La classe dominante La classe dominante nelle città-stato etrusche era costituita da un ceto aristocratico, originatosi in epoche remote

dall'amalgamarsi di ricche famiglie di origine italica ed extra-italica, che deteneva le leve più importanti del potere, e da un ceto in crescita di mercanti e proprietari terrieri che aspirava ad entrare nell'oligarchia dominante. Dalle iscrizioni possiamo riconoscere i membri del ceto gentilizio poiché il loro nome personale andava sempre accompagnato al nome della stirpe. Il ceto gentilizio fu all'origine sia dell'espansione che della decadenza etrusca. Capace di grande propulsione in epoca arcaica e fino al V secolo a.C., non fu in grado di accogliere gli sviluppi tecnologici e sociali che contraddistinsero lo sviluppo storico delle civiltà antiche più evolute, condannando la propria cultura alla decadenza.

L'Architettura civile La forma più tipica delle abitazioni del ceto dominante era caratterizzata da un ampio cortile centrale da cui si accedeva ai vari ambienti, un'altra tipologia di abitazione era composta da stanze adiacenti che davano su un vestibolo di ingresso. Gli edifici non si sviluppavano in altezza ed erano realizzati con uno zoccolo in blocchi squadrati di pietra o ciotoli, su di esso i muri erano costruiti con filari in pani d'argilla o mattoni crudi oppure da pietrisco tra intelaiature di legno e intonacatura d'argilla. La forma tipica del tetto era a spiovente ricoperto da tegole, ma erano presenti anche tetti a terrazza. L'esterno delle case era riccamente decorato da terrecotte policrome, all'interno le pareti delle stanze erano affrescate a motivi geometrici o con scene figurate.

Il banchetto Il banchetto così spesso riprodotto negli affreschi tombali aveva per gli etruschi un duplice significato. Era cerimonia religiosa in quanto i parenti del defunto, tra le cerimonie funebri partecipavano ad un banchetto, al quale si pensava fosse presente anche lo spirito del deceduto. Inoltre, nella vita quotidiana, era un simbolo di ricchezza ed appartenenza ad una elite sociale. Infatti solo la classe aristocratica poteva permettersi di dare sfarzosi ricevimenti, in cui gli invitati, uomini e donne di alto rango, si sdraiavano a coppie su letti conviviali accuditi da numerosi servi, mentre musici e danzatori accompagnavano con suoni e danze lo svolgersi del convivio. I tavoli erano coperti da tovaglie ricamate, e apparecchiati con ricchi vasellami; i cibi erano costituiti da ricche portate di carni, in particolare cacciagione, ortaggi, frutta.

Tra l'abbigliamento femminile troviamo anche gonne. a corda. Lo status della donna Nel mondo etrusco la donna. a cappuccio. bracciali. e a fiato. corpetti. spesso identificavano l'appartenenza di coloro che li portavano ad una precisa classe sociale. in particolare quello più utilizzato era il flauto. Gli Etruschi apprezzavano molto la musica e solevano accompagnare con essa tutte le attività della giornata: il lavoro. anche se quello doppio era considerato lo strumento nazionale etrusco. Questo mantello. pioventi. Le donne ricorrevano alle più svariate acconciature: lunghi. ma ne esistevano di molte fogge: a punta. divenne poi la veste nazionale degli Etruschi: la tèbennos. il desinare. collane. orecchini. la tunica era solitamente di stoffa leggera pieghettata o decorata ai bordi. casacche.C. pettorali. quello dei Greci. sopra di essa si portava un manto colorato più pesante. L'abbigliamento era completato da gioielli di squisita fattura. Pure dal V secolo a. che precedentemente usavano portare la barba. Le calzature più comuni erano sandali. Gli autori greci . La moda L'abbigliamento degli Etruschi richiama dal VI secolo a.C. godeva di grandi libertà. prevale l'uso di andare a capo scoperto. in seguito si diffuse l'uso di una tunica corta o di un giubbetto. stivaletti alti e una caratteristica scarpa. più ampio e ricamato.C. La musica accompagnava anche gli spettacoli scenici di più antica origine. di origine greco-orientale. il cui ballo non era solo uno spettacolo.C. a falde larghe. si diffuse il teatro drammatico dialogato di ispirazione greca. le cerimonie civili e religiose. Il copricapo più diffuso era una calotta di lana. fibule. a coda. in tutte le sue svariate fogge. A partire dal V secolo a. Anche sul campo di battaglia i movimenti delle truppe erano coordinati facendo ricorso al suono delle trombe. Gli uomini nell'età arcaica andavano a torso nudo. gli uomini. con la parte anteriore a punta e rivolta verso l'alto. nella cui produzione gli Etruschi erano maestri. Dal IV secolo a.Musica e danza Gli strumenti erano a percussione. in seguito lasciati cadere a boccoli sulle spalle. con un mantello colorato gettato sopra le spalle. ma poteva essere una cerimonia legata a riti propiziatori o a celebrazioni funebri. a differenza della coeva civiltà greca. annodati o intrecciati dietro le spalle. infine annodati a corona sul capo o raccolti in reticelle o cuffie. La musica spesso accompagnava i movimenti ritmati di danzatori e danzatrici. incominciarono a radersi il volto e tenere i capelli corti. Le donne e gli anziani usavano una tunica lunga fino ai piedi. conici. che avevano carattere di mimo e rappresentati da attori-danzatori mascherati.

