LA STAMPA

SABATO 6 LUGLIO 2013

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NUMERO

1871

- ANNO XXXVII - SABATO 6 LUGLIO 2013

GIULIA ZONCA

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Inquestonumero: Manganelli viaggiatored’Oriente, lanuovaepopea afghana diHosseini diventabestseller

rendete un calciatore. Togliete i cuffioni che lo isolano con la musica ogni volta che cammina da un pullman a uno stadio, togliete il passo veloce di chi sa che sarà presto riconosciuto, togliete i tatuaggi oppure lasciateli, ma levateli dal primo piano, togliete l’occhiale scuro. Quel che resta è Lilian Thuram «ma non solo me, è pieno di giocatori che non corrispondono allo stereotipo, purtroppo vedete sempre gli altri. Esiste un universo che non immaginate dietro la playstation». Questo campione del mondo ha appena scritto un libro: Le mie stelle nere. L’idea è quella di «cambiare il punto di vista», racconta dei neri che hanno fatto la storia, quelli noti e quelli sconosciuti, «a scuola parlano unicamente di eroi bianchi». E di solito vediamo solo giocatori frivoli, ma dopo aver smontato il problema razzismo per cambiare la prospettiva, Thuram ci prova con l’immagine dei suoi colleghi.
Dica la verità, quanti libri entrano negli spogliatoi?

Lilian Thuram, 41 anni, campione del mondo con la Francia nel ’98, ha giocato in Italia nel Parma e nella Juventus. Oggi è ambasciatore dell’Unicef

Khaled Hosseini

Consiglienergetici alpresidenteObama perl’effettoserra, l’Americabuia diElizabethStrout

«Tanti, molto più di quanto pensiate. Non esiste qualcuno a cui non piace leggere. È come dire “non mi piace la musica”, non succede, è impossibile, basta trovare la tua. Io ero convinto che non mi piacesse leggere da bambino ma è un ricordo sbagliato. Mia madre aveva fatto un abbonamento a delle storie per ragazzi, fumetti. Ogni 15 giorni ne arrivava uno e io lo divoravo. Quando qualche compagno mi diceva “io non leggo”, gli tiravo un fumetto». «Adoravo Picsou, voi lo chiamate Paperino. Paperone era il mio preferito, l’idea della moneta feticcio più importante di tutti i soldi è grandiosa. Quando ero giovane e stavo al Monaco mi portavo sempre dietro un fumetto e gli altri mi chiedevano “perché leggi quella roba per bambini?”. Ridevo, io a ogni viaggio ne compro ancora uno». «Escludo quelli che mi hanno dato a scuola perché il solo fatto che fossero obbligatori toglieva ogni piacere. Balzac per esempio mi aveva stancato così tanto che non ci ho più riprovato. Sono partito dal semplice, da Il gabbiano Jonathan Livingston di Bach. Ero nelle giovanili quindi sognavo di essere calciatore e quel libro mi dava la strada, l’illusione che sarei potuto arrivare ovunque perché i limiti sono quelli che ti metti da solo».
Ci sono momenti della sua carriera legati a titoli particolari? E il primo libro da adulto che ha lasciato un segno? È da lì che è partito?

Lilian Thuram «Le mie stelle nere. Da Lucy a Barack Obama» ADD pp. 446, €18

THURAM E LE LETTURE DEI CAMPIONI

video intervista

“Ho sfondato nel calcio con il gabbiano Livingston”
«I “voli” di Richard Bach mi fecero capire che potevo farcela Nei ritiri della nazionale studiavo le strategie di Sun Tzu»
re. Ero intrattabile dentro e fuori dal campo. Invece con la Juve, in Champions League, ero concentrato su Krishnamurti, un filosofo indiano, e Fabio Cannavaro ripeteva “ti prego cambia soggetto, sei troppo cupo, non va bene per questa partita”. Mi sono sempre fatto influenzare dalle pagine che avevo davanti».
Proprio sicuro di non essere stato un’eccezione nel mondo del pallone?

Chiara Gamberale
Una biblioteca sentimentale disegnata dall’autrice di «Quattro etti d’amore, grazie» http://lastampa.it/tuttolibri

Francia, con i nazionali c’erano veri e propri dibattiti. Di calcio non abbiamo parlato mai».
Le biografie degli sportivi sono un genere molto diffuso, la affascinano?

«No, se qualcuno suggerisce un titolo particolare mi incuriosisco ma in generale sto alla larga».
Le hanno mai chiesto di scrivere la sua biografia?

amico. Lui faceva la prima stesura e io la correggevo. L’esperienza mi è piaciuta ma credevo si fosse chiusa con quel piccolo esperimento che prendeva spunto dalla data di una partita per parlare d’altro».
E l’idea del libro per smontare il razzismo da dove viene?

sognava trovare una nuova angolazione». «L’empatia dipende dai giorno, ma quello da cui sono più toccato è Muhammad Ali. Se il mio libro lascia un segno è perché prima sono stato giocatore. Lo sport mi ha messo in primo piano così la mia immagine può portare messaggi diversi a un grande pubblico. Alì lo ha intuito per primo». «Quando hanno iniziato a farmi domande su soggetti che non avevano a che fare con il calcio. Se entro in una classe per parlare sono avvantaggiato: i bambini mi ascoltano perché io sono stato un giocatore famoso, uno dei tanti che non stava inchiodato alla playstation».
Lei quando lo ha capito? Tra tutte le stelle nere che ha scelto quale sente più vicina?

LA STAMPA
A cura di BRUNO VENTAVOLI con BRUNO QUARANTA tuttolibri@lastampa.it wwwlastampa.it/tuttolibri/

«Tanti, molti sono segnati da Eduardo Galeano, il mio autore preferito. Si è occupato lui della prefazione del libro nella versione spagnola e io l’ho esibita a tutti orgoglioso, è il mio mito. C’è stato un ritiro con la nazionale francese in cui ero completamente assorbito da un trattato, L’arte della guerra di Sun Tzu e mi è cascato il libro nella fessura dell’ascenso-

«Sicuro, il luogo comune non è vero, i calciatori non sono dei tonti dipendenti dai giochi elettronici. Mi sa che ci hanno chiuso dentro questo ritratto perché si fanno notare solo quelli così, la maggioranza invece è piena di interessi. Io ricordo le chiacchierate con Pessotto, alla Juve, su questioni serissime. E nell’anno dei Mondiali vinti dalla

«Sì e non mi interessava proprio, è il motivo per cui non avrei mai creduto di diventare scrittore. Per un libro serve una storia da raccontare e io non ce l’avevo».
Quando ha trovato la storia?

«Non è vero che i giocatori sono soltanto playstation in valigia c’è anche Balzac»
«Nella mia carriera questa problematica è emersa spesso così ogni volta che un ragazzo mi chiedeva un autografo io rispondevo “te lo faccio però dimmi quando per la prima volta hai sentito parlare delle popolazioni nere a scuola”. Volevo capire dove nasceva l’intoppo. Bi-

«In passato ho fatto un libretto che si chiama Le 8 juillet e ho lavorato con un ghostwriter, un

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L’ITALIANO «CAMPIONE» IN GERMANIA

Nella Venezia del 1500 il trionfo dell’amore

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noscrittoreandrebbelettointrasparenza,isuoitrascorsilo segnano, le sue aspirazioni lo guidano. Luca Di Fulvio, prima di dedicarsi ai grandi romanzi, si è diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica. Attore? Regista? Drammaturgo? Forse tutte e tre le cose (tra l’altro è compagno di Carla Vangelista, la donna al centro della lite fra i due fratelli Muccino), fatto sta che questa propensione alla messa in scena emerge prepotente in La ragazzachetoccavailcielo che rivela anche un’altra particolarità non da poco. Il bel tomo è andato in edicola a febbraio, in Germania, precedendo l’Italia ed è diventato un clamoroso caso editoriale.

Subito balzato in testa alle classifiche, si avvia a bissare il primato del suo precedente successo, La gang dei sogni, per quattro mesi best sellerassolutofortedellesue450.000copie. Meritato tanto clamore? Indubbiamente, da accorto drammaturgo-regista-attore, ha cosparso le pagine di ambientazioni succose, di personaggi molto tipizzati, di storie al limite del possibile. E per meglio confezionare l’insieme ha sistemato vicenda e personaggi in un limbo magico, Venezia 1500. Il plot è solo all’apparenza complesso, in realtà risponde alle regole del romanzo sentimentale: l’amore, l’amore contrastato, il lieto fine. Ungruppodiragazzinistraccionietruffatorellifuggeda Roma nella convinzione di aver ammazzato un ricco mercante ebreo. A capo di questa gang scalcagnata c’è un astuto ragazzino, Mercurio, senza famiglia, una bella ragazzina con la famiglia sbagliata e un bambino abbandonato. Contemporaneamente fuggono perché

È la libera Università di Tubinga (provincia di Macerata) a dettare la Superstorie del linea (storta), a fornire risposte a domande mai tempo presente fatte, a riempire giorna- di Andrea Salerno Fandango li, tg e vite di ricerche su cosa siamo (e non ci erapp. 76, € 6 vamo accorti di essere). Le Superstorie del tempo presente di Andrea Salerno sono il breviario irrinunciabile per affrontare lo sconforto nato dalla scoperta di aver bisogno di un breviario per analizzare una realtà che sfugge, sorprende e stordisce. E per aver qualcosa da rispondere alla domanda «Ma che te ridi?»

