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La masquerade reale

I. INTRODUZIONE Gli studi della vita e della politica delle monarchie sviluppatesi nei secoli dal XV al XVIII in Europa, ci hanno sempre mostrato uno spaccato di società a cui corrispondeva un ambiente di corte vario e modellato a seconda delle esigenze dei monarchi. Teatro delle decisioni politiche, l'ambiente di corte è stato dapprima sottovalutato dagli storici, ora invece ripreso in considerazione in quanto proprio tramite la corte si scorgevano la personalità e gli interessi del re stesso che l'aveva plasmata. Lo stesso rapporto Stato-corte è stato negli anni frainteso in quanto la corte veniva visto come ambiente decisionale e dal quale il re prendeva le sue decisioni; sebbene questo sia in parte vero, dev'essere rivista la funzione di centralità della corte come ambiente in cui le idee e ideologie si sviluppavano, e come centro di avvio per la costruzione dello Stato. Dal testo “Nelle stanze del re. Vita e politica nelle corti europee tra XV e XVIII secolo” nasce una profonda analisi degli ambienti reali, che finivano per coinvolgere migliaia di proseliti, visti come una grande messa in scena, una grande masquerade che stava solo a rappresentare la potenza di un monarca rispetto ad un altro, o le inclinazioni regie di ogni genere. Le monarchie a cui si farà riferimento sono quelle che nella scala della politica europea rinascimentale hanno avuto un ruolo più decisivo per modelli, caratteristiche e seguito, e queste sono la monarchie di Spagna, di Francia, di Inghilterra e della famiglia degli Asburgo. Le considerazioni sulla corte prendono spunto da un'analisi dei tre aspetti fondamentali della corte che man a mano in ogni paese verranno esaminati, ovvero la reggia (sede fisica della corte), il consiglio (sede delle decisioni e discussioni) e la casa (sede fisica del monarca). Altresì importante, in quanto sarà spesso causa di ribellioni, dissensi e rivolte, è la nascita nella popolazione di un'opinione pubblica che crea un'aspettativa sempre più forte verso le rispettive corti, le quali avevano il compito di organizzarsi gerarchicamente, di essere amministrate in dipartimenti, di essere allestite in magnificenza, e tramite i quali compiti doveva affermare la sacralità del re, essere il cuore pulsante di poteri politici e amministrativi e fare da modello ai sudditi. II. La corte di Borgogna Tramandato fino a noi, il mito della corte borgognona deve apparire come il precursore di tutti quegli ambienti reali che poi l'hanno succeduta. La corte di Borgogna, infatti, per particolarità e modello strutturale, più di tutte è stata quella che ha dettato le regole in ambito, e come vedremo in seguito, è stata quella più imitata partendo dalle classiche corti dei Paesi Bassi fino a quelle Asburgiche. Lo sfarzo che si ostentava, non aveva eguali in Europa ed era il frutto del credito politico al quale corrispondeva: questo fu un particolare aspetto che permise ai potenti di Borgogna di intrattenere numerose alleanze e creare una fitta rete di rapporti di imparentato con numerose famiglie europee. Tra le alleanze più provvidenziali basti citare il legame instaurato con la famiglia d'Asburgo, gravido di conseguenze, il matrimonio fra Maria di Borgogna e Amedeo VIII, duca sabaudo, che permise lo scambio culturale ed intellettuale fra queste due corti cominciando a diffondere l'esempio anche in Italia, la permanenza di Edoardo IV d'Inghilterra, esiliato, in terra di Borgogna, dalla quale rimase stregato a tal punto da cominciare ad emulare lo stile ammirato durante l'esilio anche nelle corti d'oltre Manica, cosa che poi avverrà in toto con Enrico VII. Una stima eccessiva di questa, comunque importante, corte sarebbe però non del tutto esatta: altre realtà in Europa stavano cominciando ad affermarsi, e l'unico aspetto che avevano da invidiare ai borgognoni erano le forme di regolamento, del cerimoniale e della gestione personale. Un aspetto particolare della corte venne sviluppato all'avvento di Carlo il Temerario, principe che creò uno Stato più centralizzato tramite l'organizzazione in settori amministrativi diversi. La stessa amministrazione porterà ad un evolversi della corte in tre diversi settori che impiegheranno un ruolo fondamentale a seconda del paese che li ospiterà: la camera, la casa e la scuderia saranno i 3 ambienti in cui numerose personalità spiccheranno nelle numerose corti. Il compito principale della corte, in sintesi, era uno, e cioè quello di organizzare la giornata del re e della sua famiglia in tutto e per tutto. Le cerimonie cominciavano con il lever del principe ereditario e finivano con il coucher dello stesso, e tutto durante la giornata era scandito, ora per ora, da un meticoloso rituale appositamente studiato a volte anche per esaltare la figura del re stesso. Le mansioni principali di tale complesso di elementi erano capeggiate da due figure, che erano il gran ciambellano, pronto ad esaudire ogni esigenza privata reale, e il maggiordomo maggiore, che invece si occupava di servizi pubblici al re. Altre cariche di rilievo sono state quelle di gran scudiere, gran sommelier, gran cameriere e gran maestro della casa. Lo Stato della casa regolamenterà a partire dal 1473 il numero degli addetti ad ogni servizio.

che sotto nuovi punti di vista viene rivalutata e alla quale viene attribuita la funzione di perno per tutte le altre monarchie cattoliche che in quegli stessi anni l'accompagnavano. tramite i quali la Castiglia si omologava alle altre monarchie a lei contemporanee. Il destino della corte spagnola mostrò ancor di più la sua duplice valenza insieme a quella di Borgogna e Asburgo. ognuno dei quali serviva solo per 3 mesi. Nel 1479 l'evento che segna la storia spagnola è quello dell'avvenuto matrimonio di Ferdinando d'Aragona ed Isabella di Castiglia. L'attenzione per quanto riguarda la corte dei due sovrani si converse nella struttura della stessa in proiezione alla futura ascesa al trono del loro figlio Giovanni. La corte di Borgogna si contrappone alle corti francesi ed inglesi che si trovavano in un momento di crisi e fu l'unica corte che permise l'effettiva entrata nell'era moderna a questo mondo di sfarzi e cerimonie. con azioni soprattutto di carattere politico ed amministrativo. dove ormai nessuno poteva permettersi di non essere educato in maniera adeguata. III. al contrario la maggior parte di loro era fiamminga. ora la corte doveva comprendere anche istituzioni che le permettessero di provvedere a questo aspetto: presenti erano infatti la camera dei Conti ed il Gran Consiglio. L'esaltazione del sovrano.Nobiltà. il modello continuò a vivere grazie alle sue particolarità. Il piano di questa corte al servizio del figlio Giovanni fu però stroncata dalla prematura dipartita di quest'ultimo e ancora dopo la morte di Isabella. decise di ridare ad ogni popolo i suoi costumi e . anche grazie al metodo del part-time. Fiondati sul progetto di creare questo ambiente di pace che rappresentava non altro che un'immagine di monarchia unita ne dettarono aspetti definiti al contrario di quella corte che era invece al loro servizio. ora anche re di Spagna. con compiti simili a quelli del gran ciambellano e gran maggiordomo visti in precedenza al servizio di Borgogna. che con questo sodalizio univano così due regni della penisola abbastanza diversi e in un certo senso in contrasto. che ora aveva altri 20 camerieri al suo servizio. Un fenomeno particolare di questa corte è la progressiva valorizzazione degli uffici curiali. Col motto di “così come i miei predecessori hanno fatto a modo loro. La corte al servizio del novello imperatore crebbe. rituale legato alla simbologia dell'acqua. Per la prima volta. che prenderà il nome di Carlo V. che aveva 5 maggiordomi al suo servizio e il gran scudiere. più prestigio ne guadagnavi. La Castiglia non poteva paragonarsi alla zona aragonese del regno. erano ricoperte anche da stranieri in madrepatria spagnola. di parecchio. data la vastità dell'impero sotto il suo controllo. Carlo d'Asburgo. più di 1000 persone nel 1474. non c'è da meravigliarsi che in maggior misura ci si ribellò alle figure straniere. La corte di Carlo V assunse di diritto l'aggettivo di cosmopolita. e non senza dissensi: se i primi malumori si registravano con la sola introduzione degli abiti borgognoni. dove il re stesso andava a pregare consacrando all'opinione pubblica la sua estrema religiosità. famiglia reale e personale non nobile vivevano dunque in un grande complesso organizzativo. ciononostante raccolse le attenzioni dei due sovrani. Si ebbe un notevole incremento delle personalità coinvolte in questo enorme progetto. Carlo V non tardò a cambiare aspetto alla corte ereditata per cultura e cominciò ad elaborarne una costruita sull'esperienza. e aveva al suo servizio figure che non erano solo di nazionalità spagnola. Nonostante la morte di Carlo il Temerario e la disfatta della dinastia di Borgogna. La corte spagnola Solo recentemente gli storici hanno saputo apprezzare la corte al seguito del re spagnolo. notevolmente più sviluppata in ambito istituzionale. quando nel 1519 salì al trono il giovane imperatore del Sacro Romano Impero. Sede del principale governo politico. accasata con Filippo il Bello di Borgogna. aristocrazia. sfruttando il fatto di vivere comunque in un paese fortemente cattolico. era praticata tramite l'istituzione di una Capilla real (cappella reale). servire a corte aumentava lo status sociale e il prestigio personale: più servivi vicino al re. il gran maestro. per fermare le rivolte del 1520-1522. cariche come il gran ciambellano. e si puntava alla consacrazione della figura reale tramite dei dettagliati cerimoniali che si distinguevano nelle varie fasi della giornata. alla quale succedette sua figlia Giovanna. prima in Spagna sotto Carlo V per poi passare in Francia nella Versailles di Luigi XIV. per cui dato che la figura reale era vista con un alone di sacralità. con il quale il sovrano intendeva dare a più persone l'onore di far parte della sua corte mettendo nella sua cerchia stretta di inservienti già 12 ciambellani fissi e 24 a rotazione. anche lui con 80 scudieri al suo servizio. Essa era piena di caratteristiche e funzioni che contrassegnavano il suo carattere di monarchia cattolica come punto di incontro fra re e sudditi. come per esempio il lavacro delle mani del principe prima del pranzo. Quando Carlo. inclini ad occuparsi maggiormente in azioni che riguardavano la porzione di regno a cui faceva capo la regina Isabella. anche io farò così”. Figuravano un mayordomo mayor e un camerero mayor. e per questo si procedette all'istruzione in egual misura di ogni facente parte della corte.