però raramente diretta. Ogni fenomeno naturale. Spinti da questa concezione gli Etruschi realizzarono un complesso sistema di codifica della ritualità che seguivano con un'attenzione oltremodo scrupolosa. La religione Alla base della religiosità etrusca vi era l'idea fondamentale che il destino degli uomini fosse completamente deciso dagli dei. riguardante la letteratura religiosa etrusca. mentre le donne greche vivevano sottomesse al marito e passavano la maggior parte della loro vita chiuse in casa.stigmatizzarono questo fatto propagando la maldicenza sui costumi morali delle donne etrusche. Dall'VIII secolo a. come il fulmine o il volo degli uccelli. I testi sacri erano suddivisi in libri che contenevano le regole della divinazione. era quindi espressione della volontà divina. Nell'ultima fase della storia etrusca. e così la possibilità di tramandarla fino a noi. ai banchetti sedevano assieme ai loro uomini sui letti conviviali. Infatti. Di grande curiosità e valore scientifico è stato il ritrovamento. La perdita della letteratura di tutto un popolo è un evento di grande tragicità. sulle bende che fasciavano una mummia sepolta in Egitto. con l'intensificarsi dei contatti con la cultura greca iniziò un processo di fusione con le divinità dell'Olimpo greco. La letteratura La totale assenza di testi scritti profani etruschi e la frammentarietà dei testi religiosi che ci sono giunti non ci consente di penetrare al di là di un livello superficiale nella cultura etrusca. e conteneva un messaggio da interpretare per uniformarsi al volere degli dei. potevano vestire in modo spregiudicato. il calendario religioso. non possiamo altrettanto dire per una narrativa epica. Già nei primi secoli dell'era Cristiana la lingua etrusca era conosciuta solo da pochi eruditi.C. le norme di comportamento nella vita quotidiana e negli eventi pubblici. . misteriosi ed indefiniti esseri soprannaturali. le donne etrusche persero parte della propria indipendenza. tanto che divennero famosi presso gli altri popoli antichi per la loro religiosità e superstizione. quando l'influenza culturale greca si fece sentire in modo più deciso nelle arti e sui costumi. le donne etrusche avevano il diritto di partecipare a tutti gli eventi pubblici. Se dalle citazioni di qualche autore classico possiamo supporre con certezza l'esistenza di una letteratura storica etrusca. con la fine della civiltà classica se ne perse anche la memoria. Possediamo invece una ampia documentazione. di un frammento di un testo religioso etrusco che contiene accenni a minuziosi rituali e a norme prescrittive di comportamento. Testimonianza di questo ruolo di primo piano è l'usanza di individuare le persone affiancando spesso il matronimico al patronimico. erano istruite. che era probabilmente estranea alla mentalità di quel popolo. la quale aveva anche un valore etico-giuridico. Tuttavia questo processo non attenuò la specificità del sentimento religioso degli Etruschi ed il senso di completo annullamento dell'uomo di fronte al volere divino.

