You are on page 1of 57

DH United Kingdom Department of Health

La Ricerca sulle cellule staminali: progresso medico con responsabilità

RAPPORTO DEL GRUPPO DI ESPERTI DELLA DIREZIONE MEDICA GENERALE CHE VALUTA LA POTENZIALITÀ DEGLI SVILUPPI NELLA RICERCA SULLE CELLULE STAMINALI E LA SOSTITUZIONE DEL NUCLEO CELLULARE A BENEFICIO DELLA SALUTE UMANA

Department of health Giugno 2000
_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

1

Indice

Sintesi Capitolo 1: Introduzione Capitolo 2: Le cellule per la ricerca e la terapia –Le possibilità Capitolo 3: Le cellule per la ricerca e la terapia –Considerazioni legali Capitolo 4: Le cellule per la ricerca e la terapia –Considerazioni etiche Capitolo 5: Conclusioni finali e Raccomandazioni Allegato A: Il gruppo di esperti della Direzione generale medica sulla clonazione terapeutica Allegato B: Lettera della Direzione generale medica sul gruppo consultivo di esperti sulla clonazione terapeutica per la specie umana (2 settembre 1999) Bibliografia

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

2

Sintesi
1. Questo rapporto è stato prodotto da un Gruppo di esperti nominato dal Governo e presieduto dal Chief Medical Officer. Al Gruppo è stato chiesto di condurre un accertamento sui benefici previsti delle nuove aree di ricerca che utilizzano embrioni umani, sui rischi e sulle alternative e, alla luce di tali accertamenti, di valutare se queste nuove aree di ricerca possono essere permesse. 2. Va sottolineato che il rapporto considera ed elabora delle raccomandazioni sugli aspetti della ricerca cellulare e sugli sviluppi futuri. Questa è ricerca di base che se permessa potrà precedere, probabilmente per molti anni, ogni possibile applicazione alle cure.

Le cellule staminali
3. Molte delle questioni scientifiche centrali per le deliberazioni del Gruppo di esperti riguarda le cellule staminali, le cellule non specializzate che non si sono ancora differenziate in nessun altro specifico tipo di tessuto. Il successo dell’applicazione della ricerca delle cellule staminali dovrebbe dipendere dal fatto che: • le cellule staminali possano essere isolate con successo e coltivate in laboratorio; • le cellule staminali cresciute in laboratorio possano essere indirizzate per trasformarsi in uno specifico tipo cellulare; • le cellule staminali che hanno formato porticolari tipi cellulari possano essere usate • nella cura di pazienti i cui tessuti sono malati o danneggiati; • i tessuti ottenuti in questo modo possano svilupparsi normalmente o ci possano • essere rischi per i pazienti.

Fonti potenziali di cellule staminali
4. Gli scienziati considerano che le cellule staminali possano derivare da un certo numero di sorgenti: dagli embrioni nei primi stadi di sviluppo (blastocisti) creati attraverso fecondazione in vitro –quelli che non sono più necessari per il trattamento dell’infertilità (qualche volta detti “embrioni di scorta”) o creati specificatamente per la ricerca; • dagli embrioni nei primi stadi di sviluppo creati inserendo il nucleo di una cellula adulta in una cellula uovo a cui era stato rimosso il nucleo –sostituzione del nucleo cellulare (a volte chiamata “clonazione”); • dalle cellule germinali o dagli organi di un feto abortito; • dalle cellule del sangue del cordone ombelicale al momento della nascita; • da alcuni tessuti adulti (come il midollo osseo); • da cellule del tessuto adulto maturo riprogrammate in modo da comportarsi come cellule staminali. 5. Questi diversi tipi di cellule staminali difficilmente possiedono le medesime proprietà o la medesima capacità di svilupparsi in tessuti particolari. In teoria, le cellule staminali ottenute dagli embrioni in fase iniziale hanno maggiore capacità di svilupparsi in più tipi di tessuto (ci si riferisce ad esse spesso come “pluripotenti”). Le cellule staminali prese dal tessuto fetale o dal cordone ombelicale sembrano avere più limiti nel numero di tipi di tessuti nei quali possono
_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

3

svilupparsi. Le cellule staminali possono essere estratte da alcuni tessuti adulti ma le loro capacità di trasformarsi in altri tipi di tessuti è limitata. In futuro si pensa che sarà possibile riprogrammare le cellule adulte per comportarsi come cellule staminali, ma al momento questo rimane solo una ipotesi e richiede una maggiore conoscenza dei meccanismi di riprogrammazione cellulare.

Possibilità di cura
6. A lungo termine ci potrebbero essere considerevoli vantaggi nell’uso di tessuti derivanti dalle cellule staminali nel trattamento di molte malattie grazie alla sostituzione delle cellule che sono malate o sono state danneggiate. Gli esempi potrebbero includere le cellule che producono insulina per diabetici; le cellule nervose in caso di ictus o di morbo di Parkinson; cellule del fegato per riparare l’organo danneggiato. Un mezzo per ottenere cellule staminali che siano geneticamente compatibili con la persona da curare potrebbe essere quello di creare le cellule attraverso la tecnica di sostituzione del nucleo cellulare. Ulteriori miglioramenti nella comprensione di come generare nuovi organi potrebbe ampliare lo spettro dei possibili trattamenti che possono essere presi in considerazione. 7. In aggiunta a queste potenzialità di sviluppo di tessuti utilizzabili per riparare organi difettosi, o per la sostituzione di tessuti malati o danneggiati, la tecnica della sostituzione del nucleo cellulare potrebbe essere applicata per trattare alcune rare malattie ereditarie molto pericolose. La cura della cellula uovo (ovocita) attraverso questa tecnica potrebbe fornire la possibilità di aiutare una donna con disfunzioni mitocondriali a dare alla luce un bambino sano che erediti i suoi geni insieme a quelli del suo compagno.

La scienza in prospettiva
8. La maggior parte degli scienziati di questo campo vedono molti ostacoli tecnici e scientifici da superare prima che si possano realizzare i benefici delle tecniche delle cellule staminali. Di conseguenza, è molto difficile delineare una scala dei tempi sugli sviluppi nella ricerca delle cellule staminali in questo rapporto 9. Tuttavia, la ricerca ha mostrato che le cellule staminali possono derivare dagli embrioni in diverse specie animali (e più recentemente dagli embrioni umani), dal tessuto fetale e da tessuti adulti fra cui midollo, pelle e sangue. Studi, condotti soprattutto nei topi, hanno dimostrato che le cellule staminali possono essere portate a differenziarsi in specifici tipi cellulari e che le cellule che ne derivano possono essere trapiantate con successo. Applicare questo lavoro agli esseri umani comporterà tempi considerevoli poiché sarà necessario identificare gli agenti chimici richiesti per incoraggiare la crescita delle cellule e le appropriate condizioni per ottenere i tipi cellulari richiesti. La ricerca deve tuttavia dimostrare perché le cellule staminali sono ritenute in possesso di tali considerevoli potenziali. 10. In diverse specie animali sono stati creati embrioni a partire dalla tecnica di sostituzione del nucleo cellulare sebbene non sia possibile predire la facilità di replicare questo lavoro negli uomini. 11. Ci sono svariate questioni tecniche e di sicurezza che sono emerse dai primi lavori sulle cellule staminali e sulla sostituzione del nucleo cellulare. Questi riguardano: se il numero di cellule uovo (ovociti) di scorta per le terapie è adeguato; se le cellule e i tessuti derivanti da sostituzione del
_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

4

nucleo cellulare possono svilupparsi normalmente o se possono emergere difetti; se le cellule staminali e i tessuti che ne derivano possono “invecchiare” normalmente; se tali tessuti saranno maggiormente propensi a sviluppare tumori maligni; se i tessuti generati da un nucleo adulto riprogrammato potrebbero andare incontro a problemi di rigetto dopo il trapianto come teoricamente possibile. Tutti questi argomenti hanno bisogno di essere chiariti dalla ricerca. Molti richiederanno ulteriori studi negli animali prima che venga preso in considerazione l’uso di tessuti embrionali umani. Tuttavia, le differenze fra le specie rende comunque chiaro che la ricerca sull’uomo sarebbe necessaria sia per dimostrare la validità del concetto e per studiarne gli argomenti. 12. La maggior parte degli scienziati consultati conviene che la scienza sia ancora lontana svariati anni dall’essere in grado di superare molti degli ostacoli tecnici che si impediscono progressi significativi per avere benefici per la salute. In particolare la conoscenza su come le cellule staminali si differenziano, e su come questo processo potrebbe produrre un particolare tipo di tessuto per i trattamenti, è ancora solo all’inizio.

Restrizioni legali
13. Il Regno Unito ha un sistema pienamente costituito per la regolamentazione della creazione e l’uso di embrioni, sia nella ricerca che nella terapia, racchiuso all’interno del decreto 1990 sull’embriologia e la fecondazione umana (il decreto 1990 ). Questo decreto viene messo in pratica dalla Human Fertilisation and Embryology Authority (HFEA). Il decreto 1990 consente la creazione e l’uso di embrioni per la ricerca, a patto che questa rientri in uno dei cinque obiettivi al momento specificati nel decreto e viene permessa per mezzo di una licenza rilasciata dalla HFEA. Prima che un progetto di ricerca riceva il permesso, la HFEA deve ritenersi persuasa, per ogni singolo progetto, che l’uso di embrioni è necessario per gli scopi della ricerca. La ricerca può essere perseguita solo sotto l’egida del decreto e con un permesso dell’HFEA. Gli embrioni usati nella ricerca non possono essere tenuti per più di 14 giorni (escludendo il periodo di deposito). Circa 48 mila embrioni che non erano più necessari per la fecondazione in vitro, sono stati usati per la ricerca fra il mese di agosto del 1991 e il marzo del 1998 e 118 embrioni sono stati creati nel corso di ricerche nello stesso periodo. 14. La ricerca che prevede la creazione di un embrione attraverso sostituzione di nucleo cellulare non è proibita secondo il decreto 1990 , purché soddisfi uno degli scopi della ricerca attualmente specificati. In tali circostanze, la HFEA dovrebbe considerare ogni richiesta per un permesso di ricerca per i propri meriti e dovrebbe essere convinta che la creazione di un embrione da sostituzione di nucleo cellulare sia necessario per gli scopi della ricerca. Fino ad ora non è stata avanzata nessuna richiesta per un permesso per tali ricerche. 15. Al momento la creazione o l’uso di embrioni per una ricerca che aumenti la conoscenza o il trattamento di malattie non congenite non è permesso secondo il decreto 1990 , sebbene all’interno del decreto ci sia la possibilità di aggiungere altri scopi di ricerche attraverso dei ‘Regolamenti aggiuntivi’ (piuttosto che una nuova legge). 16. Non ci sono attualmente leggi specifiche in vigore nel Regno Unito che regolino la ricerca sulle cellule staminali una volta estratte dagli embrioni o la ricerca per ottenere le cellule staminali da altri fonti, non embrionali, come un feto abortito o cellule adulte. Un Codice Operativo messo a punto dal Comitato Polkinghorne nel 1989 stabilisce l’uso di tessuti fetali, mentre Linee guida degli organismi professionali e di ricerca e dal Department of Health stabilisce regole per la ricerca più generali.
_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

5

Considerazioni etiche
17. Una significativa corrente di opinioni ritiene che, come principio morale, l’uso di embrioni per scopi scientifici è non etico e inaccettabile sulla base del fatto che a un embrione dovrebbero essere tributati tutti i diritti dell’uomo dal momento della sua creazione. Dall’altra parte, alcuni sostengono che all’embrione non debbano essere attribuite particolari attenzioni morali aggiuntive. Altri accettano lo status speciale di un embrione come potenziale essere umano, arguendo che il rispetto dovuto agli embrioni aumenta con l’aumentare del suo stadio di sviluppo e che questo rispetto, in particolare nei primi stadi, può propriamente essere usato contro i potenziali benefici che derivano dagli scopi scientifici. Le attuali restrizioni e i controlli sulla ricerca degli embrioni riflettono quest’ultima visione, tributando agli embrioni un grado di protezione all’interno delle leggi ma stabilendo che i benefici delle ricerche proposte vengano considerati nei confronti del rispetto dovuto agli embrioni. 18. La derivazione delle cellule staminali da embrioni nei primi stadi non più necessari per trattamento contro l’infertilità (“embrioni di scorta”) o creati da fecondazioni in vitro specifiche per la ricerca non fa emergere nessun nuovo problema etico, a condizione che siano soddisfatti i principi di salvaguardia del decreto 1990 . Se, come ha giudicato il Parlamento, è eticamente accettabile l’uso di embrioni per i cinque scopi attualmente consentiti, allora coloro che si trovano nel bel mezzo del dibattito etico dovranno convenire che il loro utilizzo per attenere cellule staminali destinate allo sviluppo di tessuti per potenziali scopi terapeutici non fa emergere nuove fondamentali questioni etiche all’interno della legislazione corrente. 19. Tuttavia, la ricerca che coinvolge embrioni creati da sostituzione del nucleo cellulare procura nuove preoccupazioni in molte persone, inclusi coloro che si oppongono a tutta la ricerca embrionale e forse anche coloro che non si schierano né a favore né contro. Anche quelli che accettano le ricerche attuali sugli embrioni potrebbero esprimere preoccupazioni sull’uso di embrioni creati in questo modo. Tali embrioni possono essere visti come esseri creati semplicemente come mezzo per raggiungere uno scopo e per essere usati come fonte di un prodotto. 20. Una visione alternativa si basa sul fatto che i benefici dello sviluppo di cellule proprie di un individuo per creare una nuova fonte di cellule per le sue cure future rende tali scopi eticamente giustificabili. Mentre la ricerca sugli embrioni creati da sostituzione del nucleo cellulare non prevedono necessariamente il loro uso come mezzo per uno scopo, questo per certi versi si può dire di tutti i tipi di ricerche che coinvolgono gli embrioni. I potenziali benefici delle ricerche hanno bisogno di confrontarsi con queste preoccupazioni. La ricerca sulla sostituzione del nucleo cellulare potrebbe offrire un mezzo per produrre un tessuto compatibile per le terapie e rappresenta il solo mezzo per conoscere il meccanismi della riprogrammazione delle cellule adulte. Questi benefici, se messi in pratica, sarebbero sostanziali e potrebbero rappresentare la migliore prospettiva di sviluppo per le cure di un grande numero di disfunzioni degenerative. 21. Sono state inoltre espresse preoccupazioni che la ricerca su embrioni creati per sostituzione di nucleo cellulare possa essere il primo passo su un “piano scivoloso” verso la clonazione umana. Il gruppo di esperti ha concluso che un passo involontario verso la clonazione non è una prospettiva realistica per via dei controlli stringenti operati nel Regno Unito dalla Human Fertilisation and Embryology Authority nel rilasciare i permessi sia per la ricerca che coinvolge gli embrioni fuori dal corpo umano sia per i trattamenti contro l’infertilità. Il limite dei 14 giorni sul tempo massimo in cui si possono tenere gli embrioni fuori dal corpo umano e la chiara posizione adottata dalla Authority che non rilascia permessi per l’impianto di embrioni creati da
_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

6

sostituzione di nucleo cellulare, fornisce chiari ed effettivi controlli per prevenire ogni possibilità di clonazione umana. Ulteriori controlli richiederebbero un nuovo decreto del Parlamento.

Trasferimento del nucleo di ovociti
22. I mitocondri sono piccole strutture nel citoplasma che producono l’energia per la cellula, e vengono ereditati per via materna. Il DNA contenuto nei mitocondri gestisce un certo numero di importanti funzioni nel provvedere l’energia per la cellula. Sebbene il nucleo contenga la maggio parte del DNA, difetti nel DNA mitocondriale sono noti per causare più del 50 per cento delle disfunzioni metaboliche. In teoria è possibile prevenire che un bambino erediti tali disfunzioni mitocondriali dalla madre inserendo il nucleo della cellula uovo materna all’interno di quella di una donatrice con mitocondri sani una volta rimosso il nucleo (una sorta di rimpiazzamento del nucleo cellulare). La cellula uovo così formata potrebbe essere fertilizzata in vitro con gli spermatozoi paterni. In questo modo ogni bambino erediterebbe il DNA nucleare della madre e del padre oltre a un DNA mitocondriale sano dalla cellula uovo del donatore. Solo poche ricerche sono state condotte per studiare se le promesse della teoria di questa forma di sostituzione nucleare per la prevenzione delle disfunzioni del DNA mitocondriale sia realistica. 23. Una tecnica di questo tipo non potrebbe essere considerata una clonazione: il bambino risultante non sarebbe geneticamente identico a nessun altro. Nonostante questo, sono state espresse preoccupazioni che il trasferimento del nucleo degli ovociti rappresenti una modificazione del genoma umano che potrebbe passare alla generazione successiva. Tali modifiche sono soggette a moratoria in molti Stati, sebbene la ricerca di base per modificare cellule uovo o spermatozoi sarebbe permessa sia dalle convenzioni internazionali sia dalle leggi in vigore nel Regno Unito. Non sembra che sussistano obiezioni etiche per non iniziare questo tipo di ricerca di base.

