You are on page 1of 55

Maria Luisa Raineri

Larte di aiutare
nel metodo di Carkhuff
Tecniche base di counseling professionale: esercizi con audio e soluzioni commentate

(a cura di)

Guida

Progettazione Annalisa Pasini Editing Federico Diener Francesca Cretti Sviluppo software Daniele De Martin Realizzazione grafica Giordano Pacenza Illustrazioni Riccardo Beatrici Elaborazione grafica Marika Di Meglio Riccardo Beatrici Supervisione tecnica Matteo Adami Fotocomposizione della guida Roberto Bridi Copertina Giordano Pacenza 2005 Edizioni Centro Studi Erickson Loc. Spini, 154 38014 Gardolo (TN) tel. 0461 950690 fax 0461 950698 www.erickson.it info@erickson.it Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione con qualsiasi mezzo effettuata, se non previa autorizzazione dellEditore.

INDICE
Presentazione
di Maria Luisa Raineri

p. p. p.

4 33 40

Guida alla navigazione Le sezioni del CD-ROM

Larte di aiutare 2005, Erickson

Presentazione
Questo CD-ROM tratto dal fortunato testo Larte di aiutare di Robert Carkhuff (Erickson), uno dei pi importanti esperti internazionali di counseling, gi allievo di Carl Rogers. Propone in versione interattiva e multimediale una ricca selezione di esercizi, costruititi in base a quelli proposti dallo stesso Carkhuff nel suo manuale. Gli esercizi originali sono stati rivisti, adattati al contesto italiano e soprattutto arricchiti con illustrazioni, audio, feedback e soluzioni commentate. Gli esercizi selezionati per questo CD-ROM riguardano le tecniche base del counseling professionale. Questo non significa che si tratti delle tecniche pi semplici o pi facili da imparare. Piuttosto, si tratta delle tecniche necessarie per aiutare la persona a focalizzare i suoi obiettivi di cambiamento: quelle che servono a costruire la base, il primo passo fondamentale, di ogni relazione di aiuto. Spesso questo primo passo proprio il pi difficile. Nella relazione di aiuto e nel counseling le tecniche non sono tutto. Sappiamo bene che, per comunicare comprensione, importante non solo ci che diciamo, ma anche come lo diciamo. Senza un atteggiamento empatico dellhelper (la persona che aiuta) la risposta non funzioner, anche se perfetta sul piano del contenuto. Per sviluppare un atteggiamento empatico e riuscire a mantenerlo durante i colloqui non basta sapere in che cosa esso consiste. Talvolta non basta nemmeno imporselo con un atto di volont: richiede un paziente lavoro su se stessi, che non possibile fare da soli. Questo, per, non significa che una buona dotazione di abilit tecniche sia secondaria, come a dire: quello che conta lempatia, se poi ci sono anche le tecniche, meglio, altrimenti le impareremo pi avanti. La sicura padronanza delle tecniche fa spazio, per cos dire, allempatia: se abbiamo imparato bene le tecniche, non dovremo preoccuparci troppo di come articolare la risposta, perch un po alla volta questo viene da s. Non saremo costretti a impegnare le nostre energie per pensare a cosa dovremo dire noi e possiamo cos concentrarci davvero sullascolto della persona. Dunque, labilit tecnica rende pi facile assumere un atteggiamento empatico, proprio come lempatia consente alle tecniche di funzionare. Seguendo la progressione indicata da Carkhuff, gli esercizi sono collocati in ordine crescente di complessit. Il primo
4

Larte di aiutare 2005, Erickson

capitolo contiene alcune attivit propedeutiche, pensate per chi ha ancora poca esperienza nei colloqui di aiuto. Nei due capitoli successivi si lavora sulle tecniche vere e proprie. Apparentemente non sembrano particolarmente complesse da apprendere sul piano meramente cognitivo. Tali tecniche richiedono per un lungo lavoro di esercitazione pratica per essere acquisite con sicurezza, per essere usate con fluidit. Questo CD-ROM fornisce unottima base per esercitarsi: supera alcuni forti limiti degli esercizi che si possono trovare in un libro (nei quali la comunicazione non verbale va persa pressoch totalmente), mantenendo il vantaggio di poter fare pratica per conto proprio, quando e dove risulta pi comodo. Le note teoriche introduttive sono un adattamento dei testi originali di Carkhuff, contenuti nei due volumi della sua guida avanzata. Se non si conosce gi il metodo di Carkhuff, consigliamo di leggere queste note prima di esercitarsi con le varie attivit. Si pu farlo direttamente a video oppure, se si preferisce, utilizzare la versione stampabile contenuta nelle pagine che seguono.

Valuta le tue capacit di partenza


Indicazioni per gli esercizi I due esercizi di questa sezione vengono proposti apposta senza premettere alcuna indicazione teorica, per consentire allutente unauto-valutazione iniziale, da utilizzare poi alla fine del training, per verificare le capacit acquisite. Il primo esercizio (Valuta la tua capacit nel dare risposte di aiuto) utile sia al principiante, sia a chi gi dispone di una certa formazione ed esperienza. Chi gi conosce le tecniche base di counseling non trover difficolt a ottenere un buon punteggio nel secondo esercizio (Valuta la tua capacit nel discriminare risposte di aiuto efficaci). Tuttavia, questo non significa che il training successivo sia inutile: le situazioni di colloquio richiedono infatti di saper elaborare risposte efficaci velocemente e senza riflessione dal punto di vista intellettuale. Labilit di riconoscere risposte efficaci, dunque, soltanto una tappa intermedia verso il saperle dare.

Larte di aiutare 2005, Erickson

Cap. 1 Esercizi propedeutici


Indicazioni per gli esercizi Tutti gli esercizi di questo capitolo sono abbastanza semplici sul piano concettuale. Hanno una funzione introduttiva e, come tali, servono soprattutto per chi non ha ancora alcuna esperienza nel colloquio di aiuto. Queste attivit aiutano a conseguire due principali risultati: - prendere dimestichezza con alcune griglie utili a organizzare le informazioni, in modo da saperle utilizzare senza fatica e senza bisogno di un supporto scritto durante un vero colloquio; - fissare nella memoria i passi da percorrere quando ci si appresta a un incontro di counseling. Proprio perch si tratta di accorgimenti piuttosto semplici facile sottovalutarli, mentre invece possono incidere notevolmente sul buon esito di un colloquio. Note teoriche introduttive La pre-condizione necessaria allaiuto prestare attenzione. Prestare attenzione significa disporci nel miglior modo possibile per comprendere i nostri interlocutori. Prestare attenzione serve a coinvolgere laltro nella relazione di aiuto: quando lhelper veramente attento, il suo interlocutore diventa a sua volta pienamente attento e si impegna nel processo di aiuto. Il prestare attenzione getta le basi per una risposta che facilita lesplorazione del problema da parte della persona che vogliamo aiutare. 1.1. Prepararsi allattenzione Per riuscire a prestare attenzione, il primo compito quello di prepararsi allattenzione. Come per qualsiasi altra cosa nella vita, la preparazione una condizione necessaria ma non sufficiente per ottenere il risultato desiderato che, in questo caso, il coinvolgimento del nostro interlocutore nella relazione di aiuto. Prepararsi allattenzione comprende il preparare la persona con cui entreremo in una relazione di aiuto, preparare il contesto e, infine, preparare noi stessi come helper. Se il nostro interlocutore non sar stato adeguatamente preparato a entrare in contatto con noi, vi saranno minori
6

Larte di aiutare 2005, Erickson

probabilit che la relazione daiuto possa aver luogo. Se il contesto (lambiente fisico) non predisposto per ricevere il nostro interlocutore, questultimo non sar invogliato a ritornare. Se noi stessi non saremo preparati a essere attenti al nostro interlocutore, non riusciremo a coinvolgerlo nel processo di aiuto. Preparare la persona La preparazione della persona un processo che prevede il contattarla, linformarla della nostra disponibilit e lincoraggiarla a utilizzare il nostro aiuto. Contattare la persona comporta lo stabilire un punto di vista comune riguardo allo scopo del colloquio. Informare la persona significa comunicarle: CHI incontrer QUANDO e DOVE avr luogo lincontro COME arrivare al luogo di incontro QUALI sono gli scopi generali dellincontro. Incoraggiare la persona vuol dire fornirle motivazioni e stimoli affinch essa si lasci coinvolgere. Significa quindi rispondere alle seguenti domande: perch la persona dovrebbe sentirsi coinvolta? Perch io desidero un contatto con lei? Preparare il contesto La nostra abilit nel facilitare il coinvolgimento della persona dipende anche dalla preparazione di un ambiente fisico adatto. Per preparare il contesto, dobbiamo organizzare lambiente dove si prevede abbia luogo lincontro, predisponendo in maniera opportuna i mobili e i vari oggetti. Predisporre il mobilio in modo adeguato serve a facilitare una comunicazione aperta: lideale sarebbe poter stare seduti su due sedie, una di fronte allaltra, senza una scrivania, tavoli o altre barriere in mezzo. Se le persone sono pi di una, le sedie dovrebbero essere messe in cerchio, per facilitare linteresse e lattenzione reciproca. Il luogo (setting) in cui si svolge la relazione di aiuto deve essere pulito e ordinato. In questo modo comunichiamo alle persone che siamo liberi dalle nostre faccende e pronti a concentrarci sul colloquio.
7

