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PET THERAPY E AUTOSTIMA A SCUOLA
di Giovanni Bucci, Franca Cicognani

Parole come autostima, ottimismo, pensare positivo, autoefficacia sono diventate, al momento, anche in Italia, parole d’ordine che rappresentano la chiave per accedere alla felicità, al benessere e al successo. Non è quindi da meravigliarsi se, anche in ambiente scolastico, nonostante alcuni concetti fossero noti da tempo, viene oggi riservata sempre maggiore attenzione a questi aspetti della personalità e alla loro ricaduta sulla vita scolastica degli alunni. Si riconosce che l’autostima può influire in maniera determinante sul successo scolastico del bambino e dell’adolescente e con sempre maggiore frequenza si assiste alla realizzazione di interventi volti a migliorare l’autostima di singoli alunni, individuati come elementi bisognosi di sostegno e/o di intere classi o della scuola, per produrre un positivo senso di appartenenza a un gruppo privilegiato. Con questo lavoro desideriamo esporre il nostro punto di vista sui legami fra pet therapy e autostima scolastica, maturato attraverso un lavoro decennale di progettazione e realizzazione di corsi di zooantropologia applicata alla didattica, nelle classi del primo e secondo ciclo della provincia di Trento, e attività assistite da animali laddove si rendono indispensabili specifici interventi di ordine assistenziale. Da queste esperienze abbiamo tratto la convinzione che l’autostima è uno degli obiettivi educativi scolastici che maggiormente può essere influenzato dalla presenza di un animale a scuola.

Noi riteniamo che un utilizzo consapevole, attento e finalizzato della relazione bambino-animale e della referenza animale debba essere considerato un “mezzo privilegiato” per agire sull’autostima in ambito scolastico. Anche se qualunque progetto educativo, che preveda la presenza di un animale a scuola, può a volte produrre degli effetti sull’autostima degli studenti sfruttando l’aspetto emozionale della relazione bambino-animale ai fini dell’apprendimento, deve essere chiaro, e non essere sottovalutato, che interventi condotti con superficialità o improvvisazione, senza tenere conto degli aspetti fondanti della zooantropologia e della didattica, pur potendo, in maniera del tutto casuale, produrre comunque effetti positivi sugli alunni più equilibrati e motivati, possono esporre i soggetti più deboli al rischio di un danno psicologico o fisico, arrivando non solo a vanificare l’intervento ma anche a danneggiare il progetto educativo globale della scuola. Dopo avere esaminato il termine autostima nei suoi aspetti principali e nel contesto scolastico, esporremo le nostre osservazioni sul legame tra pet therapy e autostima scolastica illustrando nel contempo il nostro modo di progettare gli interventi nella scuola.

IL CONCETTO DI AUTOSTIMA Lo studio psicologico del concetto di Sé e dell’autostima ha una lunga storia di elaborazioni teoriche. Tra le prime definizioni di autostima ritroviamo quella elaborata da W. James: Autostima = Successo/Aspettative. L’autostima di una persona sarebbe quindi il risultato del confronto fra successi concretamente ottenuti e corrispon-

“……………… …………………… ……………………………

riferito a vari contesti.176 Nuove prospettive nelle attività e terapie assistite dagli animali Tabella 1 Definizioni di autostima Rapporto fra successo e aspettative di una persona Rapporto fra i risultati reali e le aspettative ideali di una persona o anche fra i successi ottenuti e le corrispondenti aspettative Insieme di convincimenti circa i propri valori. pensare di valere. che si basa sulla valutazione espressa dall’individuo delle esperienze e dei comportamenti passati. multidimensionale. influenza i suoi comportamenti attuali e predice quelli futuri denti aspettative. fiducia nella propria capacità di eseguire un determinato lavoro Esperienza emozionale suscitata dalla realizzazione di azioni. L’autostima può anche essere definita come “la capacità di confrontarsi con gli stress ambientali senza perdere l’integrità personale e di assumersi la responsabilità delle proprie azioni”. Un adeguato livello di autostima implica una personalità forte e ben strutturata. vitalità e serenità. dalla vita familiare. piacersi. sono state formulate moltissime definizioni del concetto di Sé e di autostima (vedi tabella 1). mentre giudizi positivi frequenti e generalizzati su di Sé portano a sentimenti di entusiasmo. la soddisfazione di Sé e la fiducia nella propria capacità di eseguire un determinato lavoro e può originare dal possesso di capacità personali innate o acquisite oppure dal possesso di caratteristiche più o meno apprezzabili e/o apprezzate da altri (vedi tabella 2). colpa. Tale definizione trascurava però di prendere in considerazione l’effetto dei fattori ambientali che contribuiscono a migliorare o a peggiorare le prestazioni di ogni individuo. mentre nel caso contrario ci troviamo di fronte alla più completa disistima. L’autostima non va però intesa come un giudizio generale che riguarda il Sé globalmente. . Un atleta può essere orgoglioso dei suoi risultati sportivi ma insoddisfatto delle sue capacità sociali. sociale. considerando che approfondire questo argomento non rientrava comunque nei nostri scopi. lavorativo…) Schema comportamentale e cognitivo appreso. la competenza e le capacità confrontate con quelle di altri Abilità dell’individuo di affrancarsi dalle avversità Autoefficacia: far fronte alle avversità indipendentemente o ottenendo l’assistenza di persone compatibili. non apprezzandosi nel contempo come genitore o come marito. dalla vita sociale e di comunità e dalle attività del tempo libero. cioè il fatto di apprezzarsi. Quando il livello di autostima è esageratamente alto il soggetto ha un’immagine di Sé grandiosa e onnipotente. resilienza Capacità di confrontarsi con gli stress ambientali senza perdere l’integrità personale e assumersi le proprie responsabilità Istintiva consapevolezza del proprio valore. Se identifichiamo l’autostima con il giudizio di stima di Sé. ansia). Gli individui misurano il loro valore personale dal lavoro. In termini generali si può dire che è estremamente difficile godere di una buona salute psicologica se si è privi di una buona autostima e il benessere. In questo contesto abbiamo cercato di utilizzare ed evidenziare le definizioni che a noi sono sembrate più adatte a questo lavoro (indirizzato prevalentemente a veterinari e quindi a non addetti ai lavori). un professionista molto impegnato può avere un’alta stima di Sé per quanto riguarda il lavoro. è associato spesso con la disponibilità a raffigurarsi realistiche prospettive positive. da essa derivato. frequenti e generalizzati su di Sé portano a sentimenti di tipo negativo (sconforto. da eventi. ma è piuttosto un giudizio relativo a uno specifico ambito di vita. da comportamenti sostenuti e dettati dal sistema di valori che l’individuo si è dato e che la sua appartenenza culturale e la sua esperienza hanno contribuito a definire Corretta autopercezione o pieno riconoscimento dei propri valori o difetti Giudizio relativo a uno specifico ambito di vita (scolastico. la conseguenza probabilmente più importante della buona o della cattiva autostima riguarda l’umore: giudizi negativi severi. Nel lungo dibattito fra comportamentisti e psicologi cognitivi. nel tentativo di descrivere l’essenza profonda dell’individuo. vergogna. una sicurezza di base e un’autonomia psicologica. La stima di sé comprende quindi: l’intima consapevolezza del proprio valore. soddisfazione di sé.