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Il besteller
Alberto Infelise

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LO SCAFFALE
Com’è stato lungo il secolo breve se vissuto da eretico nell’Est europeo. Aleksander Wat poeta, ebreo polacco, rampollo di una famiglia di cabalisti e industriali, credeva nella libertà del verso e delle idee. Questo memoir nato da una lunga conversazione con l’amico Milosz, racconta le avanguardie futuriste a Varsavia, gli arresti, gli interrogatori, i campi staliniani per la rieducazione dell’anima da Leopoli al Kazakistan, l’occupazione nazista, la conversione religiosa, lo spaesamento dell’esilio, l’aporia di qualsiasi potere politico. Ma soprattutto la condizione umana nella sua assoluta nudità. I comportamenti ora brutali ora generosi di un carceriere, la solidarietà tra prigionieri, il sapore del pane nero offerto in rancio, diventano una sorta di vangelo laico sull’amaro mistero del vivere quando risulta arduo capire perché male e bene siano così amalgamati in questo nostro purgatorio terreno.
Bruno Ventavoli

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L’affascinante e irrequieto Romain Gary – premio Goncourt nel Delle donne ’75 per Una vita davanti degli ebrei a sé – lituano trapiantae di me stesso to in Francia, marito di di Romain Gary Jean Seberg e autore di un clamoroso suicidio, è Neri Pozza ben noto per la sua pp. 144, € 12,50 scrittura densa, polemica e paradossale. Delle donne, degli ebrei e di me stesso, contiene testi inediti per l’Italia scritti tra il ’44 e il ’77: un cuore messo a nudo, ma soprattutto una voce che ne contiene in sé decine. Da Jerome K. Jerome a Nathalie Sarraute. Caleidoscopico.

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Il mio secolo. Memorie e discorsi con Czeslaw Milosz
di Aleksander Wat Sellerio pp. 724, € 28

Gabriella Bosco

Un medico laico e un filosofo credente si confrontano sui temi Responsabilità complessi e controverdella vita si della moderna medidi Giovanni Reale cina tecnologica: il diritto alla cura, la soffe- Umberto Veronesi renza, la morte. UmBompiani berto Veronesi e Giopp. 272, € 13 vanni Reale, partendo da presupposti e culture diverse, arrivano però a conclusioni condivise: nessuno può decidere sulla vita di una persona, men che meno lo Stato per legge; l’autodecisione e la libertà di scelta sono diritti irrinunciabili; rispettare il malato significa anche non imporgli la propria visione del mondo.

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Racconto del fiume Sangro
di Paolo Morelli Quodlibet, pp. 210, € 14

Marina Verna

Per narrare – o ascoltare – il racconto del fiume abruzzese Paolo Morelli ha scelto di seguirne il corso passo passo, dalla sorgente alla foce, sempre guardando in basso: esercizio di osservazione e di umiltà, oltre che di adattamento e di atleticità. Soprattutto un allenamento delle parole: intrapreso da sportivo e camminatore ma con il cuore paziente e innamorato del traduttore (Morelli traduce fra l’altro dal cinese) pronto a chinarsi per porgere l’orecchio alle sillabe neonate delle prime polle spumose, alle risatine delle correnti, al fragore esultante dei salti.
Alessandra Iadicicco

Castino, avvolta nella nebbia sul crinale tra la Valle Bormida e quella del Belbo, poche centinaia d’anime e un passato di ricor- Ecco venire la notte di partigiani. È qui che Daniele, di Corrado Bertinotti Robin Edizioni obiettore di coscienza, viene capp. 347, € 16 tapultato in un inverno dei primi anni Novanta e all’improvviso – lui, ragazzo di città – si trova a fare i conti con un mondo ruvido, segnato da un profondo dolore e segreti inconfessabili. Corrado Bertinotti traccia un romanzo corposo dalle tinte neorealiste, omaggio alla penna di Beppe Fenoglio, in cui i fatti scorrono a tratti lenti, a tratti con foga, come il fiume Bormida, cuore pulsante dell’Alta Langa.
Elisa Barberis

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Partito (il fu Partito d’Azione) che discende per li rami gobettiani e, quindi, sensibile a La rivoluzione una certa idea dell’agire polietica tico: «regolato non dall’etica del risultato o del successo - di Vittorio Cimiotta Mursia come osserverà Norberto Bobbio - ma dall’etica della pp. 344, € 20 buon a volontà e dell’intenzione pura». Intonato, così, il titolo del saggio di Vittorio Cimiotta (prefazione di Nicola Tranfaglia) sospeso fra Giustizia e Libertà e il partito intellettuale per eccellenza, La rivoluzione etica. Sognando che prezzoliniamente il Paese dei fessi finalmente disarcioni il Paese dei furbi.

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Bruno Quaranta

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ontano è una storia disegnata. La copertina rappresenta una foglia, la sua tessitura vegetale, resa con un colore rosso mattone. Non una veduta d’insieme, bensì un ingrandimento. Ricorda un albero, un labirinto, oppure quelle forme che l’acqua disegna nel fango quando si ritira e il sole lo riscalda: piccole crepe. Il protagonista della storia è un ragazzo che vediamo nella tavola iniziale. S’intuisce che si tratta di situazioni legate a ricordi: dettagli realistici e sogni. Il personaggio cammina nella neve; trova uno specchio e lo raccoglie. Il racconto si sviluppa su due piani: disegni e parole. Sono frasi poetiche, precise e inafferrabili. Anche il disegno procede attraverso un doppio registro: colori e bianco e nero. Tutto appare straniato, possibile e insieme impossibile. Il giovane protagonista con una lametta incide il proprio corpo nudo. Si spalanca un dentro: un mondo vegetale, un universo abitato da piante, fiori, spore, la foglia della copertina. Il protagonista va da qual-

La copertina

MARCO BELPOLITI

I sogni e le paure di un ragazzo sono incisi nelle foglie
che parte, attraverso una foresta di tronchi. Nelle ultime tavole s’avvicina allo specchio. È invecchiato. Quanto tempo sarà passato? L’ultima tavola è un’esplosione stellare. Sulla quarta di copertina una serie di meteoriti che galleggiano nello spazio: l’infinitamente grande o l’infinitamente

Gabriella Giandelli, «Lontano», Canicola, pp. 28, € 17

piccolo? Neppure questo è chiaro. La prima e la quarta di copertina sono simmetriche e rovesciate: la foglia appartiene all’infinitamente piccolo, la pietra, invece, all’infinitamente grande. Il volume disegnato e scritto da Gabriella Giandelli misura 30 x 42 centimetri; non è rilegato, ma graffato al centro. Lo pubblica Canicola, associazione bolognese che lavora con i disegnatori italiani, qualcosa di diverso da un tradizionale editore. L’autrice è una delle più brave disegnatrici italiane. Il suo stile inconfondibile possiede qualcosa d’infantile e insieme di adulto: traduce il mondo adulto in segni infantili. Meglio: trasferisce nell’universo adulto sogni e paure infantili. Tutto è come allucinato, ma tutto è perfettamente realistico. Guardando queste tavole si ha la sensazione di fissare qualcosa con una tale intensità che sotto il nostro sguardo le cose si deformano, diventano altro: l’Altro. Canicola ha un bellissimo logo: un motociclista novecentesco col numero 29. Un libro indimenticabile che si sfoglia avanti e indietro. Cercando di capire quello che si è già capito.

LA STAMPA
SABATO 6 LUGLIO 2013

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III

Di Fulvio festeggia le 400 mila copie in Germania («La ragazza che toccava il cielo» è uscita prima in tedesco che in italiano)

Luca Di Fulvio «La ragazza che toccava il cielo» Rizzoli pp. 800, € 16,90

ebrei perseguitati, un padre, truffatore anche lui ma straordinariamente portato per la medicina e sua figlia bellissima e dolcissima. Le loro strade si incroceranno, riconoscendosi, complici malfattori che rivelano un cuore di burro, capitani coraggiosi e preti invasati che credono nella guerra santa. Il capobranco e la bella figlia del truffatore-medico, come si vedono, s’innamorano. Tanta attrazione però scatena la gelosia della femmina del gruppo che, nascostamente innamorata anche lei del suo capo, medita vendetta. Il viaggio verso Venezia è affollatissimo. Per strada c’è anche il mercante ebreo che non è morto, ha rubato un’identità cristiana e a sua volta medita vendetta. Venezia appare a tutti come una cloaca, meravigliosa, affascinante ma che secerne odori ributtanti e personaggi mefitici. I due ragazzi sono destinati ad allontanarsi, vittime di malefici intrighi. Lei rinchiusa con il padre nel primo ghetto d’Europa, lui risucchiato dal

malaffare locale. Tutt’attorno un’orda di caratteri da antologia che remano contro. Eppure saranno proprio tutte le contrarietà a far scattare in Mercurio un coraggio e una determinazione da adulto che lo stupirà, proprio quando la sua innamorata sta per essere arsa viva come stregaebrea.Tuttosiaggiusterànelleultimecinquepagine, l’amore trionferà e persino i cattivi faranno ammenda pentendosi delle loro malefatte: la ragazza sconfitta in amore e il mercante ebreo che muore capendo la vita. Gli unici tetragoni restano i fanatici della religione. Si è detto, un romanzo di formazione, forse troppo. Si è detto un romanzo dell’estate, troppo poco, anche considerando che ottocento pagine necessitano delle vacanze dei bei tempi andati: tre mesi secchi. Ma la storia prende, i personaggi pure, calli e canali fanno la loro parte.

