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Intervento di

Corrado Passera
Ministro dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti

Confagricoltura Convegno Lavoro, occupazione, produttivit

Roma, 7 novembre 2012

Confagricoltura
Roma 7 novembre 2012 Spunti per lintervento del Ministro

Sono particolarmente lieto di intervenire a questo Convegno per le tematiche cos cruciali affrontate in questa sede. Nella storia recente del nostro Paese, il settore agricolo ha svolto un ruolo importante e ancora oggi continua ad assicurare allItalia un prezioso contributo di dinamismo, intraprendenza e voglia di fare. Il vostro un settore vivace che non si arreso di fronte alla crisi, ma ha risposto dimostrando che lagricoltura una leva di sviluppo, una delle forze economiche pi vitali del Paese, grazie a unimprenditorialit sempre pi forte, sempre pi consapevole, sempre pi internazionalizzata e soprattutto in grado di creare occupazione, priorit numero uno dellazione di questo Governo. I numeri del rapporto presentato oggi confermano ancora una volta che meritate lattenzione, il rispetto, la gratitudine delle istituzioni e dellItalia intera per il grande lavoro che avete fatto e continuate a fare, animati dagli stessi principi e dalla stessa passione di chi vuole unItalia pi forte, pi moderna e pi equa. Oggi, rispetto a qualche anno fa, ci ancor pi chiaro che il vostro veramente un settore chiave e le vostre imprese sono vere imprese che non hanno pi bisogno di alcuna forma di riguardo perch sono cresciute tanto e tanto stanno dando al Paese. Loccupazione, in modo sorprendente in controtendenza rispetto a tutti gli altri settori dove si registrano battute darresto ( -0,2%): per lagricoltura, i dati del II semestre 2012, riportano un +10% rispetto al medesimo periodo del 2011. Interessante non solo il dato in s, ma lo spaccato della forza lavoro del settore che negli anni si evoluta affiancando a quelle tradizionali nuove competenze:gli imprenditori agricoli si dedicano sempre pi alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti, alla tutela e cura del territorio, alla ricezione turistica, nonch alla produzione di biocarburanti ed energia. Il modello agricolo italiano vincente nel mondo perch produce un valore aggiunto per ettaro di terreno, ovvero la ricchezza netta prodotta per unit di superficie, che praticamente il doppio di quella di Germania, Francia e Spagna e il triplo di quella inglese. Linsieme dellagri-business (agricoltura, agro-alimentare, agri-turismo) rappresenta non meno del 10% del Pil nazionale e pi dell8% dellexport. Il comparto ha retto meglio la crisi rispetto agli altri settori economici: mentre il manifatturiero deve ancora recuperare un 15% di valore aggiunto rispetto al picco pre-crisi, lagricoltura e lindustria alimentare sono fra i pochi settori ad avere quasi sostanzialmente recuperato le posizioni perse in questi ultimi anni. Nel corso del 2011, le esportazioni dellagro-industria hanno superato i 30 mld di euro: 5,8 miliardi derivanti dallagricoltura in senso stretto, 24,4 miliardi dallindustria alimentare. Limportanza dellagricoltura travalica di gran lunga il suo peso economico. Il marchio Italia indissolubilmente legato a questo settore , cos questo comparto fa spesso da traino a una quota ben pi amplia del PIL perch spinge limmagine dellItalia nel mondo con effetti importanti ad esempio sul nostro turismo e sul nostro manifatturiero.

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Roma 7 novembre 2012 Spunti per lintervento del Ministro

Lagricoltura inoltre depositaria di un patrimonio di valori, di saperi, di storia che ne fa una insostituibile infrastruttura di coesione sociale, di animazione responsabile di territori e comunit, di equilibrato rapporto fra uomo e risorse naturali. Lagricoltura e lindustria alimentare sono poi settori sempre pi strategici, al cuore delle sfide attuali della modernit: o sfide strategiche che toccano la sovranit e la sicurezza alimentare: pensiamo al problema della crescita demografica e del processo di emancipazione dalla fame in atto in molte economie in via di rapida emersione da una condizione di sotto sviluppo e alla necessit di garantire un sufficiente grado di sovranit alimentare cd. food security e di sicurezza dei prodotti cd. food safety; sfide sulla sostenibilit ambientale: pensiamo al settore agro-energetico delle bio-masse e dei bio-combustibili, a quello della bio-edilizia e dei bio materiali, alla loro importanza sia per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, per il risparmio energetico, per i possibili ritorni occupazionali.

