You are on page 1of 35

Il Sacro Bosco di Bomarzo

Cecilia Maria Paolucci ISSN 1127-4883 BTA - Bollettino Telematico dell'Arte, 24 Giugno 2003, n. 327 http://www.bta.it/txt/a0/03/bta00327.html Nella seconda metà del Cinquecento, nella valle collinosa circondata dai Monti Cimini presso il lago di Vico, che secondo la leggenda era nato dal lancio della clava di Ercole che aveva così voluto dimostrare la sua forza ai contadini, le grandi casate romane fecero sorgere una miriade di palazzi e parchi, meraviglie del manierismo per testimoniare sia la loro potenza politica sia la sapienza platonica ed ermetica trasferendo, nel tufo, le tradizioni ricevute dalle Accademie fiorentina e romana. In questi santuari si ammisero solo dèi pagani. Lo stesso ideatore del bosco di Bomarzo, Pier Francesco Orsini detto Vicino, si liberò del timore di Dio rifiutandone sia il disegno provvidenziale sia la sua istituzione terrena, il papato, reputandolo meno del suo "puzzar selvatico" e detestandone tanto gli emblemi, la corte, la città e la politica, da farsi "cittadin de' boschi" applicando la norma epicurea del "Vivi Nascosto". Seguendo i dettami di questa filosofia egli si liberava anche del timore della morte, negandola e cercando invece la "Meraviglia", che era possibile solo illudendo i sensi. Il motivo centrale del suo progetto è proprio la "Meraviglia". All'Orsini erano anche chiari i messaggi provenienti dal suo ambiente quotidiano: le abitazioni contadine di Bomarzo, da sempre scalpellate nel tufo e poi prolungate a mattoni erano un segno tangibile della continuità tra creazioni naturali e creazioni umane. Senza dubbio, egli vide quanto Kircher descriverà nella sua opera Mundus Subterraneus, a metà del '600: il fumo che saliva dai campi della scomparsa Polimartium non erano vulcani, ma i camini scolpiti nel tufo delle antiche tombe etrusche, divenute le case dei contadini nelle quali anche gli arredi erano scolpiti nel tufo. Ugualmente nel Bosco i Mostri furono scolpiti direttamente nel suolo modellando il colle e dandogli voce. Il motivo per la creazione del "giardino", venne dato a Vicino da un funesto avvenimento: nel 1560 infatti moriva Giulia Farnese, la sua adorata consorte. Il duca iniziò la costruzione del parco per rendere viva e tangibile la memoria della consorte che tanto egli aveva amato. I lavori si protrassero a lungo: dal 1550 fino alla morte dello stesso Duca avvenuta nel 1586. Il Sacro Bosco è un assemblaggio contrastante di vicende e desideri privati, un'avventura emotiva ed intellettuale, contraddittoria ma unitaria nel suo tragico e materiale amore per la vita. Costellato di colossali e stravaganti sculture realizzate con massi di peperino locali, dal colore grigiastro, e non facilmente comprensibili se non alla fantasia dell'eccentrico committente, è concepito con un disegno pienamente antirinascimentale. Visto il lungo protrarsi dei lavori, gli studiosi non sono ancora oggi certi di attribuire ad uno specifico artista le opere di cui Vicino sarebbe stato l'inventore. Non si avanza nemmeno una data precisa e né tanto meno firme precise per i singoli manufatti che presentano i caratteri difformi di rusticità ed eleganza. Ma, prendendo come base concordanze stilistiche e cronologiche, analizzando il castello di Bomarzo, le altre fabbriche degli Orsini e le tracce negli epistolari soprattutto in quelli intrattenuti da Vicino con Annibal Caro e Giovanni Drouet, sono state formulate varie ipotesi che sembrano essere tutte in contrasto e tutte verosimili. È impossibile escludere qualsiasi forma di influenza da quella dei trattati, delle visite, dei consigli

verbali o dei disegni elaborati da un imprecisato numero di persone reinterpretati poi dagli artigiani locali. Questo giardino infatti si differenzia molto da quelli prevalentemente geometrizzati che si realizzavano allora in Italia: fu creata una vera e propria selva incantata in cui, ancora oggi, ci si imbatte nella fantasia, nell'amore e nella morte seguendo molteplici itinerari. Con ogni probabilità è un viaggio catartico attraverso il quale Vicino cerca di ritrovare la donna amata; ma questo viaggio è anche un continuo "inganno", al quale si è introdotti da una serie di iscrizioni sparse qua e la nel bosco. Una in particolare, posta all'entrata principale recita così: TU CH'ENTRI QUA PON MENTE PARTE A PARTE E DIMMI POI SE TANTE MERAVIGLIE SIAN FATTE PER INGANNO O PUR PER ARTE. La domanda dell'Orsini è capziosa perché "arte" può significare anche "inganno" o "incantesimo"; e nel Bosco l'arte è al servizio dei suoi inganni e dei suoi incantesimi. Questa è un'ulteriore prova del fatto che ci si muove nell'ambito cavalleresco del bosco stregato o Sacro Bosco; in questa letteratura infatti il termine sacro è usato spesso come sinonimo di magico e stregato. Alcuni studiosi hanno paragonato il bosco ad un labirinto, ed in effetti lo è. Non dobbiamo però pensare ad un labirinto geometrico in cui basta il filo di Arianna per riavere la soluzione unica e banale ma è un labirinto aperto che non ammette automatismi, né conclusioni né controlli preordinati. Tanti percorsi sono possibili, ogni entrata può essere quella principale. Infatti un primo percorso poteva iniziare dal basso; qui si veniva accolti dalle due sfingi appollaiate su piedistalli. Su uno di questi vi è una scritta che recita: CHI CON CIGLIA INARCATE E LABBRA STRETTE NON VA PER QUESTO LOCO MANCO AMMIRA LE FAMOSE DEL MONDO MOLI SETTE Ovvero: Guarda e Taci. Ma, nel lato sinistro dell'entrata c'è una fenditura, creata artificialmente nella roccia, che invita ad attraversare il ruscello e ad iniziare un percorso senz'altro più inquietante rispetto al precedente dal momento che conduce al lato dell'Orco infernale sormontato dal castello degli Orsini. Questi percorsi non escludono però l'approccio dall'alto, ovvero dal Tempietto, dedicato a Giulia, come premessa serena ai turbamenti dello spirito. Il parco fu progettato su tre terrazzamenti in cui gli scalpellini crearono balaustre e modellarono, a ninfeo, l'arco inferiore. Gli scultori sbozzarono le figure nelle rupi; i muratori eressero un tempietto e una casa pendente e i fontanieri crearono cascate e giochi d'acqua.

La Storia
P. F. Vicino Orsini (1523-1583) aveva ereditato il Ducato di Bomarzo a sette anni dalla morte del padre a causa di un contenzioso per la successione risolto solo con l'intervento di Alessandro Farnese, nipote dell'omonimo religioso che salì al soglio pontificio con il nome di Paolo III

(1534-1549). La moglie di Vicino, Giulia, era una stretta parente del cardinale amico. Egli la sposò nel 1545 legandosi all'altra grande famiglia in ascesa nella Roma rinascimentale. Ma, già un anno dopo il matrimonio, Vicino dovette affrontare molte campagne militari che lo tennero lontano dalla moglie per molti anni e lo provarono sia fisicamente che intellettualmente. Egli infatti non fu mai un uomo fortunato soprattutto in amore. Si era già innamorato, precedentemente di una giovane veneziana la cui morte prematura lo aveva segnato profondamente. Giulia, che ricolmò la sua vita affettiva, non riuscì però ad evitargli una vita travagliata. Alla fine degli anni '50, mentre era in guerra, fu fatto prigioniero e la sua carriera militare declinò sia per la fine dei grossi conflitti internazionali (1559, Trattato di Cateau-Cambresis che pose fine alla guerra franco-ispanica), che per il suo rifiuto di continuare a combattere. Egli ritornò così a Bomarzo per dedicarsi alla sua sposa che, in questi lunghi anni, lo aveva sostenuto moralmente. Lei fece completare come ex-voto la Chiesa di Santa Maria della Valle (1546), parrocchia del paese, iniziata dal suocero quando Vicino era in battaglia. Vicino, ormai pronto a dedicarsi alla vita famigliare e alla moglie, perse la sua adorata consorte. Riuscì superare il lutto grazie ai suoi interessi letterari e filosofici e al suo ritiro tra le selve del viterbese dove coltivò l'idea di dedicare proprio alla memoria di Giulia Farnese il parco sotto la sua dimora. La personalità del Duca si comprende leggendo alcune lettere dello stesso all'amico francese Giovanni Drouet, che da anni viveva a Roma e datate dopo la morte prematura della moglie: In queste si legge la disperazione dell'uomo che «non riesce più a provare piacere al cospetto di una donna». Nel feudo di Bomarzo infatti, proprio in quegli anni, nacquero delle leggende in cui spose novelle "provate" dal signore potevano anche sparire nel "Parco dei Mostri". Nei suoi scritti Vicino ama definirsi «uomo sbuffante»; gli piace vedersi come un ariostesco Atlante, un mago che edifica un castello fatato. A "dame e paladini" dice: CHE OGNUNO VI INCONTRI CIO' CHE PIU' GLI STA A CUORE E CHE TUTTI VI SI SMARRISCANO. Era molto interessato a nuovi libri e ad "avvisi dall'India" che suggeriva all'amico Drouet di procurarsi dall'ambasciatore portoghese. Voleva libri che narrassero di "cose nove", "saporite", "stravaganti". Allo stesso Drouet, pratico di distillatori e forse di pratiche alchemiche, chiedeva anche di procurargli colori tenaci per dipingere, alla maniera etrusca e greca, le statue del Sacro Bosco. Negli ultimi scritti però il tono è spento; Vicino parla di sé come di un gelido e arido Saturno annoiato ormai anche dal parco. In tutto questo però non troviamo mai traccia della filosofia di cui è pervaso tutto il parco. L'Orsini fece scalpellare sulle pareti del terrazzo dei dilemmi che diventarono la tavola delle sue antinomie etiche: 1) MANGIA BEVI E GIOCA; 2) SPREGIA LE COSE TERRENE; 3) VIVI BENE E SARAI FELICE; 1) DOPO LA MORTE NESSUNA FELICITA';