Conclusioni e raccomandazioni
24. Il panorama presentato al Gruppo di esperti dalla comunità scientifica mostrava l’enorme potenziale delle cellule staminali come fonti di nuovi tessuti per usi terapeutici nel riparare tessuti o organi danneggiati per un ampio spettro di malattie attualmente incurabili. I lavori sugli animali e i primi risultati sull’estrazione delle cellule staminali dagli embrioni umani fornisce supporto a questa tesi. Attualmente, le cellule embrionali sembrano avere il grosso potenziale di potersi sviluppare in un ampia varietà di tessuti. A lungo termine il panorama scientifico prevede che sia possibile riprogrammare cellule adulte per renderle capaci di comportarsi come cellule staminali con tutte le potenzialità di quelle embrionali ma senza il bisogno moralmente contestabile di creare embrioni. 25. Il gruppo di esperti ha concluso che la grande potenzialità di riuscire ad alleviare le sofferenze e curare le malattie, richiede che la ricerca venga in un primo tempo ampliata a tutta l’ampia gamma di possibili sorgenti di cellule staminali, inclusi gli embrioni. 26. Il gruppo di esperti ha riconosciuto che i pareri etici sull’uso degli embrioni nella ricerca come fonti di cellule staminali sono diversi. Ci sono coloro che credono che un embrione sia un essere umano dal momento della sua creazione. Altri considerano che un embrione nei primi stadi è semplicemente un agglomerato di cellule. Coloro che stanno nel mezzo, ai quali si rifanno i correnti usi della ricerca, riconoscono lo status speciale di un embrione come potenziale essere umano, ma accettano che sia giustificato l’uso di embrioni nei primi stadi per ricerche importanti che possono portare benefici per altri.
_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

7

27. Mentre rispetta la visione di chi si oppone a tali ricerche, il Gruppo di esperti ha concluso che le nuove ricerche proposte per sviluppare cure per malattie dei tessuti e degli organi non pongono sostanziali problemi etici diversi da quelli posti dalla ricerca correntemente permessa dal decreto 1990 sulla embriologia e la fecondazione umana. O comunque non più di quelli che intervengono nei trattamenti della infertilità. I potenziali benefici delle ricerche giustificano l’uso di tali embrioni come fonti di cellule staminali in un primo stadio di sviluppo. 28. La delicatezza degli argomenti associati alla ricerca che coinvolge la creazione di embrioni per sostituzione del nucleo cellulare comporta che anche alcune persone né favorevoli né contrarie non siano invece disposte ad accettare di contrapporre i benefici ricavabili dalle ricerche al rispetto nei confronti dei diversi stadi di sviluppo degli embrioni. Nonostante tutto, la scienza suggerisce che tale ricerca è desiderabile. Poiché la necessità di usare embrioni creati da sostituzione del nucleo cellulare è chiaramente dimostrata, purché avvenga con il consenso dei donatori e sotto controllo della Human Fertilisation and Embryology Authority, il Gruppo di esperti ritiene di doverla appoggiare. Il gruppo di esperti ha concluso che i potenziali benefici della scoperta dei meccanismi per la riprogrammazione delle cellule adulte e della possibilità di fornire tessuti compatibili per i trattamenti terapeutici, giustifica queste ricerche transitorie che coinvolgono la creazione di embrioni con sostituzione di nucleo cellulare. 29. Il gruppo di esperti ha riconosciuto che Il decreto 1990 sulla embriologia e la fecondazione umana non prevede che sia fatta una distinzione nei regolamenti fra usi degli embrioni creati nei diversi modi nelle ricerche, sebbene il modo di regolamentare ogni ricerca proposta all’interno del Regno Unito sia in grado di tenere adeguatamente conto dei particolari problemi etici. Inoltre, il Regno Unito è soddisfatto di occupare una posizione di primo piano nella soluzione delle difficili questioni di tali ricerche, attraverso la Human Fertilisation and Embryology Authority, un organismo responsabile nei confronti del Parlamento della revisione e, se appropriato, del permesso alla conduzione delle ricerche esaminate caso per caso. 30. Il gruppo di esperti ha considerato che le modalità di controlli degli embrioni nel Regno Unito fornisce la necessaria salvaguardia contro un uso inappropriato degli embrioni nella ricerca. In particolare, la Human Fertilisation and Embryology Authority, nel considerare una richiesta di autorizzazione alla ricerca per un progetto che prevede la creazione o l’uso di un embrione da sostituzione del nucleo cellulare deve assicurarsi che l’uso di tale embrione sia effettivamente necessario (per esempio che gli scopi del progetto non possano essere raggiunti per altre vie, includendo quelle dell’uso di “embrioni di scorta” generati nel corso dei trattamenti antifertilità). Inoltre, deve essere sottoscritto uno specifico consenso da parte dei donatori delle cellule uovo o degli spermatozoi usati per la creazione di embrioni donati per la ricerca, che i loro embrioni vengono usati per ricerche che prevedono l’estrazione di cellule staminali. 31. Il gruppo di esperti ha notato che non ci sono attualmente strumenti per monitorare le ricerche successive alla coltura di cellule staminali una volta estratte dagli embrioni, sia creati nel Regno Unito che all’estero. Ha concluso, quindi, che mentre non sono necessari ulteriori controlli sui singoli progetti di ricerca dati i controlli che nel Regno Unito dovrebbero essere applicati all’estrazione delle cellule staminali dagli embrioni, sarebbe auspicabile invece che la ricerca venga monitorata e che i progressi vengano annotati da un organismo appropriato per stabilire se le ricerche stanno perseguendo i benefici previsti e per mettere in luce qualunque preoccupazione attualmente ignota che possa entrare in causa.

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

8

32. Le potenzialità della tecnica della sostituzione del nucleo cellulare per il trattamento delle disfunzioni mitocondriali (da trasferimento del nucleo di ovocita), porta il Gruppo di esperti a concludere che la ricerca di base dovrebbe essere favorita per investigarne le potenzialità. Mentre i trattamenti sviluppati per tali ricerche potrebbero essere tecnicamente visti come costituenti una modifica del genoma umano che potrebbe passare alla generazione successiva, questa modificazione è ritenuta comunque di natura modesta. Una consideravole mole di ricerca è necessaria per investigare la possibilità e l’efficacia della tecnica e il significato dell’effetto di ogni linea germinale prima del suo uso nei possibili trattamenti. Tale ricerca di base viene permessa dalle convenzioni internazionali.

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

9

Raccomandazioni
33. Il gruppo di esperti fornisce le seguenti raccomandazioni:

Raccomandazione 1
La ricerca che utilizza embrioni (sia quelli creati da fecondazione in vitro sia quelli dalla sostituzione del nucleo cellulare) per accrescere la comprensione di malattie e disturbi e le relative cure a base di cellule dovrebbe essere permessa, soggetta ai controlli previsti all’interno del decreto 1990 sull’ embriologia e la fecondazione umana.

Raccomandazione 2

Nell’autorizzare ogni ricerca che utilizza gli embrioni creati da sostituzione di nucleo cellulare, la Human Fertilisation and Embryology Authority deve assicurarsi che non ci siano altri mezzi per raggiungere gli stessi obiettivi della ricerca.

Raccomandazione 3
Le persone i cui spermatozoi o cellule uovo vengano usati per creare embrioni destinati alla ricerca dovrebbero fornire specifico consenso indicando se gli embrioni risultanti possono essere usati in un progetto di ricerca per ottenere cellule staminali.

Raccomandazione 4

Dovrebbe essere permessa la ricerca per aumentare la comprensione di e sviluppare nuove cure per le disfunzioni mitocondriali usando tecniche di sostituzione del nucleo cellulare nelle cellule uovo umane, successivamente fecondate da spermatozoi umani, soggetta ai controlli previsti nel decreto 1990 sulla embriologia e la fecondazione umana.

Raccomandazione 5
Il progresso della ricerca che coinvolge le cellule staminali ottenute da embrioni dovrebbero essere monitorate da un organismo appropriato per stabilire se la ricerca sta fornendo i benefici preannunciati e per identificare qualunque problema possa emergere.

Raccomandazione 6 Raccomandazione 7

Non dovrebbe essere permessa l’unione di cellule umane adulte (somatiche) con cellule uovo di alcuna specie animale.

Il trasferimento di un embrione creato per sostituzione del nucleo cellulare nell’utero di una donna (la cosiddetta “clonazione riproduttiva”) dovrebbe rimanere un crimine.

Raccomandazione 8

Dovrebbe essere tenuta sotto continua revisione l’esigenza della legislazione di permettere l’uso di cellule ottenute da embrioni in terapie sviluppate a partire da queste nuove ricerche.
_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

10

Raccomandazione 9
Il Consiglio delle ricerche dovrebbe essere incoraggiato alla istituzione di un programma di ricerca sulle cellule staminali e considerare la possibilità di instaurare delle raccolte di cellule staminali a scopo di ricerca.

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

11

Capitolo 1: Introduzione
Questo capitolo definisce la premessa e l’obiettivo del Gruppo di esperti della Direzione generale medica generale, descrive alcune risposte internazionali all’utilizzo delle tecniche di clonazione e spiega la terminologia usata nel Rapporto. 1.1 Nel giugno del 1999 il Governo annunciava la costituzione di un Gruppo di esperti guidato dal Responsabile della Direzione generale medica, Prof. Liam Donaldson, per esprimersi sull’eventualità di consentire nuovi ambiti di ricerca che potrebbero condurre a conoscenze più generali su una serie di disordini a danno a tessuti od organi, ed eventualmente a nuovi trattamenti. La decisione di nominare un Gruppo di esperti ha fatto seguito alla pubblicazione, nel dicembre 1998, del rapporto congiunto su “Problemi della clonazione nella riproduzione, nella scienza e nella medicina” da parte della Human Genetics Advisory Commission (Commissione consultiva sulla genetica umana) e della Human Fertilisation and Embryology Authority (Autorità sulla fecondazione e l’embriologia umana). Quel Rapporto attirava l’attenzione, tra l’altro, sulla possibilità che la ricerca che utilizzi la tecnica della sostituzione del nucleo cellulare (nella quale il nucleo di una cellula adulta viene fuso con un ovulo al quale è stato rimosso il nucleo) conduca a nuovi trattamenti per disturbi gravi, offrendo una fonte di tessuto nuovo. Il Rapporto proseguiva raccomandando che gli scopi per i quali gli embrioni possono essere utilizzati nella ricerca, che sono specificati nella attuale legislazione, dovrebbero essere estesi, in primo luogo per consentire lo sviluppo di questi nuovi trattamenti per tessuti od organi malati o danneggiati e in secondo luogo per permettere lo sviluppo di trattamenti relativi a patologie mitocondriali.

1.2

Scopo del gruppo di esperti
1.3 E’ stato stabilito che il gruppo di esperti valutasse: • gli sviluppi nella ricerca sulle cellule staminali e i suoi potenziali benefici e di quella riguardante la sostituzione del nucleo cellulare; • i tempi approssimativi delle ricerche; • le alternative possibili alle ricerche con embrioni, in grado di ottenere gli stessi risultati; • i problemi tecnici e di sicurezza eventualmente derivanti da tale ricerca. Alla luce di questa valutazione, al Gruppo di esperti è stato richiesto di esprimere il proprio parere circa la possibilità di estendere gli obiettivi di ricerca per i quali è attualmente consentito l’utilizzo degli embrioni. Gli obiettivi dell’incarico e i componenti del Gruppo di esperti sono indicati nell’Allegato A. 1.4 Al Gruppo di esperti non è stato richiesto un esame delle principali questioni etiche implicate nella ricerca che prevede l’utilizzo di embrioni. Infatti, in questo paese c’è un sistema rigoroso di regole per la ricerca con embrioni, messe a punto dalla Human Fertilisation and Embryology Authority nello “Human Fertilization and Embriology Act” del 1990. Agli esperti è stato chiesto, perciò, solo di prendere in considerazione qualsiasi nuova problematica etica che potesse emergere dalla creazione e dall’utilizzo di embrioni per l’estrazione di cellule staminali a scopo di ricerca per nuove terapie.

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

12

1.5

Riconoscendo la varietà di opinioni sui benefici potenziali e sull’accettabilità di questa ricerca, è stata valutata l’evidenza disponibile e ricercati pareri su un certo numero di questioni (v.Allegato B). Oltre un centinaio di risposte a queste domande sono arrivate da parte di ricercatori impegnati in questo campo in tutto il mondo e da alcuni ambiti scientifici, medici e da altri organismi ed individui.

L’utilizzo di cellule staminali
1.6 La possibilità di trarre cellule staminali dal sangue del cordone ombelicale, dal midollo osseo e da tessuto fetale e quella di rigenerarsi da parte di queste cellule sono note già da qualche tempo. In ogni caso, la capacità di estrarre cellule staminali da embrioni umani e di farle crescere in coltura è una conquista più recente, che apre ad un ambito molto più ampio le possibilità di trattamento terapeutico. Due rapporti scientifici, pubblicati verso la fine del 1998, descrivevano il primo isolamento riuscito e la coltura in laboratorio di cellule staminali da embrioni umani e da tessuto riproduttivo fetale. Mentre il termine “cellule staminali” è usato per riferirsi ad ogni cellula che può rinnovare un tessuto, le cellule staminali embrionali mantengono la capacità di svilupparsi in quasi ogni tipo di cellula del corpo. E’ questa potenzialità delle cellule staminali embrionali che suggerisce la possibilità di nuove terapie. La fonte delle cellule staminali fa sorgere tuttavia importanti problemi etici per molte persone. Da una parte, la comunità dei ricercatori e i pazienti che soffrono di un ampia gamma di disturbi incurabili sono sollecitati da queste scoperte e attendono con ansia di vedere dei progressi. Dall’altra, sono state sostenute con forza opinioni contrarie all’utilizzo di embrioni in questa ricerca, come in qualsiasi altra.

1.7

L’utilizzo di tecniche di clonazione
1.8 A partire dall’annuncio della nascita della pecora Dolly nel 1997, si è diffusa nell’opinione pubblica la preoccupazione che la nuova tecnica di clonazione, di sostituzione del nucleo cellulare, potesse venire utilizzata nella riproduzione umana. Il Governo britannico ha chiarito che considera la produzione di bambini attraverso clonazione eticamente inaccettabile e che la ritiene impossibile in questo paese, poiché è questione regolata da una legge vigente. Atti internazionali come quelli sviluppati dall’Unesco e dal Consiglio d’Europa hanno assunto una simile, rigorosa posizione. Molti scienziati hanno suggerito, comunque, che la tecnica che ha condotto alla nascita di Dolly offre la possibilità di fornire una fonte di cellule staminali che potrebbero essere geneticamente compatibili con la persona da curare. Ciò potrebbe verificarsi, si afferma, se venisse usato per la tecnica il nucleo di una cellula proveniente dal tessuto di quella persona. Questo potrebbe portare a trattamenti nuovi per tessuti o organi malati o danneggiati, attraverso un tessuto per il trapianto che non verrebbe respinto.

1.9

La posizione internazionale
1.10 Indagini del tipo descritto in questo rapporto si svolgono in numerosi istituti di ricerca nel mondo e i problemi che implicano sono stati presi in considerazione da un certo numero di

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

13

organismi internazionali. La maggiore attenzione è stata dedicata alla clonazione riproduttiva umana. La Dichiarazione dell’Unesco “sul Genoma umano e i Diritti dell’uomo Protocollo aggiuntivo sulla proibizione di clonazione degli esseri umani definito dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sui diritti umani e la biomedicina, hanno concluso che la clonazione a fini riproduttivi di esseri umani non può essere consentita. Box 1
Dichiarazioni internazionali sulla Clonazione “Non saranno consentite pratiche contrarie alla dignità umana come la clonazione a fini riproduttivi di esseri umani.” Dichiarazione dell’Unesco sul Genoma umano e i Diritti dell’uomo. Articolo 11. “E’ vietato qualsiasi intervento che cerchi di creare un essere umano geneticamente identico ad un altro essere umano, sia vivo che morto.” Convenzione del Consiglio d’Europa su Diritti umani e Biomedicina: Protocollo aggiuntivo sulla Proibizione di clonare esseri umani. Articolo 1.

1.11

Né la Dichiarazione dell’Unesco, né il Protocollo del Consiglio d’Europa proibiscono la ricerca sull’uomo che preveda tecniche di clonazione. In una nota esplicativa, il Consiglio d’Europa indica che il Protocollo non assume una posizione specifica sulla questione se debba essere consentito clonare cellule e tessuti a scopo di ricerca per applicazioni in medicina. Continua chiarendo che la clonazione come tecnica biomedica è uno strumento importante per lo sviluppo della medicina, specialmente per quello di nuove terapie. Negli Stati Uniti d’America, il Rapporto della Commissione Consultiva nazionale “La Clonazione degli Esseri umani” pubblicato nel 1997, concludeva che cercare di creare un bambino con la sostituzione del nucleo cellulare (clonazione) doveva essere vietato, ma che non era richiesta nessuna ulteriore regolamentazione per la clonazione della sequenza del DNA e dei profili cellulari umani, campi di ricerca che hanno già dato luogo ad importanti progressi scientifici e biomedici. In risposta agli sviluppi della ricerca sulle cellule staminali embrionali dell’uomo, la Commissione consultiva nazionale sulla bioetica degli Stati Uniti continuò nel 1999 l’esame e la stesura di un rapporto su “Problemi etici riguardanti le cellule staminali umane nella ricerca”. La Commissione concludeva che non si dovessero stanziare fondi federali allo scopo di produrre embrioni unicamente per generare cellule staminali embrionali umane. Ciò, in considerazione del fatto che la ricerca sarebbe potuta andare avanti con le cellule staminali ottenute da feti abortiti e da embrioni rimasti a conclusione di trattamenti contro l’infertilità. L’ambito per il quale si richiedevano fonti aggiuntive di cellule staminali embrionali, comprese quelle di embrioni creati con la sostituzione del nucleo cellulare, poteva dunque essere definito. In più, la Commissione raccomandava al Comitato nazionale di sorveglianza e verifica sulle cellule staminali embrionali l’esame delle proposte di ricerca con cellule staminali umane (embrionali). L’Istituto nazionale per la Sanità statunitense – l’organismo che sostiene la ricerca sanitaria negli Usa – ha conseguentemente pubblicato una bozza di linee-guida per la ricerca sulle cellule staminali, che sarebbe consentita con finanziamento federale solo per studi che usino cellule staminali ottenute da embrioni umani allo stadio iniziale non più necessari per trattamento contro l’infertilità. Non si consentiva il finanziamento federale per la ricerca mirata alla derivazione di cellule staminali da embrioni umani allo stadio iniziale, né per la ricerca che comportasse embrioni creati
14

1.12

1.13

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

appositamente, sia per sostituzione del nucleo cellulare, che per fecondazione di un uovo con spermatozoi in laboratorio. Non c’è, in ogni caso, alcuna proibizione alla ricerca privata in questo ambito negli Usa, solo all’utilizzo di “finanziamenti federali”. Box 2
Commissione consultiva nazionale di bioetica degli USA – Raccomandazioni • • • • dovrebbe essere proibito cercare di creare un bambino con la sostituzione del nucleo cellulare; non si deve assegnare alcun finanziamento federale per la produzione di embrioni come fonte di cellule staminali; si consente la continuazione di ricerca con cellule staminali da feti abortiti ed embrioni rimasti al termine di un trattamento contro l’infertilità; si propone un Comitato nazionale di sorveglianza e verifica sulle cellule staminali embrionali, per la revisione delle proposte di ricerca comportanti staminali embrionali umane.

Istituto nazionale di Sanità degli USA – Bozza di linee-guida • • • • finanziamento federale solo per studi sulle cellule staminali che utilizzino cellule ottenute da embrioni non più necessari per il trattamento dell’infertilità e da feti; nessun finanziamento federale per creare embrioni a scopo di ricerca, sia con la sostituzione di nucleo cellulare che con la fecondazione in vitro; nessun finanziamento federale alla ricerca per derivare cellule staminali da embrioni umani; nominare un gruppo di verifica sulla cellule staminali umane pluripotenti.

1.14

In Giappone, in risposta alle raccomandazioni del Comitato di bioetica del Consiglio per la scienza e la tecnologia (il principale organismo giapponese per la politica scientifica), l’Agenzia per la scienza e la tecnologia ha prodotto un progetto di legge nel marzo 2000 dal titolo ‘La legge sulla tecnica della clonazione umana’. Questo documento vorrebbe proibire l’impianto di un embrione umano creato con tecniche di clonazione nell’utero di una donna o di un animale, ma consentirebbe la ricerca che utilizzasse tali embrioni, sottoposta a stringenti requisiti da definire in linee-guida. Esempi di requisiti possibili sono: l’assenza di alternative all’utilizzo di embrioni creati con tecniche di clonazione; che sia prospettata esplicitamente l’utilità sociale della ricerca e non sia possibile proseguire senza l’uso di embrioni umani; che siano stati condotti esperimenti sufficienti sugli animali. I ricercatori saranno invitati ad avvisare al governo prima di iniziare la ricerca e saranno soggetti a sanzioni (ancora da determinare) se non condurranno le loro ricerche secondo le indicazioni delle linee-guida.

Terminologia utilizzata nel Rapporto
1.15 Il Rapporto della Commissione consultiva sulla genetica umana e dell’Autorità sull’embriologia e la fecondazione umane hanno adottato l’espressione “uso terapeutico della sostituzione del nucleo cellulare (CNR)”. Ciò, per descrivere applicazioni di ricerca che utilizzano la sostituzione del nucleo cellulare e le tecniche relative, ma che non sono mirate a produrre individui identici (‘clonazione riproduttiva’). Il termine ‘clonazione terapeutica’, che è stato ampiamente usato come un modo sintetico per descrivere questi utilizzi della ricerca, ha portato a molta

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

15

confusione. Questo rapporto evita tale termine e descrive i tre procedimenti tecnici principali in discussione. Essi sono: • • • studi sulla differenziazione delle cellule staminali; tecniche di sostituzione del nucleo cellulare per creare embrioni fino ad un massimo di quattordici giorni di età a scopo di ricerca, ad es. per comprendere la riprogrammazione del nucleo; trasferimento del nucleo dell’ovocita (in particolare per studi che utilizzano la sostituzione del nucleo della cellula per scoprire trattamenti potenziali di disordini del DNA mitocondriale).

