"Giunge nella vita un periodo in cui essa rallenta singolarmente il corso, come se esitasse a procedere o volesse mutare direzione." Robert Musil, Grigia.

L'IMPOSTAZIONE DEL DOCUMENTO Il documento è organizzato in questo modo: una sezione introduttiva, tre ambiti tematici, un apparato di allegati. • La sezione introduttiva presenta e discute i motivi per i quali il Comune di Trento, pur senza esservi obbligato da alcuna legge o disposizione, ha sentito l’esigenza di dotarsi di un piano di indirizzo in materia di politiche culturali. Sono presentate le ragioni generali e le ragioni specifiche di questa scelta e sono illustrate le caratteristiche dello strumento adottato: uno strumento che, per scelta politica e metodologica, appartiene alle forme di pianificazione cosiddetta negoziale. Per questo si dedica una ricognizione puntuale al modo in cui il documento è stato costruito. Sono poi presentati i risultati delle tre indagini sui consumi culturali in città e provincia (in realtà si tratta di un unico disegno di ricerca) promosse dall’Amministrazione comunale con un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto. Il paragrafo successivo mette in luce i temi-chiave del documento: temi trasversali (le centralità della conoscenza, la cultura dei valori, i criteri di orientamento di una nuova stagione della cultura in città), che costituiscono l’ispirazione dell’intero documento e trovano poi coerente e concreta traduzione nelle successive sezioni tematiche. A conclusione della sezione introduttiva, un’articolata riflessione è dedicata all’esigenza di introdurre nel governo delle dinamiche culturali della città le logiche e gli strumenti della valutazione; si propone di attivare una funzione di Osservatorio culturale. Il primo ambito tematico (enti, istituzioni, reti, tematiche trasversali) si occupa dei soggetti pubblici di produzione e promozione culturale, delle logiche di rete e di alcuni concetticardine che, pure rinviando ad approfondimenti ed a programmi settoriali, assumono un rilievo particolare nell'ispirazione che informa l'intero documento. I soggetti pubblici sono considerati dal punto di vista della loro relazione di reciprocità con la città, mentre in riferimento alle logiche di rete si teorizza e si propone in concreto il passaggio alla dimensione del sistema, che viene applicata ai sottoistemi dei contenitori culturali, delle biblioteche, dei musei, della musica e alle relazioni con le municipalità del Trentino, ma anche con altri livelli di interlocuzione. Il secondo ambito tematico (associazionismo e attività culturali nel territorio) propone due cose: una di metodo e una di merito. Il tema di fondo rimane, in ogni caso, quello della ridefinizione e della riqualificazione del rapporto con il libero associazionismo, particolarmente in chiave circoscrizionale. Dal punto di vista del metodo, viene ripercorso l’itinerario di consultazione e di confronto realizzato in vista di un nuovo “patto civile” fra i diversi livelli amministrativi e i mondi vitali del libero associazionismo e del volontariato; il quadro che è derivato da questa elaborazione viene riformulato in termini di linee progettuali e di azioni concrete. Il terzo ambito tematico (cultura diffusa, cultura della partecipazione) si propone di ricondurre ad unità la macrocultura e la microprogettualità. Questo ambito rappresenta la precisa volontà di dilatare il concetto di cultura dall’accezione di offerta-fruizione a quella di presenza diffusa e partecipata, quindi di investimento qualitativo che può migliorare la qualità della vita e i modi di convivenza dei cittadini, diventando moltiplicatore di ben-essere e di crescita culturale. L’ambito è suddiviso in due aree: organizzazione urbana e qualità della vita; identità/diversità/multiculturalità. Ciascuna di queste aree rinvia a specifici approfondimenti.

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Infine, l’apparato di allegati al quale il documento rimanda. Il ricorso ad un sistema di allegati è sembrato necessario per non appesantire la lettura e la comprensione del testo, ma anche, d’altro lato, per consentire eventuali approfondimenti e per rendere trasparente e agevole l’accesso alle fonti informative e ad altri livelli e strumenti della pianificazione comunale.

UNA PREMESSA

Ripensare le politiche, aggiornare gli strumenti Il Comune di Trento consegna le proprie scelte forti di politica culturale ad un documento di indirizzi che risponde a due motivi principali, uno generale e uno specifico. Il motivo generale va messo in relazione alla scelta di campo di iniziare una nuova fase, una fase - per così dire - evoluta della pianificazione comunale. Una fase che esprime un modo nuovo e diverso di produrre decisioni a lungo termine. Diciamo nuovo e diverso per almeno due ragioni. • La prima ragione è quella che prende atto della conclusione delle forme di pianificazione prescrittiva o comunque unilaterale, e, in positivo, registra l'inizio di forme partecipative di costruzione del consenso nelle politiche pubbliche. • La seconda ragione riconosce i limiti degli strumenti tradizionali di programmazione e pianificazione. Il riferimento intuitivamente più semplice è quello al PRG. Ma, in genere, tutti gli strumenti classici di programmazione ci mettono a disposizione certezze giuridiche e ipotetiche, e diventano nella realtà strumenti burocratici: non sono capaci di cogliere la complessità e di interpretare il cambiamento. Sono, in breve, inefficaci. Nasce da queste convinzioni, concretamente, la decisione politica e metodologica del Comune di Trento di avviare simultaneamente la variante generale al PRG, il piano sociale, il piano strategico, la nuova pianificazione culturale. Fra questi piani e programmi, e fra le rispettive discipline, non c’è più una gerarchia. I differenti piani sono, così, altrettanti pilastri di un unico disegno programmatorio. Nascono così strumenti nuovi, ma soprattutto innovativi (cioè portatori di cambiamento, di discontinuità). • Nasce un’ipotesi di PRG che “dà le dimissioni” dall’illusione delle certezze giuridiche (spesso fonte solo di rigidità), che prende le distanze da un’idea incrementale dell’uso dei suoli, e rivendica con convinzione l’esigenza di arrivare a prefigurazioni progettuali delle trasformazioni del territorio; che mette in relazione lo “statuto” del territorio con un’idea di sviluppo durevole e sostenibile; che promuove la partecipazione; che si concentra su un criterio stringente di riuso, riutilizzo, recupero dei suoli. • Nasce un progetto di piano strategico che, per la prima volta, si propone di generare una visione dello sviluppo di Trento e di confrontarla (e negoziarla) con altre visioni; una visione che proietta il proprio sguardo oltre un orizzonte decennale, oltre alle relazioni di prossimità territoriale, oltre le strette competenze amministrative del Comune. • Nasce un Piano sociale che si confronta per la prima volta compiutamente con i bisogni, con le loro trasformazioni, con l’illusione di poterli ridurre a categorie amministrative standardizzate, con l’esigenza di introdurre momenti valutativi, con la consapevolezza di dover inventare un disegno di politiche sociali che coinvolga trasversalmente tutti gli organi e le competenze del Comune. E’ abbastanza facile vedere, in questi pochi cenni, le premesse di quella che è stata definita una politica riflessiva, cioè una politica che non si limita a descrivere scenari, a fissare obiettivi, a

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Fu. Questo strumento di indirizzo .ci riferiamo all'impianto normativo. in breve. con le leggi istitutive del MART e del Centro S. infatti. il riconoscimento (anche questo fortemente anticipatorio) delle autonomie municipali. che riflette un obiettivo di trasparenza nei criteri di assegnazione delle risorse pubbliche. va ricordata l’innovativa legge 31 del 1983 in materia di attività culturali: una legge con una ratio generalista. Ci basta riassumerne i concetticardine.sia il solo presupposto sul quale davvero non è possibile costruire niente: tantomeno un dialogo o un'intesa.e.destinare risorse. E. anche all'esigenza di mettere in discussione una concezione di politica culturale che. per andare oltre alla "ordinaria manutenzione" delle politiche per la cultura e per aggiornarne . capace di scegliere. una fase espansiva della spesa pubblica • Poi.per venire al motivo specifico . dunque. assicurando certezza e continuità di supporto. esigente. dalle municipalità ma.risponde. Proprio per questo vogliamo mettere in luce i motivi per i quali è opportuno . prima di tutto . quanto piuttosto mettere in evidenza la necessità che le eventuali nuove leggi. siano sostenute da un supplemento di pensiero. • Prima di tutto. prima ancora della legge 12 del 1987 (che fu una legge-quadro di impostazione procedurale. Crediamo necessario dirlo esplicitamente per evitare ogni equivoco. Non è questa la sede per tentare un giudizio complessivo di quella fase. quindi. soprattutto. vecchia di vent’anni. non ha praticamente avuto occasioni di ripensamento e.rivisitare e aggiornare quel modello. Oggi è finita. 3 . Una domanda che. il modello va aggiornato per una 'materiale' questione di risorse. con l'adozione della legge provinciale in materia di biblioteche (anzi: di sistema bibliotecario). "Mettere in discussione" non significa dare a priori un giudizio negativo sulla situazione esistente e nemmeno affermare una necessità pregiudiziale di cambiamento.assieme al pregiudizio . inoltre. una legge fondata su un principio di sussidiarietà ante litteram. nel settore culturale. in positivo. E' cambiata l'offerta: nel senso che da una proposta non numerosissima. con un obiettivo di razionalizzazione). che è sempre più preparato. se si riusciranno ad intercettare fasce o categorie ancora distanti da consumi culturali che non siano soltanto occasionali.in un quadro di opportunità e di vincoli definitivamente mutato . e la fine degli anni '80. nella consapevolezza che il malinteso . Non si vuole qui nemmeno entrare nel merito di possibili revisioni normative. la valorizzazione delle libere forme associative. secondo noi. L'impostazione . In mezzo. riflette un'impostazione teorica e normativa venuta a maturazione e completata nel corso degli anni Ottanta. Chiara. L'evoluzione più recente ci porta all’adozione dei regolamenti per la disciplina dei contributi (prima metà degli anni '90). E' cambiata la domanda: cioè è cambiato il pubblico. l'occasione.riconoscendo le sollecitazioni provenienti dal basso. Una precisazione. Mettere le cose in prospettiva: i precedenti normativi E’ questa la prima domanda alla quale dobbiamo cercare di rispondere in modo convincente. una politica che non rinuncia a rispondere ad una domanda di ispirazione e di senso. va formulata apertamente.il disegno. senza alcun dubbio. Un pubblico che forse può essere ampliato. o le modifiche di legge. che furono: il governo dei principali snodi culturali "per agenzie" (cioè attraverso enti funzionali e non più attraverso la gestione diretta).è quella di sempre. nella quale certamente erano riconoscibili un pensiero e un disegno. formato. nel corso degli anni Novanta. dal libero associazionismo . il modello va aggiornato perché è cambiato il rapporto fra la domanda e l'offerta di cultura. necessario .per la prima volta legittimava il ruolo sociale e "pubblico" del volontariato. ci sembra necessaria. Questa è. come abbiamo detto: quella che risale al decennio compreso fra la fine degli anni '70. a questo proposito. che introduceva un principio di fortissima innovazione soprattutto perché .

il servizio puntuale) e sempre più consapevolmente orientata alla reciprocità. come abbiamo detto. ma anche dalla gestione di procedimenti al governo dei processi. e proprio per questo sente l'esigenza di interrogarsi sul /e di aggiornare il/ proprio ruolo sociale. si risolve nella relazione fra organi dell'Amministrazione. alla quale questo strumento appartiene a pieno titolo.• • • generalista. cioè di suddividere e di destinare. l'autorizzazione. Il modello va aggiornato. da un criterio (inerziale o. per la musica. è preoccupata soprattutto di allocare. Qualche esempio? Basti qualche accenno.quello di uno sguardo che abbracci il futuro lontano e non solo una prospettiva cronologicamente circoscritta. E formula al pubblico una domanda nuova: di spazi. La programmazione prevista dalla legge è quella del sistema di bilancio. le risorse comunque disponibili. rinunciare ad un controllo solo fiscale e sanzionatorio sulla documentazione contabile prodotta dalle associazioni per avere il saldo di un contributo (“guadare le fatture”) e iniziare a introdurre la cultura e la prassi della valutazione. . di un confronto non più appiattito sulla logica burocratica del chiedere/ottenere un contributo: la domanda. non tanto relazioni dirette. sconta qualche problema di integrazione e potrebbe toccare ulteriori punte di eccellenza. però.quello del territorio. Il modello va aggiornato anche perché cambiano i linguaggi e i codici espressivi. passando. La pianificazione "di nuova generazione".quello dell'approccio critico invece che compilativo. fra la città e l'Università: sempre meno appiattita sulle prestazioni corrispettive (il contributo. di responsabilità e di ricchezza civile e. ma non per ultimo. di una relazione nuova. in breve. Basti qui accennare alle politiche per i musei. delle soluzioni e delle responsabilità fra i titolari di interessi ed i portatori di competenze. operativamente.quello della partecipazione. che ha un valore autorizzatorio. che. ha una prospettiva temporale di medio periodo (il triennio). per le biblioteche. di libertà. perché è "esploso" il quadro delle relazioni fra soggetti produttori o promotori di cultura: il compito di chi governa questo sistema è quello di regolare. che ha reso necessaria una "cassetta degli attrezzi" diversa rispetto all'apparato di strumenti tipico della programmazione pubblica. non si sovrappone e non si sostituisce alla programmazione che caratterizza il sistema di bilancio. Ma assume un punto di vista più ampio: . cioè della definizione condivisa dei problemi. peggio.passare dalla gestione dei procedimenti al governo dei processi significa. Ma anche alla relazione fra la città e le Scuole. disciplinata dalla legge. assumendo una logica di sistema. nuovi palinsesti. ancora. ma reti di relazioni. ma nello stesso tempo non rimanga chiuso nel "vestito stretto" del perimetro amministrativo del comune. e vuol dire istituire una funzione di Osservatorio culturale. da una parte. perché questi aspetti verranno approfonditi più avanti: . 4 . nuove modalità di proposta e di fruizione. che. autoreferenziale) di manutenzione e di riproduzione dell'esistente ad un criterio di rivisitazione che ammetta anche possibili discontinuità. in ultima analisi. ad esempio. non più di regolamentare. Ne parleremo più diffusamente più avanti nel documento. va aggiornato perché si è venuta modificando in profondità la relazione pubblico/privato: un privato che è espressione di vitalità spontanea. . qualitativamente più che valida e differenziata. questo vuol dire cambiare l’attuale regolamento (e farne uno solo più semplice). A questo cambiamento è necessario far corrispondere nuovi contenuti. consideri e valorizzi le differenze e le specificità degli ambiti cittadini. Mettere le cose in prospettiva: lo strumento di indirizzo Ne deriva un approccio evoluto. . di servizi anche immateriali. Infine. con alti e bassi qualitativi si è consolidata un'offerta molto densa.

vuol dire pensare. ad esempio. Ma la dimensione partecipativa è quella che ha portato anche. se si fosse rimasti nel cerchio chiuso delle sole competenze amministrative del Comune. La prima difficoltà è dovuta all'esigenza di intervenire in una situazione complessa. alla stesura condivisa della Charta Musicae o alla costruzione della rete museale con un protocollo formale: un risultato impossibile. Così. E' però giusto rilevare. poi. alcuna gerarchia fra i diversi strumenti di pianificazione settoriale. e non ci può essere. in un certo senso. semplicemente. forti analogie nei contenuti. Per questo non c'è. Oltre a questo. Potremmo forse dire che il documento è. di interpretarla. di rendere espliciti i rimandi e le corrispondenze che li connettono l’uno all’altro. dei quali vengono proposte differenti sottolineature. ma un impianto "discorsivo". oltre che nella sede istituzionale “naturale”. davvero marginali in questo settore. Si tratta di una complessità che non può essere negata o ridotta attraverso riduttive semplificazioni. potremmo dire “a suffragio universale” anche da parte degli attori che hanno preso parte alla sua redazione. ci sono invece. viene votato. è giusto mettere in luce le difficoltà proprie di ogni nuova situazione di apprendimento: il documento di indirizzo non ha un impianto "amministrativo". Un documento che. di capirla. in termini di economia della cultura. una forma di apprendimento. in molti casi. alle possibili ricadute economiche del fenomeno culturale. il riferimento alla partecipazione è tautologico: è il senso stesso di questo documento e della metodologia con la quale è stato costruito. oltre alle ragioni e al valore in sé. ma presuppone la capacità di intervenire in modo differente in situazioni differenti. che si propone di adattarsi ad una situazione estremamente articolata. nel testo si è cercato prima di tutto di verificare la coerenza fra i vari strumenti e. per definizione. di accompagnarla verso una direzione condivisa.- assumere il punto di vista del territorio vuol dire riflettere sulla distribuzione degli eventi. 5 . anche i limiti di questo modo di procedere e le difficoltà che abbiamo incontrato.

così come molte indicazioni. il percorso di costruzione dello strumento di pianificazione si è sviluppato tenendo ben presenti. riuniti in cinque raggruppamenti per appartenenza territoriale. improntate alla massima interattività fra Amministrazione. che assume una posizione centrale. quello di Politiche per i giovani. confronto. ricerca. infatti. ma diventa un tassello che restituisce storia e senso all’intera operazione. le relazioni con altre municipalità. i rapporti fra generazioni. con la precisa volontà politica dell’Amministrazione di sperimentare una nuova metodologia di approccio proprio nell’ambito di quella che è sua prerogativa per eccellenza. che hanno coinvolto l’Amministrazione. che aiuta a tracciare le linee direttrici della politica culturale dei prossimi anni. strategie e rilanci operativi. quello Urbanistico. idea che attraversa come punto di partenza.ISTRUZIONI PER L’USO DALL’IDEA ALLA REALIZZAZIONE DELLO STRUMENTO ascolto. pianificazione Ripercorrere le tappe che hanno accompagnato il farsi dello strumento di pianificazione. che ha permesso di avvicinare tutti i soggetti culturali. fino alla realizzazione di una scelta di campo consapevolmente fondata . dare e avere informazioni di massima che facilitassero gli 6 . quello Strategico. i Presidenti delle Circoscrizioni. la dimensione sociale. entro sufficienti margini di sicurezza.dalla riflessione sulla inderogabilità della rivisitazione di un apparato culturale e di una pratica organizzativa consolidati nel tempo e quasi inerziali. A questi primi due aspetti – partire dai soggetti culturali. erano invitati rappresentanti di Istituzioni Culturali. La risposta al problema è stata così legittimata attraverso una vasta ed articolata fase di ascolto attivo. e diventa decisiva perché entra a pieno titolo non solo nell’universo culturale classicamente inteso. delle Commissioni Cultura e il mondo associativo dei quartieri cittadini. a diverso titolo coinvolti. che ha reso disponibile un variegato e corposo complesso di informazioni circa lo “stato dell’arte” del rapporto fra offerta culturale e cittadini. seppure puntuale. istituzionali e non.non si riduce ad una semplice. co–costruzione di valori e obiettivo finale l’intera operazione. e spesso rilevandoli e potenziandoli con elementi di interconnessione. Le modalità adottate e la struttura stessa del documento. Di conseguenza. i temi di intersezione con gli altri Piani: quello Sociale. nell’arco di un anno e mezzo sono state organizzate due serie di incontri nelle Circoscrizioni. cui di volta in volta. e cioè la programmazione culturale a medio e lungo termine. con lo scopo di predisporre i lavori. pervasiva dell’organizzazione urbana nel suo complesso. Il percorso coincide. servirsi di una ricognizione della realtà scientificamente fondata – si aggiunge come conseguenza una sorta di ridefinizione del ruolo e del senso stesso della cultura. a più direzioni. che promuove consapevolezza e senso di appartenenza. fino ad assumere la valenza tanto più coinvolgente e innovativa di fare società insieme. Dentro e attraverso questa idea. sono stati preceduti da riunioni ristrette (Amministrazione e Presidenti circoscrizionali e delle Commissioni Cultura). mondo associativo Concretamente. pensati per favorire e facilitare l’accesso alla cultura più ampio possibile. descrizione. Gli incontri plenari. soggetti promotori di cultura e collettività cittadina. che ne hanno scandito il percorso . secondo le necessità e gli obiettivi concordati. richiamano la parola–chiave partecipazione. e si è fondata sulla Ricerca sui consumi culturali e teatrali a Trento e in Trentino. la cultura diventa permanente e lo stesso concetto di educazione permanente si dilata. ma anche e soprattutto in questioni vitali quali la qualità della vita. l’integrazione e il rispetto delle differenze. le opzioni di fondo circa i futuri assetti della città. Circoscrizioni.

ha permesso una conoscenza insieme globale ed analitica della situazione. nuova dignità e impulso. urbanistico. espresse dalla comunità cittadina. e sostenere una progettualità nuova. proposte e risultati che progressivamente si andavano chiarendo. il progetto Ritorno al fiume. commissionata dalla stessa Amministrazione. La cultura come interpretazione e promozione complessiva della città L’Amministrazione che si confronta con Enti e Istituzioni Culturali. e assieme ad essi trova modalità efficaci di coordinamento dentro reti e sistemi variamente percorribili per esaltare specificità e complementarietà e moltiplicare gli effetti positivi. la cultura che interagisce con tutti gli aspetti della vita di una città. la sua strutturazione. riguardanti la cultura e il rapporto fra cultura e città. valutare e rilanciare idee. molti dei quali aperti ad ulteriori ampliamenti ed articolazioni (uno per tutti. le aspettative. ma soprattutto ha fornito gli strumenti indispensabili per elaborare un piano di indirizzi organicamente inteso e fondato sulla relazione fra i dati e la loro interpretazione. " ASSOCIAZIONISMO E CULTURA NEL TERRITORIO". della circolarità di idee e iniziative. abbia ribadito l’importanza per la comunità dell’apporto dei tanti soggetti del volontariato culturale ed abbia avviato e portato a compimento una profonda ricollocazione della cultura amatoriale. a più dimensioni. abbracciando le strade del coordinamento. rende puntualmente conto del percorso fatto e. dunque. dalle incredibili potenzialità). 7 . indica alcuni punti forti che esplicitano la ricchezza e il ruolo insostituibili delle espressioni culturali diffuse e ne sottolineano la funzione anche sociale nella vita di quartiere. scientifica la terza. La modalità ha seguito in tutti i casi un medesimo itinerario: ascolto reciproco e assunzione di un patto di collaborazione – raccolta dati – lettura dei dati e prima interpretazione – discussione e sintesi provvisoria – incrocio fra i dati ed elaborazione di alcuni indirizzi comuni ed infine progettazione di iniziative coordinate e di valenza inter e sovracircoscrizionale. strategico. soprattutto. da quello sociale a quello educativo. la quale ha ritrovato un nuovo riconoscimento. Quindi. le soddisfazioni. in negativo o in positivo. i consumi. intervenendo attraverso differenti modalità. valorizzazione.appuntamenti assembleari. spesso espresse dai giovani o dai nuovi arrivati. la Ricerca sui consumi culturali e teatrali a Trento e in Trentino. di cui è espressione culturale e motivo di coesione sociale. che ha fornito informazioni sui gusti. Alla fase di ricognizione è seguita quella della pianificazione. attorno ad alcune idee forti che hanno formulate possibili risposte e. più empiriche e dirette per le prime due. L'Ambito II. E sullo sfondo. scelte di prospettiva intorno alle questioni. In questa presentazione / descrizione di un percorso. l’Amministrazione che avvicina la cultura diffusa per rilanciare insieme il valore della sua presenza sul territorio. sulla riflessione in merito agli elementi ricorrenti. economico. i progetti che si sono andati sviluppando. e la ricaduta sul sociale. conoscenza) con le quali è stato avviato e condotto un processo di consultazione e verifica che. preme sottolineare come l’impegno vicendevole – Amministrazione centrale e decentrata e soggetti culturali – a sottoscrivere una metodologia di lavoro per certi versi dirompente come quella perseguita insieme. sono all’insegna dell’innovazione metodologica per quanto riguarda la realizzazione che vede coinvolti più soggetti culturali di Circoscrizioni diverse. sulle percezioni emerse nel corso dei numerosi incontri. . Una estrema sintesi possibile porta alla stretta connessione fra l’azione culturale. le critiche e gli atteggiamenti espressi dalle componenti cittadine interpellate. dello scambio e del confronto. del comune sforzo per comprendere e dare spazio alle diversità. Queste sono le tre prospettive (confronto.

Per il sistema dei teatri. Festival Organistico Lunelli. APT di Trento. nel quale è strutturato secondo una modalità di tipo ipertestuale per evidenziare la flessibilità e percorribilità della sua composizione e. Museo Diocesano. Per il tema “i musei e la città” e la promozione degli eventi culturali a beneficio anche dell’offerta turistica: Castello del Buonconsiglio. MART e Galleria Civica. di volta in volta discutendo gli aspetti relativi ai diversi sistemi: dei musei. è stato apportato un contributo attraverso un documento di precisazione della realtà attuale della biblioteca di Ateneo con indicazione di possibili ambiti di interazione (vedi Allegati). si è provveduto ad organizzare incontri per ambiti tematici.) è stato approvato dal Consiglio di Biblioteca nella seduta del 22 settembre 2002. Istituzioni. ma implementato dal contributo di lavoro in rete da parte dei partecipanti all’elaborazione del documento stesso. Centro S. Chiara. in un’ottica di confronto costante e di coordinamento. dei teatri e dello spettacolo. 8 . il resoconto della ricerca curata dal prof. con la richiesta di osservazioni e/o integrazioni. posti all’attenzione dei Consiglieri comunali e dei vari soggetti interessati (Enti. Corpi bandistici cittadini Per il sistema delle biblioteche: il documento contenente le linee di indirizzo del servizio (viene riportato in una sezione successiva di questo documento. cfr. La relazione finale è stata trasmessa e discussa nella seduta del 12 settembre 2002. Da questi approfondimenti sono originati dei documenti di analisi della situazione. in allegato). Com'é stato costruito il documento Per discutere ed ad approfondire i temi del Documento preliminare al Piano culturale (novembre 2000). Museo tridentino di Scienze Naturali. per comunicare una sorta di vocazione ad aprirsi al dialogo ed al confronto con gli altri Piani di Indirizzo. Da parte dell’Università di Trento. Festival di Musica Antica. Festival di Musica Sacra. Consorzio Trento Iniziative. Commissioni cultura e Circoscrizioni). Sanguanini sui fenomeni e consumi culturali è stato consegnato nelle redazioni parziali a conclusione di ogni singola indagine alla Commissione Cultura. Hanno così avuto luogo molteplici incontri: di seguito si riportano le informazioni relative ai Soggetti partecipanti. Conservatorio. Il Centro S. Società Filarmonica. TM-Hotels. anche in relazione al Protocollo sottoscritto nel 1997 al fine di una collaborazione fra le diverse realtà bibliotecarie. A mano a mano che i documenti e i patti di collaborazione giungevano a stesura si è proceduto alla trasmissione alla Commissione Cultura del Consiglio Comunale attraverso la Presidenza della stessa. Scuole Musicali Minipolifonici e Diapason. della formazione e ricerca. dell’associazionismo culturale e del volontariato. Chiara e Centro Musica. attivato dal Servizio Cultura del Comune. CTE. quindi. Per il Patto “Cartha Musicae”: Orchestra Haydn. con la relazione dal titolo “Lo spettacolo dal vivo a Trento” (settembre 2002. Chiara ha fatto pervenire un proprio contributo di analisi sul la situazione e l’indice di utilizzo dei contenitori dello spettacolo. con richiesta di formulare osservazioni. la possibilità di entrate e letture differenti a seconda degli scopi. Tutta la documentazione della Ricerca è stata fornita al Consiglio d’Amministrazione dell’Ente S. per sottolineare la sua natura quasi di work in progress. Museo Storico. della promozione turistica. Associazioni.Il risultato è documentato e reso vincolante in questo strumento di indirizzo. di indicazione di linee strategiche e di definizione di impegni per un’operatività congiunta di ciascun soggetto. delle biblioteche.

Taio. Museo Tridentino di Scienze Naturali. il documento approfondisce temi e questioni di più stretta pertinenza di un piano culturale. Chiara. Condino. cioè dall’inizio alla fine. alcuni suggerimenti per la lettura Il documento ha una propria unità concettuale. Fondazione Carlo Aldo. Da una parte. Il documento. al rapporto di coerenza con altri strumenti di indirizzo. Museo Storico in Trento. Società Filarmonica. Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Può essere letto in maniera sequenziale.I documenti di approfondimento sono stati inviati all’Assessorato provinciale alla Cultura e al relativo Servizio. Festival Internazionale W. Borgo Valsugana. PAT e. Società di Studi Trentini di Scienze Storiche. la Camera di Commercio per una parte della trattazione relativa all’economia della cultura. Università degli Studi di Trento. già approdato nella Commissione consiliare speciale per l'università e la ricerca e in Commissione Cultura. CNR. Arco. Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. Università e Ricerca è frutto di un'elaborazione condivisa che ha coinvolto Comune di Trento. Riva del Garda. Istituto Culturale Ladino. eventuali osservazioni e /o integrazioni e la disponibilità a collaborare. sia per quella del presente. Istituto Trentino di Cultura. .A. Revò. ripetere alcuni passaggi o ribadire alcuni concetti. Centro Trentino Esposizioni. Tassullo. Opera Universitaria. MART . Il coinvolgimento sul Progetto. per cominciare a praticare il lavoro in rete posto alla base degli indirizzi e delle metodologie indicati dal presente strumento di pianificazione culturale. ITC. Scuola Musicale Il Diapason. sviluppando gli argomenti in sede di tavoli di Piano strategico. Mezzocorona. APT di Trento. Tione. Associazione Dimore Storiche Italiane. Villalagarina. anche per questo si è preferito. per raccoglierne la condivisione. Il documento relativo alle logiche insediative del sistema Formazione. Consorzio Trento Iniziative. Rovereto. TM Hotels. sarà discusso dalla Commissione urbanistica e approderà successivamente in Consiglio comunale per l’adozione di un atto di indirizzo vincolante ai fini della variante 2004 al PRG. trasmesso alla Commissione Cultura per contributi ed opportune sinergie. Centro servizi Culturali S. sia per la parte storica. Storo. Alcune cautele. Isera. Dall’altra parte. Si ribadisce ancora una volta. come un ipertesto. Bonporti”. la Presidenza dell’ITC sulla relazione fra Istituto e città. Per quanto riguarda la rete di Municipalità. Ensemble Zandonai. con il quale sono in corso altre collaborazioni come nel caso del FilmFestival della Montagna e dell’Esplorazione “Città di Trento”. Brez. in genere. Cooperativa “Il Chiese”. è stato esteso anche al Comune di Bolzano. . Museo Diocesano Tridentino. attraverso puntuali e frequenti rimandi. si sono raccolte le adesioni: . Culture allo specchio tra storia e presente”. Alice e Maria Stella Tartarotti. Alcune sezioni sono state consegnate da /o concordate direttamente con/ interlocutori terzi: il Comitato provinciale del CONI per la cultura dello sport. Cavalese. che si è cercato di rendere accessibile soprattutto rinviando ad un ampio apparato di allegati. Museo Castello del Buonconsiglio.A. Lavis.Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Scuola di Musica I Minipolifonici. Conservatorio Statale di Musica “F. piuttosto. la cui comprensione normalmente non presuppone necessariamente la lettura di ciò che precede. attraverso una serie di audizioni. Pergine Valsugana. 9 . Agenzia per lo Sviluppo.dei Comuni di Ala. ma rinvia. Lavarone. Intorno al Progetto “Il Trentino e l’Europa. sono stati coinvolti alcuni Comuni del territorio provinciale. alle corrispondenze e. ma anche. Folgaria. infatti. Mozart a Rovereto. da questo punto di vista.delle seguenti Istituzioni culturali e turistico-promozionali: Accademia roveretana degli Agiati. Dipartimento di Scienze Filologiche e Storiche Università degli Studi di Trento. Dipartimento di Scienze Umane e Sociali.della Presidenza della Giunta Provinciale. Associazione Festival di musica sacra. se si vuole. Università. ognuno degli ambiti e delle sezioni del documento ha una propria autonomia concettuale.

di "politica estera". ma anche intenzionale. ma i temi trattati si collocano su un asse temporale frastagliato: su alcune questioni si è senz’altro operativi. strategico. di razionalizzare. le implicazioni culturali di altre politiche perseguite dall'Amministrazione (economiche. perciò. poi. di governo del territorio. In breve. pensiamo al turismo e all'urbanistica). non rinuncia all'elaborazione del cambiamento (cioè non rinuncia a farsi carico di una riflessione culturale sull'impatto delle trasformazioni .sociali. tocca questioni che appartengono anche ad altri Piani (sociale. mentre altre questioni sono ancora ipotesi di lavoro. di migliorare. proponendone una particolare declinazione. si cerca di mettere in discussione. questo testo non è la fotografia dell’esistente. dall'altra parte. ma anche sulla possibilità di intervenire in modo riflessivo in queste stesse dinamiche).che questo documento intenzionalmente “sconfina” non tanto dal proprio specifico. formative. territoriali.e. Il modo in cui è stato concepito e. Non solo. del cambiamento. in altri settori di azione municipale (per fare solo un paio di esempi. di cambiare se serve. In breve. Questo strumento introduce perciò una sorta di "doppio legame" all'interno di una concezione programmatoria allargata: da una parte. che questo documento assume come proprio oggetto di indagine). in altri casi cerca. di problematizzare. di produzione di ricchezza . in certi casi propone risposte chiare. si possono identificare in questa de-settorializzazione tre "frammenti di discorso": le politiche per la cultura in senso stretto (di cui questo documento si occupa in primo luogo). di politiche per i giovani). mette in evidenza che le scelte operate in campo culturale hanno una ricaduta non solo esplicita. 10 . e le implicazioni ampie delle politiche culturali (potremmo chiamarli gli "effetti collaterali" delle politiche culturali. Certo. sociali. quanto da una concezione circoscritta e limitata di ciò che si intende per politiche culturali e. rinviando anche ad altri documenti della programmazione municipale). ma non è nemmeno un libro di sogni privo di ogni ancoraggio con la realtà. cioè di formulare meglio le domande. concretamente costruito questo strumento di indirizzo assomiglia molto ad un lavoro in continua evoluzione. organizzative. in genere. urbanistico. invece. sulle quali questo documento si sofferma. che è necessario governare in maniera consapevole. con questo documento non si azzera l’esistente e non si riparte daccapo: piuttosto.

che. ma soprattutto ai luoghi della politica. i comportamenti di consumo e di accertarne il grado di soddisfazione. permettono di intravedere in controluce e specularmente le linee di indirizzo essenziali per governare una dimensione di sistema. le propensioni. Oggi.LA RICERCA SUI CONSUMI CULTURALI Le ragioni Nel corso degli ultimi due anni l'Amministrazione comunale ha commissionato tre indagini scientifiche. nella loro oggettività. pone agli ambienti di produzione e di promozione della cultura. raccolti ed elaborati con rigore scientifico. di delinearne i gusti. Diamo. è disponibile un insieme aggiornato e articolato di parametri "evoluti". Non si è trattato di una scelta di poco conto. che. Abbiamo un insieme complesso di indicazioni e dati. 11 . che ci consentono di ricostruire il profilo dell'utenza delle attività di spettacolo in città. ma di una precisa assunzione di responsabilità. con l'obiettivo di colmare un vuoto informativo e conoscitivo e di acquisire elementi precisi sui quali fondare un giudizio di congruità sull'attuale linea di offerta rispetto alla configurazione della domanda ed alle sue evoluzioni attese o possibili sulla base di una ricostruzione e interpretazione delle linee di tendenza percepibili. questioni che non possono essere ignorate. finalmente. dunque. la parola alla sintesi del rapporto di ricerca. con l’obiettivo di evitare il rischio di fondare decisioni e scelte su indicatori intuitivi o comunque elementari e di limitata portata interpretativa. quali l'andamento delle presenze documentate dalle distinte d'incasso o le recensioni della critica specializzata. gli atteggiamenti. come si vedrà.

• il metodo dell’ascolto e del costante rapporto con i cittadini. offerte culturali e scelte di fondo che sono pervasive della vita dei cittadini e della convivenza (le ricadute sul sociale). sia dalle politiche culturali pubbliche. L’attività di ricerca sul campo. la terza. delle soddisfazioni e degli atteggiamenti espressi dalle varie componenti avvicinate. di spettacolo e culturali in città e nel territorio provinciale. Il lavoro si articola in tre tipi di indagine empirico-sociologica: la prima ha interessato 121 addetti ai lavori della cultura e della politica in Trentino. nonché dei gusti. in cui i diversi sottosistemi (teatri. Marco. al Teatro Sociale. Bruno Sanguanini. e quindi sostegno e rilancio degli elementi di eccellenza. è stata realizzata mediante questionario distribuito al pubblico. quale materiale già filtrato dall’interpretazione sociologica e. Il prodotto finale rappresenta un corpus notevole e articolato di conoscenze sulla situazione dei consumi teatrali. quindi. la ricerca e il rafforzamento delle identità individuali e collettive.Premessa alla sintesi interpretativa Il progetto di ricerca sociologica sui consumi culturali e teatrali a Trento e in Trentino è stato promosso e predisposto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trento con il sostegno finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e il coordinamento scientifico del prof. musei. quali: le relazioni e il soddisfacimento di bisogni nel quotidiano e nel locale. medio e lungo termine. connotato da un’organizzazione coordinata. al Teatro Sperimentale. radicato nella realtà attuale e proiettato nel futuro. al Palasport e nella sala della Filarmonica. come verifica continua dell’efficacia dei progetti elaborati e delle azioni intraprese. sia dai soggetti a diverso titolo interessati. espresse nel documento stesso. Si è ritenuto. al teatro S. • una ricerca di sintesi equilibrata fra continuità. docente di sociologia presso l’Università di Trieste. realizzata da Nomesis di Rezzato (Brescia). le successive fasi di elaborazione quantitativostatistica e di lettura sociologica hanno occupato l’arco di due anni. e le modalità della partecipazione come opzione privilegiata. distribuito sul territorio provinciale. essere assunto. Ragioni di spazio e di funzionalità rinviano alla pubblicazione integrale della ricerca per eventuali approfondimenti ed analisi specifiche. ha riguardato un campione di abbonati (685) e non abbonati (500). i rapporti fra esigenze di espressione culturale su scala locale e apertura a dimensioni di respiro più ampio. in due serate di spettacolo all’Auditorium. condotta sempre da Nomesis. la seconda. come strumento scientifico capace di orientare con ragionevole validità scelte e investimenti in ambito culturale a breve. dentro un orizzonte libero di confronto e di 12 . invece. reso disponibile tanto per una lettura immediata quanto come base e supporto delle linee direttrici e delle indicazioni in termini di politiche culturali. e discontinuità. opportuno inserire in questo documento di pianificazione culturale almeno parte della sintesi finale. come doverosa interpretazione delle tensioni innovative e risposta alle esigenze insoddisfatte o alle zone inesplorate o carenti. mondo associazionistico) trovino collocazione e visibilità dentro una rete integrata e percorribile. caratterizzate da: • un disegno complessivo dell’intera offerta culturale. Esso può. • la conseguente individuazione di alcuni punti irrinunciabili di contatto fra politiche culturali. delle aspettative. quindi.

L’offerta esistente in periferia pare poco strutturata. Non eccessivo pare il consumo di televisione. La lettura di giornali (quotidiani locali e periodici nazionali) è rilevante. come criterio-guida di scelte e progettualità. Fuori da Trento la musica classica è oggetto di interesse. La lettura di libri nell’arco del trimestre è mediamente consistente. convinta adesione alla tesi della necessità che i diversi ambiti del governo della città si muovano strategicamente in sinergia di sforzi ideativi e di impegno operativo. infine. Ciò è prova dell’incidenza di un gusto di tipo meno letterario-critico e più televisivo-cinematografico. ma la domanda supera l’offerta. L’attrattiva esercitata dai performer è chiara. Lo spettatore di teatro dimostra attenzione tanto per il “contenuto” dello spettacolo quanto per i protagonisti. di maggiori news ex-ante lo spettacolo. prevalentemente composto da Abbonati e Habitué. Meno chiaro è l’interesse per l’argomento dello spettacolo. eccessivamente attenta alle questioni dell’arte e poco attenta a tutti gli aspetti sociali e culturali delle manifestazioni. La musica classica in Filarmonica a Trento usufruisce di ampi consensi decretati dal pubblico tradizionale. Non è chiaro in che cosa consista sia l’offerta che la domanda di teatro sperimentale. Più che sufficiente la partecipazione a conferenze e dibattiti. Parzialmente insoddisfatta è la domanda di concerti di musica leggera. Particolare risalto ha il consumo di teatro di prosa. Realtà e prospettive per la politica culturale Lo “stato dell’arte” dei consumi culturali in città e provincia è caratterizzato da una forte espansione dello spettacolo dal vivo. la scelta di fondo dell’equazione “elaborare cultura” significa “fare società”. I consumi privati sono mediamente alti. sensibilità e culture. Il volume degli Abbonati è alquanto alto. anche se il gusto per il concerto musicale classico non conosce i progressi che si riscontrano per altri generi culturali. La domanda extra-cittadina fa ritenere che ci sia la possibilità di un’espansione ulteriore pari a circa il 15% dei volumi attuali. Molto lette sono le news sullo spettacolo. di informazioni più strutturate. Nel complesso si nota una domanda medio-alta di frequentazione di sedi e eventi culturali che comportano forme di socialità e comunicazione in pubblico.scambio fra differenti appartenenze. di un'ulteriore apertura verso la sperimentazione teatrale. anche se i giornali locali perseguono una politica della recensione critica poco innovativa. Piuttosto alta la preferenza per lo spettacolo di tipo colto. E’ altresì prova che c’è difetto di formazione culturale allo spettacolo dal vivo. Marcatamente debole è l’offerta di incontri formativi per Abbonati e pubblico generico circa lo spettacolo dal vivo. Rilevante è il tempo serale settimanale medio (2-3 serate) trascorso fuori casa. quindi. Discreto (forse sopra la media nazionale) l’uso del computer a casa. Ciò è da coltivare in parallelo alla richiesta di maggior organizzazione. soprattutto sul fronte della lettura di giornali e libri. 13 . Nettamente in ribasso la domanda di cultura dilettantesca e ricreativa. I consumi privati sono consistenti.

a giudicare dai consensi del pubblico.a: • • • • • • • • qualche deficit di organizzazione delle strutture di spettacolo. anche per il pubblico extra-cittadino. la concertazione dei calendari di Stagione e la varietà delle offerte di Abbonamento. Tuttavia l’offerta (anche se poco strutturata) in periferia è ben superiore. qualche problema di comfort delle sale. Ciò è prova di spazio di espansione dell’iniziativa del Palasport. La domanda latente di sperimentazione teatrale suggerisce la necessità di strutturare una Stagione annuale di genere.e particolarmente dagli Addetti ai lavori . Le generazioni dei trentenni e dei ventenni non presentano esponenti in carriera. La ricerca sociologica evidenzia le molte occasioni di spettacolo a ingresso gratuito. Il teatro ragazzi è la sorpresa della ricerca. Dopo i consensi ci imbattiamo nelle richieste di cambiamento. ma toccano aspetti cruciali la strutturazione professionale dell’offerta. Da più parti . A Trento è strutturato. Ciò ha particolare rilievo per i dirigenti culturali. scarsità dell’offerta di eventi di musica leggera. gli organizzatori. carenza di un sistema di informazioni. Il teatro filodrammatico ha consensi tanto in città quanto nelle valli. Fanno riferimento nell’ordine . l’offerta di spettacoli al massimo livello della disponibilità provinciale. scarsità di spazi e finanziamenti per fare teatro e musica dal vivo. La forte presenza di Abbonati alle Stagioni dello spettacolo dal vivo a Trento è indice dell’elezione delle strutture culturali della città a polo dell’offerta culturale su scala provinciale. lascia intravedere un futuro migliore se una Stagione annuale ben strutturata contribuisse a farne un genere culturale offerto in chiave professionale (cioè non come teatro-scuola o teatro pedagogico). ma. Le critiche non sono severe. Per ogni spettatore. carenza di sale cinema in periferia. La persistente domanda induce a suggerire l’apertura di una sede teatrale stabile forse diversa dal Teatro Sperimentale. La ricerca sugli Addetti ai lavori insegna che l’età media è piuttosto elevata. La frequentazione degli eventi culturali cittadini da parte di quote significative di pubblico proveniente sia dalla periferia che da fuori provincia conforta gli investimenti pubblici. La dislocazione nel Teatro Sperimentale o nell’Auditorium a Trento contribuisce solo parzialmente a strutturarne sia l’offerta che la domanda.ricorre il consenso per: • • • l’ampia operatività a Trento delle sale professionali a rinomanza provinciale. in relazione al volume dei consumi di spettacolo. 14 . deficit di offerta di musica classica. Manca di identità culturale. Il Teatro Sperimentale è l’incognita della ricerca. gli artisti: la maggioranza presenta un’età di circa cinquant’anni.La musica leggera trova il suo polo nel Palasport a Trento. costi alti – secondo i giovani – dei biglietti di ingresso a teatro. si constata una spesa stagionale alquanto bassa.

Se. Su questo versante molti sono i consensi e poche le critiche. L’ipotesi è inconsistente: infatti. esperienze scientifiche pregresse analoghe alla nostra pare non esistano. Habitué. Tuttavia. la musica classica.peraltro non poca cosa! . Giovani. Ciò pone il problema sia delle loro opportunità di informazione (su scala locale ed extra-locale) che dell’autoformazione culturale ricorrente. Ciò significa che le spese strutturate . Ciò obbliga a rinunciare a fare comparazioni. Nell'ultimo decennio. ecc. colmando in questo senso una latitanza di più anni. Che cosa significa? Manifestazioni di spettacolo di rilievo nazionale e internazionale. Laddove gli Addetti ai lavori risultano come la ricerca evidenzia . Che fare? L’indagine. Acculturati. che non è quello di assecondare l’esistente.Addetti ai lavori.oltremodo impegnati in attività proprie per diverse sere alla settimana. spettatori di genere culturale sono il “capitale culturale” più prezioso di ogni politica culturale pubblica. Dal pubblico sortiscono delle élite (gruppi di Addetti ai lavori. sulla base degli studi storico-sociali sulla cultura in Trentino che già abbiamo ricordato. non dimentichiamo che la stragrande maggioranza degli intervistati dichiara di “andare allo spettacolo” a seguito prevalentemente del passaparola. Uno dei più espliciti consiste nella richiesta di un maggior numero di eventi culturali. ma di coglierne le criticità e di orientare le scelte. Un cambiamento di rotta tanto da parte sia degli addetti istituzionali alla pubblicità che alla critica dei giornali si impone. azione che avrebbe permesso di verificare quanto i nostri risultati siano testimonianza di una modernizzazione culturale. La funzionalità delle strutture di spettacolo è indice di un altro tipo di “capitale culturale”. i cui risultati abbiamo riassunto nelle pagine precedenti. Ciò vale per il teatro di prosa. E interpellino il compito “alto” della politica.) che chiedono qualche cambiamento dell’offerta. Alla fine. la musica leggera. Nordest. non si può che dare un giudizio positivo sul passato recente. nordItalia. comunque. ci pare doveroso attestare. Crediamo che le questioni poste siano molto chiare.in pubblicità hanno poca rilevanza sia sull’opinione pubblica che sul pubblico. può essere consultata integralmente nell’apparato di allegati a questo documento. quali la presente ricerca fa emergere. vorremmo trarre le conclusioni confrontando i risultati delle nostre ricerche 20002002 con i dati di analoghe ricerche effettuate nel recente passato su scala locale. dunque. che. 15 . inevitabilmente risultano essere degli scarsi consumatori degli altrui prodotti culturali. la linea di offerta spettacolare della città è venuta crescendo e differenziandosi nel tentativo di intercettare differenti segmenti di pubblico e di reinserire la città di Trento in posizione centrale nei circuiti distributivi. Abbonati. una riflessione necessariamente esigente sul futuro non può limitarsi a riprodurre le scelte in vigore senza metterle in discussione e senza confrontarsi con la complessità e varietà delle richieste e delle aspettative.

lo sviluppo di una programmazione spettacolare capace di documentare l'evoluzione delle tendenze. certamente. la discontinuità nell'uso dei codici espressivi. quando si parlerà della missione della Galleria civica.fra un'evoluzione di tipo quantitativo (di crescita espansiva della programmazione) e un'evoluzione di tipo qualitativo. di un ritorno almeno plausibile fra investimento.e. per cercare nuove traiettorie. luoghi. per aggiornare o provocare il dibattito. è assente dal panorama ricorrente dell'offerta spettacolare e culturale trentina. dunque.che verrà ripreso. in certi casi. accanto ad una programmazione "istituzionale" (di qualità e al tempo stesso capace di adattarsi alle domande di un sempre più ampio pubblico preparato e. dove l'incontro e la "contaminazione" fra generi. di una vera e propria alternativa . per riprodurre e reinterpretare repertori già conosciuti e linguaggi settoriali. un equilibrio scontato e indifferente. dunque. di esercitare il diritto/dovere della curiosità ed esplorare i territori del rischio. Questi spazi-laboratorio. quello di dettare regole unilaterali. che sia compito preciso di questo documento porre questioni che non possono essere semplicemente ignorate o aggirate con un “dribbling”. L'altra riguarda l'opportunità di rafforzare. meno universalmente riconosciuta. da questo punto di vista. il divenire dei linguaggi. ad oggi.In termini ancora problematici. dunque. che va ricercato e promosso. continuamente revocato in dubbio e rimesso in discussione. di rinnovamento in senso lato. esigente. le distanze o semplicemente l’indifferenza apparente di fasce di utenza. si ritiene. di differenziazione. dunque. che. capace di intercettare nicchie di pubblico e di sfidare un'utenza oramai pienamente riconosciuta nella sua sfaccettata e mutevolissima fisionomia ad avvicinarsi a generi ed a forme meno prevedibili e. E' questo equilibrio. A questo proposito. per sperimentare. del mantenimento del gradimento da parte di un pubblico di abbonati da assecondare: spazi sperimentali (non solo in senso fisico). C'è. le diffidenze. precario ma innovativo. in termini più circoscritti al compito della Galleria stessa nel suo 16 . da chiedersi se non sia il caso di dedicare spazi ed una quantità di risorse pubbliche alla realizzazione di iniziative che non si pongano direttamente il problema (normalmente comprensibile ma condizionante) del "tutto esaurito". tranne pochi accenni e limitate frequentazioni. fatta anche di selettività. persone avviene in modo quasi naturale. e di diversificarsi in generi e repertori accompagnando le evoluzioni del gusto e le peculiarità della domanda) una programmazione più "laterale". ma di promuovere una riflessione: di interrogarsi cioè sull’esigenza e sulla possibilità di ricercare costantemente questo equilibrio. Un ulteriore elemento di indagine e di approfondimento che si vuole proporre ad una riflessione attenta riguarda la relazione fra linguaggi dello spettacolo e nuove tecnologie: tema di grande attualità e di grande fascino. partendo da dati e informazioni oggettivi. incasso e livello di fruizione. soprattutto giovanile. ma anche per anticipare. in parte ancora assenti. Lo scopo di queste considerazioni non è. Trento. e contrariamente a quanto avviene intorno a noi. dedicati espressamente ad iniziative che possano permettersi di provare. ma piuttosto un equilibrio instabile. le insoddisfazioni. Non c'è. opportunamente monitorati e riletti. spontanea come quella di grandi città. anche di “sbagliare”. per smentire. potrebbero trasformarsi in quella risorsa aggiuntiva che sa intercettare e interpretare le zone d’ombra. perciò. attraverso il sostegno pubblico. La prima è quella della ricerca di un equilibro dinamico . Due principalmente. di interrogarsi sul modo migliore di utilizzare le risorse non infinite e al contempo di incrementare le risorse rifinalizzando a scopi culturali finanziamenti pubblici e privati destinati alla promozione turistica e complessiva della città ed infine di interrogarsi sull'opportunità e sui modi per favorire. non dispone di una vitalità. stili. che offrono una base preziosa per un lavoro non arbitrario. per così dire. accenniamo a un tema . l'elaborazione di nuove tematiche: i linguaggi dello spettacolo e dell'arte proposti sì.

In concreto. e una dimensione legata alla riproduzione e alla trasmissione di saperi codificati. vitale apertura a momenti di confronto con altre esperienze. organizzative .esplicitamente finalizzato a registrare e a documentare l'evoluzione più attuale e più ipotetica. e comunque non codificata. uno spazio-foyer . Quel "manifesto" (che ricordiamo firmato dal sindaco di Trento. altre provenienze. Per rendere evidente e concreta questa prospettiva. logistiche. a distanza di anni. di opportunità di confronto. altre "geografie" estetiche e territoriali. in genere. se non di conservazione e di "manutenzione" dei linguaggi. Non fu . si volle allora ospitare nel foyer una mostra intitolata "Avanguardie Accademiche": si trattava di un confronto non rituale fra una dimensione innovativa e trasgressiva. infatti. 17 . Ma aveva anche un contenuto propriamente estetico e prevedeva articolazione di contenitori (in capo alla Galleria civica) che includeva uno spazio istituzionale.di consapevolezza.settore specifico di attività . "commestibili" .che si intendeva tutelare e sostenere . delle tendenze e dei linguaggi dell'arte contemporanea . si incontrarono (in questa consapevole e intenzionale "contraddizione in termini") giovani artisti provenienti dagli Istituti d'arte e dalle Accademie di tutto il nord Italia. per così dire. A fronte di una domanda vasta e ancora in parte inevasa di spazi. Essa indicava un preciso tracciato per la Galleria civica e per la sua missione. dal Presidente del Consiglio provinciale quale titolare dello spazio espositivo di palazzo Trentini e dal presidente del MART) non si limitava a indicare e a precisare le finalità d'uso degli spazi pubblici della città e a formalizzarne i rapporti. vi sono.fra altre possibili scelte più "facili" e. le politiche per la promozione della creatività giovanile e dei linguaggi espressivi adottate dalla città di Trento confermano e rilanciano l'attualità quella intuizione. che è un carattere distintivo delle avanguardie.e uno spazio dichiaratamente dedicato agli "sconfinamenti" fra i linguaggi artistici. ma.ma anche per una sua necessaria. che è propria della dimensione accademica. Vi si configurava. da un lato. le condizioni preliminari .per realizzare un'offerta o una risposta a queste tensioni ed a queste sollecitazioni. Oggi. che non ammettono delimitazioni di sorta.una scelta di conformismo o di omologazione.che apparteneva al "manifesto" di politica culturale di quella struttura fin dalla sua inaugurazione alla fine degli anni Ottanta. di luoghi di aggregazione. per le politiche di promozione dell'arte giovane e della cultura in genere da parte del Comune di Trento. un'attenzione mirata e prioritaria per la produzione giovanile della città .

tre sembrano emergere come essenziali sia per una chiara definizione delle intenzioni programmatorie in fatto di cultura. con un duplice obiettivo: quello di introdurre un criterio di regolazione. da parte di ciascuna istituzione competente. universitaria. Queste prospettive incrociano necessariamente tutti i sistemi che. solo una parte. per mettere ordine nel quadro affollato e non organico delle relazioni in atto. 18 . l’insieme dei compiti e delle possibili operatività da attivare per realizzare una saldatura fra le funzioni e i destinatari delle stesse a livello del sistema formativo per antonomasia (scuola. il Piano sociale. raccordando le mission delle istituzioni maggiori con quella di altre realtà. esse si estendono. l'Amministrazione municipale ha voluto promuovere una nuova diversa relazione fra la città e le autonomie scolastiche. il Piano di politiche per i giovani. e quello di valorizzare le potenzialità presenti nella Scuola. sia per una valutazione corretta e sufficientemente esplicitata dell’impatto e delle implicazioni del nuovo orientamento sugli altri ambiti della pianificazione cittadina: il Piano strategico. d’altro lato. permanente – come obiettivo strategico e come carattere distintivo di un’idea di sviluppo della città. vuoi perché meno dense dal punto di vista del sapere accademico). lo stesso Piano Regolatore Generale. per individuarne gli aspetti di complementarietà con quello di altri soggetti (pubblici o privati). è necessario considerare che la Scuola rappresenta. fondazioni) e contesto sociale allargato. nel tentativo di definire operativamente l’idea di rete fra scuole e con il territorio. e solo parzialmente espresse. economiche. mettendo a disposizione gli strumenti perché il protagonismo possa trovare canali efficaci di realizzazione. però. dell’obbligo. agenzie di ricerca. avanzata. sono luoghi istituzionali di apprendimento. Anche a questo livello deve essere presente a tutti gli attori in campo la necessità di osservare criticamente il proprio ruolo. ad aspetti più ampi. In questo contesto. anche se di fondamentale importanza. l’articolato e mutevole fabbisogno di sempre nuove competenze e abilità espresso dalla domanda di formazione legittima percorsi interistituzionali che coinvolgono in forme diverse le realtà sociali. Fra le numerose prospettive che questa scelta prefigura e introduce. pervasivi delle politiche estensivamente culturali (ed anzi delle politiche pubbliche in senso lato) e tentano una riflessione critica rispetto ai caratteri distintivi della cultura contemporanea e all’intenzionalità con la quale Trento vi si posiziona. a cui viene attribuito una sorta di statuto debole all’interno di una impropria gerarchicizzazione (vuoi per il raggio di influenza circoscritto.I TEMI-CHIAVE DEL DOCUMENTO Una delle scelte fondamentali operate dall’Amministrazione municipale nel proprio disegno di governo riguarda il ruolo centrale di Trento come protagonista di un progetto di crescita ad elevato contenuto di conoscenza. nella società attuale. formazione ed educazione. D’altra parte. Prima prospettiva: per una città che apprende Questa prospettiva dichiara la rinnovata centralità dell’apprendimento lungo l’intero arco dell’esistenza: cioè l’istruzione e la formazione – prescolare. per funzione propria e a vario titolo. culturali della città. superiore. università. professionale. meno percepite come titolari di funzioni formative o considerate minori. del sistema complessivo dell’offerta di istruzione. Appartiene a questa prospettiva un riferimento necessario ai temi dell'educazione permanente e della formazione agli adulti: parole-chiave per far mettere a fuoco.

agenzia del lavoro. il piano strategico getta le basi per una riflessione complessiva sull'evoluzione della domanda e dell'offerta di formazione e per la creazione di un nuovo strumento di regolazione di questo rapporto.questo documento di indirizzo. In questa prima prospettiva convergono temi e obiettivi che appartengono a diversi strumenti programmatori di settore: . nei termini peraltro già abbozzati nella riunione pubblica del 12 settembre 2002. in una logica di creazione e di moltiplicazione di risorse e di opportunità. troverà nel Piano Strategico l’idonea sede di elaborazione. se vogliamo. il cui “specifico” sottolinea in particolare la dimensione formativa come fattore essenziale di crescita individuale e come baricentro per la maturazione di un senso responsabile di cittadinanza entro /e da parte di/ una “comunità educativa”.il documento di lavoro sul sistema formazione-ricerca-impresa. un ampio stralcio. Da qui la necessità di correlazione fra le parti. interagiscano in modo sempre più consapevole e coordinato. per la molteplicità degli aspetti e degli ambiti interessati. che assume la formazione e la risorsa umana come elemento-cardine dello sviluppo e come investimento nel significato più propriamente economico del termine.il documento di indirizzo in materia di politiche per i giovani. università della terza età.il piano sociale. in un ruolo non secondario. . cioè quale fattore che genera valore nel tempo. enti e istituzioni che si occupano di formazione del pubblico nel campo dell’arte. del quale si riporta. . in questo senso. Un simile strumento organizzatore attribuisce concretezza e praticabilità all’ipotesi condivisa di una “città che apprende”. differenziata e pervasiva. chiamando in causa. che. efficace nel promuovere democrazia. 19 . produzione e ri-creazione di saperi e nell’assicurare nel tempo il prezioso avvicendamento nelle presenze più attive. in un progetto sinergico. fermento della progettazione e delle trasformazioni della città. nella sezione che riguarda il rapporto fra città e università.l'atto aggiuntivo all'accordo di programma fra PAT e Università. che fissa le coordinate per una relazione di reciprocità fra città e ateneo. appare invece essenziale che si maturi piena consapevolezza che ogni parte del sistema formativo assume un carattere di insostituibile singolarità. le sovrapposizioni. si propone di definire operativamente il concetto di rete fra le autonomie scolastiche e di relazione fra scuole e città. dotandosi anche di uno specifico accordo formalizzato. per loro natura titolari di competenze educative e formative.In una logica di riconoscimento delle diversità degli ambiti di azione e delle funzioni e nel rispetto degli stessi. . Questo coinvolgimento plurale assicura una risposta pluridirezionale. o. l’integrazione sociale e il rafforzamento delle competenze delle persone e dei gruppi. che porti all’elaborazione di un modello integrato di formazione: un modello flessibile. servizi comunali preposti. la riproduzione talora autoreferenziale degli interventi. che eviti la frammentarietà e l’episodicità delle proposte. . Questa ipotesi. università. che vede nella formazione un ingrediente essenziale per lo sviluppo comunitario. Questo quadro mutato e in rapida trasformazione sollecita l’Amministrazione a una riflessione seria. come detto. i soggetti promotori di cultura diffusa. del teatro e della musica.il piano strategico. premessa di un sistema formativo motivato e partecipato. sia. . sia i soggetti istituzionali. aperto a ricalibrature continue e funzionale al governo della complessità. di collaborazione e confronto a proposito degli interventi formativi rivolti ad un cerchio allargato di possibili fruitori (al di là degli studenti di ciascun comparto) in modo che scuola. per la riproduzione del "capitale sociale". naturalmente. nell’accezione ampia e proiettata verso il futuro di comunità che si fa carico consapevolmente del proprio sviluppo. attualmente in fase di elaborazione.

da una frammentazione delle discipline e dei saperi. all’acquisizione di strumenti e categorie analitiche per decifrare la complessità della realtà contemporanea e per cogliere criticamente le opportunità della mediazione massmediale. nell'utenza. cui a sua volta si contrappone una straordinaria capacità di approfondimento analitico. Inoltre. 20 . alla conoscenza delle memorie. va incoraggiata e sostenuta (le condizioni sono ormai mature) una relazione sistematica e virtuosa fra la dimensione culturale della città e la sua dimensione economica (soprattutto turistica). prima di tutto. riaffermando la titolarità e il compito specifico dell’Amministrazione di promozione della cultura a più dimensioni. perdurando questi modelli e queste modalità di produrre e offrire eventi. di attivare una funzione non dirigistica di regolazione degli eventi. nei linguaggi. si finisca per assecondare attraverso gli investimenti pubblici la propensione a “consumare” occasioni. insomma. che può essere letta come risultato apprezzabile di un impegno di risorse e intelligenze volto a colmare un certo ritardo e a rimettere Trento in un posto centrale. è necessario ripensare complessivamente un sistema in modo da intercettare gradualmente ma necessariamente. connotata. a questo proposito. gli obiettivi di indirizzo che derivano da queste evidenze e da queste percezioni diffuse. soprattutto nella sua specificazione scientifica e tecnologica. accanto al qualitativamente già esistente. • Dall'altra. è necessario perseguire un obiettivo di integrazione. nelle competenze programmatorie. Un obiettivo. è che questa fase abbia esaurito il proprio compito e. nella produzione e nella distribuzione dell’offerta di spettacolo.Seconda prospettiva: dalla concentrazione all'integrazione/specializzazione degli eventi. • Infine. • Da una parte. sociale e relazionale. alle biblioteche. in buona sostanza. Questo significa anche dare nuova visibilità e collocazione ai Musei. un disegno e non un andamento spontaneo. serva un progetto di rivalutazione e di rilancio di tutto il sistema di offerta culturale: il rischio. Terza prospettiva: una riflessione sulla contemporaneità… Un disegno compiuto di politiche per la cultura non può rinunciare ad una riflessione critica sui caratteri peculiari della cultura contemporanea. facilitare l’aggregazione che attraverso forme anche ricreative promuova l’autoapprendimento in ogni campo: con la convinzione che la ricchezza. forse non ancora la tendenza in atto. dal consumo all'investimento Si può sostenere che il quadro attuale dell’offerta culturale cittadina si presenta “ad alta concentrazione di eventi”: una proposta ricca. La percezione che emerge con chiarezza dalla ricerca sui consumi culturali e dagli esiti della consultazione pubblica per la diagnosi del piano strategico (si veda il documento di diagnosi del giugno 2002. che gli compete. 26). p. agli archivi. e dalla sua costitutiva ambivalenza etica. Sono tre. Si tratta. la densità e la diversificazione delle opportunità diventano esse stesse moltiplicatrici di occasioni di libero confronto e crescita in ambito conoscitivo. di avvicendamento e di aggiornamento nei repertori. quindi. è che. inerziale. dalla fruizione dei beni culturali. soprattutto dei grandi eventi. in modo che la progressiva diversificazione dei programmi rifletta. che la stessa offerta culturale possa alla lunga sottostare ad un andamento incrementale o. differenziata e di qualità. di innovazione. favorire modalità anche informali e diffuse di riproduzione e di elaborazione di conoscenze. è necessario assecondare lo spostamento progressivo del focus delle politiche pubbliche dalla logica dell’offerta/consumo a quella dell’investimento/partecipazione. che involontariamente risultino privilegiati come fruitori segmenti sociali stabili. e di definire operativamente logiche di rete o di sistema nel settore bibliotecario e museale. ben individuabili. alle risorse naturalistiche e geografiche. quantomeno. il qualitativamente emergente. e innescare un processo di ricambio.

