Supplemento a amiata StORia E tERRitORiO Periodico del Comune di Cinigiano a cura dell’associazione Pro-Loco Cinigiano (Gr) diffusione gratuita

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periamo che “ ‘n guanno ‘n sia peggio dell’anno passo”,la frase che trovo simpatica, sicuramente è adatta anche per la nostra rubrica … e come disse, uscì dalla bocca di un personaggio della “parte alta” del comune e non era riferita a cosa sta accadendo in questo particolare momento in Italia, ma calza a pennello per esprimere quanto nei pensieri di tutti noi. Con questo numero usciamo in piena campagna elettorale dunque avrete sicuramente occasione di ascoltare le varie proposte messe in piedi per noi dai politici. Per l’occasione, ci permettiamo di dare semplici suggerimenti: il primo, mio personale, è un invito a recarsi a votare in quanto credo fermamente sia importante. Il voto oltre a essere un sacrosanto diritto è anche un indiscutibile dovere democratico, esprimere la propria scelta, senza lasciare che siano solo gli altri a decidere è veramente importante. Il secondo decisamente più impegnativo, e provocatorio, è un invito a cercare fra i vari programmi o agende o manifesti elettorali se c’è qualche trafiletto volto a prendere in considerazione anche le nostre cause di gente di paese, di cittadini che rispondono oggi come ieri alle varie chiamate dei governi di turno …Tempo di bilanci passati e di proposte per il prossimo futuro, come sapete mi sta molto a cuore, come in piena mission della rivista, il lavoro delle associazioni di volontariato spina dorsale della nostra comunità. Mi rivolgo in particolare ai presidenti e ai loro consigli: il momento è sicuramente particolare, per non dire difficile per tutti, compreso la vita nei nostri gruppi, negli ultimi mesi molte cose sono cambiate, le più non in meglio, sia legislative sia di mercato derivanti dalla crisi e altre stanno cambiando a un ritmo vorticoso, al quale non siamo abituati, penalizzando direttamente o indirettamente il nostro lavoro di sempre. Il mio vuole essere un invito a prendere in seria considerazione la questione prima di ritrovarsi in difficoltà, cercando collaborazione fra la nostra gente, che invito a collaborare, e anche fra tutti noi. Preoccupato ma non arreso, torno alle nostre pagine: ci scusiamo per aver posticipato l’uscita in stampa, purtroppo per una serie di situazioni derivanti da quanto accennato prima ci troviamo a portare qualche giorno di ritardo. Un augurio di buona lettura e buon 2013.

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30/12/2012 anno XIII° - ITALIA - ARABIA SAUDITA - ARGENTINA - BOLIVIA - FRANCIA - GERMANIA - GIORDANIA - GRECIA - INGHILTERRA - KUWAIT - NUOVA ZELANDA - POLONIA - PORTOGALLO - SPAGNA - SVEZIA - SVIZZERA - STATI UNITI - REPUBBLICA CECA

... fatti nostri,
informa

Il mito dell’eterna giovinezza
FABBRICA DEL MIELE “CI PASSò UNA LEPRE PAZZA” ARCHIVISTA D’ALTRI TEMPI

il presidente Massimo Fabiani

Lettera dal presidente.........................pag Bacheca..............................................pag Numeri utili..........................................pag La nostra posta...................................pag Cinigiano in libreria.............................pag Cinigiano in edicola............................pag Conoscere le nostre opere.................pag Dalla storia..........................................pag Notiziando...........................................pag Profili cinigianesi.................................pag Gingillando..........................................pag Comune Cinigiano informa.................pag Gingillando..........................................pag Dalle associazioni...............................pag Profeta in patria...................................pag Il sommo poeta...................................pag Gente di classe...................................pag Dalle tradizioni. ....................................pag Gioie e sapori......................................pag Papaveri e papere...............................pag Dalle associazioni...............................pag Fiori d’arancio.....................................pag Girellando............................................pag

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Penna ecologica in omaggio con la tessera Pro loco Cinigiano

PRO-LOCO CINIGIANO Ricordati di rinnovare la tessera per il 2013: Socio Ordinario € 5,00. Socio Sostenitore da € 6,00 a € 9,99 Socio Benemerito da € 10,00 in su. Le iscrizioni si ricevono presso i punti tessera dislocati negli esercizi di Cinigiano e nella sede o attraverso il c/c postale n. 12127585 intestato a: Ass.ne ProLoco Cinigiano indicando nella causale rinnovo tessera e/o contributo. Con la tessera di socio benemerito si può far richiesta della Tessera del Socio Pro loco ulteriori informazioni: (www.unplitoscana.it) Il rinnovo e’ annuale. Si ricorda che la tessera è personale. Sono disponibili a € 3,00 gli arretrati di...fatti nostri,: INFORMA, SPECIALE, RESCUE il pagamento potrà essere effettuato dopo la consegna, tramite bollettino postale.
ASSOCIAZIONE PRO - LOCO CINIGIANO TESSERA N° 05006 UNIONE NAZIONALE PRO - LOCO ITALIA CONSIGLIO PRO -LOCO CINIGIANO Presidente: Massimo Fabiani; Vicepresidente: Fabiani Giulia Segretario: Dari Irene, Tesoriere: Stivaletti Andrea, Consiglieri: Spacca Federica, Fantacci Francesco, Fantacci Gabriele, Bianchini Maria Grazia, Fabiani Sergio, Ventre Ilaria, Lanzini Giulia, Guido Anselmi, Federico Tavaroli. ... fatti nostri, informa supplemento a Amiata Storia e Territorio registrazione del Tribunale di Grosseto n°19/88 V. G. dell’11/1/88. Informazioni a cura della Pro -Loco Cinigiano riservate ai soci. Redazione: Pro-Loco Cinigiano -Piazzale Cap. Bruchi, 5 -58044 Cinigiano GR (Italy) Tel / Fax 0564994187 - e -mail: aplc_cinigiano@alice.it - www. prolococinigiano. org Direttore: Massimo Fabiani - Redazione: Giulia Fabiani, Irene Dari, Cristina Bartalucci, Monia Zacchini, Anastasia Marano - Foto e Cartoline d’epoca: Massimo Fabiani. Le informazioni custodite nell’archivio dell’editore verranno utilizzate solo a scopo di inviare agli abbonati la testata e gli allegati, anche pubblicitari, di interesse pubblico (L. 675/96). Per la nostra pubblicità: 337/714700

... fatti nostri,

Indice
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Bacheca

bacheca
GENNAIO
SABATO 12
CINIGIANO SALETTA TEATRO COMUNALE ore 17,30 ASSEMBLEA dei soci Pro Loco Cinigiano BILANCIO XLIII° FESTA DELL’UVA ATTIVITA’ SVOLTA anno 2012 BILANCIO CONSUNTIVO 2011 PRESENTAZIONE ATTIVITA’ 2012 LA PAROLA AI SOCI Presentazione …fatti nostri, video 2012 CARTINA TURISTICA apertura tesseramento 2013 ore 20,00 “GRAN BANCHETTO”

FEBBRAIO

CINIGIANO Mercoledì 13 PIAZZA MARCONI dalle ORE 19,00 . ”Benedizione del maiale a Baccalà” Musica, Rivolti, Polenta, porchetta e vino.

“La notte dei rivolti”

2

ore 18,00 ore 19,00 ore 19,15 ore 19, 30 ore 20,00 ore 20,30 ore 21,00

“rimbocco delle maniche” preparazione “battesimo del maiale a baccalà” ”il primo rivolto” “vai di fisarmonica con gli Strillozzi” ” apertura dei fiaschi” “si cava la pulenda e si spolvera con cacio stagionato e pepe” “polenta dolce (preparata dalla Pro Loco Monticello) con rivolto di cipolla” “degustazione del “baccalà” alla brace” “fino all’ultimo crogetto” a seguire “chi balla balla”

Si consiglia di portare piatto e forchetta seri, altrimenti ci s’ò quelle finte. Il “gottino” è compreso nel prezzo della cena euro 6,00 senza un si mangia niente e manco si beve!!!

ore 18,00 “rimbocco del elle ore 19,00 le maniche” “battesim o del maiale preparazione ore 19,15 a baccalà” ”il primo riv ivo olt ore 19, 30 lto o” ” “vai di fisa sar rm mo ore 20,00 on nic ica a con gli Str “si cava la illozzi” ” ape pulenda e ore 20,30 rtura dei si spolvera “polen fiaschi” nta ta dolce (pre con cacio stagionat parata dall o e pepe” a Pro Loco “deg gu ust sta Monticello) azi zio on ore 21,00 ne e del “bacca con rivolt “fino a là” alla bra o di cipoll all’ultimo a” ce” crogetto” Si consiglia a seg uir e “chi balla ort tare ar re piatto e Il “gottino” di por balla” è com om mp pre reso nel pre forchetta seri, altrime zzo della cen nti a euro 6,00 ci s’ò quelle finte. senza un si mangia nie nte e manco È possibile pre notare presso la

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Numeri di utilità nazionale 112 Carabinieri 113 Soccorso pubblico 115 Vigili del fuoco 800 116 Soccorso ACI 117 Guardia di finanza 118 Emergenza sanitaria FARMACIE Tasso Dr. Giovanni, Monticello Amiata, Via della Stazione, 13 -Tel. 0564/992961 Ugurgieri Dr. Lucia - Cinigiano, Largo Italia -Tel. 0564/993415 SCUOLE materne Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi - Tel. 0564/994048 Monticello Amiata - via Empoli n. 7 - Tel. 0564/992782 Sasso d’Ombrone - via Traversa n. 23 - Tel. 0564/990493 elementari Monticello Amiata -via Empoli n. 7-Tel. 0564/990493 Cinigiano - via Ombrone - Tel. 0564/993297 medie Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi -Tel. 0564/993409 CARABINIERI Cinigiano - via Roma tel. 0564/993399 CO. SE. CA. 0566 919946 www.coseca.it ACQUEDOTTO DEL FIORA - NUMERO VERDE 800 887 755 da telefono mobile 199 114 407

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... fatti nostri,

La Pro Loco Cinigiano ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta fondi per le popolazioni dell’Emilia e dell’Albinia

Numeri utili
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NUMERI UTILI

La nostra posta

12/12/1912 -12/12 2012
100 ANNI DALLA NASCITA
A babbo Bianchini Eduilio detto Beppe

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aro babbo, volevo farti gli auguri per i tuoi 100 anni guardandoti negli occhi, ma invece posso solo immaginare la persona più importante della mia vita. La spalla dove appoggiarmi mi è venuta a mancare troppo presto, avevo solo 22 anni ma ti sento sempre presente come una volta. Negli anni dopo la tua scomparsa ho fatto tesoro dei tuoi consigli e ti ho portato come esempio di vita. Cercherò di trasmettere anche alle tue nipoti Sabrina e Pamela, gli stessi valori in modo tale che faranno lo stesso con i loro figli. Perché il tuo ricordo non finisca mai, perché saresti stato un babbo, un nonno e un bisnonno speciale, dolce, buono e premuroso insieme a mamma. Un dolce ricordo, Emma

C

INVITO “La rue des enfants”
l comitato gemellaggi della comunità dei comuni del distretto di Montcuq sarebbe felice d’ospitare gli amici di Cinigiano per il decimo anniversario della creazione del gemellaggio.   Il secondo week-end di settembre (dal 7 all’8 settembre 2013), Montcuq organizza un festival “delle contrade” (festival de” la rue des enfants”) dedicato ai bambini. Si tratta di spettacoli messi in scena da professionisti per i ragazzi dai 3 ai 12 anni di età (teatro, danza, mimo,burattini, gruppi creativi, giardinaggio, animali, trucco, giochi diversi...). Da quattro anni questa manifestazione, che si svolge in soli due giorni di sabato e domenica, porta circa 3000 persone nelle vie del paese. Speriamo quindi di avervi come ospiti di questo evento.  Nande Martin

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GHIANDAIA DI MARE
Beccata!!!
... fatti nostri,

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iceviamo, ringraziamo e pubblichiamo con piacere la foto di una ghiandaia di mare scattata sul nostro territorio da Costantino Sbrulli, compaesano”acquistato” che con la sua passione per la fotografia collabora con noi a rimpinguare gli archivi fotografici della redazione. La foto come da nostra segnalazione sull’ultimo di …fatti nostri, apparso nella rubrica “papaveri e papere” dedicata alla flora e alla fauna di casa nostra, è stata scattata con non poche difficoltà, compresa la “santa pazienza” del Birdwachin, sulla strada che da Cinigiano porta a Monticello pochi metri sulla destra dopo il bivio della strada denominata “la Privata”.

CLAUDIA…

da un’amica

Nuova laurea a Cinigiano

Stefano Fioravanti

I

l giorno 10 Dicembre 2012 Fioravanti Stefano ha conferito la Laurea Specialistica in Scienze Agrarie, Produzione e Difesa dei Vegetali, presso l’Università degli Studi di Pisa; esponendo come Tesi di Laurea “Gli aspetti agronomici connessi alla microirrigazione nell’ambito del comprensorio vitivinicolo di Montalcino”. Congratulazioni Stefano, da parte della tua famiglia alla quale si associa la Redazione di “…fatti nostri”!

FABRIZI GIACOMO E MARCO di FEDERICO E ANNA GIUSTI Nati il 21. 02. 2012 via Le corti Poggio a Caiano (PO) TUNC ARDA di MUHITTIN e NAZLI TUNC Nata a GROSSETO il 10.09.2012 Piazza Casella 5 Monticello Amiata BIANCHINI CARLOTTA di FABIO e TIBERI FEDERICA Nata a GROSSETO il 21.09.2012 Via della Fiera 1 Porrona NICCOLO’ CAFFAZ di ANDREA e BEATRICE BARAGATTI Nato a FIRENZE il 28.9.2012 Via Faentina 7 Firenze MABROUK BAHAR di SOFIANE e DORSAF MABROUK Nata a GROSSETO il 17.10.2012 Via Chiasso Corto 2 Monticello Amiata

TASSI CHIARA di ALBERTO e SIMONA MOSCATELLI Nata a GROSSETO il 26.10.2012 Podere Giardinetti 1 HRIBI AMEN-allah di SALEM e BOCHRA HRIBI Nata a Grosseto il 27.10.2012 Via Genova 11 Monticello Amiata CRINI MARIA FRANCESCA di MASSIMO e CRISTINA BARTALUCCI Nata a Siena il 31.10.2012 Via delle Scuole 7 Cinigiano ROSSI TOMMASO di DAVIDE e ALESSANDRA PASTORELLI Nato a Grosseto il 26.11.2012 Podere Poggio Formicone 1 Cinigiano SABATINI MATTEO di MICHELE e AZZURRA ANSELMI Nato a Grosseto il 12.12.2012 Via degli Orti 3 Civitella Marittima

... fatti nostri,

La nostra posta
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iceviamo e pubblichiamo con piacere questo ricordo in versi dedicato da un’amica a Claudia, recentemente scomparsa.

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Quasi un anno è ormai passato … ma non ti ho dimenticato. Dolce sposa, dolce madre, dolce amica che ogni giorno, ci hai saputo regalare un sorriso ed un conforto . Quei momenti, nella stanza dove spesso parlavamo, li conservo come gioie nel “cassetto” dei ricordi. Ti rivedo ancora china su quel piccol tavolino che con aghi, ferri e filo davi vita: vera artista!!! a dei gran capolavori

degni proprio di una mostra. Sai mi mancan quei momenti ed un cruccio mi rimane: non averti più rivisto, ne poterti salutare. Ma il buon Dio che ti è vicino ti permette di vedermi, di ascoltarmi, se alle volte, ho bisogno di parlarti. Ti saluto, amica cara, non mi voglio dilungare, ma il pensiero di chiunque credo io possa interpretare: Cinigiano il tuo paese, ti ricorda con affetto, perché a tutti tu hai donato grande amore e gran rispetto.

Cinigiano in libreria
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“CI SONO ANCH’IO ”
Grosseto …

o deciso di pubblicare. Un po’ per scelta e un po’ per raccogliere le sollecitazioni di numerosi Amici del Gruppo “ I love Grosseto”. La raccolta comprende poesie di ieri e di oggi, collegate da un tema comune. Grosseto che parla e si ascolta. Non è certo un’idea originale, quella di dar voce a luoghi, situazioni, vie, piazze o monumenti. Il primo che me la fece venire alla mente, tanti anni or sono, fu mio babbo. Mi raccontava del suo paese, Arcidosso, e dei soliloqui e dialoghi tra il palazzo comunale e il monumento di Giovan Domenico Peri che l’allora maestro della banda musicale, Beppe Corsini, aveva trascritto in quaderni di cui non si è saputo più nulla. Ho ripreso l’idea, impiantando lo scenario in questa città che mi ha visto nascere e vivere. Che poi, lo sanno tutti i grossetani - e quelli di nascita e vissuto per primi - è un paesone ancora in crescita. Grosseto parla e s’ascolta. La doppia azione farebbe pensare ad una voce che grida nel deserto. Inascoltata. Non è proprio così. C’è da pensare piuttosto che, nel tempo, la trasformazione del suo tessuto demografico, la partenza in cerca di miglior sorte di molti suoi figli, l’immigrazione dal sud del Paese negli anni sessanta e quella, recente, dal resto del mondo, abbia prodotto una cortina di incomunicabilità, lasciandola perplessa, attonita, in cerca di una nuova identità, possibilmente definitiva. Ho pensato allora che fosse giusto costruire un ponte ideale tra la Grosseto del dopoguerra, quella che mi ha visto crescere, ragazzo, a forza di fette di pane bagnato con lo zucchero o spalmate di concentrato di pomodoro, e la Grosseto che oggi si fa largo a gomitate in un processo di globalizzazione nel quale si affanna a gridare

L H

o spazio di oggi è dedicato alla fatica letteraria di Massimo Ciani nostro compaesano e collaboratore e sarà proprio lui a raccontarci la sua avventura con la speranza di averlo presto fra noi a presentare il suo libro.

