VOGLIA DI PARADISO Don Novello Pederzini © Edizioni Studio Domenicano Riflessioni e proposte per la scelta di una felicità sulla

terra e nel cielo
Presentazione La VOGLIA di Paradiso è l'intenso desiderio di felicità che è comune a ogni uomo. Tutti la cercano e lottano per conquistarla: l'importante è imboccare la strada giusta. Don Novello, con questo nuovo libro, vuole additarci questa strada. Ma non ci conduce per i percorsi impervi della Filosofia o della Teologia, bensì per i sentieri della semplicità che si adatta a tutte le persone di buona volontà. Egli si comporta come il bravo medico che non ci insegna la sua scienza - pur vasta e profonda - ma ce la consegna in ricette accessibili e semplificate. Il libro ha tutte le caratteristiche dei libri precedenti, già molto diffusi e anche tradotti in altre lingue. Il Cardinale Giacomo Biffi, Arcivescovo di Bologna, ha scritto che «Don Novello ha il dono di un'evangelizzazione autentica, limpida e sostanziale; presentata con stile agile e moderno, e quindi accessibile e gradito». E il suo autorevole giudizio si aggiunge a quello di molti studiosi e di impegnati operatori pastorali. Basta sfogliare queste pagine per avere l'immediata impressione di trovarsi su una comoda autostrada che porta speditamente alla meta. Per arrivare a questo risultato, Don Novello ha percorso un lungo cammino di ricerca personale e di impegno pastorale per diffondere le grandi verità della fede e della vita. Ha incominciato col fondamentale tema dell'atto di fede, dedicandovi la tesi di laurea per il dottorato in Teologia, e lo ha continuato approfondendo e divulgando gli importanti temi del dolore, dell'amore, della gratitudine, dell'ordine personale, e dei vari Sacramenti della Chiesa. I libri di Don Novello, pubblicati in un formato elegante e tascabile, si leggono d'un fiato, per quell'inconfondibile stile che sa rendere comprensibili gli argomenti di non facile penetrazione. Questo libro ha il sapore di un punto di arrivo e di una visione conclusiva di un percorso spirituale e pastorale, perché la VOGLIA di Paradiso è il normale traguardo di un cammino sorretto dalla fede, e, soprattutto, dall'amore per la Verità, la Bellezza e la Bontà. È una VOGLIA che non si improvvisa, ma che si matura col tempo, attraverso i normali canali dell'impegno, dello studio, della preghiera e del contatto vivo con le realtà di ogni giorno. Don Novello ha camminato per questa via insegnando la Verità e la Bellezza, e quando è riuscito a comprenderle e a viverle con intensità, non ha potuto più resistere alla VOGLIA di comunicarcele, tanto è grande il suo desiderio di partecipare anche a noi il bene che ha nel cuore. Grazie, Don Novello, per averci insegnato questo cammino di autorealizzazione, di letizia e di eternità. P. VINCENZO BENETOLLO O. P. Direttore delle Edizioni Studio Domenicano Prefazione Nelle parole di Gesù «oggi sarai con me in Paradiso», vedo riassunto il contenuto più essenziale e affasci nante del Vangelo. Sono le parole rivolte al "ladrone" che si pente e si affida al Crocifisso. Gesù, morente, gli dice: «sei perdonato, sei salvato, sei chiamato a gioire eternamente con me in Paradiso». Queste divine parole ci assicurano che non solo il Paradiso esiste, ma che è aperto a tutti, anche ai malfattori, purché si pentano e credano all'amore misericordioso del Salvatore. Ho scelto di scrivere sul Paradiso, perché il tema mi sembra la conclusione naturale di altri temi affidati alla riflessione degli amici in questi anni "giubilari". Ho dato il titolo VOGLIA DI PARADISO perché lo scopo del libro non è solo quello di illustrare la natura del Paradiso, ma soprattutto quello di suscitare interesse e impegno per meritarlo e per raggiungerlo. Il libro non ha pretese di originalità e di novità. All'inizio del nuovo millennio intende essere un messaggio di gioia e di speranza. Soprattutto vuole aiutare a valorizzare il dono della vita e del tempo, nell'attesa di quell'eterno Paradiso, che sarà la nostra definitiva e felice dimora. DON NOVELLO PEDERZINI Capodanno 2001.

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava... Ma l'altro lo rimproverava... Poi aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno". Gli rispose: "In verità ti dico, OGGI SARAI CON ME IN PARADISO!" Lc 23, 39-43

Quando Napoleone, a S. Elena, sentì avvicinarsi la fine dei suoi giorni, chiese al Papa Pio VII, che lui aveva tenuto prigioniero e bistrattato, un Sacerdote che lo disponesse al grande passaggio. In quell'occasione, gli fu chiesto: "ma come, tu, il grande Napoleone, senti la necessità di un prete?". E Napoleone di rimando: "solo un incosciente si accinge a varcare la soglia del mistero senza riconciliarsi con Dio: IL BUON LADRONE INSEGNA!". 1. VOGLIA DI PARADISO La vita è una crescita verso la solitudine. Alla fine, resti solo, resti sola. Allora la tua anima non colloquia che con Dio, con tanta VOGLIA di immergerti soltanto in Lui! G. Lentini Gli uomini non pensano al cielo e si illudono di essere felici. Sono come pesci che guizzano nel piccolo vaso, e sono felici perché non sanno che lo sarebbero di più se potessero guizzare nel vasto mare. Se lo sapessero, avrebbero tanta VOGLIA di tuffarsi in esso! S. Giovanni Maria Vianney Voglia di Paradiso Due curiosi episodi per introdurre il tema. Sono due episodi veri, anche se curiosi; e mi sembrano particolarmente efficaci per introdurre il tema del Paradiso. 1. Un Parroco, un giorno, dopo aver ampiamente illustrato le bellezze del Paradiso e descritti i mezzi per raggiungerlo, volle fare una verifica sull'interesse suscitato, e domandò: «chi di voi desidera andare in Paradiso?». Tutti alzarono la mano, ad eccezione di un vecchietto, proprio in prima fila. Il Parroco, sorpreso, volle fare un altro riscontro, e domandò: «e chi di voi vuole andare all'Inferno?», Nessuno alzò la mano, vecchietto compreso. Allora gli si avvicinò e, con delicatezza, gli chiese: «ma lei dove vuole andare? In Paradiso, no; all'Inferno, neppure!...». E il vecchietto prontamente rispose: «il Paradiso sarà bello, ma non ci voglio andare, perché sto proprio bene qui!». 2. Un frate Cappuccino, confessore del Granduca di Toscana, assistendolo in punto di morte, continuava a dirgli: «Altezza, che bella cosa andare in Paradiso! Com'è fortunato lei che sta per raggiungere il Cielo!». Al che, l'illustre infermo, con disarmante lucidità, rispose: «caro Padre, perché non ci va lei in Paradiso? Io sto tanto bene a Palazzo Pitti!». Il tema del Paradiso Introdurre un tema impegnativo come quello del Paradiso con due aneddoti che si direbbero congeniali più alla letteratura popolare che alla Teologia, sembrerebbe irriverente e poco costruttivo, ma non è così, perché ci danno la chiara sensazione della difficoltà del tema. Il vecchietto e il Granduca, pur così diversi per mentalità e condizione sociale, di fronte alla prospettiva dei Paradiso, non hanno una reazione positiva, e non mostrano di esserne particolarmente affascinati. Concordano nel dire: • meglio la terra che il cielo! • meglio un piccolo paradiso quaggiù, che un impalpabile e indefinibile Paradiso lassù! • meglio fare della vita un paradiso terrestre, che rifugiarsi nella speranza di un Paradiso celeste...

Ed è questa la reazione della quasi totalità degli uomini e delle donne di questo mondo: una reazione assurda, se si tiene conto che il tema del Paradiso è il più essenziale, il più urgente, e il più affascinante. Un tema essenziale, urgente, affascinante Proprio per questa diffusa mentalità, si impone l'obbligo di parlare del Paradiso: del Paradiso vero (con la P maiuscola), che non deve essere confuso con i tanti paradisi (con la p minuscola) terreni ritenuti tali. Il tema del Paradiso è: • essenziale, perché il Paradiso è: - lo scopo per il quale siamo stati creati, e quindi - il fine della vita, - il traguardo del cammino terreno, - il premio alla fatica del vivere, - il conforto alle sofferenze, - la piena e definitiva felicità alla quale aspiriamo; • urgente, cioè tale da essere annunciato senza indugi e senza paure perché troppe sono le persone che vivono angosciate e demotivate per il fatto che non essendo attratte dalla prospettiva di un futuro felice, si rifugiano in paradisi artificiali e deludenti; • affascinante, perché annunciare il Paradiso significa: - dare fiducia, - infondere speranza, - comunicare ottimismo, - dare senso e valore a ogni cosa, anche la più piccola e insignificante, - fare della vita la serena attesa di un futuro appagante e felice, - instillare la certezza che il meglio per noi è riposto nelle realtà che ci attendono, e non in quelle che appartengono al passato. Un tema disatteso da sempre e dai più Incredibile, ma vero! Il tema che dovrebbe maggiormente infiammare gli uomini provati da tante sofferenze e fatiche è quello meno considerato e quindi più disatteso. E non solo da ora! Basta ricordare ciò che dice l'Autore dell'Imitazione di Cristo: «Il mondo promette beni fugaci e di poco conto, eppure le persone lo servono con grande avidità. Io prometto il Bene sommo e imperituro, ma i loro cuori languono nel torpore. Per un lieve guadagno sono disposte a correre in lungo e in largo, ma per la vita eterna stentano a muovere un passo. Ahimé! per il Bene che non perisce, per il valore che supera ogni stima, per il più alto degli onori, per la gloria che non conosce termine sono pigri ad affrontare fatiche anche lievi e di poco conto». Ma perché tanta indifferenza e resistenza? Perché tanta superficialità nel valutare ciò che veramente giova al bene presente e futuro, anche da parte di chi è dotato di intelligenza e di saggezza umana? Vedremo il perché, e cercheremo di capire. Voglia o nostalgia di Paradiso? I due termini sembrano uguali, ma in realtà non lo sono. La nostalgia è il richiamo struggente di un bene passato, del quale si continua a sentire un grande desiderio. La voglia è l'attrattiva verso una cosa che affascina, ma che è ancora futura e lontana, forse irraggiungibile.

Nell'incertezza della scelta, ho preferito il secondo termine perché lo reputo più rispondente allo scopo del presente libro, che si prefigge di animare le menti e i cuori a desiderare il Paradiso e a raggiungerlo come il Bene supremo. Oso dire che nella parola VOGLIA vedo concentrata la mia grande e sincera passione di essere utile ai fratelli nella scelta di ciò che li può rendere felici nella vita presente e in quella futura. Dunque: voglia di Paradiso! Non solo desiderio vago e superficiale, ma aspirazione intensa, tensione mirata, orientamento determinato verso un Bene che non ha l'eguale. «Oggi sarai con me in Paradiso!» È interessante quanto scrive uno dei massimi filosofi dell'antichità: Platone. Nel Convito fa dire a Socrate: «o mio caro amico: ciò che rende preziosa la vita è lo splendore dell'eterna Bellezza: come sarebbe bello il destino di un mortale se gli fosse dato di contemplare il Bello nella sua purezza e semplicità; di vedere la forma divina, faccia a faccia, nella sua unica splendente bellezza». È incredibile come un filosofo sia giunto a questa intuizione con la sola sua intelligenza e senza uno speciale intervento soprannaturale! È riuscito a intuire che la sola felicità completa per l'uomo è quella di poter contemplare Dio con i propri occhi. Ciò che Platone è riuscito a immaginare si è attuato per la prima volta non in un filosofo, né in un teologo, ma in un comune mortale, anzi in un malvivente pentito, che, dopo tanti errori, ha avuto la fortuna (o meglio: la grazia) di essere crocifisso con Gesù: il così detto "buon ladrone". Sulla croce, tra gli spasimi dell'agonia, egli fu folgorato da una luce sovrumana, e, sentendosi pentito, ebbe la forza di rivolgere a Gesù queste parole: «ricordati di me quando sarai nel tuo regno». E Gesù immediatamente gli rispose: «oggi sarai con me in Paradiso». Egli non sapeva, e non poteva sapere, che il Paradiso è "contemplare Dio faccia a faccia", ma aveva capito che il sacrificio di quell'illustre Innocente non poteva che aprire le porte a un regno di felicità sovrumana. E così, quella che per Platone poteva sembrare un'ipotesi irreale, anche se allettante, Gesù, il Figlio incarnato di Dio, l'ha resa possibile per tutti: basta credere in Lui! Egli ci ha detto: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna». Quale annuncio più importante, più nobilitante, più affascinante di questo? Quale dono più prestigioso di un Figlio divino offerto all'uomo per assicurargli, oltre la morte, una vita eternamente felice? È la fede a introdurci in Paradiso Quando siamo stati battezzati, il Sacerdote ci ha accolto con questa domanda: - che cosa chiedi alla Chiesa di Dio? E i genitori e i padrini risposero: - la fede! E ancora il sacerdote: - e la fede che cosa ti dona? E i genitori e i padrini: - la vita eterna! La fede, come vedremo, è adesione a Dio che si rivela in Cristo. È un riporre la propria fiducia e la propria speranza in Lui che ci promette un'eternità felice.

La nostra patria è il cielo Scrive l'apostolo Paolo: «la nostra patria invece è nei cieli, e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose». Se la nostra patria è il cielo, la vita terrena è dunque un cammino e un'attesa di ciò che sarà e di Colui che verrà. Colui che deve venire è il Signore Gesù, che verrà due volte: • al momento della morte, per condurre con sé l'anima nostra, come fece col ladrone pentito; • alla fine dei tempi, quando il divino Progetto sarà definitivamente completato, ed Egli interverrà per ridare vita al corpo e per ricomporre ciascuno nel suo essere completo. Alla sua seconda venuta, la storia finirà e noi passeremo a una condizione eterna, che sarà di felicità per chi ha scelto la salvezza, e di infelicità per chi l'avrà rifiutata. Siamo stranieri e pellegrini Dice Gesù: Voi siete nel mondo, ma non siete del mondo. E S. Paolo ai Corinzi: «finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontani dal Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione... preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore». E ai Filippesi parla del: «... desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo».? Siamo dunque stranieri e pellegrini. • stranieri sono coloro che si sentono estranei ovunque e con chiunque, e quindi non si sentono a loro agio, anche se abitano in luoghi comunemente chiamati "paradisi". • pellegrini sono coloro che non sono mai "in pianta stabile"; che, nel loro cammino, non si arrestano mai per dire: qui mi fermo perché mi trovo in casa mia. Noi, essendo stranieri e pellegrini, siamo insoddisfatti e infelici, e quindi in perenne agitazione. Avvertiamo che la felicità definitiva e completa alla quale aspiriamo non è raggiungibile sulla terra, anche se ci illudiamo di poterla raggiungere. Avvertiamo così un forte desiderio di raggiungere qualcosa e qualcuno che ci possano realmente e definitivamente saziare. Sentiamo un'innata e irresistibile VOGLIA di Paradiso! Voglia di Paradiso: due laici si confidano 1. Giorgio La Pira all'amico Amintore Fanfani: «la città che cerchiamo è un'altra!». «Da tempo ogni giorno, e quasi ogni ora, chiedo al Signore di chiudere la mia parentesi di vita terrena. È una voglia immensa che mi dà ogni giorno la forza di attendere e di operare. Questa voglia di purificazione e di liberazione cresce ogni giorno e diviene speranza che quando il Signore l'avrà maturata, essa sboccerà come un fiore. Allora tutti i problemi avranno la loro soluzione. Perché alla fine, caro Amintore, la città che cerchiamo non è né Firenze e neanche Roma o Arezzo: è un'altra! È quella che ci accoglierà per sempre, e ci farà per sempre a Dio uniti, e in Dio felici». 2. Renzo Buricchi all'amico Marcello Pierucci: «mai risveglio era stato così dolce!». «Aprii gli occhi, ed estasiato, contemplai la Città celeste. La luce mi avvolse come manto di morbida seta. L'abbraccio dell'amore di Dio mi donò l'infinita tenerezza... Un'ombra passò su di me, portando il ricordo del sogno della notte. Ritrovai, in quel sogno, le apparenti gioie e i sostanziali dolori: l'infanzia, l'adolescenza, la maturità, il decadimento... l'ansia di comprendere ciò che non poteva essere compreso... gli