Ricordiamo.come la bioetica. Non si tratta solo di prendere atto di crisi di sistema. da questo punto di vista. ma consapevole anche che la religione è .e.di un processo di crescita fondato sulla conoscenza: un processo che deve essere • diffuso (per non riprodurre disuguaglianze). il diritto. i seminari di studio sui temi della bioetica fra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta. Se è vero. che i fini della ricerca non appartengono allo statuto della scienza. • orientato a valori (per non trovarci a disporre di strumenti troppo grandi rispetto alla nostra capacità di gestirli o di prevederne e governarne gli effetti). ma anche dell'esigenza di adeguare le categorie etiche e giuridiche e il sentire comune al progresso della conoscenza. che definiscono la ricchezza e la tensione etica della nostra città. alla dimensione religiosa e al dialogo fra le religioni. i più recenti percorsi di approfondimento sui rapporti fra cittadini. dunque. del limite. come la crisi ecologica. non può non attualizzare il ruolo che ha storicamente assunto e intende ancora assumere come luogo di confronto fra le grandi categorie del pensiero e (secondo quanto ci ricorda lo Statuto comunale) come parte responsabile di un destino più ampio. sfide rispetto alle quali i nostri strumenti culturali sembrano inadeguati. ma pongono. insomma.cioè non riguardano solo gli scienziati o chi finanzia la ricerca. ma nemmeno consegnati ad una altrettanto irrazionale speranza acritica verso il progresso inteso come mito lineare. scienza e tecnologia. Trento ha saputo interrogarsi su questo fenomeno. ma allo statuto della società . l'etica ambientale o le tecnologie avanzate dell'informazione e della comunicazione . del trasferimento e dell'utilizzo economico della conoscenza devono essere riconosciuti nella loro ambivalenza e non possono essere abbandonati a timori irrazionali. dedicare momenti rigorosi di analisi e di approfondimento a questioni . infatti. che mette in discussione la plausibilità di un modello di sviluppo aggressivo e dissipativo. Lo ha fatto sentendosi parte . Trento.La scienza e la tecnologia sono fattori che possono liberare enormi potenzialità. forse mai come in questo momento storico. Questa ispirazione non può che accompagnarci verso la prospettiva di un nuovo umanesimo. Si fa questa affermazione in una prospettiva laica: una prospettiva consapevole del fatto che uno dei caratteri distintivi. sfide talvolta imbarazzanti. e delle conquiste. ed anche la possibilità di valorizzare. nella costruzione di un futuro di pace. che guardi alla generazione di valore. per cenni.di questo documento non può mancare un richiamo esplicito ed esigente ai temi legati alla multiculturalità. della modernità risiede nell'autonomia etica del soggetto e nella laicità dello Stato.i temi della ricerca. e consapevole che. in senso ampio. le nostre categorie etiche e giuridiche e pone loro domande inedite. e non solo di ricchezza. 21 . nelle ragioni profonde . sulle sue contraddizioni e sulle sue prospettive. D'altra parte.e non ai margini . l'attenzione ricorrente dedicata a questi temi dall'ITC-isr. in altre parole. • democratico (per non delegare a centri di potere esclusivi le decisioni sugli obiettivi ultimi della ricerca). Un'idea di sviluppo. il dialogo fra le religioni è un passaggio imprescindibile nella costruzione di strutture di convivenza in una società multietnica e. prima di tutto.con la città. nello stesso tempo. nell'economia .che non possono non accompagnare una chiara scelta di campo verso un forte investimento in conoscenza. in termini di soggetti e di progettualità.una delle grandi "istituzioni antropologiche" dell'umanità. ma tutte le coscienze . cercando un punto di equilibrio fra l'indifferenza e la reciproca ostilità. della compatibilità. in un'ottica planetaria. muovendosi verso la ricomposizione di una logica di sistema. Anche in questo caso si rileva la piena coerenza con le linee di indirizzo del piano strategico. la famiglia . che sappia mettere al centro di un'idea di sviluppo i concetti ed i significati della sostenibilità. Il progresso della ricerca e delle sue applicazioni interroga. della responsabilità. Trento ha saputo e sa. cui si rinvia. le potenzialità e le risorse.

né una condanna né un destino radioso. parleremo dell’esigenza e della possibilità di favorire la riproduzione e la trasmissione delle conoscenze e dei saperi fra generazioni diverse e fra culture diverse. in realtà “come non siamo mai stati”. E’. come città.…verso una cultura dei valori e dei significati fra locale e globale Questo riferimento ad una cultura dei valori e dei significati non può fare a meno di prendere posizione rispetto al paradigma locale/globale. perché non lo è. nella nostalgia di quel “come eravamo” che troppo spesso è. Ci riconosciamo in una cultura locale che. con altre dimensioni. nel rimpianto. il processo formativo. cioè di squilibri e di tensioni positive. quando. Per questo. è localizzata. cioè nella chiusura rispetto ad altre diversità. in genere. piuttosto. Si tratta anche di prendere posizione di fronte ad una prospettiva globale che non possiamo considerare di per sé. in un territorio circoscritto. La cultura. nella sua stessa definizione antropologica. Non si tratta solo di alfabetizzazione ai nuovi linguaggi. C’è però nella nostra scelta un dato che non può considerarsi scontato: la dimensione locale viene considerata come un valore da tutelare e da aggiornare: non scade mai nel localismo. Che ci si riferisca ai dialetti o ai prodotti della terra. nella difesa verso ogni cambiamento considerato come pericolo. negli strumenti che permettono di decodificare la contemporaneità e di collocarsi criticamente in essa. cioè affonda le proprie radici in un contesto determinato. di minacce e di opportunità. accetta e ricerca attivamente il confronto con altre identità. sia essa materiale o immateriale. Abbiamo cercato di elaborare questo dato: ci ritorneremo diffusamente più avanti. consapevole e forte della propria identità. si pone prima di tutto in una dimensione locale. nel quale Trento. va “resa competente”: va sostenuta nell’acquisizione delle password. di rafforzare. di apprendimento delle lingue straniere. ad esempio. considerando questi saperi e queste conoscenze come “usi civici” immateriali e. un presente ed un futuro ricco di ambivalenze. va rafforzata o. non altro è il senso profondo di iniziative come “Il Trentino e l’Europa” e di progetti che sperimentano forme di diplomazia popolare e di cooperazione allo sviluppo: modi per corrispondere al dovere della memoria ma anche della comprensione del presente e per ampliare i confini di una cittadinanza responsabile e di un suo concreto esercizio. 22 . come autentico patrimonio collettivo. la cultura. è “situata”. dunque. ed i suoi cittadini vogliono collocarsi responsabilmente ed assumere un ruolo. nelle categorie. Questo. come si dice oggi.

E’ un modo di agire procedurale e contabile. si coglie l’esigenza di acquisire elementi attualmente non rilevati. si rileva la crescente consapevolezza da parte di chi svolge la funzione pubblica di indirizzo e di controllo (è significativo quanto emerso nel corso della riunione della Commissione consiliare per la cultura del 18 settembre 2002) di dover disporre di strumenti adeguati per entrare nel merito delle materie che le sono affidate. apertamente. la valutazione è centrale perché è necessario corrispondere all’esigenza di documentare pubblicamente in modo continuativo – nell’interesse degli attori culturali della città e degli utenti – il quadro complessivo dell’offerta e della domanda di eventi. E sono scarse. come • la partecipazione attiva di utenti a momenti di preparazione/formazione precedenti gli eventi e/o a momenti di discussione critica a posteriori quale indicatore della capacità di rielaborazione culturale. sull'impatto di quanto deciso e realizzato con risorse pubbliche. le sue tendenze. istituzionali e associativi. reso obbligatorio da un regolamento comunale e su di esso appiattito. nel senso che rinuncia. ciò che viene preso in considerazione è solo la proposta di intervento e. In effetti. fiscale nel senso deteriore del termine. è necessario che il loro impiego rifletta – oltre che criteri razionali. incontri con autori al castello ecc. sulla tenuta. dunque. • • In termini esemplificativi. di iscrizione a corsi e ad altre attività ricorrenti quale indicatore del grado di fidelizzazione. le sue criticità. a conclusione. Oggi. a forme di verifica sulla plausibilità.LA CULTURA DELLA VALUTAZIONE. Perciò. ad un nodo critico che è necessario risolvere. in modo da completare. 23 . Infine. Sono pubbliche e.) quale indicatore del livello di interesse. • I motivi di questa nuova centralità del momento valutativo sono più d'uno. LA VALUTAZIONE DELLA CULTURA Gli strumenti e i modi della verifica Il tema della valutazione delle politiche culturali rinvia. • l’appoggio di privati in qualità di sponsor quale indicatore del grado di interesse per un potenziale ritorno economico e della responsabilità sociale delle imprese. in modo da consentire agli operatori di collocarsi in modo consapevole e responsabile in un contesto riconoscibile. vanno distribuite in modo selettivo sulla base di criteri non intuitivi e di indicatori sufficientemente raffinati. imparziali e. • il coinvolgimento di più soggetti o partner. avendo a riferimento questo contesto e non il singolo episodio o la personale sensibilità. Oltre a queste ragioni di severità e selettività. E'. nella realizzazione di un progetto quale indicatore della capacità di penetrazione trasversale in più strati sociali. programmazione-attuazione. Prima di tutto perché le risorse finanziarie sono pubbliche e scarse. il controllo dell’avvenuto svolgimento e dei costi sostenuti. equilibrati e condivisi – anche un’esigenza di etica della spesa. perciò. la triade delle fasi necessarie per una corretta amministrazione delle risorse: indirizzi. il sistema ora in vigore non può ritenersi fondato su di un sistema di valutazione. • la conferma di abbonamenti a stagioni teatrali. ma su di un sistema di controlli. • il numero di accessi di utenti ai siti informativi quale indicatore dell’interesse diffuso. ad esempio a causa di limitata capienza (vedi corsi per adulti. verrebbe da dire "programmaticamente". di fonte “terza” rispetto a chi propone e realizza iniziative e capaci di rapportarsi agli indirizzi indicati dai documenti programmatici e delle priorità in essi evidenziate. Strumenti che presuppongono conoscenze autorevoli. • le preiscrizioni a iniziative per le quali sia necessaria una prenotazione anche in assenza di ticket. necessario ampliare lo sguardo dal momento della presentazione progetto e includervi anche il momento di discussione (pubblica) dei risultati. visite guidate. valutazione. quindi. con giusto approccio metodologico.

• i trend di crescita di nuove presenze di cittadini residenti. per le ragioni alle quali si è accennato. che il Comune di Trento ha individuato come prioritari: quello dell’Osservatorio sociale e quello del bilancio sociale. che sofferma lo sguardo valutativo sull’attività svolta in funzione di una immediata rielaborazione dei dati che miri a ricalibrare le proposte. anche con opportune azioni di rinforzo specie là dove. dove le tendenze artistiche e le esigenze espressive si intrecciano e fanno i conti con un mercato di fruitori. specie in questa fase di transizione. ma anche in virtù del fatto che i vari eventi connessi con le diverse programmazioni di ogni istituzione sono spesso interconnessi o. anche per capire quali e quanti possano essere i soggetti e quali modalità di mercato si stiano affacciando sullo scenario trentino e globale insieme. ricorrenti e strutturate di raccolta e restituzione di informazioni. Se finalità ultima di qualsiasi sollecitazione culturale rimane quella di far crescere a macchia d’olio la curiosità. Ciò che si deve perseguire è una dimensione dinamica. se pur utile. ma proprio e solo in quanto alimenta e supporta altre due dimensioni concorrenti: quella decisionale e quella partecipativa. collezionisti d’arte e galleristi. la tipologia e la qualità dell’offerta. a monte. in breve. concerti. provenienti dalla provincia e/o da fuori provincia quale indicatore della capacità di attrazione della proposta (in particolare quest’ultimo dato potrebbe essere un parametro significativo del grado di consolidamento del peso delle iniziative culturali (mostre. Si configura. Analogo discorso vale per le questioni attinenti all’economia dell’arte. Facoltà di Economia. visite a monumenti) pubblicizzati nei pacchetti promozionali a livello dei circuiti turistici e dei maggiori tour operator). di approfondire gli aspetti connessi con un discorso di Economia della Cultura. ma si deve evitare un utilizzo statico e descrittivo di questi risultati. Tuttavia. Verso l'Osservatorio culturale Quanto detto finora interessa la dimensione più specifica di una funzione di Osservatorio culturale: quella conoscitiva. la diffusione e il confronto delle idee e l’interiorizzazione delle acquisizioni prodotte dagli eventi culturali. va sottolineata la relazione di coerenza fra l’ipotesi di lavoro qui in discussione e due ambiti di intervento. le rispettive programmazioni siano state volutamente confrontate e messe in sinergia. Dal quadro descrittivo possono sicuramente essere estratti elementi utili per un giudizio complessivo. una funzione evoluta di Osservatorio culturale. spettacoli. fotografia dell’esistente con capacità di descrizione nel dettaglio di alcune caratteristiche dei comportamento del pubblico nel campo della fruizione di proposte culturali. A quest’ultimo proposito. proprio per il loro comune interesse a ricercare strumenti di valutazione. allora appare chiaro che qualsiasi soggetto promotore di cultura non possa non essere interessato e chiamato in causa nello sforzo di una costante messa a punto e innovazione della propria capacità di proposta. A dibattere questi temi concorreranno sicuramente gli incontri previsti già in questo autunno 2002 realizzati in collaborazione fra Galleria Civica. E’ opportuno ribadire una convinzione: l’operazione di una verifica valutativa non può essere finalizzata ad una mera. è del tutto evidente che l’esigenza e l’intenzione di fornire al dibattito pubblico elementi conoscitivi rigorosi e aggiornati sulle dinamiche culturali della città costituisce un sotto-insieme specifico di un disegno che trova nel bilancio sociale una modalità complessiva di relazione con e 24 . La questione non può essere affrontata se non in una dimensione allargata a tutti i soggetti istituzionali del capoluogo. Ora. agiscono nell’opinione pubblica e nei comportamenti dei pubblici. la dimensione conoscitiva non si giustifica in sé e per sé. che permetta di trasformare queste esigenze in modalità concrete. in modo da interferire tra loro. comunque. quindi. oggi a differenti livelli di elaborazione. Associazione Industriali. Più in generale si tratta.

i vantaggi sono molto elevati. ma con un ambiente esteso di portatori di interessi e di competenze. che si fa carico soprattutto della rappresentazione e della interpretazione dei bisogni e delle politiche. aggiungiamo. ma piuttosto uno strumento "discorsivo". istituito dal Piano sociale e attivato con provvedimento della Giunta del settembre 2002. Il processo valutativo è in grado…di aprire nuove possibilità per verificare e garantire il grado di tutela dei diritti sociali. ma anche di valutare insieme. degli utenti dei servizi. unilaterale e prescrittivo. a fissare gli indirizzi. le novità introdotte in questa fase dalla nuova pianificazione comunale: la dimensione partecipativa e la cultura della valutazione (e. prima di tutto. e necessario per legge. a porre i temi. “…puntare alla costruzione di legami di partneship sociale tra istituzioni e cittadini significa . le competenze disciplinari. le istituzioni. riproducibile. sia a livello locale che nazionale e internazionale. che raccoglie soprattutto competenze tecnico-scientifiche e metodologiche. tanto nella dimensione quantitativa che in quella qualitativa. ma un processo democratico. ma soprattutto perché il bilancio sociale non è uno strumento. L’Osservatorio sociale. gli enti.inevitabilmente . Pertanto si deve ribadire come la valutazione (sia centrale) non solo quale elemento di analisi del grado di efficienza e efficacia dei servizi. ed una dimensione decisionale (politico-istituzionale). degli operatori. la natura intrinsecamente partecipativa della valutazione). insomma. le associazioni. perché è la dimensione politica a formulare le domande. la conoscenza distribuita. sia latente che espressa. che integra una dimensione specialistica. La dimensione specialistica della funzione di Osservatorio culturale deve corrispondere ad un bisogno informativo e conoscitivo che possiamo riassumere così: • monitoraggio delle dinamiche culturali in atto. Al contrario. quello che il bilancio sociale non è: non è una tecnica per estrapolare . • analisi dell’offerta di servizi e di eventi. delle tendenze al cambiamento. Il risultato non è un piano di marketing.secondo schemi e modalità che assicurano la chiarezza delle competenze e delle responsabilità reciproche . i cittadini in un’ottica di coamministrazione1. 25 . Se la valutazione diviene partecipata . ma anche per realizzare una effettiva difesa dei diritti dei cittadini che al di fuori di una cultura e una prassi della valutazione dei servizi difficilmente può essere realizzata in modo compiuto”. con l'obiettivo di raccoglierne e di valorizzarne il sapere diffuso. ma anche quelli dell’intera comunità che viene fatta oggetto di un processo di responsabilizzazione e empowerment cruciale per promuovere la solidarietà e il senso di responsabilità diffusa. E’ chiaro che questo fabbisogno di conoscenza non può risolversi in una logica tecnicista. che non è un sottoinsieme del tradizionale.fra l’Amministrazione municipale. delle organizzazioni.da un contesto complessivo .la quota di interventi riferiti ad obiettivi tipicamente o convenzionalmente "sociali". mettendo al centro una dimensione valutativa. costituisce un precedente con forti analogie rispetto all’ipotesi qui illustrata e. delle modificazioni. attraverso sistemi di indicatori e indagini sulla qualità. del volontariato. 1 Come ci ricorda il Piano sociale della città di Trento 2002-2004. è possibile dire. • analisi della domanda di servizi e di eventi. ma qualcosa di irriducibilmente "altro": non solo perché. mutatis mutandis. Sono due. va ribadito il significato due volte politico di questa funzione: • prima di tutto.non solo permettere di costruire insieme. Si tratterebbe di una ipersemplificazione incapace di cogliere gli elementi distintivi di un bilancio sociale. i saperi specialistici. una dimensione partecipativa (democratica). • e poi perché è una scelta politica quella di promuovere il coinvolgimento degli enti. dei cittadini. per così dire. Su queste premesse. si sposta più sul versante della rendicontazione (cioè del consuntivo) che non sul versante previsionale. perché gli interessi garantiti non sono solo quelli dei cittadini coinvolti. che dichiara pubblicamente il ruolo e la responsabilità sociali di un ente e li confronta non solo con i propri organismi deliberativi. In primo luogo. è esattamente riproducibile l’impianto teorico dell’Osservatorio sociale. apparato programmatorio e autorizzatorio.

piazze. e in parte per consentire ad interlocutori che riteniamo necessari e qualificati. l’urgenza di una funzione di Osservatorio culturale. siti web. Qualunque sia il disegno di Osservatorio culturale. radio. sia a livello di piccole realtà diffuse sul territorio • Banca delle risorse attivabili (vedi pag. l’espressione di parere motivato da parte del Consiglio comunale. La proposta operativa è quella di avviare in tempi brevi una fase di approfondimento che coinvolga. se vogliamo. l'ipotesi di lavoro che questo documento sostiene è che si possa avviare una fase transitoria che. sia quelli potenzialmente utilizzabili come palcoscenici eccezionali: palazzi storici. che potrà assumere una configurazione estremamente articolata quale struttura di servizio e – configurandosi anche come strumento di raccolta. opportuni o possibili un supplemento di istruttoria. Tv. schematica ipotesi teorica. E abbiamo presentato una sua essenziale. ecc. nello stesso tempo. sulla base di un programma di lavoro annuale. permetta di acquisire elementi conoscitivi sui temi di politica culturale rispetto ai quali siano necessari. sia istituzionale. giornali e fogli locali. referenti ed esperti in un percorso volto a realizzare uno strumento tecnologico che svolga una ricognizione complessiva. permetta di arrivare alla costituzione formale dell’Osservatorio culturale e. strade. di condividere l’elaborazione di ciò che l’Osservatorio vorrà e saprà essere. ma prima di tutto al Consiglio comunale nella sua articolazione preposta (la Commissione consiliare competente). in dialogo stretto con la Commissione consiliare. E’ prematuro proporre in questa sede un Osservatorio culturale bell’ e pronto. ecc. selezione e organizzazione di informazioni quale funzione necessaria ad attività di carattere valutativo. cortili o spazi privati. analizzando i diversi ambiti e aggiornandola costantemente. si attendono con estremo interesse le ipotesi progettuali relative al costituendo polo informativo culturale provinciale. 89) • Anagrafe dei luoghi e degli spazi della città. di passare dal dire al fare. Crediamo che sia realisticamente possibile e opportuno avviare una fase in qualche modo “costituente”. • Costruzione di una possibile anagrafe di realtà imprenditoriali private interessate al sostegno di iniziative e progetti culturali • Anagrafe dei diversi canali di informazione/promozione: editoria. sia quelli preposti ad attività culturali. agenzie pubblicitarie. è del tutto evidente la necessità di integrare il suo compito e il suo funzionamento con l'attività del polo provinciale. una condivisione non rituale da parte di interlocutori terzi. Si tratta. Interlocutori saranno i vari soggetti culturali coinvolti nella stessa attivazione delle funzione di osservatorio e ad essi saranno consegnati in maniera periodica i dati raccolti. A proposito del ruolo della Provincia autonoma di Trento. Dovranno essere messi a fuoco i seguenti aspetti: • Mappa dei soggetti dell’associazionismo.Concretamente… Fin qui abbiamo discusso le ragioni e. naturalmente. 26 . che permetta all’Osservatorio culturale di pensarsi in una sorta di progetto/azione: in parte per iniziare a rispondere fin da subito ad un bisogno di conoscenze che precepiamo necessario “qui e adesso”. In conclusione.

dei musei. delle reti di municipi. nel confronto e nell'approfondimento che hanno caratterizzato il percorso partecipativo. la moltiplicazione degli eventi e delle opportunità possa essere ridotta attraverso forme di programmazione di tipo unilaterale e prescrittivo. Ma anche perché l'ente pubblico rimane il solo soggetto legittimato a fare sintesi di interessi differenti e non sempre. fiscale. una funzione pubblica senza residui: non solo perché l'attività culturale è costituita normalmente da merit goods. passare dal controllo (cioè dalla verifica formale) alla valutazione (cioè alla verifica sostanziale) dei risultati. perché c'è. in coerenza con questo assunto. in quanto tali. della musica. alla gestione della complessità. cioè legittimare e attuare l'intervento pubblico nel settore della cultura. dai quali derivano l'impostazione stessa di questo lavoro e le scelte politiche che caratterizzano ciascuna sezione: sezioni che. unilaterale. Una prima ragione rinvia all'orientamento di fondo del Comune in questa fase storica: un orientamento che prende atto di come molte dinamiche e molte scelte non siano più riconducibili soltanto alle competenze amministrative del Comune e di come sia necessario promuovere e garantire modalità di inclusione dei cittadini nella formazione delle decisioni che li riguardano. nel governo del sistema. nel preparare questo strumento. cioè da attività in crisi di redditività. la crescita di consapevolezza e preparazione di un pubblico sempre più esigente e disposto a inseguire i propri interessi anche al di fuori di un breve raggio di accessibilità. insomma. significa relegare nel passato ogni prospettiva dirigistica. concretamente. è emersa un'evidenza. illudersi che la molteplicità dei soggetti. al governo dei processi e delle reti piuttosto che delle procedure e delle dinamiche strettamente amministrative. Questo vuol dire. delle biblioteche. e un criterio. sostituire le forme programmatorie prescrittive con forme negoziali. secondo noi. Diciamo questo per molte ragioni. Il passaggio. sono beni che meritano (appunto) il sostegno pubblico. la loro autonomia ideativa. definitiva: la consapevolezza che fare politiche culturali oggi. passare da rapporti individuali al governo di reti di relazioni. Due le principali. Non è possibile. Questa esigenza di ridefinire lo statuto di ciò che è pubblico non è senza conseguenze. paternalistica e assumere un punto di vista orientato alla regolazione piuttosto che alla regolamentazione. conciliabili. Non per questo l'ente pubblico può rinunciare all'esercizio del ruolo che gli è proprio. 27 . Un'idea. in sintesi. da un criterio di intervento di tipo finalistico ed un criterio di intervento di tipo regolatorio è una delle idee-chiave che stanno alla base del pensiero che ispira questo documento. rinviano a singoli e distinti sottosistemi culturali (li chiameremo sempre sistemi per chiarezza e per semplicità): quello del teatro.Ambito I IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI LE DECLINAZIONI DELLA CULTURA LE RETI DELLA CULTURA Nell'interpretare questo momento delle politiche culturali. prescrittiva. semplificare le procedure e le modalità di sostegno al volontariato. Una seconda ragione è legata. anche in campo culturale. che. invece. e nemmeno necessariamente.

E’ del tutto evidente che la città di Trento si pone in una posizione forte nell’attuale quadro dell’offerta culturale (per l’elevata concentrazione di risorse – in primo luogo logistiche e finanziarie – e di eventi nella città) e. quanto dal bisogno di confronto a tutto campo. allo scopo di ottimizzare i risultati delle proprie proposte culturali. europea e mondiale. in sintesi. esemplificando. condividendo l'adesione istituzionale alle compagini dell'Orchestra Haydn e del FilmFestival della Montagna. Ciò significa mettere al primo posto non solo la dignità di ogni contesto municipale. con la propria storia e il proprio investimento attuale sul futuro. Questo metodo di lavoro non potrebbe giungere a piena applicazione ed efficacia attraverso qualsivoglia dettame normativo proveniente da fonti legislative sovraordinate: l’intervento autoritativo può. i cui orizzonti non sono comprimibili. non può suscitare impegno verso intenzionalità comuni. si possono qui citare.Ambito I. che. Ci riferiamo alla determinazione che ogni Comune può assumere rispetto ad un impegno a lavorare in rete con gli altri Comuni. con Pergine. di interazione fra le comunità e di integrazione con la realtà provinciale. al massimo. alla possibilità di stabilire relazioni con il Museo della Grande Guerra. ciò non toglie che vada ribadita e messa in risalto la singolarità del compito che ogni municipalità. La difesa del ruolo delle municipalità si coniuga così perfettamente con la consapevolezza della collocazione all’interno di reti di relazioni entro un sistema ampio. recentemente inaugurato. con i comuni che ospitano attività teatrale primaria e teatroragazzi. con Bolzano. invasi come sono dalle istanze di una mondializzazione che tocca i rapporti culturali nel mentre influenza e imprime vincoli assai materiali e tangibili sul piano dell’economia. ma non raggiunge l’efficacia di stimolo alla condivisione. indurre a forme di collegamento a causa di condizionamenti economico-finanziari. qualora queste non nascano dal basso per spontanea convinzione. coinvolgendo in primo luogo le realtà urbane dell'asta dell'Adige comuni ed i principali comuni della provincia di Trento in una relazione sia bilaterale che multilaterale. Da questa convinzione. per il 28 . in conseguenza. ma anche rafforzare la volontà di non rinchiudere questa peculiarità all’interno di orizzonti particolaristici e predefiniti in favore di un’ampia circolazione delle idee e delle proposte: un’apertura che è richiesta non solo e non tanto da vincoli di bilancio e da necessità di differenziazione dell’offerta per evitare sovrapposizioni e duplicazioni. della finanza e delle conseguenze in campo politico e sociale. intercetta una quota importante della domanda di cultura. per propria autonoma scelta. con Borgo.1 La rete delle municipalità Un primo sistema riguarda le relazioni fra città o fra municipi. e alle suggestioni del parco fluviale. esprime l'impegno a tradurre il valore delle autonomie municipali in una esplicita modalità di cooperazione istituzionale e progettuale. quelle con Rovereto in tema di politiche museali (in particolare il MART) o su singoli settori di offerta. là dove queste siano raccordate e dialoganti con quelle altrui. relativamente agli eventi di Arte Sella. nasce un duplice obiettivo politico e programmatico: • un primo obiettivo è quello della formalizzazione di modalità strutturate di consultazione e di relazione in ambito culturale fra le municipalità secondo un criterio di contiguità territoriale. ciò potrà stimolare la mobilità del pubblico (che appare sempre più propenso a spostarsi per inseguire l'offerta che meglio ne interpreta gusti e propensioni sempre più evoluti) e la redazione di palinsesti condivisi. è chiamata a svolgere all’interno di un orizzonte complessivo. impegnata nella realizzazione di un nuovo contenitore culturale a scala non solo locale. nazionale. e quindi anche la nostra. E’ per questo che il rivendicare la singolarità dell’apporto di una municipalità sul piano culturale significa partire dal presupposto democratico del valore della partecipazione paritaria di ogni realtà a percorsi di dialogo culturale e a progetti aperti al contributo di tutti. fra le relazioni in atto da rilanciare o fra quelle realisticamente possibili od opportune.

Pesaro e La Spezia. a singole città medie che stanno avviando ipotesi di sviluppo fondate sempre più esplicitamente sulla valorizzazione del proprio patrimonio storico.• tramite del Coordinamento Teatrale Trentino.giovani artisti italiani. Il dialogo con queste città . e. va segnalato il riferimento al Rossini Opera Festival. o possa essere. Pensiamo al CIDAC . la scelta . e. Di Pesaro. un secondo obiettivo è quello del potenziamento e dell'ulteriore sviluppo delle relazioni con le città e le reti di città cui Trento sia. evento culturale di eccellenza. non da ultimo. al circuito delle città romane. 29 . al Circuito GAI .è già impostato formalmente.circuito delle città d'arte e di cultura. legata sulla base di un criterio di prossimità di tipo tematico. con le municipalità che hanno condiviso il progetto "Il Trentino e l'Europa". artistico e culturale come.di puntare su un forte e articolato investimento culturale per entrare in un promettente circuito di visibilità e di attrattività nazionale e internazionale. in particolare. più in generale. di recente.interlocutori preparati e dinamici . alla Comunità di Lavoro delle città delle Alpi.operata dal Piano strategico di quella città .

che il governo di questa criticità non possa accontentarsi di una evoluzione spontanea. che metteva a tema i principali nodi politici da affrontare. poi. E non fa problema nemmeno la convinzione. al sovraccarico "funzionale" dei contenitori disponibili. In seguito. il problema era legato soprattutto alla carenza di spazi e. L'obiettivo di questo documento . individuando una sistema ordinato di poli urbani con precise e differenti caratterizzazioni. l'allestimento del teatro cosiddetto sperimentale nel complesso S. Il ragionamento conteneva fra l'altro il tentativo di riformulare il problema e di proporre soluzioni non solo sul piano strettamente funzionale.non è quello di dare risposte precise e definitive (non ce ne sono i presupposti). laddove sosteneva l'esigenza di affrontare la questione dei contenitori in una logica di sistema.Ambito I. è senz'altro lecito affermare che si tratta di un tema irrisolto. Riteniamo. di "giocare d'anticipo" o. alla 30 . che dispone anche di un ridotto. parlare delle loro vocazioni relative e delle loro funzioni specifiche: tema da rapportare alle loro caratteristiche tecniche e funzionali. contraddittori .di articolare un ragionamento che tentava. Fino a qualche anno addietro.2 Il sistema dei contenitori culturali Il tema dei contenitori culturali in città è. il completamento del restauro del Teatro Sociale. Cioè di riformulare la domanda. ma anche sul piano urbanistico. Ma si configura in modo molto diverso. in sintesi.per limitarci solo alle nuove e principali acquisizioni hanno reso disponibili volumi sempre maggiori. allo stato attuale. cioè in attesa che si verificassero le acquisizioni che definiscono l'attuale quadro dei volumi disponibili per fini culturali.verso la metà degli anni Novanta e. almeno parzialmente.sia dal Centro S. da soli. con la costruzione del Piano di sviluppo socio-economico negli anni '96-'98 . il Comune di Trento aveva cercato di mettere ordine in questo tema. ma quello di porre con la maggior precisione possibile il problema. l'acquisizione in locazione dell'immobile che ospita il Centro Musica . l'offerta sarebbe stata più che adeguata e si intravvedeva l'esigenza di introdurre un criterio di specializzazione. non si risolvono. Nel documento preliminare si affermava che parlare di contenitori in una logica di sistema significava. oggi. dalla metà degli anni Novanta ad oggi.nel corso degli ultimi mesi ed in circostanze occasionali molto diverse . anche considerando i punti di vista assolutamente convergenti espressi . strettamente legata alla precedente. in altre parole. vincoli estremamente diversificati e. sottoscritta ancora oggi. invece. Il punto di partenza. percezioni. più o meno. all'opposto. al quale si rinvia senz'altro. altrettanto attuale di otto o dieci anni fa. conseguentemente. ma anche da Università e ITC nel contesto di un discorso più articolato sulle esigenze localizzative del sistema formazione e ricerca. Perché di solito i problemi. Riformulare la domanda Ad oggi. In termini prospettici. Marco. adottando un criterio regolatorio e non prescrittivo. nulla quaestio. la disponibilità anche a fini culturali del palazzetto dello sport e del Teatro S. Chiara. questa è stata. può essere il documento preliminare a questo atto di indirizzo. (ovviamente accanto alla qualità dei programmi e all’attività di formazione del pubblico) la premessa o la concausa del graduale incremento del numero di spettatori e dalla progressiva crescita/diversificazione dell’ offerta di eventi che si è registrata. riteniamo. per così dire. di governare il difficile e non scontato passaggio da una fase nella quale la disponibilità di spazi era palesemente inadeguata rispetto a una domanda in rapida e tumultuosa crescita ad una fase in cui. orientamenti. Chiara che dal Museo tridentino di scienze naturali. La tesi che vi era sostenuta può essere. Su questo punto. che possa essere reimpostato e riproposto il tema della definizione operativa dell'idea di sistema. in buona parte.a fronte di sollecitazioni. "vagante" ed aveva cercato .

evitando che la disponibilità di nuove strutture finisca per legittimare involontariamente.sulla possibile realizzazione di 31 . Assumere un’ottica di regolazione del sistema significa. e in parte per i limiti logistici e tecnico-funzionali della sala. interviene una variabile che modifica l'intera prospettiva: se. ma deve essere riferito anche e soprattutto ai limiti e alle vocazioni concretamente "spendibili". dal quale emerge che l'incremento è.di realizzare nel contesto urbano una nuova struttura teatrale di dimensioni mediograndi (duemila posti). frequenza e modalità d’uso degli spazi. ai rispettivi costi di esercizio e di conduzione. tutte le programmazioni nei diversi contenitori. ma non per capienza. dall'altro. Questo punto di vista mantiene indubbiamente una propria plausibilità. l'allestimento della camera d'orchestra. e. peraltro. Dal punto di vista terminologico. ma non per caratteristiche del palcoscenico. A fronte di queste circostanze. da un lato. è il caso di dirlo. Un secondo equivoco terminologico riguarda l'auditorium. il cui utilizzo unitario è molto al di sotto della disponibilità teorica massima (l'utilizzo medio si attesta su una giornata su tre).avanzata nel corso del dibattito sulla variante anticipatoria al PRG . inedito). mentre è molto felice l'acustica per la musica amplificata (ma in questo caso si sconta una capienza non ottimale e ben al di sotto dello standard richiesto da taluni eventi). specifiche tipologie di utilizzo. il primo equivoco è quello che attribuisce una caratterizzazione sperimentale al teatro cosiddetto sperimentale. In questo senso. "spalmato" su diversi contenitori.loro capienza. oggi non è così. un modo di programmazione delle attività (e non più soltanto di uso dei contenitori) di tipo incrementale e intensivo. caratteristiche tecniche del palcoscenico). All'incremento del valore assoluto delle attività e alla loro diversificazione corrisponde. Si veda. al loro prestigio. crediamo sia necessario fare chiarezza rispetto a due malintesi: uno terminologico e uno funzionale. al riguardo. lo studio effettuato dal Centro servizi culturali S. In epoca molto più recente. di due sollecitazioni cui non si può negare forza sia comunicativa che argomentativa. Chiara su "Lo spettacolo dal vivo a Trento: spazi e presenze 1995-2000: i numero di una crescita" (settembre 2002. ragionare in termini di caratterizzazione degli spazi. dunque. piuttosto. va registrato il trend di crescita che caratterizza documentatamente. uno spazio per la musica: si tratta in realtà di una struttura polivalente che. assumendola come parametro di riferimento per stabilire destinazione. che poco si adatta a forme di spettacolo non canoniche. alla riflessione del Museo tridentino di scienze naturali affidata a un documento del settembre 2002. i consumi culturali e l'offerta di eventi nei contenitori della città. cioè individuando le vocazioni teoricamente possibili di ciascuno spazio. un auditorium adatto al teatro di prosa per capienza. ma di fatto. si proseguiva. alle politiche di diversificazione dell’offerta che il Comune intende attuare. soprattutto riprodotta. ma non per capienza e inadatto alla musica per acustica. con evidenti carichi operativi. tuttavia. in breve. ma probabilmente va assunto come obiettivo tendenziale piuttosto che come canone tassativo. cioè. come è giusto. e adatto alla musica. Va registrato. alla lettera. è poco adatta alla musica dal vivo (ogni utilizzo richiede. l'utilizzo parziale delle strutture singolarmente considerate. va registrata l'irruzione sulla scena. però. Si tratta di una forzatura: in parte perché i linguaggi della ricerca interessano trasversalmente. con un Teatro Sociale adatto a prosa e danza per caratteristiche del palcoscenico. da più di un decennio. infatti. all'inizio del periodo considerato (diciamo inizio anni Novanta) il fabbisogno di contenitori superava la disponibilità di spazi. anche un equivoco funzionale. per così dire. costi di esercizio. enfatizza la dimensione logistica (capienza della sala. rispetto al fabbisogno strettamente musicale. cioè di attribuzione a ciascuno di essi di una vocazione precisa o almeno di una funzione riconoscibile e prevalente. anche perché l'affermato criterio della specializzazione e della caratterizzazione non può essere definito solo in modo astratto. un problema di adeguatezza o di sfasatura fra le caratteristiche dei contenitori e le rispettive. invece. Il criterio d'uso dei contenitori che viene adottato. al quale si rinvia . alla loro effettiva utilità in una prospettiva di sistema. Ci riferiamo. e manca il golfo mistico). all'ipotesi . O. Un trend nel quale.

come sembra evidente. riteniamo. che la prima incognita da risolvere in questo sistema di equazioni sia quella di definire in maniera analitica i punti di forza e di debolezza di ciascuna delle ipotesi considerate per poi valutare comparativamente le configurazioni e poter aprire formalmente un necessario tavolo di confronto con la Provincia autonoma di Trento. Si ritiene. non sono in realtà alternative l'una all'altra. Fin qui i termini della questione. Chiara) e all'ipotizzata nuova struttura teatrale. schematizzate per chiarezza. E' abbastanza chiaro che queste tre eventualità. rispetto agli scenari analizzati. che l'attuale quadro informativo e l'attuale stato di approfondimento del dibattito non consentano se non di ricapitolare e di mettere ordine nel quadro delle informazioni disponibili e delle sollecitazioni sul tappeto. oppure . l'adozione anche formale di un criterio di specializzazione d'uso dei contenitori. in questo caso. la direttrice fluviale e. in questo caso. Chiara in modo da adeguarne gli standard fortemente insufficienti (dimensioni del palcoscenico. a corredo del nuovo Centro della Scienza. naturalmente. se è vero. in quanto acquisito dal punto di vista del dibattito pubblico. che si registra. dunque. il rifacimento dell'auditorium S.ipotizzare un intervento di manutenzione straordinaria e di adeguamento tecnico e funzionale sui contenitori esistenti. nel distretto fluviale nel quale si intende realizzare una nuova centralità urbana. Scenari che. sia nel ristrutturato auditorium S. ovvero di un compendio culturale con specifiche e complementari connotazioni nei settori museali. le aree di riconversione urbana): l'allusione va. questo. che preveda ad esempio. anche a fronte del trasferimento della Facoltà di Lettere dopo la realizzazione della nuova sede e della parallela sollecitazione da parte dell'ITC. congressuali e dello spettacolo. ce n'è abbastanza per delineare i possibili scenari verso i quali orientare un dibattito pubblico più stringente. oltre. secondo noi. da localizzare nell'area ex Michelin e.adottare un'ipotesi incrementale e prevedere la realizzazione di nuovi contenitori (la distribuzione di funzioni dovrebbe interessare. sufficiente dal punto di vista della capacità di corrispondere alla domanda di spazi e difficilmente aggiornabile dal punto di vista dei costi gestionali. dotazioni) e da incrementarne la capienza in modo da incidere sulle convenienze (cioè sul rapporto fra costi e ricavi) di taluni segmenti di attività. sono riconducibili a tre opzioni: . considerandola relativamente stabilizzata dal punto di vista della distribuzione di funzioni.un Parco_Città delle Culture nell'area ex-industriale Michelin di Trento. sicuramente positiva dal punto di vista della qualità degli spettacoli proposti. Chiara. Ma non è questa la sede nella quale tentare una sintesi conclusiva. anche in relazione al Centro della Scienza. di trasferirvi la sede istituzionale e dei centri di ricerca umanistici. come crediamo. o ancora . i possibili interventi modificativi rispetto a questo quadro potrebbero riguardare. Termini che abbiamo riepilogato per sommi capi. pone certamente a questo contenitore una domanda impegnativa sulla sua eventuale nuova destinazione). Resta il fatto che. qualunque ipotesi venga adottata dovrà farsi carico di formulare indicazioni sul riutilizzo o sulla nuova e diversa funzione dei contenitori eventualmente dismessi: un tema. anche se. 32 . ad una struttura per la congressualità scientifica (che potrebbe però trovare spazio sia nel compendio dell'area Michelin. se non su specifiche questioni (ad esempio.mantenere invariata l'attuale situazione. l'eventualità di realizzare un grande contenitore se non confligge immediatamente con l'ipotesi di una ristrutturazione con ampliamento dell'auditorium. comunque. alla realizzazione del Centro della Scienza. acustica. se non urgente certamente cruciale nel medio periodo a proposito del complesso ex S. anche a costo di una temporanea ma inevitabile indisponibilità di alcuni spazi. in ogni caso.

le risposte ai bisogni sono sollecite. E' l'esempio effettivo di come.quello della razionalizzazione del calendario di eventi e di offerte . Nel generale movimento delle cose. hanno ottenuto quello di superare la schematica distinzione fra generi. luoghi di apprendimento. La provincia di Trento è dotata di una ricca proposta musicale realizzata da una pluralità di enti. proponendo una definizione operativa e non retorica di sistema. Si tratta di un primo esempio di ciò che significa "regolare" invece di "regolamentare". come primo risultato. e sempre meno possiamo immaginare un impegno nella produzione e nella diffusione artistica che non sappia incidere nella formazione delle nuove generazioni. ma non senza rispetto per la nobile tradizione strumentale europea. talvolta anzi l’offerta precede la domanda. cioè esercitare diversamente il ruolo che spetta al pubblico. delle tante energie verso progetti collettivi a maggior tasso di consapevolezza critica. dal valore inestimabile e rimane fatto importante anche per le nuove forme di proposta musicale della fase contemporanea. né può mancare l’attenzione agli intrecci con le altre arti e con il pensiero.ha in questa intesa un solido punto di partenza. Un censimento dei soggetti attualmente impegnati nella promozione di concerti e spettacoli di carattere essenzialmente musicale. ma concordata. in una situazione articolata che non ammette gerarchie. alla cui affermazione hanno contribuito la passione. Oggi viviamo in una realtà urbana attraversata da processi di metabolizzazione culturale pur nella propria collocazione periferica: centri di ricerca e di didattica universitaria.3 Charta Musicae Un patto di collaborazione fra istituzioni e associazioni musicali di Trento e nel Trentino Il documento che segue rappresenta una concreta e condivisa formalizzazione dell'ipotesi metodologica sottesa alla definizione di "rete culturale".potrà nascere dalla prosecuzione delle modalità di consultazione adottati nella stesura della Charta. Un risultato più impegnativo . La dimensione sostanzialmente amatoriale.quello del superamento di antiche separatezze e di reciproci scambi e frequentazioni . Il sistema musica non è riportato a sintesi attraverso meccanismi di carattere prescrittivo e obbligatorio. non sempre marcata da obiettivi specifici e complementari. in gran parte operistica ed italiana. raccoglie identità storiche assai differenziate e ambiti di pertinenza più o meno ben ritagliati.Ambito I. istituzioni ed associazioni di grande rilievo. Il risultato più ambizioso . la volontà e l’impegno di gruppi di amatori. quanto mai vivo là dove sono in gioco esperienze creative legate all’arte. I molti soggetti operanti hanno spesso un forte radicamento nel territorio che li esprime e portano con sé prospettive nate in importanti momenti di evoluzione sociale. con tendenziali sovrapposizioni di ambiti di azione e con imperfetta messa a fuoco delle linee evolutive. ma attraverso una rete di scambi e di relazioni di natura volontaria e intenzionale. La stratificazione di iniziative lungo gli anni ha condotto ad un’offerta sovrabbondante. strutture di 33 . ovvero di autentico volontariato. pubblici. finalizzati alla diffusione della letteratura e alla valorizzazione delle professionalità artistiche. che ha contraddistinto la nascita di molti dei soggetti che oggi producono diffusione musicale è stata elemento essenziale. la disponibilità al dialogo e la capacità di riportare il confronto sui contenuti da parte di primarie espressioni della formazione e della distribuzione musicale possa portare a risultati di particolare spessore. La responsabilità è dunque oggi ben più ampia di quella dei generosi fondatori delle prime società filarmoniche in un tessuto sociale che sperimentava nella nuova dimensione urbana le prime forme di aggregazione culturale e sentiva forte attaccamento alla tradizione musicale ottocentesca. E’ altresì vero che oggi si pone un’esigenza di canalizzazione non impositiva. che. la crea. In una dinamica articolata e ricca di risorse non può mancare una forte attenzione per i grandi nodi della cultura musicale.

formazione artistica, di formazione musicale di base, attività in ambito teatrale e cinematografico di qualità, fanno sì che domande e risposte si facciano sempre più complesse e dinamiche. Crediamo che la promozione di un coordinamento nella predisposizione di risposte sempre più all’altezza delle richieste provenienti dal territorio sia compito, in particolare, dei principali soggetti che sono interlocutori a diverso titolo delle Istituzioni cittadine e provinciali. Sono da ricordare: - l’Orchestra Sinfonica Haydn, fondata nel 1960, oggi in fase di trasformazione in Fondazione, che annovera fra i soci fondatori le due città capoluogo e le Province di Trento e di Bolzano; - la Società Filarmonica, fondata nel 1795, da sempre impegnata nel campo della musica cameristica, della formazione e della ricerca sia in sede storica che attuale; - il Conservatorio, fin dalla sua origine luogo importante della preparazione strumentale e artistica, in costante rapporto con le istituzioni cittadine; - le Scuole musicali, sviluppatesi dagli anni Ottanta, che hanno avuto un ruolo fondamentale nella promozione e nella sedimentazione dell'alfabetizzazione musicale e della cultura musicale diffusa; - il Centro S. Chiara organizzatore delle stagioni dei teatri, di itinerari di musica jazz, folk e di musica d’autore; - Il Centro della Musica, di recente attivazione, rivolto a favorire il protagonismo giovanile in campo musicale; - le tante Associazioni, a partire dalla Gioventù musicale; - i Festivals, i Concorsi, gli Ensemble strumentali; - i Corpi bandistici e corali. Ciascuno di questi soggetti svolge iniziative musicali, concertistiche, di formazione e anche di ricerca. La capacità di muoversi e operare sempre più proficuamente verso il raggiungimento degli obiettivi indicati, non può che scaturire dal confronto e contemporaneamente dalla crescita di qualità di ciascuno nella definizione della specifica identità e funzione. Ciascun soggetto sottoscrittore del presente documento riconosce la necessità di agire e interagire nella realtà culturale del Trentino, armonizzando le proprie linee operative con i piani culturali delle diverse istituzioni pubbliche e ricercando il coinvolgimento reciproco delle varie realtà legate alla musica, alla cultura e alla formazione, in un sistema interattivo. Si sente inoltre impegnato sul piano di una sempre più precisa messa a fuoco della propria identità, in relazione al ruolo che vuole assumersi e tenendo conto delle altre realtà esistenti nel territorio. In questo contesto emerge l’opportunità/necessità di condividere alcuni obiettivi, per riuscire ad operare in rete, in una logica di “Sistema musica” per la realtà trentina. In particolare si propone di: a) creare un tavolo annuale di confronto e di valutazione degli indirizzi e dell’operatività dei singoli soggetti e del livello dell’offerta nelle sue diverse articolazioni in rapporto alle esigenze del territorio cittadino, ma anche in rapporto alle offerte realizzate nelle realtà di valle e nelle altre regioni vicine;

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b) verificare in incontri di carattere programmatorio le possibilità di coordinamento delle iniziative, con armonizzazione dei calendari, oltre che con eventuali punti di contatto. c) ricercare modalità di compartecipazione a progetti che vedano impegnate più realtà, mettendo in rete istituzioni, festivals, concorsi, itinerari esistenti da anni, vuoi prevedendo un “cartellone” di stagione ispirato ad un comune filo tematico, in modo da rendere possibili completamenti reciproci, vuoi ricercando una “rappresentazione” ampia, ma coordinata, del panorama musicale o in riferimento all’evoluzione storica o ai diversi generi; d) attivare accordi di programma bilaterali o plurilaterali per favorire le sinergie nel campo della formazione musicale, sia rivolta ai bambini, sia agli adulti, con il coinvolgimento del Conservatorio, delle singole scuole musicali, dei vari corpi bandistici, dell’Ente S. Chiara nelle sue diverse aree di intervento (itinerari jazz, lirica, musica d’autore, ecc.), della Società Filarmonica (i giovedì dell’ascolto), dell’Orchestra Haydn (prove d’Orchestra aperte) al fine di disegnare la mappa di ogni zona e favorire la capacità di corrispondenza alle attese di ogni territorio; e) favorire l’ottimizzazione delle risorse e la valorizzazione piena delle iniziative a valenza sovracomunale, attraverso modalità di accesso ai concerti previsti in città ma di interesse anche per un pubblico delle zone decentrate (eventuale organizzazione di servizi di trasporto, prenotazioni centralizzate, ecc.); f) favorire la circuitazione delle proposte in tutto l’ambito provinciale da parte di ogni soggetto, sulla base di scambi o di co-produzioni. La Provincia Autonoma di Trento e il Comune di Trento, nelle loro qualità di soci fondatori dell’Orchestra Haydn e di Enti finanziatori del Centro S. Chiara e di altre Istituzioni o Festivals, si impegnano ad evidenziare alle istituzioni direttamente collegate in quanto enti funzionali e all’insieme del tavolo annuale di confronto dei soggetti aderenti a “Cartha musicae”, alcune esigenze culturali ritenute prioritarie, valutate sulla base dei risultati ottenuti e delle necessità rilevate nei rispettivi ambiti territoriali di competenza (promozione culturale, promozione turistica, ecc.), oltre che in riferimento alle risultanze del dialogo fra le Amministrazioni capofila di cartelloni e stagioni musicali (Rovereto, Riva, ecc.). Trento capoluogo del Trentino, città d’arte, cultura e natura, può fungere così da nodo di intersezione fra le diverse opportunità turistiche delle vallate, andando a valorizzare la proposta di eventi musicali anche come elemento di rinforzo del flusso turistico e di integrazione dell’offerta sul versante ricreativo/culturale. I contenuti e lo spirito di questo Patto vogliono porsi per altro, in prospettiva, come possibile contributo ad un’ulteriore espansione della rete delle collaborazioni e del coordinamento, anche in ambiti territoriali allargati.

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Ambito I.4 SISTEMA MUSEI I musei e la città L'assunzione di una politica museale attiva da parte del Comune di Trento si basa su un presupposto: la capacità di passare, per così dire, da una logica di autolegittimazione e di autosufficienza da parte delle singole individualità ad una logica di sistema. Detto altrimenti, è il sistema in quanto tale invece che il singolo episodio - pur nel rispetto delle singole e autonome identità e vocazioni - che costituisce l'oggetto e l'obiettivo di una rinnovata assunzione di ruolo da parte della Municipalità. Questa assunzione di ruolo si realizza, secondo modalità presentate di seguito, in quattro distinti spazi di intervento. Un primo spazio di intervento riguarda quelle che potremmo definire funzioni e servizi museali "di secondo livello". Si tratta di tutte quelle azioni che non è necessario, opportuno, vantaggioso, possibile, economico, razionale, utile che ciascun soggetto svolga in proprio. Queste azioni possono comprendere, in modo cumulativo ed esemplificativo, un marchio collettivo, la gestione comune o coordinata di lavoratori, la realizzazione di grandi eventi, la selezione e la formazione del personale, la gestione comune di appalti e forniture, l'apertura di sportelli condivisi per informazioni e prenotazioni. Un secondo settore di intervento riguarda i servizi all'utenza. O, più esattamnente, a singoli e particolari segmenti di utenza: dai visitatori (biglietto unico, sconti, agevolazioni, promozioni) e "pubblici" che esprimono aggregazioni di interessi (consulenze, prestazioni d'opera, elaborazione di programmi a domanda, servizi logistici). Un terzo segmento di attività di rete interessa le competenze dell'Amministrazione comunale (parcheggi, trasporti, segnaletica stradale e direzionale, arredo urbano, allestimenti). Infine, ma non per ultimo, si segnala come ambito necessario per una relazione di qualità il tema del rapporto fra i musei e la città sotto un profilo di economia della cultura e di economia urbana; alludiamo alla definizione, alla promozione e alla commercializzazione di pacchetti integrati di offerta e, in genere, ad una attenta e necessaria valutazione dell'impattoe conomico degli investimenti, non solo pubblici, in politiche museali e, in senso lato, culturali. Ma questa è un'altra storia, sulla quale ritorneremo. E' in questo quadro di significati e di intenzioni che si colloca il documento seguente, intitolato "I Musei e la città". E' un documento che va contestualizzato, nel senso che contiene assieme a elementi attuali - anche altri elementi già acquisiti. Non perde, però, la sua originalità e la sua natura programmatica e quasi contrattuale. Per questo abbiamo scelto di inserirlo nel testo di questo atto di indirizzo, pur consapevoli che alcuni passaggi appartengono a fasi trascorse: ma anch'essi, proprio perché così puntuali, documentano il lavoro attraverso il quale si è arrivati a sistematizzare una visione d'insieme. Storia e prospettive di un rapporto in crescita Breve “cronistoria” (1997-2002) L’ultimo quinquennio ha visto crescere a Trento un positivo rapporto fra i musei e con altre componenti della vita cittadina (turismo, commercio, artigianato, spettacolo).

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ne curarono la promozione in chiave turistica…). A fine primavera 2000 prese avvio l’iniziativa “La città in giardino” che. dal Mart (“Boldini. Casolara. (Centro Trentino Esposizioni) con la mostra “Le mele d’oro” ed i laboratori natalizi “Creare con gli agrumi” in concomitanza con il “Mercatino di Natale”.T.I. albergatori e A.T. come il Servizio attività culturali della Provincia e il Centro S. Trentino e Servizio attività culturali della Provincia.T. Si è arrivati così alle manifestazioni che dal 24 novembre 2001 al 6 gennaio 2002 hanno visto per la prima 37 . la morte” (unite nel periodo. che culminò nell’inverno 1999-2000 nelle due grandi Mostre “Il Diluvio Universale” e “Segantini. la natura.T. di Trento e del Trentino. ad iniziare dalla grande mostra “Ori delle Alpi” al Castello del Buonconsiglio che nel 1997 inaugurò una nuova stagione di collaborazioni fra il Castello stesso ed altre istituzioni ed organizzazioni cittadine e provinciali: come in particolare le A. Chiara che nell’estate 1999 arricchirono la mostra “La Bellissima maniera” con una concomitante e riuscita serie di spettacoli di strada. avvenuta durante le “Feste Vigiliane”. Nell’estate 2000 anche il Museo Diocesano fece “rete” con il Castello del Buonconsiglio e con le altre componenti (in particolare collegando la mostra “S. il felice debutto de “Le notti dei musei” unitariamente promosse da A. i commercianti e i ristoratori (questi ultimi con il “piatto degli ori” inventato per l’occasione e rimasto poi come “piatto del Buonconsiglio” in omaggio alle iniziative del Castello. Vigilio fra storia e Leggenda” a “Jubilate Deo).P. per Trento in collaborazione con il Comune e l’A.P. Particolarmente significativo poi. mentre l’“Anteprima” del teatro Sociale e del sito archeologico sottostante si coordinarono da un lato con queste mostre e dall’altro con le “Feste Vigiliane”.Alla crescita di questo rapporto hanno contribuito la programmazione e promozione coordinata dei principali eventi promossi dalle istituzioni museali. “Jubilate Deo” nel 2000 e “Un ritrattista nell’Europa delle Corti” nel 2001) coinvolgendo via via anche altre istituzioni. Nello stesso tempo l’apertura definitiva del sito archeologico “Tridentum” sotto il Teatro Sociale. C. Festival della polenta). televisioni e tour operators nazionali ed internazionali. Nel frattempo altri musei – in primis il Museo Tridentino di Scienze Naturali e il Mart – erano entrati nella stessa logica di coordinamento e coinvolgimento. nella promozione e nel biglietto unico. cittadina. albergatori.P. Il 2001 si è aperto e chiuso all’insegna della promozione coordinata.T. In concomitanza con quest’ultima mostra. di Trento e del Trentino la possibilità di richiamare l’attenzione di giornali.P. Nel dicembre 2000 il Museo Tridentino di Scienze Naturali avviò un’inedita collaborazione con il C. ad iniziare dalle grandi mostre organizzate dal Museo Tridentino di Scienze Naturali (“Energia 2001”). gli albergatori.T. mentre il Comune promuoveva la prima edizione delle “Armonie di Natale” ed altre manifestazioni coordinate con A. aprendo un dialogo fra questa tipologia di proposte e quelle squisitamente culturali riconducibili alla rete museale e degli istituti di cultura. ecc. l’itinerario enogastronomico “I sapori nell’Europa delle Corti” ha visto impegnata anche la Camera di Commercio accanto ai ristoratori ed in sinergia con il Castello (in aggiunta alla presenza della Camera di Commercio stessa fra gli “sponsor” della mostra).T.E. i commercianti fecero da vetrina e cassa di risonanza all’evento. gli artigiani orafi. nell’estate 2001. La vita.T. (il mese di maggio) contribuiva a dare continuità di proposta e di animazione in città nell’arco dell’anno.. (Consorzio Trento Iniziative). oltre che nell’ormai consolidata rete di rapporti con le altre istituzioni ed organizzazioni cittadine e provinciali). coprendo un arco temporale prima poco presidiato dal punto di vista turistico. ha inaugurato anche la prima proposta permanente di “biglietto unico” (fra Castello e Tridentum). realizzando così una serie di eventi concatenati che offrirono alle A. andando a intrecciarsi con altri eventi e ricollegandosi con iniziative a carattere economico (Mostra dell’agricoltura di montagna.P. “La Bellissima Maniera” nel 1999. De Nittis e Zandomeneghi – Mondanità e costume nella Parigi di fine ‘800) e dal Castello del Buonconsiglio (“Un ritrattista dell’Europa delle corti”). Analoghe collaborazioni hanno caratterizzato da quel momento in poi tutte le mostre del Castello (“Rame d’arte” nel 1998.P. gli artigiani invece realizzarono riproduzioni degli “ori”.

