MAGGIO 2012 SETTEMBRE 2012 // NUMERO // NUMERO 4 7

C’ERA UNA VOLTA L’INCHIOSTRO
MADRID Una giornata da One Company 12 ORIZZONTI In Vaticano con l’auto elettrica 15

I progettisti disegnano le centrali in 3D. Gli uffici tagliano le stampe per eliminare gli sprechi. Ecco come sarà il futuro senza la carta.
ENDESA Un porto verde alle isole Canarie 17 INSERTO Speciale Cinquanta: Sesta puntata 23

IN QUESTO NUMERO
03 EDITORIALE 04 brevi 06 zoom 10 orizzonti Enel360o p4 C’era una volta l’inchiostro p6 Il mondo senza la carta p10 // Una giornata da One Company p12 // Verso il traguardo p13 // Piccoli Leonardo di casa nostra p14 // La mobilità elettrica Enel al servizio del Pontefice p15 // Cosa merita l’Italia p16 // Un bastimento carico di... energia pulita p17 // Il dialogo che ci migliora p18 //Matura a chi? p19 // Imparare divertendosi p20 Grandi poteri, grandi responsabilità p21 Dal pensiero all’azione p22

21 sostenibilitÀ 22 SICUREZZA 23 SPECIALE 50 27 ENEL CUORE 28 ECCELLENZA 30 prisma 32 intercultura 34 gente Enel 35 CANALE APERTO

Impara l’arte... p27 La vetrina delle eccellenze p28 // Strategie colombiane p29 Le eccellenze italiane a mosca p30 Scelti per voi p32 // In tre minuti p33 Una lince chiamata Endesa // Ad ali spiegate

Enel Insieme A cura della Direttore responsabile Editore Realizzazione editoriale Art direction & Design Tipografia Per contattare la redazione Oppure inviare una mail

Mensile del Gruppo Enel // Anno 10, numero 7 Direzione Relazioni Esterne Enel Registrazione presso il Tribunale di Roma n.76/2004 del 05/03/2004 Gianluca Comin Enel spa, Viale Regina Margherita 137, 00198 Roma Brand Portal // www.brandportal.it Newton21 Roma // www.newton21.it System Graphic Srl // Via di Torre Sant’Anastasia 61, 00134 Roma Redazione Enel Insieme // Comunicazione Interna Enel Spa Viale Regina Margherita 125, 00198 Roma enelinsieme@ enel.com

Enel Insieme è anche consultabile on line sul portale Intranet inEnel Stampato su carta ecologica Fedrigoni Symbol Freelife certificata FSC Numero chiuso in redazione il 17/09/2012

La CO2 equivalente associata a questo numero verrà neutralizzata

Editoriale

Andrea Brentan Amministratore delegato Endesa

One Company, la mia storia
o chiamiamo, con una abbreviazione, One Company. Ma il nome completo del progetto è One Company, The Best Company. Ovvero essere, nella diversità, una cosa sola, per essere, insieme, i migliori. Si badi bene, non è il nome di un progetto, uno dei molti peraltro importanti progetti che sviluppiamo. È il progetto di vita del nostro Gruppo, del Gruppo Enel, che stabilisce l’obiettivo da raggiungere e congiuntamente ne definisce le linee maestre attraverso cui arrivarci. L’asticella è posta in alto, molto in alto. Potrebbero esserci degli scettici che ritengano che, addirittura, sia troppo in alto. Ebbene, sfido chiunque cada in questo scetticismo a spiegare perché non dovremmo puntare cosi in alto. Forse perché non crediamo nelle nostre capacità individuali? Ne dubito, perché abbiamo dimostrato molte volte che siamo capaci di affrontare con successo sfide difficili. Forse pensiamo che stiamo andando così bene che non vi è necessità di un cambiamento? Sarebbe un grosso errore: chi si ferma è perduto; chi cade nell’autocompiacimento non ha futuro. Quindi non dobbiamo fermarci. Abbiamo una grande opportunità, quella rappresentata da Enel, dal Gruppo Enel, il nostro Gruppo. Noi siamo tutti molto orgogliosi di Endesa. Bene, adesso siamo parte di un Gruppo più grande. E badate bene, qui il disegno non è quello di rinunciare alla nostra identità, personalità o unicità. Qui lo scopo è di aggiungere a tutto questo una nuova dimensione, una nuova ricchezza: quella del grande Gruppo cui apparteniamo, il Gruppo Enel. Come si fa tutto questo? La nostra squadra, la squadra Endesa, deve trovare la sua motivazione nel confronto sul mercato con i nostri concorrenti. È in questa lotta quotidiana di superamento che abbiamo bisogno di essere noi stessi, con la nostra diversità, le nostre capacità uniche, come specifici sono i mercati in cui operiamo. Verso il Gruppo dobbiamo essere invece aperti prima, e subito dopo generosi. Il che vuol dire mettere gli interessi del Gruppo per primi in ogni circostanza. Se non ci viene spontaneo, almeno nei primi momenti, facciamolo per ragionamento. Se noi ci apriamo al Gruppo, il Gruppo si aprirà a noi, e ci darà a sua volta. Ed essendo più grande, questo “dare e avere” non sarà un gioco a somma zero. Come una squadra di calcio non può vivere a lungo di sole individualità, per quanto eccellenti, individualità peraltro assolutamente necessarie,

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ma ha bisogno di coordinamento, di affiatamento, di sacrifici da parte dei singoli giocatori per essere una squadra vincente nel tempo, così noi, mantenendo la nostra carica individuale unica, dobbiamo saper fare dei sacrifici in nome della squadra più grande. E con questo non sto proponendo un matrimonio di pura convenienza, ma solo uno schema logico. L’amore verrà, ne sono certo, anche in quei casi, e possono esserci, in cui non c’è già. Una grande opportunità da cogliere, dunque. Vorrei riflettere sull’individuale libertà di coglierla o non coglierla. A pensarci bene, ciascuno di noi in effetti ha la sola libertà di coglierla. Questo può sembrare minaccioso. Ma non lo è. Forse un po’ hegeliano, ma non minaccioso. Semplicemente logico, cogente. Non si tratta di negare il libero arbitrio, ci mancherebbe. Ma quello che non possiamo fare è pretendere di rimanere nella squadra, la squadra Enel, comportandoci come se non ne facessimo parte. Da questa squadra, se ci stiamo, ci aspettiamo ricompense materiali, soddisfazioni, apprendimento, esperienza, opportunità, carriera. E dunque abbiamo tutto l’interesse che questa squadra funzioni, che progredisca, che abbia un valore superiore alla somma algebrica delle sue componenti. Per fare questo è il momento di dare. Essere cittadini del Gruppo, dell’intero Gruppo e non arroccati in una sua componente. Apriamoci dunque al Gruppo, diamo ciascuno di noi un esempio trainante e contagioso; l’essenza di One Company è, soprattutto, un atteggiamento, un modo di essere. E di porsi. E se dopo tutto questo permarranno non solo percezioni, ma prove di comportamenti non equi, non abbiate timore: non v’è alcun dubbio, non saranno tollerati. In ogni occasione saranno scelte le persone migliori, senza la minima discriminazione per passaporto, provenienza o altro. E così saranno sempre scelte le migliori idee, le migliori innovazioni, le migliori pratiche, i migliori processi, i migliori sistemi. E questo per quell’equità, che, sola, alimenta la motivazione. Ma anche perché così facendo si realizzerà un processo di selezione che favorirà lo sviluppo nel lungo termine della nostra specie, il nostro Gruppo, il Gruppo Enel.

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Enel colloca sul mercato europeo un’emissione obbligazionaria destinata a investitori istituzionali per un totale di un miliardo di euro 01

01 Sul mercato europeo obbligazioni Enel per 1 miliardo di euro
Attraverso la sua controllata Enel Finance International N.V., Enel ha collocato sul mercato europeo un’emissione obbligazionaria destinata a investitori istituzionali per un totale di un miliardo di euro. L’emissione è stata deliberata dal Consiglio di amministrazione di Enel nell’ambito del programma di Global Medium Term Notes. L’operazione è guidata da un sindacato di banche composto da Bnp Paribas, Citigroup, Crèdit Agricole Cib, Hsbc, J.P. Morgan, Morgan Stanley nella qualità di global coordinators e Banca Imi, Mitsubishi Ufj Securities, Mediobanca, Mizuho International plc, Natixis, UniCredit Bank nella qualità di joint bookrunners. Il collocamento ha raccolto adesioni per un importo di circa 5,7 miliardi di euro.

parco eolico da 18 MW, che prende il nome di Padul dall’omonimo Comune vicino a Granada dove è ubicato. L’impianto produrrà a regime oltre 37 milioni di kWh all’anno. Il nuovo parco eolico va ad aggiungere capacità rinnovabile ai 219 MW di Enel Green Power già operativi nella comunità autonoma dell’Andalusia e ai 1.828 MW totali della penisola iberica. Dalla Spagna alla Romania, dove Egp ha totalmente allacciato alla rete il nuovo parco eolico di Moldova Noua, nella regione di Banat. L’impianto sarà in grado di produrre circa 130 milioni di chilowattora all’anno, evitando così l’emissione in atmosfera di oltre 70mila tonnellate di CO2. Al di là dell’Atlantico, invece, la controllata Enel Green Power North America ha ottenuto dal Dipartimento del Tesoro americano un grant per un importo pari a circa 99 milioni di dollari per la realizzazione del parco eolico di Caney River, in Kansas.

emiliano si appresta a trasformare i propri edifici, le reti energetiche e i mezzi di trasporto in strutture, reti e sistemi del futuro a basso impatto ambientale grazie a una drastica riduzione delle emissioni di CO2. Tra le principali misure per l’efficienza energetica e l’integrazione in rete della produzione da fonte energetica rinnovabile si annoverano le smart grid, reti elettriche intelligenti di cui Enel è leader a livello mondiale. “Siamo orgogliosi – ha detto Livio Gallo – di offrire a Bologna il nostro supporto nel percorso verso lo sviluppo di una ‘città intelligente’ a livello europeo. Le smart grid sono il fattore abilitante per lo sviluppo di ulteriori misure di efficienza energetica, quali ad esempio la mobilità elettrica intelligente e innovativi servizi a valore aggiunto per i clienti”.

03 Anche Bologna vuole diventare più smart
Il sindaco di Bologna Virginio Merola e il direttore della Divisione Infrastrutture e Reti di Enel Livio Gallo hanno firmato il protocollo di intesa per l’iniziativa europea Smart City, che farà di Bologna una città sempre più intelligente ed ecosostenibile. Il capoluogo

04 Coelce miglior società distributrice in Brasile
Coelce, la controllata di Endesa per il Brasile, è stata premiata come distributore con il miglior servizio di qualità del Paese. La classifica, stilata annualmente dalla National Electric Energy Agency (Aneel), ha preso in considerazione 63 aziende del settore. La graduatoria è stata redatta in

02 Enel Green Power: dall’Europa al Nord America
Enel Green Power continua a espandere la propria attività internazionale. A cominciare dall’Andalusia, in Spagna, dove ha collegato alla rete un nuovo

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Dalla Spagna alla Romania fino agli Stati Uniti, Enel Green Power continua a espandere la sua attività in tutto il mondo 02

continuità con il Global Performance Indicator di riferimento, che misura la lunghezza e la frequenza delle interruzioni per un periodo specifico, che può andare da un minimo di un mese a un massimo di un anno.

06 Enel Distribuzione riceve 380 milioni di euro da Bei
Enel Distribuzione e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) hanno sottoscritto un contratto di finanziamento per 380 milioni di euro finalizzato a coprire parte degli investimenti connessi agli interventi di efficientamento della rete elettrica nazionale previsti nel piano industriale di Enel Distribuzione per il periodo 2012-2014. Gli investimenti hanno l’obiettivo di potenziare la rete elettrica nazionale di distribuzione, con più del 37% degli interventi previsto nel Mezzogiorno d’Italia. Il contratto di finanziamento avrà una durata di vent’anni, un preammortamento di cinque anni e sarà erogato entro la fine del 2012.

05 Enel Lab a fianco delle start up che vedono green
C’è tempo fino al 15 ottobre per partecipare a Enel Lab, l’iniziativa del Gruppo che punta a sostenere lo sviluppo delle start up nell’ambito della clean technology. Per concorrere all’attribuzione di un finanziamento fino a 650mila euro è sufficiente andare sul sito http:/ /lab. enel.com e presentare la propria idea innovativa d’impresa. La selezione è aperta a società regolarmente registrate in Italia e Spagna, con potenzialità di crescita certificata, che siano pronte a presentare un progetto per realizzare prodotti e servizi incentrati sulle tecnologie pulite. Fino a questo momento sono state raccolte undici candidature e altre settanta sono in fase di valutazione. I temi delle proposte spaziano dall’efficienza energetica alle nanotecnologie, dal cleantech applicato agli impianti tradizionali sino al settore delle rinnovabili.

impianti a carbone a zero emissioni dal Department of Energy (DOE) degli Stati Uniti. Quest’ultimo ha, infatti, assegnato un finanziamento da un milione di dollari a Unity Power Alliance, società costituita da Thermoenergy Corp. e dalla italiana Itea, che collabora dal 2006 con Enel allo sviluppo del processo. Il contributo è mirato a sviluppare lo studio di un’innovativa centrale termoelettrica in grado di produrre energia con un ridottissimo impatto ambientale e un ridotto incremento del costo del kWh (contenuto entro il 35%) rispetto a quello delle centrali a carbone odierne.

08 Batterie, al via il progetto pilota delle Canarie
È partito il progetto Store, l’iniziativa da 11 milioni di euro lanciata da Enel ed Endesa per la sperimentazione di tre diversi sistemi di stoccaggio dell’elettricità nelle isole Canarie. Finanziato da Unione Europea e governo spagnolo, il progetto prevede che il primo impianto pilota sia costituito da una batteria Ion Li Saft da 1 MW installata a Gran Canaria. A questo ne seguiranno altri due basati su tecnologie Flywheel (0,5 MW) e a ultracondensatori (4 MW).

07 L’ossicombustione in pressione premiata dal Dipartimento dell’Energia Usa
La tecnologia italiana di ossicombustione in pressione, dopo aver ricevuto il riconoscimento dal Ministero dello Sviluppo Economico con l’assegnazione di fondi nel quadro del programma Industria 2015, è stata riconosciuta come opzione innovativa per i futuri

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Dal tavolo da disegno al computer, dalla matita al mouse, ecco com’è cambiato il mestiere del progettista

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Claudio, mi dici quant’è la profondità di questo pozzetto?” Era il dicembre del 1985 quando Claudo Scialanca, oggi coordinatore di progetto per la disciplina impiantistica, si affacciò per la prima volta in Enel tra i suoi colleghi progettisti. Il suo ufficio si trovava in viale Regina Margherita a Roma ed era una stanza piuttosto grande divisa da armadi dove impiantisti meccanici, civili ed elettrici si parlavano da un capo all’altro alzando la voce. Altro che posta elettronica! Ci si muoveva tra il tecnigrafo e la scrivania, passando dallo sgabello alla poltrona, con una matita sempre in mano. Ci si preoccupava di avere una buona coppia di righelli per tracciare linee perfette e il goniometro per disegnare gli angoli. Nel cassetto c’era sempre dell’alcool, utile per tenere le attrezzature da disegno pulite, ma anche un taglierino, perché quando con la china si calcava il disegno, era la sola salvezza in caso d’errore. Fatto il disegno, si partiva per il cantiere dove l’opera veniva completata e realizzata. Era un mestiere (e in parte lo è ancora) che richiedeva grande manualità, rigore e precisione. E anche una buona dose di creatività, sempre utile quando si devono trovare delle soluzioni. Ma il tempo, si sa, cambia le cose, gli strumenti, l’approccio alla vita e anche al lavoro. Qualcosa muta, qualche altra resta.

A questo proposito, Scialanca ci racconta sorridendo una serie di aneddoti. Come quella volta che a un progettista che stava lavorando al progetto della vecchia Torrevaldaliga Nord (TVN) venne fatto uno scherzo: i colleghi disegnarono sul retro del lucido, dove aveva iniziato il progetto, il cruscotto di una moto. “Quando lo vide per poco non svenne, poi si rese conto che era l’altra facciata!”. Sì, perché si lavorava di lucidi, taglierino e nastro adesivo per correggere o evitare di ridisegnare un progetto. Era un lavoro lungo, che rendeva quei disegni, in alcuni casi, delle vere opere d’arte. Capiamo, da come ci racconta queste storie del passato, che al nostro narratore piace molto il suo lavoro. “Quando vado sull’impianto posso dire: ho deciso io il percorso di questo tubo!”. Un giovane progettista deve sapere che non ci sono scuole o strumenti che mettono in corpo la passione per un mestiere.

