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Teoria delle laringali - Wikipedia

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Teoria delle laringali
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La teoria delle laringali (o "laringalista") è una teoria oggi generalmente accolta della linguistica storica, che ipotizza l'esistenza di suoni consonantici di tipo laringale (da uno a tre e anche più, secondo gli autori), nel sistema fonologico ricostruibile per l'indoeuropeo. Questi suoni sono completamente scomparsi in tutte le lingue indoeuropee attestate, e sono stati individuati solo nelle lingue anatoliche, in particolare in lingua ittita. Le prove della loro esistenza sono molto indirette, ma l'esistenza di laringali permette di render conto di numerosi fenomeni all'interno del sistema vocalico delle lingue indoeuropee. La storia del laringalismo si interseca con quella dello schwa, un suono vocalico ricostruito per l'indoeuropeo, di cui la laringale costituirebbe il grado zero. Quante laringali si debbano postulare e quali fossero con precisione i valori fonetici da attribuire alle laringali indeuropee rimangono tuttora questioni controverse.
Indice 1 Scoperta 2 Evidenza dall'Uralico 3 Le laringali in morfologia 4 Pronuncia 5 Riferimenti 6 Collegamenti esterni

Scoperta
Le origini della teoria furono proposte da Ferdinand de Saussure nel 1879, in un articolo che si occupava soprattutto di un'altra questione (dimostrare che *a ed *o erano fonemi separati in indeuropeo). Più che di "laringali", comunque, Saussure parlò di "coefficienti sonantici": delle entità "astratte" che permettevano di interpretare in modo molto regolare e sistematico la natura delle radici indeuropee. Alle osservazioni di Saussure, comunque, non fu dato grande rilievo fino alla scoperta ed alla decifrazione dell'ittita agli inizi del XX secolo. L'ittita, scritto con simboli presi dal sillabario accadico, possedeva uno o più suoni trascritti convenzionalmente ḫ, come in te-iḫ-ḫi "io metto". Varie proposte più o meno insoddisfacenti furono fatte per stabilire delle corrispondenze tra questo suono (o questi suoni) ed il sistema consonantico indeuropeo sino ad allora ricostruito. Fu Jerzy Kuryłowicz che rilevò (Études indoeuropéennes I, 1935) come questi suoni venissero a corrispondere ai "coefficienti sonantici" ipotizzati da Saussure. Da allora la teoria delle laringali (in diverse versioni) è stata accolta da moltissimi indoeuropeisti. L'identificazione tardiva scoperta di questi suoni da parte degli indoeuropeisti è dovuta soprattutto al fatto che, tra tutte le lingue indeuropee, solo in ittita e in altre lingue anatoliche tali suoni sono attestati direttamente e regolarmente come suoni consonantici. Nelle altre lingue la loro presenza viene rilevata principalmente sulla base degli effetti che hanno sui suoni vicini e sugli schemi di alternanza a cui partecipano; quando una laringale è attestata direttamente, lo è di solito sotto forma di vocale (come negli esempi in greco che seguono).

http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_delle_laringali

16/07/2013

è l'alternanza e/o/zero trovata nella maggioranza delle radici.Teoria delle laringali . (sanscrito ánti "vicino. la teorica esistenza di una *h₄ è di poco conto. il luviano presenta ḫawi-. non una radice i) da dove sct ávi-.Wikipedia Pagina 2 di 12 La maggior parte degli indoeuropeisti ammettono. Esistono molte versioni della teoria laringalista. comunque. ne ricostruiscono otto o più. è quella di Winfred P. Alcuni. latino ante "di fronte a. ricostruiscono una sola laringale.) Alcune dirette evidenze per le consonanti laringali dall'anatolico: Il PIE *a è un suono raro ed in uno stranamente largo numero di buone etimologie è iniziale. propriamente "alternanza di suoni"). la ricostruzione di suoni laringali. è attestata come *-es. Alcuni studiosi. Ma in ittita c'è un sostantivo ḫants "fronte. per esempio. Vari e diversi schemi del genere sono stati distinti. secondo cui *h₁ era realmente due suoni separati. Werner Winter). ma molto meno generalmente accettata. latino ovis. la laringale "di colorazione o" Molti studiosi. il grado e ed il grado o sono considerati "gradi pieni" e la totale assenza di vocale è detta "grado zero"."dare": ricostruendo *deh₃.(una radice in y. *dō.consonante dell'indoeuropeo (*CVC-). ma si riallinea la radice con il tipo base consonante .org/wiki/Teoria_delle_laringali 16/07/2013 . che altrimenti sarebbero difficili da spiegare. in modo più o meno esteso. insistono su o ammettono l'esistenza di una quarta consonante. su cosa si basavano le congetture che Saussure fece circa 55 anni prima? Queste congetture venivano fuori da una rianalisi di come schemi di alterazione vocalica nelle radici proto-indoeuropee di struttura differente si allineavano gli uni con altri. (Non ne consegue necessariamente che tutte le forme ricostruite con un'iniziale *a debbano automaticamente essere riscritte con *h₂e. La maggior parte degli studiosi lavora con tre laringali di base: ■ *h₁. come il perché le radici verbali contenenti solo una consonante più una vocale (*CV-) abbiano solo vocali lunghe es. *h₄. Ma.non solo si rende conto degli schemi di alternanza in un modo più economico di prima. http://it.vocale . greco óïs. ed. indicando invece una ricostruzione *h₃ewi-. Ma se le laringali come consonanti furono individuate per la prima volta nell'ittita solo nel 1935. in molte radici di verbi e sostantivi ed anche in taluni affissi (l'uscita del genitivo singolare. I differenti stati sono chiamati gradi apofonici. Un'altra teoria simile. Dunque. faccia" con varie derivazioni (ḫantezzi "primo" e così via) che indica una radice PIE di un sostantivo *h₂ent"faccia" (di cui *h₂enti sarebbe il locativo singolare). sulle orme di Jaan Puhvel (nel suo contributo a Evidence for Laryngeals. ora. (Assunse che uno fosse un colpo di glottide e l'altro una fricativa glottidale. la laringale "di colorazione a" ■ *h₃. perché la loro esistenza permette di spiegare in modo più semplice alcuni mutamenti fonetici ed alcuni schemi apofonici presenti nelle lingue indeuropee. con un ampio margine. eccetto quando si discute l'evidenza ittita. *-os.wikipedia. Perciò il PIE (tradizionale) *anti "di fronte e contro" > greco antí "contro". sulla base di riflessi inesistenti in lingua ittita. alla presenza di"). ma il più comune. come Oswald Szemerényi.) Similmente la ricostruzione PIE tradizionale per 'pecora' è *owi. la laringale "neutra" ■ *h₂. Una caratteristica della struttura dei morfemi del proto-indoeuropeo era un sistema di alternanze vocaliche denominato dai primi studiosi tedeschi Ablaut (apofonia. and *-s). Inoltre essa risolve alcuni misteri minori. prima". Lehmann. che differirebbe da *h₂ solo perché non sarebbe retroflessa come la ḫ dell'anatolico.

