Una nuova formula di collaborazione tra pubblico e privato

La Asl3 Genovese porta avanti insieme Ai Ceis di Genova una efficace sperimentazione nei rapporto che lavorano nel sociale
di Angela Lidia Grondona e Rita Schenone

tra la sanità regionale e le organizzazioni no profit

N

ella giornata di studio che si è tenuta Giovedì 18 o t t o b r e presso l'Auditorium dell'Istituto Nautico S. Giorgio di Genova è stato possibile compiere

A questa

area

di

intervento

afferisce

nel

territorio

genovese una utenza ampia: 8.744 utenti nel 2011, con bisogni diversi e rilevanti. Di questi 1.524 sono nella fascia di età adolescenziale.

una riflessione ed un bilancio dell'esperienza maturata nei due anni trascorsi dalla attivazione deila Comunità Terapeutica per adolescenti "La Finestra sul Porto". La giornata di studio, promossa da ASL3 Genovese e CEIS di Genova, è stata occasione per discutere e permettere un c o n f r o n t o tramodelli organizzativi/gestionali e approcci terapeutici presenti in Liguria e nelle regioni vicine. L'esperienza della C.T. "La finestra sul p o r t o " costituisce un modello innovativo di integrazione pubblico/privato, che si è realizzato sia nella fase di progettazione che nelle attività organizzate all'interno della Comunità. Dopo anni di p r o g e t t i e richieste alle istituzioni nel marzo 2010 è stato possibile aprire la C.T. "La Finestra sul Porto" rivolta alla fascia di età 12-14/18 anni, per la cura dei giovani pazienti in fase di grave scompenso e m o t i v o tali da c o m p r o m e t t e r e la vita di relazione e la permanenza in famiglia. Il p r o g e t t o ha preso consistenza d o p o un lavoro preparatorio comune tra il personale del CEIS, del Consultorio, del DSM e del SERT. La C.T. è uno dei luoghi di cura che si inserisce come tessera in un mosaico di offerte terapeutiche, si rende necessaria in un m o m e n t o di problematicità composta da più fattori: l'adolescenza è di per sé un'epoca della vita dove i sentimenti e i c o m p o r t a m e n t i possono raggiungere in tutte le loro manifestazioni espressioni molto intense, la psicopatologia in età evolutiva può assumere forme sintomatologiche talvolta drammatiche. Nella realtà di AsI 3 le competenze legate alla salute mentale infantile e alla riabilitazione neuropsicologica sono collocate all'interno dell'area nella Struttura Complessa materno infantile Assistenza Consultoriale.

Area neuropsicologica e riabilitazione

La

psicopatologia

degli

adolescenti

viene

presa

in

carico dai Neuropsichiatri e Psicologi dei Consultori Familiari sia nelle sedi Ambulatoriali distribuite nei sei Distretti Socio-sanitari che nei Centri Giovani dove molti ragazzi accedono spontaneamente, cosa che permette di intercettare e prendersi cura di ragazzi che non arriverebbero ai Servizi attraverso i canali istituzionali.

Il bisogno di residenzialità negli ultimi anni è stata abbastanza costante come si evince dallo schema sottotante dove troviamo i numeri relativi ai ragazzi minori inseriti in CT da ASL 3 dal 2 0 0 7 ad oggi.

ad

una organizzazione che potesse e tempo libero già in atto,

comprendere importante

il

mantenimento, quando possibile, del progetto scuola, sport, per contrastare lo sradicamento dei pazienti dal contesto ambientale, di mantenere la cooperazione dei servizi territoriali coinvolti , e di predisporre spazi di relazione per i genitori anche attraverso la metodologia del gruppo. Nella prima parte della mattinata, nelle quattro relazioni la CT si è presentata raccontando la sua complessità di avere un "dentro" (numero dei ragazzi, sintomi e manifestazioni (frequenza devianti.., della della patologia, tempo gli altri dinamiche libero, sempre con mutevoli dei gruppi..) ma soprattutto avere un "fuori" scuola, con rapporti di la famiglia, con i fidanzati, con gruppi esterni talvolta rapporti luoghi cura..). Nella seconda parte della mattinata si è tenuta la prima tavola rotonda con l'apporto delle esperienze della la Comunità Gruppo Ceis di Modena, la Comunità "Lo scarabocchio" di Befana Brianza, La C. La Tuga 1 di Genova, La C. di Casal Noceto, la C. di Desio Vimercate Milano. Particolarmente interessante l'esperienza della semiresidenzialità portata dalla C.T. di Desio, grazie alla quale gli ingressi e le dimissioni dalla struttura possono avvenire con gradualità, permettendo una maggiore