M ICHELA TAMBURRINO

BRUNO QUARANTA

IN VIAGGIO

Noir a puntate

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a Cina è, era, vicina a Ferrara. Se Michelangelo Antonioni la racconterà in un documentario. Se Ludovico Ariosto evoca il Catai. Se Giorgio Manganelli spiegherà così come arrivarvi: «...lei vada a Ferrara; poi compri un paio di bretelle; ah, mi raccomando, debbono essere bretelle blu. Poi chiacchieri con gli amici, se ne faccia. Alla fine riparta e tenga il telefono pronto sul tavolo. Un giovedì il telefono squillerà e qualcuno le chiederà “Domenica è libero? Andrebbe in Cina?”». Muovendo da Ferrara, meditando sulla propria identità, allo specchio dell’indigeno consesso. Manganelli distingueva fra l’Ariosto, «uno scrittore sperimentale, che inventa e lavora strutture e ritmi apparentemente incompatibili», e il Tasso, il suo mondo poetico, «un sistema completo, coerente, chiuso, che via via prende coscienza di sé, scopre tutte le possibili articolazioni, dal voluttuoso al sontuoso, dall’amoroso al regale». Drasticamente conchiudendo: «O siamo ariosteschi o siamo tasseschi». O forse no, forse smentendosi di pagina in pagina, forse interpretando l’et et, supremo giocoliere quale fu. In lui, Geno Pampaloni non lesse «la maniera di un professore d’ingegno che ripudia la logica della classicità e si è convertito alle delizie dell’informale, ma un informale che sotto la specie dell’effimero conserva un suo classico sistema di danza»? In viaggio con Manganelli, come meta Cina e altri orienti. Di stazione in stazione, contraddicendo il Tao Te King, che «voleva l’uomo felice e pacifico nel suo villaggio». Non identificando la felicità nel tascapane del vagabondo, beninteso, ma obbedendo alla necessità di misurare insieme «la profondità della no-

Giorgio Manganelli «Cina e altri orienti» Adelphi pp. 346, € 22

Con Manganelli un prestigiatore sulle vie d’Oriente
Dalla Cina alle Filippine, dall’Iraq all’Iran: un cavaliere del Nulla tra “grandissimi voli” e templi dove sfavilla il “sincretismo religioso”
glaciazione, un nobile regalo ad una nazione inguaribilmente meridionale». Né Nord né Sud. Con Manganelli verso Est. Andare, levare l’àncora - come rammenta Salvatore Silvano Nigro nella naio di Pessoa ora terrorizzato, «sapendo di tenere in mano la chiave di una porta sconosciuta», ora rinfrancato, intuendo che si muore «forse perché non si sogna abbastanza». L’evoluzione del sogno junghiano dipanato nello studio di Bernhard... Cina (e Filippine, e Malesia, e Arabia, e Pakistan-Kuwait, e Irak, e Iran). Ma in primis Cina, dove infine Giorgio Manganelli si riconosce. Chi teorizzò «la letteratura come menzogna» non poteva non specchiarsi nella «vita cinese aromatizzata di artificio», lì a offrire «continuamente il piacere preromantico di un gesto, un atteggiamento che ubbidisce alle regole, diventate inconsapevoli, di una complessa e delicata retorica teatrale». Supremo teatro il tempio, dove sfavilla il «sincretismo» religioso cinese, «una visione sindacale del sopramondo, tendenzialmente onnicomprensivo, intesa ad evitare la disoccupazione o la sottocupazione di chiunque in grado di fare a qualunque titolo una qualunque mansione di dio». Manganelli traduce per l’uomo occidentale: «...vede, qui al centro c’è Gesù in atteggiamento di preghiera, ed ha come custodi a destra il maresciallo Cadorna, a sinistra Carnera, dietro Mandrake e da quest’altra parte Martin Lutero. In questa cappella a sinistra lei può ammirare Pasteur insieme a Meazza...». Quale «metamorfosi» ha interpretato Manganelli? Nell’antropo-zoologia fantastica non risalta come un formichiere? Ma non solo. Nei «grandissimi voli verso l’Oriente» avvertirà «il respiro bestiale e luminoso di un cetaceo, tu sei parte di un cetaceo volante, qualcosa di velocissimo e lento; tu sei un minor cetaceo ma, con le ore, del cetaceo assumi la lentezza, la pazienza un po’ torva e senza riso...». Di fascinazione in stordimento, di consolazione in lettura («Tenete un classico nella valigia; nell'ora dell’affanno, dell’angustia solitaria, ci vuole un classico; nemmeno la fantascienza può bastare»). Sino all’estrema istantanea, la guida che fa una preghiera, nel gruppo c’è una coppia irregolare, un uomo anziano con una donna giovane, domandano di non essere fotografati. «La preghiera è formulata con una naturalezza, una eleganza, direi una rispettosa astrazione di cui nessuno di noi, in nessuna parte d’Europa sarebbe capace». A ciascuno la sua inettitudine. Manganelli avrà rammemorato la sua incapacità adolescenziale di annodare le stringhe delle scarpe come di annodarsi la cravatta. Una granitica remora da cui discende (anche) il suo mestiere: «Tentiamo una definizione: lo scrittore è colui che è sommamente, eroicamente, incompetente di letteratura». È il «nulla» che fa di Cina e altri orienti una sublime tazza di tè, per ogni ora.

IL «SERIAL» DI CARLOTTO E VIDETTA

Quattro donne per una vendetta

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Di luogo in luogo, contraddicendo il Tao Te King, che «voleva l’uomo felice nel suo villaggio»
postfazione - «non per fare “esperienza” del mondo e di ciò che esso è, ma per fare “esperienza” di sé “con l’altro e con il diverso”». La prosecuzione - il viaggio - delle «passeggiate dentro un sogno»: come il mari-

Ammirando una naturalezza e una eleganza di cui gli europei non sono più capaci
stra solitudine e l’altezza della nostra speranza», come modello Ulisse, «diventare Nessuno». Un cavaliere del Nulla, come Tommaso Landolfi: scrivere per raggiungere il Nulla. Landolfi e Manganelli (l’immagine è del divino Tom) come «quelle farfalle notturne sorprese dalla luce o dall’agonia che rimangono a sbattere disperatamente le ali sui nostri pavimenti». In viaggio, Manganelli, eppure non avaro di lacci gulliveriani che ne - qua e là - ipnotizzano il nostos. È il 1986. «Arrampicato in cima al cielo, l’aereo guarda giù», dove si distende Pechino, «questa cosa enorme, geometrica, questo disegno, questo rigido ideogrammma» che ricorda «in qualche modo Torino». L’Italia, il villaggio amniotico, l’eterno richiamo che è, la sua prima capitale, per esempio, onorata nel Lunario dell’orfano sannita: «...una città nordica spinta troppo a sud dall’ultima
Giorgio Manganelli scomparso a Roma nel 1990

ncredibile ma vero: esiste un sottilissimo filo che lega Raffaello Matarazzo a Quentin Tarantino, passando per una collettiva versione al femminile del giustizialismo spicciolo del mitico Nico Giraldi dell’altrettanto mitico Tomas Milian. Il filo lo hanno trovato in coppia Massimo Carlotto e Marco Videtta, già coautori di un noir sociale intrigante come Nordest. L’operazione platealmente commerciale, ma anche – volendo – in stile di ottocentesco feuilleton a puntate – dal sommo Dickens al meno sommo Cuoregaribaldino – merita una attenta analisi, perché se da un lato rischia di incrinare la nobile attenzione narrativa di Carlotto verso i temi del noir sociale più incisivo, dall’altro può sembrare una sfida alla recente mercificazione di un genere che, molto spesso, sfiora il ridicolo, o l’assurdo. Carlotto e Videtta hanno messo in piedi un’operazione alargheintese,prendendoinprestitotuttiiluoghicomuni possibilideglieffettiemotividettatidallacronacaedacerti vecchi film anni Settanta: violenza sulle donne, maschi prevaricatori, la Roma proletaria onesta o dedita alla manovalanza del crimine, i coatti che sfiorano la parodia, la giustizia popolare schietta, esemplare, qui in stile Charles Bronson coi tacchi a spillo. Insomma,da Catene a KillBill ilpasso èassaimenolungodellagamba,ecelo dimostranoquestequattro«vendicatrici» – la siberiana Ksenia, la romanaccia Eva, la misteriosa Sara e la colombiana Luz–chealritmodiunromanzoalmese vedranno compiuta la loro opera di messaggeredelbene.KseniaedEvasono state le prime a entrare in libreria, mettendoci di fronte a un mondo di Massimo sentimentisemplicieplateali:lasiberiaCarlotto/Marco na è stata venduta in sposa allo strozziVidetta noromanoAntoninoBarone,chelausa «Eva», seconda comeoggettosessualeperleperversiopuntata delle nidellasorellaAssunta,allaqualeèlega«Vendicatrici» to da un rapporto più che incestuoso. Einaudi Stile Evaètitolaredellarinomataprofumeria libero «Vanità», e la sua vita confligge con pp. 183, € 15 quella del marito Renzo, scansafatiche donnaiolo – un Maurizio Arena degli anni d’oro – che la cornifica e vive alle suespallesprecandopatrimoninelgiocod’azzardo. Iquattroromanzidarannovitaaununicumdivendetta e giustizia al femminile, viste le tragicomiche truculenze in cui incorrono i cattivi dei primi due titoli: intanto Ksenia incrocia la strada della prostituta colombiana Luz – che, colpoalcuore,haunafigliainuncollegiodisuore–edemerge la passione più sfrenata; Eva trova conforto nelle due straniere, alle quali si aggiunge l’inafferrabile Sara – il cui segreto verrà svelato, ci auguriamo, nel romanzo a lei dedicato – e le quattro sensuali femmine con il pelo sullo stomaco riusciranno a far strage – letteralmente – dei troppi malviventi che le hanno usate, sfruttate, violentate e maltrattate. Le morti dei cattivi hanno il sapore delle classiche rese dei conti da parrocchia, in cui ad applaudire alla fine c’è anche il parroco, ma i temi affrontati – droga, delinquenza, abusi sulle donne, strozzinaggio e quant’altro – fanno parte del mondo di cui Carlotto scrive da sempre. Questa sua scelta a quattro mani - riprodurre i temi del male attraverso una narrazione ibrida, ammiccante e popolare anche nella scioltezza del linguaggio - merita un riscontro positivo perché rappresenta – secondo la mia visione di lettore – il punto d’incontro tra cronaca e letteratura e scava un fossato tra una realtà che si può raccontare in toni populistici – Levendicatrici, appunto – e il mare magnum di prodotti da discount che avvelenano classifiche, mercato e motivazioni letterarie.

