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RITRATTO DI DUE ANTICHI ROMANI
Storia >>PROFILI DELL'UOMO ROMANO (2)<< di Domenico Augenti
<<<<Segue da "Profili dell'Uomo Romano (parte 1)"

Accantonato il tipo dell'uomo romano in assoluto, ho ricostruito uno stile romano attraverso il profilo-ritratto di due uomini romani, basandomi su informazioni rigorosamente tratte dalle fonti letterarie dell'epoca. I due personaggi sono stati volutamente indicati con il solo prenome per non evocare ricordi scolastici in un lavoro come questo di taglio giornalistico. Il primo romano è un combattente, un magistrato, un proprietario terriero. Vive tra il 234 ed 149 avanti Cristo. E' un vero depositario del costume e dei valori repubblicani in un periodo però in cui questi stanno lentamente cominciando a cedere sotto il peso delle ricchezze e della corruzione al seguito delle conquiste romane. L'altro è un poeta che vive nell'impero del I secolo. L'animo sembra dotato di minore virilità, ma di più raffinata introspezione sentimentale.

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MARCO
(Fonti: Plutarco, Seneca, Cicerone, Catone, Virgilio, Orazio) Marco ha i capelli rossi e gli occhi turchini. Vive in campagna. Ha un fisico robusto per essere stato educato da piccolo al lavoro manuale dei campi e ad un regime di sobrietà ed in gioventù alla vita militare. A 17 anni combatte già contro i Cartaginesi ed il suo petto è pieno di cicatrici. In battaglia ha uno strano comportamento: lancia forti grida ai nemici, convinto di atterrirli più urlando che mostrando la spada. E' ancora ragazzo quando a Taranto conosce un filosofo che gli parla di Platone. Resta colpito da frasi come "il piacere è la più grande esca del male" oppure "il corpo è la prima disgrazia dell'anima". Da quell'incontro è indotto a persistere nella sua pratica della semplicità e della parsimonia. Termina gli studi di avvocato. Ogni giorno dalla Sabina si reca a Roma all'alba a difendere nel Foro gente bisognosa del suo aiuto, rifiutando, sembra, ogni compenso. Poi torna al podere e lavora ai campi insieme agli schiavi, dividendo con loro lo stesso pane e vino. Marco è plebeo, nella sua famiglia non ci sono illustri avi. Proprietario del podere vicino è invece un patrizio, Valerio Flacco, che lo invita a pranzo e conversando con lui si accorge del suo valore e gli propone di intraprendere con lui la carriera politica. Insieme questi due uomini ascendono presto alle più alte cariche dello Stato.

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intendendo uomini che non hanno nessuna notorietà per la loro origine. non con sacrifici di agnelli e capretti.Critica il fatto che i suoi concittadini eleggano alle cariche politiche sempre le stesse persone. abita case modeste. Denuncia al Senato questi pubblici sperperi. Al riguardo dice che è molto difficile parlare al ventre che non ha orecchie.Gli chiedono: " cosa ne pensi del prestare denaro ad usura?" e lui pronto "e cosa ne pensi dell'omicidio?" e ricorda che le leggi dei padri al ladro impongono di restituire il doppio di quello che ha rubato.I Romani chiamano gli uomini come Marco "homines novi". In un'atmosfera sempre più consumista di tutto il .preferisce quelli che arrossiscono a quelli che impallidiscono. complimentandosi perchè . la lex Oppia che proibiva alle donne di portare monili d'oro. anche se sembrano ancora sottomesse agli uomini. mentre il pallore è segno di timore e vizio. · ECCESSI ALIMENTARI .Si chiede quanto poco distano dalla morte prematura quelli che invertono il giorno con la notte e già vivono al lume di torce e ceri. . · GIOVANI . ma che cominciano a farsi conoscere per i loro meriti personali.si complimenta con un giovane che sta uscendo da un lupanare. Pensa che ad affiancargli un questore così scrupoloso sia stata l'azione politica del partito avverso.. perchè ha preferito quel luogo all'insidia di mogli altrui.difende anche un'altra antica legge dei padri.stringe la mano ad un giovane che è riuscito a far condannare i nemici del suo defunto padre. · NOTTAMBULI . · POTERE DELLE DONNE .Invita i magistrati a punire sempre i malfattori. alto magistrato con potere su tutti. Diventa questore ed è inviato in Sicilia accanto a Scipione l'Africano. · POLITICI . Scipione è infastidito. all'usuraio il quadruplo di quello che ha prestato a usura. Non ha difficoltà a riconoscere che lui stesso. Si scandalizza della magnificenza di questi che elargisce somme di denaro ai soldati e ne corrompe in tal modo la modestia e la frugalità.Si schiera invano a favore della vecchia lex Orchia del 181 a. . viene comandato dalla sua donna.C. che per frenare l'intemperanza e gli sperperi limitava il numero degli invitati ai banchetti e di cui era stata chiesta l'abrogazione. mangia cibi freddi.a suo dire . Afferma che il rossore è indice di pudore. riferendo che Scipione. Vediamo come la pensa Marco su alcuni argomenti. Nonostante onori e cariche continua a mantenere un tenore di vita modesto: veste indumenti da pochi soldi. ma ammette che al suo tempo le donne hanno ormai raggiunto uno strapotere tale che comandano indirettamente su tutti. · USURA . sembrava uno che dovesse dare delle feste. Dice che chi deve punire e non punisce dovrebbe a sua volta essere severamente punito.è così che si onorano i morti. uomini nuovi. che verrà però abrogata. più che uno che avesse il comando dell'esercito. · MAGISTRATI . L'inchiesta dei tribuni accerta che Marco aveva esagerato nelle accuse.

