Appunti secondo modulo del corso del professor Corno di

Maurizio Zanoni
Capitolo 6 Conoscere per decidere Per fare fronte alle esigenze di conoscenza, le imprese costruiscono e gestiscono i sistemi informativi, ossia le strutture e le procedure che raccolgono, conservano elaborano e distribuiscono i dati e le informazioni aziendali. Il modello del bilancio di esercizio Il bilancio di esercizio è un modello per la rappresentazione dell’economicità. Il modello del bilancio di esercizio fornisce risposte a due esigenze conoscitive: -il reddito di esercizio (conto economico) -il capitale di funzionamento (o patrimonio o stato patrimoniale) Ciascuna delle due sezioni è un sistema di valori che sono rispettivamente rappresentate nella tavola del reddito di esercizio e nella tavola del capitale di funzionamento. La tavola del reddito di esercizio ci presenta da un lato gli input inseriti nella produzione (costi) e dall’altro gli output della produzione (ricavi) per differenza si ottiene il risultato reddituale, ossia l’utile o la perdita d’esercizio. La tavola del capitale di funzionamento da un lato rappresenta i valori delle attività e dall’altro i valori delle passività, ossia delle sue obbligazioni; la differenza, denominata capitale netto esprime quanto è di pertinenza dei conferenti del capitale di rischio. Il governo corretto delle imprese richiede continui supporti di informazioni e la misurazione periodica delle performance ad intervalli temporali non troppo lunghi. Tutte le imprese stilano un bilancio almeno una volta l’anno; in altre parole l’esercizio generale di un’impresa viene scomposto in esercizi parziali (esercizi annuali). Concetti cardine sui quali si fonda il bilancio: 1) l’esercizio generale, gli esercizi particolari, l’esercizio annuale. L’esercizio è l’insieme delle operazioni messe in atto dall’impresa in un certo periodo di tempo. L’arco temporale per delimitare l’esercizio parziale si chiama periodo amministrativo, che è pari ad un anno e può coincidere o meno con l’anno solare. Rilevare il reddito di esercizio significa dunque spezzare il fluire continuo della vita aziendale. Condizioni produttive pluriennali: gli impianti che un impresa acquista e che produrranno la loro utilità per un certo numero di esercizi annuali successivi; la vita economica di essi attraversa un certo numero di periodi amministrativi. Rimanenze finali: sono tutte quelle produzioni in corso al termine del periodo amministrativo che poi aprono l’esercizio del periodo amministrativo successivo passando a rimanenze iniziali. 2) il principio di competenza In essenza richiede che nella tavola del reddito di un certo esercizio siano rappresentati: -i valori tutti e soltanto gli output prodotti dall’esercizio -tutti e soltanto i valori degli input utilizzati e assorbiti per produrre tali risultati 3) i costi, i ricavi e i componenti positivi e negativi di reddito La tavola del reddito è la tavola dei componenti positivi e negativi del reddito. 4) il reddito di esercizio, il risultato reddituale, l’utile e la perdita d’esercizio. Il reddito di esercizio è l’insieme dei valori dei componenti positivi e negativi di reddito dell’esercizio.

