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Ritterkreuz anno 4 numero 20 – Marzo/Aprile 2012

La presente pubblicazione viene distribuita gratuitamente ai soci dellʹAssociazione Ritterkreuz, nata in seno alla Associazione culturale Computer Club Italia fondata da Massimiliano Afiero, senza fini di lucro, apolitica e non legata ad alcun partito o movimento politico e con il solo obiettivo di incentivare la ricerca storica sulla Seconda Guerra Mondiale ed in particolar modo sulle forze Armate dellʹAsse (Italia, Germania, Giappone) e dei paesi alleati ad esso (Romania, Ungheria, Slovacchia, Croazia e Finlandia). LʹAssociazione È stata registrata regolarmente presso lʹUfficio delle Entrate di Aversa il 18 gennaio 2001 al numero 581. Per aderire allʹAssociazione e ricevere la pubblicazione Ritterkreuz (in formato PDF via email) basta semplicemente fare una donazione libera per lʹanno solare in corso. Per coloro invece che desiderano ricevere una copia stampata della rivista (52 pagine, 4 pagine a colori), cadenza bimestrale, dovrebbero gentilmente inviare una donazione minima di 40,00 euro (quaranta) a parziale copertura delle spese di stampa della stessa e della spedizione effettuata esclusivamente con posta prioritaria. Per i nostri associati della Comunit‡ Europea la donazione deve essere di almeno 50,00 (cinquanta) euro, per tutti gli altri associati extracomunitari ed extraeuropei deve essere di almeno 60,00 (sessanta) euro, a copertura delle maggiori spese postali.

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Nella causale baster‡ indicare ʺQuota associazione culturale Ritterkreuz anno 20XXʺ. Per attestare subito la donazione e lʹiscrizione invitiamo i soci ad inviare una email con il loro indirizzo postale ed un eventuale numero di telefono, allʹindirizzo maxafiero@libero.it. A tutti i soci verr‡ rilasciata ricevuta della donazione ed una speciale tessera. I dati anagrafici degli associati verranno trattati nel rispetto della tutela dei dati personali di cui alla legge 31/12/1996, n.675. Per coloro che invece vogliono ricevere esclusivamente la pubblicazione senza far parte dellʹAssociazione, devono semplicemente specificare nella causale ʺabbonamento pubblicazione Ritterkreuz dal numeroÖʺ. In questʹultimo caso riceveranno sei numeri della pubblicazione a partire da quello specificato. Per ricevere un numero singolo della pubblicazione Ë necessaria una donazione di 7,00 Ä.

Caporedattore: Massimiliano Afiero ñ Email: maxafiero@libero.it ñ Sito Web: www.maxafiero.it Comitato di Redazione: Stefano Canavassi, Diego Michelini, Cesare Veronesi

Collaboratori: Giorgio Barsotti, Chris Chatelet, Carlos Caballero Jurado, Rene Chavez, Sergio Corbatti, Alberto Gorzanelli, Antonio Guerra, Marco Linguardo, Andrea Lombardi, Andrea Savino Lupini, Erich Moresco, Marco Nava, Erik Norling, Alberto Peruffo, Roland Pfeiffer, Michele Raucci, Marco Rossi, Steven Tˆrincsi, Charles Trang, Harm Wulf.

La pubblicazione Ritterkreuz tratta esclusivamente argomenti a carattere storico-militare e non intende esaltare alcun tipo di ideologia politica presente o del passato cosi come non intende esaltare alcun tipo di regime politico del secolo precedente ed alcuna forma di razzismo.

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Storia della Waffen SS, 45 a parte di Massimiliano Afiero

Pag. 5

Frikorps Danmark, 4 a parte di Massimiliano Afiero

Pag. 11

SS-Obersturmf¸hrer Kurt Franke di Cesare Veronesi

Pag. 18

Documenti di un vol. italiano nella Waffen SS di A. Gorzanelli

Pag. 22

La 18.SS-Pz.Gr.Division ëHorst Wesselí di Charles Trang

Pag. 25

SS-Sturmbannf¸hrer Helmut Schreiber di Michele Raucci

Pag. 36

Le uniformi da combattimento della Waffen-SS, 3 a parte

Pag. 42

di Andrea Savino Lupini LʹSS-Kampfgruppe ʹSchweitzerí di Antonio Guerra

Pag. 48

I duri combattimenti della Hitlerjugend di Erich Moresco

Pag. 50

In copertina: manifesto di Ottomar Anton

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EEddiittoorriiaallee
EEddiittoorriiaallee

E d eccoci qua, giunti al ventesimo numero della nostra pubblicazione, dopo aver superato nemici di ogni tipo e attacchi

provenienti da ogni direzione fisica e politica, pronti a continuare la nostra avventura pi˘ caricati e pi˘ motivati di

prima. Naturalmente tutto questo Ë stato possibile grazie al supporto morale e soprattutto finanziario dei nostri

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associati, che sempre, anche nei momenti pi˘ difficili, non ci hanno mai fatto mancare il loro appoggio. Ricambieremo come

sempre e come si conviene, tutta questa fiducia cercando di migliorare ancor di pi˘ il nostro lavoro di ricerca storico e di

realizzare i progetti editoriali annunciati da tempo e che poco a poco vedranno la luce nel corso di questo anno e nei prossimi a

venire. Nel breve, siamo impegnati nella realizzazione del primo volume della storia della Leibstandarte Adolf Hitler, che

dovrebbe completarsi entro il prossimo mese, cosÏ come la preparazione del primo numero speciale del 2012, dedicato

allʹimpiego dei paracadutisti SS nellʹassalto alla ʹtanaʹ di Tito. La collana Waffen SS in guerra Ë stata finalmente completata e

sono stati ristampati anche il primo ed il terzo volume, da tempo esauriti. La ristampa del primo volume Ë stata notevolmente

riveduta e aggiornata. In programma ci sono la realizzazione del nuovo volume dedicato alla Totenkopf e quello dedicato alla

Nord. La collana Campagne della Waffen SS, Ë stata inglobata nella lista dei prossimi numeri speciali di Ritterkreuz, una

scelta dettata dalla necessit‡ di non creare troppe collane cosÏ da confondere le idee. Il lavoro sui decorati della Waffen SS Ë

sempre attivo, il primo volume della collana dovrebbe vedere la luce subito dopo lʹestate di questo 2012 (speriamo bene!). Vi

rimandiamo al nostro sito web (www.maxafiero.it) per essere aggiornati sulle ultime novit‡ e sulle date programmate per le

varie pubblicazioni. Passiamo ora ad analizzare i contenuti di questo nuovo numero della nostra pubblicazione, ricco di novit‡:

per la Storia della Waffen SS, si parla dellíimpiego finale del II.SS-Pz.Korps sul fronte di Normandia. Segue la quarta parte

dello studio dedicato al Frikorps Danmark, un dettagliato e ʹlungoʹ articolo sulla storia operativa della 18.SS-Pz.Gr.Div.

ʹHorst Wesselʹ, una delle divisione meno conosciute e meno trattate dalla bibliografia ufficiale. Per la rubrica ʹRepartiʹ viene

analizzata anche la breve storia dellʹSS-Kampfgruppe Schweitzer, un altro tassello che mancava nelle nostre ricerche. Per la

rubrica ʹUomini in Guerraʹ, si parla di Helmut Schreiber della Das Reich e di Kurt Franke della Totenkopf. Da non perdere

inoltre, il terzo appuntamento della rubrica sulle uniformi da combattimento della Waffen SS, cosÏ come lʹinteressante

articolo dedicato ai documenti di un volontario italiano nella Waffen SS. Non dimenticate di inviarci sempre le vostre

impressioni, i vostri giudizi (anche negativi) sul nostro operato, per poterci migliorare sempre di pi˘ ed offrire un prodotto

sempre pi˘ professionale. Buona lettura ed arrivederci al prossimo numero.

Massimiliano Afiero

Presidente Associazione Ritterkreuz

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CCaammppaaggnnee ee BBaattttaagglliiee

WWaaffffeenn SSSS iinn gguueerrrraa di Massimiliano Afiero
WWaaffffeenn SSSS iinn gguueerrrraa
di Massimiliano Afiero

45 a parte: gli ultimi combattimenti del II.SS-Pz.Korps in Francia

Il 16 agosto 1944, gli alleati iniziarono a chiudere

líanello intorno alle truppe tedesche, la

cosiddetta sacca di Argentan-Falaise: le due

ëpinzeí della ëtenagliaí, quella americana a sud ed

anglo-canadese a nord, distavano meno di una

ventina di chilometri. Questo disastro militare

portÚ alla sostituzione di von Kluge con il

Generalfeldmarschall Model, pi˘ volte chiamato

da Hitler a risolvere le situazioni pi˘ critiche.