SERGIO PENT

IV

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ELIZABETH STROUT

Dall’America/2

Tra i fratelli Bob e Jim il padre che non muore mai

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ob o Jim? Quale dei due fratelli ha, senza volerlo, causato da bambino la morte del padre? Perché il ricordo di quel lontano episodio, affondato nella memoria e taciuto da sempre, riaffiora improvviso a distanza di anni, allorché, per ragioni incomprensibili, Zach, il figlio della sorella Susan, scaglia un sanguigno muso di maiale oltre la soglia di una moschea durante le preghiere del Ramadan? E perché la polizia e la procura di Shirley Falls, una sonnolenta e depressa cittadina del Maine invasaeinfastiditadaiprofughisomali(o«somalesi»,come

li chiamano i suoi abitanti, che non vedono di buon occhio frequentazioni e unioni miste di qualsiasi tipo, si tratti di ebrei, svedesi, indiani Abenaki o newyorkesi), vogliono montarci sopra un caso federale e trasformare l’episodio in un reato d’odio razziale? Come tutti i romanzi di Elizabeth Strout, anche I ragazzi Burgess poggia su una solida struttura narrativa, concentrica e labirintica. Un’ossatura nitidissima che a prima vista fa pensare a un incrocio tra mystery e legal thriller, ma il cui procedere analitico e lento non ha nulla della classica detective story e nemmeno del banale studio psicologico, e spalanca invece quietamente, persino nei non rari momenti di humour o di aperta comicità, nuovi territori da esplorare, non solo geografici. Il confronto intimamente conflittuale tra Shirley Falls, doveitreBurgesssononati,eNewYork,doveiduemaschisi sono trasferiti per esercitare l’avvocatura, non si spegne

Dall’America
DENIS JOHNSON

Il bosco sussurra dure lezioni di vita

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uanta bellezza in così poco, verrebbe da dire dopo aver letto il racconto lungo Train dreams di Denis Johnson; un autore che già ci aveva impressionato col poderoso Albero di fumo in cui raccontava la guerra in Vietnam attraverso lo sguardo di soldati logorati dall’odio per se stessi e dimentichi della fede nel proprio Dio ma, soprattutto, nel proprio paese, l’America. La stessa America che in Train dreams Johnson afferra dalle fondamenta, quella dei tagliaboschi che quotidianamente rischiavano la pelle (bastava l’oscillazione di un ramo e ti toccava una brutta morte o un’esistenza da storpio) agli albori del Novecento. Protagonista è un nessuno, Robert Grainer, individuo senza appeal, senza qualità, le cui sole aspirazioni sono comprare un appezzamento di terreno, costruire una casa e andarci a vivere con la sua giovane moglie Gladys e la figlia neonata Kate, rimediando in giro lavori a tempo determinato con paghe ragionevoli per sfamarsi. E’ proprio durante una delle sue lunghe trasferte che Grainer subisce le due grandi lezioni di vita: la prima, riguardante il lavoro, è incarnata dal vecchio tagliaboschi con cui si trova ad avere a che fare, Arn Peeples: «Io ci sono nato, per tagliare i boschi d’estate.» Ma tutto il corpo del vecchio, ora assegnato alle cariche di dinamite nelle rocce, è fragile e avvizzito, e racconta una storia di grandi infortuni e stupide superstizioni. «Era superstizioso, e faceva ogni cosa nello stesso identico modo in cui l’aveva già fatta.» Però niente lo salva Denis Johnson dal colpo del ramo di larice che «Train dreams» lo stordisce e lo uccide. Quindi, Mondadori il primo insegnamento che i pp. 115, € 12 boschi sussurrano a Grainer è: non importa quanto tu sia capace o coraggioso, qui la morte e il caso hanno stretto un patto indissolubile. Il secondo monito pare essere: la natura è più forte di ogni sogno, persino del più misero, e comanda sempre lei. Perché è un incendio, questa volta, a distruggere la prima parte della vita di Grainer. Un incendio che si porta via Gladys, Kate, la casa e qualunque pianta fiorita nel suo terreno. Grainer si trova di fronte a un deserto che brucia e nient’altro. Nessuna traccia dei corpi delle amate. Disperato, le cercherà per lungo tempo fino a un incontro straordinario (è il caso di dirlo) poco tempo prima di lasciare il mondo. Mondo che, ripresosi dal dramma, Grainer ha comunque affrontato con coraggio, viaggiando sui treni come se si trovasse su mezzi di sogno, lavorando come boscaiolo fino a che il fisico e le forze hanno retto, rifiutando le proposte d’amore di intriganti vedove, preferendo un rude ma quieto isolamento a un’esistenza di compromessi. «Dio ha bisogno dell’eremita dei boschi come dell’uomo sul pulpito. Ci hai mai pensato?» Traindreams comparve una prima volta in una rivista nel 2002, per poi essere ripubblicato in volume solo due anni fa. L’anno scorso, nonostante la brevità, fu candidato al Pulitzer (che non venne assegnato) a dimostrazione di quanto il contenuto, molto spesso, surclassi la stazza. Contenuto che, nell’edizione italiana, risulta nobilitato dalla armoniosa, lirica traduzione di Silvia Pareschi.

Khaled Hosseini, nato a Kabul 48 anni fa, vive negli Stati Uniti Ha conquistato le classifiche di tutto il mondo con «Il cacciatore di aquiloni» (2004) e «Mille splendidi soli» (2007)

MIRELLA SERRI

KHALED HOSSEINI

H

CHRISTIAN FRASCELLA

a messo su un ristorante afghano in California dove cucina deliziosi piatti dai nomi esotici, come Pilaf del Passo Khyber e Pollo della Via della Seta, servendoli su tavoli coperti da una plasticaccia. Abdullah, nonostante da tanti anni viva lontano dal suo paese, non può dimenticare che da ragazzino ha comprato una penna di pavone per l’amata sorellina Pari dando in cambio le sue scarpe nuove. Con lei ha attraversato il deserto in sandali per arrivare a Kabul dove Pari, la sua fatina, questo il significato del nome in farsi, è stata ceduta dalla matrigna e dal papà per un pugno di quattrini, senza che lui sospettasse l’inganno, a una bellissima signora che non poteva avere figli. Con la stessa rapidità con cui il suo personaggio Abdullah ha macinato chilometri tra sassi e pietre acuminate, il 48enne Khaled Hosseini con il suo ultimo racconto E l’eco rispose, appena uscito in Italia da Piemme, in pochissimi giorni ha scalato le classifiche. Autore del campione di incassi Il cacciatore di aquiloni, con il nuovo romanzo Hosseini promette di ripetere anche il successo di Mille splendidi soli, il secondo libro che nella Penisola ha venduto più di un milione di copie. Ultimo di cinque fratelli, lo scrittore nato a Kabul, ma con l’aria molto californiana con la barba che gli ombreggia le guance alla Colin Farrell, spiega che il cuore del suo ultimo racconto «è la fa-

Khaled Hosseini «E l’eco rispose» Piemme pp. 456, € 19,90

Una penna di pavone per la fata di Kabul
Il nuovo bestseller dello scrittore afghano: “Non è vero che il mio Paese odia l’Occidente”
miglia, il rapporto tra fratelli e sorelle, su come si amano, si stimano, si aiutano ma anche come si feriscono e si tradiscono». Hosseini in questo avventuroso e complicato intrigo che si dipana tra Kabul, Parigi, San Francisco, la California, i campi profughi palestinesi, il Pakistan - attinge molto dalla sua personale esperienza anche familiare. Dopo una lunga assenza è tornato in Afghanistan, come inviato per l’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. Con il padre dite dell’Armata rossa, dopo aver perso tutto e dopo aver chiesto asilo politico. Tra le fronde di quella grande quercia che è la famiglia afghana al centro del romanzo, la cui trama si sviluppa a partire dalla scomparsa di Pari, allignano altruismo, crudeltà e spietatezza. Il libro inizia con la storia di due sorelle rivali in amore e in bellezza e prosegue con la vicenda di papà Sabur, secco come un chiodo e con il naso adunco come il becco di un falco, che narra a Pari, prima che venga smerciata come un pacchetto di arachidi, una favola sui bambini abbandonati. Lo stesso Abdullah, che chiamerà la figlia come la sua sorellina scomparsa, non è un padre generoso. A colpi di ricatti e di promesse mancate costringerà la sua ragazza, anche in nome del Corano, a rinunciare all’indipendenza lavorativa e affettiva. Pari junior vive in California ma non può sentire la musica rap, Madonna, indossare i calzoncini corti, andare in piscina, partecipare alle gite scolastiche. In questa vita da acquario, come lei stessa la definisce, non ha le forze per lottare, e per inedia e quasi per pigrizia finisce per rinunciare persino a un suo possibile amore e vivere curando affettuosamente prima la madre malata e poi il padre. «Ho voluto demolire anche tanti pregiudizi sull’Afghanistan e cioè che il paese sia fermo al XII secolo. O che gli afghani odino l’Occidente. Nulla di vero in tutto ciò», osserva ancora Hosseini. «Naturalmente la gente si lamenta dei missili, delle stragi ma soprattutto di essere ancora una volta la terra di molte guerre». I componenti di questo grande albero parentale, emigrati e divisi non cesseranno mai di cercarsi, di rincorrersi, di rintracciarsi. Soprattutto di vivere con dedizione i legami con genitori, zii, nonni narrati sempre con lo sguardo dei figli, degli eredi che non vogliono mai tagliare le radici e per questo capaci di passare un colpo di spugna sui più tragici errori. Quando uno della famiglia chiama, insomma, l’eco risponde e i lettori di Hosseini accorrono.