in quanto persone ritenute importanti o in generale per giudizi basati su stereotipi culturali e/o sociali. del tutto ingiustificati seguendo parametri basati sulla media degli individui Giudizio altrui Il senso di valore personale di ognuno di noi tende a riflettere le valutazioni ricevute da altri. lo status sociale. e che accettano le valutazioni negative. Un modo per mantenere alta l’autostima che deriva dalla competenza consiste nel coltivare le proprie capacità negli ambiti di vita a cui si dà personalmente importanza Giudizio altrui La persona si sente approvata per i risultati raggiunti. il sistema nervoso centrale viene modellato dall’ambiente. sulla propria statura o prestanza fisica. I bambini agiscono entro il proprio ambiente familiare. scolastico e sociale andando incontro a una progressiva modificazione del comportamento.Pet therapy e autostima a scuola 177 Tabella 2 Fonti di autostima Possesso capacità personali innate o acquisite (competenze personali) Giudizio personale La persona si sente orgogliosa quando raggiunge risultati che considera pregevoli. dalla nascita al diciottesimo anno circa. Spesso le persone vengono classificate in gruppi apprezzati o disprezzati sulla base della loro etnia. le persone che possiedono attributi denigrati dalla società. Se una persona fa propri degli standard troppo elevati. del modo in cui le persone che li circondano reagiscono alla loro presenza e al loro modo di agire. Un individuo è soddisfatto di Sé quando fa bene ciò che per lui è importante saper fare e. viceversa. con modelli corporei proposti dalla pubblicità può condurre a giudizi negativi sul proprio aspetto. Nelle situazioni in cui viene dato rilievo allo stereotipo. Spesso gli individui sono oggetto di critiche e disapprovazione perché non riescono a essere all’altezza degli ideali o degli standard di aspirazione imposti da altri. dell’orientamento sessuale o delle loro caratteristiche fisiche e vengono trattate di conseguenza con l’atteggiamento dettato dallo stereotipo sociale e non da quello che meriterebbe la loro individualità. poiché non riuscirà mai a essere abbastanza competente Possesso di caratteristiche più o meno apprezzabili e/o apprezzate da altri Giudizio personale L’autostima deriva dal giudizio che la persona esprime su caratteristiche personali che ritiene importanti quali: l’aspetto fisico. Si presume che l’autostima si sviluppi in un modo strutturato secondo i principi dell’apprendimento. AUTOSTIMA NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI Durante gli anni evolutivi. L’ambiente sociale e culturale in cui il soggetto si forma e vive è estremamente importante nella determinazione dei parametri attraverso cui l’individuo giudica se stesso. condanna se stessa a una bassa autostima. in quanto naturalmente il cervello tende a formarsi in conformità con gli stimoli che gli giungono dall’ambiente do- ve cresce. della razza. ecc. cioè massimamente adattato a quell’ambiente. è scontento di Sé quando non riesce a essere all’altezza del suo standard di merito. Il confronto continuo. L’evoluzione del comportamento avviene sulla base dei successi e fallimenti. avranno una bassa stima di sé indipendentemente dal loro talento L’analisi dei giudizi sul valore personale di un individuo relativi ad ambiti di vita specifici permette di evidenziare e differenziare le aree di autostima e quelle di vulnerabilità e denigrazione di Sé. per esempio. Una volta adulto. e in base al modo con cui queste persone condizionano i loro . il cervello umano risulterà essere il più conforme possibile all’ambiente dove è cresciuto. proposti o imposti da altri.

PET RELATIONSHIP E AUTOSTIMA L’autostima. “se stesso”. il nostro corpo. orgoglioso. sia nella possibilità autoriflessiva: compiacimento per il buon esito nel compito. diversificati a seconda che i comportamenti precedenti siano stati apprezzati o disprezzati. identificabili con l’autostima. educazione e sicurezza. Possiamo quindi definire l’autostima come un comportamento appreso che si evolve nei contesti ambientali in cui i bambini e gli adolescenti si trovano ad agire. L’autostima interpersonale dei ragazzi è influenzata dalle reazioni delle altre persone. l’aiuto offerto ad altri. con parole quali: essere fiero di sé. migliorare la loro qualità di vita. i bambini apprendono schemi di risposta sia specifici sia generalizzati. risente di tutte le variabili ambientali con cui il soggetto si trova a interagire.la vita familiare: la famiglia. tra l’altro. evidenziano sei contesti con cui i bambini si confrontano per la maggior parte del tempo in cui interagiscono con l’ambiente (stato di veglia): . capiscono come gli altri reagiscono ai loro sforzi. il successo negli scambi e nelle interazioni sociali. raggiungere obiettivi. che è in continuo mutamento fisico. siano essi occasionali (casuali o finalizzati) o stabili (animali di proprietà).il vissuto corporeo: poiché quello che gli altri vedono di noi è. portato alla formulazione del Test di valutazione Multidimensionale dell’Autostima (TMA). queste autostime specifiche sono moderatamente intercorrelate. Sembra inoltre che nei maschi l’autostima venga elicitata soprattutto dal successo conseguito in situazioni pubbliche.le relazioni interpersonali: relazioni con “altre persone” che possono essere a loro volta distinte in due gruppi: abituali. costituisce il centro della vita del ragazzo.il successo scolastico: la scuola occupa gran parte della giornata del ragazzo. per fedeltà ai valori etici che ispirano la condotta di ciascuno. Il bambino descrive le sue esperienze emozionali positive. per l’affermazione di sé in termini di autonomia di giudizio e di comportamento. I rapporti con gli animali. insegnanti. valutare. quali: il successo sportivo. sicuro.l’emotività: gli schemi di reazione emotiva. costruendosi così l’autostima corporea. sentirsi migliore. nell’esibizione di abilità in pubblico (social skills). diretti e indiretti. . . Gli studi teorici che hanno. fare i compiti. confermato in termini di approvazione sociale. Benché l’autostima legata a questi ambiti specifici venga acquisita in ciascuno dei contesti in cui l’individuo opera. sono ambiti in cui il ragazzo acquisisce continuamente stimoli e valuta i suoi successi reali. per prima cosa. Attraverso continui feedback ambientali. dal grado in cui tali contatti avvengono in modo positivo e dalla loro capacità di raggiungere obiettivi attraverso interazioni sociali riuscite.) e occasionali. soddisfatto. in quanto comportamento appreso. intesa nel senso di individui da cui il ragazzo dipende per assistenza. ecc. . Il bambino riconosce la fonte di questa autostima sia in situazioni sociali. che incorporano le loro passate esperienze e sono coerenti con esse. valutano l’efficacia delle loro azioni e acquisiscono informazioni sulla loro competenza nei vari ambiti. “diverso”. cioè persone che attraverso una breve o inaspettata relazione riescono comunque a modificare lo schema comportamentale del bambino. In sintesi le singole autostime che si sovrappongono rappresentano l’autostima globale. . più cosciente. mentre nelle femmine da situazioni più intime e personali connesse alla propria autonoma autorealizzazione. rappresentano senza dubbio una variabile ambientale importante per i risvolti emotivi e culturali che comportano. riceve sempre feedback diretti e indiretti sulla sua condizione corporea e fa continui confronti tra le sue caratteristiche fisiche e quelle altrui. più serio. diventano stabili con l’età e i ragazzi diventano capaci di conoscere. compagni di scuola. .la competenza di controllo dell’ambiente: man mano che i ragazzi riescono o falliscono nei loro tentativi di risolvere problemi.178 Nuove prospettive nelle attività e terapie assistite dagli animali comportamenti e manifestano loro aspettative diverse. operare delle scelte riguardo alle attività scolastiche e sportive future. Il ragazzo. Seguire le lezioni. . cioè persone che costituiscono l’ambito usuale di relazione del bambino (familiari. organizzare il lavoro. descrivere e controllare le proprie reazioni emotive.