VINCERSI. recuperava anch'esso moduli antichi derivati soprattutto da quelli delle ville romane quali la Villa tiburtina di Adriano e delle Ville di Plinio il Giovane al Tuscolo e a Laurento. L'architetto ebbe a disposizione un'ampia superficie nella quale costruì il giardino prendendo spunto dalle numerose ville e dimore degli imperatori romani tra cui la cittadina Domus Aurea. 3) E DUNQUE ? CONOSCERE. si sale infine alla terrazza superiore in cui il giardino si chiude con l'emiciclo terminale. Del progetto originale ci restano dei disegni e la accurata descrizione fatta dall'artista: una serie . e la suburbana villa di Adriano nonché il santuario della Fortuna a Preneste. Il progetto di Raffaello. alle pendici di Monte Mario. che la abitò da giovane e poi da vedova. 1) IL SAPIENTE DOMINERA' GLI ASTRI. viene realizzato il Belvedere Vaticano di Bramante. non se ne conosce infatti né il preciso programma iconografico e neppure il progettista. per i nobili. 2) LA PRUDENZA E' DA MENO DEL FATO. che alle funzioni ludiche e di spettacolo. È uno dei più importanti giardini del Cinquecento ma è anche quello che più di tutti rimane avvolto nel mistero. Questo fu commissionato da Giulio II della Rovere il quale aveva voluto uno spazio destinato sia alle incombenze solenni di rappresentanza. figlia di Carlo V e moglie del duca di Firenze Alessandro de' Medici. tempestato dal simbolo che risponde a questi dilemmi e che è anche un'insegna di famiglia: LA ROSA D'ORO O ROSSA A CINQUE PETALI: simbolo di Venere e dell'amore platonico oltre che del segreto ermetico (la verità è detta SUB ROSA). riscoperta in questo periodo. è la creazione nel 1517 del giardino di Villa Madama. è situato sotto il paese di Bomarzo alle pendici di un anfiteatro naturale. rimasto incompiuto per la prematura morte dell'artista (1520). MA I LUOGHI PER GLI UOMINI.2) DOPO LA MORTE VERA VOLUTTA'. Il castello è. 3) I BEATI TENNERO LA VIA DI MEZZO. È proprio questo infatti il periodo in cui a Roma si realizzano i giardini più importanti della storia del paesaggio. Lo spazio intermedio è ordinato su tre piani. una sorta di status symbol e. Negli anni tra il 1504-1513. Nel Cinquecento avere un giardino era. Questa commissione fu data da Giulio II de'Medici (divenuto papa nel 1523 con il nome di Clemente VII). opera di Raffaello. cugino di Leone X (morto nel 1521). VIVERE PER SE STESSI. ancora oggi. collegati da scalinate che sono la chiave dell'opera: dal primo livello che è impiantato nel cortile con le gradinate per gli spettatori si passa al terrazzo di mezzo con il ninfeo. un vero e proprio prototipo nell'evoluzione del giardino cinquecentesco. Il Sacro Bosco e l'arte dei giardini nel Rinascimento Come accennato. descritte nelle sue lettere. il Sacro Bosco noto anche come Parco dei Mostri per la presenza di figure fantastiche e grottesche. La villa prendeva nome da Madama Margherita d'Austria. si gareggiava per avere i migliori architetti del momento. NON GLI UOMINI PER I LUOGHI. nelle capitali del Rinascimento. Immediatamente susseguente a questo.

un criptoportico. per Elémire Zolla. regalato dal re Emanuele del Portogallo al Papa Leone X. forse su progetto del Vignola intorno al 1568. Ancora oggi la villa è ornata dalla vasca del terrazzo. con la terrazza che affaccia sulla peschiera e chiamata da Raffaelo "Xystus". Nel progetto si prevedevano: un cortile rettangolare come accesso monumentale dal lato verso Roma. Raffaello ebbe come aiuto nella realizzazione dell'opera l'architetto Antonio da Sangallo il Giovane. divenuto Vescovo di Viterbo nel 1566. Ma. al centro del giardino all'Italiana.1573. logge. scuderie. abitate da erme e cariatidi che danno. alchemica. Nel programma iconografico. nella parte "selvatica" a cui si accede attraverso un elegante portale affiancato da due giganti in stucco di Baccio Bandinelli. erudito di . davanti alla loggia. pienamente. il cardinale si servì di Fulvio Orsini. È questo il ritratto dell'elefante bianco di Ceylon. Di tutto il complesso fu realizzata soltanto la parte verso nord che comprende meno di metà del palazzo (destra). su diversi livelli. e soprattutto dalla grande Peschiera. L'ampia e classica struttura del Giardino all'Italiana è concepita come luogo di ristoro e le nicchie servivano per riparare dal sole chi voleva pescare nella vasca. C'era un disegno preciso e significativo soprattutto nei riguardi del clero romano: si dimostrava infatti la supremazia dello spirito del committente sulla spontaneità della natura aderendo così. costruita. un teatro "all'antica". probabilmente. all'ambiente un carattere alquanto teatrale. realizzato tra 1559 e 1575 dove il Cardinal Farnese (amico di Vicino) costruì un edificio pentagonale intorno al cerchio del cortile con la pinacoteca delle cui simbologie si era occupato Annibal Caro ed il parco la cui chiave è. detta così per la grande testa di elefante che è scolpita al centro dalla cui proboscide scaturisce l'acqua. ancora oggi. La loggia è direttamente ripresa dalle strutture termali romane nelle quali gli spazi quadrati venivano dilatati con l'inserimento di esedre coperte da volte a botte. una "grande testa di leone" che coronava una sorta di ninfeo naturale. Annone. La volta della fontana è decorata con mosaici di pietre e conchiglie con la raffigurazione di soggetti acquatici. la loggia e la sistemazione dei giardini dietro di essa. Resta però la bellissima Fontana dell'Elefante. altri tre giardini tracciarono le linee costruttive su cui si sarebbero confrontati tutti i progettisti successivi: 1) il giardino di Palazzo Farnese di Caprarola progettato da Jacopo Barozzi detto il Vignola. bibliotecario del Cardinale Alessandro Farnese nonché studioso di letteratura sia greca che latina. Ancora negli anni tra il 1565. circa dieci anni dopo. scendeva verso il Tevere.di ambienti imperniati su un cortile circolare che diviene il centro armonico del complesso. Molte dovevano essere le fontane previste per decorare il giardino che servivano anche per rinfrescare l'ambiente nelle stagioni calde. Ma quasi tutte le sculture sono perdute. Anche qui l'archetipo è quello del Belvedere Vaticano. La facciata posteriore della villa fu invece concepita come uno spazio aperto verso il giardino in modo da creare un rapporto armonico tra interno ed esterno. con grotte artificiali e fontane. e poi sale. La villa era adibita a soggiorno durante le stagioni calde e a luogo di riposo dagli affanni del lavoro. Ad abbellire i giardini si era dedicato Giovanni da Udine che aveva realizzato. poi Lante a Bagnaia. Tutti questi giardini erano distribuiti su dislivelli pronunciati. nome ripreso da Vitruvio. vengono progettati e costruiti gli Orti Farnesiani sul Palatino ad opera di Jacopo Barozzi detto il Vignola. terrazze e fontane nel giardino che. ai dettami della Controriforma. dal Cardinal Gambara. L'architetto realizzò un giardino suddiviso in varie aree. 2) il giardino di Villa Gambara.

In questo testo. Di nuovo l'aspetto legato alla moralità che riporta. unicorni. sculture e labirinti. concludono la decorazione della villa insieme al parterre. alla base di tutta questa nuova arte era un'opera letteraria pubblicata un secolo prima. nella piena crisi dei valori che avevano caratterizzato il Rinascimento. L'iconografia del giardino si fonda sull'iconografia del cardinale e di Ercole. giochi d'acqua. furono create fontane. un preciso programma narrativo-iconografico. in realtà. descritta da Virgilio e Ovidio !) che reali come le anitre nonché dalla statua di Bacco. 3) il giardino di Villa D'Este a Tivoli. connotarono quella tipologia chiamata: "Giardino all'Italiana". allo stesso tempo. Altre statue e fontane. Queste caratteristiche. simbolo del dominio dell'estetica dell'arte sulla natura la quale. In realtà. All'estremità superiore del giardino c'è invece la Fontana del Diluvio Universale.numismatica ed esperto di epigrafia. le virtù che erano richieste ad un signore del tardo Rinascimento e nondimeno capostipite della famiglia D'Este. (simboli dell'età dell'oro. Gli artisti della cosiddetta "maniera" vivono una sorta di "rifiuto" delle regole rinascimentali che li conduce a non conoscere più il reale e quindi a non poterlo rappresentare nelle forme artistiche tradizionali. All'inizio dell'itinerario fantastico c'è la Fontana di Pegaso e i Busti delle Muse. indiscutibilmente. su commissione del Cardinale Ippolito II. Anche qui posti su tre livelli. del furore poetico e del culto delle muse. Tutti questi progetti avevano dunque in comune sia il rigido tracciato geometrizzato che l'utilizzo di essenze arboree sempreverdi e aiuole ornamentali (parterres) e. mentre la geometria rigorosa dei percorsi svelava l'ordine cosmico presente in tutte le cose. quasi ad indicarci che la collina sulla quale stiamo salendo è. come abbiamo già ricordato. Il principio sotteso all'iconografia del giardino è quello dell'ut pictura poesis. Nella parte inferiore c'è la Fontana dell'Organo (sculture simili in Porta nuova a Palermo). . nel 1499. descritti nei dettagli e minuziosamente rappresentati da 170 illustrazioni. così come viene rappresentato nelle Metamorfosi di Ovidio. squadrato e regolare. sentieri e scalinate. si dichiaravano i nuovi dettami dell'estetica e della concezione paesaggistica: il giardino diventava un microcosmo in cui la ragione dominava la natura per il raggiungimento della perfezione. viene soggiogata in maniera serena e graduale regalandoci una sensazione di atemporalità. elaborato cinquanta anni prima della sua pubblicazione. spesso mediate dalla mitologia greca e latina. che presiedono all'ispirazione artistica: è la descrizione del volo del cavallo Pégaso. con l'intento preciso di eclissare lo splendore del giardino dei Farnese. l'aetas felicior. con citazioni prese in prestito dalla letteratura e dall'araldica come il Gambero -emblema del cardinale-. In origine il giardino era costellato di fontane decorate ugualmente da animali fantastici come draghi. Siamo. infine. il monte Parnaso. vicino al cosiddetto viale delle Cento Cannelle o Fontane. la: Hypnerotomachia Poliphili (Il Combattimento Erotico in Sogno di Polifilo) scritta dal signore di Palestrina Francesco Colonna (e non dal frate domenicano Veneziano !) in cui il personaggio principale si ricongiungeva all'amata dopo svariate peripezie condotte attraverso una serie di giardini. eroe simbolo del coraggio e della forza. che si svolgono in salita. progettata dall'architetto Galvani insieme all'esperto di iconografia Pirro Logorio. la zona centrale è occupata dalla Fontana dei Draghi. Anche nella Fontana dei Delfini sono ricordati i versi dell'autore il quale descrive questi animali «guizzanti fra i rami delle querce» dopo l'alluvione. al rispetto per i nuovi programmi del Concilio di Trento.