Struttura del Rapporto
1.16 Questo Rapporto cerca di spiegare i principi scientifici di fondo e ricerca i benefici potenziali per la salute dell’uomo che derivano dalle cellule staminali e dalla ricerca collegata, nonché i problemi tecnici e di sicurezza che la riguardano (Capitolo 2). Considera quindi gli aspetti legali ed etici di tale ricerca (rispettivamente ai Capitoli 3 e 4). Il Capitolo 5 traccia le conclusioni e le raccomandazioni del Gruppo di esperti sulla ricerca relativa alle cellule staminali e allo sviluppo di embrioni per scopi di ricerca, attraverso la sostituzione del nucleo cellulare, e le questioni collegate.

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

16

Capitolo 2: Cellule per ricerca e la terapia – Le possibilita’
Questo capitolo offre una semplice rassegna delle tecniche complesse che potrebbero rendere le cellule capaci di riparare organi ammalati o danneggiati e considera le questioni potenziali di tipo tecnico e di sicurezza concernenti. Alcune delle tecniche sono già state attuate, del tutto oppure in parte, nella ricerca sugli animali. Altre restano solo possibilità teoriche. Il centro di queste ricerche riguarda il concetto di cellula staminale – una cellula non specializzata con la potenzialità di svilupparsi in un’ampia gamma di tessuti maturi del corpo. Questo capitolo esamina anche la terapia possibile per alcuni disordini mitocondriali ereditari. 2.1 Il XX secolo ha visto un significativo e sostanziale miglioramento nella salute della popolazione britannica, con un’aspettativa di vita alla nascita che aumenta dai 45 anni nel 1900 ai 75 nel 1999. Con la caduta della mortalità e l’accresciuta longevità è arrivato un aumento improvviso nel verificarsi di patologia croniche come malattie cardiache, colpo apoplettico, cancro, diabete, malattia di Alzheimer e artrite. Questo spostamento ha significato che dalla fine degli anni 90 molti britannici passano anni trascinando il peso di malattie croniche, invece di godersi anni di vita sana. Per esempio, nel 1999 gli uomini hanno passato una media di 15 anni in cattiva salute mentre le donne hanno passato nelle stesse condizioni una media di 17,4 anni. Inoltre, particolarmente contro i giovani e i vecchi, gli incidenti continuano a produrre danni con effetti sia immediati che a lungo termine sulla salute.

L’aumento dei trapianti
2.2 Tessuti ammalati o danneggiati del corpo umano adulto mostrano alcune capacità naturali ad autoripararsi. In ogni caso, alcuni tessuti no, mentre altri non ne sono in grado se la malattia o il danno risultano estesi. Molti organi non ricrescono. Con la sfida di questi limiti biologici, durante la seconda metà del XX secolo, si è sviluppato il trapianto di tessuti e organi tra specie animali. Le trasfusioni di sangue furono condotte per la prima volta all’epoca della Seconda guerra mondiale. Il primo trapianto umano da uomo a uomo di un grande organo coronato da successo avvenne nel 1954, quando fu trapiantato un rene tra gemelli identici. Il ricevente sopravvisse per otto anni prima di morire per un attacco cardiaco. Comunque, il trapianto di rene non divenne un’opzione terapeutica per l’ultimo stadio di patologie renali fino ai primi anni 60, quando divennero disponibili farmaci per prevenire il rigetto. Il primo trapianto cardiaco fu condotto nel 1968, ma i risultati iniziali furono scarsi. Il programma per il trapianto del cuore nel Regno Unito cominciò nel 1979 e fu subito seguito da trapianti combinati cuore-polmone. I trapianti di fegato anche cominciarono nel Regno Unito negli anni 70, mentre il Servizio per il trapianto di cornea fu inaugurato nei primi anni 80.

2.3

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

17

Tabella 1
Numero dei trapianti nel Regno Unito e nella Repubblica di Irlanda nel 1998 Cuore Cuore e Polmone Polmone Rene Fegato Cornea 281 52 84 1767 694 2309

Fonte: Autorità del Regno Unito per il Servizio di sostegno ai trapianti

2.4

Quattro importanti difficoltà hanno ostacolato l’applicazione più estesa della sostituzione di tessuti umani attraverso il trapianto o l’innesto. • In primo luogo, le questioni tecniche. Per le forme di trapianto stabilite, le difficoltà riguardanti la tecnica chirurgica sono state ampiamente superate. Le barriere tecniche sono di solito soltanto un problema nella prima fase di sviluppo di un’area di trapianti. Secondariamente, ci sono problemi di rigetto del tessuto. Trapiantare tessuti da un essere umano ad un altro o, negli animali da esperimento, da un animale ad un altro (senza che siano consanguinei di grado alto) porta all’individuazione del tessuto trapiantato da parte del sistema immunitario del ricevente come “estraneo”, ed al rigetto. Negli anni, l’evenienza del rigetto è stata ridotta dal miglioramento dei farmaci soppressori della risposta immunitaria e, nel caso di trapianto del rene, da un’accurata compatibilizzazione di tessuti fra donatore e ricevente. Comunque, la depressione del sistema immunitario non è senza effetti collaterali, soprattutto per un’aumentata suscettibilità a patologie infettive e ad una più alta incidenza di certi tipi di tumore. Il regime farmacologico per sopprimere il sistema immunitario deve essere mantenuto per tutta la vita. In terzo luogo, c’è il problema dell’insufficienza cronica dell’organo trapiantato. Essa è dovuta sia al rigetto che al danneggiamento dell’organo nel tempo che intercorre per recuperarlo dal donatore. Così, sebbene l’85% di pazienti che hanno ricevuto impianti di rene e cuore abbiano ancora un impianto funzionante dopo un anno, a cinque anni sopravvive solo il 65% circa. La quarta e maggiore barriera ad una più ampia applicazione del trapianto è la disponibilità di tessuti ed organi. Ci sono oltre 5000 pazienti in attesa per un trapianto d’organo nel Regno Unito, attualmente. Tradizionalmente, gli organi per trapianto sono stati ottenuti da donazioni di persone morte, ma nel caso dei trapianti di rene c’è stato un utilizzo accresciuto di donazioni generose da parte di persone in vita. La scarsità di organi e tessuti per trapianto ha portato a considerare altre possibili opzioni. Queste hanno compreso l’utilizzo di organi da animali (xenotrapianti) e quello di fattori di crescita per aiutare la riparazione di tessuti e far crescere nuovi vasi sanguigni.

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

18

Le possibilità per la tecnologia delle cellule staminali
2.5 Un nuovo orizzonte di più ampia disponibilità di tessuto umano che sia biologicamente compatibile con il ricevente, è stato ora creato da una maggiore comprensione scientifica della crescita e dello sviluppo delle cellule animali ed umane.

Il concetto di cellula staminale
2.6 Al centro di molti degli assunti scientifici discussi in questo Rapporto è la cellula staminale. Una cellula staminale è una cellula indifferenziata in una fase iniziale di sviluppo. A certe condizioni, le cellule staminali possono dividersi e differenziarsi in una ampio numero di tipi di cellule che formano i tessuti e gli organi del corpo. Inoltre, esse possono essere sottoposte ad autorinnovamento, un processo attraverso il quale una cellula staminale indifferenziata si divide per produrre due altre cellule staminali non specializzate. La capacità delle cellule staminali di auto-rinnovarsi in questo modo, significa che un numero relativamente piccolo di cellule staminali può essere fatto crescere in laboratorio, a confronto col grandissimo numero di cellule staminali che sarebbero necessarie per applicazioni cliniche. Ci sono fonti diverse di cellule staminali (Box 3). Si differenziano per la facilità con la quale possono crescere numericamente in laboratorio. Si differenziano anche per la gamma e i tipi di tessuto maturo che possono essere indotte a produrre. Box 3
Fonti di cellule staminali • • • • • alcuni tessuti adulti; alcuni tessuti fetali; sangue del cordone ombelicale; embrioni recenti; cellule adulte riprogrammate (teoricamente)

2.7

La potenzialità delle cellule staminali è data dal fatto che possono stabilizzarsi e crescere in laboratorio e quindi essere influenzate, ove necessario, per differenziarsi in cellule mature o formare tessuti, come pelle, muscolo cardiaco, cellule pancreatiche produttrici d’insulina, che potrebbero poi venire utilizzate a scopo terapeutico. Inoltre, c’è una possibilità che le cellule da tessuti adulti maturi possano essere riprogrammate per diventare cellule staminali: di fatto, per “mettere indietro l’orologio” e farle comportare di nuovo come cellule non specializzate. Lo spazio per la terapia con cellule staminali in futuro potrebbe essere vastissimo. Non sempre organi danneggiati da un trauma o da malattia hanno necessità di essere sostituiti. Sarebbe possibile ripararli, se una fonte sostenibile di cellule fosse disponibile. Il disegno sarebbe quello di colonizzare organi ospiti o tessuti con un numero sufficiente di cellule normali per restaurare la loro fisiologia o accelerare la riparazione di un danno. Il trattamento di ustioni estese e fratture complesse anche, potrebbero beneficiare di questo approccio. Alcuni dei tessuti che potenzialmente potrebbero essere riparati con queste tecniche sono elencati nel Box 4.

2.8

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

19

Box 4
Possibili usi di tessuto derivato da cellule staminali per trattare patologie TIPO DI CELLULA Cellule neurali (nervi) Cellule del muscolo cardiaco Cellule produttrici di insulina Cellule cartilaginee Cellule ematiche Cellule epatiche Cellule della pelle Cellule ossee Cellule retiniche (occhio) Cellule dei muscoli scheletrici PATOLOGIA Colpo apoplettico, morbo di Parkinson, malattia di Alzheimer, danno al midollo spinale, Sclerosi multipla Attacchi cardiaci, Insufficienza cardiaca congestizia Diabete Osteoartriti Cancro, Immunodeficienze, Patologie ereditarie del sangue, Leucemia Epatiti, Cirrosi Ustioni, Cicatrizzazione di ferite Osteoporosi Degenerazione maculare Distrofia muscolare

2.9

La ricerca ha già consentito di fare i primi passi per indurre le cellule staminali a produrre cellule differenziate, ma tali approcci sono molto lontani dall’essere in grado di produrre interi, complessi organi. Si considera comunemente che la complessità interna della struttura e della funzione dei principali organi umani come i reni e il cuore, con i loro sistemi sanguigni e linfatici e la struttura complessa dei tessuti, rende la crescita di organi o parti di organi in laboratorio, nel migliore dei casi, una prospettiva a tempi molto lunghi. Comunque, progressi notevoli potrebbero derivare dallo sviluppo di cellule capaci di riparare danni in organi esistenti. La natura delle diverse fonti di cellule staminali, lo stato attuale della conoscenza e le questioni tecniche e di sicurezza che si prospettano sono prese in considerazione nella sezione che segue.

2.10

Cellule staminali ottenute da tessuto adulto
2.11 Cellule staminali sono state isolate con successo (e colorate) da cellule adulte di alcuni tipi di tessuto: midollo osseo, cervello, pelle e sangue. Per alcuni anni sono state utilizzate per trapianto, per esempio, nel trattamento della leucemia ed in alcuni disordini di geni singoli, ereditari. Ci sono stati, ad oggi, due condizionamenti significativi all’uso di cellule staminali ottenute da tessuti adulti. Primo, si è rivelato problematico fare aumentare in laboratorio queste cellule staminali nel loro stadio non specializzato. Comunque, questo potrebbe non essere ancora per molto. La capacità di isolare un tipo di cellula staminale dal midollo osseo umano e di mantenere tale cellula staminale in laboratorio, è stata recentemente dimostrata. Secondo, si pensava che la maggioranza delle cellule staminali che derivano da tessuti adulti avessero solo la possibilità di svilupparsi nel tipo di tessuto dal quale erano state isolate. Invece, cellule staminali di midollo osseo umano sono state recentemente indotte a differenziarsi in molteplici tipi cellulari, compresi sangue, muscoli ed ossa.

2.12

2.13

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

20

2.14

Molti dei lavori recenti su questa base sono stati messi a punto su topi, ove appare possibile una maggiore varietà di differenziazioni. Un gruppo di ricerca ha riportato di aver prodotto una varietà di tipi di cellule mature del sangue dalle cellule staminali nervose di topo adulto. Altri hanno descritto cellule staminali di midollo osseo di ratto divenire cellule epatiche e cellule staminali di midollo osseo di topo divenire cellule cerebrali. Questo offre qualche spunto illuminante sulla potenzialità della ricerca sulle cellule staminali e contraddice il giudizio prevalente che cellule staminali ottenute da tessuto adulto abbiano limitate possibilità di differenziarsi. E’ possibile che la speranza a tempi lunghi di cellule staminali ottenute da tessuto adulto eguaglierà o perfino supererà quella delle cellule staminali embrionali. Comunque, è probabile che i progressi scientifici della ricerca sulla cellula staminale embrionale si renderà necessaria per comprendere come fare un maggiore uso di cellule staminali ottenute da tessuto adulto. Box 5
Cellule staminali da tessuto adulto - caratteristiche distintive La tecnica • • • • • Isolamento e crescita di cellule staminali da tessuti adulti. Cellule staminali trovate in certi tipi di tessuto (ad es. Midollo osseo e sangue periferico) ma non molti altri. Risultanti linee di cellule staminali che si pensava solo di recente che fossero capaci di differenziarsi in una varietà limitata di tessuti, ma ricerche recenti suggeriscono una maggiore diversificazione. Il tessuto risultante può essere genetaicamente compatibile con le persone da curare (auto derivato) o no (donato). Il trapianto riuscito di alcune cellule staminali (ad es. da midollo osseo) èstato possibile per alcuni anni

I vincoli legali (v.Capitolo 3) • • Nessuna particolare restrizione legale. Provvedimenti legali non specifici si applicano per la rimozione e l’utilizzo di tessuto umano.

Cellule staminali ottenute da tessuto fetale o dal sangue del cordone ombelicale
2.15 2.16 Altre due fonti di cellule staminali sono il tessuto fetale, tratto da feti abortiti, e il sangue del cordone ombelicale preso al momento della nascita. Non si sa ancora quale sia la potenzialità di cellule staminali tratte da feti o cordone ombelicale per la differenziazione in tipologie tissutali differenti. esempio, le cellule staminali dal cordone ombelicale possono avere solo la capacità di svilupparsi in alcuni tessuti specifici (ad es. midollo osseo e cellule del sangue) e non in altri. In futuro potrà essere possibile modificare la programmazione di queste cellule staminali così che maturino in tipi di tessuto diversi da quelli dai quali si sono sviluppate, ma questo non è stato ancora dimostrato.

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

21

2.17

Le cellule staminali ottenute da tessuto fetale o dal sangue del cordone ombelicale non superano i problemi di compatibilità e di possibile rigetto per un potenziale ricevente, a meno che il sangue del cordone non sia stato messo da parte per essere usato dalla persona in un momento successivo della propria esistenza. Un servizio simile è offerto ora da un certo numero di laboratori negli USA. Box 6
Cellule staminali da tessuto fetale o cordone ombelicale - caratteristiche distintive La tecnica • • • • • Cellule prese da feti abortiti o da sangue del cordone ombelicale di neonati. Fonti di tessuto sono sempre disponibili e l’attuale uso è limitato solo dalla necessità del consenso da parte della madre. Tessuti ricchi di cellule staminali (ad es. il fegato) possono essere estratti e le cellule messe successivamente in coltura e concentrate in laboratorio. Linee risultanti di cellule staminali capaci di differenziarsi, ma possono essere in grado solo di formare alcuni tipi di tessuto e non altri. Tessuti risultanti non geneticamente compatibili con la persona in trattamento a meno che il sangue del cordone non sia messo da parte alla nascita per un uso successivo.

I vincoli legali (v.Capitolo 3) • Nessuna restrizione legale specifica sull’uso di tessuto fetale o di sangue del cordone ombelicale. • Il tessuto fetale è regolato sia a fini di ricerca che terapeutici dal Codice di Procedura di Polkinghorne del 1989 (con valore non statutario) che richiede l’approvazione di un Comitato per la ricerca etica in entrambi i casi.

Cellule staminali embrionali
2.18 Sebbene ci siano crescenti evidenze del fatto che i tipi di cellule staminali descritte così distanti possono essere in grado, in certe circostanze, di cambiare il loro orientamento e riparare tessuti di carattere differente, c’è un solo tipo particolare di cellula staminale che mantiene il potenziale di sviluppo in un’ampia gamma di cellule. Si tratta della cellula staminale embrionale. Tali cellule sono isolate in laboratorio da embrioni in uno stadio molto precoce. Le cellule staminali ricavate in questo modo hanno la potenzialità di svilupparsi in un’ampia varietà di tessuti, come il muscolo cardiaco, tessuti nervosi e midollo osseo, e per tale ragione sono definite “multipotenti”. I ricercatori sono già stati capaci di mettere in coltura in laboratorio cellule staminali di embrioni in stadio iniziale di una certa varietà di specie animali. La maggioranza della ricerca ha utilizzato topi di razze particolari, ma altre specie per le quali sono riportati successi (ma non ancora ripetuti) includono polli, visoni, hamster, maiali, macaco rheso e marmotta comune. Una sola licenza è stata concessa nel Regno Unito dall’Autorità per la fecondazione e l’embriologia umana per ricerca che implica l’estrazione di cellule staminali embrionali.

2.19

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

22

Cellule staminali ottenute da embrioni creati con la fecondazione in vitro
2.20 Un approccio possibile della ricerca sulle cellule staminali umane sarebbe quello di trarre cellule staminali da embrioni in stadio molto precoce, che siano stati creati in laboratorio utilizzando uova e spermatozoi di donatori, o da embrioni creati in caso di trattamento dell’infertilità e successivamente donati per la ricerca (i cosiddetti ‘embrioni sovrannumerari’). Da cinque a sei giorni dopo la fecondazione, le cellule staminali embrionali possono essere prese dalla massa cellulare più interna della blastocisti. La blastocisti si forma come un ammasso cellulare di 15-20 cellule cominciando proprio a separarsi in parti identificabili che andranno a formare la placenta, il feto ed altri tessuti collegati. Le blastocisti utilizzate per l’isolamento di cellule staminali dovrebbero verosimilmente avere tra 150 e 200 cellule. Dopo lo stadio di blastocisti, l’opportunità di estrarre cellule staminali si perde gradualmente poiché le cellule staminali iniziano a divenire specializzate e non mantengono oltre la potenzialità di diventare qualsivoglia tipo di tessuto. Nel 1998 un rapporto di ricerca dagli Usa descriveva la coltura di successo di cellule staminali umane da embrioni in stadio iniziale (v. Box 7). In questo lavoro cinque linee di cellule staminali umane furono ottenute da 14 blastocisti (che erano state messe in coltura a partire da 36 embrioni donati). Box 7
Cellule staminali ottenute da embrioni umani creati con fecondazione in vitro Un gruppo di ricercatori (negli Stati Uniti d’America) ha reso noto che è possibile produrre una linea cellulare stabile in laboratorio, derivata da blastocisti umani. Ad embrioni di riserva da una clinica per l’infertilità è stato permesso di svilupparsi fino allo stadio di blastocisti, la massa cellulare più interna è stata isolata e cinque linee di cellule staminali embrionali sono state definite, utilizzando tecniche già sviluppate usando cellule da primati nonumani. Le linee cellulari sono state messe in coltura per 4 o 5 mesi senza differenziazione, ma continuando a mantenere il potenziale di formare tutti i principali gruppi di livelli germinali embrionali. Rif.: Thomson J.A. et al. Embryonic stem cells lines derived from human blastocysts. Science 282, 1145-1147 (1998)

2.21

2.22

Questo lavoro è stato confermato nell’aprile del 2000, quando ricercatori in Australia e Singapore hanno riportato di avere isolato cellule staminali embrionali umane da quattro blastocisti. Linee cellulari da due di essi furono mantenute con successo in coltura per lunghi periodi e i ricercatori hanno anche dimostrato che le cellule staminali possono essere congelate per tenerle da parte e riprendere ancora la crescita una volta scongelate. In successivi esperimenti, gruppi di queste cellule staminali furono indotte a differenziarsi nei precursori di parecchi tipi di cellule del corpo. Cellule staminali neurali furono individuate ed isolate ed indotte a formare ciò che si rivelarono essere neuroni maturi (nervi). Tale lavoro con cellule staminali multipotenti è ancora ad uno stadio precoce. Saranno necessarie ulteriori ricerche, in primo luogo per stabilire le condizioni migliori di crescita consistente per queste cellule staminali, senza che vada perduta la loro potenzialità di generare nuove cellule e in secondo luogo, e molto più significativamente, per come indurle a differenziarsi in un modo controllato in tipi particolari di tessuto.