circa 473 i sudditi che comprendeva e altri 400 erano impiegati negli ambiti militari. sotto il suo regno. tanto che cominciarono a emergere due schieramenti guidati uno proprio da Gomez e l'altro dal duca d'Alba. Una svolta con Filippo II si ebbe quando ci si accorse che il personale addetto. anzi. erede della fiducia riposta in Ruy Gomez.Tuttavia. che possono essere raccolti sotto un solo motivo: bisognava dare l'immagine di un re non totalmente “di parte” e non esclusivamente castigliano in modo da unire i territori controllati anche all'interno della corte. La nascita in questo ambiente di fazioni politiche fu inevitabile. Alla metà del XVI secolo la fusione era già consolidata. con altrettanto dispendio finanziario. la congiunzione di identità tra corte e capitale portò ad un ulteriore aumento in termini numerici attorno alla sede del potere monarchico. contrassegnata poi come la capitale. Questo enfatizza l'importanza di tali cariche. l'egemonia sociale e politica della nobiltà. le figure tipiche borgognone erano ora alla corte spagnola. al fine di potersi misurare con le altre monarchie. Con la previsione di una successione con Filippo. il cui unico compito era quello di servire il re. l'avvento al trono di Filippo II sengnò una riorganizzazione della corte in un modello che negli anni sarebbe diventato quello “standard” e rimasto inalterato per moltissimo tempo. unico uomo di fiducia del re. che era una città il quale destino sarebbe stato caratterizzato d'ora in poi da una forte urbanizzazione e abbellimento. a seconda delle scelte reali. così come Versailles in Francia. Il sovrano fece in modo da non rimettere mai per intero gli interi suoi compiti nelle mani di qualcun altro. il re divenne a poco a poco sempre più schivo. e che rafforzava la monarchia. riunioni dove si discuteva di argomenti per poi consigliare il re. ritirato e stanco. sempre più solo.tradizioni. il metodo di governo. sede destinata all'aspetto religioso e più intimo del sovrano. rafforzando il ruolo della cappella. la creazione di nuovi impieghi e il nuovo ruolo centrale della corte. A partire dagli anni Ottanta però il sovrano vide un lento eclissarsi a causa della sua età e del cerimoniale sempre più austero e rigido. che portò avanti un progetto politico che difendeva l'ortodossia spagnola. che a capo come maggiordomo maggiore aveva il duca d'Alba. stava per trasformarsi in figure quasi esclusivamente spagnole: ora più di 100 gentiluomini servivano il re divisi in gentiluomini di bocca. I risultati di questi cambiamenti furono due: inutile sottolineare il logico aumento delle proporzioni che ne derivò. Viene esaltata ancora di più la figura del monarca accostando l'immagine della figura reale a quella di un uomo devoto e pienamente cristiano. Finì per rompere la sacralità della figura del re e a dare in mano alle famiglie nobili di Mendoza e Infantado il compito di portare un po' di svaghi a corte. che gli aveva permesso profitti notevoli: le juntas. Suoi seguaci furono Vàzquez e Pérez. . Accanto a loro nacque la figura di Diego de Espinosa. Filippo II fu il precursore spagnolo di quell'idea che avvicina la corte ad una città. Quello che ne consegue è un'accentuazione della distanza suddito-sovrano. scindendola dal potere della Santa Sede. Un ultimo passo fu quello di organizzare il servizio e il cerimoniale attorno alla regina. e a prova di questo passava molto più tempo lontano da Madrid che nella stessa capitale. e la corsa aristocratica e nobiliare verso gli uffici migliori al fine di influenzare la politica asburgica. Il re aveva creato un sottilissimo equilibrio socio-politico a corte. segretari del Consiglio di Stato creato da Filippo. come avverrà in seguito con l'era dei validos. Tuttavia grazie al nuovo sistema per occuparsi degli affari di stato tramite lettere scritte a lui e da lui lette. Madrid. Filippo però. create per alleggerire la pressione burocratica sul sovrano. anche a causa di nuove mansioni istituite dal monarca stesso. modellato secondo il Tempio di Salomone a Gerusalemme. di camera e della casa e seguiti da altri con compiti minori. che manteneva la casata castigliana e che ora aveva un cerimoniale tutto suo. a capo delle cariche che più influivano sulla vita del monarca. una fra tutte la celeberrima residenza de l'Escorial. Filippo si insediò a Madrid per motivi politici e logistici. dopo numerosi viaggi lontano dalla Spagna. trasmise questa nuova immagine alla corte. principalmente. Chiamato dagli storici Rey prudente. figure che assumevano un ruolo politico abbastanza tracciato. tanto che arrivò a fondere. principalmente per dei motivi validi. nello stesso momento si preparava a raccogliere i tratti migliori di ogni corte sotto quella al suo servizio. si può comunque affermare che non era erroneamente visto come un lavoratore instancabile. e la loro partecipazione alla politica di corte. nonostante una figura simile si possa scorgere con l'avvento di Ruy Gomez. che ne aveva di diverse a seconda degli usi che gli affibiava. Dopo un primo momento si delineavano. così che nel 1530 Carlo procedette ad una “spoliticizzazione” della corte. In questo senso. non gradiva il chiasso creatosi in questo ambiente. Contrariamente a quanto potrebbe dedursi. non era la sola residenza del re. Carlo decise di rafforzare l'aspetto borgognone della corte. suo figlio. i due modelli ideologici e fisici cortigiani di Castiglia e imperiale. I rigidi cerimoniali di Borgogna ormai avevano totalmente staccato la figura regia da quella della corte.