L'architettura religiosa Il tempio etrusco. che rivestiva un ruolo di grande importanza nella guida civile e religiosa delle comunità etrusche. e di elementi decorativi che ricostruiscono l'ambiente domestico. che venivano sistemate a chiusura delle tegole di copertura. popolari e decorative.C. Alla base della disciplina religiosa etrusca vi era la suddivisione del cielo in sedici zone: le dimore degli dei. rielaborandoli però in forme espressive più immediate. Dall'arte greca gli Etruschi trassero la maggior parte dei temi. ad ovest quelli sfavorevoli. In questo modo. Possiamo distinguere nelle rappresentazioni due fasi distinte. la metà posteriore era occupata da tre celle. Secondo i casi poteva trattarsi di un ordine. in maggior numero nelle tombe di Tarquinia. per quanto riguarda la divinazione. I sacerdoti indossavano un abbigliamento particolare. e le norme di comportamento da seguire nella vita quotidiana. I principali riguardavano: l'interpretazione delle viscere degli animali. Ad est si trovavano quelli propizi. Essi erano divisi in collegi e partecipavano a tutte le attività pubbliche. in quanto i dipinti ritrovati. cosicché anche dalla osservazione delle sue caratteristiche fisiche si poteva comprendere il volere degli dei. oppure da una cella singola fiancheggiata da due ali aperte. sono quelli che ornavano le pareti dei sepolcri. un avvertimento lieto o funesto. di cui ci sono giunti dei modelli in bronzo. La prima è caratterizzata da raffigurazioni estremamente realistiche. si affermò tra il V ed il IV secolo a. danze. tanto che riferito ad essa si é spesso parlato di artigianato artistico. Per quanto riguarda la pittura dobbiamo parlare di arte sacra. La seconda. di notevole sporgenza laterale. gare sportive.. molto ampio e basso. giochi. Le scritture erano composte da libri contenenti un complesso sistema codificato di regole rituali. A parte per il basamento e per le fondamenta. ospitanti le statue di tre divinità. e legno per la struttura. Tra questi elementi vi erano gli acroteri. volte a dare un messaggio vitale con banchetti. l'interpretazione dei fulmini. una finalità pratica più che estetica. Prevalsero allora le scene mitologiche. Si trattò quindi di un'arte spontanea. tra cui un alto cappello semiconico.I sacerdoti Depositaria della dottrina e tramite tra uomini e dei era la casta sacerdotale. le immagini riferite al mondo dell'oltretomba e ai . era caratterizzato da una pianta quasi quadrata. L'arte etrusca L'arte presso gli Etruschi ebbe sempre un legame con la vita quotidiana. a rilievo e a tutto tondo. condotta dagli "Aruspici". Il tetto era a doppio spiovente. ogni evento atmosferico poteva essere tradotto in un messaggio della divinità che abitava quel luogo. quando si diffuse l'idea della trasmigrazione dell'anima nel regno dei morti. che mirava all'intensità dell'espressione anche a costo di deformare la realtà naturale. che venivano posti sulla sommità del tempio e agli angoli degli spioventi. Il tetto era completato da un complesso sistema di elementi decorativi e di protezione in terracotta dipinta a colori vivaci. e le antefisse. condotta dagli "Auguri". La metà anteriore era costituita da un portico colonnato. e portavano un bastone con una estremità ricurva. che per gli Etruschi assumevano un forte significato sacro. per la cui costruzione erano stabilite precise regole. venivano utilizzati materiali leggeri e deperibili: mattoni crudi per i muri. un segno di ira o di scontento Questo sistema di divisioni veniva riprodotto anche sul fegato degli animali sacrificati. Si tratta di quindi episodi sereni e piacevoli. e sulla facciata dominava un frontone triangolare aperto o chiuso.