P. La rete museale da costruire a Trento dovrà dunque tener conto in prospettiva di questa dimensione “provinciale” in cui è chiamata a muoversi. del Castello il 24 dicembre e del Mart il 31 dicembre). degli eventi come delle attività didattiche e delle altre iniziative promosse dai musei stessi. Va. domenica in villa”. dell’”Autunno Trentino” hanno aggiunto ulteriori tasselli al ricco mosaico dell’offerta cittadina. Potrà anzi essere proprio quest’ultima la chiave di uno sviluppo organico. Sia la città di Trento. la grande mostra “Il Gotico nelle Alpi”. spettacoli e laboratori creativi. che ha fra l’altro registrato il particolare successo dei concerti estivi in via Belenzani e delle visite guidate autunnali “Sabato in città. Nuove realtà sono nel frattempo venute ad arricchire il patrimonio culturale cittadino. Prossime tappe Il museo archeologico Un discorso a sé merita la questione del Museo archeologico. il consolidamento delle iniziative e delle collaborazioni sperimentate l’anno precedente (da “Le notti dei musei” d’estate al “Natale nei musei” in concomitanza con il Mercatino) e. precisato che in questa “cronistoria” non figurano per brevità altri musei ed enti che pure in questi anni si sono mossi in una logica di coordinamento. che dal 20 luglio al 20 ottobre ha non solo registrato un successo record di pubblico e stampa. promozione in campo archeologico. Museo della Sat) si è aggiunto Palazzo Trentini che – in collaborazione con il Comune – ha ospitato dal 1° dicembre 2001 al 6 gennaio 2002 la mostra “Nell’incanto del Bambino Re – I bambinelli nell’arte popolare alpina”.T. E’ da registrare la forte urgenza di giungere all’attivazione del “nodo centrale” degli itinerari archeologici diffusi sul territorio.. che eviti la dispersione – frammentazione dei “tanti piccoli musei” sparsi sul territorio provinciale. Mart. la cui valorizzazione non passa certamente dai localismi ma dalla “rete” con i poli museali principali (Trento e Rovereto). confermando ulteriormente come tale logica sia ormai condivisa nei fatti ed offra terreno fertile allo sviluppo di una “rete museale” stabile e solida al suo interno quanto aperta all’esterno ed integrata nel tessuto socio-culturale della città e della provincia. che dovrà necessariamente trovare riscontro nella dimensione della programmazione e promozione coordinata. da un lato. a distanza di anni. di Trento nella realizzazione coordinata di un percorso natalizio di mostre. in conclusione. Il nuovo corso della Galleria civica e la riproposizione. rafforzando con ciò anche il ruolo della città-capoluogo nella valorizzazione delle risorse del Trentino. come quella del Museo Diocesano l’8 dicembre. Sotto quest’ultimo aspetto va altresì sottolineata l’importanza dell’attività didattica svolta dai musei e delle numerose iniziative ludico-culturali da essi promosse con crescente successo a Trento e in altre zone del Trentino. in concomitanza con il Mercatino di Natale e con le manifestazioni di fine anno. Museo Diocesano.volta vari musei di Trento ed altri enti impegnati insieme al Comune e all’A. inaugurando per l’occasione anche l’apertura pomeridiana domenicale e festiva (da segnalare in proposito anche altre aperture “straordinarie”. valorizzazione. ad iniziare dalla restaurata Biblioteca Comunale inaugurata il 21 marzo (che ha chiuso l’anno con un significativo boom di presenze) e dal concomitante debutto del progetto triennale “Il Trentino e l’Europa-Culture allo specchio fra storia e presente”. dall'altro lato. Ai musei protagonisti (Castello. ma ha anche rinnovato la collaborazione fra Castello del Buonconsiglio e Museo Diocesano ed ha rappresentato per quest’ultimo un’occasione di lancio senza precedenti (grazie anche all’apertura domenicale). in città come in altre sedi. che nel 2002 ha visto anche nascere il progetto del “Centro della Scienza” quale ideale evoluzione del Museo Tridentino di Scienze Naturali e della complessiva strategia culturale e promozionale di Trento. Museo di Scienze Naturali. Basti 38 . Il 2002 ha visto. sia quella di Rovereto hanno sviluppato in questi anni vari momenti di ricerca. Non va infatti dimenticata la natura “provinciale” dei musei di Trento. studio.

del Medioevo. In definitiva si tratta di individuare. in termini tecnologicamente avanzati. Bisogna fra l’altro tenere conto del fatto che la città ha tutte le potenzialità per essere letta e frequentata (e quindi valorizzata e promossa) anche dal punto di vista “dell’insediamento romano” e non solo come città “alpina e rinascimentale”. una sorta di “casa comune” che sappia superare l’attuale frammentazione espositiva ed operativa. vocazioni e retaggi scientifici. il Comune intende procedere con convinzione e di concerto con la Provincia nell’individuazione e predisposizione a Trento della sede come luogo centrale del Museo archeologico. naturalmente deputati rispettivamente. valorizzare e promuovere ambiti disciplinari che. attengono all’archeologia (Per le realtà presenti nella città capoluogo si pensi al Museo Tridentino di Scienze Naturali le cui collezioni privilegiano le fasi più antiche di occupazione del territorio con una particolare attenzione alle interazioni fra uomo e ambiente (storia naturale e preistoria) e al Museo Diocesano (cristianesimo delle origini. attualmente collocate in diversi spazi e ed istituti museali. al mondo della scuola e agli specialisti. talvolta anche se provenienti dallo stesso luogo di ritrovamento. Questo centro dovrebbe fungere da rimando nei confronti dei diversi siti distribuiti sul territorio ed essere pertanto testa pensante. negli ultimi due anni.pensare alle molte iniziative sviluppatesi in questi anni. in effetti. in tecnologie avanzate. Considerati tutti questi aspetti. in simulazioni. alla trattazione degli aspetti scientifico-naturalistici e del primo popolamento umano da una parte e. quali l’attività e i convegni promossi dal Museo Tridentino di Scienze Naturali. dall’Università di Trento e dal Museo civico di Rovereto. 39 . anche al di là dell’esistenza di differenti soggetti di riferimento giuridico-istituzionale. tale che possa essere visitabile. grande cuore pulsante dell’intero giacimento archeologico cittadino. oltre ad un luogo espositivo. va attivata quanto prima nella città capoluogo. ricorrendo auspicabilmente anche alle positive esperienze maturate nel settore da vari istituti che operano localmente. della Tridentum Romana sottostante al Teatro Sociale e a piazza Battisti. dall’altra. in diversa maniera. la “centrale” operativa in grado di proporre al pubblico generico. In quest’ultimo. significa anche fare un forte investimento in virtualità. Rinascimento e dell’epoca moderna fino ai tempi precedenti il Romanticismo. differenti attribuzioni. basilica paleocristiana) o al Museo del Castello che conserva testimonianze di proprietà comunale soprattutto dalla preistoria più recente all’alto medioevo. un soggetto istituzionale che possa interloquire in modo costruttivo e propositivo con gli altri musei deputati a Trento e in Trentino a custodire. coordinatrice e organizzativa dell’intera rete. Ed ancora si pensi ai quindici anni del Festival roveretano di Film archeologico e alla proposta a Trento . didatticamente attrezzata e con laboratori di restauro a vista. un’organica presentazione delle più antiche vicende di tutto il territorio che venga pertanto a colmare l’annosa lacuna di cui soffre la “filiera” del sistema museale trentino. differenti capacità e sensibilità. In considerazione della grande ricchezza di testimonianze archeologiche mobili presenti a Trento. manca palesemente un luogo fisico ed organizzativo che si occupi del segmento intermedio fra quelli di competenza del Museo Tridentino di Scienze Naturali e del Castello del Buonconsglio. storicizzare. di una rassegna di film in richiamo e sviluppo di quanto fatto a Rovereto. dall’ITC all’Università. Il museo si potrebbe in definitiva configurare come luogo di sintesi dei diversi interessi ed istanze sottese all’archeologia. il lavoro svolto dall’Ufficio Beni Archeologici del Servizio Beni culturali della Provincia e con la restituzione. in collaborazione col Comune di Trento. proponendosi come centro di coordinamento attento all’esigenze di crescita socioculturale della comunità. Parlare di museo archeologico significa del resto far interagire e ricucire differenti competenze istituzionali.

puntando a realizzare fra le diverse Istituzioni dei momenti comuni di programmazione e di confronto delle rispettive attività. punti di riferimento per la ricerca storica e per esposizioni di valenza significativa sia in campo artistico che socio-culturale. nell’intento di far dialogare diversi linguaggi espressivi e di far avvicinare alle esperienze artistiche del contemporaneo sempre più larghe fasce di cittadini. le sinergie fra le città possono esaltare la valenza turistico/economica di un significativo investimento in campo culturale. In particolare. Museo Diocesano. La definizione di un protocollo fra Comune e MART persegue gli obiettivi di una specializzazione delle funzioni delle due realtà in base alle rispettive vocazioni. inoltre. E’ importante. inoltre. Lo sviluppo di un progetto interambito fra le diverse APT territoriali. italiani ed internazionali) e della ricerca critica sul loro ruolo nel panorama dell’arte moderna e contemporanea di un’epoca. in modo da perseguire l’obiettivo di ottimizzare l’utilizzo degli spazi e di dare risposta alle tante richieste di presentazione di proposte artistiche. degli archivi e della biblioteca e realizzando iniziative espositive di portata internazionale. sia per quanto concerne la promozione dell’arte e la valorizzazione del contesto artistico provinciale. con un ruolo fortemente interconnesso. distano fra loro venti chilometri: devono promuovere all’unisono il MART come valore che riguarda entrambi. Museo Storico. la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto. Il raccordo fra MART e Galleria Civica d’Arte contemporanea costituisce un ulteriore elemento di rafforzamento della rete museale. dell’estrema modernità. MART e altri luoghi espositivi C’è. all’interno della funzione culturale e ricreativa prevista per la zona confinante ed interagente col parco fluviale dell’Adige nella Variante al Piano Regolatore sottoposta alla discussione del Consiglio Comunale. sono l’altro polo con cui le istituzioni che si occupano della contemporaneità dialogano. rilevare il fatto che è in corso un positivo processo di dialogo con altre Istituzioni che dispongono di sedi espositive.Arte moderna e contemporanea: Galleria Civica. sia per l’opera divulgativo . l’Opera Universitaria. Il futuro del MART vede innanzitutto la città di Trento pienamente coinvolta nella necessaria interazione fra Galleria civica. rendendone sempre più complementare l’offerta. quali Palazzo Trentini. entro il quale il Palazzo delle Albere dovrà svolgere un ruolo trainante dal punto di vista culturale. Dovrà essere un luogo deputato ai grandi eventi e contemporaneamente alla ricerca culturale nei diversi campi delle arti visive. alla valorizzazione della collezione delle opere. Al contempo si condivide la necessità di porre soprattutto l’accento sulla nuova sede progettata dall’architetto Botta a Rovereto puntando alla promozione del Museo per la sua architettura di pregio.. sull’asse dell’Adige. Lo spostamento dello stadio Briamasco costituisce infatti un’ulteriore opportunità di valorizzazione dell’intero comparto . cercando 40 . della storicizzazione degli artisti (locali. Ci si prefigge lo scopo di garantire a Trento un presidio formativo culturale di alto livello e di inserire sempre meglio la attività espositiva che il MART proporrà presso Palazzo delle Albere (con particolare riferimento all’arte dell’ottocento e del primo novecento). alla Galleria Civica va attribuita una funzione di sperimentazione e di presentazione delle novità. avendo esso ricadute in entrambe le municipalità. Castello del Buonconsiglio. MART / Palazzo delle Albere. Trento e Rovereto.didattica. da registrare la profonda convinzione con la quale l’Amministrazione comunale di Trento sta promuovendo un salto di qualità nella collaborazione fra le Istituzioni operanti nel campo dell’arte moderna e contemporanea. se al Museo compete prevalentemente il piano della conservazione.

del Museo Archeologico. con gli essenziali richiami anche al Museo Diocesano. Il Castello del Buonconsiglio ed il vicino Museo Storico. Per parte sua il Museo Diocesano. E’ necessario recuperare nella ricostruzione storica il molteplice (e in sé contraddittorio) punto di vista dei soggetti. Il nuovo Museo storico A partire dal 1993 è iniziata una riorganizzazione del Museo storico in Trento che ha visto la sua prima tappa con la realizzazione di uffici. a seconda dei temi. che si offre in maniera unitaria ed integrata all’attenzione e alla fruizione dei cittadini e dei visitatori. Museo del Castello del Buonconsiglio e Museo Diocesano Tridentino Le grandi mostre al Castello. Alla base del nuovo Museo storico. suscettibile di ulteriori importanti sviluppi. inaugurata nell’ottobre 2001. costituiscono un “polo storico-umanistico”. potenziare. l’attività scientifica e di servizio con particolare riguardo alla didattica. biblioteca e archivi in una porzione dell’edificio ex Cà dei Mercanti. pur sapendosi allargare. Le due sedi si collocano lungo un’asse preferenziale dei percorsi turistici. delle prospettive e delle periodizzazioni scelte. L’impegno del Museo storico è proseguito con l’obiettivo di realizzare la nuova sede espositiva in piazza Torre d’Augusto e il progetto ha avuto la sua conferma a seguito del Protocollo d’intesa tra l’Amministrazione comunale di Trento e la Giunta provinciale firmato il 24 settembre 1999 e di un ulteriore incontro tra il Presidente della Giunta provinciale e il Sindaco di Trento. dei frammenti di biografie. che pure fanno riferimento gestionalmente e giuridicamente ad Enti diversi. non solo per i residenti ma anche per il flusso turistico che hanno innescato. il rapporto con il Castello del Buonconsiglio. E’ questa la fondata e motivata ragione che ha indirizzato verso quelle scelte di tipo logistico. infine la centralità della dimensione storica nelle forme varie e peculiari del discorso e della riflessione storiografica. dei protagonisti individuali. Esemplificando. già di fatto esistente. questo dato di fatto attribuisce ulteriori possibilità di esiti positivi ad una scelta già convinta di introdurre coordinamento e nessi tra le proposte espositive e culturali delle due istituzioni. interregionale e transfrontaliera. nel massimo dell’integrazione possibile. strutturale ed organizzativo che potranno rafforzare il collegamento tra le due sedi. tenutosi il 23 gennaio 2002.di offrire alla cittadinanza un’offerta composita e il più possibile rappresentativa delle tante esigenze e di aspetti fra loro complementari. i cui tesori sono un forte catalizzatore di interesse. migliorare la praticabilità degli spazi. 41 . in un’area che geograficamente corrisponde all’odierna provincia di Trento. le rispettive offerte. alla dimensione regionale. nella vicina sede di piazza della Mostra che attualmente ospita la Questura. caratterizzata dalle emergenze architettoniche e storiche del Buonconsiglio e della Cattedrale. appare in grado di espandere la propria attività e di realizzare una forte e nuova capacità di attrazione. c’è il progetto e l’ambizione di raccontare la storia delle donne e degli uomini vissuti in questa terra di confine posta nel cuore delle Alpi e dell’Europa. In una stessa ottica di coordinamento e integrazione dovranno esser valutate anche tutte le potenzialità offerte dalla prevista collocazione. i quattro punti cardinali che segneranno l’identità e la funzione del nuovo Museo storico e del suo progetto espositivo sono: le radici del Museo. specchio di quella che è la stratificazione di memoria del territorio. anche in forza della nuova sede recentemente aperta a Villalagarina. hanno aperto prospettive significative per la città.

che si pone come prosecuzione della forte progettualità del Museo tridentino di Scienze Naturali. che intende caratterizzarsi ulteriormente per l’impostazione interattiva dell’approccio alle varie discipline scientifiche. Tale associazione statutariamente si prefigge lo scopo di mettere in rete beni e attività culturali e di attivare progetti di cooperazione. presenti nell’area cittadina. ai ragazzi e alle famiglie da parte dei due musei. Piazza Cesare Battisti. si tratta. Le positive relazioni fra Centro della Scienza e Museo d’Arte potranno potenziare la ricaduta complessiva e permetteranno di ampliare la vasta gamma di iniziative di carattere didattico e ludico oggi esistenti rivolte ai bambini. come già negli anni scorsi dimostrarono i record di visitatori registrati dai musei in occasione dei principali eventi (in 42 . proposte. insieme a molte altre. anche all’estero. in collegamento con altre città italiane. inoltre. le scritte lasciate dalla dittatura fascista: sono le tracce. costituendo con Palazzo delle Albere un punto di attrazione ricreativo e formativo per la cittadinanza. di un vero e proprio itinerario storico cittadino che completerebbe quelli già realizzati dall’amministrazione comunale per i periodi storici e artistici precedenti. oltre che di svolgere attività di studio e ricerca finalizzate all’approfondimento di problematiche comuni. artistico e culturale. L’adesione della città di Trento a CIDAC aprirà ulteriori strade per la promozione del nostro patrimonio storico. i busti presenti nei giardini di Piazza Dante. L’area verde circostante potrà. di un’ulteriore. Il Monumento a Dante. confortante conferma di un processo di crescita turistico-culturale di Trento ormai chiaramente innestato. sul territorio sono presenti molte testimonianze e luoghi simbolici di eventi riconducibili al periodo storico oggetto degli studi del Museo. Il Centro andrà a polarizzare l’interesse di carattere culturale all’interno dell’area di città lungo il fiume. modalità di vivere il loro essere protagonisti di un territorio che deve sempre più essere attento alla loro necessità di esprimersi e crescere in modo libero e positivo. Si tratta di un’associazione che raggruppa un significativo numero di città capoluogo di provincia. ma anche luogo di esposizioni permanenti e temporanee capace di coagulare intorno a sé una proposta di ampia portata turistica. L’indotto oltre le cifre Il “boom” di visitatori della città e dei musei nell’estate 2001 ha confermato da un lato il trend positivo del turismo culturale (fra i pochi settori in crescita sul mercato turistico internazionale) e da altro lato lo spazio che Trento ha conquistato in questi ultimi anni fra le città d’arte che meritano di essere visitate. Il Centro della Scienza Peraltro non può essere dimenticata la valenza provinciale della auspicata realizzazione del Centro della Scienza. Associazione Città italiane d’arte e cultura. Il Museo storico è sicuramente la più adatta tra le istituzioni culturali esistenti a livello locale per creare con filo conduttore in grado di unire i segni del XIX e del XX secolo. dunque. favorendo il raccordo con vari circuiti turistici. offrire la possibilità di realizzare al suo interno una parte di quella “Città dei bambini” che dovrebbe offrire ai “cittadini” più piccoli spazi.Per quanto riguarda i legami con il territorio e la città di Trento. Il circuito di città d’arte e di cultura I programmi di potenziamento delle iniziative e il rafforzamento della modalità di lavoro in rete saranno ulteriormente favoriti anche dal fatto che il Comune di Trento nel dicembre 2001 ha aderito a CIDAC. Più che di “boom”. il mausoleo dedicato a Cesare Battisti.

ecc. la morte”) e le relative ricadute sul turismo e su altri settori dell’economia cittadina. la parallela presa di coscienza del valore economico della cultura per il turismo e del turismo per la cultura.A. A tale proposito va assolutamente evidenziato il rilevante ruolo che ha assunto la Camera di Commercio I. Università.I.particolare “Ori delle Alpi”. concerti. Chiara. spettacoli. In questo senso è opportuno raccordarsi strettamente. proprio grazie alla presenza crescente della cultura nei pacchetti di offerta ed alla sua interazione con gli enti e le categorie del turismo. grandi eventi: primo obiettivo.T. a seguito della recente delega provinciale in materia di promozione del Trentino. Centro S. “Segantini.P. del profondo e proficuo rapporto fra promozione turistica e culturale.T. tempi e 43 . Le positive esperienze di questi ultimi cinque anni hanno messo in evidenza numerose “maglie” della rete da sviluppare e consolidare: dalla programmazione e promozione unitaria dei principali eventi alle prime esperienze di biglietto unico e di aperture straordinarie. dal coordinamento dei laboratori didattici a quello delle altre iniziative (conferenze. Provincia e Comune. peraltro. C. un “indotto” che va ben oltre le pur significative cifre dei musei e del movimento turistico su Trento e che merita di essere sottolineato sotto almeno sette aspetti: • • • • • • • la crescente consapevolezza. “Il Diluvio Universale”. determinata sia dalla qualità delle proposte che dal richiamo turistico e dal riscontro giornalistico locale e nazionale indotto dalla promozione. la crescente fruizione dell’offerta museale anche da parte dei trentini.) promosse dagli stessi musei o da altri enti..). Una rete a maglie aperte Per un sistema museale di Trento che sia tale al suo interno e che faccia rete con le altre componenti cittadine e provinciali.T. esserci oggi tutte le condizioni e le ragioni per rendere stabile e solida la “rete” cresciuta in questi anni fra cultura e turismo: una rete costruita finora attorno ai principali eventi promossi dai musei. la conseguente prospettiva di maggior “qualità” della proposta turistica di Trento e del Trentino. la concomitante crescita della proposta museale sia in termini di maggior apertura e attenzione all’esterno che di investimenti in comunicazione – promozione. conferenze. ecc. tempestivo e sistematico coinvolgimento degli altri soggetti pubblici e privati per la promozione (A. Su questa base. Filarmonica. Sembra dunque utile partire da qui per tracciare un percorso condiviso nelle seguenti direzioni prioritarie: 1. La vita. TM Hotels. C. la rivalutazione di Trento e del suo ruolo di “capoluogo culturale” all’interno delle nuove strategie di promozione turistica del Trentino. confortata dai successi ottenuti. la programmazione pluriennale da concertare fra Musei. C’è.A. con risultati che certamente meritano di ricondurre a “sistema permanente” il metodo di programmazione e promozione unitaria fin qui brillantemente ma ancor episodicamente adottato. la natura. Filmfestival della Montagna.) da raccordare anche con altre manifestazioni organizzate nel periodo da enti diversi (es. la strada è tracciata ma richiede ora ulteriori passi da parte dei musei stessi e degli altri enti ed organismi coinvolti. Camera di Commercio. dunque. altri organismi economici cittadini e provinciali) e per le iniziative collaterali ai singoli eventi (itinerari enogastronomici. per condividere temi. Sembrano. di Trento e del Trentino. il graduale superamento (anche a livello provinciale) delle diffidenze che in passato dividevano la cultura dal turismo.E. convegni. Biblioteca cittadina.

locandine e/o pieghevoli collettivi. nei musei e in città. una proposta organicamente concertata entro l’estate fra i musei potrebbe essere promossa in settembre unitamente all’A. la valutazione della possibilità di corrispondere ad una richiesta diffusa e ricorrente fra i turisti. meglio se con il supporto di mostre dedicate a questo settore. 3. dalla segnaletica esterna a quella interna.). aperture di mostre e musei: primo obiettivo. 4. cittadine e provinciali. che lamentano la chiusura pressoché totale del lunedì (è aperto solo il Museo Diocesano) e la mancanza di aperture serali come nei musei di altre città.. In questo campo vanno ricordate la funzione dell’Ufficio informazioni Turismo Trentino in via Manci (che dedica particolare attenzione e spazio ai Musei) e le positive esperienze dell’Info-point che potrebbero oggi essere rilanciate in forma permanente (proposta da verificare:il cortile della Galleria Civica). 5. materiali e punti informativi: obiettivo. guide turistiche. che indurrebbe da un lato ad una più diretta utilizzazione dell’ufficio informazioni turismo trentino come “centralino dei musei” e dall’altro a verificare l’opportunità di una preparazione linguistica di base del personale interno. il coordinamento per una proposta organica e per una migliore promozione locale e nazionale. In entrambi i casi bisognerà raccordare la progettazione delle nuove card (magnetiche) con la smart card” e la rete civica allo studio in Comune (si veda la scheda relativa alla misura). con possibilità di aggiungere ulteriori maglie alla rete di collaborazioni e coinvolgimenti. esercizi pubblici. del suo patrimonio e delle sue attività. ecc. all’Ostello ed agli albergatori interessati per incrementare il turismo scolastico e familiare. Una prima valutazione potrebbe essere fatta sulla possibilità di sospendere il giorno di chiusura dei musei in concomitanza con le grandi mostre e con il clou della stagione estiva (nella quale andrebbero evidentemente programmate anche le eventuali aperture serali) nonché nel periodo natalizio e di fine anno.P. consulenze). promozione degli eventi che la stessa organizza direttamente sia sulla città. albergatori. lingue estere. vale comunque la programmazione anticipata (il più possibile) ed il coordinamento ai fini di un calendario che nel corso dell’anno mantenga viva l’attenzione verso i musei e la loro frequentazione. forniture. Ad esempio fra i musei la collaborazione potrà essere estesa anche ad obiettivi di interesse gestionale (appalti.. In particolare per i laboratori didattici. A.P. Oltre alle lingue. La valutazione dovrebbe inoltre riguardare anche l’orario di apertura giornaliera dei musei. già sperimentati con esito positivo nei confronti di guide turistiche.). Un’attenzione specifica meriterebbero peraltro tutti gli attuali strumenti informativi dei musei.T. la maggior visibilità del sistema museale di Trento. card: l’obiettivo più urgente è quello di verificare la fattibilità di una soluzione che coinvolga tutti i musei ovvero solo parte di essi e/o in concomitanza di grandi eventi o altre iniziative comuni. pubblici esercizi e simili). assieme ad altri attori del sistema di servizi urbani (dai trasporti ai pubblici esercizi). totem informativi. dal materiale cartaceo a quello informativo e video. che dovrebbero essere in tre lingue.T. La realizzazione degli obiettivi di cui sopra richiede un rapporto sistematico fra i musei e con gli altri soggetti. possibilmente nella direzione dell’orario continuato almeno in alcuni. trasporto pubblico. per una verifica volta ad armonizzarne alcuni aspetti (es. L’attuale “Trento week-end card” per i turisti deve evolvere verso una formula valida anche per i trentini e comprensiva di altri servizi e sconti (ad esempio su parcheggi.T. potranno utilmente essere continuati ed estesi anche ad altre attività museali.P. acquisti di beni e servizi. 6. mentre con le A. qualificare l’informazione e l’accoglienza dei visitatori da parte del personale dei musei e di soggetti esterni (A. fino ad arrivare ad un comune 44 .. bookshop. Per altre iniziative e mostre “minori”. alberghi. curando in particolare anche aggiornamenti periodici sulle attività del “sistema museale” di Trento e del Trentino.P. la formazione del personale potrebbe riguardare altri aspetti dell’informazione ed accoglienza. ecc. all’introduzione di audioguide. mostre “minori” e laboratori didattici: primo obiettivo. Analoghi aggiornamenti. esercenti in occasione dei grandi eventi. formati) e ad individuare ulteriori strumenti di interesse comune (es. sia in ambiti extraprovinciali. Un primo problema sotto questo aspetto è la conoscenza delle lingue estere da parte degli addetti dei musei. di Trento e del Trentino e con gli operatori potranno essere sviluppati nuovi pacchetti di offerta turistico-culturale “mirati” alle attività museali .T.2. formazione e aggiornamento: obiettivo.

ma anche perché la Galleria. individuando le modalità operative per dare concretezza ai percorsi individuati come prioritari. Quelle che seguono sono. ma come centro di creazione e di informazione. ricollocazione del ruolo e dell’attività della Galleria nella prospettiva di un panorama destinato a profondi mutamenti (in riferimento soprattutto al nuovo MART: ricerca di coordinamento e collaborazione. Si tratta di linee di indirizzo che modificano anche in maniera rilevante il profilo e la missione della Galleria civica d'arte contemporanea. ma anche in esito ad un preciso mandato che il Consiglio comunale ha affidato alla Galleria e ad un suo nuovo corso: un mandato che vuole rafforzare la relazione fra l'istituzione e la città. Una riflessione si impone. Il Comune di Trento per parte sua si mette a disposizione.non necessariamente da "monumentalizzare" . le linee di indirizzo politico e progettuale affidate alla Galleria per i prossimi anni. non solo e non tanto come bilancio complessivo di questa esperienza . è stata al di là di ogni dubbio una delle espressioni più riconoscibili e innovative della politica culturale del Comune di Trento negli ultimi quindici anni. di fronte ad un MART che rappresenta una scommessa alta.a partire dal suo essere. anche amministrativamente. orientare l’attività espositiva in maniera non tradizionale. sottoscrizione di un protocollo d’intesa). su queste premesse. intesa sia come tessuto artistico (soprattutto giovanile). attraverso più forti legami col tessuto culturale cittadino e con il mondo giovanile in particolare.“osservatorio” sull’utenza ed alla valutazione dell’impatto economico degli investimenti nel sistema museale. non solo in ragione della sua "civicità" . rafforzamento e in parte “riconquista” di una “civicità”.ma piuttosto alla luce di un quadro di riferimento profondamente mutato. facendo sì che la stessa possa riservare spazio alla ricerca e alla proposta delle esperienze più “giovani” e innovative. alla quale la città di Trento deve credere pienamente e responsabilmente. sia come pubblico (da recuperare alla fruizione di linguaggi non sempre "commestibili" né immediatamente gratificanti). In estrema sintesi queste possono esser definite nei seguenti punti: ricerca di una più precisa identità. sia come luogo fisico (da interpretare . nel rispetto delle specificità e tendendo ad una differenziazione-integrazione delle proposte. con 45 .anche attraverso segni creativi e linguaggi dell'arte). diretta emanazione della Municipalità . è doveroso dedicare un approfondimento mirato alla Galleria civica d'arte contemporanea.che ha già avuto momenti di confronto politico e istituzionale . in grado di documentare alcuni degli esiti più alti della ricerca artistica contemporanea e confermare il grado di riconoscibilità che l’istituzione si è ritagliata in questi anni a livello nazionale. la linea della nuova Direzione artistica e la conseguente impostazione del programma tendono a: dare alla Galleria una connotazione che non la accrediti più esclusivamente come spazio espositivo. sia come punto di riferimento e coordinamento che per gli interventi di propria competenza a supporto dello sviluppo del sistema museale e della rete con le altre parti attive della città. La Galleria civica d'arte contemporanea Nel contesto delle riflessioni e delle ipotesi riguardanti i musei della città. qualunque sia il giudizio che se ne voglia tentare. Ciascun soggetto co-firmatario del protocollo-quadro assicura la volontà di dare attuazione alle esigenze che vi sono espresse. pur continuando a garantire una proposta culturale di buon livello. laboratorio propedeutico ad una sempre più diffusa conoscenza dell’arte contemporanea nelle sue diverse forme. dunque. - - In ragione di ciò.

verrà ricercato anche per la realizzazione di interventi di artisti internazionali in contesti urbani e naturali. politica.). Gli eventi sono intesi come strumento di comunicazione destinato al pubblico. una nuova Rivista. con rubriche e interventi su tematiche diverse (sociologia. teatro. Ne emerge una Galleria civica che ricompone la propria immagine e la propria funzione non solo come spazio espositivo. performances. pubblicare. più in generale. La stessa funzione assolvono alcune iniziative realizzate nella sede della Galleria (presentazione dell’esposizione o di artisti presenti. Il protocollo d’intesa sottoscritto con il MART. ma in maniera strettamente connessa con la stessa – per rinforzare la nuova connotazione . possibilmente su base regionale. destinata a sostituire in buona parte i tradizionali cataloghi (presentazione. affidare una funzione analoga ad un sito internet. video. musei. ecc. musica. video). Il raccordo e la collaborazione con altre istituzioni museali. accanto alla pittura. costruiti attraverso momenti di performance artistica. destinato anche a diventare interfaccia con gli utenti e naturalmente con i soggetti anche internazionali del mondo artistico (gallerie. cinema. artisti. economia. potenziare l'attività dei laboratori didattici. ampio utilizzo di installazioni multimediali. didattica. Ciò significa ricercare nelle stesse esposizioni la mescolanza delle proposte e dei linguaggi anche mediante l’utilizzo di tecniche e tecnologie non tradizionali (architettura. 46 . di danza e video. al panorama dell’arte contemporanea. a fini di informazione-promozione dell’attività complessiva. affiancare all’attività espositiva. musicale. anziani. allegati) è il presupposto per ulteriori azioni coordinate che si svilupperanno sul fronte della didattica e in una iniziativa di promozione dell’arte locale. sia "uscendo" dai suoi stessi spazi e cercando un rapporto nuovo e originale con luoghi non deputati. al quale si rinvia (cfr. laboratorio. ecc. e in particolare al “nuovo” pubblico da conquistare e al pubblico prevalentemente giovanile. La ricerca e l’eventuale disponibilità di spazi adeguati potrà permettere di ampliare le azioni di valorizzazione degli artisti trentini con l’allestimento di piccole mostre o mostre scambio. Gli eventi vengono realizzati normalmente al di fuori della sede espositiva per rispondere alla precisa indicazione programmatica relativa alla necessità di ampliare il pubblico e di instaurare più ampie relazioni con il tessuto cittadino. può indirizzarsi anche agli adulti e a soggetti organizzati (associazioni. ma come centro di informazione. nuove tecnologie. ecc. design.eventi e iniziative di mescolanza tra le arti. teatrale. conferenze. fotografia. luogo di sperimentazione che cerca di individuare spazi di contatto tra le arti e di coinvolgere il territorio sia entrando nella rete delle relazioni. comprensiva di laboratori e visite guidate e rivolta prevalentemente al mondo giovanile–scolastico. anticipazione di esposizioni ed eventi).).- - - ciò aprendosi alla multidisciplinarietà dei linguaggi contemporanei. video. progetti e strumentazioni informatiche).) indagate in relazione ai diversi linguaggi artistici o.

creando a sua volta partecipazione e cultura diffusa e contribuendo a realizzare e promuovere la fisionomia futura di Trento città delle opportunità. DVD). verso l’interno e verso l’esterno verso l’interno la biblioteca si fa sistema e garantisce ai cittadini agilità di accesso e di utilizzo di conoscenze.Ambito I. rispetto alla programmazione gestionale e agli obiettivi a medio e lungo termine. che sostengono con una consapevolezza nuova la ripresa del ruolo centrale della biblioteca. e diventa osservatorio privilegiato che coglie e provvede a integrare le diversità e originalità di nuovi stimoli culturali provenienti dal territorio e dal dibattito esterno. risposta che inserisce a pieno titolo l’azione della biblioteca nel disegno culturale complessivo. trovano legittimazione e si giustificano mettendo al centro e coniugando gli indicatori della normativa europea (il Manifesto Unesco.5 Il sistema delle biblioteche Il documento che segue esplicita in tutta la ricchezza e la molteplicità di aspetti . le scelte innovative. ma anche il più variegato e alternativo in fatto di richieste e aspettative. e le esigenze di concretezza e aderenza ai bisogni e alle aspettative della città. scolastiche. quale motore della cultura intesa come partecipazione permanente e attiva dei cittadini alla crescita globale della comunità: • la biblioteca “aperta” nei due sensi. è luogo di documentazione e di diffusione della memoria locale. con i regolamenti dell’archivio storico e le indicazioni dell’Amministrazione. quasi un’inversione di tendenza. opportunità e servizi. • Biblioteca e Archivio storico laboratori di idee la Biblioteca. • “disponibilità” e “possesso” del documento 47 . L’iniziativa legittima la fertile contaminazione ormai in atto fra codici tradizionali e di tipo informatico: E’ tanto più importante perché diventa strumento operativamente concreto per adeguare la biblioteca e la cultura che essa promuove ai linguaggi e ai modi di comunicare dei giovani. verso l’esterno la biblioteca abbandona l’idea di sé come luogo separato della cultura dal sapore elitario e partecipa agli eventi della città con gli apporti critici e di approfondimento che le sono consoni.alcuni dei quali già compiuti. che per l’Amministrazione rappresentano il settore su cui investire maggiormente. Linee Guida IFLA). In esso. biblioteche dei Musei. preme riprendere ed evidenziare alcuni snodi decisivi. Innanzitutto. Nel documento sono indicate chiaramente le linee-guida sottese al progetto. per l’esemplarità del nuovo assetto. la biblioteca assume il ruolo di battistrada autorevole in campo provinciale ed oltre. di documentazione …). in sinergia con l’Archivio storico. cerca rapporti operativi con biblioteche cittadine di altra natura e titolarità (Biblioteca universitaria. • Biblioteca per tutti/ i nuovi linguaggi di questo punto si vuole sottolineare la valenza assolutamente innovativa del Centro Informativo Multimediale CIM: un servizio a disposizione dei cittadini. rappresentati da altrettanti punti di svolta. internazionale. mettendo a disposizione una mappa facilmente leggibile a seconda delle esigenze. Si è andata costruendo così una risposta che è sintesi contemperata fra le prospettive di respiro ampio. altri in via di compimento. che nasce come centro tecnologico di consultazione delle risorse informative disponibili in rete di aggiornamento della produzione corrente riguardante l’editoria elettronica (CD-ROM. di Istituti religiosi. che negli ultimi anni ha accompagnato come un cantiere parallelo i lavori più immediatamente visibili di ristrutturazione materiale e ricollocazione della Biblioteca Comunale e dell’Archivio Storico nella nuova sede presso il palazzo dei Gesuiti di via Roma a Trento. tutti peraltro considerati in una dimensione di continuità non conclusiva – il forte mutamento organizzativo.

all’insegna della funzionalità e di una competente razionalizzazione di impegni e risorse rispetto agli obiettivi prefissati. L’intelligente sfruttamento delle risorse presenti in Internet. la cooperazione concordata nell’investimento di risorse per la disponibilità allargata di basi informatiche. parallelamente. comunque non significative all’interno della logica organizzativa del Sistema Biblioteche. tutti tendenzialmente specialistici. Perseguire in coerenza con quanto sopra la produzione e l’erogazione di servizi puntuali e qualificati al pubblico. ma che invece trovano una loro giusta priorità in situazioni ben individuate. archivi. il momento della messa a regime e della verifica operativa di quanto attuato e delle scelte compiute. • • • . orientare la domanda e “catturare” l’informazione prodotta da altri (evitando ovviamente impiego di risorse in lavori già fatti (meglio) da altri o non pertinenti la propria finalità e competenza professionale). Costruire. normativa) e dell’archivio storico (legislazione e regolamento comunale) e. conservazione. utilizzazione.bibliotecario e. ma anche verifica. interazione e integrazione. una “mappa” dei servizi e delle opportunità culturali e informative. associazioni. rinnovamento e potenziamento dei servizi bibliotecari e archivistici comunali (che ha portato in sintesi ad una strutturazione unitaria dei servizi e alla disponibilità di una sede centrale unica e adeguata).distinzioni che possono sembrare forzature. sempre meno – e a ragione . La rete delle biblioteche della città: multimedialità e logiche di sistema Con l’inaugurazione e l’apertura al pubblico della nuova sede centrale della Biblioteca comunale e dell’Archivio storico (21 marzo 2002) da una parte si è completata una fase impegnativa e assolutamente rilevante del progetto di riorganizzazione. L’esigenza di raccordo. una chiara definizione degli obiettivi e degli impegni circa lo sviluppo delle collezioni e delle risorse informative delle singole realtà sono essenziali. dall’altra. le indicazioni strategiche dell’Amministrazione. ma risulta spesso improduttiva e ingombrante nell’ottica sistemica e tendenzialmente esaustiva delle potenzialità di servizio al cittadino. Linee guida IFLA. aziende e agenzie a vario titolo “produttori” di beni e servizi culturali e informativi) è essenziale per qualificare e definire in termini di specificità gli apporti e i servizi erogati. In quest’ottica il “possesso” del documento e quindi la politica di gestione e di sviluppo delle raccolte sono fondate sulla specificità degli obiettivi dei singoli istituti e coerentemente praticate in termini di acquisizione. dei soggetti coinvolti In termini operativi è opportuno agire su due livelli: Generale. in termini di libertà e di autonomia ma anche di impegno e condivisione. del medio periodo. In questo quadro e tenendo al centro della riflessione programmatoria la mission specifica della biblioteca pubblica (Manifesto UNESCO. gli obiettivi successivi. con riferimento ai “prodotti” erogati (o alle “carte dei servizi”) e renderla pubblica tramite Internet o pubblicazione e provvedere al sistematico aggiornamento.interessato e legato alla “fonte” del servizio e sempre più “esigente” circa la qualità (pertinenza). la condivisione di basi dati. di sistema delle risorse e dei servizi culturali . anche in riferimento alla molteplicità e varietà dei soggetti del mondo culturale cittadino. interdisciplinarietà) e la tempestività del servizio richiesto/offerto. altrimenti esplicitata dai concetti di sistema . si è aperto.va quindi perseguito con determinazione nell’ottica di: o Rendere reale e facile per i cittadini la conoscenza e l’utilizzo dei servizi e delle opportunità culturali e informative o Ottimizzare le risorse e gli apporti. enti pubblici e privati. Considerare la “disponibilità” del documento e dell’informazione o del servizio richiesto come prioritaria rispetto al “possesso” diretto dello stesso documento e dell’informazione. l’esaustività (richiamo. musei. si situano su due versanti: • Esterno: La distinzione tipologica-nominale (biblioteche. in termini più ampi e generali. trasversalità. centri. 48 1. aggiornamento e scarto.

sia per quantità e qualità dei documenti e dei servizi erogati. Specifico per la biblioteca e per l’archivio. 106-114). costituisce il punto di riferimento principale con il quale relazionarsi in termini si complementarietà. quali “Trentinocultura” e al coinvolgimento della PAT appare ovviamente opportuno. biblioteche dei Musei. p. è ora possibile e opportuno affrontare più compiutamente il rapporto con le biblioteche cittadine di altra natura e titolarità. • Nel contesto del Sistema bibliotecario provinciale la Biblioteca comunale di Trento è riconosciuta come “di valenza provinciale”.• • • Individuare modalità uniformi di “produzione e confezione” dell’informazione (con riferimento agli standard internazionali specifici) e di gestione automatizzata interdisciplinare. servizi decentrati o per particolari categorie di utenti. • Il Sistema bibliotecario trentino è. ITC. letteratura giovanile. La Biblioteca universitaria. Definita. alle forme di collaborazione interbibliotecaria.) o che la stessa può svolgere anche quale “battistrada” rispetto a forme e contenuti nuovi del servizio bibliotecario proprio di una biblioteca pubblica (multimedialità e supporti digitali. alla Carta delle collezioni e dei servizi (e quindi al coordinamento dell’attività delle biblioteche). anche tramite incontri programmatori (conferenza dei servizi e dei soggetti culturali). gli impegni e gli accordi formali con l’Ente provinciale: l’elaborazione e la sottoscrizione di una convenzione quadro unitaria è lo strumento formale necessario per definire i molteplici aspetti che a questo livello competono alla Comunale (documentazione trentina. etc. 2001. conservazione. centri di documentazione e 2. sia per la varietà e specializzazione degli istituti bibliotecari. almeno in termini complessivi di struttura organizzativa e l’articolazione dei servizi bibliotecari comunali. Il riferimento a siti web già attivi. nel suo progetto di rinnovamento e di nuova sede. coordinato dallo specifico Ufficio provinciale. che in riferimento alle persone e ai luoghi. stimolando le iniziative e le attività (La legge provinciale prevede a riguardo l’attivazione della Conferenza dei direttori. A questa titolarità è opportuno corrispondano in termini più coerenti e complessivi le prerogative. possa costituire un autority list/record comune e condiviso. Il progetto “Il Trentino e l’Europa: culture allo specchio” costituisce già nella sua impostazione un primo esempio di questa modalità condivisa e nella quale la specificità in termini di ambito e di competenza di ciascun soggetto partecipe valorizza la dimensione qualitativa e estensiva dell’insieme.2 Favorire. A questo quadro generale è necessario contribuire e mantenersi collegati. Definire e attuare un progetto condiviso di costruzione di una base dati informativa relativa alla realtà locale (e quindi non recuperabile o delegabile all’esterno) di tipo trasversale e comune alle esigenze dei diversi soggetti culturali. 49 . biblioteche scolastiche. via di accesso privilegiata ai diversi documenti attinenti e strumento enciclopedico dei nomi e quindi della storia e della realtà trentina. qualificabile come “Indice dei nomi del Trentino”. ma dal 1992 non è ancora operativa!). A questo fanno capo i progetti relativi al Catalogo bibliografico trentino (a proposito del quale è almeno opportuno sottolineare l’obiettivo realizzabile in una decina d’anni di catalogazione e di inserimento di tutto il retrospettivo non ancora incluso. compresi manoscritti e materiali speciali). biblioteche di enti religiosi. come noto. uno strumento di tipo enciclopedico su base informatizzata. 2 Per una presentazione meno approssimativa si rinvia all’intervento di F. a maggior ragione. bibliobus) • Il Sistema bibliotecario cittadino costituisce indubbiamente il nucleo principale di tutto il sistema provinciale. accordo e collaborazione rispetto a servizi e raccolte. Leonardelli in L’informatizzazione degli archivi storici e l’integrazione con altre banche dati culturali (Trento: Provincia. il raccordo e la collaborazione tra soggetti nella pianificazione e nella realizzazione delle iniziative e delle proposte. nella sua attuale configurazione e.

Terza caratteristica che merita rilievo è costituita dalla individualità del servizio e dalla libera scelta di accedere.. • La connessione sopra richiamata con gli altri istituti e servizi culturali vale ovviamente anche per l’ambito archivistico. lingua e cultura d’origine. 5. sia l’individuazione di software e modalità tecnologiche “user friendly” (OPAC): rendere cioè patrimonio e servizio diretto per il cittadino gli strumenti e le informazioni elaborate. sezione per bambini e ragazzi (BLG). a questi si aggiungono c.) • La valenza culturale delle raccolte documentarie e il pregio architettonico e storico dell’edificio ex Collegio dei gesuiti. parallelamente. consentono anche occasioni di valorizzazione nel contesto dell’offerta per il turismo culturale e quindi collegamenti con le strutture informative e di servizio che fanno capo a questo ambito. adeguamento delle sedi e delle strutture). sesso. gli aspetti strategici e gli obiettivi generali non possono che interrogarsi nuovamente e in primo luogo con il “cuore” del servizio e le sue finalità e caratteristiche principali: o Biblioteca per tutti: aumentare il tasso di utilizzo reale dei servizi. che ospita la sede centrale della biblioteca e l’archivio storico. Una biblioteca per tutti deve poter essere realmente una biblioteca usata da tutti. impostato il programma di ulteriore potenziamento dei servizi periferici (bibliobus. Atlante territoriale.biblioteche istituzionali completano quindi un quadro di servizi. che non è ragionevole si ignorino a vicenda. con i quali la riflessione locale e interna. Rispetto a questi “fondamentali” la comunità bibliotecaria internazionale si sta da tempo e costantemente interrogando e formulando strumenti biblioteconomici e programmi operativi.000. lingua. etc. pari al 20% dei residenti. Alla scelta di standard e software di gestione dei dati uniformi e condivisi è necessario ora far seguire sia una concreta attivazione del sistema informativo comune. anche con riferimento alle strutture e ai progetti interni al Comune di Trento (Ufficio protocollo con archivio di deposito e corrente. dei servizi al pubblico e delle proposte culturali. di costituire cioè “la via locale di accesso alla conoscenza e all’informazione” per ogni persona. l’unificazione e la riorganizzazione delle sedi centrali nel restaurato palazzo già Collegio dei gesuiti. • Interno Caratteristica prima e fondamentale della biblioteca pubblica è di essere biblioteca per (e di) tutti. 50 . collaborazioni tramite il volontariato. senza distinzioni di età. verificato l’ampio grado di copertura territoriale del servizio (tramite le sedi periferiche) e. pubblica lettura. Realizzata l’unitarietà della struttura organizzativa e funzionale dei diversi ambiti (biblioteca di tradizione. di relazioni e di specializzazione. Si tratta per altro di percentuali ancora inferiori a quelle registrate in paesi europei con un sistema bibliotecario consolidato. Progetto comunicazione e rete civica. ha cercato e cerca di confrontarsi. etc. per fasce d’età. Nell’ultimo decennio l’incremento dei cittadini e in genere degli utenti del servizio bibliotecario comunale è stato decisamente notevole (gli iscritti al prestito sono raddoppiati e sono ora oltre 20. religione… Secondo aspetto centrale e fondante è l’ambito di attività e di fornitura di servizio ai cittadini: rispetto a “ogni genere di informazione e di conoscenza” e. sesso. rispetto ad un’attenzione specifica – e in parte esclusiva – alla realtà e alle fonti locali. L’elaborazione di strategie unitarie nel 1991-94 e nel 1996 di “Linee di programmazione dei servizi” costituiscono momenti importanti in questo senso ai quali è ora opportuno richiamarsi per ulteriori prospettive. archivio storico). Il dato complessivo locale va inoltre scomposto per aree. la programmazione coordinata della gestione delle raccolte.000 iscritti residenti in altri comuni ). Un impegno in questa direzione va senz’altro operato. in relazione alle risorse disponibili. • Per quanto riguarda l’Archivio storico il riferimento d’obbligo e opportuno è all’azione e al coordinamento operati dalla Provincia tramite il Servizio beni librari e archivistici. il tasso di utilizzo ha raggiunto quindi i valori medi provinciali e si colloca nella fascia alta dei valori relativi alle città italiane capoluogo di provincia. di richiedere e di scegliere (“Ad ogni lettore il suo libro”).

Analogamente è importante trasformare le “biblioteche da istituti di deposito di documenti. conservazione e promozione della cultura locale in ogni sua diversità” (IFLA/UNESCO Guidelines. @lla mia biblioteca. “La biblioteca pubblica dovrebbe essere un’agenzia chiave nella comunità locale per la raccolta. rete delle relazioni) va completata l’azione già pianificata di potenziamento e di innovazione delle collezioni e dei servizi centrali (Centro informativo multimediale. provinciale. di cooperazione e di integrazione per quanto riguarda manoscritti. In questi ambiti va perseguita prioritariamente la finalità del “possesso” diretto del documento: in termini tendenzialmente esaustivi per quanto riguarda le pubblicazioni a stampa e i documenti dell’archivio comunale. Oltre al fondamentale discorso relativo al sistema bibliotecario cittadino. che può avvicinare bambini e ragazzi che altrimenti non hanno modo di conoscere la biblioteca. specialmente nel nuovo mondo digitale. potenziamento dello scaffale aperto e disponibilità di documenti su supporti audiovisivi e digitali) e periferici (bibliobus. sezioni tematiche. catalogazione. in lingua originale. La pertinenza delle raccolte ai bisogni della comunità locale è più importante della dimensione delle raccolte”. nazionale e internazionale (che richiama concetti e azioni quali document delivery. Azioni e servizi collaterali. adeguamento delle sedi). l’attenzione alle novità e ai temi del giorno costituiscono ulteriori aspetti da implementare. sistema delle biblioteche e degli istituti culturali. 51 . La biblioteca fuori di sé sono alcuni esempi di campagne promosse a livello internazionale. Un secondo (ma non per importanza) ambito di riflessioni fa riferimento al diritto di ciascuno all’accesso e alla capacità di comprensione dell’informazione e al parallela constatazione che mai come oggi è disponibile informazione. acquisizione. Le sezioni trentine (con la relativa convenzione stipulata con la PAT). in ampie e semplici strutture di accesso alle reti e alla documentazione che è disponibile attraverso le reti stesse” (Basili – Pettenati. quali la caffetteria e lo spazio esterno. diffusione dell’informazione. Un primo piano a riguardo è relativo all’organizzazione sistemica e alla distribuzione territoriale. Il raccordo con i servizi comunali deputati all’informazione per il cittadino (URP. Nello specifico della biblioteca comunale questo si traduce anche e prioritariamente nella disponibilità e nel controllo bibliografico della documentazione sul e del territorio: individuazione. manoscritti (con la necessità di attualizzarne le prospettive di sviluppo). 1994): politica delle raccolte. documenti archivistici di altri enti e di privati. 2001) o Biblioteca come istituzione deputata alla documentazione e all’informazione sul territorio. “Grandi raccolte non sono sinonimo di buone raccolte. 2001). in termini di sussidiarietà. (IFLA/UNESCO Guidelines. carta delle collezioni e dei servizi. rete civica. o Biblioteca come punto di accesso locale ad ogni genere di informazione e di conoscenza.Iniziative di promozione del servizio e di avvicinamento di nuovi utenti vanno senz’altro perseguite: Nati per leggere. Ridurre il gap tra chi ha già possibilità di accesso e chi non ha possibilità o conoscenze sufficienti per accedere diventa per la biblioteca pubblica un compito “vitale” (IFLA/UNESCO Guidelines. disponibilità pubblica e conservazione dei documenti costituiscono quindi l’apporto specifico della biblioteca e dell’archivio storico comunali. servizi sociali) e i giovani in particolare va perseguito nell’obiettivo di rendere reale l’”informazione di comunità” che il cittadino richiede e che valorizza gli investimenti del pubblico e del privato. in parte (ma con necessità di definizione maggiore) le sezioni di conservazione della Biblioteca e naturalmente l’Archivio storico comunale sono più direttamente chiamati a questi compiti. servizi di prestito tramite coinvolgimento di realtà associative o di servizio. 2001). dotazione strumentale e capacità professionali vanno quindi orientate anche secondo queste finalità. e pubblicazioni di tipo iconografico o audiovisivo. che possono utilmente essere proposte e riprese a Trento. Fondamentale è naturalmente anche il consolidamento del rapporto con la scuola.

la facilità del reperimento e della scelta. si orienta verso una concezione unitaria delle strutture informative comunali e verso protocolli operativi che consentano l’integrazione e la specializzazione delle attività. da attuare anche in collaborazione con la scuola. che costituisce il fondamento anche formale per la condivisione dell’impianto ordinamentale della nuova mediateca d’Ateneo. e quello che.o Libertà. incrocia altre dimensioni e altri strumenti di programmazione: . coinvolgere più direttamente e in modo ampio i destinatari delle diverse proposte. a livello di sede centrale. da parte del Comune di Trento. su un piano più strumentale. democrazia. una condizione. come servizio urbano avanzato. educazione permanente: la dimensione individuale e “libera” dell’accesso al servizio. gli enti e le diverse istituzioni e strutture che possono. . “Un ruolo chiave del bibliotecario è guidare gli utenti a fonti di informazione precise rispetto alle loro richieste. anche antico e di tipo archivistico. le associazioni. . che interessa in primo luogo il sistema delle biblioteche pubbliche comunali. 52 . un importante passo in questa direzione. La sola disponibilità teorica di libero accesso e rispetto per tutti rappresenta un presupposto. che valorizzi le biblioteche decentrate come snodi di intermediazione dell’informazione. Le proposte culturali estensive e promozionali rispetto alla conoscenza e all’utilizzo dei servizi della biblioteca e del suo patrimonio.il piano strategico. 2001): l’attivazione del centro multimediale e dei corsi che questo proporrà rappresenta. costituiscono aspetti centrali. le “provocazioni” della biblioteca e dell’archivio per rendere reali le potenzialità dei documenti e dei servizi messi a disposizione. un obiettivo raggiunto. soprattutto laddove pone l’obiettivo di una revisione della funzione informativa nella direzione del superamento di un approccio centralizzato (affidato oggi senza riserve alla struttura dell’InformaGiovani) e dell’adozione di una logica territoriale o distribuita. si configurano quindi come necessari momenti di informazione e di invito ai cittadini. Questo disegno programmatico.l’atto aggiuntivo all’accordo di programma con l’Università. tra l’altro. non ancora una meta realizzata.il piano di politiche giovanili.” Ma lo è anche “ottenere questo mediante la promozione e l’insegnamento agli utenti dell’uso della tecnologia legata al computer” (IFLA/UNESCO Guidelines. sotto un duplice profilo: quello che acquisisce una struttura culturale di eccellenza in una prospettiva di generazione di valore.

appare riduttivo e fuorviante. della ricerca e dell'innovazione3 In parallelo alla questione insediativa. insomma. Basti qui ricordare che non si tratta soltanto di dare una risposta ad una domanda di superfici e di volumi. E’ possibile ricondurre questa relazione a tre piani di realtà. si pone il tema dell’adeguamento della città alle esigenze dei sottosistemi che la configurano e. ad esempio. per così dire. per PAT). sia per offrire risposte “adattative”. saperi e competenze “di frontiera”). molte evidenze ed anche indagini e rappresentazioni precise e aggiornate. Schizzerotto e. risulta confermato il giudizio sull’effetto di trascinamento delle istituzioni di formazione e ricerca sulle dinamiche urbane (spesa. Né porta molto lontano la ricorrente e ormai scontata affermazione del carattere tipicamente urbano delle istituzioni accademiche. di un paradigma di crescita costruito "su misura". Se ne discute estesamente nel documento dal quale è estratto questo testo. di scambi. 53 . provenienti da diverse fonti4. Un primo livello riguarda le opzioni localizzative e le scelte insediative e funzionali. di stimolo per positive “contaminazioni” fra aree disciplinari. risponda ad esigenze molteplici (di riqualificazione urbana. di interdipendenze. che nascono e si sviluppano non solo “nella” città. al sottosistema formazione-ricerca-impresa. linguaggi. peraltro. 4 Ci si riferisce. dunque. di superamento di duplicazioni. città universitaria. restano certamente da approfondire altre esternalità. di un progetto di futuro verso il quale appare necessario orientare in modo coerente e convergente decisioni parziali. Folloni per Opera Universitaria). nel caso specifico. e della città nel suo complesso.6 Università e Istituto Trentino di Cultura Trento. ma “con” la città. di esprimere una forma di “intelligenza” nel senso etimologico di questa parola: quel significato che definisce l’idoneità a corrispondere alle sollecitazioni di un ambiente mutevole. sia per trasformarle in opportunità di crescita. ma un tratto specifico ed essenziale di un esplicito modello di sviluppo. in termini di politiche pubbliche. quali l’ efficacia degli investimenti in R&S sull’economia locale e gli effetti di queste presenze sull’immagine e le percezioni della città. che semplicemente “ospitano” università (inevitabilmente ridotte al rango di produttrici di diplomi) e centri di ricerca (attratti da convenienze episodiche) – si basa su un sottinteso dal quale non è possibile prescindere: la convinzione che queste presenze costituiscono non solo un elemento qualificante. sulla capacità dell’Ateneo di corrispondere ad una domanda di formazione superiore del territorio (cfr. cioè. la “abitano”. con qualche adattamento. Possiamo. Un’Università e un sistema di ricerca. assumendo una prospettiva di lungo periodo. servizi). La relazione fra la città e questo sottosistema assomiglia molto ad un processo di apprendimento: presuppone. sulla crescente disponibilità di infrastrutture di servizio alla scala urbana.a. aggiornamento ottobre 2002). immaginare questa relazione come un sistema di equazioni a molte incognite. limitare l’oggetto della discussione alla valutazione dell’impatto del sottosistema sulle dinamiche urbane. Il percorso che Trento ha scelto di intraprendere – un percorso che differenzia nettamente questa scelta da quella di altre città.Ambito I. in corso di adozione da parte del Consiglio comunale. che ammette numerose soluzioni. di co-evoluzione. Se. la capacità dei decisori pubblici. Di questo impatto abbiamo. anche a Trento. mercato del lavoro. originando un gioco a somma positiva di intrecci. ma di introdurre un criterio di razionalità che. dal documento di lavoro "Verso il sistema trentino formazione avanzata/ricerca/impresa: prospettive di integrazione e opzioni localizzative: scenari e ipotesi per la città di Trento" (luglio 2002. programmi di ricerca. alle dinamiche indotte dalla presenza dell’Università e di enti di ricerca sul mercato immobiliare e sulla correlata tensione abitativa. sulla produzione e la redistribuzione di valore (cfr. Se si accoglie questa premessa. 3 Testo estratto.