oltre che alla sua scarsa attitudine politica. decise di farsi accompagnare dal duca di Lerma. che comportò uno spostamento di 1012. ora Filippo V. Lerma era caballerizo mayor e sumiller de corps. Nonostante l'influenza del duca. con un sovrano che aveva natali francesi. al contrario dei suoi predecessori. affiancata però da un sovrano con più cognizione e caparbietà. attorno a lui si crearono molte dicerie malevole portandogli contro l'opinione pubblica.La corona spagnola fu la prima ad inaugurare un periodo nel quale ai monarchi vennero affiancate delle figure di ministri molto influenti. dal canto suo non aiutò molto. si oppose anche al nuovo monarca straniero. causata dalle spese militari per le guerre europee. poi membro del Consiglio di Stato. Lo succedette don Luigi de Haro. rigida. causando la guerra di successione spagnola. cominciando proprio dalla moglie del valido di turno. Era un lavoratore instancabile. sotto l'ormai maggiorenne Carlo II. e una ventata di gusto culturale italiano negli . che aveva conquistato strategicamente il controllo della corte posizionando suoi fidati in cariche di rilievo. come visto. Importante era anche il ruolo delle donne. La parentesi di Valladolid si chiuse alcuni anni dopo col ritorno a Madrid che era l'unica vera e degna città a far da capitale alla Spagna. anche negli aspetti burocratici. alla quale si aggiunse il matrimonio del monarca con Maria Luisa di Savoia. al contrario di Lerma e si impegnò per essere il cuore della corte nonché del funzionamento spagnolo. che favorì lo sviluppo di fazioni all'interno della corte e il conseguente indebolimento della corona. dai quali dipenderanno molto le scelte del sovrano: questa epoca dei favoriti inizia. Mentre il sovrano si sottraeva agli impegni pubblici e statali lasciando l'onere a Lerma. e nonostante l'idea fallì. che mantenne più discrezione e si impegnò di più a conservare la linea politica precedente. Succeduto al trono. assieme all'aristocrazia. Lo stesso Filippo III ordinò a tutti di eseguire gli ordini di Lerma come se fossero detti da lui. e neanche questa scelta andava a genio alla popolazione iberica che. in Spagna con il duca di Lerma. che. Filippo duca d'Anjou. portando in Spagna riferimenti all'organizzazione del corpo militare e della corte simili a quelle francesi. e non aspettò per entrare in azione. altri due schieramenti gli tenevano però testa. cooperanti in una sorta di governo collettivo alla fine del Seicento. la corte al tempo di Olivares rimase un modello imitato anche dopo la sua morte. intellettuale. che riducevano le spese e gli uffici. che riuscì a stento a sopravvivere al rigido rituale borgognone e a regnare con più difficoltà del padre. Il successivo matrimonio con la principessa italiana Elisabetta Farnese portò al distacco dalla potestà parigina. in attesa della maggiore età del piccolo Carlo II. Filippo V si dedicò a riforme piuttosto nobili. Filippo III. Durante questo periodo non ci furono favoriti prevalenti. oltre ad imporre un aspetto più centralistico. meticolosa. e grazie alle predisposizioni di Filippo IV ci riuscì perfettamente. figlio del deceduto Filippo II. Il ruolo del sovrano era ormai limitato all'organizzazione di alcune feste e balletti. Quello che si venne a creare fu un governo cristallizzato. ma coloro che garantirono un controllo più o meno adeguato alla situazione erano il conte di Oropesa ed il duca di Medinaceli. La corte in continua ascesa contava ormai più di 1700 persone e Olivares ebbe l'idea di usare la corte come strumento di propaganda per una monarchia fortemente cattolica. e proprio per questo. Il sovrano era ormai sempre più distaccato e assente dalla corte e l'unico aspetto che gli si riconosceva era quello religioso che permetteva una sua canonizzazione. portò aria di cambiamenti. nipote di Luigi XIV. Olivares era pronto a trasmettere l'idea di sovrano come quella di re universale. Al servizio del principe ereditario Filippo. come abbiamo detto. risvegliato un senso patriottico. che permise la creazione di un governo più responsabile e professionale. e si mantenne anche il distacco tra sovrano e sudditi grazie all'etichetta di casa Borgogna. figlia di Vittorio Amedeo II. Filippo d'Anjou. e la successiva bancarotta. portò una brusca fine al regno di Filippo III. in modo da regolare i conti della corona. diventato ormai il favorito di corte. Dal 1622 al 1643 si sviluppò il periodo di un nuovo favorito: il conte di Olivares. mentre Lerma si preoccupò di mantenere un ambiente di corte vivo e di esaltare la sua figura accanto al monarca tramite l'aspetto itinerante di corte. ereditato dalle regole elaborate da Filippo IV e Olivares. Il valido aveva ormai una tale influenza sul sovrano che lo convinse anche a spostare la corte da Madrid a Valladolid. Alla morte di Filippo IV seguì un periodo di crisi a causa della reggenza di Maria Anna d'Austria. che favoriva un ambiente ordinato. degna del titolo che portava. Il compito che si prefisse Olivares fu quello di creare una figura del re nuova. Nonostante questo.000 persone circa. si trovò un'eredità difficile politicamente e socialmente. A chiudere la carriera degli Asburgo in Spagna ci pensò il successore di Carlo II. una successione nuova al trono. L'astio maturato dagli spagnoli verso la regina austriaca aveva portato. cominciò a farsi strada alla stessa maniera del suo predecessore e quando nel 1621 il principe salì al trono come Filippo IV cominciò anche la sua ascesa.

caratterizzata dalla duplicità cortigiana divisa in casa del re e della regina. succeduto però dal diritto dinastico dell'ascesa al trono. quella di Castiglia e quella di Borgogna furono esteriormente soppresse e unificate sotto un'unica casa del re. Il primo dei sovrani dell'era moderna presa in considerazione fu Francesco I. IV. e che entrarono sempre di più in contrasto. la vita artistica e culturale fiorì ed aumentarono il numero delle feste. In primo luogo. e ciò formò un' élite di quelli che sembravano essere dei favoriti. come era stato visto anche negli esempi spagnoli. Fu infatti la casa della principessa che in ambito aristocratico lasciò il maggior seguito anche dopo la morte del marito Filippo V. portò a corte un sostanziale cambiamento. assieme alla loro caratteristica vita di corte. Oltre a questo. ma ciò non significa che non si sviluppò. La corte francese al suo servizio. antiche rappresentatrici della corona. che iniziava con il lever e finiva con il coucher (analogamente a quello che si concepisce in Spagna). anche se dal 1746 anche la casa del re comincia ad assumere nuovi aspetti: con Ferdinando VI e Carlo III l'aspetto economico fu affidato solo ad un sovraintendente. E mentre gli uomini dibattevano e cercavano di accaparrarsi più potere. Ne seguì la fase di reggenza di Caterina De' Medici. facendo in modo che le figure principali della corte fossero essenzialmente due: il gran maestro ed il gran ciambellano. Per esercitare il potere il monarca si serviva. che vide la creazione di nuove cariche quali per esempio il gentiluomo di camera. infatti anche Caterina aveva una cospicua corte al suo seguito. Tutto questo processò subì però una fase di arresto alla morte di Enrico II nel 1559. La corte francese L'autorità dei monarchi francesi. costruita gerarchicamente. che aveva continuato a reggere il governo cercando di mettere d'accordo i capi delle fazioni nobiliari. come già detto. A metà Cinquecento si assisteva così ad un'organizzazione più accurata. con vere e proprie favorite della regina. capo del partito cattolico. I costumi. seppur suddividendoli per ranghi.ambienti cortigiani. L'accesso alla figura del monarca venne distinto ancora maggiormente per ranghi. tanto da invitare. e questo palesava la natura dei monarchi di Francia. i serventi. La fondazione della corte francese nasce con i Valois. Il carattere ultraterreno del sovrano in questa monarchia era molto sentito. uno fisico destinato a dissolversi col tempo e l'altro immortale che stava per la sacralità della sua figura. ad un ambiente meglio gestito e controllato che in precedenza. non con i Borbone. ma . il gran cacciatore ed il gran falconiere (i ruoli militari vennero dotati di attrezzature e potenziati). il ruolo delle donne. tramite un processo che smembrava la vecchia costituzione della corte spagnola. anche se a lungo andare non fu così. Colui che succedette a Francesco I. ereditari della dottrina medievale dei due corpi del re. Concessioni. poi. gli scudieri. con Carlo III le due casate. con cambiamenti per quanto riguarda l'organico di corte e della funzione della corte stessa. fu colma di figure provenienti dalla nobiltà e dalla borghesia che provvidero a dare un'immagine di una monarchia unita. dopo l'equilibrio che il precedente sovrano aveva stabilito. gli unici due che si avvicinavano di più al ruolo di favoriti del re. Enrico II. ha caratterizzato fortemente tutte le altre ed ha dettato legge nel vero senso della parola. in cui la figura principale era costituita principalmente dal re e la sua famiglia. All'inizio del XVI secolo era una struttura abbastanza confusa. capeggiate da Montmorency e Chabot. portò cambiamenti nell'organico cortigiano. era già a priori caratterizzato dalla cerimonia che lo consacrava con l'olio santo. che diede inizio ad una fase di crisi a causa anche della guerra religiosa divisi tra calvinisti e cattolici. cominciò ad affiancarsi a loro in vesti di promotrici di usi e costumi. modesti sotto Francesco furono cambiati con qualcosa di più “reale”. i suoi sudditi come commensali. durante il regno del quale si cominciarono ad avvertire queste trasformazioni. e gli stessi ranghi si organizzarono in modo da avere i gentiluomini di camera. Il ruolo della corte in questi anni viene sminuito a causa della scarsa fiducia che in questa istituzione poneva la regina. La lotta per assumere gli incarichi più importanti continuò però ugualmente attorno al re. Il re era meno riservato dei colleghi spagnoli. del carattere itinerante della corte che lo portava più a contatto con i suoi sudditi fuori dalla corte stessa. Agli inizi degli anni Quaranta cominciarono a crearsi delle fazioni. anzi propenso ad una vita pubblica ampia. dove però la definizione precisa dei ranghi sfumava. a differenza di quello spagnolo. e un nuovo modo di vedere la giornata prevedeva il cerimoniale di ogni fase del giorno. Il sovrano francese. che fu caratterizzata dalle lotte dei membri della corte per conquistare le cariche di maggiore influenza. liberalità e conciliazione furono i tratti principali dell'opera di governo di Caterina. Sotto la breve parentesi di Francesco II questo stato precario si destabilizzò a causa della preponderanza delle cariche riposte nelle mani di Francesco di Guisa.