“ci sono anch’io...”. Su quel ponte Grosseto non si racconta soltanto ma soprattutto, si ascolta. In attesa di essere ascoltata. Le parole, le frasi che salgono, come un brusio quasi indistinto dalle chiese, dalle piazze, dai monumenti, dai luoghi di sofferenza , evocano una città che non è rimasta sorda e cieca davanti alle vicende dei suoi abitanti, che avrebbe voluto gridare, piangere, ridere, in tutte, e sono tante, le occasioni in cui i suoi cittadini lo hanno fatto. Adesso parla, e non chiedetevi perché . Lo fa e basta. Penso voglia comunicare ai grossetani che c’è, esiste, vive , si entusiasma e soffre con loro. Come uno di loro. E il suo è un parlare dal tono pacato, quasi un suono dolce e sofferto di uno strumento musicale. Musica d’ascolto? Piuttosto un tentativo di comunicazione in cui non cogli se la città si ascolta o vuol farsi ascoltare. Grosseto d’ascolto, appunto. Grosseto, lì dicembre 2012 Massimo Ciani

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... fatti nostri,

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“PICCOLA PERLA DI CAMPAGNA”
di Massimo Fabiani

“da non perdere”

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... fatti nostri,

ome da sana consuetudine editoriale anche la rubrica …in edicola gode della vostra ampia collaborazione e così grazie a due segnalazioni una di Oria di Grossseto, che vanta parenti in loco e conosce la nostra rivista, e una grazie ai colleghi di lavoro di Stefano, socio e collaboratore, siamo arrivati a trovare tracce della nostra “esistenza” sulle pagine di due riviste. La prima testata: “Partiamo” è un mensile in edicola da dodici anni, la sua mission è il turismo proposto attraverso diverse offerte pronte a rispondere a varie domande: Quanto vuoi spendere? Che tipo di vacanza cerchi? Con chi viaggi? Quanto tempo hai? Andiamo a curiosare per vedere cosa si dice di casa nostra. Alla prima domanda rientriamo nelle proposte più economiche, quelle fino a 500 euro, sul tipo di vacanza stiamo nel rilassante, nella natura e nello stimolante. Al con chi viaggiare si consiglia con la famiglia e per il tempo disponibile va bene anche un fine settimana. Nulla da dire confermiamo e ringraziamo per la proposta di visitare il nostro territorio in particolare Cinigiano “piccola perla di campagna” e si suggerisce un “ grande appuntamento” la Festa dell’Uva e “da non perdere” a Monticello Amiata la Festa della Castagna. La seconda nostra apparizione è decisamente casuale, ma non potevamo non segnalare la foto di Stefano Bartolommei sulla rivista CT-Cicloturismo lo storico mensile, decisamente il più importante dedicato al mondo cicloturistico. Durante la mitica Maratona delle Dolomiti, la più importante delle Granfondo, che solitamente si tiene la prima domenica di luglio di ogni anno sin dal 1987. In questa edizione ha visto alla partenza quasi 9000 ciclisti, numero massimo accettabile, pronti ad affrontare i 138 chilometri del percorso e attraversare gli otto passi dolomitici. Fra gli intrepidi eroi anche uno di noi: Stefano, che per meritare la foto sulla rivista non ha fatto altro che fermarsi a bere un buon sorso di acqua fresca. Ancora aperte le discussioni per comprendere cosa avrà spinto il fotografo a scattare quella foto. Dopo varie supposizioni, comprese le più fantasiose si è giunti alla più scontata delle certezze: il fotografo lo conosceva bene, e gli è sembrato strano che un cinigianese bevesse acqua. Scherzi a parte, complimenti a Stefano e ai suoi compagni di squadra per l’impresa in terra Ladina.

Cinigiano in edicola
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FONTE DI PIAZZA
di Massimo Fabiani

Un mistero vivente

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i sa, le buone nuove da anni non fanno più notizia e allora sicuramente sarà passato inosservato il restauro della Fonte di Piazza a Cinigiano. Il rifacimento con la messa in sicurezza era in idea da anni da parte dell’Amministrazione Comunale visto le condizioni di precarietà che da tempo versava, in tutti i sensi, la struttura. Così grazie alla collaborazione economica dell’ATO il lavoro è stato eseguito. La Fonte si trova a poche centinaia di metri dal bivio che da Cinigiano va verso Porrona. Dare una data della sua primaria costruzione è sicuramente cosa ardua, certo è che sin dalle prime notizie sul territorio Cinigianese la sua presenza almeno come semplice fonte è chiaramente documentata. Proviamo a dare un certo ordine sulle informazioni che la riguardano e che spesso a vario titolo si intersecano con notizie su altre fonti o cisterne, lo facciamo attraverso alcuni documenti storici. A dì 11 aprile 1615. Sabbato, fece visita alle nostre terre “il molto illustrissimo” Carlo Corbinelli che sulle nostre fonti racconta: “…quando piove s’intorbida l’acqua, e non è troppo buona, et hanno bisogno di resarcimento, una è lontana un mezzo miglio, e l’altra un terzo, non hanno comodità di far condurre l’acqua di vena, e rispetto alle fonti che sono scomode, e cattive si bene si tenessero a ordine, sarebbe fare un’altra cisterna a comune” Anche l’illustrissimo signore Bartolomeo Gherardini auditore generale in Siena per Cosimo III de Medici granduca VI di Toscana…. Nell’anno 1676 parla di due fonti “…con acqua salmastra, e di cattiva qualità” Nel 1761 il 30 settembre Francesco Vagheggini racconta: “l’acqua di una fonte distante dal paese due tiri di schioppo è ottima da bere, ma nell’estate quasi si dissecca, e conviene bere acqua di altra fonte, che non è troppo buona, anzi quella molto pregiudica alla salute.” “…avrebbero necessità di gran resarcimento …” purtroppo i cinigianesi “per custodire le acque delle dette fonti, non usano diligenza alcuna, tanto ne’ condotti, quanto ne’ bottini, in guisa tale, che bevono alle volte in tempo di piogge mille immondizie, motivo delle malattie, che più di frequente sovrastano questi abitatori, che bevono dette acque”

... fatti nostri,

Il cavalier Pecci nelle sue “Memorie Storiche politiche, civili e naturali delle città, terre e castella, che sono e sono state suddite della città di Siena” del 1760 per meglio capirsi il libro da dove è stato estrapolato “il noto libricino su Cinigiano” che fece stampare Antonio Bruchi nel 1872 per raccogliere fondi per la Banda. Lo stesso Pecci segnala “… fuori della terra una pubblica perenne fontana, con l’abbeveratoio e lavatoio, d’acqua” Nell’anno 1787 “Relazioni sul governo di Pietro Leopoldo” parlando delle acque relaziona: “Le due fonti di Cinigiano lontane dal paese sono di acque cattive, quelle della cisterna sono ottime ma ha bisogno di essere mantenuta e conservata, mancando spesso l’estate perché se ne servono per troppi usi di bucati…” Come è facile intuire non è certo cosa semplice discernere le due fonti principalmente descritte anche se è ipotizzabile

che siano: Fonte di Piazza e Fonte del Salcio sicuramente di maggior rilevanza storica ha quella di Piazza con acqua migliore, come dati più recenti confermerebbero, e di maggior flusso e inoltre più pratica perché più comoda per il paese. La struttura delle fonti lascia credere che le costruzioni giunte fino a noi siano databili ai primi anni dell’800. La Fonte del Salcio trova documenti indicanti la sua costruzione nel 1826 e “ben restaurata” da Giuseppe Garosi nel 1837 “…. che però dava poca acqua e di qualità molto scadente”. Dalla struttura architettonica delle Fonti, in particolare l’abbeveratoio, le due Fonti Cinigianesi e quella di Sasso d’Ombrone denominata Fonte vecchia o Fonti vecchie sull’antica strada che portava all’Ombrone, oggi Sentiero didattico “La via del fiume”, e le due di Monticello Amiata Fonte Vecchia e Fonte di Sotto anch’esse visitabile in passeggiata sul percorso didattico “la via delle Fonti” lasciano intuire la stessa mano progettuale. Se trovare notizie storiche precise per stabilire la posa della sua prima pietra è sicuramente difficile, rispondere alla domanda, perché questo nome: Fonte di Piazza? Credo sia ancora più arduo e allora non rimane che ascoltare qualche campana alcune anche di buona fantasia. L’ipotesi più accreditata: parte dall’importanza del luogo, data dal fatto che l’acqua è sempre stata origine di vita e il ritrovarsi in quel posto a prenderla per bere per lavare i panni per far bere gli animali abbia fatto del luogo una sorta di piazza un punto di ritrovo per gente di ogni età, favorito anche da un certo spazio resosi necessario, andato con gli anni a ridursi decisamente anche per l’ampliarsi della strada. Altra ipotesi della quale non ho trovato un ben che minimo riscontro riguarda un vecchio proprietario che potesse essere un certo Piazza o avere un nome similare o un soprannome derivato dall’essere calvo “in piazza”. Oppure come suggeritomi con altrettanta fantasia, quando mi avventurai alla caccia di storie sui “lupi mannari” che un tempo si chiamasse Fonte dei pazzi visto che il luogo era stato spesso palcoscenico di storie di fantomatici licantropi che andavano a bagnarsi dentro la fonte per placare la loro sete e tornare in se nel mondo degli uomini. Fra le ipotesi corre voce che in tempi non molto lontani il posto fosse luogo di ritrovo di braccianti in attesa si essere chiamati da fattori locali per prestazioni lavorative: una piazza di reclutamento, anche di questo non ho trovato nessuna conferma e in ultima ipotesi, raggiungendo l’ apice della fantasia forse perché “ci passò una lepre pazza” …. Come canta la nota filastrocca comunque sicuramente il nome viene da molto più lontano. Come è nostra abitudine lasciamo il capitolo aperto e chissà, come successo altre volte, la nostra storia trovi ulteriori sviluppi. Certo è che un pezzetto del nostro patrimonio sia architettonico sia immateriale è dignitosamente vivo.

Conoscere le nostre Opere
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LA DISTRUZIONE DI MONTEPINZUTOLO
e l’edificazione di Monticello
di Franco Cherubini

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l paese di Monticello ha una data di nascita ben precisa il 1240 , fu così che il centro abitato venne costruito su una sorta di piano regolatore che ne definiva la sua caratteristica urbana che senza sostanziali modifiche è giunta sino ai nostri giorni. Questo avvenne in seguito alla distruzione causata da un incendio del castello di Montepinzutolo del quale abbiamo notizie sin dal 740, gli incendi all’epoca erano abbastanza frequenti ma raramente distruggevano un intero abitato al punto di doverlo ricostruire da capo come avvenne nel caso di Montepinzutolo. Il sito dell’antico castello fu infatti abbandonato e se ne mantenne il ricordo nella dizione” Campo di Castell’Arso” toponimo tuttora esistente. Signore di Montepinzutolo era il potente monastero benedettino di San Salvatore del Monte Amiata, che vista l’impossibilità per gli abitanti di detto castello di vivere tra i ruderi concessero a questi , già costituiti in comune, il diritto di costruire ,a spese loro, un nuovo castello,con cinta muraria , chiesa e case di abitazione . In questa occasione l’Abate rinnova i patti con gli uomini qui residenti e coltivatori delle terre; per agevolare la ricostruzione , esenta gli stessi dal pagamento dei terratici per tre anni e dai dazi per sei. Come sia avvenuta la distruzione del castello non è possibile documentarlo esiste comunque un sospetto fon-

dato in quanto , poco prima del patto di ricostruzione, l’abate aveva fatto causa ,davanti al tribunale imperiale di Montefollonico , al conte Guglielmo Aldobrandeschi accusato di esercitare , come prima suo padre il conte Aldobrandino poteri abusivi su Montepinzutolo in quanto da Arcidosso e Sovana mandava le sue masnade a razziare il paese e le terre seminando terrore e violenza.I contadini erano stati chiamati a testimoniare e dicevano che erano stati costretti a dare al conte i prodotti del loro raccolto , frumento , galline , spalle di maiale; se non lo facevano il conte incendiava i campi, rubava il bestiame , prendeva ostaggi e minacciava la morte , è presumibile quindi che l’incendio si sia sviluppato in seguito a questo clima di terrore che inperversava sugli abitanti di Montepinzutolo, è comunque certo che la necessità di costruire un nuovo castello creò una nuova dinamica, in un rapporto contrattuale di dipendenza del comune e degli uomini di Monticello nei confronti dell’abbazia di San Salvatore. Riportiamo di seguito l’atto stipulato dal notaio Alamanno il 5 agosto 1240 dove l’abate di San Salvatore concede agli uomini di Montepinzutolo il luogo di Monticello per costruirvi il castello dove andranno ad abitare dopo l’incendio.“Nel nome del Signore, amen. Nell’anno 1240 , indizione tredicesima, alle none di Agosto. Dal presente atto risulti chiaro che io Manfredi, abate della chiesa di San Salvatore del Monte Amiata, conduco ad abitare e permetto a voi Bernardino console e a voi consiglieri Maffeo, Giovanni di Pinzone e Burnaccio, Signoretto , Rofeldino, Lucchese, Baroccio e a tutti gli uomini di Montepinzutolo, di abitare e costruire case nel luogo detto Monticello, nel quale edifico ed organizzo il castello in onore di Dio e della chiesa di San Salvatore, fatti salvi la piena giurisdizione e ogni dominio e onore della chiesa di San Salvatore su di voi e su tutti coloro che abitano e abiteranno nel luogo di Monticello. Fatti salvi inoltre tutti i servizi che, resi alla chiesa quando eravate a Montepinzutolo, farete e presterete alla stessa chiesa abitando a Monticello, cioè dazi, terratico, pane e vino,annona, erbatico, e tutti gli altri servizi . Inoltre darete i redditi dei vivi e dei morti alla chiesa di San Quirico in Piscinula e riceverete sepoltura presso la stessa chiesa. Oltre a ciò, io abate, per aiutarvi ad

... fatti nostri,

Dalla storia
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Notiziando

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affrontare le conseguenze dell’incendio che avete sofferto a Montepinzutolo, vi faccio la grazia di condonare il pagamento dei terratici per questa estate e per le due successive. Noi console Bernardino e Maffeo di Mendo, Giovanni di Pinzone e Burnaccio consiglieri ( seguono 46 nomi) uomini del castello di Montepinzutolo, riconoscendo e dichiarando di essere uomini della chiesa di San Salvatore, che ha piena giurisdizione ed esercita il placito, il banno, riceve i dazi, l’annona e i servizi consueti di guaita, perchè dipendiamo da essa sia personalmente che a causa dei poderi che teniamo da questa per contratto, a nome nostro e dei nostri eredi e degli altri uomini che abitano e abiteranno nel luogo di Monticello, promettiamo a voi don Manfredi abate di San Salvatore, per voi e per la chiesa di San Salvatore, ai vostri successori e alla stessa chiesa, di pagare i dazi, i redditi del terratico, dell’erbatico, del ghiandatico, l’annona, il pane e il vino, di fare servizi consueti di guaita, e di rendere tutti gli altri servizi che eravamo soliti prestare mentre abitavamo a Montepinzutolo. Aggiungiamo che noi , i nostri eredi e gli abitanti di Monticello pagheranno i redditi dei vivi e dei morti alla chiesa di San Quirico in Piscinula e accettiamo la sepoltura presso la stessa chiesa, dal momento che voi, signor abate, a causa dell’incendio che abbiamo subito nel castello di Montepinzutolo, concedeste a noi la grazia di condonare il pagamento del terratico per i prossimi tre anni e il pagamento del dazio per i prossimi sei anni. Vogliamo non essere vincolati da questi due servizi fino al detto termine, ma dalla scadenza in poi promettiamo, in forza dell’impegno, per noi, per i nostri eredi e per gli altri uomini che abiteranno nel castello chiamato Monticello che

edificate e permettete di costruire , di rendervi e rendere ai vostri successori e al monastero i redditi del terratico e dei dazi e ogni altro consueto servizio ricordato. Riconoscendo che il luogo di Monticello ovvero il castello che permettete di costruire in quel luogo è di proprietà del monastero di San Salvatore, promettiamo per noi , per i nostri eredi e per gli altri uomini che vi abiteranno, di tenere il luogo e il castello per voi e per il monastero secondo la volontà vostra dei vostri successori, e di restituirlo libero e sciolto da ogni vincolo in qualunque momento a voi o a chiunque dei vostri successori parrà opportuno; promettiamo di rispettare sempre le nominate condizioni senza eccezione alcuna. Stipulato nel luogo detto Monticello alla presenza di frate Pietro monaco dispensiere e di frate Riccardo converso del monastero , dinanzi ai seguenti testimoni convocati, cioè Andrea di Alessandro del castello di Abbadia San Salvatore, Bernardino di Guglielmo, Alberto Spoletino del castello di Montelaterone, Maurizio di Francesco ed altri. Io Alemanno, notaio per autorità imperiale, sono stato presente a queste cose e ho scritto e pubblicato quanto sopra, su richiesta. Signum di me notaio.” Con questo atto gli abitanti di Montepinzutolo accettarono le disposizioni dell’abate e cominciarono la costruzione del nuovo castello denominato Monticello anche se il conservatorismo della memoria fece sì che il nome nuovo tardò circa cinquanta anni ad imporsi: il notaio Alamanno scrisse”castrum Montis Pinzutuli”, ogni tanto con l’aggiunta “sive Montis Celli”, fino alla morte. Le notizie e l’atto sono tratte dal libro “Un Comune Medievale e le sue Scritture” di Odile Redon e Neda Mechini

PRESENTI

Olimpiadi Londra 2012

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... fatti nostri,

eymouth cittadina della costa sud inglese splendido palcoscenico per gli sport della vela, purtroppo non ha portato molta fortuna alla squadra olimpica Italiana. In questa edizione anche la nostra Alessandra Sensini non ha brillato, soltanto nona, comunque anche dal paese delle sue vacanze di bimba: Cinigiano, i complimenti per la sua splendida carriera. Noi siamo come il prezzemolo e non potevamo non intrufolarci anche alle olimpiadi “inviando, si fa per dire” da Monticello Amiata Roberta Ignirri che ci racconta in breve il motivo della sua presenza in terra inglese.” Ho lavorato per le due settimane olimpiche a Weymouth, località dove si sono svolte le competizioni di vela.  I ritmi di lavoro erano molto intensi e le emozioni che abbiamo vissuto sono veramente uniche  e rimarranno sempre con noi.  Io facevo parte del team addetto al protocollo e al servizio linguistico.   Questo mi ha dato l’opportunità di fare da interprete per gli atleti con la stampa. Questo ruolo mi ha anche offerto la possibilità di incontrare molti reali, presidenti di stato, primi ministri  e ministri dello sport di molti paesi.” Ora, grazie a Roberta, abbiamo acquisito le informazioni necessarie, non rimane altro che candidarci per ospitare le olimpiadi del 2020 comunque se Rio de Janeiro dovesse dire di no all’ultimo momento noi siamo già pronti…. In foto: Roberta con la lettera di ringraziamento del Primo Ministro inglese David Cameron.