Un secondo livello interessa le relazioni formalizzate fra gli attori del sistema. Si tratta di un settore che presenta margini importanti di ulteriore crescita e specializzazione. Sono, infatti, numerosi gli intrecci di tipo istituzionale e dal punto di vista degli accordi formalizzati fra soggetti istituzionali, della formazione avanzata e della ricerca, del mondo dell'economia: un quadro che assomiglia ad una holding ancora imperfetta, dove però sono acquisite la consapevolezza e la convinzione di finalizzare e di regolare forme sempre più impegnative ed esigenti di reciprocità fra attori del sistema. L’elemento più promettente che si registra in questo momento è forse rappresentato - oltre che dal perentorio rilancio del protagonismo pubblico, che ha promosso e sostenuto l'attivazione di relazioni di partenariato con ambienti internazionali della formazione, della ricerca e dell'impresa - dall’emergente intenzionalità espressa dal sistema d’impresa locale. Un terzo livello concerne i temi dell’organizzazione urbana e delle funzioni che si concentrano nelle città. E’, infatti, evidente che la competitività di Trento nei confronti di un più vasto circuito di attrattività (di studenti, di ricercatori, di docenti, di programmi di ricerca, di imprese, di investimenti) è legata secondo un rapporto di necessità con quelli che potremmo definire i caratteri prestazionali della città, i suoi punti di forza e i debolezza, le minacce e le opportunità del contesto nel quale si colloca. Basti qui accennare ad alcuni nodi tematici. Un primo nucleo di significati interessa la relazione fra il settore della formazione avanzata ed il quadro complessivo della domanda e dell’offerta locali di formazione. La scelta di rimettere al centro la risorsa umana può essere limitata ai “piani alti” del metaforico edificio della formazione. Appare necessario, in conseguenza, adeguare le risposte del sistema formativo nel suo complesso ad una crescente domanda di conoscenza e di produzione e riproduzione di competenze, che rappresenta, in quanto investimento nel capitale umano, la precondizione per qualsiasi forma di sviluppo e di apertura ad una prospettiva autenticamente internazionale. L’obiettivo di una compiuta espressione delle potenzialità del sistema di istruzione dell’obbligo e superiore, il suo recupero ad una prospettiva di eccellenza, la sua contestualizzazione entro un continuum formativo non costituiscono una semplice premessa minore, ma il vero core process di una riconfigurazione esigente e ambiziosa del sistema formativo allargato. Questo momento richiede, dunque, l'adozione di una visione strategica ed il coinvolgimento e la partecipazione attiva e responsabile non solo delle Scuole, del Comune, della Provincia autonoma, dell’Università, delle tradizionali agenzie formative in genere, ma anche di una vasta pluralità di soggetti che rappresentano, sul versante dell’offerta di istruzione, educazione e formazione, ulteriori risorse del territorio e, sul versante della domanda, espressioni di un fabbisogno mutevole. Si ribadisce, perciò, l’esigenza di accompagnare l’intero ciclo di vita delle persone con un adeguato e mirato percorso formativo (nei termini che definiscono un sistema formativo allargato), riqualificando i diversi luoghi e modi di accesso alla scolarità, valorizzando le potenzialità inespresse del sistema formativo e configurando complessivamente una “comunità educativa”. Queste considerazioni sollecitando una riflessione ed un intervento globali, che necessariamente interpellano una prospettiva di medio e lungo periodo, non debbono tuttavia far passare in secondo piano alcune urgenze ed alcune priorità. Ci si riferisce ad alcune questioni molto puntuali, che si ritiene di segnalare, per cenni, come oggetti autonomi di attenzione e di iniziativa. Si tratta: • dell’attivazione di una Scuola europea, che diversificherebbe e completerebbe l’offerta scolastica di base e superiore di Trento e conferirebbe alla città una ancor maggiore capacità attrattiva nei confronti di ricercatori stranieri, i quali troverebbero ulteriori convenienze a trasferirsi con le proprie famiglie; • del potenziamento dei momenti e delle forme di interlocuzione, confronto e scambio fra l’Università e la formazione dell’obbligo e, soprattutto, superiore; • dell’investimento in programmi che sostengano l’apprendimento diffuso delle lingue straniere, soprattutto tedesco e inglese; 54

del sostegno ad un massiccio programma di alfabetizzazione informatica e di diffusione delle TIC.

Un secondo nodo riguarda la città in quanto struttura complessa di erogazione di servizi: rinvia ai nodi della manutenzione urbana e all’equipaggiamento di servizi e di utilità che la città può offrire. E’ la città che funziona, la città che offre opportunità, la città che garantisce l’accesso ai diritti, la città “da vivere”. Ci riferiamo, limitandosi a citarli, ai nodi della accessibilità, della mobilità urbana, dell'ambiente urbano, dell'accesso ai diritti, delle politiche per la cultura e il tempo libero. Un terzo nodo si riferisce alla promozione del valore-città e degli elementi che lo definiscono. In una catena di generazione di valore, è necessario sperimentare forme concrete di promozione e di gestione integrata di quelle attività (pensiamo al turismo congressuale e scientifico) che, da una parte, sono suscettibili di immediata redditività e, dall'altra, consentono di collocare Trento e il Trentino in uno scenario di visibilità e di attrattività nazionale e internazionale nei confronti di un segmento specifico di un emergente turismo di qualità. Non vi è dubbio che il completamento e la caratterizzazione del quadro complessivo dell'offerta di servizi alla scala urbana deva considerare la realizzazione di un centro-convegni dedicato, nello specifico, alla congressualità scientifica. Questa eventualità richiede approfondimenti solleciti e mirati rispetto ad una pluralità di questioni, quali la scelta dimensionale, l'ubicazione (anche in rapporto ad altre facilities e ad attività imprenditoriali che possano trarre vantaggio da questa presenza), la possibilità di attivare forme di finanza di progetto, le ipotesi gestionali, l'impatto sulla capacità ricettiva globale della città, le relazioni (di complementarità e non di contrapposizione) con altri poli congressuali, il rapporto fra la struttura, una sua necessaria funzione promozionale e un disegno complessivo di promozione della città, il posizionamento del turismo congressuale nel più vasto e mutevole scenario di una nuova domanda turistica, ad elevato potenziale, e di una correlata esigenza di adeguare ad essa strategie di offerta mirate. Sullo sfondo va, inoltre, collocato il dibattito in corso - meglio approfondito in un'altra sezione di questo documento - sui contenitori culturali della città nell'attuale fase di riassetto urbanistico. L’Accordo di Programma fra Comune e Università E’, peraltro, significativo ribadire i tratti caratterizzanti di una relazione strutturata che la municipalità di Trento e l’Ateneo hanno voluto formalizzare attraverso la sottoscrizione di un Atto aggiuntivo all’accordo di programma fra la PAT e l’Università stessa. Il sistema di coordinate nel quale si colloca questa relazione è orientato alla qualificazione della presenza dell’Ateneo, riconoscendovi un imprescindibile attore dello sviluppo territoriale secondo tre linee-guida: l’apertura del Trentino ad una prospettiva di internazionalità, un forte investimento nel capitale umano e una rinnovata relazione fra i sottosistemi della formazione, della ricerca e dell’impresa. Le misure conseguentemente concordate prevedono: l’ampliamento dell’offerta formativa dell’Ateneo; lo sviluppo di una rete di cooperazione nel campo della ricerca e della formazione; una migliore risposta alle esigenze di residenzialità di docenti e studenti ed una interpretazione ancora più incisiva della categoria del diritto allo studio; l’attribuzione di un significato pieno all’autonomia dell’Ateneo; lo sviluppo di politiche di maggiore integrazione con le dimensioni economiche e civili; il rafforzamento e la promozione di progetti di ricerca utili alle attività della Provincia autonoma ed allo sviluppo socioeconomico del Trentino; lo sviluppo della biblioteca universitaria anche in quanto componente essenziale del sistema bibliotecario trentino. Il Comune di Trento, ritenendo di condividere questi obiettivi e di voler assumere un proprio ruolo specifico in attuazione di questi orientamenti generali, ha esplicitato un insieme 55

selezionato di ambiti nei quali esercitare il proprio protagonismo e promuovere una relazione non più basata su prestazioni corrispettive, ma su forme di reciprocità. Questi ambiti riguardano la formazione (con gli obiettivi di favorire il perfezionamento postlaurea di giovani studenti; di promuovere l’incontro fra la domanda e l’offerta di professionalità qualificate; di acquisire, attraverso progetti di ricerca finalizzati, elementi informativi e conoscitivi utili per migliorare la qualità dell’organizzazione urbana; di sostenere strategia di rafforzamento delle competenze del proprio capitale umano); il completamento dell’ordinamento didattico dell’Ateneo, secondo un triplice criterio: qualità dell’offerta, sviluppo di un’identità chiaramente riconoscibile, una risposta convincente alle attese e ai caratteri specifici del territorio; i servizi bibliotecari (in una logica di integrazione sistemica fra le biblioteche cittadine); la biblioteca d’Ateneo, quale struttura di intermediazione dell’informazione anche a servizio della città; la collaborazione fra l’Università ed i sottosistemi istituzionale, civile e d’impresa; l’edilizia universitaria; il supporto alle attività di pianificazione e di progettazione del Comune di Trento; le politiche per la sicurezza urbana; le politiche di innovazione amministrativa, soprattutto nel settore delle tecnologie avanzate dell’informazione e della comunicazione. Gli elementi di maggiore originalità di questo accordo sono, in sintesi, legati al passaggio da una logica di scambio ad una logica di reciprocità; alla selettività dei temi considerati; alla formalizzazione dell’intesa. Si tratta, come è agevole riconoscere, di un contesto e di uno strumento che non vogliono avere un carattere contrattuale, quanto, per così dire, ordinamentale: in quanto tale, l’accordo viene consegnato a modalità di “declinazione” operativa e di aggiornamento che presuppongono il mantenimento di quella tensione ideativa e di quella apertura in qualche modo “costituente” che ne hanno caratterizzato la fase di impostazione. Per tradurre questo accordo sul versante specificamente culturale, in un'accezione più propria e generale e non solo in vista dell'erogazione di servizi particolari (sia pure di natura culturale), è possibile mettere a tema fin d'ora una collaborazione nella diffusione/divulgazione di conoscenze. Si tratta, quindi, di interagire mettendo vicendevolmente a disposizione da parte dell'Ateneo il contributo di idee e di saperi di docenti e di esperti che svolgono la loro funzione dentro l'Università e, da parte del Comune e delle sue articolazioni, i temi, i luoghi ed i momenti di incontro pubblico. L'Amministrazione municipale può offrire una "palestra" di sperimentazione sul trasferimento dei saperi in ambiti allargati, anche per avere dei "ritorni" conoscitivi circa l'evoluzione della sensibilità diffusa o del sentire comune, quasi a svolgere ricerca sociale sul campo. Ma può offrire anche campi di possibile applicazione e di espansione delle conoscenze e delle capacità degli studenti, ad esempio attraverso forme di tirocinio e stage presso e con i Servizi del Comune (pensiamo, ad esempio, a corsi sul trattamento del materiale archivistico e la gestione di archivi) o con particolari collaborazioni (ad esempio, la possibile interazione con il corso in Valorizzazione del beni culturali per l'organizzazione di visite guidate e percorsi di "lettura" della città, dei suoi manufatti e delle sue emergenze storiche e archeologiche, ma anche la collaborazione in essere nel progetto "Il Trentino e l'Europa"). Peraltro, anche la collaborazione per il Master sui Balcani, assieme alle Facoltà di Giurisprudenza, Economia e Sociologia, ha messo in evidenza la possibilità di sostenere congiuntamente con altre istituzioni locali un rigoroso percorso di approfondimento dei temi giuridici, politici, sociali ed economici necessari - sia a responsabili di imprese ed enti dei diversi Paesi della ex Jugoslavia, sia ad espressioni della realtà trentina attive nei movimenti internazionali - per sostenere esperienze di diplomazia popolare e di cooperazione decentrata. L’Istituto Trentino di Cultura L'ITC - in quanto ente autonomo a matrice pubblica deputato all'alta formazione e alla ricerca - ha svolto, storicamente, un ruolo indispensabile in un disegno di apertura e di 56

Nell'economia di questo documento riteniamo che i temi principali da approfondire non siano legati tanto a questioni. Crediamo piuttosto che. Il percorso di riflessione dal titolo “Ricerca e territorio: tra frammentazione e integrazione internazionale”. Quarant'anni sono un traguardo che legittima l'intenzione dell'Istituto di crescere ancora e di ridefinire il proprio posizionamento. Una relazione che . di contatti . religioso . in analogia al ragionamento articolato a proposito dell'Università.di ricondurre le biblioteche pubbliche della città ad una logica di sistema. storica e religiosa.costituisca un valore aggiunto nella definizione di un sistema territoriale locale capace non solo di competere. riguarda la possibilità .come pure della più recente area Istituzioni ed Economia. entro una prospettiva integrata di intermediazione delle informazioni. promosso in occasione del 40° di fondazione dell'Istituto. in parte giustamente retrospettive e in parte necessariamente e fortemente scenariali. dalla centralità dei fattori competitivi ad elevata concentrazione di conoscenza. per la sua peculiare articolazione in centri di ricerca e per la sua natura associativa . inoltre. Ma vuole anche ribadire un'interpretazione aggiornata dell'ispirazione e dell'impianto originari dell'ITC e di riproporne l'attualità irriducibile. In questo ambito. In un momento caratterizzato da una pronunciata competizione fra città e territori e. L'ITC può. il tema vada riformulato e debba cogliere soprattutto la relazione di reciprocità fra l'Istituto e la città.deve essere esigente e non può essere limitata alla compilazione dei presupposti puntuali e occasionali di una semplice convivenza. Si propone. quali l'attualizzazione della missione "storica" dell'Istituto di promuovere la ricerca e di garantirne l'organicità.modernizzazione del Trentino: un ruolo che svolge da quarant'anni e rappresenta il frutto di una concezione e di una interpretazione "alte" della nostra speciale Autonomia.per la sua originale vocazione.che questo documento assume come obiettivo dichiarato . la relazione di autonomia/interdipendenza con l'Università e il nodo di quelle che vengono convenzionalmente chiamate le "ricadute" dell'attività di ricerca (tema certamente ineludibile. economiche. Un secondo ambito. di trasmettere la percezione dei processi. quasi che l'investimento in ricerca debba e possa essere valutato secondo gli standard di una redditività "di cassa" più o meno immediata quale quella che ci si attende da un investimento sul mercato azionario). entro un più vasto sistema di appartenenze e di interdipendenze. ma anche di dialogare. che tuttavia si è prestato spesso ad una pericolosa scorciatoia concettuale. si ritiene che ITC . per il 40° di attività dell'Istituto. si proietta consapevolmente in questa dimensione e ne propone un'interpretazione non circoscritta allo specifico urbano. Questa riflessione si propone anche. di programmi di ricerca. dunque. Le considerazioni che seguono si propongono come un primo censimento di questioni sulle quali pare possibile e opportuno avviare specifici approfondimenti. anche cogliendo l'occasione delle iniziative del novembre 2002. dei concetti. Un primo ambito di riflessione è quello che riguarda la ricerca di una nuova proiezione internazionale della città e delle sue articolazioni istituzionali. un riepilogo che cerca di incrociare i principali fabbisogni della città (secondo una lettura strategica delle sue prospettive di crescita) con la specifica vocazione dell'Istituto ed i caratteri ordinamentali sanciti dal suo statuto. superando inattuali separatezze e riconducendo a sintesi un quadro caratterizzato da una spiccata frammentazione dell'offerta di saperi e competenze a 57 . in essa. tecnico-scientifico. essere riconosciuto come luogo autorevole di elaborazione condivisa e di concertazione sui temi legati all'investimento nella risorsa umana e alla correlata centralità della formazione. formative.se consideriamo la ricchezza delle risorse di cui ITC dispone in termini di intelligenze. legata al dialogo fra differenti campi del sapere e alla valorizzazione delle identità culturali e delle tradizioni locali in una prospettiva aperta alle culture nazionale ed europea. quest'ultimo. affinché essa sia riconosciuta dal territorio come risorsa strategica per lo sviluppo. pure nevralgiche. valorizzando la specialità e l'eccellenza delle biblioteche dell'ITC.storico. dei metodi e dei temi legati alla ricerca. alla luce delle proprie specificità. ma non solo. è agevole riconoscere il ruolo relativo dei tre centri di ricerca . in apparenza più circoscritto.

Infine. della valorizzazione delle vocazioni autentiche del nostro territorio. dove esiste il problema (e l'opportunità) di valorizzare la biblioteca. Un approccio. In questa accezione rientrano a pieno titolo gli obiettivi strategici dell’internazionalizzazione del capitale umano e della ricerca. Si tratta di un ruolo solo in apparenza secondario nell'economia delle competenze statutarie dell'ITC. organizzata secondo: • un polo scientifico-tecnologico sulla collina di Povo (dove è in fase di realizzazione un terzo edificio. di lancio e oggi di continuo riferimento. un dato non controvertibile: la città. cui il Comune di Trento riconosce un'importanza decisiva. Resta. che è un suo punto di partenza. che assume il valore di una prima e immediata ricaduta economico–sociale sul territorio in termini di lavoro.oltre che dalle proprie risorse umane . opportunità date dall’insieme delle sedi. nell’accettazione o meno di trasferirsi a Trento da parte di grandi ricercatori e studiosi. del riposizionamento e dell'integrazione nel contesto internazionale. dalla presenza di più di 600 persone tra dipendenti. che punta a promuovere la cultura della ricerca e dell'innovazione tra le giovani generazioni e nella dimensione più "naturalmente" vocata a produrre e riprodurre saperi.dalla biblioteca umanistica. Appartiene a questo ambito di elaborazione l'iniziativa su "La ricerca come mestiere". di trovare sede adeguata al Corso Superiore di Scienze Religiose e. di dialogo fra campi del sapere. al quale si è accennato anche nel precedente paragrafo dedicato all'Università. di confronto fra culture e religioni. nel quale il modello localizzativo degli istituti afferenti all'ITC ribadisce una configurazione bipolare. che possono e debbono rientrare a pieno titolo nel calendario delle attività culturali della città. attraverso la quale le risorse umane. in un momento nel quale si registra il mutamento profondo della domanda di formazione. Particolare rilievo possono avere le competenze e le relazioni presenti in ITC per il mondo del volontariato associazionistico legato alla cultura. probabilmente decisivi. in altre parole. 58 . Questa relazione non può non essere reciproca: una relazione. collaboratori e ospiti dediti alle attività di ricerca. ma in realtà di sorprendente attualità. La qualità della sua vita sociale e civile sono elementi importanti. che sempre più si configura come necessità di un processo continuo di crescita che ne vede investiti anche soggetti non tradizionalmente deputati. si ravvisa una correlazione forte ed estremamente promettente fra l'Istituto . sempre indicando i titoli di questioni nodali. vale a dire la Scuola. non ultimo. • un polo umanistico in centro città. In questo senso.fronte di una domanda in evoluzione tanto rapida quanto insufficientemente indagata e scarsamente strutturata. seminari e convegni realizzati nel corso dell’anno che rappresentano anche un pubblico internazionale per l’offerta culturale e artistica del territorio.tedesco). le collaborazioni e le relazioni dell’Istituto diventino un elemento attivo nella crescita di quella stessa qualità urbana. dalle presenze di rilievo scientifico nei Centri di ricerca. Un ulteriore significato va attribuito alla presenza materiale dell’Istituto. servizi. dalle attività convegnistiche. di promuovere e di rinnovare occasioni di divulgazione corretta. rappresentato .in quanto "deposito" di saperi e in virtù della sua configurazione del tutto peculiare . di individuare una sede Istituzionale rispondente al livello e alla quantità delle relazioni internazionali dell’Istituto. si propone il tema della ricomposizione del quadro degli attori che caratterizzano il sistema della formazione avanzata e della ricerca. analogamente a quanto detto a proposito dell'Università. alta formazione. per l’Istituto e il mondo della ricerca. dell'innovazione di sistema. rappresenta un valore aggiunto. Questo significa in primis mettere in rete quello che potremmo definire il "capitale fisso" dell'Istituto.e l'esigenza. di adeguamento degli strumenti con i quali accostarci ai problemi che ci sono consegnati dal divenire della ricerca e dall'ampliamento delle possibilità di intervento umano. L’Istituto appartiene alla città. che prende le mosse dall'esigenza di governare in modo coerente le dinamiche espansive dei sistemi della formazione avanzata e della ricerca e teorizza un paradigma insediativo distribuito. mentre è in previsione un altro come sede per centri di convenzione e in prospettiva il Consorzio Italo .

Si richiama. di investire su quella rilevantissima parte di "capitale fisso" costituita dai ricercatori. trovando il giusto equilibrio fra l'esigenza di competere sul fronte dell'attrazione di risorse qualificate e. necessariamente impegnato ad aggiornare e a far evolvere i propri assetti organizzativi e funzionali in modo coerente con la sua peculiare missione di ente deputato alla ricerca. nella compagine sociale dell'Istituto legittima e sollecita. una riflessione attenta e originale sul nuovo e futuro statuto dell'ITC. infine. poi.La presenza del Comune di Trento. Anche in relazione a questi temi si rinvia ad altri strumenti o livelli di programmazione. nello stesso tempo. E' il caso di ricordare il Piano strategico. in fase di completamento. in qualità di socio fondatore. che vede peraltro l’Università di Trento e l’Istituto Trentino di Cultura fra i soggetti promotori del processo di pianificazione. ma anche nei processi di rafforzamento della competitività di sistema e nelle dinamiche di internazionalizzazione. 59 . Il documento di diagnosi del Piano strategico contestualizza il ruolo relativo dell’Università di Trento e dell’ITC nei sottosistemi della formazione e dello sviluppo economico ad elevato contenuto di conoscenza. il già citato documento di lavoro "Verso il sistema trentino Formazione avanzata/Ricerca/Impresa: prospettive di integrazione e opzioni localizzative: scenari e ipotesi per la città di Trento".

Spesso. Ai numerosi spettacoli realizzati dalle compagnie teatrali amatoriali all’interno di rassegne e con scambi che collegano spesso le realtà delle valli periferiche a quelle cittadine.7 Le culture popolari: teatro e musica fra tradizione e innovazione La passione per il teatro ha potuto validamente incrementarsi con la proposta delle “Stagioni del Teatro” attivata dal Centro S. ha svolto non solo una funzione sociale aggregante. Si vuole qui evidenziare l’interessante fermento che sta attraversando l’attività dei tanti cori del Trentino. e sappia aggiornare i contenuti ed i repertori del canto corale rispetto al sentire del presente e alle sue evoluzioni. 60 . Non c’è dubbio che prezioso è stato il grande e crescente impegno profuso nella scuola sul piano dell’animazione teatrale e della riflessione sui differenti linguaggi dell’espressività artistica. una tradizione "colta" che ha saputo acquisire una spiccata connotazione popolare. la creazione del Centro Teatro Ragazzi. che in sé “esige” un raccordo fra storia e teatro. in cui vengono messi in scena spettacoli a volte scritti o ideati dai ragazzi stessi. oltre che per quanto riguarda l'alfabetizzazione alla capacità di lettura delle note e della partitura. che hanno cercato di mettersi in rete con le scuole superiori e con altre istituzioni. la realtà della provincia di Trento rappresenta una positiva diversità rispetto ad altre regioni italiane. di fotografia. della danza e della musica. che sempre più spesso proposte teatrali incontrano proposte musicali. emerge un bisogno di ricerca e di sperimentazione che. La coralità rappresenta un aspetto importante della vita collettiva nei territori montani. di danza. a ciò hanno concorso e concorrono le circolari ministeriali che richiamavano all’importanza del teatro. Proprio a questo riguardo. nate soprattutto in questi ultimi dieci anni. sia per quanto riguarda l’ascolto (fruizione passiva) che il canto (fruizione attiva). presso istituzioni museali o nello spazio archeologico del Sass. In ciò. l’autoorganizzazione di giovani studenti universitari. ma anche mettendo a nudo quesiti e problematiche sociali riportati alla ribalta da scrittori autorevoli. che punta ad introdurre e diffondere un impegno programmatico dove la tradizione incontra l’innovazione. spesso passando per una rilettura dei classici. con complessi. D’altra parte. con una consolidata tradizione. si ritiene importante concorrere a promuovere una riflessione sul futuro della coralità locale. come constatiamo. con altri organici musicali. Si tratta solitamente di espressioni di mondi giovanili. ma anche per aprire le giovani generazioni a nuovi paradigmi culturali. impegnati nella ricerca di terreni in cui provare ad analizzare la contemporaneità. ha seminato ai livelli più diversi l’interesse per la cultura del palcoscenico e per un protagonismo che permetta di trasformarsi da spettatori in attori. si sono affiancate più recentemente esperienze laboratoriali spontanee. la collaborazione in questo sforzo di formazione da parte di molti gruppi e compagnie amatoriali. anche il mondo del teatro amatoriale. può aprire la strada a fermenti innovativi. nell’area sottostante il teatro Sociale. per valorizzare storia e tradizioni. percepiti quali interpreti privilegiati dell’oggi. nella misura in cui si riesce a creare un’osmosi fra professionalità delle proposte di spettacolo tradizionali e tentativi sperimentali di nuove proposte nel campo della prosa. fra presente e classicità. Un'altra realtà importante nella storia culturale del Trentino. quanto avviene in alcuni percorsi di animazione della città. se è vero. come già in parte avviene. E’ quanto avviene in alcune iniziative della Galleria Civica. di video d’arte. di pittura. con gruppi cameristici e con tradizioni musicali diverse. In particolare. nelle realtà giovanili. c'è da dire che il dialogo fra le arti comincia a porsi come una necessità.Ambito I. è quella della coralità. ma ha aiutato il diffondersi di una formazione musicale. interagendo con esperienze collaudate. Chiara. sulla qualificazione di una proposta culturale che sappia raccordarsi sempre più e meglio. anche quelli cittadini. l’offerta di spettacoli per le scuole da parte di Istituzioni locali.

La stagione del FilmFestival che si apre con il nuovo Consiglio Direttivo dovrà delineare la fisionomia del Festival del terzo millennio. va dato grande risalto all’apporto della SAT. con la sua Biblioteca.A ciò potranno sicuramente concorrere i Progetti “Montagne di Ciak”. formativa e anche turistica: deve cioè “radicarsi” ulteriormente in città. turistici. alle associazioni impegnate in ambito ambientale. il rispetto della montagna. 61 . rivolto alle scuole e al territorio. Così “Casa della Montagna" della SAT e FilmFestival svolgeranno sempre più. concertato insieme al Museo Storico e al Centro audiovisivi della Provincia. sia per la sua proiezione internazionale. La consolidata esperienza di un Festival di cinema di montagna. Il FilmFestival ha davanti a sé un duplice compito. culturali. il FilmFestival della Montagna e dell'’Esplorazione Città di Trento occupa una posizione di grande rilievo sia per la tradizione riconosciuta di questo evento. Da un lato. che rappresenta in Trentino un patrimonio inestimabile di esperienza e di cultura. all'Azienda Forestale. con una storia di impegno. con il suo Museo. sia a livello di uso del territorio e delle sue risorse. quello di promuovere una sempre maggiore visibilità in un contesto ampio. da sempre vera e propria Casa della Montagna. e consolidando il proprio "specifico". raccogliendo le sfide nuove di un confronto sulla cultura della montagna in uno scenario che non può non mettere al centro non solo la salvaguardia dell’ambiente. che riassume valori e compiti di natura artistica. diventando una presenza strutturata e continuativa nell’arco dell’anno. nelle sue bellezze e nelle sue durezze. interna e collegata con il più ampio sistema di biblioteche cittadino. che proprio nell’Anno internazionale delle montagne ha celebrato il cinquantenario. con al Comunità di lavoro delle città delle Alpi e con le Istituzioni e i mondi della Pace. quello di interagire sempre più organicamente con la realtà locale. ciascuno il proprio compito. deve costituire il polo di riferimento per tutti. facendo i conti in maniera rigorosa con il concetto di limite. ai mondi dell’agricoltura.8 Il Festival della Montagna e le politiche di rete nel settore della cultura di montagna Nel panorama complessivo dell’offerta di spettacolo della città. dall’Università alla scuola nei suoi vari ordini. pone la città di Trento in posizione di forza rispetto ad analoghe iniziative di rassegne internazionali. in modo complementare. sviluppando al meglio le rispettive potenzialità. In particolare. con tutti i soggetti economici. in collaborazione con la SAT e con l’associazionismo alpinistico e dell’handicap. dovranno essere approfondite le possibilità di mettere in sinergia i diversi Festival e rassegne cinematografiche esistenti nella nostra provincia: si pensi al Festival di Cinema archeologico e al Festival cinematografico internazionale Religion Today. rafforzando il proprio profilo internazionale. A diffondere la cultura della montagna dovranno concorrere le molte realtà che di montagna si occupano. di solidarismo e di costruzione di spirito di comunità. A questo riguardo. comunicativa e documentale. “Montagne senza barriere”. nate dopo e pur assai significative anch’esse. che coniuga la passione per la natura e l’ambiente. sportivo. sia a livello dell’economia. in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti. Dall’altro lato. un nodo importante della rete dell’offerta culturale. alpinistico.Ambito I. La sede cittadina della SAT. anche attraverso il dialogo con altri Festival cinematografici. con il suo Coro. ma anche la sostenibilità di ogni intervento umano. “Montagne di Pace”.

cioè la capacità di capire quale sia veramente il nostro compito di dirigenti. non vogliamo solo ribadire un principio ispiratore. Le tesi che sosteniamo ci richiamano a valori fondamentali: ci richiamano all'esigenza di costruire assieme alcune convergenze etiche. di allenatori. nell’ambiente sportivo. riteniamo che sia preciso compito del Comune sostenere.lo sport costituisca una imprescindibile componente trasversale di molti settori della vita della città. dello scandalismo. invece. che canalizzino gli impegni comuni per far sì che l'attività sportiva faccia corrispondere essere e dover essere.Ambito I. crediamo che . una ragione di vita e un compito. oggi. di amministratori. a vario titolo. il bisogno è quello di recuperare una capacità riflessiva. cioè alla montagna) . l'elaborazione che si muove nella direzione indicata dal testo che segue: un'elaborazione che esprime un profondo senso di orgoglio e un maturo e consapevole richiamo alla responsabilità da parte di tutti coloro che. di giustificare. senza addentrarci in questioni che riguardano esclusivamente politiche per l'attività sportiva in senso proprio (estranee alle finalità di questo documento). Avvicinarsi a questi temi. Uno è quello di banalizzare. Affermando queste tesi. di minimizzare. ma alle conseguenze delle nostre azioni. del sensazionalismo. Un altro rischio è quello del moralismo. che alla fine accetta e legittima qualunque cosa e. di sportivi. da quello educativo (come strumento di prevenzione e di promozione) a quello economico e. forse autocritica. ci è stato gentilmente fornito dal Comitato provinciale del CONI di Trento. che forse può capire e condividere solo chi dello sport ha fatto un valore autentico. affinché l'attività sportiva sia occasione per la promozione integrale delle persone. Perché. Ma darne atto non vuol dire accettarle per quello che sono. si rassegna e si risolve in una complicità. riscoprendo e riproponendo i suoi valori e i suoi significati. del volontariato. ci richiamano all'esigenza di operare assieme su alcune linee di metodo. si accostano alla pratica sportiva. per la sua immagine. di amatori. l’urgenza di rimettere lo sport al centro delle nostre riflessioni e del nostro impegno. Lo inseriamo nella nostra elaborazione convinti che. in fondo. E. In questo momento davvero non ne sentiamo il bisogno. in particolare. di giornalisti. Un impegno rinnovato. che va in ogni caso riaffermata con forza (anche nella dimensione legata al nostro specifico territoriale. turistico. di tifosi. del senso sociale. E’ vero.e la sua capacità (ma anche il suo compito) di produrre e di trasmettere valori. per la sua stessa credibilità – sentiamo il bisogno.per la sua funzione formativa e aggregante . E che non devono essere. Diamo la parola alla riflessione del CONI provinciale. crediamo. Che ne riproduce fedelmente le distorsioni e le forzature. una riflessione culturale "adulta" non possa fare a meno di riconoscere l'importanza centrale dello sport nella vita delle persone e delle comunità . convinto. Dall'altro lato. che lo sport è lo specchio della società. Per questo. il cui spirito e il cui orizzonte di senso condividiamo. E’ il rischio del fatalismo. In questo momento – è difficile ricordare un momento più critico per lo sport. ci richiamano all'esigenza di favorire l'integrazione fra le ragioni dei valori e quelle della competizione. le conseguenze vanno ricondotte a chiunque abbia un ruolo significativo: 62 . da un lato. per la crescita della democrazia.9 La cultura dello sport Il contributo che segue. ma tradurlo nell’impegno quotidiano. di praticanti.oltre alla dimensione più strettamente culturale. Siamo convinti che l’etica dello sport sia un’etica della responsabilità: un’etica capace di guardare non ai princìpi astratti. comporta due rischi. In una parola.

ai dirigenti. situazioni estreme. dell’opinione pubblica nazionale – senza che si abbia mai il tempo e l’occasione per sottoporli ad un dibattito sereno e informato. D’altra parte. se non. talvolta. Per questo. il diritto alle nostre personali fragilità. In una società che enfatizza i valori della competitività esasperata. in un momento che esaspera sensazioni e prestazioni. mettiamo in liquidazione la dignità che appartiene ad ogni persona e la bellezza che appartiene ad ogni fase della vita: non solo. che questi episodi possano essere liquidati “semplicemente” come una forzatura. Pare quasi. quantomeno riduttivo. il diritto a sbagliare ed essere smentiti. agli amministratori pubblici. di concepire 63 . per elaborarne i significati. Questa opinione contrasta con la nostra convinzione. In una società che enfatizza i valori dell’autonomia personale. da un lato. se non improprio. nello spirito di squadra. almeno. affermiamo con serenità e convinzione il diritto a perdere. in questo modo. del successo a qualunque costo (anche nella sua espressione simbolicamente compiuta: il denaro). essenziale della società contemporanea: una componente che. agli allenatori. dell’emozione che nasce dal rischio inutile. che sembrano essere caratteri invarianti dell’italianità o. non ci sembra nemmeno plausibile immaginare lo sport. naturalmente. perdiamo la capacità di riconoscere il senso del limite. passando da uno scandalo all’altro. di violazione di regole deontologiche e. così. ineludibile. ma perdiamo in questo modo anche il valore della trasmissione dei saperi e delle conoscenze. insomma. che vede la pratica sportiva come parte visibile. che non esiste e comunque non ci appartiene. ad esempio. ai giornalisti. di illecito. Agli atleti. Vediamo che il dibattito pubblico sullo sport. episodi che sconfinano dalla cronaca sportiva alla cronaca nera a quella giudiziaria. e. del dialogo fra le generazioni. la sua proiezione mass-mediale. Per crescere nella ricerca del proprio limite e non nel superamento di un limite assoluto. di doping. è inevitabile che una persona anziana. è inevitabile che la concezione del nostro benessere ci porti a considerare persino la salute stessa come una performance. e ad essi subordina ogni parametro di giudizio. della massima prestazione. che un’idea autentica dello sport non può che essere del tutto e irriducibilmente estranea ai casi di frode. insomma. penali. l’opinione corrente che ne percepiamo ci consegnano sempre più spesso casi-limite. il diritto a riprovarci. una degenerazione dei significati più veri e profondi dello sport. anche e proprio per questo non possiamo nascondere un certo imbarazzato scetticismo nel constatare quanto spesso queste circostanze vengano riportate senza residui ad una questione di legalità e consegnate a valutazioni e giudizi estranei alla loro natura: un approccio che ci pare. Per crescere nel dialogo con altre persone. Si tratta di fatti e di interpretazioni che sono normalmente archiviati. un “capitale sociale” non riproducibile.alle famiglie. E’ certamente vero. quasi fosse un ingombrante oggetto da rottamare perché ha esaurito le sue capacità prestazionali. qualche volta. come tale. con qualche punta di pettegolezzo. rimossi – in quell’altalena fra il giustizialismo e il perdonismo. Per crescere come persone in un confronto autentico con se stessi e in una relazione leale con gli altri. O di quell’opinione intuitiva e approssimativa che ne abbiamo. in una sorta di purezza originaria che verrebbe compromessa da singole azioni che travisano – o tradiscono – un’ideale di per sé incontaminato. della sedimentazione delle esperienze. sul senso della competizione come occasione per crescere. a non essere campioni. sia considerata fuori luogo. ne condivide i caratteri distintivi e necessariamente anche i limiti. perdiamo. sulla pratica sportiva. Queste tesi vogliono rafforzare un pensiero positivo sullo sport. fra parentesi. della velocità intesa come fretta. per coglierne la portata. E. dell’indipendenza. agli insegnanti. in tutte le sue manifestazioni. Il diritto.

come possibilità di maturazione e di benessere fisico. la metafora dell’incontro con l’altro da sé. prima di tutto.la squadra .anche la malattia come parte delle nostre vite e di rivendicare come un diritto la qualità stessa del dolore e della sofferenza. chiamiamo nostri avversari. del rispetto per le identità più deboli e provvisorie. Vuol dire che gli interessi economici coinvolti nello sport o da esso mobilitati non possono comprare la dignità delle persone e la loro salute. Vuol dire rivendicare il diritto alla pratica sportiva lungo l’intero percorso delle nostre esistenze come occasione formativa e di socializzazione. le istituzioni che lo governano non possono e non vogliono sentirsi estranee. gli ambienti che vi fanno riferimento. l’esigenza di recuperare nello sport e attraverso lo sport – nella pratica sportiva diffusa. 64 . non è solo espressione di creatività. nelle sue espressioni agonistiche. Vuol dire che ogni sua manifestazione collettiva. ancora. La nostra idea positiva è quella di uno “sport sostenibile”. Vuol dire riconoscere nello sport la metafora dell’incontro con i propri limiti e le proprie fragilità. nella sua attitudine promozionale. Riaffermare lo sport come valore significa riconoscere l’ampiezza dei suoi significati e delle manifestazioni nelle quali essi si realizzano.che la riconosca e la valorizzi. i suoi praticanti. la capacità di dare il giusto valore alla dimensione del gioco che. in un certo momento. emotivo e relazionale. la metafora del superamento della nostra individualità in un soggetto collettivo . può e deve tutelare il significato dell’incontro con coloro che. perdiamo. la metafora della possibilità di gioire delle affermazioni e di tollerare le sconfitte e le frustrazioni. ma anche della capacità di superarli senza cercare situazioni o sensazioni estreme. soprattutto quando vi si esprime un senso profondo di appartenenza e di identificazione. Vuol dire rispettare e non compromettere l’ambiente nel quale lo pratichiamo. ma è anche impegno rigoroso. nella sua vocazione formativa. del confronto leale. E' un'idea che afferma. a maggior ragione se vive una situazione di handicap o di svantaggio. come opportunità accessibile ad ogni persona. come ci ricordano i bambini. nella sua relazione con il mercato – una dimensione valoriale: una dimensione alla quale lo sport.

da eventi promozionali e capacità di marketing. vogliamo tuttavia ribadire che qualsiasi trasferimento di tipo meccanico dei criteri di economia aziendale nell’impresa culturale è quanto mai inopportuno. Al contempo. ha prodotto i livelli avanzati di interazione e i documenti di intenti a cui si è già accennato. dei criteri gestionali evoluti e una moderna cultura dell’efficienza in 65 . non solo perché tali criteri si sono dimostrati insufficienti per la stessa organizzazione aziendale. ma anche come fatto di rilievo economico. Queste differenze vanno capite. Appare evidente. luogo di incontro fra diversi soggetti. in termini strategici. la modalità di incontro fra le intenzionalità positive dei soggetti pubblici e di quelli privati. proponendo nuove prospettive interpretative del rapporto tra istituzioni culturali e orientamenti organizzativi e gestionali. Oggi si fa strada la consapevolezza dell’utilità di affiancare queste competenze con una formazione di tipo gestionale. che “il Bene culturale ha caratteristiche particolari che non lo rendono adatto ad una trattazione mercantilistica”. specificità e caratteristiche assai diverse da quelle della relazione che si istituisce fra cliente e organizzatore di servizi. commerciale.Ambito I. In base a queste diverse impostazioni gli uni si prefiggono obiettivi di diffusione di conoscenza e di tutela e conservazione del patrimonio. Ne consegue che ispirarsi a modelli organizzativi affermatisi in passato in ambito industriale costituisce la principale insidia della quale bisogna tener conto nell’ambito dell’evoluzione della gestione delle organizzazioni culturali. L’attrattiva di una città rispetto all’esterno deriva da tanti elementi che ne rappresentano l’immagine. mentre gli operatori economici propongono una visione dei beni culturali come risorse per lo sviluppo. andando a costruire una rete fra Istituzioni culturali. Emerge il bisogno della ricerca di una via specifica ed originale che parta dall’assunto che le organizzazioni culturali hanno finalità istituzionali non sempre compatibili con quelle delle aziende di produzione. artigianale. “esistono però ottimi motivi per indurre nelle istituzioni culturali in misura maggiore a quanto è avvenuto fino ad ora.” In genere gli operatori del settore culturale hanno una visione dei beni culturali come valori. Prima di mettere in rilievo l’importanza dell’attenzione agli aspetti gestionali e della realizzazione dei prodotti/servizi. Preme qui svolgere una breve riflessione su alcune acquisizioni culturali derivate dall’esperienza di questi anni e dal confronto con l’elaborazione avanzata in tema di management delle istituzioni dell’arte e della cultura. gli altri obiettivi di fruizione e di economicità. In premessa. commerciali. di possibile traino per l’immagine stessa della città. con potenzialità culturali. ma soprattutto perché la relazione fruitore–offerta culturale ha natura. alberghiero. storiche. per non compiere l’errore di una trasposizione fredda di concetti economici in campo culturale: “negli ultimi anni nuovi contributi stanno arricchendo il dibattito teorico. L’evoluzione in atto nelle stesse aziende di produzione sembra andare verso le esigenze istituzionali e ontologiche delle organizzazioni culturali. di formazione e di sviluppo innovativo: su queste potenzialità deve svilupparsi ulteriormente. Per questo si ribadisce l’importanza dei comportamenti virtuosi che sono venuti maturando in questi anni. per far valere il dato culturale come fatto in primo luogo educativo per la comunità e capace di esaltare la qualità della vita di un luogo. si vuole richiamare una semplice constatazione: in passato la selezione del personale delle organizzazioni culturali avveniva esclusivamente in base a requisiti quali titoli di studio in Beni culturali o in Lettere. con positive ricadute ad ogni livello: turistico. dato il peso crescente della dimensione organizzativa all’interno del processo complessivo dell’offerta culturale.10 Economia della Cultura Trento. città pensante e delle opportunità. categorie economiche ed Associazioni di settore. turistiche. Il “Cenacolo”. ma non riteniamo superfluo ribadirlo.

un festival) si afferma in base alle relazioni che sa intessere e coltivare sul territorio a partire dalla propria identità che deve essere perseguita nel tempo attraverso l’offerta di prodotti specifici. in quanto verifica del livello di adesione agli indirizzi assegnati e del raggiungimento degli obiettivi dichiarati. quella squisitamente culturale e quella promozionale/economica. ma anche deve trovare spazio la capacità di promozione di indotto. artistici. sia per chi può ritenere opportuno intervenire a sostegno con compartecipazione finanziaria. ai quali deve saper proporre Progetti interessanti. rischiano di sbilanciare il quadro e di ottenere l’effetto opposto. una promozione smisurata. ciò che invece deve diventare dato acquisito è la convinzione della necessità di fare il salto di qualità da una logica quantitativa ad una logica qualitativa. del MART e della Galleria Civica. anche indirette. un teatro. ma anche di operatori culturali ed economici. In merito a tale questione si è già detto a proposito di valutazione. con spettacoli di rilievo. devono potersi incontrare in un punto che attivi un dialogo fra ideazione e realizzazione di progetti culturali e competenza di management direttamente correlata alle considerazioni di impatto economico. non risultano caratterizzanti lo specifico di Trento e le sue tradizioni autentiche. Questo punto di incontro è costituito dall’attivazione di una modalità di valutazione sia di tipo partecipato/pubblico. Management delle istituzioni dell’arte e della cultura. Su questo terreno viene richiesta la collaborazione di partner privati che possano anche fungere da sostenitori aggiunti rispetto all’intervento finanziario dell’Ente Pubblico. nella convinzione che un eccesso di proposte. Quando si parla di un prodotto culturale si fa riferimento alla vendita di esperienze cognitive relative a beni culturali guidate da una proposta di senso. Chi gestisce istituzioni culturali realizza prodotti/servizi rivolgendosi a clienti e a finanziatori. sull’economia di un territorio. ristorazione ecc. del Museo di Scienze Naturali ). Occorre invece. giacimenti archeologici esistenti a Trento. Se l’offerta culturale deve garantire una continuità di eventi nell’arco di tutto l’anno. (vedi il successo di proposte del Castello del Buonconsiglio. Fra questi obiettivi in primo luogo sta la crescita di apprendimenti diffusi. Gianluca Cepollaro. misurabile ad esempio nel coinvolgimento in occasione di eventi significativi di un entroterra di esercenti dei servizi di ospitalità. potendo essere proposti ovunque. l’affluenza di masse numericamente sproporzionate rispetto ai limiti fisiologici del bacino della città. compiendo l’errore di disperdere i segnali forti della cultura di un luogo in una sequenza non ordinata di piccoli eventi di intrattenimento e socialità. quindi. da parte degli utenti. servizi. (in quanto necessario riscontro del rapporto domanda/offerta). integrando i saperi dello specifico artistico o scientifico con competenze organizzative e progettuali. che possono magari apparire utile contorno. e degli operatori turistici in particolare. nel radicamento all’autenticità di contenuti di storia del territorio. finora separate o divergenti. preme qui mettere in risalto che un’istituzione culturale (un museo. per costituire opportuno supporto al trend turistico. 66 . oltre che valorizzazione su vasta scala dei beni culturali costituiti da patrimoni architettonici. librari. puntare ad un ampliamento progressivo di competenze di quanti si occupano di management culturale. informazioni che vanno gestiti insieme e che permettono di offrire un’esperienza cognitiva ai clienti/fruitori. filmiche – che siano uniche rispetto al panorama italiano. Qualità quindi e caratterizzazione netta di alcuni Progetti. non deve tradursi in mille rivoli. sia per chi li “consuma”. sia dal punto di vista del consumo di risorse (i costi) sia dal punto di vista di riproduzione di risorse attraverso le possibili ricadute. con esposizioni e proposte enogastronomiche di pregio.modo da evitare gli sprechi…”(Cfr. Il concetto di prodotto riguarda pertanto beni. musicali. ma che. a cura di Ugo Morelli) Le due prospettive. magari puntando con decisione a particolari performance – teatrali. Sul versante degli operatori economici. richiamare flussi turistici con eventi quali mostre di grande qualità. sia tecnico/politica. Occorre. rese possibili da determinate condizioni e servizi di accessibilità. con capacità di negoziazione con i potenziali partner per realizzare una positiva interazione con l’insieme del contesto socio-economico di un territorio.

commerciale). Integrare significa cogliere l'opportunità per mettere a reddito. Sono i temi del riordino degli eventi (soprattutto dei grandi eventi.dell'evento culturale). del sistema museale e della Charta musicae) che ritroviamo. le propensioni dell'utenza di eventi culturali ed il relativo gradimento. sia per fornire ai decisori pubblici e agli sponsor elementi di giudizio rigorosi sui quali basare le scelte di allocazione di risorse scarse. In questa riflessione . è stata definita la "rete delle eccellenze"). si avverte con sempre maggiore urgenza la necessità di dotarsi di strumenti. che assume l'elemento culturale come uno dei caratteri distintivi della promozione della città.che mette a tema esplicitamente i nodi e gli approcci dell'economia della cultura e del fattore culturale in chiave di economia urbana .tipicità. dato che costituisce una delle possibili destinazioni del tempo libero dei cittadini e. in differenti sezioni di questo documento. non casualmente. In questa direzione si muove già l’esperienza di Trento e questo è lo spirito che informa il Piano Strategico ed i tavoli di concertazione ad esso riferibili. della relazione con altri centri in un'ottica di cooperazione (quella che. da programmare congiuntamente. Con una precisazione: integrare non vuol dire appiattire. magari a fronte di una loro non infinita quantità e dell’impossibilità di espansioni. Alessandro Bazzanella. della 67 . il profilo. artigianale. la coscienza dell’opportunità di mettere in rete le forze del pubblico con l’intervento di privati. non significa subordinare le logiche estetiche o scientifiche a logiche mercantili. Il tema-chiave che vorremmo far emergere. In questa prospettiva. da associare ad altre offerte nel settore enogastronomico . Anche in Italia.convergono orientamenti e spunti cui si accenna in altre sezioni di questo documento. del sistema dei contenitori (anche per corrispondere ad un'esigenza di specializzazione). in una prospettiva economica in senso proprio. sia anche per evitare il rischio dello scadimento della qualità degli spettacoli che deriverebbe da un’ottica gestionale puramente tesa a pareggiare il conto fra costi ed entrate da biglietti ed abbonamenti. specificità. quindi. sia per stimolare o per consolidare fra i soggetti promotori la consuetudine a programmazioni concordate.ricettivo. ed ha finora sempre ottenuto un forte supporto pubblico alla Cultura. Due principalmente: là dove si parla di osservatorio culturale (affidando a questa funzione il compito di dare programmaticamente risposta ad un bisogno di informazioni e di conoscenze sul quale valutare la pertinenza e la tenuta delle politiche pubbliche) e nella sintesi della rete museale (ritenendo che una dimensione di sistema debba interrogarsi anche sull'impatto economico . in un sistema prevalentemente incentrato sulle risorse pubbliche. di parametri e di indicatori attraverso i quali misurare non solo la quantità. ma anche la provenienza. vocazioni che la città annovera nel proprio patrimonio di potenzialità. circostanze. eventi.Non c’è dubbio che la natura pubblica dei Beni culturali comporta una fruizione universale: chiunque può goderne la visita e la fruizione individuale non risente del numero di soggetti che li visitano. convergono altri temi (oltre a quelli dell'osservatorio. ibidem). sia per la necessità di conservare patrimoni per le generazioni future. all’insegna della reciprocità del rapporto. una delle possibili destinazioni del loro denaro (cfr. in altre occasioni. crea benefici rendendo più appetibile il pacchetto dell’offerta turistica e non presenta costi. tuttavia. sta emergendo. Ma è altrettanto vero che un Bene culturale pubblico produce anche altri vantaggi: gli operatori turistici sanno che esso è un fattore fisso di produzione. E’ in questo senso che sempre più si rende esplicito l’interesse di privati per la Cultura. percorsi del gusto . sia per garantire la crescita personale dei cittadini (un individuo acculturato ha una più alta capacità di cooperare nella società).reale o potenziale . è quello della necessità di integrare a pieno titolo le politiche di promozione culturale e le politiche di marketing urbano. A proposito di questa "valutazione d'impatto". da promuovere attraverso canali idonei. Essa esige. da recuperare ad una prospettiva di qualità assoluta.

Un obiettivo che. però. con una interessante propensione alla spesa. della card della città e. con strumenti idonei.una precisa e quantificabile riconoscibilità come città d'arte e di cultura. in genere. i soggetti e gli strumenti per la comunicazione e la commercializzazione.in questa fase di transizione alla nuova disciplina del turismo in provincia . In termini operativi. al contrario. colto. capace di scegliere. In effetti. rinviamo il tema della più opportuna collocazione del dato culturale in una "catena del valore" agli indirizzi e alle misure del Piano strategico di imminente presentazione. nelle politiche e nell'allocazione delle risorse) del dato culturale: si paventa insomma un pericolo che. di interpretare questa fase e questa vocazione con strategie mirate. incrementare la propria capacità di attrazione nei confronti di un segmento turistico in crescita.qualche preoccupazione. con una ormai raggiunta consapevolezza. trasformandosi da paradossale capitale non turistica di una provincia con una marcata vocazione in questo senso a città turistica a pieno titolo. nel loro insieme. esigente. preparato. va ribadito e tutelato con forza. cioè. conseguentemente. porterebbe con sé un elemento di distorsione nella corretta e completa definizione del prodotto culturale trentino e indebolirebbe il ruolo e la specificità che competono a Trento in un disegno di promozione del nostro territorio.sono collegate al rischio di una sottorappresentazione (negli organismi di indirizzo e di gestione e. Temi che (ri)definiscono e qualificano. l'offerta culturale della città: nel linguaggio del marketing. la definizione del prodotto può essere ricondotta ad una corretta ed efficace amministrazione di indirizzi relativamente consolidati. qualora si realizzasse.possibilità di valorizzare i brani salienti della bimillenaria vicenda di Trento (restituendoli ad una possibile "lettura"). Le difficoltà che paiono emergere in questo momento .soprattutto nel corso degli ultimi anni . 68 . Si tratta. non si può dire la stessa cosa delle altre variabili che completano il marketing mix: in particolare.nel quale si stanno formando le decisioni che riguardano i nuovi soggetti di promozione turistica sia a livello provinciale che territoriale . A questo proposito sembra giustificata . della migliore accessibilità alle chances che la città offre. Se. Ha saputo. il prodotto. Trento ha conquistato in maniera definitiva . ora.

Ambito I.11 La cultura della sostenibilità e dell'ambiente Il tema ambientale non può avere una trattazione residuale. Possiamo anzi affermare che quella ambientale è una questione in primo luogo culturale, che attraversa (nelle sue diverse declinazioni) molti settori nei quali il Comune esercita le proprie competenze. Proviamo a distinguere in questo contributo tre aspetti: uno di concezione, uno di contenuto e uno di procedura. La nostra riflessione muove da una convinzione: che la questione ambientale non può essere inclusa nella pianificazione municipale di settore - strategica, urbanistica, culturale, sociale - come un elemento residuale e oneroso (secondo una concezione dell'ambiente come problema e dell'intervento sull'ambiente come azione riparativa o, al massimo, preventiva); al contrario, l'opinione che si vuole ribadire è che l'ambiente deva essere assunto come risorsa iniziale da tutelare, da riprodurre, da includere come elemento essenziale in una prospettiva di generazione di valore. Il concetto-cardine, che ha ispirato e ispira le grandi scelte e gli interventi di settore dell'Amministrazione, è quello di limite. Un concetto che si estende e abbraccia una dimensione ulteriore rispetto a quella strettamente ecologica - che rinvia al concetto di sostenibilità dello sviluppo e, tramite esso, ad un'idea di solidarietà fra generazioni - e vuole sottolineare il valore profondo e volutamente paradossale della precarietà, della fragilità, della revocabilità delle cose nella dimensione umana, sia essa individuale, sociale, storica, economica. Il senso del limite ci ricorda che, come diceva un grande poeta latino, "est modus in rebus, sunt certi denique fines quos ultra citraque nequit consistere rectum": c'è una misura nelle cose, ci sono dei confini ben precisi che delimitano ciò che è giusto. Sentiamo dunque l'esigenza e l'urgenza di contrastare il pre-potere di un pensiero dominante, portato a subordinare ogni logica al principio della massima prestazione, fino ad includervi la concezione stessa della salute, e ogni significato al principio del massimo profitto, secondo un criterio aggressivo e dissipativo. Questo "pensare diversamente" non si accontenta di compromessi tattici con un modello di sviluppo dagli orizzonti parziali e di breve periodo, né tantomeno si risolve in essi. Lo possiamo ritrovare come orientamento co-evolutivo nelle grandi scelte dell'Amministrazione: • nelle logiche che presiedono la pianificazione urbanistica, che sanciscono la conclusione di un criterio incrementale nell'uso dei suoli e assumono il punto di vista della riconversione, del riuso, del ripristino e, parallelamente, della tutela del territorio aperto; • nelle politiche ambientali in senso proprio, orientate verso l'orizzonte tendenziale della città "a emissione zero" e impegnate a realizzarlo integrando molteplici azioni che condividono il denominatore comune della sostenibilità; • nella pianificazione sociale più recente, dalla quale è emersa definitivamente - sia nel momento partecipativo, sia nella sintesi politica - l'interdipendenza fra le variabili di contesto e i luoghi delle relazioni (basti pensare ai modi di edificare o alla funzione "strutturante" degli spazi pubblici); • nell'impostazione e nel dettaglio del Patto territoriale del Monte Bondone, che riesce a ricomporre, partendo da una molteplicità di aspettative, di percezioni e di valenze, un'identità forte, caratterizzata da uno "specifico" ambientale che diviene punto di forza di una strategia capace di coniugare tutela e valorizzazione e di definire un prodotto fortemente innovativo; • nella pianificazione strategica, che afferma la piena coerenza e la necessaria interdipendenza fra le categorie di sviluppo e sostenibilità, esplorando i temi legati all'organizzazione del territorio e alle sue prestazioni, all'accessibilità e alla qualità del vivere; • nelle politiche culturali della città, che ripropongono in termini riflessivi e propositivi il diritto/dovere di interrogarsi sulla prevedibilità dei risultati della ricerca, sui suoi fini e i suoi 69

confini, ma anche di ripensare (come ci ricorda il CONI nel suo intervento) la funzione dello sport anche mettendone in discussione concezioni correnti e ancora (si veda la sezione dedicata alla cultura di montagna) il nostro essere parte di una cultura alpina che ci porta necessariamente ad interrogarci sul significato di uno spazio - la montagna - che non è un'estensione da superare, ma un luogo di identità, dove cambiano la percezione del tempo, che si fa più lento, i modi di scambio e di relazione fra le persone, che sono fatti di una reciprocità più solida, l'economia, così necessariamente legata alla terra, i nostri stessi valori, che assumono il senso della prudenza e della gradualità. Vediamo, insomma, come sia intrinsecamente culturale il codice di accesso a queste politiche di settore: perché è culturale il rifiuto di un utilitarismo esasperato e di un antropocentrismo che ha portato con sé la perdita del senso di alterità nella relazione fra Uomo e Natura. Per questo avvertiamo che la sfida ecologica è una sfida di civiltà, il cui "disagio" - alla scala urbana - si esprime particolarmente e visibilmente nella perdita di limiti leggibili del tessuto edificato, nel degrado delle periferie ("la dove la città perde il suo nome", come dice un autore spagnolo contemporaneo), nell'organizzazione funzionalista degli spazi, concepiti per sostenere l'uso economico del territorio e la corsa ai consumi piuttosto che la qualità delle relazioni. Il riferimento ai valori e ai significati legati all'ambiente non è, dunque, episodico né marginale nel quadro di queste riflessioni, in quanto appartiene ai fondamenti stessi che il Comune di Trento ha adottato a riferimento delle proprie politiche. E', tuttavia, possibile e opportuno isolare due ordini di considerazioni, che interpellano in modo più diretto lo "specifico" culturale: uno - lo si anticipava all'inizio di questa sezione - riguarda i contenuti e uno le procedure. Quanto ai contenuti, non si può che rinviare espressamente agli approfondimenti contenuti in altre sezioni di questo documento. Ci limitiamo a riepilogare i temi salienti. Il riferimento più esplicito riguarda le attività promosse dal Museo tridentino di scienze naturali (con la sue mostre temporanee, la sua biblioteca speciale, le sue attività didattiche, il suo accreditarsi come luogo autorevole del confronto pubblico su tematiche ambientali), la riflessione sul costituendo Centro della Scienza, le implicazioni necessariamente ambientali del museo archeologico, qualunque sia la configurazione ordinamentale e disciplinare che se ne voglia tentare. Va poi ricordata la dimensione ambientale che interessa il progetto per Trento città delle bambine e dei bambini, l'accordo programmatico fra Comune e autonomie scolastiche (anche a proposito del programma Agenda under 21, che si richiama ai presupposti della Carta di Aalborg codificati in Agenda 21 Locale), le iniziative in tema di divulgazione scientifica e di etica della ricerca (anche in rapporto con le agenzie pubbliche: Università, ITC, APPA - Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente, Centro di Ecologia Alpina), le politiche di rete per la cultura di montagna, i programmi complessi di intervento per il Doss Trento e l'Ecomuseo dell'Argentario. La cultura della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente passa, infatti, attraverso una maggiore diffusione della conoscenza scientifica, intesa come approccio informato ai problemi e come mezzo per evitare il formarsi di atteggiamenti basati solo sull’emotività e sull’impatto superficiale. Tradizionalmente il mondo scolastico ha fatto prevalere un’assurda gerarchicizzazione delle materie, trascurando le discipline scientifiche. C’è bisogno di una ri-alfabetizzazione matematicoscientifica, accanto all’introduzione di conoscenze circa le nuove tecnologie e l’informatica, in modo che ciascuno disponga di strumenti adeguati per la trattazione dei problemi e, fra questi, di quelli ambientali. C’è, in sintesi, bisogno di una cultura ambientalista che, oltre a produrre uno sguardo contemplativo e rispettoso della natura, comprenda e sappia leggere l’evoluzione dei sistemi in quanto strutture complesse.