VENITE QUA DOVE SON FACCE HORRENDE. rappresentano un ritorno allo stato primitivo e al grembo di madre Terra da cui tutto ha origine. aveva descritto la grotta sacra a Diana dove «simulaverat artem ingenio natura suo» ovvero la natura con il suo ingegno aveva simulato un'opera d'arte ! Descrizione del Sacro Bosco Il giardino voluto da Vicino Orsini. era lontanissimo da questa logica progettuale. Il gioco teatrale poi. Questo concetto verrà ripreso appieno nel Sacro Bosco. i mostri e le invenzioni sceniche. in questo modo. Inoltre. Tipica di quest'epoca è anche la sperimentazione in ambito teatrale di nuovi effetti scenografici. colossi grotteschi. create dalla unione di vari materiali come il tufo. in effetti. Abbiamo già ricordato che gli anni in cui visse l'Orsini erano quelli del declino del Rinascimento. Ed in effetti fin dall'entrata della Porta Monumentale. ORCHI E DRAGHI Nelle lettere scritte da Annibal Caro a Vicino egli descrive già nel 1564 il teatro. nelle Metamorfosi. giganti nonché in seducenti i ingannevoli fanciulle. appendici delle ville. la vegetazione. ovvero il ninfeo. uno degli accenti più vivi è dato dal ricorrere spesso nel "bosco incantato" in cui l'Eroe si imbatte in fiere. gareggiando in "Meraviglia" con la Natura creatrice irrazionale.Nasce. indice chiaro della perdita delle certezze razionali dell'umanesimo rinascimentale. invece. trabocchetti. figure mitologiche. ORSI. La natura non è più quindi rappresentata nella sua forma logica ma nel suo continuo divenire. Anche Ovidio. ELEFANTI. è chiaramente espressa dall'invito che egli fece incidere sulla cosiddetta Panca Etrusca: VOI CHE PEL MONDO GITE ERRANDO. figlio di quell'epoca e di quel "gusto". sovrastata dallo stemma degli Orsini. VAGHI DI VEDER MERAVIGLIE ALTE E STUPENDE. Questo effetto di selva è aumentato dalla presenza delle grotte che. il mausoleo ovvero il tempietto ed anche le sfingi. preludio dell'epoca immediatamente successiva che si espresse nel ridondante e "meraviglioso" Barocco. i mostri e le meraviglie soprannaturali ovvero le statue gigantesche create e da crearsi nel Parco di Bomarzo. allo stesso modo questi "effetti" vennero impiegati nella realizzazione degli scenari presenti nei giardini con la creazione di labirinti. Anche le continue allusioni cosmologiche. creature del mito eterne ed in contrasto con la caducità umana. Questa volontà del principe. che si realizza in tutte le stagioni. Pier Francesco era. si incontra la prima meraviglia lo: . Era questa l'epoca in cui si iniziarono ad amare i giganti. nei poemi cavallereschi del Rinascimento. congegni semoventi e quant'altro servisse a sorprendere l'ospite durante la passeggiata. LEONI. è riprodotto in questi luoghi attraverso l'uso di piante sempreverdi. quelle moraleggianti e quelle semplicemente ludiche creavano susseguenti rimandi tra la realtà e l'apparenza. di giochi d'acqua che creano l'habitat naturale per le ninfe e i satiri. le conchiglie e i muschi. Tutto nel giardino fu fatto per stupire: giganteschi animali fantastici. l'uso del "natural artificio" che crea i giardini. di sorprendere i suoi ospiti e di rievocare.

che si è presto accompagnata agli studi del Parco. Su uno dei cippi è scolpita la data 1552 e la dimora inclinata fu realizzata. La bocca dell'Orco è spalancata e mostra dei denti giganteschi. Maurizio Calvesi ha visto tre fasi ben precise nella realizzazione di questo giardino. come vedremo. il quale proveniva dall'accademia michelangiolesca di Baccio Bandinelli che aveva collaborato. Vicino stesso era stato nel Veneto dove aveva conosciuto anche l'opera di Giulio Romano. della sfida e dell'incantesimo propri dei poemi cavallereschi. forse come voto.) di questo "sogno" immerso tra rocce e alberi. I due obelischi o cippi e la casa pendente. presenti all'interno del Parco. In una recente lettura. È quella che vede impegnato lo scultore Bartolomeo Ammannati. Vignola etc. interpretandone le iscrizioni in pietra che quivi abbondano e studiando anche il carteggio di Vicino Orsini. il gigantismo. Nel secolo scorso. la teatralità come invadente parametro discendente dalla nuova forma dello spettacolo che si fonda sulla sorpresa delle apparizioni e del coinvolgimento dello spettatore. la Sfera dovrebbe essere identificata con la mente. con Jacopo Sansovino. La prima recita: VICINO ORSINO / NEL / MDLII La seconda: . furono invece realizzati prima delle 3 fasi.Orco Araldico: con il globo terrestre. Inoltre. il Manierismo con i suoi continui scambi da un'arte all'altra: la dilatazione della scultura post-michelangiolesca. gli annuncia di aver colorato variamente «parecchie statue» per renderle «più belle» dando al boschetto «un'altra forma»). mescolati con gli accenti dell'orrido. Lo scultore del parco sembra infatti conoscere il Veneto come si vede dal confronto dei due Orchi. in miniatura. vicino alle ricerche pittoriche e scultoree dell'epoca. a Venezia. del castello tetragono stemma degli Orsini. desunto anche dagli apparati festivi e il ricorso scenografico al falso rudere e al frammento simulato ed infine l'inganno e l'artificio come momento d'incontro tra natura e arte (Calvesi). il sentimento stregato della natura e la poetica dell'avventura. un unico caso. Ma tutte le teorie non sono state mai scientificamente avallate. Ma. nel bosco. Ma non è. a fauci aperte. quello che in realtà ha fatto maggiormente discutere gli studiosi era soprattutto la mancanza o meno di un "programma" iconografico coerente ossia di un tema che coordinasse le varie invenzioni del bosco. in realtà si deve ad una lettura delle generazioni successive fatta su di un unico piano mentre si sono sovrapposte almeno un paio di fasi precise. In apparenza sembra che l'ideatore si sia divertito a spargere sul terreno in declivio un'orda scomposta di creature mitiche e infernali e che ogni episodio scultoreo sia stato ideato senza alcun legame preciso in un percorso casuale e incoerente. Il globo sorregge il modello. i critici e gli storici dell'arte hanno cercato di dare una chiave di lettura definitiva e il nome del progettista (Pirro Ligorio. Tra queste. Le 2 scritte alla base dei cippi sono state fondamentali per le interpretazioni degli oscuri significati del giardino. del meraviglioso e del grottesco. lo straniamento dai canoni dell' architettura e l'impiego spregiudicato della scala metrica. con i precedenti di Bartolomeo Ridolfi tra Vicenza e Verona. da Giulia Farnese negli anni della prigionia di Vicino (1555). avvolto da bande un tempo verdi (nel 1574 Vicino scrivendo a Drouet. che sembra ruotare. La visione disordinata. Stando a Macrobio. tutte le sculture hanno infatti misure spropositate. una è forse quella più calzante.

quasi a giustificare preliminarmente tante "follie" e meraviglie» ovvero «un divertimento. forse costruita nel decennio 15511562 quasi all'estremità nord del bosco presenta. È questa una costruzione intrisa di simbolismo: ottagonali sono i Battisteri perché il numero otto equivale alla Resurrezione. Colonna che il Giardino di Bomarzo erano dedicati alle rispettive donne amate e morte prematuramente. nel Sacro Bosco diventava il sostrato letterario che reggeva un preciso programma iconografico: sia il racconto di F. C'è chi ha visto anche un collegamento col Canzoniere di Petrarca e precisamente il sonetto CCXCIII «E certo ogni mio studio in quel tempo era / pur d'isfogare il doloroso core / in qualche modo. È dedicato a Giulia. dopo il settimo giorno si riemerge dalla febbre. e un cartiglio in cui è scritto: ANIMUS QUIESCENDO FIT PRUDENTIOR Ovvero prova ad acquietarti in questa dimora sbilenca. sia il pavimento in salita che le pareti storte creano un capogiro. L'influenza del Sogno doveva assolutamente esercitarsi su questo giardino soprattutto perché l'autore era un antenato della sua sposa. si manifestava e dal quale il protagonista iniziava il viaggio. Iº percorso (1561-1563): l'Hynerotomachia Poliphili (Sogno di Polifilo) filo conduttore del sogno di Vicino Orsini. Siamo nel secondo livello. oltre allo stemma araldico degli Orsini. è composto da un ampio pronao tetrastilo di ordine tuscanico. l'ottava sfera corona le sette orbite dei pianeti.SOL PER / SFOGAR / IL / CORE Arnaldo Bruschi vide nella seconda scritta «la chiave di interpretazione delle ragioni e dello stato d'animo del committente nel concepire il singolare complesso. mentre al secondo è sostituito da paraste di ordine tuscanico. come quando si giri su se stessi e sembra che tutto ci crolli addosso. come dice anche Lucrezio nel canto delle illusioni ottiche. la donna di Polifilo. istoriato dalla rosa e innestato su un corpo a pianta ottagonale con Cupola e Lanternino. La casa fu realizzata per iniziativa di Giulia come augurio per evitare la caduta e la rovina della casata dopo il fallimento della missione militare del marito. la dedica al cardinal Madruzzo. i cui versi dilettavano Michelangelo nelle loro passeggiate. entra e vedi se ci trovi pace. La Casa Pendente. decorato con Decorazioni Zodiacali (scomparse) simili a quelle del tempio che nel "Sogno" era dedicato a Venere Physizoa (che genera Vita) nel quale Polia. alle spalle abbiamo il regno infero delle acque di cui parleremo. La casa è costituita da un unico masso su due livelli e ripropone il modello della casa patrizia semplice con uno zoccolo bugnato che sale angolarmente al primo livello. Entrandoci infatti. Siamo nella zona in cui viene edificato l'elemento primordiale della Terra. Mentre nei giardini rinascimentali il suo influsso fu di carattere ideologico-compositivo qui. per intercessione del quale Vicino fu liberato dalla prigionia. dopo il settimo mese il feto è pronto alla nuova vita e in ambito . È uno dei manufatti più importanti realizzati nel giardino. dove non c'è riposo. non d'acquistar fama /». Ma in realtà fu certamente ispirata dalle poesie di Vittoria Colonna «Scrivo sol per sfogar l'interna doglia/di che si pasce il cor» (1538). uno sfogo de core». All'inizio del primo percorso troviamo infatti il: Tempietto: costruito nel 1552.

FALSI RUDERI. supposta dall'Oleson e da altri. . dall'Uno che è al di sopra delle forme in giù fino alla quadrata materia. a destra un delfino e un ariete dal corpo di pesce e. la quale attraverso i quattro sensi maggiori comunica con il Fiume del divenire. Architettura e Natura (di nuovo il prolungamento tra opera della natura e opera dell'Uomo !). a cui risalirebbe la qualità formale delle "statue". inscindibilmente. . la costruzione della Cupola del Lanternino accentua la verticalità dell'intero volume e conclude in modo ascensionale il promontorio naturale legando così.LAGHETTO ( ora scomparso). ne farebbe opera non già di scalpellini ingenui ma di artefici smaliziati. la cui determinazione espressiva. perduto. Esso fu posizionato in basso rispetto al tempietto dedicato a Giulia. Tra il 1561 e il 1564 furono realizzate le sculture dei: . . già segnalata dal Benevolo.FONTANA DI PEGASO. Vicino. Bernini consigliato da Athanasius Kircher farà costruire l'obelisco come simbolo della illuminazione interiore che dall'Uno penetra nella caverna (che è la mente). . riproponendo la medesima sequenza che nel percorso del romanzo vedeva il tempio cimiteriale dopo quello di Venere. . Tra i "reperti archeologici" il: Sepolcro Pseudo-Etrusco. Nel timpano vi sono dei bassorilievi: al centro c'è la Sirena Bifida. Questi elementi servivano per mostrare al visitatore che il viaggio interiore di Vicino era simile a quello di Polifilo che.TRE GRAZIE. dove esiste una sorta di "parco dei mostri" distrutto. a Bracciano e a Pitigliano (vicino Bomarzo). Da questo complesso prende vita la "componente etrusca" del boschetto. a Piazza Navona. . Nella fontana dei Quattro fiumi. Esso è composto da un timpano che sormontava un ingresso mutilo. fu un ulteriore elemento d'ispirazione polifilesca. nell'immaginazione. .MONCONE DI COLONNA. faceva rivivere l'amata e catapultava il visitatore nell'Isola di Citera.INTERO TEATRO. nelle sue lettere paragonava la cupola del tempietto nel suo apparire da lontano a quella fiorentina di Santa Maria del Fiore. forse il simbolo del "FESTINA TARDE" che ritroveremo espresso simbolicamente nel gruppo della tartaruga e che era anche in Polifilo. simbolo dell'emanazione della luce da un punto inesteso. in cui una serie di loculi si aprono all'interno di una stanza ovale. a sinistra. . evidentemente etrusco. c'era un obelisco. delle Ville di Bagnaia e Caprarola e dei domini di altri Orsini. .NINFEO.VENERE. Non lontano. un tritone che suona una conchiglia mentre con la sinistra sorregge un timone.astrologico l'ottava casa è quella della morte e della rinascita. forse attivi in quelle regioni. di nuovo forse ci troviamo di fronte alla simbologia del "FESTINA TARDE". Questa componente è testimoniata anche nei dettagli e negli insiemi scultorei della Villa di Soriano del Cardinal Madruzzo.FONTANA DELLA NAVICELLA. Architettonicamente.

