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MENSILE DI INFORMAZIONE DI ENEL

DICEMBRE 2011-GENNAIO 2012 // NUMERO 10

UNO ...MA SGUARDO NON LI DIMOSTRA NUOVO
Cresce Enel festeggia la sensibilità il suo ambientale primo mezzo dei secolo cittadini. di vita. E Dal le 1962 aziende una fanno storiala al loro servizio parte dell’energia e dei clienti
ZOOM Il laboratorio dove si “torchiano”i pannelli solari 6 ENTRACQUE In sicurezza la centrale idroelettrica più grande d’Italia 10 SPECIALE Tutto il nostro 2011 in cinquanta immagini 18 INSERTO 150 anni elettrizzanti Ultima puntata 25

IN QUESTO NUMERO
03 04 06 10 EDITORIALE BREVI ZOOM ORIZZONTI Enel360o p4 Un posto al sole p6

lo In rega 2012 io r a d il calen l Insieme di Ene 12 012 20 2012 2
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NE DI ENEL

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NE DI ENEL

Alla sorgente dell’energia sicura p10 // Barcellona, città intelligente p13 // Un call center da primato p14 // Taglia S, il nuovo spot delle strana coppia p15 // Il tetto che scotta p16 // Dalla rilevazione all’azione p17 // Cinquanta immagini per ricordare un anno davvero intenso p18 Centocinquant’anni elettrizzanti p25 Efficienza verde p29 Una settimana da non dimenticare p30 L’energia delle donne p32 Arrivi e partenze p33 Il mondo che verrà p34 // Caravaggio affascina la Russia p35 Scelti per voi p36 // In tre minuti p37 La pasionaria del libro // Una questione di fiuto

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IL NOSTRO 2011 INSERTO SPECIALE ZENITH SICUREZZA SOSTENIBILITà ENEL CUORE PRISMA INTERCULTURA GENTE ENEL CANALE APERTO

Enel Insieme A cura della Direttore responsabile Editore Realizzazione editoriale Art direction & Design Tipografia Per contattare la redazione Oppure inviare una mail

Mensile del Gruppo Enel // Anno 9, numero 10 Direzione Relazioni Esterne Enel Registrazione presso il Tribunale di Roma n.76/2004 del 05/03/2004 Gianluca Comin Enel spa, Viale Regina Margherita 137, 00198 Roma Brand Portal // www.brandportal.it Newton21 Roma // www.newton21.it System Graphic Srl // Via di Torre Sant’Anastasia 61, 00134 Roma Redazione Enel Insieme // Comunicazione Interna Enel Spa Viale Regina Margherita 125, 00198 Roma enelinsieme@ enel.com

Enel Insieme è anche consultabile on line sul portale Intranet inEnel Stampato su carta ecologica Fedrigoni Symbol Freelife certificata FSC Numero chiuso in redazione il 19/12/2011

La CO2 equivalente associata a questo numero verrà neutralizzata

Editoriale

Gianluca Comin Direttore Relazioni Esterne

18.250 giorni trascorsi assieme

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solare d’Europa. i sta aprendo un anno particolarmente importante per tutti noi: Gli anni Novanta e Duemila, quelli della privatizzazione, sono stati nel 2012, infatti, festeggeremo il cinquantesimo anniversario della nascita di Enel. Sono stati cinquant’anni costellati da gran- anche gli anni in cui Enel ha colto le opportunità prima della diversificadi sfide vinte e da traguardi ambiziosi, che hanno consolidato la zione e poi della globalizzazione e della crescita internazionale. Portando con sé una parte d’Italia, una parte coraggiosa e tecnologicamente nostra posizione di grande multinazionale dell’energia. Credo però che il modo migliore di celebrare questa ricorrenza non stia tanto nel ricordo all’avanguardia, a conquistare i mercati globali. Ed ecco che l’energia di Enel è diventata una presenza familiare non solo per gli italiani, ma andi questi successi, ma nel senso di vicinanza costante e nella visione del che in Spagna, in Slovacchia, in Russia, in America Latina e in Romania. futuro che stiamo proponendo a tutti i nostri stakeholders. Ma è al futuro che guardiamo. Enel continuerà a essere accanto alle Cinquant’anni di Enel sono, per noi, 18.250 giorni passati al fianco di ogni singolo cliente, fornitore o cittadino. Al servizio della crescita dell’I- persone anche nella nuova era elettrica che si apre davanti a noi. Un’era in cui l’elettricità è presente in ogni momento della vita delle persone, talia e dei Paesi in cui siamo presenti, per il benessere delle comunità. Ognuno di questi giorni, ogni momento di attenzione e di impegno è un diventa cultura e costume, e raccoglie in pieno la sfida della sostenibilità traguardo che merita di essere celebrato. Perché ci incoraggia a guardare ambientale. In cui la generazione sarà pulita e più diffusa sul territorio, le emissioni di CO2 saranno azzerate dalla tecnologia, e la mobilità al nostro lavoro quotidiano in una prospettiva più lunga, che affonda le radici nel passato e che nel contempo ci proietta, insieme, verso il futuro. elettrica renderà più efficienti i trasporti e più respirabile l’aria delle Pensare che per cinquant’anni centinaia di migliaia di colleghi, la città. Un’era in cui le reti elettriche intelligenti, proprio come internet, maggior parte dei quali non conosciamo né avremo mai l’occasione di convoglieranno informazioni sul consumo e renderanno i cittadini proincontrare, hanno perseguito con la nostra stessa passione gli stessi tagonisti della sostenibilità. obiettivi per cui lavoriamo oggi, ci deve rendere ancor più consapevoli Continuiamo a lavorare per essere i motori di questo futuro possibile. dell’importanza di essere One company. Una multinazionale efficiente e E per costruire, intorno ai progetti che mettiamo in atto per realizzarlo, affidabile, solida e salda nei suoi valori. il più ampio consenso tra gli stakeholders. Attraverso il dialogo traspaProprio cinquant’anni fa, con la nazionalizzazione dell’industria eletrente e il monitoraggio preventivo e con sensibilità locale unita a visione trica, iniziava l’avventura del nostro Gruppo a fianco degli italiani. Una globale. Guardiamo lontano, ma restiamo vicini, in ogni momento, ai storia di ambizione e di eccellenza che ha trainato lo sviluppo del Paese clienti e alle comunità. attraverso più di un secolo, accompagnando l’uscita dalla povertà e l’inIn questo senso la ricorrenza storica del cinquantesimo anniversario gresso nell’era del benessere di milioni di persone. di Enel è un’occasione che non ci lascereNegli anni del boom economico, anni in cui gli mo scappare. Comunicheremo la nostra elettrodomestici come la televisione e la lavatrice si vicinanza a clienti e comunità attraverso Nel 2012 la nostra trasformavano da beni di lusso in beni di consuun piano organico che si dispiegherà lungo azienda compie mo, Enel portava l’energia elettrica nelle case degli tutto il 2012, con iniziative nel campo cinquant’anni e in italiani. Ed ecco che il contatore sulla parete e la dell’arte, della musica, della didattica, occasione dell’annifinestra illuminata la sera diventavano, come la della scienza e dell’innovazione. Per versario il logotipo di 500 e la Vespa, il segno tangibile di un benessere raccontare con orgoglio al mondo che ci Enel si arricchisce di costruito con passione e fatica. E il simbolo di una circonda la storia di un Gruppo che vuole nuovi elementi grafici. speranza nel futuro che pareva non avere limiti. essere il primo alleato dei suoi clienti nel Il masterbrand viene Ma Enel è stata accanto agli italiani anche negli raggiungimento dei loro obiettivi e delle iscritto all’interno anni successivi, gli anni Settanta e Ottanta. Quelli loro aspirazioni. Con la stessa passione e della classica cornice di una foto polaroid, del consolidamento della crescita, ma anche quelli lo stesso impegno che ha animato Enel nei accompagnato dalla parola “cinquanta”. della crisi petrolifera e dell’austerità. Anni in cui suoi primi cinquant’anni. Come a ricordarci uno dei tanti scatti foEnel ha diversificato il mix energetico del Paese, Perché spetta a noi, che siamo l’Enel di tografici della storia aziendale che restano per renderlo più efficiente e competitivo: lo ha fatto oggi e di domani, il compito di dare a quea memoria della strada già percorsa e di puntando su uno sviluppo ambizioso del nucleare, sta passione e a quest’impegno forme semquella, lunghissima, ancora da percorrere. sui pompaggi idroelettrici, e anche su forme piopre nuove, anticipando i tempi e guidando Buon compleanno Enel! nieristiche di rinnovabili, tra cui il primo impianto il cambiamento.

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Brevi

Enel360
Il 16 gennaio inizia la valutazione delle performance 2012. Confermati regole e strumenti dello scorso anno, improntati a chiarezza, trasparenza ed equità. 01

01 PERFORMANCE: AL VIA LA VALUTAZIONE 2012
Prende inizio a partire dal 16 gennaio la valutazione delle performance 2012. Come lo scorso anno, la valutazione coinvolgerà la maggior parte delle persone di Enel Italia e una buona parte di quelle che operano nelle Divisioni Internazionale e Rinnovabili. Si tratta di circa 30mila persone di cui tremila sono anche capi-valutatori. Vengono confermati le regole e gli strumenti del 2011 che puntano a rinforzare i principi ai quali la valutazione s’ispira: la chiarezza, con uno strumento che aiuta a raccogliere la performance qualitativa e quantitativa e con una scheda di autovalutazione identica a quella del capo; la trasparenza, con la valutazione espressa dal capo che sarà visibile al collaboratore sin dall’inizio della fase di feedback; l’equità, garantita dal processo di bilanciamento. In contemporanea prenderà avvio, con la metodologia Feedback 360, la valutazione per il top management del Gruppo.

locali e del Presidente di Endesa, Borja Prado, è stato inaugurato lo scorso novembre il secondo ciclo combinato nella centrale di Granadilla, a sud di Tenerife. Grazie a un investimento di 270 milioni di euro, sono state completate tutte le operazioni di prova necessarie e ora il secondo impianto, che si aggiunge a quello inaugurato nel 2006, è pronto a essere connesso alla rete. Con questa operazione, la centrale potrà raggiungere i 743 MW di potenza, che rappresentano il 71% del totale installato da Endesa nell’isola.

04 NUOVI MEGAWATT PER ENEL GREEN POWER
Dalla penisola iberica alla Sicilia fino alla Sardegna, Egp continua a rafforzare la propria presenza in Europa. A cominciare dalla Spagna, dove i 38 MW del parco eolico di Los Llanos, situato nella regione di Castilla y León, e i 24 MW di quello di Granujales, ubicato vicino a Cadice, in Andalusia, produrranno oltre 151 GWh annui e saranno in grado di soddisfare i consumi di oltre 55.700 famiglie. Importanti novità giungono anche dal Portogallo, dove Enel Green Power ha aggiunto altri 4 MW al parco eolico, già in esercizio, di Alvaiázere, portando così a 18 MW la capacità totale dell’impianto. In Italia, invece, è entrato in esercizio l’impianto fotovoltaico di Barrafranca, in provincia di Enna, che ha una potenza totale installata di circa 5 MW. Dalla Sicilia alla Sardegna, dove a Portoscuso entrano in rete i primi 40 dei 90 MW complessivi che costituiranno la capacità installata dell’omonimo parco eolico. Infine, Enel Green Power si è aggiudicata i due lotti maggiori dei tredici messi in gara da Difesa Servizi, per l’assegnazione di terreni

03 ENEL CEDE IL 51% DEL CAPITALE DI DEVAL E VALLENERGIE
Il 30 novembre 2011 è stato messo in opera l’accordo stipulato lo scorso 24 ottobre tra Enel e CVA, che prevede la cessione da parte della nostra azienda del 51% del capitale di Deval e Vallenergie per un corrispettivo complessivo di circa 40 milioni di euro. CVA, società della Regione Valle d’Aosta, era già titolare del restante 49% del capitale delle società in questione. La cessione è stata effettuata a seguito del nulla osta da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Grazie a questa operazione, l’indebitamento finanziario netto consolidato Gruppo Enel si riduce di oltre 90 milioni di euro.

02 ENDESA INAUGURA IL SECONDO CICLO COMBINATO DI TENERIFE
Alla presenza delle massime autorità

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Brevi

Enel360
Enel Energia supera i 7 milioni di clienti. Circa una famiglia italiana su sei è nostra cliente per l’elettricità o il gas e circa un’impresa su cinque lo è nel mercato delle aziende. 05

del demanio militare sui quali realizzare impianti fotovoltaici. I due lotti si trovano a Teulada (CA) e a Serre Persano (SA).

05 ENEL ENERGIA SUPERA I 7 MILIONI DI CLIENTI
Sono oltre 7 milioni le persone che hanno scelto Enel Energia per la fornitura di elettricità e gas. In particolare, circa una famiglia italiana su sei è cliente di Enel Energia per l’elettricità o il gas, e circa un’impresa su cinque sul mercato delle aziende. Inoltre, quasi un milione di famiglie ha scelto lo stesso fornitore per l’energia elettrica e il gas. Grande successo ha riscosso l’offerta Tutto Compreso Green, che garantisce la fornitura di elettricità prodotta solo da fonti rinnovabili. L’impegno del Gruppo a favore dell’ambiente è confermato anche dagli ultimi dati rilevati dal GSE: l’energia “verde” venduta da Enel è il doppio rispetto alla media nazionale.

novità presentata quest’anno a Electric City, il padiglione del Motor Show di Bologna dedicato alla mobilità sostenibile, che come nel 2010 è stato “powered by Enel”. Enel Drive Tutto Compreso ed Enel Drive Tutto Compreso Ricarica Pubblica, le due offerte a prezzo fisso create da Enel Energia che prevedono la fornitura di energia al 100% da fonti rinnovabili, hanno riscosso un enorme interesse tra il pubblico che ha affollato il Motor Show. La loro commercializzazione è prevista per l’inizio del 2012.

italiana da sempre tra le più impegnate su questo fronte”.

08 LA DIVISIONE MERCATO S’ILLUMINA D’ECCELLENZA
Il 16 dicembre  si è conclusa la terza edizione di Illuminazioni, la gara dell’eccellenza della Divisione Mercato. A novembre si sono svolte le votazioni on-line per i migliori progetti dell’anno e i componenti dei gruppi vincitori sono stati premiati  il 22 dicembre. L’iniziativa ha riscosso ottimi risultati: oltre il 75% delle persone che lavorano per la Divisione ha visitato il portale dedicato, navigando tra i migliori progetti realizzati nel 2011 nell’ambito di Passion for Quality. Il sito dedicato, arricchito di videomessaggi e schede di dettaglio, ha raccontato il lavoro svolto e le tante novità messe a disposizione dei clienti e della nostra organizzazione nel 2011. Tra le new entry di questa edizione ci sono stati anche quattro quiz, in modo che a vincere non fossero solo i progetti in gara, ma anche chi si è cimentato nelle domande su Passion For Quality. I quiz hanno visto la partecipazione di oltre 1.200 colleghi, un modo originale per diffondere la cultura della qualità.

07 ACCORDO CON L’EMILIA-ROMAGNA PER L’EFFICIENZA
Un uso più efficiente dell’energia su tutto il territorio e il ricorso a fonti rinnovabili per la produzione, unitamente all’impegno per ridurre le emissioni di CO2. È, in estrema sintesi, quanto prevede il Protocollo siglato il 5 dicembre scorso tra Regione Emilia-Romagna ed Enel, dal presidente Vasco Errani e dall’amministratore delegato di Enel Fulvio Conti, nel contesto del Piano energetico regionale. “L’accordo raggiunto oggi – ha detto Fulvio Conti – testimonia l’impegno di Enel nel promuovere la crescita delle fonti rinnovabili e l’uso efficiente dell’energia elettrica, in collaborazione con una grande regione

06 NUOVA ENERGIA AL MOTOR SHOW 2011
Una gamma di offerte di Enel Energia tutte dedicate ai veicoli elettrici e a impatto zero per l’ambiente. È la

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Una fase di verifica di un pannello fotovoltaico

UN POSTO AL SOLE
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All’ombra dell’Etna sorge il laboratorio dove Enel mette alla prova la sua tecnologia fotovoltaica

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a nuvola di cenere prodotta dall’eruzione dell’Etna ondeggia quasi impercettibile. Le tracce si notano anche su alcuni dei pannelli del laboratorio solare avanzato dell’Enel a Catania. Qui si concentra tutta la ricerca sul solare fotovoltaico di Enel. L’entrata del centro è alla fine di un viale che guarda direttamente al vulcano. Due realtà che si fronteggiano, in un’immaginaria e affascinante sfida a chi riesce ad arrivare più vicino al sole. Il primo, l’Etna, con l’intento di imitarlo con scatti imperiosi e, a volte, rabbiosi. L’altro, il centro di ricerca, per imprigionarlo, con la calma e la pazienza di chi sa che prima o poi raggiungerà il traguardo che si è prefissato. Con i suoi 25mila metri cubi di laboratori e uffici e dieci ettari di parco, il centro rappresenta il punto di riferimento dell’energia solare in Italia e Europa. La sua posizione strategica gli assicura un’irradiazione tra le più alte del Continente e punte di 1.700 kWh/m2 l’anno. Forse solo nella Spagna del sud, nella regione dell’Andalusia, è possibile raggiungere livelli così elevati.

