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I CLASSICI DELLO SPIRITO IL DALAI LAMA LA COMPASSIONE E LA PUREZZA CONVERSAZIONI CON JEAN-CLAUDE CARRIERE TRADUZIONE DI LAURA DELEIDI

FRATELLI FABBRI EDITORI LA COMPASSIONE E LA PUREZZA PREMESSA Queste conversazioni si sono svolte nel febbraio 1994 a McLeod Ganj, vicino a Dharamsala, nel nord dell'India, e più precisamente nel monastero di Thekchen Choeling, dove risiede il Dalai Lama. Essendovi arrivato il 10 febbraio, ho potuto assistere alle feste dell'anno nuovo tibetano, che inizia l'11 febbraio verso le cinque del mattino. Sono rimasto due settimane a McLeod Ganj. L'idea del libro, così come l'organizzazione del viaggio, è di Laurent Laffont. Avevo incontrato il Dalai Lama in due riprese, brevemente, nel corso dei suoi due ultimi viaggi in Francia. Mi misi da principio in contatto con i responsabili dell'Ufficio del Tibet a Parigi, e grazie a loro tutto si svolse facilmente. Quando ripenso a questo viaggio, a parte il lavoro di preparazione che mi fu evidentemente necessario, e che durò mesi, conservo il ricordo di giornate molto piacevoli. In particolare l'atmosfera del monastero mi parve al tempo stesso seria e sorridente, senza affanno né tensione. Prima del viaggio, su richiesta del Dalai Lama, gli scrissi diverse lettere in cui precisavo i temi che desideravo affrontare, tutti concernenti, come si può immaginare, il possibile ruolo del buddhismo nel mondo d'oggi e l'attrazione sempre più forte che esercita. Volevamo parlare del buddhismo nei suoi rapporti con la vita di ogni giorno, con la politica, con le altre religioni o tradizioni, ponendo particolare attenzione alla violenza, all'ambiente e all'educazione. Mi accorsi ben presto - e d'altra parte la dottrina afferma che nulla può essere separato da tutto il resto - che ogni nostra parola era compresa in una trama di relazioni che si estendeva all'infinito. Impossibile isolare questo o quel soggetto dall'insieme dell'atteggiamento buddhista. A dire il vero dovevo parlare di tutto, evitando di entrare nei complessi dettagli della dottrina, della mitologia, del rituale. Poiché non disponevamo di molto tempo (d'altra parte basterebbe una vita?), proposi al Dalai Lama fin dal nostro primo incontro, ben sapendo che egli è uno degli uomini al mondo più impegnati, di non interrogarlo su quei punti della dottrina o della pratica da lui già sviluppati in numerose opere, e di fare, all'occorrenza, qualche riferimento a quei libri. Accettò subito e questo ci consentì di procedere più speditamente. A settembre, ci rivedemmo una volta a Parigi, per precisare alcuni punti. Fu immediatamente chiaro che il problema principale sarebbe stato quello del livello di lettura. A chi ci saremmo rivolti? Poiché entrambi non volevamo interessare solo specialisti (ciò che io non sono assolutamente) ma rivolgerci con questo libro al grande pubblico, ritenni indispensabile fare delle pause nel nostro dialogo. Bisogna dire che il mio interlocutore conosceva in modo ammirevole gli insegnamenti cui faceva riferimento, io non ne avevo che qualche vaga nozione e la maggioranza dei nostri lettori rischiava o di ignorarli, o di comprenderli in modo superficiale, cioè falso.

Presi dunque la decisione, in accordo col Dalai Lama, di interrompere le nostre conversazioni ogni volta che io lo ritenessi necessario per precisare questo o quel punto; cosa che feci con l'aiuto delle opere che cito a fine volume, fermo restando che l'insieme del libro è stato rivisto dal Dalai Lama e dai suoi collaboratori. A tale proposito, sono particolarmente grato ai responsabili dell'Ufficio del Tibet di Parigi, Dawa Thondup e Wangpo Bashi. A McLeod Ganj, in più incontri con il Dalai Lama, ho potuto precisare alcuni punti con il suo assistente e interprete Lhakdor e con Kelsang Gyaltsen, entrambi molto gentili e competenti. Voglio ringraziare Nahal Tajadod, sinologo e specialista di storia delle religioni dell'Asia centrale, per la sua preziosa assistenza. I nostri incontri si sono svolti nella sala delle udienze di Thekchen Choeling. Duravano ogni volta circa tre ore. Parlavamo in inglese, ma sovente il Dalai Lama passava bruscamente al tibetano, e domandava allora a Lhakdor di tradurmi quanto aveva detto. Registravo tutto ciò che dicevamo e alla sera trascrivevo la conversazione della giornata. A Parigi, nei mesi seguenti il mio ritorno, ho scritto il libro. L'ordine generale delle nostre discussioni è rispettato, anche se a volte ho ritenuto preferibile unire alcuni temi e articolare meglio domande e risposte. Trattandosi tuttavia di una conversazione, non ci si stupirà di vedervi ripetute talune frasi. Se mi è parso necessario conservare queste ripetizioni, è stato per non privare il libro di un certo disordine vivo, che disegna un cammino sinuoso, dapprima semplice, e che va a poco a poco ampliandosi in tutte le direzioni. Né lui né io desideravamo pubblicare un nuovo catechismo. Volevamo, al contrario, cercare di stabilire un vero dialogo, costantemente aperto e imprevisto, addentrandoci in territori solitamente poco frequentati. Ho cercato di evitare sia il rispetto paralizzante sia l'inutile irriverenza. Se mi capita di prendere la parola molto frequentemente e a lungo, ciò avviene perché il mio interlocutore lo sollecitava. Egli mi interrogava e - fatto ben più raro - mi ascoltava. Questo libro va preso quindi per ciò che è: una sorta di passeggiata a due, ordinata e disordinata a un tempo, molto attenta, con il migliore compagno possibile e non per uno studio o un saggio. Lo ripeto, molti punti della dottrina sono appena sfiorati, l'estrema complessità speculativa del Mahayana vi è soltanto accennata. L'essenziale mi è parso, a proposito di problemi umani che ci toccano oggi come ieri, e talvolta più acutamente di ieri, ascoltare una voce che parla con semplicità, appoggiandosi a ogni istante su più di venti secoli di riflessione e di esperienza. J.-C.C. Chi pone la domanda sbaglia, Chi risponde sbaglia. IL BUDDHA

1 IL MONDO IN CUI VIVIAMO Incomincio con la domanda che ci poniamo tutti (o quasi): "Siamo nel Kali-Yuga?". Cioè: viviamo in un'epoca di distruzione? È persa ogni speranza? Il Kali-Yuga, secondo la tradizione induista, è in effetti questa epoca nera, che ebbe inizio più di tremila anni fa, all'indomani della morte di Krishna. È la grande oscurità, la fine di ogni virtù, la scomparsa del dharma, cioè del corretto ordine del mondo, il trionfo dell'ambizione, della falsità, del commercio. Inutile opporsi: tutto deve scomparire. È così. Un ciclo si compie nella siccità, nelle carestie, nelle battaglie, nella distruzione dei legami sociali. Come già è detto nel Mahabharata, ecco il tempo degli uomini senza forza, senza coraggio, spietati. La terra, morta e calda, diviene allora preda del fuoco. Tutto si compie in una lenta apocalisse. Dopo di che il sonno di Vishnu avvolge il ritrovato nulla e il dio sogna le bellezze di questo mondo, perché non vengano dimenticate. Più tardi, molto più tardi, Brahma il creatore scaturirà dal suo ombelico e a un tratto avrà vita un altro mondo. Seduto accanto a me, colui che tutti qui chiamano Sua Santità, Tenzin Gyatso, il quattordicesimo Dalai Lama, mi guarda e mi ascolta. È calmo e molto attento. Completo la mia domanda: "Tuttavia un'altra tradizione, credo buddhista, afferma esattamente il contrario. Noi viviamo - senza saperlo - un'epoca di virtù, di aiuto vicendevole, di migliore osservanza delle Scritture, un periodo definito fortunato. Fra queste due tradizioni, quale scegliere?". "Senza esitazione, la seconda." "Per quali motivi?" "Ne vedo almeno tre. Anzitutto mi sembra che il concetto di guerra si sia recentemente modificato. Nel XX secolo, fino agli anni Sessanta-Settanta, pensavamo ancora che la decisione finale e indiscutibile dovesse venire da una guerra. Si tratta di una legge antichissima: il vincitore ha ragione. La vittoria è il segno che Dio, o gli dèi, sono dalla sua parte. Di conseguenza, il vincitore impone la propria legge al vinto, sovente per mezzo di un trattato, che non si rivelerà che un pretesto di rivincita. Di qui l'importanza degli armamenti, e soprattutto degli armamenti nucleari, elemento centrale del KaliYuga. Questa corsa alla bomba ha fatto pesare sulla terra una vera minaccia di annientamento." "Le sembra che questa minaccia vada scomparendo?" "Sì, ne sono convinto. La guerra fredda sembrerebbe cessata. Gli arsenali nucleari si riducono. Chi se ne potrebbe lamentare?" "Si contano attualmente, proprio nel momento in cui parliamo, più guerre nel mondo." di cinquanta

Ricordiamo quelle vicine a noi, in Afghanistan, nel Kashmir, gli scontri fra musulmani e induisti sul territorio indiano, e altre lotte di cui i giornali occidentali non parlano quasi mai, la guerriglia del Manipur, o quella che oppone i lavoratori immigrati nepalesi alle forze del re del Bhutan.

di entrambe le parti: prendi il fucile e vai a uccidere l'altro. Ed è diventato impossibile. ben accolto nel resto del mondo [nota : Quando ci rivedemmo. Azione assurda e sanguinosa. anche se taluni conservano e anzi rafforzano la loro chiusura. è negativa. in settembre. ai media. il taoismo. Ecco il secondo: credo. il manicheismo (queste ultime due giunte dall'Iran) si incontravano. grazie alla stampa. mettemmo l'accordo tra l'IRA e il governo inglese nella colonna delle "buone notizie"." Sorride per un attimo e aggiunge: "È vero che molte di queste guerre sono sorte a causa dell'allontanamento della minaccia nucleare". senza sosta. a Dharamsala. E che fa nascere altri gruppi.] . di non violenza. si scambiavano testi. "Lo so bene" mi dice. radicalmente opposti. hanno portato all'Europa esitante. Fino ai canti di sterminio che si insegnano ai bambini. malgrado certe apparenze. nella regione di Turfan. Fino al massacro tra la folla." "Questo non vale per certi paesi musulmani. piccola o grande che sia. Rivela ciò che di peggio abbiamo." "L'isolamento non è mai un bene per un paese. nessun luogo è sicuro sulla faccia della terra. il Tibet aveva pochissimi contatti con altri popoli. i gruppi religiosi si incontrino più spesso. In Algeria. oggi. il buddhismo. in contrasto con lo spirito del tempo. gruppi di attivisti giungono a uccidere chi è straniero. E ho un'altra sensazione. che evoca una vera forza. al contrario. Le due parti sono giunte ora ai negoziati pacifici. Al tempo del Mahatma Gandhi. mi pare che si stia tranquilli. Guardi il Sudafrica. nessuno oserebbe sostenere che si sia meno crudeli di un tempo. nell'insieme. Perlomeno. All'inizio del secolo. . la non violenza passava più spesso per debolezza. che il concetto di ahimsa. che hanno. "epurazioni" e bombardamenti a tappeto. esisteva nel nordovest della Cina. nella ex Jugoslavia." "Non senza forti remore degli uni e degli altri. Ma l'esempio dato dai palestinesi e dal governo ebraico è ugualmente un buon esempio. per rifiuto di agire. e anche ciò che hanno fatto Arafat e Rabin. usato che la forza. In una ventina di anni. Ed evidentemente nefaste. un centro di ricerche dove le religioni dell'Asia centrale. "Queste guerre locali sono veramente crudeli. e questo ci procurò un brusco risveglio. si conoscano meglio d'un tempo." "Certo. guadagni terreno. Mi dicono ovunque: ci conosciamo meglio. Il tempo lo lasciava indietro. E si arriva fino all'assassinio. Non occorre dirmi di quali orrori siamo capaci. e il dramma del Ruanda dall'altra parte. In buona fede. proclamato. che uccidono coloro che sono sospettati di aver ucciso. come se volessero cacciare ogni influenza dello straniero. quasi per vigliaccheria. Credo che. e così via. e non porta che a nuovi conflitti. si sforzavano di conoscersi meglio. Qui. con altre tradizioni. Ma sotto la minaccia nucleare. uomo che venero. la tendenza a chiudersi in se stessi. Non è più così. le piccole guerre sono limitate. Quanto ai paesi musulmani. a tutto ciò che si chiama comunicazione. Ogni guerra. palestinesi e israeliani non hanno visto. La scelta della non violenza è oggi un atto positivo. Per molti decenni. se si guarda il mondo nel suo complesso. e la cosa fu molto dannosa. ho visitato molti paesi." Sotto la tollerante dinastia dei Tang. a Dunhuang. "Ha altri motivi di ottimismo?" "Sì. l'isolamento perde terreno. soprattutto se occidentale.Gli parlo del turbamento profondo che guerre. dal VII al X secolo. il nestorianesimo.

da una parte e dall'altra. in favore della pace necessaria. Ero stupefatto. e inquietante" mi dice." "Senza dubbio noi manchiamo di tali centri" afferma il Dalai Lama. Si parlava della storia dello zoroastrismo. Le due tradizioni." "Una delle conferenze verteva sulle influenze subite dallo zoroastrismo al tempo del suo esilio verso la Cina. qualche settimana dopo i nostri colloqui. Affermazioni unite a qualche considerazione razziale e politica." "È un'avanzata reale." "Si trattava di una analisi meramente linguistica. dove ha incontrato ebrei. cristiani. Ha anche parlato molto . il muro del pianto e altri luoghi. dell'avanzata degli integralismi religiosi. Non sapevo come rispondere a quest'uomo. "Sì. Da parte mia. piuttosto che consegnarsi alla polizia. come ad esempio: noi siamo i soli veri Ariani. altra religione già bandita. Li conosco. musulmani. un tempo religione dell'Iran. furono obbligati ad adottare un vocabolario e alcune nozioni buddhiste. che dichiarò ad alta voce. anche all'interno del cristianesimo e dell'induismo. che comunque Ahura Mazdah era il solo vero dio e Zoroastro il solo profeta. e là meditiamo insieme. dopo l'invasione dell'Iran da parte degli Arabi nel VII secolo. Avevo appena scoperto. un fondamentalismo zoroastriano. anche bahai." "O qualche segreta compensazione al crollo delle ideologie. passeggiamo insieme." Il Dalai Lama si china leggermente verso di me e mi domanda: . con l'aspetto di uomo d'affari. incontro altri capi religiosi. drusi. " Aggiungo un esempio personale: "Mi trovavo nel dicembre 1993 a Bombay per assistere a una serie di conferenze tenute da specialisti francesi. oggi. Io ne ricavo un grande senso di benessere.con palestinesi e israeliani. "Continuo a credere" dice "che sul piano religioso siamo in progresso rispetto all'inizio di questo secolo." "Molti commentatori affermano il contrario. in India". un visionario americano ha preferito morire nel fuoco con i suoi adepti. Si sente ovunque parlare. le differenze si inaspriscono.ma separatamente . rappresentata oggi da circa ottantamila persone. per quanto mi è possibile. basata sulle iscrizioni di quel tempo. Ovunque le sette proliferano. L'anno scorso. Alcuni si domandano per quale motivo le speranze ecumeniche degli anni Cinquanta sembrino avere ceduto il posto a una parcellizzazione crescente delle fedi." In marzo. per adattarsi ai nuovi territori fortemente penetrati dal buddhismo. ma sostiene tuttavia di avere colto. Ha visitato le chiese cristiane. Al termine della conferenza. qualunque sia la tradizione alla quale si collega. la moschea di Omar. i parsi. significative "vibrazioni". Una di queste influenze fu esercitata dal manicheismo. Egli reputa che il fossato sia ancora profondo. condividiamo un attimo di silenzio."La regola" ricordo "era di sottolineare i punti comuni e di sorvolare sulle differenze." "Accade sovente. che lo zoroastrismo non aveva potuto modificarsi né subire alcuna influenza. abitanti per la maggior parte nel Maharashtra. si è recato in Israele. visitiamo questo o quel luogo sacro. si vide alzarsi un uomo corpulento. in un inglese eccellente. "E sarebbe ottima cosa crearne. "Taluni vogliono scorgervi una reazione agli antichi terrori della fine del millennio.

" "Un lama integralista?" "Ad ogni modo. E se la maggioranza dei parsi rifiuta di seguirlo. una forma particolare di tolleranza. che nulla è stabile per sempre. Può. nella stanza luminosa dove riceve. Di . conventicole. Sostengono al contrario che un grande flutto ci trasporta. di affiggere e venerare solo la sua fotografia."Che percentuale di parsi rappresentava?". in Inghilterra. Inutile leggere il suo articolo. Se la differenza prevale. visitatori giunti da tutto il mondo. meno intelligenti?" Riflette a lungo prima di rispondere. infaticabile corruttore. visionari. Siamo così. la propria o quella degli altri. e aggrapparvisi con tutte le sue forze. E così via. proibisce tutte le mie opere. È sempre stata così. E questo sovente a sua insaputa". Siamo tutti simili. hanno il permesso di leggere solo i suoi libri. l'umanità è così". Poi aggiunge: "L'umanità è così. un lama di buona formazione si comporti come un vero capo di setta." "Talvolta fino alla morte. diciamo semplicemente: tanto meglio". Siamo comodamente seduti intorno a una grande tavola bassa. la risposta è novantadue per cento!" Ride per la prima volta: un riso diretto. Questo articolo non dipende dall'opera in sé. più facilmente che altre tradizioni. esclusioni. "Mi pare che il buddhismo offra una via diversa. Ma cosa volete? È umano. accade che si sappia in anticipo ciò che scriverà questo o quel critico. "Da quello che mi hanno detto. ma dalla personalità di colui o di colei che l'ha scritto. adattarsi all'evoluzione dei tempi e dei costumi? Può anche porgere un aiuto a uomini e donne meno preparati di altri. meno colti." "Ma sì. circa l'otto per cento. o un'opera teatrale. Ripete ancora una volta. A questo si aggiunge il gusto del potere. che la storia dell'arte e dell'estetica ricorda la storia delle religioni: stessi proclami. e tutti diversi. spontaneo." Gli dico che conosciamo il medesimo fenomeno in altri ambiti. "Il buddhismo è salvaguardato dall'integralismo?" "I principi stessi del buddhismo sono l'opposto del fondamentalismo. o un libro. che tornerà sovente. ciascuno può così scoprire il suo piccolo territorio di verità. ogni immagine del Dalai Lama. I suoi fedeli. Ciò non impedisce che in questo momento. Mi accusa di questo e di quello. Non prendiamo in considerazione quest'uomo irritato. ogni giorno. Lasciamolo in pace. calmo: "Sì." "Ebbene. ogni contatto con me. sia esso favorevole od ostile. Si direbbe un'altra persona che lo abiti segretamente e che si manifesti all'improvviso. "Ad esempio quando esce un film. qualche migliaio.

al tempo della drammatica partenza del 1959. che lascia scoperto il braccio destro. Non si avverte alcuna tensione. Essa governa il nostro . una immagine del Buddha Sakyamuni. è chiaro che la conversazione si avvia alla fine." "È possibile per tutti? E non soltanto in Asia?" "Ma certo. o esserne al di fuori. Si può imparare in effetti la tolleranza. la semplice veste rossa dei monaci. Ogni affermazione generale e definitiva ci sembra pericolosa. Lezioni e insegnamenti di ogni sorta possono essere tratti dal buddhismo senza che questo richieda un'adesione completa. Lei mi domanda: può il buddhismo." "È il secondo livello?" "Il secondo livello è accessibile a tutti. All'inizio di ogni incontro il Dalai Lama scioglie i lacci. ma attenzione: non allo stesso livello. probabilmente falsa. che impegna una vita. indispensabile per ogni azione giusta. Fra queste statuette. di cui alcune salvate dal Tibet. il buddhismo ha sempre avuto vocazione di universalità. quella di Padmasambhava. nel VIII secolo della nostra era. Questa pace dello spirito è al centro delle nostre ricerche. e anche più vite. Coloro che desiderano aderire al sangha devono agire con grande prudenza. Il buddhismo si rivolge a tutte le donne. Lhakdor. come Lhakdor. In effetti. accettare uno studio e una disciplina particolari. il grande predicatore del Kashmir che fu il vero apostolo del buddhismo nel Tibet. di angolazione. Non è il nostro fine. Il Dalai Lama è sempre in compagnia di due assistenti di cui uno. a tutti gli uomini. leva le scarpe e si siede nella posizione del loto sulla sua poltrona. e anche il cammino della pace dello spirito. A differenza dell'induismo. In ogni caso. una stufa. senza la quale nessuna vita è sopportabile. in questa fine del secolo. Si è opposto agli dei protettori di un solo popolo. Al centro della stanza. di queste vaste opere di conversione. Appartenere al sangha. Più tardi. condotte con risolutezza nel XIX secolo e ancora nel XX.fronte a me. dei il cui potere si arresterebbe a certe frontiere. quando il Dalai Lama calza di nuovo le scarpe. sembra stia scomparendo. attraverso le finestre. circondato da altre immagini e piccole statue. alberi e le cime innevate delle prime catene dell'Himalaya." "Fare parte della struttura." "Non bisogna soprattutto dolersene. grida di corvi. Comunque noi non facciamo nulla per convertire. dei bhiksu." "La nozione stessa di missione apostolica. le guerre che scuotono il mondo non hanno eco qui. Tutto è calmo e cordiale. bisogna distinguere: fare parte della struttura. Indossa. Si tratta di una decisione molto importante. non allo stesso modo. Non si rinuncia impunemente al proprio passato. su un vassoio. svolge le funzioni di interprete quando il mio interlocutore passa all'improvviso dall'inglese al tibetano. a tutti gli esseri. ogni giorno. alle proprie radici. un monaco sorridente ci serve il tè. Sovente. significa appartenere a una comunità buddhista?" "Esattamente. Fuori. Dopo un'ora di conversazione. offrire un rifugio a tutti? Dipende dal vostro atteggiamento e dai vostri bisogni. "Nel buddhismo" mi dice "tutto è spesso una questione di livelli.

sempre per rispondere alla sua prima domanda. il suo tenore. nettamente meglio di un tempo. di leggi. E questo vale per il lavoro di gruppo. è che il senso della pace esiste in noi. noi siamo esattamente. se esaminata attentamente. che oggi questo spirito d'armonia si estenda. e il potere giuridico da quello politico. gli stessi. contrastato. Bisogna passare alla recitazione." Aggiunge sorridendo: "Bisogna meditare e agire a un tempo! E tutti insieme! E anche mangiare! Tante cose ci sono comuni! L'acqua." "Esistono delle tecniche per giungere a questo?" "Sì. addirittura alla felicità. un fallimento. Qualche minuto di silenzio comune porta più coesione che ore di agitazione.avrebbero restituito alla natura umana le sue qualità originarie e avrebbero condotto gli uomini a una vita migliore. ognuno ha ora la propria possibilità di scelta." "È vero sempre. Sono passati più di due secoli.atteggiamento nei confronti del mondo di cui facciamo parte. E ne attribuivano la corruzione alla "società"." . la durata media della vita. constata. Ciò non accade senza difficoltà." "Forse. l'ossigeno!". La principale è la meditazione. di migliorare in modo considerevole i rapporti legali. l'innocenza della natura umana. e anche dei nostri nemici." "E forse meglio conosciuta. E mi sembra. all'espressione della vitalità. e affermato. viviamo in questo momento una forte crisi economica. e fa parte del nostro insegnamento. Ma la felicità è ancora lontana e. Ma alla prima occasione si rivela la stessa. sempre più condiviso". E meglio disciplinata da regole. ogni preminenza. giuridici. almeno da noi. nelle nostre democrazie. mascherato. Ma nella preparazione di uno spettacolo." "Sappiamo tutti che un momento di riflessione tranquilla può aiutarci a risolvere un problema che sembrava senza soluzione. piuttosto." "Per altri motivi. che il nostro desiderio di vivere insieme tranquillamente sia sempre più forte. ben disposta. senza dubbio. di rivoluzioni se necessarie . Ne abbiamo tutti il desiderio profondo anche se è sovente nascosto. Cessa di ridere e riflette un istante prima di riprendere: "Una delle cose che la meditazione ci insegna. Le religioni hanno perso. quando scendiamo lentamente in noi stessi. I buddhisti credono che la natura umana. servizievole. e tristemente. Questa corruzione che i buddhisti chiamano "contaminazione". "L'Occidente. in questa fine di secolo." "Tuttavia la natura umana non sembra essere cambiata di una virgola. le ideologie politiche si sono deteriorate. In linea di principio. ma nel complesso viviamo meglio. nei confronti del nostro prossimo. Filosofi come Rousseau e altri proclamavano anch'essi la bontà. Vaste lotte sociali e politiche hanno permesso.per mezzo di riforme. Lo Stato si è separato dal potere religioso. all'improvvisazione. Una grande speranza era nata due o tre secoli fa. in fin dei conti. non ci si può accontentare di meditare. che mutando le condizioni della società ." "Essi hanno creduto. sia buona." "Senza dubbio. che è al centro della nostra pratica. all'inizio di questa epoca che noi chiamiamo "moderna".

Il che non vuole dire. Lo stesso titolo. "Ogni folle. che riunisce tutto il potere nelle sue mani. perché è sulla strada di imporre il proprio credo con ogni mezzo.di separazione. spezzandolo e fondendolo. di Karl Lorenz e di alcuni altri. crediamo agli oracoli. Si rammenti del famosissimo detto di Sakyamuni: "Non aspettatevi nulla se non da voi stessi". esclude gli altri si troverà escluso a sua volta" mi dice. che noi abbiamo razionalizzato le nostre credenze. Non vi è contraddizione fra buddhismo e democrazia. quando si distrugge una ideologia. questo è uno dei motivi. l'istituzione del Dalai Lama può scomparire da un giorno all'altro. È quella che definisce e che separa i poteri all'interno dello Stato." "Tuttavia lei. che non sia per semplice rispetto"." "Non ha detto che si deve evitare di "fare la corte a dèi stranieri"?" "L'ha detto. però. in questo disordine." "E di proclamarsi il popolo eletto." "Se allude alla separazione di Stato e Chiesa. Anche se questa separazione dei poteri suscita molteplici attriti. e su qualche altro. come la conosciamo noi. per i quali il buddhismo si è sempre guardato dall'affermare l'esistenza e l'onnipotenza di un dio creatore. Se l'accettate." "L'altra separazione" gli dico "la conosce. È un'esperienza." "No." riprende "al frazionamento delle credenze. Colui che afferma che il proprio dio è l'unico dio commette pericolosa. credeva di avere eretto una solida barriera mettendo in pratica l'idea . mi parrebbe un ottimo principio. gli anatemi razzisti e gli integralismi di ogni sorta trovano un terreno fertile e che d'altra parte. nefasta. noi riconosciamo l'esistenza di esseri superiori. "Chiunque disputa è un'azione ad altri. si assiste al sorgere e all'imporsi del culto esclusivo del denaro." "La democrazia. Si può estrapolare da un lungo e paziente lavoro sul comportamento animale? Si può dire che l'aggressività sia una componente della nostra natura? Faccio presente che . il Buddha Sakyamuni taceva. È stato detto che la decisione di fare della giustizia un potere. Aggiunge che. Quando lo si interrogava su questo punto." "Per ritornare all'integralismo. Ma queste credenze. fu un colpo di genio dell'Occidente. riflette. non cerchiamo in alcun modo di imporle agli altri. Il concetto di potere è molto diverso. un vero potere. senza dubbio. e la sua raccomandazione che ha attraversato venticinque secoli: "Come si saggia l'oro sfregandolo." Evochiamo per un istante la grande figura del Risvegliato. un'esperienza personale." "Che è la cosa peggiore. Parliamo allora dell'aggressività. ai presagi. così fatevi un giudizio della mia parola. Lo ripeto: non vogliamo convertire. Non è stabilito per sempre da qualche forza esterna agli uomini e alla terra. alla reincarnazione.molto importante . E tutte le scuole buddhiste sono oggi d'accordo su questo. rappresenta l'esempio contrario." "Cioè?" "Bene. Il buddhismo si applica anzitutto ai fatti. nel senso che voi date a questa parola. all'interpretazione dei sogni. in ogni caso di un certo stato superiore dell'essere. che per noi sono certezze. all'auto-proclamazione dei "popoli eletti".Anche qui.

Devo cercare in me il vizioso e il criminale. Senza questa. scene. quasi alla cieca. per necessità. sovente il sangue. ma al contrario il tumulto. Noi siamo a volta a volta attori e spettatori. A dire il vero. lei non ha bisogno di calma?". il Dalai Lama ha parlato di alcuni dei drammi che nel XX secolo hanno insanguinato l'Asia. E anche già critici. un inventore di crimini. il proprio ritmo. "Uomini cresciuti in un ambiente rigorosamente non violento" mi dice "hanno potuto diventare i più crudeli massacratori. in balia di sussulti che fanno paura. "L'aggressività fa intimamente parte di noi stessi" dice. "Però non li commette. Ma questa agitazione non è la forza dominante." "Una certa agitazione e necessaria all'invenzione?" "Molti scrittori del XX secolo hanno amato lavorare per esempio nei caffè. ove compaiono dei personaggi. e particolarmente l'Asia buddhista. Dopo di che. a contatto con una vita differente. Nel suo lavoro. Per questo Sakyamuni ci raccomanda di cercare nel nostro intimo più profondo: perché vi troveremo alla fine il desiderio di pace. Su questo non c'è alcun dubbio. Come diceva Luis Bunuel. forse addirittura a livello di specie. È possibile e indispensabile padroneggiarla. violare sua madre e tradire la sua patria. saremmo scomparsi. 1990. viene urtato. Il cameriere passa. In altri momenti bisogna allontanarsene.questa nozione è sovente presentata come una forza positiva." "Nello stesso momento?" "Quasi nello stesso momento. da Pol Pot in Cambogia a Sukhe-Bator in Mongolia. Ogni tanto bisogna gettarsi senza riserve nella scena. Levensen Balland. Non c'è una regola assoluta" "Lei ha dunque bisogno di trambusto?" "In un certo senso. la violenza. quando immagina storie. come se l'avesse scritta un altro. certo. sono necessari lunghi momenti di tranquillità e di riflessione. Aggiungo che. Segno che l'aggressività più insensata continua a vivere nel fondo di noi stessi. il peccato d'intenzione non esiste." In un altro libro [nota: Ainsi parle le Dalai-Lama. e quando cerca nel fondo di se stesso. come sceneggiatore. guardarla da lontano. Nel suo lavoro. il bravo sceneggiatore deve ogni giorno uccidere suo padre. la competizione. "Ho bisogno di calma e di agitazione. il proprio modo di esprimersi. come un elemento di sopravvivenza. ciascuno trova il proprio schema. rovescia una tazza di tè: questo incidente può fare scaturire un'idea. mi è impossibile vivere continuamente nei buoni sentimenti." . tra il rumore e la confusione. Colloqui con Claude B. Tutto comincia sul nostro piccolo palcoscenico interiore.]. Tutti sappiamo che lo spirito umano è sconvolto." Mi ascolta e mi guarda scrollando piano il capo." Sottolinea queste parole con un gesto reciso delle mani. La calma giudica l'agitazione. "È proprio per questo che bisogna lottare. che altrimenti dormirebbe per sempre. come autore. probabilmente. Egli è. E aggiunge subito: "Ma la nostra vera natura è pacifica. non è la calma che trova.

"Colui che non si può riconoscere come simile. e mai la morte è stata così vicina al sesso. E mi presenta un terzo motivo di ottimismo: "Quando incontro dei giovani. effimero come tutti i ruoli. il diverso". non le pare?" Ciò che dice è indiscutibile.. "Si comincia a studiare questo accecamento storico. segue un piano ben preciso. non avevano alcun senso di responsabilità nei confronti del loro pianeta. e mai la solitudine ha trovato accenti più amari. Si diffonde una visione globale delle cose. che esisteva solo molto raramente nel passato. la scomparsa. È necessario del tempo."Alcuni sostengono che istighi gli spettatori a commetterli. come non ricordare le nostre persistenti inquietudini. Si attribuisce una importanza sempre minore alle nazionalità. L'unificazione di gran parte dell'Europa." .") assomiglia molto a una rappresentazione. e i deserti guadagnano terreno ogni giorno. E vedo che questa reazione di diffidenza e di ostilità lentamente scompare. tutti i paradossi che ci assalgono? Mai abbiamo prodotto tanti beni. l'uomo è come un attore che si identifichi. se ne curava". nonostante le nostre digressioni. con un ruolo. L'altro era il barbaro. almeno apparentemente. l'atteggiamento costantemente raccomandato nei nostri rapporti con una realtà sovente qualificata come "relativa" ("Conoscete la sofferenza benché non vi sia nulla da conoscere. è necessario un lento cammino nello spirito. credo anche che il concetto dell'umanità come unicum sia assai più forte oggi rispetto a ieri. a vivere in un mondo la cui realtà non è garantita e che forse è solo una illusione. di diverse lingue e diverse culture. Mai abbiamo moltiplicato così freneticamente la nostra specie. alle frontiere. la più terribile che si sia conosciuta da sessantacinque milioni d'anni. La stupirò forse. " "Che aveva per risultato" continua "un'ondata gigantesca di estinzione delle specie. dalla sua stessa condizione. È un sentimento nuovo. Guardi per esempio: gli abitanti della terra. "Non è semplice risolverlo. E ancora. Tuttavia." "Conosco questo problema" mi dice." "Esatto. ma non sono rigorosamente contrario allo spettacolo della violenza e del crimine. Mai ci è parso di avvicinarci tanto all'età dell'oro. riversando i loro rifiuti nei quattro elementi. stranamente. Obbligato. tutto questo mi pare positivo.. soprattutto in Occidente. all'ozio che ritempra. Tutto dipende dall'insegnamento che se ne trae. E così via. la moltiplicazione dei matrimoni tra donne e uomini di paesi diversi. per esempio. come per magia. Mai abbiamo mostrato così largamente i nostri corpi nudi e le nostre unioni cosiddette libere. con la stessa convinzione. e la disoccupazione diventa la nostra prima calamità. L'elenco è lungo." Precisa sorridendo che al centro della tradizione buddhista. Il Dalai Lama. con la stessa perseveranza. Fabbriche coprivano a poco a poco il suolo. e la miseria è alle nostre porte. Ciascuno può portarvi il proprio timore." "L'estinzione continua impunemente. Mai abbiamo inventato tecniche così prodigiose per entrare in contatto gli uni con gli altri. Nessuno. Ma nulla può aggiustarsi all'improvviso. soprattutto in Europa. il Dalai Lama risponde: "Tutto questo è vero. Il che è per un buddhista un vero abominio. delle atroci battaglie tra francesi e tedeschi. nella prima metà del nostro secolo.

Questo mondo che invecchia e che muore. e il desiderio di nascita: "All'origine di questo dolore universale è la sete di esistere. per il Buddha. essere separati da ciò che si ama.una scena decisiva nella storia del mondo -. giungendo a un ascetismo estremo. Noi corriamo sempre un rischio maggiore: quello di perdere il contatto col resto dell'universo. lei lo sa. almeno per una settimana o due. l'improvvisa scoperta della vecchiaia. e lanciarsi. essere uniti a ciò che non si ama. Impressionato da un religioso che mendicava il proprio nutrimento. seduto sull'erba. ma anche sofferenza morale. ove andare in ritiro. Dobbiamo invece fare di tutto per conservarlo. "Lo so bene. È la parola giusta". Ancora: incontro sempre più frequentemente gruppi di uomini d'affari che fino a poco tempo fa. la famiglia e i doveri regali che l'attendevano. subito dopo. poi un cadavere portato al rogo. e che oggi vengono a trovarci. poi un uomo divorato dalla peste nera. di frustrazione. interrogò uomini reputati saggi. e poi rinasce per invecchiare e morire ancora. non poter realizzare i propri desideri". Fu in se stesso che trovò la risposta. La sofferenza è la rivelazione del buddhismo. profumi. senso di impotenza. fino ad allora sconosciuta. trovò la nascita. Trenta o quaranta anni fa questo primo passo sarebbe stato inconcepibile. Essi mostrano un'attenzione molto viva per i nostri valori." "Avremmo dunque bisogno di un risveglio?" Sorride rispondendomi: "È la parola. e delle cause all'origine di questi fatti -. Cercando la causa di questa miseria ." "Si può talvolta mettersi la coscienza a posto in una settimana o due di ritiro. Questi tre incontri . circondato da fiori. ai piedi di un fico. a interrogarci. abbiamo preso in qualche modo coscienza di questo pericolo. Fu la prima verità. Si sono anche visti nascere partiti politici. che sovente si chiamano Verdi. portarono poco tempo dopo alla partenza del principe. fin da principio. ammalarsi. per condurre sotto la nostra guida una vita spirituale. non manifestavano alcun interesse per il buddhismo. . Ma almeno. calamità comuni a tutti. Tutto questo invano. e s'incamminò per le strade della città chiamata Kapilavastu. Siddharta Gautama abbandonò segretamente il palazzo." Lo so. Siddharta percorse una parte dell'India. già sposato e padre di famiglia. di inutilità in questo mondo. Cercano persino dei luoghi ove riunirsi. Per cercare un rimedio a questa sofferenza essenziale che si chiama in sanscrito duhkha. incontrò da principio un vecchio curvo per l'età. E. il cui programma poggia sulla difesa dell'ambiente. della malattia e della morte. comunque. Soffrire. Decise di consacrare tutte le forze della sua vita alla ricerca di una luce nuova. lasciò lo splendido palazzo in cui viveva dalla nascita." "Non è troppo tardi?" "Spero di no. che permettesse agli uomini di liberarsi dalla sofferenza. è misero. certo. Sofferenza fisica. invecchiare. la stessa sete di morire". si afferma come una ricerca dei fatti. è meglio di niente. uomini e donne accuratamente scelti dal padre per la loro giovinezza e bellezza. 2 EDUCAZIONE E CONTAMINAZIONE Quando il principe Siddharta. "è nascere. e anche per rafforzarlo. in uno sfruttamento forsennato della terra. oggi. trascorse sei anni su una montagna. la sete di piaceri che provano i cinque sensi esterni e il senso interno.il buddhismo. all'età di ventinove anni.

e si vedrà. non ci sarà accordato. non è una semplice contraddizione. Dall'altro. per definizione.La sofferenza proviene dunque dal desiderio. È possibile. vivremo nell'ignoranza. finché il risveglio interiore. lungo tutta la storia del buddhismo. nessuno sembra mettere in dubbio la sua esistenza storica e l'autenticità della sua lunga predicazione). Sta a noi uscirne. quarta rivelazione. un insegnamento buddhista. è anche avido di informazioni. e molto presto all'egoismo. e le fanno visitare. dimentichiamo il resto. Siddharta Gautama. anche se crediamo di sapere qualcosa del mondo. frutto di una esperienza strettamente personale. il mondo non sa più dove va. completò queste due verità con due altri insegnamenti. Se il Risveglio. divenuto il Buddha. acceso dalla cupidigia. esiste una via precisa per giungere a questa cessazione. è in effetti il Kali-Yuga che prevale. la via che può condurvi deve esserci mostrata. questa rivelazione tratta dall'interno di se stesso (e non ricevuta grazie a un intervento divino o angelico) da un uomo la cui intelligenza e tenacia ci appaiono oggi prodigiosi (anche se i racconti della sua vita sono tutti disseminati di leggende. ciò che esso vede è fuoco." "Come reagire?" "Come sempre. che infiamma colui che desidera. non può essere insegnato. tutto ciò che colpisce i sensi è fuoco." . centrale. durante quarantacinque anni. Egli dice di imparare ogni giorno. Per questo. i tibetani sono fieri delle loro scuole. Il Dalai Lama ha accuratamente presieduto alla creazione di una università tibetana. anche se abbiamo imparato dall'uno o l'altro maestro. svela il suo insegnamento. disse. godiamoci i pochi beni che possiamo avere accumulato. i monaci forniscono agli allievi. l'insegnamento occupa un posto decisivo. Oggi. anche se insegniamo agli altri. suppone che tutti gli altri uomini ai quali il Buddha. spegnere questo fuoco e giungere così alla cessazione di ogni sofferenza. alla politica." "Conosco persone che vivono così. i tempi diventano duri. L'illusione ci divora come una fiamma perenne. È l'espressione stessa della nostra condizione. Fu la seconda verità. dice ancora il Buddha. anche se cantiamo a squarciagola che la vita è bella. Anche se ci crediamo felici. dev'essere spento. Possiamo lasciarci andare allo scoraggiamento. Tutto è fuoco. il Dalai Lama stesso si aggiorna sulla ricerca scientifica contemporanea. A dire il vero. questa crisi si estende all'attività industriale. vivano nell'ignoranza e di conseguenza nella sofferenza. Per un buddhista. E indicò questa via. Allora ritiriamoci nel nostro cantuccio. dalla collera e dall'ignoranza. Moderando un po' il proprio ottimismo. Questa è la nostra natura e la nostra prigione. e di conseguenza al nostro controllo. E questo fuoco della vita. giunti da ogni parte. Più tardi. il Dalai Lama ammette ora che stiamo attraversando un periodo critico. Possiamo dire a noi stessi: tutto è perduto. Tutto sembra sfuggire al nostro pensiero. Infine. Questo risveglio incomparabile. l'occhio è fuoco. cioè il Risvegliato. in due modi. molto critico. ciò che l'orecchio ode è fuoco. che sono il punto di partenza. Qui potrebbe apparirci una lieve contraddizione: la natura umana è buona. tuttavia è sottomessa all'ignoranza e misera. "Tutto il nostro sistema educativo è in crisi. L'insieme costituisce "le quattro nobili verità". E insiste sull'educazione. Da un lato. a Dharamsala. Si deve fare di tutto per distruggerla. Questo desiderio è come un fuoco. a buon diritto. senza avere fatto nulla per meritarlo. Gli è impossibile adeguarsi. il fondamento stesso di tutta la ricerca buddhista.

può essere considerato in sé. che non hanno nulla di spettacolare. in questo senso. dalle parole stesse del fondatore. non-carta. Se li si esclude. la carta sulla quale scrivo." "E che si ricollega alle nostre preoccupazioni ecologiche?" "Direttamente. Lo fa anche per tutte le cose incapaci di meditare. dipenda da due concetti particolari. non si separa in alcun modo dal resto del mondo. al contrario. Thich Nhat Hahn. Coscienza della nostra condizione. Questa interdipendenza di tutte le cose . e così via. a una visione analitica del mondo. "E l'altro atteggiamento?" "È una presa di coscienza molto semplice e un impegno preciso.è la prima sorpresa che ci attende sul cammino buddhista." "Che cosa aspettano?" "Nulla avverrà all'improvviso" mi risponde. Per esempio. in questa eco d'una parola antica.compreso il nostro sguardo sulle cose . Thich Nhat Hahn aggiunge: "Vuoto. Per non parlare della penna e dell'inchiostro. in realtà. al centro stesso dell'ecologia di oggi. Nulla esiste separatamente. che porta in sanscrito il nome di pratitya-samuttada. che prende posto a poco a poco come una forza. La sofferenza che porta nel suo cuore è la società stessa. la non violenza. di tutto il cosmo". lo fa per tutti gli esseri.indipendente. più precisamente nell'Avatamsaka-Sutra."Oh.si potrebbe dire di un essere . "I veri cambiamenti sono lenti e impercettibili. ci dice questo sutra. è unito a tutto. Noi siamo costituiti di elementi non-individuo." Il concetto di una esistenza indipendente degli esseri viventi e delle cose è sempre stato rifiutato dalla quasi totalità delle scuole buddhiste fin dall'origine. naturalmente. Un atteggiamento che mi sembra oggi più necessario che mai. ci ripete instancabilmente il buddismo. Un maestro contemporaneo dello Zen. il foglio di carta è vuoto. per un individuo. Se noi rinviamo tutti questi elementi alla loro fonte. la casa nella quale si trova il tavolo. È costituito da tutti gli elementi non-sé. trovare un oggetto che non abbia rapporto con tutti gli altri. Il primo è l'ahimsa. il boscaiolo a suo padre e a sua madre. Non ha un sé separato. dei mille pericoli che ci assediano. Siamo qui. nell'immensa rete di Indra. L'interdipendenza.. la foresta al boscaiolo. provata dall'Occidente da qualche anno a questa parte. Il maestro zen dice allora che quando uno fra noi medita. il tavolo ove posa la carta. . Impossibile. Nessuno di questi oggetti. è stata insegnata dal Buddha stesso. Essa si oppone direttamente a tutto ciò che noi crediamo di sapere. Gli uomini devono svegliarsi. mi pare che la nuova attrazione per il buddhismo. Tutto. la penna che essa regge. in una raccolta di testi recenti. il legno alla foresta. constatiamo che. Il secondo è questa nozione di interdipendenza. presente già anticamente nel pensiero buddhista.. Ciò che vale per un foglio di carta vale. significa che la carta è piena di tutte le cose. divisa in oggetti separati: la mia mano. il re degli dèi nella mitologia indu. ma sono profondamente sentiti. il foglio è vuoto di un sé . ha esistenza separata. Tutto è collegato. la fibra al legno. prende ad esempio un foglio di carta. Quando medita. Impegno chiaro a uscirne. tutto ha un rapporto con questo foglio di carta. Esso è costituito da elementi non-carta. anch'io!" dice ridendo.