Wikipedia Pagina 3 di 12 Perciò la radice *sed. ■ *sod-: in latino solium "trono" (la l latina rimpiazza sporadicamente la d intervocalica. i grammatici romani dicevano che fosse un tratto sabino) = antico irlandese suideⁿ /suð'e/ "una seduta" (tutti regolarmente ricondotto alla radice PIE *sod-yo-m). Ma nei participî abbiamo: greco dotós "dato" = sanscrito ditá.org/wiki/Teoria_delle_laringali 16/07/2013 . in aggiunta alle radici comuni aventi struttura consonante + vocale + consonante ci sono anche radici ben attestate come *dhē.Teoria delle laringali .("i terzi" o simili).(ancora l'umlaut) < PIE *sod-eye-. o schwa (più formalmente. una classe di suoni la cui peculiarità nel proto-indoeuropeo è che sono sillabici (vocalici in effetti) e consonantici in dipendenza dei suoni loro adiacenti: http://it. ■ *stā. ci imbattiamo in una vocale breve. La terza persona plurale del perfetto sarebbe stata *se-sd-ṛ da cui l'indoiraniano *sazdṛ che dà (attraverso un regolare sviluppo) il sanscrito sedur /sēdur/. se ne hanno uno) ha tre forme differenti: *sed-.= *nisdos "nido": inglese nest < proto-germanico *nistaz.) Qualunque fosse il fenomeno che portava una vocale breve in radici come *sed-/*sod-/*sd.presentano gradi pieni e in quelle forme dove ci si aspetterebbe un grado zero. L'esperienza convenzionale allinea i tipi di radice come *sed. *sod. come quelle cher terminano con una delle sei sonanti (*y w r l m n). Le corrispondenze di queste vocali nella comparazione linguistica sono differenti da quelle che si hanno dalle altre cinque vocali brevi. latino testāmentum "testimonianza" < *ter-stā. posizionare". schwa primum indogermanicum).(con umlaut germanico) < *sed-. il greco stasís "il rimanere. non c'è traccia di alcuna vocale nella radice."sedersi" (le radici sono di solito citate al grado e. ma avrebbe lasciato una specie di residuo. nelle altre lingue cade assieme ai riflessi del PIE *a (sempre tenendo a mente che le vocali brevi in sillabe non iniziali subiscono destini diversi in italico.e *sd-. celtico e germanico): ■ *dō. il supino latino statum "stato".wikipedia. soddōsddə-. Ora. (Prima di un affisso che comincia con una consonante. gotico satjan = antico inglese settan "collocare" (causativo) < *sat-ja. o in greco. regolare sviluppo da *si-stā). Questo residuo si riflette come i in ario mentre cade in iraniano. prima di un affisso che comincia con una consonante. ■ *sd-: nei composti. PIE *sesod-e "sedetti" (perfetto) > sanscrito sa-sād-a tramite la legge di Brugmann. ricostruita come *ə. come *ni. d"seder(si)" "dare" Ma ci sono altri schemi di radici "normali". a. Questo tipo di schema si ricostruisce attraverso l'inventario della radice PIE ed è trasparente: ■ *sed-: in latino sedeō "(mi) siedo" antico inglese sittan "seder(si)" < *set-ja. era ragionevole concludere che una vocale lunga nelle stesse condizioni non sarebbe completamente scomparsa. Ma abbiamo il sanscrito sthitá-"stato"."giù" + *sd."stare": greco hístēmi (presente con duplicazione.(â = ā con accento tonico). latino nīdus < *nizdos (tutti sviluppi regolari).< *tri-stā. sanscritp a-sthā-t aoristo "stavo". greco dí-dō-mi (presente con duplicazione) "io do" = sanscrito dádāmi. sedia" < *sed-. si risolve variamente in e. latino datus tutti < *də-tó-. lo stare"."dare": latino dōnum "dono" = antico irlandese dán /dāṅ/ e sanscrito dâna. greco hédrā "posto a sedere. Queste radici terminano con una vocale lunga nelle categorie in cui radici come *sed.e *dō."porre. come mostrato sotto.come segue: Gradi pieni Gradi deboli sed-.a scomparire completamente.

