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LE MONTAGNE ITALIANE: LE ALPI

LE ALPI

Definizione e caratteristiche Le Alpi sono una catena montuosa lunga 1300 chilometri circa. Si estendono da ovest a est e costituiscono il confine naturale fra l’Italia e gli stati europei confinanti: Francia, Svizzera, Austria e Slovenia. L'imponente arco alpino interessa diverse regioni: Liguria, Piemonte, Valle d´Aosta, , Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia. Il nome Alpi deriva dal plurale latino Alpes, che può significare "pietra", "collina", "montagna", "bianco". La catena alpina comprende i monti più alti d’Europa; la vetta più elevata della catena è il Monte Bianco, che misura 4807 m. Altre cime che superano i 4000 metri sono: il Monte Rosa, il Cervino, il Gran Paradiso e il Bernina. Molte altre cime alpine superano i 3000 metri. A sud delle Alpi sorgono delle montagne meno elevate: le Prealpi. Le cime delle Alpi sono aguzze, cioè appuntite, e i pendii ripidi. Le Alpi hanno rocce formate da granito e da cristalli; alcune di esse, come le Dolomiti, hanno una struttura di tipo calcareo.

La suddivisione delle Alpi italiane Le Alpi vengono tradizionalmente suddivise in tre settori: • le Alpi Occidentali di cui fanno parte le Alpi Marittime, le Alpi Cozie e le Alpi Graie;

• le Alpi Centrali di cui fanno parte le Alpi Pennine, le Alpi Lepontine e le Alpi Retiche; • le Alpi Orientali suddivise in Alpi Carniche, Dolomiti e Alpi Giulie.

Per aiutarti a ricordare la suddivisione delle alpi, puoi memorizzare la frase: MA CON GRAN PENA LE RECA GIÙ. Letteralmente, il MA designa le Alpi Marittime, il CO le Alpi Cozie, il GRA le Alpi Graie, PE per le Alpi Pennine, LE significa Alpi Lepontine, RE Alpi Retiche, CA Alpi Carniche e GIU Alpi Giulie.

Le Alpi orientali sono le più antiche e le loro cime sono più basse rispetto a quelle delle altre Alpi, perché sono state erose per più tempo dal vento e dalle piogge.

Origine e breve storia delle Alpi Le Alpi si sono formate in epoca preistorica e sono la catena montuosa più giovane d'Europa. L’origine di tale catena montuosa va ricondotta all`impatto, avvenuto circa ottanta milioni di anni fa, dell’Africa con l’Europa. Sulle Alpi sono

quindi presenti formazioni rocciose che in origine costituivano il fondale marino presente fra le due masse, spinto in alto dal loro movimento. Per questo motivo si possono trovare nelle rocce dei resti fossili di animali marini. La storia del popolamento delle Alpi iniziò con la fine dell'ultima glaciazione (circa 15.000 anni fa), quando lo scioglimento dei ghiacci iniziò a rendere abitabili vaste zone. Nella tarda preistoria i laghi prealpini ospitavano villaggi palafitticoli.

Il testimone più famoso di quest'epoca è l'uomo di Similaun, una mummia di genere maschile ritrovata nel 1991 all’interno di un ghiacciaio e ribattezzata Ötzi, l’uomo dei ghiacci. Il suo ritrovamento è unico e particolare perché quest’uomo – morto

improvvisamente a causa di una ferita da freccia di selce sulla spalla– si è conservato perfettamente, con tanto di vestiario, tatuaggi ed equipaggiamento completo. Sono stati addirittura ritrovati dei resti di carne di stambecco nel suo stomaco. Oggi Ötzi è conservato al Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolzano.

Nell'età del ferro le diverse zone delle Alpi erano popolate da varie popolazioni politicamente organizzate in piccoli stati o confederazioni tribali

Nel corso delle varie fasi della Storia, i territori alpini, date le loro caratteristiche geografiche e soprattutto all'isolamento dovuto alla loro conformazione,

mantennero quasi sempre una buona autonomia politica ed una forte identità linguistica e culturale. Una caratteristica dei territori alpini è sempre stata la loro importanza dal punto di vista della strategia militare perché, essendo arroccati, erano difficili da raggiungere per gli eventuali invasori dato che le Alpi costituivano una barriera naturale quasi impercorribile per le armate; permettevano di controllare l’arrivo del nemico dall’alto e quindi di proteggersi. Ancora oggi territori alpini come la Valle d'Aosta, il Trentino Alto Adige ed il Friuli Venezia Giulia sono tra le regioni a statuto speciale in cui, tra l’altro, sopravvivono diverse minoranze linguistiche come il ladino .