come si ricava da allusioni contenute nello scritto di Annibal Caro. Vicino pose un: Sacrario di Venere. di seguito l'autore descriveva una fontana con il gruppo delle Tre Grazie (Eurydomene. L'Orsini. il Sacrario e la Sacra Fonte erano immersi in uno scenografico "teatro"(struttura gradinata) ad arcate sovrapposte e. l'isola dell'amore. dio degli Inferi. facendo scorrere l'acqua su tutto il corpo della statua. come sottile memoria di arcaiche reliquie visibili ancora oggi nell'area della Polimartium etrusca (Bomarzo). la realizzazione uniforme ma grossolana. Colonna nel Sogno: un Ninfeo. venne posta su una conchiglia simulante anche le ali di un essere mostruoso. In quel momento l'interesse per l'antichità portava a scavare in siti dove affioravano tracce di resti. ispirato probabilmente ad un edificio termale illustrato nell'edizione francese dell'Hypnerotomachia (1546) in cui il protagonista s'intratteneva a parlare con 5 ninfe che personificavano i sensi. che non era molto ricco anche se era membro di una influente famiglia forse. parallelo al ruscello. Il bassorilievo che le rappresentava fu posto. espressione di un momento storico ben preciso. Il Teatro. Zuccari e Serlio. avrebbe realizzato qualcosa di più simile a Caprarola e Bagnaia. subito dopo. Nel testo del Colonna si evince la natura cimiteriale del luogo dal fatto che è dedicato a Plutone. Tutti questi episodi architettonici nacquero. ricordo della sontuosità del passato. disposta come se fluttuasse sopra il pendio (Bredekamp) che materializzava la leggera imbarcazione guidata da Cupido su cui Polifilo era trasportato sull'isola di Citera. sul cui zoccolo fu scolpita un'altra epigrafe. Nel Sogno. ricollegabili nel testo letterario a una processione rituale guidata da Cupido con satiri e ninfe danzanti innalzanti rami fioriti e avvolti da un'aria profumata da frutti. presenti in altrettante nicchie. e che contiene un grande vaso con iscrizioni. Non casualmente. qui a Bomarzo. anche se in forme più semplici e povere. Anche qui c'è un riscontro nel Sogno di Polifilo e precisamente nel Tempio "destructo". forse costruito nel 1564. mentre altri getti sgorgavano dalla parte superiore della nicchia. Giulio Romano. Ma il frammento viciniano.Questa concezione si può inquadrare in un progetto più generale riassunto nell'opus rusticum a cui aderirono anche Vignola. nuda dalla cintola in su. Anche nel Bosco troveremo dei vasi con iscrizioni dedicate a Plutone. Lungo il percorso. È da tener presente anche l'ipotesi del Bredekamp che pensa agli scultori Fabio Toti e . si concretizzarono altre forme derivate direttamente dalle iscrizioni di F. su una parete precedente lo spazio del ninfeo. molto probabilmente. fu progettato con uno spazio antistante delimitato da una serie di erme sorreggenti canestri di frutta (ora situate sulla strada che porta all'Orco con lo stemma degli Orsini). potrebbe alludere ad un altro tema primordiale: il confronto tra l'integrità iniziale di un monumento. nascosti dalla terra come se fossero stati inghiottiti. nel suo ombelico un foro permetteva la fuoriuscita di uno zampillo d'acqua. in un medesimo periodo poiché hanno in comune le dimensioni ridotte (rispetto ai colossi successivi). La divinità. attrezzato a sua volta con sedili per la sosta degli ospiti. la disposizione topografica lungo il corso del ruscello (eccetto il Tempietto e il Sepolcro) e i costanti rinvii al Sogno di Polifilo. e l'azione devastatrice del tempo. Di fronte ad esso una: Fontana a forma di barca (o dei Delfini). Eurymone ed Eurymedusa) ispirata al celebre modello classico che apparteneva alla famiglia Colonna. per analogia nel bosco si costruì una struttura a esedra. Per questi lavori bisogna ipotizzare una squadra di più persone ma guidata da un unico scultorearchitetto. se avesse avuto più denaro.

più probabilmente. Nel piano inferiore del Parco troviamo La tartaruga. In particolare. Ariosto. come ogni uomo aveva il suo Genius. Genialità e Generare sono. che raffigura un'enorme figura femminile. un vaso capovolto con sopra un globo dove una figurina femminile mutila poggia appena con il calcagno. a Piazza della Signoria in Firenze. Ma la figura si incontra anche nei versi del Morgante di Luigi Pulci. IIº percorso. Ma. un paio di ali e due trombe nelle mani. dove forse si recò durante il viaggio in Veneto (1542 . prendendo spunto dalle macchine costruite in occasione dei festeggiamenti nel 1565 per il matrimonio di Francesco de' Medici. dove Margotte. Gli apparati di questa festa emozionarono molto la fantasia di Vicino. una capra che bruca dei rami e un pastore che suona lo zufolo di canne. Fauna è la sua compagna e complice. scolpita direttamente nella roccia. offrivano la schiena nei riti di eccitazione lupercale le ragazze romane che si volevano bene immedesimare con le ninfe rabbrividenti di metus e voluptas a cospetto di Faunus Incubus Ficarius. Il cardinale d'altronde aveva commissionato proprio nel suo palazzo di Soriano una fontana. Si diceva che. figlio di Cosimo I. due parole affini. conoscendo bene gli affreschi realizzati da Giulio Romano (1498-1546) nel Palazzo del Te a Mantova. Quest'ultima possedeva. Il Cardinale Madruzzo inoltre introdusse Vicino all'arte di quel Bartolomeo Ammannati (15111592) il quale aveva eseguito un colosso destinato alla fontana di Nettuno. Fauno. le stesse alle cui sferzate. dopo aver ucciso un "fer gigante" avvista una «testuggine ch'un monte parea». in origine. colossale ed ispirata da una simile macchina scenografica realizzata sempre in quell'occasione. realizzata dopo il 1565. dal suolo e con lo sguardo acceso e scherzevole. alleata e complice del panico. Pan stringe e fa volteggiare per aria delle cinghie di cuoio caprino. ogni donna aveva la sua Iuno. In alcune epistole di Vicino Orsini si riscontra un particolare interesse per il mondo dei Giganti. . La donna alata sulla tartaruga e il Gigante Assassino . sopra la corazza. trasferito da Trento a Soriano (feudo acquistato nel 1560 proprio dagli Orsini e che confinava con quello di Bomarzo). La nostra figura ha. lo studioso ha in mente la statua nel Duomo di Orvieto di Eva. come ci testimonia un disegno del Guerra: le ali ricordavano sia la sua fugacità sia la capacità di valicare i confini più lontani (Fama volat) le trombe la buona e cattiva sorte. questi attributi erano tipici della Fama. il suo interesse per il pittore e i suoi temi gli venne dalla conoscenza del Cardinale Madruzzo il quale si era. Egli avrebbe voluto far decorare il suo palazzo di Bomarzo con la Gigantomachia (1564). opera del Toti. come recita Ovidio nei Fasti.Ippolito Scalza che lavorarono insieme nella vicina Orvieto. dietro di Lei ci sono un piccolo fauno eccitato. come vediamo qui di seguito. in effetti. da poco. una Fauna che stringe un putto. Quest'ultimo aveva incrementato il suo interesse per i Giganti collezionando anche «ossa di giganti» (probabilmente animali preistorici). immenso. Alla sua sinistra emerge. messa a confronto con la Venere bomarziana che il tedesco descrive come Iside. il genius è anche visibile nel furore erotico dell'uomo mentre nella donna c'è la Iuno.43). creato dopo il 1565 e suggerito dall'Orlando Furioso di L. La data coincide anche con il progetto della Gigantomachia di Vicino). detta anche Iuno Caprotina. Pan latino che suscita il panico e accende i sensi (nel 1564 il Cardinale Madruzzo invita il Cardinale Farnese per mostrargli «il nuovo disegno della fonte». forse volendo ricordare un testuggine presente nello zoo della famiglia fiorentina.

sposò Fabio Mattei). Vicino voleva rappresentare la Fama come pura immagine allegorica. secondo la leggenda. a suo riscontro. il loro ventunesimo grado sull'orizzonte illumina la terra. Legata alla tartaruga riconduce. ideati dal Vasari per la Talenta. che è sormontata da una vela: "Festina Tarde" ovvero ponderazione e celerità si devono unire. cittadina vicina a Bomarzo. cavallo alato del furore poetico che sta per spiccare il volo. da cui salvaguardarsi attraverso una condotta prudente e tempestiva: forse è il simbolo della morte che però è vinta dalla Fama. appare una piccola costellazione cui fu dato il nome di Tartaruga. spalanca le fauci: Un'orca (o una Balena) che usciva dalle acque e che ripeteva l'illustrazione di un altro testo letterario. nell'edizione del 1563.La Fama è rappresentata anche nel Palazzo Farnese a Caprarola e. de L'Orlando Furioso di L. Qui la Fama suona solo una tromba. entrambe. Una vasca inclinata che ha al centro una caverna che regge un Pegaso. La redazione di questo testo fu curata da Giovan Andrea d'Anguillara. Veniva sottolineata probabilmente una situazione di pericolo. il quale era nativo di Sutri. nuovamente. A fianco della tartaruga c'è la Fontana Di Pegaso dove il cavallo alato. nel soffitto di Palazzo Mattei a Roma (Faustina Orsini. che rappresenta la divisione tra il nostro emisfero e quello meridionale. più tardi. Anche se Vicino non la conobbe. Il cielo configurato è quello dell'inizio della Primavera quando le tartarughe escono dal letargo. simbolo della poesia. la statua poggia su un globo ed è quindi in bilico: La Fama è accomunata infatti alla Fortuna. In questo percorso si può leggere un'altra simbologia. Sotto la tartaruga. Sotto il ruscello. Il Wind ci dice che gli ermetici del cinquecento interpretavano il detto in questo modo: rifletti lentamente e a lungo e agisci di furia e di scatto senza che l'una cosa intralci l'altra. la Tartaruga è la materia dell'opera. nel nostro emisfero. il linguaggio degli astri era comune e in quest'angolo di parco si riconosce un pezzo di cielo. Pegaso arrestava battendo lo zoccolo sul suolo dal quale poi faceva subito zampillare fonti d'acqua. L'iconografia dell'animale mitologico era molto diffusa all'epoca ma l'ispirazione venne da una xilografia compresa tra le tante immagini del Sogno che rappresentava un modello di fontana con Pegaso quasi identico a questa. Nel periodo in cui il Cardinale Chigi faceva dipingere alla Farnesina il suo oroscopo. fra essa e i pesci. svetta su una roccia. Pégaso s'inclina. visti a Venezia (1542-43). questa statua è identica ad un'icona indù identificata con . Ariosto. quella della Buona Sorte mentre. Manilio dice nella sua opera: «Quando. Qui il gruppo scultoreo è concepito con la particolarità di due assi compositivi: 1)quello dell'animale ben dritto 2)quello della fontana molto inclinato. su un simile piano inclinato. L'Orsini stesso ideò che le acque le schiumassero attorno. Ma la Tartaruga ricorda anche quella dello stemma di Cosimo de'Medici. La pendenza della vasca voleva forse alludere agli effetti dei terremoti che. a Bomarzo. sorti i Pesci. sulla riva opposta del ruscello. al significato del "FESTINA TARDE" o "FESTINA LENTE". coperta da un involucro che non si scalfisce e il vaso capovolto è quello delle cotture mentre la creatura liberata identifica gli olii volatili. opera di Pietro Aretino. volando al cielo» (vedi la vasca inclinata). figlia di Vicino. in alchimia. Ancora. Questa rappresentazione è ripresa da alcuni apparati scenici. appare la costellazione della Balena e.