2.23

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

23

Figura 1 Cellule staminali embrionali ottenute da fecondazione in vitro

La capacità di favorire il differenziamento delle cellule staminali embrionali in un tessuto nuovo
2.24 La ricerca per dimostrare che si possono far differenziare cellule staminali embrionali in tipi specifici di cellule tissutali mature è stata fin qui portata avanti principalmente su cellule di topo. Con le combinazioni appropriate di agenti chimici per la crescita e il differenziamento, dalle cellule staminali del topo di origine sia embrionale che fetale sono state fatte generare cellule che formano nervi, sangue o tessuti cardiaci. Un altro lavoro su animali ha dimostrato che cellule tratte in questo modo da linee cellulari staminali possono essere utilizzate per trapianto con successo. Per esempio, sia nei topi che nei conigli, cellule staminali sono state estratte, fatte crescere in laboratorio e sviluppate in cellule del muscolo cardiaco che, dopo trapianto in un cuore danneggiato, sono state incorporate nel cuore e battono a tempo con le cellule dell’organo ospite. Cellule staminali nervose di topo sono state anche introdotte con successo nel cervello di ratti, producendo livelli significativi di riparazione in un equivalente animale della sclerosi multipla e, in un altro studio, ripristinando alcuni movimenti negli arti inferiori di ratti parzialmente paralizzati. Queste scoperte suggeriscono, in particolare, possibilità future per il trattamento di persone con danno cerebrale, al midollo spinale o all’innervazione periferica. Ricercatori che lavorano con cellule staminali animali non sono stati sufficientemente capaci da controllare il processo di differenziazione, cosicché sarebbe necessaria molta più ricerca per esaminare le condizioni richieste dallo sviluppo di tipi maturi di cellule tissutali da cellule staminali di embrione umano. Box 8
Cellule staminali da embrioni creati con fecondazione in vitro - caratteristiche distintive La tecnica • • • • • • • Gli embrioni sono creati in vitro da uovo e spermatozoi. Gli embrioni creati così possono essere donati a scopo di ricerca quando non più necessari per il trattamento dell’infertilità. Le cellule staminali sono rimosse dopo 5-6 giorni di divisioni cellulari dell’embrione. Le linee cellulari staminali risultanti potrebbero essere in grado di differenziarsi in un’ampia gamma di tessuti. Il tessuto risultante dalla coltura di cellule staminali non è geneticamente compatibile con la persona da curare (cioè, si deve contrastare il rigetto). Le cellule staminali sono state tratte da embrioni in una serie di specie animali e, in due studi riportati, da embrioni umani.

2.25

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

24

• •

Nei topi, le cellule staminali sono state fatte differenziare in tessuti specifici.

I vincoli legali (v.Capitolo 3) • • • La creazione e l’utilizzo di embrioni in vitro è controllata dall’Autorità per la fecondazione e l’embriologia umana (HFEA, Human Fertilizatione and Embryology Authority) col Decreto sulla fecondazione e l’embriologia umana del 1990 (il decreto 1990 ). La HFEA ha consentito la ricerca sulle cellule staminali dell’embrione umano, ma solo per il trattamento dell’infertilità. L’utilizzo a scopo di ricerca per accrescere la conoscenza sui trattamenti per patologie non congenite o svilupparli, richiederebbe disposizioni che devono essere definite a livello parlamentare per estendere gli obiettivi di ricerca consentiti dal Decreto del HFE del 1990. Le tecniche devono conformarsi al limite esistente di 14 giorni per la ricerca sull’embione. L’uso successivo di cellule staminali estratte dovrebbe essere al di fuori dei controlli del Decreto del 1990.

• •

Cellule staminali ottenute da embrioni creati per sostituzione del nucleo
2.26 Ad oggi gli embrioni umani sono stati creati unicamente da ovuli e spermatozoi. Comunque, la tecnica della sostituzione del nucleo cellulare usata per creare la pecora Dolly dimostra che si possono formare embrioni senza utilizzare spermatozoi. La sostituzione del nucleo cellulare comporta l’inserimento del nucleo di una cellula da uno degli organi o tessuti del corpo in un uovo non fertilizzato (ovocita) che ha avuto rimosso il suo nucleo (cioè è stato ‘enucleato’). Ci si riferisce spesso a questo processo come alla clonazione. Questa tecnica di sostituzione del nucleo cellulare è già stata utilizzata con successo in laboratorio su mammiferi quali pecore, mucche, capre, maiali e topi. Si è dimostrato che le cellule risultanti sono sviluppate attraverso la normale divisione della cellula embrionale. Figura 2 Cellule staminali embrionali da sostituzione del nucleo cellulare

2.27

Nel caso di qualche ricerca su animali questo processo è stato condotto passando per la nascita di prole: l’esperimento con la pecora Dolly ne è un esempio. Comunque, se il processo viene fermato dopo cinque o sei giorni (allo stadio di blastocisti), le cellule staminali possono essere estratte e fatte crescere in laboratorio. Si pensa che cellule ottenute in questo modo avrebbero la

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

25

stessa potenzialità delle cellule staminali ottenute da embrioni prodotti da ovulo e spermatozoi, per la differenziazione in un’ampia varietà di tipi cellulari. 2.28 E’ stato considerato che dei tessuti sviluppati a partire da cellule staminali di embrioni creati con la sostituzione del nucleo cellulare avrebbero il vantaggio di essere esenti da rigetto, perché sarebbero geneticamente compatibili con la persona da curare, dalla quale si prende il nucleo donatore. Se si dimostra che questo è il caso, c’è un grande beneficio potenziale per la salute umana. In ogni caso, gli animali nati dalla sostituzione del nucleo cellulare non sono esattamente identici agli animali il cui nucleo cellulare è stato usato nel processo. Essi ereditano il DNA mitocondriale (contenuto nello strato più esterno della cellula-uovo) dall’uovo (enucleato) utilizzato nel processo di sostituzione nucleare. Le implicazioni per la compatibilità dei tessuti derivati da embrioni creati con la sostituzione del nucleo cellulare non sono note. Sorgono interrogativi tecnici, come quello se la tecnica della sostituzione del nucleo cellulare possa essere mai portata avanti con successo utilizzando cellule umane. Inoltre, la possibile limitazione nel reperimento di cellule-uovo disponibili preclude con ogni probabilità l’uso di questo approccio come opzione di trattamento. Comunque si è valutato che la sostituzione del nucleo cellulare usando ovuli umani costituirà un percorso importante di ricerca, se la possibilità di riprogrammare cellule umane adulte deiventerà una realtà (v.paragrafi 2.36-2.38). Box 9
Cellule staminali da embrioni creati con sostituzione di nucleo cellulare - caratteristiche distintive La tecnica • • • • • • Si creano embrioni per sostituzione del nucleo di una cellula-uovo non fertilizzata con il nucleo di un’altra cellula. Si prendono le cellule staminali dopo 5-6 giorni di divisioni della cellula embrionale. Le linee risultanti di cellule staminali potrebbero essere capaci di differenziarsi in un’ampia varietà di tessuti. I tessuti risultanti da cellule staminali potrebbero essere geneticamente compatibili con la persona da curare (cioè, nessun rigetto). La tecnica della sostituzione del nucleo e l’affermazione della crescita embrionale è stata compiuta in alcune specie animali. Richiederebbe una scorta di ovociti.

2.29

I vincoli legali (v.Capitolo 3) • • • • • La ricerca che implica la creazione di embrioni per sostituzione di nucleo cellulare si potrebbe consentire, stando agli attuali obbiettivi di ricerca approvati, soggetti ai controlli del Decreto del 1990. L’utilizzo in ricerche volte ad aumentare la conoscenza sulle malattie non congenite o a sviluppare trattamenti mirati ad esse, richiederebbe Disposizioni da definire a livello parlamentare, per estendere gli scopi della ricerca assunti dal Decreto del 1990. La tecnica dovrebbe conformarsi al limite esistente di 14 giorni per la ricerca embrionale. L’uso successivo di cellule staminali estratte sarebbe al di fuori del controllo esercitabile con il Decreto del 1990. La Hfea ha chiarito che non darà il consenso per la sostituzione del nucleo cellulare allo scopo di produrre embrioni per dare luogo ad una gravidanza.

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

26

La praticabilità dell’utilizzo della tecnica di sostituzione del nucleo cellulare nella specie umana
2.30 Produrre embrioni umani per sostituzione del nucleo cellulare ai fini di un impianto nel grembo non dovrebbe essere consentito, perché potrebbe condurre alla clonazione riproduttiva. Il tasso di successo negli animali nella produzione di nati vivi, che resta molto basso in mucche, pecore, capre e topi e senza esito in ratti e conigli, non rappresenta perciò una traccia per predire quanto potrebbe essere facile creare embrioni umani con la sostituzione del nucleo cellulare a scopo di ricerca. La nascita della Pecora Dolly richiese 277 sostituzioni di nucleo cellulare. Comunque, non rappresenta un’indicazione di quante cellule uovo umane servirebbero a produrre una blastocisti per sostituzione del nucleo. Negli animali, molti blastocisti prodotti con questa tecnica vanno perduti perché hanno qualche difetto che li rende incapaci di sviluppo oltre lo stadio in cui potrebbero essere estratte linee di cellule staminali. Altri blastocisti apparentemente sani non riescono ad impiantarsi nel grembo dell’animale. Si è valutato che sarebbero necessarie 12 o 13 cellule-uovo umane per sviluppare un blastocisti per sostituzione di nucleo cellulare fino allo stadio in cui le cellule staminali embrionali potrebbero essere estratte, sebbene questo numero potrebbe essere più alto se per tale processo si richiedesse una blastocisti ‘perfetta’ dal punto di vista dello sviluppo. E’ difficile fare delle generalizzazioni a partire da esperimenti con animali. A metà degli anni 70 erano necessarie circa 1 milione di cellule-uovo per sviluppare la fecondazione di topo in vitro. Invece, i Professori Edwards e Steptoe hanno ottenuto la fecondazione umana in vitro con appena qualche centinaio di cellule-uovo. La fecondazione umana in vitro si rivelò essere più facile di quanto ci si sarebbe potuti aspettare. Nessuna richiesta è stata ricevuta dall’Autorità per la fecondazione e l’embriologia umana per l’autorizzazione a ricerche che implichino la creazione di embrioni in fase iniziale per sostituzione del nucleo cellulare.

2.31

2.32

La scorta di ovociti
2.33 In base alla recente ricerca con animali, sembra che un numero ragionevole di cellule-uovo umane sarebbero necessarie inizialmente, per sviluppare la tecnica di sostituzione del nucleo cellulare al fine di produrre embrioni umani allo stadio iniziale. Come indicato sopra, potrebbe essere necessario un minimo di 12 o 13 cellule-uovo per produrre una serie di cellule staminali embrionali. L’attuale perdita di ovuli nei trattamenti per la fecondità suggerisce una possibile mancanza di cellule-uovo per tale ricerca, se non si realizza una svolta nella capacità di far sviluppare le uova in laboratorio. Una tale svolta si pensa sia lontana di qualche anno. La principale fonte di cellule-uovo continua perciò ad essere quella dei donatori umani vivi. Non c’è dubbio che in tal modo si otterrebbe una sufficiente scorta di cellule-uovo per rendere vitale la tecnica della sostituzione del nucleo cellulare, come base per trattamenti a più lungo termine. E’ stata suggerita l’alternativa di usare le uova di un’altra specie, che agiscano effettivamente come un ‘guscio’, per contenere il nucleo della cellula umana. Ricercatori statunitensi dichiarano di avere utilizzato questa tecnica per produrre serie di cellule staminali con una cellula-uovo di mucca in luogo di quella umana per sostituzione del nucleo cellulare, e per poi isolare e far crescere cellule dall’embrione risultante. Questa ricerca non è stata pubblicata. Una tale tecnica

2.34

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

27

farebbe emergere molte problematiche, sia tecniche che etiche. La maggior parte dei ricercatori attivi in questo campo non la considera una strada realistica o auspicabile per andare avanti.

Cellule staminali ottenute da tessuti riproduttivi fetali
2.35 Cellule staminali molto simili a cellule staminali embrionali sono state fatte crescere in coltura da tessuti riproduttivi fetali. Queste cellule staminali sono conosciute come cellule germinali embrionali ed hanno la possibilità di svilupparsi in un’ampia gamma di tessuti (cioè, sono multipotenti). Tali cellule sono state tratte da tessuti fetali umani ottenuti a seguito d’insuccesso o aborto, ma i ricercatori non sono stati ulteriormente capaci di tenerli in coltura più di 21 giorni in laboratorio.

Cellule staminali ottenute da cellule adulte riprogrammate
2.36 Evitare l’uso della sostituzione del nucleo cellulare per produrre un embrione come fonte di cellule staminali per la cura di patologie umane avrebbe notevoli vantaggi, date le questioni che contornano la creazione di embrioni in questo modo. Un obiettivo a lungo termine potrebbe essere quello di riprogrammare una cellula adulta per farla tornare al suo stato indifferenziato, così da poter essere influenzata a svilupparsi in un tipo differente di tessuto. Un aumento significativo nella comprensione scientifica dei processi di sviluppo delle cellule, la riprogrammazione di cellule e come viene mantenuto lo stato specializzato di cellule, sono prerequisiti importanti per ottenere tale scopo. La ricerca di base sulle cellule staminali ottenute da embrioni ed altre fonti è solo uno scalino per sviluppare la comprensione necessaria. Infatti, non ultimo per la disponibilità limitata di cellule-uovo umane, molti ricercatori vedono proprio il proposito di una ricerca che implichi la creazione di embrioni per sostituzione del nucleo cellulare, come un modo per reperire dei mezzi al fine di giungere all’ispirazione sui meccanismi con i quali un nucleo di cellula adulta può essere riprogrammato. Una volta che sia compreso e controllato il modo in cui una cellula-uovo con il nucleo rimosso può riprogrammare il nucleo di una cellula adulta, lo scopo sarebbe quello di sviluppare cellule staminali senza il bisogno di creare un embrione. Il vantaggio di essere capaci di riprogrammare cellule adulte starebbe nella opportunità di sviluppare ‘da soli’ tessuti di tutti i tipi per superare problemi di compatibilità e rigetto. Arrivare alla fonte da tessuti non collegati potrebbe essere anche utile, ove il tessuto da sostituire sia malato o danneggiato, soggetto alla compatibilizzazione tissutale e all’immunosoppressione, come per le attuali procedure di trapianto. A lungo termine, potrebbe essere anche possibile definire banche di colture di cellule staminali che siano state modificate così da non portare più a lungo i marcatori che le identifichino come ‘estranee’. Questo potrebbe rappresentare una fonte di cellule di donatore universali, libere dai normali problemi di rigetto dei tessuti od organi donati. Comunque, tutto ciò resta attualmente speculativo.

2.37

2.38

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

28

Box 10
Cellule staminali da da cellule adulte riprogrammate - caratteristiche distintive La tecnica • • • • • • Cellule adulte potrebbero essere riprogrammate per comportarsi come cellule staminali. Verrebbero create linee di cellule staminali capaci in teoria di differenziarsi in un’ampia gamma di tessuti. Tessuto risultante compatibile geneticamente con la persona dalla quale le cellule sono prese (cioè, nessun rigetto). La ricerca sulle cellule staminali e sulla tecnica di sostituzione del nucleo cellulare nelle cellule-uovo umane, sarà probabilmente richiesta come stadio preliminare per sviluppare la conoscenza utile a sfruttare questa tecnica. La tecnica non è attualmente realizzabile. Stimola una prospettiva potenziale, ma a lungo termine.

I vincoli legali (v.Capitolo 3) • Nessuna restrizione legale specifica.

Questioni tecniche e di sicurezza potenziali che sorgono nella produzione e nell’uso di cellule staminali.
2.39 L’utilizzo di cellule staminali per fornire tessuti a scopo terapeutico fa sorgere due grossi problemi biologici. Uno, è il rischio della formazione di un tumore per il trapianto di cellule staminali differenziate in modo incompleto o inappropriato; l’altro, è il rigetto. La tecnica di sostituzione del nucleo cellulare ha aperto la possibilità di superare il problema del rigetto, modificando l’identità cellulare del donatore in quella del potenziale ricevente. Tuttavia ci sono diverse obiezioni all’uso di cellule staminali ottenute con la sostituzione del nucleo cellulare. E’ stato suggerito, per esempio, che queste potrebbero non essere in grado di portare alla stessa ampia gamma di tessuti normali, come quelli che si ottengono invece dalle cellule staminali ricavate da embrioni prodotti secondo il metodo convenzionale. In seguito alla loro riprogrammazione, le cellule staminali potrebbero essere portatrici di diversi difetti funzionali. Inoltre le cellule differenziate ottenute da cellule adulte potrebbero avere un’età differente dalle altre. Su quest’ultimo punto, tuttavia, le conclusioni non sono ancora definitive. La pecora Dolly ha mostrato di possedere cellule che appaiono più ‘vecchie’ della sua età effettiva, ma successivi studi su vitelli clonati indicano al contrario che gli animali possiedono cellule più giovani di quelle che ci si aspetterebbe data la loro età. Un’altra obiezione possibile è che ottenendo in laboratorio più generazioni successive di questo tipo di cellule staminali, si corra il rischio di accumulare mutazioni nei tessuti destinati al trapianto. Le mutazioni potrebbero essersi verificate anche nelle cellule adulte usate per il trasferimento del nucleo. L’utilizzo della tecnica del trasferimento del nucleo cellulare per generare tessuti umani potrebbe anche significare un altro tipo di rischio: se le cellule non dovessero rispondere normalmente ai segnali che portano alla differenziazione -tanto prima che dopo il trapianto- si potrebbero
29

2.40

2.41

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

originare dei tumori. Sono necessari, pertanto, approfonditi studi sul modello animale (per esempio roditori immunodepressi) per cercare di stabilire il comportamento più probabile delle cellule ottenute in laboratorio una volta trapiantate, la loro capacità di assolvere le normali funzioni e di integrarsi con le cellule esistenti, e la loro potenzialità di sviluppare tumori. 2.42 Un altro dubbio è se i tessuti ricavati dalle cellule staminali ottenute con la sostituzione del nucleo, siano effettivamente identici sotto il profilo immunologico a quelli dei pazienti donatori del nucleo. Gli embrioni creati con la sostituzione del nucleo, infatti, ereditano i mitocondri (cfr. paragrafo 2.46) dall’ ovulo e non dal nucleo e si ritiene che ci siano strette interazioni tra il nucleo e il citoplasma circostante durante tutta la fase di sviluppo. Occorre quindi approfondire le ricerche sulle conseguenze di queste interazioni. Altre questioni da chiarire riguardano la purezza del tessuto derivato dalle cellule staminali e se le nuove cellule differenziate potrebbero essere ‘contaminate’ da cellule non specializzate, quante cellule e quanti tessuti sarebbe possibile generare; la quantità di cellule e tessuto che sarebbe possibile generare; le sfide tecniche della produzione in larga scala di cellule ad uso terapeutico. Box 11
Problemi tecnici e di sicurezza • • • • • • • Le cellule e i tessuti derivati dagli embrioni creati attraverso la sostituzione del nucleo, si svilupperanno normalmente? Invecchieranno più rapidamente? Potranno comparire mutazioni imprevedibili? Si svilupperanno tumori dopo il trapianto? I tessuti ottenuti in questo modo avranno l’esatto profilo immunologico del paziente? Le cellule staminali ottenute in questo modo potranno generare la stessa varietà di tessuti delle cellule staminali ricavate da embrioni ottenuti da ovulo e spermatozoo? Quanto saranno ‘puri’ i tessuti? Sarà possibile generare cellule staminali in quantità sufficiente per gli usi terapeutici?