Alcuni beni non più vietati. che non aveva ancora mai visto uccidere un uomo e gli aveva rinfacciato che per seguirlo si era perso un combattimento di gladiatori.In Sardegna fa spiccare il contrasto tra la sua semplicità ed il lusso dei predecessori. Aggira allora l'ostacolo e colpisce non quelli che più hanno.afferma attirandosi le critiche dello stesso biografo . Quando invecchiano li vende per non nutrire . scongiura il popolo di eleggere non il medico più pietoso. Si comporta con le cose pubbliche con gli stessi criteri di parsimonia adottati per le sue cose private. Tenta la scalata alla carica di censore. In campagna ha molte abitazioni. solo cavallari o bovari da poco prezzo.ben di Dio che arriva a Roma dalle conquiste dell'impero. Vengono espulsi dall'ordine equestre anche molti cavalieri. le leggi sul lusso erano state abrogate. Con lui è sempre il patrizio Valerio Flacco: i due si propongono di reprimere senza mezzi termini ogni tentativo di corruzione dei costumi. Ha molti schiavi. In Spagna vende il cavallo servito durante la campagna militare. Questi svolge una campagna elettorale del tutto originale. già da tempo volti alla mollezza ed al lusso. lui rincara la dose di severità. solo per compiacere ad un giovane amico. così accade quello che nessuno credeva. Quando gira per ispezionare le Province non viaggia mai in cocchio. che erano soliti farsi allestire a spese pubbliche tende. Comincia con l'espulsione di due membri del Senato: il primo perchè durante un banchetto privato ha osato far mozzare il capo ad un condannato a morte. Nonostante la sua strenua difesa. Adducono che si tratta di un uomo nuovo e che persone dalle origini oscure non possono accedere ad una così alta carica dello Stato. grida che c'è bisogno di una grande epurazione. La verità è che si teme molto la severità di Marco. ma neppure una è intonacata. . Minaccia dalla tribuna i personaggi corrotti. per evitare di far gravare sulla spesa pubblica il costo del trasporto in Italia. magistratura prestigiosa che conferisce il controllo sulla vita ed i costumi di chiunque. abiti e si mantenevano un gran codazzo di amici e banchetti dispendiosi.persone inutili. Il popolo è con lui. che vengono anche privati del contributo pubblico al mantenimento del cavallo. sostiene che quanto è superfluo non può mai essere comprato a buon mercato e che anche se costa un solo centesimo è già caro. ma che in molti temevano: Marco è censore. ma il più duro. In molti si oppongono alla sua candidatura. Sul fronte fiscale Marco si prende una rivincita. Eredita un tappeto babilonese. variopinto e finemente lavorato e lo vende subito. letti. Mentre infatti gli altri candidati presentano un programma moderato. ma mai di lusso o di bell'aspetto. L'altro senatore veniva espulso per avere pubblicamente dichiarato di avere fatto l'amore davanti alla figlia in pieno giorno e di comportarsi così ogni volta che Giove faceva udire un forte tuono. ma spesso a piedi seguito da un solo servo pubblico. ma quanti più fanno sfoggio del loro lusso.