quello che si vedeva all'orizzonte era il fantasma della vecchia reggenza di Caterina. Un'importante processo con Enrico di Navarra si ebbe con il progressivo accentramento a Parigi e urbanizzazione della stessa. che avevano sempre più potere. oltre a nuove norme emanate dal sovrano. A sedere sul trono. portare ad un periodo di pace. e scandì la giornata del re secondo i cerimoniali visti in precedenza. anche in Francia si avevano numerose altre residenze reali. Tuttavia il momento storico che stavano vivendo. Si inaugura nel 1610 un periodo di nuovo rinnovamento e cambiamento. che era Maria De' Medici. che si occupava di problemi giuridici e finanziari. non permise una pacifica evoluzione dell'ambiente in cui si viveva. qui si sarebbero viste in Richelieu e Mazzarino. A questa famiglia il re pensò di contrapporre dei propri fidati. che fu emulata effettivamente in egual modo da Maria. quello del 1578. contestato e dal carattere arrogante fu ucciso. e facendogli assumere un ruolo centrale a tutti gli effetti. Il re si preoccupò di finire la struttura del Louvre portando a termine i progetti iniziati con Caterina De' Medici. Le successive congiure di Biron e Bouillon. stabilì la quiete a corte dopo i violenti moti. preso potere dopo una guerra. fratello di Francesco II. tramite il quale Maria cercò di mediare fra la corona e la nobiltà e. Essa aveva alcune delle figure più importanti tra il personale. Nonostante questo. Il primo dei Luigi rinascimentali inaugurò la sua stagione governativa con la “nomina” di Luynes a suo favorito. sfortunato. Con il già citato avvento dei Borbone al trono con Enrico IV infatti. una schiera di suoi amici. L'unica attività di corte che per lei meritava d'aver attenzioni erano le feste: tramite queste infatti sosteneva di poter vivere in pace con il suo popolo. tanto da costringere tutti ad andare in giro armati. e in generale cercò di riavvicinare le vedute imposte dal tipo assolutistico di governo di Enrico III. con il nome di Enrico III. ma in particolar modo alla famiglia dei Guisa. e permise lo sviluppo del controllo da parte della nobiltà verso gran parte della corte. Si contrappose al suo predecessore per cercare di colmare la distanza coi sudditi. Il nuovo re mescolò vecchia nobiltà e giovane. come si è già visto in Spagna. favorito di quest'epoca fu Concino Concini. aspetto che avrebbe caratterizzato l'avvento della serie dei Luigi al trono francese. a cui la corte era stata preparata esaltando la sua figura. in misura notevole. erano l'espressione del fatto che il re non era più comandato dalle fazioni. successivo ad una crisi di corte e alla promulgazione dell'editto di Nantes. e creò accanto al Consiglio ristretto. Queste due “fugaci” esperienze al trono. le nuove cariche. Quello che si inaugurava così in Francia era un primo periodo dove figure che in Spagna avevano avuto personaggi del calibro di Lerma e Olivares. violenze. Si passò però così ad una corte e ad una posizione del monarca più assolutistica. e contemporaneamente esaltare la monarchia non solo agli occhi dei sudditi. rappresentate dal cavaliere d'onore e dal primo maggiordomo. già con l'incoronazione di Luigi XIII e il suo successivo matrimonio con Anna d'Austria. con una sola differenza: i primi favoriti francesi non furono confidenti del re fin dal principio. rinominata la guerra dei 3 Enrichi. stavolta toccò a Enrico di Navarra. e ad opera di un Consiglio ristretto fu proprio . scontri. reggente in attesa del figlio Luigi XIII. Da subito il monarca. che invece si trasformò in sede di vendette. Il primo. e si accentuarono gli aspetti clientelari intrattenuti con la nobiltà. che. ora Enrico IV. il primo vero cambio di rotta si ebbe con il terzo dei fratelli Valois: dopo Francesco e Carlo. Nel 1561 Carlo IX. ma anche a quelli di tutta l'Europa che guardava. Ciò che contribuì a tramandare la funzione e la magnificenza della corte fu la casa della regina. anche il loro fratello Enrico salì al trono. I mignons erano uomini che facevano parte della piccola o media nobiltà. quanto più nella struttura politica e istituzionale. Concini ebbe vita brevea corte. occupavano tutti i gradini più alti delle gerarchie francesi cortigiane spesso essendo anche coloro che erano più vicini al re. Un regolamento di corte. Tutto questo fu la conseguenza spontanea della sua politica mite. si cercò una stabilità e si cercò di ridurre le spese che la monarchia doveva intraprendere per mantenere l'ambiente di corte. si trovò a far fronte a una corte che era tutta sotto il controllo della nobiltà. qui con Saint-German e Fontainbleau. sposò una politica più accessibile. al fine anche di estromettere dal governo il figlio da lei odiato. pieno di guerre religiose. ma dalle cariche più basse si fecero largo fino ad ottenere un'influenza che il sovrano non poteva negare. ed a disposizione della popolazione. assieme alle numerose dame donne che la regina contava al suo seguito. Con lui si ebbe un periodo di stasi in quanto a compiti e strutture. Nel 1610 però.soltanto il ruolo della corte non veniva sfruttato a pieno. ereditò il trono lasciato vacante. L'importanza storica dei Valois e del governo reggente di loro madre. l'assassinio dell'ultimo dei Borbone fece sprofondare tutti in un secondo stato di caos. La figura del re divenne più difficilmente raggiungibile. ed alla quale si appoggiava. Gli irrigidimenti cortigiani. non ebbe rilevanze in ambito di corte. fecero però emergere il malumore che si era creato tra i grandi del regno. che ormai assumeva il ruolo di capitale a tutti gli effetti. come già detto. e tutti i metodi applicati da Enrico III continuavano però a pesare dal punto di vista economico. due duchi. ricordati nella storia come i mignons.

lussi e splendori la cara residenza di Versailles. che aveva operato una sorte di ricongiungimento fra il sovrano e sua madre. Le sue originali strategie infatti riguardavano non solo il fatto di prendere le antiche prerogative che avevano i monarchi a lui antecedenti. con gli sfarzi e i lussi cortigiani. Luigi riuscì a placare le proteste degli aristocratici. riempiendo di sfarzi. come poteva essere stato Condé in Francia. Atto rivoluzionario portato avanti. il secondo periodo. incentrarono il suo regno in un'ottica militarizzata con conseguente acquisto d'importanza delle cariche quali gran scudiere. soprannominata le roi machine. Neppure la morte del sovrano e di Richelieu seppe arrestare questa fama e questo progresso francese. fu il sovrano che presenta più particolarità di tutti. riuscivano a prendere prestigio personale e a controllare gli affari statali. strategicamente plasmato da Mazzarino prima notando che il fronte nobile era disomogeneo e poi sfruttando a favore questa caratteristica mettendo gli stessi nobili gli uni contro gli altri. La simbologia che lo consacrava come Re Sole non si sbagliava: fu come una luce per la corte francese che riportò in vita l'antica tradizione dei Valois. Questo però non compromise il fatto che potesse essere aiutato da una cerchia ristretta di fedeli. ma era fermo. che sono principalmente la scandita etichetta regia giornaliera. o Re Sole. come lo stesso Mazzarino che lo dirigeva. capace di grandi cerimoniali. Con la successiva morte di Luynes. tramite la quale gloria in campo di battaglia intendeva consacrare la sua posizione. fuori. per capacità. pur consapevole di dipendere dalla volontà regia. In termini di potere all'interno della corte. emancipandosi definitivamente dalla madre. nonché in istituzioni. Ora la figura dei favoriti giungeva ad una nuova fase evolutiva. il suo posto fu preso da un uomo della statura di Richelieu. poi il susseguirsi annuale delle festività varie. e il potenziamento militare del sovrano. ma aveva accumulato così tante ricchezze che si muoveva agilmente a corte. le feste assumono un carattere fondamentale e un notevole impatto ha la propaganda fatta a favore del re. celebrate a dovere. ma più che altro la politica dei sovrani da Luigi XIV in poi si affiancò a personalità che figuravano nei Consigli reali. Quello che portò al successivo periodo delle cosiddette Fronde. ebbe ragion d'esservi Giulio Mazzarino. e infine i viaggi che la corte ogni tanto intraprendeva.Luigi a decidere l'eliminazione di Concini. Lo stesso Luynes attuò un piano politico simile a quello del duca di Lerma spagnolo. Richelieu. vede la corte stabilirsi definitivamente in una struttura che sarà ricordata come la più grande espressione di un periodo in cui Luigi rappresentò a pieno la sua potenza. infatti non più personalità forti. procedette verso una forma quanto mai più assolutistica. gran falconiere e gran maresciallo. Più che dipendenza divenne una collaborazione. Solo Anna d'Austria riuscì a portare. ma un passo più importante fu svolto dalla decisione di eliminare la figura di primo ministro. il fratello. A coadiuvare la sovrana reggente. Un nuovo compromesso fra corona e aristocrazia venne raggiunto grazie al Conseil d'en haut (Consiglio reale ristretto) e le acque poterono in un primo momento calmarsi. All'interno di questa grande macchina non tutto era tranquillo e pacifico e non mancarono contrasti e divisioni a corte. è vero che lo stile dei Borbone era più umile. con una simile politica. nelle mani di Luynes. un'enorme macchina di governo. purtroppo però non raggiunse mai il pieno potere. Mentre però l'aristocrazia lamentava un eccessivo controllo del patronage da parte del cardinale Richelieu. Il periodo di reggenza del re può essere diviso in due periodi: durante il primo la corte assume un carattere itinerante e le innovazioni e il governo sono meno rigide. La sua corte si presentava allargata e potente. come passerà alla storia. mentre. La corte nacque di nuovo sotto nuova luce. Alla morte di Mazzarino nel 1661 sale al trono uno dei più grandi monarchi della storia della Francia: Luigi XIV. il popolo soffriva una situazione di noia e tristezza. le paure scaturite nel periodo di Maria de' Medici. a causa delle guerre. qualora fossero necessari. continuatore della politica di Richelieu. era un cardinale che non fu però un favorito nel pieno senso della parola: non ebbe mai il pieno potere neanche lui. e aveva messo il sovrano sotto una nuova luce piena di simbolismi e autorità. guidata da Luigi e Luigi solo. Nella nuova reggia il cerimoniale subisce alcune modifiche e la vita viene a svolgersi secondo tre principali motivi. A questo proposito infatti. costruendosi un potere a corte tramite cariche e onorificenze che gli venivano dispensate. Tutta questa magnificenza portò ad uno Stato in cui feste e clamori erano solo riservati dentro la corte. e fu allora che decise di rimettere tutto. e anche a concentrarsi maggiormente alla sua corte che crebbe in cultura. Luigi XIV. i fratellastri e i cugini Borbone. Il regno di Luigi XIII cominciò male: aveva contro la madre. per innovazioni e per sviluppo sociale. tra i quali figurava anche Colbert. un po' restìo. fu il declino del potere nobiliare. potenziò la struttura militare notevolmente e si mise a capo personalmente di quest'ultima. in attesa anche lei della maggiore età del piccolo Luigi XIV. Con Luigi XIII si sviluppa anche una concezione più autoritaria e militarizzata del potere. invece Luigi XIV si accorge che l'aristocrazia perde la sua .