meno indisponenti. pur non coincidendo con le capacità e le modalità di apprendimento. peraltro sufficienti a giustificare la convinzione che la relazione bambinoanimale abbia effetti positivi sull’autostima. facilita i rapporti interpersonali anche in quei soggetti per cui l’espressione verbale è difficoltosa o problematica. opportunità e convenienza lasciano spesso il posto a spontaneità e immediatezza anche nell’accettazione o nel rifiuto dell’interazione stessa. spostando l’accento comunicativo sulla comunicazione non verbale.vita familiare: in questo contesto la presenza di un animale. comporta la necessità di modificare gli schemi motori che l’individuo utilizza abitualmente.successo scolastico: vedremo successivamente come la presenza di un animale a scuola possa favorire il successo scolastico. AUTOSTIMA E SCUOLA L’autostima può essere letta come capacità dell’individuo di pensare di valere. L’animale fornisce al bambino un protettore e un protetto contemporaneamente. L’autostima scolastica. favorisce le relazioni tra familiari e costituisce per il ragazzo un ulteriore quanto diverso punto di riferimento emotivo. Per dovere di sintesi. Riferendosi a questi ambiti specifici l’interazione con l’animale. . anche fisica.relazioni interpersonali: la presenza di un animale aumenta le occasioni di socializzazione fornendo un immediato pretesto e un buon argomento di conversazione. è stato evidenziato che le persone accompagnate da animali sono percepite come più amichevoli. . Di riflesso anche chi accompagna l’animale si sente all’interno di queste categorie. Un eccesso di autostima può generare frustrazioni. Poiché il bambino trascorre a scuola molte ore della sua giornata attiva. ben integrato. è altamente predittiva della performance scolastica futura. mentre una carenza di autostima può condurre a evitare gli impegni e a rinforzare ulteriormente un “cattivo” concetto di sé. . anche la risposta emotiva è più libera. . natu- rali o dovuti per esempio a trasferimenti o separazioni. Notevolmente diversi sono i parametri per cui l’animale apprezza o disprezza i comportamenti umani. consentendo una conoscenza migliore e una gestione più efficace dell’ambiente stesso. di raffigurarsi realistiche prospettive positive. si può comprendere come una adeguata autostima consenta all’alunno di affrontare la scuola in modo sereno e ottenere risultati corrispondenti alle proprie aspettative.competenza di controllo dell’ambiente: l’introduzione di un animale in un ambiente. L’animale può aiutare a superare più facilmente eventuali distacchi. visti in precedenza. anche noto. . indotta dalla relazione con l’animale. lo fa sentire amato indipendentemente dalle proprie prestazioni.Pet therapy e autostima a scuola 179 L’interazione con un animale può agire in ciascuno degli ambiti specifici. più felici.emotività: poiché l’animale non giudica e non valuta. infatti da studi condotti attraverso test di percezione tematica. chiunque è in grado di riferire un’esperienza con un animale nel suo vissuto. questo modo di “vedersi” nella scuola finisce con l’essere una misura verosimile di come effettivamente si “sarà” a scuola. nell’autostima scolastica . in cui l’autostima si costruisce e ciò è particolarmente evidente nei bambini e adolescenti.vissuto corporeo: l’abitudine alla diversità. L’animale. lo educa alla diversità quotidianamente. Diminuisce inoltre lo stress da “estraneo”. Bloom (1976) affermava che ai fini pratici il concetto di Sé scolastico è la più valida delle misure psicologiche nel predire il successo scolastico per il fatto che incide per almeno il 25% sulla variazione del rendimento scolastico. riduce il confronto e la ricerca di omologazione anche per le caratteristiche fisiche. ci siamo limitati a tratteggiare alcune delle più evidenti correlazioni fra pet relationship e autostima. Se si riflette su questo fatto. purché corretta. riesce a influire positivamente su: . L’interazione con l’animale determina un aumento delle attività di esplorazione fornendo motivazioni e criteri di valutazione dell’ambiente diversi da quelli umani. di affrontare in modo adeguato le difficoltà e quindi ottenere risultati apprezzabili in qualsiasi attività decida di intraprendere. sviluppata attraverso i propri successi e fallimenti negli ambienti e nelle attività scolastiche. Con l’animale il bambino può sperimentare sia il ruolo genitoriale che quello di educatore migliorando le proprie competenze di controllo dell’ambiente e delle emozioni.

