PREFAZIONE

Nel leggere la Bibbia ci troviamo continuamente di fronte a nomi di località o di personaggi spesso ignoti, a narrazioni di eventi la cui portata storica ci sfugge, cosa che rende il testo biblico oscuro e non di rado incomprensibile. D’altra parte, si è spesso portati a identificare in modo molto semplicistico il racconto biblico con i dati della storia reale; più chiaramente, a leggere la Bibbia con superficialità, dando per scontato che ogni racconto che essa narra deve essere senz’altro vero: quando però si scopre che questa corrispondenza non sempre è possibile, anzi, che esiste spesso uno scarto tra ciò che la Bibbia racconta e ciò che è realmente avvenuto, il lettore prova un’impressione di grande sconcerto. Il Concilio Vaticano II ci ha insegnato che la verità della Bibbia è prima di tutto di ordine salvifico, ciò che Dio ha voluto fosse scritto “per la nostra salvezza” (Dei Verbum 11). Ci troviamo perciò di fronte a una “storia sacra” che rilegge, interpreta, attualizza i dati storici reali in vista del messaggio che i diversi autori biblici intendono dare, quel messaggio che, per il credente, è Parola di Dio. Una “storia” perciò che non è sempre identica a quella che studiamo sui libri e che anzi spesso è molto diversa. Affrontare lo studio della storia di Israele è quindi necessario come strumento indispensabile, non tanto per dimostrare che “la Bibbia aveva ragione” (per parafrasare il titolo di un noto libro) e neppure che essa aveva torto, quanto per comprendere meglio quanto essa vuole realmente comunicarci. Fin dall’inizio del nostro studio deve essere chiaro che i racconti biblici non sono stati scritti prima di tutto per “informare” il lettore (o, meglio, l’ascoltatore – visto che la Bibbia si ascoltava prima che leggerla), ma per “formarlo”, per educarlo all’accoglienza della Parola di Dio. La breve bibliografia - breve almeno in relazione alla mole dei lavori esistenti - che si trova al termine di questo lavoro mostra come attualmente siano disponibili Storie di Israele di ogni tipo, anche solo limitandosi ai testi scritti o tradotti in italiano. Si va da opere classiche come la Storia di Israele di Noth fino alla dettagliata opera di Soggin, testi, nella maggior parte dei casi, pensati per un pubblico specializzato. Come “Introduzione alla Storia di Israele” questo piccolo libro si indirizza invece a un lettore che affronti per la prima volta e senza preparazione specifica questo argomento, un “manuale di base” pensato per un primo impatto con la storia di Israele. Per questo il testo vuole essere il più possibile semplice e chiaro, rinunciando a quei necessari approfondimenti per i quali si rimanderà, volta per volta, alla bibliografia contenuta nelle note. Semplicità e chiarezza non vogliono però significare banalità e ripetizione di luoghi comuni, né rinunzia totale ad affrontare problemi più complessi e attualmente molto dibattuti come ad esempio la spinosa questione delle origini di Israele. In questo lavoro ho cercato di affrontare lo studio degli eventi e dei principali temi legati alla Storia di Israele con la maggior serietà e completezza possibile, in modo da fornire al lettore un primo semplicissimo orientamento al riguardo. Qualcuno potrà forse restare deluso di fronte a posizioni più sfumate, prudenti e talora, invece, aperte al dubbio, ma occorre ricordare come la storia di Israele sia un campo tuttora apertissimo. Un’Introduzione, dunque, che vuole essere soprattutto un modesto strumento per comprendere meglio la Bibbia. Penso perciò a un lettore che, dopo aver iniziato a leggere la Bibbia, sente la necessità di un tipo di studio più approfondito ma pur sempre alla sua portata. Per questo non ho risparmiato 1

continue citazioni, anche estese, del testo biblico. Per lo stesso motivo, visto che ho in mente un pubblico formato prima di tutto da lettori cristiani, mi sono fermato più a lungo sull’epoca romana, dato che essa costituisce l’ambiente storico nel quale si sviluppano i testi evangelici; così ho anche inserito brevi riferimenti al contesto storico di diversi libri dell’Antico Testamento, benché per ciascuno di essi sia sempre possibile far riferimento a opere di introduzione più specifiche.
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Prefazione alla nuova edizione. Questa nuova edizione della mia Storia di Israele esce a quindici anni di distanza dalla prima edizione, pubblicata nel 1991. Durante tutti questi anni il libro è stato più volte ristampato - fino al 2005 - e largamente utilizzato sia nelle Facoltà Teologiche che, in particolare, negli Istituti di Scienze Religiose, con un’accoglienza in genere molto favorevole. D’altra parte, il testo è ormai invecchiato, sia per le nuove scoperte (si pensi ad esempio alla stele di Tell Dan), sia per l’uscita di nuovi studi, come le importanti opere di M. Liverani e di I. Finkelstein – N. A. Silberman; ma cf. già la seconda edizione (2002) della Storia di Israele di J.A. Soggin, oltre al notevole sviluppo degli studi sulla possibilità stessa di scrivere una “storia di Israele”. Non erano poi assenti dalla mia prima edizione del 1991 sia qualche errore di stampa di troppo sia qualche “peccato di gioventù” che mi aveva portato a più di una imprecisione. Confesso che sono indirettamente debitore di questa revisione al prof. Paolo Sacchi, la cui frequentazione e l’ormai lunga amicizia mi hanno spinto a un ulteriore approfondimento, oltre ad offrire una presentazione anche del pensiero di Israele alla luce del suo sviluppo storico; una storia delle idee e non solo dei fatti. L’impostazione generale del libro non è tuttavia mutata; mi rendo ben conto di rimanere nel solco piuttosto tradizionale di tante “storie di Israele” che scorrono in parallelo al testo biblico e che pure hanno la pretesa di essere scientifiche. Per questo motivo, la dimensione critica non verrà mai trascurata, anche a costo di creare più di uno sconcerto in lettori cristiani non di rado realmente ignari di problematiche storiche. D’altra parte, ho in mente un pubblico che per lo più si accosta alla storia di Israele come strumento per una più profonda conoscenza del testo biblico di entrambi i Testamenti. Spero così che il comprendere l’assoluta necessità di una solida conoscenza storica divenga un antidoto alla tentazione, ormai sin troppo diffusa, di concepire il cristianesimo e magari la stessa figura di Cristo come una dottrina teologica e morale che sussisterebbe indipendentemente dai suoi connaturali legami - e quindi anche dai suoi necessari condizionamenti! - con la storia. Questa nuova edizione esce adesso anche in italiano, sulla scia dell’edizione francese pubblicata da Lumen Vitae … Devo infatti alla grande cortesia e alla notevole competenza di Guy Vanhoomissen l’impulso che mi ha portato a rielaborare a fondo l’edizione italiana del 1991 e a pubblicarne una nuova edizione in francese, interamente riveduta; al prof. Vanhoomissen si deve tra
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Tutte le citazioni sono tratte dalla Bibbia di Gerusalemme.

Cf. l’importante raccolta di studi a c. di L.L. GRABBE, Can a “History of Israel” be written? , London-New York 20042..

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l’altro il glossario che chiude il libro, nonché molti utili suggerimenti sparsi qua e là nel testo. La bibliografia è stata completamente aggiornata, ma resta per lo più in italiano e limitata ai testi più significativi o comunque maggiormente accessibili a un pubblico più vasto. Le Edizioni Dehoniane di Bologna hanno accolto la versione italiana di questo testo, già edito in precedenza da Piemme. Nonostante la profonda revisione, questa Storia di Israele resta quel che era sin dall’inizio, ovvero un “manuale di base” pensato per un pubblico non specialistico che cerca un primo approccio a un argomento che non manca ancora di appassionare. Bivigliano (FI), dicembre 2006 *** INTRODUZIONE LA
TERRA DELLA

BIBBIA

… paese fertile, paese di torrenti, di fonti e di acque sotterranee che scaturiscono nella pianura e sulla montagna; paese di frumento, di orzo, di viti, di fichi e di melograni; paese di ulivi, di olio e di miele; paese dove non mangerai con scarsità il pane, dove non ti mancherà nulla; paese dove le pietre sono ferro e dai cui monti scaverai il rame… (Dt 8,7 - 9).

La storia di un popolo si svolge sempre in un determinato ambiente: conoscere la geografia nella quale si collocano gli eventi che si vogliono studiare non è imparare alcune nozioni più o meno erudite ma è un mezzo vitale per comprendere più a fondo il popolo che in quei luoghi ha vissuto. La regione del Vicino Oriente Antico che ci interessa fa parte di quella vasta zona chiamata comunemente “mezzaluna fertile”, cioè quella fascia di terre coltivabili che si estende dalla Mesopotamia ad est, ai monti dell’Anatolia a nord, fino al Mar Mediterraneo a ovest. A sud si estende una regione interamente desertica, il grande deserto arabico. Attualmente la mezzaluna fertile comprende gli stati dell’Iraq, della Siria, del Libano, della Giordania, di Israele e della Palestina. L’Israele biblico si trova al margine meridionale di tale vasta area geografica, ma in posizione chiave, un ponte con l’altra grande regione, l’Egitto. La terra che fu teatro degli avvenimenti biblici ha ricevuto vari nomi nel corso della storia: essa fu detta in origine “terra di Canaan”, nome che ritroviamo in testi cuneiformi già verso la fine del III millennio a. C.; nel testo di Is 19,18 l’ebraico viene chiamato “lingua di Canaan”. Il nome sembra essere in relazione con la lavorazione della porpora, uno dei prodotti tipici di questa terra. La stessa regione, definita dalla Bibbia semplicemente “la terra” o la terra d’Israele, fu poi chiamata dai Romani Palestina, in seguito alla rivolta
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Frequente nella letteratura rabbinica, l’espressione “terra di Israele” si incontra raramente nella Bibbia ebraica per designare l’insieme del paese: 1Sam 13,19; Ez 40,2; 47,18; 1Cr 22,2; 2Cr 2,16.

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giudaica del 135 d.C. Il nome Palestina ricorda uno dei popoli che anticamente abitavano la regione, i Filistei. La terra della Bibbia si estende dai monti dell’Antilibano, a nord, sino al deserto del Neghev, a sud; dal Mar Mediterraneo, a ovest, sino al deserto arabico ad est. La caratteristica forse più sorprendente, per chi non ha mai visitato Israele e lo conosce solo per quanto ha letto nei testi biblici, è che si tratta di una regione relativamente piccola, dove le distanze non sono mai eccessive : appena 120 Km da Gerusalemme a Nazareth, mentre la larghezza dal mare al Giordano - non supera mai gli 85 Km. La superficie totale dell’attuale stato di Israele e dei territori palestinesi non è superiore a quella del Belgio. Uno sguardo alla carta geografica permette di distinguere quattro fasce ben delimitabili, da ovest verso est: la costa, la zona montuosa centrale, la fossa giordanica e l’altopiano della Transgiordania. La costa è completamente pianeggiante, ad eccezione dello sperone del monte Carmelo, che forma l’unico porto naturale del paese: ciò può spiegare il fatto che gli Israeliti non sono mai stati un popolo di marinai e che il mare, nella Bibbia, acquista spesso un valore simbolico negativo. Sulla costa passava la “via del mare” (cf. Mt 4,15), la grande arteria commerciale che collegava l’Egitto con Damasco che ancora nel medioevo sarà nota con il nome di via maris. La regione centrale comprende, da nord a sud, la zona montuosa della Galilea, che termina nella fertile pianura di Yizreel (o Esdrelon), poi le colline della Samaria, con al centro la città di Sichem (l’odierna Nablus) e infine la Giudea, che giunge oltre i 1.000 mt. di altitudine nella zona di Hebron. Al centro, tra Samaria e Giudea, si trova la città di Gerusalemme. Le montagne della Giudea terminano nel vasto deserto del Neghev, che costituisce la parte meridionale del paese. La terza zona è costituita dalla fossa giordanica, una faglia naturale percorsa dall’unico vero fiume del paese, il Giordano, che nasce alle pendici dell’Hermon (2.814 mt.) e scorre attraverso il lago di Tiberiade (il mare di Galilea di cui ci parlano i Vangeli) già a 120 mt. sotto il livello del mare. Il fiume sfocia, dopo un percorso estremamente tortuoso, nel Mar Morto, che, com’è noto, è la massima depressione nella crosta terrestre (circa 400 mt. sotto il livello del mare). Il Mar Morto è un grande lago dove la salinità che è sei volte superiore a quella del Mediterraneo non permette alcuna forma di vita. La quarta zona è costituita dall’altopiano transgiordanico, regione molto fertile nella parte settentrionale (le bibliche Galaad e Basan), sempre più brulla e desertica via via che si procede verso sud. La parte centrale, a sud del fiume Yabbok (il fiume della lotta di Giacobbe con Dio, cf. Gen 32), è la regione degli Ammoniti, la cui antica capitale, Rabat Ammon, è la attuale città di Amman. Più a sud si trova la terra di Moab e, quasi ormai nel deserto, il territorio di Edom, ove si trova la celebre città nabatea di Petra. Da un punto di vista climatico, la regione palestinese presenta due sole stagioni: un’estate calda e asciutta, praticamente senza pioggia, e un inverno freddo e piovoso, che va da fine ottobre a fine aprile: sono questi i periodi delle ‘prime’ piogge e delle piogge ‘tardive’ di cui parla la Bibbia, in assenza delle quali si rischia la perdita del raccolto. Sono anche questi i periodi in cui si fa sentire il vento caldo del deserto, il khamsin. Le zone ove la pioggia è più abbondante, e quindi le zone più fertili, sono le montagne della Galilea e del 4

nord della Transgiordania; l’abbondanza delle precipitazioni diminuisce andando verso sud e verso est. A titolo di esempio, Gerusalemme riceve annualmente la stessa media di precipitazioni di Roma, circa 600 mm. di pioggia, mentre Gerico, a soli 35 Km a est, appena 120 mm. Là dove non esistevano sorgenti l’acqua veniva conservata in cisterne che per lo più non erano sufficienti a garantire, nelle zone più aride, una agricoltura molto fiorente. Solo alla fine del II millennio a.C. la tecnica costruttiva permise di realizzare cisterne impermeabili e di poter così abitare quelle zone in cui le precipitazioni estive sono pressoché assenti. Si comprende bene l’estremo contrasto di questa terra: dal clima subtropicale della pianura costiera si passa a quello tipicamente mediterraneo della regione montuosa centrale per poi scendere alle regioni semidesertiche della fossa giordanica e risalire, dopo poche decine di chilometri, al fertile altopiano della Giordania. Il problema dell’acqua era senz’altro quello più urgente per gli abitanti di Israele: la dipendenza quasi esclusiva dall’acqua piovana trasformava i non infrequenti periodi di siccità in veri disastri per l’agricoltura; gli studiosi ritengono tuttavia che il clima palestinese, durante il II millennio a.C., fosse meno torrido e più piovoso di quello attuale. La grande varietà delle zone geografiche, dal deserto alla montagna alla pianura fertile, unita alla grande varietà dei climi, costituisce un elemento importante per capire molte vicende politiche e sociali di Israele: ancora oggi la geografia della regione ha la sua parte nel determinare i problemi che affliggono questa parte di mondo, per esempio il problema vitale dell’acqua. *** CAPITOLO I IL
PROBLEMA DEL METODO

Ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teofilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto (Lc 1,3-4).

Nell’affrontare l’argomento “Storia di Israele” il lettore della Bibbia rischia di sentirsi subito a disagio: egli ha spesso in mente infatti non la ‘storia’ ma le ‘storie’ che la Bibbia racconta, dalla creazione ai Patriarchi, dal re David ai profeti, fino alle ‘storie’ su Gesù; si tratta di episodi che spesso si collocano su uno sfondo molto nebuloso, tanto che a volte si è tentati di pensare che si tratti quasi di favole. D’altra parte, lo stesso lettore è spesso digiuno di storia e, pensando alla storicità della Bibbia, lo fa in termini banali: questo episodio, che essa ci narra, è avvenuto realmente, sì o no? E se la risposta è ‘no’, oppure ‘forse’, tutta la Bibbia rischia per lui di essere messa in questione. In questo brevissimo capitolo non sarà affrontato il problema della verità della Bibbia verità che, sia detto per inciso, non è principalmente di ordine storico (cioè la Bibbia è vera perchè narra fatti realmente accaduti), ma di ordine salvifico (la Bibbia è vera perché tutto ciò che è in essa è vero relativamente alla nostra salvezza, vedi quanto si legge al già ricordato numero 11 della Dei Verbum). Ci 5

limiteremo qui ad indicare un metodo che ci permetta poi di presentare, in modo speriamo adeguato, i tratti fondamentali della storia di Israele. Nel 1932 apparve in Italia la Storia di Israele dell’abate Ricciotti, nota ben presto anche fuori dai confini nazionali: in quest’opera l’autore si limitava a parafrasare con sapienza il testo biblico, arricchendolo, là dove possibile, di materiali, testi e documenti provenienti dal Vicino Oriente antico, dando così la rassicurante impressione che la storia di Israele si identificasse di fatto con quella narrata nella Bibbia. Questa tendenza a considerare i testi biblici come fondamentalmente storici e a confermarli con l’uso massiccio di prove archeologiche, è tipica della cosiddetta “scuola americana”, sviluppatasi nell’immediato dopoguerra sulla scia degli studi dell’archeologo W. F. Albright; la Storia di Israele di J. Bright, pubblicata per la prima volta nel 1959 , ne è forse l’esempio migliore. Posizioni simili sono ben note al grande pubblico attraverso testi come il libro di W. Keller, apparso in prima edizione nel 1955 con il titolo tedesco Und die Bibel hat doch recht, noto in italiano come La Bibbia aveva ragione, ancora oggi molto diffuso. Negli ultimi anni sono venute sviluppandosi posizioni molto meno ottimistiche, come quelle diffuse in alcuni libri recenti (G. Garbini, M. Liverani, I. Finkelstein N.A. Silberman), posizioni che minano le fondamenta, ritenute così sicure, delle scuole precedenti. Così scrive ad esempio G. Garbini: «I racconti che si trovano nella Bibbia ebraica tutto sono meno che storici, ed è pertanto ozioso cercare in essa una “idea storica”…» . L’orientalista italiano M. Liverani e l’archeologo israeliano I. Finkelstein parlano apertamente, a proposito della storicità di molti testi biblici, di “invenzione” e di “prodotto geniale dell’immaginazione umana”. Anche il più moderato J.A. Soggin, autore dell’importante Storia di Israele pubblicata in prima edizione nel 1984, pur non condividendo in pieno le posizioni estreme di Garbini, afferma, a proposito dei patriarchi, che, pur non intendendo «negare aprioristicamente la possibilità che singole tradizioni siano antiche e possano essere ricondotte a epoche prossime agli avvenimenti e alle persone narrate», quello che manca allo stato attuale delle ricerche è la possibilità di una qualunque verifica. Più drasticamente, lo stesso Soggin può affermare che «quello che sappiamo sulle origini del popolo: patriarchi, esodo, conquista, appare del tutto leggendario ed il poco che riusciamo a stabilire contraddice piuttosto che confermare i testi biblici» . E’ invece possibile, nota Soggin, accertare quello che Israele confessava della propria fede molti secoli dopo i fatti narrati.
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Cf. la bibliografia conclusiva. J. BRIGHT, A History of Israel, Filadelfia-Londra 1981. GARBINI, Storia e ideologia nell’Israele antico, 248.

Si veda al riguardo la mia recensione a Finkelstein e Silberman: «La Bibbia fra storia e mito. A proposito di un recente libro di Israel Finkelstein e Neil Asher Silberman», Vivens Homo 14/1 (2003) 125-140.
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Si veda SOGGIN, Storia di Israele, 86 (prima citazione) e «La storiografia israelitica più antica», in La storiografia nella Bibbia, Atti della XXVIII Settimana Biblica, Bologna 1986, 26 (seconda citazione): quest’ultimo testo è un’interessante raccolta di saggi relativi a questo tipo di problemi.

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non più in là dell’VIII secolo a. A partire dal IX-VIII sec. cominciamo ad avere fonti di questo genere che ci informano su alcuni aspetti della storia di Israele. conosceremmo ben poco di Israele. D’altra parte. Molte altre volte i risultati dell’archeologia contraddicono o non appoggiano il testo biblico: questo ci fa comprendere che le cose sono più complesse di quanto si pensi. Il secondo aspetto che adesso consideriamo. Ciò può sembrare ovvio. del IX sec. ebbene. allo stato attuale delle ricerche. per lo storico biblico è che prima di tali date si parla di Israele solo in due testi: la stele del faraone Merneptah che risale al XIII sec.legati alla composizione e alla datazione dei testi biblici. pp. Talvolta poi l’archeologia non dà i risultati sperati: il caso più noto e più clamoroso è senz’altro quello di Gerico. I dati dell’archeologia. La Bibbia non è un libro piovuto dal cielo.Da un estremo all’altro. Un tale risultato può apparire quasi scandaloso a chi è abituato a una lettura superficiale della Bibbia. 3. in questa sede. Per “fonti extrabiblicche” si intendono tutti i documenti scritti (papiri.spesso molto complessi . 1. ma non va mai dimenticato: se è vero infatti che le parti più antiche del Pentateuco possono risalire nella loro forma scritta. almeno fino all’epoca monarchica. ci offre una prima risposta. vi è una distanza di parecchi secoli con i fatti narrati . 7 . per i quali si rimanda alla lettura di opere di introduzione generale alla Bibbia ed ai singoli libri biblici. oggi non è più possibile scrivere una Storia di Israele rileggendo semplicemente la Bibbia: per tentare di uscire da questo vicolo cieco sottolineiamo adesso tre punti importanti da tenere sempre ben presenti. i dati dell’archeologia. tavolette. l’archeologia è anch’essa di grande importanza per la storia di Israele: essa ci permette di ricostruire e quindi di comprendere meglio l’ambiente nella quale la Bibbia nasce e di cui essa parla. a. a.. L’uso delle fonti extrabibliche. Secondo la 10 9 Per questi testi cf. se noi non avessimo il testo della Bibbia. … 10 Non ci occuperemo. non possono essere affatto quelle crollate al suono delle trombe di Giosué. E’ facile concludere che. Storia e reinterpretazione della storia nella Bibbia. Il grande problema. ma è in realtà un aiuto per comprenderla meglio. iscrizioni…) provenienti da fonti estranee alla Bibbia e relativi in qualche modo alla storia di Israele. scritto da un solo autore in un’epoca ben precisa: ogni libro della Bibbia ha una sua . che può essere anche durata secoli.. quel che conosciamo dai testi biblici non è verificabile tramite altre fonti.C.C.spesso complessa! storia di composizione. dunque. Non sempre i dati archeologici sono di facile interpretazione e non è spesso agevole distinguere l’opinione dell’archeologo dai dati da lui riportati.dei problemi .C.C. La domanda che può venire spontanea a questo punto è “perchè allora non fidarsi semplicemente di ciò che la Bibbia dice?”. a. e la stele di Mesha. le cui mura. A lato delle fonti scritte. re di Moab. 9 2.

inoltre. In realtà. altri con la monarchia davidica. Quest’ultima posizione. 4. Come già si è accennato. che risale agli studi di B. il racconto della creazione contenuto in Gen 1-11. religiose del suo tempo. Le fonti che riferiscono su di esso sono tutte di origine tarda e riflettono quindi problematiche di epoche posteriori di molti secoli. non è ‘storia’ in senso proprio. L’esempio classico è il testo di Gen 12. Nell’ultima edizione della sua Storia di Israele. Soggin situa invece i regni di David e di Salomone nella parte intitolata “Tradizioni sulla preistoria del popolo”. 56.. Quando far iniziare una storia di Israele? Un’ultima questione: quando fare iniziare una storia di Israele? Anche un lettore alle prime armi dovrebbe ormai sapere che l’inizio della storia biblica. altri invece con l’unione delle dodici tribù e l’ingresso in Canaan. appunto alla “Parola di Dio” che quel fatto rappresenta. ma si tratta di storia interpretata e non ci deve dunque meravigliare il fatto che l’interpretazione non corrisponda spesso alla realtà dei fatti. altri ancora con il periodo dei Giudici. politiche. l’impero di David e Salomone “presenta più problemi di quanti ne potremo mai risolvere.C. A History of Ancient Israel and Judah. come alcuni degli storici di Israele hanno fatto nel passato. Storia di Israele (prima edizione. quella dei Patriarchi. stava passando per esperienze molto spiacevoli”. egli è interessato al messaggio teologico in essi contenuto. il testo fu scritto. alla fine del secolo scorso. dove si ricorda che i Cananei abitavano ‘allora’ il paese. appunto almeno nove/dieci secoli prima della stesura dei primi testi scritti che ne parlano. in quanto si costituisce come stato» . Alcune Storie di Israele recenti rifiutano esplicitamente ogni tentativo di ricostruire la fase precedente la monarchia: così l’importante Storia di Miller e Hayes conclude il capitolo dedicato alle origini di Israele affermando che «si declina ogni tentativo di ricostruire la storia più antica di Israele». il grande problema che lo storico deve affrontare è la pressoché totale mancanza di fonti extrabibliche e di dati per il periodo precedente la monarchia: l’unica 11 12 13 SOGGIN. ad esempio. in effetti. Sembrerebbe dunque opportuno iniziare con la tappa successiva. MILLER-HAYES. Siamo dunque di fronte a testi che si occupano di storia. è difesa nella prima edizione della Storia di Israele di Soggin: «è infatti da allora che Israele comincia ad esistere come entità non soltanto etnica (…) ma anche politica. cf. Questa distanza tra i fatti narrati e i fatti avvenuti rende spesso del tutto impossibile una vera ricostruzione storica degli avvenimenti. 54. a. Storia di Israele. 8 . ma che evidentemente non ci abitavano più quando.13 11 12 Tutto ciò basta a far capire come le origini di Israele siano realmente il punto più difficile e il più discusso della storia di Israele.cronologia più tradizionale. Per Soggin. A ciò si aggiunga che l’autore biblico rilegge tali avvenimenti alla luce delle condizioni sociali. Stade. i patriarchi si collocavano nel XVIII-XVII sec. ormai ridotto al solo Giuda.6. 79. la trattazione inizia con il periodo immediatamente precedente la monarchia . SOGGIN. quando il popolo. molti secoli dopo i fatti narrati. già su questo punto c’è una grande diversità di opinioni: alcuni iniziano la storia di Israele piuttosto con l’Esodo. Brescia 1984).

a. al Dio dei nostri padri. Ciascuno di questi elementi dovrà essere tenuto sempre presente se si vuole in qualche modo arrivare a ricostruire un quadro soddisfacente della storia di Israele: in tal modo. *** CAPITOLO II LE ORIGINI DI ISRAELE Mio padre era un Arameo errante. Allora gridammo al Signore. La popolazione.5 .C. vive concentrata in piccole città-stato. Antico Oriente. Gli autori antichi. ma concreto: la storia di un popolo. Gli autori biblici sono senz’altro mossi anche da un interesse storico e talora persino ideologico. nelle colline della Shefela.) un ulteriore problema è cercare di comprendere il senso dell’agire del Dio di Israele all’interno della storia. non riescono a concepire una “storia” in senso moderno. a. e il Signore ascoltò la nostra voce… (Dt 26. nel sud della Mesopotamia: la cronologia è molto discussa. Bari 1988. per cui la storia di Israele non può coincidere con una semplice parafrasi dei testi biblici. tanto che Abramo è stato collocato dagli studiosi in un arco di tempo che spazia dal II millennio a. inoltre. Si tratta di un’epoca di discreta prosperità per la terra di Canaan : gli insediamenti si moltiplicano. ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. L’opinione più diffusa lo ha collocato attorno al XVIII sec. costituisce una delle grandi potenze 14 14 Per una panoramica della storia del Medio Oriente Antico si veda l’interessante e ricchissima opera di M. Gli Egiziani ci maltrattarono.C. e talvolta neppure quella! Il nostro punto di partenza sarà dunque una breve panoramica su questo spinoso problema delle origini di Israele. scese in Egitto. ma il loro obiettivo primario è prima di tutto teologico: ci troviamo di fronte a una “storia sacra”. a partire dall’opera dei profeti (più o meno intorno all’VIII sec. a loro volta sotto il controllo politico dell’Egitto che. Il libro della Genesi presenta Abramo come un migrante. 9 . I Patriarchi. a..fonte a nostra disposizione è spesso poco più che la Bibbia stessa.C. pur se arricchita con dati storico-archeologici. proveniente dalla città di Ur. insieme all’impero babilonese e agli Hittiti. Economia . a. cioè nelle zone più accessibili e fertili. del resto. tra i monti della Giudea e il mare. Israele. LIVERANI. in quel periodo archeologico che viene definito «Medio Bronzo II» (tra il 1900 e il 1550 a. il lettore della Bibbia potrà collocare ciò che legge non su uno sfondo astratto. e nelle valli del nord. tenendo sempre presente che dobbiamo confrontarci con testi biblici ai quali non possiamo chiedere una risposta di ordine puramente storico. Per la Bibbia. in particolare nella regione costiera. ove la presentazione dei fatti sia il più possibile sganciata dall’elemento religioso. Storia. Società.7). vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande.in particolare le pagine 661-692 su Israele.). circa). C. forte e numerosa. di stirpe semitica.C addirittura fino all’epoca esilica (VI sec.

C. si è tentato di identificare gli ebrei con un gruppo di seminomadi di origine semitica. Istituzioni dell’Antico Testamento . insieme ai nomi delle città e dei re controllati dall’Egitto.C. Alcune delle usanze che la Genesi attribuisce ai patriarchi potrebbero effettivamente essere poste in relazione con usanze analoghe note. 10 . gruppi nomadi e banditeschi conosciuto da testi egiziani. di trovare qualche corrispondenza tra le narrazioni patriarcali e il periodo storico a cui esse si riferirebbero (il già ricordato XVIII sec. archivi recentemente scoperti e ricchissimi di testi. anche se questo tipo di parallelismo è tutt’altro che sicuro .). 13-26. ma la questione è ben lontana dall’esser risolta.dell’epoca. all’inizio del II millennio. i patriarchi sono stati considerati da alcuni storici come figure mitiche. G. ripresa oggi da molti studiosi. COUTURIER (ed. l’uso di avere una schiava come concubina (Abramo e Agar). nell’ambito delle città-stato sopra ricordate. Sullo stato della questione relativa alla storicità dei racconti patriarcali cf. Cerf-Fides. ma siamo ancora nel campo delle ipotesi. come quella dell’esilio.). invece. senza dimora stabile: va comunque sfatata l’immagine tradizionale che accosta i patriarchi ai grandi nomadi del deserto. 15 15 Per quanto riguarda il nomadismo e lo stile di vita dei patriarchi quale ci è narrato dai testi biblici. La situazione in cui ci troviamo non ci permette neppure di stabilire l’origine dei patriarchi: si è pensato che essi facessero parte di gruppi semitici emigrati verso ovest all’inizio del II millennio (si è parlato di migrazioni aramee o amorree). figurine d’argilla rappresentanti i nemici fatti prigionieri sulle quali venivano scritti i nomi dei nemici stessi. oppure la cosiddetta “legge del levirato”.. I Cananei costituivano un popolo per lo più sedentario.C. accompagnati da maledizioni. Ma ogni tentativo di identificare con gli ebrei (‘ibrim) questi Hapirû non è stato finora convincente. bande che scorrazzavano per il Medio Oriente verso la metà del II millennio a. occasionalmente. Nuzi ed Ebla. dai testi trovati negli archivi delle città-stato medio-orientali di Mari. attestati in Egitto tra il XV e il XIII sec. ci vengono presentati come seminomadi. vista l’impossibilità di risolvere questo problema. pastori di bestiame minuto e. i patriarchi. Allo stesso modo.. la cui principale occupazione era l’agricoltura. Una ipotesi molto suggestiva. Al di fuori dei testi biblici non possediamo alcuna altra testimonianza sull’esistenza dei patriarchi e questo non deve sorprenderci. come i beduini che del resto appariranno sulla scena del Vicino Oriente Antico solo molto più tardi. I primi documenti che parlano della terra di Canaan risalgono all’inizio del II millennio e sono i cosiddetti “testi di esecrazione” egiziani. come piccoli agricoltori. Proprio a causa di tale assoluta mancanza di dati. Paris-Montréal 1998. all’inizio del secondo millennio a. Queste ed altre usanze relative allo stile di vita dei patriarchi così come ci appare dai testi biblici possono trovare qualche corrispondenza con i costumi delle tribù seminomadi che vivevano. ha ancora valore l’opera classica di DE VAUX..M. per cui si era tenuti a sposare la moglie del fratello morto senza figli. a. Si è anche tentato. è quella di collegare le migrazioni patriarcali con i cosiddetti Hapirû.C. Autour d’une article inédit du pére J. a. gli Shashu. Lagrange o. invenzioni di un’epoca molto tardiva. vista la scarsa rilevanza storica che essi potevano avere.p. Si citano a questo proposito l’uso di adottare il figlio avuto da una schiava (come fa Abramo con Ismaele). Les Patriarches et l’histoire.

un valore simbolico ed educativo che va molto al di là della sua storicità. la bibliografia citata nella nota successiva. Così non deve stupirci il fatto che l’itinerario che porta Abramo da Ur dei Caldei (popolo che nel XVIII sec.C. L’ebraismo successivo. 16 Indichiamo con YHWH (il “tetragramma”) il nome di Dio connesso molto probabilmente con un forma del verbo ebraico hyh. in greco). Sichem. Brescia 2005 (originale tedesco del 1992). “esserci” ed anche “divenire”. è presente quando il narratore scriveva. Brescia 2005 (originale francese del 2003) e R. Alt sul “Dio dei Padri”: il Dio dei patriarchi. sarebbe un Dio personale. El. “che esiste”. Ricordo le recenti traduzioni italiane delle opere di A. 2 voll. appena tre generazioni (Abramo-Isacco-Giacobbe) nello spazio di ben tre secoli! E’ chiaro che ci troviamo in ogni caso davanti alla semplificazione di una storia molto più complessa. i testi genesiaci uniscono la religione fondata sulle promesse a quella fondata sulla Legge . lo identificheranno con lo stesso Dio El. mentre Es 6. Un elemento importante che non va mai dimenticato è il fatto che il testo biblico rilegge e attualizza la storia patriarcale: nel libro della Genesi. ma invocavano Dio sotto il nome piuttosto misterioso di El Shadday. il “Dio di Abramo. molto probabilmente. Cf. nel testo biblico. Storia della religione dell’Israele antico . che privilegia l’etica prima che il culto. La nascita del monoteismo. Quando molto tempo più tardi gli israeliti inizieranno ad adorare YHWH come unico Dio.5).) sino alla terra di Canaan è lo stesso itinerario percorso dagli esuli di Babilonia durante il loro ritorno in patria: in tal modo la storia patriarcale acquista. nel VI sec. sostituì questo nome con Adonai. la religione dei patriarchi non sembra essere tanto quella di un particolare gruppo storico pre-mosaico. ci troviamo di fronte a un Dio di famiglia. in particolare la questione relativa alla nascita e allo sviluppo dello jahwismo. ALBERTZ.. il celebre testo di 12. Mambre. non esisteva ma che. nella Genesi riceve nomi come “il Dio di mio padre” (Gen 31. probabilmente legati a culti cananaici. che. Dan. vista la povertà di dati a sua disposizione.13-15 considera Mosè come il primo cui fu rivelato il nome sacro. I patriarchi adorano un Dio che porta lo stesso nome del capo degli dei cananaici. significativamente. Isacco e Giacobbe”. il “Terrore di Isacco” (Gen 31. conosciuto dai patriarchi. ovvero “Signore” (Kyrios. ovvero colui che è presente. 16 17 Lo storico.Secondo i racconti genesiaci la religione dei patriarchi è la stessa che avrà poi Israele: la fede in YHWH. a. 17 La storia della religione di Israele è problema estremamente complesso. 11 .42. Non è possibile discutere nei dettagli la tesi di Alt. che successivamente verrà chiamato Yahweh. quanto piuttosto un modo di concepire Dio da sempre diffuso all’interno del popolo d’Israele. Ma altri testi del Pentateuco suggeriscono un quadro differente: il noto testo di Es 3. Proiettando all’indietro nel tempo le promesse divine. anche se l’ipotesi del “Dio dei Padri” appare suggestiva.3 afferma esplicitamente che i Patriarchi non conoscevano YHWH. A partire dagli anni Trenta si è sviluppata la tesi di A. non può dire molto più di questo: la storia patriarcale contenuta in Gen 12-50 è essenzialmente una storia di famiglie. come il primo cristianesimo. lo venerano in santuari come Betel. In realtà. LEMAIRE. un testo tardivo che intende rileggere l’intera vicenda di Abramo come incoraggiamento per gli esuli ebrei a Babilonia. 53).24). il “Potente di Giacobbe” (Gen 49.1-4a è in realtà. la sua pronuncia poteva essere forse Yahweh e il senso sembra essere “colui che c’è”.

tra questi gruppi potrebbe trovarsi allora la “casa di Giacobbe” cui la Genesi e l’Esodo fanno riferimento. è evidente. e il decreto del faraone che prevede la morte per tutti i figli maschi (Es l. visto che nell’Egitto del II millennio poteva accadere che uno straniero si trovasse in posizione di grande potere. tuttavia. l’immagine di un Dio che guida la storia rovesciando le prospettive umane (si veda ad esempio Gen 45. Israele in Egitto Nel libro dell’Esodo si narra. Secondo il racconto di Es 1. dove si legge che gli Israeliti furono addetti alla costruzione delle città di Pitom e Ramses: Ramses è una città del delta del Nilo ricostruita con tal nome probabilmente sotto il faraone Seti I o sotto il suo successore.relative all’ingresso in Egitto di gruppi di pastori provenienti dal Medio Oriente. come ben informata relativamente all’ambiente egiziano: in Gen 41. Ciò che Gen 3750 ci dice sull’Egitto è in realtà quel che poteva sapere uno scriba ebreo bene informato durante l’epoca monarchica. La “Storia di Giuseppe” sembra presentarsi. La “storia di Giuseppe” sarebbe dunque da collocarsi non nel XVIII o XVII sec. 12 . la razione giornaliera di cibo. Ma il riferimento storico forse più attendibile si ritrova in Es 1. gruppi ai quali venivano concesse in uso terre egiziane come pascoli per i loro greggi. del buon governo e. predecessore di Ramsete II. la coesistenza di tradizioni letterarie diverse. per esempio.b. è un fatto verosimile. l’uscita degli Israeliti dall’Egitto. prigionieri di guerra e schiavi erano obbligati in Egitto sono realtà ben note allo storico. Ramsete II. il libro della Genesi termina a sua volta con i capitoli 37-50 (la cosiddetta “Storia di Giuseppe”) che hanno evidentemente la funzione di introdurre la narrazione dell’Esodo..contenute nelle relazioni di guardie di frontiera egiziane . Possediamo documenti su papiro risalenti alla XIX dinastia relativi all’impiego di schiavi e di prigionieri di guerra. a.8-14). secondo la cronologia tradizionale sui patriarchi. nel corso del XIII sec. Anche in questo caso. verso il XIII sec. però.C. della paternità. ma piuttosto un’opera scritta con intenti ben precisi. le fonti egiziane tacciono e la stessa tradizione biblica è divisa tra il ricordo dei lavori forzati (Es l. dove il riferimento potrebbe essere relativo all’avvento al trono del grande faraone Ramsete II (l290-1224 a. storicamente più verosimile.24). soprattutto.8 l’oppressione nasce da un cambio di dinastia: “un nuovo re che non aveva conosciuto Giuseppe”. ma almeno quattro secoli più tardi. Sia i motivi sia la vera natura dell’oppressione ci sfuggono: sappiamo però che i lavori forzati cui stranieri. in Es 1. per mettere cioè in luce i temi della fraternità. Della stessa epoca possediamo alcune testimonianze . Tutto questo. 45 si usano parole e nomi egiziani abbastanza comuni (ad eccezione della misteriosa parola abrek del v.5-8 e 50. a prima vista.l5-22). Il testo di Gen 37-50 è in ogni caso non tanto una narrazione a sfondo storico. L’ingresso degli Israeliti potrebbe rientrare in questo tipo di migrazioni.11. La posizione assunta da Giuseppe – “maestro di palazzo” o “gran vizir” del faraone non è insolita.C. riferendo la discesa degli Ebrei in Egitto. dei quali si fissa. non ci dice nulla sulla reale storicità di Gen 37-50: le fonti egiziane non dicono niente circa una venuta di “Israele” in Egitto e gli elementi sopra accennati possono far concludere al massimo che la presenza di gruppi semitici in Egitto. come tutti ben sanno.. 43).. secondo una delle possibili cronologie) o forse al passaggio tra la XVIII e la XIX dinastia avvenuto con Seti I.43.

43-51 e otto in Sal 105. con numerose contraddizioni interne. in questo caso molto verosimile: mosis è un suffisso egiziano che significa “figlio di”. in ogni caso. Questo probabile parallelo fa pensare che al nucleo storico relativo al personaggioMosè si siano poi aggiunte tradizioni e riletture successive che rendono difficile metterne a fuoco il valore storico preciso. Dall’Egitto alla Terra Promessa. che comprende quasi ben cinque capitoli. Mosè appare. Il testo di Es 2. legato frequentemente al nome di qualche divinità egiziana. andando al di là del semplice fatto storico. La nascita di Mosè è narrata secondo uno schema ben noto nell’antichità. appunto) nato in segreto e salvato dalla madre in un cestello di giunchi abbandonato sul fiume e ritrovato da un personaggio (un portatore d’acqua. Il significato stesso di questo nome rimanda ancora una volta a un contesto egiziano. Nel preludio al racconto delle piaghe (Es 7. le acque del Nilo cambiate in sangue farebbe riferimento al fenomeno naturale che durante la grande piena di Luglio-Agosto colorerebbe di rosso l’acqua del fiume a causa della presenza di un micro-organismo chiamato Euglana sanguinea. ZAW 69 (1957) 84-103. Le piaghe sono poi menzionate in due altri testi della Bibbia ebraica. Bologna 2004. Questo tipo di concordismo è ormai superato e il motivo di questo superamento sta nello stesso testo biblico.10. «The Plagues of Egypt». Es l9-24). colui al quale secondo il racconto di Es 3. 19 Cf. in relazione ovviamente all’evento miracoloso del suo salvataggio dalle acque del Nilo. da Es 7. il racconto dell’uscita dall’Egitto inizia con la celebre descrizione delle piaghe. ma i testi scritti della sua leggenda che sono a nostra disposizione sono molto più recenti): già nel caso di Sargon abbiamo un bambino (il re Sargon.l0 dà del nome ebraico Mosheh una etimologia popolare. la prima piaga.l-5) esse sono 18 19 18 In questo modo. oltre alla parte avuta nell’uscita dall’Egitto. 131-140. Nel libro dell’Esodo. come una figura chiave del Pentateuco. studio ripreso in molti commenti successivi. “figlio del dio Tut”. schema che ritroviamo nella leggenda di Sargon I re di Akkad (vissuto nel 2334-2280 a. In un passato non troppo lontano molti esegeti si sono sforzati di darne una spiegazione scientifica. ne mette in risalto piuttosto il valore teologico di “segno”. e ha donato la sua Legge.C. le chiavi di lettura presentate da G. facendolo derivare dall’ebraico mashah. destinato a grandi imprese. Il più completo tentativo di ricostruzione scientifica in tal senso resta quello di G. Inoltre. almeno in proporzione all’importanza che egli ha nei primi cinque libri della Bibbia: in essi invece. ad esempio. VANHOOMISSEN. il mediatore tra Dio e il popolo. EDB.Dio ha rivelato il suo nome. YHWH.HORT.27-36. la Tôrah (cf. si può facilmente notare come ogni piaga viene narrata secondo uno schema letterario ben preciso che. come ad esempio Tut-mosis.l4 fino a Es 11. 70 (1958) 48-59. anche se nel resto della Bibbia ebraica è relativamente poco ricordato. nella storia di Sargon) che alleva poi il bambino.l3-l5 . c.Nel racconto dell’Esodo l’uscita dall’Egitto è strettamente legata al nome di Mosè. 13 . Nel lungo racconto sulle piaghe emergono infatti almeno tre tradizioni diverse. Mosè appare anche come il fondatore dello yahwismo. cercando di collegare le piaghe con fenomeni naturali più o meno comuni in Egitto . Esodo e Sinai. con numeri diversi: sono infatti nove in Sal 78. circa. cioè “trarre fuori”. Cominciando da Mosè.