Il settore ha saputo cogliere rapidamente le nuove tendenze di consumo a livello mondiale, sfruttando anche il posizionamento su segmenti qualitativi elevati. o Molte PMI italiane offrono prodotti tipici e di elevata qualit, spesso a denominazione di origine, che permette loro di conquistare nicchie di mercato, al riparo della concorrenza dei grandi gruppi industriali, nelle fasce alte del mercato, sia interno che estero: lagricoltura italiana vanta la leadership nei prodotti tipici, con 228 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dalla UE, di cui 143 Dop e 85 Igp. Nessun paese europeo vanta un numero di prodotti certificati cos elevato; Le produzioni italiane hanno poi il primato della sanit e della sicurezza alimentare, con un record del 99% di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge; LItalia leader europeo nellagricoltura biologica con oltre 1 milione di ettari e circa 50 mila aziende di produzione (un quarto di quelle europee), risultando quinto al mondo.

Le sfide: internazionalizzazione, innovazione e crescita dimensionale La propensione a esportare e a internazionalizzare la produzione agricola ancora troppo bassa. Le esportazioni dellagro-industria rappresentano l8,4% delle esportazioni totali del nostro Paese, l Italia si colloca al decimo posto nella classifica degli esportatori mondiali, dove dominano non solo i Paesi caratterizzati da grandi superfici agricole (Stati Uniti, Brasile, Canada, Cina), ma anche i Paesi europei con unelevata specializzazione come i Paesi Bassi (secondi dopo gli Usa), la Francia, la Germania, la Spagna e il Belgio. In valore assoluto, le esportazioni agricole italiane sono di poco inferiori a quelle spagnole, ma addirittura del 40% pi basse di quelle francesi.

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Commercio estero agroalimentare (mln euro correnti) dati Istat


50.000 40.463 40.000 29.824 30.000 20.000 20.591 10.000 0 -10.000 -20.000 2005 2006 SALDO 2007 2008 EXPORT 2009 2010 IMPORT 2011 -7.714 24.158 26.261 24.645 27.792 30.160 32.106 33.904 35.217 36.443 32.359

22.217

-9.233

-9.889

-9.746

-8.955

-8.650

-10.303

Nellanno in corso, in presenza di un rallentamento della crescita e del commercio mondiale, i primi mesi evidenziano un minore dinamismo delle esportazioni agroalimentari, anche se lattuale debolezza delleuro potrebbe favorire le esportazioni italiane verso i paesi terzi. In questo senso, pesa negativamente il fatto che meno di un terzo delle nostre esportazioni ha una destinazione extra-Ue, con un ruolo di punta dei mercati tradizionali, come Stati Uniti e Svizzera. Ancora scarsa invece la presenza italiana nei paesi emergenti, sebbene lexport sia cresciuto soprattutto in Cina e Russia.

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Esportazioni del settore agroalimentare italiano (mln euro correnti) dati Istat
35.000 30.000 25.000 20.000 15.000
16.463 17.812 19.166 20.907 22.179 20.031 24.390