. soffro e mi domando: domani. Alcuni parlano anche di cinquanta miliardi. questa cifra complessiva può essere raddoppiata. Sette o ottocento milioni vi si sono aggiunti dopo questa data." "Sì. può porsi fuori dal mondo. senza ipocrisia. che cosa mi faranno ancora?". Sono ferita. Conosce Bhumi e i suoi timori." . In meno di trent'anni. Bisogna dire: sei miliardi di abitanti. carote inesauribili. "Per prima cosa" mi dice "bisogna informare chiaramente. Dal punto di vista morale è un grave errore. senza preconcetti. è troppo. perché la parola sembra indicare che noi siamo al centro delle cose." Gli rammento i lamenti di Bhumi. E da quello pratico è un dramma. circondati da queste." "Una ruota che cigola sempre più forte. La Nigeria diventerà il terzo paese più popolato del mondo. pubblicata nel 1992. mostra progressioni spettacolari." "Forse il problema numero uno." "I sette miliardi sono vicini. La Cina e l'India raggiungeranno il miliardo e mezzo di abitanti. "Lei ha detto che stiamo attraversando una crisi. Gli comunico che fui senza dubbio uno dei primi. sono necessari almeno sessanta anni di sforzi continui. È sensibile all'esplosione demografica cui sta assistendo il XX secolo?" "Molto sensibile. tanto più che gli esperti annunciano che le risorse della terra non saranno sufficienti. Un Messico ogni dodici mesi. la Terra." Ricordiamo l'enorme balzo che ha fatto la popolazione della terra nei cinquanta anni passati. anche se l'affrontiamo ciascuno a proprio modo."Nessuna specie. mentre in verità ne facciamo parte)." "È un punto veramente critico. Gli domando: "Che fare?". Gli esperti (ma "esperti" in cosa?) possono in effetti calcolare che la terra è capace di nutrire dieci o dodici miliardi di abitanti. "Dal 1987" mi dice "ha superato i cinque miliardi. e ha anche detto che il tempo stringe. nel Mahabharata "Ogni giorno sono calpestata da passi di uomini arroganti. Per frenare in modo sensibile una crescita demografica. la popolazione della terra aumenta di più di novanta milioni di individui all'anno. Lo credo. In questo momento. a pubblicare un libro su quel che a torto viene chiamato l'ambiente (a torto." mi dice il Dalai Lama "la specie umana non più di un'altra. L'agricoltura biogenetica ci promette mari e monti. fuori dalla ruota dell'universo. È un problema di estrema importanza. Mi approva scrollando la testa. Siamo su un terreno che interessa entrambi. e andranno aumentando. Noi siamo uno dei denti di questa ruota. insalate giganti. a causa del forte squilibrio fra paesi ricchi e paesi poveri." "Questo punto è discusso" gli dico "perché tutto dipende da quello che si intende per "risorse". in Francia." Aggiungo che una previsione molto precisa dell'UNESCO..

insetti. Quando gruppi umani soffrono la fame. Ma all'origine di tutte le nostre difficoltà. Fino a poco tempo fa. Benché sia inattuabile. mi nutro di verdura e frutta. cosa tutt'altro che semplice." "Un altro punto chiave è evidentemente il denaro." "E che dire. è meno sicuro. che nei prossimi trent'anni i cosiddetti problemi dell'ambiente saranno i più gravi che l'umanità dovrà affrontare. Bisogna farlo conoscere e promuoverlo. Ora ne vedo ovunque. il tasso di crescita diviene incredibile. un'alimentazione completamente vegetariana. metto la sovrappopolazione. "La crescita della popolazione è fortemente collegata alla povertà. Ma è comunque sufficiente. dei mezzi per arrestarsi a cinquanta miliardi. si calcola. nelle vetrine dei negozi.e spazio . lo ripeto. prima ancora del denaro. in Tibet. e la povertà a sua volta saccheggia la terra." "Le faccio un semplice esempio. di 1 a 5. Ma è ora di spezzare queste barriere. ai poveri più povertà. dei crescenti scarti fra paesi ricchi e poveri?" "All'inizio del XVIII secolo. se riusciamo a ridurre l'onnipotenza del commercio. la ricerca ostinata del denaro. erano cinque volte più ricchi dei regni africani o asiatici. di tutte queste minacce di cui parliamo. Abbattono gli alberi. sempre in favore dell'Occidente. come l'Olanda." . Perché queste file di polli massacrati? Perché. Dare da bere."Sì. per definire la vita. Negli anni Sessanta del nostro secolo. è un continente intero. mi ripugna uccidere gli animali. È per questo. ricchezza. per i poveri a causa della necessità. anche all'interno del buddhismo. A una tale cifra di popolazione. al quale si è aggiunto il Giappone. erba. di certo. Alcuni paesi europei. È molto fermo su questo punto. più uccidono. andando all'aeroporto o altrove." "Lei è dunque a favore del controllo delle nascite?" "Assolutamente. Non è più un Messico all'anno. Non se ne curano di più quando parlano di cinquanta miliardi di uomini. o 400." conferma "se ne parla ovunque. Ripete a più riprese: "Assolutamente". Oggi sarebbe di 1 a 300." gli dico "la data più lontana cui possiamo retrocedere." "Creano vite per distruggerle.per l'isolamento." "I due problemi sono strettamente connessi" dice. Ai ricchi più "In proporzioni intollerabili. senza dubbio. questo scarto era di 1 a 80. dire che consiste nel mangiare e bere?" "No. Per quanto possibile. dei ristoranti. È anche per denaro che si massacrano gli animali. la meditazione?" "Gli esperti non se ne curano affatto." "Alcune tradizioni religiose vi si oppongono. Possiamo arrivare a dare da mangiare." Insiste. non vedevo polli per le strade. lasciano la terra secca e nuda. mangiano qualsiasi cosa. Ogni altra preoccupazione sparisce." "Dove trovare lavoro? Occupazioni? Svaghi? Tempo ." "È vero." "E non cessa di allargarsi. per gli uni come per gli altri: per i ricchi a causa dell'avidità. se non a causa di una popolazione umana in eccesso? Più gli uomini sono numerosi. Era. questo scarto già esisteva.

gli alberi. perché è di questo che si tratta. E l'aborto è un atto violento. una volta di più . Lo sa bene: quante specie si sono estinte a causa dell'espansione della nostra vita preziosa! " "E senza speranza di rinascita.che non si può accusare né di maltusianesimo. Non è logico?" Rimpiango oggi che questa voce . "Essa è composta da elementi non-vita. allora vediamo semplicemente che siamo troppo numerosi su questo pianeta. In occasione di questo congresso. agli occhi del Dalai Lama. che aggiungiamo a milioni. di felicità. È un errore ancora maggiore. il controllo delle nascite è nefasto. silenzio e sottomissione imposti alla donna. cosa non facile. Con un conseguente impoverimento della terra. vale a dire dell'assenza dell'amore. Non più che il foglio di carta. Non dimentichiamo nemmeno per un attimo il buddhismo. la vita umana. "Consideriamo il nostro atteggiamento nei confronti della vita umana. Da questo punto di vista." "Da un punto di vista individuale." A ciò si aggiunge il timore che. i cinque miliardi di vite preziose che si affollano in questo momento sul pianeta. e che domani questo eccesso si aggraverà. non è più una questione morale. da trent'anni in qua. non ha esistenza indipendente. frasi giuste sono state pronunciate. dobbiamo proibirci di accrescerci numericamente." "Naturalmente. questo non può essere che relativo. Ma almeno . Pochi sono coloro che potranno dire: io non sapevo. Non è "altra". Ogni individuo è una possibile meraviglia." "Esattamente." "Se dunque vogliamo difendere la vita e. Benché sottoposta alla sofferenza. né di libertinaggio non abbia potuto farsi ascoltare alla conferenza del Cairo. è un fenomeno prezioso. e sempre legato allo spirito. di giungere a un punto di vista globale. Così. espresso nel nostro incontro di settembre .e questo è anche il parere del Dalai Lama. se ci sforziamo. un in-sé. sulla terra. E la maggior parte degli animali selvatici che guardavo con stupore nella mia infanzia è scomparsa. attribuirle una essenza. più di cinque miliardi di vite preziose. È chiaro che questo problema lo preoccupa profondamente.il problema è stato posto pubblicamente. non è più questione di fascino beato della complessa bellezza del nostro spirito.Riflette un istante e si china verso di me. dove non era stata invitata. come ovunque. ai nostri occhi. in seguito a un . tutto deve cedere di fronte alle nostre vite preziose. nel settembre 1994. Gli animali selvatici. più in particolare. se vogliamo donare loro un po' più di prosperità. di giustizia. Se presenta ai nostri occhi qualche valore. che il Dalai Lama giudica "molto importante". il diboscamento è stato feroce. apologia della fedeltà e dell'astinenza. Ma se si guardano le cose da una certa distanza. a causa dell'intelligenza che ci anima. le posizioni tradizionalmente rigoriste si sono. un "errore di fondo" isolare la vita umana. Contiamo in questo momento. che noi rifiutiamo." "Non è solo la vita umana ad essere minacciata. è veramente una questione di sopravvivenza. Questi cinque miliardi di vite preziose si trovano sotto la diretta minaccia di altre vite preziose. Nel Tibet. e che può elevarsi qualitativamente." mi dice " non è in alcun modo separabile dal resto del mondo. manifestate assai chiaramente: rifiuto di vedere il mondo così com'è. la vita umana. perché impedisce a vite umane di esistere.

paese islamico. una trasmissione. messicane. Giunsi. con ancora più violenza. Per questo gruppo di medici. Di qui. che spiegava e consigliava la contraccezione. È un genere di informazioni che l'Occidente non ama diffondere. Due o tre erano in lacrime." "Esatto. e d'altro canto così radicalmente abbandonato. un atto violento. si oppongono all'aborto. Perché su questo punto siamo in ritardo. Diverse persone si trovavano lì." Smetto a mia volta di parlare. "Al contrario. Chiesi loro il motivo di tanta tristezza. aveva appena distrutto dieci anni di sforzi pazienti." "In Iran?" "Ma sì. con l'aria afflitta. la qualità di spirito necessaria a una prossima reincarnazione. con un mazzo di fiori in mano. P sta per popolazione. Anche se l'influenza del papa è ridotta in Europa. parcheggi. e suonai alla porta. resta considerevole nei paesi cattolici del Terzo Mondo." proseguo "mi trovavo nel 1992 in Iran. Mai avevamo così ostinatamente. costruzioni di ogni sorta). bisognava ricominciare tutto da capo. da parte di uomini e donne volenterosi. Un ritorno della censura. dovete accettare tutti i figli che Dio vi manda!"." "Si assiste anche. sul canale ufficiale. Gli racconto allora un aneddoto che mi colpì. condannando a una esistenza miserabile milioni di "vite preziose" che egli chiama a nascere a ogni costo. qui come altrove. ad esempio. Il mio amico mi disse: "Non hai udito ciò che ha proclamato nel suo primo discorso?". E credo che in Egitto esista la stessa cosa. uomini e donne (tra cui molti medici). condotta da donne. e più particolarmente in Italia. Ora. Il regime delle piogge ridiventava normale. tutta una serie di catastrofi. Entrai. a un ritorno di quello che voi chiamate l'ordine morale. così ciecamente ricoperto la terra di cemento (autostrade. un amico medico mi aveva invitato a cena. Come se volessero l'impossibile. "La vita umana sì. che noi definiamo integralista." Il Dalai Lama conosce meglio di chiunque altro la responsabilità dei capi religiosi. questo uomo anziano. È ridicolo accusare il cielo. gli individui non trovino più forza." Approva. cioè tornare indietro." . soprattutto in montagna. Noi siamo. "Chi?" gli domandai. oggi come ieri. molto sorpreso. cosicché queste non possono ormai che scorrere sul terreno senza attardarvisi. per qualche cenno di contraccezione in un paese direttamente colpito da quella che gli ecologisti americani chiamano "la bomba P". la Gli parlo delle inondazioni che abbiamo conosciuto in Europa. Perché minaccia ogni vita. gli antichi metodi di distribuzione delle acque. "Uscivamo da diversi anni di siccità." mi dice "negli Stati Uniti così come in Europa. senza penetrarvi. nel 1993 e nel 1994. La sera del suo arrivo. i soli colpevoli.declino sempre possibile della coscienza. "Il papa!" "Che cosa aveva detto?" mi domanda il Dalai Lama "Quel che dice ovunque "Messicani. Mi trovavo in Messico al tempo della prima visita di papa Giovanni Paolo II. Con poche frasi. celibe per vocazione. e con mio grande stupore vidi alla televisione. egli non perde occasione di mostrarsi intransigente su questo punto. una quindicina di anni fa. Una donna venne ad aprirmi e vidi che piangeva. aeroporti. dell'agitazione convulsa di coloro che. restiamo un momento in silenzio. poi gli domando: "La vita è diventata nemica della vita?".

Ad esempio. e all'infinito. non ci aiutano affatto. E d'altra parte. che tutte le scuole accettano: noi siamo. Poiché la terra diventerebbe troppo rapidamente sovrappopolata. L'uomo che le proclamò. cioè la riproduzione facile. in ogni caso. I bambini morivano in tenera età. dev'essere radicale. nulla di stabile vi dimora. e che poi ci attira. bisogna ripeterlo." "Ma questa riproduzione facile e fedele suppone che noi poniamo un limite alle nostre possibilità di evoluzione. senza che noi possiamo trattenerla. sono relative e caduche. nostro malgrado. Anche il cambiamento del nostro pensiero. se raggiungeremo l'immortalità. Nulla di tutto questo nel buddhismo. Era. Nulla di fisso." "Questo sentimento dipende dalla certezza che abbiamo della nostra morte?" "No." mi dice "perché risalgono a un'epoca in cui la vita umana era rara. il cambiamento è radicale."Le riflessioni tradizionali. Sosteniamo di essere perfetti e ci fermiamo lì. anche se venerabili e sacre. cioè se sopprimeremo la morte. impeccabilmente simile a se stesso. La realtà ci sfugge dalle dita. su questo punto. Perché il buddhismo ci dice tutto il contrario. la loro stabilità è un'illusione. Tutte provengono dall'esterno. "Che fare allora dell'immortalità? Nel nostro rapporto con la vita. Le Scritture. una parola considerata rigorosamente divina. "Non è strettamente vincolato alla lettera delle Scritture?" "Al contrario. immersi nella caducità. Le pare irrilevante?" "Inutile. o che le scrisse. d'altra parte con disinvoltura. Numerosi pericoli la minacciavano. come ogni cosa. Ed è un tema centrale. Nelle religioni monoteistiche che costituiscono la nostra tradizione. e vi ritornerà spesso. si mostra sorprendentemente aperto alla flessibilità. Non cessò di ripetere che questo insegnamento doveva . anche solo di poco. dovremo nel contempo sopprimere la nascita. bisogna modificare le Scritture. Benché porti. la Chiesa cattolica ha perseguito una lunga e sterile battaglia per salvaguardare la verità storica della Bibbia di fronte alle scoperte scientifiche. Fu dal profondo di se stesso. se la scienza mostra che le Scritture si ingannano. un punto che dapprima ci sorprende. ricercata. fuori discussione o inimmaginabile modificare. perché la morte è un semplice passaggio da uno stato a un altro. siamo abituati a scritture rivelate. che il Buddha trasse le sue quattro verità fondamentali e tutto l'insegnamento che ne seguì. E. Bisognerebbe essere folli per conservarle inalterate a ogni costo in un mondo che comporta il movimento del tempo." "Che dire di quel che ci promette la genetica del secolo venturo? La clonazione. Oggi tutto è cambiato. Il mondo si muove." "Per secoli. e di conseguenza del nostro atteggiamento. Si tratta di una dissoluzione e di una ricomposizione di ogni istante. dell'essere umano. l'immortalità. Come trattare i nuovi vecchi? Come tenerli occupati? Come pagare la loro pensione?" "Sì" mi dice. ora da Dio." "No. e anche ai rivolgimenti dell'epoca." Affronta per la prima volta questa necessità contemporanea di un cambiamento nei confronti della tradizione. come ultimo sogno. soprattutto da una cinquantina di anni a questa parte. il titolo di "Sua Santità". ed è ancora in molti casi." "Un po' ovunque" continuo "il semplice prolungamento della durata media della vita pone dei problemi insolubili. nel buddhismo." Vi è certamente. non era che l'ambasciatore di un ipotetico aldilà. Proprio come l'essenza degli esseri. ora da uno dei suoi angeli o dei suoi profeti.

dopo Krishna). Inutile lottare contro la forza universale che la muove. il Buddha sia stato talvolta considerato come una divinità. quelli in ogni caso indiscutibili. e le condizioni nelle quali essi si sono verificati. Può paralizzarci. le particolari caratteristiche fisiche del personaggio. le spalle larghe. Senza perdere di vista un solo istante l'interdipendenza e la transitorietà. della tolleranza. Tra queste otto posizioni. la nostra esperienza è antica e molto ricca. Contemporaneo di Eraclito. di conoscere. l'altra verso l'interno. una col palmo girato verso l'esterno. se necessario. Infine. immagine stessa della gentilezza. È appurato che le vecchie proibizioni religiose si rivelano talvolta un male. la nostra passione per la stabilità. a più riprese. la vanità dell'integralismo. che sono otto. Immagina spesso. il nostro "tenace desiderio di durare". cambiamo atteggiamento. in ogni momento. non lo vediamo più . Oltre all'esperienza. avido di apprendere. Dobbiamo anzitutto restare aperti e sensibili. Le ripeto. i suoi cinque diversi livelli. questo offre al contempo una dottrina e una distanza. solo fra tutti. Per forti che siano la nostra ostinazione a costruire. come dice lei. ogni giorno. il Dalai Lama. A forza di guardare il nostro mondo troppo da vicino. Può consapevolmente parlare della fascia di ozono e dell'effetto serra. Poi. E fu così. "Ma questo ricorso costante alla tradizione può anche chiuderci gli occhi?" "Certo. è così per il suo pensiero. attraverso i secoli. Gli scultori e i pittori hanno prestato attenzione soprattutto alle posizioni delle mani. Poi cerchiamo di analizzare le cause che hanno prodotto questi fatti. agli altri. l'inutilità dell'autorità dogmatica. la protuberanza cranica. signore delle cose. un innalzamento del livello dei mari." Senza dubbio per queste ragioni. poggiano su un complicato simbolismo. se ne abbiamo i mezzi. ripartire da lontano". e anche nell'induismo (che volle riconoscere in Siddharta il nono avatara di Vishnu. Ritorna costantemente all'attenzione indispensabile. dette mudra. meticolosamente verificato dall'esperienza. È bene. La posizione del corpo. lui che proviene da altipiani molto elevati. addirittura da un'esperienza personale. proviene anzitutto dall'esperienza. Non ha beneficiato. ve n'è una detta "di predicazione" (dharmaciakra mudra): le due mani. mostrano la ruota del Dharma. il Buddha ha . dà comunque l'impressione di essere attento. questo gesto sta a ricordare il movimento. noi accertiamo dapprima i fatti. È vero. di una vita miracolosamente autonoma. Ma come modificarle? Con quali armi?" Le numerosissime rappresentazioni del Buddha. e i disastri che ne seguirebbero.essere. come le orecchie allungate. Ci ha permesso. resta oggi un uomo. con gli indici e i pollici che si toccano. Molto spesso ci perdiamo nell'attualità disordinata. attenzione a se stesso. "A tale titolo" dico "è anch'egli dipendente da tutto quello che lo ha circondato?" "Naturalmente. Dice ad esempio: "Riflettere partendo da un punto di vista antico può esserci di aiuto. Si tratta di una ruota (ciakra) che non smette di girare. che si sono succedute in diversi paesi. dobbiamo mostrare agli altri ciò che bisogna fare. Era anche lui composto di elementi non-Siddharta. al mondo intero. tutto ha un significato. cioè dell'ordine del mondo. come la crescita della popolazione." "Per questo c'è flessibilità nella tradizione buddhista?" "Questa flessibilità. pronto a cambiare da cima a fondo se necessario. Sebbene in certe correnti buddhiste. di valutare i pericoli dell'isolamento.

si tratta di difendere ogni vita. Per noi. il più grande numero di individui deve beneficiarne. all'illusione universale che ci culla. per obbedienza servile a un principio. di degradarsi. In base a questo secondo principio. Un'intelligenza bloccata non è un'intelligenza. per ritagliare e proteggere uno spazio che noi riteniamo inscindibile. che senza questa sarebbe per noi impercettibile. la cui popolazione è triplicata in trent'anni." "Questo va da sé." "Al quale si uniscono brame di ogni sorta. Ricordiamo per un momento paesi che conosciamo. Ne trova anche la conferma nel movimento incessante delle "particelle subatomiche". si trovano alcuni termini pienamente buddhisti: Ciò che è immobile si disperde e ciò che si muove perdura. come è normale. Anche se questa coscienza sottile può provvisoriamente cambiare. In un inno shivaico del VI secolo. che rappresenta un'altra forma di rispetto per la vita." "Dal punto di vista della limitazione delle nascite. e non soltanto la vita umana. l'Algeria in particolare. La vera risposta non può essergli data dal gesto silenzioso del Buddha?" "Senza dubbio." Mi mostra le mani e aggiunge: "Se. Le ultime parole del Risvegliato furono accompagnate da un gesto che mostrava il suo corpo rovinato. Non cessa. è quello che i buddhisti chiamano la sesta coscienza mentale. Così. assassinare gli stranieri. per salvare nove dita. adattabili. una sorta di continuità sussiste. La nostra intelligenza c'è. la più profonda. Il papa. Anche le nostre coscienze non esistono che temporaneamente. ad esempio. anche se essa non riesce a sfuggire. mi sembra. I suoi successori hanno ricamato a volontà su questo tema. e il nostro corpo ne è il primo esempio. bisogna tagliarne uno. e vediamo un gruppo di fanatici scegliere il peggio. Ugualmente. L'immobilità è illusione. una politica sistematica?" . si tratta di difendere la qualità. vittima di una feroce dissenteria: "Tutto ciò che è composito è destinato alla distruzione". "Si vedono qua e là uomini" mi dice il Dalai Lama "compiere sforzi disperati. ciò che è sempre fisso.perfettamente avvertito ed espresso questo principio. e che sfugge anche alle coordinate abituali dello spazio e del tempo. influenzando nel contempo vicine correnti di pensiero. Ciò che resta fermo. si aggrappa a un principio: essendo la vita umana un bene prezioso. la Cina non è il solo paese ad aver tentato. e sovente anche criminali. Il Dalai Lama stesso si è sovente espresso sulla transitorietà. sui continui cambiamenti che subiscono i fenomeni. è direttamente influenzato dalle tradizioni religiose che rappresenta. a ogni frazione di secondo. su grande scala. io non esito. mandare deliberatamente in rovina la propria nazione. Tutto è relativo. in un certo senso "la sua continuità perdura". Ritorneremo ampiamente su questa "coscienza sottile" quando parleremo dello spirito. che è in effetti preziosa. secondo le scuole più radicali. "Mi pare talvolta che il papa" gli dico "voglia fermare la ruota di questo mondo. Ma a questo si oppone un altro principio. quella della società umana Ma tale continuità è il supporto del cambiamento. che non ha né inizio né fine. nessuna scelta si compie nell'assoluto. lo taglio". nei molteplici rivolgimenti che subisce la nostra esistenza quotidiana. proprio perché possiamo diventare più flessibili. È dunque un principio contro un altro principio. per arrestare il movimento del tempo. Di quest'ultima.

Per questo le piante tremano di paura. nel "resto della Cina". Il preteso controllo della popolazione. malgrado la sua natura pacifica. non senza ingenuità. il nostro pianeta reagirebbe a questo fenomeno in modo singolare. Ed è per lo stesso motivo che in un dato momento. questa malattia mortale si chiama specie umana.l'abbiamo già visto . se non una vita personale. con una sorta d'interattività. lanciò l'ipotesi Gaia. Intanto si perseguiva una politica di occupazione del suolo. infatti." Mi viene alla mente una frase di Nietzsche. secondo la quale la terra è un essere vivente. da diversi miliardi di anni. Bhumi . che il virus dell'AIDS sia una risposta della "natura" alla nostra trionfante proliferazione. che si chiama vita. spesso eccessivi. Questo essere vivente ha una pelle. e che altri virus dagli effetti inimmaginabili siano in questo momento in preparazione. un medico e ingegnere americano. oltre ogni sforzo umano. Questa partecipazione della terra alle nostre battaglie è. Furono prese misure molto rigorose. Essa afferra. che giunsero fino alla sterilizzazione forzata delle donne tibetane. mette in gioco la sopravvivenza della terra stessa. chiamata Parasurama. "È certamente" gli dico "una visione estremamente pessimistica. immenso poema epico delle origini in cui tutta l'India si riconosce. Da ambo le parti. bisogna cercare. nostra madre. uno di questi "uomini arroganti" che può chiamare in causa la temibile arma. dove la popolazione indigena era ancora assai rada. la ruota del carro di Karna. In India . James Lovelock. Esso potrebbe avere. al di là della distruzione del pianeta alla quale assistiamo (e partecipiamo) in ogni momento della nostra esistenza. Alcuni assicurano. e persino dell'intero universo. presso i lettori. Disgraziatamente. Accolta senza entusiasmo dalla maggioranza degli scienziati. si incontra ad ogni pagina dei nostri racconti mitologici. una grande battaglia. Nel Mahabharata. capace di annientare in pochi istanti ogni vita. e da molto tempo.si chiama Bhumi. come gli dèi. auspicata quanto temuta. e forse anche unico. nelle "mani fangose". Essa è. i combattenti sono in possesso dell'arma suprema. Si può curare questa malattia?" "Lo spero" risponde con una grande risata. . arma ardente e luminosa. questa politica fu estesa ai territori occupati. come le rocce. Blocca il suo carro. dicono. come altrove.la Terra . che non so citare esattamente. la teoria Gaia ha suscitato. All'origine di questo successo. Portatore. almeno reazioni che gli sarebbero proprie. dissimula una colonizzazione forzata e molto efficace."Sì. ancora oggi. echi molteplici. Sul territorio dell'antico Stato indipendente del Tibet. dopo l'occupazione del Tibet. questa pelle è colpita da una malattia mortale.prende parte alla battaglia. come diceva lo stesso Lovelock. "Ma senza eliminare tutta la specie umana! " All'inizio degli anni Settanta. con la deportazione in Tibet di popolazioni cinesi. che oppone ferocemente tutti i popoli conosciuti. sovente al femminile. gli occupanti cinesi sono oggi più numerosi dei tibetani d'origine. La personificazione della terra." "Una colonizzazione mascherata?" "Esatto. ragioni antichissime. già più di vent'anni fa. obbligatorio in Tibet come. di un fenomeno rarissimo. e manda così a morte il guerriero. nei crogioli più segreti.

"È la nostra sola arma. È vero che la specie umana è la sola a poter distruggere la terra. "Non bisogna cercarla altrove. dal punto di vista buddhista. spiegarlo. hanno questo prezzo. Gli uccelli. il nostro atteggiamento. "Anche qui. Ma se ha il potere di distruggere la terra." "Sì. è così. e soprattutto farlo sperimentare. non lo conosceranno forse mai. evidentemente uguali a noi." Dice ridendo: "È il contributo della comunità tibetana!". insieme all'esempio che possiamo dare. Altrimenti. come diceva il Buddha. le nostre speranze.Se vi è qualcosa di infantile in queste fantasticherie. esse rivelano comunque le nostre preoccupazioni e. in uno strano modo. passeggiando per le foreste. davvero." gli dico "a Dharamsala. ho visto un gruppo di bambini tibetani che giocavano rumorosamente. un tempo luogo di svago. Perduti perché separati. comincia con la nozione di interdipendenza Tutto dipende da tutto. "Non abbiamo che l'educazione" mi dice. instancabilmente. Ma la nostra sopravvivenza. Il loro divertimento consisteva nell'estrarre i rifiuti da un bidone delle immondizie e nello sparpagliarli per terra Mi fermai e mi domandai: che cosa fanno? Perché?" "Hanno sette o otto anni." mi dice "sono nati in un mondo-spazzatura. Bisogna dirlo. assassinato. un compito quotidiano. allora?". voleva proibire ogni procreazione umana." "È un compito lungo. Ripeto la domanda: "Che fare. scatole di conserva. siamo perduti. Desiderio di morte. che il nostro futuro è il futuro degli altri. naturalmente. che non terminerà mai. plastica Sembra che gettino tutto ovunque. La vita di questi fanciulli che giocano è direttamente collegata alle cartacce che estraggono dalla spazzatura. su questa terra e fuori di questa terra. vicino al mio albergo. e altri personaggi più radicali. mi ha sorpreso.oggi sporco e abbandonato. di incontri. che il nostro interesse è l'interesse degli altri. da trent'anni ormai. per loro la natura è piena di plastica. La condivisione di questa presa di coscienza è essenziale se vogliamo migliorare. nel Midi della Francia. i conigli non hanno questo potere. d'irrigazione . di pesca. "Ma la chiave è nelle nostre mani" mi dice il Dalai Lama. Il concetto stesso di bellezza. "Ieri. Dobbiamo vincere l'isolamento del nostro spirito." Ricordiamo Malthus. E questa educazione. Bisogna mostrare. ha anche quello di proteggerla. e la qualità della nostra sopravvivenza. Penso ad ogni altra forma di vita. sia pure di poco. nel III secolo della nostra era. avvilito e inquinato. desiderio oscuro che Mani pagò con la vita. dobbiamo rinnovare i nostri contatti con il resto dell'universo. vedere ovunque mucchi di cartacce. il nostro rapporto col mondo. non l'hanno conosciuto prima. non penso solamente agli altri esseri umani. Non sanno che il mondo era bello. come il profeta iraniano Mani che." ." "Ma non intraprende questa strada." Gli narro del fiume del mio paese. E quando dico "gli altri". di bagni.

né di morale?" "È anzitutto un fatto. Cominciando dal controllo delle nascite. Abbraccia tutti gli esseri trasportati dalle passioni nel ciclo delle rinascite. si sono interessati al buddhismo. il fatto è che non abbiamo che una terra. sono lenti e pesanti. sottilmente profonda. l'uomo si attribuisce. senza calore. distruggiamo il nostro stesso futuro". A cui s'aggiungono i frutti della terra. in poche righe. Lei parlava di alcuni gruppi di uomini d'affari che vengono qui a fare ritiri. Si basa su un senso molto preciso della nostra appartenenza alla totalità del mondo. È il nostro futuro a essere bisogna promuovere al più il suolo. da vicino o da lontano. certo. fredda e legata a una concezione metafisica." Tutti coloro che. Il Dalai Lama insiste sull'evidenza: "Ora. ma conseguente a lunghe meditazioni. nostra madre comune. si consideravano al contrario coloro che fanno girare la ruota. che il buddhismo non ha mai conosciuto. Hanno finito per crederlo. sia presente in ognuno dei nostri gesti. La compassione buddhista non ha nulla a che vedere con questo o quel caso particolare. si deve sempre ricominciare da capo. verso il V o IV secolo avanti Cristo). fatti a immagine stessa di Dio. anche sugli animali che strisciano sul suolo. e questo mito dell'inizio della Genesi ove il Dio creatore dà all'uomo il potere su tutto ciò che è vivente. e quest'aria che non è una questione di in gioco!" Gli ricordo allora altre radici. ed è ancora così. Non è spontanea. Che cosa sono al confronto di tanti milioni di executives organizzati. Sono portato a credere che questa influenza. E sensibilità o di morale. e in nome di un Dio ormai unico. Lo fa in buona fede. gli alberi. Parallelamente. senza passione. il bestiame. Se non prestiamo attenzione alla terra. Anche se non possiamo evitarlo. di essere la meraviglia del creato."Non è dunque una questione di sentimento. il possesso senza riserve dell'intero pianeta. erano pochissimi coloro che si sentivano parte integrante della ruota." "Davvero?" "Gli occidentali si sono ripetuti. Come ricordava Jacques Bacot nel 1925. e che ogni danno che le provochiamo si ritorce necessariamente contro di noi.. le nostre. gli uccelli dell'aria. Gli sforzi per liberarci da questo mito. e respiriamo. sono stati colpiti dall'affermazione secondo la quale la compassione. instancabile. per secoli. armati di ventiquattr'ore e di computer .. i pesci dell'acqua. che sappiamo ora essere stato scritto tardivamente (al ritorno dall'esilio degli Ebrei a Babilonia. Sì. In un racconto decisivo. "Possiamo ancora salvarlo?" "Certo. non dipende in alcun modo da quello che noi chiamiamo sensibilità. Soltanto vent'anni fa. non serve praticamente a nulla piangere sui nostri mali o sulle sventure altrui. e che le chiedono consiglio. immutabile." "Certamente. in Occidente. "È difficile valutare" dico "fino a che punto questa parola antica ci influenzi ancor oggi. che chiamiamo giudaico-cristiane. È universale mentre la nostra è particolare". che presto. "è del tutto obiettiva. possiamo ripulire i fiumi. possiamo farlo! Spetta solo a noi." "La maggioranza di noi. Testi venerabili dicono che essa è senza causa. Anzitutto un fatto. fondamento stesso della condotta.

e nemmeno di affondare la lama del pensiero nell'impenetrabile. il cui progetto non è che di sfruttare." "È difficile. Le sue preoccupazioni di pedagogo ci sono state tramandate da uno dei suoi continuatori. E senza dubbio. così tutto il mio messaggio non ha che un sapore. Importante è risanare. in quale legno la freccia è stata intagliata. che può ritardare le cure che ogni ferita esige. i temi scompaiono e ricompaiono): se la scienza contraddice le Scritture. La certezza della nostra supremazia ha radici così lontane. come ha raccomandato il Buddha: "Non cercate di misurare l'Incommensurabile a parole.. Non lo si ripeterà mai abbastanza." "È difficile. che di prostrare anzitutto Bhumi?" "È vero che l'Occidente è affascinato dall'efficienza. Allora pongo una domanda che mi sembra naturale: questa efficienza tecnica. quando è necessario. prima di sapere a quale casta appartiene. Pur affermando che ogni evento procede da una causa e comporta delle conseguenze. Maitreya. È senza dubbio meglio non addentrarvisi mai. Il mio interlocutore torna ad ogni occasione sui concetti di livello. Al limite. Dapprima. ma indispensabile! Se non si risolve il problema della sopravvivenza. è la spina dorsale del buddhismo dove si ritrovano rigore e flessibilità. anche all'interno del buddhismo. come ho già detto. in molti campi. preferendo la parola esatta e diretta. di misura. che sembra appunto mancare di un grande progetto. Vi si vede che il Risvegliato diffidava del proprio prestigio. non resterà nessuno nemmeno per sollevare il problema! E il buddhismo può aiutarvi. Ma bisogna farlo. a quale famiglia. Anche noi dobbiamo cominciare di qui. in altri termini di un bel discorso. il buddhismo sa mettere da parte. di adattamento. E muore prima che lo si possa curare. la speculazione teorica. Il Dalai Lama riconosce che questo non è facile. che suppone una verifica costante del modo di pensare e di agire.. L'insegnamento dipende anche dal livello di comprensione dei discepoli. bisogna cambiare le Scritture. perché non applicarla alla salvaguardia di ogni forma di vita? Sarebbe un compito entusiasmante per l'umanità. Non vuole farsi medicare prima di aver conosciuto il nome dell'uomo che l'ha colpito.". al contrario. Spesso Sakyamuni si è presentato come un medico: "Come l'oceano intero è impregnato dal sapore del sale. ." Abbiamo già ricordato questo punto. di un ideale.. che possono essere interpretate in un senso volto all'eternità (esiste per sempre un'anima indipendente) o. la liberazione"." Questo atteggiamento positivo. Il Buddha ha fornito l'esempio celebre dell'uomo colpito da una freccia avvelenata. se è di costituzione robusta o minuta. Sakyamuni sembra avere sempre diffidato delle posizioni estreme. e non nella persona del maestro. ma vi torniamo (la nostra conversazione è come intrecciata. nella grande ruota dove tutto è collegato a tutto. per l'atteggiamento che adotta nei confronti della verità dottrinale.portatili. pragmatico. questa efficienza strappa l'ammirazione.. il buddhismo riconosce anche l'oscurità che avvolge alcuni ambiti. "D'altro canto poco importa" mi dice il Dalai Lama "l'identità del medico e il rimedio che prescrive. grazie all'estrema attenzione che presta al concetto di interdipendenza. e che metteva in guardia anche dalla dolcezza persuasiva delle parole. raccomandando di confidare nell'insegnamento propriamente detto. Poi. nichilista (non esiste nulla).

ricercatori occidentali che scaviamo ovunque. vi si muovono a loro agio." "Io faccio la stessa cosa. Ma la gente ascolta. un piccolo calcolo. inesplicabile. si chiamano "le quattordici viste inesplicate". fino al piano politico dove si prendono le decisioni? Non abbiamo tutti la stessa risposta. e ai quali lei alludeva. Mentre la cosa è chiara: non si corre alcun rischio a proteggere la terra. mi hanno educato in questo modo. scuote la testa. ed essi non si pronunciano. di una definizione precisa. Per noi. col rischio di corrompersi. ove la lama del pensiero non penetra." "Sì.Infine. Il nostro rapporto con la terra rappresenterebbe uno di questi problemi senza soluzione? Si tratterebbe di una quindicesima "vista inesplicata"? "Quello che più mi stupisce" gli dico "è che alcuni miei amici. dice: sì. o una morale? Domande senza risposta. che lei spegne la luce quando lascia la stanza di un albergo. Sembra anche. Ai nostri occhi avidi di un ordine chiaro. anche l'oscurità da illuminare. Esso resiste ostinatamente a ogni classificazione." "Quanto ai partiti politici che si dichiarano sostenitori dell'ecologia." "È la logica stessa. Alcuni spiriti possono provarne ripugnanza (ha senso concepire problemi senza soluzione?). il buddhismo appare spesso come un atteggiamento ambiguo. intelligenti e colti. ove tutte le tendenze possono convivere. senza dubbio. Al mistero di questo atteggiamento lontano. il veleno della freccia produce i suoi effetti. sì." "Anche questo è uno dei problemi che ci inquietano: l'ecologia deve accontentarsi di un'azione sul campo oppure innalzarsi. si aggiunge per noi l'enigma del buddhismo stesso. per abitudine. a certe domande. anche supponendo che essa non corra alcun pericolo.. Durante l'infanzia. Queste zone lasciate nell'ombra. di pronunciarsi. È di primaria necessità fare una scommessa sul peggio. come dice lei. poniamo si citi la fascia d'ozono." "Ho letto con piacere. per alcuni di loro. Tutti coloro che lo praticano insistono sulla necessità dell'esperienza. al limite della contraddizione. quando l'elettricità era ancora un lusso. che risolve le indecisioni teoriche con la grazia della vita stessa. Dio ci ha affidato tutto. È una religione? È una filosofia. altri. Il tempo stringe." "E subito dimentica. è noto come egli rispondesse col silenzio. ogni timore è giustificato. quasi inopportune. sembrano incapaci di vedere. Il gusto del potere s'intrufola ovunque." "È vero." "In caso contrario. la stessa domanda. questi quattordici punti indiscutibilmente impenetrabili sono un mistero e quasi uno scandalo. se non facciamo nulla. Manca sempre loro un ultimo dettaglio. che un accumulo di conoscenze rafforzi la fiducia in se stessi e li accechi anziché metterli in guardia. di queste domande in sospeso fin dall'origine. conservando in ultima analisi qualcosa di inafferrabile. avete ragione. che non vogliamo lasciare alcun territorio di conoscenza inesplorato (anche se le conseguenze della ricerca possono spesso sembrare temibili).." "Né. capita loro di dividersi. in uno dei suoi libri. Nulla è più sconcertante dei dibattiti tra scienziati che rifiutano sempre. al contrario." .

" "Sono come quei bambini che non hanno conosciuto la terra pulita e bella." "E non dimentichi" mi dice " che quest'ignoranza fa gli interessi di coloro che producono l'elettricità" . che fa dimenticare l'antica paura della notte. che spengono la luce uscendo da una stanza. ci imiti. il mondo oscuro. comunque. hanno altre abitudini. È necessario. L'elettricità. sperando che qualcun altro. il chiarore prezioso di una candela. nate nella seconda metà del secolo. e che il cerchio vada allargandosi. intorno a noi." "Tuttavia le generazioni che ci seguono. iniziare da qui. negli Stati Uniti."So bene" mi dice "che questo gesto non giova alla terra se non in proporzione infima. Rarissimi sono i giovani. è diventata loro familiare. in Europa." "Non hanno conosciuto la notte. Cominciare da se stessi.

nati e cresciuti in India. parlano la stessa lingua. sentimenti che giungono da un lontano passato. mentre fu il grande avvenimento della mia infanzia. che parlano quasi sessanta lingue e che praticano religioni di ogni genere." Riflette un istante senza che io lo interrompa e aggiunge: "A tutti noi manca qualcosa. una vita costantemente messa in discussione. "Comunque. Anche se state attraversando in questo momento una crisi. in India. questo Stato è ora pacifico. Ecco indubbiamente la ragione prima della loro aggressività: una vita senza felicità. mi parlano della giungla delle periferie. Voi ne andate comunque sovente fieri." "Però l'India non è un paese particolarmente pacifico. di qualcosa". tutti ne discutono. e anche di crimini commessi da bambini. Ma so che la vera risposta è qui. hanno un comportamento sempre più egoista e crudele. Ho abbandonato la pesca e la caccia. Un'oppressione sistematica porta all'insoddisfazione e ben presto all'aggressività. conservati da una meditazione quotidiana. Non so bene cosa." "Un fatto curioso. Fanno parte dello stesso popolo. E vivacemente. in una competizione e in un timore incessanti."E di coloro che la vendono. Porta in sé tutto un continente di pensieri. immagino. In Occidente è chiaro che la televisione sta prendendo il posto dei maestri di un tempo. So bene che ci sono problemi. Tuttavia. popoli diversi. devono fare fronte ogni giorno alla pressione degli occupanti cinesi. È conseguenza d'una decadenza generale. Ha ritrovato la propria ricchezza. In Occidente. immagini. Sconvolto di recente da lotte. per tutta la vita. avete tutto. Nato nel 1931. che praticavo nella mia infanzia come ogni fanciullo di campagna. in alcuni momenti. ancora isolato e organizzato da riti. ora allegro. ma lo sento." "Mi dicono che le nuove generazioni. negli Stati Uniti e anche in Europa. "Di cosa mancheranno?" . ha attraversato il Punjab. bambino misteriosamente designato alla funzione che esercita oggi. venendo qui. riescono a convivere. abbia due o tremila anni più di me. in India. O almeno lo pensate. ora serio." "Chi lo può sapere?" mi dice. suoni. Ma mi sembra che viviate in una tensione. della stessa cultura. ad esempio: trovo che i giovani tibetani. e tuttavia sono diversi. Non è questo un esempio che tutto il pianeta potrebbe seguire? Non esageri nel dipingere negativamente il quadro. Sono anzi ignorante in questo campo. ho l'impressione che questo uomo che mi parla. siano più miti di quelli del Tibet. È un bene? È un male?". in Tibet. Come lui. senz'altro meglio distribuiti che in passato. non manca ogni sorta di beni materiali. Egli viveva allora in un altro mondo. e che spesso mi stringe amichevolmente la mano. io sono nato in un piccolo paese. E pensi ai giovani tibetani che in questo momento. Riprende la parola: "Non sono un esperto dell'educazione. della crisi economica? Oppure lo spettacolo quotidiano della violenza fa emergere la nostra stessa violenza?" "È un altro problema all'ordine del giorno. Coloro che crescono in questa atmosfera mancheranno." Abbiamo altri punti in comune. Il Dalai Lama racconta nelle sue memorie che la seconda guerra mondiale passò per lui quasi inosservata. A causa dell'ambiente. ho quattro anni più di lui. di pietre omicide gettate dai cavalcavia sulle automobili. e per questo sempre vivi. Lei. I nostri sistemi educativi cambiano nostro malgrado. e anche sangue versato! Ma nell'insieme. "Rifletta. di bande di giovani teppisti drogati.