Fu, in questa atmosfera di crisi che il II.SS-

Pz.Korps, ricevette líordine di raggrupparsi nel

Area operativa del II.SS-Pz.Korps tra Argentan e Falaise

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Evoluzione dei movimenti dei reparti tedeschi da Falaise verso ovest

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Granatieri SS in un villaggio francese, agosto 1944

settore di Vimoutiers. I reparti della 9.SS-Pz.Div.

ëHohenstaufení, ci dovevano arrivare seguendo

due direttrici di marcia: a destra, per i reparti

corazzati, passando per Clinchamps, Trun e

Camembert e a sinistra, per tutti gli altri,

passando per NÈcy, Fourches, Mandeville e

Campeaux. Era necessario fare presto. Le strade

erano completamente intasate, in particolare

quelle nei pressi del ponte di Putanges. Nello

stesso tempo, si dovevano bloccare le forze

canadesi provenienti da Falaise, facendo

attenzione agli attacchi dellíaviazione alleata,

che creavano scompiglio e panico tra le colonne

in ritirata. Il 17 agosto, líSS-Pz.Pi.Btl.9,

appoggiato da elementi dellíSS-Pz.Rgt.9,

ricevette líordine di mantenere la via di fuga

aperta mentre gli altri reparti della divisione e

della 116.Pz.Div., dovevano continuare a

respingere le forze alleate nellíarea di Trun. Non

cíera pi˘ una linea del fronte ed ovunque

stavano infuriando combattimenti corpo a

corpo. LíSS-Stubaf. Monich (1) , comandante

dellíSS-Pz.Pi.Btl.9 scomparve nel nulla. Fu

rimpiazzato al comando del Battaglione dallíSS-

Ostuf. Surkemper (2) . LíSS-Hstuf. Rennert (3) ,

comandante del II./SS-Pz.Rgt.9, rimase ferito e fu

sostituito dallíSS-Ostuf. Tammling (4) , malgrado

questíultimo avesse perduto la sua mano destra

poco tempo prima. Il 19 agosto, la Hohenstaufen

ricevette líordine di aprire la sacca tra Trun e

Saint-Lambert, con líappoggio della Das Reich.

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Granatieri della Hohenstaufen mentre attraversano un villaggio francese

La divisione doveva attaccare lungo

due direttrici: Saint-Gervais-des-

Sablons - LouviËres-en-Auge e

Champeau - Trun. Líattacco fu lanciato

il 20 agosto, alle 4 :00 del mattino. Il

cattivo tempo, bloccÚ líaviazione

alleata ma favorÏ nello stesso tempo i

movimenti dei reparti tedeschi. Subito

dopo, le forze nella sacca si lanciarono

allíattacco da ovest. I reparti polacchi

della 1st Polish Armoured Division

bloccarono la progressione della

Hohenstaufen e le sue perdite furono

terribili. Ai reparti SS non rimase altro

che coprire il fianco settentrionale del

II.SS-PzKorps. Fu quindi la Das Reich a

doversi occupare di aprire la strada alle

forze accerchiate: grazie al suo sacrificio, le forze polacche furono bloccate a Mont Ormel, nei pressi di Coudehard,

permettendo cosÏ alle colonne tedesche di ripiegare verso est. Il giorno dopo, la Hohenstaufen ricevette líordine di

raggiungere Lisieux, dove era necessario difendere il settore di Livarot. LíSS-Pz.Pi.Btl.9, passato agli ordini dellíSS-

Hstuf. Mˆller (5) , marciÚ in direzione di Rouen: aveva líordine di preparare i passaggi sulla Senna.

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Hans Mˆller, con i gradi di Ostuf.

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SS-Ostubaf. Otto Meyer (BA)

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Granatieri tedeschi in Francia, 1944

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Reparti SS impegnati ad attraversare la Senna

Il 22 agosto, il ripiegamento dei reparti si

realizzÚ come previsto. Ma nel corso della

notte, tra il 22 ed il 23, furono segnalate delle

avanguardie corazzate nemiche a Neubourg.

SS-Pz.Gr.Rgt. ëHí, impegnato nella zona della

Touques, dovette disimpegnarsi e ripiegare

combattendo. Il Reggimento stabilÏ una linea di

arresto nei dintorni di Brionne, che permise di

recuperare ancora degli elementi in ritirata

della 7.Armee. Il 23, i reparti iniziarono ad

attraversare la Senna a Duclair, Rouen e Elbeuf.

Líoperazione si svolse piuttosto bene per i

soldati della Hohenstaufen, malgrado la perdita

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del comandante dellíSS-Pz.Rgt.9, líSS-Ostubaf. Otto Meyer (6) , caduto il 28 agosto nel corso degli scontri nellʹarea di

Duclair. Il 27 agosto, la divisione ricevette líordine di ripiegare oltre la Somme, passando per le localit‡ di Forges,

Neufch‚tel e Amiens. Nella serata del 29, terminÚ il passaggio della Senna per i reparti della Hohenstaufen, che si

raggrupparono nel settore Barenthin-Pavilly. Le unit‡ ancora in grado di battersi furono raggruppate in seno

allíSS-Kampfgruppe Harzer, forte di circa 3.500 uomini. Questo gruppo da combattimento comprendeva i resti

dellíSS-Pz.Gr.Rgt. ëHí, un gruppo dellíSS-Pz.Art.Rgt.9, líSS-Pz.Aufkl.Abt.9, una compagnia dellíSS-Pz-Pi.Btl.9, líSS-

Flak.Abt.9, degli elementi dellíSS-Pz.Nach.Abt.9 ed altri reparti logistici. Il resto della Hohenstaufen, tra cui líSS-

Pz.Rgt.9, fu trasferito in Olanda per un periodo di riposo. Il 30 agosto, il Kampfgruppe ëHohenstaufení lasciÚ il settore

ad est di Amiens, per trasferirsi nel dipartimento dellíOise, per essere impegnato nella difesa del settore di Laon.

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SS-Brigadef¸hrer Heinz Harmel (Bundesarchiv)

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Morte e distruzione nella sacca di Falaise

Líimpiego dei reparti della Frundsberg

Il 6 agosto 1944, la Frundsberg aveva ricevuto líordine di

raggiungere il settore di Saint-ClÈment e Ger, per andare a

costituire la principale riserva per lʹoffensiva del XLVII.Pz.Korps in

direzione di Mortain (Operazione L¸ttich). Nel corso della notte tra

lʹ8 ed il 9 agosto, gli esploratori della divisione scoprirono che il

villaggio di Barenton era stato gi‡ occupato dagli americani e che

numerose e potenti formazioni nemiche stavano marciando sulla

strada Barenton-Saint Georges-Domfront e si stavano spingendo

verso est. La Frundsberg, che nel frattempo era passata alle

dipendenze del LVIII.Pz.Korps, ricevette lʹordine di riconquistare

Barenton per tagliare lʹasse principale dellʹavanzata degli

americani. Il 10 agosto, appoggiato dal fuoco dellʹSS-Pz.Art.Rgt.10

e dagli ultimi corazzati del II./SS-Pz.Rgt.10, lʹSS-Pz.Gr.Rgt.21 si

lanciÚ allʹattacco lungo la strada Le Fresne-Porel-Barenton, in

direzione sud. Il grosso dei reparti SS mosse da Rancoudary diviso

in tre gruppi dʹassalto, con lʹordine di conquistare le quote 266,4 e

161. Dopo duri combattimenti, i granatieri SS riuscirono a far

indietreggiare le forze americane di almeno due chilometri. Nello

stesso tempo, lʹSS-Pz.Pi.Btl.10, agli ordini dellʹSS-Stubaf.