CINQUE FASI
Individuare, definire e prevedere sono i tre verbi che meglio descrivono il lavoro del laboratorio siciliano. Gianluca Gigliucci è il responsabile nella ricerca di Enel Ingegneria e Innovazione delle attività sulle energie rinnovabili. Marchigiano trapiantato in Toscana, guida il giovanissimo gruppo di ricercatori del laboratorio siciliano: “Qui a Catania testiamo tutte le tecnologie fotovoltaiche più interessanti a livello commerciale e in fase di sviluppo e andiamo a individuare quelle che consentiranno di rendere minimo il costo dell’energia generata da fonte solare. Le attività sono sia di tipo sperimentale, con prove in campo in condizione di reale insolazione e con prove di laboratorio, sia di tipo modellistico. Vale a dire che andiamo a sviluppare dei modelli che simulano il funzionamento di tutte le tecnologie fotovoltaiche”. Un’attività che, a fianco del valore scientifico, possiede anche enormi potenzialità dal punto di vista economico: “Il fotovoltaico potrebbe seguire la strada tracciata dall’eolico, che dal 2010 riceve incentivi da parte dello Stato solo se in grado di prevedere la produzione. E che tra qualche anno potrebbe ricevere meno fondi se non sarà in grado di farlo. La fortuna del fotovoltaico – aggiunge Gigliucci – è che è più stabile sulla rete”. Nel laboratorio catanese è possibile riprodurre in laboratorio la radiazione solare e monitorare istante per istante il rendimento dei vari sistemi in diverse condizioni di funzionamento, ricostruite grazie a un apposito simulatore dinamico solare. Non solo, ma la disponibilità di camere climatiche di grandi dimensioni permette di ottenere l’invecchiamento accelerato dei moduli

fotovoltaici. Come spiega Salvatore Scalia, addetto operativo tecnico, “con queste camere noi sottoponiamo i pannelli a dei cicli di stress termico, da - 40 a +85 gradi, stress dovuti all’invecchiamento e alla corrosione”. Un sistema che consente al laboratorio fotovoltaico di verificare le prestazioni reali di componenti e impianti, solitamente molto diverse da quelle dichiarate dai costruttori. I test dei pannelli possono durare da alcuni mesi a più anni e si sviluppano attraverso cinque fasi: l’ispezione visiva, il simulatore solare, la prova di isolamento del pannello, i test nella camera climatica e, infine, una nuova ispezione visiva. Il laboratorio di simulazione solare misura le prestazioni elettriche dei moduli fotovoltaici in condizioni standard. In una camera totalmente buia, illuminata da un flash improvviso, si simula la radiazione solare, verificando di conseguenza l’attendibilità di quanto dichiarato dal costruttore. Una verifica che, però, necessita di un ulteriore passaggio, quello in esterna, “l’unico – afferma Gigliucci – che consente di conoscere quali sono davvero le tecnologie più convenienti per ciascun sito di interesse”. Nelle stazioni outdooor viene misurata la reale energia prodotta dai pannelli fotovoltaici: “Associando queste misure con dei modelli fisici e statistici – spiega Antonluca Loteta, ricercatore della stazione outdoor – riusciamo a determinare quale tecnologia è migliore nei diversi siti di interesse Enel”. Una metodologia che ha reso il sito catanese una sorta di esposizione permanente della tecnologia legata al fotovoltaico. Passando per le stradine esterne al laboratorio, accanto a fichi d’india e piante di liquirizia, è possibile toccare con mano i risultati che la ricerca ha compiuto in questo campo.

IL FUTURO È ADESSO
Attualmente, circa l’80% dei pannelli venduti nel mondo è costituito da moduli di silicio cristallino. Sono celle visibili nel modulo, una accanto all’altra. A Catania, però, il futuro è già stato svelato e risponde a due differenti tecnologie: bassa e alta concentrazione. Come funzioneranno lo spiega ancora Gigliucci: “L’evoluzione segue due strade: un sistema che stiamo testando è quello a bassa concentrazione, il sole viene concentrato per riflessione con una potenza pari a 25 volte quella originale tramite dei coni. L’altra tecnologia – prosegue il manager – prevede il ricorso a sistemi che utilizzano delle lenti per concentrare le radiazioni su celle estremamente avanzate a tripla giunzione che hanno altissima efficienza e che sono in grado di sopportare fattori di concentrazione superiori ai 300 soli”. Maria Luisa Lo Trovato fa parte del pool di ricercatori che lavorano sul solare a concentrazione e sul simulatore solare: “I sistemi fotovoltaici a concentrazione sono basati sull’utilizzo di lenti
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Da sinistra: Salvatore Scalia Mario Catena Paola Pugliatti Walter Ferrara

che concentrano la radiazione solare su celle molto piccole ed efficienti mediante l’utilizzo di particolari sistemi ottici, a differenza dei sistemi fotovoltaici tradizionali”. Sono stati sviluppati dei sistemi che consentono al pannello di inseguire il sole in ogni momento della giornata. “Per questo – spiega Gigliucci – si usa l’accoppiamento fra un programma che prevede la posizione del sole e la cosiddetta regolazione fine, che si prende attraverso alcuni sensori puntati sui pannelli solari”.

DENTRO LA CONTROL ROOM
Un’attività condotta con pazienza, passione e competenza e che ha consentito di mettere a punto un sistema per l’ottimizzazione e la manutenzione degli impianti fotovoltaici. E che ha il suo cuore all’interno di una cabina di regia, la control room che Enel Green Power sta realizzando. Per il momento siamo a livello di prototipo. Testato, nemmeno a dirlo, a Catania. Il disegno prevede l’applicazione del modello in tutti i campi fotovoltaici italiani ed europei. In pratica, sarà possibile da uno schermo in remoto monitorare istante per istante il funzionamento di tutti gli impianti fotovoltaici. L’analisi di alcuni parametri, inoltre, consentirà di capire se e quando vi saranno malfunzionamenti e il tenore dell’intervento da apportare. Un modello che consentirà di rispondere a due domande basilari: come sta lavorando il pannello, che non è presidiato, e come riuscire a prevedere effettivamente la produzione dell’impianto. Domande che trovano una risposta immediata nel maxi schermo a sfondo nero che domina la control room. Tre curve principali, di altrettanti colori, raccontano l’attività dei pannelli. In una, quella di colore rosso, viene indicata la previsione di produzione. Ossia quanta energia quel pannello produrrà nelle successive 72 ore. La curva verde, invece, indica la potenziale performance dell’impianto. Una previsione che si basa su un modello fisico e statistico che lavora in tempo reale. La curva blu, infine, indica le prestazioni effettive dell’impianto. Proprio la comparazione tra le traiettorie della curva verde e blu rivelano se l’impianto sta lavorando. Il modello ha un’affidabilità testata del 96%.

CERVELLI NON IN FUGA
Quello di Catania è un laboratorio in continua crescita. Composto in prevalenza da giovani ricercatori. Negli ultimi quattro anni, la percentuale dei laureati impegnati in attività di ricerca è passato dal 46 al 73 per cento. Un altro dato fa del laboratorio siciliano un esempio d’eccellenza: nello stesso arco di tempo l’età media del personale è scesa da 49,2 a 40,7. A Catania lavora un gruppo affiatato di 15 ricercatori. La crescita dei ricercatori coincide con quella del centro, che entro la fine dell’anno otterrà l’accreditamento, un certificato internazionale che rappresenta un ulteriore passo della qualità delle prove che il laboratorio effettua. Una crescita attestata anche dal coinvolgimento e dalla partecipazione nel gruppo di lavoro Sophia, un progetto partito nel febbraio di quest’anno e che coinvolge i migliori venti laboratori di ricerca sul fotovoltaico in Europa. Paola Pugliatti è la referente dei sistemi a concentrazione
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Da sinistra: Daniela Fasanaro Maria Luisa Lo Trovato Giocchino Bellia Antonluca Loteta

ed è colei che segue più da vicino la crescita di Sophia, “un progetto di altissima importanza, perché consente di avere una metodologia in comune per testare i pannelli fotovoltaici. Questa condivisione – aggiunge la ricercatrice – è un valore aggiunto rispetto ai temi di ricerca affrontati in laboratorio in quanto crea una piattaforma di confronto infrastrutturale”. Sophia, però, non è sola. Al suo fianco, infatti, sta crescendo Scoop, un progetto finanziato nell’ambito di “Industria 2015” che mira allo sviluppo di filiere italiane per la produzioni di sistemi fotovoltaici a concentrazione.

ITALIA LEADER DEL FOTOVOLTAICO
I numeri giustificano gli sforzi che si compiono a Catania. Negli ultimi dieci anni la produzione mondiale di pannelli solari è raddoppiata con un tasso di crescita annuale tra il 40 e il 90 per cento. A certificarlo è il Rapporto annuale dell’Ufficio per l’Energia della Commissione europea che vede nell’energia del sole un volano per lo sviluppo sostenibile. Il fotovoltaico, spiega il rapporto, è attualmente uno dei segmenti di mercato in maggiore crescita: gli analisti prevedono che gli investimenti nel settore potrebbero passare da 35 miliardi di euro nel 2010 a oltre 70 miliardi nel 2015, mentre i prezzi per i consumatori potrebbero continuare a scendere. L’industria fotovoltaica ha raggiunto la produzione di una quantità di pannelli solari pari a 23,5 GW , cioè una produzione più che doppia rispetto al 2009 e di ben 500 volte maggiore rispetto al 1990, cioè agli inizi del mercato fotovoltaico, con la differenza però che le celle solari attualmente in produzione sono più efficienti, stabili e più affidabili tanto da garantire un funzionamento di almeno 25 anni. A detenere il primato in termini di investimenti nel settore è ancora l’Europa. La leadership tra i Paesi membri spetta all’Italia, seconda solo alla Germania. Secondo l’European photovoltaic industrial association (Eipa), l’associazione europea dell’industria fotovoltaica, il nostro Paese sarà il primo in Europa a raggiungere la “grid parity”, ovvero la fase nella quale generare elettricità da un impianto fotovoltaico avrà lo stesso costo del ricorso a una fonte di energia tradizionale. Un ottimismo condiviso anche da Ingmar Wilhelm, responsabile Business Development Enel Green Power, secondo il quale “la tecnologia del fotovoltaico ha una curva di abbattimento del costo che fa sì che questa tecnologia diventerà competitiva durante questo decennio. L’anno scorso la capacità del fotovoltaico in tutto il mondo è stato di 17mila MW e per quest’anno, il 2011, ci aspettiamo una crescita tra 20 e 25mila MW”. L’anno scorso c’erano 3 paesi che crescevano ogni anno di almeno 1 GW – la Germania, l’Italia e

Gianluca Gigliucci a sorpresa, la Repubblica Ceca. “Nel 2011 ci aspettiamo ben sei Paesi che supereranno questa soglia” aggiunge Wilhelm. “In testa a questa classifica, per la prima volta nella storia del fotovoltaico, ci sarà l’Italia, dove la crescita sarà probabilmente di circa 10 GW”.

LA FABBRICA DEL SOLE
“Nel laboratorio di Catania – riprende Gianluca Gigliucci – la ricerca ha un ruolo determinante». Il pensiero corre a 3Sun, la join venture realizzata dall’unione di tre grandi aziende: Enel, Sharp e STMicroelectronics, che ha dato vita al più grande stabilimento in Italia, e tra i maggiori in Europa, di pannelli fotovoltaici. Un’unione realizzata lo scorso luglio e che, in tempi record, è diventata una realtà destinata a cambiare il mercato dei pannelli fotovoltaici, con lo sviluppo della tecnologia a film sottile a giunzione multipla. Un modulo che si realizza depositando atomi di silicio su un supporto che può essere di plastica, lamiera o vetro. I costi di produzione dei moduli realizzati saranno sensibilmente inferiori a quelli tradizionali e avranno il vantaggio di essere meno sensibili alla temperatura dell’ambiente. Con buona pace dell’Etna.

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Orizzonti

ALLA SORGENTE DELL’ENERGIA SICURA

A Entracque (Cuneo) la messa in sicurezza della centrale idroelettrica più grande d’Italia

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toria, energia, sicurezza e gioco di squadra. Termini e poi concetti che si intrecciano e si impongono all’attenzione mentre imbocchiamo la via provinciale che da Cuneo conduce alle Alpi Marittime. Dopo un’ultima curva siamo al centro dello straordinario palcoscenico naturale della valle di Entracque. A fare da pubblico è una corona di giganti alti più di duemila metri, tanto aspri e rocciosi quanto generosi di applausi scroscianti d’acqua. E non c’è attore della storia d’Italia e d’Europa che non se ne sia dissetato: da Annibale a Napoleone Bonaparte, fino alla brigata partigiana “Garibaldi” e al cuneese Luigi Einaudi, economista di fama mondiale e presidente della Repubblica Italiana dal 1948. Proprio a lui è intitolato il complesso idroelettrico Enel di Entracque, costituito da due invasi (Chiotas e Piastra), due dighe (Chiotas e Collelaura), un lago naturale (il Rovina) – per un totale di circa 37 milioni di metri cubi d’acqua –, un ampio sistema di gallerie e una centrale sotterranea con nove gruppi produttivi da 125 MW ciascuno.

LA MATRICE ELETTRICA DELLA SICUREZZA
Perché questa centrale è importante? “Anzitutto perché con i suoi quasi 1.200 MW di potenza installata è la più grande d’Italia e una delle principali in Europa. E fornisce energia a oltre 400mila famiglie”, risponde il direttore dell’impianto Mario Sciolla. “E poi perché da qui è possibile regolare il diagramma di carico della rete elettrica immettendo grandi quantità di energia in tempi molto brevi. E riattivare la tensione sulla rete in caso di black-out alimentando la centrale termoelettrica di Vado Ligure”. Da Entracque insomma dipende gran parte della sicurezza energetica del Nord Ovest italiano. Ecco perché, con l’obiettivo di effettuare una serie di controlli di sicurezza e interventi di manutenzione, la fermata programmata della

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centrale è stata concentrata in sole cinque settimane. Quale tipo di attività sono state condotte in questo periodo? “Abbiamo provveduto alla messa in sicurezza delle opere idrauliche che viene effettuata ogni dieci anni”, spiega Sergio Adami, responsabile Produzione idroelettrica di GEM. “In particolare abbiamo proceduto, secondo un programma di lavori pianificato a monte, al controllo e manutenzione delle gallerie e dei grandi corpi murari delle dighe, alla sostituzione delle valvole del gruppo 8 e all’impermeabilizzazione del canale di scarico dei drenaggi della centrale. Il tutto – prosegue Adami – attraverso una serie di cantieri aperti contemporaneamente in diverse aree del comprensorio idroelettrico, il coinvolgimento del personale d’impianto e di circa quindici ditte esterne con un investimento complessivo di circa 1,5 milioni di euro”.