Sorelle rivali in amore e bellezza, ricatti e promesse, in un intrigo tra Kabul, Parigi e l’America
plomatico di carriera e con la madre insegnante di persiano e storia in un liceo femminile di Kabul, ha vissuto in Iran e successivamente nella capitale francese che ha lasciato con molti rimpianti. A San José, in California, gli Hosseini sono approdati a seguito dell’invasione dell’Afghanistan da par-

LA STAMPA
SABATO 6 LUGLIO 2013

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V

Elizabeth Strout «I ragazzi Burgess» tr. S. Castoldi Fazi Editore pp. 445, € 18,50

nella scontata opposizione tra campagna e città, tra provincia e metropoli, ma investe a piccoli passi spazi sempre più vasti e potenzialmente infiniti, luoghi non solo fisici ma psichici e mentali, socioculturali e antropologici, vibrantitragliabissidell’inconscioedelrimossoeilsublime (magari negativo e insopportabilmente doloroso) del metafisico e del divino. Il trasandato appartamento nel quale, dopo l’abbandono del marito, Susan vive con il figlio taciturno, solitario, apparentemente ritardato, deve ad esempio prima o poi fare i conti con un remoto e quasi fiabesco paesaggio svedese ma anche, pressoché in simultanea, con la realtà arida e calcinosa di un Kenya che ancora pratica con cinica disinvoltura la schiavitù ereditaria. Occorrono «Somalesi» ancorati alle proprie tradizioni arcaiche come Haweeya e Abdikarim per aiutare Margaret Eastwater, eterodosso pastore unitariano, a sottrarre al rischio di una lunga detenzione in carcere il

povero e ingenuo Zach. Occorre che s’incontrino e si ritrovino insieme evangelici «poveri nello spirito» di ogni provenienza - africani, scandinavi, americani, ma anche islamici,cristiani,ebrei,agnosticieatei–perchésiscoprano o si riscoprano i valori fondamentali della vita, l’insostituibilità di una famiglia idealmente patriarcale, la capacità di accettare e affrontare la realtà e di immaginare un futuro restando aggrappati alla memoria. Ma non è Elizabeth Strout a impartire direttamente simili lezioni. Sono invece, coralmente, i suoi personaggi. E non tanto nelle parole o nei discorsi quanto nei gesti, nei comportamenti, negli affetti e nelle scelte. Un romanzo straordinario che conquista il lettore e insieme lo costringe a misurarsi con se stesso, a sottoporsi senza reticenze né riserve a uno spietato esame di coscienza.

RUGGERO BIANCHI

PAOLO MASTROLILLI

ISTRUZIONI ALLA CASA BIANCA

Storia

I

l riscaldamento globale esiste e lo hanno provocato gli uomini, che possono frenarlo con una strategia in due atti: primo, puntare sul gas naturale per guadagnare tempo; secondo, usare questo tempo per sviluppare le fonti alternative come eolico, solare e nucleare, in modo da risolvere il problema una volta per tutte». Detto da un ex scettico come Richard Muller, è quasi come se Tolomeo avesse dato ragione a Copernico. Muller è un fisico della University of California a Berkeley, che fino a tre anni fa non credeva al riscaldamento globale. Ora ha cambiato opinione e ha pubblicato un libro, in uscita in Italia dall’editore Codice con il titolo Energia per i presidenti del futuro, in cui spiega la sua conversione e la strategia energetica che suggerisce ai futuri capi della Casa Bianca.
Cominciano dalla cronaca degli ultimi giorni: cosa pensa del nuovo piano per la riduzione delle emissioni appena presentato dal presidente Obama?

Richard Muller «Energia per i presidenti del futuro» Codice pp. 370, € 15,90

“Il gas naturale ci impedirà di andare a fuoco”
Il fisico Richard Muller, dopo anni di scetticismo, si è convertito: “Il riscaldamento globale esiste, se cambiamo le fonti energetiche lo rallentiamo”
Ci sono altre fonti nuove emergenti? Perché lei ha cambiato idea sul global warming?

RICCARDO CALIMANI

Rara rugiada divina per gli ebrei italiani

A

«Molto buono, per una semplice ragione: per la prima volta mette al centro della strategia americana il gas naturale, e soprattutto si propone di condividere la nostra tecnologia con i paesi in via di sviluppo».
Perché è un passo così importante?

vede l’ora di fare la transizione, perché è la prima a sapere che le conviene, ed è preoccupata per gli effetti interni dell’inquinamento. Questo però significa invitare i suoi ingegneri in America e condividere con loro le nostre tecniche di “fracking”, la fratturazione idrica per estrarre gas naturale».
Qui sta la seconda obiezione: anche in America questa tecnica, fondamentale per recuperare le enormi riserve di shale gas, è contestata perché ritenuta pericolosa per l’ambiente.

Richard Muller, fisico a Berkeley, è uno degli scienziati più ascoltati da Obama per il programma energetico americano

«La fusione e l’idrogeno non hanno fatto grandi passi avanti, mentre le maree aiutano solo poche regioni. Avremo auto ibride, ma non interamente elettriche, perché per produrre l’energia inquineremmo ancora di più, mentre le batterie sono troppo grandi e costano troppo. Decisiva, invece, sarà la conservazione: risparmiare energia, ad esempio rendendo più efficienti il riscaldamento e l’aria condizionata, significa guadagnarla».

«Non mi convincevano le basi scientifiche, e quindi tre anni fa abbiamo avviato uno studio a Berkeley per rivederle. I risultati hanno confermato che il riscaldamento c’è, da 250 anni, e lo hanno provocato gli uomini. Quello che non esiste è un collegamento scientifico tra questo fenomeno, e i cambiamenti climatici. Chi sostiene che ci sono più uragani, siccità o nevicate per il global warming, danneggia la sua stessa causa, legandola a fenomeni non provati».

«Sono preoccupazioni sbaglia«Il riscaldamento globale non te. I fatti scientifici lo dimosi combatte con il buon esem- strano, e quando la gente verrà pio dei paesi sviluppati, perché istruita a riguardo non avrà per quanto possiamo essere più riserve». virtuosi, il nostro impatto è miQuali sono le fonti rinnovabili nimo rispetto agli altri. I granche secondo lei risolveranno il di inquinatori oggi sono i «Le fonti rinnovabili per risolvere paesi in via di sviluppo, il problema sono nell’ordine Cina in testa, eolico, nucleare e solare» e dobbiamo convincere loro a cambiare». problema del riscaldamento
Come? globale in maniera definitiva?

«Nell’ordine: eolico, nucleare e solare. Lo sfruttamento del vento al momento è la fonte più avanzata: l’unico vero problema è quello estetico, delle macchine che rovinano il panorama. Il nucleare, nonostante le paure generate da Perché sarebbe una svolta co- Fukushima, è sempre più sicuro e conveniente. Abbiamo sì importante? «Ai ritmi di consumo attuale, tutto il combustibile necessail consenso tra gli scienziati rio; il problema delle scorie raprevede un aumento della dioattive è stato risolto, anche temperatura globale di 1,5 se non è stato comunicato begradi nell’arco dei prossimi 50 ne al pubblico; e in più non inquina. Se poi paesi come «I grandi inquinatori sono i Paesi gl i Us a o emergenti, Cina in testa: l’Italia decidobbiamo convincerli a rinnovarsi» deranno di non partecianni. Passando al gas naturale pare alla nuova ondata nuclepossiamo allungare questo are, peggio per loro: lo faranperiodo fino a 100 anni, e no gli altri. Il solare nel lungo quindi guadagnare il tempo termine è la fonte più prometnecessario a sviluppare le fon- tente, ma la tecnologia non è ti alternative necessarie per ancora sviluppata come dorisolvere in maniera definiti- vrebbe. Costa sempre troppo va il problema». rispetto alla resa: basti pensaLe obiezioni sono almeno re che la Cina, massimo produe. La prima, geopolitica, è duttore di energia solare, geche non ci si può fidare della nera un gigawatt di elettricità con questa tecnica contro i 50 Cina. «Io rispondo che Pechino non ottenuti dal carbone».