60 anni..incontri. Nel questionario. quia desiderium non est in illo». 28 anni. timore.. le speranze che non riescono a divenire certezze. e il continuo inganno che quella fosse la vita! 2. 48 anni. Siccome in Paradiso godrò della visione beatifica. non ce ne accorgiamo! L.. dove pensi che esso sia collocato? 3. Buscaglia «Qui non gemit ut peregrinus. ma sento che deve essere meraviglioso!». tu credi nell'esistenza di un Paradiso ultraterreno? 2.. non godrà come cittadino in Paradiso. volendo. per godere per sempre con Lui e di Lui. e noi. cultura. Non so immaginarlo. professione e pratica religiosa. TIMORE. ATTESA.. celibe: «più conosco la natura e la sua incredibile meraviglia. • ho più paura che voglia di Paradiso. mi sento assalita da un grande desiderio di morire. relativo alla "VOGLIA di Paradiso".. sposata: «la mia più grande sofferenza è quella di non poter vedere Dio sulla terra. i distacchi. Lucia. e più si acuisce in me il desiderio di conoscere il misterioso Autore del mondo.. ho chiesto di privilegiare il 4° punto. «Il Paradiso è la mia ragione di vita: non vedo l'ora di raggiungerlo» MICHELE. • non ne sento il bisogno. Agostino Attesa. Più vado avanti. anche se amo immensamente la mia casa e la mia famiglia». Chi non soffre come pellegrino sulla terra.. MARISA. Ma sono convinta che è proprio questa sofferenza che mi garantisce il possesso del Bene futuro! Non vedo l'ora. perché gli manca la VOGLIA di poterlo raggiungere. RIFIUTO L'essenziale è vivere la vita con stupore. quattro domande: l. . biologo. per immergermi nell'Oceano dell'amore misericordioso del Padre. rifiuto: i risultati di un'inchiesta personale Ho distribuito un questionario a 200 persone diverse per età. Quanta magia c'è attorno a noi. Sarò quindi totalmente me stesso: sarò un uomo vero.. suora: «ogni volta che leggo gli scritti di qualche mistico. casalinga.. secondo te. e più sento che nulla mi affascina come quel momento nel quale mi tufferò in Lui. • il Paradiso non mi affascina. come una goccia nel mare». e le risposte hanno avuto questi quattro orientamenti: • il Paradiso è la mia ragione di vita: non vedo l'ora di raggiungerlo. pregandole di rispondere ad alcune semplici domande sul tema del Paradiso. sposato: «sono entusiasta del mio destino finale. in che cosa può consistere la felicità del Paradiso? 4. S. Sono rimasto nell'ambito cattolico. i dubbi. non gaudebit ut civis. insegnante. solo il nome e di esprimere con spontaneità il proprio pensiero. STEFANO. Per l'intento che mi sono proposto in questo libro. tu hai davvero un sincero desiderio di entrarvi? Senti una reale "VOGLIA di Paradiso"? Ho lasciato a ciascuno libertà di dire. perché un'inchiesta fra appartenenti ad altre religioni sarebbe stata complessa e avrebbe creato confusione. saranno appagate le mie tendenze al Vero e al Bene: potrò così assumere la mia propria e definitiva natura. e di raggiungerlo. 39 anni. proprio e completo: sarò quindi totalmente felice».

che ci giudicherà severamente e deciderà per noi. ALESSANDRO. VERONICA. occorre perdere tutte le cose belle che ci fanno così felici in questa terra? Mi fa paura un Paradiso così lontano. 20 anni. sposata. Esse si dilateranno sempre più nella voragine luminosa e infuocata dell'eternità beata. aperto solo ai giusti e ai perfetti?». Non posso fare progetti e nutrire speranze per il futuro. avvocato: «ho paura di certe ricette facili. Sono convinto di essere parte di quel Progetto d'amore che. Il pensarci è un'esigenza di tutto il mio essere. Non vedo l'ora di vederlo.. può darmi forza nel difficile cammino della vita. quando. filosofo: «non prendo mai in considerazione il pensiero del Paradiso perché esso è per me associato al fatto della morte. più avanzano gli anni e più mi fa paura. vedovo: «ormai sono vecchio e mi sento mancare la terra sotto i piedi. in un amplesso senza fine». Ma sono consolato dalla certezza dell'incontro con Colui che ho sempre cercato di amare. LUIGI. per ottenerlo. ma dall'altro non fanno che acuire la fame. LUCIO. GIORGIO. «Ho più timore che desiderio» ANNA. Chi sarà nelle condizioni di meritare un Paradiso. Sì.FILIPPO. AUGUSTO. è irraggiungibile per chiunque conduca una normale vita sulla terra. anzi felice. così misterioso. a una pace piena. da 18 in carrozzella: «sono un disabile. infinitamente giusto. studente: «come posso pensare a un Paradiso felice. Guai se non ci fosse la sicurezza di possedere un giorno la pienezza di quanto si è appena pregustato!». FABIO. Penso che quello sarà l'inizio della mia vera esistenza. e non posso muovermi senza il sostegno di qualcuno. 70 anni. suora di clausura: «a 20 anni mi donai senza riserve a Cristo e vivo da 30 anni con impegno il mio matrimonio con Lui. le gioie dell'amore e dell'amicizia. E sarò totalmente felice! Non vedo l'ora!». dopo tante lotte. Come posso desiderare un Paradiso che è oltre questa soglia detestabile?». io ho tanta voglia di Paradiso!». di stringerlo a me. più che attrarmi mi fa paura. medico: «desidero giungere al Paradiso come un cieco desidera il momento nel quale potrà finalmente vedere la luce. Tutte le esperienze acuiscono in me il desiderio dell'incontro con Dio. Ora. sacerdote: «vivo felice nell'attesa del momento nel quale il Signore mi dirà: "entra nel gaudio del tuo Signore". 40 anni. celibe. 74 anni. Sento che queste cose belle sono come assaggi e briciole che.. È una cosa troppo gigantesca per la mia povera persona! Chi sono io per poter aspirare a un posto così grande. in Lui. così difficile da raggiungere!». così vago. solo. . Ma sono sereno. sposato. 23 anni. 30 anni. 80 anni. 40 anni. TINO. così come ce lo descrivono. che mi terrorizza oltre misura. Io ho paura di queste risposte facili. 50 anni. 32 anni. come gli affetti familiari.. insegnante di filosofia: «penso al Paradiso come all'eterna visione di Dio. 50 anni. perché so di essere predestinato a un avvenire di giorni felici nella casa dove il Padre mi attende. sposato: «ho sempre allontanato la promessa del Paradiso perché esso. perché non mi sembra tale da appagare e superare i teneri affetti che mi saranno tolti». 4 figli e 9 nipoti: «un tempo parlavo con entusiasmo del Paradiso e mi sembrava la cosa migliore.. CATERINA. e inconsistenti!». Vivo nell'attesa felice di quel giorno. commercialista. angustie. da un lato fanno presagire la qualità del cibo. impiegata: «il Paradiso. ma specialmente quelle belle. Mi terrorizza l'idea di un Dio. dell'attività più intensa e vertiginosa della mia intelligenza e della mia volontà. di abbracciarlo. nel quale potrò finalmente saziarmi di Lui!». escogitate per confortare chi soffre e si interroga sulla sorte di chi ci è stato sottratto con la morte. ex dirigente industriale. celibe. Penso di giungere. con una così cospicua comunità di eletti?». pericoli e colpe!». sposata. 36 anni. CLAUDIO.

l'amore del secolo venturo. ma.. Non vedo nulla oltre il limite di questa vita. per non esserne delusa. 73 anni. anche se non lo nego. senza conseguenze efficaci per il dinamismo della mia vita personale e della vita degli altri». un enigma che stimola molto superficialmente la mia curiosità». Potrà sembrare strana questa mia posizione. Davanti al Paradiso. Lo potrebbe ridiventare se si presentasse la contemplazione futura non come una realtà finale e distaccata. confesso. «Non ne avverto il bisogno» ANTONIO. Mi fa paura questa "invenzione" del Paradiso! Mi fanno paura queste risposte che non hanno valore scientifico e peccano di presunzione e divengono fonte di infelicità e di illusioni. anche nei confronti del Paradiso!». Per me e per molti dei miei pazienti il paradiso è raggiungere una buona salute: il vero paradiso è star bene. anche se sono una suora. medico: «confesso che non avverto affatto il bisogno di un Paradiso che appagherà le mie aspirazioni terrene. e quaggiù».». vedovo. o peggio. TERESA. e il Paradiso è una realtà ben poco concreta. divorziato. ma come la continuazione e l'amplificazione dell'agire e del godere umano presente in questa vita terrena». chirurgo: «il Paradiso è una risposta ai problemi della vita e della morte in un contesto religioso. 61 anni. che in un altro mondo. più in questa terra. infermiera: «il pensiero del Paradiso non mi affascina più di tanto: è troppo vago e lontano. VINCENZO. purtroppo. 55 anni.DOMENICO.. 28 anni. religioso. perché non ho la minima idea di come sia. e in tanti miei conoscenti. 44 anni. che mi hanno accompagnato da quando ero ragazzo. suora: «debbo confessare che non penso molto al Paradiso perché non riesco a raffigurarmelo. 45 anni. 56 anni. perché si limita a dire solo ciò che entra nelle sue possibilità di verifica e di esperienza. ma. sposato. GAETANO. sposato. purtroppo. L'amore di questo secolo uccide in me. senza pretendere di entrare nel mondo del mistero e quindi dell'assurdo». studentessa: «la mia tendenza al Paradiso è tenue e blanda perché mi manca la convinzione che Dio è una Persona concreta. «Non mi affascina più di tanto» PATRIZIA. adesso! Dopo si vedrà!». 65 anni. Certo. insegnante: «non sento voglia di vedere Dio. Troppo lontano e troppo misterioso! Sono diventato molto diffidente e scettico. non so uscirne. sposato. industriale: «la ragione principale che mi rende indifferente il pensiero del Paradiso è che mi sento sempre più coinvolto nel sensismo corrente. sono combattuto fra due atteggiamenti: o ignorarlo o disprezzarlo. PIERO. operaio: «il lavoro e la fatica. o un semplice oggetto di conoscenza. LEONARDO. ma vorrei vederlo e assaporarlo ora. illanguidita». studente di Teologia: «è innegabile che il Paradiso non è più motivo di fascino come un tempo. ma più invecchio e più avverto che non mi affascina più come mi affascinava da bambino. 24 anni.. Sono dispiaciuto di questo mio atteggiamento. ex impiegato: «ho sempre creduto nel Paradiso. mi hanno fatto venire la voglia di un paradiso. L'idea di un Paradiso futuro non mi stimola affatto e non mi rende migliore: chissà perché! L'ho sempre considerato un elemento decorativo. sono molto concreta. sarei molto più felice se avessi ancora la fede di un tempo!». MARGHERITA. La scienza è più onesta della Religione.. E anche perché temo di non meritarlo. sposata. dopo la mia morte. Cerco di vivere il presente e non mi preoccupo dell'avvenire. 23 anni. e quindi mi comporto verso di Lui come verso un'idea astratta. La promessa di un premio futuro non mi attira molto. . coniugato. nubile. LUCA. Sento il bisogno di stimoli più immediati e vicini che sostengano la mia fede.

3. o non è fatta per loro. a un Paradiso celeste indefinibile e vago. Anziché rifugiarmi nella speranza di una felicità incerta e lontana. sposato. operaio: «mi hanno detto che il Paradiso è uno spettacolo che ci farà vedere Dio e tutte le sue imprese. operatore pastorale: «rilevo con dolore che la tensione escatologica. cerco di assaporare gli attimi felici che riesco a realizzare momento per momento». 50 anni. che si perde nel nulla». o è tanto alta da non sentirsene degni. felice. manca in modo impressionante in gran parte della spiritualità contemporanea. toccare con le mie mani. diventerà monotono e insopportabile". SIRIO. Amo però tutto ciò che è concreto. Ora non più: queste favolette infantili non hanno più presa nel mio spirito perché ho compreso che debbo impegnarmi personalmente a costruirmi il paradiso che ho in mente». quasi che il mondo fosse la nostra definitiva patria. Dunque: due opposti sostanziali atteggiamenti Questi dati dunque rivelano due opposti atteggiamenti. VERONICA. giornalista: «non sento il bisogno di un Paradiso eterno e ultraterreno. 58 anni. anche se piccolo e di breve durata. li attende un mondo di felicità. privo di interessi nuovi e affascinanti». Pascal . divorziata: «sono una donna amante del bello. alla fine. architetto. Non riesco proprio a capire come si potrà gioire vivendo una vita inattiva portata avanti in un "dolce far niente". Amo l'armonia. e. che posso toccare. fiorito. 21 anni. Io mi domando: "se sarà uno spettacolo. Non so quindi pensare a un Paradiso lontano e sfumato. Hanno quindi tanta VOGLIA di Paradiso: non vedono l'ora di raggiungerlo! • per altri il Paradiso è una realtà lontana. anziché la nostra terra d'esilio. preferiscono un paradiso terreno. irraggiungibile che. in particolare l'attesa del Paradiso. Dobbiamo solo avere fede e non cercare altro. a lungo andare. la musica. e io lo gusto nel momento nel quale creo qualcosa di interessante e di appagante. Per questi. e. evanescente. GIORGIO. Ogni ricerca deve cessare dopo di Lui. che possiamo così riassumere: • per alcuni il Paradiso è tutto: non possono concepire la vita senza la certezza che. 46 anni. in compagnia di angioletti festanti e di santi giulivi impegnati nel dispensare grazie e favori. l'arte. quindi. studentessa: «quand'ero piccola. Tertulliano L'occhio del mondo non vede più lontano della vita. sarà come un film interminabile che. mi esaltavo all'idea del Paradiso come luogo bello. e a instaurare un umanesimo cosmico.RITA. troppo impegnata a valorizzare i beni terreni a scapito di quelli eterni. PERCHÉ TANTA FATICA AD ACCETTARE IL PARADISO? Ogni curiosità ha avuto termine dopo Gesù. Cerchiamo ora una risposta a tanti timori e a tanti rifiuti. MARCELLO. Si sentirebbero orfani se non sapessero che al termine dell'esistenza terrena c'è un Padre dolce e giusto che li aspetta. 42 anni. l'amore fatto di sensazioni forti e di brividi immediati. Amo l'amore. L'occhio del credente vede fino in fondo all'eternità. sposato. il Paradiso resta solo un'utopia o una invenzione inutile. Il paradiso è su questa terra. nubile. Faccio sempre più fatica a pensare e a proporre questo Paradiso che ani sembra troppo lontano per la mentalità degli uomini di oggi». sposato.

ci distrae dalle realtà trascendenti e veramente importanti. per due motivi: • perché la felicità eterna è una realtà ultraterrena. diminuendo la fede e la contemplazione. Il progresso e la tecnica portano l'uomo a considerare il mondo come fine a se stesso e già ricco di tali meraviglie e risorse da non aver bisogno di aspirare a cose diverse e superiori. . Le difficoltà soggettive Sono le difficoltà che nascono da situazioni personali che normalmente hanno origine: • dalle attuali condizioni di vita e di costume. per tanta gente. • è un'efficace barriera per frenare le rivendicazioni dei poveri. A) LE ATTUALI CONDIZIONI DI VITA E DI COSTUME La vita moderna. che è un forte ostacolo nell'ascendere verso realtà future e trascendenti. è subentrato un senso di indifferenza e di ripulsa nei confronti delle cose celesti. si pensava di più al Paradiso. le prospettive celesti si sono abbassate perché alla contemplazione si è purtroppo sostituito un diffuso sistema di attivismo e di materialismo. 1. La maggior parte delle persone: . che è il termine ultimo di ogni contemplazione. homini quidem est difficile propter duo: quia est supra naturam. . Il crescente benessere porta a pensare sempre più alla terra e sempre meno al cielo. • è un comodo rifugio per consolare i sofferenti. anche credenti.Perché tanta fatica ad accettare il Paradiso? C'è dunque voglia di Paradiso? Evidentemente non troppa.non si preoccupa di raggiungerlo. Nel mondo di oggi.non ne parla. Vediamo nel dettaglio le difficoltà soggettive e oggettive di questo fenomeno. Oggi. ma lo è in particolare ora. Un tempo si contemplava di più e. Queste persone sono troppo radicate nella loro materialità e troppo prese dai loro problemi immediati per dar valore a realtà future. ovviamente. ma di un paradiso terreno. possiamo tradurre: lo slancio verso il Paradiso è sempre stato difficile. Si direbbe che sono più quelli che ne hanno poca VOGLIA. oggi più di ieri fa una grande fatica a elevarsi fino alle cose spirituali e future. almeno sul piano numerico. di quelli che ne hanno molta. • da alcune correnti di spiritualità del nostro tempo. • è un'allettante risposta alle richieste di una maggiore giustizia sociale. che non hanno immediata incidenza sulla vita quotidiana! Per molti. et quia habet impedimentum ex corruptione corporis et infectione peccati». L’uomo di oggi si chiede: . costruito con mani d'uomo e più adatto alle necessità e ai gusti personali. e ci porta a vedere solo ciò che le cose offrono al loro esterno. e • perché l'uomo.non si impegna a conoscerlo. Perché tanta fatica ad accettare il Paradiso? Dice S. • dall'orientamento del pensiero moderno. C'è dunque sì VOGLIA di Paradiso. immediato. col suo massacrante attivismo. corrotto dal peccato e dalle cattive abitudini. Parafrasando e adattando al tempo presente. il Paradiso • è un'invenzione per allietare gli scontenti. palpabile. Tommaso d'Aquino: «converti autem ad beatitudinem ultimam.