LE WORKSTATION
I primi computer arrivarono intorno al 1987, erano le cosiddette workstation. “I più anziani del gruppo erano restii, perché non avevano dimestichezza” ricorda Scialanca. Del resto, significava cambiare totalmente l’approccio al lavoro. Il ridotto schermo del calcolatore sostituì il grande foglio da disegno. La tastiera subentrò alla matita. “Inizialmente la diffusione dei computer ha riguardato in particolare il calcolo – ci spiega Monina – poi venne utilizzato sempre di più anche per la disegnazione (i progettisti dicono proprio così), con le prime versioni di CAD, Computer-Aided Drafting, cioè disegno tecnico assistito dall’elaboratore”. Una centrale progettata con questi strumenti, all’epoca comunque innovativi, è la Federico II di Brindisi, un impianto a carbone con quattro unità da 660 MW realizzato tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi degli anni Novanta. Per estensione (circa 270 ettari) è la seconda più grande centrale termoelettrica d’Italia e una delle più grandi d’Europa. Per la sua costruzione, da green field (ovvero costruita da zero), ci sono voluti nove anni. Tra i progettisti della Federico II c’era Sergio Ruzzenenti, in Enel dal 1986, che attualmente lavora come coordinatore e ingegnere civile a Reftinskaya, in Russia. “I programmi erano installati su dei computer centrali – ci racconta – che erano grandi quasi quanto un armadio e occorrevano 27mila chilocalorie l’ora per raffreddarli!”. Con l’arrivo delle workstation è aumentata molto l’interazione macchinautente grazie a interfacce grafiche che inizialmente erano piuttosto assenti. “Ma sapere cos’è Word, non significa essere dei buoni scrittori!” ne è convinto Ruzzenenti quando, abbassando gli occhi, parla di come oggi si sia perso il concetto di documento originale, un vero peccato. Poi annuiscono tutti, quando ci dice che “il buon progettista resta comunque colui che più di altri è in grado di analizzare rapidamente i dati disponibili, le condizioni di contorno, le peculiarità dell’opera; che sa esattamente a cosa deve servire e cosa deve garantire”. L’ingegnere ha il compito di progettare impianti stabili, sicuri, robusti e durevoli nel tempo e può farlo solo pensando con la sua testa, ancor prima di accendere il calcolatore.
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PRIMA DEL digitale
Per ripercorrere le tappe di questa professione siamo andati in viale Egeo a Roma, dove si trova una delle sedi che ospitano uffici di Ingegneria e Ricerca. L’ingegneria dell’AdB Sviluppo e Realizzazione Impianti di Enel è costituita da circa 400 progettisti equamente distribuiti fra la sede in cui ci troviamo e quella di via Carducci a Milano, con due minori, ma importanti gruppi a Venezia (sei colleghi) e Pisa (18 colleghi). Ci aspettavamo d’incontrare persone piegate sui disegni con gli occhiali ben appuntati sul naso, concentrati a tracciare linee di massima precisione. Invece ci troviamo davanti tante stanze arredate da computer e divisori. Incontriamo subito Antonio Monina, responsabile della Progettazione Impiantistica e Sistemi, il quale ci conferma che negli ultimi vent’anni la professione del progettista è cambiata radicalmente. “Non tanto nei contenuti – precisa – ma nella modalità attraverso la quale si realizzano, nel nostro caso, le centrali per la produzione di energia elettrica”. Lo spartiacque resta l’introduzione del computer, anche se sembra superfluo ricordarlo. “Era un ambiente diverso, ci si parlava molto di persona – ci racconta Scialanca, mentre rovistiamo curiosi negli archivi cartacei stipati nei sotterranei di viale Egeo – oggi siamo come chiusi in box, ciascuno davanti al proprio computer”. Nelle sue parole scorgiamo un velo di nostalgia, “ma non per il lavoro in sé, quando arrivò il computer io avevo trent’anni e non mi pareva vero che per duplicare un disegno bastasse un click!”. Prima di allora, infatti, per ricreare la parte speculare di una centrale, ad esempio, si doveva riprendere la matita, il lucido, e riga per riga tracciare i contorni, disegnare le tubature, rifare angoli e curve. Si doveva sempre ripartire da zero!

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IL FUTURO HA tre DIMENSIONI
Il computer ha cominciato sempre di più ad alleviare la fatica del progettista. La possibilità di avere software evoluti ha consentito di affinare i rendimenti, fino ad arrivare all’epoca della modellazione numerica tridimensionale, e quindi della gestione di grandi quantità di dati. “Con l’arrivo del 3D, le aspettative sono cambiate – aggiunge Monina – soprattutto in termini di tempi di esecuzione del progetto che si sono ridotti notevolmente”. Qualche anno fa, inoltre, il progettista sviluppava il progetto di base affidando poi alle società di costruzione la cura dei dettagli. Oggi, invece, nel modello tridimensionale ci sono tutte le informazioni necessarie, sviscerate nel dettaglio più spinto, di tutto l’impianto e dei suoi componenti: dai materiali utilizzati alle normative da rispettare, dagli spessori alle quantità, fino allo spazio occupato. Questo ha portato anche alla condivisione del progetto con gli altri fornitori e le altre aziende appaltatrici, con la possibilità di scambiarsi le informazioni in un unico file, in tempo reale. Elio Scoccia, ingegnere civile strutturista, è uno dei tanti giovani che ha fatto i primi passi in questo settore quando i disegni fatti con la china erano già finiti negli archivi. Attualmente sta lavorando alla costruzione dell’impianto nucleare di Mochovce, in Slovacchia. Ci spiega come oggi si aggiunge al lavoro tecnico la difficoltà di comunicare con i colleghi di altre parti del mondo, una difficoltà che è soprattutto di tipo culturale. “In questo senso però, gli strumenti che utilizziamo ci permettono di creare un linguaggio comune che facilita la comprensione e quindi anche il lavoro”. La transizione dal modello 2D al 3D, ancora poco netta, è avvenuta nella progettazione di Torrevaldaliga Nord. L’uso di nuovi strumenti ha consentito, in particolare per la definizione dei layout, per la progettazione delle tubazioni e per le sistemazioni d’impianto, tempi di lavoro molto più rapidi che in passato. La costruzione di TVN, in questo caso da brown field (ovvero, su impianto già esistente), ha richiesto sei anni e la sua progettazione si è sviluppata dal 2004 al 2006 su doppio binario: carta e modello tridimensionale. Quest’ultimo, in particolare ha interessato le caldaie dando l’opportunità di inserire nuove apparecchiature accanto a quelle già esistenti. La complessità dell’impianto e gli spazi a disposizione molto risicati, lo hanno reso particolarmente adatto alla sperimentazione del 3D. “Solo così ci siamo potuti accertare che, mettere tante macchine in uno spazio così ridotto, fosse fattibile mantenendo la possibilità di manutenzione e movimento di mezzi all’interno della centrale” ci ha spiegato Monina. Ora è chiaro: questo strumento consente a chi progetta di vedere subito che impatto avrà l’impianto; a chi deve realizzarlo quali sono gli spazi a disposizione, le sequenze di realizzazione, il peso di quello che dovrà sollevare o trasportare; infine, il collega che lavorerà in centrale può conoscere in anticipo quali sono gli spazi a disposizione per le attività di manutenzione. A questo proposito, merita una considerazione a parte la sicurezza, che va “progettata” a sua volta. Il modello 3D aiuta, proprio perché permette di simulare emergenze, individuare spazi e vie di fuga.

LA PUNTA TECNOLOGICA
L’impianto il cui completamento sta avvenendo con l’uso esclusivo del 3D e degli strumenti più innovativi che abbiamo oggi a disposizione è Mochovce, in Slovacchia. La centrale è al momento costituita da due unità (1&2), in esercizio dal 1998 e dal 2000 rispettivamente, ma sono in corso di completamento due ulteriori unità (3&4). Tutti coloro che partecipano al progetto (da Roma, Milano, Bratislava e Mochovce stessa) condividono un file aggiornato in tempo reale. “È il futuro – insiste Monina – faremo viaggiare sempre di più i file, meno la carta. E finalmente anche i ‘3D scettici’ cominceranno ad apprezzarne le potenzialità!”. Chi ha già avuto modo di apprezzarle è certamente Federica Viscardi che lavora proprio a

In alto una veduta della sala macchine della centrale di Mochovce, in Slovacchia. In basso la stessa sala nel modello 3D

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Mochovce come progettista meccanico. “Uno dei vantaggi più interessanti è sicuramente la possibilità di personalizzare il catalogo”. Ovvero, memorizzare la scelta di alcune soluzioni per poi riutilizzarle in altri progetti. “Questo significa un notevole risparmio di tempo e la possibilità di recuperare velocemente le esperienze che in passato sono state fruttuose”. Così giovane, Viscardi non teme il cantiere, anzi “mi regala grandi soddisfazioni, quando vedo qualcosa che ho progettato riconosco la mia idea, e riconosco un po’ me stessa”. Per il progetto di Mochovce, circa duecento colleghi di entrambe le sedi sono contemporaneamente impegnati sia in Italia che negli altri Paesi. Un numero che testimonia l’importanza di questo progetto all’interno del perimetro internazionale del Gruppo.

AL CENTRO DELLA SCENA
Tutto appare proiettato verso il futuro: e il vecchio impiantista con la sua arte, il suo ingegno e la capacità di distillare nella sua opera trenta magari quaranta anni di vita sugli impianti? “Nessuno è disposto a perdere tutto ciò – assicura Francesco Carnier, responsabile Ingegneria, AdB Sviluppo e Realizzazione Impianti – perché a tutti è chiara l’importanza di ottenere un impianto sintesi della storia e dell’esperienza sia dei suoi progettisti e ricercatori che dei suoi capi impianto, dei tecnici di manu-

tenzione e degli operatori”. Così, la “disputa” tra il disegno e il mouse ci ricorda quella che in fotografia ha coinvolto i “nostalgici” amanti della pellicola (e del bianco e nero) e i nati nell’era dei pixel. I primi rimpiangono ancora oggi “la poesia” del non sapere come sarebbe venuta la foto prima di vederla stampata e continuano a scattare in pellicola sperando di recuperare qualcosa lì dove il colore svanisce. I fotografi digitali, invece, non risparmiano scatti, vanno avanti per errori, controllano sul display la foto che hanno appena fatto per accertarsi che sia esattamente come la volevano, trasferiscono i dati attraverso supporti che non richiedono tempi di attesa. Non stampano quasi più le proprie fotografie, le accumulano in hard disk che stipano in cassetti insieme ai vecchi album. Eppure la poesia delle cose, e su questo sono d’accordo tutti i nostri interlocutori, non risiede nei lunghi tempi di attesa, ma nello sguardo curioso, un po’ speciale, di colui che darà vita e anima al proprio lavoro. Nello sguardo, per dirla con le parole della fotografa Margaret BourkeWhite, “di chi riesce ad andare sempre un po’ più in là, dove gli altri tirerebbero dritto”. Guarda il video C’era una volta l’inchiostro su http://blog.enelint.global/insieme/progettazione

Claudio Scialanca, coordinatore di progetto

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Ridurre le stampe e favorire il riciclo negli uffici è fondamentale per l’ambiente. Ma davvero un giorno faremo a meno di fogli, giornali e blocnotes?

Il mondo senza
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tampiamocelo bene in mente: stampare meno fa bene a tutti e in particolare all’ambiente. Meno alberi abbattuti, meno rifiuti da smaltire e meno anidride carbonica emessa in atmosfera. Per raccogliere questa sfida Enel lancia una campagna finalizzata a ridurre lo spreco di carta negli uffici. A questo proposito è stata pubblicata una nuova Global Policy che definisce le regole per un utilizzo più corretto delle stampanti. “L’attenzione all’ambiente e all’uso efficiente delle risorse è parte integrante della cultura di Enel ed è necessario l’impegno di ciascuno di noi per raggiungere obiettivi di eccellenza in ogni ambito”. Con queste parole il direttore Risorse Umane e Organizzazione, Massimo Cioffi, ha commentato lo spirito della nuova Global Policy, ricordando anche che, per essere buoni cittadini Enel, dobbiamo dare il nostro personale contributo alla tutela dell’ambiente e alla riduzione degli sprechi. rete è ormai molto solida. Il Gruppo è infatti consapevole che le nuove soluzioni tecnologiche rappresentino uno strumento fondamentale per facilitare il rapporto con i clienti ma anche con tutti gli stakeholder, dalla comunità finanziaria al singolo cittadino che vuole informazioni sull’attività dell’azienda e più in generale sul mondo dell’energia. Grazie agli smartphone e ai tablet, internet ha ormai abbandonato le scrivanie ed è ovunque. Ciò ha dato una spinta ancora più forte allo sviluppo dei social network sui quali si può commentare un evento, postare una foto o un video, segnalare un ristorante o un articolo di giornale. Anche sui social media l’attività di Enel è molto frenetica, grazie alla presenza su Facebook, Twitter, Flickr, YouTube, Pinterest e Google+, Slideshare, Linkedin che permettono ai follower di essere informati sugli eventi culturali e sportivi promossi dall’azienda, su concorsi e offerte, oltre che sugli appuntamenti della rete territoriale dei Punto Enel.

UN CAMBIO DI MENTALITÀ
La nuova policy di Enel si inserisce in un discorso più generale, ovvero nella transizione in atto dalla carta al digitale. Senza dubbio i nuovi strumenti tecnologici sono più efficienti di quelli tradizionali e per quanto possibile sarebbe importante incentivarne l’uso. Meglio mandare una mail che un fax, meglio leggere un articolo sul monitor invece che stamparlo, meglio proiettare un Power Point che stampare decine di copie di una presentazione. Ma soprattutto è fondamentale che nel cittadino Enel nasca la consapevolezza che usare la carta è costoso per l’ambiente e per l’azienda. Più in generale, Enel segue da anni l’evoluzione dei media di comunicazione e ha creato una nuova generazione di strumenti digitali al servizio delle sue persone e dei clienti. Dai siti internet che rappresentano i Paesi in cui opera (dall’Italia alla Spagna, dalla Russia alle nazioni dell’America Latina e del nord), per arrivare sino al blog corporate Enelsharing, la presenza della nostra azienda sui media digitali in
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IL BOOM DIGITALE
Per rendere il servizio sempre più efficiente, ma anche per favorire il risparmio di energia e di carta, Enel Energia ha lanciato una serie di strumenti per i clienti del mercato libero. Tra questi: BollettaWeb, per gestire online la propria fornitura di energia elettrica e gas; i servizi di notifica Infoenergia, che permettono di ricevere gratuitamente e costantemente informazioni sulle forniture direttamente sul proprio cellulare o sulla posta elettronica; il programma di loyalty EnelPremia, che consente la consultazione del catalogo dei premi in rete e di monitorare la raccolta punti. E poi ancora la app per l’autolettura del proprio contatore, Energia Tutto Compreso Green, che aiuta a scoprire la propria “taglia” di consumo energetico. Tra le applicazioni che guardano al mondo dell’innovazione e dei comportamenti eco-compatibili ricordiamo Enel Check Off, per misurare e condividere il grado di sostenibilità ambientale delle proprie abitudini, Enel Drive Econaviga-

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la carta
tor, dedicato alla mobilità elettrica ed Enel Social Energy, che intende sensibilizzare l’utente sulla necessità di ridurre le emissioni di CO2. Da non dimenticare, infine, Enel Mobile che permette di ricevere tutte le notizie dal mondo Enel sul telefonino, o la app per leggere sull’iPad Oxygen, la rivista trimestrale ideata per promuovere la diffusione del pensiero e del dialogo scientifico. Tutto questo impegno per dematerializzare le informazioni e renderle più accessibili non passa inosservato. Il report 2012 dell’Osservatorio Brands & Social media realizzato da Digital PR e OssComm, il centro di ricerca sui media dell’Università Cattolica, giudica l’attività di Enel la migliore tra quella delle utilities dell’energia e la quarta in assoluto, dopo tre colossi delle telecomunicazioni. destinato a crescere: nel 2013 il budget che gli editori dedicheranno al cartaceo dovrebbe passare dal 83% al 74% e gli investimenti destinati ai tablet potrebbero salire dal 4,8% al 7,5%. Ma ci sono anche dati in controtendenza. In India (dove si vendono più giornali che negli Stati Uniti), è previsto da qui al 2014 un aumento delle vendite di giornali cartacei del 18%. Secondo la World Association of Newspapers and News Publishers nel 2010 la diffusione dei giornali di carta nell’area Asia e Pacifico è aumentata del 16% negli ultimi cinque anni. E nello stesso periodo in America Latina le vendite sono cresciute del 4,5%. Allora, forse, è meglio aspettare prima di dare la carta per spacciata. Come avviene in tutte le trasformazioni tecnologiche, infatti, è molto più probabile che il suo ruolo venga ridefinito. Del resto questo fenomeno si è verificato tutte le volte che una nuova tecnologia si è presentata sulla scena: nonostante tutte le previsioni, infatti, la televisione non ha ucciso la radio, così come la radio in precedenza non aveva eliminato i giornali. Anzi, quegli zombie tecnologici (o “tecnosauri” come li ha definiti il giornalista Nicola Nosengo) sono ancora tutti vivi e hanno imparato a convivere in pace. O quasi. Quello che è certo è che la comunicazione diventerà sempre più integrata e che i network lavoreranno alla creazione di combinazioni tra tv, radio, giornali e internet. Non sarà quindi obbligatorio dover scegliere tra carta e digitale, ma pensare a nuove soluzioni in grado di soddisfare tutte le esigenze. Per guardare in casa nostra un buon esempio è fornito proprio da Enel Insieme che, oltre alla tradizionale versione cartacea, può contare su un’edizione online pensata in logica 2.0 che favorisce il dialogo con i lettori. Non è detto, allora, che il boom dei media digitali si realizzi a scapito di quelli tradizionali. Anzi, l’ibridazione di diversi canali potrebbe dare il via a una nuova, entusiasmante, era dell’informazione.