«Spostare la loro produzione di energia dal carbone al gas naturale, che costa e inquina meno. Per riuscirci, però, dobbiamo aiutarli sul piano tecnologico a realizzare la trasformazione. Obama ha detto di essere favorevole».

nno 70. Tito distrugge il Tempio di Gerusalemme.Spentalarivolta,rasaalsuololacittà,migliaia schiavi destinati alle miniere in Egitto o a Roma per la costruzione del Colosseo e i combattimenti nel circo. La catastrofe della Giudea si riverbera sulla comunitàebraica,chelungoilTeverecoltivalaleggeeletradizioni. Si sgretolano l’amicizia e l’alleanza rinnovate da Cesareeiprivilegi:ilripososabbatico,l’esonerodalservizio militare, il diritto di circoncisione dei neonati maschi, il rispetto delle norme alimentari, la costruzione di sinagoghe diventano motivo di rifiuto, irrisione, diffamazione. Già lunga storia s’era intrecciata fra romani e giudei, fin dai primi navigatori e mercanti, che dalla Palestina si avventuraronoversoEgitto,GreciaeITalJah,Italia,«Isola della rugiada divina». La scandaglia Riccardo Calimani , biografo di Gesù ebreo , studioso dell’Inquisizione, del Ghetto di Venezia, della presenza ebraica nella cultura europea. E giunge al XV secolo, non trascurando fonti né grandi firme: Cicerone, Orazio, Giuseppe Flavio, Seneca, Tacito, Agostino e via così fino ai contemporanei. Da Costantino a Teodosio, la vittoria cristiana è la sconfittaebraica.Unfossatosiapretracristianiedebrei.I teologi delle verità evangeliche insegnano a disprezzarli. Ciò non impedirà che agli scontri con la Chiesa si alternino protezioni e concessioni : l’esercizio dell’arte medica, le patenti di prestito. Urbano II lancia la prima crociata contro gli infedeli per la riconquista della Terra Santa: 1095, concilio di Clermont-Ferrand, promette indulgenze per i peccati, gloria eterRiccardo na,ricchezze.Principieservi,sul Calimani petto il simbolo della croce, si «Storia degli uniscono al grido di «Dio lo vuoebrei italiani. le», ma anche di «battesimo o Dalle origini al morte», «prima colpire i nemici XV Secolo» in mezzo a noi». L’intolleranza Mondadori antiebraica mai era stata tanto pp. 631, € 28 carica di odio. Crociati e avventurieri battezzano a forza o saccheggiano e massacrano intere comunità in Francia, in Germania, provocando suicidi in massa. E viene la Santa Inquisizione. Caduti in disuso per gli eretici l’esilio, la confisca dei beni e l’ordalìa (il volto marchiato con ferri roventi), Pietro II d’Aragona nel 1197 introduce la pena del rogo e Federico II la perfeziona. Febbraio 1278, nell’arena di Verona duecento catari saranno bruciati vivi. Frati predicatori diffondono il fanatismo nella vita quotidiana dei credenti. Il diritto canonico condizional’azionepolitica.Penalascomunica,tuttidevono dar manforte alla Chiesa contro l’eresia. Sospetti di sacrifici umani. di ostie profanate, processi farsa e torture capaci di estorcere qualsiasi confessione portano pure gli ebrei a una tragica sequenza di roghi. A metà del XIV secolo l’accusa palesemente falsa di aver diffuso la peste nera aggiunge ai roghi altri massacri. Stupisce che il sospetto di riti sanguinosi e diffusione di epidemie non si rinnovi oggi sul web, pervaso di veleni antisemiti. Più capillare delle reti telematiche fu la predicazione dei francescani. Bernardino da Feltre nel marzo 1475 a Trento accusò ebrei dell’omicidio rituale del piccolo Simone, mandando innocenti a spaventosi supplizi e a morte atroce, e sugli altari il beato Simonino, fino al1965, quando la Chiesa, «in obbedienza alla verità», ne abrogò il culto. Per anni, scrive Calimani, «i francescani avevano sfruttato l’accusa del sangue per sviluppare una campagna denigratoria contro gli ebrei e per favorire la nascita dei monti di pietà». Dispiace ricordarlo al tempo di papa Francesco..

ALBERTO SINIGAGLIA

VI

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ANGELA BIANCHINI

Tre scrittrici

La forza delle donne nella buia Spagna

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al dramma della guerra civile al franchismo, fino alla conquista della democrazia, la Spagna di oggi non smette di interrogarsi sul passato, un bisogno di sapere che tocca non soltanto le battaglie, le prigionie e le torture del periodo della dittatura, ma anche le tragedie continuate ben oltre la morte di Franco. Come accade in Argentina, dove si instaurò per anni una rete di furti di neonati con l’unica colpa

Angela Bianchini «Amare è scrivere» Le Lettere pp. 132, € 16

di essere figli di famiglie segnate dalla fedeltà agli ideali repubblicani. Angela Bianchini nel saggio Amare è scrivere, ripercorre il secolo più buio della Spagna attraverso la vita e le opere di tre grandi scrittrici: Mercè Rodoreda, Carmen Laforet e Carmen Martín Gaite. Anche se sempre ostacolata dal franchismo, cieco portatore di una cultura profondamente maschilista, in quegli anni sbocciò una vera genealogia femminile e femminista della narrativa spagnola. Per alcune di loro si aprì la via dell’esilio, come nel caso della catalana Mercè Rodoreda. Il suo profondo impegno antifascista la costrinse a fuggire prima in Francia, poi a Ginevra, dove morì nel 1983. Nel 1945, in piena epoca franchista, uscì il romanzo Nada della giovanissima Carmen Laforet, che descrive con crudo realismo la so-

LUCI E OMBRE DI INTERNET

Nelle praterie del Web fioriscono idee ed estremisti
Un viaggio di Luna tra le start up italiane che ce l’hanno fatta usando la filosofia del “cambiamo tutto” senza sponsor né padrini
GIANNI RIOTTA

N

ei Cinegiornali in bianco e nero degli anni del boom in Italia, vi sorprende sempre quanto la gente sorrida. Erano anni duri, la guerra appena alle spalle, lavoro precario, molta ingiustizia,peròquegliuominie quelle donne hanno entusiasmo e grinta. Sentimenti che sembrano scomparsi oggi, in un paese dove indifferenza, cinismo, senso di sconfitta gravano su opinione pubblica e classe dirigente. Riccardo Luna, gior-

nalista, attivista digitale, a lungo direttore della rivista Wired, contraddice nel suo saggio Cambiamo tutto! La rivoluzione degli innovatori questo umore e, con la forza degli americani che credono nel potere di innovazione del web, Weinberger, Sreenivasan, propone alla malinconica Italia 2013 il motto pragmatico «fatto è meglio che perfetto». Luna elenca le start up italiane che ce l’hanno fatta, JobRapido, motore di ricerca sull’occupazione nato nella cucina pugliese di Vito Lomele, la piattaforma di logistica Viamente di Antonio Perini, Ecce Customer di Cosi-

mo Palmisano, Redmatica concepita nell’Emilia del terremoto. Usando la filosofia di «Cambiamo tutto!», progettare senza sponsor e raccomandazioni, partono a Ferrara TryeCo, start up di stampanti 3D, e a Palermo, sul lungomare di Mondello, Mosaicoon di Ugo Parodi Giusino, specializzata nel diffondere video che altrimenti nessuno vedrebbe. Colossi come Apple, Facebook, Google, spesso rilevano queste aziende di laboratorio italiane che le nostre banche e imprenditori non sanno sostenere. «Innovazione» non è fiocco digitale da appuntare sul vestito

vecchio della produzione, è il nostro modo di essere nel presente: commenta l’amministratore delegato di Apple Tim Cook «Se una azienda ha un dipartimento per l’innovazione, è la dimostrazione che sta sbagliando qualcosa». Non equivocate: «innovare» non serve solo ai giganti del web o alle aziende multinazionali per un miglior bilancio, è la strada con cui i volontari delle Ong, il non profit, aiutano il mondo a soffrire meno. Sono i progetti per migliorare i consumi, dove la povertà morde, «Il frigorifero senza elettricità. Il desalinizzatore a energia solare. La casa

che produce energia invece di consumarla. Il sito per tenere traccia delle storie dai conflitti dimenticati. Sono tutti progetti Made in Italy. Grandi o piccoli…provano a cambiare il “mondo” per farne un posto migliore».

Per Riccardo Luna non si tratta solo di tecnologia, come il torchio a stampa di Gutenberg non era solo una macchina: si tratta di cambiare il nostro modo di essere. Ma quando ha proposto il Premio Nobel per la Pa-

Chi o ccis u a h Nola n erga Kell ?

J o ë L

D i C k e r

IL GIALLO CHE HA CONQUISTATO IL MONDO 170.000 COPIE 10 EDIZIONI

“Dicker innesca il meccanismo del page-turner: si va avanti a leggere senza riuscire a fermarsi, catturati dalla trama e sballottati dai colpi di scena. Chapeau, giovane svizzero: hai scritto il primo romanzo illustrato senza illustrazioni, e l’hai reso totalmente interattivo e funziona in modo classico, analogico, con la sola memoria, senza bisogno di energia, né di tecnologia, né di connessione.”
SanDro VeroneSi Corriere della Sera

“il gioco ci coinvolge, con diabolica simmetria. [...] Chapeau: con questo giovane svizzero dovremmo tutti fare i conti, prima o poi.”
GianCarLo De CataLDo la Repubblica

“Dopo La verità sul caso Harry Quebert [...] il romanzo contemporaneo non sarà più lo stesso e nessuno potrà fare finta di non saperlo.” 
antonio D’orriCo SETTE Corriere della Sera

“È un marchingegno diabolico, ti dimentichi di fare qualsiasi altra cosa. L’editore dovrebbe fare una fascetta ‘crea dipendenza’!”
MarCo MiSSiroLi

“Faccio fatica a capire se è più geniale il libro o la copertina...”
Tweet di Fabio VoLo

Fotograia: © Gregory Crewdson, Untitled, 2003-2005, courtesy Gagosian Gallery. Fotograia dell’autore: © Jeremy Spierer. Design Polystudio

La verità sul caso Har r y Quebert

LA STAMPA
SABATO 6 LUGLIO 2013

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VII

cietà spagnola del dopoguerra, priva di valori e scopi, fiaccata dal regime franchista, terreno fertile per una società maschilista e ostile. Carmen Martín Gaite, considerata la più grande scrittrice spagnola della seconda metà del Novecento, appartiene già a un altro mondo, dove il ricordo della dittatura e della guerra sembra denunciare indifferenza e adattamento. Angela Bianchini, ispanista e scrittrice, che negli Anni Cinquanta incontrò negli Stati Uniti i maggiori esponenti intellettuali anti-franchisti, ripercorre la storia di tre donne profondamente diverse, sia per stile narrativo che per scelte di vita, in un intreccio che svela le contraddizioni della società spagnola del Novecento.