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Già si è detto dell’impegno condiviso di Università, ITC e Comune per promuovere percorsi di informazione e formazione dei cittadini. In particolare, preme evidenziare come tale impegno non possa che intrecciarsi con l’attenzione alla promozione delle scienze nelle scuole, orientando insegnanti e studenti in modo che in particolare le ragazze non siano scoraggiate e non si autoescludano da studi di carattere scientifico. Promuovere una cultura della eco-sostenibilità significa, inoltre, impegnarsi nello sviluppo di comportamenti coerenti, volti a ridurre i consumi inutili, per mirare alla qualità anche nell’ambito delle proposte commerciali, a ricercare condizioni di sicurezza per la salute all’interno delle produzioni alimentari, a sostenere un’agricoltura biologica, a diffondere un’educazione alla sobrietà e alla riduzione dei rifiuti, oltre che ad una raccolta differenziata e ad uno smaltimento degli stessi compatibile con la qualità dell’aria, del terreno e dell’acqua e con il consumo di energia, ad affermare un modo di costruire le case con materiali durevoli e secondo criteri di bio-ingegneria e bio-archiettura. Si tratta di impegno che pervade vari ambiti di attività amministrativa, che coinvolge le scuole con proposte didattiche (es. sui rifiuti, sull’acqua), ma che si rivolge anche ad esercenti, commercianti, agricoltori per una necessaria condivisione. Si rivolge, poi, ai singoli cittadini, richiesti di comportamenti virtuosi, come nel caso della raccolta differenziata e della produzione di compost, magari avvalendosi della collaborazione delle associazioni ambientaliste per informare e sostenere le persone in direzione dell’estensione della raccolta differenziata in tutta la città. Si rivolge a tutti, come avviene per quanto concerne l’educazione ad una mobilità che non si concentri esclusivamente sull’auto privata, ma passi attraverso un maggior utilizzo dei mezzi pubblici (parcheggi di attestamento, linea forte dell’Atesina) e, per quanto possibile, la pedonalità (marciapiedi sbarrierati, allargamento area ZTL) o l’utilizzo della bicicletta (bonus per l’acquisto di biciclette elettriche). Molto si dovrà fare ancora, soprattutto a livello di assunzione di responsabilità di ciascuno rispetto alla comunità, sia per quanto riguarda la capacità di non danneggiare gli altri con le proprie scelte (modalità di guida, riduzione dell’uso di alcool, riduzione della velocità negli spostamenti, uso del mezzo pubblico, ecc.), sia per quanto concerne la produzione di rifiuti (da parte dei privati, delle imprese che producono imballaggi e di quelle che se ne avvalgono), sia per quanto riguarda le emissioni di gas nell’aria (traffico, macchinari, elettrodomestici ecc.) e di scarichi nell’acqua, sia per quanto riguarda l’eccessivo consumo – privato, ma non solo – di acqua, come se non dovessero esserci limiti. La cultura del limite deve quindi essere promossa, insegnata e appresa nei diversi luoghi di una città educante, nelle agenzie preposte, ma anche attraverso quel sapere diffuso che deriva dalle tante iniziative sul territorio: in ciò possono cooperare le istituzioni e le associazioni di tutta la città. La cultura del limite riporta tutti alla sostenibilità del nostro modo di vivere, di un tipo di sviluppo che non può più ignorare il contesto geopolitico mondiale; chiama in causa la nostra responsabilità rispetto a popolazioni che vivono in altre parti della Terra, spesso private del diritto all’acqua e al cibo, del diritto ad avvalersi delle loro stesse risorse, che, importate nei Paesi a sviluppo avanzato, vengono utilizzate come se fossero illimitate pur a fronte della povertà dei Paesi da cui provengono. Per la diffusione della cultura dell’ecosostenibilità sono risorse preziose le molte realtà (singoli, associazioni, ONG, gruppi di volontariato), di cui Trento può vantare la presenza, impegnate sia nella pratica di comportamenti coerenti con le dichiarazioni teoriche, sia in Progetti rivolti ad altre comunità di Paesi impoveriti: dalla Cooperazione decentrata, al Commercio equo e solidale, alla Banca etica, al lavoro dei gruppi missionari (vedi Ambito III). La questione procedurale merita un approfondimento a sé. Il tema centrale, in questa riflessione, riguarda le politiche e le azioni di supporto al tessuto associativo operante nel settore ambientale in senso lato. Il dato numerico è estremamente significativo, se solo si considera che sono censite sul territorio comunale oltre 100 organizzazioni attive nel settore. La natura di queste organizzazioni è molto diversa, così come la loro ragione sociale e la loro proiezione (da circoscrizionale a nazionale). Nonostante questo, l'esperienza di reciprocità fra il 71

Il modello "Museo tridentino" ha permesso di verificare la tenuta di un'ipotesi di assegnazione di risorse che non vada a beneficio esclusivo del programma annuale o dell'intervento puntuale di una singola associazione. dovrà formalizzare e incoraggiare questo modello. di strumenti di supporto. di servizi. ma operi come "moltiplicatore" di risorse: il Museo. ed ha fornito. in fase di elaborazione.Comune di Trento e il Museo tridentino di scienze naturali incoraggia il tentativo di ampliare e di consolidare il rapporto con queste organizzazioni.ad enti e associazioni di trovare una risposta ad un'esigenza diffusa di sedi. ha garantito . non solo dal punto di vista delle modalità di consultazione (in questo senso ha valore il riferimento alla Consulta comunale per il verde. di confronto e di progettazione compartecipata fra interlocutori che difficilmente avrebbero avuto modo di far interagire le rispettive traiettorie. ma anche dal punto di vista dell'assegnazione di risorse finanziarie. 72 .in accordo con l'Amministrazione cittadina . accanto a servizi di segretariato. opportunità di incontro. che potrebbe progressivamente estendere e differenziare le proprie funzioni). Il nuovo regolamento per la disciplina dei contributi. concretamente.

in base a nuovi presupposti (che sollecitavano un'assunzione di ruolo da parte dell'ente locale). oltre a momenti di informazione. degli educatori. Non solo. Lasciando sullo sfondo il tema. era quello di superare la tradizionale separatezza fra la città e la struttura penitenziaria (luogo nel quale inevitabilmente si concentrano.Ambito I. la formazione dei detenuti. la seconda voleva consegnare agli addetti ai lavori. della direzione della casa circondariale. i trattamenti alternativi.e riproporre un impegno . dei volontari. Ne erano derivate due tracce parallele di intervento: la prima intendeva introdurre nella struttura alcune opportunità che. teatrali e musicali. per inciso. della nuova struttura penitenziaria. il sostegno ad organizzazioni che si occupano di disagio psichico. per fare un esempio. il programma aveva ricercato il coinvolgimento . se non si vuole consegnare al tecnicismo e alla "ordinaria" amministrazione di risorse la risposta agli interrogativi . nel loro insieme.12 La cultura e l’attenzione ai "margini" Questo documento opera una scelta di campo molto esplicita e altrettanto forte nel sostenere la necessità di riportare politiche settoriali ad una elaborazione culturale in senso stretto: la scelta. L'obiettivo di questo programma. si richiamavano alla funzione riabilitativa della pena. In questa sede. cioè non possono essere sottratti ad una riflessione che li riporti ai propri fondamenti. sensibilizzazione e dibattito pubblico che necessariamente dovranno accompagnare. esemplificando. sino dalla fine degli anni Ottanta. che comprende fra l'altro l'assistenza sanitaria.sulla base di un'agenda di interventi concordata della magistratura di sorveglianza. ad una relazione strutturata. ad attività motorie. questa riflessione appare suggestiva quanto imprescindibile. in breve. dei detenuti. allo svolgimento di iniziative cinematografiche. la sicurezza. vogliamo ribadire che i temi della riproduzione e della regolazione sociale (la famiglia. un protocollo fra il Ministero di Grazia e Giustizia e la Provincia autonoma di Trento. sancito dalla normativa. della territorializzazione della pena. la scuola. A molti di questi temi è dedicato il terzo Ambito di questo documento. ma una riflessione sul modo in cui questo disagio viene elaborato dalla società. sia giuridicamente che progettualmente.che ha avuto. ma ad interrogarsi sui fondamenti e sui fini di queste stesse linee. Ne nasceva. agli amministratori e all'opinione pubblica elementi di giudizio sui quali fondare operativamente il principio. un preciso profilo istituzionale: ci riferiamo al programma di interventi nella e con la Casa circondariale di Trento. che ora appare avviato a soluzione. 73 . che costituiva lo sfondo di un piano di lavoro estremamente articolato. le attività di animazione. le premesse perché il Comune possa rinnovare l'esercizio di un ruolo compiuto e non delegabile. cioè orientata non solo a formulare linee di intervento. ci interessa soprattutto riannodare le fila di un ragionamento . le relazioni di prossimità. nel duplice significato del termine. di una politica che abbiamo definito riflessiva. ad attività formative nel settore delle lingue e dell'aggiornamento professionale.che interpellano le fondamenta del nostro modello di convivenza. che si richiamava all'evoluzione degli orientamenti di politica penitenziaria. l'amministrazione della giustizia.e ai problemi . Nel settore sociale. il reiserimento lavorativo e civile. Anche in questo caso. il volontariato) non possono rinunciare ad un orizzonte di senso. del personale di custodia. Fra le attività che. del personale e dei volontari. le contraddizioni sociali) e di dare forma. costituiscono proposte possibili si accenna alla biblioteca/emeroteca. irrompe nelle politiche. In questo spazio esistono. nel 1993. viene proposto al dibattito pubblico. la realizzazione della nuova struttura.

facendo sviluppare a tutti i livelli della popolazione sensibilità e solidarietà nei confronti delle persone disabili e cercando. la mobilità. ma anche di avviare un dialogo proficuo con le Associazioni specificamente impegnate nel campo della formazione. la partecipazione in maniera del tutto integrata a iniziative scolastiche. escursionistiche. professionisti. per costruire programmi culturali all’insegna dell’inclusione di tutti. è indispensabile badare agli aspetti strutturali del vivere (l’abitare. istituendo il Tavolo di lavoro sulla disabilità. circa la ricerca sulle istituzioni manicomiali del Trentino. badare anche agli aspetti più immateriali. Ciò che si vuole mettere a fuoco in questa parte del documento è il fatto che si vorrebbe puntare a promuovere un rafforzamento della qualità dell’intervento dell’Amministrazione. nell’Anno internazionale delle Montagne non poteva mancare un richiamo al tema della montagna e della fruizione degli spazi comunemente considerati preclusi per coloro che fanno i conti con difficoltà di movimento. la pari dignità. sia nel campo dell’animazione sportiva e sociale in genere. come esempio di buona pratica. non come attività/possibilità parallele alle altre. persone disabili. al piano della cultura.9). sia nel campo del teatro (compagnie amatoriali). Si pensi. che ha cercato non solo di dare attuazione alle leggi di settore. però. l’accesso agli edifici e ai luoghi di incontro ecc. puntando a realizzare uno "sbarrieramento mentale" ed esistenziale (il rispetto. vacanziere). la partecipazione a momenti culturali significativi della vita di quartiere. della musica e del canto (Cantiere popolare. Per realizzare l’obiettivo di vivere bene in città per tutti i cittadini. Occorre. del bricolage artigianale (cooperative. di tener presenti le esigenze dei mondi associativi impegnati nel campo del sostegno ai portatori di handicap al fine di includerli a tutti gli effetti nelle occasioni di fruizione ma anche di produzione di cultura. A questo riguardo è indispensabile che la tematica delle diversa abilità venga assunta trasversalmente dai diversi settori dell’Amministrazione. Si tratta. al progetto per il 2003 del Museo Storico in Trento. di fare emergere le istanze e l’apporto delle persone portatrici di handicap dal piano della mera attenzione assistenzialistica. ma come momenti del tutto interni al divenire culturale che coinvolge l’intera comunità circoscrizionale e cittadina. Tendenzialmente dovranno crescere le opportunità di partecipazione ai fatti culturali (come fruitori e come protagonisti) da parte dei portatori di handicap. dei servizi e della salute. anche con coloro che vivono gli ostacoli fisici come condizione escludente. si arriva a conferenze in collaborazione con Enti e istituzioni diverse e a momenti di spettacolo e musica coinvolgenti volontari.Ambito I. al contempo. il coinvolgimento. per loro statuto sociale. non può considerarsi compiuta se non ricomprende il rapporto con tutti.). ricreative. sia a livello centrale che periferico. in modo da affermare concretamente lla cultura dell’integrazione. Inoltre. La cultura della montagna. utilizzata come occasione per la trattazione dei temi relativi al disagio psichico: partendo dallo studio dei documenti di archivio. alla guida “Trento senza barriere”. sociali. A ciò sono chiamati quanti già. così come quella sportiva (vedi Ambito I. ma anche Istituzioni normalmente operanti in terreni specifici. Il Progetto “Montagne senza 74 . puntando a completare lo sbarrieramento fisico nella sua accezione più ampia. si muovono in questa linea. in sostanza. In questo senso dovrà andare l’impegno.13 Cultura e disabilità L’attenzione per le persone diversamente abili rappresenta una costante nell’intenzionalità dell’Amministrazione. laboratori). Cantare suonando). con il sostegno alle proposte di promozione della creatività avanzate dalle associazioni che operano con modalità che integrano persone aventi abilità diverse o che coinvolgono persone portatrici di disagio sociale o psichico.

ha visto il coinvolgimento entusiasta da parte di portatori di handicap e di accompagnatori. talvolta drammaticamente. vita sportiva e “imprese” non competitive che si possono svolgere. di partecipazione a momenti importanti di una comunità che le persone diversamente abili vivono. Infatti. di occasioni di integrazione sociale. Per quanto concerne l’accessibilità dei luoghi. contatto. allora. Anche in questo caso. Su questa strada si proseguirà mettendo a frutto l’esperienza fatta ed allargandola ad altre possibilità. partito nell’estate 2002 ad opera del Comune. bisogno di relazioni sociali 'normali'. da solo o associato. aiutare e guidare. L’ambiente alpino. il territorio dovrà dotarsi di un numero sempre maggiore di sentieri. conoscenza. percorsi e luoghi accessibili e attrezzati. Se può apparire difficile. di soffrire per raggiungere una meta. un catalizzatore importante tra potenziale disponibilità della gente di montagna e bisogno di partecipazione sociale integrata delle persone disabili. il rapporto con le realtà che professionalmente operano nel campo è fondamentale per attivare le collaborazioni necessarie. 75 . Esse si incardinano su alcuni elementi: i diritti della persona diversamente abile ad accedere ai luoghi. a maggior ragione deve essere affrontato con alcune linee culturali forti. molto frequente tra chi va in montagna. del Filmfestival della Montagna e della SAT.barriere”. il rapporto escursionismo – alpinismo e persone disabili è un fatto importante. Vogliamo poi sottolineare il notevole valore pedagogico-formativo e terapeutico dell’attività in montagna per le persone disabili. di fare i conti realisticamente con i propri limiti e rafforzare la propria immagine di sé e l'autostima. per l’evidenza dei limiti imposti dalla durezza dell’ambiente alpino e dai deficit motori o mentali delle persone. rappresenta una palestra di grande impatto in cui esercitare aspetti psicologicamente rilevanti come la capacità di impegnarsi a fondo. La gita organizzata può diventare. Tali opportunità dovranno essere fortemente segnalate e pubblicizzate nelle varie realtà che si occupano di disabilità. eventualmente con un’adeguata azione di accompagnamento professionale.formativa delle attività in montagna e il valore sociale dell’azione volontaria e solidaristica tipica delle attività alpinistiche. la valenza pedagogico . per attivare un loro coinvolgimento diretto nell’informare i loro associati e renderli consapevoli di queste possibilità. con le attività di esplorazione. Il terzo elemento che si vuole evidenziare è la funzione delle attività alpinistiche ed escursionistiche di “mediatrici” tra disponibilità volontaristica e solidale ad accompagnare. e necessità.

dall’alto. ricerca. ma hanno preso progressivamente corpo durante gli incontri. e. che le compete. scambio. quello del mondo associativo. in cui la tradizione convive e a volte si contamina con l’innovazione e le sperimentazioni inedite. proprio perché. in sedi separate da quella società civile. hanno innescato un processo molto fertile e produttivo di riflessione. quel che conta. appunto. di regolazione e di governo della complessità nella quale deve far convergere in modo armonioso tutti gli aspetti culturali e tutti i soggetti coinvolti. la possibilità di verificare e di apportare cambiamenti.individuate dall’Amministrazione come possibili piste percorribili per avviare un’operazione di rivisitazione e rilancio del mondo associativo. aggregazione. Purché. dando voce ad altrettanti stati di disagio o definendo con maggiore chiarezza aspirazioni e aspettative inespresse o. non sono state imposte. si legittima e si rende autorevole nella ricerca e nella verifica concrete delle ragioni e degli elementi prioritari che ne fanno i suoi fondamenti e ne tracciano le prospettive. ancora. E questo senza esimere poi l’Amministrazione dalla necessaria fase. di elaborazione delle stesse dentro un quadro coerente e possibile di linee-guida e di strumenti operativi. Il percorso a tappe costruito insieme (associazioni riunite per gruppi di Circoscrizioni e Amministrazione) ha rafforzato l’idea iniziale dell’Amministrazione stessa che una pianificazione culturale autentica. ben si comprende come un intero ambito sia dedicato all’associazionismo e. che. che gli sono in qualche misura connaturati. sono due dei criteri-base assunti dall’Amministrazione come indicatori dell’efficacia della propria azione progettuale in campo culturale. Si inserisce qui l’azione "intelligente" dell’Amministrazione. originandosi e interpretando gli interessi culturali dei cittadini che lo vivono. 76 . facilitare e risolvere gli aspetti organizzativi. di rinnovata energia e volontà di essere forza presente e attiva nel tessuto sociale di appartenenza. cioè non costruita "a prescindere".Ambito II ASSOCIAZIONISMO CULTURA NEL TERRITORIO SENSO. Così. sia mantenuto vivo il dibattito e il confronto. creatività. e sia condivisa da tutti l’idea che l’universo associativo di un territorio ne rappresenta uno spaccato vivo. circolarità delle esperienze. idee e parole-chiave per esprimerle ed attuarle . come del resto unanimemente è stato chiesto. l'innovazione metodologica – basata sull’incontro. e la sapienza delle generazioni più avanti con gli anni dialoga con la voglia di cambiamento e la creatività più libera dei giovani. realizzano concretamente l’equazione fare cultura eguale fare società. già quasi in attesa di essere interpellato e ascoltato attivamente: un ambiente nel quale i criteri della partecipazione e dell’attenzione al territorio.coordinamento. di selezione delle istanze e delle sollecitazioni ricevute. incanalando verso nuove forme espressive risorse e potenzialità non adeguatamente sostenute. In questo caso. alla cultura nel territorio. conoscendo le situazioni. fornisce gli strumenti idonei a sostenere. l’ascolto e l’elaborazione condivisa di linee progettuali o di precisi strumenti operativi – si è potuta innestare su un terreno privilegiato. sperimentazione . E’ stata anche un'importante conferma del ruolo insostituibile delle forme associative sul territorio. e il punto di vista del territorio. PROSPETTIVE DEL PERCORSO Se la cultura della partecipazione.

e. dei quali le iniziative TRENTO ESTATE e TRENTO TUTTO L’ANNO rappresentano gli esempi più strutturati.amministrativi. inoltre. si individua. per poterli rimodulare. improntata alla progressività e ad una certa provvisorietà degli approdi operativi. accogliendo le esigenze e le opportunità via via che si presenteranno. quello di ricercare le condizioni per realizzare canali di raccordo costanti fra periferia e centro. promettenti risvolti. di tradurre concretamente le esigenze di circolarità. e la forza espressiva e volontà di partecipazione di volontariato e attività amatoriali dall’altro. in grado di affiancare l’accesso di nuove presenze. mettendo a punto un "concerto" di iniziative che facciano incontrare la professionalità delle proposte culturali delle Istituzioni da un lato. soggetti a verifica e. di facilitare e sostenere gli adempimenti amministrativi. quindi. tecnici. si rendono apprezzabili due obiettivi di carattere generale: quello di impostare un’operazione di rilegittimazione del mondo associativo. ma si fa anche promotrice e interprete di una presenza che sia sempre più ricchezza e motivo di partecipazione e di crescita sociale. il documento approda alla formulazione di alcuni contenuti. per sottolineare la modalità dell’intera operazione. 77 . ma piuttosto un aspetto flessibile del metodo adottato. informazione e scambio. che è di continua verifica in itinere delle decisioni e dei risultati. • • Percorrendo il documento. Sul piano pratico. passibili di miglioramento. e si presentano volutamente quasi in forma di verbali / appunti. su un altro versante. un primo nucleo di strumenti e di procedure condivise. articolare. ampliare. fra istituzionale e non istituzionale. adottando strategie e modalità concrete per rilanciare e rafforzare una presenza più articolata e più attuale sul territorio. Le pagine che seguono documentano il farsi di questo percorso. un percorso dialettico in parte verificato. in parte tutto da scoprire a vantaggio di futuri. anche se non rigidamente definitivi. Provvisorietà che non sta a indicare soluzioni precarie o improvvisate. parallelo al primo.

Lo scopo di questa serie di incontri è stato quello di avviare un percorso concreto di ascolto. ed ha incrociato a sua volta i diversi piani (sociale. ai vari livelli. l’intero progetto di rivalutazione dei rapporti Amministrazione – soggetti culturali è stato considerato un'occasione favorevole per uscire da situazioni di stallo (il riferimento principale è andato alla frammentazione delle iniziative. Ascolto. strumenti informatici all’interno della rete civica. negli interventi indica • il bisogno di uscire da una situazione di isolamento. di frammentazione e di sovrapposizione di iniziative: elementi che ostacolano il dinamismo. strategie che possono rivitalizzare la vita associativa. le esigenze e le risposte date dai soggetti attivi nelle realtà di quartiere e i problemi connessi. assunte come traccia del confronto. favorire aggregazione. raccolta dati Il senso e il contenuto del Documento Preliminare al piano culturale sono stati colti nell’intendimento originario degli estensori. In alcuni casi. dare visibilità alla cultura cosiddetta diffusa. patto di collaborazione L’Amministrazione ha incontrato le Circoscrizioni e il mondo Associativo in un’articolata iniziativa di verifica della situazione. a questo scopo. strategico. Vanno. In questa ottica. alla distribuzione di fondi secondo formule rigide e sedimentate) difficilmente modificabili se non in una rivisitazione generale del sistema. quindi. di ascolto delle necessità e delle priorità. di indicazione delle linee di percorso. di individuazione di prime ipotesi di lettura ed elaborazione di risposte operative. lo scambio. l’innovazione. circuiti del commercio e del turismo). all’insegna della flessibilità. cultura della solidarietà con il sito Abitare la terra) ha però bisogno della collaborazione attiva e del contatto continuo con i soggetti culturali. organizzato per luoghi e temi culturali (biblioteche. che intendono ridefinire identità e immagine della città di Trento. a certo immobilismo. urbanistico. l'intento è stato quello di ricercare insieme criteri e strumenti operativi riguardanti anche nuove modalità condivise di attribuzione dei contributi. animandoli e rendendo protagonisti i cittadini. sono state quelle di programmazione e coordinamento. Galleria Civica. l’iniziativa si è inserita in un più vasto progetto di riqualificazione dell’offerta culturale nell’ambito comunale.UN PERCORSO A TAPPE Ascolto. Attività culturali di Enti e Associazioni. la crescita qualitativa dell’offerta 78 . Da parte di alcune realtà periferiche è emersa una condizione contraddittoria: una sorta di senso di inferiorità rispetto alle “grandi” possibilità del centro. che assolve una funzione centrale ed insostituibile nella vita dei quartieri. ma anche la forte rivendicazione di una precisa e irriducibile “identità”. La fase iniziale di incontro con le realtà circoscrizionali è stata la prima garanzia di concretezza per l’elaborazione del piano di indirizzo culturale. L’Amministrazione sta già impostando. il sito dedicato alla cultura. della semplificazione e di una maggiore incisività ed efficacia dell’azione delle associazioni nella realtà comunale. dibattito e successiva riflessione e rielaborazione comuni sulle tematiche culturali. la ricchezza e densità di proposte. PAROLE e CONCETTI/ CHIAVE – ESIGENZE COMUNI RETE à sicuramente la parola più ricorrente. Parole forti. individuate e rese operative modalità di consultazione e di scambio informativo e progettuale.

dell’agilità e dell’interazione un mezzo idoneo per dare visibilità e. privilegiando e promuovendo ad esempio quei soggetti che riprogettano la qualità della loro offerta e si attivano per un’organizzazione più razionale delle presenze culturali sul territorio 79 . quindi. bollettini. affinché si faccia regista e assuma un ruolo di promozione di indirizzi culturali. attraverso l’individuazione e l’attivazione comune e condivisa di criteri che orientino le scelte come esigenza di individuare insieme nuove modalità per ottimizzare la distribuzione dei contributi. attribuire dignità e importanza a iniziative “minori” diffuse sul territorio ma prive della giusta evidenza uno strumento agile di raccordo intercircoscrizionale e fra periferia e centro una modalità che esprime una diversa mentalità rispetto allo svolgersi della vita cittadina in tutte le sue funzioni SPAZI à da mettere in relazione con VIVIBILITA’ / APPARTENENZA • • termine ricorrente soprattutto nelle circoscrizioni periferiche. che limita la qualità della vita e delle iniziative la carenza di spazi di ritrovo è sentita in stretto rapporto con problemi di disagio giovanile CRITERI à il termine è utilizzato in due accezioni • • come sollecitazione trasversale nei confronti dell’Amministrazione.• • • • modalità operative efficaci (internet. per riorganizzarlo all’insegna della trasparenza. l’inadeguatezza di spazi strutturati e di ritrovo è denunciata come ostacolo grave. modalità relazionali anche con settori non specificamente culturali…) per rimettere in moto l’intero sistema culturale.

alla circolarità delle iniziative.la cultura sul territorio assolve anche lo scopo di rendere i cittadini attori e non solo fruitori di cultura. di una lente a doppio ingrandimento. serve poi uno strumento/cerniera per raccordare agli interessi dei cittadini quelle attività che. sicurezza. Queste le tesi condivise che sono emerse: . • IL RAPPORTO DELLA PERIFERIA CON IL CENTRO (corollario del precedente) Occorre pensare qualche iniziativa per togliere la periferia da una sorta di soggezione nei confronti del centro e. fruitori. “schiacciando” o stringendo nell’angolo le realtà periferiche. • PER UNA CITTA’ VIVIBILE Va sostenuta l’idea forte di restituire la città ai cittadini e alla vita di relazione. giovani/ studenti) o portato a soluzioni inedite altri problemi diffusi (traffico. di scambio. Filmfestival della Montagna.Discussione. togliendo gli spazi urbani dal rischio di diventare esclusivamente aree di servizio o passaggio a favore di una vocazione quasi esclusivamente commerciale delle aree urbane. Bande) ha una propria dignità e una funzione insostituibile. che sappia interpretare e tradurre in criteri sia il grande che il piccolo. Musei).le iniziative culturali periferiche si intrecciano con progetti sociali a più direzioni (anziani. Circoli culturali. Palermo per alcuni quartieri. sintesi provvisoria • RAPPORTI PARTICOLARE/GENERALE. Filodrammatiche. nella fase propositiva. Le risorse da rilanciare. di conoscenza). già praticata in alcune città (Fano. contemporaneamente. all’innovazione e all’esplorazione di nuove possibilità di fare cultura insieme.la cultura non istituzionale (Cori. 80 . partecipazione). a questo proposito va quindi rafforzata la linea adottata ultimamente nella nostra città. organizzazione arredi urbani. autonoma. Genova …) con risvolti positivi che hanno avvantaggiato altre fasce di cittadini (adulti/ genitori/ lavoratori. sono specialistiche (vale ad esempio per Università. obiettivi. non confrontabile con il ruolo di espressioni culturali di tipo istituzionale perché diversi sono scopi. Per ovviare. serve munirsi. giovani. innescare un circuito che disponga al confronto. per le quali risulta più consona una programmazione calata nella piccola dimensione del quartiere. di accoglienza. anziani. E’ accolta con favore la proposta della Circoscrizione del Centro storico di ripensare l’organizzazione complessiva della città modulandola sui bisogni dei bambini. per loro natura. intercettando “dal basso” esigenze e aspettative. PICCOLO/GRANDE Va sottolineato quanto più volte ricordato dai Presidenti: il rischio che gli indirizzi di tipo generale abbiano come interlocutori privilegiati i soggetti culturali di maggior peso. bisogni da soddisfare . .

esigenza di sperimentare nuovi territori esigenza di individuare e garantire spazi (fisici e di aggregazione in forme e con temi inediti) autogestiti dai giovani esigenza di attivare in modo sinergico più soggetti che riguardino più aspetti della vita di quartiere (culturale. unita a un nuovo bisogno di sentirsi parte. facilita progetti più ampi e coerenti. che viene visto come un salto di qualità.Incrocio fra i dati. partendo dal basso. di farsi voce di un sistema più allargato che arricchisca la tradizione di nuovi orizzonti e permetta scambi e rinnovamento nei temi e nelle modalità di fare cultura diffusa. Romagnano. ESIGENZE E ASPETTATIVE si possono riassumere con alcune parole-chiave COORDINARE VISIBILITA’ PROGRAMMARE SCAMBIO CIRCUITARE AGGREGAZIONE LE QUESTIONI CRITICHE PIU’ RICORRENTI LA RISORSA GIOVANI RINNOVAMENTO GENERAZIONALE • • • • • • • SPAZI • • • • carenze di spazi che limitano le possibilità di aggregazione (Ravina. più flessibili. Sardagna) esigenza di ripensare e riorganizzare l’uso degli spazi esigenza di garantire pari opportunità alle nuove istituzioni associative riorganizzare il territorio nel senso di una maggiore fruibilità e vivibilità. assetto urbanistico) opportunità di offrire strumenti non costrittivi e chiari di accesso all’Associazionismo i giovani fra tradizione e innovazione: un laboratorio di idee e iniziative IL PROBLEMA SPAZI . con contenuti innovativi e attuali. scuola. l’aggregazione e l’impiego più produttivo delle risorse. Gardolo. predispone o suggerisce strumenti per la conoscenza reciproca. In questo percorso. il ruolo attivo dell’Amministrazione è ritenuto cruciale e inteso come presenza “leggera” che promuove. elaborazione di indirizzi comuni IL PUNTO DI FORZA rintracciabile in ogni realtà incontrata è la vivacità del mondo associativo e la determinazione convinta a proseguire l’azione sul territorio. sociale. sostiene. anche come precondizione per costruire senso di appartenenza 81 difficile ma necessario ricambio generazionale all’interno delle Associazioni necessità di individuare le modalità di coinvolgimento dei giovani in gruppi istituzionalizzati esigenza dei giovani di riconoscersi e aggregarsi in forme nuove. il coordinamento.

nonché dei ruoli di Circoscrizione e Amministrazione nel suo complesso 82 . in modo che possano essere assunti come traccia comune per la formulazione di criteri funzionali alle singole realtà circoscrizionali RUOLO DI INDIRIZZO DEL COMUNE • • L’Amministrazione svolge un ruolo leggero di proposta nell’indicare tematiche di attualità e di interesse molto ampio.I RAPPORTI CON L’AMMINISTRAZIONE Tre gli ambiti di attenzione diffusa: ADEMPIMENTI BUROCRATICI CRITERI ASSEGNAZIONE FONDI RUOLO ATTIVO DELL’AMMINISTRAZIONE ADEMPIMENTI BUROCRATICI • • • semplificare tutto quanto è possibile rendere più brevi i tempi di liquidazione dei contributi individuare strumenti di informazione e sostegno CRITERI DI ASSEGNAZIONE DEI CONTRIBUTI • il Comune individua le esigenze e le aspettative formulate negli incontri di ascolto e le ripropone in incontri allargati. nel rispetto dell’autonomia espressiva dei mondi associativi L’Amministrazione promuove incontri periodici di programmazione preventiva RAPPORTO CENTRO/ PERIFERIA • Promozione e rafforzamento della relazione centro/periferia nel rispetto dell’autonomia e della specificità delle singole realtà territoriali periferiche o centrali.

ospitata a turno da ciascuna delle Circoscrizioni. con accessi facili e percorribilità diversificate secondo le esigenze. con lo scopo di socializzare esperienze. aggregazione Saranno concordate forme di collaborazione attiva delle Associazioni per immettere i dati e per mantenere aggiornato il sito. per l’apertura dello sportello potrà essere individuato un luogo e un tempo presso il Comune. idee. in modo da offrire • • • • una mappa delle Associazioni e una carta di identità delle stesse e delle loro competenze date e luoghi delle manifestazioni informazioni. come strumento di trasparenza possibilità di scambio. saranno predisposti strumenti agili di comunicazione. momenti di riflessione e approfondimento. che può sviluppare un tema preventivamente concordato. risorse. Appuntamento itinerante E' una manifestazione. anche di carattere burocratico. su tematiche individuate come congeniali alla funzione delle Associazioni nel migliorare la qualità della vita di quartiere e alla promozione del tessuto relazionale e della socialità fra gruppi. per le Associazioni sarebbe un’ulteriore occasione di visibilità oltre il proprio territorio. Chiara. convegni. A questo progetto è dedicata una specifica sezione (cfr. destagionalizzando il modello di offerta che caratterizza il periodo estivo. corsi di formazione Si intende rendere sistematiche le attività di informazione. I Corsi di Formazione si pongono come momento di conoscenza degli aspetti strutturali e gestionali che caratterizzano il mondo associativo e. oltre ad occasioni di spettacolo. sarà effettuata in collaborazione con il Centro Santa Chiara.). oppure trattarsi di una persona esperta che. con seminari. ad appuntamenti fissi. comprendente anche i supporti tecnici. predispongono il progetto di massima. confronti. saranno organizzati moduli formativi che permettano l’accesso e la frequentazione generalizzati Trento Estate . in un contesto di festa allargata. anche come supporto che 83 . L’obiettivo è la rivalutazione e il rinnovarsi della cultura non istituzionale: vi troveranno spazio. confronto. mostre. Sportello.LINEE PROGETTUALI E AZIONI Predisposizione di un sito internet per la messa in rete delle Associazioni del territorio comunale. orientamento e sostegno negli adempimenti burocratici. secondo quanto previsto dalle specifiche convenzioni. insieme con il Servizio Cultura. incontro. mentre i cittadini vedrebbero moltiplicate le possibilità di incontro “ravvicinato” con i diversi mondi culturali.Trento tutto l'anno Si tratta di un programma che si propone di intensificare il rapporto fra circoscrizioni e Centro servizi culturali S. Le Circoscrizioni. quindi. sia presente nelle Circoscrizioni. la cui realizzazione.

sia alla progettazione condivisa di iniziative. inoltre. Alcuni dei progetti puntualmente definiti nel loro impianto e descritti in sezioni specifiche dell’AMBITO III (la cultura diffusa e della partecipazione) ritrovano la loro origine proprio nell’incontro e nei dibattiti allargati fra Amministrazione. La metodologia della programmazione e del confronto partecipato diverrà dunque una modalità permanente e sistematica di lavoro. amministrativa e penale. azioni sempre più mirate. farsi carico di monitorare l’intera situazione. L’Amministrazione intende. Circoscrizioni e Associazioni. ecc. responsabilità civile. i tempi di pagamento. specialmente rivolto ai giovani (disposizioni regolamentari. contabili. L’elenco. finalizzata sia a modalità ordinarie di consultazione. in Allegati) è di per sé un segno evidente dell’interesse. fanno ben sperare la disponibilità e l’interesse suscitati. della vivacità del dibattito e della pluralità delle voci coinvolte. delle Associazioni che hanno partecipato agli incontri (cfr. in cui la partecipazione dal basso qualifichi e rivitalizzi la vivibilità sul territorio. le cui verifiche sono il punto di partenza per nuove programmazioni: il tutto dentro l’obiettivo generale di realizzare.1 TRENTO ESTATE TRENTO TUTTO L’ANNO 84 . Progetto collegato AMBITO II.). E’ evidente che la linea inaugurata secondo la modalità della programmazione partecipata non può che prevedere ritorni e ricalibrazioni continue.facilita i nuovi accessi nel mondo dell'Associazionismo. nel tempo. individuando gli spazi di semplificazione o miglioramento e intervenendo per ridurre. fiscali. Incontri intercircoscrizionali Il percorso intrapreso ha avuto la caratteristica della continuità e si è svolto lungo un itinerario che si è proposto obiettivi a breve e medio termine. molto numeroso. le sollecitazioni a proseguire e soprattutto il riscontro di una ricchezza di idee e di energie che dal confronto ricevono nuovo impulso e nuova creatività. ove possibile.

Trento Estate è una manifestazione ormai radicata sul territorio comunale e attorno ad essa si muovono interesse e aspettative di un numero crescente di cittadini. ha assolto in modo superiore alle aspettative la funzione di apripista di eventi di questa natura. organizzate direttamente o in collaborazione con Enti e Istituzioni a valenza cittadina o provinciale. in una sorta di riappropriazione culturale all’insegna dello stare insieme. Il risultato sono i due eventi. oppure reinventandoli. intensificando gli sforzi e le sinergie. della messa in atto di adeguati strumenti di SOSTEGNO. che la interpretano anche come occasione per spostarsi e incontrarsi in quartieri diversi dal proprio. 1 TRENTO ESTATE TRENTO TUTTO L’ANNO I Progetti TRENTO ESTATE e TRENTO TUTTO L’ANNO rappresentano il laboratorio avanzato in cui le idee. SAT. Hanno chiesto di poter realizzare forme di collaborazione fra centro e periferia.AMBITO II. Raccordo: da realizzare in primo luogo fra le Circoscrizioni e fra queste e l’Amministrazione. delle varie Federazioni. In questo senso. dell’Azienda Forestale. UISP. accogliendo con soddisfazione le 85 . articolati in più iniziative. ancora. che intendono rilanciare il potenziale umano e sociale espresso dal mondo associativo e del volontariato e rispondere alle esigenze di abbreviare nei fatti le distanze fra centro e periferia. rivisitandoli. In questa parte introduttiva preme sottolineare alcuni valori sottesi alle due attività. della Biblioteca Comunale. La rete di raccordo prevede coinvolgimenti del Centro Santa Chiara. Valori e nuove modalità declinano con le stesse parole la prospettiva del fare cultura insieme. con lo scopo di mettere in sinergia le iniziative decentrate di carattere culturale con le proposte dell’Amministrazione. del Filmfestival della Montagna e. di forme nuove di COINVOLGIMENTO PARTECIPATIVO e di COLLABORAZIONE. Hanno chiesto supporti di tipo organizzativo e amministrativo per poter effettuare scambi. percorsi) e di soggetti cittadini a vario titolo portatori di cultura. Valori coincidenti con le modalità-tramite che consentono di perseguire gli obiettivi auspicati e passano attraverso la ricerca di RACCORDI efficaci. di ASIS. Le associazioni hanno espresso esigenze che dimostrano vitalità e vivacità notevoli. TRENTO TUTTO L’ANNO vuole raccogliere la varietà di stimoli e la ricchezza di espressioni dell’evento estivo e le dilata lungo l’arco dell’anno. anche di carattere sovracircoscrizionale. per far circolare le iniziative. piazze. le risorse e le vocazioni culturali espresse dal territorio si incontrano con la professionalità e la competenza tecnica di Enti e Istituzioni. voglia di uscire dal rischio dell’autoriproduzione e dalle secche di una fissità autoreferenziale. TRENTO ESTATE. da valorizzare nella loro insostituibile funzione sul territorio. dei Musei cittadini. per poter dar corso a nuove modalità che le vedano impegnate attorno a iniziative comuni. le proposte. Il primo. Trento Estate promuove con modalità molto gratificanti sia la conoscenza e la valorizzazione di luoghi del territorio non inseriti nei circuiti culturali consueti (parchi. Le schede che seguono illustrano più nel dettaglio le iniziative. per dare realizzazione più compiuta alla volontà di riqualificare l’intero territorio cittadino. sia l’intensificarsi di relazioni interpersonali e di una partecipazione non convenzionale alle opportunità che la città offre. le esigenze. per promuovere socialità e cultura diffusa. che è aggregante per il tessuto sociale e risponde all’esigenza dei cittadini di essere protagonisti culturali prima persona e non solo fruitori di cultura. Coinvolgimento partecipativo e di collaborazione: interessa i mondi associativi e del volontariato. delle Associazioni teatrali. riscoprendo luoghi e rapporti dimenticati.

e che si possono riassumere in alcuni punti – chiave: • TRENTO ESTATE è considerata in tutte le realtà di quartiere una presenza importante. solidarietà e creatività di Associazioni. al servizio dell’idea comune di lavorare insieme. nella quale cioè Comune. Si possono. sia per contenuti che per modalità. partecipano in prima persona e congiuntamente. enumerare alcuni aspetti che attraversano le iniziative e ne contrassegnano nel tempo la coerenza dell’impianto: • attività di teatro e di altro genere rivolte ai bambini ed ai ragazzi • proposte di nuovi linguaggi teatrali • musica dal vivo all’aperto.. Associazioni. con l’iniziativa variamente articolata di TRENTO ESTATE. di scambio fra questi ed eventi non istituzionali e quindi di relazioni più strette e intense fra centro e periferia. Istituzioni. turisti…) • è uno stimolo efficace che accresce il senso di appartenenza e mobilita l’impegno partecipativo dei cittadini e il rinnovarsi del mondo delle associazioni. di per sé strumento e modalità operativa. corsi di formazione. con crescente domanda di una sempre maggiore presenza di eventi istituzionali sul territorio. Enti e Istituzioni. promozione di espressioni culturali locali. in senso creativo. Associazioni e Soggetti interessati. reperimento di strutture materiali e di attrezzature tecniche) all’organizzazione di un calendario di incontri cadenzati nel tempo e in prospettiva di continuità. individuano un calendario di iniziative vario ed articolato. intende perseguire la modalità nuova di manifestazione direttamente concordata. Progetto TRENTO ESTATE L’Amministrazione. in cui la cultura istituzionale mette a disposizione la propria professionalità (eventi. Enti ed Istituzioni. di motore che agisce dall’interno. Ne deriva un mix molto ricco e vario di proposte. osservazioni che hanno trovato coincidenza di vedute e di scelte nella volontà dell’Amministrazione. e diventa occasione diversa di incontro e di conoscenze nuove (presenze da altri quartieri. per realizzare attraverso il dialogo e il confronto tutto il potenziale rilevato nella fase preliminare dell’ascolto e rimodularlo nella progettualità. servizi informativi. diventa valore nella sua caratteristica. attesa. che si differenzia negli anni e nelle diverse realtà circoscrizionali. spettacolo. Ogni anno. L’insieme dei sostegni. per gli aspetti che li riguardano. gli incontri interlocutori fra Circoscrizioni. supporti e strumentazione mezzi tecnica) incontrando in un'unica offerta le risorse culturali espressione del territorio. nei parchi pubblici o in aree “dimenticate”. individuata insieme e condivisa. Sostegno: questo aspetto riguarda la messa a disposizione di strumenti operativi di vario genere. Le proposte: musica. informative e propriamente organizzative. e che mobilita impegno. alle fasi preliminari. Amministrazione. tuttavia. Amministrazione. cosa questa che testimonia la vivacità e la capacità / volontà di rinnovarsi di tutto il tessuto culturale. conoscenza del territorio. dai supporti in termini di servizi e strutture (utilizzo sedi. semplificazione degli adempimenti burocratici.proposte di coinvolgimento partecipativo dell’Amministrazione e contribuendo durante gli incontri a ricercare modi di procedere condivisi. valorizzazione di strutture e ambienti. Alla decisione si è pervenuti ragionando insieme su alcune osservazioni espresse in maniera costante in tutti gli incontri circoscrizionali. • l’iniziativa migliora la vivibilità e qualità della vita su tutto il territorio comunale. segnalati dalle Circoscrizioni • cinema all’aperto 86 .

di richiamo forte ed allargato. gruppi giovanili. per il valore culturale sotteso alle manifestazioni stesse. allo scopo di ricreare una forma naturale di re . nel corso dell’ultimo decennio.• • • • • itinerari folk mostre di vario contenuto attività di ludiche. si pone come progetto che ha una autonomia propria. Dopo che. la posa di reti tecnologiche (acqua e gas). il rifacimento del 87 . inserito però funzionalmente dentro l’iniziativa più allargata “Ritorno al Fiume”. organizzate da professionisti. ma caratterizzati da valenze storico-ambientali (riscoperta del percorso lungo l’antica Via Claudia Augusta. oppure sono mirati al recupero di luoghi e percorsi cittadini inusuali. è previsto lungo il percorso del fiume Adige. Le modalità scelte prevedono offerte strutturate. dell’animazione per bambini e adulti. per la pluralità dei Soggetti coinvolti. Memoria. l’Amministrazione comunale ha completato un ricchissimo programma di interventi. dotati di una attrezzatura di base e messi in sicurezza. Progetto “Ritorno al Fiume” Lo svolgimento dell’iniziativa. per facilitare l’incontro. possano liberamente interagire con i luoghi e con i cittadini. confluenza Avisio / Adige). lasciano però volutamente spazio alla libera espressione dei cittadini. in cui famiglie. di animazione e proposte di vario genere presso le piscine comunali proposte particolarmente rivolte alle persone diversamente abili rivisitazione e valorizzazione di luoghi cittadini e periferici (piazze. • opportunità di scoperte ambientali. Ecomuseo del Calisio). che in certi casi si pongono all’interno del dibattito che coinvolge la città sulla destinazione d’uso di aree urbane (come il progetto “Ritorno al Fiume”). Tradizioni”. come testimonia anche di anno in anno l’adesione di nuovi soggetti. percorsi. fra i quali la ristrutturazione della casa del custode con la realizzazione di un’aula didattica. • coinvolgimento da parte delle Circoscrizioni e lungo l’intera percorrenza di Associazioni sportive per appuntamenti informali. • manifestazioni di musica. valorizzazione del Doss Trento. lungofiume) Il progetto rimane aperto ad ogni altro tipo di coinvolgimento.incontro della cittadinanza con il suo fiume. da Sud a Nord. un’occasione di laboratorio informale all’aria aperta. condivisa anche dal successivo progetto di riscoperta del percorso della Via Claudia Augusta. parchi. resa possibile dalla collaborazione con il “Cantiere Popolare Musica. Per la sua collocazione logistica. il Doss Trento e la sua riscoperta come luogo da restituire alla città. Questa caratteristica. Arte. gli conferisce la funzione di cerniera che attraversa e unisce più quartieri cittadini. in virtù della sua natura attenta alle opportunità provenienti dal territorio. danza. Il carattere sovracircoscrizionale di alcune iniziative E’ una modalità che interessa iniziative particolari. fra di loro collegati. con l’organizzazione di visite guidate e laboratori in posti di interesse naturalistico (biotopo di Vela. e su interessi di tipo culturale e sociale. in manifestazioni all’insegna dell’incontro nel tempo libero. per far conoscere i punti di collegamento fra i diversi tratti già a disposizione. mondi diversamente impegnati nel campo dell’handicap. Si sta allora formando una rete di possibilità e di opportunità: • definizione di alcuni spazi lungo il fiume. con appuntamenti diversi per contenuto e modalità. • organizzazione di gare non competitive lungo l’intera rete ciclabile. per la ricchezza progettuale.

Il percorso che segue la Via Claudia Augusta merita una menzione particolare. l’adattamento della casa degli attrezzi. ma anche per i risvolti di carattere storico. per la caratteristica. che è di valore storico e naturalistico insieme. delle pareti rocciose. ora adibita a dispenser di bevande e la realizzazione di un ipertesto video. La Circoscrizione Centro Storico si sta attivando anche per introdurre un servizio estivo di mini bus navetta. dato che il tracciato si inserisce sull’asta dell’antica percorrenza romana verso il Nord europeo. e anche di conoscenza e ricognizione di aspetti per così dire nascosti dell’impianto della città. la realizzazione di un plastico con la riproduzione del progetto di Acropoli alpina. di cerniera che unisce gran parte del lato Est della città. esposto anche alla Triennale di Milano. riattivando prima di tutto e mettendo in sicurezza il percorso che collega Piedicastello con la sommità del colle. la rete dei sentieri e dei percorsi di collegamento che si snodano lungo tutto il territorio limitrofo della città. per lotti. capace di suscitare emozioni antiche (alcuni tratti presentano la loro struttura originaria inalterata nel tempo). in collaborazione fra la Circoscrizione Argentario. 88 . assieme alle Circoscrizioni. enti e associazioni. è stata resa percorribile e riconoscibile. promuoverà al proposito un’informazione efficace e chiara. Riscoperta della rete di percorsi intorno alla città Nell’ultimo periodo e grazie all’impegno dell’Azienda Forestale. l’approvazione di un progetto di sistemazione del monumento a Battisti. Crediamo di dover sostenere tale progetto. L’Amministrazione. prospettive della stessa inusuali e molto godibili. la prosecuzione delle indagini geologiche e della messa in sicurezza.capitello in piazzale Perrucchetti e la realizzazione di una copia del Cristo ligneo. la sistemazione della strada di accesso a nord. l’idea è di dotare il Doss Trento di servizi ed attrezzature minime e di rilanciarlo quale parco di tutta la città. i comuni di Civezzano Albiano. e che mette a disposizione dei cittadini un’opportunità interessante e intelligente di svago. anche attraverso la pubblicizzazione di cartine e di mappe opportunamente predisposte. che rivelano da angolazioni inconsuete. Analoga attenzione è doverosamente riservata al progetto di realizzazione dell’Ecomuseo del Calisio. in modo da facilitare l’accesso anche alle persone anziane o diversamente abili. ricordata prima. la realizzazione di un progetto di segnaletica direzionale.

la volontà e la forza di essere presenti sul territorio in maniera più organica. E’ un’idea da perseguire con convinzione. anziani. con una ricaduta evidente sulla qualità complessiva del vivere cittadino. ma anche di presenza creativa e di “bisogno di cultura”. in accordo con le Associazioni. e riconoscibile nello spazio: è. ha dato voce e spazio apprezzabili a potenzialità inespresse o negativamente espresse in forme di disagio. che fanno riferimento a cori. acquistando il significato dell’appartenenza ed attivando una mobilità crescente fra i cittadini fruitori delle iniziative decentrate nelle varie Circoscrizioni. cioè togliere le periferie e soprattutto i soggetti più deboli. i risultati positivi dell’iniziativa circoscritta alla stagione estiva. come accade quando si incontrano felicemente elementi che stanno bene insieme. TRENTO TUTTO L’ANNO accoglie. quindi. • • Questo in risposta a precise esigenze e a precisi obiettivi: riqualificare la vita dei quartieri cittadini durante tutto l’anno.realizzazione di un flusso culturale più accentuato centro – periferia e periferia – centro Il progetto TRENTO TUTTO L’ANNO esprime una risposta differente. alle esigenze per così dire di urgenza per cui si era pensato TRENTO ESTATE. giovani. e realizza il superamento di un’offerta contingente per diventare patrimonio. negli incontri interlocutori e programmatici fra Assessore. Negli anni essa è cresciuta. aspetto importante e connaturato alla vita quotidiana dei quartieri cittadini. si è radicata come un evento atteso e. Presidenti Circoscrizionali.. visibile e composita che nel passato. Modalità e temi individuati “Banca delle risorse” Ogni Circoscrizione. ecc. che hanno espresso. luogo della tradizione popolare. delle Commissioni Cultura e delle realtà associative. e va nella direzione della riappropriazione da parte dei cittadini di luoghi e tempi dedicati all’incontro e alla convivenza più distesa. verosimile l’ipotesi che luoghi.circolarità delle risorse sul territorio comunale . in termini di partecipazione e socializzazione. teatro amatoriale. famiglie con scarse risorse economiche. sia a manifestazioni di carattere temporaneo come 89 . infatti. cioè riproducibili in risorse”: altre realtà cittadine. per esempio con Piazza Garzetti. più matura e consapevole. dedicata agli incontri fra bambini. una sorta di mappa percorribile nel tempo. Tali iniziative possono riferirsi sia ad attività più stabili. seleziona e mette a disposizione una o più “iniziative ritenute di particolare interesse e/o novità e. apatia. L’idea ha funzionato: anzi. punti specifici della città e periferia riescano a coagulare interessi e specificità precise. noia. è diventata un’altra cosa.scambi culturali e conoscenza reciproca . bambini.Progetto TRENTO TUTTO L’ANNO Il progetto realizza la naturale spinta di TRENTO ESTATE ad espandersi oltre la stagione estiva e raccoglie le numerose sollecitazioni venute all’Amministrazione dal mondo delle Circoscrizioni e delle Associazioni. abitudine. quindi. cosa che in parte sta già avvenendo. “trasferibili”. con proposte che progressivamente potranno intensificare numero e varietà di offerte perseguire in maniera creativa e viva le istanze sentite come importanti di . che aiuta il percorso di rivitalizzazione della città in senso sociale. Il disegno complessivo fa intravedere la possibilità concreta che le presenze culturali nella città e territorio circostante di TRENTO ESTATE e TRENTO TUTTO L’ANNO possano diventare per i cittadini una rete familiare e attesa di appuntamenti conosciuti. da una situazione estiva di vuoto culturale e sociale. e piazza Fiera.

a turno. teatro. suggerimento di un tema o sfondo culturale). prevedendo nel programma la presenza di offerte (film. spazi e godibilità di pubblico molto ridotti. anche. ospita la manifestazione. pubblicizzazione. e dall’agilità della sua consultazione: oltre il più semplice mezzo cartaceo è qui indubbia la funzionalità dell’uso informatico. Festa delle Circoscrizioni e delle Associazioni (Festival itinerante delle Circoscrizioni) L’idea riconduce ad un'unica iniziativa l’esigenza della circolarità delle offerte. come è noto. realizzati in loco su specifici progetti. della voglia di incontrarsi. eventi) contenuti nella programmazione istituzionale. che risulterebbero mezzi riduttivi e non in 90 . al rinnovamento e occasione di promozione e valorizzazione della propria presenza sul territorio. ma ne rilancerà gli approcci. alcune riflessioni emerse dalla Conferenza sull’Ambiente e lo Sviluppo di Rio de Janeiro del 1992. con conseguente sviluppo di forme di cooperazione e di una stretta rete di relazioni ed espressioni culturali condivise. ha il vantaggio di dare visibilità e fruizione allargata a iniziative che impegnano notevolmente sul piano delle risorse umane e finanziarie. Qui è lasciato ampio spazio alla creatività. nel quale una Circoscrizione. cicli di conferenze. nonché possibilità concreta di incontro in situazioni che predispongono alla socialità. rapporto stretto con le risorse che la montagna offre e conoscenza dei limiti. le modalità.mostre. ricerca e perseguimento paziente e intelligente di uno sviluppo sostenibile. e. per brevità. pubblicizzata. spettacoli o incontri musicali o di altro genere. La manifestazione può realizzare un prolungamento nel tempo dei rapporti che. Il contenitore prevede l’accordo di tutte o di gruppi di Circoscrizioni su un appuntamento annuale. se ritenuto funzionale. di durata da stabilire. nel periodo stabilito. L’Amministrazione municipale di Trento ha ritenuto importante cogliere l’idea di fondo ispiratrice dell’iniziativa. accoglie. aspetti logistici e di contorno. alternando le presenze secondo il calendario programmato. sono alcuni aspetti che ancora oggi stanno alla base della sopravvivenza e della riproduzione culturale delle comunità montane: esperienze. Va sottolineata la valenza sociale e culturale dell’iniziativa: per Circoscrizioni e associazioni diventa stimolo all’apertura. "Iniziative a tema" 2002: “Anno Internazionale delle Montagne” / Armonie di Natale Progetti apripista Il tema della Montagna. di scambio e di conoscenza reciproci. che invita a riflettere e a reinterpretare con i parametri e la mentalità attuali alcuni valori espressi dalla montagna e dai modi di vita che nel tempo hanno radicato all’ambiente montano genti di ogni parte del mondo. aggiornata. all’immaginazione e all’interpretazione delle Circoscrizioni e delle Associazioni. in quanto terra di montagna. le Circoscrizioni e le associazioni che hanno aderito animeranno la “Festa”. Il buon funzionamento della BANCA DELLE RISORSE dipende in larga misura dai modi in cui è strutturata. gli elementi di novità emersi. e quindi nel Trentino. scelto dalle Nazioni Unite quale indicazione per una ricerca e una rivisitazione comuni. che purtroppo esauriscono normalmente la loro funzione in tempi. con risultati spesso pregevoli. Sono. tutte dimensioni che non possono essere veicolate da forme quali la spettacolarità o la spettacolarizzazione esasperate. Rispetto e cura del territorio. La modalità indicata. curando l’organizzazione nel suo complesso (contatti. per i cittadini un motivo per sentirsi parte di realtà più allargate. Si è trattato in gran parte di un momento di sensibilizzazione e di focalizzazione che non esaurirà nel volgere dell'iniziativa l'interesse per l'argomento. solidarietà fra chi la popola. definiamo centro/periferia. valori e sensibilità che spesso rientrano trasfigurate nell'immaginario collettivo e nella reinvenzione artistica. concerti. soprattutto per il secondo ambito di offerte.