"mezzo per il trasporto".org/wiki/Teoria_delle_laringali 16/07/2013 . Cioè trattare lo "schwa" non come un residuo di una vocale lunga ma. in cui le occlusive affiancano una sonante. i nuovi "coéfficiants sonantiques" (diversamente dalle sei sonanti) non hanno alcun riflesso nelle lingue figlie. ma che nella forma di grado pieno era in coalizione con un'ordinaria vocale e/o della radice producendo una vocale lunga. anglosassone bænd. lettiera" < *bher-tlo. il nostro *h₁. In seguito si notò che il potere esplicativo della teoria. visto sopra). antico inglese gebyrd /jebyrd/. Un esempio sarebbe *bhendh. gotico gabaurþs /gaborθs/. gotico bindan. aumentava se veniva aggiunto un terzo elemento. l'elemento misterioso era rintracciabile così com'era solo nella forma di grado zero: Grado pieno Grado zero bher-. le sonanti PIE) come in radici quali *bher-. antico norreno ber. così come la sua eleganza.da cui sanscrito medhá. la sua espressione per indicarli. ■ *bhor-: in gotico e scandinavo barn "bambino" (= dialetto inglese bairn). Saussure non offrì indicazioni sulla natura fonetica di questi elementi./mēdha/ "rito sacrificale."legame. antico irlandese biur. fissaggio" (*bhondh-o-. greco di-phrós "cocchio abbastanza grande per due uomini" < *dwi-bhr-o-. "essi portano" < *bhi-bhr-ṇti. avestico mazda. ■ *bhṛ.visto in proto-indoiraniano *mazdha. bhordeX. essere devoto. greco phoréō "io porto [dei vestiti]" (voce frequentativa *"portare con sé"). diversamente dal caso con radici del tipo di *bher."legare. "colorando" (cambiando il valore fonetico) il grado e. lituano beñdras "compagno". bhṛ. Come menzionato sopra. antico inglese bera tutti "io porto". era comunque generalmente usata per approssimanti. Legge di Grassmann) = antico islandese bant. Al grado zero.Teoria delle laringali . "coéfficiants sonantiques".davanti a vocale: vedico bibhrati 3pl. cavo" /pēsma/ < *phenth-sma < *bhendh-smṇ. corrispondenti ai nostri *h₂ e *h₃. alto tedesco antico geburt tutti "nascita" < *gaburdi."carico" (*bhor-oper la legge di Brugmann).< *bhṛ-tí■ *bhr."'riparare il pensiero'. doX(Ẋ = forma sillabica dell'elemento misterioso) Saussure trattò solo due di questi elementi. nasali e liquide (es. saldare": ■ *bhendh-: nelle forme germaniche come l'anglosassone bindan "legare.con radici come *bher. avestico barā."portare" ■ *bher-: in latino ferō = greco phérō./ dX"portare" "dare" http://it. C'è un altro tipo di radice aproblematica. sanscrito bhâra. la sonante è quindi sempre sillabica (essendo sempre tra due consonanti). santità" (rigolare sviluppo come in sedur < *sazdur. che ha le stesse proprietà di allungamento ed essere sillabico degli altri due. Perciò il composto *mṇs-dheH.(etimo del greco diphrós. *stā. latino ferculum "catafalco.davanti a consonante: sanscrito bhṛ-tí. gotico band "egli legava" < *(bhe)bhondh-e.Wikipedia Pagina 4 di 12 Radice *bher-/bhor-/bhṛ. visto sopra). saldare"."un trasporto". sanscrito bharāmi. essere rapito" forma un sostantivo *mṇs-dhH-o."nome (in origine un epiteto) della più grande divinità".piuttosto che con radici del tipo di *sed-.~ bhr./ bhrdẊ.wikipedia. ma non aveva l'effetto di colorazione delle vocali adiacenti. come un elemento che era presente nella radice in tutti i gradi. L'intuizione di Saussure fu di allineare radici con vocale lunga come *dō-. ■ *bhondh-: in sanscrito bandhá. come la *r di *bher-/*bhor-/*bhṛ-. in forme quali *dwi-bhr-o. greco peĩsma "fune.

