FEBBRAIO 2012 // NUMERO 1

MENSILE DI INFORMAZIONE DI ENEL

LA FORZA Uno SGUARDO NUOVO DELLA CREDIBILITÀ
Cresce la sensibilità ambientale dei Enel lancia una nuova emissione di cittadini. obbligazioni E le aziende fanno la loro parte italiani dedicata ai piccoli risparmiatori
ZOOM Il Brasile del “miracolo” visto con gli occhi di Enel 6 orizzonti Vettoriamento, questo sconosciuto 14 orizzonti We are Energy 2012 Si riparte dali valori 20 enel cuore Gli invisibili bambini dell’Afghanistan 25

IN QUESTO NUMERO
03 EDITORIALE 04 brevi 06 zoom Enel360o p4 Energia e progresso p6 // È il momento del Brasile p11

12 orizzonti

il vantaggio di essere un azienda solida p12 // Obbligazioni Enel. Dedicato ai piccoli risparmiatori p13 // Vettoriamento, questo sconosciuto p14 // La lezione di Fukushima p16 // Generazione flessibile p17 // Valutazione delle performance 2012 p18 // Facciamo il Punto p19 // We Are Energy. 5 valori, 1000 passioni p20 // La Intranet ora parla spagnolo p21 Navigare sicuri p22 Una formula illuminata p23 Tutta l’azienda in un report p24 I bambini invisibili p25 Crisi, la lezione della storia che si ripete p26 // Per non dimenticare p27 Scelti per voi p28 // In tre minuti p29 La luce di uno sguardo // Una questione di fiuto

22 sicurezza 23 ZENITH 24 SOSTENIBILITÀ 25 ENEL CUORE 26 prisma 28 intercultura 30 gente Enel 31 CANALE APERTO

Enel Insieme A cura della Direttore responsabile Editore Realizzazione editoriale Art direction & Design Tipografia Per contattare la redazione Oppure inviare una mail

Mensile del Gruppo Enel // Anno 10, numero 1 Direzione Relazioni Esterne Enel Registrazione presso il Tribunale di Roma n.76/2004 del 05/03/2004 Gianluca Comin Enel spa, Viale Regina Margherita 137, 00198 Roma Brand Portal // www.brandportal.it Newton21 Roma // www.newton21.it System Graphic Srl // Via di Torre Sant’Anastasia 61, 00134 Roma Redazione Enel Insieme // Comunicazione Interna Enel Spa Viale Regina Margherita 125, 00198 Roma enelinsieme@ enel.com

Enel Insieme è anche consultabile on line sul portale Intranet inEnel Stampato su carta ecologica Fedrigoni Symbol Freelife certificata FSC Numero chiuso in redazione il 03/02/2012

La CO2 equivalente associata a questo numero verrà neutralizzata

Editoriale

Massimo Cioffi Direttore Personale e Organizzazione

Il vento del cambiamento

A

lla fine degli anni Novanta per Enel inizia a soffiare forte il vento del cambiamento, spinto dalla liberalizzazione del mercato dell’energia. Allora, l’azienda era molto diversa da quella che conosciamo oggi. Presente solo sul territorio italiano, iniziava a muovere i primi passi nel processo di modernizzazione, con l’arrivo dei primi manager provenienti dall’esterno, l’introduzione di nuove politiche retributive e nuovi criteri di sviluppo di carriera, l’inserimento di nuove figure professionali, l’abolizione dei Compartimenti. Da allora tanta strada è stata fatta: parole come eccellenza, cambiamento e integrazione sono diventate di uso comune, ma ciò che ci differenzia maggiormente è che non esiste più un’identità unica, perché Enel opera in geografie e contesti eterogenei, fonte di grande ricchezza per tutti. Si tratta di una grande opportunità per costruire una nuova identità comune, da costruire insieme giorno dopo giorno, condividendo valori, processi e strumenti e valorizzando allo stesso tempo i punti di forza locali. In questo ambito la nostra Funzione ha un ruolo di primo piano, soprattutto perché deve fornire strumenti efficaci e condivisi. A tal proposito, in questi giorni è in corso la Performance Review, momento annuale di confronto tra responsabile e collaboratore su quanto fatto nel corso dell’anno precedente. Sono ormai due anni che per tutte le persone che lavorano in Enel la valutazione delle performance si basa sul medesimo insieme di comportamenti, quello definito dal Modello di Leadership. In questa stessa direzione va il Global Professional System, che svilupperemo quest’anno per la gran parte della popolazione aziendale, dopo aver effettuato alcuni progetti pilota. In questo processo di trasformazione, infatti, Enel vuole presidiare le sue forti competenze tecniche, vero segreto del suo successo. Il Global Professional System è il catalogo globale delle professioni presenti in azienda, che ci consentirà di individuare le competenze chiave e di costruire percorsi di sviluppo professionale capaci di salvaguardarle e valorizzarle. Permetterà la valorizzazione delle persone che sono portatrici di queste competenze e la pianificazione strategica delle professionalità necessarie per competere nel futuro. Anche sul tema della Safety vogliamo essere One. Per questo motivo, lo scorso 28 novembre, durante il kick-off dell’International Safety Week, l’ad Fulvio Conti ha lanciato un nuovo progetto che svilupperemo nei prossimi mesi e che sarà comune a tutte le realtà del Gruppo: One Safety. Continua pertanto il nostro impegno verso l’obiettivo Zero Infortuni e questa volta il focus sarà sui comportamenti utilizzati nell’attività di tutti i giorni. Ma l’argomento che forse più di tutti attrae la nostra attenzione in questi giorni è il progetto One Company, prima denominato Progetto Torre. Nasce con l’obiettivo di ridisegnare il modello operativo del Gruppo, per

garantire processi decisionali più lineari ed efficaci, che siano omogenei in tutte le realtà in cui Enel opera. Prevede la costituzione di gruppi di lavoro che effettueranno una rigorosa analisi dei processi relativi alle Funzioni di Staff al fine di individuare le best practice e applicarle a livello di Gruppo. Dobbiamo disegnare l’Enel del futuro, posizionandoci tra le aziende più efficienti del mondo. Infine, si è appena concluso il processo di cascade, che per la Direzione Personale e Organizzazione si è svolto in quattro città rappresentative delle principali geografie in cui operiamo: Bratislava, Roma, Santiago del Cile e Madrid. Grazie all’uso di modalità maggiormente interattive, abbiamo raccolto una grande quantità di idee, commenti e informazioni, ma soprattutto abbiamo toccato con mano la voglia di confrontarsi e la forte competenza di tutti i colleghi. I dati dimostrano che il processo di cascade, che quest’anno ha contato in tutto circa 50mila partecipazioni e più di 300 eventi, costituisce oramai una modalità radicata di comunicazione delle strategie dell’azienda, che ogni anno si arricchisce di elementi nuovi di coinvolgimento. E la trasformazione di questo processo negli anni è funzionale alla sua vitalità: dobbiamo pertanto trovare soluzioni sempre più innovative che consentano una comunicazione efficace, particolarmente importante in momenti di profondo cambiamento come questo che stiamo vivendo. Quest’anno Enel compie 50 anni ma, piuttosto che invecchiare, sembra rifiorire giorno dopo giorno, acquisire gradualmente volti nuovi e sempre più brillanti. Non parliamo di un’entità astratta, ma di un’azienda fatta di persone speciali, che lavorano con dedizione e con passione e che, grazie a questo, superano quotidianamente i propri limiti, alla ricerca dell’eccellenza. Continuiamo così, perché il successo di questo grande Gruppo dipende dal lavoro di ognuno di noi. Buon lavoro

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Brevi

Enel360
Al via il test per la ricarica veloce per l’auto elettrica. Installata presso l’Area Sperimentale di Livorno, la nuova colonnina permetterà una ricarica completa in soli 30 minuti. 05

01 Installata la prima turbina nell’Unità 3 di Mochovce
Slovenské elektrárne ha raggiunto un altro importante traguardo nel completamento delle due nuove unità nella centrale nucleare di Mochovce, grazie all’installazione della prima turbina nell’Unità 3. Paolo Ruzzini, direttore generale e amministratore delegato di Slovenské elektrárne, ha commentato: “Il buon esito dell’installazione conferma che stiamo procedendo in linea con il programma”. La centrale di Mochovce rappresenta il più grande investimento privato mai avvenuto in Slovacchia.

consulenza tecnica per il settore elettrico, con una rete di mille professionisti qualificati e un fatturato annuale che supera i 100 milioni di euro.

03 Al via il progetto Shape
Ideato e sviluppato dal collega Diego Labate della Funzione Tecnologie di Rete Divisione Infrastrutture e Reti, Shape è il progetto vincitore del concorso interno “Eureka!”, ed è stato anche premiato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Partendo dall’analisi delle curve di prelievo provenienti dai contatori elettronici installati sulla rete Enel di bassa tensione, Shape permetterà di individuare i profili tipici di consumo appartenenti a insiemi di clienti omogenei, ottimizzando ancora di più la gestione della rete elettrica in sinergia con le altre iniziative in atto nel settore delle smart grid.

con i colori della bandiera italiana. I lavori effettuati sull’impianto, che fornisce energia a circa 2.500 famiglie, hanno permesso di incrementare il livello della potenza disponibile, migliorando la qualità del servizio della rete elettrica locale. È stato infatti installato un secondo trasformatore alta-media tensione, che interviene in caso di guasto o di lavori di manutenzione al fine di garantire la continuità dell’erogazione.

05 ricarica veloce per l’Auto elettrica
È stata installata presso l’Area Sperimentale di Livorno la prima colonnina in Italia per la ricarica veloce di veicoli elettrici. Dalle 6-8 ore attualmente necessarie per una la ricarica completa si passerà a circa mezz’ora, mentre basteranno dieci minuti per avere un’autonomia di 30/35 chilometri. La colonnina “fast recharge”, dalla potenza di 50kW, è compatibile con tutti i veicoli che seguono le specifiche del protocollo CHAdeMO, adottato ormai da diverse case automobilistiche che sviluppano veicoli elettrici. Grazie ai risultati della sperimentazione, sarà possibile valutare nuove possibilità di crescita in un settore di enorme importanza strategica.

02 CESI si espande in Medio Oriente
Cesi, la società specializzata nella consulenza e nel collaudo di sistemi elettrici, ha annunciato la propria espansione in Medio Oriente e l’inaugurazione di un primo ufficio nella regione. La nuova sede di Dubai è stata presentata al Summit Internazionale per l’Energia del Futuro, che si è tenuto ad Abu Dhabi a fine gennaio 2012. Nata nel 1956, l’azienda opera in oltre 35 paesi nel mondo ed è considerata leader mondiale nella

04 Nasce la cabina elettrica tricolore
Per celebrare la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, Enel ha scelto di dare alla nuova cabina primaria di Sturno (AV) un’inedita veste tricolore, realizzando i componenti principali

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Brevi

Enel360
Enel Green Power continua a crescere in tutto il mondo dal Portogallo al Cile fino agli Stati Uniti. E annuncia anche i dati primari consolidati nel 2011. 08

06 Mercure, il Tar dà ragione A Enel
Buone notizie per il progetto di riconversione a biomasse della centrale del Mercure. La Prima sezione del Tar di Catanzaro ha infatti rigettato i ricorsi dell’Ente Parco, della Regione Basilicata, dei comuni di Rotonda e Viggianello e di alcune  associazioni ambientaliste che chiedevano la sospensione dell’autorizzazione unica rilasciata dalla Regione Calabria. Secondo la sentenza del Tar, emessa lo scorso dicembre, il progetto dell’impianto del Mercure è provvisto di tutti i requisiti tecnici e urbanistici necessari. Dalla centrale non derivano pericoli per l’ambiente e la salute.

scientifico tra i ricercatori di Italia e Cina. Nel corso dei lavori, è stato fatto il punto sul progetto preliminare per la realizzazione di un impianto per la cattura della CO2 nella centrale termoelettrica da 600 MWe di Tongchuan, nella provincia di Shaanxi.

99 MW. Intanto, il cda di Enel Green Power ha annunciato i dati preliminari consolidati 2011: i ricavi totali ammontano a 2,5 miliardi di euro, con un margine operativo lordo (Ebitda) di 1,6 miliardi e un indebitamento finanziario netto di 4,1 miliardi.

08 EGP cresce nel mondo e nei numeri
Enel Green Power continua a rafforzare la propria presenza in tutto il mondo. A partire dall’Europa dove Eneop, la controllata spagnola di Egp, ha concordato con la Banca Europea per gli Investimenti un project finance per la realizzazione in Portogallo di un gruppo di parchi eolici per una capacità installata totale di 376 MW. Negli Stati Uniti, la controllata Enel Green Power Nord America (Egp-NA) ha messo in esercizio l’impianto eolico di Caney River nella contea di Elk, in Kansas, portando così la capacità totale installata in Nord America a 986 MW. Il nuovo impianto, una volta a regime, sarà in grado di soddisfare i consumi annuali di circa 70mila famiglie. Dagli Stati Uniti al Cile, dove a seguito della gara indetta dal Ministero dei beni nazionali, Enel Chile si è aggiudicata la concessione di circa 2.600 ettari per lo sviluppo di un parco eolico nel distretto di Tantal, che avrà una capacità totale istallata di

09 ENEL CEDE TUTTE LE SUE AZIONI DI TERNA
Lo scorso 1 febbraio Enel ha completato la cessione di tutte le sue quote di Terna, pari al 5,1% del capitale sociale dell’azienda che gestisce le reti di trasmissione di energia. L’operazione ha comportato per Enel una plusvalenza su base consolidata di 178 milioni di euro, al netto degli oneri accessori. Il quantitativo venduto è pari al totale della partecipazione attualmente posseduta da Enel in Terna, le cui azioni sono negoziate sul Mercato Telematico Azionario (“MTA”) organizzato e gestito da Borsa Italiana. L’operazione, realizzata attraverso una procedura di accelerated bookbuilding rivolta a investitori istituzionali italiani ed esteri, si è chiusa a un prezzo finale di assegnazione pari a 2,74 euro per azione. Per finalizzare l’operazione Enel si è avvalsa di Banca IMI, J.P.Morgan, Mediobanca e Unicredit in qualità di joint bookrunner.

