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Sigmund FREUD

(1856-1939)
E‟ stato un neurologo e psicoanalista austriaco, FONDATORE DELLA PSICOANALISI, una delle principali correnti della moderna psicologia. Ha elaborato una teoria scientifica e filosofica, secondo la quale l'inconscio esercita influssi determinanti sul comportamento e sul pensiero umano, e sulle interazioni tra individui. Tentò di stabilire correlazioni tra la sua visione dell'inconscio e le strutture fisiche del cervello e del corpo umano: queste considerazioni hanno trovato parziale conferma nella moderna neurologia e psichiatria. : Freud, insieme a Nietzsche e Schopenhauer, costituisce quindi le radici del „900. Essi influenzarono il pensiero fino ai giorni nostri. Vita: Ebbe quindi una vita abbastanza lunga, anche se gli ultimi anni furono molto travagliati, poiché soffriva di un tumore alla mascella, e per questo motivo subì numerosi interventi chirurgici e poi morì. Apparteneva a una famiglia ebraica per ciò risentì delle componenti antisemitiche (dal momento che l‟Austria era stata annessa nel 1936 alla Germania) , le quali costituirono un ostacolo ma non riuscirono a limitare la sua libertà di pensiero. Non ricevette un'educazione tradizionalista, eppure già in giovanissima età si appassionò alla cultura e alle scritture ebraiche, in particolare allo studio della Bibbia. Questi primi interessi lasciarono evidenti tracce nella sua opera. Dopo la laurea in medicina(1881), si recò in Inghilterra, a Londra, dove iniziò a lavorare in un laboratorio di zoologia ed entrò a contatto con il Darwinismo. Il lavoro di ricerca però, non lo soddisfece e dopo due anni cambiò lavoro e conobbe Brücke, nell'Istituto di fisiologia, dove si dedicò alle ricerche nel campo della neuro-istologia; Freud fu enormemente colpito da Brücke, tanto che nella sua autobiografia lo cita come colui che maggiormente influì sulla sua personalità. Si dedicò poi alla pratica clinica, lavorando presso l‟ospedale generale di Vienna, con pazienti affetti da turbe neurologiche. Fu proprio mentre lavorava in questo ospedale, nel 1884, che Freud cominciò gli studi sulla cocaina, sostanza allora sconosciuta; la sperimentò anche su se stesso osservandone gli effetti stimolanti e privi, a suo dire, di effetti collaterali rilevanti. La utilizzò in alternativa alla morfina per curare un suo amico, che era divenuto morfinomane in seguito ad una lunga terapia del dolore. Ma la conseguente instaurazione della dipendenza da essa (più pericolosa rispetto a quella da morfina), fece scoppiare un caso che costituì una macchia nella sua carriera. Questo episodio spinse il medico a pubblicare il saggio: “Osservazioni sulla dipendenza e paura da cocaina” e dopo la pubblicazione smise di far uso della sostanza e di prescriverla. Nel 1885 ottenne la libera docenza e la grande notorietà e stima dei colleghi gli permise una facile carriera accademica che lo portò ad ottenere la cattedra di professore ordinario. Dal 1885 iniziò a condurre i primi studi sull’isteria e, con una borsa di studio, si recò a Parigi, dove conobbe Jean Martin Charcot, il quale influenzò l‟ancora giovane Frued con la sua forte personalità e i sui metodi per la cura dell‟isteria, tra cui l‟ipnosi. Freud insieme alla moglie, Martha Bernays, ebbe 6 figli di cui l‟ultima, Anna, divenne un‟importante psicoanalista, seguendo le orme del padre. Nel 1886 iniziò l'attività privata aprendo uno studio a Vienna; utilizzò le tecniche allora in uso, come le cure termali, l'elettroterapia e l'idroterapia, ricorrendo anche all'applicazione dei magneti, una tecnica in uso fin dal 1700 che si credeva fosse in grado di agire sul sistema nervoso dei pazienti. Una chiave di volta nel processo evolutivo delle teorie di Freud fu l'incontro con Josef Breuer, importante fisiologo, intorno al “caso di Anna O.” soggetto che aveva disturbi d‟idrofobia. Sono di questo periodo le prime intuizioni sui ricordi traumatici. Si usa datare la nascita della psicoanalisi con la prima interpretazione esaustiva di un sogno scritta da Freud: si trattò di un suo sogno personale, riportato anche ne L'interpretazione dei sogni come "il sogno dell'iniezione di Irma". Come abbiamo visto, Freud non condusse studi filosofici, quindi nelle sue teorie la componente filosofica è minore, anche se egli era un uomo di grande cultura e si interessava anche di filosofia. Uno dei filosofi che viene spesso menzionato nei sui scritti era Schopenhauer. Il motivo per cui se ne parla in un corso di filosofia è che egli, partendo dalla sua attività di medico in rapporto con i suoi pazienti, elabora una visione nuova dell’uomo e da essa una visione nuova anche della società in generale. Le sue conoscenze non sono, quindi, soltanto terapie mediche e di psicanalisi, ma si propongono anche come analisi filosofica della società. Infatti negli ultimi anni della sua vita prova ad estendere i suoi scritti da psicoanalista e estende la sua teoria all‟anali si di fenomeni più generali come per esempio la religione e la guerra.

