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G.

LEOPARDI

ANALISI DEL TESTO

PROF. A. AMATO

A SILVIA
METRO: Canzone libera di sei strofe di endecasillabi e settenari,variamente alternati e rimati.
PARAFRASI: I STROFA (vv.1-6)

- O Silvia, ricordi(rimembri) ancora il(quel) tempo della tua vita mortale, quando la bellezza(belt) splendeva nei tuoi occhi ridenti e sfuggenti(fuggitivi), e tu, lieta e pensosa, stavi raggiungendo(salivi) il confine(il limitare) della giovinezza? [v.6] II STROFA (vv.7-14) - Al tuo canto continuo(perpetuo) risuonavano le [mie] stanze silenziose(quiete) e le vie dintorno, allorch sedevi occupata(intenta) nelle attivit(opre) femminili, molto contenta di quellavvenire vago [:bello e indefinito] che avevi in mente. [Quando ci succedeva] era un maggio profumato e tu eri solita( solevi) trascorrere il giorno cos. [v.14] III STROFA (vv.15-27) - Io, lasciando talora gli studi piacevoli( leggiadri) e le carte faticose(sudate), in cui (ove=dove) si consumava(si spendea) la mia giovinezza(il tempo mio primo) e la parte migliore di me [:la salute fisica], dai balconi(din su i veroni) della casa(ostello) paterna porgevo gli orecchi al suono della tua voce e al suono della mano (alla man) veloce che tesseva(percorrea) la tela faticosa. Guardavo(mirava; con desinenza arcaica) il cielo sereno, le vie dorate [dal sole] e gli orti, e da qui(quinci) il mare in lontananza(da lungi), e da qui le montagne(il monte). Parole umane(lingua mortal) non possono esprimere quel che io provavo nel cuore (in seno). [v.27] IV STROFA (vv.28-39) - Che pensieri dolci(soavi) [provavamo]! Che speranze, che cuori [avevamo], o mia Silvia! Come(quale) ci apparivano allora la vita umana e il destino( il fato)! Quando mi ricordo(sovviemmi) di una cos grande speranza(di cotanta speme) mi angoscia(mi preme) un sentimento(un affetto) doloroso(acerbo) e disperato(sconsolato), e riprendo a dispiacermi(tornami a doler) della mia sventura. O natura, o natura, perch poi [:al dunque] non di(non rendi) quel che prima(allora) prometti? Perch inganni cos tanto(di tanto) i tuoi figli[:gli uomini]. [v.39] V STROFA (vv.40-48) -Tu, prima(pria) che linverno inaridisse lerba, combattuta e vinta da una malattia occulta(da chiuso morbo) [:la tisi] morivi(perivi), o dolcezza(tenerella). E non conoscevi(non vedevi) il fiore[:il meglio] dei tuoi anni[:la giovinezza]; la dolce[:gradita] lode ora dei capelli neri(negre chiome), ora dello sguardo che innamora(innamorati) e schivo, non ti allietava(non ti molceva) il cuore; n le compagne parlavano( ragionavan) con te(teco) damore nei giorni di festa(ai d festivi). V STROFA (vv.49-63) - Poco dopo(fra poco) mor(pera=moriva) anche la mia dolce speranza [:le mie illusioni giovanili]; anche alla mia vita(agli anni miei) il destino(i fati) ha negato(negaro=negarono) [di vivere] la giovinezza. Ahi come, come sei passata[veloce], cara compagna della mia et giovanile( nova), mia compianta(lacrimata) speranza, Questo [che ora ho conosciuto] [sarebbe dunque] qual mondo [che mi aspettavo]? Questi [sarebbero] i piaceri(i diletti), lamore, le attivit(lopre=le opere), i fatti(gli eventi) intorno ai quali(onde) cos tanto(cotanto) abbiamo parlato(ragionammo) insieme? Questa la sorte del genere umano(dellumane genti)? Tu, misera, sei crollata(cadesti) allapparire della verit: e con la mano indicavi(mostravi) da lontano la fredda morte e una tomba desolata(ignuda).
ANALISI DEL TESTO

A Silvia rappresenta uno dei momenti pi alti, forse il pi in alto in assoluto, della poesia leopardiana. Fu composta a Pisa, tra il 19 e 20 aprile 1828 e rappresenta il primo esempio, nella poesia leopardiana, di canzone libera. La libert del metro e delle rime si associa ad una sensibilit musicale di altissima suggestione.