2.43

2.44

Sarà inoltre necessario un lavoro approfondito con gli animali per dimostrare l’efficacia del trapianto di materiale ricavato dalle cellule staminali direttamente nei tessuti danneggiati, nonché la sicurezza di queste tecniche nel lungo periodo. Per quanto riguarda l’uomo, si prevede un intervallo di tempo tra i 3 i 10 anni.

Trasferimento di nucleo dell’ovocita e malattie mitocondriali
2.45 2.46 Per aiutare le donne a evitare la nascita di bambini affetti da malattie mitocondriali ereditarie, si può ricorrere a un diverso tipo di trasferimento del nucleo. I mitocondri sono piccole strutture che producono energia situate nel citoplasma di ogni cellula. Possiamo pensare al citoplasma come a una gelatina in cui è immerso il nucleo cellulare. La
30

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

maggior parte del DNA è contenuta nel nucleo, tuttavia anche i mitocondri contengono DNA. Oggi sappiamo che il DNA mitocondriale regola una quantità di funzioni importanti collegate al ruolo dei mitocondri come produttori di energia per la cellula. Inoltre, si verificano delle interazioni tra il DNA dei mitocondri e quello del nucleo. 2.47 I tessuti che richiedono grandi quantità di energia, come i muscoli, il cuore, il cervello e gli occhi sono particolarmente vulnerabili ai difetti a livello di mitocondri. Ci sono più di 50 disfunzioni metaboliche che oggi sappiamo essere causate da problemi del DNA mitocondriale. I bambini ereditano il DNA mitocondriale solo dalla mamma, perché i mitocondri contenuti negli spermatozoi sembra che non vengano trasferiti al momento della fecondazione. Perciò se i mitocondri materni sono portatori di un difetto, questo verrà inevitabilmente trasmesso ai figli. Se una donna è potenzialmente a rischio di trasferire una malattia mitocondriale al proprio figlio, potrebbe essere possibile impedirlo grazie alla tecnica del trasferimento del nucleo. Si potrebbe, cioè, trasferire il nucleo dell’ovulo materno nell’ovulo di una donatrice senza difetti a livello del DNA mitocondriale. Quest’ovulo potrebbe poi essere fecondato in vitro secondo le abituali tecniche di fecondazione assistita, con gli spermatozoi del partner della prima donna. Ogni bambino nato in questo modo avrebbe ricevuto il DNA nucleare dalla madre e dal suo compagno, ma avrebbe il DNA mitocondriale senza difetti della donatrice dell’ovulo. Benché sia anche questa una tecnica di sostituzione del nucleo, non si tratta tuttavia di quella descritta nella sezione precedente e l’obiettivo finale è un ovulo sano (in attesa di fecondazione) e non un embrione. Figura 3 Trattamento di malattie mitocondriali con il trasferimento del nucleo dell’ovocita (uovo)

2.48

2.49

2.50

Solo pochi studi, finora, hanno tentato di stabilire se questa ipotesi teorica sarebbe confermata in via sperimentale e se effettivamente la tecnica sarebbe efficace per prevenire difetti del DNA mitocondriale. La fattibilità e il successo di questa tecnica avrebbero bisogno di essere provati su modelli animali prima di avviare procedure di ricerca che richiedano la creazione di embrioni umani. La Commissione consultiva sulla genetica umana e l’Autorità sulla fecondazione e l’embriologia umane potrebbero richiedere un maggiore stato di avanzamento della ricerca sugli embrioni umani prima di prendere in considerazione l’ipotesi del trasferimento del nucleo dell’ ovocita come trattamento terapeutico preventivo.

2.51

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

31

2.52

Oggi la sola forma di intervento clinico che può evitare a una famiglia portatrice di disordini a livello mitocondriale di dar vita a bambini malati è la fecondazione assistita in vitro in cui gli spermatozoi del padre vengono utilizzati per fecondare un ovulo donato da un’altra donna. Questa pratica non è accettata da molti genitori, perché la madre naturale non può giocare alcun ruolo genetico nel dare la vita al proprio bambino. Non è ancora possibile utilizzare la tecnica del trasferimento del nucleo dell’ovocita per ottenere embrioni vitali, capaci di svilupparsi fino al termine. Né si conoscono i rischi potenziali di un effettivo sviluppo embrionale. Non si sa nemmeno, in effetti, se si riesce davvero a impedire il trasferimento di tutti i mitocondri danneggiati all’ovulo che riceve il nucleo sano. Uno studio effettuato su dieci pecore ottenute con la tecnica della sostituzione del nucleo cellulare suggerisce che in effetti sia così. Le pecore, infatti, hanno ereditato il DNA mitocondriale solamente dall’ovulo (privato di nucleo) della pecora ricevente. Nell’uomo, tuttavia, è ancora tutto da dimostrare. Anche per la ricerca sul trasferimento di nucleo dell’ovocita in caso di difetti mitocondriali è rilevante il problema della disponibilità di ovociti (cfr. paragrafo 2.33). Per proseguire l’attività di ricerca dovrà probabilmente contare sulla donazione di ovuli. Box 12
Trasferimento di nucleo di ovocita in caso di difetti mitoncodriali - caratteristiche distintive La tecnica • • • • • Il nucleo sano viene prelevato dall’ovulo di una donna con mitocondri danneggiati e trasferito nell’ovulo non fecondato di una donatrice (con mitocondri sani) il cui nucleo è stato rimosso. La fecondazione avviene in vitro, attraverso la combinazione del nuovo ovulo con gli spermatozoi. Si tratta del solo modo per una donna portatrice di malattie mitocondriali di avere un figlio sano, ma geneticamente correlato. Le tecniche di trasferimento nucleare hanno avuto successo negli animali. Necessiterebbe di disporre di un numero adeguato di ovuli donatori.

2.53

2.54

I vincoli legali (v.Capitolo 3) • Le ricerche su questa tecnica devono essere approvate dalla Human Fertilisation and Embriology Authorithy sulla base delle normative attualmente in vigore per le ricerche sulle cause delle malattie congenite o quelle sul trattamento dell’infertilità. Il trattamento deve essere autorizzato dalla Human Fertilisation and Embriology Authorithy dopo adeguate ricerche.

Conclusioni
2.55 Le ricerche che implicano la rimozione e l’uso di cellule staminali aprono la prospettiva di nuove, entusiasmanti, possibilità terapeutiche per riparare in futuro tessuti malati o danneggiati, il che potrebbero alla fine portare ad altri più importanti benefici per la salute.

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

32

2.56

Il potenziale delle cellule staminali come risorsa per la produzione di nuovi tessuti è stata dimostrata dalle ricerche sugli animali, in particolare sui topi. E’ possibile anche un uso limitato di cellule staminali ottenute da particolari tipi di tessuti adulti per obiettivi terapeutici sull’uomo. Inoltre il successo (1998) nell’isolare e coltivare cellule staminali da embrioni umani e dai tessuti fetali e le recenti conferme di queste scoperte, insieme alla dimostrazione che le cellule staminali possono differenziarsi in cellule neurali, suggeriscono ulteriori possibilità terapeutiche. A tutt’oggi, queste cellule staminali sembrano avere il potenziale di svilupparsi in una vastissima gamma di tessuti, così come in cellule staminali dei tessuti adulti. Per estrapolazione dalle ricerche sugli animali e dalle limitate ricerche sulle cellule umane condotte finora, il gruppo di esperti ha concluso che sostituire le cellule nervose perdute a causa del morbo di Parkinson o di Alzheimer, rimpiazzare le cellule produttrici di insulina dei diabetici, modificare le conseguenze di una lesione alla spina dorsale o i danni causati dalla sclerosi multipla, rimpiazzare le cellule del muscolo cardiaco in caso di infarto, quelle ossee nel caso di osteoporosi e quelle del fegato nel caso di epatiti o cirrosi, sembrano tutte prospettive realistiche se la ricerca realizza il suo potenziale. Inoltre il gruppo di esperti ha concluso che la prospettiva di sviluppare interi organi da trapiantare nel futuro prossimo appare inverosimile. Figura 4 Fonti potenziali e possibilità di trattamento delle cellule staminali

2.57

2.58

Molti scienziati impegnati nella ricerca sulle cellule staminali prevedono che superare tutti gli ostacoli tecnici e scientifici possa richiedere molti anni di ricerca di base. Prima che sia effettivamente possibile utilizzare le cellule staminali per scopi terapeutici è necessario che siano risolti alcuni problemi fondamentali nel campo della biologia cellulare e dello sviluppo. Questi includono la necessità di capire maglio le origini dei diversi tipi di cellule differenziate e come il processo di differenziazione cominci e si conservi. Nelle fasi iniziali della ricerca, la maggior parte del lavoro potrebbe includere cellule animali, piuttosto umane. Tuttavia, le differenze esistenti tra le specie fanno pensare che la ricerca sulle cellule umane sarà necessaria per dimostrare l’applicabilità all’uomo.

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

33

2.59

Oltre che dalla ricerca sugli animali, passi importanti nella comprensione potranno essere fatti indagando l’origine e l’uso di cellule staminali dagli embrioni sovrannumerari o dai tessuti fetali o adulti. Questi metodi, tuttavia, non possono risolvere il problema del rigetto dei tessuti o fare avanzare le conoscenze su come le cellule adulte possono essere ‘riprogrammate’ per produrre nuovi tessuti. Il gruppo di esperti, quindi, ritiene che la ricerca sulle tecniche di sostituzione del nucleo cellulare possa offrire la migliore prospettiva di soluzione a questi problemi. Box 13
Benefici ottenibili attraverso la ricerca sulla sostituzione del nucleo cellulare nelle cellule umane: • • • • • comprensione di come le cellule adulte possono essere riprogrammate; definizione del ruolo dell’ovulo nella riprogrammazione di un nucleo adulto; scoprire se le cellule staminali ottenute da un embrione ottenuto con la tecnica della sostituzione del nucleo si differenziano nello stesso modo e hanno lo stesso potenziale delle cellule staminali ottenute da embrioni ottenuti da ovuli e spermatozoi; chiarire se le cellule staminali ottenute da embrioni creati con il metodo della sostituzione nucleare possano produrre tessuti compatibili con quelli del donatore del nucleo; chiarire se le conoscenze acquisite con la ricerca sugli animali possano applicarsi agli esseri umani, in particolare le condizioni richieste per ottenere la sostituzione del nucleo cellulare in una cellulauovo umana.

2.60

La ricerca raramente procede in modo ordinatamente sequenziale. Le alternative e gli approcci complementari devono essere portati avanti in parallelo perché i pezzi del puzzle possano comporsi e i progressi raggiunti. Pertanto il gruppo di esperti conclude che la ricerca sulla sostituzione del nucleo cellulare dovrebbe procedere in parallelo con la ricerca sulla estrazione delle cellule staminali embrionali per offrire la migliore prospettiva possibile di benefici per la salute nel più breve tempo possibile. Il gruppo di esperti ha ritenuto che la ricerca già effettuata fino ad oggi offrisse sufficienti dimostrazioni per suggerire di intraprendere ulteriori studi sulle possibili fonti alternative di cellule staminali. Ciò consentirebbe una migliore valutazione dei potenziali reali della ricerca e delle strade più proficue da percorrere in seguito. Per esempio si potrebbe esplorare la fattibilità della produzione di tessuti che non vadano incontro al rigetto e nello stesso tempo indagare la possibilità di creare banche di cellule staminali ricavate dalle diverse fonti. Questo renderebbe possibile indagare anche sugli aspetti della sicurezza e delle tecniche necessarie. Soggetta ai vincoli legali ed etici discussi nei capitoli 3 e 4, la ricerca dovrebbe idealmente includere tanto le cellule staminali embrionali quanto quelle estratte dagli embrioni ottenuti attraverso la sostituzione nucleare. Il gruppo di esperti ha ritenuto che l’uso di ovuli di specie non umana come supporto per i nuclei ottenuti dalle cellule umane non sia una soluzione realistica, né desiderabile per risolvere il problema di una eventuale carenza di cellule umane per la ricerca o il successivo trattamento terapeutico. Le tecniche di trasferimento del nucleo dell’ovocita per curare i difetti del DNA mitocondriale potrebbero richiedere un grosso sforzo di ricerca prima che se ne renda possibile un uso terapeutico. Tuttavia, una volta che siano superati i problemi di fattibilità e di sicurezza e che sia stata messa a punto una tecnica efficiente, il gruppo di esperti ha concluso che questo tipo di ricerca sembra offrire per le famiglie colpite a lungo termine la prospettiva di un bambino sano.

2.61

2.62

2.63

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

34

Capitolo 3: Cellule per la ricerca e la terapia – Considerazioni legali
Questo capitolo affronta l’insieme delle normative che governano l’uso degli embrioni per la ricerca e la regolamentazione per quanto riguarda le cellule staminali ottenute da fonti non embrionali. 3.1 Il Regno Unito dispone di un complesso di norme ben sperimentate per regolare la creazione e l’uso di embrioni, sia per uso terapeutico che per scopi di ricerca: lo Human Fertilisation and Embryology Act 1990 (d’ora in poi “decreto 1990 ” ). La ricerca medica, inoltre, è governata attraverso le Linee Guida prodotte dal Department of Health e da numerose altre associazioni professionali mentre, quando la ricerca riguarda l’attività del Servizio Sanitario Nazionale, è necessario ottenere l’approvazione dei comitati etici. In questo capitolo viene descritto il modo in cui la normativa attuale si applica ai problemi posti dalla ricerca e dalle terapie a base di cellule staminali.

La legge che controlla la creazione e l’utilizzo di embrioni umani
3.2 Il decreto 1990 è stato approvato dopo una consultazione molto estesa sulle raccomandazioni del Rapporto del Comitato di Indagine sulla Fecondazione Umana e l’Embriologia (il rapporto Warnock) pubblicato nel 1984. Il Comitato Warnock è stato creato dopo la nascita della prima ‘bambina in provetta’ per analizzare le conseguenze e etiche e legali dello sviluppo dei trattamenti contro l’infertilità e le altre questioni relative alla riproduzione umana. Il decreto 1990 si è rifatto alla maggior parte delle raccomandazioni del Comitato Warnock.

Uso degli embrioni a scopo di ricerca
3.3 Il decreto 1990 consente la ricerca sull’embrione umano , subordinandola alle condizioni previste nell’Atto stesso e sottoponendola all’approvazione della Human Fertilisation and Embryology Authority (HFEA) per ogni specifico progetto di ricerca. Il decreto 1990 consente la ricerca sugli embrioni creati nel corso dei trattamenti per la fecondazione assistita in vitro in esubero rispetto alle esigenze cliniche e la ricerca sugli embrioni creati specificamente. Il numero degli embrioni creati tra il 1992 e il mese di marzo 1998 (l’ultima data per cui esistono dati aggiornati) e le caratteristiche del loro utilizzo sono illustrati nella Tabella 2

3.4

3.5

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

35

Tabella 2
Embrioni creati con IVF: 1991-1998* 763.509 embrioni creati 351.617 embrioni utilizzati per il trattamento dell’infertilità 183.786 conservati per ulteriori trattamenti 48.444 embrioni utilizzati a scopi di ricerca 118 embrioni creati nel corso della ricerca 237,603 embrioni non utilizzati per alcuno scopo e distrutti
* Fonte: HFEA dal 1 agosto 1991 al 31 marzo 1998, alcuni embrioni possono essere stati contati in più di una categoria

3.6

Il decreto 1990 oggi permette l’utilizzo di embrioni umani a scopo di ricerca solo se la ricerca è necessaria o desiderabile per uno di questi cinque obiettivi: Box 14
Obiettivi di ricerca concessi dal decreto 1990 L’autorizzazione alla ricerca viene concessa solo se l’HFEA è convinta che la ricerca sia necessaria o desiderabile per questi obiettivi • • • • • promuovere i progressi nel trattamento dell’infertilità aumentare le conoscenze sulle cause delle malattie congenite aumentare le conoscenze sulle cause dell’aborto sviluppare tecniche di contraccezione più efficaci sviluppare metodi per rilevare la presenza di anomalia genetica o cromosomiali prima dell’impianto dell’embrione

Altri obiettivi di ricerca possono essere aggiunti tramite delle ‘regolamentazioni affermative’, ma essi devono riguardare l’aumento o l’applicazione delle conoscenze sulla creazione o lo sviluppo dell’embrione, o sulla malattia.

3.7

Anche se un progetto di ricerca riguarda uno di questi cinque obiettivi, i responsabili devono ottenere l’approvazione dell’HFEA, che deve essere certa che l’uso dell’embrione sia necessario per lo scopo a cui mira il progetto. Ogni ricerca approvata dall’HFEA deve ricadere sotto le condizioni previste dal decreto 1990 . In particolare, un embrione può essere utilizzato nel corso di uno studio solo se le persone i cui gameti (spermatozoi o uova) hanno concorso a creare l’embrione hanno dato il loro consenso al suo utilizzo a fini di ricerca. Inoltre i riceratori sono tenuti a fornire all’HFEA tutte le informazioni sulla ricerca, a giudizio dell’Authority, inoltre l’HFEA può imporre condizioni aggiuntive, all’interno di quelle previste dal decreto 1990 . Secondo la legge inglese nessun embrione creato in laboratorio può essere mantenuto oltre il quattordicesimo giorno. Secondo quanto previsto dal decreto 1990 , è possibile congelare e conservare gli embrioni creati in vitro per successivi trattamenti o ricerche. Ma, una volta scongelati non possono essere mantenuti oltre il limite del quattordicesimo giorno. Le ricerche che prevedono l’uso degli embrioni per estrarre cellule staminali sono già consentite, secondo quello che prevede il decreto 1990 , per uno dei cinque obiettivi già indicati. Una autorizzazione di questo tipo è già stata concessa.