La comunità è nata sulla spinta di una necessità fortemente sentita dagli operatori dei servizi dell'età evolutiva, costretti a ricoverare i ragazzi in strutture lontane dalla città attuando una emarginazione ambientale che aggravava quella generata dalla malattia stessa.

consapevolezza e adesione nelle scelte terapeutiche del ragazzo e della sua famiglia. Nel pomeriggio c'è stata la tavola rotonda sulla Organizzazione dei Servizi Sanitari per l'età evolutiva e l'adolescenza. Sono state messe a confronto la realtà Lombarda, Piemontese e Genovese. Sono stati presentati dal dr Alberto Matricardi i risultati di una indagine epidemiologica promossa dalla Agenzia Regionale Sanitaria riguardante i dati degli inserimenti in strutture residenziali dei pazienti psichiatrici minori in carico ai Servizi Sanitari Pubblici della Regione. Nel 2011 sono stati visti dai servizi territoriali, delle 5 ASL Liguri, per la cura della psicopatologia dell'età evolutiva circa 13.000 minori. Un consistente numero di questi minori risultava affetto da patologie manifestatesi attraverso disturbi del comportamento (circa 700 casi), situazioni che potenzialmente potrebbero afferire alle comunità terapeutiche regionali, questa patologia era presente in quasi la metà dei ragazzi inseriti in comunità in Liguria nel 2011. Proprio i disturbi comportamentali necessitano di notevole attenzione da parte di tutte le istituzioni e non solo di quelle sanitarie in quanto al loro interno è necessario distinguere i disturbi

In effetti da quando si dispone di C. T. in Regione Liguria il numero dei ragazzi inseriti in CT fuori regione è passato da 17 a 3. In particolare la possibilità della collocazione in centro città ha permesso di pensare

comportamentali causati da una vera psicopatologia da quelli che si manifestano come reazione a situazioni ambientali contingenti, al fine di poter scegliere il luogo

di cura più appropriato. La presenza del presidente del Tribunale dei Minori, dott. Sansa, ha dato un importante contributo nel dibattere proprio le problematiche di chi' attraverso lo scivolamento nella devianza può sottendere una patologia che richiede l'intervento sanitario e chi, pure affetto da Disturbo della Condotta (ICD-10), è più indicato usufruisca dell'intervento psico-educativo. Si è cercato infine di immaginare, partendo dalla realtà odierna dei Servizi, un ventaglio d'i servizi che permetta di rispondere all'urgenza e all'emergenza, pensato ed organizzato per l'età evolutiva dove il momento acuto richiedente il ricovero e/o una prima tempestiva risposta, possa avvenire nelle migliori condizioni possibili e possa costituire un momento reale di diagnosi ed impostazione delle cure, con tempi di permanenza dettati dal bisogno. Si sono ipotizzati quindi:un Reparto Ospedaliero dedicato ai più giovani, con personale preparato in stretta relazione con il Pronto Soccorso,- un Ospedale Diurno (DH, Centro Crisi..), per le situazioni nelle quali la famiglia risulta ancora in grado di contenere il giovane

paziente e dove la frequentazione diurna può permettere l'inquadramento l'organizzazione diagnostico, della rete la delle valutazione cure clinica globale, l'inizio eventuale delle terapie farmacologiche, domiciliari/ ambulatoriali ,- un Centro Diurno educativo/terapeutico. Un'altra necessità evidenziata è una C.T. per adolescenti e giovani adulti dopo i 18 anni, per contrastare la cronicizzazione della patologia e mantenere ancora al centro la riabilitazione e la speranza del reinserimento sociale. lavori e Queste sono idee stati hanno i riscosso dai un vasto e ai manifestato consenso tra numerosi partecipanti

condivisi

politici

intervenuti.

Siamo fiduciosi quindi che nella nostra Regione si voglia lavorare in m o d o serio e competente e con migliori strumenti per la salute psichica dei ragazzi che molto numerosi si rivolgono ai servizi sanitari per essere curati e riabilitati e non per essere avviati a percorsi di cure stigmatizzanti tendenti alla cronicizzazione. Siamo convinti che la Comunità Terapeutica "la Finestra sul porto" sia una prima valida risposta in questa direzione.