la lunghezza originale è preservata in bundle. -eris. Il termine pāṇiniano "seṭ" (cioè."un assassinio".(Legge di Bartholomae).Wikipedia Pagina 5 di 12 ■ *bhṇdh-: in sanscrito baddhá. Meno di frequente ci sono alcune radici che sembrano comportarsi a volte come *bher ed altre diversamente da ogni altra. non propriamente una parte della radice o del suffisso.wikipedia. sanscrito jáni-man"nascita. greco kasí-gnētos "fratello"). *ǵṇn■ (B) *ǵenə-. ■ (B) sanscrito jātá. Ciò si riferisce al fatto che le radici così designate. padre". Per esempio. greco gnḗsios "appartenente alla razza". sanscrito jána. Come già detto.neut radice in s "razza. ■ (B) sanscrito jajāna 3sg. un rimodellamento). la forma (B) quando l'affisso comincia con una consonante. la radice "nascere. casata".(causativo).) Radici simili rientrano perfettamente nei canoni complessivi. con (per esempio) lunghi sillabici al grado zero mentre a volte mostrano una struttura radicale con due vocali."razza" (grado o radice in o) = greco gónos. ■ (B) Greco gené-tēs "genitore. tedesco Bund "lega". padre". clan" > greco (omerico) génos. come jan. géne-sis < *ǵenə-ti. famiglia" = anglosassone cynn /künn/."origine". jániman-. c'è una seconda vocale radicale (sempre e solo *ə) che segue la seconda consonante: *ǵen(ə)■ (A) PIE *ǵenos. gotico bundan. *ǵon(e)■ (A) sanscrito janayati "procreare" = anglosassone cennan /kennan/ < *ǵon-eye. Nell'analisi di Pāṇini. *ǵonə-. Queste radici sono variamente chiamate "basi pesanti"."nato" = latino nātus (latino arcaico gnātus e cfr."progenitore.org/wiki/Teoria_delle_laringali 16/07/2013 .perfetto < *ǵe-ǵṇn. latino genitus "generato" < genatos. sorgere" è data nei dizionari etimologici come segue: ■ (A) *ǵen-.) A proposito del termine "seṭ". (L'inglese bind e bound mostra gli effetti del secondario allungamento vocalico (inglese medio). sanscrito jánas-. Si confrontino tali formazioni con costruite a partire da radici "aniṭ" ("senza una /i/"). rigvedico jajanúr 3pl. *ǵṇn-/*ǵṆ■ (A) gotico kuni "clan. questa /i/ è una vocale di collegamento. http://it. ma il grado zero ha sempre e solo riflessi di sonanti sillabiche. proprio come il tipo di *bhendh.(un relitto. hantva (gerundio). *ǵṆ. (Si può dimostrare che la ē in queste forme greche è originale. Sarà spiegato più avanti). forme come cognātus "imparentato per nascita"."nascere". hanno una /i/ tra la radice ed il suffisso. È solo che alcune radici sono in effetti nella lista di quelle che (come lo tradurremmo) "prendono una -i -".Teoria delle laringali . latino genus. jáni-tar. *ǵon-. sa-i-ṭ) significa letteralmente "con una /i/".(dove Ṇ = una lunga n sillabica) Le forme (A) si riscontrano quando la radice è seguita da un affisso che inizia per vocale. non uno sviluppo atticoionico del protogreco *ā. hanman. avestico zanō. inglese kin. "radici dis(s)illabiche" e "radici seṭ" (quest'ultimo è un termine preso dalla grammatica di Pāṇini. anglosassone gebunden. -ou "progenie"."assassino". come abbiamo visto nel sanscrito jánitar-. -eos. le forme (A) di grado pieno assomigliano al tipo di *bher. la forma regolare sanscrita nei paradigmi come questo è jajñur. janitva (un gerundio). come han"uccidere": hántar.< *bhṇdh-tó. "nacque" < *ǵe-ǵon-e. e diversamente da ogni altro tipo.

pūrṇá-). scientifica e classica per molti secoli e la moltitudine di schemi di alternanza ereditati il cui motivo è oscuro (come la divisione in radici seṭ ed aniṭ) ha fortnito modelli per il conio di nuove forme sulla base di schemi "sbagliati"."riempito". sanscrito ā.e *ǵhewd-. Gli sconvolgenti riflessi di queste radici al grado zero prima di una consonante (in questo caso. Ci sono molte forme come tṛṣita.nelle formazioni di tipo (B) viste sopra.Wikipedia Pagina 6 di 12 Ma gli storici hanno questo vantaggio: le peculiarità dell'alternanza. sfortunatamente. con il dettaglio aggiuntivo che *H. come *ǵhew. qui i triplici riflessi nel greco di *h₁. Il sanscrito rimase in uso come lingua poetica. ma dal punto di vista della linguistica storica bisogna essere critici: perché anche nel vedico l'evidenza deve essere vagliata con attenzione con la dovuta considerazione dell'antichità delle forme e della generale consistenza dei dati.) Laringali mobili possono essere trovate in forme isolate o apparentemente isolate. (b) la corrispondenza tra greco -a-. come *pleth₂-/*pḷth₂"sparso. Per inciso."ampio" maschile (= avestico pərəθu-). entrambi "versare" e alcune di queste "estensioni di radice". greco platamṓn "pietra piatta". Si deve usare cautela particolarmente nell'interpretazione dei dati che vengono forniti dall'indiano. riformulare la radice come *ǵenH. latino nā.org/wiki/Teoria_delle_laringali 16/07/2013 . ma non si allungano in ā per la legge di Brugmann. E questo significa che una forma come jajāna "nacqui". cioè formazioni seṭ su radici inequivocabilmente aniṭ. sanscrito prathimán.Teoria delle laringali . La laringale spiega (a) il cambiamento di *t in *th nel Proto-Indoiranico. da cui il sanscrito pṛthú. sanscrito -i. laringali. che apperentemente mostra l'azione della legge di Brugmann. diversamente dalle ostruenti (occlusive e *s) sarebbe diventato una sillaba tra due consonanti. pṛta. su radici sicuramente seṭ (cfr. e al contrario forme aniṭ come píparti "egli riempie". dal punto di vista dell'indoeuropeo. come si può vedere sotto: http://it. mentre la stessa laringale protegge lo stato di sillabica della sonorante precedente anche prima di un affisso che comincia per vocale: la forma del vedico arcaico jajanur citata sopra è strutturalmente abbastanza simile (*ǵe-ǵṇh₁-ṛ) a forme come *da-dṛś-ur "essi videro" < *de-dṛḱ-ṛ. sono."assetato" e tániman"snellezza".) Ci sono anche radici che terminano in occlusiva seguita da una laringale. greco nē. come vengono chiamate. Parecchie forme del sanscrito citate sopra vengono da quelle che sembrano essere vocali di radice al grado o in sillabe aperte. lituano ìn) è spiegato dall'allungamento della sonorante sillabica (in origine perfettamente normale) prima della perduta laringale. *h₃ sillabici sono particolarmente utili. ha un'altra conseguenza. la "presenza di /i/" e il fatto che la sola vocale ammessa al secondo posto in una radice sia *ə sono tutti spiegati una che volta che si capisca che *ǵenə.wikipedia. pṛthivīfemminile. il "vero" participio passato. l'intera classe di radici seṭ prende la forma delle voci aniṭ della 3ª persona singolare.e parole simili sono propriamente *ǵenH-.e l'assenza di vocale in avestico (Avestico pərəθwī "ampio" femminile in due sillabe rispetto al sanscrito pṛthivī. è in realtà una falsa testimonianza: nel perfetto del sanscrito. Il sanscrito preserva dli effetti della fonologia laringale con meravigliosa chiarezza. la *o non è in una sillaba aperta a conti fatti. Cioè gli schemi dell'alternanza. appiattito". (Vedi legge di Brugmann per ulteriori discussioni. (Non è d'aiuto il fatto che il Proto-Indoeuropeo stesso avesse radici che variavano alquanto nella loro natura. erano semplicemente quelli di bhendh-. Tutto diventa chiaro quando si comprende che in forme come *ǵonH prima di una vocale. *h₂."ampiezza" (grado pieno). greco platús (grado zero). da qui la forma *ǵenə.in tre).