Testi di grande rilevanza furono:  Introduzione alla psicoanalisi In esso è contenuto l‟insieme della sua dottrina. E‟ un testo pensato per comunicare a tutti gli elementi centrali della psicanalisi. E‟ composta da una serie di lezioni, ognuna delle quali è pensata per spiegare una parte specifica della sua dottrina.  L'interpretazione dei sogni 1900 Uno dei testi più conosciuti ma che è circoscritto all‟argomento del sogno in particolare.  Teoria sulle fasi psicosessuali In cui parla dell‟evoluzione della sessualità nella società umana. Il concetto di sessualità è inteso come componente psicologica della psiche umana. Fino alla fine dell‟800 i disturbi mentali erano visti solo attraverso interpretazioni di tipo organico, ovvero si pensava che essi fossero un problema della struttura del cervello, una lesione, danno subito dal cervello. Fu Charcot, che iniziò a dedicarsi allo STUDIO SULL’ISTERIA, ovvero quel tipo di disturbo nevrotico che portava a comportamenti eccessivi e reazioni esagerate. Egli aveva mostrato e dimostrato come attraverso la pratica dell‟ipnosi, si potessero indurre questi disturbi nevrotici. Questi studi dimostravano che alcuni disturbi non avevano nessuna corrispondenza con lesioni cerebrali. Non era un problema di neuroni e sinapsi, ma era un problema che riguardava i contenuti psichici( memoria, idee, rappresentazioni, sentimenti, traumi…che alimentano la nostra psiche). Charcot quindi aprì la strada a un percorso d‟interpretazione dei disturbi basata su elementi psichici e mentali e non organici e cerebrali. Altra figura vicino a Freud fu Breuer; essi collaborarono e insieme capirono che i disturbi nevrotici potevano esseri ricondotti a fatti ed eventi del passato che riemergevano nella memoria del soggetto durante il processo ipnotico e che egli, venutone a conoscenza dal dottore, una volta sveglio, se ne liberava. Il soggetto nel prendere coscienza che il suo disturbo ipnotico è dovuto a un particolare episodio della sua vita, ne esce sollevato; subisce una specie di processo di purificazione.
PSICOSI

Forme di disturbo mentale che introducono un‟alterazione grave della personalità e del suo rapporto con il mondo esterno, modificano quindi la condizione sociale del soggetto. Forme di malattie mentali gravi, come la schizofrenia, le depressioni maniacali, i disturbi bipolari. Il soggetto che ne soffre può presentare atteggiamenti aggressivi e coloro che ne soffrivano venivano rinchiusi in manicomi o “curati” attraverso la psichiatria clinica. Questi disturbi la psicoanalisi non è in grado di affrontarli.
NEVROSI