Ed anche in questo caso. l’Amministrazione ha scelto e perseguito un preciso modello organizzativo. di strumenti e di criteri nuovi. un medesimo evento persegue più obiettivi. che anima il centro della città nel periodo natalizio. suggerito dall’attualità. In questa ottica. istituzioni e mondo associativo. identità e differenze. Armonie di Natale. culturali. al loro coinvolgimento attivo. Amministrazione. che punta alla sensibilizzazione dei cittadini. in cui Circoscrizioni. anche se questo non significa che gli effetti di molte delle iniziative di questo genere non siano poi in grado di coinvolgere. da congiunture favorevoli di tipo storico o culturale o proposto su vasta scala da istituzioni e soggetti esterni. da ricorrenze particolari. il ruolo del Comune è forte e decisivo sul piano del coordinamento e della facilitazione degli accessi e degli incontri fra cittadini. economici e turistici. tempi e modi di realizzazione. valutati nelle diverse fasi negli aspetti organizzativi e nei risultati. al sostegno di una ricerca diffusa che esplori i territori di incontri possibili fra tradizione e innovazione. che coordinano iniziative molto articolate per tipologie di proposte. ricercati insieme e condivisi. storia e presente. istituzioni e associazioni. appuntamento ormai caro agli abitanti della città e non solo. Anche qui si realizza lo sforzo sinergico e coordinato di più soggetti. In questo senso. enti economici. CTI ed altri. con una ricaduta positiva sull’immagine della città e sulla qualità complessiva della sua vivibilità. la complessità e la densità degli elementi richiamati. Questo per dire che. costruendo un disegno variamente composito e intrecciato in tempi e spazi coordinati. in maniera libera e secondo linguaggi diversamente giocati. stupire con la bellezza o con la forza dei messaggi inviati. emozionare. anche in questa occasione. CTE. 91 . rappresenta per un'importante opportunità per dare concretezza e per verificare insieme l’efficacia di modalità. potranno servire da modelli apripista per altre manifestazioni analoghe.grado di interpretare appieno la ricchezza. La stessa scelta di metodo viene adottata per un’altra iniziativa a tema. i percorsi delle iniziative. sociali. interpreteranno un tema convenuto. La messa a fuoco di programmi come quelli richiamati.

un percorso sinergico con gli altri Piani di indirizzo. in termini di programmazione sociale e culturale e di organizzazione complessiva del territorio. organizzativi 92 . fondata sulla convinzione che .se la cultura è pervasiva di ogni aspetto dell’organizzazione della città . ma anche al loro potenziale creativo e culturale. Questa nuova visione comporta. dimissionaria. città-dormitorio.non può non impegnare l’Amministrazione ben oltre l’ambito delimitato e riconoscibile della cultura in senso stretto. rischia di perdere quella fisionomia “socializzante” che è alla base del suo stesso esistere ed è spesso percepita come luogo insicuro. per tenere in considerazione i soggetti che compongono il tessuto sociale cittadino in primo luogo e. dare voce ai bisogni ed alle aspettative dei cittadini. dilatare l’accezione del termine cultura dai luoghi e dai soggetti che istituzionalmente le sono propri fino a comprendere l’intero territorio urbano e le sue manifestazioni è. sociali. le anticipazioni di una cultura negativa. rapporti umani sfilacciati. Per questo serve. In breve. gioventù indifferente. o pessimismo. la funzione aggregante: la città. in alcuni casi ostili. possibile teatro di pericoli diversi. prima di tutto. costringe ad attrezzarsi di una lente particolare. per selezionare alcuni aspetti dell’organizzazione urbana a cui riconoscere in via prioritaria la valenza di indicatori culturali della bontà dell’assetto complessivo urbano e. E’ quanto si propone di fare la prima parte dell’Ambito III. spaesamento. deprivata. scarsa partecipazione alla vita sociale. E’ però possibile dare a questi aspetti indubbiamente negativi una lettura diversa e considerarli la spia di altrettanti disagi. nella ricerca e nella proposta operativa di nuovi assetti culturali. quindi.Ambito III LA CULTURA DIFFUSA LA PARTECIPAZIONE I SOGGETTI E LA CITTA’: AREA DELLA ORGANIZZAZIONE URBANA E DELLA QUALITA’ DELLA VITA Pensare a una pianificazione culturale che estenda la riflessione e il proprio ambito di indirizzo alla vita cittadina nel suo complesso e. trasformando carenze e disagi in materiale concreto ed evidente a cui guardare. nello stesso tempo. di tipo culturale appunto. in particolare ne risulta impoverita. si sta facendo strada una certa cultura rinunciataria. quindi. una precisa scelta di campo e una sfida impegnativa. e la sua periferia in particolare. Con rassegnazione. della qualità della vita. dall’altro. e dai complessi rapporti che la percorrono: qualità della vita vivibilità dei luoghi senso di appartenenza organizzazione del territorio cura del territorio organizzazione del territorio relazioni interpersonali coscienza sociale incontri generazionali Le rapide trasformazioni in atto nella società trentina hanno mutato radicalmente la fisionomia del territorio e i rapporti fra questo e i suoi abitanti si sono fatti sempre più estranei. Un primo campo di attenzione può essere rappresentato dalla griglia seguente. di richieste che chiedono altrettante soluzioni politiche. da un lato. che esprime gli "effetti collaterali" di natura sociale di questo fenomeno: individualismo. conseguentemente.

che consenta un'applicabilità estesa e la possibilità di monitorare le varie fasi del decorso di una decisione.della città. ma poi ripetuto nella costruzione del piano culturale e del piano di politiche per i giovani. cui hanno preso parte due dirigenti del Comune di Trento. E’ importante. sia nelle operazioni che incidono più profondamente e con ripercussioni più durature nell’assetto complessivo della vita urbana. in grado di riformare in senso democratico la gestione della cosa pubblica. Restringendo le osservazioni solo ad alcuni punti nodali del bilancio partecipativo come strumento di formazione delle decisioni . che sappia fare sintesi e rilanciare le diverse espressioni. già sperimentato e validato in altri contesti. la modalità del bilancio partecipativo rappresenta uno strumento valido e promettente. si è segnalato per attualità e rigore. Il corso. • della disponibilità di uno strumento agile e duttile. tuttavia. allora. come elemento di incontro e dialogo con i cittadini. e consenta di rilanciare concretamente la progettualità futura. • dell’opportunità di dotarsi di una metodologia efficace che. presuppongono un sistema di rapporti sempre più interdipendenti fra società civile e amministrazione pubblica. si sottolineano gli aspetti: • della trasparenza. Vale la pena ricordare che Trento ha ospitato nel mese di maggio 2002 un corso residenziale sulle tematiche del bilanci partecipativi. sul grado di consenso e sulla percezione di soddisfazione in ogni settore della cittadinanza: un consenso ed un livello di soddisfazione che. interpretandole e integrandole in un disegno coerente. è andato proprio in questa direzione. con l’obiettivo di fornire supporti teorici e pratici per l’elaborazione e l’effettiva adozione della modalità nelle comunità locali di appartenenza. nello stesso tempo. Il recupero di efficienza dell'agire amministrativo si misura. promosso da Unimondo e dal World Social Forum. assicurando la continuità e l’economicità delle scelte. UNA SCELTA PRELIMINARE: LA GESTIONE DEL TERRITORIO E I BILANCI PARTECIPATIVI Le politiche locali risultano tanto più efficaci se e in quanto sanno mettere in campo una capacità concreta di intercettare le richieste e le aspettative dei cittadini e nel saperle tradurre poi nella realtà con soluzioni organiche. innovativo e lungimirante. Va dato atto all’organizzazione di avere delineato un progetto informativo e formativo caratterizzato dalla vasta ampiezza di riferimenti e dall’autorevolezza delle testimonianze. concretamente. Il percorso intrapreso con il Piano sociale. aperto a partecipanti di tutto il mondo e con serate di coinvolgimento e sensibilizzazione della cittadinanza. E questo sia nella microprogettualità. In questo senso. 93 . anzi. rimettere al centro i primi interlocutori dell’intero progetto • • • • BAMBINE E BAMBINI GIOVANI ADULTI E FAMIGLIE ANZIANI assumendo innanzitutto un attento atteggiamento di ascolto attivo. porti ad analizzare e valutare l’attività del presente e del passato vicino. includendola in un processo intenso e più ampio di interazione fertile fra politica municipale e cittadini. permettendo di agire oltre l’ottica limitativa della logica procedurale e.

della democrazia intesa non solo come garanzia di diritti formalmente sanciti. infatti. il quale. dalle politiche culturali alle logiche e alle forme del decentramento. Nel primo caso. dalla Casa della Città al Patto territoriale). l’esperienza presentata può essere di Porto Alegre problematizzata da due punti di vista. ad una crisi di democrazia intesa come semplice delega. quella del tecnicismo efficientista. al contrario. comitati. ma che ogni portatore di interesse o di competenze (soprattutto i titolari di diritti politici e di cittadinanza in qualunque modo “affievoliti”) abbia la garanzia di poter rappresentare questi interessi e di socializzare queste competenze entro un’arena decisionale realmente aperta a tutti ed a ciascuno. Un secondo punto di vista riguarda lo stato dell’arte dell’esperienza partecipativa nel comune di Trento. si avverte l’esigenza di un supplemento di riflessione e di elaborazione politica. le forme e i luoghi della democrazia rappresentativa e le possibilità inaugurate dalla democrazia diretta. si reitera l’illusione secondo la quale il “governo dei tecnici” sarebbe in grado di fornire soluzioni accettabili e univocamente accolte a questioni che tecniche non sono. E’. cioè. Su queste premesse. in particolare. in quanto tale. in termini generali. trattandosi. alcuni limiti strutturali: da un lato. Si possono infatti riconoscere nella situazione attuale. se solo si considerano le dinamiche oppositive (proteste. come legittimazione implicita di poteri consolidati. in altre parole. di dare forma ad un processo “costituente” e non ad un semplice adeguamento di strumenti datati. 94 . è consegnata ad una duplice illusione: da una parte. dall’altra quella dell’abbreviazione maggioritaria. E’ il tema. Uno è quello che interessa la riproducibilità del modello. giustamente analizzata anche in contesti lontani e differenti. anche e forse soprattutto nelle democrazie mature e nelle società complesse. Ma sono politiche senza residuo. divenuta in questi anni un paradigma di democrazia “governante” e. pratiche che non sono per nulla estranee all’elaborazione del Comune di Trento. in questo caso. ricorsi) che talora pregiudicano. ma non necessariamente maggiore efficacia. Una crisi di decisionalità la cui soluzione. si avverte l’urgenza di “democratizzare la democrazia”: di fare in modo. può essere ricondotto alla ricerca di un equilibrio nuovo e più avanzato fra gli istituti. Nel secondo caso. La ricerca di questo equilibrio non ammette soluzioni scontate. per quanto convincente. l’esperienza della città brasiliana di Porto Alegre. Il tema trattato. Ci si riferisce. più in generale. strumenti. come appiattimento senza “fatica” sulle logiche referendarie e del sondaggio. mutuando un aforisma ormai noto. che oggi hanno bisogno probabilmente soprattutto di essere sistematizzati. esperienze. e spesso rallentano. oltre che effettivi (dal Piano sociale al Piano strategico. ha sviluppato in questi anni processi partecipativi originali e autentici. infatti. dall’altro. E interpella il nodo cruciale della crisi che investe. infine. E. talora. dunque. agevole riconoscere come le esperienze dalle quali è stato "distillato" il modello teorico dei bilanci partecipativi si siano realizzate in situazioni – talora una democrazia “giovane”. Lo spostamento del baricentro verso la dimensione partecipativa si configura e si propone come una sorta di “terza via” alla crisi del processo decisionale. altre volte contesti politico-istituzionale e socio-economici profondamente diversi. la realizzazione di decisioni non preventivamente concertate con i portatori di interessi.Al centro della riflessione vi era. a concetti. ma anche come processo sostanziale e negoziale di inclusione dei cittadini e dei soggetti sociali nella formazione delle decisioni che li riguardano: il tema. codificati e riproposti come modalità “normale” di formazione delle decisioni. si può cogliere il rischio (correlato al precedente) della precarietà e della revocabilità di queste nuove istanze. come deresponsabilizzazione. è del tutto agevole constatare come il sistema maggioritario produca maggiore efficienti processi deliberativi (è più facile deliberare). in altri casi severe contraddizioni sociali e gravi ritardi di sviluppo – non siano immediatamente paragonabile. della partecipazione come elemento essenziale e qualificante delle politiche pubbliche e di un’idea “profonda” e responsabile di cittadinanza. il processo decisionale. che non vi siano circuiti esclusivi o comunque privilegiati di consultazione.

per il tempo “libero” del gioco non organizzato e non competitivo. non possono essere percepiti dai più piccoli come parti complementari di uno spazio socialmente organizzato per vivere bene insieme. così come sono collocati. che riservano ai più piccoli un posto di riguardo nei vari settori (teatro. Se è vero che i bambini soffrono in prima persona. adottato nel mese di settembre 2002. Oltre alle sedi istituzionali e formali (asili-nido. 1 TRENTO Città delle Bambine e dei Bambini 95 . cittadini si diventa. altre agenzie) servono spazi diffusi e sistematicamente presenti nei quartieri. Senza contare che una Città dei bambini risponde automaticamente in larga misura alle esigenze di ogni altro cittadino. dove intrecciare precocemente rapporti positivi con gli amici e con l’ambiente di vita e costruire i fondamenti di quella socialità primaria insostituibile da cui si svilupperanno il senso civico e democratico e le responsabilità. è urgente rivolgere loro. Trentoestate. parrocchia. carnevale. centri e impianti sportivi. Bambini si nasce. dove si fa la spesa: luoghi che adesso. dei gruppi spontanei.LE BAMBINE. diventano un investimento anche educativo e culturale. luoghi attrezzati di ritrovo. Nello specifico. sia in quella che impegna ridefinizioni più radicali del territorio. scuola materna e dell’obbligo. senza esserne consapevoli. prima che a chiunque altro. Biblioteche). come nei momenti di elaborazione e progettualità operativa. L’attenzione ai bambini è un tema costantemente presente in questo Piano e lo attraversa sia nelle fasi preliminari di ascolto e ricerca. Progetto collegato AMBITO III. Servono percorsi protetti (sicuri) che permettano la percorribilità dei luoghi. caratterizzazione urbana di luoghi ed edifici. I BAMBINI Crediamo che sia diritto delle bambine e dei bambini crescere in un luogo dove possano sviluppare il senso dell’appartenenza e della partecipazione. una nuova e costante attenzione sia nella microprogettualità corrente. l’autonomia. per ricucire i frammenti di territorio isolati e “spaesati” dove si abita. dove si sta scuola. rinviamo anche a quanto espresso al riguardo nel Piano di politiche per i giovani. servizi. scuola elementare. dei suoi assetti e delle sue trasformazioni: viabilità. la competenza sociale. i mali di un luogo spersonalizzato e parcellizzato che non li considera. per gli incontri informali fra coetanei. pensati a misura di bambino.

attività di ricerca . L’apertura in città della Centro della Musica è solo uno degli esempi che devono aprire a una consuetudine radicata e diffusa sul territorio: servono luoghi dove incontrarsi. va segnalata sotto questa voce l’attenzione particolare al mondo giovanile dell’intero progetto di recupero dell’area lungo il percorso dell’Adige. dibattiti. progetti di autogestione …. del sentirsi parte attiva e propositiva è rintracciabile in modo trasversale in quasi tutti gli aspetti della dimensione culturale cittadina. sotto forma di sedi. che a loro volta fanno fatica (o non sono interessate) a intercettarne le esigenze e le potenzialità e spesso. spazi di aggregazione informale. Il Piano di politiche per i giovani si configura come una organica traduzione operativa di queste indicazioni programmatiche. • sostegni di vario tipo. Risposte cui alludono le misure di attuazione del Piano Sociale. 2 PERCORSI FORMATIVI 96 . Un altro punto qualificante di una politica giovanile efficace sia sul piano culturale che sociale sta nell’individuazione per sistema nella programmazione di luoghi e spazi di riferimento. prestito di attrezzature. le offerte associative tradizionali non sono sufficientemente attraenti o. del Museo Tridentino e dell’Istituto Trentino di Cultura con incontri su temi di carattere scientifico/ filosofico. organizzare una festa. dilatati e declinati in prospettiva assieme sociale e culturale. inserita in questo documento (AMBITO II). che richiamano all'esigenza di sostenere o di rendere disponibili “associazionismo. giocare a scacchi. • percorsi formativi o consulenze informative. fare sport senza scopi agonistici. taglia l'intero percorso di questo documento di indirizzi. Centro Grafico espressivo). di Associazioni varie sulle tematiche attuali della società multietnica e delle diversità come risorsa). non bastano. Per molti giovani. Da sempre i giovani sono portatori preziosi di nuovi interessi. in alcuni casi la realizzazione coinvolge l’Università e l’Opera Universitaria. Progetto collegato AMBITO III. iniziative orientate a dilatare confini e conoscenze (Progetto Daedalus. Il riferimento alla condizione giovanile. si saldano in un unico sforzo e si integrano a vicenda. come dimostra la ricognizione capillare sul territorio. esenzione di oneri. indicando proposte di soluzione diversificate attraverso: • offerte culturali vicine alle sensibilità e nuove ricerche espressive del “mondo giovane” (iniziative della Galleria Civica. uso agevolato di spazi pubblici. Centro Teatro Ragazzi. con la presenza di figure “tutors” con il ruolo di mediatori fra le esigenze dell’utenza e le offerte del Progetto). i rapporti Università – città. Se ne sottolineano in particolare la ricerca di un ruolo baricentrico per la dimensione circoscrizionale. avvicinamento alla pratica sportiva.): tutti motivi che.I GIOVANI Da sempre sono loro che denunciano più vistosamente il malessere delle comunità. Nella sezione SERVIZI APERTI ALLA CITTA’ indica alcune proposte subito percorribili. la promozione concreta dell’espressione artistica e della creatività (“Espressione e creatività: Centri d’arte.. che facilitino l’accesso autonomo a nuove modalità di aggregazione o avvicinino ai nuovi mezzi e linguaggi multimediali (accesso ai Centri Multimediali delle Biblioteche. e ai giovani come concrete persone. mostre. coinvolgimento delle realtà giovanili dal basso. della Biblioteca con incontri con l’autore. a cui serve dare spazi di espressione autonoma e risposte operative concrete. si limitano a criticarli e giudicarli negativamente. semplicemente. dove i giovani possano misurarsi responsabilmente con le prime esperienze autogestite. per questo. il tema della partecipazione giovanile.”. di nuovi bisogni. viaggiare in internet o semplicemente parlare. sviluppo di centri per la creatività giovanile. ristrutturazione della funzione informativa.

anche e soprattutto in quanto genitori. Per questo è quanto mai opportuno il dibattito che sappia nello stesso tempo monitorare la situazione. Le periferiedormitorio. La sicurezza e la qualità di vita del territorio passano anche attraverso l’appropriazione. 97 . con i figli e con la comunità. nella coppia. in cui la funzione prevalente abitativa è stata sostituita da attività di tipo economico. luoghi liberi da macchine dove sostare e incontrarsi. presentano pericolosi vuoti di utilizzo da parte dei cittadini. frontiere della scienza medica. ad esempio. L’Amministrazione sostiene e condivide iniziative del Piano Sociale. quantomai vari e diversificati nei contenuti. per rispetto dei liberi interessi e inclinazioni dei cittadini: essi spaziano da approfondimenti su temi che si impongono come questioni di emergenza sociale (immigrazione. che propone itinerari di formazione continua di tipo divulgativo. supportare le famiglie. mentre li anima. si presenta come un problema a molte facce che riapre continuamente al futuro. rimandando per le esigenze adulte individuali sia alle indicazioni di fondo per una città vivibile individuate per i giovani. fino a comprendere appuntamenti letterari (letture e incontri con l’autore) e serate dedicate alla conoscenza reciproca e al confronto fra culture diverse. con la giornata di studio POLITICHE FAMILIARI NELLA CITTA’ (16 novembre 2001). la riqualificazione del territorio come luogo delle relazioni e dell’incontro dove poter vivere bene come famiglie e dove poter far crescere i propri figli. al ciclo di nuove generazioni. ascoltare e cogliere le esigenza. caratterizzato da rapide trasformazioni che derivano anche dall’incontro e dal confronto fra modelli culturali diversi. L’incrocio famiglia / Piano sociale / Piano culturale / Piano Urbanistico è di particolare delicatezza e si prefigura come scelta decisiva. e la riorganizzazione urbana dei quartieri periferici. Per la fascia adulta è pensato il pacchetto di offerte culturali dell’ Assessorato alla Cultura. volte ad approfondire tematiche relative alla formazione alla responsabilità e al rafforzamento delle competenze. Quindi. messo a punto annualmente. Servono luoghi dove mamme e papà possano ritrovarsi. rilanciando le esigenze e le proposte precedenti. scambiarsi esperienze e punti di vista. così come i centri storici. Al ruolo tradizionale si aggiunge quello delicato e decisivo di dover sopportare in prima persona l’urto dei cambiamenti e di saperli elaborare in nuove modalità positive di relazione. Scienza e mistero …) o scientifico (Astronomia di oggi e di domani …). E’ in questi luoghi svuotati di funzione sociale che spesso si insediano forme indesiderate di asocialità.GLI ADULTI. diventano operazioni culturali e sociali che incidono sulla qualità della vita di chi ci abita. Nell’attuale momento storico. Per gli adulti. ne definisce l’uso e l’appartenenza. e l’utilizzo e cura abituali dello stesso. dove gli spazi possiedono scarse funzioni sociali. percorsi sicuri a piedi. il recupero dei centri storici alla loro primitiva destinazione abitativa. e gli approfondimenti avviati come. da parte dei cittadini. sia alla specifica parte dedicata alla riorganizzazione delle offerte di stretta pertinenza culturale (Ambito I). effetto serra …) a riflessioni su argomenti di carattere speculativo (I filosofi e la città. e offrire strumenti conoscitivi per mettere le famiglie al centro delle politiche complessive della città. pace – guerra. mancando quella presenza continua dello svolgersi quotidiano della vita che. LE FAMIGLIE Includiamo qui soprattutto il tema della famiglia e dei ruoli genitoriali. le famiglie rappresentano il punto di coagulo e di prima decantazione di ogni sollecitazione. mentre i bambini giocano. dove ci fosse bisogno. delle piazze e delle vie a luoghi di incontro. passeggiate protette.

ma bisogna invece mobilitare esplicitamente sull’obiettivo della parità il complesso delle azioni politiche generali. piazzette. faccia conto di alcuni dati interessanti sulla condizione femminile e sul loro riflesso su aspetti fondamentali della vita sociale ad essa connessi (maternità e cura dell’infanzia. sia favorendo le attività associative e di volontariato per migliorare la rete assistenziale e ricreativa e sostenere modalità di incontro autogestito. ove possibile. sia escogitando misure che incentivino il ritorno di un tessuto di servizi privati di prima necessità. Inseriamo sotto la voce “adulti” un richiamo forte al tema delle donne (DONNE E CULTURA III. della ricerca. luoghi di sosta coperti e minimamente attrezzati. scuole materne. nella consapevolezza che una cultura attenta ai diritti delle donne incide favorevolmente sul miglioramento complessivo delle condizioni di vita di ciascun cittadino. che devono prevedere interventi e modalità per appianare le difficoltà di spostamento e di fruizione da parte delle persone in età avanzata: la scelta di fondo di coniugare al meglio ARCHITETTURA e SERVIZI diventa indicatore oggettivo 98 . progetti che favoriscano l’insediarsi diffuso di piccole attività di artigianato e commercio ai piani terra . E’. asili nido. ubicazioni adeguate degli spazi di ritrovo …). percorsi e passaggi pedonali di collegamento fra i complessi abitativi. cura dei disabili e degli anziani …).Anche la caratterizzazione urbana e architettonica di spazi ed edifici va ripensata nelle sue scelte di fondo. 3 DONNE E CULTURA GLI ANZIANI Per le persone anziane serve ricostruire la vivibilità della vita di quartiere e di città. di cui nella parte ALLEGATI si riporta la valutazione conclusiva. indicazione di costruzione di garages interrati. riduzione dell’impatto verticale degli edifici a molti piani. di piccole dimensioni ma diffusi e. costruzione di porticati di scorrimento lungo i piani terra. per liberare dalle macchine le parti comuni. COM 96 /67) Progetto collegato AMBITO III. programmazioni periferiche. adottando ad esempio come buone pratiche alcuni criteri e parametri che privilegino un’edilizia abitativa dell’incontro e delle relazioni sociali: disposizione in circolo o semicircolo degli edifici progettati nelle nuove aree urbane. percorsi pedonali e ciclabili messi in sicurezza. A tale proposito riteniamo strategicamente utile che ogni settore di Pianificazione. vogliamo qui sottolineare l’impostazione di fondo che trasforma il tema delle “pari opportunità” in un problema di metodo: “non bisogna limitare le azioni della parità alla realizzazione di misure specifiche a favore delle donne. fra loro comunicanti. arredo urbano e scelte di viabilità dei centri abitati che puntino ad assicurare l’utilizzo di slarghi e crocevia come punti di incontro e conversazione informali o che comunque ne riducano l’impatto ambientale di incuria. da Comunicazione della Commissione sul mainstreaming. emersi nella recente ricerca “Per una lettura e un approccio di genere per il bilancio del Comune di Trento” (dicembre 2001). organizzazione di spazi comuni verdi. 3) e dell’importanza della promozione della sua presenza e partecipazione a tutti i livelli.” (citazione a pagina 6 del documento. poi. agevolazioni. doveroso richiamare l’attenzione sulla progettazione urbana e sull’organizzazione complessiva di tempi e servizi della città. per la sua parte. sia attivando iniziative che facilitino concretamente l’accesso alla vita culturale (trasporti. accessi sicuri a spazi di verde attrezzato.

Del resto. a tutto vantaggio della dignità. poi. politica urbanistica adeguata alle loro esigenze. quindi. e non già come rincorsa frammentaria e disorganica di un’urgenza del momento. le proiezioni statistiche prevedono anche per la nostra città una presenza crescente della componente anziana. forme di partecipazione. vanno restituite. come azioni e modalità di intervento normale che le integra. come più volte ricordato. L’azione sinergica con obiettivi e indicazioni operative del Piano Sociale risulta di evidente importanza: “ruolo sociale degli anziani. che vede accrescere la frequenza assieme ai consensi per le scelte e le proposte molto articolate e varie. storia. Si ricorsa. GALLERIA CIVICA. ambiente.. in incontri con i giovani e i bambini e così via). Il servizio ormai storico dell’UTED (Università della terza età e del tempo disponibile) va in questa direzione e sta vivendo proprio nel momento attuale una fase molto positiva. l’anziano viene accudito per lo più come un soggetto inattivo e passivo. con l’obiettivo di restituire all’assetto urbano una fisionomia socialmente più distensiva ed aggregante. sicurezza. anzi incentivate. SERVIZI APERTI ALLA CITTA' E’ importante condividere con la Pianificazione Sociale e Urbanistica quelle linee strategiche di indirizzo che richiamano l’opportunità di rapporti più flessibili e agili fra le istituzioni e i soggetti che direttamente o in senso lato producono cultura e la città (Ambito I). a seconda delle possibilità dei singoli. CENTRO SANTA CHIARA. librerie …. Comune e altri enti (dalla PAT all’ITC-irst. ASSOCIAZIONI CULTURALI. che ruotano attorno alla persona. quali ospedali. contrasto di situazioni di esclusione e povertà. altri luoghi di disagio. Va. perché apertura e circolarità dell’offerta producono ricaduta positiva sulla qualità della vita dei cittadini e dilatano la percezione di città che accoglie e offre forme qualitativamente valide di socialità diffusa.dell’attenzione e della sensibilità dell’Amministrazione verso gli anziani. è. In questa prospettiva BIBLIOTECA. Queste iniziative devono servire a far avanzare una diversa “cultura dell’anziano” anche in quelle strutture che lo ospitano permanentemente e dove. sport. al proposito. nella Mediateca. viaggi …). ai suoi diritti ed esigenze ( relazioni. l’accordo fra ITEA. carcere. riscoperto il ruolo degli anziani come risorsa che salda la memoria fra le generazioni giovani e la storia e può diventare punto di forza in attività che prevedano forme di cooperazione in progetti precisi (quali potrebbero essere la co-gestione del servizio di prestito nelle biblioteche. conoscenza di sé. prevenzione”. forme di partecipazione alla vita sociale. per consolidata tradizione. Analogamente il progetto INCONTRARSI IN CITTA’ si propone di individuare ed attrezzare opportunamente una rete di luoghi strategici dislocati all’aperto o in posti chiusi. ma anche. escono dalle sedi fisiche proprie e portano le loro iniziative in luoghi inusuali: periferie o rispettivamente il centro. iniziativa e autonomia personali. lungimirante programmare un’organizzazione di tempi e spazi della città. centri commerciali. o in punti particolari della città. nei quali la condizione particolare dell’età avanzata e le sue esigenze trovino le risposte opportune. la sorveglianza “competente” in occasione delle mostre della Galleria Civica. oppure rendono disponibili risorse e vocazioni in una produttiva attività di scambio e collaborazione. L’iniziativa 99 . dall’Istituto regionale di studi e ricerca sociale all’Associazione degli Industriali) per la realizzazione di un programma sperimentale in tema di domotica. del senso di autostima e di attaccamento alla vita. che favorisca l’incontro e l’attribuzione agli spazi cittadini anche di una funzione sociale.

con evidente ricaduta positiva su tutta l’area comunale. allo scopo di restituire ai luoghi della cintura cittadina personalità.CAFETERIA E GIARDINO di via Roma. individuando punti di forte passaggio pubblico e/ o di impatto ambientale per riqualificarli . che si propone di togliere i quartieri periferici della città dall’anonimato. Caffè della pace) ha dato l’avvio ad un’operazione complessiva ampia.4 RIQUALIFICARE LE PERIFERIE 100 . giochi e incontri fra bambini. come altre simili (Giardino della Pace. che comprende anche piazze e luoghi da recuperare alla vita della città (area lungo il fiume Adige) e caratterizzare anche con destinazioni particolari (es.4).e integrarli con opportuni accorgimenti nel tessuto urbano esistente. feste popolari …) Segnaliamo nello stesso progetto l’iniziativa RIQUALIFICARE LE PERIFERIE (AMBITO III.prevedendo al riguardo anche la collocazione di opere d’arte . bellezza e vivibilità. Progetto collegato AMBITO III.

terra di frontiera fra Impero Asburgico e Italia. metafora dell'Europa. Introduzione alle sezioni tematiche). con una Carta costituzionale che promuova e rifletta un quadro di diritti di cittadinanza (vedi Ambito III. di costruire un dialogo interreligioso che favorisca l'elaborazione dei conflitti. CULTURE ALLO SPECCHIO FRA STORIA E PRESENTE Il progetto. 101 . per consentire un importante gioco di specchi fra Culture e fra Storia e Presente. il punto forte per affrontare positivamente. che la città si è data. affermando nel contempo la sua vocazione ad essere cerniera d’Europa. sia intrecciando relazioni culturalmente e politicamente importanti con l’hinterland europeo. in cui identità e ruolo del nostro territorio hanno incrociato significativamente gli eventi e le sorti del contesto europeo. L'Europa che si protende nel Mediterraneo. mentalità. Questo tema del rapporto fra tradizione e modernità. del fiume come luogo di incontro e come tramite di collegamenti e di scambi. si parlerà di Danubio. il rispetto delle singole storie. Il tema dell'Europa fra casa comune e federazione delle "Heimat" permetterà di ragionare sull'attuale processo di costruzione/integrazione: un'Europa che deve costruirsi dal basso. i quali seppero dimostrarsi aperti in due accezioni del termine.7) e la promozione di una cultura della pace. come grande fiume. ma anche una forte capacità di co-evoluzione all'interno del sistema delle relazioni umane del vecchio continente. Ed allora. Per riportare al presente le riflessioni sulla interazione fra Trentino ed Europa si intende focalizzare l'attenzione su alcuni grandi temi che. che passa attraverso un controverso ruolo delle religioni. da un lato. ci richiama all'obiettivo anche strategico. Questo il contributo di tipo storico. articolato sul triennio 2002 / 2004. quindi. approfittando della parola. possano dare il senso dell'essere parte di una grande patria allargata. per mettere in contatto con i continenti che si affacciano sul mare nostrum. della musica. in cui gli scambi. è una proposta di riflessione a più direzioni e più voci su un segmento storico. il nuovo e ineludibile rapporto locale – globale. e di apertura alla realtà “globalizzata” dall’altro. ossia luogo di incontro e scambio di culture. in quel crogiuolo di grandi culture e di tragici conflitti che nel nostro tempo separano oriente e occidente e continuano ad insanguinare la Terra Santa delle grandi religioni monoteiste. risorsa economica ma anche "strade" per unire le diverse sponde. il riconoscimento delle diversità (si veda l'Ambito III. sull’asse Nord / Sud. La proposta è stata. i contatti. le influenze culturali esigono. il ‘700 trentino. sul quale si innesta la volontà dell’Amministrazione di mettere a disposizione della città un’occasione preziosa per partecipare al dibattito attuale. istituzioni. che cerca una giusta collocazione e un’attribuzione di senso convincenti per i concetti di identità e di appartenenza da un lato. pensata e formulata in chiave reinterpretativa. che vede nelle vie d'acqua che raggiungono il mare tante possibilità di raccordo. Nella convinzione che la conoscenza della propria storia è il presupposto culturale necessario. Il tema proposto si presta ad approfondimenti e confronti di tipo analogico. sia sapendosi inserire in modo decisivo nel flusso di innovazione caratterizzato dalle riforme avviate nel periodo teresino e giuseppino. che ha rappresentato un punto di crocevia. per suggestione e capacità evocativa.IL TRENTINO E L'EUROPA. senza derive ideologiche o disorientamenti identitari. del canto e del teatro. L’obiettivo è la riscoperta e la rivisitazione ampie su un’epoca – quella appunto del Riformismo settecentesco – che ebbe tra i protagonisti personaggi trentini. perché il Trentino seppe in quel periodo consolidare la propria immagine.

In un progetto così ampio e articolato per temi. con collegamenti che interessano varie municipalità. soggetti. va rimarcato il vasto e sinergico coinvolgimento di tutte le istituzioni culturali e le forze attive della città. 5 IL TRENTINO E L’EUROPA: culture allo specchio fra storia e presente 102 . Progetto collegato AMBITO III. linguaggi.

a sviluppare forme di appartenenza a quella che Zoderer chiama “la patria della testa”. Lo sforzo culturale si intreccia anche per questo aspetto con quello sociale. quanto i cittadini nell’esigenza di conoscere per poter comprendere e rispettare. da parte di chi arriva e di chi accoglie o comunque è messo nella condizione di convivere con persone di altre culture. può contribuire a facilitare il percorso di integrazione. che conciliano tanto i nuovi arrivati nel loro bisogno urgente di manifestare la loro “patria del primo respiro” (Zoderer). un bisogno profondo. e di eventi e relazioni internazionali che coinvolgono ormai molti aspetti della vita quotidiana dei cittadini. Quattro le indicazioni di intervento: La scelta di fondo: TRENTO SLOW CITY È questa la fisionomia–vocazione che.IDENTITA'. stile e caratteristica che riassumono e rilanciano aspetti del passato e rielaborano in un progetto organico risorse. nella ricerca e proposta di momenti di conoscenza e incontro reciproci. per scelta personale. a nostro avviso. MULTICULTURALITA' La conoscenza di sé. sia analizzando i punti di forza e di debolezza della città in ambiti diversi. le narrazioni della diversità. a volte inconsapevole – e allora diventa paura dell’altro – di raccontare e ascoltare le storie locali. che portino ad una integrazione piena nel contesto cittadino aperta al mondo e affermino una cultura dell’accoglienza. migrazioni e frontiere che insieme limitano e aprono varchi e transiti usi civici e radici culturali della città relazioni nella storia fra territorio cittadino e sobborghi …alle storie locali La conoscenza della storia locale da parte di chi risiede a Trento da poco. Al riguardo. e questo è tanto più urgente ora. cioè il luogo della sistemazione e del lavoro. potenzialità e aspettative del presente. il Piano Culturale riserva appunto una sua parte specifica ad un Progetto articolato di iniziative. al riguardo. DIVERSITA'. riteniamo che gli interventi culturali orientati a questo obiettivo si completino con gli interventi del Piano Sociale volti a favorire l’integrazione dei cittadini stranieri e il senso di 103 . percorsa in aspetti costitutivi della sua complessità: • • • intreccio e risultante di chiusure e mescolanze. o per dura necessità. della solidarietà internazionale verso altri popoli e Paesi e di riflessione su problemi e situazioni che riguardano la sensibilità e la responsabilità collettive. e. e riflettendo sulla particolarità dei flussi e permanenze turistiche. il tema dell’integrazione è ampiamente presente nelle politiche culturali. emerse sia nei numerosi incontri di ascolto con i cittadini nelle Circoscrizioni. è molto alta: per questo. Esiste però. interpreta e indica nel modo più corretto ed efficace la direzione della Trento del futuro. della propria storia e della complessità di contatti e relazioni che l’hanno accompagnata sono la via maestra per comprendere e apprezzare le differenze. La posta in gioco. sotto il profilo della qualità della convivenza. Dalla storia locale… come fondamento del senso di appartenenza e di atteggiamenti di cura del territorio . in presenza di una società che è già multiculturale.

Progetto collegato AMBITO III. le politiche dirette a facilitare l’inserimento lavorativo. mostre. microstorie). è un tema trasversale da proporre e mantenere vivo in forme ed espressioni diverse: arte. DIALOGO INTERRELIGIOSO Progetto collegato AMBITO III. memorie. è fondamento irrinunciabile per la crescita culturale e sociale. incontri. e di cui la situazione attuale porta impressi i segni e sconta l’eredità. alle sue diverse scale (macrostoria. a prevenire i disagi dei minori stranieri. 8 LA CULTURA DEL LAVORO 104 . per la partecipazione non superficiale e lo sviluppo di senso critico delle giovani generazioni. Conoscenza del passato prossimo La conoscenza del passato prossimo. COOPERAZIONE DECENTRATA. testimonianze.accoglienza: i sostegni a vario titolo alle famiglie immigrate. 7 MULTICULTURALITA’. la formazione continua sono forme di assistenza che potenziano il progetto complessivo di una città aperta al dialogo e al confronto. La storia. spettacoli. 6 LA CITTA’ DEL FUTURO:TRENTO SLOW CITY Progetto collegato AMBITO III. delle sue cesure e delle deviazioni drammatiche. letture. film. di eventi che hanno segnato svolte o inceppato il corso della storia nazionale e mondiale.

si stanno impegnando a realizzare approcci più sfumati ed articolati alle diversità. in certi casi l’impotenza dichiarata di questo modo di agire sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. Le difese: la separazione La perdita. che sceglie di adottare i diritti dell’infanzia e dei giovani come parametro e assume. e gli sforzi mirati a contenere il disagio giovanile sono sicuramente apprezzabili: si riconosce che certe durezze del sistema imperante agiscono da potenziale detonatore di debolezze e devianze. Le difese: la prevenzione Le società democratiche. anche in rapporto a quei fenomeni di emarginazione e di disagio grave dei giovani. Si tratta però sempre di iniziative aggiunte. Non a torto si organizzano allora delle difese. riversando su famiglia e scuola nuove responsabilità e nuovi ruoli. si proibisce e si mette in guardia. di conseguenza.Introduzione alle sezioni tematiche Verso una direzione nuova: la cultura dell'inclusione In questa riflessione. e che portano nelle situazini estreme – purtroppo non infrequenti e in crescita – a condizioni di autoesclusione sociale e di autodistruzione. quale appunto è quella della fascia giovanile. E la storia racconta una triste sequenza di esclusioni. valutati come corollario fisiologico quasi ineluttabile. più o meno violente. una sconfitta che scuote profondamente le sue certezze e i valori messi in campo. incoraggiano 105 . su una direzione parallela. per non perdere o cambiare pezzi portanti dell’assetto strutturale tradizionale . una filosofia innovativa nel valutare e progettare la città. rappresenta un vulnus insopportabile. in un certo senso di alzare barriere e distinzioni con chi o cosa è ritenuto disdicevole dalla visione sociale che si vuole affermare. la pena. che rifiuta la rassegnazione. come prodotti altri che interessano frange fragili che non si sanno (o non si vogliono) integrare. e di ricondurre dentro questo modello di società le persone che per ragioni varie deviano. Tanto che ormai da ogni parte prende impulso e credibilità crescenti un dibattito vasto. è del resto una pratica storicamente utilizzata da sempre. seppur esiguo in termini percentuali. a dire il vero. di cittadini appartenenti alla componente più preziosa. che è del presente e del divenire insieme. Gli sforzi corrono.le società hanno fatto ricorso alla marginalizzazione in forme diverse di chi dissente o non ce la fa ad essere parte di un assetto in cui non si riconosce. e si mettono in atto puntelli di prevenzione con iniziative volte a far conoscere ai giovani i pericoli e gli inganni di falsi e facili rifugi. o la potenziale perdita da parte di una società di un numero. che non mettono in seria discussione il modello economico e sociale di massima. Ciononostante. ritenuto scarsamente modificabile anche nei suoi aspetti deteriori. le sconfitte. giustificate appunto con l’idea della conservazione dello status quo come bene comune supremo. chiamando in causa psicologia e sociologia. che mettono a nudo aspetti e paure difficili anche da nominare . quindi. non è possibile non considerare l’impatto di una tale politica. che vanno prima di tutto e quasi istintivamente nella direzione della separazione dei fenomeni dal sé identitario collettivo/sociale. accompagnandole ed attrezzandole ad un rientro il meno traumatico possibile. Separazione e specializzazione sembrano le risposte più adatte a contrastare i disagi e le fragilità. in cui voci dal mondo della cultura e della società civile indicano strade inedite per uno sviluppo sostenibile. si organizzano in estremo luoghi di separazione specializzati alla riabilitazione. Per non mettersi in discussione. ed hanno lo scopo di attenuare gli elementi di maggior impatto negativo del sistema.operazioni non indolori. questo del separare. che affliggono la società attuale e in particolare il tessuto urbano.

che contiene sempre in sé un certo significato di allarme contro qualcuno o qualcosa. della “città educativa”. nella conduzione e vivibilità delle questioni. perché ne raffredda i motivi scatenanti. acquista la connotazione più naturale di aspetto intrinseco all’intera operazione di progettazione del modello della città. o una sapiente lentezza. che. realizza una sorta di prevenzione di tutte le forme di disagio e di dipendenza. o più spesso le sirene. i rischi. interna al modello. E lo fanno spesso partendo proprio dalle città. che rappresentano la vera scommessa perché scelgono il modello della partecipazione. E’ la società nel suo complesso che si fa carico e si prende cura di sé. che inizia dalla nascita ed è possibile dove l’organizzazione si basa sul rispetto e quindi sull’adozione di strategie di governance fondate sui bisogni e orientate alla crescita dell’autostima e della consapevolezza del sé personale e sociale. Trento Slow City. propongono di andare avanti inglobando nella struttura stessa di modelli compatibili con la vita la socialità. caratteri imprescindibili per una effettiva liberazione da tutte le forme di dipendenza. Il modello qui prospettato cambia e in un certo senso potenzia e facilita il ruolo centrale di scuola e famiglia. spesso in una corsa impari. peraltro pervasiva dell’intero documento. • La modalità che garantisce un’integrazione sociale progressiva e consapevole passa attraverso la partecipazione e l’assunzione condivisa di responsabilità. ma diluite dentro una diversa scala di valori: e proprio questa diversa geometria. E’ la prospettiva nuova della cultura dell’inclusione. la solidarietà. riconducibili essenzialmente ad alcuni punti di snodo della crescita. Il ruolo della scuola e della famiglia sono qui di particolare importanza e. scelte di metodo che attraversano e informano di sé l’intero complesso di indirizzi. vale allora la pena declinare gli effetti positivi dell’impatto di una politica così intesa sui fenomeni di emarginazione e disagio giovanili. e li riprende continuamente. che portano all’assunzione acritica di modelli culturali imposti. lì dove la vita si dispiega nei modi più concreti e in tutte le sue manifestazioni e dove. • conseguente sviluppo di senso critico e di indipendenza di giudizio. Una direzione nuova: la cultura dell’inclusione La via dello sviluppo sostenibile indica soluzioni all’insegna del cambiamento. Le categorie dell’efficienza. In essa. del profitto. Donne e Cultura. L’opzione è chiara: si adotta una diversa gerarchia di parametri fondanti. che sottolinea una nuova ricerca di reciprocità fra soggetti pubblici e città e ne pone le basi. e allora le politiche culturali per la città diventano fortemente interattive con gli altri ambiti. e. i pericoli. prioritarie nei sistemi attuali. che diventano anche i criteri–base della progettualità e gli indicatori nella verifica dell’efficacia delle azioni. alle più esplosive come la dipendenza dall’alcool e dalle droghe. una salutare leggerezza. della cura nei confronti della qualità della vita. per affermare insieme l’idea della città che apprende. e negli Ambiti II e III. neutralizzando le ragioni del loro persistere. più si fanno evidenti le contraddizioni e le disarmonie del sistema. come punti d’appoggio su cui innestare una trasformazione della città in senso umanistico. Per ricondurre il ragionamento al tema iniziale. E i progetti Trento Città delle Bambine e dei Bambini. dalle più subdole e striscianti. lo stesso concetto di prevenzione. ora come opzioni 106 . non vengono demonizzate. della cultura diffusa. perché non le mette nelle condizioni di contrastare. nell’Ambito I. delle funzionalità settoriali. il riferimento alle politiche sociali è d’obbligo. nella parte introduttiva. Ma non basta. del singolo e della comunità: • costruzione dell’autonomia personale. senza rinnegare la ricchezza e la complessità ereditate dal passato.alla rivoluzione pacifica verso nuove tendenze. del mondo esterno. per ragioni di accumulo e di concentrazione. che declina motivi e ragioni di questo nuovo corso. la bulimia. quindi. come i riferimenti ai Bilanci Partecipativi sono solo alcuni esempi che definiscono più compiutamente una scelta di campo. e tracciarne le linee di realizzazione. l’anoressia. perché no. Il Piano di indirizzo è incernierato sui motivi fondanti di questo mutamento di direzione. dunque di intervento aggiuntivo che corregge.

che porta a rimuovere le barriere materiali. Mancando le quali. 107 . ma la disponibilità strutturale – cioè di una mentalità che agisce attraverso l’adozione di strumenti efficaci – ad adottare il metodo del confronto come strategia che esalta il dialogo fra differenza come fonte di una sintesi nuova. nel quale confluiscono come aspetti di una stessa cura tanto l’affermazione di sé e l’incontro con gli altri. a questo proposito. Particolare attenzione merita. un altro da accompagnare nei momenti difficili o di solitudine. si innescano progressive forme di estraneità e di disaffezione rispetto alla cosa pubblica. assicurano al disegno sulla città quel giusto equilibrio fra tradizione e innovazione. Essi costituiscono uno dei nuclei profondi di attaccamento alla vita. possiede anche una capacità distensiva. quindi aperta all’incontro con le differenze. fra conservazione e flessibilità che accoglie e traduce nuove esigenze. si sposa in maniera naturale con la cultura della relazione.• dichiarate. quindi. che smonta le barriere mentali (gli stereotipi) e una forza persuasiva. fisiche. mettendolo al riparo da scissure anche involontarie fra quello che le politiche per la città elaborano e la città reale. nuovi fermenti. che non può che arricchire le comunità. La cultura dell’accoglienza avvantaggia sicuramente le minoranze che esprimono diversità. Va in questa direzione l’ottica dei numerosi richiami alla reciprocità pubblico–privato. va anche sottolineato che proprio la loro partecipazione e i loro apporti di pensiero e di azioni. la responsabilità di accettazione del dialogo con altre esperienze. guai ad eliminarla”. Essa richiede lo sviluppo del dialogo. da cui si origina anche il senso positivo dell’identità individuale e collettiva. sapendo che dalle relazioni con gli altri nascono anche le occasioni per capire meglio se stessi. la scelta di dilatare il concetto di cultura e di considerarlo pervasivo e diffuso in tutte le manifestazioni della vita urbana. specie se si intende sviluppare il confronto secondo l’approccio della nonviolenza. ma anche da comprendere ed ascoltare. come forza che sa produrre le scelte partendo dalla elaborazione dei conflitti e delle diversità. per procedere ad aggiustamenti del proprio modo di pensare scoprendo i tanti punti di vista con cui guardare la realtà. la volontà di affrontare il dissenso. il richiamo all’altro. la diversità di opinione e il conflitto come possibili momenti di crescita dei singoli e della comunità nel suo insieme. per essere tale. alla promozione dell’universo associativo e del volontariato come risorsa che favorisce scambi di conoscenze e competenze. un altro da aiutare a crescere o con cui crescere insieme. La cultura della relazione L’obiettivo dichiarato di muoversi in direzione di una cultura dell’inclusione. Ancora una volta ad essere chiamata in causa è la responsabilità individuale all’interno della dimensione sociale dell’essere uomini e donne. Riguardo ai giovani. che proprio da qui prende forma il senso di appartenenza e di intraprendenza creativa. dato che ogni relazione. di peso sfumato fino ai disagi e ai guasti vistosi che conducono all’autoermarginazione come reazione estrema. con altre culture. ha bisogno dell’altro: un altro con cui comunicare. La cultura dell’inclusione è naturalmente disponibile all’accoglienza. di qualsiasi appartenenza e provenienza. quanto la vicinanza ai temi del rispetto del territorio. capace cioè di contemplare la presenza di ogni persona nel vivo del farsi della società. interagire. progettare. Questo non significa atteggiamenti passivi o distratti di semplice ricezione. Va ricordato. ora come attenzioni e sensibilità prioritarie. “la diversità è la caratteristica prima del mondo e dell’evoluzione delle sue culture. e rinforza le relazioni solidali. Per dirla con Giulio Einaudi. che si evolve e si trasforma. la ricerca della partecipazione. per imparare.

” ( Francesco Tonucci. scuola materna ed elementare.gioca in anticipo la carta vincente della più autentica forma di democrazia partecipata. ecc. una città–abitazione. ma diventano per forza di cose pervasivi di ogni aspetto della vita cittadina. da una politica che ha cercato di migliorare con interventi settoriali la condizione di bambine e bambini ad una scelta di campo complessiva e organica. dove i bambini possano sentirsi “a casa loro”. ma. e delle istituzioni che il mondo adulto esprime. servizi pediatrici …). L’assunto fondamentale del progetto porta direttamente alla riorganizzazione dell’intero assetto cittadino secondo i parametri dello sviluppo sostenibile. oltre che economica o semplicemente abitativa o di transito. anziani. Quello che noi però proponiamo è un salto di qualità. fra tutti. riconducibili anche alle condizioni di spaesamento. Da qui l’idea forte di TRENTO CITTA’ DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI. Laterza. allenarsi alla partecipazione. confrontarsi ed esprimere concretamente creatività e idee . naturalmente da potenziare. attorno alle tematiche dell’essere bambine e bambini oggi. 108 . PER NON PERDERE NESSUNO …. abbassare l’ottica dell’Amministrazione fino all’altezza del bambino.in cui possano costruire la socialità e il senso di appartenenza. persone disabili. e questo sulla spinta urgente dei nuovi disagi infantili. nella dimensione anche socialmente "strutturante”. i più giustamente esigenti in fatto di diritti. 1996) Certamente negli ultimi anni si è risvegliata la sensibilità del mondo adulto. che comprendono anche i servizi per l’infanzia (asili-nido. dentro tempi e in spazi che poco considerano i ritmi naturali dei loro bisogni primari. è una città predisposta "naturalmente" alla solidarietà. nella qualità dell’ambiente. E non vi è dubbio che prendere il bambino a misura della programmazione cittadina a breve. verde pubblico. in cui la società attuale li costringe a vivere. e decisivo. medio e lungo termine si risolve in un’operazione produttiva di investimento.Ambito III. all’accoglienza e al rispetto delle diversità. centri culturali. nella disponibilità diffusa di altri servizi (biblioteche. adulti. diventa una garanzia per tutti. nella percorribilità dei luoghi. perché bambine e bambini rappresentano il presente ma soprattutto si proiettano nel futuro. spesso di solitudine e isolamento. un passaggio deciso. degli spazi cittadini. nuovi arrivati. in centro come nelle periferie. perché le garanzie vanno attuate anche fuori delle strutture espressamente dedicate ai bambini: sulle strade. LA CITTA’ DEI BAMBINI.). una città a loro misura . Una città simile. sbilanciata a favore dei cittadini più piccoli.1 Trento città delle bambine e dei bambini Il senso “ ….

muoversi di vivere tempi distesi con la famiglia di sentirsi al sicuro. esplorare. 2002.che le amministrazioni pubbliche possono e devono ricavare accostandosi a questo ambito di riflessione e di elaborazione. 109 . valorizzato. Erickson. recuperandoli progressivamente alle attività collettive come spazi dedicati all’incontro e al gioco. alle piante: quindi più angoli verdi. “vuoti” nella città. ascoltato di conoscere. economico. animali) di socializzare con coetanei di sperimentare scambi positivi con le generazioni più adulte di percepire la città come luogo strutturato delle relazioni di costruirsi gradualmente nella dimensione di “cittadino” E’ ovvio che gli elementi presi in considerazione investono tutti gli aspetti dell’organizzazione cittadina. in ogni fase del loro essere operanti sul territorio. Quest’idea si lega necessariamente a progetti esigenti di ecologia ambientale. la microprogettualità diffusa come regola luoghi di transito. progettare le trasformazioni necessarie. della percorribilità sicura delle strade di accesso) la dimensione istituzionale una assunzione di ruolo e di responsabilità da parte della municipalità può essere ricondotta a quella che è stata definita "pedagogia istituzionale": un concetto al quale attribuiamo il significato di una capacità di apprendimento . ma anche il richiamo al loro compito attivamente formativo nel proporsi come palestra e come occasione concreta di democrazia5. e più offerte anche strutturate di giochi che si avvalgono di materiali 5 Si veda G. più “contaminazione” fra città e aspetti del mondo naturale. riconoscibile e percorribile in sicurezza. spazi di risulta. richiamare per essi altrettanti nuclei di attenzione. scuole. per i servizi dedicati all’infanzia l’Amministrazione adotti come principio-guida. bambini e natura – manualità e tecnologia è importante un progetto continuo. in un intreccio di sovrapposizioni che potenzia e rende più visibile la prospettiva nuova con la quale valutare. Caffarena. che attraverseranno ovviamente più ambiti della programmazione della vita della città.Vale allora la pena esplicitare alcuni bisogni fondamentali riconosciuti all’infanzia (Convenzione dei Diritti dei Bambini dell’89) e. I Consigli comunali dei ragazzi : come stimolare la partecipazione dei giovani. Il riferimento è ai bisogni (e ai diritti) di giocare. nei quartieri. spazi improduttivi vanno trasformati. scoprire di riconoscersi come parte della realtà naturale (ambiente. Ameglio e C.cioè di modificazione e di adattamento . urbanistico. quello del benessere delle bambine e dei bambini (compresa l’esigenza degli spazi verdi. per permettere ai bambini di non spezzare il filo che li lega al mondo della natura. che riassumiamo in altrettante tesi: i bambini e la famiglia / i servizi è possibile ridisegnare sui bisogni di relazione genitori–figli orari e tempi di lavoro in generale. all’ambito dell’istruzione. quindi. piante. agli animali. più opportunità di esperienze che impiegano corpo e mani. Trento. sociale. In questa sede riteniamo opportuno sintetizzare le scelte conseguenti in alcuni snodi importanti. programmare. luoghi dell’attività quotidiana. come trama visibile che connette spazi verdi. l’idea di fondo è di riuscire a ricreare una rete di interconnessione. tra casa e casa. articolato e a più direzioni. da quello culturale.

creare situazioni in cui bambine e bambini possano sentirsi “cittadini del mondo” e. potenziandosi gradualmente ma anche ottimizzando e facendo interagire le attività promosse ai diversi livelli dell'Amministrazione. da scomporre e ricomporre. offre anche un importante motivo di maturazione sociale e democratica in alcune iniziative possibili. fare sintesi e praticare la trasparenza come strumento di rispetto e di incoraggiamento alla partecipazione. sono aspetti insopprimibili perché strettamente legati alla diffusione del benessere. Lo scenario futuro di una organizzazione cittadina così impostata sarà quello di una comunità matura.naturali. Se ne propone qualche esempio più avanti. attenzione sistematica alla funzione sociale degli spazi. se potrà contemporaneamente costruirsi coordinate spazio-temporali ben piantate nella realtà concreta. gli incontri generazionali/ gli scambi con altre culture incentivare e favorire gli incontri di bambine e bambini con la generazione dei “nonni” per dare al loro presente un passato in cui radicarsi. che viaggerà meno indifeso nello spazio virtuale. e gli amministratori ad ascoltare. recupero di spazi marginali o improduttivi. E complessivamente se ne avvantaggerebbe anche il tessuto imprenditoriale e commerciale. l’armonizzazione tra esigenze diverse ma non contrapposte. La posta in gioco è il riequilibrio degli aspetti che contribuiscono allo star bene. portatori di storie che incontrano altre storie. si vuole piuttosto dedicare all'infanzia un'attenzione sistematica e mirata. architettura / progettazione partecipata alcune opzioni di una architettura urbana dalla parte dei bambini sono già state evidenziate: strade ben riconoscibili. creazione di una rete di interconnessione fra i diversi luoghi ben sviluppata e protetta. Anche le scelte nel campo dell’edilizia abitativa possono contribuire a migliorare sensibilmente la qualità della vita: rinviamo a questo proposito a quanto espresso nell’Area A. quindi. 110 . Assumendo questa prospettiva come elemento unificante. gli adulti. rivolte alla fascia dei più giovani. in termini di risorse e impegno umani ed economici. anche dei più piccoli. adozione di misure sistematiche per mantenere ecologicamente sano l’ambiente. che possiamo comprendere nella categoria progettazione partecipata e sono già pratica educativa efficace in diverse città in Italia ed in Europa: si tratta di progetti che variano da richieste più semplici ad altre più impegnative e prevedono l’attivazione di laboratori. Certo un progetto non a costo zero. ma in necessaria complementarietà con il bambino tecnologico del futuro. dove i bambini e i ragazzi partecipano assieme agli adulti e ad esperti alla riprogettazione di settori del quartiere stesso. rese più familiari e amiche anche con soluzioni inedite (ad esempio con l’uso del colore). faccia emergere lo specifico culturale di una Città delle bambine e dei bambini. ma si tratta di confrontare costi e ricavi: quanto vale una città sostenibile e quanto pesa una situazione di disagio collettivo? Un’ultima nota sulla questione economica: non si tratta di demonizzare i consumi o di marginalizzare la funzione anche necessariamente economica della città. pedonale e/o ciclabile. all’interno delle scuole o di quartieri. Anche in questo caso l’organizzazione e la destinazione d'uso degli spazi non è ininfluente. riciclati. con redistribuzioni e riconversioni sollecitate dal basso e non imposte dall’ imperativo frenetico della civiltà dei consumi. con l’intento di avviare una situazione–sistema che. così determinante proprio nello svolgimento delle attività quotidiane. E questo non in contraddizione. in cui i cittadini hanno imparato a conoscere ed a comunicare le proprie esigenze e a tener conto delle esigenze delle altre componenti sociali. Il tema dell’abitare.

della musica. della danza … Percorsi guidati Laboratori didattici Piazza Garzetti luogo dell’incontro.SISTEMA TEATRI Spettacoli teatrali Teatroragazzi (spettacoli) Centro teatrale per ragazzi (formazione) Mostre Visite guidate Laboratori Iniziative di Natale: Letture sotto l’albero Storie animate Laboratori di lettura Festivalibro Mostre a tema Spettacoli teatrali Cinema Iniziative varie a cura delle Circoscrizioni e di Associazioni Giochi e animazioni in piazza Racconti animati in città Giochi. del gioco e dell’immaginazione SISTEMA MUSEI SISTEMA BIBLIOTECHE TRENTO ESTATE CARNEVALE ARMONIE DEL NATALE REPARTO PEDIATRICO OSPEDALE PROGETTO RITORNO AL FIUME IL TRENTINO E L’EUROPA LA PIAZZA DEI BAMBINI 111 . dove avvicinare il mondo colorato delle storie. animazione In collaborazione con gli altri Assessorati Rendere operativi i progetti INCONTRI FRA GENERAZIONI: attrezzare laboratori manuali e luoghi dove sperimentare insieme i giochi di oggi e i giochi di una volta BAMBINI E NATURA: percorsi pensati al recupero del rapporto naturale con ambiente BAMBINI E CITTA': valorizzazione dei luoghi e del patrimonio storico-artistico della città BAMBINI E CREATIVITA’ luoghi dove potersi raccontare con linguaggi diversi. dove far incontrare esperienze significative liberate dal chiuso delle singole scuole.

L'adozione di un atto di indirizzo in materia di politiche culturali . la tutela dei diritti dell'infanzia è anche la tutela di tutte le categorie di persone che hanno diritti in qualche modo "affievoliti": le persone anziane. una città "amica dell'infanzia") irrompe sulla scena nazionale in parallelo ad alcune esperienze-pilota. • ripensare i tempi della città anche in funzione delle esigenze dell'infanzia. • ribadire e rafforzare i compiti e le funzioni legati all'istruzione e alla formazione. introdotto un criterio di "valutazione d'impatto sull'infanzia" (in altri contesti lo stesso criterio viene definito "mainstreaming") sui modi di funzionamento della città. mentre il Piano strategico ricerca più puntualmente un coinvolgimento delle categorie economiche in un disegno di diversificazione e qualificazione dei servizi. città amica dell'infanzia: il criterio-guida di una nuova progettualità e le correlazioni fra i diversi Piani Il Piano di politiche per i giovani. aperte alla progettazione partecipata. fra le quali è doveroso citare quella di Fano. che la ricerca di una nuova relazione fra città e bambini riflette un'unica linea di pensiero e viene diversamente declinata nei diversi strumenti di settore. che fissa comuni orientamenti e criteri e stimola una intensa e originale stagione di "buone pratiche". con la quale il tema dell'infanzia. Allo stesso tema è dedicata un'intera sezione degli otto ambiti in cui si articola il Piano sociale.nel ribadire la medesima sensibilità e attenzione per questo ambito . delle famiglie. di domani: sono cioè titolari di diritti che vanno tutelati qui e adesso. recuperando anche aree dismesse e promuovere la realizzazione di "piani particolareggiati" di quartiere per la riqualificazione dei cortili. • organizzare aree di gioco più sicure e attrezzate. che meritano di essere resi espliciti: i bambini sono cittadini di oggi e non. viene. alla Legge 285.individua un settore di intervento mirato. accogliente per i bambini (in breve. rispondono ad alcuni criteri generali e particolari. Va dunque rilevato. la tutela dei diritti dell'infanzia non si riferisce solo alle iniziative che riguardano direttamente i bambini. rispetto ai quali le generazioni adulte hanno precisi doveri e responsabilità. dei suoi diritti. non solo quelli destinati esplicitamente all'infanzia. le persone straniere. in sintesi. Vediamo prima di tutto questa concezione e poi come essa venga concretamente riproposta nei vari Piani. come si diceva una volta. Il criterio-guida La linea di pensiero alla quale si è accennato si richiama. e con il riconoscimento nazionale "Città sostenibili delle bambine e dei bambini". riconoscibile: • ripensare i servizi della città. le persone disabili. 112 . ma anche quelli che normalmente non ne tengono conto. di una città che diventi più accessibile. che appartiene allo specifico culturale. Una città migliore per i bambini è una città migliore per tutti e per ciascuno. vivibile. I progetti che ne derivano. prima di tutto. strade e piazze e la creazione di adeguati spazi di socializzazione. comunque. assumendo il ruolo educativo delle città. • istituire forme di consultazione/partecipazione dei bambini. degli educatori. adottato dal Consiglio comunale nel mese di settembre 2002. • • • Questa concezione ha alcuni sottintesi. tentando una sommaria classificazione. rinvia ad una progettazione di dettaglio il tema della relazione fra infanzia e città. in breve.Trento. Le linee-guida alle quali si ispirano queste prassi sono codificate in modo ormai abbastanza definitivo e. ma a tutta l'organizzazione urbana.

alla scuola elementare. l'area istituzionale. attivamente impegnati in 113 . così come sono collocati. alla mobilità. che adesso. inoltre. I bambini nel quadro delle politiche per i giovani Gli ambiti di intervento in cui si articola una progettualità per e con l'infanzia alla scala urbana possono. alle altre agenzie di socializzazione) servono spazi diffusi e sistematicamente presenti nei quartieri. la loro riproducibilità. azioni di competenza locale per il miglioramento delle condizioni di vita dell'infanzia nella città (avere una strategia). al piano sociale.• • • • • • • I criteri generali indicano l'esigenza di: realizzare. prima che per tutti gli altri. che riservano ai più piccoli un posto di riguardo nei vari settori (teatro. senza esserne consapevoli. naturalmente. dove si fa la spesa …. un pensiero "positivo" e non appiattito sulle situazioni-limite e. che ripropone gli assunti di questa concezione secondo una particolare declinazione (politiche partecipate di promozione. e. le responsabilità. anche al documento-quadro d politiche per i giovani che condivide ed esplicita questi stessi assunti. Il Piano culturale L’attenzione ai bambini è un tema costantemente presente nel Piano di Indirizzo Culturale e lo attraversa sia nelle fasi preliminari di ascolto e ricerca. I criteri specifici prevedono o richiedono: il coinvolgimento diretto dei bambini nello svolgimento delle iniziative. non possono essere percepiti dai più piccoli come parti complementari di uno spazio "amico". scuole materne). dove intrecciare precocemente rapporti positivi con gli amici e con l’ambiente di vita e costruire i fondamenti di quella socialità primaria insostituibile. di cui si è detto. un’attenzione costante che coinvolga sia la micro-progettualità corrente. che permettano la percorribilità dei luoghi. alla scuola materna e dell’obbligo. dove si sta scuola. i mali di un luogo spersonalizzato e parcellizzato che non li considera. Trentoestate. carnevale. secondo una strategia integrata. per ricucire i frammenti di territorio isolati e “spaesati” dove si abita. Nel quadro delle politiche per i giovani. realizzare interventi puntuali (dare concretezza). lo spostamento del focus sulle politiche famigliari. associazioni). comunque. alla parrocchia. il riferimento più diretto riguarda evidentemente le attività connesse ai servizi educativi e all'infanzia (nidi. democratico. gruppi. alle interazioni uomo/ambiente). il richiamo al valore del dialogo intergenerazionale. Oltre alle sedi istituzionali e formali (cioè agli asili-nido. Servono percorsi protetti. ai centri sportivi. l'area sociale. ma anche alle implicazioni relative alla fruibilità degli spazi. Si rinvia. coinvolgimento attivo di imprese. come nei momenti di elaborazione e progettualità operativa. per il tempo “libero” del gioco non organizzato e non competitivo. l'area ambientale (che si riferisce non solo alle tradizionali variabili "ecologiche". da cui si svilupperanno il senso civico. cioè sicuri ma non blindati. Se è vero che i bambini soffrono in prima persona. esemplarità). sia la macro-progettualità che rinvia a ridefinizioni più radicali del territorio. sulle marginalità e sul disagio. il carattere dimostrativo delle azioni (progetti-pilota. la qualità dei servizi). è urgente per loro. l'area economica e. in genere. dunque. per gli incontri informali fra coetanei. essere ricondotti ad alcune aree: oltre all'area culturale. il carattere innovativo dei progetti. al piano strategico. Biblioteche). ogni settore che interessi i modi di organizzazione della città. che assume fra le misure qualificanti di una città "da vivere" la centralità dei bambini. cioè di uno spazio socialmente strutturato per vivere bene insieme. dei gruppi spontanei. la capacità di dialogo con la città (compartecipazione.

come il Piano di politiche per i giovani. Appartengono alla medesima area di intenzionalità anche i servizi integrativi per il tempo extra scuola. nel quale il progetto per Trento città dei bambini rientra quale fattore di generazione di qualità per l'intero contesto urbano con un duplice obiettivo: un obiettivo generale (come elemento di attrattività del contesto) e un obiettivo specifico (come valore aggiunto in termini di servizi e di prestazioni). consumo sostenibile. Riconoscendo il carattere innovativo delle sperimentazioni in atto. riguarda il Piano strategico. Va peraltro ribadito che il Piano sociale. che consegna. In questo senso. la relazione e la valorizzazione reciproca dei diversi strumenti assolutamente coerenti e complementari sul piano della concettualizzazione . Il Piano strategico Una linea di intervento coerente con questo approccio. sulle politiche di contesto piuttosto che sugli interventi individualizzati. potenziamento delle aree verdi. Il Piano sociale Il Piano sociale dedica specificamente una misura nell'area delle Politiche per le famiglie a quello che considera essere un passaggio politico centrale. L'area Minori. fra l'altro. scheda precedente). Agenda 21 Locale. modifica dell'interazione uomo/ambiente. informazione e formazione. centrato sulla normalità piuttosto che sulla devianza. a Piani settoriali e ad interventi di natura attuativa. sottolinea l'esigenza di sviluppare politiche di avvicinamento dei servizi alle esigenze dei cittadini. l'adozione della Carta dei Servizi. l'attivazione di gruppi di miglioramento nell'ambito del progetto per la Qualità Totale. assumono un punto di vista positivo. poi. strutturare le forme della partecipazione. 114 . si propone un riepilogo degli ambiti e delle principali specificazioni in cui potrà realizzarsi una progettualità articolata: - area ambientale: riduzione delle emissioni inquinanti. organizzazione amministrativa. mobilità. politiche dei tempi e degli orari. area economica: turismo familiare. si ritiene tuttavia di promuovere politiche di contesto trasversali ai diversi settori di competenza dell'Amministrazione. eco-gestione RSU. metodologie e stili di intervento e la messa in comune di risorse e di strumenti di azione. area culturale (cfr. anche stimolando e promuovendo l’aggregazione e la socializzazione negli spazi pubblici e favorendo il coinvolgimento e il dialogo intergenerazionale e interassociativo. In termini ancora preliminari. ispirato da un criterio di flessibilizzazione e di diversificazione. promuovere la comunicazione per e sull'infanzia. area sociale e comunicativa: favorire relazioni di reciprocità e di scambio senza denaro fra genitori e famiglie. ma volutamente parziale. adolescenti e giovani. applicando in concreto il criterio della valutazione d'impatto sull'infanzia e promuovendo attività partecipative.un disegno di continua diversificazione e riqualificazione dei servizi. sulla promozione piuttosto che sulla prevenzione. eliminazione delle barriere architetoniche. coinvolgimento e valutazione. che il Comune di Trento è attivamente impegnato a sviluppare ed a riformulare. promuovere la pratica sportiva e l'etica dello sport. piano di promozione del valore-città. cioè la costituzione di un sistema integrato di servizi all’infanzia. fa propria una concezione propositiva e promozionale. come compito specifico. che ricerchi e faciliti la condivisione di obiettivi. facendo riferimento al modello progettuale del Ministero dell'Ambiente. Vi rientrano. servizi educativi. accesso ai servizi commerciali. praticabilità e fruibilità di spazi pubblici e privati ad uso pubblico.va realizzata soprattutto a livello di un raccordo progettuale e operativo. area istituzionale: diritti dell'infanzia. Oltre a queste azioni mirate. l'avvio di esperienze quali gli Spazi Genitori-Bambini.