è forse limitata così come lo è la nostra quando ritorniamo da un viaggio in India o in Cina. Oggi. di tutte le meraviglie della tecnica. di conseguenza. spesso. e più feconda. Anche i vecchi potevano trasmettere ai giovani. ogni loro conoscenza sull'ambiente. Nelle società tradizionali. sugli utensili. il mondo non cambiava da una generazione all'altra. questa competizione spietata. si accontenta talvolta. nel 1945. Quando le cose sono cominciate a cambiare. ." Quest'immagine lo fa ridere. non sempre egli sa evitare i luoghi comuni. Inoltre. le nuove generazioni avevano bisogno di questo sapere. non sono senza vaste schiarite. quando si è saputo dell'esplosione di Hiroshima. sul modo di vita. e del livello del nostro pensiero." Il Dalai Lama è venuto per la prima volta in Occidente nel 1973. "Ad esempio. Resteranno sulla superficie agitata del mare. Non sembra conoscere questo libro. E il buddhismo ci insegna senza sosta che ogni semplificazione. e loro pensavano che io avessi conoscenze che del resto. diceva Margaret Mead. le idee più diffuse in quegli anni. dell'Africa. I nuovi venuti si domandavano perché i vecchi si ostinassero a trasmettere loro questa o quella tecnica. è falsa e. Noi facciamo lo stesso. senza conoscere la calma sulla quale posano. Quando parla brevemente dell'Occidente meccanicistico e mercantile. in seguito. La conoscenza che ha potuto avere delle nostre condizioni di vita."Della nostra dimensione più profonda. Fra le altre cose Dovevo conoscere tutto sull'ambiente contadino. capace di distruggere una città in un sol colpo. Non è affatto vero che tutti coloro che vivono in Occidente beneficino di tutte le presupposte comodità. supponendo di non averlo dimenticato." gli dico "dall'età di sette o otto anni. chiedo consiglio su questo argomento a mia figlia". senza ampie zone di serenità. oggi. A mia volta. di un'immagine senza sfumature. per comodità. Questa tensione di cui s'è parlato. per quanto riguarda l'elettronica. "Perché dunque era celebre?" "Perché riprendeva. Accade la stessa cosa. Quando arriviamo a parlare dei cambiamenti che abbiamo potuto osservare nel corso della nostra vita. e anche più gradevole. mio padre mi ha insegnato ad arare con il cavallo. non avevo. Generazioni in conflitto. Ogni realtà è complessa e mutevole. Il sapere cambiava generazione. quando quell'autore li annoiava e quella tecnica non aveva più alcuna utilità. pericolosa. Anche da noi Ci sono anacoreti. sui legami sociali. lo scarto fra generazioni si è fatto evidente e. quando egli parla dell'Occidente. o cambiava di poco. a far leggere l'uno o l'altro autore. e anche perché poneva un vero problema. con lo sguardo molto attento. Anche noi abbiamo ricercatori disinteressati. questa fretta. quando parliamo dei paesi arabi. Andavo a scuola. del Giappone: non cogliamo che il tratto saliente. benefattori. Mi ascolta scrollando la testa. le persone del paese più vecchie di me (avevo quattordici anni) sono venute a chiedermi cosa fosse questa bomba straordinaria. sognatori. regolarmente. con chiarezza. che fu uno dei manifesti della fine degli anni Sessanta. in questo campo. gli cito il celebre libro dell'antropologa americana Margaret Mead. sono probabilmente uno dei pochissimi autori europei a saper arare in questo modo. sempre più velocemente con i tempi moderni. È diventato un fossato. sempre che pretenda di descrivere una società. Aggiungo: "In compenso. In un mondo immutabile. si è aggravato. semplificatore. sui racconti. ai nuovi venuti nel gruppo.

della malevolenza nei confronti degli altri. dell'orgoglio. Scuote piano la testa prima di aggiungere: "Ma noi. "il mio coraggio". di un "ego". dell'attaccamento ai beni. Atteggiamento che condusse a una pedagogia strana. questa entità permanente che sopravviverebbe a noi per conoscere un'altra vita. E addirittura lo condanna. Quale cambiamento? Il cambiamento di che cosa? Della tecnica. Esteriormente. Come lei dice.Cerco di illustrargli brevemente come. questo sé. per lo meno i vostri. di una persona che possederebbe questo corpo e questo spirito e che. Ma ciò non significa che i poliziotti debbano considerare i cani come professori". superficiale. della gelosia. Tutti i nostri strumenti si sono perfezionati. a favore della matematica. L'insegnamento si proclamava aperto. Quando diciamo "il mio corpo" o "il mio spirito". "In questo momento esitiamo ancora. e che corse il rischio di formare una o due generazioni di ignoranti. i mezzi di trasporto si perfezionano. il buddhismo non lo trova da nessuna parte. alla perdita di coscienza. secondo le parole stesse del suo fondatore. questo essere. nega ogni esistenza indipendente dell'io. Non posso che approvarlo. perché vede in questo credo illusorio l'origine dell'egoismo. il buddhismo la cerca senza trovarla. questa realtà distinta dal corpo. "il mio passato". o diverse altre vite. perché i cani hanno narici molto più fini di quelle dei poliziotti. Il latino cadeva nel dimenticatoio. un essere-io definito e durevole. avvertiamo chiaramente che l'intero sistema deve cambiare. Dopo una lunga riflessione aggiunge: "Mi domando veramente se il cambiamento abbia accelerato il suo corso. però. sono energicamente confutati. la nostra percezione del mondo. 3 NÉ IO NÉ DIO Basato su una esperienza personale. Paradosso unico nella storia del pensiero: quello che tutte le tradizioni chiamano "anima". Ma per andare in quale direzione? Le opinioni divergono. si giova di cani addestrati. E spesso questo funziona. "i miei rimpianti". resistente alla morte. esigono una nuova abilità. di conseguenza. quasi alla rovescia. supponiamo l'esistenza di un essere. sì." La sua risposta è sorprendente: "Negli aeroporti e nelle stazioni. in effetti. a partire dalla fine degli anni Sessanta. Dopo di che si ebbe la solita reazione. Dai . flessibile. Anche i concetti contemporanei di un "io"." mi dice "quando la polizia vuole individuare carichi clandestini di eroina. che vivono nel medesimo errore. Gli abiti cambiano in funzione della moda. in sanscrito atman. al di là di ogni rivelazione divina. il buddhismo. e così via. Lo stesso quando diciamo "i miei desideri". al sonno. il nostro sistema educativo sia rimasto in uno stato d'incertezza. le cose cambiano. le nostre convinzioni cambiano. Ora. Da un lato gli antichi baluardi del sapere si sgretolavano. che non presuppongono la sopravvivenza dell'anima dopo la morte ma che stabiliscono un sé tangibile. si modificano in continuazione". perché viviamo tutti nella transitorietà. ne sarebbe caratterizzato. quasi facoltativo. non siamo cambiati". alcuni sono nuovi. Tutto un passato ci sembrava all'improvviso inutile. In alcuni casi si giungeva a chiedere agli studenti che cosa desiderassero imparare.

in rapporto con tutte le cose. non è vicina la fine di questo accumularsi di analisi. che le nostre modificazioni non sono che superficiali. in questa sensazione di un essere distinto. l'idea di Dio e l'idea dell'anima sono il segno stesso della nostra ignoranza. quindi penso". a una viva critica della memoria e del concetto di passato. Hanno una potenza quasi irresistibile. Tutto quello che concerne il nostro passato . in noi. L'uomo vi si aggrappa così fortemente da non voler nemmeno sentire una parola che vi si opponga. e assai difficilmente accettabile. sottile e difficile da comprendere". che i poeti hanno talvolta magnificamente espresso. stranamente. perché noi siamo intimamente persuasi di essere individui particolari e permanenti. gli uomini . Questa disgregazione dell'ego si accompagna. di questa critica dei sentimenti e dei pregiudizi. come il foglio di carta. quando capita di immergervisi. I buddhisti non possono seguire Cartesio e il suo famoso "dunque". ma nessuno di tali elementi può aspirare alla totalità di un io. dunque sono". "Non sei cambiato" è una delle frasi che ascoltiamo più spesso intorno a noi. della nostra condizione presente. ogni sventura che ci inquieta nasce in questa illusione assurda. Gli scaffali ne traboccano. due elementi in pari grado mutevoli. Viviamo al centro di una corrente ininterrotta di relazioni. Il Buddha Sakyamuni si è perfettamente reso conto dell'aspetto rivoluzionario. tanto minacciato quanto prezioso: un individuo percepibile e definibile. che ogni vita dona. Queste idee sono false e vuote. Esse sono "proiezioni mentali sottili i. è una illusione supplementare. perché sono nate dalla nostra angoscia e dal nostro bisogno di vivere.che ricomponiamo e modifichiamo . Noi siamo. nel momento in cui parliamo: "penso. sussiste. Andare "contro corrente" è il minimo che si possa dire. forte. che l'essenziale. particolare. l'attività del nostro pensiero. immutata. destinata a vivere in eterno. È sufficiente entrare in una grande libreria e contare le opere esplicative e dimostrative dedicate ai problemi dell'io. profondamente inscritti in noi da noi stessi. l'uno di protezione. oppure. La maggioranza delle nostre frasi cominciano con io. abilmente avvolte da parole. del nostro essere. le parti delle nostre membra. come Nietzsche. che ci rassicura nella nostra debolezza. Altri "errori di fondo". Il concetto di conservazione si chiama anima. elemento di consolazione nel cammino della vita. Nulla ci autorizza a passare dal pensiero all'essere. padre onnipresente e onnipotente. è indispensabile liberarcene. perché nessuno dei casi descritti. naturalmente. per giungere al risveglio. in ciascuno di noi. "qualcosa pensa". Per lottare contro questa inconsistenza. dei nostri progetti per il futuro. Il buddhismo afferma ostinatamente il contrario. Comunque. Ha detto: "Gli uomini sommersi dalle passioni e circondati da una massa di oscurità non possono vedere questa verità che va contro corrente. Tutto ci dice che siamo fatti delle nostre azioni passate.ci dice il buddhismo . Pertanto.hanno inventato due concetti. Il concetto di protezione si chiama Dio. che è sublime. l'altro di conservazione. Nessuna traccia di sostanza rimane.conflitti fra individui alle guerre di sterminio fra nazioni. sembra applicarsi al nostro. Questo continua a sfuggirci. Invece di affermare "penso. Non abbiamo alcuna possibilità di parlare del nostro io. gli atomi che ci costituiscono. profonda. Possiamo scomporci in un certo numero di elementi: le nostre membra. Questo senso di continuità. che condizionano a ogni istante la nostra esistenza. Tutta la struttura del diritto occidentale moderno è basata principalmente sull'individuo distinto dalla massa. Opere molteplici quanto deludenti. tutt'al più potremmo dirci. un compiacente gioco dello spirito.

e con prudenza. Senza entrare nei particolari.. sulla superficie della terra e senza dubbio altrove. e che sono il fondamento della nostra presenza nel mondo: il corpo (o carattere materiale). mentre "quel che voi chiamate spirito si produce e si disperde in un perpetuo cambiamento". e la vera fonte della sofferenza. "Intende dire: se crede veramente alla forza di verità delle Scritture?" "Sì. Tutti i successori del Risvegliato. la sensazione. un notevole ostacolo autentico. parlando ai suoi primi cinque discepoli: "Il corpo non è il Sé. Nessuno degli aggregati che ci compongono (anche se certe scuole sostengono il contrario) può dunque pretendere di essere noi stessi. il più radicato in noi". nemmeno la coscienza è il Sé. Possiamo a malapena parlare del momento presente. la percezione. senza dubbio conviene scegliere il corpo. elenchiamo questi cinque aggregati che ci compongono. che sono complessi. il cui capo è questa convinzione dell'io che tutti gli altri attorniano e seguono. Il vero praticante dev'essere un soldato che combatte senza sosta i nemici interiori.col pensiero in ogni istante . incontra un ostacolo nella tradizione. Ma il Buddha dice anche. la percezione non è il Sé." "Cioè?" "Ho visto recentemente alla televisione francese un servizio su una famiglia sinceramente cattolica."." "È un caso abbastanza raro. Una delle figlie. preoccupato per la sovrappopolazione come lei e me. inafferrabile. Poiché bisogna comunque ammettere che esistiamo (altrimenti la ricerca del risveglio diventa incomprensibile). la sensazione non è il Sé. che non cambia in noi? Su quali elementi. che non può trascurare a cuor leggero. ammetteva . Stabilito questo. Da ieri contiamo qualche milione di vite in più ritorna sull'argomento e mi domanda: sul pianeta. perché almeno sussiste per un momento. il Buddha ammette che siamo costituiti da "cinque aggregati". dice il Buddha. come il futuro. Diffidenza totale nei confronti della nostra "anima".. Diffidenza. ripenso alla sua ultima frase: "Ma noi..è un'astrazione. a qualsiasi scuola buddhista si rifacessero. però. Se non siamo che caducità e illusione. Ma se bisognasse scegliere? Se avessimo bisogno a tutti i costi di un supporto. Il Dalai Lama "Se un cattolico sincero. le costruzioni non sono il Sé.. una costruzione mentale. di cui noi portiamo segni invisibili. non siamo cambiati". possono poggiare i nostri sforzi? Che cosa possiamo modificare in noi? Riprendiamo la conversazione da dove l'abbiamo lasciata. E aggiunge: ". fra quelli che ci compongono. Anche il Dalai Lama ha parlato di questa illusione persistente come di un "demone interiore. miliardi di eventi sono successi. dunque. la formazione mentale (o le costruzioni) e la coscienza. pur professandosi credente. di un punto d'appoggio? Allora. Da ieri il tempo è trascorso. Oggi è un altro giorno. qual è il flusso costante. che cosa può fare?". hanno insistito su questo punto: l'io è un'illusione. nei confronti del nostro pensiero.

E non si potrà costruire nulla di rassicurante se la popolazione non viene controllata." ". scaltra. ma dimentica facilmente i nomi. Ma deve capire che i grandi capi religiosi sono per così dire incapaci di modificare le proprie idee. Usciamo a fatica dalla dittatura spietata dell'industria. Parlo dell'Europa. gli ricorda chi è Cousteau. ortaggi e frutta coltivati senza prodotti chimici.apertamente di fare l'amore con un giovane al di fuori del matrimonio e di prendere la pillola per non avere figli.. in ogni modo. per lottare contro l'insicurezza che minaccia tutti gli uomini del terzo mondo nella vecchiaia.. sembrano ormai sorpassate ai cristiani di oggi. Questo è evidente." "Lo so bene. molto limitata. esiste una via d'uscita?" "Senza dubbio. lusinga forse la virilità dei maschi africani e. carta riciclata. a utilizzare la benzina senza piombo. il problema è completamente diverso. "Lo conosco. Ma in realtà resta tutto da fare. Quando il papa. Così. ipotetici sostegni della vecchiaia." mi dice "in India e in Cina è la stessa cosa: si ha l'impressione che. rivolgendosi agli africani. rinuncerebbero ad accumulare figli. dove la crescita della popolazione è. mi sembra. Esistono ovunque accomodamenti col cielo. nella maggioranza dei casi. Molte famiglie sono convinte che un figlio in più . proclama. E molti volonterosi vi si prodigano.. ma resta ben nascosta. o in America Latina. il comandante Cousteau." "Come dice?" I suoi assistenti mi hanno già prevenuto: Sua Santità ricorda molto bene i volti." "Ma comunque. se Dio lo concede costituirà un appoggio supplementare per la loro vecchiaia." "Dove trovare il denaro? Come distribuirlo?" "Molte altre idee vengono proposte qua e là. che devono accettare tutti i figli che Dio manda loro (un modo di parlare che il buddhismo non ammette). In Africa. Lhakdor. a esercitare un controllo sugli apparati di scarico dei veicoli. resisterà meglio alla povertà. in tibetano. Le Scritture cristiane. "Ah. Per lottare contro questa idea. mitiga la loro paura d'invecchiare." "È evidente." "Mentre l'esperienza europea prova evidentemente il contrario." . molto difficile da mettere in atto.. se una famiglia è numerosa. di garantire a ogni capofamiglia una pensione sufficiente. ad acquistare detergenti biodegradabili.un maschio di preferenza." "Immagino. un francese che lei conoscerà sicuramente. Il cammino è ancora molto lungo. in un certo modo." "Lo credo anch'io. come faceva con i messicani e con altri. con effetti a lungo termine. forse." "È una soluzione indiretta.ha proposto. all'interno del cattolicesimo. sì!" esclama. Cominciamo a inserire l'ecologia nelle fabbriche (timidamente). che i nostri genitori e nonni hanno subito con il sorriso sulle labbra per più di un secolo.

È anche quello di informare. in tutti i testi che distribuisce ai fedeli cattolici. e anche dai fedeli. che decide soltanto il potere politico. che esistono nelle comunità religiose cattoliche. e i migliori fra loro lo riconoscono. Le decisioni indispensabili diventerebbero così. A dire il vero. So perfettamente. che condividono le nostre idee. Gli ripeto che possiamo unicamente fare proposte. e parlare a voce alta." "Che cosa si può sperare?" "Tutto deve partire" mi risponde "da quella che si chiama la base. molto più facili. presso i monaci e anche presso le monache. Devono dirci e ripeterci a quali cifre dobbiamo attenerci. Stabilire statistiche chiare. La maggior parte vive in mezzo ad agi materiali e culturali." "Sì." "L'hanno fatto. le istituzioni cui è a capo gli proibiscono di dirlo pubblicamente. al più presto. per averne parlato con loro. per i loro capi. abbastanza raramente. Altrimenti lei ha altre idee? Conosce altri mezzi per aiutarci a superare gli ostacoli?" Non so che cosa rispondergli. fosse favorevole a qualche cambiamento (noi non ne sappiamo nulla). individui che avvertono il pericolo. essi dovrebbero creare un'atmosfera che renda possibile questo cambiamento." "Vi sono anche gli scienziati. Ma noi leggiamo e dimentichiamo subito. personalmente. Quel che vale per la popolazione vale anche per l'ambiente. o la ricerca non ha senso. Cerchi di comprendere: è impossibile."Soprattutto" mi dice "se questo cambiamento deve essere brusco. Discorso che si basa su convinzioni molto antiche. Anche se lui. In altre parole. . che deve partire l'idea di un cambiamento. e diffonderle. a noi oggi cosa importa?" "Ma il compito degli scienziati non è soltanto quello di ricercare. Fanno molta fatica a prendere la parola. Il papa. È da loro. Lo sforzo principale deve venire da loro. Che la Nigeria conti più di seicento milioni di abitanti fra una trentina di anni. ripete incessantemente lo stesso discorso. Mi domanda ancora: "L'Occidente potrebbe veramente cambiare vita? È pensabile?". che affermano la necessità di fare qualcosa." "Ma anch'essi appartengono a istituzioni. ad esempio." "Devono tuttavia parlare.

vediamo chiaramente che gli occhi di tutti sono puntati sulla disoccupazione. non-composto. Parlare di un cambiamento di vita sembra un viaggio nell'isola di Utopia. spostandosi da un luogo all'altro. immigrati senza permesso. Ogni paese occidentale conta oggi una seconda e anche una terza popolazione clandestina." "Nemmeno i movimenti di popolazione. come l'irlandese Berkeley (Tre dialoghi tra Hylas e Philonous." Mi stupisco ." ."Per ora. Dobbiamo affermare: siamo troppo numerosi. cosa che per di più presuppone un aumento di sfruttamento di un pianeta quasi esaurito." "Le minacce dell'ambiente non si arrestano alle frontiere. basandosi su una frase molto categorica di Sakyamuni: "Esiste certo un non-nato. non ci sarebbe scampo possibile a ciò che è nato. e se non esistesse. Ogni frontiera ha innumerevoli varchi. Il mondo non avrebbe un'esistenza se non tramite la nostra percezione." "Vede l'Europa unita" mi domanda "come una speranza?" "Da questo punto di vista. Schiere di mendicanti percorrono ormai l'Europa. sì. che vivono alla giornata. giorno dopo giorno. "Ma impossibile è ugualmente percepire e descrivere la nostra esistenza relativa . che ha il suo terzo mondo in casa. mi dò un pizzicotto". Cercando invano il proprio io permanente. non-fatto. Vediamo anche che i rimedi proposti qua e là giungono tutti dal passato. Non avrei immaginato che queste preoccupazioni fossero tanto vive.dell'insistenza con la quale il Dalai Lama ritorna sui problemi della popolazione. "Dunque. un "non-diventato" esistono. Così forse si delinea una prima risposta al paradosso del non-sé. senza alcun posto privilegiato." "Impossibile trovare l'io al di fuori del corpo e dello spirito?" "Impossibile" mi risponde. Il Dalai Lama lo dice a suo modo: "Quando dubito di esistere." "Dobbiamo insistere.rigorosamente imprigionata in una trama di cause e di effetti . L'idea non manca di seduzione. Ha anche attratto alcuni filosofi occidentali. Ma noi esistiamo in un modo al contempo relativo (all'attività del nostro spirito) e condizionato (da tutte le altre esistenze). e questo problema immediato nasconde facilmente tutti gli altri. nessuna preoccupazione: esistiamo?" "Sì. Non parlano che di crescita e di ripresa economica. che fare? Le soluzioni che prevedono misure di polizia non sono né moralmente auspicabili. e le relazioni che le uniscono. forse. né efficaci. questo atteggiamento di dubbio radicale condurrebbe al nichilismo. Anche in questo caso. fatto e composto".e mi rallegro . né di noi stessi. Negli Stati Uniti si contano più di venti milioni di indocumentos.senza percepire nello stesso tempo l'esistenza di tutte le cose. diventato. a concepire il mondo come una semplice costruzione dello spirito. dell'ambiente. 1712). La netta maggioranza delle scuole buddhiste rifiuta tuttavia questa negazione radicale della realtà. All'opposto di una visione volta all'eternità (permanenza dell'essenza degli esseri al di là della corrente dell'esistenza). Anche se la nostra conoscenza del mondo e di noi stessi è illusoria. senza loro non esisteremmo. non-diventato. un "non-nato". il Buddha scopre l'uguaglianza di tutte le cose esistenti. Non si tratta di negare l'esistenza del mondo. Nessuna idea nuova ed efficace ci sostiene. Senza mai perderci d'animo.

che camminano e mendicano senza sosta."Dalle quali siamo inseparabili?" "Esatto. Ma questo non è possibile per tutti. Poiché esse non sanno nulla. E vediamo sorgere con stupore il pericolo che non ci aspettavamo. vi organizzate. siamo il mondo. cominciate a rendervi conto che qualcosa non va. il rispetto per ogni forma di vita. che esistono il mondo e l'origine del mondo. il buddhismo condivide lo stesso sentimento. mortale e lungo soltanto sei piedi. è il caso dell'India e forse anche del Messico. la vostra eccessiva crescita demografica vi conduce a una miseria ancora più terribile. di vertigini tecniche. com'è ovvio. In Occidente. Senza avventurarsi in questi atteggiamenti estremi. di rivolgimenti scientifici. è il nostro rapporto col mondo. per forza di cose. Esse sono inscritte da molto tempo in quel che il buddhismo ha di più profondo.con il giainismo. di scioperi. quasi nello stesso luogo del buddhismo e fedele fino a oggi agli insegnamenti del suo fondatore. ci scopriamo gli stessi. come dice ancora Sakyamuni: "È all'interno del nostro corpo stesso. Lo ascolto in altro modo quando riprende. Mahavira. come punto essenziale. però. forse anche di più originale . che il vostro tenore di vita migliori. con un'energia. spolverano il sedile con un leggero scacciamosche per allontanare i piccoli insetti che rischierebbero di schiacciare. un'altra tradizione indiana comparsa nel medesimo momento. Fra questi insegnamenti figura. il frutto di una rivelazione tardiva di fronte all'evidenza di una distruzione (come è stato per noi). una convinzione sempre più marcate: "Il vero problema del terzo mondo è l'ignoranza. tanto più difficile a scongiurarsi in quanto scaturisce. Nel terzo mondo." "Esatto. La sua frase aveva un senso apparentemente più semplice." E questo vale anche per il corpo soltanto. ma in effetti più sottile e più ampio. E bisogna farlo energicamente. Qua e là per le strade dell'India (mi è capitato andando da Dharamsala a Delhi) si incontrano gruppi di uomini e donne vestiti di bianco. senza reticenza sentimentale. ogni esistenza. La nostra esistenza non è in alcun modo indipendente. e similmente il cammino che conduce al nirvana". di furori ideologici. in se stessa. che sono la fonte di ogni malattia mentale. E. Dopo due secoli di fucilate. con tutto ciò che questo comporta di ambiguo: state sbagliando. e la fine del mondo. Dicendomi "ma noi. Ugualmente. Voi desiderate. lottate". di guerre piccole e grandi. il Dalai Lama non alludeva ad alcun territorio irriducibile che conserveremmo e proteggeremmo in noi stessi. lo vedo qui intorno a me." Gli ricordo le argomentazioni di qualche esperto di demografia: alcuni paesi. a modo vostro. Noi non siamo una parte separata del mondo. continuamente. dalla nostra persistente illusione. Ma essa è. uno dei tre veleni dello spirito. di conquiste sociali. Così. un'urgenza. È una necessità immediata. mi diceva. è senz'altro il più potente. quello dell'autodistruzione. prima di sedersi. sembrano vivere meglio da quando le loro popolazioni hanno raggiunto livelli che . e che portano sulla bocca una sorta di benda per evitare di inghiottire per sbaglio qualche zanzara. Bisogna dire loro. le prese di posizione "ecologiche" del Dalai Lama non sono un fenomeno di moda. l'ignoranza è uno dei tre klesha. di barricate. non siamo cambiati". Quello che non è cambiato. Al contrario. "Una lotta che non servirà a nulla se non diventa mondiale. Insieme al desiderio di possesso e all'odio. Bisogna dunque educare le popolazioni del terzo mondo. sempre intimamente legati a quello che abbiamo preteso di conoscere e di dominare.

cominciate a limitare le nascite. intorno a noi. disperazione. Ma bisogna cominciare col dirlo. suo vecchio compagno. tutto è legato a questo fossato che va allargandosi fra i popoli. eterogenea e senza risorse. e di educazione poi. Senza alcuna possibilità di parlare." "Come fare?" "Bisogna dire. Avvicinare i due mondi l'uno all'altro fino a renderli paragonabili e. se possibile. A ciò si aggiunge . tutto è inseparabile. e domani avranno meno di niente. beninteso. con argomenti persuasivi e buona volontà. Gli indiani abbandonati del Chiapa si sollevano. Di conseguenza. Insiste sulle seguenti parole: "Questo dovrebbe essere il nostro traguardo. bisogna ridurre questo scarto. follia. si creano nuove attività. E poi sappiamo bene che il prezzo delle materie prime." "Ma gli emarginati sono così numerosi. Tuttavia questa situazione . soffrono di carestia cronica. Nulla arresta. Il buddhismo è assolutamente categorico su questo punto. epidemie diverse. o per tre. ai popoli del terzo mondo: volete che il vostro livello di vita sia paragonabile a quello dei paesi del Nord? Bene. Sì. fame." "Di informazione anzitutto. all'interno stesso delle nazioni ricche. Ma si tratta evidentemente di un circolo vizioso. e che si ritrova. Altrimenti. e nella maggioranza dei casi incontrollata . Tutti i problemi che lei e io ricordiamo. salvo i meccanismi collettivi poco conosciuti legati al miglioramento del livello di vita: vivete meglio.apparentemente favorevole al commercio . nulla. e nemmeno in Cina. uguali. Altri paesi. e che ogni individuo incontra nella propria vita di tutti i giorni.lo sfruttamento sistematico del pianeta. sulle quali si basano tutte le economie vacillanti dei paesi del Sud.non è che l'impressione di un momento. vivrete meno numerosi.non molto tempo fa sembravano inimmaginabili. Hanno tutto. Dobbiamo lottare contro questo scarto crescente". e dirlo chiaramente. Non hanno niente. Le rese agricole sono raddoppiate. delinquenza. insieme all'accattonaggio. L'India arriva al punto di esportare cereali. armi alla mano. I popoli del Ruanda si massacrano. E la divisione di questa torta non è più equa oggi di ieri. Presto coloro che avranno "la fortuna" di lavorare lavoreranno per due. terrorismo. ma anche con precisione scientifica. è inutile provarci. subito si spezza. e praticamente tutto lo giustifica". droga. Prosegue: "I paesi del Nord (è così che chiama generalmente l'Occidente: the Northerners) non sono mai soddisfatti. disoccupazione. insicurezza. l'espansione demografica. come l'Etiopia. Le bidonvilles di Bombay traboccano. La disoccupazione diventa un flagello per l'intero pianeta. È moralmente nobile. deviazioni psicologiche. La torta non si può ingrandire all'infinito.conseguenza praticamente inevitabile. e vogliono ancora di più . Non possiamo evitarlo. "Non è un po' facile a dirsi?" "Certo. questo dovrebbe essere il nostro traguardo. e la nostra antica esperienza ce lo conferma a ogni istante: tutto è strettamente collegato. i marciapiedi di Delhi sono ricoperti da una popolazione capitatavi per caso. Li dimentichiamo così facilmente." "Torniamo dunque al concetto di educazione. sappiamo bene che questi prezzi si decidono in Occidente!" . Quando si pensa di aver raggiunto l'equilibrio.

i popoli non europei." "Cioè?" "A partire dal XVIII secolo. Ne sono ben lontano. si accumulassero in lui. Claude Levi Strauss. hanno dovuto all'improvviso. Come dice il filosofo iraniano Daryusch Shayegan. e soprattutto gli oggetti che fabbrichiamo. in particolare uno dei più prestigiosi fra loro. che fino al XIX secolo utilizzavano oggetti di cui controllavano la fabbricazione (e questo vale per le armi da fuoco). abituarsi a motori. a strumenti. come il Giappone. Ci sembra di vedere che tutti i popoli. aiutandolo a esprimersi. la cinepresa non è loro estranea! Non portano abiti: questo non significa che manchino loro abiti! È così. si sono chiesti se la nostra forma di civiltà non possieda in se stessa un fascino fatale. Vorrei sottolineare che alcuni indiani imitano anche i nostri abiti. Una civiltà mondiale gli sembrerebbe inimmaginabile e in ogni caso pericolosa."Non ho detto che sia facile. come se secoli di altri pensieri. il dominio che ostentiamo su una natura sottomessa. Levi-Strauss si domanda se questa seduzione. a un tedesco! Per il fatto di non essere stata inventata e fabbricata da loro." Aggiunge: "Gli indiani dell'Amazzonia vogliono una cinepresa: hanno ragione! Questa si addice loro così come a un francese. Gli racconto alcuni ricordi personali." Mi chiede di essere più preciso. Ritrovo l'aspetto concreto. fattivo del buddhismo di tutti i tempi. di poter sentire la profondità della sua riflessione. che ricevevano da un altro paese. Ma questa civilizzazione meccanicistica è intimamente legata all'Occidente? Non credo. che lo protegge e lo affina senza sosta. confrontandosi e scontrandosi. dal punto di vista antropologico. L'influenza universale di una di queste culture a detrimento delle altre significherebbe forse la scomparsa. "In che senso?" "Abbiamo evidentemente l'impressione che ogni tecnica venga dall'Occidente. e dai paesi collegati all'Occidente. non sia fatale per gli uni come per gli altri. di cui non erano più i padroni. Desidera acquisire immediatamente le nostre conoscenze. la nostra competenza tecnica. non senza rischio di raffreddore o di polmonite. Ci chiedono una camicia e la indossano senza mai toglierla. che maneggiavano con destrezza cineprese. Mi sembra. adorni di piume. hanno adottato la nostra "meccanica". continuano a portarla bagnata. caratterizzata dall'industria. si è lanciata alla conquista del globo. a ognuno di questi silenzi. immagini di indiani dell'Amazzonia pressoché nudi. prima del suo. e basta". a oggetti che sfuggivano alle loro conoscenze. che tende a uniformare il mondo. del concetto stesso di cultura. . Dico solo da dove credo che bisognerebbe cominciare. indipendente e controllabile." Riflette piuttosto a lungo in silenzio. Dice con semplicità: "Non sono sicuro di essere del suo parere". Tutto il sapere appartiene all'Occidente. che le culture non vivono che per la loro diversità. da circa un secolo. da quando l'Europa. irresistibile. ogni cultura che entra in contatto con la nostra sembra esserne ben presto sedotta." "Diversi etnologi e pensatori occidentali. Dice anche. Se piove. e anche che si aggravi. ed è lungi dall'essere il solo. a partire dalla macchina a vapore e dalla comparsa dell'energia attiva. "Ho l'impressione" gli dico "che questa tendenza continui.

bello. Il criterio tecnico non è migliore di un altro. dominato da una fronte molto alta. e dire: ho una cinepresa. "Sarebbe pericoloso dividere l'umanità in due unicamente da un punto di vista tecnico?" "Evidentemente. smettendo di ridere all'improvviso così come ha iniziato: "La gente è attratta dai risultati immediati. dobbiamo rispettare le tradizioni locali. occultamente legato al giudeocristianesimo. Guardi"." Sorride a questo ricordo. tenendo gli occhiali in mano. Essa è il nostro bene comune. Non sempre vi riusciva. Impossibile fare altrimenti. Il Dalai Lama prosegue: "Certo. avesse destato in lui. Ma l'indigenza che ovunque incontriamo ci sollecita certi gesti." "Questo senso esiste. dall'infanzia." "È evidente. la tecnica non ha nulla di negativo. Dobbiamo dare cibo. sembra a un tratto più asiatico. Cosa c'è di più normale? Perché privarla di questi? Anche sinceri praticanti del buddhismo hanno cineprese e orologi. e non imporre nulla con la forza." "Per dominare la natura. Nata in Occidente. D'altra parte ogni separazione umana è pericolosa. L'Est vi si adatta con facilità. Resta così per un attimo. In questa impresa di dominio. è anche. medicinali. Risultati immediati. è anche più efficiente. non ne voglio altre. Più tardi cominciò a smontare gli orologi. servendosi di Dio come tramite." "Resta" gli dico "l'atteggiamento mentale. non si lascerà sopraffare dalla tentazione tecnologica e dalla smania del possesso. gliene mandavano da riparare. Anch'io ne ho uno. è vero. Saprà trovare il giusto equilibrio. per dominare anche gli altri uomini. Nessuno può negarlo. Nel suo libro di memorie ha raccontato come la scoperta di un carillon rotto. al pieno potere sulla natura dato all'uomo dall'uomo stesso. mi basta. Il suo viso. Il pericolo costante è . E la tecnica è senza pari semplicemente perché ottiene dei risultati. la tecnica è l'arma senza pari. che funzionava a meraviglia fino ai recenti pericoli di contaminazione. senza dubbio. sono per lo più aspettare!". Su alcuni punti. regalo dello zar al suo predecessore. Continua. anche tecnologia. invisibili! Può ben Toglie per un momento gli occhiali. ad esempio in quel che concerne i costi di produzione. Chi lo sa? Potrebbe anche avvicinarci e unirci". come Roosevelt. Questo atteggiamento mentale. In se stessa." mi dice "se un individuo possiede una base spirituale sufficiente. Alcuni capi di Stato. ha ricoperto rapidamente tutta la terra. poi aggiunge: "Se la preghiera dà dei risultati. Francamente. non credo che la meccanica possa identificarsi con l'Occidente. Quello che un uomo inventa è positivo per tutti gli uomini. "So anche che amava ripararli in gioventù. Non è come la preghiera!" Ride. Il senso di superiorità.Ma non ne ho il tempo. senza troppo chiedere. come ha detto lei. una viva passione per il bricolage. come quello che si potrebbe attribuire a un maestro zen. "D'altra parte.

Ed è qui "Questa base spirituale di cui parla non è la cosa meglio distribuita al mondo. sminuisce questa vita dello spirito. incassano i loro profitti. In un certo modo. . Ma noi operiamo per una migliore spartizione. Giungiamo a comprarceli. "I paesi tecnicamente molto evoluti. Come ogni servitore. l'invasione universale della tecnologia. ovunque essa passi. come dite voi (il concetto di peccato è estraneo al buddhismo). per bocca di coloro che la dominano. della vita spirituale. concentra l'essenza del suo sforzo. più distaccata e più profonda. devono spesso affrontare altre mancanze. Non lo è nemmeno il progresso. anche in questo momento. Vi vedono il trionfo del pensiero. Ci impegniamo tutti i giorni." accaniti. Bisogna cercarlo elevando il livello dello spirito. Si distribuiscono fra loro diplomi e medaglie nei concorsi. da un paese all'altro. Ma in questo caso soltanto chi la usa è colpevole. Ed è normale. opera umana inevitabile. tutto sembra impossibile. mi piace che egli si ripeta. non sia mai da biasimare. è capace di adattarsi a questa tecnica. Vogliamo vedere. sono gli schiavi designati della tecnica e dell'avidità. Ma lo spirito umano. così come ci appare. nato da una riflessione. sono soddisfatti. cerchi formulazioni nuove . come il suo. libera dall'ossessione del fine da raggiungere." "Ragione di più per insistere" dice. una sorta di vuoto di cui mi si parla spesso. sviluppa il suo pensiero." "Per niente. Non è peccato. di accontentarsi. Insiste sull'idea che la tecnica. che può fare a meno del pensiero. di questo sogno di educazione planetaria che sembra impossibile e senza il quale. che essa basta a se stessa. "Una cosa mi colpisce" dice. Ma questo equilibrio non bisogna cercarlo abbassando forzatamente il livello della realizzazione tecnica." "Questa espressione mi sembra ambigua. Lo spirito si mette così al servizio del risultato." "Essi giungono anche a credere che il vero lavoro dello spirito consista nel produrre questi oggetti meccanici. Ma non voglio affrettare il passo. ottenere. a rubarceli. Un giorno o l'altro giungerà a proclamare. della sua ricerca: il territorio delle operazioni dello spirito. tuttavia.di aprire la porta all'avidità. lavorano anche molto.che ci riconducono alle porte dell'utopia. nel senso di progresso materiale e di progresso delle conoscenze. Ed è urgente. toccare." "Bisognerebbe dunque ripristinarla?" "Sì. Sento che il mio interlocutore indugia. Non si condanna il fiammifero al posto dell'incendiario. I cervelli occidentali lavorano. e sovente. La brama del concreto è nella natura umana. uno dei nostri nemici più che si compie il vero lavoro dello spirito. Parlo di un'altra forma di vita spirituale. Perché coloro cui manca questo equilibrio." "Lo ripeto: la tecnica non ha nulla di negativo in sé. di non lasciarsi inebriare?" "Ogni tecnica è affascinante." "Non è di questo che parlo." Ci avviciniamo sempre di più all'ambito nel quale il buddhismo. Nessuno può dire che l'Occidente non faccia lavorare i propri cervelli. da un lavoro sereno dello spirito. Un vuoto dello spirito. rinuncia alla propria indipendenza. Anche da un semplice punto di vista egoistico: abbiamo più bisogno di un aumento di spiritualità che di un aumento di tecnica. Inevitabilmente. sin dall'origine. "Un equilibrio è indispensabile. tutto ci conduce qui. Essa si presta però a impieghi nefasti. ma sempre nel senso dell'efficienza. la nostra opera più bella. Anche se si è già espresso su questo punto.

Gli uomini hanno creato oggetti che li hanno sorpresi. Il buddhismo è prezioso per questo punto. e generalmente poco considerato. nel contempo. Invece di smorzare il fuoco. questo concetto di verifica è importante. non può in alcun modo ridursi ai perpetui conflitti sentimentali che oppongono due bionde sul bordo di una piscina.Sotto questo aspetto. trovarvi qualcosa di universale. anche. Ci aiuta a prepararci al crollo degli imperi. non vi vedono che serials americani. in apparenza. moltiplichiamo i nostri strumenti di conquista. il XX secolo. Bisogna ancora che questi oggetti possano essere acquistati. e tuttavia è difficile." "Sì. Al rivolgimento. dei preconcetti." "Come il buddhismo!" E ride. di eliminare. cioè la radio. come per miracolo. ma la stessa California. uscito non si sa da dove. Ricordo brevemente le difficoltà che un cineasta africano. ha probabilmente superato i nostri sogni più antichi. La morte legata al sesso è ricomparsa. che nulla è immobile." "Si. piena di contrasti e mutevole (il numero degli homeless. è sempre più uniforme. e ancora di più . Questa ebbrezza ci porta a non poter più controllare i nostri desideri. alla deriva. che giunge raramente a buon fine. è più rilevante a Los Angeles che a Dakar). indispensabile." "Alla fine degli anni Sessanta abbiamo creduto che l'amore fisico si fosse. Ci accontentiamo spesso di qualunque cosa. la televisione. il solo che importi. E si deve aggiungere che nulla è mai stabilito per sempre. Il mondo non si riduce alla California. Ne dimentichiamo la vera qualità. Parliamo per un momento dell'Africa. dei senza fissa dimora." "Perlomeno in teoria. per le donne. regione complessa. Poi è arrivato l'AIDS. noi perfezioniamo. sbarazzato delle antiche remore. lo sanno tutti." gli dico "il nostro mondo." "Naturalmente. l'Africa è minacciata nella sua stessa cultura.. storie inventate in altri paesi e che non parlano mai loro di loro stessi. È sufficiente che l'immagine dell'oggetto sperato corrisponda ai nostri desideri. Invece di cercare il disarmo interiore. continente che ad alcuni sembra oggi quasi perduto. più terrificante che mai. per ciò che ha realizzato. più difficile che mai. . Ogni campo del desiderio è stato esplorato e sovente soddisfatto. Dimentichiamo addirittura di verificare se il compimento del nostro desiderio è proprio quello che abbiamo auspicato." "Dimentichiamo anche che il desiderio del prossimo non è necessariamente il nostro. per bocca dello stregone." "Esiste una ebbrezza di questo potere che ci diamo sulle cose. forse. ad esempio. La medicina permetteva di lottare contro le malattie veneree e. Vogliamo di più . deve superare per fare un film. almeno quelli che possono guardare la televisione. dei nostri desideri. il rischio di una gravidanza. Gli abitanti dei paesi africani. lo ravviviamo. o alle avventure sempre vittoriose di un paio di poliziotti seduttori e disinibiti. Oltre a una dipendenza economica cui è legata la sua sopravvivenza. il libro. il posto della parola e della storia. è stato preponderante.. Una delle forme di esclusione moderna: l'assenza di specchio. fa una grande fatica a raccontarsi oggi le proprie storie con i mezzi contemporanei. Un difficile percorso iniziatico. in ogni tempo. Esclusione tanto più pericolosa in quanto l'immagine che ricevono dagli Stati Uniti è doppiamente ingannevole. Questo continente dove.

" "In ogni caso." " Credo?" Non sembra conoscere questa parola. Essa almeno può dare qualcosa in cambio? Una parte della propria saggezza.". trattori. Lhakdor. "Che cosa possiamo aspettarci dall'Asia?" Vedo che la mia domanda non può avere una risposta precisa. della propria fantasia. Il presupposto divino condiziona e schiaccia ogni pagina. Impotenza che si può temere duratura. Sorride ascoltandomi. e anche della propria vita spirituale. cineprese. non potendosi esprimere. bisogna subito modificarle. tradizioni e testi. più profonda di quanto noi pensiamo? Non sono sicuro. che se una scoperta contemporanea contraddice le Scritture. Alla miseria fisica si aggiungono." "Questo ambito chiamato spirituale" mi dice "si accontenta spesso della lettura e del commento della Scrittura." "Mentre la natura stessa dello spirito. che Dio abbia creato il cielo e la terra.senza dubbio accuratamente salvaguardata dall'Occidente . il suo assistente. e anche dell'esercizio del potere. Molte voci tacciono. che dell'ambito più intimamente spirituale. non mi parlano mai di me.. e il mio interlocutore non lo è più di me." "Supponendo che l'abbia mai svolto. altrettanto duri. la religione cristiana non è che di superficie. nelle nostre religioni. aerei. Riceviamo sempre di meno dall'Africa. Continuo: "Non posso credere. l'isolamento e il bavaglio. Una sorta di obbligo o di convenienza sociale" "È una parte del problema" mi dice allora. Potrei anche domandare: quali sono oggi i rapporti fra Asia ed Africa? Non esiste nessuno al mondo che possa rispondere a questa domanda. sembra interrogarsi perpetuamente. Ora. poi la luce. con il mio aiuto. gli astri eccetera. nemmeno in forma allegorica. "Vorrei spesso ricevere" gli dico "quel che non posso trovare da noi. che questo scambio sia ancora possibile. Tutta la sua storia la mostra più preoccupata dei problemi mondani. se comprendo quel che lei mi dice. gli dico ancora: "Siamo onesti: in Occidente." So bene che questa forza delle scritture antiche è ancora chiaramente presente nel buddhismo.. ha la possibilità di farlo.di fabbricare i propri oggetti di oggi. Mentre il Dalai Lama mi guarda in silenzio. qualsiasi sia la tradizione.L'Africa si trova nell'incapacità . a due riprese. il . È vaga. computer. "La religione non svolge più proprio ruolo. mi è impossibile aderire al nostro credo. gli dà una spiegazione. poi il giorno e la notte. enunciata duemila anni fa. potesse accontentarsi di essere costantemente ripetuta. come se ogni verità dello spirito. Un intero continente sembra condannato a tacere e ad essere cancellato. Se leggo san Tommaso o sant'Agostino. ma l'uomo che mi ascolta mi ha già detto.

che possiamo ben dire che la verità di questa parola sia l'autentico oggetto di una fede. che traduciamo generalmente con fede. e che tutti i reperti paleontologici. Le nostre Scritture affermano che la luna si trova cento miglia sopra la terra. Non c'è alcun dubbio. Sakyamuni lo portò ad ammettere che nessuno di questi bramini aveva." "E se alcuni rifiutano?" "È affare loro. visto e toccato la verità. che la terra è stata creata da Dio poco più di seimila anni fa. le pongo la domanda: non è un grave errore. alla televisione francese. D'altra parte il buddhismo ha analizzato e chiarito il concetto di fede. Ma questo non mi interessa. il dubbio metodico e le contese oratorie più accanite sono usuali. sovente chiamata "cieca". hanno suscitato. Naturalmente. salvo forse su un punto. nei confronti delle parole del Risvegliato." Rispondendo un giorno a un giovane discepolo che lo interrogava sulle basi antiche della verità. I professori insegnano agli allievi. avremmo dovuto trovarlo da tempo. considerati a lungo .come testi storici. confondere vita spirituale e vita religiosa?" "Sono separate.e da alcuni ancora oggi ."Mi chiedo: che cosa sarebbe dunque il cielo senza gli astri? Cosa sarebbe la luce senza il giorno? Conosco i milioni di interrogativi che questi testi mitici. Mai. o perché si trova in questo o quel testo. sono stati posti dal Diavolo al solo fine di traviarci. e nessuno vede. costruite su una fede che non sollecita il ragionamento. Se questo monte esistesse. E il Buddha paragonava queste generazioni di bramini a una lunga fila di uomini ciechi: ognuno si appoggia a colui che precede. Non vedo in questo laborioso decifrare nulla che mi sembri degno di quella che lei chiama la vita dello spirito." Un anno fa. di aguzzare. conformemente alle Scritture ebraiche. il buddhismo si concentra sui fenomeni che possiamo vedere. un "errore di fondo". che gli specialisti ricercano e studiano. hanno nel buddhismo un posto limitato. ho visto un servizio piuttosto inquietante su una scuola rabbinica. o perché l'ha detto il Buddha. Ma al più alto livello. Il fondatore stesso ci ha rimandato senza ambiguità alla nostra verifica personale. si sforza al contrario di eliminare in noi ogni punto oscuro. almeno nella devozione popolare. Inutile perdere tempo a discutere con loro. . Lungi dal bendarci gli occhi ordinandoci di credere. Si è costituita e perpetuata una tale "fiducia". Poiché non è così. come fa per tutti i concetti. o il credo" mi dice il Dalai Lama "nel senso che lei dà a queste parole. Nel corso delle nostre conversazioni. Che cosa ne penserebbe Margaret Mead? Poveri giovani. e che il centro della terra è il monte Meru. Strano insegnamento per il XXI secolo. Ho avuto sovente l'occasione di dirlo. nel centro di Parigi. D'altra parte. o tutt'al più scoprire indizi della sua esistenza. è necessaria qualche sfumatura a questo quadro. dobbiamo allontanarci dal senso letterale delle Scritture. Tutti si accontentavano di ripeterla come una lezione ben appresa. laddove la speculazione. di allungare il nostro sguardo. che dovranno passare una parte della vita a disimparare quel che avevano creduto di sapere. Il termine sanscrito sraddha. "La fede. personalmente. soprattutto delle religioni monoteistiche. significa in primo luogo "fiducia nata dalla convinzione". toccare e comprendere. Contrariamente alla quasi totalità delle religioni. che riguarda la reincarnazione. La fede non comincia che nel momento in cui la vista si arresta. e il suo insegnamento ci invita sempre a "venire a vedere". il principio di autorità a poco a poco scompare. trasmessa dai bramini di generazione in generazione. Mai mi ha detto: è così perché è così. mai il Dalai Lama mi ha presentato una sola affermazione che potremmo definire dogmatica.

abbandonato alla supremazia incontrastata della materia. evidentemente. Perché tu sai bene a quale liberazione trasparente delle anime. "È dall'interno che ti assomiglio" è. I sogni e le grida. Mancano di sorriso e di cordialità. che egli vede privato di una dimensione. se esse vanno bene per la libertà. Respingono i cambiamenti. a quale libertà dello Spirito nello Spirito. grido. Parliamo ancora del grande disordine di idee che sembra colpire l'Occidente. impulso. . Insegnaci. o Papa. Siamo circondati da papi rugosi. e gli altri componenti del gruppo avevano allora dai venticinque ai trent'anni) mostra chiaramente. la levitazione materiale dei corpi e come non essere più vincolati alla terra. rinuncia all'idea. che fu il grido del cuore surrealista. sulla difficoltà e sul lungo lavoro quotidiano. volgi verso di noi i tuoi lumi. o Grande Lama. È con l'occhio interiore che ti guardo. Mi ritrovo accanto a questo "Papa gradito" e insieme riprendiamo il cammino. Questo testo giovanile (Breton. cambia il nostro Spirito. il cui pensiero è incorreggibilmente immerso nel presente. si trova questo articolo. in questo senso. donaci uno Spirito pienamente volto verso queste cime perfette dove lo Spirito dell'Uomo non soffre più . la frase più chiara. È dall'interno che ti assomiglio. idea. dal titolo Petizione al Dalai Lama: Siamo fedelissimi servitori. donaci. o uno Spirito con le abitudini più pure. li infastidiscono. uno Spirito tutto congelato nello Spirito. da letterati. o Papa in spirito di verità. Desnos. Aragon. i redattori. o Papa gradito. noi alludiamo. le tue. sogno. o Lama. nel punto più elevato della mia interiorità. Se non riusciamo a immaginarci i componenti del gruppo surrealista intenti a far girare mulini da preghiera. 4 È DALL'INTERNO CHE TI ASSOMIGLIO Nel numero 3 della rivista "La Révolution surréaliste". Lontano da ogni illuminazione magica. Donaci uno Spirito privo di abitudini. quel che può affascinare nel buddhismo: non un cambiamento del credo. se occorre. possiamo in compenso immaginarli alla ricerca di "abitudini più pure" e di una qualità sempre più alta dello spirito che li conduce "nel punto più elevato dell'interiorità". il Dalai Lama insiste sulla pazienza. in un linguaggio che i nostri contaminati spiriti europei possano comprendere e. Artaud. il nostro Spirito è in mezzo a cani. sospeso fra tutte le forme e non sperando altro che il vento. Questo cammino passa e ripassa attraverso i temi dell'ignoranza e dell'educazione. da critici. il cui pensiero è direttamente legato alla terra. ancor oggi. I nostri papi sono effettivamente rugosi. da cani. È proprio in questo campo che il buddhismo non cessa di lanciare il proprio richiamo. Eluard. levitazione. redatto da più autori.Ci arriveremo. labbro. né l'abbandono di un rituale per un altro. dell'aprile 1925. ma una vera metamorfosi dello spirito. io.