Disturbi psichici che, pur condizionando a volte la personalità, non ne alterano il rapporto con il mondo e con la società. Sono nevrosi ad esempio le ossessioni, le fobie. Ad esempio: l‟Agorafobia, cioè la paura degli spazi aperti, e il soggetto che ne soffre non riesce ad uscire di casa però con gli altri soggetti riesce a relazionarsi normalmente. Metodi di cura differenti: le psicosi necessitano anche dell‟assunzione di medicinali e psicofarmaci, i quali hanno rivoluzionato la medicina psichiatrica; in precedenza si utilizzavano metodi come l‟elettroshock ecc… Psicosi e nevrosi sono quindi due patologie distinte, e la psicoanalisi si occupa esclusivamente delle nevrosi. La rivoluzione di Freud sta nell‟affermazione dell‟esistenza nella psiche umana, di una dimensione profonda e inconsapevole, a cui diede il nome di INCONSCIO. L‟innovazione di Freud, che lo differenzia anche da Charcot e Breuer, è di aver concepito la mente umana come sdoppiata e divisa in una DIMENSIONE CONSCIA e DIMENSIONE INCONSCIA, della quale il soggetto stesso non conosce i contenuti e non ne conosce le dinamiche. Egli immaginò quindi che la mente umana fosse in parte sconosciuta allo stesso soggetto e affermando ciò infranse la concezione esistente dai tempi di Cartesio del cogito, secondo la quale l‟unica cosa di cui noi siamo certi è la nostra psiche, la nostra soggettività. Questa teoria rappresenta una grande novità nella visione complessiva dell‟uomo. Affermando l’esistenza dell’inconscio si afferma l’esistenza di una parte che l’uomo stesso non può riuscire a controllare. La prima intuizione di Freud di un‟attività psichica inconscia deriva dallo studio dei fenomeni della rimozione e della resistenza nei pazienti. Alcuni ricordi non sono accessibili al soggetto, sono nascosti. Esistono alcuni eventi, psichici o esterni, che possono essere, per il soggetto, emotivamente molto dolorosi, traumatici, giudicati immorali o inaccettabili dalla società che lo circonda; il soggetto non essendo in grado di portarne il peso e non potendoli cancellare, li sposta nella dimensione dell‟inconscio, e fino al momento che è cosciente non ne ha più il ricordo. Il ricordo rimosso, quindi, non è più nell‟ambito della coscienza, ma ancora esiste. Perciò la parte sconosciuta al soggetto non è un fatto di mancata memoria, perché egli è in grado di richiamare quei ricordi alla memoria, se sollecitato a farlo, ma in lui si manifesta un rifiuto incontrollabile, una forma di difesa alla quale Freud da appunto il nome di resistenza. Nella psiche umana si svolgono dinamiche che hanno una vita indipendente dalla volontà e dalla coscienza dell‟individuo.

Questi eventi rimossi, in situazioni particolari tendono a riemergere, producendo grandi conflitti interiori. Il conflitto tra queste due dimensioni esercita influssi determinanti sul comportamento, sul pensiero umano, e sulle interazioni tra individui; quindi a esso bisogna far risalire le condizioni che generano sintomi nevrotici. I sintomi nevrotici sono generati da un conflitto dalla parte conscia e quella inconscia. La psicanalisi (“analisi della psiche”) è un tentativo di analizzare tutte le dimensioni, soprattutto quella inconscia, per far riemergere il rimosso e quindi il contenuto del conflitto; E‟ semplicemente una tecnica che consente di riportare i contenuti inconsci, al livello conscio: il convincimento di Freud è che per curare questi disturbi non c‟è bisogno di farmaci o interventi, ma bisogna semplicemente rendere il soggetto consapevole dei suoi contenuti inconsci. Freud era, perciò sfavorevole a tecniche come l‟ipnosi, perché esse riducono lo stato di coscienza. Il problema che si pone allo psicanalista è che l‟inconscio, in quanto tale , non è conoscibile, e se nemmeno il soggetto ne è ha conoscenza come può egli riuscire nel suo lavoro? Il metodo principale per recuperare alla coscienza i contenuti inconsci viene denominato da Freud metodo “delle ASSOCIAZIONI LIBERE ”, che consiste nella verbalizzazione del pensiero. Nella sua definizione ha una certa influenza, l‟associazionismo, una corrente psicologica molto diffusa in quegli anni, e alla quale Freud si era avvicinato nel periodo della sua formazione medica. L‟associazionismo sostiene che le idee tendono a unirsi indipendentemente dalla volontà degli individui, seguendo leggi proprie come quella della contiguità nello spazio e nel tempo, o quella della somiglianza. Freud ne riprende l‟idea di fondo, ritenendo che tra il piano conscio e quello inconscio esiste una dinamica associativa automatica, non controllata dal soggetto; La connessione a livello inconscio è evidente nel momento in cui nella mente del soggetto si presenta, automaticamente, un‟idea o un‟immagine in reazione a uno stimolo non collegato con esse . Questo meccanismo associativo, indipendente dal soggetto, consente l‟accesso alle dinamiche inconsce: L‟analista chiede al paziente di dare delle risposte immediate, di nominare la prima cosa che gli viene in mente ;in questo modo la risposta data dal paziente non è frutto della sua coscienza, ma è data dall‟inconscio. Altre tecniche di accesso all‟inconscio sono i LAPSUS, che sono quelli che Freud chiama anche “atti mancati”: Sono azioni che s‟intende fare o dire, ma che poi non si riescono a fare e dire, e si compie molto spesso l‟azione contraria. Il lapsus è un errore non intenzionale che fa emergere verità nascoste o conflitti interiori di cui non ci rendevamo conto; è una forma di espressione indiretta dell‟inconscio. Il lapsus non solo sarebbe la manifestazione di un desiderio inconscio che affiora e trova soddisfacimento, ma costituirebbe anche un canale attraverso il quale trovano sfogo pensieri che, altrimenti, resterebbero rimossi dalla censura. Questi episodi erano allora considerati solo dimenticanze, mentre F. le attribuì un significato forte, li considerò come l‟ espressione di un conflitto tra intenzione e volontà del conscio e intensione e volontà dell‟inconscio , in cui prevale la motivazione inconscia.