07 Da Brindisi alla Cina per catturare la CO2
Dalla centrale Federico II di Brindisi alla Cina, continuano le partnership di Enel a livello mondiale per la cattura della CO2. Nel primo caso, il Gruppo ha dato vita a una campagna di prove congiunte con Mitsubishi Heavy Industries Ltd per testare il solvente proprietario per la cattura post-combustione dai fumi. A metà dicembre, invece, Roma è stata teatro di una “quattro giorni” di confronto

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Zoom

ENERGIA E PROGRESSO
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Altro che samba e belle spiagge. Il Brasile è oggi la sesta potenza economica mondiale. Ma per continuare a crescere dovrà rendere più efficiente il suo sistema energetico. Vi raccontiamo questa sfida vista dagli occhi di Endesa ed Enel Green Power

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Se uno nasce dove sono nato io, mangia pane per la prima volta all’età di sette anni, e con solo la licenza elementare riesce a diventare presidente del Brasile, non può avere paura di nulla”. Sono parole pronunciate durante l’ultima cascade di Endesa da Luiz Inacio Lula da Silva, meglio conosciuto come Lula, l’uomo che dal 2003 al 2010 ha guidato il Paese verso un vero e proprio “miracolo economico”, facendo crescere l’economia brasiliana del 52% in pochi anni. L’ex presidente è considerato a livello globale un’icona del riscatto sociale. E non solo per la sua biografia: durante il suo mandato, infatti, sono stati creati 15 milioni di nuovi posti di lavoro e l’impennata del PIL ha sottratto dalla povertà ben 28 milioni di persone (circa il 15% della popolazione totale).

PASSAGGIO DI TESTIMONE
Nel gennaio 2011 Lula ha passato il testimone a Dilma Rousseff, ex ministro delle Miniere e dell’Energia del precedente governo. Nel suo primo anno di mandato Dilma ha raggiunto risultati di tutto rispetto, soprattutto sul fronte degli investimenti stranieri: oltre 65 miliardi di dollari sono arrivati da oltre confine, quasi il 170% in più rispetto al 2010. La capacità di attrarre capitali (in particolare dalla Cina), insieme all’aumento della domanda interna e dei prezzi delle commodities, è uno dei capisaldi della crescita. Va detto che anche il Brasile comincia a soffrire della crisi internazionale: negli ultimi mesi del 2011 il tasso di crescita si è attestato al 3,3% circa. Ciononostante, la disoccupazione rimane molto bassa e, secondo molti analisti, la Rousseff potrebbe ancora raggiungere l’obiettivo di far emergere dalla povertà 16 milioni di brasiliani entro il 2014. “Dopo gli otto anni di Lula, oggi il Brasile si presenta al mondo con tutte le credenziali di affidabilità per poter attirare investitori a lungo termine” commenta Mauro Battocchi, responsabile Affari istituzionali internazionali di Enel. “Certo, il Paese ha ancora alcuni colli di bottiglia soprattutto in termini di infrastrutture, di formazione di personale qualificato per i settori di punta e di disuguaglianze sociali, nonostante sia stato fatto tantissimo in questa direzione, sia da Lula che da Rousseff”. Nei prossimi anni il Brasile sarà costantemente sotto i riflettori internazionali. Nel 2014 ospiterà i Campionati mondiali di calcio e nel 2016 Rio de Janeiro sarà la sede dei Giochi olimpici. Ma ancor prima, l’attenzione planetaria sarà rivolta a Rio+20, la conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile che si svolgerà dal 20 al 22 giugno 2012 nella città carioca. L’evento si tiene a vent’anni di distanza dal Summit della Terra, in assoluto la prima conferenza mondiale dei capi di stato sull’ambiente, quando 174 governi, 2.400 rappresentanti di organizzazioni non governative e oltre 17mila persone si diedero appuntamento proprio a Rio per trovare un accordo internazionale sui cambiamenti climatici. “Il Brasile è cambiato tanto rispetto al 1992, quando era al centro dell’attenzione mondiale soprattutto per via dell’inestimabile patrimonio ambientale da tutelare” ha dichiarato a Enel Insieme Paolo Soprano, vice presidente del Comitato Preparatorio ONU per Rio+20. “Oggi la sua economia dinamica gli permette di destinare ingenti risorse all’innovazione tecnologica in campo energetico, per esempio verso i biocombustibili. Può essere quindi considerato un esempio importante in tema di tutela dell’ambiente per i Paesi in via di sviluppo e un interlocutore fondamentale per le economie di più vecchia industrializzazione, che oggi sono al centro della crisi”.

IL “PAESE DEL PRESENTE”
“Abbiamo smesso di essere il Paese del futuro, adesso siamo il Paese del presente” ha detto Lula. Per decenni il Brasile è stato considerato una sorta di eterna promessa che, per una serie di problemi strutturali dal punto di vista economico, politico e sociale, è stata incapace di trasformare in opportunità le sue grandi potenzialità. Ma oggi le cose sono cambiate. Dimenticate, quindi, lo stereotipo che lo descrive tutto samba e belle spiagge: il Brasile è una vera e propria corazzata economica. Secondo il Centre for Economics and Business Research è la sesta economia del mondo e per il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e l’Economist, nel 2014 diventerà quinta, superando la Francia. Entro il 2020 sarà addirittura la quarta potenza mondiale, scavalcando anche la Germania. Con Russia, India, Cina e Sudafrica, il Brasile fa parte del cosiddetto BRICS, un gruppo di Stati che non si possono più definire in via di sviluppo, visto che da qualche anno fanno da traino all’economia globale. Nonostante la crisi planetaria, negli ultimi otto anni il PIL brasiliano è cresciuto mediamente più del 4% annuo, con una punta del 7,5% nel 2010. Il Paese è il primo produttore al mondo di soia, zucchero, caffè, arance, cuoio, aerei (da 70 a 100 persone) e il secondo di carne, ferro ed elicotteri. È inoltre uno dei primi produttori mondiali di canna da zucchero, da cui si ricavano lo zucchero raffinato e l’etanolo, che rifornisce il 20% delle automobili circolanti nel Paese. Le trivellazioni petrolifere al largo delle sue coste sono in piena espansione: la scoperta di nuovi enormi giacimenti di petrolio offshore ha proiettato il Brasile tra i primi dieci produttori mondiali di greggio (il primo in assoluto per estrazioni a grande profondità). L’uscita dalla povertà di milioni di persone, inoltre, ha fatto crescere la classe media (ben 50 milioni di brasiliani su 190 oggi hanno un potere d’acquisto pari a quello degli europei) e quindi i consumi di numerosi beni, dai televisori alle automobili, dando vita a un circolo virtuoso.

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Un operaio di Endesa al lavoro

Enel si presenta all’appuntamento di Rio+20 con una visione di lungo termine per un mondo più sostenibile grazie al settore elettrico. “Lavoriamo per rendere disponibile l’elettricità a un terzo della popolazione mondiale che ancora non ce l’ha” ha detto Gianluca Comin, direttore Relazioni esterne di Enel nel corso della tavola rotonda organizzata dall’Università La Sapienza di Roma in vista dell’appuntamento di giugno. “Per questo stiamo portando avanti insieme all’Onu il progetto Enabling Electicity per dare elettricità a oltre due milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo nei prossimi tre anni”.

IL SAMBA DELL’ENERGIA
Lo sviluppo e l’efficientamento del settore energetico rappresenta una delle strade obbligate per la crescita del Brasile. Il Paese ha una capacità installata totale di oltre 114mila MW (di cui 68% da idroelettrico) e ha da tempo avviato un processo di liberalizzazione e privatizzazione del comparto. La forte crescita della domanda richiede nuova capacità di generazione per circa 3-4mila MW all’anno, condizione che offre eccellenti opportunità per gli investitori. La creazione di infrastrutture per la generazione e l’interconnessione energetica tra i Paesi dell’America Latina, ma anche il miglioramento della distribuzione, sono in cima alla lista del programma di Dilma Rousseff. Nei prossimi anni verranno prese importanti decisioni per i nuovi contratti di concessione nel settore della generazione elettrica. Nel 2015 saranno perfezionate le concessioni per 67 centrali idroelettriche, per una capacità di generazione di circa 18mila MW, mentre tra il 2016 e il 2025 saranno concesse altre 47 centrali, per un potenziale di generazione superiore a 12mila MW. Uno dei punti fondamentali dell’azione governativa è quello di rendere accessibile l’energia elettrica a tutti, anche alle zone più periferiche delle città e alle aree più remote del Paese. L’idea ha preso forma nel programma Luz para Todos (Luce per Tutti) che dal 2004 ha coinvolto circa 400mila addetti e ha portato l’elettricità a più di due milioni e mezzo di persone con ricadute positive per oltre 13 milioni di brasiliani. Il programma, a cui partecipa anche il Gruppo Enel, prevede la connessione

gratuita delle abitazioni alla rete elettrica, grazie alla partecipazione finanziaria del Governo centrale (che contribuisce ai costi per il 65%), delle amministrazioni regionali (contributo per il 15%) e della società di distribuzione (contributo per il 15% a copertura dei costi indiretti, manodopera propria e trasporto proprio). Una delle iniziative del Gruppo Enel per garantire la fornitura di elettricità per le comunità e le popolazioni più svantaggiate è il programma Ecoelce. L’idea è semplice: il cliente raccoglie i rifiuti e li consegna, e in cambio riceve uno sconto sulla sua bolletta della luce. L’interesse è stato così grande che alcuni clienti riescono a pagare la propria bolletta con i rifiuti raccolti. Dal 2007 a oggi, Ecoelce ha ricevuto e riciclato quasi 11mila tonnellate di rifiuti, generando più di 500mila euro di risparmio sulla bolletta della luce. “Oltre ad aiutare i clienti a basso reddito, siamo riusciti a ridurre il problema dello smaltimento dei rifiuti nello Stato del Ceará, senza rappresentare un costo maggiore per l’azienda” spiega soddisfatto Ignacio Antoñanzas, responsabile Endesa in America Latina.

ENDESA: BUSINESS E ATTENZIONE alLE COMUNITÀ
Il Gruppo Enel, attraverso Endesa ed Enel Green Power (Egp) è oggi la più importante realtà energetica latinoamericana. La capacità installata totale di Enel in Brasile è di 1.079,4 MW, di cui 986,8 MW di Endesa e 92,6 MW di Egp. Endesa è presente nel Paese dal 1996, da quando acquisì la società Ampla. Oggi ha una capacità installata pari allo 0,9% della capacità produttiva totale del Paese: 321,6 MW provengono da generazione convenzionale da energia termica a cui si aggiungono 665,2 MW di idroelettrico. Nel settore della distribuzione l’azienda è presente con due società: Ampla che opera nella città e nello Stato di Rio de Janeiro, con 2,6 milioni di clienti e 9,9 TWh di energia venduta, e Coelce, nello Stato del Ceará (Nord-est), con più di 3 milioni di clienti e circa 8,8 TWh di energia venduta. “Il nostro operato ha portato a risultati molto concreti in termini di business” dice Antoñanzas. “Coelce per il terzo anno consecutivo è stata indicata dall’Associazione brasiliana dei distributori di energia (Abradee) come la miglior distributrice di energia elettrica

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del Brasile. Ampla invece ha ottenuto il massimo riconoscimento del Premio della Fondazione Coge 2010 del Brasile, per la categoria Gestione della sicurezza e della salute sul lavoro, con il progetto Sistema di gestione integrata”. Coelce è stata inoltre eletta migliore azienda distributrice del Nord Est e si è aggiudicata il premio Corporate Social Responsibility per la responsabilità sociale d’impresa. Dal 1996 Endesa è attiva anche nella trasmissione: grazie all’acquisizione della Companhia de Interconexão Energetica (Cien), possiede una linea di trasmissione tra Brasile e Argentina da 2.100 MW. Si tratta di un asset strategico per l’America Latina, un continente che ha una capacità di interconnessione limitata. Negli ultimi anni la linea è servita a esportare energia dal Brasile all’Argentina durante i periodi invernali. Endesa Brasil è nata nel 2005. “Si può dire che oggi sia una delle piattaforme più importanti per la crescita del Gruppo in America Latina. Serviamo più di 5 milioni di persone – dice Marcelo Llevenes, presidente della holding – con un gruppo di aziende operanti nella distribuzione, produzione, trasmissione e trading di energia in quattro Stati brasiliani”. Secondo Llevenes, l’evoluzione di Endesa Brasil ha insegnato che per godere del rispetto delle comunità è fondamentale immedesimarsi nella realtà in cui vivono i clienti per trasportarla all’interno dell’azienda, e non viceversa. “Abbiamo imparato questa lezione con i progetti sviluppati per risolvere un problema critico in Brasile: il furto di energia” spiega Llevenes. “Ci siamo resi conto che quando il nostro rapporto con il cliente non era buono, tutto andava storto: non solo aumentavano i furti, ma anche i ricorsi dei clienti e le inadempienze di pagamento. Siamo così giunti alla conclusione che alle persone non bastava il solo trasporto di energia elettrica di qualità. Era necessario ascoltarle, insegnare loro il consumo consapevole e fornire assistenza per generare ricchezza”. Il rispetto per l’ambiente e le comunità è un principio fondamentale in Endesa Brasile. “La nostra preoccupazione per le questioni sociali lo dimostra” spiega Llevenes. “Abbiamo applicato questi concetti di avvicinamento alle comunità e di flessibilità anche al nostro interno, migliorando così l’ambiente di lavoro. Quando abbiamo rilevato Ampla, per esempio, la soddisfazione dei nostri colleghi era bassa, toccava il 30%. Oggi, l’ambiente di lavoro tra i lavoratori in Endesa Brasile raggiunge l’80% di soddisfazione”.

firmato un ulteriore accordo che stabilisce che la commercializzazione dell’energia pulita prodotta sarà di esclusiva competenza di Endesa. Che si occuperà anche della generazione distribuita tramite le due aziende distributrici Ampla e Coelce. Per Egp l’avventura brasiliana è cominciata con l’idroelettrico. Oggi gestisce venti centrali di piccola taglia, con una capacità installata totale di 93 MW: nove impianti (con una capacità totale di circa 38 MW) sono situati nello Stato di Mato Grosso, otto (capacità totale di quasi 50 MW) nello Stato di Tocantins, e tre (quasi 5 MW) nello Stato di São Paulo. Poi è salito il vento. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a un grande sviluppo dell’eolico, che ha progressivamente vinto la concorrenza rispettivamente delle piccole centrali idroelettriche, del biogas e ultimamente anche del termogas e di alcuni grandi impianti idroelettrici” racconta Paolo Romanacci, responsabile Business development Egp Brasile. “Grazie a un lungo lavoro di preparazione cominciato nel 2007, siamo riusciti a non mancare questo appuntamento. Nel 2010 ci siamo aggiudicati una gara per 90 MW, tre progetti nello stato di Bahia, per i quali si prevede l’entrata in esercizio nel 2013. Nel 2011 abbiamo ottenuto altri 193 MW con l’asta New Energy. Si tratta di tre cluster di progetti: uno nello Stato di Bahia, uno nello Stato di Pernambuco e uno nello Stato di Rio Grande do Norte, un progetto già sviluppato da Endesa”. Il primo cantiere verrà inaugurato ad aprile di quest’anno. Tra settembre e dicembre 2013 entreranno in esercizio commerciale nuovi 282 MW eolici. Di conseguenza, nel 2014 Egp potrà contare su 376 MW rinnovabili in esercizio.