10.000 5.000
4.128 4.405 4.992 5.354 4.614 5.614 5.770

0 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011

Settore primario

Industria alimentare

Le nostre produzioni agricole e agroalimentari, proprio in virt del loro peculiare contenuto qualitativo, hanno tutte le caratteristiche per essere sempre pi apprezzate anche allestero. Nel 2012 il Made in Italy agroalimentare continua a tirare: nei primi sette mesi dellanno lexport di prodotti agroalimentari italiani stato pari a quasi 18 miliardi di euro, in aumento del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2011, un incremento superiore a quello dellexport di beni nel suo complesso (+4,2%). Linternazionalizzazione dellagro-industria italiana una delle priorit della nuova ICE che sar impegnata in uno sforzo particolare su programmi specifici per la promozione del settore. A questo riguardo troveremo un modo per costruire un raccordo del vostro mondo la Cabina di regia per valorizzare il vostro contributo che prezioso per sviluppare i programmi ed individuare le aree di maggiore business. Per accrescere la proiezione internazionale della nostra agricoltura per necessario intervenire soprattutto sul nodo della distribuzione, una dimensione finora poco sviluppata. Fino ad oggi troppe spesso sono state catene di distribuzione straniere che hanno esportato nel mondo prodotti tipicamente italiani, o comunque direttamente riconducibili allo stile di vita italiano: le catene di Pizza Hut, il gelato venduto dalla Haagen Dazs o il cappuccino delle caffetterie Starbucks. Senza adeguati canali distributivi gli spazi per linternazionalizzazione dellagro -alimentare italiano rimangono angusti. Alcuni esempi positivi ci sono gi (Autogrill) o si stanno consolidando (Eataly, Grom), ma molto pu e deve essere ancora fatto: necessario sviluppare una sinergia sempre pi forte fra produttori e distributori. In questo contesto proprio recentemente con il Decreto crescita 2.0 abbiamo previsto che la Simest possa intervenire entrando nel capitale di societ che si occupano della promozione e commercializzazione del prodotto italiano nei mercati internazionali, sul modelli di grande successo delle trading company giapponesi. La qualit delle nostre produzioni le rende molto imitat e a livello mondiale e questo pone certamente un tema di tutela dalla contraffazione. Non tollerabile

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che le denominazioni delle nostre specialit agro-alimentari continuino a essere imitate e associate a produzioni di bassa qualit, ingannando i consumatori, creando rischi per la salute e compromettendo limmagine della produzione ital iana. o Per contrastare lagro-pirateria, che genera un fatturato stimabile in oltre 50 miliardi di euro nel mondo, necessario porre in essere una strategia articolata, basata sullinasprimento delle sanzioni, sul monitoraggio in Italia e allestero, sullinformazione. In questa ottica, nel primo Decreto Sviluppo abbiamo introdotto misure efficaci per la tutela dei nostri prodotti, affidando alle Camere di Commercio il potere sanzionatorio in caso di violazione di quelle disposizioni che impongono letichettatura obbligatoria circa la provenienza del prodotto. Lobiettivo , da un lato, quello di evitare qualsiasi fraintendimento da parte del consumatore e dallaltro quello di tutelare le nostre aziende. Per una maggiore tutela del settore agroalimentare, ai primi di marzo abbiamo emanato una dettagliata direttiva alla Simest, volta a contrastare ed evitare la pratica dellItalian sounding. La direttiva prevede la revoca delle partecipazioni qualora le imprese che usufruiscono del supporto pubblico, pongano in essere pratiche commerciali in grado di indurre in errore i consumatori sullorigine o sulla provenienza dei prodotti commercializzati .

Il tema dellinnovazione tecnologica deve essere centrale anche per le imprese agricole. Dobbiamo produrre prodotti nuovi di alta qualit, con tecnologie sempre pi sostenibili. Ad esempio, la tecnologia idroponica, che si avvale del supporto dei sistemi automatici di controllo del clima e della traspirazione delle colture nella serra, uno degli strumenti che meglio si adattano al raggiungimento di questi obiettivi. Si tratta di una tecnologia dalle grandi potenzialit - a oggi in Olanda oltre il 90% degli ortaggi da serra prodotto in idroponica e che possiamo diffondere anche nel nostro Paese. Che fare per riuscire a mettere a frutto tutto il potenziale di crescita dellagro alimentare? Anzitutto, bisogna che il mondo dellagricoltura esca un po dallo schema di essere un settore a parte con proprie regole e regimi. Le imprese agricole sono prima di tutto imprese, profondamente immerse nelle logiche del mercato come tutte le altre imprese. Anche le imprese agricole ed agroalimentari nel nostro paese soffrono in termini dimensionali e hanno la necessit di strutturarsi maggiormente attraverso meccanismi e percorsi su tutti quello dellinnovazione e dellinternazionalizzazione - che sono del tutto assimilabili a quelli delle imprese di altri settori. necessario un impegno di lungo periodo che consolidi e rafforzi ulteriormente il profilo competitivo di questo settore. In particolare, necessario intervenire per razionalizzare la filiera, rendendola pi corta, efficiente e competitiva. Per raggiungere questo obiettivo, occorre favorire laggregazione aziendale, con lobiettivo di accrescere le dimensioni delle imprese, sviluppare sinergie, ridurre i costi di produzione.