sono tanti e con diversi contenuti.neopositivismo. Difficoltà oggettive Sono le difficoltà che nascono dall'oggetto. . o se esiste. Vi sono movimenti nella Chiesa che. Alcuni credenti sono divenuti dei "marxisti bianchi" che minimizzano. è ben lontano dal preoccuparsi degli uomini e delle loro vicende presenti e future.problematicismo. più concreta che teorica. Essi sostanzialmente affermano che: • Dio non esiste. più impegnati a costruire un mondo migliore che a sognarne uno più lontano e distaccato. Si chiamano: .. e a volte ironizzano. . su talune scelte di vita contemplativa (come la clausura). in alcune sue correnti sembra contribuire a rallentare.essi dicono .scientismo. . ma hanno un denominatore comune che li unisce nella negazione e nell'allontanamento dal trascendente e dal divino. che è la sola realtà di cui ci è dato il possesso? • perché rischiare di non godere dei beni terreni concreti. B) L'ORIENTAMENTO DEL PENSIERO MODERNO Il pensiero moderno ha tanti nomi e tanti orientamenti diversi e affini. correndo il pericolo di trascurare l'attimo felice presente. anziché lasciarsi trascinare dalle impalpabili delizie dello spirito. anch'essa. 2. . • ciò che compie non ha alcun significato e nessun valore per il futuro. . E di conseguenza devono fare meno discorsi sul Paradiso e dedicarsi a rendere più accogliente e vivibile la terra.• perché credere nei miracoli ormai passati di moda? • perché pensare al soprannaturale? • perché rifugiarsi in un Paradiso senza consistenza e senza scopo? • perché attendere un amore futuro.tecnicismo. pur annunciando il Paradiso. cioè dalla nozione stessa dei Paradiso e dal modo col quale esso viene normalmente presentato. Questi cristiani affermano che la contemplazione e l'attesa del Paradiso sono una conseguenza della mentalità medievale: occorre allontanare questa eredità del passato per una maggiore fedeltà al messaggio evangelico. preferendo Marta a Maria. .esistenzialismo. Gli autentici discepoli di Cristo . quando di amori facili e immediati ce ne sono tanti sulla terra? • perché attendere un bene eterno. C) ALCUNE CORRENTI DI SPIRITUALITA’ DEL NOSTRO TEMPO La spiritualità moderna. • la persona umana sulla terra non ha senso e non ha scopo: la sua vita è un cammino senza interessi e senza precisa destinazione. privilegiano l'attivismo caritativo e sociale a danno della preghiera e della riflessione mistica. • al termine della vita nessuno lo attenderà..devono essere più pratici che teorici. per attendere a beni futuri avvolti nel mistero? In una parola: L’uomo moderno preferisce lasciarsi travolgere dalle facili attrattive dei sensi. lo slancio verso la Patria celeste.materialismo storico. e tanto meno ci sarà chi vorrà riconoscere e ricompensare ciò che ha fatto di bene sulla terra.

desiderarlo. E quindi: • per fede. devastante. come l'oggetto supremo delle nostre aspirazioni. una specie di rifugio dove vige un forzato riposo. Non c'è altra strada. sempre quelle cose.accoglierlo. il Paradiso è un Bene difficile da comprendere. nel quale dobbiamo spesso piangere sì.è l'umiliazione dell'uomo.. considerava la verità come esistente al di fuori e al di sopra del mondo dei sensi... e allora: come può attrarre un Paradiso lontano.amarlo. sempre quelle persone. e quindi considerava il Paradiso come una pura visione dell'assoluta Verità e Bellezza. . personale e individuale.. e non il luogo di una felicità attiva e dinamica. da illustrare e da amare. È tanto difficile che è possibile raggiungerlo solo attraverso la fede. riservato al singolo e non partecipato agli altri. anche volentieri! Per tutti questi motivi.. invisibile e astratto. platonico e neoplatonico. Si dice: che noia sarà vedere sempre quel Volto. gli uni per gli altri! c) è una gioia troppo intellettualistica perché è capace di appagare il solo intelletto e non tutto l'uomo. riusciamo a piangere. e non di tutta la persona! d) è una beatitudine soprannaturale. da parte di un mondo così infatuato di socialità! Non è possibile pensare sempre e solo alla "salvezza dell'anima mia". Si dice: la morte . quella conoscitiva. ..è un evento innaturale. . e quindi tale da non poter suscitare desiderio e attesa. calati nella realtà sensibile. possiamo accettare l'esistenza e la natura del Paradiso. . Non è accettabile un Paradiso dove il godimento è soggettivo. .è la distruzione della persona. Ma per noi. • con la fede possiamo . non ci sono altri argomenti convincenti. come la sola luce che può illuminare e dare significato alla nostra tribolata esistenza terrena. . E così è anche per il pensiero cristiano... senza mai possibilità di cambiare! E che tristezza dover contemplare quelle facce così poco simpatiche e gioiose che popolano le nostre chiese! b) è un godimento individuale. e quindi una realtà priva di rigore scientifico e di dimostrazione razionale: è più una favola consolatoria che un dato oggettivo e sicuro Si dice: come può essere accettato un mondo futuro che non lascia possibilità di verifica? Come può essere creduto un Paradiso dal quale nessuno ha mai fatto ritorno per confermarci la verità di quanto crediamo? Come può essere creduto un Dio che fa tante promesse ma che non appare mai per svelarci totalmente il suo e il nostro mistero? e) è un bene legato all'evento-morte. assurdo. è tanto difficile desiderare e amare le realtà astratte! È difficile concepire un'eternità vissuta solo per conoscere e per guardare Dio! È impensabile un Paradiso presentato come appagamento di una sola facoltà. quando per potervi entrare dobbiamo uscire dalla nostra casa e lasciare tutto ciò che è caro? Vi è la diffusa convinzione che nessun Paradiso celeste. Si dice: il pensiero classico. potrà mai compensare il distacco da ciò che forzatamente dovremo lasciare in questo mondo.è la separazione forzata dagli affetti più teneri. come se al mondo non ci fosse che "il mio insuperabile io"! Siamo tanti e non possiamo non godere insieme: gli uni con gli altri. .Il Paradiso cristiano è poco desiderato o addirittura rifiutato perché: a) è considerato uno stato passivo e monotono. ma tutto sommato.

È un desiderio insopprimibile.4. MA È POSSIBILE CONOSCERE IL PARADISO? Il tuo desiderio sia quello di vedere Dio. L'esigenza di un Paradiso felice. Lo attestano antichi inni e codici sacri. e lo possono in parte conoscere coloro ai quali Egli vuole rivelarlo. L. Dio si è incaricato personalmente di svelarci il mistero dell'altra vita. attraverso una serie di interventi che hanno avuto il loro momento culminante nell'invio di Gesù Cristo.di perfezione. è possibile! Ma non certamente col solo lume della ragione e della logica umana! Trattandosi di un mistero soprannaturale. possono giungere alle porte del Mistero. . C'è infatti una sostanziale differenza fra le Religioni naturali e la Religione cristiana: • le Religioni naturali contengono quelle conoscenze che nascono dalle ricerche delle persone umane (noi diremmo dal basso) che tentano di conoscere Dio e il suo mistero. la tua gioia sia in ciò che ti può condurre a Lui. . Teresa d'Avila O Dio mio. nasce dall'istintivo desiderio . vita mia. in ogni civiltà e tempo. da soli. il tuo timore sia quello di perderlo.di felicità. che trovare un popolo senza il suo paradiso». alla fine della vita presente.di immortalità. ma quante opinioni diverse e fantasiose! Quante credenze stravaganti! Quante teorie prive di fondamento razionale! Per cui viene ovvia la domanda: Ma è possibile conoscere il Paradiso? Sì. Naturalmente. si sono cercate spiegazioni e risposte. e nessuno è riuscito o riuscirà a sradicarlo. È possibile quindi conoscerlo solo accettando la divina Rivelazione. voci di eroi e di sapienti. • la Religione cristiana nasce come adesione alla Rivelazione che viene direttamente da Dio (dall'alto). che sarà il mio possesso per l'eternità. a volte più originali ed elevati.di giustizia. e svela cose che inutilmente gli esseri umani cercano di scoprire con le loro sole forze naturali. il Paradiso lo conosce solo Dio. anche nelle condizioni di vita migliore. Bloy Ma è possibile conoscere il Paradiso? Il Paradiso è un'esigenza generale Non c'è popolo al mondo che non abbia avvertito o non avverta l'esigenza di una vita interminabile e felice oltre la morte. Potremmo dire che gli uomini. . . mio unico desiderio! Che cosa cerco io nei cieli? Che cosa desidero sulla terra? Il Dio del mio cuore. riti e sacrifici. S. ma solo aderendo alla Verità rivelata riescono a entrare nel Mistero stesso. perché radicato nel profondo del cuore. a volte infantili e primitivi. È stato detto giustamente che «è più facile trovare popoli senza città o casa o scuole o leggi o scrittura. Il tuo dolore sia quello di non possederlo.

oscuro e indefinibile? I dati della Rivelazione invece sono . delle gioie. le realtà che appartengono a un mondo lontano. attendiamo di godere».illuminanti. Solo attraverso la fede si può conoscere e accettare il Paradiso Non resta che affidarsi alla fede e lasciarsi condurre da essa. le realtà meravigliose che ci rivelano le promesse e che. .sicuri. Vincenzo Benetollo: «con la fede Dio penetra nell'intelligenza umana e vi lascia un seme di conoscenza superiore. quindi. superiore a ogni sapere umano. . La ricerca umana procede per sentieri oscuri. dei dolori. del tempo e di tutti i limiti che gli impone la natura. . cioè delle cose materiali. perché con essa si aderisce a Dio. luminoso e assoluto ciò che proviene da Dio! E credere a ciò che Dio rivela è già come vedere Dio prima del tempo. e con infallibile certezza. anticipando la visione di Dio». e solo Lui. e ci solleva dalle difficoltà e dai rischi che esse comportano. quasi fossero già presenti. «così come Egli è».. che rivela il senso della vita presente e dischiude le porte della vita eterna. Le sue conclusioni sono . Ed è vero: non scopre tutto e del tutto. . insicuro e relativo ciò che nasce dall'uomo! Ma è sicuramente certo. è già l'inizio della vita eterna: «fin d'ora contempliamo come in uno specchio.incerte. cioè prima di poterlo contemplare in Paradiso! Dice S. Soltanto Dio può rivelarci Verità note solo a Lui. con la sua Autorità. Dice il Catechismo della Chiesa Cattolica: «la fede ci fa gustare come in anticipo la gioia e la luce della visione beatifica che è il fine del nostro pellegrinaggio terreno». La fede. . che contiene ben 400 riferimenti al Paradiso. Allora vedremo «faccia a faccia».pacificanti. Solo la fede può abbattere questi muri e liberare le persone da questi limiti. per la fede. Leonardo da Porto Maurizio: «l'anima semplice di un uomo credente e pio scopre la verità meglio di tutti i sapienti del mondo».Queste opere e rivelazioni divine sono fedelmente documentate dalla Bibbia. dei peccati. può garantirci che esse sono infallibilmente vere! È sempre incerto.relative. . Il privilegio di poter "vedere" prima del tempo L'intervento di Dio ci dispensa da ricerche faticose. ma la esalta. L'essere umano senza la fede rimane prigioniero del suo universo. Altre strade non ci sono! La conoscenza e la voglia del Paradiso sono quindi solo questione di fede! Afferma P.insicure. perché la rende partecipe di una conoscenza soprannaturale. Quale uomo può annunciare con autorità. senza mai giungere a certezze e sicurezze definitive. La fede non umilia la ragione. ma giunge a intuire cose superiori all'umana comprensione. dei suoi sentimenti.completi.

Intelligenza. la persona è sostenuta dalla Grazia. è quindi necessaria la Grazia. più certa di ogni conoscenza umana. Vincenzo Benetollo: «Dio chiede. volontà e grazia La fede è un atto umano e divino insieme. ma deve collaborare con la sua intelligenza e con la sua volontà. Questa Autorità è la massima in assoluto perché Dio è l'unico che non può né ingannarsi né ingannare. Dio: . non assolute e definitive. perché gli esperimenti della scienza propongono verità naturali e. • comandato dalla volontà.La fede La fede è adesione alla rivelazione non per l'evidenza della verità rivelata. Nella sua vita terrena Gesù ha reso testimonianza alla Verità. . ma la certezza data dalla luce divina è più grande di quella offerta dalla luce della ragione naturale». apre gli occhi della mente e muove il cuore. per ora. • sollecitato e sostenuto dalla Grazia. anche se assolutamente certa. perché con la fede si raggiunge quella certezza che nessuna scienza sperimentale può donare. . La fede è quindi • un atto dell'intelligenza. senza mai obbligare gli ascoltatori ad accettare per costrizione il suo messaggio. e quindi di offrirgli "l'obbedienza della fede".non è il risultato di un qualunque esperimento scientifico. che previene e accompagna.di toccare. ma non lo obbliga in nessun modo. una virtù soprannaturale da Lui infusa. Con la Rivelazione. Ora invita l'uomo alla fede e alla comunione con sé e con il Padre. .non è un convincimento personale e interiore più o meno stabile e verificabile. Questa risposta divina-umana è adesione a Dio nel segno della libertà e dell'amore. La libertà di credere o di non credere Durante la sua vita terrena Gesù ha dato testimonianza alla Verità.di vedere. Nasce dalla chiamata divina e dalla risposta umana. quindi.non è un'idea o un oggetto più o meno vago. Nessuna forza esterna può produrre la fede! Essa è un dono di Dio. perché solo dall'alto può provenire ciò che supera le forze umane. ma è la volontà che interviene a comandare l'adesione a una Verità che resta oscura. . che previene e soccorre. ma non impone di fidarsi di Lui. Perché si possa credere. Dice ancora il Catechismo: «la fede è certa. La fede soprannaturale dunque: . . Il solo motivo per cui si accoglie la Rivelazione è l'Autorità di Dio. infondendo la dolcezza nel consentire e nel credere alla verità. Con l'intelligenza.non è un'opinione che ci facciamo leggendo il giornale o ascoltando le esperienze degli amici. La fede soprannaturale è un dono che viene dall'alto.di verificare una verità che. vede l'opportunità di credere. ma per l'autorità di Colui che la rivela. resta invisibile e oscura. ma non l'ha mai imposta. anche minimo. Chi aderisce a Dio nella fede è assolutamente certo di non incorrere in alcun errore. le verità della fede possono sembrare oscure. Nasce dalla fiducia che sostiene un'obbedienza data senza pretesa .? Dice ancora P. Per rispondere.