ENERGIA VERDE ORO
Enel Green Power è arrivata in Brasile solo pochi anni fa, ma in breve ha acquisito un ruolo di primo piano nello sviluppo delle rinnovabili. Fino al 2010 la società aveva un’unica sede a Rio de Janeiro e impianti in tre Stati, anche perché la pipeline del vento era ancora esternalizzata. Con la vittoria di una serie di aste nell’eolico la presenza è stata allargata a tre nuovi Stati, tra cui Bahia, in cui è stata poi aperta una nuova sede. E i tanti nuovi progetti, tra cui quelli fotovoltaici, permetteranno l’espansione nel resto del Paese. Soprattutto del Nord Est, dove soffia forte il vento e l’esposizione solare è molto intensa. Enrique De Las Morenas è il country manager di Egp. Prima di questo incarico lavorava per Endesa come responsabile del Business development brasiliano. “Nell’agosto del 2011 abbiamo stipulato un accordo strategico con Endesa per formalizzare una divisione dei ruoli che era già chiara nei fatti da tempo” spiega. “Enel Green Power si dedicherà allo sviluppo delle rinnovabili, acquisendo anche il portfolio di Endesa nel settore, a eccezione delle grandi centrali idroelettriche, di cui continuerà a occuparsi l’azienda spagnola”. Poche settimane fa è stato

L’impianto idroelettrico di Cachoeira

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SOTTO IL SOLE DEI TROPICI
Secondo Romanacci il prossimo biennio sarà caratterizzato dall’esplosione del solare brasiliano. “Siamo convinti che nel 2013 anche qui arriverà la moda del solare. Ci aspettiamo un programma di aste o un meccanismo di supporto che consenta a questa tecnologia di entrare nella matrice energetica brasiliana, così come il programma Proinfa gettò le basi per lo sviluppo dell’eolico” spiega. Enel Green Power è già pronta. “Abbiamo una pipeline di progetti importanti, soprattutto nel Nord Est del Paese. E siamo pionieri anche nel dialogo con le istituzioni: siamo stati i primi a ricevere un’autorizzazione ambientale per un impianto solare nello Stato di Bahia”. A dimostrazione di quanto sia fertile il dialogo con le autorità brasiliane sul fronte del solare, all’inizio del 2011 è stato messo in opera sul tetto dell’Ambasciata d’Italia a Brasilia, un impianto composto da 405 pannelli fotovoltaici per una capacità installata di 50 kW, realizzato in stretto coordinamento con le amministrazioni locali competenti. La prospettiva è di rendere del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico l’edificio progettato negli anni Settanta dall’ingegnere italiano Pier Luigi Nervi. Ma non è un segreto che l’iniziativa punti al tempo stesso a creare le premesse per lo sviluppo di questa tecnologia nel Paese. “L’ambasciatore d’Italia in Brasile, Gherardo La Francesca, ci ha confessato che i diplomatici norvegesi guardano ‘con invidia’ al nostro tetto fotovoltaico e che proveranno a imitarlo” dice scherzosamente Battocchi. “In realtà sarà proprio Enel a replicare questo modello nel Paese. L’iniziativa pilota, infatti, fa da battistrada per lo sviluppo del nuovo mercato della generazione distribuita in Brasile. Si è trattato di un primo passo utile soprattutto a studiare l’integrazione di questa particolare soluzione nel contesto regolatorio e commerciale brasiliano”.

FUTURO INTELLIGENTE
Anche in Brasile il futuro dell’energia sta nella distribuzione “intelligente”. Vista la sua leadership internazionale nello sviluppo delle smart grid, il Gruppo Enel non vuole lasciarsi sfuggire questa opportunità: attraverso la società distributrice Ampla, sta quindi progettando la nascita della prima smart city dell’America Latina. Cidade Inteligente Bùzios (questo il nome del progetto) metterà a frutto l’esperienza già maturata dal Gruppo in Europa sulle più avanzate tecnologie di innovazione della rete elettrica, dai contatori intelligenti alla mobilità elettrica, dall’automazione di rete all’illuminazione pubblica efficiente. Grazie a un investimento di circa 19 milioni di dollari, il municipio di Armação dos Búzios, nello stato di Rio de Janeiro, rappresenterà dunque “un nuovo modello di gestione energetica, diventando un punto di riferimento per tutto il Sud America”, come ha affermato Marcelo Llévenes. “Si tratta di un laboratorio a cielo aperto per dimostrare le potenzialità delle smart grid, in sinergia tra diverse società del nostro Gruppo. La prima novità che cittadini, turisti e autorità hanno potuto apprezzare è l’illuminazione a Led realizzata da Ampla ed Enel Sole in uno dei luoghi più caratteristici di Bùzios, la Lagoa” dichiara Cinzia Corsetti, responsabile Sviluppo smart grid America ed Europa di Enel Distribuzione. Sempre in Brasile il Gruppo Enel ha realizzato un progetto pilota di smart metering a Fortaleza, nello Stato di Ceará, impiegando i contatori intelligenti sviluppati da Enel Distribuzione che Endesa sta installando in Spagna. Questa iniziativa ha dato alla società di distribuzione Coelce la possibilità di sperimentare sul campo le potenzialità degli smart meters e di raccogliere indicazioni per l’integrazione di queste tecnologie d’avanguardia nella rete elettrica brasiliana. Le soluzioni di smart metering, che abilitano lo scambio bidirezionale di informazioni ed energia sulla rete elettrica, costituiscono l’ossatura fondamentale delle future smart grid, che in questo momento risultano molto attraenti per lo sviluppo del Brasile e dell’America Latina nel suo complesso. Anche l’interesse dell’autorità regolatoria brasiliana si sta focalizzando sulla possibilità di offrire ai consumatori tariffe elettriche differenziate in base all’orario di consumo, per rendere l’uso dell’energia sempre più consapevole e sostenibile. Insomma, nel Paese del “futuro” il futuro è già cominciato. La centrale termoelettrica di Fortaleza

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Zoom

È il momento del Brasile

N

egli anni Ottanta in Brasile ha riscosso grande successo uno spot televisivo che si chiedeva se una determinata marca di biscotti vendesse molto perché il prodotto era sempre fresco o se il prodotto era sempre fresco perché molto venduto. Questo spot è diventato un classico della pubblicità locale e, oggi, può essere la chiave per spiegare il Brasile del XXI secolo. Il grande flusso di investimenti stranieri, le folate di ottimismo e le grandi competizioni sportive (Mondiali di calcio del 2014 e Giochi olimpici del 2016) hanno preso la strada del Brasile perché il Paese va bene oppure il Paese va bene perché tutto questo ha finalmente toccato quella che sembrava essere l’eterna nazione del futuro? Probabilmente, entrambe le affermazioni sono vere, oltre che strettamente correlate. Dopo due decenni da dimenticare, sia dal punto di vista della politica economica che per la forte disuguaglianza sociale, il Brasile ha intrapreso quel percorso di riforme che oggi gli permette di vantare il ruolo di potenza emergente. Il punto di partenza sono state le elezioni presidenziali del 1994. Da allora, il Paese ha ridotto un’inflazione che aveva raggiunto livelli record, si è aperto al commercio estero e ha consolidato la democrazia. Nel corso dei primi anni del nuovo secolo, ha riscattato dalla povertà circa 30 milioni di abitanti, ha rinsaldato e fatto crescere la classe media e ha imparato a valorizzare il mercato dei consumi interni. Applicata con grande passione, questa formula si è rivelata vincente e ha richiamato l’attenzione di tutto il Pianeta. Grazie alla stabilità del clima politico, economico, sociale e legislativo, il Brasile è diventato un porto sicuro per il capitale produttivo e finanziario mondiale. Mentre le grandi potenze, con gli Stati Uniti in testa, capitolavano davanti alla crisi del biennio 2008-2009, il governo brasiliano ha scommesso sui consumi interni e, mediante incentivi fiscali e un consistente flusso di credito, è riuscito a minimizzare la recessione in quella che, adesso, è la sesta maggiore economia del Pianeta.

Flávia Oliveira Giornalista O Globo

Il Brasile entra nel secondo decennio del terzo millennio proponendosi come la nuova frontiera petrolifera, grazie ai nuovi giacimenti scoperti. E nel contempo, è un importante referente per quanto riguarda le energie rinnovabili. Prevale la generazione di energia idroelettrica e cresce l’uso di etanolo come combustibile. La vigorosa produzione rurale fa del Paese uno dei grandi “protagonisti”, a livello mondiale, nel settore dell’agricoltura e dell’allevamento. Inoltre, è in cima all’elenco dei maggiori esportatori di minerali di ferro. Il settore finanziario cresce con la espansione del credito ed equivale, attualmente, al 45% del prodotto interno lordo (PIL). Superato il fantasma della crisi, gli investimenti hanno ripreso una curva ascendente. Un rapporto della Banca Nazionale per lo Sviluppo Economico e Sociale (BNDES) — l’agenzia di promozione del governo federale— stima in 859 miliardi di Real (R$) le risorse destinate, dal settore pubblico e da quello privato, alle industrie e alle infrastrutture nel periodo 2010-2013. Solo il settore del petrolio e del gas riceverà più di un terzo di questa somma: 340 miliardi di Real. La scelta del Paese come sede dei Mondiali di calcio del 2014 ha dato l’opportunità a dieci metropoli brasiliane di sviluppare azioni di pianificazione urbanistica per ricevere le delegazioni e ospitare i giochi. E Rio de Janeiro, come scenario dei Giochi olimpici del 2016, vive un momento ancora più promettente. Firjan — la federazione locale dell’industria — ha stimato in 126 miliardi di Real l’importo degli investimenti a Rio per il triennio 2010-2012. Sono questi i fattori che alimentano il circolo virtuoso che sostiene l’attuale economia brasiliana. Il Brasile va bene perché si è guadagnato la fiducia dei mercati e non smette di attrarre investimenti. Il Brasile si è guadagnato la fiducia dei mercati e non smette di attrarre investimenti perché va bene. È una storia senza fine. Flávia Oliveira è giornalista ed editorialista del quotidiano O Globo e commentatrice di economia di GloboNews, un canale televisivo a pagamento.

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IL VANTAGGIO DI ESSERE UN’AZIENDA SOLIDA
Intervista all’amministratore delegato Fulvio Conti
In occasione dell’emissione delle obbligazioni Enel (vedi pagina a fianco) abbiamo rivolto qualche domanda all’amministratore delegato e direttore generale Fulvio Conti. Perché avete deciso di rivolgervi al pubblico dei piccoli risparmiatori con una nuova emissione obbligazionaria? Enel si è sempre rivolta con costanza e regolarità nel corso degli anni al pubblico dei risparmiatori che vogliono investire in un’azienda solida, affidabile e con messaggi credibili. Soprattutto in un periodo come questo, Enel ritiene di offrire una buona opportunità di investimento a chi ha sempre risposto tutte le volte che abbiamo proposto un’offerta di tipo obbligazionario o azionario. Non a caso siamo la società che può contare sul più vasto numero di piccoli azionisti in tutta Europa, circa 1 milione e 200 mila. Questa emissione ci consentirà di ottimizzare ulteriormente il nostro profilo di scadenza del debito e migliorare la componente del debito obbligazionario nel nostro portafoglio. In un mercato difficile come quello di oggi quali vantaggi offre ai risparmiatori investire in obbligazioni Enel? Lo strumento obbligazionario che proponiamo ha caratteristiche chiare, con rendimenti facili da calcolare, senza spese né commissioni di sottoscrizione. Il vantaggio principale credo sia soprattutto quello di potere investire in una azienda come Enel, che ha dimostrato nei suoi 50 anni di vita di saper affrontare e superare con successo ogni tipo di congiuntura. Oggi Enel è uno dei principali operatori a livello mondiale nel settore della generazione, distribuzione e vendita di energia elettrica. Nel 2011, su base preliminare, abbiamo conseguito ricavi per circa 80 miliardi di euro, in crescita dell’8% sul 2010 e un margine operativo lordo di circa 17,7 miliardi di euro. I nostri risultati confermano la forza della diversificazione geografica e tecnologica del Gruppo, presente in 40 Paesi al mondo. Enel infatti gestisce un parco centrali molto diversificato tra termoelettrico, nucleare e tutte le fonti rinnovabili esistenti. La crescita di America
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Latina, Russia ed Europa dell’Est, nonché delle fonti rinnovabili su scala mondiale, ha controbilanciato la debolezza del ciclo economico nell’area Euro e ha portato risultati più che soddisfacenti in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. Standard&Poor’s ha confermato il rating A- ma ha mantenuto il titolo sotto osservazione fino all’annuncio del piano industriale 2012-2016. Come pensate di convincere le agenzie di rating a confermarci il giudizio di classe A mentre il debito dell’Italia è stato declassato? Il piano industriale che stiamo predisponendo e che presenteremo ai mercati finanziari a marzo si pone come priorità strategiche la generazione di cassa e la riduzione dell’indebitamento di Gruppo. Azioni che saranno svolte in un costante miglioramento dei profili di liquidità e di ottimizzazione delle scadenze. Proprio per questo ci aspettiamo che i risparmiatori comprendano, oggi più che mai, il nostro impegno nel rafforzare Enel e possano continuare a investire in un’azienda affidabile e sicura. Quale messaggio vuole mandare ai colleghi? Voglio manifestare a tutti loro la mia gratitudine per l’impegno quotidiano che rende Enel un Gruppo solido e robusto, un punto di riferimento eccellente nel panorama energetico internazionale. Tutto quello che abbiamo costruito e siamo oggi non esisterebbe senza il lavoro di migliaia di persone che ogni giorno mettono al servizio dell’azienda la propria competenza e passione, negli uffici, negli impianti, in tutti i nostri Paesi di presenza. Grazie del supporto che avete dato finora e per la fiducia che spero molti di voi vorranno nuovamente dimostrare cogliendo l’opportunità di un investimento affidabile e che contribuirà a rafforzare Enel.