Larte di aiutare 2005, Erickson

Preparare noi stessi Preparare noi stessi alla relazione di aiuto importante quanto preparare le persone e il contesto. Ci possiamo preparare ripassando mentalmente ci che sappiamo della persona e tenendo presenti le finalit che la relazione di aiuto dovrebbe conseguire. Accanto a questo ripasso, utile prendersi una piccola pausa per rilassarsi. Ripassare ci che sappiamo significa ricordarsi di ci che emerso dalla persona nel corso delle precedenti interazioni con lei. Queste informazioni possono essere tratte da appunti, dati, registrazioni o, semplicemente, da impressioni che ci sono rimaste in mente. Altres importante rivedere le finalit del processo di aiuto, cio tenere presente lo scopo dei nostri colloqui con la persona. Durante le fasi iniziali della relazione di aiuto, lobiettivo fondamentale quello di coinvolgere le persone nellesplorazione di come esse vivono i loro problemi. Rilassarsi significa invece alleggerire la mente e il corpo prima di immergersi nellinterazione di aiuto. Alcuni rilassano la mente pensando a esperienze piacevoli o tranquillizzanti, altri allentano la tensione fisica rilassando un gruppo di muscoli alla volta. Ciascuno di noi deve sperimentare e trovare il metodo di rilassamento che gli risulta pi efficace. Prestare attenzione alla persona Prestando attenzione al nostro interlocutore, riusciremo a farlo entrare in stretta relazione con noi, mostrando in questo modo interesse nei suoi confronti. Cos egli sar portato a corrispondere un interesse reciproco verso di noi. Lattenzione alla persona richiede di assumere una postura che ci permetta di prestarle la nostra piena e completa attenzione. utile disporsi di fronte a lei in modo da poterla guardare in faccia, piegarsi leggermente in avanti e mantenere un costante contatto oculare. Prestando attenzione alla persona, ci prepariamo alla fase successiva: riuscire a osservarla pienamente. Mettersi di fronte Possiamo prestare attenzione a una persona singola sia in piedi che seduti, ma importante che sia sul nostro stesso piano: la nostra spalla destra di fronte alla sua spalla sinistra e viceversa.
8

Larte di aiutare 2005, Erickson

Quando invece ci troviamo a lavorare con una coppia o con un piccolo gruppo di persone, dobbiamo creare un immaginario angolo retto, del quale noi siamo il vertice e loro i due estremi. Inclinare il corpo in avanti Stando seduti, riusciamo ad essere maggiormente attenti se incliniamo il corpo in avanti, verso la persona che abbiamo di fronte, fino ad appoggiare gli avambracci sulle cosce. Stando in piedi, la nostra attenzione pi completa se riduciamo lo spazio fisico avvicinandoci alla persona, senza per esagerare. Posizionare una gamba pi avanti dellaltra ci aiuter a inclinarci leggermente verso il nostro interlocutore. Contatto oculare La maniera fondamentale di prestare attenzione alla persona , probabilmente, il modo in cui usiamo i nostri occhi. Comunichiamo la nostra attenzione quando riusciamo a mantenere un costante contatto con gli occhi dellinterlocutore: egli si rende conto che noi ci proponiamo di avere un contatto emotivo con lui dal fatto che cerchiamo il suo sguardo. Tutti i nostri modi di fare e le nostre espressioni possono comunicare pi o meno attenzione alla persona. Quando siamo emotivamente coinvolti, ma rilassati, comunichiamo attenzione. Quando invece siamo nervosi e inquieti, comunichiamo un senso di disagio a essere l, in quel momento. Quando il nostro comportamento attento, comunichiamo interesse. Quando arrossiamo o impallidiamo, comunichiamo diversi livelli di reazione. importante che cerchiamo di mantenere sempre un certo controllo del nostro comportamento. Possiamo esercitarci di fronte a uno specchio, per esempio, o con le persone che incontriamo tutti i giorni e a cui vogliamo comunicare interesse. Inizialmente ci sentiremo leggermente impacciati, ma, dopo un po, noteremo che la nostra capacit di concentrarci sullaltro migliora e che laltro, a sua volta, pi attento a noi. 1.2. Osservare Le abilit di osservazione sono fondamentali per una relazione di aiuto efficace. Esse costituiscono uninesauribile fonte di apprendimento sulle persone. Se ogni altra strategia sembra fallire, bene procedere ad una pi profonda osservazione
9

Larte di aiutare 2005, Erickson

dei nostri interlocutori: possiamo cos imparare molto della persona che abbiamo di fronte. Losservazione serve a cogliere il comportamento non-verbale della persona. Osservando, raccogliamo le informazioni non verbali che i nostri interlocutori ci forniscono. Impariamo a conoscere le altre persone facendo attenzione al loro aspetto esteriore e, in particolare, alla loro postura, alla loro corporatura e alla cura che hanno del proprio corpo. Possiamo raccogliere informazioni anche osservando le espressioni del loro viso e i movimenti del corpo. Dal loro aspetto e dai loro comportamenti possibile fare alcune inferenze riguardo al loro livello di energia, alla loro situazione emotiva e alla loro disponibilit alla relazione di aiuto. Il livello di energia ll livello di energia la quantit di sforzo che si in grado di investire nello svolgere un compito. Sapere quanto a lungo le persone mantengono alti livelli di funzionamento essenziale per capire che tipo di vita conducono. Le persone con alti livelli di energia possono sperimentare la pienezza della vita, mentre chi dispone di bassi livelli di energia ha difficolt nel far fronte anche alle pi semplici esigenze quotidiane. La pi ricca fonte di informazioni riguardo al livello di energia rappresentata dalla dinamicit delle posture della persona: chi siede scomposto, per esempio, o con le spalle curve, assume una posizione che suggerisce un basso livello di energia. Il livello di energia pu anche essere dedotto da caratteristiche corporee della persona. Ad esempio, una persona in sovrappeso o sottopeso, oppure una con un tono muscolare ridotto, tende ad avere bassi livelli di energia. Indici del livello di energia sono anche la cura della propria persona e le espressioni non verbali. necessaria, infatti, una discreta quantit di energia per mantenere un aspetto pulito e ordinato. Oltre che dallaspetto della persona, si pu desumere il livello di energia anche dal comportamento: i movimenti lenti, infatti, possono suggerire un livello di energia basso. Inferire i sentimenti Le espressioni del viso rappresentano la fonte pi ricca di informazioni sui sentimenti della persona. Anche altri aspetti, come la posizione del corpo, possono essere di aiuto nel comprendere le esperienze del nostro interlocutore. Valide
10

Larte di aiutare 2005, Erickson

deduzioni sui vissuti possono basarsi anche sui movimenti del corpo: movimenti lenti indicano il sentirsi gi, mentre movimenti troppo rapidi suggeriscono tensione o ansia. La fronte corrugata, lo sguardo corrucciato, latteggiamento scomposto, gli occhi bassi, laspetto trascurato e i movimenti lenti sono tutti segnali del sentirsi gi. Un sorriso aperto, le sopracciglia sollevate, una posizione vigile, il contatto oculare, un aspetto curato, movimenti rapidi e reattivi si possono associare al sentirsi su. Disponibilit allaiuto Dalle nostre osservazioni sullaspetto e sul comportamento della persona, possiamo desumere una generale disponibilit a ricevere aiuto. Anche in questo caso, la posizione del corpo il segno pi eloquente della disponibilit a lasciarsi coinvolgere. Altre informazioni sulla disponibilit a ricevere aiuto le possiamo trarre osservando i movimenti del corpo e le espressioni del viso. Cos, chi ha un basso livello di energia e si sente gi, avr di solito una scarsa disponibilit allaiuto, mentre una persona con tanta energia, che si sente su, pi facilmente pronta al processo di aiuto. Trarre inferenze dalle osservazioni Attraverso losservazione possiamo ottenere delle informazioni di grande importanza, che riguardano lesperienza interiore delle persone. Partendo dalle nostre osservazioni sullaspetto e sul comportamento, possiamo inferire il livello di energia fisica, lo stato emotivo e la disponibilit allaiuto di una persona. importante ricordare che le informazioni che ricaviamo osservando devono sempre essere considerate come ipotesi che, col tempo, possono venire confermate o smentite dai comportamenti verbali o non-verbali del diretto interessato. Le osservazioni, quindi, non dovrebbero mai portarci a costruire giudizi affrettati nei confronti di una persona. Osservare le incongruenze Una delle osservazioni pi importanti che possiamo fare quella di individuare incongruenze presenti nel comportamento o nellaspetto delle persone. Incongruenza significa che una persona non dimostra coerenza nei modi in cui si
11

Larte di aiutare 2005, Erickson

comporta e nel proprio aspetto esteriore. Ad esempio, una persona incongruente se afferma di sentirsi bene, ma pesantemente accasciata sulla sedia, con gli occhi bassi, o appare agitata. Lincongruenza un segno caratteristico delle persone in difficolt; invariabilmente, le persone desiderano diventare pi congruenti. Forse laspetto pi significativo del comportamento, al quale opportuno rispondere fin dallinizio, proprio lincongruenza, visto il desiderio delle persone di riuscire a superarla. Osservare noi stessi Nella stessa maniera in cui osserviamo gli altri, possiamo osservare anche noi stessi. Cosa ci possono dire di noi, come helper, il nostro aspetto e il nostro comportamento? Siamo in grado di esprimere un alto livello di energia, sensibilit e determinazione ad aiutare? Siamo congruenti nel nostro comportamento e nel nostro desiderio di aiutare? 1.3. Ascoltare Gli input maggiormente utili nella relazione di aiuto ci giungono dalle espressioni verbali delle persone. Ci che le persone dicono e il modo in cui lo dicono ci fa capire molto su come vedano se stesse e il mondo che le circonda. In definitiva, le espressioni verbali sono, per lhelper, la pi ricca fonte di comprensione empatica. Noi diamo alla persona la nostra piena e incondizionata attenzione solo se siamo pronti ad ascoltare le sue espressioni verbali. Quanto pi stiamo attenti agli indizi esterni che le persone ci presentano, tanto pi siamo in grado di dare ascolto ai messaggi interni che riflettono le loro esperienze interiori. Vi sono molti modi in cui possibile migliorare le nostre abilit di ascolto. Un motivo per ascoltare Per ascoltare bene, dobbiamo, prima di tutto, avere un motivo per ascoltare. Lobiettivo della relazione di aiuto , in realt, il motivo per il quale ogni helper deve impegnarsi ad ascoltare: raccogliere tutte le informazioni possibili collegate ai problemi o agli obiettivi presentati dai suoi interlocutori. Come nellosservare, dovremmo ascoltare le indicazioni che ci vengono dai diversi livelli di funzionamento della persona:
12