dal volto di avvoltoio e dalle orecchie di asino. Le sofferenze delle anime dei morti potevano essere alleviate dai parenti con riti offerte e sacrifici. come forma rispettosa di omaggio. il demone Charun. I più importanti di questi spiriti erano la dea Vanth dalle grandi ali che regge una torcia. giochi atletici. sia nell'architettura che negli arredi. in quanto i ritrovamenti consistono in elementi decorativi di templi o di tombe. dal viso deforme. oggetti di uso quotidiano.C. Gli etruschi erano celebri tra i loro contemporanei per le sculture in bronzo. che dovevano realizzare con particolari processi di fusione. Anche per la scultura dobbiamo parlare di arte sacra. la Lupa capitolina e l'Arringatore. Da ciò nasceva l'esigenza. vestiti. di garantirne la sepoltura e di dotarla di richiami al mondo dei viventi. Per personaggi particolarmente illustri doveva essere possibile. . realizzati da pittori che erano abili artigiani più che artisti. Anche le sculture in pietra risentono di questa impostazione ed infatti gli scultori etruschi prediligevano le pietre meno difficili da lavorare. grazie a speciali cerimonie. Ciò che contraddistingue la scultura etrusca è la totale assenza di ricerca formale. armi. nel quale le anime dei defunti trasmigravano. localizzato in un mondo sotterraneo. solo alcuni pezzi unici come la Chimera d'Arezzo. che riempiono con la tecnica dell'affresco aree delimitate da spessi contorni. Il passaggio tra i due mondi era visto come un viaggio che il defunto compiva scortato da spiriti infernali. provvedere alla beatificazione o in casi eccezionali alla deificazione.demoni suoi abitanti. come banchetti. armato di serpenti. danze. Il destino di ogni defunto era quindi di essere condotto in un mondo senza luce e speranza in cui il fluire del tempo era segnato dai patimenti delle anime che ricordavano i momenti felici delle loro vite terrene. il demone Tuchulcha. ma vale per il significato pratico che le si vuole dare. Dal V secolo a. l'uso di colori pieni e forti. possiamo da questi farci un'idea di un'arte finemente progredita che resta per noi un totale mistero. anche la concezione del mondo dei defunti risentì in modo più marcato dell'influenza della civiltà greca. armato di un pesante martello. Malgrado a noi sia giunto molto poco. Essa non ha valore in sé come opera d'arte. Assieme al corpo venivano inumati anche i suoi beni più personali e preziosi. Il regno dei morti Nei tempi più antichi gli etruschi credevano ad una qualche forma di sopravvivenza terrena del defunto. Sulle pareti del sepolcro erano dipinte scene dal forte significato vitale. abitato da divinità infernali e dagli spiriti di antichi eroi. gioielli. I caratteri tipici sono la centralità della figura umana che prevale sull'ambientazione. La tomba era quindi realizzata in modo da sembrare la casa del defunto. Venne così a configurarsi un al di là. La pittura etrusca tendeva di solito a perpetuare schemi standardizzati. La scultura etrusca è strettamente connessa alla modellazione della creta.

All'interno delle tombe vi erano solo due ambienti. Dalla metà del VI e per tutto il V secolo a. Ciò che possiamo dire con certezza è che la preghiera. Inoltre. alti lamenti dei familiari e delle prefiche. Quando questa tipo di tomba venne abbandonata. sereni e piacevoli del defunto. a volte le pareti venivano affrescate con scene della vita quotidiana o dei momenti più significativi. al momento più intensamente religioso.Le tombe Gli etruschi attribuivano grande importanza al culto dei morti. I riti funebri La morte di un personaggio appartenente ad una famiglia illustre era celebrata con la partecipazione al lutto di tutta la cittadinanza. accompagnavano il corpo trasportato su di un carro a quattro ruote. venivano dipinti oppure scolpiti nella roccia. generalmente nei fianchi di colline. frontoncini. tesi a ricostruire l'ambiente domestico. Il nuovo tipo é caratterizzato da un ambiente centrale accessibile da un lungo corridoio al di là del quale si disponevano altri ambienti. Esempi di primo piano sono osservabili a Cerveteri e si ricollegano all'evoluzione delle tipologie abitative contemporanee alla necropoli (seconda metà del VII secolo a. prima ad un solo ambiente poi a più a camere. e spesso contenevano varie tombe della stessa famiglia. Nei primi tempi gli etruschi erano legati alla concezione della continuazione dopo la morte di una attività vitale del defunto. si passò ad una scavata sottoterra. Arrivati alla tomba. soffitti. la nostre incompleta conoscenza della lingua etrusca non ci consente di comprendere chiaramente il linguaggio specializzato di questi testi. e quindi non siamo in grado di ricostruire con precisione le cerimonie. si assiste ad un nuovo mutamento dell'impianto planimetrico delle necropoli. Le tombe interamente scavate sottoterra. sono definite "ipogei". veri o riprodotti in miniature. Possiamo distinguere diversi momenti nell'esercizio di questo culto e la sua evoluzione si rifletterà anche nelle tipologie delle necropoli. Alla camera sepolcrale si accedeva attraverso un breve corridoio dove spesso venivano poste offerte di cibo o suppellettili. costituendo vere e proprie città dei morti con strade e piazze. si sostituì l'idea di un "regno dei morti". la musica e la danza vi avevano grande importanza. Dal corteo. La tomba veniva così costruita nell'aspetto della casa e dotata di