La stessa cosa avviene anche per il passaggio del Mar Rosso (il celebre e bellissimo testo di Es 14): bisogna intanto ricordare che il testo dell’Esodo non parla in realtà di “mar Rosso”. non ci è più possibile precisare. cioè all’epoca di Ramsete II . zona paludosa che ben spiegherebbe l’espressione “Mare delle Canne”. 21 Con ciò la teoria di De Vaux servirebbe molto bene a spiegare anche la diversità di itinerari che il testo biblico attribuisce agli Israeliti in fuga: mentre in Es 14. Cronologicamente tutto ciò si collocherebbe intorno al 1250 a. Accettando o meno questa teoria.17 nell’ultima edizione francese della Bible de Jérusalem. l’altro espulso: ciò risolverebbe il problema della diversità di tradizioni. l’arrivo al monte Sinai (chiamato anche Horeb). del resto molto discussa. nella zona a est del Delta. ancora una volta. ci possiamo rendere conto di come le motivazioni teologiche che sottostanno al testo biblico abbiano anche in questo caso la preminenza sulla esattezza storica che in casi come questo sarà impossibile ottenere. l’uscita dall’Egitto sarebbe avvenuta in tempi e modi diversi da parte di almeno due gruppi di Israeliti. Per la teoria del doppio esodo. biblista e archeologo francese morto nel 1971. una lunghissima sezione che va da Es 20 R. bloccati dal Signore nel loro campo e impossibilitati a inseguire gli Israeliti. 14 . dietro il ricordo di fatti che.C. uno fuggito. 5). mentre in una tradizione parallela. il “miracolo” è. Es 14. il testo di Es 13. Es l4. dovute all’esistenza di versioni divergenti e spesso contraddittorie. l’alleanza con Dio e il dono della Legge.22). si colloca il chiaro intento teologico dei narratori. è stato il direttore della traduzione biblica a tutti nota come la Bibbia di Gerusalemme. che scoprono in quei lontani eventi la presenza di Dio nella storia del popolo e a questa luce li trasmettono agli uomini del loro tempo. dove oggi passa il Canale di Suez.. che non corrisponde al Mar Rosso che noi conosciamo oggi.2-9 gli Israeliti sembrano passare dal nord. forse più antica. De Vaux. in Es 14. Per spiegare questo tipo di contraddizioni. un “esodo-fuga” e un “esodo-espulsione”. Le fonti egiziane ignorano questo avvenimento (pur se nel papiro Anastasi V abbiamo la relazione di un ufficiale di frontiera che insegue un gruppo di schiavi fuggitivi) il cui ricordo resta più nella memoria teologica di Israele che in quella tramandata dai documenti storici. più o meno discutibili.l7 afferma esplicitamente che tale strada fu evitata.21). 20 21 Il racconto dell’uscita dall’Egitto prosegue con un altro evento chiave nel racconto del Pentateuco. la strada “dei Filistei”. si vedano ancora le note a Es 11. ma piuttosto di “mare delle Canne” o “dei Giunchi”.1 e 13. I tentativi di identificare il punto esatto del passaggio degli Israeliti si sono moltiplicati: si è pensato ai Laghi Amari. è nata la nota teoria di R. il vento d’oriente che prosciuga l’acqua del mare permettendone il guado (cf. membro dell’Ecole Biblique di Gerusalemme. uscita nella sua prima edizione francese nel 1955 (l’ultima edizione è del 1998).24-25.chiamate proprio “segni e prodigi” (v. Così. La redazione sacerdotale dell’Esodo fa del passaggio del mare un corteo trionfale tra due muraglie d’acqua (cf. più semplicemente. si è pensato anche alla zona costiera presso il Mediterraneo. 3) mediante i quali gli Egiziani “sapranno che io sono il Signore” (v. Così. De Vaux secondo il quale non siamo di fronte ad uno ma a due differenti esodi dall’Egitto. che parla più semplicemente della fuga degli Egiziani. sulla costa mediterranea. celebre domenicano. Ma ancora una volta siamo nel campo delle ipotesi. Esiste almeno un’altra versione dell’accaduto.

. la chiara frattura tra la fine del c.C.almeno secondo l’interpretazione corrente . esattamente come nel caso del passaggio del mare e si è pensato addirittura ai monti dell’Arabia : anche in questo caso il lettore moderno non vedrà soddisfatta la sua curiosità.1). Tradizionalmente si identifica il monte Sinai con l’attuale Jebel Mussa (2244 mt. 151. il che potrebbe indicare una popolazione non ancora sedentarizzata. quello cioè delle origini di Israele come popolo e della sua presenza nella terra di Canaan. attraverso il libro del Levitico. non ha più seme”.C. le città di Ascalon. fino a Nm 10.1-17 colloca la celebre tradizione sul “decalogo” che il Signore avrebbe donato a Mosè. Va sottolineato come studi recenti abbiano contribuito a minimizzare le conquiste del faraone vantate nella stele.33. preceduta. Num 14. Milano 1984. Cf. una delle tappe del cammino nel deserto: oltre alla fragilità delle prove archeologiche riportate da Anati. per la prima volta. Sul monte Sinai/Horeb il testo di Es 20. Ma tutto ciò ci rimanda ad un problema ben più complesso. oggi dovremmo parlare al riguardo di letteratura di propaganda. Al Museo Egiziano del Cairo è ben visibile la stele del faraone Merneptah. 15 . gli studi attuali hanno ormai messo in luce come il testo del decalogo vada considerato parte di una tradizione di epoca monarchica la cui origine è senz’altro indipendente da quella sinaitica (v. L’identificazione è stata più volte messa in dubbio. Geograficamente Israele viene collocato nella stele a lato delle città-stato della terra di Canaan.“Israele è annientato. dal determinativo che non indica una città. intorno al 1220 a. La stele riporta un’iscrizione di 28 righe con l’elenco delle vittorie ottenute dal faraone. un monte nel deserto del Neghev. 23 Una parte del testo della stele è disponibile in traduzione italiana in L’Antico Testamento e le culture del tempo. di altezza. Alle righe 26 e 27 il testo parla della sottomissione delle popolazioni dell’Asia: si nominano gli Hittiti. nella parte meridionale della penisola sinaitica) ove oggi si trova il celebre monastero greco-ortodosso di Santa Caterina.19. presso l’oasi di Qadesh. Il periodo passato dagli Israeliti nel deserto è calcolato secondo la cifra convenzionale di 40 anni (cf. Si tratta comunque di un testo molto importante. resta del tutto discutibile la sua pretesa di voler datare l’esodo addirittura nel III° millennio a. senza che tuttavia possiamo conoscerne con più precisione l’esatta localizzazione. Montagna sacra nel deserto dell’Esodo . perché.34): si tratta in realtà di un periodo di tempo molto indefinito in cui quel gruppo (o quei gruppi. viene attestata l’esistenza di una entità “Israele”. Anati ha proposto di identificare il Sinai con lo Har Kharkom. secondo l’uso egiziano. L’installazione in Canaan: il problema delle origini. ma un “gruppo”. 22 d. se volessimo accettare la teoria di De Vaux) di Israeliti usciti dall’Egitto inizia ad avere una fisionomia più precisa e comincia ad esistere come popolo. scoperta dall’archeologo inglese Flinders Petrie nel 1895 e databile. 19 e Es 20. i Cananei. Har Kharkom. E. Ghezer e Yanoam e si aggiunge . ANATI. quando gli Israeliti ripartono dal Sinai. seppur con una certa approssimazione. La versione che potremmo definire “canonica” dell’ingresso di Israele in Canaan è ben nota: secondo il libro di Giosuè si è trattato di una vera e propria 23 22 L’archeologo E.

24 1) La soluzione apparentemente più ovvia è seguire il racconto del libro di Giosuè: Israele cioè entra in Canaan. perciò Dio non ha scacciato del tutto i popoli di Canaan dalla loro terra (Gdc 2. il popolo di Israele.14-17).30-35. A proposito delle tribù. sotto la guida del suo successore Giosuè. provenienti dall’Egitto e conquista militarmente il paese . non tutte unite come nel racconto del libro di Giosuè. una città dopo l’altra. In questa azione.l5). Si tratta di una questione che è stata molto studiata in questi ultimi anni.10-15). ma non potè espellere gli abitanti della pianura. tutte e dodici le tribù agiscono concordi. perchè muniti di carri di ferro» (Gdc 1. dando vita a diverse teorie in proposito. testo che per molto tempo verrà preso alla lettera.1-2. Albright (1920-1930) in poi (cf. L’inizio del cap.19). se vuole dare una risposta plausibile al problema delle origini di Israele. mentre le tribù transgiordaniche (Gad e Manasse) e quelle del sud (Giuda) appaiono del tutto autonome dalle altre. Inoltre Gdc 3. dopo la morte di Mosè. la “conquista” si sarebbe limitata a zone scarsamente popolate. L’inizio del libro dei Giudici ci presenta invece una versione della conquista piuttosto diversa: il testo di Gdc 1. Gs 8. che scacciò gli abitanti delle montagne. dobbiamo subito confessare che una soluzione accolta da tutti è ancora lontana e la discussione resta aperta. come in almeno un caso lo stesso libro di Giosuè sia testimone del fatto che la conquista avvenne in realtà in modo pacifico (v. a proposito della presa di Sichem). a partire dagli scavi di W. 16 . il libro dei Giudici fa comprendere come esse fossero ben lontane dall’essere unite: le tribù del nord agiscono sempre in modo indipendente (l’antico “canto di Debora” in Gdc 5 ne nomina soltanto sei). che sembrava negare tali supposte verità bibliche! 25 La teoria della singola invasione militare è sostenuta in particolare da quella che possiamo chiamare la “scuola americana”. il sole che si arresta su Gabaon (Gs 10. mentre le potenti città-stato della pianura sarebbero rimaste intatte: «Il Signore fu con Giuda. infine. …). risultano in rovina.F. E’ interessante vedere. Secondo il racconto biblico. con l’accompagnamento di altri prodigi e miracoli: si ricordi ancora un altro episodio. L’obiezione principale a questa posizione viene dai risultati della archeologia: è senz’altro vero che diverse città che Giosuè avrebbe distrutto intorno al 1250-1200 a. dove avviene il celebre prodigio del crollo delle mura al suono delle trombe (Gs 6).C. come un vero e proprio esercito. Il testo biblico ci presenta dunque un evidente contrasto tra la descrizione di una conquista unitaria e militare del paese (Gs) e una conquista più lenta e frammentaria (Gdc): è uno degli scogli che lo storico deve affrontare. ma è altrettanto vero che i motivi di tali distruzioni possono essere fatti risalire 25 24 Si ricordi l’opposizione che la chiesa fece all’ipotesi eliocentrica di Galileo Galilei 15641642). Beniamino appare escluso e addirittura nemico delle altre tribù (Gdc 19-21). quasi come un’affermazione scientifica circa il sole che gira attorno alla terra. come insieme di tribù unite.5 mostra le singole tribù in azione l’una indipendentemente dall’altra. p. 2 del libro dei Giudici legge questa mancata conquista in chiave teologica: Israele non ha ascoltato la voce di Dio. entrando in Canaan e conquistando tutto il paese a partire dalla città di Gerico.l-6 è un lungo elenco di popolazioni locali che Israele non avrebbe scacciato: a ben guardare. passa il Giordano che miracolosamente arresta il suo corso (Gs 3.conquista militare.

il caso di Gerico. semplicemente abbandonata. “Israele” sarebbe dunque costituito da una serie di tribù seminomadi che. Noth (+1968): quest’ultimo elaborò l’idea della “lega delle dodici tribù” (da lui chiamata con termine greco di anfizonia). è stata successivamente messa in discussione: in particolare non esistono prove certe relative all’esistenza di dodici tribù unite in una simile lega sacra. da parte di singoli gruppi di Israeliti . più noto. 27 La teoria nasce in ambito tedesco con gli studi di A.E. studi ripresi poi da M. 26 2) Fallito il tentativo di giustificare storicamente la visione della conquista quale il libro di Giosuè ci presenta. per conoscere poi lotte durante il periodo dei Giudici. De Vaux. parla piuttosto di “insediamento”.con grande entusiasmo degli archeologi . tutt’altro che infrequenti.1-9). scelto per la presenza dell’Arca della Alleanza. che trasforma un episodio di conquista in un atto liturgico. ovvero più di un millennio prima della usuale datazione della conquista. 17 . all’inizio dell’età del ferro (1200-1150). è del resto teologico. prima pacificamente e. come unione delle dodici tribù attorno a un unico luogo di culto. secondo Noth. cercando di mostrare come l’installazione degli Israeliti in Canaan sarebbe avvenuta in parte in modo graduale (delle enclaves cananaiche sarebbero esistite sino al tempo di David) e pacifica. a campagne militari egiziane.C. ancora oggi ben visibili. Quest’ultimo è per noi un esempio molto istruttivo: una campagna di scavi. risalgono in realtà al periodo del Bronzo Antico. senz’altro suggestiva. almeno in un primo tempo. alcune delle città che Giosuè avrebbe conquistato e distrutto risultano semplicemente disabitate. un gesto sacro celebrato dai sacerdoti. Ai e. l’eccellente dossier «Gerico» pubblicato nel Mondo della Bibbia. Israele sarebbe nato. quello cioè di esortare gli israeliti alla fiducia in YHWH e all’osservanza della sua Legge (cf. abbia trovato in partenza molti sostenitori. Alt alla fine degli anni Trenta. intorno al 1250-1200 a. la città appare. cioè nelle regioni meno popolate. condotta a Gerico nel 1930-1936. anche con la forza. Leumann (TO) 18 (1993). ElleDiCi. sulle montagne della regione centrale. o perfino a cause naturali come incendi o terremoti. durante quel periodo: è il caso di Arad. 27 3) Negli anni Sessanta e Settanta si è tentata un’altra via. i cui sostenitori si rifugiano a volte nella affermazione che i resti della Gerico di Giosuè sarebbero stati asportati dall’erosione. Alla base del racconto della conquista di Gerico come lo leggiamo in Gs 6 bisogna allora leggere un racconto cultuale. E’ evidente come basti questo dato archeologico a mettere in crisi tutta la teoria relativa ad una conquista militare. almeno allo stato attuale delle ricerche. un tentativo di spiegazione da un punto di vista sociologico: due autori (G. operato ancora una volta da R. non vi sono tracce di mura né di una loro eventuale distruzione. si è pensato ad elaborare un modello diverso che parte dall’idea di una infiltrazione graduale e pacifica almeno nella fase iniziale. si sarebbero insediate. fece pensare . Benché la teoria. Un tentativo di accordare questa teoria con la precedente. Inoltre. prima di essere storiografico. dimostrarono che tali mura.a incursioni filistee. Mendenhall e 26 Cf. solo in seguito. cosa che naturalmente non può essere provata. L’intento del libro di Giosuè. a vent’anni di distanza. ciò che Dio chiede a Giosuè in Gs 1.di aver ritrovato quelle mura in rovina che sarebbero crollate al suono delle trombe israelite. Gli scavi successivi.

resta il dilemma della loro provenienza: un notevole problema è costituito dal fatto che questi nuovi insediamenti non rivelano affatto la 28 28 O dei “proto-israeliti”. fino ad allora poco considerato. L’idea di una rivolta contadina chiarisce come mai questa teoria abbia avuto fortuna nell’epoca in cui è apparsa: si tratta purtroppo di un presupposto finora non suffragato da prove sufficienti. tra queste.C. Abbiamo perciò indizi che. attestanti l’esistenza una popolazione a carattere agro-pastorale. altre distrutte e.N. che ha tuttavia il pregio di sottolineare l’aspetto sociale. da quei gruppi sperimentato nel deserto. Ciò si può in parte spiegare con l’introduzione dell’uso del ferro. infatti. cf. nella terra di Canaan si passa da un periodo di crisi ad uno di maggior prosperità e di nuovi insediamenti. Se la presenza degli Israeliti in questo periodo appare quanto meno verosimile. gli israeliti nascono dall’interno stesso della terra di Canaan. Con una certa approssimazione. Debir. che cercheremo adesso di esporre alla luce di una teoria oggi accolta da molti studiosi. Non ci sarebbe stata alcuna conquista. in città-stato sotto il controllo egiziano. nel Tardo Bronzo. non ci sarebbe stato alcun arrivo di Israele “da fuori”. non fortificate. in particolare nelle già ricordate zone montuose centrali. consentiranno un miglioramento dell’agricoltura e la crescita della popolazione anche in zone sino ad allora disabitate. Sotto l’influsso di gruppi di leviti provenienti dall’Egitto si sarebbe anche sviluppato il culto di YHWH. circa. Su questo punto dobbiamo ancora riflettere alla luce di una teoria ancora più recente. Alla fine dell’età del Bronzo. delle origini di Israele. Meghiddo. ma su basi etnico-tribali: tra questi nuovi insediamenti potremmo collocare quelli degli Israeliti. le città di Betel. tra il 1400 e il 1200 a. località tutte ricordate nel libro di Giosuè. a cavallo tra l’età del Bronzo e quella del Ferro I. LIVERANI. sino ad allora le più spopolate.K. come si è visto. dai circa 140. solo le successive innovazioni tecniche e l’introduzione del ferro. all’inizio dell’età del Ferro. cifre così basse non ci devono stupire. specialmente per la descrizione degli insediamenti in questione. Inoltre. secondo questa teoria. Oltre la Bibbia. Proprio queste città attraversano. Molte località risultano abbandonate. la terra di Canaan si presenta abitata da popolazioni di origine semitica (i cananei. il periodo tradizionale della “conquista”. Hazor. appunto).C.000 abitanti. Siamo così di fronte a una sorta di “collasso” del quale ancora non conosciamo le cause. 18 . con un aumento del numero degli insediamenti. raggruppati. si nota un rapido incremento della popolazione. 4) Quale soluzione dunque? Si deve onestamente ammettere che una risposta certa non è stata ancora data. gli archeologi calcolano che la popolazione di Canaan sia scesa. in tale periodo. 58-87. organizzata non come le città-stato. Inoltre. Sulla base delle conoscenze attuali si possono raggiungere come già si è accennato conclusioni solo probabili.. Gottwald) hanno proposto una visione del tutto nuova. un momento di crisi. a soli 60-70. né alcuna infiltrazione o insediamento: Israele sarebbe sempre stato in Canaan e si sarebbe formato come popolo soltanto in seguito alla rivolta delle classi contadine contro la potenza delle città-stato cananee.000 del Bronzo Medio. circa duecentocinquanta nuove piccole comunità rurali. Lachish. che permette il disboscamento delle zone collinari e l’uso dei terrazzamenti. circa la nascita di Israele. cioè più o meno attorno al 1200 a. nelle regioni montuose di Canaan.

differenziandosi da loro soprattutto sul piano religioso. ad esempio. più che come cronaca di fatti. un processo che si completerà finalmente in epoca esilica (VI sec. della tradizione biblica che risale certamente al di là dell’epoca persiana. Il problema resta più che mai aperto: l’unico elemento oggi acquisito sembra essere soltanto il rifiuto della visione tradizionale della “conquista”. hanno successivamente riletto alla luce della loro peculiare visione religiosa: si ritiene oggi. 29 29 Si vedano a questo proposito gli studi di P. si possono osservare notevoli parentele tra gli Israeliti e le altre popolazioni cananaiche: per esempio. Nella varietà delle teorie proposte. i dati archeologici. Solo dopo molto tempo YHWH si imporrà su Baal. riguardo a questi eventi. se potrebbe trovare qualche appoggio su un piano rigidamente archeologico. Gen 33. appare una proclamazione di principio che non tiene conto. Queste considerazioni hanno infine una grande importanza sul nostro modo di leggere i racconti biblici. Rivista Biblica Italiana. porta lo stesso nome del capo degli dei cananaici. anch’esse di origine semitica. il sorgere di una forma di monoteismo del tutto diversa dalla religione cananaica. uno dei più importanti dèi del paese di Canaan (si ricordi la sfida di Elia con i sacerdoti di Baal narrata in 1 Re l8). A RATA MANTOVANI. il Dio El. come entità religiosa distinta dal circondario non emerge fino all’età persiana ed è addirittura molto difficile da scorgere fino a quella ellenistica» (p. «Israele.tra l’altro.20). la presenza dell’influsso cananaico (si potrebbe più esattamente parlare di identità etnica con i Cananei). teologicamente e persino politicamente. i singoli gruppi tribali vivono separati tra loro e si uniscono per ragioni di difesa o in base a una fede religiosa comune. spesso essi stessi contraddittori. parentele strette tra “israeliti” e “cananei”. almeno quella narrata da Giosuè in una chiave che in ogni caso indulge senza alcun dubbio più al genere epico che alla storia.presenza di una nuova popolazione: gli abitanti di queste località non sembrano differenziarsi dalle locali popolazioni cananaiche né per le tecniche edilizie o agricole usate né per la ceramica né. sia il libro di Giosuè che quello dei Giudici. resta da risolvere la contraddizione esistente tra questi elementi: la coscienza biblica di un Israele “straniero” (il soggiorno in Egitto e il cammino nel deserto). a. 19 .). «La conquista di Israele». L’affermazione. che la concezione relativa all’esistenza delle dodici tribù unite nasca solo dopo l’istituzione della monarchia. ma si sarebbe gradualmente affiancato ad esse. e a proposito di quest’ultima in modo particolare.C. Se ciò fosse vero. come ciò che Israele pensava. adorato dai patriarchi (cf. Tutto ciò ci conduce a rivalutare almeno in parte il racconto dei Giudici e a vedere le origini di Israele come un fenomeno lento e complesso nel quale non possiamo escludere azioni militari su scala ridotta. 58). 36 (1988) 47-60. Ciò si spiega solo affermando che tra Israeliti e popolazioni cananaiche non vi sarebbero vere e proprie differenze etniche: Israele non avrebbe soppiantato d’un colpo le altre popolazioni cananaiche. per la cultura. e non la causa del collasso delle città-stato cananaiche. mentre la versione del libro dei Giudici appare storicamente più verosimile. infiltrazioni graduali. gli Israeliti sarebbero il prodotto. infine. Già su questo piano tuttavia. Quella che noi chiamiamo “conquista” va dunque riconsiderata come un processo molto più complesso che i testi biblici. che appare difficilmente conciliabile con la teoria della rivolta contadina. più in generale. Portando all’estremo le conseguenze di simili affermazioni si è oggi arrivati a sostenere la tesi di un “Israele cananeo” . Il libro di Giosuè ha conservato e amplificato una tradizione militare che deve essere stata minima.

spesso imparentate fra loro. che mette in luce la precisa finalità dell’autore. la bet-’ab. Verso la monarchia: i Giudici. legati tra loro da tradizioni comuni. unita ad altre famiglie. «In quel tempo non c’era un re in Israele: ognuno faceva quello che gli pareva meglio» (Gdc l7.35. il giudice.l8). Questa famiglia allargata. si considerano una “tribù”. numero chiaramente simbolico: ben noti sono i nomi di Gedeone e Sansone le cui gesta occupano una larga parte del libro dei Giudici (Gedeone. forma un clan. Ogni giudice dunque.e. La chiamata di Gedeone e la sua vittoriosa campagna militare sono il segno della salvezza che Dio nonostante tutto continua ad accordare al popolo servendosi di un uomo appositamente scelto e chiamato. dai nipoti. legata 20 . nel libro dei Giudici. da 13. circa. Tradizionalmente lo si è fatto estendere dal 1200 sino al 1050 a. C’è da chiedersi quanto questa polemica anti-idolatrica sia realmente una eco del tempo dei giudici o piuttosto una proiezione nel passato di problemi molto più vivi al tempo in cui il libro dei Giudici è stato scritto. Da un punto di vista sociale. ancora slegate tra loro (v. perché il Signore si lasciava commuovere dai loro gemiti sotto il giogo dei loro oppressori» (Gdc 2.31). con qualche approssimazione. appunto: «Quando il Signore suscitava loro dei giudici. Con la parola “giudice” non si deve pensare al giudice di un tribunale quanto piuttosto a un leader carismatico. tutti a loro volta con le rispettive famiglie. il Signore era con il giudice e li liberava dalla mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice. da Gdc 6. composta dal nonno.C. intesa come famiglia patriarcale. Oltre ai nemici materiali i giudici sono presentati anche nell’atto di combattere i culti cananaici. un’entità indipendente. Le tribù di Israele appaiono. dal verbo shaphat che indica sia “esercitare un potere” che “giudicare” in senso giudiziario. secondo un ben preciso schema ancora una volta chiaramente teologico piuttosto che storico. in questo periodo. e i luoghi di culto legati ai ‘pali sacri’ e alle colline sacre. Di questi giudici il testo biblico ne ricorda dodici.l fino a 16. è come un ritornello: «gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e il Signore li mise nelle mani di Madian per sette anni» (Gdc 6. gli “alti luoghi”. I clan viventi in un dato territorio.6): così il libro dei Giudici presenta il periodo che segue l’ingresso in Canaan. Sansone. cioè in ebraico la “casa del padre”. Baal e Ashera. i “Giudici”. cui si può far corrispondere. un intero villaggio. il paragrafo precedente) e circondate da popolazioni ostili: il libro dei Giudici interpreta in chiave teologica ogni guerra o semplice scaramuccia sostenuta dalle varie tribù.l fino a 8.l). cui si devono ancora aggiungere gli altri parenti stretti e i servi. dai figli. la base della società del tempo sembra essere la famiglia. un capo militare con poteri precisi nel momento del bisogno. La storia di Gedeone inizia con un’affermazione che. culti agricoli legati alla fertilità: chi ha letto il libro dei Giudici si ricorderà come si nominano spesso gli dei di Canaan. Il “giudice” israelita ha qualche analogia con i magistrati fenici che a Cartagine venivano chiamati “suffeti”: in ebraico “giudice” si dice appunto shophet. periodo noto appunto con questo termine. è una figura animata dallo Spirito del Signore mandata da Dio a liberare il suo popolo.

I Filistei si stabilirono in quella striscia costiera che si trova a sud dell’attuale Tel Aviv. è senz’altro rappresentata da uno stimolo esterno. la mia mano è il suo sostegno. è costellato. Ekron. al di là delle tradizioni popolari su personaggi come Gedeone e Sansone. porteranno le tribù a unirsi e saranno una delle cause principali della nascita della monarchia. circa). pare senza successo. insediamenti filistei sono stati trovati addirittura al di là del Giordano. spesso per motivi religiosi (pellegrinaggi ad un unico santuario) o militari (difesa contro un nemico comune). 21-22). YHWH.. sotto il regno di Ramsete III (1190 a. Saul: il popolo si dà un re. generate verosimilmente in scontri di varia entità che. oltre che da legami etnici. il che garantiva loro una ovvia posizione di vantaggio. come già si è accennato. L’influenza filistea era tuttavia molto più rilevante di quanto la piccolezza del territorio occupato possa far pensare. Ashdod e Gaza (Gs 13. parte di quella ondata conosciuta come i “popoli del mare”. non solo sul piano militare (di fronte a soldati forniti ancora di armi in bronzo) ma anche sul piano economico. sull’importanza di questa 21 . in analogia con gli altri popoli del Medio Oriente antico. di invadere l’Egitto. Le tribù che si troveranno riunite. Le battaglie di cui anche il libro dei Giudici. proveniente dall’Egeo. come vedremo. a. ben identificabile nella pressione esercitata dai Filistei. con il mio santo olio l’ho consacrato. resta l’immagine di un Israele in corso di sedentarizzazione. conservano il ricordo delle tensioni con le popolazioni locali e confinanti. dalla fede in uno stesso Dio. La pressione militare filistea è del resto ben comprensibile: si 30 30 L’introduzione del ferro nel panorama del Vicino Oriente Antico è uno dei principali fattori del mutamento politico e culturale che caratterizza il XII sec. forse di origine indoeuropea. Solo da poco tempo si è cominciato a conoscere più a fondo questo popolo. *** CAPITOLO III GLI INIZI DELLA MONARCHIA Ho trovato Davide. La presenza dei filistei è documentata infatti fin sulle colline della Giudea e persino nella Galilea. economici e politici. mio servo. arrivato all’inizio dell’età del Ferro nell’area del Mediterraneo Orientale. Gat. formeranno quello che poi diventerà il popolo di Israele. la cosiddetta “Pentapoli” filistea. ad altre tribù.3). che tentò anche. ancora non unito come un solo popolo e insediato soltanto in alcune zone del paese di Canaan.C. La causa principale che ha portato Israele a crearsi una monarchia. come già quello di Giosuè.solo occasionalmente.19-22 annota come essi possedevano il monopolio del ferro. il mio braccio. La superiorità militare dei Filistei è ricordata dalla Bibbia stessa: il testo di 1 Sam 13. cioè le cinque città di Asqelon. la sua forza… (Sal 89. Del periodo dei giudici.

Subito dopo la battaglia di Afek. presso la località di Afek. circa. già in 1 Sam 15. La prima vera battaglia contro i Filistei.tratta infatti di una popolazione appena arrivata e dunque in fase di espansione. i Filistei diventeranno il nemico di Israele per eccellenza. il re ha bisogno di essere legittimato dal profeta. forse neppure due anni. simbolo della presenza del Dio di Israele. Il testo biblico di 1 Sam 4 introduce la serie di avvenimenti che portarono alla nascita della monarchia con una sconfitta interpretata dal testo stesso come catastrofe nazionale: la disfatta subita dagli Israeliti da parte dei Filistei. che ci fanno pensare all’esistenza. la cui autorità esce rafforzata da un paio di vittorie che egli riesce ad ottenere sui filistei e gli ammoniti (si vedano gli episodi narrati in 1 Sam 11 e 13-14). Il testo biblico la anticipa in chiave teologica: nel racconto di 1Sam 28. tra queste. Paragonato ai regni successivi quello di Saul non può neppure essere considerato veramente tale: manca una capitale. all’interno della Bibbia stessa. di ciò che il testo biblico ci riferisce. lo spirito del profeta Samuele appare a Saul che lo aveva evocato tramite una negromante. Il motivo del rigetto di Saul è visto infatti. Samuele. Saul innovazione tecnologica che caratterizza buona parte del Vicino Oriente Antico e non soltanto i filistei o i “popoli del mare”. manca un governo. di correnti ostili alla monarchia. Va ricordato a questo punto come nella storia di Saul appaiono alcuni testi esplicitamente antimonarchici. Ben noti alla Bibbia.il racconto della battaglia di Afek va visto come uno degli indizi che mostrano come la monarchia israelita può esser nata in seguito a una situazione politica di estrema difficoltà.1). nel suo peccato. almeno per tutta la prima parte dell’epoca monarchica. E’ significativa al riguardo proprio la presenza di Samuele. in realtà. quanto piuttosto su quello teologico. 22 .1 ci fa capire come si trattò di un regno brevissimo. Il segno più tragico di questa sconfitta è la cattura dell’Arca dell’Alleanza. Egli è visto da un lato come la continuazione di quei capi carismatici di cui si è parlato a proposito dell’epoca dei Giudici. Il problematico testo di 1 Sam 13. che a sua volta è presentato nel testo biblico un po’ come l’ultimo dei giudici. Domani tu e i tuoi figli sarete con me« (1 Sam 28. in conflitto con le popolazioni locali e. vede la fine di Saul.l9). inoltre. Ci occuperemo di questo aspetto al termine del capitolo. manca un vero e proprio esercito di professione e. Al di là del possibile valore storico di un tale episodio . e considerato come il consacrato di Dio (si veda 1Sam 10. così come la leggiamo adesso nel testo biblico. uno scontro sui monti di Gelboe. tra la Samaria e la Galilea. Ma allo stesso tempo Saul appare come il primo re di Israele. La storia di Saul. databile verso il 1010 a. il rifiuto di riconoscere l’autorità del Signore e quella del suo profeta. infatti. in assoluta mancanza di altre fonti a nostra disposizione. LIVERANI. Saul viene scelto da un profeta. appare tutta orientata in funzione di quella di David ed è frutto di riflessioni posteriori. nota 14). è limitato alla piccolissima zona centrale montuosa a cavallo tra Giudea e Samaria. gli Israeliti. Il territorio. cf. 643-645 (cf. Samuele. Antico Oriente. il testo biblico introduce il personaggio di Saul.C.in particolare il fatto stesso dell’esistenza dell’Arca . nulla più. della tribù di Beniamino. Il centro dell’attenzione non è dunque tanto sul dato storico. soprattutto. non lontano dall’attuale Tel Aviv. predicendone la rovina: «Il Signore abbandonerà Israele insieme con te nelle mani dei Filistei. è assente una anche minima organizzazione statale. Ben poco conosciamo di Saul.

nel nord d’Israele. La Chiesa cattolica aggiunge al canone dell’Antico Testamento altri testi. 32 33 31 32 SOGGIN. David è una delle figure centrali dell’Antico Testamento. Quel poco che è storicamente accettabile ci mostra un Saul ben diverso: il comandante che. secondo solo ad altri due nomi propri.970 a. sugli intrighi che portano al potere l’altro figlio. anch’essa fortemente teologizzata dal redattore del primo libro di Samuele. significativamente YHWH e Israele. per lo più scritti in greco. di David sapremmo ben poco. Nel 1993 è stata scoperta a Tel Dan. prima e subito dopo la sua morte. ma ben condotte operazioni militari sembra essere riuscito a respingere prima di tutto la minaccia ammonita a est. Per Bibbia Ebraica si intende quella parte dell’Antico Testamento scritta in ebraico che forma il canone delle Scritture Sacre per l’ebraismo. per garantirsi la successione.C. una stele in aramaico che riporta un’iscrizione attribuita a Cazaèl. David. tragedia letteraria. Si veda anche la nota …. con alcune poche. e il suo antagonista. Il secondo testo è centrato sulla rivolta del figlio Assalonne e. re di Damasco (cf. dove Cazaèl si vanta di aver ucciso dei re della “casa di David”: questo discusso testo potrebbe essere forse la prima conferma storica. attraverso il conflitto con Saul.15) e databile circa nell’anno 853 a. Storicamente questo contrasto si inserisce in ovvie tensioni e scontri scatenatisi intorno a Saul. del quale è follemente geloso: «ma tutto questo non è storiografia. Storia di Israele. dell’esistenza di David qui ricordato a poco più di un secolo dalla morte.). fino alla morte di lui in battaglia contro i Filistei. presentato come il personaggio intorno al quale nasce Israele come nazione. ricorre nella sola Bibbia ebraica ben 1085 volte. La prima raccolta narra come David sia riuscito a diventare re. Salomone. nell’Antico ma anche nel Nuovo Testamento. poi a liberare l’altopiano dall’occupazione filistea e a neutralizzare le popolazioni nemiche qui residenti» . 1Re 19.1Re 2) . Su di lui possiamo leggere nella Bibbia due cicli importanti di narrazioni: la cosiddetta “storia dell’ascesa di David al trono” (1Sam 16 . si può pensare all’unità narrativa di 2Sam 10-20 come a una sorta di “biografia teologica” relativa alla storia del re David e delle conseguenze del suo peccato (2Sam 11-12). il “prediletto”. Ancora una volta. che significa. presentato quasi come un uomo afflitto da turbe mentali che insidia la vita del suo giovane e valoroso scudiero David. 23 .è il re malvagio. sembra. Il nome “David”. noti come ‘deuterocanonici’. 33 L’esistenza di una tale “storia della successione” è in realtà oggi molto discussa. se noi non avessimo il testo biblico a disposizione. Di fronte al grande spazio che David ha nel testo biblico. fuori dai testi biblici.2Sam 4) e la “storia della successione al trono di David” (2Sam 9 . 31 L’opposizione tra Saul e David. è romanzo storico. esprime il contrasto tra il prescelto di Dio. le fonti extrabibliche e l’archeologia sorprendentemente tacciono. b.C. nella parte finale.. 201. David (1010 .

che David crea subito capitale del suo nuovo regno (2Sam 5).C. Per la prima volta Giuda (il sud) e Israele (le tribù del nord) si trovano uniti. A più riprese si nota l’interesse teologico del redattore. L’arrivo dell’Arca dell’Alleanza.Nel mezzo alle due serie di racconti. Questi capitoli sono come piccoli “romanzi storici” che incorporano tuttavia elementi provenienti probabilmente da annali ed archivi regali e. fino a diventare re di Giuda ad Hebron (2Sam 2. Il motivo è evidente: Gerusalemme è una città in posizione neutrale. le tribù del nord. durerà ben poco. diventa suo nemico. a partire dalla fine del regno di Ramsete III (1206-1175 a. limitate alla parte meridionale della collina dell’Ofel (v. senza che vi sia alcuna esaltazione del personaggio. unione che. com’è naturale. a metà strada tra il nord e il sud. Una delle prime imprese di David. E’ interessante vedere come la figura di David nei racconti di 1 e 2 Samuele non venga affatto idealizzata. costretto a fuggire a causa della gelosia suscitata nel re. come suo scudiero. sui monti della Giudea: il primo libro di Samuele ce lo presenta come un giovane pastore.4). dei quali è vassallo. quasi uno Stato cuscinetto tra la superpotenza egiziana e quella assira. è la conquista di Gerusalemme.C. costituiscono un vero e proprio testo di propaganda politica. L’archeologia non rivela nessun particolare ampliamento della città in questo periodo: Gerusalemme aveva dimensioni estremamente ridotte. Il ben noto racconto popolare sull’uccisione di Golia. 1Sam 27). dipinge un David eroico che. che entra al servizio del re Saul. segno della presenza del Dio di Israele. Alla morte di Saul si creano le condizioni politiche favorevoli perchè David. Il contesto appare dunque favorevole alla nascita di un regno come quello di David. il gigante filisteo. (2Sam 6) è il segno più chiaro della consacrazione di Gerusalemme a capitale del regno. da amico di Saul. mentre l’impero assiro è ancora lontano dall’aver raggiunto la sua massima potenza. che tuttavia vengono battuti nelle due campagne narrate 24 . in 2Sam 7. una chiara scelta di compromesso. interesse ancora più evidente nella storia di David contenuta in 1 Cr 10-29. ancora appoggiato dai Filistei. in epoca postesilica. riesce ben presto a crearsi una posizione di potere al sud. La situazione storica presente all’epoca dell’ascesa di David al trono vede un momentaneo indebolimento dell’Egitto. la ben nota profezia fatta a David da Natan concernente il futuro della dinastia davidica. i Filistei. L’ascesa di David crea. una sezione più piccola con storie legate all’Arca della Alleanza (in particolare 2Sam 6) e. cui si aggiunge la favorevole posizione strategica di cui la città gode.. L’origine di David appare legata alla città di Betlemme. nevrotico e sospettoso. scelto dal profeta Samuele. una delle tante città-stato cananee. David. i suoi difetti e le sue colpe vengono narrate con grande chiarezza (ad es. come vedremo. un piccolo villaggio 13 km a sud di Gerusalemme. verso l’anno 1000 a. circa). testo composto tardivamente. da questo punto di vista. con l’appoggio dei Filistei. cartina n°2). Non siamo assolutamente in grado di valutare la portata storica di questi episodi che risentono di amplificazioni popolari e successive riletture di carattere sia ideologico che teologico: appare invece più verosimile la presentazione di un David capobanda. un forte contrasto con i vecchi sostenitori. la storia di Betsabea in 2Sam 11–12 e il racconto del censimento in 2Sam 24). un capo militare che cerca di soppiantare Saul (cf. possa prendere il potere anche sul resto di Israele.