Il difficile rapporto tra Psichiatria e Adolescenza
La Finestra sul Porto: H punto di vista degli operatori del Dipartimento della Salute mentale
di Sergio

e

Dipendenze
Margherita Doicino, Antonietta ScibUia, Cristina Venturino

Calabro,

D

a quasi tre anni opera à Genova la comunità per minori "La Finestra sul

Consultoriale) ed il CEIS: da un tentativo, dunque, di integrare pubblico e privato in un settore delicato quale la sofferenza psichica giovanile. Vogliamo, in questa sede, tentare un primo bilancio di un'avventura così impegnativa dal nostro punto di vista

terapeutica

porto", nata dalla stretta collaborazione fra

servizi pubblici della ASL 3 Genovese ( D i p a r t i m e n t o di Salute Mentale e delle Dipendenze e U.O. Assistenza

di operatori del dipartimento della salute mentale e dipendenze. Il nostro contesto di riferimento è quindi quello della presa in carico dell'adolescente all'interno dei servizi psichiatrici, dalla e territoriale situazione a fronte resa di del sempre più concreta della fase crescente domanda intervento trasformarsi ospedaliera

angoli di osservazione all'interno di una elaborazione complessiva, atteggiamenti di delega da un settore all'altro ed un divario fra le metodologie d'intervento ed i processi formativi. Sembra spesso difficile individuare uno spazio d'ascolto per ciò che non si adatta ai modelli, ai tempi, all'organizzazione dei Servizi tradizionali, e per ciò che esula dalle prioritarie funzioni di contenimento e trattamento a lungo gli termine. adolescenti un e uso molto dei circoscritto Pertanto,

adolescenziale in qualcosa di relativamente più stabile e che si prolunga nel tempo. Tradizionalmente rapporto tra il psichiatria

sviluppano selettivo Servizi

stessi, rendendo manifesta la rigidità che li caratterizza e la mancanza di strategie d'accoglimento adeguate. Inoltre di di oggi che di una accade età, a tipo richiesta ci sembra dire per si che, altre anche come fasce tipi di a loro

e adolescenza non è mai stato facile: la psichiatria, come a disciplina la e come prassi, rischia di non riuscire cogliere di dimensione anche segni/ in uno evolutiva, ludica sintomi e di schema plastica, alcuni

poter

dell'adolescenza nosograficorigido stata

nuovi quella ai in

cristallizzarli

aggiungano classica servizi, cui si

semeiotico-clinico ed adulto-forme. L'adolescenza soprattutto è

afferisce richiesta

psicopatologico,

considerata

riversa anche la fragilità, la precarietà di un mondo attraversato da "nuove povertà", o, per usare le parole di Benasayag, da "passioni tristi". La risposta a questo è certamente difficile, ma non può consistere nel trasformare le storie di vita delle persone in casi clinici, e la complessità del vivere ed essere giovani oggi in una patologia.

una "fase di esordio", più che un m o m e n t o che assume in se alcune sfide indispensabili per il processo di crescita, di cui il bambino non aveva bisogno e che per l'adulto non sono più possibili. Forse per questo si dice che l'adolescente si ammala poco, ma muore spesso: non sono tanto i processi morbosi a piegarlo quanto i rischi, i comportamenti, lo stile di vita. Il mentale si esprime attraverso il

Rispetto all'organizzazione dei servizi per l'adolescenza, l'esperienza della Comunità "La finestra sul porto" ha evidenziato in m o d o netto l'importanza di poter disporre di luoghi e persone che permettano di riaprire "i giochi": luoghi non solo "transizionali", ma anche transitori, svincolati dai percorsi di cura tradizionali ed utilizzabili in m o d o più vicino ai bisogni dell'adolescente.

c o m p o r t a m e n t o e l'agito, che assumono la dimensione di porta di accesso allo psichico ed al corporeo, ma possono al t e m p o stesso costituirsi come un diaframma ed una difesa da loro e soprattutto dalle loro integrazioni ed interazioni. L'attuale organizzazione dei Servizi dimostrato patologie irrisolti. transito, e nel tempo una di psichiatrici offre per differenti spazi di di area