Larte di aiutare 2005, Erickson

fisico, emotivo e intellettuale. Per far questo, dobbiamo concentrarci non solo sulle parole, ma anche sul tono della voce e sul modo con cui le persone si presentano. Le parole ci diranno del contenuto intellettuale delle esperienze che laltra persona sta vivendo. Il tono della voce ci dir dei sentimenti presenti nella persona. Il modo di esprimersi ci dir qual il livello di energia. Ad esempio: un contenuto espresso con un tono di voce opaco e in modo svogliato, suggerisce una persona depressa, con un basso livello di energia. Sospendere i giudizi personali poi importante sospendere il nostro giudizio personale mentre ascoltiamo. Per ascoltare veramente, dobbiamo momentaneamente mettere da parte ci che diciamo a noi stessi. Dobbiamo lasciarci penetrare dai messaggi degli altri, senza voler cercare di esprimere un giudizio su di loro. Sospendere il giudizio significa sospendere i nostri valori e le nostre opinioni rispetto al contenuto di ci che le persone ci dicono. Ad esempio, pu darsi che non approviamo il comportamento dei nostri interlocutori, o il modo in cui essi vivono la loro vita. Ma, nonostante ci, dobbiamo tenere ben distinte le nostre valutazioni dalle loro esperienze, ricordando che il nostro scopo quello di facilitare la loro crescita e il loro sviluppo secondo la direzione che essi stessi scelgono. importante essere molto prudenti nelloffrire consigli o soluzioni premature, anche se pensiamo di sapere cosa bene fare perch magari abbiamo gi affrontato lo stesso tipo di problema con molte altre persone. Ognuno vive unesperienza unica, ed nostro compito permettere che emerga loriginalit di questa esperienza. Concentrarsi sulla persona Una delle cose pi importanti nellascoltare concentrarsi sulla persona. Riusciamo a concentrarci quando riusciamo a resistere alle distrazioni: dobbiamo dunque cercare di metterci in posti tranquilli. Nei limiti del possibile, dobbiamo scegliere un ambiente in cui siano assenti rumori, persone e distrazioni: qualsiasi cosa o chiunque possa distogliere la nostra attenzione da chi stiamo ascoltando. Dobbiamo inoltre raccogliere tutte le nostre energie, emotive e intellettuali, per essere in grado di concentrarci sulle esperienze interiori e sui comportamenti esteriori delle persone,
13

Larte di aiutare 2005, Erickson

per poter poi rispondere con accuratezza a queste esperienze e a questi comportamenti. Concentrarsi sul contenuto Nellascoltare, ci concentriamo inizialmente sul contenuto oggettivo di ci che laltro dice. Concentrandoci sul contenuto, vogliamo essere certi di averne colto tutti i dettagli concreti. Possiamo concentrarci sul contenuto ponendoci sei domande chiave: CHI? COSA? PERCH? QUANDO? DOVE? COME? Se non siamo in grado di rispondere a queste domande, vuol dire che necessario continuare ad ascoltare: progressivamente le persone, parlando, condivideranno con noi le loro esperienze e completeranno le informazioni che ci mancano. Ricordare Per essere in grado di fissare in memoria e richiamare di volta in volta alla mente il contenuto di ci che le persone stanno dicendo, ma anche il sentimento che lo accompagna, dobbiamo concentrarci piuttosto intensamente sulle espressioni dei nostri interlocutori. bene inoltre fare attenzione anche a eventuali buchi o informazioni mancanti. Dobbiamo perci imparare a cogliere ci che le persone ci stanno dicendo a lungo termine, cio per un certo arco di tempo. Per far questo, un utile accorgimento quello di cercare di individuare i temi o gli argomenti ricorrenti nelle esperienze dei nostri interlocutori. Le tematiche importanti (ci che veramente sta a cuore alle persone) probabile che vengano ripetute pi volte. Sono proprio questi temi ricorrenti a farci capire quello che veramente la persona cerca di dirci di se stessa e del suo mondo. Ascoltare senza dubbio un compito molto impegnativo. Richiede una grande concentrazione. comunque vero che, come vi sono differenti velocit di lettura, cos vi possono anche essere differenti velocit di ascolto. La maggior parte delle persone parla a una velocit che va da 100 a 150 parole al minuto. Eppure noi siamo perfettamente in grado di ascoltare
14

Larte di aiutare 2005, Erickson

ad una velocit due o tre volte maggiore. Possiamo quindi utilizzare questo tempo in pi per riflettere istantaneamente su ci che la persona va via via dicendo. La maggior parte di noi ha imparato a non ascoltare. Anni di condizionamenti hanno portato a questo. Siamo distratti perch non vogliamo stare a sentire, travisiamo le espressioni degli altri per evitare le eventuali conseguenze spiacevoli di una vera comprensione. Sono soprattutto le conseguenze che vi possono essere sulla propria intimit a spaventare le persone. Cos come siamo stati condizionati a non ascoltare e a non sentire, per essere helper efficaci dobbiamo decondizionarci, ovvero dobbiamo abituarci ad ascoltare e sentire attivamente le espressioni degli altri.

15

Larte di aiutare 2005, Erickson

Cap. 2 Aiutare laltro ad esplorare il problema


Indicazioni per gli esercizi Con gli esercizi di questo capitolo si entra nel vivo delle tecniche base di counseling. La maggior parte delle attivit proposte qui presentano personaggi che parlano della loro situazione: possibile ascoltare e leggere quello che dicono (tasti audio e testo) oppure limitarsi ad ascoltare. Evidentemente, la seconda alternativa presenta un maggior livello di difficolt, ma anche quella che consigliamo, essendo pi vicina ad una situazione di colloquio reale. Per la stessa ragione, quando viene richiesto di elaborare una risposta digitandola nellapposito spazio, sarebbe bene pronunciarla a voce (o pensarla) subito dopo aver ascoltato laudio, per passare poi a scriverla immediatamente, senza limarne la forma o correggerla pi volte. Se alla verifica il primo tentativo non risulta soddisfacente, consigliamo di ripetere lesercizio daccapo in un secondo tempo, riscrivendo la risposta da zero. Rispetto alle verifiche della seconda e della terza sezione (Rispondere al sentimento - Rispondere al significato), opportuno tenere presente che larte di aiutare appunto unarte, non una scienza esatta. Pu darsi che una diversa sensibilit personale o contesti culturali anche solo leggermente diversi portino a percepire in maniera differente lintensit di una espressione verbale o a decodificare in modo non uniforme il tono emozionale di una voce. Vi invitiamo a chiedervi se fattori come questi possano essere alla base di eventuali verifiche che non vi convincono appieno. Note teoriche introduttive Gli esercizi proposti in questo capitolo sono finalizzati a imparare come formulare risposte con cui comunicare verbalmente alla persona che hai compreso la situazione in cui si trova. I primi esercizi ti insegneranno a rispondere al contenuto che laltro ti ha comunicato. In seguito imparerai a rispondere ai sentimenti. Infine, unendo queste due fasi, ti eserciterai a rispondere al significato. Il rispondere getta le basi sulle quali si costruisce il processo di aiuto. Aiuta la persona a esplorare e a mettere a fuoco dove si trova rispetto alla sua situazione. Per poter rispondere,
16

Larte di aiutare 2005, Erickson

necessario prestare attenzione alla persona, osservarla e ascoltarla. Rispondere presuppone la capacit di entrare nello schema mentale di riferimento dei nostri interlocutori e comunicare loro ci che sentiamo. In altre parole, nel rispondere sono coinvolti due tipi diversi di abilit: discriminare accuratamente le esperienze della persona cos come lei le vive e, con altrettanta accuratezza, comunicare alla persona ci che noi abbiamo percepito di lei. Rispondere unabilit complessa che pu essere scomposta in tre sottodimensioni: rispondere al contenuto, al sentimento e al significato. Rispondiamo al contenuto per poter mettere in luce quali sono gli ingredienti oggettivi, per cos dire, delle esperienze dei nostri interlocutori. Rispondiamo al sentimento per cercare di chiarire quale tipo di emozione legato a questa esperienza. Rispondiamo al significato per cercare di dare una ragione a questo sentimento. Quando lhelper risponde con accuratezza, i suoi interlocutori sono incoraggiati a esplorare il punto in cui si trovano rispetto alla loro situazione. Rispondere rinforza i tentativi di esplorazione fin l effettuati dalla persona e, contemporaneamente, ne stimola di nuovi. Getta le basi per il successivo lavoro di personalizzazione che faciliter poi la comprensione. 2.1. Rispondere al contenuto Rispondiamo innanzitutto alla parte pi ovvia di ci che ci dicono i nostri interlocutori: il contenuto. Rispondiamo al contenuto per poter chiarire gli ingredienti essenziali delle esperienze della persona. Il fatto di poter contare su concrete e precise informazioni riguardo ai contenuti costituisce la base su cui poggiano gli altri due livelli del rispondere (rispondere al sentimento e al significato). A sua volta, questa base di risposta ci permetter di personalizzare la comprensione e, in seguito, di iniziare lazione. Gli ingredienti del contenuto di unespressione della persona si possono ricavare sulla base delle sei domande chiave: CHI? COSA? PERCH? QUANDO? DOVE? COME? Le domande chiave ci forniscono anche uno schema per saggiare se le espressioni con cui le persone descrivono le loro esperienze sono esaurienti o meno. In altri termini, ci
17