Questi concetti possono essere proclamati universali. Guardi tuttavia dove può condurre la confusione fra religioso e spirituale: immaginiamo un uomo che parli del concetto di benevolenza o di perdono. Forse si pensa che la repubblica e la democrazia siano tanto solidamente impresse in ciascuno di noi da non avere bisogno di questo supporto scolastico. e anche la tolleranza. il gusto della conoscenza. forse persino di un catechismo. la generosità. quando raggiungono un punto di più alta virtù." "In effetti. Bisogna riprenderlo. o "carità". di tradizione. ed altro ancora. ed anche che mostrino compassione. tutte le religioni raccomandano la compassione. una certa tolleranza. di simboli. a vantaggio del sapere concreto e utilitaristico. i sentimenti umani sembrano più profondi e più tenaci. da una forma di caducità implacabile. Vedo. Molti ritengono che queste due attività ne costituiscano una sola. Ma si tratta di qualità umane. Credo che la sua forza sia reale e che l'esperienza provi questa forza. tutte le buone qualità umane. un atteggiamento che. come quelle repubblicane. che non abbia alcun interesse religioso. Gli uomini possono anche." "In nessun caso. l'inferno." "La vita eterna. I capi religiosi. Beninteso. lo sa. evidentemente. come in altri campi. ascolta il primo e dice.. Ma è chiaro che. la moksa.. Dopo mi dico che. cioè la liberazione dai nostri impedimenti. validi per tutti gli esseri umani. che è loro prerogativa. Anch'io ho la tendenza a pensare talvolta che il nostro sistema politico abbia bisogno di miti." . un certo numero di insegnamenti civici sono scomparsi dalle nostre scuole. È un atteggiamento ingiustificato. Non abbiamo avuto bisogno di una rivelazione divina per acquisirle o scoprirle. ma che." ". cosa che fra gli animali mi sembra molto più rara. nelle tradizioni più recenti. questi elementi sono inevitabilmente minacciati. a breve scadenza. abbiamo a poco a poco costruito alcuni concetti.." "Ha torto. Ma non tutti sono del mio parere. al contrario. il nirvana.. qua e là. se qualcuno rifiuta la religione. di carattere. non mi interessa. il paradiso. Ma dubito di questa solidità. mostrare disinteresse. alzando le spalle: tutto ciò riguarda la religione. lo eliminiamo a poco a poco. se la pratica con tolleranza. Ma non cerco di distogliere nessuno dalla propria fede. Ed è per questo che. la democrazia sottoposta a una costante minaccia. Perché la vita spirituale dovrebbe essere necessariamente legata a qualche credenza sovrannaturale? Potremmo addirittura affermare il contrario: che la fede sia l'abbandono dello spirito. mi rassegno a vederli scomparire." "Ha assolutamente torto! È caduto in una trappola grossolana di vocabolario. E per questo. si potrebbe affermarlo. d'altro canto. in questo campo. Su questa base specificamente umana. come il Dio creatore. in teoria. Un altro uomo. l'hanno accecato. o ancora di compassione. Il Dalai Lama torna alla mia domanda su vita spirituale e vita religiosa: "Il problema che ha sollevato è di grande importanza. se non totalmente assente.Dico al Dalai Lama che non solo la nostra religione ci sembra monotona e sterile." "Ma le religioni non possono impadronirsene. Le parole "compassione". Tutto ciò che poteva fornire un supporto alle nostre esistenze. è uno dei fondamenti del buddhismo. "Cosa del tutto impropria. proclamano a gran voce che occupano questo campo spirituale. come la maggioranza dei miei contemporanei. che variano da una cultura all'altra. Guardi gli animali: si può dire che manifestino fra loro un certo aiuto reciproco. puramente umane.. senza distinzione di razza. a sentire loro. rifiuta nel medesimo tempo ogni esperienza spirituale"..

rispettiamo negli altri tutte le caratteristiche che impediscono loro di accettarli. Le qualità indispensabili sono la pace dello spirito e la compassione. È evidentemente per gli altri quattro miliardi che dobbiamo oggi lavorare!" "Lavorare come?" "Tutto parte da noi. che si proclamano di questa o quella religione. Se è vero . Si può proporli agli altri. ed è il caso del buddhismo." "L'uomo resta padrone del proprio assenso?" "Ovviamente." "Né sul destino. Ma si può dire anche. purtroppo. sono anche inevitabili. staccarsi da tutto quello che lo blocca. Tre miliardi non hanno alcuna forma di religione. a quel che mi sembra. Senza di queste. Scherzavo. è inutile anche tentare. L'ho detto: le incontriamo sicuramente in noi. come può immaginare. noi dobbiamo svegliarci. Anche se noi li riteniamo universali. dalla nostra infanzia. Non siamo condizionati dall'ambiente in cui siamo nati."Proclamati.come credo . se ci prendiamo la pena di cercarle. Ho detto un giorno che. di cui abbiamo parlato a lungo. Ma è vero che. se Dio si è addormentato. Ma posso dire che a un certo livello di riflessione. che sono tenuti a rispettare rigorosamente questi precetti solo i veri praticanti. da tutti gli elementi più o meno chiari che Ci compongono?" "Certo. come a dei bambini preme la vita della mamma. ma non possiamo rigettare fuori di noi la compassione e la pace dello spirito. dalle opinioni che ci circondano. Da ciascuno di noi." "Sì. la nostra legge di concatenazione delle cause. l'uomo ha sempre la possibilità di scelta. che tutti dovremmo essere d'accordo. ma non imporli." "È nell'azione?" "Nell'azione responsabile e ponderata. alcuni individui sembrano riuscirci facilmente. E deve farlo." . e sovente imposti con la forza. Può acquistare questa libertà.che la diversità degli atteggiamenti religiosi è un fedele riflesso della diversità umana. dei fatti e degli effetti. Sui due miliardi che si dicono religiosi. mi sembra. Faccia il conto: siamo più di cinque miliardi sul pianeta. perché noi non crediamo in un dio creatore." "Non si possono riversare tutte le nostre sventure su Dio. né sul karma. Possiamo respingere ogni forma di religione. Dio si è addormentato da qualche parte. per semplice buon senso. non è in un credo che dobbiamo ricercare la nostra unità. Un miliardo su cinque." "L'Occidente si è interrogato a lungo su questa pretesa libertà. Ciascuno deve essere libero di accettare o di rifiutare una certa credenza o un certo concetto. Per questo il compito è difficile. un miliardo solo di fedeli. Tutto questo denota un atteggiamento piuttosto vile. Queste qualità sono indispensabili. mi sembra sincero. Su un argomento come quello dell'ambiente." "Si può anche vivere senza religione?" "Ma naturalmente. il che significa una minoranza." "Tuttavia.

difficile a comprendersi. emarginazioni. irraggiungibile. indifferente al nostro sguardo. assassinii. gli uccelli si lanciano alla ricerca del loro re mitico." "E a divieti. da parte di una voce proveniente dal suo intimo.." "In altre parole. Penso talvolta che il principe Siddharta. e che non è mai che relativa. come se nel labirinto in cui procediamo parlando." "Rischi di ogni fede. Non parlo mai della totalità degli esseri umani. La maggior parte di loro. e tuttavia convinto. Si può ricordare brevemente che l'affermazione di una certa relatività del mondo contribuisca alla scomparsa di Dio. delusa. non significa scaricarsi di questa responsabilità di cui lei parla?" "In alcuni casi. Parlo di uomini e donne di buona volontà che desiderano fare qualcosa della propria vita. Questo Simorgh che hanno cercato." mi dice sorridendo "ma non bisogna aspettarsi nulla da lui."Naturalmente.." e il suo sorriso si trasforma in un largo riso "ma è forse lui ad averci riunito qui!" ." "Quest'obbligo interiore di far partecipare gli altri. Dio è evidentemente la prima risposta. Non bisogna attendere altro. L'idea di Dio può anche condurre a meravigliosi atti di compassione. delle lampade fisse fossero state poste a intervalli. Ma non necessariamente. ispirata a un poema persiano di Farid-od-din Attar e messa in scena da Peter Brook. e per più ragioni. con le ali bruciate. Stanchi della propria esistenza mediocre e inutile. rivolta solo a un limitato numero di individui. o sedotta dalle sorprese del viaggio e dagli idoli che incontra. so bene che presentano differenze che giungono talvolta fino a squilibri estremi. forzatamente. non esiste comunque?" "Sì. Vi ritrovo un modo di sentire che mi aveva colpito. abbia fatto lo stesso viaggio e ricevuto la stessa rivelazione. l'esistenza garantita dell'universo. l'eco della quale risuonerà a lungo nella poesia persiana: "Avete compiuto un lungo viaggio per giungere al viandante". una viva luce brilla. a una constatazione buddhista. guidati dall'upupa. ci porta a domandarci perché e da chi questa massa sia stata creata. attraversano il deserto e le sette valli dell'incanto e del terrore. di nome Simorgh. Ora passiamo davanti alla lampada della relatività. con una digressione impercettibile. ma impossibile da rinnegare o snaturare. giungono infine alla presenza dell'uccello re. La voce aggiunge una frase magnifica. è loro stessi. ma essi non vedono che uno specchio. si ferma per strada. In un contesto religioso. Cento tende si scostano. di cui una è l'ignoranza. dominatore e impenetrabile. nel corso dei sei anni di ricerca febbrile e di privazioni estreme. che Dio esista o non esista. spossata. Rivelazione molto pesante da accettare. Esausti. lavorando a un'opera dal titolo La Conference des oiseaux. ad ammettersi (il Buddha non ha cessato di ripeterlo)." "Come ogni verità!" Nel suo modo tollerante. una quindicina di anni fa. forse. "C'è forse un dio. Questa ci rischiara per un momento. ritorna ogni volta. Gli ripeto la mia ammirazione per la frase di Sakyamuni: "Non aspettatevi nulla se non da voi stessi". Un piccolo gruppo di uccelli ostinati. Una voce dice loro che questo specchio è la sola verità. a meno di non tradire se stessi." "Aggrapparsi a un dio inconoscibile. a ciò che si considera verità universale.

C. l'ha detto lei!" Mi prende le mani e ride ancora più forte. ammette una moltitudine di dèi e di racconti mitologici. in reazione al brahmanesimo. che ci aiuta a parlare del mistero del mondo. Il brahmanesimo. a favore di una osservanza umana. un asceta errante che pratica la rinuncia. gli dèi indiani sottomessi ai grandi cicli del tempo. è bene sottolineare qualche differenza. che tutti noi possediamo un dharma individuale. . Il buddhismo ha conservato questo concetto caratteristico dell'India. il significato di "dottrina. Il secondo concetto è quello dell'Artha. l'amore. risponde: "Per incidere il Dharma nel cuore degli uomini". Ma il termine ha assunto. doveri prescritti". La storia parallela di queste due tradizioni. due secoli dopo la morte del Buddha. abbandonare senza difficoltà). l'induismo consiglia di non lasciare la società per diventare un sadhu. Il terzo concetto fondamentale è quello di Kama. e più in particolare l'amore sessuale. Interrogato sui motivi che l'hanno spinto a comporre il Mahabharata.). e sono talvolta considerati mortali. La peculiarità della tradizione induista è quella di affermare che questa legge universale si trova anche in ciascuno di noi. Il dio Kama è una sorta di Cupido. e soprattutto durante il regno dell'imperatore Asoka (273-232 a. il Dharma universale sarà preservato. e la sua espansione in tutta l'Asia. agli yuga . sono sovente utilizzate come una sorta di immenso vocabolario. Senza possedere l'onnipotenza del dio delle religioni monoteistiche. di scambi reciproci. senza contare il mondo dei culti popolari. succede che dei bambini vengano designati fin dalla più tenera età e votati alla vita monastica (che possono. La vita umana deve fare i conti con quattro concetti o attività fondamentali. l'ordine al quale dobbiamo piegarci. le trentaseimila divinità del pantheon indiano. il Dharma resta la guida di ogni vita. insegnamento del Buddha. la religione tradizionale. Oggi. Così. prima di aver conosciuto i figli dei propri figli. Ma noi sappiamo poco sul brahmanesimo nel V secolo prima della nostra era. Kama. motore dei mondi. chiamato anche induismo. è necessario sapere chi siamo (l'idea di una permanenza dell'io è qui presente) e restare fedeli a quel che siamo. chiamate in sanscrito Dharma. Artha. Vyasa. L'induismo introduce così una sorta di solidarietà fra l'essere umano e il cosmo. più precisamente. A seconda delle tradizioni. chi lo può sapere?" "Ah. termine che significa generalmente i beni. che richiederebbe diversi e ponderosi volumi. sottoposti alla legge. l'autore leggendario. le cose buone della terra. che terminò più tardi. Se i nostri dharma particolari vengono rispettati. la creazione del mondo vi è narrata in più versioni. a partire dal VII secolo della nostra era. Senza addentrarsi in un'analisi comparata. Nel buddhismo. l'induismo ha piuttosto tendenza ad affermare che i beni di questo mondo ci sono stati dati per essere goduti. che dobbiamo seguire con perspicacia e rigore. In altre parole."Sì. come per dirmi: gliel'ho fatta! È consuetudine scrivere che il buddhismo è nato e si è sviluppato in India. Moksa Il Dharma è la grande legge dell'universo. che la rinuncia non significa nulla se non sappiamo a cosa rinunciamo. questa storia è fatta di contrapposizioni ma anche di influenze. la conoscenza indispensabile. Contrariamente alle dottrine che insistono sulla rinuncia.possono intervenire nelle faccende umane. il grande poema del mondo. Il Dharma buddhista costituisce l'insieme dei fenomeni. Anche se l'aspetto cosmologico si è un po' attenuato. comunque. con l'indebolimento progressivo e la quasi scomparsa del buddhismo in India.

Nell'induismo.salvo nella tradizione tantrica. l'essere universale. giungiamo alla nozione di ciò che si potrebbe chiamare "una religione umana" (talvolta dice anche "umanista"). "il conquistatore invincibile". giacché il buddhismo tibetano vi si richiama . Può assumere una grande varietà di aspetti. poi verifica in breve le mie conoscenze (non si tratta di un esame. lo scioglimento finale del ciclo delle rinascite. "Non personalmente. l'essenza stessa della compassione (al punto che gli altri bodhisattva vengono talvolta considerati come suoi discendenti. mi guarda e mi stringe talvolta le mani." La scienza. con "buddhità". "la voce e la luce del mondo". il più popolare degli intercessori. "colui che porta il loto". alcune sono antiche. In questo momento. che si può tradurre. È "colui che dà da bere agli assetati". nel corso delle sue precedenti esistenze. vuole semplicemente sapere a quale livello debba parlare quando dovrà trattare del buddhismo). Il quarto concetto. Essi operano anche per pura compassione nei nostri confronti. rassicuranti. gli sono succeduti. potremo contare su di loro." Ride sonoramente. il concetto di bodhisatthva è forse più scientifico di tutte le costruzioni teologiche. "Se mettiamo da parte" mi dice "l'idea inverificabile di un dio creatore e sommo giudice. ali e nell'atto di lanciare frecce fiorite. Nulla di più normale. dove viene usato il medesimo termine. specie di intermediari fra noi e la buddhità. Nell'induismo. è quello di moksa. Prima della sua incarnazione nella persona del principe Siddharta. È colui "che avvelena". Fra queste. cioè nata dalla riflessione umana per rispondere a un bisogno umano. questa forza può estendersi al movimento dell'universo. "che agita lo spirito". vivente. Il più venerato fra loro. infine. a Dharamsala.pone i bodhisattva. in generale. È vero che è qui. che mi parla. Per quanto riguarda i bodhisatthva. fu il Bodhisattva per eccellenza. là dove lo spirito diventa sottile.quella che ci interessa qui. Questi esseri. Altri. la liberazione. giacché il buddhismo parla costantemente di esperienza. la tradizione buddhista detta del Grande Veicolo (Mahayana) . in gran numero. Le sue raffigurazioni sono molteplici. Presenze dorate. questa esperienza resta estranea alle tradizioni . il samsara. È l'azione di Kama che determina il più delle volte il ciclo delle nostre rinascite. Al più alto livello concepibile della coscienza. che aspirano vivamente a questo risveglio e che hanno ogni possibilità di giungervi. lo conosce?" mi domanda. nessuno dubita che abbia assunto le sembianze di quest'uomo che sta al mio fianco. il Buddha. non figura alcuna immagine di Avalokitesvara. Fra gli esseri perfetti. essa prefigura il nirvana. Il buddhismo resta. salvate dal Tibet al momento dell'esilio nel 1959. di verifica. circondate da piccoli mazzi di fiori artificiali. preferiscono rinunciarvi per poter venire ancora in nostro aiuto. assai stranamente. Fra le diverse immagini che si possono vedere nella stanza ove avvengono le nostre conversazioni. questa liberazione conduce alla fusione col Brahman. il "signore splendente che guarda in basso". sue manifestazioni) si chiama Avalokitesvara. Fino a quando durerà la sofferenza umana. In questo senso. altre sono state fatte qui. lo stato di buddha. essa può raggiungere il risveglio.sovente rappresentato con un arco. Nel buddhismo. s'insinua sempre più nel nostro dialogo. "Bodhisattva. situato nel più alto grado della coscienza. più cauto . e che potrebbero ambire alla beatitudine eterna del nirvana. anche se in modo un po' infelice. nel senso più contemporaneo del termine (che indica spesso più una ricerca che un sapere).

impersona. nel nord dell'India. da una grande varietà di circostanze. Né. Riflettete molto bene". dobbiamo rispettarlo. Considerata come dato di un fatto. È una frattura molto seria cambiare religione. è inscindibile dalla vita quotidiana. attrae sempre più spiriti curiosi verso il buddhismo. che sia valido per tutti. Mi dice ancora: "La nozione vissuta del bodhisattva è senza dubbio uno degli elementi che. e persino opposto. all'inizio dell'esilio. prendo sempre molte precauzioni. Fra questi visitatori." "Sì. soprattutto. della tradizione. è il frutto di accuratissimi studi. Per alcuni credenti. diffidando sempre di ogni tipo di propaganda: "Ciò non significa che il buddhismo sia superiore. racconta che in India. oggi. il che lo fece ammalare. più sofisticato rispetto ad altre religioni o scuole di pensiero". È assurdo pensare che d'un sol colpo tutta una tradizione crolli. allo stesso pensiero. più adatto a certi popoli. anche dalla nostra età. nutrano le stesse speranze. Al tempo della sua predicazione. Dipende dal clima. in un qualche modo. che noi troviamo al livello più costante della nostra incostante natura. Quando fornisco un insegnamento. più adatto al mondo d'oggi che molte altre concezioni religiose. ma profondamente e autenticamente consolidato. e neanche migliore. Credo sinceramente che sia più razionale. Non si può dire che questo o quel cibo sia adatto a tutti. forse anche più accessibile. ha cercato anche lui di diventare vegetariano. che si sentono molto vicini a questa forza della compassione." Parlando dell'alimentazione vegetariana. persona degna di rispetto. Ma questo interesse non ci dà alcun diritto di giudicare gli altri in base al nostro particolarismo. non abbiamo da offrire che i frutti di una lunghissima riflessione: la nostra." Mostra il vassoio posato sul tavolo e dice: "È come per il cibo. "Perché?" "Per la forza stessa dell'abitudine. non prendete alla leggera una decisione cruciale. Non deteniamo la verità universale. modo di vivere. come per miracolo. "Lo stesso per il concetto di bodhisattva." Questo atteggiamento . dico: "Siate molto attenti. Numerosi sono i visitatori che me ne parlano." "Anche il concetto di bodhisattva sarebbe dunque relativo?" "Certamente. Dovette adattarvisi molto gradualmente. incontro abbastanza sovente scienziati. dalle abitudini alimentari. Aggiunge subito. senz'altro più vecchia di Siddharta. di farne un dogma universale. Quando incontriamo un credo molto diverso. il dio creatore è un concetto più potente. che continua a essere ideale per i buddhisti.si rifà ancora una volta a un episodio tratto dalla vita di Sakyamuni.non buddhiste. di pensare. e che il bodhisattva. Non abbiamo alcun diritto di applicarlo in generale. Credo sinceramente che il buddhismo sia più profondo. Qui. insegnava anche il fondatore del giainismo. a certe culture". e in particolare per gli occidentali.abbastanza eccezionale . Mahavira. dall'altitudine. si appoggino alla stessa fede. "Dalle nostre malattie. forse". . che tutti gli uomini.

e principalmente nei confronti di noi stessi. Lungi dall'apparire come un sentimento naturale. come "non essere più vincolati alla terra"? 5 VERSO UNA SCIENZA DELLO SPIRITO Destreggiarsi fra i concetti buddhisti e induisti non è cosa agevole. alcuni fra loro. il loro atteggiamento nei confronti dei pagani e degli ebrei fu completamente diverso. malgrado la tolleranza ufficiale. Il buddhismo non cessa di ripetere che la verità non ha etichette. Così chiese al Buddha di accoglierlo come discepolo laico. Upali fu convinto rapidamente dagli argomenti di Sakyamuni. chiedendogli di rispettarlo. Nel corso di questa controversia. in particolare. dal Risvegliato stesso. fatto di dolcezza e d'amabilità. inviò uno dei suoi discepoli. conobbe nel Medioevo duri scontri. scarno e senza colore. come l'imperatrice Wu (681-705).crearci "uno Spirito privo di abitudini". . sentimentale. senza per questo smettere di manifestare la propria tolleranza nei confronti delle altre fedi. direbbe il Dalai Lama. o da un gusto della pompa. il termine bodhisattva. di trovare parallelismi negli altri sistemi di pensiero. Nello stesso tempo. La Cina. L'umanità è fatta così. Presero a loro volta la via della persecuzione. Le radici di queste parole non destano in noi alcuna eco. ma della nostra volontà di conferire loro un significato preciso in altre lingue. Da dove viene l'intolleranza? Dall'interno o dal di fuori? Da un attaccamento ferocemente sincero a una convinzione. avendo sentito parlare degli insegnamenti del nuovo venuto. Sakyamuni gli rispose che questa decisione era troppo affrettata. ci è necessaria molta pazienza prima di comprenderli e farli nostri. Le asserzioni buddhiste di oggi non stanno a significare che la storia del buddhismo fu esente da ogni forma di violenza. L'esempio viene da lontano. Anche un concetto apparentemente universale come quello della compassione assume nel buddhismo una valenza particolare. non esitarono a utilizzare il buddhismo per brutali scopi politici. difficili da tradurre.Accadde che Mahavira. gli parve che l'insegnamento ricevuto da anni per bocca di Mahavira fosse erroneo. non sono traducibili nelle lingue occidentali. Malgrado la riconosciuta tolleranza dei sovrani Tang. dell'adulazione che si leva da grandi folle prosternate? Come sbarazzarci da queste tentazioni. non soltanto a causa dei termini. di sostenerlo. Così il termine dharma. abbastanza banale in fondo e talvolta un po' kitsch (per molti lettori frettolosi. un ricco laico di nome Upali. gli imperatori romani si convertirono al cristianesimo. Per riprendere un'espressione di Sogyal Rinpoché. Gli consigliò di riflettere a fondo. ad incontrare Sakyamuni e sfidarlo a un pubblico dibattito sul concetto di Karma. ed anche dall'imperatore Asoka.riprendendo le parole surrealiste . la compassione è oggetto di studi precisi. primo sovrano dell'India a convertirsi al buddhismo. diversi dai suoi. una severa vigilanza. del potere. dopo Costantino. che rifiutava ogni forma affrettata di adesione. Se li conserviamo nella lingua originale. Il significato che diamo loro è secco. in sanscrito o in pali. il buddhismo può riassumersi in una frase: "è meglio essere gentili che cattivi"). il Buddha rifiutò di tenerlo con sé e lo rinviò al suo vecchio maestro. Quando Upali tornò alla carica. come . Quando. Di qui.

"L'astrofisica ci insegna che noi siamo attraversati a ogni istante da una corrente continua. l'Oriente ha sempre concepito l'universo come illimitato. il mio interlocutore si è reso conto della crescente inadeguatezza del vocabolario. un'antica e duratura intuizione ci parla da vicino." Molto interessato. ad esempio. quando vogliono rivolgersi al grande pubblico. Si rivela nell'infinito. persino inaccessibile in un semplice libro. se vogliamo giungere al livello dimensionale delle particelle. senza essere arrestate né frenate.".esiste "una logica della compassione"." "Da dove vengono?" "Dal sole e da altre stelle. e ride. Il suo sguardo puro conosce tutto. che ha condizionato la nostra visione del cosmo almeno fino a Galileo. nello stesso testo. Prendiamo un'arancia. anche quest'onda di particelle invincibili che viaggiano senza fatica nell'universo. a Roma Poniamo in questa cupola un granello di riso. composto da protoni e da neutroni. sutra della dottrina Kegon: "Illuminato dalla sua stessa luce. fatta di miliardi di particelle infinitamente piccole. Poco più avanti. intorno al quale (nel vuoto della cupola) ruotano gli elettroni. prendiamo una di queste ciliegie. la forza nucleare. il Kègonkyo. Jean Adouze e Michel Cassé. come se non esistessimo. rappresentare un atomo? E le particelle in questo atomo? Descrivo un'immagine suggeritami da questi due studiosi. . chiamate neutrini. in cui si presentavano le stesse difficoltà. in questo caso l'infinitamente piccolo. "Un'altra cosa lo prova" gli dico. su questo vuoto enigmatico che siamo ai nostri stessi occhi.. riempiamo questa gigantesca arancia di ciliegie: abbiamo circa il numero di atomi di cui è costituita un'arancia. e l'infinito è lui. Dopo. Ho cercato di rassicurarlo. anche sulla caducità che sembra travolgere ogni cosa. spingendolo a non indietreggiare di fronte a ciò che può sembrare complicato. e in particolare di Aristotele. Passano attraverso la nostra materia con la più totale indifferenza. e penetra ovunque. ingrandiamo questa arancia fino a giungere alle dimensioni della terra. Gli dico che Michel Cassé a volte li chiama "angeli". questo ci mostra che la scienza più avanzata.. Dapprima." Mi segue attentamente. Attraversano anche le rocce più dure. possono essere studiati in modo quasi scientifico. le cui tappe. Si tratta di una cifra considerevole. "Non è che un trucco per cercare di abituare lo spirito a immaginare l'inimmaginabile. Abbiamo così la dimensione relativa del nucleo stabile dell'atomo. Ora. contrariamente alle concezioni limitate dell'Occidente. Come. E in questo granello di riso risiede una delle forze essenziali dell'universo. E poi. Qui. il Buddha rischiara tutti gli universi. Immaginiamo di darle le dimensioni della cupola della basilica di San Pietro. operazioni e risultati (sugli altri ma anche su noi stessi). Penso ad alcune frasi di uno dei più bei testi del buddhismo giapponese. chiede al suo assistente di annotare l'esatta grafia della parola "neutrino" (che deriva da "neutro"). intorno a 10 elevato 20. Gli parlo di un libro che ho scritto insieme a due astrofisici. Quando abbiamo cominciato a parlare del concetto di bodhisattva. Fantastichiamo un istante su questo punto d'incontro. in ultima analisi trova il vuoto. Ricordiamo i problemi molto simili che incontrano gli scienziati. così come il buddhismo. la terra intera e altri corpi celesti. è detto che egli "risiede al centro dell'atomo più minuscolo".

la sembianza. e tutte le qualità che ne derivano (il gusto.giacché. "Mi parli dello spirito. la materia del mondo è costituita da particelle molto leggere. modellatore del nostro occhio: "L'atomo del sole parla all'atomo dell'occhio il linguaggio della luce". termine che si traduce generalmente con "atomo". Queste molecole. e che è impossibile considerarli in se stessi. Inoltre. Nagarjuna . sempre in movimento nello spazio. È al centro di ogni studio. afferrando una manica del mio maglione. la consistenza tangibile. Dato che gli oggetti hanno solo un'esistenza relativa. nozione generalmente tradotta con "molecola". Il buddhismo lo descrive come una lunga serie di anelli giganteschi infilati su un asse invisibile.questa scienza è necessaria.". o convenzionale. in perpetua instabilità (come tutti i corpi composti) contengono tutte le sostanze elementari. lungi dall'essere limitato alla volta celeste. Alcune scuole giungono a dire che questi atomi non si toccano e sono tenuti in relazione. I mondi che esso contiene sono innumerevoli. dicono i più antichi testi buddhisti. risponde: "Bisognerebbe per questo che lei cambiasse abito! Che lei indossasse una veste rossa!".. scriveva all'inizio del III secolo della nostra era: . tutti gli elementi coesistono: nell'acqua c'è fuoco e terra. formando degli insiemi. Queste particelle hanno una massa e sono indivisibili. un'attività antica e decisamente raffinata. l'odore. non facendo altro che questo!" La scienza dello spirito. secondo alcune scuole. ad esempio sulla pupilla per la vista. del funzionamento dello spirito è. Amaravati. tutte le cose dell'universo possono essere manifestazioni dello spirito .. soggetto a mille errori e minacciato dalla confusione. il suono). Uno dei fondatori del buddhismo Mahayana. l'accesso a questi oggetti da parte dei nostri sensi è irto di difficoltà.che il Dalai Lama cita sovente come uno dei suoi maestri prediletti -. altrimenti quest'acqua non potrebbe né scaldarsi né gelare. abita in una splendida capitale. e gruppi di molecole. all'interno di queste molecole. Anche qui l'universo. il famoso monte Meru. solo dalla forza dell'elemento ventoso. In secondo luogo. Infine (cito testualmente): "I corpi che essa (la molecola) forma sono così percettibili e la loro percezione ha luogo quando le molecole obiettive sono raggiunte da molecole simili che risiedono negli organi di senso. Questo mi ricorda una frase di Michel Cassé che parlava del sole. che i poeti si affaticano a descrivere. e lo immagina sostenuto da Vishnu. Mi risponde subito: "È proprio così!". è di dimensioni grandiose. come entità indipendenti e stabili. "E che mi rasassi la testa?" "E che lei studiasse almeno per dodici anni. il re degli dèi.esteso ovunque. nella storia del buddhismo. Domando all'improvviso al Dalai Lama: "Il buddhismo sarebbe allora una scienza? Una scienza dello spirito?". Il vento assicura così la coesione degli aggregati di particelle. dagli anu. Poiché nulla può essere visto o compreso senza lo spirito ." Scoppia a ridere e. L'induismo chiama quest'asse il Dharma. Indra.

da secoli di studio. Lo stesso accade per le altre operazioni dello spirito. è cogliere in un solo momento tutto il cammino del mondo. in più livelli. cosicché nessun individuo. si collega a un altro sentimento. che a loro volta devono essere messi in relazione con le sei coscienze. sia per mezzo di metafore. Altro passo. può abbracciare tutta questa scienza. questo timore di uno spirito-turbine. Il buddhismo ha descritto molte volte. senza dubbio.Più lontano siamo dal mondo. sull'indebolimento della vista. suo auriga e amico: "Lo spirito è volubile e instabile. È anche detto che al momento della morte. i costrutti mentali e le coscienze sono anch'essi illusioni magiche". Quest'ultima non può essere raggiunta che per mezzo della meditazione. tutte le tradizioni buddhiste ne distinguono tre tipi: sensoriale. Si ritrovano al tempo stesso in questo testo l'imperiosa necessità di "vedere" e la confusione inevitabile che provoca ogni tentativo di "vedere da vicino"." Per indisciplina. "Mi sembra" dico "che questa difficoltà a cogliere il reale sia proprio al centro dello studio buddhista dello spirito. "Lo spirito si manifesta e si disperde in un perpetuo cambiamento" diceva Sakyamuni. possiamo costantemente abbellire lo spirito. Gli autori buddhisti insistono continuamente sulla caduta dei capelli. sull'appesantimento delle membra. la memoria. "Come una scimmia che si diverte in una foresta afferra un ramo e poi lo lascia per aggrapparsi a un altro.e sovente criticata. se il corpo inevitabilmente declina. Krishna stesso riconosce che lo spirito è "misterioso e incomprensibile". Nessuno spirito può afferrare tutto lo spirito." mi risponde "senza dubbio. le percezioni. Apprendere il funzionamento segreto dello spirito. pensiero. che ci ha lasciato l'induismo. più semplice a esprimersi." "Sì. Ne deriva una moltitudine di precauzioni da prendere. oggi. come la cognizione. se vuole sapere tutto. il numero delle operazioni percettive diventa ben presto impressionante. L'immagine della scimmia inquieta ritorna sovente: il nostro spirito è . lo spirito è irresistibilmente attratto dalle forme dell'illusione. e noi non possiamo farci niente. il pensiero concettuale. mentale e yogica. il più bel testo. Come decidersi? Come scegliere?". Si inganna continuamente sulla realtà del mondo. senza dubbio "più grande dei sensi". se siamo ben preparati. In compenso. e i cinquantun fattori mentali. Il Buddha già lo affermava: "La forma è come un'illusione magica e le sensazioni. Ad esempio. che sono solo occasionalmente presenti. è sfuggente. così quel che voi chiamate spirito. turbolento e tenace. sia direttamente. come un miraggio. di uno spirito-disordine. e poi ad altri rami. Soggiogarlo mi sembra più arduo che domare il vento. più ci avviciniamo. dice a Krishna. nella propria attività. possiamo ricevere infine le rivelazioni fondamentali. improvvisamente angosciato prima della battaglia. e questo fino all'ora estrema.. dovrebbe rasarsi la testa! " Per il semplice gioco delle combinazioni aritmetiche possibili. La lista non sembra avere fine. conoscenza. Vede perché. meno diviene visibile e. si crea e si dissolve senza posa.. per quel che concerne le percezioni dirette (che non sono le sole). Nella Bhagavadgita. messa in dubbio . Questo fascino che lo spirito umano prova nei confronti di se stesso. l'eroe Arjuna. che rafforza la confusione: il nostro spirito è per natura indisciplinato. più reale ci sembra. è avanzare nella "foresta fitta dell'illusione". di divisioni e di suddivisioni nelle nostre operazioni di approccio. diventa senza segno. E ciascuna di queste operazioni si trova minuziosamente descritta e analizzata . e ripetuto senza sosta: il corpo è condannato a deteriorarsi. febbrile." "Ma questi tre tipi di percezione si dividono in più categorie?" "Sì.

che ci porta ad azioni rapide. E se tale scienza. Mi accade abbastanza sovente di affrontare questo tema con scienziati. Il secondo o terzo giorno. per quanto ho potuto. infine. con qualche apertura. tutti coloro che studiano il cervello e anche i fisici e gli astrofisici. diceva. Impossibile giungere al dissolvimento dell'illusione senza trattare dello spirito." . "Cosa succede?" "All'inizio. gli attaccamenti pericolosi . Queste aperture sono gli organi dei nostri sensi. Egli chiamò questo territorio impenetrabile amushaya Come. Questa sorprendente scoperta fu compiuta dal Buddha stesso. le funzioni fisiologiche . Tilopa. a poco a poco le reticenze diminuiscono. esitano un poco. è forse il solo e vero creatore. Costituisce anche un passaggio obbligato. poggi come tutte le scienze sull'esperienza. mutila. in superficie. fin dall'inizio. mentre le discussioni continuano. psichiatri. così il nostro pensiero può seppellire in se stesso le preoccupazioni. come lei dice. senza uno sforzo critico o di sintesi. sempre nefaste. Inutile attribuirgli una qualità originaria e inseparabile." "Lei si è accostato alla meccanica quantistica?" "Sì. brutali. coloro che lavorano sulla materia dell'universo e sulle particelle elementari. lo definisce così: "Lo spirito luminoso non ha né colore. In definitiva. grazie alla sua stessa funzione. quanto più questo spirito possiede una regione misteriosa che chiamiamo oggi l'inconscio. la sua non-esistenza non può essere stabilita". è indifferente come uno specchio. mentre essi non sono che dileguati e nascosti a noi stessi. né buono". né forma. Si pone al di là di ogni possibilità di essere qualificato. Fuori dall'influenza aberrante dei sensi. Li sento reticenti. Sakyamuni dava in poche parole una definizione della amushaya alla quale non c'è nulla da aggiungere: "Abitudine sotterranea di dipendenza e di avversione". Ho partecipato a cinque o sei convegni in questi ultimi anni"." "Quali sono gli scienziati che vi sembrano più interessati?" "Gli psicologi. alcuni vogliono rendersi conto se. La scimmia getta un colpo d'occhio da una finestra. il Dalai Lama mi dice: "Si rassicuri. Da qui una percezione frammentaria. passa presto a un'altra finestra. Temono evidentemente che io mi limiti a elencare affermazioni dogmatiche. Anche se offriamo. custodiamo in noi questo vulcano. neurologi.tanto più pericolosi quanto più noi li crediamo annientati. non offre alcuna caratteristica particolare. Non è né scuro' né chiaro. estremamente complessa.anche una scimmia rinchiusa in una casa vuota.si svolgono a nostra insaputa all'interno del corpo. si tratti di una scienza. Ben lontani dal considerare il buddhismo come una religione rigida. I fenomeni costruiti dallo spirito sono tanto più difficili da discernere. Quanto allo spirito.per esempio la digestione . e talvolta scompaiono del tutto. che riflette ciò che gli si presenta davanti. scorge un angolo del mondo esterno. i neurologi. Un maestro indiano dell'XI secolo. necessariamente falsa. Santideva (che viveva nel VII secolo): "Se non si è anzitutto compreso il fenomeno costruito dallo spirito. Dopo avermi vivamente sconsigliato di rasarmi la testa e di vestire l'abito del khiksu. Come dice un altro grande maestro. un'apparenza di tranquillità. né cattivo. senza riflettere. possiamo parlare dello spirito.

i ricercatori contemporanei introducono nel loro lavoro una nuova dimensione che è proprio il rapporto con lo spirito. l'Oriente e l'Occidente giungono a comprendersi. kshetra. Non senza confusione e stupore. Semplicemente.ciò che non si deve interpretare come un incontro di tecniche e di conoscenze. questo territorio del giusto mezzo. resiste alla ricerca da più di cinquant'anni. Ma non si può trascurare il fatto che una intuizione antica. Secondo la nostra tradizione classica. in questo campo essenziale che mette in gioco lo spirito e l'oggetto che lo spirito investiga (oggetto che può essere esso stesso). Il Dalai Lama ha visitato il CERN. L'osservatore. Sarebbe puro sogno. Frase che non ci consente in alcun modo di affermare che Krishna. Li accetta senza sorprendersi molto. conoscessero il principio di Heisenberg e i segreti della fisica delle particelle. con la sua stessa presenza. seguace convinto della '`via del giusto mezzo". come ha detto Cartesio. Lo spirito deve scegliere. l'Occidente non ha mai messo in dubbio radicalmente l'esistenza del reale. formulata molto spesso nella tradizione indiana e tibetana. quando lavoravamo insieme. e che altre osservazioni confermano. Ma non mi ha poi stupito troppo. è scoprirle. oggi. così come a Grenoble. chiamai Michel Cassé per dirgli: "Tutto ciò che esiste. colui che conosce il campo). Ogni ricerca. le tradizioni che noi evochiamo hanno rifiutato di separarli. mentre le due parole sanscrite sono lo stesso termine. Racconto al Dalai Lama che un giorno. è impossibile conoscere contemporaneamente la posizione di un elettrone e la sua velocità. anche se in taluni campi esse si accompagnano a una frangia di incertezza. belle definizioni Gli spiegai allora che gli avevo appena letto una frase di Krishna nella Bhagavadgita. il pensiero orientale ci ha preceduto. Egli si domanda se il pensiero occidentale. proviene dall'unione del campo e di colui che conosce il campo". Dio ha posto delle leggi nella natura e compito nostro. dalla scoperta della relatività e della meccanica quantistica. come se la nostra scienza ritrovasse un cammino antico . . Atteggiamento che l'Occidente mette in discussione dall'inizio del XX secolo. oscillante tra il dualismo classico e la confusione contemporanea. Oggi. mobile o immobile. Questo limite imperativo imposto alla conoscenza. deve tenerne conto. avido di certezze. dei nostri sensi e delle cose. dove lo spirito tiene conto dei fatti."Lei sa che a livello dell'infinitamente piccolo lo spirito giunge a una zona di incertezza?" "Me l'hanno detto. Su questo punto il buddhismo è particolarmente categorico. La relazione diventa più importante dell'oggetto. Contrariamente alla tradizione orientale. Il mondo orientale antico non possedeva segreti tecnici che noi avremmo perduto. Senza giungere fino a dubitare radicalmente del reale e senza rinunciare a stabilire delle leggi. talvolta anche a confondersi. affermata da Heisenberg e da Niels Bohr. finché la comparsa della meccanica quantistica permise infine una traduzione corretta. o gli autori del poema. e ksetrajna. benché segua altre vie." Gli ricordo che questa incertezza. ci ripete che dobbiamo diffidare delle posizioni estreme. L'astrofisico mi rispose senza esitare: "Ma è una delle più della meccanica quantistica che io conosca!". ha partecipato a discussioni scientifiche ad Harvard. con un suo pur minimo intervento. per il semplice scorrere del tempo che plasma anche le nostre idee. Rimane il fatto che il Dalai Lama. modifica l'oggetto osservato. non tenda a trascurare "la zona grigia". Nella fisica dell'infinitamente piccolo. sembra rimettere in causa in modo quasi decisivo il rapporto consueto tra spirito e realtà. In questo territorio. sostiene l'inseparabilità del nostro spirito. Questi accostamenti non gli sono estranei. che significa letteralmente campo. frase sovente molto mal tradotta nel XIX secolo (con "unione della materia e dello spirito" per esempio.

Continuando, mi dice: "Credo profondamente che dobbiamo trovare tutti insieme, una spiritualità nuova". "Che non sarebbe "religiosa"?" "Certamente no. Questo nuovo concetto dovrebbe formarsi a fianco delle religioni, in modo tale che tutti gli uomini di buona volontà possano aderirvi." "Anche senza religione o addirittura contro la religione?" "Sì. Un concetto nuovo, una spiritualità laica. Dovremmo promuovere questo concetto con l'aiuto degli scienziati. Potrebbe condurci a fondare ciò che tutti cerchiamo, una morale secolare (sottolinea queste parole). Ci credo profondamente. E ciò per un migliore futuro del mondo." Quest'idea può apparire teorica e anche irrealizzabile (come far applicare questa morale?), ma egli ne dà subito un esempio personale: "Sperimento ogni giorno i benefici effetti della pace dello spirito. È ottima per il corpo. Lo può vedere, io sono un uomo molto impegnato, mi assumo molte responsabilità, faccio interventi, viaggi, dichiarazioni, tutto ciò costituisce un fardello molto oneroso, e ciononostante la mia pressione arteriosa è quella di un bambino". "Lei è fortunato." "L'anno scorso," dice mostrandomi il suo braccio destro nudo "a Washington, in un ospedale militare, mi hanno misurato la pressione. E il medico ha esclamato: "Ah, vorrei averla io!"" Ride di cuore e prosegue: "Quel che è bene per me è bene per gli altri. Non ho alcun dubbio a questo riguardo. Una sobria alimentazione, una lotta contro ogni desiderio eccessivo, una meditazione quotidiana, tutto ciò può condurre alla pace dello spirito, e questa pace dello spirito è una buona cosa per il corpo. Malgrado tutte le difficoltà della vita, che anche a me non sono state risparmiate, tutti possiamo sentire questo effetto". "E la strada è la compassione?" "Esatto. La compassione. Questo sentimento logico che troviamo in noi se cerchiamo in profondità. E che deve esercitarsi nei confronti di ogni altra vita che non sia la nostra. Anche se talvolta ci sembra difficile. Così, in questo momento, mi sforzo di provare compassione per coloro che sono chiamati miei nemici, per i cinesi che hanno invaso il Tibet. Le azioni che hanno commesso, e che continuano a commettere, contribuiscono a formare in loro un cattivo karma, di cui riceveranno un giorno o l'altro il castigo." Si sa che il karma, concetto ereditato dall'induismo ma largamente sviluppato dal buddhismo, è una "legge degli atti". Tutti gli atti che possiamo compiere, e tutti i pensieri che possiamo formulare (il buddhismo si appoggia metodicamente all'affermazione che non vi sono fatti senza causa, né una causa senza effetto), costituiscono una sorta di energia, di forza, i cui effetti si faranno sentire un giorno, in questa vita o in un'altra vita. Questa forza, per ogni coscienza, condiziona la qualità delle sue future reincarnazioni. Un cattivo karma, un karma negativo, ci allontana anche dalla realizzazione finale, dall'uscita sperata fuori dal ciclo delle rinascite, dal samsara.