. di più confortante! L'apostolo Paolo ne è così fortemente colpito da esclamare: «quelle cose che occhio non vide. Ed è attraverso l'amore. Ma volendo illustrare i contenuti di questa incredibile realtà. a proposito della sua conversione: «si trattava di scegliere fra il nulla (che è assurdo) e il mistero. Fu il momento più solenne della mia vita. Si può dunque concludere • «che la Fede è una luce suprema. Scrive J. ma in senso negativo. . perché è la fede nel nulla: è adesione a tante schiavitù che affliggono le persone: . . L'ateismo è una fede in negativo L'ateismo è anch'esso una fede. l'apostolo è costretto ad affermare che non a tutti è dato di capire.la morte.mostra agli uomini il loro ultimo fine: questa è la Fede.il potere. . . Nulla vi può essere di più importante.il denaro. né mai entrarono in cuore di uomo. può comprendere quel Paradiso che egli è giunto a intravedere. e. Dio dona la sola libertà vera: l'altra è una verità bugiarda! ». Fede e Paradiso Il Paradiso è uno dei dogmi fondamentali e centrali della nostra fede. Sartre scelse il nulla. E afferma: solo la persona pneumatica. e io preferii il mistero. Dio non prende la nostra libertà: è esattamente il contrario! Allargando la vita umana all'infinito. ma solo a chi ha determinati requisiti. né orecchio udì. . E solo attraverso la fede e l'amore lo si può conoscere e conquistare! . Ho avuto d'improvviso la coscienza intensa di questo mistero e della libertà. lo fa perché non vuole dipendere da Dio. Chi non vuole accettare la Fede. Guitton. . perché salvandomi dall'assurdità.che richiede un amore supremo. . raggiunta con la fede e con l'amore. che la persona è portata a cercarlo.che manifesta verità supreme. attraverso la visione della sua essenza. Sentii il combattimento tra la fede e l'incredulità. Dio.la noia. queste ha preparato Dio per coloro che lo amano».suggerisce il modo per raggiungerlo: questa è la Carità. Questa felicità suprema.le apparenze.per condurre alla felicità suprema». che esiste quando ci si subordina al mistero.si propone come un Bene raggiungibile: questa è la Speranza. . È l'esaltante chiamata della persona umana alla comunione eterna con Dio. . salvavo la libertà. perché si fida più di se stesso che di Lui! ». di più affascinante. ovviamente. è il Paradiso. Ed è per questo che l'intelletto può essere condotto al sapere sconfinato della fede solo se diretto da una volontà già orientata. prima che all'intelligenza. si rivela al cuore. . e non la persona psichica.l'assurdo.il piacere. anzi innamorata del Bene da raggiungere..

Apocalisse 21. .Gerusalemme nuova. tanti simboli La beatitudine finale e definitiva. perché mi attendono i giusti». .. . egli si unì a loro con la sua debolissima voce. fra cui l'albero della vita.. Francesco morì quindi cantando.... descrive i sentimenti propri di una qualsiasi persona che. dopo aver lasciato inutili riserve e discussioni.Casa del Padre. 1-4 Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. .Regno dei Cieli. Cerchiamo di coglierne il significato. • per i peccatori un mistero. Io vado a prepararvi un posto. né lutto. tergerà ogni lacrima dai loro occhi. Appressandosi poi l'ora estrema. quando sarò andato e vi avrò preparato un posto. incominciando dal termine più comunemente usato che è il Paradiso. in palazzi sontuosi.. felice di raggiungere quella meta che era stata l'anelito di tutta la sua vita.. La Bibbia si adegua alla mentalità dell'epoca e usa queste immagini per descrivere la felicità alla quale il Creatore ha destinato la creatura da Lui preferita. TANTI NOMI. con insolito vigore.. giunto alla fine della sua vita. e quando giunse alle ultime parole «strappa dal carcere l'anima mia. Sorella Morte gli spense la voce. 1-3 Tanti nomi.Vita eterna. Egli. Paradiso Con la traduzione detta "dei Settanta". Francesco d'Assisi. che viene dal persiano pardés e significa giardino. né affanno. E mentre essi cantavano. infatti. perché siate anche voi dove sono io. Nelle religioni del Medio Oriente il termine paradiso era usato per esprimere lo stato felice degli dèi che si pensava vivessero. che è il massimo dono del Padre. .. Era vissuto.. Le principali sono: .. viene descritta nella Bibbia con diverse espressioni e parole. Vidi anche la città santa. con tanta VOGLIA di Paradiso! Questo racconto che • per gli atei è una follia. circondati da giardini bagnati da acque copiose e da alberi lussureggianti. più atteso e felice! Perché questa è la morte per l'uomo di fede: l'ingresso felice nella patria tanto attesa! 5. trasformando la morte nel momento. la nuova Gerusalemme.Cielo. che è la creatura umana. • per i benpensanti una stranezza. entrò nella Bibbia il termine paradeisos. né lamento. come gli uomini potenti della terra. pregò i suoi frati che gli leggessero "il Cantico del sole" [di Frate Sole].. Ecco la dimora di Dio con gli uomini. si mise a cantare il Salmo 141. ritornerò e vi prenderò con me. aggiungendovi il versetto che esalta Sorella Morte.Francesco d'Assisi: il Santo che giunse in Paradiso cantando Si legge che S. si abbandona con fiducia e con amore fra le braccia del Padre... non ci sarà più la morte. Giovanni 14.Paradiso. TANTI SIMBOLI Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra. .

e dal cielo verrà di nuovo nel mondo per giudicarlo e trasformarlo. la dimora di Dio.Nella Rivelazione il termine Paradiso è usato per indicare: • il primo delizioso luogo della dimora divina dove «Dio passeggiava alla brezza del giorno» fra alberi lussureggianti che sono citati come simbolo di vita e di fecondità». Questa volta celeste costituisce. e come è possibile che venga collocato in spazi e territori che hanno dimensioni geografiche. con la terra. circoscritto. l'uomo si è posto la domanda: . e dal cielo discendono gli Angeli per portare gli ordini divini. perché quando la scienza ha allargato i confini della terra e. Se il cielo è la dimora di Dio. Ma è proprio così? Per rispondere a questa domanda occorre sapere che Dio è qualitativamente distinto da ogni altro essere vivente e da ogni altra cosa. lo spazio riservato a Lui. sovrastante la terra e tanto distante da dover fare molta fatica per poterlo raggiungere. in qualche modo l'avrei incontrato! Come sono ingenui coloro che ci credono!». Questo bene. 2. Questa concezione ha sempre creato. e quando gli uomini vi debbono entrare. stando così le cose. il suo trono. • una felicità perduta.dov'è la sua effettiva dimora? . lo hanno cioè immaginato come dimorante in un luogo alto. Se Dio è diverso. e quindi la sede delle nuvole e delle stelle. la volta celeste che si distende sulla terra. che nel linguaggio e nel contenuto richiama beni terreni deliziosi e grandemente appetibili. ma non ho trovato proprio nulla! Dio in cielo non c'è. ma sostenuta dalla speranza di raggiungere il Paradiso futuro. • l'abitazione ideale della prima coppia umana. perché se ci fosse. • dal cielo Dio manda il suo Spirito. Il Paradiso diventa quindi per i credenti l'obiettivo primario della loro vita. Dio e il Paradiso sono proprio in cielo? Gli uomini hanno sempre pensato al cielo come alla dimora stabile di Dio.dov'è il suo Paradiso? È nota l'affermazione del primo astronauta russo: «sono salito molto in alto. Ora. • un Bene ricuperato in Cristo Gesù Redentore e Salvatore di tutti gli esseri umani. • il cielo si apre quando Dio si rivolge agli uomini. e continua a creare. storiche e ambientali? Dio quindi: . • dal cielo Cristo è venuto sulla terra. lontano e riservato a Dio e ai suoi eletti.ma dov'è Dio? . a causa del peccato originale che segna tutte le generazioni lasciando nel cuore umano una profonda e insopprimibile nostalgia. "ha sfrattato" Dio perché non l'ha trovato. ho cercato in tutti i modi di trovare la sede di Dio. l'intera creazione. sotto e sopra. il suo Santuario. sulla bocca di Gesù assume invece un carattere di felicità eterna e soprannaturale: «oggi sarai con me in Paradiso». Hanno cioè localizzato le sfere celesti come un domicilio stabile. segnata certamente dalla struggente nostalgia per il paradiso perduto. come è possibile che sia oggetto di ricerche scientifiche. Cielo Il termine cielo nella Bibbia indica due cose: 1. non pochi malintesi. è assolutamente impossibile riuscire a trovarlo con quegli strumenti e con quegli esperimenti che sono propri delle cose e delle esperienze umane. in una felicità sconfinata che richiama le caratteristiche dell'età aurea descritta dall'antichità classica.

in ogni luogo. • per evidenziare la sua Personalità. ma non andare da Lui in un determinato spazio geografìco e circoscritto. • per significare che Egli è il Principio creativo e attivo di ogni cosa. ma. anche la meno importante. così come l'anima è tutta presente. ma semplicemente trasmettere messaggi divini attraverso parole e concetti comuni alla cultura e al linguaggio dell'epoca in cui fu rivelata e scritta. Il termine cielo . intendiamo dire che è un'Entità diversa dalla terra. Il cielo è là dove è Dio. Quando diciamo che Dio è in cielo. • per indicare la sua elevatezza sul mondo.designa la speciale natura di Dio. "è nel cielo"? La Bibbia usa queste espressioni non solo per adeguarsi alla mentalità comune e al linguaggio corrente. anche se distinta.• non è legato a un determinato spazio. L'espressione andare in cielo significa andare a Dio. che viene a essere potentemente affermata perché protesa verso l'alto.non è legato a un luogo. . . • non è localizzato oltre le nuvole e le stelle. È un'affermazione che era valida al tempo in cui fu scritta la Bibbia. andare a Dio.da qualsiasi mutazione. in ogni parte del corpo. e resta valida oggi in cui le conoscenze scientifiche e le cose sono notevolmente cambiate. .diventa così sinonimo di Dio. il cielo è anzitutto non un luogo. ma un nuovo modo di esistere. La Sacra Scrittura quindi. Perché. e quindi ovunque. Ma potrebbe essere anche un luogo? Sicuramente sì. dunque. del tenebroso. che è in basso. specie dopo la risurrezione corporale.non si identifica con una parte del mondo. . salendo in alto. del passivo. . è presente: . lo si possa incontrare o non incontrare. la Bibbia dice che "Dio è in alto". Andare in cielo significa. perché coloro che partecipano delle forme della vita celeste sono legati allo spazio.in ogni creatura. quando usa le parole cielo o cieli.da qualsiasi progresso delle cose e del mondo. • per esprimere la Maestà di Dio. allora. . pur essendo sostanzialmente distinto da ognuna delle sue creature. L'affermazione l'uomo va in cielo è quindi indipendente . iniziando una nuova forma e un diverso modo di esistere. del pesante.può essere usato al posto di Dio. . non intende esprimere giudizi sulla natura o sulla struttura del cosmo. e che è elevato al di sopra e al di fuori di essa. Uno stato o un luogo? Da quanto abbiamo detto.da qualsiasi concezione. anzitutto. . è segno dell'oscuro. . Andare in cielo Dio dunque . o discendente dall'alto.con ogni creatura. mentre la terra. • non si identifica con un pezzo di mondo distinto da altri pezzi. differente da quello terreno. ma anche e soprattutto. perché non possono essere onnipresenti.non è in cielo o in terra. così che.

che come un luogo. . • la vita presente è il pellegrinaggio. come l'uomo pellegrino sulla terra. un campo limitato di azione.vita divina in Dio. . Vita eterna Più importante della sua localizzazione. come gli angeli. Si deve comunque dire che agli spiriti dei trapassati viene affidato uno spazio determinato in cui esprimere il proprio modo di vivere. Alla questione della localizzazione del Paradiso non può essere data una risposta: con buona pace degli studiosi. . Essi hanno. la vita futura è la casa.vita eterna. . giunto alla perfezione celeste. che si attua accogliendo Cristo nella propria esistenza.luce. E così si deve ammettere che la comunità dei beati è legata a un luogo di vita comunitaria. . La natura di questo vincolo spaziale è difficile da determinare.eredità e comunione con Cristo.banchetto di nozze.convito di festa.Dice lo Schmaus: «certo l'uomo. è la questione della comprensione della natura del cielo. parlando della luce inaccessibile in cui Dio abita. . La Sacra Scrittura quindi descrive il cielo più come una forma perfetta di vita. le usa a modo di immagini. non soggiace più. . la vita futura è la patria.riposo. .gioia e corona di gloria. Tuttavia.regno di Dio. l'avvento del Regno si realizza quando Dio stesso viene nel cuore umano e lo trasfigura con la sua grazia. Regno dei Cieli Giungere al Regno dei cieli significa raggiungere Dio. Il Regno dei cieli è dunque la partecipazione alla vita divina. . come quando S. Chiama questa nuova forma: . Ma siccome la persona va a Dio solo quando Dio viene a lei. . alle leggi del tempo e dello spazio. La vita futura e la vita presente sono quindi strettamente connesse e stanno in questo rapporto: • la vita presente è la semina.salvezza eterna. .pace infinita.visione di Dio. la vita futura è il raccolto.visione beatifica. • la vita presente è la tenda. Tuttavia resta limitato a un determinato spazio. il Paradiso non può essere fissato in una determinata parte del creato. Che cosa resta velato in questa vita? Rimane nascosta l'infinita ricchezza che già possediamo. i quali sanno che questa localizzazione non appartiene alla sostanza della fede». la chiama "terzo cielo"». • nel presente la vita divina è velata. . e che si rivelerà solo nella vita futura. . nel futuro invece è pienamente manifestata. «Quando la Bibbia usa espressioni spaziali. Paolo.

e lo siamo realmente! Noi fin d'ora siamo figli di Dio. Il Regno di Dio sulla terra è quindi presente come bene nascosto. che viene chiamato dall'Apostolo Giovanni Nuova Gerusalemme: «Io. come bene pienamente rivelato. . Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato. perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più. possiamo usare solo affermazioni analogiche. cioè tali da esprimere le realtà celesti solamente in parte. né lutto. Qui rimarrà per sempre. ha fondato la Chiesa.Dice Giovanni: «quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio. pronta come una sposa adorna per il suo sposo. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi. . affluiranno i popoli provenienti da ogni angolo della terra. nel cielo. né affanno. nello Spirito Santo.a Gerusalemme Gesù è morto e risorto. prima della creazione del mondo. in Palestina: è la città santa. 24 . La vita da emigrante che deve condurre. non ci sarà più la morte. Udii allora una voce potente che usciva dal trono: "Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il 'Dio-conloro'. comporta quella speciale unione con Dio. alla quale. giunge alla Casa del Padre. scendere dal cielo.. né lamento. Casa del Padre La Bibbia afferma anche che ogni persona. perché lo vedremo così come egli è». Giovanni. morendo. secondo la profezia di Isaia. Non dimentichiamo che la vita celeste. che si ottiene non solo con la ricerca. perché sede del Tempio di Dio. Questo sarà il luogo e lo stato dove raggiungerà la sua completa realizzazione. Finché non sarà arrivata alla casa paterna. la creatura sarà sempre in cammino. ma anche e soprattutto con l'amore a Cristo. Ci è difficile concepire la vita futura! Il cielo è un mistero del quale possiamo parlare solo con immagini e paragoni. • la figura del Paradiso. nel quale si custodiva l'Arca dell'Alleanza. una l'abitazione permanente preparata per i figli di Dio rimpatriati dopo il lungo viaggio terreno. che è il perfetto avvento del Regno di Dio nell'uomo. Vidi anche la città santa. la nuova Gerusalemme. Nella Bibbia. perché contemplino la mia gloria. Data la nostra condizione. ha dato avvio all'espansione della fede nel mondo.a Gerusalemme e al Tempio gli ebrei salivano ad adorare e a offrire i sacrifici a Jahvé. La casa del Padre non sarà una tenda provvisoria per un riposo fugace. noi saremo simili a lui. sarà finita. • la figura e il simbolo della Chiesa. sarà presente. Gerusalemme celeste La vita futura eterna e festosa è detta anche Gerusalemme celeste.. quella che mi hai dato. perché le cose di prima sono passate"». ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Gerusalemme ha tre significati: • la città geograficamente situata nella Giudea. da Dio. IL PARADISO E’ COMUNIONE CON CRISTO Padre. vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra. varcherà la soglia della patria e non sarà più in terra straniera. voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io. 6. Quando vi sarà giunta. Giovanni 17.