Larte di aiutare 2005, Erickson

permettono di stabilire se i nostri interlocutori vi hanno incluso tutto quello che dobbiamo sapere per farci unidea completa delle situazioni che stanno vivendo. Le domande possono essere formulate in questo modo: CHI e CHE COSA era coinvolto nel fatto/situazione di cui si parla? CHE COSA facevano? PERCH e COME lo facevano? QUANDO e DOVE lo facevano? bene sottolineare, comunque, che la risposta dellhelper non deve necessariamente ripetere questi dettagli. Lhelper cercher piuttosto di parafrasare il contenuto espresso dalla persona, sintetizzandolo con parole proprie. Una risposta al contenuto parafrasata raccoglier in una frase sintetica i punti principali comunicati dalla persona, in modo che essa possa comprendere con chiarezza la sintesi compiuta dallhelper. Se una delle sei domande chiave rimane senza risposta, la tentazione di indagare con domande di chiarimento per avere un quadro pi completo. Invece, per incoraggiare lesplorazione, dobbiamo semplicemente continuare a rispondere e a trattenerci dal fare domande. importante focalizzarsi bene sulle sei domande chiave, perch ci aiutano a organizzare efficacemente il contenuto delle nostre risposte, cio a operare una sintesi centrata di ci che laltro ha detto. In tal modo, comunichiamo allaltro che abbiamo compreso pienamente il contenuto che egli ha tentato di trasmettere. Una buona risposta quella che riformula le espressioni della persona in una forma diversa. Non si tratta di ripetere a pappagallo le parole degli helpee. Delle buone formule su cui appoggiarsi per rispondere al contenuto possono essere: Stai dicendo che _________; In altre parole ___________. 2.2. Rispondere al sentimento Rispondere al sentimento significa dimostrare alla persona la nostra capacit di comprendere la sua esperienza emotiva. Rispondere ai sentimenti labilit singola pi critica dellintero processo di aiuto, perch il sentimento riflette
18

Larte di aiutare 2005, Erickson

lesperienza affettiva che i nostri interlocutori hanno di se stessi di fronte alla loro situazione. Le persone a volte esprimono verbalmente e direttamente i sentimenti che provano; altre volte esprimono solo indirettamente i loro sentimenti attraverso il tono della voce o il modo in cui descrivono la situazione che stanno vivendo. Sia in un caso che nellaltro, il nostro obiettivo come helper sar quello di mostrare loro esplicitamente che stiamo cogliendo i loro sentimenti. La domanda dellempatia Per rispondere efficacemente ai sentimenti della persona, dobbiamo compiere diverse azioni. Prima di tutto, come abbiamo gi imparato, dobbiamo osservare il comportamento dellinterlocutore; in particolare, dobbiamo fare attenzione alle espressioni posturali e facciali. Il modo in cui la persona si esprime ci dice moltissimo sul suo vissuto. Il tono della voce e lespressione del viso sono dei segni importanti dei sentimenti interiori. poi importante ascoltare attentamente le parole dei nostri interlocutori; una volta che abbiamo ascoltato, dobbiamo riformulare a parole il sentimento che abbiamo percepito, attraverso gli indizi visti o sentiti nelle loro espressioni. Quindi ci dobbiamo porre questa domanda, che chiameremo domanda dellempatia: Se fossi al posto del mio interlocutore e facessi e dicessi queste cose, come mi sentirei?. Per rispondere a questa domanda, utile: 1. individuare: la categoria (il tipo) di sentimento (felice, arrabbiato, triste, confuso, spaventato, ecc.); lintensit (alta, media o bassa) dello stesso; 2. scegliere una parola o una frase che corrisponda alla categoria e al livello di intensit del sentimento; 3. verificare se lespressione scelta vicina al tipo di linguaggio familiare a quella particolare persona (ad esempio, potrebbe risultare poco appropriato usare il termine molto afflitto per riformulare un sentimento negativo a un ragazzino tredicenne). Tieni ben presente che non sempre la reazione di due persone la stessa, anche se la situazione del tutto analoga. Per questo motivo non dovrai mai far mancare un ascolto attento della persona, per cogliere ci che prova senza sovrapporlo a quello che proveresti tu in una situazione simile. In altre
19

Larte di aiutare 2005, Erickson

parole, non dovresti limitarti a immaginare di essere nella situazione di chi ti parla: dovresti piuttosto immaginare di essere quella persona, in quella situazione. Risposte intercambiabili al sentimento Per rispondere ai sentimenti della persona, occorre dare una risposta che sia intercambiabile con i sentimenti espressi. Si tratta di saper comunicare alla persona ci che essa ha appena comunicato a noi. Comprendere ci che il nostro interlocutore ha espresso al livello in cui egli lha espresso costituisce lunica base possibile per una relazione di aiuto. Una risposta intercambiabile con i sentimenti quando lhelper esprime con essa lo stesso sentimento che la persona, a sua volta, aveva espresso. Prima di impegnarci in una comunicazione pi complessa, dobbiamo imparare a formulare delle risposte semplici. La prima risposta che formuliamo dovrebbe contenere delle parole emozionali (parole, cio, relative al sentimento) molto semplici, che riflettano i sentimenti espressi dalla persona. Possiamo fare ci usando una semplice formula del tipo: Ti senti __________. Potremmo dire che rispondiamo ai sentimenti dei nostri interlocutori quando riusciamo a tradurre lessenza dei loro sentimenti in una o pi parole emozionali. Rispondere ai sentimenti di tristezza Come avrai potuto notare, le persone possono presentare molti stati danimo differenti, molte situazioni emotive diverse: a volte sembrano decisamente tristi, a volte felici, altre arrabbiate; il pi delle volte si trovano in una posizione intermedia rispetto a questi estremi. Noi dobbiamo essere in grado di dare loro delle risposte semplici e accurate, che comunichino la nostra comprensione in ognuno di questi momenti. Prendiamo ad esempio una persona un po gi, triste. Il suo livello di energia appare basso; ogni cosa le sembra senza speranza, si sente incapace di reagire. Non ha proprio idea di dove stia andando e verbalizza questo sentimento quando dice: Talvolta penso proprio di non riuscire a farcela. Usando una parola emozionale appropriata a questo tipo di
20

Larte di aiutare 2005, Erickson

tristezza, possiamo formulare una risposta semplice come: Ti senti scoraggiato. Rispondere ai sentimenti di felicit In certi momenti, le persone possono sentirsi su, soprattutto quando hanno trovato una qualche via di uscita o una qualche direzione, anche se si tratta solo di un tentativo. Il loro atteggiamento verso la vita si trasforma e il loro comportamento energico e vivace. Essere in grado di rispondere alle persone in questi momenti altrettanto importante che rispondere loro nei momenti di depressione. In realt, addirittura pi importante perch, se fondamentale agganciare i nostri interlocutori al livello in cui si trovano e che essi stessi esprimono, dobbiamo poi aiutarli a progredire verso comportamenti nuovi e pi soddisfacenti: non possiamo aiutarli in questo cammino se non siamo in grado di rispondere a questi momenti di gioia, quando si manifestano. Per molti di noi sono proprio queste le esperienze a cui pi difficile dare una risposta. Condividere la felicit di unaltra persona , in effetti, difficile, se noi stessi, ad esempio, godiamo raramente di momenti di gioia. A volte i sentimenti sono cos intensi che la persona li rivela apertamente: Non vedo lora di incominciare!. Possiamo formulare una risposta assai semplice a questa situazione emotiva, come: Ti senti proprio eccitato. Rispondere ai sentimenti di rabbia A volte, pu capitare che le persone esprimano altri tipi di sentimento: a volte ce lhanno col mondo, sono arrabbiati per le sue ingiustizie e hanno una gran voglia di vendicarsi. Il loro corpo contratto, lo sguardo violento e le loro espressioni sono soffocate. Spesso abbiamo paura a lasciar sfogare questo tipo di sentimenti. Ci chiediamo: Si lasceranno trascinare poi da questi sentimenti?, Saranno in grado di controllarli?. Queste domande ci preoccupano. Nondimeno, non possiamo essere efficaci nellaiuto se non siamo in grado di affrontare la globalit dei sentimenti di una persona, anche quelli negativi. Il nostro interlocutore deve riuscire a esprimere apertamente questi sentimenti se vuole imparare a lavorare con essi. In effetti, la probabilit che egli agisca spinto da sentimenti di rabbia inversamente proporzionale alla sua abilit di verbalizzarli ed esplorarli.
21