Il vino di Basile premiato a Festambiente

CARTACANTA

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iovedì 16 Agosto 2012. Festambiente, il festival di ecologia, solidarietà e cultura, in programma a Rispescia (Grosseto), nel Centro nazionale per lo sviluppo sostenibile di Legambiente Il Girasole, alle porte del Parco regionale della Maremma fino al 19 agosto, ha premiato i migliori vini biologici della Maremma. Una giuria di esperti ha attribuito il premio come miglior vino rosso invecchiato al Cartacanta Montecucco Rosso Doc 2008 prodotto dall’Azienda agricola biologica Basile di Cinigiano (Grosseto). Grande è stata la soddisfazione della cantina che, fin dalla sua nascita, ha deciso di produrre i propri vini in regime di agricoltura biologica. Nell’ultimo anno Basile ha compiuto un ulteriore passo verso la riduzione dell’emissione di anidride carbonica e l’obiettivo dell’impatto ambientale zero installando un impianto fotovoltaico, in aggiunta  a quello solare termico già esistente. Anche la costruzione degli edifici aziendali è stata effettuata seguendo i principi della bioedilizia. Il Cartacanta è ottenuto da uve sangiovese in percentuale di circa il 90 per cento e altri vitigni. Matura 10 mesi, il 50% in tonneaux e il 50% in serbatoi di acciaio inox di qualità superiore 316, e fa un affinamento di 6 mesi in bottiglia. Si abbina a piatti a base di carni rosse, cacciagione, formaggi stagionati.

L ’occasione per assaggiare “una terra tra il mare e la montagna”
di Massimo Fabiani

“OLIOMIO”

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... fatti nostri,

reditando da “Pane olio in frantoi” e in ultimo da “Girolio” che in questa edizione ha visto la tappa Toscana il 2 dicembre in quel di Seggiano, il Comune di Cinigiano con la collaborazione delle associazioni locali ha aderito alla proposta delle Città dell’olio di organizzare un evento dedicato all’olio extravergine di oliva. Visto gli ottimi successi degli ultimi anni abbiamo riproposto una festa un po’ sui generis “per festeggiare insieme l’olio nuovo”. Un evento “oliomio” che nella sua semplicità intende sottoporre all’attenzione di un più ampio pubblico possibile la conoscenza di un prodotto che per le sue qualità nutritive, organolettiche e salutistiche rappresenta un importante valore aggiunto per la nostra terra. La giornata centrale è stata il 25 Novembre, ha avuto il prologo dell’evento affidato alla scuola è per il giorno di Venerdì 23 con la bruschetta nelle mense scolastiche. Domenica 25 a Monticello Amiata, nella centrale piazza Napoli, la scuola primaria locale ha aperto un punto degustazione di prodotti a base di olio extravergine e ha messo in vendita alcuni lavoretti realizzati dai ragazzi. Il luogo è stato anche punto di partenza per visite guidate ai frantoi vicini per una degustazione dell’olio e per la visita alla Casa Museo con al suo interno l’ antico frantoio. A seguire spazio ai sette Ristoranti, che hanno aderito all’iniziativa, che sia per il pranzo che per la cena (e a richiesta per gruppi anche in altre date fino a dicembre) hanno preparato un menù “ per un filo d’olio” non solo a un prezzo promozionale ma un’offerta gastronomica pronta a esaltare le caratteristiche del buon olio extravergine d’oliva locale. Nei menù proposti dai ristoratori è stato possibile trovare una vasta scelta di pietanze offrendo una bella rassegna di piatti della tradizione locale e non solo. La proposta ampiamente variegata ha posto il cliente davanti a una difficile scelta decisamente ricca e stimolante. Negli antipasti ha fatto

da padrone di casa la classica bruschetDOM ta in compagnia di Festeggiamo insieme l’olio “novo” NOV pappa col pomodoro, zucca marinata, tartufo, pinzimonio, carpacci e anche un Brandacujun rubato alla cucina ligure. Nei primi piatti non poteva mancare il tortello con ricotta e spinaci ma anche con patate, poi le zuppe alla frantoiana o con i fagioli con l’occhio, tagliolini co’ ceci, tagliatelle di castagne e i pici con il sugo di cacciagione. Per i secondi l’offerta è stata ancora più ampia dalla vitella alle castagne con i carciofi, al brasato al DOC Montecucco agli straccetti coi porcini, all’antica scottiglia di “farraona”, rigorosamente con la doppia erre, fino a polli e conigli ruspanti. Per il dolce c’è chi ha rubato da altre regioni proponendo i Capresi, chi ha offerto la torta di yogurt, chi la briciolosa di farina di castagne ma non sono mancate torte e ciambelloni il tutto rigorosamente con sua maestà l’olio extravergine di oliva a far da padrone. Ospite di casa e per questa occasione non proprio primo attore, ma sicuramente protagonista un buon bicchiere di DOC Montecucco non è mancato in nessuna tavola. Spazio anche ai bar aderenti all’iniziativa che hanno proposto il “modaiolo” aperitivo per questa occasione rigorosamente “…in bruschetta”. L’ottima affluenza di pubblico confermata dagli operatori e anche i complimenti giunti al sottoscritto non possono altro che dimostrare l’ottima offerta della nostra ristorazione e la qualità del nostro olio e stimolare per una conferma di Oliomio anche per il prossimo anno.

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CINIGIANO

io m i Ol
Museo Frantoi Aperti
Frantoio Colline Amiatine Borgo Santa Rita Frantoio “Oleificio Centro Italia” Borgo Santa Rita

“Casa museo” con l’antico frantoio Monticello Amiata Orario: 9,30-12,30 / 14,30-17,30

Associazione Nazionale Città dell’Olio

(per gruppi è necessario la prenotazione)

Frantoio Batani Loc. La Concia, Monticello Amiata

Frantoio Delli Enrico Via Diacceto n. 47 - Monticello Amiata

Menù degustazione “per un filo d’olio” pranzo e cena presso i ristoranti aderenti all’iniziativa. Ristorante “Rintocco” P .zza Marconi, n.1, Cinigiano tel: 0564/994120 Locanda “La posta” Via Roma, n. 2, Cinigiano tel: 0564/993430

Ristoranti

Agriturismo S. Anna Pod. Sant’Anna Cinigiano tel 339/3460739 0564/990615

Ristorante “Il Riccio” Via Amiata, n. 28, Monticello Amiata tel: 0564/992004

Agriturismo “Il Selvatico” Località Casa Brogi Poggi del Sasso tel. 328 3161336 Ristorante “Lucherino” Loc. Lucherino, Monticello Amiata tel: 0564/992014

Ristorante “Casa Bianca” Via Mazzini, n. 6, Sasso d’Ombrone tel: 0564/990593 “Bar Sport” Via Circonvallazione 4/6, Cinigiano tel: 0564/994620 “La Cantina” Via Grosseto N° 12 Cinigiano Tel 0564 993441

Bar

Panificio Batani Loc La Concia Monticello Amiata tel: 0564 992730 Panificio Trilli Via Roma Cinigiano 0564 994157

Panifici

Con il patrocinio di: Strada del vino Montecucco e dei Sapori d’Amiata Consorzio olio extravergine di oliva Seggiano Dop Consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva Toscano IGP

Con la collaborazione di: Ass. Pro Loco Cinigiano - Ass. Pro loco Monticello Amiata Casa Museo Monticello Amiata Comitato turistico Sasso D’Ombrone

Informazioni, menù e prenotazioni: Comune di Cinigiano - www.comune-cinigiano.com Ass. Pro Loco Cinigiano - tel/fax: 0564 994187 www.prolocinigiano.org

Notiziando
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Notiziando

MONTECUCCO CLASSIC 2012
Vino e motori
n raduno di auto storiche ha animato e colorato la giornata del 21 ottobre scorso quando un gruppo di appassionati di auto splendide, con motori che cantano ed incantano ha potuto attraversare il nostro territorio alla scoperta dei paesaggi e prodotti di qualità. “Montecucco classic 2012” ha battezzato l’iniziativa che si ripeterà nelle future edizioni, avendo visto soddisfatti produttori ed automobilisti. Complimenti sinceri a tutti gli organizzatori, in particolare al Consorzio Tutela Montecucco.

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VISITA DEL PREFETTO

Sua Eccellenza Marco Valentini
l giorno trenta ottobre abbiamo avuto il piacere di una visita di Sua Eccellenza il Prefetto dottor Marco Valentini, che proseguendo il suo viaggio per conoscere i comuni della provincia di Grosseto, è giunto anche a Cinigiano. Accolto nella sala consiliare da tutta la giunta, dopo il saluto di benvenuto da parte del sindaco che gli ha illustrato il territorio e le sue peculiarità, non tralasciando le problematiche più pressanti di ordine sociale ed economico, il Prefetto ha manifestato la volontà di intensificare il dialogo tra le istituzioni e i diversi livelli di governo con uno

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... fatti nostri,

scambio di informazioni che muova dall’osservazione e dalla percezione dei fenomeni in relazione diretta con le esigenze dei cittadini, per la qual ragione ha intenzione di prevedere la periodica consultazione informale con tutte le istituzioni. Le conferenze, cui tutti i sindaci sono chiamati a collaborare, avranno come temi l’assetto idrogeologico del territorio, i fattori di rischio per l’economia e il lavoro, la sicurezza, le attività culturali, le problematiche dei giovani, l’integrazione degli immigrati, l’ambiente, le esigenze sociali e assistenziali, la viabilità, la tematica delle gestioni associate alla luce delle più recenti normative, i processi di semplificazione, informatizzazione e digitalizzazione. Sono seguite la visita ai migranti ospiti della Casa per ferie, con i quali si è intrattenuto in relazione alle problematiche legate alla loro particolare situazione, e quella alla caserma dei Carabinieri. Infine una pausa con la visita alla Cantina di Collemassari, con la speciale guida del dottor Tipa che ha illustrato all’esimio ospite le varie fasi della lavorazione delle uve fino ad aver il prodotto finale, che abbiamo tutti potuto gustare con un brindisi nella sala degustazione della cantina stessa, ospiti dell’azienda che con la consueta gentilezza si è messa a disposizione. La visita, intensa e significativa, è stata breve perché il Prefetto ha voluto concentrare la sua presenza in poche ore stante i grandi impellenti impegni che lo assillano, ma ha promesso che accoglierà il nostro invito di visitare con calma il nostro territorio per conoscerlo meglio.

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RICORDANDO DON ANTONIO BRANDI
Archivista d’altri tempi
Il presente articolo lo riprendiamo dalla nostra “testata madre”: Amiata Storia e Territorio è uscito nell’aprile dello scorso anno. Crediamo che queste due testimonianze ben rappresentino la figura del nostro compaesano Don Antonio che ci ha lasciato nel 2009 all’età di 82 anni. Di lui vorrei inoltre ricordare i due libretti ciclostilati dedicati alla storia della Chiesa Parrocchiale e della Madonna delle Nevi di Cinigiano. I due testi li abbiamo digitalizzati da anni e contiamo prima possibile di ristamparli.
l nostro incontro con Don Antonio Brandi fu frutto di una fortunata combinazione (di quelle che ogni tanto capitano nella vita dei comuni mortali, e che in qualche modo la segnano). Un amico ci aveva passato le fotocopie, provenienti dall’Archivio diocesano di Montalcino, di alcune pagine del verbale di una visita pastorale compiuta a Campiglia d’Orcia, nel 1819, dal Vescovo Giacinto Pippi: ci aveva colpito la descrizione, accurata e vivace, del trittico della Visitazione di Pietro di Francesco Orioli, attualmente alla Pinacoteca Nazionale di Siena, ma agli inizi dell’Ottocento ancora sull’altare della chiesa campigliese di S. Maria, ora scomparsa. Decidemmo di recarci all’Archivio ilcinese per ricercare il registro delle visite e leggere anche il resto del verbale. Era l’estate del 2000, anno più, anno meno: non immaginavamo che le nostre puntate a Montalcino (fu un caso fortunato, come abbiamo premesso, che scegliessimo di andarci proprio di venerdì mattina, l’unica mezza giornata di apertura settimanale dell’archivio; chissà, se l’avessimo trovato chiuso forse non vi saremmo tornati) si sarebbero moltiplicate nelle estati successive (l’estate è purtroppo il solo periodo dell’anno che trascorriamo a Campiglia), fino a diventare un’abitudine irrinunciabile. Ci colpì subito l’aspetto del palazzo vescovile, venerando e trasandato, del cortiletto lastricato di pietre, con abbondante erba e fiori tra le connessure, delle poche stanze dell’ archivio oltre il cortile: venerande e trasandate anch’esse. E qui incontrammo il genius loci, don Antonio Brandi, che ci apparve subito meravigliosamente connaturato all’ambiente: venerando e trasandato. Ci accolse con una sorta di scontrosa gentilezza –una caratteristica tutta sua che presto avremmo imparato ad amare – e ci fornì immediatamente ciò che cercavamo, introducendoci nel sancta sanctorum dell’archivio, il deposito del materiale storico, e sgombrando per noi la metà dell’unico tavolino sotto la finestra, assiepato di faldoni e carte sciolte. Cominciò così la nostra avventura: da un lato andavamo scoprendo le vicende di chiese campigliesi demolite e di parroci tormentati, dall’altro imparavamo a conoscere quel sacerdote singolare che ci pareva ogni volta di più il simbolo del luogo di cui era conservatore e signore: se il

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... fatti nostri,

palazzo vescovile nascondeva, dietro la pittoresca trascuratezza di facciata e cortile, bellissime stanze al primo piano, solennemente affrescate con gli stemmi degli antichi Vescovi; se l’ archivio, dietro l’affastellamento caotico di registri, buste,faldoni,vacchette e volumi, andava rivelando settimana dopo settimana documenti di straordinario interesse, don Brandi lasciava trasparire ogni volta di più, dietro il suo aspetto dimesso e il suo fare schivo, non soltanto eccezionali competenze storiche, archivistiche e paleografiche, ma bontà e dolcezza impareggiabili. L’archivio non aveva inventari, e non ne aveva bisogno: don Antonio sapeva individuare immediatamente dove avremmo potuto trovare il materiale più opportuno per le nostre ricerche-tanto che ci eravamo convinti che avesse letto e memorizzato ogni singolo documento, e conoscesse i fatti di ogni Vescovo e di ogni ecclesiastico grande e piccolo nominato nelle carte affidato alle sue cure, come se fosse stato loro compagno di seminario. Lo vedevamo, seduto alla sua scrivania, sempre intento a scorrere documenti: in particolare, certi registri sottili, lunghi e stretti, vergati con impossibili arzigogoli secenteschi, che egli leggeva senza alcuno sforzo, prendendo note su piccoli fogli. Erano i registri dei battesimi, matrimoni e morti delle varie parrocchie delle diocesi, sui quali don Brandi compiva studi genealogici, ma ci piaceva pensare che fossero vetuste vacchette per la registrazione delle messe connesse a remoti benefici , e che qualcuno molto in alto lassù lo avesse incaricato di controllare se tutti gli obblighi nel corso dei secoli fossero stati soddisfatti; ed eravamo certi che don Antonio espletasse il suo compito con costanza, precisione e cristiana carità. Anche dopo aver concluso le ricerche sulle chiese e i parroci di Campiglia eravamo andati inventandoci nuovi ambiti di interesse, o di pura curiosità, per non rinunciare ai nostri “venerdì da don Brandi” :e don Brandi – sempre più curvo e diafano – ormai ci lasciava campo libero tra i suoi scaffali, ospitandoci, quando la “nostra” postazione sotto la finestra era occupata da qualche altro studioso, nel suo “salotto buono” , la stanza adiacente al suo studiolo, con una gran tavola centrale e scansie ingombre di moduli a stampa e materiale d’ufficio. Lavo-

Profili cinigianesi
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Profili cinigianesi