Gli interventi individualizzati sull’autostima agiscono in due direzioni: una personale. è buono per altri. Nella scuola. il vissuto corporeo. Per incentivare l’autostima in ambito scolastico possono essere utilizzate strategie rivolte al singolo individuo. Un risultato ottimo per alcuni. soprattutto quando queste sono basate non sulle proprie capacità ma sul confronto con gli altri. In accordo con quanto detto. e una ambientale. come le competenze di controllo dell’ambiente. difficoltà nei rapporti insegnanti-alunni). Migliori risultati si sono ottenuti cercando di modificare e migliorare ogni singola prestazione. Il problema è far sì che lo studente non aggravi il suo ruolo di debole con comportamenti di passività. al di là delle sue reali capacità e andrà incontro a esperienze scolastiche fallimentari. . dalle aspettative dell’alunno. per una sua caratteristica fisica o per una sua incapacità relazionale. producendo problemi e conflitti all’interno delle classi (per esempio opposizione all’autorità. Un bambino che non si sente apprezzato da insegnanti e compagni. rendendo accettate o accettabili le inevitabili differenze e quindi anche le prestazioni di livello inferiore. atti a difendersi dalla continua verifica di non riuscire ad apprendere. oppure su standard ideali realmente troppo elevati. per fornire al ragazzo una valida e tangibile ragione per aumentare la propria autostima. i metodi per favorirla sono molteplici. È dimostrato che queste esperienze possono limitare le possibilità di sopravvivenza economica e di sicurezza nel mondo del lavoro di questi studenti. L’intervento collettivo può mirare a intervenire su aree di autostima individuali o a migliorare l’autostima globale del gruppo intesa come patrimonio collettivo.180 Nuove prospettive nelle attività e terapie assistite dagli animali vengono coinvolti vari aspetti dell’autostima globale dell’individuo. Molta meno attenzione è riservata ai soggetti scolastici ad alta abilità in una o più aree disciplinari che spesso finiscono con il trovarsi anch’essi in carenza educativa. Esiste infatti un forte legame fra la storia dei successi e degli insuccessi scolastici di un individuo e lo sviluppo globale della sua personalità. ambientali e oggettivi. Gli studenti che si autodenigrano perché si giudicano sulla base di standard troppo elevati possono essere aiutati ad adottare standard più modesti. scadente per altri ancora a seconda degli standard fissati dal docente e dalla scuola. ma con risultati abbastanza deludenti. e strategie collettive rivolte al gruppo classe. Nella tabella 3 riportiamo alcuni esempi di strategie individuali e collettive per il miglioramento dell’autostima a scuola. Il valore dell’intervento sull’autostima deriva non solo dal miglioramento del rendimento scolastico ma dall’aver portato lo studente a scoprire le sue capacità e caratteristiche e ad accettarle. È evidente che esistono differenze individuali e che esistono studenti con capacità limitate. adeguando le aspettative non realistiche e/o aumentando il livello delle prestazioni. che per aiutare uno studente a valutarsi più positivamente bisogna portarlo a conseguire maggiori successi. la capacità di gestire relazioni interpersonali. tenendo presente che sul giudizio di positività di una prestazione possono influire diversi fattori: personali. per agire sull’autostima scolastica sarà conveniente agire sulle prestazioni in ambito scolastico. Ognuno di questi aspetti può contribuire in modo significativo a decidere del futuro scolastico dell’alunno. ma di più difficile utilizzo. COME FAVORIRE L’AUTOSTIMA IN AMBITO SCOLASTICO Poiché l’autostima deriva da fonti diverse. legate a interventi individualizzati. si è sviluppato un complesso discorso pedagogico e culturale diretto soprattutto a risolvere il problema del recupero delle diversità inteso come minorità. che producono col tempo difficoltà relazionali e affettive estremamente significative. poiché un’autoaccettazione positiva è un orientamento salutare per l’adattamento sociale ed emotivo dell’individuo. percepirà la scuola in maniera fortemente negativa. In ambito scolastico sono stati fatti molti tentativi di migliorare le prestazioni migliorando prima l’autostima. Le strategie collettive per il recupero dell’autostima sono in genere più mirate a questo secondo aspetto. da come si viene giudicati per quel livello di prestazione. Per mutare le percezioni di inadeguatezza può essere utile chiarire e riformulare le aspettative personali. ma è fondamentale ritenere. operando di conseguenza. nel corso degli anni.

Pet therapy e autostima a scuola 181 Tabella 3 Tecniche di miglioramento dell’autostima nella scuola Istruzione Consiste nel trovare e utilizzare correttivi adatti a potenziare le capacità che possono favorire risultati positivi e. Il processo di rinforzamento procede fino a che il comportamento del ragazzo non arriva quasi a coincidere con quello desiderato. l’ascolto deve essere più importante dell’intervento. L’autosvalutazione che dipende da giudizi sociali svilenti richiede un trattamento che riaffermi il valore della persona. Viene rinforzato ogni comportamento che risulti essere di avvicinamento a quello desiderato. al modificare il comportamento degli altri che in quell’ambiente agiscono. può essere utile coltivare e incentivare un senso di orgoglio per tali attributi Giochi scolastici Si attuano coinvolgendo il gruppo in attività che lo identificano distinguendolo da altri (organizzazione di spettacoli. I comportamenti modellati possono essere mostrati con diverse metodologie sia dal vivo che con filmati ad hoc STRATEGIE INDIVIDUALI STRATEGIE COLLETTIVE Shaping (modellaggio o rinforzamento di approssimazioni successive al comportamento adeguato) In questo processo le azioni del soggetto sono considerate su un continuum che presenta a un estremo il comportamento desiderato e all’altro il comportamento antitetico a quello desiderato.) Esercizi collettivi basati sull’affettività Si tratta di strutturare situazioni dove non emerga la grinta individuale ma l’autoconsapevolezza che gli elementi per “vincere” non sono patrimonio della testa di qualcuno ma diffusi nel gruppo. È una procedura molto efficace quando il modello gode di grande valore agli occhi degli osservatori. con essi. Le relazioni che si stabiliscono devono essere produttive per tutti . fino all’estrema ratio di allontanare il ragazzo da quell’ambiente. l’operatore determina in quale punto del continuum si situa il comportamento tipico del ragazzo. Se l’autosvalutazione è la conseguenza di uno svilimento discriminatorio di attributi personali. ecc. L’attenzione in questo caso è tutta centrata sulla scelta e sulla gestione dei vari rinforzi Modificazione dell’ambiente Presenta una vasta gamma di possibilità. i contrasti devono essere fonti di cambiamento. dal modificare l’ambiente fisico. Dal punto di vista sia educativo che didattico/disciplinare è possibile insegnare a qualsiasi bambino o adolescente modi di agire più efficaci Modeling (modellamento di comportamenti appropriati) Il modellamento consiste nel far apprendere un comportamento attraverso l’osservazione di un esempio appropriato. In questa situazione deve emergere l’intelligenza emotiva che consente di percepire le emozioni nostre e altrui Sessioni di studio a piccoli gruppi In gruppi ben strutturati ogni individuo può far valere le sue specificità. la soddisfazione di sé quando l’autosvalutazione trae origine dall’incompetenza didattica e/o disciplinare e/o relazionale. conferenze. mostre. avvenimenti sportivi.