suppellettili e arredi. Gli esempi più antichi di tomba monumentale sono costruiti sul modello dell'abitazione allora in uso: una capanna a pianta circolare o ellittica. cornici. sala centrale con pilastri e banchine. immaginato sul modello dell'Averno greco. Alcuni ritrovamenti di parti di testi religiosi riguardanti cerimonie funebri ci permettono di farci un'idea di quanta attenzione dovesse essere data dagli Etruschi a questo rituale.C. con l'affermarsi di un ceto non aristocratico promotore di soluzioni abitative meno sfarzose. anche perché era un mezzo per l'affermazione del prestigio e della potenza di una famiglia. Alla primitiva fede nella "sopravvivenza" del morto nella tomba. precedentemente preparata per la cerimonia. I tumuli assumono a volte dimensioni monumentali. mentre quelle scavate in terreno pianeggiante e ricoperte da terra e pietrisco "tumuli". suonatori di flauto. si alzava un misto di litanie. Purtroppo. si affiancavano giochi di destrezza. travature. che procedeva con grande lentezza. con diametro superiore ai 30 metri. La pianta poteva essere anche molto complessa con un corridoio.C. a causa dell'influenza del mondo greco erano cambiate anche le concezioni di fondo riguardo il destino dei defunti. parenti e conoscenti con offerte votive. si procedeva al rito di sepoltura del defunto. quando le case si organizzarono in due o tre ambienti affiancati e preceduti da una sorta di vestibolo oppure attorno ad una corte centrale. Tale cambiamento riflette un profondo mutamento della struttura sociale. Si tratta infatti di sepolcri a pianta circolare edificati con grandi blocchi di pietra e coperti con una falsa cupola ottenuta dalla progressiva sporgenza verso l'interno dei filari dei blocchi fino ad una lastra terminale di chiusura. Le nuove tombe sono chiamate "a dado" e si allineano l'una di fianco all'altra. camere laterali. e che. all'esterno scalette laterali portavano alla sommità del dado dove esistevano altari per il culto. Il giorno della sepoltura un lungo corteo si snodava dall'abitazione del defunto alla tomba della famiglia. meste musiche. . Allo stesso modo. gare atletiche e combattimenti cruenti all'ultimo sangue. soffitti.). Sacerdoti con i simboli del loro ufficio religioso.

lunghe e affusolate. e solo di giorno. ma un po' all'interno. per mancanza di strumentazione. I porti oltre ad accogliere il traffico commerciale e militare. ed il vino. e per la fragilità delle imbarcazioni. quando le navi erano accostate gli equipaggi cercavano di colpirsi utilizzando lunghe lance. I marinai dell'epoca usavano per orientarsi gli astri e la loro conoscenza della conformazione delle coste. erano spinte dallo sforzo di rematori posti su una o due file. Per dirigere la rotta il timoniere utilizzava due remi situati sul castello di poppa. La guerra sul mare Le navi da guerra. sulle loro navi. in seguito furono dotate di un ponte superiore dove prendevano posto i marinai e i soldati. e usavano il vento come forza motrice ausiliaria. che non erano in grado di resistere alle tempeste. avveniva alla più breve distanza possibile dalla costa. che si svilupparono fino a diventare dei centri rinomati ed importanti loro stessi.C. I mari ed i fiumi navigabili erano solcati da un traffico intenso di imbarcazioni che trasportavano ogni tipo di mercanzia. Il successo dipendeva perciò dall'abilità degli equipaggi e dalla vigoria dei rematori.Il porto e la navigazione Il porto costituiva una zona di grande dinamismo economico e vivacità culturale. Sul mare la tecnica del combattimento era quella della manovra e dello speronamento. Nell'avvicinamento veniva effettuato un fitto lancio di proiettili. Lunghe fino ad una trentina di metri. ad esempio Pyrgi per Cere. Spesso per ragioni difensive le città non erano edificate sulla costa. la poppa alta e ricurva. Per la pericolosità della navigazione durante la stagione . Il commercio marittimo Nei tempi antichi la navigazione rappresentava il metodo meno costoso e più sicuro per il trasporto delle merci e delle persone. i mercanti Etruschi raggiungevano. anche infuocati. con la chiglia coperta a volte da una lamina di piombo. Sulla prua andava ad inserirsi un rostro che affiorava a pelo d'acqua. Di notte le navi da carico gettavano l'ancora in luoghi riparati. in particolare i buccheri. e nel caso in cui si mirasse alla cattura della nave nemica e del suo carico. Gli Etruschi nella prima fase della loro storia furono un popolo marinaro rispettato in tutto il Mediterraneo. ma non erano di uso comune. usato in combattimento per speronare le navi nemiche. la vela quadrata agganciata all'albero centrale. erano il punto di raccolta di una numerosa flottiglia di piccole imbarcazioni usate dai pescatori. Le navi da carico erano di forma tozza e panciuta. La navigazione. esistevano anche dei portolani. I prodotti tipici esportati erano le ceramiche. mentre le navi da guerra venivano trascinate dagli equipaggi sulla riva. Fu così che le città più importanti ebbero dei porti. Si ricorreva all'abbordaggio ed al combattimento corpo a corpo quando erano imbarcati contingenti di fanteria. Già nel VII e nel VI secolo a. Disponevano di ancore di pietra. la cui invenzione era dagli antichi attribuita proprio agli Etruschi. ogni zona del Mediterraneo. nei tempi più antichi erano prive di ponte. le acque della costiera etrusca erano infatti note per la loro pescosità.