Luoghi che offrano in primo luogo opportunità, percorsi che non sollecitino più del necessario la dipendenza, la regressione e gli investimenti transferali, spazi intermedi tra salute e malattia, tra familiare e sconosciuto, tra aspetti regressivi e potenzialità evolutive, "ponti" tra un "prima" e un " d o p o " e tra un dentro ed un fuori in grado di avviare eventuali successivi momenti di volta in volta

programmi, strategie di cura e assistenza che hanno efficacia ma in tipologie in utenti, lasciano quanto di

L'area risente

dell'adolescenza, modo

particolare

alcune

queste criticità, quali difficoltà a riunificare i diversi

terapeutici, educativi, riabilitativi. Sempre Benasayag sottolinea come per occuparsi

dei giovani nel c o n t e s t o storico e culturale o d i e r n o sia necessario assumere la cura c o m e un a c c o m p a g n a m e n t o , nel corso del quale il clinico - e le istituzioni- d e b b o n o prendersi la responsabilità di cercare insieme ai pazienti una direzione capace di modificare la situazione

presente, e che eviti di ridurre l'individuo alla visione unidimensionale del suo problema. Ciò vuol dire anche, nella clinica, sostenere i legami concreti che s p i n g o n o pazienti ed operatori fuori dall'isolamento, perché la dove le relazioni d i v e n t a n o più "consistenti", lo diventa anche l'identità.

// processo di integrazione tra AsI e Servizi Privati no profit parte dal confronto e dall'elaborazione di un linguaggio comune.

Quindi, per tornare ad una sintesi dell'esperienza del g r u p p o di lavoro che in questi anni ha affiancato la Comunità "La finestra sul porto", riteniamo che lo di legami familiari-gruppali ma in parte rabbioso e oppositivo, e che il suo malessere si p r o p a g h i c o m e un incendio, così che t u t t a la c o m u n i t à entri in sofferenza. 1 - INTEGRARSI È FATICOSO, MA POSSIBILE. La prima considerazione riguarda il processo di Può sembrare,agli operatori, che non ci sia mai un ordine, un m i n i m o di tranquillità, di routine giornaliera, e che si viva sempre nel caos e nella tensione. In realtà, col t e m p o ed il lavoro t e r a p e u t i c o il singolo ragazzo si stabilizza e migliora, ma all'interno del g r u p p o c'è sempre qualcuno che svolge il ruolo di "agitatore", o perchè più indietro nel processo di inserimento in c.t., o perchè in crisi evolutiva. È su questi temi che, c o m e operatori della salute mentale, ci è parso che la nostra esperienza potesse essere specificamente utile: nel sostegno e i n c o r a g g i a m e n t o agli educatori, nella valorizzazione dei piccoli, a volte p o c o evidenti, progressi dei pazienti, nell'abitudine a mantenere ferma la speranza in situazioni che possono sembrare disperate, a sopportare sensazioni di

specifico del

nostro c o n t r i b u t o abbia a che vedere

s o p r a t t u t t o con d u e aspetti:

costruzione di una mentalità, di un linguaggio, di un pensiero c o m u n e fra persone e servizi che, in partenza, si sentivano p r o f o n d a m e n t e differenti fra loro. Il tavolo che, in questi t r e - q u a t t r o anni, ha riunito a l m e n o una volta alla settimana, nella c.t. "La finestra sul p o r t o " , a parlare di concreti casi clinici operatori del Consultorio, della Salute mentale, dei Sert, del Ceis, delle ATS del Comune, delle varie agenzie educative, del mondo

ospedaliero e universitario, ha sviluppato, forse al di là di q u a n t o era lecito attendersi, una p r o f o n d a riflessione sui limiti dell'esperienza e del sapere di cui o g n u n o è portatore, e sull'utilità di m e t t e r e in c o m u n e conoscenze e punti di vista per a f f r o n t a r e un c o m p i t o così a r d u o quale la gestione dell'adolescente p r o b l e m a t i c o . 2 - LA F R U S T R A Z I O N E È SEMPRE DIETRO L'ANGOLO, IN E V I D E N Z A ; LA G R A T I F I C A Z I O N E VA RICERCATA CON GRANDE PAZIENZA. La gestione di una c o m u n i t à terapeutica per minori richiede di lavorare in un clima che appare sempre dominato Occorre dall'emergenza, tempo perchè dall'urgenza, si instauri dagli un actings.

impotenza, di ingratitudine altrui, di o p p o s i t i v i t à a volte estenuante da parte del paziente, dei familiari, perfino di colleghi.

