OCCHI SPECIALI Il CAMPANILE DEL DUOMO DI MIRANDOLA DOPO IL TERREMOTO DEL 20 E 29 MAGGIO 2012 visto al Laser Scanning

Arianna Pesci e Elena Bonali

CHE COSA E’ IL LASER SCANNINIG Il laser scanning è una tecnica di rilievo che permette di misurare con precisione una quantità elevatissima di punti distribuiti sulle superfici fisiche osservate. Un approfondito lavoro di ricerca basato sull’uso di questa tecnologia ha permesso, mediante un approccio sperimentale, di capire e studiare a fondo tutte le caratteristiche legate al dato acquisito (precisione, risoluzione, ripetibilità e stabilità) e di mettere a punto delle strategie di analisi standard e veloci per ottenere un risultato affidabile. Ogni scansione fornisce una “nuvola di punti” cioè un insieme di milioni di coordinate di punti misurati, fornite in un sistema di riferimento relativo, la cui origine è il centro del sensore laser. L’unione delle nuvole di punti permette una completa ricostruzione tridimensionale dell’oggetto osservato e si ottiene mediante procedure iterative sofisticate ed efficienti. Tecnica laser scanning Il laser a scansione terrestre o laser scanning (TLS) è una tecnologia per il rilievo di precisione. Questo tipo di strumentazione è capace di acquisire milioni di punti distribuiti sulle superfici fisiche osservate e di calcolarne in tempo reale le coordinate (x, y e z) mediante la misura del tempo di volo e la conoscenza degli angoli di invio degli impulsi laser. Si può immaginare come un distanziometro laser capace di effettuare misure rapidissime non solo su alcuni punti di un prospetto ma sulla superficie intera (purché visibile). Inoltre, ad ogni punto è associato un valore di intensità (in toni di grigio, tra 0 e 255) che è identificativo dei materiali costituenti la zona rilevata. Di fatto vengono realizzate delle vere e proprie scansioni inviando migliaia di impulsi secondo una

sequenza ordinata che, nel caso specifico dello scanner ILRIS 3D è una successione di linee orizzontali. La possibilità di rilevare milioni di punti e di misurare quindi prospetti interi permette di avere accesso a una eccezionale quantità di dati utile sia per una ricostruzione tridimensionale di dettaglio del monumento studiato, sia per tutte le operazioni di conoscenza proprie di un intervento di restauro (deformazioni, stratigrafia, ecc.). Lo scanner ILRIS 3D rientra nella categoria degli strumenti very long range, cioè capaci di operare anche a grande distanza (centinaia di metri e oltre) e questo lo identifica come estremamente adatto per misure da effettuare in totale sicurezza. La precisione dei punti misurati è di circa 5 mm e cresce molto lentamente con la distanza, per questo motivo i risultati sono generalmente stabili e confrontabili. Infine, va sottolineata una ulteriore peculiarità dello strumento utilizzato e cioè il fatto che non è particolarmente sensibile alle acquisizioni realizzate con bassi angoli di incidenza, garantendo quindi la bontà della misura anche in condizioni non ottimali di rilievo. Realizzare un modello completo di un monumento di interesse richiede spesso la realizzazione di più scansioni da punti di osservazione differenti (ogni scansione fornisce una nuvola di punti cioè un insieme di coordinate rappresentative delle zone osservate). Per unire tutte le scansioni e costruire i modello finale occorre che i singoli rilievi abbiano alcune aree in comune. Su tali aree si effettuano gli allineamenti, inizialmente in modo rozzo mediante la scelta di punti omologhi, cioè di dettagli corrispondenti sulle due nuvole di punti, per poi procedere agli allineamenti fini utilizzando algoritmi specifici ICP (Iterative Closest Points) eccellenti e rapidissimi che garantiscono un errore di allineamento di pochi millimetri prevenendo la possibilità di propagare l’errore durante le fasi di aggancio di tutte le scansioni e assicurando così una corretta geometria finale. Studio delle deformazioni Una strategia di ispezione e analisi dati molto accreditata, che ha permesso di raggiungere ottimi risultati nei rilievi del post terremoto dell’Emilia, consiste nella definizione di una procedura standard basata sulla creazione di mappe di deformazione. Le analisi morfologiche dei prospetti osservati sono infatti una grande opportunità di indagine specialmente quando non esistono modelli precedenti per effettuare dei confronti diretti. La morfologia si ottiene calcolando le distanze di ogni punto misurato dal piano di riferimento rappresentativo del prospetto. Le mappe delle differenze punto-piano, illustrate nel seguito di questo report, sono considerate mappe di deformazione, intendendo con questo termine tutto ciò che si discosta dalla regolarità, in pura accezione architettonica. Le mappe negli esempi seguenti sono fornite con la scala di colore “arcobaleno” in cui i valori negativi passano dal viola al blu fino all’azzurro chiaro (vicino allo zero) ed i valori positivi passano dal verde chiaro al giallo fino al rosso intenso. L’interpretazione delle mappe di deformazione è immediata e permette di individuare le anomalie presenti: i dati ottenuti sono stati anche verificati per estrazione diretta di sezioni verticali e orizzontali.