Il clima alpino Il clima delle Alpi è il tipico clima delle zone montuose elevate. All'aumentare della quota diminuisce proporzionalmente la temperatura. A circa 3000 metri di altitudine iniziano le nevi perenni. Gli inverni sono lunghi e con abbondanti nevicate, le estati sono brevi, fresche e piovose e quindi si formano ghiacciai anche di notevoli dimensioni. Sulla stessa montagna ci possono essere differenze di clima a seconda dei versanti: i pendii a sud sono più esposti al sole e quindi fa più caldo, invece i pendii a nord sono più freddi. All'aumentare dell'altitudine, diminuisce la pressione atmosferica e l'aria contiene minori quantità di umidità e di anidride carbonica e quindi è sempre più faticoso respirare. La catena delle Alpi è molto importante per il clima dell’Italia intera. Infatti le Alpi frenano l’aria fredda e le nuvole che vengono dall’Europa centrale, cioè da nord, diminuendo la loro velocità.

I ghiacciai delle Alpi

Sulle cime più alte delle Alpi, sopra i 3000 metri, fa molto freddo e la neve è perenne, cioè non si scioglie mai. In alcune zone la neve si accumula, e diventa dura e compatta fino a formare dei blocchi solidi: si formano così i ghiacciai. Con il passare degli anni, i ghiacciai scivolano molto lentamente verso valle. In questo modo i ghiacciai erodono, cioè consumano, e spezzano la roccia dei pendii delle montagne trascinando con sé rocce e pietre, modellando il territorio. I ghiacciai alimentano anche numerosi fiumi che percorrono la Pianura Padana, tra cui il Po. Negli ultimi anni i ghiacciai preoccupano molti studiosi per il loro progressivo, seppur lentissimo scioglimento, che può portare problemi, quali la carenza d’acqua, o alla lunga del tempo, l’innalzamento del livello del mare.

Flora e fauna delle Alpi

Sulle Alpi, a mano a mano che si sale, fa sempre più freddo, i venti sono più forti e ci sono abbondanti nevicate.

Per questo motivo ogni altitudine ha i propri animali e le proprie piante. Sulle Prealpi e al di sotto dei 1000 metri si trovano boschi di latifoglie, come:

querce

faggi

e castagni

Nel sottobosco, in autunno spuntano i funghi Qui, poi, vivono:

scoiattoli

e volpi.

Fra i 1000 ed i 2000 metri crescono le aghifoglie, come:

abeti

pini silvestri

e larici

.

Verso la fine dell’estate, qui maturano anche i frutti di bosco.

Anche a queste altitudini, soprattutto tra luglio ed agosto, si trovano molti funghi

grazie alle temperature quasi sempre ottimali e a brevi ma continui temporali, che contribuiscono a mantenere umido il terreno.

Nei boschi vivono

daini

caprioli

E camosci

.

Fra i 2000 ed i 3000 metri il terreno è ricoperto da un tappeto erboso e le rocce sono ricoperte da bassi cespugli:

ginepro

rododendro

e pino mugo Qui spuntano anche molti fiori resistenti al freddo, come

.

la pulsatilla alpina

Il ranuncolo glaciale

L’androsace alpina
Ed alcuni fiori rari e caratteristici dell’alta montagna:

le stelle alpine

e le genziane

Qui vivono aquile

stambecchi

e marmotte

Oltre i 3000 metri di altezza, proprio sotto i ghiacciai, il paesaggio è roccioso, spesso ricoperto di neve e ghiaccio.

Qui nascono solo muschi

e licheni

.

Vivere sulle Alpi La vita sulle Alpi è indubbiamente difficile e qui non si trovano grandi città, per tanti motivi. Innanzitutto, per il clima rigido e le difficoltà nelle vie di comunicazione. La catena alpina rappresenta un ostacolo per le principali reti di trasporto, potendo essere oltrepassate solo con valichi o gallerie. Poi vi è la scarsità del terreno coltivabile.