OBBLIGAZIONI ENEL
Dal 6 febbraio sino al 24 febbraio, salvo chiusura anticipata, è possibile sottoscrivere nuove obbligazioni Enel, che vengono offerte al pubblico con emissioni a tasso fisso o a tasso variabile con scadenza a 6 anni. Il rendimento dell’obbligazione a tasso fisso sarà pari al tasso mid swap a 6 anni più un ulteriore margine di rendimento che sarà non inferiore a 310 punti base. Il rendimento dell’obbligazione a tasso variabile sarà pari al tasso EURIBOR a 6 mesi più un ulteriore margine di rendimento che sarà non inferiore a 310 punti base. In entrambi i casi l’ulteriore margine di rendimento verrà definito al termine del periodo di offerta. Si tratta di un’operazione rivolta esclusivamente ai piccoli risparmiatori italiani, da 1,5 miliardi di euro, estendibile a 3 miliardi. Le obbligazioni saranno negoziabili sul MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni) e il lotto minimo è di 2.000 euro. Prima di aderire all’offerta è necessario leggere il Prospetto Informativo, disponibile sulla Intranet, nei siti istituzionali Enel, di Borsa Italiana e presso i collocatori. Inoltre, gli interessati possono trovare informazioni presso 18mila sportelli di istituti bancari in tutta Italia, negli aeroporti, nei cinema di Roma e Milano e sui treni Freccia Rossa. È stata infine creata una app Enel Mobile, disponibile per Blackberry, iPhone e Android con tutte le informazioni e gli aggiornamenti sull’offerta. Che cosa è un’obbligazione? Un titolo obbligazionario rappresenta una singola frazione del prestito contratto da un’azienda direttamente con il mercato. All’emissione, l’azienda debitrice definisce il tasso al quale il prestito è regolato, la periodicità del pagamento degli interessi, la data di scadenza e rimborso, il valore delle quote. Comprando obbligazioni il risparmiatore diventa creditore della società che le ha emesse e acquista il diritto a riavere indietro il capitale prestato, nel termine e alle condizioni stabilite dall’emittente. Con cadenza periodica (trimestrale, semestrale o annuale) è previsto il pagamento degli interessi, calcolati in base a tasso fisso oppure variabile. I pagamenti periodici degli interessi si dicono cedole. Cosa devo fare per sottoscrivere le obbligazioni? I risparmiatori hanno la possibilità di scegliere se sottoscrivere il prestito obbligazionario a tasso fisso o quello a tasso variabile. Il lotto minimo di sottoscrizione ammonta a 2.000 euro e l’importo sottoscrivibile sarà in multipli di 1.000 euro.

Dedicato ai piccoli risparmiatori

Per ciascun prestito obbligazionario, le domande di adesione all’offerta vanno effettuate mediante presentazione e consegna di un’apposita scheda di adesione debitamente compilata e sottoscritta dal richiedente o da un suo mandatario speciale e consegnate presso i collocatori, presso i quali le schede di adesione sono disponibili. La data di pagamento delle obbligazioni, che coincide con la data di emissione e con la data di godimento delle stesse, avverrà entro cinque giorni lavorativi successivi la chiusura dell’offerta senza aggravio di commissioni o spese a carico del richiedente. Nel caso in cui le richieste di sottoscrizione pervenute all’emittente risultino superiori all’ammontare complessivo offerto per una o entrambe le emissioni, si provvederà al riparto e assegnazione dell’ammontare complessivo emesso secondo i seguenti criteri: 1. Qualora il numero dei richiedenti non risulti superiore al numero di lotti minimi disponibili (quindi, indicativamente, un numero uguale o inferiore a 750mila), a ciascun richiedente sarà assegnato il lotto minimo (2.000 euro) di obbligazioni corrispondenti alla tipologia richiesta (tasso fisso o tasso variabile). Se dopo tale ripartizione dovessero risultare ulteriori obbligazioni, queste saranno distribuite a ciascun richiedente in proporzione all’ammontare da questi richiesto. Se successivamente a tale ripartizione dovessero ancora residuare delle obbligazioni, queste ultime sarebbero attribuite ai richiedenti che hanno partecipato al riparto proporzionale di cui al precedente punto, tramite estrazione a sorte. 2. Qualora il numero di richiedenti dovesse essere superiore al numero di lotti minimi disponibili per la relativa emissione (indicativamente oltre 750mila), e quindi risulti impossibile assegnare il lotto minimo a ciascun richiedente, i responsabili del collocamento procederanno ad assegnare i lotti minimi (2.000 euro) ai singoli richiedenti di ciascuna emissione mediante estrazione a sorte, con modalità che consentano la verificabilità delle procedure utilizzate e la loro rispondenza a criteri di correttezza e parità di trattamento. Ciascun collocatore provvederà a dare comunicazione ai suoi richiedenti dei quantitativi loro assegnati immediatamente dopo l’avvenuta comunicazione del riparto da parte di Banca IMI, BNP Paribas e Unicredit e comunque entro la data di pagamento.

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Orizzonti

Focus sulla Funzione che gestisce i servizi di trasporto, connessione e misura dell’energia

Vettoriamento, questo sconosciuto
n latino vehe ˘re significa trasportare cose o persone. Da qui trae origine la strana parola vettoriamento, che all’interno della nostra azienda indica trasporto dietro compenso, come spiega Carlo Bozzoli, responsabile della Funzione Vettoriamento Rete elettrica e Servizi supporto gas di Enel Distribuzione: più precisamente significa presidiare in ottica meter to cash i nostri ricavi derivanti dai servizi di trasporto, connessione e misura. Misurare con puntualità e precisione l’energia immessa e prelevata, connettere clienti attivi e passivi alla nostra rete, dialogare con i trader e non solo, come vedremo in seguito, è il compito affidato a oltre 1.500 persone distribuite sull’intero territorio nazionale.

I

TRA MISURE E BILANCI
La catena del valore presidiata - non c’è bisogno di dirlo - è piuttosto complessa e articolata, come spiega Lorenzo Bazzani, responsabile della Gestione produttori e Bilanci energia. Anche perché, al di là delle misure destinate ai produttori relative all’energia immessa in rete e ai trader (per la fatturazione dei consumi ai clienti finali) c’è anche l’attività di elaborazione dei bilanci che mensilmente e annualmente vengono comunicati ai vari attori che operano sul sistema elettrico per la gestione dei flussi di energia: questi dati sono fondamentali per i vari trader (cioè le diverse società che vendono energia sul Mercato libero) e per l’Acquirente Unico per pianificare gli acquisti relativi al Servizio di maggior tutela, ma anche per Terna che li utilizza a consuntivo per addebitare

gli oneri sostenuti per effettuare il servizio di dispacciamento a seconda delle diverse necessità riscontrate nel Paese per la differenza tra la produzione e il prelievo rispetto alle previsioni. Tutto il processo comincia dalla rilevazione delle letture dei contatori sia nella rete elettrica che in quella del gas. Da quando in Italia sono stati installati i contatori elettronici questa attività viene gestita da remoto. Alla mezzanotte dell’ultimo giorno del mese vengono congelati i registri dei consumi di 32 milioni di clienti “elettrici” e nei primi 5-6 giorni del mese successivo questi dati vengono comunicati agli oltre cento trader presenti sul mercato italiano (tra cui ESE, l’esercente del Servizio di maggior tutela). Non essendo possibile acquisire automaticamente il 100% delle misure è necessario effettuare delle stime oppure inviare un “letturista” sul posto a rilevare i consumi. “Nel caso dei quasi 4 milioni di clienti del gas”, come dice Francesco Varlese, responsabile dell’Unità Supporto vettoriamento e Commerciale rete gas “la lettura in loco è invece ancora lo standard, mentre i servizi commerciali di rete sono gestiti in analogia al segmento elettrico”. La raccolta delle misure comporta la gestione di una grande mole di dati. Come ci ricorda Enrico Valigi, responsabile della Misura elettrica e gas, parliamo di “oltre 800 milioni di dati elaborati ogni mese che per motivi civilistici conserviamo per cinque anni nei nostri archivi” dice. “In realtà noi manteniamo per molto più tempo queste informazioni perché ci raccontano tutta la storia di quella ‘presa’, cioè di quel punto di prelievo. Siamo organizzati per disporre di tutte le informazioni necessarie a capire dove risieda il problema in caso di eventuali contestazioni o verifiche richieste da parte del trader, Terna, GSE, o da parte di un cliente finale”.

IL DIALOGO CON I TRADER
Un’altra attività che richiede un continuo dialogo con i trader è quella delle connessioni, che ha un grande peso sulla percezione della qualità da parte dei clienti. Ognuno di noi ci ha avuto a che fare nel caso di un nuovo allaccio, di una voltura, o di una modifica contrattuale. Anche in questo caso è Enel Distribuzione a intervenire. Gran parte delle richieste possono essere soddisfatte da remoto tramite la riprogrammazione del contatore elettronico, salvo casi limitati in cui è richiesto l’intervento di un tecnico, come per un passaggio da bassa a media tensione. Un discorso a sé merita lo switching, ovvero la richiesta da parte di un cliente di cambiare operatore. Questa possibilità esiste anche per i clienti domestici dal 2007. “Nel 2011 sono stati gestiti da Enel Distribuzione quasi tre milioni di switching. Si tratta di numeri ormai paragonabili a quelli del mercato telefonico che è stato liberalizzato molto prima” spiega Enrico Bottone, responsabile Rapporti con i Trader, Fatturazione e Credito. “Noi gestiamo circa

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Orizzonti

250mila switching ogni mese: 130mila dal Servizio di maggior tutela al mercato libero, 95mila sono cambi di fornitore nel Mercato libero e 25mila sono rientri al Servizio di maggior tutela”. Oggi tutto il processo è completamente informatizzato, attraverso il portale web che supporta il Front Office Unico Rete (FOUR), rispetto all’avvio della liberalizzazione, quando tutte queste operazioni venivano sbrigate manualmente.

QUALITÀ EROGATA VS. QUALITÀ PERCEPITA
L’Unità Qualità Commerciale e Customer Care presidia i due aspetti della qualità: quella formale e quella sostanziale. La qualità formale riguarda il rispetto di una serie di indicatori relativi, appunto, alla qualità commerciale erogata fissati direttamente dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (Aeeg) per tutelare il cliente finale. Questi indicatori stabiliscono i tempi di esecuzione per quasi tutte le attività richieste dai clienti: attivazione di una nuova fornitura, disattivazione di una già esistente, richieste di preventivo per l’esecuzione di un successivo lavoro, richieste di verifiche del contatore e dei valori della tensione, reclami o semplici domande di informazioni. Il mancato rispetto dei tempi stabiliti dall’Aeeg comporta l’erogazione di un indennizzo al cliente, direttamente o tramite il venditore. Enel Distribuzione ha raggiunto livelli eccellenti di qualità formale: “Abbiamo chiuso il 2011 con un livello di servizio del 99,8%. Solo nello 0,2% dei casi abbiamo evaso la richiesta del cliente oltre lo standard Aeeg” spiega Maria Rosaria Liporace, responsabile Qualità Commerciale e Customer Care Rete Elettrica. Ma tra l’oggettività dei numeri e quello che pensano i clienti c’è di mezzo la percezione soggettiva. “Siamo spesso in grado di soddisfare la richiesta di un allacciamento in poche ore” dice Carlo Bozzoli. “Poi tutta la trafila, che coinvolge i venditori, i Comuni, le ditte che effettuano i lavori, può protrarsi a lungo, sino a richiedere settimane o mesi. E non è semplice per il cliente capire a chi è attribuibile la responsabilità di ogni singolo ‘step’ e gli eventuali ritardi”. Enel Distribuzione sta facendo molto per migliorare la qualità percepita. Per questo motivo la Funzione Vettoriamento ha deciso di monitorare costantemente la qualità della relazione con il cliente, seguendolo fino alla completa risoluzione del problema. L’analisi dei reclami, peraltro, consente di individuare le azioni di miglioramento sui processi e misurare il percepito dei clienti. “Ogni due anni intervistiamo i nostri clienti,

venditori e produttori attraverso un’indagine di customer satisfaction” di tipo qualitativo e quantitavo, continua Liporace. “Stiamo lavorando anche sul modo di comunicare con i clienti, a partire dalla revisione e dalla semplificazione di tutte le comunicazioni nei loro confronti, controllando a campione le risposte ai reclami e alle richieste di informazioni ed effettuando controlli sistematici di post-reclamo. Infine abbiamo realizzato un vademecum per i nostri tecnici affinché sappiano sempre cosa e come rispondere durante i sopralluoghi ed in tutte le occasioni in cui entrano in contatto con i clienti”.

IL BOOM DELLE RINNOVABILI
Grazie agli incentivi governativi e all’accresciuta sensibilità ambientale degli italiani, negli ultimi tre anni in Italia c’è stato un vero e proprio boom delle fonti rinnovabili e di conseguenza delle richieste di connessione alla rete elettrica di nuovi impianti di produzione distribuita. Se nel 2009 gli impianti di produzione di questo tipo attivati in un anno erano stati 35.400, nel 2010 il numero è salito a oltre 74mila, sino ad arrivare alla cifra impressionante di oltre 160mila attivazioni a dicembre 2011, con un tasso di crescita annuale composto del 117% e una potenza installata che, nel solo 2011, ha superato i 10mila MW, ponendo l’Italia al primo posto in Europa per potenza connessa. Oggi sulla rete di Enel Distribuzione ci sono ormai circa 300mila impianti di produzione per un totale di 18mila MW. Un’autentica “valanga” che si è abbattuta sulla nostra rete, impattando fortemente su tutte le attività di front office e di back office, dalla gestione della richiesta sino alla connessione dell’impianto per poi garantire nel tempo la rilevazione dell’energia prodotta. In poco tempo il ruolo del consumatore ha subito così una profonda trasformazione passando da semplice utilizzatore a consumatore/ produttore. Questo ha spinto Enel Distribuzione a dotarsi di strumenti sempre più efficaci come ci racconta Monica Cataldo, responsabile Unità Vettoriamento e Misura DTR Puglia e Basilicata: “Per rispondere alle esigenze dei nuovi stakeholders Enel ha realizzato grandi investimenti su persone e strumenti. In questo modo siamo in grado di offrire, in un’ottica di miglioramento continuo, servizi sempre più efficienti e aderenti alle aspettative dei clienti che ormai non sono più semplici consumatori di energia ma veri e propri ‘prosumer’”.