Alcuni, come Jorge Luis Borges, che vedeva nel karma una "struttura inconcepibile", si sono domandati da quale autorità, giacché nessun dio creatore vigila sull'osservanza di leggi da lui poste, proceda questa "legge degli atti". In altre parole, chi ha stabilito il karma? Chi ne garantisce il funzionamento? Sotto quale forma si presenta questa forza, giacché non esiste nel buddhismo nessuna anima particolare che possa trasmigrare da un corpo all'altro? Le risposte variano secondo le scuole. Il Dalai Lama mi darà la sua, un altro giorno. Per ora, insiste sulla compassione, che ritorna come un Leitmotiv nei suoi discorsi. Questa insistenza è all'origine, senza dubbio, di una certa ingenuità che si attribuisce talvolta alle sue frasi, quando vengono pronunciate nella fretta di una intervista. Dire "dobbiamo provare compassione per gli altri" può in effetti passare per una banalità da catechismo, intrisa dei migliori sentimenti, facile a dirsi e semplicemente utopistica. Questo significa però non capire che questa affermazione, l'esatto contrario di una massima superficiale e applicabile comunque, è in effetti il risultato di una minuziosissima ricerca. Questa compassione è in noi; in ultima analisi, è anche un sentimento che ci è proprio e la cui potenza è superiore a quella dei nostri istinti violenti. Ma numerose forze negative, che vediamo manifestarsi costantemente intorno a noi, e anche in noi stessi, oscurano questa energia profonda e la spengono ai nostri occhi. Così bisogna cercare senza sosta in noi la compassione, riconoscerla ed esercitarla. "Non sarebbe" mi dice "che con una intenzione egoistica. Perché la compassione che esercito in compenso mi fa del bene. È la migliore delle difese e io ne sono il primo beneficiario. Mi assicura la pace interiore, la salute del corpo, giorni felici, una lunga vita. Senza parlare delle vite future." "Occupiamoci intanto di questa." "Ha ragione. Comunque, le altre vite dipendono da questa. Ebbene, in questa vita che anima lei e me in questo momento, desideriamo vivere in mezzo a una comunità unita, godere di buona salute, di una famiglia armoniosa, in breve, avere una vita felice..." "Una morte felice..." "Sì!" "Il che è senza dubbio più "È un'altra nascita felice!" Anche ora ride con franchezza, sapendo bene che io non credo affatto in un'altra nascita, in un'altra vita. Gli rammento che in Occidente viviamo, almeno da più di due secoli, basandoci sull'idea che la nostra felicità sia possibile fin da questa vita. La frase di Saint-Just, "la felicità è un'idea nuova in Europa", mostra chiaramente che la felicità ha costituito una rivoluzione. Si tratterebbe di cambiare vita, l'unica che conosciamo con certezza. Relegando la felicità, o il suo equivalente spirituale che si chiama "beatitudine", in "un'altra vita", completamente ipotetica e tuttavia dichiarata eterna, le nostre religioni ci hanno spinto a rassegnarci alla nostra sorte terrena, in questa triste valle di lacrime. Affermazioni che hanno permesso a tutta una serie di poteri tirannici di esercitarsi senza restrizioni, brutalmente, avidamente, appoggiandosi, in taluni casi con fede sincera, su questo o quel credo religioso. Troviamo inevitabilmente nel samsara echi precisi di queste punizioni e ricompense lontane. L'idea della vita come sofferenza, anche se l'interpretiamo impropriamente, costituisce indubbiamente un ostacolo a una penetrazione più difficile."

decisiva del buddhismo in Occidente. Facciamo fatica a credere in un'altra vita, quando vediamo questa schernita, calpestata, oggi come ieri, in nome di un dogma religioso. A questa promessa nebulosa di una ricompensa altrove (in un'altra vita, in un'altra coscienza), preferiamo un lavoro accanito per difendere e migliorare questa. Con i risultati che constatiamo attorno a noi e che abbiamo già ricordato. Abbastanza curiosamente, d'altronde, il Dalai Lama, che crede in altre vite, trova il mondo in cui viviamo meno minacciato, meno deplorevole di quanto appaia agli occhi degli stessi occidentali. È ancora una questione di sguardo? Mi ascolta attentamente - è un discorso da lui conosciuto, immagino - e torna al proprio pensiero: "Dobbiamo molto alla pace dello spirito. Per noi, si tratta di un fatto. Questo equivale a dire che dobbiamo molto allo spirito stesso. Tutta la storia del buddhismo ci riporta allo spirito, al nostro spirito. Un considerevole lavoro è stato fatto dallo spirito per lo spirito. E noi continuiamo". "Giungendo fino all'illusione stessa dello spirito?" "Questo vale per alcune scuole." "Ma qual è il senso esatto del termine "illusione"? Si può concepire un'illusione senza un illusionista?" "Noi diciamo che lo spirito illude se stesso, ad ogni istante, nella percezione sommaria che ha del mondo. E che questa percezione erronea deve necessariamente essere corretta, a meno di non scegliere di vivere nell'errore. Noi sosteniamo che l'agitazione ci porta fuori strada, che nessuna vera relazione può essere stabilita col mondo se non perveniamo alla pace dello spirito." Sakyamuni per primo, e centinaia di altri uomini di pensiero e meditazione sulla sua scia, hanno così segnato l'esistenza stessa dello spirito, con una logica impietosa (il pensatore non deve avere alcuna compassione per il proprio pensiero): poiché il mondo esterno, trapassato dai nostri sensi, è vuoto di ogni realtà intrinseca, i suoi effetti sui nostri sensi sono ugualmente vuoti, illusori. Le idee, che a loro volta nascono dalle percezioni sensoriali, sono dunque vuote di vero significato, vuote di verità. E infine le nostre decisioni volontarie, che provengono generalmente dalle idee, sono così private di ogni solido fondamento. Come scriveva Maurice Percheron: "La sintesi di questi diversi gruppi di elementi (che chiamiamo coscienza) è così un puro miraggio". Possiamo anche riprendere una celebre frase che si trova nel Sutra Immutabile: "I fenomeni della vita possono essere paragonati a un sogno, a un fantasma, a una bolla d'aria, a un'ombra, alla rugiada scintillante, al bagliore del lampo, ed è così che bisogna contemplarli". Come dunque placare un miraggio? Come esercitare un'azione su una entità - lo spirito - che sarebbe nata dalla propria illusione e si compiacerebbe di perpetuarla? Nella sua lunga storia il buddhismo si è appassionato a questo apparente paradosso, riconoscendo in principio come evidente che se lo spirito (forse) non esiste, in ogni caso le operazioni dello spirito sono concatenate le une con le altre. Non possiamo metterle in dubbio, a meno di postulare l'assurdo. Per quanto riguarda questa pace dello spirito che si trova in noi - il Dalai Lama insiste volentieri su questo punto -, non si tratta di inventarla da cima a fondo, si tratta di ritrovarla e, con essa, trovare il cammino della vera

Così dice un autore che si chiama Coomaraswami: "Similmente una lampada portata in una stanza buia ci permette di distinguere ciò che già vi si trovava". "Malgrado ciò che vede intorno a lei. Sono convinto che una madre felice porti in seno un bimbo felice. bisogna che guadagni più denaro. E questo dalla culla." Resta un attimo in silenzio. È un affetto puro. tutte queste tendenze pericolose esistono in noi." "In campo commerciale. che mi opponga ad altri: la mia aggressività. quando ci colpisce un evento spiacevole. Se è calma. allora. riappare. se il suo spirito è in pace. Inutile negarlo. o dominatrici. immaginarci come in balia di energie esclusivamente aggressive. più profonda e più duratura." "Lo si dice. è un fatto. Numerose sono le circostanze che ci rendono ingiusti. Il Dalai Lama riprende: "Questa pace dello spirito. ma anche questa è una visione falsa deliberatamente falsa. aggressivi. raggiungerla e salvaguardarla". bisogna che lotti." "E se vi scendiamo. Noi attendevamo questa pace necessaria e fertile. Sono più duri. Se utilizziamo questa pace come un fatto. naturale (usa il termine inglese genuine. senza calcolo. Per possedere quest'oggetto. Non è un'opinione. I bambini che crescono in quest'affetto sono più sorridenti e amabili. . sovente a causa di un interesse economico: devo possedere questo o quell'oggetto." "E questo affetto è spontaneo. Abbiamo sempre la tendenza. ancor prima della nostra nascita. possiamo veramente offrire all'umanità il meglio possibile. altrimenti la mia vita è penosa. la madre non aspetta nulla in cambio. ogni meditazione. e hanno più problemi". che si traduce anche con "autentico"). l'affetto umano. È un rapido sguardo di superficie. Nessuna azione positiva può essere intrapresa al di fuori di quella Aurobindo l'ha definita a suo modo: "Le attività che vengono dal di fuori attraverseranno allora la calma dello spirito come un volo d'uccelli uno spazio senza vento". Per coloro cui questo affetto è mancato." "Non siamo dunque come ci vediamo noi? Come noi ci raffiguriamo?" "L'immagine che diamo di noi stessi è spesso compiacente. ogni riflessione. Il mondo ci viene presentato come essenzialmente competitivo. Proviamo ripugnanza a scendere in noi stessi. Intorno a noi tutto ci spinge in tal senso. o il destino.conoscenza. ma al di sotto di queste. suo figlio ne sarà influenzato. ad incolpare gli altri." "Lo so bene. come primo supporto. lo ripeto. o possessive. diviso fra "i vincenti" e "i perdenti". e all'affetto che nutrono per noi. E da tempo. servizievole?" "Non "lo penso". Beninteso. come il Buddha raccomandava. ben disposta. Ma senza questo affetto. Ci guardiamo con indulgenza. Sono generalmente più equilibrati. l'aggressività è considerata una qualità. Per ottenere questo denaro. vi è la pace. e quel che lei stesso ha vissuto. succede il contrario. Ma bisogna prima riconoscerla. D? suo figlio. forse anche dal ventre di sua madre. perché si dice che siamo sensibili all'ambiente. Lei stesso è sopravvissuto solo grazie all'affetto degli altri. ambiziosi. troviamo questa compassione di cui lei parla?" "Inevitabilmente. continua a pensare che la natura umana sia buona. o un demone. o un dio. poi insiste sugli effetti positivi di questo sentimento spontaneo: "Tutte le nostre vite sono cominciate avendo. che elimina ogni discesa in sé. il figlio non potrebbe sopravvivere. è un fatto. in effetti.

se compio questa o quella azione. vuole qualcosa. difficile da smascherare. Krishna insegna ad Arjuna che bisogna agire senza preoccuparsi del "frutto delle azioni". Questo desiderio nascosto. suscitata da una certa emozione. ciò che insegna la scienza." "È possibile. in una battaglia. In alcuni casi trattamenti cattivi possono. In questo attimo del desiderio. è da rifiutarsi. Non è un fatto sentimentale." "Renderci più aggressivi. permette un'azione sincera. Di qui tanti matrimoni spezzati. Ciascuno scopre la vera natura dell'altro. sotto forma di stima per me stesso. Noi immaginiamo l'altro in nostro possesso. in tutti i tempi. fino a quel momento nascosta dal proprio desiderio. senza dubbio lo sa. la competizione. in generale. benché i biologi vi compiano ricerche. È in questo senso che dobbiamo interpretare una delle frasi del Buddha: "Abbandonate il bene. che contrasta con le nostre abitudini di pensiero. processi. L'emozione del principio si è dissolta. Se questo distacco sincero viene raggiunto. Le influenze che presiedono alla formazione della nostra personalità sono molteplici. complesse. al nostro organismo.sia che lo si ritenga soddisfatto. quello che viene chiamato stress. L'oggetto desiderato ci sembra senza difetto." "Alla nostra pressione arteriosa?" "Fra l'altro. Presti attenzione a questo punto. Alcune influenze giungono da molto. Diciamo che. Alcuni dicono persino: dal tempo in cui non eravamo ancora uomini. Colui che raggiunge l'altra riva non ha bisogno della zattera". alcuna reticenza. degno di ogni lode. gliel'ho detto. la fretta. si tratta di una proiezione mentale. Non devo impegnarmi con il desiderio di riuscire bene. sapendo quali maledizioni. e nel medesimo tempo irreprensibile." Mi guardo bene dal contraddirlo su questo punto. Anche il desiderio di vittoria. che è la soddisfazione di questo desiderio attraverso il possesso dell'altro."Esistono eccezioni. Le sembianze dell'oggetto poco prima desiderabile cambiano. è sufficiente a snaturare quel che facciamo. Non è questo o quel caso particolare che desta la nostra pietà. più duri. e nella maggior parte delle tradizioni. non è dato con l'intenzione di ricevere. si sono riversate sul . Non vi si scorge alcun ostacolo. tutto sembra piacevole e attraente. che non controlliamo. La doniamo spontaneamente. materiali o morali. di trarre da quest'azione una soddisfazione personale." Già l'induismo insegnava questo distacco nell'azione. dei vantaggi. pienamente. la difficoltà di cogliere il successo. tutto ciò è nocivo al nostro corpo. cioè dei risultati. Alcuni se ne riconoscono stupiti. e a maggior ragione il male. discussioni. odi. come ogni desiderio. per definizione." "Tutto cambia con il possesso?" "Certo. anche segreta. senza nulla sperare in cambio. Similmente. la mancanza di denaro. Quando il desiderio scompare . Questo rifiuto riguarda anche la coscienza che potrei avere del mio stesso valore. In gran parte. "Che dire dell'amore e del desiderio sessuale?" "Il desiderio sessuale. diciamo che la vera compassione è priva di attaccamento. l'ambizione contrastata. Bisogna capire bene che l'affetto di cui parlo non ha un fine. Dobbiamo accettare. molto lontano. renderci agguerriti. Non accordiamo la nostra compassione a questa o quella persona in seguito a una scelta. cedendo il posto a un reciproco misconoscimento. al contrario. sia che il tempo passi e lo indebolisca . E a tutti. improvvisamente." "Senza dimenticare l'ereditarietà. perché abbiamo allora un attaccamento. un'intenzione. Sempre nel Bhagavadgita.non guardiamo più l'altro allo stesso modo. e talvolta rapidamente.

di Tertulliano e molti altri. "Si vede apparire allora un sentimento di vicinanza. ovviamente. come quella della madre per il figlio. noi ci completiamo in modo magnifico''. posso vedere gli altri come me stesso. la nostra unità profonda mi sembra evidente. sono assurde e nefaste. ma per quella persona in particolare. se segue la pratica corretta. che come noi ne hanno il diritto." Riflette un istante. Tutte le teorie razziste. Ritorna in compenso sull'amore. gli stessi timori. c'è colpa. che la storia del mondo ha visto succedersi. quando ci giungono immagini da ogni parte della terra. Meglio rinunciare: ecco quello che ci viene sempre detto. Ed è proprio perché sembrano diversi che la loro comune natura mi balza agli occhi con più forza. non si basa su un'idea del tipo "questa persona è vicino a me. Se un altro la paga per noi. Questa compassione. anche se lo fa sorridendo. libero da ogni calcolo. Al primo livello. Lo diventa. se porta a pratiche scorrette. è fatta per me. non è condannabile. A condizione che la donna sia pagata da noi. I due individui che si amano si sentono vicini. che condividano le stesse emozioni. un suonare la ritirata. le stesse aspirazioni. Non ho alcun dubbio che tutti gli esseri umani siano simili. il più semplice. L'omosessualità non è scorretta in sé. o quest'affetto. Le parole del Dalai Lama fanno eco a quelle di sant'Agostino. o cultural-razziste. si tratta di un affetto spontaneo. la castità. Esiste una pratica corretta e pratiche scorrette (la fellazione. poi riprende: "Posso dirlo in altro modo." "Sì. mi fa bene. su questa sorta di "chiara conoscenza" che può svilupparsi fra due esseri. Se è veramente puro. e più ancora sui nostri sforzi per appagarlo. Il buddhismo ha codificato a suo modo le pratiche sessuali. oppure "mi è congeniale. che è nel medesimo tempo un'ammissione di sconfitta. Le differenze fisiologiche (il colore della pelle. Su questo punto. il buddhismo ammette il preservativo. "Vuole dire: quel che hanno in comune è più distingue?" forte." "Si tratta tuttavia di una scelta. Ogni nuova istituzione dovrebbe prenderla come punto di partenza. Questa compassione può esercitarsi a due livelli. No. ma questo affetto può estendersi. più profondo di quel che li "Molto più forte. Ma il Dalai Lama non smette di dire. avendo come condizione il rispetto reciproco. Al di là di questa persona. talvolta molto vicini l'un l'altro. la masturbazione). Alcune distinzioni possono stupirci: così il rapporto con una prostituta. non soffre di alcuna parzialità e smette di scegliere. Da questa vicinanza può nascere una compassione vera. Soprattutto oggi." "Esatto. che il mezzo migliore resta il celibato. Non provo affetto per una persona qualsiasi. Può anche portarsi sui nostri nemici.desiderio sessuale. Non conducono che a sanguinosi vicoli ciechi." . gli occhi a mandorla) o culturali che sembrano separarli mi sembra li uniscano ancora di più ". la sodomia. Per proteggersi dall'AIDS." "Il buddhismo si è sempre proclamato universale. con lei la mia vita sarà migliore". nulla di nuovo. come base. può portarsi su altri individui.

"E il secondo livello?" Il mio interlocutore è solito esprimersi per "livelli". In questo, è fedele a tutta una tradizione, e anzitutto a Sakyamuni, il fondatore. Si dice che questi scegliesse molto accuratamente le proprie parole in base alla qualità di coloro che lo ascoltavano, riservando certi insegnamenti, considerati talvolta come "esoterici", a quelli che gli sembravano meritarlo. Diceva: "Rapporto il mio linguaggio a ciascuno in relazione al suo potere di comprensione, e correggo gli errori del mio insegnamento parlando per immagini". In seguito, a più riprese, dei monaci "scoprirono", più spesso in grotte murate, testi del fondatore che erano stati nascosti là per loro. Si sa che, nei primi secoli del buddhismo, il nuovo insegnamento si diffuse in Asia sotto forme diverse. Gli storici distinguono generalmente il Piccolo Veicolo (Hinayana), che conquistò soprattutto Ceylon, la Birmania, la Cambogia, conservando i tratti del buddhismo primitivo, estraneo a ogni controversia, a ogni raffinatezza speculativa, e il Grande Veicolo (Mahayana), che si stabilì prevalentemente nel centro e nel nord dell'Asia, in Cina, in Tibet, in Giappone, in Corea. Più complesso, più altamente speculativo, più diversificato in molteplici scuole, inventore di entità nuove come i bodhisattva, di concetti come la vacuità, di formule, il Mahayana si è tinto anche di magia, di mistica. Ha accolto il tantrismo e si è anche trasformato in Vajrayana, o "veicolo di diamante", che insiste sull'esecuzione fedele dei riti. Storia complicata, di competenza degli storici delle religioni. Un giorno chiacchieravo con Lhakdor, l'interprete e assistente religioso. Cominciammo a parlare dei diversi veicoli ed egli mi disse con un sorriso: "Abbiamo queste diverse scuole all'interno di noi stessi. Alcuni possono attenersi all'Hinayana. Altri proseguono fino al Vajrayana". "Il secondo livello" mi risponde il Dalai Lama "introduce una nozione di reciprocità. Ne abbiamo già parlato. Questo equivale a dire, cosa per noi evidente: se nutro dell'odio nei confronti degli altri, sarò odiato a mia volta e soffrirò. Se, al contrario, nutro amore e compassione, un giorno o l'altro ne trarrò beneficio." "Lo stesso meccanismo vale per la tolleranza." "È noto. Il fanatismo conduce al contro-fanatismo, altrettanto temibile." "L'umanità non cessa di ripetere, da quando è capace di parlare, che la violenza genera violenza. E continua a mostrarsi violenta. Impossibile spezzare la catena." "Impossibile" dice "non credo. Ma molto difficile, senza dubbio. La base di ogni insegnamento morale dovrebbe essere non rispondere agli attacchi. Certo, compassione e tolleranza non sono che parole. E le parole in se stesse non hanno alcuna forza La nostra prima reazione è quella di replicare, di reagire, talvolta anche di vendicarci, e ciò conduce solo ad altre sofferenze. Per questo il buddhismo dice sempre: sperimentate la quiete. Provate almeno una volta. La meditazione può aiutarvi a scoprire in voi la tolleranza. Quando l'avrete praticata, vi accorgerete di poterne trarre beneficio. E così, grazie al vostro esempio, potrete estenderla intorno a voi." "E se scopriamo l'odio?" "Vuol dire che non avrete cercato abbastanza." In uno dei suoi libri, anche qui riprendendo a suo modo un antico detto, il Dalai Lama scrive: "Colui che vi nuoce non deve essere avvertito soltanto come qualcuno che ha bisogno della vostra attenzione, deve anche essere visto come la

vostra guida spirituale. Vi accorgerete che il vostro nemico è il vostro supremo maestro". Gli esprimo un grande apprezzamento per questa visione del nemico come del supremo guru sebbene questo atteggiamento sembri molto difficile da mettere in pratica. "Il nostro nemico" mi dice "ci offre una preziosa opportunità, quella di migliorarci." "Senza un nemico, ci indeboliremmo? Perderemmo delle qualità?" "Senz'altro." "più nemici abbiamo, migliori siamo?"

Scoppia a ridere dicendomi: "Con tutti i nemici che abbiamo, oggi siamo certamente di una qualità incomparabile!". Allude evidentemente ai cinesi. Ritorno per un momento all'induismo: "Questo effetto di reciprocità di cui lei parla, lo troviamo formulato nel Mahabharata in una sola frase, che alcuni commentatori pongono al centro stesso dell'opera, come il diamante da cui tutto irradia". "Quale frase?" "Non può concepirsi se non nel concetto induista del dharma, ove ogni dharma particolare è come un frammento della garanzia del Dharma cosmico. La frase dice: "Il dharma, quando è protetto, protegge; quando viene distrutto, distrugge". "Capisco." "Se questa legge misteriosa esiste veramente, se l'ordine cosmico dipende dalle nostre azioni, oppure, come dice la dottrina buddhista, se in ogni modo, in questa vita o in un'altra, ogni azione comporta una conseguenza, non siamo tentati di agire per un fine? in altri termini, di prevedere un frutto delle nostre azioni? tentati di agire per trarre dalle nostre azioni qualche beneficio?" Mi risponde come fosse evidente: "Ma questo desiderio è naturale! Del tutto naturale! E se ci conduce a un'azione migliore, più elevata, più ponderata, tanto meglio!". "Un desiderio può dunque avere in sé del bene?" "Ma naturalmente! Quando Sakyamuni afferma che i nostri desideri necessariamente inappagati contribuiscono a mantenerci in una visione imperfetta del mondo, questo non significa che tutti i desideri siano da bandire!" "Lui stesso era animato da un ardente desiderio di far ascoltare la sua parola." "Era anche più di un desiderio: una necessità, nata dalla compassione. Cerchiamo di capirci: un desiderio può essere negativo o positivo. Se anche desidero l'acquisizione di un bene personale - diciamo la salute se sono malato,

un pugno di riso se ho fame - questo desiderio è pienamente giustificato. E lo stesso è per l'egoismo." "Esiste un egoismo positivo?" "Certo. Nella maggioranza dei casi l'affermazione dell'io non conduce che alla delusione, o meglio al conflitto con altri ego esclusivi come il mio. In particolare quando questo forte sviluppo dell'io porta a capricci e pretese." "Conosciamo strani esempi in qualche diva del cinema." "Anche altrove. L'illusione di un io permanente nasconde un pericolo che ci minaccia tutti. Voglio questo, voglio quello: si può giungere a uccidere, lo sappiamo bene. L'eccesso di egoismo conduce a perversioni incontrollabili, dall'esito sempre negativo." "Ai limiti della follia." "Invece, un io saldo, sicuro di sé, può essere un elemento molto positivo. Parlavamo l'altro giorno di ambiente, di difesa della terra. È chiaro che se decido di condurre questa grande battaglia, di salvare il pianeta, devo essere sicuro di me stesso. Senza una forte coscienza di sé - cioè delle proprie qualità, delle proprie possibilità, della propria convinzione - nessuno può assumersi una tale responsabilità. È necessaria una grande fiducia in se stessi, è più che evidente. " "Fiducia che, nel migliore dei casi, può condurre a questa convinzione: poiché posso farlo, devo farlo." "Esattamente" dice. "Se ritorno per un momento al bodhisattva, che per noi è l'essere ideale, colui che può ambire al nirvana, l'assoluto riposo nella luce, ma che rifiuta di giungervi, che preferisce restare in contatto con questo mondo sofferente per venire in suo aiuto o, in altre parole, che non potrà trovare il suo vero riposo finché una traccia di dolore sussisterà nel mondo, se noi prendiamo questo ideale come modello, non basta leggere regolarmente i sutra! Non è sufficiente domandare: dove si trova questo o quel bodhisattva? In quale direzione mi devo prosternare? Che cosa gli devo dire?" Ride e aggiunge: "Questo bodhisattva dobbiamo produrlo in noi stessi. Se mi dico, con convinzione, che il mio compito è di mettermi al servizio degli esseri, per un periodo di tempo che nulla può determinare, che può anche non avere fine, questo richiede una determinazione piena e integra. Senza un io molto forte, questa determinazione è impossibile". "Quanti pericoli minacciano continuamente questa forza dell'io!" Gli racconto un aneddoto spagnolo, riguardante un superiore di convento del XVII secolo, uomo dalle alte aspirazioni alla santità, duro nei confronti degli altri e di se stesso, che disse un giorno: "Io, per quanto riguarda l'umiltà, non temo confronti". Questa frase diverte molto il mio interlocutore, che ritorna per un momento sul modello del bodhisattva, indicato dal Mahayana. I bodhisattva vogliono aiutarci a rischio di perdere se stessi, a rischio di "andare all'inferno" in nostra compagnia, per continuare ad aiutarci. Inutile dire che questo inferno non è il nostro, popolato di demoni che sogghignano intorno a calderoni di olio bollente. Si tratta qui, nella catena delle rinascite, di uno stato inferiore, che può arrivare fino all'animalità e alla sofferenza fisica, in rapporto con la qualità delle nostre azioni, del nostro karma Altra differenza: è sempre possibile, per

Siamo senza dubbio qui nel centro più segreto del buddhismo. Noi chiamiamo questo desiderio Maitri. lasciare queste regioni sprezzate. sì. potremo anche essere d'aiuto pienamente. anche quando resta segreto." "È prerogativa della buddhità?" "È la natura stessa della buddhità." "Il secondo può sembrare egoistico. rinuncia alla buddhità. tutti. Ha bisogno di tutte le sue forze. cosa che l'ha reso sovente inconciliabile con la proclamata bontà di Dio." Un'altra definizione di questo spirito del risveglio dice: "Raggiungere il risveglio a vantaggio degli altri". e quello di raggiungere la buddhità. che non sono di questa terra.un'altra vita migliore." "Forse perché non è possibile aspirare a entrambi?" "Non nel medesimo tempo. che rinuncia allo stato di beatitudine. ma che. dopo un oblio totale di questo mondo. È una disposizione concreta ad aiutare gli altri. Dall'altro lato possiamo conoscere individui caritatevoli. ma in un altro modo. "Che tutti gli esseri siano felici" ha detto Sakyamuni. non ha nulla di sentimentale. A partire da questo primo stadio sboccia la volontà di aiutare tutti gli esseri. Se un essere di somme virtù decide di mettersi al servizio degli altri. hanno trascurato la propria realizzazione personale.mentre il nostro inferno ha chiuso la porta a ogni speranza. Due desideri si congiungono: aiutare tutti gli esseri viventi e. sulla "vera vita"." "Siamo dunque portatori di questo desiderio?" "Sì. Senza eccezioni. assorbiti nella loro lotta quotidiana. Ogni attività che giovi agli altri è un atto che rafforza lo spirito. dedicandoci più particolarmente a coloro con i quali siamo stati in stretto contatto. Per questo poniamo così in alto il comportamento del bodhisattva. pienamente dediti agli altri (ad esempio oggi nelle organizzazioni umanitarie o ecologiche). Come potrebbe una madre senza mani trarre il figlio dal fiume? Se raggiungeremo un giorno lo stato di buddhità. senza eccezione. di tutte le sue conoscenze. . Qualcosa ci spinge a contribuire a questa felicità universale. che permette ai fortunati di concentrarsi su Dio solo. cioè seduti presso Dio. che si traduce sovente con "amore". il "vero regno". in altre tradizioni. dove i bodhisattva si avventurano e soffrono . Un grande sforzo di riflessione porta a questo punto preciso: legare strettamente due concetti che ci sembrano eterogenei. in questo fine fermamente stabilito. "Questa determinazione" prosegue mentre il solito monaco sorridente ci porta il tè "è la combinazione di due desideri: quello di aiutare gli altri. che fonde inseparabilmente realizzazione dell'essere e compassione universale. Giungiamo così allo "spirito del risveglio" che noi chiamiamo Bodhicitta" "Il risveglio è dunque inseparabile dalla compassione?" "Assolutamente inseparabile. Dobbiamo scoprire e mettere in atto questo Maitri." "In un certo senso. in paradiso. incontriamo mille esempi di santi perfetti." "E la possibilità di questo risveglio si trova in ciascuno di noi?" "Come la compassione. Perché da un lato. Ma anche in questo caso. e spesso persino grazie a questo oblio. raggiungere lo stato di buddha.

la conoscenza di tutti i particolari del mondo. sono la causa della sofferenza. "che dona la visione. fu chiaro che raccomandava di rifiutare nel contempo la vita mondana. Lo spirito. questo risveglio.alla quale ci avviciniamo a poco a poco nel corso del nostro dialogo -. Diventare migliori significa aiutare gli altri. La natura del Buddha è in ciascuno di noi. vita (nel senso di mezzi di sussistenza) giusta. lo ricordiamo. Nella frase successiva. in lui stesso. di eterno e universale. Il legame tra perfezionamento personale e realtà della sofferenza (che bisogna consolare. che è la fine di ogni illusione. e di cui "non sussiste alcuna traccia". Che cosa è la buddhità? Una prima risposta è semplice: è impossibile dirlo a parole. Le parole sono imperfette e ingannatrici. resta. Non sarà mai più rimesso in questione. attenzione giusta. sia essa costituita di piaceri o semplicemente di azioni. tutt'al più si può parlare di "qualcosa" che si manifesta. Il buddhismo zen ha particolarmente insistito sul fatto che questa illuminazione. che aveva conosciuto personalmente i due estremi. la cessazione di ogni sofferenza. risiede in ogni essere vivente e persino.e per la verità anche dalle circostanze . parola giusta. sforzo giusto. la conoscenza. la più grande forza dell'universo. Così per lo spirito la cui natura è chiara luce. Non è ancora la buddhità. concentrazione giusta". Per cogliere la buddhità. Le impurità che accumuliamo nelle nostre diverse esistenze possono oscurarla.Dall'origine. in ogni atomo. sono fenomeni così naturali e così semplici che non ci è dato alcun indizio del nostro essere diventati buddha. Questa natura del Buddha è dunque un potenziale comune. ma non possono distruggerla Così scriveva Nagarjuna: Come un ornamento in metallo macchiato d'impurità dev'essere purificato dal fuoco. di consolidarlo. le impurità sono bruciate dal fuoco della saggezza ma la sua natura. e ancora si sforzano. ma che è macchiato dalle impurità del desiderio. "penosa e ignobile" e che non può portare a nulla. e altrettanto categoricamente la via della rinuncia e dell'ascetismo. dalle prime predicazioni del principe Siddharta. inalterabile. può così sfuggire a tutte le contaminazioni. Ma è chiaro che questo qualcosa consiste nel "liberare il proprio spirito e quello degli altri"". Santideva descrive così lo spirito del risveglio: . lo si è già detto. e che bisogna seguire in modo categorico: visione giusta. Al contrario: tutti i grandi continuatori di Sakyamuni si sforzeranno. la chiara luce. E il punto in cui tutto diventa chiaro e tranquillo. azione giusta. E questo cammino è subito definito dagli otto sentieri che lo compongono. Tuttavia siamo in contatto con la verità suprema . ma non lui. Il famoso Sermone di Benares parla anche della via del giusto mezzo. il Buddha passa alle quattro verità fondamentali. di cui la prima è la verità della sofferenza (le altre tre. che dipende solo da noi . può arrivare fino alla buddhità. che conduce alla pace. al risveglio e al nirvana". può diventare migliore (o peggiore).realizzare. riconoscendo e coltivando questa natura del Buddha che risiede. e quando è posto nel fuoco bruciano le impurità. pensiero (o decisione) giusto. Le migliori sono quelle che non cadono nella rete delle parole. l'annuncio dell'entrata ormai possibile nel nirvana. perché il mezzo per farlo esiste) è così stabilito in modo solenne. alla scienza. Le tradizioni indiana e cinese hanno sempre mostrato la più attenta vigilanza nei confronti delle definizioni. quella della vacuità. la cessazione della sofferenza e il cammino che porta a questa cessazione).

e che s'intitola Epigrafe sulla fiducia nello spirito: Autentico spirito: non due non due: autentico spirito ogni discorso cessa." "Se il buddhismo si è appassionato alla struttura e al funzionamento dello spirito. Torniamo ai nostri desideri. senza inizio né fine." "Ha incontrato specialisti della mente?" "Sì. da venticinque secoli. che si manifesta infine libero da ogni legame. nel buddhismo. Ogni dualità scompare. che le modificazioni che si operano in noi richiedono tempo. fra colui che parla e colui che ascolta." "Ma più diffuso di quanto si possa credere. "Coloro che affermano che ogni desiderio è negativo si ingannano. Rischia di raggiungere l'odio di sé. può essere anche troppo bassa?" "Sì. sulla separazione. almeno convenzionale. e che il risveglio non è sempre chiaramente percettibile. La psicanalisi non fa per me." "Poiché la scienza si è resa conto che ogni ricerca è ormai inseparabile dallo spirito che osserva e analizza. lo stesso deciso interesse anima oggi l'Occidente. esito dunque a parlarne. Questo spirito sottile. Che cosa pensa della psicanalisi?" "Benché l'inconscio. a non pensare mai a loro stessi. poggia per necessità. il distacco. e ciascuno sa che il linguaggio. scuole diverse hanno proposto vie diverse. Lo spirito raggiunge allora lo spirito stesso del Buddha. il mondo e noi cessiamo di essere due. Danno sovente eccessiva importanza a concetti come l'oblio di sé." "La stima di sé. che si arrestano tutte all'indicibile. come ogni tipo di comunicazione. molto interessante. è che il cammino è lungo. adatto all'Occidente: in ogni caso." . a esempio. sia noto da molto tempo. la psicanalisi non fa parte delle nostre consuetudini. ha totalmente eliminato gli ostacoli che lo contrapponevano alla visione "della natura ultima di ogni esistenza". più volte. parlato dall'uno e ascoltato (o letto) dall'altro.È il nettare sublime per distruggere la morte sovrana. Ma solo l'esperienza conta. che è un fenomeno sorprendente. ora. e questo li porta ad eccessi. a questo territorio di luce oscura e di silenzio. questa sostanza detta spirito sottile. hanno parlato a lungo di ciò che non può essere scritto. Come dice un bel poema cinese medievale. occorre anzitutto conoscere questo spirito. ove riconosciamo la sede di ogni pensiero. attribuito a Seng Can (si dice che il risveglio lo guarì nello stesso tempo dalla lebbra). Non l'ho mai praticata. Tutto sommato. È forse un fenomeno culturale. pazienza. l'inesauribile tesoro per eliminare la miseria del mondo." "Ma da un altro punto di vista. Come domandava Santideva: "Può un malato essere guarito dalla semplice lettura di un testo medico?". Per conoscerlo. Più nessun viavai. sovente troppo alta. Quel che si può affermare. Poeti e pensatori. indipendente dal corpo e dal cervello e senza dubbio la causa vera della coscienza. Ma il buddhismo ama fondarsi su esperienze dirette. bisogna studiare il cervello.

Edelman suppone la possibilità di una evoluzione. che separa lo spirito (o l'anima) dalla materia corporea. I medici ci hanno messo in presenza di malati con differenti lesioni cerebrali. Benché un gran numero di neurobiologi sembri concordare sull'idea di un cervello unico produttore di coscienza e pensiero. amnesia. Il livello più elevato sfugge al supporto materiale. i reparti di neurologia. di una sorta di selezione naturale dei neuroni. "Nessuno può negare che cervello e spirito siano legati l'uno all'altro. Noi distinguiamo più livelli di coscienza. Si è acuita negli ultimi dieci anni e non si è ancora giunti a un generale consenso."Lo so bene" mi dice. vi scorgono attrazioni. con convinzione assoluta. Racconto al Dalai Lama diversi incontri col premio Nobel Gerald Edelman. è ben lungi dall'essere scomparsa. la coscienza. Muovendo dalle opere del neurologo inglese Oliver Sachs. e anche da comportamenti inclassificabili. Un altro. afasia. Molti pazienti non riconoscono un braccio o una gamba. e tentano di strapparli o di gettarli via. abbiamo frequentato per lungo tempo. tale coscienza è indistruttibile. descrive perfettamente lo stelo. o diciamo lo spirito. esiste al di là di un supporto corporeo?" "A un certo livello. Gli parlo anche del lavoro che abbiamo effettuato per tre anni con più attori. a lungo considerati come strani o singolari. È evidente. È indipendente dalle particelle fisiche. se non lo si minaccia di picchiarlo. al quale si presenta una rosa. anche tra gli scienziati. naturalmente. affetti da disturbi della mente. immunologo affascinato dallo studio del cervello umano. Tutti questi comportamenti aberranti provengono da lesioni visibili e possono forse spiegare tutto ciò che la storia oscura dei popoli considera illuminazioni e possessioni È come dire che tutti i nostri comportamenti si spiegano con la semplice attività del nostro cervello? "In realtà" gli dico "il cervello resta ancora il grande sconosciuto. che nulla permetterebbe di trattare da "matto". a New York. sì. Un altro non vede che la parte destra dell'immagine che ha davanti agli occhi (entrambi perfettamente funzionanti): non mangia che la metà destra della sua fetta di prosciutto. i petali. identificano questo o quel tipo di neuroni. sotto la direzione di Peter Brook. il pensiero. a Delhi e soprattutto a Parigi. all'ospedale della Salpetrière." "Secondo lei. non si rade che la metà destra del viso. Eccetera. ma è incapace di pronunciare la parola "rosa". Un altro accende e spegne senza posa una candela solo perché trova dei fiammiferi a portata di mano. ode voci immaginarie che gli cantano distintamente canzoni dimenticate dalla più tenera infanzia. Ma il buddhismo non dice che ogni pensiero e ogni coscienza siano forzatamente legati alle molecole del cervello. che egli chiama "l'oggetto più complesso dell'universo". influenze . L'elenco è senza fine. la tradizione spiritualista. Altri parlano di una vita in società. Uno immagina." La discussione è vecchia. abbiamo potuto vedere che il cervello e gli organi di senso possono giungere a un completo disaccordo. per rappresentare lo spettacolo dal titolo L'Homme qui. In questa occasione. di vivere in un sogno. e che un individuo. le foglie. che l'ospedale in cui si trova e i medici che lo curano siano i prodotti di questo sogno . Senza alcun dubbio. agnosia. ma anche taluni psichiatri e sociologi. Per questo fatto. Gli psicanalisti si oppongono. Un altro non può dire "no".da cui spera di destarsi salendo sul tetto e gettandosi nel vuoto. Sappiamo per il momento veramente poche cose sul funzionamento dei nostri cento miliardi di cellule cerebrali. collegati oggi con precise lesioni.

che a ogni respiro inspiriamo alcune particelle di Socrate." "Ma un giorno. il Dalai Lama inala particelle che hanno provvisoriamente formato il Buddha Sakyamuni in persona. gli scienziati . No. non possiamo più dire che sopravviva al cervello. Può forse lo spirito studiare se stesso?". sapranno?" "Lo sperano. non può morire. Il numero di queste particelle è così elevato . non muore mai. Ad ogni modo.ci dicono. Se alcuni scienziati si esprimono in modo radicale." Riflette a lungo prima di rispondere: "Forse che lo spirito può solamente vedere lo spirito? Dobbiamo rispondere sì e no. e che parrebbe andare contro le credenze tradizionali. mentre il nostro spirito e la nostra coscienza sembrano proprio morire quando si arresta il cervello. con prudenza." "Che è " mi dice " un atteggiamento scientifico. delle cipolle che mangiava. e non soltanto di Socrate e di Giulio Cesare. vegetali. ma di tutti i milioni e milioni di sconosciuti che hanno camminato su questa terra. Se i neurobiologi. non lo vediamo più . "È una domanda difficile. dei suoi vestiti. composti della stessa materia elementare che passa instancabilmente dall'uno all'altro. altri preferiscono parlare della propria incertezza e persino della propria ignoranza." "Dicono esattamente: perdiamo le tracce dello spirito. nelle scritture buddhiste. perseverano nella ricerca. . o ad ogni modo sembra indebolirsi e morire quando cessano con la morte le operazioni del cervello (non si è mai potuto trovare la sostanza dello spirito o del pensiero). d'altro lato i fisici ci assicurano che la nostra materia. reti e. che la mano non può afferrare la mano. combinazioni e repulsioni." "I buddhisti saranno sempre pronti ad ascoltarli. perché lo spirito non può essere contemporaneamente soggetto e oggetto. scorgono capi. Le nostre particelle si ricompongono in altri corpi. animali. in ciò che ha di più elementare (cioè le particelle). perché no." Gli parlo anche di ciò che la fisica delle particelle afferma oggi. forse." "E a cambiare parere?" "Perché no?" Gli domando allora: "È detto sovente. e le altre persone che sono nella stanza e tutti gli abitanti della terra. da un lato. e altri esseri che a loro volta potranno conoscere ciò che chiamiamo morte.esterne. Così. che l'occhio non può vedere l'occhio. ci dicono che lo spirito muore. rispondono generalmente: non lo sappiamo. ogni volta che respira. E anche io ne inspiro qualcuna. "Così" mi dice il Dalai Lama "la scienza contemporanea sembrerebbe invertire le antiche certezze. Dicono di essere solo all'inizio. Alla domanda: che cosa diventa lo spirito dopo la morte?. e ci dimostrano. La nostra materia elementare è immortale. delle sette. che stabilivano la materia deperibile e l'anima immortale?" "A dire il vero.

secondo un metodo preciso. Non basterebbe una vita! ". propria del buddhismo. nella storia del cristianesimo. credo. Tutti questi approcci sono validi ma parziali. "Lei allude al metodo occidentale. che lo osserva. Non troviamo quasi nulla di simile. stupito da questa cifra: "Nessuno può pretendere di conoscere tutte queste operazioni. Lo sappia o no. per esempio. Beninteso. ci manca: la tranquilla osservazione dello spirito in quanto tale." "In compenso. In altre parole. per raggiungere una superiore devozione. quando è il solo padrone a bordo. giudice permanente dei nostri atti. è giunto a distinguere diverse centinaia di migliaia. È un inizio che può condurmi molto lontano. posso leggere lo stato nel quale il mio spirito si trovava ieri. mi sembra. che lo voglia o no. Tutt'al più posso citare al Dalai Lama san Tommaso d'Aquino. Noi. E che vuole osservarlo nella sua totalità. ed egli lo fa. E questa tecnica è in parte possibile. "Anzitutto l'importanza che voi date alla fede e al Dio creatore. Qualche cosa. posso vedere. quando ci è dato un "credo". Nell'ipotesi (che non è la nostra) di un dio creatore. invece." "Ma è sempre lo spirito che osserva lo spirito. Quando la fede ci coglie. pensiamo che sia meglio partire dall'interno della roccaforte." "Sono come eserciti che ponessero l'assedio alla medesima roccaforte. Ma anche qui sono possibili più lavoro. la psicanalisi. nel corso della sua storia. con differenti macchine.Ne abbiamo già parlato." "Assolutamente indispensabile. quando tutto dipende dalla sua unica esperienza. Per esempio. A maggior ragione se si tratta di esso vedersi interamente." Non è molto sicuro di questa stima e chiede a Lhakdor di confermarla. giunge a dei risultati. di operazioni dello spirito. si spirito interviene. E procedere gradualmente da zone differenti." livelli di Gli ripeto che questa impresa immensa. dei suoi pensieri. ove mai lo spirito umano si pone come oggetto di studio. diventa indispensabile conoscerlo. Ma lo spirito non può che su questo punto. il ruolo dello spirito necessaria- . distinguendo nell'intelligenza due funzioni. e gli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola in cui lo spirito si assoggetta a una disciplina su se stesso. dei suoi interrogativi. in una certa misura. in tutto ciò che stesso. mi pare unica nella storia del pensiero. "Molte vite non basterebbero. È assolutamente impossibile". non c'è più ragione di esaminare lo spirito." "Cioè?" "Il buddhismo. in Oriente e in Occidente. una attiva e l'altra passiva. Credo sia più o meno d'accordo. oggi il mio spirito può ricordarsi del mio spirito di ieri. così come la psichiatria. Gli domando. delle sue convinzioni. fatto di osservazione sistematica e di esperienza." "Da differenti livelli?" "Proprio. "Le ragioni sono molte" mi dice. "Anche se uno spirito osserva un altro spirito?" "Anche in questo caso" risponde. che a lungo studiò l'intelletto agente.

non era giunto alla liberazione. Seguì dapprima l'insegnamento dello stimato Aruda Kalama. Noi lo riteniamo oggi un essere superiore. Ciò significa che fino al momento della sua entrata nel nirvana il suo spirito. riprese a mangiare in modo leggero una volta al giorno. Dobbiamo cacciare ogni specie di dubbio e di interrogativo. ma senza raggiungere ciò che cercava." "Naturalmente. principalmente da lui stesso. Che dire allora del lavoro da compiere sul nostro spirito?" "Che cosa è il nirvana?" . assimilando Sakyamuni alla nona incarnazione di Vishnu). La leggenda mostra Mara. inutile perdersi in complicazioni inutili. poi di Rudraka Ramaputra. Ogni riflessione è pericolosa per la fede. Aveva ventinove anni. Colpito dalle pratiche di rinuncia degli asceti che incontrava. Grazie al suo sforzo. o se preferisce. e anche la ribellione di uno di loro chiamato Devadatta. il potente demone. rimessa in questione. prodigiosamente sviluppato. Ogni giorno la sua nuova scienza veniva discussa. che si vede condannato alla pigrizia." Ricordiamo per un momento gli anni di ricerca e di solitudine del principe Siddharta. era un uomo come tutti gli altri. La seguì rigorosamente per sei anni. Dopo la sua partenza notturna dalla città di Kapilavastu . per evitare il minimo rumore . talvolta si assopisce. alla sua rigorosa applicazione. "Durante questi quarantacinque anni" aggiunge il mio interlocutore "egli non ha smesso di interrogarsi. E il Dalai Lama deve ammettere che questa tradizione. gli dèi tenevano alti gli zoccoli del suo cavallo Kanthaka. Giunse a eguagliare facilmente questi due maestri. sempre pronto a lasciarsi sedurre da una soluzione facile e il più delle volte erronea ." "E ogni fede è pericolosa per lo spirito. di mettere in guardia i discepoli. Ma all'inizio. Abbiamo anche seguito la traccia delle divisioni fra i suoi discepoli. "Tuttavia" mi dice "il Buddha ci ha dato l'esempio migliore." I neurologi parlano sovente dell'aspetto riduttivo del nostro cervello. di prevenire una divinizzazione che intuiva (e che gli induisti proclamarono in effetti. Tagliò i lunghi capelli. La fede ci viene direttamente da Dio e la fede ci conduce direttamente alla compassione. di precisare la propria dottrina. in numerose occasioni. non ha cessato di lavorare. di osservarsi. narra la leggenda. è diventato il Buddha. di un formalismo ripetitivo ove lo spirito.decise dapprima di condurre una vita errabonda.notte magica. si mise alla ricerca di un maestro. di elevarsi a una estrema finezza. In punto di morte. La tradizione buddhista ci dice esattamente la stessa cosa.mente perde d'importanza. decise di prendere questa via. a un atteggiamento morale. Poi. prima del suo risveglio e dei quarantacinque anni di predicazione. che voleva assassinare il Risvegliato per prendere il suo posto a capo della nascente comunità. che torna senza sosta alla carica per distogliere Sakyamuni dalla sua opera. con altre parole. e ricevette infine l'illuminazione. in cui tutto il palazzo dormiva e. scambiò la veste con un povero cacciatore. Inutile allora cercare di approfondire questo sentimento di compassione. in una regione deserta." "E anche pericolose per la fede.il che non gli impedisce di aggrapparvisi. anche qui. giungendo a una debolezza estrema. giunto al più alto grado possibile della coscienza e dell'esistenza. allontanò l'auriga Chandaka. Ma non la ricevette una volta per tutte. Ritornò nel mondo. accontentandosi di poco. mendicando il proprio riso. non sfugge alla dittatura automatica di un catechismo.