14-16 ci rivela come buona parte dei diciassette nomi siano di origine cananaica e come molti di essi contengano il prefisso El. portano nomi esplicitamente yahwistici. La cosiddetta “storia della successione”. si trasformerà in aperta rottura. che non si estendevano al di là della Galilea a nord. sull’aspetto religioso: David sarebbe l’iniziatore di quell’opera di centralizzazione del culto che avrà il suo punto culminante nella costruzione del Tempio di Gerusalemme. Altre campagne militari condotte da David dentro e fuori il suo piccolo regno ne consolidano la posizione e gli permettono di assumere posizioni di forza anche nei confronti degli stati vicini (moabiti. cf. Solo due figli. 1 Sam 8). parlando di David. dell’altopiano transgiordanico a est e del deserto del Neghev a sud. E’ molto dubbio che il regno davidico si sia realmente esteso a spese di tali regni confinanti: in ogni caso non ne abbiamo nessuna traccia. 2Sam 13-20). in senso monoteistico. Occorre guardarsi a questo riguardo da due opposti estremismi: da un lato l’idea fondamentalista che la religione di Israele fosse una realtà ben definita fin dai tempi dell’Esodo. la 34 34 Di “sincretismo di stato” parla Soggin nella prima edizione della sua Storia di Israele (pp. l’altra grande raccolta di narrazioni relativa a David. Tali tensioni. E’ molto più probabile invece pensare a campagne mirate alla sicurezza delle frontiere. 222-223) si mostra più negativo circa la possibilità di risalire ai contenuti della religione israelita prima dell’esilio e in particolare circa la tesi di una religione israelita originariamente pura. Più che di un “sincretismo di stato” dovremmo parlare di un David che senza alcun problema di carattere teologico affianca al Dio nazionale YHWH anche altri dèi. il dio principale dei cananei. 112-116). nella seconda edizione (pp. Un particolare rivelatore: perchè David porta l’Arca a Gerusalemme ma non vi costruisce un tempio? Il testo di 2 Sam 7 motiva tutto ciò in chiave teologica: da un punto di vista storico è molto più verosimile che David non costruisca nessun tempio visto che certamente nella Gerusalemme gebusea ce n’era già uno. possono tuttavia far pensare all’esistenza di vere e proprie correnti antimonarchiche (cf. Adonia (“Il mio Signore è YAH”) e Shefatia (“YAH giudica”). dopo Salomone. una situazione analoga la ritroveremo poi con Salomone. A questo proposito occorre prima di tutto rinunciare alla visione di un David fedelissimo difensore dell’unicità di YHWH: un semplice sguardo all’elenco dei figli di David in 2Sam 3.in 2 Sam 5. testimonia un aspetto meno pacifico del suo regno.15-18 e 20. portata a termine dal figlio Salomone. L’archeologia dimostra infatti come il culto di YHWH ha convissuto a lungo in Israele con quello degli dèi di Canaan.l7-21. Con l’espandersi del regno nasce anche una struttura amministrativa centralizzata: si vedano a questo proposito le liste di funzionari contenute in 2Sam 8. aramei…).23-26. dall’altro l’affermazione che solo con l’esilio nascerà uno yahwismo puro. talora riducibili a semplici ribellioni locali.23-25. Il testo biblico insiste molto.2-5 e 5. Questa è senz’altro una grossa novità per un popolo abituato a una struttura tribale ben diversa: un insieme di tribù si trova per la prima volta a formare un regno. 25 . L’estensione reale del regno di David non superava probabilmente di molto i confini della montuosa Giudea. Un altro motivo alla base di questo tipo di conflitti è l’esistenza di un forte contrasto tra le tribù del nord e quelle del sud. l’esistenza di tensioni e di conflitti interni (in particolare il testo biblico si ferma a lungo sulla ribellione del figlio Assalonne. dedicato a un qualche dio cananaico. edomiti. ammoniti. contrasto che.

in alcun momento della sua storia.3).27. c. tutti i re della terra» (1Re 10. 35 «Il re Salomone superò dunque.C. a. Salomone non era il vero erede al trono.). a proposito di Giosia).27. in 1Re 1-2. Ti concedo anche quanto non hai domandato. Rom 1. Tutti questi dati assumono nel testo del Primo libro dei Re una veste autorevole. i dati reali sono stati notevolmente amplificati e teologizzati dal narratore e molti indizi ci portano a ridimensionare parecchio l’immagine di un Salomone “ideale”. Salomone riceve addirittura l’approvazione divina. Per quanto riguarda la fama relativa alla sua sapienza. doveva essere una sorta di cronaca ufficiale del suo regno.l6: «la tua casa e il tuo regno dureranno per sempre alla mia presenza. così che Gesù stesso potrà essere definito “Figlio di David” (Mt 9. tale presentazione di Salomone non sembra corrispondere molto alla realtà storica. figlio per di più della relazione illegittima di David con Betsabea. per ricchezza e saggezza. dato che in 1Re 11. 110). oltre. egli diventa poi il fondatore di una dinastia cui la Bibbia vede legata la promessa divina di fedeltà contenuta in 2Sam 7. ricchezza e gloria come nessun re ebbe mai» (1Re 3.). Sal 2.1-4 che tuttavia riferisce confini ideali. al re Salomone sono stati attribuiti dall’antica tradizione ebraica i libri biblici del Cantico dei Cantici.23). Il testo biblico cerca di giustificare moralmente una serie di assassinii politici (Adonia. come il più ricco e il più grande di ogni altro re prima e dopo di lui.13) . se è davvero esistito. che Israele non ha mai avuto.visione di un David rigorosamente monoteista è frutto della teologia deuteronomista nata durante il VII sec. 26 . Il testo di 1Re 1-11 ci descrive il regno di Salomone come la vera “età dell’oro” del regno di Israele. così dice il Signore al giovane re: «Ecco. Salomone o l’ideale monarchico(970-931 a. David diventa così una figura messianica (cf. a. Il tuo trono sarà saldo in eterno». decimo figlio del re: l’inizio della sua storia. infine. del Qohelet. ca. in 1Re 3. Simei) al termine dei quali. benché in ogni caso si tratti di opere scritte da autori diversi in epoche molto posteriori (il libro della Sapienza addirittura alla fine del I° sec. Il regno di Salomone si sarebbe esteso addirittura dal fiume Eufrate sino alla frontiera egiziana. probabilmente una delle fonti primarie del testo biblico attuale. così da farne un modello di fede. (v. 35 Si vedano anche testi del Nuovo Testamento come Lc 12. L’importanza della figura di David va in ogni caso molto al di là della sua portata storica: a lui saranno attribuiti molti salmi. ce lo mostra intento all’eliminazione progressiva e sanguinosa di tutti i possibili pretendenti al trono del padre. almeno secondo il testo di 1Re 5.41 viene menzionato un “Libro delle gesta di Salomone” che. dei Proverbi e persino della Sapienza. Salomone viene presentato come l’uomo più saggio mai esistito sulla terra.C. Ioab.C. ti concedo un cuore saggio e intelligente come te non ci fu alcuno prima di te nè sorgerà dopo di te. In realtà.

com’è facile pensare. Salomone commise quanto è male agli occhi del Signore e non fu fedele al Signore come lo era stato David suo padre. Il modello non è dunque molto diverso da quello di templi analoghi ben conosciuti in ambiente cananaico e siro-fenicio. Salomone costruisce il palazzo regale. tempo ben superiore a quello impiegato per la costruzione del Tempio (cf. sul monte che è di fronte a Gerusalemme e anche in onore di Milcom. Non ci è possibile conoscere nei dettagli la struttura dell’edificio salomonico: esso doveva avere un carattere essenzialmente tripartito. obbrobrio dei Moabiti. 1Re 9. anche per Salomone non bisogna perciò pensare ad un campione del monoteismo yahwista: «Salomone seguì Astarte. quasi tutte pagane: Salomone rispecchia in realtà la situazione religiosa tutt’altro che stabile del suo tempo. La creazione di una vera e propria classe di funzionari addetti alla corte e al governo del paese portò come ulteriore conseguenza alla creazione di una scuola per la formazione delle nuove leve della pubblica amministrazione e del governo: forse proprio da scuole come questa. Accanto al Tempio.38-7. dea di quelli di Sidone.1).25) è dedicato alla costruzione del Tempio di Gerusalemme che resterà il massimo monumento di Israele sino alla sua distruzione. Testi come quello di Dt 12. la cui esistenza non è 27 . soppiantando poco per volta i santuari locali. storicamente parlando. il santuario. solo a cose fatte. Salomone costruì un’altura in onore di Camos. nata. Allo stesso modo fece per tutte le sue donne straniere.15-9.13-14).2-12 dimostrano però che anche in avanzata epoca monarchica il culto in altri santuari non era ancora del tutto cessato. Salomone appare come vero e proprio sacerdote. con un recinto esterno che delimitava un grande cortile scoperto.25) e che prega per tutto il popolo (1Re 8). che al suo interno racchiudeva probabilmente il “santo dei santi”. Si tratta dunque di una legittimazione teologica dell’ascesa al trono di Salomone. obbrobrio degli Ammoniti.5-8).10). la cella contenente l’Arca della Alleanza.1-19). 7.durante la notte passata nel santuario di Gabaon. obbrobrio degli Ammoniti. Gran parte del racconto biblico relativo a Salomone (1Re 5. Come nel caso di David. e Milcom. che offrivano incenso e sacrifici ai loro dei» (1Re 11. luogo ove si offrivano i sacrifici e un edificio centrale. trascinato all’idolatria dalle sue molte mogli. assoldato direttamente dal re di Tiro (si veda 1Re 5. E’ interessante notare che il tempo impiegato da Salomone per la costruzione del palazzo sarebbe stato di ben tredici anni (1Re 6. ma da personale fenicio.15-31. Il testo biblico è già abbastanza chiaro: anche in questo caso non si deve tanto pensare. Il Tempio diventerà poco per volta il centro del culto per tutto Israele. intorno al quale si sviluppa una amministrazione ben più complessa di quella di David (si vedano anche in questo caso le liste di funzionari riportate in 1Re 4. che offre sacrifici (1Re 9. Nel Tempio. a una deviazione morale del vecchio Salomone. operata dai Babilonesi al tempo dell’esilio. Lo stesso libro dei Re ricorda del resto come la costruzione del Tempio di Gerusalemme non fu portata a termine da architetti e operai israeliti.

Edifici della stessa epoca sarebbero stati scoperti nelle città di Ghezer. Qui gli studiosi moderni si sono rivolti all’archeologia. sulla base di una suddivisione del regno in dodici distretti e la creazione di un servizio di lavori pubblici forzati.2730). 36 Altra caratteristica della monarchia salomonica ampiamente ricordata dai testi biblici è l’opera di Salomone come costruttore di edifici e di città. persino a quelli marittimi. Salomone viene presentato ancora dal testo biblico come un re dedito ai commerci. Ma per la prima volta. R. iniziano probabilmente a sviluppare le loro concezioni proprio in questo periodo specialmente in seguito al contatto con la 36 Oggi si tende sempre più pensare che una vera e propria attività letteraria in Israele sia impensabile prima dell’VIII sec.1-2). Ciò testimonierebbe l’ampiezza di orizzonti del piccolo regno e il contatto stabilito con altri popoli ed altre culture. scoperte recenti come l’abecedario di Tel Zayit (ostracon del X sec. Non siamo certo in grado di precisare dove esattamente Salomone avrebbe mandato la sua flotta commerciale. abbiamo a disposizione dei dati. Quest’ultima istituzione è particolarmente interessante: si tratta di lavori destinati ad opere pubbliche (le cosiddette corvées) cui anche i liberi cittadini.H. Resti di mura trovati a Gerusalemme potrebbero forse risalire all’epoca salomonica. di scambi commerciali con la Fenicia.comunque del tutto certa. Le prove archeologiche non sono tuttavia decisive e ci orientano comunque a pensare a un regno che non superava di molto in ampiezza i confini di quello davidico. HESS. della storia di Israele. fin dall’epoca salomonica.) attestano che una qualche attività scrittoria era diffusa in Israele anche a livelli più popolari.7). base di ogni governo forte. erano obbligati gratuitamente per conto del re (si veda 1Re 5. a cominciare dai faraoni.15 afferma che Salomone “costruì” queste città. nata in società con il re di Tiro. in particolare.C. Il testo di 1Re 9. un tipo di porta costruita all’ingresso principale delle mura cittadine comprendente all’interno lo spazio per il corpo di guardia. Due caratteristiche dell’amministrazione salomonica costituiscono una novità per Israele: l’istituzione di un sistema di tassazione (1Re 4. Salomone apparve forse agli occhi del popolo troppo simile agli altri monarchi del tempo. Grand Rapids – Cambridge 2002. nasceranno più avanti le prime opere sapienziali di Israele.C. il cui apporto inizia ad essere di qualche interesse. vino. Una caratteristica architettonica particolare dell’epoca salomonica sarebbe secondo alcuni archeologi la cosiddetta “porta a tenaglia”. d’altra parte. e non solo gli schiavi e i prigionieri. a. olio). così oscuro. relativamente piccolo.119).26-27. LONG.. il che costituisce una differenza notevole con il precedente periodo. cosa molto singolare per un israelita. Hazor e Meghiddo. BAKER. in V. ma va inteso nel senso che le ricostruì o le rafforzò.24-25). WENHAM (edd. 28 . prodotti dell’artigianato (1Re 5.). a. and the Crisis of “Biblical Israel ”. «Literacy in Iron Age Israel».J. I saggi d’Israele.P. Cf. dunque. Windows in Old Testament History. il malcontento creato dall’introduzione di una simile usanza ha potuto così costituire una delle cause scatenanti la rivolta e la divisione del regno alla sua morte (1Re 12. commercio di carri da guerra e di cavalli (1Re 10. G. Evidence. consistenti in prodotti agricoli (grano. Si parla ancora di carovane (1Re 10. come ad esempio le parti più antiche del libro dei Proverbi. In tutto questo.W. secondo il testo di 1Re 9. Argument.26-28). anche se una datazione salomonica resta molto discussa. legname pregiato. 82102. D.

I caratteri della monarchia israelita non differiscono molto. lo è un po’ meno nel mondo babilonese. significativamente. il regno del nord ha resistito circa due secoli (fino al 721 a. specialmente per chi si interessa di storia egiziana: nessuna altra fonte ne parla. dove il re è il “re dell’intero mondo” scelto da Dio. il racconto vuole mostrare come Salomone si sia costruito una posizione di potere e relativo prestigio.26-40) e nello sfaldamento del regno. Questo carattere sacrale della monarchia è comune in tutto il Medio Oriente antico: più che evidente per i faraoni egiziani. Comunque sia. tensioni che sfoceranno. a partire dal faraone Sheshonq I (945-921 ca. sino all’esilio babilonese del 586 a. nel testo di 1Re 1-11 hanno una parte insignificante.1).14-20 che.. più con la diplomazia ed i contatti commerciali che con le guerre. La monarchia unita infatti è durata poco più di un secolo (Saul . Samuele. tacciono in special modo le fonti egiziane e una tale prassi appare del tutto estranea alle usanze faraoniche. almeno da un punto di vista esteriore. Gli ultimi anni del regno ci presentano un quadro molto meno idilliaco: il testo di 1Re 9. il “padre” scelto da Dio per il popolo. fino all’epoca maccabaica. Questo episodio appare davvero molto strano. nella rivolta delle tribù del nord. entrambi scelti da un profeta. da quelli delle altre monarchie del Vicino Oriente Antico. MAZZINGHI (edd.) va annoverata tra le cause del declino del regno. d. mentre gli Stati prima amici e alleati iniziano a ribellarsi. Caratteri della monarchia israelita. non sarà più unito.C. Un ultimo motivo è rappresentato dalle tensioni interne.). si riferisce al re: si tratta di Dt 17. causate dalla tassazione eccessiva e dall’obbligo delle corvées. Cf.Salomone). come un fenomeno secondario. e anche per 37 37 Una buona descrizione dei compiti del re si trova in DE VAUX. che da allora. 107-149. dove da un lato il re è il vertice di una spesso complessa organizzazione statale. Anche l’ascesa della potenza egiziana. dall’altro è considerato come una figura divina o semidivina.C.sapienza di altri popoli ed altre culture. guidate da Geroboamo (1Re 11.10-14 parla di un Salomone in difficoltà economiche. se guardiamo al quadro generale della storia di Israele. Istituzioni dell’Antico Testamento. La monarchia israelita si presenta. Atti della XXXVIII Settimana Biblica Nazionale.David . non prescrive i doveri dei sudditi nei confronti del loro re quanto piuttosto quelli del re nei confronti dei suoi sudditi. E. costretto a cedere al re di Tiro ben venti città della Galilea settentrionale.) mentre quello del sud è durato per un altro secolo e mezzo. in particolare Babilonia e l’Egitto. In tutto il Pentateuco un solo testo. MANICARDI – L.. Ricerche Storico Bibliche XVII (2006). Il potere dei re di Israele e Giuda è inoltre poca cosa in paragone alle altre monarchie del tempo. subito dopo la morte del re. come pagamento di debiti insoluti. Così il re di Israele è anch’egli scelto dalla divinità: ciò vale esplicitamente per Saul e David. 29 . Tale contatto è amplificato dal testo biblico nell’episodio del matrimonio di Salomone con la figlia di un non meglio identificato faraone (1Re 3. Il potere politico: bisogno e rifiuto dell’autorità . sulla più complessa questione del potere politico in Israele. le narrazioni di episodi militari infatti. I confini del regno appaiono sempre più insicuri. al contrario di David. nell’insieme di tutte le leggi che regolano la vita di Israele.

pur non essendo esclusivo di Israele ne costituisce una delle caratteristiche più significative.7 e 89. che viene unto con olio in segno di tale consacrazione (cf. come ci appare già Saul. cioè “consacrato”.4.1). parola dal significato molto ampio. anche se profeti come Osea sembrano guardare al re come a una figura negativa. il Messia appunto. Ciò si può spiegare più semplicemente pensando alla instabilità politica che caratterizzerà il nord. pur non venendo mai deificato. Il re è garante “del diritto e della giustizia”. inteso proprio come il “portavoce” di Dio prima di tutto presso il re. Così anche il fatto che 30 . che richiama la pace.C. l’intronizzazione del nuovo re hanno buoni paralleli tra i popoli confinanti: il “protocollo” regale. anche molto gravi. cioè di quella situazione di amicizia tra Dio e Israele che permette di vivere nello shalom. La sacralità della monarchia israelita è qualcosa di ancora più profondo: il re è scelto da Dio come garante del benessere del popolo (v.1 etc. il benessere. la tranquillità. in confronto al principio dinastico che sembra regolare la successione al trono di Giuda.11). la sua critica non sarà rivolta all’istituzione in quanto tale. riferita in origine al re indicherà poi il re futuro. 2Re 11. il documento ufficiale della intronizzazione del faraone Tutmosi III (1468-1436 a. 36. ma in quanto essa si è distaccata da questo ideale religioso. Questo dualismo tra il potere regale e la sua coscienza critica. in Sal 45. La figura del re israelita è in buona parte simile alle immagini regali che ben conosciamo nel Medio Oriente antico. piuttosto che per il regno del nord. quasi voluta da Dio per la punizione del popolo (cf. anche sotto). i carri da guerra. il garante della giustizia (si vedano i Sal 72 e 101). l’ordine. l’amministrazione del regno… non sono realtà diverse da quelle che conosciamo fuori da Israele.Salomone. l’harem (noto quello di Salomone. Os 13.12) e con un testo analogo come il noto Sal 110.1. salmo di intronizzazione. come nel caso del faraone. introducendo il primo i mercenari. la storia del re David in 2Sam 10-20. Sal 18.39): la parola ebraica mashiach significa appunto “unto”. Va ricordato che quando il movimento profetico attaccherà con forza la monarchia. 1Re 1. che prende il potere solo dopo la legittimazione divina a Gabaon (1Re 3).8. per cui il re è in un rapporto particolare con Dio.). Le caratteristiche sacrali sopra accennate. il profeta. Per questo motivo in Israele acquista grande valore la parola del profeta. Il principio dinastico. la corte. In realtà. la profezia di Natan (2Sam 7). non mette mai in questione l’esistenza dell’istituzione monarchica. nonostante non cerchi mai di nascondere difetti e peccati del re. perciò era ritenuto molto importante il legame che il re doveva avere con Dio e soprattutto il fatto che egli ubbidisse per primo alla parola divina. il secondo la forza d’urto dell’epoca.) presenta somiglianze con il rituale israelita di incoronazione (cf. il re è considerato “figlio adottivo” di Dio (si vedano anche Sal 2.27). Nel testo che sta alla base della ideologia monarchica. il “consacrato” di Dio. Tutte le altre prerogative regali. Il re è visto allora come il difensore e il salvatore del popolo.7 il termine “Dio” è addirittura accostato al re. ca. ne fanno il tramite della salvezza tra Dio e il popolo. 1Re 11. Il re è dunque il “servo” del Signore (2Sam 7. David e Salomone creeranno un vero esercito. Il re è poi capo militare. Il carattere sacrale dei re israeliti sarà più evidente per il regno di Giuda. uno stato di corrette relazioni tra l’uomo e l’uomo e tra questi e Dio.

22-23: alla proposta di diventare re. Il Cronista non ha più dubbi nel vedere il comportamento della maggioranza dei re di Giuda come la causa principale del disastro finale del regno (cf. qualche tempo dopo il ritorno dall’esilio. la corrente antimonarchica affonda le sue radici in una prospettiva religiosa. proiettata nel futuro. i regni di Israele e Giuda non sono molto diversi dai regni circostanti. Essa.C. La maggior parte dei sovrani di Giuda (il Cronista ignora il regno del nord. La storia della monarchia israelita si conclude con un paradosso: una volta scomparso per sempre il re. scomparsa appunto la monarchia. ad esempio.6. perchè costoro non hanno rigettato te. Molti di questi testi appartenenti alla cosiddetta “storia deuteronomista” sono stati composti o riletti dopo il crollo del regno del nord nel 721 a. in chiave escatologica e messianica. con il loro comportamento.7. Perciò Samuele pregò il Signore.il contrasto avvertito tra la regalità attribuita a YHWH e una monarchia in cui si notava troppo l’influsso dell’ideologia regale dei popoli vicini.? Si tratta di un punto sul quale Israele si distingue dai popoli vicini. perchè io non regni più su di essi…” «.17-19. Salomone. Il testo di Is 11. 52. non sparisce invece l’ideologia monarchica. 1Sam 8.5) si sviluppa in seguito alla catastrofe dell’esilio quando.7). 10. dopo l’esilio. già presente in Isaia (Is 6. il solo salvatore (Is 44..6-7: «Agli occhi di Samuele era cattiva la proposta perchè avevano detto: “Dacci un re che ci governi”. 93. Come spiegare allora la presenza di testi fortemente antimonarchici come quelli che si leggono in Gdc 8.22-23. Gedeone risponde che “il Signore regnerà su di voi”. rilegge la storia passata di Israele dall’inizio della monarchia sino al suo crollo in composta chiave principalmente teologica. Ezechia. altri ancora addirittura dopo l’esilio babilonese. Anche in questo caso dunque. in parte. 96-98). Il Signore rispose a Samuele: “Ascolta la voce del popolo. L’idea di un regno di YHWH. parla di un re ideale discendente di David. ad eccezione di David. 2Cr 36. il re che deve venire (cf. Sul piano strettamente politico.per quanto ti hanno detto. cioè dopo la fine della monarchia. più avanti pp. si inizia a pensare che è YHWH il vero Re di Israele (Sal 47. Giosia e. che sarà re giusto e pacifico. L’opera del Cronista (1-2 Cr). 12. ma hanno rigettato me. Si può scorgere in questo testo . Si legga ad esempio 1Sam 8.20 etc. si è dunque rivelata un fallimento. Un altro elemento alla base di questi testi antimonarchici lo ricaviamo da Gdc 8. cioè come comunità dominata da YHWH-Re potrebbe essere corretto solo a partire dall’epoca persiana. parlare di Israele come “teocrazia”.11-21). giudicando i vari re solo in base al fatto che essi hanno o non hanno “cercato il Signore”. … 31 . sono stati causa. idea messianica molto viva ai tempi di Gesù. descritto anche come il “Figlio di David”. vista a posteriori. considerato apostata!). ma sopravvive.come nel testo citato di 1Sam 8 .le scuole di sapienza nascano in ambito monarchico è perfettamente in linea con gli usi che conosciamo relativi alla formazione di nuovi funzionari di corte. avendo portato il popolo alla rovina. Mc 38 38 Cf. della rovina di Israele.

9-10. annunziando una politica di maggior durezza. Al contrario. Lc 19. La divisione del regno (931 a.). Rispetto al periodo finora considerato siamo tuttavia in una situazione migliore: le fonti extrabibliche ed archeologiche iniziano a parlarci di Israele e ci permettono un confronto con il dato biblico. La principale fonte sulla storia della monarchia israelita dopo Salomone e fino all’esilio a Babilonia è il racconto che si estende da 1Re 12 fino a 2Re 25. figlio del re defunto. il testo di 2Re dedica ben cinquanta versetti (2Re 22. Se esiste un aspetto che caratterizza i re di Israele rispetto alle altre monarchie. in particolare quelle dovute al contrasto nord . Ricostruii la città meglio di quanto non lo fosse prima e la ripopolai con genti delle terre che avevo conquistato. Per quanto riguarda il periodo immediatamente successivo alla morte di Salomone. Misi a capo di esse uno dei miei ufficiali e imposi loro tributi e tasse come agli Assiri (Annali del re assiro Sargon II). nonché il testo parallelo. alto funzionario che già in precedenza si era scontrato con 32 . ma piuttosto su quello religioso.. morto giovane in seguito ad una folle campagna contro l’Egitto. Geremia.38). re di Israele. come Omri..C. portando alla scissione del regno. esso non si colloca sul piano politico. Deportai come prigionieri 27..).1-23.). All’inizio del mio regno (. perchè Giosia fu l’autore di una importante riforma religiosa che al narratore deuteronomista interessava molto più delle grandi imprese di Omri. a. al quale il testo biblico dedica appena cinque versetti (1Re 16..290 abitanti e requisii 50 carri per il mio esercito reale (. si pensi al breve spazio dedicato a re politicamente importanti sul piano internazionale. queste tribù. in parte anche Ezechiele.23-28).) assediai e conquistati la città dei Samaritani (. di 2Cr 10-36. a un re come Giosia. *** CAPITOLO IV I DUE REGNI FINO ALLA CADUTA DI SAMARIA. in particolare quelli di Isaia. Quando Roboamo rifiuta di allentare la pressione fiscale sulle tribù del nord.. ma tardivo.sud si sommarono alla incapacità politica di Roboamo. guidate da Geroboamo. Ad esso si possono aggiungere le molte notizie contenute nei testi profetici.30).. il testo di 1Re 12 ricorda come le tensioni interne al regno davidico. Si è già potuto osservare come la prospettiva del testo di 1-2Re sia senz’altro più teologica che storica: tra i tanti esempi che si potrebbero portare. molto meno importante sul piano politico.11.

33 . probabilmente membro di una famiglia molto in vista. FINKELSTEIN – SILBERMAN. economicamente povero e isolato sul piano internazionale. che ne dà allo stesso tempo un’interpretazione religiosa: Geroboamo riceve la sua missione dal profeta Achia di Silo. 163-164.26 -33 narra la costruzione dei vitelli d’oro nei santuari di Dan e di Betel.26-43. aramei. com’è comprensibile. il nord è collocato sulle principali vie di comunicazione internazionali. cartina n°4). per produrre effetti così drastici. parte delle regioni transgiordaniche. Questa posizione geografica. alternativo a quello di Gerusalemme: il testo di 1Re 12. 40 41 Cf. pp. Il regno del sud invece risulta costituito da un territorio molto più ridotto. Il regno del nord appare in ogni caso molto diverso da quello di Giuda. uno degli alti ufficiali al servizio del re. Territorialmente si tratta di un regno molto più vasto (v. in una differenza anche sul piano economico e quindi su quello militare. Resta pur vero il fatto che soltanto a partire dall’epoca post-salomonica lo storico inizia ad avere a disposizione una serie di dati e riscontri più sicuri con i quali poter iniziare a scrivere una vera “storia di Israele”. ma sarebbe soltanto una proiezione retrospettiva nata all’epoca del re Giosia. comprendente la Samaria. si separano dalla tribù di Giuda. La secessione tra i due regni è narrata in modo molto drammatico nel quadro di un’assemblea che Roboamo avrebbe convocato a Sichem (1Re 12): non è possibile apprezzare la portata storica di un simile testo. La popolazione del sud è più omogenea. Altra differenza tra i due regni. da un lato davvero vantaggiosa. assiri) è molto forte. zone nel complesso molto più fertili e ricche della montagna di Giuda che costituisce la maggior parte del territorio del regno del sud. secondo il testo biblico. che rivela comunque come i contrasti nord-sud dovevano essere già piuttosto profondi. sino all’invasione assira. forse la sola che realmente interessa al testo biblico. vitelli rappre39 40 41 39 La rivolta di Geroboamo è già stata preparata dal testo di 1Re 11. dando vita al regno di Israele (che è noto anche come regno del nord). Tale via garantiva anche.Salomone . montuoso. Il tentativo che avrebbe effettuato Roboamo per riportare il nord all’obbedienza. la Galilea. tentativo effettuato “a caldo”. Geroboamo era. è quella sul piano etnico e religioso. per stroncare sul nascere ogni velleità di rivolta. attraverso la pianura di Izreel l’accesso al mare che mancava al regno di Giuda. si scontra subito con l’insuccesso: il nord ha un esercito già abbastanza forte per imporsi sul piccolo staterello di Giuda. dato che Giuda e Israele sarebbero state due realtà territoriali del tutto indipendenti. La differenza sul piano territoriale si traduce. tra le quali l’importantissima “via del mare”. mentre al nord vi sono ancora nuclei di abitanti di origine e di religione cananaica e l’influsso delle popolazioni circostanti (fenici. esponendo il nord a continue minacce da parte dei popoli vicini. Esagerando una visione critica del testo di 1Re 12 e forzando i dati oltre misura si è giunti a ipotizzare che un regno unito davidico-salomonico non sarebbe mai esistito. La divisione del regno è interpretata come punizione per i peccati commessi da Salomone. si trasformerà presto in uno svantaggio. Ciò spiega perché Geroboamo si preoccupi di istituire un culto parallelo. Cf. Le tracce di Mosè. personaggio intorno al quale si cristallizza l’opposizione antisalomonica. bloccato sulla costa dal territorio filisteo. Inoltre. frequentata arteria di collegamento tra l’Egitto e la Siria. il paragrafo “quando fare iniziare una storia di Israele?”.

Si tratta di frequenti scaramucce di frontiera. sino in Transgiordania. quella delle alleanze di comodo ai danni di un terzo.16-22). Le lotte tra i due regni continuarono. costringendo il nord a ritornare su posizioni più pacifiche (si veda 1Re 15. Una iscrizione in un tempio di Karnak ci ricorda la lista delle città conquistate dal faraone Sheshonq (925 a. anche se non necessariamente Baal. il dio cananaico che comunque avrà molto spazio nella religione di Israele. il re Omri (885-874 a. mentre i loro rispettivi figli. Geroboamo e Baasa divengono entrambi re con due diversi colpi di stato. in 1 Re 16. dall’esito incerto. strettamente legato alle vicende del profeta Elia. la “casa di Omri” sarà ancora ricordata negli annali del re di Assiria. episodio narrato anche in 1 Re 14.C. sia al nord come al sud. a causa anche della sua posizione defilata. linea che ritroveremo spesso. talora tragiche. ca.) . vengono subito assassinati. 43 La cronologia dei re di Israele e Giuda è tutt’altro che sicura. che regnano dal 931 all’885 a. ca. Si veda comunque la tabella finale per una visione d’insieme. Il regno di Giuda non dovette subire molti danni. il regno considerato “fedele” a YHWH.23-28: il brevissimo racconto preferisce soffermarsi piuttosto sul figlio di Omri.). contribuendo così al peggioramento della difficile situazione interna. I re di Giuda in questo periodo sono Roboamo (931-914 a. facendo atto di vassallaggio. dalla minaccia egiziana. probabilmente il re Roboamo pagò un tributo.) con il quale abbiamo il primo concreto tentativo di fondare una dinastia.C.). 42 43 b. Dopo l’assassinio di Elah sale al trono. Al nord. che tuttavia non riescono a modificare il quadro politico che si era ormai creato. i diversi autori forniscono date diverse. nei primi anni di Geroboamo.C. invece. fino a che. Il gesto di Asa è l’inizio di una nuova linea politica. quest’ultimo si alleò con Ben-Hadad re degli aramei residente a Damasco. Il regno di Omri è narrato. Nadab. Baasa ed Elah). Cinquant’anni dopo la sua morte. 42 Chiamato Shishaq in ebraico. 34 . che spesso assumono il carattere di piccole guerre. I primi quattro re di Israele (Geroboamo. se non nei casi in cui le vicende si intrecciano con quelle del sud. ca.C. Questo è il motivo per cui l’opera già ricordata del Cronista non si occupa del regno del nord. dimostrano un altro dei caratteri distintivi del nord: la sua cronica instabilità politica.). il primo faraone esplicitamente ricordato per nome nella Scrittura (1Re 11. Abiyah (914-911) e Asa (911-870 a. La campagna del faraone fu una fulminea guerra-lampo per riaffermare l’influenza egiziana in Canaan.C. Nadab ed Elah. La dinastia di Omri in Israele (885-841 a. ma che non sarà senza conseguenze negative. il re Acab. nel testo biblico. dopo neppure due anni di regno. con un certo predominio da parte del nord.sentanti il piedistallo della divinità. Tale instabilità viene aggravata.40).25-27. il faraone si spinse oltre la pianura di Izreel. durante le guerre tra Baasa di Israele e Asa re di Giuda. ca. circa. secondo l’uso di allora.C. Il primo quarantennio di vita dei due regni è un periodo piuttosto caotico che vede un continuo scontro tra i due stati. nel regno del nord.

La presi e uccisi tutti. perchè io l’avevo votata allo sterminio per il dio AshtarCamos. giovanette e schiave. Omri era re di Israele ed ha oppresso Moab per lunghi giorni. L’alto luogo di cui si parla all’inizio dell’iscrizione è 35 . pur semidistrutta dai beduini che l’avevano trovata (i quali pensavano di trovarvi all’interno un tesoro!) fu ricostruita e decifrata. E’ molto interessante vederne. con ragazzi. almeno in paragone alla scarsa rilevanza di Israele sul piano internazionale. La scelta di Omri si spiega facilmente: isolata.» .24). Io andai e combattei contro di essa dallo spuntare dell’aurora fino al mezzogiorno. Samaria diventa così un’importante e grande città. re di Moab il Dibonita. Nel 1868 fu casualmente scoperta in Giordania una stele in basalto nero che. almeno in parte. risale agli anni 842-840 a. Assedia la città filistea di Ghibbethon e annette parte del territorio moabita in Transgiordania.16 lo definisce esplicitamente “capo dell’esercito” ed è tutto quanto sappiamo di lui.C. all’incrocio di strade importanti. perchè Camos era in collera contro il suo paese. Il suo primo atto importante è la fondazione di una nuova capitale: dalla città di Tirza l’amministrazione del regno si trasferisce nella nuova città di Samaria. Ora Omri aveva preso possesso di tutto il paese di Madaba e (Israele) vi aveva abitato durante i suoi giorni e la metà dei giorni del suo figlio.31). L’iscrizione comprende 34 righe. 44 44 Il testo della stele di Mesha si può leggere in traduzione italiana CIMOSA.. Acab. Ma Camos dimorò in essa durante i miei giorni.re per sette giorni! sconfiggendo il rivale Tibni: il testo di 1Re 16. Nei miei giorni egli Ca[mos] così disse. (…) Camos mi disse: ‘va’.Omri appare sulla scena come un capo militare che riesce a prendere il potere con il sostegno delle sue truppe. Le aggiunte tra parentesi quadre sono ricostruzioni di un testo perduto. quaranta anni. [Io] la costruii [vitt]orioso. quelle tra parentesi tonde sono invece esplicative: Camos (Kemosh) è il dio principale dei Moabiti. contemporaneo di Acab. Omri raggiunse una potenza ragguardevole anche in campo militare. Ho innalzato quest’alto luogo per (il dio) Camos in Qarhoh. Samaria fu più volte distrutta e ricostruita in epoca romana con il nome di Sebaste. settemila uomini. 1Re 16. al centro di fertili colline. Mio padre ha regnato su Moab per trent’anni ed io ho regnato dopo mio padre. E Israele fu distrutto per sempre. da lui stesso fondata. Di questo fatto abbiamo per la prima volta una conferma sicura proveniente da una fonte estranea alla Bibbia. L’ambiente storicoculturale delle Scritture ebraiche. figlia del re di Tiro (cf. perchè egli mi salvò da tutti i re e mi fece trionfare su tutti i miei nemici. strappa Nebo a Israele’. Omri si allea a sua volta con i Fenici di Tiro: tale alleanza sarà sigillata dal matrimonio del figlio di Omri. con Gezabele. il contenuto: «Io (sono) Mesha. donne. ma io trionfai su di lui e sulla sua casa. Madaba e Nebo sono due città della Transgiordania che Omri aveva conquistato. alla morte di Zimri . Per controbilanciare l’alleanza fatta dal re di Giuda con la potenza sempre più crescente degli aramei di Damasco (si ricordi la già citata stele di Tel Dan).. Di là io presi i ‘vasi’ (?) di YHWH e li portai alla presenza di Camos. figlio di Kemosh. ed è attribuita a Mesha. Dodici km a nord di Nablus. 286-290 (qui riportata con piccole modifiche). nonostante la Bibbia la liquidi in un solo versetto (1Re 16. Samaria occupa una posizione strategica. ancora oggi nelle rovine sono visibili i resti del muro di cinta di epoca israelita. Quando suo figlio (Acab) gli succedette anch’egli disse: ‘io umilierò Moab !’. re di Moab.

ben 2. 36 . qualche anno più tardi. da Acab. dal punto di vista di Israele). Dio di Israele. una campagna in grande stile diretta verso ovest. La stele di Mesha si sofferma.C. All’inizio del IX sec. Camos. come la stessa Samaria. fatto assassinare con l’inganno dal re Acab che voleva impadronirsi della sua proprietà (episodio narrato in 1Re 21) è forse un’eco di questo tipo di problemi. una forza militare notevole. il re Assurbanipal II (883-859 a.La stele testimonia la realtà delle conquiste fatte da Omri e. tuttavia. anche un miglioramento delle condizioni economiche e sociali. allo stesso tempo. La stele è tuttavia altrettanto importante da un punto di vista religioso perchè è una esplicita testimonianza del culto di YHWH. figlio di Acab (si veda in particolare il v. sul fiume Oronte. Di questa importante battaglia. mentre nella stele si parla della vittoria di Moab sul “figlio di Omri” che non è però Acab.) prosegue tale politica espansionistica organizzando.C. qui contrapposto al dio nazionale moabita. la crescente potenza assira. il figlio Acab (874-853 a.) si trovò a combattere un nemico ben più forte dei Moabiti. I ‘vasi’ sacri di YHWH non sono ancora qualcosa di pienamente identificato. a.000 carri da guerra e 10. l’espansione assira.) dal cuore del regno assiro. ma sulla vittoria decisiva e sulla riconquista dell’indipendenza. La storia della vigna di Nabot.C. nel nord dell’attuale Libano e fu per la lega una sconfitta che. ma suo figlio Yoram. Hazor e Meghiddo. Sotto la dinastia di Omri la stabilità politica porta.000 fanti. insieme alle vittorie militari. contrasti che col passar del tempo si faranno sempre più acuti. per il momento. raggiunge e conquista la Siria e la Fenicia. che vide Moab riguadagnare la sua indipendenza.se tale lettura è corretta .C. Da un punto di vista religioso il testo biblico dà un giudizio estremamente negativo sul regno del nord e in modo particolare su Acab: «Acab. per l’epoca. con rinforzi provenienti fino dall’Egitto. L’archeologia ha dimostrato che sotto il regno di Acab furono fortificate importanti città in posizione chiave. peggio di tutti i suoi predecessori (…) Eresse un altare a Baal nel un luogo di culto della religione moabita. Inoltre. com’è da aspettarsi. ma forse “figlio” va qui inteso nel senso di “discendente”. figlio di Omri. non sulle sconfitte patite dai moabiti nel passato (delle quali parla invece il testo biblico. riuscì a frenare almeno in parte. fece ciò che è male agli occhi del Signore. I re locali si organizzarono allora in una lega antiassira che compredeva il re di Damasco. il re di Israele Acab ed altri re della regione. Nascono tuttavia in Israele i primi contrasti dovuti a disparità sociali e soprusi della classe dirigente. che tuttavia la Bibbia neppure ricorda. 27). sul fiume Tigri (nell’attuale Iraq). la città di Ninive. che faceva di Acab il capo indiscusso della coalizione antiassira. Il testo biblico di 2Re 3 narra in modo oscuro e imbarazzato la sconfitta finale di Yoram. la sconfitta patita. nell’853. Il successore di Omri. abbiamo un resoconto in una iscrizione scoperta nel 1845 su un monolito datato del regno di Salmanassar III: in tale iscrizione si attribuiscono ad “Acab del paese di Sir’ila (“Israele?)” . Il figlio Salmanassar III (858-824 a. Lo scontro con l’esercito assiro avvenne presso la località di Qarqar.

soprattutto di tipo religioso: di tentativi del genere non rimangono tuttavia tracce. il testo di 1 Re 22. che aveva assunto la reggenza dopo aver ucciso tutti i possibili pretendenti. I rapporti tra i due regni dovevano essere comunque migliorati. che porta al potere il giovane Yoash. scontro che ha la sua punta drammatica nel racconto di 1 Re 18. la sfida sul monte Carmelo tra Elia e i sacerdoti di Baal. restaura con la forza il 37 . c. per i re di Israele e per gli stessi Israeliti un simile sincretismo (o forse un simile pluralismo!) era molto più pacifico che non per le correnti profetiche rigidamente yahwiste. Dei successori di Asa.30-33). a cominciare dalla moglie Gezabele e. I due cicli di Elia ed Eliseo testimoniano l’esistenza di uno scontro violento tra il culto di Baal e quello di YHWH. Giosafat e Yoram. viene a sua volta detronizzata da un colpo di stato. sappiamo ben poco. Probabilmente l’esistenza di un simile conflitto deve essere stata accentuata da un redattore di fede yahwista che scrive forse all’epoca di Manasse (v.C.il testo biblico parla di Eliseo . Cronologicamente Elia si colloca durante il regno di Acab. figlia di Acab e Gezabele (84 -835 a. tentativo la cui reale storicità ci sfugge.). Non si tratta dunque di un’apostasia religiosa . Di Giosafat. le due figure profetiche tuttavia sono testimoni del fatto che.48-50 riferisce un tentativo di spedizione marittima andato a vuoto. Elia ed Eliseo.).1-9 e 2Cr19.tempio di Baal che aveva costruito in Samaria. che viene subito ucciso. dopo neppure un anno di regno.un alto ufficiale dell’esercito. mentre l’azione di Eliseo arriva sino al regno di Ioas. se in 2Re 3.111. ca. Alla morte del successore di Giosafat.). Durante il periodo della dinastia di Omri. allo stesso tempo. Evidentemente. cui gran parte dei libri dei Re è dedicata: il ciclo di Elia si estende da 1Re 17 a 2Re 2 e quello di Eliseo da 2Re 3 a 2Re13. il racconto della Bibbia è piuttosto interessato alle vicende di due grandi profeti.20-40. di nome Yehu (841-814 a. figlio di Ahazia. mentre la regina-madre Atalia. L’apogeo del regno del nord (841-743 a. e Jehoram. Acab eresse anche un palo sacro e compì ancora altre cose irritando il Signore Dio di Israele più di tutti i suoi predecessori» (1Re 16.C. per le quali le forme con le quali si eprimeva la religiosità popolare dovevano rappresentare un vero scandalo. stermina tutta la famiglia di Acab. “YHWH è elevato”). probabilmente ad opera delle classi sacerdotali e nobiliari.Baal preferito a YHWH ma di un culto yahwista non esclusivo: i due figli di Acab portano entrambi nomi yahwisti (cioè nomi composti con il nome sacro. oltre). Giosafat appartiene a quei pochi re “giusti” che intrapresero riforme.C. in ebraico Ahazi ah. “YHWH ha preso”. il regno del sud è eclissato dalla potenza del nord.4 vediamo Giuda combattere accanto a Israele. Un sanguinoso colpo di stato mette fine alla dinastia degli Omridi: con l’appoggio dei circoli profetici . il culto di Baal trovava ampia cittadinanza accanto a quello di YHWH. Secondo 2Cr 17. Collegato a questo aspetto del regno di Acab e all’interno delle vicende politiche rigurdanti la dinastia omride. almeno nel regno del nord. E’ molto difficile ricostruire il nucleo storico originale riguardo alle tradizioni sui due profeti e dire quanto esse siano state rilette ed amplificate in seguito. al di là del testo tardivo del Secondo Libro delle Cronache. sale al trono Ahazia. Yoram (842).

E’ molto interessante osservare come il testo di Os 1. Questi preziosi reperti testimoniano tra l’altro la prosperità e il benessere del regno di Geroboamo. E’ significativo che il testo biblico non menzioni né la sottomissione di Yehu né quella di Yoash. risalente a circa il 797 a. tra l’altro. le motivazioni religiose passerebbero in secondo piano.C.) riesce a restaurare la situazione di relativa pace e sicurezza del tempo di Omri. infatti.. facendo massacrare tutti i profeti di Baal (l’episodio è narrato in 2Re 10. cioè quelle regioni già sottomesse da Omri. alle pendici del monte Carmelo. come ci testimonia un altro documento. Il regno di Geroboamo è per noi importante perchè è proprio in questo periodo che si colloca l’opera dei primi due profeti scrittori. nel 1910 numerosi ostraka. databili tra il 778 e il 770 a.7-15.13) ci ricorda anche come Geroboamo sia riuscito a riconquistare una parte della Transgiordania. un analogo colpo di stato ha luogo tra gli aramei di Damasco. un’iscrizione assira del tempo di Salmanassar III. ca. distrutto dagli assiri.4 offra una visione del tutto negativa dell’opera di Yehu.C.25 (v. In realtà Yehu non era affatto figlio di Omri. mentre il testo deuteronomista esalta la riforma religiosa del nuovo re. mentre gli assiri ci hanno comprensibilmente tramandato le loro vittorie. Si tratta di bollette di accompagnamento per olio e vino destinati al palazzo reale di Samaria. Con il successore di Yoash. Questa coincidenza ci spinge a soffermarci sulle condizioni sociali allora esistenti. nello stesso periodo. il regno del nord gode del suo ultimo periodo di splendore.) la potenza di Israele comincia a declinare: il cosiddetto obelisco nero. il crollo del regno arameo di Damasco. assassinando il re legittimo. In questo periodo. ormai in costante espansione. molto vitale come si è visto. Il re Geroboamo II. sigillo che porta la firma di “Shema. Si comprende bene come la storiografia biblica è in ogni caso sempre guidata da intenti teologici. i narratori biblici hanno evitato di raccontarci episodi meno favorevoli a Israele. dove un certo Cazael prende il potere. Amos e Osea (cf. Il testo di 2Re 14. o almeno quello della sua corte. anche Am 6. Ciò ci fa poi sospettare che il colpo di stato di Yehu non fosse avvenuto senza l’appoggio o quanto meno l’approvazione dell’Assiria: in questo caso. Am 1. ricorda il tributo pagato da “Yehu.C. importante città in posizione strategica. almeno secondo il testo di 2 Re 8. il re di Israele Yoash (tra il 798 e il 783 a. ma questa è un’ulteriore testimonianza della notorietà della dinastia omride in campo internazionale.18 -28). Pochi anni più tardi. si tratta della prima raffigurazione di un re d’Israele che noi possediamo. servo (cioè probabilmente ‘ministro’) di Geroboamo”.1). il profeta Osea ne condanna i metodi violenti. La rivolta di Yehu si inserisce in un movimento più vasto di destabilizzazione che coinvolge l’intera regione. parola greca con la quale gli archeologi chiamano i “cocci” usati come tavolette per scrivere. Geroboamo (783-743 a. è il primo re israelita di cui esista un reperto archeologico sicuro: si tratta di un sigillo ritrovato a Meghiddo. infatti.C. Alcuni testi di Osea sembrano far riferimento all’anarchia politica precedente il regno di Geroboamo: si vedano ad esempio 38 . la stele assira di AdadNidari trovata a Tell Rimah. figlio di Omri” al re assiro. circa. A partire da questa data tuttavia (841 a.C.culto di YHWH.1 e Os 1. lungo la via del mare. L’ascesa di Geroboamo è senz’altro favorita da una causa esterna. abbiamo altre testimonianze scritte: negli scavi di Samaria furono trovati.) appare ormai come semplice vassallo dell’Assiria. Si tratta in realtà di due punti di vista diversi. E’ interessante notare come anche in questo caso ciò sembra avvenire con l’appoggio indiretto di Eliseo.