CHIARA GAMBERALE

Il diario di lettura

“Ho amato Roth nell’isola di Samos”
Una biblioteca del cuore tra classici e visioni pop da Anna Karenina a Peter Pan, passando per “Pretty woman”
I PREFERITI

NADIA FERRIGO

ELENA MASUELLI

«A

l cartolaio che, quando ero piccola, insieme ai sussidiari mi ha fornito i libri per la mia prima biblioteca lo chiedevo sempre: «Ma c’è amore?». È cominciata così la mia passione per la lettura, e poi per la scrittura, quasi una vocazione». Chiara Gamberale si entusiasma a raccontare della sua autoformazione, basata su intrecci di sentimenti, sulle relazioni, i caratteri, le alchimie umane. E’ appena tornata da Formentera, il posto dove si rifugia per scrivere, la chiama la sua «Isola Che (Non) C’è».

Lev Tolstoj «Anna Karenina Bur pp. 944, € 11

Philip Roth «Il teatro di Sabbath» Einaudi pp. 410, € 12,50

La signora dei sentimenti

ce a Internet s’è visto piovere addosso critiche, per esempio dallo studioso Evgenij Morozov persuaso che il web non sia «in sé» positivo e che al suo interno germinano virus fatali. Si chiedono allora nelloroottimo saggio Web Nero, Organizzazioni di estrema destra e internet le studiose Manuela Caiani e Linda Parenti: «Internet è considerato un importante strumento per la diffusione del pensiero universale, dei principi democratici e dell’uguaglianza fra i cittadini... ma cosa sappiamo del suo lato oscuro? Come e quanto le organizzazioni estremiste di destraintutto il mondo utilizzano internet come strumento di comunicazione e di reclutamento? Come le organizzazioni di destra utilizzano in-

Riccardo Luna «Cambiamo tutto! La rivoluzione degli innovatori» Laterza, pp. 163, € 14

«Una citazione da Peter e Wendy è in esergo nel mio libro. Barrie aveva intuito tutto dei rapporti. La chiave è nella descrizione del ritorno di Peter Pan: sono passati anni dalla celebre avventura, ma a lui paiono pochi giorni. La giovane si è costruita una vita e lui, quando scopre la verità, disperato, si mette a piangere. Un tempo Wendy avrebbe saputo come consolarlo, ma, scrive Barrie, “era soltanto una donna, ora”. E’ straziante e bellissimo, una vera patologia, una relazione archetipica: lei costretta a scegliere fra l’uomo di cui è innamorata, che però non sa amare, e la riproduzione, la vita famigliare. Se fosse diverso non lo amerebbe così tanto, perché non sarebbe Peter Pan».
Torniamo alla bambina che scoprivailibri,tuttocomincia con «Piccole donne».

E’ il «non luogo» di Peter Pan. Una delle coppie protagoniste del suo ultimo romanzo, «Quattro etti d’amore, grazie», ne è la rilettura in chiave moderna.

colò Ammaniti, Alessandro Piperno o Walter Siti, raccontano d’amore, ma fanno meno fatica rispetto al preconcetto che riguarda una scrittrice che parla di relazioni. Le ragioni non credo siano eminentemente letterarie, piuttosto sociali e storiche. Diverso il discorso per i romanzi di “formazione sentimentale”, penso a Elsa Morante, L’isola di Arturo». «Le sue, raccolte in L’amata, sono le più alte. La sento vicinissima: diverse persone mi hanno detto che i suoi difetti somigliano ai miei. Nella corrispondenza fra lei e Moravia ritrovo gli elementi che mi appassionano, amicizia, amore, fratellanza, anche disamore. Lei è fremente, lui è narciso, parlano d’amore ma non riescono a dialogare fra loro. Nelle pagine della Morante c’è tutta la fatica dell’incomunicabilità, c’è un’intelligenza profonda: pur provando un sentimento profondo non rinuncia alla comprensione, mettendo a rischio l’incanto, quando lui, spesso, è delusivo». «I libri sono stati i miei grandi analisti, oltre che primi maestri. Alcuni li vado a ricercare, li rileggo. Un volume a cui spesso ritorno, il romanzo d’amore contemporaneo che prediligo, è Il teatro di Sabbath, di Philip Roth. Mi ricordo dove ero quando l’ho scoperto: a Samos, un’altra isola rifugio fuori stagione, a scrivere. Non me ne staccavo mai e mio marito (lo scrittore Emanuele Trevi, ndr) ha manifestato vera gelosia, come se ci stessi
Sempre quest’ansia di capire. Ci porta dritte alle lettere d’amore.

Due studiose percorrono invece la galassia della destra radicale che usa la rete per rafforzarsi
ternet per costruire la propria agenda, dar vita a contatti con altri gruppi estremisti inaltripaesi e in generale diffondere la propria ideologia e incoraggiare la mobilitazione?». A questa domanda fanno seguire un censimento impressionante di come la nuova destra in Europa, razzista, antisemita e anti emigrazione, usa con efficienza il web come già Mussolini e Hitler seppero usare la radio prima, e meglio, dei leader democratici. Analoghi esempi vengono dalla capillare propaganda che il fondamentalismo islamico genera online, dalla martellante propaganda che il populismo ottiene dal web, al centro di un importante studio europeo di Counterpoint Open Society. C’è contraddizione teorica tra Luna e Caiani-Parenti? Solo per il lettore frettoloso. Perché Cambiamo tutto! nel proporre un uso virtuoso della rete non nega se ne possa fare uno perverso, e chiede alla buona moneta di scacciare la cattiva. Caiani-Parenti con il loro salutare volume vaccinano contro le residue illusioni della «rete salva tutti». Due libri da leggere questa estate per capire il nostro presente.
Twitter @riotta

«Mi ha affrancata dal punto di vista della lettura, spalancandomi una finestra sul mondo dei classici dell’infanzia, dandomi lo stimolo per evadere, per comprendere meglio la realtà: il mio imprinting per l’analisi psicologica dei personaggi. La Alcott era una grandissima figura, cresciuta in una famiglia di intellettuali, con una formazione simile a quella di Virginia Woolf. Nei caratteri di Jo e nelle sue sorelle ha rappresentato tutto il microcosmo femminile. Candace Bushnell con Sex and the City non ha inventato nulla». «I russi sono stati una folgorazione. Scelgo Lev Tolstoj, Anna Karenina. Ho una passione per “l’altra” vicenda del libro, quella di Kitty e Levin. Una delle più struggenti scene della letteratura sentimentale è quella in cui lui la vede pattinare sul lago ghiacciato. Un’ immagine che rimane dentro, per sempre».
Racconta di libri e fa continui riferimenti visivi, un retaggio della laurea in Storia del cinema? E quando è cresciuta?

IL SUO LIBRO

Manuela Caiani, Linda Parenti «Web nero. Organizzazioni di estrema destra e internet» Il Mulino, pp. 250, € 23

Chiara Gamberale «Quattro etti d’amore, grazie» Mondadori pp. 242, € 17

si è trasferito più in tv che sul grande schermo. Sono un’appassionata di serie americane, in stile Revenge, ispirata a Il conte di Montecristo, ma al femminile. Sto leggendo l’autobiografia di David Foster Wallace, anche per lui la formazione è composta da letture e da tanta televisione. Accanto ai grandi capolavori, ho un universo “pop”: Pretty Woman, Harry ti presento Sally. Ho appena rivisto Notthing Hill per la ventesima volta e mi sono fatta un pianto. Ai libri riservo invece un registro altissimo, anche inusuale». «Clarice Lispector, Vicino al cuore selvaggio. Mi ha ispirata nella modalità di descrivere l’inquiePer esempio?

«Quando un grande regista si mette al servizio di un grande scrittore è sublime: Tenera è la notte, Lolita, Jules e Jim. Ma credo che abbia ragione chi, come Aldo Grasso, sostiene che il romanzo sentimentale

«Piccole donne, il primo libro: la Alcott aveva una formazione simile a quella della Woolf»
tudine da cui nascono alcuni legami. Raccontando amori complicati indago sempre sul perché una persona cada in quel tipo di relazioni. Lei in questo senso è una patografia perfetta».

«Mi influenzano completamente. Il libro cui sto lavorando, così come Le luci nelle case degli altri, sono figli di uno stato di serenità, anche se per me è un termine grande. Quattro etti d’amore, grazie e La zona cieca, sono invece «Il grande regista al servizio romanzi scritti con l’affanno di di un grande scrittore è sublime: capire cosa mi da Tenera è la notte a Lolita» stava accadendo. Sono bulimica, mi identifico in facendo l’amore. E’ una vicenda tutto, nella lettura, così come fortissima, quella del burattinella scrittura». naio Mickey Sabbath. Ha l’artrite, alle spalle una serie di falliStorie d’amore come rifugio? «Le bugie non mi consolano mai. menti. Si innamora di Drenka, I libri sono il mio rimedio alla vi- una donna con un marito becero ta, per comprendere, non per quanto lei, sfatta e provata dalla confortare. Non mi appartiene il vita. Quando lei muore, lui riveclassico lieto fine. Per questo de tutta la sua esistenza e capiforse c’è stato un periodo in cui, sce che quell’amore è ciò che di per pubblicizzare i miei roman- più puro gli sia mai capitato. E’ zi, mi definivano “la scrittrice una storia poeticissima, fra due che parla d’amore che possono “rifiuti dell’umanità”. Nessun leggere anche gli uomini”». altro libro mi è entrato così denE qui arriviamo a un certo pre- tro, mi ha consumata come una giudizio nei confronti della let- malattia. Quando cresci, e diventi un lettore più smaliziato, teratura sentimentale. «Purtroppo riguarda le donne le folgorazioni, sono sempre meche scrivono di sentimenti. Nic- no, come nella vita».

I sentimenti che prova la condizionano nella scrittura?