■ *ḥ₃ nel greco árotron "aratro" = gallese aradr.Teoria delle laringali . lituano árklas. sanscrito pitár-. *tet-. greco thugátēr. La spiegazione per la questione di híeros/híaros è stata discussa a lungo. anglosassone fæder. proto-finnopermico ecc. Se questa cominciasse con una laringale. cfr. La *ḥ₂ sillabica in *pḥ₂ter. fosse *-h₂ter-."vigoroso. santo". Sembra che non ci sia dubbio sull'esistenza di una radice *eysH. quindi *isḥ₁-ro. Per quanto concerne il greco híeros. energico". dovrebbe essere *h₁specificatamente e questo è il problema. farrow "giovane maiale"). come nel sanscrito yātaras "mogli" < *yṆt. lituano parš ̃ as)."respirare. antico nordico arðr. L'Indoeuropeo non aveva radici del tipo *mem-. Evidenza dall'Uralico Un'ulteriore evidenza delle laringali è stata trovata nelle lingue uraliche (ugro-finnico). Ciò significa che non c'è la possibilità di una specie di interferenza analogica. Se ricostruiamo *h₁eysh₂-. Commenti: Le forme greche ánemos ed árotron sono particolarmente valutabili perché le radici verbali in questione non esistono in greco come verbi (si sono estinte). tutti i nostri problemi sono risolti in una mossa. latino nōmen. Ma è difficile datare questi http://it. e porsas "maiale" con l'elemento PIE *porḱ..> híeros (con un regolare arretramento dell'aspirazione in principio di parola) e il sanscrito iṣirá-.wikipedia. latino animus "respiro. ma è molto più semplice ed elegante rispetto alle precedenti. sanscrito duhitár"figlia") ma allungava la vocale precedente (perciò troviamo i latini māter "madre" e frāter "fratello") — anche quando la "vocale" in questione era una sonorante sillabica. l'affisso pseudo-participiale *-ro. latino pater. La laringale diventava sillabica dopo una consonante (perciò il greco patḗr. statós. finnico nimi e inglese name. sanscrito iṣirá. Era in uso etichettare le vocali della radice delle parole greche thetós. sanscrito máha. spirito. L'evidenza dimostra che gli affissi di parentela visti in "madre. Ma il greco attesta un primitivo (e di attestazione piuttosto ampia) híaros con lo stesso significato. con due copie della stessa consonante. divino. la cui forma è stata distorta sulla base del verbo arāre "arare" (l'esatto parente in greco sarebbe stato *aretrum). ecc. stato.non è possibile. come per esempio è successo nel caso del latino arātrum "aratro". Molti studiosi oggigiorno probabilmente le considererebbero come originarie. *dhredh-. senza molti risultati. greco ónoma. Anche *meǵḥ₂ "grande" neutro > greco méga. l'anglosassone fearh (> ing.org/wiki/Teoria_delle_laringali 16/07/2013 .) sono state identificate come probabili prestiti dai primissimi dialetti indoeuropei (cfr. È ancora solo una supposizione. sovraumano. padre" ecc. e molti studiosi sarebbero d'accordo al riguardo.< *yṇ-h₂ter-). la teoria laringale oggi fornisce l'opportunità di una spiegazione che non esisteva prima. alcune parole ricostruite nei 'proto -dialetti' dell'uralico (come proto-ugrofinnico.> *ihero.> *isero. dato" come analogiche. dotós "messo.è aggiunto direttamente alla radice del verbo. vedico aniti "egli respira") < *anə. Forse anche il greco híeros "potente.che dà il latino porcus "maiale". ma nel caso di "vento" ed "aratro" non può venirne fuori una disputa.Wikipedia Pagina 7 di 12 ■ *ḥ₁ nel greco ánemos "vento" (cfr."muoversi/muovere vigorosamente". gotico fadar. mente". Una radice con la forma *h₁eysh₁. ■ *ḥ₂ nel greco patḗr "padre" = sanscrito pitár-. soffiare" (ora *h₂enh₁-). Mentre non ci sono prove che il proto-uralico ed il PIE siano stati imparentati. cioè metatesi delle due laringali."padre" non è realmente isolata. latino pater.

