale. in genere a carattere esonerativo. in regime stazionario. dei principi di funzionamento del trasformatore e della conversione elettromeccanica dell’energia elettrica. al tempo stesso.

Applicazione dei teoremi di Tellegen. Impedenza. Magneti permanenti. 15 Ore Eserc. Trasformatore ideale. Metodi di risoluzione di reti lineari. Circuiti magnetici. Fabbricatore: Elettrotecnica e Applicazioni. Energia e passività. Perdite per isteresi e correnti parassite. Materiali ferromagnetici. Conservazione delle potenze. Risonanza. 15 Ore Lab. Cenni al trasformatore reale. attiva e reattiva. Liguori . Circuiti mutuamente accoppiati. Reti elettriche lineari in regime sinusoidale 11 7 Richiami di elettromagnetismo e ferromagnetismo 4 0 Elementi di impianti elettrici e sicurezza Totale Ore Testi di riferimento 6 36 2 24 G. Misura delle potenze attiva e reattiva nei sistemi trifase: teorema di Aron. Metodo simbolico. Leggi di Kirchhoff. Norton Fasori. Potenza istantanea. Riluttanza. Thévénin. Ore Lez. Cenni sulle fonti energetiche rinnovabili. Principi di conversione elettromeccanica dell'energia. Sistemi trifasi simmetrici sia equilibrati che squilibrati. Rifasamento.Contenuto del corso Argomenti Reti elettriche lineari in regime stazionario Contenuti specifici Bipoli. Motore asincrono: principio di funzionamento e caratteristica meccanica.

Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avviene mediante prove scritte e orali. in particolare. vengono svolti esercizi di applicazione dei concetti fondamentali e delle tecniche di calcolo vettoriale e di calcolo infinitesimale a casi esemplari di fenomeni fisici elementari. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Sapere individuare i modelli fisici concreti cui poter applicare le conoscenze teoriche acquisite. concetti di infinito e infinitesimo. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare le metodologie più appropriate per analizzare le problematiche prospettate.Fisica CdS: Ingegneria Civile Anno: I Docente: Prof. Prerequisiti Elementi di algebra vettoriale. Joseph QUARTIERI Semestre:I e II Integrato: Propedeuticità: Nessuna SSD: FIS/01 Crediti: 12 Tipologia: Disciplina di base Codice: 0610100058 Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Capacità di risolvere semplici problemi e di descrivere matematicamente i fenomeni fisici relativi alla Fisica Classica di base. Metodi didattici L’insegnamento prevede lezioni teoriche ed esercitazioni. Valutare le procedure di risoluzione dei problemi proposti usando le tecniche matematiche più appropriate. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Conoscere i concetti che sono alla base dei fenomeni fisici e comprenderne la terminologia. . Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le diverse conoscenze acquisite durante il corso a contesti anche apparentemente differenti da quelli canonici ed approfondire gli argomenti trattati usando approcci diversi e complementari. Nelle esercitazioni. Abilità comunicative (communication skills) Saper trasmettere in forma scritta ed orale i concetti e le metodiche di risoluzione dei problemi fisici sottoposti.

per un sistema di p. rotazione.). Legge di Ampère Induzione elettromagnetica. (Solo presentazione) Sistemi meccanici a due gradi di libertà.Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici Moto rettilineo uniformemente accelerato. Legge di Hooke Teorema impulso-q. lunghezza d’onda. Proprietà dei momenti di inerzia Digressione elementare su matrici e tensori. Momento di un vettore.m. Derivata di un versore rotante – formula di Poisson Equazione fondamentale della dinamica (Newton). Richiami sul teorema della media. di moto (in forma assoluta e cartesiana). Temperatura. Momento di Inerzia per un punto materiale. Momento meccanico su circuiti piani. Convezione e irraggiamento. II formula di Laplace e Forza di Lorentz. di una forza. Campi conservativi. Bipoli serie e parallelo Campo di induzione magnetica . Asse istantaneo di rotazione.Lavoro delle forze interne ed esterne.d. Lavoro per traslazione e rotazione infinitesime Energia potenziale gravitazionale ed elastica. I e II teorema di Koenig.I formula di Laplace. (solo definizioni e qualche semplice esercizio). Gradi di libertà. Auto e mutua induttanza Onde meccaniche. Calori specifici Legge di Leonardo. Lavoro per traslazione e rotazione infinitesime. Circuitazione di B. Correnti elettriche. Ore Lab. Calcolo del campo con la formulazione di Coulomb. Schema sinottico delle relazioni fondamentali. Teorema del momento angolare Centro di Massa. Campi newtoniani: caso elettrostatico e acustico. Attrito dinamico e statico. Principio di Pascal. Moto circolare uniformemente accelerato (in forma scalare). per un corpo rigido. Equazioni differenziali di alcuni tipi di onde monodimensionali. Teorema Lavoro-Energia cinetica. Lavoro e Calore. Sorgenti discrete. Dilatazione e conducibilità termica. Circuitazione e Irrotazionalità. Confronto Campo generato da segmento o da arco di circonferenza carichi. Teorema degli assi paralleli Traslazione. etc. Introduzione delle equazioni di Eulero-Lagrange Termologia e calore. Eq. Principali fenomeni Ore Lez. Gas perfetti e gas reali. Proprietà del CM. Induzione elettrostatica. rotolamento.m. Moto in campo gravitazionale. Faraday-Neumann-Lenz. Parallelo fra l’energia potenziale meccanica ed elettrostatica.. Cinematica 6 4 Dinamica 6 2 2 Dinamica 6 4 Dinamica Dinamica 3 3 2 2 Dinamica 6 2 2 Cinematica Dinamica 6 2 2 Termologia Fluidi Linearità e sovrapposizione 3 3 3 2 2 2 Elettrostatica Elettrostatica Bipoli Magnetismo Magnetismo Magnetismo Onde 3 2 6 3 6 6 3 4 2 4 4 2 . Campo generato da segmento di corrente o da arco di circonferenza. Ruolo e risultante delle forze interne ed esterne. frequenza. di Bernoulli e conservazione dell’energia Richiamo sui campi centrali (conservativi) applicato alla formula di Coulomb. Sorgente continua lineare. Effetto Magnus e strato limite. Sistemi di conduttori – Condensatori. Parametri descrittivi principali (intensità. della q. Gauss. acustiche ed elettromagnetiche. Ore Eserc. Campi centrali newtoniani (per esempio elettrostatico ed acustico) Moto circolare vario (in forma vettoriale). Sovrapposizione. Metodo di d’Alembert. Flusso e solenoidalità. Principio di sovrapposizione e linearità.

Quartieri et al. .ondulatori (interferenza. etc.Meccanica ed Elettromagnetismo (in preparazione) Appunti dalle lezioni e testi consigliati dagli altri docenti. .) Totale Ore 72 38 10 Testi di riferimento J. FISICA . diffrazione.

Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione dei modelli della termodinamica e della trasmissione del calore necessari alla consapevole progettazione degli impianti termotecnici Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper progettare un impianto di riscaldamento ad acqua calda Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare le tipologie impiantistiche più appropriate per progettare l’impianto in base alle specifiche informazioni disponibili Abilità comunicative (communication skills) Saper esporre oralmente un argomento legato alla progettazione impiantistica ed alla sua ottimizzazione in termini energetici Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. così da poter estendere gli argomenti trattati a tipologie impiantistiche non direttamente affrontate ma che si basano sugli stessi fondamenti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche di base Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta e colloquio orale. quest’ultimo comprendente anche la discussione dell’elaborato progettuale . Il progetto comprende unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento ed è strumentale all’acquisizione della capacità di progettazione con riferimento a informazioni attualizzate di mercato.Fisica Tecnica CdS: Ingegneria Civile Anno: III Docente: Prof. Gennaro CUCCURULLO Semestre: I Integrato: Codice: 0610100051 Propedeuticità: Crediti: 9 Tipologia: SSD: ING-IND/10 Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento di modelli e metodi per la definizione e la progettazione di impianti termotecnici con particolare riferimento a quelli di riscaldamento ad acqua calda. esercitazioni in aula e visite in laboratorio presso impianti didattici opportunamente strumentati. Nella parte applicativa del corso durante le esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti un progetto da sviluppare parallelamente allo svolgimento del corso.

Conduzione 1D stazionaria e transitori termici.Fase liquida . Ore Lab. classificazione. Berardi.Vapore surriscaldato . Elementi di Termodinamica e di Trasmissione del Calore con prime applicazioni agli impianti termotecnici. CUES.Calcolo della conduttanza unitaria liminare per mezzo di correlazioni dimensionali Definizione. trasmissione del calore.Concetti fondamentali di convezione .Gas ideale . Cuccurullo. 2002 . superfici ideali e reali .Miscela bifasica liquidoaeriforme Equazioni dei bilanci Leggi fondamentali dello scambio termico. P. progettazione. verifica Ore Lez. 10 10 10 44 10 42 4 4 Testi di riferimento G. aspetti normativi. 2 10 12 8 14 Ore Eserc. Irraggiamento.Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso Termodinamica degli stati Termodinamica dei sistemi aperti Trasmissione del calore Impianti di riscaldamento Totale Ore Contenuti specifici Termodinamica. impianti termotecnici Piani termodinamici T/s e p/v .G. grandezze radiative.

ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di matematica e fisica di base. Dopo aver illustrato le caratteristiche fondamentali di un elaboratore elettronico e dei suoi principi di funzionamento. simile all'ambiente commerciale Matlab attualmente tra i piu’ diffusi in molti settori applicativi. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato all’informatica Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. vengono illustrate le tecniche fondamentali di “problem solving” mediante l’uso di un elaboratore. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per progettare e realizzare semplici programmi in base al contesto in esame. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dell’informatica e capacità di comprendere moduli software. sia per applicazioni tipiche dello specifico settore ingegneristico. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Nelle esercitazioni in laboratorio gli studenti imparano a progettare e a implementare programmi in ambiente Freemat/Matlab Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova di programmazione svolta al calcolatore ed un colloquio orale sugli aspetti teorici del corso. sia nell’ambito di applicazioni di carattere generale. Sono inoltre forniti gli elementi fondamentali di un linguaggio di programmazione (interpretato) per ambiente FreeMat. Pierluigi RITROVATO Semestre: II Integrato: Codice: 0610100010 Propedeuticità: nessuna SSD: ING-INF/05 Crediti: 6 Tipologia: Di Base Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso fornisce gli elementi di base per la risoluzione di problemi tramite l’uso di elaboratori elettronici. esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. . progettare le modifiche da apportare per adeguarlo alle specifiche ed utilizzare un personal computer per l'implementazione del codice necessario. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) A conclusione del corso (di carattere fortemente applicativo) gli studenti dovrebbero essere in grado di interpretare il codice di un programma fornito. Nelle esercitazioni in aula vengono assegnati agli studenti semplici esercizi con riferimento alle parti svolte durante le lezioni teoriche.Fondamenti di Informatica CdS: Laurea Ingegneria Civile Anno: I Docente: Prof.

Buonanno Giacomo. programma ed esecutore. Blocchi di istruzioni. Strutture di controllo. interi e reali. Il concetto di file. prototipo. “Introduzione ai sistemi informatici”. Ore Lez. 2 3 Sviluppo di algoritmi Totale Ore 4 35 5 10 3 15 Testi di riferimento Sciuto Donatella. Tipi aggregati: vettori e matrici. 9 Ore Eserc.diiie. Strumenti per la produzione di programmi. Sviluppo di algoritmi su vettori e matrici. Interpreti. L’istruzione di assegnazione e sua semantica. bus. Sviluppi di programmi con I/O su file. Espressioni.Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici Il concetto di algoritmo. Mari Luca. Istruzioni semplici. Il concetto di funzione. Concetti di programmazione modulare. Input e output da tastiera e a terminale. Macchine reali: l’architettura di von Neumann. interfacce di ingresso/uscita.htm .it/Courses/FondamentiCiv/fi_home. unita’ centrale. Dispense e materiale didattico disponibile sulla pagina web del Corso http://nclab. Livelli di visibilita' e durata delle variabili. Trattamento formattato di file. Passaggio dei parametri. Introduzione generale: concetti di aggregazione e astrazione. Tipi semplici. Definizione. collegamento ed esecuzione. Le funzioni predefinite in ambiente Matlab/Freemat. Rappresentazione dell’informazione in un calcolatore: numeri naturali. McGrawHill. Operatori. caratteri. Variabili. Il tipo stringa e la gestione di stringhe. Memoria centrale. Elementi di architettura dei sistemi informatici.unisa. Concetti di base Architettura di un sistema di elaborazione 10 2 Fondamenti di programmazione 4 Sviluppo di semplici programmi 2 3 Analisi e progetto di programmi 4 6 Input e output. Compilazione. Il concetto di informazione. Scrittura ed editing di un programma. Sviluppo di semplici algoritmi di elaborazione numerica. Sviluppo di programmi di base in ambiente Matlab/Freemat. I linguaggi di programmazione. Macchine virtuali: architettura di un sistema operativo e gestione dei processi. 3 Ore Lab. chiamata.

oralmente e mediante schemi grafici. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati a lezione. un argomento legato ai temi di base della tecnica e pianificazione urbanistica. .Fondamenti di Tecnica Urbanistica CdS: Ingegneria Civile Anno: III Docente: prof. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dei modelli concettuali e fisici di conoscenza e rappresentazione del territorio. dei concetti fondamentali e dei contenuti degli strumenti di pianificazione urbanistica. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper analizzare e progettare sistemi urbani e territoriali mediante metodologie di analisi. Roberto GERUNDO Semestre: I Integrato: no Codice: 0610100039 Propedeuticità: nessuna SSD: ICAR/20 Crediti: 6 Tipologia: a scelta Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento di modelli e metodi per la lettura tecnica e l’interpretazione di strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale nonché per la gestione di processi di governo del territorio. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per analizzare ed interpretare fenomeni territoriali di natura urbanistica e processi di organizzazione del territorio. nonché delle metodologie. Abilità comunicative (communication skills) Saper esporre. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali proposti durante il corso. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale nel corso del quale è svolto un esercizio di dimensionamento e proporzionamento di un insediamento. dei concetti fondamentali e dei contenuti degli strumenti di pianificazione. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche di base.

Roma. Evoluzione. . i piani urbanistici attuativi. Gli spazi pubblici e di uso pubblico. il piano delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale. Fasolino I. analisi dei dati mediante visualizzazione scientifica. analisi dati mediante misure statistiche. Gli strumenti di conoscenza e di decisione: la cartografia. elaborati e procedure dei piani attuativi. Sicurezza territoriale e efficienza urbanistica: teorie e strumenti. il piano territoriale dei parchi e delle riserve naturali. il piano di bacino idrografico. il piano regionale dei trasporti. Napoli. I sistemi a rete. 10 il sistema delle esigenze e il sistema delle scelte Teorie di pianificazione urbanistica e territoriale. (2008). intervento urbanistico preventivo. 10 5 Totale Ore 50 10 Testi di riferimento Fasolino I. Dal piano alle politiche urbanistiche. Ore Lab. Gli spazi extraurbani. il regolamento urbanistico ed edilizio. I piani di settore. Il piano regolatore generale. Aracne. funzioni. gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale. Ore Eserc. (1996). Introduzione 5 Gli elementi costitutivi dell’ambiente urbano e non urbano Il disegno e le norme urbanistiche.. l’organizzazione e sistemi informativi per il governo del territorio. Gerundo R. gli impianti tecnologici. Gli indicatori per la descrizione dei fenomeni territoriali. Graffiti. 5 5 Il sistema delle conoscenze Il sistema delle conoscenze: i dati. Ore Lez. Le infrastrutture puntuali. Gerundo R. Il rischio e la sicurezza territoriale. l’interpretazione e la progettazione della città e del territorio. Dai dati alle informazioni: i censimenti. il processo di formazione della domanda sul territorio. Dispense predisposte dal docente relative alle lezioni del corso. 10 Strumenti normativi in ambito urbano Le trasformazioni edilizie ed urbanistiche: gli interventi diretti e preventivi. 10 Strumenti normativi in area vasta Il piano territoriale di coordinamento. (1999). il piano territoriale paesistico. La legislazione delle opere pubbliche e dell’edilizia.. Sistemi urbani e processi di pianificazione. Le strade. Napoli. Gerundo R. Graffiti. le norme tecniche di attuazione. tecniche.Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici La lettura. il sistema informativo territoriale. le fonti.

nonché di verificare nel mondo reale le informazioni teoriche impartite al corso.Geologia CdS: Laurea in Ingegneria Civile Anno: II Docente: Prof. in termini di relazione forme-processi e di dinamica morfoevolutiva. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alla geomorfologia. divisi per gruppi di lavoro. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper leggere il paesaggio su carta e su immagine. un problema su cartografia topografica e geologica connesso alla morfologia terrestre ed alla sua più probabile evoluzione. Domenico GUIDA Semestre: I Integrato Codice: Propedeuticità: Chimica SSD: GEO/04 Crediti: 6 Tipologia: Affine Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira a far apprendere agli studenti la lettura ed interpretazione genetica delle forme del rilievo terrestre e dei processi che sono responsabili del loro modellamento nel tempo. orientarsi e direzionarsi su carta e sul territorio reale. sono richieste conoscenze matematiche. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per illustrare. in forma di testo e grafica. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Pervenire alla conoscenza della terminologia utilizzata nell’ambito delle Scienze della Terra ed in particolare della Geografia Fisica e Geomorfologia ed alla comprensione degli elaborati grafici e cartografici tipici delle discipline in oggetto. con riferimento al riscontro reale. fisiche e chimiche di base. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. . Le visite di campo servono per far acquisire agli studenti la capacità di localizzarsi. al fine di acquisire competenze per la definizione del contesto fisico di riferimento nell’ambito del quale inserire gli interventi di ingegneria su area vasta. gli elementi fondamentali del rilievo terrestre ( profili topografici e sezioni geologiche). Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. esercitazioni in aula e visite di campo. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova pratica (riconoscimento roccia. profilo morfologico su carta topografica e delimitazione e calcoli geomorfici) e colloquio orale. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati dal corso. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti. relazionandoli ai fattori di controllo geologici e climatici ed ai processi geomorfici dominanti.

10 5 5 Forme del rilievo terrestre. Ore Esc. Campioni minerali e rocce. Processi morfogenetici Riconoscimento forme 10 5 5 30 15 15 Testi di riferimento Dispense specifiche. Colonne e correlazioni stratigrafiche. Deformazione e rottura delle rocce Lettura carte geologiche Ore Lez. . Carte geologiche. Riconoscimento delle rocce Nomenclatura stratigrafia. Moduli di campo. 2 8 5 5 Ore Eser c.Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso I costituenti la costa terrestre Stratigrafia Tettonica Carte geologiche Profili topografici Sezioni geologiche Lettura Carte topografiche Elementi di geomorfologia Totale Ore Contenuti specifici Le Scienze della Terra nel campo dell’Ingegneria Civile Minerali e rocce. Carte topografiche.

Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed colloquio orale.Idraulica I CdS: Ingegneria Civile Anno: II Docente: Proff. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper applicare le metodiche apprese alla analisi e progettazione e di strutture idrauliche semplici Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per analizzare e progettare gli aspetti idraulici relativi a strutture idrauliche semplici Abilità comunicative (communication skills) -----Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Vittorio BOVOLIN/Giacomo VICCIONE Semestre: II Integrato: IDRAULICA I Codice: 0610100021 Propedeuticità: Matematica III. . esercitazioni numeriche in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. oltre alla trattazione rigorosa dei degli argomenti teorici. la verifica e la progettazione di strutture idrauliche semplici. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione dei metodi necessari per lo studio. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche frontali. Fisica SSD: ICAR/01 Crediti: 12 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il Corso di Idraulica si pone lo scopo di fornire agli Allievi ingegneri gli strumenti concettuali e pratici per la risoluzione di numerosi problemi pratici di interesse per l’ingegneria Civile quali: il calcolo della spinta che un liquido in quiete esercita su le pareti del serbatoio che lo contiene. lo svolgimento in Aula di numerose applicazioni numeriche. Il Corso prevede. la risoluzione di semplici problemi relativi al moto dei fluidi in pressione la determinazione dei profili di corrente di moti a superficie libera. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste le conoscenze relative alla fisica ed alla Matematica III.

Prandtl. lente e critiche .Definizione di alvei a pendenza debole. forte e critica – Equazione del moto .Substrato laminare – Profili di velocità in moto turbolento – Equazione globale dell’equilibrio idrodinamico e sue applicazioni Definizione di corrente a superficie libera . tubo di flusso.Misura delle portate per correnti a superficie libera: stramazzo Bazin. forte e critica – Profili di corrente in sequenze di alvei a pendenza diversa .Formule per il calcolo delle perdite di carico distribuite: Blasius. globale dell’Idrostatica.Estensione al caso bi e tridimensionale: equazione di Laplace Condizioni al contorno di Dirichlet e Neuman e loro significato fisico Ore Lez. von Karman e Colebrook-White – Cenni sulle formule pratiche –Cenni su pompe e turbine .Spinta su pareti curve: applicazione dell’equazione globale e del metodo delle componenti Definizione di: traiettoria.Legge di Darcy – Coefficiente di permeabilità e velocità di filtrazione Semplici applicazioni a casi monodimensionali: emungimento da falda freatica ed artesiana .Equazione del moto per fluidi reali: perdite di carico distribuite e concentrate – Moto laminare: formula di Poiseille . sfioratore a soglia larga Concetto di moto di filtrazione .Contenuto del corso Argomenti Principi di base Contenuti specifici Proprietà dei fluidi – Pressione e sforzi tangenziali Teorema di Cauchy .Formula di DarcyWeisbach .Condizioni di moto uniforme: formule di resistenza .Equazione indefinita dell’equilibrio idrodinamico Equazione di Stevin – Strumenti per la misura delle pressioni .Profili di corrente in alveo a pendenza debole. 8 Ore Eserc. Ore Lab.Presa da lago – Condizioni di sbocco di un canale – Passaggio di una corrente su una soglia ed in un restringimento – Caso della paratoia .Scale di deflusso .Grafici per il carico totale -Condizione di stato critico .Equazione. Diaframma e Boccaglio – Moto laminare e turbolento: esperienza di Reynolds .Esperienze di Nikuradse – Tubo liscio Concetto di scabrezza -Abaco di Moody . Idrostatica 16 6 Correnti in pressione in moto permanente 24 14 4 Correnti a superficie libera in moto permanente 22 12 4 Moti di filtrazione 6 2 Totale Ore 78 34 8 . linea di corrente. corrente portata – Equazione di continuità in forma indefinita per fluido comprimibile – Teorema di Bernoulli – Potenza di una corrente: estensione del teorema di Bernoulli ad una corrente – Applicazione del teorema di Bernoulli all’efflusso da luci – Tubo di Pitot e Pitot-Prandtl – Venturimetro.Sforzi di Reynolds .Carico totale di una corrente.Diagramma delle pressioni – Spinta su parete piana – Centro di spinta .Principio di Archimede .Moto turbolento .Equazione Reynolds .Correnti veloci.Applicazioni Concetto generale di moto turbolento – Equazione di Navier-Stokes .

Appunti Integrativi distribuiti durante il Corso. Liguori editore. Napoli 1990. .Testi di riferimento Vincenzo Marone "IDRAULICA".

Le visite tecniche presso impianti di depurazione forniscono una necessaria percezione delle dimensioni. Nelle esercitazioni in aula gli studenti. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato ai processi di depurazione delle acque reflue. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Idraulica I Crediti: 6 Codice: SSD: ICAR 03 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso intende fornire all’allievo ingegnere le competenze necessarie per il controllo dell’inquinamento dell’ambiente idrico e i riferimenti di base relativi alla produzione ed allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Acquisire le conoscenze utili alla progettazione di impianti di depurazione a servizio di comunità piccole e medie e ad interagire con la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi nelle aree urbane. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per caratterizzare un refluo e per progettare preliminarmente un impianto di depurazione ed ottimizzare il processo realizzativo in base al contesto in esame. esercitazioni pratiche di laboratorio e visite tecniche. servono a fornire manualità nell’utilizzazione delle attrezzature per l’analisi dei parametri di monitoraggio fondamentali delle acque. . Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale durante il quale agli studenti saranno presentati esercizi applicativi da risolvere. Le esercitazioni di laboratorio.Impianti di Trattamento Sanitario-Ambientale CdS: Laurea in Ingegneria Civile Anno: III Docente: Proff. attraverso la conoscenza delle caratteristiche impiantistiche. esercitazioni in aula. effettuate dagli studenti divisi in gruppi. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di chimica di base e di idraulica. Vincenzo BELGIORNO Luigi RIZZO Semestre: II Integrato: Propedeuticità: Chimica. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. acquisiscono la capacità di dimensionare le unità di processo degli impianti di depurazione. attraverso l’applicazione di metodologie precedentemente illustrate loro. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della procedure di proporzionamento e verifica funzionale delle diverse unità di processo di impianti di depurazione. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. delle caratteristiche e della gestione delle diverse unità di trattamento.

Impianto di CDR. Dispense ed appunti dal corso .Principali tipologie di inquinanti delle acque . G. caratteristiche impiantistiche Trattamenti a colture adese: procedure di proporzionamento e verifica funzionale.Preaerazione Sollevamento .Dissabbiatura . Trattamenti biologici di abbattimento dei nutrienti Filtrazione .Digestione anaerobica .Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso Caratteristiche qualitative e quantitative delle acque reflue civili I trattamenti preliminari Contenuti specifici Il ciclo integrato delle acque . Soluzioni tecniche .Processi e tecnologie di smaltimento. McGraw Hill.Equalizzazione . Caratteristiche di produzione . ISBN 88386-6188-X.Procedure di raccolta . fisici e biologici caratterizzanti i carichi inquinanti delle acque reflue . caratteristiche impiantistiche . Ingegneria delle acque reflue: trattamento e riuso.Procedure di proporzionamento e verifica funzionale.Caratteristiche impiantistiche.Procedure di proporzionamento e verifica funzionale . ISBN 978-88-203-3910-4. caratteristiche impiantistiche. d’Antonio.Stabilizzazione chimica .Condizionamento . 2 Ore Eserc. caratteristiche impiantistiche Vasche di sedimentazione: procedure di proporzionamento e verifica funzionale.Disinfezione Ispessimento . IV ed. Ore Lab.Disidratazione dei fanghi di depurazione: procedure di proporzionamento e verifica funzionale.Trattamenti a colture sospese procedure di proporzionamento e verifica funzionale. Ingegneria sanitaria ambientale. 3 2 1 3 2 I trattamenti primari 3 2 I trattamenti biologici 5 4 Trattamenti di affinamento 3 Trattamento dei fanghi della depurazione Trattamenti di fitodepurazione Trattamenti per utenze isolate Introduzione allo smaltimento e trattamento dei rifiuti solidi urbani Impianti di trattamento dei rifiuti Smaltimento finale Totale Ore 6 4 2 6 2 2 2 37 2 2 1 1 20 3 Testi di riferimento Metcalf & Eddy.Quadro normativo Parametri chimici. Impianto di compostaggio. caratteristiche impiantistiche Trattamenti innovativi.Digestione aerobica .L’ impianto di depurazione . HOEPLI.Introduzione alle problematiche di campionamento ed analisi Grigliatura . Termovalorizzazione dei Rifiuti Progettazione di una discarica controlloata Ore Lez.

Analizzare il comportamento di una funzione di una singola variabile. • Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) 1. Richiami su equazioni e disequazioni.Matematica I CdS: Ingegneria Civile Anno: I Docente: Prof. Successioni numeriche. Studio del grafico di una funzione. Geometria analitica. Il corso ha come scopo principale quello di consolidare conoscenze matematiche di base e di fornire e sviluppare strumenti utili per un approccio scientifico ai problemi e fenomeni che lo studente incontrerà nel proseguimento dei suoi studi. spazi vettoriali. conoscenza delle metodologie di dimostrazione 3. Proprietà di matrici. Funzioni continue. derivate. • Autonomia di giudizio (making judgements) . Trasformazioni lineari e diagonalizzazione. trasformazioni lineari. Saper applicare i teoremi e le regole studiate alla risoluzione di problemi 2. Spazi vettoriali. derivate. Matrici e sistemi lineari. Saper effettuare calcoli con limiti. Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Applicare i teoremi e le regole studiate alla risoluzione di problemi Uso corretto del linguaggio matematico Affrontare ed analizzare vari problemi Caratteristiche e proprietà delle funzioni reali di una variabile reale Numeri reali e complessi. Funzioni reali. Gerardo IOVANE Semestre: I Integrato: NO Codice: 0610100001 Propedeuticità: nessuna SSD: MAT/05 Crediti: 9 Tipologia: di base Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’acquisizione degli elementi di base di Analisi Matematica ed Algebra lineare: Insiemi numerici. conoscenza dei concetti fondamentali dell’analisi matematica 4. Limiti di una funzione. comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dell’analisi matematica. Saper costruire metodi e procedure per la risoluzione di problemi 4. Svolgere semplici calcoli con i numeri complessi. Teoremi fondamentali del calcolo differenziale. Derivata di una funzione. Cenni di Algebra Vettoriale. Determinare autovalori e autovettori di una trasformazione lineare. algebra lineare e geometria 2. Risolvere esercizi non complessi nell’ambito della geometria e dell’algebra lineare. Saper sviluppare in modo coerente le varie dimostrazioni 3. conoscenza dei concetti fondamentali dell’algebra lineare e della geometria • Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) 1. autovalori e autovettori Capacità di: Sviluppare in modo coerente le varie dimostrazioni Costruire metodi e procedure per la risoluzione di problemi Effettuare calcoli con limiti. nonché nella capacità di utilizzare i relativi strumenti di calcolo. La parte teorica del corso sarà presentata in modo rigoroso ma conciso e accompagnata da una parallela attività di esercitazione volta a favorire la comprensione dei concetti. Gli obiettivi formativi del corso consistono nell’acquisizione dei risultati e delle tecniche dimostrative.

Equazioni binomie. Funzioni invertibili. Operazioni sui numeri complessi. Limiti notevoli.conoscenze relative alla trigonometria. Intervalli di R. Funzioni elementari: funzione potenza nesima e radice n-esima. codominio e grafico di funzione. punti di accumulazione.1. Equazioni irrazionali. Forma geometrica e forma trigonometrica. Operazioni sui sottoinsiemi di un insieme. Potenze e formula di De Moivre. Radici n-esime. Teorema di unicità. trascendenti. Funzioni composte. Intorni. con particolare riferimento alle funzioni trigonometriche fondamentali. 2 Insiemi numerici. Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso 2. Equazioni di secondo grado. Successioni monotone. trigonometriche. Contenuto del corso Lezioni ed esercitazioni Argomenti Cenni di Algebra Vettoriale Contenuti specifici Introduzione all’algebra vettoriale e alle operazioni con i vettori. Disequazioni di secondo grado. con particolare riferimento a: equazioni e disequazioni algebriche. Disequazioni irrazionali. Funzioni monotone. Definizioni. Definizione. funzione esponenziale. Equazioni trigonometriche. Saper lavorare in gruppo 2. convergenti. Essere capaci di trovare delle ottimizzazioni al processo di risoluzione di un problema matematico • Abilità comunicative (communication skills) 1. funzioni trigonometriche e loro inverse. esponenziali. Successioni limitate. Saper approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati allo studente sono richiesti i seguenti prerequisiti: . Estremi di una funzione reale. . Definizione. 1 Ore Eserc. Sistemi di disequazioni. Numero di Nepero. Unità immaginaria. Definizione. funzione potenza. funzione logaritmica. oscillanti e divergenti. Introduzione alla teoria degli insiemi. Introduzione ai numeri complessi. Disequazioni fratte. Sistemi di equazioni. Saper esporre oralmente un argomento legato alla matematica • Capacità di apprendere (learning skills) 1. Operazioni e forme indeterminate. Equazioni di primo grado. Teoremi di confronto. Saper individuare i metodi più appropriati per risolvere in maniera efficiente un problema matematico 2. Teorema di Ore Lez. Estremi di un insieme numerico. Equazioni esponenziali e logaritmiche. logaritmiche. Disequazioni esponenziali e logaritmiche. Criterio di convergenza di Cauchy. 5 3 Funzioni reali 4 2 Richiami su equazioni e disequazioni 2 3 Successioni numeriche Limiti di una funzione Funzioni continue 2 2 5 5 3 . Insiemi chiusi e insiemi aperti. Continuità e discontinuità. Limite destro e limite sinistro. Disequazioni trigonometriche. Disequazioni di primo grado.conoscenze relative all’algebra. Campo di esistenza. Introduzione ai numeri reali.

Dipendenza e indipendenza lineare. Diagonalizzazione: definizione e caratterizzazioni (per matrici ed endomorfismi). retta tangente al grafico di una funzione. Albano. Diagonalizzazione ortogonale. rette e piani. Algoritmo di riduzione a forma canonica. Risoluzione di sistemi lineari: Teorema di Rouché-Capelli. Proiezioni ortogonali. Formule di Taylor e di Mac-Laurin. Derivate di ordine superiore. S. R. Significato geometrico. Teorema di Cauchy. Teorema della dimensione. Equazione della retta in forma implicita ed esplicita. Fascio proprio di rette. Fasci di piani. Salerno. Derivate di funzione composta e funzione inversa. Materiali didattici su piattaforma di e-learning IWT Appunti delle lezioni. Basi ortonormali. Procedimento di Gram-Schmidt. C. Equazione segmentaria della retta. Spazi Vettoriali e dimensione finita. Ricerca dei massimi e minimi relativi. Intersezione e somma di sottospazi (cenni). flessi. Salerno. Equazione della retta (parametrica. 5 3 Teoremi fondamentali del calcolo differenziale Studio del grafico di una funzione Matrici e sistemi lineari 4 3 6 8 2 2 Spazi vettoriali 3 2 Trasformazioni lineari e diagonalizzazione 5 3 Geometria analitica 3 2 Totale Ore Testi di riferimento G. La struttura di spazio vettoriale. Nucleo e immagine. Retta per un punto. Teorema di Cramer. CUES (2002). Definizioni di trasformazione lineare. Albano. Proprietà e caratterizzazioni. cartesiana. piani e piani. Condizioni di perpendicolarità di due rette. Teorema della base. Continuità uniforme. Verso l’esame di Matematica I. D’Apice. Autospazi e relative proprietà. Asintoti di un grafico. Limiti e Derivate. Algebra Lineare. CUES (2002). simmetrica). Teorema di Bolzano. Teorema di Lagrange e corollari. S. Retta passante per un punto e parallela ad una retta data. Equazione del piano (parametrica e cartesiana). Definizione di vettori ortogonali. Grafico di una funzione tramite i suoi elementi caratteristici. D’Apice. Coniche. Metodi didattici 52 38 . Definizione e caratterizzazioni di endomorfismi simmetrici. Definizione di norma. C. C. Sottospazi vettoriali. Differenziale di una funzione e significato geometrico. Derivate destra e sinistra. Derivabilità e continuità. Definizione di prodotto scalare. Polinomio caratteristico. Parallelismo di rette. Definizione di angolo. Molteplicità algebrica e geometrica. Condizioni di parallelismo e perpendicolarità tra rette e rette. Teorema di Rolle. Fascio improprio di rette. Funzioni concave e convesse in un punto. Definizione di spazio vettoriale euclideo reale. Derivate delle funzioni elementari. Rappresentazione matriciale. Proprietà degli autovalori di matrici simmetriche. Definizione. Matrici e Determinanti. CUES (2007). Condizioni per massimi e minimi relativi. Teorema spettrale. G. D’Apice. Disuguaglianza di Cauchy – Schwarz. Teorema degli zeri. somma diretta. Coordinate cartesiano nello spazio. Stelle di piani. Teorema di De l’Hospital.Derivata di una funzione Weierstrass. Sistema di riferimento cartesiano nel piano. Condizione sufficiente per la diagonalizzazione. Manzo. Componenti in una base ortonormale. Regole di derivazione.

. Modalità di frequenza L’insegnamento è erogato in presenza con frequenza obbligatoria.L’insegnamento contempla lezioni teoriche.it/) per l’indicazione dell’orario e delle aule.ingegneria. Lingua di insegnamento Italiano Sede e Orario Il corso è erogato presso la Facoltà di Ingegneria. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale.unisa. ed esercitazioni in aula durante le quali di forniranno i principali strumenti necessari per la risoluzione di esercizi relativi ai contenuti dell’insegnamento. durante le quali saranno presentati gli argomenti del corso mediante lezioni frontali. Si consulti il sito di Facoltà (http://www.

Capacità di: Effettuare calcoli con serie ed integrali. Gli obiettivi formativi del corso consistono nell’acquisizione dei risultati e delle tecniche dimostrative. Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Applicare i teoremi e le regole studiate alla risoluzione di problemi Caratteristiche e proprietà fondamentali delle funzioni reali di più variabili reali. conoscenza dei concetti fondamentali dell’analisi matematica • Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) 1. Saper esporre oralmente un argomento legato alla matematica . Concetti di curve e integrali curvilinei. Saper risolvere semplici equazioni differenziali ordinarie 5. funzioni di più variabili. superfici. La parte teorica del corso sarà presentata in modo rigoroso ma conciso e accompagnata da una parallela attività di esercitazione volta a favorire la comprensione dei concetti. Metodi di soluzione delle equazioni differenziali ordinarie. Saper risolvere semplici integrali curvilinei e integrali doppi • Autonomia di giudizio (making judgements) 1. equazioni differenziali. Saper costruire metodi e procedure per la risoluzione di problemi 4. Il corso ha come scopo principale quello di consolidare conoscenze matematiche di base e di fornire e sviluppare strumenti utili per un approccio scientifico ai problemi e fenomeni che lo studente incontrerà nel proseguimento dei suoi studi. Calcolare semplici integrali curvilinei. serie numeriche. Saper lavorare in gruppo 2. Risolvere semplici equazioni differenziali. Calcolare semplici integrali doppi. • Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) 1. Calcolare massimi e minimi di funzioni di due variabili. conoscenza delle metodologie di dimostrazione 3. integrali di funzioni di più variabili. Gerardo IOVANE Semestre: II Integrato: NO Codice: Propedeuticità: Matematica I SSD: MAT/05 Crediti: 9 Tipologia: di base Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’acquisizione degli elementi di base di Analisi Matematica: integrali delle funzioni di una variabile. successioni e serie di funzioni. curve e integrali curvilinei. Saper applicare i teoremi e le regole studiate alla risoluzione di problemi 2. Saper individuare i metodi più appropriati per risolvere in maniera efficiente un problema matematico 2. comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dell’analisi matematica 2. Saper sviluppare in modo coerente le varie dimostrazioni 3. Essere capaci di trovare delle ottimizzazioni al processo di risoluzione di un problema matematico • Abilità comunicative (communication skills) 1. nonché nella capacità di utilizzare i relativi strumenti di calcolo. Proprietà ed applicazione di integrali di funzioni di più variabili.Matematica II CdS: Ingegneria Civile Anno: I Docente: Prof.

Geometria analitica . Spazi vettoriali. Teoremi fondamentali del calcolo differenziale .• Capacità di apprendere (learning skills) 1. Trasformazioni lineari e diagonalizzazione.conoscenze relative all’Analisi Matematica di base. Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso 2. Continuità e Derivabilità di una funzione. Successioni e serie numeriche. con particolare riferimento a: Equazioni e disequazioni algebriche. Limiti di una funzione.conoscenze relative all’Algebra Lineare con particolare riferimento a: Matrici e sistemi lineari. Saper approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati allo studente sono richiesti i seguenti prerequisiti: . Studio del grafico di una funzione di una variabile reale.

uniforme. Definizioni. divergenti e indeterminate. Teoremi di passaggio al limite sotto il segno di integrale. 6 6 Serie numeriche 2 2 Successioni e serie di funzioni 6 4 Funzioni di più variabili 7 5 Equazioni differenziali 6 7 Integrali di funzioni di più variabili Curve e Integrali curvilinei Forme differenziali Superfici e Integrali superficiali Totale Ore 7 6 4 3 7 4 5 50 3 40 . Teorema di Weierstrass. Equazioni differenziali del primo ordine. Differenziabilità. Successioni. Struttura dell’insieme delle soluzioni. Equazioni differenziali lineari. Integrale particolare e integrale generale. Lunghezza di una curva. Curve regolari. Teorema di D’Alembert. Funzioni composte. Integrale curvilineo di una forma differenziale lineare. Gradiente. Forme chiuse in aperti semplicemente connessi. Teorema di esistenza ed unicità locale. Funzioni con gradiente nullo in un connesso. Ore Lez. Esempi. Wronskiano e sue proprietà. Metodi di risoluzione. Serie di potenze. Limite e continuità. della radice. Il Teorema di Schwarz. Insieme di convergenza e raggio di convergenza. Serie geometrica. Introduzione alle serie numeriche. Definizioni. Definizioni. Teorema di passaggio al limite sotto il segno di derivata. Relazione tra esattezza e chiusura. Raggio di convergenza della serie derivata. Derivate parziali. Integrali immediati. Esempi e controesempi. Criteri di esattezza. Teorema di derivazione delle funzioni composte. Teorema di esistenza ed unicità globale. Teorema della Divergenza. Funzioni a valori vettoriali. Proprietà. Forme chiuse ed esatte. Criterio di Cauchy uniforme. Definizioni. Cambiamento di variabili.Contenuto del corso Lezioni ed esercitazioni Argomenti Integrazione di funzioni di una variabile Contenuti specifici Definizione di funzione primitiva e integrale indefinito. Il Primo Teorema di Pappo-Guldino. Soluzioni massimali (cenni). Integrale delle funzioni razionali fratte. Definizioni. Il Secondo Teorema di Pappo-Guldino. Derivazione e integrazione per serie. Cambiamento di rappresentazioni parametriche. Forme chiuse in rettangoli o aperti stellati. Teorema di Cauchy-Hadamard. Integrale definito e significato geometrico. Convergenza uniforme e totale. Prolungamento di una soluzione. Regole e metodi di integrazione. Esempi. Definizioni. Serie di funzioni. Formula di Stokes. Funzione integrale e teorema fondamentale del calcolo integrale. Definizioni. Teorema del valor medio. Funzioni definite tramite integrali. Serie convergenti. Convergenza puntuale e uniforme. Serie a termini positivi e criteri di convergenza: criteri del confronto. Formule di riduzione. totale. Ore Eserc. Massimi e minimi relativi. Teorema sulla continuità del limite. Campi vettoriali. Definizione. Equazioni differenziali lineari a coefficienti costanti. del rapporto. Definizioni. Matrici quadrate definite. Convergenza puntuale. Differenziabilità delle funzioni composte. Superfici con bordo. Esempi e controesempi. Teorema di integrazione e di derivazione per serie. Proprietà. Area di una superficie e integrali superficiali. armonica. Derivate direzionali. Esempi. Teorema di Cantor. Formula di Taylor e differenziali di ordine superiore. semidefinite e indefinite. Il Teorema del Differenziale Totale. Teorema di rettificabilità. Forme quadratiche. Il problema di Cauchy. Applicazione ad aree e volumi. Criteri di Cauchy. Integrale curvilineo di una funzione.

CUES (2008). ed esercitazioni in aula durante le quali di forniranno i principali strumenti necessari per la risoluzione di esercizi relativi ai contenuti dell’insegnamento. C. T. Modalità di frequenza L’insegnamento è erogato in presenza con frequenza obbligatoria. Manzo. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale. Lingua di insegnamento Italiano Sede e Orario Il corso è erogato presso la Facoltà di Ingegneria.unisa. Fusco. R. P. il sito di Facoltà . D’Apice. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche.Testi di riferimento N. Marcellini. Verso l’esame di Matematica II. Sbordone. Analisi Matematica due. Materiali didattici su piattaforma di e-learning IWT Appunti delle lezioni. durante le quali saranno presentati gli argomenti del corso mediante lezioni frontali. Liguori editore C. Durante.it/) per l’indicazione dell’orario e delle aule. Si consulti (http://www.ingegneria.

Prerequisiti Conoscenze propedeutiche al corso di meccanica delle terre sono: stato tensionale e deformativo dei mezzi monofase. Abilità comunicative (communication skills) Capacità di lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alla meccanica dei mezzi multifase. Scienza delle Costruzioni. Utilizzare modelli concettuali per la previsione della risposta meccanica di un elemento di volume di un mezzo multifase sotto le più svariate condizioni di sollecitazione.Meccanica delle Terre CdS: Laurea in Ingegneria Civile Anno: III Docente: Prof. Autonomia di giudizio (making judgements) Capacità di individuare i metodi più appropriati per lo studio e l’analisi del comportamento dei terreni. Giuseppe SORBINO Semestre: I Integrato: Propedeuticità: Idraulica. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale. Moti filtranti in regime permanente e vario nei terreni. equazioni fondamentali del moto dei fluidi in regime permanente e vario. Geologia SSD: ICAR/07 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante Codice: 0610100052 Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso si propone di fornire agli studenti i principali fondamenti teorici e sperimentali per la comprensione del comportamento meccanico dei terreni e della loro modellazione ingegneristica in relazione alle più svariate condizioni di sollecitazione. Comportamento meccanico dei terreni. Sono previste visite tecniche. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Stato tensionale e deformativo dei mezzi granulari multifase. caratterizzazione geologica dei depositi naturali. natura e genesi delle rocce sciolte. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Analizzare lo stato tensionale e deformativo dei terreni. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. . ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti.

Lancellotta: Geotecnica Dispense predisposte dal docente. Compressibilità dei terreni a grana fine. Pressioni interstiziali indotte da sollecitazioni applicate in condizioni non drenate. . Densità relativa delle terre a grana grossa e procedure sperimentali per la loro determinazione. Compressibilità dei terreni a grana grossa. Rappresentazione degli stati di tensione e deformazione: cerchio di Mohr. Equazione di Laplace. Il principio delle tensioni efficaci. invarianti di tensione e deformazione. Ore Lab. Plasticità e consistenza dei terreni a grana fine e procedure sperimentali per la loro determinazione. Teoria della consolidazione monodimensionale. La meccanica del continuo ed i mezzi granulari multifase. rappresentazione dello stato tensionale nel piano t-s. Equazioni generali della filtrazione. Legge di Darcy. Resistenza dei terreni a grana grossa. Moti di filtrazione in regime permanente. nel piano traiassiale e nel piano q-p. Esempi di impiego del modello di CamClay. Condizioni drenate e non drenate. Il modello elastico lineare. Burghignoli: Lezioni di Meccanica delle Terre R. Tensione superficiale e capillarità. Deformazioni plastiche e teoria della plasticità. Resistenza dei terreni a grana fine. Identificazione e classificazione dei terreni 4 2 Stati di tensione e deformazione nei terreni 9 3 Moti di filtrazione nei terreni Caratteristiche meccaniche dei terreni 3 3 10 6 Modellazione del comportamento meccanico dei terreni Totale Ore 14 6 40 20 Testi di riferimento L. Il modello di Cam-Clay. Criteri di resistenza dei terreni. Cascini: Appunti di Geotecnica A. Tensioni litostatiche e coefficiente di spinta a riposo. Ore Lez.Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici Curve granulometriche e procedure sperimentali per la loro determinazione. Ore Eserc. Il mezzo plastico incrudente. Principali apparecchiature di laboratorio. Dilatanza.

Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale.Meccanica Razionale CdS: Ingegneria Civile Anno: II Docente: Prof. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo e riuscire ad esporre oralmente con rigore matematico un fenomeno meccanico. sistemi olonomi). Gli obiettivi formativi del corso consistono nell’acquisizione di buone capacità di formulazione e risoluzione di equazioni differenziali che descrivono la dinamica dei sistemi materiali (sistemi materiali opportunamente modellati: punto materiale. corpo rigido libero. anche utilizzando i metodi della Meccanica Analitica. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Particolare approfondimento sarà dedicato allo studio della geometria delle masse e al calcolo delle reazioni vincolari (in statica e dinamica). Conoscenza delle metodologie di dimostrazione e dei concetti fondamentali della Meccanica Analitica. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Applicazione di teoremi e di tecniche finalizzate alla formulazione e risoluzione di problemi meccanici. Matematica II SSD: MAT/07 Crediti: 12 Tipologia: di Base Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso ha come scopo quello di fornire e sviluppare strumenti utili per una trattazione matematica dei problemi e dei fenomeni fisici nell’ambito della Meccanica Classica. corpo rigido con asse fisso. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per risolvere in maniera efficiente un problema fisico-matematico. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati. allo studente sono richieste le conoscenze matematiche di base. corpo rigido con punto fisso. . Sono altresì richieste approfondite conoscenze dell’algebra vettoriale e della teoria delle matrici. Francesca PASSARELLA Semestre: I Integrato: NO Codice: 0610100012 Propedeuticità: Matematica I. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito della Meccanica Classica. durante le quali saranno presentati gli argomenti del corso mediante lezioni frontali ed esercitazioni in aula. con particolare riferimento ai concetti ed alle tecniche risolutive inerenti la teoria dell’integrazione e la risoluzione di equazioni differenziali ordinarie. durante le quali si forniranno i principali strumenti necessari per la risoluzione di esercizi relativi ai contenuti dell’insegnamento teorico.

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Teorema delle forze vive e Ore Lez. Equazioni Cardinali della Dinamica. Equazioni del moto di un punto vincolato. Forze conservative. Modo di variare del momento di inerzia al variare della retta: teorema di Huygens e ellissoide d’inerzia. Asse istantaneo di rototraslazione. Equazioni differenziali del moto di un punto libero. Moti centrali. Moto armonico. moto armonico smorzato. Lavoro delle forze interne. Ore Lab. Equazioni differenziali del moto di un punto rispetto a due riferimenti non inerziali (forze apparenti. Statica del punto materiale libero. Velocità. Asse centrale. Cinematica del punto. moto rotatorio e moto rototraslatorio. Calcolo vettoriale 4 2 Vettori applicati 3 2 Cinematica 8 4 Alcuni aspetti geometrici dei moti rigidi 2 Statica e dinamica del punto materiale libero 10 5 Statica e dinamica del punto materiale vincolato 10 5 Geometria delle masse e grandezze dinamiche dei sistemi materiali 8 4 Teoremi generali della meccanica dei sistemi materiali 4 2 . Problema dei due corpi. Applicazioni. Pendolo semplice. Energia Cinetica e Momenti d’inerzia. Moto rigido di un sistema rispetto a due riferimenti. Prodotto scalare. Moti di un punto rispetto a due riferimenti. Sistemi olonomi. Sistemi piani: baricentri e momenti statici. Oscillatore armonico. risonanza. Sistema di vettori applicati equivalenti a zero. Dinamica del punto vincolato ad una curva. Cinematica dei sistemi materiali. Riferimento cartesiano e rappresentazione cartesiana dei vettori. Accelerazione. Moti piani. Spostamenti elementari. Gradi di libertà e coordinate lagrangiane. prodotto misto e doppio prodotto vettoriale. Sistema di vettori piani e paralleli. Teorema di Koenig. Dinamica del punto vincolato ad una superficie. Moti rigidi piani. Attrito e posizioni di equilibrio. prodotto vettoriale. Funzioni a valori vettoriali. Baricentro e proprietà. Cinematica dei moti relativi. Angoli di Eulero. Lavoro di una forza. Formule di Poisson. Centro istantaneo di rotazione e teorema di Chasles. Statica di un punto vincolato. Formule di Fernet. Postulati fondamentali della Dinamica. Triedro fondamentale. Lavoro di un sistema di forze per uno spostamento rigido elementare.Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici Spazio dei vettori ordinari. Moti sferici. moto spontaneo di un punto su una superficie. forza peso). Quantità di moto e momento delle quantità di moto. Sistema di vettori applicati equivalenti. Particolari moti rigidi: moto traslatorio. Risultante e momento risultante di un sistema di vettori applicati rispetto ad un punto e rispetto ad una retta orientata. Ore Eserc. Teorema delle forze vive per un sistema materiale libero e conservazione dell'energia Meccanica. Raggi di inerzia. Applicazioni geometrico-differenziali alle curve. Cinematica dei sistemi rigidi. Teorema del moto del baricentro. Atto di moto e teorema di Mozzi.

M. Ciarletta. Stabilità. Zanichelli. secondo metodo di Lyapunov. Moto alla Poinsot. piccole oscillazioni intorno ad una posizione di equilibrio stabile. Elementi di Meccanica Classica. Sistemi lagrangiani e loro integrali primi. Ed. Reazioni vincolari esplicate su un corpo rigido in equilibrio. Spostamenti virtuali. fenomeni giroscopici. Ed. Calcolo I. Chirita. S. definizione di stabilità per un sistema olonomo. Attrito e posizioni di equilibrio. Energia cinetica di un sistema olonomo e studio delle equazioni di Lagrange. . Equazioni Cardinali della Statica. Moto di un corpo rigido con un punto fisso. Equazione simbolica della statica e principio dei lavori virtuali. Equazioni di Lagrange ed applicazioni. Sistemi olonomi sollecitati da forze conservative e teorema di Torricelli. Lavoro virtuale. Equazioni di Lagrange per un sistema conservativo. applicazioni. Calcolo delle reazioni vincolari tramite il principio dei lavori virtuali. Applicazioni per un corpo rigido libero. Equazione simbolica della dinamica e principio di D’Alembert. Chirita. 4 2 10 4 12 7 5 3 80 40 Testi di riferimento M. Moto di un corpo rigido libero.Statica di un corpo rigido Dinamica di un corpo rigido Elementi di Meccanica Analitica Stabilità e piccole oscillazioni Totale Ore conservazione dell'Energia Meccanica per un sistema materiale vincolato. primo metodo di Lyapunov per la stabilità. corpo rigido con un punto fisso e corpo rigido con un asse fisso. Condizioni di equilibrio per un sistema olonomo. Spostamenti infinitesimi e spostamenti possibili di un sistema olonomo. Zanichelli. Condizioni generali di equilibrio di un corpo rigido. Zanichelli. Calcolo delle reazioni vincolari in condizione di equilibrio. Ed. S. M. Moto di un corpo rigido con un asse fisso privo di attrito e cimenti vincolari. Ciarletta. Fabrizio. Calcolo II. Teorema delle forze vive per un sistema olonomo a vincoli indipendenti dal tempo.

allo studente sono richieste le conoscenze matematiche di base. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per risolvere in maniera efficiente un problema fisico-matematico. . Conoscenza delle metodologie di dimostrazione e dei concetti fondamentali della Meccanica Classica. La competenza da acquisire consiste nella capacità di formulare equazioni differenziali che descrivono la dinamica dei vari tipi di sistemi materiali (punto materiale.Meccanica Razionale CdS: Ingegneria Civile Anno: II Docente: Prof. Vincenzo TIBULLO Semestre: I Integrato: NO Codice: 0610100012 Propedeuticità: Matematica I. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. durante le quali saranno presentati gli argomenti del corso mediante lezioni frontali ed esercitazioni in aula. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Applicazione di teoremi e di tecniche finalizzate alla formulazione e risoluzione di problemi meccanici. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale. Sono altresì richieste approfondite conoscenze dell’algebra vettoriale e della teoria delle matrici. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo e riuscire ad esporre oralmente con rigore matematico un fenomeno meccanico. con particolare riferimento ai concetti ed alle tecniche risolutive inerenti la teoria dell’integrazione e la risoluzione di equazioni differenziali ordinarie. connessi allo studio della Meccanica Classica. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati. durante le quali di forniranno i principali strumenti necessari per la risoluzione di esercizi relativi ai contenuti dell’insegnamento teorico. corpo rigido con asse fisso). attraverso la formulazione di modelli fisico-matematici. Particolare approfondimento sarà dedicato allo studio della geometria delle masse e al calcolo delle reazioni vincolari (in statica e dinamica). Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito della Meccanica Classica. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Matematica II SSD: MAT/07 Crediti: 6 Tipologia: di Base Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso ha per finalità primaria l’acquisizione degli elementi formativi di base.

Cinematica dei sistemi materiali. Condizioni generali di equilibrio di un corpo rigido. Attrito e posizioni di equilibrio. Sistemi piani: baricentri e momenti statici. Pendolo semplice. Asse istantaneo di rototraslazione. Prodotto scalare. Cinematica del punto. Forze conservative. prodotto vettoriale. Teorema delle forze vive e conservazione dell'Energia Meccanica per un sistema materiale vincolato. Triedro fondamentale. Dinamica e statica di un punto vincolato. Cinematica dei sistemi rigidi. Lavoro virtuale. Calcolo delle reazioni vincolari in condizione di equilibrio. Energia cinetica e momenti d’inerzia. Cinematica dei moti relativi. Postulati fondamentali della Dinamica. Statica del punto materiale libero. Atto di moto e teorema di Mozzi. Baricentro e proprietà. Ore Lab. Moto di un punto rispetto a due riferimenti. Spostamenti infinitesimi e Spostamenti possibili. Spostamenti virtuali. Moto di un corpo rigido con un asse fisso privo di attrito Ore Lez. Calcolo vettoriale 4 2 Vettori applicati 3 2 Cinematica 5 2 Aspetti geometrici dei moti rigidi 2 Statica e dinamica di un punto materiale 5 3 Geometria delle masse e grandezze dinamiche dei sistemi materiali 8 4 Teoremi generali della meccanica dei sistemi materiali Statica di un corpo rigido Statica di un sistema di corpi rigidi Dinamica di un corpo rigido 4 2 4 2 4 1 1 2 . Sistema di vettori piani e paralleli. Applicazioni geometrico-differenziali alle curve. Formule di Poisson. Velocità. Lavoro di un sistema di forze per uno spostamento rigido elementare. forza peso).Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici Spazio dei vettori ordinari. prodotto misto e doppio prodotto vettoriale. Moti sferici. Equazioni Cardinali della Dinamica. Centro istantaneo di rotazione e teorema di Chasles. Accelerazione. Equazioni Cardinali della Statica. Sistema di vettori applicati equivalenti a zero. Moti centrali. Equazioni differenziali del moto di un punto libero. Principio dei lavori virtuali. Moti piani. Riferimento cartesiano e rappresentazione cartesiana dei vettori. Modo di variare del momento di inerzia al variare della retta: tramite il teorema di Huygens e la matrice d’inerzia. Sistema di vettori applicati equivalenti. Gradi di libertà e coordinate lagrangiane. Equazioni differenziali del moto di un punto rispetto a due riferimenti non inerziali (forze apparenti. Formule di Fernet. Quantità di moto e momento delle quantità di moto. Moto armonico. Teorema del moto del baricentro. Applicazioni. Moti rigidi piani. Risultante e momento risultante di un sistema di vettori applicati rispetto ad un punto e rispetto ad una retta orientata. Teorema di Koenig. Particolari moti rigidi: moto traslatorio. moto rotatorio e moto rototraslatorio. Funzioni a valori vettoriali. Spostamento elementare di un sistema olonomo. Asse centrale. Dinamica del punto vincolato ad una curva. Ore Eserc. Lavoro di una forza. Sistemi olonomi. Lavoro delle forze interne.

Ed.Totale Ore 40 20 Testi di riferimento M. Calcolo I. Elementi di Meccanica Classica. Chirita. M. Zanichelli. Ed. Ciarletta. M. Calcolo II. Ciarletta. Chirita. S. Ed. Zanichelli. Zanichelli. S. Fabrizio. .

Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avviene mediante un colloquio orale che presuppone anche la verifica dei risultati ottenuti nello svolgimento delle esercitazioni. alla organizzazione della sicurezza e alla prevenzione degli infortuni. il direttore tecnico. le maestran-ze. Nelle esercitazioni in aula vengono as-segnati agli studenti. al controllo. Il cantiere industrializzato. pratiche. verifiche intermedie. il capitolato speciale d’appalto. (Re-sponsabile Unico del Procedimento).P. I temi comprendono unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento e consistono nella redazione di un calcolo strutturale di opere provvisionali. il progettista.U. il coordinatore per la sicurezza (in fase di pro-gettazione e in fase di esecuzione).stoccaggio e posa in opera dei materiali che intervengono nel processo costruttivo. i piani di sicurezza. il capo cantiere. Analisi del sito e organizzazione del cantiere: L’impianto del cantiere. temi da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. La logistica e la cinematica del cantiere. particolari e dettagli costruttivi). Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. strutturale. attraverso l’analisi delle diverse fasi pro-cedurali che concorrono alla realizzazione di un’opera. il contratto di appalto. architettonico. i lavoratori. Il cantiere tradizionale. i collaudatori (statico. L’ente appaltatore: ditta appaltatrice e subappaltatori. tecniche ed amministrative) necessarie alla progettazione. alla verifica delle necessarie risorse umane e materiali. i computi metrici estimativi. ecc. il R. Competenze e responsabilità. all’approntamento delle opere provvisionali. affrontando le problematiche inerenti le diverse fasi di organizzazione: dalla scelta delle attrezzature necessarie allo svolgimento dei lavori. Contenuti del corso Primo semestre . Luigi Ascione/Enrico Sicignano Semestre: II Integrato: Propedeuticità: Tecnica delle Costruzioni I SSD: Crediti: 12 Tipologia: Caratterizzante Codice: Obiettivi formativi Il corso intende offrire le conoscenze di base (teoriche. alle competenze dei soggetti coinvolti nell’attività costrutti-va. le lezioni teoriche conducono ad una lettura delle problematiche relative all’organizzazione del cantiere attraverso i processi teorici e pratici del costruire e all’approccio alle problematiche connesse con la pianificazione dei lavori.Produzione Edilizia e Sicurezza dei cantieri CdS: Laurea in Ingegneria Civile Anno: II Docente: Prof. in corso d’opera). della redazione di piani per la sicurezza. La . tecnico-amministrativo. esercitazioni applicative sugli argomenti trattati nel corso. impiantistico. i capitolati. L’industrializzazione edilizia e la produzione seriale in stabilimento degli elementi costruttivi ed edilizi. le ditte e gli operai specializzati. Saranno effettuate nel corso dell’anno visite di cantiere. Il corso si propone altresì di fornire una conoscenza preliminare sull’evoluzione del cantiere e approfondisce le problematiche legate alla gestione di un cantiere edile. Enrico Sicignano . installazione e gestione di un cantiere edile. La progettazione del cantiere. Competenze e responsabilità. nella redazione di un lay-out di cantiere.5CFU: Gli operatori del processo edilizio. il direttore dei lavori. Analisi della documentazione tecnico-amministrativa: Gli elaboratori grafici (progetto esecutivo. L’ente appaltante: il committente.prof.

Appunti e documenti didattici forniti durante il corso. collaudo. Problematiche inerenti i sistemi provvisionali nelle operazioni di scavo in terreni sciolti. Definizioni generali e motivazioni delle demolizioni. Legge Merloni n. progetto di ponteggi. I prodotti chimici antideflagranti. La segnaletica di cantiere.E.Lgs. Maggioli editore. Le macchine da cantiere: gru. Materiale didattico: . Fondamenti di progettazione e di programmazione operativa. molazze. Nuovo Codice Appalti (DLgs. automezzi. Azioni. 1998 G.4CFU: Quadro normativo. Il Sole 24 ore Pirola. Le schede tecniche di cantiere per i materiali e i mezzi d’opera.mod. il diagramma a “ferrovia”. NIS.pianificazione delle risorse. Verifiche. Problematiche inerenti i sistemi provvisionali nelle operazioni di tunneling. norma ISO 9001: 2000. Esplosivi e loro accessori. Pesce.prof. Lacava . etc. Mainardi. Conti.P. Sicurezza del cantiere nei lavori pubblici. oppure un P. Luigi Ascione . Solustri.Appunti e documenti didattici forniti durante il corso. 152/2008).S. 528/99 .C. Gioda.267/2000. Milano. (Piano Operativo della Sicurezza). Metodi e strumenti per la programmazione dei lavori. scavi. Il progetto di abbattimento con l’uso di tecniche classiche. Milano 2001 S.R. Tema d’anno: Il tema d’anno consiste nella progettazione strutturale di un ponteggio e/o nella verifica di un’opera di scavo Seminari e conferenze di esperti esterni (3CFU) . oppure un lay-out di cantiere. Organizzazione e sicurezza in cantiere. Tema d’anno: Il tema d’anno consiste nella redazione di un Piano di Coordinamento della Sicurezza.M. escavatori. impastatrici. Grafill 2007 Appunti del Corso Materiale didattico: . Principali sistemi in uso. Il Sole 24 Ore. Testo Unico Edilizia (D. Strumenti e macchinari nella demolizione classica. Regolamento di Attuazione L.C. altri tipi di rischio.lgs. Norme UNI 8981 parte 7 e UNI 9858. Il Piano della Valutazione dei Rischi. Aspetti generali della sicurezza dei cantieri edili.109/94 e succ.n. Riferimenti legislativi. Il P. centrali di betonaggio. Schemi strutturali. Il diagramma di Gantt e reticoli P. 380/2001). Testi di riferimento M. Demolizioni. 494/96 e succ.O. Prove di qualificazione e di accettazione sui materiali da costruzione. Solustri. 626/94 . Piani di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione. Il progetto di abbattimento con l’uso di microcariche esplosive.R. L’informazione tecnico-organizzativa per la progettazione del cantiere. La normativa italiana e comunitaria nel settore delle demolizioni.lgs.S. La pro-gettazione del lay-out di cantiere. 81/2008). Arcangeli.T. NIS. 2007 V. Riferimenti normativi. I Ponteggi metallici. Progetto e sicurezza del cantiere. I ponteggi (fissi e mobili). Flores .D. Tecniche innovative di demolizione. ed int... La sicurezza e la prevenzione degli infortuni (D. Ottimizzazione delle risorse. Secondo semestre .. Roma 1992 M. Esempio di opera provvisionale ed analisi per fasi. Progettare il cantiere. ecc. Roma 1997 A. Struttura e contenuti dei piani operativi di costru-zione. Impieghi e rischi delle tecniche classiche. Lacava . utensili . Impieghi e rischi degli esplosivi. 81/2008 e 106/2009). Esempi di abbattimenti. Roma 1991 S. Il Piano di Sicurezza Igiene e Coordinamento per le demolizioni dei manufatti. I dispositivi di protezione individuali.D.O. montacarichi. Manuale della sicurezza nel cantiere. Testo Unico Sicurezza Cantieri (DLgs. Ponteggi metallici fissi. Organizzazione del cantiere. Criteri di scelta delle tecnologie costruttive e degli impianti di cantiere Pianificazione del lavoro nei cantieri edili.. ANCE Edilstampa.

etc. Su alcuni dei temi trattati in tali seminari e conferenze gli studenti dovranno produrre una tesina o elaborato scritto-grafico. . Modalità di svolgimento dell’esame finale Gli elaborati scritti e grafici (progetti).Sono previsti seminari e conferenze riguardanti grandi opere di architettura e di ingegneria realizzate in Italia e all’Estero. tesine. tese a constatare il livello di apprendimento. L’esame consiste nella illustrazione ragionata degli elaborati prodotti. nonché nella prova orale sugli argomenti del programma svolto con espresso riferimento ai testi indicati in bibliografia. saranno prodotti durante il corso e saranno oggetto di verifiche periodiche. nonché cantieri di restauro.

. una solida base per un eventuale successivo approfondimento a livello di corso di laurea Magistrale. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta e un colloquio orale. legami costitutivi. in vista della formazione di una sensibilità per situazioni di maggiore complessità. la stabilità dell’equilibrio elastico. Fisica I SSD: ICAR/08 Crediti: 12 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Lo scopo principale del corso è l’insegnamento dei fondamenti della meccanica del continuo. Essi costituiscono. Abilità comunicative (communication skills) Capacità di presentazione delle proprietà di un problema qualsiasi inerente la statica dei sistemi di travi. Autonomia di giudizio (making judgements) I concetti basilari acquisiti consentono di individuare le proprietà dei più comuni problemi inerenti la statica dei sistemi di travi. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Padronanza dei metodi di analisi delle sollecitazioni. Metodi didattici Il corso contempla lezioni teoriche ed esercitative. sia isostatici che iperstatici. le verifiche di resistenza.Scienza delle Costruzioni I Cds: Ingegneria Civile Anno: II Docente:Prof. Sono altresì trattati aspetti teorici ed applicativi inerenti le strutture intelaiate: l’analisi delle sollecitazioni (metodo delle forze). infatti. tensore degli sforzi. principali proprietà della deformazione locale. con particolare riferimento alle nozioni di meccanica razionale. capacità di risoluzione di semplici schemi. Luciano FEO Semestre: II Integrato: Codice: 0610100020 Propedeuticità: Meccanica Razionale. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche e fisiche di base. Capacità di apprendere (learning skills) I concetti fondamentali presentati nel corso hanno una valenza ben più ampia. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenza generale del comportamento meccanico dei corpi continui. tra i quali il metodo delle forze. problema statico e problema cinematico per i sistemi di travi.

volumi I. Legami costitutivi: elasticità lineare. Verifiche agli stati limite. Centro di rotazione. Modello strutturale di trave. taglio e torsione. Elementi di Scienza delle Costruzioni. . Liguori Editore (2001). Forze e tensioni: equazioni di equilibrio indefinite ed al contorno. Cues (2007). Generalità. Calcolo delle caratteristiche della sollecitazione interna nei sistemi staticamente determinati. Verifiche alle tensioni ammissibili. Distorsioni. Problema cinematico (sulla ricerca delle labilità). Teoremi delle catene cinematiche. Calcolo delle reazioni vincolari nei sistemi staticamente determinati. 26 Ore Eserc. L. Ore Lez. III. Statica e Cinematica dei sistemi di travi 22 20 Travi elastiche I sistemi elastici iperstatici Verifiche di sicurezza Totale Ore 7 2 6 6 18 11 75 45 Testi di riferimento L. Cerchi di Mohr. Travature reticolari. 2 Ore Lab. Problema statico (sulla ricerca delle reazioni vincolari). Scrittura diretta delle equazioni di congruenza (Applicazioni alle travi di una campata e alle travi continue). Ascione. Richiami di Geometria delle Masse. Metodo delle forze. Equazioni di equilibrio per le travi rettilinee. Tensioni locali nelle travi provocate da sforzo normale centrato. Elementi di stabilità dell’equilibrio elastico. II. Matrice di deformabilità. Caso piano. Ascione. Vincoli esterni ed interni. Equazioni di congruenza per le travi rettilinee. Sulla Statica delle Travi e dei Sistemi di Travi. Caratteristiche ultime della sollecitazione.Contenuto del corso Argomenti Elementi di Meccanica dei continui Contenuti specifici Spostamenti e deformazioni nei corpi strutturali. flessione composta. Modelli di Timoshenko e di Eulero-Bernoulli.

Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppi di progettazione e di costruzione esponendo oralmente gli argomenti legati alle strade. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della normativa utilizzata nell’ambito della progettazione dell’asse stradale. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper impostare oppure interpretare un progetto stradale e seguire la costruzione di una infrastruttura viaria.Strade. anche a sviluppare e rafforzare le capacità di lavorare in team. gli studenti mettono in pratica con riferimento ad uno specifico tronco stradale i criteri della progettazione e della costruzione acquisiti durante il corso. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale sugli elaborati progettuali svolti e sugli argomenti trattati durante il corso. degli elaborati progettuali. Tali elaborati di progetto comprendono i contenuti dell’insegnamento e sono strumentali all’acquisizione. Capacità di apprendere (learning skills) Applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Nelle esercitazioni in aula vengono forniti le conoscenze per poter far sviluppare agli studenti. ferrovie ed aeroporti I CdS: Ingegneria Civile e Civile per l’Ambiente e il Territorio Anno: III Docente: Prof. Negli elaborati progettuali. oltre che delle preliminari capacità di progettazione e realizzazione di una strada. Ciro CALIENDO Semestre: II Integrato: Propedeuticità: Scienza della Costruzioni I SSD: ICAR/04 Crediti: 6 Codice: 0610100026/0610500050 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento dei principi fondamentali che sono alla base della progettazione geometrica delle infrastrutture viarie (con particolare riferimento alle strade) e all’apprendimento dei principali criteri per una corretta costruzione del corpo stradale e delle sovrastrutture. Autonomia di giudizio (making judgements) Individuare i metodi più appropriati per progettare e realizzare una strada. divisi per gruppi di lavoro. delle metodologie di progetto e di realizzazione di una infrastruttura stradale. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. e proporre dei criteri di scelta in rapporto al caso concreto. . Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di base della scienza delle costruzioni. revisionati periodicamente dal docente.

2001. 5 16 3 13 3 40 11 3 3 3 20 Ore Eserc. R. sezioni trasversali. Teoria di Rankine. Ore Lez. verifiche a: ribaltamento. Hevelius Edizioni. materiali. sovrastruttura. livelli di servizio. . Andamento plano-altimetrico dell’asse viario. scorrimento e carico limite. Esposito.Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso Progettazione concettuale Qualità della circolazione Costruzione Muri di sostegno Totale Ore Testi di riferimento T. Parametri della circolazione. C. classificazione delle strade. Caliendo: “Elementi di costruzione di strade”. Mauro: “La geometria stradale” . Corpo stradale. intersezioni. CUES 2010. Contenuti specifici Il sistema di trasporto su strada. interazione strada-veicolo. resistenze al moto.

membrature e strutture complesse. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper esaminare in senso critico i risultati delle analisi strutturali. Le prove sopra descritte esonerano dallo svolgimento della prova scritta. L’esame consta pertanto di una prova scritta ed un colloquio che verte sulla discussione degli elaborati progettuali redatti dallo studente durante lo svolgimento del corso.a. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Vengono approfonditi i classici modelli strutturali di trave continua.. alla analisi delle sollecitazioni di strutture iperstatiche per azioni statiche con metodi manuali e numerici. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente problematiche strutturali legate al comportamento di sezioni. da quelle Prerequisiti Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche e fisiche con particolare riferimento alla meccanica dei solidi rigidi e deformabili. Metodi di valutazione Si effettuano due prove scritte intercorso. Nelle esercitazioni in aula vengono sviluppati esempi numerici di quanto illustrato nelle lezioni teoriche e due temi progettuali: solaio laterocementizio e telaio in c. controllando la correttezza della analisi attraverso modelli elementari. dovrà essere in grado di determinare le sollecitazioni in strutture intelaiate ed in strutture di fondazione. di trave elastica su suolo elastico. di effettuare operazioni di verifica e progetto di membrature in c.a. sia in quanto modelli ricorrenti nell’ingegneria strutturale sia per l’apprendimento metodologico delle problematiche della modellazione strutturale. che concorre alla valutazione complessiva della preparazione raggiunta dallo studente nell’esame finale. sulla . in campo lineare e non lineare. di effettuare modellazioni di strutture ed azioni per costruzioni di modesta entità. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Lo studente al superamento della prova finale.Tecnica delle Costruzioni I Cds: Ingegneria Civile Anno: III Docente: Prof. in campo elastico ed agli stati limite. di telaio a nodi fissi e spostabili. che consistono nella risoluzione in aula di esercizi numerici inerenti gli argomenti del corso man mano sviluppati. al progetto di strutture di fondazione di tipo diretto. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a situazioni strutturali differenti esaminate durante il corso per materiali e tipologie strutturali. Ciro FAELLA Semestre: II Integrato: Codice: 06101/00022 Propedeuticità: Scienza delle Costruzioni I SSD: ICAR 09 Crediti: 12 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento delle metodologie di progetto e verifica di strutture in c.a. esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche.

. sulla discussione dei temi sia teorici che applicativi trattati nel corso.discussione della prova scritta o delle prove intercorso.

a. e Vol 1B: CUES C. in campo non lineare Fondamenti della teoria tecnica del c.S. per tensioni normali. travi di lunghezza infinita e semiinfinita.L. viscosità. ritiro. flessione nelle travi. Introduzione al corso Metodi di verifica della sicurezza strutturale. azioni.: proprietà del calcestruzzo. pressoflessione.L. Argomenti di Teoria e Tecnica delle Costruzioni – Costruzioni in calcestruzzo armato normale e precompresso. resistenze di progetto. Sezione rettangolare pressoinflessa: domini di resistenza allo s.L. Ore Eserc. CUES . Metodo delle forze e Metodo degli spostamenti. S. Analisi matriciale delle strutture intelaiate.a.a. Argomenti di Teoria e Tecnica delle Costruzioni – Analisi di strutture intelaiate. effetti della viscosità e del ritiro. Analisi elastica delle strutture intelaiate piane: tipologie.. Travi rigide su suolo elastico. condizioni di carico. Vol.u. Vol. Stati limite ultimi e di servizio. Faella. 10 6 18 10 2 Analisi dei Telai Piani 20 6 2 Travi di fondazioni e sistemi di travi 10 4 Totale Ore 60 26 4 Materiale didattico: C. criteri di rottura. Travi elastiche su suolo elastico. Modelli strutturali.:fessurazione.. 2. Modello del suolo di fondazione.Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici Ore Lez.l. deformazione. 1A. ipotesi di calcolo delle sezioni in campo lineare. Metodo matriciale per travi elastiche. Presso-tensoflessione retta e deviata. Metodi di rilassamento. Faella. acciai da c. aderenza.U. per tensioni tangenziali: taglio e torsione. azioni sulle strutture. Calcolo degli elementi in c. elementi compressi. metodo semiprobabilistico agli stati limite.a. in campo lineare Teoria tecnica delle sezioni e degli elementi in c.a. Il metodo semiprobabilistico agli stati limite.: tiranti. S. metodo elastico. 2 Teoria tecnica delle sezioni e degli elementi in c. plinti diretti. Ore Lab. S.U.

Tecnica delle Costruzioni I Cds: Ingegneria Civile Anno: III Docente: Integrato: Codice: 06101/00022 Propedeuticità: Scienza delle Costruzioni I SSD: ICAR 09 Crediti: 12 Tipologia: Caratterizzante Semestre: II .

Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenza e capacità di comprensione delle funzioni. prevede la discussione della relazione descrittiva relativa all’analisi degli elementi costruttivi più significativi di un edificio o di un’opera di ingegneria civile. Capacità di apprendere (learning skills) Sapere applicare le conoscenze acquisite e sapere apprendere autonomamente le nuove evoluzioni delle conoscenze. di isolamento termico e acustico. delle prestazioni e dei requisiti degli elementi costruttivi. dirigere. dirigere o verificare la realizzazione di elementi costruttivi tecnologicamente appropriati in un determinato contesto socioculturale. verificare la realizzazione di elementi costruttivi tecnologicamente appropriati. compositivo. Metodi di valutazione L’esame è orale. Funzioni. più appropriate in relazione al contesto. Autonomia di giudizio (making judgements) Essere in grado di gestire il processo costruttivo valutando soluzioni. esecutive. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche (40 ore) ed esercitazioni in aula (20 ore). di impermeabilizzazione. di Ore Lez. esistente o in costruzione (a scelta dello studente). di chiusura. anche alternative. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Conoscenza e capacità di comprensione per progettare.Tecnologia degli elementi costruttivi CdS: Ingegneria Civile Docente: Prof. ambientale. Contenuto del corso Argomenti 1. . strutturale. Vito CARDONE Semestre: II Integrato: ----Codice: 0610100018 Propedeuticità: Disegno (da 12 CFU) Architettura Tecnica (da 12 CFU) SSD: ICAR 11 Crediti: 6 Tipologia: Scelta dello Studente Anno: III Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Apprendere le problematiche connesse agli aspetti dell’appropriatezza tecnologica degli elementi costruttivi. Nelle esercitazioni in aula si svilupperà una relazione tecnica relativa alla descrizione e alla comprensione delle problematiche connesse all’esecuzione di un elemento costruttivo. 4 Ore Eserc Ore Lab. acquisire la competenza a progettare. Prerequisiti Sono richieste competenze nella rappresentazione grafica dell’edilizia e dell’ingegneria civile e le conoscenze dell’architettura tecnica. prestazioni e requisiti degli Contenuti specifici Relazioni con le esigenze strutturali. Abilità comunicative (communication skills) Sapere lavorare in gruppo e sapere esporre in forma scritta e grafica le soluzioni in studio e/o adottate.

vincoli. travi. esuberanti. Tipologia e tecnologia degli elementi costruttivi degli edifici 6. Tipologia e tecnologia degli elementi costruttivi per opere infrastrutturali Totale Ore manutenzione.elementi costruttivi 2. adeguate. Cardone. paratie. pulvini. sostenibilità e reversibilità degli interventi. tombini. Lezioni di architettura tecnica. Cuen. Assemblaggio tra diversi materiali. pilastri. Napoli. Murature. interventi allle murature (scuci e cuci. Napoli. micropali. 1998 . L’appropriatezza tecnologica come processo di ottimizzazione. completamento e accessori 8. elementi degli impianti di smaltimento delle acque (pluviali. nelle tecnologie tradizionali ed evolute. Tipologia e tecnologia degli interventi alle murature portanti 7. Tipologia e tecnologia degli elementi di giunzione. il riciclo di materiali e di componenti di risulta e di demolizione. La progettazione degli interventi tecnologicamente appropriati 5. Dai materiali ai componenti per le costruzioni. Cardone. secondari. pozzetti). elementi di irrigidimento. elementi costruttivi dei ponti (spalle. Ristrutturazione totale di edifici in muratura.. pile. CNR — C V. il rapporto costi-benefici. Materiali da costruzione e tecniche costruttive 3. Tecnologie appropriate in relazione alle esigenze progettuali. Elementi di fabbricati con struttura di muratura portante e con struttura intelaiata (di cls di c. L’esecuzione a regola d’arte. Tradizione e innovazione nella scelta della soluzione. impalcati. indotti. La valutazione delle caratteristiche prestazionali. Requisiti primari. a gravità e in cls di c. Cuen. facciate con vetrate continue e coperture vetrate. 2 4 2 2 8 6 4 4 8 4 8 4 40 20 Materiale didattico: Testi adottati (A) o consigliati (C) Manuale dell’architetto. travi. prestazioni insufficienti. pavimentazioni stradali e di aree esterne pedonali. principali e accessorie. 1990 — C B. dei requisiti e della rispondenza al progetto. Giunti di collegamento e di sconnessione. aggetti. fecali. fondazioni. Relazioni tra materiali da costruzione e tecniche di realizzazione.a. infissi e frangisole. Pavimentazioni. tiranti). ed. in opera e prefabbricati. al contesto socio-economico e ambientale. 1999 — A . orizzontamenti. Napoli.a. iniezioni). Qualità e livello di prestazione. qualità del singolo intervento e qualità dell’intero processo costruttivo. stralli. L’appropriatezza tecnologica degli interventi 4. Il vetro come materiale da costruzione.A V. elementi costruttivi in vetro. architravi e piattabande. problemi di compatibilità esecutiva e di conservazione dell’intervento. inutili. Prestazioni semplici e multiple. Muri di sostegno. sifoni. e di acciaio). De Sivo e altri. alle normative tecniche. il grado di appropriatezza. pozzetti e tubazioni di fognature urbane. catene. Il tufo nudo nell’architettura napoletana.