Nei poemi di Bruno. che le ha dettagliatamente descritte). sirene.. TIER GIGANTE . Dopo i Pesci c'è l'Ariete. Accanto alla figura c'è una terzina rimasta mutila in cui si legge: . brilla la piccola costellazione dei Delfini (o Nettuno) alla fine dei Pesci: chi ne riceve gli influssi è il beniamino delle Grazie (nicchia delle Grazie). per dare l'idea di come la natura e il tempo modificassero l'opera dell'uomo e di come poi il prodigio del cavallo alato (o della poesia) riportasse vita nel paesaggio devastato dagli elementi naturali (il terremoto). delfini.. Accanto a queste composizioni Vicino fece realizzare i: Falsi Ruderi composti da una colonna spezzata e un tronco d'albero. Oceano è il principio orfico di tutto «e dalle fonti d'Oceano sorge Pegaso». probabilmente. Dopo molti secoli Goethe ricontemplerà il mistero dell'acqua e nel secondo Faust emergeranno le stesse creature che sono scorse nel parco: ninfe. oggi mutilo. il De Raptu Proserpinae di Claudiano e la Teogonia di Esiodo. Infatti.. Alla fine dell'Ariete c'è una contemplazione del mistero dell'acqua. di cui abbiamo già parlato.. di Dante annunciava l'ingresso in un mondo occulto e misterioso: LASCIATE OGNI PENSIERO VOI CH'ENTRATE Nel realizzare uno dei gruppi mastodontici presenti nel parco. dopo Pegaso. spogliatosi di tutte le armature scolpite dietro la scultura. Il primo descrive la Spelunca Aevi con il serpente verde della sempiterna vita. all'opera di Ariosto creando la cosiddetta Lotta tra Giganti. arpie e anche la tartaruga.Vishnu ovvero la Base dell'essere. Questa è.la raffigurazione di Orlando impazzito per amore che. Da questa raffigurazione si giunge alla Fontana dei Delfini. Tutte queste sculture erano state colorate per aumentare gli effetti di verosimiglianza nel loro aspetto irreale (molte tracce sono state osservate dallo storico dell'architettura Arnaldo Bruschi. O SCEMPIO . Zeus Ammone con testa arietina. . squartava un innocente che gli contendeva il passo (nel 1578 scrivendo al Drouet Vicino dirà di voler far «deventar l'Orlando mezz'uomo dabbene» forse eliminandone qualche aspetto scabroso in attesa di una probabile visita del papa). ANGLANTE Da queste tracce si comprende che l' «altier gigante» incontra malauguratamente il «signor d'Anglante» come spesso viene chiamato Orlando nel poema ariostesco. dove si svolge ancora la carta del cielo. Vicino si rifà qui ad altre due opere.. Nell'enorme bocca dell'Orco (alterazione di Orcus re degli Inferi). entro cui furono scolpiti un tavolo e un sedile perimetrale. continuò la tematica dell'orrido e dell'incantato. Vicino si ispirò. nuovamente. Non dimentichiamoci che al tempo di Vicino il Polifilo era tutto un invito a contemplare l'acqua exsurgente. il principio ondulatorio che tutto plasma e discioglie. Tranne quest'ultimo ci sono tutti gli elementi: la caverna che «manda fuori e si riprende i tempi» è un mascherone sulle cui labbra un verso..

Ecco perché c'è anche un alternarsi continuo di visioni spaventevoli e allettanti (ninfe e sirene) fatto che era invece sembrato ai critici un'insanabile contraddizione. la foresta di Saron descritta nella Gerusalemme Liberata. Con gli anni. opera del figlio di Bernardo. rappresentato maestosamente seduto e affiancato da attributi iconografici consueti: 1)la cornucopia (Plutone in greco significa: donatore di ricchezze). Tasso: La selva stregata e i temi infernali. colpì maggiormente la fantasia dell'Orsini: la selva stregata da un Plutone analogo a Oronte. Anche l'idea delle gigantesche sculture. quando stavano per iniziare i lavori. Vicino si appassionò ai poemi cavallereschi dai quali trasse l'ispirazione per realizzare un boschetto incantato. identificata spesso con Nettuno. presente nel parco. che era conosciuto personalmente dall'autore il quale lo citò nell'ultimo capitolo dell'opera. uno dei poeti della cerchia di Vicino. In Torquato Tasso l'orrendo non è più manipolazione demoniaca della natura ma diviene categoria del naturale che suscita il sentimento "tragico" del tema e sollecita il pathos della poesia. Una delle sculture più enigmatiche. Vicino ebbe una figlia naturale che chiamò "Oronthea"). La pazzia di Orlando. T. la prova della selva stregata o bosco incantato è uno dei momenti cruciali dell'iniziazione del cavaliere al coraggio e alla gloria. L'Amadigi. risaliva alla tradizione del bosco magico descritto nell'Orlando Innamorato di Matteo Mattia Boiardo. L'effetto è drammatico anche se le proporzioni delle figure sembrano allontanare la tragicità della rappresentazione. con tutti i suoi richiami agli Inferi. alimentato dalle opere di B. per quanto violenta potesse essere. In quest'opera. IIIº Percorso del Bosco Sacro creato dopo il 1573. come se appartenesse ad un mondo lontano da quello degli uomini reali. anche il Sogno di Polifilo si apriva con la descrizione della selva incantata di Circe. l'isola della Rosa. Ma. diventa il simbolo della disposizione delle figure del bosco che non segue più i canoni compositivi del giardino rinascimentale. che in essi veniva utilizzato con un'accezione simile ad incantato.Alcuni studiosi nel passato sostennero che queste sculture rappresentavano la violenza perpetrata ai danni di una fanciulla (un'amazzone per l'assenza di seno). . Accanto al gruppo scultoreo c'è anche un'epigrafe che recita: SE RODI GIA FU DEL SUO COLOSSO PUR DI QUEST IL MIO BOSCO ANCHO SI GLORIA E PER PIU NON POTER RO QUANT IO POSSO. che dunque non ha più la ragione. un luogo magico popolato di creature e personaggi fantastici. l'ispirazione gli venne probabilmente dal poema di Bernardo Tasso. a causa di una contraffatta fenditura scavata successivamente sul pube ma. ovvero questo colosso supera l'Apollo di Rodi. è proprio quella di Plutone. La revisione di quest'opera era stata fatta da Bernardo Capello. la postura dei colossi non può far pensare ad una siffatta azione. divenne la linea guida del nuovo ampliamento. Torquato. probabilmente da questi fu tratto anche l'attributo "Sacro". Ma. Il Sacro Bosco riproduce quindi la prova della selva incantata con evidenti margini di avventuroso divertimento. in cui il bosco ha un ruolo dominante e dove si descrive la selva di Oronte (nel 1575. più che nell'Orlando Furioso. In verità. corredate da iscrizioni.

. Orazio. Si legge infatti in alcune scritte mutile: FONTE NON FU . fu incaricata di ostacolare gli eserciti cristiani. Il Drago: dalle ali di farfalla. Inoltre l'Oronte dell'Amadigi ha molte affinità con le acque e con Oceano. la compagna di Plutone e figlia di Cerere stessa che. o forse è la divinità orfica del Sonno e della Notte cui Michelangelo dedicò un sonetto: "O notte. benché nero. Un po' prima. nello spazio confinante con il sottostante Sacrario di Venere. CHINGUARDIA SIA DELLE PIU' STRANE BELVE NOTTE E GIORNO NOI SIAM VIGILI E PRONTE A GUARDAR D'OGNI INGIURIA QUESTA FONTE . da tutti considerata una ninfa. Nell'Amadigi. azzannato da un leone doveva dare corpo agli echi delle creature che si muovevano dentro la selva di Saron. in assetto di guerra. con pace ogn'opera sempr'al fin assalta. fu spesso identificata con Cerere. munito di torre sul dorso e stritolante un legionario incarnava l'Africa. Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero Che l'umid'ombra ogni quiet'appalta E dall'infima parte alla più alta In sogno speso porti ov'io ire spero". Le belve sono "strane" ovvero sono creature dell'inganno o di un incantesimo. della madre. È comunque un'iconografia che ricalca anche quella dei fiumi. Il pachiderma poteva essere pure un tributo al figlio dello stesso Vicino.2)il mostro marino a fauci spalancate (rappresentante i fiumi infernali e il suo dominio su di esse). quella di migliore fattura dell'intero Bosco Sacro. . Un particolare ancora più importante è che la sua donna teneva i prigionieri "immersi in un profondo lago". Ma in questi vasi ci sono delle scritte che riportano al motivo delle fiere che nell'Amadigi vigilano su Oronte. come Plutone. ma con ogni probabilità all'interno del comprensorio infernale si volle rappresentare Proserpina (ninfa dello Stige). mentre: L'elefante. ma che nel quadro della Gerusalemme assume l'identità della bella maga Armida che. possedeva gli attributi. nemico e "mostro" da sopprimere per i militi di religione cristiana. Forse al primo percorso dedicato alla memoria di Giulia si aggiungeva quello in memoria del figlio. Alla sua destra c'è un delfino. che è ricordato anche nell'Orlando Furioso... Oronte è il nome di un grande fiume della Siria. proprio come avviene nella scultura presente subito dopo questa: è una figura femminile mastodontica che tiene un'altra figura a testa in giù. fu posta un'enorme figura femminile addormentata. inoltre. Come si vede chiaramente c'è il continuo riamando alle varie opere a cui si fa riferimento che vengono così inglobate in un'unica grande rappresentazione. o dolce tempo. La figura seduta ai margini delle urne.. che egli accarezza. morto nella battaglia di Lepanto (1571) contro i Turchi. una serie di vasi in doppia fila che introducevano alla sua fonte e che visibilmente richiamavano le urne funerarie del tempio distrutto di polifilesca memoria (modello per il Sepolcro) e dedicato a Plutone. Davanti al gigante maschio c'erano.