Ci sembra quindi che questo lavoro, volto a creare una cornice più ampia di c o n t e n i m e n t o , costribuisca alla costruzione di quella necessaria "base sicura" che può p e r m e t t e r e alla cura di rivolgersi ad un reinvestimento relazionale instaurato su distanze più a d e g u a t e con

sufficiente

legame fra il ragazzo e gli operatori, e perchè questo legame possa essere lo s t r u m e n t o più i m p o r t a n t e di c o n t e n i m e n t o e m o t i v o del giovane.Succede d u n q u e che ci sia sempre qualche ospite in c o n d i z i o n e di p r o f o n d a instabilità, "nè d e n t r o nè fuori", in parte alla ricerca

l'altro, a rendere più a m p i e le possibilità di potersi attaccare a qualcosa .di vitale, ad ampliare una g a m m a di interessi spesso f o r t e m e n t e ridotta, a riparare legami poveri ed inconsistenti, insomma restituire senso,

identità, speranza.

n

adolescenza

si

evidenziano

la

maggior

parte

dei bisogni e talora dalla tendenza all'autolesionismo. Tali fattori determinano che le caratteristiche dalla grave modalità inibizione Oggi la psicopatologiche e comportamentali dell'adolescente, molto variabili, oscillano all'estrema obiettiva attivazione dei disturbi comportamentale. mentali e

delle condizioni psicopatologiche più gravi: disturbi d'ansia, depressione, comportamenti antisociali, abuso di.sostanze, spettro schizofrenico e tali patologie interessano globalmente almeno il 20% della popolazione adolescenziale. Questo fenomeno si può spiegare tenendo conto delle rapide trasformazioni, psicologiche, sociali e neurobiologiche, che determinano uno stato di "fisiologico" disequilibrio in questa fase della vita. I temi fondamentali che si p r o p o n g o n o all'adolescente sono quelli dell'identità, delle scelte programmatiche per la vita, della separazione dalle figure di riferimento infantili e dal controllo delle emozioni emergenti. I meccanismi di programmazione e di scelta, di controllo delle emozioni e della sessualità, di gestione della separazione e della perdita sono fortemente stimolati in questo periodo della vita .E' obiettivamente difficile per l'adolescente trovare un armonico equilibrio tra le richieste dell'ambiente esterno e le esigenze interiore che via, via emergono nel corso dello sviluppo. Lo sviluppo della personalità dell'adolescente è condizionato sia dalle esperienze precoci della vita relazionale, con gli effetti negativi secondari a eventi traumatici, sia dai fattori biologici, genetici e legati alla maturazione cerebrale. Le neuroscienze negli ultimi 20 anni hanno dimostrato che durante l'adolescenza il cervello è ancora molto immaturo e in una fragile condizione di instabilità, con accentuata attivazione dei centri di stimolazione emozionale e scarsa maturazione delle aree di controllo. Quindi le scelte degli adolescenti rispondono spesso alle esigenze di eccitamento incontrollato e le loro decisioni dalla sono caratterizzate da un di procrastinare il elevato rischio, incapacità soddisfacimento

diagnosi psichiatrica può utilizzare sia la valutazione comportamentali, mediante scale di classificazione come DMS IV, sia la conoscenza "analogica", storica e interna del disagio psichico (valutazione psicodinamica). Dall'integrazione dei due modelli deriva una buona condizioni capacità di di riconoscimento adolescenziale. L'intervento terapeutico deve essere quindi multimodale, privilegiando le cure psicologiche e di recupero sociale, senza mirati. In questo panorama evolutivo deve essere inserito l'intervento in comunità; la scelta di un periodo di trattamento in Comunità è proponibile nei casi in cui lo stato psicopatologico e/o comportamentale richiede un periodo di "separazione" dalle condizioni di vita preesistenti e un trattamento relazionale a t e m p o pieno. L'esperienza della "La Finestra sul Porto" sta dimostrando e confermando le possibilità e i limiti dell'intervento in diverse condizioni psicopatologiche e sociali. I ragazzi ospiti della nostra comunità sono stati 27, di cui 14 femmine, con età media all'ingresso di 15 anni e 7 mesi, con permanenza media di 8 mesi (da pochi mesi a oltre 2 anni e mezzo). I in precedenti una elevata personali percentuale abusi sono di e casi stress caratterizzati (74%) da precoci. trascurare i possibili interventi farmacologici delle diverse disagio