Le deformazioni post terremoto osservate sul campanile del Duomo di Mirandola (MO) Rilievo Laser Scanning terrestre (TLS) mediante strumentazione a lunga portata (ILRIS 3D) e analisi dati

Il rilievo laser scanning del campanile del Duomo di Mirandola è stato realizzato in data 14 giugno 2012 tra le 11:00 e le 15:00 nella zona rossa con la presenza dei Vigili del Fuoco e dell’Ing. Bertolani (Lavori Pubblici – Comune di Mirandola).

Lo strumento utilizzato è il very long range scanner ILRIS 3D. L’integrazione tra i risultati ottenuti dalle analisi laser scanning e le informazioni fotografiche e visive rilevate sul campo hanno mostrato chiaramente effetti riconducibili ad una avvenuta torsione in seguito alle numerose scosse di terremoto. In particolare la parte compresa tra quota 20 m e quota 32 m (circa) è evidentemente ruotata (in torsione) rispetto alle zone sottostanti con differenze sui 10 cm che, intese su una larghezza di circa 6.5 m corrispondono a circa 1° di rotazione. Inoltre si evidenziano e misurano sia crepe allineate in parallelo nelle zone sottostanti che cedimenti dei conci di chiave e formazione di cerniere di rotazione, sempre ad indicare il meccanismo di torsione.

I quattro punti di osservazione TLS

Strumento in acquisizione sul primo punto (via Roma).

Esempio di due nuvole di punti (scansioni): la prima acquisita da via Minzoni e la seconda dalla Piazza del Duomo. Le ombre sono dati mancanti causati dalla presenza di edifici o altri ostacoli che non hanno permesso al raggio laser di colpire il prospetto di interesse.

LATO SU VIA ROMA (PROSPETTO SUD)

Evidenza di crepe disposte in parallelo, distacchi delle coperture e cedimento dei conci di chiave: indicazioni di torsione.

Creazione del piano di riferimento mediante la scelta di un’area supposta rappresentativa dell’apparecchio murario. Mappa di deformazione ottenuta mediante il calcolo delle differenze punto-piano sul prospetto SUD. Mappa tra -0.5 m e 0.5 m

Mappa delle differenze tra -0.05 m e 0.25 m (range di 30 cm) I bordi del prospetto tra le quote di 22 m e 31 m mostrano residui nettamente differenti (circa 10 cm) indicando un probabile effetto di torsione, in accordo con le evidenze da rilievo fotografico.

Mappa delle differenze tra -0.05 m e 0.25 m (range di 30 cm): zoom. I bordi del prospetto tra le quote di 22 m e 31 m mostrano residui nettamente differenti (circa 10 cm) indicando un probabile effetto di torsione, in accordo con le evidenze da rilievo fotografico.

Cedimento dei conci di chiave a quota 16 – 17 m.

LATO SU VIA MINZONI (PROSPETTO EST)

Crepe e lesioni parallele, distacchi per interazione campanile-chiesa e cedimento conci di chiave: indicazioni fotografiche di probabile torsione

Creazione del piano di riferimento mediante la scelta di un’area supposta rappresentativa dell’apparecchio murario. Mappa di deformazione ottenuta mediante il calcolo delle differenze punto-piano sul prospetto EST. Mappa tra -1 m e 1 m.

Mappa di deformazione ottenuta mediante il calcolo delle differenze punto-piano sul prospetto EST. Mappa tra -0.05 m e 0.25 m (range di 30 cm).

I bordi del prospetto EST tra le quote di 22 m e 31 m mostrano residui nettamente differenti (circa 10 cm) indicando una probabile torsione.

Interazione campanile-chiesa con distacco di materiale murario, tra16 m e 20 m di quota.

LATO SU VIA CURTATONE (PROSPETTO NORD) da cortile canonica

Crepe e cunei di distacco: indicatori fotografici di possibili torsioni e cerniere di rotazione

Creazione del piano di riferimento mediante la scelta di un’area supposta rappresentativa dell’apparecchio murario. Mappa di deformazione ottenuta mediante il calcolo delle differenze punto-piano sul prospetto NORD. Mappa tra -1 m e 1 m.

Creazione del piano di riferimento mediante la scelta di un’area supposta rappresentativa dell’apparecchio murario. Mappa di deformazione ottenuta mediante il calcolo delle differenze punto-piano sul prospetto NORD. Mappa tra -0.05 m e 0.25 m (30 cm).

I bordi del prospetto tra le quote di 22 m e 31 m mostrano residui nettamente differenti (circa 10 cm). Cerniere di rotazione (17-19 m e 22-23 m). Indicatori di probabile effetto di torsione.

Cerniere di rotazione (17-19 m e 22-23 m)

LATO SU VIA PICO (PROSPETTO OVEST) da piazza Duomo

Crepe e lesioni

Creazione del piano di riferimento mediante la scelta di un’area supposta rappresentativa dell’apparecchio murario. Mappa di deformazione ottenuta mediante il calcolo delle differenze punto-piano sul prospetto OVEST. Mappa tra -0.51 m e 0.5 m.

I bordi del prospetto tra le quote di 22 m e 31 m mostrano residui nettamente differenti (circa 10 cm). Cerniere di rotazione (23-25 m). Indicatori di probabile torsione.

Cerniere di rotazione (23-25 m)