1-2 sono riferimenti ai tributi pagati dai re di Israele ai sovrani assiri. Am 5. Osea denunzia la politica di compromesso dei sovrani Israeliti. viene interpretato dal testo biblico.6-7 e 13. Infine.1-2). anche se non nella misura di quella che abbiamo visto a proposito del nord: il testo di 2Cr26-27 parla a lungo di questo re. I testi di Os 5..5 afferma che era lebbroso. come un periodo del tutto negativo. i giudici non esercitano la giustizia e i sacerdoti offrono un culto solo esteriore (cf.1-7 sono quei raffinati manufatti di avorio proprio là scoperti e che ancora oggi si possono ammirare nel museo Rockfeller a Gerusalemme.3-2. del quale il testo di 2 Re 15. sia Amos che Osea pongono come vertice della loro denunzia sociale l’oppressione del povero condannata con grande forza ricordando coloro che “hanno venduto il giusto per denaro” e “calpestano come polvere della terra la testa dei poveri” (Am 2. in questo caso dal messaggio profetico di Amos e di Osea. Amos si sofferma in modo particolare a denunziare la situazione di ingiustizia in cui gli abitanti di Israele si trovano a vivere: secondo il quadro che egli dipinge. cioè plausibilmente di quelle classi di piccoli agricoltori e di salariati già rovinati dalle ripetute guerre e da calamità naturali come terremoti.21-27.10-11.C.46). la ricchezza. Sotto Azaria-Ozia il regno del sud sembra godere di una relativa prosperità. personaggio poco conosciuto. li punirò nelle loro assemblee» (Os 7. ma in questo caso la datazione è molto incerta). in termini piuttosto entusiastici. che concludono alleanze ora con l’Egitto.7). proprio a motivo dell’esistenza di queste forti disparità e ingiustizie sociali. ora invece l’Assiria. Os 5.11-12). Am 2. i capi del popolo opprimono la gente (cf.6-12). a lato di un diffuso benessere. frequenti carestie. ma anche l’ingiustizia sociale.3.Os 7. i commercianti frodano (Am 8. a seconda delle circostanze: «Efraim è come una ingenua colomba. priva di intelligenza. Durante questo periodo il regno del sud si trova ancora una volta oscurato dall’influsso del nord. che contrastano con le stringate notizie forniteci dal racconto più antico di 2Re 15.l-7. Ancora sul piano politico. pestilenze. ovvero il regno di Geroboamo II. La situazione di disordine internazionale propria di tutta la regione è infine ben stigmatizzata nel lungo passaggio di Am 1. Siamo davanti a un altro caso in cui un periodo storicamente florido e politicamente più solido dei precedenti. Dovunque si rivolgeranno stenderò la mia rete contro di loro e li abbatterò come gli uccelli dell’aria. sembra. privilegio però di pochi. 39 . ora con l’Assiria. viene preso di mira il lusso in cui vive la classe dominante: gli ‘avori’ di Samaria ricordati nel duro testo di Am 6. disgrazie interpretate dai profeti in chiave esplicitamente teologica (si veda a questo riguardo il passo di Am 4. in particolare durante il regno di Geroboamo.6.13 e 12.6-7). Suo contemporaneo fu il re Azaria chiamato anche Ozia o Uzzia (781-740 a. dell’epoca di Ozia: «Tu hai rigettato il tuo popolo. invasioni di cavallette. In particolare. ora chiamano l’Egitto. La situazione descrittaci da Isaia nel capitolo 2 rispecchia.

gli zoccoli dei suoi cavalli sono come pietre e le ruote dei suoi carri come un turbine. ruggisce come un leoncello. Il suo paese è pieno di argento e di oro.pur ricordando la denunzia profetica. e di indovini come i Filistei. Due re vengono assassinati uno dopo l’altro: si tratta di Zaccaria e Sallum. uccisi nello stesso anno (743 a. Probabilmente intorno al 745 a. agli stranieri battono le mani. il regno del nord piomba ben presto in un nuovo e ben più grave periodo di anarchia.). angoscia 40 . sale al trono dell’Assiria il re TiglatPileser III che mette in atto un ambizioso programma di conquiste e di espansionismo che lo conduce a una politica estremamente aggressiva. si guarderà la terra: ecco. E’ nell’anno della morte del re Ozia che Isaia colloca l’inizio della sua missione (Is 6. Fremerà su di lui in quel giorno come freme il mare. i confini dei due regni messi insieme non sono diversi da quelli raggiunti molto tempo prima in epoca salomonica. nessuno sonnecchia o dorme. Le sue frecce sono tutte acuminate e ben tesi tutti i suoi archi. ormai diffuso. accanto all’uso. freme e afferra la preda. dai confini dell’Asia Minore sino al deserto del Neghev. Il crollo del regno del nord (743-722 a. giungendo a minacciare lo stesso Egitto.C. In breve tempo.C. Questo periodo vede dunque i momenti migliori sia per Israele che per Giuda . Si tratta tuttavia di una prosperità molto più apparente che reale.C. d. (Is 2. senza fine sono i suoi tesori. sino al Mediterraneo. nessuno gliela strappa. il suo paese è pieno di cavalli. perchè rigurgitano di maghi orientali. Il fattore decisivo per la caduta di Israele viene tuttavia dalla nuova ondata assira. Dopo la morte di Geroboamo II.l).la casa di Giacobbe.6-7). saranno tenebre. senza numero sono i suoi carri». la potenza assira si estenderà dal Tigri e dall’Eufrate. Durante il regno di Ozia le relazioni con il nord dovevano essere state buone.). non scioglie la cintura dai suoi fianchi e non si slaccia il legaccio dei suoi sandali. La ferocia e la crudeltà dell’esercito assiro erano ben note nell’antichità tanto che un testo di Isaia può descrivere gli assiri come bestie feroci lanciate all’assalto: «Nessuno fra essi è stanco o inciampa. La forza dell’Assiria è prima di tutto sul piano militare: per la prima volta viene usata la cavalleria come forza d’assalto. la pone al sicuro. dei carri da guerra. che prelude infatti a un veloce declino. Il suo ruggito è come quello della leonessa.

Al minimo cenno di ribellione l’Assiria interveniva con durezza.). diventerà la separazione tra Giudei e Samaritani. Acaz si rivolge direttamente a Tiglat-Pileser. nel 722 a. Il lungo testo di 2Re 17. annettendo la regione e insediando al potere propri funzionari. nonostante i consigli contrari di Isaia. nello stesso anno. cui viene chiesto di partecipare anche al re di Giuda Acaz (736716 a. decide di sottomettersi a questi ultimi. assume un valore rilevante nel testo biblico. quella immediata proveniente dal regno del nord e quella più lontana. Il nord diviene così di fatto una provincia assira. La fine del nord è dovuta a fattori prevalentemente politici. cultura e religione assira. il nome di Acaz è ricordato negli annali di corte assiri all’interno delle liste dei vassalli tributari del re. stretto tra due minacce. dopo aver regnato per nove anni come un fedele vassallo. unendo deportazioni di massa a politiche di “pulizia etnica” e assimilazione forzata delle popolazioni alla lingua. non ultimo la continua e cronica instabilità politica (si contano almeno otto colpi di stato) unita alle lotte con il sud. anche se il culto di YHWH non scomparirà mai totalmente. L’Assiria risponde ancora una volta con durezza e. cartina n°5) .10). specie i più piccoli. successore a sua volta di Salmanassar V. decise di ribellarsi a Salamanassar V. Acaz viene preso dal panico e.6-23 è un’ampia 41 .. Il regno del nord in questi anni (siamo attorno al 734-3 a. Samaria fu catturata e quindi distrutta.27-30). dove costituisce il sottofondo storico necessario per poter comprendere i capitoli 7-8 di Isaia. Tiglat-Pileser non si lascia sfuggire l’occasione propizia e. La guerra. l’ultimo scontro tra il regno del nord e quello del sud. Questi rifiuta di intervenire. re di Israele tentano di deporlo con la forza. ove è collocato il celebre oracolo sulla nascita dell’Emmanuele (Is 7. Gran parte della popolazione (27. Una novità in questo genere di politica di conquista è l’uso sistematico della deportazione: di fronte a un serio tentativo di ribellione. Questi.). ponendo così le basi di quella che.) tenta un’ultima.290 persone.C. per evitare la distruzione.14). un certo Osea (732-724 a. ma più terribile. Damasco viene conquistata mentre Israele è ridotto a uno stato vassallo. ed alla posizione strategica molto più centrale rispetto al piccolo e internazionalmente poco importante regno di Giuda.C. Si tratta di quella che è stata in seguito chiamata la “guerra siro-efraimita”. disperata mossa per frenare la potenza assira.C. così che Rezin di Damasco e Pekakh. altri furono costretti a cedere territori e pagare pesanti tributi. dopo due anni di assedio. una coalizione insieme a Rezin re di Damasco. sotto Sargon II. divenendo così vassalli dell’Assiria. (Is 5. l’Assiria deportava tutta la classe dirigente del paese.5-6). eccetto pochi periodi di pace. si sottomisero volontariamente. forse tentando un’improbabile alleanza con l’Egitto. offrendogli spontaneamente un tributo (2Re 16. non israeliti e conseguentemente con nuovi costumi ed usi religiosi. in realtà poco importante sul piano militare. degli assiri. intraprende una campagna militare diretta prima contro Damasco e successivamente contro Israele (v. nuovo re assiro.C. dove Tiglat-Pileser insedia un re di suo gradimento. L’Assiria governa così con il terrore. con nuovi abitanti.7) e giungendo sino ad accogliere usi religiosi assiri all’interno del Tempio di Gerusalemme (2Re 16. molto tempo dopo. decapitando così ogni possibile futuro tentativo. Alcuni regni.e la luce sarà oscurata dalla caligine». ora chiamata “Samaria”. se si deve dar credito ad una iscrizione di Sargon II) viene deportata in Assiria (2Re 17. per motivi a noi ignoti.

5-7). nessuno fu simile a lui. Il Signore fu con Ezechia e questi riuscì in tutte le sue iniziative» (2Re 18.C. Giuda è ridotto a un piccolissimo Stato. il regno del sud diviene il centro di elaborazione di testi biblici come probabilmente già quelli della scuola deuteronomista e dei profeti “scrittori” come Isaia e Michea. di cui tuttavia è vassallo. abbiamo il testo di Isaia 36-39 e la versione fornitaci dal Cronista in 2Cr 29-32.. al contrario dell’ ‘empio’ padre Acaz. la loro gloria a una nazione straniera. osservò i decreti che il Signore aveva dati a Mosè. probabilmente associato al trono del padre Acaz fin dal 728. del tutto insignificante nel panorama storico internazionale. Unico erede poi delle tradizioni religiose israelite. a.» (Sir 49. ma su quello religioso: Ezechia. Ezechia (716-687 a. Il Cronista fa di Ezechia addirittura un precursore di qualcosa che somiglia al nostro ecumenismo: in occasione della grande festa di Pasqua da lui celebrata quasi a suggello della 42 . ma si tratta in realtà di una tendenza ben diffusa nel modo del Vicino Oriente Antico. Fra tutti i re di Giuda.4-5). Il quadro che ci viene fornito è ampiamente positivo: «Egli confidò nel Signore. Dio di Israele. Ezechia e Giosia. *** CAPITOLO V IL REGNO DI GIUDA DAL 722 ALL’ESILIO BABILONESE «Se si eccettuano Davide.. E’ evidente come non si tratti di un giudizio sul piano politico. tutti commisero peccati.C. uno dei pochi regni rimasti ancora indipendenti e non soggetti direttamente all’Assiria. Attaccato al Signore non se ne allontanò. richiamandosi al sincretismo religioso esistente fin dai tempi di Geroboamo I: “ciò avvenne perchè gli Israeliti avevano peccato contro il Signore loro Dio…”. Il testo biblico si occupa ampiamente di Ezechia: oltre ai capitoli 18-20 del secondo libro dei Re. poiché avevano abbandonato la legge dell’Altissimo. egli diviene re nel 716 a.riflessione che a posteriori tenta di giustificare teologicamente tali eventi.) Dopo il crollo del regno del nord. La Giudea costituisce in questo periodo una sorta di stato cuscinetto tra l’Assiria e l’Egitto. viene ricordato soprattutto per la sua opera di riforma religiosa. in seguito al tributo pagato da Acaz a Tiglat Pileser. Ancora una volta il testo biblico appare molto più interessato al senso teologico di ciò che è accaduto piuttosto che all’esattezza storica dei fatti.. dunque pochissimo tempo dopo la caduta del nord. né fra i suoi successori né fra i suoi predecessori. Lasciarono infatti la loro potenza ad altri. La cronologia del regno di Ezechia è discussa. i re di Giuda scomparvero.

9-13. L’ambiente storico-culturale. nella regione dei Filistei. Questo avviene al momento della morte di Sargon. La riforma di Ezechia sarebbe consistita in una restaurazione del culto di YHWH. una conduttura d’acqua sotterranea usata per rifornire la città di Gerusalemme in caso d’assedio.sua opera riformatrice. è difficile separare nel testo biblico ciò che Ezechia potrebbe aver fatto dalla idealizzazione che il redattore deuteronomista fa della sua opera. invade la Giudea. La discesa dell’esercito assiro è narrata in modo molto drammatico in 2Re 18. nel 1880. appena fuori delle mura. Il tunnel parte dalla sorgente di Ghihon. assassinato improvvisamente: Ezechia approfitta così del momento di difficoltà incontrato dal successore di Sargon. Questa politica trovò. che vedeva nell’azione di Ezechia un tradimento della fiducia nel Signore. Ezechia avrebbe insistito sul ruolo centrale del Tempio di Gerusalemme. i circoli profetici più realisticamente si rendevano conto dell’illusorietà di un tale tentativo.. 30. L’avanzata assira fu molto rapida ed è ancora oggi apprezzabile la 45 45 Il testo dell’iscrizione si può leggere in CIMOSA. risalente probabilmente a Ezechia stesso. I testi assiri relativi all’invasione che poi verrà effettivamente effettuata parlano di ben quarantasei fortezze conquistate. il re Sennacherib. Sia il testo biblico sia l’archeologia ci testimoniano i preparativi di Ezechia per resistere ad una eventuale invasione. secondo testi come Is 18. Sennacherib si dirige verso la costa. Gerusalemme e la Giudea conoscono un breve periodo di relativo benessere.1-7. A questo programma religioso. il re assiro Sennacherib nel 701 a. oltre al partito favorevole alla resa o alla trattativa. Detto in termini politici. in Fenicia. Non conosciamo quale fu la risposta ufficiale di Ezechia. Gli annali del regno di Assiria. In particolare. Si tratta di una notevole opera di ingegneria. In risposta alle azioni di Ezechia. fortezze evidentemente costruite o completamente restaurate da Ezechia. Ezechia ne fa seguire anche uno politico: riesce a sconfiggere i Filistei. il re assiro. nonostante tutto.1-3. il testo biblico testimonia l’esistenza di gruppi che invitavano alla resistenza. nella quale gli operai narrano in modo dettagliato e appassionante la fase finale della costruzione del tunnel. 20.C. E’ molto difficile dare un giudizio sulla attendibilità di questi dati. azione supportata da gruppi profetici (Isaia). Così. 43 . Ezechia avrebbe invitato a partecipare anche le odiate tribù del nord (2Cr 30). la decisa opposizione di Isaia. Dopo aver sottomesso il re di Tiro. Nel frattempo manda ambasciatori a Gerusalemme ad intimare la resa. Il progetto di Ezechia appare dunque chiaro: i preparativi per la guerra e la sua alleanza con l’Egitto testimoniano della volontà di liberarsi dall’Assiria. un’iscrizione in ebraico. e porta l’acqua fino alla piscina di Siloam. ben visibile ancora oggi.1-6. all’interno della città. verso il 705 a. di pari passo con il tentativo di eliminare i culti cananaici e i luoghi sacri loro consacrati. il testo biblico e la testimonianza dell’archeologia ci permettono una ricostruzione abbastanza precisa di questa campagna.17-37 e 19. tuttora percorribile a piedi. L’opera edilizia più celebre. rientrando in possesso di una parte del territorio perduto dai suoi predecessori e. si allea con l’Egitto per contrastare la potenza assira. resta il tunnel di Siloam. Si può tuttavia ritenere probabile una azione riformatrice di Ezechia tesa ad affermare con più forza l’unicità del culto di YHWH.C. All’ingresso del tunnel fu ritrovata. 307.

46 46 Tebe. in realtà. lasciò un regno ancor più indebolito.8-10: qui il profeta ricorda con sarcasmo le vittorie passate degli assiri ormai in decadenza. b. si può anche pensare alla riuscita di trattative che prevedevano un atto di sottomissione da parte di Ezechia il quale.: «Sei forse più forte di Tebe. Improvvisamente però.7-8). Egli. siamo di fronte al regno più lungo di tutta la storia di Israele: ben 45 anni (dal 687 al 642 a. circa). a. sotto i vostri occhi. ovvero nella seconda metà del VII sec. come un casotto in un campo di cocomeri.potenza delle truppe assire in un celebre bassorilievo. è una desolazione come Sodoma distrutta. nel delta del Nilo. ritrovato nel palazzo di Ninive.C. A partire dal 671 a. oggi al British Museum di Londra. territorialmente ridotto quasi soltanto a Gerusalemme e i suoi immediati dintorni: «Il vostro paese è devastato.C. (Is 1. possiamo osservare la presa da parte dell’esercito assiro della città di Lakish.36 (cf. Manasse e Amon (687-640 a. Comunque sia.1319. facendo ritorno a Ninive. come anche l’archeologia ci testimonia. fatto del quale si vanterà poi nei suoi annali.C. le vostre città sono arse dal fuoco. secondo le fonti bibliche. E’ rimasta sola la figlia di Sion (Gerusalemme) come una capanna in una vigna. Il regno di Manasse coincide con il periodo di massima potenza dell’impero assiro: gli Assiri controllano ormai tutta la regione che va dalla Siria fino al Sinai. Non conosciamo i motivi reali di questo gesto: si può pensare ad una epidemia scoppiata nell’esercito assiro. 44 . La vostra campagna.) Con Manasse. come una città assediata». il re Asshardon e il suo successore Assurbanipal arrivano persino a conquistare l’Egitto.C. ancora una volta le uniche disponibili a questo riguardo.C. ad ogni buon conto. una delle roccaforti di Giuda (2Re 19. figlio di Ezechia. affermando di avervi rinchiuso Ezechia “come un uccello in gabbia”. oppure a motivi politici interni (poco tempo dopo Sennacherib finirà assassinato da parte dei suoi stessi figli). Sennacherib tolse l’assedio. invia a Ninive una grande quantità d’oro e d’argento come tributo. all’arrivo di un forte contingente egiziano in soccorso di Ezechia.8). raggiungendo così l’apogeo dell’impero. dall’Anatolia sino all’Arabia. fu saccheggiata dalle armate di Assurbanipal nel 663 a. Sennacherib pose l’assedio a Gerusalemme. al tempo in cui Nahum scriveva. semidistrutto. anche Is 36-39) interpreta l’avvenimento come un chiaro segno dell’aiuto divino per Ezechia: ancora una volta la Bibbia legge i fatti in chiave teologica. dando in tal modo un giudizio positivo su Ezechia. Della conquista assira dell’Egitto abbiamo una eco in Na 3. che occupa una intera parete. In quest’opera stupenda. il testo di 2Re 18. la divorano gli stranieri.

Sulla base di questa tradizione. secondo il testo delle Cronache. si sarebbe convertito nella sua vecchiaia. se si pensa anche al fatto che difficilmente Manasse avrebbe potuto salire al trono senza il gradimento dell’Assiria e che egli si comportava in tutto da perfetto vassallo. oltre.seduta tra i canali del Nilo. andò schiava in esilio. nel corso di una congiura non meglio precisata. di appena otto anni. come segno della sua sottomissione all’Assiria. L’interesse teologico circa il regno di Manasse è ancora più forte nel testo di 2Cr 33.chiamata nel testo di 2Re il “popolo del paese” . Sopra i suoi nobili si gettarono le sorti e tutti i suoi grandi furono messi in catene». per bastione le acque. In uno dei trattati di vassallaggio di Asshardon. circondata dalle acque ? Per baluardo aveva il mare.11-17: qui il Cronista cerca di dare una spiegazione teologica al fatto che un re così empio e apostata abbia potuto regnare così a lungo. La congiura non sembra andata a buon fine. entrata a far parte della traduzione greca della Bibbia nota come la Settanta (v. nell’atto di pagare l’annuale tributo al re Assurbanipal. dopo aver tentato di ribellarsi a Babilonia ed esservi stato deportato. Ancora una volta siamo davanti ad uno dei 45 . Eppure anch’essa fu deportata. ma esclusa dal canone delle Scritture sacre sia giudaiche che cristiane e catalogata tra i libri apocrifi. Il racconto di 2Re 21. potremmo dire che Manasse ha restaurato la situazione di pluralismo religioso precedente al regno di Ezechia. anch’egli evidentemente re devoto all’Assiria. riferimenti alla dominazione assira è possibile scorgerli nel testo di Is 33. insieme ad altri ventidue re vassalli. Anche Manasse appare tra i tanti vassalli dell’Assiria: un’iscrizione dell’epoca ce lo mostra a Ninive. Anche i suoi bambini furono sfracellati ai crocicchi di tutte le strade.18-19 dove viene menzionato un popolo insolente. La cosa è verosimile. il quale viene ucciso. il giovanissimo Giosia. nascerà successivamente una “Preghiera di Manasse”. si riferisce probabilmente alla persecuzione di gruppi di fedeli di YHWH. forse anche politicamente ostili all’Assiria. ne avrebbe introdotto anche gli usi cultuali. Manasse. Manasse. Il testo di 2Re 21. …). riverirlo. Ma da un altro punto di vista. che non aveva limiti (…). (Na 3. dopo soli due anni di regno.8-10).mette a morte i congiurati e nomina il nuovo re. nel 667. L’Etiopia e l’Egitto erano la sua forza. Alla morte di Manasse gli succede il figlio Amon. che opprime la Giudea. Dietro questo complotto si può forse vedere la lotta tra il partito filoassiro e quello filoegiziano. storicamente davvero poco verosimile. il cui testo è giunto sino a noi. a lato del culto di YHWH.1-18 è ancora una volta testimone dell’interesse primario del redattore deuteronomista: del lunghissimo regno di Manasse si ricorda solo l’aspetto religioso. che cerca appunto di eliminare Amon. dalla strana lingua. perchè la nobiltà giudea . amarlo e rispettarlo come fosse il proprio dio. si legge che il vassallo deve onorare il dio Assur. come il padre Manasse. p.16. secondo il quale Manasse avrebbe “versato in quantità sangue innocente”.

anche se solo come vassallo. c. Si può pensare che il libro in questione corrispondesse alla parte centrale dell’attuale Deuteronomio (i capitoli 12-26 ovvero il “codice deuteronomico”) sezione che. dunque. L’Assiria inizia progressivamente. Politicamente. Ancora oggi si discute quale esattamente fosse questo libro e se ci sia davvero stata quella “scoperta” di cui parla il testo di 2Re. E’ forse in questo periodo che si iniziano a scrivere quei testi che.tentativi di Israele per riconquistare la libertà.C.C. la situazione non è cambiata: Israele è sempre sottomesso a un’altra potenza. località sulla costa mediterranea presso Yavne. di un avamposto egiziano con truppe composte da mercenari greci e giudei. originaria probabilmente del regno del nord. E’ estremamente improbabile che il Deuteronomio risalga all’epoca di Giosia. almeno nella sua redazione finale. il faraone.13-15). Nel 627 a.C..1-7. E’ in questo contesto storico che si situa il regno di Giosia: il fatto che egli sia salito al trono ancora bambino (otto anni) fa ovviamente pensare a un lungo periodo di reggenza. distruggendo così definitivamente l’impero assiro. Il testo di 2 Re 22-23 ricorda come l’avvenimento principale del regno di Giosia una importante riforma religiosa (622 a.) una dura sconfitta nella battaglia di Karkemish.). Giosia e la riforma religiosa (640-609 a. ma inesorabilmente un periodo di decadenza che terminerà solo con la sua scomparsa.C. in particolare. cioè più o meno nel 627 a. Punto di partenza di tale riforma sarebbe stata la “scoperta”. Babilonia riacquista la sua indipendenza e nel 612 i Babilonesi arriveranno addirittura a conquistare Ninive. l’inizio dell’attività di Ezechiele. subirà (605 a. E’ anche l’epoca dei profeti Sofonia e Geremia e. afferma di avere inziato la sua attività profetica (Ger 1. verso la fine del regno. nel Tempio di Gerusalemme. fu appunto “riscoperta” durante il regno di Giosia e da lui usata come base per la sua riforma politico-religiosa. pur se forse più ampia di quella goduta all’ombra dell’Assiria. nel tentativo di respingere Babilonia. che in passato molti studiosi hanno voluto identificare con l’attuale libro del Deuteronomio. anche Sof 2.). durante l’esilio o subito dopo. dovrà uscire sconfitto dallo scontro con la nuova potenza babilonese: il faraone Necao. tuttavia. Il crollo assiro porta come immediata conseguenza la rinascita egiziana e quindi il passaggio della Giudea sotto un nuovo dominatore. Geremia. cf. Nel corso di questi anni assistiamo a un cambiamento radicale della situazione internazionale.C. ma l’impero assiro e la paura che esso incute sono molto più forti. minacciata dalla nascente potenza di Babilonia e dalle incursioni dei popoli seminomadi confinanti con il vasto impero. Documenti provenienti dalla fortezza di Mesad Hashavyahu. composta al tempo di Ezechia.1) nel tredicesimo anno di regno di Giosia. ricordato nella Bibbia dal libro di Nahum (Na 3. di un “libro della Legge”. sembra attestare la presenza. confluiranno nella cosiddetta 46 . almeno in quella zona. segnando così la consacrazione di Babilonia come nuova grande potenza nel panorama del Medio Oriente Antico. evento di grande portata. L’autonomia di cui il regno di Giuda gode è dunque relativa. nell’alto Eufrate (presso l’attuale confine tra Siria e Turchia). Anche l’Egitto. andata in disuso e dimenticata durante il regno di Manasse.

grande “storia deuteronomistica”. Questi si presentò a Necao. Il tentativo sfocerà in un fallimento: il faraone Necao fece uccidere Giosia nel 609. nella città di Meghiddo. legato al faraone che lo aveva messo al potere.36-24. La riforma religiosa di Giosia ricorda quella già vista a proposito di Ezechia. Il libro di Geremia insiste sugli scontri che il profeta avrebbe avuto con questo re: è all’inizio del regno di Yoaqim che Geremia avrebbe tenuto il suo noto discorso contro la fiducia quasi magica riposta dagli Israeliti nel loro Tempio. secondo il racconto di 2Re 23. Giosia tentò forse di disturbarne i piani. cambiandogli il nome in Yoaqim. Dietro queste prese di posizione 47 . distrugge santuari e accentua ancora di più il carattere di centralità che già il Tempio di Gerusalemme aveva: un solo Dio. forse nel tentativo di contrastare l’avanzata babilonese. nominando un re di suo gradimento. un solo popolo. un solo Tempio. di ritorno dalla campagna condotta nel nord della terra di Israele. ma è senz’altro molto più radicale. La reticenza di questo testo si può forse spiegare col fatto che la morte di Giosia fu certamente un evento tragico per i promotori della riforma. in circostanze oscure. Il regno di Giosia ebbe una fine improvvisa: dopo il 612.35). Alla morte di Giosia. ma questi “lo uccise appena lo vide”.) fu. che vedevano in lui il difensore della fede yahwista. un altro figlio di Giosia. sparita dalla scena l’Assiria. che dal libro di Giosuè si estende attraverso il libro dei Giudici. anche se la portata dei rapporti tra Geremia e Giosia resta a ancor oggi un problema aperto. La riforma deve aver incontrato notevoli resistenze e ancora molto tempo dopo Giosia vediamo il permanere di luoghi di culto israeliti all’interno della Giudea. un personaggio debole e tirannico. il testo di 2Re 23. nominando come successore il figlio maggiore di Giosia. facendo atto di sottomissione.C. Yoaqim (609-598 a. La fine del regno di Giuda. YHWH. In 2 Re 23. segno che almeno parte della popolazione non era molto sensibile alle esigenze di una assoluta fedeltà allo yahwismo. ma il faraone lo depose e lo esiliò in Egitto. Eliakim. secondo il testo biblico. il partito riformatore tentò di proseguire la politica del re defunto. oppure si illuse. Il testo di Dt 12-26 riflette questa situazione. così come voleva la riforma di Giosia.7. Il re si dedica. d. Il primo periodo di predicazione di Geremia presenta qualche relazione con questa riforma. di cui la scuola deuteronomista si farà portavoce. 2Re 23.21-23 ci ricorda l’importanza della celebrazione pasquale nel quadro della riforma giosiana. l’opera del re. i due libri di Samuele e i due libri dei Re. a una eliminazione sistematica dei culti non yahwisti: fa bruciare statue e altari.29 si legge solo che Giosia andò incontro a Necao a Meghiddo. Una delle sue imprese fu l’istituzione di nuove forme di tassazione in un paese già duramente provato dalla povertà (cf. tuttavia sopravviverà alla sua morte e troverà un proseguimento ideale nel periodo dell’esilio e subito dopo il ritorno. simbolo della protezione divina sulla città (Ger 7 e 26). di riconquistare un minimo di indipendenza. Yoachaz. il faraone Necao intraprende una campagna verso il nord di Israele. giocando sul contrasto tra Egitto e Babilonia in seguito al crollo assiro. nel mutato panorama internazionale. Gli ultimi anni del regno di Giuda si caratterizzano come un periodo di crisi e di grande confusione.

a causa di disordini interni al suo regno e si accontentò di ricevere da Yoaqim. Insieme a lui vengono esiliate alcune migliaia di 48 47 Le date corrispondono al dicembre-gennaio 598-597 a. Tutta la regione siro-palestinese.10-17 ci è noto anche dalle Cronache Babilonesi: «L’anno 7 del mese di Kislew il re di Akkad mosse il suo esercito nella terra di Hatti. ma questa volta Giuda è ormai soltanto una pedina di un gioco molto più vasto. che fa arrestare il profeta. in effetti. Vi mise un re di suo gradimento. testi babilonesi uno dei quali è databile nel 592. l’Egitto riesce a riprendersi e a sconfiggere o quanto meno a contenere. Io punirò lui.. il suo cadavere sarà esposto al calore del giorno e al freddo della notte. Il re di Akkad è Nabucodonosor e la “città di Giuda” è Gerusalemme. L’episodio.20-23. nel 598 a.11-14. e al 15 o 16 marzo 597. il “re di suo gradimento” è Sedecia. 319-321. Un caso analogo è quello dell’uccisione del profeta Uria. Geremia sarà trattato dai Babilonesi come un loro amico (Ger 39. Il re Nabucodonosor non riuscì tuttavia a sfruttare sino in fondo il successo ottenuto. Il profeta si fa portavoce di un partito non propriamente filobabilonese. E’ chiaro tuttavia come una tale posizione può essere facilmente intesa come collaborazionismo. Il testo si può leggere in CIMOSA. pose l’assedio alla città di Giuda ed il secondo giorno del mese di Adar catturò la città e prese prigioniero il re. La reazione del re. dopo la morte di Sedecia. l’avanzata dell’esercito babilonese.occorre vedere anche la critica di Geremia alla politica filoegiziana del re. marcia su Gerusalemme e la assedia. 47 Durante l’assedio il re Yoaqim muore ed è il figlio Yoakhin ad arrendersi ed essere subito esiliato a Babilonia. 48 Possediamo le cosiddette “tavolette Weidner”. L’ambiente storico-culturale. il faraone Necao subì come si è detto una pesante disfatta nella battaglia di Karkhemish. Nabucodonosor.C. la sua discendenza e i suoi ministri per le loro iniquità…”«. La posizione di Geremia è dettata da motivi religiosi.13-17 e soprattutto 36. ma anche politici. critica che raggiunge toni molto espliciti in testi come Ger 22.C. Yoaqim cercò nuovamente di approfittare della situazione e di ritornare alla precedente alleanza con l’Egitto. ricordato in Ger 26.1-6). presso l’Eufrate. ma piuttosto attento a un realismo politico che vedeva la sottomissione a Babilonia come il minore dei mali per il piccolo regno di Giuda e la ribellione come preludio ad una inevitabile distruzione. e quindi anche il regno di Giuda.27-31: «Contro Yoaqim re di Giuda dichiarerai: “(…) dice il Signore contro Yoaqim re di Giuda: egli non avrà un erede sul trono di Davide. prese molto bottino e lo inviò a Babilonia» . riportato in 2Re 24. Nel 601. dove tuttavia verrà trattato più da ospite che da vero e proprio prigioniero. oppure come “figlio 48 . cadono sotto la dominazione babilonese. che nel frattempo aveva prontamente cambiato bandiera. 40. che menzionano Yoakhin alla corte di Babilonia come “re di Giuda”. Nel 605 a.C. ad opera del re babilonese Nabucodonosor. Per reprimere quella che considera la rivolta di un modesto vassallo. alla luce di queste parole è certamente ben comprensibile. il solito tributo. però.

l’istituzione sacerdotale e la figura dei profeti. Tra le istituzioni dell’Antico Testamento sono ben conosciute. Gerusalemme viene costretta alla fame e quindi conquistata. Nabucodonosor nominò un re di suo gradimento. cioè di Sedecia. dovuta. cercava un’ulteriore rivincita sui Babilonesi. Sedecia si ribella in due occasioni contro Nabucodonosor. torna nuovamente in Giudea per reprimere la nuova rivolta e assedia per la seconda volta Gerusalemme.persone. oltre a quella della monarchia. Nabucodonosor. probabilmente da qualcuno che ne era stato diretto testimone. cui diede il nome di Sedecia.1-10. membri in gran parte della classe dirigente. come si è visto. fu aperta una breccia nella città» (Ger 52. insieme al testo di 2Re 24. entrambe assumono una importanza notevole durante il periodo monarchico . 49 . nel 589/588 un’illusoria alleanza con l’Egitto. Tutto questo accade senza che nel frattempo si sia visto nessun tipo d’intervento da parte dell’alleato egiziano (Ger 37. Dopo due anni di assedio.7). Spinto forse dall’Egitto che. Ger 34. soffre per la sua schiavitù e la sua miseria» (Lam 1. Il testo. tra i quali anche il profeta Ezechiele: si tratta della prima deportazione. La Giudea si trova ormai a un passo dalla rovina e Geremia denuncia la irresponsabilità di coloro che ancora vorrebbero migliorare la situazione alleandosi ora con l’Egitto ora con Babilonia. 342-378. secondo l’autore. nel 587 a. 2Re 25. composto poco tempo dopo i fatti. ma venne catturato e gli fu riservata la sorte dei vassalli ribelli: Nabucodonosor ne fa massacrare l’intera famiglia. 49 Il libro delle Lamentazioni è costituito da 5 poemi che hanno al centro il dolore per la distruzione di Gerusalemme. un altro figlio di Giosia. nobili e sacerdoti. 1-7). Sedecia cercò di fuggire dalla città assediata. Come le Cronache Babilonesi ci riferiscono. La politica vacillante e compromissoria di Sedecia ci è nota dai capitoli 32-38 di Geremia. siamo nel giugno/luglio del 587: «nel quarto mese. Nei resti bruciati di Lakish. sono state ritrovate alcune lettere. una delle ultime città israelite a cadere (cf. con il successore di Necao. che sarà l’ultimo re di un regno di Giuda indipendente.5. 50 A questo proposito si può ancora utilmente consultare DE VAUX.11 e Lam 4. secondo un uso ormai consolidato ma. al peccato del popolo cui si contrappone però la speranza nel perdono divino (si veda ad esempio Lam 5).6-7). nel 594/3 tenta di formare una prima coalizione antibabilonese.3) . Istituzioni dell’Antico Testamento. 49 e. è deportata. fa ben comprendere lo stato d’animo degli abitanti della Giudea di fronte a questa terribile catastrofe nazionale. il tempio di Salomone distrutto e gran parte della popolazione esiliata: «Giuda va in esilio. Sacerdozio e profetismo. il nove del mese.. Psammettico II. 50 del re (vassallo) di Giuda” . fallimentare.17.17). scritte su frammenti di coccio.C. mentre la fame dominava nella città e non c’era più pane per la popolazione. La città viene saccheggiata. reperti emozionanti che testimoniano in modo drammatico dell’avanzata inarrestabile dell’esercito babilonese. lo fa accecare e lo conduce in catene a Babilonia (Ger 39.