2000 — C Appunti delle lezioni svolte — A. linguaggi. Salerno.G. . Cues. Di Rocco. Il vetro in architettura: storia. tecniche.

alle caratteristiche tecnologiche e di impiego dei materiali utilizzati nel campo dell'ingegneria edile e strutturale. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato all’utilizzo dei materiali in edilizia. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze chimiche e fisiche di base. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dei materiali convenzionali e delle tecnologie di produzione e lavorazione. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Autonomia di giudizio (making judgements) Capacità di eseguire le scelte progettuali idonee in termini di materiali e durabilità. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. Nelle esercitazioni in aula vengono presentati semplici problemi sia di tipo calcolativo che analitico. Saper motivare le scelte progettuali eseguite.Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata CdS: Ingegneria Civile Anno: II Docente: Prof. . Luciano DI MAIO Semestre: I Integrato: Codice: Propedeuticità: Fondamenti Chimici delle Tecnologie SSD: ING-IND/22 Crediti: 6 Tipologia: Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso ha lo scopo di fornire le conoscenze di base relative alla struttura. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Capacità di comprendere i meccanismi di utilizzo e messa in opera dei materiali con particolare riferimento all’edilizia.

Produzione e proprietà. Produzione del cemento Portland. basici. Gesso. Materiali refrattari: refrattari: acidi. Struttura cristallina. Durabilità del calcestruzzo. Tecnologie di lavorazione dei materiali polimerici. Polimeri termoplastici e termoindurenti. Reazioni di polimerizzazione. resistenza meccanica. Acciai inossidabili. trasformazione eutettica. Composizione. durabilità. Calce area. Tecnologie di produzione ed utilizzo. Presa e indurimento. Cristallinità e stereoisomerismo nei materiali termoplastici. Introduzione. Leghe metalliche. Saggi e prove sui refrattari. Vetri di sicurezza. Classificazione tecnologica del legno. Caolinite. Malte a base di calce aerea. Regola delle fasi. Fibre e cariche particellari per materiali compositi a matrice polimerica. Processi di fabbricazione. Produzione e proprietà. neutri. Cemento d'alto forno. Sistemi eterogenei. Proprietà meccaniche. Proprietà termiche. Produzione dei ceramici tradizionali. 6 4 3 1 Materiali ceramici 8 2 Leganti aerei 3 Leganti idraulici 5 2 Calcestruzzo Materiali metallici 4 2 4 1 Materiali polimerici 3 1 Materiali compositi Materiali bituminosi Legno Totale Ore 3 1 2 1 45 15 Testi di riferimento . trasformazione peritettica. Idratazione del cemento. Elastomeri. Origini e classificazione dei materiali bituminosi. Sollecitazioni statiche. Produzione della ghisa e dell'acciaio. Presa e indurimento della calce aerea. Calci idrauliche.. 3 Ore Eserc 1 Ore Lab. Pesi molecolari medi. Lavorazioni e proprietà meccaniche degli acciai. Laterizi. Cause di alterazione delle opere cementizie. Struttura dei materiali: solidi ionici e solidi covalenti. Cemento pozzolanico. Porosità del cemento. Proprietà meccaniche. Calcestruzzo: costituenti. Cenni sulla lavorazione del vetro. Normativa. Sistemi a due componenti: miscibilità completa allo stato solido. lavorabilità. Caratteristiche del vetro. Grès e porcellane. cicliche e dinamiche. Vetroceramiche. Analisi delle proprietà meccaniche dei materiali. Durabilità. Strutture disordinate. Tipi di materiali. Caratteristiche e classificazione dei laterizi. Vetro. Tenacità e resilienza.Contenuto del corso Argomenti Introduzione alla scienza e tecnologia dei materiali Proprietà dei materiali Diagrammi di stato Contenuti specifici Materiali e tecnologia. Trattamenti termici degli acciai. Argilla: costituzione e proprietà. produzione e proprietà. Materiali compositi a matrice polimerica. Diagramma di stato ferro-carbonio. Proprietà e difetti del legno. Cemento Portland. Processo di cristallizzazione. Cemento alluminoso. Ghise. Ore Lez. Prove sui cementi. Corrosione e protezione dei materiali. miscibilità parziale o nulla allo stato solido.

Luca Betolini. McGraw-Hill. Edises. vol. Ed. “Scienza e Ingegneria dei Materiali”. Rossetti. Materiali da costruzione. 2003 Vito A. Callister. Napoli. “Il calcestruzzo – materiali e tecnologia”. Città studi edizioni. 1. 2003 . William D.

509/1999): Classe delle Lauree Magistrali in Ingegneria Civile . D. D.M.Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile LM-23.M. 270/2004 (ex-Classe 28/S.

problemi complessi anche nell'ambito un approccio interdisciplinare. – avere conoscenze nel campo dell'organizzazione aziendale (cultura d'impresa) e dell'etica professionale.Obiettivi formativi specifici del corso I laureati del corso di laurea magistrale in Ingegneria Civile devono: – conoscere approfonditamente gli strumenti delle scienze di base ed essere capaci di utilizzare tale conoscenza per interpretare e descrivere i problemi dell'ingegneria complessi o che richiedono un approccio interdisciplinare. processi e servizi complessi e/o innovativi. Autonomia di giudizio (making judgements) . soprattutto appartenenti alle attività caratterizzanti. la discussione dei suddetti elaborati progettuali rappresenta parte integrante delle usuali prove d'esame nelle quali. ad analizzare ed interpretare i dati. la conoscenza maturata dall'allievo viene verificata tramite le prove d'esame che constano quasi sempre di una prova scritta e di un esame orale. che si concretizzano nella pianificazione della propria attività lavorativa. pianificare. L'obiettivo viene perseguito tramite l'adozione di diversi testi per la didattica e tramite varie modalità di erogazione della didattica stessa (lezioni frontali. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) Il laureato è in grado di affrontare l'analisi di sistemi anche di notevole complessità nell'ambito dell'Ingegneria Civile e di progettare. nella quale devono essere capaci di identificare. dunque. – conoscere approfonditamente gli aspetti teorico-scientifici dell'ingegneria. – essere capaci di progettare e gestire esperimenti di elevata complessità. nel rispetto dei modelli organizzativi aziendali. – essere dotati di conoscenze di contesto e di capacità trasversali. In molti corsi. – essere capaci di ideare. esercitazioni pratiche. Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Il laureato possiede le conoscenze matematiche e fisiche di base peculiari dell'Ingegneria e le conoscenze metodologiche di carattere generale nel settore Civile. è possibile valutare anche il "saper fare" acquisito dall'allievo durante il corso. Una parte rilevante della didattica impartita nei corsi è riservata ad attività esercitative e a pratiche di laboratorio. sistemi di piccole dimensioni. a progettare opere e condurre cantieri. Alcune attività didattiche riguardano lo sviluppo di attività interdisciplinari con lo scopo di abituare l'allievo a generalizzare metodi e tecniche impartite nei vari corsi. vengono sviluppate esercitazioni progettuali per il cui svolgimento è necessario applicare le nozioni apprese nelle ore di lezione teorica ed imparare ad utilizzare strumenti di lavoro tipici della professione dell'ingegnere. – essere in grado di utilizzare in forma scritta e orale. anche in modo innovativo. con riferimento anche ai lessici disciplinari. in quell'ambito. attività di laboratorio e di campo). il laureato: – ha capacità di tipo organizzativo. Inoltre nello svolgimento delle mansioni inerenti la propria attività. a impiegare software complessi. almeno una lingua dell'Unione Europea oltre all'italiano. anche basate su modelli statistici. progettare e gestire sistemi. sia in generale. formulare e risolvere. – è in grado di relazionare sulla propria attività lavorativa. sia in modo approfondito relativamente a quelli dell'ingegneria civile. – sa far uso di appropriate tecniche di metodi e tecniche di valutazione. – è in grado di coordinare gruppi di lavoro. nel rispetto di un piano di lavoro impostogli o nel lavoro di gruppo.

Le attività di tutorato che vengono svolte dai docenti durante i corsi stimolano l'allievo ad interagire con essi e con i suoi colleghi. prodotto dallo studente su un'area tematica attraversata nel suo percorso di studi. generalmente svolta secondo la modalità del colloquio orale. Capacità di apprendimento (learning skills) Il laureato. attraverso la pianificazione delle attività di tirocinio formativo e professionale ed attraverso la prova di verifica finale. offre allo studente un'ulteriore opportunità di approfondimento e di verifica delle capacità di analisi. inoltre. la prova d'esame. tipica delle attività ingegneria. Lo svolgimento di attività progettuali all'interno dei corsi pone da subito l'allievo di fronte alla necessità. una prova orale durante la quale vengono valutate. consente di verificare le abilità comunicative maturate dall'allievo. La prova finale. infine.Coerentemente con le capacità di analisi acquisite. Poiché tali attività progettuali sono generalmente svolte autonomamente dall'allievo che è chiamato a svolgerle da solo o all'interno di piccoli gruppi di lavoro. comunicazione ed esposizione del candidato. Tali abilità sono maturate lungo tutto il percorso formativo. il laureato è in grado di valutare autonomamente sistemi di media complessità nell'ambito dell'Ingegneria Civile. possiede gli strumenti cognitivi di base per la crescita culturale e per l'aggiornamento continuo autonomo delle proprie conoscenze. elaborazione e comunicazione del lavoro svolto. per il quale potrà utilizzare fonti in lingua italiana e in lingua inglese. Da questa varietà di contenuti. Tali capacità di giudizio sono esplicitamente potenziate nel CdS attraverso la richiesta di relazioni scritte sull'analisi di progetti durante le attività standard corsuali. è in grado di comprendere ed elaborare testi in lingua inglese di media difficoltà. oltre alle conoscenze acquisite dallo studente. Oggetto di valutazione in questo caso non sono solo i contenuti dell'elaborato. di una Tesi. di effettuare scelte tra diverse soluzioni alternative disponibili per risolvere il problema oggetto di studio. anche la sua capacità di comunicarle con chiarezza e precisione. La varietà di attività formative previste dall'Ordinamento degli Studi permettono all'allievo di sviluppare una notevole capacità di apprendimento misurandosi con materie che spaziano da matematica e fisica e fino alle discipline economiche e giuridiche passando attraverso le attività caratterizzanti i corsi della Classe di Ingegneria Civile. spesso veicolati con altrettanta varietà di metodi di esposizione ed applicazione deriva la necessità che l'allievo sviluppi una significativa duttilità nell'apprendimento. ma anche e soprattutto le capacità di sintesi. Abilità comunicative (communication skills) Il laureato sa comunicare con tecnici ed esperti con proprietà di linguaggio e padronanza dei dialetti tecnici. sono previste delle attività seminariali svolte da gruppi di studenti su argomenti specifici di ciascun insegnamento. innanzi ad una commissione. Inoltre nel corso di alcuni degli insegnamenti maggiormente caratterizzanti il corso di studi. Essa prevede infatti la discussione. che prevedono nella maggioranza dei casi a valle di una prova scritta. È in grado di comunicare anche in inglese su problematiche di carattere tecnico. Profili professionali di riferimento Gli sbocchi professionali sono legati a quegli ambiti lavorativi in cui si progettano e sviluppano prodotti e sistemi nell'ambito Civile: . nella propria lingua. corredato da una presentazione multimediale. esse sono un momento fondamentale per adottare tra le varie soluzioni prospettate dal docente quella che a suo giudizio risulta più appropriata per il caso in studio. con il duplice obiettivo di rafforzare la conoscenza della terminologia tecnica e favorire l'acquisizione e la padronanza degli strumenti linguistici. In molti insegnamenti viene fornito allo studente parte del materiale didattico di supporto ai corsi in lingua inglese. contribuiscono allo scopo le modalità di accertamento e valutazione della preparazione dello studente.

– uffici tecnici di enti pubblici (Comuni. con obiettivi diversificati: – un percorso “Strutture e Geotecnica” orientato alla formazione di tecnici specializzati nell’ambito della progettazione e manutenzione di strutture in cui convergano aspetti relativi all’Ingegneria Strutturale e Geotecnica. tel. – studi professionali e società di ingegneria. fin da principio. Prova finale La prova finale consiste nella preparazione e discussione di un Elaborato di Tesi. nonché della articolazione dell’elaborato finale e della sua presentazione. Province. ferrovie. 84084 Fisciano (SA). della sua maturità culturale e della capacità di elaborazione personale. – un percorso “Infrastrutture e Trasporti” che ha l’obiettivo di trasferire agli studenti i fondamenti per la pianificazione e la progettazione di sistemi di trasporto e per la progettazione di infrastrutture. La valutazione conclusiva terrà conto dell’intera carriera dello studente.it Area Didattica di Ingegneria Civile ed Ambientale. Il corso prepara alle professioni di: – Ingegneri civili – Ingegneri idraulici – Altri ingegneri ed assimilati Curricula offerti agli studenti Il Corso di studi si articola. Regioni). il CdS consente anche di partecipare all'esame di stato per l'abilitazione alla professione di ingegnere. Gli studenti possono proseguire gli studi iscrivendosi ad un corso di Dottorato di Ricerca o di Master di Secondo Livello. L'elaborato viene discusso dinanzi ad una commissione. e-mail: presing@unisa. quali strade.it/ . Strutture ove è possibile consultare il regolamento didattico del corso Facoltà di Ingegneria. Inoltre. – società di costruzioni. fax 089 964343.adica. di norma con l'ausilio di mezzi multimediali. fax 089 964343. sviluppato nell'ambito delle discipline del corso di Laurea. Via Ponte Don Melillo. 84084 Fisciano (SA). e-mail: adica@unisa.unisa. su due distinti percorsi. 089 964029. – laboratori di prove su materiali. Insegnamenti e altre attività formative L’elenco degli insegnamenti e i relativi obiettivi formativi sono riportati nel seguito della presente Guida Piani di studio individuali Gli studenti possono presentare piani di studio individuali la cui approvazione è deliberata dal Consiglio di Area Didattica. 089 964052. I termini e le modalità di presentazione dei suddetti piani sono stabiliti dalla programmazione annuale della didattica nel calendario di Ateneo.it Indirizzo internet del corso di laurea http://www. Via Ponte Don Melillo. acquedotti e fognature. tel.

Idraulica II Ingegneria Sanitaria Ambientale CFU 6 6 6 Tecnica delle Costruzioni II II sem. Geotecnica Teoria delle Strutture Totale Parziale II anno DISCIPLINA Costruzioni Idrauliche II* Strade. Ferrovie e Aeroporti II Fondazioni I sem. Progetto di Strutture & Costruzioni in Zona Sismica* Un esame a scelta tra: Stabilità dei pendii Teoria e progetto di ponti 6 6 6 6 Prova Finale Totale Parziale * Corso unico con esame finale al termine del II semestre 15 72 . A. Progetto di Strutture & Costruzioni in Zona Sismica* Un esame a scelta tra: Opere di sostegno Materiali innovativi 12 12 6 48 CFU 6 6 6 6 6 Tirocinio/Laboratorio 3 Costruzioni Idrauliche II* Riabilitazione strutturale II sem. 2010/11 Percorso STRUTTURE E GEOTECNICA I anno DISCIPLINA Scienza delle Costruzioni II I sem.(torna all’indice) Curriculum per gli immatricolati nell’A.

Idraulica II Ingegneria Sanitaria Ambientale CFU 6 6 6 Tecnica delle Costruzioni II II sem. Ferrovie e Aeroporti II Opere di sostegno Acquedotti e fognature I sem. Geotecnica Teoria dei Sistemi di Trasporto Totale Parziale II anno DISCIPLINA Costruzioni Idrauliche II* Strade. Un esame a scelta tra: Gestione dei sistemi di trasporto Gestione delle risorse idriche Valutazione economica dei progetti 6 6 6 Prova Finale Totale Parziale * Corso unico con esame finale al termine del II semestre 15 72 .Percorso INFRASTRUTTURE E TRASPORTI I anno DISCIPLINA Scienza delle Costruzioni II I sem. Ponti e Strutture speciali* Un esame a scelta tra: Progettazione dei sistemi di trasporto Idraulica marittima 12 12 6 48 CFU 6 6 6 6 6 6 Valutazione di Impatto Ambientale Tirocinio/Laboratorio 3 Costruzioni Idrauliche II* Progetto di Strutture & Costruzioni in Zona Sismica* II sem.

2010/11 Primo Anno Percorso STRUTTURE E GEOTECNICA I anno DISCIPLINA Scienza delle Costruzioni II I sem. Geotecnica Teoria delle Strutture Totale Parziale 12 12 6 48 Percorso INFRASTRUTTURE E TRASPORTI I anno DISCIPLINA Scienza delle Costruzioni II I sem. A.Manifesto degli studi per l’A. Idraulica II Ingegneria Sanitaria Ambientale CFU 6 6 6 Tecnica delle Costruzioni II II sem. Geotecnica Teoria dei Sistemi di Trasporto Totale Parziale 12 12 6 48 . Idraulica II Ingegneria Sanitaria Ambientale CFU 6 6 6 Tecnica delle Costruzioni II II sem.

A. 2010/11 Secondo Anno Curruculum IDRAULICO II anno Insegnamento/ Attività ♦ Valutazione economica dei progetti Gestione delle risorse idriche Costruzioni Idrauliche II Termofisica dell’edificio oppure Elettrotecnica II ■ Attività progettuale 1 Impatto ambientale opere ing. civile ■ Attività progettuale 2-3* 1) Un insegnamento a scelta tra: • Strutture speciali • Stabilità dei pendii 2) Un insegnamento a scelta tra: • Fondazioni • Materiali strutturali innovativi e sperimentazione • Elettrotecnica I (se non già sostenuto) • Elementi di diritto per ing. II sem. due di esse possono essere svolte nell’ambito di un unico corso.Manifesto degli studi per l’A. civile • Disciplina residua del gruppo 1 ♦ Prova finale Totale crediti specialistica CFU 6 6 6 6 3 6 6 6 I sem. 9 120 * Nel caso siano presenti 3 attività progettuali da 3 CFU. Civile • Disciplina residua del gruppo 1 ♦ Prova finale Totale crediti specialistica CFU 6 6 6 6 3 6 6 6 *12/**6 I sem. II sem. 6 9 120 Curruculum STRUTTURE E COSTRUZIONI II anno Insegnamento / Attività ♦ Valutazione economica dei progetti *Progetto di Strutture / **Opere di sostegno Costruzioni idrauliche II Termofisica dell’edificio o Elettrotecnica II ■ Attività progettuale 1 *Nessuna / ** Idraulica II o Progetto di strutture *Costruzioni in Zona Sismica / **Fondazioni ■ Attività progettuale 2-3* 1) Uno o due insegnamenti a scelta tra: • Strutture speciali • Fondazioni • Stabilità dei pendii • Riabilitazione strutturale • Strade. ferrovie ed aeroporti II • Materiali strutturali innovativi e sperimentazione • Elettrotecnica I (se non già sostenuto) • Elementi di diritto per ing. .

Legenda ♦ • ■ Insegnamenti / Attività comuni a tutti i curricula Insegnamenti / Attività a scelta Attività progettuali .

Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile Programmi dei Corsi .

Fotogrammetria: Cenni sul metodo fotogrammetrico. Orientamento interno. Uso di immagini raddrizzate e ortofoto all’interno di un SIT Geographical Information System (G.): Definizione e principali caratteristiche Sistemi Informativi Territoriali (SIT o GIS). Fotogrammetria e produzione cartografica. Codifica Produzione. Acquisizione indiretta di dati raster. Sistemi di codifica. editing. modalità di realizzazione e problematiche. modelli di correzione (parametrici. Fotogramma e camera metrica. T. Informatizzazione della cartografia. Problemi di editing cartografico e principali operazioni.ssa Margherita FIANI Propedeuticità: Topografia Numero di crediti: 6 Semestre: I SSD: ICAR/06 Programma del corso: Richiami di cartografia: Definizione di carta. Approccio analitico. Rappresentazione dell’ellissoide sul piano. Principali sistemi satellitari ad alta risoluzione. La precisione della cartografia: errore di graficismo. Modelli digitali del terreno (DTM) e delle superfici (DSM) e prodotti derivati. Gestione e aggiornamento. applicazioni dell'alta risoluzione. Acquisizione diretta di dati raster. Uso della fotogrammetria aerea nella produzione di cartografia moderna. Il raddrizzamento differenziale e l'ortofototo digitale: specifiche. Rasterizzazione di cartografia. Acquisizione diretta di dati vettoriali. Discretizzazione e scannerizzazione di cartografia esistente. Componenti fondamentali di un restitutore analitico e di una stazione fotogrammetrica digitale. vestizione. Dati formato vector. Immagini digitali. 1:500). Dati formato raster. Concetto di scala nominale. Prodotti cartografici prodotti dall’IGM e dalla Regione Campania. vecchia e nuova serie. Caratteristiche delle carte. Restituzione numerica.CARTOGRAFIA NUMERICA Cds: Laurea in Ingegneria Civile e in Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio Docente: Prof. la triangolazione fotogrammetrica a modelli indipendenti e per fasci proiettivi. 1:1000. esterno. Ricostruzione della proiettività e del modello. Immagini satellitari ad alta risoluzione. parametri di acquisizione delle immagini. Capitolati d'Appalto prescrizioni Amministrative. Cartografia catastale. Cartografia tematica.A. Enti Cartografici di Stato. Processo di Produzione. Cartografia Tecnica Regionale. Certificato di calibrazione. Repertorio dei segni convenzionali. Livelli di complessità. Il problema dell'appoggio. Acquisizione indiretta di dati vettoriali. Contenuto metrico. Progetto ed esecuzione delle prese: dal caso aereo a quello terrestre. Digital Terrain Model (DTM). Sistema internazionale UTM-UPS. generazione e uso dell'ortofoto di precisione in ambito urbano. Basi di dati topografici e Sistemi Informativi Territoriali: Rappresentazioni di dati digitali. Distorsioni radiometriche e geometriche delle immagini. Controllo di qualità ed operazioni di collaudo delle fasi della produzione: volo. ricognizione. non parametrici). sistemi di acquisizione. Qualità dei dati. Il raddrizzamento per oggetti piani. Carte di base. file di trasferimento. Processo di produzione di Cartografia Numerica a grande scala. Rappresentazione dati in forma digitale: modalità raster e vettoriale. Relazioni spaziali tra oggetti. relativo e assoluto. congruenze. Vettorializzazione di mappe esistenti.I. Ricostruzione dei parametri di orientamento e restituzione. Cartografia numerica: Definizioni e caratteristiche. Sistemi di coordinate usati in fotogrammetria. Tecniche e di Collaudo. Il sistema cartografico Nazionale: impianto. tolleranza e fattore di scala della carta.S. Classificazione delle rappresentazioni cartografiche. Relazioni topologiche. Gli strumenti per la restituzione. Immagini satellitari ad alta risoluzione: Principi fisici del telerilevamento. inquadramento. Concetto di generalizzazione. Archiviazione delle . Taglio cartografico. Cartografie a grande scala (1:2000. Componenti di un GIS. Funzione di coordinamento dell'Intesa Stato Regioni. restituzione. Contenuto informativo. Lettura delle coordinate presenti negli elementi cartografici. orbite.

1994 SELVINI-GUZZETTI. ed. Libreria Clup . Vol.informazioni. Torino. WEB-GIS. La georeferenziazione dei dati. Qualità dei dati. Uso dei GIS da parte dell’amministrazione pubblica. Modalità di svolgimento dell’esame: esame orale Materiale didattico: materiale fornito dal docente Testi di consultazione: KRAUS Karl: “Fotogrammetria”. Cartografia generale Tematica e Numerica. Metodi di organizzazione dei dati. Tecniche di strutturazione ed analisi dei dati. Risoluzione spaziale.1. UTET BORROUGHS Geographic Information Systems MIGLIACCIO Cartografia Tematica e Automatica. Banche dati. Levrotto e Bella. Milano .

Indagini preliminari-Tecniche di perforazione: a percussione. cunette. aria compressa-Ripristino dei pozzi: corrosione ed incrostazione-Disinfezione-del pozzo-Aspetti economici. cementazione-Filtri e dreni:topologie.Progetto di un campo pozzi. programmatica e tecnicooperativa-Analisi delle caratteristiche territoriali ed ambientali del bacino-Pianificazione e programmazione degli interventi-Elaborati di piano. analisi delle equazioni. rivestimenti e gabbionateCenni agli interventi negli attraversamenti di centri abitati.-Forme di fondo e resistenze al moto ad esse connesse-Mobilità dei sedimenti: abaco di Shields. taratura. Pierluigi FURCOLO Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Nessuna Argomenti del corso: I Piani di Bacino.COSTRUZIONI IDRAULICHE II Docente: Prof. condizioni al contorno. tipologia. Fabio ROSSI/Prof. manufatti accessori-Arginature fluviali rigide. Sistemi Fluviali. Richiamo delle nozioni fondamentali dell’idraulica dei canali-Caratterizzazione dei sedimenti fluviali-Legge logaritmica delle velocità applicata ai canali naturali-Valutazione delle resistenze al moto. dimensionamento idraulico e statico. applicazioni-Valutazione degli effetti delle opere in alveo-Morfologia fluviale.Progetto di un’arginatura fluviale. altri metodi di terebrazione-Macchinari ed attrezzature-Problemi ed inconvenientiCarotaggio e stratigrafia-Completamento dei pozzi: tubazioni di rivestimento. Idraulica dei Pozzi. pistonaggio. . flessibili ed in terra:dimensionamento e verifica-Altre opere di sistemazione fluviale: pennelli. normativa. Quadro legislativo: norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo-Finalità e contenuti dei Piani di Bacino-Fasi conoscitiva. Il piano di Bacino del fiume Volturno. Cenni di Dinamica Fluviale. Richiami delle nozioni fondamentali sulle acque filtranti-Impieghi delle acque sotterranee-Pozzi per l’emurginamento di acqua-Valutazione delle caratteristiche fisiche del mezzo filtrante-Pozzi in falde freatiche ed artesiane-Condizioni stazionarie: relazione portata-depressione-Condizioni transitorie: formula di Theìs-Sovrapposizione degli effettiMetodi numerici-Prove di portata e valutazione in sito della permeabilità e del coefficiente di immagazzinamento-Efficienza del pozzo-Portate emungibili-Analisi delle condizioni di sfruttamento di un acquifero sotterraneo-Inquinamento delle acque sotterranee-Intrusione salina. caratteristiche fisiche.-Briglie e soglie di fondo: finalità. Pozzi per Acque. messa in opera-Spurgo dei pozzi: pompaggio.-Progetto di una serie di briglie a gravità. trattazione di White e Day-Trasporto solido di fondo: formula di Meyer-Peter e Muller-Trasporto solido in sospensione: formula di Einstein-Trasporto solido totale:formula di Ackers e White-Trasporto di fondo negli alvei a geometria irregolare: formula di Pica-Formule empiriche per l’erosione localizzata-Modelli a fondo mobile: formulazione. formule empiriche. a rotazione con e senza l’impiego di fanghi di circolazione. protezione delle scarpate. Torrenti montani e fiumi-Tronchi d’alveo soggetti ad erosione ed a deposito-Sistemazioni di torrenti: gradinate. ecc.

con particolare riferimento alla scienza ed alla tecnica delle costruzioni. .a. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale..Costruzioni in Zona Sismica Cds: LS . un progetto da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti. con riferimento agli aspetti teorici di base ed alle problematiche progettuali. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento ovvero le problematiche connesse alla progettazione ed all’esecuzione di strutture sismoresistenti. divisi per gruppi di lavoro. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dell’ingegneria civile in generale ed in particolare nell’ambito dei processi di progettazione ed esecuzione anche di costruzioni complesse. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. oltre che delle capacità di progettazione di un edificio intelaitao in c.Ingegneria Civile Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio Anno: II Propedeuticità: Tecnica delle Costruzioni II – Scienza delle Costruzioni II SSD: ICAR/09 Docente: Luigi Petti Integrato: Crediti: 6 Semestre: II Codice: 0606363028 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso introduce lo studente alle principali tematiche riguardanti l’ingegneria sismica. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi. i criteri e le procedure più appropriate per progettare e realizzare una costruzione sismoresistente. Il progetto comprende unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento ed è strumentale all’acquisizione. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze mecaniche di base. anche a sviluppare e rafforzare le capacità di lavorare in team. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper progettare strutture sismoresitenti applicando sia procedure e metodologie classiche che avanzate al fine di perseguire prestazioni prestabilite.

• Soluzioni progettuali innovative. MAFREDI. Pericolosità sismica di base ed effetti di sito. Criteri di progetto di carattere prestazionale. Le normative internazionali. La dissipazione extrastrutturale di energia. A tal proposito sono previste lezioni ed esercitazioni finalizzate ad approfondire le seguenti tematiche e problematiche: • Criteri di progetto. COSENZA. NAEIM F. Ore Lez.) Argomenti Il fenomeno sismico Contenuti specifici Introduzione alla sismologia e caratterizzazione del fenomeno sismico. La risposta libera e forzata dei sistemi ad un grado di libertà (SDOF). Descrizione delle principali metodologie sismotettonicheprobabilistiche per l’analisi della pericolosità sismica.Wiley & sons.Contenuto del corso – Aspetti teorici (6 cred. • Costruzione di modelli numerici descrittivi di strutture sismoresistenti. 2008 “Design of seismic isolated structures: from theory to practice”. Controventi.Kelly. Hoepli. J. Dettagli costruttivi specifici per la protezione sismica degli edifici. Gli organismi degli edifici antisismici. 1995 “Strutture in cemento armato. 2 Analisi della risposta sismica di organismi edilizi 16 4 Il progetto di strutture antisismiche Strategie innovative di protezione sismica Totale Ore 12 4 8 46 4 14 È previsto lo svolgimento di un progetto di una costruzione/edificio sismoresistente.Spettri di risposta elastici. Prentice-Hall. J. Spettri di progetto. Controventi dissipativi. • Metodologie e procedure di analisi statica e dinamica sia in ambito lineare che non lineare. 10 Ore Eserc. PECCE. Introduzione al comportamento non lineare delle strutture soggette ad azioni sismiche.. Metodi di analisi lineare: statica e dinamica. Metodi numerici di integrazione delle equazioni del moto.. CHOPRA A. L’isolamento alla base. Testi di riferimento “Dynamics of structures : theory and applications to earthquake engineering”. Duttilità e Gerarchia delle Resistenze.. Basi della progettazione”. La risposta sismica di sistemi a masse concentrate a più gradi di libertà (MDOF). La nuova normativa NTC2008. Concetti di controllo delle vibrazioni. 1999 . M. • Dettagli costruttivi. Spettri di risposta anelastici.K.

Risposte al gradino. Magneti permanenti. Motori a corrente continua (6h) Generalità. pompe per iniezioni di cemento ed elettropompe per impianti fognari. montacarichi per materiali da cantiere e paranchi. Principi di conversione elettromeccanica dell'energia. termocoppie. Misure di pressione: diaframmi con estensimetri induttivi. Programma Principi di elettromagnetismo (8h) Grandezze fondamentali. Strumenti magnetoelettrici. Applicazioni (9h) esercitazioni (90%) Il ponte di Wheatstone. Perdite. Circuiti magnetici. Cenni sull’avviamento e regolazione di velocità. Errori di misura. Estensimetri induttivi e capacitivi. Capacità di: Scelta di sistemi di conversione elettromeccanica dell’energia. Trasformata di Fourier dei segnali. nell’ambito del corso sono sviluppate tematiche riguardanti le applicazioni delle macchine elettriche. Misura di temperatura: termometri a resistenza. Principio di funzionamento. Dinamica dei sistemi lineari e tempo invarianti (8h) esercitazioni (20%) Cenni sulle caratteristiche dinamiche di sistemi lineari stazionari. capacitivi. Tipologie di motori asincroni. Strumenti e tecniche di valutazione di grandezze elettriche. Elettromagneti. Applicazioni (8h) esercitazioni (90%) Caratteristiche di motori elettrici per: mescolatori di miscele cementizie. capacitivi e resistivi. induttivi. Misure di velocità: encoders. pompe idrauliche. di specifico interesse. Oscilloscopio: generalità ed applicazioni.ELETTROTECNICA II Docente: Prof. all’impulso. Caratteristiche elettromeccanica e meccanica.S. Luigi EGIZIANO Numero di crediti: 6 Collocazione: I anno L. Cenni sugli strumenti numerici. nonché le metodologie e le tecniche di valutazione di grandezze elettriche per misure e diagnostica in alcune applicazioni del settore dell’Ingegneria Civile. Utilizzazione di strumenti di misura di grandezze elettriche e di trasduttori elettrici ed elettromagnetici. Attività di ricapitolazione ed esercitazioni mirate all’approfondimento di alcuni aspetti applicativi di interesse specifico per l’ingegneria civile (6h) Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Tipologie di sistemi di conversione elettromeccanica dell’energia. Il corso prevede un consistente numero di esercitazioni sia a carattere numerico che sperimentale. Estensimetri a variazione di resistenza elettrica (strain gauges):influenza dei cavi e delle resistenze di contatto. sia analogici che digitali. – I semestre Propedeuticità: Elettrotecnica I Finalità del corso Il corso è mirato all’approfondimento di alcuni aspetti del settore elettrico che sono significativi per ampliare lo spettro della formazione professionale dell'Ingegnere Civile. Funzione di trasferimento. Isteresi. Sistemi di eccitazione e caratteristiche elettromeccaniche e meccaniche. Applicazioni ai motori elettrici. Trasduttori di posizione: potenziometrici resistivi. Modalità di svolgimento dell’esame . Riluttanza. tachimetri e dinamo tachimetriche. In particolare. il principio di funzionamento ed il campo di impiego di strumenti di misura. senza contatto. elettrodinamici e ad induzione. Risposta in frequenza. Misura delle deformazioni nel piano: rosette estensimetriche. Strumenti (7h) Introduzione alle misure elettriche. Motore asincrono (8h) esercitazioni (20%) Principio di funzionamento. alla rampa.

Materiale Didattico Appunti distribuiti a lezione e/o via web Fiorio. Levrotto&Bella Fabbricatore.Meo. Liguori Macchiaroli. Elettrotecnica e Applicazioni. Non sono previste prove intracorso. Macchine e Impianti Elettrici.La prova orale comprenderà la discussione di un elaborato.I. vol.Gorini. Appunti di Elettrotecnica. Liguori .

Tipologia dei pali di fondazione: pali battuti. .sovrastruttura. Criteri per il dimensionamento delle strutture di fondazione. modalità di prova. Cedimenti indotti da scavi a cielo aperto e in sotterraneo .l. Mc Graw. Lancellotta & J.Carico limite dei pali di fondazione:carichi verticali.Criteri e fasi di progetto . elaborazione dei risultati.Carico limite delle fondazioni dirette: rottura generale.Deformazioni della sovrastruttura e relative conseguenze. Scelta del tipo di fondazione.Calavera..Benevento-(1999) J. modello di semispazio elastico.E . coefficienti correttivi vari. formule dinamiche. pali trivellati.Hill (1991) R . .. Terzaghi. fondazioni su plinti. pali riduttori dei cedimenti. Hevelius Edizioni s.Stabilità dell’equilibrio di una struttura a torre: modello di pendolo rovescio. . equilibrio limite.Fondazioni dirette: scelta del piano di posa.fondazione .. metodo di Koening e Sheriff . metodi per ridurne l’entità.Tipologia delle fondazioni. correlazioni con i risultati di prove in sito. pali a rotazione impedita in testa . coefficienti di sicurezza .Mc Graw-Hill (1999) . Burland. “Fondazioni”. pali trivellati con elica continua e pali trivellati e pressati. Bowles “Fondazioni:analisi e progetto”.Interazione terreno – fondazione: modello di Winkler e derivati. controlli non distruttivi .FONDAZIONI Docente: Prof.. Viggiani “Fondazioni”.Sperimentazione sui pali di fondazione:prove di carico. effetti di gruppo. Settimio FERLISI Numero di Crediti: 6 Propedeuticità: Geotecnica Programma del corso . metodo delle curve caratteristiche. calcolo dei cedimenti su terreni a grana fina e decorso dei cedimenti nel tempo.Analisi delle fondazioni su pali sotto i carichi d’esercizio:carichi verticali: cedimenti dei pali isolati e dei pali in gruppo. fondazioni continue . formule statiche.r.carichi orizzontali: Spostamenti dei pali singoli o in gruppo . calcolo dei cedimenti di un terreno a grana grossa: metodi di Schmertmann. .carichi orizzontali: pali liberi di ruotare in testa.Cedimenti delle fondazioni dirette: Sistema terreno . metodi di previsione delle distorsioni e valori ammissibili. analisi limite.. punzonamento. vincoli elastici e plastici Testi consigliati: C. Caratteristiche dei terreni e influenza della falda. interazione terreno-palo-struttura di collegamento. Requisiti di progetto.Richiami di meccanica dei terreni. .Introduzione. attrezzature. pali trivellati di piccolo diametro e pali di grande diametro.Interazione terreno – fondazione – sovrastruttura: influenza della sovrastruttura sull’interazione terreno – fondazione . .

ricostruzione della sezione stratigrafica di progetto. criteri di progettazione delle campagne di indagini in sito e di laboratorio. (16 ore) Nota: Sono da prevedere ulteriori 40 ore da dedicare alle esercitazioni di laboratorio ovvero all’approfondimento di alcuni degli argomenti trattati a lezione. Casi di studio particolarmente significativi. delle equazioni reggenti e dei metodi di soluzione dei moti di filtrazione nei mezzi naturali. Estensione delle precedenti trattazioni al caso dei mezzi parzialmente saturi. cedimenti differenziali. Leonardo CASCINI Numero di crediti: 12 Propedeuticità: Nessuna Finalità del corso: Il corso approfondisce i fondamenti teorici della meccanica delle terre e dei mezzi a più fasi. deformazioni e cedimenti assoluti indotti da forze esterne. grado di consolidazione. in condizione di totale e parziale saturazione. richiami della definizione di tensione. reti idrodinamiche a maglie quadre. estensione delle precedenti trattazioni al caso dei mezzi parzialmente saturi. problematiche in presenza di azioni dinamiche e metodi pseudo-statici. criteri per la caratterizzazione dei terreni con riferimento ad opere di Ingegneria Geotecnica in condizioni di esercizio. La resistenza a rottura dei terreni parzialmente saturi. (8 ore) Resistenza a rottura: criteri di resistenza in condizioni drenate e non drenate.GEOTECNICA Docente: Prof. fattore tempo e decorso dei cedimenti. (8 ore) Le problematiche più usuali dell’Ingegneria Geotecnica: principali aspetti progettuali e criteri di dimensionamento per opere di sostegno. del coefficiente di spinta a riposo. (7 ore) Legami tensioni-deformazioni: relazioni tensioni-deformazioni in un mezzo a più fasi. Modalità di svolgimento dell’esame Capacità di: Progettazione ed analisi del comportamento. (12 ore) I moti di filtrazione in regime stazionario: con riferimento ai mezzi saturi. la legge del flusso plastico e la teoria dello stato critico. equazioni di Biot-Mandel e di Terzaghi-Rendulic. richiami delle proprietà idrauliche. a breve e a lungo termine. Criteri di progetto e verifica delle opere tipiche dell’Ingegneria Geotecnica. σ) e (t. (6 ore) Stato tensionale nei mezzi a più fasi: con riferimento ai mezzi saturi. pendii naturali ed artificiali. fondazioni. metodo delle differenze finite e cenni al metodo agli elementi finiti. s). tensioni e deformazioni indotte in campo elastico dai moti di filtrazione. sifonamento. delle tensioni geostatiche e della loro rappresentazione nei piani (τ. Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Comportamento meccanico dei terreni e dei mezzi plurifase saturi e non saturi. soluzione dell’equazione della consolidazione con le condizioni al contorno associate. cenni a modelli costitutivi avanzati. di opere e sistemi geotecnici semplici e complessi. (8 ore) I moti filtranti in regime vario: equazioni reggenti per mezzi saturi. metodi di soluzione dei problemi al finito: analisi limite. geotecnica delle grandi aree. successivamente utilizzati per analizzare le problematiche più comuni nell’ambito della Ingegneria Geotecnica. parametri di deformabilità e loro valutazione. sovrappressioni neutre indotte da variazioni dello stato tensionale in condizioni non drenate. (8 ore) Problemi di collasso: i fenomeni di rottura in condizioni drenate e non drenate. del principio delle tensioni effettive. Programma Introduzione al corso: i principali problemi applicativi nella Ingegneria Geotecnica e l’approccio metodologico per la loro risoluzione. cenni alle soluzioni in campo elasto-plastico. (7 ore) Teoria dell’elasticità: richiami di teoria dell’elasticità e sua applicazione a problemi di Ingegneria Geotecnica. metodo delle caratteristiche ed equilibrio limite. richiami sulle prove di taglio diretto e di compressione triassiale in condizioni statiche e dinamiche. le indagini in sito e di laboratorio. coefficiente di consolidazione. . condizioni drenate e non drenate.

A.V.A. Flaccovio. Lambe & Whitman – Meccanica dei Terreni. eventualmente. Dispense fornite durante le lezioni. Ed. . Testi e materiale didattico di supporto L. di due prove in itinere. – Appunti di Geotecnica. Università di Napoli.L’esame consta di un colloquio orale ed. Cascini .Appunti di Geotecnica.V.

Dopo una introduzione ai sistemi idrici ed alle tipologie di uso dell'acqua. temporanee. Per completare la preparazione. 5. analisi idrauliche) PROBLEMI DI UTILIZAZIONE DELLA RISORSA IDRICA (20 h) esercitazioni (40%) • Pianificazione delle risorse idriche • Gestione delle risorse idriche • Curva di possibilità di regolazione dei deflussi ELEMENTI DI PROBABILITà E STATISTICA (5 h) • Calcolo delle probabilità • Concetti di statistica: (Leggi di distribuzione. Allo scopo. .GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE Docente: Prof. attraverso un approccio operativo che utilizza risultati della teoria delle decisioni stocastiche. 4. Modello di Box & Cox) • Analisi statistica di una serie di dati • Distribuzione della media • Test sulla varianza e di asimmetria • Distribuzione Gamma e di Bessel modificata 2. INTRODUZIONE AL CORSO (5 h) • L’acqua come risorsa • Difesa dalle acque • Capacità di smaltimento • Riproducibilità della risorsa • Tempi di risposta di opere di difesa e gestione • Durate critiche del sistema PROCESSI IDROLOGICI SU UN BACINO (5 h) • Rete idrografica. riserve permanenti. in cui vengono mostrati applicativamente i concetti di ottimizzazione delle risorse idriche superficiali e subsuperficiali. dinamiche • Elementi di analisi della vulnerabilità degli acquiferi L’APPROVVIGIONAMENTO DELLA RISORSA IDRICA (5 h) • Piano delle acque • Impianti a deflusso e a serbatoio (analisi idrologica. attraverso azioni legislative ed azioni relative alla pianificazione di bacino. PROGRAMMA DETTAGLIATO 1. 3. verranno proposti degli esercizi. si analizzano i fattori climatici dominanti e le variabili fisiche di interesse per la pianificazione e la gestione delle risorse idriche. da sviluppare in aula ed individualmente. verranno forniti anche semplici strumenti per l’analisi statistica di una serie di dati. bacino idrografico e sottosuolo • Discretizzazione di processi continui • Evapotraspirazione effettiva e potenziale • Unità di misura delle variabili dei processi idrologici IDENTIFICAZIONE DELLE RISORSE IDROGEOLOGICHE DI UN BACINO (10 h) esercitazioni (40%) • Elementi di litologia e geologia: identificazione delle caratteristiche superficiali di permeabilità • Concetti di idrogeologia: porosità. Modelli lineari. Paolo VILLANI Numero di Crediti: 6 Propedeuticità: Idrologia Finalità del corso Il Corso si propone di mostrare come la gestione integrata delle risorse idriche sia legata allo sviluppo sostenibile. 6. elementi idrogeologici (acquiferi ed aquitard) • Caratterizzazione quantitativa delle risorse idriche sotterranee: costante di invaso.

7. G. dotazioni idriche. massima economia. metodo del simplesso Esercitazione n. Guida) Appunti sull’Algoritmo del simplesso (prof. utenza potabile. utenze plurime. D. di tutte le esercitazioni. sotterranee. 6: Bilancio idrico superficiale e subsuperficiale di un bacino naturale Modalità di svolgimento dell’esame L’esame consiste in un colloquio orale ma richiede l’esecuzione durante il corso. GESTIONE E PIANIFICAZIONE DELLE RISORSE IDRICHE (10 h) esercitazioni (40%) • Risorse idriche: superficiali. con un approccio probabilistico. Villani) . e non convenzionali • Opere idrauliche per l’utilizzazione delle risorse: cenni sulle dighe • Fabbisogni idrici per uso civile: stima della popolazione futura. in forma individuale. P. Piano Regolatore Generale degli Acquedotti • Fabbisogni idrici per usi industriali ed irrigui • Valorizzazione delle risorse: il problema della regolazione di invasi artificiali • Aspetti economici nella progettazione delle opere idrauliche • Obiettivi e metodologie della gestione delle risorse idriche Al corso sono abbinate le seguenti esercitazioni in aula: Esercitazione n. F. Esercitazione n. 5: Ottimizzazione delle regole di gestione di un invaso: regolazione pluriennale + servizio di antipiena (modello di simulazione dei deflussi mensili) Esercitazione n. Rossi) Appunti di Idrogeologia (prof. 2: Costruzione della curva di probabilità di regolazione dei deflussi. Libri di testo: Appunti di Idrologia sulla Gestione degli Impianti a Deflusso ed a Compenso (prof. 3: Ottimizzazione delle risorse idriche superficiali: impianto a deflusso. 4: Ottimizzazione delle risorse idriche sub-superficiali: impianto a deflusso + emungimento da falda in prossimità del mare. Ippolito) Appunti sui moti di filtrazione e sulle opere di emungimento da falda (prof. 1: Costruzione della curva di possibilità di regolazione dei deflussi. mediante analisi su serie storica e con approccio di regionalizzazione Esercitazione n. con un approccio deterministico Esercitazione n.

Vittorio BOVOLIN/Giacomo VICCIONE Numero di Crediti: 6 Propedeuticità: Nessuna Finalità del corso: Il Corso di Idraulica II.IDRAULICA II Docente: Proff.Correnti a portata variabile lungo il percorso: sfioratore laterale e canale collettore . Trasporto di fondo ed in sospensione Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Capacità di: Criteri di funzionamento e progettazione delle più Progettare le più comuni opere idrauliche Affrontare situazioni di moto non stazionario con comuni opere idrauliche Comprensione dei principi che governano le particolare riferimento ai moti in pressione condizioni di moto vario per correnti sia in pressione che a superficie libera Modalità di svolgimento dell’esame:L’esame consta di un colloquio orale. Risoluzione completa con il metodo delle caratteristiche.Il Corso di articola su 60 h di cui circa il 30% sono dedicate ad esercitazioni ed il 10% a lezioni di richiamo e preparazione all’esame. Liguori editore. soluzioni semplificate relative al caso di onda cinematica ed al problema di Ritter. (24h) eserc (30%) Oscillazione di massa: risoluzione semplificata in assenza di resistenze e trattazione completa. Moto vario nelle condotte in pressione. Testi e materiale didattico di supporto Carlo Montuori "COMPLEMENTI DI IDRAULICA". Il Corso si propone inizialmente di utilizzare le conoscenze sviluppate nel Corso di Laurea per approfondire i principi di funzionamento e di progettazione di alcune tra le più comuni opere idrauliche. Cenni sul trasporto solido (10h) eserc (30%) Teoria di Shields. caso del pozzo piezometrico .Interazione idrodinamica tra correnti fluide ed oggetti immersi nelle correnti stesse. Successivamente si analizzano le condizioni di moto non stazionario sia per le correnti in pressione che per le correnti a superficie libera. presente al primo semestre della Laurea Magistrale.Venturimetro per canale e dissabbiatore . Particolare attenzione è rivolta agli aspetti impiantistici ed ai possibili approcci per la riduzione dei problemi connessi al colpo d’ariete. si pone in ideale continuazione con il Corso di Idraulica I. risoluzione in presenza di resistenze – Sistemi per la riduzione dei fenomeni di colpo d’ariete Moto vario nelle correnti a superficie libera (16h) eserc (30%) Correnti gradualmente variate: equazione di de Saint Venant. Programma Strutture idrauliche (10h) eserc (30%) Dissipatore a risalto . Onde a fronte ripido. Sono acnhe previsti cenni relativi ai fenomeni di trasporto solido. Napoli 1990 Appunti Integrativi distribuiti durante il Corso . Forme di fondo.Sfioratore circolare .Colpo d’ariete: caso della condotta rigida. trattazione di Allievi per condotta elastica.

Prerequisiti Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste le conoscenze di matematica. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione dei principali aspetti del moto ondoso e dei moderni strumenti di analisi. Comprensione approfondita delle tecniche fondamentali di misura e calcolo del moto ondoso. durante le quali vengono sviluppate e/o applicate tecniche realistiche di analisi del moto ondoso e delle azioni su litorali e/o opere marittime attraverso l’uso di strumenti informatici di diversa complessità. è inoltre necessaria la conoscenza di semplici strumenti informatici (foglio EXCEL). eventualmente con prova pratica al computer. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper esaminare in senso critico i risultati delle azioni del moto ondoso attraverso tecniche di rilievo e modelli semplici. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Capacità di svolgere elaborazioni dei principali problemi propedeutici al progetto di opere marittime. Eugenio Pugliese Carratelli Semestre: I Integrato: Codice: Propedeuticità: SSD: ICAR 01 Crediti: 6 Tipologia: - Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Acquisizione dei principi fondamentali dell'Idraulica Marittima e prime applicazioni a semplici problemi di protezione dei litorali. Comprensione dei risultati di metodi e tecniche di rilievo complesse. Abilità comunicative (communication skills) Saper esporre oralmente problematiche di idraulica marittima legate al moto ondoso. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a situazioni strutturali differenti da quelle esaminate durante il corso riguardo alle problematiche di idraulica marittima legate al moto ondoso. Capacità di analisi di dati ondametrici reali. fisica e idraulica del corso di Laurea di Primo livello in Ingegneria Civile o Ambientale. Metodi didattici L’insegnamento prevede lezioni teoriche ed esercitazioni di laboratorio in un’aula attrezzata con computer. Non sono previste prove intercorso. .Idraulica Marittima CdS: Ingegneria per l’Ambiente e Territorio/Ing Civile Anno: II Docente: Prof. Comprensione dei processi di trasporto solido litoraneo e dell’evoluzione dei litorali. Metodi di valutazione L'esame consta di una prova orale che prevede la completa comprensione degli argomenti trattati nel corso e la capacità di svolgere le esercitazioni svolte durante il corso. Svolgimento di semplici analisi meteo marine e di semplici calcoli di evoluzione dei litorali.

trasformata di Fourier e Spettro dell'altezza d'acqua. Tecniche di ricostruzione del moto ondoso a partire dal campo di vento. definizione di onda up-crossing e down crossing. 3 6 9 Tecniche di misura ed analisi 8 12 Azioni delle onde sulle coste 6 9 Totale Ore 27 33 Materiale didattico: Tutto il materiale e le informazioni relative ala corso si trovano su www. Lo spettro del moto ondoso. formule di Goda e Kamphuis . Trasformazione delle onde su bassi fondali: shoaling.Le correnti lungoriva. rifrazione. 7 Ore Eserc. analisi dell'altezza d'onda istantanea sulla base dei dati sperimentali. Parametri spettrali.eugeniopc. parametri principali dello stato del mare Distribuzione di probabilità della singola onda in uno stato di mare. Ore Lab. moto a potenziale a superficie libera. Lo studio deve essere svolto integrando gli appunti sul sito con altro materiale collegato con link allo stesso sito. Risalita delle onde (run up). accelerazione e pressione nel campo di moto nell'ipotesi di Airy . l'azione di una corrente su un corpo. . Estensione a due dimensioni. .. Corrispondenza tra analisi empirica ed analisi spettrale. Energia e potenza dell'onda. distribuzioni di frequenza e cumulate (distr. Il rilievo da satellite. Trasformazione dei frangenti. in regime stazionari e non-stazionario.Contenuto del corso Argomenti Tecniche di base Elementi delle teorie del moto ondoso Contenuti specifici Moto a potenziale. diffrazione Le onde da vento. Metodi SMB-Modelli spettraliPrincipi dell’organizzazione dei servizi meteo in relazione allo stato del moto ondoso Rottura delle onde. Gli ondametri.it (si trova facilmente anche cercando con Google ” EPCDIDATTICA”). riflessione. La rete RON e le altre sorgenti di dati. di Rayleigh).frangimento Tipi di rottura Il Parametro di Ibarren. il trasporto solido lungo costa Ore Lez. soluzione di Airy Profili di velocità. Innalzamento del livello medio (set-up).

funzione di ampiezza. funzioni di probabilità e di densità di probabilità. struttura di auto-correlazione. stazionarietà forte e debole. Aleatorietà dei fenomeni meteorologici. curva della possibilità di regolazione dei deflussi. distribuzioni bi-variate e multi-variate. Esercitazione: Durante il corso sarà sviluppato un tema progettuale riguardante la caratterizzazione geomorfologica di un bacino idrografico. il modello VAPI per la Campania: primo e secondo livello di regionalizzazione. Fenomeni fisici che conducono alle precipitazioni. Valutazione dell’effetto di laminazione delle piene operato da un invaso: modello di simulazione dell’idrogramma in uscita con idrogramma assegnato in ingresso. quota media e pendenza media del bacino. Elementi di meteorologia.IDROLOGIA Docente: Prof. Delimitazione e caratterizzazione di un bacino idrografico assegnata la sezione di chiusura. Linea spartiacque. Elementi di teoria delle probabilità. Il ciclo idrologico a scala globale. modelli lineari stazionari di trasformazione afflussi efficaci-deflussi. Formazione delle piene: processi idrologici a scala di versante. Processi casuali e serie storiche. la circolazione atmosferica. limite idrologico di sfruttamento della risorsa. venti geostrofici. relazioni fra i momenti. Libro di testo: . Procedimenti per la stima diretta e indiretta dei minimi deflussi. Metodo dei momenti per la stima dei parametri delle distribuzioni. momenti di una distribuzione. Variabili casuali discrete e continue. momenti condizionati. Problemi di sfruttamento delle risorse idriche superficiali. terzo livello di regionalizzazione: leggi di probabilità pluviometrica areali. lo sviluppo storico delle scienze idrologiche. Valutazione dell’evapotraspirazione potenziale e reale mediante formule empiriche. Approccio variazionale per la ricostruzione delle curve di crescita delle massime portate a valle di un invaso. sistemi frontali. il proporzionamento idrologico di un invaso a compenso pluriennale e il dimensionamento e la verifica dello scarico di superficie. gerarchizzazione del reticolo secondo Horton e secondo Shreve. Modelli stocastici per il processo delle precipitazioni. curva ipsografica. modello geomorfoclimatico per la piena indice. Trasformazione di variabili casuali. approccio probabilistico alla valutazione della funzionalità degli impianti di captazione. mistura di processi poissoniani marcati e distribuzione del valore estremo a doppia componente (TCEV). analisi regionale. probabilità condizionata e teorema di Bayes. Modelli per i valori estremi delle portate fluviali. caratteristiche spazio-temporali del processo. cenni sugli strumenti di misura. fenomeni principali. Nash. distribuzioni marginali e condizionate. invaso lineare. bilanci di massa e bilanci di energia. Problemi di difesa dalle acque. processi poissoniani marcati. definizione classica e definizione assiomatica della probabilità. definizioni e ipotesi di base. Pierluigi FURCOLO Numero di Crediti: 6 Propedeudicità: Nessuna Programma del corso Introduzione all’idrologia. formazione del deflusso nei canali. definizione di periodo di ritorno e di rischio cumulato. Il processo delle precipitazioni. Funzione di picco e concetto di durata critica. spazio delle prove e spazio degli eventi. Funzionalità degli impianti. Leggi di probabilità pluviometrica puntuale e areale. profilo dell’asta principale. processi idrologici a scala di bacino. distribuzioni derivate. Eventi casuali. metodo dei topoieti e altri metodi deterministici per l’interpolazione delle precipitazioni nello spazio. valutazione degli estremi idrologici. legge di crescita con il periodo di ritorno. pioggia efficace: meccanismo hortoniano e meccanismo dunniano. compenso stagionale e pluriennale. bilancio idrologico a scala di bacino. campionamento (misure) nel tempo e nello spazio. definizione della massima erogazione. l’idrogramma istantaneo unitario (IUH). pendenze medie di Benson e di Taylor. Impianti a deflusso e a compenso. valutazione del volume di precipitazione su una regione spaziale assegnata in un tempo assegnato. modelli concettuali di IUH: corrivazione. formazione e sviluppo dei cicloni extra-tropicali. distribuzioni asintotiche di probabilità dei valori estremi. Principali grandezze idrologiche e tecniche di misura. definizione di intesità di precipitazione come densità di misura. Uso delle curve di possibilità di regolazione per il progetto e la verifica di impianti a serbatoio.

Chow – D. Vitale.3: Le piene fluviali. . statistics and decision for civil engineers.R. 1988 ⎯ J.T. Metodi statistici per l’analisi economica. Idrologia tecnica. Maione – U. Moisello.⎯ U.A. Moisello. La Goliardica Pavese. 1970 Durante il corso saranno distribuite alcune dispense. Altri testi (in lingua inglese. Appunti di Idrologia – vol. disponibili in biblioteca): ⎯ V. Appunti di Idrologia – vol. Il Mulino.1: Introduzione alle elaborazioni statistiche. Benjamin – C. relative in particolare alla redazione dell’esercitazione progettuale. Probability. McGrawHill. ⎯ U. Applied hydrology. ⎯ D. La Goliardica Pavese. McGraw-Hill. Piccolo – C. La Goliardica Pavese.R. Cornell. Maione. Libri da consultare per argomenti specifici: ⎯ U. Maidment.

indici di descrizione dell’inquinamento acustico. overlay. Provvedimenti di tutela per gli impatti naturalistici. and Wooten D. fisico-territoriali. le infrastrutture di trasporto e le infrastrutture portuali. Modelli di caratterizzazione della qualità dei corsi d’acqua superficiali: il QUAL2E.S. Sviluppo sostenibile. antropici e paesaggistici Tecniche di individuazione e valutazione degli impatti. Richiami alle problematiche di inquinamento delle acque.C. Quadro normativo. comunitario e regionale sulla Valutazione di Impatto Ambientale. caratterizzazione dei livelli sonori nel tempo e nello spazio. Componenti ambientali e loro caratteristiche minime di analisi. Inquinanti. Metodo Delphi. modelli di previsione.. Definizione di Ambiente. Check list. quadro normativo. PCT. Elementi fondamentali di un SIA. le conseguenze ambientali e l’accettabilità di una determinata azione.. PERCENTUALE DI LEZIONI PER ESERCITAZIONI E/O ATTIVITÀ DI LABORATORIO: 20% PRINCIPALI ARGOMENTI DEL CORSO: Introduzione agli studi di impatto ambientale. misure di mitigazione. segue la classificazione dei fattori utili alla caratterizzazione ed al monitoraggio dei diversi comparti ambientali e l’introduzione alle metodologie di individuazione e valutazione degli impatti. confronto a coppie. Regionale. Il WinDIMULA. Quadro normativo. Sistemi editoriali. Procedure di ponderazione degli impatti. Il corso vuole fornire all’allievo ingegnere le competenze di base per l’individuazione e valutazione degli impatti conseguenti alla realizzazione e gestione delle opere di ingegneria e le possibili forme di mitigazione e compensazione degli stessi. Inquadramento normativo. equazione differenziale della diffusione. in modo preventivo. metodologie multicriteriali qualitative e quantitative. cenni di meteorologia. Reti di monitoraggio. Modelli per la valutazione della dispersione degli inquinanti atmosferici. Misure di mitigazione e compensazione degli impatti. Metodologie monetarie. Indici. nonché i fondamenti per la redazione di uno studio di impatto ambientale conforme alle normative vigenti. grafi (network). l’esemplificazione degli studi di impatto ambientale necessari per le opere idrauliche. Impatti ambientali. Fonti odorigene. dopo la proposizione del concetto di ambiente. Indicatori.U. caratterizzazione dello strato limite atmosferico. La classificazione delle tecnologie di difesa dall’inquinamento in fase di realizzazione e gestione delle diverse opere precede. procedure di valutazione del rumore in aree urbane. Metodologie di caratterizzazione del comparto.J. matrici. gli impianti di depurazione delle acque reflue. Le acque destinate al consumo umano. Metodologie di valutazione degli impatti. Casi studio di valutazione di impatto ambientale TESTI CONSIGLIATI E MATERIALE DIDATTICO • Renato Vismara – Protezione ambientale. Modelli PSR e DPSIR. Sistemi editoriali . sorgenti di inquinamento atmosferico. e alle più opportune metodologie di controllo. A tali aspetti generali. classi di Pasquill. Quadro normativo sugli studi di impatto ambientale. Individuazione ed analisi dei vari comparti ambientali. metodologie descrittive. controllo e abbattimento degli odori. Generalità e definizioni. Vincenzo NADDEO Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Nessuna FINALITÀ DEL CORSO: Gli studi d’impatto sono uno strumento di supporto nel processo decisionale utile a verificare. Inquinamento atmosferico. Procedure di rilievo. Comunitario. Impatti da molestie olfattive. McGraw-Hill • Andrea Martelli – Valutazione di Impatto ambientale. Reperimento dei dati. coppie in opposizione. infine. Redazione di Piani di Zonizzazione. Il comparto idrico. gli impianti di smaltimento degli R. La parte introduttiva del corso. • Rau G. L’inquinamento acustico ambientale. affronta l’inquadramento normativo nazionale. non affrontati dagli allievi di ingegneria civile in altri corsi.IMPATTO AMBIENTALE DELLE OPERE DI INGEGNERIA CIVILE Docente: Dott. fattori di emissione. Particolare attenzione viene prestata all’inquinamento dell’ambiente atmosferico e fisico. Environmental Impact Analysis Handbook. Nazionale.

• Dispense del corso .

Scelta e installazione dei componenti elettrici. il corso affronta nel dettaglio gli aspetti legati alle verifiche e alla pratica delle operazioni di collaudo. Contatti diretti ed indiretti. misura della resistenza di corto circuito e dell’impedenza totale dell’anello di guasto. Gradi di protezione degli involucri. dopo aver presentato i fondamenti di sicurezza. Fusibili. verifica degli impianti di terra. Aspetti legislativi e normativi. dando particolare rilievo agli impianti elettrici nei cantieri edili. in aula e in laboratorio. Criteri generali di progettazione (15h) esercitazioni (30%) Principali tipologie di impianti elettrici utilizzatori. esecuzione. Successivamente. Infine. la norma CEI 64-8 .IMPIANTI ELETTRICI PER L’EDILIZIA Docente: Prof. vengono analizzati i criteri generali di progettazione degli impianti elettrici. Prese. Controlli: controlli dei quadri elettrici. Alimentazioni di sicurezza e di riserva. Prove di funzionamento . poi. Impianti in luoghi con maggior rischio elettrico (10h) esercitazioni (30%) Impianti nei cantieri edili. Aspetti di compatibilità elettromagnetica nella progettazione degli impianti elettrici. Protezione contro le fulminazioni di origine atmosferica. il D. vengono sviluppati alcuni esempi di applicazione. Esami a vista. Sorgenti elettromagnetiche inquinanti: classificazione e metodi di identificazione. prendendo spunto dall'analisi delle problematiche relative agli impianti con maggior rischio elettrico. Nel corso.s. Corrente elettrica nel corpo umano. Aspetti legislativi e normativi: la Legge 5 marzo 1990 n. il corso prevede numerose esercitazioni. Impianti di illuminazione. oltre a sviluppare una adeguata trattazione degli impianti elettrici in bioedilizia. Misure e prove strumentali: cenni sulla strumentazione di misura. Al fine. Protezione contro i contatti diretti ed indiretti. dedicate ad approfondire le tecniche di progettazione e di verifica degli impianti.applicative sia sulla progettazione. Apparecchi. Verifiche: verifica delle protezioni contro i contatti diretti. Rappresentazione grafica di impianti e circuiti. Interruttori differenziali. Programma Fondamenti di sicurezza elettrica (10h) esercitazioni (30%) Rischio elettrico.494/96 – Direttiva Cantieri. di completare il percorso formativo. Quadri elettrici. 46. Determinazione del fabbisogno energetico: applicazione agli edifici residenziali. Impianti elettrici nei locali adibiti ad uso medico. componenti e grado di protezione degli involucri (10h) esercitazioni (30%) Cavi elettrici. Apparecchi di illuminazione. spine e connettori. Azioni preventive e rimedi per la mitigazione dei campi em. Impianti nei luoghi di pubblico spettacolo e di trattenimento. misura della resistenza di isolamento. verifica e collaudo degli impianti elettrici in edilizia.Lg. Il collaudo e le verifiche degli impianti elettrici (15h) esercitazioni (30%) Esame del progetto. applicazioni nei cantieri edili. Protezione degli impianti elettrici.4a edizione per gli impianti elettrici. Antonio PICCOLO Numero di Crediti: 6 Propedeuticità: 6 Finalità del corso Il corso si propone di fornire un ampio bagaglio di conoscenze teorico. Il terreno come conduttore elettrico. Interruttori automatici.

sviluppano una tesina avente per oggetto una delle tematiche trattate. L’esame consta del solo colloquio orale durante il quale viene anche discussa la tesina di fine corso. Ratti: Elettricità e sicurezza.P. Hyeraci. Ed. Liberatore. 1 e 2.Esercitazioni Il corso prevede esercitazioni sia in aula sia in laboratorio orientate al calcolo del dimensionamento dei singoli componenti dell’impianto e alle verifiche delle protezioni. Hoepli. Manuale di Impianti Elettrici Appunti del corso . Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Caratteristiche dei componenti di impianti elettrici Metodologie di dimensionamento di impianti elettrici Capacità di: Dimensionare impianti elettrici Verificare e collaudare impianti elettrici Modalità di svolgimento dell’esame Durante il corso gli allievi. Flaccovio. A. Hoepli. G.P. Testi e materiale didattico di supporto V. Carrescia: Fondamenti di sicurezza elettrica. È previsto l’utilizzo da parte degli allievi di pacchetti software per la progettazione assistita da calcolatore di impianti in bassa tensione per applicazioni civili. Vol. organizzati in gruppi di lavoro. A. V. Cataliotti: Impianti Elettrici.

lunghezza di una curva. campi conservativi. teorema sull’inversione dei limiti.Richiami di Matematica I Matematica II (15) 2. forme differenziali lineari.criterio di Cauchy uniforme per le serie. superfici regolari orientate. Vol. Superfici regolari. funzioni implicite di più variabili. cambiamento di variabili negli integrali doppi. forme differenziali esatte. serie di Taylor.Criterio di convergenza di Cauchy. teoremi sulla convergenza uniforme: teorema sulla continuità del limite. (6) 6.Integrali multipli. metodo dei moltiplicatori di Lagrange. (10) 7. teorema di derivazione per serie. teorema di passaggio al limite sotto il segno di integrale. Successioni di funzioni: convergenza puntuale ed uniforme. area di una superficie regolare. il teorema di Cauchy di esistenza e unicità locale. formule di Gauss – Green. lavoro. teorema di passaggio al limite sotto il segno di derivata. Carmine SARNATARO Numero di crediti: 9 Propedeuticità: Nessuna Percentuale di lezioni destinate ad esercitazioni: 30% Argomenti del corso: 1.dipendenza ed indipendenza funzionale. teorema sulla continuità della somma. teorema di Stokes.Ricapitolazione di argomenti di teoria e di esercitazione. teorema della divergenza. sistemi di funzioni implicite.Curve ed integrali curvilinei. (10) 9. integrali tripli.Successioni e serie di funzioni. Curve regolari. (15) 4.Integrali superficiali. (10) 3.Funzioni implicite. serie totalmente convergente. integrale curvilineo di una forma differenziale lineare. integrali superficiali estesi alla frontiera di un dominino di R3.Forme differenziali lineari.massimi e minimi vincolati.criterio di Cauchy per le serie. (10) Materiale didattico: Stan Chiarita – Michele Ciarletta: Calcolo: Geometria differenziale. definizione. integrale curvilineo di una funzione.area di una superficie di rotazione.risoluzione di alcuni tipi di equazioni differenziali del primo ordine in forma normale. formule di Green nello spazio ed applicazioni. Integrali doppi su domini normali.Equazioni differenziali ordinarie. serie di potenze. campi irrotazionali.derivate successive delle funzioni implicite di una sola variabile. Funzioni implicitamente definite da una equazione. risoluzione di alcuni tipi di equazioni di ordine superiore al primo. inversione di una trasformazione puntuale.MATEMATICA IV Docente: Prof. formula di Stokes. teorema di integrazione per serie. Il problema di Cauchy. (6) 5. integrali multipli ed equazioni differenziali. piani tangenti ad una superficie regolare. integrali di superficie. curve orientate. Campi vettoriali. 2 . il teorema di esistenza e unicità globale e prolungamento delle soluzioni. teoremi sulle serie di potenze. (8) 8.Serie di funzioni. formula di riduzione per gli integrali doppi.

tecnologie di produzione. Parcometro. Geminiano MANCUSI Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Scienza delle Costruzioni II Finalità del Corso: L’insegnamento ha come obiettivo quello di fornire agli allievi del corso di laurea Magistrale in Ingegneria Civile nozioni di base sui materiali strutturali innovativi e sulle principali tecniche per la sperimentazione nel campo delle costruzioni. Una parte del corso è dedicata alla presentazione dei documenti tecnici CNR-DT 200/2004. CNR-DT 203/2006. in c.MATERIALI STRUTTURALI INNOVATIVI E SPERIMENTAZIONE Docente: Dott.p e in muratura con FRP. Macchine di prova elettro-idrauliche.a. CNR-DT 202/2005. Prove complementari di tipo distruttivo e semidistruttivo: carotaggio. Principi di metrologia e macchine di prova dei materiali Sistemi di unità di misura. legami costitutivi. Prove sulle murature con la tecnica dei martinetti piatti: misura in situ della tensione. concetti base della progettazione. le metodologie di indagine di tipo distruttivo da eseguirsi in laboratori specializzati. Il comando e la programmazione delle macchine di prova.. Verifica della taratura. del modulo elastico e della resistenza a rottura della muratura. trasduttori di spostamento meccanici. Materiale didattico: Consiglio Nazionale delle Ricerche. i controlli di qualità di tipo non distruttivo. trasduttori elettrici a variazione di resistenza o di induttanza. microcarotaggio. L’impiego di profili sottili pultrusi di FRP quali membrature a sé stanti. La misura del carico. le tecnologie di produzione. eseguibili direttamente in situ. Metodi fisici e meccanici per la misura di deformazioni e spostamenti Estensimetria. CNR-DT 201/2005. CNR-DT 201/2005 Consiglio Nazionale delle Ricerche. della deformazione e dello spostamento. presentando i documenti CNR-DT 204/2006 e CNR-DT 205/2006.a.a. Modalità di svolgimento dell’esame: L’esame consiste di un’unica prova orale. CNR-DT 200/2004 Consiglio Nazionale delle Ricerche. Vengono discussi gli impieghi dei calcestruzzi fibrorinfrzati (FRC) e gli aspetti relativi all’utilizzo dei profili sottili pultrusi di FRP. CNR-DT 203/2006 Consiglio Nazionale delle Ricerche. prova ultrasonica. Percentuale di lezioni destinate ad esercitazioni: 20% Percentuale di lezioni destinate a visite in laboratorio: 20% Argomenti del corso: Materiali Innovativi Fondamenti teorici dei materiali compositi: definizione e classificazione. metodo SONREB. i legami costitutivi e le principali applicazioni nel settore dell’ingegneria strutturale. la cui conoscenza è di fondamentale importanza per una corretta impostazione delle indagini sperimentali. Macchine di prova universali. Metodi di indagine distruttivi e non distruttivi Controlli di qualità dei materiali da costruzione: prove di compressione e prove di trazione. soprattutto se orientate alla collaudazione statica. elementi di micromeccanica. Sono inoltre presentate agli allievi le metodologie di indagine relative ai materiali convenzionali: in particolare. Prove complementari di tipo non distruttivo: prova sclerometrica. Applicazioni strutturali degli FRP nell’ingegneria civile. CNR-DT 202/2005 Consiglio Nazionale delle Ricerche. criteri di resistenza. classe e rigidezza. Il rinforzo di strutture in c. L’impiego di barre di FRP quali armature delle strutture di c. Sono trattati i fondamenti teorici dei materiali compositi fibrorinforzati (FRP). principi fisici e caratteristiche metrologiche degli apparecchi di misura. Infine. sono discusse le principali disposizioni normative in tema di ipotesi di carico sulle costruzioni. CNR-DT 204/2006 .

Consiglio Nazionale delle Ricerche. . CNR-DT 205/2006 Dispense del docente.

instabilità fondo scavo. Milititsky. spinta dovuta ai sovraccarichi.I.spinta esercitata dai terreni coesivi..OPERE DI SOSTEGNO Docente: Prof. proporzionamento. curvatura della superficie di rottura. calcolo della spinta. paratie in cemento armato prefabbricate e gettate in opera. spostamenti conseguenti alle operazioni di scavo Testi consigliati A.Paratie ancorate:Procedure di calcolo e confronti. J.muri a mensola e contrafforti. paratie in terreni argillosi. -azioni dinamiche sui muri di sostegno .J. palancole metalliche.Paratie di sostegno: .Condizioni di equilibrio limite di un terrapieno alle spalle di una parete di altezza finita.. -metodi semi-empirici per il calcolo delle spinte. terreni coesivi.Calcolo delle spinte attraverso procedimenti di equilibrio limite globale con superfici di rottura piane e non piane.Criteri di progetto e calcolo delle spinte agenti su una paratia . provvedimenti per il controllo del regime delle acque. stabilità globale -Scavi armati: sforzi nei puntoni. superfici irregolari del terrapieno. .-influenza delle pressioni neutre.-verifiche della stabilità dei muri di sostegno. rigida e scabra. . ancoraggi a bulbo iniettato.Tipologia. delimitato da una superficie orizzontale o inclinata. paratie con più ancoraggi -Ancoraggi delle pareti: piastre e travi di ancoraggio. Giuseppe SORBINO Numero di Crediti: 6 Propedeuticità: Geotecnica. Evangelista : “Appunti di Opere di Sostegno” Istituto di Geotecnica. .Paratia a mensola: paratie in terreni incoerenti..R.Woods Chapman & Hall (1993). “Earth pressure and earth-retaining structures” R. . in assenza e in presenza di falda. Programma del corso -Spinta delle terre : Stati limiti di equilibrio in un semispazio di terreno incoerente in assenza e in presenza di falda.Muri di sostegno: fasi di progetto. stabilità delle trincee scavate in presenza di fango.Clayton . Università Federico II di Napoli C. effetti degli spostamenti orizzontali sulle spinte esercitate da un terrapieno .

Equazioni Cardinali della Dinamica.moto alla Poinsot.moto di un corpo rigido con un punto fisso. secondo metodo di Lyapunov.Complementi di dinamica dei sistemi materiali. equazione di Lagrange per un sistema conservativo.MECCANICA RAZIONALE ED ANALITICA Docente: Prof. sistemi olonomi sollecitati da forze conservative e teorema di Torricelli.7% Argomenti del corso: Elementi di Meccanica Razionale e Meccanica Analitica. fenomeni giroscopici. 1. sistemi lagrangiani e loro integrali primi. . energia cinetica di un sistema olonomo e studio delle equazioni di Lagrange. (24) 5. equazioni di Lagrange. Equazione simbolica della dinamica. risonanza. moto di un corpo rigido libero. moto spontaneo di un punto su una superficie.Richiami di Meccanica Razionale (8) 2. moto di un corpo rigido con un asse fisso e cimenti vincolari. teorema delle forze vive per un sistema olonomo a vincoli indipendenti dal tempo. (10) 3. Giovanni MATARAZZO Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Matematica IV Percentuale di lezioni destinate ad esercitazioni: 36. piccole oscillazioni intono ad una posizione di equilibrio stabile. (10) 4. calcolo delle reazioni vincolari. problema dei due corpi. Oscillatore armonico. (10) 6. diagramma di fase.primo metodo di Lyapunov per la stabilità.stabilità dell’equilibrio.Stabilità e piccole oscillazioni. equazione simbolica della statica e Principio dei Lavori Virtuali.Ricapitolazione di argomenti di teoria e di esercitazione (8). dinamica del punto vincolato ad una superficie.Complementi di dinamica del punto. definizione di stabilità per un sistema olonomo. applicazioni. condizioni di equilibrio per un sistema olonomo.Elementi di Meccanica Analitica. moto armonico smorzato. Stabilità.

La progettazione del lay-out di cantiere. La pratica amministrativa e contabile nella condotta delle opere pubbliche. La pianificazione delle risorse. L. Analisi della documentazione tecnico-ammininstrativa. automezzi. Enrico SICIGNANO Numero di crediti: 3 Propedeuticità: Nessuna Finalità del Corso: Il corso intende offrire le conoscenze di base necessarie alla installazione ed alla gestione di un cantiere edile.Lacava – C. conservazione e posa in opera dei materiali che intervengono nel processo costruttivo. affrontando le problematiche inerenti le diverse fasi di organizzazione del cantiere: dalla scelta delle attrezzature necessarie allo svolgimento dei lavori. I ponteggi e gli anditi a norma.267/2000. Progettazione e pianificazione del lavoro nei cantieri edili. i coordinatori per la sicurezza.1991 . strutturale. le ditte e gli operai specializzati. ANCE Edilstampa. Analisi e controllo nella scelta dei materiali e delle tecniche costruttive. molazze. Le macchine da cantiere: gru. all’approntamento delle opere provvisionali. 528/99).109/94 e succ. L’informazione tecnico-organizzativa per la progettazione del cantiere. 494/96 e succ. L’appaltatore e i subappaltatori. Progetto e sicurezza del cantiere – NIS – Roma 1997 . Metodi e strumenti per la programmazione dei lavori.Solustri. trapani.R. impiantistico..Arcangeli. Vannini – Brescia . il capitolato speciale d’appalto. particolari e dettagli costruttivi). il capo cantiere. le maestranze. Il committente. martelli pneumatici.3% Argomenti del corso: Gli operatori del processo edilizio. di Attuaz. impastatrici. i lavoratori. gli elaboratori grafici (progetto esecutivo. Il corso si propone altresì di fornire una conoscenza preliminare sull'evoluzione del cantiere e approfondisce le problematiche legate alla gestione di un cantiere edile. i capitolati. Saranno effettuate nel corso delle lezioni visite di cantiere. il direttore dei lavori. La logistica e la cinematica del cantiere. Analisi del sito e organizzazione del cantiere. La progettazione del cantiere.Solustri.415/98. centrali di betonaggio. n. La sicurezza e la prevenzione degli infortuni (D. esercitazioni applicative sugli argomenti trattati nel corso.S. Roma 1992 . Le opere pubbliche in Italia: legge Merloni n. La meccanizzazione del cantiere in rapporto al livello di produzione.A.Lacava – C.lgs.Appunti e documenti didattici del corso Testi suggeriti: . Fondamenti di progettazione e di programmazione operativa. 626/94 – D. montacarichi. Reg. al controllo.lgs. alla organizzazione della sicurezza e alla prevenzione degli infortuni. architettonico. Le schede tecniche di cantiere per i materiali e i mezzi d’opera. Arch. i collaudatori (statico.Valentintti. i computi metrici estimativi.E. n.M. Percentuale di lezioni destinate ad esercitazioni: 33. escavatori. Criteri di scelta delle tecnologie costruttive e degli impianti di cantiere. Il diagramma di Gant e reticoli P. il contratto di appalto. amministrativo.T. ecc. L'ottimizzazione nella scelta delle macchine. Struttura e contenuti dei piani operativi di costruzione. Materiale didattico: . Organizzazione e sicurezza in cantiere. verifiche intermedie. i piani di sicurezza. attraverso l’analisi delle diverse fasi procedurali che concorrono alla realizzazione di un’opera.ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE Docente: Prof. Ottimizzazione delle risorse. Progettare il cantiere – NIS – Roma 1991 . alla verifica delle necessarie risorse umane e materiali.M. alle competenze dei soggetti coinvolti nell'attività costruttiva. il direttore tecnico. in corso d’opera). il progettista.

la ripartizione delle azioni sismiche nel caso degli edifici monopiano. individuazione dello schema statico nel caso di edifici soggetti prevalentemente a carichi verticali. velocità. sbalzi in prosecuzione. si tratta di una vera e propria esperienza progettuale. i telai con nodi resistenti a flessione. (10h) Edifici in Acciaio. scale a soletta rampante. Il carattere progettuale costituisce l'aspetto fondamentale del corso. il baricentro delle masse ed il baricentro delle rigidezze.PROGETTO DI STRUTTURE Docente: Prof. le travi: emergenti ed a spessore. nel settore dell’edilizia. (6h) esercitazioni (33%) Analisi Statica Pseudo-Tridimensionale degli Edifici. la ripartizione delle azioni sismiche nel caso degli edifici multipiano con il metodo iterativo. le travi di collegamento. Vincenzo PILUSO Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Tecnica delle Costruzioni II Finalità del corso base: Il corso di Progetto di Strutture si compone di una parte teorica e di una parte progettuale. assemblaggio delle matrici di rigidezza dei singoli elementi resistenti verticali. il primo impegno in una progettazione strutturale completa che parte ed interagisce con il progetto architettonico. nuclei a sezione sottile chiusa. effetti trasversali. determinazione della matrice di rigidezza alla traslazione dei telai piani a maglie rettangolari. edifici multipiano: controventi concentrici. i solai: classificazione. richiami sulla torsione non uniforme. lo schema dei carichi. sito in zona sismica. L'elaborato consiste nel progetto di un edificio in cemento armato per civile abitazione. laterali e d’angolo. criteri di progettazione per strutture sismo-resistenti. il fattore di struttura. analisi degli aspetti statici nel caso di edifici soggetti prevalentemente a carichi verticali.M. (14h) Le Strutture di Fondazione. graticci di travi di fondazione. il D. (8h) esercitazioni (25%) Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Modellazione di strutture spaziali sia in cemento armato Capacità di: Analisi e progettazione di organismi strutturali per edifici in cemento armato e/o in acciaio . analisi degli aspetti statici. si forniscono le indicazioni necessarie per la redazione dell'elaborato progettuale che gli allievi dovranno sviluppare in maniera autonoma. le pareti forate. collegamenti trave-colonna. la matrice di rigidezza dell’edificio. il corso rappresenta per gli allievi. l’Eurocodice 8. analisi dei carichi. Pertanto. le platee di fondazione: modelli semplificati. Edifici normali. la matrice di deformabilità alla traslazione delle pareti. ulteriormente rafforzato dal fatto che l'elaborato strutturale risulta definito a partire da un progetto architettonico scelto dagli stessi studenti. (20h) esercitazioni (40%) Le Azioni Sismiche Spettri di risposta in termini di spostamento. accelerazione. la ripartizione delle azioni sismiche. In altri termini. La matrice di rigidezza alla traslazione di elementi resistenti verticali. (2h) La Ripartizione delle Azioni Sismiche. piuttosto che di una semplice verifica di una struttura assegnata. i controventi eccentrici. i pilastri: aspetti di carattere morfologico e di carattere tecnologico. calcolo delle armature dei plinti su pali. Nella parte teorica si forniscono i fondamenti per il calcolo e la progettazione degli edifici multipiano in cemento armato ed in acciaio e degli edifici monopiano industriali in acciaio. Fondazioni dirette superficiali: fondazioni su plinti isolati. criterio di fascia. la matrice di rigidezza delle travi su suolo elastico. assemblaggio delle matrici di rigidezza dei nuclei nella matrice di rigidezza dell’edificio. il caso dei plinti su pali disposti lungo una circonferenza. del 1996. i nuclei di irrigidimento. le scale: scale con gradini a sbalzo e travi a ginocchio. calcolo diretto della matrice di rigidezza alla traslazione delle pareti. plinti zoppi. fondazioni su pali. anche mediante l'impiego di esempi numerici. il calcolo delle azioni sui pali di fondazione. fori nei solai. la matrice di rigidezza torsionale dei nuclei. La parte progettuale del corso prevede esercitazioni in aula durante le quali. Il ruolo dell’impalcato nel problema della ripartizione delle azioni sismiche. nuclei a sezione sottile aperta. la matrice di rigidezza alla traslazione dei telai piani: metodo generale della condensazione statica della matrice di rigidezza. aspetti di carattere tecnologico. dettagli costruttivi. le travi rovesce di fondazione. individuazione dello schema statico. Edifici monopiano industriali. supportati dall’attività di tutorato didattico che risulta parte integrante del corso. Programma del corso base (6 crediti) Edifici in Cemento Armato.