Larte di aiutare 2005, Erickson

Pi egli esplora, pi improbabile che agisca in modo distruttivo. In altre parole, pi ha modo di parlare dei suoi sentimenti negativi, pi facile che riesca a canalizzarli in maniera costruttiva. Rispondere ai sentimenti con precisione Dobbiamo rispondere a tutta la completezza emozionale delle persone: nei loro momenti di tristezza, di felicit e di rabbia. Essi sono quello che si sentono. Se non rispondiamo con accuratezza ai nostri interlocutori, le conseguenze sono evidenti: se non riusciamo a trovarli, li perdiamo. Se li perdiamo, non troveranno se stessi. Vi sono molte variet di sentimenti possibili. Alcuni dei sentimenti pi importanti sono: sorpresa, paura, sollievo, dolore, affetto, disgusto, interesse e vergogna. Vi poi una vasta gamma di situazioni emotive pi specifiche alle quali possiamo rispondere. Dobbiamo imparare a rispondere a questi sentimenti cos unici. Impegnarsi per riuscire a cogliere esattamente con delle parole loriginalit delle esperienze delle persone pu essere di grande beneficio sia per chi aiuta, sia per chi viene aiutato. Da principio non sar facile trovare le parole pi adatte per esprimere un sentimento. Potreste obiettare: Io non sono abituato a usare cos tante parole per esprimere dei sentimenti. Non so se sar in grado di rispondere con accuratezza. Sar necessario, in questo caso, che cerchiate di espandere le parole emozionali presenti nel vostro vocabolario. Quante pi parole di sentimento conosceremo, tanto maggiori saranno le nostre possibilit di riuscire a comunicare con accuratezza quanto abbiamo compreso delle esperienze dei nostri interlocutori, nella loro unicit. Un modo di organizzare i vocaboli di sentimento, quello di classificarli a seconda della loro alta, media o bassa intensit. Per, qualsiasi parola viene percepita in modo pi o meno intenso a seconda della persona a cui questa parola viene rivolta. In base alle informazioni che ricaviamo dalle nostre osservazioni e dalle prime frasi pronunciate dal nostro interlocutore, tenteremo inizialmente di stabilire la categoria generale di sentimento della persona. Il nostro compito successivo quello di perfezionare la comprensione dei sentimenti, individuando lappropriata gradazione di intensit. Cercheremo sempre di trovare
22

Larte di aiutare 2005, Erickson

delle parole che siano intercambiabili con lesperienza dei nostri interlocutori. Se abbiamo difficolt a trovare le parole giuste, ma sappiamo di aver colto la sostanza del sentimento (cio di averne individuato la categoria), possiamo utilizzare la seguente tecnica. Iniziamo completando semplicemente questa frase: Quando sono (sentimento generale), mi sento (sentimento specifico). Questo ci aiuter a trovare una risposta al sentimento che sia il pi possibile accurata e intercambiabile. Ad esempio, se la persona dice: Sono depresso, e noi non disponiamo di una nuova, accurata espressione con cui rispondere, possiamo dire a noi stessi: Quando sono depresso, mi sento.... Potremo completare questa frase, ad esempio, con perduto; per cui: Quando sono depresso, mi sento perduto. Prova a guardare e ascoltare la persona: ti sembra veramente perduta? Se ci sembra di non avere azzeccato, potremo ripercorrere questo procedimento alla ricerca di nuove parole di sentimento, finch avremo trovato una parola adatta. 2.3. Rispondere al significato Rispondere al sentimento oppure al contenuto delle espressioni usate dai nostri interlocutori non sufficiente. La nostra risposta deve essere arricchita ricombinando assieme sentimento e contenuto, ovvero facendo entrare il sentimento, per cos dire, dentro il contenuto che stato espresso. Possiamo dire che il contenuto viene espresso per dare significato al sentimento. Il contenuto d un senso intellettuale alle espressioni (esperienze) delle persone. Il sentimento, invece, d un senso emozionale. Rispondere al significato significa formulare delle risposte che riescano a cogliere sia il sentimento che il contenuto espresso. Sentimenti e contenuto I sentimenti sono legati al contenuto: il contenuto ci d la ragione del sentimento. Vediamo, ad esempio, alcuni stati danimo e le corrispondenti aree di contenuto. Sentimento Felice Arrabbiato Triste Contenuto per essere stato promosso. con la mia insegnante perch mi ha dato un voto basso. quando ho saputo che non lavrei pi rivista.
23

Larte di aiutare 2005, Erickson

Possiamo esercitarci nel rispondere al significato, cercando di riconoscere il sentimento e il contenuto di diverse esperienze che interessano attualmente la nostra vita. Una risposta al significato non completa fin tanto che non si riesce a comunicare accuratamente sia il sentimento che il contenuto. Mentre la formula: Stai dicendo che esprime il contenuto dellespressione usata dalla persona, la formula Sei (ti senti) _______ perch _______ riesce a cogliere sia il sentimento che il contenuto. Questa formula un accorgimento efficace per realizzare una risposta che sia veramente intercambiabile con quello che la persona ci ha comunicato. come se dovessimo cercare di comprendere con la testa qualcosa che i nostri interlocutori sentono visceralmente. Lo facciamo, da principio, addentrandoci nei loro sentimenti. In un secondo tempo, cominciamo a comprendere la ragione dei sentimenti, espressa nel contenuto che li determina. Mentre laffermazione Ti senti triste esprime i sentimenti del nostro interlocutore per una persona cara che se ne andata, se diciamo: Sei triste perch lei era per te la persona pi importante al mondo, e ora non c pi, riusciamo a cogliere il significato che questa esperienza ha per la persona. Lo facciamo, appunto, unendo sentimento e contenuto. Rispondere a pi contenuti e sentimenti Se non rispondiamo al contenuto di ci che la persona va esprimendo, ci troveremo spesso a non essere in grado di affrontare i suoi problemi concreti. pi facile lavorare sulle cose che riusciamo a inquadrare in uno schema mentale che ci appartiene, piuttosto che su quelle che sentiamo solamente. A volte le persone esprimono nello stesso tempo pi dun contenuto e pi dun sentimento. importante essere attenti a tutti i sentimenti e a tutti i contenuti di maggiore rilevanza. Rispondere alla diffidenza Se rispondiamo con accuratezza alle espressioni dei nostri interlocutori, riusciremo a coinvolgerli nellesplorazione di se stessi, di quelle aree di funzionamento in cui essi hanno
24

Larte di aiutare 2005, Erickson

delle difficolt. Immaginiamo di avere un colloquio con una giovane donna, che sta diventando adulta e si sta rendendo conto ogni giorno di pi delle differenze che esistono tra le sue esperienze in quanto donna e quelle dei ragazzi. Essa, inoltre, sempre pi consapevole dei conflitti personali che accompagnano la scelta di una professione. Le prestiamo attenzione e ci appare piuttosto riservata. Ci guarda con diffidenza. Noi possiamo comunque formulare una risposta efficace, malgrado non ci abbia detto molto. Ad esempio: Non ti fidi molto di me, perch temi che io non sia in grado di capirti. Immaginiamo un colloquio con un altro ragazzo, molto aperto. Si tratta di un ragazzo nero. Come il fatto di essere donna, cos ogni altra situazione come lessere nero che comporti una diversit rende diverse le esperienze. Il nostro ragazzo, nellesprimere questa situazione, categorico: Queste cose non mi servono a niente. Tu non potrai mai sapere cosa vuol dire essere nelle mie condizioni!. Potremmo formulare una risposta efficace dicendo: Sei scettico, perch io non potr mai veramente comprendere la tua esperienza. La cosa importante riuscire a entrare nello schema mentale dei nostri interlocutori, per comprendere il sentimento e il contenuto che essi hanno espresso. Poi dobbiamo, a nostra volta, comunicare questa nostra comprensione, rimanendo sempre al livello in cui la persona ha espresso le sue preoccupazioni. Pu darsi che la giovane donna del nostro esempio sia disposta a riconoscere che noi possiamo aiutarla, ma star comunque molto attenta prima di lasciarsi coinvolgere. Pu darsi che il ragazzo nero arrivi ad ammettere che possiamo aiutarlo, ma solo se noi da parte nostra ammettiamo che vi possono essere dei limiti alla profondit della nostra comprensione. Possiamo misurare laccuratezza delle nostre risposte partendo dal feedback che riceviamo dalla persona. Se, dopo la nostra risposta, la persona continua a esplorare, significa che siamo stati accurati nella comprensione e nella comunicazione di ci che ha detto. Lo scopo del rispondere alle esperienze dei nostri interlocutori quello di facilitare in loro unauto-esplorazione delle situazioni rispetto alle quali essi si trovano in difficolt. Come helper, noi sappiamo che unesplorazione non ha valore se non facilita poi una comprensione che vada al di l del materiale esplorato. La persona, a ogni modo, deve prima esplorare dove si trova, per poi poter capire dove vorrebbe essere.
25