La presenza dell’animale aiuta a incanalare l’attenzione e può essere utilizzata per far acquisire agli alunni la consapevolezza del legame motivazione-attenzione. Non mancano quindi numerosi legami con la matrice cognitiva dell’alunno. di esperienza da trasmettere o di paura da vincere. sono frequenti e relativamente semplici da realizzare in ambito familiare o in situazioni operative in cui sia possibile lavorare a livello individuale. può offrire evidenti vantaggi rispetto ad altre forme di intervento che finiscono spesso per utilizzare contenuti che si avvicinano o identificano con alcune materie scolastiche. ben utilizzata. i cani sentono dolore per la perdita di un amico?. . riesce ad agire su attenzione e motivazione. Interventi rivolti al singolo individuo.la situazione è percepita come positivamente operativa: l’animale fa sentire gli alunni più sicuri e più fiduciosi di poter capire e riuscire. . può un cane di una razza mettere incinta una cagna di un’altra razza ?. . . l’animale non sarà mai critico verso difficoltà ed errori.è una esperienza motivante: la curiosità destata dalla presenza dell’animale. indipendentemente dal contenuto disciplinare del progetto educativo svolto. .è un’esperienza che coinvolge l’alunno in modo personale: la situazione di novità. Abbiamo già sottolineato che l’autostima deriva anche dalle competenze personali e dal successo che consegue dal loro utilizzo e dunque fra gli obiettivi degli interventi scolastici mirati ad aumentare l’autostima deve essere incluso il miglioramento dei processi che favoriscono l’apprendimento. Nei test somministrati agli alunni durante i nostri corsi il 100% degli alunni afferma che agli animali piace giocare e che con loro è possibile scherzare e ridere. La presenza in aula di un animale stimola la gestualità e la comunicazione consentendo a tutti di esprimersi e di registrare l’esperienza. come abbiamo già visto. . Dalle nostre esperienze è emerso che la presenza di un animale in classe: .gli stimoli si dimostrano funzionali a bisogni profondi: per i bambini e per gli adolescenti è semplice considerare l’animale come estensione di loro stessi e usarlo per esprimere sentimenti o dubbi che non oserebbero fare in linea diretta: per esempio tutto quello che riguarda la sfera affettiva e sessuale (sono frequenti le domande del tipo: i cani fanno amicizia fra loro?. non si offendono mai. la referenza animale. ecc. Non è il caso di aver paura di sbagliare. rispetto a una normale lezione. Gli insegnanti evidenziano che nelle attività svolte con animali in classe si riduce drasticamente il numero di richieste per uscire dall’aula e che la capacità di attenzione degli alunni supera abbondantemente quella delle normali situazioni di insegnamento.la situazione ambientale è percepita come “rilassante”: la presenza dell’animale colora l’atmosfera dell’aula di allegria e tranquillità. condotti esclusivamente all’interno della struttura scolastica. realizzati attraverso la pet therapy. la familiarità legata a una situazione a molti nota ma anche così diversa e imprevedibile. Musicoterapia e danzaterapia per esempio possono indurre una reazione di evitamento con diminuzione dell’autostima in quei soggetti convinti di possedere capacità limitate in quegli ambiti specifici. .gli stimoli sono integrabili con la situazione conoscitiva degli alunni: nei test somministrati agli alunni durante i nostri corsi il 93% di essi afferma di aver letto almeno un libro sugli animali e il 100% dichiara comunque di aver avuto informazioni sugli animali da varie fonti. Vi sono aspetti dell’apprendimento che possono essere favoriti dalla sola presenza fisica di un animale in classe.182 Nuove prospettive nelle attività e terapie assistite dagli animali PET THERAPY E AUTOSTIMA A SCUOLA Le strategie volte a incentivare l’autostima in ambito scolastico. Per incentivare l’autostima attraverso strategie collettive. Interventi individuali di pet therapy. la rende una situazione emozionalmente forte e quindi favorente l’apprendimento e la memorizzazione delle nozioni trasmesse. possono essere suddivise in individuali e collettive. sono però di difficile e onerosa realizzazione.gli stimoli vengono percepiti come “significativi”: gli alunni che hanno una organizzazione cognitiva a livello di schemi sensorio-motori non percepiscono come “stimolante” uno stimolo puramente verbale.).

verificata sul piano dell’efficacia. corporei. Quanto sopra espresso. se si rivela funzionale al cambiamento (permette di attuarlo. se da una lato evidenzia quanto possa essere preziosa la presenza di un animale in classe da un punto di vista didattico. affidando al caso e alla “bontà” dell’animale il raggiungimento di un qualsivoglia obiettivo individuato poi a posteriori. se lette secondo Frabboni e la sua teoria dei “saperi caldi e freddi”.saperi caldi: le conoscenze dirette. Evoluzioni spesso impreviste o tragiche. senza specificare con precisione obiettivi. Se la conoscenza rimane a livello di informazione resta estranea al pensiero personale (o lo deforma o ne resta deformata) e non si ha apprendimento. con un conseguente aumento delle aree di autostima correlate. didattici e disciplinari certi e stabili nel tempo. più o meno improvvisati. vengano spesso confusi con la pet therapy interventi. inizialmente estranea al soggetto.della scarsa considerazione rivolta alle sensibilità e reattività di animali posti in condizioni ambientali a loro sconosciute. a contatto con la realtà e che vanno quindi a costruire un bagaglio culturale integrandosi perfettamente con le conoscenze pregresse dei ragazzi. va nello stomaco…. Il sapere “spontaneo” e il sapere “formale” possono trovare un luogo di incontro ricco di elementi di continuità nelle esperienze condotte con animali. che tutto si svolga in un clima sereno e sicuro con il fine di raggiungere obiettivi educativi. a livello scolastico ed educativo. morso o graffio da animale domestico non adeguatamente addestrato. . possono essere diretta conseguenza: . . ed esce dal sedere (Questa conclusione mostra chiaramente un divario tra conoscenze scolastiche ed esperienza quotidiana). Si ha apprendimento quando la nuova informazione-esperienza. Riportiamo in tabella 4 i criteri di progettazione da noi ritenuti essenziali. non correlati con le conoscenze precedenti (per esempio ai bambini vengono spiegate le funzioni dei vari apparati del corpo e poi viene loro chiesto di descrivere il percorso dell’acqua nell’organismo. separati dalla concretezza della realtà. Le esperienze con gli animali possono rivelarsi anche disastrose se affrontate da persone senza la necessaria preparazione ed esperienza.della inadeguatezza della preparazione in campo igienico-sanitario. l’informazione viene assunta e utilizzata per operare. . La domanda ha lo scopo di “leggere” la rappresentazione che essi hanno del loro corpo e come questa venga influenzata dalle nozioni somministrate. lo facilita. . si inserisce organicamente nel suo pensiero personale e. occorre fondare il lavoro su una attenta progettazione.della leggerezza con cui alcuni libri di testo propongono esperienze che coinvolgono gli animali. Se vogliamo che i nostri interventi non si limitino a cogliere solo alcune delle possibilità offerte dalla referenza animale. ma che non è funzionale al vivere quotidiano. nascita da un’incubatrice di pulcini senza che ne sia stata prevista una successiva destinazione. ci possono aiutare a comprendere anche come la presenza fisica dell’animale in classe possa migliorare la memorizzazione e l’utilizzo delle nozioni offerte durante le lezioni. diventa capacità.saperi freddi: i saperi indiretti. dal punto di vista emozionale-educativo. Frabboni chiama: . colte in tempo reale con linguaggi familiari. zooantropologico ed etologico di maestri e insegnanti. in cui in aula gli animali vengono utilizzati da un mero punto di vista performativo. mobili. problematiche. condizioni ambientali e strumentazione necessari per un esito positivo. Molti alunni tendono a rappresentare l’organismo come un tubo rispondendo che l’acqua entra dalla bocca. lo rende meno gravoso) essa viene memorizzata ed entra a far parte delle competenze della persona con un preciso riferimento operativo. In un processo di apprendimento. ci aiuta anche a capire perché.Pet therapy e autostima a scuola 183 Tutte le osservazioni elencate. Esempi diseducativi che possono essere riportati sono: allestimento di un acquario o di un terrario e successiva morte di tutti gli animali. Se non si rivela funzionale viene accantonata e col tempo dimenticata e rimossa. “scolastico“ dal quale si attinge solo per il “maestro/professore”. canonico. Il sapere sugli animali trasmesso dalla scuola sembra frequentemente relegato in un settore col- to.