MAGGIOR SUPPORTO NELL’IDROELETTRICO
Prima di infilarsi insieme ai colleghi all’interno della galleria di derivazione “Rovina” (che attingendo dall’omonimo lago naturale alimenta il solo gruppo 9 della centrale), Davide Matteo Carrara, responsabile Sicurezza Prevenzione e Prevenzione dell’UB Cuneo spiega i termini dell’operazione. “Stiamo per effettuare un’ispezione di tipo qualitativo. Nel senso che verificheremo lo stato di conservazione delle opere idrauliche. Al termine verrà redatto un verbale da una squadra mista di tecnici di esercizio e di ingegneria per valutare le priorità sugli interventi che risultano da fare”. Può spiegarci i particolari del vostro abbigliamento? “Questo è un rilevatore di ossigeno che consente di valutare l’atmosfera all’interno della galleria. Poi abbiamo i guanti per evitare il rischio di abrasioni. Il giaccone impermeabile che ci protegge dal particolare microclima della galleria e gli stivali a coscia alta che permettono di accedere in sicurezza evitando il rischio di scivolamento in presenza di residui d’acqua”. continua
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Jumps

Gennaro De Michele

Energia tra scienza e magia
Secondo Sant’Agostino ”la magia è una cosa che la Natura non farebbe mai”. Ma la scienza, nel suo tentativo di imitare la Natura, alle volte le magie le fa, proprio nel senso indicato dal carismatico doctor gratiae. Per esempio la fotosintesi clorofilliana, un fondamentale processo naturale non ancora riprodotto artificialmente, ha fornito a Michael Strano del MIT lo spunto per inventare una tecnologia energetica che appare rivoluzionaria. La fotosintesi è il processo che, grazie alla luce solare, consente alle piante di trasformare l’anidride carbonica presente nell’aria in glucosio. Il processo avviene in affascinanti strutture organiche dette cloroplasti, veri e propri reattori biologici in miniatura. Studiandoli, gli scienziati hanno scoperto che una parte dello spettro solare li danneggia, ma essi sono in grado di auto-ripararsi senza alterare l’efficienza complessiva del processo di sintesi. Strano e i suoi collaboratori riproducendo questo meccanismo, sono riusciti ad ottenere celle fotovoltaiche che, a differenza di quelle attuali, possono operare sempre al massimo. Gli elementi delle nuove celle sono essenzialmente due: i fosfolipidi, molecole organiche in grado di emettere elettroni se colpite da luce solare, e i nanotubi di carbonio, strutture che hanno un diametro dell’ordine dei miliardesimi di metro, resistenza meccanica maggiore dell’acciaio e conducibilità elettrica molto più grande di quella del rame. Quando questi due elementi vengono messi in una soluzione acquosa, i fosfolipidi si attaccano ai nano tubi e se la soluzione viene esposta alla luce solare gli elettroni prodotti dai centri fotoattivi dei fosfolipidi fluiscono nei nanotubi, producendo una corrente elettrica. Gli effetti della radiazione solare però non sono tutti positivi e dopo qualche ora l’efficienza del sistema diminuisce, proprio come avviene nelle foglie; a questo punto con un tensioattivo (un semplice sapone), i fosfolipidi possono essere di nuovo dispersi in soluzione, salvo poi ricollocarsi sui nanotubi in modo ottimale quando il tensioattivo viene rimosso. “Haec magia est”, avrebbe detto il santo di Ippona. La comunità scientifica, invece, ha commentato unanimemente con apprezzamenti che, prosaicamente, si potrebbero tradurre con l’espressione che ha reso famoso Diego Abatantuono: “Eccezzziunale veramente”.
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segue All’uscita è il direttore Sciolla a offrire un primo resoconto: “La situazione per la galleria è ottima. Abbiamo invece rilevato qualche criticità sulla zona di presa, adesso verificheremo quale può essere la natura del problema”. Un po’ come ripercorrere la storia dell’impianto. A Sergio Adami chiediamo invece come è possibile concludere in tempi così brevi un lavoro tanto articolato. “Intanto ricordo che l’intera operazione è stata portata a termine con ‘zero infortuni’. Questo perché siamo partiti con un piano di safety fin dalla fase di progettazione degli interventi. Mentre in fase esecutiva sono stati attivati diversi coordina-

tori per la sicurezza e il gruppo di Maggior Supporto in sinergia con le unità Hydro central maintanance e Ingegneria civile e Idraulica. Fondamentale è stato anche lo svolgimento di briefing quotidiani, in modo che tutti i cantieri fossero costantemente informati del reciproco stato di avanzamento”. Nato in forma sperimentale per la fermata sicura della centrale di Brindisi, Maggior Supporto è oggi la risposta concreta della Divisione GEM alla sfida della sicurezza totale. “Il nostro ruolo è quello di garantire maggior sicurezza su tutta l’area della centrale dove si sta operando per la manutenzione”, ci racconta Andrea Rossi, del gruppo di Maggior Supporto, una task force di professionisti della safety che si sposta dove è richiesta la sua presenza. A ovest il sole ha appena oltrepassato le vette che separano l’Italia dalla Francia. Nel ventre della montagna il lombardo Pietrogiulio Chini, responsabile Unità lavori Nord Ovest GEM dice: “Il nostro lavoro non è soltanto la vite o il bullone; è anche il rapporto umano, l’emozione di lavorare a un obiettivo comune”. “È un accrescimento personale che porta un risultato anche all’azienda perché vengono a contatto modi di lavorare a volte diversi”, gli fa eco il collega toscano Gino Bianchi, coordinatore cantiere GEM. Storia, energia, sicurezza, gioco di squadra, quindi, ma anche tanta passione.

Da Endesa oltre 2 miliardi di euro per migliorare la rete elettrica catalana

Orizzonti

ndesa, in collaborazione con Enel, ha dato il via ai lavori del progetto SmartCity Barcellona che metterà in campo tutte le potenzialità e le nuove tecnologie delle smart grid per una gestione più efficiente e sostenibile della città e un maggiore risparmio di energia. Le reti intelligenti spaziano dalla telegestione alle infrastrutture di ricarica per lo sviluppo della mobilità elettrica, dall’illuminazione pubblica efficiente all’integrazione in rete delle rinnovabili. SmartCity Barcellona è un progetto teso a garantire il matrimonio tra le infrastrutture elettriche del capoluogo catalano e il modello energetico del futuro. Un intervento per il quale si stima un investimento totale da parte di Endesa di oltre 100 milioni di euro. L’iniziativa fa parte di una più ampia cornice di progetti destinati all’intera Catalogna. L’intesa siglata di recente dal presidente di Endesa, Borja Prado, e dal presidente del governo della Catalogna, Artur Mas, prevede infatti lo stanziamento complessivo di più di 2 miliardi di euro tra il 2011 e 2014. I fondi di questo piano di azione saranno utilizzati per sviluppare le infrastrutture elettriche e migliorare la fornitura e la qualità del servizio offerto agli oltre quattro milioni di clienti catalani.

Barcellona, città intelligente E
IL CONTRIBUTO DI ENEL

ne della generazione distribuita e servizi di risparmio energetico per i consumatori. Nella seconda fase, ulteriori interventi di automazione e controllo della rete riguarderanno l’intera città e tutti gli abitanti saranno dotati di contatori elettronici di ultima generazione. Lo showroom che Endesa ha costruito in prossimità del Porto Olimpico (nella foto) sarà il luogo di incontro dove cittadini, istituzioni pubbliche e imprese potranno comprendere i vantaggi delle tecnologie adottate. Il progetto mira a stabilire un nuovo modello di energia in cui infrastrutture, servizi e tecnologia si uniscono per rendere il centro abitato sempre più a misura d’uomo: risparmio energetico, riduzione delle emissioni dei gas inquinanti, controllo dei consumi entrano a far parte della vita quotidiana dei cittadini, delle amministrazioni e delle aziende.

CONSUMATORI SMART
Le nuove tecnologie del progetto SmartCity sono mirate al risparmio energetico e riservano un ruolo da protagonista ai clienti, che potranno gestire i loro consumi elettrici in maniera più efficiente e sostenibile. Durante la prima fase, conclusasi a novembre del 2011 in coincidenza con l’evento SmartCity Expo a Barcellona, sono stati coinvolti nel progetto circa 50mila clienti di Endesa residenti nel quartiere Villa Olímpica, serviti da 7 cabine primarie, 85 linee MT e 568 cabine secondarie. In questa area, verrà ampliata l’automatizzazione della rete attraverso dei rilevatori di guasto telegestiti dal centro di controllo, dove saranno implementati sistemi informativi per l’esercizio della rete elettrica intelligente. I clienti beneficeranno di differenti tecnologie: smart metering, punti di ricarica per auto elettriche, illuminazione pubblica con lampade LED, gestio-

L’iniziativa SmartCity Barcellona è stata resa possibile anche grazie all’esperienza di Enel nello sviluppo e nell’applicazione di tecnologie all’avanguardia, in primis il contatore intelligente che quest’anno compie 10 anni dall’avvio del progetto di installazione massiva in Italia. Programma che prosegue in Spagna dove Endesa sta installando 13 milioni di contatori di nuova generazione, progettati e opportunamente adattati alle esigenze tecniche e regolatorie del mercato spagnolo. Endesa ha avviato il progetto SmartCity in Spagna alcuni anni fa: nella città di Malaga, infatti, è partita fin dal 2009 la più grande sperimentazione europea di città intelligente. In Italia, Enel ha dato il via alla realizzazione delle prime smart cities a Genova e a Bari, mentre in Brasile, il Gruppo ha lanciato l’iniziativa Cidade inteligente Búzios con il patrocinio dello Stato di Rio de Janeiro. Progetti che stanno diventando punto di riferimento a livello globale, insieme ad altre città pilota in tutto il mondo: Stoccolma, Masdar (Dubai), Shangai, Londra, Boulder (Colorado) e Columbus (Ohio) per citare solo le più importanti.

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Orizzonti

Per la seconda volta consecutiva Enel è leader nella classifica di qualità Aeeg

Un call center da primato
erché un cliente telefona a un call center? In genere sappiamo che quando lo fa di solito non si dimostra molto gentile nei confronti dell’operatore. Spesso chiama perché ha un problema e si aspetta una soluzione. Altre volte ha bisogno di un’informazione o ha un’esigenza da risolvere. E, molto raramente, vuole ringraziare per il servizio offerto. Coordinare un call center che risponde a circa 80mila clienti al giorno – in media, quasi uno al secondo – e gestirlo con un livello di professionalità tale da risultare leader assoluto nella graduatoria stilata dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, è davvero un’impresa difficile. C’è molta soddisfazione, quindi, per il risultato ottenuto dai colleghi della divisione Mercato. Per la seconda volta consecutiva Enel si conferma – tra le 32 principali aziende di vendita di energia elettrica e gas – come la migliore per qualità dei servizi telefonici, sia nel mercato libero con Enel Energia sia per il servizio di maggior tutela con Enel Servizio Elettrico. La classifica resa nota dall’Autorità – riferita al primo semestre 2011 – è generata in base a livelli di servizio come la disponibilità delle linee telefoniche (quanto è irritante dover richiamare sul segnale di occupato!), i tempi di attesa, la chiarezza delle risposte, la cortesia degli operatori, la capacità di risolvere il problema nel minor tempo possibile. Come variabi-

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li di minore incidenza possono influire i rumori di fondo, lo stile e la voce del centralinista, la passività sgradevole. “Il nostro obiettivo è offrire ai clienti un servizio di eccellenza e questi risultati sono la conferma della nostra volontà di essere leader assoluti nella qualità del servizio ai clienti” ha commentato il direttore delle Divisioni GEM e Mercato, Gianfilippo Mancini. Luca Solfaroli Camillocci, responsabile Customer Service del Mercato, aggiunge che “la continua attenzione alle esigenze dei nostri clienti con un servizio dedicato 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, fornito da partner selezionati e supportati dai migliori sistemi informatici, ci hanno permesso di confermare la nostra posizione di leadership”. A coordinare il progetto IQT Cube (ovvero leader per la terza volta) – che ha permesso al Gruppo Enel di raggiungere la vetta della classifica dei call center energetici – è Michele Abbate, responsabile dei Sistemi di Customer Service. “Con IQT Cube, ribattezzato IQT Forever, in questi mesi del 2011 – spiega Abbate – ci siamo concentrati sui vari aspetti della qualità totale che vogliamo erogare al cliente. La nostra macchina organizzativa, la tipologia delle nostre risposte, la prontezza con cui soddisfiamo un’esigenza: tutto deve essere all’altezza dell’eccellenza che sta dietro al marchio Enel”.

FOCUS SULLA FORMAZIONE
Per consolidare questi risultati, non va trascurato l’anello fondamentale della formazione ai consulenti delle aziende partner. La sala controllo centralizzata di Enel, coordinata da Alessandra Genova, gestisce infatti una rete qualificata di 3.500 operatori che rispondono alle circa 50 milioni di chiamate che arrivano ogni anno ai numeri verdi. Continua Abbate: “Queste risorse sono indispensabili per noi, e vanno formate e motivate con grande incisività e verifiche continue. Per questo il sistema dei nostri contact center è interamente certificato ISO 9001. D’altronde il cliente è il nostro valore più grande: tutte le occasioni di contatto devono essere gestite con la migliore qualità possibile”. E che il cliente sia effettivamente contento lo testimoniano anche gli indici di soddisfazione della Customer Satisfaction. “Abbiamo appena saputo – conclude Abbate – che dai sondaggi di novembre, eseguiti richiamando la clientela, l’indice di gradimento ha raggiunto il punteggio di 7,5. Per noi è un record storico, che ci motiva a fare ancora meglio per il 2012”.

Il gruppo di lavoro IQT Cube

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Taglia S, il nuovo spot

della strana coppia
Costa meno di due pizze a lume di candela!” È questa una delle battute centrali della nuova serie di spot di Enel Energia – Tutto compreso, la campagna televisiva con Federica Pellegrini che dal mese di dicembre promuove la taglia S, l’offerta dedicata alle coppie e ai single. “Visto il grande successo dell’ultimo sketch Pellegrini/Rossi – spiega Simone Lo Nostro, responsabile Marketing, Supply e Vendite Corporate – abbiamo deciso di replicare, puntando sempre sulla simpatia e sul prezzo molto competitivo della nostra offerta: solo 23 euro mensili per consumi fino a 150 kWh al mese. Dopo Tutto Compreso Green taglia L, più adatta ai consumi delle famiglie, ci rivolgiamo ora a coloro che hanno consumi energetici più contenuti, come appunto le coppie e i single”.

CAMPIONESSA DI NOTORIETÀ
La scelta, quindi, di puntare su Federica Pellegrini – e di sostenere così l’eccellenza italiana nello sport a livello mondiale – si è rivelata vincente. Oro olimpico, pluricampionessa mondiale di nuoto, Federica Pellegrini è testimonial ideale di Enel per diversi motivi. Incarna dinamismo, determinazione, risultati, prospettive: è un simbolo di energia positiva. Ed è indissolubilmente legata all’acqua, una delle fonti di energia “pulita” che caratterizza, tra l’altro, la nuova offerta Energia Tutto Compreso Green. La campagna curata da Saacthi&Saatchi (e affidata alla regia di Luca Miniero, reduce dal successo del film campione d’incassi Benvenuti al Sud) agisce su semplicità, prezzo certo, servizi di alta qualità e simpatia. Tutti valori che Enel Energia intende trasmettere ai propri clienti.

FEDELTÀ E SIMPATIA
“La campagna lanciata a dicembre a sostegno della taglia S – aggiunge Paolo Iammatteo, responsabile Comunicazione esterna e CSR – è figlia di una più ampia strategia di comunicazione che ha l’obiettivo di generare fedeltà e simpatia nei confronti del brand Enel Energia. Insieme all’obiettivo principale, che è quello della vendita dei prodotti della gamma Tutto Compreso”. Il format dei nuovi spot richiama ancora una volta le simpatiche gag tra il portiere “impiccione” e ammiccante (impersonato dall’attore comico Riccardo Rossi) e la campionessa olimpionica di nuoto Federica Pellegrini, già riconosciuto simbolo di eccellenza italiana, impegno ed energia. “Una serie fortunata – spiega Iammatteo – che in pochi mesi ha già portato ottimi risultati grazie al brio e alla leggerezza della sceneggiatura creativa. Coinvolgendo il cliente attraverso l’ironia, abbiamo notato come la campagna abbia aumentato il gradimento, la notorietà e il ricordo spontaneo del prodotto. La gente rammenta sia l’offerta che i testimonial: e tutto ciò viene associato positivamente al brand Enel”.

Chi porta un amico...
“Dammi retta: è l’offerta più vantaggiosa sul mercato!” Da gennaio sentiremo ancora più spesso questa frase. All’inizio del 2012 partirà infatti un nuova iniziativa per chi ha già sottoscritto l’offerta “Per Noi”, ma anche per i colleghi che devono ancora aderire. La filosofia di Enel Energia che ispira questa grande opportunità di risparmio sui consumi di elettricità e gas è quella di rendere sempre più stretto il legame con i colleghi, attraverso una sorta di passaparola positivo. E se è vero che i 7 milioni di italiani che scelgono Enel Energia sono così soddisfatti da diventare il miglior veicolo pubblicitario, ora il passaparola è ancora più conveniente anche per tutti i colleghi Enel che faranno entrare uno o più amici nel mondo di Enel Energia. Per ogni persona presentata, infatti, entrambe le parti riceveranno un bonus di 1.000 Punti Energia da utilizzare per richiedere sconti in bolletta o i premi del catalogo EnelPremia, il programma a premi di Enel Energia.

