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Focus

D

Scipione Guarracino

ue stili per la casa di Dio

La Riforma protestante condusse a una rivolta contro i simboli puramente esteriori presenti negli edifici religiosi, come gli altari, i candelabri, i quadri con le raffigurazioni dei santi e della Madonna. Ciò che i protestanti distruggevano divenne elemento essenziale delle chiese della Controriforma, nelle quali le forme della devozione dovevano trovare un adeguato scenario commovente e seducente.

Che cos’è il Barocco. Le chiese della Controrifor-

ma vengono abitualmente ricondotte sotto la categoria generale di “Barocco”. Il termine è stato introdotto alla fine del XVIII secolo, prima di tutto nel linguaggio della storia dell’arte, per denominare i caratteri che opponevano l’architettura e in genere l’arte figurativa del Seicento ai criteri di simmetria e armonia propri della tradizione classica e del Rinascimento. In senso più lato è stata detta “barocca” anche una parte della letteratura, della cultura e dello stile di vita del Seicento. Il termine “Barocco” figurava tuttavia già nei dizionari francesi del XVII secolo e derivava dal nome dato in portoghese e in spagnolo a una perla dalla forma irregolare, non perfettamente sferica. Una seconda etimologia fa derivare il termine dalla formula mnemonica “baroco” usata nella logica medievale per indicare una delle figure del sillogismo (la deduzione di una conclusione da una coppia di premesse), caratterizzata da una forma particolarmente contorta. La due interpretazioni concordano nel mettere in rilievo il gusto architettonico per la stravaganza e la ridondanza, per la ricerca di effetti scenografici ottenuta violando le aspettative della percezione prospettica dello spazio.
Barocco e Controriforma nell’architettura sacra. Il nesso tra Barocco e Controriforma è general-

un’esplosione di stucchi, ori, decorazioni, mentre si venivano moltiplicando gli altari laterali. Su questi altari comparve l’iconografia sacra che illustrava i nuovi modelli di santità, con i cieli di nuvole rosa che si aprono per mostrare trionfi divini e verso i quali si alzano gli sguardi pii e i cuori travolti da mistici rapimenti. Altari, pareti e colonne si riempivano a loro volta di calici e ostensori che irraggiavano fiamme d’oro e ricordavano la presenza reale di Cristo nell’ostia consacrata, di reliquiari ed ex voto lussuosi, mentre l’intensa devozione per la Madonna si manifestava con cuori trafitti e figure piangenti. Altri vistosi elementi decorativi erano i pulpiti monumentali e gli altrettanto imponenti confessionali tripartiti e muniti di grate interne, alla cui comprensiva penombra i fedeli si affidavano per assolvere l’obbligo della confessione auricolare, individuale, privata e segreta.
Le chiese protestanti. Ben diverso era il luogo nel quale il protestante si recava per pregare e per ascoltare la lettura della parola di Dio e il sermone tenuto dal pastore. Nella sua forma più pura si trattava di un semplice auditorio, comprendente il tavolo sul quale si celebrava la cena del Signore. Esistevano tuttavia importanti differenze fra la chiesa luterana e quella calvinista. Dopo il suo ritorno a Wittenberg, nel 1522, Lutero si era preoccupato di ridare decoro alle cose sacre, restaurando in parte alcune forme, a cominciare dagli altari. Nelle chiese luterane furono conservati arredi come i crocifissi e gli inginocchiatoi e furono a volte ammessi quadri, se rappresentavano esclusivamente scene della vita di Cristo. Nelle chiese calviniste era, invece, totalmente bandito, in quanto pagano e superstizioso, tutto ciò che poteva distogliere la mente del fedele dal contatto con Dio. Nei primi e più battaglieri tempi della loro esistenza esse furono persino molto restie ad ammettere i canti e la musica sacra.

mente accettato dagli storici. È vero che l’architettura propriamente barocca nacque a Roma al principio del Seicento, con una certa sfasatura rispetto agli inizi della Controriforma. Molti studiosi ritengono, tuttavia, che già nelle prime chiese fatte costruire dai gesuiti a Roma sia possibile scorgere i segni di un allontanamento dai canoni rinascimentali. La linearità geometrica delle chiese rinascimentali cominciò allora a essere sostituita dalla ricerca di un’intensa suggestione; l’attenzione alle volute e alle linee curve sostituì le colonne classiche e gli effetti di simmetria e prospettiva; negli interni si verificò

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