i dettagli di etimo germanico sono difficili da vedere come anticamente proto-indoeuropei. es. Da ciò il latino alūmen "allume". Le forme baltica e slava sono considerate prestiti dal germanico. come lo è ovviamente il finnico olut "birra".sebbene dón in anglosassone ed nel primo inglese moderno significa alle volte "mettere" e ancora succede nel tedesco colloquiale). alūta "un tipo di soffice pelle conciata con allume". come nel tedesco Blatt "foglia". blow "fiorire" (= tedesco blühen) e così via). Qualcuno pensa in questo caso anche ad una evidenza di una ancestrale unità linguistica Uralica-PIE piuttosto che a prestiti. il germanico ed il latino."mettere. inglese bloom (= tedesco Blume).wikipedia. e la sua forma (in termini pre -laringali) sembra essere *alu-. se interessante. La forma "foglia" è limitata al germanico ed era tradizionalmente ricostruita come *bhlədh-. ma ancora limitatamente all'Europa Occidentale i significati hanno tutti a che fare con fiori e fioritura (latino flōs. Ma una simile sillaba non può essere più approvata nei termini di qualsivoglia forma di teoria laringale. PIE *bhlh₁dh-. ma viene considerata anche una forma secondaria (un cosiddetto stato II della radice) *bhl-eH che è accettabile in indoeuropeo e che sembra avere più riflessi dello stato I *bhel. dato che nessuna lingua indoeuropea attestata presenta consonanti come riflessi di laringali. ed il troncamento dei nessi consonantici iniziali è un fenomeno tipico in finnico). La connessione col finnico kalja non è impossibile. il finnico lehti "foglia" cioè *lekte-. E ciò sosterrebbe l'idea che le laringali fossero di natura consonantica. Il significato di "birra" è esclusivamente germanico e la forma era *aluþ(come si vede nell'anglosassone ealu "bitta" ma genitivo singolare ealuþ < *alutos o simile).) Ci sono.Teoria delle laringali . In altre parole il finnico teke. problemi con molte delle forme citate come possibili attestazioni dirette di laringali PIE in finnico. foneticamente. antico nordico ǫl "birra" (e poche altre forme in latino) che puntano ad una radice *h₂el. anglosassone alu (sassone occidentale ealu). La forma "ale/beer" ("birra") è problematica. Di grande effetto è il finnico teke. Il lavoro di ricerca. anglosassone blæd "lama" (la semantica non è un problema. comunque. il simbolo ¢ = "non attestato perché erroneo"). la forma germanica do. la radice soggiacente è ricostruita tradizionalmente come *bhel. ma è certo difficile. Una simile ricostruzione era possibile quando il PIE *ə era visto come una vocale che era il residuo della riduzione di una vocale lunga (come quando la radice era ricostruita come *bhlē.Wikipedia Pagina 8 di 12 prestiti e si sa bene che il finnico li ha presi in massima parte dal germanico e dal baltico (e la forma di porsas si rifarebbe ad una fonte specificatamente satem della parola e anche relativamente recente dato che nei prestiti antichi la *š del baltico si riflette in finnico come h). cfr.potrebbe essere ereditato da una proto-lingua e non essere un prestito (Vedi Kortlandt. questo punterebbe ad una remota antichità dei prestiti."fare" che suggerisce una radice PIE *dheh₁. cfr. ecc. Ma anche a parte l'impossibile forma richiesta per il finnico. in particolare quello fatto dallo studioso J. Per esempio il finnico kal-ja "birra". Le laringali in morfologia http://it. Koivulehto.org/wiki/Teoria_delle_laringali 16/07/2013 . Per il finnico lehti "foglia". Se così.piuttosto che *bhleH-). non *al-. ha identificato un certo numero di aggiunte alla lista dei prestiti finnici da fonti indoeuropee o da fonti interessanti per l'appartente correlazione delle laringali PIE con un'occlusiva velare (o i suoi riflessi) nelle forme finniche. e la latina faciō -. che richiederebbe che la *l fosse sillabica e il risultato sarebbe stato molto diverso (anglosassone ¢bold alto tedesco antico ¢bolt < proto-germanico *bul(H)daz < *bhḷHdh-."amaro". La "radice" è sicuramente attestata solo nelle lingue europee occidentali. posizionare" (ma "fare" nelle lingue IE occidentali. tedesco tun.

In sanscrito.wikipedia.aggiunge ai verbi la situazione di stato da radici di eventi: PIE *sed. italico. L'indoiranico.) *-h₁s. Per il greco la forma omerica ósse "i (due) occhi" viene chiaramente da *h₃ekʷ-ih₁ (prima *okʷ-ī) attraverso leggi fonetiche pienamente regolari (intermedia *okʷye). ma alla fine diventa la forma standart del duale delle radici in o. (La finale alternativa -āu in sanscrito ha poca importanza nel Rigveda. Le differenze formali sono principalmente visibili negli aggettivi (e neanche in tutti) e nei pronomi. Il greco ha alcuni avverbi in -ē. È chiaramente attestato in celtico. yuge "due gioghi" (< yuga-i? *yuga-ī?). da radici n. sebbene non sia completamente certo. *-eh₁. Sembra probabile. Le categorie "maschile/femminile" probabilmente non esistevano nella più originale forma di Proto-indoeuropeo e ci sono pochi tipi di nomi che sono formalmente differenti nei due generi."sedersi": *sed-eh₁. ■ *h₁ è vista nella finale strumentale (probabilmente non teneva conto del numero in orifine. sīmus "possiamo essere noi". ma non c'è modo di sapere quale. ■ *h₂ è vista come l'indicatore del neutro plurale: *-ḥ₂ nelle radici consonantiche.ed u sono stumentali in -ī. *-eh₂ in quelle vocaliche. ma più importanti sono le forme micenee come e-re-pate "con avorio" (cioè elephantē? -ě?). ed http://it. che la stessa *-h₁ sottolinei il nominativo-accusativo duale nelle radici in o: sanscrito vṛkā. ma anche in quel vecchissimo testo la finale solita è -enā.: latino (arcaico) siet "possa essere egli". come nel sanscrito bharatī "due che portano (neutro)". *-yeh₁-/*-ih₁. rispettivamenti.e *-ih₂-.Wikipedia Pagina 9 di 12 Come qualche altra consonante. L'indicatore del neutro duale era *-iH.è il suffisso ottativo per le inflessioni delle radici verbali. può conservare forme che abbastanza chiaramente riflette una laringale. es. come le espressioni inglesi by hand e on foot). Nelle lingue figlie che preservano delle finali. si osserva molto livellamento e rimodellamento. la sola differenza è la maggiore difficoltà di prevedere che cosa succede. Entrambi hanno la peculiarità di non avere un reale indicatore per il nominativo singolare. con alcune tracce di indoiranico (in avestico l'affisso sembra formare radici di passato abituale). germanico (la IV classe dei verbi deboli) ed ion baltico/slavo.deriva radici desiderative come in sanscrito jighāṃsati "egli desidera ammazzare" < *gʷhi-gʷhṇ-h₁s-e-ti. le laringali compaiono in fine di verbi e sostantivi e in morfologia derivazionale. Questa è la fonte delle formazioni del tempo futuro in greco e (con l'aggiunta di un suffisso tematico *-ye/o-) the Indo-Iranian come in: bhariṣyati "porterà" < *bher-ḥ₁sye-ti.(radice *gʷhen-.Teoria delle laringali . -ū. sanscrito han. per esempio."ammazzare"). Ciò che segue è una sintesi delle laringali nella morfologia proto-indoeuropea. nāmanī "due nomi". il greco ha generalizzato -ǎ < *-ḥ₂. perciò il latino ha generalizzato la *-ā nel sistema nominale (successivamente abbreviata regolarmente in -a). greco lúkō "due lupi". Può essere interessante vedere che entrambi i tipi di radici femminili derivate presentino *h₂: che è palesemente derivato dai nominativi delle radici in o ed un ablaut che mostra alternanza tra *-yeh₂. sanscrito syāt "possa essere egli" e così via.org/wiki/Teoria_delle_laringali 16/07/2013 . le radici del femminile i. Nel Rigveda ci sono poche vecchie radici in a (PIE radici o) con uno strumentale in -ā."essere in posizione seduta" (> proto-italico *sed-ē-ye-mos "noi siamo seduti" > latino sedēmus).