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Orizzonti

I

La lezione di Fukushima
fasi dell’evento sismico (con successivo tsunami), le carenze a livello regolatorio e progettuale, e le attività di esercizio e di gestione dell’emergenza che non hanno funzionato. “L’incidente di Fukushima – spiega Contri – è stato un evento estremo, che avrebbe dovuto essere previsto seguendo le odierne tecniche di valutazione del rischio, e che comunque ci ha insegnato molto ai fini del miglioramento ulteriore della robustezza degli impianti attuali con riferimento a questi scenari, così come viene misurata con l’esercizio degli stress test. L’eventualità di rischi causati da un sisma di quell’entità (magnitudo 9, rottura della faglia terrestre, onde di tsunami alte più di 10 metri) era già stata individuata da alcuni studi, ed era programmato a breve l’intervento di adeguamento: purtroppo non c’è stato il tempo di attuare le modifiche all’impianto…”. Ora però la situazione a Fukushima è in netto miglioramento. L’impianto è in condizione stabile, i rilasci di materiale radioattivo verso l’ambiente sono sotto controllo, grazie anche all’incapsulamento dei reattori (attività, questa, in fase di completamento). Prosegue poi a pieno ritmo la rimozione dei rifiuti radioattivi, così come il piano di decontaminazione del territorio circostante la centrale, che prevede un progressivo rientro della popolazione evacuata nel raggio di venti chilometri. “È vero – conclude Contri – che in merito all’impianto di Fukushima i giapponesi avevano carenze su diversi fronti. Ma in fin dei conti la centrale ha retto benissimo al terremoto: è stata l’indisponibilità dei sistemi di sicurezza danneggiati dallo tsunami, perché collocati a quote troppo basse, che ha generato l’incidente e i successivi rilasci radioattivi. Ci ha colpito davvero molto la reazione del ‘sistema Paese’: ingegneri e tecnici hanno messo in atto fin dai primissimi istanti successivi all’incidente una nutrita serie di attività progettuali e di gestione delle emergenze, inclusa l’evacuazione delle popolazioni che non hanno subito alcun danno radiologico. Questo sarà un ulteriore spunto per rendere ancora più sicure le centrali del nostro Gruppo, dalla Spagna alla Slovacchia, fino ai nuovi progetti che ci potranno vedere coinvolti, testimoniando l’attenzione Enel per l’eccellenza sul piano della sicurezza”.

test sulla sicurezza delle centrali nucleari europee “sono sulla buona strada” e rispettano la tabella di marcia prevista. È quanto ha comunicato nei giorni scorsi la Commissione Europea, in occasione dell’avvio della fase di revisione incrociata che sarà condotta dalle autorità di sicurezza nazionali e che avrà come scopo la verifica dei rapporti di stress test relativi ai 143 impianti nucleari dell’UE, avviati dopo l’incidente di Fukushima. Nessun giudizio di merito, quindi, ma solamente una prima indicazione sul lavoro svolto finora per rafforzare la sicurezza delle centrali con standard possibilmente condivisi a livello europeo. Questi test riveleranno l’entità dei margini di sicurezza attualmente presenti negli impianti in esercizio, a fronte di scenari incidentali molto severi e contestuali (terremoti, inondazioni, mancanza di energia elettrica di rete, mancanza della sorgente d’acqua per il raffreddamento del reattore), ad oggi considerati solo singolarmente nella progettazione a causa della bassissima probabilità di occorrenza di più eventi simultanei. Secondo la Commissione Europea, attraverso nuove norme e un migliore coordinamento, gli Stati membri saranno in grado di definire ancora meglio i criteri comuni per la progettazione e l’esercizio degli impianti nucleari. Per dare una valutazione conclusiva sul processo in corso, l’esecutivo europeo attenderà il termine delle attività, previsto per giugno del 2012. Successivamente, si prospetta una fase di allineamento alle misure preventive e mitigative proposte per gli impianti nucleari europei: tra questi, l’installazione di nuovi sistemi di sicurezza, la disponibilità di mezzi mobili e di diesel portatili per il ripristino dell’alimentazione elettrica in caso di black-out e la costituzione di squadre di emergenza nazionali per il primo intervento.

un evento estremo
Su questo fronte, per il Gruppo Enel, la struttura che si occupa degli stress test è coordinata da Paolo Contri, responsabile delle Analisi di Sicurezza siti e impianti, nell’ambito dell’Area Nucleare della Divisione Ingegneria e Innovazione. Come punto di partenza per contribuire al dibattito sui nuovi standard di sicurezza, è stata completata un’analisi molto precisa di quello che è accaduto a Fukushima, studiando le varie

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Nonostante la crisi e il boom del fotovoltaico il 2011 di GEM è stato positivo

Orizzonti

Generazione flessibile

È

vero. Nel 2011 in Italia la domanda di energia è calata e il fotovoltaico ha registrato un boom senza precedenti. Ma se guardiamo ai numeri dell’Area di Business Generazione (Divisione GEM) scopriamo che la produzione dell’intero parco produttivo di Enel in Italia è rimasta pressoché identica a quella dell’anno precedente. La spiegazione sta in un insieme di fattori. In primis il cosiddetto “mix di parco”, ovvero il fatto che l’energia viene prodotta da diverse fonti. In questo modo si riesce a far fronte alla sempre maggiore flessibilità richiesta dal mercato. “Le crisi possono diventare delle opportunità – spiega Roberto Renon, responsabile Generazione – e noi dobbiamo essere pronti a essere attori e non spettatori del nostro futuro”. Ben sapendo che la crisi economica ha ridotto la domanda di energia in Europa e ha reso il mercato della produzione sempre più difficile e competitivo.

della diga di Ancipa e la riattivazione delle centrali idroelettriche di Troina e Grottafumata in Sicilia. Ultimo, ma non meno importante, l’avviamento della task-force per la riapertura (entro il 2012) della centrale a biomasse del Mercure.

SICUREZZA AL PRIMO POSTO
Anche sul versante della sicurezza, i numeri sono decisamente positivi. “Nel 2011 si è ulteriormente ridotto il numero degli infortuni nella nostra Divisione – spiega Stefano Di Pietro, responsabile unità Safety di GEM – con un trend che punta all’obiettivo ‘zero infortuni’”. Sono molte le Unità che già da alcuni anni non registrano alcun infortunio sul lavoro: La Casella (da 8 anni), Porto Corsini e Porto Tolle (6), Bologna, Termini Imerese e Sai (5) tra le più virtuose. Da 5 anni Bologna non registra infortuni di imprese appaltatrici. Di rilievo anche la classifica delle ore lavorate senza eventi (dove Brindisi spicca con oltre 2 milioni e 800mila ore) e la forte riduzione degli infortuni fra le imprese appaltatrici più che dimezzati nell’ultimo anno (-62 %). Un segnale evidente della crescita della cultura della sicurezza anche tra il personale delle imprese appaltatrici in Enel. Segnaliamo il caso di PRI, l’Unità che progetta e realizza gli impianti idroelettrici per conto di GEM e le altre società del Gruppo. I cantieri di cui si occupa sono particolarmente complessi: basti pensare alle gallerie presso l’impianto di Troina in un terreno ricco di grisù o ai ponteggi alti oltre 60 metri montati all’interno della diga di Ancipa. Eppure dal 2009 non si registrano infortuni tra il personale dell’Unità. Sul fronte appalti, il rapporto con i fornitori è diventato (in chiave Safety) un processo ancora più rigoroso. “I risultati – conclude Di Pietro – stanno arrivando anche dal cosiddetto Gruppo di Maggior Supporto che, durante le fermate programmate, verificano, controllano e formano sul campo il personale delle imprese, con benefici sui comportamenti e sulla riduzione delle potenziali cause che posso degenerare nell’infortunio”.

RISULTATI IN CRESCITA
Dal punto di vista delle performance tecniche si registra una crescita delle disponibilità: +3,9% nel termoelettrico e +2,6% nell’idroelettrico. In gergo il “fattore di disponibilità” indica la capacità produttiva rispetto al valore massimo. E questi numeri sarebbero potuti essere ancora migliori se non si fosse verificata una serie di eventi accidentali che hanno influito sul valore finale complessivo di parco. Segno positivo anche sul fronte degli oneri da sbilanciamento, ovvero quelli derivanti dagli scostamenti rispetto ai profili di carico stabiliti. L’introduzione dei mercati infragiornalieri, gestiti da Energy Management, permette di modificare in corsa il piano di produzione previsto; l’operatività su tali mercati, unita alla affidabilità e flessibilità degli impianti, ha consentito una consistente riduzione dei suddetti oneri rispetto all’anno precedente. Inoltre nel 2011 Torrevaldaliga Nord ha cominciato a produrre a pieno regime: il suo contributo ha permesso così alla produzione di energia termoelettrica di superare del 6,4% quella del 2010. La quota di produzione dal carbone ha così raggiunto il 64% della produzione complessiva da energia termoelettrica. Tra le attività di rilievo del 2011 vanno infine ricordati il risanamento

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Orizzonti

Il confronto coinvolgerà ben 30mila persone

partita lo scorso 16 gennaio la Performance Review 2012 che coinvolge circa 30mila persone (di cui 3mila sono anche “capi” valutatori). Come lo scorso anno, l’iniziativa riguarderà la maggior parte delle persone di Enel Italia e una buona parte di quelle che operano nelle Divisioni Internazionale ed Energie Rinnovabili. Sono due le principali novità: la completa visibilità per il valutato della scheda di valutazione compilata dal capo sin dall’inizio della fase del feedback e la contemporaneità del “Feedback 360”, che quest’anno viene esteso anche alle prime tre fasce del modello di management. Si tratta di un importante momento di confronto tra capo e collaboratore che ha come oggetto quanto fatto nel corso dell’anno precedente. La sua importanza risiede nel fatto che ciascuno può avere un feedback rispetto ai risultati raggiunti e ai comportamenti utilizzati, in un’ottica di sviluppo. L’iniziativa quindi dà impulso all’evoluzione della cultura organizzativa, coinvolgendo tutti: i capi sono chiamati alla massima trasparenza e a un crescente investimento nella gestione dei collaboratori; ciascun valutato con l’autovalutazione assume il proprio punto di vista per poi confrontare le proprie attese con quelle dell’organizzazione.

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Valutazione delle performance 2012
La fase di autovalutazione si svolge contemporaneamente al bilanciamento, fino al 16 marzo. In questo periodo il sistema permette la registrazione dell’autovalutazione che, dall’anno scorso, si svolge su una scheda identica a quella usata dal capo. Fare l’autovalutazione è fondamentale, poiché offre l’opportunità di esprimere la propria valutazione della prestazione lavorativa e aiuta il confronto durante l’incontro di feedback con il proprio capo. L’incontro di feedback rappresenta invece la fase conclusiva del processo. Per massimizzare l’efficacia di questo importante momento di confronto, a partire da quest’anno la scheda di valutazione compilata dal capo sarà disponibile fin dal primo giorno, dal 19 marzo sino al 20 aprile. Sarà proprio la qualità dell’incontro di feedback tra capo e collaboratore a giocare un ruolo fondamentale per il successo dell’intero processo. Infine, quest’anno in contemporanea con la Performance Review, si svolgerà la valutazione “360° Feedback” che coinvolgerà tutti gli Executive Vice Presidents, i Senior Vice Presidents e i Vice Presidents (vale a dire le prime tre fasce del modello manageriale) le seconde linee di Gruppo e i partecipanti al LEEP 2011 (Leadership for Energy: Executive Program). Ciascuno di loro è chiamato a esprimere la propria autovalutazione e riceverà un feedback strutturato sui comportamenti di leadership messi in atto nel corso del 2011 da tre diverse prospettive: il capo, i pari e i collaboratori. Tutte le valutazioni dovranno essere completate entro il 3 febbraio.

UN PERCORSO ARTICOLATO
Le fasi sono quelle illustrate nella figura sottostante. La prima fase si è conclusa lo scorso 3 febbraio: in queste tre settimane le valutazioni del capo relative alla performance di ogni collaboratore nell’anno trascorso sono state inserite a sistema. Successivamente è cominciata la fase di bilanciamento, un momento fondamentale in cui le valutazioni vengono condivise e approfondite tra i capi, migliorando così la coerenza dei criteri applicati e – allo stesso tempo – aumentando trasparenza ed equità del processo. Un facilitatore delle Risorse Umane è presente a ogni incontro per favorire la discussione e garantire il rispetto delle regole del meeting.

RADICAMENTO E QUALITÀ
I numeri della valutazione dello scorso anno testimoniano il progressivo radicamento di questo processo. La percentuale di valutazioni completate nel 2011 è molto alta (oltre 99%). Più persone hanno colto l’opportunità dell’autovalutazione: circa il 5% in più rispetto all’anno precedente (il 68% nel 2011 contro il 63% del 2010). Inoltre è stato rilevato un miglioramento nella “qualità” della valutazione che risulta essere molto più efficiente.

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Orizzonti

Facciamo il Punto

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utto nasce da un Punto, anzi da 131, da collegare tracciando una linea lunga tutta l’Italia. In questo modo si può seguire il filo conduttore della due giorni di incontri, lavori e iniziative che hanno caratterizzato la prima Convention nazionale dei Punti Enel, tenutasi a Milano il 17 e il 18 gennaio scorsi. L’evento ha permesso di analizzare da vicino la rivoluzione che ha investito queste strutture che, nell’anno appena trascorso, sono passate “da semplici uffici a veri e propri store commerciali”, come ha ricordato Luca Solfaroli Camillocci. Il responsabile Customer Service ha inoltre sottolineato il bilancio positivo degli ultimi dodici mesi, “durante i quali il numero dei contratti Enel Energia venduti presso i Punti Enel sono quadruplicati”. Infatti, dai 35 mila contratti del 2010 si è passati a ben 135 mila nel 2011. Segno che i Punti Enel oltre a essere riferimenti riconosciuti su tutto il territorio nazionale, sono oggi un importante canale di vendita delle offerte di Enel Energia per elettricità e gas. Il risultato è stato raggiunto grazie allo straordinario impegno dei team leader e dei consulenti. Che sono stati i veri protagonisti della due giorni milanese, come ha ricordato Gianfilippo Mancini, direttore delle Divisioni Gem e Mercato: “L’incontro nasce con l’obiettivo di consolidare la comunità dei team leader. Stiamo riportando la relazione nel punto fisico con il cliente al centro delle nostre attività. Lo stiamo facendo in una fase di cambiamento, conseguente alla liberalizzazione del mercato dell’energia, che ci porta a rivedere anche il nostro lavoro: quello che dobbiamo dare non è solo il servizio ma l’attenzione a tutto tondo a un eccellente servizio commerciale, in cui il cliente è al centro”. La figura del team leader e le sue qualità sono stati il focus dell’intervento di Ivan Rebernik, responsabile della Gestione del personale Customer service: “La parola team leader evoca inevitabilmente quella della leadership, che si declina nella capacità di guidare il cambiamento, far crescere i collaboratori e con una spiccata sensibilità al commerciale”. Per sottolineare alcuni aspetti importanti per la vendita in qualità nei Punti Enel sono intervenuti inoltre il responsabile Vendite mass market Nicola Lanzetta, il responsabile Marketing supply e Vendite corporate Simone Lo Nostro, la responsabile Affari istituzionali, Regolatorio, Antitrust e Analisi normativa Angelica Orlando. La tavola rotonda moderata da Cristiana Di Torrice (Integration manager) con i quattro responsabili di Macro-Area (Lucia Cortini, Michele Grassi, Aurelio Sarno, Luigino Zuin) e Gaetano Evangelisti (responsabile Integration manager) è stato il momento per fare il resoconto sui punti di forza delle diverse aree regionali. La tavola rotonda del pomeriggio, invece, è stata l’occasione per ascoltare dai team leader stessi alcune iniziative di successo all’insegna del best practice sharing. Una rassegna sulla visibilità dei Punti Enel sui media a cura di Silvia Gordiani (Integration manager) ha chiuso la mattinata mentre il travolgente intervento di Nicola Favini, direttore di Logotel, ha chiuso gli interventi del pomeriggio.

Più amici Per noi I vantaggi continuano!
Chi porta un amico trova un tesoro. Per chi ha già aderito alle offerte Per noi, o coloro che lo faranno, c’è una ulteriore grande opportunità di risparmio sui consumi di elettricità e gas. Fino a marzo 2012, per ogni persona presentata, infatti, si avrà diritto a un bonus di 1.000 Punti Energia da utilizzare per richiedere sconti in bolletta o i premi del catalogo EnelPremia, il programma a premi di Enel Energia. I Punti Energia saranno accreditati sia a te che al tuo amico all’attivazione della fornitura (se hai già attivato l’offerta Per noi, i punti ti saranno accreditati all’attivazione del contratto del tuo amico). Da ottobre ad oggi sono state attivate oltre 7.500 forniture domestiche di luce e gas con le offerte Per noi. Passare a Enel Energia è davvero conveniente per chi lavora in Enel!