E’ l’insieme di tutti i valori nella tavola del reddito. Il risultato reddituale è quel valore che a seconda del suo segno si denomina l’utile o la perdita di esercizio ed è la rimunerazione di una condizione di produzione (il capitale di rischio). 5) il capitale di funzionamento Insieme dei valori delle attività, delle passività e del capitale netto. 6) l’unitarietà del sistema dei valori di bilancio Il capitale di funzionamento e il reddito di esercizio sono solo due sottoinsiemi di valori tra loro complementari e strettamente correlati del bilancio di esercizio. Il reddito di esercizio La tavola del reddito di esercizio (il conto economico) è uno schema per mettere a confronto da un lato il valore degli input e dall’altro quello degli output. Input: -materie prime e servizi (costi d’acquisto) -immobili, impianti, macchine, attrezzature (quote di ammortamento) -le immobilizzazioni di proprietà di terzi (fitti passivi) -lavoro fornito dai prestatori di lavoro (stipendi, contributi, e tfr) -(tributi e imposte) -mezzi monetari apportati a titolo di capitale di prestito da terzi che originano (interessi passivi) -la copertura di rischi particolari (premi assicurativi) -(le rimanenze iniziali) -(il capitale di rischio) Output: -i prodotti finiti e venduti (ricavi) -le produzioni in corso a fine esercizio (rimanenze finali) -interessi attivi della gestione patrimoniale -i dividendi e le plusvalenze (o minusvalenze) della gestione patrimoniale -i fitti attivi della gestione patrimoniale -dividendi e plusvalenze delle partecipazioni. Rimanenze iniziali sono i risultati della gestione caratteristica dell’esercizio n-1 reimessi nell’esercizio n. L’inserimento delle rimanenze iniziali (e delle rimanenze finali) nella tavolo del reddito di esercizio è una delle manifestazioni più evidenti del principio di competenza. Quote di ammortamento del costo dei beni privati pluriennali di proprietà sono condizioni di produzione caratterizzate dalla lunga durata e dal fatto di servire la loro utilità a più esercizi annuali. I risultati della gestione caratteristica: ricavi di vendita, rimanenze finali, utili e perdite da partecipazioni. Il capitale di funzionamento (attività, passività, capitale netto) La tavola del capitale di funzionamento è uno schema per ordinare: -l’insieme delle condizioni “di proprietà” di un impresa in un certo momento (le attività) -l’insieme delle obbligazioni e degli impegni nei confronti dei vari soggetti che hanno fornito contributi e i relativi valori. Gli obblighi nei confronti dei conferenti del capitale di rischio sono denominati netto o capitale netto o capitale proprio; gli altri obblighi sono chiamati passività o nel loro insieme capitale di terzi. Il valore totale delle attività è sempre necessariamente pari al valore delle passività e del netto. Capitale sociale: l’importo conferito dai soci a titolo di capitale di rischio.

Capitolo 7 Le analisi di redditività, solidità, liquidità La sintesi di bilancio può essere impostata in modo diverso; due le tecniche di analisi: -la riclassificazione delle sintesi del bilancio -la costruzione di indici o quozienti che hanno la capacità di sintetizzare fenomeni complessi. ROE (retur on equit) redditività del capitale proprio è l’indice che esprime in massima sintesi i risultati dell’impresa. ROE= reddito netto/capitale netto=RN/CN Esso misura il rendimento del capitale netto, ossia l’incremento potenziale di capitale netto nel periodo. ROA= reddito operativo/attivo netto (return on asset) redditività operativa= RO/AN= RO/V x V/AN= Ros x TR RI (attivo netto/capitale netto) TI (reddito netto/reddito operativo) Capitolo 9 Il sistema delle scelte e la struttura delle aziende In una azienda è fondamentale l’esigenza del decidere, che nasce dal continuo dinamismo interno ed esterno ad essa. Importante sottolineare il fatto che le decisioni in campo economico sono sempre soggette al vincolo della scarsità di risorse. Le scelte che vengono prese vengono fatte sempre sia in condizioni di incertezza, comportando rischi, sia in condizioni di razionalità limitata. La struttura di ogni azienda si compone di 5 macrovariabili tra loro interconnesse e immerse nell’ambiente. Le 5 macrovariabili sono: -l’assetto istituzionale: la configurazione dei portatori di interesse nei confronti dell’istituto; progettare l’assetto istituzionale significa anzitutto “scegliere” i vari insiemi di soggetti chiamati a comporre l’istituto e ad interagire sistematicamente con esso. -la configurazione delle combinazioni economiche: è l’assetto complessivo delle attività svolte dall’azienda attraverso i suoi membri o prestatori di lavoro; nell’impresa significa decidere quanti e quali sistemi di prodotto proporsi a quali categorie di clienti e in quali mercati. -il patrimonio: formato dalle varie classi produttive materiali e immateriali utilizzate dall’istituto per svolgere la propria attività economica. -l’organismo personale: è l’insieme delle persone che prestano il loro lavoro nell’istituto; con le loro competenze e con il loro lavoro sono il complemento necessario alle risorse materiali e immateriali. -l’assetto organizzativo: definisce la struttura interna e le modalità di svolgimento dei processi aziendali; esso risulta dalla configurazione di tre variabili congiunte: la struttura organizzativa, la distribuzione del potere e i sistemi operativi. La vita economica dell’impresa dipende essenzialmente dall’attivazione di due tipi di coerenza: -la coerenza interna tra le 5 macrovariabili che compongono la struttura dell’azienda. -la coerenza esterna tra la struttura dell’azienda e l’ambiente. Tutte le decisioni aziendali devono comporsi in un disegno unitario e coerente.