L’ULTIMA COPIA DEL NEW YORK TIMES
Negli ultimi vent’anni la cultura digitale ha acquisito sempre più importanza nelle nostre vite, dentro e fuori dall’ufficio. Non possiamo più vivere senza smartphone, iPad, computer e faremmo davvero fatica a riprendere in mano una macchina da scrivere per buttare giù un documento. A questo punto la domanda è d’obbligo: quando sparirà la carta delle nostre vite? Nel mondo dell’informazione, questo interrogativo è stato affrontato da Philip Meyer, studioso dell’editoria americana, che si è chiesto quando vedremo l’ultima copia fisica del New York Times. Secondo i suoi calcoli il prestigioso quotidiano newyorkese sarà in edicola sino al 2043. Poi la scena sarà tutta per l’online. In effetti i numeri sembrano dare ragione a queste previsioni. A giudicare da uno studio di AssoComunicazione, gli investitori sono sempre meno interessati ai media tradizionali e si entusiasmano per le tecnologie digitali: nel 2012 i nuovi media in Italia hanno registrato un +12,7% di raccolta pubblicitaria, con ben il 15,1% degli investimenti totali. E, secondo un’indagine realizzata da Lorien Consulting, il trend sarebbe

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Orizzonti

Una giornata da One Company
A Madrid un incontro per riflettere sul progetto che sta trasformando l’azienda e che vedrà Endesa protagonista
Siamo tutti, con orgoglio, cittadini del Gruppo Enel. E tutti dobbiamo chiederci: sto aggiungendo valore al Gruppo? Sto usando le risorse adeguate? Come posso farlo migliorare?” Sono queste le parole che l’ad e direttore generale di Enel Fulvio Conti ha rivolto alla platea dell’Auditorium di Endesa a Madrid durante l’incontro dello scorso 17 luglio. Un evento dedicato espressamente al tema della One Company a cui hanno partecipato 500 persone dal vivo e ben 2.400 in collegamento web sia dall’Europa che dall’America Latina. “Migliorare l’organizzazione significa essere più efficienti, fare di più con meno” ha ribadito Conti. “Per arrivarci è necessario ridurre il peso delle procedure burocratiche interne e concentrarsi su ciò che davvero crea valore per l’impresa”. I lavori della giornata sono stati aperti dal presidente di Endesa Francisco de Borja Prado Eulate che ha evidenziato come “essere parte di un gruppo con 60 milioni di clienti in 40 Paesi e che può contare sul lavoro integrato di 75mila persone offre moltissime opportunità e ci dà una forza imbattibile. Il nostro Gruppo vuole affidare le posizioni di responsabilità ai migliori, quale che sia la loro nazionalità, la loro azienda di origine, la loro attuale collocazione”. Questi concetti sono stati ribaditi e approfonditi dall’amministratore delegato di Endesa Andrea Brentan, che ha paragonato il progetto One Company a “un viaggio in cui lo spirito d’iniziativa, la creatività, la proattività troveranno uno spazio ancora più ampio e favorevole per manifestarsi e concretizzarsi. Un viaggio in cui le persone scopriranno nuovi punti di vista, nuovi modi di lavorare, cementando lungo il cammino i valori comuni del Gruppo”. A fare da bussola in questo percorso c’è il One Company Handbook, il punto di riferimento fondamentale per il progetto che esplicita le linee della nuova governance illustrando il ruolo della Holding unica e delle altre strutture organizzative, a partire dai nuovi Global Business Services. Il cammino è già ben avviato come ha fatto notare Brentan ricordando la conclusione della fase 2 del progetto, che per quasi un anno ha visto impegnate 120 persone, divise in dieci gruppi multinazionali, nell’analisi e nel ridisegno di 80 processi a livello di Holding. Un lavoro che prosegue con la predisposizione dei nuovi documenti organizzativi per i processi di Holding – in corso di pubblicazione (vedi articolo a fianco) – e con l’avvio della fase 3, ovvero il ridisegno dei processi a livello divisionale. I dettagli di questo percorso sono stati illustrati da Héctor López Vilaseco, direttore generale Strategia e Sviluppo di Endesa, e ulteriormente approfonditi dalla successiva tavola rotonda, cui hanno partecipato Massimo Cioffi, direttore Risorse Umane e Organizzazione di Enel, José Bogas, responsabile del Mercato iberico di Endesa, Ignacio Antoñanzas, responsabile Endesa Latam e José Luis Puche, direttore generale Risorse Umane e Organizzazione di Endesa. Lo spirito della giornata è ben riassunto in due momenti dell’intervento di Fulvio Conti: “One Company non mira a standardizzare le organizzazioni, né tantomeno a ridurre il numero di persone, bensì a migliorarle per portarle al massimo delle loro capacità. Il nostro obiettivo è passare dall’essere bravi a essere i migliori”. E ancora “Accogliamo le opportunità offerte dal progetto One Company per crescere sia individualmente, come professionisti, sia come Gruppo: lo vogliamo e lo possiamo fare!”

Fulvio Conti e Borja Prado durante l’evento

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Continua il percorso di ridefinizione dei nuovi modelli organizzativi e delle procedure di Gruppo

Orizzonti

VERSO IL TRAGUARDO
l percorso verso la One Company continua secondo la tabella di marcia. Il nuovo modello organizzativo del Gruppo delineato a inizio febbraio (Disposizione organizzativa 515) è stato perfezionato con l’emissione delle nuove strutture organizzative dei Global Shared Services e delle disposizioni organizzative di secondo livello delle funzioni di shaping e safeguarding di Holding. Per dare a Enel una voce unica in tutti i Paesi in cui opera, è in via di finalizzazione la Global Communication Agency che aiuterà a elevare e omogeneizzare gli standard nella realizzazione di eventi e campagne. Inoltre, per rispondere meglio alle esigenze delle Business Line, Global ICT ha introdotto un nuovo modello operativo basato sulla figura del Business Relationship Manager come figura chiave nella relazione con Holding, Divisioni e Paesi e nella responsabilizzazione sulla realizzazione dei progetti informatici. Il Global Procurement, poi, ha suddiviso le competenze tra le Funzioni globali, per la massimizzazione delle economie di acquisto delle categorie merceologiche globali, e le Unità territoriali, che si occupano dell’analisi della domanda e del procurement a livello locale. Il percorso verso la One Company prevede inoltre nuove soluzioni per snellire i processi decisionali eliminando attività non necessarie o duplicate, favorire l’autonomia decisionale delle Divisioni preservando il ruolo di indirizzo strategico e controllo della Holding e infine promuovere la standardizzazione delle modalità di lavoro all’interno del Gruppo. Il nuovo processo di approvazione degli investimenti, ad esempio, farà leva sull’integrazione con i processi di pianificazione strategica e budget e piano industriale per evitare la ripetizione di analisi strategiche propedeutiche all’approvazione. La Funzione Risorse Umane delle Divisioni potrà ora gestire con maggiore autonomia la propria organizzazione e i processi di selezione dei propri manager (la Holding resta competente per i livelli chiave) mentre la Funzione Relazioni Esterne ridurrà notevolmente le approvazioni preventive richieste su base annuale dalla Holding in tema di Comunicazione Interna e Ufficio Stampa. I nuovi processi promuovono inoltre l’adozione di modelli di reporting unici per tutte le Divisioni e per tutti i Paesi del Gruppo. Risorse Umane, ad esempio, ha definito un unico formato per la redazione dei piani di recruiting divisionali e per il safety monitoring. Affari Legali ha adottato invece un modello unico per

I

la redazione delle note informative sulle riunioni dei consigli di amministrazione di tutte le società del Gruppo.

LE PROSSIME TAPPE
Ma il lavoro della squadra One Company non finisce certo qui. Nei prossimi mesi, parte del team centrale continuerà a lavorare al piano di implementazione dei processi della Holding e delle strutture di Global Shared Services. Le Divisioni saranno infine impegnate nel ridisegno dei loro processi. Saranno inoltre varati modelli organizzativi per le attività di shaping e safeguarding e i secondi livelli dei Global Shared Services coerenti con i principi guida di One Company: vicinanza al business rafforzando i Paesi, massimizzazione delle sinergie tra i servizi offerti a più Divisioni operanti su medesimi Paesi, solo per citarne alcuni. L’implementazione dei nuovi modelli organizzativi e il ridisegno dei processi delle Divisioni e dei Servizi globali è atteso entro dicembre 2012.

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Orizzonti

Si è conclusa in Endesa la prima fase del processo di raccolta di idee dei colleghi per dare impulso all’innovazione in azienda

Piccoli P Leonardo di casa nostra

er avere successo spesso una buona idea non basta. La strada che conduce all’innovazione, infatti, è fatta di inventiva, ma anche di conoscenze, pianificazione, fatica e metodo. Inoltre l’esperienza dice che molte intuizioni restano tali se chi ha l’illuminazione non ha particolari conoscenze ingegneristiche, gestionali o di marketing. Se vogliamo poi che un’idea si faccia strada all’interno di un’organizzazione, è fondamentale che sia focalizzata verso la soluzione di un problema concreto. Per facilitare lo sviluppo della cultura dell’innovazione in house, lo scorso aprile Endesa ha lanciato Eidos Market, un portale per raccogliere le idee dei colleghi, con l’obiettivo di dare spazio al potenziale di tutti e trasformare le idee in realtà. Le aree di interesse sono quattro: la sicurezza e la salute sul lavoro, l’ambiente, i clienti e l’eccellenza operativa. L’iniziativa, testata con un progetto pilota di sei mesi in Endesa Chile, punta a fare scouting di idee dal basso, il cosiddetto crowdsourcing, con l’obiettivo di far acquisire valore alle nuove proposte. Non a caso il nome del progetto ~ , è costituito dalla parola greca eidoς,che Platone usò per indicare i suoi pensieri, e market, ovvero mercato: il mercato delle idee. Il sistema è basato sulla possibilità sia di commentare le pensate altrui, dando vita quindi a un dibattito da parte di sostenitori e scettici, sia di sostenere con un investimento virtuale gli spunti in cui si crede. Le idee che avranno il maggiore punteggio vengono poi sottoposte a una valutazione da parte di uno “sponsor” interno che decide se implementarle o meno. La fase della raccolta si è chiusa a luglio ed è stata un vero e proprio successo: 1.249 idee raccolte, di cui ben 249 approvate, con un tasso di partecipazione molto alto (32.500 visite sul sito da utenti di sette diversi Paesi).

CREATIVITÀ A 360o
Le idee dei colleghi di Endesa che hanno ricevuto il maggior numero di “voti” mirano a risolvere problematiche del lavoro di tutti i giorni: come per esempio l’aumento della sicurezza degli apparati di telegestione, tramite delle apposite coperture, per abbassare il rischio elettrico e possibilità di frode, la realtà virtuale aumentata applicata alle installazione della rete e l’uso di sorbenti organici per la pulizia di oli esausti. Tra quelle più originali spicca quella di Pablo Reyes, un biologo marino di Endesa Chile, basata su una tecnica usata da alcune balene per l’alimentazione. L’idea è di formare una barriera fisica di bolle che dovrebbe prevenire l’avvicinamento di pesci e crostacei alle prese d’acqua degli impianti: proprio come fanno le balene per circondare le loro prede. A vincere la palma di novello Leonardo Da Vinci, almeno dal punto di vista della quantità, è stato Ramón Martín Álvarez, 38 anni, da sette anni impiegato nella Direzione Pianificazione e qualità della rete della sede Endesa di Siviglia: Ramón, infatti, ha presentato la bellezza di 66 proposte, di cui ben 63 sono passate alla fase successiva! “Sono un testardo e quando mi piace qualcosa voglio arrivare fino in fondo. Se avessi avuto ancora qualche ora, avrei aggiunto due o tre idee interessanti” scherza il collega, che è laureato in Fisica e in Ingegneria Elettrica. La sua ingegnosità è davvero senza limiti: le proposte spaziano dalla promozione del telelavoro alla climatizzazione degli edifici sino al trasporto collettivo per raggiungere il posto di lavoro. La fase 2, partita in agosto, punta ad attivare lo stesso processo sulle realtà locali in modo da ottenere idee più mirate alla necessità operative. Per esempio la società di distribuzione in Perù ha già lanciato ai suoi dipendenti una serie di sfide incentrate sull’aumento della domanda, l’immagine e l’efficienza energetica. E in futuro un sistema simile a quello realizzato da Endesa sbarcherà anche in Italia con l’obiettivo di coinvolgere tutti nel processo di innovazione e di dare voce all’enorme potenziale delle persone.

Ramón Martín Álvarez ha inviato ben 66 proposte

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Nella Città del Vaticano e a Castel Gandolfo sono state installate infrastrutture di ricarica per la nuova Papa-mobile targata Renault

Orizzonti

La mobilità elettrica Enel al servizio del Pontefice

Il Santo Padre accompagnato da Carlos Ghosn, Fulvio Conti e Paolo Andrea Colombo

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ettere al servizio del Vaticano una tecnologia capace di rispettare e diffondere il pensiero del Santo Padre in ottica di sviluppo sostenibile. È questa la convinzione che ha portato Renault ed Enel a donare a Benedetto XVI rispettivamente due Kangoo elettrici realizzati ad hoc e le infrastrutture di ricarica all’interno della Città del Vaticano e della residenza estiva di Castel Gandolfo. La consegna simbolica al Santo Padre è avvenuta lo scorso 5 settembre da parte del presidente del Gruppo Renault, Carlos Ghosn, dall’ad di Enel, Fulvio Conti, e dal presidente Paolo Andrea Colombo, nel corso di una visita presso la villa pontificia di Castel Gandolfo. Le vetture, realizzate sulla base del Kangoo Maxi Z.E., dotate di un motore elettrico da 44 kW e di una batteria a ioni di litio che consente un’autonomia di 170km, sono state personalizzate per renderle idonee alle esigenze di mobilità del Pontefice. Nella Città del Vaticano e a Castel Gandolfo Enel ha installato otto stazioni per la ricarica (sei box station e due pole station) sia delle vetture dedicate al trasporto del Santo Padre, sia dei veicoli in dotazione al Corpo della Gendarmeria Vaticana (che già possiede due smart ED). Una stazione di ricarica davanti all’Aula Paolo VI sarà messa a disposizione anche di dipendenti e visitatori. In occasione della conferenza di presentazione del progetto Livio Gallo, direttore della Divisione Infrastrutture e Reti, ha spiegato che per Enel “è un onore mettere a disposizione del Papa la tecnologia per la mobilità elettrica, i cui vantaggi ambientali sono indiscutibili”. L’iniziativa nasce dallo stretto rapporto di collaborazione tecnologica tra Enel e Renault che ha portato alla realizzazione di servizi innovativi che permettono la

comunicazione tra vetture e sistema di controllo da remoto delle infrastrutture di ricarica. Inoltre, le due aziende stanno lavorando alla realizzazione di una infrastruttura di ricarica rapida a corrente alternata.