Isacco. chiamati gli Urim e i Tummim. A lato del sacerdozio appare un’altra istituzione. che come si è detto. in particolare l’offerta del sangue e quella dell’incenso. Ger 18. Verso la fine dell’epoca monarchica. i cui particolari ci restano sconosciuti. L’accusa profetica contro i sacerdoti. David e Salomone esercitavano questa funzione. Dt 33. ossia le “istruzioni” al popolo (cf. esercitare uffici cultuali come ad esempio offrire un sacrificio (Gen 22. In 1Re 4. che hanno tradito la Legge che dovevano insegnare. Nel libro della Genesi le tradizioni patriarcali ci presentano i diversi personaggi. oltre). almeno sino all’epoca dell’esilio. almeno a partire dall’VIII secolo a. BLENKINSOPP. la Legge). per quanto riguarda il regno di Giuda.Prima dell’avvento della monarchia non esisteva in Israele un’istituzione sacerdotale ben delineata. veniva fatta. anche in epoche successive. iniziando dai testi di Ezechiele. Brescia 1997. Al sacerdote spetterà invece. Queriniana.1013 il sacerdote Amazia contesta al profeta Amos il diritto di parlare nel “santuario del re e nel tempio del regno”. Una delle sue funzioni principali sembra essere in questo primo periodo della storia di Israele. diviene sempre più esplicita la distinzione tra sacerdoti e leviti (Ez 44. del quale diventava il custode.26). che dopo l’esilio verranno a costituire un vero e proprio secondo grado sacerdotale. passerà. nel caso di sacrifici cruenti. 46. sembra. J.54.5-12) né sembra esistesse un particolare rito religioso di “ordinazione”. Giacobbe. cioè consultare il sacerdote per conoscere la volontà di Dio.6-31). ai leviti e in seguito agli scribi e ai dottori della Legge (v.10 affida ai sacerdoti l’incarico di “insegnare” le tôrôt (plurale di tôrah.7). Ancora il testo di Dt 33.8 e altri testi riferiscono che il sacerdote proclamava la decisione divina tirando a sorte per mezzo di due oggetti sacri. Ez 7. La polemica di profeti come Isaia o Geremia contro la classe sacerdotale ha fatto pensare che tra sacerdozio e profetismo dovesse esistere un’opposizione 51 51 Cf. non era una prerogativa strettamente sacerdotale. almeno in un primo tempo. In epoca monarchica il compito primario dei sacerdoti diventa offrire i sacrifici: Saul.18.C. dopo l’esilio. Così l’uccisione della vittima. il privilegio dell’offerta della vittima.5-17 si possono vedere esempi relativi al controllo esercitato dal re sui sacerdoti. 50 . In tal senso il sacerdote è considerato come un mediatore tra Dio e l’uomo. Il sacerdote era dunque una persona scelta per il servizio in un determinato santuario. La stessa figura del “sommo sacerdote” o “sacerdote capo”.2 e 2Re 12.. gesti che mettono in diretto contatto con l’altare. Mi 3. dallo stesso offerente o dal clero inferiore. Abramo. quella di pronunciare oracoli in nome del Signore. a vantaggio di quella dell’insegnamento. 31. non doveva avere gran peso e appare comunque di gran lunga inferiore al re. Sia il Tempio di Gerusalemme che i santuari del nord erano santuari del re e il sacerdote ne era il funzionario. riflette bene l’importanza di questo compito che. In Am 7. Storia della profezia in Israele. Caratteristica fondamentale del sacerdozio in epoca monarchica è la sua subordinazione al potere regale.1). Ancora nel periodo dei Giudici solo occasionalmente si parla di sacerdoti in relazione a santuari locali (Gdc 17. quella profetica. Le tradizioni del Pentateuco parlano di una usanza descritta come “cercare” il Signore (Es 33.11. A partire dall’epoca monarchica la funzione oracolare dei sacerdoti viene sempre più messa in ombra.

dicendo a Gerusalemme: Sarai riedificata.79).28 e altri testi ancora lanciano accuse contro queste persone. Sembra allora che ai profeti sia passato il compito oracolare proprio dei sacerdoti in epoca premonarchica.1617. i “profeti cultuali”. Si deve pensare piuttosto ad uomini profondamente interessati alla storia del loro tempo. *** CAPITOLO VI SOTTO L’IMPERO PERSIANO «Io dico a Ciro: Mio pastore. considerate “falsi profeti”.28). La Giudea durante l’esilio. Ger 23. In realtà abbiamo testi. 51 . in modo particolare. che testimoniano l’esistenza di gruppi profetici legati alla monarchia. ma divino. Inoltre. CIMOSA. invece.5. Ger 20. che il re consultava prima di compiere qualche passo importante. L’infedeltà del popolo. E’ estremamente difficile descrivere i rapporti esistenti tra questi profeti di corte e i profeti dei quali conserviamo gli scritti. e al tempio: Sarai riedificato dalle fondamenta« (Is 44. ricevuto e proclamato anche contro la propria volontà (cf. la consapevolezza di annunziare un messaggio che non è proprio. come il vivace capitolo 22 di 1Re. a. annunziatori allo stesso tempo di condanna e di speranza. i profeti del preesilio sono caratterizzati dalla fede incrollabile in YHWH e nel rapporto privilegiato che Egli ha con Israele.11. L’archeologia. in tal senso i profeti costituiscono una sorta di “coscienza critica” della monarchia e dell’intero popolo d’Israele. L’ambiente storico-culturale. in seguito all’invasione babilonese e alla deportazione. ed egli soddisferà tutti i miei desideri. ma solo in quanto il re è venuto meno alla fedeltà a Dio. è la coscienza della propria vocazione. I testi di Mi 3. trasforma il messaggio profetico nell’annunzio del giudizio divino sulla storia.radicale. 322-323.25. come talora si è fatto in passato. che essi giudicano in base a quella “parola di Dio” che affermano di aver ricevuto. è testimone della distruzione pressoché completa di molte città (sono particolarmente noti i casi di Lakish e Arad). I risultati immediati della caduta di Gerusalemme sono molto chiari: il libro delle Lamentazioni descrive in maniera estremamente drammatica la situazione di distruzione e abbandono di Gerusalemme. Non si può dunque parlare dei profeti come di semplici agitatori politici. i profeti si propongono come interpreti autentici della parola di YHWH nella storia degli uomini. 52 52 Per alcuni degli interessantissimi ostraka trovati negli scavi di Lakish cf. Ciò che accomuna i profeti scrittori. da parte sua. I profeti non sono di per sé ostili alla monarchia in quanto tale (è il caso di Amos e Osea). professionisti che agivano per denaro.

molti altri capi militari. Egli pensava forse di poter restaurare la monarchia e fece assassinare Godolia. un certo Godolia. riconoscendo così l’autorità di Godolia (Ger 40. perdendo anche l’ultima parvenza di autonomia.10-12). Il comportamento dei Babilonesi fu comunque diverso da quello. L’economia è in ogni caso ridotta a pura e semplice economia di sussistenza. un secolo e mezzo prima. nominano una specie di vicerè del deportato Yohakin. Con la morte di Godolia. Le autorità di Babilonia. i babilonesi riconoscevano ancora il ruolo di re della Giudea. un certo Ismaele. comandante di qualche contingente militare sbandato. che in qualche modo deve essere continuato in Giudea anche durante l’esilio. Non tutta la popolazione. rappresentante di Nabucodonosor in Giudea o forse facente funzioni di Yohakin. fu deportata e soprattutto non sembra che i Babilonesi abbiano favorito nuovi insediamenti di popolazioni straniere all’interno del regno di Giuda. discendente della famiglia di David. Godolia si preoccupa subito di attuare un programma di ricostruzione e di normalizzazione. a più riprese. Con essi.12 si trattava soltanto “vignaioli e contadini”. del quale. lo stesso profeta Geremia era un rappresentante.30 sembra parlare di una terza deportazione di 745 persone) che costrinsero i ribelli alla fuga. In realtà non sappiamo quale esattamente fosse la posizione di questo Godolia: un sigillo trovato con il suo nome lo definisce come “colui che (è) sul palazzo”. Tuttavia l’asse spirituale di Israele si sposta a Babilonia e la catastrofe nazionale diventa un motivo di profonda riflessione teologica. qualcosa che ci fa pensare ad una specie di governatore generale. ben più duro. la Giudea diventa una semplice provincia dell’impero babilonese. I profeti avevano posto una stretta equivalenza tra le sorti del popolo e la fedeltà a Dio così che la rovina di Gerusalemme può essere letta come punizione per le ripetute infedeltà di Israele: «voi avete visto tutte le sventure che ho mandate su Gerusalemme e su tutte le città di Giuda: eccole oggi una desolazione senza 52 . un tentativo di salvare il salvabile. Ma la situazione era ormai troppo compromessa per un simile tentativo. fuggono in Egitto. appoggiato ancora una volta dal profeta Geremia che. amministrata dalle autorità residenti in Samaria e progressivamente occupata dagli edomiti nella sua parte meridionale. portando con sé il profeta Geremia. In ogni caso. invita gli abitanti di Gerusalemme a sottomettersi al re di Babilonia. che gli Assiri avevano tenuto nei confronti del regno del nord.Nella Giudea restarono. che si era rifiutato di appoggiare il tentativo di ribellione. infatti. appoggiandosi al partito filobabilonese. forse l’inutilità (Ger 42-43). Babilonia prese ulteriori misure repressive (il testo di Ger 52. solo le classi più povere della popolazione: se possiamo dar credito al testo di 2Re 25. benché in esilio. Il tentativo di Godolia fu tuttavia frustrato dalla rivolta di un ufficiale israelita. riconoscendone. così come era stato fatto dagli Assiri nel caso di Samaria. temendo la reazione babilonese. al quale. come si è visto. cioè le classi sociali più basse. sopravvissuto in qualche modo all’invasione babilonese. Il tempio di Gerusalemme era stato distrutto e la maggior parte dei sacerdoti esiliata: ciò non significa necessariamente la fine del culto israelita. dopo le due deportazioni.

si traduce appunto nell’affermarsi di un monoteismo a base etica (v. L’esilio babilonese continua quel movimento di dispersione degli Israeliti al di fuori da Israele iniziato già a partire dalla deportazione assira del 721 a. che avrà il compito di ricostruire Israele. se non altro quella di lavorare. Budda. acquistare case e terreni. come forse lo era almeno il fondatore della “banca” degli Egibi.C. celebrando le proprie feste e i propri usi religiosi.. Confucio. Gruppi di israeliti. In particolare emerge l’importanza della razionalità e la conseguente nascita di una religione etica che. Per di più questo movimento culturale globale coincide 53 53 Cf. Di fronte a questa situazione disperata saranno proprio gli esiliati a non perdere la speranza: essi inizieranno a considerare se stessi come la parte scelta del popolo. risalenti al 450-400 a. per Israele. c. 223-234. secolo di svolta non solo per Israele. Il capitolo 29 di Geremia contiene la lettera che il profeta avrebbe scritto ai deportati per incoraggiarli e testimonia come essi godessero di una relativa libertà. in Mesopotamia. Zoroastro.2-6). quel ‘resto’ di cui parlano i profeti.abitanti. La deportazione babilonese costituisce tuttavia un avvenimento di grande portata. inoltre. la monarchia davidica non è ancora finita.15. e trattato con benevolenza dal re babilonese Evil-Merodach.C. si erano già da tempo stabiliti in Egitto. conservare le proprie tradizioni. ma per gran parte del mondo antico (cf. Non si deve pensare a questi gruppi di esuli come se fossero schiavi. viene graziato. attiva proprio negli anni dell’esilio. esiliato nel corso della prima deportazione. facendovi nascere fiorenti comunità. (Ger 44. Oltre la Bibbia. Stando a testi come 2Re 24. un numero tutto sommato considerevole.27-30). LIVERANI. a causa delle iniquità che commisero per provocarmi (…) Perciò la mia ira e il mio furore divamparono come fuoco nelle città di Giuda e nelle strade di Gerusalemme ed esse divennero un deserto ed una desolazione. Un secolo dopo l’esilio la posizione di alcuni dei deportati doveva essere davvero molto buona: gli archivi della famiglia Murashû. La situazione degli esiliati. Liverani definisce “età assiale”. La situazione degli esiliati non è dunque insopportabile.000 unità (anche se il testo di Ger 52. continuare a riunirsi.C. Lo sviluppo del pensiero ebraico e della sua teologia durante l’esilio. la “collina della primavera”. segno di speranza per il futuro (2Re 25. Il Secondo libro dei Re si chiude proprio con il ricordo della grazia concessa a Yoakhin.28-30 fornisce numeri diversi).16 il numero complessivo dei deportati si avvicinava alle 10. sotto).68-69) è un ulteriore testimone di questa situazione di benessere. 53 . la nascita della filosofia greca). b.14. Il sesto secolo costituisce quella che M. come quello ricordato in Ez 3. Tel Aviv. probabilmente intorno al 561-560 a. una sorta di banca a Nippur. Tutte queste persone furono raggruppate in villaggi presso Babilonia. Lo stesso re Yoakhin. testimoniano che alcuni dei ricchi possidenti locali erano di origine giudaica. come sono ancor oggi». Il libro di Esdra (Esd 2.

ma allo stesso tempo fortemente nazionalistica e insieme piena di 54 . Come Geremia già si era posto con lucidità il problema della sofferenza e della giustizia di Dio (cf. dice il vostro Dio. il probabile autore della sezione del libro di Isaia costituita dai capitoli 40-55. io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli. esposti al pericolo di assumerne gli usi. che avrebbe composto la sua opera subito dopo l’avvento di Ciro il grande.1-6). Ger 12.1-4a. tutti testi risalenti all’epoca esilica e di matrice sacerdotale. l’osservanza del sabato. si colloca l’opera del profeta Ezechiele. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù…» (Is 40. 17. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati. L’altro grande profeta dell’esilio è stato chiamato dai moderni il “Secondo” o il “Deuteroisaia”.C. Il fatto di trovarsi in un paese straniero.per Israele con l’esilio babilonese.1-4). Il libro di Ezechiele si apre con la visione della Gloria di Dio (Ez 1) e si chiude con la visione ideale della nuova Gerusalemme e del nuovo Tempio. sacerdote di Gerusalemme arrivato con la prima ondata di deportati. allo stesso tempo Ezechiele annunzia un messaggio di speranza. come esso dovrà essere dopo l’esilio (Ez 40-48). Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi.C. vista la precedente infedeltà del popolo. a partire dal 550 a. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri: voi sarete il mio popolo ed io sarò il vostro Dio» (Ez 36.2428). metterò dentro di voi uno spirito nuovo. Egli apre il suo libro annunziando con gioia la fine dell’esilio: «Consolate. toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. porta gli esuli a rafforzare i legami interni al popolo giudaico. vi darò un cuore nuovo. com’è evidente dai testi di Gen 2. aprendo in tal modo un’importante riflessione sullo spinoso problema della retribuzione. che invece di distruggere il popolo lo porta a inattesi sviluppi di pensiero.1-2). tra il 593 e il 571 a. L’esilio è stato provocato dall’infedeltà degli israeliti. Nella prospettiva di Ezechiele. specie quelli religiosi. in particolare dalla loro infedeltà religiosa. L’atmosfera triste e nostalgica. consolate il mio popolo. l’intero libro del Levitico. Questo è il periodo in cui le usanze come la circoncisione. Negli anni dell’esilio. assumono una rilevanza tutta particolare. La storia è ormai vista con gli occhi del veggente e il futuro non potrà più essere semplicemente una restaurazione del passato. come segno distintivo dell’appartenenza al popolo di Israele. il ritorno è condizionato da una rinnovata fedeltà a YHWH che. Ez 18. le leggi di purità rituale. La predicazione di Ezechiele e quella del cosiddetto Secondo Isaia ci permettono di comprendere il valore teologico che assume per Israele l’esilio babilonese. non potrà essere altro che un dono di Dio stesso: «vi prenderò dalle genti. così anche Ezechiele affronta il problema della responsabilità personale davanti a Dio (cf. vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo.

Così. Si ritiene che vi sia stata una prima redazione sacerdotale durante l’esilio e almeno una successiva rilettura dopo il ritorno. ad esempio il testo immediatamente postesilico di Lev 17-26. come unico esempio. “codice sacerdotale”). La tradizione sacerdotale intende rispondere anche a questo problema: si può ricordare. Edizioni Dehoniane. Con la tradizione sacerdotale al tema della Legge e del Patto tipici della tradizione deuteronomista si aggiunge la grande importanza data al culto e alle leggi di purità (cf. è durante l’esilio che la tendenza al monoteismo. Ancora. in quella che è oggi chiamata la tradizione sacerdotale del Pentateuco: i sacerdoti ebrei. Introduzione alla lettura del Pentateuco. comunemente indicata con la lettera P (dal tedesco Priesterkodex. si afferma in maniera definitiva. di cui la redazione sacerdotale costituisce la base più importante . 54 Un altro aspetto che caratterizza il periodo dell’esilio è il contatto diretto che gli Israeliti hanno con la cultura e la religione babilonese. che assume tratti etici sempre più marcati. Il passato diventa allo stesso tempo modello per il presente e segno di speranza per il futuro: è in questa chiave che devono essere letti molti dei testi del Pentateuco. Specialmente il Secondo Isaia insiste con grande decisione sulla unicità di YHWH e la sua assoluta superiorità su ogni altro falso 54Anche in questo caso non entriamo in merito ai dettagli relativi agli aspetti storico-letterari della tradizione sacerdotale. il popolo può continuare a sperare nonostante le sue colpe. Un tale influsso si fece sentire già nella lingua: l’ebraico viene pian piano abbandonato a favore dell’aramaico. L’opera di riflessione degli esiliati dovette condensarsi poi in questi anni in un’altra serie di testi. anche durante l’esilio.46-51).speranza per il futuro è ben rispecchiata nel celebre e tuttavia duro Salmo 137. ad esempio il celebre testo di Dt 6. “lungo i fiumi di Babilonia”. cf. Chiavi per l’interpretazione dei primi cinque libri della Bibbia. che il primo capitolo della Genesi. della catastrofe nazionale. la cui composizione è iniziata probabilmente come già abbiamo accennato all’epoca di Giosia è stata completata proprio in epoca esilica. rileggendole alla luce della loro situazione di esiliati. avrebbero potuto condurre alla fine dell’ebraismo. è stato scritto anche come risposta ai miti babilonesi sull’origine del mondo. al momento della consacrazione del Tempio ormai distrutto nel momento in cui il testo di 1Re è stato completato (1Re 8. dalla creazione del mondo al cammino nel deserto. Israele passa ormai dalla monolatria (il culto di un solo Dio) e dall’enoteismo (ci sono tanti dèi. Lo storiografo deuteronomista rilegge tutta la storia di Israele alla luce dell’idea del “patto” o “alleanza” come la storia della fedeltà di Dio e della infedeltà del popolo. dove la fede d’Israele è strettamente connessa con l’amore dovuto a Dio. ma uno solo è per noi) a un deciso monoteismo. iniziano a scrivere una raccolta delle più antiche tradizioni sul passato di Israele. 55 . già forte durante la riforma giosiana. il poema sulla creazione. SKA. come il redattore deuteronomista si esprime nella grande preghiera messa in bocca al re Salomone. della deportazione. divenuti le guide spirituali del popolo in esilio. il cosiddetto “codice di santità”). L’esilio può essere considerato allora una tappa fondamentale nella vita di Israele: l’esperienza della distruzione del Tempio. rinvio al testo di J. Di fronte alle religioni dei conquistatori.4-5. la lingua internazionale dell’epoca. La cosiddetta “storia deuteronomistica” (Gs-2Re).L. Roma 20002.

cf. anche 43. quella dei Medi. il Signore degli eserciti: Io sono il primo ed io l’ultimo. conquistando. da un problema di carattere religioso: Nabonedo preferisce dedicarsi al culto della dea lunare Sin. Quest’ultimo rovesciò effettivamente Astiage.). ed erano stati un tempo alleati di Babilonia nelle campagne contro l’Assiria. infatti.10-12. dove lascia il figlio Belshazzar. il suo redentore. Nabonedo rinuncia anche al governo effettivo della città. il Baltassar protagonista dei racconti di Dan 5. che inizia a minacciare Babilonia.C. impadronendosi del suo regno (550 a. Il governo di Nabonedo. del celebre re Creso e minacciando da vicino le città greche dell’Asia Minore. da alleato che era. importante mutamento nel panorama internazionale. fuori di me non vi sono altri dei!» (Is 44. Dopo la conquista di Babilonia. Il ritorno a Gerusalemme.dio: «Così dice il re di Israele. per abbattere davanti a lui le nazioni. aveva trovato forti opposizioni interne. avviene un nuovo. Con Ciro si apre anche una nuova fase politica: invece di un governo dispotico e dittatoriale. I Medi vivevano a est dell’Eufrate.5). per sciogliere le cinture ai fianchi dei re. Anche in questo caso l’esilio segna una tappa fondamentale nella storia di Israele. il “Messia”. inimicandosi i potenti sacerdoti di Marduk. ma un liberatore. il nuovo impero persiano sarà il più vasto impero dell’Antico Oriente. Sorprendentemente. tuttavia. anche il regno della Lidia. più o meno nell’attuale parte occidentale dell’Iran. probabilmente. un sovrano piuttosto indifferente verso i problemi legati al governo della nazione. Forte di questa vittoria. Negli anni compresi tra il 559 e il 539 a. non ultime quella fortissima dei sacerdoti di Marduk. Nasce nel frattempo una nuova potenza.1-7). Ciro permette ai vari 56 . estendendosi dal fiume Indo sino al mare Egeo e dall’Egitto sino ai monti del Caucaso. Ciro non si considera un conquistatore.C. il Secondo Isaia descrive arditamente Ciro come il liberatore. Re di Babilonia diventa Nabonedo. quattro anni più tardi.6. 45. io ti ho dato un titolo sebbene tu non mi conosca» (Is 45. La nostra storia ha origine. di Ciro: Io l’ho preso per la destra. Ciro diventò così. Allo stesso modo. il consacrato mandato da Dio a salvare il popolo d’Israele in esilio: «Dice il Signore del suo eletto. detto il Grande. d. Per amore di Giacobbe mio servo e di Israele mio eletto io ti ho chiamato per nome. re dei Medi. Ciro continuò la sua politica espansionistica. il dio nazionale di Babilonia. una minaccia costante per Babilonia: nel 539 sconfigge Nabonedo che è costretto a fuggire e può così entrare nella città di Babilonia. Ciro può così autoproclamarsi l’inviato di Marduk. per aprire davanti a lui i battenti delle porte e nessun portone rimarrà chiuso (…). per restaurarne il culto. Il re Nabonedo credette di poter fermare l’ascesa della Media alleandosi con il re persiano Ciro II.

3-5 non sono perciò da considerarsi del tutto inventati. (…) Dalle città di Ninive.2-4 e 6. decreti che l’autore di Esdra potrebbe aver conosciuto e riadattato alla situazione degli ebrei. la lingua internazionale dell’epoca nella quale è stata scritta una parte del libro di Esdra. benchè il Cilindro di Ciro non faccia menzione nè degli ebrei nè di alcun popolo specifico al di qua dell’Eufrate: il ritorno a Gerusalemme va visto in realtà non come un privilegio particolare concesso agli Israeliti. di rientrare in patria. Io sono Ciro. L’autenticità di questi testi è molto discussa: in particolare sembra strano che Ciro si sia occupato dei giudei addirittura nel primo anno del suo regno. 56 55 56 Il testo completo si può leggere in L’Antico Testamento e le culture del tempo. 6.1. radunai tutte le loro popolazioni e le ricondussi nei loro luoghi…”. Le mie innumerevoli truppe avanzarono in pace nel paese di Babilonia. si acquistò in me un cuore largo che ama Babilonia ed io ogni giorno faccio sì che egli sia temuto. re dell’universo. risultato delle molte conquiste del defunto impero babilonese. sia economicamente. io riportai al loro posto gli dèi che vi avevano abitato e feci risiedere questi dèi in una dimora eterna. lo distinse. Il secondo dei testi citati sarebbe una copia della lettera di Ciro che autorizza esplicitamente gli esuli a ricostruire il Tempio di Gerusalemme. le proprie tradizioni religiose. il grande Signore. conforme al suo cuore. Si può tuttavia pensare all’esistenza di formulari già pronti per i vari decreti promulgati da Ciro per diversi gruppi etnici. di restaurare le proprie città e templi e di mantenere o riprendere. dando nuova vita ai commerci e agli scambi. ne pronunciò il nome perché esercitasse il dominio sul mondo intero… (…). anche se evidentemente la loro redazione è da collocarsi almeno un secolo e mezzo dopo i fatti. re di Babilonia. re del paese di Sumer ed Akkad (…). re forte. restaurando il culto di Marduk. specie sul piano religioso. ho vegliato senza posa al benessere di Babilonia e di tutti i luoghi santi. là dove interrotte. 212-213. conservato nel cosiddetto “cilindro di Ciro”: «Marduk esaminò tutti i paesi in modo approfondito alla ricerca di un principe retto. sia mettendosi dalla parte di quei popoli prima umiliati dai Babilonesi. Nel libro di Esdra il decreto di Ciro è visto come diretto esplicitamente agli ebrei (Esd l. 57 . in tutto il paese di Sumer e di Akkad non permisi che ci fosse qualcuno che mettesse paura.1-4. Prese per mano Ciro.esuli presenti a Babilonia. di Assur (…). Quando io entrai pacificamente in Babilonia stabilii nella gioia e nel giubilo la sede regale nel palazzo del principe. 55 E’ difficile stabilire quanto la politica di Ciro fosse dettata da motivazioni umanitarie o quanto piuttosto da motivazioni di convenienza politica: la tolleranza. Marduk.1-12 ). Questo tipo di atteggiamento rientra in un progetto globale di Ciro che usa in modo efficace l’arma della propaganda. I testi di Esd 1. proponendosi come liberatore. restituendoli ai loro dèi e ai loro territori. re grande. resi insicuri dalle troppe guerre. servì in effetti a Ciro meglio della forza dei suoi eserciti.come ricorda Esd l. Abbiamo a disposizione il testo di quello che può essere chiamato il suo documento programmatico. località sacre al di là del Tigri la cui sede era fondata da sempre. sia religiosamente. quanto piuttosto un atto rientrante in un piano imperiale più vasto. re di Anshan. e ottenendone così l’appoggio. La lettera è riportata in aramaico.

C. Chi fosse realmente questo personaggio e quale carica avesse non ci è del tutto chiaro: si può pensare a un israelita.).. i rimpatriati considerano se stessi come il “resto di Israele”. le cui radici. l’opera di ricostruzione del Tempio. secondo la politica da lui intrapresa. benché si tratti di due fonti discordanti. tra molte difficoltà. esistevano già ben prima dell’esilio. rappresentante del re persiano. il Tempio viene nuovamente consacrato. almeno stando alle liste di Esd 2 e di Ne 7. seguita dalla lotta per la successione. un’altra figura importante nella storia dell’epoca: egli riuscì a sedare le rivolte e i disordini che erano scoppiati sotto Cambise e intraprese una completa riforma amministrativa del suo vasto impero. tuttavia. dalla quale Dario uscirà vincitore. un piccolo gruppo di esuli ritorna in patria.C. Dario nomina come governatore un certo Zorobabele. incaricato da Ciro di guidare un piccolo gruppo di esuli con il compito di ricostruire il Tempio di Gerusalemme.C. contrariamente a ciò che pensano tali autori. incontrando in particolare l’opposizione delle popolazioni locali. speranze riposte dagli esuli nella persona di Zorobabele. che si rifletterà anche sulla Giudea. israelita della famiglia di David.C. forse sconcertati dal radicalismo religioso dei nuovi arrivati e certamente non molto propensi a dividere il poco che avevano con gente che evidentemente accampava diritti su precedenti proprietà. che spinsero Dario a toglierlo improvvisamente dalla scena. Alcuni autori recenti (M. perchè al posto di Zorobabele vi sarà sempre un governatore. al ritorno dall’esilio. dopo il 538 a. p… 58 . Qui. continuando la politica di Ciro. 57 Successore di Cambise fu il re Dario (522-485 a. la vera autorità rimane quella religiosa: è da questo momento infatti che il potere del sommo sacerdote 57 Cf. Il numero dei rimpatriati non doveva essere molto grande. Forse furono proprio le mai sopite speranze di restaurare la monarchia davidica. Solo nel 515 a. per non dover lasciare la posizione che si era ormai fatta.20-23 e Zac 6. quella parte di israeliti che non aveva conosciuto l’esilio.8). agli occhi degli Israeliti. Finkelstein) arrivano a parlare di questo “resto” come del responsabile dell’invenzione delle grandi storie relative al passato di Israele. in seguito anche alla predicazione congiunta dei profeti Aggeo e Zaccaria e all’appoggio imperiale.9-l4 si parla di Zorobabele in termini quasi messianici: il profeta Aggeo annunzia poi la venuta del regno di Dio. cui viene affiancata l’autorità religiosa del sommo sacerdote Giosuè. L’autorità politica non scompare. La terza parte del libro di Isaia (Is 56-66) si riferisce verosimilmente a quest’epoca di difficoltà relative alla ricostruzione del Tempio e della società israelita.. I. I rimpatriati intrapresero. proprio sulla base di queste speranze.). Liverani. In Ag 2. di stirpe sadocita. Teologicamente.In seguito a questo mutamento di situazione. Lo storico ebreo Giuseppe Flavio affermerà in seguito che gran parte degli ebrei preferì restare a Babilonia. i reali depositari dei veri valori dell’ebraismo. la discussione sulle origini di Israele. sotto la guida di un certo Sheshbassar (Esd 1. successore di Ciro (529-522 a. siamo probabilmente durante il regno di Cambise. membro della famiglia regale. in ogni caso la speranza di una restaurazione della monarchia davidica non sembra affatto scomparsa. Il momento storico in cui cade questo annunzio è la morte di Cambise.

il successore di Serse (465-424 a. infatti. dopo più di un secolo di esperienze fatte come vassalli di questa o quest’altra potenza. di prevaricazioni in campo morale. l’impero persiano entra anch’esso in una fase di crisi.C. sposa dell’israelita Booz. caratterizzando la vita della comunità giudaica. Il problema cronologico.) quando l’Egitto riuscirà a recuperare la sua indipendenza. sotto Artaserse II (405-359 a. il re Serse (485-465 a. a riprendersi dalla sua crisi. che probabilmente non contava all’epoca più di 50.C.inizia ad essere sempre più importante. La terza parte di Isaia (i già ricordati capitoli 56-66) annunzia per il futuro la conversione dei pagani e l’avvento di un regno universale di Dio. una straniera proveniente dall’odiato paese di Moab. Il libro del profeta Malachia. infatti. racconti edificanti composti forse proprio in questo periodo e rappresentanti di un altro tipo di giudaismo: il libro di Rut presenta la splendida figura dell’omonima protagonista. Giona è il recalcitrante profeta israelita mandato a predicare ai pagani di Ninive. Una forte critica al particolarismo e al nazionalismo giudaico. Il periodo che va dagli inizi del regno di Dario sino alla metà del regno di Artaserse è un periodo oscuro sul quale sappiamo in realtà molto poco. esprimendo allo stesso tempo l’attesa di un mutamento radicale. che si farà sentire soprattutto all’epoca di Neemia ed Esdra. Le due missioni riformatrici di Esdra e di Neemia ci fanno intuire che doveva trattarsi di un periodo di difficoltà. Esdra e Neemia. ricordati nei due libri che ne portano il nome. con suo grande disappunto. antenata del re David. ci è largamente ignoto: neppure i testi biblici. è riuscito. In entrambi i casi il messaggio è chiaro: anche stranieri e pagani (e persino le loro donne!) possono convertirsi ed entrare così in relazione con il popolo eletto. è contenuta nei due piccoli ma preziosi libretti di Rut e di Giona. si convertono. Negli anni del successore di Dario. parla di gravi carenze nel comportamento dei sacerdoti. i nemici storici di Israele.000 abitanti. L’impero persiano. e. intanto. composto probabilmente proprio verso la fine di questo periodo. più aperta cioè agli altri popoli.) che riesce ad assorbire le precedenti sconfitte patite contro i greci. sempre più stretta intorno alla sua fede e alle sue osservanze cultuali. Dario stesso era già uscito sconfitto dalla campagna condotta contro la Grecia (la ben nota battaglia di Maratona) e dopo di lui anche Serse viene sconfitto dai greci. in mare a Salamina e in terra a Platea. ca.). E’ in questo contesto storico che si colloca la missione di due personaggi. almeno in parte. Si può pensare che è questo il tempo in cui in Israele nasce una visione più universalistica. ci sono di aiuto.C. Ciò che avvenne nel corso di questi anni nella piccola provincia persiana della Giudea. sia sul piano politico-sociale che su quello religioso. Ulteriori segni di cedimento dell’impero si avranno comunque qualche anno più tardi. 59 . il tentativo persiano di sottomettere la Grecia fallisce mentre anche l’Egitto cerca di ritrovare la perduta indipendenza. favorisce Artaserse. Neemia ed Esdra: la nascita del giudaismo. i quali. l’opposizione esistente tra le città greche di Sparta e Atene.

di cui costituisce il logico completamento. 60 . sotto il regno di Artaserse II. Il libro di Neemia ci presenta questo personaggio come un giudeo. ai 58 58 Il “satrapo” designa il governatore delle province (le “satrapìe”) nelle quali era diviso l’impero persiano. prova del fatto che la provincia doveva godere di una relativa autonomia almeno rispetto alle altre regioni della satrapìa.regione strategicamente importante in relazione alla sua vicinanza con l’Egitto . rispetto all’ordine biblico: non dunque Esdra – Neemia. le mura di Gerusalemme restano piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco» (Ne 1. il governatore Neemia. oggi seguita da molti storici. Si può pensare prima di tutto ai contrasti con le popolazioni locali. la missione di Esdra sembra presupporre una Gerusalemme già ricostruita. in località abitate in questo periodo. Avremmo allora una cronologia rovesciata. Il vero riformatore della vita sociale. in grande miseria e abbattimento. che si trova di fronte a una situazione di crisi e ad una città ancora non completamente ricostruita. erano tornati in patria in seguito all’editto di Ciro: «Essi mi dissero: I superstiti della deportazione sono là. Si può anche pensare a una mossa politica del re Artaserse per sottrarre la Giudea . sta nell’ammettere che l’Artaserse di cui si parla a proposito di Esdra sia in realtà Artaserse II. Così la missione di Esdra viene a collocarsi dopo quella di Neemia.al controllo del satrapo della provincia dell’Oltrefiume . da quella di Esdra. Neemia. sotto Artaserse I. cioè “Giudea”. che riceve da Gerusalemme un messaggio relativo a gravi difficoltà incontrate dagli esuli che. Esdra. Nel 445 verrà seguito da un secondo personaggio. cui si è accennato. oppure ad un appello degli esuli tornati in patria rivolto al re persiano perché desse compimento alle promesse fatte dai suoi predecessori. La soluzione forse più semplice. Negli scavi condotti in Giudea. quella cioè riportata dai testi biblici in questione. anch’egli un incaricato del re (Ne 2. si reca nel 458 a Gerusalemme. come vedremo. sono state ritrovate monete con l’iscrizione yhwd (Yehûd).3).Esdra.1). quasi un secolo prima. cosa che di fatto non avviene se non sotto Neemia. Nel 445. Questa missione sarà seguita. nel 398. un giudeo anch’egli esule a Babilonia. uomo di corte del re Artaserse. ma Neemia . politica e soprattutto religiosa dei giudei appare. La ricostruzione delle mura di Gerusalemme può infine rientrare nel quadro di un rafforzamento di questa parte dell’impero.Secondo la cronologia tradizionale. si colloca l’arrivo di Neemia a Gerusalemme. Queste difficoltà sono state risolte in vari modi: c’è chi ha tentato di difendere in vari modi la cronologia biblica tradizionale e c’è chi è arrivato sino a negare ogni fondamento storico all’esistenza stessa di un personaggio di nome Esdra. La missione di Neemia sembra inoltre ignorare l’opera da lui compiuta. un personaggio che evidentemente stava diventando troppo potente.7). la Giudea faceva parte della cosiddetta satrapia transeufratena. Esdra. o dell’oltrefiume. come incaricato del re Artaserse I (Esd 7. Inoltre. nella provincia. Non abbiamo nessuna notizia precisa su quali fossero esattamente queste difficoltà.

riducendo poi l’eccessiva gravosità del sistema fiscale persiano. forse anche più incline al sincretismo. delle porte della città (Ne 13. sancendone così l’autorità anche in campo civile. avevano gravato il popolo. Mal 2.29). nel libro omonimo i seguaci di Neemia sono definiti come “quanti si erano separati dai popoli dei paesi stranieri per aderire alla Legge di Dio” (cf. Malachia riserva ai soli sacerdoti l’interpretazione della Legge (cf.1522).1-5). in vista di tempi difficili. talora drammatici. 61 .23-27).7). oltre a quaranta sicli d’argento. ricevendone pane e vino. Egli proibisce poi i matrimoni misti con donne pagane (13. è stabilire chi appartenga o meno alla comunità di Israele. Neemia cerca di combattere questa situazione obbligando i proprietari a restituire le proprietà ipotecate di cui si erano impadroniti e a liberare gli israeliti venduti come schiavi per pagare i loro debiti. Sul piano religioso.15). anche Ne 7. Ne 10. Dopo dodici anni di permanenza a Gerusalemme Neemia fa ritorno a Babilonia. vengono ultimate nel 444 a. Il libro di Neemia contiene il racconto. nell’ottica di Neemia. il che fa pensare all’esistenza di un contrasto molto forte tra gli esuli tornati in patria. superando le varie difficoltà. Il problema. e la popolazione locale. L’azione di Neemia è descritta nel libro omonimo con tratti piuttosto energici. ma nel 432 lo rivediamo nuovamente in Giudea (Ne 5. in ogni caso. perchè ho il timore di Dio» (Ne 5. adottando una misura drastica.4-13. Neemia tentò di restaurare il sacerdozio contrapponendosi a quei sacerdoti e leviti che evidentemente abusavano o si disinteressavano del loro ministero (Ne 13. L’eccessiva fiscalizzazione e le difficoltà economiche in cui gli esuli si dibattevano li costringevano a vendere le loro proprietà e anche a vendere i propri figli come schiavi (Ne 5.6-4.C. spinti dall’idea della missione di cui si sentivano investiti.14). cioè la chiusura. non sappiamo quanto amplificato ed epicizzato. e 7. Neemia si batte ancora per il rispetto dell’osservanza della legge del sabato. Tutti questi motivi possono servire a spiegare le difficoltà incontrate da Neemia soprattutto da parte delle autorità locali residenti in Samaria che vedevano nella sua missione un attentato al loro potere. problema che si farà sentire ancora con Esdra. la ricerca delle genealogie autentiche): ciò è in linea con gli ammonimenti contenuti nel libro del profeta Malachia. della ricostruzione delle mura di Gerusalemme che.64 – i sacerdoti sospesi dal servizio. ma io non ho fatto così. perfino i loro servi angariavano il popolo. cf. Sul piano sociale. in giorno di sabato. sia sul piano sociale che su quello religioso. che sul piano religioso doveva essere molto più aperta.confini con l’Egitto. Neemia si trova di fronte a una situazione di diffusa povertà: «i governatori che mi avevano preceduto. dove si impegna a dare attuazione ad alcune riforme. animati da una fede rigidamente yahwista. Esdra.

del diritto del giudei di potersi regolare. tuttavia. Alcuni storici hanno valutato molto negativamente questo periodo.C. Ci è noto il fatto che i re persiani spesso si interessavano delle legislazioni locali. come le leggi relative al culto e la proibizione dei matrimoni misti. si tratta. nel 398 a. Questo non vuol dire che la Giudea sia divenuta indipendente. come si è detto.. che come si è visto. Probabilmente si tratta della sola legislazione cultuale legata al Tempio. da parte del re Artaserse. Esdra (forma greca dell’ebraico Ezra. in ogni caso non abbiamo altre notizie.16). Il testo di Esd 7. una comunità sempre più separata rispetto agli altri popoli. quella deuteronomista (laica) e quella sacerdotale. secondo la propria legge. grazie alla situazione favorevole creata dalla monarchia persiana e grazie alla fusione delle due grandi tradizioni. 59 La nascita del giudaismo Con la riforma di Esdra nasce una realtà nuova. Ciò sarebbe il risultato della preminenza del sacerdozio instauratasi dopo Esdra: “il 59 Alcuni studi tendono oggi a reintepretare questi testi di Esd-Ne relativi ai matrimoni misti piuttosto come un riflesso di problemi dell’epoca maccabaica. non vanno intese esclusivamente in senso xenofobo. il giudaismo: una comunità basata non più su fattori unicamente politici. Quest’ultimo problema doveva essere molto forte: le prescrizioni di Esdra (Esd 9-10) sono molto radicali e vanno nel senso di una separazione totale nei confronti degli stranieri. la Legge mosaica. come una sorta di incaricato del re per gli affari religiosi. Inoltre.Il periodo che va dalla seconda missione di Neemia a quella di Esdra ci è del tutto ignoto. significa piuttosto il riconoscimento. di decidere chi fa parte della comunità israelita: il gruppo degli esiliati rientrati in patria o coloro che sono rimasti sulla terra? L’aspetto più importante della missione di Esdra è senz’altro il fatto che la Tôrah. come un sacerdote. ma occorre vedervi dietro una preoccupazione di ordine religioso. quella di Mosè. già presente nel libro del Deuteronomio (Dt 31. alla testa di un nuovo gruppo di esuli. caratterizza in modo particolare coloro che sono tornati dall’esilio. che del resto è anche l’unica fonte a nostra disposizione. BIANCHI. tuttavia è proprio questo il periodo nel quale il Pentateuco acquista la sua forma attuale. per i loro affari interni e le usanze religiose. diviene ormai la legge che regola l’intera vita d’Israele. al di fuori di quelle riportate nel libro di Esdra. fino ad entrare nei dettagli del culto: quanto un simile decreto possa essere autentico è un’altra questione. un divieto quasi razzista di mescolarsi con altre popolazioni.12-26 riporta un decreto di Artaserse (probabilmente si intende Artaserse II) con il quale la legge israelita viene considerata come legge del re. secondo Liverani ci troviamo di fronte a “una comunità diventata chiusa non solo per religione. “Dio aiuta”) viene presentato. La donna del tuo popolo. ma anche per razza”. esperto nella “legge di Mosè” (Esd 7. Esdra riprende alcuni elementi dell’opera di Neemia. Si discute se la legge alla quale allude il decreto di Artaserse riportato nel libro di Esdra sia il Pentateuco. cf. I matrimoni con donne straniere possono essere un pericolo per la purezza della fede yahwista. F. Roma 2005. elemento. nel libro omonimo.1-6) che si sarebbe recato a Gerusalemme. 62 . Tali prescrizioni. oppure no.

La Legge e il culto. gruppi più estremisti come gli zeloti cercheranno di instaurare una teocrazia effettiva. mentre senza dubbio aumenta sempre più l’autorità del sacerdozio. scomparsa la monarchia. fin dalle origini.. LIVERANI. preoccupato com’era di mantenere il nuovo Israele incontaminato rispetto all’ambiente circostante”. 61 Non è allora pienamente condivisibile l’affermazione di De Vaux riguardo a una «concezione del potere che è fondamentale per il pensiero israelitico. dove il sommo sacerdote è allo stesso tempo il re. Alla fine dell’epoca persiana invece. 63 . ma l’accento sarà posto così fortemente sull’aspetto politico che i giudei più fedeli vedranno negli asmonei piuttosto un tradimento dell’ideale teocratico. subordinato al re. Quella che Liverani descrive come la “invenzione della Legge” sarebbe perciò il frutto di queste posizioni intransigenti. Non esiste più una nazione giudaica. mentre i farisei si rifugeranno nell’obbedienza della Legge. il potere del sommo sacerdote diventa sempre più ampio fino a comprendere.da un capo all’altro della sua storia. unico Signore di Israele. prima ancora che le preoccupazioni razziali (cf. il quale vuole così descrivere la forma costituzionale di Israele in paragone con le forme costituzionali classiche del mondo greco-romano: democrazia. 106). solo a questo punto sarebbe forse possibile parlare di “teocrazia”. tale compenetrazione di potere religioso e politico caratterizzerà in modo del tutto singolare la storia di Israele a partire da questo periodo . tanto che fino alla fine del XIX secolo si è parlato di governo teocratico o ierocratico (= governo dei sacerdoti).356358. cioè un governo di sacerdoti (v. l’importante libro di Rut!). 48. Per questo Israele. non si può parlare di teocrazia durante l’epoca monarchica. attraverso la rivolta e la lotta armata contro i romani e la proclamazione della regalità di YHWH. Israele sarebbe stato. che preferisce piuttosto parlare di “ierocrazia”. In epoca romana. Oltre la Bibbia. 391 (prima citazione) e 341 (seconda citazione). epoca in cui il sacerdozio appare. senza alcun dubbio l’autorità del clero divenne sempre più importante.sacerdozio sosteneva la strategia della chiusura. Il punto culminante di questo processo si avrà con la dinastia asmonea. La parola ‘teocrazia’ si trova per la prima volta in Flavio Giuseppe. la teocrazia: Israele è il popolo di Yahvé e non ha altro signore che lui. un effettivo potere politico. aristocrazia. resta una comunità religiosa. su questo aspetto il precedente paragrafo). una comunità religiosa governata direttamente da Dio (da qui il termine ‘teocrazia’) dove il potere sarebbe stato di fatto in mano ai sacerdoti (‘ierocrazia’).. divengono infatti i pilastri su cui si costruisce la vita di Israele. In realtà. oligarchia. In conclusione. La Legge è considerata la diretta 60 61 60 Cf. si veda a questo proposito S OGGIN. ma esiste un popolo. come si è detto.» (Istituzioni dell’Antico Testamento . nel successivo periodo ellenistico. radunato attorno alla sua fede. la comunità giudaica che emerge dalle riforme di Neemia e Esdra non è tanto uno Stato retto da principi religiosi (uno Stato governato dalla religione) quanto piuttosto una comunità unita da legami religiosi. pp. monarchia. tanto che fin dal secolo scorso si è spesso parlato a questo proposito di governo teocratico o anche ierocratico. affievolitosi gradualmente il movimento profetico. del quale si sottolinea il carattere sacrale. Ciò può essere vero solo a partire dall’epoca persiana. In realtà la situazione è più sfumata di come Liverani la dipinge. Ma che cosa si intendeva con queste parole? Un aspetto importante dell’epoca persiana è la possibile concezione teocratica dello stato israelita cui si è accennato a proposito delle riforme di Esdra. espressione della volontà di YHWH-Re. Storia di Israele.

con il passare del tempo. possa essere collocata in questo periodo. Ma la chiusura di fronte all’ambiente circostante non è totale. A lato di queste idee di fondo. si colloca la redazione finale del libro dei Proverbi. il mezzo per entrare in rapporto con Dio. è poi il libro di Giobbe. un “saper vivere” e un “saper fare” che tocchi ogni aspetto della vita. a partire dalla fine dell’epoca salomonica. altri pensano piuttosto all’inizio dell’epoca ellenistica. I Samaritani sono i discendenti delle popolazioni del Regno del nord mischiatesi con i nuovi popoli insediati dagli Assiri dopo la deportazione del 64 . nata già all’epoca monarchica attraverso il contatto con la sapienza dei popoli vicini.33). ad esempio. Il giudaismo che nasce in seguito alle riforme di Neemia ed Esdra non è dunque riducibile soltanto a un movimento integralista. La tendenza al legalismo e alla chiusura può essere più positivamente compresa come la conseguenza di un atteggiamento necessario per preservare la propria identità nazionale e religiosa in seguito alla catastrofe dell’esilio. di Aggeo. Di datazione più incerta. di Malachia. suggeriscono la possibilità dell’accoglienza e della conversione. in ogni suo aspetto. L’ostilità esistente tra Giudei e Samaritani è un motivo frequente nei testi evangelici: si pensi a brani come l’episodio della Samaritana (Gv 4.C. Durante questo periodo che vedrà la fine della dominazione persiana si acuisce quel contrasto tra Giudei e Samaritani già presente da qualche tempo. un tentativo di armonizzare l’esperienza umana e la riflessione critica sulla realtà con la fede nel Dio di Israele. Il saggio israelita cerca una via per una educazione integrale dell’uomo.9) o la parabola del Buon Samaritano (Lc 10. troviamo in questo periodo lo svilupparsi di attese escatologiche e messianiche riscontrabili già nei testi di Is 56-66.C. contrasto che giungerà a trasformarsi in un definitivo scisma religioso.espressione della volontà di Dio che regola la vita quotidiana dell’uomo. Difficile è dire se anche la composizione del Cantico dei Cantici. in polemica con la visione tradizionale (deuteronomica!) della retribuzione. D’altro canto. ma sempre riferibile a questo periodo del post-esilio. tra il IV e il III secolo a. sarà sempre più forte. il culto diventa l’aspetto più elevato della vita religiosa. con la quale un ignoto autore raccoglie e pubblica una raccolta di detti (i ‘proverbi’ appunto) appartenenti alla sapienza antica. come più avanti vedremo si gettano i germi dell’importante tradizione apocalittica. Sempre in questo momento storico si colloca il grande sviluppo della letteratura sapienziale: la sapienza israelita. della seconda parte di Zaccaria (Zac 9-14). Verso la fine del V o più probabilmente durante il IV secolo a. I Samaritani. impostato sul problema del rapporto che il fedele può avere con un Dio che permette il dolore. Rut e Giona. una società rigidamente governata e controllata dai sacerdoti. l’esistenza della corrente sapienziale e di quella profetica è testimonianza di una mentalità più aperta (si ricordi la spinta universalistica di cui si è parlato): la stessa Tôrah non è soltanto Legge. ma anche Rivelazione della volontà divina.. L’esistenza di una forte spinta legalista è innegabile e. diventa una proposta di vita in una società da ricostruire. il bellissimo poema biblico sull’amore sponsale.