3. senza attendere tempi più o meno lunghi. Le parole che più ci colpiscono sono quelle con le quali Gesù illustra l'esistenza e i contenuti fondamentali del Paradiso. Lo vedremo . 2. siamo già uniti a Cristo. finalmente. Piena comunione con Cristo Essere con Cristo è la massima perfezione e la massima felicità. Inoltre non possiamo vederlo. guardava sorridente il cielo.". in umile ascolto e rinunciando ad aprioristiche opinioni. è il Paradiso. . Non ci sembrerà vero di poter vedere e abbracciare quel Gesù che è stato l'oggetto di tanti sospiri. Ecco dunque la principale rivelazione: in Paradiso saremo in comunione piena e definitiva con Cristo! La promessa fatta al ladrone pentito vale per tutti coloro che nel Giudizio finale saranno ritenuti degni di entrare in Paradiso. di tante scelte faticose. ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi Angeli. di tante rinunce..immediatamente. perché manchiamo dello strumento necessario per vedere il Signore glorificato. poco prima di morire. e subito saremo coscienti della nostra comunione con Lui. che ci svelerà. non cancellerò il suo nome dal libro della vita. di tante preghiere. perché riceviamo il giusto per le nostre azioni. pregustando la gioia di incontrare Gesù. egli invece non ha fatto nulla di male". è l'inferno. il suo volto. In poche semplici parole Gesù dice l'essenziale: l.. Quando raggiungeremo il Paradiso. sforziamoci di accogliere ciò che Dio ha voluto rivelarci sul Paradiso. in intima comunione di amicizia e di amore. Sarai dove sarò io: e staremo e godremo insieme. in Paradiso: in un luogo e in uno stato di delizie.direttamente. mentre moriva sotto i colpi delle pietre. dove Egli manca. Apocalisse 3. oggi: cioè subito. oggi sarai con me nel paradiso"». e li introdurrà personalmente nel suo Regno. Nella vita terrena.personalmente. invece. ricordati di me quando entrerai nel tuo regno". di tante speranze e anche di tanti dubbi e paure! . Gesù dirà "venite benedetti. sarai con me. tutte le sofferenze della vita presente. Gli rispose: "In verità ti dico. dove cesseranno. . ma percepiamo solo confusamente questa unione. senza aspettare la fine del mondo e la risurrezione dei corpi. finalmente. Proprio per questo. 5 Il Paradiso è comunione con Cristo «Oggi sarai con me in Paradiso» Bibbia alla mano.Il vincitore sarà vestito di bianche vesti. il diacono Stefano. di tanti sacrifici. Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio benché condannato alla stessa pena? Noi giustamente. Sono le parole proferite sulla croce. Dove è Gesù. cioè in mia compagnia. Essere lontani da Lui è la maggiore di tutte le infelicità. Racconta l'evangelista Luca: «Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!". incontreremo Cristo. E aggiunse: "Gesù. Siamo come un cieco che non percepisce i meravigliosi colori del bel quadro che ha fra le mani. E nella comunione con Lui avranno gioia piena e felicità senza fine.

né dall'amore. Colui che sarà degno del Paradiso sperimenterà immediatamente ciò che già sapeva. la luce. Cristo è la vita Gesù ha detto inoltre di essere la vita. Egli supererà tutte le attese.né dalle amicizie. per illustrarci la sua piena comunione con noi nella patria celeste. La vita del cielo è la partecipazione alla sovranità di Cristo. Desideriamo goderla in pienezza. sperimenteremo che Cristo ci darà ciò che il nostro cuore ha desiderato per tutta la vita. . usa la similitudine del pane. Gesù promette: io vi darò un pane che sazierà la vostra fame profonda. . che è il Signore del cielo e della terra. la vita.. Così pensava l'apostolo Paolo. perché Egli è diverso da chiunque altro: in Lui. Solo in Paradiso potremo sederci a quel gustoso banchetto preparato e servito personalmente da Lui. Cristo dice di essere il pane. ma purtroppo il nostro desiderio di godere non è mai pienamente soddisfatto: . è tutto l'amore che il Padre ci vuole donare. il pane vero.né dai beni materiali. La nostra vita è caratterizzata da una continua fame. Tutto il cammino terreno è stato un viaggio verso questa persona. infatti. . la via. la verità. In Paradiso saremo pieni di stupore. il pane buono. infatti la cosa migliore è quella di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo. come il pane terreno sazia la fame corporale. E moltiplica i pani. che prigioniero in Roma e in attesa del processo era lieto di scrivere: per me vivere è Cristo. e solo Lui! La morte diverrà amica e sorella. e la morte un guadagno. come invece spesso accade fra persone umane.E saremo felici di constatare che le molte speranze non erano un'illusione. come segno di una realtà futura in cui tutti saranno pienamente e definitivamente saziati.. e cioè che Cristo è per noi il pane. senza averla mai potuta vedere. È il pane che solo può saziare la fame più intima e profonda: la fame del cuore e dello spirito. Cristo è il pane Gesù. ma nel tempo presente possiamo vivere solo di desiderio. quando scopriremo che tutte le cose belle erano solo un'ombra. e che l'unica realtà era proprio Lui. sfamando la folla. senza amarezze e delusioni. e che la nostra fiducia nell'invisibile era stata molto bene riposta! Un incontro che non ci deluderà L'incontro con Gesù non porterà alcuna delusione. Noi amiamo la vita e aneliamo a farla crescere e ad arricchirla. Ma anche questo pane non sazia perfettamente: solo in Paradiso diverrà Pane vero per appagare totalmente e definitivamente la nostra fame. Giunge poi a trasformare il pane terreno nel suo Corpo e nel suo Sangue per farne il cibo per la fame spirituale dei suoi figli e fratelli. E se giungeremo a incontrarlo nella sua persona pienamente manifestata.né dal successo nella professione e nel lavoro. perché sarà il passaggio che ci apre alla comunione con Gesù. .

che viene dal profondo della vita trinitaria può trasmettere la Verità di Dio. Solo Cristo può dare questa luce! Solo Lui. Non esiste un momento nel quale possiamo dire di essere pienamente felici e quindi totalmente appagati. Gesù dice: solo io vi posso appagare. io e non altri. e spesso dalla depressione. Cristo è la luce vera: la luce che allontana le tenebre. che è troppo parziale e relativa. e per percorrere le vie dello spirito e del cuore. è divenuto accessibile in Cristo. che vince l'errore. nostra vera e unica Vita. per far risplendere la conoscenza della gloria divina. ma ogni luce terrena può scacciare l'oscurità solo temporaneamente e parzialmente.. . pur accessibile.né dagli onori. «possiamo vedere il Padre». Ma durante questo tempo della vita terrena la realtà divina. ma nella vita beata comprenderà pienamente tutta la Verità. Per soddisfare queste aspirazioni occorre un sole diverso da quello visibile.né dal danaro. che scaccia il peccato. Questa vita divina è già presente e operante nella vita terrena. perché io sono la Vita. visto a faccia a faccia! In Paradiso si adempirà ciò che Paolo scriveva ai Corinzi: «Dio che disse: rifulga la luce dalle tenebre. Allora godremo la gioia di sentirci immersi in lui. dalla tristezza. La luce rischiara e illumina il mondo. . In lui. non può concedere alla persona umana quel fulgore di cui ha bisogno per comprendere se stessa. Perché? Perché nessuna persona e nessuna cosa si identificano con quella pienezza di vita e quindi di felicità alla quale aspiriamo. immergendosi nella luce essenziale che è Dio. come il tralcio deve essere unito alla vite e all'albero. Cristo è la verità Dio. quindi. che rifulge sul volto di Cristo». Il credente unito a Cristo nella sua vita terrena è già un illuminato da Lui. e con autorità divina. Per avere una vita piena. invece. E anche quando è piena e splendente. . ma se crederete in me essa diventerà piena e perenne. Cristo è la luce Alla vita si collega la luce. rifulse nei nostri cuori. c'è bisogno di una luce che faccia conoscere le verità che sono al di fuori e al di sopra della realtà terrena. ma sarà pienamente manifestata e posseduta in quella futura. dovete essere uniti a me. che smaschera l'ipocrisia. E così la nostra fame di verità sarà pienamente saziata. la Vita piena e sicura! Ciò che voi chiamate vita è solo un riflesso della Vita che sono io! La vostra vita è povera e caduca. continua però a rimanere velata. l'incontro con Cristo avverrà in modo diretto e senza alcuna sovrapposizione. per vivere e fiorire. che «abita in una luce inaccessibile». come nel sole. Nell'esistenza celeste. Noi ci incontreremo con la Verità nella sua gloria e ne saremo dominati. La nostra vita è perennemente segnata dall'insoddisfazione.né da qualunque bene pur ambito e prestigioso.

il nostro gaudio. il nostro pensiero. di luce e di verità. perché contemplino la mia gloria. Scopo della vita. voglio che quelli che mi hai dato siano con me dove sono io. che è il termine ultimo del nostro «andare a Dio». il Padre e lo Spirito Santo. La persona non può contemplare il volto del Creatore. IL PARADISO È VEDERE DIO COME È In Paradiso «videbimus. con lui e per lui.al convito di festa. perciò. il nostro Dio. la nostra sostanza. Gesù lo afferma esplicitamente: «io sono la Via!». Cristo è il nostro tutto Il Paradiso. Da S. . Elisabetta della Trinità Il Paradiso è vedere Dio com'è La persona umana. Agostino Saremo inebriati d'amore. il nostro desiderio.al banchetto della gioia.Cristo è la via Cristo. vacabimus»: vedremo. la nostra esaltazione. nella sua vita terrena. il nostro alimento. perduti in questo oceano d'amore che non ha limiti e non ha confini. Perché non è solo il Maestro che indica la Via per arrivare al Padre. godremo. Il vedere è la premessa. il nostro Tutto». che deve essere percorsa per arrivare al Padre di tutti. il santo palermitano della carità. . il Figlio di Dio. Giacomo Cusano. sazierà pienamente e definitivamente la nostra fame di pane di vita. amabimus. Ma fin che siamo nella fede non possiamo conoscere pienamente l'essenza di questa Via: la conosceremo completamente in Paradiso. perché manca dello strumento adeguato. prima che un luogo o qualcosa di grandioso e di bello. dove Egli stesso siederà a mensa e servirà i commensali. Egli ha il diritto di disporre liberamente della casa paterna e di introdurvi coloro che gli sono uniti. il riposare è un'esigenza. tutto nostro. ci riposeremo. è una Persona: Gesù Cristo. S. quando ci sarà dato di conoscere che Lui solo è la "porta" d'accesso all'intimità del Padre. l'amare è l'essenza. quindi. il Verbo Incarnato. la nostra forza. Ma c'è di più: l'incontro con lui sarà anche la Via al Padre. la nostra felicità. perché Egli la trascende infinitamente. gaudebimus. ameremo. non può vedere Dio L'occhio umano non può vedere Dio. . la nostra pace. sommersi. ma attraverso le opere da lui compiute può soltanto giungere a scoprirne l'esistenza e a intuirne alcune proprietà. Noi accogliamo il suo invito. e. quella che mi hai dato. la nostra vita. nell'esistenza celeste. la nostra speranza. così illustra la felicità dell'incontro con il Salvatore: «Gesù Cristo è nostro. Al termine del viaggio terreno Egli assicura una meta felice: Padre. ma è la stessa Via. perché tu mi hai amato prima della creazione del mondo. In questa casa invita gli amici: . saremo immersi. il godere è la conseguenza.alla tavola di Dio. è solamente Cristo. Egli è la nostra letizia. 7. Ed essendo la Via obbligata al Padre. La mente umana non è in grado di conoscere l'intima natura di Dio. accostandoci a lui nella fede. e abbracciarlo sarà la somma gioia.

ma in modo diretto e immediato. La Chiesa si è ripetutamente espressa su questo argomento in vari documenti. ma allora conoscerò perfettamente. E le sue parole sono l'eco dell'insegnamento di Gesù. ma allora vedremo a faccia a faccia. e che quindi resta per tutti invisibile e irraggiungibile. elevandolo a una condizione di vita e di conoscenza che trascende infinitamente quella creaturale. e principalmente nei Concili Lateranense V (1215) e Vaticano I (1870). nella profondità del suo essere. come anch'io sono conosciuto». che era stato "rapito al terzo cielo". senza del quale non è possibile alcuna visione superiore. Nell'Apocalisse leggiamo: «i suoi servi lo adoreranno. fondando la loro adesione non sull'evidenza delle cose. • né compreso entro alcun concetto o alcuna formulazione. vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome sulla fronte». ma non tale da appagare il desiderio dell'Apostolo che avrebbe voluto vedere Dio non attraverso la Persona umana di Gesù. che ha due aspetti diversi e complementari: • nella vita terrena. è capacità di vedere Dio come Egli è. gli è venuto incontro. potrà vedere Dio e contemplarlo in eterno "così come egli è". l'apostolo Giovanni dice: «sappiamo però che quando Egli si sarà manifestato. di contemplarlo nel suo mistero. . . E l'apostolo Paolo: «Ora vediamo come in uno specchio. noi saremo simili a lui.godremo di Lui come Egli gode della sua felicità. ebbe questa risposta: «chi ha visto me. E quando Filippo domandò a Gesù di mostrargli il Padre. È il dono della Grazia. e si chiama "lumen Gloriae" (luce che proviene dallo stato di gloria). Per quanto riguarda la vita futura. che confermava con i miracoli.lo ameremo come Lui si ama. Ed è incredibile sapere che questo dono all'uomo è già stato concesso. • né racchiuso. che invitava i discepoli ad accogliere con umiltà la sua parola. per pura sua grazia. perché Dio. elevata e arricchita del dono soprannaturale della Grazia. ha visto il Padre»: parola consolante. Questa elevazione e partecipazione alla stessa vita divina sono ciò che di più alto e affascinante si possa immaginare. rivolti a confutare errori e false interpretazioni. Ora conosco in modo imperfetto. e si chiama "lumen Gratiae" (luce che nasce dalla grazia). ma unicamente sulla sua Autorità divina. Quando e come la persona potrà vedere Dio? L'uomo può vedere Dio solo se Lui glielo concede. Dunque: . è elevazione e partecipazione alla stessa vita di Dio. i quali sostanzialmente affermano che Dio non può essere: • né visto.Quando Mosè chiese a Jahvé di poterlo vedere. si sentì rispondere: «tu non potrai vedere il mio volto. Ciò che è stato definito La persona umana dunque. • nella vita futura. nella sua infinita liberalità. che nessuno fra gli uomini ha mai visto né può vedere». perché nessun uomo può vedermi e restare vivo». dotandolo di un dono soprannaturale. L'apostolo Paolo. perché lo vedremo così come Egli è». . Ma in quale modo e con quali limiti? La Chiesa si è espressa con vari interventi.conosceremo Dio come Lui si conosce. afferma che Dio «abita una luce inaccessibile. in maniera confusa.

dove esse.la infinita sapienza. Scrive S. Il Concilio Vaticano II: «i beati godono della gloria celeste. ma partecipi della vita trinitaria: col Padre pronunceremo il Verbo. .la somma giustizia. e. uno e trino. Francesco di Sales: «il nostro intelletto vedrà Dio "faccia a faccia". nella beatitudine eterna. Scrive ancora S.e tutto il rimanente abisso delle perfezioni». forma la Chiesa del cielo. sono veramente beate. E così le anime dei trapassati. uno e trino. contemplando chiaramente Dio. quale Egli è». per tale contemplazione e godimento. La Chiesa dunque «gelosamente custodisce e apertamente proclama» la chiamata degli uomini e delle donne a partecipare alla vita di Dio e a entrare nel suo gaudio eterno. In questa fede troviamo: • il segno più eloquente dell'amore infinito di Dio. ma di un Dio eternamente dinamico. Non sarà la visione di un Dio solitario e muto. e hanno una vita eterna e un eterno riposo». quale Egli è». Non saremo semplici spettatori. per il quale le persone diventano capaci di cogliere intuitivamente l'essenza divina. che genera il Figlio. . al di sopra di ogni umana comprensione. ammirando la bellezza e la dolcezza dell'Amore che l'Eterno Padre. Con quale strumento? Ma con quale strumento o mezzo umano potremo vedere Dio? Evidentemente. il Figlio e lo Spirito Santo. contemplando con uno sguardo di presenza vera e reale la sua essenza divina. in essa. e con il Figlio "spira" lo Spirito Santo. .. L'essenza divina si mostra loro . Chi e che cosa vedono i Beati? I Concili di Firenze e Vaticano II precisano che «i beati vedranno Dio Uno e Trino. Esso è l'elevazione soprannaturale dell'intelletto. Vita beata sarà per noi l'equivalente di vita trinitaria». . vedono Dio come Egli è». Il Concilio di Firenze aggiunge: «i beati vedono lo stesso Dio. e • il fondamento insostituibile della dignità umana e del ruolo prestigioso della creatura umana nel Progetto divino della creazione.la somma bontà.Il Papa Benedetto XII precisa: «i beati.senza ostacoli.senza oscurità. e quindi . che è l'Amore fatto Persona divina.l'onnipotenza. Francesco di Sales: «il nostro cuore si inabisserà nell'amore. esse potranno vedere quello che naturalmente non potrebbero mai vedere. perché anche noi conosceremo Dio come Dio conosce se stesso e ameremo Dio come Dio ama se stesso. Attraverso questa luce superiore.senza veli. con lo strumento creato e donato da lui: il così detto "lumen gloriae". contemplano l'essenza divina con una visione intuitiva. senza che alcuna creatura si interponga come mezzo e oggetto direttamente contemplato. E Papa Paolo VI: «noi crediamo che la moltitudine delle anime. con il Padre e con il Figlio spireremo lo Spirito Santo. Scrive Pio del Corona: «le nostre anime in Paradiso saranno "tante piccole Trinità". che sono riunite attorno a Gesù e a Maria in Paradiso. praticano fra di loro divinamente ed eternamente». . tutte le sue infinite bellezze. quale Egli è».. . .