La strategia di impresa è riuscita a fare ciò, unificando da un lato le politiche delle singole aree funzionali e dall’altro collegando le competenze distintive dell’impresa con le caratteristiche del suo ambiente di riferimento. La strategia di impresa si compone di due elementi fondamentali: -l’orientamento strategico di fondo dell’impresa (OSF): un insieme di linee guida, di valori e di atteggiamenti che definiscono l’identità dell’impresa; in altre parole è la visione di fondo dell’impresa e del suo futuro radicata negli attori chiave dell’impresa. -gli indirizzi strategici in cui l’OSF si concretizza: cioè scelte strategiche che definiscono, in quali arene competitive l’impresa intende operare e in che modo intende affrontare la concorrenza, come intende gestire gli attori istituzionali, quali decisioni strategiche prenderà a livello finanziario, tecnologico, di marketing e così via. L’unitarietà delle combinazioni economiche I caratteri dell’unitarietà delle combinazioni economiche: -complementarietà: è il più evidente e diffuso fattore di unitarietà delle combinazioni economiche aziendali; si manifesta sia come complementarietà dei fattori prodottivi che dei vari insiemi di operazioni. Tali relazioni di complementarietà devono essere gestite per garantire che i vari elementi complementari si presentino nei tempi, nei volumi e nelle qualità adeguati per attuare in modo compiuto, tempestivo ed efficiente le combinazioni economiche dell’azienda. -fungibilità: sostituibilità parziale o totale tra differenti fattori di produzione o tra classi di operazioni o tra combinazioni varie. -comunanza: quando uno stesso fattore o uno stesso insieme di operazioni può concorrere all’ottenimento di più risultati. -congiunzione: quando da uno stesso processo produttivo escono contemporaneamente e necessariamente più risultati. -uniformità dei fattori di produzione, dei processi produttivi e dei prodotti; si manifesta in tre forme principali:standardizzazione, l’uniformazione e la modularità. -interdipendenza: tutti i fattori precedentemente descritti manifestane il fenomeno dell’interdipendenza tra le varie unità che compongono l’azienda. L’ambiente economico Ambiente di un istituto: è l’insieme di condizioni e di fenomeni esterni allo stesso e che ne influenzano significativamente la struttura e la dinamica. L’ambiente economico d’azienda: si compone di fenomeni e di condizioni quali: -i mercati: insiemi omogenei di negoziazioni di beni privati, di rischi particolari e di credito di prestito. -le strutture di domanda e di offerta: di lavoro, di capitale proprio, di beni pubblici. -i settori: insiemi di aziende con combinazioni economiche simili e doperanti negli stessi mercati e nelle stesse strutture di domanda e di offerta. -le politiche economiche, monetarie e finanziarie: attuate dagli enti pubblici e dalla pubblica amministrazione. E’ possibile tracciare un confine tra azienda e ambiente (due criteri): -il primo consiste nell’assumere come confini dell’azienda i limiti ai quali si estende la struttura giuridica formale. -il secondo assume come confini dell’azienda i limiti ai quali di fatto si estende l’influenza degli organi di governo economico dell’azienda. I confini dell’azienda sono modificabili; devono essere governati e la loro estensione è oggetto delle scelte degli organi di governo economico.