fu colui che rese possibile il definitivo passaggio dalla visione medievale a quella rinascimentale. Nonostante questi aspetti negativi quindi. aristocrazia e borghesia. come era solito nella tradizione inglese. inizio della celebre Rivoluzione francese nel 1789. Pensò di ricorrere ad un aiuto esterno riportando in auge la figura del primo ministro. che ora qui accentrava poteri politici. infatti il primo era legato allo stesso re. La “magnificenza” regia. questo accentramento dei poteri. e riportò alla figura del monarca la sua vecchia gloria e maestà. Ma colei che influenzò le scelte politiche del sovrano più di tutti fu Madame Pompadour. ma tramite l'istituzione di una privy chamber il re si assicurò anche aspetti politici e culturali a suo favore. quello che appariva era un re desacralizzato e in declino. come quelle di Trianon e Marly. . Con la desacralizzazione della sua figura. dove si dedicava alla caccia. Dopo gli ultimi anni turbolenti del re. che sa affidarsi alla nobiltà e che vede la corte come il centro di amministrazione statale. Arrancandosi tra petit cabinets e metodi di governo sempre più dubbi. si prefiggeva di imporre tramite una repressione antinobiliare e una particolare politica fiscale. V. La regina stessa si impose a corte schierandosi ora con una fazione. Anch'egli sfuggì numerose volte da Versailles preferendogli sedi quali quella di Choisy e La Muette. che diventarono veri e propri ambienti esclusivi per persone fidate del re. Le cause di questo fenomeno sono: la ribalta di un'élite culturalmente molto avanzata. ora con un'altra. si ostentava con i banchetti pubblici che il re riservava ai suoi sudditi. Versailles cadde in rovina in concomitanza alla reggenza del fratello del re. Ma ormai la situazione era agli sgoccioli. quello che non lo era però era la figura della corte. mentre il terzo al nipote di Luigi. a causa dei suoi comportamenti discutibili. costrinsero Luigi ad evadere verso altre sedi. Anche alle donne era riservato l'onere della corona. Tuttavia non fu curato solo l'aspetto di facciata della monarchia. Luigi XV si impegnò per riportare il vecchio lustro a Versailles e alla corte. che non venne intaccata come organico e continuò a comportare spese enormi. che riguardavano però solo la personalità del re e non quello che gli stava intorno. il quale preferì inoltre creare i cosiddetti petits cabinets. che porta sul trono la dinastia Tudor. Il primo monarca dell'era moderna è Enrico VII. La corte inglese Un'eccezione nuova rappresenta la visione della corte e della politica inglese. Era un sovrano irresoluto. che assicuravano un'opinione positiva sul suo conto. trasformò la sua reputazione da “Beneamato” a “Malvoluto”. ecclesiastici e sociali è il nuovo aspetto che caratterizza la vita del monarca inglese. clero. uscita vittoriosa dalla precedente guerra delle Due Rose. Si vennero a creare tre “partiti” all'interno della corte che riguardavano però solo la famiglia reale. che comportò uno scioglimento di ogni sistema politico e sociale francese. Filippo d'Orleans. ora assunta da Fleury. veniva limitato da un'istituzione nuova che era il Parlamento. in attesa che Luigi XV raggiungesse la maggiore età. Luigi XVI. Quando il tutto portò alla presa della Bastiglia. senza personalità. A seguito di riforme che avevano lo scopo di far diminuire i deficit. il secondo al gran Delfino. del re. per assolvere alle sue funzioni regie. il risanamento delle risorse finanziarie. in Inghilterra. Versailles sempre più una prigione mentre l'età dei Lumi portava una nuova ragione nelle teste aristocratiche e borghesi. amante di Luigi XV. La vera impennata qualitativa si ebbe però soltanto con il suo successore: Enrico VIII Tudor. giudiziari. orchestrando le varie fazioni all'interno dell'ambiente cortigiano. ma con scarsi risultati. e così subiranno questa influenza negativa anche i successori di Luigi XIV. Salito al trono. Una vera crisi si ebbe con il suo successore. rappresentato da nobiltà. Se la figura del re era in declino. Anche il Re Sole si era fatto prendere quindi dalla rigidità di Versailles. L'unico pregio di Filippo fu quello di mantenere ed assicurare al futuro Luigi XV un potere regio intatto. il duca di Borgogna. divina e dinastica. Il cerimoniale era ormai macchinoso e rigido e veniva evitato dal monarca. piccole stanze appartate in cui discuteva con altri funzionari. che trovò la sfortuna di avere accanto una regina che non lo aiutava. il re sembrava essere ancora estraneo a quello che sarebbe stato la fine del suo regno. La politica del primo dei Tudor al trono. una perdita di legittimità della corona che non riusciva più a governare idoneamente e l'aspetto che separava il re da Versailles. sua grande passione. Egli incarnava perfettamente tutti gli aspetti di un principe del Rinascimento. e solo alla sua morte Luigi acquistò la piena autonomia dei suoi poteri. Tuttavia. tanto da dover fuggire da essa.influenza a corte e non esita a limitarne ancora di più il potere ai prìncipi e a stabilire nuove regole di successione secondo le sue vedute. Luigi XVI procedette con numerosi tagli. La duplice natura. La pressione che esercitava Versailles con la sua rigida etichetta. possiamo dedurre che la corte non ebbe un vero e proprio declino con Luigi XV.