3.8

3.9

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

36

3.10

Fino ad oggi all’HFEA non è stata sottoposta alcune richiesta per condurre ricerche che prevedano al creazione di un embrione attraverso la tecnica della sostituzione del nucleo cellulare. L’uso di questo tipo di procedura non è vietato dal decreto 1990 , purchè sia rivolta a uno dei cinque obiettivi già indicati. Di più, l’HFEA chiederebbe di essere certa che la creazione di un embrione con questa tecnica sia davvero necessaria per gli obiettivi del progetto di ricerca. Il decreto 1990 non riguarda, invece, l’attività di ricerca sulle cellule staminali una volta che siano state estratte da un embrione e coltivate in laboratorio. Fino ad oggi, secondo il decreto 1990 , la creazione e l’uso di embrioni umani a scopi di ricerca o di trattamento per le malattie non congenite non possono essere autorizzati. Tuttavia scopi di ricerca diversi dai cinque previsti possono essere ammessi a condizione che siano stati approvati attraverso una ‘regolamentazione affermativa’, attraverso, cioè, una regolamentazione ad hoc che sia stata discussa in Parlamento, prima di diventare operativa. In ogni caso, gli obiettivi di ricerca che possono essere aggiunti sono ristretti dal decreto 1990 ai lavori che possono aumentare la conoscenza sulla creazione e lo sviluppo dell’embrione, o su malattie, oppure agli studi destinati a rendere applicative le conoscenze esistenti. La possibilità di usare un ovulo di una specie non umana come supporto per un nucleo cellulare umano è stata suggerita da un progetto di ricerca americano. Il decreto 1990 non consente la mescolanza di gameti umani e animali, se non nel caso di circostanze estremamente limitate per testare la vitalità degli spermatozoi. In ogni caso la possibilità di mescolare cellule umane e ovuli animali non è esplicitamente vietata dal decreto 1990 . Box 15
Il controllo della ricerca sugli embrioni sulla base del decreto 1990 • • • • I progetti di ricerca che prevedono la creazione di embrioni in vitro o comunque l’utilizzo di embrioni devono ottenere l’autorizzazione dell’HFEA Le autorizzazioni vengono concesse solo se l’HFEA si ritiene convinta che l’uso di embrioni sia indispensabile per i progetti di ricerca Gli embrioni usati per la ricerca non possono essere mantenuti oltre il 14° giorno (esclusi quelli congelati) Gli embrioni possono essere utilizzati per la ricerca solo se i donatori dei gameti hanno espresso il proprio consenso

3.11 3.12

3.13

L’uso di embrioni a scopo terapeutico
3.14 Se la ricerca sull’estrazione e la differenziazione delle cellule staminali da embrioni avrà successo, in futuro potrebbe sorgere il problema se concedere o meno l’autorizzazione alla creazione e all’uso di embrioni per sviluppare tessuti specificamente destinati all’uso terapeutico. In particolare il problema potrebbe riguardare la possibilità di creare un embrione attraverso la tecnica di sostituzione del nucleo cellulare per produrre tessuti compatibili con un determinato paziente. Attualmente Il decreto 1990 consente l’uso di embrioni a scopi terapeutici solo per trattamenti chirurgici, medici od ostetrici destinati ad aiutare la donna a portare a termine la gravidanza. Potrebbe essere necessario, perciò, considerare la possibilità di un emendamento del decreto 1990 da parte del Parlamento, se i risultati della ricerca dovessero suggerire che l’uso di cellule ottenute da embrione per accrescere le possibilità di terapia è necessario e accettabile.

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

37

Clonazione umana a scopo riproduttivo
3.15 La creazione di un embrione attraverso la sostituzione del nucleo cellulare e il successivo impianto nell’utero di una donna per arrivare alla nascita di un bambino, non può essere consentita nel Regno Unito. Questa è la tecnica abitualmente indicata con il termine di clonazione. In ogni caso la creazione di embrioni umani secondo questo metodo dovrebbe ottenere l’autorizzazione dell’HFEA. E l’HFEA ha affermato con chiarezza che nessuna strategia di politica sanitaria potrebbe prevedere l’autorizzazione per un trattamento che richieda l’utilizzo di embrioni creati in questo modo.

Regolamentazione della produzione di cellule staminali da fonti non embrionali
3.16 3.17 Come indicato nel capitolo 2, le cellule staminali possono essere ottenute anche da numerose fonti diverse da quelle embrionali. L’uso di tessuti fetali per ottenere cellule staminali dovrebbe ricadere sotto quanto previsto dal codice operativo per l’uso di feti e di materiali fetali per la ricerca o la terapia, messo a punto dal comitato Polkinghorne nel 1989. Il Comitato ha esaminato le principali obiezioni etiche sull’uso dei tessuti ricavati dai feti abortiti e stabilito una serie di principi che vengono ancora applicati quando si tratta di ottenere e utilizzare questi tessuti (vedi box 16). Ogni richiesta per l’uso di tessuti fetali, sia per scopi di ricerca che di nuove terapie, deve essere sottoposta all’approvazione di un comitato etico. Box 16
L’uso di feti e materiali fetali per la ricerca e le terapia: le linee guida Polkinghorne Principi che governano l’uso di tessuti fetali: • Ci deve essere una chiara separazione tra le decisioni e gli atti relativi all’interruzione di gravidanza e le decisioni e gli atti relativi all’uso dei materiali di origine fetale che ne possono derivare La decisione di interrompere una gravidanza deve essere raggiunta a prescindere da ogni considerazione sui potenziali usi benefici dei tessuti fetali che ne possono derivare. Non sono eticamente accettabili né il deliberato concepimento, né l’interruzione di gravidanza per produrre questi tessuti La conduzione della gravidanza non deve essere influenzata dall’uso potenziale dei feti per la ricerca o la terapia. Questo riguarda la determinazione dei tempi sia per un aborto, sia per l’assistenza di una donna il cui feto sia morto in utero o abbia avuto un aborto spontaneo Nessun incentivo, finanziario o di altra natura, può essere proposto alla madre o a coloro che possono influenzare la sua decisione, per indurla a interrompere la gravidanza o a concedere l’uso dei tessuti fetali Non è necessario che la madre sia informata dell’uso specifico che si intende fare dei tessuti fetali e nemmeno se siano effettivamente utilizzati oppure no

• •

E’ necessario ottenere il consenso scritto della madre prima di iniziare qualsiasi ricerca che preveda l’uso del feto o dei tessuti fetali _________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

38

Il consenso all’interruzione della gravidanza deve essere stato chiaramente espresso, prima di procedere alla richiesta per l’uso dei tessuti fetali

Inoltre ogni proposta di utilizzo del feto o dei tessuti fetali, per scopi di ricerca o terapeutici, deve essere sottoposta a un comitato etico che valuterà l’impatto sulla sensibilità sociale connesso all’uso di questi tessuti.

3.18

Se le cellule staminali provengono da tessuti adulti recuperati dopo la morte, si applica il Human Tissue Act del 1961. Questo testo regolamenta l’uso di tessuti o parti del corpo di individui deceduti, sia per scopi di ricerca che terapeutici. Tessuti possono essere ottenuti anche da individui adulti viventi specificamente per scopi di ricerca o conservati dopo un trattamento (ad esempio, chirurgico). Se i tessuti ottenuti in questo modo sono destinati a lavori di ricerca è necessario presentare una descrizione degli scopi che ci si prefigge. In caso contrario l’autorizzazione al prelievo non può essere rilasciata. Allo stesso modo l’uso del cordone ombelicale richiede un’illustrazione degli scopi della ricerca e il consenso della madre. L’attività di ricerca sui tessuti umani è indirizzata attraverso i Medical Royal Colleges e il Medical Research Council. I progetti di ricerca che prevedono la rimozione e il conseguente uso di tessuti umani, condotti nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, richiedono l’approvazione di un comitato etico.

Conclusioni
3.19 Considerato lo ‘status’ speciale dell’embrione umano, si è riconosciuta la necessità di accordargli una certa protezione legale per quanto riguarda la ricerca. I controlli stabiliti dallo Human Fertilisation and Embryology Act del 1990, realizzati attraverso la Human Fertilisation and Embryology Authority, costituiscono un sistema ben funzionante di regolamentazione per la creazione e l’uso di embrioni per la ricerca. I controlli riguardano specificamente gli obiettivi per cui gli embrioni vengono utilizzati nella ricerca; l’esame approfondito dei progetti di ricerca per appurare se l’uso di embrioni sia effettivamente necessario per quel particolare progetto; la verifica che i donatori degli ovuli e degli spermatozoi utilizzati per creare l’embrione abbiano dato il loro consenso all’uso per scopi di ricerca; il tempo limite di 14 giorni (esclusa la congelazione per conservazione) per il mantenimento degli embrioni in laboratorio. Il sistema di regolamentazione si applica anche ai progetti di ricerca per l’estrazione delle cellule staminali da embrione nell’ambito degli obiettivi stabiliti dal decreto 1990 . Quest’ultimo non riguarda, invece, le ricerche successive che utilizzano le colture di cellule staminali ricavate dagli embrioni. La regolazione, non stabilita per legge dell’uso di tessuti fetali è fissata nel Codice Operativo prodotto dal Comitato Polkinghorne nel 1989. Questo Codice stabilisce un quadro di indicazioni etiche per la ricerca o l’applicazione di nuove terapie che prevedono l’uso di questi tessuti.

3.20

3.21

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

39

Capitolo 4: Cellule per la ricerca e la terapia – Considerazioni etiche
Nei precedenti capitoli si è posta l’attenzione sui benefici per la salute umana degli sviluppi delle tecniche delle cellule staminali, sui tempi previsti per tali sviluppi e sui problemi scientifici pratici che possono emergere. E’ stata delineata la regolamentazione che governa la ricerca in queste aree. Tuttavia, per molte persone le maggiori preoccupazioni sulla tecnica a base di cellule staminali sono relative alla fonte delle cellule staminali e in particolare alla creazione e all’uso di embrioni umani per questi scopi. Tali argomenti vengono trattati in questo capitolo. 4.1 Poche persone esprimono preoccupazioni sull’uso a scopo di ricerca di cellule o tessuti prelevati da un adulto consenziente o dal cordone ombelicale preso con il consenso della madre. Le questioni etiche connesse all’uso di tessuti fetali vengono trattati dal Comitato Polkinghorne come indicato nel capitolo 3. Un certo numero di nuovi usi terapeutici, come il trapianto di tessuto fetale in pazienti affetti da morbo di Parkinson, sono già stati oggetto di esperimenti, eticamente approvati. L’uso di tessuto fetale come fonte di cellule staminali non sembra portare a nuovi problemi etici. Tuttavia lo status e l’uso di embrioni umani nella ricerca è più controverso. Una minoranza significativa di persone crede che qualsiasi uso di embrioni a scopi scientifici sia non-etico e inaccettabile sulla base del fatto che un embrione è un essere umano dal momento del suo concepimento e, in particolare, ha diritto alla vita. All’altro estremo dello spettro ci sono persone che considerano un embrione in fase iniziale un semplice agglomerato di cellule, senza maggiori diritti di qualunque altro agglomerato di cellule umane. Per gli altri, è accettato lo status speciale degli embrioni come potenziali esseri umani, ma il senso di rispetto dovuto allo sviluppo della vita umana dipende dal grado di sviluppo dell’embrione medesimo. Nei primi stadi di sviluppo, in accordo con questa visione, è moralmente giustificato l’uso di embrioni per scopi scientifici per creare benefici per altri, sostenendo che tale ricerca è necessaria e giustificata dai benefici che può produrre a lungo termine. Queste questioni moralmente controverse sono state considerate dal Committee of Inquiry into Human Fertilisation and Embryology (il Comitato Warnock) e dibattute a lungo in Parlamento durante l’approvazione del decreto 1990 sull’embriologia e la fecondazione umana. Il Parlamento decise di permettere che la ricerca sugli embrioni fosse portata avanti, ma che fosse soggetta a una stretta regolamentazione stabilita in quel decreto. Lo scopo di questo capitolo non è quello di rivedere quel dibattito recente. Prende invece in esame se la ricerca che coinvolge l’estrazione delle cellule staminali dagli embrioni, o la creazione di embrioni per tali ricerche attraverso la sostituzione di nucleo cellulare, porti a nuove questioni etiche, secondo i termini stabiliti dal Gruppo degli esperti. In particolare considera se le nuove prospettive per la ricerca valichino un nuovo limite morale, ponendosi come una ingiustificata estensione degli usi degli embrioni già autorizzata dal decreto 1990.

4.2

4.3

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

40

Principi etici sostenuti dalla legge in corso e dalla consuetudine
4.4 4.5 Gli argomenti pro e contro l’uso di embrioni umani nella ricerca come enunciati sopra sono stati presi in considerazione dal Comitato Warnock seguendo un’ampia consultazione pubblica. Il comitato Warnock ha concordato che queste fossero questioni difficili da affrontare e i rispettivi membri non sono stati in grado di raggiungere una conclusione unanime. La maggioranza comunque ha concluso che la ricerca sugli embrioni dovrebbe essere portata avanti, compresa quella che riguarda gli embrioni creati solo a scopo scientifico, ma con delle condizioni. Il decreto 1990 riflette la maggioranza delle conclusioni del Comitato Warnock. Nel Regno Unito l’uso degli embrioni nella ricerca è al momento regolato dai principi espressi nel loro Rapporto. Box 17
I principi che sostengono l’uso degli embrioni nella ricerca • • • • Gli embrioni della specie umana hanno uno status speciale, diverso però da quello di un bambino vivente o di un adulto. All’embrione umano è concesso un rispetto superiore a quello accordato all’embrione di qualunque altra specie. Tale rispetto non è assoluto e può essere ridimensionato di fronte ai benefici che arriverebbero dalla ricerca scientifica. Agli embrioni della specie umana dovrebbero essere fornite protezioni legali.

4.6

Implicazioni etiche dell’estensione degli scopi della ricerca nel decreto 1990 sulla embriologia e la fecondazione umana
4.7 La ricerca sugli embrioni in questo paese è permessa, ma soggetta alle condizioni esposte nel capitolo 3 (vedi Box 14 e 15). Gli scopi specifici per cui questa ricerca è attualmente permessa sono quelli che si riferiscono principalmente a produrre miglioramenti nel trattamento dell’infertilità e quelli che, con la possibile eccezione della ricerca della tecniche di contraccezione, potrebbero portare beneficio agli embrioni futuri. In questa forma la ricerca sull’uso degli embrioni sembra poter essere accettata nel Regno Unito come giustificabile. La questione che allora si pone è se solo la ricerca relativa allo sviluppo degli embrioni e alla riproduzione sia moralmente giustificata o se possano essere ugualmente accettabili anche finalità di ricerca più ampie. Un piccolo numero di embrioni usati nella ricerca è stato creato specificamente per un progetto di ricerca o è stato creato durante il processo di uno specifico progetto di ricerca. La gran parte degli embrioni usati per la ricerca sono però embrioni creati nel corso del trattamento contro l’infertilità e di cui, per svariati motivi, non c’è più bisogno per il trattamento (vedi tabella 2 –

4.8

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

41

capitolo 3). A questo stadio le uniche possibilità sono lasciar morire gli embrioni oppure, con l’esplicito consenso dei donatori dei gameti da cui gli embrioni derivano, utilizzarli nelle ricerche scientifiche permesse e controllate come parte dello sforzo per migliorare le future cure per la fertilità e le vite umane. 4.9 Si potrebbe argomentare che consentire una ricerca che implica l’estrazione di cellule staminali equivale a considerare l’embrione non più di una conveniente risorsa di materiale scientifico, tralasciando in questo modo ogni rispetto per l’embrione come entità in sé. L’obiezione morale all’uso degli embrioni potrebbe aumentare per alcuni se gli embrioni dovessero essere prodotti in un laboratorio con lo scopo specifico di estrarre cellule staminali per gli esperimenti, anche se il vantaggio finale potrebbe essere quello di comprendere la malattia o la sua cura. Qualcuno potrebbe ritenere che un tale approccio non conserva alcun senso del rispetto dell’embrione usato dal Comitato Warnock per giustificare la ricerca sugli embrioni. Una opposta prospettiva morale è quella che, dal momento che la ricerca è necessaria per assicurare nel futuro benefici per la salute umana, l’uso degli embrioni nei primissimi stadi di sviluppo non è una mancanza di rispetto. Partendo da questa visione, si potrebbe affermare che l’uso degli embrioni per estendere la conoscenza delle malattie, non differisce così fondamentalmente dagli scopi delle ricerche attualmente consentite, anche se concettualmente l’embrione è più strettamente associato al processo riproduttivo. In particolare, la ricerca che porta a potenziali trattamenti per le malattie più gravi di organi e tessuti non avrebbe meno rispetto dello status morale dell’embrione umano della ricerca sulle malattie congenite, per esempio. Anzi, se la ricerca offre grosse potenzialità di favorire un gran numero di persone o di curare un vasto numero di malattie, allora tale ricerca può essere eticamente giustificata. Gli scopi scientifici specificati nel decreto 1990 si riferiscono solo alle ricerche che si potevano immaginare a quel tempo. E’ dunque difficile pensare che fossero basati su criteri morali immutabili. L’esistenza nel decreto 1990 della possibilità di estendere gli scopi scientifici supporta questa visione. In tutti i tipi di ricerca sugli embrioni presi in considerazione si deve accettare che l’embrione non può esso stesso ricevere benefici. Esso viene usato strumentalmente – come mezzo per un fine – e verrà distrutto. Questa, in ogni caso, è una conseguenza inevitabile per tutti gli embrioni sovrannumerari di cui non si ha più bisogno per il trattamento, sia che vengano donati o meno per la ricerca consentita. Se gli argomenti del Comitato Warnock vengono accettati, la questione da considerare è una di equilibrio: ossia se la ricerca ha le potenzialità di portare significativi benefici per altri, e se l’uso degli embrioni in un primissimo stadio di sviluppo in queste ricerche è necessario per ottenere tali benefici. Questo è stato trattato nel capitolo 2. Non è possibile riconciliare le opposte visioni sullo status morale degli embrioni e sull’uso degli embrioni nella ricerca. Per alcuni qualsivoglia uso di embrioni in tali ricerche è moralmente criticabile e non può essere bilanciato dai potenziali benefici. Tuttavia, costoro devono opporsi a ogni tipo di ricerca sugli embrioni, non solo a questi nuovi usi. Il gruppo di esperti ha accettato l’approccio del “equilibrio”, lodato dalla maggioranza del Comitato Warnock. Su questa base, l’estensione della ricerca permessa sull’uso degli embrioni non sembra far nascere nuove questioni di principio. La posizione all’interno del decreto 1990 è che può essere permessa la ricerca che coinvolge l’uso (e l’inevitabile distruzione) di embrioni umani dove ci siano buone ragioni di credere che questo uso porti a miglioramenti, per esempio, nei trattamenti dell’infertilità o nella comprensione delle malattie ereditarie. Questo ragionamento, nella visione del gruppo degli esperti, si applica nella stessa misura alla ricerca che coinvolge l’uso degli

4.10

4.11

4.12

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

42

embrioni per ottenere cellule staminali per studiare lo sviluppo di tessuti per potenziali scopi terapeutici.