I mercati Un mercato è un complesso dinamico di negoziazioni che hanno per oggetto una certa classe di beni e che si manifestano con continuità, con caratteri omogenei e con elevata interazione reciproca. Si ha un mercato quando molte negoziazioni con oggetto simile sono attuate continuativamente e con elevata frequenza da un certo insieme di aziende. Se, per uno stesso bene, si formano sottoinsieme di negoziazioni con differenti condizioni omogenee, allora siamo in presenza di più mercati distinti di uno stesso bene. I mercati sono complessi dinamici; variano nel tempo i loro caratteri distintivi; variano i loro confini. Le negoziazioni che formano i mercati sono tipicamente negoziazioni tra aziende. Le tradizionali e fondamentali categorie di analisi dei mercati sono la domanda e l’offerta. I settori Un settore è un insieme omogeneo di aziende legate da relazioni di interdipendenza. Il settore è l’ insieme di aziende con combinazioni economiche simili e operanti negli stessi mercati e nelle stesse strutture di domanda e offerta. I settori di aziende concorrenti sono insiemi di aziende di produzione che producono beni equivalenti con riguardo alla loro funzione d’uso e che indirizzano la loro offerta a comuni insiemi di aziende clienti e potenziali clienti. Esempi tipici di correlazioni struttura-comportamento-risultati sono: -struttura di concorrenza perfetta -struttura di oligopolio non differenziato -struttura di oligopolio differenziato I settori sono gli insiemi di aziende i cui comportamenti sono connessi da relazioni dinamiche intense per via di combinazioni economiche simili e per l’operare sugli stessi mercati, non solo nella posizione di venditori tra loro in concorrenza. Ciascuna azienda opera in più mercati di varia natura, e dunque ciascuna azienda è parte di più settori. Il settore è una realtà di relazioni dinamiche.

GOR: gestione, organizzazione e rilevazione (quest’ultimo è quello che affronteremo in questo modulo) Si rileva per conoscere, per poi decidere e gestire. Il diritto a sapere lo ha chi governa e chi fornisce i contributi. Distretto: è la presenza sullo stesso territorio di aziende di simili tecnologie. Ambiente: insieme delle condizioni e di fenomeni esterni allo steso che ne influenzano la struttura e la dinamica. Mercati: insieme di negoziazioni di beni privati, di rischi particolari e di credito di prestito. Settori: insieme di aziende con combinazioni economiche simile e operanti negli stessi mercati e nelle stesse strutture di domanda e offerta. Ambiente economico: è l’ordine economico dell’ambiente. Esercizio: insieme delle operazioni realizzate in un certo periodo temporale. Competenza: è il principio che esprime il bisogno di mettere a confronto le risorse che ho venduto solo con le risorse che ho utilizzato.

Reddito di esercizio: insieme di tutti i valori che sono presenti nella tavola del reddito; la differenza tra reddito positivo con reddito negativo da il risultato reddituale. Il risultato reddituale va a remunerare il capitale investito. Gestione caratteristica: è composta dall’insieme delle operazioni di gestione che identificano la funzione economico-tecnica tipica di ciascuna azienda. L’equazione di bilancio: A=P+N+(R-C) evidenzia l’unitarietà del sistema dei valori del bilancio. A: Attività (sono i beni durevoli) P: Passività (in pratica tutti i finanziamenti es. mutuo, debiti etc.) N: Netto (il capitale proprio) R: Ricavi C: Costi (R-C): eseguendo questa operazione si ottiene il risultato reddituale I dati che inserisco derivano dal sistema di rilevazione contabile che svolge il lavoro di registrare le fatture. All’apertura di una nuova attività si avranno indiscutibilmente il codice fiscale e la partita IVA (imposta valore aggiunto).