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ravamo con solerzia e in silenzio- noi da una parte, don Brandi nel suo studio – per sfruttare sino all’ulimo minuto le ore sempre troppo brevi di quell’unica mattina settimanale- e anche perché sapevamo che don Antonio doveva tornare a casa sua a S.Angelo in Colle con la corriera di mezzogiorno, e non ci saremmo mai perdonati se per colpa nostra l’avesse perduta. Ci si ritagliava comunque il tempo per qualche parola prima del commiato: informavamo don Brandi sullo stato dei nostri studi, gli sottoponevamo le nostre perplessità su alcuni aspetti della storia della diocesi di Montalcino e del suo clero – sicuri che “se questo non lo sa don Brandi, non lo sa nessun altro” . Non parlava mai di se, e noi non osavamo fargli domande personali: solo una volta, in un agosto particolarmente torrido, ci accennò, con preoccupata tenerezza , alle sofferenze dei pomodori del suo orto. Tornavamo a Campiglia pieni di ammirazione per il suo sapere, la sua arguzia , la sua ferrea memoria , la sua straordinaria umanità. Don Brandi ci manca davvero, anche se per una serie di circostanze gli abbiamo voluto bene solo da “lontano”: ci è mancato negli anni successivi al suo ritiro in casa di riposo, anni in cui abbiamo continuato a frequentare l’ archivio di Montalcino, ma senza di lui non era più la stessa cosa; ci manca ora che non c’è più, anche se sappiamo di non aver motivo di provare dolore: adesso sta conversando con i grandi Vescovi di Montalcino e gli antichi ecclesiastici di cui aveva conosciuto, attraverso i documenti, zelo pastorale e umane fragilità. Oppure Iddio lo

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... fatti nostri,

ha nominato conservatore degli archivi celesti;e così don Antonio può godere ogni giorno,senza fine (gli archivisti ci possono capire), il loro meraviglioso caos immobile . Zelia Grosselli e Guido Piazza

on Antonio Brandi non fu artista del disegno o del pennello, parrà strano quindi che, per rievocarne la figura, citiamo le biografie dei Pittori Senesi del Seicento, opera di Marco Ciampolini fresca delle stampe: ebbene, proprio nella prima delle “Vite” di quei pittori ci è capitato di leggere:” Antonio Angelini (Montalcino, doc.dal 1610 al 1645 ), appartenente a una delle più prestigiose famiglie della sua terra, è ricordato anche per la santa vita , testimoniata dalle memorie della compagnia del Sacro Chiodo” . Del resto, la sua attività artistica deve essere stata tanto marginale da essere presto dimenticata: sorprende di non trovarlo citato neppure nel sistematico lavoro di Ettore Romagnoli. Dobbiamo la conoscenza dell’ Angelini pittore alle ricerche di don Antonio Brandi che, trascrivendo commentando un manoscritto settecentesco di Padre Pietro Bonaventura Bovini sulla chiesa di San Francesco a Montalcino, ha potuto identificare due delle pale descritte da Bovini come lavori dell’ Angelini. Si tratta di due Madonne col Bambino e santi trasferite..” E il contributo di don Antonio Brandi si caratterizza per l’originalità, la certezza delle notizie tratte come sono dalle carte d’archivio tanto spesso neglette e che, invece, più volte, fanno riemergere dalla polvere secolare- come in questo caso- densa parte di vita;certamente il contributo di don Brandi non va enfatizzato, si può dire che scompare via via che ci addentriamo nella lettura delle oltre 1200 pagine che costituiscono lo studio storico critico artistico di Marco Ciampolini : don Antonio, ancora una volta dà un apporto, un contributo “essenziale” alla riuscita di un’opera e nel suo stile- riservato, schivo…un po’ scontroso-si mette da parte… Ci piace soffermarci su questa, diremmo, “sorta di simbologia dell’essenzialità senza orpelli di don Brandi” : il suo notevole contributo di trascrizione e commento del manoscritto di padre Bovini comparve nel 1967 e fu “edito in un modesto ciclostilato”..che..nella scansia dei libri, che ho di fronte, è schiacciato, compresso…: richiama alla mente quelle modeste e pur tanto significative coroncine di fiori che le nonne di una volta conservavano fra le pagine dei messalini della santa Messa. Scena retrospettiva: Don Antonio viveva spartanamente nella disadorna casa parrocchiale di Sant’Angelo; prima di celebrare Messa si attaccava alla corda delle campane che non aveva elettrificato, le quali, quasi per gratitudine, cercavano di tirarlo in cielo ma lui- peso piuma- resisteva … per restare a raccontare il Vangelo a gente modesta che non si meravigliava di tanta sobrietà e di altrettanta rara chiarezza. Salvatore Di Salvo

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A Montecucco e Porrona

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l nostro ultimo concorso diciamo che è andato bene.. si fa per dire, visto che nessuno ha indovinato e così abbiamo risparmiato il premio in palio e in questi periodi di magra non è cosa da poco. In effetti c’è chi c’ha provato rispondendo Porrona Porrona. Ma la domanda era chiara si chiedeva almeno due luoghi dove lo stemma araldico in foto fosse apposto. Lo stemma araldico, facilmente individuato, è quello della famiglia dei Piccolomini e ci sono due luoghi dove sicuramente è presente nella chiesa di Montecucco e sul muro, detto di fattoria, a Porrona. Questa volta indovinate dove siamo e davanti a cosa!

ROTTAMATORI DEL PASSATO
Bravi!!!
di Massimo Fabiani

E come disse..

... fatti nostri,

n anni non molto lontani, quando anche dalle nostre parti i partiti politici organizzavano ognuno la propria festa, il partito socialista proponeva la festa dell’Avanti la Democrazia Cristiana la festa del Bianco Fiore i Repubblicani quella del’Edera e il partito Comunista Italiano organizzava quella dell’Unità sicuramente la più famosa sia per essere stata organizzata per molti anni sia perché si svolgeva oltre che in Cinigiano anche alternativamente in alcune frazioni. Come capita anche oggi c’è sempre chi parla di “rottamare” o di dare spazio ai giovani e in quell’occasione le ultime leve proponevano di dare una bella svolta al canonico programma della festa dell’Unità. Lasciare da parte il povero maialino indiano che per chi non lo sapesse era il protagonista inconsapevole di una roulette dove faceva da pallina…. Da sotto una campana, posta al centro di una ruota, veniva fatto uscire il caro maialino d’india che spaventato anche “da folla gaudente” andava

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alla ricerca di un nascondiglio, una sorta di scomparto posto ai margini della ruota, che portava sul suo tetto un numero, se eri fortunato di avere acquistato il biglietto con su scritto lo stesso numero avevi vinto un premio. In quell’occasione il comitato organizzativo della festa, dopo partecipati dibattiti, decise di “far largo ai giovani” in realtà non si rinunciò al canonico programma solo che i giovani con la complicità di qualche anziano “più Beat” ottennero la possibilità di scegliere un gruppo musicale per una delle serate. Mi si racconta che la discussione “dei giovani comunisti” fu di quelle serie e le proposte non mancarono si partì addirittura con il voler interpellare i Rolling Stones per poi arrivare a un gruppo di rokkettari della vicina Siena. La sera del concerto, in prima fila si erano posizionati i “datati riformatori” che pur assordati dai “maledetti quattro quarti “ espressi da chitarre elettriche e batteria, stavano strizzando gli occhi e forse tappandosi anche le orecchie, ma il prezzo di essere “moderni” andava pagato. Al momento della pausa, per consentire un sorso di acqua ai rokers di oltre Orcia, uno dei più “moderni” guardando i giovani organizzatori che attendevano almeno un cenno di approvazione, sentenziò “Bravi, Bravi e Basta... ma ora Basta!!!

Comune

di

CINIGIANO

www.comune.cinigiano.gr.it

LETTERA DEL SINDACO

informa

entili concittadini e concittadine, il nostro paese , come recentemente enunciato dal Presidente della Repubblica Napolitano, sta attraversando un periodo di forte incertezza ed inquietudine, contro cui dobbiamo affermare con forza la nozione di bene comune e interesse generale. In questo contesto è necessario che andiamo oltre la visione particolare e l’individualismo, per riscoprire la forza dell’agire comune per interessi più ampi e collettivi. A questo proposito è necessario che vi sia una forte azione di responsabilità da parte della classe dirigente politica, che deve ritornare ad essere modello di comportamento etico per tutti: leggiamo ogni giorno di troppa corruzione, troppi benefici e scarsissimo rispetto delle risorse pubbliche e della dovuta trasparenza. Il nostro paese ha bisogno di ricominciare a credere nel futuro, a sperare in un futuro migliore per le prossime generazioni di anziani e di giovani. Mi fa piacere dedicarvi a questo proposito di seguito il Discorso di Pericle agli Ateniesi, 461 a.c. documento che ho rinvenuto quasi per caso ma che mi è parso scritto in questi giorni per scuotere le coscienze e far riflettere che dal passato può arrivare un messaggio forte di speranza che illumini il nostro percorso verso il futuro.

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La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi , liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni privateQui ad Atene noi facciamo così Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati , e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Spero di non avere annoiato con questa citazione ma il momento che stiamo vivendo richiede di fermarsi a considerazioni morali forti se vogliamo uscire da una crisi che non è solo economica ed istituzionale ma anche e forse soprattutto culturale che rischia di travolgerci. Chiudo augurando a tutti un buon anno il sindaco Silvana Totti

Cinigiano- Piazzale Capitano Bruchi Monticello Amiata - Piazza Donatori del sangue

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Qui ad Atene noi facciamo così Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così Le leggi qui assicurano una giustizia uguale per tutti nella loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà a preferenza di altri, chiamato a servire lo stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene noi facciamo così

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L’ UNIONE DEI COMUNI DELL’AMIATA GROSSETANA Unione di Funzioni

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ta procedendo la organizzazione dell’Unione dei comuni dell’Amiata grossetana , un evento che non è di poca importanza, è risaputo infatti che è obbligo di legge per i comuni sotto i cinquemila abitanti ( sotto i tremila per quelli facenti parte delle ex comunità montane) associare le funzioni formando Unioni di comuni o facendo convenzioni con altri soggetti similari. Noi venivamo dall’esperienza di una comunità montana che pur tra luci ed ombre conservava un patrimonio di esperienze e di valori che andavano senz’altro conservato, senza considerare il fatto che trasformandosi da comunità montana in unione dei comuni, avremmo mantenuto le deleghe della Regione per l’agricoltura la forestazione e la bonifica con relativi finanziamenti. D’altra parte anche la strada delle convenzioni verrà sottoposta a breve a controlli per verificarne i risparmi , se non saranno congrui è previsto il commissariamento. Non è che la possibilità di scelta fosse molto ampia, considerando soprattutto che lo spirito della legge è, purtroppo, molto chiaro: stringere i piccoli comuni in una morsa che porterà inevitabilmente, e per noi dolorosamente, alla fusione dei piccoli comuni, con una manovra che non può definirsi abbattimento dei costi della politica, ma allontanamento delle istituzioni dai cittadini, cioè colpo alla democrazia . Associarsi e mettere in comune esperienze e professionalità è a questo punto l’unica chance per poter continuare ad offrire i servizi ai propri cittadini. E sbaglia chi crede che l’Unione dei comuni sia solo un vestito diverso della ex Comunità montana, forse in troppi hanno avuto questa convinzione, anche tra coloro che dovevano avere le idee più chiare perché coinvolti nella nuova organizzazione: la vecchia struttura gestiva per conto dei comuni alcuni servizi, la Unione è formata dai comuni, otto nel nostro caso,che si sono associati per gestire, secondo quanto impone la legge, le funzioni fondamentali. E’ una differenza sostanziale che ha comportato un lavoro minuzioso e attento da parte dei sindaci, dei segretari, dei funzionari, dei dipendenti ,tutti chiamati a collaborare per mettere in piedi un soggetto credibile e soprattutto funzionale perché se non funzionerà adeguatamente è previsto il commissariamento non solo per l’Unione ma per tutti i comuni. A complicare il lavoro che già era difficile, ci si mettevano anche le leggi che si susseguivano, quella nazionale e quella regionale, che talvolta erano anche in contraddizione tra di loro. Comunque abbiamo elaborato il nostro statuto, approvato all’unanimità in Consiglio Comunale, lo abbiamo adeguato alle nuove norme regionali nel settembre scorso, in base alle quali dall’inizio di novembre la giunta è composta da tutti i sindaci dei comuni che compongono l’Unione ed il Presidente sarà un sindaco a rotazione tra tutti, durando in carica due anni; come deroga contemplata dalla normativa, in questo frangente è stato previsto che il Presidente della ex Comunità montana mantenga la

carica fino alle nuove elezioni amministrative, dopo le quali entreranno in vigore le regole dello statuto. Passando alla organizzazione delle funzioni, mi sembra importante sottolineare la scelta dei sindaci fatta a tutela dei dipendenti , di creare una struttura cosiddetta a stella, cioè gli uffici non saranno trasferiti in un’unica struttura, ma i dipendenti rimarranno nelle loro sedi e da lì lavoreranno per l’Unione tramite i mezzi informatici, inoltre in ogni comune, oltre ad un front-office che si interfaccerà con gli utenti per tutte le loro esigenze, sarà presente una struttura organizzativa che gestirà una funzione per tutti gli altri comuni. Abbiamo già associato le funzioni del diritto allo studio, della viabilità e trasporti e della Protezione civile. Sembrava un lavoro semplice ma la realtà ha tolto ogni illusione, niente è e sarà semplice, c’è da mettere insieme esigenze e caratteristiche di otto comuni, ciascuno con la propria realtà e le proprie peculiarità, dalle quali deve uscire una organizzazione che ne tenga conto; per la funzione del diritto allo studio dovranno essere gestiti unitariamente non solo i regolamenti ma anche gli edifici scolastici sia per le utenze che per la manutenzione. A tale scopo è stata individuata una struttura polifunzionale con dipendenti di vari comuni che dovranno dare risposte per tutti: con questo sistema , come vedremo anche per la altre funzioni, si darà la possibilità di specializzazione e valorizzazione dei dipendenti che non dovranno più essere tuttologi ma appunto saranno specializzati in un settore. Da novembre è stata associata anche la funzione della viabilità e trasporti che ha organizzato una struttura che vede un responsabile a livello Unione, a seguire quattro zone , ciascuna composta di due comuni, con un dirigente e una squadra di operatori che dovranno assicurare il mantenimento della viabilità. Anche per questo settore sono allo studio regolamenti comuni per quanto riguarda tutta la gestione di tutti gli aspetti che ricadono nella funzione viabilità e trasporti. Dal primo gennaio 2013 entrerà in attività anche la funzione della polizia Municipale alla cui elaborazione sta operando un gruppo composto da quattro esponenti della polizia municipale dei quattro comuni che hanno già un struttura significativa e da esponenti della giunta dell’Unione. Da questo lavoro dovrà uscire una proposta che risponda alle caratteristiche di efficienza e funzionalità assicurando un servizio ottimale su tutto il territorio dell’Unione. Dal primo marzo andrà in vigore la centrale unica di committenza, un organismo che dovrà occuparsi di gestire tutti gli acquisti e tutte le gare di appalto degli otto comuni, una struttura veramente importante anche per la quantità di addetti che richiede e praticamente quella che gestendo il tutto per un’area così vasta, dovrebbe garantire gli effettivi risparmi che siamo chiamati a realizzare . A seguire entro il 31 dicembre 2013 tutte le funzioni dovranno essere associate e ci saranno controlli minuziosi per verificarne la funzionalità, l’efficienza, la convenienza.

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SOCIALE

NASCE “L’ALLEGRA COMPAGNIA DEGLI AMICI DI NUNZI”
Non solo chiacchiere e ferri on tutti sanno che nel nostro paese è stato attivato un servizio rivolto alla società, dall’iniziativa della Regione Toscana che ha aperto un bando per la candidatura a svolgere il Servizio Civile presso il nostro comune. Da questa esperienza è stata proposta la volontà dell’ente a creare un centro di aggregazione per adulti, senza alcun limite di età, aperto a tutti coloro che vogliono partecipare e trascorrere un po’ di tempo in compagnia tra chiacchiere e attività ricreative. Nasce così dall’entusiasmo di una piccola parte della popolazione, il 22 Ottobre il centro”L’allegra compagnia degli Amici di Nunzi”dedicato alla nostra paesana, da tutti conosciuta e sempre ben ricordata Nunziatina, per non dimenticare la sua volontà e la sua predisposizione ad aiutare il prossimo. La sede attuale è presso Palazzo Bruchi, nelle sale della Biblioteca Comunale, aperto tutti i giorni dalle ore 15,00 alle ore 18,00 dal lunedì al venerdì. In queste ore si cerca di trascorrere il tempo attraverso attività che cercano di andare a prendere l’interesse di ognuno e sono ben accette tutte le proposte! In questi giorni oltre a chiacchierare del più e del meno, tra una tombola, una risata e una sfida a carte le persone presenti hanno voluto dare un piccolo contributo alla Scuola Primaria di Cinigiano con alcuni manufatti artigianali da poter vendere, insieme ai lavoretti dei ragazzi, al mercatino di Natale organizzato dalla scuola. Ognuna di queste persone porta la loro esperienza, i loro racconti, i loro dolori e loro gioie, condividono esperienze, emozioni, ricordi, imparano cose nuove e sono ben felici di tramandare le nostre tradizioni. Un nuovo modo per arrivare a sera con la possibilità di avere un sorriso in più e un po’ di spensieratezza.