La creazione di embrioni per la ricerca
4.13 Alcuni possono distinguere fra la ricerca per ottenere cellule staminali dagli embrioni sovrannumerari e quella che prevede la creazione di embrioni specificamente per, o nel corso della ricerca. Sebbene solo un piccolo numero di embrioni sia stato creato specificamente nel corso di ricerche, ci sono esempi di ricerche che non possono essere condotte usando gli embrioni sovrannumerari. Il primo esempio da citare è quello nel quale è necessario testare la vitalità dello spermatozoo o delle cellule uovo tentando di creare un embrione, ad esempio, come parte dello sviluppo di un nuovo immagazzinaggio o di tecniche di fecondazione in vitro. Per la ricerca sull’estrazione e la coltura di cellule staminali embrionali umane può essere possibile usare gli embrioni sovrannumerari, in particolare perché le cellule staminali rimosse dovrebbero avere la capacità di autorigenerarsi e fornire linee cellulari per ulteriori ricerche. Per queste ricerche ci dovrebbe essere una sufficiente disponibilità di embrioni sovrannumerari. Potrebbe quindi non essere necessario creare nuovi embrioni attraverso tecniche di fecondazione in vitro per la ricerca di base sull’estrazione delle cellule staminali. Tuttavia, si è concluso nel capitolo 2 che la creazione di embrioni per mezzo della sostituzione dei nuclei cellulari potrebbe essere una necessaria via di ricerca per investigare il meccanismo di riprogrammazione delle cellule adulte e per stabilire se possa essere sviluppato un tessuto che sia compatibile con il ricevente designato.

4.14

Implicazioni etiche della ricerca mediante tecniche di sostituzione del nucleo cellulare
4.15 La prospettiva di creare embrioni umani mediante la sostituzione del nucleo cellulare sembra provocare a molti particolari preoccupazioni. L’uso del termine “clonazione” da parte dei media nel descrivere questa tecnica ha sfortunatamente evocato l’immagine che vengano create intere persone o parti di esse o che vengano generati bambini come fonti di pezzi di ricambio. Come descritto nel capitolo 2, gli embrioni creati con questa tecnica si svilupperebbero solo fino allo stato di blastocisti per l’estrazione di cellule staminali. Il comitato Warnock ha elaborato a partire dall’assunzione che la grande maggioranza degli embrioni usati nella ricerca potrebbero derivare da quelli sovrannumerari creati nel corso di trattamenti di fecondazione in vitro e non più necessari per questi scopi. Una piccola minoranza degli embrioni creati specificamente per la ricerca sarebbe stata prodotta con tecniche simili (ossia unendo spermatozoo e ovulo in laboratorio per ottenere la fecondazione all’esterno del corpo). La creazione di embrioni con mezzi diversi dalla fecondazione di una cellula uovo con spermatozoi non era possibile al momento in cui la questione è stata affrontata dal Comitato Warnock e in Parlamento. L’uso della sostituzione del nucleo cellulare per produrre embrioni umani si può dire che crei una nuova forma di embrioni in stadio iniziale, che è geneticamente virtualmente identica al donatore del nucleo cellulare. Questa prospettiva va oltre quella contemplata sia dal Comitato Warnock che in Parlamento quando sono state dibattute queste questioni, sebbene, come

4.16

4.17

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

43

descritto sopra, la creazione di embrioni per la ricerca in questo modo non è stata esclusa dal decreto 1990, purché venga effettuata per uno dei cinque scopi. Tuttavia, sebbene questi embrioni differiscano nel metodo di creazione, essi sono senza dubbio forme di vita embrionale umane che, se messe nelle condizioni adatte, potrebbero svilupparsi e dare vita a un essere umano. 4.18 Nel Regno Unito gli embrioni creati mediante sostituzione del nucleo cellulare non possono essere impiantati perché questo corrisponderebbe a un processo di clonazione. Tuttavia, la creazione e l’uso di embrioni ottenuti in questo modo per la ricerca senza che ci sia intenzione di impiantarli, a qualcuno pare una negazione del loro potenziale umano e dello status morale e sembra che vengano trattati solo come un oggetto e una fonte di tessuti umani. Questa “strumentalizzazione” degli embrioni, trattandoli semplicemente come un mezzo per uno scopo, è inaccettabile per molte persone. Questo tipo di tecnica fa sì che alcune posizioni, all’interno del dibattito etico, si spostino da atteggiamenti comprensivi verso la ricerca sugli embrioni a considerazioni più restrittive. Sebbene tali persone non considerino l’embrione come una persona completa, essi hanno argomenti per assegnarvi un carattere speciale come forma di vita umana che si sta sviluppando. Esiste però anche un altra prospettiva. Per alcune persone, in particolare quelle che soffrono di qualche malattia che potrebbe trovare una cura dai trattamenti che potrebbero derivarne, il fatto che la ricerca per creare embrioni tramite la sostituzione del nucleo cellulare sia un passo necessario per comprendere come riprogrammare le cellule adulte e produrre tessuti compatibili, fornisce sufficienti giustificazioni etiche per permettere alla ricerca di procedere. Forse, tuttavia, il maggiore beneficio potenziale della ricerca per capire come riprogrammare cellule adulte sta nel fatto che essa potrebbe alla fine eliminare la necessità di creare embrioni per produrre le cellule staminali. Molte persone temono che permettere la creazione di embrioni per la ricerca in questo modo sia “il primo passo” verso un eventuale clonazione umana che è quasi universalmente riconosciuta come eticamente inaccettabile. Impiantare un embrione creato tramite sostituzione del nucleo cellulare senza il permesso della HFEA è un crimine già secondo il decreto 1990. Dal momento che la HFEA ha stabilito che non verrà emesso nessun permesso di questo tipo, la salvaguardia esistente previene la possibilità di clonazione nel Regno Unito. Se fossero necessari ulteriori controlli, verrà richiesto un nuovo decreto del Parlamento.

4.19

4.20

Nuove questioni etiche sollevate dalla tecnica del trasferimento del nucleo dell’ovocita
4.21 Lo Human Fertilisation and Embryology Authority e lo Human Genetics Advisory Commission Report raccomandano che la ricerca che utilizza tecniche di sostituzione del nucleo cellulare venga estesa per includere i trattamenti per le “malattie mitocondriali”. Come discusso nel capitolo 2, queste sono malattie molto serie, causate da difetti nella parte della cellula uovo esterna al nucleo. Prendendo quindi il nucleo di questa cellula uovo e inserendolo in quella di un’altra donna, nella quale il nucleo è stato rimosso, è possibile curare questa malattia. Questo è un diverso tipo di sostituzione di nucleo cellulare rispetto a quello a cui si faceva riferimento nella sezione precedente perché produce una nuova cellula uovo che avrebbe ancora bisogno di essere fecondata dallo spermatozoo. Non produce direttamente un embrione. Tuttavia, se adottato come un trattamento, potrebbe essere visto come un modo per dare alla

4.22

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

44

luce un bambino sano. Tale trattamento non produrrebbe un individuo geneticamente identico ad alcun altro, perché la cellula uovo modificata dovrebbe essere fecondata dallo spermatozoo usando tecniche di fecondazione in vitro. Obiezioni etiche a questa tecnica basate sull’avversione alla clonazione sono quindi infondate. 4.23 Comunque, sono state espresse preoccupazioni perché tali trattamenti potrebbero essere considerati come una modificazione del genoma umano. Infatti, il materiale genetico di una persona, il DNA, viene alterato, e questa alterazione passa alla successiva generazione. Tali modificazioni sono oggetto di moratoria in molti stati. Il trasferimento del nucleo di ovociti, se successivamente esteso allo stadio di trattamento e di impianto, potrebbe provocare problemi etici sulla base del fatto che è una modificazione del genoma umano di tipo relativamente modesto. Comunque, non esiste alcuna barriera etica di questo tipo per quanto riguarda le tappe iniziali della ricerca. La ricerca sul trasferimento del nucleo di ovociti potrebbe essere permessa sia dalla attuale legislazione del Regno Unito sia dalle convenzioni internazionali. Il Memorandum della Convenzione europea sui diritti umani e la biomedicina stabilisce che la Convenzione permette la ricerca medica che miri a causare modificazioni genetiche negli spermatozoi o nelle cellule uovo se non sono usate a fini procreativi. Ciò è subordinato alla ricerca ricevente l’approvazione da parte del corpo legislativo o etico appropriato nel paese coinvolto. Alcuni pongono obiezioni etiche fondamentali alla produzione di modificazioni genetiche che passeranno alla generazione successiva, viste come arbitrarie interferenze con la natura. Esiste anche l’obiezione molto concreta che è difficile predire gli effetti a lungo termine di tali modificazioni. Per questa ragione sarebbe necessario condurre una rilevante ricerca di base in laboratorio prima che l’uso del trasferimento del nucleo di ovociti in terapia possa essere preso in considerazione.

4.24

4.25

Conclusioni
4.26 Il gruppo di esperti riconosce che l’uso degli embrioni nella ricerca per l’estrazione di cellule staminali crea preoccupazioni in alcune persone. Avendo tenuto conto con cura dell’intero spettro di prospettive etiche, il gruppo di esperti ha concluso che, come nel caso degli usi degli embrioni per la ricerca correntemente permessi, i potenziali benefici della ricerca potrebbero guadagnare peso rispetto al riguardo dovuto all’embrione, dato il suo stadio di sviluppo molto precoce. La questione è, piuttosto, se i potenziali benefici derivanti dalla ricerca che coinvolge l’estrazione di cellule staminali dagli embrioni siano sufficienti a giustificare l’uso degli embrioni in tali ricerche e se ci siano alternative alla ricerca sugli embrioni che offrano benefici equivalenti. Il gruppo di esperti ha concluso che i potenziali benefici della ricerca che coinvolge le cellule staminali embrionali in termini di eventuali terapie hanno importanza pari a quella degli scopi per i quali la ricerca sugli embrioni è attualmente consentita. In realtà i benefici finali per la salute umana derivanti da tali ricerche potrebbero mostrarsi di applicazione e significato assai più vasti. Il gruppo di esperti inoltre ha concluso che non esiste attualmente un’alternativa alla ricerca per ottenere cellule staminali embrionali che offra un equivalente vantaggio nel potenzialedi sviluppare tessuti per scopi terapeutici. Nel lungo periodo, la riprogrammazione delle cellule adulte potrebbe costituire un’alternativa ma la ricerca sugli embrioni creati per sostituzione del nucleo cellulare rappresenta un passo essenziale per questo risultato.

4.27

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

45

4.28

Sarebbe quindi necessaria un’aggiunta agli scopi dell’uso degli embrioni nella ricerca contenuti nel decreto 1990 sulla fecondazione umana e l’embriologia, per permettere alla ricerca di aumentare la comprensione delle malattie umane e dei relativi trattamenti basati sulle cellule, includendo quelli che prevedono l’estrazione e la coltura di cellule staminali dagli embrioni. Il gruppo di esperti ha concluso che tale estensione è raccomandata. Tale ricerca dovrebbe essere soggetta ai controlli operati dalla Human Fertilisation and Embryology Authority. Riconoscendo la delicatezza di quest’area di ricerca per alcune persone, il gruppo di esperti ha concluso che sarebbe importante che le coppie che donano i propri embrioni ricevano una esaustiva spiegazione degli scopi della ricerca, che comprenda l’estrazione delle cellule staminali se è prevista, prima di dare il loro consenso. Il gruppo di esperti considera che anche se una donna dona parte del suo tessuto fetale per la ricerca sia comunque richiesto il suo specifico consenso all’uso di quel tessuto per l’estrazione delle cellule staminali. Il gruppo di esperti si è reso conto che i principi che governano la ricerca sui tessuti fetali sono stati stabiliti dal Codice operativo Polkinghorne, il quale prevedeva che la donna non dovesse essere informata sull’uso specifico fatto con il proprio tessuto fetale. Il gruppo di esperti ha concluso che il Codice debba essere rivisto in modo da considerare necessario il consenso all’uso di tessuto fetale per l’estrazione delle cellule staminali. La creazione di embrioni per sostituzione del nucleo cellulare come fonte di cellule staminali compatibili implica ulteriori problemi per molte persone riguardo la creazione di embrioni come mezzo per un fine e il loro uso come fonte di tessuti. Nonostante riconosca la forza degli argomenti di questa visione contraria, il gruppo di esperti ha concluso che l’approccio di “equilibrio” che ha giustificato l’uso degli embrioni sovrannumerari creati da fecondazione in vitro, sia applicato ugualmente agli embrioni creati da trasferimento di nucleo cellulare. Sebbene non si sappia ancora se le tecniche di sostituzione del nucleo cellulare possano con successo dare origine a un embrione umano, il gruppo di esperti ha concluso che le potenzialità della tecnica di sostituzione di nucleo cellulare di aumentare la comprensione su come le cellule adulte possano essere riprogrammate per comportarsi come le cellule staminali indifferenziate è così importante per un eventuale sviluppo di tessuti compatibili che la ricerca per esaminare la possibilità di coltivare in questo modo cellule umane è giustificata. Il gruppo di esperti è d’accordo nel concludere che la creazione di embrioni per sostituzione di nucleo cellulare e il loro uso nella ricerca debba essere favorito allo scopo di aumentare la conoscenza sulle malattie umane le terapie a base di cellule. Comunque, era importante che tale ricerca fosse soggetta ai rigorosi controlli operati dalla Human Fertilisation and Embryology Authority. In particolare, per tali ricerche l’Authority ha bisogno di conferme che la creazione di un embrione per trasferimento di nucleo cellulare sia necessario per gli scopi della ricerca e che le alternative non potrebbero servire gli scopi scientifici altrettanto bene. Il gruppo di esperti ha notato che le sue conclusioni sull’uso degli embrioni (sia creati in vitro che per trasferimento del nucleo cellulare) nella ricerca per aumentare la conoscenza sulle malattie umane e sui relativi trattamenti era in linea con le raccomandazioni contenute nel rapporto del Nuffield Council on Bioethics “Terapia a base di cellule staminali:: le questioni etiche”, pubblicato il 6 Aprile 2000. Il gruppo di esperti ha notato che ogni successiva ricerca che comporta la coltura di cellule staminali derivanti da embrioni creati sia da cellule uovo e spermatozoi, sia da tecniche di sostituzione del nucleo cellulare, non ricadeva all’interno dei controlli operati dalla Human

4.29

4.30

4.31

4.32

4.33

4.34

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

46

Fertilisation and Embryology Authority o da qualunque altro organismo. Dati i controlli sulla ricerca che prevede l’estrazione di cellule staminali dagli embrioni, il gruppo di esperti ha concluso che non era necessario un ulteriore esame degli scopi individuali per la successiva ricerca che implicasse l’uso di cellule staminali derivanti dagli embrioni. Comunque, sarebbe auspicabile che venga monitorato il progresso della ricerca e che sia valutato per determinare se i potenziali benefici auspicati vengano realizzati e per mettere in luce eventuali problemi ignoti che potrebbero verificarsi. 4.35 Il gruppo degli esperti si è reso conto delle preoccupazioni di alcuni che consentire la creazione di embrioni con trasferimento di nucleo cellulare per la ricerca avrebbe aumentato la probabilità che tali embrioni venissero impiantati in una donna e usati per la clonazione umana. Il gruppo di esperti ha notato che l’impianto degli embrioni creati in questo modo sarebbe un crimine secondo il decreto 1990 sull’embriologia e la fecondazione umana, e nessun impianto può avere luogo senza il permesso della Human Fertilisation and Embryology Authority. Il gruppo degli esperti ha concluso che le regole correnti sui controlli sono sufficienti per prevenire la clonazione umana nel Regno Unito. Il gruppo di esperti ha concluso che, dal momento che la possibilità di trasferimento del nucleo di ovociti a scopi terapeutici costituisce una modesta modificazione del genoma umano, si dovrebbe consentire il proseguimento della ricerca su questa tecnica per i possibili benefici a lungo termine che questa potrebbe offrire a coloro che soffrono di disfunzioni mitocondriali. Sia le leggi attuali del Regno Unito, sia le convenzioni internazionali dovrebbero permettere tali ricerche di base. La fattibilità e la sicurezza di tale tecnica dovrebbero essere dimostrate prima di prendere in considerazione il suo uso nelle terapie.

4.36

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

47

Capitolo 5: Conclusioni generali e Raccomandazioni
Questo capitolo fissa le conclusioni generali e le raccomandazioni del Gruppo degli esperti, nonché i mezzi suggeriti per soddisfare queste raccomandazioni. 5.1 Il gruppo degli esperti è stato istaurato seguendo il rapporto della Human Fertilisation e della Embryology Authority and Human Genetics Advisory Commission per valutare gli sviluppi correnti nella ricerca che coinvolge cellule staminali e la creazione di embrioni da trasferimento di nucleo cellulare, e le loro potenzialità per l’aumento della conoscenza e dei trattamenti per tessuti e organi malati; per esaminare le alternative a tali ricerche; per valutare la sicurezza e i problemi tecnici; e per considerare ogni questione etica che potrebbe sorgere. Quando il Gruppo degli esperti ha avviato il proprio lavoro è stato subito chiaro che l’attenzione iniziale sarebbe stata posta soprattutto sul potenziale beneficio della ricerca sulle cellule staminali. E’ l’abilità nell’isolare e mantenere queste cellule indifferenziate in laboratorio e quindi di farle crescere come uno specifico tessuto che offre la possibilità di nuove tecniche di trattamento di ferite e malattie. Questo potenziale è stato dimostrato in principio nella ricerca su animali e in limitati lavori che includevano cellule staminali provenienti da adulti. Mentre le cellule staminali potevano essere estratte da un certo numero di fonti, le cellule staminali embrionali sembrano oggi offrire il maggiore potenziale per la loro capacità di rinnovarsi e per la vasta gamma di tessuti che da queste si possono ricavare. Anche le fonti alternative di cellule staminali, specialmente quelle dal cordone ombelicale o dagli adulti possono essere importanti. Comunque il gruppo di esperti ha concluso che non c’era, al momento, un’alternativa alla ricerca che deriva le cellule staminali dagli embrioni che potesse offrire benefici equivalenti. La creazione di embrioni con sostituzione di nucleo cellulare sarà necessaria per comprendere i meccanismi con i quali il nucleo di una cellula adulta potrebbe essere riprogrammato. Questo potrebbe portare su tempi lunghi alla messa a punto di tecniche per riprogrammare le cellule adulte senza bisogno di creare un embrione e alla risoluzione dei problemi di rigetto dei tessuti. Sebbene il gruppo di esperti abbia tenuto in considerazione l’esistenza di persone contrarie ad ogni ricerca che prevedesse l’uso di embrioni umani, esso ha concluso che gli utilizzi delle nuove ricerche proposti, di migliorare la conoscenza e lo sviluppo di trattamenti per gli organi e tessuti malati, non solleva problemi etici radicalmente diversi rispetto agli utilizzi correntemente permessi alla ricerca. La prospettiva adottata dal gruppo di esperti è stata che i potenziali benefici della ricerca giustificano l’uso degli embrioni in un primissimo stadio di sviluppo, includendo gli embrioni creati dalla sostituzione di nucleo cellulare. La ricerca dovrebbe dunque essere permessa. Comunque, il gruppo di esperti ha concluso che tali ricerche possano avere luogo solo sotto un rigoroso sistema di tutela. Per quanto riguarda la ricerca che usa gli embrioni per i nuovi scopi proposti, incluse le ricerche per estrarre e coltivare le cellule staminali, tali tutele sono fornite dal

5.2

5.3

5.4

5.5

5.6

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

48

sistema esistente di regolazione operato dalla Human Fertilisation and Embryology Authority. Questo richiede che l’Authority venga convinta della necessità dell’uso degli embrioni o della creazione di embrioni per gli scopi dei progetti di ricerca. Inoltre richiede che ogni persona le cui cellule uovo o spermatozoi vengono usati per creare embrioni, dia uno specifico consenso al loro uso per la ricerca. Il gruppo di esperti ha concordato che dovrebbe essere ottenuto il consenso specifico nel caso gli embrioni vengano usati nella ricerca che prevede l’estrazione delle cellule staminali. 5.7 Il gruppo di esperti ha considerato che il progresso della ricerca che coinvolge cellule staminali embrionali dovrebbe essere continuamente sottoposto a revisione per stabilire se stia mantenendo fede alle promesse e per identificare qualunque imprevisto che potrebbe emergere. Il gruppo degli esperti ha considerato che la ricerca dovrebbe essere condotta su tutta la gamma delle possibili fonti di cellule staminali umane e che il Consiglio delle ricerche dovrebbe dare alta priorità a tali ricerche. Dovrebbe essere presa in considerazione la possibilità di creare banche di colture di cellule staminali da tutte queste fonti, inizialmente per facilitare la ricerca e nel lungo periodo per provvedere una potenziale risorsa per la necessità di cellule di diversi tessuti per i trattamenti. Il gruppo degli esperti ha concluso che andrebbe portata avanti una ricerca per scoprire se le tecniche di sostituzione del nucleo dell’ovocita offrano un praticabile metodo di cura per le disfunzioni mitocondriali. Questo offre un possibile aiuto per una madre che ne è affetta ad avere un figlio che erediti il suo patrimonio genetico (insieme a quello del partner) senza i suoi mitocondri danneggiati.