Un secondo periodo del regno di Enrico VIII si ha con l'affrancamento da Wolsey. ma anche il re. L'etichetta però creata da Enrico VIII fece in modo che la crisi fu superata anche quando al trono subentrò la prima figura femminile rinascimentale. anche con Enrico che però a sua volta non era totalmente estraneo da condizionamenti di chi lo circondava. situata sulla riva del Tamigi. Cecil. La creazione di nuove cariche. e da quel momento assumerà un comportamento più autoritario.Nei primi anni del suo regno concentrò la sua attenzione sull'aspetto militare del suo governo. mantenne la struttura e la funzione che aveva assunto fino a quel momento il privy council e riuscì ad ottenere una coesione a corte davvero significativa. la già citata Maria Tudor. sottolineandone la sacralità. che mai si sovrapposero e governarono insieme al monarca in modo omogeneo. si ottenne un equilibrio ancora maggiore. che sapeva di poter vivere con lui in un certo equilibrio. La regina continuò la linea continua della corte che si era sviluppata fino ad allora e chiamò aristocratici e nobili al suo servizio in egual misura. limitata al potere e a cui contrappose una privy chamber sempre più potente. L'equilibrio tra le fazioni le garantì un regno prospero. Enrico VIII si trovò così costretto a riformare il Consiglio. che assumeva quindi un carattere più potente della privy chamber. Decise di togliere ogni dubbio sulla figura di una donna a capo del regno mantenendo una linea che la rappresentava come la regina vergine. che con i suoi 45 anni di regno divenne un mito nella storia. lussuosa e per alcuni versi anche chiassosa. ma in questo senso Elisabetta non fu colta impreparata. Elisabetta vinse tutti i pregiudizi e venne osannata a tal punto da essere paragonata ad Astrea. la ricercatezza nel vestiario e la collaborazione con Wolsey. e uno dei tanti personaggi ad influenzare il re fu Thomas Cromwell. Thomas Wolsey. il controllo sull'aristocrazia. che prevedeva una struttura edificata in modo che gli appartamenti del re non fossero facilmente raggiungibili. fazioni si combatterono per l'ascesa al trono del figlio Edoardo. Tramite questa politica il sovrano controllava la sua corte. Ora. ricoperta dall'arcivescovo di York. Fu proprio Wolsey che tenne il comando dell'Inghilterra per circa quindici anni e si trovava a governare non solo il regno. La scelta della sede per quanto riguarda i sovrani inglesi si ebbe proprio con Enrico VIII che cominciò decidendo di stabilirsi a Whitehall. decise di affidarsi alla figura di primo ministro. come poi fu anche rinominata. permisero al governo e alla corte inglese di concorrere con le altre monarchie contemporanee e di presentare una corte che era grande. Fu proprio questa severità che caratterizzò gli ultimi anni di Enrico VIII. In seguito. il privy council. Grazie a Cromwell venne ridefinito il Parlamento con quella che era la teoria del potere del re. si incarnò nella figura di Elisabetta I. la regina che caratterizzò la vita inglese più di tutte le altre. contraddistinta da purezza che era paragonabile solo alle dee della mitologia. era legato a due élites: quella cortigiana e quella di governo. Affiancata anche da una nuova figura. l'onnipresenza della musica a corte. Naturalmente i problemi non tardarono a sorgere e una della questioni principali era il problema del matrimonio della regina e della successioni dinastica. che attaccava anche la forma del governo. ed a condannare Cromwell a morte. La corte si manifestò come luogo principale in cui queste influenze potevano nascere ed evolversi ed i cortigiani influenzarono il re anche sulle sue scelte matrimoniali come nel caso di Anne Boleyn. dando potere anche ai nobili. a cui seguì una fortuna sul campo di battaglia contro la Francia. A parte Maria Tudor. in modo da non scontentare nessuno. e questa sintomatica aveva preannunciato gli anni che ne seguiranno all'elezione di Edoardo VI e Maria Tudor. a causa della sua scarsa esperienza in ambito burocratico. Tramite questa oculata simbologia che le procurava un riscontro positivo tra la corte. il ciambellano e il grand scudiere (Master of the Horse). secondo la quale il sovrano acquistava maggiore spessore spirituale e il Parlamento veniva ridefinito. così. Il potere esercitato da Wolsey prima e da Cromwell poi. Cromwell era un burocrate calcolatore che aveva trasformato il privy council facendogli assumere le caratteristiche tipiche della sua personalità. In previsione della morte del monarca. naturalmente fu la causa di rivolte nate dalla protesta della nobiltà di corte. ma nonostante questo non furono mai nessuno dei due succubi dell'altro. che suggerisce di optare verso il consiglio come motore vero del regno. Durante il periodo dei primi anni del Cinquecento. I dati che provengono da quegli anni non ci permettono tuttavia di definire bene due aspetti della corte: . alla figura del sovrano si identifica chiaramente l'influenza esercitata sul Parlamento. e facendo in modo di essere l'anello di congiunzione tra esso e la regina. quali il siniscalco ( High Steward). ma che non osava sfidarlo a causa della sua severità. Creò un privy council accanto alla privy chamber ed emanò le Ordinanze di Eltham che riformarono casa e Consiglio del re.

era quella di non essere strumento di influenza da parte degli eventuali mariti o parenti. ora più inarrivabile. Una corte statica e un equilibrio all'interno del consiglio le permisero un regime stabile. portò inoltre ad un allontanamento progressivo fra corte e monarca. e per ovviare al problema decise di dare alla Bed chamber un carattere simile a quello che avevano i petits cabinets francesi in quel periodo. le opere bellicose inglesi nelle guerre d'Europa non contribuirono a facilitare la situazione. quella degli Stuart che erano presenti in Scozia. messe a capo dei vari consigli e al seguito come servitrici della regina. in quanto le gerarchie non erano ben definite. vecchia regina. sebbene in diversa maniera. figlio di Giacomo. Egli non servì di un solo favorito. in seguito. Re Giacomo governava assieme al suo fidato ministro Robert Cecil. Una nota positiva fu che Carlo ridiede un tono normale e dignitoso alla corte. Gli unici punti che cambiò Elisabetta. e che raggiunse in poco tempo la vetta del potere a corte in quasi tutti gli ambiti. ed il principe Carlo I. l'ansia dei cortigiani impoveriti. che non seguì le idee auto celebrative di Elisabetta. figlio del primo Cecil. Nonostante questo anche gli uomini assumevano cariche di elevato spessore. Fra gli aristocratici di corte e gli scozzesi. e quello finanziario. il quale aveva sulle spalle il peso dell'interno governo. sale al trono una nuova dinastia. In modo abbastanza prevedibile. che furono invece notevolmente cambiate. considerato da lui come un figlio. dettato dal fatto che il re elargiva numerosi benefici più ai secondi. da tempo ormai numerosi a corte. mantenne l'equilibrio fra inglesi e scozzese precedentemente instaurato nella precedente politica e introdusse nell'organismo i suoi confidenti. al contrario del ruolo decisivo che aveva avuto sotto la precedente sovrana. Il passaggio di governo da una dinastia all'altra non aveva avuto grandi traumi. Le tensioni interne. cominciò a non andare più a genio a quelli che con lui dividevano gli ambienti cortigiani. sulla quale la regina non transigeva. alimentato dalle convinzioni di quei tempi dell'inadeguatezza di una figura femminile ora al comando. decise di condurre gli affari di Stato in modo più deciso. Elisabetta I non riusciva più a controllare l'ambiente tramite il meccanismo della concessione dei favori che l'aveva aiutata durante il suo regno. Quando fu chiaro che la sovrana né si sarebbe sposata né avrebbe avuto eredi. Nonostante gli ultimi sforzi. Elisabetta I. sotto Giacomo VI Stuart. riuscì a conquistare la fiducia della sovrana. furono l'istituzione accanto alla privy chamber della Bed chamber e l'eliminazione della figura dei paggi. il regno della regina cominciò ad incrinarsi. che fattosi largo “dal basso”. Alla fine. In seguito alla chiusura del Parlamento da parte del principe ereditario Carlo I. A partire dalla metà degli anni Ottanta però. Dopo lei infatti. non basandosi sul metodo di scegliere una figura. anche Giacomo I d'Inghilterra decise di affidarsi a dei favoriti. per motivi che andavano contro al ministro Villiers. Cominciò una vera e propria campagna pubblicitaria che la esaltava a pari delle antiche dee vergini. ma preferì avere una schiera di fidati al suo seguito. che mantenne una corrente conservatrice. inoltre. avendo attirato l'invidia di molti. come in Spagna accadeva con i validos.quello di come era organizzata. a causa degli enormi problemi riguardanti il patronage. la cui unica prerogativa. il cerimoniale diventato una grande farsa recitata da giovani aristocratici che volevano ingraziarsi la. Ora quindi il Consiglio privato si trasformò in un organo dove avvenivano continue dispute. Villiers fu assassinato nel 1628. che prendeva le redini in seguito alla morte di Cecil. assieme ad un particolare momento storico di crisi economica. Questi emblematici viaggi della corona rafforzarono la sua autorità e l'opinione pubblica nei suoi confronti. prima con Carr. Nonostante queste novità il sovrano riuscì a dare comunque un tocco baroccheggiante alla corte e a riportare la fama di corte inglesi alle vecchie glorie. protagoniste della mitologia greca: mentre il carattere itinerante della corte era prima visto per necessità ora erano rappresentativi del potere della regina. mantenendo intatto lo scheletro del regno che i suoi predecessori avevano costruito. Un ruolo basilare l'avevano anche le donne. ormai salito al trono. si affidò alla sapienza di molti uomini. lo stesso non si può dire per la pratica di governo e la vita di corte. il regno di Elisabetta si concluse quasi a furor di popolo. poi con George Villiers che diventò il favorito preferito del sovrano. dopo le stravaganze di suo . La differenza di culto del sovrano che si era avvertita con la nuova politica di Giacomo. nacque un astio. oramai. Quello che caratterizzò il periodo successivo fu il rapporto fra re e Parlamento che si era aggravato durante l'ultimo periodo di reggenza di Elisabetta I. la regina decise di rimarcare la sua figura per ingraziarsi il popolo. tra i quali però emerse la figura di Dudley. aggravata dalle ingenti spese della corte che si dovevano sostenere.