Dichiara che possono ugualmente avere contegno tanto le donne ricche. e che aveva poi affrancato. A Marco non sfugge la feroce occhiataccia che suo figlio lancia alla schiava ed il fatto che le volga le spalle in segno di disprezzo. rape e cavoli. Evita maestri e medici in casa. Dovrà comparire in circa 50 processi che i suoi avversari gli intentano ogni volta che gliene offre qualche sia pur minimo motivo. Gli dice di aver trovato un marito per sua figlia. cittadino romano come lui. salvo la tarda età. ma Marco fa sul serio. Presta denaro ad imprese di navigazione impiegando come testa di legno un suo liberto. temendo sempre che si volgia prendere qualche rivincita nei confronti dei conquistatori Romani. ma non facoltosa. Vecchiaia e mutate condizioni finanziarie modificano il suo carattere. gente di cui diffida. che diventerà pretore ed avrà un figlio console. Impone anche ribassi sui prezzi degli appalti di lavori pubblici. Resta vedovo di Licinia e vive in una piccola casa insieme al figlio ed alla nuora. teme la loro concordia. La gens di Marco entrerà così a buon diritto nel patriziato romano. gioielli femminili. ma da vedova diminuire il proprio capitale" e che "è da elogiare chi morendo lascia un patrimonio familiare. quanto quelle di buona famiglia. Va dicendo che "non è da uomo. Non vuole che si parli male degli assenti. veicoli. Ora batte spesso con la frusta gli schiavi trascurati in cucina e nel servizio a tavola. Non dice mai parolacce davanti al figlio. Fa in modo che gli schiavi abbiano tra loro motivi di litigio o contrasto.come ricche vesti. Prima non aveva mai nulla da dire sul cibo. A tavola va pazzo per verza. Aveva sposato Licinia. Quest'ultima ha l'impressione che il suocero abbia rapporti con una giovane schiava. Svela che si tratta di lui stesso. Marco si libera da ogni impegno pubblico o privato. una donna onorata. ostentando sfacciataggine e sfrontatezza. nè si fa mai il bagno con lui. Per questi in particolare. Ora dà più spesso banchetti. Quello resta di stucco. considerati il rimedio di ogni male. nei quali ama conversare e narrare episodi della sua vita. vengono stimati ben 10 volte il loro effettivo prezzo e tassati quindi per il decuplo del loro vero valore. Tutto questo gli attira molto odio. Va subito a trovare uno schiavo. che teneva come scrivano quando era magistrato. ma queste ultime hanno più vergogna delle malefatte di quelle ricche e sono perciò più obbedienti.ecc. Il figlio lo affronta per chiedergli se si è ritenuto offeso in qualche cosa per dargli una matrigna. Marco morirà quasi novantenne di vecchiaia nel suo letto dopo . tanto meno greci. maggiore di quello che ha ereditato". Licinia gli dà un figlio che Marco fa allattare dalla madre insieme ai figli degli schiavi di famiglia per renderli così benevoli verso il loro fratello di latte. Dalle seconde nozze con Salonia nasce Saloniano. virtuose e oneste delle altre. arredi da tavola. Da tutti esce comunque assolto. Risponde che non deve dolersi di nulla e che si risposa per avere un altro figlio. Un giorno la schiava passa davanti alla camera degli sposi per andare a trovare Marco. che non ha altri difetti. Quando deve andare a casa a presenziare al bagno ed alla fasciatura del piccolo Liciniano. Ma Marco non è tipo da dare soddisfazioni.

partita per Lanuvium. E' incapace di dare a Sesto un autentico amore. Si invaghisce alla follia di Cinzia e siccome rende pubblica nei suoi scritti la storia di questo suo amore tormentato diventa la favola di tutta Roma. capricciosa. un quartiere di ricchi. Sesto si prepara a trascorrerla senza l'amata. giardino elegante ha fatto sistemare un letto a tre piazze per la cena. Prevede un festino sfrenato con probabile rottura dei calici. una grande carrozza coperta. Abitano là anche Virgilio ed Orazio. SESTO (Fonte: Properzio . che nei suoi versi ritrovano entusiasticamente i loro sentimenti e desideri.Libro IV) Sesto nasce ad Assisi cinquanta anni prima di Cristo.suo figlio Liciniano. I genitori sono ricchi possidenti che si vedono espropriare gran parte delle proprie terre dalle assegnazioni che Antonio ed Ottaviano fanno ai loro veterani. Scrive poesie romantiche molto gradite da iuvenes e puellae innamorate. sul Campidoglio Teia. Ligdàmo ha anche ingaggiato una flautista egiziana ed un nano gobbo che deve ballare al ritmo di una suonatrice di nacchere. La sua fantasia la vede incontrarsi con un suo ricco rivale in amore. Per un po' di tempo dalla sua penna uscirà solo poesia celebrativa delle glorie di Augusto. Sesto prende posto al centro del triclinio. ma nello stesso tempo ne è furiosamente gelosa. gli horti novi. La immagina adagiata con lo spasimante all'interno di un carpentum . Decide di essere anche lui infedele. Si dedica all'eloquenza. La madre va a Roma e si stabilisce sull'Esquilino. Le conduce entrambe a casa sua. interamente foderata di seta e tirata da cavalli lanciati a folle corsa sull'Appia. . Esce per le buie strade di Roma e sull'Aventino presso il tempio di Diana incontra Fillide. Là abita Mecenate che ha abbellito tutta la zona con splendidi giardini. E' spesso anche infedele. riluttante. La madre lo avvia a studi giuridici. gioie e pene d'amore. ma si accorge di essere portato per altre cose.Elegie . Gli muore il padre quando è ancora ragazzo. Cinzia ha detto a Sesto che deve partecipare ad una cerimonia religiosa in onore della dea Giunone. un paesino a circa 30 Km a sud di Roma. ma Sesto è diffidente. Lo schiavo Ligdàmo fa da coppiere e serve il vino in bicchieri di scarso pregio. Il successo di un suo libro interessa Mecenate che lo invita a far parte del suo circolo letterario. A questo punto smette di assumere atteggiamenti anticonformisti. dovuti ai ricordi delle ingiustizie patrimoniali subìte dalla sua famiglia. Nel peristilium. ma si aspetta da lui una fedeltà incondizionata. Con un gruppo di amici costituisce un circolo di poeti. Fiancheggiato dalle due donne. Ma in compenso con un protettore così potente la carriera è assicurata. A Roma è una calda notte di estate. Gli sembra di vedere la stessa Cinzia tenere ebbra le redini del carro. Cinzia è una donna volubile.

