LA RESPONSABILITÀ PER PERDITA O DANNEGGIAMENTO DEI BAGAGLI NEL CONTRATTO DI TRASPORTO AEREO

Con l’arrivo della bella stagione molti di Voi si recheranno nei vari luoghi di villeggiatura anche servendosi, a volte, di voli aerei. La scorsa estate è stata contrassegnata, in molti casi, dalla brutta sorpresa per il viaggiatore che si è visto privato del proprio bagaglio al momento dell’arrivo nell’aeroporto di destinazione. Dopo l’iniziale scoramento, il consumatore deve essere messo nelle condizioni di conoscere gli strumenti di tutela e le eventuali inziative giudiziarie da poter azionare. La materia in oggetto è disciplinata principalmente dal Codice Civile nonché dalla normativa comunitaria e in ultimo dal Codice della Navigazione. All’atto dell’imbarco, contestualmente al check-in, il viaggiatore deposita il suo bagaglio alla compagnia aerea, la quale, è tenuta, in caso di smarrimento, al risarcimento del danno se non prova che lo stesso è stato determinato da cause a lui non riconducibili come previsto dall’articolo 1218 c.c. nonché dall’articolo 951 del codice della navigazione. In buona sostanza la compagnia aerea è responsabile del danno derivante dalla perdita di bagagli consegnati, nonché, del loro deterioramento per il solo fatto che tali circostanze si verifichino poi alla consegna. Il passeggero può far valere i propri diritti di risarcimento alla condizione che la compagnia aerea prenda conoscenza della perdita del bagaglio stesso ovvero quando il bagaglio consegnato non sia giunto a destinazione entro 21 giorni dalla scadenza prevista. La responsabilità del vettore in caso di distruzione, perdita o deterioramento è limitato alla somma di circa Euro 1.165,00 circa per passeggero salvo che lo stesso abbia espressamente dichiarato, prima dell’imbarco, un valore molto superiore dei beni custoditi, il tutto dietro pagamento di una tassa supplementare connessa all’assicurazione del bagaglio in questione. Tale tariffa è messa a disposizione dei passeggeri che ne fanno richiesta. In tal caso l’operatore aereo sarà tenuto al risarcimento fino alla concorrenza della somma dichiarata. Il passeggero il cui bagaglio sia andato smarrito, ha altresì diritto al rimborso delle spese sostenute in considerazione dell’avvenuto smarrimento, spese per il vestiario ed effetti personali che devono essere documentati. Nel caso in cui avvengano le sfortunate circostanze, in base alla convenzione di Montreal, il passeggero che subisce danneggiamento al bagaglio deve presentare reclamo alla compagnia aerea direttamente, mentre in caso di ritardo nella riconsegna, il reclamo deve essere inoltrato entro 31 giorni dalla data in cui i bagagli sono stati riconsegnati. Il diritto al risarcimento dei danni soggiace alla prescrizione di due anni dal giorno di arrivo a destinazione dell’aereo, purchè, come detto, sia stato presentato reclamo alla compagnia aerea. Mettetevi quindi tranquillamente in viaggio e, in caso di perdita o ritardo nella consegna dei bagagli, non perdete la calma, il diritto è dalla Vostra parte. Avv. Cristian Coppote

CI METTO LA FIRMA!
La gavetta dei giornalisti famosi
Di Mariano Sabatini
Quali sono le doti di un buon giornalista e gli errori da evitare? Come si realizza l'intervista perfetta? Come si scrive un attacco irresistibile? Quali sono i testi da leggere e rileggere, e i modelli da seguire? Queste sono alcune delle domande rivolte da Mariano Sabatini ai più brillanti giornalisti del nostro Paese, che ricordano i propri esordi e l'inevitabile gavetta, e svelano i segreti del mestiere in risposta a un questionario agile e di sicura presa. Basate sul divertente meccanismo delle "interviste doppie", e in questo caso plurime, le domande si ripetono per tutti più o meno uguali ma ricevono risposte sempre diverse. I maggiori giornalisti italiani rievocano gli anni in cui respiravano la polvere delle redazioni. La fatica di una gavetta spezzaschiena non retribuita - il cosiddetto "abusivato" - senza "corte" nè vacanze, i giri degli ospedali, la caccia ai disastri, la cura dei fatti periferici che spesso nascondono "fattacci". Un libro per i moltissimi aspiranti gionalisti, sui luoghi comuni e i miti del mestiere, raccontati dalle stelle del giornalismo nostrano.

COSA FACEVANO QUANDO NON ERANO NESSUNO

Aliberti editore

IL FUTURISMO E LA MODA
Trattare di Futurismo e Moda è uno squisito escamotage per attraversare il costume della società. I futuristi fecero della moda un fondamentale campo di indagine per rompere i vecchi equilibri e superare le passatiste e soffocanti “tradizioni borghesi”. E primi fra tutti favorirono l’incessante divenire della moda, sollecitandone il suo continuo rinnovamento. Attribuivano al modo di vestire il compito di rispecchiare “la dinamicità, l’energia e la velocità caratteristiche dei tempi moderni”. Il loro obiettivo era realizzare il rapporto arte-vita nel quotidiano. L’abito rientrava nell’ambito della “ricostruzione futurista dell’Universo” e l’interesse per la moda nacque con il Movimento. Coinvolse Marinetti, Balla, Depero, Crali, Thayaht, Diulgheroff, Rizzo, Nizzoli, Corona, De Sanctis, Delle Site. Ma anche, e a vario titolo, Dal Monte, Volt, Mazza, Carli, Boccioni, Corra e Severini, per una produzione di proposte e riflessioni che oggi, dal casual all’haute couture, ritroviamo nel nostro guardaroba e nel nostro modo di vestire quotidiano. Luca Federico Garavaglia

ECCO LOTUS ELISE ED EXIGE 2010: STESSE PRESTAZIONI, MENO EMISSIONI
Nell’epoca dell’auto politically correct, tutti si devono adeguare all’imperativo ormai categorico di dare una verniciata verde ai propri prodotti. Anche chi per tradizione fabbrica da decenni splendide sportive senza compromessi, concentrati di guida pura, da godere al meglio tra i cordoli di un bell’autodromo. Anche Lotus. È così che nascono la Elise e la Exige 2010: tutto immutato, nella forma e nella sostanza. Una sola, fondamentale modifica, sbandierata con inconsueto orgoglio dal piccolo costruttore britannico: il deciso taglio dei consumi e delle emissioni delle due biposto di Hethel. Grazie ad una serie di leggeri affinamenti all’erogazione dei motori, al comportamento degli organi di trasmissione e alla profilatura aerodinamica dei suoi modelli, Lotus è riuscita a tagliare del 9% le emissioni di CO2, la famigerata anidride carbonica. Secondo la casa britannica, è stata la Elise S, che costituisce il gradino d’ingresso nel mondo Lotus, a beneficiare dei miglioramenti più significativi per quanto riguarda le percorrenze sul ciclo combinato: il suo consumo dichiarato scende da 8,3 a 7,6 l/100 km e le emissioni di CO2 passano da 196 a 179 g/km. Come a dire: signori, non è più tempo di gozzovigliare senza guardare cosa ci succede intorno. Iniziamo a darci una regolata. Tutti. Fabio Sciarra

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