che tuttavia sotto alcuni aspetti continuava ad apparire caotica. Il vero cambiamento verso una politica parlamentare si ebbe con l'ascesa di Anna d'Austria. a favore del ruolo del Parlamento coincideva col maggiore peso politico esercitato dagli Whigs. che tornarono con Carlo II che maturò numerosi insegnamenti dopo l'esperienza da esule. già visto in Spagna in quanto unificava i due regni. si assicurò di inserire l'impero nel quadro europeo facendo sposare al suo stesso figlio Filippo la principessa Giovanna di Castiglia. Il ruolo di Carlo V. e così l'appellativo di impero ora era pienamente legittimato. Il ruolo del Parlamento non era ancora “libero”. uno a favore del Parlamento. In un primo luogo Massimiliano preferì Innsbruck (che mai assunse il ruolo né l'aspetto di una capitale) a Vienna. il potere poté concentrarsi e svilupparsi maggiormente in mano dell'imperatore che ora puntava ad un'espansione e al consolidamento del suo prestigio. già usate precedentemente da Giacomo I. riuscì però a realizzare un compromesso politico chiamando anche uomini che avevano servito i precedenti re inglesi. Curò la cultura della sua corte e si preoccupò di organizzare feste e rappresentazioni quali le masques. gli stati di Boemia e Ungheria. Il comando in Inghilterra fu assunto dal sovrano olandese Guglielmo II d'Orange. furono invece gli aspetti riguardanti lo svago. tramite anche la strategia dei matrimoni.padre che avevano portato corruzione e malcostumi. La corte asburgica tuttavia presentava ancora caratteristiche ereditate dal periodo medievale. e dall'altro l'aspetto libertino della sua vita sentimentale. staccati fisicamente dai domini asburgici. ma da un imperatore. uno a favore della monarchia. che non era ancora adatta al ruolo di capitale. che comportò il declino della cultura cortigiana. Da un lato la necessità di dialogo politico. in quello che può considerarsi un governo di monarchia parlamentare. La corte degli Asburgo Il potere esercitato dagli Asburgo di Austria ha un carattere nuovo. portò però altri contrasti che sfociarono nel distacco totale tra monarchia e Parlamento e la caduta in disgrazia dello stesso valido inglese. In un primo momento l'opera di rafforzamento della corte non portò dei sostanziali cambiamenti ad un organico ancora ridotto. Clarendon. ristabilì il vecchio cerimoniale ormai entrato in disuso e diede ordine alla corte. i Whigs. Restaurò Whitehall e abbellì Londra. L'eccessivo stato di tumulto rese necessario però l'intervento degli Stuart in esilio. nuovo monarca filocattolico che aveva suscitato le preoccupazioni dell'organo parlamentare. e comunque non si precluse grazie a questo il carattere itinerante della sua corte. a causa della preferenza che andava ai suoi stessi connazionali. oltre che una forte azione di propaganda. VI. Si aggiunsero a partire dal Cinquecento sotto la corona imperiale due stati. non ebbe motivo di evolversi in . come la musica o gli spettacoli. a differenza di quello al servizio della regina. Regina. gli stati della penisola si unirono sotto il Commonwealth e la guida di Cromwell. Una progressiva dissoluzione della corte. il quale sposato con Maria di Borgogna. Suscitando ire. Una grande tradizione imperiale. i Tories. incrementando un fenomeno di urbanizzazione della città che aveva pari solo in Spagna con l'esempio di Madrid e in Francia con Parigi. unita ad un composito carattere asburgico ne fondavano la struttura. che costrinsero l'erede della corona Carlo II a fuggire in esilio. che aveva ereditato il titolo dal Sacro Romano Impero. che le permisero di assumere una propria identità. tramite il quale aiuto il popolo inglese era riuscito a liberarsi dagli Stuart. Il primo problema affrontato dall'imperatore fu quello dell'impossibilità dell'attuazione dei suoi piani a causa della scarsità dei fondi. La decisione dell'elezione informale di un nuovo favorito. e portò alla deposizione di Giacomo II. Il fondatore di questo impero fu il citato Massimiliano I. in congiunta alle due Camere e al Parlamento ora regnavano insieme. in quanto dipendevano ancora dal favore regio. Unico elemento distintivo di una corte che stentava a distinguersi. in quanto non aveva una sede fissa e la nobiltà che faceva parte della corte proveniva da terre ereditarie. Soltanto con l'elezione di Massimiliano I nel 1490. dentro la quale un ruolo importante era rappresentato dai grandi elettori imperiali. ed è proprio per questo che non esitò ad attuare una riorganizzazione del governo tedesco. rappresentato dal fatto che il sovrano degli stati “tedeschi” degli Asburgo erano rappresentati non più da un re. A seguito della prima Rivoluzione inglese con conseguente decapitazione di Carlo I. erano però i due aspetti contrastanti della politica Stuart dopo la breve esperienza di Cromwell. Ora si venivano a creare in Parlamento due nuovi schieramenti. anche lui.

devoto (sebbene sospettato di seguire un'idea protestante) e acculturato. Consiglio aulico imperiale e Consiglio segreto erano gli organi principali. che regnò . ma tenere una politica discreta e oculata per mantenere l'equilibrio interno e tenere sotto controllo i confini. e si prefisse di organizzare la corte e accentrare il governo. come ad esempio l'opera di riconciliazione fra le varie componenti religiose del paese e la mediazione pacifica con l'Impero ottomano. quello religioso molto attenzionato. Il tratto cosmopolita che assumeva ora la corte di Massimiliano II. Egli perfezionò i cerimoniali secondo l'etichetta classica. raffinato. In questo governo. che salito al trono come Massimiliano II. la diffusione dell'aspetto culturale a corte fu incitato. e si procedette verso un'espansione della corte considerevole. Questo seguito spagnolo favorì la nascita di matrimoni austro-spagnoli che rafforzarono il rapporto tra le due monarchie. al contrario di molti altri monarchi famosi per le loro unioni extraconiugali. Il suo esempio di pietas era ovunque apprezzato. dove si notano l'esistenza di uffici onorari ed effettivi. Questo gran ciambellano cominciò a farsi valere e ad attrarre tutte le attenzioni del monarca diventando uno dei più grandi influenti a corte. Ferdinando si faceva aiutare da un Consiglio segreto comprendente pochi fidati consiglieri e i figli. succeduto a Massimiliano. consolidò l'istituzione della corte e curò l'aspetto del cerimoniale. senza dover per forza competere con le potenze europee a lui contemporanee: non perché gli Asburgo tendessero meno a prevalere sugli altri. Ferdinando non conobbe limiti e il suo regno continuò a proliferare. tramite il matrimonio. venne accentuato dalla miriade di personalità italiane e iberiche che di lì passarono. ai quali secondo tradizione doveva lasciare il trono.Germania perché si concentrò maggiormente sull'aspetto ispano-borgognone dell'ambiente al suo servizio. Sposò Maria d'Asburgo e fece compilare numerosi elenchi del personale. le due corone d'Asburgo e di Boemia e Ungheria. La sua politica si può considerare clemente verso quelli che erano i suoi doveri. Anche nel regno asburgico cominciarono così a farsi strada alcune personalità. neanche l'autonomia esercitata dalla nobiltà lo ostacolava. ma l'unico suo merito fu quello di suggellare. in particolar modo quello ad oriente dove era sempre più pressante la minaccia turca. insieme alla fedeltà coniugale che lo rendeva un perfetto esempio di sovrano cattolico. La figura del monarca venne esaltata sotto questo aspetto in quanto la politica di neutralità ed equilibrio venne molto apprezzata. ed introdussero uffici come la Cancelleria e i nuovi Consigli. cosi che Ferdinando non poté mai agire come voleva. passato subito fra i ranghi più elevati gerarchicamente. Ma a causa della sua posizione centrale europea. prima fra tutte quella di Adam von Dietrichstein. Quando salì al trono. Dietrichstein mantenne la sua carica anche sotto Rodolfo II. Durante gli ultimi anni al trono di Ferdinando. La corte maturò atteggiamenti strettamente legati alla fedeltà verso i sovrani e anche al culto dell'ortodossia cattolica. Con Ferdinando si ebbe l'insediamento a Vienna. così che tramite questa politica che manteneva un profilo basso si esaltava il carattere tranquillo del suo governo. da buon cortigiano modello. stava avendo un'evoluzione anche la corte al servizio del principe ereditario Massimiliano. La corte conobbe gli sfarzi e assunse un aspetto imperiale anche in vista dell'eredità da lasciare ai figli di Ferdinando. costituiti dall'aristocrazia tedesca ed austriaca. i territori si trovavano costantemente minacciati dalle potenze confinanti. e a questo proposito emanò dei regolamenti che dal 1537 costituirono le fondamenta per la corte fino al XIX secolo. Massimiliano II era ormai perfettamente inserito a corte. Oltre a questi una personalità che spiccò a corte fu quella di Gùzman. Fu proprio Ferdinando che ebbe il ruolo di consolidare i regni. che ridefinirono i ruoli a corte. portati in Germania da Maria d'Asburgo che giunse nell'impero con un seguito di nobili stranieri notevole. sostenitore del re. unendo Ferdinando e Maria d'Asburgo a Anna e Luigi Jagellone. e una forte identità della nobiltà che non si sottomise al potere in ambito cortigiano di Ferdinando. ma perché la loro posizione delicata glielo impediva. sobrio ed elegante. Diventato re dei regni di Boemia e Ungheria e successivamente Imperatore. Le principali innovazioni riguardarono la carica di gran maestro e la suddivisione in sezione che suggeriva la casa borgognona.