Hoepli. M. . Capurso: Edifici Soggetti a Forze Orizzontali: Calcolo Automatico. consiste in esercitazioni in aula finalizzate allo sviluppo di un secondo elaborato progettuale ed alla acquisizione delle nozioni necessarie all'impiego di programmi di calcolo strutturale. si forniscono le indicazioni necessarie per la redazione dell'elaborato progettuale che gli allievi dovranno sviluppare in maniera autonoma. se scelto dallo studente. Programma dell'attività didattica frontale. CISM. supportati dall’attività di tutorato didattico che risulta parte integrante del modulo. Vol. tipo SAP. Cremonese. Competenze e capacità in uscita Competenze relative a: Capacità di: Analisi strutturale assistita da elaboratore Predisposizione di elaborati grafici esecutivi relativi elettronico a strutture in acciaio Testi e materiale didattico di supporto Appunti dalle Lezioni. Preparazione di files dati per i programmi di analisi strutturale tipo SAP. Mele (ed.M. anche mediante l'impiego di esempi numerici. La attività di progettazione integrativa è dedicata agli edifici multipiano in acciaio in zona sismica. interpretazione dei risultati. M. Esercitazioni numeriche riguardanti la progettazione di strutture in acciaio e dei relativi dettagli costruttivi. Liguori Editore. esecuzione dell'analisi strutturale. 2. 1. Pagano: Teoria degli Edifici.che in acciaio Analisi strutturale pseudo-tridimensionale Analisi di strutture in zona sismica Predisposizione di elaborati grafici esecutivi relativi a strutture in cemento armato Modalità di svolgimento dell’esame:L’esame consiste nella discussione dell'elaborato progettuale sviluppato durante il corso ed in una prova orale riguardante gli argomenti trattati nel corso delle lezioni. (30h) Modalità di svolgimento dell’esame:L’esame consiste nella discussione dell'elaborato progettuale sviluppato durante il corso. Ballio. Preparaz del modello strutturale.): Ingegneria Sismica. F. M. G. Introduz all'interfaccia grafica di programmi di analisi strutturale. sia con ingresso dati da file che con interfaccia grafica. Mazzolani: Strutture in Acciaio. Sono previste esercitazioni in aula durante le quali. Finalità dell'attività progettuale integrativa: Il modulo integrativo. Vol.

i dissesti negli archi e nelle volte. volte e cupole. l’analisi delle sollecitazioni e la progettazione degli interventi di consolidamento o di adeguamento sismico definendo gli effetti sul comportamento dell’edificio da consolidare sia in termini di resistenza e rigidezza che in termini di duttilità. scale. In particolare. Capacità di: Analizzare le condizioni statiche degli edifici in . per azioni sismiche. analisi delle tecniche di consolidamento e criteri di progetto e verifica con riferimento a: fondazioni. tipologia. Tecniche di consolidamento degli edifici murari (ore 9) esercitazioni (30%) Inquadramento generale degli interventi: intervento passivo. archi. balconi. valutazioni di carattere tecnico-economico. curve di stabilità. pannelli murari. a partire dall’analisi dell’evoluzione storica della normativa italiana fino agli eurocodici. Proprietà dei materiali costituenti la muratura: materiali lapidei naturali. per schiacciamento di un pilastro. Tecniche di consolidamento (ore 5) Inquadramento generale degli interventi. Elementi strutturali di impalcato (ore 7) esercitazioni (20%) Elementi caratteristici. orizzontamenti. I materiali innovativi. le cause del dissesto ed il corrispondente quadro fessurativo. blocchi artificiali. tipologie costruttive e schemi statici di solai. Proprietà meccaniche della muratura. taglio e torsione. Sollecitazioni indotte dal sisma. Programma del corso base Introduzione al corso (ore 2) Fasi del processo di consolidamento strutturale. Analisi e diagnosi dei dissesti (ore 7) esercitazioni (20%) I dissesti nelle pareti: La rottura dei prismi elementari. Comportamento delle pareti alle azioni nel piano. direttrice delle tensioni ideali massime e direttrice fessurativa. Edifici in muratura Comportamento meccanico della muratura (ore 6) esercitazioni (20%) Le normative di particolare interesse per gli edifici in muratura. Elementi strutturali verticali (ore 15) esercitazioni (40%) Comportamento delle pareti alle azioni ortogonali : verifica a pressoflessione con e senza effetti del II ordine. per schiacciamento degli elementi murari. malte. Controlli in stabilimento e in cava sui materiali e controlli di accettazione in cantiere sui materiali e sulla muratura. e comportamento statico di archi. analisi dei dissesti statici per cedimenti di fondazione. evoluzione del metodo POR: metodo RES. sostitutivo e attivo. piattabande e tetti. vengono esaminate le varie tecniche di indagine e monitoraggio delle strutture. la modellazione della struttura. coperture. Gianvittorio RIZZANO Numero di Crediti: 6 Propedeuticità: Scienza delle Costruzioni II Finalità del corso base: Nel corso vengono affrontate le diverse problematiche che intervengono nelle successive fasi del processo di consolidamento ed adeguamento sismico degli edifici in muratura ed in cemento armato. Edifici in cemento armato Analisi e diagnosi dei dissesti (ore 4) Analisi dei dissesti statici per insufficienza statica a flessione. metodi per il monitoraggio. per cedimenti di fondazione. i dissesti sulle opere monumentali Rilievo e metodo di indagine (ore 5) esercitazioni (40%) Rilievo strutturale e rappresentazione dei dissesti. volte e cupole. analisi delle tecniche di consolidamento e criteri di progetto e verifica con riferimento ai principali elementi strutturali. Competenze e capacità in uscita dal corso base Competenze relative a: Comportamento statico delle strutture murarie. i materiali innovativi.RIABILITAZIONE STRUTTURALE Docente: Prof.Il corso si articola in lezioni ed esercitazioni. indagini distruttive e non distruttive sui materiali e su elementi strutturali in sito o in laboratorio. inquadramento delle normative di interesse. verifica metodo POR. per ritiro e variazioni di temperatura. necessaria per una adeguata conoscenza delle caratteristiche strutturali originarie dell’edificio e delle modalità con le quali intervenire.

sezioni e prospetti di un edificio di superficie coperta pari a 100-150 mq. Milano 1981. Sisto Mastrodicasa: Dissesti statici delle strutture edilizie. 1988.verifica del livello di sicurezza di elementi strutturali di impalcato progettazione degli interventi di consolidamento e rappresentazione grafica verifica del livello di sicurezza dell’edificio consolidato e valutazione del grado di miglioramento.: • • • Valutazione del livello di sicurezza del telaio nudo. Edizioni Kappa. 1991 Jacques Heyman: The Stone Skeleton. . l’attività progettuale integrativa che lo studente può scegliere di effettuare prevede lo svolgimento di esercitazioni finalizzate alla realizzazione dei seguenti elaborati progettuali: Progetto di consolidamento di un edificio in muratura: • • Piante.Dissesti delle strutture in muratura ed in c. Liguore editore. Valutazione del livello di sicurezza del telaio tompagnato Progettazione degli interventi di adeguamento sismico del telaio. Antonio Giuffrè: Letture sulla Meccanica delle Murature Storiche. Roma. Giorgio Croci: Progettazione strutturale e consolidamento delle costruzioni. Hoepli. Tassios: Meccacnica delle murature.verifica delle pareti più significative alle azioni ortogonali. .a.verifica delle pareti più significative alle azioni nel piano. Cambridge University Press. Testi e materiale didattico di supporto Dispense su argomenti vari. Hoepli. verifica del livello di sicurezza dell’edificio non consolidato: . • • Progetto di consolidamento di un telaio in c. .a. Theodosios P. Milano 1993. murature ed in cemento armato Metodi di indagine. 1995 ATTIVITA’ PROGETTUALE INTEGRATIVA Con riferimento agli argomenti sviluppati durante il corso.. Progettare gli interventi di ripristino statico e di tecniche di consolidamento adeguamento sismico Modalità di svolgimento dell’esame: L’esame prevede una prova orale con la discussione delle applicazioni numeriche prodotte con le esercitazioni.

Dispense del docente. Materiale didattico: L. relativamente ai principi generali ed ai legami costitutivi. L. Analisi delle strutture elastiche: Derivazione della Teoria Tecnica della Trave attraverso il principio dei lavori virtuali. Luigi Ascione Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Matematica IV Finalità del Corso: Il corso di Scienza delle Costruzioni II ha come obiettivo fondamentale il completamento delle nozioni fornite nel corso di Scienza delle Costruzioni I sul problema elastostatico delle travi e dei sistemi di travi. Nozione di collasso plastico. Ascione. Il principio dei lavori virtuali complementare. Capurso. Stabilità flesso-torsionale delle travi. Materiali iperelastici. Sulla Statica delle Travi e dei Sistemi di Travi. Ing. Elementi di Scienza delle Costruzioni. Procedimenti approssimati. Teorema di Kirchhoff. Applicazioni alle strutture intelaiate. Aspetti teorici ed operativi del calcolo a rottura: teorema statico e teorema cinematico dell’analisi limite. Teorema del lavoro speso. Legami costitutivi: Complementi sui legami costitutivi. Sono infine trattati. Proprietà fondamentali del problema elastodinamico. Applicabilità della teoria ai problemi di interesse tecnico. Ascione. Teorema di Betti. A Grimaldi. sia dal punto di vista teorico che applicativo. Elementi di Meccanica dei Continui. con particolare cenno agli elementi del calcolo a rottura delle strutture. Teorema di Clapeyron. Applicazioni numeriche. alcuni approfondimenti di meccanica dei corpi continui. II. Viene trattato in maniera esaustiva il problema del De Saint Venant. Dominio elastico istantaneo. Metodo delle forze. la stabilità dell’equilibrio elastico e la plasticità. Sollecitazioni semplici sulla trave.SCIENZA DELLE COSTRUZIONI II (6 crediti) Docente: Prof. . Teoremi di minimo. Pitagora (1971). Liguori Editore (1989). nella sua parte introduttiva. Liguori Editore(2001). Principio di sovrapposizione degli stati elastici. Elementi di plasticità e calcolo a rottura: Aspetti generali della plasticità. Proprietà fondamentali del problema elastostatico. Metodo degli spostamenti. Ascione. III. Calcolo del carico critico di una struttura intelaiata. Materiali isotropi. Il problema elastodinamico: Formulazione. Superficie di snervamento. Stabilità dell’equilibrio elastico: Influenza dello sforzo normale sulla rigidezza flessionale delle travi. Legge del flusso plastico di tipo associato. Lezioni di Scienza delle Costruzioni. Il principio dei lavori virtuali. Percentuale di lezioni destinate ad esercitazioni: 35% Argomenti del corso: Elementi di Meccanica dei continui: Richiami sull’analisi della deformazione e della tensione. Comportamento non lineare di tipo geometrico delle strutture intelaiate piane. Il corso comprende anche. Il problema elastostatico: Formulazione. Elasticità lineare. volumi I. con particolare riferimento ai metodi variazionali (Principio dei Lavori Virtuali e Principio dei Lavori Virtuali Complementare) ed ai metodi energetici (Principi di Minimo dell’Energia Potenziale Totale e dell’Energia Complementare). Cues (2005). L. M. Teoria del De Saint Venant: Problema del De Saint Venant.

Individuazione dei più idonei interventi di stabilizzazione. orientati al conseguimento di adeguati margini di sicurezza nei riguardi dei fenomeni di collasso. Cenni ai sistemi di monitoraggio delle opere. I criteri di resistenza e la resistenza operativa (14h) esercitazioni (23%) Richiami ai criteri di resistenza per i geomateriali. vengono illustrati gli elementi fondamentali per la individuazione e progettazione dei più idonei interventi. Criteri generali per la progettazione. strutturali e non strutturali. Esempi di casi reali. Effetti tridimensionali. Disgaggi ed opere paramassi. Esempi di casi reali. Litotipi interessati. Il caso del pendio indefinito. La resistenza operativa in termini di tensioni efficaci e di tensioni totali. Procedure di calcolo. Interventi di stabilizzazione dei pendii (20h) esercitazioni (45%) Pendii in rocce lapidee fratturate: Chiodature. Condizioni drenate e non drenate. di fornire agli studenti i principali strumenti teorici ed operativi per l’analisi e la modellazione del comportamento meccanico dei pendii naturali ed artificiali sotto le più svariate condizioni di carico. Affidabilità dei metodi di analisi. . Tiranti attivi e passivi. Resistenza di un ammasso roccioso fratturato: il ruolo delle discontinuità. Capacità di: Proporzionamento degli interventi di stabilizzazione. Ancoraggi. Resistenza dell’elemento di volume: rocce sciolte e rocce lapidee. Successivamente. Giuseppe SORBINO Numero di Crediti: 6 Propedeuticità: Geotecnica Finalità del corso Il corso si propone. progettazione di sistemi di verifica e controllo delle opere realizzate. Elementi per la definizione del rischio da frana. Stabilizzazione mediante rinforzo dei terreni. Programma Identificazione e classificazione dei movimenti franosi (6h) Classifica delle frane. I metodi di analisi (20h) esercitazioni (43%) I metodi dell’equilibrio limite. Modalità di svolgimento dell’esame L’esame consta di un colloquio orale. Strutture di sostegno. Cenni a metodi di analisi avanzati.STABILITÀ DEI PENDII Docente: Prof. Esempi di casi reali. I metodi delle strisce. Analisi a ritroso. Metodi rigorosi e metodi approssimati. in primo luogo. Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Valutazione delle condizioni di stabilità di un pendio in roccia sciolta o lapidea. Le condizioni di drenaggio. Criteri generali per la progettazione. Velocità dei corpi di frana. Pendii in rocce sciolte: Sistemi drenanti. Ing. Esempi di casi reali. Analisi in presenza di sisma.

Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale sul progetto svolto e sugli argomenti trattati durante il corso. revisionati periodicamente dal docente. . gli studenti mettono in pratica con riferimento ad uno specifico tronco stradale e alle relative intersezioni le conoscenze della progettazione e della costruzione acquisiti durante il corso. Tali progetti comprendono i contenuti dell’insegnamento e sono strumentali. divisi per gruppi di lavoro. Abilità comunicative (communication skills) Lavorare in gruppi di progettazione e di costruzione esponendo con adeguata competenza argomenti legati alle infrastrutture viarie. gli Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite anche a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. ferrovie ed aeroporti II CdS: Ingegneria Civile e Civile per l’Ambiente e il Territorio Anno: II Docente: Prof. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della normativa inerente i diversi livelli della progettazione e di quella delle intersezioni stradali. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula vengono forniti le conoscenze per poter far completare agli studenti. Autonomia di giudizio (making judgements) Essere in grado individuare in maniera autonoma i metodi più appropriati per progettare e realizzare una infrastruttura viaria.Strade. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste le conoscenze dell’insegnamento di Strade. comprensione delle basi della progettazione e realizzazione di linee ferroviarie e piste aeroportuali. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper progettare e/o seguire la costruzione di una infrastruttura viaria. Ciro CALIENDO Semestre: II Integrato: Propedeuticità: Strade. e proporre i criteri di scelta in rapporto ai casi concreti. Esso inoltre tende a fornire gli elementi per la corretta progettazione delle intersezioni stradali e ad illustrare i fondamenti della progettazione e costruzione delle linee ferroviarie e delle piste e piazzali aeroportuali. ferrovie ed aeroporti I SSD: ICAR/04 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante Codice: Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira ad approfondire e ad ampliare lo stato delle conoscenze inerenti la progettazione delle infrastrutture stradali e la costruzione del corpo stradale e delle sovrastrutture. Nei progetti. analisi delle metodologie di calcolo delle intersezione e verifica funzionale delle stesse. ferrovie ed aeroporti I. oltre che alla progettazione e realizzazione di una strada. a sviluppare e rafforzare le capacità di lavorare in team. gli elaborati progettuali di strade portandoli ad un livello di progettazione definitivo.

C. CUES. Caliendo: “Verifica funzionale delle strade e delle intersezioni”. Fenomeni di attesa. CUES. Muri di sostegno Totale Ore Testi di riferimento C. Ore Lez. Analisi dei carichi. C. Geometria delle piste di volo. Intersezioni a raso lineari. Caliendo: “Elementi di infrastrutture ferroviarie ed aeroportuali”.Contenuto del corso Argomenti Progettazione stradale Sicurezza stradale Intersezioni stradali Corpo stradale Sovrastrutture stradale Linee ferroviarie Piste aeroportuali e piazzali. 2010. 7 4 8 4 --7 -Ore Eserc. delle traverse e del ballast. svincoli. 8 3 3 3 40 7 2 2 2 20 . tecniche di miglioramento del piano di posa. Calcolo razionale delle sovrastrutture basato sulla teoria del multistrato elastico e verifica a fatica e alle deformazioni permanenti di origine viscosa Elementi di progettazione geometrica. 2010. Stabilità dei rilevati. di rullaggio e dei piazzali. cedimenti del piano di appoggio. Analisi dell’incidentalità in rapporto all’infrastruttura e principali interventi finalizzati al miglioramento della sicurezza. Caliendo: “Elementi di costruzione di strade”. 2010 Contenuti specifici Progetto preliminare. aree di scambio e terminali delle rampe. rilevati alleggeriti. Teoria di Coulomb e metodo di Culmann. calcolo del binario. Valutazione dell’impatto ambientale. analisi dei carichi. CUES. definitivo ed esecutivo di una infrastruttura stradale. Calcolo empirico e razionale delle sovrastrutture aeroportuali. semaforizzate. rotatorie.

Metodi didattici L’insegnamento prevede lezioni teoriche. 2 Ore Lab. Metodi di calcolo e verifica. I Coefficienti Elastici delle lastre curve Introduzione ai materiali Polimerici Fibro-rinforzati (FRP) Rinforzo a Flessione e Taglio di travi in cemento armato. 1 Complementi sulla teoria delle piastre Teoria delle lastre curve Tecniche di rinforzo con uso di materiali innovativi Nozioni di calcolo e verifica di strutture in legno Totale Ore 8 2 0 8 2 0 6 2 2 12 46 3 11 0 3 Testi di riferimento O. Metodologie di soluzione approssimata tramite metodi numerici. Delaminazione. Lastre Curve in regime flessionale. 12 Ore Eserc. Durabilità. Nelle esercitazioni in aula si imposta anche numericamente la soluzione dei problemi di progetto e verifica delle tipologie strutturali oggetto del programma di teoria.Strutture Speciali CdS: Magistrale in Ingegneria Civile/ Ingegneria per l’Ambiente ed il Terriorio Anno: II Docente: Dott. Dimensionamento dei sistemi di collegamento. Colonne Composte. “Scienza delle Costruzioni” – Zanichelli. Applicazioni esemplificative Definizioni e richiami alla Teoria di Mindlin e Kirckhoff. Ore Lez. 1979 . Caratteristiche del legno. Confinamento di pilastri in c. Prerequisiti Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze avanzate di meccanica dei solidi rigidi e deformabili. Belluzzi. Membrane Curve. esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. Dimensionamento degli elementi strutturali. Contenuto del corso Argomenti Strutture composte acciaio-calcestruzzo Contenuti specifici Introduzione.a. Progetto della Connessione. Travi Composte. Bologna. Cenni ai Nodi Trave-Colonna. Solette Composte. Enzo Martinelli Semestre: II Integrato: Codice: Propedeuticità: Tecnica delle Costruzioni II SSD: ICAR/09 Crediti: 6 Tipologia: - Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso è finalizzato all’apprendimento di tematiche specialistiche di complemento rispetto ai fondamenti dell’Ingegneria Strutturale relative a particolari tipologie strutturali e sistemi costruttivi. Applicazioni esemplificative Lastre Cilindriche. Membrane. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova orale. Lastre sottili.

R. P. Johnson, “Composite Structures of Steel an Concrete, Vol. 1: Beams, Slabs, Columns and Frames for Buildings” – Blackwell Scientific Publications, 1994; M. Piazza, R. Tommasi, R. Modena, “Strutture in legno” – Hoepli, Milano, 2005 J. G. Teng, J. F. Chen, S. T. Smith, L. Lam, FRP strengthened RC Structures – Wiley, Chichester (UK), 2002 Appunti dei docenti.

Tecnica delle Costruzioni II
CdS: Magistrale in Ingegneria Civile Anno: I Docente: Prof. Ciro Faella Semestre: II Integrato: Codice: Propedeuticità: Scienza delle Costruzioni II SSD: ICAR/09 Crediti: 12 Tipologia: -

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire L’insegnamento di Tecnica delle Costruzioni II completa alcuni argomenti già trattati nell’ambito del corso del Tecnica delle Costruzioni I, ed estende la trattazione a nuove problematiche ugualmente centrali nelle applicazioni strutturali. In particolare il corso prevede lo studio dei metodi di verifica delle strutture agli stati limite basati sul calcolo non lineare e plastico, l’analisi delle membrature e delle strutture sensibili agli effetti del II ordine. Vengono analizzate anche tipologie strutturali non trattate nel primo corso come le travi in c.a.p., le strutture bidimensionali piane e curve, le costruzioni in acciaio. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Vengono illustrati i fondamenti della progettazione di strutture in acciaio ed in cemento armato precompresso (c.a.p.). Il corso si completa con la spiegazione di alcuni approfondimenti nella progettazione delle strutture in c.a.. Tutta la trattazione è improntata alla verifica degli elementi strutturali secondo il Metodo Semiprobabilistico agli Stati Limite. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Lo studente, al superamento della prova finale, sarà in grado di progettare e verificare membrature ed unioni (saldate e bullonate) in acciaio, di dimensionare un elemento in c.a.p ed effettuare completamente la verifica di elementi strutturali in c.a. (anche bidimensionali) secondo il Metodo Semiprobabilistico agli Stati Limite. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper esaminare in senso ritico i risultati dell’analisi e della progettazione di strutture in c.a., c.a.p. ed acciaio. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente problematiche legate alle suddette tipologie di elementi strutturali e sistemi costruttivi. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti e situazioni differenti da quelli presentati durante il corso, approfondendo gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di base della di meccanica strutturale. Metodi didattici L’insegnamento prevede lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula vengono sviluppati esempi numerici di quanto illustrato nelle lezioni teoriche e due temi progettuali: struttura monopiano in acciaio ed elemento (trave o tegolo) in c.a.p. Metodi di valutazione Si effettuano due prove scritte intercorso, che consistono nella risoluzione in aula di esercizi numerici inerenti gli argomenti del corso man mano sviluppati. Le prove sopra descritte

esonerano dallo svolgimento della prova scritta, che concorre alla valutazione complessiva della preparazione raggiunta dallo studente nell’esame finale. L’esame consta pertanto di una prova scritta ed un colloquio che verte sulla discussione degli elaborati progettuali redatti dallo studente durante lo svolgimento del corso, sulla discussione della prova scritta o delle prove intercorso, sulla discussione dei temi sia teorici che applicativi trattati nel corso.

Contenuto del corso
Argomenti Progetto e verifica di elementi strutturali in acciaio Contenuti specifici I materiali metallici da costruzione; Unioni bullonate ed unioni bullonate; Membrature tese e compresse; Membrature inflesse; Collegamenti; Travi composte; Esercitazione progettuale relativa ad un capannone industriale a struttura metallica. La precompressione delle sezioni in calcestruzzo. La pratica applicazione e le tecniche della precompressione. I materiali della precompressione.; Verifica elastica delle sezioni precompresse sollecitate a flessione e taglio. Nocciolo limite della sezione e fuso di Guyon. Valutazione delle perdite istantanee e delle perdite per effetti lenti; Le verifiche a fessurazione e a rottura; Il sistema equivalente alla precompressione, il cavo concordante ; Esercitazione progettuale per una trave in c.a.p. Ricapitolazione delle ipotesi base di verifica agli stati limite; Metodi di analisi delle strutture in campo non lineare: ridistribuzione dei momenti, metodo plastico, cenni sui metodi di analisi non lineare; La stabilità nelle strutture e membrature in c.a., criteri per la valutazione della sensibilità agli effetti del II ordine di membrature isolate e di strutture intelaiate; Valutazione degli effetti del II ordine nelle strutture e membrature sensibili; Problemi particolari: elementi tozzi, punzonamento, nodi trave-pilastro. Esercitazioni sugli argomenti trattati: metodi di analisi in campo non lineare, verifica di strutture sensibili agli effetti del II ordine. Piastre piane: formulazione del problema ed ipotesi relative. Equazione risolutrice in coordinate cartesiane ed in coordinate polari. Condizioni al contorno; Soluzioni in forma chiusa dell’equazione fondamentale. Soluzione alle differenze finite; Soluzione con metodi approssimati: metodo di Grashof, metodo di Bach. Esercitazioni sulle piastre. Definizione e formulazione del problema. Definizione di limiti di snellezza per elementi e strutture. L’effetto delle imperfezioni. Metodi semplificati di analisi delle strutture: il metodo di Horne. Il metodo della colonna modello. Ore Lez. Ore Eserc. Ore Lab.

26

12

2

Il calcestruzzo armato precompresso

12

8

Complementi sulla verifica agli stati limite delle membrature in c.a.

26

12

2

Le piastre piane

8

2

Elementi di Stabilità delle Strutture Totale Ore

8

2

80

36

4

Materiale didattico: Per la parte relativa al c.a. ed al c.a.p.: C. Faella, Argomenti di Teoria e Tecnica delle Costruzioni – Costruzioni in calcestruzzo armato normale e precompresso, Vol. 1B, CUES C. Faella, Argomenti di Teoria e Tecnica delle Costruzioni – Analisi di strutture intelaiate, Vol. 2, CUES Per la parte relativa alle costruzioni in acciaio e per le piastre, gli argomenti trattati sono riportati in dispense acquisibili dagli studenti in fotocopia, aderenti allo sviluppo dei singoli argomenti (Strutture in Acciaio, Teoria delle Piastre)

Sono pure consigliati testi per consultazione ed ampliamento degli argomenti, peraltro disponibili in biblioteca: E. Giangreco, Teoria e Tecnica delle Costruzioni, I e III volume, Liguori, Napoli R. Favre et al., Progettare in calcestruzzo armato: Piastre, muri, pilastri e fondazioni, Hoepli, Milano

TEORIA DELLE STRUTTURE Docente: Dott. Valentino Paolo BERARDI Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Scienza delle Costruzioni II
Finalità del corso: l’insegnamento si propone l’obiettivo di fornire agli allievi ingegneri del corso di laurea in Ingegneria Civile i fondamenti teorici per l’analisi dei principali modelli strutturali adottati nella pratica tecnica. Le nozioni impartite ampliano, con unità di approccio, quelle già acquisite relativamente ai sistema di travi. Sono affrontati problemi bidimensionali in stato piano di tensione e di deformazione, nonché quelli relativi allo studio delle piastre. Viene altresì trattato il metodo degli elementi finiti per la risoluzione approssimata di schemi strutturali e la teoria di Vlasov per l’analisi delle travi in parete sottile. Percentuale di lezioni destinate ad esercitazioni: 30% Argomenti del corso: Il metodo degli elementi finiti: Formulazione generale dell’approccio agli spostamenti. Il modello meccanico. Cambiamenti di riferimento e assemblaggio. Il principio dei lavori virtuali: le equazioni discrete dell’equilibrio. Imposizione delle condizioni al contorno. Applicazioni del metodo a modelli strutturali mono e bidimensionali. Esempi. Condizioni di convergenza. Elementi finiti isoparametrici. Tecniche risolutive di sistemi algebrici. Applicazioni e confronti. Piastre: I modelli di Mindlin e di Kirchhoff. Il principio dei lavori virtuali. Equazioni indefinite di equilibrio. Legami costitutivi. Il problema elastostatico. Applicazioni e confronti. Statica delle travi in parete sottile: Cinematica: ipotesi, relazioni generali, prime approssimazioni. Le sezioni aperte. Studio dell’area settoriale. Considerazioni relative allo stato di tensione. Il principio dei lavori virtuali. Equazioni indefinite di equilibrio. Legami costitutivi. Il problema elastostatico. Il calcolo delle tensioni. Le sezioni chiuse. Applicazioni e confronti. Problemi elastici piani nelle tensioni e nelle deformazioni: Problemi piani nelle deformazioni. Problemi piani nelle tensioni. La funzione di Airy. Soluzioni in forma chiusa e metodi di approssimazione. Applicazioni e confronti. Competenze relative a: Metodo degli elementi finiti. Problema elastostatico delle travi in parete sottile. Problemi piani nelle deformazioni e nelle tensioni. Modellazione delle piastre. Capacità di: Risolvere schemi strutturali piani e tridimensionali con il metodo degli elementi finiti. Analizzare lo stato di tensione e di deformazione nelle travi di parete sottile. Affrontare problemi bidimensionali in stato piano di tensione e di deformazione. Valutare lo stato di tensione e di deformazione nelle piastre.

Modalità di svolgimento dell’esame: l’esame consta di una prova orale sui contenuti teorici ed applicativi del corso. Testi suggeriti e materiale didattico di supporto: L. Corradi Dell’Acqua, Meccanica delle strutture, McGraw-Hill, Milano,1992. Luigi Ascione, Sulla statica delle travi di parete sottile, Edizioni CUES, Salerno,1999. Dispense del corso pubblicate sul sito www.divic.unisa.it alla voce corrispondente all’insegnamento di Teoria delle Strutture.

TEORIA E PROGETTO DEI PONTI Docente: Prof. Vincenzo PILUSO Numero di Crediti: 6 Collocazione: II semestre Propedeuticità: Scienza delle Costruzioni II
Finalità del Corso base (6 crediti):L'insegnamento di Teoria e Progetto dei Ponti si articola in una parte teorica ed una parte progettuale. Nella parte teorica vengono forniti i fondamenti generali per il calcolo e la progettazione di strutture da ponte, con particolare riferimento all'analisi ed alla disposizione dei carichi, al calcolo delle sollecitazioni, ai criteri di progettazione e verifica delle tipologie strutturali più frequenti. La parte progettuale costituisce elemento necessario ed integrante del corso e si svolge mediante esercitazioni in aula, durante le quali si forniscono ulteriori indicazioni per l'applicazione delle metodologie di progetto e verifica illustrate nella parte teorica ai casi progettuali oggetto di studio.Gli studenti dovranno quindi sviluppare in gruppi di due persone, coadiuvati dall'attività di assistenza svolta dal docente, il dimensionamento di massima di un ponte a travata appoggiata o continua, realizzato in c.a.p. o in sistema composto acciaio-calcestruzzo, redigendo la relativa relazione di calcolo ed elaborati grafici di massima degli elementi strutturali principali. Programma del Corso base 1. Cenni storici, tipologie, azioni sui ponti (4 ore) I ponti ed il loro sviluppo storico. Classificazione dei ponti. Tipologie strutturali. Le azioni sui ponti. Normativa nazionale (D.M. 4 Maggio 1990) e cenni agli Eurocodici. 2. La teoria delle linee di influenza (10 ore - Eserc: 30%) Definizione, Metodo diretto, Metodo indiretto, Il teorema di Betti generalizzato, Applicazioni alle travi ad asse rettilineo isostatiche (travi appoggiate, travi Gerber). I diagrammi dei massimi e dei minimi. Applicazione delle catene cinematiche al tracciamento delle linee di influenza. Linee di influenza dei sistemi iperstatici. 3. Calcolo degli impalcati a graticcio (12 ore - Eserc: 30%) La soletta degli impalcati da ponte. Progettazione e calcolo di impalcati di tipo Predalle. Ripartizione trasversale negli impalcati a graticcio: Metodo di Courbon, Metodo di Engesser, Metodo di Guyon-Massonnet-Bares. Calcolo delle sollecitazioni nelle travi e nei trasversi. 4. I ponti in calcestruzzo armato precompresso (6 ore - Eserc: 20%) Richiami sulla progettazione e verifica di travi in calcestruzzo armato precompresso e sulla valutazione degli effetti di viscosità e ritiro. Concezione dell'organismo strutturale. Modalità costruttive e fenomeni lenti. Ponti a travata appoggiata e a travate continue. Altre tipologie. 5. I ponti in sistema composto acciaio-calcestruzzo (6 ore - Eserc: 30%) Richiami sulla progettazione e verifica di sezioni composte acciaio-calcestruzzo. I connettori travesoletta: tipologie e metodi di verifica. Concezione dell'organismo strutturale. Aspetti di carattere costruttivo: travi puntellate e travi non puntellate all'atto del getto della soletta. Tecniche di presollecitazione della soletta. 6. Apparecchi di appoggio e dispositivi antisismici (4 ore - Eserci: 20%) Appoggi fissi e mobili. Tipologie di appoggi (appoggi a rullo, a strisciamento; appoggi a disco elastomerico, appoggi con superficie di scorrimento al PTFE, appoggi in gomma). Appoggi per forze orizzontali. Perni e guide. Ammortizzatori antisismici. 7. Pile, spalle e fondazioni dei ponti (10 ore - Eserc: 30%) Le pile dei ponti (tipologie; analisi dei carichi; verifiche di resistenza e di stabilità; verifiche in presenza di sisma). Le spalle dei ponti (tipologie; analisi dei carichi; spalle a mensola in c.a.; spalle in c.a. con contrafforti). Le strutture di fondazione dei ponti. 8. Cenni ai ponti ad arco (8 ore) Criteri generali di calcolo dei ponti ad arco. L'arco a tre cerniere; l'arco funicolare. L'arco a due cerniere; la caduta di spinta; l'arco incastrato. L'arco a spinta eliminata. La stabilità degli archi. I sistemi collaboranti arco-trave. Competenze e capacità in uscita dal Corso base Competenze relative a: Capacità di: Concezione strutturale, modellazione ed analisi di Effettuare l'analisi dei carichi ed individuare le disposizioni dei

J. F. 1972. Si illustrano anche casi reali significativi (progetti.. Wiley Interscience. Materiale didattico Appunti dalle lezioni e Dispense del corso. 1977.P. De Miranda: "Ponti a struttura d'acciaio". M. sempre in gruppi di due persone. Italsider. Calvi: "Seismic Design and Retrofit of Bridges". il calcolo di pile e spalle. Petrangeli: "Progettazione e costruzione di ponti". 1994 M. a tal fine. 1996. il calcolo delle fondazioni. M. G. Planning and Design of Bridges. l'utilizzo di programmi di calcolo agli elementi finiti (tipo SAP) per la determinazione delle linee di influenza. A. Troitsky. Gli studenti. 4a Ed.J. Effettuare il dimensionamento di massima di strutture per ponti e viadotti.p. tecniche costruttive. il calcolo degli impalcati a graticcio. carichi mobili che forniscono le massime e minime sollecitazioni.a. Wiley & Sons. Raithel: "Costruzioni di Ponti". Priestley.strutture per ponti e viadotti. realizzazione). Italsider.: 100%) Nella parte integrativa del corso di Teoria e Progetto dei Ponti (eventualmente scelta dallo studente) si svolgono esercitazioni in aula dedicate allo sviluppo del calcolo completo ed alla redazione degli elaborati grafici e dei dettagli costruttivi necessari per il progetto esecutivo di un ponte a travata. Liguori Editore. Finalità delle Attività progettuali integrative Calcolo e redazione degli elaborati grafici esecutivi del ponte a travata (30 ore-Eserc. già dimensionato nell'ambito del corso base Competenze e capacità aggiuntive in uscita dalle Attività progettuali integrative Competenze relative a: Capacità di: Progettazione esecutiva di strutture per ponti e Redigere il progetto strutturale esecutivo (completo viadotti.S.N. Masson Editore. di elaborati grafici) di ponti a travata. 1996. P. Seible. dovranno quindi redigere la relazione di calcolo e gli elaborati grafici esecutivi del ponte a travata in c. Mele: "Impalcati a piastra ortotropa ed in sistema misto acciaio-calcestruzzo". 1971. Modalità di svolgimento dell'esame:L'esame consiste nella discussione degli elaborati progettuali (relazione ed elaborati grafici) sviluppati dagli studenti durante il corso e nella prova orale tesa ad accertare la preparazione maturata dallo studente sugli argomenti illustrati nel corso. M. Si illustra. . F. Matildi.M.

Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula ed in laboratorio. comprensione dei fenomeni fisici associati. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di fisica tecnica. tema che coinvolge sia il risparmio energetico in edilizia che la qualità ambientale globale.d'Ambrosio Semestre: I Integrato: Propedeuticità: SSD: ING-IND/11 Crediti: 6 Tipologia: Affine Codice: xxxx Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso ha per obiettivo la valutazione ed il controllo della qualità fisico-tecnica degli ambienti interni. realizzare e/o migliorare le prestazioni energetiche di un sistema edificio-impianti nel rispetto della normativa vigente e della qualità ambientale globale. conoscenza degli strumenti di misura e dei modelli di valutazione utilizzati nella determinazione delle condizioni di qualità ambientale globale negli ambienti confinati sulla base della normativa UNI e CEN. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso.R. la verifica termoigrometrica ed energetica di un edificio di riferimento. in termini di parametri acustici. Nelle esercitazioni in aula viene assegnati agli studenti. F. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Conoscenza dei metodi di calcolo delle prestazioni energetiche di un sistema edificoimpianto (nuovo ed esistente). Le esercitazioni in laboratorio hanno lo scopo di mostrare strumentazione e tecniche di misura dei parametri ambientali. . con riferimento alla qualità ambientale globale. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenza della termofisica dell'edificio. conoscenza delle tecniche di misura e valutazione per la determinazione della qualità ambientale globale dell'ambiente confinato. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alla progettazione termotecnica degli edifici e della qualità ambientale globale.Termofisica dell'edifico CdS: Ingegneria Civile Anno: II LS Docente: Prof. capacità di elaborare la certificazione energetica di un edificio Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per progettare. divisi per gruppi di lavoro. illuminotecnici. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta selettiva ed un successivo colloquio orale. termoigrometrici e di qualità dell'aria.

Appunti dalle lezioni disponibili presso il Centro Stampa Modalità di frequenza L’insegnamento è erogato in presenza con frequenza obbligatoria. Regime stazionario e riverberazione. Gli isolanti termici. Gli impermeabilizzanti. Ventilazione controllata. Tecniche di risanamento da umidità da terrapieno. Valutazione della qualità dell'aria di un ambiente confinato. Gli indici PMV e PPD. Benessere termoigrometrico. Isolamento acustico per via aerea e per via strutturale. Grandezze descrittive del suono. Impianti di condizionamento: tipologie. con e senza ricircolazione d'aria.R. Sistemi fonoassorbenti. Richiami di Fisica della Luce. nel caso estivo e in quello invernale Ore Lez. Valutazione oggettiva e soggettiva del benessere termoigrometrico in un ambiente: questionario e protocollo di misura. 142 . Grandezze fotometriche: definizione ed unità di misura. La termoregolazione del corpo umano.i. Efficienza di ventilazione. Ore Lab. D. Potere fonoisolante. 192/05 e s. Generalità sugli impianti di riscaldamento e termoventilazione. Ventilazione naturale e forzata. Suono negli ambienti chiusi. Diagramma psicrometrico. Normativa Possibili cause dell'umidità nelle pareti. Misura dell'umidità nelle pareti. Normativa. Generalità. Sorgenti di luce. Discomfort localizzato. Bilancio di energia sul corpo umano. Generalità sul campo sonoro. L’occhio e la visione. Livello di calpestio. Elementi di normativa. Tecniche di risanamento da umidità ascendente. Illuminazione artificiale: normativa e metodi di calcolo.m.Lgs. La condensa interstiziale: verifica e correzione. Criteri di progettazione. Livelli e spettri. d'Ambrosio (a cura di). Sistemi per l'ottenimento di una buona qualità dell'aria. Benessere termoigrometrico 6 2 Fondamenti di Illuminotecnica 6 1 Fondamenti di Acustica Applicata 6 2 Qualità dell’aria 6 L’umidità nelle murature 8 La progettazione termoigrometrica dell’edificio 12 7 Gli impianti di climatizzazione 3 1 Totale Ore 47 8 5 Testi di riferimento F.Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici Cenni di psicrometria. Elementi di fonometria. Proporzionamento di un impianto di condizionamento centralizzato. Effetti della presenza dell'umidità nelle pareti. La condensa superficiale: verifica e correzione. Tecniche di risanamento da umidità di condensa. Purezza dell'aria e ventilazione. Ore Eserc. Misura dei ricambi d'aria. Trasformazioni dell'aria umida. I contaminanti e loro origine. I ponti termici: verifica e correzione. Le tecniche per l’isolamento termico.

it) 143 .Lingua di insegnamento Italiano Sede e Orario Il corso è erogato presso la Facoltà di Ingegneria. per l’orario e le aule si consulti il sito di Facoltà (www.unisa.ingegneria. il corso è erogato presso la Facoltà di Ingegneria.

per accertarne la convenienza ed ai fini delle scelte tra soluzioni tecniche alternative e per le graduazioni di priorità temporale. di alternativa tecnica. Coefficienti di conversione dei costi finanziari in economici. di priorità temporale. Disponibilità a pagare. Saggio critico. L’analisi costi-benefici: nozione. 1988. tasso di rendimento interno (TIR). Costo-opportunità. Criteri di valutazione: valore attuale netto (VAN). Valutazione “prima e dopo”.(torna all’indice) VALUTAZIONE ECONOMICA DEI PROGETTI Docente: Proff. terza dimensione dell’analisi. Propedeuticità: Estimo. Costi finanziari e costi economici. Allocazione delle risorse. Grado di approfondimento dell’analisi. il Mulino. La valutazione. La valutazione degli investimenti pubblici. Nicola MORANO/Antonio NESTICO’ Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Nessuna Finalità: E’ ormai generalizzata la valutazione dei progetti. Analisi costi-benefici. Giudizio di convenienza alla realizzazione di un progetto. Valutazione in condizioni di rischio e in condizioni di incertezza. Gli indici di sviluppo. ƒ G. Durata fisica e durata economica del progetto. Altri criteri: il tempo di recupero. il rapporto capitale/prodotto. Entrata a regime del progetto. Tecniche di valutazione dei progetti. Orizzonte economico dell’imprenditore privato e dell’imprenditore pubblico. La temporizzazione dei costi e dei benefici. Economia e finanza pubblica. b) appunti delle lezioni e casi concreti di valutazione. rapporto benefici/costi (B/C). ƒ F. Valutazione economica e valutazione finanziaria. obbligatoria nei casi di investimenti in opere pubbliche e nei casi di iniziative private da attuare col concorso di finanziamenti pubblici. Il sistema dei prezzi da applicare alla valutazione. Classificazione dei benefici. Valutazione dal punto di vista pubblico o della collettività. Florio. Argomenti del corso Investimenti strutturali e marginali. è divenuta perciò atto finale. 1991. origine e sviluppo. economica e talora anche finanziaria. 1993. Il progetto. Il Mulino. Esempi di applicazione dell’analisi costi-benefici. elaborato integrante del progetto. Fattibilità tecnica e fattibilità economica. “con e senza”. Valutazione ex ante ed ex post. nei corsi di studio per tecnici ed operatori destinati alla progettazione ed alla gestione delle opere di progetto. Fattori che influenzano i risultati della valutazione. Saggio sociale di preferenza nel tempo (SSPT). Classificazione dei costi. Materiale didattico a) testi di riferimento ƒ M. Bologna. Brosio. 144 . Carocci. Il tempo. Il saggio di sconto. Prezzi ombra. Nuti. Non possono pertanto mancare le nozioni essenziali (almeno) della valutazione economica dei progetti. Scelte programmatiche. Bologna. in particolare con l’impiego dell’analisi costibenefici.

Corsi di Studio in Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio (torna all’indice) 145 .

professionalizzanti. Tale impostazione è fondamentale per assicurare al laureato in ingegneria per l’Ambiente e il Territorio capacità di adattamento alla molteplicità di profili richiesti nel mercato del lavoro. di cui una parte rilevante è riservata ad attività esercitative e a pratiche di laboratorio. Risultano una costante la richiesta di competenze professionali specialistiche. dalla valutazione delle interazioni con questi. Tale professionalità fornisce competenze per gestire sistemi di monitoraggio. di controllo. organizzate suddividendo gli studenti in piccoli gruppi. dall'altro di fatto resa indispensabile una forte caratterizzazione internazionale. Il Corso di Laurea Magistrale si articola su due curriculum per tener conto della varietà di interessi professionali che contraddistinguono questa figura di ingegnere. specialmente negli ultimi anni nei quali l'accelerazione dei sistemi di comunicazione. di intervento e più in generale. dalla conoscenza dei possibili interventi di salvaguardia. ampiamente articolata su discipline propedeutiche. Percorsi formativi professionalizzanti L’organizzazione degli studi prevede la scelta da parte dello studente del percorso formativo professionalizzante rivolto a fornire specifiche competenze professionali. Finalità del Corso di Laurea e del Corso di Laurea Magistrale Il Corso di Laurea in Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio è caratterizzato da un percorso intersettoriale rivolto alla formazione di professionalità fondate su discipline tipiche dell’ingegneria civile e dell’ingegneria industriale. la capacità di lavorare in gruppo. la disponibilità ai trasferimenti all'estero e la capacità di adeguarsi a un mercato ormai di grande flessibilità. per proporre soluzioni per l’uso e la difesa del territorio e per la protezione dell’ambiente. La didattica impartita nei corsi è organizzata in moduli da 60 ore.Presentazione Il profilo culturale dell'Ingegnere richiesto dal mercato del lavoro appare profondamente modificato. metodologiche. Queste ultime. riguardano prevalentemente lo sviluppo di attività interdisciplinari il cui obiettivo è abituare l’allievo a generalizzare metodi e tecniche impartite nei vari corsi.a. Questo è particolarmente evidente in una qualunque indagine sui requisiti richiesti alle figure professionali dalle grosse società che si occupano del reclutamento per conto delle aziende produttive. 2010/11 sono organizzati in due semestri. la globalizzazione e l'abbattimento delle frontiere hanno da un lato reso più semplici i confronti fra le diverse scuole di insegnamento e formazione. Master Universitario 146 . la conoscenza di lingue straniere. con la capacità di sviluppare conoscenze e adattarsi alle richieste del mercato. I semestri impegnano 12 settimane e tipicamente vanno da ottobre a gennaio e da marzo a giugno. per impostare e condurre esperimenti. Organizzazione della didattica del Corso di Laurea e del Corso di Laurea Magistrale I corsi di insegnamento previsti dal Manifesto degli Studi per l’a. mirate alla formazione di un ingegnere in grado di conoscere e gestire le problematiche della gestione del territorio e della tutela e conservazione dell’ambiente. La formazione multidisciplinare è indirizzata a realizzare una figura professionale caratterizzata dalla conoscenza dei processi naturali o derivanti dalle attività umane che generano un impatto con l’ambiente ed il territorio. In questo quadro appare inevitabile pensare di voler formare delle figure professionali di ingegneri specialisti. per analizzare ed interpretare i dati. Tale premessa si concretizza nell’offerta didattica del Corso di Laurea.

ma anche società di formazione per professionalità specialistiche). nella ricerca e sviluppo. ™ nelle imprese di costruzione. ™ nella libera professione. nella gestione delle risorse). ™ nella formazione (per esempio scuola ed università. Struttura Organizzativa dei Corsi di Studio I Corsi di Studio prevedono. a vari livelli di responsabilità. dagli alluvioni e dall’erosione costiera nonché dall’inquinamento delle territorio e del mare. nel marketing. • Laurea Magistrale in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. quale strumento per il perfezionamento scientifico e per l'alta formazione permanente e ricorrente. all’incirca il triplo degli attuali laureati in Ingegneria in Italia. attualmente. quale titolo di 1° livello. ™ nei servizi (per esempio nella progettazione. L'obbiettivo che si intende perseguire è quello di formare dottori di ricerca con un patrimonio comune di esperienze e di conoscenza degli strumenti culturali.Per l’importanza del Master Universitario. • Dottorato di Ricerca in Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio. ™ negli studi professionali o nelle società di ingegneria. quale titolo di 2° livello. E’ in corso di attivazione presso la Facoltà di Ingegneria un Master internazionale in Energy and Environment incentrato sulla formazione di specialisti nella produzione e gestione dell'energia e nella riduzione e il trattamento degli inquinanti generati durante la fase di produzione. Dottorato di Ricerca Agli Ingegneri per l’Ambiente e il Territorio è aperto il corso di Dottorato di Ricerca in Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio. il rilascio di dei seguenti titoli di studio: • Laurea in Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio. 147 . Essi possono trovare sbocchi professionali: ™ nella ricerca teorica e/o applicata. al quale i laureati in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio potranno iscriversi per completare il loro percorso formativo. gli ingegneri civili per l’Ambiente e il Territorio possono svolgere attività professionali che riguardano la progettazione e/o la realizzazione di strutture ed infrastrutture atte alla salvaguardia dell’Ambiente e del Territorio. Fonti autorevoli sostengono che il mondo del lavoro assorbirebbe. ™ nella Pubblica Amministrazione. attraverso un programma di didattica guidata ma soprattutto di lavoro autonomo di ricerca riguardanti la protezione dagli eventi franosi. In particolare. la struttura didattica del corso di studio in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio sta elaborando le offerte didattiche da offrire ai futuri laureati. Sbocchi professionali Va ricordato anzitutto che la figura professionale dell’ingegnere è oggi tra le più richieste sul mondo del lavoro.

270/2004: Classe delle Lauree in Ingegneria Civile e Ambientale 148 .M.Corso di Laurea in Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio L-7. D.

Autonomia di giudizio (making judgements) Coerentemente con le capacità di analisi acquisite. Tali capacità di giudizio sono esplicitamente potenziate nel CdS attraverso la richiesta di relazioni scritte sull'analisi di progetti durante le attività standard corsuali. contribuiscono allo scopo le modalità di accertamento e valutazione della preparazione dello studente. Poiché tali attività progettuali sono generalmente svolte autonomamente dall'allievo che è chiamato a svolgerle da solo o all'interno di piccoli gruppi di lavoro. Tali abilità sono maturate lungo tutto il percorso formativo. viene fornito allo studente parte del materiale didattico di supporto ai corsi in lingua inglese. esercitazioni pratiche. Abilità comunicative (communication skills) Il laureato sa comunicare con tecnici ed esperti con proprietà di linguaggio e padronanza dei dialetti tecnici. che prevedono nella maggioranza dei casi a valle di una prova scritta. attraverso la pianificazione delle attività di tirocinio formativo e professionale ed attraverso la prova di verifica finale. Inoltre nello svolgimento delle mansioni inerenti la propria attività. è possibile valutare anche il "saper fare" acquisito dall'allievo durante il corso. la discussione dei suddetti elaborati progettuali rappresenta parte integrante delle usuali prove d'esame nelle quali. esse sono un momento fondamentale per adottare tra le varie soluzioni prospettate dal docente quella che a suo giudizio risulta più appropriata per il caso in studio. sistemi di piccole dimensioni. anche basate su modelli statistici.sa far uso di appropriate tecniche di metodi e tecniche di valutazione. nel rispetto dei modelli organizzativi aziendali. In molti insegnamenti. . è in grado di comprendere ed elaborare testi in lingua inglese di media difficoltà. L'obiettivo viene perseguito tramite l'adozione di diversi testi per la didattica e tramite varie modalità di erogazione della didattica stessa (lezioni frontali. È in grado di comunicare anche in inglese su problematiche di carattere tecnico. di effettuare scelte tra diverse soluzioni alternative disponibili per risolvere il problema oggetto di studio. Lo svolgimento di attività progettuali all'interno dei corsi pone da subito l'allievo di fronte alla necessità. . prevalentemente posizionati dal secondo anno in poi. attività di laboratorio e di campo). o nel rispetto di un piano di lavoro impostogli. dunque. tipica delle attività ingegneria.Obiettivi formativi specifici del corso Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Il laureato possiede le conoscenze matematiche e fisiche di base peculiari dell'ingegneria e le conoscenze metodologiche di carattere generale nel settore Civile. nella propria lingua. In molti corsi. vengono sviluppate esercitazioni progettuali per il cui svolgimento è necessario applicare le nozioni apprese nelle ore di lezione teorica ed imparare ad utilizzare strumenti di lavoro tipici della professione dell'ingegnere. che si concretizzano nella pianificazione della propria attività lavorativa. soprattutto appartenenti alle attività caratterizzanti. il laureato è in grado di valutare autonomamente sistemi di media complessità nell'ambito dell'Ingegneria Civile. una prova orale durante la quale vengono 149 .è in grado di relazionare sulla propria attività lavorativa. il laureato: .ha capacità di tipo organizzativo. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) Il laureato è in grado di affrontare l'analisi di sistemi di media complessità nell'ambito dell'Ingegneria Civile e di progettare. con il duplice obiettivo di rafforzare la conoscenza della terminologia tecnica e favorire l'acquisizione e la padronanza degli strumenti linguistici. . la conoscenza maturata dall'allievo viene verificata tramite le prove d'esame che constano quasi sempre di una prova scritta e di un esame orale.è in grado di coordinare piccoli gruppi di lavoro. in quell'ambito.

Essa prevede infatti la discussione. gli studi previsti nella Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica. corredato da una presentazione multimediale. con obiettivi diversificati: . . elaborazione e comunicazione del lavoro svolto. su due distinti percorsi. prodotto dallo studente su un'area tematica attraversata nel suo percorso di studi. fin da principio.società di costruzioni. . Il corso prepara alle professioni di: . Curricula offerti agli studenti Il Corso di studi si articola. Idraulica e Geotecnica. dell'Idraulica e delle altre materie di interesse per l'Ingegneria Civile. La prova finale.un percorso formativo orientato all'approfondimento delle discipline nei settori inerenti l'ingegneria Strutturale. Il laureato che. per gli studenti interessati a proseguire gli studi l'obiettivo è quello che si possano iscrivere con successo ai corsi di laurea magistrale in Ingegneria Civile. Inoltre nel corso di alcuni degli insegnamenti maggiormente caratterizzanti il corso di studi. comunicazione ed esposizione del candidato.uffici tecnici di enti pubblici (Comuni. innanzi ad una commissione. consente di verificare le abilità comunicative maturate dall'allievo. generalmente svolta secondo la modalità del colloquio orale. . oltre all'accesso a livelli di studio successivi. per il quale potrà utilizzare fonti in lingua italiana e in lingua inglese. possiede gli strumenti cognitivi di base per la crescita culturale e per l'aggiornamento continuo autonomo delle proprie conoscenze. oltre alle conoscenze acquisite dallo studente. Inoltre. offre allo studente un'ulteriore opportunità di approfondimento e di verifica delle capacità di analisi. Il CdS consente. Profili professionali di riferimento Gli sbocchi professionali sono legati a quegli ambiti lavorativi in cui si progettano e sviluppano prodotti e sistemi nell'ambito Civile: . Regioni). Il laureato. spesso veicolati con altrettanta varietà di metodi di esposizione ed applicazione deriva la necessità che l'allievo sviluppi una significativa duttilità nell'apprendimento. Da questa varietà di contenuti.Altri ingegneri ed assimilati. ma anche e soprattutto le capacità di sintesi. di un elaborato.Ingegneri civili . Capacità di apprendimento (learning skills) Il laureato che intraprende il percorso formativo acquisisce le capacità di apprendimento e le conoscenze necessarie ad affrontare. Le attività di tutorato che vengono svolte dai docenti durante i corsi stimolano l'allievo ad interagire con essi e con i suoi colleghi. Il percorso formativo si completa con un 150 . sceglie il percorso professionalizzante acquisisce le capacità di apprendimento e le conoscenze necessarie a seguire. la prova d'esame.valutate. Province. La varietà di attività formative previste dall'Ordinamento degli Studi permettono all'allievo di sviluppare una notevole capacità di apprendimento misurandosi con materie che spaziano da matematica e fisica e fino alle discipline economiche e giuridiche passando attraverso le attività caratterizzanti i corsi della Classe di Ingegneria Civile ed Ambientale. anche la sua capacità di comunicarle con chiarezza e precisione. Oggetto di valutazione in questo caso non sono solo i contenuti dell'elaborato.studi professionali e società di ingegneria. anche di partecipare all'esame di stato per l'abilitazione alla professione di ingegnere. con un alto grado di autonomia. infine. con successo ed autonomia. inoltre. un Master di primo livello nelle aree delle Strutture. sono previste delle attività seminariali svolte da gruppi di studenti su argomenti specifici di ciascun insegnamento.Ingegneri idraulici . viceversa.laboratori di prove su materiali.

Via Ponte Don Melillo.un percorso professionalizzante. 089 964029. e finalizzato al completamento della cultura di contesto nei settori di interesse dell'Ingegneria Civile. e preordinato all'inserimento dei laureati nel mondo del lavoro. sviluppato nell'ambito delle discipline del corso di Laurea. fax 089 964343. enti ed aziende a rilevanza nazionale ed internazionale operanti nel settore. costituito da attività didattiche svolte con il coinvolgimento di studi professionali. .it/CDL. e finalizzato ad acquisire "sul campo" specifiche competenze applicative ed acquisire conoscenze anche di carattere organizzativo degli ambiti lavorativi del settore. 84084 Fisciano (SA). fax 089 964343.it Indirizzo internet del corso di laurea http://www. nonché della articolazione dell’elaborato finale e della sua presentazione. tel. Piani di studio individuali Gli studenti possono presentare piani di studio individuali la cui approvazione è deliberata dal Consiglio di Area Didattica. La valutazione conclusiva terrà conto dell’intera carriera dello studente. L'elaborato viene discusso dinanzi ad una commissione. 089 964052. e-mail: adica@unisa. I contenuti si riferiscono all'ambito delle applicazioni inerenti i campi dell'Ingegneria Strutturale.asp 151 . della sua maturità culturale e della capacità di elaborazione personale. Via Ponte Don Melillo. svolto dagli studenti in realtà aziendali convenzionate.unisa. Idraulica e Geotecnica. e-mail: presing@unisa. I termini e le modalità di presentazione dei suddetti piani sono stabiliti dalla programmazione annuale della didattica nel calendario di Ateneo. L’articolazione del corso di studi in curricula è il seguente: Insegnamenti e altre attività formative L’elenco degli insegnamenti e i relativi obiettivi formativi sono riportati nel seguito. di norma con l'ausilio di mezzi multimediali.it Area Didattica di Ingegneria Civile ed Ambientale. Prova finale La prova finale consiste nella preparazione e discussione di un elaborato di carattere prevalentemente applicativo. 84084 Fisciano (SA). tel. orientato all'approfondimento di discipline dell'informazione che abbiano precisa attinenza con i profili professionali che si definiscono.ingegneria. Il percorso si completa con un tirocinio di carattere professionalizzante. Strutture ove è possibile consultare il regolamento didattico del corso Facoltà di Ingegneria.tirocinio formativo.

Fondamenti di Informatica Matematica II Fisica* CFU 9 6 6 6 0 6 6 9 6 Totale Parziale * Corso unico con esame finale al termine del II semestre 54 152 . 2010/11 Manifesto degli studi per l’A.Corso di Laurea Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Classe delle Lauree in Ingegneria civile e ambientale: Durata 3 anni Curriculum per gli immatricolati nell’A. A. Fisica* Disegno* Lingua Straniera (Accertamento conoscenza Lingua Inglese) Disegno* II sem. A. 2010/11 Primo Anno – Comune ad entrambi i percorsi I anno DISCIPLINA Matematica I Chimica I sem.

Percorso FORMATIVO – Secondo e Terzo Anno II anno DISCIPLINA Meccanica Razionale I sem.Prova Finale 2 6 6 6 6 6 3 Totale Crediti 1. Ferrovie ed Aeroporti I II sem. Fluidodinamica Ambientale 1 12 6 12 Analisi dei sistemi urbani e territoriali Totale Parziale III anno DISCIPLINA Tecnica delle Costruzioni I Costruzioni Idrauliche I I sem. Un insegnamento a scelta Un insegnamento a scelta Tirocinio . Idraulica Ambientale Geologia Principi di Ingegneria Chimica Ambientale 1 CFU 12 6 6 6 Scienza delle Costruzioni I II sem. 2 114 CFU 9 6 6 6 6 Meccanica delle Terre Tecnica ed Economia dei Trasporti Topografia Economia ed Estimo Ambientale Impianti di Trattamento sanitario – ambientale Strade.2 180 Corsi integrati con esame finale al termine del II semestre 153 .

Cartografia Numerica Rischio Elettrico e Magnetico Strade. dell'Inquinamento Industriale Tirocinio 6 6 6 6 6 Totale Crediti 1 180 Corso integrato con esame finale al termine del II semestre 154 . della Qualità Amb. di Tratt. Chimica Amb. Fluidodinamica Ambientale1 12 6 6 Totale Parziale III anno DISCIPLINA Tecnica delle Costruzioni Costruzioni Idrauliche Meccanica delle Terre Un insegnamento a scelta tra: I sem. e Contr. 1 CFU 6 6 6 6 6 Scienza delle Costruzioni I II sem. e del Rumore 108 CFU 12 12 6 6 Economia ed Estimo Ambientale Imp. Topografia Geologia Principi di Ing.Percorso PROFESSIONALIZZANTE – Secondo e Terzo Anno II anno DISCIPLINA Meccanica Razionale Idraulica Ambientale I sem. Processi Chimici Industriali Fisica Tecnica Elettrotecnica Controllo delle Vibraz. Fen di Inquin. Ferrovie ed Aeroporti I Monitoraggio e Contr. Sanitario-Ambientale Fondamenti di Geotecnica Un insegnamento a scelta tra: II sem.

Corso di Laurea Triennale in Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Programmi dei Corsi 155 .

dei concetti fondamentali e dei contenuti degli strumenti di pianificazione dei sistemi urbani e territoriali. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati a lezione. oralmente e mediante schemi grafici. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale nel corso del quale è svolto un esercizio di analisi urbanistica. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche di base. 156 . Roberto GERUNDO Semestre: annuale Integrato: no Codice: ___________ Propedeuticità: nessuna SSD: ICAR/20 Crediti: 12 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento di modelli e metodi per analizzare i sistemi urbani e territoriali anche operando la lettura e l’interpretazione di strumenti di pianificazione dei sistemi urbani e territoriali nonché per la costruzione e gestione di sistemi informativi territoriali. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper leggere e interpretare i sistemi urbani e territoriali mediante metodologie di analisi. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali proposti durante il corso. nonché delle metodologie. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Abilità comunicative (communication skills) Saper esporre. un argomento legato ai temi di base dell’analisi dei sistemi urbani e territoriali. con riferimento ai concetti fondamentali e ai contenuti degli strumenti di pianificazione.Analisi dei Sistemi Urbani e Territoriali CdS: Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio Anno: II Docente: prof. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dei modelli concettuali e fisici di conoscenza e rappresentazione del territorio. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per analizzare ed interpretare fenomeni territoriali di natura urbanistica e processi di organizzazione del territorio.

le fonti. intervento urbanistico preventivo. 10 Ore Eserc. Ore Lez. Il lotto: individuazione. 20 10 I principi I principi di organizzazione del territorio: il principio di agglomerazione. Studi recenti in Italia. il principio di interazione spaziale. Gerundo R. Fasolino I. Ore Lab. 10 Il sistema delle conoscenze 20 L’approccio sistemico ai piani L’approccio analitico. 20 10 100 20 Testi di riferimento Fasolino I.Contenuto del corso Argomenti Introduzione Sistemi urbani e processi di pianificazione Contenuti specifici I sistemi insediativi . Graffiti. Evoluzione. (1999). 20 il sistema delle esigenze e il sistema delle scelte Totale Ore Teorie di pianificazione urbanistica e territoriale. 157 .. Il sistema delle conoscenze: i dati. Gerundo R. descrizione funzionale. Individuazione e delimitazione di aree metropolitane e sistemi urbani. Gerundo R. Sicurezza territoriale e efficienza urbanistica: teorie e strumenti. Il rischio e la sicurezza territoriale. tecniche. Alcuni approfondimenti su regioni campione. pianificazione trasportistica e istituzione delle aree metropolitane. Dispense predisposte dal docente relative alle lezioni del corso. Dal piano alle politiche urbanistiche. Graffiti. il principio di gerarchia. l’organizzazione e sistemi informativi per il governo del territorio. regolamentazione urbanistica. analisi dei dati mediante visualizzazione scientifica. Conoscenza del territorio. il sistema informativo territoriale. Sistemi urbani e processi di pianificazione. Le aree metropolitane. Gli strumenti di conoscenza e di decisione: la cartografia. elaborati e procedure dei piani attuativi. Ontologia. Sistemi urbani.. (1996). Reti. (2008). funzioni. Napoli. descrizione fisica. il processo di formazione della domanda sul territorio. il principio di competitività. Cenni sulle metodologie di delimitazione dei sistemi urbani. Suoli. Napoli. Dai dati alle informazioni: i censimenti. il principio di accessibilità. Dai sistemi locali ai sistemi urbani. analisi dati mediante misure statistiche. gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale. Concetto di unità spaziale minima.

Processo di Produzione. Dati formato vector. Enti Cartografici di Stato. Il problema dell'appoggio. a scelta 158 . Distorsioni radiometriche e geometriche delle immagini. Sistema internazionale UTM-UPS. congruenze. T. Acquisizione indiretta di dati vettoriali. generazione e uso dell'ortofoto di precisione in ambito urbano.): Definizione e principali caratteristiche Sistemi Informativi Territoriali (SIT o GIS). Principali sistemi satellitari ad alta risoluzione. Informatizzazione della cartografia.S. Gestione e aggiornamento. editing. Fotogrammetria e produzione cartografica. Sistemi di codifica. Livelli di complessità. Cartografia numerica: Definizioni e caratteristiche. Restituzione numerica. Funzione di coordinamento dell'Intesa Stato Regioni. file di trasferimento. inquadramento. Processo di produzione di Cartografia Numerica a grande scala. Prodotti cartografici prodotti dall’IGM e dalla Regione Campania. Il raddrizzamento differenziale e l'ortofototo digitale: specifiche. modelli di correzione (parametrici. Capitolati d'Appalto prescrizioni Amministrative. vecchia e nuova serie. Progetto ed esecuzione delle prese: dal caso aereo a quello terrestre. 1:500). Acquisizione diretta di dati raster. Rasterizzazione di cartografia. Relazioni spaziali tra oggetti. Basi di dati topografici e Sistemi Informativi Territoriali: Rappresentazioni di dati digitali. Relazioni topologiche. Taglio cartografico. Immagini satellitari ad alta risoluzione: Principi fisici del telerilevamento. Il raddrizzamento per oggetti piani. Immagini satellitari ad alta risoluzione.Cartografia Numerica Cds: Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio Anno: Programma del corso: Richiami di cartografia: Definizione di carta.A. Orientamento interno. orbite. Ricostruzione della proiettività e del modello. Cartografia Tecnica Regionale. Gli strumenti per la restituzione. Dati formato raster. Concetto di generalizzazione. Qualità dei dati. Certificato di calibrazione. Uso della fotogrammetria aerea nella produzione di cartografia moderna. esterno. Lettura delle coordinate presenti negli elementi cartografici. applicazioni dell'alta risoluzione. Cartografie a grande scala (1:2000. Carte di base. 1:1000. Contenuto informativo. Cartografia tematica. Contenuto metrico. Componenti di un GIS. non parametrici). Discretizzazione e scannerizzazione di cartografia esistente. Acquisizione diretta di dati vettoriali. modalità di realizzazione e problematiche.ssa Margherita FIANI Semestre: II Integrato: no Codice: Propedeuticità: Fondamenti di Topografia SSD: ICAR/20 Crediti: 3 Tipologia: insegn. Caratteristiche delle carte. Fotogramma e camera metrica. Codifica Produzione. Acquisizione indiretta di dati raster. Concetto di scala nominale. Il sistema cartografico Nazionale: impianto. Problemi di editing cartografico e principali operazioni. ricognizione. la triangolazione fotogrammetrica a modelli indipendenti e per fasci proiettivi. Digital Terrain Model (DTM). Tecniche e di Collaudo. Classificazione delle rappresentazioni cartografiche. parametri di acquisizione delle immagini. Approccio analitico. Rappresentazione dell’ellissoide sul piano. Fotogrammetria: Cenni sul metodo fotogrammetrico. tolleranza e fattore di scala della carta. Ricostruzione dei parametri di orientamento e restituzione. Controllo di qualità ed operazioni di collaudo delle fasi della produzione: volo. Componenti fondamentali di un restitutore analitico e di una stazione fotogrammetrica digitale.I. sistemi di acquisizione. Vettorializzazione di mappe esistenti. vestizione. Repertorio dei segni convenzionali. restituzione. Immagini digitali. Uso di immagini raddrizzate e ortofoto all’interno di un SIT Geographical Information System (G. Sistemi di coordinate usati in fotogrammetria. relativo e assoluto. Rappresentazione dati in forma digitale: modalità raster e vettoriale. Cartografia catastale. La precisione della cartografia: errore di graficismo. Archiviazione delle Docente: Prof. Modelli digitali del terreno (DTM) e delle superfici (DSM) e prodotti derivati.

Banche dati. Levrotto e Bella. Libreria Clup .1. 1994 SELVINI-GUZZETTI. Uso dei GIS da parte dell’amministrazione pubblica. WEB-GIS. UTET BORROUGHS Geographic Information Systems MIGLIACCIO Cartografia Tematica e Automatica. Risoluzione spaziale. Modalità di svolgimento dell’esame: esame orale Materiale didattico: materiale fornito dal docente Testi di consultazione: KRAUS Karl: “Fotogrammetria”. La georeferenziazione dei dati.informazioni. Vol. Qualità dei dati. Torino. Metodi di organizzazione dei dati. ed. Cartografia generale Tematica e Numerica. Tecniche di strutturazione ed analisi dei dati. Milano 159 .

Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti la risoluzione di problemi chimici che rappresentano l’espressione in forma concreta e quantitativa dei concetti che vengono di volta in volta erogati nelle lezioni teoriche. 160 . Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Agli studenti è richiesto di sapere individuare le possibili applicazioni dei concetti fondamentali acquisiti. Paola SCARFATO Semestre: I Integrato: Propedeuticità: nessuna SSD: CHIM/07 Crediti: 6 Tipologia: Base Codice: Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Studio. ed approfondire gli argomenti trattati in contesti di interesse attuale. Abilità comunicative (communication skills) Agli studenti è richiesto di sapere esporre oralmente un argomento con la capacità di correlare gli aspetti fenomenologici della chimica con i processi che avvengono a livello atomico e molecolare. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche di base.Chimica CdS: Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: I Docente: Prof. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione dei concetti fondamentali della chimica sulla base degli obiettivi concettuali pianificati dal docente. che si intrecceranno durante lo svolgimento del corso e saranno evidenziati in diversi modi che. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. promuove l’abitudine a valutare la ragionevolezza della risposta e a verificare la coerenza con i principi fondamentali della chimica. risoluzione dei problemi e comprensione concettuale sono tre temi integrati. Il metodo di risoluzione dei problemi è scelto in modo da porre in risalto il ragionamento ed è basato su un procedimento a tappe. Capacità di apprendere (learning skills) Agli studenti è richiesto di sapere applicare le conoscenze acquisite durante il corso. La fase di pianificazione serve a riflettere su come risolvere il problema prima di manipolare i valori numerici. allo step iniziale di comprensione del problema segue la fase di pianificazione e risoluzione. quella di verifica. comprensione e razionalizzazione dei fenomeni chimici. ovvero strutturazione della materia e sue trasformazioni fisiche e chimiche. funzioneranno come guida per sollecitare gli studenti a sviluppare i propri obiettivi di valutazione analitica e critica. Autonomia di giudizio (making judgements) Rilevanti applicazioni ingegneristiche. Tra i risultati previsti per l’apprendimento rientra lo sviluppo di una visione atomistica delle sostanze e le competenze per connettere le osservazioni macroscopiche con la visione atomistica delle reazioni. con particolare riferimento alle strutture algebriche. nel complesso. anche se distinti. L’ultima fase.

Delocalizzazione degli elettroni e risonanza. Acidi e basi. Diagramma di stato dell’acqua e del biossido di carbonio. Legame ionico. Reazioni chimiche ed equazioni di reazione. Contenuto del corso Argomenti Struttura atomica della materia Contenuti specifici Atomi e cariche elettriche. Gas reali. Ed. Legge di Boyle. Caratteristiche di valenza degli elementi in relazione alla loro posizione nel sistema periodico. Significato della funzione d’onda. Dissociazione elettrolitica dell’acqua. Equilibrio solido-liquido. Solidi covalenti. Tavola periodica. Massa degli atomi e delle molecole. Mastrorilli. ionici e metallici. Pressione. Formule chimiche. Reticoli e celle elementari. Scala assoluta della temperatura. Ore Eserc. Chimica di Base. Mani. Equazione di stato dei gas perfetti. Concetto di mole. EDISES Bertini. Proprietà dei solidi. Modello attuale dell’atomo di idrogeno. La chimica di base con esercizi. Aufbau degli atomi e loro configurazione elettronica. Legge di Charles e Gay-Lussac. Effetto della temperatura sull’equilibrio chimico. Elettrone. Stechiometria. Ed. Ibridizzazione e geometria molecolare. Generalità. Diagrammi di stato. Reazioni di ossido-riduzione. Pressioni parziali e legge di Dal ton. Energia di ionizzazione e affinità elettronica.. Legge di azione di massa. Dolmella. solidi e liquidi 8 2 Equilibrio di fase Equilibrio chimico Elettrochimica Totale Ore 4 4 2 40 7 3 20 Testi di riferimento Nobile. CEA 161 . molecolari. Ed. Potenziale all’elettrodo e celle galvaniche.Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale. Legame metallico. solido-gas e liquido-gas. Ore Lez. 10 2 Legame chimico 10 2 Stechiometria 2 4 Gas. Legame covalente. Equilibri omogenei ed eterogenei. Prodotto di solubilità. Liquidi. Natile. Tipi di solidi. Descrizione di alcuni reticoli cristallini. Interazioni deboli e stati condensati. Numero di ossidazione. CEA Bandoli. Peso atomico e molecolare.

Controllo delle Vibrazione e del Rumore CdS: Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: Docente: prof. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenze circa le fenomenologie fisiche di base legate alle vibrazioni ed alle emissioni acustiche. A. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo. Conoscenza della normativa vigente. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Successivamente all’analisi dei principi teorici delle vibrazioni di sistemi meccanici e del controllo del rumore. Elaborare ed interpretare i dati ottenuti. sono illustrate le strumentazioni e le tecniche di acquisizione ed elaborazione dati dedicate a dette attività. Fisica SSD: ING-IND/13 Crediti: 6 Tipologia: insegn. visite presso aziende operanti nel settore. organizzate esercitazioni in laboratorio ed in campo. 162 . Nell’ambito del corso sono. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i le tecniche ed i metodi per il contenimento delle vibrazioni e del rumore in alcune realtà industriali e civili. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper allestire una catena di musura fonometrica. Particolare attenzione è attribuita allo studio delle problematiche legate al rischio rumore e vibrazione negli ambienti di lavoro ai sensi delle vigenti normative in materia. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova orale. a scelta Codice: Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire L’insegnamento. tra l’altro. fornisce le competenze di base necessarie per il monitoraggio e la bonifica delle vibrazioni e del rumore ambientale ai sensi della vigente normativa. Scelta ed allestimento delle strumentazioni di misura opportune. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche e fisiche di base. esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. Saper eseguire una campagna di misure. giornate di studio. rivolto agli allievi del Corso di Laurea in Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio. RUGGIERO Semestre: Integrato: Propedeuticità: Matematica 1.

Esempi pratici. interpretazione dei risultati e software di post elaborazione.Contenuto del corso Argomenti Elementi di dinamica applicata Contenuti specifici Modello fisico e matematico di un sistema meccanico. Ore Eserc. La zonizzazione acustica del territorio. Quadro normativo di riferimento. zone e limiti di zona. n. cenni di analisi statistica dei dati. La misura di vibrazioni: catena di misura. Analisi armonica. proprietà delle onde sonore.Tecniche nuove – Milano B&K – Noise Control.. postelaborazione. determinazione della legge del moto di tipici sistemi meccanici. D’Agostino: Fondamenti di Meccanica Applicata alle Macchine CUES Cyril M. esecuzione delle misure.B&K Denmark 25 15 20 163 . 3 2 Vibrazioni meccaniche 10 10 5 Misura del rumore 12 3 Laboratorio 15 Totale Ore Testi di riferimento V. Moto periodico e moto armonico: rappresentazione vettoriale di un moto armonico. analisi in frequenza. metodi di misura del rumore. Ore Lez. catena di misura. Esercitazioni in campo. lgs. esperienze di laboratorio Analisi e controllo delle vibrazioni negli ambienti di lavoro (D. criteri generali di zonizzazione. piani di risanamento acustico del territorio. microfoni: classificazione e principio di funzionamento.Manuale di controllo del rumore. il fonometro: calibrazione e funzionamento. lgs. 187/2005). Isolamento delle vibrazioni. Esperienze di laboratorio. forze elastiche conservative: determinazione dei coefficienti di rigidità di elementi elastici. 195/2006). equazioni cardinali della dinamica. realizzazione del report dei risultati. Sistemi ad un grado di libertà: vibrazioni libere e vibrazioni forzate armoniche (risonanza). Ore Lab. n. Normativa vigente in tema di inquinamento acustico. Fenomeni vibratori fondamentali: modelli matematici di sistemi discreti. le curve di ponderazione in frequenza. Suono e livelli sonori: proprietà del suono. il rumore da traffico. la propagazione del suono all’aperto. equazioni di d’Alembert. Analisi e controllo del rumore negli ambienti di lavoro (D. parametri acustici. accelerometri piezoelettrici.Harris. Vibrazioni forzate periodiche. Esperienze di laboratorio sulla misura del rumore:allestimento e calibrazione della catena fonometrica. Determinazione del coefficiente di smorzamento. scelta dei parametri acustici opportuni. Vibrazioni eccitate da un moto armonico.

gli studenti. affronteranno il dimensionamento di alcune opere idrauliche. Abilità comunicative (communication skills) Capacità di esporre le caratteristiche di un progetto mettendo in evidenza i nessi funzionali fra le diverse componenti. con profitto. di adduzione e di distribuzione dell’acqua e le opere di smaltimento delle acque. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per affrontare. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Allo scopo. indicandone gli elementi principali e le relazioni tra essi.Costruzioni Idrauliche CdS: Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: III Docente: Prof. 164 . Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Capacità di individuare le diverse componenti dei sistemi idrici e di capirne il funzionamento. Si effettueranno anche visite al laboratorio di idraulica e visite tecniche presso impianti idrici presenti nel territorio. Paolo VILLANI Semestre: I Integrato: Propedeuticità: Idraulica I SSD: ICAR/02 Crediti: 12 Tipologia: Caratterizzante Codice: Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso intende fornire le conoscenze necessarie per un’analisi sistematica delle principali opere idrauliche. Nell’ambito delle esercitazioni nel laboratorio di calcolo. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. divisi in piccoli gruppi. lo studio della materia è necessario avere conoscenze di analisi matematica e di idraulica. si descrivono le opere di derivazione. Individuare caratteristiche ottimali di gestione dei sistemi idrici. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare gli interventi necessari e strategici per una corretta gestione della risorsa idrica volta alla sua salvaguardia. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta e colloquio orale. s’illustrano i principali sistemi idrici mostrandone le funzioni. Saper valutare gli interventi di protezione idraulica con finalità di difesa e riqualificazione ambientale del territorio. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Impostare ed elaborare il dimensionamento delle opere idrauliche. esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche nel laboratorio di calcolo. In particolare.