Naturalmente questo lumen viene comunicato in maniera proporzionata alle possibilità del beato. Teresa di Gesù Bambino. senza alcun intermediario. perché è infinito nella sua perfezione. Sarebbe come accade ai nostri occhi quando sono in contatto diretto con il sole. che è pura contemplazione. Nel cielo vi sarà una sola nobiltà e una sola grandezza: quella dell'amore! Ed è per questo che Maria. Egli non può essere penetrato pienamente e totalmente da nessun intelletto umano. e temevo che non tutti fossero felici. Le risposi che erano pieni sia l'uno che l'altro e che era impossibile mettere più acqua di quanto ciascuno ne potesse contenere. dando loro la capacità di vedere e di amare con quella conoscenza e con quell'amore con cui Egli conosce e ama se stesso. sono come coloro che ascoltano un pezzo di musica: tutti ascoltano il brano prescelto. mi stupivo che in Cielo il buon Dio non desse uguale gloria a tutti gli eletti. Nella penetrazione dell'infinito e insondabile oceano divino. essere unito per sempre al suo Oggetto sovrano. diverrà monotona e quindi noiosa? Risposta: il contemplare il Paradiso non è come assistere a uno spettacolo con occhio . La contraddizione è risolta in modo originale e simpatico da Paolina. anche se il suo intelletto. Mia sorella mi fece allora capire che in Cielo il buon Dio avrebbe dato agli eletti tanta gloria quanta ne potevano contenere e che in questa maniera l'ultimo di essi non avrebbe avuto nulla da invidiare al primo». ma ognuno lo comprende e lo gode più o meno a seconda del suo orecchio e della sua preparazione musicale. Egli resta sempre incomprensibile. in Paradiso. mio Dio. è al di sopra degli Angeli. Dio ci introduce nei misteri della sua vita profonda. nonostante ciò. Scrive la Santa in Storia di un'anima: «Una volta. ma l'Essenza stessa della divina Verità e Maestà». Esclama S. ma non uguale per tutti. sconfinato nel suo oceano dell'essere. non alcuna immagine o specie. quell'amore che fonda il grado di maggiore o minore appartenenza a Dio. Allora Paolina. mi disse di andare a prendere il grande bicchiere di papà e di metterlo a fianco del mio piccolo ditale. sorella di S. poi mi disse di riempirli d'acqua e infine mi chiese quale dei due fosse più pieno. per dare un esempio. quand'ero bambina. in quanto essere umano. e non per riceverne solo la rappresentazione. Francesco di Sales: «quale dolcezza.Dice il Salmo 36: «alla tua luce vediamo la luce». ma ciò è solo apparente. mostrandoci Se stesso. ma la stessa Presenza. Il grado di beatitudine eterna dipenderà solo dal grado dell'amore: quell'amore che veramente conta e che non verrà mai meno. per l'intelletto umano. egli ne rimarrebbe fulminato e accecato. ma non uguale per tutti Sembra che ci sia contrasto tra una felicità perfetta per tutti. la mia sorella maggiore. La visione beatifica sarà monotona e passiva? C'è chi si chiede: la vita del Paradiso. è inferiore a quello angelico! Saremo tanto più grandi e felici quanto più saremo ricchi di grazia e di amore! Una felicità perfetta. «Totum sed non totaliter» Il "lumen gloriae" dà la possibilità di conoscere l'essenza divina come essa è. Eppure. i diversi gradi di gloria saranno così proporzionati ai diversi gradi di grazia dei singoli beati. perché se Dio irrompesse su di lui con tutto il suo calore e con tutta la sua luce. Con il "lumen gloriae" Dio si impossessa delle facoltà umane. I beati. Il "lumen gloriae" sarà quindi proporzionato al "lumen gratiae".

una un continuo evolversi . A questo convito di festa.nel godimento. animato dallo Spirito Santo. .il banchetto familiare. Messori La parola sempre sarà la felicità degli eletti.la perfetta comunione con Dio nostro Padre. Il mistero della persona non sarà né confuso né scalfito in Paradiso. di amicizia e di parentela in cielo verranno purificati e consolidati. La Sacra Scrittura dice che ogni Beato riceverà un nome che apparterrà a Lui solo e che non potrà essere scambiato con altri nomi: un nome che nessuno conosce all'infuori di chi lo riceve. non perderanno la loro identità. e coloro che già sono lassù. fra coloro che sono ancora quaggiù.e cuore distaccato.l'abbraccio. proprio perché Dio è infinito e noi siamo finiti. . ma un partecipare con tutta l'anima a un'infinita realtà vivente a noi intimamente legata. e.l'incontro.la contemplazione senza fine. Anzi: solo in Dio la raggiungeranno pienamente. Egli servirà personalmente i commensali. IL PARADISO E’ GIOIA PARTECIPATA E CONDIVISA Il Paradiso è la città di Dio e dell'uomo. D'altra parte. Il Paradiso non è un luogo di riposo e di stasi. Gesù. . . li abbraccerà e li unirà tutti. Agostino). V. . per illustrarci questa comunione. fra l'al di qua e l'al di là. entrando in contatto con essa. Il Paradiso è . .nell'amore. ma sarà felicemente consolidato nel più alto grado. anche se sono totalmente immersi nella più profonda comunione con Dio. che non cesserà di stupirci e di dilettarci della sua bellezza «sempre antica e sempre nuova» (S. non ci basterà un'eternità per esaurire la sua infinita potenza. compiendo quei gesti di attenzione e di amore che sono tipici delle famiglie unite e felici.il colloquio. fra la terra e il cielo. 8. ma anche nell'unione con tutti gli altri beati. ha usato l'immagine del convito. Un vincolo di comunione. bontà e perfezione. . Elisabetta della Trinità Il Paradiso e gioia partecipata e condivisa Insieme felici 1 Beati del cielo. Ognuno si realizzerà non solo nella visione beatifica di Dio. Trinità ha una vita sommamente dinamica. ma viene dalla terra. . scienza. dove i Beati staranno a mensa con tutti coloro che vi sono già seduti. ed è il frutto del nostro impegno e del nostro amore. diventano partecipi di questa attività. La gioia di essere tutti felicemente e definitivamente uniti sarà la condizione indispensabile per la beatitudine completa di tutti i beati. Viene dopo la terra. C'è un legame tra storia ed eternità. quindi.nella conoscenza. S. la parola mai l'infelicità dei reprobi. La comunione terrena I vincoli di amore. sempre nuova e sempre sorprendente. e i Beati. La SS.

La più alta forma di comunione si attua nel matrimonio. . saranno creature nuove. Nei casi più frequenti le persone vivono in uno stato di continua agitazione e di forte tensione che le espone al duplice rischio . che è la comunione piena e indissolubile di un uomo e di una donna. le sofferenze. Pur restando gelosamente se stessi. la sposa. e gioirà della sua stessa gioia. sarà felice per la perfezione dell'altro.da ogni invidia.i parenti. I Beati. Rivedremo .tutti coloro che abbiamo aiutato. di turbamento e anche di solitudine. le responsabilità e gli impegni della vita. La comunione fra i Beati sarà libera: . libero da tutti gli egoismi.gli amici. Rivedremo i familiari. è difficilmente raggiungibile e resta segnata da forti limiti e da frequenti delusioni. . i legami si stringono generalmente fra poche persone. non riescono mai a superare i grandi limiti imposti dal carattere di ciascuno e dalle difficoltà delle diverse personalità. La comunione nell'amicizia e nell'amore. oppure . purtroppo. per quanto possano essere profonde. Ogni beato.i figli. soggiacendo all'egoismo.da ogni limite. senza annullarsi e senza confondersi. anche fra amici ideali e fra sposi "perfetti".i genitori. stati e momenti di incomprensione. e quindi il suo intimo e impenetrabile mistero. i parenti e gli amici Sarà particolarmente intensa la comunione con le persone con le quali abbiamo avuto speciali rapporti di amicizia e di parentela. Ma esistono casi di amicizia più profonda e intensa. La persona terrena non riesce a ottenere quel grado di comunione perfetta e stabile alla quale aspira e che le sarebbe così conveniente.di chiudersi in se stesse. purificati ed elevati. . . ognuno circonderà l'altro di mutuo rispetto e di venerazione.da ogni egoismo. senza invidie e competizioni. Si apriranno l'uno all'altro in modo perfetto. e dai quali siamo stati in molti modi beneficati. ma. Permangono quindi.da ogni stanchezza. L'amicizia e la comunione matrimoniale. . . ma un mistero di gaudio illimitato. sulla terra. che è unico e irripetibile. . il mistero dell'uno però non sarà un mistero doloroso per l'altro. Ciascuno conserverà il suo "io" personale. . Rivedremo coloro che hanno condiviso con noi le gioie. condividendola con amore. . . invece. .Sulla terra. dotate di facoltà di conoscere e di amare ben superiori alle possibilità terrene.lo sposo.i superiori. La comunione celeste I limiti e le delusioni non esisteranno in cielo. è una delle più forti aspirazioni.di abbandonarsi a relazioni misere e degradanti.i nonni.

ma cercheranno anche di renderli partecipi della loro ricchezza. ma la eleva e la sublima. . perché in cielo essi saranno dominati dalla verità e dall'amore.Quando ci ritroveremo. ma solo per essere un giorno uniti più intimamente. sperimenteremo ciò che fu detto da un antico poeta: «nella morte ci dividiamo. «Con gli Angeli e coi Santi cantiamo l'inno della tua gloria» Nel Prefazio della Messa lodiamo Dio con queste significative parole: «uniti agli Angeli e ai Santi cantiamo senza fine l'inno della tua gloria». perché la capacità di amare verrà incredibilmente potenziata e dilatata. Essi accompagneranno i viventi con la loro preghiera. in pace con Dio. ma di ringraziamento a Dio. benché usciti dalla storia. Siccome essi saranno liberi da ogni egoismo e già possiedono un immenso amore. I Beati. gioiosa e appagante la felicità di ritrovare i propri cari. La comunione fra il cielo e la terra La comunione che unirà i Beati si estenderà anche ai fratelli che sono ancora pellegrini sulla terra. perché da ciascuno fluirà quell'amore inesauribile che Dio continuerà a riversare nel loro cuore. nella felice unione con Dio e nella comunione fra di loro. Il loro amore verso di noi non sarà rivolto al raggiungimento di beni terreni e apparenti. ma al conseguimento di quel vero bene che giova alla loro salvezza eterna. La Chiesa si affida alle preghiere di coloro che sono stati pellegrini sulla terra e che ora sono potenti presso Dio. Sarà quindi bella. • dalla stanchezza e dalla sazietà di stare sempre insieme. perché il male commesso non sarà motivo di vergogna e di imbarazzo. così dolorosamente rimpianti dopo i laceranti distacchi di molte separazioni terrene! Sarà finalmente ricomposta quella comunione innaturalmente e spesso violentemente infranta dalla crudeltà della morte. sinceramente protesi a ottenere il vero bene dei propri cari. Si verificherà così in modo perfetto ciò che dice F. essi si doneranno senza riserve e senza calcoli. Mayer: «i Beati vivranno senza mai stancarsi nella voluttà di amare e di essere amati. in quel Dio d'amore che è tutto in tutti. fondata in Dio. che vivono gli uni accanto agli altri nell'indifferenza. La Comunione dei Santi unisce così tutti con tutti. A differenza dei mortali. non distrugge la natura. È il mistero della "Comunione dei Santi". resteranno invisibilmente uniti con coloro che sono in cammino verso l'eternità. più divinamente. e in una primavera eternamente rifiorente e luminosa». e l'intimità che avremo con la più ristretta cerchia dei parenti e degli amici non toglierà nulla alla comunione con tutti gli altri Beati. Saremo dunque tutti nella gioia. Questa particolare comunione nella gioia nasce dal fatto che la vita nuova. che ci è data in Cristo. in pace con noi e in pace con tutti». e non solo intercederanno per loro. Nulla ci potrà turbare La comunione felice fra gli eletti non potrà essere turbata: • dalla presenza di coloro che in vita non ci furono amici o addirittura ci furono nemici. potranno unirsi ai mortali con un'intimità che supera tutte le possibilità terrene. e perciò liberi dai limiti e dalle passioni terrene. che ha trasformato i peccatori in santi. • dal ricordo del passato. nella diffidenza e spesso col cuore roso dall'invidia e dall'odio. per iniziare insieme quella comunione di felicità che non avrà fine.

anzitutto. Già nel 1863 Pio IX scriveva: «quelli i quali non conoscono la nostra Religione. o Vergine Maria. in attesa di ricuperare il loro corpo dopo che sarà risuscitato. sia che siano stati canonizzati dalla Chiesa. le Religiose. Di alcuni conosciamo il nome. è morto e risorto anche per Buddha. ed essendo disposti a obbedire a Dio. i Vescovi. da Maria. Essi sono: • nell'Antico Testamento: i Patriarchi. con l'aiuto della luce e della grazia divina. Elisabetta. conducono una vita onesta». Tanto numerosa che Giovanni afferma di aver visto «una moltitudine immensa. • nel Nuovo Testamento: Giovanni Battista. popolo e lingua».. Dominazioni. Gli Angeli sono puri spiriti. Di lei canta la Chiesa: «Te beata. e «tutti i giusti che in pace con Dio lasciarono questo mondo». Indù. re e centro dell'universo. In Paradiso vanno anche Ebrei.. Gioacchino. Musulmani. Simeone. e questo cielo era popolato di anime che mi amavano e che ani consideravano come loro figlia». i Diaconi. i Lettori. Potestà. senza conoscere Cristo. . Tutti: e quindi anche coloro che in vita. Tutta la Chiesa ti saluta: Regina del cielo». sono miriadi e distinti nella dignità e nelle funzioni. i Martiri. ? Il Paradiso è per tutti. Il Paradiso è popolato.Sono parole che confermano la certezza che la Comunità celeste è davvero numerosa e multiforme. Hanno nomi diversi e si suddividono in diversi "cori". che si chiamano: Angeli. gli Eremiti. Questi fratelli si salvano perché Cristo. le Monache. i Confessori. Il titolo di Regina le compete per la sua alta dignità di Madre di Gesù. i Presbiteri. Anna. sia che siano entrati in Paradiso nel più completo incognito. il buon ladrone. e prima fra tutti. esaltata sopra i cori degli Angeli. Teresa del Bambin Gesù: «credevo e sentivo che c'era un cielo. i Monaci. che nessuno poteva contare. Dice Paolo che il Signore Gesù «vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità». e si sono comportati secondo la legge naturale e i principi contenuti in questa Religione. anche con il suo corpo glorificato. i "poveri di Jahvé". dagli Angeli e dai Santi. di ogni nazione. i Religiosi. che è l'unico Salvatore. Giuseppe. sarà fonte di indicibile gaudio il poter condividere quella gioia che essi riverseranno su di noi e sui nostri cari! Sono toccanti le parole di S. Solo Gesù e Maria sono in Paradiso anche con il corpo: i Santi invece solo con la loro anima. i Dottori. hanno seguito una Religione diversa. e. Essa è già gloriosa in Paradiso. Principati. la Madre di Gesù. i Missionari. come Gesù è già glorioso in cielo col suo corpo risorto. e tutti i cristiani e le cristiane di qualunque età e condizione. E la Chiesa nella Messa ci fa ricordare a Dio i defunti «dei quali Egli solo ha conosciuto la fede». Maria è detta "Regina del cielo e della terra". Troni. Virtù. Zaccaria. razza. i Profeti. Arcangeli. gli Accoliti. I Santi sono uomini e donne che hanno avuto un particolare ruolo nella "storia della salvezza" e che hanno esercitato le virtù cardinali e teologali in modo eminente. possono conseguire il Paradiso se osservano la legge naturale e i suoi precetti. i Pontefici. soprattutto. Buddhisti. gli Apostoli. di altri l'appartenenza a gruppi definiti e particolari. Cherubini e Serafini. Sarà motivo di grande stupore l'incontrare tanti e così illustri amici.