115 . dovute principalmente alle incisive e rapide novità normative introdotte dalla Legge Regionale 31. ed anche dalle mancanze della Provincia Autonoma di Trento nei confronti del variegato associazionismo trentino. il primo riguarda l’arco temporale di formazione dell’individuo ed in particolare le fasce di età a cui rivolgersi.1998 n. dalla Legge Regionale 23. Proprio per corrispondere ai bisogni di apprendimento e di confronto che provengono dai cittadini e dalle articolazioni sociali che li raggruppano quali ad esempio le Associazioni. le Cooperative. nella realizzazione di un programma di formazione adulti di carattere pluriennale. Tale necessità si articola concretamente su due ordini di riferimento. anche tenendo conto delle attività promosse dalle diverse agenzie formative del territorio. si proseguirà nella realizzazione di un progetto pluriennale finalizzato a sviluppare una profonda riflessione in merito al significato ed al ruolo che le proprietà collettive svolgono nell’attuale società.. i gruppi ecc.07.1993 n. con riferimento a tematiche che in buona parte sono state direttamente e indirettamente suggerite all’Amministrazione dai cittadini stessi.. sia caratterizzato dal policentrismo. Si sono così avviati dei cicli di incontri. ma anche perché hanno permesso il dialogo e il confronto fra le Associazioni partecipanti. 1) Idealità ed attività delle associazioni di solidarietà internazionale. per raccogliere ulteriori richieste ed offrire il supporto del parere di esperti nei vari campi.Ambito III.10. il secondo attiene principalmente ai diversi soggetti che in modo complementare e possibilmente coordinato sono chiamati a farsi carico delle nuove esigenze formative espresse dai cittadini. A verifica esperienziale tali incontri hanno mostrato la validità non solo perché in grado di dare “strumenti” per muoversi fra iniziativa culturale e procedure burocratiche previste dalle normative.13 sul procedimento amministrativo.2 Percorsi formativi Le dinamiche culturali oltre che sociali ed economiche che caratterizzano la nostra società richiedono ormai un costante impegno da parte delle Istituzioni per promuovere aspetti di aggiornamento e di formazione rivolti agli adulti. sia caratterizzato dalla flessibilità e dalla coerenza con le istanze culturali della società. 10 sul nuovo Ordinamento dei Comuni. con l’obiettivo anche di sostenere ogni nuova esperienza che si affacci sulla scena dell’impegno sociale e culturale. e per quanto riguarda la qualità ed i contenuti. per trattare le questioni sollevate. In proposito l’Amministrazione ha individuato alcuni percorsi di approfondimento. si intende proseguire. nella logica di dare un concreto contributo alla realizzazione di un impianto di formazione che. per quanto riguarda i soggetti progettuali e proponenti. Difficoltà operative In numerosi incontri con le Circoscrizioni sono state individuate le difficoltà e le nuove esigenze del mondo associativo. Verranno riproposti a cadenza fissa per favorire l’aggiornamento in itinere di tutti coloro che sono attivi nel volontariato. su iscrizione da parte di rappresentanti delle Associazioni interessate. 2) Patrimonio comune e responsabilità della pubblica amministrazione nei confronti delle generazioni future Nella convinzione dell’importanza della conoscenza della storia locale e dello specifico aspetto riguardante i principi dell’utilizzo delle risorse del territorio attraverso forme democraticamente rispettose della necessità di tramandarle inalterate alle prossime generazioni. culturali e sportive.

delle armi e delle guerre. E’ opportuno ricordare che la dimensione e la rilevanza del patrimonio civico hanno una significatività del tutto particolare. Infatti il significato dei beni a carattere demaniale di una collettività non si esaurisce certo nel concetto di uso civico della tradizione consolidata ma riguarda direttamente la capacità di autoorganizzazione di una collettività. Tra i soggetti che più hanno condiviso i contenuti ed il metodo vanno evidenziati l’Azienda Forestale TrentoSopramonte. Il progetto ha trovato realizzazione a Sopramonte nel 1999.000 sono interessati dai diritti di uso civico. che ha seguito tutti gli aspetti logistici. l’Amministrazione comunale di Trento ha voluto richiamare ed evidenziare l’entità e la significatività del patrimonio civico in modo che attraverso una azione di educazione permanente.Il progetto si articola in una successione di iniziative didattiche. La terza fase consiste in un’iniziativa sperimentale di misurazione e di rilevazione confinaria di una proprietà collettiva. economici e culturali del patrimonio civico presente sul territorio della Circoscrizione stessa. le Circoscrizioni coinvolte ed in particolare le commissioni circoscrizionali competenti per materia. a Povo e Villazzano nel 2000. nella Provincia di Trento. Si ragiona sui temi basilari delle forme della democrazia. formative e sperimentali mirate alla valorizzazione e alla conoscenza dei diritti di uso civico che gravano sul territorio della città di Trento. 116 . l’Amministrazione Separata di uso civico di Sopramonte. alla presenza di adulti e di giovani che possono così mettere in pratica e trovare riscontro delle conoscenze acquisite. L’impianto scientifico e giuridico del progetto è stato realizzato con il contributo dell’Università degli Studi di Trento ed in collaborazione con il Commissariato usi civici. vincoli e potenzialità e quindi siano in grado di assicurare alle generazioni future il patrimonio civico stesso. a Meano nel 2001 ed a Sardagna nel 2002 e prevede uno sviluppo a Mattarello nel 2003. i cittadini possano conoscerne diritti e doveri. l’Ispettorato Provinciale del Libro Fondiario e l’Ispettorato provinciale del Catasto. si producono iniziative di conoscenza dei problemi concernenti il rapporto Nord/Sud del mondo.974 ettari oltre 5. Ogni edizione si articola prevalentemente in tre distinte fasi formative che hanno lo scopo di stimolare una nuova sensibilità civica nei confronti delle proprietà collettive. della globalizzazione dell’economia e del gravame costituito dagli interessi sul debito internazionale per i Paesi impoveriti e meno sviluppati. Per quanto attiene il Comune di Trento su un totale di 15. La seconda fase si sostanzia in un percorso di approfondimento che gli scolari della scuola dell’obbligo coinvolti portano avanti in parallelo all’iniziativa di formazione adulti. Nella profonda convinzione del mutato ruolo dei residenti e delle autorità di fronte all’importanza del demanio civico. del rispetto dei diritti umani. della pena di morte. L’IPRASE che ha certificato la qualità dell’iniziativa formativa rivolta agli adulti e specificatamente agli insegnanti. 3) I diritti umani e i processi di pauperizzazione dei Paesi in via di sviluppo All’interno delle complessive politiche per la pace e la solidarietà internazionale. del diritto all’acqua (il 2003 è stato dichiarato anno internazionale dell’acqua). il suo legame con il territorio e soprattutto la volontà di riconoscere e valorizzare il “ sapere diffuso”. della fame. inteso non come cultura minore ma come un elemento imprescindibile per lo sviluppo armonico e completo della comunità stessa. della necessità di costruire culture di pace e di nonviolenza. storici. analizzando le grandi questioni della povertà. In proposito basta tener presente che. Del resto i beni a carattere demaniale di una collettività rappresentano un patrimonio culturale e formativo oltre che storico inestimabile in quanto costituiscono un’autentica palestra di democrazia e di partecipazione.688 ettari oltre alla metà sono gravati da uso civico. e la Sovrintendenza scolastica hanno seguito l’attiva partecipazione delle istituzioni scolastiche interessate. La prima fase riguarda un percorso di formazione adulti realizzato nella singola circoscrizione e finalizzato a far conoscere gli aspetti giuridici. su una superficie complessiva di 620. Tale percorso consente di sviluppare un dialogo tra generazioni e di facilitare la capacità di riflessione ed il coinvolgimento dell’intera collettività.

occupazione. Attraverso le parole di esperti nei vari ambiti disciplinari si indagheranno gli aspetti sociologici. in quanto sottraggono di fatto risorse finanziarie alle attività ad alto contenuto sociale (sanità. dove si prevede di impegnare il Governo Italiano a promuovere l’adozione comune di “una tassa per lo sviluppo per chiedere che sia applicata a livello internazionale una “Tassa sulle transazioni in Valuta a breve termine “ (TTV). si è proceduto a ricercare ed attivare con la Facoltà di Economia una collaborazione che porti nel corso del prossimo anno ad iniziative comuni sui temi del rapporto fra finanza locale e finanza internazionale. psicologici e giuridici.01 è stato presentato il disegno di Legge del Parlamento Italiano dal titolo “Misure in favore della regolamentazione del mercato globale e di sostegno alla crescita economica dei Paesi in via di Sviluppo”. Considerato lo specifico ruolo culturale e scientifico dell’Università di Trento. 4) Relazioni affettive e ruolo delle famiglie oggi In collaborazione con altri soggetti. lo studio e l’analisi dei Paesi in profonda crisi come ad esempio l’Argentina.In particolare. si disegnerà un percorso formativo sulle relazioni affettive e sul ruolo delle famiglie oggi. I vari percorsi saranno realizzati in coordinamento con le Circoscrizioni.07. storici. quali l’Università. sulla mediazione familiare nei momenti di crisi.02 dal Consiglio Comunale. Associazioni specifiche. istruzione. l’Agenzia del Lavoro. La sensibilità su tale tema si è ormai manifestata ad ogni livello istituzionale tant’è vero che il 15. in coerenza con l’ordine del giorno approvato in data 30. ambiente). che contribuiscono in modo significativo ad aumentare il divario fra Paesi del sud e del nord del mondo. l’analisi e l’approfondimento delle problematiche inerenti l’istituzione di una tassa sulle transazioni di valuta a breve termine proprio per sensibilizzare i cittadini sulle conseguenze negative che hanno le speculazioni finanziarie nei bilanci pubblici.01. andando a costituire parte del più complessivo progetto di “Trento tutto l’anno”. 117 . Sulla base di questi orientamenti istituzionali si promuoveranno sul territorio iniziative a carattere culturale e formativo . sulle difficoltà delle famiglie monoparentali. sui diritti delle donne anche attraverso l’analisi dell’evoluzione della questione riguardante il matrimonio di interesse e il matrimonio d’amore. l’UTEDT. proponendo occasioni di dibattito sul rapporto fra adulti e giovani. si darà corso ad una riflessione sugli argomenti che più incidono nel processo di globalizzazione e in particolare sulle dinamiche di speculazione finanziaria incontrollata. per far “crescere” adulti competenti ed attenti a svolgere una funzione sociale.

di linguaggio. Questa consapevolezza è molto importante. alcuna vita comune. una sorta di dovere di promozione della cultura che promuova. allora. All’interno di questo orizzonte di pensiero si situa inoltre una particolare domanda: “quale altro è ‘l’altro’ della differenza sessuale? Come percepirlo: con gli occhi. ma restituendo a ciascuno il compito di apprendere qualcosa in più su se stesso e di “diventare” adulto/a mantenendo aperta la dialettica di due possibili punti di vista.Ambito III. ribadendo la abolizione di pretesa di potere dell’uno sull’altra/o. da quella caratterizzata dalle scelte di vita comune e di formazione di una famiglia. stringerlo. specie per la funzione educativa che deve essere svolta da ogni genitore e da ogni insegnante. essere insieme a te mi consente di divenire. Appare. non si rende possibile alcun pensiero. senza alterità e senza differenza. alcun amore. questo due. nella fase in cui si evidenzia il bisogno di conoscere e definire la propria singolarità. senza sovrapposizioni o fusioni. restando due? La nostra cultura. in modo che il rapporto fra gli uomini e le donne faccia crescere l’identità femminile e quella maschile. alla dimensione dell’età adulta e anziana: perché la felicità che deriva dalla poesia dell’amore che fa avvicinare all’altro percependolo in quanto altro. La società ha bisogno di informare i rapporti fra uomini e donne non solo limitandosi a sostenerne i diritti di cittadini regolamentandoli con leggi e regole. Ma è di rilievo in tutte le fasi della vita. si riflette sul benessere stesso della comunità 118 . con le orecchie? Come avvicinarglisi. è l’in-più che mi è indispensabile per essere. Ma. basata prevalentemente sull’opera di un unico soggetto maschile. di carne e di parola: l’altro sesso. ha nascosto e sottratto questo “altro” fatto di natura. dalla comunità nel suo insieme nei confronti degli adolescenti. di due possibili sguardi sul mondo. nella differenza di genere. la costruzione dell’intersoggettività. toccarlo.”(Essere due-Luce Irigaray) La cultura della relazione assegna grande importanza alla capacità di riconoscere e rispettare l’altro.3 Donne e cultura “Io sono se tu sei. fondata sulla volontà di ascolto e di percezione dell’altro. ma soprattutto mettendo l’accento sulla necessità che il rispetto e la libertà fra uomo e donna siano reciproci. l’altro genere. Il due.

storico. della divisione del lavoro fra uomini e donne. considerando il tema delle pari opportunità tra uomo e donna determinante per l’evoluzione di una società giusta e solidale. dell’etica del lavoro e della messa in gioco da parte delle donne di creatività. assumendola come indicazione di percorsi da tradurre in scelte amministrative. E’ infatti all’ordine del giorno. E’ necessario sostenere la raccolta di esigenze e il contatto diretto con i mondi associativi femminili. alle richieste di politiche capaci di farsi carico della complessità delle esigenze delle donne intervenendo ulteriormente nel miglioramento dell’offerta di servizi. in modo che si raggiunga un rispetto reciproco e che si realizzino pari opportunità di partenza. l’attività del Comitato per le pari opportunità del Comune rivolta all’osservazione della situazione interna all’ente determineranno lo sviluppo di progetti particolari che si affiancheranno ad iniziative di ricerca e di conoscenza. collaborazione e capacità di comprensione empatica all’interno di un discorso più ampio della valorizzazione delle differenze . e lo si ritrova ad ogni scadenza elettorale. oltre che nei vari settori dell’economia. Tra gli obiettivi di riequilibrio tra i generi non va sottovalutata la necessità di una nuova dimensione culturale e sociale che faciliti l’interscambio fra uomo e donna nelle cure parentali e che superi definitivamente eventuali resistenze o ritrosie nei confronti di donne che intraprendono percorsi lavorativi innovativi e qualificati. anche di un ruolo sociale che non può più rispondere esclusivamente allo stereotipo della collocazione del femminile nella sfera del privato e del maschile nella sfera del pubblico. del teatro e delle lettere. trattando della leadership al femminile. Terreni di approfondimento saranno quelli del mercato del lavoro per le donne. cultura delle donne. Per dare spazio ad una Cultura che dia spazio alle Donne in primis si cercherà di favorire la propositività di organismi deputati all’approfondimento delle tematiche specifiche. rifiutando discriminazioni a livello delle professioni. E’ stata messa in luce l’esistenza di processi di cambiamento nella definizione dell’identità professionale dei due generi e. Il discorso culturale in senso proprio sarà affiancato dalla attuazione di progetti di sperimentazione particolari. il problema della partecipazione delle donne alla vita politica dato che modi e tempi di essa sono tali da escluderle: tale questione apre per altro positivamente l’interrogativo di fondo sulla necessità di umanizzare la politica. allo scopo di tradurre in pratica l’esigenza di coinvolgimento delle donne nella formazione delle linee strategiche della politica municipale. Differenze di genere e pari opportunità. L’elaborazione di molte associazioni e movimenti di donne ha posto in primo piano la necessità di valorizzazione delle donne. della scienza e della cultura in genere.Donne e cultura. scientifico. a livello di coppia e nell’ambiente lavorativo. per valutarne il peso all’interno dei mondi dell’arte. di iniziative di educazione permanente rivolte alla popolazione. L’apporto ideativo della Commissione comunale per le pari opportunità. nel mondo imprenditoriale e delle amministrazioni pubbliche. umanistico ed artistico per una rivisitazione critica della collocazione delle donne nella società. si sono accompagnate le sollecitazioni ad estendere la riflessione sull’importanza delle relazioni fra uomini e donne. ad esempio nella gestione del personale in maternità o a part-time o 119 . della presenza delle donne nelle organizzazioni. Infatti. di percorsi formativi e di sensibilizzazione. Ed è così che è maturata una nuova consapevolezza che ha attraversato l’insieme della società esigendo modificazioni comportamentali e strutturali. Parlare di Donne e Cultura significa anche interrogarsi su quelli che sono stati i contributi che la Cultura delle Donne ha apportato alla crescita della società. quindi. della vita familiare e della società. Il pensiero femminile in questi ultimi decenni ha esplorato campi del sapere filosofico.

segnalata dalla ricerca posta in allegato. magari utilizzando anche molte materie presenti nel piano di studi delle scuole medie. per aggiornare coloro che siano state assenti per maternità o cure parentali. attraverso i contatti e la collaborazione col mondo della scuola. Pari opportunità come cambiamento qualitativo dell'organizzazione urbana L’Amministrazione ha fondato le proprie scelte orientative. alla modalità che include cittadine e cittadini in una dimensione sempre più partecipativa e quindi di responsabilizzazione. le diversità: di genere. Si pensi al problema dell’esclusione dal mercato del lavoro.dal partenariato con le parti Sociali e con altri soggetti pubblici e privati per la individuazione/realizzazione di azioni specifiche su particolari segmenti di popolazione femminile e maschile. Si punterà. commissionato dall’Assessorato Pari Opportunità. inoltre. contesto assai diverso dai rapporti parentali allargati del passato. 120 . per le donne più giovani e per quelle di età prossima alla pensione che hanno perso il lavoro e comunque per donne della fascia d’età tra i 40 e 50 anni che cercano di rientrare nel mercato del lavoro. prendendo come base di riferimento due documenti. La collaborazione fra Amministrazione comunale ed Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma favorirà la fruizione di proposte rientranti nel programma dell’Agenzia stessa. analizza da angolazioni diverse lo stato dell’arte nel comune di Trento della condizione femminile in senso lato. Inoltre. per la conciliazione fra vita e lavoro – più volte emerso nei dibattiti consiliari – si intreccerà con la questione del potenziamento dei servizi. Lo studio. volte a orientare e sostenere le donne nei processi di reinserimento attraverso attività formative per elevare la preparazione professionale. (Si veda in allegato il Progetto elaborato dalla Commissione Comunale per le Pari opportunità). con attenzione ai rapporti di relazione. ambito privilegiato di attenzione e di intervento sarà costituito dalla realtà di adolescenti e giovanissimi/e. Argomenti di tali percorsi possono riguardare l’interpretazione della storia al femminile. oltre che con ragionamenti sulla mobilità e la vivibilità dei quartieri. La ricerca va letta e interpretata come contributo ineludibile al processo politico impegnato a spostare il baricentro delle decisioni da una struttura e un modello che parlano essenzialmente il linguaggio della tecnica e della burocrazia. le differenze di genere nell’attività lavorativa (progetto di orientamento). per capirne le dinamiche. E questo per definire con maggiore previsione di efficacia criteri e metodi di natura quantitativa e soprattutto qualitativa. promuovano il principio delle pari opportunità. Il primo è la ricerca Per una lettura ed un approccio di genere per il bilancio del Comune di Trento. fisiche. utili alla programmazione delle risorse in termini di spesa e di interventi e mirate alla promozione dell’equità di genere. superiori e dei centri professionali. quindi anche e soprattutto in rapporto alle numerose tematiche connesse al ruolo e alla presenza della donna nella società. Il grande tema dei tempi di vita. per favorire progetti che. i livelli di consapevolezza e le necessità di concorso affettivo e pratico da parte del contesto relazionale in cui la neo-mamma è inserita. rimandando per una lettura approfondita alla pubblicazione integrale. con particolare attenzione alle capofamiglia ed alle ultraquarantenni. degli orari degli esercizi della città. Questo si ripercuoterà positivamente sul vivere di tutti i cittadini. Ne riportiamo in allegato la parte riguardante Sintesi e Conclusioni. etniche e sociali e le diversità generazionali. a promuovere itinerari di approfondimento sulla identità della donna che diventa madre.

le cure parentali. La donna è però portatrice di una peculiarità di genere. ai tempi. nei modi della cultura. di formazione genitoriale. di asili nido. Altro riferimento è il documento UE in materia di pari opportunità (cfr. differenziandola. assistente. per la quale il Piano di Indirizzi Culturali interseca in molti aspetti e 121 . Il piano in risposta alle esigenze della nuova identità femminile diventa speculare e per certi versi coincide con altre scelte contenute nello Strumento di Pianificazione Culturale. quella ad esempio riferita alla famiglia e ai bambini. quella di Trento Città delle Bambine e dei Bambini in primo luogo e. educatrice. perché coincide con le debolezze intrinseche dell’universo che gravita attorno alla maternità vera e propria e attorno all’idea di maternità allargata quale concetto di cura e di assistenza. miglioramento della situazione lavorativa anche in rapporto all’attività di cura. di sostegni di vario genere per il reinserimento della donna nel mondo del lavoro dopo la maternità. Il progetto Donne e Cultura va visto in questa ottica e in questa accezione vanno considerati gli interventi orientati al sostegno delle Pari Opportunità. formazione e sostegno alle donne nelle fasi di rientro in attività lavorativa dopo la maternità. La maternità. in una parola all’organizzazione standard del modello sociale imperante. distratto da valori diversi da quelli profondi che riconducono alla sostanza della vita. L’Amministrazione intende agire e muoversi perché nell’organizzazione urbana e nella vita quotidiana della città le donne siano facilitate ad assumere. che la qualifica. quali l’adozione di indicatori di sviluppo da applicare con un approccio dal basso verso l’alto. e contemporaneamente ne dichiara la fragilità di tenuta rispetto alle richieste. In questo senso la donna. di “spazi cerniera” che consentano percorribilità della città a tutti. e la sua interpretazione operativa definita dal Dipartimento per le Pari Opportunità del Ministero nei Progetti VISPO (Valutazione di Impatto Strategico per le Pari Opportunità). incrocia l’itero Ambito III. oltre che dei propri. l’assistenza nelle situazioni di handicap. vedendo soddisfatti i diritti personali e i diritti dei soggetti che crescono attorno a loro e dipendono dalle loro cure. diventa portatrice e garante dei diritti della parte più debole della società. che ogni chiusura obbligata comporta. più in generale. Così la specificità della donna di diventare madre ne esalta il ruolo e insieme la rende debole. ai ritmi. Con il conseguente decadimento qualitativo anche del ruolo di madre. di progetti di edilizia abitativa e di architettura urbana. che individuano quattro obiettivi di intervento: miglioramento della qualità della vita e quindi risposte ai bisogni. alle scelte urbanistiche. oltretutto della più preziosa. nella politica.Sono forti e pertinenti i richiami e la contiguità con altre e più ampie iniziative del Comune intese a promuovere la democrazia diretta. di scelte politiche per la famiglia e di sostegno ai redditi più bassi. apparato degli allegati). l’assistenza agli anziani sono crocevia critici e vitali che attraversano in maniera fisica ed emotiva la vita delle donne e incidono profondamente sulla sua gestione. una su tutte l’azione volta a introdurre nella pratica del governo della città il modello dei Bilanci Partecipativi. nella famiglia. Garantire pari opportunità significa allora parlare concretamente di orari e ritmi di lavoro flessibili. anche attraverso programmi di formazione che ne approfondiscano gli elementi teorici e gli strumenti d’innovazione. sostanziale parità di accesso nel campo della ricerca scientifica. E inizia qui la linea d’ombra sottile della discriminazione e dell’emarginazione della donna. la maternità. la famiglia. L’idea guida che informa il progetto multidirezionale delle Pari Opportunità considera la donna come persona “centrale” del sistema economico–sociale della società attuale: la presenza femminile condivide a pieno titolo con quella maschile gli spazi della vita cittadina. E’ poi evidente che qui trova ulteriore fondamento l’idea assunta come metodo e richiamata più volte con riferimenti puntuali. nel mondo associativo e del volontariato. e la costringe ad autoespellersi dai luoghi decisionali della vita produttiva. quando la società non si conforma al duplice versante dei diritti che essa rappresenta. nel lavoro. a rafforzare il ruolo “centrale” di persone responsabilmente presenti e attive.

Sociale. con i quali confluisce nel Piano Strategico. contribuendo a determinare le scelte decisive della nuova fisionomia di Trento del futuro.riceve attuabilità in sinergia con altri Piani di Indirizzo. Urbanistico. 122 . Economico.

la definizione del regime giuridico dei suoli. delle sue funzioni e prestazioni. del Teatro Sociale. ma anche per avviare in modo concreto un dibattito sulla revisione dello spazio urbano. su come vogliamo organizzare la sua forma. Si è trattato di una riflessione della quale sarebbe riduttivo cercare di ripercorrere i contributi e sintetizzare i termini. Ciò che rimane. ci è facile comprendere come questo programma non avrebbe potuto partire se non da lì: per contrastare un degrado incombente. E' la città fisica della quale si "prende cura" il nuovo PRG: nuovo nello spirito e nelle idealità. la città-arcipelago. Questa convinzione. forse più celebre che letto. negli strumenti e nei linguaggi. idealizzata e. quando l'Amministrazione lanciò .come in effetti è stato . sulla relazione complessa fra la città storica e la città contemporanea. la città-palinsesto. Abbiamo premesso questa citazione perché ci sembra un criterio possibile per orientarci nel repertorio di segni della città contemporanea e mettervi ordine.Ambito III. hanno in realtà una storia alla quale doverosamente ci richiamiamo: una vicenda che risale ai primi anni Ottanta. sono soprattutto due aspetti: • uno è quello che riguarda il valore d'uso degli immobili e degli spazi pubblici recuperati ad una funzione collettiva. Soft City. sulla relazione dinamica fra i cittadini e gli spazi che appartengono loro.programma di riqualificazione urbana condotto sul centro della città storica. del palazzo ex Gesuiti e di una 123 . per recuperare spazi pubblici alla fruizione della città. alla fine. illusoria: una città da celebrare quale emporio postmoderno di stili e di opportunità. • l'altro è quello che interessa la riproducibilità e la possibilità (e l'esigenza) di diffondere questo modello di intervento. e rileva ai fini di questo documento. Obiettivi che . per stimolare (attraverso meccanismi di emulazione) interventi privati. per rilanciare le attività commerciali del centro e per esprimerne il potenziale di attrazione turistica. Anche in questo caso vogliamo mettere l'accento sul senso di trasformazione culturale che deve precedere e accompagnare la trasformazione fisica e materiale degli assetti del territorio. Trento. Fu l'occasione per restituire alla città manufatti di grande pregio.perché non possiamo delegare alla disciplina urbanistica una risposta ad una domanda di ispirazione e di senso sulla città che vogliamo. cioè la pianificazione urbanistica come disciplina: la deve precedere e accompagnare .con gli interventi per l'arredo urbano e la restituzione alla città di palazzo Geremia. nella concezione. come la vedeva (o la voleva vedere) Jonathan Raban nel suo celebre. Quella che abbiamo in mente e davanti agli occhi è una città concreta. Italo Calvino affida alla parola di Kublai Kan una considerazione enigmatica e attuale: "Nella vita degli imperatori c'è…un senso come di vuoto: è il momento disperato in cui si scopre che questo impero. di studi e di progetti per ricomporre la storia urbana di Trento . è uno sfacelo senza fine né forma". Non facciamo riferimento ad una città astratta.con la raccolta di materiali. i suoi spazi e i suoi servizi.4 Riqualificare le periferie I segni dell'arte per rileggere e riscrivere i luoghi della città Ne Le città invisibili.in un orizzonte ormai quasi ventennale . che ci era sembrato la somma di tutte le meraviglie. delle sue infrastrutturazioni.un richiamo forte all'esigenza di tentare una nuova "interpretazione della città": una riflessione che costituì la premessa per un articolato programma di interventi di recupero architettonico e funzionale di importanti manufatti nel centro storico di Trento e di arredo urbano. e le pratiche che a questa convinzione proponiamo di associare. Se consideriamo il lungo .

All’interno di questo quadro di respiro ampio e allo scopo di attribuire alcuni elementi di bellezza al paesaggio urbano per concorrere ad un godimento e ad una sua migliore fruibilità. aiuole. che non accetta semplificazioni. comunque. di installazioni e segni creativi nei diversi contesti della città. di costi di installazione e di manutenzione. si è anche cercato di individuare delle linee di indirizzo a cui attenersi per l’acquisto e l’accettazione di donazioni con vincolo. non può ridursi alla pura ratifica di proposte contingenti. ai "non-luoghi" privi di identità e di limiti leggibili. di stima del valore acclarato sulla base di confronto con i prezzi di mercato. • e quella . più esattamente. di input esterni. 124 . seguendo il flusso degli eventi. in questo caso. in questa sede. slarghi. nell’intento di sviluppare un Piano/Progetto. Restauri. un disegno di arte ambientata (più che di arte ambientale) che raccordandosi con le scelte di riconversione urbana stimolate o disciplinate dagli strumenti urbanistici . orientata a superare i confini dei luoghi espositivi deputati per aprirsi al dialogo con la città in spazi non canonici. che assuma in primo luogo il merito della qualità delle opere proposte sulla base di pareri esperti e in secondo luogo la valutazione di fattibilità in termini di previsione di bilancio. Questo programma ci consegna però una responsabilità ulteriore: quella di estendere gradualmente ma necessariamente il criterio della qualità urbana e i concreti interventi di riconversione e di riqualificazione anche alla città consolidata. la collocazione di opere d'arte e.possono considerarsi quasi completamente raggiunti. agli insediamenti recenti. sulla base di attento esame delle proposte di acquisizione o di donazione che pervengono all’Amministrazione e di istruttoria relativa circa ipotesi di opportuna localizzazione.della disseminazione di segni artistici sul territorio. di un tema vasto e complesso. se è vero che. interventi ai quali appartiene. è possibile e necessario soltanto alludere. In riferimento a queste esigenze. al quale. Michelangelo Lupo. non si tratta di "risvegliare la principessa addormentata". composta dai Dirigenti del Servizio Cultura. nonché per la scelta della collocazione delle stesse. Si tratta. ma deve trovare una propria definizione. che tocca interessi riconoscibili ed anche legittimi. alle periferie.porzione rilevante di palazzo Thun e con un insieme ragguardevole di investimenti di altri enti e di privati . che presuppone una lettura attenta dei contesti e la redazione di una "grammatica" che regoli la morfologia e la sintassi degli interventi di riqualificazione urbana. come sottoinsieme coerente e non separato. cioè di riscoprire e di valorizzare la bellezza intrinseca dei manufatti storici e di quella sapienza compositiva che appartiene naturaliter ai nuclei di antica origine. nel caso di acquisto. Contratti Appalti. Una sfida di straordinaria portata. di utilizzo/fruizione. si tratta di poter compiere delle scelte informate. dal Direttore della Galleria Civica di Arte Contemporanea e da un esperto di arte contemporanea. E' un tema. individuato nella persona dell’arch. Quello che vogliamo configurare è. Tale Progetto. tuttavia. andando con gradualità nella direzione di un abbellimento dei luoghi cittadini destinati alla frequentazione e all’incontro di adulti e ragazzi: parchi. preferibilmente in prossimità di scuole e di edifici ospitanti servizi pubblici. E' un tema impegnativo. per l’affido di opere.rispetto alla quale si registrano interventi per ora solo occasionali e episodici . piazze. che "danno le dimissioni" da un'idea di qualità e dalla ricerca di una dignità morfologica. cortili. rotatorie. per poter impostare un apposito piano pluriennale. nonché del rapporto costo/benefici. e. non solo perché ci richiama alla dimensione in senso lato (ma non pretestuosamente) culturale della trasformazione del territorio. peraltro.consenta di ripristinare il duplice rapporto (da tanto tempo interrotto a Trento) fra l'arte e gli spazi pubblici e fra la città contemporanea e l'arte contemporanea. pertinente. Contemporaneamente è stato incaricato il Servizio Restauri di definire le aree in cui sia ipotizzabile la collocazione di opere d’arte. ma di confrontarsi con le distorsioni che definiscono una parte non episodica degli insediamenti correnti. pur nella necessaria gradualità di attuazione. ma anche perché che intercetta anche e soprattutto due coordinate specificamente culturali: • quella della nuova missione della Galleria civica. Infatti. si è provveduto ad istituire una Commissione tecnica permanente.

sia del territorio. l’opportunità di arricchire il patrimonio comunale con opere d’arte che. d'altra parte. incontrandola sulla propria strada e facendo crescere così una cultura estetica. in mostre dislocate in edifici e in luoghi cittadini. A questo proposito l’impegno della Galleria Civica a produrre una “delocalizzazione” della propria proposta andando ad invadere altri spazi cittadini. incardinando le scelte della collocazione delle opere in un piano generale. per la collocazione di opere d’arte comunali in altri spazi espositivi per meglio valorizzarle. senza procedere in base all’occasionalità o alla intenzionalità di singoli. l’accettazione è subordinata alla verifica della compatibilità finanziaria e gestionale. ma assicurando le condizioni per il Comune di operare sulla base di un progetto complessivo di valorizzazione sia degli artisti. per far realizzare opere per luoghi specifici. va a interpretare l’intenzione dell’Amministrazione di portare l’offerta artistica con proposte permanenti e temporanee in ambienti vissuti dai cittadini e pertanto capaci di veicolare la proposta culturale. affidandole ad esempio al MART sulla base della convenzione esistente. con particolare riguardo alla valutazione dell’interesse del Comune. della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto) o di singoli artisti (Cesarina Seppi e Alberto Biasi). possono rappresentare un investimento lungimirante sul piano dei Beni artistici e culturali. A questo punto l’Amministrazione comunale può procedere in varie maniere. ci si può indirizzare verso acquisto oneroso d’opere d’arte da destinare all’abbellimento di edifici comunali o da esporre al pubblico. sulla base di specifica programmazione. Gli indirizzi cui si informa la politica artistica comunale vengono definiti dall’Amministrazione in continuità con la riflessione che ha guidato in questi anni la revisione del rapporto fra la città storica e quella contemporanea e della relazione fra i cittadini e gli spazi in cui essi si muovono e vivono. In questo modo si vuole cercare di impostare un rapporto trasparente fra Amministrazione e mondo degli artisti. dando opportunità di compiere gesti munifici.L’intento è quello di fare entrare “naturalmente” in contatto con l’arte contemporanea. Non può sfuggire. ma anche per possibili prestiti di opere di proprietà del MART o di terzi da assumere in affidamento e da esporre. si vuole far poggiare l’azione del Comune su modalità solide e programmabili ed anche su intese con altre Amministrazioni Pubbliche o istituzionali e in particolare con il MART. all’acquisizione dell’opera o del diritto su di essa e di norma è esclusa l’accettazione di dono che imponga a carico del Comune oneri e obbligazioni di varia natura. nel mentre si apprezza e auspica un apporto munifico che vada ad aprire una stagione di nuovi mecenati (già in parte avviata con l’apporto della Cassa Centrale delle Casse Rurali e Mediocredito. Per quanto riguarda le donazioni di opere. Il supporto della Direzione della Galleria Civica alla definizione di tali linee sarà essenziale. (vedi opere deposito Accornero ospitate a Torre Mirana) all’interno di specifici percorsi culturali.. temporaneamente. previo bandi di concorso. 125 . Si può anche attivare gara pubblica. oltre a imprimere la traccia sul territorio di un gusto artistico contemporaneo. In particolare. Previo parere della Commissione tecnica permanente.

di nazionalità e di Stato vivono una rivisitazione di significato. quella del Riformismo settecentesco. rispettivamente. sono state attivate e. conoscendone meglio la storia. consentendo loro di sviluppare. di territorio. del metodo: . Con questa consapevolezza intendiamo ripartire dalla conoscenza della nostra storia per una lettura della stessa dentro un orizzonte aperto.la volontà di fare rete tra i diversi soggetti culturali che possono proporre e realizzare specifiche iniziative nei diversi ambiti disciplinari. all’interno di un comune “progetto-contenitore”. nel presente.Ambito III. rimangono . Il significato di una proposta progettuale Nell’epoca della mondializzazione i concetti di confini. In particolare. nel rapporto locale – globale.la volontà di condurre una riflessione culturale di largo respiro e di operare conseguentemente per una valorizzazione e divulgazione di tratti significativi dell’identità culturale del nostro territorio a partire da un’epoca. Ciò che si vuole mettere a fuoco. cogliendo gli elementi importanti di una fase storicamente rilevante per il ruolo svolto rispetto ai territori circostanti e all’intero contesto europeo. le caratteristiche. così come è venuta a determinarsi nel tempo.sia pure parzialmente inespresse come garanzia di apertura di nuove e significative prospettive. caratterizzata da un intenso e ricco intrecciarsi di relazioni con l’hinterland europeo.5 Il Trentino e l'Europa: culture allo specchio fra passato e presente Premessa Due linee-guida sottendono. che grandi personaggi trentini concorrono allo sviluppo del riformismo e ad una linea di 126 . dalle dinamiche dell’economia e del mercato mondiale. sottoposti come sono a grandi cambiamenti per le modificazioni profonde determinate da salti ed accelerazioni nell’evoluzione delle tecnologie. E’ in questo periodo che il Trentino intesse con il contesto geopolitico europeo intense relazioni. dalla rivoluzione nelle telecomunicazioni. sinteticamente. e tra gli stessi soggetti istituzionali. La “pista della storia” L’ambito di indagine e riflessione riguarda il territorio del Trentino in rapporto all’Europa. il progetto intende proporre una riflessione culturale che permetta la ricostruzione dell’ambiente trentino a partire da un’epoca basilare per la definizione dell’originalità del contesto della nostra provincia. le Municipalità. quella del dispotismo illuminato di Maria Teresa e di Giuseppe II. aggiornandone la lettura e acquisendone una maggiore consapevolezza diffusa. è l’identità della nostra terra. In un contesto globalizzato una comunità rischia di perdere il senso di appartenenza ad un territorio ed il territorio tende a smarrire la propria identità. L’obiettivo è confermare il senso di appartenenza alla dimensione europea. utili collaborazioni e sinergie. . questo progetto sotto il profilo dei contenuti e. le contraddizioni nello sviluppo ma anche le forti potenzialità che. in passato.

scolastiche e della ricerca. le arti. Questa traccia si intreccerà con quella della storia. la comunicazione. riflessioni. A. 127 . unitamente ad alcune famiglie nobili e della borghesia emergente. ma anche della contemporanea apertura verso l’euroregione di riferimento. Si tratta di politici. giuristi.innovazione/modernizzazione con un apporto di pensiero ed azione all’interno delle grandi svolte socio-politiche del Settecento. almeno in parte. Ad alcuni di questi personaggi si deve fra l’altro un riconoscimento speciale per aver compreso e sostenuto l’attività artistica di W. le intelligenze. incubatrici del percorso di definizione delle nazionalità. Mozart. della filosofia. di un tema guida a cui legare. ma anche la musica. e. nonché nella dimensione del villaggio globale che l’informatizzazione dei rapporti di comunicazione e dell’economia quotidianamente ci consegnano. il teatro ed altri aspetti ed ambiti del complessivo panorama sociale e culturale dell’epoca. prelati. della società multirazziale. Per muoversi nella direzione del radicamento sul territorio. dell’economia. della scienza. dovrà cercare di mettere a fuoco il quadro di queste relazioni e le figure di questi grandi personaggi. che hanno avuto i natali nella nostra terra. La “pista del presente” Da questo approfondimento può derivare conferma dell’importante funzione che può ancora essere svolta dal Trentino nello scacchiere europeo. Un percorso di incontri. della nascita degli Stati nel periodo immediatamente precedente la Rivoluzione Francese e dell’emergere della borghesia come nuova classe dominante. che attraversi la storia. per ogni anno. la sequenza delle iniziative. per la sua collocazione geografica. il Progetto intende chiamare in causa i “personaggi” trentini che oggi rappresentano e impersonano nel loro impegno i campi della ricerca. la salute e lo sviluppo socioeconomico. ma anche per il potenziale umano e di idee attivato in passato e che può essere attivato per il futuro. traendone spunto per rileggere in chiave attuale il ruolo del Trentino “italiano” in quel grande mosaico multietnico che fu l’Impero austroungarico e per reinterpretarlo nell’Europa del terzo millennio con particolare riferimento alle nuove istanze e politiche per la scuola. musicisti. Il riferimento ad eventi particolari suggerisce l’individuazione. delle arti espressive e della cultura in genere: con il loro aiuto e con il supporto della rilettura storica si tenderanno così ad individuare i nuovi possibili ruoli del Trentino di fronte alle grandi sfide dell’identità nella globalizzazione. studiosi. eventi. l’ambiente. le istituzioni culturali. hanno svolto un ruolo importante nel determinare in maniera significativa l’evolversi della politica e gli eventi storici sviluppatisi nel quadro della Mitteleuropa. pittori. la forza culturale inerente ai vari territori dell’area provinciale in collegamento fra loro e con le Regioni limitrofe. mettendo in relazione le competenze. dell’internazionalizzazione dell’economia e dello sviluppo sostenibile. la scienza. vescovi. Articolazione e linee d’azione del progetto Il percorso si svilupperà nel triennio 2002-2004. le cui relazioni con il mondo trentino del Settecento formeranno oggetto di particolare attenzione. a cerniera fra Italia mediterranea e Mitteleuropa. della spiritualità.

Schematicamente le tematiche affrontate dalle pubblicazioni si possono suddividere nelle sezioni: .Storia e Istituzioni (struttura e funzionamento dell’amministrazione. i luoghi della quotidianità. orientativamente 5-6 all’anno.Ritratti (i riformatori: Carlo Giuseppe Firmian. aristocrazia e clero). il progetto di un simbolico viaggio lungo il Danubio che l’Osservatorio sui Balcani promuoverà nella tarda primavera del 2003 nell’ambito delle iniziative a sostegno dell’appello “L’Europa oltre i confini”. Carlo Antonio Martini.Così. La struttura degli opuscoli sarà composta da brevi saggi in forma divulgativa e da brevi guide ai luoghi citati o agli eventi di spettacolo proposti a corollario del progetto. . ricomponibili eventualmente in unico volume. luoghi del governo. A seguire il progetto prevede i temi “Governanti e governati”. pubblicazioni. • Le linee d’azione annuali saranno articolate in: pubblicazioni (a stampa e in formato elettronico): si prevede la pubblicazione di una collana di “quaderni”. 2) L’Europa fra casa comune e federazione delle Heimat Il dibattito sull’allargamento ad est dell’Unione Europea appare sempre più decisivo. comunicazioni.Arte. E ci ricorda che quella che abbiamo è ancora un’Europa dimezzata. 128 • • • • • • . e “Spettatori e artisti” per il 2004. incontri con autorevoli testimoni del tempo e dei luoghi. In questo quadro assistiamo ad un patto scellerato fra leadership nazionaliste balcaniche e di alcuni paesi dell’Europa occidentale (non solo della Carinzia).) . ville e palazzi storici) letture guidate per adulti e ragazzi concerti e spettacoli mostre borse e premi di studio per studi su fonti documentarie. ecc.Economia e Scienze . l’inaugurazione della sede della Biblioteca comunale presso l’ex Collegio dei Gesuiti. questo è il Danubio o forse meglio ancora l’incontro nel centro di Belgrado fra la Sava e il Danubio.Urbanistica e strutture cittadine (i palazzi.). ha suggerito il tema “Lettori ed editori”. Fra le iniziative collaterali alle quali si sta lavorando si segnalano: l’appello per l’integrazione europea dei Paesi dell’area balcanica presentato con Romano Prodi a Sarajevo. in concomitanza con il bicentenario della secolarizzazione del Principato vescovile di Trento. sanità. compendi delle principali famiglie nobiliari. ecc. istruzione. per il 2002. . al termine di un complesso intervento di restauro e ristrutturazione. Carlo Antonio Pilati. catasti. L’incontro di fiumi che con le loro acque toccano e “contaminano” il cuore dell’Europa è la metafora che ci richiama all’intreccio di culture fra oriente e occidente. di formato agevole. lettere e spettacoli incontri di approfondimento: cicli di conferenze e seminari da proporre al pubblico cittadino e alle scuole visite guidate (biblioteche. Francesco Vigilio Barbacovi. affinché il processo di integrazione incontri ostacoli crescenti e per depotenziare il ruolo dell’Unione a favore delle sovranità locali. per il 2003. Il materiale sarà presentato anche in forma elettronica utilizzando il sito del Comune o il sito cultura della Provincia. progettazione di unità didattiche La pista del presente svilupperà un impianto che può essere così riassunto: 1) Il fiume della melodia come metafora dell’Europa Se esiste un luogo che esprime la suggestione europea.

5) Economia dei flussi ed economia dei luoghi L’Europa è percorsa dalle dinamiche della globalizzazione economica.Sono previsti incontri. incontri. spettacoli. italiani e balcanici e del progetto South East Europe – network in the Balkans promosso da Oneworld. nell’Europa occidentale come nell’est europeo. 6) Amate sponde. E’ possibile valorizzare e far interagire le economie locali affinché i luoghi non diventino terminali più o meno periferici del pensiero unico? I concetti di sviluppo locale autocentrato e di territorio possono rappresentare forme intelligenti per abitare la globalizzazione. deregolata ed attraversata da conflitti laceranti. spettacoli e appuntamenti diversi. libertà e democrazia Nei moderni conflitti emerge sempre più un controverso ruolo delle religioni. fatta di diritti ed opportunità per la persona e per i soggetti sociali più deboli. incontri. quasi sostituendosi alle ideologie 129 . un’Europa che non accetta che dopo la caduta del muro di Berlino sia eretto il muro di Schengen a protezione di un’Europa ricca nei confronti di un’Europa minore. Nel dividere anziché unire. fra i quali uno promosso in collaborazione con il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento nell’ambito delle manifestazione per la diffusione della nuova Carta europea. proiezioni. campagna internazionale che intende supportare il processo di integrazione dei Paesi dell’est europeo. Sono previste conversazioni. avviata a Sarajevo nell’aprile scorso con la presenza del Comune di Trento e numerosi enti locali e rappresentanti della società civile. concerti. che da lì hanno attinto per secoli in tutti i campi del pensiero scientifico e filosofico? Sono previsti incontri con pensatori e scrittori. oltre a tavole rotonde. 4) L’Europa dal basso C’è un’Europa che chiede una cittadinanza vera. in quel crogiuolo di grandi culture e di tragici conflitti che nel nostro tempo separano oriente e occidente e continuano ad insanguinare la Terra Santa delle grandi religioni monoteiste? Come non capire che l’Europa stessa è in debito con le culture del Mediterraneo. 7) Fra tradizione e modernità. 3) Il cittadino d’Europa e la nuova Costituzione E’ necessario promuovere un nuovo senso di cittadinanza europea. Si prevedono incontri. Fra le iniziative collaterali si segnalano la presentazione di “Europe from below”. come superamento di vecchi e nuovi nazionalismi. nel sottolineare le incomunicabilità. ma anche come consapevolezza del ruolo che l’Europa è chiamata a svolgere nel contesto interdipendente della globalizzazione. un convegno con la probabile presenza di Giuliano Amato e spettacoli. L’Europa e il Mediterraneo Come non cogliere il ruolo decisivo dell’Europa nel rapporto con i continenti che si affacciano sul Mediterraneo. spettacoli e concerti. Religione. spettacoli.

Isera. Enti ed Associazioni 130 . Mezzocorona. In base alle varie tematiche trattate vengono intrapresi contatti con le Amministrazioni delle città di Salisburgo. Taio. Riva del Garda. Con i rappresentanti delle Municipalità si sono già concordati tempi e azioni per verificare e definire le modalità di questa collaborazione e partecipazione al progetto. protagonisti dei percorsi individuati. potrà offrire un surplus di visibilità e di appeal alle diverse iniziative. le ferite non curate ad infettarsi. Oltre i tribunali internazionali. Lavis. Folgaria e Lavarone. con il progetto complessivo (dibattiti. La pace nell’elaborazione dei conflitti Senza riconciliazione. Pergine. Tione. proponendo il loro cosmopolitismo contro il richiamo del sangue e del suolo? Il tema potrà essere affrontato nel corso del 2004. Borgo Valsugana. senza ricerca di punti d’incontro fra le verità della storia. Firenze. Arco. hanno vissuto significativi fenomeni e trasformazioni sociali. Sono quelle municipalità in particolare che hanno dato i natali agli illustri uomini di governo. o che. pur salvaguardando l’autonomia ideativa dei diversi soggetti proponenti. Condino. Cavalese.novecentesche. i fantasmi sono destinati a riapparire. Revò. attuabile evidentemente a diversi livelli ma che. 8) Oltre i confini. Tassullo. Contatti e accordi sono stati avviati con i Comuni di Rovereto. come richiamo ad antiche appartenenze ed identità. Milano e con le istituzioni culturali delle stesse. conferenze. Brez. estremamente concreta e di particolare significato. mostre. Praga. anche in termini di presentazione e promozione. La partecipazione al progetto potrà concretizzarsi nella realizzazione di iniziative che abbiano specifica attinenza ai singoli territori ma che siano coordinate. Soggetti Le Municipalità Per la realizzazione del progetto il Comune di Trento si è già attivata una rete di relazioni e si opererà per il coordinamento di diverse municipalità. Possono le città oltrepassare l’ingessata diplomazia delle cancellerie. Villa Lagarina. Vienna. i conflitti a riemergere. occorrono percorsi di dialogo e di riconciliazione sui quali è necessario investire affinché la storia non continui a ripetersi stancamente. Innsbruck. Ala. studi e approfondimenti che possano tradursi in pubblicazioni specifiche. Istituzioni. visite guidate a palazzi dei vari centri di valle sedi dei grandi ceppi familiari che hanno segnato la storia politica e culturale della nostra realtà provinciale). concerti. Un’ulteriore ipotesi. economiche e culturali. nell’epoca considerata. Come valorizzare i valori comuni dei pensieri religiosi e come la dimensione etica può dialogare con la politica? Sono previsti incontri di approfondimento e il coinvolgimento del festival cinematografico Religion Today. è quella di riconvocare a Trento – dopo l’incontro fra amministratori di città europee tenutosi ad Innsbruck nel 2001 – un nuovo momento di confronto su queste tematiche.