Interpretazione dei sogni

La scoperta dell‟inconscio avviene soprattutto attraverso la lettura del SOGNO, il quale è analizzato in una delle principali opere di Freud : L’interpretazione dei sogni Fino ad allora i sogni erano considerati manifestazioni psichiche strane a cui non veniva data nessuna spiegazione scientifica precisa. Freud definisce il sogno come l‟APPAGAMENTO CAMUFFATO DI UN DESIDERIO RIMOSSO. Nel sogno l‟oggetto di rimozione è un desiderio. Ci sono alcuni desideri che non possono rimanere a livello cosciente, perché potrebbero produrre un conflitto sia con se stessi, sia con l‟ambiente esterno(questo tipo di desideri sono per lo più di tipo sessuale , non accettati dalle regole morali esterne), per cui per un meccanismo di difesa, la psiche tende a spostarlo nella dimensione inconscia, dove essi non sono più riconoscibili. Il contenuto di un sogno: Il sogno si compone di CONTENUTO MANIFESTO, la parte che si riesce a ricordare e raccontare; il contenuto manifesto è l‟espressione di un desiderio rimosso, inconscio, che Freud chiama CONTENUTO LATENTE. La spiegazione del contenuto manifesto sta nel contenuto latente. Nell‟esperienza onirica, la parte conscia è presente in modo minore rispetto all‟ inconscio (la sfera cosciente è assopita in se stessa). Il sonno è il momento principale in cui l‟io è meno forte, meno consapevole, e meno capace di bloccare i pensieri inconsci, qu indi permette al contenuto latente di riemerge con più facilità. Anche se la dimensione cosciente nel sonno è meno forte, cerca comunque in tutti i modi d‟impedire al rimosso di riemergere. La dimensione cosciente cerca di impedire al rimosso di riemergere attraverso un processo, definito da Freud, di censura onirica. La censura onirica è il processo di deformazione e modificazione del contenuto latente; per cui quello che noi ricordiamo, contenuto manifesto, è molto spesso diverso da quello che è il contenuto latente. **La logica del sogno non ha un rapporto di causa-effetto. Freud individua anche alcune tecniche di censura onirica utilizzate dalla dimensione cosciente per modificare il più possibile il contenuto manifesto, ad esempio la condensazione, attraverso la quale diversi elementi vengono tutti riuniti e sintetizzati in un personaggio o in una vicenda; tutto è compresso in un unico significato e ciò ne rende molto difficile l‟ interpretazione. Altra tecnica fondamentale della censura onirica è quella che Freud ha chiamato spostamento, che, all‟interno del contenuto manifesto di un sogno, tende a dare centralità a situazioni personaggi o cose che in realtà non sono il contenuto centrale del contenuto latente. L‟attenzione è concentrata su elementi e personaggi meno decisivi per comprendere il contenuto latente; Accade che la vicenda veramente significativa che permette di arrivare al contenuto latente è quella più marginale e secondaria. Altra caratteristica del sogno, sempre procedimento di censura, è l‟esistenza di simboli: I simboli fanno riferimento a esperienze come la vita, la morte, il rapporto con i genitori e la sessualità; ad esempio l‟elemento dell‟acqua può far riferimento alla vita e al grembo materno. Tutti questi processi di censura generano il camuffamento, un travestimento del contenuto latente e il compito dell‟analista è di interpretare e far riemergere il contenuto latente. Si parla di appagamento di un desiderio rimosso nel sogno perché il desiderio, considerato inaccettabile irrealizzabile, deve comunque trovare un soddisfacimento, e se non lo può trovare nella realtà, lo cerca a livello onirico. Il sogno è quindi fondamentale per l‟equilibrio della psiche, perchè rappresenta come una “volvola di sfogo” per quei desider i che altrimenti resterebbero repressi. Nella produzione del sogno intervengono tre fattori: -stimoli esterni, per esempio se durante il sonno si sente un rumore esterno, esso potrebbe diventare parte integrante del sogni -eventi vissuti nelle 24/48 ore precedenti al sogno, ci sono eventi a volte anche banali che posso diventare contenuto del sogno. -dimensione inconscia, desiderio rimosso che tende a riemergere.