Paradossalmente la maggior parte degli israeliti si trova ormai a vivere fuori dai confini di Giuda: molti giudei sono a Babilonia. centro di aggregazione non solo religiosa ma anche sociale..C. considerata forse come eccessivamente rigida. alcuni rabbini li identificavano. 65 . Per i giudei viventi all’estero. la synagoghé. quando Alessandro Magno concesse ai Samaritani il permesso di edificare un proprio tempio sul monte Garizim. è testimone dell’odio nutrito dai Giudei verso questa comunità (Sir 50. pur esistendo ancora oggi. l’origine dei Samaritani è molto più recente. altri ancora dispersi un po’ in tutto il Medio Oriente. località che resta ancora oggi il principale luogo sacro dei Samaritani. che è ancora oggi importante per lo studio del testo del Pentateuco. quella appunto “samaritana”. I-II. Nel periodo che abbiamo considerato. mentre la comunità samaritana. Per Gesù. una ‘riunione’. nel 358 a. sul Tempio di Gerusalemme.C. persone da evitare con ogni cura. una istituzione ben nota al lettore del Nuovo Testamento. visto che quella politica e nazionale era ormai irrimediabilmente distrutta. Nelle comunità della diaspora il centro dell’unità del popolo giudaico diventa.721 a. La sinagoga antica. ai pagani. come lo è ancora oggi. Il testo di 2Re 17.I.C. Dalla morte di Artaserse II. in ebraico bet knesset.25-26). La definitiva rottura con i Giudei. tra alterne vicende. lontani dal Tempio. dal punto di vista cultuale e rituale.. LEVINE. la sinagoga.. Ma saranno proprio la rigidità e la ferrea ortodossia di Neemia e di Esdra che permetteranno al giudaismo di sopravvivere e di svilupparsi. Brescia 2005 (ed. resterà una gruppo religioso di importanza molto relativa. che potremmo definire un vero scisma.C. avvenne probabilmente intorno al 330 a. cioè “casa di riunione”. inglese 2000). proprio per conservare un’unità culturale e religiosa. l’odierna città di Nablus. termine greco che indica una ‘assemblea’. che scrive verso il 180 a.29-37). il Samaritano diventa piuttosto l’esempio del ‘prossimo’ additato come esempio d’amore (Lc 10. sulla purezza della razza. I samaritani si considerano i legittimi eredi della fede giudaica e accettano solo il Pentateuco come unica parola di Dio. Forse anche a causa di questa dispersione (talora nota come diàspora) le riforme operate da Neemia e Esdra insistono sulla centralità del culto. Molte delle difficoltà incontrate da Neemia e Esdra erano probabilmente causate da questi scontri con le popolazioni della Samaria che vedevano negli esuli tornati in patria un pericolo per la loro autonomia.24 ricollega l’origine dei Samaritani proprio con questo episodio. proprio a partire da questo periodo. molti altri in Egitto. Già Ben Sira. presso Sichem. Paideia. La fine dell’epoca persiana. In realtà. in una forma. era necessario avere un luogo ove riunirsi a pregare e a studiare la legge: questa è appunto la sinagoga. per quanto riguarda le sorti della Giudea. sino al 333: in questo anno il re macedone Alessandro Magno 62 Sulla storia della sinagoga si veda L. I samaritani rifiuteranno tutta l’opera riformatrice del giudaismo postesilico. l’impero persiano si trascina. la Giudea è ormai ridotta a una piccola regione sottoposta al grande impero persiano. 62 Il periodo che va dalla missione di Esdra alla conquista di Alessandro Magno ci è largamente ignoto.

poeta ellenizzato della Transgiordania.la nuova Atene nella terra degli Assiri (. fu molto più profondo in Asia Minore e in Egitto. quello greco. molte città si dettero ordinamenti e statuti greci: nascono ginnasi. Ancora una volta le sorti di Israele dipendono dal mutamento del quadro internazionale e dal sorgere di una nuova potenza. Va subito ricordato come in quest’epoca non si possa parlare affatto di una volontà da parte dei greci di imporre la loro cultura. 130-70 a. Il processo di ellenizzazione non fu uniforme: più superficiale in alcuni paesi. epicurei. come ad esempio in Mesopotamia. la cultura. che conta? Il mondo è la patria dei mortali e un unico Caos partorì tutti gli uomini. che “rese civili i re barbari” e “insegnò leggi e pace a tribù ignoranti e senza ordinamenti”. la più famosa delle quali fu Alessandria d’Egitto).sconfigge nella celebre battaglia di Isso l’esercito persiano di Dario III ed estende il suo regno dalla Macedonia sino al fiume Indo.C. attraverso le quattro grandi scuole filosofiche post-aristoteliche (cinici. Ma mentre in precedenza assiri. Tuttavia. Nel 332 Alessandro Magno invade anche l’Egitto. in questo periodo assume grande importanza la diffusione del pensiero greco.. egiziani. I. la lingua greca subentrò all’aramaico come lingua internazionale. in onore del conquistatore. per usi e costumi. Ne parleremo nel prossimo capitolo. amico mio». anche Israele deve confrontarsi con questa nuova visione del mondo.4-6). come sosterrà quattro secoli più tardi lo storico greco Plutarco ( de fortuna aut virtute Alexandri Magni. sono piuttosto i popoli conquistati a cercare l’ellenizzazione. la filosofia greca.. con il suo impero entra nel Medio Oriente una nuova visione del mondo. Le intenzioni di Alessandro erano più politiche e pragmatiche che non culturali e civilizzatrici: è difficile sostenere che egli volesse ritenersi il portatore di una nuova civiltà. terme un po’ dovunque. *** CAPITOLO VII L’EPOCA ELLENISTICA. (MELEAGRO di Gadara. teatri. «Tiro mi ha educato. babilonesi e persiani erano tutti popoli spesso relativamente vicini a Israele per lingua. diviene la porta di accesso a questo nuovo mondo. l’epoca ellenistica. la civiltà. ma Gadara fu la mia patria. scettici. questa volta il giudaismo viene a contatto con un mondo totalmente nuovo. In particolare. Esse sono caratterizzate da una profonda riflessione sull’uomo e sulla 66 . Da Alessandro Magno ai Tolomei. l’educazione dei giovani secondo i canoni della cultura greca. ca). la Samaria e la Giudea. a. ma soprattutto gli stoici). Ero un siro. E’ dunque l’ellenismo stesso a imporsi con la sua propria forza. Si tratta del periodo che viene appunto chiamato “ellenismo”: colonie greche furono fondate un po’ in tutto l’Oriente (le varie città chiamate Alessandria. La paideia. passando per la Galilea. il “pacificatore del mondo”. che vengono annesse quasi senza colpo ferire: inizia così un’epoca del tutto nuova. per cultura.).

Sui problemi legati alla portata e al significato dell’ellenizzazione nell’oriente antico si veda l’opera divulgativa di M. in particolare pp. 82. ma macedone. Con il periodo ellenistico. nel loro periodo classico. arrivò sino ai confini della terra e raccolse le spoglie di molti popoli. Gli ebrei in età greca. Bologna 1990. si impadronì di fortezze e uccise i re della terra. Prima di Alessandro c’erano stati pochi contatti tra greci ed ebrei. almeno in un primo tempo. i greci scoprono questo mondo così diverso dal loro. senza riconoscere l’esistenza degli Ebrei» . 67 . a. al contrario. Questo tipo di pretese era intollerabile per ogni pio giudeo: da qui il giudizio negativo su Alessandro Magno. pag. mentre la narrazione dei libri dei Maccabei prende inizio dagli avvenimenti avvenuti soltanto un secolo e mezzo più tardi. Saggezza straniera. la Tôrah. Il cambiamento di potere. HENGEL. il suo cuore si esaltò e si gonfiò di orgoglio». ma il loro atteggiamento resta di sostanziale indifferenza. ribellatasi al governatore macedone nel 331 a. la città sarà poi ricostruita come colonia macedone. 63 In realtà Alessandro . I due libri delle Cronache. almeno per quanto riguarda la vita quotidiana dei giudei. 87-135. circa tre secoli più tardi. quello degli ebrei nei confronti dei greci. anche gli imperatori romani. (1Mac 1. così faranno molti sovrani ellenistici e. si fermano all’epoca dell’esilio. appena un anno dopo la conquista. considerato capo e rappresentante ufficiale di una comunità regolata da una propria legge. soprattutto di carattere commerciale.. Il Mulino. e ancora E.che non era greco. dipinge un’immagine fortemente negativa di Alessandro: «(Alessandro il Macedone) intraprese molte guerre. Nel caso di Gerusalemme. scritti probabilmente all’inizio di questo periodo. Gli abitanti di Gerusalemme. l’interesse dei greci verso il mondo ebraico era senz’altro minimo: si può tranquillamente affermare che «i Greci vissero felicemente. Il primo libro dei Maccabei.2-4). 63 MOMIGLIANO. la rivolta fu soffocata nel sangue. BICKERMANN. Anche su questo periodo i testi biblici tacciono: i libri di Neemia ed Esdra non si estendono oltre il periodo persiano. …) non abbiamo prove che qualche autore ellenistico la abbia effettivamente conosciuta e utilizzata.C. Diverso fu invece il caso di Samaria: sempre secondo Flavio Giuseppe. avrebbero accolto con favore l’arrivo di Alessandro. ma sembrano presupporre una situazione abbastanza tranquilla. secondo il racconto dello storico ebreo Flavio Giuseppe. almeno nel corso del II sec. La tolleranza.possibilità per l’uomo di essere felice in un mondo divenuto improvvisamente troppo vasto e cosmopolita. sarà molto più grande l’interesse di segno opposto. soprattutto in campo religioso.fu in genere molto tollerante verso gli ordinamenti sociali e le usanze religiose dei popoli conquistati. La terra si ridusse al silenzio davanti a lui. Come vedremo. è del resto uno dei nuovi valori portati dal mondo greco. Un simile giudizio non ci deve sorprendere: Alessandro Magno viene visto come un re che pretende di attribuirsi prerogative divine. cosa normale per l’epoca. non portò dunque grossi mutamenti. Samaria. Greci e Barbari. Alessandro riconobbe l’autorità del sommo sacerdote. fu distrutta. di lingua greca .C. Ebrei. Anche dopo la traduzione della Bibbia in greco (v.

Per tutto questo. dopo aver conquistato Gerusalemme. le uniche relative direttamente alla Giudea. 68 . La Giudea resterà sotto il dominio tolemaico per più di un secolo. che per lungo tempo è scelto dalla potente famiglia giudaica dei Tobiadi.Alessandro non ebbe il tempo necessario per consolidare le sue conquiste: morì infatti improvvisamente nel 323 a. segno che si trattava di una regione geograficamente isolata. Il rapporto dei Giudei con la monarchia tolemaica doveva essere nel complesso piuttosto buono. basato soprattutto sull’olio.non ti meravigliare di questo. Questi diari testimoniano l’esistenza di una situazione economica piuttosto fiorente e soprattutto di un commercio molto vivo.7-8). si impossessò dell’Egitto. E’ in questo ambiente che nasce il libro del Qohelet (o l’Ecclesiaste). Almeno in un primo momento.. Ma con il passare del tempo.9. il saggio autore del libro apre un primo confronto con il pensiero greco che metteva in crisi le certezze tradizionali di Israele. Studi sul Qohelet. A questo proposito abbiamo informazioni dirette. nel 312 a. dove molti ebrei serviranno come mercenari nell’esercito tolemaico. deportandone anche una parte in Egitto. EDB. Questo testo. I suoi generali (i cosiddetti diadochi. L. a soli 33 anni lasciando il suo regno nel caos. Il governatore d’Egitto. La Giudea è una delle tante province del regno tolemaico. Tolomeo. il vino. mentre l’Asia Minore e la regione siro-babilonese passarono a Seleuco. ne trattò la popolazione con durezza. figlio di Lago.C. poiché sopra una autorità veglia un’altra superiore e sopra di loro un’altra ancora più alta: l’interesse del paese in ogni cosa è un re che si occupa del campo» (Qo 5. può ben essere riferito alla situazione della Giudea nel periodo tolemaico. Qo 5. Bologna 2001. cf. durate molti anni. i cereali. che visitò la regione palestinese tra il 260 e il 258 a. Allo stesso tempo. che nel frattempo avevano preso il potere in Siria. il dominio tolemaico si rivelerà un periodo di pace e relativa prosperità. strappandola alla famiglia dei Seleucidi. sia in Giudea sia nella diaspora d’Egitto. dopo alterne vicende.C. che presenta una società opulenta. la cui amministrazione fa capo ad un governatore civile. mentre tutto ciò che riguarda l’ordinamento interno il sommo sacerdote gode di ampia autonomia. parola greca che significa ‘successori’) si spartirono i vari territori conquistati. 64 b. il re Tolomeo I. 64 «Se vedi nella provincia il povero oppresso e il diritto e la giustizia calpestati. il balsamo delle piantagioni di Gerico. “Ho cercato e ho esplorato”. come anche il successivo. Antigono della Macedonia e della Grecia. politicamente ed economicamente piuttosto insignificante agli occhi dei sovrani ellenistici. funzionario del fisco tolemaico.C. a occupare la Giudea e Gerusalemme. la vendita degli schiavi. MAZZINGHI. frammentando irrimediabilmente il vasto impero. La situazione della Giudea fu all’inizio difficile: tutta la regione era stata il teatro delle guerre tra Tolomei e Seleucidi. governata da una burocrazia fortemente gerarchizzata e avida di denaro . Si deve notare come gli storici greci dell’epoca che si occupano di questo periodo non dicono praticamente nulla sulla Giudea e i suoi abitanti. La Giudea sotto i Seleucidi (200-164). riesce. diretto ovviamente verso l’Egitto. Tolomeo. che fondò la dinastia dei Lagidi. attraverso i diari di viaggio di un certo Zenone.

anche quello di Gerusalemme. tra questi. che in greco significa «(dio) rivelato». nell’ottica del re. intanto. o almeno su come era considerato dai suoi sudditi. pensò di ovviare alle disastrose condizioni economiche in cui versava oramai il suo regno saccheggiandone i templi più ricchi e. i sovrani della Siria. L’esercito seleucida. in seguito a un intervento miracoloso di Dio.). Il trattato di pace imposto dai romani ad Antioco III (pace di Apamea. rinforzato da alleati e mercenari. infatti. Tra il 201 e il 200 a. non regge l’urto delle legioni romane. già goduto sotto i Tolomei.Il dominio tolemaico durò sino al 200 a. cf. 65 Un radicale cambiamento della situazione viene anche questa volta da un mutamento della situazione politica avvenuto nel lontano Occidente: il nascente astro di Roma. 388-389. L’ambiente storico-culturale. Secondo Flavio Giuseppe. prevede condizioni durissime. che costringe lo Stato seleucida sull’orlo della bancarotta.) che si autoimpone il nome di Epifanès. andato a vuoto. pur inferiori di numero. continua a farsi sentire in maniera sempre più decisa trovando però l’opposizione degli ambienti giudaici più fedeli alla tradizione. Nel 197 Roma infligge a Filippo una dura sconfitta e nel 190 anche Antioco III subisce una pesante disfatta nella battaglia di Magnesia. gli ebrei avrebbero addirittura aiutato Antioco III a sopraffare la guarnigione tolemaica presente a Gerusalemme. Nello stesso anno in cui Antioco III conquistava la Giudea. «pazzo». il figlio Seleuco IV. Le conseguenze della sconfitta di Magnesia peseranno in modo decisivo sull’atteggiamento del governo seleucida nei confronti dei Giudei. leggi che avevano lo scopo di salvaguardare la purità rituale della città santa. Giudea compresa: ancora una volta Israele si trova a dover cambiare padrone. Antioco deve abbandonare tutti i suoi territori in Asia Minore e pagare un tributo di 12. A Seleuco IV succede Antioco IV (175-164 a. della famiglia dei Seleucidi. come un suo ovvio diritto. era visto.C. riesce a strappare ai Tolomei l’intera regione palestinese.138-144. Le relazioni dei Giudei con il nuovo sovrano sembrano essere state inizialmente molto buone. una cifra davvero enorme.000 talenti. soprannome che già ci dice qualcosa sulla personalità di Antioco. guidate dal celebre Scipione l’Africano. ma fu considerato dai Giudei come un autentico sacrilegio.C. 65 Antichità Giudaiche XII. Ma tali prescrizioni dovettero urtare con l’opposizione di almeno una parte delle classi ricche e degli stessi sacerdoti tra le quali la cultura ellenistica si stava sempre più progressivamente diffondendo. CIMOSA. la Giudea fece prontamente un completo atto di sottomissione e i Seleucidi ne mantennero in cambio lo statuto di autonomia interna. Risale ad esempio a questo periodo un editto che vieta agli stranieri l’ingresso nel Tempio oltre l’allevamento e il commercio di animali impuri a Gerusalemme. ucciso nel 187.C. il re Antioco III.C. Il gesto da lui compiuto. Flavio Giuseppe riferisce ancora di una lettera che Antioco III avrebbe indirizzato agli ebrei di Gerusalemme per ringraziarli dell’aiuto prestato e garantirne tali privilegi. nome che il popolo muterà ironicamente in Epimanès. Roma entrava in guerra con Filippo V il Macedone. oltre ad una serie di non trascurabili privilegi fiscali.di cui Antioco era alleato. L’influenza della cultura ellenistica. 69 . 188 a. In ogni caso. sottrarre oro alle casse ben fornite del Tempio. Il successore di Antioco. secondo il racconto di 2Mac 3.

dopo aver offerto al re 300 talenti in più (2Mac 4. s’innalzerà. perchè vedano la tua potenza!”. Ciò che nell’ottica greca costituiva un atto di tolleranza. oltre). Quella che poi si trasformerà in una reale persecuzione. mentre per molti ebrei la scelta di rimanere fedeli alle proprie tradizioni fu del tutto naturale.36-39: 66 «Il re dunque farà ciò che vuole. mentre si propone di dare a Gerusalemme lo status di una città (pólis) ellenizzata. Nella letteratura apocalittica. ma. sono stati scoperti frammenti di papiri contenenti circa i due terzi dell’originale ebraico. tale da procurare ad Antioco IV una simile cattiva fama. Giasone. si magnificherà sopra ogni dio e proferirà cose inaudite contro il Dio degli dèi e avrà successo finché non sarà colma l’ira. Nel frattempo. scritto in ebraico. Secondo il testo di 2Mac 4. l’ultimo sommo sacerdote legittimo. così ad esempio in Dan 7. inizia un deciso processo di ellenizzazione: a Gerusalemme viene aperto un ginnasio. intorno al 172 a.12. l’anno seguente. era di per se stesso considerato ‘barbaro’ e che l’ebraismo era troppo distante dal modo di vivere e di pensare dei greci per poter arrivare a un compromesso pacifico: era necessario scegliere e. scriba di Gerusalemme . dal nipote di Ben Sira. un tal Giasone.13-15 molti Giudei seguirono queste nuove tendenze. A Gerusalemme. giudeo di famiglia sacerdotale ma fortemente ellenizzato. ha inizi di ben altro tenore.24). Per garantirsi la carica Menelao fece uccidere. un certo Menelao. A partire dalla fine del XIX sec. deposto in precedenza da Giasone che. ma fino a che punto è possibile il dialogo tra opposte culture e religioni? La risposta non verrà da Gerusalemme. Bisogna pensare che nella mentalità greca ogni altro stile di vita. riuscì a prendere il posto di Giasone. Onia III (2Mac 4. come quello degli ebrei. La bella preghiera di Sir 36. poiché ciò che è stato determinato.30-35). si compirà» (Dan 11. che trova proprio in quest’epoca uno dei suoi periodi più fiorenti (v.C. o forse negli ultimi di quello di Seleuco IV. la situazione dei Giudei muta decisamente in peggio. Ciò avrebbe comportato di fatto l’abolizione della Tôrah come legge dello civile in vigore a Gerusalemme.18-19). che fino a quel momento era stato un membro della famiglia sadocita. Sotto Antioco IV. si spinge sino a comprare dal re la carica di sommo sacerdote.25 e 11. tra l’altro. anche se le traduzioni bibliche moderne continuano a utilizzare la versione greca che è la sola a presentare il testo completo.C. verrà tradotto in greco in Egitto nel 132 a.1-17 può essere anche interpretata come una supplica a Dio per la liberazione di Israele dal dominio straniero: “alza la tua mano sulle nazioni straniere. Antioco diventa il modello delle potenze del male.36). alcuni giovani ebrei vengono inviati a partecipare ai giochi di Tiro (2Mac 4. allo stesso modo di tante altre città del Vicino Oriente mediterraneo. come vedremo. biognoso di fondi. con l’appoggio di altri membri della classe sacerdotale. per molti ebrei rappresentava un intollerabile sincretismo. Antioco. approfitta del suo diritto di gradimento sulla nomina del sommo sacerdote. un secondo personaggio. viene composto il libro del Siracide (noto alla tradizione latina come Ecclesiastico). 70 . da Alessandria.la decisione fu quella di vivere al modo greco. opera di Gesù figlio di Sirach (in ebraico Ben Sira). sullo stile greco. era suo fratello: a questo assassinio si 66 Il Siracide.Nei primi anni del suo regno. per altri – meno numerosi .

Non si deve tuttavia pensare ad Antioco come a un crudele persecutore che non sarebbe stato mosso da altro intento se non quello di distruggere. proibendo la pratica della circoncisione e la celebrazione del sabato e delle altre feste giudaiche. probabilmente frustrato per il suo fallimento e l’umiliazione patita da parte dei Romani. un fatto relativamente normale. la fede giudaica. «Poi il re prescrisse con decreto a tutto il suo regno. Al termine della seconda campagna. La persecuzione di Antioco IV (167-164 a.e quello ancora più drammatico dei noti racconti di 2Mac 6-7.) che il rapporto di Antioco con i Giudei precipita in modo irreparabile. Il quadro terribile presentatoci da 1Mac . puramente e semplicemente.C. Già al ritorno dalla prima campagna militare contro l’Egitto. nel cuore del Tempio.26 definisce “abominio della desolazione”. Questo evento. accettato in genere senza troppi drammi dagli altri popoli. Egli era spinto innanzitutto da motivazioni politiche (sopprimere il tentativo di rivolta di Giasone e dirimere una volta per tutte la situazione caotica creatasi a Gerusalemme) ed economiche (il bisogno di denaro). ordinando di seguire usanze straniere al loro paese. Antioco avrebbe attinto denaro alle casse del Tempio. i sacrifici e le libazioni. Persino l’imposizione di un culto greco in Giudea era. di far cessare nel tempio gli olocausti. al posto dell’altare degli olocausti.21-24).C. ne saccheggia il Tempio e ordina la costruzione di un presidio militare (chiamato l’Akra) dove lascia una guarnigione. il martirio di Eleazaro e la tortura dei sette giovani fratelli e della loro madre non dà conto di quelle che furono probabilmente le reali intenzioni del re. In questa situazione intricata e corrotta si collocano le due campagne intraprese da Antioco IV contro l’Egitto.). (…) Il re spedì ancora decreti per mezzo di messaggeri a Gerusalemme e alle città di Giuda. sotto pena di morte. Anche il fattore emotivo non va dimenticato.26: “un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui”. come aveva fatto in precedenza Seleuco IV (1Mac 1.riferisce il testo di Dan 9. che tutti formassero un sol popolo e ciascuno abbandonasse le proprie leggi. passando da Gerusalemme. E’ in questi anni (169-168 a. è l’episodio che Dan 9. avvenuto nel dicembre del 167 a. A questo proposito è interessante il giudizio dello storico romano Tacito.C. Entrato a Gerusalemme tratta con estrema durezza la popolazione. Antioco approfitta di un tentativo di Giasone di riprendersi la carica di sommo sacerdote sottrattagli da Menelao per intervenire militarmente nella Giudea. nella prospettiva di Antioco. se si pensa che Antioco tornava da una campagna fallita per la cocente umiliazione impostagli dai romani. Inoltre Antioco ordina la costruzione di un altare a Zeus Olimpio. campagne bruscamente interrotte per l’ultimatum posto da Roma al re seleucida. c. Vengono prese inoltre precise misure repressive contro il culto ebraico.41-50). di profanare i sabati e le feste (…) pena la morte a chiunque non avesse agito secondo gli ordini del re» (1Mac 1. secondo il quale l’intenzione di Antioco era quella di far progredire quella “triste genìa” 71 .

in un atto di autentica persecuzione religiosa. l’opera di ellenizzazione forzata di Antioco IV trovò. che segneranno la fine del sacerdozio sadocita. dettata da un altro ordine di motivi. com’è logico. o meglio. nasce ben presto una vera resistenza organizzata.degli ebrei “cambiandoli in meglio”. violenze acuite dalle lotte di potere interne allo stesso sacerdozio di Gerusalemme. tutti scritti poco dopo questi fatti. In tal modo la sua azione. che i libri dei Maccabei e quello di Daniele. cioè una città ellenistica con statuto uguale alle altre. A Gerusalemme esisteva poi. le cause della “persecuzione” di Antioco sono complesse e molto diverse tra loro. Come si vede. I fautori dell’ellenismo. Gran parte degli ebrei del tempo. 67 d. all’inizio soltanto piccoli gruppi che presto assumeranno il nome di hasidim. tuttavia. La persecuzione. l’opposizione dei Giudei più fedeli alle loro tradizioni. partito di cui lo stesso sommo sacerdote faceva parte e che certo non deve aver visto male. Dopo sporadici tentativi di rivolta. lessero l’azione di Antioco come un atto mirante a distruggere la comunità israelita come tale. considerato l’iniziatore della rivolta: «Anche se tutti i popoli nei domini del re lo ascolteranno e ognuno si staccherà dal culto dei suoi padri e vorranno aderire tutti alle sue richieste. Quando Gerusalemme divenne una pólis. come si è visto. la cittadinanza non dipese più dall’essere parte dello stesso popolo. abolendo il loro fanatismo e trasmettendo loro costumi greci. non ascolteremo gli ordini del re per deviare dalla nostra religione a destra o a sinistra» (1Mac 2. convinti della propria superiorità religiosa e morale. I due libri dei Maccabei insistono soprattutto sulle motivazioni religiose che animavano questi movimenti di opposizione alla politica seleucida. 1Mac 2. Historiae V. erano per lo più membri delle classi ricche: sacerdoti e nobili di Gerusalemme. si trasforma. Forse proprio questa corrente interna al giudaismo deve essere stata la causa di violenze contro altri ebrei. La rivolta maccabaica. A questo genere di argomenti si aggiungono altre ragioni di ordine sociale. ci guardi il Signore dall’abbandonare la legge e le tradizioni. l’opera di ellenizzazione iniziata da Antioco.8. i ‘pii’ (cf. probabilmente al di là delle intenzioni iniziali del re. E’ così infatti. In questo modo si 67 “Taeterrimam gentem in melius mutaret”.19-22). i miei figli e i miei fratelli cammineremo nell’alleanza dei nostri padri. la pratica del sabato e delle altre leggi della Tôrah. infatti. dunque. caratterizzati da una fede e da uno stile di vita diverso da quello degli altri popoli. come si è visto. appoggiata dall’interno almeno da una parte degli stessi giudei.42). io. 72 . se non addirittura appoggiato. vedono la figura del re seleucida. un gruppo dal quale discendono molto probabilmente i più noti farisei. attraverso la circoncisione. ma piuttosto si introdusse il criterio del censo e della posizione sociale. un partito filo-ellenistico molto forte tra gli stessi Giudei. motivazioni che sono ben riassunte nelle parole che l’autore di 1Mac mette in bocca a Mattatia.

esiliato probabilmente per le sue precedenti tendenze antimonarchiche nel piccolo villaggio di Modiin. Qui egli si ribellò ai messi regali che imponevano alla popolazione un atto pubblico di culto agli dèi greci e si dette alla macchia con i suoi figli e con coloro che già covavano concreti desideri di rivolta. in I cinque libri dei saggi. ad eccezione della fortezza dell’Akra. giunse con il sacerdote Mattatia. fin dai tempi di Neemia e Esdra. Ben Sira ammonisce tuttavia contro l’eccessiva fiducia posta nella ricchezza (Sir 5. GILBERT. In questo senso egli può considerare come inferiore ogni altri tipo di lavoro manuale.2 etc. Giuda. 69 Nel testo di 2Mac 9 la morte di Antioco viene vista come il giusto castigo di Dio per il re empio che finisce tra atroci dolori. 68 69 68 Per Ben Sira. Il successo di Giuda Maccabeo sta soprattutto nel fatto che egli evitò uno scontro frontale con gli eserciti seleucidi.1-3. Giuda Maccabeo riuscì a riconquistare Gerusalemme. “La sapienza di Ben Sira”.e le tattiche di combattimento adottate dai ribelli. contrapposta all’esaltazione del saggio scriba (39. Come primo atto. a ricordo di questo evento. nel corso della campagna in cui era impegnato e Giuda riesce ad ottenere dal suo successore. Ancora oggi gli ebrei celebrano la festa della Hanukkah. Questo stato di cose può aiutarci a comprendere meglio l’appoggio popolare dato alla rivolta antiseleucida. Cf. a partire da questo periodo.C. sacerdoti. in terra straniera.) ed esorta ripetutamente alla pratica dell’elemosina (Sir 4. della ‘dedicazione’. quello dello scriba. se non superiore. dai quali sarebbe stato subito schiacciato. insieme alle motivazioni che li animavano. Il libro del Siracide. San Paolo. dove. Non è possibile seguire qui in dettaglio le alterne vicende di questo periodo. testimone privilegiato di questo periodo.. questo tipo di personaggi acquisterà un potere e una influenza pari. il prestigio e la posizione sociale non dipendono tuttavia dalla ricchezza quanto piuttosto dalla saggezza: il testo di Sir 39. come si è visto. a quello dei nobili e dei ricchi. dandosi invece ad azioni di guerriglia nelle quali era certamente superiore: i Seleucidi infatti erano stati colti di sorpresa .36-61). M. permette di comprendere come le disparità sociali fossero tutt’altro che marginali in Israele: Ben Sira scrive stando dalla parte dei benestanti e il suo pubblico è composto di gente di condizione economica florida e di classe sociale elevata. Cinisello Balsamo (MI) 2005. che scrive tra il 195 e il 175 a. come è ricordato in Gv 10.1-28).Antioco IV si trovava impegnato in una campagna in Oriente .121). un’esaltazione del proprio stato.32. maestro di sapienza e interprete della Tôrah. Contrasti esistenti con le classi più povere sono già testimoniati.1-10. nobili. 8. 7. soprannominato Maccabeo (cioè ‘martello’) divenne subito il capo carismatico di questi gruppi di resistenza. 29. In tal modo. narrate in tono epico dagli autori di 1-2 Maccabei.24-34 presenta una visione negativa dei lavori manuali. li portarono subito a conseguire notevoli successi.C.19 si attribuisce addirittura ad Antioco una lettera quasi di scuse che egli avrebbe scritto ai giudei e che in realtà è probabilmente una specie di testamento scritto agli abitanti di Antiochia. nel dicembre del 164 a. festa cui anche Gesù deve aver partecipato. 73 . Nello stesso anno Antioco IV muore. 136-208. L’occasione propizia. Ben Sira mostra una delle caratteristiche della società israelita.1-11 è certamente autobiografico. Sir 38. nella zona della Shefela. circa 25 km a ovest di Gerusalemme. In 2Mac 9. a scapito della grande massa del popolo.1-11) e all’elogio della figura del sommo sacerdote Simone (50. solo.8-13). Uno dei figli.favorivano naturalmente le classi ricche. Antioco V. stando al racconto biblico (1Mac 2. il 25 di Kislew (18 dicembre) del 164 Giuda fece riconsacrare il Tempio profanato e riprendere il culto interrotto (1Mac 4. proprietari terrieri.22. divorato vivo dai vermi.

C. Il movimento maccabeo. di tendenze ellenizzanti ma anche della stirpe di Aronne: una figura di compromesso che riuscì in effetti a dividere i Giudei. quella degli Asmonei. Con la morte di Simone termina il racconto del primo libro dei Maccabei. uno dei fratelli di Giuda. ad ottenere da Alessandro Balas. Gionata fu poi il primo a far coniare monete con il suo nome. Alla guida del movimento di resistenza succede Gionata (161-143 a. successore di Antioco V.C. La parte più conciliante e pacifista del movimento maccabeo accettò Alcimo come nuovo sommo sacerdote.) che riuscì a mantenere la carica di sommo sacerdote. riesce. stratega e capo dei Giudei» (cf. Giuda Maccabeo muore. 1Mac 13. immediatamente dopo il quale il libro stesso 74 . il figlio Giovanni Ircano I. vedendolo come una imposizione del re Demetrio. la prima dopo il crollo della monarchia in seguito all’esilio babilonese. la carica di sommo sacerdote. nel 134 a.C.17-18). Gionata. approfittando delle continue lotte tra i vari pretendenti al trono di Siria. segno di una indipendenza ormai quasi effettiva. mentre l’ala più intransigente lo rifiutò. viene ucciso a tradimento nel 143 a. Vittima delle sue stesse macchinazioni. allontanando ormai definitivamente i Seleucidi. Simone (143-134 a. dopo essere riuscito a concludere alleanze con Sparta e.42). ma il suo successore. generale di Demetrio (1Mac 7.1-9. nato da un desiderio di rivolta e resistenza contro il dominio seleucida. quello religioso e quello militare e ottenere per la Giudea un’indipendenza effettiva. nel 152. uno dei pretendenti di turno al trono seleucide. nel 161 a.39-53). Ancora una volta il movimento maccabeo si appoggia alle difficoltà interne della Siria.). facendosi riconoscere dal re seleucida Demetrio II come «sommo sacerdote. La fazione ellenista fece appello a Demetrio I.C. detenuta sino ad allora dal filoellenista Menelao. la famiglia dalla quale veniva normalmente scelto il sommo sacerdote. inviò come sommo sacerdote un certo Alcimo. soprattutto. oltre ad una dichiarazione di autonomia pressoché totale per la Giudea (1Mac 10.impegnato nei problemi legati alla successione. Nel corso di questa campagna. come Demetrio voleva. Egli. cosa che alienò ai Maccabei gran parte delle simpatie che essi godevano presso il gruppo dei ‘pii’. un editto di tolleranza per i Giudei. può essere ormai considerato come il fondatore di una vera e propria dinastia. nel 161. 1Mac 12. Va ricordato che Gionata non era di famiglia sadocita. Nella guida del movimento maccabaico succede a Gionata un terzo fratello. (cf. che considera il regno di Simone.15-21). il quale.22). si è poco a poco trasformato a sua volta in uno strumento di dominio. Anche Simone finirà assassinato.C... Nel frattempo a Gerusalemme si erano riaccesi i contrasti già visti a proposito della carica del sommo sacerdote. in uno scontro con le truppe di Bacchide. ma questa volta il riconoscimento ottenuto da Simone è molto importante: egli può infatti concentrare nelle sue mani il potere civile. Approfittando di questi contrasti Demetrio riprese la politica repressiva di Antioco IV. nel tentativo di concludere una alleanza con l’ennesimo pretendente al trono seleucida. questa volta da un suo parente. Alle motivazioni religiose e sociali si sono presto sostituite motivazioni politiche molto meno gloriose. con i Romani (1Mac 8. questa volta con una campagna militare condotta su larga scala.

) si dedicò soprattutto a campagne militari di espansione. Il periodo che va dall’inizio del regno di Giovanni Ircano I fino alla conquista romana. che contiene uno straordinario elogio dei romani. in particolare. negli anni 106-107 a. come un’età pacifica e felice: l’elogio di Simone contenuto in 1Mac 14. E’ certo che Giovanni perse poco per volta il consenso popolare. si autoimpose il titolo di ‘re’. popolazione della Transgiordania (gli antichi Edomiti) emigrata all’epoca nella parte meridionale della Giudea. In 1Mac 12.C. ‘Convertì’ a forza i Samaritani.C. Quale segno migliore dell’ammirazione provata dagli ebrei nei confronti dei greci? A ciò si aggiunga il già ricordato passo di 1Mac.deve essere stato scritto. che accusavano soprattutto di aver voluto concentrare nelle sue mani il potere civile e quello religioso.4-15 ci presenta un quadro idilliaco. La dinastia asmonea.) che. noto come gli Esseni. obbligandoli alla circoncisione.C. nel corso del suo brevissimo regno. Un aspetto illuminante di questo atteggiamento di Ircano I si riflette all’interno dei due libri dei Maccabei.C.. I farisei si dimostrano molto critici verso la politica di Giovanni. quel movimento rigorista. corrispondono a quelli ricordati dal libro di Giuditta. ma è ugualmente importante perchè ci permette di capire lo sfondo immediato delle vicende in cui si muoverà la storia di Israele al tempo di Cristo. e. giungendo a governare come gli altri sovrani ellenistici con la forza di un esercito mercenario e la ricchezza di un esoso sistema fiscale. di cui avremo occasione di parlare. non ha riscontro nei testi biblici. nel quale però i più fedeli sostenitori delle tradizioni di Israele non dovevano rispecchiarsi molto. ma è stato scritto in realtà in questi anni e riflette la lotta del popolo ebraico contro l’invasore straniero.1-16). che ancora mancava 75 . il quale non può che stupire posto com’è in bocca a un autore giudeo (1Mac 8. entrambi della “stirpe di Abramo”.20-23 sono riportati scambi epistolari che sarebbero avvenuti tra i Maccabei e gli Spartani e in 12. Forse proprio in questo periodo nascono le radici dei movimenti farisaici e sadducei e. operata da Pompeo nel 63 a. Giovanni Ircano I (134-104 a. di comportarsi in maniera tirannica e soprattutto di essere più incline all’ellenismo che fedele al giudaismo. certamente sempre più lontano dagli ideali di fedeltà alla Legge che avevano dato vita al movimento maccabaico. la cui composizione potrebbe esser fatta risalire proprio a questo periodo. Si sviluppano poi definitivamente in questo periodo i gruppi dei sadducei. Le ripetute guerre e gli intrighi interni non avevano certo contribuito a migliorare la situazione economica e sociale del paese. tra Hebron e Bersabea. Il libro è ambientato all’epoca di Nabucodonosor. distruggendone il tempio sul monte Garizim e rendendo definitiva la separazione con i Giudei. I confini del regno di Ircano I. sottomise poi gli Idumei. dei farisei e probilmente anche degli esseni. servendosi di un esercito di professione composto da mercenari. dopo aver fatto assassinare sua madre e suo fratello.21 si arriva ad ipotizzare un’improbabile parentela comune tra i due popoli. come si vedrà dai successivi esiti del regno asmoneo. al termine delle sue campagne di espansione. separato dal giudaismo ufficiale.6-23 e 14. L’atteggiamento di Giovanni Ircano I è proseguito dal figlio Aristobulo (104103 a.

Hist. l’erede al trono. e Aristobulo II. i cui confini. La lotta tra i due fratelli è un chiaro indice delle divisioni interne esistenti nel regno asmoneo. nel corso del suo regno. Dio invisibile. ampliando ancor più i confini di Israele. dell’intera Giudea. V. a mantenere in pace il paese. Questo fatto causò un profondo turbamento nel popolo . ricalcavano ormai gli antichi confini attribuiti al regno davidico-salomonico (v. Alessandra Salome (76-67 a. Il paese è composto ormai di territori molto diversi tra loro: si va dalla Galilea. Lo scontro arrivò a un punto tale che Ircano preferì ricorrere all’aiuto di Roma. sessanta anni prima. alla costa ellenizzata. incomprensibile per i Romani. rifugiatisi nel Tempio. Alessandro arrivò a compiere gesti di inaudita crudeltà. facendone poi massacrare mogli e figli davanti ai loro occhi. rivolgendosi a Pompeo. quando.). Nella tradizione giudaica il regno di Alessandra è rimasto come una vera età dell’oro. per reprimere l’opposizione dei farisei ne fece crocifiggere qualche centinaio attorno alle mura di Gerusalemme. E’ chiaro ormai che la monarchia asmonea si è trasformata in una delle tante piccole monarchie orientali di stampo ellenistico presenti nel Medio Oriente.C. luogo di culto di YHWH. 76 . che ormai era arrivato a conquistare Damasco e a distruggere il regno seleucida. Durante il suo regno riuscì ad impadronirsi della Galilea. furono massacrati dopo tre mesi di assedio. ormai. Ircano II. lo trovò assolutamente vuoto. 70 70 “Vacuam sedem et inania arcana”. ma allo stesso tempo il culmine del contrasto già esistente con i gruppi farisaici. alla Samaria.). mentre quelli di Aristobulo II. entrato nel Tempio. I Romani non persero la ghiotta occasione e Pompeo. Lo storico romano Tacito ricorda lo stupore di Pompeo che.C. ma non bisogna dimenticare che il giudizio dato su Alessandra è influenzato dal buon trattamento che essa adottò nei confronti dei farisei. ormai culturalmente e religiosamente divisa dalla Giudea.C. del tutto simile a quella dei Seleucidi. in opposizione alla quale era paradossalmente nata: un paradossale rovesciamento di prospettiva per come le cose erano iniziate. si trattò senz’altro di un periodo di pace e prosperità economica.e gli echi di questo avvenimento si possono leggere negli scritti di Qumran (Pesher di Nahum). che deteneva la carica di sommo sacerdote donatagli dalla madre. entrare in Giudea con le sue legioni e conquistare Gerusalemme. cartina n° 6). i nuovi padroni. alla Giudea. le cui porte gli furono aperte dai partigiani di Ircano II. grazie alle campagne espansionistiche intraprese fin da Giovanni Ircano I. Alla morte di Alessandra nasce una lotta accanita per la successione al trono tra i suoi due figli.tra l’altro la pena della crocifissione era del tutto sconosciuta al diritto israelita . Alla morte di Alessandro Janneo gli succede la vedova. territorio popolato sia da Giudei che da pagani.9. poté.agli Asmonei. del tutto privo di qualunque immagine della divinità. nel 63 a.. nelle vesti di arbitro e paciere. Il successore di Aristobulo fu il fratello Alessandro Janneo (103-76 a. che si riconciliò con i farisei e riuscì. sotto il cui regno la dinastia asmonea raggiunge il suo periodo di splendore. divisa al suo interno in fazioni politiche e movimenti religiosi.

Il giudaismo di lingua greca in Israele e nella diaspora.) che avrebbe detto dei Giudei: «Non è facile trovare un solo luogo nel mondo che non ospiti questa gente e in cui (essa) non abbia fatto sentire la sua autorità». L’influsso della filosofia greca si fa sentire anche in campo religioso: il giudaismo della diaspora insiste meno sugli aspetti cultuali e molto di più su quelli etici.2. di cui certamente non più di un milione in Israele: si tratta del 7% della popolazione dell’impero.C. giungendo sino a parlare dei filosofi greci come discepoli di Mosè come fa ad esempio Filone di Alessandria. vogliono entrambi mostrare al mondo ellenizzato la superiorità morale e persino filosofica del giudaismo. Si sviluppa in modo particolare nel giudaismo della diaspora. erano molto più numerosi degli stessi ebrei di Israele. Si è già avuto occasione di parlare della diaspora giudaica. Al tempo di Ottaviano Augusto si parla di una popolazione ebraica. L’ebraismo della diaspora è un fenomeno molto importante: ai tempi del Nuovo Testamento gli ebrei residenti fuori dalla Terra promessa. dunque. si è risolto spesso in uno scontro tra le due culture. Flavio Giuseppe può citare con orgoglio il geografo e storico greco Strabone (63 a. che vengono non di rado grecizzati: così ad esempio Giasone è la forma greca di Giosuè (2Mac 2.7. ne adottavano la lingua (cioè il greco) e i costumi. cioè di quel movimento di dispersione che portò gran parte degli Israeliti a stabilirsi fuori dalla propria terra. mentre Saulo diventa Paolo (cf. L’ebraismo. successivamente. non può dimenticare l’esistenza di questo ‘Israele’ fuori dalla terra di Israele. spesso da molti secoli. come del resto avviene anche oggi. per alcuni quel personaggio che Giuda Maccabeo invia a Roma (cf.23). come si è visto nel caso della rivolta maccabaica. vedono la loro importanza molto ridotta. all’interno dell’impero romano. di circa quattro milioni e mezzo di Giudei. L’influenza dello spirito greco si può notare già nei nomi. Una storia di Israele.f.17) pare scrisse in lingua greca una storia degli ebrei 71 71 Antichità Giudaiche XIV. 1Mac 8. At 13. a questo riguardo nascono anche opere che cercano di mostrare questi pretesi contatti tra mondo ellenistico e mondo giudaico. il sacerdozio. in seguito all’esilio babilonese. anche geograficamente limitata alla regione palestinese.C. assumendone talora la cittadinanza. Elementi tipicamente giudaici come il Tempio. in special modo nel giudaismo di Alessandria d’Egitto. si trovava a diretto contatto con la cultura ellenistica che dominava il mondo di allora. rispetto agli ebrei che vivevano in Giudea e a Gerusalemme: abitavano infatti in città ellenistiche. 77 . La Lettera di Aristea e il Quarto libro dei Maccabei sono per molti aspetti scritti apologetici che. un metodo di interpretazione allegorica delle prescrizioni cultuali e rituali contenute nei libri biblici. Gli ebrei della diaspora erano tuttavia più aperti verso il mondo ellenistico. Lo storico giudeo Eupolemo.9).19 d. pur cercando di conservare la propria fede e le proprie tradizioni. rispetto al contenuto morale con il quale il giudaismo si presenta ad un livello etico superiore rispetto al paganesimo. Un aspetto singolare del giudaismo della diaspora è il tentativo apologetico di mostrare come la fede giudaica sia superiore alla filosofia greca. metodo che in seguito avrà grande fortuna anche in campo cristiano. il culto. contatto che. le pratiche rituali. Flavio Giuseppe cita probabilmente i perduti Ypomnemata di Strabone. . in primo luogo a partire dal crollo del regno del nord e. pur molto diversi tra loro.