Trˆbinger (7) , riuscÏ a conquistare la quota 263 ed il villaggio di

Bousentier. Gli americani lanciarono subito dei contrattacchi

muovendo da Saint-Georges, verso nord. LʹSS-Pz.Gr.Rgt.21, riuscÏ

a mantenersi sulla linea che partiva dalla quota 161 fino a

Bousentier. Il giorno dopo, i reparti della Frundsberg si attestarono

in posizione difensiva: gli americani si mostrarono particolarmente

minacciosi nella valle di LʹEgrenne, sui fianchi del fronte difensivo

della divisione. Fu subito organizzato un Kampfgruppe,

comprendente una compagnia di pionieri, alcuni esploratori e

degli elementi del battaglione di Intendenza, che riuscÏ a bloccare

lʹavanzata dei reparti nemici davanti a Lonlay. Il 12 agosto, gli

americani lanciarono un nuovo massiccio attacco contro le

posizioni SS da Barenton e Saint-Georges. Tutte le riserve ancora

disponibili della Frundsberg furono gettate in battaglia: il III./21,

riuscÏ a riprendere la quota 250 e a respingere gli americani verso

sud. Poche ore dopo, in quella stessa serata, la divisione riportÚ

che le sue perdite, causate principalmente dal fuoco dellʹartiglieria

americana, erano state notevoli. LʹSS-Pz.Rgt.10 era rimasto con soli

otto carri ancora operativi, lʹSS-Pz.Art.Rgt.10 solo 25 pezzi di

artiglieria, lʹSS-Flak.Abt.10, nove cannoni da 88mm e qualche pezzo

leggero da 37 e 20mm. LʹSS-Pz.Gr.Rgt.21 era rimasto con 750 granatieri validi, lʹSS-Pz.Pi.Btl.10, 150 pionieri e lʹSS-

Pz.Aufkl.Abt.10, circa 350 esploratori. La Frundsberg doveva nello stesso tempo tentare di sfuggire

allʹaccerchiamento che minacciava tutta la 7.Armee ed il grosso della 5.Panzerarmee, tra Falaise e Argentan. Il 14, gli

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americani conquistarono la posizione di Domfront: verso mezzogiorno, una trentina di carri americani

accompagnati da fanteria motorizzata, progredirono verso le alture situate a nord della stessa Domfront,

minacciando di far crollare tutto il fianco meridionale della Frundsberg. Il I./21 e otto carri del II./SS-Pz.Rgt.10,

intervennero per allontanare la minaccia. Malgrado la mancanza di munizioni e lʹappoggio aereo, i reparti SS

riuscirono a bloccare le forze americane sulla linea, quota 201-La Chapelle, con lʹappoggio di un Kampfgruppe della

17.SS, impegnato sullʹala destra. Nella notte tra il 14 ed il 15 agosto, la Frundsberg proseguÏ il suo ripiegamento

verso est, per poi stabilirsi in posizione difensiva, su entrambi i lati della strada Saint Bomer-Les Forges.

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Un Sdkfz 7, con al traino un pezzo anticarro in ripiegamento

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Una colonna alleata supera un Panther distrutto

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Un Panther distrutto ed un caduto nella sacca di Falaise (IWM)

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Veicoli tedeschi abbandonati nel villaggio di Chambois, agosto ʹ44

Il 16, la divisione ricevette lʹordine di bloccare

lʹavanzata dei reparti americani a Briouze, che

minacciava la strada Flers-Argentan, ultima via di

fuga verso est per la 7.Armee. Per i reparti della

10.SS era necessario attaccare la posizione di

Bellou-en-Holme. Appoggiati dallʹartiglieria

divisionale, i pionieri dellʹSS-Pz.Pi.Btl.10, la

conquistarono e subito dopo, con il rinforzo di un

gruppo di granatieri, si spinsero fino a La

FerminiËre. Grazie a queste azioni ʹritardantiʹ, i

reparti della 7.Armee riuscirono a giungere sulla

sponda occidentale del fiume Orne, nel corso di

quella stessa giornata. Nel corso della notte, tra il

16 ed il 17 agosto, la divisione passÚ alle

dipendenze del LXXXIV.Armee-Korps,

continuando ad assicurare la protezione del fianco

meridionale della 7.Armee, nel settore di Saint-

Hilaire de Briouze e Fromentel. LʹSS-Pz.Pi.Btl.10

ed i resti del II./SS-Pz.Rgt.10, furono impegnati

proprio a Fromentel in nuovi combattimenti

difensivi. A sei chilometri pi˘ a nord, si trovava il

punto di passaggio sullʹOrne a Putanges, che

doveva essere difeso a tutti i costi. Al mattino del

18 agosto, le varie unit‡ della divisione

attraversarono lʹOrne a Mesnil-Jean. Dopo

mezzogiorno, il I./21 agli ordini dellʹSS-Stubaf.

Wilhelm Wolter (8) , fu impegnato a respingere un

attacco nemico a nord della strada Argentan-

Falaise. Alcuni elementi dello stesso I./21 rimasero

circondati, ma riuscirono a raggiungere il resto

della divisione, grazie allʹesemplare condotta

dello stesso comandante del Battaglione. Il 19,

verso mezzogiorno, i reparti SS giunsero a

Villedieu-les-Bailleul. Il 20, dovettero nuovamente

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aprirsi la strada combattendo, su entrambi i lati di Saint-Lambert. Per poter proseguire in direzione di Coudehard e

Mont Ormel, furono organizzati due gruppi tattici: il Kampfgruppe ʹ21ʹ, comprendente lʹSS-Pz.Gr.Rgt.21 e lʹSS-

Pz.Pi.Btl.10 ed il Kampfgruppe ʹ22ʹ, comprendente il resto della divisione. Verso le 3:00, lʹSS-Pz.Aufkl.Abt.10 riuscÏ ad

attraversare il fiume Dives a Chambois e Saint-Lambert. Nel frattempo allʹinterno della sacca la situazione appariva

sempre pi˘ catastrofica, ovunque regnava il caos. Gli ufficiali tedeschi continuarono a guidare i loro uomini con

grande energia e coraggio, quando la battaglia raggiunse il suo punto culminante. Verso le 16:00, il grosso della

Frundsberg, si ritrovÚ sulla sponda orientale del fiume Dives. I reparti SS si raggrupparono per tentare di

ricongiungersi con le altre unit‡ del II.SS-Pz.Korps, che mantenevano un corridoio aperto ai piedi di Mont Ormel.

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SS-Obstgruf. Paul Hausser

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SS-Ostubaf. Otto Paetsch

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SS-Rttf. Rudolf Trapp della 10.SS

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LʹSS-Brigdf. Harmel, lascia il suo posto di comando

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Uno dei tanti convogli tedeschi in fiamme a Falaise

Venne formato allo scopo, un nuovo Kampfgruppe ed il suo

successivo attacco sloggiÚ i britannici dalla quota 117. Il 21

agosto, un altro gruppo da combattimento agli ordini dellʹSS-

Hstuf. Hans Krug, comandante della 1./SS-Nach.Abt.10, riuscÏ

ad uscire dalla sacca, portando con sÈ anche lʹSS-Obstgruf.

Paul Hausser, rimasto gravemente ferito durante la ritirata. Il

resto della divisione, guidato dallʹSS-Ostubaf. Otto Paetsch,

riuscÏ anchʹesso, poco alla volta, a passare attraverso la

breccia tenuta aperta dai reparti della ʹDas Reichʹ. Tra gli

ultimi ad uscire dalla sacca, lʹSS-Brigdf. Heinz Harmel,

insieme ad elementi del suo Stato Maggiore. Malgrado la

Frundsberg fosse riuscita a salvare la maggior parte dei suoi

uomini, per contro, tutti i veicoli e lʹequipaggiamento

pesante, andarono completamente persi. Le unit‡ logistiche

della divisione furono quindi dirette su Elbeuf, dove si

prepararono ad attraversare la Senna, con lʹordine di

raggrupparsi successivamente a Beauvais. Il 22 agosto, la

Frundsberg continuÚ a battersi in ritirata con le truppe alleate,

per tentare di stabilire una linea di resistenza a sud di

Brionne. Infine, il 24, i suoi reparti giunsero a Bernay, dove si

attestarono in posizione difensiva, respingendo con successo

tutti gli attacchi nemici. Malgrado lʹimminente disfatta, i

soldati SS continuarono a battersi con ferocia e con disciplina.