Si effettueranno anche visite al laboratorio di idraulica e visite tecniche presso impianti idrici presenti nel territorio. gli studenti. affronteranno il dimensionamento di alcune opere idrauliche. 165 . In particolare. Paolo VILLANI Semestre: I Integrato: Imp. di adduzione e di distribuzione dell’acqua e le opere di smaltimento delle acque. Saper valutare gli interventi di protezione idraulica con finalità di difesa e riqualificazione ambientale del territorio. Individuare caratteristiche ottimali di gestione dei sistemi idrici. s’illustrano i principali sistemi idrici mostrandone le funzioni. indicandone gli elementi principali e le relazioni tra essi. Allo scopo. lo studio della materia è necessario avere conoscenze di analisi matematica e di idraulica. di trattamento Sanitario Ambientale Codice: Propedeuticità: Idraulica I Crediti: 6 SSD: ICAR/02 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso intende fornire le conoscenze necessarie per un’analisi sistematica delle principali opere idrauliche. con profitto. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Abilità comunicative (communication skills) Capacità di esporre le caratteristiche di un progetto mettendo in evidenza i nessi funzionali fra le diverse componenti. divisi in piccoli gruppi. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Capacità di individuare le diverse componenti dei sistemi idrici e di capirne il funzionamento.Costruzioni Idrauliche I CdS: Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: III Docente: Prof. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare gli interventi necessari e strategici per una corretta gestione della risorsa idrica volta alla sua salvaguardia. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Impostare ed elaborare il dimensionamento delle opere idrauliche. esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche nel laboratorio di calcolo. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta e colloquio orale. si descrivono le opere di derivazione. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per affrontare. Nell’ambito delle esercitazioni nel laboratorio di calcolo. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche.

secondo norme convenzionali codificate. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dei modelli concettuali. 166 . e di fare pertanto acquisire loro la capacità di rappresentare graficamente gli elementi costitutivi del territorio e dell’ambiente. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati è richiesta la conoscenze della geometria euclidea e dell’uso di software grafici di elaborazione di immagini vettoriali e raster. logici e fisici della rappresentazione grafica. gli elementi fondamentali del linguaggio grafico di natura tecnica. Nelle esercitazioni in aula gli studenti sono tenuti ad elaborare grafici correlati con gli argomenti ed i tematismi di volta in volta illustrati durante le lezioni teoriche. modelli grafici dell’ingegneria e del territorio. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite e saper apprendere autonomamente le nuove evoluzioni delle conoscenze. dei concetti fondamentali del linguaggio grafico per la rappresentazione dell’ambiente e del territorio. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper elaborare. necessari per la formulazione e la lettura dei modelli grafici dell’ingegneria. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. ottimizzando il processo della rappresentazione in base al contesto in esame. Salvatore BARBA Semestre: I e II Integrato: Propedeuticità: nessuna Crediti: 12 Codice: 0612500005 SSD: ICAR 17 Tipologia: caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso si propone di far apprendere agli allievi. la discussione delle tavole svolte alle esercitazioni ed un colloquio orale. delle metodologie. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per graficizzare elementi del territorio. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova grafica.Disegno CdS: Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio Anno: I Docente: prof. Vincenzo IANNIZZARO ing. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato agli argomenti trattati. attraverso l’armonico e organico studio dei modelli geometrici dello spazio tridimensionale e dei concetti basici di semiologia grafica.

Operazioni elementari nel piano e nello spazio. L’omologia piana. Il modello di Monge. Il disegno di manufatti e opere d’ingegneria civile. Rappresentazione di solidi. il grado di definizione del disegno. Dal piano euclideo al piano proiettivo. Cenni di storia del disegno. La definizione dei modelli grafici. gallerie. L’impostazione del problema cartografico. Elaborati grafici. Le infrastrutture territoriali. Sistemi di smaltimento delle acque negli edifici. I vespai. Dai modelli geometrici ai modelli grafici compiuti. opere di contenimento. Tipologie cartografiche e loro evoluzione Ore Lez. La scelta del metodo di rappresentazione. Solai di primo calpestio e di copertura. di elementi costruttivi di ponti. d’insieme ed esecutivi. La quotatura dei disegni.Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso Contenuti specifici La rappresentazione grafica di natura tecnica. La scelta dei metodi di rappresentazione. I modelli geometrici descrittivi dello spazio architettonico e del territorio. Modelli grafici e modelli geometrici. 2 I fondamenti geometrici della rappresentazione grafica I modelli geometrici dello spazio tridimensionale I modelli grafici compiuti 4 3 16 18 6 6 Morfologia e rappresentazione di elementi costruttivi dell’ingegneria civile e di infrastrutture territoriali 12 15 La rappresentazione infografica 8 6 I modelli fisici e modelli 12 12 167 . Evoluzione degli strumenti del disegno. Normativa specifica. funzioni e tipologie. fognature. canali. Fondamenti di geometria proiettiva. Elementi di chiusura verticale: le murature. ecc. a secco e a camera d’aria. Gli elaborati grafici del disegno civile. La struttura del modello: le unità elementari e le forme dell’articolazione dell’espressione tecnico-grafica. o delle proiezioni ortogonali. Strumenti e tecniche di rappresentazione. il modello per proiezione quotata. Ore Eserc Ore Lab. Scale grafiche di riduzione. Componenti convenzionali e componenti iconiche della rappresentazione alle varie scale. Le fondazioni. la determinazione geometrica dei tracciati. superficiali e profonde. Il disegno come linguaggio grafico codificato. Evoluzione della grafica computerizzata: dalla meccanizzazione all’automazione del disegno. mezzo di analisi e di comunicazione della realtà oggettiva. i modelli assonometrici. Il modello grafico come messaggio referenziale. Elementi di collegamento verticale: le scale. acquedotti. Relazione tra strumenti e tecniche. strade. Le variabili grafiche. Convenzioni e codificazioni graficosimboliche.

vol. Esercitazioni di Disegno. Cardone. Problemi di rilevamento. Normativa. Salerno 2006. I. B. La rappresentazione a curve di livello. Messina. modello. Modelli grafici e modelli informatici. Dalle “Mappae mundi” alle immagini satellitari . Sezioni e profili del terreno. Salerno 2008. CUES. ‘Proiezione e immagine.Rappresentazione del territorio e cartografia tematica. Cues. Dell’Aquila e A.tematici dell’ambiente e del territorio storica. V. La logica della rappresentazione’. variabilità nel tempo e nello spazio. I segni cartografici. Realtà. Napoli 2002. V. in M. Napoli 2000. Cardone. Le variabili del territorio. Codici cartografici e simbologie specifiche. Salerno 2008 168 . Dell’Aquila e A. De Rosa (a cura di) ‘Realtà virtuale o Visione reale?’. 60 60 Totale Ore Testi di riferimento V. immagine nella rappresentazione infografica della realtà. Cardone. Arte Tipografica. De Rosa (a cura di). Modelli grafici dell’architettura e del territorio. in M. V. Cues. Fenomeni e caratteristiche immateriali. Arte Tipografica. di elaborazione e di disegno dei dati morfologici alle varie scale. Iannizzaro.

Prerequisiti Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche di base. Autonomia di giudizio (making judgements) Capacità di discernimento della ragion pratica nel quesito estimativo. essere in grado di tradurre in elaborato tecnico (relazione di stima) le fasi logiche del giudizio di stima. 169 . Durante queste ultime sono illustrati esempi applicativi dei principi teorici. sviluppare e coltivare lo spirito di gruppo. Capacità di apprendere (learning skills) Aver acquisito i principi logici generali da traslare nelle situazioni applicative. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Acquisizione del lessico tecnico proprio del settore estimativo. dei paradigmi di base della disciplina.Economia ed Estimo Ambientale CdS: Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio Anno: III Docente: Proff. traducendolo in una relazione di stima su supporto cartaceo. saper leggere e interpretare documenti e informazioni provenienti da tali fonti. illustrandolo preventivamente alla classe attraverso strumenti di rappresentazione multimediale e. Gianluigi DE MARE/Antonio NESTICÒ Semestre: II Integrato: / Codice: 0610500020 Propedeuticità: Nessuna Crediti: 6 Tipologia: Affine o integrativa SSD: ICAR/22 Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira a fornire le nozioni di Economia e di Estimo aventi rilievo per le attività dell’ingegnere nei campi della conservazione e gestione del territorio e dell’ambiente. selezione del procedimento di stima in funzione della disponibilità dei dati e delle caratteristiche giuridico-economiche del bene stimato. Metodi didattici Il corso prevede lezioni di teoria ed esercitazioni. è richiesto di sviluppare un caso operativo di stima. Inoltre agli studenti. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avviene mediante colloquio orale. essere in possesso dei riferimenti metodologici di base per aggiornare le proprie competenze in funzione dello sviluppo degli strumenti di analisi e di elaborazione delle informazioni e dell’evolversi del quadro normativo di riferimento. in seguito. essere in grado di comunicare i risultati del proprio lavoro in modo chiaro e conciso. aggregati in gruppi di lavoro. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Conoscere le fonti istituzionali e private che generano dati utili alle stime. Abilità comunicative (communication skills) Sapersi relazionare con altri professionisti. della logica operativa e della normativa che conforma l’ambito valutativo.

ETASLIBRI.. Utilità. Reddito. Salerno. ƒ Medici G. bene privato e bene misto. 1973 Milano. Produzione. CUEN. L’indennità per costituzione di servitù. Ore Lez. Funzioni civili e funzione fiscale.per i corsi di Estimo e di Valutazione Economica dei Progetti. 3 2 Estimo 26 12 Catasto Totale Ore ƒ Manganelli 3 46 14 Testi di riferimento B. Calderini. Cues. ƒ Forte C. Stima dei danni da incendio ai fabbricati. Fondamenti di matematica finanziaria: dal montante ai piani di ammortamento dei mutui. partizione ed organizzazione della disciplina. Struttura e normativa dei catasti terreni e fabbricati. Bene pubblico. Del giudice e A. ƒ V. Azione economica. Funzioni del bilancio.. Tipi di bilancio..Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso Microeconomia Macroeconomia Economia del benessere Matematica finanziaria e bilancio dell’azienda Contenuti specifici Contenuti e finalità del corso. Mercato. Consumo. Reddito netto. Il Mercato immobiliare: caratteristiche e strumenti di analisi. 170 . La stima dei fabbricati e la stima delle aree.. Napoli 1999. Nozioni di Economia . Valore economico totale. Il Catasto dei terreni. Crescita economica e fluttuazioni economiche. La stima dell’indennità di esproprio. dalla legge fondamentale al Testo Unico. Nesticò A. Equazione generale del tornaconto. Pacifico. La stima del costo delle opere pubbliche. De Mare e P. ƒ Manganelli B. Il giudizio di stima. Dispense e supporti didattici. Inflazione. 3 5 3 3 Ore Eserc. Nozioni. Bisogno. La stima dell’azienda industriale e commerciale. Bene. 1972 Bologna. Salerno. Misurazione del benessere. ƒ G. Guadalupi A.. Contabilità nazionale.. Principi di Estimo. Valori d’uso e di non uso. Valore sociale complesso. Torino 2002. e Pacifico A. 2002. Forme tipiche di mercato. Stima del danno all’ambiente. Il catasto terreni. Esternalità. 2004. Prezzo. Il Catasto dei fabbricati. CUES. Elementi di estimo urbano. Morano. Il danno. Prodotto interno lordo. UTETLibreria.

sinusoidale monofase e trifase. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche e fisiche di base. fino a raggiungere un sufficiente grado di autonomia che permette loro di risolvere individualmente un esercizio. 171 . Nel corso delle esercitazioni. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato all’elettrotecnica. individuare i principali elementi di un sistema di distribuzione dell’energia elettrica e applicare le norme elementari per la prevenzione delle folgorazioni provocate da contatti diretti ed indiretti. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per analizzare un circuito lineare. in regime stazionario. e colloquio orale. con particolare riferimento all’elettrologia. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. dei principi fondamentali della distribuzione dell’energia elettrica e della sicurezza elettrica. esaminare un sistema elementare di distribuzione dell’energia e individuare le principali misure per la prevenzione delle folgorazioni provocate da contatti diretti ed indiretti. in regime stazionario. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. il docente coinvolge gli allievi rendendoli parte attiva nella risoluzione del problema circuitale e verificando.Elettrotecnica Cds: Ingegneria Civile (LS) Anno: II Docente: Prof. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta. LAMBERTI/ G. in genere a carattere esonerativo. Nelle esercitazioni in aula viene inizialmente illustrata dal docente la procedura di analisi circuitale. i problemi della distribuzione di energia e la sicurezza elettrica. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. sinusoidale monofase e trifase. al tempo stesso. Vengono inoltre forniti elementi di base riguardanti il trasformatore. il grado di maturazione dei concetti esposti fino a quel momento. successivamente gli studenti vengono coinvolti nella risoluzione del problema. SPAGNUOLO Semestre: II Integrato: Codice: 0610100048 Propedeuticità: SSD: ING-IND/31 Crediti: 6 Tipologia: attività a scelta Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento degli argomenti di base dell'elettrotecnica generale e della teoria dei circuiti. P. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper analizzare un circuito lineare. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione dei metodi di analisi dei circuiti lineari.

Sistemi trifasi simmetrici sia equilibrati che squilibrati. Liguori 172 . Circuiti mutuamente accoppiati. Cenni al dimensionamento di linee. Principi di conversione elettromeccanica dell'energia. Circuiti magnetici. Misura delle potenze attiva e reattiva nei sistemi trifase: teorema di Aron.Contenuto del corso Argomenti Reti elettriche lineari in regime stazionario Contenuti specifici Bipoli. Magneti permanenti. attiva e reattiva. Perdite per isteresi e correnti parassite. Riluttanza. Energia e passività. Fabbricatore: Elettrotecnica e Applicazioni. Leggi di Kirchhoff. Impedenza. Thévénin. Metodo simbolico. Norton Fasori. Resistenza di terra. Interruttori. 15 Ore Lab. Potenza istantanea. Conservazione delle potenze. 15 Ore Eserc. Risonanza. Protezione dai contatti diretti ed indiretti. Coordinamento delle protezioni. Materiali ferromagnetici. Applicazione dei teoremi di Tellegen. Reti elettriche lineari in regime sinusoidale 11 7 Richiami di elettromagnetismo e ferromagnetismo 4 0 Elementi di impianti elettrici e sicurezza Totale Ore 6 2 36 24 Testi di riferimento G. Ore Lez. Rifasamento. Cenni al trasformatore reale. Trasformatore ideale. Metodi di risoluzione di reti lineari.

saper applicare un modello interpretativo dei principali fenomeni di inquinamento del comparto idrico e del comparto atmosferico. Metodi didattici L’insegnamento prevede lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. L’obiettivo è quello di comprendere le difficoltà derivanti da carenze di base o da una non adeguata comprensione dell’argomento in oggetto. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. come pure da una carenza nell’approccio metodologico usato per la soluzione dei problemi. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche e chimiche di base. verificando i problemi che essi incontrano nello svolgimento. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato ai principali fenomeni di inquinamento e al controllo della qualità ambientale. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato un problema da risolvere che è svolto nel corso delle ore di permanenza in aula. Giovanni DE FEO Semestre: II Integrato: Codice: 0610500014 Propedeuticità: Principi di Ingegneria Chimica Ambientale SSD: ICAR/03 Crediti: 6 Tipologia: caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire L’obiettivo principale del corso è quello di introdurre l’allievo ingegnere ai principi fondamentali dell’ecologia applicata e dell’ingegneria ambientale. conoscenza dei principali elementi di analisi compartimentale come propedeutica allo studio dei sistemi di depurazione. Nel corso delle prime gli allievi sono coinvolti nei ragionamenti e nelle discussioni proposte con l’obiettivo di stimolarne la partecipazione attiva alla lezione. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper impostare un bilancio di massa di ipotetici sistemi di depurazione. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i modelli più appropriati per descrivere e interpretare il comportamento dei principali fenomeni di inquinamento ambientale e avere la capacità di potersi esprimere in merito alla valutazione delle caratteristiche di qualità di una matrice ambientale. Durante l’esercitazione il docente supervisiona il lavoro degli allievi. capacità di “riflettere e ragionare” sui concetti di ambiente. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Capacità di individuare problemi in campo ambientale.Fenomeni di Inquinamento e Controllo della Qualità Ambientale Cds: Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio Anno: II Docente: Prof. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avviene mediante una prova scritta e un successivo colloquio orale. attraverso la conoscenza degli elementi di base di ecologia finalizzati alla comprensione degli impatti generati dalle attività antropiche sui sistemi naturali. inquinamento e sviluppo sostenibile. 173 . saper discutere un generico sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani.

i concetti di depurazione e di sistema di depurazione. suggerimenti e consigli per risolvere i problemi. cenni di meteorologia. il fenomeno della deossigenazione dei corsi d’acqua. Ore Lab. i concetti di processo e di trattamento. . fattori condizionanti la crescita e lo sviluppo. la nascita della questione ambientale. e sviluppo sostenibile. l’equazione di bilancio fondamentale. il caso ipotetico della sola deossigenazione. i bilanci di massa. il caso ipotetico della sola riossigenazione. cinetica delle reazioni chimiche e biologiche. il modello di Streeter e Phelps: deossigenazione e riossigenazione La struttura.Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso Contenuti specifici La “filosofia” del corso. lo sviluppo sostenibile e gli strumenti per attuarlo. le piramidi ecologiche. la dispersione degli inquinanti. i principali parametri per valutare la qualità di un’acqua. i principali fenomeni di inquinamento atmosferico. gli elementi necessari per sostenere la vita. Ambiente. inquinamento. ipotetici sistemi di depurazione Principali proprietà e importanza dell’acqua. 2 Ore Eserc. reazioni irreversibili del tipo “saturazione”. reazioni irreversibili del primo ordine e del secondo ordine. il sedimentatore ideale (ST). le diverse forme dell’azoto. le catene alimentari e le reti trofiche. l’impronta ecologica Richiami su grandezze e unità di misura. il contenuto di solidi. il rendimento di depurazione. reattori di depurazione ideali. i cicli biogeochimici. il modello di dispersione gaussiano di Pasquill. valutazione delle emissioni inquinanti Ore Lez. concentrazioni. i consumi di acqua. il fenomeno del riscaldamento globale. il ciclo biogeochimico del fosforo. il modello Fixed Box. il ciclo idrologico e le riserve idriche del mondo. il fenomeno di deossigenazione/riossigenazione. portate. lo studio degli ecosistemi. reattore con flusso a pistone (PFR). la produttività ed il tempo di turnover. la Domanda Biochimica di Ossigeno (BOD). assiomi logici e regole di deduzione I concetti di ambiente. cenni sul fenomeno della diminuzione del livello di ozono stratosferico. consumi. reattore a flusso completamente miscelato (CSTR). inquinamento e sviluppo sostenibile 3 Elementi di ecologia 5 3 Elementi di analisi compartimentale 5 7 Fenomeni di inquinamento del comparto idrico 10 5 Fenomeni di inquinamento del comparto atmosferico 10 5 174 . il ciclo biogeochimico dell’azoto. lo sviluppo. i principali fenomeni di inquinamento del comparto idrico. reazioni irreversibili di ordine zero. i concetti di efficienza ed efficacia. le proprietà e la composizione dell’atmosfera. il ciclo biogeochimico del carbonio. comunicazione ed educazione ambientale L’ecologia. la biodiversità.

Aracne editrice. classificazione dei Rifiuti Solidi. separati in casa. ISBN 978-88-548-1712-8. formato 17x24. esercizi e aneddoti vari. Fenomeni di Inquinamento e Controllo della Qualità Ambientale. Teoria. i sistemi di raccolta differenziata. 175 .La società dei rifiuti Totale Ore La società dei rifiuti. 668 pag. 5 40 20 Testi di riferimento Giovanni De Feo. la gestione dei Rifiuti Solidi Urbani. RSU.

Nelle esercitazioni. vengono svolti esercizi di applicazione dei concetti fondamentali e delle tecniche di calcolo vettoriale e di calcolo infinitesimale a casi esemplari di fenomeni fisici elementari. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Sapere individuare i modelli fisici concreti cui poter applicare le conoscenze teoriche acquisite. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le diverse conoscenze acquisite durante il corso a contesti anche apparentemente differenti da quelli canonici ed approfondire gli argomenti trattati usando approcci diversi e complementari. Abilità comunicative (communication skills) Saper trasmettere in forma scritta ed orale i concetti e le metodiche di risoluzione dei problemi fisici sottoposti.Fisica Cds: Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio Anno: I Docente: Prof. 176 . in particolare. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Conoscere i concetti che sono alla base dei fenomeni fisici e comprenderne la terminologia. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare le metodologie più appropriate per analizzare le problematiche prospettate. Prerequisiti Elementi di algebra vettoriale. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avviene mediante prove scritte e orali. Michele GUIDA Integrato: Propedeuticità: Nessuna SSD: FIS01/FISICA SPERIMENTALE Crediti: 12 Tipologia: Disciplina di base Semestre:I e II Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Capacità di risolvere semplici problemi e di descrivere matematicamente i fenomeni fisici relativi alla Fisica Classica di base. Metodi didattici L’insegnamento prevede lezioni teoriche ed esercitazioni. concetti di infinito e infinitesimo. Valutare le procedure di risoluzione dei problemi proposti usando le tecniche matematiche più appropriate.

Richiami sul teorema della media. Faraday-Neumann-Lenz. Sistemi meccanici a due gradi di libertà. Dinamica 6 2 2 Dinamica 6 4 Dinamica Dinamica 3 3 2 2 Dinamica 6 2 2 Cinematica Dinamica 6 2 2 Termologia Fluidi Linearità e sovrapposizio ne Elettrostatica Elettrostatica Bipoli Magnetismo Magnetismo Magnetismo Onde Totale Ore 3 3 2 2 3 2 3 2 6 3 6 6 3 72 4 2 4 4 2 38 10 177 .Contenuto del corso Argomenti Cinematica Contenuti specifici Moto rettilineo uniformemente accelerato. Sistemi di conduttori – Condensatori. Flusso e solenoidalità. Schema delle relazioni fondamentali. I e II teorema di Koenig. Moto circolare uniformemente accelerato. Asse istantaneo di rotazione. Induzione elettrostatica. Campi centrali newtoniani Moto circolare vario. di moto. rotazione. Proprietà del CM. Risultante delle forze interne ed esterne. della q. Bipoli serie e parallelo Campo di induzione magnetica . Calori specifici Legge di Leonardo. elettr.. Equazioni differenziali di alcuni tipi di onde monodimensionali. Circuitazione di B. Confronto Campo generato da segmento o da arco di circonferenza carichi. Teorema degli assi paralleli Traslazione. per un sistema di p. Metodo di d’Alembert. Principali fenomeni ondulatori Ore Lez. Lavoro e Calore. 6 Ore Eserc. Legge di Ampère Ind. Principio di sovrapposizione e linearità. Teorema del momento angolare Centro di Massa. Attrito dinamico e statico – Legge di Hooke Teorema impulso-q. Campo generato da segmento di corrente o da arco di circonferenza. Correnti elettriche. Derivata di un versore rotante – formula di Poisson Equazione fondamentale della dinamica. Proprietà dei momenti di inerzia. Lavoro per traslazione e rotazione infinitesime Energia potenziale gravitazionale ed elastica. Gradi di libertà. Teorema LavoroEnergia cinetica. Convezione e irraggiamento. Calcolo del campo con la formulazione di Coulomb. Sorgenti discrete. Auto e mutua induttanza Onde meccaniche..I formula di Laplace. per un corpo rigido. Temperatura. Gas perfetti e gas reali. Effetto Magnus e strato limite. Parallelo fra l’energia potenziale meccanica ed elettrostatica. 4 Ore Lab. Moto in campo gravitazionale. Campi newtoniani: caso elettrostatico e acustico.m. Lavoro delle forze interne ed esterne. Sorgente continua lineare. di Bernoulli e conservazione dell’energia Richiamo sui campi centrali (conservativi) applicato alla formula di Coulomb. di una forza. Digressione su matrici e tensori. Circuitazione e Irrotazionalità. Introduzione delle equazioni di Eulero-Lagrange Termologia e calore. rotolamento. Momento meccanico su circuiti piani. Momento di un vettore. acustiche ed elettromagnetiche. Campi conservativi. Momento di Inerzia per un punto materiale. Lavoro per traslazione e rotazione infinitesime. (solo definizioni e qualche semplice esercizio). Principio di Pascal. Gauss.m. Parametri descrittivi principali.d. Dilatazione e conducibilità termica. II formula di Laplace e Forza di Lorentz. Eq.

Quartieri et al. . FISICA .Testi di riferimento J. 178 .Meccanica ed Elettromagnetismo (in preparazione) Appunti dalle lezioni e testi consigliati dagli altri docenti.

Metodi didattici L’insegnamento prevede lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Eugenio PUGLIESE CARRATELLI Semestre: II Integrato: con Idraulica Ambientale I Codice: 0610500034 Propedeuticità: Matematica III Fisica SSD: ING-IND/06 Crediti: 6 Tipologia: Affine Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento dei principi fondamentali della Meccanica dei Fluidi e dell’ Idraulica.Fluidodinamica Ambientale CdS: Laurea Triennale in Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: II Docente: Prof. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il conseguimento degli obiettivi sono richieste conoscenze matematiche e fisiche di base. Inoltre. delle teorie fondamentali. delle metodologie e dei concetti base inerenti la meccanica dei fluidi Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper approcciare in maniera ottimale agli aspetti idraulici connessi con l’idrodinamica. con particolare rilievo ai problemi dell'Ingegneria Civile ed Ambientale Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia. sono previste anche esercitazioni aggiuntive extracurriculari in laboratorio che consentono allo studente di applicare praticamente i concetti teorici sviluppati durante il corso di studi Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati può avvenire mediante lo svolgimento di una prova scritta o di un colloquio orale 179 . Nelle esercitazioni in aula lo studente sarà impegnato nella risoluzione di quesiti pratici in modo da comprendere al meglio i contenuti dell’insegnamento. il moto a superficie libera ed i moti di filtrazione Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per risolvere le problematiche fluidodinamiche in base al contesto in esame Abilità comunicative (communication skills) Saper esporre con chiarezza un argomento inerente la fluidodinamica ambientale Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso.

Isotropia delle pressione. Richiami del teorema di Gauss. Definizione del moto a superficie libera.t)). Spinta su lastra piana (4. Definizione di alvei a pendenza debole. (anche derivata totale di una grandezza generica b (x. scabrezza. globale a volumi di controllo con tubazioni e macchine pag 216 Coefficiente di ragguaglio ß di Coriolis (solo concetto) EQGLOB I e II.2.3. Determinazione delle condizioni di stato critico per sezione generica e per sezione rettangolare. Scomposizione delle variabili fluidodinamiche in valor medio e parte fluttuante. Ore Eserc.10.2 (solo diaframmi e boccagli) 4.1. Estensione a lastra piana non perpendicolare al getto. Traiettorie e linee di corrente.3 Moto di Poiseille (si può fare trascurando il peso) fino inizio di p 220. schema concettuale del viscosimetro (PRINCIPIDIBASE) Venturimetro e tubo di Pitot 3.3.10. Lo sforzo tangenziale nel fluido newtoniano (formulazione elementare). La componente tangenziale dello sforzo. 3.L’equazione di continuità in forma globale ed indefinita: generale.1). profili di corrente: calcolo alle differenze finite ed impostazione Ore Lez. (*TURB) . substrato laminare. Equazioni del moto permanente non uniforme nei canali. Il concetto di fluido perfetto. forte e critica. Richiami e approfondimenti dei principi di base 12 3 Principi della Dinamica II 12 3 Correnti a superficie libera 8 2 180 . Applicazioni dell' Eq. Condizioni di moto uniforme: applicazioni. approccio euleriano e lagrangiano. Scale di deflusso nei canali.Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici Lo sforzo come legame tra forza specifica e giacitura.10. Perdite di carico in moto laminare a partire dalla formula = 64/Re (fine pag 223). (Seguire gli appunti CANALI. e forma relativa ai fluidi incompressibili.in collegamento con l'abaco di Moody (327 a 330. Reazione di efflusso . senza formule). Dall’equazione indefinita dell' equilibrio idrodinamico all' equazione globale e viceversa PRINCIPIDIBASE e anche 4. Usare anche il file excel CANALIESEZIONI). 5.2 Azione di trascinamento (dimostrazione semplificata trascurando il peso) . L'equazione di Navier Stokes Il legame costitutivo. il legame costitutivo. Concetto generale di moto turbolento (TURB). Ore Lab. la viscosità. condizione di stato critico.3. Carico totale di una corrente: grafico del carico totale.z. lente e critiche. Correnti in moto permanente (=Non uniforme): equazione del moto.) Derivata totale e locale. 3. Moto stazionario.4. La pressione come componente normale dello sforzo. EQGLOB I e Par 4. termine convettivo. Correnti veloci. Forme semplificate dell’equazione indefinita e dell’equazione globale per fluidi perfetti e per idrostatica.3.1. (PRINCIPIDIBASE. andando poi alle sole pagine del testo di Marone richiamate negli stessi appunti. (177-183) Concetto dello sforzo turbolento (*TURB) attraverso l' equazione globale (309-317) Sforzi di Reynolds. Substrato laminare. Componenti scalari dello sforzo Notazione matriciale. Equazione indefinita dell' equilibrio idrodinamico. viscosità turbolenta.2.y. 5.3.

cambio di pendenza. Legge di Darcy. Marone "IDRAULICA". Moto a bassi Reynolds. Semplice applicazione assial-simmetrica (pozzo artesiano) (FILTRAZIONE e 499 a 503). Napoli 1990. Calcolo dell' azione di trascinamento per un corpo tozzo Interpretazione ed uso del diagramma Cx in funzione di Reynolds per un cilindro ed una sfera).php V. 7 3 7 48 3 12 0 Testi di riferimento Appunti del corso.it/Dipartimenti/DICIV/docenti/dentale/materialedidattico. 181 . Principi di base dell'integrazione numerica dell'equazione armonica (FILTRAZIONE).unisa. Condizioni al contorno di Dirichlet e Neuman e loro significato fisico (FILTRAZIONE e 513 a 517). E' un volume utile per chi dovrà lavorare nel campo dell' idraulica pratica (le pagine e i paragrafi indicati nel programma sono riferiti a questo testo). Cambridge. salto di Bidone. Cambridge University Press. ed informazioni disponibili sul sito www. Liguori editori.eugeniopc/didattica. Questo testo è una base essenziale per approfondire le basi teoriche della Meccanica dei Fluidi. Misure a pelo libero Concetto del moto di filtrazione.Moti di filtrazione Applicazioni sul moto dei corpi immersi in una corrente Totale Ore corretta delle condizioni al contorno. Batchelor "Fluid Dynamics". Equazione di Laplace. Velocità limite di caduta (Cx2). Appunti del corso disponibili e scaricabili dal sito UNISA Pagina di Fabio Dentale www. permeabilità (493 a 498).

Criteri per la verifica. and Autonomia di giudizio (making judgements) Capacità di individuare le teorie ed i metodi più appropriati per l’analisi e il dimensionamento delle opere geotecniche.Fondamenti di Geotecnica Cds: Laurea Magistrale in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio Anno: I Docente: Prof. Il corso ha. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Sabatino CUOMO Semestre: II Integrato: Propedeuticità: - Crediti: 6 Codice: - SSD: ICAR/07 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire. moti di filtrazione in regime permanente e vario nei terreni. Abilità comunicative (communication skills) Capacità di lavorare in gruppo ed esporre oralmente argomenti di Ingegneria Geotecnica. finalità principalmente applicative anche se non sono trascurati gli approfondimenti teorici volti ad integrare le conoscenze già acquisite in campo geotecnico. Il corso di Fondamenti di Geotecnica si pone come continuazione del corso di Meccanica delle Terre ed è orientato a fornire agli allievi i metodi e gli strumenti per affrontare e risolvere le problematiche nelle quali intervengono sistemi geotecnici semplici e complessi. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge understanding) Dimensionamento e previsione del comportamento di opere geotecniche. Prerequisiti Conoscenze propedeutiche al corso di Fondamenti di Geotecnica sono: principio delle tensioni efficaci. principi di base del comportamento meccanico dei mezzi porosi multifase. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Metodiche di indagine per la caratterizzazione geotecnica del sottosuolo. Le esercitazioni prevedono lo sviluppo di elaborati inerenti i principali argomenti del corso con particolare attenzione agli aspetti applicativi. di sistemi geotecnici. 182 . ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. in condizioni di esercizio e a rottura. pertanto. stato di tensione e di deformazione nei mezzi porosi multifase.

Richiami della definizione di tensione. Proprietà idrauliche per mezzi saturi e parzialmente saturi. (2004) – Geotecnica. Problemi di collasso e cenni ai teoremi dell’analisi limite. Bologna. sovrappressioni neutre indotte da variazioni dello stato tensionale in condizioni non drenate. Relazioni tensioni-deformazioni in un terreno saturo. 5 2 3 Stato tensionale e condizioni di sollecitazione 5 Stati di deformazione e cedimenti I moti di filtrazione in regime stazionario e vario 3 2 8 2 Opere di sostegno 8 2 Fondazioni 8 2 Pendii Aspetti normativi Totale Ore 3 3 45 2 12 3 Testi di riferimento Cascini L. Meccanismi di rottura di fondazioni superficiali. Meccanismi di rottura di fondazioni profonde. Ore Lab. Il metodo edometrico e il metodo di Skempton e Bijerrum. Misure in sito del coefficiente di permeabilità. Progettazione delle campagne di indagini in sito e di laboratorio: articolazione. parametri di deformabilità e loro valutazione. condizioni drenate e non drenate. La formula generale di Brinch-Hansen. Equazioni reggenti e metodi di risoluzione per moti di filtrazione in regime stazionario e vario. Ore Lez. Misure in sito delle pressioni neutre positive e delle suzioni. fattore tempo e decorso dei cedimenti. Edizioni CUSL. Capacità portante dei pali sotto l’azione di forze assiali e influenza della modalità costruttiva. Metodi dell’equilibrio limite. Metodo di Coulomb. Condizioni di equilibrio di un pendio indefinito. 183 . La soluzione di Terzaghi in condizioni drenate e non drenate. Potenza.Appunti di Geotecnica. Dispense predisposte dal docente. Stati di equilibrio limite attivo e passivo. Zanichelli Editore. Resistenza mobilitata e mobilitabile. grado di consolidazione. Generalità sulle opere di sostegno.Contenuto del corso Argomenti Introduzione al Corso Indagini in sito e di laboratorio Contenuti specifici I principali problemi applicativi nell’Ingegneria Geotecnica e l’approccio metodologico per la loro risoluzione. estensione e frequenza delle indagini. Metodo dell’equilibrio limite globale. Lancellotta R. Applicazioni. Calcolo dei cedimenti a breve e lungo termine per un mezzo elastico. Teoria di Rankine. Normative e Raccomandazioni. 2 Ore Eserc. Dimensionamento e verifica di muri di sostegno e di paratie libere ed ancorate. (1993) . Ricostruzione della sezione stratigrafica di progetto. del principio delle tensioni effettive per i terreni saturi e parzialmente saturi.

Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) A conclusione del corso (di carattere fortemente applicativo) gli studenti dovrebbero essere in grado di interpretare il codice di un programma fornito. Nelle esercitazioni in aula vengono assegnati agli studenti semplici esercizi con riferimento alle parti svolte durante le lezioni teoriche. sia per applicazioni tipiche dello specifico settore ingegneristico. progettare le modifiche da apportare per adeguarlo alle specifiche ed utilizzare un personal computer per l'implementazione del codice necessario. vengono illustrate le tecniche fondamentali di “problem solving” mediante l’uso di un elaboratore. simile all'ambiente commerciale Matlab attualmente tra i piu’ diffusi in molti settori applicativi. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dell’informatica e capacità di comprendere moduli software.Fondamenti di Informatica Cds: Laurea Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: I Docente: Docente a Contratto Semestre: II Integrato: Propedeuticità: nessuna SSD: ING-INF/05 Crediti: 6 Tipologia: Di Base Codice: 0610100010 Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso fornisce gli elementi di base per la risoluzione di problemi tramite l’uso di elaboratori elettronici. 184 . Nelle esercitazioni in laboratorio gli studenti imparano a progettare e a implementare programmi in ambiente Freemat/Matlab Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova di programmazione svolta al calcolatore ed un colloquio orale sugli aspetti teorici del corso. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per progettare e realizzare semplici programmi in base al contesto in esame. sia nell’ambito di applicazioni di carattere generale. Sono inoltre forniti gli elementi fondamentali di un linguaggio di programmazione (interpretato) per ambiente FreeMat. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato all’informatica Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di matematica e fisica di base. Dopo aver illustrato le caratteristiche fondamentali di un elaboratore elettronico e dei suoi principi di funzionamento. esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio.

Operatori. 9 Ore Eserc. caratteri. “Introduzione ai sistemi informatici”. Compilazione. Buonanno Giacomo. Il tipo stringa e la gestione di stringhe. 2 3 Sviluppo di algoritmi Totale Ore 4 35 5 10 3 15 Testi di riferimento Sciuto Donatella. Ore Lez. Dispense e materiale didattico disponibile sulla pagina web del Corso http://nclab. Strutture di controllo. Strumenti per la produzione di programmi. collegamento ed esecuzione. Input e output da tastiera e a terminale. Il concetto di informazione. Passaggio dei parametri. Memoria centrale. McGrawHill.diiie. Concetti di base Architettura di un sistema di elaborazione 10 2 Fondamenti di programmazione 4 Sviluppo di semplici programmi 2 3 Analisi e progetto di programmi 4 6 Input e output. Trattamento formattato di file. 3 Ore Lab. bus. Sviluppo di programmi di base in ambiente Matlab/Freemat Concetti di programmazione modulare.htm 185 .it/Courses/FondamentiCiv/fi_home. prototipo. programma ed esecutore. Scrittura ed editing di un programma. Tipi semplici. chiamata. interfacce di ingresso/uscita. Rappresentazione dell’informazione in un calcolatore: numeri naturali. Introduzione generale: concetti di aggregazione e astrazione. Sviluppo di semplici algoritmi di elaborazione numerica. interi e reali. Blocchi di istruzioni. Sviluppi di programmi con I/O su file. Istruzioni semplici. Macchine reali: l’architettura di von Neumann. Espressioni.Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici Il concetto di algoritmo. Definizione. Le funzioni predefinite in ambiente Matlab/Freemat. I linguaggi di programmazione.unisa. Il concetto di file. Interpreti. Variabili. Macchine virtuali: architettura di un sistema operativo e gestione dei processi. Elementi di architettura dei sistemi informatici. Livelli di visibilita' e durata delle variabili. unita’ centrale. L’istruzione di assegnazione e sua semantica. Mari Luca. Il concetto di funzione. Sviluppo di algoritmi su vettori e matrici. Tipi aggregati: vettori e matrici.

Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti un progetto urbanistico da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste le conoscenze di base dell’urbanistica. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito della tecnica e pianificazione urbanistica e dei riferimenti concettuali e normativi riferiti ai contenuti degli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale. Roberto GERUNDO Semestre: annuale Integrato: no Codice: 0630100018 Propedeuticità: nessuna SSD: ICAR/20 Crediti:6 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento di modelli e metodi per la lettura tecnica e l’interpretazione di strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale. 186 . Il progetto comprende unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento ed è strumentale all’acquisizione delle capacità di analisi e progettazione urbanistica. dei concetti fondamentali e dei contenuti degli strumenti di pianificazione. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale nel corso del quale è sviluppato un esercizio di tecnica urbanistica.Fondamenti di Tecnica Urbanistica Cds: Ingegneria Civile per l’ambiente ed il territorio Anno: III Docente: Prof. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper analizzare e progettare sistemi urbani e territoriali mediante metodologie di analisi. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati a lezione. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per analizzare ed interpretare fenomeni territoriali di natura urbanistica e processi di organizzazione del territorio. Abilità comunicative (communication skills) Saper esporre oralmente un argomento legato ai temi di base della tecnica e pianificazione urbanistica. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali proposti durante il corso.

Contenuti. Roma. Saranno illustrati casi di studio. caratteri. La programmazione negoziata: patti territoriali. il piano di lottizzazione convenzionata. Il programma di recupero urbano. il trasferimento dei diritti edificatori. 5 Ore Eserc. La pianificazione strategica: procedure. Ore Lab. contenuti e tecniche. Dispense predisposte dal docente relative alle lezioni del corso. il programma di riqualificazione urbana per lo sviluppo sostenibile del territorio. La partecipazione e l’analisi Swot. Sicurezza territoriale e efficienza urbanistica: teorie e strumenti. Il rischio e la sicurezza territoriale. La rappresentazione. Ore Lez. il piano di edilizia economica e popolare. i piani urbanistici attuativi. (2000). caratteri di efficienza ed efficacia e procedura di formazione. contratti d’area. (2008). il piano di recupero del patrimonio edilizio esistente.. il piano di bacino idrografico. Gerundo R.Contenuto del corso Argomenti Introduzione La progettazione di piani urbanistici generali Contenuti specifici Gli strumenti di governo del territorio Gli strumenti urbanistici comunali: il piano regolatore generale: piano strutturale e piano operativo. Le tecniche. Contenuti. la perequazione urbanistica. il piano degli insediamenti produttivi. il piano delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale. Napoli. Le norme tecniche di attuazione. Gli strumenti urbanistici di area vasta: il piano territoriale di coordinamento. Dal piano alle politiche urbanistiche.. progetti integrati territoriali. caratteri di efficienza ed efficacia. procedura di formazione. il piano territoriale paesistico. Napoli. Gli standard qualitativi / prestazionali. (1996). Gerundo R. Graffiti. il piano territoriale dei parchi e delle riserve naturali. il piano particolareggiato di esecuzione. 10 La progettazione di piani urbanistici attuativi 20 30 La progettazione di programmi urbani complessi 20 Il progetto dei piani territoriali generali e di settore 20 La pianificazione strategica e la programmazione negoziata 15 Totale Ore 90 30 Testi di riferimento Fasolino I. Napoli. Gerundo R. Fasolino I. Sistemi urbani e processi di pianificazione. Gerundo R. Il contratto di Quartiere. Dimensionamento e proporzionamento. 187 . I programmi urbani complessi. (1999). Graffiti. Le proiezioni territoriali della programmazione negoziata. il programma integrato di intervento. Graffiti. Contenuti. Aracne.

Margherita FIANI Semestre: I Integrato: Propedeuticità: Matematica II SSD: ICAR/06 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante Codice: Programma: Elementi di Geodesia. Bezoari.S. Campo gravitazionale. Il sistema cartografico Gauss Boaga. quote ortometriche. Modalità di svolgimento dell’esame: L’esame consiste in una prova di lettura delle coordinate presenti su un elemento cartografico dell’IGM e in un colloquio orale. effetto ambiente. La rappresentazione cartografica. da un estremo. Rappresentazioni conformi. Rilievo altimetrico. Messa in stazione. Rilievo. Ellissoide di riferimento e suo orientamento. Lettura di angoli zenitali. Geoide. Principio di funzionamento. Criterio di rigetto di dati. Teodoliti. laterali. Probabilità e Variabili Casuali. strumentazione necessaria. Teodoliti elettronici. GPS. Livellazione dal mezzo. Preparazione e pianificazione. Misura di angoli. Osservabili classici: angoli. Lettura carte IGM a scala 1:25000. Propagazione della varianza. viti di elevazione.000 della Cartografia Ufficiale Italiana. Materiale didattico: Appunti del corso. C. rami di poligonale. Principio di funzionamento del sistema. Compensazione delle basi. Schemi elementari di rilievo: intersezioni (in avanti. sistemi pendolari. Sono previste due prove intracorso. Precisioni raggiungibili. Stima di media e varianza campionaria. Milano. Livellazione geometrica: schema. Riduzione delle misure alla superficie di riferimento. UTET. La cartografia dell’IGM. Sistemi di coordinate: naturali. livelle. Elemento a scala 1:25. Cartografia. Testi di consultazione: G. Inquadramento. Livello di precisione. Precisioni strumentali. Stima di parametri incogniti. 2002 188 . geocentriche. Reti. Coordinate ellissoidiche. cannocchiale collimatore. Precisioni raggiungibili. Precisione di una battuta e di una linea. Parti costitutive: assi. Metodo di lettura di angoli azimutali: regola di Bessel. Campione. strumentazione necessaria. Errori sistematici del sistema. Quote. polari (irradiamento). A. Impostazione classica del rilievo. reciproca. Rete Geodetica Italiana planoaltimetrica. Deformazione e moduli.P. Zenit strumentale. Ondulazioni del geoide. all’indietro). Compensazione. Rilievo di dettaglio. Teoria degli errori. Classificazione delle carte. Leggi della rappresentazione. Parti costitutive: livelle.Fondamenti di Topografia Cds: Laurea Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: II Docente: prof. Il sistema cartografico UTM-UPS. Stadie invar. Sessioni e basi indipendenti. Tipi di quote e superfici di riferimento. apparati di lettura. Livelli. Topografia Generale. G. Misura di distanze. distanze. Superfici di livello. Trasformazione nel sistema nazionale. Rilievo planimetrico. Reti nazionali altimetriche. Selvini. Principali Sistemi Geodetici (Datum). Livellazione trigonometrica: schema. Strumenti e metodi operativi di impiego. Monti. appoggio e dettaglio. Superfici di riferimento semplificate per i rilievi: sfera e piano tangente. Rilievo GPS. Procedura del rilievo: dal generale al particolare. Compensazione delle osservazioni: principio. Geodimetri. Rifrazione. Stazioni totali. Osservabile pseudorange e fase. Poligonali vincolate e chiuse. strati. Equazione fondamentale. Reti trigonometriche. cerchi graduati. planimetriche. Forma della terra. Misura di dislivelli. Posizionamento di punti.

Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Pervenire alla conoscenza della terminologia utilizzata nell’ambito delle Scienze della Terra ed in particolare della Geografia Fisica e Geomorfologia ed alla comprensione degli elaborati grafici e cartografici tipici delle discipline in oggetto. nonché di verificare nel mondo reale le informazioni teoriche impartite al corso. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alla geomorfologia. esercitazioni in aula e visite di campo.Geologia / Geomorfologia Cds: Ingegneria Civile per Ambiente e Territorio Anno: II Docente: Prof. 189 . orientarsi e direzionarsi su carta e sul territorio reale. gli elementi fondamentali del rilievo terrestre ( profili topografici e sezioni geologiche). in forma di testo e grafica. Le visite di campo servono per far acquisire agli studenti la capacità di localizzarsi. fisiche e chimiche di base. con riferimento al riscontro reale. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per illustrare. Domenico GUIDA Semestre: I Integrato Codice: Propedeuticità: Chimica SSD: GEO/04 Crediti: 6 Tipologia: Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira a far apprendere agli studenti la lettura ed interpretazione genetica delle forme del rilievo terrestre e dei processi che sono responsabili del loro modellamento nel tempo. un problema su cartografia topografica e geologica connesso alla morfologia terrestre ed alla sua più probabile evoluzione. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova pratica (riconoscimento roccia. relazionandoli ai fattori di controllo geologici e climatici ed ai processi geomorfici dominanti. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati dal corso. sono richieste conoscenze matematiche. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. divisi per gruppi di lavoro. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper leggere il paesaggio su carta e su immagine. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. al fine di acquisire competenze per la definizione del contesto fisico di riferimento nell’ambito del quale inserire gli interventi di ingegneria su area vasta. in termini di relazione forme-processi e di dinamica morfoevolutiva. profilo morfologico su carta topografica e delimitazione e calcoli geomorfici) e colloquio orale. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti.

Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper approcciare in maniera ottimale agli aspetti idraulici connessi con le lunghe condotte e le sollecitazioni di spinta che un fluido esercitata sul recipiente che lo contiene. Metodi didattici L’insegnamento prevede lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Fabio DENTALE Semestre: I Integrato: con Fluidodinamica Ambientale Codice: 0610500039 Propedeuticità: Matematica III Fisica SSD: ICAR/01 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento dei principi fondamentali della Meccanica dei Fluidi e dell’ Idraulica. sono previste anche esercitazioni aggiuntive extracurriculari in laboratorio che consentono allo studente di applicare praticamente i concetti teorici sviluppati durante il corso di studi Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati può avvenire mediante lo svolgimento di una prova scritta o di un colloquio orale 190 . Nelle esercitazioni in aula lo studente sarà impegnato nella risoluzione di quesiti pratici in modo da comprendere al meglio i contenuti dell’insegnamento.Idraulica Ambientale I CdS: Laurea in Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: II Docente: Prof. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per risolvere le problematiche idrauliche ambientali in base al contesto in esame Abilità comunicative (communication skills) Saper esporre con chiarezza un argomento inerente l’idraulica ambientale Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. delle metodologie e dei concetti base inerenti la meccanica dei fluidi. con particolare rilievo ai problemi dell'Ingegneria Civile ed Ambientale. delle teorie fondamentali. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il conseguimento degli obiettivi sono richieste conoscenze matematiche e fisiche di base. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia. Inoltre.

Coefficiente di ragguaglio a di Coriolis.6. Le diverse forme dell' equazione dell' equilibrio idrodinamico: equazione indefinita.6. 14 (unicamente illustrativo). 3. grandezze di campo.5 (esercizio). equazione globale. formula di Darcy e formule pratiche. Forme semplificate dell' equazione indefinita e dell' equazione globale(SD) per fluidi perfetti e per idrostatica. 3. Lo sforzo tangenziale nel fluido newtoniano (formulazione elementare). Sifoni 3.5 da farsi dopo lo studio dell'esempio su PDC (escludere comunque dalla fine di pag 166 in poi. 2. 25 e 26 con il metodo preferito. dopo lo studio delle pdc). Problema dei TRE SERBATOI e semplici estensioni (parallelo di tubazioni. 2. densità.4.6. 3. ugelli. 2. Ore Lez.3. 5.6. Ore Lab. Introduzione al corso – Principi di base 8 Idrostatica 9 6 Principi della Dinamica I 7 3 Applicazioni alle condotte 18 9 191 .:(PDC). Il concetto di mezzo continuo. 2. 2.6. 3. Determinazione del diametro e della pdc aggiuntiva nota la portata.1. Collegamento tra formula di Darcy-Weisbach.2. Il concetto di fluido perfetto.10.3. 843 e seguenti (PDC). Inserimento di pompe e turbine : 5. 3.2 (solo par a). 3.3. da 15 a 23. è sufficiente conoscerne la struttura e saperle usare impiegando le tabelle del libro o dei manuali. Teorema di Bernoulli: 3.10. ). (PDC) Perdite concentrate (da p 234 a 238.10. 5. Sforzo. scabrezza (329-330). 3. 3. 2. (*PDC) Cenni sulle formule pratiche (pp226-229) con tabelle da pag. determinazione portata nota la pdc.6. Ore Eserc.10. La legge di Stevino: 2. 2.6. coefficiente di contrazione. nota la portata.7 (metodo delle componenti solo come esercizio).. da 40 a 42.3.6 Solo fine pagina 99: Equazione di continuità per le correnti fluido incomprimibile . 2.6.1.d. Esercizi da 1 a 13. Abaco di Moody .2. Cadente piezometrica (pp181 a 183). Condotte in depressione per riduzione di diametro o variazioni altimetriche (PDC) Paragrafo 3.4 solo come esercizio.6. 240 a 241) (PDC). Richiami sulle unità di misura. Formula di Darcy-Weisbach. forze di massa/volume e forze di di superficie. Determinazione perdita di carico.1 .5 (assumere direttamente l'ipotesi di fluido incomprimibile).2 (come esercizio) Estensione del teorema di Bernoulli ai fluidi reali.8.6.9 (solo battente a parete sottile. sbocco in acqua).1. (da considerarsi esercizi.2.4 (esercizio). 5. tracciamento piezometrica. 3.3. La componente tangenziale dello sforzo. perdita di Borda come su PDC.c.6. Problemi di condotte .1 3.Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici Concetto di mezzo continuo.6. Applicazioni su condotte con p. Non occorre sapere a memoria le formule empiriche. 3.7.4. da fare con Darcy Weisbach). Efflusso in parete sottile (anche efflusso con bocca esterna ben raccordata).2. Lunghe condotte 5.1 Idrostatica. Componenti scalari dello sforzo teorema di Cauchy La pressione come componente normale dello sforzo.2. da 28 a 36.6.10. Lo sforzo come legame tra forza specifica e giacitura. Isotropia delle pressione.

Cambridge University Press. E' preferibile impiegare le modalità illustrate a lezione. ed informazioni disponibili sul sito www. e di una calcolatrice tascabile (meglio se programmabile). un utile riferimento sono gli esercizi dei Testi delle prove degli anni precedenti nonché. Batchelor "Fluid Dynamics".55. 192 . Napoli 1990.54.69. Marone "IDRAULICA".php V. Appunti del corso disponibili e scaricabili dal sito UNISA Pagina di Fabio Dentale www. Questo testo è una base essenziale per approfondire le basi teoriche della Meccanica dei Fluidi. Totale Ore 42 18 6 Testi di riferimento Appunti del corso. con l' aiuto dell' abaco di Moody. 56. gli esercizi 46 a 52. E' un volume utile per chi dovrà lavorare nel campo dell' idraulica pratica (le pagine e i paragrafi indicati nel programma sono riferiti a questo testo).57.eugeniopc/didattica. Tubazioni in parallelo (PDC).it/Dipartimenti/DICIV/docenti/dentale/materialedidattico. Liguori editori.presenza di pompa).unisa.Esercizi secondo quanto esposto negli appunti e nel testo. dal testo di Marone. 68. Cambridge.

Le esercitazioni in aula si riferiscono alla risoluzione numerica da parte del docente del corso di problemi relativi alla progettazione di singole unità di trattamento di acque reflue urbane. previste presso il laboratorio di Analisi Ambientali dell’Università di Salerno e presso un impianto di depurazione di acque reflue urbane. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Vincenzo. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Acquisizione delle conoscenze e comprensione delle metodologie utili alla progettazione degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane. gli studenti avranno la possibilità di verificare il funzionamento dell’unità di trattamento a scala reale nonché di partecipare all’esecuzione di analisi chimiche. fisici e biologici delle acque reflue urbane nonché i criteri di progettazione delle stesse unità. esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Acquisizione delle conoscenze e comprensione dei principi e dei meccanismi di funzionamento dei processi di depurazione e delle unità di trattamento. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante colloquio orale. Idraulica I.Impianti di trattamento acque reflue Cd: Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: III Docente: Proff. Fludodinmica ambientale SSD: ICAR/03 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante Codice: 0610500082 Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira a fornire all’allievo le conoscenze relative ai trattamenti meccanici. 193 . ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze relative all’idraulica. Nelle esercitazioni in laboratorio. BELGIORNO Luigi RIZZO Semestre: II Integrato: Propedeuticità: Chimica. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare le soluzioni più appropriate ai fini della progettazione di impianti di depurazione delle acque reflue urbane. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati al corso. fisiche e biologiche. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alle tematiche trattate nell’ambito del corso.

Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso Caratteristiche qualitative delle acque reflue Caratteristiche quantitative Trattamenti preliminari Trattamenti primari Contenuti specifici Introduzione al corso Descrizione dei principali parametri utili alla caratterizzazione delle acque reflue (BOD. HOEPLI. Ore Lab. digestione (aerobica e anaerobica). vasca di contatto. disoleatura. processi a colture sospese (fanghi attivi). SST etc. Ispessimento. equalizzazione. clorazione. G. d’Antonio. Sistemi di disinfezione. dissabbiatura. Sollevamento. Vasche Imhoff e cenni sulla fitodepurazione Ore Lez. ascensionale) Processi biologici (cinetiche di biodegradazione). modellazione dei processi a fanghi attivi. ISBN 88-386-6188-X. sistemi di aerazione. ingegneria sanitaria ambientale.). 1 2 3 6 4 1 3 2 Trattamenti secondari Disinfezione delle acque reflue Trattamento fanghi Piccoli impianti di depurazione Totale Ore 12 6 2 2 7 2 40 1 1 1 16 4 Testi di riferimento Metcalf & Eddy. Sedimentazione primaria: teoria della sedimentazione e aspetti tecnologici (vasche a flusso longitudinale. disidratazione (meccanica e naturale). processi a colture adese. grigliatura. IV ed. stima della portata media nera. 1 3 Ore Eserc. ISBN 978-88-203-3910-4 Dispense ed Appunti del corso 194 . Caratterizzazione del carico idraulico in arrivo agli impianti di depurazione. radiale. Ingegneria delle acque reflue: trattamento e riuso. fognature miste e fognature separate. COD. McGraw Hill.

Belgiorno L. Contenuto del corso 195 . V. esercitazioni pratiche di laboratorio e visite tecniche. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della procedure di proporzionamento e verifica funzionale delle diverse unità di processo di impianti di depurazione. servono a fornire manualità nell’utilizzazione delle attrezzature per l’analisi dei parametri di monitoraggio fondamentali delle acque. attraverso la conoscenza delle caratteristiche impiantistiche. Nelle esercitazioni in aula gli studenti. acquisiscono la capacità di dimensionare le unità di processo degli impianti di depurazione. Le esercitazioni di laboratorio. esercitazioni in aula. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. delle caratteristiche e della gestione delle diverse unità di trattamento. Fludodinmica ambientale SSD: ICAR/03 Crediti: 6 Tipologia: Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso intende fornire all’allievo ingegnere le competenze necessarie per il controllo dell’inquinamento dell’ambiente idrico e i riferimenti di base relativi alla produzione ed allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Le visite tecniche presso impianti di depurazione forniscono una necessaria percezione delle dimensioni. effettuate dagli studenti divisi in gruppi. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Acquisire le conoscenze utili alla progettazione di impianti di depurazione a servizio di comunità piccole e medie e ad interagire con la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi nelle aree urbane. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato ai processi di depurazione delle acque reflue. attraverso l’applicazione di metodologie precedentemente illustrate loro. RIZZO Semestre: II Integrato: Costruzione Idrauliche I Codice: Propedeuticità: Chimica. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per caratterizzare un refluo e per progettare preliminarmente un impianto di depurazione ed ottimizzare il processo realizzativo in base al contesto in esame. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Idraulica I. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di chimica di base e di idraulica. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale durante il quale agli studenti saranno presentati esercizi applicativi da risolvere. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti.Impianti di Trattamento Sanitario-Ambientale Cds: Laurea in Ingegneria Civile per l’ambiente ed il territorio Anno: III Docente: Proff.

Impianto di compostaggio. Ore Lab.Procedure di proporzionamento e verifica funzionale Caratteristiche impiantistiche. Impianto di CDR.Processi e tecnologie di smaltimento. caratteristiche impiantistiche Vasche di sedimentazione: procedure di proporzionamento e verifica funzionale. McGraw Hill.Trattamenti a colture sospese procedure di proporzionamento e verifica funzionale.Preaerazione Sollevamento . IV ed. Introduzione al corso Caratteristiche qualitative e quantitative delle acque reflue civili 3 2 1 I trattamenti preliminari 3 2 I trattamenti primari 3 2 I trattamenti biologici 5 4 Trattamenti di affinamento 3 Trattamento dei fanghi della depurazione 6 4 2 Trattamenti di fitodepurazione Trattamenti per utenze isolate Introduzione allo smaltimento e trattamento dei rifiuti solidi urbani Impianti di trattamento dei rifiuti Smaltimento finale Totale Ore 6 2 2 2 2 2 37 1 1 20 3 Testi di riferimento Metcalf & Eddy. caratteristiche impiantistiche.Quadro normativo Parametri chimici.Disidratazione dei fanghi di depurazione: procedure di proporzionamento e verifica funzionale. ISBN 88-386-6188-X.Digestione anaerobica Condizionamento .Filtrazione . fisici e biologici caratterizzanti i carichi inquinanti delle acque reflue . 2 Ore Eserc . Caratteristiche di produzione .Dissabbiatura . Dispense ed appunti dal corso 196 . caratteristiche impiantistiche . caratteristiche impiantistiche Trattamenti a colture adese: procedure di proporzionamento e verifica funzionale. Ingegneria delle acque reflue: trattamento e riuso.Procedure di proporzionamento e verifica funzionale.L’ impianto di depurazione . HOEPLI. d’Antonio. caratteristiche impiantistiche -Trattamenti innovativi. Termovalorizzazione dei Rifiuti Progettazione di una discarica controlloata Ore Lez. G. Soluzioni tecniche .Principali tipologie di inquinanti delle acque .Argomenti Contenuti specifici Il ciclo integrato delle acque .Stabilizzazione chimica Digestione aerobica .Disinfezione Ispessimento .Equalizzazione . ISBN 978-88-203-3910-4. Trattamenti biologici di abbattimento dei nutrienti .Procedure di raccolta . Ingegneria sanitaria ambientale.Introduzione alle problematiche di campionamento ed analisi Grigliatura .

Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per risolvere in maniera efficiente un problema matematico ed essere capaci di trovare delle ottimizzazioni al processo di risoluzione di un problema matematico. nonché nella capacità di utilizzare i relativi strumenti di calcolo. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. ed esercitazioni in aula durante le quali di forniranno i principali strumenti necessari per la risoluzione di esercizi relativi ai contenuti dell’insegnamento. trigonometriche. sviluppando in modo coerente le varie dimostrazioni. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Capacità di applicare i teoremi e le regole studiate alla risoluzione di problemi. dell’algebra lineare e della geometria. durante le quali saranno presentati gli argomenti del corso mediante lezioni frontali. con particolare riferimento alle funzioni trigonometriche fondamentali Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. 197 . costruendo metodi e procedure per la risoluzione di problemi ed effettuando calcoli con limiti e derivate.Matematica I CdL: Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Terr. La parte teorica del corso sarà presentata in modo rigoroso ma conciso e accompagnata da una parallela attività di esercitazione volta a favorire la comprensione dei concetti. algebra lineare e geometria con particolare riferimento alle metodologie di dimostrazione. trascendenti ƒ alla trigonometria. ai concetti fondamentali dell’analisi matematica. Anno: I Docente: Prof. Gli obiettivi formativi del corso consistono nell’acquisizione dei risultati e delle tecniche dimostrative. T. Il corso ha come scopo principale quello di consolidare conoscenze matematiche di base e di fornire e sviluppare strumenti utili per un approccio scientifico ai problemi e fenomeni che lo studente incontrerà nel proseguimento dei suoi studi. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze relative: ƒ all’algebra. Abilità comunicative (communication skills) Saper esporre oralmente un argomento legato a all’analisi matematica ed all’algebra lineare. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale. logaritmiche. Durante Semestre: I Integrato: NO Codice: 0612500001 Propedeuticità: nessuna SSD: MAT/05 Crediti: 9 Tipologia: di base Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’acquisizione degli elementi di base di Analisi Matematica ed Algebra lineare. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenza e comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dell’analisi matematica. con particolare riferimento a: equazioni e disequazioni algebriche. esponenziali.

Disequazioni di secondo grado. Funzioni composte. Equazioni di secondo grado. Disequazioni fratte. Equazioni esponenziali e logaritmiche. Teorema di De l’Hospital. Limiti notevoli. Definizione. Teorema della base. Funzioni elementari: funzione potenza nesima e radice n-esima. Teorema di Lagrange e corollari. Equazioni binomie. Formule di Taylor e di Mac-Laurin. convergenti. Estremi di una funzione reale. funzioni trigonometriche e loro inverse. Sistemi di equazioni. funzione esponenziale. funzione potenza. Funzioni concave e convesse in un punto. Ore Lez. Teorema di Cramer. Funzioni invertibili. Introduzione ai numeri complessi. Definizione. Ricerca dei massimi e minimi relativi. Teorema degli zeri. Radici n-esime. Teorema di Weierstrass. punti di accumulazione. Teorema di unicità. Grafico di una funzione tramite i suoi elementi caratteristici. Operazioni sui sottoinsiemi di un insieme. Unità immaginaria. Equazioni di primo grado. Definizione. Estremi di un insieme numerico. Continuità uniforme. 5 3 Funzioni reali 4 2 Richiami su equazioni e disequazioni 2 3 Successioni numeriche Limiti di una funzione Funzioni continue 2 2 5 3 5 Derivata di una funzione 5 3 Teoremi fondamentali del calcolo differenziale Studio del grafico di una funzione Matrici e sistemi lineari Spazi vettoriali 4 3 6 8 2 3 2 2 198 . Intorni. Intervalli di R. retta tangente al grafico di una funzione. 1 Ore Eserc. Sistemi di disequazioni. Derivate delle funzioni elementari. Derivate destra e sinistra. Funzioni monotone. Introduzione ai numeri reali. Successioni limitate. flessi. Teoremi di confronto. Insiemi chiusi e insiemi aperti. 2 Insiemi numerici. Continuità e discontinuità. Condizioni per massimi e minimi relativi. Derivate di funzione composta e funzione inversa. Disequazioni trigonometriche. Introduzione alla teoria degli insiemi. Equazioni trigonometriche. Disequazioni esponenziali e logaritmiche. oscillanti e divergenti. Asintoti di un grafico. Disequazioni di primo grado. Matrici e Determinanti. Regole di derivazione. La struttura di spazio vettoriale. Campo di esistenza. Operazioni sui numeri complessi. Disequazioni irrazionali. Numero di Nepero. Limite destro e limite sinistro. Dipendenza e indipendenza lineare. Forma geometrica e forma trigonometrica. Criterio di convergenza di Cauchy. Risoluzione di sistemi lineari: Teorema di Rouché-Capelli. Significato geometrico. Equazioni irrazionali. Potenze e formula di De Moivre. Definizioni. Definizione. Successioni monotone. Spazi Vettoriali e dimensione finita. Derivate di ordine superiore. Teorema di Bolzano.Contenuto del corso Argomenti Cenni di Algebra Vettoriale Contenuti specifici Introduzione all’algebra vettoriale e alle operazioni con i vettori. Teorema di Cauchy. Teorema di Rolle. codominio e grafico di funzione. Derivabilità e continuità. Operazioni e forme indeterminate. funzione logaritmica. Differenziale di una funzione e significato geometrico.

Salerno. simmetrica). CUES (2007). Definizione di vettori ortogonali. Coordinate cartesiano nello spazio. Equazione della retta in forma implicita ed esplicita. Proiezioni ortogonali. Definizioni di trasformazione lineare. Basi ortonormali. Teorema della dimensione. R. D’Apice. Definizione di angolo. Salerno. Proprietà degli autovalori di matrici simmetriche. piani e piani. S. G. Teorema spettrale. Definizione di spazio vettoriale euclideo reale. Condizione sufficiente per la diagonalizzazione. Coniche. Molteplicità algebrica e geometrica. Definizione di norma. Intersezione e somma di sottospazi (cenni). Diagonalizzazione: definizione e caratterizzazioni (per matrici ed endomorfismi). C. Equazione della retta (parametrica. Condizioni di parallelismo e perpendicolarità tra rette e rette. D’Apice. Retta per un punto. Rappresentazione matriciale. Definizione di prodotto scalare. Limiti e Derivate. Parallelismo di rette. C. Fascio proprio di rette. Definizione e caratterizzazioni di endomorfismi simmetrici. D’Apice. C. Manzo. Procedimento di Gram-Schmidt. Stelle di piani. Condizioni di perpendicolarità di due rette. Diagonalizzazione ortogonale. Disuguaglianza di Cauchy – Schwarz. Autospazi e relative proprietà. 5 3 3 2 Totale Ore Testi di riferimento G. Materiali didattici su piattaforma di e-learning IWT Appunti delle lezioni. Polinomio caratteristico. S. somma diretta. Retta passante per un punto e parallela ad una retta data. 52 38 199 . Equazione segmentaria della retta. Fasci di piani. Sistema di riferimento cartesiano nel piano. Albano. Proprietà e caratterizzazioni. Verso l’esame di Matematica I. rette e piani.Trasformazioni lineari e diagonalizzazione Geometria analitica Sottospazi vettoriali. Algebra Lineare. CUES (2002). CUES (2002). Fascio improprio di rette. Algoritmo di riduzione a forma canonica. Nucleo e immagine. Equazione del piano (parametrica e cartesiana). Albano. Componenti in una base ortonormale. cartesiana.

continuità e derivabilità di una funzione. Il corso ha come scopo principale quello di consolidare conoscenze matematiche di base e di fornire e sviluppare strumenti utili per un approccio scientifico ai problemi e fenomeni che lo studente incontrerà nel proseguimento dei suoi studi. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per risolvere in maniera efficiente un problema matematico ed essere capaci di trovare delle ottimizzazioni al processo di risoluzione di un problema matematico. spazi vettoriali. limiti di una funzione. cenni di geometria analitica. ai concetti fondamentali dell’analisi matematica. ad esempio. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenza e comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dell’analisi matematica. studio di funzioni di una variabile reale. ƒ all’Analisi Matematica di base. Anno: I Docente: Integrato: NO Codice: 0612500002 Propedeuticità: Matematica I SSD: MAT/05 Crediti: 9 Tipologia: di base Semestre: II Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’acquisizione degli elementi di base di Analisi Matematica relativi alla teoria dell’integrazione. Abilità comunicative (communication skills) Saper esporre oralmente un argomento legato a all’analisi matematica ed all’algebra lineare. costruendo metodi e procedure per la risoluzione di problemi quali. durante le quali saranno presentati gli argomenti del corso mediante lezioni frontali. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. trasformazioni lineari e diagonalizzazione. 200 . multipli. sviluppando in modo coerente le varie dimostrazioni. dell’algebra lineare e della geometria. La parte teorica del corso sarà presentata in modo rigoroso ma conciso e accompagnata da una parallela attività di esercitazione volta a favorire la comprensione dei concetti. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale. delle curve e delle superfici. con particolare riferimento a equazioni e disequazioni. con particolare riferimento alle metodologie di dimostrazione. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Capacità di applicare i teoremi e le regole studiate alla risoluzione di problemi. delle funzioni di più variabili.Matematica II CdL: Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Terr. semplici equazioni differenziali ordinarie ed integrali curvilinei. delle equazioni differenziali. ed esercitazioni in aula durante le quali di forniranno i principali strumenti necessari per la risoluzione di esercizi relativi ai contenuti dell’insegnamento. superficiali. successioni numeriche. delle progressioni numeriche. Teoremi fondamentali del calcolo differenziale Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze relative: ƒ all’Algebra Lineare con particolare riferimento a matrici e sistemi lineari.

Il Secondo Teorema di Pappo-Guldino. Teorema del valor medio. Successioni. Definizioni. Relazione tra esattezza e chiusura. Derivazione e integrazione per serie. Convergenza puntuale e uniforme. totale. Teorema di esistenza ed unicità locale. Teoremi di passaggio al limite sotto il segno di integrale. divergenti e indeterminate. Definizioni. Definizione. Teorema di D’Alembert. Definizioni. Ore Eserc. Serie convergenti. Convergenza puntuale. Matrici quadrate definite. semidefinite e indefinite. Forme chiuse ed esatte. Esempi. Campi vettoriali. Regole e metodi di integrazione. Area di una superficie e integrali superficiali. Teorema di Cauchy-Hadamard. Struttura dell’insieme delle soluzioni. Insieme di convergenza e raggio di convergenza. Integrale definito e significato geometrico. uniforme. Integrale delle funzioni razionali fratte. Curve regolari. Derivate direzionali. Integrali immediati. del rapporto. Definizioni. Il Teorema di Schwarz. Forme quadratiche. Il problema di Cauchy. Forme chiuse in rettangoli o aperti stellati. Esempi. Criteri di esattezza. Il Teorema del Differenziale Totale. Funzioni con gradiente nullo in un connesso. Definizioni. Proprietà. Derivate parziali. Applicazione ad aree e volumi. Ore Lez. armonica. Equazioni differenziali lineari. Wronskiano e sue proprietà. Limite e continuità. Integrale curvilineo di una forma differenziale lineare. Criteri di Cauchy. Integrale particolare e integrale generale. Introduzione alle serie numeriche. Convergenza uniforme e totale. Formula di Taylor e differenziali di ordine superiore. Serie a termini positivi e criteri di convergenza: criteri del confronto. Metodi di risoluzione. Teorema di integrazione e di derivazione per serie. Teorema di rettificabilità. Serie di potenze. Forme chiuse in aperti semplicemente connessi. Teorema di Cantor. Criterio di Cauchy uniforme. Formule di riduzione. Integrale curvilineo di una funzione. Teorema sulla continuità del limite. Serie geometrica. Funzioni a valori vettoriali. Funzione integrale e teorema fondamentale del calcolo integrale. Raggio di convergenza della serie derivata. Teorema di passaggio al limite sotto il segno di derivata. Equazioni differenziali del primo ordine. Teorema della Divergenza. Gradiente.Contenuto del corso Argomenti Integrazione di funzioni di una variabile Serie numeriche Contenuti specifici Definizione di funzione primitiva e integrale indefinito. Proprietà. Superfici con bordo. Funzioni composte. Cambiamento di variabili. Esempi. Teorema di Weierstrass. Differenziabilità delle funzioni composte. Definizioni. Differenziabilità. Prolungamento di una soluzione. Esempi e controesempi. Funzioni definite tramite integrali. Cambiamento di rappresentazioni parametriche. della radice. 6 6 2 2 Successioni e serie di funzioni 6 4 Funzioni di più variabili 7 5 Equazioni differenziali 6 7 Integrali di funzioni di più variabili Curve e Integrali curvilinei Forme differenziali Superfici e Integrali superficiali Totale Ore 7 6 4 3 7 4 5 50 3 40 Testi di riferimento 201 . Lunghezza di una curva. Teorema di derivazione delle funzioni composte. Equazioni differenziali lineari a coefficienti costanti. Massimi e minimi relativi. Il Primo Teorema di Pappo-Guldino. Serie di funzioni. Definizioni. Definizioni. Formula di Stokes. Esempi e controesempi. Soluzioni massimali (cenni). Teorema di esistenza ed unicità globale.

R. C. 202 . T. Analisi Matematica due. Marcellini. CUES (2008). Sbordone.N. Durante. Liguori editore C. Manzo. P. D’Apice. Fusco. Verso l’esame di Matematica II. Materiali didattici su piattaforma di e-learning IWT Appunti delle lezioni.

Autonomia di giudizio (making judgements) Capacità di individuare i metodi più appropriati per lo studio e l’analisi del comportamento dei terreni. natura e genesi delle rocce sciolte. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Michele CALVELLO Semestre: I Integrato: Propedeuticità: Idraulica. Prerequisiti Conoscenze propedeutiche al corso di meccanica delle terre sono: stato tensionale e deformativo dei mezzi monofase. Scienza delle Costruzioni. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Analizzare lo stato tensionale e deformativo dei terreni. Comportamento meccanico dei terreni. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale. Moti filtranti in regime permanente e vario nei terreni. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Stato tensionale e deformativo dei mezzi granulari multifase.Meccanica delle Terre Cds: Laurea in Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: III Docente: Prof. Abilità comunicative (communication skills) Capacità di lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alla meccanica dei mezzi multifase. equazioni fondamentali del moto dei fluidi in regime permanente e vario. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. 203 . Utilizzare modelli concettuali per la previsione della risposta meccanica di un elemento di volume di un mezzo multifase sotto le più svariate condizioni di sollecitazione. caratterizzazione geologica dei depositi naturali. Sono previste visite tecniche. Geologia SSD: ICAR/07 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante Codice: Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso si propone di fornire agli studenti i principali fondamenti teorici e sperimentali per la comprensione del comportamento meccanico dei terreni e della loro modellazione ingegneristica in relazione alle più svariate condizioni di sollecitazione. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula.

Tensioni litostatiche e coefficiente di spinta a riposo. Rapporti tra le fasi costituenti i terreni. Burghignoli: Lezioni di Meccanica delle Terre R. Tensione superficiale e capillarità. La meccanica del continuo ed i mezzi granulari multifase. Principali apparecchiature di laboratorio. 4 2 Stati di tensione e deformazione nei terreni 9 3 Moti di filtrazione nei terreni Caratteristiche meccaniche dei terreni 3 3 10 6 Modellazione del comportamento meccanico dei terreni Totale Ore 14 6 40 20 Testi di riferimento L. Pressioni interstiziali indotte da sollecitazioni applicate in condizioni non drenate. Cascini: Appunti di Geotecnica A. Compressibilità dei terreni a grana grossa. Dilatanza. Struttura dei minerali argillosi. Moti di filtrazione in regime permanente. Resistenza dei terreni a grana fine.Contenuto del corso Argomenti Identificazione e classificazione dei terreni Contenuti specifici Costituzione dei terreni. Teoria della consolidazione monodimensionale. Resistenza dei terreni a grana grossa. Ore Eserc. invarianti di tensione e deformazione. Il mezzo plastico incrudente. Deformazioni plastiche e teoria della plasticità. Lancellotta: Geotecnica Dispense predisposte dal docente. Sistemi di classificazione. Legge di Darcy. Rappresentazione degli stati di tensione e deformazione: cerchio di Mohr. Equazioni generali della filtrazione. Il modello elastico lineare. Esempi di impiego del modello di CamClay. Il principio delle tensioni efficaci. Condizioni drenate e non drenate. Criteri di resistenza dei terreni. rappresentazione dello stato tensionale nel piano t-s. Analisi granulometrica. Il modello di Cam-Clay. 204 . Ore Lab. Limiti di Atterberg. Compressibilità dei terreni a grana fine. nel piano traiassiale e nel piano q-p. Equazione di Laplace. Proprietà caratteristiche del singolo granulo. Ore Lez.

Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo e riuscire ad esporre oralmente con rigore matematico un fenomeno meccanico. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. corpo rigido con asse fisso.Meccanica Razionale Cds: Ing. Matematica II SSD: MAT/07 Crediti: 12 Tipologia: di Base Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso ha come scopo quello di fornire e sviluppare strumenti utili per una trattazione matematica dei problemi e dei fenomeni fisici nell’ambito della Meccanica Classica. sistemi olonomi). Gli obiettivi formativi del corso consistono nell’acquisizione di buone capacità di formulazione e risoluzione di equazioni differenziali che descrivono la dinamica dei sistemi materiali (sistemi materiali opportunamente modellati: punto materiale. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Applicazione di teoremi e di tecniche finalizzate alla formulazione e risoluzione di problemi meccanici. corpo rigido con punto fisso. 205 . durante le quali saranno presentati gli argomenti del corso mediante lezioni frontali ed esercitazioni in aula. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale. Anno: II Docente: Prof. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito della Meccanica Classica. corpo rigido libero. con particolare riferimento ai concetti ed alle tecniche risolutive inerenti la teoria dell’integrazione e la risoluzione di equazioni differenziali ordinarie. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. durante le quali si forniranno i principali strumenti necessari per la risoluzione di esercizi relativi ai contenuti dell’insegnamento teorico. allo studente sono richieste le conoscenze matematiche di base. Michele CIARLETTA Semestre: I Integrato: NO Codice: Propedeuticità: Matematica I. Civile per l’Ambiente ed il Territorio. anche utilizzando i metodi della Meccanica Analitica. Particolare approfondimento sarà dedicato allo studio della geometria delle masse e al calcolo delle reazioni vincolari (in statica e dinamica). Sono altresì richieste approfondite conoscenze dell’algebra vettoriale e della teoria delle matrici. Conoscenza delle metodologie di dimostrazione e dei concetti fondamentali della Meccanica Analitica. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per risolvere in maniera efficiente un problema fisico-matematico. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Attrito e posizioni di equilibrio. Dinamica del punto vincolato ad una superficie. Velocità. Riferimento cartesiano e rappresentazione cartesiana dei vettori. Gradi di libertà e coordinate lagrangiane. Moti rigidi piani. Teorema del moto del baricentro. Moto armonico. Forze conservative. Sistemi piani: baricentri e momenti statici. Statica di un punto vincolato. Statica del punto materiale libero.Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici Spazio dei vettori ordinari. Baricentro e proprietà. Lavoro delle forze interne. Formule di Poisson. Problema dei due corpi. Centro istantaneo di rotazione e teorema di Chasles. Equazioni differenziali del moto di un punto rispetto a due riferimenti non inerziali (forze apparenti. Modo di variare del momento di inerzia al variare della retta: teorema di Huygens e ellissoide d’inerzia. Ore Lab. Teorema delle forze vive e Ore Lez. Moti piani. prodotto misto e doppio prodotto vettoriale. forza peso). Lavoro di un sistema di forze per uno spostamento rigido elementare. Moti sferici. Asse istantaneo di rototraslazione. Equazioni Cardinali della Dinamica. Cinematica dei moti relativi. Angoli di Eulero. Cinematica dei sistemi materiali. Triedro fondamentale. Applicazioni. Teorema delle forze vive per un sistema materiale libero e conservazione dell'energia Meccanica. Quantità di moto e momento delle quantità di moto. Postulati fondamentali della Dinamica. Moto rigido di un sistema rispetto a due riferimenti. Ore Eserc. risonanza. Applicazioni geometrico-differenziali alle curve. Spostamenti elementari. Accelerazione. Sistemi olonomi. Sistema di vettori applicati equivalenti a zero. Equazioni del moto di un punto vincolato. Sistema di vettori applicati equivalenti. Lavoro di una forza. Particolari moti rigidi: moto traslatorio. Formule di Fernet. Sistema di vettori piani e paralleli. Risultante e momento risultante di un sistema di vettori applicati rispetto ad un punto e rispetto ad una retta orientata. Calcolo vettoriale 4 2 Vettori applicati 3 2 Cinematica 8 4 Alcuni aspetti geometrici dei moti rigidi 2 Statica e dinamica del punto materiale libero 10 5 Statica e dinamica del punto materiale vincolato 10 5 Geometria delle masse e grandezze dinamiche dei sistemi materiali 8 4 Teoremi generali della meccanica dei sistemi materiali 4 2 206 . Raggi di inerzia. Moti di un punto rispetto a due riferimenti. moto spontaneo di un punto su una superficie. Atto di moto e teorema di Mozzi. moto armonico smorzato. Prodotto scalare. moto rotatorio e moto rototraslatorio. Asse centrale. Moti centrali. Oscillatore armonico. Cinematica del punto. Pendolo semplice. Energia Cinetica e Momenti d’inerzia. Cinematica dei sistemi rigidi. Funzioni a valori vettoriali. Equazioni differenziali del moto di un punto libero. Teorema di Koenig. Dinamica del punto vincolato ad una curva. prodotto vettoriale.