tempi e modi di attuazione. dalla Legge sulla privacy e dalla Legge sul segreto professionale. in buono stato di salute psicofisico-funzionale e opportunamente addestrati Strutturazione dell’intervento in modo da prevedere. Vengono sempre suggeriti degli incontri di preparazione per predisporre le necessarie condizioni affin- ché: siano chiare e condivise le motivazioni della richiesta del corso e gli insegnanti siano in possesso delle conoscenze necessarie e disponibili a continuare il lavoro sui temi del corso anche in altri contesti. e ad aiutare a trasferire l’attenzione e la considerazione che gli alunni mostrano spontaneamente all’animale nel rapporto con gli altri. in quanto anelli più deboli della catena sociale. 2) individuazione dei soggetti cui il progetto è destinato. È essenziale anche che la scuola provveda a comunicare per iscritto ai genitori degli alunni l’effettuazione del corso. a fronte di una breve durata. con il fine di stimolare i ragazzi a trasferire tali concetti nel rapporto inter-umano. fornisca numeri e recapiti delle figure professionali coinvolte e richieda l’autorizzazione firmata alla partecipazione al corso e soprattutto all’utilizzo da parte sia della scuola che dell’équipe degli elaborati degli alunni. le sue finalità e il periodo di svolgimento. didattici e disciplinari e attenta formulazione delle unità didattiche Attenta e adeguata collocazione nel contesto didattico che preveda il consolidamento. Il corso dovrà essere collocato nel periodo dell’anno più consono agli obiettivi e ai collegamenti con lo svolgimento del programma scolastico. ma debba avere una adeguata collocazione in un contesto didattico che preveda il consolidamento. Gli insegnanti devono impegnarsi a valorizzare le esperienze individuali degli alunni con gli animali. Agli incontri caratterizzati dalla presenza di animali riteniamo essenziale prevedere dei gruppi costituiti al massimo da 12 bambini per poter assicurare a tutti la possibilità di interagire e intervenire.). Potranno essere scelte classi intere o gruppi di alunni di diverse classi. L’esperienza ci ha insegnato che lo svolgimento nel periodo iniziale dell’anno scolastico risulta più proficuo quando fra gli obiettivi del progetto sono inseriti l’accoglienza e l’affezione alla struttura scolastica e la formazione di un reale gruppo classe. Il materiale raccolto può essere utilizzato in modi e contesti diversi a seconda del professionista che lo valuta e dello scopo per il quale si effettua la valutazione (per esempio ricerca statistica. precedenti e successive al corso. a lungo termine. ecc. Nel curricolo scolastico dovranno essere anche inserite e affrontate le tematiche riguardanti la protezione e tutela degli animali. per essere produttivo. valutazione psicologica del soggetto. degli apprendimenti Equipe formata da professionisti muniti di una comune piattaforma di conoscenze in campo zooantropologico Scelta di animali dotati di caratteristiche fisiologiche e comportamentali compatibili con gli obiettivi del progetto. un forte impatto emotivo Garanzia per ogni alunno di poter godere di un corretta relazione con l’animale sotto la guida e la sorveglianza di una persona esperta Valutazione a breve e lungo termine dei risultati del corso e degli elaborati prodotti LA PROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI I nostri interventi nella scuola sono progettati per alunni normodotati e strutturati seguendo un preciso schema di progettazione articolato in 7 punti: 1) incontro con l’insegnante responsabile dei progetti di educazione alla salute della scuola e gli insegnanti che seguiranno gli alunni durante il corso. durata del corso. . non possa essere inserito con leggerezza in un qualunque curricolo. La scuola deve assicurare il coinvolgimento e la collaborazione degli insegnanti della classe e dei membri dei consigli di classe interessati. Riteniamo che qualsiasi progetto. degli apprendimenti avvenuti negli incontri con i membri dell’équipe di lavoro. a lungo termine. mentre lo svolgimento nel periodo intermedio-finale risulta particolarmente indicato per migliorare eventuali situazioni di socializzazione difficile e di autosvalutazione.184 Nuove prospettive nelle attività e terapie assistite dagli animali Tabella 4 Criteri di progettazione dei corsi Precisa individuazione degli obiettivi educativi. in particolare l’utilizzo a scopo clinico degli elaborati da parte dello psicologo e/o del medico pediatra devono sottostare a quanto previsto dalla Legge sulla tutela dei minori.