fu sempre considerato il «curioso esperimento» di un sognatore.la seconda lo avvolge .. Nel 1583. a cui salgono i pànici. Nei secoli successivi il Parco. sulla cui base compare Medusa. . esponente del movimento surrealista. Le tre fauci di Cerbero sono aperte: perché. anche nel regno dell'oscurità vale la regola della Triade: il regno infero è quello delle Tre Parche: . opera di certo singolare.la terza lo annoda. Fu Salvador Dalì. e. Nel Timeo viene detto che in un cratere furono gettati i semi di tutte le cose e ogni anima li contiene tutti quanti. latra ad ogni ombra: è in questo modo che Cerbero annuncia le ombre e i misteri. A tutt'oggi però non c'è una pubblicazione che abbia dato una risposta definitiva e ancora più . Il Sacro Bosco fu trascurato fino a quando. tra le zampe. creatura sotterranea. Egli vide negli ignoti artisti di questo capolavoro a cielo aperto alcuni dei precursori del surreale. essa può riconoscere ogni cosa grazie ad un'intima affinità. nella prima metà del XX secolo..Giove dà inizio. animale notturno e fecondo e simbolo di paurose irruzioni della notte. Triplice perché.la prima porge lo stame .Il mondo dei morti continuò ad animare il boschetto con il: Cantaro (o Vaso Gigante). custode tricipite dell'accesso agli Inferi. la rosa. tra i primi che cercarono di recuperare la memoria storica del Bosco Sacro e il suo recupero architettonico. dove: . Ancora leoni. Vicino si persuase di «essere ancor bono per li diletti de Venere . come in quel cratere in cui c'è la mescolanza di tutto. delle acque che nelle viscere della terra sollecitano la febbre delle geminazioni 2) la figura senza braccia né gambe che alza le vaste ali di pipistrello. Gli orsi si nutrono di ghiande e di pinoli e in loro si concentra la forza riproduttrice. La si incontra spesso nelle pagine di Polifilo.Plutone chiude. È il regno del gelido Saturno. ad artisti e uomini di cultura sembrò geniale l'idea di trasformare le rocce insignificanti del luogo in creature e architetture immaginifiche. . come insegna Pico. anche per Vicino la Meraviglia divenne il motivo della conoscenza: «Chi ammira e dubita sa di ignorare».Nettuno svolge. Salendo per un declivio si giunge al terzo livello del parco. come già erano considerati sia Bosch sia l'Arcimboldo. uno spazio evocativo delimitato da grosse pigne e ghiande in peperino cui presiedono due orsi che reggono. tombe. Qui si viene accolti da due figure femminili: 1) la Sirena Bifida con il volto aggraziato che finisce con un corpo di pesce che si divarica in due code scagliose. È una figura del panico sottile che può suscitare il potere del grembo femminile. perché alle volte giova considerare e intendere una cosa come se fusse vera» in ciò coerente a quanto aveva fatto dire alla sfinge: «e dimmi poi se tante meraviglie sien fatte per inganno o pur per arte». come cane. prossimo alla fine. Nel bosco c'è anche la presenza di Cerbero. Come per Aristotele.

Nicoletti Manfredi e Lainez Manuel Mujica. Milano. Il Bosco Sacro.. 8. CD-ROM de "L'Espresso". in "Art Dossier". se "ciudad de los bosques" aplicando el estándar vivir oculto "epicúreo". Gennaio .V. 1989. que fue posible sólo engaña a sentidos. Il Sacro Bosco di Bomarzo. Il Cinquecento. Brio William Davide. Calvesi M. La prova della selva stregata. mensile di Franco Ricci. in "Italy Vision". come se magicamente il Bosco stesso si fosse impossessato delle loro identità storiche per acquistare un'anima autoctona. 327 bta00327. Giardino di Bomarzo.it/txt/a0/03/ En la segunda mitad del siglo XVI. la ciudad y política. llamado Vicino. . pp. Zuccari A. 2000. le belle statuine. in Enciyclomedia. AA. tan bueno como lo menos de su "salvaje" puzzar y detestandone tanto los emblemas. en el valle montañoso rodeado por el Monti Cimini en lago di Vico. in "FMR". Natura e Artificio.A.bta. la corte.. 15-23. Pier Francesco Orsini. Villa Lante. 40. Ville e Giardini. n. 46. maravillas del manierismo al ser testigo de su poder político tanto transferir conocimiento platónico y herméticoen la toba. n. Oh. 7. Calvesi M. Il cielo può attendere.VV. Bibliografia Zolla Elémire. 2-15. negando y tratar en su lugar la "maravilla". 2003. Raffaello e le dimore del Rinascimento. que las grandes casas romanas lugar a un sinnúmero de palacios y parques. El motivo central de su . pag. . El bosque sagrado de Bomarzo Cecilia Maria Paolucci ISSN 1127-4883 BTA-telemática Boletín del 24 de junio de 2003. N. pag.Febbraio. A. Gli incantesimi di Bomarzo.html http://www.. 39-70. Ottobre 1996. Bompiani. aprile 1983. in "Bell'Italia". El mismo creador del bosco de Bomarzo. Il Sacro Bosco tra arte e letteratura. pp. que según la leyenda nació desde el lanzamiento del bastón de Hércules que habían querido así mostrar su fuerza a los campesinos. in "Art e Dossier". el papado. rompió sin el temor de Dios es providencial diseño negarse tanto su institución terrenal. Estos santuarios son admitidos a sólo los dioses paganos. Siguiendo los dictados de esta filosofía que también liberó del miedo de la muerte. pp. 24.misteriosi risultano gli artefici. 1. n. no. Il Sacro Bosco di Bomarzo (Viterbo) tra incantesimi d'amore e creature fantastiche. las tradiciones recibidas de Florentino y romano academias. V.

está diseñado con un diseño totalmente antirinascimentale. se convierten en las casas de los campesinos en el que los muebles se excavadas en la toba. contradictorio.proyecto es la "maravilla". Uno en particular. analizar el castillo de Bomarzo. y de hecho lo es. en medio de la ' 600: el humo que surgían de los campos de la desaparición de Polimartium no eran volcanes y chimeneas talladas en la piedra volcánica de las antiguas tumbas etruscas. Esto es porque la literatura sagrada de término es de uso frecuente como sinónimo de magia y Bewitched. Duque comenzó la construcción del parque para hacer tangibles y viva la memoria de su esposa que él había amado. que se introduce por una serie de inscripciones esparcidos aquí y allá en el bosque. tomando como base las concordancias estilísticas y cronológicas. Algunos eruditos han comparado a los bosques a un laberinto. las otras fábricas de los Orsini y los rastros en letras especialmente los entretenían estrechamente con Annibal Caro y John Drouet. Sin duda. Pregunta de Orsini se carga porque "arte" también puede significar "engaño" o "hechizos". asesoramiento verbal o dibujos elaborados de un número indeterminado de personas entonces reinterpretados por artesanos locales. Villa basilewsky en toba y ladrillo fueron luego prolongado un signo tangible de continuidad entre la naturaleza y las creaciones de creaciones humanas. su amada esposa. All'Orsini también eran mensajes claros de su entorno cotidiano: campesino casas de Bomarzo. ubicada en la entrada principal Lee como sigue: VOSOTROS QUE ENTRÁIS PON MENTE OREJA A OREJA Y DIGO YO ENTONCES IF MUCHOS SIAN HIZO MARAVILLAS PARA EL ENGAÑO O INCLUSO PARA EL ARTE. eruditos no están todavía seguros atribuir a las obras de un artista específico que cierre el inventor. Pero. Giulia Farnese murió 1560. de las visitas. Sin embargo. El bosque sagrado es un ensamblaje de fortunas contrastantes y deseos privados. aventura emocional e intelectual. eran formulado varias hipótesis que parecen estar todos en desacuerdo y todo plausible. Con toda probabilidad es un viaje catártico a través del cual cierre intenta encontrar el amado. no debemos pensar de un laberinto geométrico en el que sólo el hilo de Ariadna para obtener la . La razón para crear el "jardín". en el amor y la muerte siguiendo diferentes rutas. Es imposible excluir cualquier forma de influencia de la de los tratados. Teniendo en cuenta el trabajo de tiempo prolongado. pero en su Reino trágico y ganas de vivir. Este jardín de hecho difiere mucho de los geometrizzati que eran en su mayoría entonces en Italia: creó un verdadero encantado bosque donde. y en los bosques de arte está al servicio de su engaño y sus hechizos. Se trata de una prueba más que nos mueve en el bosque bosque caballeresco o sagrado encantado. fue dado a cerca de un evento enfermo: de hecho. de color grisáceo y no es fácilmente comprensible si no la imaginación del cliente excéntrico. aún hoy. Igualmente en el bosque monstruos tallaban directamente en el suelo por la colina de modelado y dándole voz. vio como Kircher describe en su Mundus Subterraneus. Haga avanzar hasta una fecha precisa y mucho menos precisas firmas para elementos individuales que tienen diferentes caracteres de rusticidad y elegancia. La obra duró mucho tiempo: desde 1550 hasta su muerte en el mismo duque murió en 1586. Tachonado con esculturas enormes y extravagantes con masas de peperino. nos encontramos en la imaginación. pero este viaje es también un continuo "engaño".

donde cultivó la idea de dedicar el Memorial a Giulia Farnese el parque bajo su casa. es decir. que durante años vivió en Roma y fecha después de la prematura muerte de su esposa: en estos Estados la desesperación del hombre que "ya no siento placer ante . Estos lugares no excluyen el enfoque de arriba hacia abajo. era un pariente cercano del cardenal amigo. Constructores erigieron un santuario y una inclinación de casa y fontanieri creado cascadas y fuentes. no pudo evitar una agitada vida. en el lado izquierdo de la entrada hay una grieta. Sbozzarono figuras escultores en rocas. Estaba casado en 1545 uniéndose a otra familia grande en ascenso en la Roma renacentista. Un primer lugar podría empezar desde abajo. y por negarse a continuar la lucha. Sin embargo. Regresó a Bomarzo para su novia. ahora listo para dedicarse a la vida familiar y a su esposa. dedicado a Julia. El parque fue diseñado en tres terrazas donde los albañiles crearon balaustradas y modelado. f. que invitan a cruzar el arroyo y a iniciar un camino más inquietante que la anterior puesto que conduce hacia el infernal del ogro coronado por el castillo Orsini.solución única y trivial. A finales de 50 los años. Nunca fue un hombre de suerte en el amor. Ninfeo. Personalidad del duque puede entenderse mediante la lectura de algunas letras del mismo amigo francés Giovanni Drouet. Fue ya en el amor. La historia P. junto a la que enfrentan muchas campañas militares que lo llevaron lejos de su esposa durante muchos años y trataron de tanto física como intelectualmente. cerca de Orsini (1523-1583) heredó el ducado de Bomarzo. fue tomado prisionero y su carrera militar para ambos el final de los grandes conflictos internacionales (1559. Se las arregló para superar el dolor gracias a sus intereses literarios y filosóficos y su retiro entre los bosques de Viterbo. previamente un joven veneciano cuya muerte prematura había marcado profundamente. Aquí fue recibido por dos esfinges encaramados sobre pedestales. iniciada por el suegro cuando cierre estaba en batalla. nieto del sacerdote que ascendió al trono papal como Papa Paulo III (15341549). en estos largos años. Giulia. En uno de ellos hay una inscripción que dice: LOS LABIOS APRETADOS Y ARQUEADAS PESTAÑAS NO VAN PARA ESTE LOCO MANCO ADMIRA SIETE PIERS FAMOSOS DEL MUNDO A saber: Ver y callar. la roca creada artificialmente. En los alrededores. apoyó lo moralmente. Tratado de CateauCambresis que terminó la guerra franco-española). ya un año después del matrimonio. Esposa de Close. que llenó su vida afectiva. él perdió a su amada esposa. Julia. buscó ni cheques precompraron. Muchas rutas son posibles. Sin embargo. mientras que en la guerra. pero es un laberinto que no hay automatismo. el arco inferior. Ella terminar como exvoto la iglesia de Santa Maria della Valle (1546). parroquia del país. como premisa de la serena a los disturbios del espíritu. siete años después de la muerte de su padre debido a una disputa sobre la sucesión resuelta sólo con la participación de Alessandro Farnese. desde el templo. cada entrada puede ser el principal.