Il grosso della divisione giunse successivamente a

BourghtÈroulde e tra il 26 ed il 27 agosto, attraversÚ la Senna

a Oissel. Altri elementi attraversarono il fiume a Rouen. Il 29

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agosto, i reparti si raggrupparono nellʹarea ad est di Rouen per poi giungere a Beauvais, dove passarono prima alle

dipendenze del LVIII.Pz.Korps e poi di quelle del LXXXI.Armee-Korps. La ritirata proseguÏ per Montididier, Cerbis e

PÈronne. Furono organizzati con ciÚ che restava della divisione, in questo periodo, due nuovi gruppi tattici:

La Kampfverband ʹSchulzeʹ, agli ordini dellʹSS-Stubaf. Wilhelm Schulze (9) , comandante dellʹSS-Pz.Gr.Rgt.22,

comprendente i resti dellʹSS-Pz.Gr.Rgt.21, il le.Artillerie-Abteilung ed elementi dellʹSS-Pz.Aufkl.Abt.10.

La Kampfverband Paetsch, agli ordini dellʹSS-Ostubaf. Otto Paetsch, comprendente i resti dellʹSS-Pz.Rgt.10, il grosso

dellʹSS-Pz.Aufkl.Abt.10, elementi dellʹSS-Flak.Abt.10 e dellʹSS-Pz.Pi.Btl.10.

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Colonna motorizzata della Frundsberg in ritirata dal fronte francese

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Panther e soldati tedeschi in Francia (NA)

Il 30 agosto, la Kampfverband ʹSchulzeʹ fu impegnata prima nel settore di Bray, poi a Lahoussoye, Corbie, Baizieux e

Bresle, per poi giungere ad Albert, a nord-ovest di Amiens, dove si scatenarono accaniti combattimenti con le

avanguardie corazzate britanniche. La Kampfverband Paetsch, invece fu impegnata davanti a PÈronne per poi

ripiegare in direzione di Cambrai. Il 2 settembre, ad Albert, i combattimenti per le strade della citt‡ permisero di

ritardare lʹavanzata delle forze alleate, ma nel corso degli scontri, rimase ucciso lʹSS-Stubaf. Schulze. I superstiti

della sua Kampfverband ripiegarono subito dopo verso est. I reparti della Frundsberg continuarono a battersi in

retroguardia, marciando verso Hasselt, passando per Velenciennes e Mons. Il 5 settembre, si raggrupparono nei

dintorni di Maastricht in Olanda. Qui, giunse lʹordine dal II.SS-Pz.Korps di raggiungere il settore di Arnhem per

riorganizzarsi insieme alla Hohenstaufen.

Note

(Continua)

(1) Paul Monich, nato il 26 marzo 1913 a Norimberga, SS-Nr. 120 904. In precedenza aveva servito al comando della 2./SS-Pi.Btl.3 (1941). (2) Friedrich Surkemper, nato il 12 maggio 1917 ad Hannover, SS-Nr. 389 032. In precedenza aveva servito nella 7./Deutschland (1941), poi era stato aiutante dellíSS-Pz.Pi-Btl.9 (giugno 1944) e poi passÚ al comando della 1.Kompanie dello stesso Battaglione. (3) Kurt Rennert, nato il 26 settembre 1919 a Thalheim/Bitterfeld, SS-Nr. 378 006. In precedenza aveva servito come aiutante del IV./SS-Art.Rgt.2 (1941-42), al comando della 2./SS-Pz.Jg.Abt.11 (1944) e della 8./SS-Pz.Rgt.9 (1944).

(4) Rolf Tammling, nato il 19 marzo 1918 a Rhaude/Leer, SS-Nr. 286 698. In precedenza aveva servito nella 11./Sta. ëGermaniaí (1935), nella 1./SS- Stug.Abt.2 (1943) e poi della 8./SS-Pz.Rgt.9 (1944).

(5) Hans Mˆller, nato il 22 giugno 1905 a Lubecca, SS-Nr. 269 659. In precedenza aveva servito nella 16./íDer F¸hrerí (1941) ed al comando della 2./SS-Pz.Pi.Btl.9 (1944).

(6) Otto Meyer, nato il 23 dicembre 1912 a Moldenit, SS-Nr. 8 680. In precedenza aveva servito nella 3./Sta. ëDeutschlandí (1936), al comando della 1./SS-Flak.Abt. ëVí (1939), del I./íDeutschlandí (1943) e del II./íDer F¸hrerí (1942). Il 4 giugno 1944 fu decorato con la Croce di Cavaliere ed il 30 settembre 1944, a titolo postumo, ricevette le Fronde di Quercia.

(7) Leopold Trˆbinger, nato il 29 marzo 1910 a Regensburg, SS-Nr. 422 193. In precedenza aveva servito nella 16./Pol.Inf.Rgt.2 (1942) ed al comando della 2./SS-Pi.Btl.4 (1943).

(8) Wilhelm Wolter, nato il 15 ottobre 1915 a Stoccarda, SS-Nr. 110 460. Aveva servito nella 4./Pol.Inf.Rgt.2 (1941), al comando della 7./ʹDer F¸hrerʹ (1942) e della 2./SS-StuG.Abt.9 (1943).

(9) Wilhelm Schulze, nato il 3 giugno 1910 a Potsdam, SS-Nr. 48 385. In precedenza servÏ nel II./Sta.ʹGermaniaʹ (1935) e al comando del II./Tot.Inf.Rgt.1 (1941).

RR II TT TT EE RR KK RR EE UU ZZ

FFoorrmmaazziioonnii vvoolloonnttaarriiee

FFrriikkoorrppss DDaannmmaarrkk di Massimiliano Afiero 4 a parte
FFrriikkoorrppss DDaannmmaarrkk
di Massimiliano Afiero
4 a parte
R R I I T T T T E E R R K K R R

Un cannone leggero di fanteria in prima linea

R R I I T T T T E E R R K K R R

Postazione difensiva nel settore di Vassiljevschtschina

CCoonnttrraattttaaccccoo ssuu VVaassssiilljjeevvsscchhttsscchhiinnaa

Lo sforzo tedesco per riconquistare la posizione di

Vassiljevschtschina, iniziÚ al mattino del 19 luglio,

con lʹappoggio di un intenso fuoco di artiglieria

dei cannoni leggeri del Frikorps e dei mortai del

J‰ger-Regiment 38 (8.J‰ger-Division). I cacciatori

tedeschi iniziarono ad avanzare verso il villaggio

mentre i soldati del Frikorps coprivano il loro

fianco settentrionale. Una compagnia della

123.Inf.Div. copriva invece quello meridionale. Il

primo assalto tedesco venne facilmente respinto

dai difensori sovietici, ben trincerati sulle loro

posizioni. Anche i due successivi attacchi fecero la

stessa fine, sempre a causa della forte resistenza

dei reparti sovietici: molti J‰ger caddero vittime

delle mine nemiche, disposte a centinaia lungo il

perimetro difensivo. Dopo il fallimento del terzo

attacco, fu richiesto lʹintervento degli Stukas, per

poter annientare i centri di resistenza del nemico.

Subito dopo fu tentato un nuovo assalto, ma

anche questa volta, i cacciatori tedeschi non

riuscirono a penetrare nel villaggio: verso

mezzogiorno, la forza reale di ciascuna compagnia

tedesca si era ridotta a quella di un plotone. Nel

pomeriggio, i sovietici contrattaccarono, ma i

danesi della 1.Kompanie ed i loro camerati

tedeschi, riuscirono a respingerli. Poco dopo, il

fuoco dei mortai nemici, anticipÚ un nuovo

attacco della fanteria nemica, questa volta

appoggiata anche da un carro armato. Furono

chiamati in causa nuovamente i bombardieri in

picchiata della Luftwaffe, i quali fecero letteralmente a pezzi la forza di assalto sovietica. Al mattino del 20 luglio,

lʹartiglieria sovietica prese a colpire le posizioni dei tedeschi e dei danesi: tre nuovi attacchi degli Stukas,

distrussero completamente le posizioni di fuoco dellʹartiglieria nemica. Dopo qualche ora di tregua, i sovietici

fecero entrare in azione le loro batterie lanciarazzi multiple, mentre lungo la linea ferroviaria apparvero nuove

compagnie di assalto nemiche. Da parte tedesca, si rispose con il fuoco dei mortai ed un altro attacco degli Stukas,

che causarono notevoli perdite al nemico. Tutto il fronte di Demjansk in quel momento era un inferno di fuoco e

morte, una incredibile carneficina provocata dai continui e feroci combattimenti. Nella serata, i tedeschi

rinforzarono il fronte danese con tre cannoni dʹassalto ed un lanciarazzi multiplo. Le ultime riserve disponibili

furono inviate in prima linea: una compagnia del Battaglione cacciatori, la compagnia del Leutnant Fortmann ed il

plotone pionieri danese. Al tramonto, due carri sovietici si avvicinarono alle posizioni della 1.Kompanie del Frikorps,

facendo pensare ad un nuovo attacco della fanteria nemica. LʹOstuf. Sˆrensen diede lʹordine di non aprire il fuoco,

fino a quando i sovietici non fossero giunti ad una cinquantina di metri. Quando la fanteria sovietica giunse a