Alcuni sforzi orientati alla crescita dimensionale sono gi stati fatti, la superficie media delle aziende agricole cresciuta molto nellultimo decennio (da 5,5 a 7,9

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ettari) e a fronte di una riduzione del numero complessivo delle aziende aumentata la loro dimensione media, dinamica indispensabile per consolidare la competitivit dellimprenditoria agricola e poter affrontare le sfide di un mondo sempre pi concorrenziale e globalizzato. La strada da fare per ancora lunga, il confronto con gli altri Paesi europei ci vede ancora molto lontani. Basta ricordare il fatto che la dimensione media delle aziende agricole in Francia di 49 ettari e in Germania di 44. Per rendere pi agevole il processo di consolidamento si possono utilizzare anche strumenti soft di aggregazione come le reti dimpresa o i consorzi che consentono di raggiungere una adeguata massa critica e un maggiore potere contrattuale nei confronti degli operatori della grande distribuzione, senza perdere le peculiarit del nostro modello produttivo e la sua flessibilit. Lestensione del contratto di rete in agricoltura rafforza i meccanismi di aggregazione attorno ai progetti di sviluppo delle imprese agricole che possono riguardare linternazionalizzazione, linnovazione, lorganizzazione della logistica e della distribuzione delle merci, la ricerca di nuovi prodotti da collocare in nuovi mercati. Un importante ruolo stato affidato alle associazioni di categoria che diventano i soggetti che accompagnano le imprese nei processi di aggregazione. La figura dellimprenditore agricolo cambiata radicalmente rispetto a poche decine di anni fa: aumentata notevolmente lincidenza dei giovani imprenditori agricoli e il loro livello di istruzione. Il Governo sostiene questa tendenza attraverso lintroduzione di misure e strumenti tesi a favorire linsediamento dei giovani e lo sviluppo delle start up anche in agricoltura, attraverso prestiti agevolati per lacquisto dei terreni, finanziamenti per la realizzazione di progetti di investimento innovativi e le garanzie per laccesso al credito bancario e per labbattimento dei relativi costi. Anche il valore aggiunto per addetto cresciuto nel corso del 2011 cresciuto dell1,5%, anche se in valore assoluto ancora ci penalizza rispetto ai nostri competitor europei come Francia, Spagna e Germania. Il settore agricolo sconta un effettivo ritardo in termini di produttivit e la necessit di mettere tutti i settori, compreso quello agricolo, nella condizione di migliorare la propria perfomance una delle priorit del Governo. Proprio per facilitare questo processo, nella legge di stabilit sono stati stanziate risorse per la proroga delle misure di detassazione del salario di produttivit. Lauspicio maggiore che questa misura porti buoni risultati cos da poter aprire ulteriori tavoli di confronto in cui coinvolgere anche il vostro settore che in modo strutturale impiega manodopera che, parimenti a quella di altri comparti, deve essere adeguatamente incentivata per migliorare il tasso di produttivit ed efficienza. Lagricoltura italiana dovr sempre pi saper diventare uneccellenza industriale allinterno del nostro sistema produttivo sfruttando ci che la distingue positivamente, cio la forte territorialit, le grandi potenzialit rappresentate dai prodotti DOP e IGP, la qualit di coltivazioni e allevamenti spesso di nicchia, ma talmente importanti che possono rappresentare un volano di sviluppo. Per raggiungere questo obiettivo lagricoltura deve assumere un ruolo sempre pi centrale nellambito della definizione delle politiche industriali: occorre in particolare rafforzare la filiera integrata dellagri-business.

