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Transurfing: intervista esclusiva a Vadim Zeland

In anteprima per i nostri visitatori uno stralcio dell’intervista esclusiva che Vadim Zeland ha rilasciato a Scienza e Conoscenza pubblicata integralmente nel numero 32

Il Transurfing è una tecnica, un’antico sapere di cui Vadim Zeland si considera un “ritrasmettitore”. L’insieme delle tecniche del Transurfing mira al raggiungimento da parte di ciascuno di ciò che egli desidera nella propria vita. In questo senso la realtà è vista come uno spazio delle varianti in cui ogni evento, ogni situazione, ogni dimanica è potenzialmente esistente e contemplata: sta a noi scegliere la linea della vita in cui la situazione che vogliamo ottenere è già presente e realizzata. Importante notare come nel Transurfing si parli di “ottenere” e non di “raggiungere”: questo implica che non ci sia sforzo o inutile dispendio di energie nell’avere ciò che si desidera.

Ma andiamo a leggere cosa ci ha raccontato Vadim Zeland!
Scienza e Conoscenza: Ne Lo spazio delle varianti affermi che il rimpianto per i tempi andati e la deprecazione del presente sono caratteristiche comuni a tutte le generazioni e che, se le cose stessero davvero così, il genere umano si sarebbe estinto da un pezzo. Eppure non penso si possa negare lo stato di profonda crisi ecologica e sociale in cui versa oggi il pianeta terra. Il Transurfing può essere applicato anche al livello globale? Può avere benefici effetti sulla vita del pianeta nella sua complessità e multiformità o rimane una tecnica sostanzialmente individualistica? Vadim Zeland: Purtroppo sì, il Transurfing è una tecnica prettamente individuale. Provate un po’ a convincere le persone a visualizzare tutte insieme qualcosa di positivo per il nostro pianeta. Non ci

Anzi. considerando che la coscienza collettiva forma una realtà corrispondente. La ragione vede i sogni come se fossero un film sul grande schermo. Ma ciò accade di rado: per questo motivo non vale la pena attribuire ai sogni un grande significato. Il loro compito è lo stesso: attirare attenzione. Anche se ci si spaventa a vicenda prima di andare a letto. Di nuovo. quelle non realizzate. e guardarsele. a dirla volgarmente. nel dato momento. brilla. Queste lampadine si accendono e si spengono. Di fatto i pensieri non si trovano dentro al cervello. creando un pandemonio. dallo spazio delle varianti. Nel sogno l’uomo può “prendere dalle mensole” le altre pellicole. il mattino ci si sveglia ancora allegri e spensierati. come su uno schermo. Tratto da Scienza e Conoscenza Non perdere ad Aprile Scienza e Conoscenza numero 32 con l'intervista esclusiva a Vadim Zeland ed il numero 31 già disponibile su Macrolibrarsi.riuscirete. Scienza e Conoscenza: Nel libro affermi che i nostri sogni sono viaggi dell'anima nello spazio delle varianti. A volte i sogni si avverano. Ospite d'Onore della Giornata: Vadim Zeland . quando una lampadina si accende nel campo morfologico si stabilisce un legame con un determinato settore dello spazio delle varianti. Questo succede quando nel sogno è stata fatta girare una pellicola che di lì a poco verrà messa nel “proiettore” della realtà. ricordate. Il sogno quindi non è illusione ma una pura manifestazione della realtà? Vadim Zeland: Esiste l’antiquata opinione in base alla quale la nostra ragione “genera” i sogni. viene proiettata una di queste pellicole. Ovviamente anche il cervello partecipa all’attività mentale. Purtroppo quest’evoluzione non fa che favorire l’accumulo di aggressività e il potenziale reale di accadimento di catastrofi. Il pensiero è un processo di interrelazione tra le “lampadine” de l campo morfologico e i settori dello spazio delle varianti. in parole semplici. ma al suo esterno. come sembra a voi. Lo spazio delle varianti è letteralmente un archivio di pellicole cinematografiche. Comunque per il momento è ancora presto per aver paura. TRANSURFING DAY. Al lato oscuro della Forza si contrappone ancora il suo lato chiaro. I mass media in questo senso giocano un ruolo decisivo. si illumina di tanti colori: proprio questo è il cosidetto “processo mentale”. non va poi tutto così male. Quando la lampada si accende. Bisogna capire che in ogni epoca ci sono sempre state persone interessate ad attirare su di sè l’attenzione. L’uomo pensa non con il cervello ma per mezzo di un campo morfologico che lo circonda e che consiste. Il campo morfologico lampeggia. si instaura un legame tra il vostro cervello e l’informazione con cui vi siete collegati in un dato momento. Dalle storielle di paura che ci si raccontava da piccoli in colonia prima di dormire siamo passati alle storie globali dell’orrore. in qualche miliardo di lampadine. come nei computer antidiluviani. La legge dell’equilibrio. Anche la memoria non ha nessun rapporto con i neuroni del cervello. Nella realtà. contenente l’informazione che. E come si può raggiungere questo scopo nel modo più efficace? Spaventando la gente. comunque sia. Se questo collegame nto per qualche motivo non può essere stabilito allora non riuscirete a ricordare nulla. funziona. seminando panico e ansie. Di fatto non è cosi. di solito avviene esattamente il contrario. In generale però dovrò deludervi. però. Analogamente succede con i sogni: i sogni non nascono nella testa ma lì vengono proiettati. ma solo parzialmente. Ora in più ci sono anche i mass media. Essi ci fanno vedere ciò che sarebbe potuto accadere nel passato o che potrebbe accadere nel futuro. Proprio questo è il sogno. D’altro canto.