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La chiusura delle poste

Castiglioncello Bandini

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urtroppo, non inattesa, è arrivata la notizia della chiusura dell’ufficio postale a Castiglioncello Bandini , ma stavolta finalmente è però corredata da una proposta importante, che dà ragione degli sforzi congiunti tra comuni, UNCEM, Regione che ha portato nei paesi interessati dalla chiusura, all’apertura dello sportello “ Ecco Fatto”, un servizio che utilizzando i ragazzi del servizio civile, andrà gradualmente a coprire ciò che erogava fino ad oggi Poste. L’Amministrazione Comunale, temendo quello che poi è successo, si era già attivata aderendo al progetto e sottoscrivendone anche l’onere finanziario che prevederà. Difatti con Posta si stanno definendo i servizi che potranno essere offerti finanziari e postali. Lo sportello funzionerà un po’ come un anello di congiunzione. Inoltre offrirà anche servizi regionali e comunali a seconda delle esigenze della singola comunità. Pertanto nelle prossime settimane lavoreremo con la popolazione per organizzare il nuovo servizio che si prospetta più ricco di offerte ed opportunità che non la semplice apertura dell’ufficio postale un giorno alla settimana. A questo proposito il giorno mercoledì 19 dicembre proprio a Castiglioncello il Presidente dell’UNCEM Oreste Giurlani ha tenuto un incontro zonale con la popolazione, alla presenza anche dei sindaci dei comuni dell’Amiata che sono stati interessati alla nuova razionalizzazione degli uffici postali.

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B I L A NCIO

IMU
n bilancio difficile e inchiodato in scelte imposte dall’alto”. “Purtroppo la scarsa partecipazione ed il non sapere, invece di attivare quel fondamentale diritto all’informazione sancito dalla Costituzione e collegato al diritto-dovere di partecipare alla vita politica e sociale, scatena spesso “chiacchiericci” davvero poco rispettabili che si diffondono a macchia di leopardo fino a divenire sentenza” – questa la constatazione dell’Ass. al bilancio Romina Sani, che ritiene necessario sintetizzare alcuni punti essenziali in merito all’ IMU, impropriamente definita “imposta municipale unica”:

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di fatto mancano per riduzione dei trasferimenti erariali ed € 24 sono effettivamente gli incassi comunali che nel 2012 sono serviti a fronteggiare ulteriori tagli di risorse statali. Quindi, a fronte di questa difficile manovra finanziaria, che si traduce nell’imposizione di scelte impopolari in un momento troppo drammatico, giudicare “ladro” il Comune ha il sapore di pressa pochezza.

ALTERNATIVE

DOBBIAMO PRENDERE ATTO:

Un lungo e complesso percorso quello affrontato dalla giunta comunale, che si è trovata svilita ad analizzare la manovra finanziaria con l’anticipazione dell’IMU, accompagnata da una profonda incertezza interpretativa a causa delle normative che arrivavano a singhiozzo unite a proiezioni ministeriali davvero poco attendibili, in un momento storico definito da autorevoli analisti il più drammatico dal secondo dopoguerra. La giunta comunale ha inquadrato e analizzato le problematiche e l’impegno è massimo per fare scelte nell’interesse dei cittadini, “mettiamo le nostre facce mentre risentiamo delle ripercussioni della pessima pagina della politica che l’Italia sta scrivendo da qualche anno generando una crisi allarmante”. Sono state fatte assemblee pubbliche sul tema in ogni frazione. IL CONSIGLIO COMUNALE, altra occasione importante per partecipare ed informarsi, HA APPROVATO ALL’UNANIMITA’ la proposta della delibera di giunta n.15 del 26.06.12 di: MANTENERE ALIQUOTA MINIMA (4 per mille) per la 1° abitazione e pertinenze AUMENTARE (10 per mille) aliquota sulla 2° abitazione e altri immobili Mantenere aliquota base sulla 1° abitazione è stata una scelta non facile, ma sentita emotivamente e voluta a tutti i costi, essendo rivolta al primo tetto costruito con sacrifici sotto cui viviamo. Molti comuni invece hanno aumentato pure su questa. Per quanto attiene all’aumento sulla seconda, è stato sofferto ma inevitabile (lo stesso aumento oscillante tra il 9 e il 10 per mille è stato applicato nei Comuni dell’Unione Montani Amiata Grossetana). Da notare bene: la metà esatta dell’aliquota ordinaria sulla 2° abitazione è di competenza dello Stato, l’altra metà che sarebbe di competenza dei Comuni sconta la riduzione dei trasferimenti statali e solo la differenza rimane nelle casse comunali, per meglio capire su € 100 che paghiamo sulla 2° abitaz. e altri immobili, € 38 vanno direttamente nelle casse dello Stato, € 38 che sarebbero di competenza comunale

L’unica alternativa a questa manovra finanziaria sarebbe l’abbattimento dei costi. Infatti, molti Comuni hanno effettuato tagli significativi nelle loro spese, ma noi cosa possiamo tagliare??? DI SUPERFLUO NEL NOSTRO BILANCIO NON ABBIAMO NIENTE, a meno che non si ritenga superfluo portare i bambini a scuola, assicurare loro un ambiente ed un offerta didattica decorosa, assicurare il servizio mensa, (servizi a cui tra l’altro siamo obbligati per legge, visto che lo Stato riduce i trasferimenti ma non ci diminuisce gli adempimenti che sono sempre maggiori), garantire il servizio socio-sanitario. L’impegno è stato e continua ad essere quello di operare piccoli risparmi laddove sia possibile.

IMPEGNO FUTURO

Da gennaio 2013, di fronte alla certezza degli incassi e sperando possa cambiare la normativa sull’applicazione dell’IMU, ci impegneremo a rivalutare le aliquote, cercando di differenziarle sulle diverse categorie (appartamenti in comodato d’uso gratuito, esercizi commerciali, ecc…); per l’incertezza sia normativa che di incasso, purtroppo, abbiamo dovuto operare una scelta precauzionale e molto rigida, speriamo quindi di poter fare molto meglio, soprattutto cercando di recuperare delle economie dalla gestione associata delle funzioni attraverso l’Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana. L’Ass. Sani invita tutti ad acquisire le informazioni necessarie e reali prima di abusare della libertà di parola e rimane come sempre a disposizione per ogni chiarimento.

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A M B I ENTE

FAR FESTA NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE
Un primo passo verso uno stile di vita arte da questa Amministrazione, trovando subito ampio consenso da parte delle associazioni contattate, l’idea di tradurre buoni propositi, spesso emersi negli incontri, in azioni concrete iniziando a considerare l’ipotesi di modificare i nostri comportamenti in considerazione di quello che deve essere il rispetto per l’ambiente, partendo da azioni che sempre più devono entrare a far parte di una scontata scelta. Già da queste ultime edizioni autunnali, e molti di voi lo avranno notato, nelle nostre feste si è fatto uso di materiali ecologici in particolare sono state utilizzati piatti e posate realizzate in “granturco” come spesso si sente dire in realtà anche se c’è del vero sull’origine della materia prima ci sono alcuni materiali con nomi ben definiti uno è il Mater-Bi un materiale derivante da amidi vegetali, completamente biodegradabili e compostabili, secondo le norme vigenti, nel nostro caso viene usato per la produzione di forchette cucchiai e coltelli e con abbinamento al cartoncino offre anche piatti e bicchieri. Può arrivare a resistere fino a 80° ecco perché molte volte queste posate non sono molto adatte a essere utilizzate per una pizza fumante. Il suo film può essere utilizzato per sacchi e buste come quelle che contengono i kit delle posate. Sempre rimanendo nella “voce di piazza” che sostiene che sia il “granturco” il protagonista di questi materiali ne troviamo un altro che con il mais ha molto a che vedere che porta il nome di Ingeo P .L.A. anch’esso compostabile e biodegradabile viene usato, nel nostro, caso per la produzione di bicchieri, il suo limite è ancora la sua resistenza alle temperature: 55°, per questo è strettamente consigliato il suo utilizzo per le bevande fredde. Terminando l’excursus sui prodotti ecologici andiamo questa volta a vedere di cosa sono fatti i nostri piatti, vaschette e vassoi per pietanze. Sono in polpa di cellulosa, materiale prodotto attraverso trattamenti delle fibre residue della lavorazione del legno, completamente naturale e resistente a temperature oltre 200° utilizzabile nel forno tradizionale e anche nel microonde. Una scelta quella delle associazioni veramente importante, un inizio, come detto prima, che contribuisca a non mettere in dubbio che un comportamento rispettoso dell’ambiente non può che essere prioritario. Inoltre l’iniziativa vuole essere un modo, sicuramente il più semplice, di far veicolare un messaggio orientato a promuovere nuovi stili di vita e comportamenti eco-compatibili. Per i comitati che ancora non hanno aderito all’iniziativa contattare l’’Assessore all’ Ambiente. Ass. Ambiente Massimo Fabiani

BOTTIGLIE ECOLOGICHE
“Non vanno nelle campane” ome sicuramente avrete notato, alcune note marche di acque stanno imbottigliando in contenitori ecologici, bottiglie piccole e grandi con ben evidenziato la scritta ECOLOGICA. Attenzione queste bottiglie non devono essere messe nelle campane vetro plastica ma devono essere smaltite, dopo aver tolto possibilmente tappo e ghiera sottostante (ottimi per il contenitore vetro plastica o per la raccolta del PE fatta da alcune associazioni di volontariato per raccogliere fondi per la realizzazione di pozzi in paesi Africani o attrezzature per disabili) nei contenitori dell’umido dove utilizzati o come nel nostro caso nel cassonetto dell’indifferenziata.

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C U LTURA

TEATRO COMUNALE “cartelloniamo 2012-2013”
i comunica a tutte le associazioni locali ( legittimamente costituite), a scuole ed artisti, che il Teatro Comunale, qualora avessero proposte per costruire insieme il cartellone invernale fino a giugno 2013, rimane nella nostra disponibilità e può essere utilizzato, previa presentazione di iniziative (entro gennaio), che saranno approvate nel calendario culturale, senza previsione di costi. Gli adempimenti legali (siae..) e relative responsabilità rimarranno in capo al proponente, mentre spese utenze e disponibilità del teatro saranno a carico del Comune, quale coorganizzatore. E’ un modo per proseguire una politica di risparmio senza far morire la cultura, con l’opportunità di consegnare alla popolazione il teatro, affinché possa partecipare non solo da spettatore ma anche da attore, dando voce alle piccole ma importanti realtà culturali presenti nel nostro territorio che potranno sicuramente arricchire l’attività culturale. Per chiarimenti rivolgersi all’Assessore Romina Sani.

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PIAZZA AMEDEO MASSARI Poggi del Sasso
el pomeriggio del primo settembre, a Poggi del Sasso, si è svolta la semplice ma significativa cerimonia della inaugurazione della piazza all’ingresso del paese, cerimonia che presentava vari aspetti degni di riflessione, come ha messo in evidenza il sindaco nel suo intervento. Il primo riguardava l’importanza della piazza nella vita della collettività e questa piazza, fortemente voluta dai cittadini dei Poggi, ben la rappresenta con la sua armonica disposizione di arredi particolarmente curati che invitano al riposo e alla tranquillità e con l’apertura su di essa di servizi essenziali quali l’ambulatorio, il minimarket, la sede del Consorzio tutela del Montecucco, il centro polifunzionale; essa è inoltre il simbolo della rinascita di questo paese grazie all’opera illuminata della famiglia Tipa che ha ridato vita ed impulso a tutto il territorio. E non a caso c’è stato un intervento economico importante da parte della Fondazione Bertarelli-Tipa per il completamento della piazza stessa. Altro elemento significativo la titolazione della piazza all’illustre giornalista Amedeo Massari nato e sepolto a Poggi del Sasso, sempre legato al suo paese ed alla sua gente che lo ha ricambiato con uguale affetto. Presenti numerose autorità civili, militari e religiose, tutta la popolazione dei Poggi, dopo il taglio del nastro e l’intervento del sindaco Silvana Totti, il genero dottor De Carlo Nicola ha tracciato un breve profilo del giornalista, mentre il dottor Claudio Tipa e l’architetto Edoardo Milesi hanno ricostruito il percorso compiuto dall’azienda dal momento in cui giunsero in questo territorio depresso e in via di spopolamento fino all’attuale rinascita. A seguire un rinfresco offerto dalla famiglia Massari e per gli appassionati il concerto alla Cantina di Collemassari.

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Per informazioni, nuovi allacciamenti, contratti e altri servizi commerciali: da telefono fisso NUMERO VERDE 800 887 755 da telefono mobile 199 114 407

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Buona pensione, Maso
ra il 1976 quando il geometra Massimo Bovini, cinigianese doc, entrò a lavoro nell’ufficio tecnico del comune di Cinigiano, “sconvolgendo “tutti gli impiegati per il suo look futurista. Sono trascorsi ben 36 anni ed il giovanotto di allora se ne va in pensione sfoggiando

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un “pelame” garibaldino che lo rende veramente particolare. In questi anni il grande Maso ha condotto l’ufficio tecnico, settore urbanistica, mettendo in campo preparazione e capacità che lo hanno reso quasi una istituzione; certamente ognuno è libero di valutare il suo operato secondo il proprio metro, ma credo che nessuno possa mettere in discussione il suo amore per il paese e la disponibilità ad impegnarsi nella vita collettiva. Senz’altro colei che lo ha sostituito, alla quale vanno gli auguri di una carriera ricca di soddisfazioni, saprà farsi valere, ma Maso lascia un ricordo di relazioni amicali importanti, soprattutto in coloro che hanno condiviso con lui le peripezie della vita amministrativa, sia come colleghi sia come amministratori( ha visto succedersi sei sindaci). Salutati i colleghi e gli amministratori in allegri conviviali, Maso si godrà la meritata pensione insieme alla gentile Carmela, ma certamente lo vedremo spesso per le vie del paese al quale siamo sicuri rimarrà legato. Non possiamo che ripetere: Buona pensione, Maso.

Rivolto all’ignoto ( si fa per dire) diffusore di volantini
i sono persone che hanno il tempo, l’energia e la voglia di dedicarsi a scrivere e diffondere volantini che , prendendo spunto da situazioni oggettivamente talvolta difficili, distorcono la verità e aizzano nel contempo soggetti fragili facilmente influenzabili. Il tutto naturalmente rigorosamente anonimo , sottraendosi alla possibilità di denuncia per diffusione di notizie tendenziose e false. In relazione all’ultimo di questi volantini, mi preme sottolineare che l’amministrazione, nei ripristini di via Roma, non ha speso un euro in più rispetto al progetto, perché in sede di chiusura dei lavori, l’ufficio tecnico, una volta verificato che c’erano delle criticità nella esecuzione degli stessi, si è tenuta una cifra adeguata per i successivi lavori di ripristino. Semmai forse non tutti sono consapevoli che dei soldi pubblici sono stati spesi per procrastinare l’inizio dei lavori in via Roma, così come richiesto dai partecipanti all’incontro organizzato in comune, assai numerosi e rumorosi, che chie-

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Silvana Totti

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sero tale rinvio perché i lavori avrebbero coinciso con il periodo estivo e per venire incontro alle loro esigenze, i lavori furono consegnati, pena la perdita del finanziamento regionale, ma subito bloccati, ragion per cui dovemmo poi pagare una penale alla ditta. Questa è la verità, verificabile dalla documentazione agli atti a cui tutti i cittadini possono accedere , previa una semplice domanda. Che poi i lavori causino dei disagi siamo tutti consapevoli, ma mi pare che da parte dell’ufficio e dell’amministrazione ci sia stata sempre la massima attenzione affinché fossero i minori possibili. L’alternativa sarebbe non fare nulla ne’ di nuovo ne’ di ripristino, magari poi denunciando il sindaco se succede un incidente. A conclusione vorrei dire al signore ( si fa per dire) di cui sopra, che non giova a nessuno agitare fango che ricade su tutta la comunità, ma soprattutto in periodi difficili come questo è necessario collaborare e unire tutte le energie . Questo non vuol dire che non ci debba essere libertà di critica ma questa deve essere trasparente e costruttiva nell’interesse della collettività.

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così no!

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così no!