era colto. venne totalmente annessa all'impero. che ora ne dettava le regole religiose e politiche. pieno di pietas e umano. in caso di eresia. La politica d'equilibrio asburgica venne spezzata con la successione al trono di Ferdinando II. che si sviluppò e crebbe. Con la caduta in disgrazia dei due. Il ruolo delle imperatrici fu fondamentale per la politica asburgica. comprese che era necessario per il suo regno che stava per nascere. o ribellione. Anche le forme di governo tramite le quali esprimeva il suo potere crebbero. L'imperatore ebbe però un breve periodo di reggenza perché morì nel 1619 dopo soli 4 anni di regno. Le crisi politiche che scaturirono dalle guerre che interessavano l'Europa furono altresì superate tramite accordi con l'aristocrazia e con la nobiltà. Egli fu preso a modello come imperatore asburgico a cui tutti potevano far riferimento. parsimonioso. e si dedicò anima e corpo alla politica. fu proprio per questo che si dedicò fin da subito in questa direzione. che si trovò anche a presiedere il Consiglio segreto al posto di Rodolfo quando lo stesso non poteva. Ferdinando III non trovò scuse per dedicarsi solo all'aspetto bellicoso. nonostante il ridimensionamento della stessa dal precedente Mattia. che vedeva schierate due fazioni parallele capitanate l'una dagli ufficiali dell'aristocrazia ceca e l'altra da funzionari tedeschi. severo e autoritario operò molte repressioni anche a seguito delle faide religiose che stavano avendo luogo nel paese. rispettivamente maggiordomo maggiore e maresciallo della corte. Tra i due. Le sue uniche distrazioni erano la caccia e la musica. e la corte crebbe così tanto che arrivò a contare 1073 sudditi nel 1612. La Boemia. Sotto il nuovo imperatore Mattia si operò una riorganizzazione dei vari ambienti e della corte e il trasferimento nella vecchia Vienna. non assunsero mai un potere totale condizionando l'imperatore. ambiente dove l'aristocrazia e la nobiltà si fondevano. che assunse un aspetto più organizzato. chi riuscì ad accentrare una certa influenza nelle sue mani fu Rumpf. e il cattolicesimo e l'adesione a tale movimento fu considerato ora come segno di lealtà. ma nonostante l'impiego anche delle sue forze. a questo punto. Fermo sulla linea della pietas austriaca che caratterizzava le famiglie reali austriache e con scarse attinenze alla politica. A questo punto alla fine del regno di Ferdinando II. e alle quali. un ridimensionamento della corte e nuove misure da adottare. come i Consigli e le Cancellerie. Nonostante questo. la corte asburgica così poté evolversi sotto l'aspetto delle grandi cariche: il ruolo principale del maresciallo era ora occupato dal maggiordomo maggiore e dal gran ciambellano. all'inizio della Guerra dei Trent'anni. Ciò che ne derivò fu il caos amministrativo. Vienna assunse il suo ruolo di capitale a pieno. Mentre per quanto riguarda la corte. nominando una commissione che aveva il compito di risolvere i problemi relativi anche all'organizzazione ed al cerimoniale. Ferdinando III. il suo erede. nonché più riservato rispetto ai monarchi francesi. tese a delegare la maggior parte dei suoi incarichi. Con Rodolfo si presentò un periodo di instabilità sotto alcuni aspetti. il secondo appoggiando il movimento della Controriforma che gli portò un buon seguito. A Dietrichstein succedettero figure che andavano più a genio all'imperatore. subì un incremento dato dalle nuove necessità regie. si prospettò un periodo di crisi politica. Rodolfo cedette alle pressioni e assunse un atteggiamento sempre più schivo. che ora vedeva le principesse . Rodolfo all'inizio del suo regno trasferì la sede della corte a Praga. cortigiano e politico. a causa del suo carattere quasi misantropico. A pari passo delle altre monarchie rinascimentali. La Guerra dei Trent'anni continuava a combattersi. in quanto le altre residenze dell'imperatore persero la loro funzionalità per concentrare tutto nella capitale austriaca. come quello monarchico. però al contrario dei loro contemporanei in Spagna. ottenne nonostante questo dei primi successi. I favoriti alla corte degli imperatori ci furono. il primo relativo alla battaglia della Montagna Bianca. e queste figure erano incarnate da Rumpf e Trautson. Francia ed Inghilterra.fino al 1612.

sotto Carlo VI si potrebbe parlare di favorito con la figura di Althann. ai vecchi cerimoniali e a Vienna. la creazione della sopracitata Conferenza. figure come Trautmansdorf e Johann Weickard von Auersperg. e basò la sua politica di governo sul ruolo principale del Consiglio di Conferenza. e a beneficiare di questo fenomeno furono gli aristocratici alla base della monarchia degli imperatori. le Cancellerie insieme alla Conferenza rimarcarono il loro ruolo chiave e Vienna conobbe un nuovo periodo di crescita. erede al trono. a favore degli Asburgo). dopo di lui salì al trono Leopoldo I. la seconda riuscì a prendere il potere. e il numero dei consiglieri privati però crebbe. dopo l'assedio e conseguente vittoria turca. suo padre. potendo ora concentrare le loro forze su un territorio più definito. La corte. dapprima contestato dal fratello di Ferdinando. Leopoldo Guglielmo. alla morte di Carlo VI. Al fine di accentrare il carattere politico e amministrativo del governo decise di creare l'ordine del Direttorio e basare il suo operato sulla disciplina e sulla costanza. da un lato portò agli Asburgo una perdita di prestigio nei loro territori. lussuosa e sfarzosa sotto intenzione di Carlo. Dopo la pace di Westfalia.spagnole accompagnare gli imperatori. a corte e nel governo. Giuseppe I contestò la politica paterna. e volenteroso di portare innovazioni in ambito politico. fratello di Giuseppe continua la crescita della corte e contribuì in maniera ridotta anche lo stesso imperatore Giuseppe I. Riportò lustro alla corte. . Il regno di Leopoldo I può dividersi in due fasi: . Con Carlo. si verificò una trasformazione del dominio asburgico.nella prima fase. dall'altro gli permise di rafforzare i domini austriaci. non si può neanche omettere l'importanza che ebbero. da parte dell'esercito ottomano. Data la sua tendenza a lasciare il potere in mano di altri. emersi facendosi strada tra gli impieghi più importanti. il ruolo di passatempo principale della musica. che ebbe anche problemi d'amministrazione in seguito alle recenti annessioni asburgiche. I principali aspetto del suo regno furono: la mancanza di veri favoriti ma un effettivo ruolo in funzione di tale carica da qualche fidato dell'imperatore. “l'ordine disordinato” della sua corte. che mise fine alla Guerra dei Trent'anni. si sviluppò una politica prudente che fu la causa di una politica intermittente. il controllo di Leopoldo sull'aristocrazia. antecedente all'assedio. ma non come. il quale video allontanarsi da lui il destino della Germania e lo sviluppo di una strategia di corte più autonoma. una continua spesa che non era indifferente e una militarizzazione che fu sì grande. sono i punti per analizzare l'opera di governo di Leopoldo I. Nel 1740. e suo padre continuò a regnare fino al 1657. Tuttavia la sua opera poi non si distaccò molto dall'operato di Ferdinando.nella seconda fase. Nacquero in questo periodo di governo giuseppino molte tensioni e fazioni che minacciavano la stabilità del paese. amava la musica. mise a capo delle cariche più influenti i suoi “favoriti”. Questo fenomeno dei favoriti si sviluppò parallelamente all'ingrandimento del Consiglio segreto e della sua importanza. Ferdinando IV. la storiografia neghi il ruolo chiave dei favoriti asburgici. dopo una breve fase di confusione data dalla contemporanea elezione di Carlo VII e Maria Teresa d'Austria. e diede il vecchio splendore alla sua dinastia. Nessun miglioramento sotto il governo del fratello Carlo VI. Tale cambiamento. sancendo un'alleanza con la Spagna e Madrid. intenzionata a cambiare il volto del paese in positivo. Questa situazione creò a corte una corrente filospagnola che ne influenzò il carattere. facendo in modo che la capitale austriaca non avesse niente da invidiare alla Parigi di Luigi XIV. di Vienna. e lo stesso Ferdinando III sposò la figlia del re Filippo III. il teatro e la danza. Questi. contro la minaccia turca. morì prematuramente. che ricoprì per due volte la carica di cavallerizzo maggiore. cominciò le opere militari contro l'Impero ottomano (finite con la pace di Carlowitz. Tutto questo ad opera di Leopoldo I. Nonostante. come accennato prima. quella francese dell'epoca. contesa che non ebbe molto seguito. ad esempio. a cui poi succedette Giuseppe I. .

senza però intaccare l'istituzione della corte. Davide Panfalone . a causa della Guerra dei Sette Anni. Quando Giuseppe II succedette a sua madre.Negli ultimi anni del suo regno. il periodo moderno della storia degli Asburgo. iniziò il primo regno di quello definito “dispotismo illuminato”. che saranno protagoniste dei secoli successivi. fu coadiuvata dal figlio Giuseppe II per l'attuazione di nuove riforme. Finiva con queste nuove visioni.