You are on page 1of 84

GIUSEPPE ROMANO

CONVENTIO E CONSENSUS
(A proposito di Ulp. 4 ad ed. D.2.14.1.3)

1

SOMMARIO: 1. Cenni introduttivi. — 2. Conventio e consensus: per una distinzione delle due nozioni. Esame delle varie tesi proposte in dottrina — 3. Continua: osservazioni critiche. — 4. Conventio come ‘accordo’ nel senso di ‘contenuto negoziale’. — 5. ‘Consenso’ e ‘accordo’ nella dogmatica moderna: per una possibile analogia. — 6. Consensus come volontà singola adesiva. — 7. Analisi di B.11.1.1: all’origine di un equivoco. 8. Possibili ricadute sull’interpretazione di Ulp. 4 ad ed. D.2.14.1.3. — 9. Per un uso (improprio) di conventio nel senso di consensus. ? 10. Ulp. 4 ad ed. D.2.14.1.3: osservazioni conclusive.

1. Cenni introduttivi.

Secondo un convincimento fortemente radicato in dottrina, conventio e consensus avrebbero costituito all’interno del lessico romano termini connotanti la medesima valenza segnica, entrambi espressivi dell’idea di una ‘volontà comune’. L’idea vanta origini assai risalenti. Maturata in ambiente bizantino,1 ha trovato una prima formulazione già in Cuiacio 2 e Donello.3 Ripresa dal Bonfante4 e dal Biondi, 5 solo per fare riferimento ad Autori non più vicinissimi, è riproposta con insistenza dagli studiosi più recenti. Fra questi vanno senz’altro ricordati il Cerami, 6 il Santoro,7 lo Schiavone,8
In proposito v. infra § 7. CUJACII, Opera, I, 1758, p. 797. 3 DONELLI, De iure civili l. 12 c. VI, (Opera, III, pp. 488 ss.). 4 P. BONFANTE, Il contratto e la causa del contratto, in Scritti giuridici varii 3 (1921); pp. 127 s.: ‘i termini significanti l’accordo sono pei Romani: consensus, conventio, pactum, pactio’. 5 A. BIONDI, Contratto e stipulatio, Milano, 1953, p. 132. 6 P. CERAMI, D.2.14.5. (Ulp. 4 ad ed.). Congetture sulle tres species conventionum, in AUPA 36 (1976), p. 168 nt. 72: secondo l’Autore ‘Quanto alla pretesa giustapposizione “conventio-pactum” è da osservare che conventio, pactum e consensus ricorrono come termini equivalenti nel linguaggio dei giuristi classici’. 7 R. SANTORO, Il contratto nel pensiero di Labeone, in AUPA 37 (1983), p. 194, che nel difendere la genuinità di D.2.14.1.3 afferma che ‘appare irrilevante il sostituirsi di ‘consensum’ a ‘conventionem’, dato che...consentire è usato come sinonimo di convenire ’. 8 A. SCHIAVONE, La scrittura di Ulpiano. Storia e sistema nelle teorie contrattualistiche del quarto
2 1

2

lo Zimmerman. 9 Si tratta come si vede di adesioni tutte autorevoli. I brani tradizionalmente invocati a sostegno di quest’opinione sono essenzialmente Ulp. 4 ad ed. D.2.14.1.3 e Ulp. 4 disp. D.50.12.3pr., entrambi famosissimi. Quanto a

D.2.14.1.3 (Ulp. 4 ad. ed.): C o n v e n t i o n i s v e r b u m g e n e r a l e est ad omnia pertinens, de quibus negotii contrahendi transingendique causa, consentiunt qui inter se agunt: nam sicuti convenire dicuntur qui ex diversis locis in unum locum colliguntur et veniunt, ita et qui ex diversis animi motibus in unum consentiunt, id est in unam sententiam decurrunt. Adeo autem conventionis nomen generale est, ut eleganter dicat Pedius n u l l u m e s s e c o n t r a c t u m , n u l l a m o b l i g a t i o n e m , q u a e n o n h a b e a t i n s e c o n v e n t i o n e m , sive verbis sive re fiat: nam et stipulatio quae verbis fit, nisi habeat consensum, nulla est.

decisivo per una identificazione delle due nozioni è apparso, all’interno del tratto ‘nam-nulla est’, esplicativo del dictum Pedii, 10 l’utilizzo del termine consensus in luogo del termine conventio in precedenza adoperato: ut eleganter dicat Pedius nullum esse contractum, nullam obligationem, quae n o n h a b e a t i n s e c o n v e n t i o n e m , sive verbis sive re fiat: nam et stipulatio quae verbis fit, n i s i habeat

c o n s e n s u m , nulla est. Sostituzione che ha fatto legittimamente pensare ad una interfungibilità delle due nozioni. Interfungibilità in qualche modo avvalorata dal ricordato

D.50.12.3pr. (Ulp. 4 disp.): Pactum est duorum consensus atque conventio…

in cui il ricorso da parte di Ulpiano all’endiadi ‘consensus atque conventio’, per distinguere la nozione di pactum da quella di pollicitatio, intesa come ‘offerentis solius

libro ad edictum, in Atti del seminario sulla Problematica contrattuale in diritto romano, I, Milano 7-9 aprile 1987, (pubb. 1998), p. 131, il quale, muovendo dall’idea per cui nel tratto ‘nam-decurrunt’ sarebbe contenuta ‘una definizione di conventio simile a quella proposta prima per pactum’, arriva alla conclusione che la ‘conventio è il consensus delle parti’. 9 R. ZIMMERMANN, The Law of Obligations, Roman Foundation of the Civilian Tradition, CapeTown-Wetton-Johannesburg, 1992, p. 563, per il quale ‘appears more or less to be a synonym for consensus’. 10 In proposito v. infra § 8.

3

promissio’, è stato interpretato già dal Leonhard come indice della perfetta specularità dei due sostantivi. 11 Così come, in una medesima prospettiva, di un impiego allo stesso livello (‘on the same level’) discute tra gli studiosi moderni lo Zimmermann.12 Ciò ritenuto, va detto che, seppure è vero che in talune circostanze si assiste, come meglio si osserverà in seguito, ad una oscillazione terminologica, non sempre registrata dagli Autori indicati, o per lo meno non esplicitamente richiamata, che potrebbe intervenire ad avvalorare l’ipotesi di una medesima valenza concettuale, vi sono altri dati che invitano piuttosto a riconsiderare questa communis opinio, non potendosi peraltro neppure dimenticare che i molti sospetti che da tempo pesano sull’autenticità della chiusa di Ulp. 4 ad ed. D.2.14.1.3, su cui viene in definitiva a fondarsi l’idea di una identità semantica tra consensus e conventio, non consentono di fare sicuro affidamento su questa fonte.13

2. Conventio e consensus: per una distinzione delle due nozioni. Esame delle varie tesi proposte in dottrina.

Com’è noto l’ipotesi secondo la quale al termine conventio non andasse attribuita la medesima capacità denotativa che risulta invece sottesa al termine consensus non può ritenersi del tutto nuova. Seppure con differenze non di poco conto sotto il profilo contenutistico, essa era stata avanzata in passato da diversi studiosi. 14 Uno dei primi tentativi in tal senso fu compiuto dal Fritsche, in un breve studio apparso nel lontano 1888, dal significativo titolo ‘Untersuchung über die Bedeutung von consensus und consentire in den Digesten’. L’indagine nasceva come reazione ai
R. LEONHARD, Der Irrthum bei nichtigen Verträgen nach römischem Rechte, Berlin, 1882, (ora in Der Irrthum als Ursache nichtiger Verträge. I Vertragsbestandteile und Irrtum, Breslau, 1907) p. 31: secondo lo studioso tedesco l’abbinamento di due sostantivi troverebbe giustificazione nell’intenzione di Ulpiano di sottolineare la differenza tra la unilateralità della pollicitatio la bilateralità (Zweiseitigkeit) del contratto. Ipotesi respinta da H. FRITSCHE, Untersuchung über die Bedeutung von consensus und consentire in den Digesten, Berlin, 1888, p. 61, per il quale un richiamo alla bilateralità del contratto sarebbe già individuabile nel genitivo plurale quorum; tra gli studiosi più recenti, nell’endiadi consensus e conventio intravede il ‘rafforzamento di un unico significato’, piuttosto che l’espressione di ‘distinti valori semantici’, F. GALLO, Synallagma e conventio nel contratto, I, Torino, 1992, p. 47 nt. 59. 12 R. ZIMMERMANN, The Law of Obligations, cit., p. 563. 13 In proposito v. infra § 8. 14 Per una prima informazione v. G. SCIASCIA, in NNDI s. v. “conventio”, pp. 799 s.; della questione non si occupa, nonostante l’ampiezza dell’indagine, C. CASCIONE, Consensus. Problemi di origine, tutela processuale, prospettive sistematiche, Napoli, 2003.
11

4

v. Il contratto consensuale classico. (=Gesammelte Reden und Abhandulgen. 4 disp. 1874. P. I. 1878. cit. il quale. Leipzig. 1933.22 Considerate le finalità dell’opera del Fritsche non c’è da stupirsi. (ora in Studi giuridici. che l’Autore passasse ad affrontare anche il problema della relazione tra consensus e conventio. pp.. pp. Untersuchungen zur Geschichte des römischen Gesellschaftsrechts. in F. Milano. GLÜCK.) 20 Al riguardo v. 25 ss. I. in AG 25 (1880). mirava più ambiziosamente a precisare i rapporti tra elemento volitivo e l’intera categoria negoziale. passando attraverso la determinazione del ‘Willens-Begriff’.3pr. pp.50. 165 ss. G. Zur Lehre vom Rechtsgeschäft im klassischen römischen Recht. p. “consensus”. 80 ss. Milano. questa. Le conclusioni cui perveniva allora lo studioso tedesco. 62.). 16 15 5 . VOCI. Weimar. 163 ss. pp. 72 ss. di cui per l’appunto il ‘Consens-Begriff’ non costituiva che una articolazione interna. ed era forse inevitabile. pp. Rostok. Wille und Willenserklärung. in SDHI 25 (1959). I. erano all’insegna di una differenziazione: mentre consensus avrebbe BRISSONIUS. Weimar.12. operava una riconduzione allo schema della libertà di forme: ‘die Freiheit von Erlklärungsmittel des Zivilrechts’. ripubblicato in Archiv für die civilistiche Praxis 63 (1880). dando piuttosto risalto al momento dichiarativo della volontà (‘Übereinstimmung der Erklärungen zweier Contrahenten’). WIEACKER. IV. in Studi Schupfer. DERNBURG. SCHWARZ. invocato dal Leonhard in favore di una sinonimia tra i due sostantivi.. richiamandosi a taluni spunti presenti principalmente in Brissonius15 e Glück. 147 17 RÖVER. II. Societas: Hausgemeinschaft und Erwerbsgesellschaft.20 Orientamento che da altro punto di vista era destinato a trovare uno sviluppo ancor più radicale nella tesi sostenuta dal Perozzi. pp. Bd. Pandette. 288 ss. addirittura ‘eine Denkfomr des zurückweichenden äußeren Rechtsformalismus’. scardinando l’idea del consensus come fatto psichico-interiore. specialmente contrattuale. trad. 1937. 565 ss. § 2. Sunti di scritti giuridici tedeschi. F. D. H. 1936. pp.. primo fra tutti Winscheid. La dottrina romana dell’errore. I. pp. Über die Bedeutung des Willens bei Willenserklärungen.19 assegnando piuttosto un ruolo preponderante alla dichiarazione rispetto alla volontà.16 e alle più recenti indagini del Röver. 1904. Schulz.risultati proposti dal Lehonard. Roma. (ora in Scritti.18Conclusione. Irrthum. 1ss. 457 ss. Commentario alle pandette. s.17 aveva messo in discussione l’idea allora maggioritaria che individuava nel consenso l’accordo interno (‘innere Übereinstimmung der Contrahenten’). 21 ed abbracciata in ambiente tedesco dal Wieacker. LEONHARD. SCIALOJA. alla luce anche di Ulp. 18 R.. DULCKEIT.. pp. 337 ss. 1951. 1906. WINSCHEID. che veniva ad inserirsi all’interno di una più ampia riflessione che. 19 B. I. Die Bedeutung des Geschäftswillens im römischen Kontraktsrecht. Leipzig. F. pp. De verborum significatione. 1898.. che. I.) 22 F. pp. col non celato intento di rovesciare l’impostazione tradizionale in tema di errore risalente al Savigny e messa a punto dagli esponenti della pandettistica.. 21 S. V. 53 ss. in proposito v. PEROZZI. it.

il quale. in un mutato clima storico-giuridico. circostanza ancor più grave. di messa a punto delle fondamentali categorie giuridiche. cit. p. ‘nella sua accezione H. Der Konsens als Grundlage des 24 23 6 . nella dottrina tedesca. MAYER-MALY. (Vom Beruf unserer Zeit für Gesetzgebung und Rechtswissenschaft. da imputare più che altro all’abuso ‘dell’analisi puramente grammaticale e della logica formale’ cui si era lasciato andare il collega d’oltralpe. idea riconfermata nella seconda edizione del 1892.indicato la ‘Willensübereinstimmung als psychologische Thatsache der Congruenz innerer Willen Verbindung’. conventio avrebbe più propriamente designato la ‘Willensvereinigung als erkennbare Thatsache der Verbindung erklärter Willen’. Heidelberg) che diede ufficialmente vita alla Scuola storica tedesca.. IV. in cui era oramai del tutto sopita l’aspra polemica di inizi ottocento tra il Thibaut e il Savigny. intesa come ‘Erklärungsübereinstimmung’. nella sostanza concordava con l’attribuzione a conventio del medesimo significato di consensus. i risultati del Fritsche venivano ripresi. Untersuchung. un elemento necessario (Erfordernis) al pari del consensus (‘Willensübereinstimmung’) per il perfezionamento della fattispecie contrattuale. ‘l’assoluta mancanza di critica esegetica’. BRINZ. 26 Per un’efficace sintesi di queste vicende v. ad innescare il bibattito fu la pubblicazione nel 1814 di uno scritto del Thibaut (Über die Nothwendigkeit eines allgemeinen bürgerlichen Rechts für Deutschland. 23 In realtà il nucleo centrale della distinzione patrocinata dal Fritsche era in qualche modo circolante. FRITSCHE. Jena). Pandekten. sin dalla prima edizione delle sue Pandekten. al quale si accompagnava. aveva individuato nella conventio. a cui erano chiamati gli studiosi tedeschi. e dunque una congruenza di volontà intesa essenzialmente come fatto psichico interiore.24 Tanto interesse da parte della dottrina tedesca verso il tema in questione non rappresentava che un singolo aspetto di un più vasto sforzo elaborativo. nello spazio di un trentennio. con il quale si sosteneva l’opportunità che la Germania adottasse un codice civile sul modello del Code civile francais del 1804. pur con talune significative riserve di ordine metodologico. 25 Com’è noto. la quale già col Brinz. con una accentuazione quindi del momento manifestativo della volontà stessa. 296. che in quegli anni. 1574 (non consultato). p. T. seppur a livello di semplice spunto. dal Betti. al quale nello stesso anno fece seguito la replica di Savigny. In altri termini conventio avrebbe assunto ‘die Bedeutung von Consens-Erklärung’. 26 In Italia. pp. se pur a notevole distanza di tempo. l’esempio francese. 25 erano fortemente impegnati nei lunghi lavori preparatori che avrebbero poi consentito alla Germania di dotarsi di una propria codificazione seguendo. 61 ss.

32 S. MELILLO. pp. Vertrages.1. 4 ad ed. in Festschrift für Erwin Seidl. 33 nt. 28 Questi. Napoli. D. in Studi Urbinati 3 (1929). 338 s. BIDR 28 (1915). 1. p. 1975. Conventio non avrebbe denotato il consenso. pp. 44 nt. 117 nt. 209 s. 28 Scritti. pp. 31 Superate le iniziali perplessità sulla limitazione della categoria alle ‘sole clausole accessorie dei contratti’ ancora presenti in U.1. per Lombardi. Il negozio bilaterale romano. BETTI. 29 Ed anche di recente non è mancato chi.14. in Studi P. 100. 553 nt. almeno nell’impostazione ulpianea. ma piuttosto l’incontro di due volontà dal quale avrebbe tratto origine il consenso stesso. Le obbligazioni romane. come il Melillo. 7 . quando nella l. PEROZZI.2. Ricerche in tema di ‘ius gentium’. rappresentassero due distinti elementi o forse anche ‘due livelli di un solo elemento’ della nozione di pactum. 1983. 1930. Köln. D.più ampia: ma con una sfumatura la quale accenna piuttosto all’atto della dichiarazione’. p. Milano.31 Punto di partenza delle riflessioni dell’Autore era dato dall’analisi del già richiamato Ulp. 27 E. mentre consensus metterebbe in rilievo ‘il requisito di una comune visione’. II. II. Sul valore dogmatico della categoria “contrahere” in giuristi proculeiani e sabiniani.14. 4 ad ed.14 la conventio è invece l’atto che deriva dal consenso’.1.3. si dichiarava insospettito dalla sostituzione del binomio ‘placitum et consensus’ adoperato in Ulp.30 ha avanzato l’ipotesi che.1 con ‘consensus atque conventio’. e senza che si veda perché diventino sinonimi “consensus” e “conventio”. nel formulare una diagnosi di interpolazione con riferimento a Ulp. 338 nt.. 1 § 3 D. ora in Scritti. 44.1. 1948.2. p. che ‘conventio potesse equivalere a consensus o a accordo’ veniva negato in maniera risoluta in Sull’elemento subiettivo nei contratti. D. 29 G.27 Sempre per una differenziazione prendeva posizione anche il Perozzi. 1903. Struttura ed evoluzione in età classica. peraltro su un piano meramente lessicale (conventionis nomen generale est). consensus e conventio. Secondo il de Francisci andava respinta l’ipotesi suggerita dal Perozzi32 di leggere la generalità conventio nella particolare prospettiva di una sua riferibilità. Colui che però si era mosso con maggiore decisione nella direzione indicata è stato senza dubbio il de Francisci. Milano. conventio al contrario accentuerebbe ‘il requisito del verificarsi effettivo della convergenza tra le due parti’. nt. BRASIELLO Obligatio re contracta. senza che si veda una ragione del mutamento. p.50. Ed in particolare. LOMBARDI.3pr. Milano. 1. nel suo prezioso lavoro dedicato alla storia dei contratti innominati. Bonfante. Bologna. p. 1946. II.12. dal Brasiello. 1. 4 disp. seppur con qualche esitazione iniziale. seguito.2. 30 G.

p. 1927. già in Atti Accad. 250). Sulla teoria generale dei “pacta”.. più di recente P. cit. in ZSS. Pavia. Palermo. RICCOBONO. p. in Festschrift Hanausek. D. 445. III. 1916. S. mor. Edicti perpetui quae reliqua sunt. invece. Lübtow zum 80. pp. come peraltro sarebbe emerso in modo ‘non equivoco’ dalla lettura di Pap. 26. Al contrario.34 In particolare.35 Non dunque sinonimo di consensus. Storia e dottrina dei cosiddetti contratti innominati. Cum igitur ea lege fundum vectigalem municipes locaverint. Elementi sistematici nei commentari ‘ad edictum’. riedito in Studi di dir. 480 ss. 497). MANENTI. 35. ut ad heredem eius. che la rubrica fosse semplicemente intitolata de pactis è quanto sostenevano invece STOHL. 36 D. in BIDR 45 (1937). 47 (1927). 197s. p. Napoli. 270 ss. “Pacta conventa”. a ciò costretto dal tenore della rubrica edittale ‘de pactis et conventionibus’. 148.1. Non prende posizione A.50. Thesaurus.33 Una tale interpretazione avrebbe comportato infatti l’inconveniente di svilire il pensiero di Ulpiano facendogli assumere connotazioni sostanzialmente tautologiche. soluzione condivisa da Lenel già nella prima edizione del suo Das edictum perpetuum (1883) e difesa a più riprese sino all’ultima (Leipzig. ALBANESE. Congetture sulle ‘tres species conventionum’. C u m i g i t u r e a l e g e fundum’. I. CERAMI. 85 (1974). DE FRANCISCI. Milano. sc. Synallagma e conventio. p. in un secondo momento C. qui 33 8 . G. si sarebbe designata in maniera onnicomprensiva l’intera categoria delle leges contractus. intento assai più ambizioso del giurista sarebbe stato quello di giungere alla elaborazione di una nozione rigorosamente tecnica. Bedingte Novation und pactum in römischen Recht.. 2 resp. p. pp. Graz. 1. I. 1982. p. 34 Ancora fortemente contrastata è la questione dell’esatta formulazione della rubrica edittale. Panorm. asindeticamente. mentre con pactum doveva individuarsi una particolare tipologia di convenzioni.. quam verba spectari placuit. 1. KOSCHAKER. C. 138. 1891. D’ORS. p. Note ulpianee alla rubrica edittale per i ‘pacta conventa’. SUNALLAGMA. per la lezione de pactis et conventis (o. Il contratto nel pensiero di Labeone.): In conventionibus contrahentium voluntatem potius. II.16. 1849. Siena. MANENTI. Conventiones y contractus. C. MAC CORMACK. p. B. de pactis conventis). pp. cit. con conventio. 672 ss. A. in OTTO. LOMBARDI. II. 538 nt. SUNALLAGMA. 124. DE FRANCISCI. rom.50. con conventis inteso quale aggettivo di pactis. P. p. R. 1957. cit. G. nella sua Dissertatio ex Ulpiani libro IV ad edictum de pactis et de conventionibus. 1958.. SANTORO. in Festschrift v. MANENTI. 155 nt. Teoria generale dei pacta. sull’esempio di Donello e Cuiacio. Sulla scorta di P. I. pol. 269 ss. 1891. Le consensualisme dans l’édit du préteur. 167. invece RUDORFF. I.. Geburstag. p. XVII. Basilea. 1946. Per la forma de pactis conventis.219 (Pap. F. in favore della dicitura ‘de pactis et conventionibus’ optava già Crusius. ma piuttosto termine indicativo delle clausole contrattuali. FERRINI. 1980 (ora in Scritti. AHDE 46 (1976). p. ARCHI. Gli atti negoziali nel diritto privato romano. 35 In questo senso già C. III.S. Ricerche in tema di ius gentium. p. 5. in Studi Senesi 31 (1915). cit.16. in Filangieri. pp. GALLO. 64 s. con maggiori argomenti.219 ‘I n c o n v e n t i o n i b u s c o n t r a h e n t i u m voluntatem potius quam verba spectari placuit. Contributo critico alla teoria generale dei pacta. Ait praetor: “Pacta conventa servabo”. Contractual theory and the innominate contracts. TONDO. G.36brano la cui I. p. 144.ad ogni manifestazione di consenso indirizzata all’instaurazione o estinzione di un rapporto contratttuale: ‘negotii contrahendi transigendique causa’. 131. MAGDELAIN. in SDHI 51 (1985). Lipsia. III. Paris. seguito da P. in Scritti. 2 resp. 1892. p.). p. (ora in Opere. pp. ovvero quelle volte alla remissione del debito. e più di recente G. 1925. pp.. da ultimo S. ovvero delle leges contractus. 477. Rec. in SDHI 64 (1998). De iuris dictione edictum. Siena. I. Rep. Berlin. e. BONFANTE. 1741. 42. a Manenti. alla stregua di quanto poco prima si era trovato a fare per la nozione di pactum-pactio.

38 I. in SDHI 42 (1976). Beiträge zur Kritik der römischen Rechtsquellen. 221 s. 1962. 25 ss. anche là dove. 1956. e più in generale per le questioni affrontate da Papiniano. SOLAZZI. 26 s. pertineret. Locatio conductio. di tenere rigorosamente distinte le due nozioni. MAYER-MALY. 37 G. Disciplina giuridica e costruzione dogmatica nella ‘locatio’ degli ‘agri vectigales’.37 Chiave di lettura che non era da ritenere seriamente compromessa dal frequente ricorso da parte dello stesso Ulpiano al termine pactum per riferirsi alle leges contrattuali. con una propensione peraltro a valorizzare sfumature. 1911. Studi sull’ager vectigalis. in SDHI 30 (1964). sul frammento. 1950. p. tale impiego sarebbe dipeso da due ragioni concorrenti. 482. Bologna. Faenza. infatti. II. BOVE. 9 .. in SDHI 7 (1941). da questi differendo solo da un punto di vista funzionale e non anche strutturale. non sono mancati i tentativi tesi a differenziare i termini in questione.. II. come si è visto. GALLO. il distinguo tra volontà interna e volontà manifestata supposto dal Fritsche. 101. ius heredum ad legatarium quoque transferri potest. 38 3. Il negozio verbale in diritto romano. p. Secondo l’Autore. 34 nt. F. H. GANDOLFI. VOGT. Napoli. La prima: che anche le conventiones in quanto accordi sarebbero state dei pacta. che senza suscepit. Ricerche sugli “agri vectigales”. Eine Untersuchung zum klassischen römischen Recht. Wien-München. LANFRANCHI. non sufficientemente supportate sotto il profilo documentale e argomentativo. e F. pp. nonostante l’uso del participio contrahentium avesse indotto prima di lui il Beseler a giudicare sospetta l’intera testimonianza. come ad es. 1960. Usus proprius. Tübingen. va però detto che nessuno di questi pare sia riuscito a coglierne le effettive differenze. il quale limita il possibile rimaneggiamento ad heredum scambiato dal copista in luogo di heredis. un accenno anche in P. G. pp. Das Erbbaurecht des klassischen römischen Rechts. Neppure quella formulata dal de Francisci. 76. 1994. SUNALLAGMA. BESELER. III La trasmissibilità a titolo singolare del ius in agro vectigalis.. anzi. S. DE FRANCISCI. le proposte avanzate non sono andate oltre il dato meramente impressionistico. PASTORI. p. 233. pp. p. Milano. 1938. Marburg Lahn. presente invece ad apertura del commento al titolo de pactis et conventionibus. F. Giurisprudenza e prassi notarile nelle carte italiane dell’alto medioevo e negli scritti romani. Il più delle volte. oltre agli autori citati nel testo v. pp. cit. 71. T. che pur sussistono tra le due nozioni. sarebbe stato più appropriato un riferimento alla conventio. La seconda: che in tutti i luoghi in cui è dato registrare tale uso terminologico non vi sarebbe stata la necessità.genuinità era difesa dall’Autore. 400 s. considerata la natura non remissiva della pattuizione. Lezioni sull’interpretazione dei negozi giuridici. Corso di esegesi delle fonti di diritto romano. L. Se. p. FREZZA.. Continua: osservazioni critiche..

ed è falso che ogni contratto debba avere o abbia particolari leges o patti aggiunti’.1.50. Perplessità al riguardo erano state avanzate già a suo tempo dal Bortolucci.23. solo per citare degli esempi.16. ut in deposito et culpa praestaretur. sembra però sottrarsi alle critiche. al patto aggiunto al contratto di deposito. 1984. nel senso voluto dal de Francisci si potrebbe indicare. perché è banale dire che è difficile trovare in pratica un contratto senz’aggiunta di qualche convenzione o patto particolare. Ulp. quasi adiectum esset se vivo: hoc enim ita accipiendum esse contemplatione paternae pietatis et contrahentium voluntatis.4. 30 ad ed. 41 In proposito v. ita pactum interpretandum divus Severus constituit.4. 30 ad ed. persino quella derivante da suo comportamento doloso.11 (Ulp. il quale faceva notare come un ridimensionamento del significato di conventio alla sola lex contractus avrebbe sortito il solo effetto di degradare il dictum Pedii ad una ‘banalità per di più non vera. 264. la seconda. ne se vivo petatur neve costante matrimonio dos petatur. più che all’insieme di clausole ad esse annesse —. Regula e ius antiquum in D. Bari. 42 D.16.): Si convenit. pp. TAFARO. rata est c o n v e n t i o : contractus enim legem ex conventione accipiunt.6-7. D. 40 39 10 . le quali confermano l’uso di conventio supposto dal de Francisci nell’accezione di clausole contrattuali. ut posterior quoque p a r s c o n v e n t i o n i s ad vitam patris relata videatur. p. Note sul contratto romano.23. in cui non si può però del tutto escludere che il sintagma ‘in conventionibus contrahentium’. dolum non esse praestandum si convenerit. D.6-7 (Ulp. D.1. 43 Sul frammento v. alludesse in generale alle differenti tipologie di convenzioni contrattuali. infra nel testo § 4.17.50. qui acceperit. 45 ss. e non solo ulpianee.16.): Cum pater dotem pollicitus fuerit et paciscatur. Ricerche sulla responsabilità contrattuale.39 In effetti non mancano occorrenze ulpianee.219. nam haec conventio contra bonam fidem rell. con il quale la parti prevedevano un’allargamento della responsabilità del depositario anche all’ipotesi di colpa. inter. Oltre al già ricordato Pap. S.3. 1935. a dispetto della specificità della sedes materiae — in questione era in effetti l’interpretazione della clausola ‘ut ad heredem eius.41 Nello stesso ordine di idee si inserisce anche Ulp.11. con il quale il depositario escludeva invece ogni propria responsabiltà.dubbio fra tutte si distingue per concretezza e rigore argomentativo. pertineret’ contenuta in una locatio fundi vectigalis —.42 in cui con conventio viene indicato il patto (de non petendo) con il quale il padre nell’atto di promettere dote per la figlia stabiliva che non se ne potesse pretendere la consegna fin tanto che lui stesso fosse rimasto in vita e più in generale in costanza di matrimonio. I. rell.43 In tema di BORTOLUCCI. nullo perché contra bonam fidem. 2 resp. all’accordo.3.40 in cui con il termine conventio Ulpiano nel caso di specie si riferiva. 34 ad ed. in Acta Congressus iur. Illud non probabis. 34 ad ed. .23. la prima volta. D.

46dove conventio viene adoperato per indicare il patto con il quale si prevede che gli interessi. ita tamen si conventio specialis facta est in conductione domus. in quanto negozio pretorio. non esse tamen irritam conventionem placuit.45 Ed infine si potrebbe ricordare Pap. 11 resp. non sono del tutto infondati i dubbi avvertiti in dottrina circa la genuinità47 — sono espressamente indicate D. potremo facilmente osservare che Ulpiano assegna tale qualificazione proprio a talune fra le più importanti figure di contractus: si pensi.2.4.43. In proposito. prima del quale veniva negata all’inquilino la facoltà di recedere dal contratto (‘migrare’).3 (Pap. a Ulp. sistematica delle conventiones. 4 ad ed.4 (Ulp.2.14.7pr. ut non liceat ante finitum annum. infatti. è altrettanto vero però che i casi in cui il termine designa il contratto stesso. che subordinava il ricorso all’interdetto al semplice pagamento della pigione o. 4 ad ed. rell. ait Labeo. nisi paratus sit eam pensionem solvere.1 M.d. 11 resp. importata.2.43.3. risultano troppo numerosi perché li si possa considerare come semplici eccezioni alla regola. D.1. cit. 45 O meglio è da ritenere che la restituzione fosse condizionata alla solutio (o offerta di solutio) delle pigioni che il conduttore avrebbe dovuto pagare se fosse rimasto nell’abitazione per il periodo minimo convenuto. pp. che gli sarebbe invece spettata stando al principio generale già enunciato da Labeone e riferitoci da Ulpiano.. Se dunque è indubitabile che quello di conventio nel senso di lex contractus risponde ad un uso ampiamente attestato — ribadiamo che gli esempi si potrebbero moltiplicare —.1. vadano compensati con i frutti delle cose date in pegno eventualmente percepiti dal creditore. interdictum hoc cessare.14.20. TALAMANCA.. D. nisi solverit et sequentis semestris. D’ORS. 73 ad ed. ibi nata facta essent’.14. 46 D. 61 ss.1. Quamvis exordio minores in stipulatum venerint. ad una offerta di pagamento: ‘paratus sit eam pensionem solvere’.32. vel certum tempus migrare.): Pacto placuit. Pur se limitiamo la nostra attenzione. Proinde si semestrem solvit.4 e D.20. in ultima analisi. semestris debeatur. si pronuncia per l’origine glossematica dell’intero § 4 di Ulp. F. alla sola catena di frammenti in cui è articolata la c.): Si pensio nondum debeatur.32. D. ad es.. inutiliter interdicet.44in cui il sintagma ‘conventio specialis’ sta a designare l’accordo annesso a contratto di locazione di immobile urbano con il quale veniva fissato un limite minimo di durata per la conductio domus. pp. ritenendo che in origine Ulpiano si riferisse alla fiducia A. 73 ad ed.1... nel 44 11 . 47 Espunge il riferimento al pignus. Ricerche sul “pignus”. v. più che le clausole ad esso annesse. Replicas Panormitanas III.1. e più in generale sul tema in questione.1. ove — anche a tacere del riferimento al pignus ed alla stipulatio.interdictum de migrando si potrebbe pensare a Ulp. introducta. ut ad diem usuris non solutis fructus hypothecarum usuris compensarentur fini legitimae usurae. D. se non al costo di rinunciare alla restituzione di ‘ea quae in habitationem. fino al termine fissato per il loro pagamento. 137 s.1. rell. cit. LA ROSA. per i quali. “Conventio” e “stipulatio”.