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Non abbandonare così i tuoi rifiuti sul suolo pubblico . Rischi una sanzione fino a 3000 euro. Per i rifiuti ingombranti chiama lo 0566919946 e richiedi un ritiro gratuito a domicilio .

di Carlo e Beppino Pistolesi

GINIGIANESI INCROCIATI
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ORIZZONTALI:1.Soprannome di Aldo Bartalucci, fratello ”dell’Aviere”; 9.Quello attuale è tedesco, il precedente era polacco; 13.Provocano dolorose coliche; 13 14 15 16 17 14.Lo usano i giovani per farsi la cresta; 15.E’ figlio di nessuno;17.A Cinigiano lo era Celestino ed adesso lo è Antonio; 18.La marca del distributore di Cinigiano; 18 19 20 19.Nomignolo della Galassi, indimenticata “volontaria del paese” di Cinigiano; 21. Beppino ... che non ha pari; 23.Le 21 22 23 24 25 hanno in comune ... il Deciso ed il Meglio; 24.Ente assistenziale che, con questo barroccino, forse tornerà presto di moda; 25.Intercalare tipico dei livornesi; 26 27 28 29 26.L’olio a Londra; 27.Esclamazione tipica dell’aretino; 28.Il babbo del “Polverelli”; 29.Bevanda al gusto di 30 31 Ginepro; 30.Località sciistica del Colorado; 31.Denudati in cinigianese; 32.Il 13 verticale, Era detto l’... ”nero”; 32 33 34 35 36 37 34.Era chiamata nell’antichità “Augusta Praetoria”; 36.Agire ... al centro; 38.Si trovano ... a Napoli ed a Terni; 40.Sono pari ... ad Ankara; 42.Nome con cui era 38 39 40 41 42 conosciuta la suocera dell’ex appuntato dei carabinieri Emilio Galassi; 43.Nome della protagonista del film girato 43 44 45 46 47 a Porrona; 45.Nome del marito di Ilda Galassi e babbo di Patrizia Minacci; 48.Nome di una delle figlie di Guerrino Landi; 50.È il monumento simbolo di Bruxelles; 52.Nome 48 49 50 51 dell’Assessore Sani, del Comune di Cinigiano; 53.I cinigianesi lo prendevano a Sant’Angelo Scalo; 54.Iniziali 52 53 54 del curatore della rubrica “Gente di classe” . VERTICALI:1.La località dove sorge il monastero di Siloe; 2.Soprannome del babbo del suocero di Ferro; 3.In mezzo ... alla cena; 4.Nome del babbo di Fascetto il tatuatore; 5.Soprannome del babbo di Ottavino, Caterina, Maria e Giovanna; 6.Nome di uno dei fratelli Steri, che gestivano il distributore di Santa Rita; 7.Nome del babbo di “Saramella”; 8.Lo è il latte non scremato; 10.Nome della moglie del macellaio Eugenio Galassi; 11.Il fiume più lungo d’Italia; 12.Nome del Tonelli che abitava allo straporto del Botroncupo; 16.A questo Santo è intitolata la chiesa di Castiglioncello Bandini; 20.Simbolo chimico del Sodio; 22.Nome del sindaco Angelini; 25.Il patronimico nel cognome del leader dell’Italia dei Valori; 27.Vi si faceva la trebbiatura a fermo; 28.Sinonimo, arcaico, di ventre, pancia; 29.Nomignolo dato da giovane al Dr. Galassi; 31.Cognome del roccioso difensore olandese che fu del milan, a cui i tifosi del livorno associarono un “cornuto” delle alpi; 33.Lo storico “giornalaio” di Cinigiano, babbo di “Birillo”; 35.Nome della Serafini, ballerina del carro del molino; 37.Nome della comproprietaria della tenuta “Capanne Ricci”; 39.Cognome di “Bicche”; 41.A quello “maremma”, ci lavoravano il mi’ babbo,, Brasini, Mario Bovini ecc. ecc; 42.A Cinigiano ce ne erano due con lo stesso soprannome, e per distinguerli uno finisce in “ino” e l’altro finiva in “one”; 44.Sigla del “Museo d’Arte Moderna” di Parigi; 46.Fiume svizzero che sfocia nel Reno; 47.La negazione che è un palindromo; 49.Iniziali del Nannini pilota, fratello della “Gianna”; 51.Iniziali del fornaio di Cinigiano.
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DIFFERENZE

Le due vignette differiscono per 12 piccoli particolari, sapete trovarli?

... fatti nostri,

Gingillando
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Dalle associazioni

“EVOLUZIONE PRO LOCO”
Assemblea Nazionale
i è svolta nei giorni 19 - 20 - 21 ottobre nella splendida cornice di Loano 2, in quel di Loano in provincia di Savona, ospiti dell’UNPLI Liguria, l’Assemblea dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia. Oltre settecento persone di pro loco fra delegati e accompagnatori, hanno voluto essere presenti per il rinnovo del presidente e dei componenti dei Probiviri e dei Revisori dei conti. Ben nutrita la rappresentanza della nostra provincia con i suoi delegati provenienti da tutte le aree geografiche: Leonardo Agostinelli pro loco Follonica e presidente provinciale, Massimo Fabiani presidente della pro loco Cinigiano in rappresentanza della zona Amiata, Galdi Giulio della pro loco di Roccatederighi in rappresentanza delle pro loco delle Colline Metallifere e Luca Varaglioti della pro loco Alborensis di Alberese, per l’area Sud. Le tre giornate sono state decisamente intense anche per la concomitanza della festa dei 50 anni dell’associazione. L’ “Evoluzione Pro Loco”, questo il titolo scelto per la tre giorni di lavori assembleari, ha avuto l’adesione del Presidente della Repubblica e l’Alto patrocinio di Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Ministero del Turismo, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero per i beni e le Attività Culturali. Gli argomenti portati all’attenzione dell’interessatissima platea sono stati molti fra questi da segnalare la nascita del GEPLI il forum dei giornali editi dalle pro loco dove la pro loco di Cinigiano, con il suo giornale …fatti nostri, è interessata in prima persona e che ha dato la sua disponibilità per collaborare in ambito nazionale alla nascita di giornali e riviste aventi gli stessi scopi redazionali. Argomento al centro dell’attenzione non poteva non essere il turismo dove le pro loco con le loro strutture sono rimaste fra le poche a operare in prima linea. Il rieletto Presidente Nazionale Claudio Nardocci. ha definito le 6000 pro loco italiane “piccole imprese turistiche; un movimento a disposizione della cultura e del turismo popolare

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del territorio: quello che adesso è protagonista del grande turismo del fine settimana che va alla ricerca dei borghi, dei sapori, delle tradizioni e del folklore. Per noi – ha affermato – è un grande momento di crescita, ma adesso il turismo italiano, quello tradizionale e convenzionale, deve riconoscere sempre di più, al mondo UNPLI, questa nostra diffusione capillare”. Si è parlato di rinnovamento e qualità del mondo UNPLI, di evoluzione e “circolarità virtuosa”, argomenti principali durante i lavori assembleari. Temi trattati anche da due massimi esperti del turismo: Joseph Ejarque e Giancarlo Dall’Ara, che hanno voluto far comprendere alle Pro loco che è necessario raccogliere la sfida del cambiamento per non scomparire dalla scena turistica nazionale. Un ruolo, questo, che le Pro loco italiane hanno sempre ricoperto fin dalla nascita, valorizzando non solo territori, bensì tradizione, folklore e cultura autoctoni come grande valore aggiunto. Di seguito ci sono stati gli interventi dei rappresentanti Pro Loco che hanno portato la loro esperienza vissuta, quindi è stata la volta della premiazione dei fondatori dell’UNPLI: nata infatti nel 1962, anche a Loano l’Unione Nazionale ha festeggiato i suoi primi 50 anni, dopo gli eventi celebrativi di Gallipoli e Roma. Un altro importante momento è stato la consegna del riconoscimento alle Pro Loco centenarie di tutta Italia, accompagnato da una solenne premiazione, e la sottoscrizione dell’accordo UNPLI–Poste Italiane siglato tra il Presidente Nardocci e il delegato di Poste Italiane. I primi risultati di rinnovamento e crescita di qualità si stanno ottenendo grazie all’accreditamento dell’UNPLI presso il Comitato Intergovernativo Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, che nei prossimi mesi darà vita a due grandi progetti nazionali in collaborazione con la Confcooperative, per la custodia e la valorizzazione dei beni culturali secondari (musei comunali, siti archeologici) e la vendita dei prodotti tipici di assoluto legame territoriale. Attualmente, l’Unione delle Pro Loco vanta al suo attivo, tra le altre, una preziosa collaborazione con l’Istat e con il Ministero del Welfare per la salvaguardia dei Borghi. In 50 anni molta strada è stata percorsa, molti sono stati i cambiamenti e le evoluzioni. Tanta strada rimane ancora da fare per la più grande associazione italiana di volontariato, ma sarà sempre e solo secondo puro spirito “pro loco”.

In foto: Giulio Galdi, Claudio Nardocci, Leonardo Agostinelli, Luca Varaglioti, Massimo Fabiani, Mauro Giannarelli, Alessandro Chiti

... fatti nostri,

“IL MITO DELL ’ETERNA GIOVINEZZA”

Un augurio e una certezza
ercando di essere sempre puntuali nel raccontare quella che è stata la nostra attività, riassumo qual’è stato l’impegno nei mesi estivi fino a arrivare a oggi. Del resto il nostro giornale era nato proprio per questo per rendere partecipi e informati per primi i soci e i paesani delle varie iniziative intraprese e dei risultati raggiunti. Come già più volte anticipato credo che la gran mole di lavoro che ha svolto l’ associazione in questo anno e anche negli anni passati è sicuramente importante e impegnativa, dunque rinnovo anche da questo spazio riservato all’Associazione un appello: avvicinatevi numerosi e collaborate a ogni titolo se è vostro desiderio continuare su questa strada ricca di lavoro ma sicuramente anche di risultati soddisfacenti. La sola attività degli ultimi mesi dell’anno basta a far riflettere su quanto in ogni periodo viene messo in piedi. Dopo l’uscita di …fatti nostri, d’estate e l’aver fatto da coordinatori fra operatori turistici associazioni e Amministrazione comunale per presentare “un invito” comune come il libretto “Fra borghi pievi e castelli”, dove vengono raccolte tutte le date degli eventi presenti sul territorio, ci siamo concentrati su in “In punta di rebbi” il nostro evento gastronomico realizzato con le tre cene a tema nelle contrade dal titolo: “festa senza festa”, nome che voleva incuriosire e portare all’attenzione di tutti, dei cinigianesi per un motivo e dei turisti per un altro, la gastronomia tradizionale di feste importanti come il Capodanno, il Carnevale e il Natale. Le contrade si sono messe ai fornelli riuscendo sicuramente a proporre qualcosa di interessante e magari anche a racimolare qualcosa per il sostentamento economico pur non essendo, lo sco-

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po principale dell’evento. Il mese di luglio, come oramai da anni, ha visto Contrade e Pro loco organizzare “Cartaphesta” il laboratorio artistico propedeutico alla formazione di nuovi carristi e non solo. Crediamo che anche in questa occasione le cose siano andate alla meglio, buona la partecipazione dei ragazzi, in questa edizione più giovani delle altre volte. I risultati ci sono, si comincia a vedere qualche frutto, alcuni citti vanno al carro a mettere in pratica quanto imparato, le scuole si sono interessate e grazie a una collaborazione con il Servizio Civile del Comune si sono resi disponibili per un mese di laboratorio e i risultati si sono visti nella sfilata della Festa dell’uva con il carro dei ragazzi, con costumi e nei lavori esposti nella mostra aperta nella sala expo di palazzo Bruchi. La notizia ha varcato anche le Alpi e dai nostri Amici gemellati di Francia ci giunge l’invito per uno scambio di esperienze in materia. Nel mese di agosto oltre che essere in prima fila a sostegno promozionale di tutti gli eventi siamo stati impegnati anche per l’organizzazione di Calici di Stelle e Cinigiano Rock che vedeva quest’anno sul palco una cover Band di Zucchero e finalmente, dopo tanti anni di preghiere, anche la scuola di Musica locale con un repertorio appropriato. Ovviamente la festa dell’uva è sempre nell’aria ma in questi periodi l’aria si fa sempre più pesa e il lavoro non manca per mettere in piedi il consueto dignitoso appuntamento. La Festa dell’Uva raggiunge i suoi quarantatre anni e si fa trascinatrice di vita di contrada, corsi, mostre, ricerche e promozione per il territorio, e chissà quante attività devono dire grazie a questo “mondo” locale dal nome “Festa dell’Uva”. Ogni anno ci si propone di variare o integrare piccole cose che vanno nell’arco del tempo a trasformare quello che solo apparentemente sembra un programma uguale da sempre. In questa edizione si è tentato di dare una svolta ecologica per quanto riguarda i materiali utilizzati, in particolare al Ristorante della festa e di ampliare, creando anche un logo, la scelta di prodotti detti a Km0. In questa edizione è stata aperta una cantina dove è stato possibile degustare pietanze della tradizione gastronomica dei “nuovi cinigianesi”. Riflettori ovviamente puntati su quello che per noi è la parte più importante il palio dei carri: La contrada di Largo Fontenasso, il Cassero con “Senti nu core tou” ha portato in Piazza un carro su un tema di attualità, come del resto aveva fatto con miglior fortuna anche lo scorso anno: i rapporti fra culture diverse all’interno

Dalle associazioni
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della nostra penisola. Lo fa in un modo decisamente semplice, diretto e interessante raccontando una storia che si sviluppa in Puglia in un piccolo paese come il nostro. Una famiglia proveniente dall’India trova ostilità e diffidenza fra gli abitanti locali compresa la famiglia di Cecilia che si innamorerà dell’indiano Kiran. Spettatori della storia i guardiani del faro due simpatici gabbiani livornesi in rappresentanza di un mondo animale sicuramente più responsabile. Un grande gabbiano a simboleggiare la libertà sovrasta il carro e con le sue ali avvolge simbolicamente le altre strutture come il Trullo e la Moschea, l’elefante indiano e la tarantola del Salento, simbologie che rappresentano le due culture in questione. Questa storia finisce bene, ma lascia aperto un punto interrogativo con la speranza diventi un semplice punto. Quando, l’uomo grazie alla ragione ed al sentimento imparerà a vivere con i suoi simili anche se diversi nel colore della pelle o di diversa cultura? Il carro nella sua realizzazione è completo con strutture ben integrate fra loro e ricco di particolari, il tutto in buona armonia di colori. Peccato alcune difficoltà per l’impianto voce. Il popolo giallorosso della Contrada Molino con “capitano mio capitano” offre l’occasione per una sana riflessione ispirata da una famosa storia dei primi nel ‘900 dove alcuni studenti di un rigido collegio scoprono attraverso uno stravagante professore come la penna di un poeta possa condurre in luoghi lontani più velocemente di un vascello. Un’ intrigante storia si articola sul carro dove gli studenti scoprono che l’insegnante era stato anche lui nella stessa scuola e che era membro di un gruppo che si incontrava in una grotta a leggere e interpretare poesie: “i Poeti estinti”. I ragazzi si avventurano nel mondo della letteratura, salpando alla ricerca di muse ispiratrici, alla ricerca delle proprie aspirazioni e soprattutto con la voglia di trasmettere il delirante fermento dell’animo umano. Ogni studente scoprirà che attraverso la poesia e la letteratura l’uomo ha potuto cantare le proprie passioni, il tormento, l’amore e la propria storia. “Quando la società cambia, quando le regole vengono sconvolte, qualcosa nell’equilibrio tra società e pensiero artistico e filosofico si spezza, e le certezze si dissolvono in una ruggente pena che si tramanda nel tempo. Come un lampo di vita, le parole diventano acrobati del pensiero e prendono forma e colori in un assalto di gioia e di libertà”. Il carro sicuramente imponente, in particolare visto

frontalmente, di ottimo impatto e ben armonizzato nelle strutture e nei colori tanto da sembrare un unico corpo, nei particolari ottimamente realizzati spicca il gufo vera e propria opera artistica. Anche per i tecnici del suono molinari credo che ci sia qualcosa da rivedere. La Gente di via Roma della Pescina propone “il mito dell’eterna giovinezza”chiamando in causa la storia di Doran Gray protagonista del famoso romanzo di Oscar Wild. Un carro decisamente fra i migliori realizzati negli ultimi anni dalla contrada, con un cobra sicuramente sopra alle righe, ben realizzato sia nella struttura che nei colori e altrettanto si può dire del ”diavolo” ottimamente scolpito sul poliuretano. Una ben realizzata e fedele rappresentazione del testo originale che nulla toglie o aggiunge alla storia se non la difficile capacità di sintesi, di concentrare il tutto nei canonici e tiranni otto minuti di scena. Sarà proprio questo il carro che i giurati hanno deciso di premiare decretando la Pescina come vincitrice della 43° Festa dell’uva. Per quanto riguarda il premio “il chicco” riservato ai giovani costruttori è stata la contrada Molino con il suo capitano Lorenzo Lucattini a alzare la coppa del primo premio. Non credo di essere eccessivamente ripetitivo complimentandomi con tutti i contradaioli per il lavoro artistico svolto. Molti altri impegni hanno caratterizzato questo periodo, in particolare ha visto la luce la prima fase del progetto “la via del Biozzi” un itinerario di almeno tre giorni da farsi in bicicletta con partenza da Badia Tedalda fino a arrivare a Alberese, ovviamente passando per Cinigiano, in ricordo della vecchia transumanza del bestiame del secolo scorso. Un’ interessante iniziativa turistica che andremo a presentare nei dettagli nella prossima assemblea annuale. Non dimentichiamo il lavoro dell’ufficio turistico le mostre e le molte collaborazioni con associazioni e con l’Amministrazione Comunale e anche tutto il lavoro per realizzare le varie iniziative del progetto …fatti nostri non sono cosa da poco. Concludo rimanendo a disposizione per ulteriori chiarimenti. Il presidente Massimo Fabiani