Teoria della sessualità

Tre saggi sulla teoria sessuale. Lo studio della sessualità è un elemento fondamentale per la psicoanalisi d‟impostazione Freudiana. Freud si rese conto che nella maggior parte dei casi la psiche umana era condizionata dalla sessualità e che le rimozioni sono per la maggior parte di natura sessuale e sono riconducibili alla LIBIDO, che sarebbe l‟impulso sessuale. La libido conosce una sua evoluzione, non è costante nel tempo, ma conosce una serie di fasi, che dipendono dall‟evoluzione stessa dell‟individuo e del suo organo sessuale. La libido quindi cambia in rapporto non l‟età. -Completa rivisitazione dell‟infanzia: Uno degli aspetti più innovativi di questa teoria è il fatto che Freud sosteneva che la spinta libidica sia presente fin dai primi giorni di nascita dell’individuo. La scoperta della sessualità della sessualità infantile fu un aspetto difficilmente accettato dalla società; era sconvolgente, perché fino ad allora il bambino era considerato PURO, ASESSUATO, si pensava che aveva una pulsione sessuale solo nel momento in cui entravano in circolo gli ormoni. Freud ha definito il bambino un PERVERSO POLIMORFO: Il perverso era colui che intendeva la sessualità non per la riproduzione, ma esclusivamente con un fine di piacere e polimorfo perché utilizza tutti i mezzi a sua disposizione per tale soddisfacimento. Secondo Freud, quindi, dalla nascita all‟età adulta, la sessualità attraversa uno sviluppo articolato in momenti specifici: Le fasi sono caratterizzate dall‟evoluzione e dal cambiamento del mezzo attraverso cui si ha soddisfacimento sessuale: 1) Fase ORALE, caratteristica dei primi anni, dove il soddisfacimento della pulsione avviene attraverso la bocca. 2) Fase ANALE, il soddisfacimento della pulsione avviene attraverso l‟espulsione di escrementi 3) Fase FALLICA, intorno ai quattro-cinque anni di età, in cui il soggetto viene a conoscenza dei propri organi sessuali e percepisce la differenza tra i sessi. 4) Queste fasi sono seguite da un PERIODO DI LATENZA, durante il quale vengono interiorizzate le proibizioni sociali, il soggetto inizia a costruirsi dei valori morali e la spinta libidica si affievolisce. Si forma in questo periodo una struttura inconscia di controllo delle pulsioni sessuali, il Super-io. 5) Fase GENITALE, caratteristica della pubertà e dell‟età adulta, nella quale si ha una completa formazione della sessualità e la pulsione sessuale è rivolta al rapporto con gli altri individui. Questa fase è l‟evoluzione ultima della sessualità. Quando il processo di sviluppo non si compie in modo armonico, e una di queste fasi o s‟interrompe o si prolunga, si manifesta la perversione sessuale, che consiste nella regressione a uno degli stadi dell’infanzia, però con la carica pulsionale e aggressiva dell‟età adulta. L‟energia della libido può anche essere deviata verso oggetti non esplicitamente sessuali: si ha allora la sublimazione, in seguito alla quale oggetti o attività apparentemente neutre assumono una forte valenza affettiva. Freud riconduce a processi di sublimazione anche l‟attività scientifica e quella artistica, soprattutto quando assorbono totalmente il soggetto diventando per lui la sua ragione di vita. [spostamento della pulsione libidica: la pulsione libidica non potendosi manifestare sessualmente, si manifesta nelle attività che costituiscono la società umana. La sublimazione rappresenta un compro messo tra il principio del piacere (proprio dell‟Es) e il principio di realtà (proprio dell‟Io) All‟interno della Teoria della sessualità Freud elabora anche un'altra teoria chiamata: COMPLESSO DI EDIPO Edipo era il figlio del re di Tebe, che dopo essere stato abbandonato dai genitori torna nella città natale dove i genitori erano il re e la regina; egli diventa l‟uccisore del padre e si sposa con la madre. Il “complesso di Edipo” è un insieme di sintomi che, secondo Freud, tendono a presentarsi in tutti i bambini. Il soggetto umano, nella sua psiche, nei primi anni di vita è attratto dal genitore dell‟altro sesso e invece vede come nemic o il genitore dello stesso sesso, che viene avvertito come rivale. Questo sentimento è fortemente contrastato sul piano morale e ciò accompagna la costituzione del Super-io e il conseguente controllo delle pulsioni.