Le rispondo: una certa qualità dello spirito. capace del bene e del male. Si direbbe che nulla possa alterarla e che lo spirito. Da cui una molteplicità di interpretazioni. è un fatto che non possiamo ammettere se non usciamo proprio da questa illusione. Sovente riconoscono l'impotenza delle parole a esprimere quello che per definizione sfugge all'espressione: un'esperienza oltre l'umano. di un "annientamento" (Burnouf) e. senza scomparsa. di "nulla" (Schopenhauer). Dobbiamo sempre tornare su questo punto. si tratta di uno stato al quale è impossibile giungere in questa vita. fa notare che il nirvana si definisce generalmente in senso negativo (assenza o cessazione di questo o quel fenomeno). che non si tratta né di un paradiso così come noi lo concepiamo. di un passaggio a un altro modo di vivere. D'altronde. hanno parlato di un "abisso di ateismo e di nichilismo" (Dahlmann). Per lo più i commentatori buddhisti parlano di un'uscita fuori dal ciclo fatidico delle rinascite.La parola è già tornata a più riprese nelle nostre conversazioni. senza divenire. esso è. finalmente liberato dalla legge della caducità. del cambiamento. Lo stesso autore. della causa e dell'effetto. A partire da questa purificazione. senza che esso stesso sia né positivo né negativo. lo sappiamo. So. rende il concetto comprensibile a un occidentale solo se ammette come un fatto la concatenazione delle trasmigrazioni. fra parentesi." . il nostro spirito può raggiungere questa somma qualità che chiamo nirvana. perché sfugge a questi due concetti. che si fondi su una illusione." "Dall'inizio dei nostri colloqui" gli dico "sono soprattutto affascinato da questa costante fiducia nello spirito. senza condizionamento. nello stesso libro." "È tipico di un'illusione essere scambiata per realtà. come la verità suprema. Secondo Rhys Davids. il nirvana resta un enigma. al quale è intimamente legato. Che questa relazione sia fondamentalmente erronea. il samsara). a cominciare da quello di Sakyamuni. pur così fermamente articolata nel buddhismo. non è dunque necessario morire?" "Assolutamente no." "Per ottenere ciò. Va anche al di là della concatenazione. Per il fatto stesso che colui che è penetrato nel nirvana si trova nell'impossibilità di descriverlo." "Come raggiungere questa qualità?" "La natura umana è contaminata. né della cessazione completa di ogni vita. di una sorta di scomparsa nell'ipotetico Grande Tutto. Come ha scritto Walpola Rahula: "Il vocabolario di un pesce non potrebbe contenere termini che esprimano la natura della terraferma". So anche che i primi commentatori occidentali del buddhismo. "D'altra parte" mi dice il Dalai Lama "il Buddha non ha affatto parlato del nirvana Sì. tenga nelle sue mani il proprio destino e in tal modo anche il destino del mondo. per averlo letto qua e là. soprattutto se cristiani. Non è prodotto da nulla. ma le sue indicazioni si arrestano qui. ogni nostra tradizione afferma che questa somma qualità dello spirito non è toccata dalla morte." "Esattamente. Numerosi sono i saggi che hanno raggiunto il nirvana in questa vita. semplicemente. Il rapporto che stabiliamo quotidianamente con ciò che chiamiamo realtà è falso. Lei mi domanda che cosa sia il nirvana. ha indicato una liberazione dal ciclo delle rinascite (cosa che. La contaminazione dev'essere cacciata dal nostro spirito. e secondo altri. E che sia possibile uscire da questa illusione ce lo provano numerosi esempi. da questo risveglio. e può esserlo.

esattamente. volontario o forzato. tutta la vita quotidiana." "Che è opera dello spirito?" "E di chi altro? Lo spirito è il proprio creatore. devo supporre che il nostro atteggiamento verso gli altri cambi subito completamente?" Mi guarda e risponde con gravità: "Questo è il fine. Dev'essere lunga e quotidiana. Ma (e qui egli insiste) lo strumento principale per purificare lo spirito è lo spirito. 6 FRA L'ESILIO E IL REGNO Parliamo ora dell'esilio. non rende lo spirito prigioniero del mondo o. Così risponde sovente il buddhismo. "Mi sembra" dico al mio ospite "che il XX secolo sia Lo si è sovente caratterizzato in altro modo. sulla posizione o sul ritmo del respiro. e molte opere la descrivono. Con un adeguato sforzo può liberarsi. È al centro di tutto."Ma questo legame." aggiunge "se poniamo mente alle operazioni del nostro spirito. più naturale. guerre totali. a McLeod Ganj. che è essenziale. Per altri è un metodo più facile. doloroso. di stato quello dell'esilio. con il progresso tecnico che naturalmente dimentica sovente l'esilio. talvolta il termine arma (weapon). Questo desiderio di risveglio mette all'opera la volontà. è regolata dal lavoro dello spirito. "Se vi prestiamo attenzione. con le olocausti. Poi torna alla prima necessità. " Continua. e mette in pratica tale potere." Come liberarsi? Il nucleo centrale del metodo buddhista è la meditazione. È la base stessa della filosofia buddhista. il che implica obbligatoriamente che ci sia qualcosa da sapere. Da qui la sua responsabilità. Il buddhismo afferma che l'uomo è padrone di se stesso. Il mio interlocutore mi assicura che le prescrizioni fisiche. e noi abbiamo sottoposto all'esperienza un gran numero di tecniche per giungere a tale padronanza." Se lo spirito riconosce di essere il proprio creatore. per stretto che sia. Proprio qui. "Dunque lo yoga non è utile?" "Dipende dagli individui. Ma si decine di milioni di . che egli mette talvolta in relazione con la meccanica quantistica. sono secondarie. usando talvolta il termine strumento (tool). a ogni istante. che è quella del desiderio. che può contribuire al loro benessere generale. della materia. non possiamo che stupirci scoprendone l'importanza. villaggio tibetano di facciata. che è una facoltà dello spirito." "È il nostro giudice." "Lei ha detto che dev'essere il nostro poliziotto personale. destarsi e sopravvivere. gli abbiamo ricordato. E ne ha tutti i mezzi. Ricorda la scuola Cittamatra. maschera posta sulla montagna. L'unico fine". A dire il vero. Per taluni lo yoga è un esercizio difficile. in ogni caso che ha la possibilità di diventarlo. che è una costante produzione di rapporti soggetto-oggetti. che non aiuta per nulla il lavoro dello spirito. detta dello "Spirito solo". se vuole. Coglie l'occasione per ricordare che il Buddha è detto "onnisciente".

Possiamo evidentemente perdere la speranza. come ha raccontato nel suo libro [nota: la libertà dell'esilio. lasciarci scivolare nello scoraggiamento." "Sappiamo tuttavia che esiste un legame profondo fra un popolo e la sua terra e che questo legame è all'origine di mille usanze. Diplomatica. Ignoravo tutto del gioco diplomatico. per continuare all'estero la sua battaglia." "Sì. accusata di arcaismo e di barbarie. scoprire in noi stessi un energia nascosta e agire con più chiarezza. Lei stesso vive in esilio da trentacinque anni. firmando un accordo con la Cina. vivisezioni. ha incontrato Mao Tse-tung. Dopo sono venute le delusioni e infine la certezza che Mao non fosse altro che "il distruttore del Dharma". Ho conosciuto nella stessa epoca i primi attacchi portati dai cinesi contro la religione tibetana. che andava dal massacro alla colonizzazione. certo." "Lei ha scelto il secondo modo?" "Lo spero. Mi sono allora scontrato con le incomprensibili contraddizioni della politica cinese. I cinesi hanno invaso il Tibet nel 1950. il crudele desiderio di conquista." "La mia domanda è semplice: l'esilio l'ha aiutata? Vi ha trovato una forza?" "Oh. Ho conosciuto tutto questo nella mia adolescenza e giovinezza. a un certo punto della nostra vita. opere d'arte messe a sacco. crocifissioni. di trattare. popolazioni esuli come i nostri "Pieds-noirs" di Algeria.individui. un'altra delusione." "Esatto. soldati coloniali arruolati per forza. Quando." "Sì. ha cercato di resistere. viscere e lingue strappate. quando lei aveva quindici anni. incontriamo la vera tragedia . "Non ci avevo pensato. le esecuzioni per delitti politici?" "Sì. Attacchi talvolta perfidamente indiretti. Chu En-lai.possiamo reagire in due modi.e questo può capitare a ciascuno di noi . si asteneva dal ridiscutere l'occupazione militare del Tibet. Ho scoperto l'imperialismo spietato. Posso cercare di spiegarle perché. La Cina non cessava di far pesare un'oppressione sempre più dura. quando constatò che l'India. con la frenesia degli slogan. "boat people" e molti altri. e atrocità di ogni sorta. i provvedimenti oppressivi. nella tristezza sconfinata Oppure svegliarci. in quarantena a Ellis Island prima di popolare gli Stati Uniti. il comunismo ha esercitato su di me un certo fascino. Conventi distrutti. Nessun secolo mai strappò tante radici. Ho scoperto all'età di quindici anni la forza brutale della politica. nel 1954. Per nove anni. mentre il buddhismo proibisce di uccidere gli animali. questa. come le campagne di sterminio rivolte contro gli insetti e i ratti. che oggi li rifiuta. con il lavaggio di milioni di cervelli. Abbiamo ." "Per diverse ragioni." "Lei aveva solo diciannove anni. la cosiddetta legge delle armi. nell'alcool. sì! Senza dubbio. ma è senz'altro vero. Ha preso allora la decisione di lasciare il suo paese. con più forza. Mi è anche parso che fosse possibile una sintesi fra comunismo e buddhismo. lavoratori immigrati richiesti dall'Europa. tutto questo invano. cit. che rendevano impossibile una collaborazione. Nella mia gioventù. il suo popolo. nella droga. comportamenti e anche credenze. secondo i suoi metodi. smembramenti. abbiamo incominciato a troncare questo legame qua e là. si è appellato ad altre potenze.]." "E anche la brutalità.

per i buddhisti. occupato. anche camminando. La fuga e tutto quello che è seguito. Nel 1959. sostenute da riviste pubblicate a Dharamsala. è la terra santa?" "È Aryabhami. la nostra lotta paziente per farci riconoscere da altre nazioni. È inevitabile. anche nelle discipline scientifiche. la danza?" "Abbiamo creato un'università dove tutto l'insegnamento viene impartito in tibetano. È nata da questo passaggio difficile nella lunga storia del Tibet. e tuttavia ci si rende conto che non è scomparso. Bisogna dire anche che l'esilio mi ha permesso di scoprire il resto del mondo." "Questo esilio di trentacinque anni ha creato. di conoscere altre tradizioni. L'aspetto solenne mi tocca molto meno. Bisognava rispettarlo anche parlando. la terra ove il Buddha Sakyamuni è nato per l'ultima volta. o sviluppato. la propria fragilità. e che noi ci sentiamo sempre tibetani. tutti i miei viaggi. come "Jang Chon" (Nuovi germogli) e "Arte e letteratura tibetana". intoccabili. Una vera "tibetudine". E ha rafforzato la nostra coesione. che tutti prendevano molto sul serio. era un'unica serie di cerimonie. Così. il canto. seguendo infine il consiglio di un oracolo che a più riprese mi aveva consigliato di partire. questa nuova letteratura. l'uso schiacciante della forza. Nulla di più utile. questo esilio perdura. Dal primo all'ultimo giorno dell'anno. tutti gli interventi mi hanno avvicinato alla realtà.conosciuto tutti questi orrori. per mantenere la lingua tibetana. Abbiamo numerosi centri in India e ogni anno torno con viva emozione a Bodh Gaya. sulla nostra terra. Si scopre una brutalità cinica. Secoli e secoli di radicamento possono far dimenticare questo sentimento. la terra dove ha conosciuto l'illuminazione. nel luogo in cui egli conobbe il risveglio." "Trentacinque anni dopo. considerata come reazionaria. si vede il proprio paese da lontano. Questo formalismo regolava nei minimi dettagli la vita di ogni giorno. . in Tibet." A questi sforzi si aggiungono pubblicazioni letterarie." "Questo ha sviluppato la lingua?" "Inevitabilmente. devastato. infine. Dopo il 1959. un sentimento nuovo fra i tibetani?" "Sì. senza dubbio. sì. mi sono deciso per l'esilio. in pieno smarrimento. Ogni opera per la pubblicazione necessitava di autorizzazione. Poi sopraggiunge qualcosa che rimette in discussione questi legami. a proposito del Tibet. Si parte. Allora ci si comincia a chiedere: cosa significa essere tibetano?" "Di qui. senza dubbio." "L'India. tutto il rituale che aveva circondato la mia giovinezza ha perso molta della sua importanza. che sussiste in noi. la polizia cinese ha perseguitato. molto difficilmente accordata dalle cellule del partito." "L'esilio ha cancellato l'importanza del rituale?" "Sicuramente. Il nostro insediamento in un paese libero ha facilitato questi incontri. L'India ci ha accolti. dove ha predicato." "Un aspetto positivo della situazione dell'esule" mi dice "è che si guarda il proprio paese con occhi diversi. Abbiamo qualcosa da difendere. di incontrare altri popoli. tutti questi sforzi per aprire scuole. I legami con la terra sembrano scontati. la musica. perfettamente regolate. che negli anni Cinquanta erano difficili in Tibet.

Questo peso si farà sentire..".Pioniere di questa letteratura. sono da ricercarsi nelle vite anteriori e non necessariamente nei tibetani. bisogna distinguere le cause e le condizioni." Così. qui o là. indirettamente. ma esiste. Tutto è unito al tutto. responsabili ai suoi occhi dell'asservimento di oggi.che sentirà in una delle sue esistenze gli effetti. Da molto tempo il Tibet si è tagliato fuori dal mondo. Ne abbiamo già parlato. Le cause principali dell'aggressione. dei suoi diritti. in parecchi suoi libri.ma che si è diffuso in una grande parte dell'Asia . Nessun evento può essere considerato come isolato. Anche la salvezza eterna è una questione individuale. E ci domandiamo in effetti se il nostro karma collettivo non ci abbia portati a questo scontro. e di conseguenza l'affermata esistenza del suo io. caratteristico dell'India . ogni influsso. del suo status. non è più una parte infima del Grande Tutto. di tante disgrazie e sofferenze. "Questo fa intimamente parte del nostro insegnamento classico." "Si tratterebbe di una forma sottile di responsabilità collettiva?" "Forse.vale per i gruppi. Altri esseri sensibili e responsabili. lei non ha ricordato." "Presso altri popoli?" "Forse anche in altre stelle. Questo mi porta a domandare al Dalai Lama: "A proposito del Tibet. per un popolo. grazie al loro comportamento. La posizione dell'individuo. e anche curare. individualmente o collettivamente. non è Paolo. Il suo destino sarà individuale. altre galassie. Questo concetto di dharma. limitato nel tempo e nello spazio. Quel che vale per un individuo . Si è anche sostenuto che questa affermazione dell'individuo (esasperato dalla competizione del mondo d'oggi) si basi su una frase di Cristo." "Ma il mondo si è fatto ricordare da lui. un giorno o l'altro. e anche per una nazione. favorevoli o no. il romanziere Thondup Gyal si è suicidato nel 1985." "Oggi. frutto di un concorso particolare di circostanze che dobbiamo conoscere e che possiamo modificare. Questa catena illimitata di cause e di effetti è quasi impossibile da chiarire. e di poter vivere nell'isolamento. ha rifiutato ogni cambiamento.è senza dubbio uno dei punti che separano più radicalmente Occidente e Oriente. È Pietro. abbastanza amaramente. senza rapporto con gli altri. Era fra coloro che criticavano. Tutti i nostri atti hanno un peso. necessariamente legata a tutte le altre parti. lo crede ancora?" "Come sempre.. L'idea di un popolo intero destinato ad essere condannato alla gehenna o chiamato al paradiso è . rivelatosi un disastro. rivolta a un futuro apostolo: "Tu sei Pietro. un karma collettivo?". A maggior ragione rispettiamo la via del Dharma. per una famiglia ad esempio. Ha voluto credere di essere il solo a possedere la verità." "Il Tibet aveva dunque qualcosa da "pagare"? Questa punizione era inevitabile?" "È possibile chiederselo. nel buddhismo. e presto posto nelle sue mani. le credenze e le tradizioni tibetane. del proprio karma . questo individualismo esiste già nella tradizione cristiana. hanno potuto creare un karma negativo il cui effetto si è fatto sentire in quel momento. il buddhismo ritrova quel sentimento di solidarietà universale che l'induismo già affermava." "Molto duramente.

alla ricerca di questa pace interiore senza la quale ogni azione è vana. alcuni alti dignitari." mi dice "i tibetani stessi sono certamente responsabili. nessuno dimentica di essere solo una sostanza instabile. senza un'esistenza individuale indipendente." . responsabili della difesa del paese. in parte a causa del Buddhadharma." "A causa del buddhismo?" "Sì. Non se ne trovano echi se non in alcune eresie. che sfuggisse alle leggi comuni. Le leggi repubblicane non hanno fatto altro che confermare la nostra capacità di scelta. e perciò in relazione con tutto il resto del mondo. o di scegliere l'inferno. Il fatto che un intero popolo seguisse la giusta legge. malgrado l'immenso sforzo richiesto all'individuo perché penetri. degli sconvolgimenti portati dalla seconda guerra mondiale. della Cina. e anche al trascorrere del tempo. dell'India. continuamente disfatta e ricomposta. Molti tibetani pensavano che il nostro fosse un paese straordinario. E fra loro. che credevano in protettori invisibili. Qui. Un gran numero. "E le condizioni?" "Per quanto riguarda le condizioni. e compisse fedelmente i riti. delle tensioni politiche. Per ignoranza del resto del mondo. a Dharamsala." "Per cecità?" "Senza dubbio.abbastanza estranea al cristianesimo. attraverso la meditazione. L'individuo ha sempre la possibilità di incontrare la verità e di "forgiare la propria salvezza"." "Tutti gli abitanti del Tibet condividevano questo sentimento?" "Tutti no. in se stesso. doveva necessariamente costituire una protezione per questo stesso popolo.

vivono nella stessa illusione. Le parole smozzicate che pronunciano vengono raccolte e interpretate da altri monaci. ancora oggi. Dice allora. medium che hanno ricevuto una preparazione particolare. I miei occhi si sono aperti molto in fretta. Impossibile. o leggervi delle lettere che indicano la divinità protettrice dello scomparso. come ad esempio una statua che cambia posizione. In un pensiero che si considera rigoroso. il tredicesimo Dalai Lama. si rivolse ai nostri vicini più piccoli. il Nepal e il Bhutan". le visioni e i sogni premonitori." "Si trattava di un'aberrazione. ufficialmente. . il loro viso si fa rosso. In stato di trance. la mia meticolosa educazione. che incarna il dio Pehar." "Lei aveva quindici anni. si insinua così quella che chiamiamo la dimensione magica. Ritorna ancora una volta sull'accecamento dei responsabili. Thupten Gyatso. preghiere contro cannoni?" Questo ricordo non lo fa sorridere. Egli scrive che dopo la morte dei grandi lama. gli oracoli. Il più celebre è l'oracolo di Nechung. Delle divinità possono incarnarsi nei loro corpi. oggi defunto. cosa che mi sorprende un poco: "Il governo confidava negli dèi." "E tutto mi portava a credere a quel che mi si diceva: la mia infanzia. Comprendendo già che non avremmo potuto in alcun modo resistere fisicamente ai nostri grandi vicini. la mia vita al Potala. I nostri dèi ci avrebbero protetto dai cinesi. Il governo tibetano se ne serve. il fatto che fossi stato scelto. di un accecamento completo di fronte al destino. l'incenso che accompagnava le mie passeggiate. mi assicurò che non avremmo dovuto preoccuparci minimamente. Questi oracoli sono monaci. ma s'immagini! nel mezzo del XX secolo. gli occhi si iniettano di sangue. nella tradizione tibetana. Riprende la parola: "Non tutti i tibetani. le profezie. Un personaggio ufficiale. quando morì nel 1933. Il Dalai Lama non sembra mettere in dubbio la verità di questa tradizione. o sovrannaturale. e che bisognava usare un'accorta diplomazia. annunciò chiaramente nel suo testamento che un terribile pericolo sarebbe venuto un giorno dal comunismo. In quel momento sono posseduti da una forza straordinaria che permette loro di piegare spade. la Cina e l'India. per così dire. quando la giovane armata comunista ha attraversato le nostre frontiere. tuttavia. trasformare il loro viso e la loro voce in una sorta di trance. tutto appartiene alla stessa struttura."Contro aggressori ben visibili. All'epoca dell'invasione cinese nel 1950. né di altri segni che giungono da altri luoghi. Il mio predecessore." Mi rammento del ruolo importante che giocano. fare una distinzione. questi alti dignitari hanno affidato la nostra difesa alle nostre divinità. "I responsabili non volevano ascoltare?" "I responsabili non erano responsabili. e che si sforza di non affermare nulla che non sia un fatto che giunge dall'esperienza. le loro ossa si fondono e che è possibile allora scorgervi delle immagini. e d'altra parte assurdo. ma dall'altro lato ignorava le profezie e gli oracoli". la lingua diventa grossa e pendente. e ogni fibra della dottrina rischiara nel contempo tutte le altre. Il Dalai Lama stesso parla sovente degli oracoli del Tibet. Dall'analisi più approfondita alla credenza più ingenua. e parlare per bocca loro.

trasferimenti di popolazioni. Questo piano prevedeva la trasformazione del Tibet in una zona di pace. Ignorarono semplicemente questa proposta." "Se questa sua intenzione si fosse concretizzata. Si stima oggi a quasi nove milioni la popolazione cinese in Tibet: i tibetani sono ora dunque in minoranza nel proprio paese. Dapprima ha informato. il . "Come reagirono il Nepal e il Bhutan?" "Non reagirono. non ha cessato di presentare e difendere la causa del proprio paese. Cosciente di quanto fosse irrealistico esigere oggi una pura e semplice indipendenza del Tibet. Nel 1985. applicazione brutale della politica di limitazione delle nascite e sterilizzazione forzata delle donne. Ora vedo tutta la portata del presentimento del mio predecessore. che venne accettata. La "razza" tibetana è minacciata di estinzione.e conferire loro il rango di veri tibetani. La tecnica oggi diventa più raffinata: mentre i giovani cinesi. prigionia in campi di concentramento." "Bisogna dunque dare loro armi?" "È quello che diceva. al Comitato per i diritti dell'uomo. Voleva seguire il cambiamento. all'est . vicina alla Cina . Abbiamo saputo così dello sterminio di più di un milione di tibetani (su sei). sovente molto lontane dall'evento. l'interesse del mondo si destava. non può darsi senza una concatenazione di cause. come dice lui."Per fare loro quale proposta?" "Una sorta di difesa comune: arruolare un esercito. si potrebbe anche dire le circostanze. con un addestramento militare completo.diventato. Ma non fu ascoltato. Già avanzava l'idea per cui la difesa di una terra debba essere garantita da coloro che occupano questa terra. significava vedere molto lontano." Continuiamo a parlare del Tibet." Sorride aggiungendo: "Cosa che. A questo si aggiungono il diboscamento. novantuno membri del Congresso americano firmarono una lettera di appoggio. l'abbandono da parte della Cina della sua politica di colonizzazione. voleva portare a Lhasa giovani della regione del Kham. l'utilizzazione del territorio tibetano come deposito di rifiuti nucleari e soprattutto una sistematica colonizzazione cinese. espropri. dopo tre anni di servizio militare. Quest'uomo avvertiva con grande sensibilità il movimento del mondo intorno a lui. di condizioni e di conseguenze. Ecco quelle che chiamiamo le condizioni del karma collettivo. Nel 1961 il Dalai Lama . nessun evento può essere isolato. di misure repressive d'ogni sorta. o da parte. noi ricerchiamo ostinatamente le condizioni. Perché. a poco a poco. vent'anni più avrebbe potuto resistere?" tardi il Tibet "Ne sono convinto. Nel 1987 il Dalai Lama stesso fu invitato a parlare a Washington. nella concezione buddhista dell'azione. un "politico suo malgrado" propose una costituzione. non è una pratica rigorosa di non violenza". poco popolata. Tuttavia. indirizzata al presidente dell'Assemblea del popolo. Da allora. Ad esempio. coloro che sono stati inviati in Tibet hanno l'obbligo di restarvi. a Pechino. non lasciare il proprio paese indietro. I dignitari non seguivano i suoi ordini.regione dura. fra noi. Politicamente. addestrarlo al meglio. devono tornare nelle loro province d'origine. propose un "piano di pace in cinque punti". più facili a scoprirsi delle cause. Negli anni Sessanta le Nazioni Unite votarono nei confronti del Tibet diverse risoluzioni che restarono lettera morta. del proprio popolo.

I cinesi continuano a trattare come "criminali" e a incarcerare i tibetani che si mostrano fedeli alle proprie tradizioni e al Dalai Lama. infine. cosa che causerà un notevole aumento dell'immigrazione cinese. D'altra parte. Propose. nelle proposte del capo di Stato del Tibet in esilio. recentemente sono state proibite tutte le immagini del Dalai Lama. mi diventava più facile incontrare i responsabili e parlare loro. due sistemi". di ogni attività nucleare) e l'apertura. sotto pena di perdere il diritto di residenza). egli sviluppò e precisò questi cinque punti. I suoi assistenti accennano. Sempre per motivi diplomatici. altri . Ma non vogliamo negoziare che sulla base di un reciproco rispetto. Separate da una vasta regione neutrale. della non violenza. come sola possibilità di un accordo. in particolare.come il presidente Mitterrand . l'attribuzione del premio Nobel per la pace sembrò rafforzare queste proposte. Le condizioni non sono più quelle del passato e siamo pronti a ispirarci alle parole di Deng Xiao Ping: "Un paese. il più grande del mondo. i cinesi non vollero vedere che un intervento reazionario e un tentativo di "secessione". dov'è il Tibet? e che cosa è successo con i cinesi?" "Il premio Nobel ha potuto anche aiutarla presso i capi di stato?" "Naturalmente. che apriva uffici in diverse capitali estere. che costituiva intorno a sé un ministero. Dobbiamo guardare le cose realisticamente. col pretesto dell'insalubrità. di fare del Tibet una vasta zona smilitarizzata e una sorta di parco naturale. che raggruppava deputati. anche presso i cinesi il premio Nobel ha giocato un ruolo positivo. Comunque. "Molti scoprirono in questa occasione la questione tibetana." [nota: Il 7 ottobre la Cina ha annunciato la costruzione di una ferrovia in direzione del Tibet. Il Dalai . di seri negoziati per il futuro status del Tibet. che si organizzava." Tuttavia. Noi chiediamo un'autonomia. Non lo è più . non in questo momento.subito duramente represse (alcune hanno potuto persino essere filmate) . al contrario. È vero?" Scrolla la testa in silenzio. Ma gli animi cinesi non vanno in questa direzione. L'esilio continua. l'India e la Cina potrebbero ritirare le truppe che continuano a mantenere con grandi spese nelle regioni himalayane. Malgrado il ripristino di un contatto ufficiale nel 1992. non sogniamo più un'indipendenza." "Si dice che gli occupanti demoliscano i vecchi quartieri di Lhasa. a una seria crisi nella stessa Cina. dove il recupero dell'ambiente sarebbe stato esemplare. Nel 1988. manifestazioni . Comunque. Nel 1989. anzitutto. Ma nulla la fa presagire. definiti "progressisti". Coloro che si dichiarano in favore della Cina vengono. "E oggi? Si dice che la situazione sia più critica che mai. "Il Tibet è stato indipendente per secoli. Presero delle cartine. mentre il governo cinese esige il rientro nel Tibet di centinaia di bambini tibetani cresciuti in India (rientro obbligatorio. Alcuni mi hanno ricevuto ufficialmente.rispetto delle libertà democratiche e dei diritti umani fondamentali per il popolo tibetano. Tutte le associazioni internazionali operanti per la difesa dei diritti dell'uomo avrebbero la loro sede in questo territorio dell'ahinhsa." "Sì. si domandarono: ma. al Parlamento europeo a Strasburgo.a titolo personale. la situazione resta immutata." "Anche i responsabili cinesi?" "Sì. il recupero e la protezione dell'ambiente (tramite l'abbandono.scuotono di tanto in tanto Lhasa.

trentasei anni di tranquillità. dovrebbe essere possibile. È il figlio di Dharma. Ne sono certo. di generosità. all'olocausto. per esempio?" "Di ambizione personale." "Lei è ottimista?" "Sì. per un paradosso abbastanza singolare. di prosperità. I classici rimproveri. il re Yudhisthira sale finalmente sul trono. e di conseguenza (è un altro dei suoi nomi) "Dharmaraj"." Ritorno un istante al Mahabharata Alla fine del poema. ovunque io sia. un rinnovato sforzo per adattarsi a questo mondo mutevole . è Dharma lui stesso. anche se nei loro giornali mi accusano di cose inimmaginabili. potrebbe trovare la sua vera funzione di sentinella e di esploratore. dove il buddhismo. alla tortura istituzionalizzata.Lama progetta da parte sua di organizzare un referendum fra i tibetani. una terra miracolosamente protetta dove gli spiriti di pace potrebbero ritrovarsi. "È possibile conciliare la politica e l'ahimsa?" "Sì. Cozzano contro il fondo possente della nostra natura. anche se da entrambe le parti gruppi estremisti continuano a esaltare e a mettere in pratica quest'odio sanguinoso e inutile. di voler restaurare una teocrazia. Forzatamente. E anche perché la Cina non potrà tenersi eternamente a distanza dalla libertà. . di una sorta di terra ideale. che si interessano a quello che dico. sul futuro del paese. che è fatta di bontà. e sanno essere molto gentili." "Di che cosa. e falliranno sempre. vi sono cinesi in sala. un giorno o l'altro giungeranno alla pace. Prendiamo ancora l'esempio degli israeliani. Il reciproco rispetto non può essere evitato. E il mondo si appresta a conoscere. fuori e dentro il Tibet. di spirito controrivoluzionario. oltre le catene dell'Himalaya. Ci attraggono e ci aiutano. Talvolta parlo persino con loro. sotto la sua guida. Per una volta. come il Shangrila di Orizzonti perduti.sforzo tanto più meritorio in quanto nell'antico Tibet. Si va dalla guerra mondiale." Da un lato un vigile realismo. Una terra che potrebbe essere di esempio per il mondo intero. al terrorismo come forma di azione. Tutti questi metodi sono falliti. Ogni volta che prendo la parola in pubblico." "Perché?" "Perché sono superficiali. Non deve anzitutto indebolirsi per il fatto che i cinesi si mostrano talvolta sensibili. liberato dall'antico formalismo. perché la causa del Tibet è giusta. che hanno dato vita a quarant'anni di odio. Dall'altro lato la permanenza di un sogno. possono instillare un po' di Tibet in ciascuno di noi. nel regno della caducità. Perché no? Guardiamo il nostro secolo: ha escogitato o sviluppato un ampio campionario di metodi per fare della violenza la regola dei rapporti umani. Favorire l'odio non porta a nient'altro che all'odio. Non potendo condurci verso un paradiso ritrovato. I sogni difficili fanno anche parte di noi stessi. Questo atteggiamento indica chiaramente che seguono il mio operato. con la distruzione di intere città. le cose sembrano per sempre immutabili. Utopia? Non è detto. La violenza è il peggiore degli arbitri. il re.] "Che cosa si può fare? La pressione internazionale può avere qualche effetto?" "È essenziale.

"Ho notato che nei film non si uccidono veramente gli animali. la morte. Se Yudhisthira si presenta con il Dharma nella mano destra. È anche pericolosa. sotto il controllo della costituzione. E si mostra questo alla televisione!" Vorrei dirgli che la morte vera. E questa autorità dev'essere anzitutto benevola. Ma almeno. Il re c'è per questo." "Faccio grandi sforzi per raggiungere ovunque un'armonia." "Bisogna dunque limitarsi alla prigione?" "La pena capitale dovrebbe essere l'ergastolo. Tranne che nei film cinesi: qui li si uccide veramente. Li si addormenta con una iniezione. vi vede senza dubbio un legame. Ho visto anche. E senza alcuna brutalità. Il mio predecessore l'aveva abolita in Tibet. Orribile. in Cina. Fa un altro esempio: "I fedeli che vanno in pellegrinaggio alla Mecca devono sacrificare un animale." "Lei è contrario alla pena di morte?" "Fermamente contrario. quella vera. perché non può portare che ad altre violenze.Ma questa guida perfetta non suppone alcun indebolimento della vigilanza regia. non è prerogativa dei cineasti cinesi. "Lo disapprova?" "Rispetto una tradizione religiosa. sullo schermo. Senza parlare degli insetti." mi dice il Dalai Lama "ma nel mondo di oggi l'autorità si deve esercitare nel nome della legge. "Naturalmente. una violenza barbara e inutile. Non deve punire per il solo gusto di punire. Mi ricordo anche una mula pugnalata a morte in un film spagnolo. dei servizi scientifici e dei documentari sulla pesca d'altura. Anche noi uccidiamo sullo schermo i maiali. ma non posso approvare questo spargimento di sangue. i polli." Ride di cuore e aggiunge: "Attenzione! Non faccia di me un Salman Rushdie!". Sì. questo sacrificio non viene fatto vedere!". Questo spettacolo della morte. apertamente. è costantemente presente. "Nessun pericolo. Perché aggiungerne altri? . ha un rapporto diretto con il mantenimento della pena di morte? È un problema che lo preoccupa. Milioni di atti di violenza distruggono a ogni istante quest'armonia. Trovo incredibile che oggi continui a essere presente in grandi paesi come la Cina e l'India." Improvvisamente si mette a parlare di cinema. Lei non è musulmano. si uccidono ancora degli esseri umani nel paese del Mahatma Gandhi! Proprio nella terra dove il Buddha ha lasciato il proprio insegnamento! La pena di morte è pura violenza. dei conigli. e in molti altri film. In nome della giustizia. E pronto a servirsene. come da voi. nei film cinesi a carattere scientifico. Conigli e pernici vengono uccisi in massa ne La regola del gioco. Un bue viene squartato vivo in Apocalypse now. dei ratti col cranio aperto. perché sembrino morti. nella sinistra regge sempre un bastone. degli uccelli. A ben guardare. Come ogni violenza.

Bontà segreta. occorre tenere sempre il bastone in una mano e usarlo se necessario. poiché l'uccisione di un cane può sconvolgere l'ordine del mondo." "Malgrado la bontà della nostra natura?" "Questa bontà naturale fa così fatica a manifestarsi. tutto allora sembra in completa tranquillità. che si nasconde facilmente sotto l'arroganza. come se i nostri desideri fossero svaniti. oppure si strappa loro la pelle e li si lascia così." "È più semplice essere crudeli. talvolta." "I cinesi indubbiamente non lo fanno per crudeltà." "Me lo domando. per un motivo o per l'altro. A questa educazione devono aggiungersi una pratica dello spirito. in un modo o nell'altro. se è sufficiente confidare nella nostra natura? . È scritta nel profondo di noi stessi. di un matrimonio felice." Una bontà scritta nel profondo di noi stessi. la brutalità e l'avidità." "Significa porre la lotta su un terreno sbagliato. La avvertiamo chiaramente. Almeno. a penetrare fin nel profondo di noi stessi. Se questo cessa. senza la quale tutto l'edificio buddhista diventa incomprensibile. e che ci condurrà un giorno al nirvana." "Più semplice per alcuni. questo è quanto dice il buddhismo. Per loro è qualcosa di naturale. sotto forma di meditazione e. Sì. o si verifica il risveglio. È la nostra tendenza originaria." "Lo so bene. c'è bisogno di un sistema di disciplina.a che pro questa insistenza sull'educazione. anche." "Da qui la presenza del bastone?" "La meno brutale possibile. in Tibet." "Esatto" mi dice. È restare attaccati alla nostra superficie irritata o esasperata. se possibile. In questo momento. so anche questo. Come lei ricordava a proposito di Dharmaraj. Ci sono e ci saranno sempre dei malvagi." "È un bel sogno. Tuttavia. Bontà che si estende a tutto l'universo. Il nostro persistere nella sventura trae radice. Cani. le maschere che portiamo più di frequente. quest'armonia esiste." "E che bisogna combattere?" "Certamente. senza dubbio. finché muoiono. ma una bontà fragile. Essere crudeli significa arrestarsi lungo il cammino. mi dicono che milioni di animali vengono uccisi dai cinesi per semplice divertimento. . da tale accecamento. Mi fa davvero orrore. l'influsso rasserenante di una famiglia unita. in cui viviamo. E rinunciare. sì. Si taglia loro una zampa. "Per questo credo che sia necessario attribuire fin dall'infanzia il posto più importante all'educazione.Perché praticare e mostrare la violenza quando non è inevitabile? L'uccisione di un animale è un attentato all'armonia universale. o una parte del corpo. una "gentilezza" di fondo e onnipotente.si risolve senza dubbio con questo pericolo che ci circonda. forse. Lo ripeto in continuazione. Ecco la mentalità che si diffonde. Il paradosso apparente . pericolo nato dall'illusione in cui nasciamo. ad esempio.

vecchio spargitore di sangue. Quello della stampa è noto. che questa influenza dannosa non è provata e che nessuna censura ha mai risolto un problema sociale. contro le quali la lotta è dura.Dopo tutto. Il Dalai Lama mi risponde per prima cosa: "I governanti e i capi religiosi devono ammettere. Prendiamo in considerazione il nazionalismo. e il gusto del potere che s'impossessa presto di questo o quel gruppo di individui. da due o tre anni. occupa oggi un posto di primo piano. e nemmeno una autorità". In alcuni casi." "Poco importa" mi dice "il modo in cui si esercita. Giungiamo ben presto a parlare della televisione. il teatro. come si dice. di non essere più soli a esercitare un potere. spingendoli ad atti feroci. questi dirigenti rifiutano di riconoscere il fatto di esercitare un vero e proprio potere?" "È l'essenza del loro discorso. questo potere diventerebbe arbitrario. assiste ogni giorno a sconcertanti valanghe di uccisioni. non può essere applicato a caso. e ancor più della televisione. di cui si era già discusso. Al che i sostenitori della libertà di espressione replicano.accusandole di fornire un'immagine del mondo corrotta e sanguinosa. i mezzi usati contano poco. come precisare le condizioni? In altre parole. che agisce su di noi. Presentano il loro obiettivo come unicamente commerciale. la sovrappopolazione e la povertà. la letteratura . Diretto o indiretto. "Intende parlare del potere dei media?" "Certo. soprattutto agli occhi indifesi dei bambini. di concorrenza. analizzato da tempo. Prima della televisione hanno preso di mira il cinema. con ottimi argomenti. o europeo. Come ogni autorità. Ma vero è che un bambino americano. Coloro che dirigono questi canali dicono: siamo delle imprese di spettacolo." "Altrimenti. Arbitrario e irresponsabile. che avrebbero la tendenza a vedere in quel mondo il mondo reale. situazioni riconosciute. Quello della radio." "Tuttavia " dico "vediamo entrare in funzione un po' ovunque canali radio e televisivi chiamati commerciali dove il senso della responsabilità di cui lei parla sembra sensibilmente attenuato. E ogni preoccupazione morale viene deliberatamente messa da parte. A buon diritto ci si può interrogare.a dire il vero la maggioranza delle forme d'espressione . Ed inquietare. più rapidamente. oggi. in qualche modo." "In altre parole. si levano critiche molto sentite nei confronti dei ripetuti omicidi sul piccolo schermo. Queste critiche non sono nuove. con lo scopo." i . i nostri gusti e probabilmente il nostro pensiero. se le cause di questa "mentalità" possono definirsi così (a causa della responsabilità collettiva e contemporaneamente delle perversioni individuali). Obbediamo a una logica di mercato. di svago. che modifica i nostri comportamenti." "È un potere indiretto. è un potere reale. la pittura. di "ottenere audience"." "Evidentemente. esistono circostanze particolari che favoriscono queste crudeltà? Ricordiamo di nuovo. L'eroe televisivo trascorre la maggior parte del proprio tempo con un grosso revolver fra le mani a procurare morte ai suoi simili. Gli dico che negli Stati Uniti.