Città Nuova. Nella prefazione l’anonimo nipote 72 Cf. .C. allargando lo sguardo anche fuori dal giudaismo di lingua greca. ne fa fede il libro della Sapienza. a. Ma nel 49 lo stesso Claudio espulse gli Ebrei da Roma. p. in poi il giudaismo alessandrino è caratterizzato da un’intensa produzione letteraria. «Sap 19. 67-98. L’editto dell’imperatore Claudio. come si è visto a proposito della colonia giudaica di Elefantina. a. almeno agli occhi di un pagano.C. proprio ad Alessandria. composto proprio durante l’impero di Ottaviano Augusto (v. 72 Presenze giudaiche in Egitto sono ben documentate fin dal V° sec..C.13-17 e i diritti civili dei Giudei di Alessandria». MAZZINGHI.. Tradizione. BELLIA – A. e il I° sec. in seguito a sommosse antigiudaiche (il fatto è ricordato in At 18. testi come il libro dei Sogni..C.) e il libro dei Giubilei. in G. a. Il centurione Cornelio. Verso il 132 a. d. è certamente uno di essi. teologia .000 giudei. A partire dalla metà del II° secolo a. ovvero il libro del Siracide. come testimoniano le persecuzioni avvenute durante il breve regno di Caligola (37-41 d.). al mantenimento delle loro usanze ed invita alla “comprensione e amicizia reciproche”. L. E’ in questo periodo che. diretto ai cittadini di Alessandria nel 41 d. la lotta dei giudei per ottenere il pieno godimento dei diritti civili ha caratterizzato il periodo a cavallo tra il I° sec. che interessa anche la Bibbia.. Roma 2004. come non manchino correnti di pensiero interne al giudaismo stesso che considerano il processo di ellenizzazione in modo del tutto negativo. Molti pagani chiedevano di entrare nel giudaismo: benché non circoncisi e quindi non del tutto incorporati al popolo ebraico come lo erano invece i rari “proseliti”. vi traduce l’opera del nonno. Il singolare modo di vivere giudaico. forse un quinto dell’intera popolazione). arrivato ad Alessandria. fino a poter parlare di un vero e proprio antisemitismo. nota 82). oltre). composto forse all’epoca di Giovanni Ircano I (cf. specialmente in campo religioso.C. redazione.C. arrivato completo sino a noi proprio in questa traduzione (cf. composto intorno all’epoca della rivolta maccabaica e che entrerà a far parte del libro di Enoc (i capitoli 83-90. Sotto l’impero romano.C. di proclamare una fede superiore alle altre. facevano nascere non di rado sentimenti di sospetto e di ostilità. Il libro della Sapienza. anche se a livello popolare non godevano di buona fama. 78 . esorta a non mettere in questione il diritto degli ebrei alla loro libertà religiosa. cf. Il fatto di considerarsi in qualche modo separati dal resto della società. i giudei godevano tuttavia di una autonomia abbastanza ampia. protagonista di At 10.C. che potevano anche risolversi in vere persecuzioni. il nipote di Ben Sira. La grande forza morale del giudaismo esercitava effettivamente un certo influsso sul paganesimo. tuttavia. n. PASSARO (edd. giudaismo ed ellenismo iniziano ad incontrarsi in maniera feconda. ove esisteva una delle più fiorenti comunità giudaiche della diaspora (si parla di almeno 40. Dobbiamo qui ricordare. Specialmente ad Alessandria d’Egitto. di vivere secondo leggi rigidamente osservate e in fondo strane. provocava spesso tensioni e scontri. 66).1-4).). ne fanno fede nel II sec.nella quale sosteneva che i Fenici e i Greci avevano appreso la scrittura da Mosè. questi “timorati di Dio” osservavano i precetti fondamentali della Tôrah e partecipavano alla vita della sinagoga.

73 L’opera di maggior rilievo del giudaismo alessandrino di lingua greca resta però la traduzione in greco della Bibbia ebraica. Paideia. Tb. XXXIV Settimana Biblica Nazionale (Roma 9-13 Settembre 1996). il libro della Sapienza. vivendo all’estero. Ricerche Storico Bibliche. una buona introduzione in N. di cui spesso si è parlato e che fu molto forte soprattutto con la dinastia asmonea. alla sapienza. nascerà un’altra opera analoga. libro destinato alla formazione dei giovani giudei di Alessandria. 79 . 75 L’ebraismo si rifiuterà di riconoscere la canonicità dei libri contenuti solo nella Settanta. troviamo l’esaltazione della Tôrah. eliminando cioè 1-2 Mac. Sap.C. la Legge divina accostata. fu successivamente. i Maccabei. con l’aiuto di fenomeni miracolosi e prodigi di varia natura. 74 Sulla versione dei Lxx cf. in un arco di tempo che arriva sino al I° sec. Il canone cattolico accoglierà tutti questi testi. come già testimonia il prologo di Ben Sira. alcuni dei quali non sono poi entrati neppure nel canone delle Chiese cristiane . a. FERNÁNDEZ MARCOS. che entrerà poi nel canone cattolico delle Scritture. La realtà storica è molto più semplice: nel periodo tolemaico le comunità giudaiche presenti in Egitto sentirono il bisogno di una traduzione che permettesse loro di leggere la Bibbia nella lingua da loro usata quotidianamente. non fu mai realmente profonda. Anche nel caso dell’ellenismo. a. R. limitata in un primo tempo al solo Pentateuco e compiuta certamente sotto il patronato regale tolemaico. FABRIS. 14 d. estesa anche agli altri libri della Bibbia ebraica e vi furono aggiunti altri testi redatti in quel periodo.). la Sapienza e altri testi. durante l’impero di Augusto (31 a. al capitolo 24. Se Ben Sira adotta idee provenienti dal mondo greco il suo pensiero resta nondimeno giudaico e al centro del suo libro. scritta probabilmente durante il I° secolo a. fatta da 70 saggi giudei.afferma di aver compiuto il suo lavoro pensando a coloro che. Sir. nota come la Settanta (Lxx). Alla fine del I° sec. MAZZINGHI. della quale costituisce l’espressione concreta..C. Nella già ricordata Lettera di Aristea. 75 74 73 Cf. come già era successo durante l’esilio babilonese e come succederà ancora dopo la conquista romana.). opera portata a termine.. chiamati ad Alessandria dal re Tolomeo II Filadelfo (284-247 a. viene narrata la leggenda relativa alla nascita di tale traduzione. 1-2 (1998) 179-198. una operazione dialogica e coraggiosa che segnerà di lì a poco anche gli inizi del cristianesimo. che comprendeva originariamente solo il Pentateuco. Gdt. il greco. spesso tentati di abbandonare la fede giudaica.C. Il confronto tra le diverse culture nella Bibbia da Esdra a Paolo. limitando l’elenco dei testi ispirati solo a quelli contenuti nella Bibbia ebraica. Tale traduzione. intendono vivere conformemente alla Legge.C. La Bibbia dei Settanta. ed. «Il libro della Sapienza: elementi culturali». Brescia 1998. le Odi di Salomone e il Terzo e Quarto libro dei Maccabei. l’ebraismo si coagulerà intorno alla propria fede e sarà proprio questo fatto a garantirne la sopravvivenza. pur se non del tutto identificata.. L. come il libro di Ben Sira (Siracide).C.C. L’opera di Ben Sira dimostra come l’ellenizzazione del giudaismo. Il libro della Sapienza tenterà arditamente di annunziare al suo tempo il messaggio biblico usando categorie persino filosofiche e linguaggio mutuati dalla cultura ellenistica. Bar più alcune addizioni a Est e a Dan. sempre secondo la Lettera di Aristea. rifiutando però riconoscere l’ispirazione di altri testi presenti nella Settanta come i Salmi di Salomone.

dandogli un fondamento razionale.C. la vera capitale culturale del Mediterraneo. 2002) de Il mondo della Bibbia. La versione greca dei Lxx è poi quella che gli autori del Nuovo Testamento utilizzano quando citano testi dell’Antico... riesce ad entrare nelle grazie di Vespasiano fingendosi pazzo e poi profeta. di cui egli fu testimone oculare e diretto protagonista. nato tra il 25 e il 13 a. i dotti ebrei dell’VIII-IX sec. Verso il 37 d. rispetto alle quali però resta enorme l’importanza della Settanta: oltre ad averci conservato libri assenti dalla Bibbia ebraica vi si trovano molto spesso varianti diverse dal testo masoretico. scritte in greco.C.A lato della Settanta esistono anche altre traduzioni greche fatte in seguito da giudei. ma soprattutto è rivolta al giudaismo. Restano di lui molte opere. Simmaco e Teodozione.C. La Settanta costituì così il testo biblico usato nella prima predicazione cristiana nel momento in cui si rivolgeva al mondo greco. Per un giudizio complessivo sul giudaismo della diaspora di lingua greca è necessario ritornare ad Alessandria che è. 80 . intorno al II sec.C. d. per la stessa storia del cristianesimo. una storia di Israele dalla creazione del mondo fino allo scoppio della guerra giudaica presentate a un pubblico colto. L’interesse di Filone è prima di tutto quello di commentare e spiegare la Bibbia. sacerdote e fariseo di Gerusalemme. insieme ad altre opere polemiche. tra il III ed il I secolo a. vive ed opera ad Alessandria d’Egitto. La proposta di Filone è rivolta verso il mondo ellenistico. con la sua biblioteca traboccante di opere 76 76 Una semplice introduzione alla figura di Giuseppe Flavio si trova nel fascicolo 65 (ElleDiCi. da esso comunque si distacca di frequente per numerose ragioni.C. comprese motivazioni di carattere teologico. Filone in modo tutto particolare. in onore dell’imperatore. La letteratura del giudaismo della diaspora comprende poi due nomi importanti che non possono essere dimenticati: Filone e Flavio Giuseppe. nasce in Giudea Giuseppe. Giuseppe compose poi. ultimate nel 94 d. Riguardo alla guerra giudaica è chiaro infatti come egli tenti di giustificare se stesso e il partito fariseo attribuendo ai gruppi più estremisti la responsabilità della disfatta.. in particolare nei fondatori di quella che sarà chiamata proprio la scuola alessandrina (Clemente e Origene). ovvero le traduzioni di Aquila.C. cioè il testo ebraico dell’Antico Testamento codificato dai cosiddetti masoreti. Giuseppe è uno storico di capitale importanza per noi: la sua Storia della guerra giudaica. Catturato dai romani. L’opera di Giuseppe resta comunque molto spesso la fonte principale a nostra disposizione. entrambi. rivolte ai giudei alessandrini più colti. d. una volta giunto a Roma verrà liberato e prenderà il nome di Flavio Giuseppe.. dall’altro il tentativo di collegare il giudaismo con la filosofia greca. a diverso titolo.C. importanti non solo per la storia di Israele ma anche. che viene invitato a non considerarsi affatto inferiore alla grecità.C. i monumentali 20 libri delle Antichità giudaiche. Filone. La filosofia di Filone e il suo metodo allegorico di interpretazione della Bibbia avranno un grandissimo influsso anche nel cristianesimo. e morto certamente dopo il 40 d. è la fonte principale per la ricostruzione degli avvenimenti relativi alla seconda rivolta giudaica. composta tra il 76 e il 79 d.C. Leumann – TO. cercando di rendere accettabile la fede giudaica. Il traduttore greco aveva probabilmente di fronte un testo ebraico diverso dal nostro. capo militare durante la rivolta del 66 d.). Giuseppe spesso usa le sue fonti con libertà e talvolta con tendenziosità.

C.uniche al mondo (si parla di 200.C.) Pompeo non perse molto tempo per regolare la situazione interna del regno asmoneo: Aristobulo fu fatto prigioniero ed esiliato a Roma. peggiorata anche dall’invasione della Palestina ad opera dei Parti.C.. La situazione in questi anni è estremamente confusa. e. Erode. Alleato di Ircano II appare un certo Antipatro. Pompeo si preoccupò poi di ridimensionare il potere della dinastia asmonea: la Samaria divenne indipendente. ucciso in Egitto nel 48 a. La letteratura alessandrina. tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione”» (Gv 11. il titolo divino di Augusto. Ircano II riuscì a conservare il potere e in piccola parte anche ad accrescerlo schierandosi dalla parte di Cesare.46-48). per certi aspetti. ma mai del tutto risolta. alla lotta tra Ottaviano e Antonio. mentre le città ellenistiche della Transgiordania furono raggruppate in una confederazione detta la Decapoli (in greco le “dieci città”). Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: “Che facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Dalla conquista romana al regno di Erode il Grande (37-4 a. Al sommo sacerdote Ircano II non restò che la Giudea con l’Idumea e la Perea e parte della Galilea e il regno asmoneo fu così ridotto di fatto a uno dei tanti stati vassalli di Roma. la ricerca di un dialogo con la cultura ellenistica e il desiderio di difendere e conservare la propria identità. popolo proveniente da 81 .25). dopo la morte di quest’ultimo nel 44 a. che si concluderà con la battaglia di Azio nel 31 a. a. che ottiene da Cesare la nomina a governatore della Giudea mentre Ircano rimane etnarca e sommo sacerdote. Mt 4. mentre Ircano II fu confermato nella carica di sommo sacerdote. La ricerca di una integrazione con il mondo greco non è tuttavia pacifica: il giudaismo alessandrino oscilla infatti tra la tentazione dell’apostasia. sono testimoni di questa tensione certamente feconda. assumendo nel 27 a. proseguendo questa politica di equilibrio tra le opposte fazioni romane. lo stesso libro della Sapienza.. *** CAPITOLO VIII SOTTO IL DOMINIO DI ROMA «Alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto. riesce. mentre questi era impegnato nella guerra contro Pompeo in Egitto.C. nel 37 a. e con la vittoria di Ottaviano che diventerà così il primo imperatore.C. in particolare alla lotta di potere tra Pompeo. centro educativo paragonabile ai nostri centri universitari.. in precedenza governatore dell’Idumea. nome ricordato anche nel Nuovo Testamento (cf. Uno dei figli di Antipatro. In questi anni le vicende della Palestina sono strettamente legate a quelle di Roma.C. e Giulio Cesare e.000 volumi) e con il suo museo. ad ottenere da Antonio la nomina a re dei Giudei. Se lo lasciamo fare così.

Oriente, e dal tentativo di Antigono, figlio di Aristobulo, di riprendere il potere. Antigono riesce a conquistare Gerusalemme e a prendere prigioniero Ircano II, al quale fa tagliare un orecchio, rendendolo così inabile ad esercitare la sua carica di sommo sacerdote, che richiedeva tra l’altro l’integrità fisica (cf. Lev 21,16-23). Erode, appoggiato a sua volta da Roma, riesce a sconfiggere i Parti e fa uccidere Antigono, l’ultimo degli Asmonei. Con grande abilità, dopo la sconfitta di Antonio, Erode fa atto di sottomissione a Ottaviano, il quale lo conferma nella regalità, concedendogli anche privilegi ed ampliamenti territoriali. Il regno di Erode riuscirà così a raggiungere dimensioni considerevoli (v. cartina n° 7). Nei primi anni del suo regno Erode, che sarà poi detto il Grande, è preoccupato soprattutto di eliminare ogni possibile avversario interno: fece infatti uccidere tutti i suoi possibili oppositori, qualche decina di membri del Sinedrio in aggiunta alla moglie Mariamme, i figli Alessandro e Aristobulo e, più tardi, il primogenito Antipatro. Erode ci appare dunque come un tiranno diffidente e sospettoso, pronto a sopprimere chiunque gli facesse ombra. Gli storici dell’epoca, Flavio Giuseppe in particolare, danno di lui un giudizio del tutto negativo; la figura di Erode, che alcuni storici contemporanei hanno definito addirittura uno psicopatico, ben si accorderebbe dunque con quella che ci tramanda il vangelo di Matteo (Mt 2,13-18) a proposito della “strage degli innocenti”. Da un punto di vista politico, tuttavia, Erode mostrò grande abilità e iniziativa, facendo buon uso delle sue enormi ricchezze, accresciute da una crescente pressione fiscale. Ancor oggi è possibile ammirare il risultato del suo grande progetto di costruzioni pubbliche: fece ricostruire la città di Samaria, ricostruì l’antica Torre di Stratone come una nuova città, Cesarea Marittima, così chiamata in onore dell’imperatore, città che diventerà poi la sede del procuratore romano e dell’amministrazione imperiale. L’opera di Erode è soprattutto apprezzabile nella serie di fortezze da lui costruite per rafforzare i confini del regno: tra queste l’Herodium, a Betlemme, la fortezza di Macheronte e quella di Massada, sul Mar Morto. Si possono ricordare ancora i suoi palazzi, come quello di Gerico, la fortezza Antonia a Gerusalemme, le torri della cittadella, una delle quali resiste ancora oggi e persino un anfiteatro e un ippodromo. L’opera più importante resta però l’ampliamento del Tempio di Gerusalemme, un’impresa monumentale iniziata nel 19 a.C., i cui lavori erano ancora in corso ai tempi di Gesù (cf. Gv 2,20). Saranno terminati solo nel 63 d.C., appena sette anni prima della definitiva distruzione da parte delle legioni romane. Erode riuscì dunque a creare un regno politicamente sicuro ed economicamente stabile, ma non riuscì mai ad ottenere il favore popolare, almeno non quello dei Giudei. Erode infatti non era realmente ebreo, ma idumeo e, per di più, si trovava a governare una popolazione mista in cui gli ebrei, pur essendo la maggioranza, erano mescolati con greci e altri abitanti di diverse culture e religioni. Erode cercò da un lato di apparire come un benefattore del giudaismo, come dimostrano i lavori di ricostruzione del Tempio, l’osservanza formale della Legge mosaica e in particolare l’intensa opera diplomatica a favore dei diritti dei giudei della diaspora nei quali egli
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Il titolo è già conosciuto da Flavio Giuseppe.

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cercava un appoggio che non trovava tra i giudei legati alla vecchia dinastia asmonea. In realtà, Erode abolì il principio di successione nella carica di sommo sacerdote, che subordinò alla sua nomina, comportandosi anche in questo campo come un despota assoluto. Inoltre Erode favorì molto il processo di ellenizzazione, inviando due suoi figli a studiare a Roma, costruendo a Gerusalemme un teatro e un anfiteatro e altrove perfino templi pagani, dando alle nuove città da lui fondate una impronta tipicamente greca, dimostrandosi grande amico dei Romani. Erode si conformava in realtà alle usanze politicoreligiose tipiche dell’impero romano, ma questi fatti non mancarono di scandalizzare i giudei più pii che lo considerarono sempre come uno straniero. Due o tre anni prima della sua morte (4 a.C.) si colloca la nascita di Gesù Cristo .
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b. Movimenti religiosi, partiti e correnti. Leggendo il Nuovo Testamento si incontrano a più riprese nomi come i farisei, i sadducei, gli erodiani, gli zeloti, gli scribi. Fin dall’epoca maccabaica il giudaismo appare suddiviso in vari gruppi sociali, politici, religiosi, spesso molto diversi gli uni dagli altri, testimonianza dell’esistenza di un reale pluralismo all’interno del giudaismo del tempo. Il giudaismo presenta dunque una realtà molto più varia di quanto non si sia molto spesso creduto; gruppi di pensiero e diverse correnti religiose, veri e propri partiti in buona parte già esistenti sin dal II secolo a.C. e non di rado in contrasto tra loro; si pensi ad esempio al caso degli esseni e della frattura con il giudaismo del Tempio prima e all’interno dell’essenismo poi (v. oltre). In questo paragrafo il lettore potrà trovare una descrizione, forzatamente sommaria, di queste realtà che caratterizzano lo sfondo su cui si muove la narrazione evangelica .
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I Farisei. Flavio Giuseppe parla dell’esistenza di tre grandi correnti all’interno del giudaismo, che egli tenta di paragonare alle scuole filosofiche greche: i farisei, i sadducei e gli esseni; Flavio Giuseppe menziona un quarto gruppo a parte, gli zeloti; dovremmo parlare meglio di orientamenti o di tendenze, piuttosto che di
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Oggi è ben noto come la data della nascita di Gesù non coincida con il nostro calendario. Esso fu fissato infatti dal monaco Dionigi il Piccolo (VI sec. d.C.) sulla base di un’interpretazione errata dei dati cronologici forniti in Lc 3,1.23. Luca afferma in realtà che nel 15° anno di Tiberio (una data che può andare dal 27 al 29 d.C., a seconda dei vari calendari allora in uso) Gesù aveva circa trent’anni (Lc 3,23). Matteo, da parte sua, colloca la nascita di Gesù prima della morte di Erode che avvenne il 4 a.C. e d’altra parte Luca menziona Erode a proposito della nascita del Battista (Lc 1,5), il che fa pensare che Gesù sia nato quando Erode era ancora vivo. Tutto questo porta normalmente a collocare la nascita di Gesù intorno al 6-7 a.C.
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Per una trattazione più esauriente di questo argomento rimando a testi specializzati come LOHSE, L’ambiente del Nuovo Testamento ; PENNA, L’ambiente storico-culturale delle origini cristiane, e soprattutto all’opera fondamentale di SCHÜRER, la Storia del popolo giudaico (v. la bibliografia conclusiva). Molto più semplice, ma di grandissimo interesse, è invece il bel testo di P. SACCHI, Gesù e la sua gente, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2003.

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gruppi chiusi in se stessi; Giuseppe usa il termine greco hairesis che solo impropriamente si può tradurre con “sette” (cf. At 5,17; 15,5 etc.). Giuseppe - che apparteneva proprio al gruppo dei farisei - parla di essi come di coloro che cercavano di vivere in piena conformità con la Tôrah, cioè coloro che erano più fedeli alle tradizioni del giudaismo codificate nella Legge mosaica. Il nome stesso di ‘farisei’ viene forse (ma su questo punto c’è ancora molta incertezza) dall’ebraico pherushim, in aramaico pherisshayya, da una radice che significa ‘separare’, espressione di un aspetto caratteristico del movimento farisaico. Tra loro si chiamavano piuttosto haberim, cioè ‘compagni’, o anche hakhamim, ‘saggi’, espressioni che ricordano la compattezza e l’unità del gruppo che essi formavano. Le origini del fariseismo sono ancora oggi discusse, ma si possono tuttavia porre in epoca maccabaica, forse con i già ricordati Hasidim, i ‘pii’ cui fa riferimento 1Mac 2,42. Questo gruppo di fedeli alla Legge che avevano contribuito a dar vita alla rivolta maccabaica si staccò ben presto dalla politica asmonea, probabilmente già con Giovanni Ircano I e soprattutto con Alessandro Janneo, i quali, dal punto di vista dei farisei, si erano ormai allontanati dall’ideale di fedeltà alla Legge e di purezza che essi invece perseguivano, ideale che aveva animato gli inizi della rivolta maccabaica. Ai tempi del Nuovo Testamento i farisei erano per lo più di estrazione sociale medio-alta, pochi di numero (appena 6.000 secondo Flavio Giuseppe) e non appartenenti alle classi sacerdotali, eppure estremamente influenti nella società. Essi costituivano una comunità relativamente chiusa, caratterizzata dalla preghiera e dalla fedeltà minuziosa ai precetti della Legge, tramandati e interpretati dalla tradizione orale. Questo è un elemento caratteristico dei Farisei, accettare cioè, accanto alla Scrittura anche tutto il complesso di tradizioni non scritte tramandate oralmente dai maestri della Legge, gli scribi. Il testo di Mc 7,3 ricorda il valore che i farisei attribuivano alla “tradizione dei Padri”. La molteplicità di prescrizioni cui il fariseo stava estremamente attento, in primo luogo l’osservanza del sabato, le leggi di purità rituale e alimentare e il pagamento delle decime per il Tempio, non va visto come puro legalismo. Questo tipo di atteggiamento nasce da motivazioni profondamente religiose che vedevano nella Tôrah lo specchio della volontà di Dio nei confronti dell’uomo. Il Nuovo Testamento riporta diversi esempi di queste norme legali che essi seguivano, norme che avevano anche lo scopo di tenersi lontano dai peccatori e dai pagani e che proprio per questo sconfinavano talora nel disprezzo verso il “popolo della Terra”, cioè la massa della gente che non osservava pienamente la Legge. A questo proposito si possono ricordare i testi di Gv 7,49 e la nota parabola del fariseo e del pubblicano in Lc 18,9-14: in quest’ultimo testo il fariseo non esagera nel ricordare i suoi atti quotidiani (preghiera, digiuno, elemosina), ma parla semplicemente di ciò che ogni buon fariseo effettivamente faceva. Una ben nota preghiera farisaica, attribuita a rabbi Nehunya b. ha-Qana quando lasciava la scuola sinagogale, esprime questa coscienza di essere la parte scelta di Israele:
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Cf. G. STEMBERGER, Farisei, sadducei, esseni, Paideia, Brescia 1993.

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che condusse alla doppia tragica rivolta contro Roma. una connotazione del tutto negativa. Ber. razza di vipere. al contrario dei sadducei. anch’essi si alzano di buon’ora. Essi. 28b). (…) Guai a voi. come si può osservare nella preghiera sopra ricordata. come vedremo. perchè così voi non vi entrate e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci. ma essi corrono verso la fossa della perdizione» (Talmud bab. i farisei rifiutarono la politica oltranzista degli zeloti. Le accuse lanciate da Gesù ai farisei sono molto decise: «Guai a voi.18-28. ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Tuttavia. Io corro. accogliendo posizioni teologiche spesso nuove per il giudaismo. come potrete scampare alla condanna della Geenna?» (Mt 23. 33).. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità. la difesa della libertà umana accanto alla fiducia nella provvidenza di Dio. scribi e farisei ipocriti. perché vedevano in tali re un tradimento della fede giudaica. Da un punto di vista politico i farisei erano tutto sommato neutrali. 28). 85 . Così. Io infatti mi alzo di buon’ora. anch’essi corrono. (…) Serpenti. dove la risposta di Gesù è apprezzata dai farisei. occorre sottolineare come su questo punto i Vangeli riflettano anche le successive controversie tra giudaismo e cristianesimo. Tra queste la fede nella resurrezione (si veda la controversia di Gesù con i sadducei in Mc 12. così che ‘fariseo’ diventa molto semplicemente sinonimo di ‘ipocrita’. che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno sono belli a vedersi. perché mi hai dato la mia parte fra coloro che siedono nella casa dell’insegnamento (= la scuola sinagogale) e non tra coloro che siedono agli angoli delle strade. poteva trasformarsi in un atteggiamento di superiorità confinante non di rado con il disprezzo. ma di una neutralità che nasceva dalla politica da loro vista in una prospettiva esplicitamente religiosa.«Ti ringrazio. dopo la seconda rivolta giudaica che.13. che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini. come si è detto. la fede nell’esistenza di angeli e spiriti. segnerà la fine politica di Israele come nazione. io corro verso la vita del mondo futuro. scribi e farisei ipocriti. resteranno le uniche guide spirituali del popolo e ne prenderanno in mano le sorti. che molto hanno contribuito ad inasprire i contrasti e calcare la mano sugli aspetti negativi dei farisei. essi si alzano di buon’ora per cose futili. Il gruppo dei farisei assume all’interno del Nuovo Testamento. gettando così le basi del giudaismo attuale.6-9 Paolo si dichiara fariseo e viene da essi difeso in polemica contro i sadducei. Signore mio Dio. 27-28. anch’essi si affaticano. posizioni rifiutate dagli stessi sadducei. v. e dei Vangeli in particolare. sotto il dominio romano che pure essi non accettavano. Le accuse di ipocrisia si riferiscono soprattutto all’atteggiamento farisaico di separazione dal profano che. Io mi alzo di buon’ora per le parole della Legge. Nel testo di At 23. ma non ricevono nessuna ricompensa. Da un punto di vista dottrinale i farisei furono in realtà molto aperti. D’altra parte. comunque. Io mi affatico e ricevo ricompensa. essi rifiutarono di essere fedeli agli Asmonei e successivamente a Erode.

46. In senso più largo. a partire dall’inizio dell’era cristiana. l’insieme dei primi cinque libri della Bibbia ebraica. probabilmente già egli stesso uno scriba. La Tôrah indica. capo di una famiglia sacerdotale e sommo sacerdote in epoca salomonica (1Re 2. ma che nondimeno costituiva un gruppo di grande influenza: quello degli scribi. l’interpretazione e l’insegnamento della Legge mosaica. I farisei. scuole al termine delle quali si diventava “dottori della Legge”. Essi nascono già in epoca ellenistica ed erano senz’altro una classe molto influente al tempo di Ben Sira. Paolo afferma da parte sua di essere stato educato alla scuola del notissimo Rabbi Gamaliel (At 22. Molti dibattiti riportati nei testi evangelici sono delle vere dispute rabbiniche. le decisioni giuridiche. Si diventava scribi non per nascita. I sadducei.43). non erano normalmente sacerdoti e avevano come compito primario lo studio. Il nome di ‘sadduceo’ deriva probabilmente da Sadoq. durante l’epoca ellenistica. quali si potevano udire nelle due grandi scuole dell’epoca. Gli scribi.6-7. la famiglia sacerdotale più importante. almeno fino all’epoca maccabaica. nel periodo successivo all’esilio. nella sua duplice espressione scritta la Sacra Scrittura . Gli scribi sono allora necessari prima di tutto come interpreti autorevoli della Legge.35). quelle dei celebri Rabbi Hillel e Rabbi Shammay.17. Mc 12. strettamente parlando. Nel giudaismo postesilico l’osservanza della Tôrah diventa sempre più importante nella vita del popolo. In queste opere si raccolgono le tradizioni rabbiniche precedenti. a salvare il giudaismo da una possibile scomparsa. intesa come volontà e rivelazione di Dio. noti nel Nuovo Testamento anche con l’appellativo di “maestri” (Lc 2.34). dalla quale. veniva scelto il sommo 86 .10) o “dottori della Legge” (Lc 5. religiose che regolano la vita degli ebrei e soprattutto i commenti e le interpretazioni rabbiniche della Scrittura che avranno un notevole influsso anche nel cristianesimo. At 5. personaggi illustri e influenti ai quali il popolo si rivolgeva con il titolo di Rabbi. A lato dei farisei è necessario ricordare un gruppo più ristretto che non può essere considerato un vero movimento al pari di quello farisaico.la Tradizione. ma in seguito allo studio in scuole tenute da maestri famosi. At 5. spesso con il ruolo di giudice o di insegnante: Gesù stesso viene spesso chiamato Rabbi nei testi evangelici (si vedano le osservazioni polemiche contenute in testi come Mt 23. I Sadociti erano. “mio signore”. la Mishnà e il Talmud. come si è visto. morali. difendevano la fedeltà alla Tôrah e alla tradizione non scritta dei Padri come criterio basilare per il fedele giudeo. cf. I rabbini costituivano all’epoca di Gesù le vere guide spirituali del popolo. Lc 11.Gli scribi. Dai rabbini. preservandone le tradizioni nel momento di maggior influsso della cultura greca. le persone più considerate nella società giudaica. Gv 3. chiamato dai cristiani con il termine greco di “Pentateuco”.3. nasceranno in seguito i grandi testi che ancora oggi regolano la vita degli ebrei. il termine ebraico Tôrah esprime la Legge.3839. a partire soprattutto dalle riforme di Neemia e Esdra.e orale .34). Furono proprio i rabbini.

mette in luce anche questo aspetto politico delle accuse che a lui venivano mosse. gli zeloti. poi con Erode. i sadducei rifiutavano quelle concezioni teologiche nuove che abbiamo visto accolte dai farisei. convinti che solo Dio è guida e Signore di Israele. la cui “filosofia” – usando le espressioni di Flavio Giuseppe . La lotta fino alla liberazione del popolo o fino alla propria morte è l’unico mezzo per restaurare la signoria divina. da un certo Giuda di Gamala. Si tratterebbe dell’ala più estremistica del partito farisaico. la quale. rifiutavano la tradizione orale accettata invece dai farisei. quasi certamente sadducei. le informazioni forniteci da Flavio Giuseppe non sono così precise: gli “zeloti” nasceranno 87 .sacerdote. E’ possibile che l’opinione del sommo sacerdote Caifa sulla necessità di far morire Gesù per non rischiare di essere distrutti dai Romani. appellandosi alla sola autorità della Scrittura. consideravano l’occupazione romana come frutto del peccato di Israele. prima con gli asmonei. i sommi sacerdoti venivano scelti in ambito sadduceo. Gli zeloti e i sicari. secondo Flavio Giuseppe. Dopo la distruzione del Tempio nel 70 d. La presenza dei “capi dei sacerdoti”. esseni e sadducei un quarto gruppo. Contrariamente a quanto spesso si crede. infatti. come ad esempio la resurrezione: l’eco di questi dibattiti è presente anche nei Vangeli (Mc 12. accordi e concessioni fatte al governo in carica. i sadducei erano di tendenza fortemente tradizionalista.37).6-10). Sotto gli asmonei la famiglia sadocita fu esclusa dal sommo sacerdozio. cf. Da un punto di vista politico. censimento che avrebbe incontrato la feroce opposizione di molti giudei. Durante la dominazione romana. opinione riportata in Gv 11. In realtà. perché poteva scatenare la repressione dei romani. In particolare. Ma a questa influenza politica non fa riscontro una vera e propria influenza sul popolo. con i quali i sadducei cercavano piuttosto un accordo. guidati. questa “scuola filosofica” sarebbe nata dopo il 6 d. detto Giuda il Galileo (At 5.48 rispecchi il punto di vista sadduceo nei confronti di Gesù: il suo movimento era considerato pericoloso da un punto di vista politico. il conservatorismo che li caratterizzava in campo religioso portò i sadducei ad assumere posizioni di potere.era molto semplice: il rifiuto puro e semplice della dominazione straniera usando come metodo la lotta armata. influenzato anche da tendenze apocalittiche.C. cioè coloro che avevano zelo per la Legge. a vantaggio degli asmonei stessi che pure si preoccuparono di rimanere sempre in buoni rapporti con la classe sacerdotale. nel quadro del processo a Gesù. anno in cui i romani assumono il controllo diretto della Giudea dopo aver deposto Archelao. Secondo Giuseppe.. politicamente molto più influente dei farisei. i sadducei e con loro l’intera classe sacerdotale scompariranno definitivamente dalla scena del giudaismo. poco per volta. At 23. poi con i romani. aggravato dalla posizione neutrale o addirittura favorevole di farisei e sadducei. che egli definisce come coloro che erano animati da una grande passione per la libertà. Da un punto di vista religioso. conservato poi con compromessi. al contrario dei farisei. In quest’anno i romani avrebbero ordinato un censimento per l’esazione delle tasse. I sadducei formavano un gruppo ristretto costituito per lo più dall’aristocrazia sacerdotale di Gerusalemme.C. venne a costituirsi in un vero e proprio partito.18-28. Flavio Giuseppe affianca a farisei.

al culto e alla separazione da ciò che è profano. Accanto a loro va collocato il movimento dei “sicari” cioè coloro che portavano la sica. espressione della volontà di Dio. si sottolineano le pratiche distintive del sabato e della circoncisione.. la loro attività si collochi soprattutto dopo la metà del primo secolo d. 88 . Benché. e anche da Flavio Giuseppe. Le radici di questo nuovo modo di pensare si trovano già all’interno della Bibbia.1).7 connette Barabba con una sommossa nella quale era avvenuto un omicidio. Un altro caso discusso riguarda la figura di Barabba. E’ in questo periodo.6.13-17 e paralleli) risente di questa dualità di posizioni. la nota controversia sul tributo dovuto all’imperatore (Mc 12. 81 La letteratura enochica e l’apocalittica. tra il IV e il V secolo a. ciò che noi chiamiamo genericamente “apocalittica” è qualcosa di molto diverso dalla profezia classica. il nome latino del pugnale con il quale uccidevano le loro vittime. ma ormai è chiaro che la parola “apocalittica” è poco più di una etichetta creata a posteriori che tenta di definire una realtà molto più complessa. il movimento apocalittico vede la storia presente come una realtà del tutto negativa. dal termine che in greco significa “rivelazione” (cf. pro o contro l’occupazione romana. La perdita della libertà politica ha certamente contribuito all’accentuazione di questi atteggiamenti di separazione. per definire gli zeloti.. Ad ogni modo. come Paolo dice di se stesso in Gal 1. la Legge. In particolare. in genere funzionari romani e giudei considerati collaborazionisti. un mondo perverso e corrotto. e non è neppure certa l’identificazione degli zeloti con la “quarta filosofia” citata da Giuseppe. C.C.13 uno dei discepoli di Gesù è chiamato Simone lo zelota .14 e Fil 3. è appunto relativa all’osservanza della Legge. simbolo dell’unità del popolo. nella seconda parte di Zaccaria (Zac 9-14) e nel 81 Se questo Simone fosse davvero un membro del partito zelota è un fatto molto discusso: alcuni pensano che egli fosse chiamato così perchè zelante seguace della Legge. che avrebbe rinnovato il corso della storia. che Dio farà scomparire creando qualcosa di totalmente nuovo e instaurando il suo Regno. Brescia 1996 (l’originale tedesco è del 1976). Ap 1. La preoccupazione maggiore per il pio israelita. Mentre i profeti denunziavano l’infedeltà del popolo nel tempo presente. Sicari e zeloti.C. come si è detto.come gruppo organizzato solo al momento della prima rivolta contro i romani. che alcuni hanno considerato uno zelota o un sicario: egli infatti viene definito in Gv 18. Dovremmo ben distinguere tra movimenti apocalittici e “apocalissi” intese come genere letterario. in primo luogo il contatto con gli altri popoli. annunciando di pari passo un intervento di Dio per il futuro. La società appare organizzata intorno a un doppio punto di riferimento. HENGEL. Gli zeloti. intorno al 66 d. la Legge e il Tempio.15 e At 1. Sugli zeloti si può consultare l’opera di M. Mc 15. Paideia. In Lc 6.40 un “brigante”. A partire dalle riforme di Neemia e Esdra si produce in Israele quel mutamento radicale che porta alla nascita di ciò che abbiamo chiamato giudaismo. consideravano se stessi come la vera anima di Israele e saranno di fatto i promotori delle ripetute rivolte antiromane. tendenze zelote sono senz’altro presenti fin dall’inizio del secolo. come sarà più tardi per il movimento farisaico. termine comunemente usato dai romani. il Tempio. che inizia a svilupparsi nel giudaismo un movimento di pensiero che i moderni tenteranno poi di definire con il nome di “apocalittica”. malvisti dagli stessi farisei.

annunzia l’arrivo del “giorno del Signore”. non potrà venire dall’osservanza della Legge. grazie al quale la corruzione è definitivamente entrata nella storia. Nelle parti più antiche del Libro di Enoc (il cosiddetto Libro dei Vigilanti. Come l’aurora. Il Libro di Enoc è ricordato anche nel Nuovo Testamento. Ricordiamo ad esempio l’Ascensione di Mosè. Brescia 1981-2000. con toni drammatici. si spande sui monti un popolo grande e forte. il Libro di Enoc. l’Apocalisse siriaca di Baruc. ma dal peccato di un gruppo di angeli. a parte Daniele. 1-5. l’Apocalisse di Sofonia. La salvezza. Brescia 1990. Ma l’idea generatrice del pensiero apocalittico va cercata piuttosto in un grande testo che segnerà la storia del giudaismo del tempo. e. di P. 89 . ovvero dall’attribuzione delle rivelazioni concernenti il mondo celeste a personaggi illustri del passato come Enoc. l’Apocalisse di Giovanni. che nel pensiero enochico non ha più grande importanza. Gioele. due testi che tuttavia sono apocalittici più per il loro stile che per il contenuto.C. perchè è vicino. testi non accolti né dal canone ebraico né da quello cristiano. bensì da un atto divino che porterà alla distruzione del male.1-2). all’interno della Lettera di Giuda (vv. al giudizio finale delle anime. Enoc slavo. Il Libro di Enoc inaugura un nuovo stile letterario. Per una introduzione generale si può consultare P. pur non entrando nel canone delle Scritture sacre. Paideia. 14-16). Baruc o Mosè. che caratterizzerà molti altri testi almeno fino al II sec. e per gli anni futuri di età in età» (Gl 2. Nella Bibbia è probabile che già il libro del Qohelet e poco più tardi quello di Ben Sira si confrontino negativamente con questo nuovo modo di pensare. L’apocalittica giudaica e la sua storia. Ci troviamo dunque di fronte ad una viva attesa di un’ormai imminente venuta del Regno di Dio che cambierà e distruggerà questo mondo irrimediabilmente perduto. SACCHI.C. per concludersi alle soglie dell’era cristiana. capitoli 6-36) il problema di fondo è quello dell’origine male e la soluzione è che il male presente in questo mondo non dipende dalle trasgressioni umane. per la Bibbia ebraica. giorno insieme di giudizio e di salvezza: «Suonate la tromba in Sion e date l’allarme sul mio santo monte! Tremino tutti gli abitanti della regione perchè viene il giorno del Signore. quello delle “apocalissi”. d. dall’uso massiccio di 82 82 La traduzione italiana di molti di questi testi si può trovare in Apocrifi dell’Antico Testamento (a c..libro di Gioele. così come il culto celebrato nel Tempio di Gerusalemme. la cui lunga storia della composizione inizia forse già nel V secolo a. l’Apocalisse greca di Baruc…. il Quarto Libro di Esdra. giorno di tenebra e di caligine. il tutto all’interno di una visione della storia interamente predeterminata da Dio. SACCHI). Tutti questi testi sono esteriormente caratterizzati dall’uso della pseudoepigrafia. Paideia. giorno di nube e di oscurità. come questo non ce n’è stato mai e non ce ne sarà dopo. pertanto. nella Bibbia cristiana.

che per molti aspetti si distacca dal pensiero enochico . un giudeo. un testo nel quale. A partire da questo periodo le opere di carattere apocalittico si moltiplicano (v. Questo evento viene interpretato come un elemento della crisi che precede la fine di questo mondo: l’apocalittica diventa così il tentativo di dare una risposta a questi momenti sconvolgenti della storia di Israele..25. in seguito alla persecuzione religiosa di Antioco IV. questi ultimi.C. la più importante è quella di essere portatori di una certezza assoluta: la fine di questo mondo radicalmente corrotto e la nascita di un mondo nuovo. invece. MAZZINGHI. 83 Gli esseni e la comunità di Qumran. in Daniele. insieme a un loro contemporaneo. il giudizio di Dio e. L’apocalittica non è. Filone.. elementi. quello che già Daniele (cf. importante sviluppo. Tra le molte caratteristiche che questi testi hanno in comune.manca ad esempio l’idea di una origine preterumana del male ed è assente la visione deterministica della storia . tuttavia. «I misteri di Dio: dal libro della Sapienza all’Apocalisse». Questi testi si presentano inoltre come destinati a gruppi di eletti ai quali viene rivelato un “mistero” che solo il veggente è in grado di decifrare (cf. in molti casi. A lato di questa idea occorre ricordare la fede nell’immortalità dell’anima. una risposta che. lasciata al giudizio di Dio. Può essere questo il caso del libro di Daniele. la venuta del Messia. L’apocalittica è stata quindi a buon diritto definita una letteratura per un tempo di crisi. sopra). Si vedano come esempi il celebre sogno della statua contenuto nel secondo capitolo e i calcoli accurati sulla cronologia relativa agli eventi futuri (Dan 7. edd.è la prova più evidente di questo influsso. la resurrezione dei morti. 7. L. si attende con fiducia l’intervento finale di Dio che non può tardare. Il libro di Daniele offre comunque una visione della storia del tutto opposta al pragmatismo e al realismo politico dei Maccabei: nell’ideologia maccabaica la salvezza viene da Dio. 147182. dando vita a una corrente molto ricca e variegata. tipici dell’apocalittica. nel cristianesimo: il libro dell’Apocalisse.13-14) definisce il “Figlio dell’uomo”.C. COLACRAI. Assisi 2005.un linguaggio allegorico. Due storici del I° sec.7). Il giudaismo ufficiale cercherà di sopprimere queste tendenze apocalittiche. il pessimismo tipico del Libro di Enoc è assente. Flavio Giuseppe. ci hanno lasciato notizia dell’esistenza all’interno del 83 Cf. nonché la visione deterministica della storia. a partire dal II° sec. non può che essere attesa per un futuro diverso. in Apokalypsis. L’attesa del Regno di Dio ha piuttosto costituito una spinta importante all’interno del cristianesimo. composto probabilmente proprio alla fine dell’epoca maccabaica. E. il filosofo giudeo di Alessandria d’Egitto. come talvolta è stato detto. Plinio il Vecchio. attraverso però l’azione eroica degli Israeliti fedeli e mediante la forza delle loro armi. BOSETTI – A. Percorsi nell’Apocalisse in onore di Ugo Vanni. da una fortissima tensione escatologica. 12. visto il radicale pessimismo sul momento presente. che invece entreranno. e un romano. a. d. L’apocalittica conosce il suo primo. 90 . ad esempio Ap 10.7). un movimento di pensiero che incita gli uomini al disimpegno nei confronti della storia. almeno in parte. una tensione attiva verso il futuro che ha caratterizzato gran parte della storia dell’Occidente.