uno dei primi scrittori della Chiesa. diventando concittadino e familiare degli spiriti beati. quando il divino giudice con sguardo scrutatore peserà i meriti di ciascuno. S. ai cori delle Vergini. GIROLAMO. Vescovo di Milano.. Sentiamo il desiderio di coloro che ci desiderano. AMBROGIO. 9. se veramente mi ami!». Tu pensami così! Nelle tue battaglie. e di salutare Abramo. di potermi trovare insieme all'assemblea dei Patriarchi. ma la cui amicizia apporterà loro una felicità assai più intensa di tutte le migliori energie terrene». alla comunità di tutti i Santi. al senato degli Apostoli. e ricevere ciò che nessun occhio ha mai visto. nel trasporto più puro e più intenso. di godere della salvezza e della luce di Cristo. «Se mi ami. e condannerà i nostri persecutori all'eterno calore della fiamma punitrice. ai cristiani perseguitati di Tibari scrive: «che grande e glorioso giorno spunterà per noi. tuo Signore. Non piangere. . i profeti e i martiri. S. Isacco e Giacobbe e tutti i patriarchi. teologo e scrittore. non piangere!»: un messaggio di gioia per chi sta soffrendo per la morte di una persona cara «Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo. Non dobbiamo soltanto desiderare la compagnia dei Santi. dalla sua sconfinata bellezza. CIPRIANO.Confucio. li accolgono quando entrano in cielo e fanno loro da scorta. nessun orecchio ha mai udito. e a noi porgerà il premio della fedeltà e della dedizione! Quale gloria. In Paradiso sarà una grande gioia avere uno scambio con uomini così grandi e veritieri». grande cultore e traduttore della Bibbia: «coloro che entreranno nella comunità celeste incontreranno uomini che non hanno mai conosciuto e di cui non hanno mai sentito parlare. di rallegrarsi nel regno dei cieli delle delizie dell'immortalità con i giusti e gli amici di Dio. alle schiere dei Profeti. gli apostoli. Creatore dell'universo. illustre monaco e scrittore illuminato: «quando penso ai santi mi sento ardere da grandi desideri. anticipiamo con i voti dell'anima la condizione di coloro che ci attendono. e cioè per i fondatori delle varie Religioni che hanno tracciato vie diverse per raggiungere l'unico vero Signore. S. alla comunità dei Confessori. e in quella luce che tutto investe e penetra. e non è ancora penetrato nel cuore di nessun uomo». Agostino: «i celesti attendono i loro amici ancora vivi.. Il primo desiderio è quello di poter godere della loro dolcissima compagnia. agli eserciti dei Martiri. se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine. Quattro autorevoli testimonianze S. una tenerezza che non hai mai conosciuto! Ci siamo conosciuti e amati nel tempo: ma tutto era allora fugace e limitato! Ora vivo nella serena speranza e nella gioiosa attesa del tuo arrivo fra noi. maestro di S. alla fonte inestinguibile della gioia e dell'amore. dove non esiste la morte e dove ci disseteremo insieme. non piangeresti! Sono ormai assorbito dall'incanto di Dio. Le cose di un tempo sono così piccole e meschine al confronto! Mi è rimasto l'affetto per te.. ma anche sentire la voglia di possedere la loro felicità. pensa a questa meravigliosa casa. affrettiamoci verso coloro che ci aspettano. quale piacere quando ti sarà permesso di contemplare Dio. manderà i colpevoli nell'inferno. BERNARDO DI CHIARAVALLE.. che diventerà anche nostra».

invece. superando i limiti e le difficoltà di quando era sulla terra. In cielo. Attraverso il lumen gloriae. Giacomo Biffi Non importa sapere quanti sono i giorni che abbiamo da vivere: l'importante è il modo con cui decidiamo di usarli e di viverli. e si è ritrovata nel disordine e nello smarrimento più assoluto. ma non è ancora in grado di spiegare la natura della materia. si trova sempre dinanzi a insuperabili meraviglie. La Beatitudine. è il massimo della felicità. • il desiderio di conoscere e possedere l'universo in cui vive. senza o contro Dio. che ci ripagherà di ogni disagio e di ogni sofferenza. Noi sappiamo che il nostro vagare sulla terra ha una meta di felicità. BEATITUDINE E PREMIO In virtù della luce che ci è data in Cristo noi sappiamo di non essere capitati a caso nell'avventura enigmatica della vita. Così è riuscito. sia nella conoscenza del macrocosmo che del microcosmo. Il Paradiso è la beatitudine massima perché soddisfa le naturali aspirazioni della creatura umana che sono: • il desiderio di conoscere Dio e la sua natura. Pascal Il Paradiso è appagamento. ogni persona acquisterà la visione déi più profondi segreti delle cose. in intensità e durata. L'essere umano quaggiù si tormenta nel tentativo di chiarire l'enigma dell'universo. . Card. ogni persona può giungere alla piena comunione con Dio e con i fratelli nella gloria del Paradiso. perché appaga in modo sommo tutte le aspirazioni dell'uomo e lo fa pienamente felice per tutta l'eternità. supera quindi le singole gioie che possono rallegrare per qualche tempo il cuore umano. La persona che aderisce a Cristo si trova così a godere di beni soprannaturali che non le erano dovuti. Allora i Beati non avranno più bisogno di studiare faticosamente. senza poterlo mai afferrare. ma elevandola al di sopra della sua natura. Ogni fatica è un piccolo progresso verso la futura contemplazione del mondo. • il desiderio di giungere a una piena comunione con gli altri fratelli e le altre sorelle. ma penetreranno a fondo la creazione nella luce e con gli occhi di Dio. È avvenuto pressappoco quello che capiterebbe a un cieco al quale fossero dati non solo degli occhi sani. ma la piena luce sarà possibile in Paradiso. La gioia di possedere il creato In Paradiso il Beato potrà vedere in Dio tutti i segreti dell'universo. Agli inizi della creazione la persona umana ha creduto di appagare queste aspirazioni da solo. E raggiungerà ciò che il lavoro scientifico dei vari millenni ha sempre inseguito. ma anche un cannocchiale potente per vedere oltre i limiti del normale potere della vista. beatitudine e premio La Beatitudine. L'ha ricuperata Cristo non solo riparando il peccato commesso. Non ha voluto accettare la sua dipendenza da Lui.IL PARADISO E’ APPAGAMENTO. col dono della Grazia (lumen gratiae) e col dono del Paradiso (lumen gloriae). ad esempio. propria del Paradiso. senza mai poterlo sciogliere interamente. quale che sia la nostra missione e la nostra collocazione nel mondo. a penetrare nell'essenza della materia e dell'atomo. La Beatitudine del Paradiso comporta anche un'altra non piccola gioia: quella di poter giungere al possesso dell'universo creato. Per quanto si spinga lontano.

che segnerà la fine e il distacco definitivo da tutto. Levati. perché l'Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. le lacrime. e vieni!». . non te l'ho tolto per farti del male: l'ho preso solo perché tu potessi cercarlo fra le mie braccia. Questo distacco raggiungerà il suo punto culminante nella morte corporale. Un nuovo cielo e una nuova terra La felicità del cielo non sarà un paradiso terrestre dei sensi. proclamando l'avvento del futuro trionfo. che nessuno si sentirà più estraneo e ogni creatura vivrà in pieno accordo con le altre creature. afferra la mia mano. che intanto Egli avrà trasformata in nuovo cielo e in nuova terra. anziché quella del corpo. il grado e il posto che vi occupa.nel placare la tempesta. né li colpirà il sole. Dopo l'ultimo giorno. Ritornerà nel mondo la condizione del Paradiso terrestre. ha indotto la natura a saziare gli affamati. e vedranno le singole cose in connessione col tutto. conferendo quella pienezza e sicurezza che nella loro storia terrena non hanno potuto avere a causa del peccato. Ogni sofferenza cesserà Nel mondo rinnovato cesseranno la fatica. Gesù ha dato un'anticipazione della futura creazione quando ha compiuto i suoi miracoli: . contemplandoli in Dio. Tutto sarà restituito L'intera vita umana è caratterizzata da una separazione forzata e continua da cose e da persone amate. Ma l'ultima parola la dirà Dio! Egli assicura che tutto verrà restituito alle persone in una forma diversa e migliore. E contemplando la Gerusalemme celeste sente una voce potente che grida: «Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio- . le ansie e i lutti. così che nessuna aspirazione alla gioia rimanga insoddisfatta. perché nulla vada perduto di ciò che appartiene a loro. Ciò che nella tua ignoranza fanciullesca credevi perduto. Tuttavia sarà presente tutto ciò che serve per la felicità. Tutto finirà e sarà trasformato in gioia. Dio affiderà nuovamente all'umanità la creazione. Allora si compirà ciò che il poeta inglese Thompson mette sulla bocca di Dio che si rivolge alla persona umana che è sempre fuggita davanti a Lui: «ciò che ti ho tolto un giorno. potranno comprendere che essi sono il frutto generoso del suo mistero d'amore. ha posto quella parte di natura al servizio degli esseri umani. e dice: «essi non avranno più fame né avranno più sete. la sofferenza. Riconosceranno il contributo che ogni singolo elemento porta nell'ordine del cosmo. e anche il servizio che presta alla bellezza del tutto. perché tu lo goda nella patria vera.nel moltiplicare i pani. cioè il cielo nuovo e la terra nuova si offriranno a tutta l'umanità con tale familiarità.nell'Eucaristia trasforma radicalmente il pane e il vino perché possano saziare la fame dello spirito. Saranno come inebriati nel penetrare i misteri del cosmo e della storia e. Ogni persona è costretta a perdere tutto ciò che vorrebbe tenere saldamente stretto nelle sue mani. Il veggente dell'Apocalisse consola i sofferenti per i giorni della tribolazione. . né arsura di sorta. Allora l'universo servirà alle persone senza riserve. La futura creazione. io l'ho conservato per te.Col loro sguardo l'abbracceranno nella sua totalità e nella sua profondità. E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi».nel risuscitare Lazzaro ha spinto quel corpo a riprendere la vita. anzi sarà ancora più perfetta. .

né affanno. vendi quello che possiedi e avrai un tesoro nel cielo. I Salmi uniscono gioia e ricompensa: «tua. alla fine.. la tua ricompensa sarà molto grande». accumulatevi invece tesori nel cielo». né lamento. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».con-loro". Le sue promesse riguardano la vita futura: «Beati voi poveri. ricompensa. Padre. questo bene non lo considera definitivo. secondo le sue opere tu ripaghi ogni uomo». prendendolo dall'Antico Testamento. onore e pace per chiunque fa il bene. egli renderà a ciascuno secondo le sue opere». il Paradiso promesso ai giusti porrà così fine e per sempre al lungo ed estenuante cammino terreno contrassegnato da tanta sofferenza e da tanta fatica! Ecco. a servire e ad amare Dio non per la ricompensa. gloria. Paolo è fermamente convinto che ciascuno. ma perché Egli è il Sommo Bene al quale tutto è dovuto. né lutto. e soprattutto a coloro che lo seguiranno. E quando promette un bene terreno. 1. «Va'. ciascuno dovrà dire: «Siamo servi inutili. Io sono il tuo scudo. io vengo per dare a ciascuno secondo le sue opere Il Paradiso è dono gratuito di Dio. alla fine. S. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi. che sta nel Paradiso di Dio». la sua ricompensa è davanti a lui». Giovanni ha diversi passi significativi nei quali: • riporta le parole con le quali Gesù esige dal Padre la ricompensa: «Io ti ho glorificato sopra la terra. io faccio nuove tutte le cose"». la loro ricompensa è presso il Signore e l'Altissimo ha cura di loro». a coloro che digiunano e pregano sarà riservata una grande ricompensa. Ed è pure convinto che la conseguenza del premio verrà solo dopo un grande impegno. glorificami davanti a te». avrà ciò che si è meritato. Sia Gesù che gli Apostoli usano frequentemente il termine "retribuzione" che è l'equivalente di premio o ricompensa. ma è anche premio. La Sapienza: «I giusti vivono per sempre. Il prometterla e il darla è però solo un suo dono. assicurando che il Signore «ha con sé la sua mercede. Nell'Antico Testamento Dio dice ad Abramo: «Non temere.. 2. La Patria futura. come quello che mettono coloro che corrono nello stadio. 1 Proverbi: «Colui che veglia sulla tua vita lo sa. Signore. perché la ricompensa adeguata è solo quella del Paradiso. poi vieni e seguimi». . perché Dio è fedele con coloro che gli obbediscono. Gesù invita a lavorare. io verrò presto e porterò con me il mio salario. coronamento dell'impegno terreno. • trasmette il grande annuncio del Signore: «Ecco. per rendere a ciascuno secondo le sue opere». perché il Signore darà a ciascuno secondo le sue opere: tribolazione e angosce per chi fa il male. «grande è la vostra ricompensa nei cieli». è la grazia. ma come caparra e presupposto per l'eternità: «non accumulatevi tesori sulla terra. ma assicura che questa condotta sarà accompagnata da una ricompensa sicura. anche col sacrificio della vita. così che. Isaia consola gli oppressi. non ci sarà più la morte. E ora. compiendo l'opera che mi hai dato da fare. Nel Nuovo Testamento Gesù parla sovente del premio riservato a coloro che si comportano in un modo retto. perché le cose di prima sono passate E Colui che sedeva sul trono disse: "Ecco.» • scrive al Vescovo di Efeso: «al vincitore darò da mangiare dell'albero della vita. perché vostro è il regno di Dio».

Agostino. la vera pace. perché vivrà dell'eterna Vita e dell'eterno Amore. ma cerchiamo quella futura. perché raggiungerà il massimo di perfezione e la più completa realizzazione del nostro essere umano. il giusto premio. che al momento di partire ha distribuito somme diverse ai suoi dipendenti. si amerà senza fastidio. e perciò quando l'io umano si incontra saldamente con il Tu divino. La piena ed eterna alleanza S. si incontra con l'Amore stesso. servo buono e fedele. Venite. perché tutto proviene da Lui: il volere e la capacità di fare il bene. e si benedirà Dio. Questa verità è chiaramente dimostrata in due passi particolarmente significativi: la parabola dei talenti e il Giudizio che Egli emetterà alla fine: • il padrone. non premierà noi. Ed è vero. Ora viviamo nella "beata speranza" di poter raggiungere questo traguardo glorioso che il Padre ha preparato per ciascuno noi.Vieni. è molto soddisfatto quando. 10. si loderà senza stanchezza. che alla fine dei tempi siederà sul trono di gloria per giudicare tutta l'umanità. ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo». La felicità della persona umana consisterà quindi nell'essere abbracciata dall'Amore. Dirà a coloro che saranno trovati giusti: «Venite. Il Paradiso è l'incontro con la Felicità personificata. 14 . Dio è l'Amore. benedetti del Padre mio. L'oggetto del nostro desiderio sarà Colui che si vedrà per sempre. Se Dio è l'Amore in Persona. LA VITA COME ATTESA DEI BENI FUTURI Non abbiamo quaggiù una città stabile. nella conclusione della sua opera De civitate Dei. Ha voluto fare di noi delle creature libere.. Dio avvolgerà il Beato e lo immergerà nel suo amore. perché è Lui che ci aiuta a compiere il bene con la sua grazia. Lettera agli Ebrei 13. perché Amore significa Felicità. ed egli sarà pienamente appagato e felice. non mancherà nessun bene. al ritorno. Nel Paradiso avverrà l'alleanza piena fra l'io umano e il Tu divino. che sarà tutto in tutti! Il Salmo afferma: beati coloro che abitano nella tua casa.. ma premierà i suoi doni. La comunione con Lui porterà alla più alta consolazione. Tutto questo si verificherà in quel futuro prossimo o lontano che solo Dio conosce. Il motivo principale del gaudio sarà il possesso di Dio e la partecipazione al suo amore. il vero onore. pronuncerà un'irrevocabile sentenza di condanna o di vita. • il divino Giudice. e quindi lasciarci quello spazio personale che ci rende responsabili e protagonisti delle scelte che facciamo. Lassù vi sarà la vera gloria. è anche la Felicità in Persona. La vera beatitudine per l'uomo sarà quindi quella di potersi immergere nella felicità di Dio. Quale invito più consolante di questo? Quale gioia più completa che ricevere da Lui il "biglietto d'invito" per la felicità più completa? Questa felicità del Paradiso si chiama beatitudine e racchiude in sé tutte le gioie di cui siamo capaci e che in queste pagine abbiamo cercato di illustrare. dice tra l'altro: «quanto sarà grande quella felicità in cui non vi sarà nessun male. Signore: essi ti loderanno nei secoli dei secoli. verifica l'impegno di ciascuno ed esclama felice a chi si è seriamente adoperato: bravo! Vieni! Entra nel gaudio del tuo Signore!. benedetti dal Padre mio Dice S. Agostino che quando Dio ci premierà. e sarà il gaudio perfetto».

