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Prova ontologica modale (di

K.Goedel, ma anche di D.Scott,


Leibniz un po anche Anselmo...)
@rvvincelli
Idea centrale: per Dio (o forse dovremmo usare dio?), se `e possibile che esiste, allora necessariamente esiste, quindi lo sforzo sul dimostrare la possibilit`a.
Il contesto formale `e quello di un sistema assiomatico modale classico. Al riguardo ci basti sapere che sono definiti dei quantificatori di necessit`a e possibilit`a e
che in secondordine posso quantificare non solo costanti ma anche, ad esempio,
predicati; infine, anche che una FBF pu`o solo essere vera o falsa.

Propriet`
a positive. Goedel introduce questo concetto volutamente vago
ed a mo di nozione nuova nellambito filosofico, per avere un qualcosa di
strumentale alla sua prova dal punto di vista semantico, e non si addentra
` unattribuzione pura cui nemesi `e la privazione od una
nellillustrare. E
propriet`
a che la implichi, indipedente dalla contingenza. Dio salter`a fuori
sostanzialmente come unione di tutte queste propriet`a.
Essenze. Termine abusato dai filosofi, per Godellio semplicemente una
caratteristica di un predicato per cui esso `e vero per una data costante
(es. essere umano) ed implica tutte le propriet`a positive che la costante
ha; lessere dio (Godlikeness) `e un esempio.
Mondi. Possiamo (dobbiamo!) dare un modello al linguaggio che stiamo
usando, ed essendo in logica modale possiamo leggere la necessit`a come
per ogni mondo vale questo, la possibilit`a come esiste un mondo in cui
vale.

Il sistema:

Ax.1.
{P ()  x[(x) (x)]} P ()
P () significa che largomento , un predicato, `e una propriet`a P-ositiva. Questo assioma ci dice che se in ogni mondo una propriet`a `e positiva per un predicato
e ne implica unaltra sullo stesso, allora anche questa `e positiva: `e uno strumento con cui da propriet`
a positive ne otteniamo altre. Viene da dire: qual `e la
prima?

Ax.2.
P () P ()

Una specie di tertium non datur, siamo infatti in un contesto classico dove data
una precisa propriet`
a solo una versione tra essa stessa ed il suo contrario possono essere positive. Questo assioma devessere particolarmente caro agli studiosi
di teodicea, banalmente vedendo la negazione della positivit`a come il Male.

Th.1.
P () x[(x)]
Caratteristica delle propriet`
a positive: valgono per almeno una costante di un
mondo! Per contraddizione, supponiamo che sia positiva, ma che necessariamente, quindi in nessun modello, nessuna costante abbia questa propriet`a,
cio`e valga x[(x)]. Ora questa implica x[(x)], e per il primo assioma
, propriet`
a forzata da una propriet`a positiva, `e anchessa positiva. Ma ci`o
contraddice il secondo assioma, per cui solo una delle due propriet`a pu`o essere
positiva.

Df.1.
G(x) [P () (x)]
Definizione formale di Dio: `e la propriet`a di Godlikeness che innalza allo status
di Dio le x sempliciotte che la vantano.

Ax.3.
P (G)
Tanto per mettere la sdraio al sole, questa propriet`a divina `e definita positiva.

Th.2.
x G(x)
Teorema: esiste un mondo in cui c`e una piccola x dalle grandi potenzialit`a,
sappiamo che `e la fuori (o qui dentro, Aug.). Il teorema segue dal teorema
precedente applicato al terzo assioma.

Df.2.
ess x (x) {(x)  x[(x) (x)]}
Ecco la definizione di Essenza, molto cumbersome ma auto-esplicantesi: una
propriet`
a `e essenza di una variabile x se vale (x)e [(x)][ ].

Ax.4.
P ()  P ()
Uno dei punti critici: una propriet`a positiva (non c`e quantificatore, sappiamo
solo che `e positiva) lo `e necessariamente (in ogni mondo); queste propriet`a positive hanno una qualche analogia di comportamento ai teoremi come li abbiamo
imparati in proposizionale per capirci: sono veri sotto ogni interpretazione.

Th.3.
G(x) G ess x
Mettiamo sul bagnasciuga anche lombrellone, prima di un tuffo nel mare dellessere: se ics `e Dio, la Godlikeness `e (la sua) essenza! Detto cos` non sconvolge
ma `e un teorema importante per come Goedel ed il resto della banda vedono
Dio ed il concetto di essenza. Se x `e godlike, ha tutte le propriet`a positive, per
definizione, e nessuna propriet`a negativa, per lassioma due. Quindi qualsiasi
propriet`
a posititiva che un oggetto divino ha `e buona e quindi (assioma 4) anche
necessariamente.

Df.3.
E(x) [ ess x  x (x)]
Goedel definisce lesistenza di un oggetto, prendiamo ovviamente il concetto di
esistenza come assodato. Un atomo `e indispensabile quando qualcosa con la sua
essenza deve esistere.

Ax.5.
P (E)
Lesistenza necessaria `e una propriet`a positiva: qua Goedel riprende Anselmo,
cacchio dio `e cos` avanti che sarebbe assurdo se si scordasse di porsi esistente!

Th.4.
 x G(x) Un qualcosa di simildivino ha ogni buona propriet`a, per definizione.
In particolare `e indispensabile, esiste necessariamente, la qual cosa `e, dallassioma cinque, una propriet`
a positiva anchessa. Quindi qualcosa con la propria
essenza, che `e semplicemente lessere simile al divino, deve esistere (teorema terzo). Altrimenti detto, se un qualcosa di simile al divino esiste allora `e necessario
per qualcosa di simildivino esistere. Ma per il th. 2 `e possibile che qualcosa
di simildivino esista; e perci`
o `e possibile che sia necessario per qualcosa di simildivino di esistere; e ci`
o vuol dire, a conti fatti, che `e neceessario per questo
qualcosa di simildivino di esistere. Et voil`a!

Critica alla prova di Goedel dagli esperti `e che quasi un beggin the answer, gli assiomi sono cos` potenti che assumerli `e solo qualche passo prima
che assumere direttamente lesistenza di dio. Inoltre, pur se alto esercizio di
logica formale, il fatto che sia sound (provato, corretto) non accresce di molto,
in termini probabilistici, la possibilit`a che questo benedetto dio esista davvero.
Inoltre il quinto assioma `e stato indicato come non necessario (esistono derivazioni che dagli altri portano allultimo teorema).
Nota: la comprensione approfondita della prova richiede conoscenze matematiche che tendono allo stellare (dalle algebre di boole agli ultrafiltri: cose che si
usano, ad esempio, anche in fisica teorica per la relativit`a) ma almeno capire il
significato dei segni penso sia fattibile con conoscenze di base di logica.
Personalmente ero molto esaltato quando conobbi la prova, ed anche prima
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di leggere il libro, La prova matematica dellesistenza di Dio, G. Lolli e P. Odifreddi, di cui questo documento `e memoria: leggendo per`o mi son sbollito un
p`
o, non tanto perch`e lanalisi approfondita mi `e tuttosommato oscura (dovrei
studiarla davvero!) ma perch`e mi sembra tanto un esercizio fico quanto poco
significativo moralmente, ed `e proprio quello che Goedel pare volesse ottenere:
niente di teologico, teo-logico semmai. In realt`a lunica prova che ha davvero
fascino `e la prima (Anselmo dAosta) con la sua schiettezza ed ingenuit`a cos`
alta che anche mia mamma la sa, magari non ti dice che `e sua per`o ti dice cera
un filosofo che... forse Kant non mi ricordo.