ElleDiCi. è senza denaro. Buone presentazioni di carattere divulgativo sono quelle di F. durante la prima rivolta giudaica. Qumran. Il mondo della Bibbia. Le domande e le risposte essenziali sui Manoscritti del Mar Morto . Lo scisma tra Qumran e il giudaismo enochico. Cf. EDB. Sulla teologia della comunità qumranica segnaliamo G. I Manoscritti del Mar Morto. Brescia 2003. Brescia 1994. GdT 30.A. la veste bianca. MÉBARKI . che troverà spazio anche nel nascente cristianesimo. in villaggi isolati ove vivevano in comunità molto ben organizzate ma allo stesso tempo molto chiuse. 91 . Tali autori ricordano lo stile di vita di questi esseni.giudaismo di un altro gruppo religioso dalle caratteristiche molto particolari stimato da Flavio Giuseppe e Filone nell’ordine di circa 4. il bagno rituale costituivano alcune delle pratiche più importanti. Il sito appare abitato a partire dal 140-130 a. (Naturalis historia. La teologia di Qumran. morto nel 79 d. Nelle grotte circostanti.. più di tutti gli altri: non ha donne. Affluiscono infatti in gran numero coloro che. Altra caratteristica della vita degli esseni è l’osservanza rigida e minuziosa delle prescrizioni rituali di purità. Queriniana. ai documenti scoperti a Qumran e al loro rapporto con l’essenismo si trova nell’innovativo studio di G. Qumran fu poi distrutta dalle legioni di Vespasiano. FITZMYER. Di giorno in giorno rinasce in ugual numero grazie alla folla dei nuovi venuti. un uso che. Plinio il Vecchio. V. Morcelliana. BOCCACCINI.C. PUECH. caratterizzati dalla loro vita al di fuori della società. 85 Da dove provengono gli esseni? Una nuova luce su questo movimento ci è venuta a partire dal 1947. stanchi delle vicissitudini della fortuna. la vita indirizza all’adozione dei loro costumi». il nome stesso è discusso: mentre Flavio Giuseppe parla di essènoi. il pasto in comune secondo precise regole alimentari. almeno fino al 68 d. in alcuni casi di due Messia) che porterà la pace ai suoi eletti. Filone usa il termine essaioi. Ultime notizie . anche J. condotta in perfetta adesione alla Legge. tanto che si è parlato. Una buona introduzione al movimento esseno e. località sulla sponda nord-occidentale del Mar Morto. costituisce certamente una novità all’interno dello stesso giudaismo. Ma una idea ben radicata del movimento essendo.71-73). Jaca Book.000 membri e chiamato “esseni” . circa. benchè impropriamente. con una interruzione di pochi anni in seguito a un terremoto. intorno 84 La parola è tuttora di etimologia incerta. ha rinunziato interamente all’amore. è la fiducia in un intervento futuro di Dio tramite la venuta di un Unto (o Messia. anno che vide uno straordinario evento archeologico: la scoperta dei reperti e dei documenti di Khirbet Qumran. In particolare colpisce per il romano Plinio l’uso esseno del celibato. anche se non così esclusivo. che costituiscono la prima evidente caratteristica di questo gruppo: 84 «E’ un popolo unico nel suo genere e ammirevole nel mondo intero. ne sottolinea con forza l’ascetismo e la forte esigenza morale. amico delle palme.C. di un vero e proprio movimento “monastico” all’interno del giudaismo. Oltre l’ipotesi essenica. IBBA.C. Leumann (TO) 5/2004. Bologna 2002. allo stesso tempo.. Milano 2003 e ancora I manoscritti del Mar Morto. 85 Studi recenti hanno dimostrato l’esistenza di esseni coniugati. La vita stessa della comunità.E. prendeva il posto dei sacrifici del Tempio. legate da una ferrea disciplina interna e dalla usanza della comunione dei beni.

L’esigenza di separazione dal mondo. chiusi in anfore e nascosti forse per sottrarli all’invasione romana. La traduzione italiana di questi testi si trova in Testi di Qumran. Paideia. Questi manoscritti costituiscono i testi biblici tra i più antichi in nostro possesso che ci permettono di conoscere meglio il testo della Bibbia ebraica. in tal modo. Guidati da un “Maestro di giustizia” molti esseni decisero di ritirarsi nel deserto per dedicarsi a una vita di assoluto distacco e purità: nasce così. Brill/Grand Rapids: Eerdmans. l’entusiasmo seguito alla scoperta degli scritti di Qumran ha portato talora ad affrettate identificazioni tra l’opera di Gesù e il movimento qumranico. a c. TIGCHELAAR. In particolare. 87 L’edizione completa dei testi di Qumran è adesso disponibile in The Dead Sea Scrolls Study Edition a cura di F. 92 . GARCÍA MARTÍNEZ e E. SACCHI. insieme a molti altri dei manoscritti ritrovati. Per la Regola della comunità cf. MARTONE. I qumranici sono dunque da vedersi come una derivazione radicale del ben più vasto movimento essenico. Nel linguaggio dei testi qumranici. con traduzione inglese a fronte). ma di cui la comunità essena costituisce l’inizio. in contrapposizione al “Maestro di Giustizia”. 2 volumi Leiden. La questione dell’origine degli esseni e della comunità di Qumran non è stata ancora pienamente risolta. di C. ma è forse sintetizzabile così: dal movimento enochico (v.34 mt e alto 26 cm. la comunità di Qumran. sono state scoperti numerosissimi manoscritti. Paideia. 2000 (include sostanzialmente tutti i testi extrabiblici di Qumran in lingua originale. conservato al Museo di Israele a Gerusalemme. i membri della comunità si definiscono i “figli della luce” in lotta con i “figli delle tenebre”. L’opposizione al giudaismo del Tempio portò ben presto gli esseni ad atteggiamenti di separazione sempre più netta dal giudaismo ufficiale. in particolare gli scritti giovannei. verosimilmente da una scissione interna allo stesso essenismo. tra i quali spicca la cosiddetta Regola della Comunità. Brill.al wadi Qumran. il capo spirituale della comunità. E’ certo che esistono notevoli affinità verbali tra gli scritti di Qumran e diversi testi del Nuovo Testamento. sinora letto sulla base di manoscritti medievali. di Florentino GARCÌA MARTÌNEZ. ed. copie di testi giudaici non canonici (come il Libro dei Giubilei). raccolte di inni e preghiere e testi relativi alla vita interna ed all’organizzazione della comunità. Brescia 2006. Regola della comunità. P. come l’importantissimo rotolo di Isaia. la forte disciplina e l’alta moralità vissuta dai qumranici si comprendono meglio in questa prospettiva tutta protesa all’avvento messianico del futuro regno di Dio. In ogni caso. Vi sono inoltre commenti a vari libri della Bibbia ebraica. il gruppo degli esseni risulta figlio diretto della tradizione teologica riflessa nelle parti più antiche del Libro di Enoc. Nei testi di Qumran il sommo sacerdote di Gerusalemme viene definito il “Sacerdote empio”. Tra i moltissimi testi ivi ritrovati figurano prima di tutto le copie di testi biblici. it. lo studio di questi movimenti può portare a capire meglio lo sfondo sul quale si muovono Gesù e i primi cristiani: così ad esempio 86 87 86 Si tratta di un rotolo lungo ben 7. mentre non è stata ancora sufficientemente provata l’esistenza di reali rapporti tra cristianesimo ed essenismo. una lotta che vedrà la sua conclusione solo nel futuro. Leiden. sopra) si sviluppa ben presto un gruppo di giudei animato da un’opposizione sempre più radicale alla dinastia asmonea e al sacerdozio non sadocita da essa instaurato. 1997-98. Brescia 1996. Spesso sono stati messi in relazione con gli esseni e con i membri della comunità di Qumran l’attività di Giovanni il Battista e alcuni aspetti dell’opera di Gesù. a c. nonostante la presenza di temi comuni.

e la Perea. la perdita dell’indipendenza avvenuta dopo il 6 d. Al di là dei gruppi di cui si è appena parlato. le caratteristiche della popolazione giudaica nel primo secolo d. ovvero la regione transgiordanica. Gesù e la sua gente. Cinisello Balsamo (MI) 2003. quando la Giudea diventa provincia romana. possono essere meglio compresi alla luce di analoghe usanze essene. Bologna 1995 e P. C. sacerdoti. SACCHI. il desiderio di un nuovo tipo di religiosità. la comunione dei beni. per lo più di tendenze sadducee. ma comunque connesse con il culto. P. SACCHI. per lo più di provenienza farisaica. spesso come salariati. 89 La situazione socio-economica. come il celibato. Ricerche Storico Bibliche 9 (1997/2) 97-115. Non è possibile. al commercio al 88 Cf. che a tali gruppi non apparteneva. La massima autorità restò dunque il sommo sacerdote. Gli esseni. ci limiteremo qui a un quadro più che generale. al piccolo artigianato. affiancato da quell’organo noto come Sinedrio.. dove i Giudei si trovavano a vivere accanto ai pagani. come quelle di portinai o cantori. la Galilea. 89 La già più volte rivista Il mondo della Bibbia offre ottimi fascicoli dedicati a questi argomenti. I Romani. affiancati a loro volta dagli scribi. descrivere nei dettagli lo stile di vita. ma che rivestiva anche funzioni giuridiche. in Qumran e le origini cristiane. 88 c. un consiglio composto da 71 membri. specialmente quelle religiose. «Qumran e Gesù». 93 . San Paolo. in questa sede. Qumran. resta la gran massa del popolo. la lingua più usata nel Mediterraneo Orientale restava il greco. La vita quotidiana ai tempi del Nuovo Testamento.C. lasciarono alle autorità locali una autonomia relativamente ampia per tutte le questioni interne e rispettarono in genere le usanze locali.l’aspirazione escatologica e messianica. Cf.. infatti. Mentre la popolazione di origine giudaica parlava l’aramaico. non ebbe grosse ripercussioni nella vita di tutti i giorni. la massa del popolo versava in condizioni economiche piuttosto modeste: la maggior parte degli abitanti. Dehoniane. All’inizio della dominazione romana la popolazione giudaica viveva concentrata soprattutto in tre regioni: la Giudea. spesso disprezzati dalle classi dirigenti come “il popolo della terra” (cf. i cui influssi si fanno sentire anche nella lingua parlata in Israele. ad esempio H. Inoltre alcuni aspetti del cristianesimo primitivo. lingua affine all’ebraico che aveva soppiantato durante l’era persiana.8) ed erano affiancati dai leviti. ove costituiva la maggioranza. Gv 7. Politicamente parlando. I sacerdoti del Tempio erano suddivisi in ventiquattro ordini o classi (cf. la vita comune.5. le usanze.49) era dedita all’agricoltura o all’allevamento. STEGEMANN. che esercitavano funzioni non direttamente sacerdotali. le esigenze morali che caratterizzano il più vasto movimento esseno sono elementi presenti anche nel cristianesimo. notabili (gli “anziani del popolo” di cui parla il Nuovo Testamento). A parte la classe sacerdotale di Gerusalemme e alcuni grandi proprietari terrieri. Giovanni Battista e Gesù . Lc 1. secondo una prassi consolidata. Il sinedrio era un’istituzione che serviva non solo da organo di governo.

cui i pagani non potevano avere accesso: vi erano apposite iscrizioni . che spesso conduceva o all’accattonaggio o al brigantaggio. pena la morte. una delle espressioni più importanti del culto giudaico. più arida. i quali non di rado approfittavano della loro situazione per rubare ed opprimere ancora di più le classi più povere.dettaglio.due delle quali giunte sino a noi . mestiere decisamente impuro (At 9. e nella valle del Giordano. a partire dalla dominazione romana.13-13 e paralleli) ove si vendevano gli animali per i sacrifici e si cambiavano monete per le offerte e gli acquisti legati al culto. permetteva poco più che una semplice economia di sopravvivenza.43). il centro di attrazione di ogni attività cultuale giudaica. La vita religiosa. come nei Vangeli si ricorda (Mt 21. diviso a sua volta in due parti. uno detto delle donne.9-14). una tradizione ormai stabilita: si pensa che in occasione della Pasqua la popolazione di Gerusalemme. Agricoltura e allevamento erano diffuse soprattutto al nord. ma dall’interno dell’uomo (Mc 7. sul quale si svolgevano i sacrifici quotidiani. Una delle principali cause della povertà è la forte pressione fiscale che. La barriera rituale tra puro e impuro è decisamente infranta da Gesù. Gerusalemme. mentre la Giudea. oppure erano ritenuti occasione di peccato. Pietro dimora tranquillamente da un conciatore di pelli. centro religioso del giudaismo.9-13) e vengono paradossalmente additati come esempio di conversione (Lc 18. Lc 94 . che tuttavia appaiono tra coloro che seguono Gesù. come Matteo (Mt 9. Da qui l’ostilità che i giudei nutrivano per i pubblicani. l’impurità non nasce dall’esterno. il pellegrinaggio annuale dei giudei d’Israele e della diaspora a Gerusalemme è. Nella parte più esterna. in latino e in greco. sul lago di Galilea. si farà sempre più dura. era un luogo di mercato. perché rendevano impossibile l’osservanza delle norme rituali. dove cioè anche i pagani potevano essere ammessi. rivolta verso est. La riscossione delle imposte era data in appalto a privati. Molti mestieri erano considerati impuri. il luogo in cui si trovava l’altare degli olocausti. in epoca romana. circa 25. godeva di una maggior prosperità. la tavola dei pani che ogni sabato venivano offerti al Signore e l’altare sul quale il sacerdote due volte al giorno compiva l’offerta dell’incenso (cf. erano collocati il candelabro a sette braccia.che ripetevano ai pagani. come per gli esattori delle tasse. L’area del Tempio occupava buona parte della città (v. come anche le malattie. come il pastore. dopo i grandi lavori voluti da Erode. All’interno di quest’ultimo cortile si trovava il santuario. l’altro degli israeliti. la lebbra in particolare. anche se la povertà. come risulta anche dal quadro presentatoci dal Nuovo Testamento. i cosiddetti “pubblicani”. detto anche “cortile dei pagani”. Nel centro del grande cortile si trovava lo spazio sacro propriamente riservato al culto. ove le donne non potevano entrare. l’avviso di non oltrepassare il recinto sacro. specialmente dopo l’opera di ricostruzione del Tempio intrapresa da Erode. cartina n°8): il cortile esterno. ove si praticava anche la pesca.000 abitanti in tempi normali. Nel Nuovo Testamento tali barriere vengono abbattute: esattori delle tasse e peccatori entrano al seguito di Gesù.1-23). doveva essere molto diffusa. Nell’area centrale del Tempio si trovavano in realtà due diversi cortili. Da un punto di vista religioso il Tempio di Gerusalemme è divenuto. giungesse fino a triplicarsi.

La stanza più interna. nel quale poteva entrare una sola volta all’anno il Sommo Sacerdote. era il Santo dei Santi. corrispondente al nostro marzo-aprile. festa della mietitura che cadeva cinquanta giorni dopo la Pasqua. 95 . che nel corso dell’anno veniva letto con ordine e per intero. la grande festa della Espiazione. separata da una apposita cortina . Lev 16). prescrizione già contenuta nella Bibbia (Lev 23. interamente vuoto. Napoli 1987. o delle Capanne. come alla base del calendario giudaico sta l’osservanza del sabato. celebrate verso l’inizio di settembre. un passo della Tôrah. PETUCHOWSKI. il luogo che. E’ ben noto a tutti. La festa più gioiosa era senz’altro quella di Sukkôt. Mc 2. è probabilmente proprio in questa occasione che avvengono i fatti narrati in Gv 7. l’insegnamento e lo studio della Scrittura. ma di origine più recente. 2Mac 10. affiancato da un testo dei Profeti. chiamata con nome greco la festa di Pentecoste cioè “cinquantesimo” (giorno). secondo un’ interpretazione tradizionale della teologia degli evangelisti.1. non esiste più separazione rituale tra Dio e l’uomo. ricordo della creazione del mondo e del giudizio finale. nel Tempio salomonico avrebbe contenuto l’Arca dell’Alleanza. festa che ricordava la riconsacrazione del Tempio fatta da Giuda Maccabeo dopo la profanazione di Antioco IV (cf.21: in particolare Gv 7. giorno di assoluto riposo e di preghiera.12 a quello della luce. il Pentateuco. Mt 27. celebrata in settembre-ottobre. la lettura. e poco più avanti il grande giorno del Kippur. non tanto dunque contro il sabato in se stesso. a ricordo del cammino dell’Esodo. 91 Per approfondire l’argomento delle feste giudaiche ai tempi di Cristo si può leggere il libretto di J. regolato da minuziosi precetti: contro il rischio di ridurre il sabato a un puro legalismo sono dirette le accuse di Gesù (cf. Intorno al Tempio si svolgevano le principali feste del calendario giudaico: prima di tutto la Pasqua (Pesach). 90 91 Fuori da Gerusalemme si diffondono sempre più le sinagoghe. giorno di digiuno e di preghiera (cf. Durante la festa si svolgevano al Tempio le cerimonie dell’acqua e della luce.22).51. trasformata poi nel ricordo del soggiorno degli Israeliti nel deserto: in questa festa ci si radunava a Gerusalemme.1-8) . Nelle sinagoghe si svolgeva la preghiera quotidiana. L’altra grande festa era quella di Shavu‘ot. 90 Si tratta probabilmente del “velo del Tempio” che secondo il racconto evangelico (Mc 15.38. infine. che iniziava però con l’immolazione dell’agnello fatta proprio nel cortile del Tempio.42-43). nel giorno del Kippur.1-10. o delle Settimane. Cuore del servizio liturgico sinagogale e della vita religiosa di ogni pio giudeo era la lettura della Scrittura: si leggevano in genere due brani biblici. Gesù partecipò anche alla festa della Hanukkah o della Dedicazione (Gv 10.45) si sarebbe squarciato in due alla morte di Cristo dopo la quale. vivendo per sette giorni in capanne di frasche. EDB. durante il mese di dicembre.27). e che ricordava la rivelazione di Dio sul Sinai: la Pentecoste cristiana narrata da Luca in At 2 avviene proprio in occasione di questa festività.J.37-39 può essere un riferimento al rito dell’acqua e Gv 10. Le feste del Signore. la festa di Rosh-hashanah. festa anch’essa di origine agricola. festa di famiglia. Lc 23. la festa della Espiazione. che cadeva il 14 del mese di Nisan. che sono ormai divenute il cuore della vita giudaica nelle comunità della diaspora.9). Altre due feste importanti. erano il Capodanno.

nel 6 d. I successori di Erode e l’amministrazione romana (4 a.. Erode Antipa. (Giuseppe) ebbe paura di andarci» (Mt 2. ma i governatori romani non mancarono mai di far sentire tutto il peso dell’occupazione. cartina n° 9). alle usanze alimentari che regolavano la vita quotidiana del fedele. Le lagnanze sul suo conto furono così gravi che Augusto fu costretto a richiamarlo a Roma e. Filippo ricevette la regione a nord-est del lago di Tiberiade mentre il terzo figlio. Alla morte di Erode scoppiarono gravi disordini tra il popolo che non voleva accettare un figlio di Erode come re: una delegazione giudaica si rivolse ad Augusto. Alla lettura della Scrittura si aggiungevano la preghiera personale e soprattutto l’osservanza dei precetti relativi alla purità rituale. chiedendo la sottomissione ai romani in cambio dell’autonomia interna. ma Augusto confermò sostanzialmente il testamento di Erode che divideva il regno tra i suoi figli superstiti. In seguito alla decisione di Augusto. . Alcuni targumîm sono giunti sino a noi e ci permettono di conoscere il modo in cui la Bibbia era interpretata ai tempi di Cristo. Il suo carattere crudele e dispotico ricalcava quello del padre: «avendo saputo che era re della Giudea Archelao. parola aramaica che significa appunto “traduzione”.22). con sede a Cesarea Marittima . i cosiddetti targumîm. divenne tetrarca della Galilea e della Perea (v. Torino 1986. La preghiera di Israele. da parte romana.C. Questa vita di preghiera e questi atteggiamenti religiosi spesso davvero profondi e sinceri permetteranno la sopravvivenza del giudaismo anche dopo le grandi catastrofi nazionali sopravvenute in seguito alla duplice rivolta antiromana. Sulpicio Quirinio rivestì effettivamente questa carica. al posto di suo padre Erode. troppo tardi dunque per essere quello cui Luca si riferisce.. La Giudea diventa così parte della provincia romana di Siria. anche se il censimento che ebbe luogo sotto di lui va collocato verso il 6 d. Marietti. 92 d.C. ma con quello. 93 92 93 Per approfondire cf. A ciò si aggiungeva la grande incomprensione. 96 . alla lettura del testo biblico venivano affiancate parafrasi aramaiche. DI SANTE. sotto l’amministrazione diretta di un governatore militare romano con il titolo di praefectus. Si è pensato che Luca si riferisca a un censimento precedente di cui non abbiamo notizia o che abbia voluto stabilire un sincronismo tra la nascita di Gesù e un censimento generale ordinato da Ottaviano. preoccupati soprattutto dell’ordine pubblico e della riscossione dei tributi. degli usi religiosi e della mentalità giudaica. la Samria e l’Idumea.66 d.2 ricorda un certo Quirinio governatore (“legato”) della Siria al quale il governatore romano di Cesarea doveva rivolgersi per le questioni più importanti. al comportamento morale. C.Dal momento che l’ebraico non era più la lingua parlata. Archelao potè assumere il potere in Giudea.C. Al sommo sacerdote viene lasciato il potere religioso e un minimo di potere civile.C. anche se non con il titolo di re. La Giudea sino al 41 d.). Lc 2. plurale di targum. Archelao ebbe la Giudea. ad esiliarlo in Gallia. di etnarca. talora chiamato anche procurator. inferiore. che considerava come un autentico sacrilegio ogni disposizione amministrativa anche la più semplice.C.

ora conservata al museo di Israele a Gerusalemme.C. Filippo (4 a. incline al compromesso. Del tutto insensibile alla sensibilità religiosa dei giudei provocò almeno in due occasioni dei veri e propri massacri. Il secondo figlio di Erode. Filone di Alessandria.. La morte di uno sconosciuto Galileo. vi si legge infatti [PO]NTIVS PILATVS [PRAEF]ECTVS IVDA[EA]E cioè «Ponzio Pilato prefetto (ovvero governatore) della Giudea». uno dei quali è ricordato in Lc 13. repressa per il momento. per troncare quelle voci fece passare per colpevoli e sottopose a raffinatissimi tormenti coloro che il popolo chiamava Chrestiani e odiava per le loro azioni nefande. di omicidi senza processo e crudeltà abominevoli.).C.C.). dilagava di nuovo. Su Ponzio Pilato è ben noto il passo di Tacito. ma anche per Roma.1..C. anche se su questo le fonti a nostra disposizione sono incerte.C. suo contemporaneo. Dei vari governatori romani succedutisi al governo della Giudea è ben noto ad ogni lettore del Nuovo Testamento Ponzio Pilato (26-36 d. ne attesta l’esistenza e la carica. Di tendenze apertamente filo-ellenistiche e filo-romane fu il primo governante giudeo a far incidere sulle sue monete l’effige dell’imperatore. i trionfi e le accoglienze tributate ai vari procuratori e soprattutto il culto dell’imperatore. a partire dal 6 d. dalla quale avevano preso il nome. non solo per la Giudea. Di carattere generoso e pacifico governò senza incidenti una poplazione 94 Che fosse lui. lo descrive come un personaggio violento. era per lui una questione di importanza molto relativa. La fine del mandato di Pilato fu ingloriosa: in seguito al suo atteggiamento egli fu richiamato a Roma e probabilmente deposto dalla sua carica. forse solo una pedina da giocare nel quadro dei suoi rapporti con le autorità giudaiche. di nome Gesù di Nazareth. Cristo. il fondatore della setta. che il lettore dei Vangeli può avere in mente. Ma la rovinosa superstizione. venale. l’autore dell’incendio.dove confluiscono e trovano seguito tutte le atrocità e le vergogne del mondo» (Annales. fu senz’altro il migliore dei suoi fratelli.19-22). Una lapide rinvenuta a Cesarea.-34 d. l’uso di monete con l’effige imperiale. il grande storico romano vissuto a cavallo tra il I e il II sec.d.come un censimento.C. era stato giustiziato dal procuratore Ponzio Pilato sotto il regno di Tiberio. XV. Ponzio Pilato non è certo il piccolo burocrate debole e spaventato. e relativo alla persecuzione di Nerone del 64 d. 94 Galilea e Transgiordania sotto i regni di Filippo ed Erode Antipa. mentre il sentimento antiromano crescerà sempre più. luogo d’origine di quel male. la Giudea si troverà in una situazione quasi costante di ribellione e di disordine. Duro e spietato. cioè. Per tutti questi motivi.44). Si può allora comprendere meglio la polemica di Pilato con il sinedrio quale ci è presentata da Giovanni (Gv 19. in seguito al famoso (e discusso) incendio di Roma: «Nerone. 97 . autore di innumerevoli brutalità.

fratello di Giovanni. o Cesarea di Filippo.1-11). amico di Cesare. e imprigionare Pietro (At 12. allo stesso tempo.C. Nel 41 d.C. il quale. inimicizia di cui siamo al corrente anche da altre fonti. pio. una volta esiliato Erode Antipa. Nonostante la mediazione di Agrippa si era ormai sull’orlo di una rivolta o di una dura repressione da parte imperiale. che Erode fece poi decapitare (cf. nel 39 d. aveva nominato al suo posto un nipote di Erode il Grande.13 si colloca nella regione di Cesarea l’episodio del primato di Pietro.) divenne.C. Il testo di Lc 23. Sarà questa l’ultima volta . Nel Nuovo Testamento è ricordato come l’Erode che fece uccidere. Egli ereditò il carattere del padre. Erode Antipa (4 a. come si è detto. la città di Tiberiade. La sua morte. entrambe sono ricordate nei racconti evangelici: Betsaida è la patria di Pietro. alla morte di Filippo. indolente.composta di giudei e pagani. Dopo la morte di Filippo.sotto la cui giurisdizione si trovava anche Nazareth e di cui dunque lo stesso Gesù era suddito. di questo fatto fu accusato da Giovanni il Battista. Filippo ricostruì due città: Betsaida. tetrarca della Galilea. mentre secondo Mt 16.che Israele si troverà riunito e indipendente. divenne governante anche della Galilea e della Perea. che non ebbe luogo solo per l’improvviso assassinio di Caligola. Egli non faceva un mistero della sua cultura e delle sue simpatie filoellenistiche: in questo caso sarebbe stato un degno parente di Erode.19-23. l’imperatore Caligola nel 37 d. dove morirà poco tempo dopo.. Erode Agrippa I. Il terzo figlio di Erode. La Giudea dal 41 al 66 d. nel 44 d.C. Erode Antipa tentò. in onore della figlia di Augusto.32 Gesù lo definisce appropriatamente “quella volpe”. secondo Flavio Giuseppe nella fortezza di Macheronte. così chiamata in onore dell’imperatore Tiberio. sulle sponde del lago di Galilea. C. 98 . Mc 6. e abbellì Panias. Accusato presso l’imperatore finirà esiliato dall’imperatore Caligola in Gallia. ai piedi del monte Hermon. Andrea e Filippo (Gv 1. la Samaria e l’Idumea. così da ricostituire il regno di Erode il Grande. Si tratta di quell’Erode da non confondersi con il padre! .se si eccettuano le due ribellioni che seguiranno . avvenuto nel 41 d. Spinto dalla moglie.-39 d. L’inizio del suo regno fu turbato da un momento di grave crisi: l’imperatore Caligola impose agli ebrei di costruirgli una statua nel Tempio di Gerusalemme tributandogli onori divini.44). violento e tirannico: in Lc 13. avvenuta improvvisamente a Cesarea nel 44 d. I contemporanei parlano di Agrippa come di un uomo di carattere mite e pacifico.6-12 ce lo mostra in visita a Gerusalemme durante la Pasqua e afferma che non era in buoni rapporti con il procuratore romano. E’ tuttavia difficile affermare quanta parte di sincerità ci fosse in questo suo atteggiamento: una iscrizione greca ce lo mostra come “re grande. amico dei romani”.C. di assumere il controllo del suo territorio e prendere il titolo di re.C.C. l’imperatore Claudio gli assegnerà anche la Giudea. è ricordata in chiave teologica nel testo di At 12. l’apostolo Giacomo. vicino ai farisei e amico del giudaismo. da parte della guardia pretoriana. amante del lusso ma. la moglie del suo fratellastro Erode Filippo (un altro dei figli di Erode il Grande). che chiamò Julia.17-29).C. facendo costruire la sua splendida capitale sulle rive del lago. Nel Nuovo Testamento Erode è ricordato anche per aver sposato Erodiade. del quale Erode Antipa si mostrò sempre fedele vassallo..

9. ancora peggiore di quelli che li avevano preceduti. Iniziarono comunque i preparativi alla guerra. una delle tante sommosse popolari si trasformò ben presto in una vera guerra di liberazione contro i romani. autoproclamandosi inviati da Dio per la liberazione di Israele.uno dei quali deve essere quell’egiziano ricordato in At 21. Dei vari procuratori ricordiamo soltanto Marco Antonio Felice (52-60 d.C. La serie dei procuratori romani che si succedettero al governo della Giudea fu. benché di datazione molto incerta. messo definitivamente a tacere il partito pacifista. Historiae 5. Tacito. massacrandola fino all’ultimo uomo dopo che i soldati si erano arresi con la promessa di aver salva la vita. una sola coorte. che Gessio Floro aveva lasciato trincerata nel palazzo di Erode.13-26.38 . «cuncta malefacta sibi impune ratus…». che vedevano l’inutilità di un tale tentativo. colti di sopresa dal divampare improvviso della rivolta subirono dure sconfitte e ben presto quasi tutta la regione fu in mano dei rivoltosi. Successore di Felice fu Porcio Festo (60-62 d. recatosi personalmente a Gerusalemme per tentare di placare gli animi. Il comportamento del procuratore romano Gessio Floro (64-66 d. osando attingere denaro al tesoro del Tempio e costringendo la popolazione di Gerusalemme ad accogliere con solennità le sue truppe..guidarono violente rivolte antiromane.C. La prima rivolta giudaica (66-74). nel maggio del 66 d. La loro opera di repressione e la loro rapacità scavarono un solco sempre più grande con la popolazione. e dai sacerdoti timorosi forse di perdere i propri privilegi.54.32 insieme alla sorella Berenice). si possono inquadrare in questo contesto storico. Sia sotto il governo di Felice che sotto quello di Festo almeno due personaggi . 99 .) sotto il cui governo Paolo fu inviato prigioniero a Roma (At 24. se possibile. Annales 12. nonostante il tentativo di mediazione del re Agrippa. In seguito a queste continue provocazioni.36-37 nel discorso di Rabbi Gamaliel.Alla morte di Erode Agrippa I la Giudea tornò ad essere provincia romana: l’ex-territorio di Filippo venne concesso al figlio Erode Agrippa II (ricordato in At 25. che certemente proclamava l’assurdità di una guerra contro Roma. abbandonando poi la città al saccheggio. a causa delle loro divisioni interne. Forse in questo periodo la prima comunità cristiana di Gerusalemme. che vedeva ormai la dominazione romana come un’oppressione intollerabile. che tuttavia. I romani.24-26): lo storico romano Tacito dice di lui che “con ogni crudeltà e avidità esercitò del diritto regale con la mentalità di uno schiavo” e che “credeva di poter commettere impunenemente ogni scelleratezza” . 95 e. già provata da scontri con le 95 «Per omnem saevitiam ac libidinem ius regium servili ingenio exercuit». Tutti gli incidenti e le rivolte scoppiate in questi anni hanno per lo più matrici religiose: le insurrezioni ricordate in At 5. Il sommo sacerdote Anania. considerato troppo moderato. rappresentata soprattutto dai farisei. Egli si comportò in maniera estremamente dura e provocatoria. non riuscirono a sfruttare adeguatamente i successi iniziali. Ma il partito zelota riuscì ad avere ben presto ragione dell’ala pacifista.) fu la goccia che fece traboccare il vaso.C.C.).27-32). fu però ucciso e il popolo dette l’assalto alla piccola guarnigione romana. sotto il quale avvenne il primo processo di Paolo (At 24.

saranno infatti giorni di vendetta.C. tanto che ben presto la città fu ridotta alla fame. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli. “(essendo stata) catturata la Giudea”. secondo alcune fonti cristiane. l’altro usato per il trionfo di Tito e poi giustiziato. nel Foro di Roma. una autorità giudaica non esisteva più e la situazione 100 . Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti. Anche il testo evangelico ricorda questo evento. A testimonianza del terribile assedio resta. dopo più di due anni e mezzo di assedio: qui più di 900 sicari. l’arco di Tito. sappiate allora che la sua devastazione è vicina.. Come risultato della rivolta. metà della popolazione giudaica in Palestina risulta sterminata (sia Tacito che Flavio Giuseppe riportano la cifra enorme di 600. le legioni romane poterono passare al contrattacco. come l’inizio di una nuova era per la Chiesa.. Alla morte di Nerone le operazioni militari furono temporaneamente sospese. ormai lontana dalla città dove era nata: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti. preferirono darsi la morte piuttosto che cadere vivi in mano dei romani. Nel 69 le legioni orientali acclamarono Vespasiano come imperatore. a Pella. a causa dello strapotere militare romano. Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finchè i tempi dei pagani siano compiuti» (Lc 21. che fu interamente distrutto e che non sarà mai più ricostruito. coloro che sono dentro la città se ne allontanino. gli abitanti in parte furono massacrati. ebbe successo nonostante l’accanita resistenza giudaica. rifugiatisi con le loro famiglie in questa fortezza apparentemente imprendibile. La città fu incendiata e saccheggiata. la fortezza di Massada. Le monete romane dell’epoca portano l’iscrizione IVDAEA CAPTA. I due capi della rivolta. in parte venduti come schiavi. cadrà l’ultimo baluardo. il quale affidò al figlio Tito il comando dell’esercito. la Galilea fu rapidamente sottomessa.C. La città era colma di pellegrini arrivati per celebrare la Pasqua. visto. perchè tutto ciò che è stato scritto si compia (. Così. sbarcando a Tolemaide con circa 60. Flavio Giuseppe è testimone di una serie di atrocità avvenute durante l’assedio. e quelli in campagna non tornino in città. le truppe romane riuscirono a penetrare la triplice cerchia di mura che circondava la città e finalmente a spezzare l’ultima resistenza concentrata attorno al Tempio. nella primavera del 70 d. La campagna condotta prima da Vespasiano e poi da Tito.autorità giudaiche. seguito dagli oggetti sacri presi nel Tempio di Gerusalemme. Durante il mese di luglio.20-24).000 morti). abbandona la città. dall’una e dall’altra parte mentre all’interno della città assediata continuavano assurdamente le lotte tra le varie fazioni giudaiche. che celebra il trionfo del futuro imperatore. Appena l’anno dopo. Giovanni di Ghiscala e Simone Bar-Ghiora furono l’uno imprigionato. in prospettiva cristiana. per rifugiarsi probabilmente nella Transgiordania. il che diede agli insorti una falsa speranza. Tito poteva iniziare l’assedio di Gerusalemme. che rimasero là intrappolati. L’assedio di Gerusalemme non spezzò del tutto la resistenza giudaica: solo nel 74 d. Ancora oggi è possibile osservare dall’alto delle rovine della fortezza le tracce degli accampamenti romani e la gigantesca rampa d’assedio da loro costruita per arrivare alla sommità della montagna.000 uomini al comando del legato imperiale Vespasiano.).

che come intensità non ha niente da invidiare alla prima.17 (“Una stella si leva da Giacobbe…. Siamo a conoscenza di rivolte degli ebrei di Cirene. Capo carismatico di questa nuova rivolta. La rivolta si estese ben presto a tutta la Palestina e fu da una gran parte dei Giudei considerata l’inizio di una nuova era. sarà proprio la fede e l’osservanza della Legge uno degli elementi più importanti per la sopravvivenza del giudaismo. la nuova identità di un giudaismo senza Tempio. Come nel caso della prima rivolta. anche nel resto dell’impero. Adriano stesso sembra aver guidato le sue truppe nella riconquista della Palestina. costruendovi un tempio dedicato a Giove Capitolino. Lo stesso Rabbi Aqiba. La fede giudaica. Solo la Legge rimane l’unico punto di riferimento per i Giudei. di Alessandria d’Egitto. Nella città di Iabne (o Iamnia) sulle sponde del Mediterraneo un gruppo di saggi riunito attorno a Yohanan ben Zakkai proverà a definire. Dalla caduta di Gerusalemme alla seconda rivolta giudaica (132135). in riferimento al testo di Nm 24.”). un vero insulto per ogni pio giudeo. In questi anni i farisei ne divengono le guide spirituali e la vita religiosa dei Giudei.C.. che Rabbi Aqiba. in aramaico “Figlio della stella”. al termine della rivolta. fu lasciata sussistere come religio licita. probabilmente del 130 d. L’ostilità dei Giudei contro i romani continuò fuori dalla Palestina. si tratta di un personaggio che molti considerarono realmente come il Messia. f. uno dei maestri più prestigiosi di Israele. come segno dell’autorità imperiale. Il quadro politico della Palestina. è la decisione dell’imperatore Adriano (117-138) di trasformare Gerusalemme in una città romana. a Roma. nella speranza che potesse servire da elemento di aggregazione e pacificazione almeno per le parti più moderate del popolo. 101 .C. di Cipro. con successo. Sono giunti sino a noi frammenti di lettere scritte da Simone e monete con la sua effige e l’iscrizione “anno della liberazione di Gerusalemme” oppure “anno I della liberazione di Gerusalemme”. rivolte presto domate con estrema durezza e legate talora a movimenti e persecuzioni antigiudaiche. avvenute durante il regno di Traiano (98-117). cioè il “Figlio della menzogna”. tre anni e mezzo dopo l’inizio della rivolta. la repressione romana fu immediata e durissima. dopo ulteriori massacri. che fu completata. nelle comunità della diaspora. nel 135 d. Anche in questo caso però. fu un certo Simone. viene interamente centrata sullo studio e l’osservanza della Tôrah. i Romani furono colti di sorpresa e ciò garantì notevoli successi iniziali. religione lecita. una volta distrutto il Tempio ed eliminata la possibilità di offrire sacrifici. I Romani non vollero tuttavia distruggere il giudaismo limitandosi alle misure necessarie alla soppressione di ogni tentativo di rivolta. soprannominò Bar Kokhba. Nel frattempo Simone Bar Kohkba fu abbandonato dai rabbini che inizialmente lo avevano sostenuto e il suo nome mutato in Bar Koziba. che hanno perduto anche il Tempio. l’imposta che ogni Israelita pagava annualmente per il Tempio viene riscossa come contributo per il Tempio di Giove Capitolino.economica è disperata. L’occasione di una nuova ribellione giunse infine anche in Giudea. è molto chiaro: tutta la regione è sotto stretto controllo militare romano e.

forse con una certa esagerazione. A partire dal 46 d. si colloca quel “concilio di Gerusalemme” ricordato in At 15. impropriamente chiamato dai cristiani “muro del pianto”. benché comunità di giudeo-cristiani continueranno ad esistere ancora per qualche tempo. come narra la leggenda. la parola ’ehad in ebraico ‘Uno’. senza contare coloro che furono ridotti in schiavitù. i viaggi di Paolo inizieranno a portare il cristianesimo fuori dai confini di Israele. Solo nel IV secolo l’imperatore Costantino concederà ai Giudei di recarsi a Gerusalemme una sola volta all’anno. Parallelamente a tutti questi eventi scorre la storia delle prime comunità cristiane: già la prima rivolta giudaica segnò l’inizio di una separazione anche geografica. Gerusalemme fu trasformata in colonia romana. morendo. in particolare a Babilonia. nonostante tutto. Negli anni della seconda rivolta giudaica il cristianesimo è ormai in continua espansione: questo però è l’inizio di un altro capitolo e di un’altra storia.4).pur avendo sconfessato Simone. Da allora il giudaismo continuerà a svilupparsi soprattutto nella diaspora. La repressione romana fu ancor più terribile della precedente: si parla questa volta. dopo il quale la Chiesa si apre definitivamente alla missione verso il mondo pagano.000 morti. fu catturato. con il nome di Aelia Capitolina e l’accesso dei Giudei alla città fu proibito. il 9 del mese di Ab (luglioagosto) giorno in cui si commemora ancor oggi la rovina della città. Il giudaismo tuttavia sopravviverà anche a questa ulteriore catastrofe. La Giudea mutò nome e fu chiamata Palestina e quei pochi ebrei rimasti si trovarono questa volta stranieri nella loro patria. diventando così un simbolo dell’israelita che proclama. 102 . di ben 850.C. torturato e ucciso dai Romani. giorno in cui si piange sulle rovine del Tempio. separandosi ancor più dal mondo greco-romano e stringendosi intorno alla Legge ed alla fede in YHWH. pronunciando sino all’ultimo respirto l’ultima parola dello Shema‘ (Dt 6.C. nel 48 d. la sua fede nell’unicità di Dio. in quel luogo che oggi è noto come il Muro Occidentale.

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