AAssssoocciiaazziioonnee CCuullttuurraallee RRiitttteerrkkrreeuuzz

1111

RR II TT TT EE RR KK RR EE UU ZZ

quella distanza, i danesi aprirono il fuoco con tutte le loro armi: il terribile fuoco di sbarramento fece sbandare la

truppa nemica, che si ritirÚ in gran disordine. Gli equipaggi dei due carri tentarono invano di convincere i

superstiti a continuare lʹattacco, ma senza successo. Durante la notte, gli elementi del J‰ger-Regiment 38, si

prepararono a dare lʹultimo assalto contro Vassiljevschtschina, per il giorno dopo. Alle prime luci dellʹalba, i due

reggimenti della 8.J‰ger-Division (Jg.Rgt. 28 e 38), appoggiati dal Frikorps e dallʹartiglieria, avanzarono verso il

villaggio: i combattimenti che seguirono durarono quasi lʹintera giornata, ma al tramonto, gli ultimi ed esausti

difensori sovietici, si ritirarono dal villaggio. La linea ferroviaria ritornÚ operativa e fu stabilita una nuova linea

difensiva a nord della posizione. Durante questi ultimi scontri, i volontari danesi riuscirono a distruggere alcuni

carri nemici a distanza ravvicinata. Nei due giorni successivi, si verificarono terribili duelli aerei ed anche tra le

opposte artiglieria, lungo tutto il fronte. Un nuovo attacco sovietico lanciato nella zona delle paludi, fu respinto

grazie ad un pronto e rapido contrattacco dei tedeschi.

R R I I T T T T E E R R K K R R

Un carro sovietico T-34 in fiamme (Bundesarchiv)

R R I I T T T T E E R R K K R R

Soldati tedeschi alla periferia di un villaggio in fiamme (BA)

R R I I T T T T E E R R K K R R

Soldati SS impegnati nella sacca di Demjansk

Il 24 luglio, i sovietici lanciarono un nuovo massiccio attacco

contro la posizione di Vassiljevschtschina ed ancora una volta

intorno alle rovine di questo villaggio infuriarono terribili

scontri. Pi˘ volte, le posizioni difese dai cacciatori tedeschi e

dai volontari danesi furono sul punto di crollare, ma grazie ad

un contrattacco della 1./Frikorps di Sˆrensen, fu possibile

ristabilire la situazione. Il valore dimostrato dai danesi, spinse

il comandante del J‰ger-Regiment 28 a redigere uno speciale

ordine del giorno per rendere onore al loro esemplare

comportamento: ʺÖi combattimenti del nostro reggimento di

questi ultimi giorni sono stati duri ed hanno provocato gravi perdite,

perÚ lʹassalto di oggi ci ha portati a conseguire una vittoria

completa. Questo Ë stato possibile solo grazie alla determinata

resistenza del Freikorps Danmark, che con una fermezza

ammirevole, ha compiuto il suo dovere ed ha mantenuto le sue

posizioni, malgrado i numerosi attacchi nemiciʺ.

RRiittoorrnnoo iinn DDaanniimmaarrccaa

La giornata del 25 passÚ tranquillamente, con i sovietici

completamente esausti a tal punto da far tacere anche la loro

artiglieria. Il Frikorps ricevette lʹordine di lasciare la prima

linea per trasferirsi in riserva. LʹSS-Stubaf. Martinsen si

congedÚ affettuosamente da tutti gli ufficiali del J‰ger-

Regiment 28, poi i reparti danesi iniziarono ad abbandonare gradualmente le loro posizioni, un plotone dopo lʹaltro.

La Legione fu trasferita a Moklokovo, due chilometri a sud-ovest di Vassiljevschtschina. La 4./Frikorps, rimase in

prima linea fino al 27 luglio, quando fu ritirata e reintegrata nella sua unit‡. Le compagnie fucilieri danesi furono

quindi raggruppate a Moklokovo, un piccolo villaggio circondato da paludi, lungo il fiume Robja. Non cíerano

abbastanza case per ospitare tutti gli uomini, ma la buona stagione facilitÚ le cose. In questo periodo la forza della

Legione era di 300 uomini, inclusi gli ufficiali, sui circa 1.200 effettivi iniziali. Ciascuna delle tre compagnie fucilieri

RR II TT TT EE RR KK RR EE UU ZZ

contava ormai solo una cinquantina di effettivi, pi˘ di cento nella 4.Kompanie ed una cinquantina nello Stato

Maggiore. Le perdite si aggiravano intorno al 75 per cento: pi˘ precisamente i caduti erano stati 126, i feriti gravi

200 e circa 400 i feriti leggeri. Il 3 agosto, Theodor Eicke, il comandante della SS-Totenkopf-Division, scrisse

nellíordine del giorno, un particolare saluto ai volontari danesi: ìÖOggi il Freikorps Danmark abbandona la divisione

SS Totenkopf per assumere una nuova missione. Il Freikorps, malgrado fosse in una situazione nuova, senza alcuna

esperienza precedente in prima linea, i suoi ufficiali, i sottufficiali ed i soldati, si sono dimostrati, fin dalla loro prima azione,

come valorosi soldati

..î.

Il 4 agosto 1942 fu ordinato al Frikorps di abbandonare il saliente di Demjansk per essere

riorganizzato. Allíalba del 5 agosto, i reparti danesi iniziarono la loro ritirata da Moklokovo verso ovest, un viaggio

su treno. Il 12 agosto, i legionari giunsero a Mitau, dove furono lasciati in quarantena prima di essere rimpatriati.

R R I I T T T T E E R R K K R R

Reparti della 1./Frikorps, sfilano per le strade di Copenaghen. Davanti a tutti, lʹOstuf. Sˆrensen

R R I I T T T T E E R R K K R R

Calorosa accoglienza riservata dalla popolazione danese ai volontari

Il tempo

 

fu impiegato

nellíaddestramento con le armi ed in

altre

esercitazioni

 

militari.

 

Il

7

settembre, i volontari danesi salirono

su

treno

alla

stazione

di

Mitau.

A

Warnemuende, a nord di Rostock, i

legionari

si

imbarcarono

 

per

Copenaghen.

Giunti

nella

capitale

danese,

i

volontari

 

sfilarono

pomposamente

per

le

strade

della

citt‡,

accolti

festosamente

dai

loro

compatrioti. Per la maggior parte del

tempo

passato

in

Danimarca,

i

membri del Frikorps furono impegnati

attivamente

nella

nuova

campagna

reclutamenti per la Legione,

reclutamenti

non

pi˘

approvati

ufficialmente dal governo danese.

AAssssoocciiaazziioonnee CCuullttuurraallee RRiitttteerrkkrreeuuzz

1133

RR II TT TT EE RR KK RR EE UU ZZ

R R I I T T T T E E R R K K R R

Volontari danesi con una MG-42 in funzione antiaerea

R R I I T T T T E E R R K K R R

Reparti del Frikorps Danmark schierati per una ispezione

R R I I T T T T E E R R K K R R

RRiittoorrnnoo aall ffrroonnttee

Il 18 ottobre 1942, i reparti del Frikorps giunse di

nuovo a Mitau, per trascorrere un breve periodo

di riorganizzazione prima di tornare nuovamente

in prima linea. Un centinaio di legionari furono

sottoposti ad un addestramento speciale, per poter

assumere incarichi di responsabilit‡. La struttura

del Battaglione ed i comandanti di reparto, era in

quel periodo i seguenti:

Comandante: Stubaf. Martinsen

Aiutante: SS-Ostuf. Hein (1)

Ufficiali di ordinanza: Hstuf. Knud Thorgils, SS-

Ustuf. Fritz B¸nte

Ufficiale medico: Ostuf. Dr. Lotze

Ufficiale amministrativo: SS-Hstuf. Georg Beyer

1.Kompanie: Ostuf. Per Sˆrensen

2.Kompanie: Ostuf. Worsoe-Larsen

3.Kompanie: SS-Ostuf. Heinz Hennecke

4.(schwere).Kompanie: SS-Ostuf. Stenger (2)

Il 21 novembre, il Frikorps lasciÚ Mitau, su un

convoglio di camion. Il 24 novembre, líunit‡ fu

temporaneamente acquartierata a Bobruisk, dove

giunse líequipaggiamento per líinverno. Il 2

dicembre, i reparti furono caricati su treno ed il 5

dicembre, sbarcarono a Nevel. La forza dellíunit‡

era in quel momento di circa mille uomini.