Le singole città-stato etrusche reclutavano i loro eserciti tra i cittadini secondo il censo. pugnali. I punti più deboli come le porte di accesso venivano rafforzate dalla presenza di torri..invernale le operazioni navali venivano interrotte. le cinta murarie con cui venivano circondate le città più importanti erano molto semplici nella concezione. in tal modo venivano costituiti corpi di cavalleria. quindi le erano assegnati compiti di ricognizione. Gli Etruschi rimasero sempre fedeli a questa antiquata concezione e non seguirono gli sviluppi. Come ultima risorsa. ma non protetti da corazze. e nel fitto dedalo di vicoli degli abitati. Gli opliti. Vi erano anche dei corpi di genieri che avevano il compito di erigere fortificazioni. di opliti e di truppe leggere. Le armi L'armamento offensivo del fante etrusco comprendeva per il combattimento corpo a corpo una vasta scelta di armi: la lancia. la spada lunga o corta. asce normali e bipenni. combattevano in formazione compatta. aveva la sua forza principale nella mobilità. i migliori in prima fila. dell'architettura militare. avevano lo scopo di scompigliare e di provocare la formazione nemica. dotati di armi da getto. La conseguenza fu che le loro città divennero vulnerabili agli attacchi delle popolazioni culturalmente progredite residenti nel centro e nel meridione della penisola italiana. di tessuto . Infine i fanti leggeri. e di provvedere allo smantellamento di quelle nemiche durante le operazioni di assedio. Nei tempi più antichi doveva essere diffuso l'uso del carro da guerra. archi e fionde. in alcune occasioni. la cui armatura poteva essere di fogge molto differenti. La cavalleria. ma che garantiva al corpo una protezione abbastanza completa. Durante il VI ed il V secolo a. Le armi da getto erano: giavellotti. per edificare venivano spesso scelte alture dominanti su speroni rocciosi. colpendola da lontano. spade ricurve. di schermaglia e di inseguimento. ma il disastro di intere flotte distrutte da una tempesta non era infrequente anche durante la stagione estiva. Architettura militare Le prime cittadine etrusche confidavano per la difesa nell'inaccessibilità dei luoghi.C. Non sappiamo se fungesse da solo mezzo di trasporto sul campo di battaglia per i capi.C. oppure da vero e proprio strumento di combattimento. L'armamento difensivo era costituito da una corazza per il torace. secondo i quali il tracciato veniva disegnato secondo le esigenze difensive. estratti dalle miniere dell'Italia centrale. L'esercito etrusco Per l'equipaggiamento degli eserciti gli Etruschi potevano contare su una grande disponibilità di materiali ferrosi. parteciparono agli scontri schiere di sacerdoti che si gettavano sui nemici armati di serpenti e torce accese. databili dal IV secolo a. e cercavano l'urto contro la formazione nemica. Grossi massi squadrati venivano sovrapposti secondo un tracciato che si limitava a seguire il perimetro cittadino.