IL FUTURO STA ARRIVANDO
Entrando nel merito di presente e futuro della mobilità elettrica Gallo ha poi affermato che “affinché questa tecnologia possa avere successo è fondamentale che i veicoli abbiano le stesse prestazioni di quelli convenzionali e che la rete di ricarica sia diffusa, semplice, sicura, performante e rispettosa dell’ambiente”. Su entrambi i fronti l’innovazione sta facendo passi da gigante: le colonnine di ricarica progettate da Enel garantiscono elevati standard di sicurezza e un servizio di ricarica basato sulla tecnologia del contatore elettronico, che consente un costante scambio informativo tra il cliente e la rete. Attualmente l’azienda ha installato sul territorio italiano 800 infrastrutture di ricarica. Un numero, ha detto Gallo, che potrebbe raddoppiare nel 2013, a fronte di una crescente domanda di mobilità pulita in molte città, a partire da Roma. Per il prossimo futuro la sfida si giocherà su due assi: velocizzare i tempi di ricarica del veicolo (attualmente tra le tre e le sei ore) e realizzare uno standard europeo dell’infrastruttura di ricarica. “Sono fiducioso – ha concluso Gallo – che ciò possa avvenire a breve”. Guarda il video sulle auto elettriche in Vaticano su http://blog.enelint.global/insieme/papamobile

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COSA MERITA L’ITALIA
Il futuro del nostro Paese nelle parole di Fulvio Conti al tradizionale appuntamento del Meeting di Rimini LA PRESENZA DI ENEL
Il Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini è organizzato dal movimento cattolico di Comunione e Liberazione per riflettere su temi culturali, religiosi, politici, artistici, attraverso una serie di incontri, dibattiti, mostre, eventi musicali, letterari, sportivi. Per festeggiare i suoi 50 anni, la nostra azienda ha portato a Rimini Enel 5.0, un museo itinerante e interattivo che racconta la storia del Paese attraverso l’evoluzione del Gruppo. Per l’occasione è stata inaugurata anche la stazione di ricarica elettrica di Rimini Fiera che segna una nuova tappa nel Protocollo Enel-Regione Emilia Romagna sulla mobilità a zero emissioni. Anche Egp Retail ha preso parte al Meeting con un’area drive test di biciclette a pedalata assistita: undici modelli a disposizione, uno per ogni stile di vita! Infine, confermata anche quest’anno la presenza del Villaggio Ragazzi, uno spazio ludico dedicato ai più piccoli.

Il quadro dell’economia in Italia non è ancora confortante” con queste parole l’amministratore delegato e direttore generale di Enel Fulvio Conti, anche nella sua veste di vicepresidente di Confindustria con delega al Centro Studi, ha introdotto il suo intervento alla XXXIII edizione del Meeting di Rimini. Al dibattito dal titolo Lavoro e crescita, che si è tenuto lo scorso 23 agosto, hanno preso parte il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, e il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. “Vediamo una luce in fondo al tunnel, ma è un tunnel molto lungo” ha sintetizzato Conti. Anche per il 2013 il Centro Studi Confindustria prevede, infatti, un segno negativo per il Pil dell’Italia. “Il sistema industriale – ribadisce Conti – oltre al rallentamento delle esportazioni, sta subendo la caduta della domanda interna, poiché tutti noi siamo impauriti dalla crisi e consumiamo meno. Di conseguenza si registra un calo degli investimenti che sono ad oggi il 60% in meno rispetto al 2008-2009”. Per Conti il nostro è un Paese lento, che sta invecchiando, soffocato da un’eccessiva burocrazia. “A questo – continua – si aggiunge un alto costo del lavoro dovuto all’eccessivo carico fiscale e previdenziale che dovrebbe essere ridotto al più presto al fine di favorire l’industria e gli stessi lavoratori”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del ministro Fornero: “Siamo un Paese che ha bisogno di investimenti in capitale fisico, in innovazione, ma soprattutto in capitale umano”.

LAVORO E CRESCITA
Conti ha poi ricordato come Enel in Italia dia lavoro ogni anno a 38mila persone, e altrettante nell’indotto, di cui moltissimi giovani. Allo scopo di integrare una formazione scolastica spesso lontana dalle effettive esigenze del mondo del lavoro, nell’ultimo anno Enel ha erogato 3 milioni e 400mila ore di formazione a livello di Gruppo. Il tema è centrale per l’azienda come dimostrato dalla creazione di una university dedicata, attraverso la quale Enel ha investito 20,3 milioni di euro nel 2011. “Inoltre, con il progetto Enel Lab – ha continuato Conti – stabiliamo dei percorsi attraverso cui diamo incentivi a quei ragazzi che hanno idee originali”. Il nostro amministratore delegato ha poi esortato i giovani a scegliere percorsi di studio più tecnici e a riscoprire il gusto per i “mestieri”. “Un punto debole della recente riforma del lavoro, per molti versi apprezzabile – ha sottolineato Conti – è non aver previsto, per esempio, la possibilità per un ingegnere di usufruire dei contratti di inserimento”.  Per il segretario generale della Cisl Bonanni, il tema chiave per ripartire è proprio quello di garantire lavoro alle nuove generazioni. “Senza occupazione – ha affermato – i nostri giovani non troveranno spazio, e senza di loro non ci può essere nessuna crescita”. ll ministro Fornero è poi intervenuta per parlare di crescita sostenibile, nel rispetto dell’ambiente, ma anche della distribuzione dei redditi, del contrasto alla povertà e del sostegno alle famiglie. Secondo Conti il Governo dovrebbe procedere con determinazione alla “sburocratizzazione” del sistema. “Efficienza, serietà e trasparenza – ha concluso – sono i valori a cui si ispira questo governo e sono proprio quello di cui abbiamo bisogno e che il Paese merita”.

Sul web www.meetingrimini.org

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Endesa realizza il suo primo porto eco-sostenibile alle isole Canarie

Orizzonti

UN BASTIMENTO CARICO DI... ENERGIA PULITA

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ei film e nei romanzi l’arrivo di una nave in porto è sempre segnato dal fischio di una sirena e da una densa scia di fumo nero. Ma al di là degli aspetti poetici gli scarichi prodotti dalle imbarcazioni costituiscono un vero e proprio problema per gli scali portuali: quando sono ormeggiate, infatti, per garantire i servizi di bordo come l’illuminazione o il riscaldamento, le imbarcazioni sono costrette a mantenere accesi i gruppi elettrogeni a gasolio, piuttosto inquinanti. Per ovviare a questo problema da qualche anno il Gruppo Enel è impegnato nel progetto Porti verdi per fornire energia elettrica pulita dal molo alle navi in sosta. In Italia Enel aveva già lanciato un progetto simile già nel 2010, e adesso anche Endesa ha rafforzato l’iniziativa del Gruppo costruendo il suo primo porto verde alle Canarie, a Playa Blanca, insieme alla compagnia navale Fred Olsen. Il porto spagnolo rientra nel progetto Porti Verdi promosso da Enel per sostenere lo sviluppo degli scali marittimi attraverso la riduzione delle emissioni inquinanti.

PLAYA BLANCA
Il progetto consiste nel dotare le navi di energia elettrica direttamente dal molo attraverso una presa trifase, solitamente utilizzata per l’illuminazione nei cantieri. Quando le imbarcazioni arrivano al porto non sono così obbligate a tenere accesi i gruppi elettrogeni a gasolio per mantenere attivi i servizi di bordo. Il vantaggio principale è il beneficio ambientale per tutta l’area circostante il porto. Non solo, considerato l’aumento costante dei prezzi del combustibile, il sistema consente anche una notevole riduzione dei costi. Per la sperimentazione nel porto di Playa Blanca, è stata scelta la nave Bocayna Express che realizza la traversata tra le isole di Lanzarote e Fuerteventura, in grado di contenere 450 passeggeri e 60 automobili. Per permetterle di connettersi alla rete, allo scalo di Playa Blanca è stata sviluppata una piccola infrastruttura che consiste in una stazione di trasformazione elettrica, un trasformatore, cavi elettrici sotterranei e un punto di connessione. Grazie a questo sistema le emissioni di CO2 e di altre particelle emesse (NOx e SOx) hanno già fatto registrare un calo del 30%; inoltre, poiché la nave rimane collegata alla corrente solitamente durante le ore notturne, è stato eliminato l’inquinamento acustico prodotto dal sistema dei generatori della nave, per la gioia degli abitanti della zona residenziale limitrofa. Il progetto Porto Verde prevede anche sistemi di mobilità elettrica, illuminazione intelligente e la costruzione di edifici a elevata efficienza energetica nell’area attorno allo scalo canarino. E il progetto di Playa Blanca non è che l’inizio di un’iniziativa di ampio respiro. Già l’anno scorso, Endesa ed Enel hanno firmato un accordo con il porto di Barcellona per lo studio e l’eventuale sviluppo di soluzioni per l’efficienza energetica nel porto del capoluogo della Catalogna.
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Il progetto Ascolto Attivo è pronto per essere applicato in tutti gli impianti della Divisione GEM

Il dialogo che ci migliora
osa pensano gli operai Enel dei processi produttivi e delle norme per la sicurezza? E quali esperienze hanno maturato le ditte appaltatrici in ambiti produttivi diversi dall’energia? Parliamo di un patrimonio di conoscenze e potenziali suggerimenti che oggi possono essere condivisi, valutati e applicati su larga scala grazie al progetto Ascolto Attivo: avviato nel 2011 dall’Area Generazione della Divisione GEM e giunto al termine della fase sperimentale, oggi è pronto per essere applicato a tutto il parco impianti. “Tutto è iniziato un anno fa – ricorda Valter Moro, responsabile dell’Unità di Business di La Spezia – quando i responsabili delle UB e i junior manager dell’Area Generazione sono stati chiamati a confrontarsi in un wordcafè, dibattito franco e senza barriere gerarchiche, in cui ognuno ha potuto esprimere le proprie idee e proposte di miglioramento”. Le discussioni si sono sviluppate intorno a quattro aree tematiche: safety, scenari di mercato, rapporti centro-territorio, qualità fornitori. Sulla base di quanto emerso sono stati poi individuati tre progetti concreti e trasversali: Streamlining pianificazione approvvigionamenti (semplificazione), Sharing Generazione/Energy Management (condivisione) e We make the safety (fare sicurezza), e avviati altrettanti gruppi di lavoro. All’interno del progetto, Moro è il coordinatore del gruppo di lavoro We make the safety. “Ci siamo posti l’obiettivo di coinvolgere sempre di più tutto il personale operativo, sia Enel che di imprese appaltatrici, nel miglioramento della sicurezza, anche attraverso nuovi strumenti, formazione sempre più efficace e apertura al confronto con l’esterno”. “Grazie a quanto emerso nel wordcafé in ambito safety – aggiunge –

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abbiamo individuato insieme a Matteo Cimaglia (responsabile Safety e Ambiente di GEM, ndr) e agli altri colleghi, sette iniziative da sperimentare in cinque Unità di Business con il coinvolgimento di oltre cento persone, specie il personale operativo di centrale e i capocantiere delle imprese esterne”.

LA SAFETY OPERATIVA
Le iniziative spaziano dalla sicurezza operativa fino al miglioramento del senso di appartenenza al luogo di lavoro. Tra le principali iniziative, Moro segnala anzitutto la riunione di inizio attività “che serve per fare il punto sui comportamenti da tenere prima di mettersi al lavoro” spiega. “Dalle statistiche risulta infatti che la maggior parte degli infortuni avviene nelle prime tre ore di lavoro. Ci è sembrato opportuno favorire l’istituzione di un momento, anche se breve, di riflessione congiunta tra il capo e la sua squadra per evitare comportamenti errati ed elevare l’attenzione”. “Particolare attenzione verrà poi dedicata alla formazione – continua Moro – anche attraverso apposite visite presso altri stabilimenti industriali come premio per il personale operativo delle centrali, che avrà così la possibilità di osservare da vicino la safety operativa di altre realtà all’avanguardia nel settore”.

IL COINVOLGIMENTO DEI CONTRACTOR
Un’altra iniziativa interessante è poi il sistema premiante per le imprese appaltatrici che segnalano i near miss, i mancati incidenti, uno strumento di prevenzione molto efficace. “Su un punteggio di 100, già oggi all’interno del vendor rating, 30 punti sono assegnati in relazione alla safety” riassume il direttore della centrale di La Spezia. “Alle imprese possono essere attribuiti ulteriori due o tre punti quando segnalano i near miss e dimostrano di aver intrapreso le azioni necessarie alla rimozione degli incidenti mancati”. I contractor sono protagonisti anche nella riunione di chiusura delle fermate programmate con attivazione del gruppo di Maggior Supporto. “Un incontro alla pari organizzato in un contesto aperto e stimolante, con lo stesso metodo del wordcafè, durante il quale i capicantiere delle ditte possono avanzare proposte di miglioramento su tematiche di sicurezza e salute anche alla luce dell’esperienza di fermata appena conclusa o sulla base di esperienze maturate in altri ambiti produttivi”. Dialogo e confronto costruttivo sono quindi gli elementi chiave per il miglioramento continuo: “Sarebbe un grave errore non saper ascoltare i suggerimenti provenienti sia dal nostro interno che dall’esterno”, conclude Moro.

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Sguardo sull’innovazione delle tecnologie Enel per lo sfruttamento dell’energia geotermica

Orizzonti

Matura a chi?
S
ono passati più di cento anni da quando a Larderello (in Toscana) si riuscì ad accendere cinque lampadine grazie alla trasformazione in energia elettrica della forza del vapore estratto dal sottosuolo. La tecnologia geotermica può dirsi quindi matura. Eppure la ricerca in questo settore non si ferma come si può vedere anche da quanto succede in casa Enel. Negli Stati Uniti, per esempio, la nostra azienda sta realizzando a Stillwater la prima centrale al mondo in grado di coniugare una centrale geotermica a ciclo binario e un impianto solare a concentrazione per migliorare l’efficienza e incrementare la quantità di energia generata. Questa tecnologia sperimentale potrebbe contribuire alla costruzione di impianti stand alone geotermici o solari più economici e tecnologicamente fattibili. Grazie allo Stillwater Solar-Geothermal Hybrid Project, Enel Green Power North America (EGP-NA) ha vinto all’inizio dello scorso mese di agosto la seconda edizione del GEA Honors Awards nella categoria Technological Advancement. Il riconoscimento, promosso dall’Associazione geotermica statunitense (GEA), premia le aziende e le persone che nel corso dell’anno si sono maggiormente distinte nel settore della tecnologia avanzata per l’energia, promuovendo lo sviluppo economico o la tutela dell’ambiente. La centrale di Stillwater è due volte innovativa. Anzitutto per l’applicazione della cosiddetta tecnologia a “ciclo binario”. Si tratta di una soluzione, sviluppata dalla Ricerca Enel grazie alle esclusive competenze di Enel Green Power nella “coltivazione” del campo geotermico, che permette di sfruttare anche i fluidi sotterranei a media e bassa entalpia, dotati cioè di un calore di per sé non sufficiente a produrre elettricità a livelli industriali e a costi e prezzi competitivi. L’impianto poi è divenuto ancora più innovativo – e unico al mondo – grazie all’associazione di un impianto solare fotovoltaico, che nei mesi scorsi è stato potenziato di 2 MW ed è adesso capace di 26 MW, che sommati ai 33 MW geotermici portano la capacità della centrale a 59 MW complessivi e la mettono in grado di soddisfare appieno il fabbisogno delle 16mila famiglie clienti di NV Energy, l’azienda locale che acquista in blocco l’energia prodotta dall’impianto, con un abbattimento delle emissioni di CO2 di circa 30mila tonnellate all’anno.