BEST SELLER AWARDS
Durante la Convention sono stati anche premiati i vincitori del Best Seller Award: quello di dicembre è stato il Punto Enel di Piombino, mentre i Punti Enel vincenti nelle quattro Macro aree sono stati Piacenza, Imperia, Sala Consilina e Firenze, quest’ultimo vincitore anche del premio speciale Best Seller Enel Mia. Infine, il premio nazionale come Best Seller 2011 è andato a Sant’Agata di Militello.

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Orizzonti

WE ARE ENERGY 5 valori, 1000 passioni
a creatività come valore aggiunto. Come l’arco pronto a scoccare nel mondo le cinque frecce dei valori condivisi, in cui Enel si riconosce: rispetto, attenzione alle persone, orientamento ai risultati, etica e responsabilità sociale. Un po’ come nella poesia del libanese Khalil Gibran - “Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi” – Enel, attraverso il concorso internazionale We are Energy e in occasione dei suoi 50 anni, affida alla fantasia dei figli dei colleghi di 21 Paesi in cui opera, il compito di fare propri i valori del Gruppo e proiettandoli nel raggio delle loro relazioni e delle loro passioni. “Il tema di We are Energy 2012 è un omaggio ai cinquant’anni di Enel, un anniversario che ci accompagnerà durante tutto l’anno sia nella comunicazione interna che in quella esterna”, spiega Maria Cristina Milano, responsabile Comunicazione interna. “E uno dei fondamenti di questi cinquant’anni di successi sono proprio i valori universali in cui il Gruppo si riconosce – aggiunge – e sui quali i nostri figli sono chiamati a riflettere e a declinarli nelle loro mille passioni: nello sport, nella musica, nella tecnologia, nell’arte, nella fotografia, nel cinema, nei social network, nella scienza e nei viaggi. Perché i valori non esistono se non ci sono le passioni per viverli. Non a caso il titolo di We are Energy di quest’anno è proprio ‘5 valori, mille passioni’”.

L

riali per partecipare – resi disponibili anche sul sito weareenergy.enel.com e sulla pagina Facebook dedicata - e dovranno confrontarsi con i cinque valori Enel e gli ulteriori princìpi che ne discendono: sicurezza, merito, intercultura, partecipazione, eccellenza, innovazione, redditività, etica, impegno sociale e ambientale. Nella prima sezione, chiamata “Il magazine lo fate voi”, il concorso chiede ai ragazzi di ispirarsi ai cinque valori di Enel per contribuire alla realizzazione del nuovo magazine di We are Energy. I partecipanti potranno inviare un contributo in qualsiasi forma espressiva: articoli, interviste, video, disegni o altro che rappresenti i valori Enel, con l’obiettivo di migliorarsi e di migliorare il mondo mettendo in pratica quei valori con fantasia e in una logica globale. La seconda sezione – “Happy 50 Party” - invita poi tutti i partecipanti a immaginare la festa più ricca di energia che c’è, quella per i cinquanta anni di Enel (1962-2012), ispirandosi ai valori e alle passioni che caratterizzano la nostra azienda, potendo progettare solo alcuni dettagli o l’intero evento che si terrà al termine del campus.

PREMI PER TUTTI
Tutti i partecipanti riceveranno un gadget a sorpresa. Ma le idee migliori, selezionate dalle giurie nazionali, saranno premiate con la partecipazione al campus estivo che si svolge nel mese di luglio, dove i finalisti di tutti i Paesi vivranno un’esperienza unica e conosceranno tanti nuovi amici da ogni parte del mondo: due settimane estive in Italia di divertimento e di condivisione creativa tra laboratori scientifici, attività di team building, teatro, giornalismo, gite ed eventi.

EDIZIONE STRAORDINARIA
Progetto in continua crescita, We are Energy è passato dai 1.598 iscritti dell’edizione del 2008 (dedicata alla sicurezza) ai 3.781 partecipanti del 2011. E che quest’anno propone un’edizione straordinaria in concomitanza con i cinquanta anni del Gruppo Enel, intitolata “5 valori, 1.000 passioni” (5 values, 1.000 passions”) e suddivisa in due sezioni. Mentre restano confermate come ogni anno le due fasce di età per la partecipazione: 8-12 e 13-17 anni. Dopo la raccolta delle iscrizioni – dal 23 gennaio al 28 febbraio – partirà infatti la competizione vera e propria. I giovani iscritti riceveranno i mate-

Sul web www.weareenergy.enel.com

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allo scorso 23 gennaio tutti i colleghi di Endesa possono navigare nella nuova Intranet in lingua spagnola. Il Gruppo Enel compie così un nuovo e decisivo passo verso l’integrazione nel rispetto delle specificità nazionali. Arricchita con una grafica più moderna e attraente e in family feeling con il sistema di siti web Enel, la nuova Intranet ha più contenuti e una struttura di navigazione più facile che consente l’accesso immediato a tutte le informazioni relative al Gruppo. Ma conserva le informazioni, le applicazioni e gli altri strumenti già disponibili nella versione precedente, e le completa con nuove funzionalità e miglioramenti tecnologici.

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Orizzonti

La Intranet ora parla spagnolo
UN LAVORO DI SQUADRA
Il restyling e l’attuazione di Global Endesa è stata il frutto di un lungo lavoro iniziato nel marzo dello scorso anno e al quale hanno collaborato attivamente le Funzioni Risorse umane e Organizzazione, Comunicazione interna e ICT (Information & Communication Technology) di Enel ed Endesa. “Il progetto Global Endesa nasce come proseguimento del progetto Global InEnel nato nel 2010 con il lancio della Global Intranet in Italia, Romania, Francia e nella versione inglese e proseguito poi nel 2011 con il lancio in Slovacchia e Russia”, spiega Fabrizio Furbini, program manager del progetto di integrazione delle intranet Enel-Endesa. Nel suo sviluppo, sono stati presi in considerazione i risultati del sondaggio sulla Intranet condotto a maggio del 2011 tra i colleghi di Endesa in Spagna e le interviste condotte con il management Endesa. Ed è stato preso come modello di riferimento internazionale Global Intranet in Enel (GIE), basato su un concetto “glocal” che unisce una cultura comune del Gruppo - in linea con il concetto di One Company - con il mantenimento delle specificità e dell’identità di ciascuna area di business. Una volta completata l’attuazione di questo nuovo modello di Intranet in Spagna, nel corso del 2012 verrà avviata la sua estensione a tutto il perimetro latino-americano di Endesa. La nuova Intranet, infatti, deve essere considerata come un costante processo di avanzamento del progetto e di miglioramento.

STRUMENTI E CONTENUTI
“Il modello applicato – commenta Furbini - è quello della nostra Intranet, che non è solo il punto di accesso a tutto quello che è il media-mix interno (tv, radio, notizie), ma anche uno strumento di lavoro. Anche i colleghi spagnoli trovano anzitutto in homepage tre notizie global, tre news che afferiscono a progetti, iniziative e informazioni che riguardano tutto il Gruppo Enel”. Poi, aggiunge: “Attraverso i lavori infrastrutturali e tecnologici che abbiamo condotto per consentire l’accesso a questa nuova intranet è stata garantita quella che noi in gergo tecnico definiamo ‘bidirezionalità’. Significa che i colleghi che entrano nella rete interna da Enel o da Endesa possono reciprocamente accedere a risorse e sistemi informativi che sono ospitati nelle rispettive piattaforme”. Tra le sezioni principali, ora accessibili anche dalla Spagna, c’è ad esempio “Gruppo Enel”, che contiene le informazioni complete per conoscere in profondità il profilo aziendale, le divisioni, i Paesi in cui opera, la corporate governance, la sostenibilità, l’organizzazione. Inoltre, c’è da segnalare il cercapersone, uno degli strumenti più significativi della nuova Intranet: attraverso questo strumento, è possibile ottenere il numero di telefono e l’indirizzo email di un collega. Non resta quindi che augurare ai colleghi spagnoli una buona navigazione quotidiana sempre a stretto contatto con l’Italia e le altre country già abilitate alle Global Intranet.
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Sicurezza

Ecco quello che troverete nella nuova sezione della intranet Health&Safety

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Navigare sicuri
timediale e interattiva della sicurezza, conterrà per voi tutti i materiali prodotti da Enel (animazioni, video, manuali e corsi di formazione) così come il glossario, il safety bullettin per la condivisione delle esperienze e uno spazio per lasciare commenti e richiedere un supporto. Un ulteriore contenitore da tenere in considerazione è quello denominato “That’s not right”, un box per segnalare situazioni che avete notato essere non proprio sicure. A completare il quadro dell’offerta di servizi: un’area istituzionale (politiche e progetti a livello di Gruppo), notizie flash (sia locali che globali), una mediagallery, un box tv con le ultime interviste, un calendario e tanti link utili alla causa.

i sono diversi buoni motivi per consultare Health&Safety, la nuova sezione della intranet aziendale dedicata alle tematiche della salute e sicurezza sul lavoro. Se siete utenti non troppo addentro alle questioni tecniche, imparerete molte cose sulla sicurezza – scritte per voi con un linguaggio estremamente semplice – e potrete contribuire con le vostre idee alla creazione di nuove soluzioni per rendere più sicuri i luoghi di lavoro. Se fate parte, invece, della Comunità Safety – e si presume quindi che ne sappiate già abbastanza – sarete stupiti nello scoprire il nuovo strumento – Safetypedia (la wiki Enel della sicurezza) – che presto sarà ricco di informazioni utili sulla safety, o il grande archivio Health&Safety Documentation, che pieno di documenti, procedure, manuali e tutto ciò che serve per approfondire il concetto che “La tua sicurezza non è questione di fortuna”. Per entrambi i pubblici (tecnici e meno tecnici) c’è comunque da esplorare la nuova sezione Salute, dedicata alla prevenzione sanitaria e al benessere sul lavoro (e perché no, nella vita di tutti i giorni). Scommettiamo che il vostro primo incontro sarà con il Personal Trainer, il tutor virtuale che calcolerà il vostro fabbisogno energetico quotidiano? Ma procediamo con ordine. Quando atterrate nell’area Safety, potrete cimentarvi in un giro nel “mondo della sicurezza Enel”, navigando la mappa geografica che contiene le politiche della safety e i principali progetti a livello di country. In prossimità della mappa scoprirete il box Give your ideas: usatelo per inviare le vostre proposte di miglioramento della sicurezza. Dopo una valutazione da parte della comunità Safety, la vostra idea sarà inserita in uno spazio “local” all’interno della mappa, o best proposal in home page se valida per tutto il Gruppo. Queste ultime saranno votate dagli utenti della intranet, che potranno “spingere” le migliori fino all’area Safety News. Eccoci alla già citata Safetypedia. Concepita come un’enciclopedia mul-

Salute e benessere
La sezione Health, gemella di quella della Safety, è dedicata al benessere e alla prevenzione sanitaria. Qui si parla di alimentazione, sport, tempo libero: in particolar modo, si fa riferimento alla pratica delle “sane abitudini”. Qualche esempio? Per prima cosa iscrivetevi all’health profile. Non è un circolo sportivo (infatti non costa nulla), ma è un luogo virtuale dove beneficiare di un tutor a vostra disposizione che vi darà informazioni personalizzate sui programmi di prevenzione oncologica e cardiovascolare, una serie di news sulla salute e un elenco di attività localizzate nella sede di vostra appartenenza. Non scordatevi di farvi calcolare il fabbisogno energetico (non barate su età, altezza e peso!) e l’indice di massa corporea. Il tour si conclude con la mediagallery (da non perdere le lezioni di “ginnastica in ufficio”), il box tv con le interviste ai medici specialisti, l’area archivio di tutti i materiali (campagne di comunicazione e documenti vari) e la wellness map per guidarvi nelle strutture mediche e sportive a voi più vicine.

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Grande partecipazione per la terza edizione dell’iniziativa della Divisione Mercato

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remila visitatori unici da tutta Italia nel sito intranet dedicato. Il 40% dei colleghi ha votato per i migliori progetti 2011. Duecento felpe vinte con oltre 2.500 quiz completati. Tutti segni inequivocabili di un entusiasmo ben al di sopra delle aspettative. È quello generato dalla terza edizione di IlluminAzioni, la gara dell’eccellenza della Divisione Mercato che ha premiato i migliori progetti di Passion for Quality. I sette progetti vincenti sui 21 in gara – premiati dal direttore della Divisione Gianfilippo Mancini in occasione della Cascade del 22 dicembre scorso a Roma – hanno confermato l’impegno quotidiano della Divisione Mercato per garantire la leadership di Enel nella qualità del servizio al cliente all’insegna di innovazione ed efficienza. Una formula – quella di IlluminAzioni – che ha portato oltre il 75 per cento dei colleghi della Divisione a navigare tra i migliori progetti realizzati nel 2011. La novità di questa edizione era una gara a quiz:circa 1.200 si sono cimentati nei quiz interattivi rispondendo a domande sulle principali aree di miglioramento. In palio c’erano 50 felpe al mese che sono risultate particolarmente ambite visto che in ogni gara il montepremi andava esaurito in poche ore!

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Grazie a queste vere e proprie “illuminAzioni creative”, i clienti Enel Energia dal web potranno – ad esempio – consultare velocemente lo stato dei pagamenti correlati alla propria fornitura, effettuare pagamenti e rettificare una fatturazione. Inoltre la bolletta sarà estremamente semplificata, rendendo le voci molto più chiare e di facile comprensione per chiunque. E se la campagna per l’autolettura incrementa il numero dei clienti che comunicano per tempo i loro consumi utilizzando anche nuovi sistemi di comunicazione come SMS e web, il progetto Quality Call si propone di ridurre la percentuale di annullamento dei contratti. Da segnalare poi il nuovo stile di vendita, grazie al quale i consulenti dei Punti Enel impiegheranno strumenti di formazione per migliorare il modello di vendita e di organizzazione. Tra i progetti vincenti, si registrano anche l’applicativo SAP Grandi Clienti che migliora i processi di recupero del credito e semplifica le attività di monitoraggio ed infine la raccolta dei feedback provenienti da Partner e da unità interne per rilevare le aree di miglioramento e predisporre i relativi piani di azione.

I PROGETTI VINCITORI
Eccoli dunque i progetti vincitori. A partire da “Stile di vendita” (per la categoria Nuovo Punto Enel), “Quality call” (Sales Lab), “Campagna Autolettura” (Nuovo Modello di Caring), “Cambio layout bolletta” (Antichurn), “Tutto in un click” (Slim), “SAP grandi clienti” (Cash is King) e “Feedback collection” (Nuovo modello di Partnership).