Notiziando

Profeta in patria

A VOLTE RITORNANO …
di Andrea Stivaletti

Una “fabbrica” di Pappa Reale

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ggi sono andato a trovare Francesca Stivaletti, nella sua nuova azienda, in località Collecastagno, a metà strada tra Cinigiano e Monticello Amiata. La prima cosa che mi colpisce all’arrivo è il ronzio.... perché l’attività principale di Francesca è l’apicoltura! Le arnie sono proprio accanto a casa ma le api, intente nei loro lavori, non disturbano affatto i visitatori, parola mia che ne ho un pò paura! Ci accomodiamo in giardino, dove, davanti ad un buon caffè rigorosamente dolcificato al miele, Francesca inizia subito a scusarsi per il caos che regna sovrano un pò dappertutto intorno a casa “ Purtroppo ci siamo trasferiti proprio all’inizio della stagione apistica, abbiamo passato l’inverno a sistemare l’interno della casa per poterci trasferire, e così abbiamo dovuto lasciare a metà i lavori all’esterno, che riprenderemo in autunno”. Inizia

sca si occupava di lei, mentre Riccardo manteneva il suo lavoro a Grosseto. Sono andati avanti così per un anno, durante il quale non solo si sono sposati nel nostro palazzo comunale, ma hanno maturato un’importante decisione: questa era la terra in cui volevano vivere. Così, nel 2009 iniziarono a progettare la loro vita agreste. “Ho conosciuto il meraviglioso mondo delle api, un po’ per caso, un po’ per fortuna” spiega Francesca “nel 2010 ho partecipato ad un corso finanziato dalla Provincia e mi sono ritrovata in questo mondo, così affascinante, da stregarmi per la vita”. In questi anni Francesca ha imparato il mestiere, mettendosi alla prova, iniziando con poche famiglie di api, aumentandole sempre di più, affinando la tecnica e coinvolgendo sempre di più anche Riccardo, che pure continua a mantenere il suo lavoro a Grosseto, tanto da decidere insieme di trovare una location adatta dove trasformare una passione in un lavoro “ecco come siamo arrivati qui“ conclude allargando le braccia e mostrandomi l’estensione dell’azienda, che comprende, anche un uliveto da 650 piante e si estende per circa 4 ettari, mentre siamo arrivati in cima alla collina che domina tutta l’area, a da cui si gode un ottimo panorama. Io che di apicoltura non ne so davvero nulla, inizio a tempestarla di domande sul suo lavoro, così inizia a spiegarmi. “Io, nello specifico, mi occupo di produrre Pappa Reale, uno dei prodotti più pregiati dell’alveare, che costituisce l’alimentazione unica dell’ape Regina”. ella mia ignoranza mi informo sulle qualità di questo prodotto. “E’ un alimento estremamente completo, un insieme lipido-glucido-proteico a cui si aggiungono quasi tutte le tipologie di vitamine, svariati sali minerali, amminoacidi. Per la produzione della Pappa Reale le arnie sono stanziali, e devono essere facilmente raggiungibili. Ecco perché sono così vicino a casa, perché mi reco da loro ogni giorno, ed ecco perché passando davanti casa lungo strada, mi vedete sempre con la mia tuta in mezzo alle mie arnie. Nella pratica, per riassumere il più semplicemente possibile il mio lavoro, faccio credere alle api di essere orfane della loro regina, e offro loro un numero molto elevato di nuove candidate a rimpiazzarla. Le api nutrono le larve delle aspiranti regine solo con Pappa Reale, e Alveare in un determinato momento della loro evoluzione, quando il quantitativo di Pappa Reale è maggiore, viene prelevato e filtrato dagli eventuali residui di cera. A questo punto è pronto al confezionamento ed al consumo. Per queste operazione mi avvalgo del laboratorio della Cooperativa Sociale Aristotele, a Campagnatico, una ONLUS a cui sono associata (www.cooparistotele.com). La Cooperativa, tramite la vendita dei prodotti dei soci, finanzia i propri progetti di formazione, qualificazione e sviluppo. Ho aderito

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... fatti nostri,

così a raccontarmi un po’ la sua storia. Francesca è una cinigianese DOC, trasferitasi però a Grosseto con la famiglia alla fine delle scuole medie. Crescendo ha conosciuto Riccardo, con il quale condivideva il desiderio di tornare nella terra in cui era cresciuta.. Era il 2008 e Francesca e Riccardo lasciarono la casa che avevano acquistato alle porte di Grosseto, e si trasferirono, armi e bagagli, nel podere in cui viveva la nonna, in quel di Piantaverna. France-

con molto entusiasmo a questa Cooperativa, essendo un progetto pilota italiano per l’inserimento di persone disabili in apicoltura, e la produzione di Pappa Reale, si presta in modo particolare anche a questo. Spero che quando la mia attività avrà raggiunto una stabilità e una redditività sufficiente, potrò offrire lavoro a qualcuno di loro anche nella mia azienda.”

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’azienda è socia del COPAIT, l’associazione dei produttori di Pappa Reale Italiana, che garantisce un prodotto incontaminato di sicura origine italiana. Spesso il prodotto sul mercato, viene importato dall’estero e commercializzato a prezzi nettamente inferiori,

grazie al minor costo di manodopera, ma con minori garanzie sulla qualità del prodotto. “Assicurati sempre di acquistare Pappa Reale Italiana!” mi ammonisce Francesca. Soddisfatta dell’andamento del primo anno di attività, nonostante la pessima stagione climatica, mi aggiorna anche sui progetti per il futuro. “Dall’anno prossimo intendo produrre anche Polline. Inoltre ho iniziato la conversione Biologica di tutta l’azienda in modo da garantire un prodotto di massima qualità, trovando in anziani e bambini i principali consumatori.” Ringraziando Francesca della disponibilità, la saluto portandomi via un vasetto di Pappa Reale Italiana, che inizierò sicuramente ad utilizzare da domani!

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Profeta in patria
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... fatti nostri,

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Canzoni su Cinigiano
1935 -1967

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el numero speciale dedicato alla Festa dell’uva abbiamo riportato una canzone scritta da Raffaello Raffaelli e musicata da Palmiero Ginanneschi nell’ottobre del 1966. Nell’occasione alcuni Cinigianesi ricordavano anche altre canzoni dedicate al paese. Mi sono ricordato che nel nostro archivio abbiamo una serie di testi fra questi anche due canzoni dedicate a Cinigiano una datata 1935 e una 1967 purtroppo non abbiamo lo spartito musicale; chi può aiutarci si faccia avanti!!!

CINIGIANO (1935)
Parole e musica di Palmiero Ginanneschi Nella Maremma arcana, fertile e briosa c’è una dimora che ti innamora nelle sue notti la canzone è misteriosa in ogni cuore ridesta amor. Questa canzone è un dolce ritornello che i giovani ripetono con ardor. Ritornello O Cinigiano della tue vita vogliam goder, i nostri cuori già fremon d’amor per le tue bimbe che donano il cuor. Per le tue bimbe che donano il cuor. O Cinigiano la giovinezza ci tende a gioir, con i tuoi canti e i tuoi tesor della Maremma sei il più bel fior. Le carovane numerose e piene d’ardore, in allegria con armonia nelle tue notti luminose e tutte in fiore vanno cantando l’inno d’amor; è l’inno dell’eterna nostalgia che i giovani ripeton con amor. Ritornello O Cinigiano della tue vita vogliam goder, i nostri cuori già fremon d’amor per le tue bimbe che donano il cuor. Per le tue bimbe che donano il cuor. O Cinigiano la giovinezza ci tende a gioir, con i tuoi canti e i tuoi tesor della Maremma sei il più bel fior.

CINIGIANO (1967)
Musica di Palmiero Ginanneschi, Parole Gustavo Bargagli Verrà che forse un giorno o Cinigiano – lontano andrò da te, o bimba mia e dai rossi ciel, dall’infinita pace che un dì finì : sì, io ritornerò col mio signore stanco che sogna te! Io ritornerò, vecchia terra a te, per rivedere i verdi tuoi prati! E vi rivedrò, nei lontani dì, o sogni della mia gioventù. Io ritornerò, per vedere te, per ritrovare la primavera! E t’abbraccerò, come un giorno ancor, per non lasciarti mai, mai, mai più! Quando in prima sera, - o Cinigiano – tramonta il sol laggiù, tra’ i prati in fior, tra’ i fiumi d’or, cerco più bello il volto, che un dì sparì! Nel vento ascolterò, tra gl’immensi spazi l’eco di te! Io ritornerò!

... fatti nostri,

Il sommo poeta
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Gente di classe

FESTEGGIARE CON LUSTRO
di Danilo Tassi
e l l a splendida cornice dell’agriturismo S’Anna si sono ritrovati gli ex bambini classe 1987 che tra un bicchiere di vino e un tuffo in piscina hanno ripercorso i loro primi 25 anni, oramai cresciuti ve li vado a presentare (partendo da sinistra): Daniela Siveri, Pamela Panfi, Jessica Fattoi, Daniele Bianchini, Simona Garosi, Stefano Fioravanti, Valentina Sani, Andrea Stivaletti, Gabriele Ferretti, Alessio Cherubini, Alessio Aluigi, Federico Moscadelli, Guido Pieraccini, Riccardo Canuti. Assenti giustificati per motivi familiari: Simona Spampani, Stefania Stivaletti e Moira Canuti.

ovvero il primo quarto di secolo

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FINALMENTE ANCHE QUELLI DELL ’77
… si sono decisi

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... fatti nostri,

il 2 giugno 2011 si sono ritrovati! nella foto da sinistra:Francesco Fantacci, Federico Medaglini, Eleonora Bucci, Federico Dari, Francesca Cocco, Pamela Tiberi, Luca Fattoi, Davide Boscagli, Luigi Enei, Sabrina Catocci, Silvana Machetti, Ilaria Savelli, Mirko Sani, Sabrina Nerucci, Michael Tonelli, Massimo Galassi, Marco Bartalucci, Maribel, Elena.

SALUTANDO LA “CANTINA DI TONO”
la sarta e la massaia
di Irene Dari

ferri da stiro in ferro, azionati dalla brace che veniva ins stufa

Ma altri attrezzi, sempre dei primi del ‘900, utilizzavano le nostre sarte: ferri da stiro in ferro, azionati dalla brace che veniva inserita ferri da stiro in ferro, azionati dalla direttamente brace che veniva inserita all’interno o scaldati direttamente sulla all’interno o scaldati sulla stufa ccoci giunti all’ultimo appuntastufa il naspo, un attrezzo di legno che era utilizzato per fare la matasmento con la “Cantina di Tono” sa di filo o di lana o di cotone; che ringraziamo per l’ospitalità e la il fuso e la rocca, strumento che permetteva di filare a mano; la disponibilità che sempre con piacere ci ha filatura si otteneva con la torcitura di fibre tessili in modo da trariservato. Negli scorsi articoli i mestieri ma37 sformare un ammasso di fibre in un filato. Di solito era utilizzato schili erano stati protagonisti, oggi vogliamo insieme alla rocca, bastone a cui veniva legato l’ammasso di salutarvi con oggetti del passato propri dei fibre da filare, lana, lino e canapa. mestieri femminili: la sarta e la massaia. Tra la fine dell’ ‘800 e l’inizio del ‘900 quello delil naspo, un attrezzo di legno che era utilizzato per fa la sarta divenne un vero e proprio mestiere, non si rammendavano o si cucivano vestiti e stoffe solo per i familiari, ma si iniziavano a confezionare abiti commissionati dalla gente del paese. In particolare, la creazione e la diffusione, a prezzi ragionevoli, della macchina da cucire aveva permesso alle nostre donne di acquistarne una e di averla in casa sempre a disposizione. Chi non si ricorda o non possiede la mitica il fuso e la rocca, strumento che permetteva di filare a mano; la filatura si otteneva SINGER, la prima macchina da cucire domestica risalente agli di fibre tessili in modo da trasformare un ammasso di fibre in un filato. Di sol inizi del ‘900. I primi modelli erano azionati a mano: attraverinsieme alla rocca, bastone a cui veniva legato l'ammasso di fibre da filare, lana, lin so una manovella applicata al volano, con la mano destra si Le sarte nostre quando sarte quando rammendavano si si dedicavano dedicavano alla casa e alla cucina ec Le nostre nonnon rammendavano alla produceva il movimento dell’ago, della spoletta e l’avanzamenaltri utensili che sono appartenuti alla famiglia di Tono e che lui ci ha mostrato: casa e alla cucina ecco qui di seguito altri utensili che sono apto per trascinamento del tessuto, mentre con la mano sinistra NDO LA “CANTINA DI TONO” la bilancia a libbre utilizzata per pesare pasta, polli ed a massaia partenuti famiglia diutilizzato Tono eper che lui ha mostrato: si controllava la sua posizione e l’indirizzamento; poi vennero il naspo, un attrezzoalla di legno che era fare laci matassa di filo o di lana o di cotone; la bilancia a libbre utilizzata per pesare pasta, polli ed altri aliquelle azionate da un pedale, come quella posseduta da Tono ari menti; della “nonna Rosa”, dove la movimentazione si otteneva con unti all’ultimo l’oscillazione appuntamento con “Cantinaposto di Tono” che il ringraziamo per l’ospitalità e la la macchina per fare la pasta in ferro utilizzata con vari dischi di della pedale, sotto tavolino in cui era inserita ità che sempre con piacere ci ha riservato. Negli scorsi articoli i mestieri maschili erano diversa grandezza e misura per ricavare diversi formati di pasta; la macchina che, collegato da una cinghia, produceva il movigonisti, oggi vogliamo salutarvi con oggetti del passato propri dei mestieri femminili: la fornelli e tegami di coccio; mento; entrambe le mani rimanevano libere e quindi disponibili massaia. Tra la fine dell’ ‘800 e l’inizio del ‘900 quello della sarta divenne un vero e estiere, non si rammendavano o si cucivano vestiti e stoffe solo per i familiari, ma si i tosta orzo: l’orzo era messo all’interno del tostino che poi si per l’indirizzamento del tessuto. metteva o sul fornello o appoggiato alla stufa; una volta tostato era usato per fare il caffè.

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il fuso e la rocca, strumento che permetteva di filare a mano; la filatura si otteneva la torcitura alla descrizione degli attrezzi del babbo, incon fondo sarà lei, di fibre tessili in modo da trasformare un ammasso di fibre in un filato. Di solito era utilizzato nuova custode del patrimonio della famiglia Ciacci. insieme alla rocca, bastone a cui veniva legato l'ammasso di fibre da filare, lana, lino e canapa.

Grazie ancora a Tono e Barbara che è sempre stata presente la Vi ricordiamo che Antonio è sempre disponibile ad aprirvi le

Le nostre sarte quando non rammendavano si dedicavano alla casa e alla cucina ecco qui di seguito porte della sua cantina e a spiegarvi la storia millenaria di ogaltri utensili che sono appartenuti alla famiglia di Tono e che lui ci ha mostrato: ormai per passati ma che sonopolli state le di ciò che abbiala bilancia a libbre getti utilizzata pesare pasta, ed basi altri alimenti;
fornelli e tegami di coccio;

mo oggi. la macchina per fare la pasta in ferro utilizzata con vari dischi di diversa grande

confezionare dalla gente del o paese. In particolare, ia tosta orzo: l’orzo eraabiti messocommissionati all’interno del tostino che poi si metteva sul fornello o appoggiato la creazione e la stufa; ragionevoli, una voltadella tostato era da usato fare il caffè. ,alla a prezzi macchina cucireper aveva permesso alle nostre donne di e una e di averla in casa sempre a disposizione.

... fatti nostri,

ricavare

diversi

formati

Dalle tradizioni
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Gioie e sapori

“LE MONDINE”
di Giulia e Massimo Fabiani

Crema per ogni tavola
lcuni giorni fa, parlando di gastronomia mi è stato raccontato di una sorta di farinata di castagne dal nome Mondine. Mi è venuto alla mente un episodio di molti anni fa, quando da nonna Marfisia, in quel della Villa a Castiglioncello Bandini, presi una bella bizza, di quelle con sciopero della fame e a rischio “scularciatura”. Un giorno in casa Nerucci, con tutta la famiglia riunita intorno alla tavola, mi rifiutai categoricamente di assaggiare una certa minestrina che non mi ispirava affatto, trascurando le sollecitazioni di nonni e zia. Specialmente da citti, capita spesso di non voler assaggiare qualcosa semplicemente per il così detto “partito preso”, non credo che da quella volta abbia più sentito parlare di una minestrina di castagne e così, dopo quasi cinquant’anni, vado alla ricerca di quella ricetta, conosciuta da molti, anche se caduta in disuso. Lascio il cappello da cuoco e la penna del gastronauta a Giulia che lasciati i fornelli della nostra cucina sentiamo cosa ci racconta.. La castagna è un frutto che ha avuto da sempre un ruolo impor-

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tante sulle nostre tavole, soprattutto in quelle zone del nostro comune più vicine al Monte Amiata. Il piatto contadino che vogliamo riportare alla mente di alcuni e far conoscere ad altri è un piatto povero ma ricco di bontà. Dai nostri paesani chiamata “Zuppa di Mondine” in realtà è una crema di castagne molto semplice da fare. Ricercando la tradizionale ricetta tra la gente (che ringraziamo) abbiamo scoperto modi diversi di preparare e gustare questo piatto. In alcune famiglie la preparazione si riduceva al “solo” passare in padella le castagne ancora con il guscio, al fine che il calore aiutasse la sbucciatura, una volta pulite venivano messe al fuoco in un paiolo, in acqua e sale, e lessate girando ogni tanto, come si fa per la polenta, fino ad ottenere una poltiglia con pezzetti di castagna; il risultato, una minestra non molto liquida con le castagne. Altro tipo di procedimento è quello di togliere la buccia esterna e poi metterle in forno per circa dieci minuti, con lo stesso scopo di togliere la seconda buccia; dopodiché si procede alla lessatura in acqua e sale e una volta cotte utilizzando anche l’acqua di cottura passare il tutto al passatutto, ottenendo così una crema di castagne! Due modi diversi per realizzare un piatto della nostra tradizione, presente con nomi similari anche in altre parti della Toscana, da sottolineare che alcuni grandi cuochi usano questa crema a volte con aggiunta anche di patate in abbinamento con pesce e carne e così torna ancora appropriato il vecchio detto: “andare avanti a una condizione, tenendo conto della tradizione”.