5.8

5.9

Raccomandazioni
5.10 Il gruppo di esperti fornisce perciò le seguenti raccomandazioni:

Raccomandazione 1
La ricerca che utilizza embrioni (sia quelli creati da fecondazione in vitro sia quelli dalla sostituzione del nucleo cellulare) per accrescere la comprensione di malattie e disturbi e le relative cure a base di cellule dovrebbe essere permessa, soggetta ai controlli previsti all’interno del decreto 1990 sull’ embriologia e la fecondazione umana. Viene consentita la ricerca che utilizza gli embrioni creati in laboratorio, sia quelli che non sono più necessari per i trattamenti di fecondazione in vitro, sia quelli creati specificatamente per la ricerca, attualmente all’interno del decreto 1990 sull’embriologia e la fecondazione umana, soggetta all’approvazione della Human Fertilisation and Embryology Authority. Tuttavia, tale ricerca viene consentita solo per determinati scopi. La messa in atto di questa prima raccomandazione si potrebbe ottenere estendendo (nei regolamenti) le categorie di ricerca permesse dal decreto 1990. Tali ricerche dovrebbero essere soggette ai controlli esistenti all’interno del decreto 1990, inclusa la necessità di persuadere la Human Fertilisation and Embryology Authority caso per caso riguardo alla indispensabilità
_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

49

dell’uso di embrioni proposto ai fini di quella particolare ricerca. In particolare, se il progetto di ricerca include che embrioni siano appositamente creati per il progetto (anziché l’uso di embrioni non più necessari per i trattamenti di fecondazione in vitro), l’Authority andrebbe persuasa del fatto che ciò è giustificato dagli scopi del particolare progetto di ricerca . Il decreto 1990 non distingue fra embrioni creati da cellule uovo e spermatozoi e quelli creati combinando il nucleo di una cellula con una cellula uovo a cui è stato rimosso il nucleo (tecnica nota come sostituzione del nucleo cellulare).

Raccomandazione 2
Nell’autorizzare ogni ricerca che utilizza gli embrioni creati da sostituzione di nucleo cellulare, la Human Fertilisation and Embryology Authority dovrebbe convincersi che non ci siano altri mezzi per raggiungere gli stessi obiettivi della ricerca. L’espansione alle categorie di ricerca necessarie per rendere operativa la Raccomandazione 1 dovrebbe includere la ricerca che utilizza gli embrioni creati da sostituzione di nucleo cellulare. Tuttavia, per l’applicazione di ogni ricerca la Human Fertilisation and Embryology Authority deve essere convinta che questo tipo di creazione di embrioni e il loro uso siano necessari per gli scopi dell’applicazione di una specifica ricerca. Per arrivare a tale decisione, l’Authority dovrebbe tenere in particolare considerazione i progressi negli studi degli animali e i lavori rilevanti relativi agli uomini. L’Authority dovrebbe assicurarsi che siano state adeguatamente considerate le alternative alla sostituzione del nucleo cellulare prima di autorizzare tale ricerca.

Raccomandazione 3
Le persone i cui spermatozoi o cellule uovo vengano usati per creare embrioni destinati alla ricerca dovrebbero fornire specifico consenso indicando se gli embrioni risultanti possono essere usati in un progetto di ricerca per ottenere cellule staminali. Deve essere dato il consenso pienamente informato da parte degli individui i cui spermatozoi e le cui cellule uovo vengono destinati alla creazione di embrioni per la ricerca secondo le disposizioni del decreto 1990 sulla embriologia e la fecondazione umana. Dovrebbe essere possibile alla Human Fertilisation and Embryology Authority specificare nell’autorizzazione a una ricerca che, nel corso della richiesta di consenso, i ricercatori devono indicare che la produzione di cellule staminali è parte della ricerca e spiegare inoltre l’uso successivo che si intende farne. Gli embrioni possono essere usati nel progetto solo se si ottiene il consenso degli individui. Il Codice operativo Polkinghorne sull’uso di feti e materiale fetale nella ricerca e nella cura dovrebbe essere rivisto per considerare se dovrebbe essere richiesto il consenso specifico per l’uso del tessuto fetale finalizzato all’estrazione di cellule staminali.

Raccomandazione 4
Dovrebbe essere permessa la ricerca per aumentare la comprensione di e sviluppare nuove cure per le disfunzioni mitocondriali usando tecniche di sostituzione del nucleo cellulare nelle cellule uovo umane, successivamente fecondate da spermatozoi umani, soggetta ai controlli previsti nel decreto 1990 sulla embriologia e la fecondazione umana. La ricerca per aumentare la comprensione delle disfunzioni mitocondriali rientra nei cinque scopi di ricerca attualmente permessi all’interno del decreto 1990 sulla embriologia e la fecondazione
_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

50

umana, in quanto il suo scopo sarebbe quello di estendere il sapere sulle cause malattie congenite. Tuttavia, per permettere alla ricerca di sviluppare possibili trattamenti per le disfunzioni mitocondriali, le categorie di ricerca permesse dal decreto dovrebbero essere estese (nei Regolamenti), come per la Raccomandazione 1.

Raccomandazione 5
Il progresso della ricerca che coinvolge le cellule staminali ottenute da embrioni dovrebbero essere monitorate da un organismo appropriato per stabilire se la ricerca sta fornendo i benefici preannunciati e per identificare qualunque problema possa emergere. Se le precedenti raccomandazioni vengono messe in pratica, la Human Fertilisation and Embryology Authority dovrebbe essere responsabile dei permessi ai progetti di ricerca che coinvolgono l’uso degli embrioni per l’estrazione di cellule staminali. La Human Fertilisation and Embryology Authority potrebbe essere incaricata congiuntamente alla Human Genetics Commission di esaminare le informazioni sui progressi della ricerca sulle cellule staminali, come base per tenere al corrente i Ministri di volta in volta degli sviluppi nella ricerca sulle cellule staminali embrionali umane, delle implicazioni sulla salute e della cura della salute, e di ogni imprevisto che possa emergere.

Raccomandazione 6
Non dovrebbe essere permessa l’unione di cellule umane adulte (somatiche) con cellule uovo di alcuna specie animale. Il decreto 1990 sulla embriologia e la fecondazione umana controlla le circostanze in cui una cellula uovo o spermatozoi umani possano essere uniti a cellule uovo o spermatozoi di altre specie animali. Queste circostanze sono limitate soprattutto ai test per la fertilità o la normalità degli spermatozoi umani. Il decreto 1990 non controlla l’unione di cellule uovo animali con altre cellule umane. Dovrebbe essere richiesto un nuovo decreto del Parlamento per mettere in pratica questa raccomandazione. Nel frattempo gli organismi che finanziano la ricerca potrebbero voler fare una dichiarazione esprimente l’intenzione di non finanziare o supportare ricerche che includano la creazione di tali ibridi.

Raccomandazione 7
Il trasferimento di un embrione creato per sostituzione del nucleo cellulare nell’utero di una donna (la cosiddetta “clonazione riproduttiva”) dovrebbe rimanere un crimine. La creazione di un embrione umano per sostituzione del nucleo cellulare è regolata dal decreto 1990 sulla embriologia e la fecondazione umana nello stesso modo della creazione degli embrioni in laboratorio da cellule uovo e spermatozoi. La Human Fertilisation and Embryology Authority ha reso noto che non verrà permesso alcun trattamento che includa il trasferimento di un embrione, creato per sostituzione del nucleo cellulare, nell’utero di una donna. Portare avanti tale procedura senza il permesso della Authority è al momento un crimine. Se in futuro la tutela del decreto 1990 sulla embriologia e la fecondazione umana si rivelasse insufficiente, ulteriori vincoli richiederebbero un nuovo decreto del Parlamento.
_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

51

Raccomandazione 8
Dovrebbe essere tenuta sotto continua revisione l’esigenza della legislazione di permettere l’uso di cellule ottenute da embrioni in terapie sviluppate a partire da queste nuove ricerche. Se le precedenti raccomandazioni vengono accolte e la ricerca si rivela un successo, potrebbe arrivare il giorno in cui gli scienziati desidereranno applicare i risultati delle ricerche a favore dei pazienti. I soli trattamenti che usano embrioni creati fuori dal corpo umano che la Human Fertilisation and Embryology Authority può attualmente autorizzare sono quelli intesi ad aiutare una donna a rimanere incinta. Sarebbe necessario un nuovo decreto del Parlamento per permettere la creazione di embrioni per ottenere cellule per altri tipi di trattamento. La valutazione dei progressi della ricerca che include cellule staminali ottenute da fonti embrionali da parte dell’organismo proposto nella Raccomandazione 5 renderebbe possibile informare in tempi utili i Ministri sulla necessità di una nuova legislazione.

Raccomandazione 9
Il Consiglio delle ricerche dovrebbe essere incoraggiato alla istituzione di un programma di ricerca sulle cellule staminali e considerare la possibilità di instaurare delle raccolte di cellule staminali a scopo di ricerca. Il Department of Health dovrebbe cercare di incoraggiare il Consiglio delle ricerche a dare alta priorità a queste ricerche tramite i Concordati esistenti tra le due parti. I programmi di ricerca dovrebbero focalizzarsi sull’ottenimento di linee cellulari da tessuto embrionale e da altre fonti, sulla produzione di linee di staminali via sostituzione del nucleo cellulare, sulla riprogrammazione del nucleo delle cellule somatiche per ottenere linee di cellule staminali e sulla differenziazione di linee di cellule staminali per fini terapeutici. I gruppi di ricerca nei settori pubblici e privati che abbiano intenzione di collaborare su questi problemi andrebbero incoraggiati. La creazione di raccolte di colture di cellule staminali potrebbe costituisce una fonte preziosa di colture ottenute in modo etico per i ricercatori che vogliono evitare la necessità di importare linee cellulari.

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

52

ALLEGATO A

Il gruppo degli esperti sulla clonazione a scopi terapeutici
Obiettivi del lavoro:
• • • • • stabilire l’ampliamento della ricerca corrente sulla clonazione terapeutica, includendo gli studi sulle cellule staminali, quando emergono gli sviluppi e dove possono portare; comprendere i benefici anticipati di tali ricerche; i potenziali rischi; e ogni approccio alternativo che potrebbe portare agli stessi benefici; considerare, alla luce dei benefici rivelati, dei rischi e delle alternative, se ci sono implicazioni etiche e sociali dietro a questi indirizzate dal Rapporto HFEA/HGAC, Cloning Issues in Reproduction, Science and Medicine; avvertire nel caso sia necessario creare disposizioni all’interno del decreto 1990 sulla embriologia e la fecondazione umana per estendere gli scopi per cui la Human Fertilisation and Embryology Authority possa dare il permesso per ricerche che includono gli embrioni umani; avvertire se è necessaria qualunque altra disposizione sull’uso delle cellule embrionali (come le cellule staminali).

Membri:
Professor Liam Donaldson Professor David Baird Professor W F Blakemore Professor John Burn Professor Alastair Campbell Professor Dian Donnai Professor Martin Evans Professor Brian Professor David Linch Sir Robert May Professor Sir Peter Morris Mr Derek Morgan The Revd Dr John Polkinghorne Sir David Weatherall Chief Medical Officer (Direttore) MRC Clinical Research Professor, Centre for Reproductive Biology, University of Edinburgh Department of Clinical Veterinary Medicine, University of Cambridge Regional Genetics Services, Newcastle upon Tyne; membro del Human Genetics Commission Professor of Ethics in Medicine, University of Bristol CMO’s Consultant Advisor in Genetics, Regional Genetics Services, Manchester Director and Professor of Mammalian Genetics, Cardiff School of Biosciences, Cardiff University Heap Master of St Edmund’s College, Cambridge Department of Haematology, University College London Government’s Chief Scientific Adviser Nuffield Professor of Surgery, Oxford University Reader in Law, Cardiff University membro della Human Genetics Commission; Chairman of the former Advisory Committee on Genetic Testing; member of the former Human Genetics Advisory Commission. Honorary Director, Institute of Molecular Medicine, John Radcliffe Hospital, Oxford
53

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

ALLEGATO B

Lettera del Chief Medical Officer sul gruppo degli esperti sulla clonazione umana a scopo terapeutico (2 Settembre 1999)
1. Il Governo del Regno Unito ha annunciato che desidera stabilire fino a che punto c’è necessità e interesse nella ricerca sugli embrioni umani e nelle tecniche di clonazione relative per scopi terapeutici. Ho chiesto al Chief Medical Officer di creare un gruppo di esperti per esaminare ampiamente queste questioni e stabilire più chiaramente l’evidenza di potenziali benefici per la salute umana di tali ricerche. Scrivo per invitarvi a visionare le questioni che seguono per assistere il gruppo nelle sue delibere. Come base di partenza, sarete a conoscenza che il rapporto della UK Human Genetics Advisory Commission (HGAC) e della Human Fertilisation and Embryology Authority (HFEA) (“Cloning: Issues in Reproductive Science and Medicine”), disponibile al sito www.dti.gov.uk/hgac pubblicato nel dicembre 1998, raccomandava che gli scopi per cui gli embrioni umani potevano essere usati nella ricerca secondo la legislazione del Regno Unito, dovrebbero essere ampliati per includere la ricerca sullo sviluppo delle tecniche terapeutiche per: • disfunzioni mitocondriali • malattie o danni a tessuti o organi.

2. 3.

E’ stato previsto che questi rappresentino le principali applicazioni delle tecniche di sostituzione del nucleo cellulare che il rapporto descrive come “clonazione terapeutica”, sebbene riconosco che ci siano anche altre aree di interesse. 4. Per aiutare il gruppo di esperti sono benvenuti i vostri pareri su: • • • • • • • • • quali sono al momento le aree di ricerca sulla clonazione terapeutica, inclusi gli studi sulle cellule staminali e quali sono le più importanti? in quali delle aree relative alla salute umana l’uso di tecniche di clonazione terapeutica può fornire i maggiori benefici? quanto siamo vicini a ricreare negli uomini gli esperimenti sugli animali? quali sono i problemi tecnici che potrebbero emergere? siete a conoscenza di problemi di sicurezza? ci sono alternative alla ricerca sugli embrioni umani creati in vitro, per giungere allo stesso fine? Se è così, è possibile che siano disponibili entro i prossimi cinque anni? quali sono le implicazioni etiche e sociali di tali ricerche e le sue potenziali applicazioni terapeutiche? quali potrebbero essere le conseguenze future dello sviluppo di tecniche di clonazione terapeutica per provvedere alla salute umana? desiderate fare qualche altro commento?

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

54

5. Mentre revisioneremo le ricerche pubblicate vi prego di sottoporre alla mia attenzione qualunque lavoro si ritenga particolarmente rilevante. E vi prego di indicare se ci sono implicazioni da ogni altro lavoro in aree collegate che state al momento prendendo in considerazione, di cui volete discutere con me su base confidenziale. 6. Vorrei sottolineare che la clonazione umana a scopo riproduttivo che non può essere praticata sotto la legislazione del Regno Unito non rientra nei fini di questo lavoro, né tanto meno al gruppo di esperti è richiesto di revisionare il rapporto della HGAC/HFEA, ad eccezione degli sviluppi avvenuti dal 1998.

_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

55

Bibliografia

J. A. Thomson et al., “Embryonic stem cell lines derived from human blastocysts,” Science 282, 1145. 1998. M. J. Shamblott et al., “Derivation of pluripotent stem cells from cultured human primordial germ cells,” Proc Natl Acad Sci USA 95, 13726. 1998. B. E. Petersen et al., “Bone marrow as a potential source of hepatic oval cells.” Science 284, 1168 1999. B. D. Yandava et al., “ ‘Global’ cell replacement is feasible via neural stem cell transplantation: Evidence from the dysmyelinated shiverer mouse brain,” Proc Natl Acad Sci USA 96, 7029. 1999. C. R. R. Bjornson et al. “Turning brain into blood: A hematopoietic fate adopted by adult neural stem cells in vivo,” Science 283, 534. 1999. M. F. Pittenger et al., “Multilineage potential of adult human mesenchymal stem cells,” Science 284, 143. 1999. O. Brústle et al., “Embryonic stem cell-derived glial precursors: A source of myelinating transplants,” Science 285, 754. 1999. E. Gussoni et al., “Dystrophin expression in the mdx mouse restored by stem cell transplantation,” Nature 401, 390. 1999. J. W. McDonald et al., “Transplanted embryonic stem cells survive, differentiate and promote recovery in injured rat spinal cord,” Nature Medicine 12, 1410. 1999. C. B. Johansson et al., “Identification of a neural stem cell in the adult mammalian central nervous system.” Cell 96, 25. 1999. J. Takahashi, T. D. Palmer, and F. H. Gage, “Retinoic acid and neurotrophins collaborate to regulate neurogenesis in adult-derived neural stem cell cultures,” J. Neurobiol. 38, 65. 1999. C. N. Svendsen and A. G. Smith, “New prospects for human stem-cell therapy in the nervous system.” Trends Neurosci. 8, 357. 1999. G. Kempermann and F. H. Gage, “New nerve cells for the adult brain,” Scientific American. 280, 48. 1999.
_________________________________________________________________________________________________
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – www.lucacoscioni.it

56

M. J. Evans et al., “Mitochondrial DNA genotypes in nuclear transfer-derived cloned sheep,” Nature Genetics 23. 90. 1999. B. E. Reubinoff et al., “Embryonic stem cell lines from human blastocysts: somatic differentiation in vitro,” Nature Biotechnology 18, 399. 2000. UNESCO. Universal Declaration on the Human Genome and Human Rights. November 1997. Council of Europe. Additional protocol to the Convention for the protection of human rights and the dignity of the human being with regard to the application of biology and medicine, on the prohibition of cloning human beings. Strasbourg. 1997. Report and recommendations of the National Bioethics Advisory Commission. Cloning Human Beings. Rockville, USA. June 1997. DHHS, USA. Draft National Institutes of Health Guidelines for research involving human pluripotent stem cells, December 1999. Human Tissue Act 1961. Human Fertilisation and Embryology Act 1990. Review of the Guidance on the Research Use of Fetuses and Fetal Material. HMSO. July 1989. Report of the Committee of Inquiry in Human Fertilisation and Embryology. HMSO. July 1984. Nuffield Council on Bioethics, Stem cell therapy: the ethical issues. London. April 2000.

57