VIII

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IL RITORNO DI LINCOLN RHYME

Nella lotta al terrore muore la giustizia

Thriller

D

alla prima indagine mozzafiato, il Collezionista di ossa, con cui ha esordito nel 1997 e da cui è stato tratto il film con Denzel Washington e Angelina Jolie, fino a quest’ultima avventura, La stanza della morte, Lincoln Rhyme, criminologotetraplegicoperunincidentesullavoro e vero motore immobile della serie, non si è mai arreso alle barriere fisiche e ha continuato a indagare tra le pieghe del male insieme alla bella AmeliaSachs,grazieallasuaintelligenzasuperioree

Jeffery Deaver «La stanza della morte» Rizzoli pp. 592, € 18,50

pian piano riguadagnando anche un po’ di mobilità: ora è in sedia a rotelle e muove il braccio destro, ma soprattutto accetta con più filosofia la sua condizione. In fondo «tutti i nostri corpi tradiscono le nostre aspettative prima o poi» . La scena del crimine stavolta è alle Bahamas, nell’hotel dove un cecchino ha ucciso Robert Moreno, attivista per i diritti dei popoli del Sud America. Il cattivo, Jacob Swann, è un killer con la passione per la gastronomia (gli chef hanno definitivamente invaso l’immaginario collettivo): cucina come tortura, usando lo stesso elaborato coltello giapponese. Ma il focus della vicenda è altrove, nella StanzadellaMorte,doveilpotereprendedecisionisoprale teste di colpevoli e innocenti. Perché l’ambizione dell’autore stavolta è non solo scovare i cattivi, ma scoprire fino a che punto, nel nome della lotta al terrorismo, si possano dimenticare gli ideali di libertà e democrazia.

RAFFAELLA SILIPO

CLASSIFICHE

Ai punti Un’estate senza saggi
LUCIANO GENTA

I PRIMI DIECI

1
E l’eco rispose

100

2
Un covo di vipere
Camilleri 14,00 SELLERIO

26

3
Inferno
Brown 25,00 MONDADORI

22

4
La verità sul caso Harry...

18

5 10
RAGAZZI
1

15

Nel profondo di te
Day 14,90 MONDADORI 9 8

Hosseini 19,90 PIEMME

Dicker 19,50 BOMPIANI 9

6
NARRATIVA ITALIANA
1 CAMILLERI Un covo di vipere 14,00 Sellerio

12

7
Violetta il mio diario
14,90 WALT DISNEY

11

8
De Giovanni 18,00 EINAUDI

9
VARIA
1 PARODI Mettiamoci a cucinare 9,90 Rizzoli

S

fiora le 50 mila copie il valore dei 100 punti di Hosseini: nel nostro campione di sole librerie seconda miglior performance settimanale dell’anno, dopo le 60 mila di Dan Brown, mentre il primato di durata in vetta spetta per ora a Saviano, 7 settimane consecutive. Vedremo quanto resisterà l’Eco afghana. La prima novità tra i 10 più venduti è la conclusione della trilogia erotica di Silvia Day che qui brillò al vertice un solo sabato d’inizio marzo con Riflessi di te, mentre la James, suo modello, rientra con tutte e tre le Sfumature a 5 euro, battendo gli 0,99: si auspica rivincita erotica Newton Compton, con ampia scelta di classici da Saffo a Apollinaire. Il secondo ingresso è il bancario De Giovanni, affermatosi con il commissario Ricciardi: ci si aggira sempre tra delitti e misfatti napoletani, ma si cambia epoca e protagonista. Al solito, si profila un’estate avventurosa e d’evasione, mescolando amori e misteri, rosa soft e hard, giallo e nero, anche all’interno dello stesso libro. Non c’è un solo saggio tra i primi 20; la varia ha punteggi rasoterra, tutti sotto le 1000 copie, la cucina è satura; tra i tascabili invisibili i segnali dei consigli scolastici per le vacanze. Del resto, come mostra il Diario di un arcidiavolo (Donzelli), sapide note di politica e cultura scritte da Mario Isnenghi per Belfagor dal 1994 ad oggi, si raccoglie quel che si è seminato. Ad esempio, nei giornali: «grande pasticceria della panna montata».

Cinquanta sfumaturedigrigio
James 5,00 MONDADORI

I bastardi di Pizzofalcone

Cinquanta sfumature di rosso
James 5,00 MONDADORI

Cinquanta sfumature di nero
James 5,00 MONDADORI

NARRATIVA STRANIERA
1 HOSSEINI E l’eco rispose 19,90 Piemme 2 BROWN Inferno 25,00 Mondadori

SAGGISTICA
1 BISIGNANI & MADRON L’uomo che sussurrava ai potenti 13,00 Chiarelettere 6 (4) 2 RECALCATI Il complesso di Telemaco 14,00 Feltrinelli 5 (14) 3 IMPOSIMATO I 55 GIORNI CHE ... 7,90 Newton Compton

TASCABILI
1 JAMES Cinquanta sfumature di grigio 5,00 Mondadori 12 (1) 2 JAMES Cinquanta sfumature di rosso 5,00 Mondadori 9 (1) 3 JAMES Cinquanta sfumature di nero 5,00 Mondadori 8 (1) 4 WILDE Aforismi 0,99 Newton Compton 5 LAO TZU Il libro del Tao 0,99 Newton Compton

26 (4)

100 (1)

2 (2)

Il mio diario. Violetta 14,90 Walt Disney

11(14)

2 DE GIOVANNI I bastardi di Pizzofalcone 18,00 Einaudi 9 (1) 3 SAVIANO Zero Zero Zero 18,00 Feltrinelli 4 CAO Io ti guardo 5,00 Rizzoli 5

22 (8)

2 CLERICI Wimbledon. Sessant’anni di storia 22,00 Mondadori 1 (4) 3 BYRNE The secret 18,60 Macro Edizioni 4 DUKAN La dieta Dukan 16,00 Sperling & Kupfer 5 VERONESI La dieta del digiuno 15,90 Mondadori 6 FIORILLO Puglia e Basilicata 22,00 EDT

2 CAMERINI Come e perché nasce l’amicizia 5,90 Walt Disney 7 (3) 3

8 (12)

3 DICKER La verità sul caso Harry Quebert 19,50 Bompiani 18 (5) 4 DAY Nel profondo di te 25,90 Mondadori 5 ALLENDE Amore 12,00 Feltrinelli 6 DEAVER La stanza della morte 18,50 Rizzoli 7 SIMENON Faubourg 16,00 Adelphi 8 KING Joyland 19,90 Sperling & Kupfer 9 MARKARIS Resa dei conti 18,00 Bompiani 10 STROUT I ragazzi Burgess 18,50 Fazi

3 (7)

1 (296)

Fashion book 14,90 Walt Disney

7 (2)

8 (3)

15 (0)

4 FRANCESCO La preghiera delle cinque dita... 2,80 Ancora 3 (6) 5 FRANCESCO La preghiera sulla punta delle dita 1,50 San Paolo edizioni 3 (5) 6 AGASSI Open. La mia storia 20,00 Einaudi

6 (1)

1 (13)

4 CAMERINI Come e perché ci si innamora 5,90 Walt Disney 6 (3) 5

Ferragosto in giallo 14,00 Sellerio
6 BIANCHINI Io che amo solo te 16,00 Mondadori 7 LUCARELLI Il sogno di volare 18,00 Einaudi 8 GRAMELLINI Fai bei sogni 14,90 Longanesi 9 VITALI Un bel sogno d’amore 17,60 Garzanti Libri 10 SPARACO Nessuno sa di noi 12,00 Giunti

7 (0)

8 (1)

6 (4)

1 (16)

Violetta. Storia di un successo 9,90 Walt Disney 3 (14)
6 KINNEY Diario di una schiappa. Si salvi di può! 12,00 Il Castoro 3 (27) 7 PALACIO Wonder 9,90 Giunti Junior

7 (8)

7 (1)

2 (113)

6 PIRANDELLO Uno, nessuno, centomila 0,99 Newton Compton 6 (4) 7 WOOLF Una stanza tutta per sé 0,99 Newton Compton

1 (6)

6 (2)

6 (1)

7 DE CRESCENZO Garibaldi era comunista 17,00 Mondadori 2 (4) 8 BRESSANINI Le bugie nel carrello 12,60 Chiarelettere 9 EBEN Milioni di farfalle 16,00 Mondadori

6 (4)

7 ZEROCALCARE Ogni maledetto lunedì su due 16,00 Bao Publishing 1 (8) 8 ARDOVINO Torte in corso con Renato 14,90 Rizzoli 1 (11) 9 NOVELLI Compendio di diritto ... 19,00,EdizioniGiuridicheSimone 1 (1) 10 RICCIARDI Compendio di ordinamento... 21,00 Edizioni Giuridiche Simone 1 (1)

3 (7)

4 (69)

5 (3)

2 (6)

8 D’AVENIA Bianca come il latte, rossa come il sangue 13,00 Mondadori 6 (118) 9 KAFKA La metamorfosi 0,99 Newton Compton 10 BULGAKOV Cuore di cane 0,99 Newton Compton

8 KINNEY Diario di una schiappa 12,00 Il Castoro 3 (280) 9

4 (6)

5 (1)

2 (16)

5 (4)

Le canzoncine di Peppa Pig 9,90 Giunti Kids 3 (38)
10 PATTERSON Scuola media. Gli anni peggiori... 12,00 Salani 2 (8)

3 (23)

4 (3)

10 FRANCESCO Papa Francesco. Il nuovo papa... 12,90 Salani 2 (13)

5 (4)

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DA NIELSEN BOOKSCAN, SU UN CAMPIONE DI 900 LIBRERIE. SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. TRA PARENTESI VIENE INDICATO DA QUANTE SETTIMANE IL TITOLO È IN CLASSIFICA. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 23 AL 29 GIUGNO.