Il fluido supercritico
Ma l’innovazione non si ferma qui. Presso l’Area Sperimentale di Livorno, la Ricerca Enel ha avviato un impianto innovativo che consentirà di produrre energia elettrica da fonti geotermiche anche a basse temperature (130-170°C). L’impianto è in grado di produrre energia con una efficienza mediamente più alta (+10-15%) rispetto alle tecnologie oggi commercialmente disponibili avvicinandosi ai valori di efficienza di impianti geotermici convenzionali ad alta temperatura come, ad esempio, quelli in esercizio in Toscana, nell’area di Larderello. Il prototipo, in grado di generare una potenza elettrica di 500 kWe, utilizza un ciclo a fluido organico (Organic Rankine Cycle, ORC) di tipo supercritico ed è stato progettato e realizzato nell’ambito di una collaborazione tra la Ricerca di Enel, Politecnico di Milano e Turboden, una società italiana leader nel campo dei motori ORC, recentemente acquisita dalla multinazionale americana Pratt & Whitney. Le attività sperimentali in corso a Livorno consentiranno di validare i criteri di progettazione e le performance termodinamiche dell’impianto e serviranno a qualificare la tecnologia per il futuro sviluppo del business geotermico nel campo delle sorgenti a bassa e media entalpia. L’impianto di Livorno rappresenta uno dei primi esempi di applicazione di cicli ORC supercritici in campo geotermico al mondo e pone Enel tra le aziende leader nella guida dello sviluppo di nuove tecnologie per lo sfruttamento efficiente delle fonti rinnovabili.

Nella foto: l’impianto di Stillwater in Nevada

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I vincitori di We are Energy 2012 al campus internazionale tra corsi di giornalismo e di teatro

IMPARARE DIVERTENDOSI P
iedi nudi sul pavimento, mani che spostano l’aria, risate, corse sui prati, sembra quasi di vederli e di sentirli quei ragazzi. Parliamo dei vincitori di We are Energy 2012, il concorso dedicato ai figli dei colleghi che vivono nei Paesi in cui Enel è presente. 118 ragazzi e ragazze di 13 Paesi che hanno vissuto due settimane in una storica tenuta in Umbria, accomunati dalla voglia di imparare divertendosi. Dal 14 al 28 luglio i nostri figli hanno così avuto modo di esprimersi liberamente in tantissime iniziative ludico-didattiche pensate per loro: dal laboratorio di giornalismo e di teatro alle lezioni di inglese, dalle attività artistiche e naturalistiche ai giochi di team building. “Mi è piaciuto tantissimo – ci racconta Pilar – abbiamo imparato a recitare, ma è stato utile anche per capire come comportarci nella vita”. È stato così bello che molti di loro avrebbero voluto non finisse e hanno deciso di continuare a recitare, a scattare fotografie, a disegnare, anche una volta tornati a casa.

....CON ENERGIA
“Se dovessimo descrivere questa esperienza con una sola parola – dicono i ragazzi – pensiamo che ‘imparare’ sarebbe quella giusta”. E a giudicare dall’entusiasmo con cui hanno vissuto questi momenti, ci hanno messo davvero tutta l’energia che avevano in corpo. In vista della celebrazione dei 50 anni di Enel, hanno esplorato in modo attivo e coinvolgente i valori universali condivisi dall’azienda lavorando in squadre a seconda della lingua e dalla fascia d’età (8-12 e 13-17 anni), ma anche in base alle loro attitudini. In questo modo ciascuno ha potuto dare libero sfogo alla propria passione! I giovani aspiranti attori hanno imparato a gestire il proprio corpo, la voce, le emozioni; i giornalisti a prepararsi per un’intervista; anche i più piccoli hanno sperimentato il video, raccogliendo istantanee e sensazioni. L’impegno di tutti è stato premiato con una festa di fine campus, il 27 luglio. Gli attori in erba, guidati dalla compagnia “Quelli di Grock”,
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hanno messo in piedi uno spettacolo sulla storia di Enel. Mentre i ragazzi con un’indole più giornalistica hanno preparato un TG multilingua in cui sono stati proiettati tutti i contributi video realizzati, come ad esempio il reportage dedicato alla centrale di Pietrafitta (PG). Nel corso delle due settimane, inoltre, tutti hanno avuto modo di visitare Roma, ma anche Gubbio e il museo della scienza del Balì. Sono stati organizzati tornei sportivi e in serata eventi in musica, cinema e giochi all’aria aperta. “Non immaginavo che fosse così bello – ha detto una bambina – mi mancheranno i miei amici di stanza, tutta questa natura”. Così, con un velo di nostalgia e la consapevolezza d’aver vissuto un’esperienza unica, i nostri ragazzi sono ormai tornati nelle loro case. Come tutte le cose belle, anche questa esperienza si è conclusa lasciando sensazioni indimenticabili. Un successo, quello di We are Energy, che corre già verso la prossima edizione.

Il concorso in cifre
Circa 4.000 progetti presentati 118 vincitori da 13 Paesi Oltre 2.000 iscritti alla community web Circa 40mila le pagine visitate da gennaio Oltre 800 seguaci su facebook

Sostenibilità

Grandi poteri, grandi responsabilità
Enel e Global Reporting Initiative (GRI) organizzano un workshop per condividere la nuove linee guida della rendicontazione per la sostenibilità

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ome dice Spider-Man, che tra l’altro nel 2012 compie 50 anni esattamente come Enel, “da un grande potere derivano grandi responsabilità”. Proprio alla responsabilità d’impresa è stato dedicato il workshop svoltosi a Roma lo scorso 24 luglio, organizzato da Enel e Global Reporting Initiative (GRI), con l’obiettivo di determinare e condividere la nuove linee guida della rendicontazione per la sostenibilità aziendale. Il GRI è una rete multi-stakeholder, di cui fanno parte migliaia di esperti nel mondo, per contribuire alla definizione delle procedure di rendicontazione della sostenibilità e alla loro diffusione. In particolare, le linee guida GRI offrono una panoramica di dettaglio sulla responsabilità sociale delle imprese a tutti gli stakeholder e richiedono di aderire ai più elevati criteri di trasparenza e completezza dell’informazione. Nell’ambito di un processo di consultazione trasversale, in corso da mesi, il GRI sta organizzando decine di seminari in tutto il mondo, con l’obiettivo di includere, nel processo decisionale, gli input provenienti da diversi stakeholder. Per gli addetti ai lavori, si tratta di occasioni preziose di trasparenza e partecipazione, organizzate in collaborazione con le realtà internazionali più dinamiche che collaborano con il GRI. Il workshop italiano è stata l’occasione per discutere del G4, la nuova generazione di linee guida per la rendicontazione della sostenibilità. In particolare, sono stati analizzati i risultati prodotti dall’ultimo exposure draft, basato sul contributo ricevuto dal GRI durante il primo public comment period di fine 2011. Ai lavori ha partecipato il mondo delle aziende (tra gli altri, Fiat, Eni, Telecom, Generali, Terna, Acea, Erg, Auto-

grill), dei servizi (per esempio, PricewaterhouseCoopers, Deloitte, Ernst & Young, KPMG) e delle associazioni come Abi e Sodalitas. Facendo parte del secondo public comment period, il workshop ha offerto inoltre agli stakeholder presenti la possibilità di discutere le sollecitazioni ricevute dalla Technical advisory commitee, condividendone i cambiamenti proposti e aumentando la conoscenza e la diffusione del GRI. Secondo Asthildur Hjaltadottir, vicedirettore Guidance, Support & Innovation del GRI che ha coordinato i lavori, “il workshop rappresenta un’ulteriore tappa in vista dell’appuntamento ad Amsterdam di maggio 2013 quando, nell’ambito della Global conference on sustainability and transparency, il GRI presenterà ufficialmente il nuovo framework G4”. “L’Italia occupa un ruolo di primo piano nella scenario globale della sostenibilità – aggiunge Marina Migliorato, responsabile CSR di Enel – grazie anche al contributo di Enel, che adotta le linee guida del GRI dal 2006, ed è stata da allora parte proattiva nel processo di ideazione, discussione e approvazione di questi indicatori di settore, al fine di rendere la comunicazione aziendale, anche per gli anni a venire, sempre più trasparente e corretta”. In tale ottica, dallo scorso anno, Enel fa parte del gruppo di società che supportano il GRI nella definizione della prossima generazione di linee-guida G4. Insieme a Enel, ne fanno parte Alcoa, General Electric, Goldman Sachs, Natura e Shell. Il GRI può inoltre contare sull’expertise di Deloitte, Ernst & Young, KPMG e PwC, anch’esse membri del Consorzio per il G4. L’impegno della nostra azienda è riconosciuto anche dal recente rapporto stilato da Transparency International, che ha posto Enel al primo posto tra le utility mondiali per la trasparenza nella gestione e nel reporting.

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Sicurezza

Il coinvolgimento dei manager è essenziale per cambiare la cultura della sicurezza in azienda

DAL PENSIERO ALL’AZIONE
l senso di responsabilità di un manager e la sua vicinanza agli uomini con cui collabora sono un presupposto fondamentale per migliorare la qualità del lavoro. “In qualità di leader possiamo incidere profondamente sulla cultura della sicurezza. Agendo in prima persona con impegno e passione, siamo veri protagonisti del progetto One Safety. Dobbiamo trasmettere ai nostri colleghi e agli appaltatori la nostra visione, i valori, l’impegno e la leadership nella sicurezza. È una responsabilità che non possiamo delegare ad altri”. Ad affermarlo è stato l’ad e dg Fulvio Conti, aprendo lo scorso 11 luglio all’Auditorium di Roma il kick-off meeting per il lancio della seconda Area del progetto One Safety dedicata alla leadership. Conti ha sottolineato il compito cruciale di “leader per la safety” che spetta ai manager: “Non possiamo dimenticare che ogni giorno i nostri colleghi si rivolgono a noi e in qualsiasi circostanza dobbiamo essere pronti a dare l’esempio”.

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ONE SAFETY
L’incontro, organizzato a cura di Safety Holding e Comunicazione Interna, ha visto la partecipazione di circa 50 colleghi (tra cui i 35 executive vice president del Gruppo Enel, i safety manager delle Divisioni e lo staff dell’ad), e costituisce l’avvio di un progetto formativo sulla leader-

ship dedicato a circa mille manager partito a settembre. Il coinvolgimento di tutto il top management testimonia quanto sia forte e univoco l’impegno dell’azienda nel campo della salute e sicurezza sul lavoro e il sostegno al progetto One Safety. Come ha sottolineato Massimo Cioffi, direttore Risorse Umane e Organizzazione, “dobbiamo promuovere un vero e proprio cambiamento culturale che può avere inizio solo con il forte impegno dei vertici aziendali e con il coinvolgimento di tutti i livelli dell’organizzazione. Ci siamo dotati delle procedure e dei documenti necessari per tutelare la salute e la sicurezza in azienda, ora dobbiamo fare uno sforzo supplementare per diminuire la differenza esistente tra il ‘pensare safety’ e l’’agire safety’ in tutte le realtà in cui operiamo”. Durante l’evento Alda Paola Baldi, responsabile Health and Safety Holding, ha illustrato il progetto “One Safety” e le due aree di cui si compone, una dedicata alla leadership per la sicurezza e una ai comportamenti, dando un aggiornamento sullo stato di avanzamento del progetto sui comportamenti nelle Divisioni e descrivendo obiettivi e caratteristiche del programma di formazione sulla leadership. “Ci aspettiamo di ottenere un forte impegno da parte del management sul tema della sicurezza e la grande partecipazione degli executive vice president del Gruppo al workshop dell’11 luglio, lo ha testimoniato. Il mandato scaturito da questi tavoli di lavoro rappresenta un forte segnale per tutto il management e l’intera organizzazione” ha sottolineato Alda Paola Baldi a valle del kick off. Un lungo e articolato workshop è stato guidato da David Trickey, consulente internazionale con una forte specializzazione nell’Intercultural Management e nella Global Leadership, che ha orientato il lavoro di gruppo degli executive vice president e moderando il successivo dibattito. In questa occasione è stato presentato il film The Heart of the Matter, realizzato dalla Direzione Relazioni esterne con la collaborazione della Safety Holding e delle Funzioni Safety divisionali. Il film racconta in modo molto realistico un caso di infortunio, non accaduto realmente, ma strettamente attinente alla realtà del Gruppo. L’obiettivo è evidenziare ruoli, comportamenti e procedure chiave nei processi decisionali, sottolineando le responsabilità che ciascuno gioca nella sicurezza. Il film verrà utilizzato come supporto durante il percorso formativo pensato per tutti i manager del Gruppo, che avrà una sessione interamente dedicata ai temi della safety per rafforzare la consapevolezza del ruolo di leader della sicurezza.

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Voleva essere un’azienda elettrica. È diventata Enel

In occasione del cinquantesimo compleanno della nostra azienda, Enel Insieme ha deciso di pubblicare una serie di racconti brevi scritti da Gennaro De Michele che mettono a fuoco la sua “diversità”. Una diversità, maturata negli anni grazie alla capacità di Enel di rinnovarsi senza dimenticare la sua originaria missione etica e civile: portare a tutti l’elettricità e il benessere che ne deriva. Si spiega così il nostro titolo, che si ispira a una famosa frase di Picasso “Ho voluto essere pittore sono diventato Picasso” che a sua volta si riferiva a una scherzosa e impegnativa profezia di sua madre: “Se farai il soldato diventerai generale; se ti farai prete finirai per diventare Papa”. Parlando di Enel al momento della nazionalizzazione nessuno si era azzardato a fare previsioni così esaltanti. Anzi, molti prevedevano disservizi, serate buie e sventure di ogni tipo. Dopo mezzo secolo di vita Enel invece ha dimostrato di essere uno dei più importanti successi italiani. Una scommessa vinta che non si limita a un succedersi di trasformazioni tecnologiche e organizzative, ma è soprattutto la storia delle donne e degli uomini che l’hanno fatta. Il primo quinquennio degli anni Novanta vide Enel protagonista di uno dei suoi passaggi più importanti, un passaggio che non si fatica a definire epocale: l’Ente pubblico che aveva elettrificato l’Italia venne trasformato in una società per azioni. Non si trattò solo di aggiungere la sigla SpA al nome, ma di una trasformazione profonda in grado di cambiare il rapporto dell’Enel con le istituzioni, i territori e i consumatori che da “utenti” diventavano “clienti”.
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Debutto in società
All’inizio degli anni Novanta nuovi attori si affacciarono sul mercato elettrico. Per rispondere a questo cambiamento di scenario il Consiglio di amministrazione dell’Enel varò un programma di ripotenziamento di alcune centrali termoelettriche esistenti e di costruzione di nuovi impianti poli-combustibili e a ciclo combinato, per una potenza complessiva di circa 5.040 MW. Nel luglio 1990 il decreto del ministro dell’Ambiente definì le linee guida per il contenimento delle emissioni di sostanze inquinanti da tutti gli impianti industriali esistenti fissando anche i valori limite di emissione. In questo modo la legislazione ambientale italiana si portò all’avanguardia in Europa. Nello stesso anno, nell’area di Castelnuovo Val di Cecina (Pisa), Enel inaugurò la prima applicazione mondiale in campo geotermico della tecnologia di perforazione deviata orizzontale: con questa tecnica, in precedenza utilizzata solo nelle perforazioni petrolifere, venne costruito un tratto orizzontale di circa 400 metri posizionato nel primo serbatoio del campo di Larderello alla profondità di 800 metri. Nel mese di aprile del 1991, Enel sottoscrisse con il Ministero dell’Industria il contratto di programma per il quinquennio 1991-1995; tra i vari impegni dell’Ente ci furono il risparmio energetico, lo sviluppo delle fonti nazionali, la salvaguardia ambientale, la qualità del servizio, la riduzione dei tempi di allacciamento e l’efficienza operativa. La più importante novità, però, arrivò l’8 agosto del 1992 con la legge che rivoluzionava l’assetto giuridico-istituzionale del settore elettrico nazionale. Dopo quasi trent’anni, a seguito di un lungo dibattito, l’Ente nazionale per l’energia elettrica diventava Società per Azioni, primo passo verso la privatizzazione. Lo stesso decreto attribuiva alla nuova Società a titolo di concessione, le attività che prima erano riservate all’Ente per legge. Nella prima relazione del cda dell’Enel Società per Azioni all’Assemblea sull’esercizio 1992 si evidenziò che la nostra azienda, essendo sempre stata condotta con criteri industriali, mirati all’efficienza tecnica ed economica, era in grado di rispondere alle nuove esigenze e agli obiettivi perseguiti dal Governo. In effetti, dal 1963, primo anno di attività dell’Enel, al 1992, gli utenti serviti per dipendente passarono da 192 a 258 e l’energia elettrica venduta, sempre per dipendente, più che triplicò, passando da 600mila kWh a 1.840mila kWh. Nello stesso periodo il consumo specifico delle centrali termoelettriche si ridusse da 2.624 a 2.301 kcal per kWh, mentre le perdite sulla rete di trasmissione e distribuzione, grazie allo sviluppo della rete a 380 kV e al radicale potenziamento delle reti di distribuzione, passarono dall’11,1% della domanda al 6,9%, valore tra i più bassi nei Paesi industrializzati. Questi e gli altri miglioramenti tecnici, gestionali e organizzativi realizzati dall’Enel, unitamente alle economie di scala consentite dalle dimensioni dell’Ente, si tradussero in un minor costo del kWh in termini reali che, dal 1963 al 1992, si è ridotto di circa il 39%, nonostante nello stesso periodo il costo dei combustibili fosse aumentato di oltre il 50%. Nel mese di agosto del 1993 e successivamente nel novembre dello stesso anno, il ministro del Tesoro designò la banca inglese Kleinwort
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& Benson come consulente, affidandole il compito di procedere alla valutazione dell’Enel e di avviare e coordinare le procedure per il collocamento delle azioni della Società sui mercati nazionali e internazionali. Nel 1995, dopo un iter particolarmente laborioso con quattro passaggi parlamentari, la Camera approvò la legge istitutiva delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità. Fu un provvedimento di particolare importanza, sia perché definiva in modo organico le norme per le regolamentazione del servizio elettrico, sia perché propedeutico alla privatizzazione dell’Enel con la collocazione delle azioni sul mercato. La trasformazione in SpA era così partita.