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“VITABBIA”
di Giulia Fabiani

limpida e onesta

I “nonni” sognatori ci hanno visto lungo
a Vitalba, Clematis vitalba L., o come si dice dalle nostre parti Vitabbia, è una pianta rampicante che si abbarbica alle siepi e agli alberi, presente nei boschi di caducifoglie, nonché su i muri, diffusa nelle nostre regioni in luoghi selvatici, ai margini di fiumi e canali e nella macchia. Si adatta alla maggior parte dei suoli. Un tempo molto abbondante, oggi è in regresso probabilmente per la mancanza di ancoraggi come siepi e arbusti soprattutto lungo le strade di campagna, ha però dalla sua, una grande capacità di colonizzazione. E’ possibile trovare questa pianta dalle zone costiere fino a circa 1300 metri sul livello del mare. La Vitalba è particolarmente riconoscibile dopo il periodo della fioritura, da giugno ad agosto, quando la pianta si ricopre di frutti che alla maturità formano soffici ciuffetti piumosi dall’aspetto inconfondibile, di colore bianco argenteo, che possono rimanere in pianta fino alla primavera seguente. Il fusto è da considerarsi uno delle poche vere liane spontanee diffuse in Europa e può raggiungere nei nostri territori i 15-20 metri di sviluppo. Un aspetto curioso è il suo utilizzo, che ha trovato spazio in molte culture e ambiti

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diversi. In cucina i giovani e freschi germogli, , possono essere utilizzati come ingredienti per risotti, frittate, come verdura lessa e in insalata; hanno un sapore tra l’amarognolo e il salino. Tuttavia è da non sottovalutare la sua tossicità per la presenza di sostanze come ed esempio le saponine, che possono provocare diarrea ed enteriti, anche gravi; ma nei germogli queste sostanze sono presenti in quantità non rilevanti. Facendo la dovuta attenzione l’infuso delle foglie essiccate, può esser usato come un ottimo diuretico. Di questa pianta non è conosciuta solo la sua tossicità per ingestione, ma anche per uso esterno, tanto che viene chiamata anche “erba dei cenciosi” per le ulcerazioni e infiammazioni che può provocare strofinandosela sulla pelle, infatti le dicerie pagane narrano che i mendicanti sfruttavano questa proprietà per peggiorare il loro stato fisico e rendersi pietosi, sperando così di ottenere più facilmente la carità dei passanti. Ma i suoi utilizzi non finiscono qui..dice che in tempo di povertà veniva utilizzato il fusto per creare dei “sigari” e quindi veniva fumato! Purtroppo questo utilizzo creava spesso irritazioni delle mucose della bocca e della gola. Infine un ulteriore utilizzo era quello delle liane come corde per le campane delle chiese di campagna, perché andavano a sostituire quelle di canapa, più pregiate e costose; per lo stesso motivo le liane venivano utilizzate anche per creare intrecci per cesti e panieri. Curiosità: In tempi ormai lontani l’olio ricavato dalla macerazione delle foglie si usava per curare la Scabbia. La Vitalba, inoltre, è considerata uno dei fiori di Bach, per alleviare i disturbi emotivi, è considerato il fiore dei sognatori e degli artisti, dei creativi, degli scrittori e di colui che cerca ispirazione. Nel linguaggio dei fiori, indica l’intelligenza limpida e onesta. Mi sembra chiaro che i nostri “nonni” ne facessero buon uso e che come al solito da loro non si smette mai di imparare!

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Papaveri e papere
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Dalle associazioni

“PRESEPI A MONTICELLO”

AL VOTO

Un bel momento…
arissimi lettori e paesani, nello scorso numero di fatti nostri, avevamo ringraziato per il contributo che la popolazione e non aveva donato per il restauro del Santuario. Allo stesso tempo vi avevamo invitato in occasione delle veglie francigene, alle manifestazioni che questa associazione insieme all’Amministrazione Comunale aveva organizzato per il mese di agosto. Corre così l’obbligo ancora una volta, di ringraziarvi per la partecipazione alla processione, alla ss. messa con donazione del cero, alla cena del pellegrino, ma anche per la partecipazione al pellegrinaggio dalla Pieve dell’Amulas al Santuario di Val di Prata. In quest’occasione un grazie particolare all’ agriturismo Le Pianore, nella persona di Elena….. che ha messo a disposizione la propria abitazione per un piccolo ristoro ai fedeli che hanno partecipato, ma anche all’associazione sportiva Irsuto 59 che all’arrivo alla sorgente di Val di Prata, ha voluto lasciare un voto raffigurante l’effige della madonna di Medjugore, affinché estenda il suo sguardo e li vegli dall’ alto quando, con i propri cani andranno a caccia nelle zone vicino al luogo di meditazione e preghiera che è la sorgente di Val di Prata. Colgo l’occasione di allegarvi foto di tale evento e ringraziarvi per aver partecipato all’iniziativa che questa associazione, in collaborazione con tutte le associazioni paesane e il patrocinio del comune ha organizzato per il Natale, denominata” Presepi a Monticello Amiata”. Un bel momento questo, perché tutto il paese si è mobilitato per raffigurare ognuno a suo modo il grande evento storico che è la Natività di Gesù. Ci sono stati anche momenti di svago e allegria che hanno allietato il periodo di queste ultime festività. Per l’associazione Leoni Carlo.

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Confermati gli organici
ome di consueto, ogni quattro anni, il Nostro Gruppo Donatori Sangue Fratres, domenica 9 dicembre, ha rinnovato il Consiglio Direttivo, dopo le votazioni il nuovo Consiglio e’ cosi’ composto: Presidente Balocchi Marco, Vice Presidente Tassi Danilo, Segretario Bartalucci Federico, Cassiere Machetti Silvana, Capo Gruppo Petricci Sara, Consigliere Sacchetti Fabrizio, Consigliere Anselmi Guido. La Nostra Associazione oltre ad essere ben presente nel Nostro Comune è molto conosciuta a livello sia Provincile che Regionale, essendo il Nostro Presidente anche responsabile di tutti i Gruppi Fratres della Provincia di Grosseto. Un caloroso grazie va’ però al  generoso gesto nei Nostri Donatori che con carità aiutano i confratelli bisognosi. Un ringraziamento anche ai tanti Soci Sostenitori che con le loro offerte ci permettono di portare un pò di sollievo a chi e’ più sfortunato di noi, quest’anno e’stato deciso di dare il contributo di 1000 euro alle persone alluvionate dell’ Albinia per far si che il Santo Natale sia un po’ meno triste.          

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di Jacopo Ceni
Monticello Amiata

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UNA MANO TESA DALLA MONTAGNA ALLA MAREMMA
Non solo caccia
omenica 2 dicembre la nostra Associazione Sportiva Squadra 59 di Monticello Amiata e in collaborazione con il Coro i “Pennati tanto per canta” di Montelaterone. Abbiamo deciso di commemorare, ad un anno dalla scomparsa di un carissimo amico Luciano Lorenzini di Montelaterone facente parte della nostra squadra e del coro. Con un pranzo di cui il ricavato, è stato devoluto in beneficenza. Volevamo aiutare molte associ azioni umanitarie, ma visto la disastrosa alluvione verificata si nel paese di Albinia. Abbiamo pensato di fare una donazione, di €. 700,00 anche se è una goccia nel mare di donare al comitato della Vita di Grosseto la somma di €.150,00 da anni impegnata ad acquistare attrezza ture per l’ospedale di Grosseto e una piccola somma di €. 40,00 per le luminarie in paese.Tutto questo con il supporto degli associati che hanno visto sin dalla mia prima idea che era una cosa che ci riempiva di orgoglio. Che una associazione di cacciatori di un piccolo paese del Comune di Cinigiano, si è sensibilizzato nel portare un piccolo aiuto a delle popolazioni che stanno vivendo un momento terribile. Avremmo voluto aiutare tutti ma la nostra decisione e rivolta ai bambini della scuola elementare, che ritengo il pilastro delle generazioni future. Dopo il successo avuto con questa commemorazione in accordo con la figlia e la Signora Lorenzini di commemorare Luciano la prima domenica di dicembre e il

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ricavato sarà donato in beneficenza a delle associazioni  locali e speriamo non più per degli eventi cosi catastrofici. Mi sento di ringraziarepubblicamenteilParrocochecihamessoadisposizionela sala ex cinema e il Panificio Frantoio Batani che ci hanno sostenuto con dei prodotti tipici insieme al super mercato  Simply delle Stiacciole e Il coro dei Pennati con tutti coloro che si sono prodigati per la riuscita della manifestazione. Speriamo per il prossimo anno di essere ancora più numerosi, per un maggior aiuto ha chi è più bisognoso di noi. Spero vivamente che i Presidenti delle altre squadre che fanno parte del Comune di Cinigiano  seguano la nostra iniziativa, in quanto con poco si può aiutare chi ha bisogno di aiuto. Auspico un giorno di poter, incontrare i Presidenti delle squadre e di fare una festa, passare una giornata insieme e di donare il ricavato in beneficenza. Il Presidente della squadra 59 Mancineschi Gian Piero

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Dalle associazioni
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Fiori d’arancio

MEMMO E RUTH

50 anni insieme

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ra gia’ diverso tempo che il poeta non scriveva ma stanotte una vocina mi chiamava e mi diceva forza prendi foglio e penna e muovi la tua mano c’e’ un grande avvenimento in questi giorni a Cinigiano ed e’ talmente grande che non devi trascurare perché parla di un amore che e’ giusto ricordare Complimenti Memmo e Ruth ve lo scrivo con il cuore per i vostri cinquant’anni uniti nell’amore per questa vostra storia per questo vostro viaggio che per tanti sia d’esempio e giunga loro il mio messaggio E mi piace raccontare partendo da lontano il vostro primo incontro avvenuto a Cinigiano Ruth insieme ad un’ amica, di Memmo una parente e’ partita dalla Svizzera per una gita divertente e proprio la sua amica sulla spiaggia di un bel mare dice “ qua in Italia ho dei parenti, forza andiamo a salutare! “ Ed immagino te Memmo quando Ruth ti han presentato son sicuro, arcisicuro, sei rimasto folgorato era bella la ragazza, era bella la straniera tanto che in breve tempo hai varcato la frontiera hai lasciato la tua terra, i tuoi cari, i tuoi amici per raggiungere con Ruth i giorni più felici

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Penso ai vostri lunghi sguardi nel capirvi in modo strano Ruth che parla tedesco… tu a fatica l’italiano! Ma e’ rapido capirsi quando due si sanno amare ed il passo e’ stato breve nel vedervi sull’altare. Son passati cinquant’anni e qui esprimo il mio concetto cinquant’anni circondati da amore e da rispetto così colmi di gioia, così pieni di letizia insieme alle due figlie Jasmime e Patrizia. E Melissa e Gianina le vostre nipotine vi han portato nuova luce come splendide mattine Si le vostre nipotine insieme ai loro padri Che vi han fatto da cornice come i bei dipinti ai quadri Ho finito cari amici sono anche emozionato resta solo dirvi grazie per l’esempio da voi dato dato a tutto questo mondo purtroppo troppo amaro perché amarsi fino in fondo non resti un fatto raro. E che il cielo vi protegga per i giorni futuri Vi saluto Memmo e Ruth con i miei migliori auguri Con affetto ed amicizia Cinigiano 25 agosto 2012

Pierangelo

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MONTORGIALI
Pro Loco Montorgiali , Massimo Fabiani

Il paese di San Giorgio
n questo numero andiamo a girellare in quel di Montorgiali, il paese dista 30 km dal nostro Capoluogo comunale, per raggiungerlo, decidendo di partire dal centro del paese, occorre prendere la “strada del Granaione” e superato l’Arcille si può andare a sinistra verso Polveraia oppure proseguire e al bivio con la Scansanese e davanti alla casa di “du’ colori” invece di svoltare a destra dove siamo abituati a passare per raggiungere Grosseto, è cosa buona e giusta girare verso sinistra, di lì con 10 minuti d’auto, e oltre 6 ore in ginocchioni, dopo qualche curva alla porronese si arriva in quel di Montorgiali. Il paese di San Giorgio conta quasi 150 abitanti e si trova a 331 metri sul livello del mare, i suoi abitanti si chiamano oltre Mario, Giovanni, Cinzia e Paola ecc (battuta brutta e vecchia) semplicemente Montorgialesi, “ma usano molto anche in detti lochi” nomi particolari o nomignoli come nel nostro territorio. La visita al borgo medievale è di quelle che piacciono a noi, fattibile in ogni stagione e con tutta tranquillità. Come in ogni borgo che si rispetti non può mancare una nostra consorella Pro Loco che pensa a tenere vive le tradizioni locali. Approfittiamo della gentilezza di Beatrice il presidente della pro loco, che ben conosciamo, per visitare il paese: Attraversando il borgo lungo via del Corso, si raggiunge piazza del Mercato e via della Chiesa che, in salita, porta alla chiesa di San Biagio, profondamente ristrutturata nel 1744, e riportata ad

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antico splendore nel 2011. Dalla chiesa proviene uno stendardo dipinto da Alessandro Casolani (Mensano 1552-Siena 1606), con i Santi Giorgio e Rocco sul diritto e una Madonna con Bambino e Santi sul rovescio. Attualmente l’opera è conservata, per motivi di sicurezza, nel Museo Diocesano di Pitigliano. Restano nella chiesa due tele del XVII secolo che rappresentano la Nascita della Vergine e una Natività con i santi in preghiera. Proseguendo per via della Chiesa si giunge alla porta del castello ad arco rotondo. Il piccolo castello di Montorgiali è documentato almeno a partire dal XII secolo. Sul lato destro della porta è un robusto edificio in cui va identificato probabilmente un cassero-palazzo signorile. Sulla facciata verso l’esterno alcune mensole sono riferibili a un apparato difensivo a piombatoio. Sulla parete a destra entrando sono visibili feritoie. All’interno una strada a destra costeggia i resti delle mura. In fondo a destra sono i resti di una torre molto rimaneggiata. Tornando su via del Corso e proseguendo in basso, sotto il castello, si imbocca via delle Rovine che conduce a un passaggio coperto, forse una porta aperta verso valle, nella parte più bassa della cinta muraria. Poco fuori dell’abitato di Montorgiali si trova il Santuario di San Giorgio. L’origine del complesso non è certa. Una pieve di San Giorgio è citata del XIII secolo, ma solo nel Seicento si hanno notizie riferibili con sicurezza al santuario. Non ci manca che vedere il paese con i vestiti della festa e allora oltre il “Carnevale Medievale” in febbraio, “Montorgiali ricorda…” la prima domenica di luglio e la “Cena sotto le stelle” dopo mezzagosto c’è la festa quella con la F maiuscola è la Festa di San Giorgio del 23 di Aprile che si svolge la domenica più prossima a questa data. La sua origine si perde negli anni, nel ricordo di quel giorno che San Giorgio uccise il famoso drago, che si nutriva di sangue di donne e bambini nelle zone circostanti il paese.

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Girellando intorno casa
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Girellando intorno casa
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Una cavalcata dal paese al Santuario arricchita da una sfilata in costumi romani arricchisce il ricordo e rende suggestiva la manifestazione. La specialità gastronomica della giornata è lo “storico” Biscotto di San Giorgio che assomiglia molto al nostro Biscotto salato. (ma non è buono come il nostro …… Giuro!!! Scherzavo) Ecco la ricetta tramandata nei secoli: Ingredienti: farina, olio, lievito, sale. Un pugnetto d ‘anice e foglie di alloro. Preparare la salamoia con acqua, sale, anice e foglie d ‘alloro (quest’ultime servono come aroma). Portare a ebollizione quindi farla freddare prima di metterla nell’impasto. Far sciogliere il lievito in un po’ d ‘acqua tiepida. Preparare l’impasto con la farina, il lievito, l’olio e un pizzico di sale. Prima viene sfatto il lievito con la farina dove si aggiunge piano piano la salamoia preparata precedentemente. Amalgamare bene (“si dimenano parecchio”) cioè si lavora l’impasto a lungo. Preparare poi un panetto dal quale si faranno delle striscioline (stare attenti a “non fa ‘invecchia’ la pasta sennò vengano voti”) con queste strisce si compone il biscotto intrecciandole fra loro. Si lascerà poi lievitare coprendolo con un panno (un tempo questa operazione si faceva mettendoli a “lievità” nei letto col “prete” - lo scaldaletto appunto - avendo cura di non farlo “passa’ di lievito”). Una volta lievitato si procede alla cottura. In un paiolo o una pentola si mette a bollire l ‘acqua nella quale vengono scottati i biscotti appena lievitati. Si tolgono con una mestola quando “vengono a galla “, avendo cura di non romperli. Depositati poi sulle foglie fresche di alloro stese in precedenza sul tavolo, si infornano usando lo stesso sistema del pane. Appena cambiano colore, assumendo in superficie un color nocciola, sono da sfornare. Il biscotto detto anche semplicemente di Montorgiali si presenta come una ciambella circolare dal diametro di circa 20 centimetri, avente uno spessore di circa tre centimetri. Al centro della corona si intrecciano tre “listelli” circolari di pasta (di diametro pari a circa un centimetro) disposti a 90 gradi da altrettanti tre, in modo da formare una grata regolare. La cottura a temperatura sostenuta e l’olio d’oliva conferiscono una particolare lucentezza al biscotto, che si presenta di colore “dorato” e dal sapore salato aromatizzato. Un sapore che rimane pressoché inalterato per alcune settimane dalla sua cottura e insieme friabile e croccante. In foto in braccio a una gentile cortigiana un esemplare gigante ”da sfilata”. Per vostra comodità vi segnaliamo alcuni punti dove “mettere le gambe sotto il tavolino”: Ristorante La Locanda di Torquato via del Corso 10-16 Montorgiali tel. 348 7274520 Ristorante da Franco e Silvana loc. Bivio Montorgiali tel 0564 580214 Pizzeria La Vigna, da Gianni Bivio Montorgiali tel. 0564 580133 Ristorante Il Girarrosto, loc. Bivio Montorgiali tel. 0564 580201 - 347 6771547.

Per eventuali informazioni: Pro Loco Montorgiali 389 4253130

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