¿3) y entonces? SABER. En sus escritos. Quería libros que narrassero de "nueve cosas". VIVIR POR SÍ MISMO. sin embargo. ¿sabe el programa iconográfico preciso ni el diseñador. Orsini hizo saltar en las paredes de las terrazas de los dilemas que se convirtió en el tablero de sus éticas antinomias: COMER beber 1) y el juego. Es uno de los jardines más importantes del siglo XVI. en esos años. Le gusta verse como un Atlas clásico. 2) Prudencia y menos del destino. leyendas nacieron en que novias novelle "tratar"de Señor podría también desaparecer en el Parque de los monstruos". El bosque sagrado y jardín arte en el renacimiento Como se mencionó. estatuas del bosque sagrado. "sabroso". destiladores y prácticas alquímicas. tal vez pidiendo algunos colores demasiado duros pintar. no incluye nunca la canción de la filosofía que impregnó todo el parque. en las laderas de un anfiteatro natural. 3) el bendito HELD intermedia. PERO LOS SITIOS PARA LOS HOMBRES. y que también es un signo de familia: El oro o rojo con cinco pétalos color de rosa: símbolo de Venus y amor platónico y hermético secreto (la verdad se llama SUB ROSA). Próximo habla de sí mismo como "sombrío y estéril Saturno aburrido ahora también del parque. El castillo está todavía salpicado con el símbolo que responde a estos dilemas. GANAR A SÍ MISMO. 2) SPREGIA COSAS MUNDANAS. 1) el conocedor dominan las estrellas. en tono escrito reciente esté apagado. "extravagante". NO LOS HOMBRES PARA SITIOS. 1) Después de felicidad NO muerte. La misma práctica Drouet. estilo etrusco y griego. 3) Vivir bien y ser feliz. 2) DESPUÉS DE SU MUERTE VERA VOLUPTUARY '. se encuentra por debajo de la aldea de Bomarzo. Él estaba muy interesado en libros nuevos y "advertencias de la India" que sugirieron a su amigo Drouet procurar de Embajador de Portugal. . Sin embargo. un asistente que construye un castillo de hadas.los ojos de una mujer". "Dame y paladines" dice: QUE TODO EL MUNDO CONOCE A LO QUE MÁS ESTÁ EN EL CORAZÓN Y QUE TODOS SE HAGA POR MAL CAMINO. el bosque sagrado conocido como el Parque de monstruos para las figuras fantásticas y grotescas. En el feudo de Bomarzo. próximo le gusta llamar ' hombre fumando». En todo esto. pero también es lo que todo queda envuelto en misterio.

quien anotó una especie de Ninfeo con artificial cuevas y fuentes. la logia y jardines detrás de él. Raphael tenía ayuda en la realización de un proyecto del arquitecto Antonio da Sangallo el joven. Esta Comisión fue dada por Julius II de ' Medici (que se convirtió en Papa en 1523 bajo el nombre de Clemente VII). que había hecho salvaje ". también recuperadas antiguas formas se derivan principalmente de los de villas romanas como Villa tiburtina y las villas de Plinio el joven en Tusculum y Laurentia. El proyecto incluido: un patio rectangular como un monumental acceso desde el lado hacia Roma. donde termina el jardín con la cámara del Terminal. La fachada posterior de la villa fue concebida como un espacio abierto al jardín para crear una relación armoniosa entre interior y exterior. describió en sus cartas. que quería un espacio para los deberes tanto solemnes de representación. En los años entre 1504-1513. Pero casi todas las esculturas se pierden. El arquitecto tuvo una amplia zona donde construyó un jardín inspirado por las numerosas villas y mansiones de los emperadores romanos como la Domus Aurea. suben a la terraza superior. terrazas y fuentes en el jardín. El proyecto original hay dibujos y descripción detallada hecha por el artista: una serie de entornos se centró en un patio circular que se convierte en el centro armónico del complejo. establos. obra de Rafael. Inmediatamente después de esto.En el siglo XVI tener un jardín fue. de Alessandro ' Medici. Sin embargo. Esto fue encargado por el Papa Julio II della Rovere. presentado por Emmanuel rey de Portugal a papa Leo X. conectados por escaleras que son la clave de la obra: desde el primer nivel que se implanta en el patio trasero con gradas para los espectadores van a la terraza del centro con el jardín. así como el Santuario de la fortuna en Praeneste. hija de Charles V y esposa del duque de Florencia. es la creación en el año 1517 del jardín de Villa Madama. que desempeñan funciones y rendimiento. para los nobles. redescubierta en este periodo y suburbana de villa de Adriano. Incluso hoy en día. Se trata de la imagen del elefante blanco de Ceilán." acceso a través de un portal flanqueado por dos gigantes en estuco por Baccio Bandinelli. el nombre adoptado por Vitruvio. Hanno. se disputaron los mejores arquitectos de la época. primo del Papa León X (d. 1521). que vivió como un hombre joven y luego por su viuda. La villa tomó el nombre de Madama Margherita de Austria. La fuente está decorada con mosaicos de piedras y conchas con la representación de los sujetos. Espacio intermedio se clasifica en tres plantas. La villa fue utilizada como una sala de estar durante las estaciones cálidas y lugar de descanso por problemas laborales. una "cabeza grande de León". con una terraza que ofrece vistas a la Laguna y llamado por Raffaelo "Xystus & us concert". Esto es precisamente el momento cuando en Roma son los jardines más importantes en la historia del paisaje. la villa está adornada por la piscina de la . llamado así por la gran cabeza de elefante está tallada en el medio de que agua de pozo de probóscide. El lodge se toma directamente de Roman termal estructuras en que espacios cuadrados se ampliaron con la inclusión de arcadas están cubiertas por bóvedas de cañón. un criptopórtico y entonces se levanta. en las laderas del Monte Mario. De todo el complejo fue creado solamente la parte al norte que cubre menos de la mitad del edificio (derecho). Para embellecer los jardines había dedicado Giovanni da Udine. una especie de símbolo del estado y en las ciudades capitales del Renacimiento. Proyecto de Rafael seguía siendo inacabado por la muerte prematura del artista (1520). la hermosa fuente del elefante en medio del jardín. Muchos tuvieron que ser planeado para fuentes adornan el jardín sirvió también para refrescar el ambiente en estaciones cálidas. logias. es el Belvedere Bramante del Vaticano. en diferentes niveles. teatro all'antica ". abajo al Tíber. un prototipo real en la evolución del jardín del siglo XVI.

cuando el cardenal Farnese (amigo) construyó un edificio pentagonal alrededor del círculo del patio de la pinacoteca del que había ocupado simbologías Annibal Caro y el Parque cuya clave es. Gambara un Bagnaia. También en la fuente de los delfines recuerdan las palabras del autor que describe estos animales entrando entre las ramas de los Robles "después del diluvio. Pero. fueron creados fuentes y características del agua. bibliotecario del cardenal Alessandro Farnese y estudioso de la literatura Latina es griego. Sin embargo en los años entre 1565-1573. Otras estatuas y fuentes. que se convirtió en obispo de Viterbo en 1566.terraza. cuadrada y ajustar. 3) il giardino di Villa d ' este en Tivoli. por Elémire Zolla. diseñado y construido los jardines de esplendor de la Farnesian en el Palatino por Jacopo Barozzi llaman a Vignola. Incluso aquí en tres niveles. el cardenal utiliza Fulvio Orsini. El jardín fue originalmente tachonado con fuentes decoradas también por animales fantásticos como dragones. concluir la decoración de la villa junto con el parterre. habitado por erme y cariátides que dañan. En el extremo superior del jardín es la fuente de la inundación. Aquí también el arquetipo es el de Belvedere del Vaticano. unos diez años más tarde. Monte Parnaso. incluso hoy en día. símbolo del dominio de la estética del arte sobre la naturaleza que. tres líneas más constructivas establecieron jardines en los que compararon todos los diseñadores posteriores: 1) il giardino di Palazzo Farnese en Caprarola diseñada por Jacopo Barozzi llamado Vignola. a los dictados de la Contrarreforma. lafelicior de aetas. la zona central está ocupada por la . un personaje bastante teatral. Al principio de la ruta fantástica es la Fuente de Pegaso y bustos de las musas. con la intención precisa de Eclipse el esplendor de los Farnese jardines. Todos estos jardines se distribuyeron en gradientes. En el programa iconográfico. es una serena tenue y poco a poco nos da una sensación de atemporalidad. esculturas. caminos. diseñado por el arquitecto Galvani con iconografía de Pirro Ligorio experto. alquimia. Hubo un diseño preciso y significativo sobre todo en cuanto al clero romano: demostró la supremacía del espíritu del cliente en la espontaneidad de la naturaleza uniéndose así. furia poética y el culto de las musas. que rigen la inspiración artística: la descripción del vuelo del caballo Pégaso. La estructura clásica del gran jardín italiano se concibe como un lugar de refresco y los nichos se utilizaron para reparar sol que quería pescar en el tanque. 2) il giardino di Villa Lante. escaleras. construido entre 1559 y 1575. probablemente. El principio subyacente de la iconografía del jardín es laut pictura poesis. En la parte inferior se encuentra el órgano fuente (esculturas similares en Porta nuova. que se llevará a cabo. al mismo tiempo. descrita por Virgilio y Ovidio!) que como patos reales y estatua de Baco. como se representa en las metamorfosis de Ovidio. frente a la logia y especialmente por el gran estanque de peces. experto en numismática y epigrafía experto. con citas prestadas de la literatura y la heráldica como el camarón-cardenal-emblema. Palermo). en realidad. por el cardenal Gambara. posiblemente a un diseño de Vignola alrededor de 1568. casi para indicar que la colina donde vamos es. encargado por cardenal Ippolito II. construida. El arquitecto hizo un jardín dividida en varias zonas. completamente. unicornios (símbolos de la edad de oro. laberintos.