L’allevamento è più sviluppato, perché ci sono molti prati usati come pascoli, cioè luoghi dove cresce l’erba necessaria per dare da mangiare alle mucche. Qui ci sono anche alcune industrie, come i caseifici, cioè le aziende che lavorano il latte per fare il formaggio, e le falegnamerie, cioè le industrie dove si lavora il legno. A valle, intorno ai paesi, si svolgono le principali attività lavorative: la coltivazione, l’allevamento, l’artigianato.

Il turismo sulle Alpi Le Alpi hanno tante caratteristiche che le rendono perfette per il turismo. La varietà paesaggistica, le bellezze culturali e le particolari condizioni climatiche permettono offerte differenziate per i diversi interessi turistici (ad es. turismo di relax, attivo, di cura, culturale ecc.). Negli ultimi cinquant'anni hanno preso, quindi, sempre più importanza le attività legate al turismo: sono sorti alberghi, ristoranti, campeggi, impianti di risalita e strutture sportive di vario tipo. In inverno le Alpi sono un'attrattiva mondiale per gli sport invernali: sci, snowboard, alpinismo, escursionismo sulla neve. In estate sono possibili passeggiate tra i boschi, escursioni, giri in mountain bike, per esplorare il territorio circostante o semplicemente vedere una bellissima natura incontaminata, soggiorni riposanti, turismo balneare sui laghi, ma anche attività molto dinamiche tra cui le scalate sulle pareti rocciose. Le Alpi sono perfette anche per assaporare piatti tipici come la polenta, i funghi, i canederli, le torte ai frutti di bosco, ecc ...

Il turismo è una grande risorsa per le popolazioni alpine perché si creano posti di lavoro e guadagni a livello regionale, oltre al fatto che si può ridurre lo spopolamento delle aree montane. Il turismo alpino è però spesso concentrato solo in determinati territori, città o paesi. Nei grandi territori privi di turismo di massa l'emigrazione è infatti tuttora rilevante. L'intensivo turismo di massa ha portato anche problemi ecologici, come inquinamento, problemi di smaltimento dei rifiuti, incremento del traffico stradale e "inquinamento estetico", ad esempio a causa di strutture altamente

tecnologiche come gli impianti di risalita. Negli ultimi anni alcune tragiche disgrazie legate a pericoli naturali ed allo sfruttamento eccessivo del territorio (valanghe, frane ecc.) hanno evidenziato questa problematica.

GLI APPENNINI
Gli Appennini sono la catena montuosa che percorre tutta la penisola.

La cima più alta è quella del vulcano Etna (3323 m). Le altre cime importanti sono il Gran Sasso d’Italia (2912 m), la Maiella (2793 m), il monte Vettore (2476 m) e il monte Pollino (2248 m). Gli Appennini possono essere suddivisi in tre grandi settori: • l’Appennino Settentrionale formato dall’Appennino Ligure e dall’Appennino Tosco-emiliano; • l’Appennino Centrale, di cui fanno parte l’Appennino Umbromarchigiano e l’Appennino Abruzzese; • l’Appennino Meridionale suddiviso in Appennino Campano, Appennino Lucano e Appennino Calabro. L’Appennino Meridionale si prolunga oltre lo Stretto di Messina nell’Appennino Siculo. L’Appennino ha una importante funzione climatica perché ferma i venti freddi provenienti da nord-est, e durante l’inverno questo garantisce un clima più caldo sulla costa tirrenica rispetto a quella adriatica.

Le attività dell’uomo Questa catena montuosa è importantissima per l’economia: sui suoi versanti si praticano l’allevamento e l’agricoltura, si raccoglie il legname, si sfruttano i paesaggi per le attività turistiche. Gli sport invernali sono praticati solo in alcune zone, quelle più nevose (fra la Toscana e l’Emilia, in Abruzzo, nella Sila). Durante l’estate, le escursioni sono possibili ovunque. Gli Appennini sono lunghi 1200 km, senza contare la continuazione in Sicilia. In Europa, vi sono altre catene montuose, ma non lunghe come gli Appennini: per esempio, i Pirenei, che separano la Spagna dalla Francia, misurano 430 km; la Cordigliera Cantabrica, in Spagna, è di 480 km. Al confine con l’Asia, invece, la catena montuosa degli Urali è più del doppio dei nostri Appennini: misura infatti circa 2500 Km! Storia [modifica]