Moto alla Poinsot. Condizioni generali di equilibrio di un corpo rigido. Sistemi lagrangiani e loro integrali primi. Zanichelli. Condizioni di equilibrio per un sistema olonomo. Equazioni Cardinali della Statica. Spostamenti virtuali. Equazioni di Lagrange ed applicazioni. Calcolo delle reazioni vincolari in condizione di equilibrio. Fabrizio. Ed. Moto di un corpo rigido con un punto fisso. Reazioni vincolari esplicate su un corpo rigido in equilibrio. Energia cinetica di un sistema olonomo e studio delle equazioni di Lagrange. Ed. Equazione simbolica della statica e principio dei lavori virtuali. 207 . Moto di un corpo rigido con un asse fisso privo di attrito e cimenti vincolari. Moto di un corpo rigido libero. fenomeni giroscopici. Applicazioni per un corpo rigido libero. Chirita.Statica di un corpo rigido Dinamica di un corpo rigido Elementi di Meccanica Analitica Stabilità e piccole oscillazioni Totale Ore conservazione dell'Energia Meccanica per un sistema materiale vincolato. Teorema delle forze vive per un sistema olonomo a vincoli indipendenti dal tempo. Calcolo delle reazioni vincolari tramite il principio dei lavori virtuali. Attrito e posizioni di equilibrio. Chirita. M. S. Sistemi olonomi sollecitati da forze conservative e teorema di Torricelli. M. Ciarletta. Spostamenti infinitesimi e spostamenti possibili di un sistema olonomo. secondo metodo di Lyapunov. Zanichelli. Ciarletta. Ed. applicazioni. S. Lavoro virtuale. corpo rigido con un punto fisso e corpo rigido con un asse fisso. Equazioni di Lagrange per un sistema conservativo. Stabilità. Zanichelli. definizione di stabilità per un sistema olonomo. Elementi di Meccanica Classica. Calcolo II. 4 2 10 4 12 7 5 3 80 40 Testi di riferimento M. primo metodo di Lyapunov per la stabilità. piccole oscillazioni intorno ad una posizione di equilibrio stabile. Equazione simbolica della dinamica e principio di D’Alembert. Calcolo I.

208 . corpo rigido con asse fisso). Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Applicazione di teoremi e di tecniche finalizzate alla formulazione e risoluzione di problemi meccanici. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito della Meccanica Classica. Matematica II SSD: MAT/07 Crediti: 6 Tipologia: di Base Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso ha per finalità primaria l’acquisizione degli elementi formativi di base. connessi allo studio della Meccanica Classica. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per risolvere in maniera efficiente un problema fisico-matematico. Vincenzo TIBULLO Semestre: I Integrato: NO Codice: Propedeuticità: Matematica I. durante le quali saranno presentati gli argomenti del corso mediante lezioni frontali ed esercitazioni in aula. Conoscenza delle metodologie di dimostrazione e dei concetti fondamentali della Meccanica Classica. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo e riuscire ad esporre oralmente con rigore matematico un fenomeno meccanico. Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: II Docente: Prof. Sono altresì richieste approfondite conoscenze dell’algebra vettoriale e della teoria delle matrici. Particolare approfondimento sarà dedicato allo studio della geometria delle masse e al calcolo delle reazioni vincolari (in statica e dinamica). allo studente sono richieste le conoscenze matematiche di base. durante le quali di forniranno i principali strumenti necessari per la risoluzione di esercizi relativi ai contenuti dell’insegnamento teorico. attraverso la formulazione di modelli fisico-matematici. con particolare riferimento ai concetti ed alle tecniche risolutive inerenti la teoria dell’integrazione e la risoluzione di equazioni differenziali ordinarie.Meccanica Razionale Cds: Ing. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati. La competenza da acquisire consiste nella capacità di formulare equazioni differenziali che descrivono la dinamica dei vari tipi di sistemi materiali (punto materiale.

Contenuto del corso
Argomenti Contenuti specifici Spazio dei vettori ordinari. Riferimento cartesiano e rappresentazione cartesiana dei vettori. Prodotto scalare, prodotto vettoriale, prodotto misto e doppio prodotto vettoriale. Funzioni a valori vettoriali. Applicazioni geometrico-differenziali alle curve. Triedro fondamentale. Formule di Fernet. Risultante e momento risultante di un sistema di vettori applicati rispetto ad un punto e rispetto ad una retta orientata. Asse centrale. Sistema di vettori applicati equivalenti. Sistema di vettori applicati equivalenti a zero. Sistema di vettori piani e paralleli. Cinematica del punto. Velocità. Accelerazione. Moti piani. Moti centrali. Moto armonico. Cinematica dei sistemi materiali. Cinematica dei sistemi rigidi. Particolari moti rigidi: moto traslatorio, moto rotatorio e moto rototraslatorio. Formule di Poisson. Atto di moto e teorema di Mozzi. Asse istantaneo di rototraslazione. Cinematica dei moti relativi. Moto di un punto rispetto a due riferimenti. Moti rigidi piani. Centro istantaneo di rotazione e teorema di Chasles. Moti sferici. Postulati fondamentali della Dinamica. Lavoro di una forza. Forze conservative. Equazioni differenziali del moto di un punto libero. Equazioni differenziali del moto di un punto rispetto a due riferimenti non inerziali (forze apparenti, forza peso). Statica del punto materiale libero. Dinamica e statica di un punto vincolato. Attrito e posizioni di equilibrio. Dinamica del punto vincolato ad una curva. Pendolo semplice. Baricentro e proprietà. Sistemi piani: baricentri e momenti statici. Quantità di moto e momento delle quantità di moto. Teorema di Koenig. Energia cinetica e momenti d’inerzia. Modo di variare del momento di inerzia al variare della retta: tramite il teorema di Huygens e la matrice d’inerzia. Applicazioni. Equazioni Cardinali della Dinamica. Teorema del moto del baricentro. Lavoro delle forze interne. Lavoro di un sistema di forze per uno spostamento rigido elementare. Teorema delle forze vive e conservazione dell'Energia Meccanica per un sistema materiale vincolato. Equazioni Cardinali della Statica. Condizioni generali di equilibrio di un corpo rigido. Calcolo delle reazioni vincolari in condizione di equilibrio. Gradi di libertà e coordinate lagrangiane. Sistemi olonomi. Spostamento elementare di un sistema olonomo. Spostamenti infinitesimi e Spostamenti possibili. Spostamenti virtuali. Lavoro virtuale. Principio dei lavori virtuali. Ore Lez. Ore Eserc. Ore Lab.

Calcolo vettoriale

4

2

Vettori applicati

3

2

Cinematica

5

2

Alcuni aspetti geometrici dei moti rigidi

2

Statica e dinamica di un punto materiale

5

3

Geometria delle masse e grandezze dinamiche dei sistemi materiali Teoremi generali della meccanica dei sistemi materiali Statica di un corpo rigido Statica di un sistema di corpi rigidi

8

4

4

2

4

2

4

1

Dinamica di un Moto di un corpo rigido con un asse fisso privo di attrito corpo rigido Totale Ore Testi di riferimento M. Fabrizio, Elementi di Meccanica Classica, Ed. Zanichelli. S. Chirita, M. Ciarletta, Calcolo I, Ed. Zanichelli. S. Chirita, M. Ciarletta, Calcolo II, Ed. Zanichelli.

1 40

2 20

209

Monitoraggio e Controllo dell'Inquinamento Industriale
Cds: Laurea Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: III Docente: Semestre: II Integrato: Propedeuticità: nessuna SSD:

Crediti: 6 Tipologia: A scelta

Codice:

210

Pianificazione dei Trasporti
Cds: Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: III Docente: Prof. Stefano DE LUCA Semestre: I Integrato: Propedeuticità: Tecnica ed Economia dei trasporti SSD: ICAR/05 Crediti: 6

Codice: 0610500081

Tipologia: -

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso introduce i principi, le strategie e le metodologie alla base della pianificazione di interventi sul sistema di trasporto. Dopo un’analisi dei contenuti dei principali documenti di pianificazione (a livello nazionale, regionale e locale) sono analizzate le attività tecniche che è necessario condurre per la elaborazione dei documenti di piano e sono introdotti gli strumenti modellistici basilari per la simulazione di un sistema di trasporto e per la valutazione di opzioni di intervento. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Fasi ed attività del processo di pianificazione, caratterizzazione di un sistema di trasporto, metodi per la simulazione delle componenti di un sistema di trasporto, metodi elementari per la valutazione di opzioni di intervento su di un sistema di trasporto. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper leggere, interpretare e scrivere un documento di pianificazione dei trasporti. Implementare modelli elementari per la simulazione delle componenti di un sistema di trasporto. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare le strategie e le politiche di intervento più efficaci su di un sistema di trasporto e i metodi per la simulazione delle sue componenti. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un documento di pianificazione dei trasporti. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche elementari e conoscenze di Tecnica ed Economia dei Trasporti. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Le esercitazioni consistono in attività seminariali con presentazione di documenti di pianificazione ed esempi applicativi proposti da esperti del settore. Sono altresì previste attività di studio e sintesi di documenti di pianificazione alla scala nazionale, regionale e provinciale. Agli studenti, divisi per gruppi di lavoro, sarà assegnato un documento di pianificazione da sintetizzare e da discutere all’esame. Il progetto è funzionale alla maturazione delle tematiche affrontate al corso ed allo sviluppo delle capacità di lavorare in gruppo. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale.

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Contenuto del corso
Argomenti Introduzione al corso Il processo di Pianificazione Contenuti specifici Il sistema di trasporti: componenti e relazioni funzionali Metodologia generale del processo di pianificazione. Contenuti e metodi della pianificazione strategica Definizione di sistema di trasporto, caratterizzazione di un sistema di trasporto, selezione delle infrastrutture e dei servizi rilevanti. Definizione di rete di trasporto e formalizzazione del modello di offerta, costruzione del modello di rete per un sistema di offerta di trasporto. La stima della domanda di mobilità, stima diretta, stima da modello, modelli per la stima della domanda di mobilità. Introduzione e classificazione, formalizzazione del problema, modelli di carico, modelli di equilibrio. La valutazione degli interventi sul sistema di trasporto, metodi di confronto dei progetti alternativi Ore Lez. 3 10 Ore Eserc. 2 5 Ore Lab.

La simulazione del sistema di trasporto La simulazione del sistema di trasporto: modellazione dell’offerta di trasporto La simulazione del sistema di trasporto: la domanda di trasporto La simulazione del sistema di trasporto: l’interazione domanda-offerta La valutazione degli interventi Totale Ore

3

10

6

9

6

2

1

3 40 20

Testi di riferimento Appunti distribuiti a lezione e/o scaricabili dalla pagina del docente: http://www.diciv.unisa.it/docenti/de_luca/index.php

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Principi di Ingegneria Chimica Ambientale
Cds: Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: II Docente: Proff. Roberto PANTANI/Francesco MARRA Semestre: I Integrato: Propedeuticità: Chimica, Fisica, Matematica I SSD: ING-IND/24

Crediti: 6

Codice: 0610500015

Tipologia: Caratterizzante

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso ha lo scopo di fornire all’allievo i principi degli equilibri fisici e chimici ed una visione unitaria dei fenomeni di trasporto di energia e materia per permettergli di formulare e risolvere problemi concreti di trasporto di calore e di massa, con enfasi particolare dedicata ai problemi ambientali. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia e della metodologia tipica dell’ingegneria chimica. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Acquisire familiarità la formulazione di bilanci di energia e di materia sia microscopici che macroscopici. Autonomia di giudizio (making judgements) Essere in grado di formulare ed applicare i bilanci appropriati al sistema fisico in esame. Semplificare problemi complessi attraverso la scomposizione in problemi più semplici. Abilità comunicative (communication skills) Capacità di apprendere (learning skills) La terminologia e le metodologie apprese durante il corso saranno la base per qualunque successivo approfondimento. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze chimiche, fisiche e matematiche di base. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Le dispense del corso e alcune esercitazioni svolte saranno disponibili sul sito internet www.polymertechnology.unisa.it Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta e colloquio orale.

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Contenuto del corso
Argomenti Introduzione, unità di misura e terminologia fondamentale Il concetto generale di bilancio e il bilancio di materia Bilancio di energia: il I Principio della Termodinamica Proprietà volumetriche delle sostanze pure Effetti termici legati alle trasformazioni II Principio della Termodinamica. Termodinamica delle miscele Equilibri liquido-vapore Equilibri di Reazione Contenuti specifici Il Sistema Internazionale, il sistema anglosassone, unità di uso comune. Il Concetto di mole. Le principali unità di concentrazione: frazioni molari, frazioni massiche e volumetriche, parti per milione, pressioni parziali Bilancio di massa su sistemi chiusi e aperti in assenza di reazioni chimiche, il termine di accumulo. Il Bilancio di massa su sistemi industriali: separatori e miscelatori. Sistemi con riciclo. La reazione chimica, numeri stechiometrici, grado di avanzamento, reagente limitante. Resa di una reazione. Bilancio su sistemi reagenti: bilancio in moli e termine di generazione. Il Bilancio di energia su sistemi aperti e chiusi. L'energia Interna e il primo principio della termodinamica. L'entalpia. Il calore specifico a pressione e a volume costante. Transizioni solido-liquido e liquido-gas. Piani P-V e T-V. Equazione dei Gas Ideali, equazioni cubiche. Principio degli stati corrispondenti, fattore di compressibilità e fattore acentrico Calore sensibile e calore latente, Cp medio entalpico, calcolo delle tensioni di vapore e dei calori latenti in funzione della temperatura. Bilancio di energia per sistemi reagenti. Calori standard di formazione. Entropia. Enunciati del II Principio. Lavoro perso. Energia libera di Gibbs. Poprietà parziali molari; teorema di Gibbs; miscele di gas ideali e miscele ideali. Miscele ideali e legge di Raoult. Deviazioni dall'idealità e legge di Henry. Azeotropi. Distillazione frazionata e distillazione di equilibrio. Equilibri per miscele gassose ideali e liquide ideali; effetto della temperatura e della pressione sugli equilibri di reazione La legge di Fourier per la conduzione. La convezione forzata e libera; il coefficiente di scambio complessivo per pareti piane e pareti cilindriche multistrato; i principali numeri adimensionali; calcolo dei coefficienti di scambio termico. Cenni sullo scambio termico per irraggiamento: la legge di Stefan-Boltzman, il corpo nero e il corpo grigio. Effetto dell’irraggiamento sulle misure di temperatura Gli scambiatori di calore: configurazione in equi- e in contro- corrente; la differenza di temperatura media logaritmica Legge di Fick, condizioni al contorno, coefficiente di scambio di materia, analogia fra trasporto di calore e materia e suo utilizzo; trasporto combinato di materia e calore Ordine di reazione. Dipendenza della cinetica di reazione dalla temperatura. Equazione di Arrhenius. Ore Lez. 2 Ore Eserc. 1 Ore Lab.

4

2

4

1

2

1

2

1

2 2 2

0 0 1

3

2

Trasporto di calore

6

5

Scambiatori di calore Trasporto di materia La cinetica di reazione

2

1

4

2

2

1

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I reattori ideali Totale Ore

Reattori ideali: discontinuo, continuamente miscelato e con flusso a pistone.

3 40

2 20

Testi di riferimento Fondamenti di Termodinamica dell’Ingegneria Chimica, Rota R., casa editrice Pitagora (2004) Fenomeni di trasporto, Bird R.B., Steward W.E., Lightfoot E.N., Casa Editrice Ambrosiana (1970) Ingegneria delle reazioni chimiche, Levenspiel O., Casa Editrice Ambrosiana (1978)

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conoscenza dei processi di trattamento di emissioni gassose. sviluppo della capacità di analisi dei processi di generazione di inquinanti.Processi Chimici Industriali Cds: Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: III Docente: Prof. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso ed ampliare la comprensione delle innovazioni tecnologiche nel trattamento di emissioni. Diana SANNINO Semestre: II Integrato: nessuno Codice: 0610500067 Propedeuticità: nessuna SSD: ING-IND/27 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento delle problematiche di generazione e campionamento di inquinanti gassosi da produzioni industriali e da motori per autotrazione ed al loro abbattimento pre e post-immissione in ambiente. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per il campionamento di inquinanti in emissioni gassose derivante da processi per la generazione di potenza ed industriali. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito della generazione e trattamento di emissioni da processi industriali. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di principi di ingegneria chimica e di monitoraggio e controllo di processo. conoscenza delle tecnologie per la riduzione delle emissioni inquinanti gassose pre e post immissione in ambiente. comprensione dei processi di generazione di inquinanti provenienti da processi di combustione ed industriali. 216 . Abilità comunicative (communication skills) Esposizione di un argomento legato alla generazione e trattamento di effluenti gassosi. Nelle esercitazioni in laboratorio gli studenti concretizzano la conoscenza delle metodologie per il campionamento e l’analisi di sostanze inquinanti Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale. esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. Metodi didattici L’insegnamento prevede lezioni teoriche. Le esercitazioni in aula comprendono la risoluzione di esercizi numerici. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper individuare le necessità di campionamento ed analitiche per realizzare il monitoraggio di emissioni gassose.

Normative antinquinamento. Emissioni da impianti per la generazione di potenza e da motori a combustione interna. Materiali fotocatalitici per l’edilizia: riduzione di inquinanti gassosi post-emissione. CittàStudi 1993. Chimica Industriale. limiti di emissione Campionamento di gas: treni di campionamento. da processi conciari. ambiente. catalizzatori. Caratterizzazione di una emissione gassosa 8 4 2 Cenni di catalisi Generazione di inquinanti gassosi da processi industriali Emissioni provenienti da processi di combustione Abbattimento catalitico di inquinanti gassosi da fonti fisse e mobili Abbattimento fotocatalitico di inquinanti gassosi Totale Ore 4 8 2 2 8 2 2 6 2 6 2 42 10 8 Testi di riferimento W. I. inquinamento da fonti civili ed industriali. Catalisi omogenea ed eterogenea. Industrial gas cleaning. Abbattimento del particolato carbonioso.Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso Contenuti specifici Ecosistemi. 1975. Strauss. Purificazione dell’aria in ambienti confinati Ore Lez. Pergamon Press International. 2 Ore Eserc. Marmitte a tre vie. Ore Lab. Pasquon. Fotocatalizzatori. 217 . Tecniche strumentali per l’analisi in continuo e discontinuo. raccolta ed analisi dei maggiori costituenti gassosi delle emissioni. Riduzione catalitica selettiva di NOx. raccolta ed analisi dei minori costituenti gassosi delle emissioni. di acido nitrico. Inquinanti provenienti dalla produzione di acido solforico.

di fare acquisire agli allievi. Nelle esercitazioni in aula gli studenti sono tenuti ad elaborare grafici correlati con gli argomenti ed i tematismi di volta in volta illustrati durante le lezioni teoriche. secondo norme convenzionali codificate. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. dei concetti fondamentali del linguaggio grafico architettonico. 218 . approfondendo gli argomenti trattati anche usando strumenti diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati è richiesta la conoscenze dell’uso di software grafico di elaborazione di immagini vettoriali e raster. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper rappresentare. Vincenzo IANNIZZARO Semestre: II Integrato: con Sistemi Informativi Codice: ………… Propedeuticità: DISEGNO SSD: ICAR 17 Crediti: 3 Tipologia: a scelta Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso si propone. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. sulla base di criteri specifici per la formulazione dei modelli grafici di natura tecnica. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per graficizzare elementi tematici ottimizzando il processo realizzativo in base al contesto in esame Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato agli argomenti trattati. le metodologie e le tecniche più opportuni per la rappresentazione ambientale. modelli grafici dell’architettura e del territorio. logici e fisici della rappresentazione grafica. delle metodologie di progetto e sviluppo. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dei modelli concettuali. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova grafica ed un colloquio orale.Rappresentazione del territorio e dell’ambiente CdS: Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: I Docente: Prof. attraverso l’apprendimento degli elementi fondamentali per la lettura e la elaborazione dei modelli grafici e tematici dell'ambiente e del territorio.

Le variabili del territorio. Codificazione e unificazione delle carte tematiche. Modelli grafici e modelli informatici. puntuali e areali. Cardone. Impianto delle carte tematiche. Normativa. impianti lineari. Dell’Aquila e A. Napoli 2000 V. Modelli grafici dell’architettura e del territorio. Iannizzaro. La scelta dei metodi di rappresentazione e delle scale grafiche.Contenuto del corso Argomenti I modelli grafici dell’ambiente e del territorio Contenuti specifici Rappresentazione di fenomeni e caratteristiche territoriali e urbane. La rappresentazione a curve di livello. Geometrizzazione dei modelli del territorio e dei suoi processi di trasformazione. L’oggettività cartografica. Ore Lez.Rappresentazione del territorio e cartografia tematica. La definizione delle soglie per classi omogenee. Napoli 1999 V. Struttura e organizzazione dei SIT e dei GIS. Ore Lab. L’impostazione del problema cartografico. Dal dato all’informazione. Criteri di scelta delle variabili e loro associazione. Caratteristiche delle carte tematiche. Problemi di elaborazione dei modelli in riferimento alla cartografia di base. Problemi di rilevamento. Informazioni territoriali e cartografia. I segni cartografici. Segni e simboli in cartografia tematica. Cardone. Arte Tipografica. Fenomeni e caratteristiche immateriali. Salerno 2006 219 . CUES. L'approccio di Jacques Bertin. Rappresentazione e lettura morfologica di un contesto ambientale e di un ambito territoriale. Finalità e requisiti. Le variabili visuali nella cartografia tematica. Impianto semplice e impianto multiplo. Gli elaborati non cartografici. Le variabili in relazione all’impianto della carta. La logica della rappresentazione’. Tipologie cartografiche e loro evoluzione storica. Sezioni e profili del terreno. La leggibilità delle carte tematiche. Acquisizioni delle informazioni. Cuen. Ambiente naturale e ambiente antropizzato. Codici cartografici e simbologie specifiche. in M. Dalle “Mappae mundi” alle immagini satellitari . La cartografia tematica. Ore Eserc. di elaborazione e di disegno dei dati morfologici alle varie scale. Criteri di individuazione e di organizzazione dei dati in funzione della rappresentazione grafica. De Rosa (a cura di). variabilità nel tempo e nello spazio. ‘Proiezione e immagine. 2 I modelli fisici dell’ambiente e del territorio 4 3 I modelli tematici dell'ambiente e del territorio 5 6 I sistemi informativi territoriali Totale Ore 4 15 6 15 Testi di riferimento V.

L’elettrosmog.Rischio Elettrico e Magnetico Cds: Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: III Docente: Prof. Le nozioni acquisite durante il corso consentono all’ingegnere di prestare la sua opera in materia di protezione e di riqualificazione elettroenergetica per enti pubblici o privati. in laboratorio e sul campo. Il corso è integrato con numerose esercitazioni. si individuano le principali sorgenti di inquinamento. di approfondimento delle problematiche di schermatura e di controllo delle interferenze. dopo aver passato in rassegna la normativa vigente. Lucio Ippolito Semestre: II Integrato: nessuno Codice: Propedeuticità: nessuna SSD: Crediti: 6 Tipologia: a scelta Finalità del corso: Il corso ha lo scopo di fornire conoscenze teorico-applicative sulla compatibilità tra l’ambiente e gli impianti elettrici. Argomenti del corso: Introduzione Alterazioni dell’ambiente prodotti dall’uomo e rischi connessi Effetti prodotti dal sistema energetico: possibilità di controllarli e limitarli Inquinamento e sicurezza Metodi per la identificazione delle sorgenti di interferenza ( 5 ore) Sorgenti di disturbo Individuazione e classificazione delle principali sorgenti di disturbo facenti parte dell’impianto elettrico Linee elettriche aeree Linee in cavo Fenomeni di interferenza fra linee aeree Cenni sui meccanismi di accoppiamento Analisi dell’influenza fra linee elettriche aeree e ambiente Vincoli territoriali e ambientali per gli elettrodotti (15ore) Analisi del rischio elettrico connesso a installazioni elettriche Basi legislative Gli enti normatori nazionali e internazionali La conformità alle norme degli apparecchi e degli impianti Il diritto nazionale e internazionale nel settore elettrico La marcatura Dati statistici sugli infortuni elettrici Principi generali di sicurezza Definizione di sicurezza e di rischio elettrico Relazione tra sicurezza e affidabilità Individuazione del livello di sicurezza accettabile Rischio indebito L’errore umano Protezione Individuazione del perimetro da proteggere Protezione contro i contatti diretti Protezione contro i contatti indiretti Interazione fra sistema elettrico e scariche di origine atmosferica (10 ore) Analisi del rischio magnetico connesso a installazioni elettriche Basi legislative Direttive sulla compatibilità elettromagnetica Dati statistici sugli infortuni elettrici Classificazione delle emissioni elettromagnetiche prodotte dai sistemi elettrici Individuazione e classificazione delle sorgenti Individuazione e classificazione delle potenziali vittime Cenni sui meccanismi di accoppiamento sorgente-vittima Metodi per la caratterizzazione elettromagnetica dell’ambiente Analisi del rischio elettromagnetico e costruzione della matrice di rischio Tecniche per la verifica di conformità dei livelli di 220 . e se ne studiano le caratteristiche. è tra i fenomeni maggiormente avvertiti dalla popolazione. quali elettrodotti. Nel corso. si analizzano le problematiche del rischio elettrico ed elettromagnetico legato ad installazioni elettriche di potenza e si definiscono le linee guida per il progetto di installazioni elettriche compatibili con l’ambiente e con le norme E. dopo un breve richiamo su tali problematiche. Successivamente. ed è uno dei principali problemi da risolvere per lo sviluppo sostenibile delle società industrializzate.M. anche per le sue caratteristiche di “intangibilità” e “invisibilità”. ecc.. in aula. cabine e centrali elettriche.C.

(15 ore) Materiale didattico: Dispense dalle lezioni 221 . Training in laboratorio e su sito sulle tecniche di misura delle interferenze prodotte da apparati o sistemi elettrici di potenza. (15 ore) Esercitazioni: Simulazioni per la costruzione delle matrici di rischio. Esempi di compilazione di relazioni tecniche per la caratterizzazione elettromagnetica dell’ambiente.inquinamento elettromagnetico alle maschere di riferimento Interventi per la riduzione dell’inquinamento elettromagnetico. Sviluppo di casi tipici.

Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta e un colloquio orale. Sono altresì trattati aspetti teorici ed applicativi inerenti le strutture intelaiate: l’analisi delle sollecitazioni (metodo delle forze). Abilità comunicative (communication skills) Capacità di presentazione delle proprietà di un problema qualsiasi inerente la statica dei sistemi di travi. Essi costituiscono. capacità di risoluzione di semplici schemi.Scienza delle Costruzioni I Cds: Ingegneria Civile Anno: II Docente:Prof. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche e fisiche di base. Capacità di apprendere (learning skills) I concetti fondamentali presentati nel corso hanno una valenza ben più ampia. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenza generale del comportamento meccanico dei corpi continui. tra i quali il metodo delle forze. tensore degli sforzi. infatti. in vista della formazione di una sensibilità per situazioni di maggiore complessità. le verifiche di resistenza. Autonomia di giudizio (making judgements) I concetti basilari acquisiti consentono di individuare le proprietà dei più comuni problemi inerenti la statica dei sistemi di travi. problema statico e problema cinematico per i sistemi di travi. principali proprietà della deformazione locale. una solida base per un eventuale successivo approfondimento a livello di corso di laurea magistrale. legami costitutivi. Fernando FRATERNALI Semestre: II Integrato: Codice: 0610100020 Propedeuticità: Meccanica Razionale. sia isostatici che iperstatici. con particolare riferimento alle nozioni di meccanica razionale. 222 . Metodi didattici Il corso contempla lezioni teoriche ed esercitative. la stabilità dell’equilibrio elastico. Fisica I SSD: ICAR/08 Crediti: 12 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Lo scopo principale del corso è l’insegnamento dei fondamenti della meccanica del continuo. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Padronanza dei metodi di analisi delle sollecitazioni.

Statica e Cinematica dei sistemi di travi 22 20 Travi elastiche I sistemi elastici iperstatici Verifiche di sicurezza Totale Ore 7 2 6 6 18 11 75 45 Testi di riferimento L. Problema cinematico (sulla ricerca delle labilità). Caratteristiche ultime della sollecitazione. Forze e tensioni: equazioni di equilibrio indefinite ed al contorno. Ascione. Sulla Statica delle Travi e dei Sistemi di Travi. Generalità. Matrice di deformabilità. III. Vincoli esterni ed interni. 223 . Distorsioni. Calcolo delle reazioni vincolari nei sistemi staticamente determinati. Equazioni di equilibrio per le travi rettilinee. Teoremi delle catene cinematiche. Elementi di stabilità dell’equilibrio elastico. Liguori Editore (2001). 2 Ore Lab. Cerchi di Mohr. Cues (2007). Elementi di Scienza delle Costruzioni. Problema statico (sulla ricerca delle reazioni vincolari). Modello strutturale di trave.Contenuto del corso Argomenti Elementi di Meccanica dei continui Contenuti specifici Spostamenti e deformazioni nei corpi strutturali. L. Verifiche alle tensioni ammissibili. Richiami di Geometria delle Masse. Verifiche agli stati limite. Tensioni locali nelle travi provocate da sforzo normale centrato. flessione composta. Travature reticolari. 26 Ore Eserc. Ascione. Calcolo delle caratteristiche della sollecitazione interna nei sistemi staticamente determinati. Centro di rotazione. volumi I. taglio e torsione. Metodo delle forze. Scrittura diretta delle equazioni di congruenza (Applicazioni alle travi di una campata e alle travi continue). Equazioni di congruenza per le travi rettilinee. Ore Lez. Modelli di Timoshenko e di Eulero-Bernoulli. II. Caso piano. Legami costitutivi: elasticità lineare.

Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Negli elaborati progettuali. oltre che delle preliminari capacità di progettazione e realizzazione di una strada. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per progettare e realizzare una strada. Nelle esercitazioni in aula vengono forniti le conoscenze per poter far sviluppare agli studenti. revisionati periodicamente dal docente. Ferrovie ed Aeroporti Cds: Ingegneria Civile e Civile per l’Ambiente e il Territorio Anno: III Docente: Prof. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di base della scienza delle costruzioni. degli elaborati progettuali.Strade. divisi per gruppi di lavoro. Tali elaborati di progetto comprendono i contenuti dell’insegnamento e sono strumentali all’acquisizione. gli studenti mettono in pratica con riferimento ad uno specifico tronco stradale i criteri della progettazione e della costruzione acquisiti durante il corso. e proporre dei criteri di scelta in rapporto al caso concreto. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale sugli elaborati progettuali svolti e sugli argomenti trattati durante il corso. Ciro CALIENDO Semestre: II Integrato: Propedeuticità: Scienza della Costruzioni I SSD: ICAR/04 Crediti: 6 Codice: 0610100026/0610500050 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento dei principi fondamentali che sono alla base della progettazione geometrica delle infrastrutture viarie (con particolare riferimento alle strade) e all’apprendimento dei principali criteri per una corretta costruzione del corpo stradale e delle sovrastrutture. delle metodologie di progetto e di realizzazione di una infrastruttura stradale. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper impostare oppure interpretare un progetto stradale e seguire la costruzione di una infrastruttura viaria. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppi di progettazione e di costruzione esponendo oralmente gli argomenti legati alle strade. anche a sviluppare e rafforzare le capacità di lavorare in team. 224 . Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della normativa utilizzata nell’ambito della progettazione dell’asse stradale. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula.

Teoria di Rankine. sezioni trasversali.2004) C. sovrastruttura. scorrimento e carico limite. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade”. Parametri della circolazione.5 Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti: “Aggiornamento delle istruzioni tecniche per la progettazione. Ore Lez. 2001. l'omologazione e l'impiego delle barriere stradali di sicurezza e le prescrizioni tecniche per le prove delle barriere di sicurezza stradale”. Esposito. Corpo stradale. GU. 225 . interazione strada-veicolo. CNR: "Catalogo delle pavimentazioni stradali"(fornito dal docente). Testi di riferimento T.3 del 4-1-2002 Suppl. Andamento plano-altimetrico dell’asse viario. 182 del 5. Ordinario n. livelli di servizio. La progettazione e costruzione di ferrovie ed aeroporti: specificità e differenze rispetto al progetto stradale.Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso Progettazione concettuale Qualità della circolazione Costruzione Muri di sostegno Ferrovie ed aeroporti Totale Ore Contenuti specifici Il sistema di trasporto su strada. verifiche a: ribaltamento. intersezioni. R. (fornito dal docente). Mauro: “La geometria stradale” .8. resistenze al moto.n. materiali. Hevelius Edizioni. DM 21 giugno 2004 (GU n. 3 15 3 12 3 4 40 20 11 3 3 3 Ore Eserc. classificazione delle strade. Caliendo: "Il dimensionamento delle pavimentazioni flessibili secondo l'AASHTO Guide".

e proporre dei criteri di scelta in rapporto al caso concreto. Ciro CALIENDO Semestre: II Integrato: Propedeuticità: Scienza della Costruzioni I SSD: ICAR/04 Crediti: 6 Codice: 0610100026/0610500050 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento dei principi fondamentali che sono alla base della progettazione geometrica delle infrastrutture viarie (con particolare riferimento alle strade) e all’apprendimento dei principali criteri per una corretta costruzione del corpo stradale e delle sovrastrutture. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale sugli elaborati progettuali svolti e sugli argomenti trattati durante il corso. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per progettare e realizzare una strada. revisionati periodicamente dal docente. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper impostare oppure interpretare un progetto stradale e seguire la costruzione di una infrastruttura viaria. Ferrovie ed Aeroporti I Cds: Ingegneria Civile e Civile per l’Ambiente e il Territorio Anno: III Docente: Prof. Tali elaborati di progetto comprendono i contenuti dell’insegnamento e sono strumentali all’acquisizione. Nelle esercitazioni in aula vengono forniti le conoscenze per poter far sviluppare agli studenti. Negli elaborati progettuali. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppi di progettazione e di costruzione esponendo oralmente gli argomenti legati alle strade. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di base della scienza delle costruzioni. 226 .Strade. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della normativa utilizzata nell’ambito della progettazione dell’asse stradale. divisi per gruppi di lavoro. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. delle metodologie di progetto e di realizzazione di una infrastruttura stradale. degli elaborati progettuali. gli studenti mettono in pratica con riferimento ad uno specifico tronco stradale i criteri della progettazione e della costruzione acquisiti durante il corso. oltre che delle preliminari capacità di progettazione e realizzazione di una strada. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. anche a sviluppare e rafforzare le capacità di lavorare in team.

materiali. classificazione delle strade. (fornito dal docente). sezioni trasversali. 182 del 5. GU. l'omologazione e l'impiego delle barriere stradali di sicurezza e le prescrizioni tecniche per le prove delle barriere di sicurezza stradale”. Ordinario n. Testi di riferimento T. Ore Lez. Esposito.3 del 4-1-2002 Suppl. R. Hevelius Edizioni. Andamento plano-altimetrico dell’asse viario. intersezioni. 2001. Teoria di Rankine. scorrimento e carico limite.2004) C.n. 227 . Mauro: “La geometria stradale” . La progettazione e costruzione di ferrovie ed aeroporti: specificità e differenze rispetto al progetto stradale. 3 15 3 12 3 4 40 20 11 3 3 3 Ore Eserc.8. Caliendo: "Il dimensionamento delle pavimentazioni flessibili secondo l'AASHTO Guide". sovrastruttura. DM 21 giugno 2004 (GU n.Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso Progettazione concettuale Qualità della circolazione Costruzione Muri di sostegno Ferrovie ed aeroporti Totale Ore Contenuti specifici Il sistema di trasporto su strada.5 Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti: “Aggiornamento delle istruzioni tecniche per la progettazione. CNR: "Catalogo delle pavimentazioni stradali"(fornito dal docente). interazione strada-veicolo. livelli di servizio. Corpo stradale. Parametri della circolazione. verifiche a: ribaltamento. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade”. resistenze al moto.

Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Nelle esercitazioni in aula vengono sviluppati esempi numerici di quanto illustrato nelle lezioni teoriche e due temi progettuali: solaio in latero-cemento e capannone industriale in acciaio. telaio piano a nodi fissi e a nodi spostabili. controllando la correttezza della analisi attraverso modelli elementari. ed in acciaio in campo elastico. dovrà essere in grado di determinare le sollecitazioni in strutture intelaiate. di effettuare operazioni di verifica e progetto di membrature in c.a. travi isostatiche ed iperstatiche ed in travature reticolari.a.Tecnica delle Costruzioni I Cds: Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio Anno: III Docente: Prof.a. Roberto REALFONZO Prof. esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. di effettuare la modellazione e l’analisi delle sollecitazioni per strutture di modeste dimensioni. Verrà inoltre svolto un esercizio progettuale riguardante il dimensionamento agli Stati Limite di un portale in c. Prerequisiti Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche e fisiche con particolare riferimento alla meccanica dei solidi rigidi e deformabili. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Vengono approfonditi i classici modelli strutturali di: trave continua. travature reticolari.a. discussione della prova scritta. Gianvittorio RIZZANO Semestre: I-II Integrato: con Sistemi Informativi Codice: ………… Propedeuticità: Scienza delle Costruzioni I SSD: ICAR 09 Crediti: 12 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento delle metodologie di progetto e verifica di strutture in c. (travi continue) ed in acciaio (travature reticolari). Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a situazioni strutturali differenti da quelle esaminate durante il corso per materiali e tipologie strutturali. Metodi di valutazione L’esame consta di una prova scritta ed una prova orale. all’analisi delle sollecitazioni di travi e sistemi di travi (telai e travature) per azioni statiche con metodi manuali e numerici. alle conoscenze di base del metodo di verifica semiprobabilistico agli stati limite. Il colloquio verte su: discussione degli elaborati progettuali redatti dallo studente durante lo svolgimento del corso.. ed in acciaio in campo lineare e non lineare. membrature e strutture complesse. al progetto di strutture in c. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper esaminare in senso critico i risultati delle analisi strutturali. 228 . Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Lo studente al superamento della prova finale. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente problematiche strutturali legate al comportamento di sezioni.

Stati limite ultimi (SLU) e di servizio (SLE): introduzione. in campo non lineare 12 6 - Le travi continue 5 10 - Analisi dei Telai Piani 20 10 - Progetto e verifica di elementi strutturali in acciaio 20 10 - Totale Ore 75 45 - Materiale didattico C. Ore Lab.. 2. S. criteri di rottura. C. Esercitazione progettuale: progetto e verifica di un solaio in latero-cemento. Esercitazione progettuale: calcolo di un capannone industriale a struttura metallica.. Modelli strutturali.a.a. membrature inflesse. elementi presso-inflessi. azioni.L. Progettare costruzioni in acciaio. azioni sulle strutture. combinazione di progetto delle azioni. elementi sollecitati a torsione. Fondamenti della teoria tecnica del c. l’aderenza. 2 Ore Eserc. HOEPLI. CUES G. Le travi composte. Analisi elastica delle strutture intelaiate piane: tipologie. in campo lineare 15 10 - Teoria tecnica delle sezioni e degli elementi in c.a. - Teoria tecnica delle sezioni e degli elementi in c. travi inflesse. Le unioni saldate e bullonate. metodo semiprobabilistico agli stati limite. per tensioni tangenziali: cenni. Argomenti di Teoria e Tecnica delle Costruzioni – Analisi di strutture intelaiate. Il metodo semiprobabilistico agli stati limite. Verifiche a fessurazione. S. Ballio. Metodo delle Forze e Metodo degli Spostamenti. Metodo delle forze e Metodo delle deformazioni. Le travature reticolari.a. Vol. Le ipotesi di calcolo delle sezioni in campo lineare Calcolo degli elementi in c. 1A-1B. 229 . Faella. Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso Contenuti specifici Metodi di verifica della sicurezza strutturale. CUES C.: proprietà del calcestruzzo.discussione dei temi sia teorici che applicativi trattati nel corso. Vol. Faella. Membrature tese e compresse. acciai da c.: tiranti. metodo elastico. Problemi di instabilità di elementi isolati. resistenze di progetto. puntoni.U.U. Metodi di rilassamento. I materiali metallici da costruzione. Analisi matriciale delle strutture intelaiate. Bernuzzi. Ore Lez. per tensioni normali: la sezione rettangolare inflessa e pressoinflessa. Argomenti di Teoria e Tecnica delle Costruzioni – Costruzioni in calcestruzzo armato normale e precompresso. il ritiro e la viscosità: il rilassamento dell’acciaio.L. i domini di resistenza. 2006.a.

Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per analizzare e confrontare opzioni differenti in un contesto applicativo. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche e fisiche di base. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti.CANTARELLA Semestre: II Integrato: NO Codice: 0610500016 Propedeuticità: Matematica I Fisica I SSD: ICAR/05 Crediti: 6 Tipologia: ? Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento degli elementi di base della tecnica dei trasporti e della circolazione e dell’economia dei trasporti. esercitazioni in aula e seminari integrativi. per lo studio delle caratteristiche tecnologiche dell’offerta di un sistema di trasporto.Tecnica ed Economia dei Trasporti Cds: laurea in Ingegneria per l’Ambiente & il Territorio Anno: II Docente: Prof. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. 230 . Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper analizzare e confrontare sistemi tecnologici di trasporto. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito della tecnica ed economia dei sistemi di trasporto. I seminari riguardano alcune utili esperienze reali. Nelle esercitazioni in aula sono svolti alcuni esempi. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato ai sistemi tecnologici di trasporto. G.E. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avviene mediante un colloquio orale.

Terminali e funzioni logistiche. Classificazione e componenti degli aeromobili. Interazioni tra veicolo e via. Soggetti e costi relativi. a cura di (2007). Rilevanza economica. Interazioni tra veicolo e via. Funzione domanda(costo). Sistemi a guida libera con motore di trazione a bordo. Interazioni tra veicolo e via. Interazioni tra veicoli: circolazione nelle aerovie e negli aeroporti. Interazioni tra veicolo e via. Aerovie e aeroporti. Interazioni tra veicoli: circolazione in linea e nelle stazioni. 2 10 Ore Eserc. Interazioni tra veicoli: modelli deterministici della circolazione in linea e ai nodi. Ore Lab. E. Sistemi di Trasporto: Tecnica e Economia. Classificazione e componenti dei veicoli. Ore Lez. Tariffe. Strade e terminali. Interazioni tra veicoli. Funzione costo(domanda). Ferrovie e stazioni. Classificazione e componenti dei natanti. Unità di carico.ppt sul sito) 231 . Franco Angeli Editore. (2008). (2003).Contenuto del corso Argomenti Introduzione al corso Trasporto stradale Contenuti specifici Classificazione dei modi di trasporto Classificazione e componenti dei veicoli. 5 Trasporto ferroviario 8 5 Trasporto aereo Trasporto marittimo e idroviario Trasporto intermodale delle merci 5 2 5 5 2 2 Trasporto collettivo urbano e metropolitano 3 2 Economia dei trasporti Totale Ore 2 40 2 20 Testi di riferimento Cantarella G. Gattuso D. unità di trasporto. Franco Angeli Editore. Equilibrio domanda-offerta. Sistemi a guida vincolata con motore di trazione a bordo. Meccanica della locomozione. Il deflusso nei sistemi di trasporto. circolazione in linea. Rotte e porti. (oltre alle circa 700 diapositive disponibili in formato . UTET. Vitetta A. unità di movimentazione. Sistemi a guida vincolata con motore di trazione a terra.

M. 509/1999): Classe delle Lauree Magistrali in Ingegneria Ambientale 232 .Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria per l’Ambiente ed il Terriorio LM-35.M. D. D. 270/2004 (ex-Classe 38/S.

la conoscenza maturata dall'allievo viene verificata tramite le prove d'esame che constano quasi sempre di una prova scritta e di un esame orale. attività di laboratorio e di campo). L'obiettivo viene perseguito tramite l'adozione di diversi testi per la didattica e tramite varie modalità di erogazione della didattica stessa (lezioni frontali. soprattutto appartenenti alle attività caratterizzanti. pianificare. Deve conoscere adeguatamente gli aspetti teorico . in quell'ambito. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) Il laureato è in grado di affrontare l'analisi di sistemi anche di notevole complessità nell'ambito dell'Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio e di progettare. – sa far uso di appropriate tecniche di metodi e tecniche di valutazione. – è in grado di relazionare sulla propria attività lavorativa.scientifici delle altre scienze di base e deve poter utilizzare tale conoscenza per interpretare e descrivere i problemi dell'ingegneria complessi o che richiedono un approccio interdisciplinare. è possibile valutare anche il "saper fare" acquisito dall'allievo durante il corso. dunque. sistemi di piccole dimensioni. di progettare e gestire esperimenti di elevata complessità. così da identificare. nel rispetto dei modelli organizzativi aziendali. In molti corsi. sia in generale sia in modo approfondito relativamente a quelli dell'ingegneria per l'ambiente e il territorio. progettare e gestire sistemi. Inoltre nello svolgimento delle mansioni inerenti la propria attività. Autonomia di giudizio (making judgements) Coerentemente con le capacità di analisi acquisite. che si concretizzano nella pianificazione della propria attività lavorativa. Il corso si può articolare su più di un curriculum per tener conto della varietà di interessi professionali che fanno capo a questa figura di laureato. processi e servizi complessi e/o innovativi. la discussione dei suddetti elaborati progettuali rappresenta parte integrante delle usuali prove d'esame nelle quali. Tali capacità di giudizio sono esplicitamente potenziate nel CdS attraverso la richiesta di relazioni scritte sull'analisi di progetti durante le attività standard corsuali. fermo restando la sua collocazione professionale orientata allo specifico settore dell'albo professionale. Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Il laureato possiede le conoscenze matematiche e fisiche di base peculiari dell'ingegneria e le conoscenze metodologiche di carattere generale nel settore Ambientale e del Territorio. anche basate su modelli statistici. esercitazioni pratiche. il laureato: – ha capacità di tipo organizzativo. – è in grado di coordinare gruppi di lavoro.Obiettivi formativi specifici del corso Il laureato nel corso di laurea magistrale in ingegneria per l'ambiente e il territorio deve conoscere adeguatamente gli aspetti teorico . e gli sarà dotato di conoscenze di contesto e di capacità trasversali adeguatamente potenziate rispetto a quelle acquisite nel corso di laurea di provenienza. vengono sviluppate esercitazioni progettuali per il cui svolgimento è necessario applicare le nozioni apprese nelle ore di lezione teorica ed imparare ad utilizzare strumenti di lavoro tipici della professione dell'ingegnere. il laureato è in grado di valutare autonomamente sistemi di media complessità nell'ambito dell'Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio. nel rispetto di un piano di lavoro impostogli o nel lavoro di gruppo. 233 .scientifici dell'ingegneria. Il laureato di questo corso deve essere capace di ideare. attraverso la pianificazione delle attività di tirocinio formativo e professionale ed attraverso la prova di verifica finale.formulare e risolvere anche in modo innovativo problemi complessi o che richiedono un approccio interdisciplinare.

la prova d'esame. possiede gli strumenti cognitivi di base per la crescita culturale e per l'aggiornamento continuo autonomo delle proprie conoscenze. tipica delle attività ingegneria. È in grado di comunicare anche in inglese su problematiche di carattere tecnico. per il quale potrà utilizzare fonti in lingua italiana e in lingua inglese.Lo svolgimento di attività progettuali all'interno dei corsi pone da subito l'allievo di fronte alla necessità. anche la sua capacità di comunicarle con chiarezza e precisione. La varietà di attività formative previste dall'Ordinamento degli Studi permettono all'allievo di sviluppare una notevole capacità di apprendimento misurandosi con materie che spaziano da matematica e fisica e fino alle discipline economiche e giuridiche passando attraverso le attività caratterizzanti i corsi della Classe di Ingegneria Civile. sono previste delle attività seminariali svolte da gruppi di studenti su argomenti specifici di ciascun insegnamento. innanzi ad una commissione. Essa prevede infatti la discussione. Poiché tali attività progettuali sono generalmente svolte autonomamente dall'allievo che è chiamato a svolgerle da solo o all'interno di piccoli gruppi di lavoro. elaborazione e comunicazione del lavoro svolto. prodotto dallo studente su un'area tematica attraversata nel suo percorso di studi. ma anche e soprattutto le capacità di sintesi. La prova finale. spesso veicolati con altrettanta varietà di metodi di esposizione ed applicazione deriva la necessità che l'allievo sviluppi una significativa duttilità nell'apprendimento. oltre alle conoscenze acquisite dallo studente. – studi professionali e società di ingegneria. Inoltre nel corso di alcuni degli insegnamenti maggiormente caratterizzanti il corso di studi. 234 . infine. di una Tesi. consente di verificare le abilità comunicative maturate dall'allievo. esse sono un momento fondamentale per adottare tra le varie soluzioni prospettate dal docente quella che a suo giudizio risulta più appropriata per il caso in studio. è in grado di comprendere ed elaborare testi in lingua inglese di media difficoltà. Province. Profili professionali di riferimento Gli sbocchi professionali sono legati a quegli ambiti lavorativi in cui si progettano e sviluppano prodotti e sistemi nell'ambito dell’Ingegneria Ambientale: – uffici tecnici di enti pubblici (Comuni. di effettuare scelte tra diverse soluzioni alternative disponibili per risolvere il problema oggetto di studio. inoltre. offre allo studente un'ulteriore opportunità di approfondimento e di verifica delle capacità di analisi. – laboratori di prove su materiali. generalmente svolta secondo la modalità del colloquio orale. comunicazione ed esposizione del candidato. Oggetto di valutazione in questo caso non sono solo i contenuti dell'elaborato. con il duplice obiettivo di rafforzare la conoscenza della terminologia tecnica e favorire l'acquisizione e la padronanza degli strumenti linguistici. Da questa varietà di contenuti. che prevedono nella maggioranza dei casi a valle di una prova scritta. Tali abilità sono maturate lungo tutto il percorso formativo. Regioni). contribuiscono allo scopo le modalità di accertamento e valutazione della preparazione dello studente. nella propria lingua. Capacità di apprendimento (learning skills) Il laureato. In molti insegnamenti viene fornito allo studente parte del materiale didattico di supporto ai corsi in lingua inglese. – società di costruzioni. Le attività di tutorato che vengono svolte dai docenti durante i corsi stimolano l'allievo ad interagire con essi e con i suoi colleghi. Abilità comunicative (communication skills) Il laureato sa comunicare con tecnici ed esperti con proprietà di linguaggio e padronanza dei dialetti tecnici. corredato da una presentazione multimediale. una prova orale durante la quale vengono valutate.

089 964052. L'elaborato viene discusso dinanzi ad una commissione. fax 089 964343. su due distinti percorsi. tel. Via Ponte Don Melillo. Strutture ove è possibile consultare il regolamento didattico del corso Facoltà di Ingegneria. 84084 Fisciano (SA). Prova finale La prova finale consiste nella preparazione e discussione di un Elaborato di Tesi. pianificazione. 84084 Fisciano (SA). manutenzione e gestione di strutture ed interventi relativi al risanamento ambientale. 089 964029. con obiettivi diversificati: – . finalizzato alla formazione di tecnici con competenze specialistiche nei campi dell’Ingegneria Idraulica e Geotecnica.it Area Didattica di Ingegneria Civile ed Ambientale. sviluppato nell'ambito delle discipline del corso di Laurea. I termini e le modalità di presentazione dei suddetti piani sono stabiliti dalla programmazione annuale della didattica nel calendario di Ateneo. Insegnamenti e altre attività formative L’elenco degli insegnamenti e i relativi obiettivi formativi sono riportati nel seguito della presente Guida Piani di studio individuali Gli studenti possono presentare piani di studio individuali la cui approvazione è deliberata dal Consiglio di Area Didattica. Il corso prepara alle professioni di: Ingegneri civili Ingegneri idraulici Altri ingegneri ed assimilati Urbanisti e specialisti del recupero e della conservazione del territorio – – – – Curricula offerti agli studenti Il Corso di studi si articola. Via Ponte Don Melillo. – un percorso “Risanamento Ambientale”.it/ 235 .un percorso “Difesa del Suolo”. Inoltre. il CdS consente anche di partecipare all'esame di stato per l'abilitazione alla professione di ingegnere.Gli studenti possono proseguire gli studi iscrivendosi ad un corso di Dottorato di Ricerca o di Master di Secondo Livello. La valutazione conclusiva terrà conto dell’intera carriera dello studente. e-mail: adica@unisa.it Indirizzo internet del corso di laurea http://www.unisa.adica. e-mail: presing@unisa. tel. con particolare riferimento agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. fin da principio. di norma con l'ausilio di mezzi multimediali. nonché della articolazione dell’elaborato finale e della sua presentazione. fax 089 964343. della sua maturità culturale e della capacità di elaborazione personale. orientato alla formazione di tecnici specializzati nella progettazione.

Curriculum per gli immatricolati nell’A. Idraulica II Ingegneria Sanitaria Ambientale* CFU 6 6 6 Geotecnica II sem. A. 2010/11 Percorso RISANAMENTO AMBIENTALE I anno DISCIPLINA Scienza delle Costruzioni II I sem. Bonifica dei siti contaminati Un esame a scelta tra: Valutazione di Impatto Ambientale II Gestione delle risorse idriche 6 6 6 6 Prova Finale Totale Parziale * Esame unico con accertamento finale al termine del II semestre 15 78 236 . Acquedotti e Fognature Un esame a scelta tra: Valutazione di Impatto Ambientale I Idrologia 12 6 6 42 CFU 6 6 6 6 6 6 Tirocinio/Laboratorio 3 Costruzioni Idrauliche II* Tecnica delle Costruzioni II* II sem. Valutazione economica dei progetti Ingegneria Sanitaria Ambientale* Totale Parziale II anno DISCIPLINA Costruzioni Idrauliche II* Tecnica delle Costruzioni II* Frane Rifiuti solidi I sem.

Stabilità dei pendii Un esame a scelta tra: Gestione delle risorse idriche 6 6 6 6 Valutazione di Impatto Ambientale II Prova Finale Totale Parziale * Esame unico con accertamento finale al termine del II semestre 15 78 237 .Percorso DIFESA DEL SUOLO I anno DISCIPLINA Scienza delle Costruzioni II I sem. Idrologia Un esame a scelta tra: Opere di sostegno 12 6 6 42 CFU 6 6 6 6 6 6 Valutazione di Impatto Ambientale I Tirocinio/Laboratorio 3 Costruzioni Idrauliche II* Tecnica delle Costruzioni II* II sem. Valutazione economica dei progetti Ingegneria Sanitaria Ambientale* Totale Parziale II anno DISCIPLINA Costruzioni Idrauliche II* Tecnica delle Costruzioni II* Frane Idraulica marittima I sem. Idraulica II Ingegneria Sanitaria Ambientale* CFU 6 6 6 Geotecnica II sem.

Valutazione economica dei progetti Ingegneria Sanitaria Ambientale* Totale Parziale 12 6 6 42 Percorso DIFESA SUOLO I anno DISCIPLINA Scienza delle Costruzioni II I sem. Idraulica II Ingegneria Sanitaria Ambientale* CFU 6 6 6 Geotecnica II sem. 2010/11 Primo Anno Percorso RISANAMENTO AMBIENTALE I anno DISCIPLINA Scienza delle Costruzioni II I sem.Manifesto degli studi per l’A. Valutazione economica dei progetti Ingegneria Sanitaria Ambientale* Totale Parziale 12 6 6 42 238 . A. Idraulica II Ingegneria Sanitaria Ambientale* CFU 6 6 6 Geotecnica II sem.

Manifesto degli studi per l’A. A. (3 CFU) • Sistemi di gestione ambientale (3 CFU) • Rischio elettrico e magnetico (6 CFU) • Idraulica marittima (6 CFU) • Stabilità dei pendii (se non sostenuto. 6 CFU) ♦ Prova finale Totale crediti specialistica CFU 6 6 6 6 6 II sem. 2010/11 Secondo Anno Curruculum RISANAMENTO AMBIENTALE II anno I sem. Insegnamento / Attività ♦ Valutazione economica dei progetti Bonifica dei siti contaminati Monitoraggio e diagnosi della vulnerabilità dell’ambiente costruito Frane Un insegnamento a scelta tra: • Pianificazione territoriale II • Progettazione di sistemi di trasporto ■ Attività progettuali 1 e 2 Impatto ambientale opere ingegneria civile Elementi di legislazione ambientale 6 crediti a scelta tra: • Gestione dei servizi pubblici amb. 6 6 3 6 9 120 239 .

II anno I sem. ferrovie ed aeroporti II CFU 9 6 6 6 12 6 6 6 CFU 6 6 6 6 6 II sem. Legenda ♦ • ■ Insegnamenti / Attività comuni a tutti i curricula Insegnamenti / Attività a scelta Attività progettuali 240 . Insegnamento / Attività ♦ Matematica IV ♦ Scienza delle Costruzioni II Idraulica ambientale II Geologia ambientale Geotecnica Tecnica delle Costruzioni II ♦ Meccanica Razionale ed Analitica Idrologia II Insegnamento / Attività ♦Valutazione economica dei progetti Politiche urbane e territoriali Costruzioni idrauliche II Frane Un insegnamento a scelta tra: • Progettazione di sistemi di trasporto • Bonifica dei siti contaminati ■ Attività progettuali 1 e 2 Stabilità dei pendii Impatto ambientale opere ingegneria civile Un insegnamento a scelta tra: • Costruzioni in zona sismica • Strutture speciali • Idraulica marittima • Strade. 6 6 6 6 9 ♦ Prova finale Totale crediti specialistica 120 * Nel caso siano presenti 3 attività progettuali da 3 CFU. II sem.Curruculum DIFESA DEL SUOLO I anno I sem. due di esse possono essere svolte nell’ambito di un unico corso.

Fognature urbane. Formula di Mariotte per il calcolo dello spessore di una tubazione. Particolari costruttivi: pozzetto di presa. sfiati. Verifica ad interruzione del servizio in un tratto. Stima dei parametri nelle stazioni di misura. Abaco di Moody. Caratteristiche elettromeccaniche delle pompe. Cenni storici. Sistemi di adduzione delle acque (20 h) esercitazioni (30%) Generalità (sistemi. di adduzione e di distribuzione e i principali criteri di dimensionamento e di gestione. Schemi ad 2. Rete di condotte in pressione a maglie chiuse. Formule pratiche di resistenza. Profilo longitudinale e progetto di massima. Ciclo costruttivo. Criteri di convergenza.c. Verifica di emergenza per incendio. Dimensionamento statico delle tubazioni in pressione. Organi di attenuazione del moto vario: il volano. Problemi di moto vario nelle correnti in pressione. Raddoppio di condotte. indicandone gli elementi principali e le relazioni tra essi.ACQUEDOTTI E FOGNATURE Docente: Prof. Metodo di H. Analisi topologica.a. Problema di verifica. Soluzione di Evangelisti e con il metodo delle differenze finite. Antonia Longobardi Numero di Crediti: 6 Propedeuticità: Nessuna Finalità del corso Il corso intende fornire le conoscenze necessarie per la comprensione del funzionamento dei principali sistemi idrici ed impianti di opere idrauliche necessari al bagaglio culturale e professionale di un allievo Ingegnere Civile Ambientale. Il fattore probabilistico di crescita dei massimi annuali delle precipitazioni e delle portate di piena. Processo stocastico delle precipitazioni intense. Schema idraulico di condotte a servizio con erogazione uniforme lungo il percorso. Particolari costruttivi. Schemi di funzionamento. scarichi. Giunzioni e pezzi speciali. Calcolo idraulico di una rete semplice a maglie chiuse. Piena media annua. Verifica a fessurazione. rettangolari interrati. Uso dei cataloghi commerciali. la cassa d'aria. attraversamenti e briglie. dei sistemi di difesa dalle inondazioni e delle sistemazioni idrauliche. si illustrano i sistemi idrici mostrandone le funzioni. mentre ed una parte di approfondimento per sviluppare le stesse tematiche con esercitazioni progettuali. Si definiscono le principali caratteristiche delle risorse idriche ed i criteri per la loro utilizzazione. Serbatoi in c. Legge di Gumbel e sue generalizzazioni. PROGRAMMA DETTAGLIATO 1. 241 . Calcolo economico dell'acquedotto consortile. Reti di drenaggio: generalità. Scelta della pompa. Quadro normativo Problema del progetto di un acquedotto semplice. Camera di manovra. Si illustrano i principali criteri di dimensionamento e di gestione. Serbatoi per acquedotti (10 h) esercitazioni (30%) Serbatoi per acquedotti. Materiali per condotte. Sistemi acquedottistici non semplici. Problema della verifica di un acquedotto semplice. Calcolo statico delle singole membrature. Drenaggio dei serbatoi. Errori di approssimazione. Modalità di impiego e posa in opera. 4. Lo schema dell'acquedotto consortile. Stima mediante formula razionale. Problema di progetto. Metodi numerici. Criteri di accettazione delle verifiche idrauliche. Saracinesche. pozzetti. Ad ogni fase del corso corrisponderanno delle esercitazioni teorico-applicative. Calcolo economico. Formule di resistenza. derivazioni. Derivazioni e immissioni lungo il percorso. 3. Leggi di probabilità pluviometriche. Diagramma delle caratteristiche interne ed esterne dell'impianto. le caratteristiche delle reti di drenaggio artificiali. Per i problemi di difesa dalle acque si definiscono le caratteristiche degli eventi pluviometrici e idrometrici estremi. Allo scopo. Progettazione architettonica. componenti ed elementi). Protezioni. Il fenomeno della corrosione nelle tubazioni. Ciclo idrologico del bacino durante i fenomeni di piena. Reti di drenaggio urbane (15 h) esercitazioni (30%) Idrologia urbana. Incertezze nella stima del coefficiente di scabrezza. chiusura idraulica. puntuali e regionali. Cross. Problema dell'affidabilità del servizio. Calcolo idraulico ed economico di un impianto di sollevamento. Vincoli funzionali. Si descrivono le opere di derivazione. Tipologie e materiali. Calcolo automatico. Sistemi di distribuzione delle acque (15 h) esercitazioni (30%) Analisi della struttura dei consumi idrici.

Verranno inoltre fornite durante le lezioni (o con download sul sito del docente) dispense sui vari argomenti trattati 242 . Spechi fognari (circolari. 1985 G.a. Progetto: tabelle di calcolo con l'uso della formula razionale. 1 e 2. Vol. Progetto preliminare di una rete di drenaggio urbana per acque miste Libro di testo: G. Evangelisti. Cenni sul dimensionamento statico delle sezioni fognarie. Nuova Ed. Patron. Patron. La similitudine idraulica.. Dimensionamento idraulico di un tombino stradale. ESERCITAZIONI PROGETTUALI: 1. Bologna. Pavia. Problemi di profilo di corrente per differenti condizioni al contorno. Napoli. Particolari costruttivi: pozzetti di immissione e caduta. Le reti Idrauliche. a cunetta. 1999. Appunti di Costruzioni Idrauliche. La Goliardica Pavese.c. Supino. Vincoli funzionali. Progetto preliminare di una rete di distribuzione idropotabile 4. Bologna. Verifica in tempo asciutto. Milano. Profili di corrente nell'ipotesi di sconnessione idraulica a monte e valle. Scale di deflusso specifiche per sezioni chiuse. di ispezione. Grandezze e fenomeni idrologici. 1951 U. Progetto preliminare di un serbatoio rettangolare interrato in c. per acquedotti 3. Ippolito. …. Ed. Ed. di curva. a sezioni miste).. Verifica di fognatura con acque di diversa qualità e quantità. 1965 V. Acquedotti. Scaricatori di piena.acque miste e separate. ovoidali. 1993 Testi di consultazione: G. Materiali per condotte fognarie. Progetto e verifica degli spechi fognari. Impianti Idroelettrici. Progetto preliminare di un acquedotto esterno di tipo consortile 2. Liguori. Moisello.

fisici e biologici. Soil washing. FINALITÀ DEL CORSO: Il corso di bonifica dei siti contaminati intende fornire all’allievo ingegnere le competenze necessarie alla caratterizzazione delle diverse tipologie di siti contaminati ed alla successiva proposizione degli interventi di bonifica. i criteri di localizzazione dei punti di campionamento. PERCENTUALE DI LEZIONI PER ESERCITAZIONI E/O ATTIVITÀ DI LABORATORIO: 20% PROGRAMMA DEL CORSO Caratterizzazione e campionamento di suoli contaminati Introduzione alle problematiche di inquinamento del suolo. gli allievi saranno supportati nello svolgimento di esercitazioni numeriche mirate alla progettazione dei diversi sistemi. nomenclatura. 243 . Pump and treat. Air stripping. Le procedure di analisi del rischio Analisi del rischio dei terreni contaminati. Programmazione di indagini in presenza di rifiuti solidi stoccati. Nella seconda parte del corso saranno studiate le tecniche di intervento per la bonifica dei siti contaminati. Air sparging. Landfarming. Barriere reattive permeabili. saranno descritte le caratteristiche costruttive e di funzionamento con la proposizione delle diverse soluzioni impiantistiche adottabili. Nell’ambito del corso sono previste delle visite tecniche presso cantieri di bonifiche e siti di discariche non controllate. Per ognuno dei sistemi proposti verranno fornite le nozioni teoriche di base. Classificazione dei contaminanti. Bioventing. Compostaggio. Dual-phase extraction. Definizione preliminare del Modello Concettuale. Soil vapor extraction (SVE). Aspetti progettuali degli interventi di emergenza. Procedure numeriche per la valutazione quantitativa del rischio. Il quadro normativo nazionale di riferimento Il D. Biosparging. Acque sotterranee e principali caratteristiche. In situ oxidation. Inoltre. Il trattamento statistico dei dati ambientali. con particolare riferimento alle discariche non controllate di rifiuti. Le differenti tipologie di indagine: le indagini geognostiche. Vincenzo BELGIORNO Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Smaltimento e trattamento dei rifiuti solidi urbani. cinetica dei processi chimici e biologici. Leggi chimiche fondamentali. La caratterizzazione del sito Perimetrazione del sito. . geofisiche.BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI Docente: prof. Modelli numerici e software per l’analisi di rischio.Lgs. Le tecniche di isolamento superficiale. La parte iniziale del corso introduce l’allievo alla problematica dei siti contaminati. Le tecniche di isolamento perimetrale e le tecniche di isolamento del fondo. Successivamente sono descritte le caratteristiche ed i problemi tecnici riferiti alle principali tipologie di siti contaminati. 22/97 (il Decreto “Ronchi”). Programmazione delle indagini di campo. Gli elementi della progettazione. Le tecnologie di bonifica Classificazione. ing. I criteri per la selezione delle possibili alternative tecnologiche e per la scelta dell’intervento da attuare. Le tecniche di stabilizzazione e immobilizzazione. La finalità e la programmazione delle indagini di campo. geologiche e idrogeologiche. presentando gli elementi essenziali della tematica nonché il quadro normativo di riferimento. Drawdown pumping. Le indagini sui rifiuti. Le tecnologie di messa in sicurezza Classificazione. Desorbimento termico in situ ed ex situ. Tecniche e materiali utilizzati nella messa in sicurezza. Gli aspetti tecnici del DM 471/99. proprietà e parametri chimici. Fitorisanamento. I criteri per la definizione della qualità delle matrici ambientali.

• LaGrega M. Evans J. Inc.... “Hazardous Waste Management”.C.D. 2001. Civil Engineering Series.SUSSIDI DIDATTICI E TESTI DI APPROFONDIMENTO: • Dispense ed appunti del corso. Buckingham P..L. 244 . McGraw-Hill.

che prevedono interazioni con le fasi solide e gassose. Verranno inoltre approfondite le principali specie biologiche legate ai sistemi ambientali considerati. descritti i principi relativi al comportamento delle soluzioni acquose in sistemi semplici e complessi. quindi. Saranno. Stumm. mediante homework. Wiley. Determinare i componenti fisico-chimici e biologici dei sistemi ambientali. Morgan: Aquatic chemistry: Chemical Equilibria and Rates in Natural Waters. Zanichelli W. Durante il Corso gli studenti avranno anche la possibilità. 1996 Capacità di: Conoscere il linguaggio della chimica e della biologia delle acque. Lehninger: Principi di Biochimica.M. 2000 A. Marisa DI MATTEO Numero di Crediti: 6 Collocazione: Laurea Magistrale: I anno – I semestre Finalità del corso Il corso ha come obiettivo l’insegnamento delle nozioni di base della chimica e della biologia. di confrontarsi con problemi ambientali legati all’attualità. esercitazioni interattive e un lavoro di gruppo finale. McGraw-Hill. J. Programma delle Lezioni Equilibri nei sistemi fisico-chimici (6h) Acidi. basi e loro reazioni (4h) Equilibri Gas/liquido (6h) Carbonate system ed equilibrio nei sistemi con le fasi solide (4h) Specie metalliche nei sistemi acquosi (6h) Esplorazione dei sistemi ambientali (6h) Modellistica al calcolatore degli equilibri chimici (6h) Elementi di biologia (6h) Agenti inquinanti organici nell’ambiente (6h) Gli organismi biologici dei fanghi di depurazione (5h) Problematiche dei fanghi di depurazione (5h) Esercitazioni (30% della durata del Corso) Principali obiettivi formativi Competenze relative a: Principi fondamentali che governano i processi chimici e biologici nei sistemi ambientali Modellistica degli equilibri chimici Calcolo delle principali grandezze chimiche e biologiche Modalità di svolgimento dell’esame Prove intercorso.CHIMICA E BIOLOGIA DELLE ACQUE Docente: Prof.L. applicate ai sistemi ambientali in fase acquosa. 245 . Acquisire nozioni sulle più importanti specie chimiche e biologiche presenti nelle acque.J. Benjamin: Water Chemistry. preparazione di un progetto di gruppo ed esame orale Testi e materiale didattico di supporto Appunti del corso Testi di chimica e biologia generale M.

246 . Angelo Raffaele Guido . Diana.Edizione CUEN . Isolamento delle vibrazioni.unisa. I . proprietà delle onde sonore. Programma Elementi di dinamica applicata (5h) esercitazioni (0%) Modello fisico e matematico di un sistema meccanico. 195/2006). n. parametri acustici. Vibrazioni meccaniche (25h) esercitazioni (40%) Moto periodico e moto armonico: rappresentazione vettoriale di un moto armonico. Alessandro RUGGIERO Propedeuticità: Matematica I. Cambridge University Press. fornisce le competenze necessarie per il monitoraggio delle vibrazioni e del rumore ambientale ai sensi della vigente normativa.Lelio Della Pietra: Lezioni di Meccanica delle Macchine . Tecniche di monitoraggio del rumore ambientale ai sensi della vigente normativa.. accelerometri piezoelettrici. visite presso aziende operanti nel settore.it/CLfb26/ Testi consigliati per la consultazione 1. metodi di misura del rumore. F. Quadro normativo di riferimento. microfoni: classificazione e principio di funzionamento. sono illustrate le strumentazioni e le tecniche di acquisizione ed elaborazione dati dedicate a dette attività.Tecniche nuove – Milano B&K – Noise Control. lgs. analisi in frequenza. G.Vol. lgs. Successivamente all’analisi dei principi teorici delle vibrazioni di sistemi meccanici e del controllo del rumore. Vibrazioni forzate periodiche. organizzate esercitazioni in laboratorio ed in campo. il fonometro: calibrazione e funzionamento. Cyril M. Post elaborare ed interpretare i dati relativi alle misure eseguite. zone e limiti di zona. il rumore da traffico. 277 del 15 agosto 1991 Capacità di: Allestire una catena di misura di vibrazioni. cenni di analisi statistica dei dati.1993). piani di risanamento acustico del territorio. Norton: Fundamentals of noise and vibration analysis for engineers.Cheli – Dinamica e Vibrazione dei Sistemi . Vibrazioni eccitate da un moto armonico. Determinazione del coefficiente di smorzamento. Esempi pratici. Esercitazioni in campo. esperienze di laboratorio Analisi e controllo delle vibrazioni negli ambienti di lavoro (D. lgs.Harris. equazioni cardinali della dinamica.McGraw-Hill book Company3. n. Nell’ambito del corso sono. M. Fenomeni vibratori fondamentali: modelli matematici di sistemi discreti.UTET 2. Esercitazioni di recupero ed attività di laboratorio integrativa (5h) Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Metodologia e strumentazione per la misura delle vibrazioni e del rumore. n. Harris –Shock and Vibrations. giornate di studio. Cyril M. Frank Fay.CONTROLLO DELLE VIBRAZIONI E DEL RUMORE Numero di Crediti: 6 Docente: Prof. Normativa vigente in tema di inquinamento acustico.B&K Denmark Sito E-Learning http://elearning. Testi e materiale didattico di supporto Appunti distribuiti dal Docente. Scegliere gli opportuni parametri per la misura del rumore. la propagazione del suono all’aperto. rivolto agli allievi del Corso di Laurea in Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio. interpretazione dei risultati e software di post elaborazione. La zonizzazione acustica del territorio. 187/2005). criteri generali di zonizzazione. Misura del rumore (25h) esercitazioni (40%) Suono e livelli sonori: proprietà del suono. Monitoraggio del rumore negli ambienti di lavoro ai sensi del D. tra l’altro. equazioni di d’Alembert. le curve di ponderazione in frequenza. Eseguire misure di vibrazioni e di rumore. Fisica I Finalità del corso L’insegnamento.Manuale di controllo del rumore. Particolare attenzione è attribuita allo studio delle problematiche legate alla zonizzazione acustica del territorio ed alla misura del rumore ambientale ai sensi della vigente normativa.dimec. Analisi e controllo del rumore negli ambienti di lavoro (D. Analisi armonica. catena di misura.Engineering Acoustics – Academic Pres (2001) 4. forze elastiche conservative: determinazione dei coefficienti di rigidità di elementi elastici. La misura di vibrazioni: catena di misura. Modalità di svolgimento dell’esame La prova di esame consiste in una prova orale finale. Sistemi ad un grado di libertà: vibrazioni libere e vibrazioni forzate armoniche (risonanza).P. determinazione della legge del moto di tipici sistemi meccanici.

p.4 fino a 1.3. le caratteristiche delle reti di drenaggio artificiali. Ciclo costruttivo. Si descrivono le opere di derivazione. Allo scopo. Scelta tra i diversi regimi di funzionamento.a. Analisi di affidabilità per il posizionamento della pompa. con booster. Oscillazioni di massa. si illustrano i sistemi idrici mostrandone le funzioni. Sollecitazioni esterne. Sistemi di adduzione delle acque (20 h) esercitazioni (30%) (riferimento: Ippolito. componenti ed elementi). 247 . Rete di condotte in pressione a maglie chiuse. Formule di resistenza. dispense) Impianti di utilizzazione delle acque: impianti a deflusso. Modalità di impiego e posa in opera. derivazioni. Lo schema dell'acquedotto consortile. Uso dei cataloghi commerciali. Calcolo economico dell'acquedotto consortile. Soluzione di Evangelisti e con il metodo delle differenze finite. Analisi topologica. flessibili/rigide. Profilo longitudinale e progetto di massima. Il fenomeno della corrosione nelle tubazioni. Scelta della pompa. Calcolo economico. PRFV). Per i problemi di difesa dalle acque si definiscono le caratteristiche degli eventi pluviometrici e idrometrici estremi.4. Corrosione nei tubi in c. Cap. Formule pratiche di resistenza. 4. Abaco di Moody. ramificati. Curve caratteristiche dell'impianto di sollevamento: condotte in serie. in particolare 1. Particolari costruttivi. con portata variabile. 3. Cap. in collaudo ed in esercizio. Derivazioni e immissioni lungo il percorso. Giunzioni e pezzi speciali. Fabio ROSSI Numero di Crediti: 6 Propedeuticità:Idraulica II Finalità del corso Il corso intende fornire le conoscenze necessarie per la comprensione del funzionamento dei principali sistemi idrici ed impianti di opere idrauliche necessari al bagaglio culturale e professionale di un allievo Ingegnere Civile Ambientale.a.3. tubazioni metalliche (acciaio. Problema di progetto. Saracinesche. Cenni storici. Simulazione probbailistica del singolo nodo di domanda. Sistemi acquedottistici non semplici.3) Analisi della struttura dei consumi idrici. Organi di attenuazione del moto vario: il volano. Il colpo d'ariete. PEad. da 1. in parallelo. indicandone gli elementi principali e le relazioni tra essi. Problemi di moto vario nelle correnti in pressione. 1. Tubazioni di piccolo/grande diametro. tipi di verifiche in cantiere. Materiali per condotte: tubazioni lapidee (cemento amianto. ghisa).c. Caratteristiche elettromeccaniche delle pompe. Formula di Mariotte per il calcolo dello spessore di una tubazione. Problema dell'affidabilità del servizio. Cap. attraversamenti e briglie. Fenomeno dell'ora di punta. Incertezze nella stima del coefficiente di scabrezza. Variabilità giornaliera della richiesta. Caratteristiche costruttive. c. Dimensionamento statico delle tubazioni in pressione. scarichi. Rete equivalente a maglie aperte: resezioni. Protezione attiva e passiva. dei sistemi di difesa dalle inondazioni e delle sistemazioni idrauliche. Calcolo probabilistico delle portate circolanti a maglie aperte. Raddoppio di condotte. Calcolo idraulico ed economico di un impianto di sollevamento. la legge Galli).1 a 3. Si definiscono le principali caratteristiche delle risorse idriche ed i criteri per la loro utilizzazione. Regole operative di esercizio di una paratoia per derivazioni in alveo. di adduzione e di distribuzione e i principali criteri di dimensionamento e di gestione. pozzetti. ramificate. Diagramma delle caratteristiche interne ed esterne dell'impianto. Volumi erogabili. Protezioni.2. Curve caratteristiche interne e loro regolazione. Dotazioni medie.). 3. mentre viene demandata ad una parte di approfondimento facoltativa la possibilità di sviluppare le stesse tematiche con esercitazioni progettuali. Quadro normativo (il Piano Regolatore Generale degli Acquedotti. in particolare da 3. a ciclo chiuso. 2. Programma dettagliato 1.4. Schema idraulico di condotte a servizio con erogazione uniforme lungo il percorso. Problema del progetto di un acquedotto semplice.a.COSTRUZIONI IDRAULICHE II Docente: Prof.c. Sistemi di distribuzione delle acque (15 h) esercitazioni (30%) (riferimento: Ippolito. in particolare) Generalità (sistemi. Punto di funzionamento: impianti in serie ed in parallelo. Problemi di utilizzazione delle acque: analisi e gestione delle risorse idriche (10 h) esercitazioni (30%) (riferimento: Ippolito. Ad ogni fase del corso corrisponderanno delle esercitazioni teorico-applicative. Problema della verifica di un acquedotto semplice. la cassa d'aria. tubazioni plastiche (PVC. Si illustrano i principali criteri di dimensionamento e di gestione. sfiati. con by-pass. Flussi principali. stato tensionale interno. e c. il fenomeno della cavitazione. Schema delle sollecitazioni per condotte interrate.