Conto alla rovescia
Space oddity (Stranezze spaziali) è una memorabile canzone di David Bowie che descrive in modo suggestivo le emozioni di un’avventura spaziale. Fatte le dovute proporzioni il viaggio potrebbe richiamare quello che trasformò Enel da ente pubblico in Spa. Un viaggio che rischiò di cambiare, insieme all’assetto societario, anche lo spirito che aveva animato la nascita dell’Ente elettrico. Ma non ci furono sbandamenti e la nuova società, forte della sua storia e dei suoi principi si preparò ad affrontare il turbolento spazio dei mercati, con la stessa serenità del maggiore Tom. Torre di Controllo a Maggiore Tom comincia il conto alla rovescia, accendi i motori, controlla l’accensione e che Dio ti assista. Dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno, Partenza Questa è la Torre di Controllo a Maggiore Tom, Ce l’hai proprio fatta E i giornali vogliono sapere che marca di camicia porti È arrivato il momento di lasciare la capsula se te la senti. Qui è Maggiore Tom a Torre di Controllo, Sto uscendo dalla porta E sto galleggiando nello spazio in un modo molto strano E le stelle hanno un aspetto molto diverso, oggi. Malgrado sia lontano più di centomila miglia. Mi sento molto tranquillo, E penso che la mia astronave sappia dove andare

Sesta puntata

Fatti non foste a viver come bruti
La prima questione che si pose al momento della costituzione del Media Lab, uno dei più prestigiosi laboratori del mondo che lavorano al miglioramento del futuro, fu quella degli spazi in cui condurre le ricerche. La scelta cadde su un nuovo edificio posto accanto all’esistente Wiesner Building, la strana costruzione del MIT a blocchi deformati e colorati dove fu individuato uno spazio chiamato Cubo. Si trattava di un ambiente realizzato mettendo al primo posto l’uomo e il contatto con la natura. Il laboratori furono posti, invece che al centro, sul perimetro dell’edificio con grandi finestre apribili affacciate sui giardini del campus che consentivano l’ingresso di molta luce naturale e aria, mentre comode sedute e salotti sparsi un po’ dovunque favorivano la socialità. ll Cubo è divenuto un tratto distintivo del prestigioso istituto di Boston e mantiene ancora oggi tutte le sue promesse dimostrando ogni giorno i benefici che si possono ottenere con questo tipo di spazio stile atelier transdisciplinare. Non si tratta di un’esperienza isolata ma di un modo nuovo di lavorare che va diffondendosi anche nell’industria, come dimostra quello che sta accadendo nello stabilimento-laboratorio della Saint Gobain, a Marlboro nel Massachusetts. Qui una delle più grandi multinazionali del mondo, leader nella produzione del vetro e di materiali ceramici speciali, sta conducendo un esperimento organizzativo di grande interesse. Tutte le pareti dei vecchi uffici sono state abbattute per creare tre enormi open space; nella mensa si distribuIl MediaLab del MIT

iscono i pasti sotto forma di cestini, confezionati sulla base delle ordinazioni del personale fatte via web, che vengono consumati su tavoli da pranzo distribuiti ai vari piani. Il tutto per consentire alle persone di aggregarsi e di decidere quando e con chi mangiare senza orari prestabiliti e vincoli. Ma le novità non finiscono qui: tutti gruppi di lavoro e di progetto sono sempre multi disciplinari e, quando possibile, multietnici. A Marlboro non è raro trovare anche in un piccolo team i rappresentanti di tutti e cinque i continenti. Il progetto della Saint Gobain non nasce da una spinta ideale bensì dalla convinzione che la diversità, non solo di saperi, ma anche di culture e di vissuti sia un fattore fondamentale per stimolare l’innovazione e aumentare il valore delle imprese.

Questione di scelte
Ormai è ampiamente riconosciuto che l’analisi del valore di un’organizzazione non può limitarsi agli aspetti economico-finanziari e che la capacità di competere sui mercati non è riferibile ai soli asset fisici. La performance di un’organizzazione e il vantaggio competitivo sono infatti sempre più legati alle sue risorse intangibili, ossia a quei beni immateriali in cui si manifestano la conoscenza e il sapere professionale. Tra i valori intangibili di un’azienda, il capitale umano è tra più importanti e tra i più difficili da misurare. Infatti non si tratta solo di contare le teste e il livello di istruzione o di competenza del personale, ma di valutare l’unità di intenti del gruppo sociale aziendale, la condivisione della visione e della missione, i codici non espressi di comportamento che affondano le radici nella storia aziendale e ne determinano il profilo genetico. Nel caso di Enel, per costituire il capitale umano l’azienda ha potuto contare su un importante pilastro della sua organizzazione: i selezionatori che scelgono le persone più adatte per l’azienda. Anche questo processo con il tempo ha subito profonde trasformazioni e ancora ne subirà. All’epoca dell’Ente elettrico erano i concorsi pubblici nazionali svolti con regole ferree, lo strumento con cui si procedeva all’assunzione di giovani neolaureati ed erano centinaia e talvolta migliaia le persone che partecipavano alle selezioni. Le prove scritte (tutte rigorosamente cartacee) venivano svolte affittando interi edifici scolastici ed eseguite sotto lo sguardo attento di inflessibili sorveglianti. Per coloro che superavano questo primo ostacolo, rimaneva il rito degli orali, dove i nostri colleghi del personale, tra psicologi, sindacalisti e tecnici di vario livello, faticavano non poco a scegliere le persone più adatte e meritevoli. Oggi in Enel sono impiegati altri e più sofisticati metodi per svolgere questo delicatissimo compito. “Come in molti altri settori, anche nel nostro campo l’arrivo di internet ha cambiato tutte le carte in tavola” ci racconta Paola Feliziani, Senior Selezione. “La selezione dei candidati, che un tempo richiedeva lunghi mesi di lavoro dall’uscita del bando di concorso, oggi avviene normalmente in un mese”. I giovani neolaureati in cerca di un’occupazione, infatti, possono servirsi di un sistema interamente informatizzato: inviano online le proprie candidature e – se inseriti in un processo di selezione – vengono coinvolti in una prima fase di pre-screening, sempre online, finalizzata a valutare alcune capacità di ragionamento e il livello di conoscenza della lingua inglese. Chi supera il pre-screening, viene invitato alle fasi di valutazione attitudinale e tecnica previste negli step successivi. “Con una pre-selezione così mirata abbiamo più probabilità di trovare, in tempi brevi, la persona dal profilo più adatto e in linea con i valori a cui Enel si ispira” aggiunge Feliziani. Il selezionatore quindi segue interamente tutto il processo fino all’ultimo step, quando entrano in campo il manager dell’area di inserimento e il gestore del personale, che hanno il compito di valutare rispettivamente il livello di preparazione tecnica dei candidati e la loro inseribilità nello specifico contesto organizzativo.

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Speciale

cinquanta

Sesta puntata

I gatti di Cecina
La cosa era cominciata molti anni prima dopo che in famiglia, una famiglia di bibliofili un po’ matti, era circolato un libro di Natalia Ginsburg, Lessico famigliare. Ogni nuova persona che i due fratelli, Marco e Paola, incontravano, veniva collocata in uno dei tre regni della natura: animale, vegetale e minerale. L’elenco si arricchiva giorno dopo giorno e periodicamente veniva aggiornato. Rispetto a quanto fatto nella famiglia Ginsburg c’era un doppia classificazione. La prima era fatta sulla base del solo aspetto fisico del nuovo arrivato e a questa, dopo una conoscenza più approfondita, se ne aggiungeva un’altra che riguardava l’indole della persona, come dire corpo e anima senza dubbi e sfumature. I “minerali-vegetali”, ad esempio, erano persone di aspetto duro ma di indole dolce e flessibile, i “vegetali-animali” persone esili nell’aspetto ma istintive e aggressive nei comportamenti, e così via. Con gli anni i profili erano diventati centinaia ed erano finiti in una raccolta che in casa chiamavano Il libro della natura o più semplicemente Il libro. I due ragazzi crebbero e, con il tempo, smisero di aggiungere altri nomi. Molti anni dopo quando si trovò davanti alla commissione di esame, Marco, come il colonnello Aureliano Buendia in Cent’anni di solitudine di fronte al plotone di esecuzione, ritornò alla sua infanzia, pensò a Paola e al libro e mai come allora avrebbe voluto che la sorella fosse lì con lui per guardare e classificare i suoi esaminatori e magari sorridere di loro. Ma Paola non c’era e doveva fare tutto da solo. Era serio e preoccupato. Era stato ammesso alle prove orali di un difficile concorso, si era preparato e aveva fatto seicento chilometri in treno per raggiungere la sede dell’esame, ma temeva il peggio. I commissari erano molti e sembravano impazienti di partire con il colloquio, il presidente (minerale) glieli presentò uno per uno: il membro tecnico che lo avrebbe torchiato sulle materie di esame (animale), l’esperto delle risorse umane (vegetale), il rappresentante sindacale (animale) ,la psicologa (vegetale). Per rompere il ghiaccio la psicologa cominciò con una domanda apparentemente semplice: “Allora Marco…, ci parli di lei!” A quella domanda davanti agli occhi del ragazzo passò il meglio e il peggio di tutta la sua pur breve vita: la noia della provincia, la voglia di fuggire, l’amore per il teatro, per il cinema, le difficoltà che lo avevano accompagnato, le notti di studio. Avrebbe voluto urlare la sua rabbia e parlare delle sue speranze, dei suoi sogni, raccontando la sua biografia piuttosto che il suo curriculum. Ma sapeva che non era possibile e che doveva essere, come diceva il Manuale del colloquio perfetto, stringato ed essenziale e soprattutto non perdere mai il controllo di sé. Così fece, e tutto andò bene: se la cavò egregiamente con termodinamica e bilanci di calore e gli sembrò di aver fatto anche una buona impressione generale. Ma mentre già pregustava il commiato e forse i complimenti della commissione, il presidente, rivelando la sua indole animale, tornò alla carica e disse: “Certo è stato bravo, ma non ci ha detto niente di lei…” E poi irridente aggiunse: “Ci dica almeno come si chiama il suo gatto!”. Era una domanda perfetta per un bibliofilo come lui e avrebbe voluto rispondere come avrebbe fatto Elliot. Per il grande poeta che aveva la passione dei gatti, un felino deve avere in lista almeno tre nomi differenti: quello corrente, quello familiare e quello che più conta, un nome di battaglia. Ovvero un vero nome che sia particolare e peculiare, più dignitoso, che gli consenta di mantenere la coda perpendicolare mentre cammina, mettere in mostra i baffi e dormire con un solo occhio. Per questo i gatti della sua infanzia si chiamavano Tiratràppola, Sconquàss, Acchiappapasseri. Al suo, un soriano scontroso, rissoso e spelacchiato, aveva dato il nome del gatto del poeta: Sandogatt. Questo era il nome che avrebbe dovuto dire ma pensò al manuale, si mordicchiò le labbra, fece una faccia da perfetto vegetale, e disse: “Come vuole che si chiami, signor presidente, un gatto di Cecina: Giuseppe, come il nostro Santo Patrono”.

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Enel Cuore Onlus finanzia la ristrutturazione di una scuola di Napoli per il recupero delle arti e dei mestieri

Enel Cuore

IMPARA L’ARTE...

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iro ha 24 anni, vive a Napoli, e come molti ragazzi della sua età non ha nessuna voglia di studiare. Eppure è un tipo sveglio. Ha occhi scuri come il catrame che ti fissano pieni di curiosità e un’energia inesauribile quando corre per le strade della sua città. Da qualche tempo un luogo nuovo ha catturato la sua attenzione: la Casa delle arti e dei mestieri che Enel Cuore Onlus ha sostenuto con un contributo economico finalizzato alla ristrutturazione dell’immobile, ancora una volta a conferma del suo impegno nel sociale e sul territorio. La struttura, di circa 300 mq, è situata all’interno della prestigiosa quadreria del Pio Monte della Misericordia, un’istituzione che da quattro secoli si dedica alla beneficenza e all’assistenza in forme dirette e indirette.

...E METTILA DA PARTE
La Scuola delle arti e dei mestieri, inaugurata il 27 giugno scorso, è gestita dall’associazione culturale napoletana A Ruota Libera onlus. “L’obiettivo – ci racconta Luca Trapanese, responsabile dell’associazione – è rinnovare e promuovere laboratori artigianali che mirano al recupero delle antiche tradizioni partenopee valorizzando risorse artistiche di giovani, che una volta terminato il percorso scolastico, hanno la necessità di impegnarsi in attività concrete che potrebbero diventare un vero lavoro”. Si tratta, nello specifico, di corsi di artigianato tradizionale in via di estinzione, come la scultura presepiale, la liuteria, il restauro delle bambole, la falegnameria, la sartoria, il mosaico e pittura. I laboratori hanno lo scopo di valorizzare, riscoprire e riattualizzare questi mestieri ormai rari attraverso l’incontro di giovani con gli artigiani e artisti del territorio con competenze di particolare pregio artistico e culturale. Un esempio su tutti? “Il medico delle bambole!” dice senza pensarci troppo Gian Paolo Leonetti dei conti di Santo Janni, sovrintendente della Fondazione Pio Monte della Misercordia. “Ormai non esistono più le bambole artigianali, fatte in ceramica e che venivano portate all’Ospedale delle bambole. Per questo una dei docenti sarà proprio Tiziana Grassi, titolare dell’ospedale”. Leonetti è grato a Enel Cuore per il suo contributo: “Senza la vostra onlus tutto questo non sarebbe possibile”. La Fondazione Pio Monte della Misericordia, oltre a mettere a disposizione i locali, si fa carico delle rette dei ragazzi con difficoltà economiche e i costi di gestione della scuola. “Non abbiamo ancora deciso il costo della retta – dice Trapanese – ma sarà comunque una cifra simbolica che permetterà ai partecipanti di sentirsi parte della scuola e a noi di comprare alcuni dei materiali

che ci occorrono”. I corsi si avvalgono di un approfondito studio teorico che, unito alla pratica, stimola l’allievo a concepire se stesso come potenziale creativo in continuo divenire, offrendogli l’opportunità di tracciare il futuro della propria professione. Sono cominciati a settembre e sono rivolti a tutti i ragazzi in età scolare, dalla prima media in poi, che sono divisi per classi in base alle loro attitudini. “Ciascuno potrà scegliere di frequentare un massimo di tre corsi – assicura Trapanese – questo consentirà loro di avere una visione più ampia del mestiere che hanno scelto di apprendere”. Il percorso di studi avrà durata di due anni; alla fine di ognuno gli allievi avranno la possibilità di esibire il proprio lavoro in mostre collettive. “Per il futuro – conclude Trapanese – mi auguro che la stessa Scuola delle arti e dei mestieri possa diventare per questi ragazzi un luogo di lavoro. Ci vorrà del tempo ma ci crediamo”.