cit.). 1). nell’inciso ‘Et quidem ista conventio non est nuda’. p. pp. 50 Sulla genunità del tratto ‘Sed-obligationem’ v. Studien zur Vertragsaufhebung in römischen Recht. dubbioso G.14 possiamo ricordare il celebre. ripreso di recente da GUZMÁN BRITO. (Scritti. SIBER.. quanto discusso.19. n i s i s i q u i s et in hac specie de dolo actionem competere dicat..52 sistema dei contratti romani. e dunque all’accordo nella sua complessità. 42 ad Sab.2.4. non timet condictionem. Le Obbligazioni. il quale da parte sua pensa ad una glossa rientrata nel testo: indicativi a questo proposito l’uso dell’avverbio ‘hic’ e della (non giustificata) congiunzione avversativa ‘sed’. in Roma e America. id est praescriptis verbis. D. sed pactio intercessit ob indicium. videamus. KNÜTEL. pp. Diritto romano comune.7.15 (Ulp. 137 s. 52 Uncinava l’intero tratto ‘et quidem-fin’ POKROWSKY. Solent etiam mercedem huius rei accipere. 48 Il testo originario avrebbe contenuto un richiamo al mandatum per A. la societas e il commodatum.14. quia ob causam accepit. in Studi Bonfante. Torino.2. GALLO. la locatio conductio. cit. PEROZZI.come conventiones l’emptio venditio..VV. ut q u i s dicat. in ZSS 16 (1895). 583 s. 1991. II. 90 s. in AA. secondo quanto suggerisce la scansione narrativa della catena ulpianea: in questo senso anche F.2.): Solent.2. 199 nt. 4 ad ed. Napoli. 417 nt. nec videtur illicitum esse hoc. 260 ss.. certum aliquid daretur. D’ORS. p. qui noverunt servos fugitivos alicubi celari. al quale si rimanda per i necessari riferimenti bibliografici. 51 D.48 Nello stesso ordine di idee si potrebbe ricordare anche Ulp. ubi celentur.. 42 ad Sab. 213 nt. ma si riferisce all’intera operazione posta in essere dalle parti. la quale non può essere certo considerata come una clausola accessoria. 61 ss. R. pp. Il contratto.. ergo civilis actio oriri potest. Ulp.. pp. ex pacto actionem non oriri. sed habeat in se negotium aliquid. 257. quod datur. D.. giusta la regola precedentemente attestata in Ulp. Replicas Panormitanas III. pp. II p. medievales y modernos y en la codificatión europea y americana. in Le teorie contrattualistiche romane nella storiografia contemporanea.2. D..3. in favore della genuinità v. Contrarius consensus.7. Schuldverträge über sittenwidrige Leistungen. GROSSO. et sic indicare.5. Obbligazioni alternative e generiche. 11. Causa del contrato y causa de la obligación en la dogmática de los juristas romanos. cit. 1978. ubi dolus aliquis arguatur. 85 s. hoc est. 1968. IV. Il contratto (Scritti. 94 nt.19. quae res non facit eos fures. nec improbabam causam.15. Synallagma e conventio nel contratto.51 ove. il quale pensava ad un originario riferimento alla stipulatio. indicare eos dominis. 1966.5.. in cui viene presa in esame l’ipotesi di accordo (atipico) cui ‘nulla subest causa’. il quale. 3a ed. difende la genuinità del testo anche R. non è ritenuto idoneo a determinare il sorgere di un vincolo obbligatorio: ‘propter conventionem hic constat non posse constitui obligationem’.. però R. p. 1930. 12 (2001). II. D. Quare qui accepit. Die actiones in factum des klassiches Rechts. il quale piuttosto indirizza i propri sospetti nei confronti del § 3. L’impiego della congiunzione ‘sed’ torna ad essere però pienamente intellegibile se letta nell’ottica di una contrapposizione con le affermazioni contenute nel § 2. apprehensusque esset fugitivus. Quodsi solutum quidem nihil est. 1995. dove ad essere in discussione è la validità della ‘conventio ob maleficium ne fiat’.7. 110.50 Se poi ci spostiamo al di fuori del titolo D. Le droit romain et sa reception en Europe. una critica al testo si trova anche in S. con rassegna bibliografica. p.14. 179. Köln. 4 ad ed.14. Il contratto. pp. Torino.49 o infine Ulp. ingiustamente sospettato soprattutto da parte della dottrina più risalente. per il quale ad essere interpolato sarebbe l’intero tratto 12 . Varsovie. ut si indicasset. pp. 4 ad ed. SANTORO. 49 L’inciso ‘ex hac conventione’ era espunto da H. SANTORO. Obbligazioni. ID. Contenuto e requisiti della prestazione. an possit agere? Et quidem conventio ista non est nuda. ora in “Conventio” e “stipulatio”. 80.

nulla togliendo alla bontà dell’intuizione. sempre che questi venisse poi effettivamente apprehensus (si indicasset. e per quanto possa sembrare paradossale. risolvendosi. 1959. 100 s. 242 ss. in una mera tautologia.19.5.. Il contratto. II. apprehensusque esset fugitivus certum aliquid daretur).3 riteneva bizantina la soluzione anche I. A. per la classicità v. sopprimeva il passaggio ‘quod si solutum-fin’ DIÓSDI. 13 . pp. SUNALLAGMA. il quale indirizza i propri sospetti anche verso i tratti ‘quae res non facit fures’.conventio sta a indicare il c. 138. una ‘propria logica’: ciò che lo vizia è piuttosto l’inidoneità a fornire nuovi elementi di conoscenza. Contractual theory. 1988. pactum ob indicium. C. pp. Ancora sul contratto. 50 ss. Un rescritto Severiano e la identificazione dei “nuda pacta”. in Mel.14. inteso come ‘giudizio analitico’ in contrapposizione alla categoria del ‘giudizio sintetico’. D. Come si è accennato. deve dirsi che nel caso di specie si andrebbe ben oltre la semplice tautologia: un ragionamento per quanto tautologico. per cui tra le due nozioni dovesse sussistere una precisa delimitazione. pp. e dunque in ultima analisi il carattere ripetitivo.. cit. 471. p. in Causa e contratto nella prospettiva storico comparatistica. cit. ovvero l’accordo riconducibile allo schema del facio ut des con il quale il dominus di un servus fugitivus si impegnava a pagare una somma di denaro a chiunque fosse stato in grado di fornirgli informazioni tali da consentire il ritrovamento del servo.. II Congresso internazionale ARISTEC. ID. conserva pur sempre un preciso significato. 61 s. Contrahere . in Estudios Iglesias. 213 s. più di recente giudica spurio il tratto ‘Et quidam-sed’ anche R. ad ulteriore conforto di quanto sostenuto a suo tempo dallo studioso italiano. non informativo. comunque già E. MAC CORMACK. ‘id est praescriptis verbis’ (giudicato però ‘sostanzialmente ineccepibile’) e la chiusa ‘nisi-arguatur’. Palermo-Trapani.. pp. pp. A. Madrid.. per lo meno nell’accezione stretta del termine.. sul brano v. 7-10 giugno 1995 (pubbl. in BIDR 74 (1971).. ‘et quidem-verbis’.d. Le considerazioni sin qui sviluppate portano dunque ad escludere un uso di conventio circoscritto alle sole clausole contrattuali secondo quanto ipotizzato dal de Francisci. CANNATA. MELILLO. fra i tanti motivi che inducevano il de Francisci a rifiutare l’idea di una identità concettuale tra conventio e consensus v’era anche la constatazione che diversamente l’intero discorso sviluppato da Ulpiano in Ulp. BETTI. p. Sul valore . Pacta nuda servabo? Nuovi dubbi intorno ad un vecchio problema.. a ben vedere. cit. 857. tale da doversi addirittura dubitare che possa esser rimasto qualcosa di genuino dell’impianto originario.. tanto più che un tale impiego costringerebbe a presupporre un incisivo intervento sulla sistematica ulpianea. anche G.2. Ebbene. cit. DE FRANCISCI. sulla scorta di Paul. I. GIFFARD. 148 s.3 avrebbe peccato di banalità. cit.. 5 quaest. pp. G. Levy-Bruhl. al contrario da seguire. BURDESE. A. Contratto e causa nel diritto romano. 35 s..1. SANTORO. Ciò però non incide necessariamente sull’idea di base dalla quale questi muoveva. pp.5. 1997). p. D. 4 ad ed..

di snaturare la nozione stessa di consensus. c o n s e n t i u n t qui inter se agunt: È appena il caso di sottolineare che il solo risultato apprezzabile che si otterrebbe sarebbe quello di introdurre all’interno dell’enunciato ulpianeo un serio vizio logico.3 ad andare perduto sarebbe invece lo stesso senso logicogrammaticale dell’enunciato. SANTORO. se non ‘antinomici’. l’enunciato ulpianeo manterrebbe sostanzialmente inalterata la propria capacità significativa. cit. certamente non sinonimici. non sembra sostanzialmente distinguersi semanticamente da consentire. A tal fine conviene riportare il passaggio in questione con la predetta modifica D. i segni linguistici dovranno ritenersi. facendole assumere connotazioni ‘oggettive’ che non possono che esserle invece del tutto estranee.14.53 giustamente osserva che convenire. A chi poi. 194. come il Santoro.. visto che il termine verrebbe a connotare contemporaneamente l’oggetto su cui ricade il consenso (ad omnia pertinens) e il consenso medesimo. anche a sostituire consensus a conventio. da cui conventio deriva. Assumere due termini come sinonimi significa riconoscere la possibilità di interscambiarli senza che da tale operazione abbiano a discendere apprezzabili conseguenze per ciò che attiene al significato complessivo dell’enunciato.1.In Ulp. p.14. con l’ulteriore effetto. mentre è superfluo dire se l’enunciato dovesse acquistare un differente significato. 4 ad ed. Condizione che invece non pare soddisfatta. condizione irrinunciabile per poter sostenere la tesi di una sinonimia tra conventio e consensus sarebbe innanzi tutto quella di dimostrare che. d e q u i b u s negotii contrahendi transingendique causa. ? non ci appare convincente a questo proposito l’ipotesi del Brinz di distinguere il consentire come ‘innerlich übereinstimmen’ dal convenire inteso come ‘äusserlich zusammentreffen’ ? . Il contratto. altro è la forma verbale altro quella sostantivale. 53 Così.2. o se addirittura ne dovesse risultare privo.. Volendo ripetere queste considerazioni con riferimento alla nostra ipotesi. ad es.1. D.3 (Ulp. 14 . va tuttavia replicato che. 4 ad ed. non meno deprecabile.2.): C o n s e n s u s ( c o n v e n t i o n i s ) v e r b u m generale est a d o m n i a p e r t i n e n s . R.

pp.Già in generale non è del tutto inutile osservare che nella lingua latina non è affatto inusuale che un sostantivo venga ad assumere una particolare valenza tecnica che invece manca al verbo dal quale il sostantivo discende. München.. come magistralmente insegnava il Bonfante. crimen. A. d’altra parte segnalati già da A. pp. 11 ss. 20. per il quale l’ampia estensione del verbo contrahere denunciata da Bonfante non avrebbe però impedito che. visto che all’impiego tecnico del sostantivo per indicare una particolare tipologia di atti (leciti) produttivi di obligatio. pp. p. di taluni spunti presenti già in A. in ZSS 9 (1888). delictum. riferentesi indistintamente ad una gamma di situazioni che vanno ben al di là della sfera degli atti leciti produttivi di obbligazione. 15 ss. sed i n n e g o t i o r u m q u o q u e c o n t r a c t i b u s sanxerunt’. 6). Contractus. 1. P. röm. più di recente F. amicitiam’. ‘la stessa sfera del diritto’. pp. 54 15 .. è concetto privo di contenuto positivo’. certamen..3. 1934. pugnam. morbum.68. 221 nt.. negava che il termine contractus esprimesse una precisa connotazione tecnica. Livio e ai due Plini (così lo stesso A. cit. De re rust. Sconosciuto a Cicerone. 30. in cui il sintagma in assoluto più adoperato è senza dubbio contrahere matrimonium. VIR s. in SDHI 4 (1938). obligatio. att. c) la maggior parte dei testi in cui si trova impiegato sarebbero interpolati. L’ampiezza dello spettro semantico assunta dal verbo contrahere si trova efficacemente colta anche in I. PERNICE. pp. BONFANTE. In tal senso particolarmente istruttivo si potrebbe rivelare il rapporto semantico tra contractus e contrahere.41 ‘hanc autem fidem maiores nostri non modo in officiorum vicibus. pp. Contractus. occorre ricordare che mentre il verbo ‘convenire’ in tutte le sue forme ricorre con estrema frequenza anche nelle fonti non giuridiche — spesso nel A questo proposito può senza dubbio ritenersi oggi superato l’indirizzo interpretativo che sulla scia.. 1946. LAURIA. culpam’. cit. Zur Vertragslehre der römischen Juristen. GALLO. LAURIA. cit. per le seconde invece: contrahere sponsalia. S.. cit. Sulla questione v. assumesse il significato tecnico di ‘porre in essere.1. cit. 55 P.. pp.54 si contrappone per converso un uso estremamente generico del verbo. in cui il giurista tardo-repubblicano definiva gli sponsalia come ‘contractus stipulationum sponsionum’: sul punto v.. v.. L’idea aveva trovato consensi in F. con ampia discussione delle fonti e della dottrina meno recente. adfinitatem. Recht. sul rilievo che a) il sostantivo è assente nell’editto (così almeno se dalla rubrica de bonae fidei contractibus si espunge l’ablativo contractibus e lo sostituisce con iudiciis).2.. sempre di Gellio v. per il quale (178) ‘contractus non è però mai divenuto termine tecnico giuridico per designare rapporti determinati o con determinate caratteristiche. SUNALLAGMA. p. La prima applicazione con valenza giuridica in ambito letterario che rimanda pur sempre ad un ambiente giuridico si rinviene in Gell. Parzialmente diverso il punto di vista di P. WUNNER. WUNNER.in definitiva.19. p. ricorrenti nel latino letterario o giuridico. PERNICE. 23 ss. S. II. 1 ss. mediante atto della propria volontà. nuptias. Synallagma e conventio. sino addirittura ad oltrepassare. Il contratto. DE FRANCISCI. Per un elenco delle occorrenze v. La dottrina romana del contratto.. bellum... Principien des römischen Rechts. fraudem. cit. Milano. 179. Significative in tal senso appaiono le locuzioni. 69 s. poi. ma con una esasperazione. E. Contractus. PERNICE. 129 s. ma soprattutto in M. Per la valenza tecnico-giuridica del lessema contractus depone già il fatto stesso che questo. M. pp. 165 ss. b) non sarebbe impiegato da Giuliano (ma contra si potrebbe qui ricordare Iul D. damnum. cit. Zur Vertragslehre... 1 ss. delictum.5.55 Più in particolare.. Zur Vertragslehre. 405 ss. BIONDI. 1964. pp. VOCI. frumentum. usato assolutamente. SCHULZ. un atto giuridico (inter vivos). p. VOCI. 198 ss. ove viene riprodotto un passaggio del liber de dotibus di Servio Sulpicio Rufo. anche Noct. Köln/Graz. Per le prime si segnalano: ‘contrahere auxilia. com’è ben noto. cit. 219) il termine ricorre in rarissime testimonianze letterarie: l’impiego più risalente si registra in Varr. Sein Wortgebraucht und Willensgehalt in Klass. I. ove però indica in una accezione decisamente materialistica il ‘raggrinzimento degli acini d’uva’ (contractu acinorum). Contractus. E. La dottrina romana del contratto. viene adoperato quasi esclusivamente dai soli giureconsulti. matrimonium. 4... cit. Contratto. “contraho”.

D.5.(3)36 ‘conventio mutuae facilitatis’..10 ‘non ex conventione iam. SEN. V. ‘voca a d c o n v e n t i o n e m omnes Quirites huc ad me). nonché nel successivo invito con cui l’accensus in persona si rivolgeva al popolo:’ accensus dicit sic: ‘omnes Quirites. 299 ss. nelle sue diverse accezioni. 5 epist. Liv. ove il sostantivo ricorre solo in tre occasioni (Gai. ‘convenire’. ad es. s. 1991. ‘convocare’ —56 il sostantivo ‘conventio’ rimane invece fondamentalmente estraneo al linguaggio comune. 47. s. in Filangieri 17 (1892). 5. III. 1. Tac. Romanizzazione. VIR s. “foedera”. 243).): Si cum fundum meum possides. Hist. 57 Come. in Iura 39 (1988).14. 3. va detto che nel significato di accordo lo si trova adoperato sin da Proculo (Proc. 59 Per un impiego di conventio nel senso di accordo non rinviante ad istituti giuridici si veda SEN. sempre dello storico patavino. Th l.... SEN. in Index 12 (198384).70 ‘si conventionis poenitat’. quo minus traderes. ‘conventio’. 61 In proposito v. p. convenisset mihi tecum ut eius possessionem Attio traderes. cos. l.63 risulta singolarmente assente nelle Istituzioni di Gaio.2. 3. et per te non staret. subito dopo la ‘vocatio inlicii’. 3. v. 27. 62 D. dial. pp. Sulla teoria generale dei “pacta”. 127 ss. 6. sed ex conscientia tacentem’.7. v.significato letterale di ‘riunire’.14..24. e per di più si tratta di ipotesi in cui l’uso del termine trova per lo più una sua giustificazione nel riferimento a istituti giuridici. aut si tua causa id inter nos convenisset. l.2. ora in Adminicula.59 In quest’ordine di idee va senz’altro ricordato Liv. Th. A.3. (ora in Opere .36 (Proc.58 Del tutto eccezionali sono invece da ritenersi i casi in cui conventio denota già il concetto di accordo. V. è invece ampiamente noto ai giuristi. dicit. 60 Sul punto v. 5 epist. l. LABRUNA. Un accenno in M. p. 61 Per quel che più ci interessa. ite a d c o n v e n t i o n e m huc ad iudices’. 34. SARGENTI. de clem. quam si aut iam tradidisses. che impone di imputarli al linguaggio giuridico più che a quello letterario. vindicantem eum fundum a te non aliter me c o n v e n t i o n i s e x c e p t i o n e excludi debere. de l.30.62 Se poi è vero che in quest’impiego.8.. ed indirizzata all’accensus affinché questi procedesse alla convocazione dei quirites in suo cospetto (‘C.. I.57. pp. 58 VARR..12 con riferimento a violazioni effettuate c o n t r a f i d e m c o n v e n t i o n i s in tempo di indutiae. e allorché vi compare il più delle volte viene ad essere impiegato nel significato materiale di ‘riunione’. Calpurni’. “Conventio”..36). in cui il termine viene impiegato in riferimento al secondo dei tria genera foederum (‘cum pares bello aequo foedere in pacem atque amicitiam venirent’) elencati da Menippo. ‘accolta’ di uomini.14.2.10 ‘fortis et egregia fatis conventio’. dial. con letteratura L. FERRINI. l. 63 C. 57 56 16 . 3. egemonia.60 L’uso di conventio.33).. nella formula pronunciata dal console.v.. o. Napoli. seppur giuspubblicistici. come già fu evidenziato dal Ferrini.

II. pp. pp. 1910. prov. Beiträge zur Lehre vom römischen Pfandrecht in der klassichen Zeit. quod prius diximus. 22.. 1973. pp.64 un uso gaiano del termine nel senso di accordo risulta comunque attestato in Gai. pp. ut inducta in fundum illata ibi nata pignori essent. non ad illam.1. qui specialiter pure accepit. che espunge il tratto ‘quae-cottidie’. En torno al problema de la retroaction de la condición en el 64 17 . storie di istituti. si convenit ut sint pignori. il quale espunge come glossa (così già Haloandro) il tratto ‘ut-pluris est ’ e la chiusa ‘an-prius diximus’.1.. 1959. non eo pertinet. pp. 1968.11. Ind. BISCARDI. p. p. Milano.20. 171 s. 33 nt. in SDHI 63 (1997). ai nostri fini ininfluente. 62 ss.1. 256 ss. in AHDE 47 (1977). aeque quaeritur. FREZZA. prov. D. Vorstufen und Anfänge der römischen Generalverpfängung. H. l. hypoth. 67 D. TONDO. M. cum primo debito liberata res fuerit. ut sit pignori hypothecaeve id quod pluris est: aut solidum. di ‘hypothecae’ in luogo di un originario ‘pignori ’ v. Köln-Wien. s. anche M.. Catania. p. s. un accenno alla fonte si trova anche in P. Giurisprudenza e prassi notarile nelle carte italiane dell’alto medioevo e negli scritti di giuristi romani.. l. quod solent pati qui saepius easdem res obligant. hypoth.): Si colonus convenit.. 77. ut hypothecae sit. J. Sul brano v. s. an adhuc pars? sed illud magis est.3.. Se per un verso prova che Per un’analisi semantica della locuzione convenire in manum e della più recente conventio in manum attestatasi intorno al III sec. ove ampia rassegna bibliografica.4. Beiträge zur Lehre vom römischen Pfandrecht. an et si simpliciter conveneri de eo quod excedit ut sit hypothecae? et solida res inesse conventioni videtur. 10 ad ed. S. Die funktion der “arrha”bei Justinian. 64 ss. p.2.20.2 (Gai. FREZZA. (Gai. D. cum a primo creditore fuerit liberata.): Si de futura re convenerit. Sul brano v. El rango ipotecario en el derecho romano clásico. de form. X. 66 D. Milano. 76. FEHR. in BIDR 48 (1941). ut in id quod excedit priorem obligationem res sit obligata.. hypoth. cit.20. Sul frammento. quae specialiter facta est. 167 s. F.. 1963. Torino. ad eam conventionem pertinet. Le garanzie reali.11. F. l. de form. Manumission del esclavo bajo otras formas de garantia. D. PEPPE. con letteratura S. Padova. in Labeo 5 (1959). 70 s.15. cit. pp. Convalida del pegno e concorso di pegni successivi. D. rell. sicuti est de partu. WAGNER. M. CALONGE. hypoth. TONDO. de form. in AHDE 29 (1959). un richiamo in KRELLER. 81 s..): Qui res suas iam obligaverint et alii secundo obligant creditori. Corso di diritto romano.1. WAGNER. potior erit. pp. un richiamo alla fonte in A. Voraussettzungen. 1953. BISCARDI. hypoth. 205. de form. 1977.): Quod dicitur creditorem probare debere. P. hypoth.): Quod saepe arrae nomine pro emptione datur.20. pp.. s.1. p.. pp. cit. a. an fundus vel ius utendi fruendi conventionis tempore fuerit debitoris.35pr.15. TALAMANCA. innanzi tutto l’attenta analisi di MASSEI. cum conveniebat. W. Die mehrfache Verpfändung einer Sache vom attischen bei spätrömischen Recht. pp.4. s. 69 D.20.18. Convalida del pegno.1. in ZSS 86 (1969). più di recente anche A..3 (Gai.4. hoc quaeritur.4. Ricerche sul “pignus”. Sull’interpolazione. C. 79 s. Appendice al crso di dirtto romano. 65 D. si et conveniat. 19 s. Upsala. D’ORS.1 (Gai. 43 s. de form. hypoth. an ancilla conventionis tempore in bonis fuit debitoris: et in fructibus. 314 ss. l. de form. quia non ex conventione priori obligatur. hypoth. MIQUEL. pp.67 Gai. La manumission del esclavo hipotecado en Derecho. tunc deinde eam in fundum induxerit. Storie di parole.11.ma sempre con riferimento all’istituto della conventio in manum. Sul diritto matrimoniale arcaico. Pfandrechtliche Interdikte und formula Serviana.20. l. 16. Milano. 68 D. ut effugiant periculum. 123 ss. l. La dottrina romana dell’obligatio rei. L’arra nella compravendita. 26 ss.35pr. pp. s.. pp. quod posterius factum est. In proposito v. SCHUSTER. de form. Int.66 Gai. A.18. et antequam inducat.20. sed ut evidentius probari possit convenisse de pretio. FEHR. 163 ss. L. s. v.1. quasi sine arra conventio nihil proficiat. de form. sempre in proposito v. 71. l.65 Gai. quae cottidie inseri solet cautionibus.11. D. F. rem in bonis debitoris fuisse.15. Le garanzie delle obbligazioni. Marburg. sed ex eo quod inducta res est.2. de quo videndum est. Disposizioni di Giustiniano sulla forma delle vendite. 1964. L’arra della compravendita in diritto greco e in diritto romano. in ZSS 64 (1944).. con letteratura. H. praedicere solent alii nulli rem obligatam esse quam forte Lucio Titio.2 (Gai. l.68 Gai.. 1991. s. PETERS.15. 10 ad ed.. alii rem hypothecae nomine obligaverit. GALLO.69 Tale circostanza non può essere giudicata priva di rilievo. 341. p. Die Rücktrittsvorbehalte des Römischen Kaufrechts. Voraussettzungen. pp. in SDHI 42 (1976). ma anche sull’istituto dell’arra e sulla sua diffusione nel modo romano v. utrum hoc ita se habeat.20. LA ROSA.

equivale a dire che esprime l’idea dell’atto o negozio giuridico bilaterale o plurilaterale. quella di conventio per l’appunto. sotto il profilo dogmatico-giuridico. e dunque della regolamentazione dei propri assetti di interessi consensualmente fissata dagli autori del negozio. ci sembra sin da ora di poter affermare che mentre consensus fa esclusivo riferimento all’elemento volitivo. in effetti. quantomeno lo ricomprende al proprio interno. conventio. resta però ancora da precisare in che senso le due nozioni vadano tenute distinte. 70 Sugli impieghi del termine consensus all’interno delle fonti non giuridiche v. In altri termini potremmo dire che è ‘volontà oggettivata in un contenuto’. volendo proseguire in questo ragionamento. già lucidamente avvertita dal de Francisci. 4 ad ed. III. Ulpiano stesse tentando di precisare una nozione.70 dovendosi altrimenti spiegare le ragioni che avrebbero dovuto condurre all’introduzione di un doppione linguistico. Consensus. per altro rende estremamente improbabile l’eventualità che lo stesso venisse impiegato in funzione meramente sinonimica del ben più diffuso consensus. Se i rilievi sin qui sollevati portano dunque a rigettare l’ipotesi che conventio fosse sinonimo di consensus. 6 ss. a prescindere poi dal fatto che fosse prevalente l’idea della concordanza delle dichiarazioni o delle volontà interne. 18 . l’inciso ‘conventionis verbum-qui inter se agunt’. cit. per quanto strettamente ed innegabilmente correlata con quella di consensus. in Studi Volterra.‘conventio’ costituiva termine tecnico del linguaggio giuridico romano. si è in grado di salvare. Ebbene. da questa veniva a differire per taluni aspetti. pp. pp. la cui utilità si sarebbe rilevata a quel punto alquanto dubbia. 1971. che. Proprio le riflessioni da ultimo sviluppate devono indurre a prendere in considerazione la possibilità. Milano.. Conventio come ‘accordo’ nel senso di ‘contenuto negoziale’. 4. se non indica addirittura l’oggetto sul quale è dato registrare un comune apprezzamento. 149 s. potendo essa originare solo equivoci interpretativi. l’ampia rassegna recentissimamente curata da C. CASCIONE. il che. Ciò del resto è quanto afferma Ulpiano con riferimento alla conventio quando derecho clásico. che in Ulp. Solo così.

71 19 . costante autem matrimonio mortuo patre peti possit. 51 nt. inducat ut non habuisse dotem existimetur. 10 ss. ita pactum interpretandum divus Severus constituit. sempre di Ulpiano.. 1. si quidem vivo patre decesserit filia aut sine culpa sua divorterit. con la condizione che non ne venisse fatta richiesta fin tanto che lui stesso fosse stato in vita e fin tanto che fosse durato il matrimonio. 34 ad ed. in Studi Bonfante.. l’imperatore proponeva di intendere la seconda clausola (neve costante matrimonio) sottointendendo ‘se vivo’. ut posterior quoque p a r s c o n v e n t i o n i s ad vitam patris relata videatur. Il rischio era che. in Studi. ora in Studi di diritto romano. p. Per taluni versi. Quo rescripto hoc effectum est. ID.. pp.sostiene che è termine riguardante tecnicamente (pertinens) tutte le cose sulle quali qui inter se agunt consentiunt. in RIL 58 (1925). III.4. In altri termini Correggeva pollicitus fuerit con un originario dixerit già LANDUCCI.23.11 (Ulp. 4 ad ed. ne diversa sententia fructum dotis ab oneribus matrimonii separet quodque indignissimum est.14. 250.1. Milano. La connessione della dote con gli oneri del matrimonio.3 risulta l’unica fonte dalla quale emerge la presente concettualizzazione. il già richiamato D. p. quasi adiectum esset se vivo: hoc enim ita accipiendum esse contemplatione paternae pietatis et contrahentium voluntatis. I. ne se vivo petatur neve constante matrimonio dos petatur. ut. omnimodo dos peti non possit. cit. L’ipotesi portata all’attenzione dell’imperatore prevedeva che mediante dotis dictio71 si fosse promessa dote dal padre in favore della figlia. Né peraltro Ulp. di fatto il marito vedesse vanificata la propria aspettativa (inducat ut non habuisse dotem existimetur). seguito da E.2. Proprio per scongiurare questo inconveniente. p. KOSCHAKER. ALBERTARIO. D. seppur limitatamente alla prospettiva del pactum de non petendo. P. Ciò posto. 89. in AG 94 (1925). Unterhalt der Ehefrau und Früchte der dos. si poneva un evidente problema interpretativo con riferimento all’operatività della seconda delle condizioni previste. con conseguenze facilmente immaginabili per il sostentamento familiare (ne fructum dotis ab oneribus matrimonii separet). La pollicitatio. interpretando autonomamente le due clausole. ancor più eloquente si rivela.): Cum pater dotem pollicitus fuerit et paciscatur. 1933. 299. IV. p.

il quale dirigeva i propri sospetti sull’espressione ‘contemplatione paternae pietatis’. p. in quanto elemento psichico-volitivo per sua natura risulta privo di ‘estensione’: si presenta.anche la successiva parte della conventio (posterior quoque pars conventionis). Segnatamente intendiamo richiamare l’attenzione sull’impiego della locuzione (posterior) pars conventionis (che peraltro costituisce un hapax) all’interno del tratto ‘posterior-videatur’ da taluni espunto ma senza fondamento. II. Unterhalt der Ehefrau. SÖLLNER. restituzione condivisa anche da I. p.73 con la quale Ulpiano — non sappiamo se riprendendo una formulazione già contenuta nel rescritto — si riferisce ad una parte del pactum concluso: più precisamente alla seconda. ID. 367. doveva essere correlata alla vita patris e quindi interpretata in collegamento con la prima parte della pattuizione. ‘wahrscheinlich echt’ per H. KOSCHAKER. 299. Beiträge. 71. p.. o meglio ancora ‘contenuto voluto’. Tale locuzione infatti pare avvalorare quanto andiamo sostenendo in ordine ad una differenziazione di significato tra consensus e conventio. WOLFF. comunque E. p.. 71. un cenno alla fonte anche in A. Per questi si rimanda a KRÜGER. 10. in ZSS 53 (1933). P. che sopprime da ‘hoc enim’ sino ‘existimetur’. quantomeno ‘oggettivato’: come — lo ripetiamo — volontà dotata di contenuto. Unklassiche Wörter.. in Studi. Diversamente. ‘adimensionale’. G. cit. Riprova ne sia — pur con la consapevolezza che tale eventualità potrebbe imputarsi allo stato lacunoso delle fonti a nostra disposizione — che non si conoscono attestazioni dell’omologa espressione ‘pars consensus’. p. p. Volendo sorvolare sui problemi specifici che la testimonianza solleva con riferimento all’istituto dotale. a differenza della conventio. pp. per i quali problemi ci limitiamo a rinviare alla letteratura specialistica. Unterhalt der Ehefrau. cit. cit. se non del tutto oggettivo. BESELER. J. ALBERTARIO. 411 nt. critico sul tratto ‘quodqueexistimetur’ E. cioè quella relativa alla rinuncia ad agire ‘costante matrimonio’.. 52. ALBERTARIO. 161 nt. Beiträge. II. dato che il consenso. 73 Ad una glossa pensa P. cit. 46 s. BESELER. p.. p. se avesse costituito un elemento meramente soggettivo. per così dire. SUNALLAGMA. cit. pp. Zur Forgeschichte und Funktion der actio rei uxoriae.. 46 s. M. in ZSS 75 (1958). ancora più drastica la posizione di G. 94. Partus ancillae. p. Più precisamente dimostra che la conventio veniva intesa da Ulpiano come elemento. KOSCHAKER.. 10 ss. ID. pp. 1. 1969. Die humanitas und die pietas nach den Quellen des römischen Rechtes. in ZS 19 (1898). 72 20 . KASER. 72 ai nostri fini conta invece insistere su un particolare di non poco interesse. 30. in Rendiconti Lombardi... il giurista severiano non si sarebbe trovato nella condizione di poter discutere di una pars conventionis.. II. Zur Stellung der Frau im klassischen römischen Dotalrecht. cit. in ZSS 56 (1936). cit. La connessione della dote.. DE FRANCISCI.. Unklassiche Wörter. Wien. per la genuinità del tratto posterior-videatur v.

D. 11 ad ed. D.18.13. Paul. Ulp. ‘ex locato’ assolvono la funzione di richiamare il rapporto negoziale determinativo della pretesa. perfezionative dell’atto: ‘quia in ea re. D. Marcell. 4 ad ed. 28 ad Sab.8pr. D. Fer.1. D. 32 ad ed. cur. e in virtù del quale dunque si intraprende l’azione (ex). 32 ad ed.1.14.6.3.3. 32 ad ed. Ulp. D.1. dotato di un preciso contenuto. se isolatamente intese non si rivelano necessariamente risolutive.4. in cui i sintagmi ‘ex empto’.1.4.6. 22 ad ed.4.1.11.24pr.1. D.1.11. Ulp.18.10.1.13.35. 9 ad Sab.2. Non occorre evidenziare del resto che enunciati del tipo ‘agire per far valere un consenso’ o ancora ‘per chiedere il rispetto di un consenso’ appaiono.6. geminato in C.19.13. 2 quaest.44.21.13. Paul. di una specifica regolamentazione. D. Ulp.9. non privo di rilievo.8). quae ex duorum pluriumve consensu agitur’.2. Ulp. 24 dig. 8 quaest.19. Un’espressione.14.30. ‘ex locato agere’.13.22.7. D.1.1.19. Ulp. Ulp. Fer. Ulp. Ulp. D.3.11.13.12.1. in virtù del quale si intenta l’azione. 9.18. actio tibi adversus eam competere non potest’ = C.5.1.19.1. 1 ad ed.18. ma per indicare le modalità formative. ricorre infatti in Mec.1.80. 33 ad ed. D.5. 3 ad Urs. Afr.6.17.78.3. Ulp.2-3. D. Epit.7.1.5pr. non anche il consenso che ha approvato quel contenuto. mentre l’espressione ‘ex (hac) ea conventione agere’.18.42.7. 2 fidei.3. a Iav. giuridicamente privi di senso. Pomp. D. in quanto qui il verbo agere non è adoperato in senso processuale.1. D.6.3. non è ignota alle fonti (essa è in particolare attestata in Con. Ulp. Lab. D. Iul. Paul. 5 post.Sempre sotto un profilo prettamente linguistico-grammaticale tale distinzione torna ad emergere anche da una singolare serie di circostanze che..19. edil. cur.4. D. peraltro solo simile.17.18.12. D. D. si giustifica se consideriamo che ciò che si fa valere in sede processuale. Il dato. qua…. 9 ad Sab.14. D. 4.2.1.1. Ulp. D. Ulp.25. D19.1.31. D.8-9. Paul. Ex empto: Ulp.19. D. Paul. 2 disp. D.4. 30 ad ed.3.19.13. 1 ad ed.27.19.7. a Iav. 75 74 21 . D. 6 dig. D. Ulp.19. edil. D. complessivamente assunte finiscono per acquisire un ruolo sicuramente decisivo.1. 20 ad ed. Si può innanzi tutto cominciare rilevando che. Lab.17. Il dato si apprezza ancor meglio se ci soffermiamo ad esempio a riflettere sull’uso analogo delle locuzioni ‘ex empto’.3. 32 ad ed.1.-1. che non consente di ritenerle meramente fortuite. al di là ulteriori considerazioni meramente formali o se si vuole di ‘eleganza espressiva’. D.5.19.4. 32 ad ed.11.11 ‘ex conventione quidem. Ulp. 32 ad ed. Epit. Iul. D.2.34. 32 ad ed.74 la locuzione corrispondente ‘ex (hoc) eo consensu agere’ non è per contro mai impiegata. o per lo meno non è mai utilizzata nella medesima accezione. 4 post..18. Iul 3 ad Urs.41pr.19.1.11 ‘et cum ex ea conventione cum matre tua agi coeperit’ in cui è contenuto un rescritto di Alessandro Severo del 222. Pomp.33.47. 24 ad ed.10. Ulp.18. D.49. 33 ad ed.75 C. 70 ad ed. 32 ad ed. 3 ad Sab. è l’accordo concreto. ma con tutt’altro significato.10. È per l’appunto il contenuto dell’accordo (conventio) che si invoca a fondamento della pretesa. Ulp. D.1.49..1. D.2.8.