AA ssuudd ddii VVeelliikkiiyyee--LLuukkii

Nel dicembre del 1942, la 3 a Armata díurto

sovietica lanciÚ uníoffensiva, nel punto di

collegamento tra il Gruppo di Armate Nord e

quello del Centro, con líobiettivo di riconquistare

Vitebsk. Per portare a termine la missione, la

piazzaforte tedesca di Velikiye-Luki, difesa da

7.500 uomini della 83.Inf.Div., agli ordini

dellíOberstleutnant von Sass, comandante

dellíInf.Rgt.277, doveva essere eliminata. Il 14

dicembre, i sovietici circondarono la citt‡, con

quattro divisioni della Guardia ed una Brigata

corazzata. Questo fu il settore del fronte dove fu

inviato il Frikorps. Appena giunse a Nevel, il 5

dicembre, la Legione danese fu subito inviata a

rinforzare líala meridionale della 1.SS-Infanterie-

Brigade (mot.), composta dallíSS-Inf.Rgt. 8 e 10,

dislocata a nord-est di Nevel. Al comando della Brigata SS cíera líSS-Oberf¸hrer Karl Herrmann (3) . I reparti del

Frikorps andarono ad attestarsi sulle posizioni difensive di alcuni reparti tedeschi che dovevano essere trasferiti

nella difesa di Velikiye-Luki. Il 6 dicembre, le compagnie danesi furono inserite sulla principale linea difensiva. La

1.Kompanie fu dislocata a nord di Ssavino, mentre la 3.Kompanie, prese posizione a sud della catena di piccoli laghi

che andava dal lago Konschino fino a Leonidovo-Nikitorov. Gli altri reparti del Frikorps furono inviate nei piccoli

villaggi situati ad ovest del gruppo di laghi. I volontari danesi conobbero per la prima volta il rigido inverno russo,

con temperature tra i trenta ed i quaranta gradi sottozero. Di fronte alle loro posizioni, cʹerano i reparti della 45 a

Brigata sciatori sovietica, una formazione che aveva subito molte perdite, perÚ dotata ancora di grande mobilit‡. Il

Frikorps rimase poco tempo nellʹarea del lago Konschino, poichÈ fu trasferito subito dopo proprio nel settore di

RR II TT TT EE RR KK RR EE UU ZZ

Velikiye-Luki, esattamente nel saliente di Poretschje, grande cinque chilometri per sette, che andava dalla strada di

Nevel fino al villaggio di Poretschje ad est. Il 9 dicembre, i reparti danesi si raggrupparono a Girlovo, poi il giorno

seguente lo Stato Maggiore dellʹunit‡ giunse a Poretschje e lʹ11, giunsero anche le compagnie. Nel villaggio di

Sjabinino, un chilometro ad nord-est di Poretschje, gli elementi dello stesso Stato Maggiore insieme a quelli della

3.Kompanie, iniziarono a costruire delle posizioni difensive orientate verso sud-ovest. La 2.Kompanie, il plotone

motociclisti e quello di cannoni di fanteria, stabilirono un perimetro difensivo intorno alla stessa Poretschje.

R R I I T T T T E E R R K K R R

Settore operativo del Frikorps nellʹarea di Velikiye-Luki

R R I I T T T T E E R R K K R R

Postazione difensiva tedesca

R R I I T T T T E E R R K K R R

Postazione avanzata con un cannone di fanteria (Bundesarchiv)

R R I I T T T T E E R R K K R R

Volontari danesi impegnati a scaricare materiali

Allʹestremit‡ settentrionale del vicino lago di

Poretschje, la 1.Kompanie ed un altro plotone di

cannoni di fanteria, stabilirono unʹaltra postazione

difensiva. La 1. e la 2.Kompanie, iniziarono a

pattugliare costantemente la sponda occidentale

del lago, completamente gelato e quindi facilmente

attraversabile dai reparti nemici per eventuali

attacchi. I sovietici consideravano questo settore di

poca importanza per cui mantenevano in quella

zona solo una semplice forza di osservazione. Nello

stesso tempo, a nord-ovest delle posizioni danesi,

la 1.SS-Infanterie-Brigade, iniziÚ ad attestarsi sulle

posizioni precedentemente occupate dalla

20.Inf.Div., i cui reparti erano stati trasferiti a loro

volta, a Velikiye-Luki. Verso la met‡ di dicembre,

alcuni volontari danesi iniziarono a costruirsi

artigianalmente degli sci, usando delle semplici

tavole di legno. La maggior parte di essi sapeva gi‡

sciare ed andarono in esplorazione usando quegli

sci rudimentali. Il 15 dicembre 1942, giunse lʹordine

di trasferimento in un settore a cinque chilometri

pi˘ ad ovest, in riserva alla 1.SS-Infanterie-Brigade,

in unʹarea pi˘ predisposta a subire nuovi attacchi

del nemico.

 

SSuull ffiiuummee BBaallaassddyynn

 

Tra il

19

ed

il

20

dicembre,

il

Frikorps

fu

nuovamente trasferito in prima linea ed il posto di

comando dellʹunit‡ si insediÚ a Bokrikovo. Alle tre

AAssssoocciiaazziioonnee CCuullttuurraallee RRiitttteerrkkrreeuuzz

1155

RR II TT TT EE RR KK RR EE UU ZZ

compagnie fucilieri danesi fu assegnato un settore di sette chilometri, al largo della sponda meridionale del fiume

Balasdyn, da Kondratovo fino a Mevniki. Insieme al Frikorps, cʹera una unit‡ tedesca, comprendente elementi

anziani rinforzati da forze locali di russi anticomunisti. Nelle vicinanze cʹerano anche altri elementi di alcuni

battaglioni di Polizia lettoni. In quel momento le compagnie danesi erano dislocate nel modo seguente: la

1.Kompanie ad ovest, su entrambe le sponde del fiume Balasdyn, nel punto in cui questo girava verso ovest, e nei

dintorni dei villaggi di Konorotovo e Laskaturino. Lʹintero fronte difensivo era lungo circa 1.500 metri ed era

collegato, attraverso una linea di postazioni di guardia isolate, con la Luftwaffen-Division Meindl.

R R I I T T T T E E R R K K R R

Postazione anticarro di una Luftwaffen-Felddivision

R R I I T T T T E E R R K K R R

Pezzo anticarro da 37mm in posizione di fuoco

R R I I T T T T E E R R K K R R

Hstuf. Neergard-Jacobsen

R R I I T T T T E E R R K K R R

LʹSS-Ostuf. Per Sˆrensen

Il terreno in questo settore era cosÏ gelato che i veicoli incontravano grosse

difficolt‡ a muoversi. LʹUstuf. Jacobsen, comandava un plotone avanzato, dislocato

in un gruppo di case isolate a nord della curva del fiume. Erano a soli 250 metri di

distanza dal posto di comando avanzato della 1 a divisione della NKVD, a Selenova.

Ad est della 1.Kompanie, cʹera una speciale unit‡ mista, agli ordini dellʹHstuf.

Neergard-Jacobsen: comprendeva un plotone di riserva, agli ordini dellʹUstuf.