due cose sembrano chiare: si basa sulle radici in o e il nominativo singolare è probabilmente in origine un neutro plurale.) Pronuncia Considerevoli dibattiti ancora sostengono la pronuncia delle laringali.org/wiki/Teoria_delle_laringali 16/07/2013 . Queste sono spiegate a volte come dativi in a < *ōy di radici in o. La supposizione che *h₁ sia una occlusiva glottale è ancora molto diffusa.) Una volta che molto si è pensato al riguardo. dal punto di vista funzionale. ■ *-eh₃ potrebbe essere identificato per tentativi in un "caso direttivo". non è comunque facile fissare i dettagli delle radici in ā nelle lingue indoeuropee fuori dall'Anatolia e un'analisi del genere non getta assolutamente luce sulle radici in *-yeh₂-/*-ih₂-. come l'antico caso strumentale dell'articolo determinativo in espressioni inglesi come the more the merrier. come visto nel latino novāre. eō "verso quel posto" e forse anche la preposizione indiana â "verso" che non ha un'etimologia soddisfacente. *-h₂. quanto "un imbrigliamento. (Queste forme devono essere distinte da quelle simili formate dall'ablativo in *-ōd e con un senso "delativo": greco ópō "da qui.Teoria delle laringali .(participio) tutti "rinnovare" ma tutti e tre con il senso di "arare di nuovo. da dove". *-eh₂. http://it. per l'esempio nella parola lehti < *lešte <= PIE *bhlh₁-to (sebbene un proto-finnico *k avrebbe dato lo stesso risultato in finnico). come in *new-eh₂. kátō "giù". E ci sono anche avverbi appropriati in greco e latino (elementi persi nei paradigmi produttivi sopravvivono a volte in forme isolate. allora uno potrebbe essere stato una occlusiva glottale e l'altra potrebbe essere stato il suono h come nell'inglese "hat". c'erano due suoni *h₁. come sembra essere il caso. restituire una terra a maggese alla coltivazione". come in da-aḫ-ḫi "io prendo" < *-ḫa-i (originariamente *-ḫa con l'aggiunta dell'indicatore di tempo primario con conseguente monottongazione del dittongo). che (come le radici in *eh₂) formano radici aggettivali femminili e sostantivi derivati (es. Un'occlusiva glottale sarebbe comunque improbabile che abbia avuto riflessi fricativi nei prestiti uralici."dio"). È la base della finale ittita -ḫḫi. a-ru-na "al mare". tra gli altri.wikipedia. ma ci sono serî problemi con questo punto di vista e le forme sono altamente coerenti. greco neáō ed ittita ne-wa-aḫ-ḫa-an-t. Questo caso non si trova nei paradigmi nominali dell'indoeuropeo. latino quō "verso dove?". ták-na-a "verso il suolo". "più ce n'è meglio è"): greco ánō "su. un'uscita chiaramente attestata in greco ed indoiranico. un aggiogamento"."dea" da deva. (Un tratto arcaico della morfosintassi indoeuropea è che i sostantivi neutri plurali si costruiscono con i verbi singolari e abbastanza probabilmente *yugeh₂ non era molto "gioghi" nel nostro senso. come suggerisce l'evidenza. La stessa evidenza è anche consistente con la supposizione che esse fossero suoni fricativi (opposti alle approssimanti o alle occlusive) è fortemente supportata dal comportamento delle laringali negli accumuli consonantici. L'evidenza dall'ittita e dall'uralico è sufficiente per concludere che questi suoni fossero "gutturali" o pronunciati piuttosto arretrati nella cavità orale. ma al contrario le radici in ā non hanno fondamento in alcuna categoria del neutro. ma tale costruzione spiega una curiosa collezione di forme ittite come ne-pi-ša "verso il cielo".marcava la prima persona singolare con una distribuzione alquanto confusa: nell'attivo tematico (la ō finale del greco e del latino e ā(mi)) dell'indoiranico ed anche al perfetto (non propriamente un tempo in PIE): *-h₂e come nel greco oîda "io so" < *woyd-h₂e.Wikipedia Pagina 10 di 12 almeno per la forma *-eh₂-. Se. sanscrito devī."rinnovare".sembra aver formato verbi fattitivi.