La moneta Nei tempi più remoti. con organi collegiali di governo. Per facilitare il commercio e gli spostamenti di truppe i territori etruschi erano percorsi da una fitta rete di strade. Con il controllo del Mar Tirreno garantito dalle loro flotte. La società Tipico dell'ordinamento sociale etrusco era il grande livello di importanza attribuito ai capi. i vasi. in due o più pezzi. semplice o crestato. Il lucumone riassumeva in sé il ruolo di capo civile. ed una di servi. la maggior parte degli scambi avveniva per baratto. ellittica o rettangolare. che si manifestava nella solennità del cerimoniale che sottolineava le loro azioni pubbliche. Il commercio Situati in una regione cardine per i traffici commerciali tra oriente ed occidente. divisa tra aristocrazia e ceto mercantile. militare e religioso. veniva eletto per un periodo prefissato tra le famiglie più nobili. La forma dello stato era oligarchico. che in tal modo fungevano da tramite tra le civiltà progredite del bacino orientale del Mediterraneo. Completava il tutto uno scudo in cuoio. di forma circolare. i mercanti etruschi erano altrettanto noti di quelli greci o fenici ai popoli che abitavano le coste del Mediterraneo. il lucumone. divisa tra uomini liberi e schiavi. La classe servile non ebbe mai la possibilità di intervenire direttamente nella guida dello stato e beneficiò in modo marginale della ricchezza dei ceti abbienti. e quelle meno sviluppate dell'Occidente e del lontano settentrione. di fogge molto differenti: con guanciali e paranaso. foderata in lino. Anche le vie commerciali di terra che portavano verso il nord Europa erano percorse dai mercanti etruschi. il mantello di porpora. tra cui i buccheri. I . Le gambe erano difese da schinieri in bronzo. I prodotti per cui gli etruschi erano più conosciuti erano il vino. oppure di bronzo. minando le basi di quella coesione sociale necessaria per resistere ai pericoli esterni. le suppellettili e le armi in bronzo. a calotta. il trono d'avorio. Altri simboli del potere erano la corona d'oro. Simbolo della sua autorità era un fascio di verghe in cui era inserita una scure. in cui già i commerci erano floridi. che era il più diffuso in età arcaica. di cui il più alto magistrato. Questa netta separazione costituì nei momenti di crisi un fattore di debolezza. La testa era protetta da un elmo di bronzo.rinforzata da borchie metalliche. verso sud. legno o bronzo. Queste strade verso nord permettevano di varcare gli Appennini per giungere nella Pianura padana. In alcune città perdurava invece il sistema monarchico. lo scettro. Poco sappiamo sulle suddivisioni sociali del mondo etrusco: possiamo distinguere tra una classe di proprietari. anche realizzate con complesse opere di ingegneria. gli Etruschi seppero sfruttare al meglio questa posizione di favore. collegavano l'Etruria con la Campania Etrusca e le floride città dell'Italia meridionale.

dal XV secolo ad oggi. ma che non avevano parte nella guida politica della città. sull'esempio romano. apparvero monete di bronzo fuse e coniate. in quanto ne conosciamo la fonetica. fu autrice di sommovimenti sociali. erano monete greche. nonostante l'alfabeto sia chiaramente derivato da quello greco la lingua etrusca appare allo studioso isolata nel contesto storico. e gli . il cui scopo era l'ottenimento dei diritti politici. Nell'età arcaica le poche monete che circolavano. esperti di glottologia e semplici appassionati si sono cimentati con i frammentari testi etruschi che sono giunti fino a noi. che non ci consente di inserirla in un preciso ceppo linguistico. Il ceto servile I quartieri popolari erano abitati dalla classe dei servi: si trattava di uomini e donne liberi.C.primi mezzi di scambio furono pezzi di rame o di argento grezzo. Oggi possiamo dire che l'enigma della lingua etrusca è stato almeno parzialmente svelato. Infatti. Oggi possiamo distinguerli nelle iscrizioni funebri in quanto il loro nome non contiene l'indicazione della stirpe di appartenenza come per le classi gentilizie. sorretti da intelaiature in legno. L'insoddisfacente livello di conoscenza. siccome spesso le città venivano edificate su alture. e si concentrò a Populonia in corrispondenza della zona mineraria più ricca di tutta l'Etruria. che godevano dei diritti civili come la proprietà. Per più di quattro secoli.C. La classe servile dal IV secolo a. Nella realtà. Solo alla fine del IV secolo a. in un'economia essenzialmente basata sul baratto.. Il linguaggio L'indecifrabilità della lingua ha contribuito a creare un alone di fascino e mistero intorno alla civiltà etrusca. Secondo i precetti religiosi le strade dovevano incrociarsi ad angolo retto. e possiamo ricostruire parte delle regole grammaticali.. ma di approfondire il livello di analisi del materiale che abbiamo a disposizione. contribuisce a creare incertezza per quanto riguarda l'origine del popolo etrusco. ciò era impossibile. Le case erano affiancate e raggruppate in isolati. il significato di molte parole. Non si tratta quindi di trovare una chiave di interpretazione che ci permetta improvvisamente di giungere alla completa comprensione della lingua etrusca. gli ambienti erano piccoli e con uno scarso sviluppo in altezza. rivendicazioni che ebbero a volte epiloghi cruenti. Se il livello delle nostre conoscenze ci permette di capire il senso dei testi di cui siamo in possesso. Le abitazioni I materiali con cui erano costruite le case del ceto popolare non differivano molto da quelli che erano utilizzati per le dimore delle classi gentilizie: quindi uno zoccolo in pietra su cui venivano alzati muri in argilla o mattoni crudi. è anche vero che non siamo in grado di ricostruirne l'esatto significato letterale. La coniazione delle monete in modo sistematico incominciò nella metà del V secolo a.C.