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Fino al 31 gennaio i colleghi possono installare un impianto fotovoltaico a condizioni esclusive. Guido Stratta, responsabile Egp Retail, ci spiega come si fa

Il tetto che scotta
Guido Stratta, perché investire nel fotovoltaico? Innanzitutto per risparmiare sulla bolletta diventando autoproduttori, ma anche per avere una rendita per vent’anni grazie agli incentivi statali, per aumentare il valore della propria casa e, infine, per contribuire alla lotta al cambiamento climatico. Tutti buoni motivi… Ci può descrivere meglio l’offerta Raggio senza pensieri per chi lavora in Enel? L’offerta riguarda l’installazione di un impianto fotovoltaico chiavi in mano, con moduli di fabbricazione europea di qualità e tutti i servizi inclusi. Il kit è disponibile in due taglie: 2,7 kWp a 9.900 euro e 4,1 kWp a 15.900 euro (IVA esclusa), con uno sconto riservato ai colleghi rispettivamente di 800 e 1.400 Euro rispetto ai prezzi della promozione natalizia Christmas kit destinata al mercato esterno. È dedicata ai colleghi che hanno un’abitazione di proprietà nel territorio nazionale ed è “senza pensieri” perché gli affiliati Punto Enel Green Power provvederanno a gestire tutte le pratiche autorizzative, di allacciamento alla rete e di richiesta incentivi, incluso lo smaltimento dei moduli fotovoltaici alla fine del loro ciclo di vita di 25 anni. Sono cifre importanti: c’è qualche agevolazione finanziaria? È possibile rateizzare l’investimento, accedendo a condizioni di finanziamento agevolate grazie a nostre convenzioni; anche questo è un servizio gestito direttamente dagli affiliati Punto Enel Green Power. Ma è davvero un investimento redditizio? Senza dubbi. Grazie al Conto Energia, ogni kWh prodotto dall’impianto viene remunerato da un incentivo, per vent’anni. Aggiungo che con i pannelli di fabbricazione europea del nostro kit, l’incentivo è maggiorato del 10%. Poi grazie al meccanismo di scambio sul posto, che remunera ogni kWh prodotto ma non consumato, e all’evidente risparmio sui consumi di energia – per i 25 anni di vita media – l’impianto fotovoltaico sul tetto di una casa genera ricavi decisamente superiori all’esborso necessario per installarlo e mantenerlo. Noi diciamo sempre che mettere un impianto sul tetto non è una spesa bensì un investimento: stabile e ben remunerativo, se confrontato ad altre forme di impiego del risparmio. Una volta vista la simulazione con i nostri sistemi, è facile rendersene conto. Quando e come arrivano gli incentivi? Il Gestore Servizio Elettrico, l’ente statale preposto a remunerare questo tipo di impianti, eroga gli incentivi del Conto Energia ogni due mesi, quelli relativi allo scambio sul posto ogni tre mesi. Entrambi direttamente con bonifico sul conto corrente. Quanto spazio occorre per un impianto? Mediamente per ogni kWp di impianto fotovoltaico occorrono almeno 8 mq. Quanto tempo ci vuole per aver l’impianto funzionante? L’installazione vera e propria di un impianto di piccole dimensioni dura non più di un paio di giorni, però ai tempi di realizzazione si affiancano i tempi per gli adempimenti burocratici cui accennavo prima che impiegano mediamente 30/60 giorni e che coinvolgono più interlocutori, come il GSE e il distributore che – nella maggior parte dei casi – è Enel Distribuzione. In ogni caso l’affiliato Punto Enel Green Power segue l’iter in ognuna di queste fasi. Come si fa a saperne di più? E ad aderire? I colleghi possono trovare tutte le informazioni necessarie nella intranet. Per manifestare il proprio interesse basta inviare una email con alcune informazioni alla casella di posta dedicata: fotovoltaico.pernoi@enel.com. La manifestazione di interesse verrà presa in carico dal Contact Center di Enel Green Power che provvederà successivamente a richiamare l’interessato per ulteriori dettagli e per fissare un appuntamento con un affiliato Punto Enel Green Power. Naturalmente, la nostra struttura seguirà con attenzione l’andamento delle richieste dei colleghi per far sì che venga offerto loro il servizio migliore. Quanto dura la promozione? L’offerta è valida per tutte le manifestazioni di interesse pervenute via mail entro il 31 gennaio 2012 e successivi ordini perfezionati entro il 29 febbraio 2012.

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rosegue il viaggio di Enel Insieme per approfondire quanto successo nelle Divisioni in seguito dall’indagine di clima 2010. In questo numero parliamo di GEM e Mercato: lo facciamo grazie alla voce di alcuni colleghi che ci raccontano quali azioni sono state messe in campo per migliorare il clima aziendale. A Luciano Chiti, responsabile dell’Unità di Business Idroelettrica di Montorio, abbiamo chiesto di parlarci dell’azione mirata al miglioramento del rapporto capo-collaboratore. “Questo intervento” dice Chiti, “è stato realizzato sia attraverso la promozione di incontri non strutturati in cui dare spazio alle problematiche e alle proposte delle risorse, sia attraverso una forte sensibilizzazione del middle management sul tema del feedback”. Si è deciso di lavorare sul contatto delle risorse con i propri capi, creando così maggiori occasioni di confronto. Per Chiti la scelta è servita “a parlare di problematiche personali o di questioni attinenti alla propria attività, ma anche ad approfondire e

Orizzonti

Dalla rilevazione all’azione
comprendere le linee strategiche aziendali”. In particolare presso l’Unità di Business Idroelettrica di Montorio, caratterizzata dalla presenza di diversi profili professionali su un territorio molto esteso, è stato fissato un calendario di incontri con le strutture periferiche, in cui il responsabile territoriale risponde alle diverse sollecitazioni dei suoi collaboratori. Inoltre tutto il middle management è stato sensibilizzato a perfezionare la propria capacità di fornire feedback costruttivi e frequenti. “Il risultato delle azioni intraprese potrà essere misurato solo in occasione della prossima indagine di clima” precisa il responsabile UB “ma già adesso si può segnalare un sicuro gradimento dell’iniziativa da parte del personale, che ha più occasioni di scambio con la propria linea gerarchica, e degli stessi capi, che hanno una maggiore percezione dei temi considerati critici o da migliorare da parte dei loro collaboratori”.

Continua il viaggio di Enel Insieme nelll’indagine di clima: ecco le Divisioni GEM e Mercato

Il capo allo specchio
Anche nella Divisione Mercato il rapporto capo-collaboratore (e in particolare il profilo del capo) è stato messo sotto i riflettori: Aurora Viola, responsabile Pianificazione commerciale e Supporto canali di vendita, ha avviato un’iniziativa ‘coraggiosa’ attraverso la quale il capo si mette in discussione con l’obiettivo di migliorare il proprio stile gestionale. Attraverso una serie di interviste mirate con domande aperte, i colleghi sono stati infatti chiamati a mettere in evidenza punti di forza e aree di sviluppo del proprio capo. “L’obiettivo è coinvolgere le persone in attività di miglioramento continuo, definendo un percorso evolutivo in cui capi e collaboratori siano entrambi coinvolti” spiega. “I risultati sono stati condivisi tra i responsabili oggetto della valutazione che alla fine della giornata avevano piena consapevolezza di ‘cosa’ e ‘come’ migliorare”. Il commento univoco è stato: “una così particolare attenzione da parte dell’azienda a migliorare aspetti personali, spendibili sia dentro che fuori la vita lavorativa, è ammirevole e da replicare in tutti gli ambiti!” A gennaio è prevista una sessione di condivisione dei risultati emersi nelle singole unità, che coinvolgerà tutti i colleghi nella definizione delle azioni concrete, e la nomina di un tutor che sosterrà il capo nel cammino di miglioramento. “I risultati dell’Indagine di clima 2010 – spiega Giuseppina Viola, responsabile Personale Organizzazione e Sviluppo di GEM e Mercato – ci hanno sollecitato a mettere in atto una serie di progetti e di azioni finalizzate all’ascolto attivo delle persone, per stabilire modelli funzionali di comunicazione volti a facilitare il flusso delle informazioni ma anche a far emergere idee e soluzioni innovative. L’entusiasmo con cui le persone si sono messe in gioco e hanno contribuito alla realizzazione delle azioni è testimonianza della sempre crescente volontà di prendere parte al miglioramento della vita aziendale”.

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27 gennaio

Il nostro
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Cinquanta immagini per ricordare un

Il Sole tra passato e futuro Al via il cantiere del nuovo impianto fotovoltaico di Enel Green Power ad Adrano (Catania). Nel 1981 Eurelios di Enel, fu la prima centrale a concentrazione a immettere in rete energia elettrica prodotta dal Sole.

Il nostro 2011 2 febbraio

Italia e Slovenia più vicine Viene autorizzato il primo elettrodotto di interconnessione transfrontaliera “merchant” tra Italia e Slovenia, Zaule-Dekani, di cui è titolare Adria Link, partecipata da Enel Produzione, AcegasAps e Tei-Energy.

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15 febbraio
Sustainability day Gli esperti mondiali della responsabilità sociale d’impresa si incontrano nella sede di Endesa a Madrid per ribadire che la sostenibilità legata a ambiente, società e governance è sempre più importante nell’economia.

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24 febbraio

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Prima pietra a El Quimbo Endesa dà il via al cantiere della centrale idroelettrica di El Quimbo (Colombia). L’impianto avrà una capacità installata di 400 MW e genererà 2.216 GWh/anno.

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28 febbraio

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2 marzo

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Il genio inquieto Lorenzo Lotto, il pittore rinascimentale incapace di scendere a compromessi dal punto di vista artistico e personale, in mostra alle Scuderie del Quirinale. Si tratta della più importante esposizione mai realizzata su questo artista.

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7 marzo

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Cacciatori di CO2 Viene inaugurato presso la centrale termoelettrica Federico II di Brindisi un innovativo impianto pilota di cattura e sequestro dell’anidride carbonica. Si tratta di uno dei primi impianti d’Europa e consente di “catturare” fino a 8mila tonnellate l’anno.

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SOS Marche Le Marche vengono investite da una violenta ondata di maltempo. Le squadre di Enel intervengono per ripristinare il servizio elettrico. Un lavoro intenso per aiutare la popolazione rimasta senza luce e riscaldamento, che si ripeterà in autunno in altre zone d’Italia colpite da nubifragi.

anno davvero intenso

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15 marzo

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All’esame della City Una multinazionale che ragiona come una vera one company. Si possono leggere in questa chiave i lusinghieri risultati economico-finanziari presentati a Londra da Enel alla stampa internazionale e agli analisti.

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25 marzo

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30 marzo
Enel-Endesa, integrazione distribuita Dal Telegestore all’illuminazione pubblica fino al network planning proseguono anche nella distribuzione le sinergie tra Enel ed Endesa. Per condividere le rispettive buone pratiche operative i colleghi di Enel Distribuzione (Divisione infrastrutture e Reti) e di Endesa Distribución Eléctrica si incontrano a Roma.

Il nostro 2011

Azienda Italia Dalla Seconda guerra mondiale al boom economico un percorso attraverso l’innovazione industriale nel nostro Paese. È la mostra Copyright Italia - Brevetti Marchi e Prodotti (19481970), uno dei tanti eventi sponsorizzati dalla nostra azienda in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia

31 marzo

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14 aprile

Endesa: oltre i 25 milioni di clienti nel mondo Endesa supera la quota dei 25 milioni di clienti nel mondo, tra penisola iberica e America Latina. In Spagna i clienti sono oltre 12,7 milioni, di cui 11,65 nel mercato elettrico e 1,06 nel gas.

Il nostro 2011
Un Diamante a Roma Nella piazza della Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma arriva il Diamante, l’innovativa centrale fotovoltaica Enel che coniuga la generazione attraverso pannelli fotovoltaici e l’accumulo energetico

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28 aprile

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Il nostro 2011 29 aprile

Giacimenti algerini Enel firma un accordo con l’irlandese Petroceltic per l’esplorazione di giacimenti di gas a Ain Tsila, nel Sud Est dell’Algeria. Nel mese di dicembre sono stati completati con successo i test di produzione.

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Nel segno della continuità Enel conferma Fulvio Conti alla carica di amministratore delegato e direttore generale ed elegge un nuovo Consiglio d’amministrazione e un nuovo presidente, Paolo Andrea Colombo.

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4 maggio

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10 maggio

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Tutti sotto un tetto In Guatemala tantissimi colleghi di Enel Green Power partecipano volontariamente all’iniziativa sponsorizzata da Enel Cuore Un Techo para mi País per costruire 150 nuove case nella comunità di Chilascó, presso il Dipartimento di Baja Verapaz.

Il nostro 2011

L’ammiraglia è salpata Nasce a Milano il primo flagship store, pensato per mettere il cliente al centro del mondo dell’energia. 700 m2 di stanze interattive, installazioni multimediali, innovazioni tecnologiche a basso consumo. Nel 2011 sono stati inoltre rinnovati altri 31 Punti Enel, tra cui Roma, Torino, Perugia, Pordenone e Bolzano.

Il nostro 2011 Il nostro 2011 16-20 maggio Il nostro 2011
Global Compact Più di 500 aziende di tutto il mondo si riuniscono a Copenhagen per la settimana del Global Compact delle Nazioni Unite. Per la prima volta Enel è stata sponsor di questo importante evento a dimostrazione che la sostenibilità è ormai un driver strategico del nostro business.

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Una lettera senza emissioni Poste Italiane consegna a Pisa, con la propria flotta elettrica, la prima lettera a “zero CO2”. Prosegue l’impegno di Enel importante nella promozione dell’auto elettrica: 100 smart electric drive consegnate ai clienti in tutta Italia grazie al progetto E-mobility, offerte dedicate di Enel Energia per la ricarica dei veicoli elettrici, un’infrastruttura per la ricarica intelligente e sette accordi di partnership stipulati con le case automobilistiche.

26 maggio

16 maggio Il nostro 2011

30 maggio

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Un modello per il management Al via il nuovo modello che definisce il percorso di sviluppo dei manager su logiche comuni per tutto il Gruppo. 5 livelli differenziati in funzione della rilevanza della posizione ricoperta e politiche di gestione omogenee in tutti i Paesi in cui Enel è presente.

Il nostro 2011

Il nostro 2011 Il nostro 2011 Il nostro 2011

Endesa presenta il Piano Strategico 2011-15 Durante l’Analyst Day, Endesa presenta a un selezionato gruppo di analisti i risultati del primo trimestre 2011, il piano strategico e le direttive delle varie linee di attività dell’azienda.

30 maggio

Il nostro 2011
20 Enel Insieme Dicembre 2011-Gennaio 2012

Sulle tracce dell’energia 300 ragazzi di scuole medie e superiori, provenienti da 12 Paesi di Europa, America del Nord e del Sud, a Roma per la cerimonia di chiusura di PlayEnergy, il concorso che mette in gioco le idee. Il progetto ha coinvolto oltre 460mila studenti di 83mila istituti italiani ed esteri.

Il nostro 2011

5 giugno

Il nostro 2011

Tutto Compreso Federica Pellegrini è la testimonial della campagna pubblicitaria della nuova offerta Tutto compreso di Enel Energia pianificata su tv, radio e web. Lo spot gioca sulla certezza del prezzo delle taglie dell’offerta, attraverso una gag tra Federica e Riccardo Rossi, portiere un po’ impiccione.

Il nostro 12 giugno
Al vertice di Eurelectric A Stoccolma l’ad Fulvio Conti viene eletto presidente di Eurelectric, l’associazione europea del settore elettrico. Per Conti “Serve un quadro regolatorio di lungo periodo stabile e prevedibile e parità di condizioni di mercato per consentire una remunerazione adeguata a efficienti progetti innovativi”.

2011

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28 giugno
Arrivederci Maritza Dopo otto anni di attività, Enel lascia la Bulgaria. La centrale di Maritza East III è oggi un gioiello dal punto di vista ambientale: è l’unico impianto alimentato a lignite nell’area dei Balcani in grado di operare nel pieno rispetto dei limiti introdotti dall’Unione europea.

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21 giugno
In onda Nasce Enel.radio, una delle prime emittenti radiofoniche aziendali italiane. Un’ulteriore conferma, come nel caso di Enel.tv, dell’attenzione che il Gruppo rivolge agli strumenti di comunicazione interni ed esterni.

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5 luglio

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8 luglio

La Tempesta a San Pietroburgo “La tempesta” di Giorgione, la più famosa opera del pittore veneto, viene prestata all’Ermitage di San Pietroburgo. Il prestito fa parte del ricchissimo programma culturale dell’Anno della Lingua e Cultura italiana in Russia e della Lingua e Cultura russa in Italia, di cui Enel è sponsor.

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La fabbrica del Sole Viene inaugurato a Catania lo stabilimento della 3Sun, la più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici in Italia e tra i maggiori in Europa. Grazie alla forza delle tre aziende che l’hanno costituita (Enel, Sharp e STMicroelectronics) la 3Sun punta a diventare leader globale nella tecnologia, nelle ricerca, nello sviluppo e sul mercato.

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11 luglio

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Búzios e Malaga, città intelligenti Endesa lancia in Brasile il progetto Cidade Inteligente Búzios che punta a ridurre le perdite di energia grazie a contatori intelligenti e sistemi di automatizzazione della rete elettrica, tecnologie innovative usate da anni dal Gruppo Enel su grande scala. Lo scorso 28 marzo, nella città spagnola di Malaga, Endesa aveva inaugurato il nuovo centro di controllo e monitoraggio di Malaga Smart City.