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Sostenibilità

Tutta l’azienda in un report
Fulvio Conti a Davos
A un anno dalla fondazione del LEAD, che riunisce le 56 aziende mondiali più virtuose per la sostenibilità, tra cui Enel ed Endesa, il Global Compact delle Nazioni Unite ha organizzato un incontro durante lo scorso gennaio in Svizzera, a margine del World Economic Forum di Davos. L’incontro si è tenuto solo cinque mesi prima della UN Conference on Sustainable Development che si terrà a Rio nel mese di giugno e ha rappresentato un’importante opportunità per delineare il futuro della sostenibilità e le aspettative globali nei confronti di Rio+20, identificando le priorità nel percorso di avvicinamento a questo importante summit, oltre al possibile ruolo e al coinvolgimento del settore privato. L’amministratore delegato e direttore generale di Enel, Fulvio Conti, ha partecipato al meeting, presieduto dal segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon e al quale hanno preso parte i vertici delle Agenzie delle Nazioni Unite e delle altre compagnie globali che fanno parte del LEAD, oltre a rappresentanti del mondo degli investitori e delle business school più prestigiose. In particolare, Conti si è soffermato sull’impegno di Enel nel contrastare la povertà energetica globale, impegno che Enel affronta grazie al programma Enabling Electricity, e sulla necessità di spingere governi e aziende a trovare nuovi meccanismi di mercato e collaborazioni tra pubblico e privato per finanziare l’accesso all’energia a livello globale. eport integrato o, per dirla all’inglese, one report. Ovvero una forma di rendicontazione innovativa  più diretta e trasparente, che riunisce gli aspetti finanziari e non finanziari (ambientali, sociali, di governance) delle imprese in un unico documento. A questo tema è dedicato One Report – Integrated Reporting for a Sustainable Strategy scritto da Robert G. Eccles (Harvard Business School) e Michael P. Krzus (Grant Thornton LLP). La versione italiana, Report Integrato - Rendicontazione integrata per una strategia sostenibile, è pubblicata da Edizioni Philanthropy dell’Università di Bologna ed è curata da Andrea Casadei, esperto di rendicontazione sociale e sostenibilità d’impresa. Questa edizione è arricchita con la trattazione del caso Enel, impegnata nel percorso di realizzazione del Report Integrato. Il volume contiene infatti un’intervista a due voci a Gianluca Comin (direttore Relazioni esterne) e Luigi Ferraris (direttore Amministrazione, Finanza e Controllo), oltre a un intero capitolo dedicato alla nostra azienda. Enel è infatti presente nei più importanti network internazionali in materia. Il Pilot Programme dell’IIRC (International Integrated Reporting Council) è stato istituito con l’obiettivo di sovrintendere allo sviluppo di un framework internazionale per il reporting integrato: ne fanno parte The Prince of Wales‘ Accounting for Sustainability Project, l’IFAC (International Federation of Accountants) e il GRI. Il consorzio per il G4 invece supporterà il GRI (Global Reporting Initiative) nella definizione della prossima generazione di linee-guida per la rendicontazione della sostenibilità. Insieme a Enel, ne fanno parte, a livello mondiale, Alcoa, General Electric, Goldman Sachs, Natura e Shell. Il GRI potrà inoltre contare sull’expertise di Deloitte, Ernst & Young, KPMG and PwC. La conclusione dei lavori per il G4 è prevista nel 2013. Il libro, vincitore del PROSE Award 2010 come miglior libro di Affari, Finanza e Management, già tradotto in cinese, giapponese e portoghese, ha riscosso molto interesse nel mondo accademico e manageriale, finanziario ed economico, tra i Governi e le Istituzioni. Il volume offre al lettore la possibilità di conoscere le caratteristiche principali del report integrato, comprendere meglio gli elementi essenziali di questa nuova modalità di rendicontazione che costituirà, nel prossimo futuro, un cardine delle strategie di reporting delle organizzazioni di tutto il mondo.

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Enel Cuore

I bambini invisibili

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La nostra Onlus ha finanziato la ristrutturazione di un centro diurno per i minori afgani

hmeri Mansour, un ragazzo afgano, cerca suo fratello Mahfus di dodici anni. I due sono fuggiti dal loro Paese. Prima tappa, l’Iran. Poi, la Turchia. Ma è proprio al confine tra i due Paesi che i due si sono persi. Ora, Ahmeri è a Roma. Il suo è stato un viaggio a lieto fine. Molti altri, fuggiti come lui dalla chiamata alle armi di Al Qaeda, non ce l’hanno fatta. Quella di Ahmeri è solo una delle tante, troppe storie di coraggio e disperazione che si possono ascoltare nel centro A28, la prima struttura notturna d’emergenza italiana per minori stranieri non accompagnati promossa da Intersos in collaborazione con Save the children e la Cooperativa Civico Zero. Ogni notte il centro A28, da via Aniene 28 dove è ubicato, ospita fino a 22 minori. Quelli che, per le organizzazioni umanitarie, sono conosciuti come bambini invisibili. Minori, in prevalenza afghani, che attraversano il mondo senza nome e senza documenti. Arrivano in Italia dopo viaggi di migliaia di chilometri attraverso l’Iran, la Turchia e la Grecia. A volte attaccati con le cinte sotto ai camion. Nascosti nei nostri porti dell’Adriatico, spesso sulle nostre autostrade trovano la morte. Il più delle volte, questi bambini da noi sono di passaggio. E per questo cercano in tutti i modi di non farsi identificare, perché se schedati entro i nostri confini, una volta fermati negli altri Paesi europei verrebbero rispediti in Italia. A28 nasce proprio per dare loro protezione e accoglienza notturna. Di giorno, l’area della Stazione Ostiense è il loro punto di riferimento. Vi soggiornano quotidianamente circa 150 afgani, tra cui minorenni e talvolta qualche bambino. “Una permanenza che pone i minori in una situazione di forte rischio, in termini di sicurezza, di tutele igienico-sanitarie, di sfruttamento e abusi”, come ha sottolineato Nino Sergi, presidente di Intersos. Nel primo mese di apertura di A28,

sono stati accolti 67 adolescenti e una madre con due bimbi piccoli, per un totale di 146 pernottamenti. “Ogni anno nel mondo si contano 3 milioni di rifugiati provenienti dall’Afghanistan - ha sottolineato Laura Boldrini, portavoce per l’Italia dell’Unhcr - e il flusso è in continuo aumento. Spesso i bambini afgani che arrivano in Italia sono solo in transito ma non c’è nessuno qui da noi che offre loro un’alternativa. Siamo poi così sicuri che questi ragazzi vogliano davvero proseguire il loro viaggio? Serve un’istituzione italiana che si occupi dei minori stranieri non accompagnati che arrivano nel nostro Paese per seguirli e assisterli senza che cadano nella rete dei trafficanti”. In Italia sono 7.540 i minori migranti non accompagnati. Di essi 1.137, il 15% del totale, sono afgani e costituiscono il gruppo più numeroso. I principali servizi offerti ai minori nei 220 mq dei locali del Centro A28 sono: posti letto, docce, servizi igienici, lavatrici e asciugatrici, cambio abito, prima colazione, computer per connessioni web, soggiorno comunitario, mediazione linguistica e culturale, collegamento con altri servizi di consulenza e assistenza medica, sociale e di orientamento operanti sul territorio romano. Per il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura, che in passato ha vissuto a lungo a Kabul, la struttura “rende onore a un popolo fiero come quello afghano con servizi, come quelli igienici, fondamentali per la cultura e religione musulmana. Elementi che spesso vengono colpevolmente dimenticati”. La ristrutturazione dei locali di A28 è stata finanziata da Enel Cuore. Gianluca Comin, che della onlus è consigliere delegato, ha sottolineato la difficoltà e “la frustrazione del donatore” nel dover scegliere tra le tante richieste d’aiuto che giungono. Sentimenti che però, “in giornate come quella di oggi sfociano nell’orgoglio di lasciare qualcosa di concreto, dando un segno di continuità a un modello di intervento che caratterizza anche l’attività dell’azienda”.

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Prisma

L’analisi di Carlo Marroni, giornalista del IlSole24Ore, alla cascade della Funzione Acquisti di Enel

l 15 settembre del 2008 è un lunedì come tanti. A New York, a Londra, i dipendenti della Lehmann Brothers Bank arrivano in ufficio ma trovano le porte sbarrate. Rabbia e sgomento montano di minuto in minuto. Pochi di loro sanno infatti che durante il weekend, a seguito di una drammatica sequenza di telefonate tra i vertici dell’istituto di credito e le autorità federali statunitensi (la Fed e la Sec), la banca ha presentato l’istanza di fallimento. “Nel dispiegarsi della crisi attuale possiamo considerare questa data come uno spartiacque”, spiega il giornalista del Sole24Ore, Carlo Marroni, durante il suo intervento alla cascade della Funzione Acquisti di Enel intitolato ”La crisi globale: cause, paure e prospettive”. “Quel giorno infatti la crisi, iniziata già da un anno, esplose in tutta la sua forza perché accadde quello che nessuno pensava potesse mai succedere. Verosimilmente oggi – aggiunge - i responsabili della decisione di far fallire una delle principali banche americane ammetterebbero che si trattò di un errore clamoroso, che ancora oggi paghiamo tutti quanti”. Del resto le ripercussioni di una crisi finanziaria sulla confidence verso il sistema e sull’economia reale non sono una novità di questi anni. E Marroni lo dimostra con un breve excursus storico: “Il primo fallimento bancario della storia è datato 1343, quando i banchieri fiorentini Bardi e Peruzzi chiusero perché il re d’Inghilterra non restituì loro il prestito ricevuto senza garanzie per imbarcarsi nella Guerra dei Cent’anni con la Francia. Ne conseguì una pesante crisi economica e una miseria diffusa”. Trecento anni più tardi la storia non cambia. “Nel 1637 scoppia la crisi dei bulbi, i “future” dei tulipani olandesi acquistati e scambiati, come avviene

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Crisi, la lezione della storia che si ripete

oggi con le azioni, da quelli che possiamo immaginare come gli attuali piccoli risparmiatori, cioè mercanti e artigiani. Anche in questo caso, la speculazione fu tale da far esplodere la bolla con pesanti ripercussioni su un sistema bancario molto più maturo rispetto a quello del Trecento e sull’economia reale con la disoccupazione”. Fatti ripetutisi anche a seguito della crisi del 1929 e di quella attuale. “Ma qui non si tratta di criminalizzare la finanza”, precisa Marroni mentre ricostruisce nei particolari la vicenda dei mutui sub prime all’origine della crisi odierna. “Perché il debito è il colesterolo buono dell’economia quando è orientato alla creazione di ricchezza, di sviluppo e di espansione. Enel stessa oggi è un Gruppo presente in 40 Paesi grazie a un’attenta politica di leverage e di controllo dell’indebitamento”. Quanto all’eurozona e allo stillicidio di Stati sovrani (Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Italia e poi la Francia e le prime avvisaglie per la Germania con lo spettro del fallimento per la Deutsche Commerzbank, la seconda banca del Paese), Marroni evidenzia che “per troppo tempo chi abita nell’attico d’Europa ha ignorato l’incendio che divampava ai piani bassi. Di positivo, se così si può dire, c’è il fatto che oramai la crisi è talmente grave che non si può non agire”. Bene quindi “l’accordo sulla parametrazione congiunta dei bilanci pubblici, sui controlli e sulle sanzioni per chi sbaglia”, commenta, “ma una volta messi in sicurezza i conti pubblici è necessario ripartire dall’economia reale, dalle aziende che invece di comprare e vendere carta, comprano e vendono beni reali e creano ricchezza, da aziende come l’Enel”, conclude.

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Una mostra a Roma affronta una delle pagine più nere della storia dell’umanità: i ghetti nazisti in Polonia

Prisma

Per non dimenticare

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l primo istinto sarebbe quello di lasciare la pagina bianca. Anzi, nera. Perché non esistono parole abbastanza efficaci per raccontare la storia dei ghetti nazisti in Polonia dal 1939 al 1944. Una pagina nera dell’umanità, appunto. Ma per quanto sia una frase fatta, parlarne è l’unico modo per non dimenticare. Ed è proprio in occasione del Giorno della Memoria, che il 26 gennaio scorso è stata inaugurata al Vittoriano di Roma la mostra I ghetti nazisti, curata da Marcello Pezzetti, direttore scientifico della Fondazione Museo della Shoah di Roma, e da Bruno Vespa, che sarà possibile visitare fino al 3 marzo 2012. Un’occasione per ripercorrere, attraverso immagini, filmati, manufatti e testi provenienti da tutto il mondo, uno dei momenti più tragici della Seconda Guerra Mondiale.

UN’IDEA FOLLE
La guerra iniziò il primo settembre 1939, proprio con l’invasione della Polonia da parte della Germania. In quel momento, Hitler non aveva ancora maturato un programma di genocidio degli ebrei. Tuttavia, nella mente del Führer era già ben presente l’idea che gli ebrei non sono una comunità religiosa, ma una razza. Anzi, una contro-razza, poiché il nazismo nega la componente umana all’ebreo, che è visto come una specie di animale. Da qui la folle decisione di confinarli in spazi delimitati e di umiliarli in ogni modo possibile, negando loro diritti e assistenza, costringendoli alla promiscuità, alla fame, alla mancanza di igiene. Insomma, di levare loro la dignità di esseri umani.

centrazione degli ebrei nel ghetto di Lodz seguita, nell’ottobre dello stesso anno, da quella del ghetto di Varsavia e poi, dal marzo del 1941, anche di quelli di Cracovia e di Lublino, per citare solo gli esempi più noti. Nonostante la situazione drammatica, gli abitanti dei ghetti cercarono di condurre una vita normale. Si organizzarono mense collettive per i bisognosi, ospedali e scuole, si celebrarono e si festeggiarono matrimoni, e nonostante l’inferno quotidiano si misero al mondo anche dei figli. I tentativi di sopravvivere in quella situazione portarono molti dirigenti dei cosiddetti “consigli ebraici” a cercare di convincere i nazisti dell’utilità dei prigionieri dal punto di vista produttivo. Altri, soprattutto i più giovani, passarono invece alla lotta armata. I diversi documenti in esposizione al Vittoriano ci mostrano come gli abitanti dei ghetti furono vittime tutt’altro che passive, che tentarono in ogni modo di non lasciarsi travolgere dalla disperazione. Cosa che, inevitabilmente, avvenne invece quando finirono nei campi di concentramento e di sterminio.

UN SILENZIO ASSORDANTE
L’errore più grande che si può commettere è pensare che la responsabilità di ciò che è avvenuto sia unicamente imputabile al nazismo. Certo, la follia dell’ideologia hitleriana è la causa originale della creazione dei ghetti e dell’olocausto che ne è seguito. Ma la persecuzione degli ebrei, nelle varie forme in cui si manifestò, fu un fenomeno di proporzioni tali da non poter essere ignorato dalla grande maggioranza dei cittadini comuni. I quali, tranne rare eccezioni, tacquero. Moltissimi per paura, alcuni per disinteresse, altri perché vittime di anni e anni di propaganda antisemita. E anche questo non deve ripetersi mai più.

