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Il licenziamento disciplinato dai contratti collettivi territoriali e aziendali (c.d. accordi di prossimit) Sul finire dellestate 2011 stata introdotta la possibilit, per i contratti collettivi territoriali e aziendali, di disciplinare il licenziamento in ambito lavorativo. Dunque anche accordi applicabili limitatamente a determinati ambiti territoriali o aziendali, possono oggi intervenire in materia. Tuttavia, affinch detti accordi (detti di prossimit) siano validi, devono essere sottoscritti dai sindacati pi rappresentativi sul piano nazionale o territoriale. In alternativa ai sindacati, gli accordi di prossimit possono essere stipulati dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda. Gli accordi di prossimit hanno efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati, vale a dire di tutti i lavoratori facenti parte dellambito territoriale o aziendale, a patto che i soggetti stipulanti (sindacati o rappresentanze sindacali operanti in azienda), rappresentino la maggioranza dei lavoratori. Gli accordi di prossimit possono derogare sia alla legge che ai contratti collettivi nazionali, ma non invece alla Costituzione, alla

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normativa comunitaria ed alle convenzioni internazionali sul lavoro. Non possono inoltre essere ridotte le tutele di cui gode il lavoratore di fronte a licenziamenti discriminatori, oppure intimati in periodo di matrimonio o di maternit. Si ritiene pertanto che gli accordi di prossimit possano disciplinare le conseguenze previste in caso di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo, elevare la soglia numerica per lapplicazione dellart.18 dello Statuto dei Lavoratori (es. da 15 a 25 dipendenti), escludere lapplicazione dellart.18 per le imprese minori che vengano a superare la soglia dei 15 dipendenti con nuove assunzioni (si pensi ad esempio allazienda con 12 dipendenti che, a seguito di nuove assunzioni, veda salire il proprio organico a 17 unit), sopprimere lindennit sostitutiva prevista in favore del lavoratore nel caso in cui il datore licenzi senza preavviso. La nuova disciplina degli accordi di prossimit stata introdotta per attenuare la rigidit del mercato del lavoro e favorire la ripresa produttiva. La riforma Fornero, tuttavia, entrata in vigore successivamente (luglio 2012), ha profondamente depotenziato lart.18 dello

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Statuto dei Lavoratori, limitando di molto i casi in cui prevista la reintegrazione del dipendente nel posto di lavoro, il tutto proprio allo scopo di rendere pi semplice, per le imprese, il licenziamento del lavoratore. Alla luce di questo, dunque, resta da vedere che ruolo avranno nel futuro gli accordi di prossimit e, soprattutto, se essi saranno davvero utilizzati per disciplinare la materia del licenziamento, ora che le imprese hanno per le mani uno strumento (appunto il nuovo art.18) il quale, almeno in teoria, dovrebbe rendere pi agevole lestromissione del lavoratore dallazienda.

Avv. Francesco Barletta www.licenziamento-dimissioni.com

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