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21 Enel Insieme Dicembre 2011-Gennaio 2012

Il nostro 2011 Il nostro 2011
13 luglio

Bilancio sempre al top Per il quinto anno consecutivo Il Bilancio di Sostenibilità di Enel ottiene il massimo livello di A+ di conformità e applicazione alle linee guida della Global Reporting Initiative. Viene così premiata una rendicontazione basata su rigorosi standard internazionali.

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15-25 luglio
Doppio fiocco in Russia Nel cuore del Caucaso viene inaugurata Nevinnomysskaya (nella foto), la prima nuova centrale elettrica Enel di tutta la Russia. L’impianto a ciclo combinato a gas da 410 MW è stato costruito in tempi record, solo 30 mesi. Dopo dieci giorni, a Sredneuralsk, negli Urali, Enel presenta una seconda nuova centrale a ciclo combinato a gas da 410 MW.

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Il19nostro 2011 luglio Il nostro 2011
Crescere per essere i numeri uno A Madrid si riuniscono oltre mille manager provenienti da tutto il mondo per la Convention Enel. Prende così il via il processo di comunicazione interna: oltre 300 cascade che coinvolgono più di 50mila persone in tutto il mondo Enel.

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20 luglio
Il futuro compie dieci anni Il contatore elettronico di Enel spegne dieci candeline. La nostra azienda è stata la prima a implementare questa tecnologia che apre la strada all’evoluzione delle smart grid. A oggi sono 32 milioni i contatori installati in Italia e 13 milioni in Spagna. Ma il contatore elettronico è pronto a conquistare il mondo: sono attivi progetti “pilota” in Cile, Brasile e Romania.

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20 luglio

Il nostro 2011 Il nostro 2011 Il nostro 2011
Porto Empedocle: una storia infinita Il Consiglio di Stato dà il via libera alla realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle, un’opera fondamentale per migliorare l’intero sistema di approvvigionamento del Paese e nel contempo offrire occupazione e investimenti alle imprese siciliane. Una storia lunghissima, cominciata nel 2004.

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13-14 settembre
Generazione eccellente Si riunisce a Bratislava, in Slovacchia, il meeting dei comitati esecutivo e tecnico del programma Best practice sharing generation. L’obiettivo creare una road map per l’eccellenza diffusa nella generazione dell’energia.

22 agosto

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22 Enel Insieme Dicembre 2011-Gennaio 2012

A Rimini per parlare del futuro dell’Italia Fulvio Conti interviene alla 32esima edizione del Meeting di Rimini dal titolo “E l’esistenza diventa una immensa certezza”, per raccontare come contribuisce la visione multinazionale di Enel alla crescita del Sistema Italia. Il giorno prima era intervenuto il presidente Giorgio Napolitano.

Ilottobre nostro 5

2011 Il nostro 2011 Il nostro 2011
8 ottobre 6 ottobre
Endesa va a canestro Comincia la nuova stagione della Liga spagnola di basket targata Endesa. Per presentarla le star del campionato si sono sfidate in un match spettacolare su un campo da basket installato nella sede dell’utility spagnola. Un progetto in Comune Efficienza, innovazione, risparmio energetico, rinnovabili e mobilità elettrica per le città italiane. Sono i principali impegni dell’accordo tra Enel e l’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) siglato a Brindisi a margine della 28esima assemblea nazionale dell’associazione.

Ok al Mercure Viene autorizzata la riattivazione della centrale termoelettrica della Valle del Mercure, ferma dal 2005 per via di una serie di richieste di autorizzazioni, ricorsi al Tar, Conferenze dei servizi e conflitti di competenze. Potrebbe così chiudersi una delle pagine più buie della burocrazia “all’italiana”.

Il nostro 2011

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10 ottobre

Il nostro 2011
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Solo per noi Da Enel Energia arrivano solo per noi colleghi cinque offerte luce e gas, con la garanzia del massimo risparmio. Un’iniziativa esclusiva pensata per soddisfare le nostre esigenze di consumo e di quelle dei nostri familiari.

Il 17nostro ottobre 2011
Emissioni obbligazioni Enel attraverso colloca sul mercato europeo un’emissione obbligazionaria multi-tranche destinata a investitori istituzionali per un totale di 2.250 milioni di euro. L’operazione raccoglierà adesioni per oltre 12 miliardi di euro.

17 ottobre
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Il nostro 2011

La libellula di Renzo Presso gli stabilimenti della Metalsistem di Rovereto (Trento), Renzo Piano presenta il prototipo della sua “libellula”, ovvero l’aerogeneratore su minitorre eolica disegnato per Enel Green Power.
Enel Energia è la società di Enel per il mercato libero.

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Il nostro 2011
21 ottobre

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Il nostro 2011

A Genova la scienza in festa La tecnologia che migliora la vita: Enel al Festival della Scienza, con l’installazione di Jaime Hayon dedicata alle Smart Grids e la mostra Genio italiano per raccontare come la creatività degli italiani ha migliorato la nostra vita.

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Il nostro 2011 Il nostro 2011
4 novembre

26 ottobre

Un bacino per la Sicilia Dopo un restauro costato circa 50 milioni di euro e 350mila ore lavoro/uomo, rinasce la diga sul lago di Ancipa che sbarra il corso del fiume Troina (Enna). Viene infatti riavviata la produzione della centrale idroelettrica ferma da dodici anni.

4 novembre

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Il nostro 2011

Prove tecniche di smart grid Enel Distribuzione avvia a Isernia la prima installazione in Italia di una smart grid. La tecnologia permetterà di regolare il flusso bidirezionale di energia elettrica da fonti rinnovabili sulle reti di bassa e media tensione e abiliterà nuovi usi dell’energia. L’investimento complessivo previsto per il “pilota” molisano è di 10 milioni di euro.

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17 novembre

Un anno di Egp in Borsa Enel Green Power festeggia il suo primo anno di quotazione in Borsa. Nonostante il momento difficile la società ha garantito buoni rendimenti agli azionisti. Egp è presente in 16 Paesi, con una politica di crescenti investimenti nei settori geotermico, idroelettrico, solare ed eolico, una strategia di consolidamento nei mercati in cui è presente e di sviluppo selettivo nelle aree più promettenti.

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Non è questione di fortuna La Settimana Internazionale della Sicurezza torna con più di 1.500 di eventi per ribadire ancora una volta l’importanza del valore della vita. Per “l’alto valore simbolico dell’iniziativa” l’ad Fulvio Conti viene insignito di una medaglia di riconoscimento dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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17 novembre

Siamo 7 milioni Enel Energia supera i 7 milioni di clienti. Una famiglia su sei in Italia ha scelto le nostre offerte di elettricità o gas, e circa un’impresa su cinque sul mercato delle aziende.

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2 dicembre
Contemporanea in giostra Arriva al Macro di Roma Double Carousel with Zöllner Stripes, l’opera di Carsten Höller che ha vinto la quinta edizione dell’Enel Contemporanea Award. L’installazione è composta da due giostre che, muovendosi in senso opposto consentono ai visitatori di salire e scendere liberamente.

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13 dicembre
Un nuovo “cuore” nucleare a Mochovce Slovenské elektrárne ha installato nei tempi previsti il vessel nella unità 4 dell’impianto nucleare di Mochovce, in Slovacchia. L’unità diverrà operativa nel 2013.

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1861 - 2011

150° anniversario dell’Unità d’Italia

elettrizzanti

Centocinquant’anni

Storie di menti brillanti c he ha n no fa t t o l’energ ia (e l’ Un i t à ) i t a l ia na

Decima puntata

Anche Enel Insieme si unisce ai festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Lo facciamo raccontando le storie di scienziati, tecnologi e industriali italiani che, con le loro visioni, idee e imprese hanno contribuito, dal Risorgimento a oggi, allo sviluppo dell’industria elettrica a livello nazionale e internazionale. Gennaro De Michele ci accompagna in un viaggio appassionante in dieci puntate attraverso le vicende e le intuizioni geniali che hanno contribuito alla crescita culturale, scientifica e industriale del nostro Paese. Questa avventura è raccontata attraverso la vicenda di Giovanni Manconi, uno studente che alla fine degli anni Sessanta ebbe la fortuna di imbattersi in Gustavo Hermann, un eccentrico professore napoletano, e nel fisico americano Richard Feynman, premio Nobel e grande comunicatore. Nell’ultima puntata parliamo di energia nucleare. Dopo l’epopea di Enrico Fermi, lo sviluppo della filiera nucleare in Italia fu per anni un’avanguardia mondiale. Poi ci fu il referendum che bloccò tutto per anni. Ciononostante, molti scienziati italiani continuarono a lavorare con gli atomi, seppure in un ambito differente: quello della fusione nucleare, calda e fredda, dove sono stati in grado di esprimere ancora una volta il loro straordinario talento.
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150 anni e l e t t r i z z a n t i

Da sinistra Giuliano Preparata, Bruno Coppi

Alla ricerca di nuovi mondi.

Giuliano Preparata e Bruno Coppi

C

ome si può immaginare, Giovanni non abbandonò mai l’idea di trovarsi un giorno con Richard per ricordare i vecchi tempi. Per questo ne seguiva da lontano le mosse: leggeva con devozione i suoi libri e gli atti delle conferenze a cui il Nobel partecipava. In particolare lo aveva interessato una voluminosa biografia scritta da James Glerk: Genius. The life and and Science of Richard Feynman. Fu, infatti, in quel librone rosso che trovò una poesia che gli permise di fare un altro passo avanti nella storia dei personaggi che avevano contribuito allo sviluppo delle scienze elettriche. Era intitolata Father Feynman e descriveva in versi un duro scontro tra Richard e un arrogante personaggio, Giuliano, che contestava le teorie di Richard e lo invitava a farsi da parte. La risposta di Feynman era stata di pari veemenza: “Giuliano la smettesse di dire sciocchezze e stesse zitto se non vuole essere cacciato a calci nel sedere”. La poesia era stata scritta da Tomek Ferbelski durante un convegno in Alsazia nell’estate del 1976 ed era finita negli atti ufficiali dello stesso, come testimonianza dello scontro scientifico che si era consumato. Giovanni decise di indagare per capire chi fosse quel Giuliano che così perentoriamente aveva chiesto a Richard di uscire di scena, poiché le sue teorie erano ormai vecchie e superate. Non fu difficile scoprire che si trattava di Giuliano Preparata, un fisico teorico che aveva legato il suo nome a quella che sembrava essere la scoperta più importante che l’uomo avesse fatto dopo il fuoco: la fusione fredda. Nato a Padova nel 1942, Preparata era uno scienziato geniale e precoce. Da ragazzo, stimolato dal fratello ingegnere e da un compagno

di studi di eccezione, Nicola Cabibbo, decise di iscriversi a Fisica. Studente brillantissimo si laureò con il grande fisico teorico Raoul Gatti e da “gattino” sviluppò una carriera eccezionale. A venticinque anni fu chiamato come reseach associate a Princeton. In seguito andò a Harvard, dove incontrò il Nobel Shaldon Glashow, e alla Rockefeller University allora diretta da Abraham Pais. A soli trent’anni Giuliano poteva definirsi uno scienziato affermato, noto anche per l’irrequietezza e il carattere difficile. Partecipò alla costruzione del Modello Standard, la teoria comunemente accettata dagli scienziati per descrivere le particelle e le interazioni fondamentali della natura, ma poi ne criticò con ferocia alcune incongruenze. Quando fu convinto di aver capito tutto di questo modello, passò alla “materia condensata” per studiare l’interazione tra le molte particelle che la costituiscono, apportando alla teoria consolidata elementi di assoluta originalità. Al periodo americano seguì un breve periodo romano, finito nel 1974 quando Giuliano lasciò Roma per un importante incarico al CERN di Ginevra. Tornato in Italia ricoprì l’incarico di professore di Fisica teorica a Bari e, in seguito, di titolare della cattedra di Fisica delle alte energie dell’Università di Milano. Sembra un percorso lineare, ma non lo è affatto: Preparata è irrequieto, vorrebbe che il suo lavoro fosse riconosciuto senza se e senza ma; l’accademia invece resiste e non gli assegnerà mai la prestigiosa cattedra romana, che era stata di Fermi, a cui egli aveva sempre aspirato. I suoi interessi sono illimitati e qualunque argomento è occasione di ricerca e di audaci speculazioni teoriche. La sua è una lotta contro il vecchio, contro lo stantio, contro il grigio, come quello dei capelli di

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Decima puntata

Feynman che aveva indicato come il simbolo della obsolescenza delle sue teorie. La sua è quasi un’ossessione e ovunque ci sia qualcosa di misterioso da capire, un enigma scientifico da svelare, Giuliano è pronto a intervenire, spesso non invitato, grazie a una conoscenza unica dell’interazione dei costituenti della materia. Accade così anche per la fusione fredda. La copertina dell’8 Maggio 1989 di Time titolava: “Fusion or illusion” e riportava una foto di due personaggi che guardano ieratici verso il vuoto con una provetta in mano. Mentre nei laboratori si lavorava per ripetere l’esperimento, Giuliano Preparata, facendo il suo mestiere di teorico, cercò subito di dare una spiegazione scientifica al fenomeno pubblicando un articolo con alcune ipotesi interpretative. La rapida smentita e il clamore iniziale della scoperta, determinarono un clima ostile alla fusione fredda a cui resistettero in pochi. Tra questi Giuliano, che divenne, forse senza neppure volerlo veramente, paladino di questa minoranza. La storia di Preparata fu per Giovanni una sorpresa. Conosceva la vicenda della fusione fredda ma non quella del fisico padovano e non immaginava che ci fosse una teoria per spiegare un fenomeno che per la maggior parte degli scienziati era frutto di un errore sperimentale. La grandezza di Preparata non era in dubbio ed egli era un esempio di come l’amore per la scienza o, come lui stesso diceva, per la verità, potesse portare a sopportare sacrifici e pene indicibili. Nelle sue ricerche sulla fusione fredda, Giovanni aveva trovato molto spesso riferimenti e paragoni tra questo processo e la fusione calda e articoli su come quest’ultima fosse la vera soluzione a tutti i bisogni energetici dell’umanità. Ricordava il commento secco di Herman ai tempi dell’Istituto Righi – “Sarebbe bello, ma non si può fare” – e quello di molti professori ed esperti che dicevano ottimisti: “Ci vorranno ancora cinquant’anni”

ripetendo la stessa frase cinquant’anni dopo. Insomma, qual era davvero la situazione? Giovanni voleva capirlo e si diede da fare. L’occasione buona arrivò quando un professore del MIT, Bruno Coppi, lo contattò per vie traverse per avere qualche consiglio da lui, ormai considerato un esperto in campo energetico nazionale, su come portare in Italia il suo progetto di fusione nucleare Ignitor. Coppi era un uomo anziano molto cortese ma deciso, conscio della difficoltà della sua impresa. Era pronto per discussioni approfondite e minuziose, aveva con sé una grande quantità di documenti, disegni e relazioni di calcolo che consultava continuamente e che tirava fuori da una valigia piena di carte che non lasciava mai. Giovanni lo ascoltò e si rese subito conto che si trovava di fronte a un personaggio di grande livello. Fece qualche ricerca e scoprì che Bruno era nato a Gonzaga, in provincia di Mantova, e si era laureato al Politecnico di Milano nel 1959. Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1961, aveva svolto la sua attività nelle più prestigiose università americane, a Princeton (New Jersey), a San Diego (California) e quindi al Massachusetts Institute of Technology. Giovanni scoprì che Coppi era un punto di riferimento mondiale e occupava un posto di rilievo ai vertici della comunità scientifica internazionale per i risultati straordinari ottenuti nel campo dei plasmi. Affascinante fu il racconto delle vicende che lo portarono al MIT a occuparsi di fusione nucleare, che Coppi fece a Giovanni sulla strada verso la sua casa di campagna a Calci, vicino a Pisa. Il plasma è una materia comunemente presente nel cosmo, ad esempio nelle stelle, ed è costituito da gas ionizzati. Il problema è che i plasmi sono instabili e per le altissime temperature a cui si formano, il loro confinamento è difficile. Su questo punto si erano impantanati gli astrofisici del MIT che per andare avanti chiesero aiuto proprio a Bruno Coppi. L’idea dello scienziato italiano e dei suoi collaboratori fu quella di confinare la materia ionizzata con una sorta di bottiglia

Il Massachusetts Institute of Technology di Boston

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150 anni e l e t t r i z z a n t i