Ogni aspetto deve essere attentamente valutato al fine di cogliere tutte le valenze offerte dalla referenza animale (Marchesini. possono essere effettuate . Altre forme di verifica individuale. 6) progettazione dei test di ingresso e di uscita. mascherina con filtro adatto. Uno psicologo in quanto figura essenziale per affrontare al meglio tutte le problematiche emotive e psicologiche legate allo sviluppo del bambino e dell’adolescente. Ogni domanda è elaborata con lo scopo di raccogliere gli elementi necessari a tarare il livello e i contenuti degli incontri e a valutare eventuali disagi dell’alunno riguardo all’argomento trattato. La progettazione delle UD avviene sulla base degli obiettivi. scoprire eventuali ulteriori bisogni di qualche alunno. cui saranno affidati. In genere abbiamo sempre previsto la presenza di un insegnante esperto in zooantropologia ed educazione alla salute. sulle cose imparate durante il corso. A questo professionista viene affidata anche la valutazione dell’efficacia del corso riguardo agli obiettivi non disciplinari del corso. migliorare la capacità di osservazione.). di un veterinario e di uno psicologo. singolarmente o in copresenza. didattici e disciplinari stabiliti. dell’opportuno addestramento degli animali coinvolti e della tutela del loro benessere. educativi. interrogazioni o altro). Il test di uscita è strutturato in forma aperta (mappa) e realizzato con i seguenti obiettivi: far riflettere gli alunni sulle lezioni svolte. Un insegnante con una buona conoscenza della zooantropologia applicata è indispensabile. Distinguiamo una valutazione degli elaborati individuale.Pet therapy e autostima a scuola 185 3) individuazione degli obiettivi del progetto. fare emergere atteggiamenti o convinzioni individuali particolari e raccogliere eventuali curiosità e/o interrogativi rimasti ancora senza risposta. gli incontri che prevedono la presenza in aula di animali. sia orali che scritte (prove oggettive. Riteniamo utile distinguere obiettivi educativi (per esempio rinforzare nei ragazzi sentimenti positivi di sé. 4) individuazione dell’équipe di lavoro. ritenendolo un possibile valido indicatore dell’apprendimento. aperta. Viene inoltre chiesto a ogni alunno di fare un altro disegno con titolo. a piacere. I nostri test di ingresso sono costituiti per la maggior parte da quesiti a scelta multipla. dell’efficacia educativa di questo rapporto. ecc. 7) valutazione dei risultati del corso e degli elaborati. segnalare gli aspetti negativi o di disagio del corso al fine di migliorarlo.). sviluppare atteggiamenti positivi nei confronti dell’apprendimento. ecc. e. del numero di ore di lezione e delle competen- ze specifiche di ciascun componente dell’équipe di lavoro. Alla fine del test l’alunno viene invitato a realizzare un disegno sull’argomento del corso e a scriverne il titolo. ecc. in qualche caso. Il test viene somministrato dall’insegnante responsabile per la classe in modo da salvaguardare il più possibile spontaneità e individualità nella esecuzione. in calce al foglio. Un veterinario. Un pediatra in quanto rappresenta il professionista più adatto ad affrontare i quesiti inerenti le tematiche in ambito medico e igienico-sanitario legate all’età dello sviluppo. della sicurezza igienico-sanitaria. cambio di aula. immediata e congiunta fra equipe di lavoro e insegnanti con particolare riguardo al confronto fra i disegni effettuati all’inizio e alla fine del corso e dell’impatto emotivo del corso. che non solo conosca la zooantropologia applicata ma che sia anche in possesso di un’adeguata sensibilità e preparazione in campo didattico. Sia il test di ingresso che il test d’uscita riportano.). con funzioni di consulenza nella progettazione degli interventi e di coordinatore per assicurare coerenza con il Piano dell’Offerta Formativa della scuola e una adeguata collocazione nel contesto didattico. 5) progettazione delle unità didattiche. prevenire lo sviluppo di comportamenti antisociali e a rischio. Egli dovrà essere garante anche della correttezza del rapporto bambino-animale che si svilupperà durante le lezioni. Il test dovrà anche permettere di individuare eventuali alunni allergici agli animali utilizzati nel corso per poter adottare le opportune precauzioni o soluzioni (cambio di animale quando possibile. 2000). evidenziare gli aspetti positivi e quindi l’accoglienza riservata dagli alunni al corso. i ringraziamenti per aver lavorato con l’équipe e i saluti con un arrivederci a presto. in modo da privilegiare semplicità e immediatezza nella compilazione e la facile tabulazione delle risposte. obiettivi emendativi-assistenziali con interventi specifici su situazioni con deficit di autostima e obiettivi disciplinari (per esempio arricchimento delle nozioni di anatomia e fisiologia comparate). obiettivi didattici (per esempio favorire l’attivazione di processi di scelta consapevoli e autonomi. di un pediatra.

razza. vengono affrontati i concetti di specie. Le unità didattiche di questo corso affidate al veterinario prevedono in aula di volta in volta: 2 cani. non è mai stato possibile creare le condizioni per trasformare gli interventi in protocolli di ricerca e validare i dati raccolti con criteri riconosciuti nelle scienze comportamentali applicate o biomediche o psicosociali. tra cui l’organizzazione di un corso di aggiornamento per insegnanti (1998-99). Anche in altri corsi da noi svolti in cui l’autostima non era un obiettivo educativo esplicito (vedi per esempio tabella 5). risultava comunque sempre evidente.186 Nuove prospettive nelle attività e terapie assistite dagli animali Tabella 5 Esempi di altri corsi che hanno evidenziato effetto nell’incrementare l’autostima “E adesso? Resto o scappo?…” Dal ruolo di osservatore passivo verso la capacità: di essere d’aiuto. e delle richieste del- le scuole per ambiti educativi diversi e anche delicati come l’educazione sessuale e l’educazione alimentare. Poiché i nostri progetti sono sempre stati attivati in una zona che. . Il progetto attuale del corso finalizzato al miglioramento dell’autostima dal titolo: “Meglio dire… io oppure… io ?” viene presentato nella tabella 6. erano scarsi e/o discontinui in assenza di specifici deficit di apprendimento. selezione naturale e selezione operata dall’uomo. per imitazione. MANGIARE L’educazione alimentare del bambino attraverso lo studio degli animali: un approccio zooantropologico Un mondo di Amici Corso basato sulla didattica zooantropologica finalizzato a incentivare la curiosità e l’amore verso il prossimo. di agire in prima persona e di assumersi delle responsabilità Corso basato sulla didattica zooantropologica finalizzato a incentivare l’iniziativa personale e la cooperazione responsabile L’educazione sessuale del bambino attraverso lo studio degli animali Corso basato sulla didattica zooantropologica finalizzato all’educazione sessuale nelle scuole DIRE. secondo quanto comunicatoci dai docenti. Ogni diapositiva. specificando i motivi che hanno guidato l’uomo nella sua selezione (sono incluse anche diapositive dei 2 cani presenti in aula).conoscenza dell’animale: attraverso una carrellata di diapositive su cani e gatti di razze diverse e meticci. dando a ogni alunno la possibilità di interagire personalmente con l’animale e di compiere. un incremento di essa. Nell’animale la morfologia. Con il diversificarsi delle esperienze. infatti i progetti continuano a essere richiesti e attivati nelle scuole in cui sono stati proposti. nell’attività didattica quotidiana. per caratteristiche geografiche e sociali. 1 gatto e dei piccoli animali da voliera. FARE. la necessità di altre competenze/figure professionali è risultata evidente. Nella nostra esperienza tale valutazione è sempre risultata positiva. una visita. intelligenza e sensibilità degli animali. presenta scuole “piccole” in cui la presenza di classi parallele è rara.conoscenza del cane: attraverso la simulazione di una visita veterinaria vengono illustrati il corretto approccio con il cane e alcune nozioni sul suo linguaggio. significato dell’addomesticamento. nel percorso di conoscenza anatomica. anche il significato delle differenze individuali di ogni alunno. è strettamente correlata alla funzione e questo permette di affrontare. gabbia e acquario e sono così strutturate: . viene accompagnata dal racconto della storia della razza dell’animale e da un commento sulle caratteristiche morfologiche e comportamentali che la contraddistinguono. I buoni risultati ottenuti con l’équipe allargata hanno avuto come conseguenza un arricchimento e una riformulazione dei corsi iniziali. . Nelle nostre prime esperienze (1991-92) alcuni di questi punti non erano ancora ben definiti e in particolare non era prevista una équipe di lavoro allargata oltre la coppia veterinario-insegnante. La valutazione a lungo termine degli obiettivi educativi viene demandata agli insegnanti della classe. in particolare per quegli alunni i cui “risultati”. opportunamente scelta. per selezione. gli animali e la natura dagli insegnanti riguardo agli obiettivi didattici e disciplinari del corso.