Struttura della personalità
Freud sostiene che la psiche umana adulta sia caratterizzata da una struttura topica composta da tre parti fondamentali: IO ES SUPER-IO

Appena nato il soggetto possiedo solo l‟Es, che rappresenta l‟inconscio; è il luogo animato dalle pulsioni sessuali. Il bambino nei primi mesi agisce seguendo soltanto il principio di piacere: attività psichica inconscia opera per il conseguimento del piacere. Quando il bambino, e quindi una parte dell‟Es, inizia a relazionarsi con il mondo esterno, si sviluppa l‟Io: la parte cosciente della personalità, apparato interiore che permette la relazione soggetto-oggetto e delle cui dinamiche il soggetto è consapevole. L‟io quindi non è originario, e questo è un aspetto fondamentale della teoria freudiana. L‟io si struttura seguendo il principio di realtà: principio contrapposto a quello del piacere, che regola il comportamento psichico adattando il soddisfacimento della pulsione alle esigenze dell‟ambiente esterno. Io ed Es sono costantemente in conflitto tra di loro. Poi mediante il rapporto con i genitori, si instaura il Super-Io: Il Super-Io appartiene sempre alla dimensione dell‟inconscio e rappresenta l’introiezione della morale esterna: Il soggetto prende le regole dall‟esterno e le fa proprie; ne consegue che nell‟uomo non c‟è nessun valore innato, ma tutti i valori che il soggetto fa propri vengono dall‟esterno. Da un punto di vista dinamico la formazione del Super-Io si compie in seguito alla rimozione del complesso edipico, quindi soprattutto durante la fase di latenza sessuale. Chi trasmette la morale? La morale viene trasmessa al bambino in primo luogo dai genitori; è quello che Freud chiama ISTANTIA GENITORIALE. La struttura della personalità si forma dall‟interiorizzazione della morale imposta dai genitori, ma poi più in generale dalle varie regole sociali. La società quindi, nel suo insieme, svolge una funzione <<educativa>>. Negli ultimi anni della sua vita Freud elabora un‟opera intitolata “Disagio della civiltà”: Freud, negli scritti degli ultimi anni, individua l‟esistenza nell‟uomo di due principi: il principio del piacere (Eros) e la pulsione di morte (Thanatos) Freud ritiene che nell‟uomo coesistano queste due forze pulsionali, che si muovono per scopi differenti: Eros è la forza che spinge l‟individuo a progredire, è l‟impulso di vita; Thanatos l‟impulso di morte, un‟aggressività immotivata non connessa all‟autoconservazione, che si autoalimenta attraverso la disgregazione (forza disgregatrice). La loro caratteristica è che sono forze innate e ineliminabili. L’intera storia umana è vista da Freud, nelle ultime opere, come un perenne conflitto tra queste due forze: Freud ritiene che l‟organizzazione sociale, di una civiltà umana sviluppata, è possibile soltanto al prezzo della repressione delle pulsioni naturali dell‟individuo. Si stabilisce un conflitto tra il raggiungimento di una “felicità” individuale e la convivenza associata, due aspetti inconciliabili, per cui la civiltà è possibile solo con la rinuncia alle felicità e con un indebolimento delle naturali pulsioni umane. La civiltà è quindi costituita interamente dall‟inibizione, dalla repressione, operata dalla forza disgregatrice; questa repressione delle pulsioni genera nei soggetti una diffusione delle nevrosi e dei disagi psichici. E‟ questo il motivo per cui vi è un disagio della società.