Larte di aiutare 2005, Erickson

Cap. 3 Personalizzare
Indicazioni per gli esercizi Le attivit di questo capitolo sono le pi complesse fra quelle proposte nel training, dato che presuppongono lacquisizione delle abilit sottese agli esercizi precedenti. In particolare, lesercizio 3.4.2 (Valutare e discriminare diversi tipi di risposte) pu venire usato, in un contesto di aula, come esercitazione esemplificativa da proporre dopo aver illustrato i diversi tipi di risposta. Come per il secondo capitolo, suggeriamo di allenarsi a elaborare le risposte scrivendole velocemente, dopo essersi limitati ad ascoltare la voce dei personaggi. Note teoriche introduttive Hai imparato fin qui a prestare attenzione allesperienza dellaltro, osservandolo, ascoltandolo e mostrandogli interesse attraverso la tua postura fisica. Hai imparato a rispondere ai sentimenti e al contenuto espresso dalla persona, elaborando risposte intercambiabili. Passeremo ora alla fase successiva del counseling, quella della personalizzazione. La fase del personalizzare serve ad aiutare la persona a riprendere il controllo sulla sua situazione, presupposto perch possa agire efficacemente per migliorarla. Questa fase include una serie di abilit distinte: costruire la cosiddetta base intercambiabile; personalizzare il significato; personalizzare il problema; personalizzare lobiettivo, in modo da permettere alla persona di capire dove si trova in relazione a dove vuole arrivare. Personalizzare la dimensione critica di ogni cambiamento o progresso umano. un processo fondamentale perch porta a interiorizzare la responsabilit che le persone hanno rispetto alla soluzione dei loro problemi. 3.1. Costruire una base intercambiabile Costruire una base intercambiabile significa cercare di formulare una serie di risposte che evidenzino il sentimento espresso pi o meno esplicitamente dalla persona cercando
26

Larte di aiutare 2005, Erickson

di rimandarne correttamente lintensit collegandolo al contenuto, ossia a ci che la persona comunica, e facendo attenzione a cogliere il concetto principale, a essere concisi e neutrali. necessario riuscire a rispondere per un certo tempo (ossia riuscire a riflettere semplicemente ci che laltro dice, senza aggiungere nulla, durante una serie successiva di affermazioni dellaltro) se si vuole riuscire a costruire una base di intesa con la persona che permetta poi di passare efficacemente alla personalizzazione vera e propria. Se abbiamo dato varie risposte che racchiudono fedelmente il sentimento e il significato espresso dal nostro interlocutore, possiamo dire di aver stabilito una base intercambiabile di comunicazione. Nel costruire la base intercambiabile di comunicazione, pu risultare conveniente porre qualche domanda, per cercare di riempire eventuali buchi che possono limitare la nostra comprensione. Se necessario porre una domanda, dobbiamo per fare in modo che il nostro successivo intervento sia una risposta. Possiamo ritenere di aver formulato una buona domanda se, ottenuta la risposta, siamo in grado di rispondere, a nostra volta, ad essa con accuratezza. Lhelper esperto cercher di inserire le domande in mezzo a due risposte intercambiabili. Se ci troviamo a fare due domande consecutive senza poi aver modo di rispondere, si tratta probabilmente di cattive domande ed opportuno tornare a rispondere con accuratezza. 3.2. Personalizzare il significato Personalizzare il significato porta il nostro interlocutore a comprendere dove si trova, in rapporto a dove desidera essere o a dove dovrebbe essere. Noi personalizziamo il significato quando riformuliamo direttamente ai nostri interlocutori il significato della loro esperienza, mettendoli al centro dellesperienza stessa. Spesso troviamo che le persone parlano di terzi (amici, studenti, insegnanti, coniugi, genitori, figli) sui quali non possibile intervenire direttamente. Concentrandosi sugli altri, essi pongono, per cos dire, le loro esperienze al di fuori di s. Concentrandosi su di s, invece, interiorizzano le loro esperienze. Personalizzare il significato vuol dire collegare al sentimento un contenuto che sia centrato sulla persona e non su altri o sullambiente esterno.
27

Larte di aiutare 2005, Erickson

Lesempio che segue ti pu aiutare a comprendere meglio questo concetto. Paziente di 8 anni: Sei cattivo. Tutti qui sono cattivi. Voglio andar fuori a giocare. Non sto pi male adesso, finir il campionato prima che questi sciocchi dottori mi facciano uscire. Sei molto arrabbiato perch i medici non ti lasciano andare a casa.

Helper:

Questa una risposta al significato, che risponde sia al sentimento (Sei molto arrabbiato...), sia al contenuto (... i medici non ti lasciano andare a casa). Il contenuto per focalizzato sullesterno del bambino. Qualcun altro (i medici), e non il bambino, considerato allorigine del sentimento espresso. Consideriamo ora questaltra risposta: Helper: Sei arrabbiato perch perderai tutte le partite importanti.

Anche questa una risposta al sentimento (Sei arrabbiato) e al contenuto ( perderai tutte le partite importanti). Questa volta per il contenuto focalizzato sul bambino. Allorigine del sentimento viene posto il bambino stesso: (tu) perderai le partite. In altri termini, questa risposta attribuisce alla persona la responsabilit delle sue emozioni. Una formula schematica che pu esserci utile per elaborare risposte che personalizzano il significato : Ti senti ____, perch TU ____. 3.3. Personalizzare i problemi Personalizzare i problemi rappresenta il passo pi critico tra quelli che portano allazione. Quando personalizziamo i problemi, aiutiamo la persona a comprendere quali sono le cose che non riesce a fare e che sono alla base della sua esperienza di difficolt. Personalizzare il problema significa mettere in luce ci che la persona fa capire di non essere in grado di fare. Bisogna fare attenzione che personalizzare il problema non significa comunicare alla persona una nostra diagnosi in merito a cosa lei non riesce a fare. Significa invece cogliere se
28

Larte di aiutare 2005, Erickson

ci che la persona sta esprimendo contiene, in modo esplicito o implicito, la percezione di non riuscire a fare qualcosa. In tal caso, la nostra risposta avr leffetto di rendere esplicita questa auto-percezione. Non dobbiamo dimenticare che le risposte che personalizzano il problema sono sempre riformulazioni di quanto la persona sta esprimendo, come tutte le altre risposte che abbiamo preso in considerazione fin qui. Lesempio che segue pu aiutare a comprendere meglio questo concetto. Studente: So che potrei risolvere i miei problemi, non sono poi cos gravi, sono solo piccole seccature. Non sono proprio entusiasta di avere ripreso gli studi, ma voglio riuscirci. Per esco lo stesso quasi tutte le sere, bevo troppo, al mattino faccio fatica ad andare a lezione, rimango sempre pi indietro, e poi ho i rimorsi di coscienza, e allora cosa faccio? Vado ancora fuori a bere. Helper: Secondo me il tuo problema che non riesci a trovare degli amici che non bevano. Questa risposta, anche se comunica al ragazzo qualcosa che non in grado di fare ( non riesci a trovare degli amici), non una risposta che personalizza il problema. Infatti, comunica il punto di vista dellhelper e non una riformulazione, in quanto non coglie il contenuto espresso dalla persona. Considera ora questaltra risposta: Helper: Sei scoraggiato perch non riesci a fare a meno di uscire, di bere e di fare tardi.

Questa risposta una riformulazione, perch sia il contenuto che il sentimento corrispondono a quanto ha espresso lo studente. anche una risposta che personalizza il problema in quanto mette in luce ci che il ragazzo fa capire di non riuscire a fare. In sostanza, lhelper non aggiunge nessun contenuto nuovo. Aggiunge un modo nuovo di considerare il contenuto espresso dalla persona. Un formula che possiamo prendere a riferimento per elaborare questo tipo di risposte : Ti senti _______ perch (tu) non riesci a ______.
29

Larte di aiutare 2005, Erickson

Personalizzare i sentimenti rispetto al deficit Dovremo continuare a comunicare comprensione alla persona, rispondendo ai nuovi sentimenti che accompagnano la messa a fuoco del problema, una volta che questo viene personalizzato. In sostanza, si tratta di continuare a rispondere a come le persone si sentono con se stesse, dopo aver compreso il proprio ruolo rispetto al problema. Spesso cambiano il loro vissuto e il sentimento che provano nei propri confronti. Per esempio, sensazioni di dolore, di fastidio, di debolezza o di vulnerabilit possono trasformarsi in un sentimento di delusione e di sfiducia in se stessi, dal momento che la persona non sa ancora quali sono le risposte necessarie per riuscire a gestire la sua situazione di vita. Il confronto (rispetto al deficit) A volte possiamo decidere di accelerare la personalizzazione dei problemi facendo ricorso alla tecnica del confronto. I confronti possono assumere forme diverse. Possiamo mettere la persona a confronto con comportamenti che sono in contrasto con quanto essa afferma verbalmente. A volte possibile scorgere una contraddizione tra come lei dice di sentirsi e come in effetti appare. Vi pu essere una discrepanza tra come la persona in realt e come vorrebbe essere o vorrebbe essere vista. Oppure pu esistere una contraddizione tra insight e azione. Nellutilizzare una risposta di confronto, di solito molto pi efficace usare una formula che non presenti il confronto in termini esasperati. Possiamo, per esempio, fare riferimento allo schema seguente: Da una parte tu dici (ti senti, ti comporti) _______, mentre dallaltra dici (ti senti, ti comporti) ______ . Quando confronti di questo tipo vengono proposti nel contesto di una relazione personalizzata, possono esser di aiuto, ma non sono mai indispensabili, n tanto meno sufficienti. Comunque, nelle mani di un helper esperto, essi possono risultare strumenti utili per attivare unulteriore esplorazione e comprensione. 3.4. Personalizzare gli obiettivi Personalizzare gli obiettivi significa mettere a fuoco dove la persona desidera arrivare in rapporto a dove si trova attualmente.
30