Sammlung Göschen ■ Frederik Otto Lindemann. Wissenschaftliche Buchgesellschaft. Berlino. Clarendon Press. quella faringale è una supposizione forte. Gottinga. 1976. 235–263.wikipedia. alcuni linguisti hanno postulato che *h₃ fosse anche una faringale come l'arabo ‫( ع‬ayin. sia se queste sono dovute a prestiti preistorici che ad un comune antenato (vedi teoria nostratica):■ greco οδυσσομαι = "io odio". Oxford. 1996. Innsbruck. dalla radice IE h3-d-w :: arabo ‫ﻉ‬adūw = "nemico". cioè con una "occlusiva velare semplice". New Comparative Grammar of Greek and Latin. P. Riferimenti ■ Robert S. Per questa ragione. è ovvio che la procheilia da sola non colorasse le vocali in PIE. ha un numero di peculiarità: non subisce un ablaut regolare e ricorre con notevole frequenza in radici come *kap-. Ma c'è un problema: se infatti c'è un significato in questa co-occorrenza. Viene ritenuta spesso sonora sulla base della forma perfetta *pi-bh₃. ■ Hermann Möller. Intitut für Sprachwissenschaft der Universität Innsbruck. qualche caratteristica addizionale (o alternativa) come "laringe abbassata" (come è appropriato per le "laringali" in senso semitico) potrebbe aver avuto l'influenza appropriata sull'evoluzione delle vocali adiacenti. Da cosa si sa di un simile condizionamento fonetico nelle lingue contemporanee. Beekes. Beekes. Mouton. The earliest contacts between Indo-European and Uralic speakers in the light of lexical loans in C. A. P. The earliest contacts between Uralic and Indo-European: Linguistic and Archeological Considerations. Introduction to Indo-European Linguistics. Helsinki. John Benjamins. Mémoires de la societé Finno-Ougrienne 242. 1911 reprint 1970. Le fricative faringali (come la lettera araba ‫ ح‬come in Muħammad) spesso causano una colorazione-a nelle lingue semitiche (questo succede in ebraico. (I riflessi nelle lingue uraliche potrebbero essere gli stessi se i fonemi originali fossero velari o faringali."prendere". no ISBN . Vergleichendes indogermanisch-semitisches Wörterbuch.Doctoral dissertation at the University of Leiden ■ Robert S. 1969. ISBN 90-272-2150-2 (Europe).Teoria delle laringali . 1997. ■ Oswald Szemerényi. Oxford. Oxford University Press. Vandenhoek & Ruprecht. per esempio).) (a cura di). come *kap. sebbene la supposizione che questa fosse velare è probabilmente più comune.Parpola P. Einführung in die Laryngaltheorie. ■ greco αϝησι = "esso (= un vento) soffia".Koskikallio (ed. no ISBN ■ Helmut Rix.) ■ Jorma Koivulehto. Darmstadt. Comparative Indo-European Linguistics: An Introduction. *h₂ (la laringale di "colorazione-a") potrebbe essere stata una fricativa faringale. Amsterdam.) Presupposizione comune o meno. Historische Grammatik der Griechischen: Laut. l'articolazione semplice velare spiega il vocalismo-a o vice versa? Lo stesso è mostrato da alcune corrispondenze IE-semitico. Allo stesso modo si suppone generalmente che *h₃ fosse procheila (labializzata) sulla base del suo effetto di colorazione-o. ISBN 952-515059-3 ■ Frederik Otto Lindeman.S. L'Aia. ■ Andrew Sihler. in particolare le lingue semitiche. ISBN 1-55619-504-4 (U. 2001. come nella parola mu‫ﻉ‬allim = "maestro"). È stato fatto notare che la *a PIE nelle radici verbali. In primo luogo l'effetto che questi suoni hanno avuto sui fonemi adiacenti è ben documentato. 1996.Carpelan.org/wiki/Teoria_delle_laringali 16/07/2013 . 1995.und Formenlehre.dalla radice *peh₃ "bere". Walter de Gruyter & Co. http://it. Basandosi sull'analogia dell'arabo. no ISBN . The Development of Proto-Indo-European Laryngeals in Greek. pp.Wikipedia Pagina 11 di 12 Molte dispute si sono fatte per stabilire l'esatto punto di articolazione delle laringali. Introduction to the Laryngeal heory. dalla radice IE h2-w-h1 :: arabo hawā' ="aria". 1970.

ed Winter. ■ Kortlandt.pdf) (pdf) Portale Linguistica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di linguistica Categorie: Fonologia Glottologia Indoeuropeistica | [altre] ■ Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 12 mar 2013 alle 16:22. Evidence for Laryngeals.nl/publications/art202e.org/wiki/Teoria_delle_laringali 16/07/2013 . 1965. URL consultato in data 11 novembre.kortlandt. Frederik (2001): Le laringali iniziali in anatolico (http://www. L'Aia.Teoria delle laringali .shtml). ■ Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo.wikipedia. 2nd ed.com/Linguistics/pie-phonology. http://it. Collegamenti esterni ■ Fonologia proto-indoeuropea (non standard e teorica) (http://www. Mouton.tundria. Inc. Wikipedia® è un marchio registrato della Wikimedia Foundation.Wikipedia Pagina 12 di 12 ■ Werner. possono applicarsi condizioni ulteriori. Vedi le Condizioni d'uso per i dettagli.