D.20.13.2. D.2. D. Ulp.1. D.13. Gai.51. D. D.12.2.3.19. Fer.2.43.25. Paul. D.7. D21. Ulp.13. Ulp.21. Paul.1. D. Ulp.41. 3 ad Urs.. int. a.2.22. D19.30. 383 ? testi a cui sarebbe comunque possibile associare Paul.32.8). a Paul.40.7.2 ‘de illa sana conventione quaesitum est…an rata debet haberi c o n v e n t i o ? Quintus Mucius contra naturam societatis talem p a c t i o n e m esse’ ? . Paul.19.38.9pr.. 8 quaest.21.4. a.5.6. a.14.10.44.1.5. la corrispondente espressione ‘talis consensus’ rimane assolutamente estranea al linguaggio dei giuristi e della stessa cancelleria imperiale anche di epoca D.39. a.15.2. D. D.14.8. 68 ad ed. D.6.20.4. 3 ad Plaut. D.5pr. 3 dig. 18 ad ed. 30 ad ed.1.9. Iav. cur.2. Paul. edil. 5 resp. C.4.2.34.22. 22 .. 73 ad ed. D.11.1.42.2.21.2.Th. Paul.23.45.1. Marcian.1.1. Afr.17.2.2.2. D.42.13.1.1.4. Ulp.44. Ulp.19.40pr. a cui fanno riscontro sempre su un piano contenutistico e oggettivo le locuzioni ‘talis contractus’ (Iul.23.4.2.14.2. Con.45 ‘ex hac avita conventione. Ulp.12 .1.7. a.19.3 (‘ex locato petere’).21.2pr. Paul. 4.57pr.Sempre in questa prospettiva va ancora evidenziato che i giuristi non adoperano mai la locuzione ‘ex hoc consensu’. D.32. Ulp.5.16. D. D.7. 13 dig.2. D.4.21.4. Paul. Ulp. Ulp. 13 ad ed.84.2. epit. D.20. cur. D. 294. D.35.1.16. D.utilem actionem habere’.9. Paul.17. D.25. 9 ad Sab... C. 34 ad ed. 1 ad ed.27.1.21.30.47.5.3.23.9.21.19. edil. 4. 1 resp.11.16pr. Lab.34.3.3.1.15. Così come sempre al concreto contenuto dell’accordo e dunque all’idea di un particolare modello di convenzione allude la locuzione ‘talis conventio’ presente in Pap.6.3 ‘nulla est obligatio ex hac conventione’. 32 ad ed. 29 ad ed. 32 ad ed. a.6.18. la quale ancora una volta rimanda all’idea del concreto (hac) contenuto dell’accordo: basti pensare al celebre Ulp.29.4. 18 ad ed. D2.1. Paul.4.131a. Lab.60. Ulp.3.19.9.3.1.12.1.2. mentre. edil. D.3.9. cur.1pr. D. D.2.5. 23. PS.2.4. Paul.6. D. D.6. D. Mod. o il più noto I..4. ad form.18.19.24pr. hyp. o ancora.19. 4.3.9. Ulp. a Paul. D. 32 ad ed.1. 34 ad ed.20.3. D. D21.17.1 ‘sed et si t a l e m l e g e m dixisset…respondit et hoc casu c o n v e n t i o n e m valere’.14. D.255.86. D.1). I.63pr.27.2.14.. 18 dig.Th. Paul. 9 quaest. I. 28 ad ed. ‘tale pactum/talis pactio’ (Paul.2.1. D. 68 ad ed.5.14. 5 quaest. Iul.3. C. Ulp.43. 21 ad ed.30. Ulp.31.326.3..2.54. 531. Pap.5. manco a dirlo.19.2.24.14.3. 76 ad ed. 31 ad Sab.8. 17 resp.22.5.1. Ulp.60.2. 4. a Iav epit. 24 ad ed.3. 11 epist.. 9 e post. 530.2. C. PS. D.2.91pr.. cur.2. 5 quaest. Lab. Paul. 14 ad ed. D. D..12. D.. Ulp. D. Afr. 70 ad ed.2.19. Iav. 5 post.47. 49 ad Sab. PS. 21 ad Sab.2. 4.30. Gai.8.4.4.25.9. D.1. D. Iul 33 dig.8.5. Pomp. D. D.19.14.1.1. D. 4 ad ed.4. D. in un’ottica marcatamente processualistica. edil. prov.3. 5 post.2 ‘c o n v e n t i o … t a l i s p a c t i o ’.7. C. Ulp.5b.19.1. I. Iul.1. a Iav epit.2.3.20.1.19.5. 28 ad ed.44.14.6. 34 ad ed.2.9. D. C. 1 sent.1.2. 2. D. 2 ad ed.7. Iul 15 dig. 32 ad ed.4.5. 34 ad Sab. Ulp. D. 18 ad ed. D.48.5.4 ‘Et quid dicimus si t a l e p a c t u m intervenit…quare non dicas c o n v e n t i o n e m valere?’. Alf.2.12. D9. D. I.24. D.. Paul. Ex locato: Ulp. D.4..10. 3 ad ed. Paul.19. 2 ad ed. 2 ad ed. 28 ad ed. mentre invece mostrano di conoscere l’espressione ex hac conventione. D.43. 16. Paul.56pr. C. 71 ad ed.2.50.2.2. 31 ad ed. Ulp.21. 31 ad Sab. Ulp.

80 Nella medesima prospettiva con riferimento al caso specifico della locazione v. II.11. Se poi non ricorrono mai le espressioni (primum) secundum consensum nel senso ordinale — le uniche volte in cui compare ‘secundum’ viene adoperato come avverbio per indicare conformità (in quest’accezione ad es. VOLTERRA.14. E.2.7. 78 Su cui da ultimo v.51. facendo la sua prima e peraltro unica comparizione in una costituzione di Giustiniano del 530 (C.10pr.25.19. Cons.65. GALLO. 8.12) —.4.34.34. C.2.2 ‘deficiente s e c u n d a c o n v e n t i o n e ’.pr..10.2.3). C. Pap.6) o al più — sono le più numerose — dioclezianea (C.79 Sempre in questa prospettiva si rivela altamente significativo anche l’uso delle locuzioni (I. anche C.).55pr. C.d. 4. D. conventio impleri (Paul. D. come si potrà meglio osservare dall’esame delle fonti bizantine. 274 ss.3.5.26 77 76 23 .2. si hanno invece Pap.41.3. C.20). 276 ss.4.9).3.7. le quali anzi. 54 ad ed. placitum conventionis impleri (C. 8.4. ove indicazioni bibliografiche.4.49.4. in BIDR 85 (1982).14.4. pp.3.2.19.20pr.23. cit. ‘nec a prima pactione.3..12 ‘actionem. F. in cui non è possibile non cogliere un richiamo all’espressione fides contractus impleri (Ulp.4. s e c u n d a c o n v e n t i o n e discessum’. 9.14. 4. 7. visto che escludendo Pap.5.4. l’espressione conventionem servare presente in Pap. 11 resp. 79 Per quanto attiene sopratutto l’aspetto sitilistico formale del c.72.80 Locuzioni alle quali per altro verso viene spontaneo associare.2.38.2. D. dove appare subito chiaro che il termine in esame sta ad indicare la fattispecie contrattuale (illa conventio) portata all’attenzione del giurista.54. sotto un versante prettamente processualistico. ‘de illa conventione quaesitum est’.8. D.78per il resto si tratta di occorrenze codicistiche di epoca tardo classica (C. Le sette costituzioni di Valentiniano e Valente contenute nella ‘Consultatio veteris ciuiusdam iurisconsulti’.2) fidem conventionis impleri (C.20. 4.1.35.20pr. infra § 7.65. D.1).23. 5. o l’omologa fidem conventionis servare ricorrente Sul punto v.42. Antistia e la fides humana. D. pp.42.. 32 ad ed.76 Un certo interesse riveste anche Pap.postclassica.8. C. 11 resp. classicismo dioclezianeo rinviamo al nostro Ulpiano. 4. 171 ss. 5.15.22. quae substantiam non habeat. avevano finito per essere pienamente identificate. Synallagma e conventio. pp..26. C.19. particolarmente frequente nel linguaggio della cancelleria imperiale.35.5.1.65.9. D. Su cui v. 3 resp.12. D. quae supra p r i m a c o n v e n t i o n e fuerat’.4.77 All’assenza della formulazione ‘fides consensus’.55.11.). si contrappone il ricorso alla fides conventionis. 4 resp. in AUPA 46 (2000).2.20.5. 17 resp. che ci riconduce dunque in un contesto storicogiuridico in cui era andato oramai del tutto smarrito il senso dell’originaria distinzione tra le due nozioni.8.

D.3.4. Interpretazione e formazione consuetudinaria del diritto. ma con riferimento al settore giuspubblicistico il pensiero va al notissimo Herm. Ulp.26.13.1. D.2. 1 dig. e più che il consenso che l’aveva determinato. non rimane altra scelta che assegnare al sostantivo ‘conventio’ il primo dei significati indicati. Milano. alla quale.2.59. come del resto si desume dal raffronto posto con il complesso di disposizioni di origine legislativa: non minus quam ea quae scripta sunt iura servantur . D.3.14. D.2. e dunque il giudizio di disvalore espresso ‘da parte dell’ordinamento’. epit. 1 iur.2).35 ‘Sed et ea. Proc.8. Considerato che.5: prima pactione/secunda conventione). chiaramente riconducibile a quella più usuale di exceptio pacti conventi. 9. velut tacita civium conventio non minus quam ea quae scripta sunt iura servantur’.4. è inutile dirlo.1.: Pomp. E sempre in quest’ottica merita attenzione anche il frequente impiego dell’espressione exceptio conventionis (Paul. BETTI.51pr. D.39.23.negli appena richiamati Pap. non può che riguardare il contenuto della concreta ‘fides conductionis impleri’. pp. 52 ad ed. “Declarare voluntatem” nella dogmatica bizantina. a trovare esecuzione (conventio.3.16. in cui la locuzione (tacita) civium conventio è adoperata in senso chiaramente oggettivo al fine di individuare il corpo di norme aventi origine consuetudinaria. rispettivamente. 460.14. Ulp. 5 epist. Tale circostanza assume un importante significato se si pensa che l’illiceità.7. D.10. 1953.10).1. 81 Dubbi sulla genuinità della locuzione ‘tacita civium conventio’ in E. p. 1993. Non va neppure sottovalutato il fatto che alla espressione illicita conventio (C. GALLO. più di recente v.81 Istruttivo si dimostra anche il fatto che mentre conventio è frequentemente impiegato nel significato di pactum (particolarmente eloquente appare in questa direzione.2. F.1. 26 ad ed. Cels. così come per altro verso si segnala il sintagma lex conventionis (C. non corrisponde mai l’analoga illicitus consensus. quae longa consuetudine comprobata sunt ac per annos plurimos observata.2.14. non corrisponde mai exceptio consensus. 3 ad ed. II. 24 . in Studi Albertario. per via del ravvicinato scambio terminologico l’appena citato Cons. D. D.33.36.4. mancano analoghi impieghi del termine consensus. fides conventionis impleri) o ad essere oggetto di tutela (conventionem servare) non poteva che essere il contenuto negoziale voluto da entrambe le parti.2. 7. 197 ss.14. C. 26 ad Sab. così come nello stesso ordine di idee.3.23. 4 resp.36) anch’esso allusivo alla regolamentazione d’interessi fissata consensualmente dalle parti in ambito contrattuale. Torino.

in Seminarios Complutenses. Il negozio verbale. A. D. in BIDR 92-93 (1989-1990). venendo a fonti giurisprudenziali. che individua una possibile relazione tra la iusta causa conventionis di cui si fa parola nel frammento e la iusta conventio menzionata in Iul. pp. peraltro superfluo. Studi. la cui classicità sostanziale non sarebbe però discutibile. un accenno in F.2: per il primo brano v. p. 1 resp. (1946). GALLO. 215 e nt. MOLNAR.2. Das sogenannte Synallagma in den Konsensualkontrakten des klassischen römischen Rechts.14. Synallagma e conventio. II..46. Iudicia bonae fidei. La nozione classica di naturalis obligatio. Le “usurae ex pacto” nel diritto romano. 75. sul secondo si rinvia.operazione economico-giuridica posta in essere dalle parti: la causa. 1965. La categoria dei contratti reali. 15 dig.. 83 V.35. Il deposito. Roma. in particolare. Regula e ius antiquum. 204 ss. cit. AMIRANTE.4. il quale reputa interpolata l’intera motivazione ‘Quod-dissolvitur’.. in AUPA 7 (1918).2. D. sopprimeva i §§ 6 (che riconosce alle parti il diritto di aggravare convenzionalmente il grado di responsabilità) e 7 E. pp.. sulla cui genuinità non possono però esservi dubbi.23. pp. D. 45 ss. D.. 1973. et i u s t a c a u s a c o n v e n t i o n i s fuerit: nihilo minus colonus a domino petere potest ’83 e Iul. 105 s. P. BURDESE. 5 s. pp. 253 ss. fra gli studiosi più recenti si rinvia a A.95. in cui si può forse nutrire qualche sospetto sull’aggettivo ‘interdictae’. Napoli. nonché dei più elementari principi di correttezza a cui devono ispirarsi le parti nell’adempimento del rapporto contrattuale (di deposito). IV.39 e Iul. C. per la letteratura più recente v. pp. si può menzionare Ulp.3.: Si c o n t r a l i c i t u m litis incertum redemisti. Hamburg. 1955. H. dolum non esse praestandum si convenerit: nam h a e c c o n v e n t i o c o n t r a b o n a m f i d e m c o n t r a q u e b o n o s m o r e s e s t et ideo nec sequenda est. per lungo tempo considerato di fattura bizantina. Considerazioni sul periculum rei venditae. Così come nello stesso ordine di idee va considerato C. per la genuinità v.. a M.40. dell’iniziale ‘illud non probabis’. viene alla mente la locuzione iusta causa conventionis adoperata in Iul. p. pp. 82 25 . p. 1959. BIONDI. D.. Da altro punto di vista. L.4. in ogni caso ininfluente sulla sostanza del ragionamento.. pp.1. 249.5. 215 e nt. con letteratura. o venendo al § 7 che più ci interessa. S. Index itp. 28 quaest.. brano inserito in un lungo frammento ulpianeo. 26. Torino. ed appare in qualche modo riconducibile al iustum pactum di cui discute sempre Papiniano in Pap. BENÖHR.20pr. 572 ss. PASTORI. II. TALAMANCA. Synallagma e conventio. d.16. 18 dig. pp.1.82 in cui viene predicata la nullità del patto di esenzione da responsabilità dolosa. LONGO.4 ‘iusto pacto iure tollitur…conventionis aequitate tollitur’. TAFARO. cit.18 ‘Licet manente Per le alterazioni segnalate in dottrina v.. 27.2... ove altra letteratura: per la fattura bizantina della locuzione ‘conventionis aequitate’ v. ma senza solide basi argomentative. 30 ad ed. F.7: Illud non probabis. 1946. 312 ss. D. Milano.3. 85 ss. in ordine al pactum de non petendo.18. 7 (1995). o ancora.12. ALBERTARIO. F. p. D. sul quale si rimanda (con diagnosi interpolazionistica) a V. GALLO. pp..5. System der Verantwortung im römischen Recht der späteren Republik. 6 ad Min. i n t e r d i c t a e c o n v e n t i o n i s tibi fidem impleri frustra petis. 47 s. Corso di diritto romano. 1937.56 ‘Si convenerit ne dominus a colono quid peteret. DE VILLA. già A. 10 dig.14. 53 nt. Il giuramento prestato prima della litis contestatio. MASCHI. p 137 nt. risultando la illiceità della convenzione già dalla protasi ‘si contra-redemisti’. Milano. cit. per il quale si potrebbe tutt’al più dubitare dell’affermazione generalizzante del § precedente ‘contractus enim ex conventione accipiunt’. la locuzione iusta conventio ricorre anche in Pap. cit. comunque C. in considerazione della sua contrariarietà al dettato degli stessi mores maiorum.

8.4. 40 ad Sab. là dove in Ulp.40. I. A.2. visto che i citati frammenti giulianei. Ulp.21. p. nell’ottica particolare dei patti dotali.4. I.15. Afr. per quanto ci è dato constatare.1.2. in AUPA 46 (2000).26. ‘post rem iudicatam transactio valet’. D. Antistia e la fides humana. 4 ad ed. in cui è possibile cogliere una elaborazione seppur embrionale della dottrina della causa.2.7pr. 7 disp. D. D.18. la valenza qui assegnata al termine conventio traspare egualmente dall’uso di locuzioni tendenti ad affermare la efficacia della conventio: ‘conventio valet’ (Ulp. v.4. 4 ad ed.7..18 esercita forti suggestioni sull’interpretazione dell’estensione dell’intervento pretorio legato alla promessa di pacta conventa servare (Ulp.25.. E a questo riguardo non si può nascondere che la chiusa ‘custodiri id pactum debet’ di Iul.1.matrimonio non possit inter virum et uxorem convenire.1.1 ‘societas. come del resto si evince da analoghi impieghi che sempre riconducono all’idea oggettiva del negozio: Ulp.21. In tema di convenzioni dotali.7). G. D. Ulp. in RISG 3 (1928). 53 ss.84 di cui andrebbe sicuramente approfondita l’analisi.4 ‘utrum…totum negotium valeat’.. 1 ad ed. Ulp. 4 ad ed. 170 ss. D. post divortium tamen. 2 de omn.1 ‘hiusmodi emptio…valet’.24.2. Iudicium rei uxoriae. qualsiasi significato si voglia attribuire a tale termine.31. ‘donationem valere’ Pomp.3. 4 ad ed.15 ‘nihil valebit quod actum est’.23. 9 quaest.22. trib.31.14.14. 32 ad Sab. 3 ad ed.7. D. sotto la medesima prospettiva della tutela processuale.4. D...1.2 ‘contractus valet’. 28 ad Sab. D. 84 26 . ut longiore dos reddatur. s i i u s t a c a u s a c o n v e n t i o n i s fuerit.7. 74 ad ed. Ricerche intorno all’elenco classico dei “bonae fidei iudicia”.2 è richiesta all’interno di una teorica piuttosto indirizzata ad una tutela in via di azione. Paul. D. Le connotazioni oggettive presenti nella nozione di conventio qui messe in luce Sul frammento v.2.1).4. Sempre sotto un profilo terminologico.7. D. 259 nt. D.23.24. in cui è chiaro che la pronuncia di validità riguarda direttamente la pattuizione nel suo profilo contenutistico. custodiri id pactum debet’. D. e sul principio per cui questi non potessero risultare peggiorativi della condizione della moglie. soprattutto in prospettiva delle possibili connessioni con la tanto discussa dottrina della causa conventionis messa a punto in Ulp. Ulp. sono gli unici. BURDESE. 18 dig. D.17.2.15. Ulp.7.5pr. pp.. 31 ad Sab. ed. in BIDR 62 (1959). D. 14 ad Sab.2.1.2.11. pp. 85 Sulle diverse proposte avanzate in dottrina circa il tenore originario della clausola edittale rinviamo al nostro Ulpiano. D. 4. fatta ovviamente eccezione per il richiamato Ulp. 31 ad ed. Ulp.1.5.valet’. Ulp.5. D. GROSSO.85dato che la presenza di una causa (iusta) è predicata come condizione per la concessione di una exceptio pacti conventi (in favore del marito convenuto dalla moglie con l’actio rei uxoriae). cur.4. in relazione alla categoria dell’accordo (conventio).14.4pr.

3. MESSINEO. 87 Per un quadro generale v. così come ancora potrebbe per certi versi rivelarsi sintomatico il fatto che. p. in Studi Messineo. Volendo trovare un’analogia con le nostre categorie giuridiche crediamo di poter affermare che la relazione di alterità implicata all’interno del linguaggio giuridico romano dalla coppia semantica qui studiata possa trovare un qualche riscontro nel nostro linguaggio tecnico nel binomio consenso-accordo. BIONDI. nullam obligationem (quae non habeat in se conventionem)’ di Ulp. il quale estende la sinonimia ai termini patto e convenzione. Nullum enim pactum. tramite il significativo accostamento della conventio alle categorie (oggettive) del pactum e del contractus. al di là di una formale affinità strutturale. 439). con un richiamo che però. non presenta una declinazione plurale. Milano. operato nel tratto ‘nullum enim pactum. pp. nullum contractum inter eos videri volumus subsecutum. 74. si rivela ad un esame meno sommario semplicemente suggestivo. 4 ad ed. in ED. qui contrahunt lege contrahere prohibente (a. nullam conventionem. in questo senso anche A. “Contratto”. se si pensa che nel testo legislativo la conventio è assunta a livello di categoria autonoma rispetto al contractus (nullam conventionem. Reminiscenze ed esperienze romanistiche in tema di contratto moderno.14. a differenza di conventio.affiorano anche in un interessante costituzione di Teodosio II del 439 (C. 876 ss. nullum contractum).14.). 87 Tendenza che non sarebbe improprio considerare inconsapevole retaggio della indifferenziazione che da molto più tempo ha 86 Il passaggio riportato nel testo è riprodotto. D. Può essere infine di qualche utilità ricordare che il sostantivo consensus.5pr.86 la cui struttura sintattica riporta alla mente il ‘nullum (esse) contractum. in un contesto meno generalizzante. 5. SistemazioneDefinizione-Requisiti. anche se. inter eos videri volumus subsecutum. anche in NTh. a differenza della nozione consensus/consentire per la quale esiste il contrapposto dissensus/dissentire. 1959. ‘Consenso’ e ‘accordo’ nella dogmatica moderna: per una possibile analogia. 9.2: Conductor itaque locatori vel contra locator conductori contra hanc legem nulla tenebitur actione. mentre nel brano ulpianeo la relazione prospettata si sviluppa tutta all’interno della categoria contrattuale. nullum contractum.1..1. F.2. 27 . — occorre dirlo — è prevalente nella dottrina civilistica la tendenza ad operare una identificazione tra le due nozioni. qui contrahunt lege contrahere prohibente’. nullam conventionem. manchi per conventio/convenire un analogo contrappunto. pur a questo proposito.

dato che. in Riv.. 302 ss. pp. l’accordo invece ‘importa fissazione obbiettiva di una disciplina circa la condotta da tenere da parte di una pluralità di persone’.. La struttura della società e il cd. 91 contrapponeva le due categorie. come nel caso del Biondi. 42. cit. come già segnalava il Messineo. com’è a tutti noto. non senza condizionamenti provenienti da ambiti giuspubblicistici. Dir. cit. OSTI. 301 ss. MESSINEO. pp. modificazione. distinzione che avrebbe trovato un riscontro anche nella contrapposizione tra Vereinbarung (accordo)/Vertrag (contratto) operata dalla dottrina tedesca. Per una messa a punto più completa del pensiero dell’Autore v.89 Idea affermata appena un anno appresso. 226 s. “contratto”. soprattutto di metà novecento. nello stesso ordine di idee la seconda edizione. viene tradizionalmente ricondotta nel settore del diritto pubblico. 91 In proposito v. MESSINEO. pp. BIONDI. 1942. 876 s.88 nell’accordo. p. ‘le volontà non sono di fronte.riguardato la relazione consensus/conventio. estinzione di diritti soggettivi o situazioni giuridiche’. Civ. pp.. con l’aggiunta di un quadro bibliografico (p. Dottrina generale del contratto. cit. ed ancor prima possibilità. con letteratura.. p. G. dal Betti. un negozio ‘a interessi paralleli o convergenti’. Tali resistenze erano più che altro attribuibili a ragioni di ordine strutturale. teneva a precisare che il contratto rappresentava il prototipo del ‘negozio a interessi contrapposti o divergenti’. 90 E. si è per lungo tempo interrogata circa la opportunità. in un breve articolo apparso nella Rivista di diritto civile del 1942. Teoria generale del negozio giuridico. 1943. 475.. 65 ss. determinando prese di posizione che se non necessariamente in linea quanto a conclusioni. 90 Tali dispute erano destinate ad avere un ritorno anche negli studi romanistici. insistendo sulla metafora del Messineo. 89 28 . al contrario. contratto plurilaterale.92 Non occorre troppo insistere sull’inaccettabilità dell’orientamento ricordato il cui maggior limite probabilmente sta nell’avere valorizzato aspetti e momenti. 302 nt. a differenza che nel contratto.. il quale. Milano 1952. ID. Torino.. e l’accordo. ma sono una accanto all’altra’. 88 F. muovevano comunque dall’idea condivisa della differenziazione delle due nozioni. la cui prima elaborazione. per così dire. 92 A. F. BETTI. quale una intrinseca inconciliabilità delle due categorie negoziali. pp. di recepire all’interno dell’ambito contrattualistico la nozione di accordo. in specie internazionale. 1).. per il fatto che il contratto ‘determina costituzione. il quale. “Contratto”. nella prima edizione della sua Teoria generale del negozio giuridico. Si sa che la scienza civilistica italiana. Contratto.

97 Tesi. per collocarle piuttosto all’interno della differente categoria dell’‘atto collettivo’ — ‘der Gesammtakt’ — elaborata sul finire dell’800 dal Kuntze.. pp.19. pp. il quale peraltro rigetta. p. 11 ss. ha contestato la natura contrattuale della societas.. in ZSS 69 (1952).94 A ciò si aggiunge la considerazione che. com’è noto. 306 ss. 2247) e precedente codice (art. 96 KUNTZE.. cit. con letteratura. dai quali — anche a non voler tornare al purismo pandettistico propugnato dal Winscheid. 65 ss.. 321 ss. ein neuer Rechtsbegriff. pp. b e n s ì è c o s p i r a n t e a l m e d e s i m o f i n e s o c i a l e ’. relegava giustamente al solo aspetto sociale ed economico del fenomeno la pretesa contrapposizione degli interessi già RAVÀ.50.. per noi inaccettabile ed in ogni caso in palese contrasto con l’impianto dell’attuale (art. il quale d’altra parte insisteva sul fatto che giuridicamente entrambe le parti ‘vogliono le stesse cose’. sostenuta.. il quale però.. Societas. p. “Contratto”. si limita a rilevare che nella societas ‘il contenuto delle obligationes n o n è s t r u t t u r a l m e n t e d i f f e r e n t e — come nei contratti emptio-venditio e locatio-conductio (effettivi esempi di ultro citroque obligatio) —. BETTI. per lo meno allorché ci si trova impegnati nel delineare. 2a ed. 472. ID. Gesammelte Reden und Abhandulgen. cit. Teoria generale del negozio giuridico. WINSCHEID. ‘Agere’ ‘gerere’ ‘contrahere’ in D. 1892. 2335).‘sociologici’ del diritto. Lipsia. 1904. fra le quali viene attribuito un particolare peso all’adozione del principio maggioritario (art. pp. critico anche E. 95 di escludere dall’area della contrattualità tutte le forme di associazioni societarie. alla cui base sarebbe impensabile scorgere un conflitto di interessi tra gli stessi soci. “Contratto”. pp.93 relegando nell’‘extragiuridico’ o tutt’al più nel ‘pregiuridico’ ogni considerazione di tipo politico-economico — è buona regola prescindere. 240 s. La tesi dell’Autore mostra però il difetto di avere radicalizzato aspetti propri del modello societario azionistico.96 e la cui caratteristica sarebbe per l’appunto costituita dalla ‘comunione di dichiarazioni di volontà del medesimo contenuto e tendenti a un comune effetto giuridico. MESSINEO. in SDHI 38 (1972). 1697). MESSINEO.. G. ALBANESE. ad assumere come valido questo criterio. De Gesammtakt. il quale.. Ed in questo senso. là dove la categoria contrattuale si fonderebbe sul consenso come ‘fenomeno di unanimità e di solidarietà’. 98 F. La struttura della società. WIEACKER.. cit. una nozione giuridica. p. OSTI. la cui rispondenza allo schema contrattuale può in effetti apparire discutibile. 97 F. tentando di svalutare. Das gesellschafterverhältnis des klassischen Rechts. al meno per il diritto privato. cit. le peculiarità strutturali del contratto di societas sono colte anche da B. ma senza successo. Lezioni sui contratti in generale. OSTI. dogmaticamente parlando. 474 s. la distinzione accordo-contratto. anche in ambito romanistico dal Wieacker. in senso adesivo anche G. 74: va detto che alla negazione della contrattuale della società l’Autore perviene attraverso l’analisi delle modalità formative o modificative della società. cit. tenendosi lontano dal radicalismo del Wieacker. Leipzig.. si dovrebbe pervenire alla conclusione. cit. al quale ciascuno dei dichiaranti partecipa pro quota’.. 94 93 29 . Sulla questione e sulla indubbia specificità del contratto di società v.98 B..16. l’incontrovertibile insegnamento gaiano contenuto ai §§ 135 e 148-154 del terzo libro. La struttura della società. ma che pur ha riscosso alcuni consensi all’interno della scienza civilistica. 112. 95 In particolare F. Per una svalutazione della contrapposizione degli interessi v. pp. applicandoli all’intero modello societario..

77 ss. pp.. tra ‘trattati accordo’ o ‘normativi’ e ‘trattati contratto’. ID.. secondo il Messineo. “Contratto”. non si discosta l’art. 1321 dell’attuale codice. in Roma e America. “Societas”. 100 E. pp. ma che ha trovato adesioni anche al di fuori delle discipline civilistiche in senso stretto (in ambito romanistico vanno ricordate quella di A.. REGLADE. pp. 81 ss. pp. 101 È opinione di una parte della dottrina che fa capo principalmente a F. 51 ss. 31 ss... punto di vista mantenuto in Contratto e atto secondo Labeone: una dottrina da riconsiderare. pp. 1877. non hanno tenuto conto del fatto che già da tempo fra gli stessi studiosi di diritto internazionale era maturata una seria opera di revisione critica. BETTI. 1098 del codice del 1865 (‘il contratto è l’accordo di due o più persone per costituire. capo II nt. con ulteriori ragguagli bibliografici v. in quest’ordine di idee anche R. Staatverträge und Gesetze als Quellen des Völkerrechts.. al quale si rimanda per una prima indicazione bibliografica sul punto. Teoria generale del negozio giuridico. Diritto romano comune.. pp. Manuale di diritto internazionale pubblico. 1894. BIONDI. 2a ed. 1950. non mancava di sottolineare la ‘relatività di queste qualifiche’.. Roma 1999. sembra destinato. De la Nature juridicque des traités internationaux et du sens de la distinction des traités-lois et des traités-contrats. n. Torino. proprio sulla pretesa eterogeneità strutturale dei due atti: volontà convergenti nel trattato-accordo. e più di recente di F. cit. 876.. pp.. per una serie di circostanze decisamente singolari. 1 del codice del ‘42 che pone l’‘accordo delle parti’ tra i requisiti del contratto (addirittura al primo posto). cit. il quale anzi. regolamenti di rapporti giuridici fondati su norme preesistenti i secondi —.. Napoli. in ED. a suscitare sempre il medesimo tipo di rilievi critici. 1a ed. 1971. ARANGIO-RUIZ. Eredità. 1325..100 Sempre a questo proposito basterebbe già osservare che a individuare nell’accordo un dato essenziale dell’istituto contrattuale era stato già l’art. La società in diritto romano. Dottrina generale del contratto. dalla cui impostazione. 1924.. Dodpat. che pur era fra coloro che si pronunciavano per la distinzione tra le due nozioni. regolare o sciogliere fra loro un vincolo giuridico’). 99 Per la classificazione tradizionale BERGBOHM. Inconveniente che si sarebbe potuto evitare. p.. p. 305 ss. 192 s. 2a ed. 505 ss. 8. l’ancora valido studio di V. Reminiscenze. proprio in ragione dell’art. Der Völkrrechtliche Vertrag.. il quale da parte sua si pronunciava in favore della natura contrattuale. cit. impiegando il termine 30 . 812.) che il legislatore sarebbe caduto in una evidente anfibologia per aver presentato all’art 1321 ‘la figura del contratto nella sua interezza’ come l’accordo delle parti.. GALLO. 34. cit.99 Bisogna poi riconoscere che già Betti. volontà contrapposte nel trattato contratto. TALAMANCA. mentre all’art 1325 avrebbe fatto dell’accordo ‘uno degli elementi o coefficienti (e sia pure principale) del contratto. i primi spunti critici si trovano già in NIPPOLD. culminante nel definitivo superamento della distinzione emersa all’interno della scienza internazionalistica di fine 800 e dei primi decenni del ’900. al pari della disposizione dell’abrogato codice. MONACO.D’altra parte bisogna pure considerare che quanti come Messineo hanno proposto la distinzione contratto/accordo. la quale distinzione si basava. oltre che sulla diversità di ordine funzionale — fonti di norme giuridiche i primi. MESSINEO. pp. in Revue de droit public. p. per lo meno sotto questo punto di vista. 101 con riferimenti alla letteratura più risalente. Bern. 70 ss. pp. cit. pure M. 75 ss.