I figli della fusione
“Per un certo numero di anni la tavola degli elementi è rimasta fissa a 92 elementi e il numero 92 è il numero atomico dell’uranio. Dopo la scoperta dell’uranio anche le verità della tavola atomica sembrano vacillare. Si può dire che dopo l’uranio niente è stato più come prima, sia sul piano reale che sul piano metaforico...” Così Peter Greenaway introduce il suo fantastico allestimento multimediale The children of uranium. Mentre i figli dell’uranio stanno diventando grandi tra mille difficoltà, la scienza sta formando nuove generazioni: tra queste la più ambiziosa e promettente è certo quella della fusione. Al contrario della fissione dove si rompono con una reazione a catena proprio gli atomi di uranio, nella fusione invece sono gli atomi di due isotopi dell’idrogeno che si fondono producendo elio e grandi quantità di energia. Si tratta di un processo antico che avviene nel Sole e nelle stelle dal Big Bang in poi. Affinché avvenga una fusione, però, i nuclei di idrogeno, entrambi carichi positivamente, devono essere sufficientemente vicini tra di loro perché la forza nucleare predomini sulla repulsione elettrica. Per farlo occorrono pressioni e/o temperature altissime ed alte densità, condizioni che si possono ottenere con elevati campi elettromagnetici, laser di potenza o, come vorrebbero i cultori della fusione fredda, con catalizzatori a base di nickel e palladio. Il proseguimento della fusione, dopo l’ignizione, è assicurato dal calore prodotto dalla fusione stessa come avviene in un qualsiasi processo di combustione dove è l’eccesso di calore prodotto nelle reazioni di ossidazione del combustibile a fornire l’energia per attivare le stesse reazioni tra altre molecole di combustibile e comburente. Alla fusione nucleare, per molti, è affidato gran parte del nostro futuro, non solo energetico. Infatti su di essa si concentrano anche i progetti delle astronavi che dovrebbero portarci in altre galassie e in altri mondi. Per esse gli scienziati stanno pensando a motori a fusione che usino l’idrogeno, di cui l’universo è ricco, per navigare senza il timore che finisca la “benzina”.

magnetica, in grado di contenerne anche piccole quantità, evitando superfici di confinamento che non potevano resistere alle alte temperature, tipiche proprio dei plasma. “Il plasma in bottiglia” era una grande idea e avrebbe permesso di studiare questa misteriosa materia anche in laboratorio. Una mission impossibile per molti che, però, riuscì a Coppi con il progetto Alcator: impiegando un campo magnetico pari a duecentomila volte quello terrestre, riuscì a riprodurre e a mantenere in laboratorio un plasma “celeste”. Alcator era un impianto ai limiti della fantascien-

za e Coppi volle che non rimanesse un’infrastruttura solo americana; promosse così la realizzazione in Italia di un impianto gemello, Torus, sul quale gli scienziati italiani potessero svolgere ricerche che riteneva fondamentali anche in chiave energetica. Le esperienze di confinamento dei plasma richiamano, infatti, subito i problemi di realizzazione pratica della fusione nucleare. Il passaggio da Alcator a Ignitor è stato quasi naturale poiché, confinando con lo stesso metodo il plasma giusto (quello fatto da idrogeno, sotto forma di deuterio e trizio), si potrà verificare se il sistema si accende e la fusione controllata si sostiene. Allora la fusione si farà? Coppi rispose con una metafora tagliente: “Vede, Manconi, è molto difficile e volendo paragonare il successo della fusione all’accensione del primo fuoco, noi siamo ancora al fumo”. Ma perché portare il suo Ignitor proprio in Italia? L’esperimento è relativamente semplice e poco costoso se paragonato ai grandi progetti internazionali di fusione e le risorse potrebbero essere trovate anche in altri Paesi. A questa domanda il professore rispose con un lungo elenco di motivazioni tecniche, logistiche, economiche, ma soprattutto – e Bruno lo diceva sommessamente con orgoglio – patriottiche. Giovanni ne fu particolarmente colpito e pensò che Coppi, scienziato e patriota, doveva avere un posto di rilievo nella sua personale galleria. Essa era ricca di uomini geniali, talvolta sfortunati, talvolta ingenui ma comunque intraprendenti e visionari. Per entrambi pensò a un quadro rivoluzionario, semplice ed esoterico di Lucio Fontana: Tagli decisi in una tela. Volle poi ricordare per loro alcuni versi di una poesia di Robert Frost che li accomunava a tutti gli altri personaggi che aveva incontrato nel suo straordinario viaggio: “C’erano due strade nel bosco e io... Io presi la meno battuta E di qui tutta la differenza è venuta.”

“I tagli” di Lucio Fontana

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na struttura unica in grado di operare con la massima efficienza nei diversi Paesi e con le differenti tecnologie. Per governare la complessità di uno scenario sempre più in evoluzione, Enel Green Power si organizza anche dal punto di vista dell’eccellenza operativa, con l’idea di migliorare la progettazione e la realizzazione degli impianti previsti nel piano di investimenti al 2015. “Il progetto Rex è esattamente questo” spiega Vittorio Vagliasindi, responsabile della Funzione Engineering & Construction. “Con grande soddisfazione abbiamo messo a punto un sistema di miglioramento continuo che ottimizza e rende più efficiente la costruzione degli impianti che, come Enel Green Power, stiamo realizzando in Italia, Francia, Grecia, Romania, Spagna, Stati Uniti e America Latina”. Gli obiettivi sono di tutto rispetto. Per il 2015, il Gruppo prevede di raggiungere una capacità installata complessiva di 10.400 MW, a fronte dei 6.100 di fi ne 2010. Un target che manifesta la capacità esecutiva di Enel Green Power, leader mondiale nella produzione di energie rinnovabili. Continua Vagliasindi: “Non è difficile immaginare quanto sia laborioso rispettare le diverse legislazioni dei Paesi dove operiamo. Inoltre le norme aziendali in materia di ambiente, salute e sicurezza vanno assolutamente seguite ma senza ‘sforare’ su tempi e costi stabiliti”. Per questo, chi si occupa di progettare e costruire impianti con le tecnologie rinnovabili deve ritrovarsi in un terreno comune, dove le procedure operative siano chiare e univoche, dove le competenze siano note e a portata di tutti, e dove l’ottimizzazione dei tempi e dei costi rappresenti un modello necessario a guidare il lavoro dei team.

U

Zenith

EFFICIENZA VERDE
SINERGIE IN TUTTO IL MONDO
Il progetto Rex – che nella fase di start up è stato sostenuto dalla consulenza del gruppo McKinsey – è coordinato in questa fase operativa da Umberto Magrini, responsabile dell’unità Ingegneria. “La nostra funzione si è dotata di una struttura unica a matrice, in grado così di operare nelle differenti tecnologie e nei diversi Paesi. L’idea è di avvicinare il più possibile le nostre eccellenze sparse per il mondo, con un grande sforzo di multicanalità: ricordo che in circa 50 cantieri lavorano persone di dodici nazionalità differenti”. Al fine di supportare l’applicazione di questo modello e di verificare e diffondere le migliori pratiche del settore (e di Enel Green Power in particolare), il progetto Rex è stato strutturato in cinque filoni di attività principali. La prima e fondamentale area è l’unità Design to Cost (coordinata da Gonzalo Costales) che ha il compito di guidare l’unità in un percorso strutturato di analisi e ottimizzazione dei costi, dei tempi e dell’efficienza degli impianti attraverso il coordinamento di team misti composti da E&C, Acquisti, Operations & Maintenance, Business Development, e fornitori esterni. Il processo di Continuos Improvement – affidato a Cristina Di Benedetto – prevede il perfezionamento continuo degli aspetti tecnico-operativi derivanti dall’applicazione del nuovo modello operativo e dal perseguimento degli sfidanti obiettivi di crescita. “Era necessario – spiega Magrini – definire una metodologia di condivisione delle soluzioni tecnico-operative alle diverse problematiche riscontrate durante la fase di crescita in maniera più strutturata, adeguata a un team internazionale”. Un centinaio circa di iniziative, legate a procedure, istruzioni operative o linee guida più efficaci, permetteranno di supportare meglio le fasi di progettazione, realizzazione, connessione e avviamento degli impianti in tutto il mondo. Un altro ambito di grande rilevanza è il Knowledge Management System, sotto la responsabilità di Tiziana Mainieri. Una piattaforma che permetterà la condivisione e la divulgazione di esperienze e di conoscenze specifiche nell’ambito di E&C. “L’obiettivo – continua Magrini – è condividere le best practices e il know how al fine di ottimizzare la progettazione e realizzazione degli impianti. Con questo strumento, che sarà lanciato a marzo 2012, garantiremo il flusso di comunicazione tra i colleghi di E&C, individuando team di esperti in grado di supportare i colleghi su tematiche e discipline specifiche e condividendo soluzioni innovative alle varie problematiche riscontrate durante le fasi di progettazione e realizzazione degli impianti”. La piattaforma del Workload Management, sotto la guida di Francesco Pivetti, ha lo scopo di gestire e monitorare il supporto tecnico da parte di E&C nello sviluppo di tutte le iniziative promosse dal Business Development di Enel Green Power a livello mondiale, permettendo di ottimizzare l’impegno delle risorse aziendali e di prevedere le esigenze specifiche in uno scenario dinamico. Coordinata da Alessio Minuti, l’area del Performance Management si avvale di uno strumento informatico, trasversale a tutta la Funzione, con il quale è possibile monitorare le attività in corso. “Solo misurando e analizzando una serie di indicatori di efficienza – conclude Magrini – si possono ottimizzare i processi. Ciò che pensiamo si deve poi necessariamente realizzare”.

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Sicurezza

UNA SETTIMANA

DA NON

DIMENTICARE
numeri sono freddi e asettici, ma in certi casi riescono a rendere l’entità di un evento. Non ci sono dubbi se guardiamo le cifre della quarta Settimana Internazionale della Sicurezza, che si è svolta in tutto il mondo Enel dal 28 novembre al 4 dicembre scorsi: 1.584 iniziative in tutto il mondo Enel (+ 19% rispetto al 2010) e ben 81.863 partecipazioni (+10% rispetto al 2010). L’appuntamento rappresenta ormai un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale e a confermarlo quest’anno è arrivato il riconoscimento del presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, che ha conferito all’amministratore delegato Fulvio Conti una medaglia per l’alto valore dell’iniziativa. Il primo atto ufficiale è stato l’evento inaugurale dell’auditorium Parco della Musica di Roma, aperto da Fulvio Conti che al termine del suo intervento si è collegato in diretta con i colleghi di Madrid e l’ad Endesa Andrea Brentan. Poi è stata la volta del direttore Personale e Organizzazione, Massimo Cioffi, che ha ribadito la responsabilità dei manager nel divulgare i comportamenti sicuri in azienda. “Per far penetrare realmente la cultura della sicurezza in tutti i nostri ambienti di lavoro”, ha aggiunto Isabel Benitez Garcia, componente della Commissione bilaterale sulla sicurezza di Endesa e del Comitato aziendale europeo Enel. Un coinvolgimento a 360 gradi, insomma, che parte dalla “sensibilizzazione fin dalla tenera età”, come le iniziative per la safety destinate ai bambini ricordate da Samy Gattegno, presidente del Comitato tecnico per la sicurezza di Confindustria, e dalla crescita dei livelli di sicurezza nelle piccole e medie aziende, come ha testimoniato Massimo Boneschi, ad di Edilcile. E per Domenico De Masi, docente di Sociologia delle professioni all’Università La Sapienza di Roma, è fondamentale usare uno stile comunicativo emozionale che “guardi alla mente di chi lavora e ai comportamenti”.

I

La condivisione insegna
Una banca dati pilota per studiare gli incidenti. Si tratta dell’Isdm, sviluppato alla fine del 2009 e definitivamente messo in esercizio nel 2010. Uno strumento che ha l’obiettivo di condividere le informazioni e le indicazioni ricavate dallo studio di tutti gli incidenti avvenuti nel perimetro della Divisione Internazionale. Da quelli che comportano l’assenza dal lavoro a quelli meno gravi, per i quali è sufficiente una semplice medicazione. Il sistema Isdm è accessibile tramite la Intranet in tutti i Paesi ove Enel è presente, consentendo in questo modo a tutti i dipendenti l’acquisizione di informazioni e/o lo studio dei casi d’incidente avvenuti. Al momento la banca dati riguarda i Paesi della Divisione Internazionale che sono abilitati a inserire e modificare i dati nel sistema. In questo modo tutti possono essere informati sugli incidenti che si sono verificati nei loro Paesi e non solo. Isdm diviene così fonte utile sia per la formazione (capisquadra e responsabili possono accedere al bollettino di sicurezza di ogni evento, a prescindere dal tipo e dalla gravità, e possono studiare i casi e presentarli agli operai), sia per il miglioramento continuo presso la propria sede di lavoro (gli esperti di safety possono riscontrare utili soluzioni o innovazioni da applicare nelle loro sedi, per prevenire incidenti come quelli occorsi). Un sistema che consente di evitare di ripetere gli stessi errori.

PREVENZIONE PRIMA DI TUTTO
È stata poi la volta della premiazione dei “sei casi di successo” da parte di Fulvio Conti e Alda Paola Baldi, responsabile Safety Enel: sei progetti per migliorare la cultura della sicurezza che costituiscono un esempio per tutta l’azienda (vedi pagina a fianco). Spazio poi alle tematiche della salute e del benessere. Per ribadire l’importanza della prevenzione, sul palco sono saliti Attilio Maseri, presidente Fondazione per il Tuo cuore onlus, Pietro Antonio Migliaccio, presidente Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, Paolo Marchetti, responsabile Oncologia Medica dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, e Sergio Tiberti, professore di Igiene Generale e Applicata dell’Università degli Studi dell’Aquila. Gli esperti hanno parlato dell’importanza della prevenzione e della promozione degli stili di vita virtuosi nell’ambito professionale. Focus anche sulla guida sicura: a parlarne è stato Siegfried Stohr, ex pilota di Formula 1 e vicepresidente Associazione Nazionale Sicurezza Stradale. Tra gli ospiti anche Riccardo Rossi, il testimonial di Enel Energia, che ha condotto Healthy Game, il momento interattivo col pubblico sulla salute. Il finale, particolarmente emozionante è stato affidato all’attore e regista Sergio Rubini, che ha interpretato Passo Falso, un testo scritto per l’occasione da Umberto Marino. L’evento inaugurale ha aperto una settimana che ha visto in tutti i luoghi di lavoro e i Paesi in cui il Gruppo è presente l’organizzazione di migliaia di eventi tra incontri e dibattiti, controlli sanitari, safety walks, simulazioni di emergenza e di evacuazione, sessioni di studio degli incidenti mancati, azioni di sensibilizzazione del personale Enel e dei collaboratori esterni. Il tutto in sinergia con le Divisioni, i Paesi e con il pieno coinvolgimento delle ditte appaltatrici. Con un pensiero speciale a quelle 88 Unità che negli ultimi tre anni hanno registrato un obiettivo importante: zero infortuni.

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I PROGETTI PREMIATI
Le parole sono importanti Apri gli occhi
Basta poco per lavorare in piena sicurezza. Per esempio un briefing con i colleghi prima di cominciare, un semplice incontro per verificare le dotazioni e i comportamenti necessari al rispetto delle regole di safety. Un’intuizione semplice, ma anche una potente innovazione che la Divisione Internazionale ha condensato nel progetto Tool Box Talk. Avviato in fase pilota in Romania, il progetto prevede l’organizzazione di brevi momenti informativi/formativi di 10-15 minuti prima di iniziare il turno di lavoro, vicino alla “cassetta degli attrezzi” (tool box), in cui vengono elencati i dispositivi da utilizzare, gli attrezzi e dove vengono ricordati i rischi legati alla specifica attività lavorativa. A seguito dei risultati ottenuti in Romania, da quest’anno in tutto il Gruppo Enel si sta implementando questo processo anche detto di “pre-job check”. Abrí los ojos è una campagna promossa dalla società argentina Edesur di Endesa che ha l’obiettivo di prevenire gli infortuni causati da un eccesso di confidenza con il proprio lavoro. Il progetto è stato premiato nella categoria Cultural Evolution, dedicata al consolidamento della cultura della sicurezza e la promozione di comportamenti virtuosi. Abrí los ojos si focalizza sugli infortuni che derivano da azioni ripetute frequentemente e punta a scardinare le cattive abitudini legate ad attività quotidiane, sottolineando in maniera ironica che, così come non cediamo all’eccessiva fiducia in noi stessi durante azioni della nostra vita di tutti i giorni (per es: non guidiamo con gli occhi chiusi), non dobbiamo neanche acquisire eccessiva sicurezza nelle azioni legate al nostro lavoro quotidiano. hanno anche la possibilità di frequentare i percorsi di formazione previsti per i Safety Officer e l’opportunità di sviluppare progetti specifici. La Divisione Ingegneria e Innovazione ha sviluppato per prima il progetto inserendo nel percorso 72 neoassunti: nel 2011 è stata completata la fase di formazione d’aula (3 settimane) e poi è iniziata la fase di formazione specialistica e training on the job (21 settimane).