presto ti avrò io sola. nudabant pectora caeco (cantavano per un sordo. . sostituito. si affievoliscono e si spengono. riempite da poco di olio. a Sesto esce sempre il punto più basso.Ma si manifestano negativi presagi. mentre l'altra fugge terrorizzata chiedendo aiuto. Questa volta Cinzia rimprovera sordamente a Sesto di dormirsela tranquillamente. Questo viene concesso a determinate condizioni. incantevole nel suo furore. Dopo la capitolazione di Sesto. mecum eris (ora ti tengano pure le altre donne. Sesto le cade ai piedi e le chiede perdono. Le due donne fanno di tutto per rallegrare il padrone di casa. ma Sesto non è proprio in vena. Gli giura sugli inferi che gli è sempre stata fedele. La soglia del portone di ingresso è lavata con acqua pulita. Infine si rompe misteriosamente la tavola sistemata davanti al triclinio su cui sono poste le varie portate di cibo. Solo ora il poeta è purificato e può festeggiare con Cinzia la fine delle ostilità sdraiato sul triclinio. Di colpo tutte le lucerne. Cinzia si avventa ad unghiate su Fillide. Per la strada guai se camminerà accanto alle lettighe per parlare con le matrone che le occupano. Come quella sera il poeta la vedrà arrivare in sogno con la veste ancora bruciacchiata sul fianco dal rogo funebre che ha intaccato anche il berillo del suo anello e con l'orlo delle labbra corroso dall'acqua del fiume infernale. Gli manda un severo monito "Nunc te possideant aliae: mox sola tenebo. che hanno illuminato l'orgia notturna. Cinzia prorompe in una risata di trionfo ed inizia una sorta di rito magico di purificazione: Ogni posto toccato dalle due donne viene come disinfettato con vapori di zolfo. sarai con me). complice del festino. Cinzia morirà prima di Sesto. dimentico di lei e dei suoi incontri furtivi nel popolare quartiere della Suburra. Non dovrà più frequentare luoghi dove si incontrano donne sole. ma non lo abbandonerà ancora. Improvvisamente si sentono cigolare i cardini della porta di ingresso sulla strada. si scoprivano il seno per un cieco) i pensieri di Sesto vagavano intorno alle porte di Lanuvio. A teatro non dovrà mai più voltarsi a guardare verso la galleria dove sono i posti per le donne. Lo colpisce soprattutto agli occhi. Per il terrore Sesto lascia cadere il bicchiere e diventa pallido fin sulle labbra. Poi si getta su Sesto. Scaccia le due rivali nella strada buia con gran frastuono. l'olio delle lucerne. Sesto cede senza alcun ritegno su tutta la linea. sottraendosi all'abbraccio commosso di Sesto. Si ode un tumulto ed ecco comparire Cinzia con le chiome scomposte e gli occhi lampeggianti. Poi durante il gioco dei dadi. Ma già si fa luce e fatali leggi impongono a Cinzia di tornare agli stagni del fiume Lete. anche se erano state riempite da poco. Anche la testa di Sesto viene posta per tre volte sotto vapori di zolfo. Cantabant surdo. tra una portata e l'altra. le cui coperte sono state naturalmente cambiate. La sua ombra presto svanisce. gli graffia e gli morde il volto ed il collo. Infine deve vendere al più presto in catene quel ruffiano dello schiavo Ligdàmo. rei di essersi deliziati delle due donne.

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