104 Si possono qui segnalare. sempre su un piano lessicale. secondo una supposizione a suo tempo avanzata dal Betti102 e poi ripresa dall’Osti. come già giustamente non sfuggì all’Osti. Eredità di giuristi. in riferimento al binomio conventio/consensus. vol. OSTI.2.. p. come appare subito evidente. 1557 (‘il giudice deve tener conto dell’accordo delle parti: i provvedimenti possono essere diversi rispetto alle domande delle parti o al loro accordo’). cit. p. D. civ. 348. Commentario alle Pandette.. Reminiscenze. 877.. il Messineo. p. “contratto”. cit. di ciò su cui le parti hanno raggiunto un’intesa. perdendo così di vista il significato tecnico di atto costitutivo di un rapporto obbligatorio messo a punto dalla giurisprudenza romana. p. in difetto di accordo dal giudice’: id est in difetto di diversa pattuizione?). BIONDI. p. di tautologia discuteva piuttosto A. che così ragionando non si considera che il contratto non è stato ricostruito in sede codicistica come un accordo tout court. p. 34). GALLO. che gli serve per sostenere che ‘il “il cuore” sta ad indicare un fatto interiore e non un fatto esterno qual è la dichiarazione delle parti’. avendo il legislatore ignorato che ‘il contratto non può confondersi con la convenzione’ rappresentando questa ‘il genere.. II. del 1865. 502 nt.Ciò premesso. 76) sarebbe forse più appropriato discorrere di ‘sineddoche’ (ma così del resto lo stesso F. Reminiscenze. va in ogni osservato. BIONDI. E questo non perché il termine accordo costituirebbe una attenuazione dell’elemento soggettivo del contratto. indicando ‘l’incontro di manifestazioni di volontà concordanti come tali’. p. Eredità di giuristi. p. 525 nt. p. 1 con riferimento alla formulazione dell’art. di cui però è soltanto suggestiva l’argomentazione lessicale di accordo come ad e cor (cordis). anche F.. BETTI. adducendo peraltro proprio Ulp.14. MESSINEO. ma come una particolare figura del medesimo. Piuttosto pare di poter ragionevolmente sostenere che la nozione di accordo è in grado di esprimere la medesima concettualizzazione sottesa al segno conventio. cit. nel senso che è termine capace di evocare l’idea del contenuto negoziale. (forse) 730 (‘la nomina di questo…in mancanza di accordo è fatta con decreto del tribunale’). 870 (‘in mancanza di 31 . giacché tale modo di esprimersi è tutt’altro che equivalente a quello di ‘l’accordo privo dell’accordo delle parti è nullo’. Contro le ipotesi dell’Osti e del Betti. 502. (forse) 2304bis (‘il pagamento può avvenire in più annualità determinate. preme piuttosto dire che la nozione di ‘accordo’ propone profili di maggiore complessità rispetto a quella di ‘consenso’. cit. in cui. F. l’idoneità a supportare molti degli usi “consenso” per indicare la parte (inutile la sostituzione per A. cit. Contratto.. Ed anzi si può singolarmente osservare che l’impianto critico dello stesso Messineo nei confronti dell’odierno art. 103 che. Come si è già accennato alle medesime accuse non si era neppure sottratto il legislatore del ’65.. (G. ma sostanzialmente senza successo. GALLO. a prescindere dalla sussistenza di ‘una volontà effettiva. Teoria generale del negozio giuridico. almeno inizialmente. per il cod. 158 (‘quando l’accordo dei coniugi relativamente all’affidamento e al mantenimento dei figli è in contrasto con l’interesse di questi’). gli artt. 34). civ. GLÜCK. anche allora. 102 E. una inaccettabile identificazione del contratto con la convenzione.104 e. OSTI. 1321 ripropone sostanzialmente immutate le considerazioni che già si trovano sviluppate in F. 4 ad ed. l’annotatore volle individuare.1pr. “contratto”. 2) e al quale cercò di replicare.. con una critica che si estendeva all’allargamento dell’idea di contratto anche ai fatti estintivi di obbligazione operato dal legislatore. 103 G.-3. cit. Al di là del fatto che più che di ‘anfibologia’ (così. cit. appare scarsamente convincente proprio perché tenta in qualche modo di riproporre in rapporto alla coppia consenso/accordo le conclusioni già discutibili a cui era pervenuto il Fritsche.. non viziata delle parti’ (consenso). 1098 del cod. onde ben può dirsi che il contratto privo di accordo risulta nullo. cit. 77. come confermano i numerosi impieghi codicistici in tal senso. non difettosa. quello la specie’.

105 Così F. 18 (‘può esser disposta sull’accordo delle parti’). 730. pen. 542 (‘se i creditori non raggiungono l’accordo di cui all’articolo precedente’). militare di guerra: artt. se non certamente prevalente. 316. 308 (‘recedono dall’accordo’). 731 (‘Il ministro di grazia e giustizia. 157 (‘se il fatto è commesso…previo accordo’. proc. 813. 708. 178 (‘coloro che partecipano all’accordo sono puniti’). non nascondendo le proprie preferenze verso lo schema adottato all’art. civ.. 292 (‘l’accordo non attribuisce al giudice’). Analogamente. 1325 cod. Messineo. particolarmente nella locuzione ‘d’accordo’ (479. civ: artt. 177 (‘le sentenze pronunciate sull’accordo delle parti’: scil. 89 (‘non è punibile il militare che recede dall’accordo’). in mancanza di tale accordo. 2181. risulta però altrettanto diffusa nel linguaggio legislativo. 243 (‘se il fatto è commesso…previo accordo’). pen. 2156. 1474. 217. 2183 (‘salvi diverso accordo delle parti’).: artt. 306 (‘salvo diverso accordo’). 1378. Si è però detto in grado di esprimere perché. non ha affatto gradito la differente opzione del legislatore del accordo’=‘regolamentazione dei rapporti fra aventi diritto su immobili compresi nel comparto?). civ. ha determinato più di una perplessità soprattutto in un vasto settore della odierna giusprivatistica. 840 (‘non sono stati conformi all’accordo delle parti o. pen. 14143 (atti unilaterali…che siano simulati per accordo tra il dichiarante e il simulante’). art 291 (‘l’accordo delle parti per la deroga’). 530. 1115 (‘si procede alla vendita salvo diverso accordo’). in mancanza di accordo delle parti’). dato che il termine è frequentemente adoperato per indicare. 505. ‘accordo economico collettivo’).p. 550. 6022 (‘se il giudice decide in modo difforme dall’accordo’). per cui sono usuali del nostro linguaggio giuridico locuzioni del tipo: l’‘accordo è nullo’. Cod. illegale. 553. accordo’. in effetti. gli artt. 601 (‘finché…non sia intervenuto un accordo fra le parti o pronunciata una sentenza’).106 e soprattutto pare aver ispirato il disposto dell’art.. 598 (?). “Contratto” cit.: arrt. Cod.c. 569. 10031.: Artt. in cui la scelta del legislatore di indicare l’accordo tra gli elementi essenziali del contratto. (?) 21222. ‘l’incontro (e combinazione) di due dichiarazioni di volontà’ ‘che opera…e si attua come fatto psichico’. 1104 del precedente codice incentrato sulla figura del consenso.: artt. 1000. ‘tale. con una forte connotazione soggettivistica. 360 (‘d’accordo’). 412 (?). 8332 (‘condizioni generali che siano recepite in un accordo scritto’). 339 (‘purché l’appello non sia escluso dalla legge o dall’accordo delle parti’). 820. 157. questo. immorale’. 2803) o ‘di comune accordo’ (art. 1750 (‘salvo diverso accordo tra le parti’. 153. 2867).linguistici che abbiamo riconosciuto esclusivi della nozione di conventio. 28 (‘la competenza per territorio può essere derogata per accordo delle parti’). illecito. art. ‘in virtù dell’accordo’ ‘far valere. questo. 304 (‘coloro che partecipano all’accordo’). 149 (‘diserzione previo accordo’). rispettare. C. per il codice penale di pace. 2062 (‘il prigioniero di guerra che recede dall’accordo’). p. proc. 32 . 2099 (‘in mancanza di [norme corporative: abrogato] o di accordo tra le parti’. 876. 106 Cod. 2275. in cui il termine sembra adoperato per indicare il progetto. Cod. ‘accordo. il grado di distinzione rispetto la nozione di consenso è sicuramente meno marcato rispetto a quello implicato dalla relazione conventio/consensus. 1010. 1840. 6 (‘la competenza non può essere derogata per accordo delle parti’). in cui la valenza oggettiva pare suggerita dal rapporto (ora abrogato) con le norme corporative). tutelare l’accordo’. 1399. il quale. alla legge del luogo’). 2169. il piano criminoso consensualmente fissato. nel senso di quanto stabilito consensualmente tra le parti). 206 ‘coloro che partecipano all’accordo’). 1751 (‘ai sensi di un accordo’). ‘primo’.105 Anzi è senz’altro possibile affermare che tale accezione. ‘secondo’. ‘accordo’ e via di seguito. 1183 (‘qualora sia necessario un termine. Cod. se ritiene che a norma di un accordo internazionale’). 181 (‘coloro che recedono dall’accordo’).

seppur brevemente accennato.. 34. Reminiscenze. Chiarito che tecnicamente conventio esprime una differente concettualizzazione giuridica rispetto a consensus. e ciò non di meno. art.107 Pur con le dovute differenziazioni l’abbinamento conventio/accordo qui suggerito ci appare comunque preferibile all’altrimenti possibile accostamento alla figura della ‘convenzione’. v. LEONHARD. F. Cod. 876. MESSINEO. come v o l o n t à c o n f o r m e ad altra o ad altre volontà. all’interno del più ristretto ambito degli atti bilaterali a contenuto non patrimoniale. 109 R. è opinione ampiamente condivisa che consensus denotasse l’idea del ‘comune sentire’. 33 . della ‘comune volontà’. p. per sgomberare il campo da alcuni equivoci fortemente radicati soprattutto fra i moderni giusprivatisti. “consensus”. 510 ss. che se da un lato avrebbe il pregio della diretta derivazione lessicale e sicuramente anche della maggiore impermeabilità ad attribuzioni di tipo soggettivistico. dall’altro presenta però lo svantaggio di essere stato confinato dalla dommatica moderna. F. BIONDI. se si fa eccezione per una posizione minoritaria sostanzialmente riconducibile al Leonhard.: art. del codice civile agli accordi di disciplina del regime patrimoniale della famiglia. Quest’insegnamento. in RE s. pen. ancora una volta più che dal legislatore. i quali in considerazione di tale natura avrebbero dovuto essere piuttosto ricondotti all’interno della categoria contrattuale.. 5994. pp. 108 6. Del dibattito apertosi per tutto l’800 nella dottrina germanica si è. 159 ss. cit. “Contratto” cit. 108 Per tutti v. Consensus come volontà singola adesiva. sul quale ha avuto senza dubbio un suo peso l’analisi morfologica 834. Va detto che. Qui ci pare piuttosto doveroso insistere su un altro aspetto. della ‘Übereinstimmung der Willensaüßerung’. peraltro intesa come volontà distinta dalle volontà singole che hanno concorso a determinarla. in ED. proc. nel senso che indica il contenuto negoziale. “Convenzione”. pen.’42. p. Messineo. non è del tutto inutile soffermarsi su una puntualizzazione di quest’ultima nozione.. Cod. ovvero ciò su cui le parti hanno raggiunto un’intesa. 513. 107 Sul punto v. critiche in tal senso anche in A.109 che ha tentato di circoscrivere la categoria del consensus al solo atto della ‘Zustimmung’. volontà singola. il quale proprio per questa ragione muove delle critiche verso la qualifica di ‘convenzioni matrimoniali’ attribuita agli artt.: 596. la quale rimane pur sempre.

113 In ordine alla relazione adsensus(adsentire )/consensus(consentire ) nelle fonti romane v. che piuttosto avrebbero dovuto essere inquadrate nella differente categoria dell’assenso. F. cit. riconoscibili nell’unità nella quale vengono a fondersi ’. MESSINEO. pone inevitabilmente un problema di individuazione di un soggettività giuridica alla quale imputarla e dovrebbe quindi rappresentare uno schema descrittivo valido solo se posto in connessione con il diaframma della personalità giuridica in senso ampio (circostanza di cui non si è forse avveduto sino in fondo il Per gli aspetti semantici del sostantivo e della forma verbale consentire v.. ma c’è qualcosa di più e di nuovo nel consenso’. generativo di diritti e di obbligazioni. come si può facilmente intuire. 112 V. cit. 112 dall’altro censurando i frequenti impieghi codicistici del termine ‘consenso’ in riferimento a tipologie di volontà unilaterali.. CASCIONE. pp.. gli elementi originari. con la conseguenza che esso ‘non risulta dalla semplice somma o giustapposizione di due dichiarazioni unilaterali di volontà: queste sono. sarebbero strutturalmente destinate a non ‘far corpo fra loro’ (‘tali sarebbero i casi dove ‘non si costituisce un rapporto giuridico patrimoniale. sulla questione v. le componenti del consenso. apparso fra il primo e il secondo decennio del ’900. cit. l’accurata analisi di C. 472. come ‘risultato di una sintesi. OSTI. contraddistinguibile sotto il profilo dell’autonomia delle dichiarazioni di volontà. con ampia indicazione bibliografica.. in cui è facilmente percepibile la propensione a prospettare il consenso in termini di ‘rapporto’ (inconcepibile al di fuori di una ‘duplicità di soggetti’). non risultante dalla semplice sommatoria di due (o più) dichiarazioni di volontà. “Contratto”. cum-sentire). ID.. 125 s. 878. pp.110 ha di fatto finito per esercitare un’influenza decisiva sulla moderna scienza giusprivatistica. 882 s. 111 F.della parola (cum-sensus. 521. “Contratto”. cit. MESSINEO. posizione riconfermata in “Contratto”. Dottrina generale. ha di fatto portato l’illustre studioso ad un inaccettabile restringimento dalla nozione: da un lato isolando e contrapponendole la figura dogmatica dell’incontro di dichiarazioni di volontà complementari. essendo per l’appunto soltanto giustapposte’. 30 ss. Teoria dell’errore ostativo. a comporre la quale partecipano più elementi. Consensus.111 Impostazione radicale che... pp.113 Se non magari nei termini decisamente ipostatizzati del modello appena descritto.. Roma. le quali.. né lo si modifica e né lo si estingue’). 1 ss. che a dire il vero nel momento in cui prospetta il consenso come volontà autonoma rispetto a quelle di partenza. a dire il vero. pp. 1915. il cui impianto dogmatico si trova ben riassunto già in un celebre studio sull’errore ostativo del Messineo. quanto si 110 34 . cit. in ED. anche G. pp. p. con contenuto adesivo.

88. 456 ss. Die bona fides im mandatum. la locuzione ricorre comunque in Paul.59. ancor più radicale la diagnosi di G.9 ‘utriusque contrahentis consensu’.10 (Leo.1.65.23. infra § 9. 294): ‘tamdiu societas durat. BEHRENDS. su cui v.. a partire da Diocleziano.8. cit. 115 Com’è noto l’uso assoluto del participio ‘contrahentes’ era segnalato come spurio da G. 4 ad ed.44.3.9.7. pp. in Labeo. Breviter su Iul. a. 32 ad ed. 31. del tutto similare C. 10. 1925.17. consuetudo). pp.116 ancora consensus partium. ‘consensu fiunt obligationes in emptionibus et venditionibus.23.115 consensus omnium.. I.4.30. 74 nt. pp. A.2pr.3.3pr. Ricerche dedicate al professor Filippo F. Stuttgard. 213 ss. Iul. con diagnosi interpolazionistica. D.3. quest’ultima sicuramente sconosciuta alle fonti giurisprudenziali e documentata solo nella tarda legislazione imperiale. Gallo. C.4. C.9.11 ‘Sponsalia sicut nuptia consensu contrahentium fiunt’: espunge ‘contrahentium’ LEVY. 369) ‘duarum partium consensu’. ‘Obligatio mandati consensu contrahentium consistit’. in tema di (in)validità della stipulatio post mortem. CERAMI.450. con i necessari ragguagli bibliografici.2. 409).50. a. D. tra l’altro ricorrente nel celebre Iul. A. F. pp. 114 un impiego in questa accezione si può probabilmente riscontrare in quelle ipotesi in cui il termine risulta seguito da un genitivo soggettivo plurale. et Max. Beiträge. D. Napoli. a. 84 dig.17. O.1.Th. I. 902 s. 36 s.117 In quest’ottica è possibile comunque ricordare Ulp. 1997.37. p. Interpretazione e formazione consuetudinaria del diritto. 116 Sul brano giulianeo v. Messina. GALLO.. 172 ss. pp.37. in Ars boni et aequi.32 (Riflessioni sul trinomio lex.1.2.42. 1993.30. Ulp. 35 . D. 11. 114 All’idea della ‘Zustimmung’ pensa ancora una volta R.22pr. Festschrift Waldstein. Th. Giuliano e la consuetudine. 117 ss. Se anche si tralasciano contesti d’uso in cui appare difficoltosa una riconduzione all’interno delle categorie della ‘Übereinstimmung der Willensaüßerung’ o della ‘Zustimmung’. per tornare ad una delle fonti da cui abbiamo preso le mosse.12. P. La legislazione di Leone I. C..2. Dall’età romana alle esperienze moderne. (Honor.32. SCARCELLA. ‘Pactum est duorum consensus dirà infra in questo stesso §. 40.2 = C.-Grat.. GUARINO. in Nozione formazione e interpretazione del diritto.2 ‘pactum quorum pluriumve in idem placitum et consensus’ o. BETTI.Messineo e quanti ne hanno recepito il pensiero). che espunge il tratto ‘sponsalia-ideo’.135 o del corrispondente I.3.. Der Hergang der römischen Ehescheidung.. p. BESELER.1pr.3.3.2. 4.9. Weimar. pp..1. 468.6. BESELER.10. 55 ss.14... E.1. La sovranità popolare quale fondamento della produzione del diritto in D. 472) ‘Omnes stipulationes…quibuscumque verbis pro consensu contrahentium compositae sunt…suam habeant firmitatem’: sul punto v. C.. cit.13. cit. 16 dig.1. 70 s..14.. in cui è sintetizzata la discussa dottrina della inveterata consuetudo. cit.. mos. C.7. 1989. pp.43.-Theod. 117 C.1.7. LEONHARD. rell’.14. “Declarare voluntatem”. ed infine.11.5 (Diocl.-Valens.D.3..19. ID. D. in ZSS 45 (1925). come nel caso delle locuzioni consensus contrahentium.3. su cui v.1 ‘leges…etiam tacito consensu omnium per desuetudinem abrogentur’.32: teoria giulianea o manipolazione postclassica. la cui rispondenza a forme espressive classiche rimane tuttavia abbastanza incerta. 4 disp. pp. S. il più noto.3 (Valent. L’espressione ritorna anche in D.. quamdiu consensus partium’.9. 5. non c’è motivo per dubitare dell’appartenenza dell’idea della volontà comune allo spettro semantico del consensusBegriff. 1997. “consensus”. II. a.1. D. da ultima. come nel caso di Gai.

della singola parte negoziale. pp. quae ex duorum pluriumve consensu agitur’.118 in cui non sembra del tutto convincente il tentativo del Leonhard di legare queste applicazioni ancora una volta all’idea di consensus come ‘Zustimmung’. 119 R. LEONHARD. Consensus. 2 fideic.37. 122 T.atque conventio’.9pr.122 Così come. IV. DE MARTINO. della reciprocità di atti distinti di volontà. 11. per la letteratura più recente si rinvia a P.. 4.36. cit. in cui per l’appunto l’uso dell’aggettivo mutuus sembra insistere sull’idea dello scambio.. (in senso negativo) F. MOMMSEN. Berlin. 120 Sul valore da attribuire (giuridico costituzionale o semplicemente politico) alla locuzione nonché sulla possibilità di cogliere un’allusione alla coniuratio Italiae et provinciarum v. 1996.121e in cui.38.1.31 ‘quia in ea re. (a. pp. è assai verosimile che alla concezione della ‘gegenseitige Zustimmung’ si ispiri la locuzione ‘mutuo consensu’ (D. Res gestae divi Augusti. C.21pr. nel cap. 82 ss. cit. piuttosto che a quella della volontà comune.). Modalità d’impiego che in un qualche modo ci pare operare.8pr. ex quibus obligationes nascunutr. CERAMI. DE MARTINO. “consensus”. 3a ed. 146 s. la cui posizione però risente dell’assunto che individua nel consensus. sembra più ragionevole cogliere un richiamo all’idea dell’approvazione. chiaramente con altre finalità. sebbene nella prospettiva particolare della ‘gegenseitige Zustimmung’.13. sebbene plurima. 9. pur 2. 446) ‘ut universorum consensus nostrae serenitatis auctoritate firmetur’.. 9.8.20.. 121 C. 5. 100 ss. dedica ampio spazio alla questione da ultimo anche C. 1962. così come alla bilateralità del vincolo obbligatorio chiaramente allude I. 34 dell’Index rerum a se gestarum e poi ripreso. Potere ed ordinamento nell’esperienza costituzionale romana.17.4. 902.119 anche se non si può integralmente escludere che in altri impieghi di questo tipo a rimanere prevalente fosse sempre l’idea della volontà adesiva.15. nella locuzione ‘consensus universorum’120 adoperata da Ottaviano Augusto. in cui appare subito manifesto che la volontà presa in considerazione non è più quella del singolo soggetto.7. cit. questi.1.33. Dubbi. come fascio convergente di volontà distinte. 36 . nonostante l’apparenza. il ‘concorrere di due o più volontà verso un fine comune’.3. in senso contrario v.3: ‘converti in mutuas praestationes actionesque civiles’. non decernunt.6. in una prospettiva allargata al profilo dell’azione.1.. 1883. come già del resto notava il Mommsen: ‘qui consentiunt. 183 ss. Napoli. Paul. p. però F. D. CASCIONE. che comunque non hanno ragione di sussistere per l’espressione consensus communis.5.2. o..6. pp.1.44. ma forse non senza intenzionalità da Teodosio II. rell’. pp. 29 ad ed. D. sed probant laudantque’. anche e soprattutto nel diritto privato. Storia.. tanto per spostarci in contesti d’uso di tipo giuspubblicistico. in emptionibus venditionibus.14.14. 118 Nello stesso senso si veda anche Marcian. ‘in his causis. 101.10. p.1. Storia della costituzione romana. Torino.. tenuto conto delle personalità dei soggetti.3.

1. FRITSCHE.10. D. VI. 35 ad ed. congiuntamente intese. 469).5. ne veniat.7. SACCONI.. 123 37 . 601: Mos erat: ‘Varro vult morem esse communem consensum omnium simul habitantium. sempre per l’ambito giuridico. in caso di adoptio in locum nepotis e sempre che desiderio dell’adottante fosse che alla sua morte l’adottato cadesse sotto la potestas del filius (così deve interpretarsi il sintagma ‘quasi ex filio natus’).. con analisi dei principali lessici.19 (Ulp. in proposito si rinvia da ultimo. c o n s e n s u s f i l i i e x i g i t u r .. In Verg. Aen. 8. a. e per le fonti letterarie Varr. (Anast. “consensus” e in VIR s. a. Per quanto ci consta l’unico giurista ad essersi avvalso del predetto sintagma è infatti Ulpiano. De bell. Handlexikon zu den Quellen des römischen Rechts. 517).126 In tal senso depongono un numero considerevole di passi in cui il termine in questione trova impiego con riferimento alla volontà conforme o adesiva di un singolo soggetto. A.1. già da H.18.6 (Paul. Untersuchung. 126 Tale uso era registrato.1.. gall. tale accezione è indicata come secondo significato in HEUMANN-SECKEL. 197 ss.): In iudicium communi dividundo omnes res veniunt.. e peraltro soltanto in due occasioni: si tratta più precisamente di Ulp. 35 ad ed.): Cum nepos adoptatur quasi ex filio natus. Studi sulla litis contestatio formulare. D.): Hodie tamen ita demum pactio huiusmodi creditoribus obest. si fa qui notare. Ancora sul pactum quo minus solvatur. con letteratura. in AUCT 4 (1950).1.se nella prospettiva della ‘reciprocità’ secondo quanto supposto dal Leonhard. Ipotesi che. 125 Sul brano v.. 17 ss.. 75 ad ed. 30 e il più noto Serv. 1907. s.19pr. a. D.24(5)pr. v. 497). cit. C. (Iust..7(8). G. viene subito in questione Paul. PS int. sono però tutt’altro che frequenti.19123 e Ulp.. Comm. quota parte debiti contenti sint: si vero dissentiant. v.1. ma di entrambe le parti (contraenti). 4 ad ed. in cui l’idea della comunanza del volere trova una ulteriore sottolineatura nell’impiego del genitivo plurale omnium simul habitantium. qui inveteratus consuetudinem facit’.3.13 (Ulp. p.14.3. senza il radicalismo del Leonhard. Consensus. pp.17.124 Testimonianze a cui vanno comunque aggiunte. ?). Jena. 75 ad ed. Napoli. cit. Caes.14. 124 D. Idque etiam Iulianus scribit. 124 ss.6.32.l.13.3. 5.2. 7.2. su cui v. tunc praetoris partes necessariae sunt. 1982. occorreva che quest’ultimo D. Notazioni romanistiche. si convenerint in unum et communi consensu declaraverint.7. Deve anzi prendersi atto che consensus era impiegato anche e in egual misura per indicare la volontà (singola) adesiva. pp. “consensus”.2.7. a. Breviter su Iul. cit. Solo per indicarne alcuni.125 Ammettere questo significato di consensus non significa però anche ammettere che questo fosse l’unico significato o anche solo prevalente.. D.7..9 (Anast. qui decreto suo sequetur maioris partis voluntatem. 4 ad ed. 46. P. a C. CASCIONE. pp. 5. 9. 99..3. l’atto del ‘voluntate voluntati accedere’. De l. 127 D.1. CERAMI.5. 1. p.10. 5.127 Nella sedes materiae Paolo ribadiva il principio 128 risalente a Giuliano (‘idque etiam Iulianus scribit) per cui. nisi si quid fuerit ex communi consensu exceptum nominatim.. GUARINO. (Leo.

).23. si possono ricordare Ulp. 530] 134 Sul brano rinviamo al nostro C.130 in cui il giurista severiano dichiara non necessario il consenso del padre in caso di matrimonio di un filius emancipatus. inteso qui più che come atto (singolo).14-14a (Iustinian. 32 ad Sab. di cui ci siamo occupati in passato.4. Constantinopol. n o n p o t e r a t s o l u s p a t e r s i n e c o n s e n s u f i l i a e s u a e a g e r e : [. singolare costituzione dioclezianea.133 La stessa prospettiva unilaterale affiora anche in C. Diocletiano A. [a..12 (Diocl. (Ulp. Non differenti le considerazioni da farsi per Mod.1. non.5.4.): Rell. 130 D. Ne filium quidem familias invitum ad ducendam uxorem cogi legum disciplina permittit. 132 D. D.2.5. in tema di dote.21pr. Consenso che era invece richiesto come regola generale ai fini della validità del matrimonio in tutti i rimanenti casi. 2 ad Sab. 133 C. D. et Max. come idoneità ad esprimere un valido consenso. C. Le persone nel diritto privato romano. et Max. si quidem rei uxoriae fuerat actio. ALBANESE.2. II et Aristobulo conss.23. D. D. D. Diocl. et CC. tale da privare una persona pienamente capace (sanae mentis maioris quinque et viginti annis) del proprio consensus. et universos cives. Nov. Iustinianus A. pp.) Onesimo.. come dimostra. sicut desideras. dovendosi escludere.21pr. Nov. 32 ad Sab. 2 reg.2. Si quando etenim post solutum matrimonium dos a patre petebatur. ad es.].13. u t i n c o n t r a h e n d i s n u p t i s p a t r i s t u i c o n s e n s u s a c c e d a t .14-14a: Imp.131 In questa linea anche.1. come piena capacità di consentire: ‘cum nullum tempus consensum repudiet’. et aliquid rell.4. ma soltanto la volontà singola ed adesiva del filius.1.10.20.24.134 Tracce di consensus come ‘Zustimmung’ sono egualmente rintracciabili nella Questo si trova richiamato anche in Paul. Igitur. 228 ss. [a.esprimesse il proprio consenso.25.24. in 129 128 38 . Et hoc ex rei uxoriae actione simili modo ex stipulatu actioni accommodandum est.12: Idem AA.5.4. nella cui seconda parte viene decisamente rigettata la richiesta della ricorrente di invalidare il negozio transattivo da lei concluso. Ergo et s i c o n s e n s u m a r i t i profecta est mulier propter suas necessarias causas. sulla scorta di una ventilata incidenza dell’ora notturna sui processi formativi della volontà. Palermo.1. observatis iuris praeceptis sociare coniugio tuo quam volueris non impediris.2. 1979.. come potenzialità dell’atto (singolo). 2 reg.). B. una qualsiasi alterazione delle abituali facoltà intellettive. 285]. et susceptus filius ei heres erit. ita tamen.): Filius emancipatus etiam sine c o n s e n s u p a t r i s uxorem ducere potest.. (scil.7. k.132 e C. 14a Quod non erat in ex stipulatu actione: ibi enim et solus exactionem habebat c o n s e n s u f i l i a e n o n e x p e c t a t o rell.129 Va da sé che qui consensus non può indicare la volontà comune (come fusione delle volontà) del pater e del filius —.25 (Mod. Sul punto specifico e più in generale sul tema dell’adozione v. urb.20: Riflessioni su un enigmatico rescritto dioclezianeo.5. ad pop. Lampadio et Oreste conss.13. secondo l’imperatore. 131 C.1.

60. 497]. xv k.4: Si pater s i n e c o n s e n s u f i l i a e dotem a viro exegisset. 240). [a.3 (a.1.locuzione ‘consensum accommodare’: Mod..5: Idem AA.15. Anastasius A. xv k.21 (a. 286). 369) ‘suum consensum accommodavit’. D.51. Theodoro. rell. il consensus starebbe ad esprimere l’idea di una volontà comune e non singola. 8.135 Né in senso contrario vale osservare che talvolta le fonti sembrano deliberatamente porre un distinguo tra ‘voluntas’ e ‘consensus’. Gli esempi si potrebbero moltiplicare e tutti confermerebbero questo significato di consensus come ‘volontà adesiva’. Si costante matrimonio c o m m u n i c o n s e n s u t a m m a r i t i q u a m m u l i e r i s repudium sit missum. rell. 517) ‘consensum proprium accommodantes’. et mortuo patre filia cum priore viro ageret.17 (a. 15 ad Sab.4. Ulp. et eandem alii viro eius filiae nomine dedisset. 517). utrum emphyteuta debeat cum d o m i n i voluntate suas meliorationes.66.4.] Sed ne e x c o n s e n s u m u l i e r i s hypothecae eius minuantur.. a n e i u s e x p e c t a r e c o n s e n s u m .42. s.) Alexandro. Costantinopoli Lampadio et Oreste vv. 530]. pp.42pr.72a: Est etiam de peculio et de in rem verso actio a praetore constituta. 13 resp. D.5. 9.4 ‘suum accommodare consensum’. Maec.3.3.).si cautionem e x c o n s e n s u m u l i e r i s acceperint.67pr. rell. si sofferma sulle caratteristiche (ita gestum.3pr. April. conss. C.23.15b: [cit. Pap. nec in ea re c o n s e n s u aut opera s e r v i opus est: rell.1. ut n e q u e v o l u n t a s n e q u e c o n s e n s u s p a t r i s d o m i n i v e intervenerit.. D. dando risalto al fatto che non è sopraggiunta (intervenerit)136 né la voluntas né ancora. 26.. [a. II conss.v. C.29. Iustinianus) Iuliano pp. doli mali exceptione repellitur. Mart. C.2. Cum dubitabatur. ‘intervenio’. 381). 4 resp.6. C. 39 . ut) dell’attività negoziale posta in essere da questi ultimi. (scil. cc. 291ss. C.. D. quae Greco vocabulo eponemata dicuntur.21 (a. PP.Maximo II et Aquilino conss..26.4. per sostenere che. ad es..24. 2.1. Filios in potestate patris positos ad munera seu honores non posse devocari falso tibi persuasum est. 10.:.: [.9: Imp. 4.10.: Idem A. (scil. D.1. Sane si ad nominationem f i l i i c o n s e n s u m non accommodaveris. Cels. Ancor più espliciti. VIR s. D. 5 fideic. 4. sancimus.36. D. Così. almeno in quei contesti. contributioni propter Falcidiam ex persona sua tenebuntur. vi id. et Max. 286]. 135 Si vedano anche Pomp.39.13. C.5 (a. 11 dig. Diocl. ipsi domino an servo quis rogetur restituere hereditatem.] Neque interest.3. AUPA 46 (2000). Anastasio A. [a.7.32. 35 ad ed. quod ad propositum attinet. 136 Su intervenire v. il quale con riferimento alla concessione dell’ actio de peculio diretta contro il dominus (pater) per l’attività negoziale svolta dal servo o dal filius.1 (a..17.d. per via dell’impiego degli aggettivi possessivi ‘suus’ e ‘proprius’.6.29. alienare vel ius emphyteuticum in alium transferre.40 (a. D. rell.31(32).20. Licet enim negotium ita gestum sit cum filio servove. Gai 4.1. rell.5.2 (Gord. 293).