La lezione de L’Aquila
Definirla una storia di successo è riduttivo. Perché Safety coaching, il progetto per la condivisione della sicurezza Enel con gli appaltatori, è nato dall’esperienza del terremoto dell’Abruzzo nel 2009. Quando in tanti tra i soccorritori hanno dovuto confrontarsi, oltre che con l’insopportabile dolore personale, con uno stato di emergenza assoluta. Safety coaching punta a potenziare le attività di sensibilizzazione per le imprese appaltatrici e realizzare il processo di condivisione delle buone prassi: consapevolezza degli imprenditori, strumenti per migliorarsi e più efficaci relazioni committente/impresa in materia di prevenzione degli infortuni.

Infortuni mancati, segnalarli è un dovere
La Divisione GEM viene premiata per Near Miss, il progetto che migliora la comunicazione dei mancati incidenti, il cui studio è utile per correggere abitudini errate. “Uno strumento poderoso per definire comportamenti sempre più sicuri” per citare le parole usate dall’ad Fulvio Conti durante l’evento inaugurale. Per ogni incidente esiste un ventaglio di dinamiche alternative che potevano portare ad altre conseguenze. Anch’esse vanno studiate a fondo. Nell’ultimo biennio la Divisione GEM ha messo in pratica il progetto Near Miss, che ha dato una forte spinta al processo di segnalazione degli incidenti mancati rafforzando anche la qualità stessa delle segnalazioni con un apposito report. L’incremento registrato nelle segnalazioni ha portato fino a oggi a costituire una banca dati popolata da oltre 120 casi. È stato poi implementato un processo di segnalazione, registrazione e “ricircolo” delle esperienze per la diffusione dei casi sul territorio.

Primo: osservare
Diffondere l’abitudine a osservare e correggere i comportamenti a rischio. È questo il tratto saliente di Safe Behaviour, un progetto per la sicurezza targato Enel Green Power. Si basa sulla metodologia BBS (Behaviour Based on Safety) e punta a divulgare l’abitudine a controllarsi l’un con l’altro correggendo i comportamenti errati e instaurando di fatto una forma di tutela reciproca tra colleghi, senza distinzioni di sorta tra personale Enel e collaboratori esterni. Nel corso del 2011 Enel Green Power ha implementato il progetto in tutti i siti produttivi del suo perimetro internazionale (compresi i cantieri e le attività di Operations and Maintenance). Tutti i responsabili delle Unità, i colleghi e gli appaltatori che hanno applicato il progetto hanno ottenuto ottimi risultati in termini di osservazioni svolte e azioni conseguenti per la risoluzione dei problemi.

La prima esperienza
Far leva sull’entusiasmo dei neolaureati è un buon modo per sviluppare la cultura della sicurezza fin dal primo giorno di lavoro. Lo hanno pensato gli ideatori di Sei mesi nella safety, il percorso di formazione nato nell’ambito del team Organizzazione del progetto Nine Points e, poi, implementato in tutte le Divisioni Enel. Il progetto prevede per i neoassunti un percorso di formazione nelle Unità Safety del Gruppo durante il contratto di inserimento (18 mesi): a una fase iniziale di orientamento segue un periodo successivo di affiancamento sul campo. Le risorse

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Sostenibilità

Barefoot College ed Enel Green Power insieme per promuovere in America Latina elettrificazione rurale e valorizzazione del ruolo femminile nelle comunità

L’energia delle donne

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pread, crisi finanziaria, recessione: parole che ossessionano noi occidentali ma che sono pressoché sconosciute alla parte del mondo meno fortunata. Quella che vive ai margini della ricchezza e che considera già un successo poter accedere a una fonte energetica. È a loro che si rivolge Sanjit Bunker Roy, fondatore e direttore del Barefoot College, l’organizzazione non governativa che fornisce alle comunità rurali servizi e soluzioni di base, con l’obiettivo di renderle autosufficienti e sostenibili. Un accostamento, quello tra cibo e energia, che non deve essere considerato in alcuna maniera ardito. I numeri dimostrano come l’elettricità sia un motore straordinario di crescita. Nel mondo, sono circa 1,4 miliardi le

persone che non vi hanno accesso, mentre un altro miliardo di persone subisce frequenti interruzioni di corrente. “Ho visto gli effetti rivoluzionari che porta la corrente elettrica in villaggi sperduti” ci dice Bunker Roy al termine della presentazione ufficiale della partnership tra il Barefoot College e Egp (“il primo accordo che la nostra organizzazione stringe con un partner privato”). Ci racconta quanto sia stato difficile imporre un modello rivoluzionario come il suo e di come proprio la fascia di umanità maggiormente istruita abbia rappresentato l’ostacolo maggiore per la diffusione del suo modello, che prevede l’elettrificazione di aree rurali non connesse alla rete elettrica attraverso la formazione di donne analfabete appartenenti alle comunità selezionate. Donne che nell’arco di sei mesi diventano “ingegneri solari Barefoot”, capaci di installare, riparare e mantenere i pannelli fotovoltaici e le apparecchiature a esse collegate. Un modello che ora, grazie anche a Egp, verrà esportato anche in America Latina, terzo continente dopo Africa e Asia a essere investito da questa rivoluzione culturale, tecnologica e sociologica: “Partono donne, tornano tigri”, racconta Roy parlando delle “sue” nonne, trecento donne tra i 35 e i 60 anni capaci di portare energia elettrica in 25 Paesi, coprendo oltre 30mila abitazioni. Energia solare, acqua, formazione, artigianato, azioni di democrazia partecipativa, sanità, pari opportunità sono tutti concetti implementati grazie all’attività del Barefoot College in realtà poverissime, formate da persone che vivono con meno di un dollaro al giorno. Un approccio innovativo voluto fortemente da Roy, nominato nel 2010 da Time tra i cento individui più influenti del mondo, e che segue gli insegnamenti del Mahatma Gandhi in termini di stile di vita e di lavoro.

UNA SCELTA MIRATA
Il Barefoot college – spiega Roy – mira a rendere indipendenti le comunità fornendo loro conoscenza”. La scelta di donne come partner (“sono quelle che sicuramente non lasceranno le comunità d’appartenenza”) e la gestione delle risorse da parte dei villaggi, aumentano la sostenibilità sociale e ambientale, educando e dando lavoro alle donne e fornendo un accesso diretto a una fonte di energia priva di emissioni di CO2. Un’azione che ha anche una valenza politica: “Ogni nostra azione ha una forte carica politica, dobbiamo solo rendercene conto”. Il Governo indiano guarda con interesse alla sua azione in Africa, terreno di forte competizione con altre potenze emergenti, in primis la Cina, che, come ricorda Roy con orgoglio “non può però vantare un programma come il nostro”. Il progetto con il Barefoot College si inserisce nell’ambito del più ampio programma Enabling Electricity, che rappresenta l’impegno del Gruppo Enel per contribuire a ridurre la povertà energetica globale; un impegno coerente con l’appello alla responsabilità delle imprese lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che ha dichiarato il 2012 “Anno internazionale dell’energia sostenibile per tutti”. Una sfida alla quale, da marzo, contribuiranno altre venti “nonne solari”. Selezionate per la prima volta anche in America Latina grazie alla collaborazione con Enel Green Power.

Sanjit Bunker Roy

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Grazie al contributo di Enel Cuore apre a Milano il nuovo Rifugio Caritas di accoglienza per i senza dimora

Enel Cuore

Arrivi e partenze
’aiuto per i più poveri e bisognosi non si limita nel tempo. Per questo, da oltre tre anni, Enel Cuore ha lanciato un ambizioso progetto di assistenza per le persone meno fortunate: Un cuore in stazione. Un’iniziativa di carattere filantropico, condotta in partnership con Ferrovie dello Stato Italiane (Fsi), che ha già messo in cantiere e realizzato undici progetti di assistenza, puntando principalmente alla riqualificazione di luoghi di aggregazione cittadini, come appunto le stazioni ferroviarie. Un progetto partito da Roma con la realizzazione di Binario 95, il centro diurno nato nei locali della stazione Termini (messi a disposizione in maniera gratuita dalle Fsi, così come tutte le altre strutture coinvolte nelle iniziative in tutta Italia) a favore delle persone senza fissa dimora. L’obiettivo è quello di migliorare l’accoglienza degli utenti e sviluppare la rete dei servizi attraverso il sostegno alle associazioni no profit. L’impegno ha anche un importante risvolto economico: Enel Cuore ha sostenuto le associazioni con un contributo di circa tre milioni di euro per la realizzazione delle strutture.

L

AL CENTRO DI UNA RETE
Il Rifugio Caritas non è concepito come un punto di arrivo, ma un posto da cui ripartire. Per ogni ospite, gli operatori concorderanno un programma di reinserimento. Per questa ragione il centro d’accoglienza è parte integrante della rete dei servizi sociali pubblici e privati del territorio di Milano. Particolarmente stretto sarà il rapporto con i servizi gestiti direttamente da Caritas Ambrosiana: il Sam (servizio di accoglienza milanese, rivolto agli italiani) e il Sai (il servizio di accoglienza immigrati, riservato agli stranieri). Il Rifugio si inserisce in un tessuto, quello della stazione ferroviaria, che, come ha spiegato il responsabile delle politiche sociali del Gruppo Fsi Amedeo Piva, ‘’è un termometro dello stato di salute del sociale in città’’. ‘’È un’idea nata nel 2008 insieme al Gruppo Fsi per sfruttare al meglio gli asset immobiliari delle Ferrovia” ha ricordato Carlo Papa, consigliere di Enel Cuore. “Iniziato a Roma, il progetto ha unito l’Italia con esperienze dalla Sicilia al Piemonte”.

UN PROBLEMA GLOBALE
Quello dei senzatetto è un problema reale e visibile dei Paesi europei, Italia compresa. Nel nostro Paese le persone senza fissa dimora sono ben 50mila: solo a Roma ce ne sono 6mila e 5.500 vivono a Milano. Proprio il capoluogo lombardo è stato il teatro dell’ultima iniziativa, in ordine temporale, di Un Cuore in stazione. Nei pressi della Stazione Centrale, in via Sammartini 114, nello stesso luogo che per 30 anni ha ospitato il Rifugio di Fratel Ettore, ha aperto, a metà dicembre, il Rifugio Caritas, ricovero notturno per i senza dimora gestito dalla Caritas Ambrosiana. L’intervento è stato reso possibile grazie non solo all’ormai consolidata partnership tra Enel Cuore e Ferrovie dello Stato Italiane, ma anche grazie al contributo della Fondazione Cariplo e della Fondazione Milan. Un contributo al progetto potrà arrivare anche dai semplici cittadini che potranno partecipare alla copertura delle spese di gestione versando un’offerta a Caritas Ambrosiana o acquistando i panettoni mignon venduti sui treni. Il Rifugio Caritas è, come si dice in gergo, un servizio “a bassa soglia”, concepito quindi per dare ai senza dimora una risposta immediata a un bisogno urgente: quello di trovare un riparo per la notte. La struttura, riservata a soli uomini, sarà composta da 56 posti letto complessivi, 16 disponibili per un massimo di 10 giorni (pronto intervento) e 40 destinati per un periodo più lungo e variabile a coloro che accettano di seguire un percorso di recupero (accoglienza programmata).

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Parag Khanna

Prisma

N

IL MONDO CHE VERRÀ
industrializzati. Questo dato è confermato anche dalla quantità degli investimenti che vengono dedicati alle infrastrutture e che, secondo Khanna, rappresenta uno degli indicatori più significativi in grado di misurare lo sviluppo economico futuro. A questo proposito, Parag ha voluto sottolineare il ruolo di Enel a livello internazionale: “Per quanto riguarda il settore dell’energia, Enel è una realtà all’avanguardia mondiale. Perché, oltre a diversificare le fonti e le risorse, sta continuando a investire in infrastrutture. Una visione globale perfettamente in linea con il mondo di domani”.

el 2008, a soli trent’anni, è stato consigliere di politica estera di Barack Obama e la rivista Esquire lo ha incluso tra i 75 individui più influenti al mondo. Per Marta Dassù, direttore generale delle attività internazionali di Aspen Institute Italia e neo-sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri, è “una delle menti più brillanti della geopolitica mondiale”. Stiamo parlando di Parag Khanna, senior research fellow presso l’European Council on Foreign Relations e autore di bestsellers come How to run the world e The second world. Nato in India 33 anni fa, Parag è cresciuto tra Emirati Arabi Uniti, New York e Germania, sviluppando quella visione globale del mondo che lo ha portato a essere oggi un esperto di fama internazionale. Lo scorso novembre all’Auditorium Enel di Roma è stato il protagonista della conferenza Il futuro della globalizzazione, inserita nel ciclo di conferenze Orienta.

LA GLOBALIZZAZIONE 5.0
Bisogna quindi saper interpretare questo nuovo mondo per tempo, così da essere pronti a guidare quella che Khanna chiama la “globalizzazione 5.0”. Il primo passo da fare è ripensare un nuovo modello di governance, in cui gli attori non possono più essere solo gli stati sovrani, ma che deve coinvolgere anche le maggiori aziende e associazioni culturali del Pianeta. Ecco che allora avranno un ruolo sempre più importante i filantropi, i policy makers, le multinazionali, le lobby, le ong e tutti quei soggetti o gruppi di pressione che ben conoscono i meccanismi attraverso cui passano le decisioni di oggi e di domani. All’incontro erano presenti un centinaio di studenti dei licei romani. A loro, Parag si è rivolto invitandoli a girare il mondo, studiare in nazioni diverse, arricchire le competenze. “E partecipate attivamente alla vita politica del vostro Paese” ha detto, “sapendo che non esistono uomini che hanno la bacchetta magica e che ogni cambiamento dipende anche da voi”. Un invito a cui si è unito anche Fulvio Conti il quale, dopo aver ringraziato Parag, ha ribadito che il mondo sta cambiando e sarà fondamentale adeguarsi al nuovo scenario: “Per affrontare il futuro descritto oggi dal nostro ospite, dovete impegnarvi con tutta la tenacia possibile. La società si avvia verso un processo di de-industrializzazione, in cui la capacità di innovazione sarà decisiva”. Una dote che a Parag Khanna certamente non manca.

IL NUOVO MEDIOEVO
“Benvenuti nel nuovo Medioevo. Un fatto che, apparentemente, dovrebbe rendere tutti noi molto fiduciosi per il futuro”, ha esordito tra lo stupore generale. Khanna non è solo un bastian contrario che ama sfidare i luoghi comuni; è una mente enigmatica che ci costringe a rivedere il nostro modo di guardare il mondo, ripensandolo dalle fondamenta. “Dimenticate tutte le nozioni che ci portano a credere che il nuovo sistema per la gestione di problemi globali sarà dominato dai vecchi attori. Stiamo entrando in un’epoca che sarà sempre più simile a quel Medioevo che spaventa così tanto. Però dovremmo anche ricordare che quel periodo si è evoluto nel Rinascimento. Ecco, noi dobbiamo garantire che ciò accada di nuovo” ha spiegato. Oggi, secondo Khanna, “non esiste più un centro motore, come in passato sono stati prima l’Europa e poi gli Stati Uniti. Basti pensare che la maggior parte della produzione commerciale asiatica è oggi assorbita all’interno di quel continente. In sostanza, non hanno più bisogno del mondo occidentale per trovare acquirenti”. Tanto più che i cosiddetti Paesi emergenti crescono a un ritmo molto superiore rispetto a quelli

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A Mosca con il sostegno di Enel la mostra del pittore seicentesco e la stagione di balletto nel Teatro Bolshoi restaurato

Prisma Prisma

Caravaggio incanta la Russia N
on semplicemente una mostra su Caravaggio, ma la più grande mai realizzata in Russia, con undici opere del pittore secentesco giunte per l’occasione da musei italiani e vaticani. Grazie all’esposizione presso il Museo Pushkin, dallo scorso 26 novembre e sino al 19 febbraio 2012, i moscoviti possono così ammirare dal vivo i capolavori di uno degli artisti più conosciuti al mondo. La mostra rappresenta un vero e proprio evento culturale per la città, reso possibile grazie al sostegno di Enel, come ricordato dal direttore della Divisione Internazionale Carlo Tamburi, presente il giorno dell’inaugurazione in rappresentanza della nostra azienda. In realtà le danze si sono aperte qualche giorno prima, il 16 novembre, presso Palazzo Berg, la sede l’Ambasciata d’Italia di Mosca, dove è stato esposto in anteprima Il ragazzo con canestra di frutta. Nel dare il benvenuto all’opera giovanile del Caravaggio, Irina Antonova, direttore da cinquant’anni del Museo Pushkin, ha ricordato che “il Caravaggio occupa un posto tutto particolare nel pantheon dell’arte mondiale perché con la sua nuova concezione pittorica del mondo e il suo nuovo linguaggio ha aperto il Seicento con un ‘golpe artistico’”. Il ragazzo con canestra di frutta è rimasto in mostra presso la rappresentanza diplomatica italiana sino al 24 novembre: una sorta di saluto alla cittadinanza moscovita prima del trasferimento al museo Pushkin. La sede dell’anteprima non è stata scelta a caso: la mostra di Caravaggio, infatti, rappresenta il culmine dell’Anno della Cultura e della Lingua italiana in Russia. Nel corso del 2011 sono arrivate a Mosca anche opere teatrali e produzioni di grande livello, oltre alle opere di Raffaello, Gian

Lorenzo Bernini, Lorenzo Lotto e Giovanni Bellini che hanno costituito il ciclo Capolavori dai musei italiani. Da Raffaello a Caravaggio. Antonio Zanardi Landi, ambasciatore d’Italia presso la Federazione Russa, è “convinto che i russi accoglieranno Caravaggio con grandissimo interesse”, non solo per il “posto di primo piano che il maestro lombardo, indiscutibilmente, occupa nella storia dell’arte mondiale, ma anche per le particolari e travagliate vicende della sua esistenza, che ne fanno un personaggio enigmatico e interessante”. Il ragazzo con canestra di frutta è da sempre considerata una delle opere più significative del Caravaggio ed “era così ambito – ha ricordato Zanardi Landi – che, pur di entrarne in possesso, il cardinale Scipione Borghese ne fece imprigionare il primo proprietario, il pittore Cavalier d’Arpino, che riottenne finalmente la libertà solo in cambio della tela”. L’anteprima della mostra con l’esposizione de Il ragazzo con canestra di frutta ha suscitato l’entusiasmo dei moscoviti. “Riuscire a richiamare l`attenzione del pubblico russo su un’opera singola con una valenza particolare – ha sottolineato Zanardi Landi – è stato possibile grazie all’alleanza eccezionale con il Pushkin e al sostegno del Ministero della Cultura russo, oltre agli sforzi di sponsor come Enel che ha permesso anche l’arrivo all’Ermitage di San Pietroburgo della Tempesta di Giorgione”. Tra gli altri undici capolavori di Caravaggio esposti nelle sale del Museo Pushkin figurano La Deposizione nel sepolcro, che proviene dal Palazzo del Vaticano, La cena di Emmaus dalla Pinacoteca di Brera di Milano e La Conversione di San Paolo, dalla Chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma.