G.LEOPARDI

ANALISI DEL TESTO

PROF. A. AMATO

Forse nessun altro poeta ha saputo ritrarre cos intensamente il sapore delladolescenza di quanto faccia qui il Leopardi, in un componimento dove di quella stagione vengono poi svelati la crudelt e il disinganno. Il dato biografico che sta alla base di questa poesia la morte di Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi, morta di tisi nel 1818, alla quale il poeta cambia il nome in Silvia e la fa assurgere a simbolo della giovinezza prematuramente stroncata dalla morte. La lirica presenta una costruzione rigorosamente simmetrica. La prima strofa ha una funzione proemiale e introduce il tema: limmagine di Silvia che emerge dalla memoria. La seconda e la terza propongono, sempre rievocando il passato, due situazioni parallele: le illusioni giovanili di Silvia e quelle del poeta, che si contrappongono alla faticosa realt quotidiana, rispettivamente alle opre femminili e alle sudate carte. La quarta strofa un commento desolato alla delusione di quelle speranze. La quinta e la sesta in simmetria con la seconda e la terza, ripropongono nuovamente un parallelo tra Silvia e il poeta: la fanciulla morta prima di vedere il fiore dei suoi anni; cos la speranza del poeta muore prima che egli possa godere della giovinezza. Ma al di l del riferimento concreto della vicenda di Silvia e del poeta stesso, sono importanti qui la concezione della natura, crudele ingannatrice e persecutrice degli uomini, cosi come la protesta del poeta nei suoi confronti, (cfr. Dialogo della natura e di un islandese) e la dimostrazione rigorosa dellinfelicit costitutiva del genere umano, svelata alla fine, che coincide con la perdita di ogni speranza e con il fissarsi dello sguardo sulla morte.
FIGURE RETORICHE:
ANAGRAMMA: APOSTROFE3: V. 36: O natura,

v.6: salivi (anagramma del nome Silvia)


ENJAMBEMENT:

o natura, v.55: mia lacrimata speme! CHIASMO4: v.62: la fredda morte ed una tomba ignuda
IPERBATI5:

vv. 5-6: il limitare / di giovent vv.7-8: quiete / stanze vv.38-39: di tanto / inganni vv.47-48 ai d festivi / ragionavan damore vv.57-58 questi /i diletti
IPALLAGE1:

v.5: il limitare v.15: gli studi leggiadri v.40: il verno


ANAFORA:

v.16: sudate carte (perch laggettivo sudate


andrebbe riferito al soggetto - Io)
ZEUGMA2: VV. 20 /21

vv. 48/49: Che pensieri soavi, / che speranze


ANASTROFE:

: porgea gli orecchi / ed alla

man veloce METONIMIA: v.28: che cori (metonimia per sentimenti)


1

v.18: di me v.34: acerbo e sconsolato v.45: la dolce lode v.51: negaro i fati

figura semantica che consiste nello scambiare il normale rapporto fra due parole, per cui si attribuisce ad un termine una qualificazione che spetterebbe ad unaltra parola.. 2 ZEUGMA: figura sintattica che consiste nella dipendenza di due o pi parole da un solo verbo, che per in modo specifico si accorda soltanto con una di esse. In questo caso porgea gli orecchi si accorderebbe solo a al suon della tua voce e non alla man veloce.

IPALLAGE:

APOSTROFE: figura retorica che consiste in un appello appassionato a persone o cose personificate. 4 CHIASMO: (dal greco Khiasmos =collocazione a forma di croce) figura sintattica realizzata mediante la disposizione incrociata delle parole. In questo caso si ha: aggettivo - nome - nome- aggettivo. 5 IPERBATO: Figura sintattica consistente nellinversione di pi parole o sintagmi (come lanastrofe), e in pi linserimento tra questi di altri termini.