. si rinvia a B. Il problema del mutuo di denaro erogato al ‘filius familias’. 191 ss. 6.): usque ad quantitatem castrensis peculii.] Sin autem miles filius familias pecuniam creditam acceperit. Iustinianus A.1: Imp.. ? oltre la breve nota di S.6. 1993. BUTI.XII k.4.. cit. pp.. [. cit. Napoli.14. rell D. Il problema del mutuo. Contributo allo studio dell’editto ‘De tributoria actione’. l’attribuzione a consensus del significato di approvazione successiva alla conclusione del contratto è resa ancor più problematica dalla previsione della ratihabitio patris come autonoma ipotesi di volontà conformativa.14.1.14. 1889. LUCREZI. 530] in cui Giustiniano. Lampadio et Oresta vv. anche se con riferimento all’actio tributoria. sempre in proposito v. ratihabitio.): In filio familias nihil dignitas facit. COSENTINI. D. C.3.(e sembrerebbe qualcosa di diverso) il consensus patris dominive. al contratto di mutuo concluso dal filius familias miles in assenza di mandatum. pp. 2001. Atti Accademia Nazionale dei Lincei. 137 40 . 17.. consensus e voluntas patris. Filius familias se obligat?.6. pp. LUCREZI.C.C. S. pp.3 (Ulp. Napoli..4. 4. 337 ss.6.1. più nel dettaglio. VI. 140 Sul tema. 280 s.. cum filii familias in castrensi peculio vice patrum familiarum fungatur.v.1. Ulp. 138 D. 1972. p. secondo quanto invece richiesto dai citati brani ulpianei. ALBANESE.7. 64 ad ed. Macedoniano. LUCREZI. in NNDI s.14. CHIUSI. Macedoniano. su cui v. [a. 293 s.139 finiva col riconoscere validità. stare oportet contractum. La ratifica degli atti giuridici nel diritto privato romano. ‘ratihabitio’.. a prescindere dall’esistenza di un peculium castrense.. 29 ad ed. da ultima S. 141 Sulla ratihabitio come attività predicante l’idea di conferma v. p. F. rifacendosi ad un indirizzo delineatosi già in età classica attestato in Ulp. 1976. quo minus senatus consultum Macedonianum locum habeat: nam etiamsi consul sit vel cuiusvis dignitatis. BERTOLINI.137 O ancora C. 29 ad ed. cit. 1993. 128 ss. con dettagliata indicazione della letteratura più risalente. pp. Napoli. C.28. al di là del rinnovato richiamo alla voluntas operato nella costituzione imperiale. 140 Va da sé che. Studi sulla capacità negoziale dei servi. I. Aug. M. cit.. BERTOLINI. D. 154 ss. la segnalazione di C. Milano. conss. pp. senatus consulto locus est: nisi forte castrense peculium habeat: tunc enim senatus consultum cessabit... pp. I. “Iussum” e “ratihabitio”. J. Roma.2. SOLAZZI. LONGO. cit. quale semplice scientia o patientia si legga. più in generale. cc. in Scritti di diritto romano. Torino. sive sine mandato v e l c o n s e n s u vel voluntate vel ratihabitione p a t r i s . per una possibile interpretazione della ‘voluntas patris’. pp. v. Iuliano pp.141 Su brano v.. ? F.. vol. per un utilizzo nelle fonti della ‘voce generale consentire’ al fine di alludere alla medesima attività di ratum habere v. 139 D.3138 e Ulp. D. pp. già a partire dal XVII sec.14. 64 ad ed. 588 ss. Filius familias se obligat? Il problema della capacità patrimoniale dei filii familias. 2003. in deroga al divieto sancito dal S. Le persone.. per una panoramica generale. fasc. in termini decisamente ampi. 12 e nt. 132 ss. 29 ad ed. III. LONGO. F.2 (Ulp. come causa impeditiva dell’applicabilità del S. Sulla struttura formulare delle ‘actiones adiecticiae qualitatis’. MICELI. Il problema del mutuo.6. T. con analisi delle fonti citate e relative indicazioni bibliografiche. per una panoramica generale v. La ratifica degli atti giuridici. 166 ss.

da D. singola l’una (voluntas).25 (Call. credendi generalis appellatio est: ideo sub hoc titulo praetor et de commodato et de pignore edixit. basandosi fondamentalmente sull’‘adsentiri rei’ presente in Ulp. e contratti in cui.1. conplectitur: nam. interfungibilità che ovviamente si giustifica solo nel presupposto di una identità semantica delle espressioni stesse.12. nel senso che il contenuto negoziale sarebbe il risultato di una cooperazione delle parti. 26 ad ed.1.41. se non ci inganniamo. di cui il primo costituisce piuttosto una particolare species. quos alienam fidem secuti instituimus. Come è dimostrato. di fatto semplicemente recependola.1. Filius familias se obligat?.142 sono più probabilmente da intendersi come accostamenti endiadici per alludere all’idea unitaria della ‘volontà singola adesiva’. 12.1. non essendo certo nostra intenzione identificare il consensus con la voluntas.1.1. crediamo. per contro.1 (Ulp. cit. N a m c u i c u m q u e r e i a d s e n t i a m u r a l i e n a m f i d e m s e c u t i mox recepturi quid.12. S. ut libro primo quaestionum Celsus ait. LONGO. uno dei contraenti si limiterebbe a prestare la propria adesione alla regolamentazione già decisa dall’altra parte. piuttosto che alludere a differenti tipologie di manifestazioni di volontà. bilaterale l’altra (consensus).): Quoniam igitur multa ad contractus varios pertinentia iura sub hoc titulo praetor inseruit. per l’interfungibilità delle due espressioni. Rei quoque verbum ut generale praetor elegit. ma potrebbe trattarsi di un semplice condizionamento derivante dal tenore testuale della fonte. p. cuius nomine facta est. in cui il sostituirsi della locuzione ‘propter consensum domini’ al sintagma ‘voluntate domini’ pare deporre. D. ideo rerum creditarum titulum praemisit: omnes enim contractus. 26 ad ed. 143 D. realizzandosi un semplice ‘assenso’. 2 inst. A ciò aggiungasi. che nei luoghi da ultimo richiamati le espressioni vel consensu vel voluntate. In questo senso sembrerebbe. 142 41 . Le considerazioni sino ad ora svolte inducono alla conclusione che andrebbe probabilmente riconsiderata la posizione di quella parte della dottrina che.. ex hoc contractu credere dicimur. poi.143 tende a distinguere tecnicamente tra contratti in cui sarebbe registrabile un vero e proprio ‘consensus’.Innanzi tutto deve osservarsi che la distinzione che sembrerebbe emergere tra consensus e voluntas non inficia in alcun modo quanto si è sino ad ora sostenuto.): Nisi v o l u n t a t e d o m i n i alterius nomine id factum sit: p r o p t e r c o n s e n s u m d o m i n i tota res eius fit.

elevando la conventio ad elemento comune della categoria contrattuale. 475 ss.19 ed il tratto ‘nam-sententiam decurrunt’ di Ulp. 1991.. 11 ad ed.5. II. pp. Synallagma e conventio nel contratto.16. ut in stipulatione vel numeratione: c o n t r a c t u m a u t e m u l t r o c i t r o q u e o b l i g a t i o n e m . destinate a rimanervi estranee. che.. P. SDHI 38 (1972).. ALBANESE.. F. La sistematica pregaiana delle obbligazioni e la nascita dell’idea di contratto. Torino. 149 ss. pp.14. in AA. veluti emptionem venditionem locationem conductionem societatem: gestum rem significare sine verbis factam. 1992. M. 195 ss. Continuità o antitesi?.. 19.19 (Ulp. Eredità dei giuristi romani in materia contrattuale. Per la storia del creditum. quaedam gerantur. 4 ad ed. SARGENTI. Prospettive sistematiche nel diritto romano. BIONDI. D. è arrivato a proporre una interpretazione del paradigma contrattuale labeoniano costruito intorno alle sole fattispecie contrattuali (anche atipiche) il cui ‘regolamento dell’assetto di interessi’ fosse ‘la risultante di un bilaterale (o plurilaterale) incontro di volontà’. cit.7. 226 ss. Torino. che nell’ordine di idee del giurista augusteo erano. p. CERAMI. cit. Da Labeone ad Aristone.16. 25 ss. pp. 146 P. quod Greci sun£llagma vocant. alla luce peraltro di una possibile relazione tra la dottrina labeoniana dell’ultro citroque obligatio sviluppata in Ulp.. 147 D. 145 144 42 .4. B.. consentendo così l’ingresso di fattispecie obbliganti come stipulatio. quaedam contrahantur: et actum quidem generale verbum esse. Eredità di Labeone in materia contrattuale.): Labeo libro primo praetoris urbani definit. pp. Synallagma e conventio nel contratto. Com’è noto la quasi totalità degli studiosi è dell’avviso che Labeone abbia inteso per contractus l’atto lecito produttivo di un vincolo obbligatorio in capo ad entrambe le parti: in questo senso A. 11 ad ed. 249. I. Napoli. pegno.. Labeone: la nascita dell’idea di contratto nel pensiero giuridico romano. 34. pp.VV. pp. mutuo. D. deposito. in Le teorie contrattualistiche romane nella storiografia contemporanea.50. Congetture. 3 ss. 145 il quale..La tesi. 184 ss. 1976.. e solo accettati dall’altra. pp..50 16. in Atti del seminario sulla Problematica contrattuale in diritto romano. CERAMI..144 è stata in seguito rilanciata con vigore dal Cerami. Contratto.50. ID. Impostazione sviluppata e corretta poi da Pedio.. pp.50. Congetture su una definizione di Labeone. ‘Agere’ ‘gerere’ e’ contrahere’ in D. quod quaedam agantur. 4 ad ed.16. rimanendone invece esclusi gli schemi negoziali legati all’iniziativa di una sola delle parti.146 Al di là di ulteriori valutazioni che ancor più in generale andrebbero certo condotte in ordine all’interpretazione ‘soggettivistica’ del dettato labeoniano di Ulp. 11 ad ed. Congetture. sostenuta in un primo tempo dall’Albanese.21. in Causa e contratto. cit. 207. cit. in un nota indagine dedicata allo studio dello schema delle tres species conventionum adottato da Ulpiano in Ulp.. in AUPA 32 (1971).1. cit. D. pp. mandato.. e dunque ponendo ‘l’accento più su l’accordo che sull’incontro di volontà’. 145 ss. ID. per un dato strutturale..2.3. 147 non si può fare a meno B.. pp. Torino. D. GALLO.19 che non ci possono trovare d’accordo. 41 ss. avrebbe avuto il merito di ampliare la nozione di contractus facendola coincidere con la ‘categoria dogmatica dell’obbligazione convenzionale’. sive verbis sive re agatur. ID. ID. comodato. e per le quali in questa sede non possiamo che rimetterci ai risultati della dottrina tradizionale. ALBANESE. ID. in Iura 38 (1987)..

14. La dottrina romana del contratto. ID. In senso contrario.qui di notare che l’etimologia ulpianea richiamata dal Cerami per convalidare in qualche modo la suggestiva interpretazione di Ulp. Contratto e atto secondo Labeone.. ne avrebbe dovuto costituire uno sviluppo critico. pp. pp. P. Il contratto nel pensiero di Labeone. pp. I ‘nova negotia’ nella riflessione romana. in Causa e contratto. pp. in Roma e America. cit.. Prospectivas e incidencias para el tema de los negocios en una unificacion legislativa latinoamericana. in BIDR 90 (1987).. in Causa e contratto. D’AMATI. ma soprattutto R. pp. La tipicità dei contratti romani fra ‘conventio’ e ‘stipulatio’ fino a Labeone.. 11 ad ed.. 45 (1938). ribadendo il proprio convincimento in Aspetti formulari della tutela delle convenzioni atipiche. 67 ss. cit. 1979) cit.. 1994. nel senso chiarito dal Cerami. Le ‘classi nominali’ per i giuristi romani. 64.. ID. G.. 19 ss. BENÖHR. p. 51 ss. motivo per cui non si può rimanere che dubbiosi di fronte all’idea che l’esplicazione di convenire in termini di incontro bilaterale di volontà. 10 ss. DE LOS MOZOS TOUYA. SANTORO. J. 1990.. Il caso di Ulpiano. oltre al già citato Cerami. 1972. ID. in Causa e contratto. Compl. pp. ID. In senso contrario propendono per una valutazione dell’ultro citroque obligatio come accordo.. basta rilevare che in molti degli esempi prima da noi ricordati. 136. pp.. in SDHI 61 (1995).. ‘Übereinstimmung’. 336 s. 167 ss. 43 . i risultati della cui indagine erano stati già anticipati in Riflessioni sul contratto nel pensiero di Labeone. MAC KORMACK. La causa delle convenzioni atipiche. che trae appunto origine da una rigorosa interpretazione del consensus come ‘Harmonie’. W. in Contractus e pactum. MANTELLO. p.. anche J. in SDHI 51 (1985). Ai primordi del passaggio della sinallagmaticità dal piano delle obbligazioni a quello delle prestazioni. D.. cit. 569 ss. pp... 11 ad ed.. pubbl. La classificacion de las fuentas de las obligaciones en las Institutiones de Gayo y de Giustiniano Y sul valor sistematico en el moderno derecho civil. pp. 23 ss. Vero il collegamento supposto dal Cerami tra l’ultro citroque obligatio ed il tratto ‘namsententiam decurrunt’ di Ulp. p. VI. 1999. che sempre stando al pensiero all’Autore. pp. 85 ss.19. 83 ss.50. 96 s.16. pp. cit. A.. pp. 4 ad ed.. cit... D. PARTSCH.3. trattandosi per di più di atti per i 1995. cit. H. cit. il consensus interviene in situazioni in cui non rimane spazio per una effettiva determinazione del contenuto dell’atto da approvare.2. l’Autore è tornato sugli stessi argomenti. Contractual theory and the innominate contractus.16. El regimen del los contractos en el derecho romano.. cit.. in BIDR.19..1. cit. Ai primordi del passaggio della sinallagmaticità dal piano delle obbligazioni a quello delle prestazioni. ora in Studi Arena 5 (1981).50. pp. in Festgabe Herdlitczka. più di recente A. pp. 17 ss.. LA PIRA. pp. ciò che ci preme maggiormente sottolineare è che a vacillare è la stessa premessa su cui viene in definitiva a fondarsi il nucleo centrale dell’ipotesi. in Atti del seminario sulla Problematica contrattuale.. 259.. in Sem. La personalità scientifica di Sestio Pedio. D.. Das dogma des Synallagma in römischen und byzantinen Rechte. Atti Copanello 1988. Relazione alla XXXIII sessione SIHDA (Palermo. oltre a ripetere quanto già detto. ID. p. MACHEINER. 152 ss. 63 ss. 11 ss. P. ID. in ZSS 35 (1914). Das sogenannte Synallagma. 295. 12-16 Sett. VOCI. pp. Zu den Anfängen des Kontraktssystems. J. Comunque sia. a prescindere poi dalla conseguenze che sì è ritenuto di poter ricavare sull’ulteriore piano dell’analisi di Ulp.. possa essere stata impropriamente impiegata da Ulpiano al fine di introdurre l’analisi della dottrina pediana. si dovrebbe piuttosto propendere per una identità di schemi contrattuali in Labeone e Pedio. costituisce piuttosto la base su cui si innesta l’ipotizzato sviluppo pediano. DI PIETRO. 110 ss.. Contratto e atto.

exheredes sunto’. se non addirittura radicalmente annullata.1 (Paul. 3 sent. adscripta non esset. an heredes instituti hereditatem>adire possint. ac si ea condicio.13.27 (Scaev. sed ex decreto tutor dandus est. Respondit Seium et Agerium primo loco institutos perinde adire posse.4. exheredes sunto. 15 ad Sab.): Seius et Agerius si intra diem trigesimum mortis meae rei publicae nostrae caverint contentos se futuros tot aureis legis Falcidiae beneficio omisso.18.14-14a (Iustinian. Prospettiva che emerge con evidenza in D.3pr. [Iustinian. etsi suspectus esse praesumitur. e in misura decisamente maggiore in D. per lo meno nelle intenzioni del testatore. tamen. heredes mihi sunto. si idoneus esse adprobetur.quali alle parti non è assegnata alcuna autonomia negoziale. quae fraudis causa adscripta est. 6 resp. messa seriamente in discussione dalla esplicita minaccia di diseredazione: Quod si voluntati meae non consenserint. o ancora a C.66. a. in cui Giustiniano interviene a risolvere le antiche dubitationes circa le necessità del consensus domini ai fini di alienare vel ius emphyteuticum in alium transferre.. 148 44 . comunque il seguito della testimonianza: Quaesitum est. Quos invicem substituto. q u i a c o n s e n s i s s e v i d e t u r v o l u n t a t i t e s t a t o r i s . Nec excusatio eius admittetur.148 D’altra parte è sintomatico rilevare che.3. D. quod ultro tutelam videbitur affectasse. è stato oggettivamente favorito dalla locuzione ‘cuicumque rei adsentiamur’ adoperata da Ulpiano.2. 530].): Qui se filio testatoris impuberi tutorem adscripsit. è la libertà stessa della volontà adesiva. se il tentativo di circoscrivere il consensus ai soli casi di accordo frutto di un comune operare delle parti. cum habeant substitutos eadem>condicione praescripta. nella cui chiusa ‘Quod-sunto’ l’attività del consentire è predicata in riferimento ad una situazione in cui ad essere fortemente compressa. rell.48.4 e C.24. non ex testamento. Q u o d s i v o l u n t a t i m e a e n o n c o n s e n s e r i n t .5.10. si condicioni parere nolunt.35. Si pensi per esempio a Pomp. o in cui l’unica autonomia si risolve nel prestare o meno la volontà (consensus) a che l’atto venga posto in essere.) in cui l’azione del padre viene subordinata al preventivo consenso della figlia. in cui Sulla validità della condizione v.1.

C. Die Ulpianfragmente des Papyrus Rylands 474 und die Interpolationenforshung. 365). 10.2 (a.3. che.13. Ulp.3 (a. che alle modalità formative. Sulla variante “adsensio” v. D. 408-409). ALBANESE.24. 14. Esso infatti è unicamente attestato in tardi testi legislativi. la variante assensus si riscontra in C.5.16. 11. Deve infatti notarsi che.4. 70 ad ed. 35 ad ed.2.2. Iul. 392).13. et Pap. 418). se il verbo adsentire (adsentiri) è discretamente impiegato nelle fonti giuridiche. 392).Th. ricorre in Marcell. ad falcid.2. D.2 (a. D.5 ‘et putat Labeo…cui sententiae adsentiendum puto’.5. 409) e nella interpretatio a C. 153 Il dato non era sfuggito a F. 15.154 ma interviene quasi unicamente ad identificare atti di adesione ad opinioni altrui. 14.23.Th. 3 ad l.43.5.9 (a. 7.6 (a. 150 il sostantivo adsensus (o assensus).5.2 (a. Oltre che in Ulp. 373). l.9.33.3 (a. una circostanza decisamente singolare. in particolare a linee di indirizzo giurisprudenziali. le osservazioni di B.2 (a.14.1 (a.9. è moderatamente utilizzato dai giuristi. (a. D.5. Si vedano in tal senso: Marcell. 386). 2 de adult. 6.36. in cui l’adsentire del pretore non può essere in alcun modo ricondotto ad una manifestazione di assenso diretta alla conclusione della fattispecie contrattuale.70. tanto più che che l’attività dell’adsentire è predicata in riferimento ad un tipo contrattuale (compravendita) che nell’ottica della citata dottrina dovrebbe piuttosto appartenere al differente schema del contratto non adesivo. “adsensus”.2. Proc.9. 403).l’impiego del verbo ad-sentiri. 14. 152 Sempre da questo punto di vista occorre peraltro non dimenticare che anche lo stesso verbo adsentire (adsentiri).12. D.8 (a.5.21 (a.12. 12. et Pap. Ulp.11 ‘an adsentire venditioni vel obligationi debeat’.30 (a. D. 7 ad Sab. cit.40.0.Th.12. p. D. non è mai adoperato in contesti riconducibili a dinamiche contrattuali o anche solo negoziali.11.20 (a. 368). 9.2 (a.7. 380).13pr. Iul.5. 371). 151 risulta invece del tutto estraneo al linguaggio giurisprudenziale. Ulp.1. Per la storia del creditum.28. pp. 9. 26 ad ed. D.2 (a.5.70 ‘tu cui adsentiaris? Proculus: Cartilio adsentio’. 2 epist.15 (a.1. D.4. 7 ad Sab.29. 3 ad l. 153 per lo meno non nel senso ipotizzato. e che piuttosto porta ad attribuire ai giuristi romani un’attenzione più al risultato (del consenso). che a nostro avviso prova. Th.3.5.s.48. Paul.35. Iul. Proc. 7.17. D.1.1 (a. ampiamente adoperato nelle scritti letterari.28. Ulp. 395). 6. 392).3.1.5. 32 dig. in ZSS 68 (1951).28. sempre sul piano lessicale. 12.33. se ce ne fosse ancora bisogno.33 ‘Plerique opinant…quibus adsentior’.l. 33 s. 368-370).22pr.11.5.5. 9.43.4.61.23. Lexicon. 32 dig. 150 149 45 .5.2. D. 151 V. s v. Ulp.Th.1. come si è appena detto. 392). 2 epist.238). 154 Nessun rilievo a questo proposito può essere attribuito a Ulp.27.28.l. 9. nt. cosa che certamente mal si concilia con l’ipotesi che questo rappresentasse il nucleo centrale di una teorica edittale.2.12. 24.1. 149 a contraddire l’ipotizzata delimitazione soccorre. Iul.33. FORCELLINI. D.14.3.1.5.2 ‘puto Sul punto v. 239). 152 C.. (a.3. morfologicamente sembra suggerire un differente atteggiamento del momento volitivo rispetto ai casi in cui si registra un cum-sentire. 35 ad ed.14. D. 320). SCHULZ.4. ma esprime unicamente una accettazione non negoziale di un atto (questa volta sì negoziale) da altri concluso.9. la naturale inerenza del concetto di ‘assenso’ all’ambito denotativo della nozione. ancor più isolato l’uso di “assensio” che ricorre nel solo C. D.65.27.

20. 1919 (subordinazione della validità dell’assicurazione per causa di morte di un terzo al consenso di questi o di un suo legale rappresentante).756/1964). agli artt.1. l. 574 (sottrazione di minore ultra quattordicenne ‘senza il consenso di esso’). 395 (rifiuto del consenso del curatore). col consenso della persona che può validamente disporne’). 2 de adult. pare aver costituito la matrice storico-concettuale alla quale si è andato ispirando in svariate occasioni il legislatore italiano.35. o con il consenso di lei). Ci piace peraltro osservare che l’accezione di ‘consensus’. che ‘salvo gravissime ragioni’ impediva al giudice di ‘accordare l’emancipazione senza il consenso del genitore esercente la patria potestà’). 2503 (consenso dei creditori per riduzione termini in caso di fusione societaria). 273 (consenso del figlio ultra sedicenne per accertamento giudiziale paternità). 1202 (surrogazione per volontà del debitore. n. 39 del 1975. p. 882.s. 181 (‘se uno dei coniugi rifiuta il consenso per la stipulazione di un atto di straordinaria ammnistrazione’). 552 anch’esso abrogato dalla L. 1197 (consenso del creditore per prestazione diversa da quella dovuta). 728 (chiunque pone taluno. n. 2301 (divieto di concorrenza ‘senza il consenso degli altri soci’). Paul. 252 (‘consenso dell’altro coniuge’ per inserimento del figlio naturale nella famiglia legittima di uno dei due genitori). senza il suo consenso. Ulp. ‘se il socio receduto o gli eredi del socio defunto vi consentono’). 194/1978 (punivano rispettivamente chi avesse determinato l’aborto di una donna senza.in caso di trasferimento inter vivos). come nel codice penale 157 e di V. assistito o rappresentato una parte. civ. 391 (poi abrogato dall’art.1. MESSINEO. comma secondo (divieto di aprire luci in un muro comune. Oltre che nell’impianto originario del codice del’42. D. nella Legge n. 579 (omicidio del consenziente: ‘chiunque cagiona la morte di un uomo. A questi va comunque aggiunto l’art. 70 ad ed. 545 e 546 entrambi abrogati dalla L.: 165 (il minore ammesso a contrarre matrimonio è pure capace di prestare il consenso). 25652 (richiesta del ‘consenso dell’alinenante’ per passaggio della ditta assieme all’azienda . 2142 (divieto di modificare la composizione della famiglia colonica ‘senza il consenso del concedente’: norma tacitamente abrogata dall’art. 2550 (divieto per l’associante di attribuire partecipazioni ‘senza il consenso dei precedenti associati’). 50 (non punibilità per chi ‘lede o pone in pericolo un diritto. 381 (infedeltà del patrocinatore o consulente tecnico che ‘dopo aver difeso. 7 della L. 12632 (cessione del credito: divieto di cessione del possesso della cosa ricevuta in pegno ‘senza il consenso del costituente’).14 ‘et Iulianus Proculo adsensit’.43. o dell’altro genitore o del curatore speciale se infra sedicenne). 903. 613 (determinazione dello stato di incapacità di intendere e di volere senza il consenso della persona). 284 (consenso del figlio legittimando ultrasedicenne. 2292 (conservazione nella ragione sociale del nome del socio receduto o defunto. 1594 (divieto per il conduttore di cedere il contratto ‘senza il consenso del locatore’). 194/1978 (procurata impotenza alla procreazione ‘su persona dell’uno o dell’altro sesso.5 ‘et primus Pomponius putat…cui adsentiendum puto’. 394 (in cui per gli atti del minore emancipato. 156 In questo senso v. qui delineata.. Ulp. 6 della L. 573 (sottrazione di minore ultra quattordicenne ‘col consenso di esso’).155 tale accezione ritorna. col consenso di lui’). n. 157 Artt.48.17 ‘ego Ofilio adsentio’. ad falcid. in aggiunta all’autorizzazione del giudice tutelare. cit. gli artt. 2256 (divieto di uso delle cose sociali ‘senza il consenso degli altri soci’). senza il consenso dell’altro proprietario). 2882 (cancellazione dell’ipoteca dietro ‘presentazione dell’atto contenete il consenso del creditore’): così già F.2. è richiesto il ‘consenso del curatore’). ‘purché l’altra parte vi consenta’). 1773 (divieto di restituzione della cosa depositata al deponente ‘senza il consenso del terzo’ interessato). “contratto”. 1651 del 1975. assume senza il consenso di questa…il patrocinio o la consulenza della parte opposta’). D. col consenso di questa’). D.16. 1406 (ammissibilità cessione di contratto a prestazioni corrispettive non ancora eseguite. il testo novellato del cod.Mucianae sententiae adsentiendum’. 250 (necessità del ‘consenso dell’altro genitore che abbia già effettuato il riconoscimento’ ai fini del riconoscimento del figlio minore di anni sedici). 155 46 .5. in sede di attuazione della riforma del diritto di famiglia. ‘anche senza il consenso’ del creditore). 2155 (divieto per il mezzadro di inizio operazioni di raccolta ‘senza il consenso del concedente’). 2499 (necessità del ‘consenso dei creditori sociali’ per liberazione dei soci a responsabilità limitata in caso di trasformazione in società avente personalità giuridica). come già segnalato dal Messineo. solo per fare degli esempi. 156 ma anche in ambiti non privatistici.

procedura penale, così come ripetutamente novellato.158 Fra tutti, particolare attenzione ci pare meritino gli artt. 1427 ss. del cod. civ., contenenti, com’è sin troppo noto, la disciplina dei tradizionali vizi della volontà (errore, violenza, dolo), tutti ricompresi all’interno della sezione II con la dicitura ‘vizi del consenso’. Decisamente ricca di significato si dimostra la formulazione dell’art. 1427cc. (‘Il contraente i l c u i c o n s e n s o f u d a t o per errore, e s t o r t o con violenza o c a r p i t o con dolo, può chiedere l’annullamento del contratto secondo le disposizioni seguenti’), in cui indubitabilmente il consenso ‘dato’, ‘estorto’, ‘carpito’, al quale si riferisce il testo di legge, non può essere altro che quello manifestato dal singolo contraente, il quale rispettivamente, sia caduto in errore, sia stato minacciato o, infine, raggirato; così come, in un’ottica rovesciata, alle medesime conclusioni sembra condurre il disposto dell’art. 1440 (dolo incidente): ‘se i raggiri sono stati tali da determinare il consenso, il contratto è valido, rell’. Seppur limitatamente ai soli casi di violenza e errore, esattamente la stessa rappresentazione torna poi ad emergere all’art. 122cc.: sia nella sua originaria formulazione, in cui il legislatore del ’42 prevedeva al primo comma l’impugnabilità del matrimonio a favore di quello ‘degli sposi il cui consenso è stato estorto con violenza o è escluso per effetto di errore’; sia nel più articolato testo novellato (L. 151/1975), il quale al di là di un intervento formale sulla struttura della disposizione legislativa — nel senso che violenza ed errore considerati prima unitariamente al comma uno, sono adesso rispettivamente disciplinati al comma uno e ai commi due e tre —, ha mantenuto sostanzialmente inalterata l’impostazione della vecchia norma, con l’unica novità dell’introduzione, accanto alla violenza, del ‘timore di eccezionale gravità’ come causa
in uno stato di narcosi o di ipnotismo’), art 734 bis introdotto dall L. n. 66/1996 e modificato dalla L. n. 269/1998 (tutela riservatezza: ‘chiunque divulghi…le generalità o le immagini della persona offesa senza il suo consenso’). 158 Si possono segnalare gli attuali artt. 438 c.p.p. (‘l’imputato può chiedere, con il consenso del pubblico ministero, che il processo sia definito nell’udienza preliminare’), 4442 c.p.p. (applicazione della pena richiesta nel caso di ‘consenso anche della parte che non ha formulato la richiesta’), 447 (applicazione della pena nel corso delle indagini preliminari su ‘richiaesta congiunta’ o su ‘richiesta con il consenso scritto dell’altra parte’), 4582 (consenso del publico ministero alla richiesta di giudizio abbreviato), 464 (‘termine entro il quale il pubblico ministero deve esprimere il consenso’ alla richiesta di giudizio immediato da parte dell’opponente), 566 (consenso del pubblico ministero a richiesta di giudizio abbreviato dopo udienza di convalida dell’arresto), 7433 (‘consenso del condannato’, nei casi in cui richiesto, per l’esecuzione all’estero di una sentenza di condanna a pena restrittiva della libertà personale); art. 247 disp. att. (consenso del pubblico ministero alla richiesta dell’imputato di giudizio abbreviato), 248 (consenso per la richiesta della pena a norma dell’art. 444).

47

di impugnazione, e sotto il profilo meramente terminologico della sostituzione della precedente locuzione ‘escluso per effetto di errore’ con quella ‘il cui consenso è stato dato per effetto di errore’, in cui si segnala, sotto il profilo lessicale, un avvicinamento, non necessariamente intenzionale, alla formulazione già incontrata all’art. 1427. D’altra parte, a prescindere dal dato normativo, se consideriamo che per vizio della volontà deve considerarsi tutto ciò che dall’ordinamento giuridico viene ritenuto idoneo ad impedire una libera o corretta determinazione della volontà, interferendo con maggiore o minore incisività sui processi formativi della stessa, appare già di per sé evidente che a risultare alterata sia la volontà del singolo contraente e non già quella comune, se non indirettamente. Già si è detto che ancora una volta quest’impiego è costato al legislatore le forti critiche di parte della dottrina civilistica, la quale non senza una malintesa interpretazione della tradizione romanistica, e muovendo, come si è accennato, da una suggestiva, ma semplificativa immagine del consensus come cum-sentire, inteso come ‘fatto essenzialmente bilaterale’, 159 ed ignorando per contro l’uso altrettanto diffuso presso i giuristi romani di ‘volontà conforme’, si è lasciata andare a facili censure, condannando questi impieghi come ‘usi impropri’, 160 quando addirittura, tanto per rimanere all’art. 1427, sono state le stesse fonti romane a porre, se pure in isolati testi legislativi di epoca dioclezianea, la relazione error/consensus che oggi sostanzialmente ritroviamo riprodotta nella norma codicistica: così C.1.18.9 (a. 294) ‘cum nullum sit errantis consensus’, 4.65.23 (a.294) ‘errantis nullum habeat consensum’, o, per taluni versi ancora più significativo, C.5.74.1 (a. 290) ‘i n c o n s u l t o e r r o r e lapsum patrem tuum perperam venditioni c o n s e n s u m d e d i s s e videtur’, la cui trama discorsiva richiama alla mente la corrispondente parte del dettato normativo di cui all’art 1427: ‘Il contraente i l c u i c o n s e n s o f u d a t o per errore’.

In questo senso emblematico il punto di vista di G. DULCKEIT, Zur Lehre vom Rechtsgeschäft, cit., p. 166 nt. 1, il quale, pur in una prospettiva oggettivante dell’elemento consensuale, tiene a tenere separato il consensus, prospettato in termini di ‘(unpsychologische) objektivierte Willenseininung’, dal semplice sensus, inteso quale ‘e i n s e i t i g e und dauernde psychologische Willenshaltung’. 160 Per tutti v. F. MESSINEO, La teoria dell’errore ostativo, Roma, 1915, pp. 124 ss.; ID., La struttura della società, cit., p. 76 nt. 2; ID., “Contratto”, cit., pp. 881 ss.; da ultimo denunzia il radicalismo di tale impostazione, frutto di una ‘lettura inesatta dei problemi’, anche C. CASCIONE, Consensus, cit, pp. 25 s. nt. 114, al quale peraltro si rimanda per ulteriori ragguagli bibliografici.

159

48

7. Analisi di B.11.1.1: all’origine di un equivoco.

Si è già anticipato che la tendenza della moderna romanistica a far coincidere le due nozioni è in qualche modo riconducibile ai maestri bizantini. Ciò emerge innanzi tutto dall’esame di Bas.11.1.1, luogo che, sistematicamente corrisponde, com’è noto, al primo frammento della rubrica ‘de pactis’ del digesto: Ulp. 4 ad ed. D.2.14.(1). In questa sede, posta ad apertura del titolo ‘Perˆ p£ktwn ½toi sumfènwn’ la definizione di pactum e passata sotto silenzio la celebre laudatio edicti,161 viene riproposta, in una maniera che ad un primo esame potrebbe apparire pedissequa, la parte iniziale di Ulp. 4 ad ed. D.2.14.1.3, e precisamente il tratto ‘conventionis-agunt’:

Bas.11.1.1: T× d• tÁj sunainšsewj Ônoma genikÒn ™sti, ferÒmenon prÕj p©san suna…nesin genomšnhn ™p… sust£sei ™nocÁj kaˆ dialÚsei.