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Intercultura

Sceltiper voi
Evento New Media

Vivere l’arte in prima persona
C’è una bella differenza tra osservare un’opera d’arte ed esserne parte integrante. Lo sa bene chi ha avuto a che fare con “Double Carousel with Zöllner Stripes”, l’opera di Carsten Höller in mostra al Museo Macro di Roma fino al 26 febbraio 2012 che ha vinto la quinta edizione dell’Enel Contemporanea Award. Ospitata nella grande sala Enel al piano terra, uno dei maggiori spazi espositivi d’Europa, l’installazione è composta da due giostre che, muovendosi in senso opposto a velocità molto ridotta, consentono ai visitatori di salire e scendere liberamente, avvicinandosi e si allontanandosi l’uno dall’altro in un moto rotatorio costante. Intorno, linee visive dalle trame apparentemente incrociate, le “Zöllner Stripes“, creano un effetto complessivo di grande suggestione. È stato lo stesso Höller a spiegare questa scelta per “esaltare l’illusione ottica e l’effetto di straniamento, modificando la percezione dello spazio e generando una visione rallentata della realtà”. Attraverso quest’opera, Höller ha inteso trasformare lo spazio in un dipinto geometrico e illusorio, creando una sorta di ambiente psichedelico. Alla base del lavoro compiuto dall’artista tedesco c’è un concetto molto chiaro e ben delineato: invitarci a riflettere sul nostro approccio verso la realtà circostante, che troppo spesso “archiviamo” con eccessiva velocità. E la cornice del Macro esalta la potenza espressiva dell’opera. Lo stesso Carsten Höller lo ha definito “uno spazio perfetto per l’arte”, aggiungendo: “Lì il mio lavoro prende davvero vita”. A bordo delle due giostre sono già salite trenta coppie di gemelli omozigoti, che hanno partecipato alla realizzazione di un video ideato proprio per sottolineare il tema del disorientamento e che sarà anch’esso visibile all’interno del Macro. Con “Double Carousel with Zöllner Stripes” continua dunque il cammino di Enel Contemporanea, che si propone di esplorare il concetto di energia attraverso il linguaggio universale dell’arte.

Enel Check Off: la sostenibilità premia
Nuova iniziativa di Enel a sostegno della eco-sostenibilità. “Enel check off” è infatti il nome del nuovo gioco che permette di misurare la sostenibilità ambientale delle nostre abitudini. Sulla falsariga di FourSquare, che permette di fare check-in quando si entra in determinati luoghi, “Enel Check Off” permette di segnalare quando si compiono comportamenti sostenibili, preferendoli ad azioni inquinanti. Il sito elenca in modo dettagliato tutte le azioni che ci permettono di ridurre le emissioni di CO2. Immaginiamo uno scenario classico della vita di tutti i giorni: fare la spesa. Prima di uscire di casa dobbiamo ricordarci di prendere una sporta di tela in cui mettere i prodotti. In questo modo eviteremo di farci dare i sacchetti di plastica. E non dimentichiamo di spegnere tutti gli apparecchi elettronici rimasti in stand-by. Scendiamo per le scale a piedi invece che con l’ascensore e per raggiungere il supermercato è meglio prendere la bici o i mezzi pubblici piuttosto che l’automobile. Molto importante poi scegliere i prodotti alimentari locali a km zero il cui trasporto ha richiesto l’emissione di poca CO2. Tutta questa serie di piccoli accorgimenti ci permettono, senza troppi sacrifici, di tagliare un buon quantitativo di emissioni. Ma ce ne sono tanti altri che possiamo mettere in pratica nella nostra vita quotidiana come bere l’acqua del rubinetto invece di quella in bottiglia, scegliere un libro invece di accendere il televisore o differenziare i rifiuti. E per ognuno di questi gesti, un check su Enel Check Off ci permetterà di guadagnare dei punti, o badge, che indicano il nostro grado di eco-compatibilità. L’iniziativa è anche un concorso (dal quale però sono esclusi i colleghi Enel). Entro il 31 marzo 2012 sarà effettuata l’estrazione dei premi in palio, anch’essi in perfetto “stile ecologico”: tra questi una bicicletta elettrica e una lampada alimentata da energia solare.

Museo Macro di Roma – 2 dicembre 2011 / 26 febbraio 2012

Sul web www.enelcheckoff.it

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Intercultura

Intreminuti
I Borghese e l’antico
I capolavori dell’arte antica appartenuti alla collezione Borghese tornano a casa. Opere come il Vaso Borghese, l’Ermafrodito, il Sileno con Bacco fanciullo e le Tre Grazie, che furono portate a Parigi durante l’epoca napoleonica, sono di nuovo a Roma grazie a I Borghese e l’antico, la mostra ospitata nell’omonimo palazzo dal 6 dicembre 2011 ad aprile 2012. L’evento è sponsorizzato dalla nostra azienda.

Un master per l’ecomobilità
La Luiss Business School lancia il master in Management in eco-mobilità, in collaborazione con Enel e Toyota e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, della Regione Lazio, di Comune e Provincia di Roma. Primo caso del genere in Europa, il master si rivolge a giovani laureati e a persone già inserite nel mondo del lavoro. L’obiettivo è formare professionisti in grado di gestire lo sviluppo e la diffusione della mobilità sostenibile all’interno delle aziende o delle amministrazioni pubbliche. L’inizio dei corsi è previsto per il 20 gennaio.

Una Coppa al caffè
Chi saranno i Federer, i Nadal, i Djokovic di domani? Per scoprirlo c’è la Copa del Cafè, il torneo che riunisce i giovani tennisti più forti del mondo. Nato nel 1965, nel corso degli anni ha visto imporsi campioni del calibro di Bjorn Borg e Ivan Lendl. L’edizione 2012, che si svolgerà come sempre a San José di Costarica, ha tra i suoi sponsor Enel Green Power.

L’arte della modernità
“In mostra, c’è la nascita di uno stato moderno”. Parola di Aurel Hrabušický, uno dei curatori dell’esposizione Nuova Slovacchia. (Difficile) nascita di uno stile di vita moderno 1918 – 1949. Quadri, foto e oggetti quotidiani raccontano il progresso sociale e civile di una nazione. Una sezione, realizzata col contributo di Slovenské elektrárne, è dedicata all’elettrificazione del Paese.

I Borghese e l’antico / Roma - Palazzo Borghese/ 6 dicembre 2011 - aprile 2012 Un master per l’ecomobilità / www.formazionelbs.luiss.it

Copa del Cafè / San Josè (Costarica) / 2-7 gennaio 2012 New Slovakia Exhibition / Galleria Nazionale Slovacca – Bratislava / Fino al 15 gennaio 2012

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Gente Enel

GenteEnel
Adele Marchesi
Rex

La pasionaria del libro
“La parola scritta mi ha insegnato ad ascoltare la voce umana, così come gli atteggiamenti maestosi e immoti delle statue mi hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini”. Adele Marchesi, collega della Funzione Regolatorio e Antitrust di Enel Distribuzione, legge questo passo di uno dei suoi libri preferiti, il capolavoro di Marguerite Yourcenar Memorie di Adriano, e tanto basta a far trapelare la sua grande passione per la letteratura. Una passione che l’ha portata ad aver inventato Libringiro, la sezione della intranet aziendale che si occupa dello scambio dei volumi, e che la vede assoluta protagonista con oltre 100 titoli della propria biblioteca messi a disposizione dei colleghi. Un’idea che Adele ha sviluppato partendo da una semplice considerazione: “Poco più di un anno fa, mi sono accorta che in ufficio quello dei libri era uno degli argomenti di discussione più gettonati, insieme alle questioni di lavoro. In pausa pranzo o davanti una tazzina di caffè ci si scambiavano consigli e volumi. Così ho pensato che sarebbe stato bello poter fare la stessa cosa anche con colleghi sconosciuti, scoprendo magari degli interessi comuni. Mi sono guardata attorno, e dopo un po’ di tempo ne ho parlato con la responsabile di People Care, Iliana Totaro, che ha accolto la mia proposta con grande entusiasmo”. Una proposta capace di unire cultura e socialità, in perfetta sintonia con la filosofia aziendale. Ma dove trova il tempo per leggere, visti i tanti impegni da affrontare ogni giorno? “Personalmente – risponde Adele – leggo sull’autobus. Preferisco alzarmi un po’ prima la mattina per prendere i mezzi pubblici e ritagliarmi una mezz’ora per la lettura. Poi, ovviamente, nel fine settimana posso dedicargli più tempo. Mi accoccolo sul divano e lascio mio marito e mia figlia alle loro occupazioni”. A proposito, anche sua figlia è così appassionata? “Assolutamente sì, è una grande lettrice. Perché l’amore per i libri è una cosa che si trasmette”. Su questo, basta parlare con Adele per non avere dubbi.

Una questione di fiuto
Quando si dice “lavorare come un cane”. È quello che devono pensare in Chilectra, una delle controllate di Endesa, che distribuisce energia a Santiago del Cile e che può vantare in organico un collaboratore davvero particolare. Si tratta di Rex, un labrador addestrato a individuare i guasti nella rete elettrica attraverso il proprio fiuto. Un’idea nata dal concorso Progetti di innovazione” promosso dall’azienda e che Marco Leiva, appartenente all’Unità di mantenimento sotterraneo, ha voluto sviluppare e concretizzare. Così, sulla falsariga di ciò che avviene con i cani antidroga o antiesplosivo, Rex è stato addestrato a riconoscere gli odori che vengono sprigionati dai cavi bruciati. Un addestramento avvenuto in diverse tappe. Il primo passo è stato quello relativo alla conquista della fiducia e dell’obbedienza, che ha richiesto circa un mese di tempo. Superato questo passaggio, Rex ha iniziato l’apprendimento “olfattivo”, durante il quale ha imparato a riconoscere gli odori prodotti dai guasti. Questa è stata una delle fasi più lunghe, che ha richiesto sei mesi di duro lavoro sia per il labrador che per gli addestratori. Infine è stato il momento della prova sul campo, in cui Rex è stato chiamato a esercitarsi in strada, in un contesto ben diverso di quello in cui si era allenato. Oggi, come afferma il responsabile tecnico di Chilectra Enrique Fernández: “Rex è un valore aggiunto per la compagnia. Ha i suoi orari di lavoro, e se non ci sono guasti da scovare ne approfitta per allenarsi. Fino a oggi i risultati che ha raggiunto parlano chiaro: Rex ha un indice di efficacia pari al 90%, e grazie al suo contributo i tempi di lavoro per la riparazione dei cavi si sono ridotti del 55%”. Da Chilectra fanno notare come Rex non corra alcun pericolo durante lo svolgimento delle proprie mansioni e che mai, in nessun momento, può venire in contatto con i cavi ad alta tensione. Perché il concetto di sicurezza sul lavoro si applica a tutti, nessuno escluso.

Vedi la sezione Libringiro nella intranet aziendali

38 Enel Insieme Dicembre 2011-Gennaio 2012

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Enel Insieme pubblica, in questa rubrica, le domande e i contributi dei lettori. L’indirizzo a cui spedirle è: Redazione Enel Insieme - Comunicazione Interna Enel Spa — Viale Regina Margherita, 125 — 00198 Roma Oppure via posta elettronica a: enelinsieme@enel.com

Il telelavoro: una nuova opportunità
In occasione del recente accordo firmato da Enel e sindacati, abbiamo incontrato Roberto Crivelli, responsabile Relazioni Sindacali Enel Italia, per approfondire il tema del telelavoro e delle nuove opportunità che ci offre Qual è l’importanza di questo nuovo strumento di lavoro? Il telelavoro, che è frutto di un accordo tra dipendenti e azienda, permette di armonizzare efficacemente le esigenze personali e lavorative delle persone, in un’ottica di work-life balance (cioè di bilanciamento tra lavoro e tempo libero) e di “sostenibilità” ambientale e sociale. Ne esistono di vario tipo: da quello domiciliare, che è il più conosciuto, a quello mobile, in hotdesking o da postazioni satelliti. Per ognuna di esse, il presupposto di base è rappresentato dalla “tele-lavorabilità” della mansione e dalla volontarietà, sia per il lavoratore che per l’azienda. Che tipo di vantaggi può portare all’azienda? Il principale vantaggio che metterei in evidenza è l’influenza che il telelavoro può avere sulla motivazione delle persone, con positive ricadute sulla produttività e sui risultati; ulteriori aspetti positivi, ampliando la prospettiva in un’ottica di “etica di impresa”, le ricadute

sull’ambiente in termini di minore inquinamento, nonché, dal punto di vista organizzativo, una razionalizzazione degli spazi e dei tempi aziendali. Esistono categorie particolari a essere interessate più di altre? Sicuramente quelle che hanno particolari esigenze dal punto di vista familiare. L’esempio più classico è certamente quello di lavoratrici o lavoratori che devono accudire i figli più piccoli, ma l’accordo prevede una valutazione prioritaria anche delle situazioni di bisogno previste nel Protocollo Azioni Sociali del Contratto Enel, con il limite generale del 4% del personale dipendente. Ma la lontananza dalla sede di lavoro non potrebbe causare anche un allontanamento dalle linee guida o dalle tematiche affrontate? Proprio per evitare tali rischi, l’accordo prevede la formazione e l’informazione della persona in telelavoro. Poi, è anche possibile definire alcuni rientri temporanei in sede per avere un confronto con i propri responsabili. L’idea di base è che il “telelavoratore” è assimilato ai colleghi che lavorano in ufficio sotto ogni punto di vista, compreso quello contrattuale. L’accordo firmato è disponibile e può essere consultato? È già stato diffuso attraverso la intranet aziendale. È ancora in corso di definizione il fac-simile dell’accordo individuale,

che sarà disponibile nei prossimi giorni. Per leggerlo, ci si può rivolgere all’ufficio del Personale della propria struttura. Ci sono anche dei rischi? Sinceramente credo che il telelavoro offra soprattutto opportunità. In termini astratti, un rischio potrebbe essere l’isolamento del dipendente rispetto all’ambiente di lavoro, che abbiamo cercato di contrastare nell’accordo prevedendo il coinvolgimento dei “telelavoratori” in tutte le attività dell’ufficio, compreso l’esercizio dei diritti sindacali. Ci auguriamo che un atteggiamento “giusto” del lavoratore possa condurre a un approccio corretto di contrasto del rischio. Una opportunità che coinvolge anche l’azienda… Il passaggio sarà graduale, in attesa di vedere anche le prime applicazioni concrete; nei prossimi mesi, insieme alle organizzazioni sindacali, monitoreremo l’andamento del fenomeno, per verificare i vantaggi e valutare eventuali criticità.

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