La iconografía del jardín se basa en la iconografía del cardenal y Hércules. claro índice de la pérdida de certezas racionales del humanismo renacentista. un programa iconográfico narrativo preciso. respetan de los nuevos programas del Concilio de Trento. Todos estos proyectos eran comunes en la ruta cuando lonas protectoras gris representan duro con árboles de hoja perenne y flores ornamentales (parterres) y. en plena crisis de valores que había caracterizado el renacimiento. a menudo mediada por la mitología griega y Latina. las virtudes que se requieren para un caballero del renacimiento tardío y fundador de la familia sin embargo D'este. trampas. El juego que se lleva a cabo en todas las estaciones. Los artistas de los llamados "a" vivir una especie de "rechazo" del renacimiento reglas que conduce no a conocer más real y por lo tanto no ser capaces de representar en formas de arte tradicionales. cerca de la llamada viale delle Cento surtidores o fuentes. las criaturas de mito eterno y contrario a la fragilidad humana. vegetación. connotarono que tipo de llamada: "Jardín a la italiana". Incluso las constantes alusiones cosmológicas. había descrito la cueva sagrada a Diana donde «artem simulaverat ingenio naturaleza su o de la naturaleza con su ingenio había simulado una obra de arte! . Somos. de esta manera. el uso de "artificio natural" que creó los jardines. mientras que la geometría estricta del orden cósmico dio a conocer caminos presentes en todas las cosas. compitiendo "Maravillado" con la naturaleza creativa irracional. los moralistas y esos juegos simplemente creadas referencias cruzadas posteriores entre realidad y apariencia. De hecho. Otra vez el aspecto ligado a la moralidad que informes. la base de todo este nuevo arte era una obra literaria publicada un siglo antes. Nacido. agua que crean elhábitat natural de las ninfas y sátiros. Del mismo modo estos "efectos" fueron utilizados en la construcción de los escenarios presentes en los jardines con la creación de laberintos. Incluso Ovidio. el: Hypnerotomachia Poliphili (sueño de erótico combatir Poliphilo) escrito por el Señor de Palestrina Francesco Colonna (y no por el fraile dominico de Venecia!) en que el personaje principal es ricongiungeva al amado tras diversas vicisitudes llevada a cabo a través de una serie de jardines. apéndices de villas. símbolo del héroe de coraje y fuerza. que se describen en detalle y bien representado por 170 ilustraciones. creado por la Unión de varios materiales tales como Tuff. Estas características. Este concepto se tomarán totalmente para arriba en el bosque sagrado. finalmente. Típico de esta época también está experimentando en nuevos efectos teatrales. armas autopropulsadas y todo lo que necesita para sorprender a los huéspedes durante el paseo. como ya hemos mencionado. En este texto. en metamorfosis. Este efecto de selva se incrementa por la presencia de cuevas. se reproduce en estos lugares a través del uso de árboles de hoja perenne. en 1499. conchas y musgos. se declararon los dictados de la nuevos concepción estética y el paisaje: el jardín se convirtió en un microcosmos en el que la razón dominada la naturaleza con el fin de alcanzar la perfección.Fontana dei Draghi. sin duda. representan un retorno al estado primitivo y al vientre de la madre tierra de la cual todo se origina. Naturaleza ya no tan está representada en su forma lógica pero en su ser continuo. elaborado cincuenta años antes de su liberación.

El mundo apoya el modelo. el mausoleo es el tempietto y las esfinges. todas las esculturas tienen medidas desproporcionadas. Pero no es en el bosque. Y de hecho desde la entrada de la puerta monumental. la bola debe identificarse con la mente. figuras mitológicas. deriva también de aparato y vacaciones escénicos a falsificar la ruina y fragmento simulado y finalmente el engaño y el artificio como un momento de encuentro entre naturaleza y arte (Calvesi). en los poemas caballerescas del Renacimiento. Aparentemente parece que el Creador ha disfrutado de propagación en el suelo en pendiente una horda de criaturas míticas y underworld indecoroso y que cada episodio se diseña escultura sin ningún vínculo exacto en un camino aleatorio e inconsistente. Pier Francesco fue. los monstruos y las maravillas sobrenaturales — gigantescas estatuas construido y creado en el Parque de Bomarzo. el teatro como nueva forma de parámetro descendiente intrusivo de entretenimiento que se basa en la sorpresa de las apariciones y la participación del espectador. VIENEN AQUÍ DONDE ME HORRENDE ENFRENTA. alejamiento de los cánones de la arquitectura y el uso de la escala métrica sin prejuicios. en efecto. MUNDO PEL VAGO PARA VER LAS MARAVILLAS Y ATURDIDO. Esta voluntad del príncipe. OSOS. uno de los acentos más animados es utilizan a menudo en el "bosque encantado". monstruos y las invenciones escénicas. Haunted sensación de la naturaleza y la poética de la aventura y el reto su hechizo de los poemas de la caballería. un caso único. LEONES. manierismo continuó su oficio de un arte a otro: la expansión de la escultura de post-Miguel Ángel. ELEFANTES. sin embargo. OGROS Y DRAGONES En cartas escritas por Annibal Caro a cerrar temprano como 1564 describe el teatro: el Ninfeo. el gigantismo. usted debe realmente leer de generaciones está en un piso bajo por lo menos un par de pasos precisos. cerca de investigación pictórica y escultórica en el tiempo. distaba mucho de este diseño de la lógica. que parece girar. gigantes y las doncellas engañosas de la fascinación. un niño de esa época y ese "sabor". para sorprender a sus invitados y evocar. anuncia que ha coloreado vario «varios» estatuas para hacerlas "más guapa" dando al boschetto "otra forma"). Según Macrobio. Boca del ogro es abierto y vista de los enormes dientes. miniatura. coronada por el escudo de Orsini.Descripción del bosque sagrado El jardín querido cerca obedece. se mezclaron con los acentos de la quebrada. lo bello y lo grotesco. se expresa claramente por la llamada que hizo afectan el supuesto Banco etrusca: USTED QUE VAGAN SOBRE VIAJES. rodeado de un verde bandas (en 1574 dirigiéndose al Drouet. donde el héroe se encuentra con ferias. que está acompañado de los estudios del parque. Visión desordenada. . primero pregunto lo: Ogro heráldico: con el mundo. preludio de la época inmediatamente después es expresada en redundantes y "maravillosa". tetragon Castillo capa de brazos de los Orsini. Ya hemos mencionado que los años en que vivieron el Orsini fueron los de la decadencia del renacimiento. Todo en el jardín se intentó sorprender: gigantescos animales fantásticos. Por otra parte. grotescos gigantes. Este fue el momento cuando empezó a amar a los gigantes.

En una de las piedras está tallada la fecha 1552 y pendiente de la vivienda fue construida.En el siglo pasado. fueron hechas antes de las 3 fases. como también dice a Lucrecio en el canto de las ilusiones ópticas. En una lectura reciente. casi para justificar por adelantado muchas locuras y maravillas"o"un divertido. como veremos. que vinieron de la Academia de Baccio Bandinelli que Miguel Ángel había trabajado. La Casa inclinada. como puede verse en la comparación de los dos ogros. en un ángulo. arrojarse en el piso cuesta arriba torcidas paredes crean un mareo. Vignola etc. Pero lo realmente más discutir eruditos fue principalmente la falta de un "programa" que es un tema iconográfico coherente que coordinan las diversas invenciones de maderas. una de cores de ventilación". Hay quienes también vio una conexión con e de Canzoniere de Petrarca precisamente el soneto CCXCIII «y por supuesto todos mi estudio en aquel momento era isfogare/pur de la dolorosa núcleo/alguna. Pero en realidad sin duda fue inspirado por los poemas de Vittoria Colonna "Escritura sólo en el interior de sus ramas tan innumerables doglia-Qué es cor pastan" (1538). como cuando se enciende y parece que todo se derrumba sobre él. Los 2 escrito en la base de la cippi fueron fundamentales para las interpretaciones de significados oscuros del jardín. los críticos e historiadores de arte han tratado de dar una interpretación definitiva y nombre del diseñador (Pirro Ligorio. con el trasfondo de Bartolomeo Ridolfi entre Vicenza y Verona. cuyos versos encantaron de Miguel Ángel en sus paseos. entrar y ver si hay paz. La casa fue creada por Julia como el deseo de evitar la caída y ruina de la casa después del fracaso de la misión militar de su marido. De hecho. cerca de sí mismo fue en Inglaterra donde también había conocido la obra de Giulio Romano. dentro del parque.) de este "sueño" rodeado de rocas y árboles. Pero todas las teorías nunca han sido aprobadas científicamente. no comprar barata fama /». uno es más apropiado. Es que se ve comprometido el escultor Bartolomeo Ammannati. tal vez como un voto por Giulia Farnese durante el encarcelamiento de cierre (1555). la dedicación al cardenal Madruzzo. en Venecia. Los dos obeliscos o cippi y apoyándose en casa. La primera dice: WILD/EN/CERCA DE VENECIA La segunda: SOL CONSEGUIR SUS RAMAS TAN INNUMERABLES / / CORE Arnaldo Bruschi vio la segunda inscripción "la clave de interpretación de las razones y estado el cliente de ánimo en la concepción del singular complejo. y un pergamino en el que está escrito: ANIMUS QUIESCENDO AJUSTE PRUDENTIOR O tratar de acquietarti en esta vivienda desequilibrada. además de la capa de brazos de los Orsini. El escultor del Parque parece saber del Véneto. La casa consta de una sola roca en dos niveles y propone un modelo para el hogar con un almohadillado Patricia que se levanta en el primer nivel. tal vez construida en 1551-1562 década casi en el extremo norte del bosque tiene. Entre estos. mientras que el segundo . Además. a través de la intercesión de los cuales cerca fue liberada del cautiverio. Jacopo Sansovino. boca abierta. interpretar las inscripciones de piedra abundan allí y estudiar la correspondencia de cerca Orsini. Maurizio Calvesi ha visto tres fases específicas en la realización de este jardín.

.

.

.

.

.

.

.

.

1989. Franco Ricci mensual. 2003. como si por arte de magia el bosque sí mismo estaba poseído de su identidad histórica para comprar un alma.VV. sin embargo. hechizos de Bomarzo. en "Arte y Dossier". Calvesi m. un miembro del movimiento surrealista. 24. "Visión de Italia". . 7. no 1. Enciyclomedia. n.veces debe considerar y entender algo como si fusse vera» en esto coherente con lo que tenía que decir a la esfinge: «Dime entonces si tantas maravillas sien hechas por inganno o incluso para el arte ". en la primera mitad del siglo XX. En los siglos siguientes el parque. Raphael y renacimiento. Bompiani.. pag. A.. artistas y hombres de cultura parecían una idea ingeniosa para transformar las rocas insignificantes de las criaturas del lugar y las arquitecturas imaginativo. algunos de los precursores de los surrealistas. Zuccari a. Manfredi Nicoletti y Manuel Mujica Lainez.. Enero-febrero. Brio William David. también cerca de la maravilla se convirtió la razón del conocimiento: «que admira y dudas saben hacerle caso ". p. pp. ópera ciertamente singular. el Cinquecento. "Bell ' Italia". nº 40. el bosque sagrado. octubre de 1996. pp.V. entre los primeros que trataron de recuperar la memoria histórica de la arboleda sagrada y su recuperación.A. Él vio en los artistas desconocidos de esta obra maestra al aire libre. Hasta la fecha. abril de 1983. evidencia del bosque encantado. como ya eran considerados Bosch y Arcimboldo.. naturaleza y artificio. 15-23. hermosaestatuas. 2000. en "Arte Dossier". El cielo puede esperar. Nº 8. Calvesi m. en "FMR". El bosque sagrado de Bomarzo. siempre fue considerado el "experimento curioso ' de un soñador. Il Sacro Bosco tra arte e letteratura. El bosque sagrado de Bomarzo (Viterbo) entre amor hechizos y criaturas fantásticas. AA. Villa Lante. CD-ROM de "L 'Espresso". 2-15. 39-70. 46. pp.. En cuanto a Aristóteles. Il Sacro Bosco fue descuidado hasta que. Bomarzo jardín. villas y jardines. V. Oh. Fue Salvador Dalí. Bibliografía Elémire Zolla. Milano. es una publicación que ha dado una respuesta definitiva y aún más misteriosos son los creadores.

Related Interests