Il testo, già ad una prima lettura, si mette in condizione di apprezzare il valore attribuito alla ‘conventio’, nonché (e soprattutto) i rapporti di questa con il consensus, nell’ottica dei maestri bizanti. Questi pongono infatti una così stretta relazione di equivalenza tra le due nozioni da tradurre e rendere entrambe con l’unico termine ‘suna…nesij’, arrivando persino ad affermare, con un’operazione la cui ortodossia sotto il profilo della logica definitoria si commenta da sé, che: tÕ dš tÁj sunainšsewj Ônoma genikÕn ™sti ferÕmenon prÕj p©san suna…nesin. Del vizio logico di cui risulta inevitabilmente affetto il passaggio greco doveva essersi avveduto, con ogni probabilità, anche l’Heimbach il quale, non senza imbarazzo, ha tentato di porvi rimedio traducendo suna…nesij, la prima volta (là dove ricorre nel definiendum) con conventio, la seconda (nei definientes) con consensum: Conventionis verbum generale est, pertinens ad omnem consensum, qui interponitur ad obligationem constituendam et ad transigendum [ Heimbach, I, 553]. È superfluo rilevare che una traduzione non ‘preconcetta’ avrebbe imposto una scelta unitaria.
Ulp. 4 ad ed. D.2.14.1pr ‘Huius edicti aequitas naturalis est. Quid enim tam congruum fidei humanae est quam ea quae inter eos placuerunt servare?’. Sul punto rinviamo alle nostre osservazioni contenute in Ulpiano, Antistia e la fides humana, in AUPA 46 (2000), pp. 257 ss.
161

49

Occorre tuttavia avvertire che la traduzione in lingua greca del primo sostantivo col termine suna…nesij, che in definitiva costituisce il presupposto che ha reso praticabile l’assimilazione totale che viene prospettata nel testo dei Basilici tra conventio e consensus, rappresenta un dato che rimane rigorosamente confinato all’interno del titolo ‘Perˆ p£ktwn ½toi sumfènwn ’, e che non trova invece riscontri in altre parti del testo legislativo. A questo scopo è sufficiente condurre una rapida indagine terminologica, operando un raffronto fra i frammenti del Digesto in cui si trova impiegato il termine conventio e i corrispondenti frammenti dei Basilici. Ebbene, se si fa eccezione per i frequenti casi in cui manca purtroppo il corrispondente brano greco dei brani giurisprudenziali, 162o per quelli ancor più numerosi nei quali comunque il riferimento alla conventio è andato perduto perché soppresso dai compilatori o perché magari già mancante nel testo preso a riferimento,163 ci si potrà rendere conto che conventio viene sistematicamente reso ricorrendo prevalentemente al termine sÚmfwnon o perifrasi in cui vengono per lo più adoperate forme verbali ricavate dal verbo sumfwnšw.
Paul. 3 ad ed. D.2.14.23.1; Pomp. 33 ad Sab. D.8.2.23pr.; Ulp. 2 disp. D.15.1.32.1; Paul. 4 resp. D.16.3.26.1; Scaev. 7 dig. D.18.3.8; Pomp. 24 ad Sab. D.18.5.2; Iul. 15 dig. D.18.5.5pr.; Iul. 15 dig. D.18.5.5.1; Iul. 15 dig. D.18.5.5.2; Ulp. 32 ad ed. D.19.1.11.18; Ulp. 1 ad ed. cur. D.21.1.31.18; Ulp. 1 ad ed. cur. D.21.1.31.22; Ulp. 53 ad ed. D.39.2.15.1; Ulp. 71 ad ed. D.43.24.15.2; Cels. 25 dig. D.43.26.12pr.; Scaev. 28 dig. D.45.1.122.1; Scaev. 28 dig. D.45.1.122.2 ; Scaev. 28 dig. D.45.1.122.3 ; Paul. 15 quaest. D.45.1.132pr.; Pap. 27 quaest. D.45.2.9.1; Ulp. 4 disp. D.50.12.3pr. 163 Afr. 7 quaest. D.2.1.18 (=Bas. 7.16.4); Paul. 3 ad ed. D.2.14.4pr. (=Bas. 11.1.4); Ulp. 4 ad ed. D.2.14.7pr. (=Bas. 11.1.7); Ulp. 4 ad ed. D.2.14.7.3 (=Bas. 11.1.7); Ulp. 4 ad ed. D.2.14.7.4 (=Bas. 11.1.7); Cels. 1 dig. D.2.14.33 ‘exceptione conventionis’ (=Bas. 11.1.33); Proc. 5 epist. D.2.14.36 ‘exceptione conventionis’ (=Bas. 11.1.36 ‘paragraf¾n ouk œceij’); Paul. 3 ad ed. D.2.14.13pr. (=Bas. 11.1.13); Paul. 3 ad ed. D.2.14.21.5 (=Bas. 11.1.21); Pap. 1 resp. D.2.14.40.1 (=Bas. 11.1.40); Ulp. 26 ad ed. D.2.14.51pr. ‘exceptione conventionis’ (=Bas. 11.1.50 ‘Ôute paragraf¾n œcei ’); Ner. 3 membr. D.2.14.58 (=Bas. 11.1.57); Pomp. 2 ad Sab. D.5.1.80 (=Bas. 7.5.73); Ulp. 68 ad ed. D.6.1.45 (=Bas. 15.1.44); Paul. 18 ad ed. D.12.2.17pr. (=Bas. 22.5.17); Ulp. 26 ad ed. D.12.2.25 (=Bas. 22.5.25); Paul. 18 ad ed. D.12.2.26.2 (=Bas. 22.5.26); Iul. 10 dig. D.12.2.39 (=Bas. 22.5.39); Ulp. 40 ad Sab. D.13.7.1.1 (=Bas. 25.1.1); Pomp. 35 ad Sab. D.13.7.8.3 (=Bas. 25.1.8); Ulp. 38 ad ed. D.13.7.13pr. (=Bas. 25.1.13); Paul. 29 ad ed. D.13.7.18.pr. (=Bas. 25.1.18); Ulp. 30 ad ed. D.16.3.1.6 (=Bas. 13.2.1); Gai. 10 ad ed. prov. D.18.1.35pr. (=Bas. 19.1.33); Iav. 11 epist. D.19.2.51pr. (=Bas. 20.1.50); Pap. 11 resp. D.20.1.1pr. ‘conventio generalis in pignore ’ (=Bas.25.2.1 ‘tÍ genikÍ Ùpoq»kh’); Gai. l. s. form. hyp. D.20.1.15.2 ‘ad eam conventionem pertinet’ (=Bas.25.2.15 ‘prÕj t¾n „dik¾n Ùpot»khn fšretai’); Gai. 1 l. s. de form. hyp. D.20.1.15.1-2 (=Bas. 25.2.15); Paul. 5 resp. D.20.1.29pr. ‘generalem quidem conventionem sufficere ’ (=Bas. 25.2.29 ‘tÍ genikÍ toà klhrodÒtou àpoq»kh’); Ulp. 73 ad ed. D.20.2.3 (=Bas. 25.3.2); Pap. 3 resp. D.20.4.2 (=Bas. 25.5.2); Pap. 26 ad ed. D.20.5.1 (=Bas. 25.7.1); Afr. 8 quaest. D.23.3.50.1 (=Bas. 29.1.46); Pomp. 26 ad Sab. D.23.4.10 ‘exceptione conventionis filius tuendus est’ (=Bas.29.5.10 ‘kaˆ œcei Ð uƒÕj paragraf»n’); Ulp. 34 ad ed. D.23.4.11 (=Bas. 29.5.11); Flor. 3 inst. D.23.4.24 (=Bas. 29.5.22); Pap. 4 resp. D.23.4.26.3 (=Bas. 30.5.24); Paul. 6 quaest. D.24.3.45 (=Bas. 28.8.43); Pap. 5 resp. D.26.7.39.13 (=Bas. 37.7.39); Paul. 54 ad ed. D.41.4.2.3 (=Bas. 50.4.1); Pap. 11 resp. D.44.2.29.1 (=Bas. 51.2.26); D.46.3.5.2 ‘inesse haec conventio stipulationi videtur’ (Bas.26.5.38 ‘siwphr£ ™stin ¹ a†resij’) ; Pap. 28 quaest. D.46.3.95.4 (=Bas. 26.5.95); Lab. 5 pith. a Paul. epit. D.46.4.23 (=Bas. 26.6.23); Paul. 34 ad ed. D.50.16.189 (B.22.2.183);
162

50

exceptionem: minime si ex Bas.4. 74 ad ed.4 (Paul.42 (Pap. D.11.23: tÕ de sÚmfwnon fideiussoris conventio nihil proderit reo… D.7.2.2.4: ¢pÕ sumfènou dandam…si autem ex conventione…exceptionem pacti conventi.Fra i primi possiamo ricordare D.): veluti (vedi)Bas.32: oÙc(???) Ñte ek 51 .): dies Bas.2.1.2.11. (Paul.14. 13 ad ed.5 (Ulp.): talem conventionem Bas.): Bas.): Bas.11.1 profuturamque (Paul.32.2: paragraf»n œcei sumfènou conventionis exceptionem placuit. 1 resp.infirmandam iulianus ait. ne conventio in alia re facta aut cum alia persona in alia re aliave persona noceat.14.4. D.11.40 : akolouqe‹ tù sumfînw conventionem D.11 (Paul.7.1.16.1.40.23pr..27: to de genÒmenon e„j dÁlon proswpon ½ pr£gma animadvertendum est. ei 3 ad ed.14.11.14. 3 ad ed.1 iudex…iustam confessi sequetur (Pap.1.2. 3 ad ed.2.27.1.): Bas. sumfwnon D.2.): utrum per errorem satisdato promisum est an conventione: si per errorem dandam fideiussioribus conventione.42: to sÚmfwnon D.2.14.8. 17 resp.11.

1.1 (Pap.3 (Pap.10.7 (Ulp.1pr. manifestari quae ex Bas. 1 ad Sab.13.3.compromissi proferii potest.7.2.1.25. non cum conventione.18.1 (Ulp.16. vig.25.1.3.25. sed cum iussu arbitri sumfènou D.1: sÚmfwnon Ómwj œrrwtai tÕ D. 30 ad ed.1 : toiàton sÚmfwnon D.3 : yilù sumfènw D.1.1.2.20.19.): Est differentia obligatorum propter pensionem conventione et eorum. l. 3 ad Plaut.1: ¢ll¦ kaˆ yilù sumfènw sun…statai to ™nšcuron conventione D.3. 11 resp.): citra conventionem specialiter super eo conceptam Bas.1: ¥neu „dikoà sumfènou D.): tali conventione Bas.9: Øpot»qenta ™leuteroàntai t¦ ™k sumfènou oÙk ¢ndr£poda pignoris 52 .20.2 : amart…zei ¢ll¦ to sÚmfwnon D.13.14.12.2.20.9. (Ulp. praef.13. s.1. sed conventio perficit…habitam emptionem Bas.) : Pignus contrahitur…etiam nuda Bas.25.): vel nuda conventione Bas. 40 ad Sab.): non esse tamen irritam conventionem placuit Bas.): nam haec conventio contra bonam fidem contraque bonos mores Bas.1. 11 resp.1.2. offi.1.14: sÚmfwnon met¦ to toiàton D. 28 ad ed.): non autem pretti numeratio.2.93 (Ulp.9 (Paul. 25.2.7.3 (Paul.

. sed ex eo quod inducta res est D.nomine tenentur.8.8.7. 1 defin.8.3pr. OÙdeˆj a Bas.3.25 (Paul.25. 36 ad ed.38.): pignus iure conventionis vendidit Bas. hyp.23.48.11.20.9 conventiones (Ulp.27. 2 neque quaest.37 Conventio (Call. s.23.3 : ™k sumfènou pwl»sh tÕ ™nšcuron D.20.2: kaˆ ¢pÕ sumfènou ¹ proˆx katall£ssetai permutatio dotium conventione fieri potest D..27 (Pap.1.5.8.37: OÙdeˆj ¢pÕ sumfènwn À doàloj g…netai.164 doàlon.1: oÜte di¦ toà sumfènou tÕ koinÕn nÒmimon ¢me…betai pupillo praeiudicare…conventione duumvirorum ius publicum mutari non potest D. quod manumittere mancipia possumus obligata pignori non D.4. ¢ll' ex oà e„jacqÍ obligatur.1. oÙk ™k toà sumfènou.2 (Gai.): servum Bas.25 : sumfènon oÙk œrrwtai tÕ D. da 53 .48.. (Pap.): et Bas.): quia non ex conventione priori Bas.5.): non enim Bas. 164 Conforme sch.40.5.12. form.4.): conventio secundum ordinem rei gestae moribus improbanda est.11 : t¦ eijagÒmena. oÙde ¢peleÚqeron privata quemquam neque libertum alicuius facere postest. 3 resp.37: 'IdiwtikÕn sÚmfwnon oÙde poie‹. rell. Bas.29. 7 ad Sab.29. l.25.

): nec ex solemni iure privatorum conventione quicquam immutandum Bas.46. gr) oÙk ¢nalamb£nontai '/Esq'Óte ¢pÕ D.5: oƒ g¦r apÕ sumfènou katablhqšntej men (acc.45: sumfènon oÙk ¢naire‹ tÕ koinÕn nÒmimon Per i secondi vanno segnalati D. 6 ad Min.9.14.17.43.): privatorum conventio iuri publico non derogat Bas.2 (Ulp.17.4: oÙk œrrwtai tÕ sumfwnÁsai genikîj D.5.27: 'ApÕ „diwtikoà sumfènou tÕ koinÕn nÒmimon oÙk ™nallassštai TÕ „diwtikÕn D.): Et ait Aticilinus conventionem istam non valere. 30 ad ed.2.11. 80 ad ed.2.16.26.): si iusta causa conventionis fuerit Bas. Sed ego puto conventionem istam valere Bas.11.10 (Ulp.D. 16 ad Sab.3.11. (Pomp.5: sunainetikaˆ de (acc.46.4.45. 26 ad Sab.7.4.8.27 (Pomp.5. 43 ad Sab.1 (Ulp.): conventionales sunt. 54 .2.1. gr.45.3.5pr.2.): et sicut ex pacti conventione datae repeti non possunt Bas.55: sumfwn»sw 'E¦n dika…wj Heimbach attribuito a Doroteo.1.3. 74 ad ed.) : Bas.10: interdum ex conventione stipulatio ratam rem interponi solet sumfènou d…dotai ¹ „kanodos…a D.56 (Iul.50.50.1. quae ex Bas.) ™perwt»seij aƒ ¡pÕ sumfènou ginÒmenai conventione rerum fiunt D. (Ulp.

19.5.16: ™x eÙlÒgou a„t…aj kalîj sumfwne‹ tamen conventionis fuerit.12 (Paul.60. 68 ad ed.29.23. cui secundum conventionem non Bas.24. custodiri id pactum debet.29.4: sumfownoàsin ait…conventionem non valere…posse dici conventionem valere…quare non dicas conventionem valere D.4 (Paul.): an valeat conventio …et Marcellus Bas.1 (Afr. 34 ad ed. 18 si dig. 73 ad ed.1.D.5.19. D.5.4 (Ulp.4.): si conventio specialis facta est in Bas.48.1.4.1.2.): utiliter ex conducto agit is.24: mh ful£ttei ta sumqwnhqšnta Ð misqèsaj parestantur quae convenerant D. 31 ad Sab.2. ¢nacwre‹n In una sola occasione inoltre è dato registrare una sostituzione di conventio con 55 .7. 9 quaest.4.16: kalîj sumfwnî respondit et hoc casu conventionem valere.12 : DunatÕn de sumfwne‹n œcein me kat¦ toà ¢groge…tonoj ÐdÕn sten¾n kaˆ plate…an kaˆ Ødragègion ™rrwmšnoj g¦r pignoris conventio videndum esse Pomponius ait D.): sed an viae iteneris actus aquae locum ductus habeat Bas.25.40.20. (Ulp.1: e„ sumfwn»sei Ð ›noikoj prÕ ·htoà krÒnou m¾ conductione domus. D.23. ut non liceat ante finitum annum vel certum tempus migrare.20.): iusta post causa Bas.): Bas.43.18 divortium (Iul.15.32.

1. G. e più precisamente in Bas. E.165 e che solo in sporadiche occasioni.11. soprattutto quando occorreva ovviare a omissioni o lacune.45. 127 s.5 (=Ulp. 2 resp. troviamo la locuzione ‘kaˆ perˆ sunainetikîn ™perwt»sewn’ corrispondente al ·htÒn ‘in conventionalibus stipulationibus’. ma sulle opere degli antecessores che tra le altre cose presentavano il non trascurabile vantaggio della lingua (greca)..). 4 ad ed. VI -Prolegomena.14.211: 'En to‹j sunall£gmasin oØ to‹ ·»masin ¢ll¦ tÍ diano…v twn sunallass£ntwn prosšcomen al quale corrisponde il già citato D. 11. cit. pp.166 Muovendo da questa preliminare 165 166 In proposito v. HEIMBACH. HEIMBACH.5): Tîn sunainšsewn aƒ men ™x a„t…aj dhmos…aj g…nontai e dunque sempre all’interno del medesimo titolo.2.43. in cui l’impiego dell’aggettivo sunainetikÒj è in qualche modo in linea con la traduzione conventio/suna…nesij..1 non ricorre mai lo stesso impiego di suna…nesij. Solo in un occasione. Si tratta di Bas. Sul punto v.11. D. G.50.. È noto che i lavori per la realizzazione dei Basilici non furono condotti direttamente sul corpus iuris. Prolegomena. E. 7 disp.52pr. La circostanza appare decisamente singolare e offre interessanti spunti di riflessione. 127 ss. pp.2.1. Come si può constatare dunque al di fuori di Bas.d Anonimo.1. Il termine ricorre invece nuovamente in Bas. Basilicorum libri LX.16.): in conventionibus contrahentium voluntatem potius qaum verba spectari placuit in cui è ragionevole supporre che la traduzione sia stata suggerita dalla specificità della locuzione ‘in conventionibus contrahentium’. D. È poi opinione diffusa che i commissari si siano fondamentalmente avvalsi dell’index del c.sun£llagma . 54 s.49 (= Ulp.219 (Pap. cit. 56 . abbiano fatto ricorso agli scritti di altri antecessores.

cit. considerando come sch.1. Prolegomena.11. 177) riconnette il tratto ‘Kalîj de kaˆ-gnèmhn’ dello sch.11. in cui si può tutt’al più osservare una lieve oscillazione terminologica che porta l’antecessore ad impiegare accanto al termine konbent…wn. HEIMBACH.167 Benché i pochi elementi a disposizione impediscano di arrivare a conclusioni sicure. HEIMBACH.11.1. poÚblikon kaˆ prib£ton e„j leg…timon kaˆ „ourijgšntion temnÒmenon) ed infine sÚmfwnon (Tîn sumfènwn t¦ ™x a„t…aj demos…aj e„s…n).1 (Heimbach. 2 ad Bas.2. Prolegomena. 171 G. In particolare vanno segnalati.1.1 sia stato tratto dagli scritti di un altro giurista bizantino. 3) il tratto ‘E‡pw (eŒpon in Heimbach.11.1. che rimane comunque prevalente.1. Rimane ovviamente da capire a quale opera possano avere concretamente attinto i commissari. senza però dover necessariamente arrivare a Al riguardo v. di Stefano. E. Questo per lo meno se si valuta unitariamente lo scolio e non si aderisce invece all’ipotesi dell’Heimbach che propende per l’attribuzione dell’intero tratto ‘legit…ma ™stˆ-™pifšrei’ a Stefano. il quale (SCHELTEMA.170 Non sembra discostarsi da questa impostazione neppure lo sch. p. I. G. 224. è però forse possibile avanzare con le dovute cautele un’ipotesi.1.4. Prolegomena. Profonda differenza testuale tra la versione di Heimbach e Scheltema. Kalîj a Bas.171 nel qual caso è ovvio che la denunciata variazione lessicale konbent…wn-p£kton-sÚmfwnon andrebbe invitabilmente ridimensionata.11. 'Epeid¾ a Bas. cit. 553) allo sch. con rigida aderenza al ·htÒn. il termine conventio è reso prevalentemente ricorrendo alla mera traslitterazione ‘konbent…wn’.11. gli schh. autonomo (n. considerato che l’ipotesi di una lacuna sembra scontrarsi con l’elevato numero di scoli a Bas.osservazione.. 224. E. `H konbent…wn a Bas.11.168 `H Konbent…wn a Bas.7. Prolegomena. I.1-5 riconducibili all’Anonimo.1. dall’Heimbach attribuito seppur dubitativamente a Doroteo.5 di Cirillo. E.. HEIMBACH. p. 170 G. pp. prima p£kton (Tîn p£ktwn tr…a e‡dh. 553) de prÒteron-did£xei se’ 169 Per l’attribuzione a Stefano G. la spiegazione più logica alla quale viene di pensare è che appunto lo squarcio adoperato per la stesura di Bas. 224.5 e il certamente più noto sch.11.. E. 2 Pwllîn.11.1.1. 168 167 57 . 224 ss. p. Tîn p£ktwn a Bas. e cioè che. HEIMBACH. P©sa konbent…wn.169 Lo stesso impianto torna nello sch. I. cit.. Maqîn a Bas. così come d’altra parte andrebbero pure chiarite le ragioni di un simile discostamento dalla lezione di riferimento. cit. Da una veloce lettura dell’ampio apparato di scoli che correda il titolo si ricava innanzi tutto un primo significativo elemento di giudizio. su cui dovremo tornare di qui a poco.

l’Autore dello sch. ¢ l l ¦ k o n b e n t … w n ™ s t ˆ kaˆ t…ktei tÕn kondikt…kion ½toi t¾n praeskr…ptij bšrbij’ tra la categoria del ‘gumnÒn sÚmfwnon’ e quella della ‘konbent…wn’ nella prospettiva dell’accordo produttivo di azione non soltanto ripetitiva. ‘legit…ma ™stˆ de konbent…wn’ ‘sun…sthsin ¢gwg¾n ¹ legit…ma konbent…wn’. quaedam exceptiones/quae pariunt actiones. anche se poi nella continuazione del brano ritorna prevalente lo schema della konbent…wn: ‘t¾n poubl…kan konbent…ona’.1. in suo nomine non stant. Tîn p£ktwn a Bas. p.1.15 (‘Tîn sumfènwn t¦ men ™x ¢it…aj dhmos…aj e„s…n’) ed infine l’Autore dello sch.7. Prolegomena. non si può però neppure ignorare che gli scoli indicati e quindi i commentari da cui questi sono tratti offrono un quadro terminologico che difficilmente G. cit.1. nel senso cioè di conventio cui subest causa: Conventionis verbum generale est…conventionum autem tres sunt species…Iuris gentium conventiones quaedam actiones pariunt. E. Tîn fusikîn a Bas. doveva aver probabilmente indotto buona parte degli antecessores a ritenere che il termine conventio fosse qui fondamentalmente utilizzato nel significato particolare di accordo contrattuale. Sembrano fare comunque eccezione Cirillo (di cui è significativo l’esordio dello sch. propter conventionem hic constat non posse constitui obligationem/igitur nuda pactio obligationem non parit. Tanto più che la tessitura discorsiva della catena ulpianea. poÚblikon kaˆ prib£ton e„j leg…timon kaˆ iourijgšntion temnÒmenon’. Tîn sumfènwn sempre a Bas. Convincimento di cui probabilmente è possibile individuare ancora una residua traccia nella contrapposizione prospettata da Talaleo172 nello sch.173 Ciò detto.supporre una totale deviazione dal ·htÒn da parte di Cirillo. sed parit exceptionem.71: ‘o Ù k œ s t i g u m n Õ n tÕ sÚmfwnon. costruita intorno ad una progressiva gradazione dalla conventio al pactum. visto che con ogni probabilità deve essere stata favorita dallo stesso impianto diaretico del passaggio ulpianeo che nella sua articolazione dialettica conventio/pactio-pactum(nudum) sconsigliava di adottare disinvoltamente il termine sÚmfwnon.11.5 ‘Tîn p£ktwn tr…a e‡dh. il cui uso rischiava di compromettere la linearità dello schema espositivo.11. anche se non esclusivo: ‘taÚthn t¾n konbent…ona ½toi tÕ sÚmfwnon’). Occorre in ogni caso dire che questa netta prevalenza terminologica non va necessariamente enfatizzata. 351.11.. HEIMBACH. Shme…wsiai a Bas.11. 173 172 58 . sed transeunt in proprium nomen contractus/sed cum nulla subest causa.

177 W. Prolegomenoi. nel contesto di una indagine sulla definizione teofilina di sunall£gma contenuta in PT.1 e 5. I. E.1 e 5 i commissari si siano rifatti ad un quaderno di lezioni di Teofilo o tutt’al più di Doroteo. Groningen. 175 G. sempre sotto un profilo terminologico. 1971.13. 176 Nonostante tutto. tanto più che diverrebbe a questo punto ancor più inspiegabile per quale motivo non abbiano fatto altrettanto in altri contesti. seguito di recente da F. in ALTHEIM-STIEHL. e dunque si limitavano ad una trasposizione in lingua greca di quelle espressioni tecniche latine frequentemente mantenute nell’opera dell’Anonimo che rischiavano di rendere di difficile intelligibilità la ratio legis. “ANWNUMON SUNALLAGMA” e anonimo antecessor di PSI. L’enseignement du droit des antècesseurs. mettendola in relazione con l’ipotesi di un intervento da parte dei compilatori dei Basilici. pp. le manipolazioni lessicali condotte sui testi erano normalmente orientate ad assicurare una migliore comprensibilità del dettato legislativo. 127 ss. seguito dal pur diffuso ‘sÚmfwnon’ e dai più rari ‘sumfwn…a’ e ‘suncèrhsij’. WODKE.. pp.può essere ritenuto compatibile con il tenore lessicale di Bas. 1970. Del resto se escludiamo interventi soppressivi chiaramente ispirati ad esigenze di concisività. in 174 59 .1 e 5 e l’Autore di PSI. Ein bischer nicht erkannter Stephanustext: PSI 55. una eventuale attribuzione a Isidoro. Christentum am Roten Meer. 55. 1996. G. Genesi e valore della definizione di SUNALLAGMA nella Parafrasi di Teofilo. FALCONE.174 suggerendo. p. 3. In favore della prima ipotesi potrebbe decisamente orientare una constatazione del Falcone il quale. se si fà eccezione per il tratto iniziale ‘conventiÒnwn e„j dÚo diare‹tai’. per Cobidas si pronuncia SCHELTEMA. 113 ss. in Minima epigraphica et papirologica 4 (2001). anche in considerazione dell’indicata predilezione per p£kton. Leiden.55..1.2. il termine conventio è sistematicamente reso con p£kton.1.11. considerazioni sempre terminologiche sconsigliano di porre una aggancio tra l’Autore di Bas. e con le cautele che sempre occorre adottare quando ci si basa unicamente su indizi stilistico-espressivi. BRANDSMA. 61. p. in cui. i quali non avevano alcuna ragione per operare la suddetta sostituzione. Dorotheus and his Digest translation. circostanza che ha indotto ultimamente il Falcone a rigettare l’attribuzione a Stefano proposta dal Wodke. 513 ss.11. HEIMBACH. come il sostantivo che ricorre con maggiore frequenza nella Parafrasi per rendere il ·etÒn ‘conventio’ sia per l’appunto suna…nesij.11. cit. FALCONE. Così come.175 Le molte difficoltà che certo emergono non devono però indurre a spiegare la singolarità terminologica. 177 G.1. Berlin-New York. ha potuto notare. 54. 176 Sul punto v. pp. riteniamo plausibile che per l’impianto di Bas.

è probabilmente dipeso da una adesione non direttamente esplicitata all’idea codificata conventio=consensus.10. quos usus comprobavit. L’enseignement.pr : consensum habeat parentum.12: I.10: '/Agrafoj de nÒmoj ™stˆn Óper ¹ cron…a sun»qeia sunainšsei ™beba…wse Ósa dš ™stin tîn crwmšnwn I. G.: suna…nesin einai tîn gonšwn ïn ØpexoÚsio… e„sin oƒ I. pp.2. p. con. Nam diuturni mores consensu utentium comprobati PT.. alla edizione del testo della Parafrasi. 98 s. p. f. 91 nt. saepe mutari solent vel tacito consensu populi iuriscivilía…™autÍ poll£kij e‡wqen ¿ ¢me…besqai siwphr´ toà d»mou sunainšsei PT.. SCHELTEMA’S.. per altra letteratura e notizie rinviamo da ultimo a G. VIII. Jarb. E. 817. cit.2. se così può dirsi. in “Krit. 1844.1. 417 nt. pp 30 ss.2. letteratura.Se a questo aggiungiamo che l’attività didattica di Teofilo non si esaurì nel corso sulle Institutiones che poi condusse. p. pp.1.”. 1 179 Sul punto e per una indicazione degli scoli attribuiti a Teofilo v. ZACHARIÄ VON LINGENTHAL. Se infatti raffrontiamo i luoghi indicati potremo constatare che quasi tutti si riferiscono a brani delle Istituzioni in cui ad essere impiegato era il termine consensus. 2001. quorum in potestate fuerunt Iuris vincula. 60. quae ipsa sibi quaeque civitas constituit.2. in TR 68 (2000). per lo meno sui primi 17 libri (pars de rebus). G.1.10pr. ecco che l’ipotesi di un utilizzo da parte dei compilatori per la stesura dei brani qui analizzati. Prolegomena. Si considerino PT.9: Ex non scripto ius venit. FALCONE. Rechtwiis.. Napoli. per iniziativa di uno dei suoi auditores. HEIMBACH. il cui contenuto fu poi raccolto e riversato in un Index. Studi in onore di Mario Talamanca. cit. si fa più concreta. Genesi e valore della definizione di SUNALLAGMA.1..1. 60 . 178 ma abbracciò anche lezioni sul Digesto.179 Purtroppo per noi l’uso linguistico individuato dallo studioso assume contorni molto meno netti rispetto a quelli segnalati. largamente adoperato da Stefano e di cui ancora residuano ampie attestazioni nell’apparato di scoli. FALCONE.11: ea vero. 33 ss. cit.1. 178 Sulle vicende legate all’edizione della Parafrasi v. Deutsc. L’equivoco. La formazione del testo della Parafrasi di Teofilo.

PT. ex consensu vestro gšgone despote…an communicata sunt PT. sed ipso iure PT. introducta est.13: ™k sunainšsewj tîn sunallattÒntwn „scÚousin aƒ ™perwt»seij ex I.28 : quae cuiusque propria fuerunt.1: Postea autem Leoniana constitutio lata est.1.10pr.3. sensum et sumfwn…an ™x ™katšrou mšrouj proišnai consonantem intellectum ab utraque parte solum desiderat. : non trova riscontro Ma anche quando in PT.19.3.sunaptÒmenoi PT.3.3.2.5pr. l’espressione ‘toà ™pitrÒpou suna…nesij’ 61 .10pr.28: sunainšsewj ™x ÙpÕ t¾n Ùmetšraj koin¾n I.2.2.3.4.4.2: éste oân ™pˆ tÍ katabolÍ toà cršouj ¹ toà ™pitrÒpou suna…nesij ¢nagka…a.13: sed cum iam dictum est. quod consensu receptum est.3.3: tÁj toà curátoros I.1. consensu contrahentium stipulationes valunt. quae solemnitate verborum sublata.: tÕ g¦r cóntracton tîn dÚo t¾n suna…nesin ¢paite‹. oÙ kat¦ suna…nesin de ™m¾n ºd…khsš me Ð dikast»j I.8. : politik¾ de I. nomoqes…a ¹ ¥grafoj tîn sofîn sunainšsewj suna…nesin kaˆ PT.: sed eo iure.15.1.1.15.19.5pr.3.1: I.3: nec curatoris consensu sunainšsewj…Ð de d…ca tÁj toà curátoros sunainšsewj adquiritur furioso. PT.3.

quae sine traditione nuda conventione tenetur traditionos yilù sumfènw Ùpot…qetai e P. Così rispettivamente in PT.25. ™stin.4.18.24: tù bibl…J tÁj a„ti£sewj. come del resto non se ne hanno dell’omologa locuzione conventio tutoris.24: ‘in libello conventionis’ al quale corrisponde PT.18.3: Conventionáliai dš e„sin a†tinej ™k koinÁj sunainšsewj ex I. è preferibile ritenere che anche in questo contesto la locuzione.1: nec enim umquam dubium fuit. Óti œrrwtai tÕ p£kton PT.7: Óper de d…ca I.6.25.3.25.3.2).4. quella ricorrente in I.6.25.non trova riscontro nel testo latino (I.3.6.2: de illa sane conventione quesitum est… La traduzione conventio/suna…nesij è invece presente nel solo PT.1: ¢namf…bolon g¦r I.3: Conventionales sunt quae conventione utriusque partis ˜katšrou mšrouj g…nontai concipiuntur 62 .6. sulla falsariga della locuzione consensus curatoris.4.25. escludendo altre applicazioni d’uso.T.3.3.2: zhte‹tai …e„ œrrwtai tÕ sÚmfwnon I.2 : Perˆ de ™ke…nou toà p£ktou zhte‹tai I.3. alluda ad un possibile consensus tutoris.2.7: at eam. potremo osservare che esso è reso prevalentemente con sÚmfwnon e p£kton. benché va detto non si abbiano attestazioni di quest’ultima locuzione. come ad es.2: an rata debet haberi conventio …et ob id non esse ratam habendam PT.8. quin valeat conventio . Se invece conduciamo un raffronto tra il luoghi della Parafrasi e i relativi passaggi del ·htÒn in cui trova impiego il vocabolo conventio nel significato di accordo.25.3.3.4.

Tîn fusikîn a Bas. Basti pensare allo sch. p. 224. pp. Dorotheus and his Digest translation. ma anche delle inevitabili incertezze che incombono sulla paternità dello scolio. Così come sul piano meramente congetturale non si può neppure scartare l’ipotesi di una relazione con il commentario di Doroteo. 182 F.. cit.11.11. È chiaro che anche in questo caso bisogna adottare un atteggiamento estremamente prudente.Se dunque non nei termini presentati dal Falcone.182 È inutile dire che se si potesse invece dimostrare una derivazione di questo scolio dall’index di Teofilo l’ipotesi di una relazione con Bas. FALCONE. come si è detto. l’impiego del termine suna…nesij per indicare la conventio torna a fare la sua comparsa anche nello sch. che. e dunque non è in linea teorica impossibile supporre una derivazione di Bas. rimane comunque il fatto che la trasposizione conventio/suna…nesij non era del tutto estranea agli schemi espositivi di Teofilo. né sempre sono sorrette da un adeguato apparato motivazionale.1.7: ‘Tîn fusikîn sumfînwn ½ sunainšsewn aƒ men t…ktousin ¢gwg£j’.1 e 5 dall’index teofilino. Prolegomena. Occorre infatti notare che.1.181E a questo proposito è per certi versi sintomatico osservare che non vi è alcun riferimento allo scolio in questione nella ampia e approfondita indagine condotta recentemente dal Brandsma che pur si occupa specificamente dell’opera di Doroteo. BRANDSMA. 5 diverrebbe meno astratta.1. che invece dal Falcone è stato recentemente attribuito con ottime ragioni proprio a Teofilo. Genesi e valore della definizione di SUNALLAGMA. Purtroppo sul piano testuale mancano indizi che consentano di orientarsi con certezza 180 G. 101 ss.HEIMBACH. ma in coppia con sÚmfwnon. G.1. cit.1.1. non solo per via dell’occasionalità dell’uso. 181 63 .7 attribuito seppur dubitativamente dall’Heimbach a Doroteo:180 Bas.. 2 (Pollîn) a Bas.1 attribuito dall’Heimbach a Stefano.11. Si sa del resto che le attribuzioni di paternità non risultano mai del tutto sicure. sebbene non isolatamente. È chiaro però che l’uso talmente isolato non consente di spingersi oltre la semplice congettura.11. solo in via ipotetica è assegnato dall’Heimbach a Doroteo. E.11. cit.

con uno schema peraltro già adoperato nello sch.5). sebbene con un procedimento inverso rispetto a quello messo in atto nello sch. Tîn fusikîn. Vera questa circostanza.4).1.8. PT. come del resto da tempo è stato sottolineato in dottrina. 185 In proposito v.1pr. il quale se in positivo ci mette in condizione di registrare una tendenziale propensione alla traslitterazione. per lo meno per quello che è dato ricavare dall’esame degli scoli.1.1. 2.5 ‘iurisgentía ™stin’ (=I.2. 184in negativo non ci fornisce gli attesi riferimenti alla fÚsij o al ‘tÕ fÚsei d…kaion’ che.8.1. Fa eccezione PT. bisogna però anche ammettere. cit. PT.3.1. soprattutto l’ancor valido G. FALCONE. avrebbero potuto contribuire a dare ragione del discostamento lessicale operato nello sch.2. nell’ottica di un avvicinamento tra ius gentium e ius naturale.4 ‘iurisgentía ™stin’ (=I. Il metodo di compilazione delle Institutiones di Giustiniano. Tîn fusikîn.2).verso questo tipo di soluzione. pp.. Roma. 2. ancora una volta segnalato dal Falcone. all’idea della fÚsij e del correlato tÕ fÚsei d…kaion. Pollîn. PT. del tutto inatteso in riferimento al ·htÒn che ovviamente si riferiva alla categoria delle conventiones iuris gentium ed estraneo agli stilemi espressivi degli altri antecessori. FALCONE.185 che una assimilazione tra le due nozioni non era estranea al pensiero di Teofilo. si può comunque cogliere uno slittamento dalla nozione di ius naturale a quella di ius gentium.2 ‘Doule…a dš ™stin ™qnikoà nom…mou’ (=I.3.1. æj proiën fhsˆn. potrebbe trovare una sua spiegazione se messo in connessione con l’attaccamento di Teofilo. LOMBARDI. e i pochi a disposizione non sono sufficientemente univoci. Sul concetto di ius gentium.1).1 ‘iurisgentía ™stin’ (=I. da ultimo G. 105 ss. 2..: tin¦ g¦r fusikù dika…J ½toi iurisgentíJ.183soprattutto al fine di mettere in risalto il rapporto natura-aequitas. A conclusioni di segno opposto potrebbe condurre un’esame circa le modalità di trasposizione del sintagma ‘iuris gentium’ adottate nella Parafrasi. In favore di Teofilo potrebbe forse deporre l’insolita locuzione ‘Tîn fusikîn sumfînwn ½ sunainšsewn’ in cui l’inserimento dell’aggettivo fusikÒj. come risulta innanzi tutto da PT.1). koin¦ p£ntwn ™st…. che ancora una volta non può ritenersi condizionato dal tenore del G. Genesi e valore della definizione di SUNALLAGMA. pp.1. in AUPA 184 183 64 . 1.2.1. Così PT. 1947. 316 ss. in cui.2.1 ‘iurisgéntiós ™sti’ (=I.1.