"Coloro che dirigono questi canali. come tutti. quanto più si presenta persino sotto una forma distensiva. profondamente turbato. di scegliere un film. come lei. Ma vedendo." "Come vede questo problema?" "Non sono in alcun modo" gli dico "sostenitore di un ordine morale. "Senz'altro." "E non è vero. se non maggiore. esercitano un potere. e coloro che li finanziano." "Era un film destinato alle sale cinematografiche?" "Tutti i film prima o poi arrivano in televisione. anche nell'attività scolastica. osa affrontare con franchezza il problema. che i direttori dei programmi di un canale televisivo detengono oggi altrettanto potere reale. che lo vogliano o no. Restano in casa propria e guardano quello che si mostra loro. mi capita di pormi delle domande. una sorta di spaghetti-western e. comitati di sorveglianza e di controllo sono posti all'opera. Contribuiscono a modo loro alla costruzione e al mantenimento di una comunità umana." "Sì. un po' dovunque nel mondo i governi si interrogano. né di una vigile censura." Il Dalai Lama scoppia a ridere e mi domanda: "Li aveva contati?". I bambini trascorrono più ore davanti al televisore che in classe. e sottoposta apparentemente alla loro discrezione. di fronte allo scatenarsi della volgarità e della violenza che la televisione ci offre. diceva: "Cosa volete fare dopo questo? Diciotto morti prima dei titoli di testa!". nessuno ha ancora trovato la formula magica Forse perché nessuno. le leghe degli spettatori protestano. Il potere che si esercita su di loro è tanto più efficace quanto più nascosto. paragonabile alla responsabilità religiosa o politica. I bambini privati della televisione mostrano vere lacune. Il benessere di questa comunità dev'essere la loro prima preoccupazione."È un grave errore" afferma. Questo potere dice loro: avete ogni potere su di me." "Ma non si può dire che le loro conoscenze siano più vaste?" è "Sì. non è che un'immagine del mondo. Questo potere conferisce loro una responsabilità." "Che cosa la preoccupa di preciso?" mi domanda. leggi successive si contraddicono. del governo in carica. Si dice che scoprano il mondo." "Su questo" dico "ho qualche dubbio." "Capisco. È proprio qui che trovano. ma questo mondo non è quello vero. Mi ricordo un produttore cinematografico. e di gran lunga." "Ma il problema è stato posto! Da tempo ormai!" "Si. Usciva dalla proiezione di un film prodotto da un altro. "Quello che preoccupa tutti. Sono anzi contrario a tutto ciò. Di fatto. qualche anno fa." . a livello decisionale. il maggior numero di spettatori." "Questi spettatori" mi dice "non hanno compiuto lo sforzo di uscire.

non può che confermare questo sentimento. si può persino contestarlo. Il mondo finisce per assomigliare a ciò che noi vediamo alla televisione. come se fosse importante non far vedere. Ma come parlare a un oggetto?" "La televisione si è installata fra noi" gli dico "come un nuovo membro della famiglia. molto negativa. Talvolta. seducente ed esigente. è la passività? Perché si può rispondere a un maestro. Soprattutto a scuola. ma è noto che i buoni sentimenti non suscitano che noia e conducono piano piano al sonno. incidenti. può scandalizzarci. può farci indignare. scontri. nei giornali. Bisogna riconoscere che quel che veniamo a sapere degli avvenimenti reali. Ogni giorno ci vengono presentati solo attentati. Ora. in effetti. ma il giorno dopo. parliamo di quello che abbiamo visto la sera prima. finiamo per credere che il mondo sia così. almeno per quanto riguarda la violenza esercitata su esseri umani. da un punto di vista strettamente buddhista. catastrofi naturali. Si è saputo di telespettatori colpiti da depressioni nervose per eccesso di informazione. Anche se la moltiplicazione dei canali le fa perdere autorità. l'immagine vince sulla realtà. e nel contempo aiutarci a scoprire la nostra compassione. la rende banale. può essere buona cosa mostrare un crimine"." "Sì. Questo diventa una sorta di circolo vizioso." "Di conseguenza siamo convinti che la natura umana sia aggressiva. E non soltanto la guardiamo. e questa compassione deve manifestarsi. La "rappresentazione" trionfa. Poco prima denunciava al contrario la sofferenza e la morte manifesta degli animali. sembra mitigare il proprio atteggiamento. può mantenerci in stato di allerta"." "Tutti lo dicono. . al contrario. grazie alla sua stessa violenza. ad esempio. "I media possono fornire un'immagine eccitante o. ad esempio. Aggiunge: "La televisione." "E che dimenticano il mondo?" "Che lo dimenticano o che lo falsano. non possiamo più fare a meno di lei. E i programmi che precedono o seguono questi telegiornali non fanno che battere sullo stesso tasto." "Se riceviamo una sovrabbondanza di immagini di violenza. Nessun giornalista sa che cosa sia una "buona notizia". di una certa forma di violenza pubblica. si può interromperlo e interrogarlo. in ufficio o in fabbrica. imperioso. E suppongo che la gente. della terra." Sono un po' stupito di vederlo prendere le difese." Sorride allora per dirmi: "Sì. Al punto che la televisione giunge a fare trasmissioni che non parlano d'altro che di televisione. Una violenza fatta su una persona innocente." "Tutto dipende dalla risposta del pubblico. truffe. può essere bene destarla." "Questo dipende dai programmi" mi dice. finisca per vedere il mondo sotto questa falsa forma." "Lo vediamo così."Ciò che la preoccupa. "In che senso?" "Poiché abbiamo in noi una compassione naturale.

Perché essa mette tutto allo stesso livello. negli anni Sessanta o Settanta. ma avevo allora dodici o tredici anni. Come potrebbe il sesso. Altrimenti. Anche la finzione e la realtà tendono sempre più a confondersi. Era però comunque un problema: dove portare questi superstiti?" "E come proteggerli?" "Avevo stabilito che." "Era senza dubbio abbastanza ingenuo. francamente non lo so." "A ciò si aggiungono strane deviazioni del linguaggio. e disponevo di un po' di denaro. Ma vedo chiaramente che il problema esiste". ciò che. "E che continuerà a esistere per molto tempo ancora. o anche venderli." "Se la violenza porta alla compassione" mi risponde "è una buona cosa. intorno a noi . Come distinguere. destare la nostra compassione?" Riflette un momento prima di rispondere: "Non lo so. vedevo i macellai portare gli animali al mattatoio. così una grande parte del pubblico confonde violenza e azione. Ora. spesso piangevo. quando vivevo a Lhasa. dichiararli morti e mangiarli. questo è ovvio. è buono o cattivo per l'armonia generale del mondo. Per questo motivo alcuni osservatori definiscono la televisione una "macchina dell'oblio". "Questo capita a tutti. E non soltanto per i bambini." "In che modo?" "Perché tutto vi è presentato allo stesso livello di interesse.e non mancavano. in cui entrambi vediamo un pericolo. Un film d'azione è un film violento. "Nel bene o nel male." "Non era un po' ingenuo? In ogni modo. acquistavo buoi e montoni per salvarli e poi rimetterli in libertà. si dovesse portare il suo corpo al Potala. Tempo fa. Siccome ero molto sensibile alla sorte degli animali. Come molta gente confonde vita spirituale e vita religiosa. nei media. il nostro spirito." "L'uniformità porta all'oblio. A poco a poco queste storie mi sono diventate familiari. deve distinguerlo dagli altri. la mia emozione si è placata e le mie lacrime si sono asciugate per l'abitudine"." "Nella mia giovinezza. per essere colpito da un avvenimento e per ricordarsene a lungo. ogni volta che uno di questi animali rimessi in libertà moriva. che d'altra parte è sempre più violento. Se l'accumulo di violenza porta all'indifferenza. chiunque avrebbe potuto ucciderli di nascosto. per nutrire i cani." Poco più tardi riprende: "Questa tentazione dell'indifferenza. un film con uccisioni di uomini. i macellai avrebbero ucciso un numero di animali necessari al consumo. è in effetti molto pericoloso."Coloro che studiano l'influenza della televisione hanno la tendenza a dire il contrario: che essa non fa che aggravare la nostra indifferenza. in fin dei conti. mi sembra. Ciò che voglio dire. quando mi raccontavano storie tristi ." "Sì".mi sentivo molto commosso. la sento talvolta in me stesso. E con sesso in aggiunta. mi dice. è che ho perso il sentimento che mi animava durante la .

liberare lo spettatore da alcune sue pulsioni aggressive e rimandarlo a casa sua più tranquillo. e mi dico talvolta: potrei comprarne alcuni per salvarli. che comprende immediatamente. mostrando o raccontando azioni violente. sempre attentissimo. Se siamo più ottimisti. La catarsi. Per Aristotele. Cerco di tracciare a grandi linee la storia della catarsi . di fame e di regolamenti di conti fra gangster ci lascia alla fine più calmi e fiduciosi in noi stessi? Si capisce come la discussione sia vivace e lunga. I morti alla fine dello spettacolo si alzano e vengono a salutare. di mostrare ad esempio come i nostri pensatori e autori classici. hanno finito per diffidare. se non reali. se la tragedia si ispira a sentimenti elevati (questa condizione è indispensabile) può. Se siamo più conservatori. preferendo confinarla dietro le quinte e accontentarsi della sua narrazione. migliaia e migliaia di polli. Oggi. eventualmente violenta. in un certo momento. Cerco di parlargliene. diciamo: è meglio che la violenza sia fuori di noi. aperti e portati all'azione. ma senza cadere nell'indifferenza". che diventi spettacolo e che così le immagini ci liberino dai nostri stessi orrori. Ma questo codice è crollato assai presto. Ora. è esistito. per la tecnica stessa che utilizzano." . il più semplicemente possibile. è una purificazione. Cos'altro? Anche qui l'abitudine ha cambiato il mio atteggiamento. sembra molto interessato da questa distinzione. lo sappiamo tutti. vado in un luogo e nell'altro. più corazzato per la vita. provocare questa purificazione. Il cinema e la televisione sono così. nella storia del cinema. un giornale pieno di immagini di guerra. dire una preghiera. che definiva in modo molto preciso quel che era possibile dire e mostrare. vedo animali condannati a morte. malgrado Aristotele.cosa che. diciamo: tutto questo non è che un commercio vergognoso.giovinezza. "Tutto dipende spesso" gli dico "dalle nostre convinzioni personali. Si tratta qui di una sequenza concatenata di fotografie. ci ribelliamo. in India. ma dove metterli? Chi se ne occuperebbe?" Aggiunge senza sorridere: "Potrei certo recitare un mantra. che gioca con il nostro turbamento e sveglia in noi quel che deve dormire. per quanto mi risulta. espressioni realistiche. Il Dalai Lama. Aristotele fa prima o poi la sua comparsa. tendiamo all'indulgenza. non è mai stata fatta -. riguarda solo il teatro. il teatro è sempre una finzione. ci rassicuriamo. Parliamo allora di Aristotele. alla televisione. Il Dalai Lama mi ascolta con attenzione e mi pone qualche domanda. Gli attori non muoiono veramente. nel XVII secolo. ad esempio. dello spettacolo della violenza sulla scena. D'altra parte è un punto centrale della nostra dottrina: raggiungere il non attaccamento. Gli dico anche che quest'influenza positiva dell'azione tragica." "Per questo dunque ci sono tentativi di censura?" "Non sono mai mancati. Alla fine degli anni Venti. non pretende di eguagliare la realtà stessa. tutta l'industria hollywoodiana obbediva a un codice rigoroso. e una fotografia ci mostra sempre qualcosa che. Ma la teoria della catarsi teatrale non è familiare al mio interlocutore. Forse si continua ad applicare l'effetto della catarsi in una espressione realistica? Ad esempio. i rapporti sono rovesciati. In ogni discussione che ruoti intorno alla violenza. Al cinema. chiusi e attirati dalla stabilità delle istituzioni e dei sentimenti. gli dico.

fino a tempi recenti. uomini e donne non si baciavano sulla bocca. al tempo delle prime rappresentazioni dell'opera nel 1985. Le donne possono mostrarsi molto provocanti e i crimini si accumulano come ovunque. certo. la desolazione di Maurice Bénichou. che sono più gravi che mai. che per difendere il Dharma bisogna talvolta dimenticare il Dharma. il più segretamente possibile. e anche un erotismo palese. in questo caso. L'esempio fu offerto dallo stesso Buddha Sakyamuni. Allo stesso modo. con una sola regola. Questo esempio. Non può venire che dall'interno di noi stessi. in una dimensione ove i sentimenti e la moralità umana possono essere talvolta sovvertiti. Per un momento. insomma. da parte di coloro che fanno i film e di quelli che li proiettano. Salito un giorno su una barca che attraversava un fiume. viene sovente citato. . nella grande guerra del Mahabharata. Frase dai mille pericoli. che fare? Come trattare questa violenza che sentiamo e vediamo intorno a noi? "Forse" dico al Dalai Lama "si tratta anche in questo caso di una vista inesplicata? Di un'altra domanda senza risposta?" "La vera disciplina" mi risponde "non si impone. Nei film indiani è permessa una cruda violenza. Forse si dovrebbero anche incoraggiare rapporti tra coloro che fanno i film e coloro che li guardano. di una situazione talmente critica da imporre la sospensione di ogni forma di legalità. l'attore francese che interpretava proprio il ruolo di Krishna. che ogni dittatore potrebbe volgere a proprio vantaggio. ma a bassa voce. ma anche fra un paese e l'altro. Tuttavia. di fronte alle incomprensioni che lo circondano. parlando così (come fanno sempre) di stato di necessità." "Bisogna che agiscano in un interesse più vasto." "Sì. d'altronde." "Proprio in ragione della diffusione mondiale dei film. Così." "Vediamo ancora questa censura operante in India. e modificarne altre. Ricordo spesso. vengo per salvare il mondo. per far sentire che la sua lotta non si limitava alla vittoria dei buoni sui cattivi ma che era molto più vasta. giunto dall'alto. Ma è anche da prendersi con cautela. I primi devono prendere coscienza delle loro responsabilità. malauguratamente commerciale: fare quel che piace alla maggioranza. la teoria della non violenza non si presenta senza qualche eccezione. vedendo che un bandito minacciava la vita degli altri passeggeri. Krishna è portato a dire. Avvertiva l'ostilità del pubblico e usciva di scena molto abbattuto dicendo: "Sono un dio. succede che gli inganni e anche le menzogne di Krishna (incarnazione terrestre del dio Vishnu) scandalizzino persino i suoi amici. a un certo momento. perché sappiamo tutti che è facile trattare qualcuno da bandito. non ci si bacia. Fu necessario scrivere diverse nuove scene. trovando così un pretesto per sopprimerlo. e mi detestano!"."È comunque difficile imporre una censura in una democrazia. di patria in pericolo." Mi dice allora ridendo: "Eppure è più piacevole baciarsi che uccidere!". E dapprima. Fin dall'origine del buddhismo. che si svolgeva in un territorio. Ciò vale all'interno di un paese. Si uccide. scelse di sacrificare la vita del bandito. Allora. perché tutto va sempre a senso unico. È indispensabile. dov'è in gioco la vita dell'universo. In materia di cinema e di televisione. Ma questi momenti durano spesso tutta una vita.

tutto ciò che costituisce l'American way of life. In realtà. viene quasi sempre smascherato e punito.ad esempio." "È uno schema molto semplice. Il pretesto non era commerciale. Ogni immagine. modelli di comportamento e di pensiero. Se vedo un criminale punito dalla polizia. che in effetti può funzionare in alcuni casi. Ho constatato un fenomeno simile con l'occupazione cinese in Tibet. anche se fosse necessario proteggerla con delle normative. i tempi nuovi e luminosi." "Tuttavia. Vedo un uomo che commette un crimine. nei film. la capacità di raccontarsi le proprie storie. i popoli che non avranno saputo procurarsi i mezzi per costruire la propria immagine saranno minacciati di scomparsa. Ma posso anche dirmi che se sono sufficientemente abile o fortunato. esiste senza dubbio un buon uso della televisione." Chiudiamo la parentesi e torniamo alla violenza. questa propaganda non nascondeva che un desiderio di egemonia." "Per questo" mi dice "la vera disciplina non può venire che dall'interno. così come la si vede nei film. ciò può in effetti dissuadermi dal commettere un crimine. Il vero criminale. che è fortemente contrastata. e non importano quasi nulla." Ritorniamo un momento su una precedente conversazione. Siamo. bisogna scorgervi una intenzione nascosta di far penetrare insieme ai film altri prodotti. l'elenco degli innocenti spogliati e uccisi è lungo. sottoposti a una sorta di tacita autocensura. raramente si è osato presentare un criminale del tutto felice sino alla parola "fine"." . gli Stati Uniti esportano molto nel resto del mondo. non dubito che si tratti di un nuovo tipo di colonizzazione. Ma altri dicono che il semplice racconto di un furto. ma politico e culturale. Nel secolo venturo. Affermavano di portarci la rivoluzione. più segretamente. bevande." "Sono pienamente d'accordo" mi dice con fermezza. abiti. un'altra è farlo. "Nei film indiani" mi dice "assistiamo per gran parte del tempo allo svolgimento di una storia d'amore. di persone prese in ostaggio o di un attentato politico. ma in cui alla fine i buoni di solito si ritrovano e sono premiati. e così senza dubbio. In compenso." "È vero. per gli animi semplici. mentre i cattivi vengono puniti. I mezzi di cui si serve sono seducenti. da questo punto di vista. "Ma una cosa è dirlo. con i mezzi di oggi. "Sotto il pretesto" mi dice "di una semplice rivalità commerciale sottoposta alle leggi del mercato (ma quali leggi? Emanate da chi? E in nome di che cosa?). Chi può svelare esattamente ciò che si nasconde in un film?" "Mi sembra" gli dico "che l'immagine di cui tanto si parla non sia un fenomeno superficiale. è il riflesso di una realtà profonda. paga per ciò che ha commesso. che senza di essa non comparirebbe. Spesso viene persino ucciso dalla polizia In ogni caso. e che conduciamo sempre. musica. anche se esistono mille modi di aggirarla. viene punito con il carcere. quest'uomo è arrestato dalla polizia." "Conosco bene questo metodo" mi dice "e lo temo quanto voi. anche fuggente e maldestra. Nella storia del cinema. per battere il cinema indiano sul suo stesso terreno). sovente insospettabili. Gli parlo delle lotte che abbiamo condotto. posso sfuggire alla polizia. affinché l'Europa conservi. è sottoposto a un processo. automobili. può risvegliare tendenze." "Quando alcuni distributori americani parlano di una sorta di monopolio dell'immagine che pensano di stabilire nel resto del mondo (in India si apprestano a diffondere i loro film in versioni già doppiate.

Mi porta dei dolci. dipendente di un'agenzia. ha avuto due figli. Vi fanno grande uso di spezie. Nulla di grave. Qualunque cosa noi facciamo. e il suo turbante blu chiaro avvolto con cura intorno al capo. e mangiamo nella cabina del bus. sul motore. attaccato alle sue tradizioni e alle sue credenze. Tanto meglio per loro. per leggere? Mi domando questo. un Sikh dalla barba tutta nera. è nato a Delhi. per ascoltare. Mi fa notare che i tibetani in esilio in India sono più ricchi degli indiani. 7 BIG BANG E REINCARNAZIONE "Lei è l'ultimo Dalai Lama?" "È molto probabile. si è sposato. molto cordiale. Un uomo come milioni di altri. molto buono. e beviamo a garganella."Mentre non si sfugge al Karma. Si sono procurati una bottiglia di un orribile rhum indiano. lo lascio andare a far visita a una parte della sua famiglia ad Amritsar. Torna quattro giorni dopo. dove potrebbe trovare il tempo per meditare. alle prese con la durezza della vita. Gli secca chiedere la strada. Mi mostra una fotografia della moglie e dei figli. Una intera notte di autobus." "Esatto. ha aggredito i Sikh. mentre guardo le sue mani che afferrano il massiccio volante. per essere toccato dal buddhismo? Nella sua vita stretta dal bisogno. Mi parla un po' della propria vita: suo padre ha perso le gambe durante la guerra fra India e Pakistan. l'appartamento. un autista molto sicuro. il peso del Karma ci riagguanterà Facciamo sì che questa convinzione dimori in noi. the richest state in India! Non è buddhista. È così. Nato in una religione. quanto tempo gli sarebbe necessario per accettare la non violenza. uno dei figli. Quanto a lui. ma lo dice senza astio. in questa vita o in un'altra. Ha cucinato lui stesso un pollo al curry. Egli ha perso il ristorante. Fa marcia indietro e prova un'altra strada. Una parte della popolazione di Delhi. vi resta fedele. Come potrebbe quest'uomo dimenticare la violenza vissuta? Supponendo che egli lo decida. Una sera mi invita a cena con un autista di autobus. e i pericoli della televisione ci appariranno più lievi. Lavora sodo." "Perché?" . Ha vissuto sui marciapiedi. Spera un giorno di avere denaro sufficiente per riaprire un altro ristorante. D'altro canto rispetta "Sua Santità". the best restaurant in North India. rotondetto." Sono venuto da Delhi con un'auto e un autista. al ritorno. nell'auto. ha aperto un ristorante. per fortuna è diventato autista. cosa che lo porta talvolta a smarrirsi. molto contento. ha cercato lavoro. per vendetta. In quel tempo Indira Gandhi fu assassinata da una delle sue guardie. Ci fermiamo. in un grande ristorante di camionisti. più assistiti. Siccome non ho bisogno di lui a Dharamsala. a very geod man. È un uomo che sorride spesso. un Sikh. fiero del Punjab. un uomo di quarantatré anni.

malgrado le sue grandissime doti di lucidità di pensiero. i privilegi e le mille stanze del Potala. Da quando il Tibet è stato annesso. riottenere i miei servi. Se una maggioranza fra loro si dimostra contraria. Lo ripeto: il prossimo governo del Tibet deve essere eletto democraticamente. Egli non le rispondeva. Il Buddha. quelli almeno che volevano diventare monaci. a non curarsi di loro. rapporti molto stretti. in queste condizioni. Li ho sentiti vicini a me. Se il Tibet ritroverà un giorno la propria indipendenza o. menzognere per natura. Vestita di cenci. La Mongolia era ancora comunista." "Ha detto in qualche luogo che. sua zia." " Potrebbe nascere un altro Dalai Lama fuori dal Tibet?" "Perché no? Già uno era nato in Mongolia. feroci "come un brigante" e. da trentacinque anni. che l'aveva cresciuto con dolcezza. La Mongolia è un paese fortemente segnato dal buddhismo. Ha esortato a lungo i suoi primi discepoli. e persino caloroso. Riguarda solo i tibetani. Studenti mongoli. E questo cambia tutto. ha considerato la maggioranza delle donne creature "folli e crudeli". È indispensabile. in ogni caso. Come gli altri. E alcuni di noi vanno in Mongolia" "E i vostri rapporti con il Nepal? Il Bhutan?" "Per quanto riguarda le persone.cosa che mi auguro di tutto cuore . a questo proposito. ha persino rifiutato di aprire la porta alla seconda moglie di suo padre. L'ho detto più volte chiaramente. e questo mi ha toccato molto. Politiche. ripetono che ho un solo desiderio: restaurare il vecchio regno di un tempo. vengono qui." Che le donne siano nate per fare l'infelicità dell'uomo è un'idea generalmente diffusa nel mondo intero." "Quali sono le vostre relazioni con la Mongolia di oggi?" "Molto cordiali. mi pare."Per due tipi di ragioni. camminando con l'aiuto di un bastone. Lavorano sotto la direzione di maestri tibetani. L'atteggiamento della gente nei miei confronti mi è parso spontaneo. il Tibet ha vissuto benissimo senza Dalai Lama. non sempre è sfuggito alla regola. . sarò l'ultimo Dalai Lama. e molto antiche. questi due paesi hanno una frontiera comune con la Cina. i nostri rapporti sono eccellenti. in India. L'ho visitato nel 1979. Per mesi. Vi tornerò quest'anno. Domani potrebbe accadere la stessa cosa." "E le altre ragioni?" "Sono storiche. originari di diverse parti del paese. Questo sembra scontato. a diffidare delle donne. Fino al XVI secolo. nei nostri diversi centri." "E lei che cosa risponde?" "Che l'istituzione del Dalai Lama non è di mia competenza. I cinesi. anzitutto. Intratteniamo. così come altre repubbliche dell'URSS. finirà i suoi giorni in un convento. mi ritirerò automaticamente. è diverso." "Là il buddhismo è ancora vivo?" "Sì. ella implorava ogni giorno una parola o uno sguardo. In questo caso. Molti credono che il Dalai Lama sia inseparabile dal popolo tibetano." "Quest'idea non mi dispiace. A livello governativo. È falso. in effetti.non potrà succedere che in modo democratico. come il Tibet. s'intende. quanto quello dei tibetani. la propria autonomia . I tibetani vorranno che si perpetui l'istituzione del Dalai Lama? Lo diranno.

la donna era considerata inferiore. In alcuni casi. In presenza di una donna. del tantrismo).Passarono anni prima che accettasse la fondazione delle comunità femminili. Poi. che è generalmente un'allieva. se ci confrontiamo con l'India o con la Cina. sull'altra riva. i bonzi cambogiani nascondevano il viso dietro un ventaglio: per non vedere o per non essere visti? Queste proibizioni furono abbastanza presto mitigate in Cina. non parlare mai per prima. Quanto a stabilire se la donna potesse come l'uomo giungere all'illuminazione. la donna ha dovuto osservare regole precise nei rapporti con i monaci mendicanti: non toccare gli alimenti nel riempire la ciotola dell'elemosina. Per molto tempo. Senza dubbio. i due sessi sono teoricamente uguali. L'altro lo guarda e dice: "Ah. Giunta dall'altra parte. mi ricorda che nel buddhismo. solo con una donna straniera. I due monaci proseguono la loro strada l'uno in fianco all'altro. fu persino proibito ai monaci usare come cavalcatura una giumenta o un'asina. fu propagato con de- . l'ordinazione di alcune donne-prete da parte delle autorità della Chiesa anglicana ha fatto gridare al tradimento qualche anima pia scandalizzata e il papa ha riaffermato che nella Chiesa cattolica solo gli uomini possono diventare preti. dal punto di vista della vita spirituale. nel 1994. dice improvvisamente al primo: "Ma come hai potuto infrangere il tuo voto? Come hai osato toccare il corpo di questa donna?". c'è sua madre. nei ristoranti. Di là. le cose sono cambiate. Oggi. soprattutto nei paesi dell'Asia meridionale. Dopo una mezz'ora di cammino il secondo monaco. a cui la collera non è ancora sbollita. gravemente malata. Sopraggiunge una donna preoccupata e chiede loro di aiutarla ad attraversare il tumultuoso corso d'acqua. la condizione della donna è certamente migliore in Tibet. vedere un monaco pranzare. per pentirsene subito dopo. il Tibet ha stabilito una netta predominanza dell'uomo." Detto questo. furono necessarie discussioni assai lunghe con i discepoli perché Sakyamuni acconsentisse ad ammetterlo. senza dubbio. in Giappone e più ancora in Tibet (sotto l'influenza. Entrambi hanno fatto solenne voto di non toccare mai il corpo di una donna. Senza esitare. Si dice che il buddhismo. Si racconta in Giappone una storia zen di due monaci in viaggio. se la regola del celibato resta stretta tanto per i monaci quanto per le monache (bhiksu e bhiksuni). e soprattutto nella tradizione Mahayana. chiacchierare con i passanti e le passanti. a poco a poco. Oggi. Ancora quest'anno. hanno in linea di principio pari diritti e pari doveri. non spogliarsi mai davanti a lui né sedersi in una posizione che potesse destare desiderio. Non è raro. Ma resta ancora molto da fare. chiamato semplicemente "la religione". non camminare sulla stuoia dove un monaco era seduto. L'abito talare non sempre preserva dal maschilismo. entrare nei negozi. Nel XVI secolo un concilio dividerà la Chiesa cattolica a proposito della qualità dell'anima femminile. Bhiksu e bhiksuni dopo l'ordinazione. La stessa esistenza di quest'anima otterrà solo una maggioranza di pochi voti. Come altri paesi. Arrivano davanti a un fiume in piena. uno dei due monaci afferra la donna e l'aiuta ad attraversare il fiume. pensi ancora a lei?". la donna li ringrazia e si allontana in fretta. Questa esclusione è curiosamente universale. È ancora indice di un karma negativo rinascere nel corpo di una donna? "In passato" mi dice "senza dubbio la donna è stata trascurata. in silenzio. in compenso li si vede camminare in piena libertà nelle strade di McLeod Ganj.

e potendo aspirare a un grado superiore di esistenza. Così Avalokitesvara. ma le bhiksuni non vengono considerate con la stessa benevolenza e lo stesso rispetto dei bhiksu. Una bhiksuni ha preso la parola per ricordare l'ineguaglianza che grava sulle monache. con grande semplicità. di origine greca. dal ciclo del samsara. il Signore dell'Ovest. Alla loro morte. un bodhisattva. dominano questa costruzione. la condizione della donna in Occidente." Ricordiamo per un momento. i propri attributi. Cinque entità. abbiamo esaminato un gran numero di problemi.cisione in Tibet dalle due mogli (l'una nepalese e l'altra cinese) del re S'rong T'san Gampo. Varia. senza dubbio la situazione può essere migliorata. Aggiunge che i bhiksu e le bhiksuni osservano in teoria le stesse regole. Se le lotte femministe degli anni Sessanta e Settanta hanno dato . Vi riuscì. con uno sforzo estremo. vedendo la supremazia numerica delle potenze maschili. una lacrima di tristezza e di scoraggiamento scese lungo la sua guancia. esclamò: voglio raggiungere la buddhità. Il Dalai Lama mi fa notare che non vi è giunta per caso: "La sua storia è esattamente quella dell'atteggiamento femminile. In questa costruzione singolare. alle cinque virtù. difficilmente accessibile ai nostri spiriti improntati ad altri concetti. che il samsara colmava di nuovo il mondo. Ciascuno possiede anche una sorta di "figlio". ho convocato l'anno scorso una conferenza su questo tema. chiudendo gli occhi." "Perché?" "Non mi è chiaro. la forza femminile che si chiama Arya Tara occupa uno dei ranghi più elevati. colui "che guarda in basso". venerata in tutti gli aspetti della vita quotidiana. Dopo aver raggiunto il primo grado del risveglio. Allora. si verificò un fenomeno straordinario: Avalokitesvara. raffinata. Questa lacrima bagnò le due regine. Un'altra. Sì. ella calma e rassicura. dall'Occidente come dal Giappone. e che corrispondono ai cinque organi di senso. Invocata come "madre di tutti i buddha". un riflesso spirituale. È durata quattro giorni. È difficile precisarne ragioni e limiti. talmente frammentate che Maurice Percheron ha potuto parlare di una "miriade di buddha". Cosciente di questa discriminazione. ai cinque colori. aveva deciso di salvare il mondo dalla sofferenza. Il pantheon buddhista tibetano è troppo complesso perché si pretenda di esaminarlo nei particolari. E vi riuscì". Bellissimi testi della poesia tibetana le sono consacrati. Essi reggono lo spazio e il tempo. una donna anziana. Professori sono giunti da ogni parte del mondo. riguardanti in particolare la condizione delle donne. Quando fu obbligato a riaprirli. Questa storia mi toccò così vivamente che mi misi a piangere. Abbiamo invitato maestri zen. credo. d'altra parte. gli scandali finanziari che vediamo scoppiare regolarmente in tutto il mondo. che si chiamano "i vittoriosi" (jina) o i buddha di meditazione. ma senza soffermarci. Vengono chiamate Tara Verde e Tara Bianca. cioè il compassionevole (di cui il Dalai Lama è la reincarnazione) è stato generato dal jina Amitabha. o francese. "la luce infinita". Insieme. Ciascuno riceve la propria invocazione. chiamata Tara. la vita sessuale. propriamente parlando. raccontò la propria storia. vide che la sofferenza era sempre lì. "Tuttavia" mi dice "una discriminazione sussiste. il bodhisattva della compassione. ma sotto forma di donna! Desiderava in qualche modo dimostrare di poter aspirare a un livello pari a quello di Avalokitesvara. Spesso si confondono in una sola divinità. che è. rivelando così il loro destino di consolatrici e protettrici. secondo le scuole. Vi si vedono sovrapposte più gerarchie di buddha.

vediamo che il loro numero è alquanto esiguo)." "Naturalmente. "E per prima cosa" mi dice "nel campo dell'insegnamento. Per forza di cose. per non parlare degli sconvolgimenti e traumi della vita quotidiana. che considero sagge." Le guerre hanno un effetto rapido sui costumi. condannate alla solitudine in una società timorosamente paralizzata da crisi di diversi livelli. secondo le nostre tradizioni. Certo. che si chiamava Samding Dorjee Phagmo. Dobbiamo anzitutto riflettere su quello che ci hanno portato queste successioni di donne-lama. Ricordo i massacri che la guerra del 1914-1918 provocò in Europa. Questa riguarda ad esempio i salari. i cinque fratelli Pandava. oggi quarantenni. e conosce gli orrori che spesso comporta il sistema indiano della dote. gli uomini non lo sanno. cioè su quello che il loro insegnamento ha potuto presentare di particolare. Dobbiamo anche riflettere sulla poliandria. dovettero assumersi la responsabilità delle aziende agricole e se ne mostrarono perfettamente capaci. la gestione dei mezzi di comunicazione." "Esistono altre stirpi femminili?" "Sì. che si pratica ancora da qualche parte. le "condizioni" sono evidentemente diverse. e riuscì ad appagare tutti (a turno) e a dare loro dei figli. Il XIX secolo." Non posso evitare di pensare subito a Draupadi. praticata da tempo in Tibet. diede origine a una stirpe di donne-lama che si sono succedute fino ai nostri giorni. che non apprezza affatto. Ma senza dubbio bisognerebbe riscoprire questa tradizione. di prezioso. Di conseguenza. Il Dalai Lama ricorda per un istante la poligamia. degli stupri. Qualcosa dev'essere fatto. sovente divorziate. Dopo le speranze di "liberazione" e di "uguaglianza" dei decenni precedenti. almeno in linea di principio. Il cognome della madre. una sorta di disillusione sembra essersi abbattuta su tutta una generazione di donne. Un milione e mezzo di uomini morti. poi torna al Tibet: "Un'altra consuetudine esiste presso di noi da tempo. "Questo cognome veniva trasmesso ai figli?" "Sì. Fu riconosciuta come una donna-lama e acquisì in questo modo il potere di reincarnarsi. senza lavoro. la posizione nella vita politica (se in Francia contiamo i deputati donna.qualche risultato. nella sola Francia: il che pose molte donne di fronte a responsabilità nuove. delle molestie sessuali. resta il fatto che continua a sussistere un'altra forma di discriminazione. Non approva l'acquisto delle mogli. Succedeva che l'uomo abitasse presso la famiglia della donna (mentre generalmente accade il contrario) e che allora il cognome restasse quello della donna". Mi domanda se la poliandria . diventarono imprenditori. Il Dalai Lama ha raccolto echi di queste speranze deluse. sovente trattate e messe da parte come oggetti o animali ammaestrati. in cui la donna non sembra giocare da noi che un ruolo di necessario ornamento. Qui. Dobbiamo riconoscere che le donne possiedono le stesse qualità educatrici degli uomini." gli dico "ma per lo più uomini per una sola donna . l'energica donna del Mahabharata.esista in Europa. Si vede più donne a disposizione di un solo uomo. che ebbe cinque mariti. l'invasione cinese e l'esilio hanno sconvolto queste usanze. Ma questo capita ovunque!" Scoppia a ridere. in Asia. L'esempio può esserci fornito da una donna eccezionale vissuta nel XIV secolo. quattro o cinque.più "Esiste. dalla .

" "Sì. Sicuramente. questa notevole capacità di adattamento che presenta oggi il buddhismo. ve l'ho detto. Dall'inizio dei nostri incontri." "Queste tradizioni sono cambiate con l'esilio?" "Non credo. ogni atteggiamento dogmatico sembra bandito. Diventava impossibile ai sistemi occidentali persistere nell'esclusione delle donne. Il diritto di donare o no la vita deve spettare a loro. anche in Tibet la donna poteva essere erede. A mio parere. l'interdipendenza. In effetti il buddhismo si è costruito e si è mantenuto su un concetto di universalità. in questa occasione. devo confessare al mio ospite di incontrare un forte ostacolo. evidentemente accelerato dal secolo stesso e da tutti gli choc che l'hanno scosso. agli occhi di noi occidentali. non v'è dubbio che in futuro i diritti della donna verranno rigorosamente stabiliti. alle circostanze (cioè all'ambiente culturale. o di una "femminilità" deve sembrare impossibile nei confronti della transitorietà?" "Come ogni esistenza che goda di una condizione stabile. che si trasmette per linea femminile. abbiamo trovato un certo numero di punti in comune. suppongo. si era concluso sui campi di battaglia. Ma le tradizioni diventano un modo per resistere. Le donne sono sovente proprietarie e custodi del patrimonio familiare. infine. Dobbiamo anche. perché sono le nostre armi migliori. Ecco un punto di divergenza. "L'esistenza di una "mascolinità". talvolta li rafforza. anzi. e che spiega senz'altro in gran parte le numerose simpatie che desta." "Una donna potrebbe essere uno dei prossimi Dalai Lama?" "In teoria. come ad esempio in campo scientifico.la transitorietà. oggi. Qui. L'estrema elasticità e fluidità del pensiero sembra aderire al movimento del mondo." "Se un controllo delle nascite è indispensabile. Una seconda guerra mondiale lo confermò. "Bisogna ritrovare le nostre tradizioni. si accordò alle francesi il diritto di voto. E arriviamo alla reincarnazione. questo movimento che esso afferma e al quale si sottomette.cortigiana adulata alla domestica o all'operaia schiavizzate. e queste circostanze possono cambiare. il Kerala. Nel 1944. In questo caso." Ritroviamo qui come altrove." "Lo credo anch'io" mi dice. questo passa necessariamente attraverso le donne. abituati da più di un secolo a un approccio etnografico ai comportamenti e alle mentalità (che comprendono le religioni).e. Anche in questo caso. non altera le basi antiche del buddhismo . come sembra essere." riprende il Dalai Lama "e introdurvi gli aspetti positivi delle altre tradizioni. Queste nozioni non hanno alcun senso per noi." "In uno stato dell'India meridionale. Ciò che colpisce è che questo adattamento incessante. storico). esiste una tradizione matriarcale. il necessario risveglio . la compassione. la . vengono imposte in Tibet le leggi cinesi. Sono semplicemente legate alle condizioni. prendere una nuova coscienza di quel che può significare "uguaglianza fra uomini e donne". nulla lo impedisce. ci sforziamo di mantenerle. Ora. Quel che è bene per un uomo è bene per tutti gli uomini.

Di conseguenza. Sakyamuni l'ha detto per primo: "Osservate quest'oggetto che è qui. Questa afferma ad ogni occasione . a una raffinata minoranza. L'idea di universalità ci sembra messa in ombra da quello che non si può non definire particolarismo. che in particolare il nostro "io". per lei. In ogni caso. che noi chiamiamo il samsara. così orgogliosamente esibito in Occidente. così come il buffone Tersite sceglie di essere una scimmia. In sintonia con la propria personalità. sono spesso limitate al solo Tibet buddhista. che tutto si dissolve e si ricompone senza sosta. Ho letto quasi tutti i suoi libri. e molto difficile da accettare. Non bisogna mai accettare nulla. Alcune tappe del processo di reincarnazione. si produce di tanto in tanto il fenomeno della reincarnazione". l'astuto. . oggi. Platone.che nulla è stabile. una realtà sfuggente. come Empedocle. questa resurrezione dei corpi non ha nulla a che vedere con la reincarnazione buddhista che ci resta estranea. rigorosamente irreperibile. la reincarnazione ci appare precisamente come una di queste "credenze" che il buddhismo. mostra nel X libro della Repubblica guerrieri morti che scelgono i corpi della loro prossima vita. dipende da questo esame scrupoloso dei fatti che il buddismo ha sempre rivendicato come proprio metodo. qual è questo io che si reincarna? Bisogna pure che qualcosa di noi. in altri campi. Pitagora. né nella materia né nello spirito. Noi vediamo qui una contraddizione. la reincarnazione? È un'allegoria o un fatto? E quale forza ne trae lei?"." gli dico "strettamente legata alla prima. Aiace sceglie di essere un leone. riservate. Ora.reincarnazione appare come una credenza ereditata dall'India e strettamente limitata. come il percorso del bardo dopo quella che chiamiamo la morte. provato e verificato dall'esperienza. che dipende dalla dottrina stessa del buddhismo. lungi dall'essere verificabile. una qualità che ci è propria. eco ai misteri orfici. È un fatto. Nel ciclo noto delle rinascite. "La seconda difficoltà. Ecco giunto forse il momento di affrontarla". sceglie la vita di un uomo pacifico e ignorato da tutti." Scrolla ancora la testa. Soltanto Ulisse. non sono sopravvissute alla caduta del mondo antico e al trionfo in Occidente del cristianesimo. Dopo un momento di riflessione. possa sussistere e perpetuarsi. sosteneva di ricordarsi delle proprie vite precedenti. un'illusione. scrollando la testa. Attende a lungo prima di rispondermi: "I buddhisti dicono che la rinascita è una realtà.e ne abbiamo lungamente parlato per dire che sembrerebbe del tutto possibile su questo punto un accordo con le conclusioni (provvisorie) dei nostri scienziati . invita sovente a rifiutare. è vero. si legge nelle vostre scritture. folklore." Mi ascolta molto attentamente. lasciandomi proseguire: "Esiste una terza difficoltà. Succede anche che susciti ironia o alzate di spalle. sembra. ora". facendo. a una sola parte del mondo. Tuttavia è difficile dire che queste credenze. ma molto brevemente. l'ho sentita rispondere a questa domanda. Ma oltre al fatto che il tema della resurrezione sembra un po' accantonato dai teologi cristiani contemporanei. "La reincarnazione" gli dico "non appartiene in alcun modo alle nostre tradizioni religiose. formulo così la mia domanda: "Che cosa rappresenta oggi. siano al centro del pensiero greco. Confesso che questo punto resta per me un enigma. se nulla sussiste del nostro io. come per i cabalisti ebrei. In India sono ancora vive. che non sia stabilito. non è che un soffio di vento. Il buddhismo le ha adottate e sviluppate a proprio uso. e in un modo che non mi ha mai convinto. a meno che non si presti fede alla resurrezione finale promessa dai testi antichi del cristianesimo.

La cosa più curiosa è che nel passato non sono stati né un rospo." Queste condizioni sono quelle di dio. Questa condizione è dolorosa.." Devo dire che a Dharamsala. che vaga dagli inferni ghiacciati agli inferni infuocati. di uomo. infine di un essere infernale. Ovunque vi sono mentitori. In un negozio di souvenir. e in altri centri buddhisti. Il ciclo delle rinascite. e continuare a venirci in aiuto. che abbiamo chiamato coscienza sottile. A titolo di paragone. In genere. che si chiamano i cammini di trasmigrazione. gestito da un indiano. È. dal quale la sua testa emerge ogni cento anni. di controllare la loro futura nascita. su un'altra riga." "Come fu il caso del Buddha?" "E di molti altri. E i talku sono numerosi. ho incontrato un fotografo tedesco che sta preparando un libro sui talku.?"." "Esatto. i segni di una reincarnazione. ci dice un'antica leggenda.Impariamo dunque per prima cosa a distinguere. ma è anche la speranza più rara. di animale. nel senso comune del termine. Si chiama talku l'individuo che porta. l'abbiamo detto. a meno di giungere al nirvana. il nostro spirito non può morire. inequivocabilmente. questa credenza è abbondantemente condivisa. la più difficile da ottenere è proprio la condizione umana. in particolare. chiamato in sanscrito preta. data di nascita. perché ci obbliga a rivivere senza sosta." gli dico "di queste sei condizioni. è la condizione di ogni vita. Bisogna indicarvi il proprio cognome. si vede scritto: "Reincarnazione di." mi dice "la reincarnazione è una scelta. nome. i testi mostrano chiaramente che esistono sei possibili condizioni dell'uomo dopo la morte. dato ad alcuni individui meritevoli. indirizzo. di un essere assetato e affamato. la scuola buddhista alla quale si appartiene. Ne ha già fotografato diverse decine e mi ha mostrato il questionario che chiede loro di compilare. si immagini una tartaruga che viva nel fondo dell'oceano. Nessuna esistenza gli sfugge. Poi. il caso dei bodhisattva." "O che pretendono di ricordarsene. né un misero schiavo." "E d'altra parte. Proprio sulla porta del nirvana. Quando ha raggiunto un certo grado di qualità." "Ma come si constata che questo o quell'individuo è la reincarnazione di questo o quell'altro?" "In effetti è un punto cruciale. dall'inferno di bronzo all'inferno di letame all'inferno di spine. "Ora. il samsara. preferiscono rinunciarvi per restare nel samsara. Gli è dato il potere di reincarnarsi in un altro corpo.. "Innanzitutto" mi dice il Dalai Lama "incontriamo persone che si ricordano con precisione delle loro vite passate. e un anello . di asura (che traduce in modo impreciso il termine "demone"). La sola speranza per raggiungere un giorno la buddhità è di rinascere uomo. sono già vissuti nel desiderabile corpo di una famosa cortigiana o in quello di un grande sacerdote egiziano." "Sicuramente. in situazioni che possono essere peggiori di quelle che abbiamo conosciuto. È il potere. "Se la rinascita è un obbligo.

" Questi esempi di riconoscimento sono citati abbastanza frequentemente.che questo mondo non è sempre esistito. ad Avalokiteshvara e allo stesso Buddha Sakyamuni. riflettendo sull'evoluzione del nostro pianeta. Oggi. ma sappiamo anche . una "persona" che si incarni in una forma umana. e ognuno fu convinto che fosse davvero la reincarnazione cercata." . il Dalai Lama confessa un leggero imbarazzo. Per un buddhista. I loro genitori non potevano credervi. ma quando le abbiamo portate dove sembravano essere già vissute. di un'altissima energia spirituale che si trasmette da individuo a individuo e che. il grande bodhisattva della compassione. autorità spirituale e temporale.galleggiante sulla superficie mossa dell'acqua: le possibilità che la testa della tartaruga possa entrare nell'anello sono poche quanto quelle di un essere umano di reincarnarsi in un altro essere umano. che raccontavano dettagliatamente episodi di vite anteriori. ogni volta. hanno riconosciuto i posti. Quando fu ufficialmente riconosciuto. Quando gli si domanda se è sicuro. e anche del nostro universo. non è semplice. abbiamo conosciuto due bimbette indiane di tre e quattro anni. a Dharamsala. di appartenere realmente a queste due discendenze. Alcuni giornalisti superficiali presentano ancora il Dalai Lama come un dio vivente. ma molto meno rara di quanto dica la leggenda indiana. può rafforzarsi. In particolare. ne siamo certi. conosciamo alcune persone che hanno ricordi molto chiari delle loro passate esistenze. L'istituzione del Dalai Lama. risponde in effetti a due esigenze: dev'essere la reincarnazione certa di colui che l'ha preceduto. è mio!". Una delle grandi scoperte dell'astrofisica nel XX secolo fu di attribuire un'età e una storia all'universo. La risposta." "Si e creduto per lungo tempo che l'universo fosse infinito. il signore del loto bianco. Il Dalai Lama stesso. Ebbe così inizio la sua formazione di Dalai Lama. D'altra parte il Dalai Lama. Proprio qui. "Si può anche" continua "considerare la reincarnazione da un altro punto di vista. Come dunque spiegare il fatto che tutti coloro che ricordano le loro vite passate parlino sempre di situazioni umane favorevoli. eterno. all'età di tre anni. Come racconta nel suo libro. e che i tulku proliferino intorno a noi?" La reincarnazione in un essere umano è in effetti difficile. questa espressione non ha senso. morto qualche anno prima. per la sua stessa funzione. riconobbe alcuni oggetti appartenuti al suo predecessore. sappiamo che si estende per distanze inimmaginabili.in ogni caso ce lo dicono gli scienziati . L'attuale Dalai Lama afferma di avere discusso a lungo in sogno con il proprio predecessore. e le cui condizioni di vita non avevano allora nulla di straordinario. I tibetani tengono molto a questo concetto di discendenza. che risalirebbe a un bambino brahmano vivente nella stessa epoca del Buddha. risalendo fino al XIV secolo. Il fenomeno esiste. i buddhisti non sembrano più accettare che esista davvero nel cielo un "essere". è considerato una "manifestazione" o una "emanazione " di Avalokitesvara. aveva preso questi oggetti dicendo: "È mio. appoggiandosi alla propria educazione e pratica buddhista. Vedono piuttosto questa emanazione come una forza particolare che permette al Dalai Lama di concentrare in sé le capacità di compassione che ciascuno di noi possiede. Altri segni avevano portato coloro che conducevano le ricerche fino alla casa dei suoi genitori. Sarebbe così il settantaquattresimo di un'altra discendenza. Oggi siamo qui. e di conseguenza di tutti gli altri. Tutto ciò accadeva nel 1938. dice. vediamo il mondo intorno a noi. oggi. venne tolto alla famiglia e portato in un convento. Ammette tuttavia che. e di avere tenuto in considerazione i suoi consigli. si sente "spiritualmente legato" ai tredici precedenti Dalai Lama.