VITA NEI GHETTI
La creazione dei ghetti polacchi ebbe inizio nell’ottobre 1939, quando venne istituito quello di Piotrkow. Quindi, l’8 febbraio 1940 cominciò la con-

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Intercultura

Sceltiper voi
Evento New Media

Una storia che parla di noi
“Non si tratta di far leggere, ma di far pensare”. Con questa citazione di Montesquieu Mario Brunetti chiude il suo libro Modello Enel – Evoluzione tra monopolio e mercato. Mai scelta fu più appropriata. Perché è un volume che, ripercorrendo cinquanta anni di storia aziendale, di spunti di riflessione ne offre davvero molti. A cominciare dall’analisi del lungo processo di evoluzione organizzativa del Gruppo, considerato sia come il frutto di eventi fondamentali, sia come la conseguenza di azioni all’apparenza minori ma ugualmente importanti nel determinare il cambiamento. Brunetti, che ha a lungo lavorato nella Funzione Personale e Organizzazione della Distribuzione di Enel, ha partecipato ai mutamenti che hanno portato ai nuovi assetti aziendali. Per questo, l’autore è stato capace di coniugare le proprie competenze matematiche ed economiche con l’esperienza personale, interpretando le diverse tappe che hanno segnato il percorso di Enel da un punto di vista privilegiato e originale. Non solo, perché il diretto coinvolgimento nella pianificazione e organizzazione del lavoro lo ha portato a comprendere perfettamente i fattori umani che stanno dietro a ogni singolo diagramma o tabella riportati nel volume. Ed è da questa prospettiva diversa che possiamo rileggere tutti i passaggi fondamentali che hanno contraddistinto il cammino dell’azienda: dalla nascita alla nazionalizzazione, dalla riorganizzazione avvenuta nel 1997 alla liberalizzazione del mercato per giungere ai giorni che stiamo vivendo. Una testimonianza che unisce storia e analisi statistica, dando vita a una ricostruzione di eventi e fatti basata su tecniche scientifiche elaborate, eppure in grado di offrire una visione estremamente semplice e chiara. Così, ad esempio, quando Brunetti affronta il grande cambiamento avvenuto alla fine degli anni Novanta, descrive Enel attraverso una metafora tanto inaspettata quanto efficace: quella dell’elefante. E spiega come questo colosso, nato già enorme, abbia dovuto imparare presto a correre come e più velocemente degli altri per stare al passo coi tempi. Mario Brunetti / Modello Enel –Evoluzione tra monopolio e mercato / Franco Angeli editore

L’autolettura? In un’app!
Gli smartphone ci hanno ormai abituato a funzioni considerate impensabili fino a poco fa; al già lungo elenco si aggiunge oggi la possibilità di comunicare il proprio consumo di luce e gas. Enel Energia, infatti, ha da poco rilasciato un’apposita applicazione (app) per iPhone dedicata ai clienti del mercato libero: nello specifico, l’applicazione è rivolta ai clienti di Enel Energia che abbiano scelto una delle offerte dedicate alla casa, o ai possessori di partita Iva (professionisti, imprese, commercianti, artigiani). L’utilizzo è molto semplice: basta scaricare gratuitamente la nuova applicazione “Autolettura” dall’Apple store, salvare il proprio numero cliente indicato sulla prima pagina della bolletta e comunicare la lettura del contatore nel periodo indicato. Un’operazione rapida e immediata che assicura, oltre a notevoli risparmi in termini di tempo, anche alcuni vantaggi economici. Infatti se si comunica la lettura del contatore con regolarità, Enel Energia può inviare una bolletta il più vicino possibile al reale consumo di elettricità, evitando i conguagli. Inoltre si possono accumulare tanti punti energia per gli iscritti a Enelpremia, la carta fedeltà per il clienti del mercato libero che trasforma il consumo di luce e gas in premi e sconti. Il nuovo servizio per iPhone offre inoltre un beneficio ulteriore per rendere ancora più facile comunicare l’autolettura. È infatti l’app a ricordare quando è il momento giusto per eseguire la comunicazione attraverso un semaforo verde. In ogni caso sulla bolletta, nella pagina dedicata alle “Comunicazioni relative alla tua fornitura”, si può trovare l’indicazione del periodo in cui comunicarla. Il nuovo servizio, già valutato positivamente dai possessori dello smartphone della casa di Cupertino che lo hanno provato, va ad aggiungersi agli altri servizi presenti da qualche mese sul sito enelenergia.it. Tra questi, la chat online con operatore, il servizio sms per ricordare le scadenze e le guide interattive alla lettura delle bollette.

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Intercultura

Intreminuti
Tennis mondiale Bologna Festival a Buenos Aires al via
Tutto pronto per la dodicesima edizione della Copa Claro, valida per il circuito ATP. Sui campi in terra rossa del Buenos Aires Lawn Tennis Club si sfideranno campioni come David Ferrer, Nicolas Almagro e Stanislas Wawrinka. Ci saranno anche gli italiani Filippo Volandri, numero uno italiano dal 2003 al 2007, e Fabio Fognini, numero 46 del ranking mondiale. Sponsorizzato da Enel Green Power ed Endesa, il torneo ha visto in passato imporsi giocatori del calibro di Gustavo Kuerten, di Carlos Moya e dell’idolo locale David Nalbandian. È cominciata sabato 21 gennaio la programmazione 2012 di Bologna Festival, promosso dall’omonima associazione, che in oltre trent’anni di attività ha organizzato oltre 600 concerti di musica classica nel capoluogo dell’Emilia Romagna. Sponsorizzata da Enel, la rassegna musicale di quest’anno ha il suo appuntamento clou martedì 8 maggio, quando al Teatro Manzoni il Coro Ghisleri e l’ensemble ungherese Capella Savaria, diretti dal maestro Nicholas McGegan, rappresenteranno l’Israele in Egitto di George Frideric Handel.

Jovanotti le nuove date
Dopo lo stop della tournée “Ora in Tour Lorenzo Live 2011” a causa della tragedia di Trieste, Lorenzo Cherubini torna sul palco. Oltre ai concerti già in programma, Jovanotti sarà a Bologna il 4 febbraio, a Padova il 18, a Rimini il 21, a Torino il 25 e a Roma il 29 dello stesso mese. Le circa 6 milioni di tonnellate di CO2 prodotte dal tour saranno compensate grazie alla piantumazione di 12mila alberi.

Musica per l’infanzia
Attraverso la società Edelnor, Endesa dà vita a una scuola musicale per i bambini e i ragazzi più poveri del Perù. Grazie all’accordo firmato con l’Associazione Sinfonia per il Perù lo scorso 19 gennaio a Madrid, Endesa provvederà all’acquisto degli strumenti, al pagamento dei docenti e alla conduzione del centro. Scopo dell’iniziativa è promuovere la cultura musicale tra i giovani emarginati, sottraendoli al tempo stesso ai pericoli della strada. A coordinare l’iniziativa sarà Juan Diego Flórez, uno dei più importanti tenori del mondo.

Copa Claro / Buenos Aires Lawn Tennis Club / Dal 18 al 26 febbraio / http://copaclaro.com/atp/ Bologna Festival / Bologna / Fino al 21 novembre 2012

Ora in Tour Lorenzo Live 2011 – Musica CO2 Neutral / http://jovanotti.enel.it/compensopositivo Musica per l’infanzia

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Gente Enel

GenteEnel
Aurora Espiga Sanz
Alessandro Da Lio

La luce di uno sguardo
Si dice che uno sguardo racconti più di mille parole. È quello che pensa Aurora Espiga Sanz, responsabile del Protocollo e Relazioni pubbliche di Endesa, autrice di una recente esposizione fotografica incentrata proprio sul tema degli sguardi. E da qualche tempo Aurora può dedicare alla passione della fotografia tutta se stessa, visto che dallo scorso gennaio è andata in pensione. “Lo sguardo parla e ci fa provare emozioni. E sono questi i sentimenti che voglio trasmettere” dice. Fotografa dilettante, Aurora scatta prima a colori e poi porta le foto in bianco e nero perché “è il modo migliore catturare il linguaggio degli occhi”. Che, in questa mostra, sono quelli di bambini che vivono in realtà sociali difficili, e che Aurora ha incontrato durante i suoi viaggi. “Quando si arriva in certi luoghi, nonostante le situazioni siano molto difficili, si sente comunque battere il ritmo della vita. Il senso di queste mie foto è proprio quello di dimostrare che la luce esiste”. Una luce che Aurora sa cogliere entrando in contatto con i suoi soggetti in punta di piedi, perché “non si ha il diritto di irrompere nelle vite altrui per il semplice fatto di essere bianca e turista”. E ci racconta che sono stati proprio loro, gli occhi delle persone, a insegnarglielo: “Quello che ho imparato dai soggetti che fotografo è la forza della loro dignità”. Oltre a essere una grande amante dei ritratti, Aurora è appassionata anche delle foto che hanno per oggetto l’architettura e la natura. Quando le chiediamo chi siano i suoi fotografi preferiti, risponde “prima di tutto José Ortiz Echague, autore di autentiche opere d’arte. Poi Ansel Adams per i suoi paesaggi, mentre di Robert Mapplethorpe ammiro tantissimo le immagini della pelle, i ritratti e le fotografie dei fiori. Tra le donne, invece, adoro Cristina García Rodero, capace di mostrare istanti pieni di vita anche attraverso l’immagine di una pietra”. Il prossimo obiettivo di Aurora è organizzare una nuova mostra, sempre incentrata sul tema degli sguardi. Che, questa volta, saranno quelli delle persone anziane. Staremo a vedere, è proprio il caso di dire.

Sfida tra i ghiacci
Dall’Alaska alla Siberia, attraversando lo stretto di Bering prima a cavallo, poi in bicicletta e infine a piedi. È la prossima sfida di Alessandro Da Lio, un collega veneziano della Divisione Generazione ed Energy management, che tra febbraio e marzo compierà un’impresa capace di unire sport estremo, avventura e scienza. Alessandro è assolutamente determinato ad affrontare il viaggio più impegnativo della sua carriera di “multisportivo nomade e girovago”, come ama a definirsi egli stesso. Alessandro partirà da Nenana (nell’ovest dell’Alaska), seguendo il fiume Yukon per poi costeggiare la costa pacifica. Poi in aereo raggiungerà Providenja (in Russia) e, in bici o con la pulka (una slitta da neve), arriverà fino a Uelen. Il viaggio ripercorrerà idealmente quello che, seppure a ritroso, fu compiuto migliaia di anni fa dai primi esseri umani che misero piede nel continente americano. Una vera e propria migrazione, le cui tracce sono ancora ben visibili nei tratti asiatici degli Inuit, degli Atabashi e degli Eskimos, popolazioni dell’Alaska che noi chiamiamo indistintamente eschimesi. E saranno proprio loro i primi testimoni dell’impresa. “Le motivazioni che spingono ad affrontare un’impresa di questo tipo sono tante” dice Alessandro. “Contano fattori come l’attrazione per i traguardi lontani, una grande passione per lo sport e la voglia di cogliere obiettivi ambiziosi con l’utilizzo delle uniche energie e capacità umane”. Ma la sfida di Alessandro non ha un carattere unicamente personale. Infatti, come spiega lui stesso, “durante il viaggio verrà colta l’opportunità, in sinergia con il Centro di Medicina dello sport dell’Asl 13 di Noale, di monitorare via telemetria-satellite la risposta cardiofrequenzimetrica di un sistema circolatorio esposto a temperature non usuali e in regime di conduzione di un’attività fisica di alta e protratta richiesta energetica”. Motivo per cui, assieme a lui ci saranno altre otto persone, tra cui un preparatore atletico e un mental coach, oltre a un’equipe medica e a i meccanici per la bici.

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Canale aperto

CanaleAperto
Enel Insieme pubblica, in questa rubrica, le domande e i contributi dei lettori. L’indirizzo a cui spedirle è: Redazione Enel Insieme - Comunicazione Interna Enel Spa — Viale Regina Margherita, 125 — 00198 Roma Oppure via posta elettronica a: enelinsieme@enel.com

UN’AGORÀ DI INFORMAZIONI
Diversi colleghi ci chiedono di parlare di Agorà, lo strumento per il reperimento dei dati istituzionali aziendali. Abbiamo chiesto a Mariacristina Dota del CEO Office di spiegarne il funzionamento. Agorà è un archivio pensato per i colleghi che partecipano a eventi esterni, come convegni, conferenze o incontri bilaterali e che a tale scopo hanno la necessità di reperire dati e informazioni sul Gruppo Enel, divulgabili all’esterno ed elaborati secondo la veste grafica aziendale. All’interno di questo repository è infatti possibile scaricare documentazione in formato Power Point con contenuti di carattere generale sul Gruppo nel suo

complesso, oppure specifici di ciascuna Divisione, oltre a dati di contesto sul quadro ambientale, regolatorio e competitivo dei Paesi in cui siamo presenti. È possibile inoltre reperire sia informazioni di carattere economico-finanziario, sia relative ad asset aziendali, progetti e ad attività operative, fino a notizie di carattere sociale. Le presentazioni di Agorà hanno tutte una serie di caratteristiche comuni. Innanzitutto il taglio istituzionale e il loro contenuto di dati esclusivamente pubblici e pubblicabili, impaginati rispettando l’identity aziendale. Le informazioni presenti sono disponibili sia in italiano che in inglese e vengono aggiornate con cadenza periodica. L’accesso all’archivio è consentito a tutti i colleghi. Basta cliccare sulla apposita sezione della home page Intranet. Il caricamento delle presentazioni viene

invece effettuato solo da referenti abilitati, selezionati da ciascuna Divisione e coordinati dal CEO Office. Lo staff dell’amministratore delegato si occupa inoltre direttamente dell’aggiornamento periodico della sezione relativa ai dati aggregati di Gruppo, oltre a svolgere un’attività di coordinamento e verifica delle informazioni presenti sul repository. Un uso continuo e diffuso di questo strumento, il cui utilizzo è previsto all’interno della procedura operativa sulla partecipazione a iniziative esterne (n. 143), consentirà una circolazione di informazioni corrette e condivise sul Gruppo Enel, riducendo al minimo la possibilità che vengano forniti all’esterno dati discordanti.

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è sulla solidità che ruota il futuro.

da 50 anni, forti della nostra visione.
il futuro dell’energia si fonda su basi solide. noi lo costruiamo dal 1962, continuando a investire nella ricerca di nuove tecnologie, per rendere disponibile per tutti e a basso costo un’energia sempre più sostenibile. ecco perché siamo la più grande azienda elettrica d’italia* e cresciamo in 40 Paesi, in nord e sud america, europa e asia. ecco perché da 50 anni la nostra forza è la solidità. enel.com
*Platts top 250 energy company rankings