specie. Migliorare la capacità di osservazione e descrizione 3. con una adeguata progettualità. gabbia e acquario . Introduzione e spiegazione dei concetti di evoluzione e di selezione naturale e artificiale Competenze veterinario + 2 cani. 1 gatto e piccoli animali da voliera. Obiettivi educativi 1.La convivenza e la comunicazione fra specie e razze diverse.). meticcio e ibrido 4. i segnali universali (pericolo. le relazioni e l’influenza del gruppo). Affermare e migliorare negli alunni la consapevolezza di avere. comportamenti sessuali. selezione naturale e selezione operata dall’uomo. Introduzione e spiegazione dei concetti di genere.I livelli della motivazione (i riflessi. mobbing e bullismo . significato dell’addomesticamento. Psicologo Franca Cicognani. droga. Favorire la nascita di sentimenti positivi e rispettosi verso gli animali e in genere verso ogni essere vivente e attenuare la diffidenza verso la diversità Obiettivi didattici 1. capacità intellettive tali da superare. cibo. la scelta degli obiettivi sarà fatta in coerenza ai curricula formativi già svolti in ogni classe. corretto approccio con il cane e alcune nozioni sul suo linguaggio) .Conoscenza con altri piccoli animali portati dagli alunni e durante la lezione l’alunno proprietario veste. Favorire l’attivazione di processi di scelta consapevoli e autonomi Obiettivi disciplinari 1.Pet therapy e autostima a scuola 187 Tabella 6 Progetto del corso: “Meglio dire… io oppure… io ?” Corso basato sulla didattica zooantropologica finalizzato a incentivare l’autoidentificazione.Autovisita e autoaiuto Competenze Psicologo . ecc. Rinforzare nei ragazzi sentimenti positivi di sé 5.La percezione di controllo e il concetto di sé . L’amicizia e la cooperazione fra specie diverse . Medico Veterinario Massimiliano Deflorian. Prevenire lo sviluppo di comportamenti antisociali e a rischio 6.Autoefficacia e comportamenti a rischio: il ruolo delle convinzioni ottimistiche su di sé nella scelta di comportamenti a rischio (fumo. concetti di specie. i panni dell’esperto per rispondere alle domande dei compagni . a differenza degli animali. Condurre l’alunno a riscoprire la propria individualità fisica come ricchezza cui attingere per l’affermazione di sé 2. alcool. gli istinti e le pulsioni) . ecc. Insegnante Destinatari del corso Il corso è rivolto agli alunni del primo anno del secondo ciclo della scuola media inferiore. assieme al veterinario.Conoscenza dell’animale (con diapositive). l’autovalutazione e l’autostima Autori ed équipe: Giovanni Bucci.Conoscenza del gatto attraverso la simulazione di una visita veterinaria (anatomia e fisiologia comparate. Riconoscere l’individualità come risorsa basilare del gruppo che vive ed evolve sulla ricchezza data dalla comunione delle doti di ognuno 4. corretto approccio con il gatto e alcune nozioni sul suo linguaggio) . cibo. intelligenza e sensibilità degli animali . Ripasso e arricchimento delle nozioni di anatomia del corpo umano e introduzione all’anatomia comparata 2. Sviluppare atteggiamenti positivi nei confronti dell’apprendimento 2.La personalità e le influenze esercitate dall’ambiente (il carattere e il temperamento) . razza. i limiti imposti dalle caratteristiche fisiche individuali 3.) . paura.Autoefficacia e fiducia nelle proprie capacità (il ruolo delle esperienze positive) .Conoscenza del cane attraverso la simulazione di una visita veterinaria (anatomia e fisiologia comparate.Il branco-il gruppo (le reazioni. Arricchimento del vocabolario scientifico 3. razza.

III...P. Viene ripreso il vocabolario tecnico con l’aggiunta di nuovi termini. Lineamenti di zooantropologia. Frabboni F. Erickson. 1. . Teoria e applicazioni.. Calderini Edagricole. pp. Trento 2000. Università di Salerno. Mondadori.. L’autoefficacia. Marchesini R. ecc. Friedman E.M. Bracken B. Bologna 1998.conoscenza con altri piccoli animali portati dagli alunni: durante la lezione l’alunno proprietario veste. 1994. New York 1976.conoscenza del gatto: attraverso la simulazione di una visita veterinaria vengono ripresi e ripassati i concetti di anatomia e fisiologia introdotti con il cane. . Alberto Perdisa Editore.. Ogni piccolo animale richiede.. Riflessi del possesso di un animale da compagnia sulla salute ed il comportamento degli esseri umani. 1997. Montagner H.. Psicodinamica della vita organizzativa. D’Urso V.S. Trento 2000. Le lezioni con il veterinario si concludono con una “autovisita” in cui l’alunno ripete i gesti fatti sul cane (compresa l’auscultazione del cuore) su sé stesso e individuato un “problema” cerca di trovare una soluzione (self-help). OPPI documenti. Scuola e ambiente.. in AA VV. Bologna 2001. Il bambino. Test di valutazione dell’autostima.convivenza e comunicazione fra specie e razze diverse: i segnali universali (pericolo.. Boggi Cavallo P. un patrimonio di abilità e conoscenze strettamente legato alla peculiarità della specie.. Milano 1980. l’amicizia e la cooperazione fra specie diverse. 63.).. Vengono inoltre illustrati il corretto approccio con il gatto e alcune nozioni sul suo linguaggio. BIBLIOGRAFIA Bandura A. L’autostima.. Cortina. Frabboni F. Milano 1996. Quaderni del Dipartimento di Scienze dell’Educazione. Bologna 2000. Edizioni SCIVAC. McGrawHill. per la sua cura. Bloom B. la scuola. 64. l’animale. assieme al veterinario. paura. Human Characteristics and School Learning. Quali benefici possono portare gli animali da compagnia sulla salute umana e come evolverà la pet-therapy? In “SISCA Observer”. 1/2. Erickson.188 Nuove prospettive nelle attività e terapie assistite dagli animali . Autostima ed egopoiesi. . cibo. Problemi comportamentali nei piccoli animali. 39-49. Cremona 1993.A. Beck A.. Quaglino G. Miceli M. 1993. i panni dell’esperto per rispondere alle domande dei compagni. Il Mulino.

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