B¸nte, dislocato a Tichnova ed una compagnia lavoratori dellʹEsercito, a

Tschernogaj. Il 24 dicembre, questa compagnia fu trasferita in un altro settore,

lasciando il plotone danese, composto da soli trenta uomini, a coprire un fronte di

1.500 metri. Un poʹ pi˘ lontano, verso est, cʹerano le posizioni della 3.Kompanie, che

si estendevano per circa 2.000 metri, incluso il villaggio di Medvedkovo. Sullʹala

destra, cʹera la 2.Kompanie, che difendeva circa 1.000 metri di fronte, incluso il

ponte sul fiume Lovat nei pressi di Klevniki. Il posto di comando della 4.Kompanie

era a Juchnovo. Uno dei plotoni di cannoni leggeri di fanteria (Inf.Gesch.) era in

posizione a sud di questa localit‡, mentre un altro era a Bobrikovo, insieme ai

pezzi anticarro del Frikorps. Alcuni dei Pak erano stati destinati a fornire fuoco di

appoggio alle posizioni della 2. e della 3.Kp. I posti di osservazione dei cannoni

leggeri di fanteria erano a Kondratovo e Medvedkovo. I rifornimenti per i reparti

danesi giunsero fino al deposito ferroviario di Isotscha, a quattordici chilometri a

nord di Nevel, dove cʹerano anche la maggior parte degli elementi logistici. Un

altro deposito logistico per il Frikorps era invece a Spassbalasdyn. I primi giorni

sulle nuove posizioni videro i legionari danesi principalmente impegnati nella

costruzione di opere difensive. Nel pomeriggio del 24 dicembre, il comandante

Martinsen insieme allʹOstuf. Thorgils, andarono a perlustrare la linea difensiva, per

poi fare ritorno al comando del battaglione per partecipare ad una piccola festa per

il Natale. Solo qualche ora dopo, via radio, giunse lʹallarme: ʺÖi sovietici stanno

attaccando!ʺ. Lʹallarme proveniva dalle sentinelle della 1.Kp. e dagli osservatori

avanzati della 4.Kp. Una poderosa forza sovietica di fanteria attaccÚ subito dopo,

tra le posizioni della 1.Kompanie e quelle dei reparti di terra della Luftwaffe. Il

plotone dellʹUstuf. Jacobsen, fu il primo ad essere investito. LʹOstuf. Sˆrensen riunÏ

rapidamente un plotone con elementi della 1.Kp., del suo Stato Maggiore e soldati dello stesso plotone di Jacobsen,

per tentare di difendere Kondratovo, attaccata da un intero battaglione di fanteria sovietico. Al comando,

RR II TT TT EE RR KK RR EE UU ZZ

Martinsen era senza riserve, tutti i suoi uomini erano gi‡ in prima linea. Restava solo la 2.Kompanie, mantenuta in

riserva nel saliente di Poretschje e temporaneamente distaccata alla 1.SS-Inf.Brigade. La compagnia fu quindi

immediatamente richiamata in seno al Frikorps Danmark ed il comandante Martinsen, dopo aver riunito tutto il

personale del suo Stato Maggiore, la seguÏ in prima linea, lasciando presso il posto di comando del battaglione,

lʹHstuf. Neergaard-Jacobsen. Lʹattacco nemico, iniziato verso le 23:00, era stato preceduto da un breve fuoco di

preparazione dellʹartiglieria, sulle posizioni di Kondratovo e Laskaturino.

R R I I T T T T E E R R K K R R

Osservatore avanzato dellʹartiglieria (BA)

R R I I T T T T E E R R K K R R

Postazione difensiva tedesca

R R I I T T T T E E R R K K R R

Cecchino sovietico

I soldati sovietici erano stati imbottiti di ʹvodkaʹ ed avanzarono

urlando come belve inferocite, giungendo rapidamente al bunker pi˘

avanzato di Selenova: solo tre uomini di questo avamposto

riuscirono a ripiegare verso le linee della 1.Kp. a Kondratovo. Pi˘

tardi, avanguardie del Frikorps riconquistarono il bunker, scoprendo

come i sovietici avevano trattato i prigionieri. Due dei danesi

catturati a Selenova furono torturati fino alla morte ed i loro corpi

furono orrendamente mutilati. Nel frattempo, LʹUstuf. Jacobsen

raggiunse le linee della 1.Kp. a Kondratovo, con i resti del suo

plotone. LʹOstuf. Sˆrensen, generalmente un soldato pacato e

tranquillo, non fece salti di gioia nel vederlo. Lo tratto anzi come un

ʹtraditoreʹ, per aver abbandonato la sua posizione avanzata. Ma non

cʹera tempo per le discussioni, i sovietici erano giunti gi‡ a

Kondratovo: Sˆrensen, dislocÚ i suoi due plotoni a difesa della parte

occidentale del villaggio, dovendo subito fronteggiare gli assalti

nemici, in scontri casa per casa. Altri scontri erano infiammati anche

a sud di Kondratovo, mentre ad est di Laskaturino, una compagnia

nemica era riuscita ad attraversare il fiume Balasdyn e dopo essere

passata attraverso i boschi vicino a Tichnovka, lanciÚ un attacco

contro le posizioni del plotone di riserva di B¸nte. A causa

dellʹoscurit‡, i cannoni leggeri di fanteria non riuscirono a fornire

alcun fuoco di appoggio. In un bunker a sud-est di Kondratovo, cʹera

un posto di osservazione della 4.Kp., con un apparecchio radio. Con

una buona visione del campo di battaglia, lʹosservatore potÈ riferire

informazioni dettagliate sulla posizione dei reparti nemici alle

batterie di cannoni leggeri, a due chilometri di distanza. EntrÚ in

azione anche un mortaio pesante da 88mm. Un caotico

combattimento corpo a corpo si sviluppÚ intorno al posto di

comando della 1.Kompanie.

Note (1) Eduard Hein, nato il 2 ottobre 1909 a Wernstad, SS-Nr. 332 287. Bibliografia
Note
(1) Eduard Hein, nato il 2 ottobre 1909 a Wernstad, SS-Nr. 332 287.
Bibliografia

(Continua)

(2) Helmut Stenger, nato il 9 giugno 1917 a Fechtingen, SS-Nr. 270 046. In precedenza aveva servito nella 13./Tot.Inf.Rgt.3 (1940) e nella 2./SS-Flak.Abt.íTotenkopfʹ (1941).

(3) Karl Herrmann, nato il 27 ottobre 1891 a Grube Ilse, SS-Nr. 357 135. in precedenza era stato al comando del Tot.Inf.Rgt.2 (1941) e dellʹSS-Inf.Rgt.10 (1942).

Richard Landwehr, ʺLa Estirpe de Thor: el cuerpo franco SS DanÈs en la campana de Rusia, 1941-43ʺ, Garcia Hispan Editor David Littlejohn, ʺForeign Legions of the Third Reich. Norway, Denmark, France. Vol. 1ʺ, Bender Publishing K.B.Martinsen, ʺFrikorps Danmark Kampeʺ, Forlaget, 1944 Steffen Werther, ʺD‰nische Freiwillige in der Waffen-SSʺ, Wissenschaftlicher Verlag Berlin

AAssssoocciiaazziioonnee CCuullttuurraallee RRiitttteerrkkrreeuuzz

1177

RR II TT TT EE RR KK RR EE UU ZZ

U U o o m m i i n n i i i i n n

UUoommiinnii iinn gguueerrrraa

di Cesare Veronesi
di Cesare Veronesi

SSSS--OObbeerrssttuurrmmffüühhrreerr KKuurrtt FFrraannkkee

R R I I T T T T E E R R K K R R

Kurt Franke nacque il 13 giugno 1913 a Wurzen in Sassonia, figlio di un

mastro carpentiere. Nel 1935, entrÚ nelle SS (SS-Nr. 70 826). Nel 1938, con

il grado di SS-Scharf¸hrer, fu trasferito nella SS-Totenkopfstandarte 3

ʹTh¸ringenʹ, lo speciale reggimento delle SS-Totenkopfverb‰nde, impegnato

nella custodia del campo di concentramento di Buchenwald. Nel 1939,

lʹunit‡ fu integrata nella SS-Totenkopf-Division. Durante la campagna di

Francia, nel 1940, mentre prestava servizio nellʹSS-Tot.Inf.Rgt.3, Franke fu

decorato con la Croce di Ferro di Seconda Classe ed il Distintivo per

Feriti in Nero, dopo essere rimasto ferito in combattimento. Durante la

campagna sul fronte dellʹEst, lʹSS-Unterscharf¸hrer Franke guidÚ i suoi

granatieri in numerosi assalti, iniziando ad accumulare giorni di

combattimento corpo a corpo, prima di partecipare alla epiche battaglie

nella sacca di Demjansk, che gli valsero anche la concessione dello

speciale scudo istituito dal F¸hrer. Fu durante la controffensiva a

Kharkov nel 1943, che Franke dopo essersi distinto nuovamente in

combattimento, in seno alla 11./SS-Pz.Gr.Rgt.6, fu decorato con la Croce

  • di Ferro di Prima Classe. LʹSS-Hscha. Franke iniziÚ a diventare uno dei

migliori comandanti di pattuglie esploratrici in territorio nemico ed in

pi˘ di una occasione, eliminÚ bunker e postazioni anticarro, tagliÚ linee

Kurt Franke con lʹuniforme nera delle SS- Totenkopfstandarten, prima della guerra.