Il periodo di massima fioritura fu tra la metà del VII e la fine del VI secolo a. Il modello più comune era quello tondo con il manico. Si tratta di vasi caratterizzati dal colore nero lucido delle superfici. La produzione di monili ed oggetti in oro. nelle campagne: l'agricoltura o l'estrazione dei metalli nelle miniere. a Vetulonia e Vulci.abitati si formavano adeguandosi alle caratteristiche del luogo. Tali tecniche comprendevano l'incisione. Nella fase più antica la produzione di buccheri. consistente nell'applicare sulla superficie del metallo piccoli granelli d'oro saldati tra loro. ed erano considerati oggetto di proprietà. Il retro della superficie di bronzo era inciso o lavorato a rilievo. spesso combinate insieme. Le occupazioni più comuni nelle città erano i lavori domestici nelle abitazioni del ceto aristocratico. L'artigianato Sulle strade ed i vicoli delle città si affacciavano le botteghe degli artigiani. suppellettili ed arnesi in bronzo. fervide di attività produttive e di commerci. con pareti spesse e decorazioni in rilievo o applicate. consisteva soprattutto in prodotti caratterizzati da uno spessore sottile. Le ceramiche più tipiche della vasta produzione etrusca furono i buccheri. sia con l'incontro di motivi ornamentali vegetali. tipica della città di Cere. sono stati ritrovati infatti molti oggetti prodotti in serie che fanno pensare ad una produzione organizzata quasi industrialmente.. Gli schiavi Come tutte le civiltà antiche anche gli Etruschi utilizzavano come forza lavoro gli schiavi. sia con l'impiego delle diverse tecniche di lavorazione. nella quale gli etruschi dimostrarono un elevato grado di elaborazione tecnica capace di sfruttare le possibilità espressive del metallo. Tra gli artigiani che lavoravano nelle città etrusche troviamo anche appartenenti ad altre popolazioni: soprattutto italici e greci la cui abilità era molto apprezzata. oppure come lavoranti nelle botteghe artigiane. dando vita ad un tortuoso dipanarsi di stretti vicoli. Nelle botteghe si fabbricavano recipienti e vasi di terracotta di ogni foggia ispirati al gusto greco. solitamente con soggetti mitologici provenienti dalla cultura greca. fu ricchissima e meritatamente famosa. In genere gli schiavi non erano maltrattati in quanto erano considerati beni preziosi e la morte di uno di essi era vista come una grave perdita economica. Successivamente al bucchero sottile si affiancò il bucchero pesante. La fonte principale di schiavi erano le guerre e le razzie nei territori nemici. che fornivano una mano d'opera a basso costo che poteva anche essere molto specializzata. soprattutto. la fusione la filigrana e.C. raffinati gioielli in oro e in altri metalli preziosi. figurati e geometrici. determinato dalla tecnica di fabbricazione e cottura. Prodotti che venivano acquistati in loco o che prendevano la via di popoli lontani. moltiplicando così l'effetto dell'incidenza della . oppure coperto di iscrizioni. trovati a centinaia nelle necropoli. la granulazione. Anche nell'oreficeria trionfò il gusto per il sovraccarico e gli effetti enfatici. Nei laboratori più grandi lavoravano anche schiavi specializzati. Particolare attenzione per la squisitezza della loro fattura meritano gli specchi. lo sbalzo. Essi erano uomini e donne che non godevano di diritti civili e politici.

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