You are on page 1of 1

I

Heute bin ich blond: Marameo al cancro in 9 mosse


LITALIANO GIOVEDI 4 LUGLIO 2013

SPETTACOLI

PAGINA

11

nvitato al festival cinematografico di Brussels dal produttore esecutivo Franz Esterhzy per la visione di Heute bin ich blond o La ragazza dalle nove parrucche, mi preparo a vedere il film con uno stato danimo ostinatamente impreciso. Questa la storia scartavetrata e distillata: quando lesuberante ventunenne Sop hie (Lisa Tomaschewsky) scopre di avere il cancro, dopo lo shock iniziale decide di prendere a ceffoni il suo dramma con originale verve. Il coccolone viene esorcizzato cos: la ragazza, calva da chemioterapia, inizia a indossare 9 variopinte parrucche cambiando con esse personalit. Unaccorato marameo al cancro che a un certo punto si dar alla macchia, ma non per le parrucche: trattasi ovviamente di miracolo. La storia tratta da una vicenda realmente accaduta allolandese Sophie van der Stap, ragazza che vari anni fa viene colpita dal male, apre un blog per raccontare la sua battaglia e sentirsi meno sola, Il blog viene letto, le pubblicano un libro, il libro viene letto, ne fanno un film per la regia di Marc Rothemund. Menzione speciale ai brillanti produttori tedeschi Sven Burgemeister e Andreas Bareiss, iniziatori dellintero progetto. Durante il ricevimento serale, la mia curiosit di regista sceneggiatore mi porta a parlare a lungo con la scrittrice van der Stap, e noto con mia grande sorpresa lestrema somiglianza caratteriale con lattrice del film. Mi viene la sindrome della Rosa Purpurea, entro nuovamente nella pellicola e ho le allucinazioni. Quando poi arriva la bravissima Lisa Tomaschewsky, non capisco pi dove finisca una e inizi laltra. Questo, lestratto conto del dialogo tra me e Sophie mentre alcune persone piangono ancora dopo la visione. Manuel Sophie, perch hai deciso di aprire un blog e raccontare quanto ti stava accadendo?

suppongo lo sia, ma allo stesso tempo sono solo una ragazza che appena divenuta trentenne e che sta affrontando unulteriore crescita. Manuel Nel film non ho notato momenti di preghiera, momenti in cui si pregava Dio. Sophie Naturalmente non credo in Dio. Con le cose orribili che accadono sul pianeta come si pu credere in Dio? Per me Dio una risposta semplicistica al fatto che la vita non coerente o meglio che non ha senso. Abbiamo bisogno di struttura e direzione in un mondo caotico e anarchico, e dal momento che penso che noi stessi siamo caos e anarchia abbiamo dunque bisogno di Dio. Se c una religione quella dellamore, perch cercarla in una realt creata dopo la vita quando qui con noi dentro di noi? Manuel Perch si dovrebbe andare a vedere il tuo film? Sophie Perch, dopo aver visto il film o aver letto il mio libro la ragazza dalle nove parrucche, diventa chiaro che il cancro o qualunque altro brutto destino non segna la fine di una risata o della felicit: possibile sentire un mercoled che presto morirai e ridere a crepapelle tre giorni dopo. Voglio che la gente lo sappia. Siamo pi forti di quanto possiamo credere, perch lo dobbiamo essere. Finisco la serata bevendo un bicchiere con Franz Esterhzy. Franz mi racconta che il giorno di inizio riprese gli morto il pap dello stesso male vinto da Sophie e che ha personalmente dedicato il film a lui, ringraziandolo nei titoli di coda. Gli racconto dei miei, volati via per la stessa ragione. Lucciconi e brindisi a 360 gradi. Lascio il festival ricordandomi dellultima volta che sono finito in ospedale, notti indimenticabili con gli occhi spiaccicati sul soffitto a pregare Dio di avere una seconda chance ed essere un uomo migliore. La seconda chance lho avuta, sulluomo migliore ci sto lavorando. Un grazie a Sophie e un abbraccio spietato a tutte le persone che stanno combattendo questa battaglia. Nel frattempo, vivere in un AMBIENTE ALCALINO is the name of the game. Mark my words. MANUEL DE TEFF DIRECTOR/WRITER

54 settimane di chemioI miei racconti erano archiviati come settimana numero 7 , settimana numero 19 , etc. La mia sete di essere parte del mondo era molto fortecos ho iniziato a spedire i mei pezzi a vari giornali e riviste, quei pochi che mi rispondevano mi facevano capire che non potevano pubblicare cose cos poco ottimisteQuando la mia speranza era praticamente sparita, il direttore del NCR Handelsblad mi ha chiamato dicendomi che i miei pezzi erano potenti e che voleva pubblicarne qualcuno.a questo punto un mio caro amico mi ha suggerito di aprire subito un blog, e cos successo.Il mio pezzo stato pubblicato un sabato insieme a unintervista e al link del blog. Il luned seguente, televisioni e riviste mi chiamavano a tutte le ore. Manuel Cosa ha scatenato questa ricerca di parrucche e quanto durata questa mania? Sophie Se hai ventuno anni e sai che resterai calva per un anno e mezzo senza la speranza di sopravvivere .Beh, avevo bisogno di una parrucca che mi facesse sentire me stessa. Le prime parrucche che indossavo a inizio chemio mi facevano sentire una sessantacinquenne. Cos ho cercato senza sosta finch mi sono imbattuta in un negozio teatrale. L le parrucche erano esposte come in un negozio di caramelle! Pu sorprenderti, ma in un negozio professionale di parrucche, le parrucche sono nascoste in scatole. La vista di tutte quelle parrucche mi rallegrava e rialleggeriva la mia realt. Inoltre non