Sul web www.aruotaliberaonlus.org

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Eccellenza

Al via la quarta edizione di IlluminAzioni, la gara riservata ai colleghi della Divisione Mercato

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La vetrina delle eccellenze

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arte la quarta edizione di IlluminAzioni, la gara dell’eccellenza della Divisione Mercato che premia le migliori iniziative del 2012 per aver dato un contributo importante al raggiungimento dei risultati dell’anno. In questa edizione, IlluminAzioni si focalizza sulle quattro priorità strategiche della Divisione Mercato e propone, da settembre a dicembre, 28 tra le più importanti iniziative dell’anno. Settembre è il mese dedicato alla “soddisfazione del cliente” e saranno presentati sette progetti significativi dell’impegno della Divisione a eccellere nella qualità del servizio offerta ai clienti; ottobre sarà dedicato alla “fidelizzazione” e ai progetti in corso per rendere e mantenere soddisfatti e felici i clienti che ci hanno scelto; a novembre conosceremo le best practice sul tema della “valorizzazione del contatto con il cliente”, perché ogni contatto con i nostri clienti è un’opportunità per generare valore; si chiude a dicembre con le migliori iniziative che garantiscono l’ottimizzazione della gestione del credito e dei flussi di cassa, tematica tanto strategica quanto complessa nell’attuale contesto macroeconomico. Per Gianfilippo Mancini, direttore delle Divisioni GEM e Mercato, “l’iniziativa è un’occasione importante di diffusione di best practice mirate sulle nostre priorità strategiche, coinvolgendo i colleghi su tutto il territorio nazionale”.

COME FUNZIONA
Come ci spiega Maurizio Di Fonzo, responsabile Personale e Organizzazione delle Divisioni GEM e Mercato “la gara mette in evidenza non solo le best practice dell’anno, ma soprattutto il lavoro continuo e quotidiano di una grande squadra di colleghi distribuiti su tutto il territorio che intende percorrere la strada dell’eccellenza. Diffondere la conoscenza di queste iniziative di qualità e condividere i successi ottenuti è una delle altre nostre priorità”. La gara si svilupperà nell’arco di quattro mesi, da settembre a dicembre, come un racconto continuo delle quattro priorità e delle relative migliori iniziative presentate mese dopo mese da una scheda e un video autoprodotto dal team stesso. In totale sono 28 le iniziative in gara, sette per cia28 Enel Insieme Settembre 2012

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scun mese, che saranno votate dai colleghi della Divisione. Ogni mese vinceranno le due che otterranno il punteggio più alto nelle valutazioni dei colleghi sul sito dedicato alla gara e la premiazione dei vincitori avverrà nella consueta cornice degli auguri di Natale di dicembre alla presenza del Direttore di Divisione.

UNA CHANCE PER TUTTI
Tutti i colleghi della Divisione Mercato hanno la possibilità di diventare i protagonisti dell’edizione 2012. Infatti, non solo ciascun collega sarà coinvolto nella votazione delle iniziative contribuendo a decretare i vincitori, ma sarà anche invitato a partecipare ai quiz mensili sulle iniziative stesse. I primi 50 colleghi che ogni mese risponderanno correttamente a tutte le domande vinceranno l’esclusivo giubbino personalizzato Passion for Quality. Super premio finale per i 20 colleghi più “bravi” che avranno risposto correttamente ai quattro quiz dei quattro mesi di gara: in premio un regalo dal catalogo del programma di loyalty EnelPremia2 corrispondente al valore di 9.000 punti. Non resta quindi che navigare sul sito, scoprire volti e storie di successo e diventare protagonisti dell’eccellenza.

IlluminAzioni

Codensa Hogar fidelizza i clienti con prodotti ad hoc e servizi complementari

Eccellenza

Strategie colombiane
accontare perché Codensa Hogar è nata è il primo passo per capire perché questa realtà sia così interessante dal punto di vista dello scambio delle migliori pratiche all’interno del Gruppo Enel. Dal 2002 Codensa, società colombiana di distribuzione di energia che fa capo alla Divisione Iberia e America Latina, ha messo in atto una strategia di fidelizzazione dei propri clienti basata sull’offerta di prodotti e servizi complementari. Grazie agli ingenti processi di fatturazione e riscossione, all’infrastruttura operativa commerciale e all’efficace canale di comunicazione esterna operativa (le fatture), Codensa ha potenziato un modello commerciale integrativo che combina le conoscenze del cliente, l’esperienza e il sapere dei soci strategici, la forza del proprio marchio e i processi tipici di una società di distribuzione. È stato stimato che grazie a questa strategia nel 2012 Codensa Hogar porterà all’azienda entrate supplementari per circa 16 milioni di euro.

R

te la loro fattura di consumo elettrico. Circa 110mila clienti usufruiscono del servizio.

UN PROCESSO CONDIVISO
Nonostante le ottime performance di questo modello di business, in Codensa Hogar sono stati implementati alcuni processi già consolidati in Spagna e in Italia con l’obiettivo di migliorare i servizi offerti ai clienti. Il primo di questi processi è il modello di televendita, importato dalla Spagna, che – attraverso l’attribuzione della gestione delle vendite a vari fornitori esterni – cerca di massimizzare il rendimento sulla base del pacchetto clienti dell’azienda. Il secondo, tutt’ora in fase di analisi e implementazione, è l’uso del web come canale di commercializzazione per stabilire nuovi canali di vendita. Nel corso delle attività Best Practice Sharing (BPS) di confronto, condivisione e scambio di conoscenze sui canali e strumenti di vendita adottati nei diversi Paesi, sono state messe in comune diverse strategie di successo nell’area Vendite. In particolare sono state studiate da Condesa Hogar le iniziative della Divisione Mercato Italia per la vendita attraverso il canale web, che permette di reclutare clienti online usando i canali di comunicazione più efficienti nel momento opportuno tramite l’uso di una piattaforma integrata con gli applicativi online dell’azienda. Questa piattaforma consente infatti di interagire con i potenziali clienti tramite un sistema di chat o di richiamata per ottenere il maggior numero possibile di adesioni. All’inizio del mese di luglio Codensa ha attivato una chat di servizio per fornire assistenza in linea ai propri clienti attraverso la pagina web. Finora, sono state trattate più di 900 richieste tra consulenze rapide, domande, reclami e reindirizzamenti verso altri canali e si prevede già, a breve termine, di sviluppare la chat come canale di commercializzazione.

quattro LINEE DI BUSINESS
Attualmente Codensa Hogar annovera quattro linee di business di base: credito, assicurazioni, pubblicazioni e una generica che racchiude altri settori. La prima, Crédito Fácil Codensa, è una partnership con un’entità finanziaria che permette ai clienti di ottenere con una semplice tessera, elettrodomestici, servizi di ristrutturazione della propria casa, vestiti e altri prodotti di uso e consumo. La quota mensile viene pagata attraverso la fattura del servizio elettrico e Codensa riceve una commissione sugli importi percepiti. Attualmente sono attive 700mila tessere, con un portafoglio corrispondente di 336 milioni di euro. In virtù della partnership con Mapfre Seguros è stata poi implementata un’offerta di micro-assicurazioni commercializzata con il nome di Protección Codensa. Il numero di polizze attive è attualmente pari a 520mila. Infine, grazie alle partnership commerciali con le aziende più importanti del settore editoriale e della comunicazione d’impresa, ai clienti viene offerta la possibilità di pagare le sottoscrizioni e i piccoli annunci trami-

29 Enel Insieme Settembre 2012

A Mosca l’Italia che piace

Exhibitaly promuove in Russia l’eccellenza del Belpaese. Enel presente con due mostre sull’energia

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al design alla moda, dall’innovazione alle tecnologie a servizio dei cittadini e delle città, il made in Italy sa sempre far girare la testa. Lo possono confermare i moscoviti, visto che dallo scorso 12 settembre nella capitale russa è in scena Exhibitaly - Eccellenza italiane d’oggi, una mostra dedicata alla promozione dei settori di punta dell’economia, della ricerca e dell’innovazione italiana con un’attenzione speciale all’energia. L’iniziativa è finanziata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero dello Sviluppo Economico che vedono nella Federazione Russa un orizzonte di grande interesse. Questo mercato, infatti, da sempre mostra di apprezzare i prodotti italiani di qualità, come confermato dalle cifre da capogiro: 46 miliardi di euro di interscambio e una crescita delle esportazioni dall’Italia verso la Russia superiore al 33% nel 2011. Non è un caso, quindi, che all’iniziativa Exhibitaly partecipino alcune tra le aziende più importanti del nostro panorama economico e industriale – Enel in prima linea – alle quali si sono affiancate istituzioni, enti e associazioni di categoria che rappresentano le punte di diamante della nostra economia, della ricerca e dell’innovazione. Exhibitaly si potrà visitare sino al 6 gennaio 2013 nella fabbrica di cioccolata Krasny Oktyabr (Ottobre rosso), icona architettonica e centro pulsante della vita sociale e intellettuale di Mosca, a due passi dal grande Palazzo del Cremlino e dalla Piazza Rossa.

po, al suo impegno responsabile e alla presenza in Russia. Un’esibizione all’avanguardia anche nelle modalità espositive: i visitatori possono infatti esplorare contenuti informativi e vivere un’esperienza interattiva attraverso le più avanzate tecnologie interattive e sensoriali. Enel inoltre contribuisce a rendere unico l’evento di inaugurazione con l’installazione di arte contemporanea degli artisti Liesbeth Bik e Jos Van der Pol dal titolo Are you really sure that a floor can’t also be a ceiling? (“Sei davvero sicuro che un pavimento non possa essere anche un soffitto?”). L’installazione – una grande casa trasparente abitata da migliaia di farfalle e premiata quale opera vincitrice dell’Enel Contemporanea Award 2010. Entrambe le mostre sono posizionate negli spazi dedicati all’Italia del Krasny Oktyabr.

I GRANDI MARCHI
Ad arricchire la visita c’è anche un percorso espositivo all’aperto dal titolo Grand Tour Of Italy, dove dieci grandi teche trasparenti propongono oggettisimbolo del made in Italy (abiti di alta sartoria, automobili, moto, calzature, attrezzi da ginnastica ipertecnologici, prodotti alimentari, elementi d’arredo) realizzati da alcuni dei nomi più rappresentativi nei settori del lusso, del wellness, del design, dell’alimentazione e del turismo: Valentino, Salvatore Ferragamo, Ermenegildo Zegna, Ferrari, Gruppo Piaggio, Technogym, Kartell, Enit, Aidepi ed Enoteca Italiana. Tra gli altri eventi in programma ci sarà una mostra dedicata al “sistema abitare”, Welcome to Design (dall’11 al 28 ottobre), un’esposizione dedicata all’arredo, al design e all’architettura, che illustrerà la storia, le idee e i concetti-chiave del vivere italiano tra passato e presente. Poi spazio al “sistema persona”, Nation of Fashion (dal 7 al 26 novembre), in cui saranno protagoniste l’arte e l’industria del lusso: tessile, abbigliamento, calzature, accessori, gioielli sfileranno per mostrare al pubblico russo lo stile e l’esclu-

L’ENERGIA IN MOSTRA
Ad aprire la manifestazione è stata proprio Enel, protagonista dell’inaugurazione e della sezione The Energy Show, con due mostre curate dall’azienda e dedicate all’energia elettrica, che saranno visitabili fino al 28 settembre. La prima è Energia@Mondo, dedicata alla storia di Enel, dall’elettrificazione dell’Italia alle evoluzioni sociali introdotte dall’energia fino ai giorni nostri, alla dimensione internazionale e tecnologica raggiunta oggi dal Grup30 Enel Insieme Settembre 2012

Un settembre molto intenso
di Giovanno Masotti Giornalista RAI C’è tanta Enel nell’intenso settembre moscovita, ricco di eventi palpitanti che spaziano dalla cultura all’economia, a dimostrazione della vitalità di questo grande Paese che cresce a vista d’occhio anche grazie alla sempre più strategica partnership, non solo economica e commerciale, con l’Italia: si tratta di una via obbligata –oltre che naturale – per lo sviluppo di entrambi. Un concetto, questo, del quale Enel si è fatta convinta promotrice da molto tempo. Ed è stata proprio Enel, assieme a Intesa San Paolo, a portare per la prima volta nel mitico Bolshoi – maestosamente restaurato da appena un anno – il famoso ed enigmatico Don Giovanni di Mozart (vedi articolo alla pagina successiva ndr). Uno straordinario successo che ha scatenato l’entusiasmo del pubblico in sala: dieci minuti di applausi e un “tutto esaurito” (su cui c’erano pochi dubbi) sottolineato unanimemente dalla stampa russa, tradizionalmente assai competente e severa nel giudicare questa delicata e difficile arte. Enel è dal 2003 socio fondatore permanente della Fondazione Teatro alla Scala e sponsor di originali progetti di promozione della grande musica in Italia e all’estero, tra cui persino un ciclo di concerti nelle centrali elettriche. Non poteva esserci, quindi, un modo migliore per avviare le celebrazioni del suo cinquantenario, parte integrante e palpabile della storia dell’energia – ma anche della cultura – nel mondo: una serie di iniziative particolari, che comprendono tra l’altro, il 6 novembre, la rappresentazione dell’iconico Rigoletto di Giuseppe Verdi alla Scala. Ma la presenza moscovita di Enel non si ferma alla musica. L’azienda elettrica infatti è stata promotrice di due originali eventi che hanno dato il via all’eclettica Exhibitaly (vedi articolo a fianco), una vetrina tutta da gustare delle eccellenze del Belpaese. La prima delle due mostre, energia@mondo – tecnologica e godibile, tutta all’insegna dell’interattività – è un’avvincente storia del colosso italiano sullo sfondo delle trasformazioni della società italiana, che ha spesso visibilmente condizionato contribuendo a rivoluzionarne i costumi attraverso l’elettricità. Per la curiosità del pubblico vengono esposti veri e propri pezzi da museo: dal giradischi Brionvega rosso del ‘65 al tostapane Lesa; dal mangiadischi verde modello Penny del 1980 al modellino Libellula dell’aerogeneratore progettato da Renzo Piano, fino a una vecchia pista per automobiline, che ha mandato in visibilio grandi e piccini. La seconda mostra è un’autentica sorpresa, una riflessione sui rapporti – troppo spesso, purtroppo, perduti, o almeno trascurati – tra uomo e Natura: la suggestiva, multicolore, quasi sacrale, Casa delle farfalle. Geniale installazione di arte e architettura moderniste – vincitrice nel 2010 dell’Enel contemporanea award – che non è altro che una mega-serra trasparente accessibile al pubblico dove volano trecento farfalle esotiche, di tutti i generi, di tutte le tinte. A causa del cambiamento radicale tipico dei loro cicli di vita, il loro aspetto cambia continuamente. Lo spettatore può osservare, e sperimentare, le diverse fasi del breve itinerario della loro metamorfosi: è una natura che si fa spettacolo. È davvero un sogno averle tutte lì, insieme, a portata di occhio e di mano: come in una lente d’ingrandimento, proprio in mezzo alla metropoli, a un passo dai motori, dallo smog e dalle distruzioni dell’uomo. È l’ecologia, suggerisce la mostra, la luce da ripristinare.

Oxygen dedica un numero speciale alla Russia: 112 pagine per capire come cambia il Paese. www.enel.com/oxygen
Oxyg en per promnasce da del pens uovere un’idea di Enel la iero , e del diffusion e dialo go scien tifico

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sività distintivi del sistema produttivo italiano, a partire dai grandi marchi per arrivare sino alle piccole realtà artigianali di eccellenza. L’ultimo evento, Tech Me To The Future (a partire dal 5 dicembre e fino al 6 gennaio 2013), sarà dedicato alle innovazioni tecnologiche, per svelare uno spaccato sulla tradizione industriale italiana. In questo modo si apre il sipario su realtà meno conosciute al grande pubblico che, oltre a “pesare” per molti punti percentuali sul nostro Pil, costituiscono la spina dorsale di interi settori industriali in Italia e all’estero. Ampio spazio sarà dedicato alla tecnologia d’avanguardia e ai servizi, alla cosiddetta green economy e alle smart city, tematiche di grande attualità socio-politica, come dimostrano i principi ispiratori dell’Expo di Shanghai (Better city, better life) e di quello di Milano (Feeding the Planet, energy for life).

ARTE IN CITTÀ
Sulla scorta del successo di pubblico ottenuto dalle iniziative dell’Anno della Cultura Italia-Russia che si è celebrato lo scorso anno, durante i mesi di Exhibitaly giungeranno a Mosca i capolavori di famosi artisti del Rinascimento italiano, ma anche importanti opere dell’arte contemporanea, manufatti, oggetti e installazioni, anche di grandi dimensioni, che verranno posizionati in luoghi chiave della città a rappresentare simbolicamente lo sviluppo della creatività italiana nei secoli. Saranno infine organizzate una serie di iniziative per la promozione di prodotti enogastronomici e del turismo.