Profilo di corrente di un canale a pelo libero. Verifica in tempo asciutto. Cenni sul dimensionamento statico delle sezioni fognarie. Scale di deflusso specifiche per sezioni chiuse. Modelli Poissoniani composti e loro massimo. Calcolo statico delle singole membrature.9. ovoidali. Piena media annua. Particolari costruttivi: pozzetti di immissione e caduta.Problema di verifica. Regolazione dell'efflusso attraverso una paratoia mobile 1c. 1965 V. a sezioni miste). La Goliardica Pavese. Punto di funzionamento di un impianto di sollevamento in condotta con variazione di portata 3a. Milano.10 e 5. Calcolo automatico. chiusura idraulica.1 a 5. Profilo di corrente di canale laterale con sbocco in canale a livello variabile 4b. Spechi fognari (circolari. Particolari costruttivi: pozzetto di presa. Fognature urbane. 1 e 2. Reti di drenaggio: generalità. Serbatoi in c. Verifica di emergenza per incendio. Vincoli funzionali. Metodo di H. Profilo di corrente canale con immissione laterale concentrata ortogonale alla direzione della corrente 4c.6. 5. Progetto: tabelle di calcolo con l'uso della formula razionale. Appunti di Costruzioni Idrauliche. Verifica ad interruzione del servizio in un tratto. Valutazione delle alternative progettuali in condotta con variazione della portata 2c. Stima dei parametri nelle stazioni di misura.9 a 5. puntuali e regionali. Metodi numerici. Reti di drenaggio urbane (15 h) esercitazioni (30%) (riferimento: Ippolito. livello del serbatoio di valle variabile. Libro di testo: G..7. Problemi di profilo di corrente per differenti condizioni al contorno: immissione laterale concentrata. Bologna. Verifica a fessurazione. Supino. 5. Evangelisti. differente fra di loro. Materiali per condotte fognarie. 1951 U. Serbatoi per acquedotti. Vol. Nuova Ed. 1999. Dimensionamento idraulico di un tombino stradale. Scaricatore a salto di fondo. Tipologie e materiali. Patron. 1985 G. Progetto e verifica degli spechi fognari. Le reti Idrauliche. Il fattore probabilistico di crescita dei massimi annuali delle precipitazioni e delle portate di piena. Schemi di funzionamento. Tempo di corrivazione e tempo di ritardo. Calcolo idraulico di una rete semplice: serbatoi a livello assegnato. Cross. di curva. Calcolo idraulico di una rete semplice: impianto di sollevamento in rete 4a.5. Ciclo idrologico del bacino durante i fenomeni di piena. da 5.2 a 5. Calcolo idraulico di una rete semplice: portate assegnate 3b. Moisello. Errori di approssimazione. ESERCITAZIONI AGGIUNTIVE : 1a. Ippolito. Schema cinematico e formula razionale. Patron. Soglia laterale: criteri di progetto. Criteri di convergenza. Legge di Gumbel e sue generalizzazioni. Calcolo idraulico di una rete semplice a maglie chiuse. Stima dei parametri tr e Cf in ambito urbano. Criteri di accettazione delle verifiche idrauliche.2. Stima mediante formula razionale. Schemi ad acque miste e separate. Verranno inoltre fornite durante le lezioni dispense sui vari argomenti trattati 248 . a cunetta. Acquedotti. Camera di manovra. 3c. La similitudine idraulica.3. dispense) Idrologia urbana. Grandezze e fenomeni idrologici. Scaricatori di piena. Vincoli funzionali..3. Leggi di probabilità pluviometriche.2. salti di fondo e brusco restringimento della sezione. escluso da 5. Pavia. Processo stocastico delle precipitazioni intense.14.10. Coefficiente di piena (fattore di afflusso. Profili di corrente nell'ipotesi di sconnessione idraulica a monte e valle. rettangolari interrati.a. 1993 Testi di consultazione: G. di attenuazione e area reduction factor).5. Profilo di corrente a monte di una soglia di fondo 2a. 5. Verifica con il metodo di De Marchi alle differenze finite. Ed. Verifica di fognatura con acque di diversa qualità e quantità. Bologna. …. Valutazione delle incertezze legate al coefficiente di scabrezza 2b. Ed. Cap.9. di ispezione. da 5. Progettazione architettonica.c. Napoli. Liguori.3. Dimensionamento e verifica idraulica di un tombino stradale. al variare delle caratteristiche di imbocco 1b. Impianti Idroelettrici. Drenaggio dei serbatoi.

ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze mecaniche di base. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento ovvero le problematiche connesse alla progettazione ed all’esecuzione di strutture sismoresistenti. con riferimento agli aspetti teorici di base ed alle problematiche progettuali. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale.a. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dell’ingegneria civile in generale ed in particolare nell’ambito dei processi di progettazione ed esecuzione anche di costruzioni complesse. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper progettare strutture sismoresitenti applicando sia procedure e metodologie classiche che avanzate al fine di perseguire prestazioni prestabilite. anche a sviluppare e rafforzare le capacità di lavorare in team.. 249 .Ingegneria Civile Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio Anno: II Propedeuticità: Tecnica delle Costruzioni II – Scienza delle Costruzioni II SSD: ICAR/09 Docente: Luigi Petti Integrato: Crediti: 6 Semestre: II Codice: 0606363028 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso introduce lo studente alle principali tematiche riguardanti l’ingegneria sismica. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. con particolare riferimento alla scienza ed alla tecnica delle costruzioni. Il progetto comprende unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento ed è strumentale all’acquisizione.Costruzioni in Zona Sismica Cds: LS . Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. i criteri e le procedure più appropriate per progettare e realizzare una costruzione sismoresistente. divisi per gruppi di lavoro. oltre che delle capacità di progettazione di un edificio intelaitao in c. un progetto da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso.

1995 “Strutture in cemento armato. Testi di riferimento “Dynamics of structures : theory and applications to earthquake engineering”. COSENZA. PECCE. Hoepli. MAFREDI. Prentice-Hall. J. • Metodologie e procedure di analisi statica e dinamica sia in ambito lineare che non lineare. J. La dissipazione extrastrutturale di energia. Descrizione delle principali metodologie sismotettonicheprobabilistiche per l’analisi della pericolosità sismica. 2 Analisi della risposta sismica di organismi edilizi 16 4 Il progetto di strutture antisismiche Strategie innovative di protezione sismica Totale Ore 12 4 8 46 4 14 È previsto lo svolgimento di un progetto di una costruzione/edificio sismoresistente. • Soluzioni progettuali innovative. La risposta sismica di sistemi a masse concentrate a più gradi di libertà (MDOF). A tal proposito sono previste lezioni ed esercitazioni finalizzate ad approfondire le seguenti tematiche e problematiche: • Criteri di progetto.. • Dettagli costruttivi. Criteri di progetto di carattere prestazionale. CHOPRA A. Duttilità e Gerarchia delle Resistenze. • Costruzione di modelli numerici descrittivi di strutture sismoresistenti..Contenuto del corso – Aspetti teorici (6 CFU) Argomenti Il fenomeno sismico Contenuti specifici Introduzione alla sismologia e caratterizzazione del fenomeno sismico.. Gli organismi degli edifici antisismici. 10 Ore Eserc.Wiley & sons. Basi della progettazione”. Metodi di analisi lineare: statica e dinamica. La nuova normativa NTC2008. L’isolamento alla base. Concetti di controllo delle vibrazioni. Spettri di risposta anelastici.Kelly. Spettri di progetto. Introduzione al comportamento non lineare delle strutture soggette ad azioni sismiche. 2008 “Design of seismic isolated structures: from theory to practice”. La risposta libera e forzata dei sistemi ad un grado di libertà (SDOF). Le normative internazionali. Controventi dissipativi. Pericolosità sismica di base ed effetti di sito.Spettri di risposta elastici. Metodi numerici di integrazione delle equazioni del moto. Controventi.K. Dettagli costruttivi specifici per la protezione sismica degli edifici. M. NAEIM F. Ore Lez. 1999 250 .

di sistemi geotecnici. Il corso di Fondamenti di Geotecnica si pone come continuazione del corso di Meccanica delle Terre ed è orientato a fornire agli allievi i metodi e gli strumenti per affrontare e risolvere le problematiche nelle quali intervengono sistemi geotecnici semplici e complessi. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. pertanto. and Autonomia di giudizio (making judgements) Capacità di individuare le teorie ed i metodi più appropriati per l’analisi e il dimensionamento delle opere geotecniche. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. stato di tensione e di deformazione nei mezzi porosi multifase.Fondamenti di Geotecnica Cds: Laurea Magistrale in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio Anno: I Docente: Ing. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Metodiche di indagine per la caratterizzazione geotecnica del sottosuolo. moti di filtrazione in regime permanente e vario nei terreni. Le esercitazioni prevedono lo sviluppo di elaborati inerenti i principali argomenti del corso con particolare attenzione agli aspetti applicativi. Sabatino Cuomo Semestre: II Integrato: Propedeuticità: nessuna Crediti: 6 Codice: SSD: ICAR/07 Tipologia: Caratterizzante Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire. in condizioni di esercizio e a rottura. finalità principalmente applicative anche se non sono trascurati gli approfondimenti teorici volti ad integrare le conoscenze già acquisite in campo geotecnico. Abilità comunicative (communication skills) Capacità di lavorare in gruppo ed esporre oralmente argomenti di Ingegneria Geotecnica. Criteri per la verifica. Prerequisiti Conoscenze propedeutiche al corso di Fondamenti di Geotecnica sono: principio delle tensioni efficaci. 251 . Il corso ha. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge understanding) Dimensionamento e previsione del comportamento di opere geotecniche. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. principi di base del comportamento meccanico dei mezzi porosi multifase.

5 2 3 Stato tensionale e condizioni di sollecitazione 5 Stati di deformazione e cedimenti I moti di filtrazione in regime stazionario e vario 3 2 8 2 Opere di sostegno 8 2 Fondazioni 8 2 Pendii Aspetti normativi Totale Ore 3 3 45 2 12 3 Testi di riferimento Cascini L. Meccanismi di rottura di fondazioni superficiali. Capacità portante dei pali sotto l’azione di forze assiali e influenza della modalità costruttiva. estensione e frequenza delle indagini. Zanichelli Editore. condizioni drenate e non drenate. La formula generale di Brinch-Hansen. sovrappressioni neutre indotte da variazioni dello stato tensionale in condizioni non drenate. grado di consolidazione. parametri di deformabilità e loro valutazione. Progettazione delle campagne di indagini in sito e di laboratorio: articolazione. Ore Lab. (2004) – Geotecnica. Stati di equilibrio limite attivo e passivo. Resistenza mobilitata e mobilitabile. Relazioni tensioni-deformazioni in un terreno saturo. Lancellotta R. Bologna. La soluzione di Terzaghi in condizioni drenate e non drenate. Dispense predisposte dal docente. Applicazioni. Condizioni di equilibrio di un pendio indefinito. Edizioni CUSL. fattore tempo e decorso dei cedimenti. (1993) . Misure in sito delle pressioni neutre positive e delle suzioni. Proprietà idrauliche per mezzi saturi e parzialmente saturi. Problemi di collasso e cenni ai teoremi dell’analisi limite. Richiami della definizione di tensione.Appunti di Geotecnica. del principio delle tensioni effettive per i terreni saturi e parzialmente saturi. 2 Ore Eserc. Il metodo edometrico e il metodo di Skempton e Bijerrum. Generalità sulle opere di sostegno.Contenuto del corso Argomenti Introduzione al Corso Indagini in sito e di laboratorio Contenuti specifici I principali problemi applicativi nell’Ingegneria Geotecnica e l’approccio metodologico per la loro risoluzione. Meccanismi di rottura di fondazioni profonde. Metodi dell’equilibrio limite. 252 . Equazioni reggenti e metodi di risoluzione per moti di filtrazione in regime stazionario e vario. Ore Lez. Metodo di Coulomb. Misure in sito del coefficiente di permeabilità. Metodo dell’equilibrio limite globale. Potenza. Ricostruzione della sezione stratigrafica di progetto. Normative e Raccomandazioni. Dimensionamento e verifica di muri di sostegno e di paratie libere ed ancorate. Teoria di Rankine. Calcolo dei cedimenti a breve e lungo termine per un mezzo elastico.

Difesa del suolo). Velocità dei fenomeni franosi. (2 ore) Elementi da acquisire per lo studio. relazioni spostamenti-tempo. Le azioni di mitigazione del rischio. Meccanismi di deformazioni e rottura dei pendii naturali. Modalità di svolgimento dell’esame L’esame consta di un colloquio orale. Programma Inquadramento dei fenomeni franosi secondo le classifiche di Varnes (1978). Fondamenti di geotecnica (perc. (5 ore) Note: Le restanti 10 ore di didattica frontale sono impiegate per sviluppare e approfondire gli argomenti del corso con esercitazioni protiche sul rischio da frana riguardanti: fenomeni franosi singoli in rocce sciolte. forniti gli elementi-base per la messa a punto dei più idonei interventi non strutturali di mitigazione del rischio. carta inventario dei fenomeni franosi. nonché alla valutazione del rischio e dei fattori che concorrono alla sua definizione (pericolosità. siano essi di primo distacco o di riattivazione. Stima del Rischio da frana ed individuazione degli interventi non strutturali per la sua mitigazione. modelli a scatola chiusa e modelli completi di versante. elementi a rischio e vulnerabilità). in rocce sciolte e lapidee. sisma. Hutchinson (1988) e Leroueil et al. Particolare attenzione è dedicata alla individuazione e perimetrazione della franosità. decadimento della resistenza. (8 ore) Illustrazione di casi reali e loro inquadramento nelle classifiche prese a riferimento.000. Risanamento ambientale) Finalità del corso Il corso di Frane è finalizzato ad introdurre gli allievi alla comprensione dei meccanismi che presiedono alle diverse fasi dei fenomeni franosi. erosione. (10 ore) Previsione delle modalità di evoluzione di un movimento franoso in rocce sciolte e lapidee: i metodi dell’equilibrio limite. formazioni e litotipi presenti nel sottosuolo. il rischio R ed i fattori (I. Le misure di salvaguardia.FRANE Numero di Crediti: 6 Docente: ing. resistenza mobilitata e mobilitabile. Sono. Capacità di: Previsione delle modalità di evoluzione dei fenomeni franosi. carichi permanenti ed accidentali. le carte del rischio. P. con discussione degli elaborati. su area vasta. rischio da frana a scala 1:25. (8 ore) Normativa in materia di Difesa del Suolo e Piani Stralcio. V) che concorrono alla sua definizione. interventi antropici. 253 . reale o potenziale. Testi e materiale didattico di supporto Dispense predisposte dal docente. Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Tipologie dei fenomeni franosi. I sistemi di allarme (15 ore) Studio della franosità a scala territoriale: scala di riferimento. precisandone i fattori predisponenti e le cause innescanti. regime delle pressioni neutre. (2 ore) Cause innescanti i fenomeni franosi: piogge. Michele Calvello Collocazione: II Anno . (1996). cenni alle analisi in campo elasto-plastico. Teoria del Rischio da frana. E. di un movimento franoso o di un ammasso potenzialmente instabile: geometria del volume da analizzare. quindi.I semestre Propedeuticità: Geotecnica (perc.

Le lezioni saranno accompagnate da esercitazioni pratiche sulla lettura ed interpretazione delle carte geotematiche (geologiche. Stabilità dei pendii e Frane. con particolare riferimento agli aspetti legati al dissesto territoriale su vasta area. Domenico GUIDA Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Nessuna Programma didattico sintetico Il corso ha l’obiettivo di fornire agli studenti le nozioni fondamentali di geologia ambientale con particolare riferimento alle problematiche territoriali legate alla difesa del suolo ed alla tutela delle acque. di Indagini e Controlli Geotecnici. Il corso si completa con visite tecniche di campo per l’acquisizione. Gli argomenti presentano una più stretta interconnessione con gli insegnamenti propedeutici di Geomorfologia (I anno Corso Triennale) e quelli affini di Geotecnica. attraverso richiami dei fondamentali di scienze della terra ed approfondimenti nel campo della geologia.GEOLOGIA AMBIENTALE Docente: Prof. di geomorfologia descrittiva ed elementi di idrogeologia. Il corso si articola in tre parti: la prima riguarda richiami di geologia generale. naturali o antropicamente indotti. la terza implementa le nozioni fornite in precedenza nello sviluppo di studi territoriali su casi reali ed in riferimento alle normative vigenti. geomorfologia ed idrogeologia. geomorfologiche ed idrogeologiche). Il corso affronta sia gli elementi di base per la lettura del territorio su base cartografica e aerofotogrammetria e sia le metodologie geologico-ambientali propedeutici alla fase di analisi e di diagnosi degli squilibri territoriali. 254 . Idraulica Marittima ed Idrologia. Fenomeni di inquinamento e controllo della qualità ambientale. la seconda approfondisce le tematiche generali e ne finalizza lo studio all’analisi territoriale ed ambientale. ma hanno fornito elementi di base per altre discipline quali Idraulica. elaborazione ed interpretazione di dati geo-ambientali significativi per la risoluzione di problematiche ingegneristiche. sulla lettura delle foto aeree su coppie stereoscopiche e sulla redazione di rapporti territoriali.

parametri di deformabilità e loro valutazione. la legge del flusso plastico e la teoria dello stato critico. (7 ore) Teoria dell’elasticità: richiami di teoria dell’elasticità e sua applicazione a problemi di Ingegneria Geotecnica. richiami delle proprietà idrauliche. ricostruzione della sezione stratigrafica di progetto. Modalità di svolgimento dell’esame L’esame consta di un colloquio orale ed. di due prove in itinere. problematiche in presenza di azioni dinamiche e metodi pseudo-statici. di opere e sistemi geotecnici semplici e complessi. Capacità di: Progettazione ed analisi del comportamento. (8 ore) Resistenza a rottura: criteri di resistenza in condizioni drenate e non drenate. del coefficiente di spinta a riposo. metodo delle caratteristiche ed equilibrio limite. successivamente utilizzati per analizzare le problematiche più comuni nell’ambito della Ingegneria Geotecnica. fattore tempo e decorso dei cedimenti. in condizione di totale e parziale saturazione. La resistenza a rottura dei terreni parzialmente saturi. metodi di soluzione dei problemi al finito: analisi limite. soluzione dell’equazione della consolidazione con le condizioni al contorno associate. criteri per la caratterizzazione dei terreni con riferimento ad opere di Ingegneria Geotecnica in condizioni di esercizio. coefficiente di consolidazione. (8 ore) Le problematiche più usuali dell’Ingegneria Geotecnica: principali aspetti progettuali e criteri di dimensionamento per opere di sostegno. (12 ore) I moti di filtrazione in regime stazionario: con riferimento ai mezzi saturi. richiami della definizione di tensione. Ing. richiami sulle prove di taglio diretto e di compressione triassiale in condizioni statiche e dinamiche. cedimenti differenziali. eventualmente. criteri di progettazione delle campagne di indagini in sito e di laboratorio.GEOTECNICA Docente: Prof. (7 ore) Legami tensioni-deformazioni: relazioni tensioni-deformazioni in un mezzo a più fasi. Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Comportamento meccanico dei terreni e dei mezzi plurifase saturi e non saturi. tensioni e deformazioni indotte in campo elastico dai moti di filtrazione. σ) e (t. le indagini in sito e di laboratorio. Testi e materiale didattico di supporto 255 . equazioni di Biot-Mandel e di Terzaghi-Rendulic. (16 ore) Nota: Sono da prevedere ulteriori 40 ore da dedicare alle esercitazioni di laboratorio ovvero all’approfondimento di alcuni degli argomenti trattati a lezione. (6 ore) Stato tensionale nei mezzi a più fasi: con riferimento ai mezzi saturi. sifonamento. Estensione delle precedenti trattazioni al caso dei mezzi parzialmente saturi. pendii naturali ed artificiali. Leonardo CASCINI Numero di crediti: 12 Propedeuticità: Nessuna Finalità del corso: Il corso approfondisce i fondamenti teorici della meccanica delle terre e dei mezzi a più fasi. sovrappressioni neutre indotte da variazioni dello stato tensionale in condizioni non drenate. del principio delle tensioni effettive. Programma Introduzione al corso: i principali problemi applicativi nella Ingegneria Geotecnica e l’approccio metodologico per la loro risoluzione. cenni alle soluzioni in campo elasto-plastico. (8 ore) I moti filtranti in regime vario: equazioni reggenti per mezzi saturi. cenni a modelli costitutivi avanzati. s). Casi di studio particolarmente significativi. estensione delle precedenti trattazioni al caso dei mezzi parzialmente saturi. condizioni drenate e non drenate. geotecnica delle grandi aree. grado di consolidazione. (8 ore) Problemi di collasso: i fenomeni di rottura in condizioni drenate e non drenate. a breve e a lungo termine. reti idrodinamiche a maglie quadre. delle equazioni reggenti e dei metodi di soluzione dei moti di filtrazione nei mezzi naturali. deformazioni e cedimenti assoluti indotti da forze esterne. Criteri di progetto e verifica delle opere tipiche dell’Ingegneria Geotecnica. delle tensioni geostatiche e della loro rappresentazione nei piani (τ. metodo delle differenze finite e cenni al metodo agli elementi finiti. fondazioni.

A. Lambe & Whitman – Meccanica dei Terreni.L.V.V. Cascini . Ed.A. 256 . Flaccovio.Appunti di Geotecnica. Dispense fornite durante le lezioni. – Appunti di Geotecnica. Università di Napoli.

Servizi Pubblici a rilevanza economica e privi di rilevanza economica. Process Management. La carta dei servizi. Il programma si articola in una prima parte generale ed in successivi approfondimenti monografici. delle fognature e depurazione delle acque reflue e di smaltimento e trattamento di rifiuti solidi urbani.O. spa. Il Servizio Idrico Integrato: Il caso G. La contabilità per centri di costo.GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI AMBIENTALI Numero di crediti: 3 FINALITÀ DEL CORSO: Il corso ha lo scopo di fornire all’allievo specialista le competenze utili alle problematiche di gestione dei servizi pubblici nel settore ambientale con particolare riferimento al ciclo integrato delle acque ed alle problematiche di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.I. I modelli Organizzativi. Forme di affidamento del Servizio. Igiene Urbana. Il Regolamento di utenza. Il projet financing. I processi aziendali. Le declaratorie contrattuali. Il modello della struttura. PERCENTUALE DI LEZIONI PER ESERCITAZIONI E/O ATTIVITÀ DI LABORATORIO: 15% PROGRAMMA DEL CORSO Classificazione dei Servizi Pubblici. Le variabili organizzative fondamentali. I contratti di categoria. I servizi Pubblici a carattere ambientale: Il Servizio Idrico Integrato.R. Il caso S. scrl. Settori esclusi.I.S. Gas. Nell’ambito del corso sono previste delle visite tecniche presso le sedi di imprese operanti nei settori acquedottistici. Le competenze Manageriali. Aspetti economici della gestione dei Servizi Pubblici. TESTI CONSIGLIATI E MATERIALE DIDATTICO • Appunti e dispense dal corso 257 .I. Trasporti. Cenni di diritto del lavoro.

258 . Autonomia di giudizio (making judgements) Saper esaminare in senso critico i risultati delle azioni del moto ondoso attraverso tecniche di rilievo e modelli semplici. Comprensione approfondita delle tecniche fondamentali di misura e calcolo del moto ondoso. Comprensione dei risultati di metodi e tecniche di rilievo complesse.Idraulica Marittima CdS: Ingegneria per l’Ambiente e Territorio/Ing Civile Anno: II Docente: Prof. Non sono previste prove intercorso. Eugenio Pugliese Carratelli Semestre: I Integrato: Codice: Propedeuticità: SSD: ICAR 01 Crediti: 6 Tipologia: - Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Acquisizione dei principi fondamentali dell'Idraulica Marittima e prime applicazioni a semplici problemi di protezione dei litorali. durante le quali vengono sviluppate e/o applicate tecniche realistiche di analisi del moto ondoso e delle azioni su litorali e/o opere marittime attraverso l’uso di strumenti informatici di diversa complessità. Svolgimento di semplici analisi meteo marine e di semplici calcoli di evoluzione dei litorali. eventualmente con prova pratica al computer. fisica e idraulica del corso di Laurea di Primo livello in Ingegneria Civile o Ambientale. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Capacità di svolgere elaborazioni dei principali problemi propedeutici al progetto di opere marittime. Abilità comunicative (communication skills) Saper esporre oralmente problematiche di idraulica marittima legate al moto ondoso. Prerequisiti Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste le conoscenze di matematica. Capacità di analisi di dati ondametrici reali. Comprensione dei processi di trasporto solido litoraneo e dell’evoluzione dei litorali. Metodi didattici L’insegnamento prevede lezioni teoriche ed esercitazioni di laboratorio in un’aula attrezzata con computer. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione dei principali aspetti del moto ondoso e dei moderni strumenti di analisi. Metodi di valutazione L'esame consta di una prova orale che prevede la completa comprensione degli argomenti trattati nel corso e la capacità di svolgere le esercitazioni svolte durante il corso. è inoltre necessaria la conoscenza di semplici strumenti informatici (foglio EXCEL). Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a situazioni strutturali differenti da quelle esaminate durante il corso riguardo alle problematiche di idraulica marittima legate al moto ondoso.

l'azione di una corrente su un corpo.eugeniopc. Lo spettro del moto ondoso. 3 6 9 Tecniche di misura ed analisi 8 12 Azioni delle onde sulle coste 6 9 Totale Ore 27 33 Materiale didattico: Tutto il materiale e le informazioni relative ala corso si trovano su www.Le correnti lungoriva. parametri principali dello stato del mare Distribuzione di probabilità della singola onda in uno stato di mare. Parametri spettrali. formule di Goda e Kamphuis . distribuzioni di frequenza e cumulate (distr. Estensione a due dimensioni. Trasformazione dei frangenti.frangimento Tipi di rottura Il Parametro di Ibarren.Contenuto del corso Argomenti Tecniche di base Elementi delle teorie del moto ondoso Contenuti specifici Moto a potenziale. Tecniche di ricostruzione del moto ondoso a partire dal campo di vento. riflessione. di Rayleigh). Corrispondenza tra analisi empirica ed analisi spettrale. moto a potenziale a superficie libera. Gli ondametri. trasformata di Fourier e Spettro dell'altezza d'acqua. diffrazione Le onde da vento. in regime stazionari e non-stazionario. Ore Lab.it (si trova facilmente anche cercando con Google ” EPCDIDATTICA”). analisi dell'altezza d'onda istantanea sulla base dei dati sperimentali. Lo studio deve essere svolto integrando gli appunti sul sito con altro materiale collegato con link allo stesso sito. . Energia e potenza dell'onda.. accelerazione e pressione nel campo di moto nell'ipotesi di Airy . il trasporto solido lungo costa Ore Lez. Metodi SMB-Modelli spettraliPrincipi dell’organizzazione dei servizi meteo in relazione allo stato del moto ondoso Rottura delle onde. La rete RON e le altre sorgenti di dati. Innalzamento del livello medio (set-up). 259 . Risalita delle onde (run up). 7 Ore Eserc. Il rilievo da satellite. Trasformazione delle onde su bassi fondali: shoaling. rifrazione. definizione di onda up-crossing e down crossing. soluzione di Airy Profili di velocità.

Processi stocastici e serie storiche. profilo dell’asta principale. 260 . formazione e sviluppo dei cicloni extra-tropicali. strumenti di misura. modelli concettuali di IUH: corrivazione. Trasformazione di variabili casuali. Pierluigi Furcolo Numero di crediti: 6 Propedeudicità: Nessuna Programma del corso Introduzione all’idrologia. struttura di auto-correlazione. Leggi di probabilità pluviometrica puntuale e areale. caratteristiche spazio-temporali del processo. Cenni sui profili di temperatura e umidità lungo una verticale. Aleatorietà dei fenomeni meteorologici e approccio probabilistico al problema di progetto degli impianti di captazione. distribuzioni asintotiche di probabilità dei valori estremi. relazioni fra i momenti. Problemi di difesa dalle acque. metodo dei topoieti e altri metodi deterministici per l’interpolazione delle precipitazioni nello spazio. stabilità di una colonna di atmosfera. formazione del deflusso nei canali. campionamento (misure) nel tempo e nello spazio. limite idrologico di sfruttamento della risorsa. distribuzioni derivate. Metodi non deterministici di interpolazione spaziale: struttura di autocovarianza e tecniche geostatistiche. Uso delle curve di possibilità di regolazione per il progetto e la verifica di impianti a serbatoio. Fenomeni fisici che conducono alle precipitazioni. Linea spartiacque. Elementi di meteorologia. invaso lineare. funzioni di probabilità e di densità di probabilità. cenni di geostatistica. Formazione delle piene: processi idrologici a scala di versante. Delimitazione e caratterizzazione di un bacino idrografico assegnata la sezione di chiusura. Variabili casuali discrete e continue. venti geostrofici. compenso stagionale e pluriennale. Modelli stocastici per il processo delle precipitazioni. trasformazione pseudo-adiabatica. Problemi di sfruttamento delle risorse idriche superficiali. Principali grandezze idrologiche e tecniche di misura. gerarchizzazione del reticolo secondo Horton e secondo Shreve. Richiami di probabilità e statistica. funzione di ampiezza. valutazione degli estremi idrologici. Rischio in un anno e rischio cumulato in n anni. Processi idrologici a scala di bacino. modello geomorfoclimatico per la piena indice. Curva della possibilità di regolazione dei deflussi. Distribuzione e momenti della somma di variabili casuali. Valutazione dell’evapotraspirazione mediante formule empiriche. momenti di una distribuzione. bilancio idrico del suolo. principio dell’invarianza di scala. evapotraspirazione potenziale e reale. la circolazione atmosferica. bilanci di massa e bilanci di energia. valutazione del volume di precipitazione su una regione spaziale assegnata in un tempo assegnato. Valutazione dell’effetto di laminazione delle piene operato da un invaso: modello di simulazione dell’idrogramma in uscita con idrogramma assegnato in ingresso. sistemi di preallarme di piena in tempo reale. Definizione di campo casuale spaziale. terzo livello di regionalizzazione: leggi di probabilità pluviometrica areali. Il processo delle precipitazioni. analisi regionale. Funzione di picco e concetto di durata critica. Nash. distribuzioni bi-variate e multi-variate. definizione di periodo di ritorno. Procedimenti per la stima diretta e indiretta dei minimi deflussi. mistura di processi poissoniani marcati e distribuzione del valore estremo a doppia componente (TCEV). modelli lineari stazionari di trasformazione afflussi efficaci-deflussi. metodi di stima spaziale. momenti condizionati. sistemi frontali. Approccio variazionale per la ricostruzione delle curve di crescita delle massime portate a valle di un invaso. il modello VAPI per la Campania. Primo e secondo livello di regionalizzazione: legge di crescita con il periodo di ritorno. Strategia per la difesa del territorio dalle piene. altri parametri caratteristici. pendenze medie di Benson e di Taylor. stazionarietà in senso stretto e intrinseca. curva ipsografica. l’idrogramma istantaneo unitario (IUH). bilancio idrologico a scala di bacino. quota media e pendenza media del bacino. Modelli per i valori estremi delle portate fluviali. Metodo dei momenti per la stima dei parametri delle distribuzioni. difesa attiva e passiva.IDROLOGIA II Docente: Prof. Interventi strutturali e non strutturali. pioggia efficace: meccanismo hortoniano e meccanismo dunniano. Impianti a deflusso e a compenso. definizione di intesità di precipitazione come densità di misura. modelli di regressione. il ciclo idrologico a scala globale. distribuzioni marginali e condizionate. stazionarietà forte e debole. processi poissoniani marcati.

Probability. ⎯ D. La Goliardica Pavese. Applied hydrology. La Goliardica Pavese. Piccolo – C. relative in particolare alla redazione dell’esercitazione progettuale. Maione. Moisello. Metodi statistici per l’analisi economica.R. 1988 ⎯ J. Altri testi (in lingua inglese. Esercitazione: Durante il corso sarà sviluppato un tema progettuale riguardante la caratterizzazione geomorfologica di un bacino idrografico.A. Appunti di Idrologia – vol. Approccio variazionale per la ricostruzione delle curve di crescita delle massime portate a valle di un invaso. Libri da consultare per argomenti specifici: ⎯ U. Idrologia tecnica. Moisello. disponibili in biblioteca): ⎯ V.R. 261 .T. 1970 Durante il corso saranno distribuite alcune dispense. Libro di testo: ⎯ U.1: Introduzione alle elaborazioni statistiche. Benjamin – C. ⎯ U. La Goliardica Pavese. Cornell.Valutazione dell’effetto di laminazione delle piene operato da un invaso: modello di simulazione dell’idrogramma in uscita con idrogramma assegnato in ingresso. Maidment. Maione – U. McGraw-Hill. Appunti di Idrologia – vol.3: Le piene fluviali. Vitale. statistics and decision for civil engineers. il proporzionamento idrologico di un invaso a compenso pluriennale e il dimensionamento e la verifica dello scarico di superficie. McGrawHill. Chow – D. Il Mulino.

Componenti ambientali e loro caratteristiche minime di analisi. fattori di emissione. Procedure di rilievo. Inquadramento normativo. nonché i fondamenti per la redazione di uno studio di impatto ambientale conforme alle normative vigenti. gli impianti di smaltimento degli R. metodologie multicriteriali qualitative e quantitative. indici di descrizione dell’inquinamento acustico. non affrontati dagli allievi di ingegneria civile in altri corsi. Reti di monitoraggio. La classificazione delle tecnologie di difesa dall’inquinamento in fase di realizzazione e gestione delle diverse opere precede. infine. modelli di previsione. Metodologie di valutazione degli impatti. La parte introduttiva del corso. quadro normativo. L’inquinamento acustico ambientale. Indici. le conseguenze ambientali e l’accettabilità di una determinata azione.. PERCENTUALE DI LEZIONI PER ESERCITAZIONI E/O ATTIVITÀ DI LABORATORIO: 20% PRINCIPALI ARGOMENTI DEL CORSO: Introduzione agli studi di impatto ambientale.S. Elementi fondamentali di un SIA. Le acque destinate al consumo umano. Regionale. affronta l’inquadramento normativo nazionale. le infrastrutture di trasporto e le infrastrutture portuali. classi di Pasquill. Casi studio di valutazione di impatto ambientale TESTI CONSIGLIATI E MATERIALE DIDATTICO • Renato Vismara – Protezione ambientale. Sistemi editoriali • Dispense del corso 262 . Il WinDIMULA.J. Modelli per la valutazione della dispersione degli inquinanti atmosferici. • Rau G. cenni di meteorologia. Richiami alle problematiche di inquinamento delle acque. sorgenti di inquinamento atmosferico. dopo la proposizione del concetto di ambiente. equazione differenziale della diffusione. Individuazione ed analisi dei vari comparti ambientali. Metodo Delphi. procedure di valutazione del rumore in aree urbane. segue la classificazione dei fattori utili alla caratterizzazione ed al monitoraggio dei diversi comparti ambientali e l’introduzione alle metodologie di individuazione e valutazione degli impatti. Il corso vuole fornire all’allievo ingegnere le competenze di base per l’individuazione e valutazione degli impatti conseguenti alla realizzazione e gestione delle opere di ingegneria e le possibili forme di mitigazione e compensazione degli stessi. caratterizzazione dello strato limite atmosferico. matrici. l’esemplificazione degli studi di impatto ambientale necessari per le opere idrauliche. Fonti odorigene. Metodologie monetarie. Particolare attenzione viene prestata all’inquinamento dell’ambiente atmosferico e fisico. Procedure di ponderazione degli impatti. controllo e abbattimento degli odori. Misure di mitigazione e compensazione degli impatti. Check list. Sviluppo sostenibile. caratterizzazione dei livelli sonori nel tempo e nello spazio. Comunitario. Sistemi editoriali. Inquinanti. fisico-territoriali. A tali aspetti generali. Inquinamento atmosferico. Redazione di Piani di Zonizzazione. antropici e paesaggistici Tecniche di individuazione e valutazione degli impatti. Modelli di caratterizzazione della qualità dei corsi d’acqua superficiali: il QUAL2E. overlay.IMPATTO AMBIENTALE DELLE OPERE DI INGEGNERIA CIVILE Docente: Vincenzo NADDEO Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Nessuna FINALITÀ DEL CORSO: Gli studi d’impatto sono uno strumento di supporto nel processo decisionale utile a verificare. Quadro normativo. gli impianti di depurazione delle acque reflue.C. coppie in opposizione. Environmental Impact Analysis Handbook. Definizione di Ambiente. Generalità e definizioni. misure di mitigazione. confronto a coppie. Quadro normativo sugli studi di impatto ambientale. Reperimento dei dati. grafi (network). Metodologie di caratterizzazione del comparto.U.. Indicatori. Impatti ambientali. comunitario e regionale sulla Valutazione di Impatto Ambientale. Nazionale. Provvedimenti di tutela per gli impatti naturalistici. Impatti da molestie olfattive. McGraw-Hill • Andrea Martelli – Valutazione di Impatto ambientale. PCT. Quadro normativo. Il comparto idrico. and Wooten D. in modo preventivo. e alle più opportune metodologie di controllo. Modelli PSR e DPSIR. metodologie descrittive.

ozonazione. Quarta edizione. linee guida. sistemi di disinfezione (clorazione. fisici e biologici per il trattamento avanzato delle acque reflue di origine civile e per il trattamento di alcune tipologie di reflui industriali. processi di trattamento. Processi chimici: coagulazione. McGraw Hill. verifica di processo ed upgrading degli impianti stessi. 263 . reattori a letto mobile MBBR). Liptak B.W. Percentuale di lezioni per esercitazioni e/o attività di laboratorio: 15% (esercitazioni finalizzate alla verifica e progettazione di impianti di trattamento di acque reflue civili ed industriali. Industrial Water Pollution Control. problematiche connesse al riutilizzo. • W. Ingegneria delle acque reflue: trattamento e riuso. nonché gli strumenti necessari per la progettazione. processi fisici (rimozione dell’ammoniaca). • Dispense delle lezioni. Il riutilizzo delle acque reflue: aspetti normativi. • Liu D. processi di oossidazione avanzata (AOPs). Programma del corso: Caratteristiche qualitative delle acque reflue di origine civile (richiami) ed industriale. disinfezione con biossido di cloro. air stripping.H. attività di laboratorio connessa alla simulazione dei processi di trattamento delle acque reflue nonché all’analisi dei parametri per la caratterizzazione dei reflui). McGraw-Hill. precipitazione e ossidazione. Lewis publisher.. sottoprodotti della disinfezione. radiazioni UV). processi a membrane. Il trattamento dei fanghi di depurazione mediante processi non convenzionali. adsorbimento.F. Processi biologici a biomassa adesa: trattamenti convenzionali (letti percolatori e dischi biologici) e nuove tecnologie (filtri biologici aerati BAF.IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE II Docente: Dott. (1997). Second edition. L’attività di didattica frontale sarà integrata con esercitazioni. Rimozione dei nutrienti (azoto e fosforo): processi biologici (nitrificazionedenitrificazione). Environmental Engineers’ Handbook. Trattamenti avanzati delle acque reflue: filtrazione superficiale e filtrazione profonda. processi chimici (rimozione del fosforo e dell’ammoniaca). Eckenfelder (1999). attività di laboratorio e visite tecniche guidate su impianti di depurazione. Processi biologici a biomassa sospesa (richiami). Disinfezione delle acque reflue: meccanismi di inattivazione della carica microbica. scambio ionico.G. third edition. Luigi RIZZO Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Nessuna Finalità del Corso: Il corso di Impianti di trattamento delle acque reflue II intende fornire all’allievo ingegnere le conoscenze relative ai processi chimici. reattori biologici a membrane. gestione. Il trattamento delle acque di pioggia. Testi consigliati e materiale didattico • Metcalf & Eddy (2006).

4. formula di Stokes. piani tangenti ad una superficie regolare. teoremi sulla convergenza uniforme: teorema sulla continuità del limite.MATEMATICA IV Docente: Prof.Ricapitolazione di argomenti di teoria e di esercitazione (10). 3. forme differenziali esatte. area di una superficie regolare. forme differenziali lineari. formule di Green nello spazio ed applicazioni. funzioni implicite di più variabili. inversione di una trasformazione puntuale. 7.derivate successive delle funzioni implicite di una sola variabile. teorema di Stokes.Integrali superficiali (10). 6.risoluzione di alcuni tipi di equazioni differenziali del primo ordine in forma normale.massimi e minimi vincolati. teorema di derivazione per serie. integrali multipli ed equazioni differenziali. integrale curvilineo di una forma differenziale lineare.Funzioni implicite (10). campi irrotazionali. metodo dei moltiplicatori di Lagrange.criterio di Cauchy uniforme per le serie. teorema sull’inversione dei limiti. serie di potenze. Percentuale di lezioni destinate ad esercitazioni: 30% Materiale didattico: Stan Chiarita – Michele Ciarletta Calcolo: Geometria differenziale. integrali di superficie.Forme differenziali lineari (6). teorema della divergenza.Equazioni differenziali ordinarie (15). il teorema di esistenza e unicità globale e prolungamento delle soluzioni. serie di Taylor. lavoro. Successioni di funzioni: convergenza puntuale ed uniforme. Carmine SARNATARO Numero di crediti: 9 Propedeuticità: Nessuna Argomenti del corso: 1. risoluzione di alcuni tipi di equazioni di ordine superiore al primo. campi conservativi.Serie di funzioni. definizione. formule di Gauss – Green.Criterio di convergenza di Cauchy. Funzioni implicitamente definite da una equazione. 2 264 . teorema di passaggio al limite sotto il segno di integrale. (6) Curve regolari. integrale curvilineo di una funzione. 8.sistemi di funzioni implicite.Curve ed integrali curvilinei. serie totalmente convergente.area di una superficie di rotazione. teorema sulla continuità della somma. cambiamento di variabili negli integrali doppi.Richiami di Matematica I Matematica II (15) 2. Superfici regolari. integrali superficiali estesi alla frontiera di un dominino di R3. teoremi sulle serie di potenze. lunghezza di una curva.Integrali doppi su domini normali. 9. teorema di integrazione per serie. Vol. Campi vettoriali. formula di riduzione per gli integrali doppi. integrali tripli.criterio di Cauchy per le serie. curve orientate. 5.Integrali multipli (8). Il problema di Cauchy. superfici regolari orientate. teorema di passaggio al limite sotto il segno di derivata. il teorema di Cauchy di esistenza e unicità locale.dipendenza ed indipendenza funzionale.Successioni e serie di funzioni (10).

Chopra. Verifiche speditive di vulnerabilità. Il corso affronta le problematiche relative al calcolo non lineare. scheda del GNDT. M. Il caso della sezione in calcestruzzo armato: legami costitutivi.Edizioni Scientifiche A. Prove sclerometriche. Lanni. Testi e materiale didattico di supporto C. del rilievo strutturale di un edificio.a. Verifica di strutture esistenti Il corso prevede lo svolgimento da parte degli allievi. Prentice Hall. alla dinamica dei sistemi semplici alle prove in sito ed in laboratorio. Analisi statica. Prove ed indagini: Prove endoscopiche. Faella “Argomenti di teoria e tecnica delle costruzioni. divisi in gruppi. Tipologie strutturali in c. nonché la sua duttilità calcolo delle azioni indotte da sisma Valutare le azioni sismiche su di una struttura ed Interpretazione dei risultati di prove ed identificare il comportamento della stessa in campo indagini sulla struttura o sui materiali non lineare Modalità di svolgimento dell'esame L'esame consta di un colloquio orale. ATC-40. in cemento armato. Fenomeni di carbonatazione. A. Stato limite di taglio. equazioni di equilibrio. compilazione della scheda di vulnerabilità del GNDT e verifica dello stesso rispetto alle azioni sismiche.Theory and Application to Earthquake Engineering”. Stato limite di fessurazione Principi di dinamica strutturale: Analisi modale di sistemi semplici. “Elementi di costruzioni antisismiche” . Como. Programma Il concetto di rischio: Pericolosità sismica. minimo 2 piani. Calcolare le sollecitazioni ultime di una sezione in Caratteristiche dinamiche di una costruzione e c. Cremonese. “Seismic Evaluation and Retrofit of Concrete Buildings”. Carotaggi. Prove con ultrasuoni..a. Rosario MONTUORI Numero di Crediti: 6 Propedeuticità: Scienza delle Costruzioni II Finalità del corso L’insegnamento di Monitoraggio e Diagnosi della vulnerabilità dell’ambiente costruito ha come finalità quella di fornire allo studente le basi indispensabili ad una corretta analisi delle condizioni statiche di costruzioni esistenti attraverso l’interpretazione dello stato di danno e i risultati di opportune indagini e prove. meccanismi di collasso. Norme tecniche Metodo semiprobabilistico agli stati limite: Concetti generali.a. nel quale verranno trattati sia le tematiche teoriche affrontate durante il corso che il progetto di rilievo elaborato dallo studente. Martinetti piatti.MONITORAGGIO E DIAGNOSTICA DELLA VULNERABILITA’ DELL’AMBIENTE COSTRUITO Docente: Dott. Il caso della sezione in acciaio soggetta a sforzo normale centrato e a presso-flessione retta.. Vol. G. Domini limite in presso flessione: verifica e progetto di sezioni rettangolari.K.2” – Editrice CUES. Resistenza ai carichi orizzontali di sistemi in c. Analisi push-over. Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Capacità di: Analisi non lineare di elementi in c.a. Prove ultrasoniche. Comportamento dinamico di sistemi non lineari. Analisi di rischio. “Dynamics of Structures . 265 .

Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale nel corso del quale è sviluppato un esercizio di meta-progettazione. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato ai temi di base della tecnica e pianificazione urbanistica. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati a lezione. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. 266 . Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste le conoscenze di base della gestione di politiche urbane e territoriali. dei concetti fondamentali e dei contenuti degli strumenti di pianificazione. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito della pianificazione territoriale e dei riferimenti concettuali e normativi riferiti ai contenuti degli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale generale e di settore. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper analizzare e progettare sistemi urbani e territoriali mediante metodologie di analisi. Isidoro FASOLINO Semestre: I Integrato: no Codice: ___________ Propedeuticità: nessuna SSD: ICAR/20 Crediti: 6 Tipologia: a scelta Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento di modelli per la gestione di processi di governo del territorio ai fini del risanamento ambientale. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali proposti durante il corso.Pianificazione Territoriale II CdS: Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio Anno: II Docente: prof. Il piano comprende unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento ed è strumentale all’acquisizione delle capacità di analisi e pianificazione urbanistica. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per analizzare ed interpretare fenomeni territoriali di natura urbanistica e processi di organizzazione del territorio. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti un piano da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso.

Le norme tecniche di attuazione. (2008). Napoli. Gerundo R. Napoli. La pianificazione strategica: procedure. (2002). caratteri di efficienza ed efficacia. 5 Ore Eser c. 10 10 La progettazione di piani urbanistici attuativi 10 I piani territoriali generali 10 I piani territoriali di settore 10 La programmazione urbana complessa e negoziata.. Edizioni Graffiti. Edizioni Graffiti. (1999). La programmazione urbana complessa. Il rischio territoriale. contenuti e tecniche.. Fasolino I. La rappresentazione. I piani urbanistici attuativi. La partecipazione e l’analisi Swot. Dal piano alle politiche urbanistiche. Gerundo R.Contenuto del corso Argomenti Introduzione La progettazione di piani urbanistici generali Contenuti specifici Gli strumenti di governo del territorio Gli strumenti urbanistici comunali: il piano regolatore generale: piano strutturale e piano operativo. Graffiti. caratteri di efficienza ed efficacia e procedura di formazione. Napoli. Ore Lez. (1996). Gerundo R. (2000). Sicurezza territoriale e efficienza urbanistica: teorie e strumenti. Gli strumenti urbanistici di area vasta: il piano territoriale regionale e il piano territoriale di coordinamento provinciale.. casi di studio. Gerundo R. il piano particolareggiato di esecuzione. Ore Lab. il piano delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale. il piano territoriale dei parchi e delle riserve naturali. Contenuti. Le proiezioni territoriali della programmazione negoziata. I programmi urbani complessi. i piani regionali e provinciali dei trasporti. il piano di bacino idrografico. Dimensionamento e proporzionamento. La programmazione negoziata. Le tecniche. Napoli. Sistemi urbani e processi di pianificazione. Graffiti. Il piano territoriale paesistico. Contenuti. procedura di formazione. Saranno illustrati casi di studio. Dispense predisposte dal docente relative alle lezioni del corso 267 . Il rischio e la sicurezza territoriale. Gerundo R. la pianificazione strategica Totale Ore 5 50 10 Testi di riferimento Fasolino I.

268 . Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste le conoscenze di base della gestione di politiche urbane e territoriali. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati a lezione. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Isidoro FASOLINO Semestre: I Integrato: no Codice: __________ Propedeuticità: nessuna Crediti: 6 Tipologia: caratterizzante a scelta Anno: II SSD: ICAR/20 Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’apprendimento di modelli per la gestione di processi di governo del territorio in una prospettiva di difesa del suolo. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato ai temi di base della tecnica e pianificazione urbanistica. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale nel corso del quale è sviluppato un esercizio di meta-progettazione. Il programma comprende unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento ed è strumentale all’acquisizione delle capacità di analisi e programmazione urbanistica. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per analizzare ed interpretare fenomeni territoriali di natura urbanistica e processi di organizzazione del territorio.Politiche Urbane e Territoriali Cds: INGEGNERIA CIVILE PER L’AMBIENTE E IL TERRITORIO Docente: prof. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito delle politiche urbanistiche e dei riferimenti concettuali e normativi riferiti ai contenuti degli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale generale e di settore. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali proposti durante il corso. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti un programma da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper analizzare e progettare sistemi urbani e territoriali mediante metodologie di analisi. dei concetti fondamentali e dei contenuti degli strumenti di pianificazione.

Edizioni Graffiti. (2000). (1999). Gerundo R.Contenuto del corso Argomenti Contenuti specifici Ore Lez.. il piano particolareggiato di esecuzione. il piano territoriale dei parchi e delle riserve naturali. caratteri di efficienza ed efficacia. 10 La progettazione di piani urbanistici attuativi I piani urbanistici attuativi. Gerundo R. Dimensionamento e proporzionamento. caratteri di efficienza ed efficacia e procedura di formazione. il programma integrato di intervento. Fasolino I. (2008). Napoli. il trasferimento dei diritti edificatori. (2002). Dal piano alle politiche urbanistiche. Saranno illustrati casi di studio. 10 La programmazione urbana complessa Il programma di recupero urbano. Gerundo R. il piano delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale. Sicurezza territoriale e efficienza urbanistica: teorie e strumenti. Le tecniche. il piano di bacino idrografico. il piano territoriale paesistico. procedura di formazione.. Le proiezioni territoriali della programmazione negoziata. Napoli. Edizioni Graffiti. La rappresentazione. il piano regionale dei trasporti. Contenuti. Gerundo R. 10 10 I sistemi normativi in area vasta Il piano territoriale di coordinamento. Dispense predisposte dal docente relative alle lezioni del corso 269 . la perequazione urbanistica. Napoli. Le norme tecniche di attuazione. il programma di riqualificazione urbana per lo sviluppo sostenibile del territorio. 5 Totale Ore 50 10 Testi di riferimento Fasolino I. Contenuti. Contenuti. Sistemi urbani e processi di pianificazione. Introduzione Gli strumenti di governo del territorio 5 La progettazione di piani urbanistici generali Gli strumenti urbanistici comunali: il piano regolatore generale: piano strutturale e piano operativo. Il rischio territoriale. Ore Eserc . Gli standard qualitativi / prestazionali. Ore Lab. contenuti e tecniche. caratteri. Il rischio e la sicurezza territoriale. Graffiti. I programmi urbani complessi. Il contratto di Quartiere. Graffiti. 10 La pianificazione strategica e la programmazione negoziata La pianificazione strategica: procedure. La partecipazione e l’analisi Swot. La programmazione negoziata. (1996). Napoli. Gerundo R..

PRINCIPI DI INGEGNERIA CHIMICA AMBIENTALE Docente: Dott. “Chemical reaction engineering”. concetto generale di bilancio (bilancio di massa) Termodinamica (20 ore) Introduzione. Fenomeni di trasporto (25 ore) Introduzione. affrontare la descrizione dei sistemi fisici. L’esame inoltre potrà prevedere due prove scritte in itinere esonerative.. miscele binarie ideali: legge di Raoult. Fisica. Fonti consigliate 1. transitori di riscaldamento/raffreddamento. Gaetano LAMBERTI Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Chimica (Fond.. legge di Fick in massa e in moli. bilancio macroscopico di energia). equazione di trasporto generalizzata. Abbott M. bilanci macroscopici di massa e di energia meccanica). 3rd ed. cenni ai reattori non ideali. portata. 6th ed. Wiley (2002) La prima edizione di questo testo è disponibile in italiano col titolo “Fenomeni di trasporto”.htm) 270 .unisa. Capacità di: Modellare le interazioni tra comparti ambientali. legge di Newton. Smith J. chimici e biologici di trattamento di fluidi (liquidi e gas) contaminati. piani Pxy e Txy. casi particolari di moto turbolento. conoscenza delle principali tipologie di reattori.M. “Transport Phenomena”. legge di Stokes. Lightfoot E. Fornitura di ossigeno ai liquami.M. equilibri chimici (effetti di T e P). grandezze fisiche e unità di misura.it/dida/pica/pica. bilancio macroscopico di materia).. legge di Fourier. flusso. equilibri fisici (sostanze pure: EoS. legge di Henry. trasporto dell’energia (generalità. reattori ideali (discontinuo. Van Ness H. dei fenomeni di trasporto di quantità di moto. Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Comprensione dei principi degli equilibri fisici e chimici. McGraw Hill (2001) 2. piani PV e PT. trasporto della materia (generalità. primo principio per sistemi chiusi e aperti (bilancio di energia). trasporto della quantità di moto (generalità. legge di Clausius-Clapeyron.. casi particolari di conduzione/convezione. coefficienti h ed U. correlazioni per kc.C. energia e materia nei comparti ambientali. Introduzione (5 ore) Introduzione.N. Levenspiel O. Modalità di svolgimento dell’esame L’esame consta di una prova scritta e di un colloquio orale.. Casa Editrice Ambrosiana (1978) 4. “Introduction to chemical engineering thermodynamics”. 2nd ed. leggi di conservazione.minerva. Sarà reso disponibile materiale didattico sul sito web del corso: (http://www.E. correlazioni per h.B. continuamente miscelato e con flusso a pistone). Per ogni argomento il rapporto teoria/esercitazioni sarà approssimativamente 60/40. casi particolari di moto laminare. Bird R. Steward W. proprietà colligative). Wiley (1998) La seconda edizione di questo testo è disponibile in italiano col titolo “Ingegneria delle reazioni chimiche”.. Chimici delle Tecnologie I). coefficienti kc.. Matematica I. Casa Editrice Ambrosiana (1970) 3. casi particolari di diffusione. Reattoristica (10 ore) Introduzione. scambio di materia tra fasi. Desorbimento di inquinanti volatili da liquami. potenziali termodinamici..

Richiami di teoria del deflusso. CALIBRAZIONE DI UN MODELLO DI UN SISTEMA DI TRASPORTO Stima diretta. grafo e funzioni di costo. 3 ore di attività complementari. Capacità in uscita dal corso Analizzare gli effetti su un sistema di trasporto di opzioni di intervento sull’offerta di trasporto. multi-classe. analisi multi-criteri (cenni). Modelli di base. Caratteristiche socio-economiche. ANALISI E SOLUZIONE DI UN MODELLO DI UN SISTEMA DI TRASPORTO Modelli di assegnazione. assegnazione con scelta del percorso preventivo-adattiva. assegnazione stocastica o deterministica a rete non congestionata o congestionata (equilibrio). Domanda di mobilità. Modelli per i sistemi di trasporto. Cenni su dinamica intra-periodale. generazione e distribuzione degli spostamenti. basati su modelli matematici della offerta di trasporto. Modello astratto. analisi benefici-costi. ICAR05 . dinamica inter-periodale. fisica I. Dispense integrative. Modalità di svolgimento dell’esame L’esame consiste in una prova orale.s. stima indiretta o da modello (calibrazione disaggregata). e della loro interazione. temporali. Materiale didattico: Cascetta E. (2006). 6 CFU del s. Modelli estesi (cenni). della domanda di mobilità. e per sistemi con servizio discreto. grafo e funzioni di costo. Teoria dell’utilità aleatoria. Procedure di pianificazione e programmazione. Programma del corso DESCRIZIONE ASTRATTA DI UN SISTEMA DI TRASPORTO. Tecniche di valutazione. . con domanda elastica. Articolazione (orientativa) in crediti 1 credito corrisponde a circa: 7 ore di lezioni teoriche. Struttura. Aspetti applicativi per sistemi con servizio continuo. 271 . Modelli di rete congestionata. Modello astratto della domanda di mobilità. DEFINIZIONE DI UN MODELLO DI UN SISTEMA DI TRASPORTO Offerta di trasporto.d.PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI TRASPORTO Docente: Giulio Erberto CANTARELLA Propedeuticità: matematica I. Utilizzo di conteggi di traffico per correzione matrice O/D e per calibrazione aggregata. Modelli dei flussi di domanda di mobilità. Modelli dei comportamenti di scelta del modo e del percorso. PROGETTAZIONE DI UN SISTEMA DI TRASPORTO Progettazione per simulazione o per ottimizzazione (cenni). spaziali. Competenze in uscita dal corso Conoscenza dei principali strumenti per l’analisi di un sistema di trasporto nelle sue componenti: offerta di trasporto e domanda di mobilità. UTET. offerta di trasporto e domanda di mobilità.Trasporti Numero di crediti: 6 Finalità del corso: Il corso si propone di fornire le caratteristiche degli strumenti (di base) adottati dalla moderna progettazione di sistemi di trasporto.

si individuano le principali sorgenti di inquinamento. è tra i fenomeni maggiormente avvertiti dalla popolazione. e se ne studiano le caratteristiche. anche per le sue caratteristiche di “intangibilità” e “invisibilità”. (15 ore) Materiale didattico: Dispense dalle lezioni 272 .. Esempi di compilazione di relazioni tecniche per la caratterizzazione elettromagnetica dell’ambiente. (15 ore) Esercitazioni: Simulazioni per la costruzione delle matrici di rischio.RISCHIO ELETTRICO E MAGNETICO Docente: Prof. quali elettrodotti. Training in laboratorio e su sito sulle tecniche di misura delle interferenze prodotte da apparati o sistemi elettrici di potenza. si analizzano le problematiche del rischio elettrico ed elettromagnetico legato ad installazioni elettriche di potenza e si definiscono le linee guida per il progetto di installazioni elettriche compatibili con l’ambiente e con le norme E. Le nozioni acquisite durante il corso consentono all’ingegnere di prestare la sua opera in materia di protezione e di riqualificazione elettro-energetica per enti pubblici o privati.M. in aula. Successivamente. Il corso è integrato con numerose esercitazioni. ed è uno dei principali problemi da risolvere per lo sviluppo sostenibile delle società industrializzate. cabine e centrali elettriche. ecc.C. dopo aver passato in rassegna la normativa vigente. in laboratorio e sul campo. Argomenti del corso: Introduzione Alterazioni dell’ambiente prodotti dall’uomo e rischi connessi Effetti prodotti dal sistema energetico: possibilità di controllarli e limitarli Inquinamento e sicurezza Metodi per la identificazione delle sorgenti di interferenza ( 5 ore) Sorgenti di disturbo Individuazione e classificazione delle principali sorgenti di disturbo facenti parte dell’impianto elettrico Linee elettriche aeree Linee in cavo Fenomeni di interferenza fra linee aeree Cenni sui meccanismi di accoppiamento Analisi dell’influenza fra linee elettriche aeree e ambiente Vincoli territoriali e ambientali per gli elettrodotti (15ore) Analisi del rischio elettrico connesso a installazioni elettriche Basi legislative Gli enti normatori nazionali e internazionali La conformità alle norme degli apparecchi e degli impianti Il diritto nazionale e internazionale nel settore elettrico La marcatura Dati statistici sugli infortuni elettrici Principi generali di sicurezza Definizione di sicurezza e di rischio elettrico Relazione tra sicurezza e affidabilità Individuazione del livello di sicurezza accettabile Rischio indebito L’errore umano Protezione Individuazione del perimetro da proteggere Protezione contro i contatti diretti Protezione contro i contatti indiretti Interazione fra sistema elettrico e scariche di origine atmosferica (10 ore) Analisi del rischio magnetico connesso a installazioni elettriche Basi legislative Direttive sulla compatibilità elettromagnetica Dati statistici sugli infortuni elettrici Classificazione delle emissioni elettromagnetiche prodotte dai sistemi elettrici Individuazione e classificazione delle sorgenti Individuazione e classificazione delle potenziali vittime Cenni sui meccanismi di accoppiamento sorgente-vittima Metodi per la caratterizzazione elettromagnetica dell’ambiente Analisi del rischio elettromagnetico e costruzione della matrice di rischio Tecniche per la verifica di conformità dei livelli di inquinamento elettromagnetico alle maschere di riferimento Interventi per la riduzione dell’inquinamento elettromagnetico. Nel corso. L’elettrosmog. dopo un breve richiamo su tali problematiche. Sviluppo di casi tipici. Lucio IPPOLITO Numero di crediti 6 Propedeuticità: Elettrotecnica Finalità del corso: Il corso ha lo scopo di fornire conoscenze teorico-applicative sulla compatibilità tra l’ambiente e gli impianti elettrici. di approfondimento delle problematiche di schermatura e di controllo delle interferenze.

Applicabilità della teoria ai problemi di interesse tecnico. Viene trattato in maniera esaustiva il problema del De Saint Venant. Ing. Dispense del docente. M.V. nella sua parte introduttiva. con particolare riferimento ai metodi variazionali (Principio dei Lavori Virtuali e Principio dei Lavori Virtuali Complementare) ed ai metodi energetici (Principi di Minimo dell’Energia Potenziale Totale e dell’Energia Complementare). Materiali iperelastici.. relativamente ai principi generali ed ai legami costitutivi. Teorema di Clapeyron. Sono infine trattati. L. Materiale didattico: L. Legami costitutivi: Complementi sui legami costitutivi. Liguori Editore(2001). Teoremi di minimo. Metodo delle forze. Lezioni di Scienza delle Costruzioni. Teoria del De Saint Venant: Il problema del De Saint Venant.L. Teorema di Kirchhoff. L. Il principio dei lavori virtuali complementare. A Grimaldi. Ascione. Il corso comprende anche. sia dal punto di vista teorico che applicativo. Elementi di Scienza delle Costruzioni. Proprietà fondamentali del problema elastodinamico. 273 . Metodo degli spostamenti. Cues (2005). Materiali isotropi. Percentuale di lezioni destinate ad esercitazioni: 35% Argomenti del corso: Elementi di Meccanica dei continui:Richiami sull’analisi della deformazione e della tensione. Luigi ASCIONE Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Scienza delle Costruzioni I Finalità del Corso: Il corso di Scienza delle Costruzioni II ha come obiettivo fondamentale il completamento delle nozioni fornite nel corso di Scienza delle Costruzioni I sul problema elastostatico delle travi e dei sistemi di travi. Analisi delle strutture elastiche: Derivazione della Teoria Tecnica della Trave attraverso il P. Il problema elastodinamico: Formulazione. Elementi di Meccanica dei Continui. Elasticità lineare. Le sollecitazioni semplici sulla trave. Capurso. Ascione. Sulla Statica delle Travi e dei Sistemi di Travi. Ascione. Teorema del lavoro speso. II. Liguori Editore (1989). con particolare cenno agli elementi del calcolo a rottura delle strutture. Il problema elastostatico: Formulazione. Pitagora (1971). Proprietà fondamentali del problema elastostatico. la stabilità dell’equilibrio elastico e la plasticità. Teorema di Betti. Principio di sovrapposizione degli stati elastici.SCIENZA DELLE COSTRUZIONI II Docente: Prof. III. volumi I. alcuni approfondimenti di meccanica dei corpi continui. Il principio dei lavori virtuali.

A lezioni introduttive utili ad introdurre i concetti di sviluppo sostenibile e l’approccio alla gestione ambientale aziendale. europei e mondiali.SISTEMI DI GESTIONE AMBIENTALE Docente: Prof. La UNI EN ISO 14001: origine. L’EMAS: il Regolamento (CE) N. L’applicazione del Regolamento EMAS e dell’ISO 14001: analisi e discussione di dati nazionali. 761/2001 sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit.Istruzioni operative . L’iter di certificazione.Dispense ed appunti del corso 274 . SUSSIDI DIDATTICI .Procedure di Sistema . PERCENTUALE DI LEZIONI PER ESERCITAZIONI E/O ATTIVITÀ DI LABORATORIO: 30% PROGRAMMA DEL CORSO Introduzione ai Sistemi di Gestione Ambientale (SGA).Registri – Modulistica. Le procedure di applicazione dei sistemi di gestione ambientali approfondite sono riferite alla Norma UNI EN ISO 14001:2004 ed al Regolamento (CE) N. Successivamente particolare attenzione viene prestata alla redazione dell’Analisi Ambientale Iniziale ed alle attività di Audit. EMAS 2. Principali elementi ed obiettivi di un Sistema di Gestione Ambientale. le cui metodologie vengono applicata a casi studio differenti. La documentazione del Sistema di Gestione Ambientale secondo la UNI EN ISO 14001: Manuale del Sistema di Gestione Ambientale . Il Regolamento EMAS e l’ISO 14001 a confronto: analogie e differenze. Vincenzo NADDEO Numero di crediti: 3 Propedeuticità: Smaltimento e Trattamento dei Rifiuti Solidi Finalità del Corso: Il corso di Sistemi di Gestione Ambientale (SGA) intende fornire all’allievo della laurea Magistrale in Ingegneria Civile per l’Ambiente e il Territorio le competenze necessarie per l’implementazione di un Sistema di Gestione Ambientale in una PMI o in un’azienda pubblica per i servizi ambientali. principi e struttura. Gli Allegati e le Linee Guida. seguono i principali elementi ed obiettivi di un SGA. L’Analisi Ambientale Iniziale. Tra i casi studio presentati particolare approfondimento viene prestato alle applicazioni dei sistemi di gestione ambientale alle aziende coinvolte nel ciclo integrato delle acque ed a quelle dello smaltimento dei rifiuti. Le norme della serie ISO 14000. Vincenzo BELGIORNO/Dott. 761/2001.

adsorbimento su carboni attivati) e del particolato (cicloni. In particolare. SCR. filtri a maniche). Classificazione delle diverse tipologie di rifiuti. recupero e riciclaggio dei materiali. dei gas acidi (scrubbers). Riferimenti legislativi. Le tecnologie per l’abbattimento degli odori negli impianti di compostaggio. La raccolta indifferenziata e la raccolta differenziata. Gli impianti di pirolisi e gassificazione. dei microinquinanti (sistemi preventivi. Andamento della raccolta differenziata in Italia. Organizzazione e criteri di dimensionamento dei sistema di raccolta differenziata dei rifiuti solidi. La strategia comunitaria per la gestione dei rifiuti. La parte iniziale del corso introduce l’allievo alla problematica dei rifiuti solidi. precipitatori elettrostatici. I processi di selezione e vagliatura dei rifiuti solidi indifferenziati. Aspetti economici ed ambientali delle operazioni di recupero dei rifiuti solidi. Sistemi di abbattimento degli ossidi di azoto (combustione a stadi. Riferimenti legislativi. Il recupero di energia dai rifiuti solidi. il trattamento e lo smaltimento finale dei rifiuti. I metodi per l’analisi merceologica dei rifiuti. Le emissioni atmosferiche da processi di trattamento termico dei rifiuti. Il trattamento termico dei rifiuti. compostaggio. I processi di compostaggio e di digestione anaerobica della frazione organica. Il recupero dei rifiuti ingombranti e dei beni durevoli. Riferimenti legislativi. fisiche e merceologiche dei rifiuti. Riferimenti legislativi. presentando gli elementi essenziali del sistema integrato di gestione nonché il quadro normativo di riferimento. pirolisi e gassificazione. Le classificazioni merceologiche dei rifiuti. PERCENTUALE DI LEZIONI PER ESERCITAZIONI E/O ATTIVITÀ DI LABORATORIO: 30% PROGRAMMA DEL CORSO Introduzione al corso. Gli impianti per la produzione di compost. La classificazione dei rifiuti. Per ognuno di questi argomenti verranno fornite le nozioni teoriche di base. l’allievo dovrà acquisire le conoscenze relative alle diverse opzioni applicabili per la raccolta. produzione di combustibile dai rifiuti. La produzione dei rifiuti. Gli inceneritori. Organizzazione e criteri di dimensionamento dei sistema di raccolta indifferenziata dei rifiuti solidi. Inoltre. Le specificità del CDR. Il compostaggio e la digestione anaerobica della frazione organica. Il Consorzio Nazionale Imballaggi ed i Consorzi di Filiera. Riferimenti legislativi. SNCR). saranno descritte le caratteristiche di funzionamento delle singole unità di processo con la proposizione delle diverse soluzioni impiantistiche adottabili. Le caratteristiche fisiche e chimiche dei rifiuti ai fini della loro valorizzazione energetica. Il sistema integrato per la gestione dei rifiuti solidi. gli allievi saranno supportati nello svolgimento di esercitazioni numeriche mirate alla progettazione delle diverse fasi di trattamento. Le tipologie di impianti per la produzione di CDR. Le diverse tipologie di combustibile prodotto dai rifiuti. Schemi di processo. Schemi di processo. I mezzi ed i contenitori per la raccolta differenziata.SMALTIMENTO E TRATTAMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI Docente: Prof. I mezzi ed i contenitori per la raccolta indifferenziata. Il trattamento delle emissioni gassose. I processi di combustione. La produzione di combustibile da rifiuti. Il caso della carta. termovalorizzazione e smaltimento in discarica. Successivamente sono descritte le caratteristiche chimiche. Le tecnologie per l’abbattimento degli odori negli impianti di CDR. La realtà produttiva ed il mercato del compost. Nella seconda parte del corso saranno studiate le componenti impiantistiche del sistema integrato di gestione dei rifiuti: raccolta. ricircolo dei fumi. 275 . Le frazioni utilizzabili per la produzione di compost. L’andamento qualitativo e quantitativo della produzione di rifiuti. Il recupero dei materiali. Vincenzo BELGIORNO Crediti: 6 Propedeuticità: Nessuna FINALITÀ DEL CORSO: Il corso di Smaltimento e trattamento dei rifiuti solidi intende fornire all’allievo ingegnere le competenze necessarie alla progettazione e gestione degli elementi costitutivi dei sistemi integrati di gestione dei rifiuti. Il recupero degli imballaggi. Il quadro normativo nazionale ed europeo.

Pretrattamenti per i rifiuti da smaltire in discarica. Integrated Solid Waste Management. SUSSIDI DIDATTICI E TESTI DI APPROFONDIMENTO • d’Antonio G. U. Progettazione di una discarica. Rimini. Nell’ambito del corso sono previste delle visite tecniche presso impianti di smaltimento e trattamento di rifiuti solidi urbani.A.. I sottosistemi della discarica. La fase di gestione postchiusura. Riferimenti legislativi. • Tchobanoglous G. Il ciclo di vita di una discarica controllata. I processi di trasformazione che avvengono in discarica. Raccolta. Captazione e gestione del biogas. trattamento e smaltimento del percolato. Theisen H. Maggioli Editore. La copertura finale. 276 . Gigil S.S. La fase di chiusura..La discarica controllata. McGraw Hill International Editions. Tecniche e sistemi di smaltimento finale. (1993). (1997).A. L’impermeabilizzazione di fondo. Trattamento dei rifiuti solidi urbani.

Procedure di calcolo. 277 . Metodi rigorosi e metodi approssimati. Successivamente. Pendii in rocce sciolte: Sistemi drenanti. Esempi di casi reali. Esempi di casi reali. Analisi a ritroso. Programma Identificazione e classificazione dei movimenti franosi (6h) Classifica delle frane. Analisi in presenza di sisma. di fornire agli studenti i principali strumenti teorici ed operativi per l’analisi e la modellazione del comportamento meccanico dei pendii naturali ed artificiali sotto le più svariate condizioni di carico. Criteri generali per la progettazione. Il caso del pendio indefinito. Criteri generali per la progettazione. La resistenza operativa in termini di tensioni efficaci e di tensioni totali. Le condizioni di drenaggio. Tiranti attivi e passivi. Cenni ai sistemi di monitoraggio delle opere. progettazione di sistemi di verifica e controllo delle opere realizzate. Individuazione dei più idonei interventi di stabilizzazione.STABILITÀ DEI PENDII Docente: Prof. I criteri di resistenza e la resistenza operativa (14h) esercitazioni (23%) Richiami ai criteri di resistenza per i geomateriali. Affidabilità dei metodi di analisi. Giuseppe SORBINO Numero di Crediti: 6 Propedeuticità: Geotecnica Finalità del corso Il corso si propone. Esempi di casi reali. Velocità dei corpi di frana. Condizioni drenate e non drenate. Litotipi interessati. in primo luogo. Modalità di svolgimento dell’esame L’esame consta di un colloquio orale. Ancoraggi. orientati al conseguimento di adeguati margini di sicurezza nei riguardi dei fenomeni di collasso. Stabilizzazione mediante rinforzo dei terreni. Resistenza dell’elemento di volume: rocce sciolte e rocce lapidee. Resistenza di un ammasso roccioso fratturato: il ruolo delle discontinuità. vengono illustrati gli elementi fondamentali per la individuazione e progettazione dei più idonei interventi. Strutture di sostegno. Capacità di: Proporzionamento degli interventi di stabilizzazione. Elementi per la definizione del rischio da frana. Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Valutazione delle condizioni di stabilità di un pendio in roccia sciolta o lapidea. Esempi di casi reali. strutturali e non strutturali. Interventi di stabilizzazione dei pendii (20h) esercitazioni (45%) Pendii in rocce lapidee fratturate: Chiodature. Disgaggi ed opere paramassi. Cenni a metodi di analisi avanzati. I metodi delle strisce. I metodi di analisi (20h) esercitazioni (43%) I metodi dell’equilibrio limite. Effetti tridimensionali.

della progettazione delle intersezioni. Corpo stradale (5 h) Solido stradale: rilevati (materiali. criterio di scelta. visibilità. esponenziale. Si accennerà anche alla progettazione dei sistemi di ritenuta e alla costruzione delle opere d’arte. stabilizzazione dei terreni in sito. controllo e prevenzione dei comportamenti a rischio. Intersezioni semaforizzate. Fattori da cui dipende l’incidentalità: uomo. Sicurezza stradale (5h) Introduzione. piano di appoggio dei rilevati (criteri per la valutazione dei cedimenti e tecniche di risanamento). Intersezioni stradali (15 h) esercitazioni 50% Condizioni di flusso ininterrotto e interrotto. Analisi degli incidenti. parametri rappresentativi statici e dinamici. veicolo. stabilità. progettazione dei terminali di ingresso e di uscita dalle autostrade. geologica e geotecnica del territorio. segnaletica. Ciò per fornire agli allievi le conoscenze e i criteri necessari per poter correttamente progettare e/o realizzare una infrastruttura viaria. variabili aleatorie e parametri caratteristici (Poisson. problema delle code con arrivi poissoniani e tempi di servizi sia esponenziali che qualsiasi. tempo di servizio). Progetto esecutivo: corpo stradale. addensamento e controllo). Progetto preliminare: analisi della domanda. gallerie. A tal fine il corso tratterà dei diversi gradi della progettazione. Sottofondo: portanza. gamma). Ciro CALIENDO Numero di crediti: 6 Propedeuticità: Strade. confronto tra le alternative. organizzazione della circolazione (sistemazione delle intersezioni e/o della carreggiata). Svincoli. sovrastrutture. analisi morfologica. procedura per la valutazione dell’impatto ambientale. dell’inserimento ambientale. Progetto definitivo: scelta delle caratteristiche dell’infrastruttura. inserimento ambientale. dispositivi di ritenuta). Caratteristiche delle attese nella circolazione stradale: meccanismo di formazione delle code (intervallo critico. Progettazione delle aree di scambio. Applicazione della teoria dei fenomeni di attesa: calcolo della corsia di accumulo nelle intersezioni a raso. Programma Progetto stradale (10 h) Introduzione. nonché della stabilità del corpo stradale e del calcolo delle sovrastrutture. illuminazione. coordinamento plano-altimetrico. FERROVIE ED AEROPORTI II Docente: Prof. della sicurezza stradale. infrastruttura. trincee (stabilità e aspetti costruttivi). procedimenti costruttivi. Sovrastrutture stradali (15) esercitazioni 50% 278 .STRADE. opere d’arte. Rotatorie. Cenni sul calcolo della probabilità: definizione di probabilità e proprietà. regolazione del deflusso veicolare. studio del tracciato e del profilo. binomiale. criteri per il controllo di qualità del progetto. Principali azioni per il miglioramento della sicurezza stradale: progettazione e/o adeguamento delle infrastrutture (geometria. Ferrovie ed Aeroporti I Finalità del corso: L’obiettivo è quello di approfondire ed ampliare lo stato delle conoscenze inerenti la progettazione delle infrastrutture viarie e la costruzione del corpo stradale e delle sovrastrutture. Incidentalità alle intersezioni. caratteristiche superficiali della sovrastruttura.

Calcolo razionale delle sovrastrutture flessibili e verifica sia a fatica che all’ormaiamento. CNR: “Catalogo delle pavimentazioni stradali”(fornito dal docente). ad integrazione di quelli già svolti nell’insegnamento di “Strade. Giannattasio: “Il progetto delle sovrastrutture ferroviarie” (fornito dal docente) P. Mailander: “Highway Design and Traffic Safety Engineering Handbook”. C. Confronto con il metodo di dimensionamento empirico (AASHTO Guide). (*) E’ previsto lo sviluppo di elaborati. C. C. C. Calcolo delle rotaie. fenomeni di stabilità del corpo stradale e calcolo delle sovrastrutture. inerenti la progettazione geometrica del tracciato stradale e il calcolo delle sovrastrutture. Sovrastrutture ferroviarie (5) esercitazione 40% Analisi dei carichi. Capacità di: Progettare una infrastruttura viaria e di fare realizzare correttamente la costruzione del corpo stradale e delle sovrastrutture Modalità di svolgimento dell’esame L’esame consiste in una prova orale sugli argomenti trattati con la discussione degli elaborati progettuali svolti. Caliendo: “Gradi della progettazione stradale”(forniti dal docente).2 “Corpo stradale e pavimentazioni. piste di volo. Calcolo empirico e razionale delle sovrastrutture aeroportuali. Lamm. Caliendo.Caiendo: “Fenomeni di attesa”( forniti dal docente). Sovrastrutture aeroportuali (5) esercitazione 40% Analisi dei carichi: caratteristiche degli aerei. Edizioni Isedi P. Le rimanenti circa 60 ore saranno impiegate dagli studenti per lo studio degli argomenti trattasi nel corso. delle traverse e del ballast. Mc Graw Hill. Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Progettazione geometrica delle infrastrutture viarie (con particolare riferimento alle strade) Comportamento meccanico dei materiali stradali sotto le azioni dinamiche del traffico.(fornito dal docente). Giannini: “Ingegneria stradale vol.Impostazione del problema del dimensionamento. R. P. Giannattasio:” Il progetto delle pavimentazioni aeroportuali”(fornito dal docente). distribuzione trasversale. velocità. C. Analisi dei carichi di traffico.Caliendo: “Valutazione dell’efficacia delle minirotatorie e confronto con le intersezioni ordinarie”(fornito dal docente). Simonelli: “A METHOD FOR ASSESSING EMBANKMENT SETTLEMENT DUE TO THE WIDENING OF ROAD CROSS SECTION”. spettri. B.A. Psarianos. nonché il progetto di una intersezione stradale a raso per un numero complessivo di circa 60 ore lavorative. F. T. ferrovie ed aeroporti I”. Ferrari. Dimensionamento con metodi empirici e razionale delle sovrastrutture rigide. L. aereo di progetto. Materiale didattico: C. Caliendo : “COMPARISON OF AASHTO AND A DESIGN CRITERION BASED ON THE STRAIN OF SUBGRADE” (fornito dal docente) 279 . Tipologie di sovrastrutture per piazzali aeroportuali. Problematiche inerenti la progettazione delle sovrastrutture per linee ferroviarie ad alta velocità. Caliendo: “Calcolo razionale delle sovrastrutture composite polifunzionali e confronto con i metodi approssimati” (fornito dal docente). vie di comunicazioni.

Membrane Curve. Solette Composte. Dimensionamento degli elementi strutturali. Enzo Martinelli Semestre: II Integrato: Codice: Propedeuticità: Crediti: 6 SSD: ICAR/09 Tipologia: - Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso è finalizzato all’apprendimento di tematiche specialistiche di complemento rispetto ai fondamenti dell’Ingegneria Strutturale relative a particolari tipologie strutturali e sistemi costruttivi.Strutture Speciali CdS: Magistrale in Ingegneria Civile/ Ingegneria per l’Ambiente ed il Terriorio Anno: II Docente: Dott. Caratteristiche del legno. Membrane. 1979 280 . 2 Ore Lab. Metodi didattici L’insegnamento prevede lezioni teoriche. Durabilità. Progetto della Connessione. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova orale. Prerequisiti Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze avanzate di meccanica dei solidi rigidi e deformabili. Travi Composte.a. Nelle esercitazioni in aula si imposta anche numericamente la soluzione dei problemi di progetto e verifica delle tipologie strutturali oggetto del programma di teoria. “Scienza delle Costruzioni” – Zanichelli. Lastre sottili. Bologna. Dimensionamento dei sistemi di collegamento. Ore Lez. 12 Ore Eserc. Contenuto del corso Argomenti Strutture composte acciaio-calcestruzzo Contenuti specifici Introduzione. Metodi di calcolo e verifica. Colonne Composte. Belluzzi. Lastre Curve in regime flessionale. I Coefficienti Elastici delle lastre curve Introduzione ai materiali Polimerici Fibro-rinforzati (FRP) Rinforzo a Flessione e Taglio di travi in cemento armato. Cenni ai Nodi Trave-Colonna. Metodologie di soluzione approssimata tramite metodi numerici. Confinamento di pilastri in c. Applicazioni esemplificative Definizioni e richiami alla Teoria di Mindlin e Kirckhoff. 1 Complementi sulla teoria delle piastre Teoria delle lastre curve Tecniche di rinforzo con uso di materiali innovativi Nozioni di calcolo e verifica di strutture in legno Totale Ore 8 2 0 8 2 0 6 2 2 12 46 3 11 0 3 Testi di riferimento O. esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. Applicazioni esemplificative Lastre Cilindriche. Delaminazione.