Due tipi di imprese: società di persone: SAS, SUL (l’imprenditore rischia il proprio); società di capitale: SPA, SRL, SABA (le aziende con queste forme sono obbligate almeno uno volta l’anno a stilare il bilancio). MMC: momento, moneta, credito. Qual è l’utile d’esercizio dell’azienda? Utile: somma di componenti positive e negative del reddito cioè R-c Mutuo passivo: finanziamento a medio termine 5-10-12 anni Fido di conto corrente: prestito a breve termine L’intero risultato dell’esercizio va a concorrere al netto Il valore delle rimanenze è un valore congetturato Rimanenze: passa dai costi all’attività Ammortamento: passiamo da risorse quindi da attività ai costi Gestione caratteristica: composta dall’insieme delle operazioni di gestione che identificano la funzione economico-tecnica tipica di ciascuna azienda. Bilancio: è costituito da rilevazioni; integrazioni e retifiche; valutazioni Variabili di flusso sono (R-c) e sono operazioni che si accumulano mese dopo mese e si azzerano ogni anno (film). Variabili di livello: A; P e N (fotografia) Plusvalenza è l’utile che ho fatto su una risorsa che ho sull’attivo. La scrittura di assestamento è costituita da: -rettifiche (tolgo) -integrazioni (aggiungo)

Rating: giudizio sintetico di un’azienda OIC: organismo italiano di contabilità Gruppo: insieme di aziende che fanno parte dello stesso soggetto istituzionale. Bilancio singolo: bilancio di esercizio Bilancio consolidato: il bilancio di tutte le attività che hanno interessato l’azienda Risconti: anticipatamente Ratei: posticipatamente Il codice civile art.2423 impone agli amministratori della società la redazione di un bilancio di esercizio costituito dallo stato patrimoniale A=P+N, dal conto economico (R-c) e dalla nota integrativa che illustra il contenuto degli schemi di bilancio e i criteri di valutazione utilizzati secondo schemi prestabiliti. Il conto economico è a forma scalare e presenta una struttura in cui si raffrontano il “valore della produzione” ottenuta nel periodo con i costi sostenuti per realizzarla. La stato patrimoniale finale adotta una “forma a sezioni divise contrapposte” e applica come criterio di classificazione per le poste attive quello della destinazione aziendale. Il bilancio deve redigere con chiarezza, in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, la situazione finanziaria e il risultato economico dell’esercizio. L’approvazione del bilancio avviene da parte dell’assemblea 120 giorni dalla fine dell’esercizio. Entro 90 il CDA (consiglio di amministrazione) deve preparare il bilancio. L’organo di controllo per le SPA e per le grandi Srl è il collegio sindacale che stila un bilancio a parte. Il collegio sindacale si riunisce 4 volte l’anno e dice in pratica se l’azienda è gestita bene. IVA: imposta sul valore aggiunto Il bilancio pubblico sono tenute a presentarlo quelle imprese: Srl, SPA, SABA mentre il bilancio per scopi personali.

Il bilancio di esercizio viene redatto per due esigenze conoscitive fondamentali: -reddito di esercizio (più ricavi, meno costi) che risponde alla domanda l’attività sta producendo utili? -capitale di funzionamento (risorse a lungo termine di utilizzo come locali, macchinari etc.) Sistema dei valori: -quantità economiche: corrispondono ai valori certi -stime: approssimazione delle quantità economiche -congetture: valori immaginari calcolati sulla base di ipotesi di funzionamento Qual è l’utile di esercizio dell’azienda? L’utile è la somma di componenti positive e negative di reddito; tradotto in formula (R-C)

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