Larte di aiutare 2005, Erickson

Il modo pi semplice di personalizzare gli obiettivi quello di individuare i comportamenti che sono, in qualche modo, allopposto del problema, cos come esso stato personalizzato. In analogia a quanto abbiamo gi spiegato a proposito del personalizzare il problema, anche personalizzare gli obiettivi non significa comunicare alla persona una nostra diagnosi in merito a cosa lei dovrebbe fare. Significa invece cogliere se ci che la persona sta esprimendo contiene, in modo esplicito o implicito, la percezione di voler fare qualcosa di diverso da ci che sta facendo gi. In tal caso, la nostra risposta avr leffetto di rendere esplicita questa auto-percezione. Ancora una volta, non dobbiamo dimenticare che le risposte che personalizzano lobiettivo sono sempre riformulazioni di quanto la persona sta esprimendo. Una formula schematica che pu essere utile per elaborare risposte che personalizzano il significato : Ti senti ___, perch (tu) non riesci ___ e vorresti ___. A volte, la persona capisce perfettamente, dal punto di vista razionale, ci che andrebbe fatto, ma incapace di sentire se stessa in sintonia con quel corso di azione. a questo punto che pu essere necessario ripercorrere tutto il processo di esplorazione e di comprensione del problema, per poter attingere a tutte le potenzialit del nostro interlocutore. Il confronto (rispetto al possibile corso di azione per migliorare la situazione) A volte le persone sono riluttanti allidea di darsi finalmente da fare. In base alle loro esperienze di vita, molti hanno pi paura del successo che dellinsuccesso. Si sono ormai abituati allidea di non farcela. In qualche misura, possibile che abbiano accettato linsuccesso nella vita senza troppo disagio. Se riusciamo a essere adeguati e solleciti, possiamo effettuare dei confronti rispetto ai punti di forza (le risorse), cos come in precedenza avevamo fatto con i punti di debolezza (i deficit). Nel proporre i nostri confronti, opportuno optare sempre per confronti non esasperati, senza tentare di trascinare troppo la persona. Dobbiamo essere sicuri di saper successivamente rispondere con accuratezza agli effetti che questi confronti possono produrre sulla persona, per poter riattivare
31

Larte di aiutare 2005, Erickson

esplorazione e comprensione. Ricordiamo che i confronti sono efficaci e vantaggiosi solo nelle mani di un helper abile.

Valuta le capacit che hai acquisito


Indicazioni per gli esercizi Questa ultima sezione segue lo stesso schema logico di quella iniziale. Il primo esercizio (La tua capacit nel dare risposte di aiuto) propone di auto-valutare con una apposita griglia la risposta elaborata allinizio del training: pu quindi essere svolto a condizione che si sia prima completato lesercizio di apertura. Il secondo esercizio (La tua capacit nel discriminare risposte di aiuto efficaci) presenta invece una situazione nuova, anche se il livello di difficolt e larticolazione dellesercizio sono tali da rendere il punteggio ottenuto confrontabile con quello conseguito allinizio.

32

Larte di aiutare 2005, Erickson

GUIDA ALLA NAVIGAZIONE


Login Allinizio del programma appare la schermata del login in cui lutente deve registrare il suo nome. La prima volta deve quindi digitare il nome (minimo 3 caratteri), la password (facoltativa) e confermarla. Dopo aver inserito questi dati, cliccando Ok si d la conferma e si entra nel programma; cliccando Annulla si ritorna alla lista utenti.
Inserimento di un nuovo utente

Se invece lutente gi registrato, deve selezionare il proprio nome dalla lista e cliccare Entra. Acceder al Menu da cui potr selezionare una sezione a scelta o riprendere da dove aveva interrotto. Per scorrere la lista dei nomi possibile usare il cursore a lato.
33

Larte di aiutare 2005, Erickson

Il pulsante Aggiungi nuovo utente permette di aggiungere sempre un nuovo utente. Il pulsante Elimina utente permette di eliminare lutente selezionato, mentre il pulsante Reimposta password permette di reimpostare la password precedentemente inserita. Per uscire dal programma, cliccare Esci; per consultare la guida interna, premere Guida.

Lista utenti

Menu Il Menu del programma contiene lindice dettagliato di tutte le sezioni presenti nel CD-ROM, liberamente selezionabili. Nella colonna di sinistra appaiono i titoli dei capitoli e al clic su ciascuno di essi, viene visualizzato, nel riquadro centrale, il capitolo nel dettaglio, con i paragrafi e i sottoparagrafi, anchessi tutti liberamente cliccabili. Durante il programma il nome dellutente sar sempre visualizzato in basso a sinistra.
34

Larte di aiutare 2005, Erickson

I capitoli del CD-ROM sono cos suddivisi: - Presentazione - Valuta le tue capacit di partenza - 1. Esercizi propedeutici - 2. Aiutare laltro a esplorare il problema - 3. Personalizzare - Valuta le capacit che hai acquisito Se alla fine di una sezione stato cliccato il pulsante Verifica o Clicca qui, nella colonna Fatto apparir un flag rosso e su quella Rifai un pulsante verde. Cliccando il pulsante verde, lutente potr rifare lesercizio selezionato. Il pulsante Riprendi la tua attivit permette di ritornare al punto in cui lutente ha abbandonato il programma la volta precedente. Il pulsante Menu presente in alto a destra in ogni videata del programma e permette di ritornare in qualunque momento al menu/indice per selezionare unaltra sezione, verificare se e quali esercizi sono stati svolti, ed eventualmente rifarne uno o pi.
Menu

35

Larte di aiutare 2005, Erickson

Funzione dei pulsanti


Allinterno del programma sono presenti i seguenti pulsanti nella barra in alto: - Vai agli esercizi: questo pulsante appare nelle videate delle Note introduttive di ogni sezione. Cliccandolo, si passa direttamente agli esercizi.
Esempio di videata allinterno del CD-ROM

- Istruzioni: cliccando questo pulsante si torna alla videata in cui vengono spiegati gli esercizi della sezione e vengono date le istruzioni per il loro completamento. - Esempio: questo pulsante permette di visualizzare un esempio degli esercizi proposti nella sezione. - Attivit: cliccando sui numeri delle attivit si passa direttamente allattivit selezionata. - Menu: permette di tornare al menu/indice principale. - Guida: contiene una breve descrizione della sezione in cui lutente si trova. - Esci: permette di tornare al login, da cui si pu uscire definitivamente premendo lo stesso pulsante.
36

Larte di aiutare 2005, Erickson

Nella barra in basso sono sempre presenti: - a sinistra il nome dellutente; - a destra i pulsanti per scorrere le videate (Avanti: per passare alla videata successiva; Indietro: per tornare alla videata precedente). In molti esercizi sono raffigurati dei personaggi possibili persone che si rivolgono a un helper di cui possibile ascoltare e leggere le parole attraverso i seguenti pulsanti: - Audio: permette di ascoltare le parole del personaggio raffigurato. Ricliccandolo, laudio si ferma. - Testo: permette di leggere le parole del personaggio raffigurato. Cliccando sui tasti Corpo + o Corpo , si potr ingrandire o rimpicciolire il corpo del testo proposto. - Ascolta la risposta: permette di ascoltare la risposta formulata dallhelper. Ricliccandolo, laudio si ferma.
Videata con i pulsanti audio

37

Larte di aiutare 2005, Erickson

In alcune videate compariranno i seguenti pulsanti: - Verifica: cliccando questo pulsante si visualizzano le risposte date dallutente e si possono confrontare con quelle corrette. Il pulsante pu essere cliccato indipendentemente dallo svolgimento dei singoli esercizi: le risposte corrette e gli eventuali feedback o commenti appariranno comunque. Nei testi iniziali e finali possibile calcolare il punteggio ottenuto cliccando il pulsante Calcola. Si ricorda che una volta cliccato il pulsante Verifica, le risposte date non sono pi modificabili e lesercizio potr essere svolto nuovamente solo se annullato nel Menu con il pulsante Rifai. - Qui: al termine di alcuni esercizi, viene richiesto di cliccare sulla parola qui (anzich su Verifica), dopodich lesercizio verr considerato Completato (quindi non pi modificabile) e nel menu apparir come Fatto. - Emozioni positive o emozioni negative: cliccando sulle parole emozioni positive o emozioni negative, lutente rivedr le tabelle delle parole emozionali. - Clicca qui per proseguire: il pulsante Clicca qui per proseguire permette allutente di proseguire nello svolgimento dellattivit (es. 3.5.1.). - Riattiva animazione: questo pulsante permette di riattivare lanimazione proposta, per osservare nuovamente il personaggio raffigurato (es. 1.2.2.).