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Lattivit agricola, in passato negletta, in questo modo pu ritornare a essere luogo di opportunit per fare impresa, per trovare occasioni di impiego fra i giovani e per la crescita di nuove professionalit. I dati del vostro rapporto lo dimostrano: per molti aspetti il contesto di mercato in questo momento favorevole. Limpegno per andare in questa direzione da parte nostra totale. Il DDL Stabilit abroga la norma che concede alle imprese agricole la facolt di optare tra tassazione in base al reddito catastale o al bilancio: questa misura penalizza chi ha gi investito e modernizzato e si strutturato utilizzando un modello societario. Auspico che in sede di conversione questa misura sia corretta. Siamo tuttavia consapevoli che esiste la necessit di un fisco pro crescita e pro occupazione in un settore che rischia di essere chiuso in un ghetto da una tassazione anomala determinata su base catastale e non di reddito. Da ultimo il tema delle semplificazioni. Il Governo ha espresso una forte attenzione a questa esigenza dellimpresa intervenendo pi volte e pesantemente. C ancora molto da lavorare ed il metodo di lavoro inaugurato che si fonda sulla cooperazione, pu continuare a produrre utili risultati. Proprio ieri in una riunione organizzata dal Garante delle micro, piccole e medie imprese il vostro Presidente ci ha segnalato lesempio dei Centri di Assistenza in agricoltura come significativa buona prassi di sussidiariet da replicare nella costituzione delle Agenzie per le imprese quali interfaccia con la Pubblica amministrazione per gli adempimenti amministrativi.

Agricoltura e turismo Unagricoltura vitale, competitiva, innovativa pu essere un importante stimolo di crescita economica sostenibile, capace di creare benessere e coesione sociale. La via italiana allo sviluppo basata su una crescita economica e occupazionale in grado di arricchire lintera comunit nazionale, coniugando lo sviluppo con la sostenibilit, letica del lavoro e la coesione sociale . Unidea di sviluppo integrato del Paese che vede il settore agro-alimentare sempre pi complementare a quello del turismo. Dalla nostra storia, dalla nostra identit culturale, deriva un vero e proprio modo di essere che alimenta la nostra capacit nel saper fare, la nostra sensibilit per il bello, lo stile, la qualit, che diventano in tal modo elementi costitutivi della nostra competitivit e attrattivit internazionale. Per questo motivo, sempre di pi agricoltura, turismo e tutela del paesaggio costituiscono un elemento unico su cui lItalia pu giocare un ruolo di rilevanza mondiale. LItalia vanta un paesaggio unico che meta di un crescente flusso turistico nei 871 parchi e aree protette presenti in Italia che coprono ben il 10% del territorio nazionale. Una tendenza confermata dalla crescita dellagriturismo, che pu contare su 20 mila aziende agricole, e dai 5 milioni di appassionati, che fanno del nostro Paese il leader europeo per il turismo enogastronomico. LItalia conosciuta nel mondo per arte, cultura, creativit, qualit manifatturiera, turismo, produzioni agricole: la filiera unica del Made in Italy, che pu essere definita un bene culturale vivente. Il patrimonio di know how, di creativit, di

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qualit nel fare che principalmente deriva da questa risorsa indissolubilmente legato alla storia di questo Paese. Dobbiamo soddisfare meglio la domanda di Made in Italy nel mondo, che sar sempre pi diffusa e sempre pi selettiva e premia nte per unofferta di qualit. Lagricoltura uno dei settori nei quali le produzioni italiane rappresentano un riferimento di eccellenza nel mondo: la filiera agro-alimentare uno degli elementi maggiormente caratterizzanti il Made in Italy e pi in generale limmagine dellItalian way of life allestero. Queste eccellenze vanno quindi valorizzate al massimo, non solo attraverso il flusso diretto di esportazioni, ma anche per il volano che possono generare in termini di attrattivit internazionale del nostro Paese. Linterazione tra filiera agroalimentare e turismo deve essere sempre pi intensa, la capacit dellItalia di attrarre flussi turistici crescenti da parte delle economie emerging pu e deve basarsi sempre di pi non solo sul nostro patrimonio ambientale e storico-artistico, ma anche sulleccellenza del nostro settore alimentare, che rappresenta una componente non secondaria dellappetibilit di una permanenza in Italia per un visitatore straniero. Nellambito di queste interazioni, importante tener conto dellopportunit rappresentata dallExpo 2015 di Milano, il cui tema sar appunto il rapporto fra fecondit della terra, alimentazione, energia umana e sviluppo sostenibile a livello globale. LEsposizione Universale sar quindi unoccasione imperdibile per lItalia e in particolare per il settore agricolo e dellagri-business che finalmente potr beneficiare di una vetrina internazionale unica per promuovere i suoi prodotti, le sue tante competenze, le sue specializzazioni, la sua creativit, i suoi saperi e le sue tradizioni facendone una straordinario volano di competitivit, di coesione, di cultura, di dialogo fra i popoli.