"I cristiani hanno una risposta. Ma come immaginare quello che c'era prima che ci fosse qualcosa?" "In ogni modo. ho una pessima memoria per i nomi . La prima consiste nel dire: non v'è alcuna causa. Poi riprende: "Perché dunque il Big-Bang? Quale è stata la causa?". Non è necessariamente l'inizio dell'universo. in Svizzera. Sebbene risalga a un tempo antichissimo. Sebbene si estenda tanto vastamente nello spazio. l'universo è sottoposto alla transitorietà e al samsara." . in varie occasioni. da sole. Il Big-Bang è il primo punto della nostra possibile lettura della storia dell'universo. è uno stato estremamente denso di quello che diventerà la materia che costituisce le stelle e che ci costituisce Ma non possiamo parlare di una "esplosione" come la parola Bang sembra indicare. ci sono due risposte che non posso accettare. Le cose sono successe così.non ricordo il suo nome. Dal nostro punto di vista." "Diciamo piuttosto quindici miliardi " "Davvero? Qualche anno fa. un celebre fisico . ho conosciuto uno scienziato. Per parte mia." "Si può ancora parlare di precisione scientifica?" domanda ridendo. Ora. Tutto quel che vediamo. Poi sono un po' diminuite. il buddhismo ha una costante: ogni avvenimento deve avere una causa. che avrebbe più tardi ricevuto il premio Nobel. Di quel che c'era prima del Big-Bang. che immaginarlo." "E oltre a questo stato della materia?" "Non ne sappiamo nulla. a un dato momento. Un bel giorno.che parlava di venticinque miliardi. È ciò che dicono gli astrofisici. La seconda risposta è la soluzione divina." "Perché?" "Perché questa risposta solleva un numero eccessivo di domande. di quello che si chiama Big-Bang senza ben sapere cosa sia. Non possiamo che sognarlo. Parlava di venti miliardi di anni. e così via fino all'origine dei tempi. venti o venticinque miliardi di anni fa." "Cifre enormi sono state in effetti proposte." "Ad esempio?" "Perché il creatore ha creato? Chi ha creato il creatore? Si è creato da solo? Il creatore ha avuto un inizio? Avrà una fine? Si tratta di una creazione permanente? E così via. i buddhisti dicono che il secolo in cui viviamo sia la conseguenza dei secoli che l'hanno preceduto." "Ma come. Noi non l'accettiamo. supponendo che ci fosse qualcosa. è necessaria una causa degli eventi. perché il Big-Bang si è prodotto? Questo nessuno lo può dire. Dio ha deciso di creare il mondo. è l'inizio del nostro discorso sul mondo."Intende parlare del Big-Bang?" "Sì." "Supponendo che il Big-Bang sia un evento. Ho incontrato anche un americano. è inaccettabile. non possiamo parlare." "La conosco. Diciamo che in questo momento la moda è di quindici miliardi.

Serviranno a ricostruire la materia. Questo aspetto ciclico e ripetitivo dello spazio si ritrova nella concezione antica del tempo. quattro grandi continenti situati ai quattro punti cardinali. Come abbiamo detto. ha creato questo mondo così evidentemente imperfetto? Perché ha creato questo mondo piuttosto che un altro? E perché ha impiegato così tanto tempo a crearlo?" Gli astrofisici ammettono in effetti che la materia che conosciamo si formò in quella che chiamano "il brodo originario". I cicli del tempo. Anche qui. Sono divisi in un certo numero di periodi di ineguale durata. che supera la possibilità di ogni conoscenza e di ogni misura. ci affascina. la teoria del creatore pone molti più problemi di quanti non ne risolva. perché avrebbe creato due mondi. anche la creazione sarà permanente. Nel corso dei periodi di ricostruzione. e che le forme prese da questa materia . per averlo letto in diversi libri. del tipo: il creatore è un essere con una assoluta compassione? Con un assoluto potere? Con una conoscenza assoluta?" "Perché. che possono superare i milioni di anni e di cui alcuni sono detti "incalcolabili". elaborate da scuole successive che. l'universo buddhista si compone di una infinità di mondi. e che resta per noi impenetrabile. che trae la sua origine dal brahmanesimo. inconoscibili l'uno per l'altro? "In effetti. altri di ricostruzione. che si chiamano anche 'periodi vuoti". L'insieme di questi movimenti del tempo è contenuto in un grande ciclo. ci troviamo di fronte a un'altra vista inesplicata": perché avrebbe creato questa materia impenetrabile." mi dice " dal nostro punto di vista. Ogni universo possiede nove pianeti. Il problema dell'eternità dell'universo .sembra di certo aver fatto parte delle "quattordici viste inesplicate". che la questione dell'origine del mondo non si pone in questi termini nei testi antichi. se è onnipotente." "Questo ci porta ad altre domande. si oppone la raccomandazione primaria di Sakyamuni di non affondare "la lama del pensiero nell'impenetrabile". se restiamo all'interno di un sistema voluto da un dio creatore. Non sembra costituita da particelle e da atomi. ventisette o ventotto "riferimenti celesti" e molte stelle.da cui la nostra impossibilità di entrare in contatto con essa e di studiarla. A queste lunghe descrizioni speculative. specie di dischi infilati su un asse.si succedettero lentamente nel tempo. Alcuni di questi periodi sono di distruzione. e questo asse è il mitico monte Meru. E siccome ci sfugge. un mahakalpa. non è nucleare . come la nostra."Se il creatore è permanente. nel corso di un periodo di un milione di anni. d'altro canto. si ripetono in eterno. che chiamano generalmente "la materia oscura" o "la materia mancante". restano particelle di spazio. altrettanti oceani. yuga e kalpa. altri ancora di stabilità.e di conseguenza della sua origine . Probabilmente è persino "in maggioranza" nell'universo. Egli ha persino detto: "La conoscenza di tutte le cose non può far . Tuttavia esiste." "Qual è allora la spiegazione buddhista?" So. Alcuni specialisti giungono a sostenere che sia da otto a dieci volte maggiore di tutta la materia nucleare conosciuta. Intorno a questo asse sono poste quattro catene di montagne.compresa quella che chiamiamo vita . Ricordo anche al Dalai Lama la certezza che hanno oggi gli scienziati della presenza nell'universo di un'altra materia. si trovano abbastanza sovente in contraddizione. È attestato dall'attrazione che esercita sui corpi celesti.

secondo il buddhismo. Il pensiero concettuale ha dei limiti.fare alcun passo nuovo sul cammino della santità e della pace". fino allo "spirito sottile". Alcuni di questi livelli sono grossolani. le Scritture. sappiamo che esistono diverse categorie. Ogni ostacolo. può in effetti accordarsi. che lo strappa ai cicli temporali." "Di extraterrestri?" "Non nel senso che voi date a questo termine. Alcuni miei amici ancora viventi hanno conosciuto questi momenti. diversi livelli di spirito. Così non bisogna stupirsi della sua scarsa propensione a ritornare alle teorie antiche. con il racconto biblico della creazione. o "coscienza sottile"." "È lo stato in cui. Fin nelle teorie scientifiche è così possibile trovare traccia. si arrestano anche le funzioni dello spirito. o chi erano questi esseri?" "Non si tratta di esseri umani. Quando parliamo di "spirito". In questo caso." . di migliaia di vite. i problemi non si pongono più allo stesso modo. quando le funzioni del corpo si arrestano. di una "metafisica nascosta". "Chi sono. quella che si potrebbe chiamare una '`via diretta": il misticismo. Il Dalai Lama mi spiega ora. di un inizio improvviso e luminoso del mondo." "Ci si ricorda allora di una vita passata?" "Non di una vita. da un lato non si può ammettere che vi siano eventi senza causa. ci è data una conoscenza perfetta di tutte le cose?" "Sì. l'idea stessa di un inizio scompare. e cessa di esistere con lui. ogni velo del pensiero svanisce." "Ma abbiamo visto che lo spirito può anche elevarsi. gli ricordo che questa espressione ironica (dovuta all'astrofisico Fred Hoyle. fin nel minimo dettaglio. questo accesso diretto . il cui fine è il risveglio. sul cammino difficile della conoscenza. ma di centinaia. Comunque. alcune forme di meditazione e di estasi costellano questa via diretta. abbastanza sovente. ciò che ha preceduto il Big-Bang: "Alcuni esseri (beings) a un certo momento devono essersi compiaciuti dell'esistenza di questo universo. padre Lemaitre. Si tratta di esseri forniti di uno spirito e di sentimenti. Ed è per questo che l'universo esiste".è estremamente difficile. come mi ha detto a più riprese il Dalai Lama." "Fino ai più alti livelli. Lo spirito è allora direttamente legato a un corpo. Preferisce attenersi al Big-Bang e cercare di trovare una spiegazione che possa accordarsi con l'essenza della dottrina buddhista. lo yoga. Lo spirito non può essere nato se non dallo spirito. che si opponeva a queste teorie) corrisponde a una idea formulata per la prima volta da un prete belga. e dall'altro bisogna necessariamente tenere conto dei progressi della scienza per modificare. Di conseguenza lo spirito sottile non può aver avuto inizio. Suppone che il nostro spirito si sia sviluppato e affinato fino al più alto grado di sottigliezza. A proposito del Big-Bang. se necessario. mutatis mutandis. Secondo la tradizione tibetana. L'idea di una "esplosione". che tutti conosciamo. Unica risposta: il silenzio. a suo modo. Per questo la maggior parte delle tradizioni ha tentato di imboccare.che può condurci attraverso l'esperienza all'origine del mondo . Quando la coscienza sottile appare in tutta la sua evidenza.

In ogni modo (sempre Dogen Zenji): "I limiti del conoscibile sono inconoscibili". al che il suo interlocutore. così lo spiega Dogen Zenji: "Coloro che sostengono che non si dovrebbe usare un ventaglio perché il vento è permanente. il Dalai Lama fa notare che. Tutti questi riferimenti girano inutilmente nella mia testa mentre cerco di "comprendere" . della reincarnazione e dell'origine del mondo. e non v'è alcun luogo che il vento non raggiunga. In uno dei suoi libri." "Qual è il significato della sua presenza ovunque?" domandò il monaco. Il monaco si inchinò con profondo rispetto. Sarebbe un passo falso. Un legame esiste fra questi tre concetti. Allora perché dovete ugualmente farvi vento?". Chi sono?" Nella sua risposta. Mistero. non conoscono né la permanenza né la natura del vento". In altre parole. ma rimane per me abbastanza oscuro.sapendo che è cosa impossibile . Si avvicinò un monaco e gli domandò: "La natura del vento è permanente. "Nulla permette di assicurare" mi dice " che potremmo ricordarci un giorno di quel che abbiamo . il Dalai Lama ha risposto alla domanda: che cosa rinasce? La sua risposta è l'io. I maestri buddhisti raccomandano di non praticare il buddhismo nella speranza di ricevere la conoscenza in compenso. Alcuni lo raggiungono e altri no.Dogen Zenji.quel che mi dice il mio interlocutore. "Anche se comprendi che la natura del vento è permanente. possiamo ricordarci di alcune esperienze e dimenticarci di altre." rispose il maestro "non comprendi il significato della sua presenza ovunque. giustamente stupito. anche in questa vita. Il maestro si accontentò di farsi vento. profondità e limite della conoscenza: il risveglio la dà interamente. "Se rinasco. e che si dovrebbe conoscere l'esistenza del vento senza usare un ventaglio. ma senza che possa veramente trasmettersi. se non con un gesto come quello del ventaglio. A maggior ragione quando si tratta di altre esistenze. Il risveglio non è necessariamente dato a colui che crede di averlo meritato. ha raccontato a questo proposito la storia seguente: Un prete (di chiara fama) si faceva vento. Non mi ricordo più cosa fossi prima." dice "non so di essere io. che mi parla nel contempo dello spirito sottile. il grande maestro dello Zen. replica di non sapere cosa sia questo "io".

all'interno del Mahayana . la maggior parte degli individui resta a livello dello spirito cosciente. È a questo livello sottile che si aggrappano. unico nella storia del mondo. Per ritornare al Big-Bang. È legata all'apparizione della coscienza nell'essere umano. È da questo corpo di gioia che proviene il "corpo di manifestazione" (Nirmanakaya). senza alcun dubbio. per mancanza di slancio. di dimenticarci nella nostra sofferenza. sotto gli occhi di migliaia di persone. Questo stato sottile dello spirito (jnanadharmakaya). delle nostre emozioni. questo bodhisattva assume una forma manifesta. che. che noi non possiamo percepire nello stato attuale della nostra coscienza. degli oggetti che ci hanno circondato. è in qualche modo circondato da un corpo ugualmente sottile. concreta. ancor prima della sua nascita. la forza di gravità. A sua volta.vissuto. al momento della morte. cioè lo stato intermedio ove essa si trova fra una vita e un'altra vita. la sua vita manifestata in quel modo assomigliava un po' a un ruolo. Proprio per questo. come dice il nome. delle nostre azioni. Il nome di questo corpo sottile. per passare in un'altra vita.le cui speculazioni metafisiche hanno assai largamente sorpassato la dottrina dell'hinayana questo corpo sottile diventa quello del bodhisattva intercessore e compassionevole. potrebbe correre il rischio di non manifestarsi più . si manifesta in diversi esseri e senza dubbio in diversi mondi Senza l'esistenza del "corpo sottile". che governa i ." "Perché la stragrande maggioranza di uomini e donne non si ricorda di nulla?" "Perché. come quella dell'uomo col quale parlo da qualche giorno." "Se comprendo bene. sussiste anche quando altri livelli della coscienza sono cancellati. mentre cerco di seguire la dotta e logica complessità di questa costruzione dello spirito da parte sua. diciamo all'origine del mondo. ed è sempre presente. che noi definiamo grossolano. lo spirito sottile. il livello della coscienza." Sembra giunto il momento di parlare dei "tre corpi". aveva già eliminato ogni ostacolo alla visione perfetta. "corpo di gioia" o "di beatitudine"." "È dunque indistruttibile?" "In un certo senso. diventa più sottile. A tratti. umana. dotato di una conoscenza totale e causa prima delle cose. E questa è la ragione della sua reincarnazione. per venire in nostro aiuto. si può anche pensare che questo spirito sottile." "Il Buddha Sakyamuni. ha colto questo spirito sottile?" "Ne era una manifestazione. i ricordi della vita precedente. che sono ora un essere nuovo. suppongo. Questa scienza riconosce nell'universo l'esistenza di quattro forze fondamentali e continue. di una forza ineguagliabile. sia il principio creatore primario. questa coscienza sottile esiste indipendentemente dal corpo e dal cervello?" "Sì. è Sambhogakaya. Il fatto che non ci ricordiamo di nulla non permette in alcun modo di concludere che "non ero io". Ma per debolezza. mi tornano in mente proposizioni e domande della scienza di oggi. Benché nato come un principe e vissuto come un mendicante. Questo ruolo l'ha rivestito per il tempo di una vita umana. di concentrazione. entrato nel nirvana." "Coloro che hanno qualche esperienza della coscienza più profonda hanno dunque maggiori possibilità di ricordarsi delle loro vite passate?" "Sì. che esiste in quanto tale fino alla fine del samsara. Ma il suo spirito sottile.

Si vede anche talvolta sul viso del defunto . a essere eterna per sua essenza. beninteso. secondo ogni apparenza. L'esperienza della morte è per noi di estrema importanza. che la morte sia la fine della vita." "Esatto. perpetuamente intatta e dipendente solo da se stessa. perché lo stato del nostro spirito in quel momento può decidere della qualità della nostra futura rinascita Possiamo anche.una maggiore luminosità e serenità. uomo eccezionale. fra coloro che credono in un'altra vita o in altre forme di vita. la speranza di ogni vero buddhista è quella di morire prima del proprio maestro. e allora inizia la decomposizione. processo normale e inevitabile. Questo atteggiamento. .movimenti dei corpi nello spazio." È consuetudine. A parte questo. Un altro lama. Noi non riconosciamo alcuna essenza particolare. che crede.che.una dimensione di compassione naturale che cercheremmo invano nella gravità." "Lei ha detto che la morte. noi non lo chiamiamo atman. Il Dalai Lama mi indica altre manifestazioni dello spirito sottile: "Ad esempio la conservazione del corpo dopo la morte clinica. senza alcun pensiero per il domani e l'avvenire della terra.così è stato per il mio tutore . nell'elettricità o nell'energia nucleare. che un gran numero di scienziati sogna di unificare queste quattro forze. "Come lo spiega?" "Per l'alta qualità dello spirito sottile. Questa forza unica. che reggono la coesione della materia e i movimenti delle particelle. Così. egoista. predominante in Occidente. la forza nucleare forte e la forza nucleare debole. E se vogliamo morire bene. criticare severamente l'atteggiamento materialista. L'ultimo giorno di questa specie di sopravvivenza. alcuna entità indipendente e stabile unita all'individuo. nulla può trasmettersi senza profonde modificazioni. ma questo spirito. il corpo del mio tutore rimase intatto tredici giorni prima di incominciare a decomporsi. come dite voi. in ogni caso di una vita. bisogna ripeterlo. è per lei un cambiamento di abiti vecchi e logori. ricorda come un sogno di oggi l'antica intuizione buddhista dello spirito sottile." "In cerca di un altro corpo?" "Sì. fare uno sforzo particolare. la forza elettromagnetica (unificata a partire dal XIX secolo). mirabilmente descritto da Montaigne in un capitolo degli Essais. D'altro canto. La meditazione può raggiungere un vertice ineguagliato. inalterabile." "È dunque lo spirito sottile che si reincarna?" "Si. causa prima di tutte le cose e di conseguenza di se stesso. Non è l'anima. e due forze nucleari. Questo liquido è il segno della partenza dello spirito sottile. piuttosto che una vera fine. il buddhismo unisce indissolubilmente a questa forza . è fondamentalmente neutra e sprovvista di sentimenti . condurrebbe a un comportamento brutale. La nostra coscienza è in perpetuo cambiamento. si vede comparire un po' di liquido. dobbiamo imparare a vivere bene. verso la spiegazione globale. della nostra vita. per essere tranquillizzato e guidato da lui nel momento estremo. che è sempre presente e la cui forza è tale da conservare l'integrità del corpo. poté conservare il proprio corpo integro per diciassette anni". Nulla è permanente. È così viva la nostra attrazione verso l'unità. il cui effetto si manifesta attraverso la conservazione del corpo. al momento della morte.

questa morale laica che il Dalai Lama stesso auspica così frequentemente. È dunque un passo verso la liberazione.ma che è solo una parte del nostro essere . che va dal nulla al nulla. temiamo di ritrovarci in un luogo spiacevole e sconosciuto. La morte . questa minaccia di una rinascita in corpi inferiori. che nella tradizione buddhista. telefoniamo. un miglioramento possibile. Ci abituiamo molto facilmente alla pigrizia dello spirito. Su un altro pianeta.è sovente avvertita come lo specchio ove la vita intera si riflette. lo spirito sottile che abbiamo sviluppato . per esortarci a tenere un migliore comportamento proprio in quella vita che ci è assegnata. la rinascita è un ricadere nel samsara. facciamo conti. e che ci fa così paura. la ragione prima della sua dignità e della sua bellezza. tuttavia molto semplice. che conduce da una vita a un'altra vita . D'altro canto mi rendo conto chiaramente. Il santo poeta Milarepa lo esprimeva così: "Questa cosa chiamata cadavere. Preferisco non aprire questa discussione." "E lo spirito può trasformarsi?" "Lo può e lo deve. stia come il bastone del gendarme. si può trovare. Non dimentichi che la necessità di rinascere non è considerata come una ricompensa. e molti sono coloro che l'hanno sottolineato prima di me. Senza questa scelta. ma alcuni le sviluppano. tanto più facilmente quanto più questa pigrizia si nasconde sotto un'apparenza di attività: corriamo a destra e a manca. Se questo livello è raggiunto. Ci nascondono l'essenziale. In partenza abbiamo tutti le stesse capacità. di cui mi sembra che possiamo già dire i risultati. qui e ora"." "Anche i buddhisti?" "Certo. Al contrario.almeno quella parte fra noi che non può accettare l'idea. vive con noi. perché non conosciamo né il giorno né l'ora. altri no. Così." . Sappiamo quali difficoltà incontra la costruzione di una morale civile.Questa critica. a causa del suo rifiuto di ogni limitazione delle nascite. di una morte totale e definitiva (salvo le nostre particelle elementari. per meglio rivivere. contribuisce anche alla sua distruzione). o di una ricompensa accordata per sempre." "La reincarnazione può avvenire in altro luogo che non sia la terra?" "Sicuramente. e anche in un'altra galassia. Ma queste attività non mettono in opera che i livelli più elementari e più grossolani dello spirito. persino animali e anche esseri infernali. il bardo. mi è sempre parsa superficiale. nei confini stessi della vita umana. dice il Dalai Lama. che si ricomporranno) . "Abbiamo paura di morire. Può liberarsi delle impurità che lo contaminano ed elevarsi fino al più alto livello. che è una scelta. Perché la morte ci può sorprendere a ogni istante Poiché temiamo il dopo morte.di questa paura di un castigo in un qualche inferno. È uno dei nostri insegnamenti fondamentali. che talvolta giunge da parte di buddhisti. ove la vita e la morte sono concepite come un tutto. è profondamente legata a un certo livello della vita dello spirito. Sto tentando di spiegarle che la reincarnazione.e più precisamente il passaggio. è imparare a ben morire. la morte si impara durante la vita. che afferma di poggiare sull'esperienza e sulla constatazione dei fatti.può scegliere la sua prossima destinazione. Forse abbiamo ancora bisogno . Oltre al fatto che nulla permette di dire che coloro che credono solo in questa vita non si preoccupino in alcun modo della terra che lasceranno ai loro figli (fino a prova contraria la religione cristiana ha raramente rivolto l'attenzione alla sorte del pianeta e. colmo di angoscia. La nobiltà dello spirito può estendersi all'infinito. Reputo più interessante proseguire sul cammino buddhista. Vivere bene.

"Se lo provasse davvero. guardò il palmo della mano e. ti donerò il trono dell'Imperatore di Giada". l'universo-spirito. Quando parliamo dello spirito. la rinascita e la reincarnazione sono realtà." Mostra un mazzo di fiori nella stanza e dice ancora: . Se alcuni non credono che la rinascita sia una realtà. credo. è giunto fin qui Con un altro balzo ritornò al suo punto di partenza e disse al Buddha: "Ho saltato. colui la cui conoscenza è vasta come il cielo. Domando al mio ospite: "E se un giorno la scienza provasse che la reincarnazione non esiste?". come gli atomi sono realtà. alla base del medio. Al suo più alto livello. c'è sempre. Se con un balzo puoi uscire dal palmo della mia mano. "Tu non sei uscita dal palmo della mia mano" le rispose il Buddha. ora sono ritornata. Ha bisogno della nostra forma materiale. lo intinse nell'inchiostro e scrisse alla base della colonna di mezzo: Il Grande Saggio. è giunto fin qui. particelle sottili esistevano nello spazio prima del Big-Bang." "Non è dunque una fede?" "No. sappiamo bene che non si può né vederlo. Cicli immensi possono succedersi. che ci giunge dai nostri genitori. ai nostri occhi. Sono sempre presenti. come ho detto. secondo le leggi dell'ereditarietà. Viene allora considerato come una forma di saggezza. colui la cui conoscenza è vasta come il cielo. Lo spirito rappresenta l'energia sottile e inafferrabile. Questa sostanza è organizzata dai cromosomi. "Guarda bene. lesse questa frase: Il Grande Saggio." La scimmia abbassò gli occhi. che costituivano degli esseri. che prende il corpo come sostanza. Perché? Come? Non possiamo rispondere. Allora si strappò un pelo. Secondo le nostre scritture. Cadde in un luogo ove si alzavano cinque colonne rosa e credette di essere giunta ai confini dell'universo. questo spirito non può sparire. consideriamo il loro un atteggiamento ignorante. La si perse di vista. è un fenomeno fisico. né misurarlo. animale ritenuto astuto e intelligente: "Facciamo una scommessa. che non è sfuggita a Borges: Il Buddha disse un giorno alla scimmia. È il maestro interiore. dovremmo abbandonarla. E lo faremo. Ma per ora. sono uscita dalla tua mano. Dammi il trono promesso". La scimmia radunò tutte le proprie forze e fece un enorme salto."Perché lo spirito è legato al corpo?" "Perché tutto quel che cambia deve avere una sostanza. il supremo guru." "L'universo è eterno?" "Un universo particolare può esistere e sparire. hanno dato vita al Big-Bang. Ha superato lo spazio e il tempo. Queste particelle spirituali. Ma l'universo nel suo insieme." Mi rammento a questo proposito una nota storia cinese.

con barbarismi del tipo "ainsité" oppure "suchness". per lo più . di Tathagata. Un altro modo di parlare di questo stato di conoscenza suprema. a questa "libertà dello Spirito nello Spirito". Il Dalai Lama riprende la parola e dice allora. nella stessa terra."La natura del Buddha esiste in tutte le cose. piccolo contadino del Midi francese. sceglie la propria successiva forma. Così. Il beneficiario può anche non notarla. alcuna attenzione all'altra. anche se esso ci resta estraneo. speranza suprema. nella mia infanzia. È la base della teoria delle rinascite. Lo spirito sottile. è l'espressione. con la speculazione. animali. Rifiutando di annientarlo. È così. le rivolgeva mille complimenti. è la suprema semplificazione. anche con l'aneddoto. mostratemi un luogo in cui non vi sia il Buddha". ho visto mio nonno. fine di ogni buddhista praticante. non sappiamo se questi fiori possano provare piacere o dolore". le parlava con amore. è un tema che il buddhismo ha illustrato in mille modi. Siccome lo rimproverarono. non si può che ammirare questa visione veramente grandiosa. Quando raggiunge in un individuo un alto grado di qualità. l'esperienza diretta della reincarnazione. tutto il buddhismo è una "iscrizione sulla fiducia nello spirito". Anche se le nostre tradizioni. fra i quali Sakyamuni. piantare in un angolo del suo giardino due piante di pomodori simili. è andato al di là dello stesso mondo. nel lungo succedersi dei secoli. Ma si soffermava sulla prima. anche se ci manca. nelle lingue occidentali. la accarezzava. Possiamo cercare di coglierne il senso partendo dal termine tathata. Gli narro allora che. Si racconta in Cina che un monaco entrò in un tempio e sputò su una statua del Buddha." "Bisognerebbe andare più lontano" mi risponde. Ma non possiamo conoscere tutto. di forma in forma. la coscienza sottile dimora dall'inizio del tempo fino all'accesso alla buddhità. "Ogni anno ci mostrava come la prima pianta portasse pomodori più numerosi e più belli della seconda. uomini ed eventualmente buddha. senza riflessione. Il termine significa "Colui che è giunto in un certo luogo" o "da qualche luogo". . disse: "Vi prego. In ogni individuo. È quello che chiamiamo essere (being). Ecco la reincarnazione". le parole sono un freno e una maschera. che significa "il fatto di essere così". o dalle cose. o da qualche essere invisibile. cerca necessariamente la buddhità. per certi versi assai misteriosa e decisamente lontana da noi. Per riprendere il titolo del poema cinese che ho già citato. e si applica a diversi grandi personaggi. è quello. Questo essere può prendere differenti forme. secondo le interpretazioni. Questa parola si traduce talvolta. come per concludere: "Noi crediamo che esista una coscienza sottile. Ad ogni pianta dava ogni giorno la stessa razione d'acqua. senza dubbio e senza distanza. religiose o filosofiche. Non concedeva alcuna parola. Il buddhismo si spinge il più lontano possibile nella ricerca della più alta forma di questo mistero che è lo spirito. Forse mio nonno imbrogliava? Voleva farci credere di essere un simpatico stregone? Non l'ho mai saputo. con la poesia. e che essa sia la fonte di tutto quel che chiamiamo la creazione." Questa miriade di buddha. "Sapere ad esempio se queste reazioni provengono dalla pianta stessa. questa estrema dissoluzione in ogni cosa di una qualità inalterabile. È assimilato al resto del mondo. ci impediscono sovente di aderire a questo pensiero. Questa assimilazione è naturale. Questo "fatto di essere così". Ancora una volta. Lo spirito raggiunge una qualità tale da dimenticare se stesso. Torno per un momento alla petizione surrealista. con la grafica di alcuni mandala. Nulla separa l'essere particolare da se stesso.

adattandosi con elasticità al movimento quasi inafferrabile del tempo. questo spirito. preparare correttamente il tè. Il buddismo.là dove nessun atleta ventenne s'arrischierebbe. come voleva il Mahayana tradizionale.come messi a nudo. Tutte queste immagini di divinità. Secondo gli insegnamenti più raffinati (e più difficili) del tantrismo. e Si suddividono. come un viaggiatore che si sbarazzi di accessori diventati superflui. l'acqua vorticosa. sbarazzatosi di ogni inutile bagaglio. vede tutta la verità in questo mondo e nella percezione che ne abbiamo. Quando gli si domanda il suo segreto. Lhamo. Le divinità che si possono invocare hanno perso ogni esistenza separata. Alcune possono essere temibili. Gli dèi sono raggruppati in società e il Dalai Lama stesso ne elenca qualcuna in uno dei suoi libri. Man mano che lo spirito si eleva nella percezione di se stesso. rivelanti la loro vera natura. cioè per esteriore. è al contrario compassionevole e rassicurante. questa costellazione di dei. Un'altra dea. come "Io sfavillio di un unico diamante". È diventato la roccia scivolosa. come la terribile Marici. uno spirito creatore. con una stupefacente facilità. Salta di pietra in pietra. Queste due categorie si dividono ancora. senza rinnegamento. il buddhismo contemporaneo. in una foresta di invisibili. nuota nei gorghi e tra le cateratte . Alcuni viaggiatori incontrano un vecchio che si sposta. confusi.Come dicono numerosi koun del buddhismo zen. questa unità inconcepibile. Lo spirito diventa così la sua propria macchina. Inutile. per riprendere un'espressione di Maurice Percheron. abbandoni a poco a poco i concetti e le forme antiche. anch'essi molteplici. Non può più distinguersi da esse. senza rivoluzione. Tutte queste divinità. alla meditazione. guardando all'interno invece di smarrirsi all'esterno. al suo livello più puro. non sono necessariamente benevole. Rileggendo i miei appunti. i cui caratteri dominanti sono sovente ereditati dal brahmanesimo. cercare al di là di questo mondo. luce e specchio. è sufficiente. cioè collegati alle forme del mondo (il sole. Ci protegge dai demoni. le avventure mitologiche di dèi e dee. non capisce la domanda. le superstizioni di un tempo. nelle acque impetuose di un torrente. Il nostro sforzo deve tendere a ricercare la purezza dell'apparenza. e che tuttavia può essere colta nell'elevata sottigliezza dello spirito. una fonte) e gli dèi "extra-mondani". Vive vicino a questo torrente fin dall'infanzia e non vi fa caso. Sembra che. cioè i fenomeni . Così si allontanano. A poco a poco si rivela l'unità. o agitare un ventaglio quando fa caldo. può servire di supporto alla preghiera. e più particolarmente il buddismo tibetano. per raggiungere la verità suprema.che racchiudono ogni verità . tutto quello che potrebbe passare per sovrannaturale. La distinzione fondamentale si opera fra gli dèi "mondani". le credenze inutili e anche oscure. che porta gli attributi dell'indiana e sanguinaria Durga. al punto da contarne ancor più del brahmanesimo. mi accorgo che abbiamo parlato molto raramente degli dèi: appena qualche fugace allusione. che si sono staccati dalle forme sensibili. Tutto è qui. percepisce questa infinità di forze e di forme. la luna. non sono che . A dire il vero questo vale soprattutto per gli strati più popolari. Al loro posto si impone lo spirito. che si presenta con una testa di leonessa ed è la sposa del re degli inferi. ha tuttavia riconosciuto e moltiplicato le forme divine. capace di elevarsi e frequentatore dell'eternità. ma senza fretta.

c'è il vuoto. Come ha scritto un maestro tibetano. perché tutto va considerato. Può benissimo darsi che sia solo uno degli attributi della grande rete della Maya. Si tratta piuttosto di una predisposizione alla saggezza e al risveglio. Che esso si dia un nome e che si analizzi non prova in alcun modo la sua esistenza (contrariamente all'affermazione di Cartesio). finisce per perdere ogni supporto e per riconoscere "io sono colui che non è" . persino pragmatico. più acute e più straordinarie mai sviluppate. il vuoto non è che forma". Oppure. ma pare inesatto. che di solito sonnecchia ma che possiamo risvegliare. Chogyam Trungpa. È potente. Si può anche considerarle cosa non contraddittoria . E PER FINIRE. "il mantra senza eguali".come prolungamenti del nostro pensiero. fra le quattro nozioni buddhiste fondamentali (le altre tre sono la transitorietà. o anche la rete intera.e i maestri del pensiero buddhista non hanno mancato di farlo . il buddhismo ritorna sempre all'aspetto pratico.che potrebbe chiamarsi il gioco del nulla. e finiranno. a sfuggire alla rete della Maya. Il più delle volte si traduce questa parola con "saggezza". l'illusione suprema. e là dove c'è il vuoto. È insolito e originale.se lo spirito stesso non sia in ultima analisi un'illusione. IL VUOTO Le scritture fondamentali del Mahayana costituiscono un centinaio di volumi. l'arrivo alla meta. Che cosa è dunque questo immenso edificio di esperienza del pensiero che non si aprirebbe alla fine se non su un'assenza di sostanza? Quali sarebbero i fondamenti di questo edificio dello spirito che l'ha costruito? Se il vuoto è la sola realtà a non essere illusoria. chi ha teso questa rete? Si può vivere in una vertigine? Immaginare un sogno senza il sognatore? . per confondersi. Una frase. che possiamo mettere all'opera o lasciare dormire. dice così: "La forma non è che vuoto. Poi riconosce che il vuoto. questo gioco ove lo spirito. Abbiamo già ricordato questa autoesaltazione dello spirito. secondo altre traduzioni: "Là dove c'è la forma. che si attribuisce al Buddha stesso e che viene detta "la grande liberazione". è certamente la più misteriosa. anche gli dei e forse anche i buddha. per la sua agilità stessa. Ci indica come vivere. l'interdipendenza e la sofferenza). La Prajnaparamita è il compimento della prajna.e la necessità di una morale quotidiana in questa vita relativa e sofferente che non possiamo evitare. Ma questa è un'altra avventura. Ma è anche estremamente semplice". magico e oltraggioso. l'illusione che avvolge tutti. E sogna una landa segreta. c'è la forma". Esitante fin dall'origine fra la tentazione del gioco . Domando al mio ospite: "Posso sperare di comprendere un giorno questo mantra?".delle espressioni della vera natura di ciò che è. il buddhismo generalmente la rifiuta. Una parte di queste scritture porta il nome di Prajnaparamita. Pur prendendola in considerazione. sunyata. dove la luce e il vuoto hanno cominciato. Dapprima ride sonoramente. Resta da domandarsi . La prajna è una qualità che tutti abbiamo. questo lavoro dello spirito è "una delle intuizioni più avanzate. la più difficile da cogliere.

esistono e scompaiono.. "È vero. dà un'impressione di solidità. E bisogna precisare anzitutto che il termine "vuoto" non vuole dire "nulla". Incessantemente. Questo non significa che sia nulla. non posso che rispondere: il dito è il dito. Nulla esiste separatamente. non è un essere in sé. Qualche particella per metro cubo. l'abbiamo detto. Ha tutte le apparenze di una entità." "Assolutamente. la densità di questa materia sarebbe ridotta praticamente a nulla." "Ma suppongo che la concezione buddhista del vuoto non avesse. Il mondo." "Vede bene. guardare. per Nagarjuna.Il Dalai Lama mi risponde dapprima che il vuoto è una nozione scientifica: "Lei stesso l'ha detto. la pone sotto i miei occhi.. "Ma se mi interrogo sul serio. il nucleo di ogni atomo. di coerenza." "Ma esse non esistono mai di per sé." Apre la mano. Una corrente di stati. Impercettibile." "Noi diciamo così: a causa di tutte le influenze che ricevono." " In una corrente continua. di cui facciamo parte. né un insieme di esseri. sotto la cupola della basilica di San Pietro. poi le dita. che cos'è la mia mano? È questo dito? È questa parte del dito? No.. se è ancora possibile parlare di dimensioni a questa scala. non è la mano. vuota"." "Si può parlare del vuoto senza parlare nel vuoto?" "Lo credo. ad esempio. Credo d'altra parte che su questo punto la scienza contemporanea proceda sulla nostra stessa strada. È una fluidità. denominare se non ognuna di queste falangi. il palmo. la materia che ci compone è. se mi domando: in fondo. Un granello di riso." Tocca ora le diverse parti della propria mano. Lo stesso per l'universo. Se tutta la materia nucleare di miliardi e miliardi di galassie si disperdesse nella distesa dell'universo." "D'altronde perché fermarsi alle falangi?" ." "Dire "non sono" non significa dire "sono niente". un punto di partenza scientifico. piuttosto che sui fenomeni stessi. perché posso scomporlo in falangi e non studiare. A torto alcuni commentatori hanno accusato il buddhismo di "nichilismo". Questa mano.." "E perché no? Vi è più di una strada che porta alla conoscenza. Ma a sua volta è un insieme di falangi? No. ". palmo in su. E questo si spiega così: tutte le cose dipendono da altre cose. Offre allo sguardo una forma precisa. le cose appaiono. Essa pone più spesso l'accento sulle relazioni tra i fenomeni. per così dire." "Sono d'accordo. E talvolta queste strade si incontrano. poi le falangi. è infinitesimo rispetto all'atomo stesso. Noi siamo vuoti.

del "veicolo di diamante". mentre invade le recenti fabbriche di immagini. Pieno di tutto il cosmo. L'unità si impone. la chiamiamo "una mano". E ne sono molto contento. Veniamo ora . da una decina d'anni." "Tuttavia."Naturalmente! Posso scendere sempre più profondamente all'interno di questa materia che è qui senza mai incontrare veramente la mia mano. Il vuoto senza la forma non ha senso. cioè pieno. Un momento fuggente." "Che dipende da elementi diversi da se stessa?" "Esatto. l'evidenza. dalla tecnica chiamata di "visualizzazione sacra"." "La mancanza di un'esistenza indipendente. La verità definitiva e invalicabile può esserci data nel mondo dei sensi. davvero il problema dell'ignoranza e della distinzione non si pone più . Non può accontentarsi di una visione complessa e confusa del mondo." "Visione complessa che bisogna tuttavia ammettere e cercare di cogliere. fra l'essenza e l'esistenza. È la realtà relativa. fra il "non nato" e il "nato" o. È molto semplice. Questa combinazione di elementi diversi. Nulla separa allora il vuoto e la luce. Ora. Perché nulla esiste senza una causa. Il vuoto non esiste se non per portare alla forma Non può essere altrimenti.al delicato concetto di "virtualità" che. È lampante. insieme.ed è quasi inevitabile . Vuoto. È ciò che noi chiamiamo realtà relativa. se si preferisce. Siamo tutti convinti di vivere indipendenti gli uni dagli altri. La forma è dunque '`vuoto"." "Non lo sarà stata che per un periodo molto breve. . Questa forma dipende da una molteplicità di altri fattori. se ogni oggetto godesse di un'esistenza indipendente. è dunque questo che lei chiama "vuoto"?" "Precisamente. di cui nessuna è duratura. Senza questo scegliamo di rimanere nell'illusione." "Perciò questa mano cesserà un giorno di essere la sua mano. Essa raggiunge il tathata." "E perché il vuoto è forma?" "Perché ogni forma si sviluppa in questo vuoto. si vede persino sparire la distinzione fra realtà assoluta e realtà relativa. noi vediamo che queste influenze. cioè non-separata. si riuniscono. La definiamo così per un consueto procedimento dello spirito. non-indipendente. si insinua e prende posto persino nell'espressione scientifica. lei si serve della sua mano. nulla dev'essere cercato oltre. queste relazioni sono molteplici e incessanti. quasi inafferrabile. tutto ci è dato da questa percezione superiore." "Il nostro spirito ha bisogno di scomporre e di denominare. in questa mancanza di esistenza indipendente. I fenomeni cessano di apparire come fenomeni." "È qui per questo. nessun altro fattore potrebbe influenzarla. che questa mano." Così il foglio di carta sarebbe vuoto. se la si rapporta all'età del mondo. Se ogni essere vivente. Le relazioni di cui lei parla non esisterebbero. Nella tradizione tantrica del Vajrayana. ciascuno dei quali si scompone e che. questo foglio di carta abbiano un'esistenza separata. La natura profonda di questa mano è quella di appartenere a tutta una trama di influenze.

Il Big-Bang sembra loro il limite rigoroso al di là del quale nulla può essere detto. come se si fosse. e ci sembra anche in movimento. Vede questo vuoto come "una cosa piena e con un destino" e lo pone "al vertice cosmico e logico del problema delle origini". né immaginato. alcuni scienziati contemporanei più arditi. Accettiamo il vuoto con un sorriso e. Il vuoto è la grande meta. Davvero è difficile considerare la materia come vuoto. La maggior parte preferisce attenersi alla materia così come ci appare. Nessun insegnante buddhista vi troverebbe nulla da ridire. "E anche da un bisogno del nostro spirito. poiché tutto dipende dal nostro spirito. ha cantato Milarepa. di pesante. giunge a dire che "la conoscenza dello stato del vuoto è diventata una condizione necessaria per la costruzione di un modello coerente di natura". e per condurlo al proprio vertice. che vedono popolato da una infinità di "virtualità". ma non possiamo osservarlo. e che le parole consuete non ci permettono di dire. Scrive anche. in sintesi. "Per sempre inseparabile dalla cosa che vede è la cosa vista": così diceva. come Michel Cassé. . Gli uni e le altre sono effimeri. è essere a casa propria". e il fatto stesso di osservarle può giocare un ruolo determinante. confidiamo nel nostro spirito. nelle ultime pagine del suo libro: "Essere nel vuoto.Rifiutando di ammettere la creazione di un mondo a partire dal nulla. Suppone l'esistenza di un campo. puro concetto dello spirito. nel XVI secolo. perché in questo caso il fisico non avrebbe in fondo nulla da dire di fronte all'assenza di materia. dal vuoto quantico. Per il momento sono abbastanza rari i fisici che si avventurano su questo terreno. Possiamo vederne gli effetti. non è individuabile. le unioni di particelle virtuali non attendono che un'attivazione. Così il Big-Bang. Kun Khyen Pema Karpo. Per giungere all'esistenza apparente. parlano di un "coraggio davanti allo zero"' e semplicemente rifiutano il nulla. dipende forse dal nostro spirito". Il passo supremo porta alla scomparsa dello spirito.molte volte ripetuta nella storia dell'induismo e del buddhismo. Siamo così molto vicini all'assenza di dualità . Questo vuoto non è "nulla". del Buddha stesso. Tuttavia il Dalai Lama mi fa notare: "Quando abbiamo denominato le cose." "Fa così dunque parte della realtà relativa. né pensato. Domani gli daremo senza dubbio un altro nome. dei demoni. Non lasciamoci imprigionare da concetti formulati con parole. Distinguono nettamente il vuoto metafisico. Il buddhismo dispone. perché collega fra loro le particelle reali. che l'elasticità del buddhismo può aiutarci ad accettare quello che noi stessi abbiamo scoperto. evidentemente. Michel Cassé. È per questo che lo chiamiamo vuoto. ma questo campo ci sfugge. dopo secoli di osservazione. praticamente smaterializzata. Quando la verità ultima è raggiunta. allora possiamo dire che dipendono dal nostro spirito. Lo chiamiamo oggi il Big-Bang. a questo proposito. non deve essere cieca. È qui. di un immenso arsenale di precauzioni. per difendere lo spirito dallo spirito. E questa materia sembra serbare ai loro occhi il suo senso tradizionale: qualcosa di solido." Mi ricorda che questa fiducia. o nulla. qualcosa di pieno. come la materia. astrofisico.fra l'osservatore e l'osservato . a poco a poco. mentre è pieno. forse. ex nihilo. Pieno di virtualità della materia.

non tappe. non vi sono segni di compimento. modo di dire. Tutto questo non è che parola. non corpo del Buddha. non ci condurrebbe che allo scoraggiamento solitario. Anche il nirvana non esiste. È la prajna. anche questa ci conduce al silenzio. perché non abbandonarmi agli istinti più rapaci? "Una cosa non può essere messa in dubbio.Non c'è chi medita." mi dice per concludere il Dalai Lama "cioè che esiste in noi la possibilità di una qualità. né vie da percorrere. Fine. Inutile pretendere di cominciare da questa scomparsa. frutto del nichilismo. . Come ogni conversazione." Mi afferra le mani e le tiene a lungo nelle sue. giacché non sono controllato da alcuna autorità superiore. Possiamo negare tutto. idealmente sperata. Riflettiamo semplicemente su questo. non sapienza ultima. tranne questa possibilità che abbiamo di diventare migliori. Se la proclamassimo come prima cosa. da questo accesso alla pienezza del vuoto. Mi guarda sorridendo. né oggetti su cui meditare. o alla violenza disordinata dell'egoismo: giacché nulla esiste.