Sul web www.exhibitaly2012.it

31 Enel Insieme Settembre 2012

Intercultura

Sceltiper voi
Evento New Media

Un ‘Don Giovanni’ al Bolshoi
È uno dei titoli più famosi di Mozart, e senz’altro il più enigmatico del teatro musicale di ogni tempo. Stiamo parlando del Don Giovanni, che lo scorso 6 settembre è stato rappresentato al Teatro Bolshoi di Mosca alla presenza dell’ad Fulvio Conti e del direttore della Divisione Internazionale Carlo Tamburi, durante una serata speciale organizzata nell’ambito delle celebrazioni dei 50 anni dell’azienda. Uno spettacolo che, ideato dal regista Robert Carsen, scava nelle ambiguità e nei segreti di un’opera che non si lascia mai penetrare fino in fondo e che è caratterizzata da un messaggio ben preciso: senza Don Giovanni tutti i personaggi alla fine restano privi di vita, perché la vita è lui. Sul podio, la profondità e l’esperienza del maestro Daniel Barenboim, che ha diretto una cast di altissimo livello e l’orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Nato a Buenos Aires nel 1942, Barenboim dà il suo primo concerto a soli sette anni e a undici è a Salisburgo per partecipare alle masterclasses di Igor Markevitch. Dopo il debutto come direttore nel 1967 con la Philharmonia Orchestra di Londra, viene invitato da tutte le orchestre sinfoniche d’Europa e d’America fino a diventare uno dei maestri più richiesti e apprezzati del panorama mondiale. Dalla stagione 2007-08 ha avviato una stretta collaborazione con il Teatro alla Scala, culminata quest’anno con la nomina a direttore musicale, dopo che lo stesso ruolo era stato ricoperto da personalità come Claudio Abbado e da Riccardo Muti. La serata moscovita ha rinnovato il sodalizio tra Enel e lo storico teatro milanese. Una collaborazione nata nel 2003 e che si è consolidata negli anni, portando alla realizzazione di diversi progetti speciali al fine di promuovere la cultura musicale al fianco delle più importanti istituzioni musicali internazionali quali lo stesso Teatro Bolshoi di Mosca, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Maggio Musicale Fiorentino e il Teatro Olimpico di Vicenza.

Pinterest? Enel Sharing c’è!
Pinterest è un social network che punta a mettere in contatto tutte le persone del mondo attraverso le cose che ritengono più interessanti. La sua homepage è un’enorme bacheca sulla quale gli utenti possono fermare con una puntina virtuale fotografie, video, appunti e tutto ciò che attrae la nostra attenzione, proprio come si faceva una volta con i pannelli di sughero e gli spilli o con i magneti sul frigorifero. Da qui il nome composto dai termini inglesi pin (puntina) e interest (interesse). I vari contenuti vengono catalogati a seconda degli argomenti e possono essere condivisi con gli altri iscritti al servizio. Si può dare un’occhiata all’interno delle categorie, ma per poter inserire nuove immagini bisogna registrarsi al portale. Si tratta di un’operazione semplicissima che può essere effettuata anche loggandosi da Facebook o da Twitter. Dopo aver attivato l’account è possibile personalizzare il proprio profilo e installare un plug-in nel browser (il tasto “pin it”) che consente di rendere più facile l’aggiunta di nuovi contenuti mentre si naviga nel web. Pinterest serve infatti per caricare elementi originali, come le proprie foto, o per condividere altri contenuti trovati online. Ogni utente ha la possibilità di creare e gestire più bacheche o boards in contemporanea dove potrà raccogliere link legati ai propri interessi. Anche Enel è presente sul “social delle immagini” con il profilo Enel Sharing, che attualmente contiene ben sette board e tantissime immagini. Per conoscere meglio Enel, ma soprattutto chi la vive quotidianamente, potete dare un’occhiata alla bacheca “Gente Enel”, se invece vi interessa seguire gli eventi sportivi ciò che fa per voi si chiama “Enel per lo sport”. Per atmosfere d’altri tempi e oggetti della memoria che vi trasporteranno in un viaggio alla scoperta dell’elettricità non vi resta che cliccare su “50 anni di Enel”. Se il vostro interesse è per eventi particolari allora non potete non visitare “Eventi pieni di energia”. Non mancano inoltre i boards dedicati alle infografiche, al catalogo Enel Premia 2012 e alle campagne pubblicitarie della nostra azienda.

Sul web http://pinterest.com/enelsharing

32 Enel Insieme Settembre 2012

Intercultura

Intreminuti
Il futuro da 50 anni: un’esperienza da vivere ora.

La scienza di domani
Le nanotecnologie suscitano grande interesse scientifico, economico e politico su scala globale. Il loro sviluppo e il futuro ruolo strategico sono al centro della conferenza mondiale The Future of Science organizzata dal professor Umberto Veronesi. Sponsorizzato da Enel, l’evento, giunto alla sua ottava edizione, punta ad analizzare i potenziali benefici per la società e l’ambiente senza tralasciarne gli aspetti problematici, affinché il progresso scientifico e tecnologico venga gestito in maniera responsabile, inclusiva e partecipativa.

Il MiTo che ritorna
Un mese di musica che trasforma la vita di Milano e Torino. È il Festival MiTo che prevede un ricco programma di concerti e spettacoli. Un appuntamento diventato un classico del panorama culturale italiano, che coinvolge teatri, auditorium, chiese, cortili e piazze, trasformando i siti del quotidiano in luoghi di ascolto e conoscenza. Tra i tanti appuntamenti in programma, quello sponsorizzato da Enel con Paolo Conte, previsto al teatro degli Arcimboldi di Milano il 22 settembre a partire dalle ore 21.

Enel 5.0 a Firenze
Dopo Napoli, Bologna e Rimini, il Tour Enel 5.0 raggiunge anche Firenze. Dal 27 al 30 settembre, in Piazza Santa Croce, i cittadini del capoluogo toscano potranno così visitare l’allestimento interattivo, digitale e multimediale, creato in occasione dei 50 anni dell’azienda, che ripropone le tappe più significative della storia del Gruppo, associandole a quelle vissute dalla società e dall’economia italiana. Un appuntamento da non perdere per conoscere il percorso che Enel e l’Italia hanno compiuto insieme a partire dal 1962.
Bologna Piazza XX Settembre 14-17 giugno 2012 tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 ingresso gratuito

Enel Brindisi torna in A
Dopo un anno di purgatorio nel campionato cadetto, l’Enel Brindisi ritorna in serie A. Si ricomincia il 30 settembre, quando i ragazzi guidati dal coach Piero Bucchi affrontano al PalaPentassuglia la Cimberio Varese. Poi, sarà un susseguirsi di partite da vivere canestro dopo canestro fino al 5 maggio 2013, quando la trasferta contro l’Armani Jeans di Milano chiuderà la stagione. Enel sponsorizza la formazione brindisina, confermando la propria attenzione al mondo dello sport e ai valori che rappresenta.

Enel presenta “Enel 5.0”, il viaggio spettacolare dell’elettricità e del suo ruolo nell’evoluzione sociale, culturale ed economica d’Italia e del mondo, un’anteprima del nostro domani.

enelcinquepuntozero.it

The Future of Science / Venezia / dal 16 al 18 settembre 2012 / www.thefutureofscience.org Festival MiTo Settembre Musica / Milano – Torino / dal 5 al 23 settembre 2012 / www. mitosettembremusica.it

Tour Enel 5.0 / Firenze – Piazza Santa Croce / dal 27 al 30 settembre / www.enelcinquepuntozero.it Campionato italiano di basket serie A /dal 30 settembre 2012 al 5 maggio 2013 / www.newbasketbrindisi.it

33 Enel Insieme Settembre 2012

Gente Enel

GenteEnel
Gregorio González Carmona
Marcello Mencaccini

Una lince chiamata Endesa
Quando si dice avere un occhio di lince. È il caso di Gregorio González Carmona, collega di Endesa che lavora presso la Gestione tecnica della Divisione Andalusia Orientale. Gregorio collabora infatti da diversi anni con la Fondazione per la conservazione della biodiversità e del suo habitat a un progetto per la tutela della lince iberica della Sierra Morena, un animale a rischio di estinzione. Anzi, secondo l’associazione SOS Lynx, è il felino più minacciato del mondo, soprattutto a causa della distruzione dell’habitat, dell’avvelenamento e del bracconaggio. In particolare, il lavoro di Gregorio consiste nel classificare gli esemplari non ancora censiti. “Un lavoro certosino – racconta – perché l’unico modo per distinguere le linci l’una dall’altra è quello di studiarne le macchie sul pelo. Infatti, ogni animale presenta una diversa pigmentazione. Insomma, un po’ quello che per gli esseri umani sono le impronte digitali”. Per poter assolvere al suo compito, Gregorio ha costruito delle vere e proprie “trappole fotografiche”, con delle macchine speciali capaci di fotografare le linci nel proprio habitat. Una volta sviluppate le foto, si passa allo studio e alla classificazione dei singoli esemplari. “Grazie al lavoro svolto dalle autorità governative e da diverse associazioni – prosegue Gregorio – la popolazione della lince iberica è passata nel giro di pochi anni da 100 a 300 unità”. Quando gli chiediamo qual è stato il momento più emozionante vissuto durante gli anni di collaborazione con la Fondazione, Gregorio risponde senza esitazione: ”Fu nel 2010, quando rilasciammo le prime linci all’interno della zona di riproduzione. Per noi tutti, fu il segnale che avevamo raggiunto il nostro scopo”. E non manca neppure un certo orgoglio “aziendalista” quando ci racconta quanto avvenuto nel 2008. “Si trattava di dare i nomi alla cucciolata nata in primavera, ed eravamo arrivati alla lettera E. Così non ho saputo resistere, e oggi c’è una giovane lince che si chiama Endesa”.

Ad ali spiegate
“Per poter essere scritto questo libro dovette prima essere… volato!” è la citazione di Richard Bach che Marcello Mencaccini, collega che lavora presso la Thermo Central Maintenance della Divisione GEM, ha scelto per presentare In volo sull’alta valle del Tevere, il volume scritto per raccontare la sua esperienza di volo con il deltaplano. Nato a Città di Castello 54 anni fa, Marcello inizia a volare a 28 anni. Nel 1998 interrompe l’attività per dedicarsi completamente all’altra sua grande passione, la vela. Dieci anni dopo un amico lo convince a “riaprire le ali”, questa volta su un ultraleggero. “C’è voluto del tempo perché arrivassi a raccontare in un libro le mie esperienze e le mie avventure. Un po’ per pudore, un po’ per timidezza, un po’ per la mia naturale avversione a mettermi in mostra” scrive nella prefazione del libro. Ma poi, evidentemente, la voglia di condividere sensazioni tanto intense ha avuto la meglio, ed è così che è nato un lavoro che Marcello dedica “in particolare a coloro che vogliono conoscere cosa sia un deltaplano, come vola, come si pilota e l’emozione che si prova andando in volo”. Un libro il cui pezzo forte sono, per stessa ammissione dell’autore, le oltre cento fotografie dei borghi che fanno parte dell’Alta Valle del Tevere al confine tra Umbria, Marche e Toscana. “ Le foto sono il cuore del libro – racconta Marcello – l’espressione tangibile della mia avventura, e descrivono il nostro territorio come era negli anni Ottanta e come lo vediamo oggi, a distanza di circa trent’anni nella sua trasformazione naturale e urbanistica. Certo, non pretendo di aver scritto né un manuale di volo né una guida turistica, ma solo il racconto di un’avventura emozionante che mi è capitato di vivere”. A proposito, come descriverebbe le emozioni che si provano durante il volo? “In realtà sono indescrivibili. Quello che posso dire è che mi sento un uomo fortunato e ogni volta che guardo il panorama dall’alto, anche se sono luoghi che conosco già, provo emozioni sempre diverse”. Per informazioni: semprevela@libero.it

34 Enel Insieme Settembre 2012

Canale aperto

CanaleAperto
Enel Insieme pubblica, in questa rubrica, le domande e i contributi dei lettori. L’indirizzo a cui spedirle è: Redazione Enel Insieme - Comunicazione Interna Enel Spa — Viale Regina Margherita, 125 — 00198 Roma Oppure via posta elettronica a: enelinsieme@enel.com

Cari colleghi, stare al passo con i tempi anche attraverso una comunicazione semplice, diretta, ma al momento stesso approfondita e utile, non è un compito facile; è quanto stiamo cercando di fare anche attraverso il nostro giornale, uno dei principali strumenti di comunicazione interna. Enel Insieme ha nel corso del tempo subito alcune trasformazioni e già da tre anni è un giornale non solo stampato ma anche online (quindi interattivo) e internazionale che ha l’ambizione di rivolgersi al cittadino Enel mettendo al centro l’informazione sugli scenari globali, i fatti principali del nostro Gruppo e i volti delle persone che lavorano sul territorio (dovunque ci troviamo, dall’Italia alla Russia, dalla Slovacchia al Cile). Enel Insieme vuole essere sempre di più anche un canale di dialogo, che coglie tutte le opportunità per dare voce ai cittadini Enel e cresce anche in termini di confronto, continuando a evolversi. L’interazione tra il giornale e i suoi lettori è resa possibile soprattutto dal web che in pieno spirito 2.0 ci mette tutti sullo stesso livello: coloro che scrivono e coloro che leggono possono dialogare ed esprimere le proprie opinioni in modo rapido e diretto. Abbiamo iniziato a essere online nel 2009 e distanza di tre anni abbiamo al nostro attivo alcuni numeri di partecipazione interessanti. A fronte di 1.079

articoli i commenti ricevuti sono stati 1.565. Dal 1° gennaio 2011, anno in cui abbiamo iniziato il monitoraggio sul sito, le visite registrate sul blog sono state 44.793 a fronte di 170.918 pagine viste, la media mensile è di 3.100 visite e 11mila pagine viste, con un buon tempo medio di permanenza sul sito (5 minuti). I nostri lettori hanno inoltre espresso la loro valutazione 4.680 volte su 1.079 articoli. Ciò dimostra quanto sia importante il contributo dei colleghi e come le vostre idee alimentino dibattiti sempre stimolanti sul lavoro che svolgiamo insieme. Ma come in tutte le arene di discussione i contributi dei singoli hanno l’obiettivo di arricchire e di stimolare le riflessioni, e non si devono quindi trasformare in monologhi o sfoghi personali che esulano dagli argomenti trattati negli articoli. Ecco perché abbiamo deciso di aggiornare alcune regole per la pubblicazione. La prima è sul numero di battute: il linguaggio del web è breve e veloce, non servono grandi discorsi ma poche righe chiare ed efficaci per esprimere un’idea. Ben prima dei tempi del web Blaise Pascal diceva “Questa lettera è più lunga delle altre perché non ho avuto agio di farla più breve”. Un commento in ossequio alla buona regola della sintesi quindi non dovrà superare le 1.000 battute. Inoltre per rispettare il senso del nostro dialogo che riguarda i temi trattati dal giornale cerchiamo di esprimerci esclusivamente sulle tematiche degli articoli.

Quindi, da oggi, in calce alla finestra dove inserire i vostri commenti troverete la seguente scritta: Ti ricordiamo che i commenti inseriti non sono anonimi. Non saranno pubblicati quelli aventi un contenuto a carattere osceno, volgare, diffamatorio, che possa creare danno all’immagine della persona, lesivo della privacy e in ogni caso contrario a norme di legge. Vanno evitati inoltre commenti di natura politica, a meno che non siano strettamente inerenti alle questioni legislative o regolatorie trattate negli articoli. Il moderatore si riserva comunque di non pubblicare contenuti non pertinenti al tema trattato nell’articolo. Ancora una volta ci affidiamo a voi, sapendo di poter contare sulla collaborazione di tutti. Vi invitiamo a seguirci sempre più da vicino, a commentare, a esprimere idee e giudizi costruttivi e in linea con quanto detto sopra, a darci suggerimenti. A me non resta che augurarvi una buona lettura.

Maria Cristina Milano Responsabile Comunicazione Interna

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LA NOSTRA ENERGIA PREMIA LA VOSTRA.
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Enel promuove, in Italia e in Spagna, il Laboratorio d’Impresa. Un’iniziativa aperta ai progetti con il più alto potenziale nelle clean technologies dell’energia, e che premia l’innovazione e la ricerca. Per far crescere, grazie alle strutture e alla competenza che Enel mette a disposizione, una nuova generazione di imprese e di imprenditori, accompagnandoli verso la realizzazione dei progetti. Partecipa dal 1 luglio al 15 ottobre, informati e scarica il regolamento su lab.enel.com

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