eventi

abbandonici,

Durante il periodo di valutazione sono state definiti specifici quadri psicopatologici: disturbi della c o n d o t t a e tendenza antisociale 52%, disturbi dello spettro schizofrenico 22%, disturbi d'ansia e affettivi 26%. Tali dati confermano altre analoghe esperienze della letteratura. I risultati ottenuti si possono ritenere pienamente positivi in 3 casi, parzialmente positivi in 14, non significativi in 3, mentre in 2 si è evidenziata una la e evoluzione tendenza si è accentuata nei verso la tossicodipendenza e in 4 verso l'antiun terzi socialitè risultato osservato dei casi). esperienza organizzativi e confermata (quindi è due stato

origine si ritrova una grave angoscia di separazione, la comunità può offrire una esperienza di allontanamento protetto dalle figure di riferimento e la possibilità di uno spostamento dell'attaccamento verso o g g e t t i esterni, capaci di stimolare l'evoluzione verso l'autonomia. Infine per i pazienti con di disturbi uscire dello da un spettro mondo dalle per e schizofrenico, la comunità costituisce l'unica possibilità chiuso, proiezioni fare di relazioni dominato negative, equilibrate

angosce e dalle reciproche esperienze multiple

positivo

maturanti. Il principio essenziale della nostra attività dalla è quindi ricerca costituito

Da tale iniziale emergono gestionali.

alcuni fondamentali principi Il trattamento in comunità deve in ogni caso essere integrato in un progetto che precede e che segue la vita in comunità; sono quindi indispensabili una stretta collaborazione e una capacità di comunicazione continua ed efficiente tra là comunità e i servizi territoriali (Consultorio, Salute Mentale, ATS, SERT). Le scelte dell'inserimento iniziale e il progetto del trattamento successivo richiedono un condivisione dei principi di gestione dei ragazzi. Inoltre è emersa la necessità di poter utilizzare nella fase pre e post-comunità una struttura semiresidenziale, per favorire in alcuni casi l'ingresso in struttura e consentire in altri una progressiva separazione dall'ambiente di cura; può anche essere utile disporre di un servizio ambulatoriale, finalizzato a seguire i ragazzi nelle fasi intermedie dell'esperienza in comunità e poi nella fase successiva alla dimissione. Da un punto i vista generale, la nostra esperienza ha evidenziato la necessità di individuare interventi specifici per le diverse condizioni psichiche. L'inserimento in comunità per i soggetti con disturbi della condotta si deve proporre di offrire modelli alternativi e positivi di identificazione, di fornire una guida educativa autorevole ma flessibile, di favorire un rinforzo positivo dei c o m p o r t a m e n t i adattivi. Per i casi con disturbi d'ansia e depressivi, alla cui

costante di una relazione positiva e di un p r o g e t t o condiviso spesso è con i ragazzi; difficile trovare

un armonico equilibrio tra i bisogni di contenimento e di guida (per i pazienti con disturbi "esternalizzati") e la necessita di stimolo e di spinta verso l'autonomia (per i casi affetti da una psicopatologia "internalizzata"). Non sempre è possibile soddisfare queste esigenze contraddittorie, ma la creazione di un ambiente terapeutico "a t e m p o pieno" rappresenta lo strumento essenziale irrinunciabile dell'intervento comunitario. "La Finestra sul Porto" è nata dalla stretta collaborazione della ASL 3 Genovese e il CEIS di Genova, come esempio di una valida integrazione tra l'assistenza pubblica e il m o n d o della solidarietà privata "no profit". In tale struttura sono confluite esperienze diverse e complementari, acquisite da molti decenni in ambiti diversi: il Consultorio Famigliare e la Salute Mentale, il CelS, il SERT, le strutture Ospedaliere e Universitarie di Neuropsichiatria Infantile. Dalla integrazione di tali esperienze sta nascendo un modello di lavoro basato sulla ricerca costante di una relazione positiva e di un p r o g e t t o condiviso con i ragazzi, li convegno dello scorso 18 o t t o b r e si è proposto di valutare le esperienze acquisite dalla nostra Comunità per Adolescenti, e di avviare un confronto con altre comunità terapeutiche in Italia.

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