Società di Studi Trentini di Scienze Storiche. dei Festival Mozart e di Musica sacra e di altre realtà musicali. Si registrano.) di Università. Accademia degli Agiati. • per la parte riservata alla spettacolazione. in modo da rivolgere la proposta anche ad ospiti e turisti attraverso pacchetti di offerta mirati. del Museo Storico in Trento. del Centro S. La realizzazione delle diverse iniziative coinvolge altri soggetti pubblici e associazioni operanti a vario titolo nel Comune di Trento. ecc. la partecipazione ed il coinvolgimento: • per la parte più legata agli aspetti storici (conferenze. ITC. relazioni. sia attraverso il personale apporto di singoli operatori ed esperti. del Conservatorio. Biblioteche e Archivi di rilevanza provinciale.Il gruppo di lavoro che sta curando l’impostazione del progetto vede la presenza di operatori dell’Università degli Studi. della Biblioteca Comunale. l’insieme delle iniziative è raccordato con i soggetti economici e della promozione turistica della città. Sovrintendenza scolastica. Istituto del Libro Fondiario e Catasto ed altri soggetti dell’associazionismo. pubblicazioni. Musei. in particolare. 131 . della Società Filarmonica. Chiara. • altri apporti e collaborazioni sono in fase di definizione con IPRASE. sia a livello istituzionale. dell’Orchestra Haydn. Sulla base di un metodo di lavoro già collaudato. dell’Orchestra Haydn e della Società Filarmonica.

con le sue luci e le sue ombre e il suo passato. anche in relazione alle vocazioni. trovi un punto forte di incontro. è possibile pensare a come potrà essere. strategico) è opportuno abbia momenti istituzionalmente codificati: il confronto. a più riprese e in diverse occasioni. solo così. non coordinato. spessore. medio e lungo termine. proprio per dare agli sforzi e all’azione dei singoli settori unità. La modernità non è altro che questo andare avanti sapendo da dove si viene. infatti. in parte implicita in quanto precedentemente esposto: nell’immaginare il futuro di Trento abbiamo tenuto presente la città com’è. lo scambio e la sintesi è bene siano adottati come metodo. le riflessioni comuni. in un lavoro combinato e continuo che occupa progetti a breve. Renzo Piano Elogio della lentezza Il futuro di una città si gioca indubbiamente su molti versanti e dipende da numerose variabili. Serve in via preliminare una premessa di fondo. anche se distribuite o espresse in modo confuso. con l’Italia e l’Europa.6 Trento slow city Non c’è modernità senza memoria. ma anche accogliendo e rilanciando gli elementi di innovazione che sa esprimere. In questa sezione si vuole lanciare una proposta per il futuro della nostra città. un’idea di città che si è andata formando incrociando informazioni e sensibilità raccolte negli incontri con le Circoscrizioni con dati emersi in ricerche commissionate dall’Assessorato alla cultura come da altri. importante che questo momento della vita cittadina. Un disegno possibile e condiviso Un punto da sottolineare ancora è che l’innesto dei diversi Piani (culturale. senza snaturarla. completezza e un decisivo radicamento nella concretezza delle realtà cittadine. nel segno della maturità. la capacità di dialogare con la cittadinanza. diventano incroci obbligati. e facendo sintesi di discussioni e ragionamenti che. che affonda nella concretezza del presente. la circolarità dei dati. E’ quindi una programmazione a più lunghezze e a più velocità. Condivisa perché in essa i cittadini riconoscono come propri aspettative e valori comuni ancorati 132 . possibile e condivisa. ricercata insieme. Ed è qui che l’azione sinergica e complementare dei diversi ambiti istituzionali. nel quale tutti i contributi e le prospettive individuate nei rispettivi percorsi. Credibile e possibile perché fondata su effettive risorse che già la città possiede. a nostro avviso. per tenerle il più possibile sotto controllo e agire su di esse. i “tavoli” di discussione. E’. sociale. come talune ricognizioni effettuate hanno rivelato. in cui finalmente. ai rapporti con territori vicini. ma che si fa disegno nella misura in cui ha presente un’idea ben precisa di città a cui tendere. oppure come zone inespresse ma potenzialmente ricche di progettualità.Ambito III. i Soggetti diversamente attivi nella comunità (come cittadini prima di tutto e poi come operatori nei diversi settori) si mostrano interessati alla sollecitazione politica di ricercare e ridefinire la fisionomia e l’identità della città. diventino materiale vivo e disponibile per riprogettare e rilanciare per il presente e soprattutto per il futuro un’immagine di Trento credibile. che una buona Amministrazione deve conoscere nelle loro componenti positive e nei limiti. urbanistico. hanno impegnato l’Amministrazione in diversi tavoli di lavoro.

i suoi limiti. Più semplicemente. è fin troppo ovvio osservare. Dentro questi ragionamenti. che tende a neutralizzare le resistenze. economico e così via. Non si tratta di un’idea arbitraria. che non è pensabile un’operazione di costruzione di immagine e di visibilità della città verso l’esterno “fredda”. e insieme concorrere con contributi propri e in modo complementare e sinergico alla definizione delle linee cruciali e fondanti per la città del presente e del futuro che l’Amministrazione è chiamata ad esprimere. da quelli che possono sembrare nodi strutturali immodificabili. nei rapporti con le realtà vicine e con realtà sempre più allargate. e lo sforzo di coinvolgimento in atto ne è la conferma. quelli che riguardano cioè la vivibilità sul territorio di appartenenza. ma piuttosto una strategia di ribaltamento della situazione. le osservazioni e le valutazioni in nostro possesso. con un doppio obiettivo: individuare ed elaborare un piano culturale di indirizzo. è infatti un fenomeno a due facce. leggibile nell’organizzazione interna come disegno coerente di relazioni. la seconda aperta al mondo esterno. attorno ai quali liberamente si possa dispiegare e intrecciare con organicità l’intera offerta culturale. la sua natura vera. innescando un processo di cambiamento e valorizzazione proprio lì dove la città sente di più la sua non spendibilità. attestati peraltro da ricerche statistiche sulla qualità della vita in ambito nazionale: servizi ben organizzati. sia ad esigenze di riconoscibilità e visibilità verso l’esterno. formulare alcune idee-ipotesi attorno alle quali muoversi: L'idea di fondo Forse serve partire dai motivi di debolezza. ma anche perché vi ritrovano soluzioni intelligenti ed efficaci sia ad aspirazioni e bisogni per così dire interni.alla storia locale o attesi come “valore aggiunto” apportato dai nuovi orizzonti multiculturali. come ricognizione e ascolto delle realtà di quartiere in qualità di produttrici di “microprogettualità culturale” e come momento di riflessione operativa con i Soggetti culturali istituzionali. cioè slegata da quella che può essere individuata come la sua anima. una vissuta. che la funzione politica ha il dovere/diritto di promuovere e governare. di una sintesi eccessivamente discrezionale. si inserisce il percorso condotto. Con i dati. che espliciti alcuni orientamenti preferenziali. dai “limiti” della città. sicurezza. specchio che dilata e moltiplica gli elementi di eccellenza e le vocazioni originali della prima. L’identità di una comunità. ma dalla percezione diffusa che è emersa esplicitamente nei tavoli di lavoro per il Piano strategico e dalla sintesi elaborata in occasione della presentazione (nel giugno 2002) del documento di diagnosi : ci sembra possibile diffidenza per le grandi innovazioni e per il rischio preferenza generalizzata per le piccole dimensioni una certa propensione al conservatorismo tempo libero considerato un valore da difendere Trento città “provinciale” L’immagine che ne deriva è di una certa “lentezza”. 133 . e cercare di trasformarli in punti di forza da coniugare con le risorse riconosciute: non è un’operazione al ribasso. che però si associa a risvolti apprezzati anche da chi diventa trentino di adozione. al quale concorrono gli aspetti culturale. un’idea di città è condivisa se un cittadino ci vive bene come abitante e se si riconosce nell’immagine di sé che la città riflette verso l’esterno. andamento non caotico della vita. sia essa già evidente o ancora implicita. sociale.

e. la lentezza dei riti e dei tempi biologici. naturalmente. dell’appuntamento breve e piacevole. i laghi. sapientemente amministrata. degli scambi e degli innesti culturali. nella rete europea delle “Città della lentezza” potrebbe inserirsi a pieno titolo. con strategie e segnali di apertura e coinvolgimento opportuni. questa sì da ripensare anche come un prolungamento della città. prodotti. con questa connotazione. Ritorno al Fiume) La nuova formula. C’è poi da sottolineare che la “patente” di città slow ben si collega con l’altra opzione forte del Piano Culturale. dove può trovare una collocazione funzionale anche il tessuto variegato e ricco di Associazioni e volontariato. la “sua” montagna. che da “padre severo” di ieri può diventare “compagno di giochi” (rimandiamo per questo tema all’AMBITO II. Trento città universitaria con una propensione alla ricerca. 1 TRENTO ESTATE. interesse. un evento internazionale i cui contenuti. accolta con entusiasmo dai cittadini. sapori. anche una filosofia di vita su misura per la città. a rallentare i ritmi di vita. con ambizioni a diventare modello e laboratorio per uno sviluppo urbano e territoriale sostenibile. la sua relazione da ritrovare con l’Adige. economici). spesso passione e competenza. fra vita cittadina e “pendolarismo” nobiliare e borghese fra i palazzi cittadini e le ville di periferia: un aspetto da riscoprire e valorizzare Trento città storicamente di passaggio. prima fra tutte il Filmfestival.Le “risorse” con le quali far reagire gli elementi di “lentezza” per accendere il circuito positivo sono essenzialmente di tipo storico e ambientale: Trento città storica con una specificità: lo stretto legame fra città e campagna. ma anche attenta a cogliere e rielaborare la ricchezza delle contaminazioni. Trento città della montagna: il primo collegamento che viene spontaneo è con il Bondone. Trento città delle “nicchie golose”: luoghi. Così è stato in passato e così è la sua vocazione oggi: più che “attrazione fatale”. qualificando di conseguenza sia la sua vivibilità interna (negli aspetti culturali. anche dell’incontro ripetuto nel tempo. ma Trento ha da sempre verso la montagna in genere familiarità. alla riflessione sulla propria identità. gli eventi di risonanza nazionale e internazionale diventano richiami qualificati che amplificano una già riconosciuta immagine positiva della città. una fisionomia. Trento sembra essere città della divagazione. quindi città dell’accoglienza. che esprime in più iniziative e modalità. che rivela forte frequentazione anche da fuori città. a moltiplicare le oasi in cui la modernità ritrova appunto (o reinventa). colori: una miniera scoperta solo a livelli iniziali. di Trento Città delle Bambine e dei Bambini: sicuramente i due progetti 134 . su quanto di originale può esprimere. sia la visibilità verso l’esterno. In breve …. Trento. messaggi e suggestioni vanno anche sempre di più partecipati ai cittadini. ai contatti e agli scambi. una tendenza emergente nella società e via via più diffusa. risultante dall’alchimia fra “lentezza” della città e “qualità delle risorse”. urbanistici. potrebbe essere TRENTO SLOW CITY Cogliendo. e ritagliando in questo senso uno stile. Trento città d’acqua: il suo fiume. Entro questo orizzonte. sociali.

orizzonti culturali continuità / dis – continuità parole-chiave che assicurano all’intero progetto la necessaria dinamicità e garantiscono lo spazio fecondo dove le antinomie.) progettazione partecipata progetti – laboratorio rivolti ai ragazzi e/o agli adulti. I percorsi a tema…. (Ad esempio: Le guide giovani. prodotti. riprogettazione degli stessi • dis-continuità come conseguente interpretazione e reinvenzione continue dell’offerta culturale dentro quell’attenzione: nel tempo. e fra i differenti settori: Università / altri Enti e Istituzioni culturali / città convegni. costruzione di un tavolo permanente che coinvolga Amministrazione e Soggetti che a vario titolo operano nel tessuto cittadino. Luoghi e diritti. sapori città/montagna. oppure cultura classica / laboratorio sperimentale. rivisitazioni storiche …) circolarità delle iniziative e delle informazioni nicchie golose/ città valorizzazione e coniugazione di luoghi. Quindi continuità e dis–continuità nell’accezione normale di tradizione / innovazione. lanciare iniziative. laghi temi. fiume. si possono individuare delle linee di sviluppo. per elaborare progetti. realtà e idealità. altre iniziative culturali e artistiche diffuse e partecipate Impresa/ turismo/ educazione/ formazione/ cultura Su questo snodo decisivo per la cultura dell’”imparare ad imparare”. storie. Idee per gli arredi urbani. concorsi di idee…. ma anche con valenze diverse: • continuità come attenzione su alcuni temi–problema ritenuti irrinunciabili. con coinvolgimento dal basso in operazioni di progettazione e riprogettazione di aree urbane. mantenuta continuativamente viva e proiettata nel futuro. lo stesso problema può trovare soluzione con interventi e iniziative diverse. adozione da parte degli urbanisti di codici e criteri orientati allo sviluppo sostenibile della città Centro / Periferia valorizzazione di luoghi e parchi pubblici. queste cerniere riprendono secondo la prospettiva unitaria di Trento slow city. 135 . sintetizzandoli. Una nota conclusiva: come si può notare. circostanza che nell’economia complessiva permette di centrare più obiettivi con i medesimi interventi. apertura al pubblico di patrimoni storici (spettacoli.possiedono molte aree di intersezione. Le cerniere culturali Attorno a questa idea portante. incontri. delle piste preferenziali di collegamento fra presente e futuro. seminari.. se del caso. le contraddizioni garantiscono esiti ed evoluzioni originali. quasi tutti i contenuti espressi nelle varie sezioni del documento. per la parte culturale. musica. quindi valutazione nel tempo dei programmi e.

della mutualità e della cooperazione. La speciale Autonomia di oggi nasce da un precedente storico e da forzature – la Prima guerra mondiale e l’avvento del fascismo – cui fece seguito uno sguardo paziente che seppe guardare lontano. nel solco della migliore ed esemplare tradizione culturale trentina. Trento fu scelta. ripristinando la verità storica – che aveva visto gli ebrei vittime innocenti dell’odio e dell’intolleranza – e chiedendo scusa del male commesso. la cui rilegittimazione ed il cui recupero di senso non possono riposare sulle sole certezze giuridiche né su dotazioni finanziarie non più ingenti. quale fu lo sguardo (letteralmente lungimirante) di Degasperi e di Gruber. anche storia di una città e di una terra di confine.7 . riconoscere che il nostro presente è caratterizzato da un inedito intreccio fra la dimensione locale e la dimensione globale e dalla conseguente. ormai inattuale. in qualunque parte del mondo.Ambito III. l’intera comunità ebraica della città venne ingiustamente accusata e subì violenze e condanne del tutto ingiustificate. Vi fu anche. allora. cooperazione decentrata. Quell’episodio fu l’inizio di una lunga incomprensione e di una grande distanza fra la comunità ebraica e la città di Trento.Multiculturalità. assistiamo al prepotere del nazionalismo e di un malinteso senso della statualità e vediamo rinnovarsi le ragioni della separazione e dell’incomprensione. 136 . oggi. fra il 1545 ed il 1563. Non può essere facile. Non possiamo idealizzare l’equilibrio di oggi. anzi. che non è sempre stato senza fatica. ma anche in ragione della sua peculiare collocazione geopolitica: ultimo lembo di terra latina nel cuore dell’Europa centrale. Sono indispensabili un'esigente capacità anticipatoria e una progettualità condivisa. Attualizzare questi valori e questi significati significa. Trento ha conservato – e. Lo è stata quando. dunque. nuova centralità dei territori e delle città: una dimensione globale ambivalente e comunque critica. a causa di un tragico e sfortunato episodio che aveva visto la morte di un bambino di nome Simone. alla tolleranza. quando. Da allora. e comunque su un modello di sviluppo. dialogo interreligioso Attualizzare la vocazione di Trento Città del Concilio Trento è stata un importante crocevia nella vicenda della religione cristiana e nella storia stessa dell’Occidente. La storia di Trento e del Trentino è. fortemente dipendente dalla spesa pubblica. il momento attuale è caratterizzato dalla marcata percezione della conclusione di un ciclo storico della nostra Autonomia. all’intenzione convinta da parte delle proprie istituzioni civili e alla profonda sensibilità dei vertici della religione ebraica in Italia. però. che ha trovato e trova ancor oggi espressioni alte ed esemplari. che diedero a questa regione di confine una prospettiva di convivenza e uno statuto giuridico che la legittimasse. ospitò quel Concilio tridentino che si proponeva di rimarginare una ferita profonda nel cuore stesso d’Europa. fra le culture e fra le genti. Una storia. ha custodito gelosamente – questa consapevolezza e questa vocazione. al dialogo fra le religioni. come luogo nel quale tentare una sintesi difficile – tentativo che in effetti sancì una lunga divisione fra l’anima cattolica e l’anima luterana del cristianesimo – non solo perché seppe accreditarsi attraverso un paziente lavoro diplomatico. Una vocazione all’ecumenismo. ha saputo ricucire quella ferita. Ne riscopriamo intatta l’attualità ogni volta che. grazie al coraggio di studiosi di parte cattolica e laica. nella storia della città di Trento. una pagina particolarmente triste. La ricerca di una dimensione di convivenza è una ricerca di compatibilità fra differenze. di attualizzazione delle vocazioni e di valorizzazione delle peculiarità locali. Ma. di minoranze e di convivenza. capace storicamente di grandi aperture nel segno della collaborazione interregionale e interetnica. Nella specifica situazione di Trento e del Trentino. che è necessario interpretare come opportunità di crescita diffusa e sostenibile.

dell’accoglienza. politico e sociale”. una traccia antica. aprendo in questo modo un dialogo con la e nella città. L’esperienza dell’emigrazione trentina deve essere fonte di consapevolezza circa i bisogni e le difficoltà dei popoli migranti. della Sovrintendenza scolastica provinciale e della Provincia autonoma di Trento. traendo dal radicamento nel territorio d’appartenenza la ragione di un’apertura verso gli altri e verso il mondo. ma anche chiunque . Con grande consapevolezza. nel preambolo. Le occasioni sono state numerose: alcune sono state rivolte alle donne per approfondire il tema del pensiero di genere nel rapporto con culture diverse. sia con incontri fra adulti.Per queste ragioni. In particolare. interreligioso. ma anche nella dimensione globale: una dimensione che ci esorta ad ascoltare le voci lontane che. attualizzandola. per presentare percorsi di lettura al femminile. di diritti affievoliti o revocati. quando invano si cercò un dialogo estremo che sapesse ricomporre una frattura che andava oltre le verità della fede.veda nel confronto con l’Altro da sé un’esigenza insopprimibile. Trento si propone con forza e consapevolezza come luogo del dialogo interculturale. libri di narrativa in lingua straniera. ci parlano di guerre dimenticate. internazionale. ma sicuramente abitata da persone che possono superare la dimensione dell’estraneità. che assume un significato profondo non solo per la città intera e per la sua collocazione nel mondo. In tempi molto recenti. riafferma fra i propri princìpi fondamentali la storica vocazione di Trento quale luogo di incontro fra culture e civiltà diverse. L’apporto dei mondi associazionistici è risultato e risulta fondamentale per aiutare le istituzioni ad aprirsi in un processo di comprensione delle diverse esigenze. per la nostra comunità e per le Istituzioni che la rappresentano. del rispetto reciproco e una ragione ultima dell’umano cercare. a partire dallo Statuto comunale che riconosce e indica con forza questa prospettiva. Segue con ciò. sia attraverso attività nelle scuole. per discutere dei problemi del quotidiano per e con le donne migranti. in questi anni. Ci esorta a sentirci parte “…dei destini della comunità mondiale come una città aperta. ha sviluppato la propria specifica missione anche nel mettere a disposizione giornali. la Carta fondamentale dei significati. fin dal momento del Concilio tridentino. Il Servizio Biblioteca e Archivio Storico. nato per volontà del Comune di Trento. si sono attivati in questi anni percorsi di conoscenza delle comunità di stranieri. E. Con riferimento operativo nel Centro interculturale Millevoci. Troviamo in queste affermazioni una risposta convincente e vincolante ad una domanda di ispirazione sul nostro futuro. praticando quella dell’accoglienza. La storia e la collocazione del Trentino comportano quindi. poco più in là dal nostro presente e dalle sue rassicurazioni spesso solo apparenti. del Forum trentino per la Pace. dei diritti e dei doveri della città ricorda. l’emeroteca risulta essere un punto di informazione per le comunità di stranieri di 137 . dove tutti i cittadini…possano rinnovare ogni giorno il legame comunitario come protagonisti responsabili del loro futuro”. che “Trento. riviste. Multiculturalità In questo quadro si colloca il Progetto sulla Multiculturalità. la consolidata tradizione del solidarismo e del cooperativismo deve supportare gli impegni nel campo della cooperazione internazionale. è anche città del confronto fra le grandi categorie del pensiero: religioso. un impegno preciso nel segno della tolleranza. di ingiustizie e interpellano le nostre coscienze. che vuole mettere in luce gli aspetti peculiari delle culture di provenienza di persone immigrate residenti a Trento.riconoscendosi in una prospettiva religiosa ed ispirata ad un’idea di trascendenza oppure in una prospettiva laica e secolare . uno specifico mandato: quello di promuovere la cultura del rapporto fra le culture. città del Concilio. L’obiettivo di iniziative multiculturali è l'attuazione di uno scambio sull'esistenza e sulla qualità delle relazioni in una città “straniera” per i nuovi arrivati. Un futuro al quale Trento si accosta considerandolo speranza e compito nella dimensione locale. ancora. la città di Trento ha saputo elaborare questa consapevolezza nelle proprie dimensioni civile e istituzionale. quotidiana e comunitaria.

Cooperazione decentrata Per quanto attiene alla tradizione solidaristica della nostra comunità. Europa dell’Est. la cucina. dalla Provincia e dal Comune di Trento. la lettura. realizzata ormai da alcuni anni a cura di Centro Missionario Diocesano. Comune di Trento. E’ stato. a garantire sostegno. del sostegno in età scolare. la festa. - Questi sono alcuni degli esempi di iniziative/eventi che ormai hanno consolidato una nuova tradizione: quella del conoscersi attraverso la musica. a dare risposte concrete ai problemi della casa. Pastorale Giovanile. attraverso autori d’ogni Paese. Comune di Trento. del ricongiungimento familiare. araba. ma anche in sensibilizzazione della cittadinanza sui temi della cooperazione internazionale e 138 . in richiamo alla precedente rassegna di “Le radici e le ali” promossa dal Centro Millevoci. la Festa dei Popoli. Letture. Il progetto Multiculturalità vuole. immigrati ed emigranti possono riflettersi per cercare di mettersi ciascuno nei panni dell’altro. Il Festival è stato affiancato dalla Fiera delle “Isole galleggianti”. Non possiamo poi dimenticare iniziative quali: il Festival musicale “Terre di confine” promosso dal Forum trentino per la Pace. così. del ruolo di ponte delle “Terre di mezzo” hanno preparato il terreno per lo sviluppo delle conoscenza delle letterature di Paesi e continenti da noi poco conosciuti. si vuole qui evidenziare come la proiezione nel presente di tale portato della nostra storia non possa che tradursi in capacità di rispetto e di sostegno nei confronti degli stranieri presenti a Trento. Caritas. prodotto e si aggiorna con continuità un catalogo bibliografico “Storie venute da lontano: pagine multiculturali per ragazzi". ATAS. russa. dato che la scuola rappresenta uno dei luoghi primari della socializzazione dei bambini stranieri. il Meeting Provinciale del Volontariato a cura del Centro Servizi Volontariato della Provincia Autonoma di Trento e di Atas. Biblioteca comunale e Servizio Biblioteca della Provincia di Trento danno un apporto fattivo. la musica e la socialità dei vari gruppi provenienti da Sudamerica. perché per costruire integrazione e convivenza e creare un mondo più giusto occorre fondarsi sulla volontà di scoprire l’Altro. dialoghi in libreria o anche incontri più informali si prefiggono il compito di preparare l’evento di un Festival della letteratura straniera: una settimana in cui fare emergere le potenzialità delle tante matrici culturali dei vari gruppi e nazionalità e il valore del dialogo. i quali. apprendendo l’italiano. Pastorale per l’Ecumenesimo. Il progetto “Il gioco degli specchi”. le Cene dell’altro Mondo. Migrantes. Africa. Asia. rappresenta un tassello della programmazione di un percorso multiculturale a più voci in cui Atas. Gli incontri con autori che hanno trattato il tema del dialogo fra culture. che cerca di venire incontro in particolare alle esigenze e ai mondi di provenienza dei bambini. Pastorale del Lavoro e della Famiglia. affiancare l’impegno dell’Amministrazione in altri settori di intervento miranti a favorire la formazione e la funzione dei mediatori culturali. slava. del lavoro. Università. Chiara. incontri con poeti.lingua inglese. seminari di approfondimento. in cui. spagnola. dal Centro S. del rapporto fra Paesi diversi. a cura dell’Associazione Tremembè ed altre: un appuntamento con la cucina. spesso diventano il primo tramite per la famiglia immigrata con la comunità trentina. ACCRI. Bianco/nero. che ha ospitato complessi e cantanti impegnati a parlare al mondo e ai giovani in particolare nel linguaggio della convivenza. laboratori di scrittura e di teatro. in cui trenta associazioni hanno presentato la loro attività. inoltre.

che vede partecipi 15 Comuni trentini (Aldeno. alla scoperta di costumi ed abitudini quando avviene l’incontro e lo scambio di visite (almeno nei Paesi vicini all’Italia). ha al proprio attivo un’esperienza di impegno nel campo della solidarietà internazionale. impostato con la collaborazione di Acav.) insieme ai mondi e ad istituzioni della pace. quali la Croce Rossa locale. che raccoglie realtà di altri comuni trentini (Rovereto. Caratteristica prevalente degli interventi. evitare l’approccio “dall’alto” da parte dei promotori dell’iniziativa di carattere umanitario e solidaristico. Predazzo. con l’Ente provinciale. ad un interrogarsi reciproco sulle possibilità di cooperare attivando forme di diplomazia popolare assai utili alla crescita di una cultura della comprensione fra i popoli. Promuovere una cultura della convivenza e della pace significa. Massimeno. invece. Borgo Valsugana. come del resto il territorio provinciale nel suo insieme. poi. poi. centri missionari. di impostare un collegamento fra associazioni che rappresentano l’impegno civile dei cittadini e intervento del Comune di Trento e di ritrovare nei Paesi verso i quali è diretta la proposta di cooperazione decentrata altrettanti interlocutori attivi. col Forum per la Pace. da gruppi o comunità di quartiere o dei sobborghi: in tutti il dato importante è quello che si riferisce all’adesione e all’impegno diretto della popolazione. gruppi di volontariato. specie là dove la guerra o i conflitti di natura etnica. E ciò deve assolvere a due compiti specifici: da un lato. per instaurare. agli affidi a distanza e alla corrispondenza epistolare personalizzata. Ciò risulta. Molti. una continuità nel tempo. Il Trentino e la Palestina”. che vede l’intrecciarsi di progetti di altri soggetti. Giustino. Si tratta. una modalità di costruzione condivisa di percorsi di incontro con le realtà cui si destinano dei progetti. Lavis. vuoi attraverso scelte dell’Amministrazione comunale. Caderzone. ecc. essere la base indispensabile per la ricostruzione morale. nell’Istituzione locale e nelle sue realtà associative territoriali. Spiazzo. che ha dato il via a contatti specifici con alcune città della Palestina. Cavalese. in modo che le singole iniziative siano pensate e costruite insieme. in particolar modo in questi ultimi anni. Non serve la rimozione dei conflitti. interagendo da comunità a comunità. alle collaborazioni in campo formativo. sociale ed economica di un Paese. Pergine Valsugana. Tassullo. A livello delle Istituzioni tale metodo di lavoro apre la strada allo scambio fra municipalità. si pensi al rapporto con la città di Arua. La città di Trento. spesso in raccordo di rete con altre municipalità. religiosa ed economica abbiamo generato condizioni di vita gravi e ostili. 139 . è la volontà di superare antiche pratiche di somministrazione da parte dell’Ente pubblico di contributi per singole iniziative su richiesta di soggetti che operano in maniera isolata e autoreferenziale. infatti. proprio perché basato su patti di amicizia con altre città e regioni. fin dal suo inizio. Pinzolo. Ronzo Chienis. occorre capacità di rielaborazione del conflitto da parte di ogni comunità. L’impegno che ha visto il Comune di Trento attivo in questo settore è un impegno che per lo più esige. Varena) e la Casa per la Pace di Trento. organizzazioni non governative e istituti finalizzati alla promozione della pace. si pensi all’adesione all’Associazione Progetto Prijedor. per merito di relazioni impostate dalle Circoscrizioni. da evidenziare il lato umano della relazione che si instaura. in Uganda. puntando a costruire le premesse perché l’intervento finanziario e di supporto possa promuovere un autogoverno delle realtà interessate. vuoi attraverso il lavoro di molte associazioni. si pensi all’adesione all’Associazione “Pace per Gerusalemme. Per citarne alcuni. dall’altro. oltre molte persone a titolo individuale. ad esempio. Arco. per costruire dialogo e comunicazione là dove i rancori ed i conflitti devono essere superati. lavorare per costruire ponti là dove l’odio li ha distrutti. allora. assicurare la possibilità di controllo sull’effettiva efficacia dell’intervento e sulla realizzazione dei progetti per evitarne usi distorti. sono i progetti che vengono realizzati anche in tante altre parti del mondo in base alla attivazione di gemellaggi fra scuole cittadine e scuole di altri Paesi. per cui ogni persona coinvolta nel progetto trova occasione di crescita e di sviluppo di interessi e conoscenze nuove: si pensi. C’è. cioè.dell’aiuto/scambio di conoscenze e iniziative con realtà di altri Paesi.

nell’entità serba di Bosnia (Republika Srpska) col sostegno del Consiglio d’Europa. città. analoga iniziativa sarà attuata nella città di Belgrado. un'anagrafe aggiornata). il Comune di Trento si è poi particolarmente impegnato in direzione di costruzione di rapporti a livello europeo. interventi e sviluppo affiancando al ruolo degli Stati e dei Governi. quanto piuttosto quale nuovo approccio per fornire una risposta alla domanda se sia possibile parlare di progetti. a cui ha partecipato il Presidente della Commissione europea Romano Prodi. Oltre agli approfondimenti culturali in senso tradizionale (storico. Per questo l’impegno profuso all’interno dei paesi dei Balcani nei contatti con diversi Stati rappresenta un forte investimento ideale da parte del territorio trentino e delle sue istituzioni per concorrere a fare uscire le popolazioni dalla situazione drammatica lasciata dalla guerra recente. rappresenta uno strumento di diplomazia internazionale che coinvolge le municipalità dell’Associazione Progetto Prijedor. Ciò che qui soprattutto preme rilevare è la categoria culturale di cooperazione decentrata: un termine che rinvia ad un approccio metodologico e operativo finalizzato. cui il Comune di Trento aderisce. il concetto di cooperazione decentrata è andato maturando ed oggi è arrivato ad avere un proprio riconoscimento formale a livello internazionale. che si propone come strumento di informazione. il partenariato. di dialogo. Restando nell'ambito del dialogo internazionale. Con il passare degli anni. La cooperazione decentrata. e adatto. consolidare criteri quali la partecipazione. in primo luogo. e riportando in primo piano. che. formazione e servizi a chi opera in quell’ambito. non tanto quale nuovo strumento della solidarietà internazionale. In questo contesto. quindi. Ancor prima che la cooperazione decentrata venisse riconosciuta a livello internazionale. nel 2003. scientifico). economica e politica.abitarelaterra. collegata con Trento negli scorsi anni da relazioni di amicizia e collaborazione. la democratizzazione dei processi e delle strutture di sviluppo. un obiettivo per il prossimo futuro. Un ulteriore tema-cardine è quello che rinvia al ruolo delle città e delle municipalità nella costruzione di una prospettiva europea. mettendo a fuoco con un progetto specifico il rapporto fra “Trentino e l’Europa” (vedi ambito III. regioni.251/93 del Congresso dei Poteri Locali e Regionali d’Europa. Dopo Sarajevo.it). oltre ad individuarne i soggetti principali. musicale.5). Fra i precedenti più significativi. l’istituzione di un’Agenzia della Democrazia Locale a Prijedor. che svolge un monitoraggio dell’attività di cooperazione nell’area dei Balcani. 140 . di confronto. in base alla risoluzione n. con l'evento Civitatum Concilium. si vuole promuovere la consapevolezza dell’importanza dell’Europa ricomposta da ovest ad est in funzione di una sua accresciuta stabilità sociale. ha ospitato nella primavera 2002 un convegno promosso dall’Osservatorio sui Balcani dedicato a “L’Europa oltre i confini”. società civile agivano secondo queste metodologie nel promuovere. In particolare. ad una più efficace redistribuzione di risorse e responsabilità tra le comunità. risulta importante la funzione dell’Osservatorio sui Balcani della Fondazione Opera Campana dei caduti. realizzato ad Innsbruck nel novembre 2001. la Deputacion di Cordoba (Spagna) e Prijedor (Bosnia Erzegovina). quale momento significativo di un percorso politico di riflessione fra Paesi europei. L’Osservatorio è stato promotore di un appello internazionale per l’integrazione dei Paesi dell’area balcanica all’interno dell’Unione europea. Muoversi in direzione della crescita di questi rapporti all’interno di orizzonti comuni costituisce. letterario. di elaborazione per e fra soggetti che operano nel settore della cooperazione decentrata (proponendone. appoggiare. il Dipartimento del Cotè d’Or (Francia). in occasione dei 450 anniversario dall'inizio del Concilio. compiendo un’analisi critica dell’impatto della cooperazione sul territorio e fornisce stimoli. il protagonismo della società civile e delle comunità locali. Tema con il quale il Comune di Trento si era confrontato nel 1995. facendone il proprio tratto distintivo e fornendo così un riconoscimento formale alle strutture intermedie in quanto soggetti privilegiati. quindi. va certamente ricordato il convegno Solidarietà e responsabilità: politica europea a livello comunale: 1000 Città per l’Europa. La città di Sarajevo.Sulla linea dello sviluppo delle relazioni internazionali.trento. è necessario ricordare il sito internet "abitare la terra" (www. affida precipui compiti alle diverse realtà provenienti dalla società civile e degli enti locali.

di accesso ai momenti ed ai luoghi nei quali gli interessi si rappresentano e si confrontano. 141 .In entrambi i casi. di solidarietà. come ci sembra. esercitando quella "speciale vocazione ecumenica" riconosciutale da Paolo VI e confermata da Giovanni Paolo II. ma anche rinnovando le modalità della convocazione. Da un lato. Città come luogo dell’incontro e dello scambio. che si esprime nel sentimento di identità e di appartenenza. dell'incontro e del dialogo. E’ il fondamento del concetto stesso di potere legittimo che sta alla radice degli statuti materiali delle città medievali (e dei codici che ne sancivano il presupposto giuridico). Se alle città. come matrice di regioni e di territori che attivano forme di cooperazione e di competizione. come soggetto etimologicamente “politico” e “civile”. secondo la nostra tesi. Per approfondire questi temi attraverso contributi autorevoli. ma andando alla radice delle cause profonde. evidentemente. di democrazia. ed a quel circuito virtuoso di diritti. come soggetto politico “in cantiere” in una delicata transizione e ricerca di ruolo. di prossimità. come continente di popoli che racchiude e custodisce – ma non sempre sa ricomporre – le differenze. dove il riferimento al suo itinerario di vita e al suo progetto sono molto più di una semplice traccia. non è però. come spazio che “rende liberi”. in questa ricerca di senso e di progetto. appartiene un ruolo imprescindibile nella costruzione di un’idea d’Europa accanto alle istanze regionali. oggi. quale soggetto politico. Una legittimazione che risiede nell’intenzione di cogliere e nella capacità di corrispondere ad una domanda diffusa di partecipazione. ad una domanda di democrazia. E. attuale perché constatiamo che. furono toccate questioni assolutamente centrali e. quale continente di città e di contrade. di cui. Non è per caso che. di un affetto sincero e di un'ammirazione profonda. Il tema del dialogo interreligioso è. come e forse più che in altre epoche. ai quali non è possibile rispondere attraverso interventi vistosi. dei precedenti irrisolti. se è vero. l’ambiguità e l’indeterminatezza. Trento si candida ad ospitare un nuovo momento di riflessione. con essa. fa irruzione una nuova generazione di conflitti: guerre non più mondiali ma "globali". i problemi si definiscono. Dialogo fra le religioni Anche il dialogo interreligioso ha. nelle quali si realizzano scontri di civiltà. in questo contesto. le decisioni si formano: in breve. nella storia contemporanea (nella storia recente soprattutto). civile e politico – di libertà. che si richiama all'autonomia morale della persona e alla laicità dello Stato. la religione irrompe nuovamente sulla scena. di reciprocità. antica ma straordinariamente attuale. Dall'altro. Non vi è dubbio che. precedenti significativi e legami stretti con una vocazione urbana che ne segna profondamente l'identità. di fronte alla crisi di senso di un’ideale europeo del quale constatiamo la suggestione ma. riscopriamo la sorprendente attualità. il dato ecclesiale. e con essa dialoga. che l'idea corrente di Europa è ancora intuitiva e convenzionale: lo è come entità geografica dai confini incerti e aperti. questo compito deve essere declinato in modo assolutamente specifico. nella città di Trento. tutte e ciascuna. nazionali e sovranazionali. che pure si interseca con la sfera di competenze della dimensione civile. al contrario. ricordiamo che Trento è la città natale di Chiara Lubich. la riflessione vada riportata su un piano necessariamente e intrinsecamente culturale. la Chiesa tridentina ha saputo caratterizzarsi come crocevia di un dialogo ecumenico paziente. richiamandosi al significato antico della categoria di cittadinanza. prioritarie ed urgenti nella costruzione di un "orizzonte di senso europeo" che rimetta al centro le città e dei territori e attribuisca loro un ruolo primario e non delegabile: un'ipotesi d’Europa. anche in questo caso. del "rimosso" che li genera. si riparta da un elemento costitutivo dell’identità europea: le città. nello stesso tempo. doveri e responsabilità che vi trova fondamento. come perimetro nel quale si riproduce attivamente e si tutela un’ideale – che esprime nel medesimo tempo un valore etico. Ciò che soprattutto merita essere evidenziato soprattutto.

inoltre. secondo il quale la prospettiva di una pace mondiale non solo è possibile. la cui idea di fondo "ruota intorno alla considerazione che gli studi religiosi e teologici sono momento gravitazionale della storia culturale e delle sue evoluzioni. giovani che studiano in scuole italiane all'estero. la relazione fra la condizione umana e la divinità e. In questa prospettiva. nell'orbita gravitazionale dell'ITC. ponendosi su un triplice piano di significato: essi sono contemporaneamente luogo del recupero della memoria storica di ogni cultura. il Festival internazionale di cinema e religione Religion Today. giovani provenienti da Paesi del sud del mondo. colmando una lacuna propria del sistema universitario italiano. Si richiama. in coerenza con la missione complessiva di ITC. anche in funzione della sua particolare posizione geografica". 142 . momenti di approfondimento). il Master in sviluppo locale dei Balcani è rivolto a figure con responsabilità direzionali provenienti da quell'area. si richiamano in particolare gli ambiti di interesse relativi alla bioetica. L'Istituto. Università a colori. fondato nel 1975 come centro non ecclesiale di studi e ricerche nel settore religioso. oltre ad alcune esperienze già citate. un riferimento indispensabile è costituito dall'Istituto di scienze religiose ITC-isr. concerti. assunto come valore. ancora. I progetti di ricerca dell'ITC-isr spaziano dalla Storia religiosa allo studio delle fonti.In questo senso appare opportuno il richiamo all'insegnamento di Hans Küng. evento che indaga. seminari. e all'indagine multidisciplinare del rapporto fra la religione e l'esperienza religiose nelle sue molteplici e diverse espressioni. culturale e d'impresa. Si ricordano. incrementare e coordinare gli studi delle scienze religiose. potenziando la tradizione storico-religiosa del Trentino. può essere svolto dal sistema istituzionale e formativo vanno ascritti. il tema del dialogo fra le religioni. si segnalano in particolare il Corso superiore di scienze religiose e il Dottorato internazionale in scienze religiose e teologia. ai suoi caratteri peculiari e al divenire delle sue esigenze e la proiezione internazionale delle sue frequentazioni disciplinari e tematiche e delle sue relazioni. promossi dall'Università degli studi di Trento. che si propone di favorire l'accesso all'alta formazione e alla specializzazione per figli e discendenti di emigranti trentini. Nell'economia di questo documento. sul piano estetico e segnatamente cinematografico (ammettendo nel proprio palinsesto anche mostre. luogo di elaborazione dei criteri per la comprensione e la gestione di complessità e conflitti e luogo di disegno degli scenari di orientamento verso il futuro". in esso. per giovani che intendano conseguire livelli elevati di specializzazione. Accennando all'attività dell'ITC-isr. solo in apparenza "inevitabile" in considerazione della comprensenza. su un piano più "militante". Sempre presso l'Università degli studi di Trento. Al tema del dialogo interculturale e del ruolo che. riconduce a sintesi un solido radicamento al territorio. giovani che vogliano completare la propria formazione attraverso significative esperienze di lavoro nella dimensione d'impresa. ma è legata necessariamente ad un'etica planetaria e al dialogo fra le grandi religioni. il Corso di studi avanzati di diritto europeo e transnazionale e il Master in studi internazionali. promosso dalla Provincia autonoma di Trento in collaborazione con altri soggetti dei sistemi istituzionale. soprattutto monoteiste. di Istituti umanistici e scientifici. Il primo regolamento dell'Istituto ne fissava le finalità nel "promuovere. dal Progetto Rosmini a questioni che interessano l'etica della scienza e la relazione fra religione e senso religioso.

che seppe interagire in modo efficace con le scelte di governo della città e con i problemi dell’intera comunità. non ne smentiranno la centralità di fattore di socializzazione. Il tema. delle relazioni interpersonali e delle etiche di riferimento). le memorie individuali. ha condizionato la storia e lo sviluppo della città. di espressione di responsabilità verso la collettività. o meglio la pluralità di aspetti e di fattori ad esso connessi. è stato inserito in questo documento sia in quanto riferimento imprescindibile della storia urbana. specialmente. individuando i luoghi per una crescita di conoscenze e per l’assunzione di responsabilità civica. all’integrazione. ufficiale e non ufficiale.). all’assistenza ecc. della vita associata. di inclusione sociale. Un’identità che non può non fare i conti col necessario rapporto fra locale e globale. sul piano della crescita professionale. non solo nel suo aspetto urbanistico. il tema del lavoro assume un valore paradigmatico. ma anche nel lungo e complesso processo di costruzione dell’identità “municipale”: un’identità di cui sono parti costitutive .Ambito III. Alcuni studiosi sono giunti addirittura a dichiarare tramontato e concluso il secolo del lavoro. di un sistema economico. Il lavoro. 143 . dai cambiamenti. nella convinzione che le profonde trasformazioni del concetto e delle prassi del lavoro che caratterizzano questa fase di transizione (l'impatto delle nuove tecnologie. nel dibattito di tipo sindacale o allargato al territorio. come lavoro di fabbrica. il mutamento dei valori che vi sono associati. Le lotte operaie (ma non solo) aprirono stagioni segnate dall’esercizio della discussione democratica. Con l'obiettivo di storicizzare e di attualizzare questi aspetti. sia sulla prospettiva dell’economia del nostro territorio in un contesto di globalizzazione. ospitiamo dunque un contributo del Museo storico in Trento. sia in quanto elemento caratterizzante di una visione e di un progetto di futuro della città. sociale ed economico.connesse all’attività lavorativa . sia sulla qualità e sul rispetto dei diritti dei lavoratori e dei nuovi soggetti (dalla salute. Oggi le trasformazioni delle forme del lavoro richiedono nuovi luoghi per la riflessione sia sul significato del lavoro a livello della vita personale. strutturato secondo le regole dell’organizzazione tayloristica e del modello fordista. E’ innanzitutto importante riconoscere il carattere plurale del lavoro. con le interazioni anche economiche con il contesto europeo e mondiale. in modo che la conquista e la salvaguardia di essi sappia andare oltre i corporativismi e i privilegi egoistici. i luoghi e i simboli. di espressione delle capacità individuali. della cultura e della società civile. la crescente precarizzazione dei rapporti di lavoro. In realtà i lavori sono cambiati nel loro aspetto materiale e immateriale. di un territorio. l’incidenza di essi nella vita personale. che individua con chiarezza le ragioni e le tracce di futuri programmi di ricerca e di approfondimento.la mentalità collettiva. preferendo al singolare lavoro il concetto di cultura dei lavori. Quindi un’identità scandita dal tempo. dai mutamenti di funzione che hanno caratterizzato l’economia e lo spazio urbano. Fra i più importanti risvolti sociali sperimentati in passato come contributo proveniente dal mondo del lavoro si può ricordare quella peculiare dimensione culturale costituita dalla partecipazione democratica. la progressiva frammentazione dei luoghi e individualizzazione dei modi di lavoro. Non si tratta solo di riconoscere il segno del cambiamento storico ed epocale. oggetto di recenti e impegnative sollecitazioni da parte del Consiglio comunale (che ha adottato un Ordine del Giorno relativo all'area ex industriale Michelin) e di ambienti del sindacato.8 Cultura del lavoro Nell’ambito di una dimensione progettuale delle politiche culturali. nella fattispecie di una città che ha mutato nel secolo appena trascorso la propria pelle varie volte. dei tempi di vita. ma rimangono costitutivi della dimensione umana individuale e.

storie. agli scenari che si prospettano per la città che hanno bisogno di spazi adeguati e di una funzionalità maggiore e davvero innovativa. della salvaguardia della memoria. strutturare e rendere ricca qualitativamente la rete di relazioni e di sinergie che si sviluppano attorno alla dimensione lavorativa. La scelta industriale. Tale criticità può essere recuperata attingendo alla memoria. Lo si può fare con una forte consapevolezza critica circa i caratteri della trasformazione in atto nel mondo del lavoro. Deve poter ospitare. Infine. Il dibattito che si è sviluppato sul futuro urbanistico di Trento esemplifica il problema: una città attenta alla cultura dei lavori deve saper progettare il proprio futuro. tenendo presenti anche le trasformazioni sociali in atto con l’inserimento sempre maggiore di lavoratori provenienti da altri Paesi e da altre culture. dalla nuova vocazione cittadina impegnata ad essere luogo di produzione di servizi e di saperi. quindi. industriali dove a prevalere è ancora un sistema di produzione manifatturiero. che con un importante cambiamento urbanistico e con un innovativo mutamento di funzione rischiano di essere rimossi e dispersi. caratterizzati dal proliferare di migliaia di imprese individuali. Negli anni Venti e Trenta è la volta dei primi insediamenti. dei luoghi. non disperdendo la fitta presenza di ricordi. un problema della memoria collegato alla prospettiva del futuro. con un ruolo rilevante per l’economia e per il sistema-Trentino. ripensando il proprio spazio urbano e le sue articolazioni. dell’attività contadina e dei lavori legati al bosco e all’economia alpestre. Connesso a questa pluralità lavorativa è il tema dei simboli. alle nuove vocazioni. lo sviluppo delle attività artigianali e commerciali. specie nei sobborghi. dalla crescita degli istituti di ricerca e dell’università. l’importante è considerare tale esigenza realmente strategica e non strumentale. fortemente legato all’industria tessile come dimostra il più importante caso di industrializzazione trentino: la Michelin. i processi che conosciamo negli ultimi decenni. ma anche le scelte relative al futuro. la crescita del settore pubblico hanno poi costituito la trama della trasformazione verso la città capoluogo di provincia e di regione. Lo spettro di soluzioni può essere ampio e vario. 144 .La “ruralità” di molte zone interne o prossime all’area urbana è progressivamente sparita e con esse il rilievo. Esiste. immagini.

fra locale e globale. cultura e natura Conoscere la domanda culturale. una diversa distribuzione territoriale) Fornire strumenti e linguaggi per capire il mondo in cui viviamo (in particolare l'innovazione scientifica e tecnologica. università e ITC Contribuire alla promozione e all'evoluzione delle culture popolari (in particolare teatro e musica) 145 . cultura dello sport) La cultura della valutazione. orientare l'offerta verso l'eccellenza Riconoscere il valore anche economico della cultura Obiettivi 2.2 Obiettivi di settore • • • • • • • • • • • • Strutturare una relazione formale con altre municipalità per interpretare l’autonomia della Provincia anche come interazione fra autonomie municipali Impostare la realizzazione e l'uso dei contenitori culturali in termini di sistema Formalizzare e rendere operativo il patto di collaborazione con le istituzioni musicali Formalizzare e rendere operativo il patto di collaborazione con le istituzioni museali Partecipare alla realizzazione del Museo archeologico Partecipare alla realizzazione del Centro della Scienza Accompagnare la fase di evoluzione del Museo storico Proseguire nella ridefinizione del ruolo della Galleria civica all’interno della ricerca artistico/tecnologica. nuovi linguaggi. "abitare" in maniera consapevole la contemporaneità Darsi nuovi strumenti per una politica riflessiva Precisare e rilanciare il ruolo di Trento come città d'arte. della multimedialità e dei nuovi linguaggi del contemporaneo Valorizzare la partecipazione del Comune di Trento alla compagine del MART Aggiornare la missione della Biblioteca civica e diversificare i suoi servizi in una logica di sistema Aggiornare e rafforzare la relazione di necessità fra città. nuovi pubblici. disabilità. il dialogo fra culture e religioni.Piano culturale del Comune di Trento Schema esplicativo Finalità • • • • • • • • Affermare il ruolo di Trento. "margini". Obiettivi di portata generale • • • • Definire operativamente la centralità della formazione Riordinare il quadro dell'offerta spettacolare (sempre più qualità. città capoluogo e la pari dignità istituzionale in rapporto con la Provincia Autonoma Caratterizzare la politica culturale con l’evoluzione da una logica prescrittiva ad una logica di elaborazione condivisa Dalla frammentazione dei soggetti e degli eventi alle reti delle relazioni Conoscere il proprio passato. la valutazione della cultura 2..1. il rapporto fra storia e presente.

2003) Varie attività descritte nel Piano culturale e citate in questo riepilogo sono già in corso. sopra) • • • • • • • • • • I tempi 1. Protocollo per un'Euregio dell'arte.• • Valorizzare l'attività del Filmfestival della Montagna Creare una nuova relazione virtuosa fra cultura e turismo garantendo esposizioni storiche al Castello del Buonconsiglio e grandi mostre sull’arte dell’ottocento tramite il Mart a Palazzo delle Albere e in città 2.G. cooperazione decentrata. Ci si limita ad accennare. Cenacolo) La partecipazione a reti di città (Circuito Giovani Artisti Italiani. Breve periodo (entro il 31. in quanto previste nel PEG.12. città delle bambine e dei bambini (trasversale) Trento Estate. Obiettivi di partecipazione Mantenere aperto e finalizzare il dialogo con le Circoscrizioni Aggiornare il ruolo e rafforzare le competenze del libero associazionismo • • • I progetti • • • • • • • • Trento. Charta Musicae. Protocollo d'intesa con il Museo tridentino di scienze naturali. dunque. Circuito delle Città d'arte e di cultura. del Consiglio comunale) La relazione con gli altri Piani di settore (strategico. urbanistico): tavolo di coordinamento interno alla struttura Le indagini sui consumi culturali L'Osservatorio culturale Corsi di formazione Borse di studio Regolamento unico per l'erogazione di contributi e il sostegno del volontariato I progetti a tema (cfr. Rete delle Municipalità trentine) Il confronto permanente con la Commissione consiliare Gli atti di indirizzo (Centro S. Consiglio di Biblioteca.d. Protocollo per il sistema dei musei. dialogo interreligioso Cultura del lavoro I modi e gli strumenti • Le convenzioni (Atto aggiuntivo all'accordo di programma fra Provincia e Università. Chiara. sociale.Carta della Musica: raccordi Tn –Bz per la programmazione della orchestra Haydn (Concerti estativi in città) .Il Trentino e l'Europa 146 . ad alcune possibilità specificatamente riferibili agli accordi impostati in relazione al Piano culturale: . documento operativo per il raccordo fra i festival . giovani. O. Accordo programmatico con le autonomie scolastiche. Trento tutto l'anno Percorsi formativi per i giovani Donne e cultura Riqualificare le periferie Trento slow city Multiculturalità.3. Di altre se ne prevede l'attivazione entro l’ anno. Convenzione con il MART.

quindi. definizione compiti e gruppo di lavoro. . progettisti per definire ipotesi ordinamentali e localizzative). modificare strada facendo i contenuti del Piano. l'esigenza (che interessa le competenze di indirizzo ma soprattutto di controllo del Consiglio comunale e delle sue articolazioni) di aggiornare. Sistema biblioteche: sinergia con Filmfestival della montagna e con la Biblioteca della Sat Associazionismo culturale: mappatura risorse. Si rinvia ad un documento attuativo. 147 . correggere. la necessaria gradualità con la quale si potranno realizzare le decisioni adottate (anche se le questioni aperte a proposito del Centro della Scienza o del sistema dei contenitori. da concordare con la Commissione consiliare competente. Commissioni. Centro della Scienza (incontri . proprietari aree. per fare un esempio.PAT. l'agenda puntuale degli impegni in cui si concretizzeranno gli indirizzi e gli obiettivi del Piano culturale di qui alla fine del 2005. Se. Museo archeologico (prosecuzione confronto con Commissioni e PAT per scelte localizzative e ordinamentali).- - Sistema musei: attivazione sistema regionale per l'arte contemporanea (documento di adesione e mostra comune primavera estate 2003).da una parte. Medio periodo Il Piano culturale è un percorso in evoluzione. Museo storico (in corso stesura progetto cultura del lavoro e valorizzazione esposizioni).dall'altra parte. 2. convocazione tavolo cultura/turismo (ricorrente). la possibilità di renderlo interamente operativo entro la fine dell'anno in corso conferma la concretezza delle ipotesi che vi sono contenute. possono essere definite in tempi ragionevolmente brevi. è necessario proiettare due aspetti verso il medio e lungo periodo: . la materiale costruzione porterà via alcuni anni). in accordo con Commissione Cultura. corsi per Associazioni Riqualificazione spazi urbani: indagine conoscitiva in corso Osservatorio: impostazione metodologica.

Enti.T.C.E Consorzio Trentino Iniziative – C.Enti.A.T. Artigianato e Agricoltura Centro Trentino Esposizioni .A.N.I. Proviciale Associazioni e Scuole musicali Scuola musicale “I Minipolifonici” Scuola musicale “Il Diapason” Gioventù musicale d’Italia Il Virtuoso Ritrovo Associazione culturale “A. Organismi Commissione consiliare per la Cultura del Comune di Trento Commissione speciale sull’Università e la Ricerca scientifica Consiglio di Biblioteca Tavolo per il Piano Strategico Centro Servizi Culturali S. Bonporti” Società Filarmonica M.O. Associazioni che hanno partecipato alle diverse fasi di elaborazioni del documento di piano culturale. Pedrotti” Associazione Incontri Internazionali di Musica Contemporanea Associazione “Amici della Musica” Associazione Ensemble Zandonai Associazione Organistica “R.Gardolo Comitato comunitario “Tut Gardol ‘n festa” Filodrammatica “La Logeta” Gruppo Belle Arti “La Fontana” Associazione pasticceri trentini 148 . Chiara Fondazione Orchestra Haynd di Bolzano e Trento Conservatorio statale di Musica “F. C.I. Industria. di Trento Camera di Commercio.A. Mozart” Corpo musicale “Città di Trento” Corpo musicale di Gardolo Corpo bandistico di Mattarello Corpo bandistico di Vigo Cortesano Associazioni circoscrizionali Circoscrizione n.T.T. – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto Museo Castello del Buonconsiglio Museo Storico in Trento Museo Tridentino di Scienze Naturali Museo Diocesano Tridentino Film Festival della Montagna e dell’Esplorazione “Città di Trento” A. Lunelli” Associazione Festival Internazionale “W. 1 .R. Organismi.P.

Martino” – Gazzadina di Meano Circolo culturale “Sobborgo Aperto” Coro parrocchiale di Vigo Cortesano Corpo bandistico di Vigo Cortesano Circoscrizione n. 3 – Bondone Comitato Carnevale di Cadine Comitato Oasi di Cadine Comitato Turistico Locale di Sopramone Corale S.Circoscrizione n.Sardagna Circolo Pensionati Anziani Circolo Poesia Circoscrizione n. 4 . ANA Gruppo Alpini Cortesano Associazione Divertimento Amicizie e Musica (ADAM) Circolo culturale “Girasole” Circolo culturale “S. 2 . Elena di Cadine Filodrammatica di Sopramonte Gruppo ANA di Cadine Gruppo Sportivo “Trilacum” di Vigolo Baselga “I Minipolofonici” di Sopramonte Unione Sportiva “Sorasass” di Cadine Unione Sportiva di Sopramonte Circoscrizione n.Meano 1. 5 – Ravina/Romagnano Circolo culturale ricreativo “L’Allergia” di Ravina e Romagnano Sezione SAT di Ravina Circoscrizione n. 6 – Argentario Amici di Casa Serena Associazione “Antigone” – animazione e danza Avis Centro Sociale Ricreativo di Villamontagna Comitato Tavernaro Circolo Culturale Cognola Coro “Campel“ Filodrammatica “Argento Vivo” Filodrammatica “Filogamar” Ecomuseo Gruppo culturale di Cognola Scuola musicale di Martignano 149 .

– Associazione Genitori Associazione “Amici di via delle Cave” Associazione “Il Seme” Associazione “La mia città” Cantare Suonando Centro culturale “Trentuno” Centro Giovani “L’Area” Circolo Pensionati Anziani “El Filò” Circolo Pensionati Anziani “La Ginestra” Circolo Anziani Pensionati “S. Gianferrari” 150 .Ge. Martino” Comitato attività ricreative culturali Vela Comitato “Dextera Athesis” Comitato “Festa S.Villazzano Associazione sportiva C. 10 – Oltrefersina Circolo pensionati e anziani Comitato associazione e gruppi Oltrefersina Cooperativa “La Bussola” Gad sperimentale “Città di Trento” Gruppo musicale “Madonna Bianca” Gruppo ricreativo culturale parrocchiale Circoscrizione n.Chiara Associazione “Estuario” Compagnia teatrale “La nossa Trent” Circoscrizione n. Filodrammatica “Quei de Vilazan” Circoscrizione n.R. Martino” Coro polifonica “V. Agata Circoscrizione n.Circoscrizione n. Giuseppe/S. 7 – Povo Associazione “Arcipaho” Coro Doss S. 8 – Mattarello Agorart Bisbidis – Bisibigli d’arte Associazione “Amici di via Pomperanos” Associazione italiana “Amici del Presepio” Associazione “Il tamburo del sole” Circolo pensionati e anziani Corpo bandistico di Mattarello Club Fotoamatori di Mattarello Filodrammatica “Arca di Noè” Circoscrizione n.T. 11 – S. 9 . 12 – Centro Storico/Piedicastello A.

Ente Nazionale Sordomuti Famiglia Bellunese del Trentino Gruppo “Poemus” Gruppo “Spiazaroi de Pedecastel” Movimento Italiano Casalinghe

Momenti di confronto sono stati intrapresi anche con: Provincia autonoma di Trento – Assessorato alle attività culturali Comune di Rovereto – Assessorato alle attività culturali Comune di Bolzano – Assessorato alle attività culturali

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Siti web di interesse: • www.comune.trento.it (in particolare le pagine dedicate alla Galleria civica e al progetto Il Trentino e l'Europa) • • • • • • • • • • • • • • • • • • www.abitarelaterra.trento.it www.archcom.trento.it ww.asteria.it/dioces/ www.bibcom.trento.it www.buonconsiglio.it www.centrosantachiara.it www.conservatorio.tn.it www.filarmonica-trento.it www.haynd.it www.itc.it www.mart.tn.it www.mountainfilmfestival.tn.it www.mtsn.tn.it www.museosanmichele.it www.museostorico.it www.sat.it www.trentinocultura.net www.unitn.it

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ELENCO DEGLI ALLEGATI

Sono depositati agli atti (e consultabili separatamente) i documenti che il testo cita o ai quali rinvia: 1. B. Sanguanini, Ricerche sui consumi culturali in città e in provincia di Trento 2. M. Bianchi, P. Saraceno, Verso un bilancio di genere: sintesi e conclusioni (in collab. IRS) 3. Documento di lavoro "Verso il sistema trentino Formazione avanzata/Ricerca/Impresa. Prospettive di integrazione e opzioni localizzative: scenari e ipotesi per la città di Trento" 4. Protocollo d’intesa fra Comune di Trento e Museo tridentino di scienze naturali 5. Protocollo d'intesa fra il MART e la Galleria civica d'arte contemporanea 6. Protocollo d’intesa fra ITC , Università degli Studi, Comune di Trento e Provincia autonoma di Trento sul sistema dei servizi bibliotecari 7. Università degli Studi di Trento: documento sulla biblioteca d’ateneo 8. Documento di lavoro Museo Tridentino di Scienze Naturali “Verso un parco – Città delle Cultura nell’area ex – industriale Michelin di Trento” 9. Indirizzi alla Fondazione Orchestra Haydn di Bolzano e Trento da parte del Comune e della Provincia autonoma di Trento 10. Indirizzi al Centro Servizi Culturali S. Chiara da parte del Comune e della Provincia autonoma di Trento 11. Centro Servizi Culturali S. Chiara, Lo spettacolo dal vivo a Trento (documento di lavoro) 12. Progetto "Il Trentino e l'Europa: culture allo specchio fra passato e presente", progetto, materiali e pubblicazioni 13. Progetto della Commissione comunale per la pari opportunità 14. Documento della Commissione delle comunità europee, Verso una strategia-quadro comunitaria per la parità tra donne e uomini (2001-2005)

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Charta musicae. p. 11 12 13 15 p. Bruno Sanguanini) Che fare? I temi-chiave del documento Prima prospettiva: per una città che apprende Seconda prospettiva: dalla concentrazione alla integrazione e specializzazione degli eventi. 6 p. 27 6 p. 23 p. 33 p. 26 p. 27 p. 30 p. Le declinazioni della cultura Le reti della cultura Ambito I. ricerca. 18 p. 20 p.Sistema dei musei I musei e la città p. 2 p. 20 p. 36 p. 28 p. 6 p. 40 Museo del Castello del Buonconsiglio e Museo diocesano Tridentino p. alcuni suggerimenti per la lettura La ricerca sui consumi culturali Le ragioni Premessa alla sintesi interpretativa (del prof. 8 p. 42 154 p. Un patto di collaborazione fra istituzioni e Associazioni musicali di Trento e nel Trentino Ambito I. p. 3 p. Dal consumo all'investimento Terza prospettiva: una riflessione sulla contemporaneità… …verso una cultura dei valori e dei significati fra locale e globale La cultura della valutazione.1 . 38 Il museo archeologico p.INDICE L'impostazione del documento Una premessa Ripensare le politiche. 7 p. 36 Storia e prospettive di un rapporto in crescita p. 36 Prossime tappe p.2 . 23 p. 1 2 . 41 Il nuovo Museo storico p. mondo associativo La cultura come interpretazione e promozione complessiva della Città Com'è stato costruito il documento Alcune cautele. pianificazione Circoscrizioni. Bruno Sanguanini) Realtà e prospettive per la politica culturale (del prof.4 . p. 11 p. aggiornare gli strumenti Mettere le cose in prospettiva: i precedenti normativi Mettere le cose in prospettiva: lo strumento di indirizzo Istruzioni per l'uso Dall'idea alla realizzazione dello strumento: ascolto.3 . 9 p. la valutazione della cultura Gli strumenti e i modi della verifica Verso l'Osservatorio culturale Concretamente… Ambito I .Il sistema dei contenitori culturali Riformulare la domanda p. 18 p. 24 p.Il ruolo delle istituzioni. 4 p. p. 22 p. 30 Ambito I. 38 Arte moderna e contemporanea p.La rete delle municipalità Ambito I. p. 41 Il Centro della Scienza p.

Le culture popolari: teatro e musica fra tradizione e innovazione Ambito I. 43 La Galleria civica d'arte contemporanea p.Trento tutto l'anno Appuntamento itinerante Sportello. 76 p. p.Associazionismo. p. p.10 . 83 83 83 83 83 84 p. 73 p. i bambini Progetto collegato (Ambito III. 47 48 53 53 55 56 p.1 . della ricerca e dell'innovazione p. p. p. L'Istituto Trentino di Cultura (a cura della Presidenza ITC) Ambito I.12 .9 . 76 p. 42 L'indotto oltre le cifre p. 93 p.La cultura della sostenibilità e dell'ambiente Ambito I. Trento tutto l'anno Progetto Trento Estate p.La cultura dello sport (a cura del comitato provinciale CONI) Ambito I.7 . 86 Progetto Trento tutto l'anno p. le famiglie 155 p. cfr. 60 p. città universitaria. cfr.Università e Istituto Trentino di Cultura p. 61 62 65 69 p. cfr.Percorsi formativi.Trento.1 . L'accordo di programma fra Comune e Università p. indirizzi comuni Linee progettuali e azioni Predisposizione di un sito internet Trento Estate .La cultura diffusa.2 . 45 Ambito I. patto di collaborazione Ascolto.6 . p. p. Cultura nel territorio Senso. 78 78 78 80 81 p.Il Festival della Montagna e le politiche di rete nel settore della cultura di montagna Ambito I.Trento Estate.13 . p.La cultura e l’attenzione ai "margini" Ambito I.) Gli adulti. 92 p.1 . Città delle bambine e dei bambini. 42 Una rete a maglie aperte p.) Ambito II. elaborazione.Il sistema delle biblioteche La rete delle biblioteche della città: multimedialità e logiche di sistema p. corsi di formazione Incontri intercircoscrizionali Progetto collegato (Ambito II.Trento Estate. La partecipazione I soggetti e la città: organizzazione urbana e qualità della vita Una scelta preliminare: la gestione del territorio e i bilanci partecipativi Le bambine.11 .Economia della Cultura Ambito I. p. p.5 . Ambito I. 96 p. p. p.Cultura e disabilità Ambito II . raccolta dati Discussione.Il circuito di città d'arte e di cultura p. p. 89 p. 97 p. 74 p. Trento.8 . 95 p. Trento tutto l'anno. 92 .) I giovani Progetto collegato (Ambito III. prospettive del percorso Un percorso a tappe Ascolto. 85 Ambito III . sintesi provvisoria Incrocio fra i dati.

Progetto collegato (Ambito III. dialogo interreligioso. 101 p.) Identità.3 . Associazioni che hanno partecipato alle diverse fasi di elaborazione del documento di piano culturale Siti WEB di interesse Elenco allegati Indice p. cfr. 132 Ambito III. 152 p. 105 Ambito III. 123 Ambito III. cooperazione dcentrata. cfr.5 .) Introduzione alle sezioni tematiche Verso una direzione nuova: la cultura dell'inclusione p.Trento città delle bambine e dei bambini p. cfr. cfr.) Gli anziani Servizi aperti alla città Progetto collegato (Ambito III. 143 Ambito III. 98 p.Donne e cultura.Il Trentino e l'Europa.1 .Multiculturalità.) Progetto collegato (Ambito III. cfr. 99 p.6 .6 .Cultura del lavoro.Il Trentino e l'Europa p. 154 156 . 136 p.8 . 115 Ambito III.Trento slow city p. 103 p.7 . 105 p.8 . cooperazione decentrata.7 .Percorsi formativi p. dialogo interreligioso p.) Il Trentino e l'Europa: culture allo specchio fra storia e presente Progetto collegato (Ambito III.4 .3 .Trento slow city. 118 Ambito III.5 . 108 Ambito III. 153 p. Organismi. 126 Ambito III. cfr.Multiculturalità.) Progetto collegato (Ambito III.Donne e cultura p.La cultura del lavoro (a cura Museo storico) Piano Culturale: Schema esplicativo Enti. 145 p. diversità. multiculturalità Progetto collegato (Ambito III.Riqualificare le periferie.Riqualificare le periferie p.4 . 148 p.2 .

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