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Franke con la Ritterkreuz

  • di comunicazione ed eliminÚ reparti avanzati nemici. A Jeremejewka, i

reparti della Totenkopf circondarono due divisioni sovietiche,

annientandole completamente con lʹappoggio della Luftwaffe. Subito

dopo Kursk, la divisione fu trasferita sul fronte del Mius, dove fu

impegnata in durissimi combattimenti difensivi. Franke riuscÏ ad

aumentare ancora i suoi giorni di combattimento corpo a corpo.

Comandante di plotone nella sempre nella 11./SS-Pz.Gr.Rgt.6, il suo

comandante reggimentale era la futura Croce di Cavaliere con Fronde di

Quercia, Karl Ullrich, che lo impegnÚ spesso in situazioni difficili,

sempre missione esplorative in territorio nemico, su suo ordine diretto.

Franke le portÚ sempre a termine con successo e con estrema precisione.

Croce di Cavaliere

Una delle missioni pi˘ difficili, vide Franke impegnato alla guida di una

singola squadra fucilieri ed una squadra mitraglieri, riuscire a stabilire

una testa di ponte sul fiume Merla, difendendo la posizione da numerosi

attacchi nemici. Proprio in seguito al successo di questa ultima battaglia,

Franke fu decorato con la Croce di Cavaliere, ufficialmente il 3 ottobre

1943, come SS-Hauptscharf¸hrer und Stofltruppf¸hrer 11./SS-Pz-Gren.Rgt.6

ʹTheodor Eickeʹ, con la seguente motivazione, scritta dallíSS-Stubaf. Max

K¸hn, comandante del III./íTEí:

ìÖIl 18.8.1943, il III./SS-Pz.Gren.Rgt. ëTheodor Eickeí aveva lʹincarico di

formare una testa di ponte sul fiume Merla. Il Battaglione partÏ allíattacco nel

settore occidentale del bosco di Karaikosowka, dove un intenso fuoco di sbarramento del nemico con tutte le armi disponibili,

bloccÚ lʹattacco dei reparti dello stesso Battaglione, che nonostante tutta la loro buona volont‡, subÏ pesanti perdite. Il

19.8.1943, líSS-Hauptscharf¸hrer Franke ricevette quindi lʹincarico di avanzare con un reparto dʹassalto in direzione della

RR II TT TT EE RR KK RR EE UU ZZ

posizione di Oleinikoff, per poter rilevare líesatta consistenza delle difese del nemico lungo la riva occidentale del Merla. Franke

si spostÚ sul campo con il reparto dʹassalto nel settore del fronte, dove il fuoco díinterdizione era inferiore. Si infiltrÚ quindi

lungo líunico percorso possibile, i lunghi canali paludosi che lo portarono in prossimit‡ del villaggio dal quale proveniva un

discreto fuoco. Dopo aver scavato dei ripari, Franke prese líardita decisione di tentare di entrare nel villaggio. Senza badare

troppo al violento fuoco di sbarramento del nemico, alla testa dei suoi uomini entrÚ dentro Oleinikoff, stabilendo subito una

piccola testa di ponte sul posto. Difese poi la posizione dai numerosi tentativi del nemico di eliminare líinfiltrazione, che nel

frattempo aveva ricevuto rinforzi ed aveva ampliato la sua testa di ponte nella palude a circa due chilometri. Con questa

decisione personale, líSS-Hauptscharf¸hrer Franke, creÚ i presupposti per la creazione della base di partenza per líSS-

Pz.Gren.Rgt. ʹTheodor Eickeʹ, che nel corso dei successivi combattimenti, a sud-est di Achtyrka, riuscÏ a stabilire il

collegamento il reggimento della Pz.Gren.Div. ʹGrossdeutschlandʹ, che avanzava da nord-ovestʺ.

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LʹSS-Brigdf. Hermann Priess

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Mappa originale allegata ai documenti per la proposta per la Ritterkreuz

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LʹSS-Staf. Karl Ullrich

La raccomandazione fu controfirmata dallo stesso comandante del

Reggimento, lʹSS-Staf. Karl Ullrich e dallo stesso comandante della

divisione, lʹSS-Brigdf. Priess, con queste parole:

ʺ...Il

19.8.1943, líSS-Hauptscharf¸hrer Franke con pochi uomini e di

propria iniziativa, Ë riuscito a creare una testa di ponte sul Merla e líha

tenuta con valore ed eroismo personale, contro tutti i contrattacchi portati

dal nemico. LíSS-Hscha. Franke, ha portato avanti questa azione in maniera

esemplare, facendo sÏ che lʹSS-Pz.Gren.Rgt. ʹTheodor Eickeʹ, riuscisse a

congiungersi a sud-est di Achtyrka, con la Pz.Gren.Div.

ʹGrossdeutchlandʹ. Di seguito, i reparti hanno colpito le ingenti forze del

nemico situate nella zona di collegamento delle retrovie, distruggendole.

Chiedo pertanto, che líSS-Hauptscharf¸hrer Franke, considerato il suo

impegno ed il successo dellíoperazione, sia insignito della Croce di Cavaliere

della Croce di Ferroʺ.

Franke continuÚ a distinguersi nei combattimenti che seguirono a

Stalino, Poltava e lungo il Narew, assumendo in questo periodo il

comando della sua compagnia, la 11./SS-Pz.Gr.Rgt.6. Nel gennaio del

1944, lʹSS-Hscha. Fu designato come ufficiale di collegamento del

Battaglione coadiuvando lʹazione del comandante dello stesso. Sul

fronte di Olgopol, riuscÏ a chiudere una pericolosa breccia, guidando

un gruppo da combattimento improvvisato comprendente

portaordini, autisti ed operatori radio del comando del battaglione. Subito dopo ritornÚ al comando della sua

vecchia compagnia, distinguendosi ancora in nuovi combattimenti nellíarea di Kotowsk. Il 20 aprile 1944, fu

AAssssoocciiaazziioonnee CCuullttuurraallee RRiitttteerrkkrreeuuzz

1199

RR II TT TT EE RR KK RR EE UU ZZ

promosso SS-Untersturmf¸hrer. ContinuÚ a distinguersi positivamente anche negli scontri nel settore di Balta-

Bisrula, totalizzando ben cinquanta giorni di combattimento corpo a corpo, utili per ottenere la Spilla per il

combattimento corpo a corpo in Oro. Il 9 novembre 1944, fu promosso SS-Obersturmf¸hrer.

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Kurt Franke, a destra, con il suo comandante di reggimento, Karl Ullrich a sinistra, fotografati nel settore di Balta in Romania, nel marzo del 1944.

Croce Tedesca in Oro

Il 18 dicembre 1944, fu decorato con

la

Croce

Tedesca

in

Oro,

su

raccomandazione del suo

comandante di reggimento:

ʺ1) Il 25.11.1943 verso le 19:30, dopo

un pesante fuoco di preparazione

dellʹartiglieria,

 

il

nemico

ha

fatto

irruzione con circa 250 uomini dentro

Krassno Konstantinovka. Su tutto il

fronte

della

prima

linea,

da

nord

a

ovest,

il

paese si trovava

in pericolo.

PoichÈ

tutti

i

collegamenti

con

il

Battaglione erano stati interrotti e cíera

il pericolo che il nemico potesse

sfondare, líSS-Hscha. Franke di

propria iniziativa, con parti della sua

Compagnia, che occupava ancora la

ormai scarna linea di resistenza

principale (HKL), si Ë lanciato al contrattacco. Attraverso il suo straordinario valore personale, líSS-Hscha. Franke Ë riuscito

con i suoi pochi uomini a respingere il nemico e a bloccare il settore dove era stata compiuta la penetrazione nemica.

Il 26.11.43, il Battaglione al comando dellíSS-Hscha. Franke, ha condotto il contrattacco contro il fianco del nemico, nel

settore che era stato occupato il giorno prima. Líattacco ha permesso di distruggere i reparti del nemico che si erano infiltrati

nelle nostre linee e di ristabilire la vecchia linea del fronte. Il nemico, ha perso un centinaio di uomini, contati sul campo, sono

stati catturati quattordici prigionieri e recuperate le seguenti armi: quattro mitragliatrici pesanti, trentuno mitragliatrici

leggere, otto fuciloni anticarro ed un pezzo anticarro da 45mm.