281 . Columns and Frames for Buildings” – Blackwell Scientific Publications. L. S. “Composite Structures of Steel an Concrete. 1994. J. Vol. 1: Beams. Smith. Teng. Slabs. Chen. G. T. R. “Strutture in legno” – Hoepli. Tommasi. 2005 J. M. 2002 Appunti dei docenti. FRP strengthened RC Structures – Wiley. Lam. Milano. Chichester (UK). P. F. R. Piazza.R. Modena. Johnson.

effetti del fluage) 9 SLE di verifica dello stato tensionale PARTE SECONDA Introduzione al cemento armato precompresso (CAP) 9 Cenni introduttivi e storici 9 La post-tensione e la pre-tensione 9 Le cadute di tensione 9 Punti limite e fuso di Guyon 9 La precompressione nelle strutture iperstatici: il cavo concordante 9 Svolgimento dell’elaborato d’anno MATERIALE DIDATTICO Agli allievi saranno distribuiti appunti e dispense.TECNICA DELLE COSTRUZIONI II Docente: Prof. inoltre si consiglia la consultazione di: a. 282 . l’elaborato di progetto.1 – Ed. Per lo svolgimento dell’elaborato d’anno è prevista la possibilità di lavorare in gruppo. organizzato su 6 crediti formativi.svolto nell’ambito del primo anno della laurea Magistrale in Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio (indirizzo Difesa del Suolo) – è organizzato su due parti distinte. il “tension stiffening”) 9 SLE di deformazione (calcolo delle frecce per strutture isostatiche ed iperstatiche. La prima parte del corso (circa 40 ore di lezione tra teoria ed esercitazioni) illustra il “Metodo Semiprobabilistico agli Stati Limite” ed in particolare la sua applicazione al caso di strutture in cemento armato. CUES. dovrà essere corredato da grafici esecutivi. la verifica secondo normativa) 9 SLU per tensioni tangenziali (dal Traliccio di Ritter al “Modello a Pettine”. Ciro Faella – “Argomenti di teoria e tecnica delle costruzioni – Costruzioni in Calcestruzzo Armato Normale e Precompresso”. La seconda parte del corso (circa 20 ore) intende fornire conoscenze di base sulla “Precompressione”. Vengono presentati i sistemi di pretensione e post-tensione. Il corso. trattata la problematica delle cadute di tensione e fornite le basi per il calcolo e la verifica di sistemi isostatici ed iperstatici. la normativa italiana) Stato limite di esercizio (SLE) 9 SLE di fessurazione (ampiezza e distanza delle fessure. da discutere in sede d’esame. In tale ambito sono svolti esercizi numerici di progetto e verifica agli stati limite ultimi e di esercizio ed agli Allievi viene assegnato un primo elaborato consistente nel progetto di un telaio piano in cemento armato. 1B – Ed. Vol. prevede. Nel corso di questa parte conclusiva gli allievi svolgeranno il calcolo di progetto di una trave in cemento armato precompresso (una trave da ponte ovvero di copertura di un capannone industriale). Roberto REALFONZO Numero di Crediti: 6 Propedeuticità: Scienza delle Costruzioni II Finalità del corso Il corso di Tecnica delle Costruzioni II . Vol. Elio Giangreco – “Teoria e Tecnica delle Costruzioni”. 2004. lezioni teoriche ed esercitazioni. Programma PARTE PRIMA La sicurezza strutturale 9 Metodi deterministici e probabilistici 9 Richiami al Metodo delle Tensioni Ammissibili 9 Valutazione della Probabilità di Rovina 9 Il Metodo Semiprobabilistico agli Stati Limite Stato limite ultimo (SLU) per strutture in cemento armato 9 SLU per tensioni normali (le sei regioni di crisi. 1992 b. Liguori. Per sostenere l’esame è prevista la propedeuticità del corso di Scienza delle Costruzioni II. in definitiva.

Bologna. Altri criteri: il tempo di recupero. Tecniche di valutazione dei progetti. tasso di rendimento interno (TIR). Carocci. b) appunti delle lezioni e casi concreti di valutazione. economica e talora anche finanziaria. 1993. Bologna. origine e sviluppo. Analisi costi-benefici. Durata fisica e durata economica del progetto. Prezzi ombra. elaborato integrante del progetto. Nuti. Il tempo. Disponibilità a pagare. il Mulino. Propedeuticità: Estimo. Valutazione dal punto di vista pubblico o della collettività. Gli indici di sviluppo. Nicola MORANO Numero di crediti:6 Propedeuticità: Nessuna Finalità: E’ ormai generalizzata la valutazione dei progetti. per accertarne la convenienza ed ai fini delle scelte tra soluzioni tecniche alternative e per le graduazioni di priorità temporale. Florio. Valutazione in condizioni di rischio e in condizioni di incertezza. 1988. Saggio sociale di preferenza nel tempo (SSPT). di priorità temporale. Valutazione “prima e dopo”. L’analisi costi-benefici: nozione. Costo-opportunità. nei corsi di studio per tecnici ed operatori destinati alla progettazione ed alla gestione delle opere di progetto. La temporizzazione dei costi e dei benefici. Classificazione dei costi.VALUTAZIONE ECONOMICA DEI PROGETTI Docente: Prof. Grado di approfondimento dell’analisi. 283 . La valutazione degli investimenti pubblici. in particolare con l’impiego dell’analisi costibenefici. obbligatoria nei casi di investimenti in opere pubbliche e nei casi di iniziative private da attuare col concorso di finanziamenti pubblici. ƒ G. Brosio. Coefficienti di conversione dei costi finanziari in economici. Scelte programmatiche. Esempi di applicazione dell’analisi costi-benefici. è divenuta perciò atto finale. Costi finanziari e costi economici. Non possono pertanto mancare le nozioni essenziali (almeno) della valutazione economica dei progetti. rapporto benefici/costi (B/C). Valutazione ex ante ed ex post. Il sistema dei prezzi da applicare alla valutazione. Orizzonte economico dell’imprenditore privato e dell’imprenditore pubblico. Classificazione dei benefici. Materiale didattico a) testi di riferimento ƒ M. Economia e finanza pubblica. Fattibilità tecnica e fattibilità economica. 1991. il rapporto capitale/prodotto. Il progetto. Allocazione delle risorse. Criteri di valutazione: valore attuale netto (VAN). La valutazione. Giudizio di convenienza alla realizzazione di un progetto. Fattori che influenzano i risultati della valutazione. Valutazione economica e valutazione finanziaria. Saggio critico. Il Mulino. Il saggio di sconto. terza dimensione dell’analisi. Entrata a regime del progetto. Argomenti del corso Investimenti strutturali e marginali. ƒ F. “con e senza”. di alternativa tecnica.

(torna all’indice) Corso di Studio in Magistrale in Ingegneria Edile-Architettura (Ciclo unico quinquennale ai sensi della direttiva europea 85/384/CEE) 284 .

Corso di Studio in Ingegneria Edile-Architettura (Ciclo unico quinquennale ai sensi della direttiva europea 85/384/CEE) (torna all’indice) Obiettivi formativi specifici Organizzazione della didattica Caratteristiche della prova finale Ambiti occupazionali previsti per i laureati Ammissione al corso di studio Gazzetta ufficiale dell’Unione europea Laurea Specialistica a ciclo unico in Ingegneria Edile-Architettura Laurea Magistrale a ciclo unico in Ingegneria Edile-Architettura Programmi degli insegnamenti attivi nel Corso di Studio in Ingegneria Edile-Architettura 285 .

dell’urbanistica e del restauro architettonico. economici e ambientali predisponendo progetti di opere. oltre che metodologico-operativi. dell’ingegneria edile.CORSO DI STUDIO IN INGEGNERIA EDILE . gli aspetti teorico-scientifici oltre che metodologico-operativi della matematica e delle altre scienze di base ed essere capaci di utilizzare tali conoscenze per interpretare e descrivere approfonditamente problemi dell’architettura e dell’edilizia complessi o che richiedono un approccio interdisciplinare. gli strumenti e le forme della rappresentazione. tecnico . dirigendone la realizzazione. distributivi. funzionali. Inoltre debbono essere in grado di progettare.a. in forma scritta e orale. altri specialisti e operatori nei campi dell’architettura.critica con quella più tipicamente tecnico-ingegneristica. Sulla base di questo presupposto i laureati del corso debbono: conoscere approfonditamente la storia dell’architettura e dell’edilizia.ARCHITETTURA Obiettivi formativi specifici Obiettivo formativo del corso di laurea in Ingegneria Edile-Architettura (ciclo unico quinquennale ai sensi della direttiva europea 85/384/CEE) è quello di attuare una integrazione della formazione storico . trasformazione e modificazione dell’ambiente fisico. le operazioni di costruzione. strutturali.costruttivi. fino a poterne valutare ed indirizzare con competenza la corretta esecuzione sotto il profilo estetico. con piena conoscenza degli aspetti estetici. conoscere approfonditamente gli aspetti teorico scientifici. e coordinando a tali fini. tecnico-economico e che possa inserirsi a pieno titolo nel mercato governato dalle direttive europee per le opere di edilizia e di architettura. ove necessario. i corsi da 6 CFU sono invece organizzati su un solo semestre con esame finale al termine del semestre in cui vengono svolti. Organizzazione della didattica I corsi di insegnamento previsti dal Manifesto degli Studi per l’a. formulare e risolvere anche in modo innovativo problemi dell’architettura e dell’edilizia complessi o che richiedono un approccio interdisciplinare. I semestri tipicamente vanno da ottobre a gennaio e da marzo a giugno. 286 . essere in grado di utilizzare fluentemente. relativi agli ambiti disciplinari caratterizzanti il corso di studio ed essere in grado di utilizzare tali conoscenze per identificare. avere conoscenze nel campo dell’organizzazione aziendale (cultura d’impresa) e dell’etica professionale. funzionale. L’obiettivo finale è la creazione di una figura professionale dotata di un apparato culturale che permetta l’integrazione ed il coordinamento delle conoscenze nell’ambito delle attività caratterizzanti l’edilizia e l’architettura al fine di associare alla specifica capacità progettale la padronanza degli strumenti relativi alla fattibilità dell’opera ideata. con riferimento anche ai lessici disciplinari. attraverso gli strumenti propri dell’architettura e dell’ingegneria edile e avendo padronanza degli strumenti relativi alla fattibilità costruttiva dell’opera ideata. gestionali. 2010/11 sono organizzati in due semestri con un esame finale unico al termine del secondo semestre. almeno una lingua dell’Unione Europea oltre l’italiano.

287 . ed all’organizzazione e controllo delle fasi esecutive. prevedono funzioni di elevata responsabilità che fanno riferimento ai seguenti ambiti operativi professionali: progettazione ed esecuzione di complessi edilizi. Alcune attività didattiche. a impiegare software complessi. Ambiti occupazionali previsti per i laureati Il Corso di laurea in Ingegneria Edile-Architettura fornisce le competenze e gli strumenti operativi per sviluppare la progettazione e le funzioni di verifica e d’indirizzo dell’esecuzione nell’ambito del controllo della qualità urbanistica.Una parte rilevante della didattica svolta nei corsi è riservata ad attività esercitative e pratiche di laboratorio. L’elaborato. sia tradizionale sia industrializzato. riguardano lo sviluppo di attività interdisciplinari con lo scopo di abituare l’allievo a generalizzare metodi e tecniche impartite nei vari corsi. esso può consistere in un’attività progettuale o in un’attività di analisi di temi di interesse del Corso di Laurea. svolta dallo studente sotto la guida di almeno due docenti. oltre all’attività professionale esercitata nelle forme della professione libera. La prova finale consiste nello svolgimento di un elaborato adeguato al numero di CFU previsto dal Manifesto degli Studi. dei tempi e delle modalità di acquisizione dei crediti formativi. progettazione ed esecuzione di organismi edilizi con specifico riferimento al processo costruttivo. ad analizzare ed interpretare i dati. architettonica. al ripristino degli elementi costruttivi e dei materiali. delle valutazioni sulle attività formative precedenti e sulla prova finale. Gli sbocchi occupazionali pertanto. sia nel settore delle nuove costruzioni che nel settore del recupero edilizio e della conservazione del patrimonio storico-artistico. La valutazione conclusiva terrà conto dell’intera carriera dello studente all’interno del corso di studio. progettazione ed esecuzione d’interventi di recupero e restauro del patrimonio edilizio storico e monumentale in rapporto alla tutela dei valori storico-culturali. Caratteristiche della prova finale Per essere ammesso a sostenere l’esame di laurea lo studente deve avere sostenuto con esito positivo gli esami previsti dal proprio piano di studi. progettazione d’interventi di pianificazione urbanistica coerenti e correlati con le dinamiche di sviluppo e di trasformazione della struttura urbana. operata con specifiche capacità in relazione alla qualità dell’opera ed alla sua fattibilità. come i laboratori progettuali. al risanamento e alla valorizzazione degli organismi edilizi. strutturale e tecnologica. Gli ambienti di lavoro nei quali le suddette funzioni possono svilupparsi sono: istituzioni ed enti pubblici e privati. in alternativa. di norma. individuale o associata. all’innovazione tecnologica ed alle problematiche procedurali. con la progettazione ed il controllo dei piani di sicurezza. aver frequentato regolarmente i laboratori progettuali ed aver partecipato al tirocinio. da discutere dinanzi ad una commissione secondo quanto previsto dal Regolamento Didattico di Facoltà. approfondisce tematiche affrontate dallo studente nel suo corso di studi e. a progettare opere e condurre cantieri.

n. 6. 26. Trascorso tale termine non è più possibile iscriversi al concorso. n. via Ponte Don Melillo. nonché delle procedure necessarie per l’ immatricolazione medesima. n. art. L’accesso al Corso di Laurea magistrale in Ingegneria Edile-Architettura è a numero programmato nazionale. Prova di ammisione e immatricolazioni La prova avrà luogo il giorno 7 settembre 2010 presso i locali della Facoltà di Ingegneria. 2010/11 il numero degli studenti da ammettere presso questa sede al Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Ingegneria Edile-Architettura. Norme per l’ammissione Il D. art. In base a quanto disposto dal D.M.unisa. Per l’a. è affidato al CINECA l’incarico di determinare il punteggio relativo ad ogni modulo di risposta fornito dai candidati alle prove di ammissione. 10 posti disponibili per i cittadini non comunitari non ricompresi nella legge 30 luglio 2002.it Domanda di ammissione La domanda di ammissione dovrà essere compilata esclusivamente on-line.- studi professionali e società di progettazione. 5 posti riservati ai cittadini di nazionalità cinese aderenti al Progetto “Marco Polo”.unisa.. 270. 11 giugno 2010.00 del 31 agosto 2010. Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo seguente: http://www. le modalità e i contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea specialistica programmati a livello nazionale.it con l’indicazione del termine perentorio entro il quale i vincitori dovranno procedere all’immatricolazione. 11 giugno 2010 definisce.M.M. del D. 288 . 189. dell’urbanistica e delle costruzioni.di cui n. secondo quanto indicato dal Bando per l’ammissione. La graduatoria sarà pubblicata all’Albo di Ateneo e della Facoltà di Ingegneria e sarà consultabile anche al sito internet all’indirizzo www. 26. Ammissione al corso di studio Titolo di ammissione al Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Ingegneria Edile-Architettura. imprese di costruzioni. è il diploma di scuola secondaria superiore o altro titolo di studio conseguito all’estero ritenuto idoneo. su proposta del Preside della Facoltà di Ingegneria).ingegneria. comma 3. 07 luglio 2010): n. L’esito delle prove di ammissione potrà pertanto essere noto soltanto dopo che il CINECA avrà provveduto alla notifica dei risultati per gli adempimenti successivi della Commissione preposta all’esame di ammissione (nominata con decreto del Rettore. a partire dal 15 luglio 2010 ed entro il termine perentorio delle ore 12. ai sensi dell’art. 100 posti disponibili per cittadini comunitari e non comunitari legalmente soggiornanti in Italia di cui alla legge 30 luglio 2002. Fisciano (SA). relativamente all’anno accademico 2009-2010. 22 ottobre 2004.M.a. 189. ecc. è così fissato (D. n. stabilimenti di produzione di componenti edilizi. operanti nei campi dell’architettura.

I candidati classificatisi vincitori che non perfezionano la procedura. mediante nuova pubblicazione all’Albo e sul dito internet.unisa. i nominativi degli studenti subentranti.it 289 . entro il termine e secondo le modalità indicati. saranno considerati tacitamente rinunciatari e decadranno definitivamente dal diritto all’immatricolazione. consultabile sempre all’indirizzo: http://www. Nel caso in cui alla seconda tornata di immatricolazioni vi siano ancora posti disponibili la Segreteria Studenti procederà convocare gli ulteriori studenti subentranti. Nel caso in cui non siano stati coperti tutti i posti disponibili. nei giorni immediatamente successivi alla chiusura della prima tornata di immatricolazioni saranno indicati.ingegneria. Trasferimenti I trasferimenti al corso di laurea specialistica in Ingegneria Edile-Architettura di studenti provenienti da analoghi corsi attivati in altri Atenei sono regolamentati da apposito bando emesso dal Preside della Facoltà di Ingegneria. sempre nel rispetto dell’ordine progressivo della graduatoria.

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291 .

292 .

6 6 6 9 3 6 nr Insegnamento 293 . PRIMO ANNO Laboratori Semestre I I II I+II I+II I I+II I+II I+II I II Semestre I 1 2 3 4 5 Analisi Matematica I Geometria Fisica Generale Storia dell’Architettura I Architettura e Composizione Architettonica (Introduzione) Disegno dell’Architettura I un insegnamento a scelta tra: 1 L L 12 6 Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata Chimica - Durante il primo anno l’allievo dovrà dimostrare la conoscenza pratica e la comprensione di una lingua 1 straniera (Inglese. 6 6 nr Insegnamento C.U.U.(torna all’indice) Laurea Specialistica a ciclo unico in Ingegneria Edile-Architettura (per gli immatricolati negli a. Durata 5 anni Il corso di laurea in Ingegneria Edile . Francese.2009/10) Classe delle Lauree Specialistiche 4/S: Architettura e Ingegneria Edile-Architettura.Architettura (Ciclo unico quinquennale ai sensi della direttiva europea 85/384/CEE) è stato attivato per la prima volta nell’anno accademico 2005/2006.a. Tedesco. Totale CFU primo anno 49 SECONDO ANNO Laboratori L L - 7 8 9 10 Analisi Matematica II Storia dell’Architettura II Disegno dell’Architettura II Architettura e Composizione Architettonica I2 12 12 9 9 11 Fisica Tecnica Ambientale*** un insegnamento a scelta tra: 12 Meccanica Razionale Statica Totale CFU secondo anno 54 C.F. Spagnolo). 2005/06 .F.

U.U. 12 12 9 C. 9 nr Insegnamento I+II I+II I II I+II I 15 Scienza delle Costruzioni 163 Idraulica3 Costruzioni Idrauliche3 17 Urbanistica 18 Informatica Grafica Totale CFU terzo anno QUARTO ANNO Laboratorio 19 Architettura Tecnica II 20 Architettura e Composizione Architettonica III L L L L - I+II I+II I+II I+II II 21 Tecnica Urbanistica4 22 Tecnica delle Costruzioni 23 Geotecnica Totale CFU quarto anno QUINTO ANNO Laboratorio nr Insegnamento 24 Estimo 25 Restauro Architettonico 26 Organizzazione del Cantiere 27 Legislazione delle Opere Pubbliche e dell’Edilizia. Diritto Urbanistico e Sociologia L L - Semestre Semestre nr Insegnamento Semestre 294 .F.U.F.F. 12 12 12 12 9 57 C.TERZO ANNO Laboratori 13 Architettura Tecnica I 14 Architettonica II Architettura e Composizione L L L - 12 12 9 9 12 6 60 C.

l’insegnamento di Tecnica Urbanistica è previsto al terzo anno. nr Insegnamento Laboratori 295 . l’insegnamento di Fisica Ambientale è previsto al I semestre del terzo anno.07. 2008/09.98. a. a. a.R. 2007/08 e 2007/06. 4 Per gli immatricolati nell’a. 2008/09 e 2007/08.ORIENTAMENTO due insegnamento a scelta tra: Architettura e Composizione Architettonica IV Architettura Tecnica e Tipologie Edilizie Recupero e Conservazione degli Edifici Chimica e Tecnologia del Restauro e della Conservazione dei Materiali Costruzioni in zona sismica Rilievo dell’Architettura Totale CFU quinto anno 9 60 II 28 e 29 Per gli immatricolati nell’a. 2007/08 e 2007/06. 3 Per gli immatricolati nell’a. a. 29.U. 1 Laboratorio Progettuale per la Tesi di Laurea (300 ore) L 20 TOTALE 300 C. l’insegnamento integrato di Idraulica e Costruzioni Idrauliche Fisica Ambientale è previsto al I semestre del quarto anno.11 del D.F. Gli studenti sono tenuti a frequentare il Laboratorio Progettuale per la Tesi di Laurea per la durata di 300 ore in base al punto 4. l’insegnamento a scelta tra Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata e Chimica è previsto al secondo anno. 2 Per gli immatricolati nell’a.

Spagnolo).F. PRIMO ANNO Laboratori Semestre I I II I I+II I+II I I+II I+II I+II I+II Semestre I I 1 2 3 4 5 6 Analisi Matematica I Geometria Fisica Generale Storia dell’Architettura I Architettura e Composizione Architettonica I Disegno dell’Architettura I un insegnamento a scelta tra: Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata Chimica L 12 7 - Durante il primo anno l’allievo dovrà dimostrare la conoscenza pratica e la comprensione di una lingua 1 straniera (Inglese.(torna all’indice) Laurea Magistrale a ciclo unico in Ingegneria Edile-Architettura (per gli immatricolati dall’a. Totale CFU primo anno 55 SECONDO ANNO Laboratori L L L L - 8 9 Analisi Matematica II Storia dell’Architettura II 12 12 9 12 10 Disegno dell’Architettura II 11 Architettura e Composizione Architettonica II 12 Architettura Tecnica I un insegnamento a scelta tra: 13 Meccanica Razionale Statica Totale CFU secondo anno 57 C. 509. Durata 5 anni L’istituzione del Corso di Studi (CdS) Magistrale in Ingegneria Edile-Architettura ai sensi del D. Tedesco. Francese.F. precedentemente attivato ai sensi del D.a. 270 nasce come naturale trasformazione del CdS Specialistico in Ingegneria Edile-Architettura. 2010/11) Classe delle Lauree Magistrali LM 4: Architettura e Ingegneria Edile-Architettura.M.U. 6 6 nr Insegnamento C. classe 4/S sempre a ciclo unico quinquennale.M. 6 6 6 9 9 6 nr Insegnamento 296 .U.

Costruzioni Idrauliche 21 Architettura e Composizione Architettonica IV L L L - I+II I+II I+II I+II II 22 Tecnica Urbanistica 23 Tecnica delle Costruzioni 24 Geotecnica Totale CFU quarto anno QUINTO ANNO Laboratorio nr Insegnamento 25 Estimo 26 Restauro Architettonico 27 Organizzazione del Cantiere 28 Pubbliche e dell’Edilizia.TERZO ANNO Laboratori 14 Architettura Tecnica II 15 Architettonica III Architettura e Composizione L L L - C.F.F.U.U. Legislazione delle Opere Diritto Urbanistico e Sociologia L L - I+II I+II I Semestre I Semestre nr Insegnamento Semestre 297 . 9 9 12 9 12 6 57 12 9 12 12 9 54 C. C.U.F. 9 12 12 6 nr Insegnamento II I+II I+II II I+II I 16 Scienza delle Costruzioni 17 Fisica Tecnica Ambientale 18 Urbanistica 19 Informatica Grafica Totale CFU terzo anno QUARTO ANNO Laboratorio 20 Idraulica .

29.11 del D.07. 2 nr Insegnamento Laboratori 298 .F.R.ORIENTAMENTO due insegnamento a scelta tra: Architettura e Composizione Architettonica V Architettura Tecnica e Tipologie Edilizie 29 e 30 Recupero e Conservazione degli Edifici Chimica e Tecnologia del Restauro e della Conservazione dei Materiali Costruzioni in zona sismica Rilievo dell’Architettura Totale CFU quinto anno 9 57 II Gli studenti sono tenuti a frequentare il Laboratorio Progettuale per la Tesi di Laurea per la durata di 300 ore in base al punto 4.98. Tirocinio formativo Laboratorio Progettuale per la Tesi di Laurea (300 ore) L 18 TOTALE 300 C.U.

M.COSTRUZIONI IDRAULICHE INFORMATICA GRAFICA ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE LEGISLAZIONE DELLE OO. E DELL’EDILIZIA. 270) DISEGNO DELL’ARCHITETTURA I FISICA GENERALE GEOMETRIA STORIA DELL’ARCHITETTURA I TECNOLOGIA DEI MATERIALI E CHIMICA APPLICATA ANALISI MATEMATICA II ARCHITETTURA TECNICA I ARCHITETTURA TECNICA II ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA I (D.PP.M. 509) ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA II ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA III ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA IV CHIMICA E TECNOLOGIA DEL RESTAURO E DELLA CONSERVAZIONE DEI MATERIALI COSTRUZIONI IN ZONA SISMICA DISEGNO DELL’ARCHITETTURA II ESTIMO FISICA TECNICA AMBIENTALE GEOTECNICA IDRAULICA . DIRITTO URBANISTICO E SOCIOLOGIA MECCANICA RAZIONALE RECUPERO E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI RESTAURO ARCHITETTONICO RILIEVO DELL’ARCHITETTURA SCIENZA DELLE COSTRUZIONI STATICA STORIA DELL’ARCHITETTURA II TECNICA DELLE COSTRUZIONI TECNICA URBANISTICA URBANISTICA 299 .Programmi degli insegnamenti attivi nel Corso di Studio in Ingegneria Edile-Architettura (torna all’indice) ANALISI MATEMATICA I ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA I (D.

Il corso ha come scopo principale quello di consolidare conoscenze matematiche di base e di fornire e sviluppare strumenti utili per un approccio scientifico ai problemi e fenomeni che lo studente incontrerà nel proseguimento dei suoi studi. La parte teorica del corso sarà presentata in modo rigoroso ma conciso e accompagnata da una parallela attività di esercitazione volta a favorire la comprensione dei concetti. . Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze relative: . Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenza e comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dell’analisi matematica con particolare riferimento alle metodologie di dimostrazione e ai concetti fondamentali dell’analisi matematica. durante le quali saranno presentati gli argomenti del corso mediante lezioni frontali. ed esercitazioni in aula durante le quali di forniranno i principali strumenti necessari per la risoluzione di esercizi relativi ai contenuti dell’insegnamento. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Capacità di applicare i teoremi e le regole studiate alla risoluzione di problemi. esponenziali. Contenuto del corso: 300 . logaritmiche.alla trigonometria. trascendenti. sviluppando in modo coerente le varie dimostrazioni. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche.all’algebra. con particolare riferimento a. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per risolvere in maniera efficiente un problema matematico ed essere capaci di trovare delle ottimizzazioni al processo di risoluzione di un problema matematico. equazioni e disequazioni algebriche. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. costruendo metodi e procedure per la risoluzione di problemi ed effettuando calcoli con limiti e derivate. con particolare riferimento alle funzioni trigonometriche fondamentali. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale. nonché nella capacità di utilizzare i relativi strumenti di calcolo. Abilità comunicative (communication skills) Saper esporre oralmente un argomento legato a all’analisi matematica. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso.(torna all’indice) ANALISI MATEMATICA I CdS: Docente: Ingegneria Edile-Architettura Anno: Semestre: I I Integrato: no Codice: 0630100001 Propedeuticità: nessuna SSD: MAT/05 Crediti: 6 Tipologia: di base Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira all’acquisizione degli elementi di base di Analisi Matematica. trigonometriche. Gli obiettivi formativi del corso consistono nell’acquisizione dei risultati e delle tecniche dimostrative.

Numero di Nepero. Introduzione ai numeri reali. oscillanti e divergenti. Operazioni e forme indeterminate. Criterio di convergenza di Cauchy. Integrale delle funzioni razionali fratte. Derivate delle funzioni elementari. della radice. Estremi di una funzione reale. divergenti e indeterminate. Serie a termini positivi e criteri di convergenza: criteri del confronto. Derivabilità e continuità. Introduzione alle serie numeriche. armonica. Teorema di Bolzano. funzione esponenziale. Limiti notevoli. Ricerca dei massimi e minimi relativi. Intorni. Forma geometrica e forma trigonometrica. retta tangente al grafico di una funzione. G. Teorema di De l’Hospital. Albano. D’Apice. Limiti e Derivate. Funzioni monotone. Potenze e formula di De Moivre. Definizione. Salerno. C. Continuità e discontinuità. Definizione. CUES (2002). C. codominio e grafico di funzione. 4 3 Funzioni reali 3 2 Successioni e Serie numeriche 3 3 Limiti di una funzione Funzioni continue Derivata di una funzione 5 3 4 4 2 Teoremi fondamentali del calcolo differenziale Studio del grafico di una funzione Integrazione di funzioni di una variabile 4 2 4 6 5 3 Totale Ore 36 24 Testi di riferimento G. D’Apice. Asintoti di un grafico. convergenti. Teorema di Rolle. Derivate di funzione composta e funzione inversa. Regole di derivazione. Materiali didattici su piattaforma di e-learning IWT. punti di accumulazione. R. Successioni limitate. flessi.Argomenti Insiemi numerici. Estremi di un insieme numerico. Ore Eserc. Integrale definito e significato geometrico. Albano. Teorema di unicità. Condizioni per massimi e minimi relativi. Manzo. Definizione. funzioni trigonometriche e loro inverse. Teorema del valor medio. funzione potenza. Teoremi di confronto. Verso l’esame di Matematica I. Definizione. Teorema degli zeri. Formule di Taylor e di Mac-Laurin. Teorema di Cauchy. Operazioni sui numeri complessi. Introduzione ai numeri complessi. Funzioni elementari: funzione potenza nesima e radice n-esima. CUES (2002). Appunti delle lezioni. Funzioni concave e convesse in un punto. Grafico di una funzione tramite i suoi elementi caratteristici. Insiemi chiusi e insiemi aperti. Significato geometrico. Campo di esistenza. S. Derivate di ordine superiore. funzione logaritmica. Algebra Lineare. del rapporto. Funzione integrale e teorema fondamentale del calcolo integrale. Ore Lez. Limite destro e limite sinistro. Funzioni invertibili. Successioni monotone. Continuità uniforme. Funzioni composte. Teorema di Weierstrass. Derivate destra e sinistra. Serie convergenti. Regole e metodi di integrazione. Integrali immediati. Definizione di funzione primitiva e integrale indefinito. S. 301 . Unità immaginaria. Contenuti specifici Introduzione alla teoria degli insiemi. Radici n-esime. Definizioni. CUES (2007). D’Apice. Serie geometrica. Teorema di Lagrange e corollari. Differenziale di una funzione e significato geometrico. Operazioni sui sottoinsiemi di un insieme. Intervalli di R. Salerno. C.

Funzioni di più variabili (10h) esercitazioni (30%) Definizioni. Funzioni definite tramite integrali. Lunghezza di una curva. Teorema del Differenziale Totale. funzioni di più variabili. Criteri di esattezza. Forme chiuse in aperti semplicemente connessi. Teorema di Cauchy-Hadamard. Teorema sulla continuità del limite. Convergenza puntuale. Struttura dell’insieme delle soluzioni. Teorema di D’Alembert. I semestre Propedeuticità: Analisi Matematica I Finalità del corso Il modulo ha per finalità l’acquisizione degli elementi di base di Analisi Matematica: successioni e serie di funzioni. Area di una superficie e integrali superficiali. Limite e continuità. Teorema di rettificabilità. Equazioni differenziali (10h) esercitazioni (30%) Definizioni. Domini normali. Differenziabilità delle funzioni composte. Equazioni differenziali del primo ordine. Formule di riduzione. Derivate parziali. superfici e integrali superficiali. Teorema della Divergenza. Formula di Taylor e differenziali di ordine superiore. Derivate direzionali. Convergenza uniforme e totale. Teorema dei valori intermedi. Convergenza puntuale e uniforme. Cambiamento di variabili in due dimensioni. totale. Equazioni differenziali lineari a coefficienti costanti. Serie di potenze. Criteri di Cauchy. Massimi e minimi relativi.(torna all’indice) ANALISI MATEMATICA II Docente: prof. uniforme. Teorema di passaggio al limite sotto il segno di derivata. Relazione tra esattezza e chiusura. Raggio di convergenza della serie derivata. Proprietà. Il problema di Cauchy. Differenziabilità. Integrale curvilineo di una forma differenziale lineare. Superfici e Integrali superficiali (6h) esercitazioni (30%) Definizioni. Esempi e controesempi. Integrale curvilineo di una funzione. divergenza e rotore. Derivazione e integrazione per serie. Esempi e controesempi. Funzioni composte. Serie di funzioni. forme differenziali. Funzioni a valori vettoriali. Formule di Gauss-Green. Programma: Successioni e serie di funzioni (8h) esercitazioni (30%) Successioni. Teorema di esistenza ed unicità locale. Teoremi di passaggio al limite sotto il segno di integrale. Cambiamento di rappresentazioni parametriche. Forme chiuse in rettangoli o aperti stellati. 302 . Criterio di Cauchy uniforme. Il Secondo Teorema di Pappo-Guldino. Curve regolari. Equazioni differenziali lineari di ordine n. Gradiente. Definizioni. Superfici con bordo. Integrali di funzioni di più variabili (11h) esercitazioni (30%) Definizioni. equazioni differenziali. Integrale particolare e integrale generale. Teorema di Weierstrass. Forme chiuse ed esatte. Definizioni. Definizioni. Esempi. Teorema di Schwarz. Curve e Integrali curvilinei (6h) esercitazioni (30%) Definizione. Teorema di derivazione delle funzioni composte. Forme differenziali (9h) esercitazioni (30%) Definizioni. Metodi di risoluzione. curve e integrali curvilinei. Applicazione ad aree e volumi. Il Primo Teorema di Pappo-Guldino. Vincenzo TIBULLO Numero di Crediti: 6 Collocazione: II Anno. Insieme di convergenza e raggio di convergenza. Teorema di integrazione e di derivazione per serie. Formula di Stokes. Campi vettoriali. integrali di funzioni di più variabili.

Concetti e proprietà di curve e integrali curvilinei.Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Convergenze di successioni di funzioni. Capacità di: Calcolare massimi e minimi di funzioni di più variabili. Proprietà ed applicazioni di integrali di funzioni di più variabili. Metodi di soluzione delle equazioni differenziali ordinarie. calcolare una primitiva. Calcolare semplici integrali di funzioni di più variabili. 303 . Verificare chiusura ed esattezza di forme differenziali. Modalità di svolgimento dell’esame L’esame si articola attraverso una prova scritta ed un colloquio orale. Testi e materiale didattico di supporto Appunti delle lezioni. Concetti e proprietà di superfici e integrali superficiali. Caratteristiche e proprietà fondamentali delle funzioni reali di più variabili reali. Calcolare semplici integrali curvilinei e superficiali. Risolvere semplici equazioni differenziali. Concetto di forma differenziale.

rappresentazione grafica). I sistemi costruttivi: considerazioni generali 4. attraverso l’elaborazione di relazioni tecniche e tavole grafiche. Le tipologie strutturali 3. Le malte per muratura 8a. Le scale in muratura PARTE SECONDA 1.le ragioni del costruire 2. La pietra: estrazione sollevamento. Dal Razionalismo all’Architettura Organica: l’evoluzione tecnologica ed architettonica dell’architettura del XX secolo 8. geometrico. propedeutici all’approccio della progettazione e della costruzione dell’organismo edilizio. I e II semestre Propedeuticità: Disegno dell’Architettura II. Le lezioni teoriche conducono ad una lettura della tecnologia edilizia attraverso i processi conoscitivi e trasformativi del costruire e all’approccio alle problematiche connesse con la progettazione edilizia. Federica RIBERA Numero di crediti: 12 Collocazione: III anno. Enrico SICIGNANO. lavorazione e fissaggio 6. Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata o Chimica. I temi comprendono unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento e consistono nell’analisi storica. trasporto. I solai in legno 12b. Significato e concetto di architettura . Storia dell’Architettura II. funzionale e morfologico. Le tipologie edilizie e aggregative 4. Le fondazioni 10. I materiali da costruzione tradizionali: la pietra 5. rilievo fotografico. Progettare e costruire correttamente in zona sismica Esercitazioni L’edilizia a Salerno tra le due guerre: analisi di un edificio (ricerca storica e di archivio. I solai tradizionali in ferro 13. L’edilizia popolare in Italia 7. Eliminazione delle barriere architettoniche 6. temi da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. Sostegni verticali continui (le pareti murarie) 8b. tecnologico e funzionale. I materiali da costruzione tradizionali: l’argilla 7. Obiettivi formativi Il corso mira all’acquisizione di metodi e di conoscenze tecniche per la comprensione e l’analisi dell’organismo edilizio dal punto di vista costruttivo. L’architettura greca . e nella redazione di un progetto edilizio all’interno di un contesto ex-novo e/o già costruito. Le volte 12a. I sostegni sulle aperture 11. Sostegni verticali isolati (colonne e pilastri) 9. 304 .i templi di Poseidonia 3. Sul significato di architettura 2. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. divisi per gruppi di lavoro. Le coperture a tetto 14.(torna all’indice) ARCHITETTURA TECNICA I Docente: proff. Nelle esercitazioni in aula vengono assegnati agli studenti. Contenuti del corso: PARTE PRIMA 1. Riferimenti legislativi 5. geometrica. tecnologica e funzionale di un manufatto edilizio esistente.

Milano 1998 E. Tema d’anno Sviluppo del progetto secondo le modalità indicate e descritte durante il corso. Sicignano. Salerno 2005. 305 . Allen. E. CUES. Bari 1995. Zevi . AA.. Testi di riferimento E. Appunti di Architettura Tecnica. B. Allen.VV.Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avviene mediante un colloquio orale che presuppone anche la verifica dei risultati ottenuti nello svolgimento delle esercitazioni. Il Manuale dell’Architetto. I fondamenti del costruire.VV. Mc Graw & Hill. Mancuso Editore .. Il Nuovo Manuale dell’Architetto. Appunti del corso. Come funzionano gli edifici.AA. Dedalo.Roma (testi e CDrom).

Simulando una parte importante del processo edilizio. caratteristiche. La corretta progettazione dell’edificio L’ubicazione. dei materiali da costruzione. Tecniche esecutive .es. Enrico SICIGNANO (9cfu). La luce . Il tetto-giardino. requisiti. i materiali .Solai predalles. costruzione. 7. l’acqua. visto nell’intero ciclo di progettazione e costruzione dei manufatti edilizi e delle opere – talvolta complesse – di architettura. Il progetto esecutivo. durabilità. 5. opera di sostegno e bonifica.se ne analizzeranno le fasi e le tappe essenziali. in mattoni. il verde. 3. destinazione d’uso e significato dell’opera da costruire) e da fattori estrinseci (il genius loci. comfort ambientale. finalizzato alla realizzazione di un manufatto edilizio ex novo o al recupero ed riuso di opere dismesse (chiese. il sistema vincolistico e di tutela. Le fondazioni in conglomerato cementizio armato Fondazioni dirette e indirette. Particolari costruttivi dei pali di fondazione. entità.es. problematiche. ecc).). il tutto nelle appropriate modalità di rappresentazione e nelle procedure di realizzazione. urbanistici. 4. decoro e qualità estetica.Particolari costruttivi. il corso di Architettura Tecnica II è volto a completare la formazione degli allievi. l’ombra. L’obiettivo è quello di formare ed educare lo studente alla consapevolezza ed alla visione complessiva ed integrale dei problemi della progettazione e della costruzione. il contesto.Particolari costruttivi. I solai gettati in opera e prefabbricati Solai latero-cementizi / a struttura metallica e lamiera grecata . l’esposizione. fabbriche. Fasi esecutive: scavo.(torna all’indice) ARCHITETTURA TECNICA II Docente: prof. Le coperture inclinate 306 . visto nelle sue componenti. demolizione. sistema Barra-Costantini. ecc. Argomenti: 1. Studio dei materiali da costruzione e degli elementi di base impiegati. le valutazioni e gli aspetti economici.delle relazioni con le problematiche del risparmio energetico e degli impianti tecnologici. isolate e continue. L’analisi è di tipo sia ambientale che tecnologica per il soddisfacimento delle esigenze dell’utenza. Tecniche esecutive . Appropriatezza delle scelte progettuali derivanti da fattori intrinseci (carattere. realizzazione della struttura di fondazione. I e II semestre Propedeuticità: Architettura Tecnica I Obiettivi formativi La necessità di due annualità del corso di Architettura Tecnica scaturisce dalla complessità del processo edilizio. arch. Le costruzioni con struttura portante intelaiata in acciaio Origini ed evoluzione del sistema costruttivo. Le coperture piane Sistemi strutturali. 2. gli aspetti normativi. 8. muro di Trombe. in blocchi di laterizio portante e in blocchi di cemento. Se il corso di Architettura Tecnica I affronta le problematiche della disciplina e fornisce le conoscenze di base dell’organismo edilizio. Contenuti Concetto di ciclo edilizio: progetto. manutenzionegestione.es. Il corso si propone di affinare una consapevole cultura tecnologica della progettazione affinché vengano garantite condizioni di sicurezza. recupero-conservazione.con dettagliati particolari costruttivi. 6. Pierfrancesco FIORE (3cfu) Numero di crediti: 12 Collocazione: IV anno. Le costruzioni con struttura portante intelaiata in conglomerato cementizio armato Origini ed evoluzione del sistema costruttivo. esigenze e prestazioni.con particolare riguardo alle prestazioni come da capitolato generale e speciale di appalto ministeriale e come da specifiche tecniche. edifici. tetto giardino. I particolari costruttivi. Isolamento sismico delle fondazioni. esplicitate in requisiti e valutate in termini di prestazioni degli elementi tecnici stessi che costituiscono e governano la forma costruita. Le costruzioni con struttura in muratura portante: usi innovativi Architetture moderne e contemporanee: in pietra. con approfondimenti tematici sotto il profilo delle conoscenze dettagliate e delle capacità operative per l’impiego in edilizia ed in architettura dei sistemi costruttivi tradizionali ed innovativi. l’asse eliotermico.

non possono in ogni casoprescindere dalle conoscenze storiche dell’architettura. Milano.previa verifica delle indispensabili presenze al corso. Il tetto ventilato. Esercitazioni Nel corso dell’anno si svolgeranno in aula ed in laboratorio esercitazioni e prove in itinere sull’analisi e lo sviluppo di progetti esecutivi. Le volte sottili Le volte catalane. alla cultura tecnologica della progettazione finalizzate alla costruzione. PETRIGNANI A. 13. Manuale di Progettazione Edilizia. Come funzionano gli edifici. Le grandi coperture Il ruolo del legno lamellare (problematiche costruttive e tecnologiche). 307 . TUBI N. problematiche. caratteristiche.. esigenze e prestazioni.. Milano 1981. 10.VV. 9. caratteristiche e particolari costruttivi. Particolare attenzione sarà dedicata allo stretto rapporto che intercorre tra soluzioni tecnologiche e linguaggio architettonico. Dieste... italiani e stranieri. Gli infissi esterni Esigenze. La preparazione alla progettazione di dettaglio. Roma 1994. la tamponatura tradizionale. AA. tecniche e materiali. stabilimenti e presso cantieri edili. Pre-requisiti Il corso presuppone la conoscenza delle nozioni di base dell’organismo edilizio. ALLEN E. attraverso la lettura di significative opere di architettura moderna e contemporanea. consisterà nella prova orale tesa ad accertare la conoscenza degli argomenti trattati supportata anche dalla presentazione ed illustrazione di tutti gli elaborati grafici richiesti e prodotti.. Le lezioni di Gaudì. Modalità di svolgimento dell’esame finale L’esame finale. della sua rappresentazione alle varie scale e dei materiali da costruzione di base. relazioni e specifiche tecniche. La progettazione di un moderno involucro efficiente Requisiti. ecc. microventilate. Tecnologie dell’Architettura.. La realizzazione di murature in laterizio. schermate. Muratura portante in laterizio. 12. Roma 1981. Guastavino. requisiti. Bibliografia ALLEN E. Sono previste inoltre eventuali visite di studio presso aziende. caratteristiche. 1998. Goerlich Ed. Edizioni Laterconsult. Edizioni Laterconsult.Sistemi strutturali. di dettagliati particolari costruttivi stampati in formato A3. I Fondamenti del Costruire. nonché di esperti di particolari aziende di prodotti e sistemi su problematiche specifiche. problematiche. Seminari Sono previsti seminari di studiosi. requisiti. 15. Le chiusure esterne La facciata opaca. Hoepli. 14. nonché si procederà alla redazione di schede.. La facciata trasparente Facciata continua e facciata strutturale in vetro. Le facciate a doppia pelle Le facciate ventilate. LATINA C. McGraw Hill. I particolari costruttivi. 1992. Dedalo. 11.

Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per sviluppare schemi e ipotesi progettuali con riferimento a tipologie edilizie semplici. Roberto Vanacore Semestre: I e II Integrato: Propedeuticità: Crediti: 9 Tipologia: cacaratterizzante Codice: 0630100011 SSD: ICAR/14 Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso si propone di sviluppare le coordinate operative per mettere a punto un metodo per il progetto di architettura. 308 . dei concetti fondamentali delle teorie e delle tecniche della progettazione architettonica. Metodi di valutazione A metà corso ed alla fine del corso si svolge una valutazione in itinere riguardante gli elaborati redatti nel corso delle esercitazioni compiute nel primo semestre e tesa ad accertare il livello delle acquisizioni conseguite nello stesso periodo. ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula gli studenti debbono elaborare grafici progettuali correlati con gli argomenti ed i tematismi di volta in volta illustrati durante le lezioni teoriche. sviluppato nell'ambito di un itinerario di ricerca e di approfondimento che considera la relazione – intesa nella molteplicità dei suoi aspetti – fra l'oggetto architettonico ed il contesto in cui esso si inserisce quale elemento centrale del percorso progettuale. proponendone allo stesso tempo una interpretazione attraverso la strumentazione disciplinare propria dell'architettura. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato agli argomenti trattati. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati è richiesta la conoscenze degli argomenti del corso di Storia dell’architettura I e del corso di Disegno I. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite e saper apprendere autonomamente le nuove evoluzioni delle conoscenze. 270) CdS: Ingegneria Edile-Architettura Anno: I Docente: prof. secondo criteri consapevoli e criticamente avvertiti.(torna all’indice) ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA I (D. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Pertanto. schemi e ipotesi progettuali con riferimento a tipologie edilizie semplici. logici e fisici dell’architettura e della composizione architettonica. delle metodologie. Alla fine del corso si svolge una ulteriore valutazione in itinere riguardante gli elaborati redatti nel corso delle esercitazioni compiute nel secondo semestre e tesa ad accertare il livello delle acquisizioni conseguite nello stesso periodo. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dei modelli concettuali.M. il progetto assume i connotati di un esercizio di riflessione e di giudizio critico sui caratteri e sulle condizioni della preesistenza. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper elaborare. sulla base di una compiuta consapevolezza del tema e dei caratteri del contesto preesistente.

Composizione/progettazione: differenze. Bologna. a cura di V. Poetica della forma architettonica nel XIX e XX secolo. luogo. lo spazio interno (meccanismi distributivi. Edgar Morin. 1982 Kenneth Frampton. 1980 (M. Progetto di architettura e preesistenza storica. Le variazioni dell’identità. Electa. Madrid. Insegnare l’architettura. Teyssot.. Napoli. Edizioni Scientifiche Italiane.La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà alla fine del corso. 12 8 4 9 6 3 I fondamenti del progetto di architettura 18 18 6 Totale Ore 45 32 13 Testi di riferimento Kenneth Frampton. 1999 Alberto Izzo (a cura di). L’architettura come esito di un processo dialettico fra storicità del tema ed attualità del programma. storico. Venezia. culturale. Il rapporto fra progetto di architettura e contesto. la copertura. 6 Ore Eser. CLEAN. il rapporto fra ragione e invenzione. New York. Tettonica e architettura. Milano. spazi serventi e spazi serviti. CLEAN. il luogo come contesto fisico. 2009. Napoli.M. Farinati. mediante una discussione sul complesso del lavoro svolto ed un colloquio orale centrato sugli argomenti delle lezioni teoriche. Marsilio. Einaudi 1986 Alberto Izzo (a cura di). Dizionario storico di architettura. Milano. analisi etimologica del termine. 2005 Alberto Izzo. Il rapporto fra geometria ed architettura. Città Studi Edizioni. i condizionamenti del sito. 2000 Antoine Chrysostome Quatremère de Quincy. Dedalo.O. Napoli. gerarchie di spazi). contesto. Differenza fra tipo e modello. I fondamenti culturali dell’architettura come procedimento costruttivo dello spazio fisico. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero. L’architettura come spazio per l’uomo. Raffaello Cortina Editore. Complessità e contraddizioni nell'architettura. La tipologia architettonica. CUES. Bari. Berlino. Skira. G. Le definizioni di architettura nella storia: alcuni riferimenti. Spazio. Ore Lez. 1966) Peter Zumthor. Gli aspetti significativi in un progetto di architettura: l’attacco al suolo (il basamento). 2005. 2003V Carlos Martì Arìs. la dimensione fisica dell’architettura in relazione alla dimensione del corpo umano. 2005 Roberto Vanacore. 16 + 1 tesi in mostra. Ore Lab. Salerno. Un’esperienza di progettazione triennale. Questioni di architettura. Pensare architettura. Milano.A. Il tipo in architettura. Londra. la luce. il rapporto fra forma-funzione-struttura. Vittorio Gregotti. Didattica e Progetto. Zanichelli. significati. 1985 Robert Venturi. l’involucrotessitura esterno. Contenuto del corso: Argomenti Introduzione al corso Contenuti specifici Definizioni di architettura. Storia dell’architettura moderna. 1990 309 . analogie. l’architettura come disciplina fondata sulla sintesi fra aspetti scientifici e trasmissibili e aspetti legati all’invenzione. La testa ben fatta.

Alberto Izzo (a cura di). Umberto Allemandi & C. 509) Docente: prof. a ballatoio. Bari.M. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti. Articolazione didattica L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. a schiera. CLEAN. Napoli. CLEAN. Analisi dei contesti urbanie: forma. Poetica della forma architettonica nel XIX e XX secolo. Napoli. Bologna. un progetto da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. Torino. giaciture e principi insediativi. Tipologie architettoniche: tipi edilizi in linea. tetto o coronamento. Skira. Madrid. 16 + 1 tesi in mostra. Zanichelli. Testi di riferimento Alan Colquohn. Alberto Izzo. Laterza. Edizioni Scientifiche Italiane. 2005. a torre. I e II semestre Propedeuticità: Storia dell’Architettura I. paesaggio e architettura.. Un’esperienza di progettazione triennale. anche a sviluppare e rafforzare le capacità di lavorare in team. Torino. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante la discussione degli elaborati di progetto e mediante un colloquio orale. Alberto Izzo (a cura di). sviluppato nell’ambito di un itinerario di ricerca e di approfondimento che considera la relazione . tessitura dei materiali. Roberto VANACORE Numero di Crediti: 9 Collocazione: II Anno. Milano. Didattica e Progetto. Einaudi. a corte. Kenneth Frampton. Architettura moderna e storia. Napoli. 1999. Il progetto comprende unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento ed è strumentale all’acquisizione. Vittorio Gregotti. Napoli. La solitudine degli edifici e altri scritti. Storia dell’architettura moderna. 2005. a blocco. colore. Rapporto fra progetto e contesto: geometria e architettura. Londra. 2004. Disegno dell’Architettura I Obiettivi formativi Il corso si propone di offrire le coordinate operative per mettere a punto un metodo per il progetto di architettura. Programma: Contenuti Introduzione al corso: elementi di lettura e di costruzione della forma architettonica. città e architettura. Insegnare l’architettura. spazi di soglia e di transizione. oltre che delle capacità di progettazione di un edificio semplice. Tettonica e architettura. Berlino. L’organismo architettonico: basamento. spazio interno. Rafael Moneo. 1982. rapporti fra spazi aperti e volumi edificati.fra l’oggetto architettonico ed il contesto in cui esso si inserisce quale elemento centrale del percorso progettuale. 1986. tessitura-intreccio. 2005.(torna all’indice) ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA I (D. 1989.intesa nella molteplicità dei suoi aspetti . Questioni di architettura. Kenneth Frampton. divisi in gruppi di lavoro di massimo due persone. 310 .

ssa Alessandra COMO Numero di Crediti: 12 Collocazione: III Anno. Perec. Lettere ai familiari: II. Torino 2002. 2001. durante tutto l’anno accademico ogni studente dovrà tenere un taccuino per gli schizzi presi in classe durante le lezioni e per gli schizzi dello studio di approfondimento personale e di progetto. “Domus”) con selezione di progetti di case tratte dall’architettura moderna e contemporanea. Reinterpretazione degli spazi in rapporto alle persone specifiche che li abitavano. Testi di riferimento Plinio il Giovane. Dal corpo allo spazio: studio astratto di spazi in rapporto ad attività specifiche individuate attraverso la geometria e la sequenza del movimento. del portfolio. M. Articolazione didattica Il lavoro didattico seguirà un processo di sviluppo non lineare basato su di una serie di esercizi progettuali che forniranno agli studenti occasione di riflessione e sperimentazione. Une Petite maison (Una Piccola Casa). de Certeau.17. Inoltre. “Lotus”. Relazione tra lo spazio abitativo ed i percorsi. Bachelard. studiati attraverso disegni e modelli. Contenuti del corso 1. Lettura di progetti: studio di progetti di case tratte dall’architettura del Moderno. Introduzione: lo spazio dell’abitazione: problemi teorici ed interpretativi. 311 . 5. I e II semestre Propedeuticità: Architettura e Composizione Architettonica I Finalità Il corso si propone di approndire le ragioni ed il senso dell’abitare ed ha l’obiettivo di condurre gli studenti ad una rivisitazione e reinvenzione degli spazi della casa attraverso un lavoro di sperimentazione. Ridisegno di nuovi spazi generati dai movimenti analizzati. 3. Articoli di riviste d’architettura (“El Croquis”. Le Corbusier. Abitare il luogo: rapporto fra progetto e contesto. Specie di spazi. G. L’invenzione del quotidiano. La casa come sequenza spaziale: progetto di una sequenza di spazi legati alla sequenza dei movimenti. Le lezioni in aula serviranno da riferimento per il lavoro sperimentale da svolgere nelle ore di laboratorio. Gli studenti avranno una valutazione per il lavoro svolto in ciascun esercizio e la valutazione finale terrà conto delle valutazioni dei singoli esercizi. Bari 1975. Tutti gli esercizi svolti durante l’anno accademico verranno consegnati all’esame e riorganizzati in un portfolio. V. 2. La poetica dello spazio. Metodi di valutazione L’insegnamento è erogato in presenza con frequenza obbligatoria.(torna all’indice) ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA II Docente: prof. 4. del taccuino e del colloquio finale durante il quale gli studenti saranno chiamati a discutere dei temi coperti durante il corso e dimostrare un approfondimento dei testi e delle architetture selezionate. Aggregare: progettazione di ambienti di abitazione con attenzione alle relazioni tra le parti ed ai problemi distributivi 6. G. introduzione alla sperimentazione.6 sulle sue case in Toscana e nel Laurento. 2003. Individuazione delle relazioni visive e percettive.

nel corso del XX secolo. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero. Oltre a lezioni tradizionali. alla condizione attuale – morfologica. Zanichelli.(torna all’indice) ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA III Docente: proff. La conoscenza e l’interpretazione critica delle dinamiche che hanno condotto. che potranno essere condotti anche con il contributo di docenti ed esperti esterni. Milano. in contesti urbani e/o paesaggistici sensibili. New York. al fine di innescare dinamiche di riqualificazione di siti degradati o di consolidare condizioni di equilibrio fra ambiente naturale e presenza umana. gli studenti saranno coinvolti in una serie di sperimentazioni didattiche in cui dovranno elaborare progetti di architettura. La testa ben fatta. Letture consigliate Françoise Choay. L’architettura della città. Torino. Articolazione didattica L’attività didattica si articola in una serie di lezioni sui contenuti generali del corso. I e II semestre Propedeuticità: Architettura e Composizione Architettonica II Contenuti Il corso si propone di offrire le coordinate operative per mettere a punto un metodo per il progetto di architettura considerato nell’ambito di una riflessione che comprenda la sua relazione – intesa nella molteplicità dei suoi aspetti – con il contesto urbano e con quello paesaggistico. Tettonica e architettura. Roberto VANACORE e Alessandra COMO Numero di Crediti: 12 Collocazione: IV Anno. Einaudi. Kenneth Frampton. da un lato. 2000. Milano. Skira. Su tale base. nello stesso tempo i rischi che possono derivare da interventi di modifica condotti senza una chiara comprensione del contesto preesistente.M. 2000. 1966). La città. 1980 (M. Aldo Rossi. Joseph Rykwert. e l’evoluzione del concetto di paesaggio – in relazione con quello di ambiente – costituisce il fondamento teorico del corso. Bologna. 2006. ed a seminari di approfondimento su temi specifici.O. il corso si svilupperà mediante una serie di elaborazioni progettuali condotte in contesti di rilevante significato sia urbano che ambientale e paesaggistico. Storia dell’architettura moderna. Poetica della forma architettonica nel XIX e XX secolo. Einaudi. Bari. 2000. con particolare riferimento allo sviluppo della città contemporanea nel XX secolo ed alle profonde trasformazioni del concetto di paesaggio ed ambiente negli ultimi decenni. Robert Venturi. semantica – delle nostre città. Edizioni Città Studi.. Storia e futuro della città.A. 312 . Dedalo. Edgar Morin. dovranno sviluppare l’attitudine a considerare le potenzialità dell’architettura in chiave positiva. Milano. Gli studenti. riconoscendo. Torino. Raffaello Cortina Editore. funzionale. Utopie e realtà. sulla base di un approfondimento dei testi consigliati e delle successive elaborazioni progettuali. 2005. Kenneth Frampton. 1982. la seduzione del luogo. Complessità e contraddizioni nell’architettura.

movimento come parte integrante dei progetti di architettura. Rapporto tra materiali e forme. tecniche. mediante la presentazione del lavoro di progetto e un colloquio orale centrato sulla di-scussione delle tematiche affrontate durante l’anno.(torna all’indice) ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA IV Docente: supplente Numero di Crediti: 9 Collocazione: V Anno. Nodi. gallerie espositive. la capacità di gestione degli approfondimenti necessari al controllo progettuale finalizzato all’esecuzione dell’opera. in relazione alla condizione urbana contemporanea. L’inserimento urbano. costituendo un ulteriore approfondimento del quadro di riferimento di saperi. alla luce della produzione degli ultimi anni ma partendo dagli esempi storici. anche allo scopo di compiere una riflessione critica sull’evoluzione di tali spazi. Selezione di progetti in ambito di inserimento nazionale e internazionale. Il corso si propone di far apprendere agli allievi la capacità di gestire progetti a carattere complesso: multifunzionali e di grande impatto urbano e territoriale. Materiali e specifiche Selezioni di progetti contemporanei e moderni con lo scopo di mettere a di progetto fuoco la relazione tra le idee di progetto e le soluzioni di dettaglio. saranno gli aspetti privilegiati nel percorso didattico prefigurato. con particolare riferimento a Le Corbusier e Louis Kahn. Selezione di progetti di architetti moderni. I proplemi Individuazione di metodologie di intervento. le qualità spaziali degli edifici progettati.). Esempi di soluzioni specifiche. da illustrare in scale differenziate. 313 . Testi di riferimento Selezione di numeri di riviste di settore con le pubblicazioni dei principali progetti contemporanei in ambito nazionale internazionale. Argomenti e contenuti specifici Introduzione al corso Filosofia del corso. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche e il lavoro di laboratorio. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà alla fine del corso. Il programma Le questioni fondamentali legate al programma funzionale. E’ prevista un’unica esercitazione complessa che avrà per oggetto il progetto di un complesso architettonico inserito in ambito urbano. percorsi. urbanistici e territoriali. conoscenze e competenze sviluppato nelle annualità 1. 2 e 3 della disciplina. ecc. biblioteche. Strumenti e tecniche di rappresentazione. Reti infrastrutturali Le questioni fondamentali legate alla relazioni tra progetti di architettura e reti infrastrutturali. La scelta dei metodi di rappresentazione. Strategie di intervento. Il corso si propone quindi di far sviluppare il controllo progettuale a diverse scale di intervento da quella urbanistico . Obiettivi. Studio di progetti selezionati. II semestre Propedeuticità: Architettura e Composizione Architettonica III Obiettivi formativi Il corso si colloca in una fase avanzata della formazione degli allievi ingegneri-architetti e rappresenta un’esperienza progettuale complessa nel settore della composizione architettonica e urbana.territoriale a quella di dettaglio con la scelta dei materiali e i particolari significativi. Aree di progetto. con particolare approfondimento delle funzioni a carattere culturale (musei. Approfondimento sul Serie di lezioni relative ai caratteri propri di spazi per diverse destinazioni programma funzionali. Le esigenze della (funzioni e tipologie) contemporaneità: lavorare con tipologie differenziate e avanzate. la selezione dei materiali da costruzione da utilizzare.

II semestre Propedeuticità: Chimica o Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata Obiettivi formativi Il corso ha lo scopo di far conoscere agli allievi le problematiche relative al comportamento in esercizio dei materiali. Trasporto di calore e proprietà termiche. delle tecniche diagnostiche per la valutazione del danno e dei metodi di recupero e conservazione. Zincatura. Reazione alcali-aggregati. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Aggressività ambientale e fattori di vulnerabilità delle strutture in c. Azioni chimiche.(torna all’indice) CHIMICA E TECNOLOGIA DEL RESTAURO E DELLA CONSERVAZIONE DEI MATERIALI Docenti: proff. 4 Prevenzione del degrado e protezione delle opere in c. Compatibilità e proprietà termiche.a.a. Attacco solfatico. Dilatazioni differenziate e distacco . mediante un colloquio orale. Anodizzazione. Meccanismi di ingresso dell’acqua. permeazione ed assorbimento capillare. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà alla fine del corso. Murature e materiali lapidei: degrado e prevenzione Tecniche di intervento 4 4 8 7 314 . Materiali porosi. Manutenzione programmata. Umidità nelle murature. Protezione catodica. Compatibilità Chimica. Programma Introduzione al corso Azione dell’ambiente. vita di servizio e durabilità. fisiche e biologiche. Strutture in acciaio interrate o immerse. Con le esperienze di laboratorio i discenti potranno consolidare le nozioni acquisite. Corrosione delle armature. Compatibilità fisica. I fenomeni di trasporto nei materiali 4 3 Compatibilità tra materiali 4 Il degrado delle opere in calcestruzzo. Loredana INCARNATO e Luciano DI MAIO Numero di crediti: 9 Collocazione: V Anno. Il problema della compatibilità tra materiali in relazione ai fenomeni di trasporto. Prevenzione del degrado e recupero dei materiali e delle strutture danneggiate. 6 2 7 Il degrado dei metalli e le tecniche di protezione. Consolidamento e protezione mediante resi- Ore Lez. Tecniche di consolidamento. Trasporto di massa: diffusione. Nelle e-sercitazioni in aula agli studenti saranno proposti problemi di tipo pratico di valutazione delle proprietà coinvolte nella analisi della durabilità dei materiali. Degradazione per gelività. Si propone pertanto di fare acquisire competenze specifiche nel campo dei fenomeni degradativi dei materiali tipicamente impiegati in edilizia. Utilizzo di resine polimeriche. Ore Lab. ed esercitazioni in aula ed in laboratorio. Trattamenti superficiali. Leghe metalliche. 2 Ore Eserc. Corrosione atmosferica. Cementi speciali. Protezione con rivestimenti organici.

Durabilità dei materiali polimerici. Interazioni con sostanze aggressive. II. Invecchiamento fisico. Attacchi ambientali e biologici. Compatibilità resina-supporto.vol. 2006 Appunti dalle lezioni. Tecniche analitiche e diagnostiche del degrado. Proprietà dei rivestimenti protettivi. Materiali didattici relativi alle attività di laboratorio 315 . Edizioni Città Studi. Comportamento al fuoco dei materiali. Caratteristiche e durabilità dei compositi polimerici. Prevenzione del degrado. Azione ambientale. Tecniche di ispezione ed indagini in situ. Materiali compositi per il rinforzo strutturale. Rinforzi strutturali con FRP. Pitture e sigillanti. Analisi chimico-fisiche e tecniche strumentali di laboratorio. Materiali innovativi nel restauro e nella conservazione Opere e strutture in legno.a. Comportamento al fuoco degli acciai. 4 2 4 4 4 8 60 3 10 11 25 Totale Ore Testi di riferimento Luca Bertolini. ne polimeriche. delle malte e del calcestruzzo. Legno. Trattamenti del legno. Effetti termici sui leganti.per la conservazione dei materiali lapidei. Materie plastiche. Caratteristiche e durabilità. Resine polimeriche e nanocompositi. Proprietà di trasporto. Impemeabilizzazione e consolidamento delle murature. Calcestruzzi fibrorinforzati. Tecniche non distruttive. Prove sui materiali porosi. Materiali da costruzione . Restauro delle strutture in c. Resine filmogene ed impregnanti. Cenni sui meccanismi di combustione.

(torna all’indice) COSTRUZIONI IN ZONA SISMICA Docente: prof. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale. 9 3 Analisi della risposta sismica di organismi edilizi 13 7 Il progetto di strutture antisismiche 10 6 316 . Le normative internazionali. La nuova normativa NTC2008. II semestre Propedeuticità: Tecnica delle Costruzioni Finalità Obiettivo del corso sono le tematiche inerenti il progetto e la verifica degli organismi edilizi e lo studio del comportamento degli edifici esistenti e dei beni storico-monumentali in ambito sismico. saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento ovvero le problematiche connesse alla progettazione ed all’esecuzione di strutture sismoresistenti e di interventi di consolidamento. Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze mecaniche di base. Duttilità e Gerarchia delle Resistenze. seminari ed esercitazioni in aula. saper individuare i metodi. Ore Eserc. La risposta sismica di sistemi a masse concentrate a più gradi di libertà (MDOF). La risposta libera e forzata dei sistemi ad un grado di libertà (SDOF). Criteri di progetto di carattere prestazionale. Dettagli costruttivi specifici per la protezione sismica degli edifici. Spettri di risposta elastici. Pericolosità sismica di base ed effetti di sito. È prevista la redazione di un progetto di un organismo edilizio da svolgere in gruppi. Introduzione al comportamento non lineare delle strutture soggette ad azioni sismiche. Metodi di analisi lineare: statica e dinamica. Spettri di risposta anelastici. i criteri e le procedure più appropriate per progettare e realizzare una costruzione sismoresistente. ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dell’ingegneria civile in generale ed in particolare nell’ambito dei processi di progettazione ed esecuzione sia di interventi ex-novo di edilizia ovvero di consolidamento degli edifici esistenti e dei beni storico monumentali. capacità di progettazione di organismi edilizi sismoresistenti ed interventi di consolidamento degli edifici esistenti e dei beni storico monumentali nei confronti delle azioni sismiche. Descrizione delle principali metodologie sismotettoniche-probabilistiche per l’analisi della pericolosità sismica. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Contenuti del corso Il fenomeno sismico Introduzione alla sismologia e caratterizzazione del fenomeno sismico. Spettri di progetto. Controventi. Vincenzo PILUSO Numero di crediti: 9 Collocazione: V anno. Metodi numerici di integrazione delle equazioni del moto. saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. con particolare riferimento alla scienza ed alla tecnica delle costruzioni. Gli organismi degli edifici antisismici. Ore Lez.

CHOPRA A. Prentice-Hall. L’analisi del comportamento sismico beni storico monumentali. 9 5 8 5 7 55 4 30 Testi di riferimento “Dynamics of structures: theory and applications to earthquake engineering”. MAFREDI. 1995 “Strutture in cemento armato.. Hoepli.Wiley & sons.Kelly. Criteri di progetto di interventi finalizzati al miglioramento sismico. Concetti di controllo delle vibrazioni. J. L’isolamento alla base. Basi della progettazione”. La dissipazione extrastrutturale di energia. NAEIM F. Interventi di adeguamento e miglioramento sismico. COSENZA. M. Metodologie e tecnologie per il consolidamento sismico..K. 1999 317 .. Analisi di vulnerabilità. Controventi dissipativi. PECCE. 2008 “Design of seismic isolated structures: from theory to practice”. J.Interventi di consolidamento di edifici in zona sismica Interventi di consolidamento di beni storico-monumentali in zona sismica Strategie innovative di protezione sismica Totale Ore Comportamento sismico degli edifici esistenti.

la prova grafica finale ha valore di ammissione al colloquio. Per coloro che non avranno sostenuto la prova grafica in itinere.(torna all’indice) DISEGNO DELL’ARCHITETTURA I CdS: Ingegneria Edile-Architettura Anno: I Docente: prof. La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà alla fine del corso. mediante una prova grafica finale e un colloquio orale centrato sulla discussione delle prove grafiche e delle tavole svolte alle esercitazioni. attraverso l’armonico e organico studio dei modelli geometrici dello spazio tridimensionale. Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite e saper apprendere autonomamente le nuove evoluzioni delle conoscenze. Abilità comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente e graficamente un argomento legato agli argomenti trattati. Vito CARDONE Semestre: I e II Integrato: Propedeuticità: nessuna SSD: ICAR/17 Crediti: 12 Tipologia: base Codice: 0630100005 Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Apprendere. Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nell’ambito dei modelli concettuali. gli elementi fondamentali del linguaggio grafico di natura tecnica. Contenuto del corso: 318 . acquisire la capacità di esprimere in termini analitici. gli elementi costitutivi di manufatti architettonici e di opere di ingegneria. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati è richiesta la conoscenze della geometria euclidea. secondo norme convenzionali codificate. delle metodologie di progetto e sviluppo. Metodi di valutazione A metà corso (gennaio-febbraio) si terrà una prova grafica in itinere. con finalità di autovalutazione da parte degli allievi. dei concetti fondamentali del linguaggio grafico architettonico. e di rappresentare graficamente. Nelle esercitazioni in aula gli studenti debbono elaborare grafici correlati con gli argomenti ed i tematismi di volta in volta illustrati durante le lezioni teoriche. modelli grafici dell’architettura e del territorio. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per graficizzare elementi costruttivi dello spazio architettonico. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. ed esercitazioni in aula. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper elaborare. ottimizzando il processo di rappresentare in base al contesto in esame. logici e fisici della rappresentazione grafica. necessari per la formulazione e la lettura dei modelli grafici dell’architettura e del territorio.

Argomenti
Introduzione al corso

Contenuti specifici
La rappresentazione grafica di natura tecnica. Il disegno come linguaggio grafico codificato, mezzo di analisi e di comunicazione della realtà oggettiva. Strumenti e tecniche di rappresentazione. Modelli grafici e modelli geometrici. I modelli geometrici descrittivi dello spazio architettonico e del territorio. Cenni di storia del disegno. Gaspard Monge: la nascita della scienza della rappresentazione grafica nell’ambito del piano di formazione dell’ingegnere contemporaneo. Fondamenti di geometria proiettiva. Le trasformazioni proiettive del piano, atte a rappresentare la struttura dello spazio tridimensionale. L’omologia piana. I metodi di rappresentazione della Geometria Descrittiva. Il modello di Monge, o delle proiezioni ortogonali; i modelli assonometrici; il modello per proiezione quotata. Rappresentazione di enti fondamentali, problemi di posizione, problemi notevoli. Rappresentazione di solidi e loro intersezioni e compenetrazioni. Corrispondenze tra differenti modelli geometrici; cambiamento del metodo di rappresentazione. Scale grafiche di riduzione; il grado di definizione del disegno. Componenti convenzionali e componenti iconiche della rappresentazione alle varie scale. La scelta del metodo di rappresentazione. Gli elaborati grafici del disegno civile. La definizione dei modelli grafici. La struttura del modello. Cenni di semiologia grafica; le unità elementari e le forme dell’articolazione dell’espressione tecnico-grafica. Le variabili grafiche. Convenzioni e codificazioni graficosimboliche. Convenzioni lessicali, grammaticali e sintattiche. Tipologia di segni; segni discreti e segni non discreti, le trame. Le teorie di Peirce e di Moles. Segni iconici, motivati, non motivati. Criteri di scelta dei segni. Normativa e simbologia per il disegno tecnico dell’edilizia. La quotatura dei disegni edili. Disegno di rilievo, disegno di progetto ed i relativi elaborati: piante, prospetti, sezioni, assonometrie, spaccati assonometrici. Il disegno degli ordini architettonici: proporzionamento e rappresentazione geometrica di elementi costitutivi in funzione del modulo. Le tradizionali tecniche per struttura in muratura portante. Elementi costruttivi appartenenti alle tecnologie tradizionali e loro rapporto con la funzionalità dell’edificio. Elementi di chiusura verticale: le murature, funzioni e tipologie. Murature di pietre e di mattoni; in vista ed intonacate. Murature portanti, di tamponamento, di tramezzo. Le murature nell’architettura romana, romanica e gotica. Elementi di copertura dello spazio architettonico. Le coperture nell’antichità: false volte e false cupole. Coperture a falde, a volte, a terrazza. Tetto a falde di eguale pendenza. L’introduzione della volta nell’architettura romana. Tipologia e geometria delle volte: a botte, a padiglione, a crociera; le volte a crociera di tipo romanico; le volte nell’architettura gotica. Volte

Ore Lez.

Ore Eser.

Ore Lab.

5

I fondamenti geometrici della rappresentazione grafica I modelli geometrici dello spazio tridimensionale

8

3

26

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Dai modelli geometrici ai modelli grafici compiuti

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6

Morfologia e rappresentazione degli elementi costruttivi per la definizione dello spazio architettonico fino al XIX secolo

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18

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sferiche: cupole e volte a vela. Solai: in legno, in ferro. Solai di copertura e di primo calpestio. I vespai, a secco e a camera d’aria. Elementi di collegamento: le scale, elementi caratteristici; le scale elicoidali. La rappresentazione Infografia Evoluzione degli strumenti del disegno. Relazione tra strumenti e tecniche: dal tracciamento dei segni alla generazione elettronica delle immagini. I sistemi per la rappresentazione infografica. I programmi per la rappresentazione infografica; software di base, software applicativo. Modello digitale e modello grafico. Immagine stampata e immagine dello schermo. Il trattamento dell’immagine. Le variabili infografiche. Il linguaggio infografico come nuova forma di espressione.

3

6

Totale Ore

60

54

6

Testi di riferimento L. Benevolo, Introduzione all’architettura, Laterza, Bari 1960. V. Cardone, Il tufo nudo nell’architettura napoletana, Cuen, Napoli 1990. V. Cardone, Le innovazioni nel campo del rilievo e della rappresentazione grafica, in AA.VV., ‘Le trasformazioni edilizie’, Graffiti, Napoli 1994. V. Cardone, Modelli grafici dell’architettura e del territorio, Cues, Salerno 2008. V. Cardone, Intorno ad alcune caratteristiche della rappresentazione infografica, in C. Carluccio e L.M. Papa (a cura di) ‘Temi e problemi della rappresentazione grafica’, CUES, Salerno 2000. V. Cardone, Modelli grafici e modelli informatici, in M. Dell’Aquila e A. De Rosa (a cura di), ‘Proiezione e immagine. La logica della rappresentazione’, Arte Tipografica, Napoli 2000. V. Cardone, Realtà, modello, immagine nella rappresentazione infografica della realtà, in M. Dell’Aquila e A. De Rosa (a cura di) ‘Realtà virtuale o Visione reale?’, Arte Tipografica, Napoli 2002. M. Docci, Manuale di disegno architettonico, Laterza, Bari 1990. B. Messina, Esercitazioni di disegno, vol. I, Cues, Salerno 2008 W. Mitchell - M. Mc Cullogh, Digital Design Media, Mc Graw-Hill, Milano 1996.

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(torna all’indice) DISEGNO DELL’ARCHITETTURA II Docente: prof. Vicenzo IANNIZZARO Numero di crediti: 12 Collocazione: II anno, I e II semestre Propedeuticità: Disegno dell’Architettura I Finalità: Ampliare le conoscenze degli allievi al fine di fornire loro il linguaggio, i metodi e gli strumenti grafici e infografici per la progettazione e il rilievo dell’architettura e del territorio. Sintesi del programma: 1. Complementi di Teoria della Rappresentazione grafica. I modelli prospettici; la prospettiva indiretta (nel Metodo di Monge ed in assonometria cavaliera militare isometrica). Il disegno delle ombre nei modelli geometrici. Fondamenti di teoria delle ombre. Ombre degli edifici. La determinazione delle ombre in proiezioni ortogonali, in proiezione quotata, in assonometria e in prospettiva. 2. Il disegno edile ed il disegno architettonico. La scelta del metodo di rappresentazione. Problemi di codificazione e di normativa nell’ambito della rappresentazione edilizia. Convenzioni grafiche implicite e convenzioni esplicite nel disegno tecnico dell’edilizia. Evoluzione delle normative. 3. Morfologia e rappresentazione degli elementi costruttivi per la definizione dello spazio architettonico dall’Ottocento ad oggi negli edifici con struttura in muratura portante e con struttura intelaiata. Solai; in ferro e tavelloni; del tipo misto in cls di c.a. e laterizio; a fungo. Solai di copertura e di primo calpestio. Elementi di collegamento: le scale, elementi caratteristici. Scale a 2 rampe in cls di c.a.; costruzione grafica dello sfalsamento. Le scale elicoidali in ferro e cls di c.a. Il problema della copertura nell’architettura moderna; l’approccio di Maillart, Le Corbusier, Wright, Calatrava. 4. Il disegno di progetto. L’espressione grafica nella progettazione edilizia e strutturale. Il disegno per l’ideazione, la puntualizzazione, la verifica, la comunicazione delle ipotesi progettuali. Valore analitico dell’indagine grafica; disegni di sintesi e disegni analitici. Matrice geometrica della forma. La rappresentazione grafica come soluzione del problema progettuale. Fasi di sviluppo della elaborazione grafica di progetto dall’idea primigenia alla soluzione finale. Contenuti e convenzioni grafiche ai vari livelli del progetto edilizio. Elenco delle esigenze funzionali e tipologiche, grafici dei percorsi, schizzi planovolumetrici di impostazione, progetto preliminare, progetto definitivo, progetto esecutivo. Il progetto e la rappresentazione di dettaglio. Scelta dei metodi di rappresentazione, degli elaborati, delle scale grafiche. La progettazione assistita: analisi storica delle esperienze e degli strumenti. Logica della forma e definizione dell’iter progettuale. Processi decisionali euristici e deterministici. La progettazione architettonica assistita dal computer. Programmazione e valori diagrammatici del disegno. Progettazione di massima e progettazione esecutiva. L’iperprogetto. Cenni sulla realtà virtuale e il cyberspazio. Il ciberprogetto. 5. Il disegno di rilievo. Fondamenti teorici del rilevamento architettonico: problematiche e finalità. Misure e strumenti nel rilevamento architettonico. Elementi di metrologia. Teoria degli errori; la valutazione delle incertezze e le tolleranze nel rilevamento architettonico. Metodologie e tecniche per il rilevamento architettonico. La scelta del metodo di rilevamento. Schizzi, scheda di rilievo, documentazione fotografica. L’esame dei grafici storici. Il rilevamento diretto. Eidotipo e progetto del rilevamento. Rilievo dei dettagli e dei particolari costruttivi. Saggi nono distruttivi. Tecnica di rilievo delle misure. Il rilevamento strumentale, il rilevamento fotogrammetrico. Le nuove tecnologie informatiche per il rilevamento architettonico; il rilevamento automatico. La restituzione, la manipolazione e l’archiviazione dei dati grafici di rilievo automatico. L’immagine di sintesi nel rilievo automatico. Elaborazioni informatiche dei rilevamenti fotogrammetrici analitici. I data base. La rappresentazione grafica del rilevamento. Scelta dei metodi di rappresentazione, delle scale grafiche e degli elaborati di disegno. I disegni tematici del rilevamento. Il rilievo dell’organismo strutturale e delle membrature resistenti. Tavole di degrado. Rilievo e carte degli impianti a rete. 6. I modelli grafici dell’ambiente e del territorio. Rappresentazione di fenomeni e caratteristiche territoriali e urbane. Geometrizzazione dei modelli del territorio e dei suoi processi di trasformazione. I sistemi informativi territoriali; dal dato all’informazione. Informazioni territoriali e cartografia. Struttura e organizzazione dei SIT e dei GIS. I modelli fisici dell’ambiente e del territorio. L’impostazione del problema cartografico. Tipologie cartografiche e loro evoluzione storica. La rappresentazione a curve di livello. Problemi di rilevamento, di elaborazione e di disegno dei dati morfologici alle varie scale. Codici cartografici e simbologie specifiche. I segni cartografici. Normativa. Sezioni e profili del terreno.

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I modelli tematici dell’ambiente e del territorio. Le variabili del territorio; variabilità nel tempo e nello spazio. Acquisizioni delle informazioni. La cartografia tematica. Finalità e requisiti. Caratteristiche delle carte tematiche. Impianto delle carte tematiche. Impianto semplice e impianto multiplo; impianti lineari, puntuali e areali. L’approccio di Jacques Bertin. Le variabili visuali nella cartografia tematica. Le variabili forma, dimensione, colore, orientamento, valore, grana. Segni e simboli in cartografia tematica. Codificazione e unificazione delle carte tematiche. Corso unico di 12 crediti con esame finale al termine del 2° semestre. Sono inoltre previste: una prova grafica alla fine del primo semestre ed una prova grafica finale. L’esame orale prevede la discussione delle due prove grafiche, la discussione delle tavole svolte alle esercitazioni, il colloquio sugli argomenti delle lezioni.