1.. sicut diximus. iurisgéntion) in cui l’accostamento non è da addebitare ad una personale iniziativa del parafraste. il quale. oÞj kaˆ fusikoÝj katacrhstikîj kaloàmen’.11 ‘quarundam enim rerum dominium nanciscimur iure naturali.187 Al di là di questa propensione.. p.1. kaq¦ e‡rhtai. in proposito v. 2 aur. FALCONE. G. 2.1.188 e che 45.1pr. assenti invece nella originaria impostazione gaiana ruotante intorno alla categoria del ius gentium. quod. dove sono in particolare affrontati gli aspetti legati alla derivazione testuale dal gaiano Gai.1pr. in cui non mancano però accenti vagamente critici (katacrhstikîj).. D.1.1.2.41.1. che peraltro non si sa fino a che punto possa essere validamente ritenuta una peculiarità prettamente teofilina e non anche dorotea. 316 ss.37. cit.1 ‘½ g¦r ™qnikoÝj t…qhsin.9. Il metodo di compilazione delle Institutiones di Giustiniano. lo ricollega all’esigenza di Teofilo di sintetizzare lo schema dicotomico gaiano da lui adottato nella Parafrasi con l’impianto istituzionale-giustinianeo costruito sulla tricotomia ulpianea. dal canto suo.11 ‘ginÒmeqa despÒtai fusikù nom…mJ (Óper. LOMBARDI. Il metodo di compilazione delle Institutiones di Giustiniano.2.1 e sulla possibilità che questa sia stata ricavata da una ‘variazione’ bizantina rispetto al manuale gaiano v. pp.28 (in cui.. 188 In questo senso G. 2. in luogo della locuzione ‘naturali iure ’. il quale. anche G.2.1. p. 316 ss... cit. è adoperata l’espressione ‘pleno iure’).. 323 ss.1.2. cit. pp. Il metodo di compilazione delle Institutiones di Giustiniano. Sul concetto di ius gentium.. finisce con l’attribuire a Doroteo i richiami al ius naturale presenti in I. 41. con discussione di fonti e letteratura.1 (1998). 186 Sullo spunto critico introdotto dall’uso dell’avverbio ‘katacrhstikîj’ v. 2 aur.1. cit. cit.testo istituzionale I. pp. più in generale sulla relazione ‘fusikÒn nÒmimon’/ ‘eqnikÒn nÒmimon’ impostata in PT. 322. 186Non è detto invece che a questi fini ci possa avvalere dell’apporto di PT. 22. Sul concetto di ius gentium. pp.1pr.2. all’origine peraltro di diverse interpretazioni fra gli studiosi.3. FALCONE.. appellatur ius gentium’. pur riconoscendo una tendenza teofilina ‘ad esasperare la coincidenza fra ius naturale e ius gentium’. ma è piuttosto dettato dal corrispondente I. D.: quaedam enim naturali iure communia sunt omnium. secondo quanto appunto risulta rispettivamente da Gai.1. sempre G. LOMBARDI. 322. Così come una sovrapposizione tra le due categorie torna ad essere visibile anche in PT.1. FALCONE.40.2. 320 ss.41. 187 Un’accurata analisi del brano istituzionale si trova da ultimo in G. Sulla eventualità che le indicate divergenze testuali siano invece da mettere in relazione all’utilizzo da 65 ..11 (già ricordato).

.6.11.in ogni caso presenta pur in una differente prospettiva addentellati sicuramente classici.2. Nudus diventa ¥grafon in PT.11.5pr.11.2. v.2.11. M¾ dÒxh. Sul concetto di ius gentium.7).11.4. 120 ss.2. 129 ss. favorevole C. (=Opere .19.71 in cui compare l’insolito abbinamento ‘noàdon sÚmfwnon’. Tîn „ourisgent…oumn a Bas.. p.2. 317. pp.7 ‘nuda voluntate’).1.44 ‘nuda voluntas sufficit’).1). arrivando alla fusione.17. 190 A fronte di un solo impiego della omologa espressione yilÕn sÚnmfwnon (‘¢pÕ yilîn sumfènwn t…ktetai ¢gwg»’) la locuzione torna circa una quindicina di volte nello sch. LOMBARDI.11.1.4. I.1. PT.7 di Stefano.1. pp. 2. TÕ de yilÕn a Bas.6.. cit. PT. 'ApÕ gumnîn a Bas. cit.5.5pr. ancorché non perfetta. 75).2. l’espressione gumnÒn sÚmfwnon torna negli schh.).7) . pp.7=I.191è formalmente assente nella Parafrasi teofilina. sch. 189 Riguardo al modello assimilativo ius gentium=ius naturale che in più occasioni affiora nel manuale gaiano e sulle sue divergenze sostanziali rispetto allo schema identificativo giustinianeo v. cit. oltre che nel già citato sch. ‘gumn¾n ™p' aÙtù proprietarían œcomen’ (=I.5. in cui una sola volta ricorre l’espressione yilù sumfènw (PT. meno diffusa delle locuzioni noàdon p£kton190 (particolarmente adoperata da Sfefano) e yilÕn sÚnmfwnon. l’ancor valida analisi di G.1)..19. La locuzione. Lomb.4.4.4. Maqîn a Bas.4. per il quale va piuttosto riconosciuto a Teofilo il merito di avere compiuto un progresso rispetto all’impostazione delle Istituzioni giustinianee.7.1.14pr.2.1 (=I.11. in Ren.2. sull’eventualità che la tendenza teofilina a discutere di ius naturale anche in contesti in cui le Institutiones ragionavano in termini di ius gentium si debba spiegare con l’utilizzazione da parte di Teofilo di un kat¦ pÒdaj gaiano v. Il metodo di compilazione delle Institutiones di Giustiniano. =I.1.4. 11. presente anche nello sch. LOMBARDI. PT..1. PT. LOMBARDI..7 di Cirillo. ‘in quo nudam proprietatem testator habet’). in cui si alterna alla locuzione yilÕn sÚnmfwnon. p. FERRINI.4). schh. ‘delle due categorie che nelle Istituzioni erano solamente giustapposte’. 66 .2. pp. PT. FALCONE. Non si possono ricavare indizi sicuri neppure dall’impiego della locuzione ‘gumnÒn sÚmfwnon’. al quale si rimanda per un quadro bibliografico.2 ‘nudam promissionem vel satisdationem’) 193 G. T¾n paroàsan e YilÕn sÚmfwnon a Bas. Toutšstin.7 e E„ kaˆ. di segno opposto ovviamente le considerazioni di G. Sul concetto di “ius gentium”. 'ApÕ gumnîn.1 (I. HEIMBACH.. 329 ss.71.. contrario invece G. anche se però è discretamente diffuso l’impiego dell’aggettivo gumnÒj in luogo di nudus: così PT. G.5. Z»tei.14pr.2. Natura e Diritto nella Parafrasi greca alle Istituzioni.2. 192 Nessun riferimento all’aggettivo nudus invece in PT.. Shme…wsiai di Talaleo a Bas. Prolegomena.2.1. Til…wj sumfwne‹ a Bas. 224. 857 ss. p.1.8 (=I.4 (I.44 ‘gÚmnh mÒnon BoÚlhsij ¢rke‹’ (=I. PT. entrambi attribuiti dubitativamente a Doroteo.192 Per quanto ci è dato constatare. 189 non vi sono però ulteriori elementi per l’attribuzione dello scolio in esame a Teofilo. Kaˆ m¾n Óte a Bas.11. sch.11.72.2.193 parte dei compilatori del digesto e delle istituzioni di due differenti edizioni delle Res cottidianae v. cit. 2. 18 (1885). cit. Maqîn. schh.19.1.2.4.2 ‘d…ca Órkou yil¾n Ðmolog…an ™kt…qetai ’ (I. 191 Oltre il già citato sch.7 ‘gumnÍ boul»sei ’ (=I. E. Sul concetto di ius gentium. E„ kaˆ.

2.] in cui la identificazione tra conventio e consensus (a poco vale. P©sa konbent…wn a B. tradurre suna…nesij con consensio in luogo di consensus per nascondere il problema) trova la sua più compiuta ed inequivoca consacrazione. E. se da un lato ha il merito di chiarire la reale portata del tratto ‘Mhdem…an-chršuousan’.1. si dà cura di meglio puntualizzare il significato del principio (toutšstin). la quale. dall’altro sembra ratificare l’idea dell’equivalenza conventio (konbent…wn)/consensus (suna…nesij).1. rell [Heimbach: Omnis conventio. Kalîj a B. Prolegomena. TÕ perˆ di Teodoro a Bas. in cui Stefano. aut propter publicam causam fit.La forma ‘gumnÒn p£kton’ è invece impiegata nello sch. dopo aver ribadito.1. 224 67 . Che nell’ottica bizantina conventio e consensus esprimessero una medesima concettualizzazione lo si può desumere anche dalla lettura del già richiamato sch. cit. 4 ad ed.1. 11. À di¦ dhmos…an a„t…an g…netai.1. che almeno in linea di principio avrebbe reso prospettabile un’estensione all’intero settore dei rapporti obbligatori.71: ‘p£kton oÙ noe‹tai noàdon ½toi gumnÒn’. confinandola entro i ristretti margini della sfera contrattuale. quae sine conventione sit].11. Non meno eloquente si rivela lo sch. aut propter privatam.5 attribuito. aggiungendo la precisazione ‘¼tij oÙk œcei t¾n tîn sunallax£ntwn suna…nesin’ [Heimbach: quae non habeat contrahentium consensum]. il ruolo centrale attribuito alla conventio in Ulp.11..3 (Mhdem…an ™noc¾n konbent…onoj chršuousan) [Heimbach: Nullam obligationem. Ó ™sti suna…nesij. in via dubitativa ancora una volta a Doroteo194 P©sa konbent…wn. D. come faceva l’Heimbach.1. come si è detto. HEIMBACH. 5 non incidono comunque più di tanto sull’assimilazione conventio/consensus operata nei suddetti brani. p. À di¦ „diwtik½n. id est c o n s e n s i o . fugando così i dubbi derivanti dall’infelice scelta di sopprimere il riferimento al contractus invece presente nel testo ulpianeo.11. 194 G. I molti dubbi che rimangono sulla paternità di Bas.1. seppur con lievi scostamenti sotto il profilo sintattico-grammaticale.14.

È cioè verosimile che se non altro la concettualizzazione legata alla prima parte della definizione sia in parte da imputare all’identificazione compiuta.Sensazione che viene confermata da quanto lo scoliaste si troverà ad affermare in termini assai più espliciti di lì a poco:‘™î g¦r t¾n sunainšsei ¢gwg½n. grande incertezza. ¿ lšgetai. Kalîj a Bas. 4 ad ed. contractum esse ostenditur]. oscilla.1. visto che lo stato altamente confuso del brano non consente interpretazioni sicure. p©n.3.2. vel dicuntur. mhd•n ›teron À konbent…ona tugk£nousan’ [Mitto enim obligationem ex consensu. sulla quale sussiste. e qui è veramente arduo stare dietro al pensiero dell’antecessore. almeno così pare di capire. [Heimbach: Conventio igitur est. da indice (dhloÚmenon) della sussistenza di un contractus in attività che richiedono un pr£ttein.1: Konbent…wn oân ™stin.3. Le conclusioni alle quali si è qui pervenuti potrebbero forse anche consentire di portare nuovi argomenti sulla paternità. 4 ad ed. tra una concezione della conventio. o infine un noe‹n. quam conventio est].14. tanto costitutiva (™pˆ sust£sei). D. Possibili ricadute sull’interpretazione di Ulp. quae aguntur. Ed è forse anche possibile che in quest’ottica vada inteso il precedente tratto dello stesso sch.1.3. 4 ad ed. gr£fein. ¿ gr£fetai. Ôper ™pˆ sust£sei ¿ lÚsei g…netai ™nocÁj. quale elemento diretto alla nascita o estinzione dell’obbligazione (qualsiasi elemento?: ‘p©n. non solo da Stefano. quanto estintiva (™pˆ lÚsei) del rapporto obbligatorio.14. Stefano. Ôper ™pˆ sust£sei ¿ lÚsei g…netai ™nocÁj’). con gli 68 .2. nulla est’ di Ulp.14. nisi habeat consensum. 8. tra conventio e consensus. lšgein. ™x ïn pr£ttetai. quae nihil aliud.2. visto che quest’ultima nozione poteva essere validamente ritenuta un elemento perfezionativo della fattispecie. vel scribuntur. D. et per ea. vel intelliguntur. D.1. ut dictum est. çj e‡rhtai. e ancor prima genuinità della chiusa esplicativa ‘nam et stipulatio quae verbis fit.1. ¿ noe‹tai. quicquid ad constituendam aut dissolvendam obligationem. 11. dhloÚmenon e•nai sun£llagma. sch. in cui. come si è accennato. ed un’altra in cui piuttosto funge. in un sostanziale travisamento di Ulp .

cit.2. 142ss.. p.. La formazione della teoria generale del contratto nel pensiero della giurisprudenza classica. in Iura 39 (1988). ID. 556. Storia e dottrina dei cosiddetti. CERAMI. p. pp. U. Paris. 4 ad ed. 56. p. 2. I. non sembra. in SDHI 10 (1944). cit. in Studi Bonfante. I.. DE VISSCHER.. KNÜTEL. se da un lato affermava che Pedio ‘accentua la bilateralità subiettiva del contrahere anziché la bilateralità obiettiva del rapporto contratto’ o ancora che ‘l’obligatio che il contractus crea. p. I (1930). D’ORS.. La causa nella dottrina dei patti. p. “Conventio” e “stipulatio”. RICCOBONO. (Ulp.2. pp. II (1930). cit. che potrebbero scaturire da altri contesti. 1. p. e non come Ulpiano ‘un canone di’intepretazione’. 211 s. 339 nt. «Conventiones» y «contractus». Ricerche. pp. cit. Obligatio re contracta. p. U. BRASIELLO. WOLF. 125 ss. II. in Causa e contratto. 130. Congetture .2. 4 ad ed. cit. cit. p. cit. MANTELLO. P. p. 82 s. 201 R. e più di recente R. pp. 1913... El regimen del los contractos. LOMBARDI.).. in Studi Bonfante. 38 ss. Uppsala..198 nel senso che Pedio si sarebbe semplicemente limitato ad osservare.201 Va detto che se ci limitiamo ad una lettura interna del brano ulpianeo. pp.5. 195 Com’è noto. fosse spinta da Pedio sino a fare di questa il connotato essenziale di ogni contratto. DE FRANCISCI.1. cit.1. entrambe le interpretazioni si rivelano teoricamente possibili. di fatto.. contratti innominati. A. La formazione della teoria generale del contratto nel pensiero della giurisprudenza classica. in Studi Bonfante.. secondo il quale l’osservazione che ‘in ogni contratto è insita una conventio. BETTI. D. pp. 1931.3 v. 49. Milano. cit. p. Il contratto. fatta eccezione per la chiusa. il Riccobono. Sul valore. “Conventio” e “stipulatio”. E. 45 s. 197 M. p. A. Ricerche in tema di ‘ius gentium’. in Studi Volterra. 133. pp. come non vi siano contratti nei quali. A. p. cit. LOMBARDI. D.d dictum Pedii.. in AHDE 46 (1976). 253 s. SANTORO. 210 ss. Contractus. HÄGERSTRÖM. CERAMI. p. D. S. 190 ss. TALAMANCA. a livello ‘sociologico’ non fosse rinvenibile un accordo tra le parti. Da Pedio ai Bizantini in D.14.. solo per limitarci ad alcuni nomi. E. dunque. Milano. 196 E. TALAMANCA. WUNNER.. BETTI. al quale si rimanda per i necessari ragguagli bibliografici. 204s. 483. p.199 il Cerami. pp. 277 nt. Replicas Panormitanas III.. 195 69 . pp. 143.. De la “sponsio”.14. 1971. Su Ulp. cit. pp. M. In quest’ottica anche G. 194. S.14. 4 ad ed. In tema di categorie contrattuali..inevitabili riflessi che lo scioglimento di tale questione potrebbe a sua volta comportare in ordine alla stessa interpretazione del c. 196 vi leggono la semplice enunciazione di un ‘fatto di esperienza generale’ (fra questi vanno principalmente segnalati il Talamanca197 e il Sargenti). C. Köln-Graz. Der römische Obligationsbegriff im Lichte der allgemeinen römischen Rechtsanschauung. cit.. Le ‘classi nominali’. II.. (Ulp.. ‘un criterio di trattamento’. BRASIELLO. cit. ha per Pedio la sua ragione in generale nell’incontrarsi dei due voleri delle parti contraenti’. e quanti — sono i più — al contrario attribuiscono a Pedio il merito di aver elevato la conventio a connotato essenziale dell’intera categoria contrattuale: così.5. la citazione di Ulpiano sarebbe da intendere come un ‘geistvolles Aperçu’ che ‘von der römischen Rechtswissenschaft akzeptiert.3-4. pp. Ricerche. SARGENTI. e ignorando ulteriori considerazioni di ordine generale. DI PIETRO. 200 il Santoro. I (1930). I.. p. G. 53. l’elemento caratterizzante ed unificante di una categoria concettuale’. 1946. 1961. 200 P. gli studiosi sono sostanzialmente divisi tra quanti sulla scia di Betti. Error in römischen Vertragsrecht. dall’altro negava che per il giurista traianeo fosse da considersi nullo il contractus privo di conventio: Pedio avrebbe piuttosto enunciato ‘un fatto di esperienza generale’. in Etudes de droit romain.). CORNIOLEY. cit. Svolgimento dell’idea di contratto nel pensiero giuridico romano. aber nicht als Lösungschema empfunden worden ist’ per J. PEROZZI. A. senza alcuna implicazione di ordine giuridico.. Congetture . SUNALLAGMA. Scritti.. 199 S.2. cit. 1. Sul valore . pp.. 21. 187 ss. 107 nt. 37 s. 2922.14. 198 M. il quale. F. 59. 43..

Il concetto e le specie di invalidità. pp. è bene notare. 345 ss. La circostanza stessa che nel tratto ‘nam-est’ si sia presa in considerazione l’eventualità che una stipulatio potesse risultare priva di consensus (nisi habet consensum: s e non ha il c o n s e n s o ) dimostra che tale ipotesi è stata prospettata in termini possibilistici.. s.2.1.. Milano.1. di niuna forza. FORCELLINI. GAZZONI. sempre sul punto.202 come in definitiva sostengono i fautori del secondo orientamento. Lexikon totius latinitatis. seguito da E. una ricca occorrenza si trova anche in VIR.d. D. a cui in definitiva si connette la possibilità che ‘il Pedio di D. 10 (1955). ancora basilare S. proc. dir. Ricerche esegetiche in tema di inesistenza e nullità. ma anche attributiva.. CONSO. 4 il quale osserva ‘adjective nullus saepe est irritus. “nullus”.. il quale — se pur con l’avvertenza generale ‘non raro dificilis est distinctio utrum ‘nullus’ vim Attributi an Praedicati habeat’ — tra gli usi predicativi dell’aggettivo riporta Ulp. considerazione del tutto priva di senso se poco prima ci si fosse limitati ad una mera constatazione empirica quasi sociologica.14. ad rendere improbabile un impiego in funzione attributiva sembra essere la protasi ‘nisi habeat consensum’. pp. I. 1955. nisi habeat consensum. Napoli. 1987. da nulla. se poniamo attenzione al seguito della testimonianza (‘nam et stipulatio quae verbis fit. Milano. pp. HEUMANN-SECKEL.3. Manuale di diritto privato.. 1908. Diritto romano. 208 ss. Più in generale in tema di invalidità v.3. SCHERILLO. riesce però assai più difficile da ammettere. pp. in ordine ad una possibile distinzione da parte dei giuristi romani tra negozi nulli e negozi inesistenti — tesi avanzata per spiegare la produttività dei c. MITTEIS. n. ‘effetti negativi o secondari’ — v. 4 ad ed. sembra piuttosto predicare la nullità della stipulatio priva di consensus. di niun valore’. per la dottrina civilistica. in cui.14. 1965. 4 ad ed.. s. pp. la quale induce a credere che si stiano qui valutando le conseguenze giuridiche scaturenti dall’assenza di un elemento giudicato essenziale ai fini del perfezionamento della fattispecie obbligante. Contributo alla teoria del negozio giuridico. I.. cit. un rifiuto dell’inesistenza come categoria giuridica si trova espresso in F. la quale.1. Lezioni di istituzioni di diritto romano. Milano. cit. in Riv. ed in un modo che è inevitabilmente destinato a condizionare anche l’interpretazione dell’inciso ‘nullum esse contractum-conventionem’. Padova. 311. tra gli esempi di impieghi di nullus nel senso indicato viene riferito proprio Ulp. Quest’ultima eventualità. anche Sull’utilizzo di nullus in funzione predicativa nell’accezione di nullius momenti. inanis. 331ss. 1966. 888 ss. v. CARNELUTTI. Contributi ad una teoria della invalidità e della inefficacia in diritto romano. si segnalano SCOGNAMIGLIO. Handlexikon. ID. L. Leipzig. Inesistenza dell’atto giuridico?. G. p. 69 ss. “nullus”. Introduzione alla teoria dei vizi degli atti processuali penali. v. Römischen Privatrecht. 203 Lo spostamento di prospettiva legato al diverso significato qui attribuito all’aggettivo nullus non 202 70 . 249 ss. Milano-Venezia. D. ‘nichtig’ v. pp. inanis. Padova..2. nulla est’).L’elasticità della lingua latina consentirebbe infatti di attribuire all’aggettivo ‘nullum’ non solo funzione predicativa. F. nullius momenti. col preciso intento di confermare (nam) il principio generale. BETTI.14. irritus.203 Più che l’eccessiva distanza tra il sostantivo stipulatio e l’aggettivo nulla. 1950. DI PAOLA.3’ abbia inteso limitarsi ad una constatazione ‘empirica’ priva di qualsiasi risvolto sotto il profilo giuridico.2.

. visto che la locuzione risulta particolarmente adoperata da Ulpiano. in Iura 4 (1953). in senso contrario si pronunciava per la genuinità già P. Antistia e la fides humana. cit. come paradigma della obligatio verbis contracta. pp. 136. pensando a quanto detto circa la tendenza dei bizantini ad identificare le nozioni di consensus e conventio. BRASIELLO. cit. 1.. 119. al quale appartiene la quasi totalità delle testimonianze in cui trova impiego (in proposito rinviamo a quanto abbiamo avuto modo di osservare in Ulpiano. che ‘(nam) nulla est stipulatio quae non habeat in se conventionem. in AUPA 46 (2000). p. poi. 556. va anche considerato che... Ulpiano ne abbia alterato la forma espressiva. non convinceva neppure uno dei più tenaci oppositori dell’ipercriticismo testuale come il Riccobono. p. p.204 Del resto. pp. Societas. 263 nt 12). TALAMANCA.3: Quid dixit. Genesi e valore della definizione di SUNALLAGMA. e cioè che ‘nullum esse contractum. p.1. HÄGERSTRÖM. con letteratura. SANTORO. quid sensit Pedius. Milano. Obligatio re contracta. VAN OVEN. 309 ss. G. 211 e nt. FALCONE. p. più di recente. Irrtum. cit. Ricerche in tema di ‘ius gentium’. 204 Per la genuinità dell’espressione ‘quae non habeat in se conventionem’. Il contratto. per il quale sarebbero stati i compilatori. in Mélangese Meylan. 342. ma si limiti soltanto ad affermare che contenga (‘in qualche modo’) una conventio. pp. si comprenderà quale rilievo potrebbe assumere l’intera questione: da ultimo l’aspetto è sottolineato da G.. cit. 71 .. La versione attuale del testo. p. 194 s.. 213 nt. dovuti all’impiego del costrutto ‘habere in se’ v. cit. I. il quale. 74. R. cit.205 E a questo proposito occorre ricordare che contro la genunità della chiusa si erano pronunciati persino studiosi tradizionalmente lontani dagli eccessi ai quali pur si è abbandonata la critica interpolazionistica. 205 U.. Dissens oder gegenstandlose Leistungsbestimmung?. C. v. J. a quanta importanza viene attribuita da parte della dottrina (in particolare M. “Conventio” e stipulatio”. 114 ss. È chiaro che. sottolineando la natura sostanzialmente convenzionale della stipulatio. SANTORO. cit.perché sarebbe venuta apertamente a contraddire proprio l’affermazione dalla quale si era partiti in via di premessa. 1946. WIEACKER. ID. VOCI.. in ZSS 66 (1948) pp.. infatti. Semmai. quae non habeat in se conventionem’. 193. almeno astrattamente si profila la possibilità che nel riferire il passaggio pediano...21. contro i sospetti di G. BESELER. 38 ss. p. p. secondo quanto invece proponevano i sostenitori dell’indirizzo più radicale. si non era sfuggito a G. insistendo magari sull’immagine dell’‘habere in se conventionem (consensum)’ precedentemente adoperata. si sarebbe piuttosto e più efficacemente affermato. cit. dopo aver ‘generalizzato la portata della precedente dottrina di Pedio’..4. Ricerche. etsi verbis fit’. R. D. 401 nt. Beiträge zur Kritik der römischen Rechtsquellen. p. pp. LOMBARDI. spurio anche per F. a ricorrere ‘all’esempio limite fornito dalla stipulatio’.. ne potrebbe uscire in qualche modo rafforzata l’opinione della dottrina più risalente che ha sempre considerato la chiusa come un’interpolazione giustinianea o tutt’al più un glossema postclassico. 172) alla circostanza che Pedio non ponga una identificazione tra contractus e conventio. ipotizzava la lettura ‘nam et stipulatio. Se si presta attenzione. A. LOMBARDI. se si fosse semplicemente voluto tradurre in esempio (nam) l’osservazione generale prima enunciata. La dottrina romana del contratto.. Der römische Obligationsbegriff. 211ss. Il contratto. pur non sopprimendola. quae utroque loquente fit. 1963. nullam obligationem. cit.

Glosse a Gaio.80.4.7 Pomp. ricorrente nelle fonti. 9ss. 32 ad ed. 48 ad Sab. venendo questo ad assumere caratterizzazioni decisamente psicologiche che.35 e Gai.3. 397 ss. stando al più esplicito Paul. SOLAZZI.46. II. p. assunto a momento perfezionativo del contratto.19. Mucium). 4 ad Q. ID.1. Napoli. 143. attribuibili a Giuliano e Ulpiano. dovrebbero risultare invece peculiari della nozione di consensus.44. l’anomalia investe il termine conventio. ora in Scritti. 32 ad ed. D..3. 444 ss. Pomp. RICCOBONO. VI. essendosi prima affermato che ‘nullum esse contractum nullam obligationem quam non habeat in se c o n v e n t i o n e m ’. Per un uso (improprio) di conventio nel senso di consensus. Pavia. ma in ogni caso meno diffusa della locuzione probabilmente più tecnica di consensu contrahere. 206 72 . a sua volta riconducibile al medesimo spettro semantico abbracciato dall’omologa espressione ‘nudo consensu contrahere’ presente in Paul.4.4pr. 40 ad Sab. 154] ed il fr. [III.206 9.50.. D. V. in cui. Va peraltro osservato che la tendenza ad un utilizzo promiscuo delle due nozioni si rinviene con particolare frequenza in una nutrito gruppo di brani dalla genuinità fortemente dubbia. in Per il XIV centenario delle Pandette e del Codice di Giustiniano. però.23. in cui non può non colpire la sostituzione di conventio in luogo di consensus. Ulp.19. Ad Q. 35 ad Sab. in cui appare attestato l’uso della dizione nuda conventio per esprimere l’elemento psichico. La si ritrova soprattutto nella formulazione ‘nuda conventione contrahere’.3.): Pignus contrahitur non sola traditione. 1 207 Dubbi sulla classicità della locuzione nudus consensus (con particolare riferimento a Gai.154.7. Ulp. Note sulla dottrina dell’errore (a proposito d’una coincidenza tra il testo di Gaio fior..2.13. ovvero. cit. D. 10 nt. 207 Vengono innanzi tutto in questione D.154) in S. D. 1972. sed etiam S. anche se non ci sono elementi per valutare se questa sia maturata all’interno di una consapevole differenziazione tra le due nozioni o se piuttosto sia stata unicamente suggerita da ragioni di simmetria formale.17.1. La formazione. D. 57 D.habeat in se conventionem nulla est’.2. pp.-1 (Ulp. ciò che altrove le stesse fonti qualificano come nudus consensus. facendo per lo meno affidamento su quanto si è sino ad ora sostenuto. Si tratta di una serie di frammenti. p. 1933.1pr. Muc. la nuda consentientium voluntas..1. pp.

33. interpolate le chiuse di entrambi i §§ per LONGO. p. quia hoc quoque modo nullum pignus contractum videtur. BUND. in SDHI 45 (1979). At si n u d a c o n v e n t i o n e pignus contractum fuerit. si commodata vel deposita res alii tradita fuerit ab eo. 1917. etsi non traditum est. vertendo tutte in materia di pignus conventum. nihilo minus usucapiam. H. 1965. Si tratta di brani abbastatanza noti agli studiosi.33. RECHNITZ. p. obligaverit aurum pignori: et consequens est ut aurum obligetur. Die Digestenfragmente ad formulam hypotecariam und die Hipothecarezeption.3. non autem aes. 70. cit. per la sostanziale genuinità v. p.. Negozi giuridici collegati e negozi su cosa propria. 198. e che suscita dubbi circa la genuinità dell’uso. si quis aurum ostenderit quasi pignori daturus et aes dederit. sospetti sulla chiusa del § 4 anche in S. cit. è... Le garanzie reali. Beiträge zur Lehre vom römischen Pfandrecht. p. p. similis est ei qui quid deposuit vel commodavit. pp. Köln-Graz.3. usucapere debitor perseverabit. Untersuchungen aus Methode Julians. D. 208 73 . 81 ss. 451. pp. espungendo peraltro anche la chiusa ‘At si-videtur’ del § 5. D. e nt. soluzione condivisa da G. Voraussetzungen.n u d a c o n v e n t i o n e . videamus. il quale però salva il tratto ‘et quantum-accepit’.33. soprattutto Iul.4-5. parafrasato l’intero § 4 per W. “Pignus” e “Precarium”. ciò che stupisce. BESELER. usucapit. FREZZA.41. spurio il § 4 da et quantum a perseverabit per F.208 Si potrebbe poi osservare. che faceva ricadere i propri sospetti sino a perseverabit’. an. 58 s. interpellabitur usucapio: et quantum ad usucapionem attinet. nella chiusa del § 4 scorge un glossema meramente esplicativo. cum bona fide possiderem. 5 Si rem tuam. Plane si creditor n u d a c o n v e n t i o n e hypothecam contraxerit. Studien zu Salvius Jiulianus. desino usucapere.): Qui pignori rem dat.4-5 (Iul. quos palam est desinere usucapere. 1925. 18. quia non intellegitur quis suae rei pignus contrahere. e D. invece P. 183. p. in ZSS 45 (1925). WAGNER. FEHR. stilisticamente condizionato dal tenore del successivo § 5. in Labeo 5 (1959). come appare subito evidente. 57. A prescindere da ulteriori considerazioni. 99. Del resto buona parte degli studiosi che si sono occupati del tema in questione hanno da tempo segnalato la fattura bizantina per lo meno di Iul.41.4-5. Weimar. p. 42. la singolare omogeneità tematica delle testimonianze. 44 dig. qui commodatum vel depositum accepit. cit. quia in hoc non consenserint. 1 Si igitur contractum sit pignus nuda c o n v e n t i o n e . EBRARD. espunge la chiusa del § 4 E. senza che però da ciò si debbano trarre conclusioni Sopprimeva il tratto ‘et quantum-accepit’ M. 44 dig. quamdiu res apud creditorem est: si creditor eius possessionem alii tradiderit. pignori tibi dem ignoranti tuam esse.3. TONDO. 44 dig..41.

-1. La dottrina dell’errore nella storia del diritto romano. serviana autem experitur quis de rebus coloni. D. Die Digestenfragmente. il quale pur respingendo l’ipotesi un ricostruzione contrattualistica del pegno. in Homenaje Murga Gener.209in cui il tratto ‘sine traditione nuda conventione tenetur’ pare in qualche modo richiamare quanto meno il ‘non sola traditione. e J.. PEROZZI. 227 ss.4.. dopo aver ribadito l’essenzialità del prezzo quale elemento strutturale del contratto di compravendita. Milano. nichts einzuwenden’. non autem pretii numeratio. ZILLETTI. ut sit pro debito obligata. Voraussetzungen. II. quae pignoris iure pro mercedibus fundi ei tenentur: quasi serviana autem qua creditores pignora hypothecasve persequuntur.7. pp. LA PIRA. 1 Sine pretio nulla venditio est. G. sed etiam nuda conventione’ di Ulp.1. tiene a precisare. in Studi Ratti. di cui peraltro doveva insospettire l’uso così ravvicinato del termine pignus per ‘indicare prima il diritto e poi la cosa data in pegno’. [Ebrard. non prende posizione netta sulla genuinità dei testi. MASCHI.7.7: Item serviana et quasi serviana. ritorna anche in D. sulla scarsa probabilità che Ulpiano dedicasse tanta attenzione alle modalità conclusive del pegno trattando del furto (O. non essendo anche richiesto il I..18. 344 nt. col. Palingenesia iuris civilis. p. sed de rebus castrensibus potest.. utraque hac appellatione continetur. conclude nel senso che ‘die Verwendung des…Begriffs der nuda conventio ist hier wie im pr. sed in aliis differentia est: nam pignoris appellatione eam proprie contineri dicimus. A. quasi a fugare ogni possibile equivoco. da un lato. sed conventio perficit sine scriptis habitam emptionem. non apportano correzioni al testo neppure U. Graz. La categoria dei contratti reali. 1161). 210si registra in dottrina una posizione sostanzialmente conservativa..): Inter patrem et filium contrahi emptio non potest.realmente decisive. 42 ad Sab. cit. ex ipsius praetoris iurisdictione substantiam capit. 586: la diagnosi interpolazionistica si basava. 1961. p. p.212 Lo stesso impiego di conventio. proprie hypothecae appellatione contineri dicimus. C. quae etiam hypothecaria vocatur. II. SUNALLAGMA. 105. 1 ad Sab.6. sia reale che consensuale. WAGNER. Inter pignus autem et hypothecam quantum ad actionem hypothecariam nihil interest: nam de qua re inter creditorem et debitorem convenerit. ] 212 Così H.4.1pr. cit. p. cit. che la compravendita deve considerarsi conclusa al momento stesso della formazione del consenso comunque manifestato. che la locuzione nuda conventio appare impiegata sempre con riferimento al pignus anche in I. cit. cit. nonostante reputi ‘das Satzgefüge’ schwerfällig e ‘stilistisch unschön’.-1 (Ulp. DE FRANCISCI. nel cui § 1 Ulpiano. dall’altro. per l’origine bizantina anche I. v.. presente nella serie di frammenti appena esaminati. pp. “Pignus”.. 17. sull’assurdità della frase ‘pignus contrahitur non sola traditione’. LENEL. cit. DE CHURRUCA. 211 Sul brano v.2pr. quae sine traditione nuda conventione tenetur.. La struttura classica della conventio pignoris. 210 S. 209 74 . il quale.13. p. Il contratto consensuale. 1960. 488. quae simul etiam traditur creditori. messi oramai da parte i sospetti del Perozzi che considerava il frammento integrale invenzione dei compilatori. 79. 337 s.211 anche fra quanti continuano ad avanzare riserve sotto il profilo stilistico-formale. maxime si mobilis sit: at eam. su cui però.6.