38

Larte di aiutare 2005, Erickson

Videata con i pulsanti Calcola e Verica

Videata con il pulsante Riattiva animazione

39

Larte di aiutare 2005, Erickson

LE SEZIONI DEL CD-ROM


Valuta le tue capacit di partenza
I due esercizi di questa sezione, proposti senza una premessa teorica, consentono allutente unautovalutazione iniziale, da utilizzare poi alla fine del training per verificare le capacit acquisite. Nel primo esercizio (Valuta la tua capacit nel dare risposte di aiuto) si tratta di scrivere quello che, come helper, si potrebbe dire allutente raffigurato.
Valuta la tua capacit nel dare risposte di aiuto

Nel secondo esercizio (Valuta la tua capacit di discriminare risposte di aiuto efficaci), invece, si tratta di indicare se la risposta fornita dallhelper inefficace, abbastanza efficace o efficace. Le situazioni di colloquio richiedono di saper elaborare risposte efficaci velocemente e senza bisogno di troppa riflessione intellettuale. Labilit di riconoscere
40

Larte di aiutare 2005, Erickson

risposte efficaci, dunque, soltanto una tappa intermedia verso il saperle dare.
Valuta la tua capacit nel discriminare risposte di aiuto efcaci

Capitolo 1 Esercizi propedeutici


In questo capitolo lutente imparer, esprimendo abilit di attenzione, osservazione e ascolto, a disporsi nel miglior modo possibile per comprendere e coinvolgere il suo interlocutore. Gli esercizi qui proposti hanno una funzione introduttiva e, come tali, servono soprattutto per chi non ha ancora alcuna esperienza nel colloquio di aiuto. Attivit: 1.1.1. Concentrati e ascolta la frase. Poi rispondi alle domande scrivendo nellapposito spazio. 1.1.2. Inserisci nella griglia i 6 elementi chiave relativi al colloquio di aiuto (chi, che cosa, quando, dove, come, perch). 1.1.3. Scrivi linvito a un colloquio.
41

Larte di aiutare 2005, Erickson

1.1.4. Per ogni vicenda scrivi come lhelper in questione ha ripassato i contenuti dellincontro, fissato degli obiettivi e si rilassato. 1.1.5. Pensando al colloquio con una persona di tua scelta, scrivi le informazioni che hai, lobiettivo che ti sei prefissato e il tuo modo di rilassarti. 1.1.6. Clicca con il mouse gli elementi che ritieni di disturbo durante il colloquio rappresentato nella scenetta; al clic, lelemento selezionato verr contornato di giallo. 1.1.7. Clicca con il mouse gli elementi inadeguati nei colloqui rappresentati nelle scenette; al clic, lelemento selezionato verr contornato di giallo. 1.2.1. Completa lesercizio cliccando sulla definizione (dati o deduzioni) che ritieni corretta. 1.2.2. Dopo aver osservato la persona raffigurata, completa lo schema, scrivendo laspetto, il comportamento e le tue deduzioni in merito. 1.3.1. Inserisci nella griglia i 6 elementi chiave relativi allascolto di una persona. 1.4.1. Data una situazione di colloquio, concentrati e rispondi sinceramente verificando la tua attenzione al contesto e a te stesso. 1.4.2. Senza rivedere la situazione di colloquio a cui si riferisce, rispondi alle domande per verificare la tua attenzione allinterlocutore, la tua abilit a osservarlo e ascoltarlo.

42

Larte di aiutare 2005, Erickson

Esercizio 1.1.2.

Esercizio 1.1.4.

43

Larte di aiutare 2005, Erickson

Esercizio 1.1.6.

Esercizio 1.2.1.

44

Larte di aiutare 2005, Erickson

Esercizio 1.2.2.

Capitolo 2 Aiutare laltro ad esplorare il problema


In questo capitolo si entra nel vivo delle tecniche di counseling: la maggior parte delle attivit qui proposte presentano personaggi che parlano della loro situazione; lutente deve riconoscere i tipi di risposte fornite dallhelper o elaborare egli stesso le risposte da dare allhelpee. Attivit: 2.1.1.- 2.1.2.- 2.1.3. Indica come ritieni la risposta dellhelper (vaga/precisa, troppo lunga/breve e precisa/vaga o imprecisa, giudicante/non giudicante). 2.1.4. Indica come ritieni la risposta dellhelper (insoddisfacente o adeguata), cliccando con il mouse il quadratino corrispondente. Scrivi poi il motivo della tua risposta. 2.1.5. Elabora una risposta adatta a centrare il contenuto espresso dalla persona che parla. Commenta poi le risposte degli helper che trovi nelle videate.

45

Larte di aiutare 2005, Erickson

2.2.1. Clicca le parole adatte alla situazione emotiva dei personaggi, scegliendole dallelenco proposto. 2.2.2. Valuta se la risposta data dallhelper accurata o non accurata nel cogliere il sentimento espresso dalla persona, cliccando sul quadratino corrispondente. Spiega poi il motivo della tua scelta. 2.2.3. Inserisci trascinandole con il mouse nelle caselle delle rispettive tabelle le parole emozionali che trovi in basso. necessario completare entrambe le tabelle perch lesercizio risulti svolto. Clicca con il mouse sulle frecce < > a lato per scorrere le parole emozionali. Attenzione: se si clicca Avanti senza aver completato il primo esercizio, si deve ricompilare la tabella daccapo. Verifica: le parole posizionate correttamente rimarranno al loro posto, mentre le altre torneranno nella lista in basso. Al completamento di ciascuna tabella, comparir un messaggio di conferma. Visualizza soluzione: permette di visualizzare la soluzione. Una volta cliccato questo pulsante, non sar pi possibile modificare le tabelle. 2.2.4. Elabora le tue risposte ai sentimenti delle persone raffigurate. Per avere un aiuto clicca sulle parole emozioni positive o emozioni negative: rivedrai le tabelle delle parole emozionali. 2.3.1. Indica come ritieni la risposta dellhelper (intercambiabile/non intercambiabile) cliccando con il mouse il quadratino corrispondente. Annota nello spazio sottostante gli eventuali errori a tuo parere. 2.3.2. Per ogni situazione, elabora una risposta al significato. 2.3.3. Per ogni situazione, elabora una risposta adatta a centrare entrambi i temi espressi dal personaggio raffigurato. Valuta poi le risposte fornite dagli helper, commentandole nellapposito spazio. 2.3.4. Rispondi sinceramente alle domande poste su te stesso e la tua situazione, specificando ogni volta come ti senti e perch. Cliccando sulla parola qui, lesercizio verr considerato Completato.

46

Larte di aiutare 2005, Erickson

Esercizio 2.1.4.

Esercizio 2.2.1.

47

Larte di aiutare 2005, Erickson

Esercizio 2.2.3.

Esercizio 2.2.4.

48

Larte di aiutare 2005, Erickson

Esercizio 2.3.4

Capitolo 3 Personalizzare
Le attivit di questo capitolo le pi complesse fra quelle proposte nel training presuppongono che lutente abbia acquisito le abilit sottese agli esercizi precedenti. Lesercizio 3.4.2. (Valutare e discriminare diversi tipi di risposte), per esempio, pu essere usato, in un contesto di aula, come esercitazione esemplificativa da proporre dopo aver illustrato i diversi tipi di risposta. Attivit: 3.1.1. Per ogni situazione, elabora una risposta al significato scrivendo nellapposito spazio. 3.2.1. Per ogni situazione, individua se la risposta dellhelper una risposta al significato o che personalizza il significato cliccando con il mouse il quadratino corrispondente. 3.2.2. Per ogni situazione, scrivi una risposta al significato, poi una risposta che personalizzi il significato. Indica quindi,
49

Larte di aiutare 2005, Erickson

cliccando sul quadratino corrispondente, se le risposte fornite dallhelper sono semplici risposte al significato o risposte che personalizzano il significato. 3.3.1. Per ogni situazione, indica se la risposta dellhelper una risposta intercambiabile, che personalizza il significato o che personalizza il problema, cliccando con il mouse sul quadratino corrispondente. 3.3.2. Per ogni situazione, elabora una risposta che personalizzi il problema. Indica poi se la risposta dellhelper una risposta intercambiabile, che personalizza il significato o che personalizza il problema, cliccando con il mouse sul quadratino corrispondente. 3.4.1. Per ogni situazione, indica se la risposta dellhelper formula lobiettivo come altra faccia del problema o come nuovo comportamento, cliccando con il mouse in corrispondenza di tali parole. 3.4.2. Per ogni situazione, indica se la risposta fornita dallhelper adeguata o inadeguata, cliccando con il mouse sul motivo della scelta (a quale categoria appartiene la risposta). 3.4.3. Per ogni situazione, elabora una risposta che personalizzi lobiettivo scrivendo nellapposito spazio. Commenta poi negli appositi riquadri le risposte fornite dallhelper. 3.5.1. Il soggetto di questa sezione una mamma in difficolt. Elabora le risposte che daresti secondo la tipologia indicata in ogni situazione. Scegli poi fra le 3 risposte presentate quella che ritieni adeguata. Se la risposta corretta, puoi proseguire lattivit cliccando Clicca qui per proseguire. Se invece la scelta non corretta, un messaggio ti invita a correggere la risposta. Quando avrai risposto correttamente a tutte le domande, lesercizio verr considerato Completato.

50

Larte di aiutare 2005, Erickson

Esercizio 3.2.2.

Esercizio 3.4.2.

51

Larte di aiutare 2005, Erickson

Esercizio 3.5.1.

Valuta le capacit che hai acquisito


In questa sezione concepita sullo stesso schema logico di quella iniziale viene fornita allutente la possibilit di confrontare le capacit acquisite nel corso del training con quelle che possedeva allinizio. Il primo esercizio (La tua capacit nel dare risposte di aiuto) consiste nellautovalutare la risposta elaborata allinizio del training: lesercizio pu quindi essere svolto a condizione che si sia prima completato lesercizio di apertura.

52

Larte di aiutare 2005, Erickson

La tua capacit nel dare risposte di aiuto

Il secondo esercizio (La tua capacit nel discriminare risposte di aiuto efficaci) invita lutente a indicare se la risposta fornita dallhelper inefficace, abbastanza efficace, efficace; in questo caso il livello di difficolt e larticolazione dellesercizio sono tali da rendere il punteggio ottenuto confrontabile con quello ottenuto allinizio.

53

Larte di aiutare 2005, Erickson

Videata conclusiva del CD-ROM

Il programma si conclude con un pensiero di R. Carkhuff.

54

Larte di aiutare 2005, Erickson

2005 Edizioni Centro Studi Erickson.Tutti i diritti riservati. Loc. Spini 154, 38014 Gardolo - Trento tel. 0461 950690 fax 0461 950698 www.erickson.it info@erickson.it

55