Testi adottati o consigliati: V. Cardone, Modelli grafici dell’architettura e del territorio, Salerno, Cues 2008. V. Cardone, Teoria delle ombre, Cuen, Napoli 1995. V. Cardone, Rappresentazione di ambiti urbani complessi, in R. Gerundo (a cura di), ‘I programmi urbani complessi’, Graffiti edizioni, Napoli 2000. M. Docci – D. Maestri, Manuale del rilevamento architettonico, Laterza, Bari 1998. V. Iannizzaro, Considerazioni sul rilievo per l’architettura, Cues, Salerno 2003. V. Iannizzaro, Dalle Mappae Mundi alle immagini satellitari. Rappresentazione del territorio e cartografia tematica, Cues, Salerno 2006. V. Iannizzaro, La prospettiva tra Scienza ed Arte, Cues, Salerno 2002.

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(torna all’indice) ESTIMO Docente: prof. Gianluigi DE MARE Numero di crediti: 9 Collocazione: V anno, I semestre Propedeuticità:

Obiettivi formativi Fornire agli allievi i principi e gli strumenti propri dell’attività economico–estimativa, sia nel campo della produzione edilizia, della valutazione e gestione degli immobili, della stima delle aziende e dei servizi, del danno, sia in ordine alla stima censuaria, alla organizzazione ed alle funzioni tecniche del Catasto, nel quale prioritaria ed essenziale è la competenza e la presenza dell’ingegnere. Conoscenze e capacità di comprensione Acquisizione del lessico tecnico del settore estimativo, dei paradigmi della disciplina, della logica operativa e della normativa che conforma l’ambito valutativo. Conoscenza e capacità di comprensione applicate Conoscere le fonti che generano i dati per le stime, saper leggere e interpretare documenti e informazioni da introdurre nella valutazione, essere in grado di tradurre in elaborato tecnico (perizia o altro) le fasi del giudizio di stima. Autonomia di giudizio Capacità di discernimento della ragion pratica posta dal quesito, di selezione del procedimento estimativo in funzione della disponibilità dei dati e delle caratteristiche giuridico-economiche del bene oggetto della valutazione. Abilità comunicative Sapersi relazionare con esperti di altre discipline, comunicare i risultati del proprio lavoro in termini chiari ed efficaci. Capacità di apprendere Essere in grado di applicare i principi metodologici ai molteplici e differenti ambiti di competenza della disciplina. Aggiornare la propria preparazione in funzione dello sviluppo degli strumenti di analisi e di elaborazione delle informazioni e dell’evolversi del quadro normativo di riferimento. Prerequisiti Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, sono richieste conoscenze di economia generale. Metodi didattici Il corso prevede lezioni frontali ed esercitazioni, durante le quali vanno illustrati esempi applicativi dei principi teorici. Agli studenti, distribuiti in gruppi di lavoro, è richiesto di sviluppare un caso operativo di stima. Metodi di valutazione La verifica del raggiungimento degli obiettivi prefissati da parte degli allievi va fatta mediante colloquio e, se necessario, mediante descrizione formale di schemi di aspetti logici della materia.

Contenuto del Corso Presentazione Principi di Economia

Compiti e contenuti dell’Estimo. Rapporti dell’Estimo con la professione dell’ingegnere. Organizzazione del Corso. Materiale didattico ed esercitazioni. Beni economici. Leggi economiche. Azienda e impresa. Capitali e bilancio dell’azienda. Forme di mercato. Il reddito nazionale. Gli investimenti. Moneta e interesse. Inflazione.

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Matematica finanziaria Il giudizio di stima

L’estimo degli immobili Limitazioni del diritto di proprietà e danni Estimo industriale e commerciale Catasto

Calcolo dell’interesse. Il montante. Sconto e posticipazione. Annualità e periodicità. Ammortamento e reintegrazioni. Le fasi del giudizio di stima. La ragion pratica. Gli aspetti economici. L’individuazione dell’aspetto economico che soddisfa la ragion pratica. Il metodo dell’Estimo. I procedimenti di stima. La scelta del procedimento. L’ordinarietà nel giudizio di stima. La rilevazione dei dati. Il valor capitale. Le aggiunte e le detrazioni. Il computo metrico estimativo. Il mercato immobiliare. La stima dei fabbricati. La stima delle aree edificabili. I millesimi condominiali. Stima delle indennità di esproprio. Indennità per servitù di elettrodotto, metanodotto e scarico coattivo. Le stime in tema di usufrutto. Stima dei danni. La stima degli impianti. La stima delle aziende. Stima del valore di avviamento

Funzioni civili e fiscali del catasto. Il catasto dei terreni. Il catasto dei fabbricati.

Testi di riferimento Manganelli B., Nesticò A., Guadalupi A., Nozioni di Economia - per i corsi di Estimo e di Valutazione Economica dei Progetti, CUES, 2002, Salerno. Medici G., Principi di Estimo, Calderini, 1972 Bologna. Forte C., Elementi di estimo urbano, ETASLIBRI, 1973 Milano. De Mare G. e Morano P., La stima del costo delle opere pubbliche, UTETLibreria, Torino 2002. Manganelli B. e Pacifico A., Struttura e normativa dei Catasti Terreni e Fabbricati, CUES, Salerno 2004. Polelli M., Nuovo trattato di Estimo, Maggioli editore, S. Marino 2008.

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FISICA GENERALE Docente: prof. Joseph QUARTIERI Numero di crediti: 6 Collocaz: I Anno, II semestre Propedeuticità: non è richiesto il superamento di alcun modulo precedente, ma solo la conoscenza di nozioni di analisi matematica. Finalità del Corso: Il Corso ha la finalità di insegnare la metodologia scientifica di indagine insieme con gli elementi fondamentali della Meccanica e dell’Acustica. Questa è proposta agli studenti con un metodo di “tipo globale”, ossia con ovvie esemplificazioni nella trattazione degli argomenti essenziali, con riduzioni di programmi riguardanti alcuni aspetti applicativi (demandati ad altri successivi insegnamenti di tipo tecnico-applicativo) e con un aumento relativo della attività esercitativa allo scopo di abilitare gli studenti alla risoluzione di problemi ed esercizi numerici. È prevista attività di laboratorio. Ore di lezioni frontali 60; percentuale di lezioni destinate ad esercitazioni 30% circa. Programma del Corso: Meccanica Cinematica Velocità ed accelerazione; moto uniforme; moto uniformemente accelerato; moto con accelerazione variabile; spostamento, velocità, accelerazione vettoriali; moto con accelerazione costante; moto circolare; velocità ed accelerazioni relative. Statica e Dinamica Postulati fondamentali della dinamica del punto materiale; Forza e massa; I legge di Newton; II legge di Newton; III legge di Newton. Lavoro ed Energia Forza peso, forze di attrito, forze inerziali. Lavoro. Teorema dell’Energia Cinetica. Potenza. Forze conservative. Energia potenziale. Energia meccanica. Forze non conservative. Conservazione dell’energia. Quantità di moto del punto materiale. Conservazione della quantità di moto. Impulso e quantità di moto. Cenni agli urti. Sistemi materiali e corpi rigidi Centro di massa. Concetti generali sul moto di sistemi di punti materiali. Cinematica rotazionale. Energia cinetica rotazionale. Momento meccanico. Momento angolare di un punto materiale. Conservazione del momento angolare. Momento d’inerzia. Macchine semplici: carrucola; piano inclinato; cuneo, ecc.. Oscillatore armonico semplice: moto armonico semplice. Metodo di Newton e metodo di D’Alembert Acustica Onde monodimensionali trasversali e longitudinali – Grandezze logaritmiche e livelli sonori – Propagazione libera – Elementi di diffrazione, riflessione, assorbimento, interferenza. - Barriere acustiche – Acustica degli ambienti chiusi: propagazione geometrica – propagazione ondulatoria – Cenni alla trasformata di Fourier ed alle sue proprietà – Tempo di Riverberazione e legge di Sabine – Fonoassorbimento – Fonoisolamento – Legge di massa, coicidenze e interferenze spaziali – Parametri acustici architettonici – Normativa di acustica ambientale – Descrittori e Curve di ponderazione – Costanti di tempo – Misure fonometriche. Cenni: VIAA – Piani di risanamento acustico – Misure in ambiente esterno e abitativo – valutazione della conformità dei valori ai limiti di legge.

Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Capacità di: Conoscenza a livello elementare della Meccanica e Risolvere semplici problemi di Meccanica e di affrontare semplici problemi tecnici di appliAcustica ambientale e architettonica. Acquisizione della capacità di trattare quantità vet- cazioni acustiche. toriali e infinitesime. Modalità di svolgimento dell’esame

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Meccanica”. Software commerciali e dedicati. Cirillo . Quartieri et al. – Univ. Halliday. Voci “Elementi di Fisica --.Meccanica”. Salerno.Acustica Applicata . J. Serway. Milano. P. Esercitazioni: numeriche e di laboratorio Ausili didattici Libro di testo: J. EdiSES. R. Lib. Resnick. Sirignano. M. Nigro. M. Mazzoldi. EdiSES. R. L. “Principi di Fisica”. In tali prove l’allievo deve dimostrare di essere in grado di risolvere problemi e di saper rispondere a domande teoriche inerenti alla disciplina in studio. di norma. 326 . CUES ed. di due prove scritte (intermedia e finale) ed un breve colloquio. A. I voti di tutte le prove sono in trentesimi. Napoli. M. Elementi di Fisica I.L’esame (Tipologia A) consta. Casa Editrice Ambrosiana. Nigro. Napoli. Appunti dal Corso Modalità d’esame: Scritto e orale Materiale didattico Libri di riferimento: J. A. Voci “Elementi di Fisica --.Guida. Libri consigliati: P. C. C. Univ. E. Napoli. Walker “Fondamenti di Fisica”. EdiSES. Libri consigliati: D.Quartieri. Di Bartolomeo. Mazzoldi.Mc-Graw Hill 1997 Laboratorio Fisica Ingegneria – settore acustica. – Fisica I – Elementi di teoria ed applicazioni – CUES ed.

Impianti di condizionamento dell’aria Generalità. calore specifico. meccanismi in serie e/o parallelo-analogia elettrica. Secondo principio della termodinamica Limiti del primo principio della termodinamica. tensione di vapore. Aria umida Proprietà termostatiche. temperatura. finalizzati alla successiva valutazione ed il controllo della qualità fisico-tecnica degli ambienti interni.(torna all’indice) FISICA TECNICA AMBIENTALE Docente: prof. termoigrometrici e di qualità dell’aria. diagramma entropico. trasformazioni quasi statiche. diagramma di Mollier. d’Ambrosio Numero di Crediti: 9 Collocazione: III anno. trasformazioni elementari. illuminotecnici. equazioni di stato. equazioni di stato. II semestre Propedeuticità: Fisica Generale. Gas: equazione di stato tra p. in termini di parametri acustici. lavoro. bilancio di energia per sistemi aperti-primo principio della termodinamica per sistemi aperti. misure di umidità dell’aria. piani termodinamici p. capacità termica. energia totale ed energia interna. Proporzionamento di un impianto di condizionamento totalmente centralizzato senza ricircolazione. entropia. trasformazioni.ssa Francesca R. trasformazioni. applicazioni del primo principio ad alcune trasformazioni. lavoro di variazione di volume per trasformazioni quasi statiche.v.T e p. enunciati del secondo principio della termodinamica. trasformazioni reversibili ed irreversibili. energia interna ed entalpia. bilancio di energia per sistemi chiusi-primo principio della termodinamica per sistemi chiusi. leggi fondamentali dello scambio termico.v e T. liquidi. valutazione dell’andamento della temperatura in un sistema. Trasmissione del calore 327 . meccanismi combinati di scambio termico. indici di prestazione delle macchine. proprietà. enunciato di Kelvin Plance. Analisi Matematica II Finalità del corso Il corso ha per obiettivo innanzitutto l’apprendimento dei concetti di base della termodinamica e della fisica tecnica. calcolo della variazione di entropia. calore. Cenni introduttivi Generalità. vapori surriscaldati. altre forme del primo principio per sistemi chiusi. Programma Termodinamica Concetti e definizioni di base Sistemi termodinamici. sorgenti termiche e serbatoi di energia meccanica. semplificazioni adottate nello studio dello scambio termico. tema che coinvolge sia il risparmio energetico in edilizia che la qualità ambientale globale. meccanismi di scambio termico. Vapori saturi. Primo principio della termodinamica Bilancio di massa-equazione della continuità. diagramma psicrometrico. Termodinamica degli stati Sostanze pure. Impianto di condizionamento con ricircolazione. equilibrio termodinamico. enunciato di Clausius.

G. La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta selettiva ed un successivo colloquio orale. Misura dell’umidità nelle pareti. leggi del corpo nero. Grandezze descrittive del suono. I ponti termici: verifica e correzione. La termoregolazione del corpo umano. Testi e materiale didattico di supporto G. V. Bilancio di energia sul corpo umano. Sorgenti di luce. Irraggiamento termico Generalità. Gli indici PMV e PPD. F. Le esercitazioni in laboratorio hanno lo scopo di mostrare strumentazione e tecniche di misura dei parametri ambientali. Criteri di progettazione. Livello di calpestio. Betta. D. postulato di Fourier. Misura dei ricambi d’aria. Alfano. La condensa superficiale: verifica e correzione.R. Napoli: Liguori Editore. superfici non indefinite. I contaminanti e loro origine. Suono negli ambienti chiusi. definizioni di base. 192/05 e s. Valutazione della qualità dell’aria di un ambiente confinato. Potere fonoisolante. d’Ambrosio (a cura di). Purezza dell’aria e ventilazione. 328 . Illuminazione artificiale: normativa e metodi di calcolo. corpi reali. Lezioni di Fisica Tecnica. con riferimento alla qualità ambientale globale. Tecniche di risanamento da umidità di condensa. Generalità sul campo sonoro. Le tecniche per l’isolamento termico. Riccio. corpo nero. Normativa. Sistemi fonoassorbenti.i. Tecniche di risanamento da umidità da terrapieno. Grandezze fotometriche: definizione ed unità di misura. Elementi di normativa. pareti piane a regime permanente. corpo grigio. Possibili cause dell’umidità nelle pareti. Regime stazionario e riverberazione. Benessere termoigrometrico. Gli isolanti termici. convezione forzata. Richiami di Fisica della Luce.Lgs. La condensa interstiziale: verifica e correzione. Livelli e spettri. potenza termica radiante scambiata da superfici piane parallele indefinite. L’occhio e la visione. divisi per gruppi di lavoro. convezione naturale Benessere termoigrometrico Cenni di psicrometria. F. Elementi di fonometria. Discomfort localizzato. Gli impermeabilizzanti. Nelle esercitazioni in aula viene assegnati agli studenti. Generalità. Ventilazione controllata. Ventilazione naturale e forzata. d’Ambrosio. 2007. Sistemi per l’ottenimento di una buona qualità dell’aria. effetto serra Convezione Generalità.Conduzione termica Generalità. Effetti della presenza dell’umidità nelle pareti. Fondamenti di Illuminotecnica Fondamenti di Acustica Applicata Qualità dell’aria L’umidità nelle murature La progettazione termoigrometrica dell’edificio Modalità di svolgimento dell’esame L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula ed in laboratorio. Tecniche di risanamento da umidità ascendente. Efficienza di ventilazione. Isolamento acustico per via aerea e per via strutturale. Appunti dalle lezioni disponibili presso il Centro Stampa.R. la verifica termoigrometrica ed energetica di un edificio di riferimento. Valutazione oggettiva e soggettiva del benessere termoigrometrico in un ambiente: questionario e protocollo di misura. Normativa.m.

Condizioni di perpendicolarità di 329 . Definizione di spazio vettoriale euclideo reale. Basi ortonormali. trasformazioni lineari. Rappresentazione matriciale. Spazi Vettoriali (9 ore) esercitazioni (4 ore) La struttura di spazio vettoriale. spazi vettoriali. Sistemi quadrati. Parallelismo di rette. Il corso ha come scopo principale quello di consolidare conoscenze matematiche di base e di fornire e sviluppare strumenti utili per un approccio scientifico ai problemi e fenomeni che lo studente incontrerà nel proseguimento dei suoi studi. Definizione e caratterizzazioni di endomorfismi simmetrici. sistemi lineari. Teorema della dimensione. Matrici incompleta e completa. nonché nella capacità di utilizzare i relativi strumenti di calcolo. Definizione di vettori ortogonali. Nucleo e immagine. autovalori ed autovettori. Proprietà degli autovalori di matrici simmetriche reali. Autovalori ed autovettori (7 ore) esercitazioni (3 ore) Definizioni. Spazi vettoriali euclidei (7 ore) esercitazioni (3 ore) Definizione di prodotto scalare. Molteplicità algebrica e geometrica. riflessioni. Teorema degli orlati.ssa Giovannina ALBANO Numero di Crediti: 6 Collocazione: I Anno. regola di Cramer. Trasformazioni lineari piane e loro interpretazione geometrica (rotazioni. Discussione dei sistemi lineari con parametro. Equazione segmentaria della retta. spazi euclidei. Inversa di una matrice. Componenti in una base ortonormale. Trasformazioni lineari e matrici (6 ore) esercitazioni (3 ore) Definizioni di trasformazione lineare. I semestre Propedeuticità: nessuna Finalità del corso: Il corso mira all’acquisizione degli elementi di base di Algebra Lineare e Geometria Analitica: matrici e determinante. Dipendenza e indipendenza lineare. Teorema spettrale. Retta passante per un punto e parallela ad una retta data. Cambiamenti di base. Intersezione e somma di sottospazi (cenni). somma diretta. Condizione sufficiente per la diagonalizzazione. Fascio improprio di rette. compatibilità. dilatazioni e contrazioni. deformazioni). Gli obiettivi formativi del corso consistono nell’acquisizione dei risultati e delle tecniche dimostrative. Sottospazi vettoriali. Definizione di angolo. Diagonalizzazione ortogonale. Polinomio caratteristico. Teorema di Rouchè-Capelli. sistemi omogenei. Definizione di norma. Programma: Elementi di Algebra Lineare Matrici e determinanti (7 ore) esercitazioni (3 ore) Definizioni e proprietà.(torna all’indice) GEOMETRIA Docente: prof. Autospazi e relative proprietà. Proiezioni ortogonali. Teorema della base. La parte teorica del corso sarà presentata in modo rigoroso ma conciso e accompagnata da una parallela attività di esercitazione volta a favorire la comprensione dei concetti. Proprietà e caratterizzazioni. Matrici a scalini. Sviluppo di determinanti: teorema di Laplace. Fascio proprio di rette. Procedimento di Gram-Schmidt. Diagonalizzazione: definizione e caratterizzazioni (per matrici ed endomorfismi). Retta per un punto. Elementi di Geometria Analitica Geometria analitica nel piano (7 ore) esercitazioni (3 ore) Sistema di riferimento cartesiano nel piano. Metodo di eliminazione di Gauss. Disuguaglianza di Cauchy – Schwarz. Spazi Vettoriali e dimensione finita. Rango di una matrice. Sistemi lineari (8 ore) esercitazioni (4 ore) Sistema di equazioni algebriche lineari. Equazione della retta in forma implicita ed esplicita. geometria analitica nel piano e nello spazio.

cartesiana. Distanze e simmetrie nello spazio. Testi e materiale didattico di supporto G. Materiali didattici su piattaforma di e-learning IWT. Stelle di piani. Elementi di Geometria ed Algebra Lineare. Aracne. Parametri geometrici caratteristici. C. di due piani. ed esercitazioni in aula durante le quali di forniranno i principali strumenti necessari per la risoluzione di esercizi relativi ai contenuti dell’insegnamento. Fasci di piani. F. Liguori. piani e piani.e tri. Orecchia. Coniche: classificazione e forma canonica. di due piani. Algoritmo di riduzione a forma canonica. Cues (2002). geometria analitica nel piano e nello spazio. Equazione della retta (parametrica. vol. D’Apice. Esercizi di Geometria I. I. Proprietà delle strutture geometriche bi. Albano. rette e piani.Risolvere esercizi non complessi nell’ambito della dimensionali. Rette sghembe. La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale. Distanze e simmetrie nello spazio. Orecchia. Condizioni di parallelismo e perpendicolarità tra rette e rette. durante le quali saranno presentati gli argomenti del corso mediante lezioni frontali. Angolo di due rette. Algoritmo di riduzione a forma canonica. Geometria analitica nello spazio (9 ore) esercitazioni (4 ore) Coordinate cartesiano nello spazio. Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Capacità di: Proprietà delle strutture algebriche e delle relative Risolvere esercizi non complessi nell’ambito trasformazioni lineari. F. Modalità di svolgimento dell’esame L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Equazione del piano (parametrica e cartesiana). Quadriche: classificazione e forma canonica. Parametri geometrici caratteristici. di una retta e un piano. Angolo di due rette. 330 . Algebra Lineare. simmetrica).due rette. Appunti delle lezioni. Salerno. di una retta e un piano. S. dell’algebra lineare.

il corso si pone. altresì. Relazioni tensioni-deformazioni in un mezzo a più fasi. tensioni geostatiche e loro rappresentazione nel piano ( . Sono previsti seminari su argomenti di particolare interesse e visite guidate in cantieri di opere significative. Leonardo CASCINI Numero di Crediti: 9 Collocazione: IV Anno. l’obiettivo di evidenziare come la risoluzione dei problemi al finito di stretto interesse del Corso di Studi dipenda da una adeguata conoscenza e caratterizzazione del contesto fisico di riferimento. coefficiente di consolidazione. ricostruzione della sezione stratigrafica di progetto. Con riferimento ai mezzi saturi con scheletro solido deformabile: teoria della consolidazione monodimensionale. La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale.(torna all’indice) GEOTECNICA Docente: prof. indagini in sito ed identificazione dei terreni Stato di tensione nei mezzi porosi a più fasi I principali problemi applicativi nella Ingegneria Geotecnica e l’approccio metodologico per la loro risoluzione. con discussione sui contenuti dell’elaborato sintetizzante il contenuto delle esercitazioni. prove di taglio diretto e di compressione triassiale in condizioni statiche e dinamiche. principio delle tensioni efficaci. fattore tempo e decorso dei cedimenti nel tempo. da una appropriata individuazione delle equazioni che governano il fenomeno da analizzare e da una loro corretta risoluzione. soluzione dell’equazione della consolidazione. Contenuti del corso Introduzione al corso. I moti di filtrazione in regime stazionario e vario Caratterizzazione meccanica dei terreni in condizioni lontane dalla rottura Caratterizzazione meccanica dei terreni in condizioni di rottura 331 . parametri di deformabilità e loro valutazione. . sifonamento. le indagini in sito e di laboratorio. Metodi didattici e di valutazione L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. sovrappressioni neutre indotte da variazioni dello stato tensionale in condizioni non drenate. Cenni all’estensione di tali trattazioni al caso dei mezzi parzialmente saturi. principi delle reti idrodinamiche a maglie quadre. Le esercitazioni prevedono lo sviluppo di un unico elaborato inerenti i principali argomenti del corso con particolare attenzione agli aspetti applicativi. grado di consolidazione. Attraverso l’impiego sistematico delle leggi che governano il comportamento dei mezzi porosi a più fasi. Cenni alla resistenza a rottura dei terreni parzialmente saturi. condizioni drenate e non drenate. coefficiente di spinta laterale a riposo. II semestre Propedeuticità: Scienza delle Costruzioni Obiettivi formativi Il corso si pone l’obiettivo di trasferire agli allievi le conoscenze sulla meccanica dei mezzi saturi e fornire ai medesimi gli elementi di base della meccanica dei mezzi non saturi. delle equazioni reggenti e dei metodi di soluzione dei moti di filtrazione in regime stazionario. criteri per la caratterizzazione dei terreni con riferimento ad opere di Ingegneria Geotecnica in condizioni di esercizio. criteri di progettazione delle campagne di indagini in sito e di laboratorio. sia progettuali che di controllo e/o monitoraggio dell’esistente. Con riferimento ai mezzi saturi con scheletro solido indeformabile: richiami delle proprietà idrauliche. Con riferimento ai mezzi saturi: definizione di tensione. Criteri di resistenza in condizioni drenate e non drenate.

V. Tipologie di fondazione. calcolo della capacità portante. Cenni alla stabilità delle strutture a torre. (1983) .Opere edili di interesse: fondazioni Metodi di soluzione dei problemi al finito: analisi limite. Fondazioni superficiali in condizioni di collasso: i fenomeni di rottura in condizioni drenate e non drenate. Monitoraggio su area vasta. Lancellotta R. Jet grouting. Napoli. Whitman R. Cenni al metodo osservazionale.V. Principali aspetti progettuali e criteri di dimensionamento per opere di sostegno. Monitoraggio. Congelamento. Problematiche in presenza di azioni dinamiche.Appunti di Geotecnica.W. 332 . (2004) .Meccanica dei Terreni. Casi di studio Opere edili di interesse: strutture di sostegno Problemi speciali Testi di riferimento Cascini L. Casi di studio. A. cedimenti assoluti e cedimenti differenziali. Vol. (1997) . Potenza.Appunti di Geotecnica. Fondazioni superficiali in condizioni di esercizio: teoria dell’elasticità e sua applicazione a problemi di Ingegneria Geotecnica. Calcolo della spinta. Valore. Meccanismi di collasso. Influenza dell’acqua sulla stabilità delle opere di sostegno. (1993) . Casi di studio. Flaccovio Editore. Palermo.A. Sottoescavazione. Dispense predisposte dal docente. Lambe T. Casa Editrice “L’Ateneo”. metodo delle caratteristiche ed equilibrio limite. carico limite di pali in gruppo. Fondazioni profonde: resistenza laterale e alla punta di un palo singolo. Zanichelli Editore. Traduzione a cura di C. Bologna. Monitoraggio e controllo del comportamento delle opere. Tipologie di opere di sostegno: muri a gravità e muri a mensola. Edizioni CUSL. cedimenti ammissibili. I e II. i pali come riduttori di cedimento. V. opere di sostegno provvisionali.Geotecnica.

Abaco di Moody. Diagramma delle pressioni. Problema del progetto e della verifica di un acquedotto semplice. Equazione di Stevin. pozzetti. Ad ogni fase del corso corrisponderanno delle esercitazioni. Pressione e sforzi tangenziali. indicandone gli elementi principali e le relazioni tra essi. che saranno a livello di esercizi teorico-applicativi per gli sviluppi teorici e per l’individuazione delle soluzioni tecnico-economiche più convenienti. Organi di attenuazione del moto vario. Allo scopo. attraversamenti e briglie. Equazione globale dell’Idrostatica. di adduzione e di distribuzione ed i loro principali criteri di dimensionamento e di gestione. Generalità (sistemi. Camera di manovra. Applicazione del teorema di Bernoulli all’efflusso da luci. Spinta su parete piana. Profilo longitudinale e progetto di massima. Teorema di Cauchy. Contenuto del corso Principi di base Proprietà dei fluidi. Equazione di continuità in forma indefinita per fluido comprimibile. diaframmi e boccagli. Quadro normativo. Materiali per condotte e loro ciclo costruttivo. Cenni storici. Sistemi acquedottistici non semplici. Moto laminare e turbolento. La corrosione nelle tubazioni e modalità di protezione. componenti ed elementi). Particolare attenzione è rivolta agli aspetti impiantistici idraulici delle opere di ingegneria civile ed edile. La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale. venturimetri. Ristrutturazione di condotte. Principio di Archimede. Derivazioni e immissioni lungo il percorso. Spinta su pareti curve. Formule per il calcolo delle perdite di carico distribuite e formule pratiche. sfiati. Calcolo idraulico ed economico di un impianto di sollevamento. Strumenti per la misura delle pressioni. I semestre Propedeuticità: Meccanica Razionale o Statica Obiettivi formativi Il Corso si propone di approfondire i principi di funzionamento e di progettazione di alcune tra le più comuni opere idrauliche. derivazioni. Modalità di impiego e posa in opera. esercitazioni numeriche in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. Teorema di Bernoulli. Si descrivono le opere di derivazione. Caratteristiche elettromeccaniche delle pompe. Tubo di Pitot. Equazione del moto per fluidi reali: perdite di carico distribuite e concentrate. Dimensionamento statico delle tubazioni in pressione. Lo schema dell’acquedotto consortile. Cenni sui problemi di moto vario nelle correnti in pressione. Schemi di funzionamento.(torna all’indice) IDRAULICA E COSTRUZIONI IDRAULICHE Docente: proff. Verifica a fessurazione. Equazione indefinita dell’equilibrio idrodinamico. scarichi. si illustrano i sistemi idrici mostrandone le funzioni. Tubo liscio. Particolari costruttivi. Particolari costruttivi: saracinesche. Paolo VILLANI e Vittorio BOVOLIN Numero di Crediti: 9 Collocazione: IV Anno. Equazione globale dell’equilibrio idrodinamico e sue applicazioni. Idrostatica Correnti in pressione in moto permanente Sistemi di adduzione delle acque Elementi costruttivi acquedottistici 333 . Metodi didattici e di valutazione L’insegnamento contempla lezioni teoriche frontali. Progetto architettonico e statico di serbatoi per acquedotti. Giunzioni e pezzi speciali. Concetto di scabrezza.

Ippolito. Nuova Edizione. Lezioni di Costruzioni Idrauliche. Problema di progetto. Testi di riferimento Vincenzo Marone “IDRAULICA”. 334 . Vincoli funzionali. Rete di condotte in pressione a maglie chiuse. Schema idraulico di condotte a servizio con erogazione uniforme lungo il percorso. Appunti Integrativi distribuiti durante il Corso.Sistemi di distribuzione delle acque Analisi della struttura dei consumi idrici. Problema di verifica. Metodo di H. Calcolo economico. Cross. G. Liguori. Metodi numerici. Napoli. Criteri di accettazione delle verifiche idrauliche. Napoli 1990. Analisi topologica. Liguori editore. di emergenza per incendio. Verifica ad interruzione del servizio.

Mario VENTO. Introduzione ai sistemi informatici: nozioni elementari. reti di calcolatori ed internet. unità di misura (risoluzione e dimensione). Nuova serie). Creazioni di oggetti tridimensionali. superfici e solidi. Saranno illustrate le più moderne tecniche di modellazione. ing. Fornisce le nozioni fondamentali delle tecniche della computer-graphics e i metodi matematici e geometrici per la rappresentazione di curve. 5. Il manuale del design grafico. Interfaccia. B-spline e NURBS. Testi consigliati: R. Potenza 2008. Progetti su più file. Milano 1986 G. Milano Per un approfondimento recente sulle applicazioni in generale trattate si vedano i proceedings.(torna all’indice) INFORMATICA GRAFICA Docenti: prof.. Tipi di rappresentazioni delle curve: Bezier. Rapid prototyping. Bologna 2002 G. Poli. modello. superfici parametriche e superfici generative. dalla prototipazione rapida alla simulazione del crash. gli scritti e appunti distribuiti a lezione. Longanesi e C.Design. Elementi di programmazione orientata agli oggetti. De Rosa (a cura di) ‘Realtà virtuale o Visione reale?’. algoritmi e programmi. NY Mortenson: Modelli Matematici. Dal modello al Reverse Engineering. Gonzales. Codifica di immagini: discretizzazione e rappresentazione dei pixel. alla presentazione. I semestre Propedeuticità: Disegno dell’architettura II Finalità: Il corso mira a fornire la conoscenza delle tecniche grafiche digitali atte alla realizzazione. tonalità e saturazione. McGraw-Hill. sistemi grafici. 8. La camera chiara. Nota sulla fotografia. Sul sito www. Mesh. Rappresentazione dei suoni: campionamento e quantizzazione. Il corso è integrato dalle esercitazioni su programmi di Cad. L’immagine digitale e la comunicazione visiva: esercitazioni in laboratorio (tipo Photoshop). 335 . Bixio. Arte Tipografica. Sproull: Principi di Computer Graphics. architettura di un computer. alla comunicazione di un progetto grafico. Il rendering. in M. formati dei file. Prototipazione. Effetti e filtri. Strumenti per la grafica 3D e architettura di un rendering. Il nuovo manuale del grafico. formati dei files grafici. Alessandro NADDEO. Nuova serie). Linguaggi di programmazione. contrasto. Dell’Aquila e A. Canale: Metodi numerici per l’ingegneria. Trasformazioni. STES. Salvatore BARBA Numero di crediti: 6 Collocazione: III anno. DDD . Definizione di “informatica grafica e “computer graphics”. 3. Sintesi del programma: 1. 2. formati file. Il diSegno Grafico: dalla rappresentazione Raster al disegno del Logotipo. dalla prototipazione virtuale alla reverse engineering. Simonelli (a cura di). automatizzazione e programmazione delle operazioni. Napoli 2002 Newmann. ing.it/vento è disponibile del materiale didattico integrativo in forma elettronica. tecniche di compressione. Operazioni nello spazio tridimensionale. Rivista digitale. Macromedia Flash. supporti per la grafica. NY Fu. Barthes. Einaudi (collana Piccola biblioteca Einaudi. 4. 6.unisa. Il problema dello scambio di dati tra i software per l’edilizia: integrazione. Torino 2003 W. Torino 2000 A. Zanichelli. McGraw-Hill. Cardone. Baroni. Rappresentazioni delle informazioni.Disegno e Design Digitale. Einaudi (collana Piccola biblioteca Einaudi. Modellazione solida (es: AutoCAD 3D).adinf. alla visualizzazione. Macchine fotografiche digitali e virtuali. luminosità. Lee: Robotica. Standardizzazione del processo operativo. Matematica delle Curve e delle Superfici. personalizzazione dell’ambiente di lavoro. immagini in movimento e codifica MPEG. NY Chapra. rappresentazioni delle immagini raster e vettoriali. 7. V. McGraw-Hill. curve. Software per l’elaborazione e la creazione di oggetti grafici. immagine nella rappresentazione infografica della realtà. Realtà. sistema operativo e software di base. librerie di disegno. frame. L’ opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. NY D. parametrici e non. L’immagine raster. Benjamin. livelli e regolazioni.McGraw-Hill.. Fioravanti.

Competenze e responsabilità.D. 494/96 e succ.stoccaggio e posa in opera dei materiali che intervengono nel processo costruttivo. le maestranze.S. La segnaletica di cantiere. 626/94 .Lgs. attraverso l’analisi delle diverse fasi procedurali che concorrono alla realizzazione di un’opera. centrali di betonaggio. tecnico-amministrativo. ecc. il direttore tecnico. La sicurezza e la prevenzione degli infortuni (D.D. alle competenze dei soggetti coinvolti nell’attività costruttiva. (Piano Operativo della Sicurezza).(torna all’indice) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE Docenti: proff. alla verifica delle necessarie risorse umane e materiali. i lavoratori. 528/99 . verifiche intermedie. affrontando le problematiche inerenti le diverse fasi di organizzazio-ne: dalla scelta delle attrezzature necessarie allo svolgimento dei lavori. L’informazione tecnico-organizzativa per la progettazione del cantiere Le schede tecniche di cantiere per i materiali e i mezzi d’opera. tecniche ed amministrative) necessarie alla progetta-zione. il capitolato speciale d’appalto. La logistica e la cinematica del cantiere.lgs. Metodi e strumenti per la programmazione dei lavori. Il cantiere industrializzato. escavatori. Le macchine da cantiere: gru. le lezioni teoriche conducono ad una lettura delle problematiche relative all’organizzazione del cantiere attraverso i processi teorici e pratici del costruire e all’approccio alle problematiche connesse con la pianificazione dei lavori. impastatrici. al controllo. 81/2008 e 106/2009). molazze. il direttore dei lavori. Tecnica delle Costruzioni Obiettivi formativi Il corso intende offrire le conoscenze di base (teoriche. le ditte e gli operai specializzati. Saranno effettuate nel cor-so dell’anno visite di cantiere. Nelle esercitazioni in aula vengono assegnati agli studenti. particolari e dettagli costruttivi). Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. in corso d’opera). esercitazioni applicative sugli argomenti trattati nel corso. temi da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. Piani di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione. I ponteggi (fissi e mobili). Il corso si propone altresì di fornire una conoscenza preliminare sull’evoluzione del cantiere e approfondisce le problematiche le-gate alla gestione di un cantiere edile. il progettista. (Responsabile Unico del Procedimento). il capo cantiere. Criteri di scelta delle tecnologie costruttive e degli impianti di cantiere Pianificazione del lavoro nei cantieri edili 336 . i computi metrici estimativi. Luigi ASCIONE Numero di crediti: 12 Collocazione: V anno. L’industrializzazione edilizia e la produzione seriale in stabilimento degli elementi costruttivi ed edilizi. La pianificazione delle risorse. Il Piano della Valutazione dei Rischi. Enrico Sicignano): Gli operatori del processo edilizio L’ente appaltante: il committente. I dispositivi di protezione individuali. L’impianto del cantiere.lgs.O. i capitolati. installazione e gestione di un cantiere edile. Il cantiere tradizionale. della redazione di piani per la sicurezza. Contenuto del corso Primo semestre (prof. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avviene mediante un colloquio orale che presuppone anche la verifica dei risultati ottenuti nello svolgimento delle esercitazioni. I temi comprendono unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento e consistono nella redazione di un calcolo strutturale di opere provvisionali. Analisi della documentazione tecnico-amministrativa Gli elaboratori grafici (progetto esecutivo. utensili . nella redazione di un lay-out di cantiere. il coordinatore per la sicurezza (in fase di progettazione e in fase di esecuzione). L’ente appaltatore: ditta appaltatrice e subappaltatori. Competenze e responsabilità. impiantistico. automezzi. il R. architettonico. Il P. Enrico SICIGNANO. i piani di sicurezza. La progettazione del cantiere Analisi del sito e organizzazione del cantiere.P. ecc. all’approntamento delle opere provvisionali. strutturale. il contratto di appalto. i collaudatori (statico. alla organizzazione della sicurezza e alla prevenzione degli infortuni. pratiche. montacarichi. I e II semestre Propedeuticità: Architettura Tecnica II.U.

ed int. Ottimizzazione delle risorse. I prodotti chimici antideflagranti. Esempio di opera provvisionale ed analisi per fasi. etc.M. Legge Merloni n..n. Testo Unico Edilizia (D. SEMINARI E CONFERENZE di esperti esterni : sono previsti seminari e conferenze riguardanti grandi opere di architettura e di ingegneria realizzate in Italia e all’Estero.S.P. Tecniche innovative di demolizione. Roma 1992 M. Progetto e sicurezza del cantiere. Esplosivi e loro accessori. Testi di riferimento M.E. Roma 1991 S. La normativa italiana e comunitaria nel settore delle demolizioni. Schemi strutturali. Regolamento di Attuazione L.mod. tesine. Arcangeli.C.. Conti. Problematiche inerenti i sistemi provvisionali nelle operazioni di scavo in terreni sciolti. Impieghi e rischi degli esplosivi. Lacava . Organizzazione e sicurezza in cantiere. Strumenti e macchinari nella demolizione classica. oppure un P. Tema d’anno Il tema d’anno consiste nella redazione di un Piano di Coordinamento della Sicurezza. Prove di qualificazione e di accettazione sui materiali da costruzione.. Manuale della sicurezza nel cantiere. Il progetto di abbattimento con l’uso di microcariche esplosive.R. Norme UNI 8981 parte 7 e UNI 9858. Roma 1997 A. Riferimenti legislativi Nuovo Codice Appalti (DLgs. Grafill 2007 Appunti e documenti didattici forniti durante il corso. 337 . nonché nella prova orale sugli argomenti del programma svolto con espresso riferimento ai testi indicati in bibliografia. Aspetti generali della sicurezza dei cantieri edili. Verifiche. NIS. Modalità di svolgimento dell’esame finale Gli elaborati scritti e grafici (progetti). Azioni. 152/2008). NIS. Solustri. scavi. Demolizioni. 2007 V.T. Il diagramma di Gantt e reticoli P. 81/2008). Impieghi e rischi delle tecniche classiche.Fondamenti di progettazione e di programmazione operativa.R.O.109/94 e succ. Mainardi. Gioda.267/2000. Principali sistemi in uso. Progettare il cantiere. Il Sole 24 ore Pirola. Pesce. Il progetto di abbattimento con l’uso di tecniche classiche. Struttura e contenuti dei piani operativi di costruzione. La progettazione del lay-out di cantiere. Testo Unico Sicurezza Cantieri (DLgs. Riferimenti normativi. Su alcuni dei temi trattati in tali seminari e conferenze gli studenti dovranno produrre una tesina o elaborato scritto-grafico. Luigi Ascione): Quadro normativo. Solustri. tese a constatare il livello di apprendimento. Secondo semestre (prof. Sicurezza del cantiere nei lavori pubblici. il diagramma a “ferrovia”. L’esame consiste nella illustrazione ragionata degli elaborati prodotti. Milano. Lacava . oppure un lay-out di cantiere e nella progettazione strutturale di un ponteggio e/o nella verifica di un’opera di scavo. Milano 2001 S. nonché cantieri di restauro. Esempi di abbattimenti.C. Flores . Il Piano di Sicurezza Igiene e Coordinamento per le demolizioni dei manufatti. Organizzazione del cantiere. Il Sole 24 Ore. norma ISO 9001: 2000. progetto di ponteggi. etc. Ponteggi metallici fissi. 1998 G. saranno prodotti durante il corso e saranno oggetto di verifiche periodiche. collaudo. 380/2001). altri tipi di rischio. Maggioli editore. I Ponteggi metallici. Problematiche inerenti i sistemi provvisionali nelle operazioni di tunneling. Definizioni generali e motivazioni delle demolizioni. ANCE Edilstampa.

DIRITTO URBANISTICO E SOCIOLOGIA Docente: supplente Numero di Crediti: 9 Collocazione: V Anno Propedeuticità: 338 . E DELL’EDILIZIA.PP.(torna all’indice) LEGISLAZIONE DELLE OO.

Moto armonico. Asse istantaneo di rototraslazione. Moti sferici. Sistemi olonomi. Statica dei corpi rigidi (1 ore lez.) Moto di un corpo rigido con un asse fisso privo di attrito 339 . Attrito e posizioni di equilibrio. Atto di moto e teorema di Mozzi. Applicazioni geometrico-differenziali alle curve. Cinematica (5 ore lez. Cinematica dei sistemi materiali. Lavoro virtuale. moto rotatorio e moto rototraslatorio. 1 ora eserc.) Spazio dei vettori ordinari. Energia cinetica e momenti d’inerzia. 4 ore eserc. Prodotto scalare. Lavoro delle forze interne. Statica e dinamica di un punto materiale (5 ore lez. Forze conservative. Cinematica dei moti relativi. 3 ore eserc. Modo di variare del momento di inerzia al variare della retta: tramite il teorema di Huygens e la matrice d’inerzia. Argomenti del corso: Calcolo vettoriale (4 ore lez. Velocità. Centro istantaneo di rotazione e teorema di Chasles.) Postulati fondamentali della Dinamica. 2 ore eserc. Equazioni differenziali del moto di un punto libero. Sistema di vettori applicati equivalenti a zero. Michele CIARLETTA Numero di Crediti: 6 Collocazione: II Anno. Statica di un corpo rigido (4 ore lez.) Equazioni Cardinali della Dinamica. Teorema delle forze vive e conservazione dell’Energia Meccanica per un sistema materiale vincolato. Vettori applicati (3 ore lez.) Gradi di libertà e coordinate lagrangiane. Accelerazione. corpo rigido con asse fisso). Moti centrali. Teorema del moto del baricentro. 2 ore eserc.) Cinematica del punto. Particolare approfondimento sarà dedicato allo studio della geometria delle masse e al calcolo delle reazioni vincolari (in statica e dinamica). Sistema di vettori piani e paralleli. Equazioni differenziali del moto di un punto rispetto a due riferimenti non inerziali (forze apparenti. Condizioni generali di equilibrio di un corpo rigido. Moto di un punto rispetto a due riferimenti. 2 ore eserc. attraverso la formulazione di modelli fisico-matematici. Applicazioni. Cinematica dei sistemi rigidi. La competenza da acquisire consiste nella capacità di formulare equazioni differenziali che descrivono la dinamica dei vari tipi di sistemi materiali (punto materiale. prodotto misto e doppio prodotto vettoriale. Spostamento elementare di un sistema olonomo. Principio dei lavori virtuali. prodotto vettoriale.) Equazioni Cardinali della Statica. Teorema di Koenig. Particolari moti rigidi: moto traslatorio. 2 ore eserc. Pendolo semplice. 2 ore eserc. Riferimento cartesiano e rappresentazione cartesiana dei vettori.) Moti rigidi piani. Geometria Finalità del Corso Il corso ha per finalità primaria l’acquisizione degli elementi formativi di base. Calcolo delle reazioni vincolari in condizione di equilibrio. Teoremi generali della meccanica dei sistemi materiali (4 ore lez.) Baricentro e proprietà.) Risultante e momento risultante di un sistema di vettori applicati rispetto ad un punto e rispetto ad una retta orientata. Geometria delle masse e grandezze dinamiche dei sistemi materiali (8 ore lez. Moti piani. Sistema di vettori applicati equivalenti. Statica del punto materiale libero. Lavoro di una forza. Formule di Poisson. Funzioni a valori vettoriali. 2 ore eserc. Spostamenti virtuali. Asse centrale.(torna all’indice) MECCANICA RAZIONALE Docente: prof. Triedro fondamentale. Formule di Fernet. connessi allo studio della Meccanica Classica. forza peso). Dinamica del punto vincolato ad una curva. II semestre Propedeuticità: Analisi Matematica I. Dinamica e statica di un punto vincolato. Spostamenti infinitesimi e Spostamenti possibili. Statica di un sistema di corpi rigidi (4 ore lez. Alcuni aspetti geometrici dei moti rigidi (2 ore lez. Lavoro di un sistema di forze per uno spostamento rigido elementare. Quantità di moto e momento delle quantità di moto. Sistemi piani: baricentri e momenti statici.

Appunti del corso. S. durante le quali di forniranno i principali strumenti necessari per la risoluzione di esercizi relativi ai contenuti dell’insegnamento teorico. Chirita. Ciarletta. Ed. Elementi di Meccanica Classica. Zanichelli. Zanichelli. Ciarletta. Calcolo II. 340 .Metodi didattici e di valutazione L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Ed. durante le quali saranno presentati gli argomenti del corso mediante lezioni frontali ed esercitazioni in aula. M. S. La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova scritta ed un colloquio orale. Zanichelli. Fabrizio. M. Materiale didattico: M. Calcolo I. Ed. Chirita.

convenzioni e dichiarazioni internazionali. risanamento dall’umidità. attraverso la corretta impostazione delle finalità progettuali. degrado dei materiali. degrado strutturale. metodologia e prassi Carte.ssa Federica RIBERA Numero di crediti: 9 Collocazione: IV anno. gli elementi di finitura degli edifici Cause generali di degrado. meccanismi di degrado. quadri fessurativi e quadri umidi Gli interventi di conservazione sui materiali e sugli elementi costruttivi. durante tutto lo svolgimento del corso. tecnologica e funzionale di un manufatto edilizio esistente. critici e tecnologici necessari ad affrontare con sufficiente competenza l’analisi ed il progetto di conservazione e recupero dei manufatti esistenti. Il tema comprende unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento e consiste nell’analisi storica. problemi di carattere generale Gli edifici in muratura. 2 Ore Eserc. La conoscenza della fabbrica L’invecchiamento e il degrado Analisi dei manufatti esistenti 8 9 10 6 10 Tecniche di conservazione Orientamenti teorici Tutela e legislazione Il progetto di recupero e conservazione Totale Ore 7 4 4 5 45 9 16 45 341 . Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. considerato nella sua consistenza fisica.(torna all’indice) RECUPERO E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI Docente: Prof. La scelta della funzione e degli interventi appropriati. la redazione del progetto Ore Lez. Contenuto del corso Introduzione al corso Il progetto di conservazione e recupero: chiarimento sui termini (prevenzione. manutenzione. la ricerca dei dati di conoscenza e la loro elaborazione. Principi guida del progetto di conservazione e recupero dei manufatti esistenti. Ore Lab. raccomandazioni. recupero edilizio. la trattazione dei principali problemi della fabbrica. funzionali e morfologici. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti. diagnostica distruttiva e non distruttiva. analisi del degrado. divisi per gruppi di lavoro. attraverso l’elaborazione di relazioni tecniche e tavole grafiche.. un tema progettuale da sviluppare. la diagnosi Rrappresentazione degli organismi edilizi finalizzati al recupero. geometrica. considerata unitariamente nei suoi elementi costruttivi. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avviene mediante un colloquio orale che presuppone anche la verifica dei risultati ottenuti nello svolgimento delle esercitazioni. II semsetre Propedeuticità: Architettura Tecnica II Obiettivi formativi Il corso mira all’acquisizione di metodi e di conoscenze tecniche per l’elaborazione di un progetto di recupero e conservazione di un organismo edilizio esistente. leggi nazionali e regionali. Le lezioni teoriche conducono all’acquisizione degli strumenti metodologici. conservazione. restauro architettonico). e nella predisposizione di un progetto di riuso funzionale che contempli la conservazione degli elementi costruttivi attraverso un’adeguata programmazione degli interventi. gli edifici intelaiati dei primi decenni del XX sec.

Restauro Architettonico.. Franco Angeli. Cigni. Franco Angeli. Scarzella. Alinea 2006 Mastrodicasa S. Edizioni Kappa. Hoepli 2003 F. Umidità e degrado negli edifici – Diagnosi e rimedi. Tecniche della conservazione. 1997 Gasparoli P. Manutenzione e recupero. Il progetto di Conservazione. Feiffer. Carbonara. Biancaneve Codacci-Pisanelli. Recupero e conservazione dell’edilizia storica. Le coloriture dell’edilizia storica napoletana. Luciano Ed.. Napoli 2002 P. Bellini. Roma 1987 C. 2001 G. Criteri. Utet 1996 G.Testi di riferimento Dispense delle lezioni fornite dal docente da integrare con i seguenti testi: A. metodi e strategie per l’intervento sul costruito.. Ribera. Dissesti statici delle strutture edilizie. Alinea 2009 342 .. Talamo C. Zerbinatti M.

I e II semsetre Propedeuticità: 343 .(torna all’indice) RESTAURO ARCHITETTONICO Docente: supplente Numero di crediti: 12 Collocazione: V anno.

Durante tutte le attività di laboratorio si svolgerà un tema di rilievo che riassumerà tutti i contenuti dell’insegnamento – dal rilievo a vista. Programma delle attività: . a partire da un rigoroso controllo dello spazio tridimensionale.(torna all’indice) RILIEVO DELL’ARCHITETTURA Docente: ing. invece. Il modulo di “rilievo a vista”. i metodi e gli strumenti infografici per il rilievo dell’architettura. esercitazioni di laboratorio ed esercitazioni pratiche di campagna. un fondamentale strumento di conoscenza. a Velia. dalla prototipazione vir-tuale alla reverse engineering e la prototipazione rapida. alla visualizzazione. documentazione e analisi. i resti di Moio della Civitella. tecniche di disegno con ma- Ore Lez. II semsetre Propedeuticità: Disegno dell’Architettura II. fino al laser scanner –.docente un professore argentino selezionato dell’ambito della coperazione internazionale interuniversitaria) e il secondo di “rilievo fotogrammetrico” (6 cfu . prospettiva. Palinuro e Roccagloriosa per spingersi fino al complesso del Vallo di Diano (un percorso “in rilievo”). Ore Lab. Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche. Contenuti del corso Rilievo a vista Prospettive panoramiche e di viste delle più significative architetture. recupero o conservazione di un edificio. il più spettacolare e famoso. infatti. inoltre. Ore Eserc. propedeutico a qualsiasi intervento di restauro. illustrate le più moderne tecniche di modellazione. Obiettivi formativi Ampliare le conoscenze degli allievi al fine di fornire loro il linguaggio. si propone come obiettivo quello di rappresentare i diversi enclavi esistenti nella provincia di Salerno: a cominciare da Paestum. 15 15 344 . per il quale è previsto il maggiore impegno. orale. per così sviluppare le capacità critiche e quelle di lavorare in team. Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati è richiesta la conoscenza dell’uso di software grafici e degli elementi fondamentali della rappresentazione grafica. il primo di “rilievo a vista” (3 cfu . prevede la discussione degli elaborati di rilievo e un colloquio sugli argomenti delle lezioni teoriche. in modo da sviluppare ed esercitare strategicamente le capacità critico-selettive per individuare la tecnica di rilevo adeguata al caso specifico. Il corso è integrato con esercitazioni su programmi di modellazione tridimensionale. passando per il Santuario di Hera Argiva. Il corso mira a fornire la conoscenza delle tecniche grafiche digitali atte alla realizzazione. Metodi di valutazione L’esame. Il rilievo dell’architettura costituisce. Lo stesso tema sarà poi approfondito durante il modulo di “rilievo fotogrammetrico” il cui obiettivo principale è.docente: Salvatore Barba). Problemi di proporzione.“Disegno dal naturale”. quello di acquisire i principi teorico/pratici e la padronanza dei procedimenti di rilevamento e della successiva restituzione – dalle tecniche di rilievo non convenzionale alle più avanzate tecnologie al laser 3d –. sessioni teoriche sui metodi grafici e i concetti necessari nel rilievo a vista dell’architettura e del paesaggio. Informatica Grafica Finalità Il corso si compone di due moduli integrati. Saranno. alla comunicazione di un progetto grafico di rilievo. Salvatore BARBA Numero di crediti: 9 Collocazione: V anno. effettuate mediante rilievi a vista e il confronto con i disegni precedenti e le fonti classiche. alla presentazione.

La teoria degli errori di osservazione (misure dirette e indirette).it è disponibile il materiale didattico integrativo in forma elettronica. Contestualizzazione del manufatto nel territorio (inserimento ambientale e caratterizzazione paesaggistica). Seminari e viaggi di studio. restituzione di modelli 3d. 15 15 Laboratorio (sistema di presa laser scanner e prototipazione) Pratiche di campo con e senza strumentazioni (è prevista almeno un’applicazione di laboratorio per ogni tipologia di rilievo). .diciv. .Composizioni raster: PTGui.unisa. sia in laboratorio sia direttamente sui luoghi delle architetture da rilevare. SketchUp.Montaggio video: Adobe Premiere. 345 . PixMaker. Fotogramm. Rilievi tematici. Zmap. . Geomagic. PolyWorks.Fotoradrizzamento: ASRix. . rilievo dell’umidità.Trattamento delle immagini: Photoshop. . Animazioni tridimensionali. gli scritti e appunti distribuiti a lezione. sezioni e prospetti. AllPlanPHOTO. On-Site Rilievo Solution. Homograf. rilievo cronologico. MeshLab. Applicazioni: . produzione automatica di piante. Zscan. 15 30 Totale Ore 45 30 30 Per un approfondimento recente sulle applicazioni in generale trattate si vedano i proceedings. caratteristiche e calibrazione. RDF.Modellazione: Rhinoceros. Sessioni pratiche. rilievo del quadro fessurativo. La tecnologia laser. Macchine fotografiche digitali. rilievo dinamico. Principi di fotogrammetria. Advanced Polygon Editing. rilievo delle murature. Stenza. Strumentazioni del rilevo diretto. Archis. Dati digitali e immagini di sintesi. Tecniche di rilievo indiretto.Prototipazione: Mayka. Sul sito www. Movie Maker. Microstaion.Rilievo fotogrammetrico - tita. PTlens. . Progetto di rilievo e pianificazione del lavoro di campo. inchiostro e acquerello.Trattamento di dati 3D: UVACAD. rilievo del colore.

Sulla Statica delle Travi e dei Sistemi di Travi. taglio e torsione. orientata ad affrontare progettazioni di maggiore complessità. Le nozioni impartite consentono di acquisire un’adeguata conoscenza del comportamento meccanico di tali strutture. Vincoli esterni ed interni. consentono di interpretare i risultati di progettazioni strutturali più complesse. Percentuale di lezioni destinate ad esercitazioni: 25%. Elementi di stabilità dell’equilibrio elastico. Legami costitutivi: elasticità lineare. flessione composta. Il corso comprende anche una parte generale dedicata alla presentazione di elementi basilari di Meccanica dei solidi. Metodo delle tensioni ammissibili e degli Stati limite. offrendo la possibilità di contribuire alla loro redazione o alla loro esecuzione. Teoremi delle catene cinematiche. Questa parte è finalizzata all’acquisizione dei concetti di stato di deformazione e di tensione in un corpo tridimensionale. Distorsioni. Scrittura diretta delle equazioni di congruenza (Applicazioni alle travi di una campata e alle travi continue). Centro di rotazione. Ascione. Liguori Editore (2001). Argomenti del corso: Elementi di Meccanica dei Solidi: Spostamenti e deformazioni nei solidi strutturali. Elementi di Scienza delle Costruzioni. Problema cinematico (sulla ricerca delle labilità). 346 . volumi I. III. Esse. Calcolo delle caratteristiche della sollecitazione interna nei sistemi staticamente determinati. I sistemi elastici iperstatici: Metodo delle forze. Appunti dalle lezioni. Problema statico (sulla ricerca delle reazioni vincolari). Travature reticolari. Caso piano. Le suddette strutture costituiscono infatti un modello di larghissimo impiego nell’Ingegneria Civile e contribuiscono alla formazione di un bagaglio culturale indispensabile per l’Ingegnere. della nozione di legame elastico lineare tra deformazioni e tensioni. in vista della formazione di una sensibilità strutturale più avanzata e adeguata. Cues (2005). Statica e Cinematica dei sistemi di travi: Modello strutturale di trave. Equazioni di equilibrio per le travi rettilinee. Forze e tensioni: equazioni di equilibrio indefinite ed al contorno. Materiale didattico: L. una solida base per un eventuale successivo approfondimento a livello di corso di laurea specialistica. Essi costituiscono. Matrice di deformabilità. infatti. Equazioni di congruenza per le travi rettilinee. Luigi ASCIONE Numero di crediti: 9 Collocazione: III anno.(torna all’indice) SCIENZA DELLE COSTRUZIONI Docente: prof. II. Ascione. I semsetre Propedeuticità: Meccanica Razionale/Statica. L. Calcolo delle reazioni vincolari nei sistemi staticamente determinati. Modello di Eulero-Bernoulli. ai fini del loro progetto o della loro verifica. Travi elastiche: Generalità. nonché alla presentazione dei più significativi criteri di resistenza. Fisica Generale Finalità del Corso: Lo scopo principale del corso è l’insegnamento degli elementi fondamentali della meccanica delle strutture intelaiate. Verifiche di sicurezza: Tensioni locali nelle travi provocate da sforzo normale centrato. inoltre. I concetti fondamentali presentati nel corso hanno d’altra parte una valenza ben più ampia. Cerchi di Mohr.

Geometria 347 . Maurizio ANGELILLO Numero di crediti: 6 Collocazione: II anno.(torna all’indice) STATICA Docente: prof. II semsetre Propedeuticità: Analisi Matematica I.

e valutare le architetture principali del periodo preso in considerazione.). Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Obiettivi finali saranno la consapevolezza delle principali linee di sviluppo della storia dell’architettura. descrivere.(torna all’indice) STORIA DELL’ARCHITETTURA I CdS: Ingegneria Edile-Architettura Anno: I Docente: Integrato: prof. Il programma prevede quindi l’analisi e la lettura critica delle più significative opere di architettura del passato. Oltre al necessario riferimento alla storia della società. seminari. quanto a quelle locali. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi più appropriati per analizzare un edificio e saper elaborare dei collegamenti tra architetture di periodi e stili diversi. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale e in occasione della presentazione da parte degli studenti dell’indagine storico-architettonica (presentazione che avverrà durante le ore riservate alle esercitazioni). Capacità di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Necessari approfondimenti su manufatti o autori emblematici completeranno il corpus delle lezioni. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati è richiesta una sommaria conoscenza della storia e i fondamenti del lessico architettonico. Contenuto del corso Il corso ha come oggetto la storia dell’architettura europea dagli esordi della civiltà egizia. Metodi didattici L’insegnamento prevede lezioni ex-cathedra. Oltre alla metodologia storica ci si avvarrà di analisi stilistiche. Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper applicare la metodologia storica all’analisi di un manufatto del passato. delle idee e dell’arte in generale. della cultura. Abilità comunicative (communication skills) Saper esporre oralmente una breve ricerca storica. esercitazioni. sopralluoghi e visite guidate. nonché il raggiungimento di un’adeguata capacità di riconoscere. Sono previsti da parte degli allievi elaborazioni e approfondimenti storico-architettonici su temi concordati con il docente.ssa Simona TALENTI Semestre: I Codice: Propedeuticità: nessuna SSD: ICAR/18 Crediti: 12 Tipologia: base Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso si propone di fornire agli studenti del primo anno le nozioni necessarie per una comprensione critica dei principali fenomeni che hanno caratterizzato la Storia dell’Architettura antica e moderna. alle premesse ideali e alle scelte tipologico-formali insite nell’architettura di ciascun 348 . in particolar modo in occasione dell’indagine storico-architettonica che gli studenti svolgeranno durante il semestre. fotografie. mostrando anche altre tecniche di approccio al manufatto (rilievi. costruttive ed architettoniche dei manufatti. ecc. sino all’affermarsi dell’architettura barocca in Europa tanto in rapporto alle manifestazioni generali. supporti multimediali.

periodo, mettendo in luce continuità e momenti di innovazione, il corso si intende anche quale storia delle tecniche e dei sistemi costruttivi. Argomenti
Introduzione al corso

Contenuti specifici
Il metodo storico. Dalla storia operativa alla storia dell’architettura come disciplina autonoma. Presentazione cronologica dell’architettura europea dagli esordi della civiltà egizia sino all’affermarsi dell’architettura barocca in Europa.

Ore Ore Lez. Eser.
2

Ore Lab.

Architettura delle Dal nomadismo alla vita stanziale. L’architettura in Mesopotamia. origini Le prime scoperte archeologiche. Tecniche e materiali. Forme primitive di abitazione. I palazzi. I templi.Le città. Architettura in Egitto L’architettura in Egitto. Dalla mastaba alla piramide. I materiali e i metodi costruttivi. I templi funerari e i templi dedicati alle divinità. Urbanistica. L’egittologia e gli scavi archeologici.

2

5

Architettura greca L’architettura minoica (Cnosso, Festo e Mallia) e micenea: il sistema labirintico e l’introduzione del megaron. L’architettura greca: dal megaron al tempio. Gli ordini architettonici. Il tempio. Le correzioni ottiche. Ippodamo da Mileto e l’urbanistica. Architettura romana Architettura del IV-VI sec. L’architettura civile e le infrastrutture romane : fori, ponti, acquedotti ecc.. Un caso esemplare: il Pantheon. Le specificità del tempio romano. Tecniche costruttive: la volta. Trattato di Vitruvio. Le basiliche paleocristiane in Italia (S. Giovanni in Laterano, S. Paolo fuori le Mura, ecc.) e nelle province orientali. Gli edifici a pianta centrale. La basilica a cupola. L’architettura bizantina: Santa Sofia. Caratteri generali dell’architettura romanica. I monasteri (Cluny, Compostela ecc.).L’Italia romanica a Milano, Parma, Pisa, ecc. L’architettura gotica: la volta ad ogiva. Le cattedrali: dall’abbazia di Saint-Denis all’esempio di Chartres. Differenze con il gotico inglese. Esempi italiani nel XIII secolo. L’architettura del Rinascimento: palazzi e chiese. Brunelleschi, Bramante, Alberti, Michelangelo e Palladio. L’urbanistica rinascimentale: Pienza, Urbino e Ferrara. L’architettura barocca a Roma: Bernini, Borromini e Pietro da Cortona. Guarino Guarini a Torino. I palazzi barocchi napoletani. Il barocco in Europa.

6

3

5

3

5

3

5

3

Il romanico Il gotico

3

5

5

5

Il Rinascimento

9

10

6

Il barocco

5

Totale Ore

45

31

14

Testi di riferimento D. Watkin, Storia dell’architettura occidentale, Bologna, Zanichelli, 1990. AA.VV.: Lineamenti di Storia dell’Architettura, Roma, Carucci Editore, 1978. AA.VV: Architettura nei secoli, Milano, Mondadori, 1965. Bruno Zevi, Saper vedere l’architettura, Torino, Einaudi, 1997. C. Norberg-Schulz, Architettura occidentale. Architettura come storia di forme significative, Milano, Electa, 1979. Atlante di architettura. Storia dell’architettura dalle origini all’età contemporanea, Milano, Hoepli, 1996. R. De Fusco, Mille anni di architettura in Europa, Laterza, 2007. F. Divenuto, Architetture del Rinascimento. Fortuna e diffusione di un linguaggio, Napoli, ESI, 2006. L. Benevolo, Introduzione all’Architettura, Laterza, Bari 1960 e le suc. Edizioni.

349

N. Pevsner, Storia dell’Architettura europea, Laterza Bari 1957 e successive edizioni . R. Martin, Architettura greca, Milano, Electa, 1997. J. B. Ward Perkins, Architettura romana, Milano, Electa, 1997. Cyril Mango, Architettura Bizantina, Milano, Electa, 1974. L. Grodecki, Architettura gotica, Milano, Electa, 1997. P. Murray, Architettura del Rinascimento, Roma-Bari, Laterza, 1977. C. N. Schulz, Architettura Barocca, Milan, Electa, 1971. J. Summerson, L’architettura del Settecento, Milano, Rusconi, 1990.

350

(torna all’indice) STORIA DELL’ARCHITETTURA II Docente: prof.ssa Simona TALENTI Numero di Crediti: 12 Collocazione: II Anno, I e II semestre Propedeuticità: Storia dell’Architettura I

Obiettivi formativi Il corso si pone l’obiettivo di esplorare criticamente gli eventi fondamentali della storia dell’architettura moderna e contemporanea privilegiando la componente internazionale. Contenuto del corso Il programma copre un arco temporale estremamente vasto, assumendo come origine l’architettura del Settecento per terminare con alcuni esempi di architettura contemporanea. Il corso intende affrontare tematiche trasversali analizzate in maniera cronologica come la questione delle origini, il dibattito sugli stili storici, la questione dell’ornamento, l’utilizzo di nuovi materiali ecc. al fine di individuare i rapporti intrattenuti dal cosiddetto Movimento Moderno con l’architettura che l’ha preceduto. Nel corso delle lezioni saranno inoltre proposti approfondimenti monografici sul lavoro dei “maestri” dell’architettura del Novecento, da Wright a Scarpa, da Mies van der Rohe, a Le Corbusier ecc., per terminare con una lettura critica delle esperienze del nuovo millennio. Le lezioni affronteranno i seguenti temi: - Introduzione al corso: che cosa si intende per architettura moderna. - Neoclassico: dal “ritorno all’antico” all’architettura neoclassica. - Eclettismo: l’eclettismo e i nuovi materiali, l’architettura metallica, ecc. - Fine ‘800: l’architettura tra Ottocento e Novecento, Art Nouveau, ecc. - Avanguardie: le avanguardie, espressionismo, futurismo, ecc. - I maestri: Wright, Le Corbusier, Mies van der Rohe, Aalto ... - Razionalismo: il razionalismo italiano, Terragni, ecc. - Regimi totalitari: i regimi totalitari e il linguaggio classico. - Kahn: Louis Kahn e la monumentalità. - Anni ‘60: gli anni ‘60 (Scarpa, Michelucci ecc.). - Anni ‘70: pluralismo degli anni ‘70 (Rossi, Siza, Johnson, Rogers e Piano ecc.). - Fine XX sec.: continuità e mutamento alla fine del XX secolo. - Terzo millennio: sguardo sull’architettura del terzo millennio.

Riferimenti bibliografici J. Summerson, Il linguaggio classico dell’architettura, Torino, Einaudi, 1970. R. Middleton, D. Watkin, Architettura dell’Ottocento, Milano, Electa, 1980. K. Frampton, Storia dell’architettura moderna, Bologna, Zanichelli, 1986. W. Curtis, L’architettura moderna del Novecento, Milano, Mondatori, 2002. L. Benevolo, L’architettura nel nuovo Millennio, Roma-Bari, Laterza, 2006.

Metodi didattici e di valutazione L’insegnamento prevede lezioni ex-cathedra, seminari, esercitazioni, sopralluoghi e visite guidate. Oltre alla metodologia storica ci si avvarrà di analisi stilistiche, costruttive ed architettoniche dei manufatti, mostrando anche altre tecniche di approccio al manufatto (rilievi, fotografie, supporti multimediali, ecc.).Sono previsti da parte degli allievi elaborazioni e approfondimenti storico-architettonici su temi concordati con il docente. La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante la discussione (durante le esercitazioni) di una tesina di ricerca che ciascun studente avrà elaborato su un tema concordato con il docente e un colloquio orale in sede di esame. Il laboratorio progettuale prevede, inoltre, elaborazioni sul tema della storia dell’architettura integrate con l’insegnamento di Disegno dell’Architettura II.

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(torna all’indice) TECNICA DELLE COSTRUZIONI Docente: prof. Vincenzo PALAZZO Numero di Crediti: 12 Collocazione: IV Anno, I e II semestre Propedeuticità: Scienza delle Costruzioni

Obiettivi formativi Il corso mira all’apprendimento dei metodi di analisi di modelli intelaiati piani soggetti alle azioni di progetto e dei metodi di verifica delle sezioni per la progettazione e realizzazione di sistemi strutturali semplici in c.a. ed in acciaio. Metodi didattici e di valutazione L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti, divisi per gruppi di lavoro, il progetto di alcuni elementi strutturali in c.a. ed acciaio da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. Il progetto comprende unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento ed è strumentale a sviluppare capacità di progettazione e realizzazione di elementi strutturali semplici partendo dall’analisi dei carichi e delle altre azioni cui tali elementi sono soggetti durante la vita utile della costruzione. Tra gli elementi da dimensionare figurano un solaio latero cementizio, un’opera di sostegno ed una piccola struttura in acciaio. La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante una prova orale.

Contenuto del corso Introduzione al corso Tecnica del cemento armato Verifiche Statiche delle Sezioni in c.a. Analisi di Sistemi Piani Opere di sostegno e fondazione

Tipologie Strutturali, Prestazioni e Filosofia della sicurezza strutturale. Tecnologie dei calcestruzzi, legami costitutivi, comportamento reologico. Sforzo Normale Centrato, Flessione Semplice, Flessione Composta, Taglio, Torsione, Fessurazione, Aspetti deformativi degli elementi. Descrizione dei modelli e delle condizioni di vincolo; metodi di analisi delle strutture iperstatiche: metodo delle forze e metodo delle deformazioni. Tipologie di fondazione e di opere di sostegno delle terre. Richiami di meccanica dei terreni; Fondazioni dirette e indirette: tecnologia e modelli di calcolo; Opere di sostegno: muri e paratie. Il materiale acciaio, Metodi di calcolo, Tipologie di analisi e modelli strutturali, Unioni bullonate, Unioni saldate, I collegamenti nelle strutture metalliche,Stabilità dell’equilibrio e criteri di applicazione alle strutture in acciaio. Comportamento statico di sezioni miste soggette a regime di sollecitazione vario, Campi di applicazione, Aspetti costruttivi.

Tecnica e teoria dell’acciaio

Elementi misti acciaio-cls

Testi di riferimento GIANGRECO Elio “Teoria e tecnica delle costruzioni” Vol. I e II, Liguori. CESTELLI GUIDI Carlo, CALZONA Remo “Il calcolo del cemento armato con i metodi delle Tensioni ammissibili e degli Stati limite “, Hoepli. VIOLA Erasmo, “Esercitazioni di Scienza delle Costruzioni” Vol. II, Pitagora. BALLIO Giulio, MAZZOLANI Federico M.,”Strutture in acciaio: sistemi strutturali, sicurezza e carichi, materiale, unioni e collegamenti, resistenza e stabilità”, Hoepli. HART F., HENN W., SONTAG H., “Architettura Acciaio - Edifici Civili”. ITALSIDER “Collegamenti di strutture in acciaio”.

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Riviste per ricerche di tipologie e dettagli costruttivi L’industria Italiana del Cemento. Costruzioni Metalliche. Norme tecniche di riferimento D.M.LL.PP 14/2/1992 D.M.LL.PP 9/1/1996 C.M.LL.PP n° 156/1996 Istruzioni CNR 10011 Norme Tecniche per le Costruzioni DM 14/01/08

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(torna all’indice) TECNOLOGIA DEI MATERIALI E CHIMICA APPLICATA Docenti: prof. Luciano DI MAIO Numero di crediti: 6 Collocazione: I Anno, I semestre Propedeuticità: nessuna Finalità del corso Il corso ha lo scopo di fornire le conoscenze di base relative alla struttura, alle caratteristiche tecnologiche e di impiego dei materiali tradizionali ed innovativi per l’edilizia e l’architettura. Programma Introduzione alla scienza e tecnologia dei materiali Struttura e morfologia dei materiali Proprietà chimicofisiche dei materiali Materiali metallici

Materiali strutturali e materiali funzionali

Materiali amorfi e materiali cristallini. Proprietà meccaniche. Proprietà termiche. Proprietà dielettriche. Principi e tecniche di caratterizzazione dei materiali. Produzione della ghisa e dell’acciaio. Diagramma di stato ferro-carbonio. Trattamenti termici degli acciai. Lavorazioni e proprietà meccaniche degli acciai. Impieghi dei materiali metallici nell’edilizia. Corrosione e protezione dei materiali metallici. Forme di corrosione. Protezione dalla corrosione. Leganti aerei. Calce aerea e gesso. Produzione, proprietà, messa in opera. Leganti idraulici. Calci idrauliche. Cemento Portland. Produzione e composizione del cemento Portland. Idratazione del cemento. Proprietà, lavorabilità e messa in opera del cemento. Proprietà dei cementi. Cemento pozzolanico. Cemento d’alto forno. Cemento alluminoso. Prove sui cementi e Normativa. Cause di alterazione delle opere cementizie. Calcestruzzo. Costituenti, lavorabilità, resistenza meccanica. Tipologia e granulometria degli aggregati. Criteri di scelta delle formulazioni per la produzione dei calcestruzzi. Additivi per i calcestruzzi. Durabilità del calcestruzzo. Argilla: costituzione e proprietà. Laterizi. Caratteristiche e classificazione dei laterizi. Produzione e tecnologie di lavorazione dei laterizi. Grès e porcellane. Materiali refrattari: refrattari: acidi, basici, neutri. Saggi e prove sui refrattari. Produzione e lavorazione del vetro. Caratteristiche del vetro. Vetri di sicurezza. Vetroceramiche. Vetri innovativi. Reazioni di polimerizzazione. Polimeri termoplastici e termoindurenti. Polimeri amorfi e polimeri cristallini. Proprietà e tecnologie di lavorazione dei materiali polimerici. Elastomeri. Applicazioni dei polimeri in edilizia ed in architettura. Introduzione. Fibre e cariche particellari per materiali compositi a matrice polimerica. Proprietà meccaniche. Processi di fabbricazione. Applicazioni dei materiali compositi polimerici. Produzione ed applicazione degli asfalti. Struttura e proprietà. Umidità, densità e difetti. Resistenza meccanica e deformazioni. Variazioni di umidità e di temperatura. Normative. Pannelli di legno. Legno lamellare e compensati. Leganti per legno ed aspetti ambientali. Durabilità del legno e meccanismi di degrado.

Leganti

Materiali ceramici

Vetro Materiali polimerici

Materiali compositi

Bitumi Legno

354

Metodi didattici L’insegnamento contempla lezioni teoriche in aula, durante le quali gli argomenti del corso saranno implementati da esempi reali di applicazione al fine di stimolare la capacità critica degli studenti verso l’utilizzo idoneo dei diversi materiali. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale. Materiale didattico: Luca Bertolini, “Materiali da costruzione” - Vol. 1. CittàStudiEdizioni. L. Bertolini, M. Gastaldi, P. Pedeferri, “Introduzione ai materiali per architettura”, CittàStudiEdizioni.

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La partecipazione e l’analisi Swot. Graffiti. il piano degli insediamenti produttivi. Graffiti. Napoli. Il progetto comprende unitariamente tutti i contenuti dell’insegnamento ed è strumentale all’acquisizione delle capacità di analisi e progettazione urbanistica. Gerundo R. Saranno illustrati casi di studio. Napoli.. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti un progetto urbanistico da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. la perequazione urbanistica. Fasolino I. Aracne. Sicurezza territoriale e efficienza urbanistica: teorie e strumenti.. La pianificazione strategica e la programmazione negoziata La pianificazione strategica: procedure. Gerundo R. La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverrà mediante un colloquio orale nel corso del quale è sviluppato un esercizio di tecnica urbanistica. I programmi urbani complessi. Napoli. Gerundo R. (2000). il piano di edilizia economica e popolare. Sistemi urbani e processi di pianificazione. Dispense predisposte dal docente relative alle lezioni del corso. La rappresentazione. procedura di formazione. il programma di riqualificazione urbana per lo sviluppo sostenibile del territorio. caratteri. il piano particolareggiato di esecuzione. La programmazione negoziata: patti territoriali. il piano delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale. Dimensionamento e proporzionamento. Gerundo R. (1999). progetti integrati territoriali. il piano di recupero del patrimonio edilizio esistente. il piano territoriale dei parchi e delle riserve naturali. Il progetto dei piani territoriali generali e di settore Gli strumenti urbanistici di area vasta: il piano territoriale di coordinamento. Le norme tecniche di attuazione. Il contratto di Quartiere. Le tecniche. il trasferimento dei diritti edificatori. Contenuti. Testi e materiale didattico di supporto Fasolino I. La progettazione di piani urbanistici generali Gli strumenti urbanistici comunali: il piano regolatore generale: piano strutturale e piano operativo. Contenuti. il piano territoriale paesistico. Il rischio e la sicurezza territoriale. (1996). il programma integrato di intervento. La progettazione di piani urbanistici attuativi i piani urbanistici attuativi. Contenuti. Roma. Programma Introduzione Gli strumenti di governo del territorio. caratteri di efficienza ed efficacia e procedura di formazione.(torna all’indice) TECNICA URBANISTICA Docente: prof. La progettazione di programmi urbani complessi Il programma di recupero urbano. Dal piano alle politiche urbanistiche. (2008). il piano di lottizzazione convenzionata. Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Strumenti urbanistici generali e di settore Capacità di: Progettare strumenti e sistemi di pianificazione urbanistica e territoriale Modalità di svolgimento dell’esame: L’insegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Roberto GERUNDO Numero di Crediti: 12 Collocazione: IV Anno. caratteri di efficienza ed efficacia. il piano di bacino idrografico. contratti d’area. contenuti e tecniche. 356 . Graffiti. Le proiezioni territoriali della programmazione negoziata. I e II semestre Propedeuticità: Urbanistica Finalità del corso: Il corso mira all’apprendimento di modelli e metodi per la lettura tecnica e l’interpretazione di strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale. Gli standard qualitativi/prestazionali.

Individuazione e delimitazione di aree metropolitane e sistemi urbani. Gli strumenti di conoscenza e di decisione: la cartografia. Ontologia. La pianificazione come processo ciclico.(torna all’indice) URBANISTICA Docente: Numero di Crediti: 12 Collocazione: III Anno. il controllo e la regolazione dei processi continui. Il lotto: individuazione. L’attività didattica di laboratorio è coordinata con le discipline dell’area della storia dell’architettura e della rappresentazione.agli strumenti di pianificazione e gestione. Reti. Il sistema delle esigenze e il sistema delle scelte Teorie di pianificazione urbanistica e territoriale. La pianificazione fisica come controllo dei sistemi complessi. il principio di interazione spaziale. funzioni. L’approccio sistemico ai piani Il sistema. il principio di competitività. il principio di accessibilità. descrizione fisica. l’assetto. descrizione funzionale. Evoluzione. Il sistema delle conoscenze L’approccio analitico. Alcuni approfondimenti su regioni campione. Dai dati alle informazioni: i censimenti. stione di sistemi informativi territoriali e processi di organizzazione del territorio.Analizzare i sistemi urbani e territoriali in rapporto zione urbanistica e territoriale. Il sistema delle conoscenze: i dati. analisi dei dati mediante visualizzazione scientifica. L’esame consta di un colloquio orale finale. il sistema informativo territoriale. I principi I principi di organizzazione del territorio: il principio di agglomerazione. intervento urbanistico preventivo. il processo di formazione della domanda sul territorio. Sistemi urbani. Le aree metropolitane. analisi dati mediante misure statistiche. La produzione e l’uso di modelli per il territorio. Competenze e capacità in uscita dal corso Competenze relative a: Capacità di: Lettura e interpretazione di strumenti di pianifica. L’attività. Programma: Introduzione I sistemi insediativi. Studi recenti in Italia. Sistemi urbani e processi di pianificazione Cenni sulle metodologie di delimitazione dei sistemi urbani. tecniche. Costruzione e ge. le fonti. Suoli. le informazioni. Conoscenza del territorio. elaborati e procedure dei piani attuativi. Modalità di svolgimento del corso Corso unico di 12 crediti con esame orale finale al termine del II semestre. gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale. Il ruolo dei modelli nel processo di pianificazione. Il funzionamento e lo sviluppo della città. I principi per la progettazione e l’uso dei modelli. Dai sistemi locali ai sistemi urbani. Concetto di unità spaziale minima. pianificazione trasportistica e istituzione delle aree metropolitane. 357 . I e II semestre Propedeuticità: Finalità del corso: Il corso mira all’apprendimento di modelli e metodi per analizzare i sistemi urbani e territoriali anche con riferimento agli strumenti di pianificazione operando la lettura e l’interpretazione di strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale nonché per la costruzione e gestione di sistemi informativi territoriali. La geometria frattale: dalla morfologia alla struttura della città. regolamentazione urbanistica. l’organizzazione e sistemi informativi per il governo del territorio. il principio di gerarchia.

Gerundo R. Gerundo R. (1999). Dispense predisposte dal docente relative alle lezioni del corso. Fasolino I. Sicurezza territoriale e efficienza urbanistica: teorie e strumenti. Napoli. Napoli.. Gerundo R. (2008). Graffiti. Graffiti. I programmi urbani complessi.. Dal piano alle politiche urbanistiche. Sistemi urbani e processi di pianificazione. Aracne. Roma. (2000). Napoli. Gerundo R. 358 . Graffiti.Testi e materiale didattico di supporto Fasolino I. (1996).