3) delineata dallo stesso giurista. LRB 37. D.) Omnis pecunia exsoluta esse debet aut eo nomine satisfactum esse. si ut ipse voluit sibi cavit. 28 ad ed. riguardante la validità della compravendita conclusa tra padre e figlio. ARANGIO RUIZ. D. ARANGIO RUIZ.. 99 nt. e quella affrontata nel § 1. alle modalità di conclusione del contratto.7. cit. Sul brano v.27. e in termini invertiti C. CASCIONE. Fra questi C.1 ‘stipulatio ex utriusque consensu perficitur’.44. sive fideiussoribus sive reo dato sive pretio aliquo vel nuda conventione. 1 stipul. p. Et generaliter dicendum erit. 4 ad ed. p..4.1 ‘consensu emptionem perfectam’. 1. 99 nt. 215 In proposito v. quotiens recedere voluit creditor a pignore. ut ab hoc recedat.1. 1952.213 Non occorre sottolineare che la nozione di conventio che viene ad emergere dal brano ulpianeo sembra discostarsi da quella altrove (principalmente in Ulp..1 ‘consensu mutuo perfectam venditionem resolvi non potest’. p.2 consensus perficit nuptias...45. 216 In questo senso V..10. 1. come si è visto.4. da ultimo anche C.9.215 Senonché deve anche osservarsi che il frammento è ben noto alla critica. attinente.216 si aggiungono le perplessità derivanti dal fatto che più in generale l’intero brano è da ritenere malamente rabberciato. cit.5. Satisfactum autem accipimus. Ai sospetti suscitati dall’inciso sine scriptis giustamente ritenuto compilatorio. 378. quemadmodum voluit creditor. La compravendita. con un’espressione che peraltro ricorda molto da vicino altri contesti. Consensus. V. Napoli. 214 fra i quali soprattutto il discusso Ven. nascitur pigneraticia actio.3 (Ulp. p.217 Non sembra rientrare invece all’interno del medesimo schema concettuale l’uso della locuzione ‘nuda conventio’ che ricorre in D. ut nascatur pigneraticia actio. Consensus. ARANGIO RUIZ. licet non sit solutum: sive aliis pignoribus sibi caveri voluit. cit.pagamento del prezzo.12.137.habitam emptionem.8. cit. 217 Per l’origine bizantina dell’intero § 1 V. 99 nt. La compravendita. infra § 10.13. licet in hoc deceptus sit. CASCIONE. non sembra mettere in dubbio la genuinità del brano invece C. 378. La conventio qui è assunta piuttosto ad elemento psichico perfezionativo del contratto: conventio perficit. La compravendita..1. 1. videri ei satisfactum. 214 213 75 . come si desume dalla totale estraneità tra la questione agitata nel pr. p.

hyp. 218 76 . D.218 Una prima critica al testo era venuta dal Beseler. non si è sottratto ad una diagnosi interpolazionistica. pp. 223 S. FREZZA.5) sarebbe invece rimasto sempre estraneo. BRASIELLO. dall’altro ha preso posizione per la genuinità della locuzione nuda conventione. Beiträge. Eigentumsübergang beim Kauf.. II. Coimbra.. Tale soluzione sarebbe stata comunque concepita al di fuori di un intervento sistematico. se il riferimento alla nuda conventio fosse stato genuino. MELILLO. 395 s.. 355 ss. p. Acc. 148 ss. 42. CRUZ. 221 U. non prende posizione G. la quale non alludererebbe a un pactum de non petendo.221 L’interpolazione delle parole vel nuda conventione era reputata addirittura certa dal Grosso. III. Napoli. J. 219 G. cit. in maniera ancora più drastica.6. 454 ss.2 ‘si convenerit ut pro hypotheca fideiussor daretur. 171 s. Satisfactio. p. Ipotesi rilanciata con maggiore decisione dal Pringsheim. III. Sci. sing.219 il quale sulla base di argomenti puramente formali (per via del ricorrere del verbo recedere) espungeva i tratti ‘utrecedat’ e ‘quotiens-pignore’. si sarebbe rilevata del tutto inutile la precedente esemplificazione. RASCON. 224 U. 286 ss. Pignus y custodia en el derecho romano clasico. Satisfacere. pp. i quali avrebbero finito per includere nella satisfactio anche l’ipotesi della remissione del pegno. pp. 65 (1930).20. 220 F. 144. Le garanzie reali. se da un lato ha confermato i sospetti di Beseler sul tratto ‘et generaliter-fin’.20. PRINGSHEIM. cit. p. va detto. come invece sostenuto a suo tempo dal Brasiello 224 e dal de Oltre alla letteratura citata infra nel testo v. 1972.. in Studi Senesi 52 (1938).. Contenuto e dottrine negoziali nell’adempimento inesatto.222 dato che la satisfactio avrebbe sempre riguardato un comportamento del debitore. ora in Scritti storico-giuridici.223 il quale. p. in SZ 50 (1930). Ungeteilte Pfandhaftung. proponeva di cancellare da ‘quemadmodum’ sino alla fine del §. La soluzione sposata nel testo — peraltro in netto contrasto con il contenuto di D. Remissione del pegno e “satisfactio”. in Atti R. e t d a t u s s i t . 1970. 111 ss.Anche questo brano. GROSSO. 45.5. rimanendo anzi sostanzialmente limitata al solo ambito applicativo dell’actio pigneraticia. satisfactum videtur’— sarebbe da ascrivere ai compilatori. In solutum dare. 1976. pp. reputando dubbiosa l’espressione ‘nuda conventione’. pp. al di là delle gravi mende formali.220 e a distanza di pochi anni dal Brasiello. BESELER. BRASIELLO. rimanendo incerto sul tratto ‘ut-recedat’. Un moderato intervento a sostegno della genunità del brano è stato invece tentato dal Cruz. in Studi de Francisci. 1913. A. D’altra parte. Oviedo. 154. istituto che per i giuristi romani (così Marc. il quale traeva motivi di sospetto anche dalla costruzione ‘sive-sive-sive-vel’. pp.6. WACKE. in Index 3 (1972). 1956. un accenno anche in C. il quale. pp. Satisfactio. per la sostanziale classicità della testimonianza anche P. pp. ad form. Tor. Tübingen.. ROUSSIER. l. 222 G. Da solutio.. 265 ss.

1856. cit. pp. El regimen de los contractos.. 32.. dal Kaser. 67 s. Synallagma. ora in Studien zum römischen Pfandrecht. A. 4 ad ed. pp. SARGENTI. subsit tamen causa.. p. il quale pensa ad una sorta di pactum de non petendo intervenuto in sede interdittale. 101 nt 256. DE FRANCISCI... pp. Murga Gener. S. in qualche modo compromissorio il punto di vista di J. Per l’interpretazione canonica v.. propter conventionem hic constat non posse constitui obligationem…I g i t u r n u d a p a c t i o obligationem non parit.. 65 s. p.. S. 228 Per un uso (classico) di ‘nudus’ per indicare l’accordo informale in antitesi all’accordo formale v. p.. cit. D. p. 367 s. TALAMANCA. ma con conclusioni differenti. Eredità. BIONDI... Satisfacere. ora in Scritti.. p. 528 ss. cit.7. A. 230 R. 1. pp. cit.. KASER. Chiave di lettura condivisa. II. RICCOBONO. II. secondo quanto ultimamente ribadito dal Knütel. 244. cit. cit. 245 s. come vuole la dottrina tradizionale la datio o il factum effettuati in vista di una controprestazione: la zweckbestimmte Leistung. 226 M. sed parit exceptionem). Contratto e convenzioni atipiche da Labeone a Papiniano. invece. Studien zum römischen Pfandrecht. ritiene che il sostantivo indicasse l’‘avvenuta prestazione con l’accordo di riceverne un corrispettivo’ A. GALLO. che imputava. Homenaje I. trad. 2. 92. Le obbligazioni romane. 227 Prima ancora di Cruz. Contractual theory . p. 1982. Contratto e stipulatio.14. in proposito. SANTORO.. cit. Dalla sinallagmaticità.229 che individuava nella causa aristoniana la controprestazione.. quale rinuncia al semplice possesso interdittale del pegno. cit... 230Così I. v. cit. cit. Madrid. cit.227 è difficilmente conciliabile con i significati tradizionalmente attribuiti alla locuzione stessa. piuttosto che. La tipicità. p.. DI PIETRO. La causa. 2. eleganter Aristo Celso respondit esse obligationem…4 Sed cum n u l l a s u b e s t c a u s a . p. Il contratto. cit. MAC CORMACK. nt. pp. II. ROUSSIER.2. La dottrina romana del contratto. Napoli. 151 s. I contratti innominati. 1994. ROUSSIER. potendo in qualche modo convalidare l’ipotesi suggerita intorno alla metà del XIX secolo dal Gans. SUNALLAGMA. pp. nt 41. Satisfacere. in TR 47 (1979). per indicare l’idea della pattuizione gratuita. ID. 149 nt. it. 64 s. 228 anche se non si può nascondere che per altro verso risulta fortemente suggestiva. in Derecho romano de obligaciones. II. GANS. sulla scia di I. essendo ‘die Textform undeutlich und nicht sicher klassich’. più di recente in linea con la communis opinio anche G. pur con talune riserve di ordine formale sulla genuinità della locuzione ‘sive pretio aliquo vel nuda conventione’. Istituzioni..2 (Sed si in alium contractum res non transeat. BURDESE. ID. 225 ma piuttosto ad un pactum de non retinendo. 54. Actio pigneraticia und actio fiduciae. 591 s. Il diritto romano delle obbligazioni e spezialmente intorno alla teorica dei contratti innominati e del jus poenitendi.. 2. 84 s. II. 142 ss. KNÜTEL.L. 229 E. cit. pp. 149 nt. pp. 213. M. 41.Francisci. in contrapposizione alla pattuizione fatta dietro corrispettivo (sive pretio aliquo).. 95 ss. in SDHI 62 225 77 . R. 149 nt. 139.. con ulteriore letteratura. DE FRANCISCI. p..226 Ed in effetti non si può fare a meno di rilevare che un impiego dell’espressione ‘nuda conventio’ come quello congetturato.. peraltro non necessariamente gratuita (sive pretio aliquo). cit. P. SUNALLAGMA. cit. VOCI. Le consensualisme. 33... p. Napoli. pp. 339 nt. all’impiego dell’aggettivo ‘nudus’ per richiamare l’assenza di un prezzo aveva già pensato J. Svolgimento. pp. ai bizantini l’impiego dell’aggettivo in contrapposizione all’‘accordo con una causa’. 201s.. M. PEROZZI. A. MAGDELAIN.. ID. p. cit. F. soprattutto se letta nell’ottica di Ulp.

la causa rappresenta ‘l’equilibrio del negozio. pp.. an dessen Abscluß die beiden Partner interessiert waren’. in quanto socialmente rilevante’ meritevole di tutela’: non però qualsiasi funzione ma solo quella presente nel sun£llagma: ed dunque ‘dazione effettuata dietro impegno ad una controprestazione’. S. Ancona... nella fonte da ultimo esaminata è piuttosto adoperata nella differente accezione (oggettiva) di nuda pactio.) discute di ‘funzione che si riconosca. Amsterdam. C.. contra R. la quali semmai possono intervenire a corroborare ragioni ben più concrete di ordine (1996). a differenza di Ulp.. la ragione sostanziale del rapporto’ per A.14. I.-1. 222 ss.13. 129 ss.18. Note ulpianee. 1984. pp.-1. Storia e sistema nelle teorie contrattualistiche del quarto libro ad edictum.. pp. Paris. a prescindere poi dal fatto che si trattasse di pactum de non petendo o de non retinendo. 337 s. MANTELLO.2. Napoli.231 Va in ogni caso sottolineato che. ID. Bucarest. III. Ulp. GIFFARD. 84 ss. ma con l’intento di costituire a proprio vantaggio un vincolo per la controparte. all’idea di ‘scopo qualificato dalla corrispettività delle prestazioni’ pensa A. Vicende della “res” e permanenza della “causa”. La scrittura di Ulpiano. cit. esterna alla conventio’ discute A.. intesa sostanzialmente quale attribuzione patrimoniale effettuata non a fini di liberalità (donatio). 231 R. Il contratto. I. MANTELLO. Contratto. 90 ss. pp.4-5. La doctrine d’Ariston en matière de contrats innommés. A. 517. D. p. contratti innominati. Madrid. p. Der Vertrag als zivilrechtlicher Obligierungsgrund in der römischen Jurisprudenz der klassischen Zeit. Le ‘classi nominali’ cit. cit.2pr.. p. ora in Études de droit romain. di ‘qualificazione giuridica oggettiva. il quale individua nella causa di Aristone ‘la funzione che attribuisce alla convenzione un effetto obbligatorio’. come ‘Geschäft. Ankum. d. nel senso che non si può basare una diagnosi interpolazionistica unicamente su valutazioni di ordine stilistico formale.7. 1972. conferenza tenuta a Parigi il 14 marzo 1947.33. pp. D. TONDO. 1995.. pp. 137. Osservazioni in tema di c.1. Etudes H. occorre muoversi con estrema prudenza. SCHIAVONE. ora in Études de philologie juridique et de droit romain. D. In altri termini per causa Aristone avrebbe inteso la ‘funzione del negozio nella sua interezza’. 42 ad Sab. 4 ad ed. cit. 258. in Collatio iuris romani... 78 . occorrerebbe riflettere sulle possibili ricadute di tale lettura sulla interpretazione della causa aristoniana proposta dal Santoro in termini di negozialità. Per una identificazione della causa con il negotium.3. in cui la locuzione nuda conventio è chiaramente impiegata per indicare il consenso inteso come elemento soggettivo perfezionativo del contratto..come. PALMA. pp. SANTORO. che nella stessa ottica più di recente (Contratto romano. 64 ss. I dubbi di Aristone.. 1988. SANTORO. 1990. e Iul. v. elemento da non confondere in ogni caso con ‘l’apporto di uno solo dei contraenti’ (datio). nella stessa ottica. secondo le diverse interpretazioni affacciate al riguardo in dottrina. nello stesso ordine di idee ad una ‘prestazione qualificata dallo scopo di una controprestazione’ pensa anche A. 47ss. 191. 141 ss.41. CANNATA. cit. uno spunto in questa direzione sembra già rinvenirsi in A. 44 dig. D. in Estudios Iglesias. GEORGESCU. pp. p. BURDESE. cit.1. in Atti del seminario sulla Problematica contrattuale in diritto romano. Essai sur le mot “causa” dans le latin juridique.. più in generale sui vari significati di causa si rinvia all’ancor valido studio di V. in un’ottica non poi così differente. p. 1940.3. 1502 ss. in Revista classica 6-7 (1934-35). cit.1pr. 1 ad Sab. 45. pp. pp. in Sodalitas. Il contratto. con una estensione ai negozi liberali il significato di causa come ‘scopo’ è rivendicato anche da A. 222 ss. Nonostante dunque non manchino del tutto elementi per ritenere sospetta la sostituzione di consensus a conventio operata nella chiusa di Ulp.

1.1. D.3. 4 ad ed.3.2. Ulp.1. 4 ad ed.5.1pr.-1.18.33.. D. Brano per il quale non sembrano sussistere le stesse ragioni di dubbio. se è vero che vi sono buone probabilità di ritenere di fattura bizantina Iul. anche se.18. quanto meno da Iul. ‘sed ut evidentius.4-5.4-5. non si assiste mai all’ipotesi inversa di un impiego di consensus nel significato ‘oggettivo’ di conventio prima individuato. D. come sembrerebbe potersi ricavare. se non dall’esame di Iul. 44 dig. ARANGIO RUIZ. D.2.41. essendo certo eccessivo censurare il § 1 sol perché la parte conclusiva del pr.1 ? in questione v’è lo scioglimento per mutuo consenso re adhuc integra —. addirittura già in età adrianea.14.. 15 dig. D. Ulp. considerando interpolati tutti i brani attestanti un impiego di conventio non in linea con quello sin qui delineato.5.13. 1 ad Sab. non si può fare a meno di osservare che nello stesso ordine di idee si potrebbe comunque richiamare Iul.41. D.2.sostanziale. 79 .1.5. oggi non si può ragionevolmente escludere la classicità di entrambi gli usi. 42 ad Sab. È per lo meno verosimile che una contaminazione delle due nozioni avesse cominciato a manifestarsi già nel corso della stessa età classica.. 15 dig. Ulp.1. si re secuta non fuerit’.1. 1 ad Sab.18.18.33. senza però sostituirvisi. va precisato.3: osservazioni conclusive.1 ‘emptio nuda conventione dissolvitur. pp.14. D. vere o presunte. La compravendita. Anche perché.2. dal quale pare delinearsi un uso di conventio in una concettualizzazione assai prossima e comunque non facilmente distinguibile da quella di consensus. 10.233essendo al contrario più che mai indispensabile affrontare complessivamente il problema del ruolo assunto dal consenso all’interno delle dinamiche contrattuali. D.3 pensando di confinare l’indagine alla scrittura interna di un testo. cit.5.7. Alla luce di queste considerazioni risulta ancor più evidente che non è immaginabile di poter sciogliere il nodo interpretativo di Ulp. senza peraltro trascurare la possibilità assai 232 Così V. D.232 Se in altre stagioni della scienza romanistica sarebbe stato possibile risolvere queste antinomie. 44 dig.sed potestate conventionis valet’ venga tradizionalmente ritenuta un glossema esplicativo. in cui Giuliano. seppur in una prospettiva diametralmente opposta rispetto a quella adottata in Ulp. 220 s. ricorre al medesimo impiego di conventio prima segnalato.

SCHIAVONE. 136.. La dottrina. per il quale il tratto ‘nam-nulla est’ ‘se pure rispondente alla veduta pediana. in ZSS 43 (1922). SCHULZ.. 30: Ulpiano avrebbe semplicemente ‘esplicitato le conseguenze’ del dictum Pedii. il quale però reputava l’interpolazione solo formale. era segnalato già da F. 20 s. come pur è stato ipotizzato in tempi non troppo lontani.. Weimar.perficitur’ U. cit. cit. Congettura. critiche al testo anche in J. La formazione. La scrittura.. 4. Error. 31 s. Il contratto.. il quale ritiene improbabile l’idea di un rimaneggiamento. 1 stip. MANTELLO.nulla e s t ’). Ricerche sulla ‘stipulatio’. 56 ss.45. di estendere l’indagine innanzitutto alle testimonianze ulpianee. nihil acti erit: n a m perficitur’ stipulatio ex utriusque consensu la cui chiusa ‘nam stipulatio ex utriusque consensu perficitur’ però è con ottime ragioni ritenuta di fattura bizantina. tu de alio.235 per lo meno il passaggio dalla forma infinitiva impiegata nel tratto immediatamente precedente (‘nullum e s s e contractum’). 66 s. ma più in generale al panorama della giurisprudenza di età Severiana. cit. 196 ss. SANTORO. p. 196 ss. p. p. Ricerche sulla stipulatio. a quella finita (‘nam et stipulatio. ZILLETTI.. Irrtum und Rechtsgeschäft im römischen Recht. 52. cit. Le classi nominali. 236 Più di recente G. WIEACKER... pp. pp. 159. BETTI.. p. Napoli. F. GALLO. 1958. cit. Contratto e atto.. cit.1 (Venul.concreta che il pensiero contenuto nella chiusa non appartenga a Pedio. p. secondo quanto sostenuto a suo tempo dal Betti. SACCONI.. SACCONI. pp. FLUME. cit. Eredità. quando invece questo ha operato alcuni decenni prima. Così P.): Si hominem stipulatus sim et ego de alio sensero. pp. anche M.1. II. R. cit. come sembrerebbe suggerire.236 Possibilità che imporrebbe.. pp... TALAMANCA.. da un lato il fatto che la posizione di Venuleio pare costituire uno sviluppo del pensiero paolino. in Festschrift Schulz. SCHIAVONE. 235 E. La scrittura. pp. RICCOBONO. 1989. II. 199.237e A. più di recente reputa ‘senza dubbio inaccettabile’ la chiusa ‘nam-perficitur’ M. espunge ‘nam. cit. Ad orientare in questo senso sarebbe. seguito da S. 234 ma piuttosto ad Ulpiano.. ID. pp. p.. Irrtum. se non la sostituzione di conventio con consensus. ID. quando è indubbio che per i giuristi classici la stipulatio si perfezionava verbis e non consensu. CERAMI. ‘sicuramente pediano’ anche per A. cit. 47 nt. C. cit.. 1951. 237 L’utilizzo assolutamente improprio del verbo perficere. così anche W. Appunti di teoria dell’obbligazione in diritto romano. pp. pp. Svolgimento. p. cit.. 125 ss. cit. 245 ss. cit... 216. Synallagma.. Dissens. pp. WOLF. cosa che certo travalica ampiamente i propositi della presente ricerca. 5 s. seppur sotto la prospettiva peculiare del contratto stipulatorio. 211 s. secondo lo Studioso. Roma. “Conventio” e “stipulatio”. Ci riferiamo in particolare a D. F. 93. A.137. 256. G. Die Lehre vom erzwungenen Rechtsgeschäft im antiken römischen Recht. pp. SARGENTI. in cui da altre parti parrebbero affiorare spunti volti a operare una valorizzazione dell’elemento consensualistico all’interno della categoria contrattuale.. è incline a ritenere il ‘progredire nella strada verso la “consensualizzazione” della stipulatio’ che sembra emergere dal brano di Venuleio come ‘il frutto di un raccorciamento del testo originario’. dall’altro la circostanza che Venuleio avrebbe assunto un atteggiamento molto più prudente nel resto del 234 233 80 . deriva da Ulpiano’.. p..

286. 168 ss.45. La dottrina romana del contratto. p. Milano 1958. in Index 22 (1994). cit. pp. 30). 20 s. insinuando così l’idea che anche la stipulatio si perfezioni (perficitur) nel momento in cui venga raggiunto l’accordo. JAHR. 32 nt. 249. nihil actum erit. ID.. WOLF. M.1. probabilmente sull’esempio di Paul. Sponsio e stipulatio. Irrtum. un accenno alla fonte si trova anche in A. brano sulla cui genuinità gravano egualmente forti motivi di dubbio..238 frammento. SCHULZ. 234 s.. nonostante l’argomentazione ‘ex utriusque consensu valet’ non si espone.1.1 (Paul. In senso contrario il brano era ritenuto sostanzialmente genuino da E. 72 ad ed. n a m s t i p u l a t i o e x u t r i u s q u e c o n s e n s u v a l e t . 95. D. pp. il quale espungeva il tratto ‘quodconsensisse’. cit. 59 nt. F. Appunti di teoria dell’obbligazione... suggerimento colto da A. cit. Berlin. VOCI. 56 ss. 81 nt. p. BETTI. almeno da un punto di vista strettamente formale.. Bemerkungen.... E. PASTORI. 238 In proposito v. anche T. pp.. 320 s. p. PASTORI. I. cit. M. 134 ss. WACKE. La dottrina romana del contratto.. al medesimo tipo di rilievi cui va invece inevitabilmente incontro il brano di Venuleio. 67. S. WUNNER. ma piuttosto sembra elevare il consensus ad elemento determinativo del contenuto dell’obbligazione e dunque. Dissens. pp. cit. 212 s. Abhandl. cit. WIEACKER. ID. Legis actio per iudicis arbitrive postulationem e processo formulare. Contratto.1.D. cit. Di un criterio postclassico per la determinazione della res iudicata. 168 ss. cit. si limitava a proporre la sostituzione di perficit con valet. Sed hic magis est... PRINGSHEIM. il quale piuttosto sopprimeva i tratti ‘sed hic-sensit’ e ‘iudicium-consensisse’... Lausanne.. 81 .. 53 s. I. cit. pp. pp. P. S. 72 ad ed. pp. P. A.. 197 ss. 1980. CERAMI.. 196 ss.83.. TALAMANCA.. p. M. p. cit... ut is petitus videatur. BIONDI. Congetture. in senso contrario per la classicità del principio P. p.. ZILLETTI. Il negozio verbale. cit. genuino anche per F. WUNNER.. E. cit. 312 nt. alioquin semper negabit reus se consensisse.): Si Stichum stipulatus de alio sentiam. p. cit.38...1). Festgabe für U. cit. pp. Contractus. 30 (ora in Ges. Grenzen der Koncludenz stilischweigender Willenserklärungen.. sulla testimonianza v. in ultima analisi. ID. Sulla relazione posta tra stipulatio e litis contestatio v. 310 ss... 123. 112. 134 ss. U.. cit. 65. Errrantis voluntas nulla est.. BIONDI.1. p. DOBBERTIN. Zur Auslegung.19. de quo actor sensit. Litis contestatio.. della validità della stessa stipulatio: ‘nihil actum erit’. pp.1. Zürich. pp. quod et in iudiciis Aristo existimavit.1.. Zur Auslegung der Stipulation im klassichen römischen Recht. pp. il brano rifletterebbe ‘principi affermatisi ad opera della giurisprudenza’ anche per F. ‘in contesti senz’altro meno problematici’. E. dato che Paolo non si spinge ad individuare nel consensus l’elemento perfezionativo della fattispecie contrattuale. p. “Conventio” e “stipulatio”. Appunti di teoria dell’obbligazione. in Sein und Werden im Recht. 1987. 1963. 53 s. SCHERILLO. VOCI.. Sponsio e stipulatio. F. 249. Contractus.83. pp.45.. pp. F. Animus in Roman Law. 197 ss. pp. Il negozio verbale. Die Lehre. in LQR 49 (1933). Due testimonianze del Digesto (D. L’errore nel diritto romano.. Error. p. corrotto anche per J.. 68. cit. T. Bemerkungen zum Aspekt der Konsensstörung in der klassischen Irrtumslehre. La dottrina. MAYER-MALY. et ideo actori potius credendum est. cit. p. C.. iudicium autem etiam in invitum redditur. 319. BETTI. Contratto e stipulatio. il quale. pp. Societas. D. DOBBERTIN. pp. restituzione sostanzialmente condivisa da GUARNERI CITATI. VOCI. in Mélanges Meylan. cit. p. in BIDR 33 (1923). 49 ss. cit. cit. 262. 55 s. 234 s. tu de alio. cit. MAYER-MALY. sulla scia di Guarneri Citati si collocano P.. G. pp. il quale però salvava l’inciso ‘quodexistimavit’.. 218. G. pp.45.83. von Lübtow.

GANDOLFI. KASER.5. 72 ad ed.1 (‘Si hominem stipulatus sim et ego de alio sensero. L’errore. comunque G. 82 . D. Milano. 198 s. tu de Pamphilo senseris. 1 stip. 101 ss. in ZSS 51 (1931). p. così come d’altra parte la delimitazione di Paul.137: in senso contrario ci pare che l’autorevole Studioso finisca per sopravvalutare il tratto ‘veluti si. ove altra letteratura. p. 167 ss. cit. München. 32. 16 ad ed. 470 nt. p..83. VOCI. della finzione ‘ac si ad interrogatum responsum non esset. D. il quale a nostro avviso rimane un’esemplificazione non esaustiva del più generale raggio d’azione del principio prima enunciato (si consideri a questo proposito l’ampiezza dell’approccio iniziale Si de alia re stipulator senserit. 231 nt.1. D. Contractus.240 si discosta sensibilmente sotto il profilo argomentativo. Studi sull’interpretazione degli atti negoziali in diritto romano.45. rell. 4 s. sempre in proposito. 40.45. 9. S. n i h i l a c t i e r i t ’) e Paul.45. TALAMANCA. cit. de alia promissor. 1966. Ricerche sulla ‘stipulatio’.83. tu de alio. p. ma ricorrendo piuttosto all’argomento. D. 239 Diverso il punto di vista di M. cit.. veluti si hominem Stichum a te quis stipulatus fuerit. 72 ad ed. come invece avviene in Paul. ma anche per una valutazione del brano con riferimento all’operatività del principio di ‘conservazione’ in sede di ermeneutica processuale v. WIEACKER. per il quale a differenza delle ipotesi precedenti il ricorso alla conventio non sarebbe qui indirizzato a dare ‘rilevanza ad una verborum obligatio altrimenti nulla. cum plures sunt Stichi.hominem Stichum a te quis stipulatus fuerit.45.83.1. 240 Diversamente M.1..5 ‘si plures sint eiusdem nominis servi…nec appareat de quo actum est.23: Si de alia re stipulator senserit.3. non legando la motivazione della soluzione ‘perinde nulla contrahitur obligatio’ ad istanze di tipo consensualistico. ID. BESELER. 112..1 alla circoscritta ipotesi della pluralità di Stichi (appartenenti al promissor) si fonda unicamente sul presupposto che il pronome alius si riferisca ad un sottointeso Stichus (Si Stichum stipulatus de alio (Sticho) sentiam). contra riconducono l’ipotesi alla categoria del dissenso più che dell’errore F.45. cit. E.45.1. 1982.1 e Venul.. pp. cit. WUNNER.19.. 198 s. e non invece più in generale homo: Si Stichum stipulatus de alio (homine) sentiam.. senz’altro sortire i suoi effetti’: ma contra gli stessi Venul. 72 ad ed. D.1. pp.. Napoli.1. 80. argomentando da Ulp. tu de alio. ZILLETTI. pp. “Conventio” e “stipulatio”.6. de alia promissor). “Conventio” e “stipulatio”. RICCOBONO.. pp.1.. D. pp. perinde nulla contrahitur obligatio. G. 221 nt. in un quadro di sostanziale uniformità sotto il profilo tematico239 e decisionale.45. il quale.137. n i h i l a c t u m e r i t ’). 95. per l’identità dell’esempio già S. 1 stip. 72 ad ed. p. Studi sulla litis contestatio nel processo formulare. TALAMANCA. quem Stichus vocari credideris che. quem Stichus vocari credideris’.1.. Das römische Zivilprozessrecht. cit. 1 stip.1 (‘Si Stichum stipulatus de alio sentiam. secondo il quale nel caso di specie si tratterebbe di error in nomine piuttosto che di ambiguità della conceptio verborum come nel caso di Paul.. (con letteratura) M.. in favore della prima interpretazione v. 1966. circa la natura dell’errore operante nei brani richiamati in dottrina si è tradizionalmente orientati per l’error in corpus: così P.Così come un’approfondita riflessione meriterebbe sicuramente I. La dottrina. Note sulla dottrina dell’errore. 381 ss. U. nihil actum est’. peraltro adoperata anche in Paul. tutto interno alla logica formale della stipulatio. SACCONI. tu de Pamphilo senseris.1 e Venul. D. Societas. D. avanzava la seguente ricostruzione: ‘si Stichum stipuler. 72 ad ed. pp. 10. Pomponius dicit nullam fieri condemnationem’. ac si ad interrogatum responsum non esset.. G. ma per invalidarne — sempre sul piano civilistico — una che potrebbe. 29.137 (‘stipulatio ex utriusque consensu valet-perficitur’).83. pp. 150 ss.

.non esset’ e sostituita ad essa quella (bizantina) ‘stipulatio ex utriusque consensu valet (perficitur)’. 241 anche se d’altra parte occorre pur dire che intonazioni consensualistiche non sono certo estranee al manuale giustinianeo. dubbioso S. da 241 83 .242 un deciso ‘Konsensgedanke’ era già affiorato in I. pp. in Studies in memory of J. 121.1 (de verborum Su I.. cit.. Dissens. 32 ss. seguito da U. come è stato argutamente osservato dal Sargenti. 1. WIEACKER.. in un contesto applicativo. La legislazione imperiale nelle Istituzioni di Giustiniano. Irrtum. pp.3. in Festschrift Schulz. MAYER-MALY. Dissens. avrebbero dovuto continuare ad rifarvisi addirittura nel testo delle Istituzioni. DOBBERTIN. La “voluntas” nella prassi.243 Va comunque detto che ogni ipotesi di ricerca deve tener conto.C.. “Conventio” e “stipulatio”.15. Amicus Plato sed magis amica veritas. 177. La dottrina. peraltro. questa.. The Institutes of Justinian as Students’Manual. 64 ss..45. ID. 40. Zur Auslegung. pp. cit. cit. 243 Giudica il brano ‘sämtliche zweifellos justinianisch’ F.3.3. pp. ‘arciclassico’ per S. cit. Bemerkungen. per lo meno azzardato: la regola viene infatti invocata.1. p. D. Contractus. ut iam dictum est.83. 20 s.23 v. del fatto che nel l.19.13.1) ‘sensum et consonatem intellectum ab utraque parte solum desiderat’ (soggetto la ‘Leoniana constitutio’).. cit. RICCOBONO. Thomas. ZILLETTI. brano che ripropone. p 307 nt.. lo stesso impianto argomentativo adottato nei testi giurisprudenziali prima esaminati(‘sed cum.45. LUCHETTI. Ricerche sulla “stipulatio”. 362 ss. ZILLETTI. 48 ad Sab di Ulpiano. p. p.. cit. C. A. 117 s.19.1.. in cui il richiamo al principio pare..19. 169 ss.A. con letteratura... Irrtum. cit. WIEACKER.. cit. M. U. KASER. 20.. in BIDR 13 (1901). cit. anche T.. 239 nt 33. ampiamente adoperato dai compilatori per la stesura del titolo 45. TALAMANCA. un volta superata la soluzione (classica) ‘ac si responsum.. 198 s. pp. 18 s. I. cit. M. Oltre che in apertura del titolo de verborum obligatione (I. London. 1983. v. su una possibile relazione con Varr.83.. FERRINI. WUNNER. 11. pp. La dottrina. 242 In proposito v. RICCOBONO. ZOCCO-ROSA. 1971.. Note sulla dottrina dell’errore. La “voluntas” nella prassi giudiziaria guidata dai Pontefici. senza una seria connessione logico-giuridica.. riserve sulla classicità in J. in BIDR 5152 (1948). I “libri rerum cottidianarum sive aureorum”.D. SACCONI. Per quanti concordano sulla classicità dell’impostazione rimane comunque incerta la paternità: per le res cottidianae di Gaio si pronunciava C. 2. WOLF. p. sempre sul brano v. pp. 403 ss. 2a ed. il brano avrebbe un’origine classica anche per F. adottando dunque una presa di posizione che sembra collocarsi in uno stadio se vogliamo meno evoluto nel processo di consensualizzazione della stipulatio rispetto a quello che invece traspare dai brani del digesto. che inevitabilmente costringe quanti attribuiscono la paternità di quest’ultimi ai compilatori a spiegare le ragioni per cui gli stessi. p. Milano. cit.2: in senso conforme S.. 1996. S. p. G. G. il quale riteneva più probabile una connessione con Paul. RICCOBONO. Das römische Privatrecht.3. 50 nt.. 307 ss. pp. pp. M.23. 72 ad ed.2. E.. DI MARZO. p.. 52 s. pp. 246. München. cit. pp. Circostanza. Sulle fonti delle “Istituzioni” di Giustiniano. S. VAN WARMELO. sotto il profilo motivazionale. Error. a sostegno della validità della stipulatio post mortem. anche da un punto di vista formale. ex consensu contrahentium stipulationes valent’).

60 ss. pur essendo contenuta ‘un’analisi minuziosa dei requisiti dell’atto. La legislazione imperiale... 244 M. G. LUCHETTI.244 ultimo v.obligationibus). la cui mancanza o difetto impediscono il nascere dell’obbligazione’. SARGENTI. 416 ss. cit. non ci sia alcuna indicazione circa la ‘necessità della conventio’ ai fini della validità della stipulatio. 84 . cit. pp. Lo svolgimento. pp.