LETTERA ALLE FAMIGLIE

D E L L’ U N I T A’ PASTORALE DI

CAPEZZANO P.re - MONTEGGIORI - S. LUCIA
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N° 615

28 LUGLIO 2013

XVII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - LITURGIA DELLE ORE I SETTIMANA

SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE
“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto...” Cercare, trovare, bussare, pregare... La preghiera, un tema caro a tutti gli uomini e le donne di ogni tempo, di ogni cultura, di ogni religione. E' una caratteristica dell'uomo, la preghiera. Solo l'uomo è un essere che prega. Noi dobbiamo pregare guardando Gesù che prega, partendo dalla sua preghiera... «Signore, insegnaci a pregare...» e Gesù acconsente, insegna ancora... «voi, quando pregate dite così: Padre nostro...». Questa di oggi è una delle pagine più belle del Vangelo, è una delle pagine più belle ma anche delle più importanti, così importanti che tutti i cristiani la imparano a memoria. Il "Padre nostro" riassume tutto ciò che noi siamo, tutto ciò per cui viviamo, tutto ciò di cui abbiamo bisogno, tutto ciò che ci qualifica come veri figli di Dio, veri discepoli di Cristo. Inizia con la parola "Padre". A lui rivolgiamo tutte le nostre preghiere, le nostre suppliche, perché la radice di ogni preghiera è il riconoscere, è il confessare la nostra figliolanza, il nostro essere figli suoi. Tutti figli chiedono al Padre il pane quotidiano. Lo chiediamo anche noi, perché non ci manchi non solo il pane che nutre il nostro corpo ma anche il pane che sazia la nostra anima... Chiediamo poi il perdono dei peccati, la forza nelle tentazioni... Tutto questo ci aiuta a fermarci sulla nostra preghiera. A chiederci: qual è allora la mia preghiera, com'è la mia preghiera, come prego, cosa dico, che cosa chiedo, per che cosa ringrazio il Signore... Non smettiamo mai di chiedere al Signore, con le parole degli Apostoli: «Signore, insegnaci a pregare...» e lui, nella sua benevolenza, senz'altro esaudirà la nostra voce, come ha ascoltato la loro.

L’UOMO CHE PREGAVA IN SILENZIO
Una volta un sacerdote passando in chiesa, verso mezzogiorno, vide entrare un uomo che si avvicinava; l'uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a disfarsi. L'uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e uscì. Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia... si inginocchiava brevemente e quindi usciva. Il sacerdote, iniziò a sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l'uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese: "Che fai qui?". L'uomo gli rispose che lavorava nella zona e aveva mezz'ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per pregare, "Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po' lontana, quindi mi inginocchio e dico: "Signore, sono venuto nuovamente per dirti quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati... non so pregare molto bene, però ti penso tutti i giorni... Beh Gesù... qui c'è Jim a rapporto". Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva. Il sacerdote si inginocchiò davanti all'altare e nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim: "Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai liberato dai miei peccati... non so molto bene come pregare, però penso a te tutti i giorni... beh, Gesù... eccomi a rapporto!". Un dato giorno il sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto. I giorni passavano e Jim non tornava a pregare. Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò alla fabbrica a chiedere di lui; lì gli dissero che Jim era malato e che i medici erano molto preoccupati per il suo stato di salute, ma che tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela. Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la sua allegria era contagiosa. La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite. Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l'infermiera e questa gli disse, mentre Jim ascoltava: "Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha nessuno". Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo: "L'infermiera si sbaglia, lei non può sapere che tutti i giorni, da quando sono arrivato qui, a mezzogiorno, un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inchina su di me e mi dice: «Sono venuto solo per dirti, Jim, quanto sono stato felice da quando ho trovato la tua amicizia e ti ho liberato dai tuoi peccati. Mi è sempre piaciuto ascoltare le tue preghiera, ti penso ogni giorno... beh, Jim... qui c'è Gesù a rapporto!»".

Tacere davanti a te, offrirti il mio silenzio in omaggio d'amore. Tacere davanti a te per poter dire l'inesprimibile al di là delle parole. Tacere per liberare il fondo del mio spirito, l'essenza della mia anima. Tacere per lasciar battere il cuore più forte nella tua intimità, e per prendere il tempo di guardarti meglio, più libero e più sereno. Tacere per sognare di te, della tua presenza, della tua grande bontà, e per scoprirti nella tua realtà più bello del mio sogno. Tacere per lasciare che lo Spirito d'amore gridi in me "Abba" Padre, e dirti "Signore" con la sua voce divina dagli accenti ineffabili. Tacere, lasciarti rivolgermi la tua parola in tutta libertà, sforzarmi di ascoltare il tuo linguaggio segreto e di meditarlo. Tacere e cercarti non più con le parole ma con tutto il mio essere, e trovarti veramente quale tu sei, Gesù, nella tua divinità.
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Un monaco egiziano disse a un anacoreta siriano, tutto eccitato, che voleva andare in città a vedere un santo che operava miracoli e che, con la sua preghiera, risuscitava i morti. L'altro monaco, sorridendo disse: "Che strane abitudini avete da queste parti: chiamate santo chi piega Dio a fare la propria volontà. Da noi invece, chiamiamo santo chi piega la propria volontà a quella di Dio".

I

BAMBINI

BIELORUSSI

Dal primo di Agosto, saranno tra noi, ospitati presso i locali dell’oratorio, i bambini bielorussi con i loro accompagnatori. La loro presenza ci onora e la nostra ospitalità sarà grande come sempre. Soprattutto in questo momento, per molti, di crisi e con la Parrocchia ancora impegnata a saldare i suoi debiti, per i lavori fatti, la carità non può e non deve venir meno ricordando quanto dicevano i nostri vecchi: “Quanto che esce dalla porta rientra dalla finestra”. Gesù, poi, garantisce il centuplo e, ne siamo certi, non si lascia mai vincere in generosità. Ricordando che: Con circa 400,00 euro si paga il viaggio a un bambino. Con 70,00 un paio di scarpe, vestitini e uno zainetto. Pensaci! Qualsiasi offerta è sempre gradita.
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DAL 09 AL 12 SETTEMBRE 2013 GITA PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO ELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA A PARIGI
VISITEREMO La CAPPELLA DELLA MADONNA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA e i principali monumenti di Parigi: la famosa cattedrale NotreDame, la Sainte-Chapelle, Les Invalides, Le Centre Beaubourg, les Champs Elysées con l’Arco di Trionfo, la Place de l’Etoile e la Place de la Concorde, la Torre Eiffel... PARTENZA, DA PAIAZZA DEGLI ALPINI, ALLE ORE 05,00 QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: EURO 490,00 SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA: EURO 170,00 ACCONTO ALLA PRENOTAZIONE: EURO 150,00

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