dimenticare, ripeto, che avevo solo 21 anni e stavo ancora ricercando la mia identit femminile. Le parrucche sono state prima una necessit, poi si sono trasformate in qualcosa di divertente. Attraverso di loro mi sono sentita differente e nuovamente viva9 parrucche, 9 nomi, 9 personalit, 9 vite. Mi hanno fatta sentire viva nel momento della morte. Manuel Vuoi descrivermi i 9 personaggi che ti sei ricreata con le parrucche? Sophie No, noiosissimo! Penso tutti noi abbiamo lati differenti che si relazionano a differenti personaggi. Non pi di 4 o 5, per. Alcune parrucche rappresentavano la femme fatale, la ragazza della porta accanto, la sognatrice etc. Manuel Allora dimmi a quale parrucca o personaggio ti sei affezionata di pi. Sophie Forse ad Uma perch mi ha aiutato ad essere una femme fatale. Pam probabilmente era la pi vicina alla donna che in realt sono quando mi sveglio: dolce, gentile, amichevole, contenta di divertirmi e sfortunatamente vulnerabile. Manuel Il film mostra una giovane donna molto coraggiosa. Eri veramente cos o ci sono stati momenti in cui hai perso la speranza? Sophie Ho avuto spesso paura.Ogni notte mi addormentavo piangendo. Alla fine si pu riassumere il cancro in due parole: alienazione e solitudine. Non essere connessa pi con nessuno, non condividere pi

la stessa realt con anima viva, quello stato durissimo. Ero sicura sarei morta di quella malattia, forse non a 21 anni ma qualche anno dopo. Nel mio viaggio, ho anche imparato che nonostante queste emozioni si pu ridere molto, godersi il sole, il cibo, la compagnia della gente, tutto cos intensamente che ero solo felice di essere e di vivere. Forse pu suonare strano, ma sono stata una ragazza abbastanza sorridente, in fin dei conti. Manuel Ti saresti mai aspettata che la tua storia si sarebbe trasformata in film? Sophie No, naturalmente. I miei pensieri non andavano al di l del desiderio di sopravvivere. Quando un libro di successo viene dal letto di un ospedale, tutto il resto secondario. Manuel Hai aiutato lattrice a interpretare il ruolo? Le hai dato qualche suggerimento? Sophie Ho dato suggerimenti al regista, sarebbe stato il suo lavoro. Ho solo parlato con lattrice rispondendo a tutte le sue domande. Manuel Come stato vedere unaltra ragazza reinterpretare un momento della tua vita? Sophie Stranissimo, inizialmente. La prima volta che ho visto la mial alter ego sul set stato di spalle, era di spalle mentre camminava lungo un corridoio dellospedale. E stato come se mi fossi rivista! Unimmagine cos solitariaPoi, dovevo entrare nalla mia roulotte ( nel film ho un mini ruolo),

cos ho cercato la mia roulotte e appena ho visto quella con il cartello Sophie, volevo automaticamente entrarci Ma era quello dellattrice Lisa! La mia aveva un cartello con scritto: FIGURANTE. Incredibile sensazione La cosa mi ha ispirato a scrivere un articolo sulla nostra parte fictional avente per titolo: Dove inizia realmente il nostro fictional self? Naturalmente in noi stessi, penso, dal momento che siamo noi a decidere cosa mostrare della nostra personalit. Possiamo veramente vederci come siamo? Adesso io e Lisa siamo amiche e condivisiamo lo stesso humour. A volte mi domando se la parte che ha interpretato labbia cambiata un poco o se sempre stata cos, ed stato semplicemente un casting perfetto. Manuel Infatti parlando con te ho limpressione di parlare alla stessa ragazza che ho visto nel film, molto sicura e felice di vivere. Come la tua vita dopo questa vittoria, cosa ti godi di pi? Sophie Mi fa felice vedere gente. La mia famiglia, gli amici, nuovi incontri, ma devo stare attenta che le mie relazioni sociali non superino le mie ore di scrittura! E poi la scrittura ovviamente, ma solo quando sono ispirata. Ci sono giorni, settimane e mesi dove non scrivo nulla. Folle. Poi inizio a leggere senza fermarmi e allora mi viene in mente una storia, sento una voce e inizio a scrivere nuovamente. La vita dopo questa vittoria, vorrei dire che migliore,

Sophie van der Stap Quando ho cominciato a scrivere in ospedale non ho pensato alla forma o allesito delle mie storie ma dopo qualche mese avevo unenormit di brevi racconti che sono diventati la base del mio libro. Scrivevo come una pazza per resistere alle