il Paradiso diviene: • lo scopo per cui si vive.(L'apostolo Paolo dice: «essere sciolto dal corpo per essere con Cristo. • il punto di riferimento finale.. «non accumulatevi tesori sulla terra ma nel cielo». Per questo.. ai luoghi. «siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore». tutto cambia. Troppo bello per essere vero! Ma troppo impegnativo per essere accolto! Impegnativo. La vita terrena è un cammino con una sola destinazione: l'eternità beata. la storia. per entrare in quella definitiva del cielo. Dovrebbero diventare familiari due verbi-chiave: • camminare. il Paradiso si presenta come l'unico e insostituibile faro che illumina ogni cammino umano. gli eventi. e soprattutto da cristiano.della tenda. Se sono vere. tutto deve cambiare: • il modo di concepire la vita.La vita è come un ponte: lo devi attraversare.dell'esilio. ma quello futuro. Sono i verbi che connotano la nostra condizione umana nella quale siamo continuamente sospinti a lasciare la tenda passeggera del corpo. la virtù della Speranza che ci sostiene nel pellegrinaggio terreno è detta la virtù . . dovrebbe essere quello di inserirsi pienamente nelle realtà terrene. sulla terra siamo solo di passaggio. Se esse sono vere. ma tenendo lo sguardo e il cuore rivolti alle realtà celesti nelle quali è riposta la vera gioia. • l'oggetto della "beata speranza". • abbandonare. perché? Perché Gesù ha detto: «I1 mio regno non è di questo mondo». nel quale avremo beni inimmaginabili e superiori a ogni aspettativa.della strada. anche la più umile e la più insignificante. sarebbe assai meglio». e l'apostolo Giovanni ci ha assicurato che «questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna». la nostra vita dovrebbe essere: • una trepidante attesa. La vita è attesa Se il nostro stato definitivo non è quello presente. • il modo di accettare il dolore. L'atteggiamento di chi vuole comportarsi da saggio. . Siamo sempre in cammino. al tempo in cui viviamo. l'unico immutabile valore capace di impreziosire una qualsiasi esistenza. che sorregge i passi e le azioni dell'incerto vagare terreno. perché la tua stabile dimora è altrove. . ma non pensare di costruirci sopra la tua casa. • il modo di giudicare le persone. Queste parole sono sconvolgenti ed esplosive! Se sono vere. La vita diventa un cammino Se la Patria vera è il Paradiso. • il modo di valutare le cose. perché siamo costantemente orientati verso la meta che ci attende. Proverbio Cinese La vita come attesa dei beni futuri Il pensiero del Paradiso ti cambia la vita La descrizione del Paradiso suscita entusiasmo e stupore. sempre nella condizione di non poterci affezionare definitivamente alle persone.

nei quali "abiterà la giustizia". L'apostolo Paolo ci invita a considerare il rischio al quale siamo esposti. perché l'unico . I beni terreni. ma un male "per modo di dire". non vedendo l'ora di giungere al traguardo. perché «il momentaneo. quelle invisibili sono eterne». Le cose visibili sono d'un momento. o addirittura un non-valore. ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria. per dirla col Manzoni. «non è patire ed essere poveri: la disgrazia è il far del male». vigilando e pregando. che si realizzi la «beata speranza». perché diventa un fine secondario. ma perché incidono in senso positivo o negativo per la vita futura. Egli ci spinge a sospirare la morte come desiderio intenso del vero e definitivo domicilio nel quale ogni nostra brama sarà appagata. La disgrazia. un insuccesso. ma su quelle invisibili. La fiducia è accompagnata dal timore di non riuscire a raggiungere beni tanto ineffabili e trascendenti.desiderare. leggero peso della nostra tribolazione. I beni promessi sono meravigliosi ed esaltanti: come non sentire un'incontenibile voglia di affrettarsi a raggiungerli? È l'attesa dell'unico valore che conta Dal giorno in cui all'orizzonte della nostra esistenza. un dissesto familiare. ma anche . Il vero bene e il vero male non si definiscono in base alla nostra sensibilità. tutto ciò che è contingente e relativo passa al secondo posto. pur avendo una loro intrinseca importanza. Così. e a non scoraggiarci di fronte alle difficoltà che incontriamo. I veri cristiani attendono perciò con ansia e gioia. perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili. Chi ci fa poi sospirare è lo Spirito Santo che abita in noi. È attesa ansiosa La Rivelazione aggiunge un ulteriore verbo: correre incontro. ma anche per creare cieli nuovi e terra nuova. che corre velocemente. • una felice aspettativa dell'unica e attesissima festa che è l'Eternità. acquistano pregio nella misura in cui contengono un riferimento al Bene assoluto e alla vita eterna. e che per questo è chiamato «caparra della nostra eredità». È attesa sospirata Ma c'è di più: non dovremmo solo attendere. e ci dice che dobbiamo correre incontro alla meta con quell'impazienza che caratterizza l'urgenza di arrivare presto.bramare. con fiducia. . L'Apostolo descrive il cristiano come una persona che geme nelle doglie del parto. .• una gioiosa vigilia. che ormai è vicino. per potervi costruire sopra la dimora definitiva. tanto per esemplificare. e che quindi vive in uno stato di sofferenza e di travaglio. una malattia non sono più da considerare un vero male: sono un male sì. è apparsa la novità della vita eterna come valore assoluto.sospirare la dissoluzione del nostro corpo mortale. L'apostolo Paolo prende l'esempio del corridore. E l'apostolo Pietro invita il credente a comportarsi in modo conforme alla condizione di chi attende con impazienza la venuta del Signore. Il giorno di questa venuta è detto la "Divina Parusìa". cioè il Paradiso. ossia la gloriosa manifestazione del Signore. il quale verrà non solo per incontrarci. Attendono.

Dice Giovanni Capolutti: «tutto è breve. tutto quello che turba.il fissare. Tutto scorre velocemente. per una eredità che non si corrompe. una caparra. Dobbiamo abituarci a vedere le creature e le cose in trasparenza e con i contorni sfocati. perché chi spera. del resto. come se non piangessero . che è lo Spirito Santo che è in noi e in noi rimane. Dice S. al confronto. . perché preoccuparci eccessivamente dell'abitazione terrena che è provvisoria. per la vostra salvezza. e . quelli che usano del mondo. anche se dura molti anni. Nel concetto di speranza è racchiuso anche quello di gioia. • una tribolazione momentanea. anche minima. d'ora innanzi. già incomincia a godere di ciò che spera.l'assaporare. • un vapore che appare un istante e che poi scompare. con un atto di infinita bontà. in quella speranza che. ma nulla è più breve della vita». non ci potrà deludere. siamo ancora nella speranza. è da ritenere di così poca importanza che.. pur essendo già stati salvati. e che non possiamo cambiare? Ciò che conta è terminare il viaggio e giungere alla casa sospirata. come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo! Io vorrei vedervi senza preoccupazioni ». quelli che hanno moglie. Teresa d'Avila.l'ascoltare. . Dice Paolo: «il tempo ormai si è fatto breve. secondo l'Imitazione di Cristo. perché . come se non possedessero. quelli che comprano. Un'attesa piena di gioia Paolo dice che noi. il pensiero di Gesù che nella celebre parabola del ricco Epulone contrappone la felicità del povero Lazzaro nell'altra vita all'effimera soddisfazione dell'Epulone gaudente che se la spassa sulla terra. rapportato a ciò che non passerà e non finirà mai è da considerarsi breve. per fortuna. è solo per un momento. per garantirci che ci darà il Paradiso. non si macchia e non marcisce. coloro che piangono. che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede. È questo.. della quale non abbiamo la proprietà. è solo per un momento. mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti. sono atteggiamenti che devono essere riservati all'unico vero Bene che è Dio eterno! Un'attesa di breve durata Tutto ciò che passa e finisce. Per questo la divina Rivelazione considera la vita: • un breve momento. Dio. L'involucro esterno del nostro corpo. deve essere considerato quasi un nulla. silenziosamente. «La vita presente» dice S. importa solo ciò che è divino ed eterno». Pietro: «Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo. o meglio. «è una notte cattiva passata in un cattivo albergo». vivano come se non l'avessero. Sul portale d'ingresso del Duomo di Milano è scritto: «tutto quello che piace. Se la notte passa in fretta e l'albergo non è definitivo. per una speranza viva. del capitale di vita divina che ogni azione proietta nell'eternità. ce ne ha dato un pegno. ininterrottamente.vero male è la perdita. Essa è conservata nei cieli per voi. nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati. prossima a rivelarsi negli ultimi tempi.

La sua morte fu una grande festa per i giusti che attendevano con impazienza la sospirata liberazione. ma anche conquista personale sofferta e sudata. • Il Paradiso è dato a coloro che.il corpo confitto sulla Croce. che. gli strumenti per generarla. non esita a scrivere: «ho costantemente . di per se stessa. • Nessuno può entrarvi senza saperlo e gratuitamente: il Paradiso è dono. Dyner La terra può essere il Paradiso anticipato La vita terrena è solo attesa del Paradiso futuro..il cuore racchiuso nel Tabernacolo. anche la croce! Dovremmo vivere nell'atteggiamento di George Cortois. chiuse a causa del peccato originale. se lo incontriamo tanto di mala voglia?». un anticipo di Paradiso? . con certezza. anche se conosce le devastanti conseguenza di certe scelte negative. 11. . esultate di gioia indicibile e gloriosa. Democrito Non esiste una strada al cui termine ci attende la felicità. attese. Cipriano: «Come possiamo pretendere di avere onori e premi da Dio. orientata ai soli beni terreni. Dopo quella "discesa agli inferi". che: • Gesù. . ma continuerà e svilupperà le cose belle e buone che abbiamo voluto. Tutto dunque deve essere permeato di gioia.la mente rivolta al Paradiso.Perciò siete ricolmi di gioia. perché tutto è sorretto e illuminato dalla presenza dello Spirito Santo e del Signore risorto. ed è assicurato anche a quelle che seguono in buona fede le indicazioni essenziali della legge naturale e della Religione a cui appartengono. ed è per questo che mi sento incredibilmente felice». sollecitate. con la sua morte e risurrezione. amato e fatto in questa vita. dalla carrozzella sulla quale vive da anni. mentre conseguite la meta della vostra fede. perché il Paradiso non nascerà dal nulla. W. LA TERRA PUÒ ESSERE IL PARADISO ANTICIPATO Gli uomini implorano dagli dèi la felicità. ma nessuna vi può essere introdotta con la forza o con la violenza. anelano alla felicità eterna. cioè la salvezza delle anime». ha riaperto per tutti le porte del Paradiso. direttamente o indirettamente. Dio accoglierà e premierà ogni sua creatura che lo avrà cercato e amato in vita. o può essere già. perché è un segreto conosciuto solo dal Padre. Tutto: anche il dolore. Vi sono persone che non vogliono entrarvi e che quindi fanno scelte completamente diverse: Dio rispetta il loro rifiuto. • Il Paradiso è ora offerto a tutte le persone che. si aprirono le porte del cielo. ma orientano la loro vita ad attenderlo e a prepararlo.. in Paradiso? Nessuno può saperlo. Sappiamo però. La felicità è la strada stessa che percorriamo. e lo avrà desiderato in morte. • Tutte le persone sono invitate. Tutti o solo pochi. Dice S. • Il Paradiso non potrà essere dato a coloro che conducono una vita lontana e distaccata. anche se ora dovete essere un po' afflitti da varie prove. e non pensano di avere in mano. non solo liberamente lo scelgono. senza prospettive di guarigione. essi stessi.

insieme "una valle di lacrime". Tutto è bello e tutto è nostro.lo trasformano. . . . per chi sa accogliere la vita nel modo dovuto. . La vita è un grande dono. e. insieme. anche minima. A livello naturale sono doni preziosi: .i Sacramenti.la preghiera. . con moderazione. La vita è una sola ed è eterna! Incomincia sulla terra. di assaporare attimi di Paradiso! 2.la fede.lo splendido mondo che ci circonda.. .la libertà. i fiori. .la casa.la salute. può godere momenti di incredibile felicità. . perché possiamo goderne a piacimento.l'unica vita. nell'ordine voluto dal Creatore. Ed è tutta bella. I magnifici doni che fanno bella la vita Sono tali e tanti da suscitare sorpresa e stupore: basta saperli scoprire! Basta saperli gustare con intelligenza. e si protrae oltre la morte. 1. gli animali. i monti.. . che si svolge in due fasi diverse: la fase terrena e la fase celeste. ma saranno purificati.la Grazia. senza cambiare identità. creato per noi.la comunione con i fratelli.il successo.la guida dei Maestri della fede.la speranza. Sono tutti doni che: • elevano l'uomo. . . Chi sa intuire il valore di questi doni può "fare una bella vita".l'amicizia.la Parola di Dio. . È. il mare. con equilibrio e con amore. . perché è ripiena di quei doni che.la volontà.il lavoro..la bellezza. formato dagli elementi naturali quali il sole. . elevati e resi stabili per sempre. e quindi . . .l'amore. A livello soprannaturale sono incommensurabili doni: .una sola vita. . .la carità.l'intelligenza. . e un cammino costellato di "mille fiori e di mille gioie". Nessuna esistenza è tanto povera da non poter offrire qualche possibilità. il massimo dono! E quando si dice vita non si intendono una vita terrena e una vita celeste.. al momento del concepimento materno. ma: . non andranno perduti. .È l'una e l'altra cosa! • è attesa e preparazione del Paradiso celeste. anche se vissuta in modo diverso. l'aria. le piante. • è una piccola goccia di Paradiso. può gustare la gioia di esistere. al momento della morte.

quello dell'Incarnazione del Figlio di Dio. La certezza nasce dal fatto che la persona umana. Queste conseguenze sono i sette vizi capitali: superbia. risposero: . La certezza e il rischio Questi doni nella vita terrena sono contrassegnati da una grande certezza e da un forte rischio. o il male! .no! . Ogni persona porta in sé le conseguenze di quel no antico. Si tratta di cattive tendenze che espongono la persona alla tentazione. ci hai fatti per Te. 2. o le altre creature! . o il disordine! .o l'ordine. • lo rendono partecipe della vita del Signore risorto. creata da Dio. Gli dice: ti do libertà di scelta: . Il peccato originale è "un mistero propriamente detto" e quindi impenetrabile e incomprensibile. ed è inquieto il nostro cuore fino a quando non riposa in Te». ma lo si può comprendere in parte. lussuria. avarizia. e sente l'istinto perverso di ribellarsi al progetto divino. Il rischio proviene dalla condizione umana. .vogliamo essere noi i giudici e i padroni della nostra vita! .vogliamo costruirci un nostro progetto di felicità! . • lo fanno figlio di Dio. segnata dal peccato originale e dalle sue conseguenze. Sono note le parole di S. all'invito divino. sia considerando che esso è stato la causa dell'altro grande mistero. vuole essere l'artefice del bene e del male. ma fa in modo che sia lui ad accettarli o meno in assoluta libertà.o me. Agostino: «Signore. e quindi solo Dio può saziare in modo infinito la inestinguibile sete di felicità che è nel suo cuore. ha come fine supremo e definitivo il suo Creatore. sia verificandone gli effetti. Ma Adamo ed Eva rifiutarono di aderire al progetto ideato per loro e i loro discendenti. • lo innalzano a collaboratore nella "nuova creazione" con Cristo e nello Spirito Santo.• gli fanno fare un salto di qualità. e quindi al rischio di stravolgere il fine delle cose. Ciò che è stato dato per la felicità può tramutarsi in una fonte di insoddisfazione. Il disordine nacque dal peccato originale e continua nei nostri peccati.vogliamo anche noi essere Dio. invidia. ma un inferno anticipato.non accettiamo il tuo piano! . Perché tanta infelicità in questo mondo? L'infelicità del mondo ha la sua radice principale nel peccato che crea disordine. È il peccato la fonte della nostra infelicità. e fare della vita non un paradiso.o la felicità. e. ira. Decidi tu.o il bene. e quindi infelicità. con incredibile presunzione. 1. Il fatto "storico" narrato dalla Bibbia con immagini e simboli può essere interpretato così: Dio crea l'essere umano straordinariamente ricco di doni.. È stata creata per Lui. accidia. Vuole sostituirsi a Dio.. vuole fare da sé. gola. creando disordine. o l'infelicità. E vive un profondo conflitto nella tentazione e nella falsa ebbrezza del peccato. come te.

distruttivo e falso. perché ogni persona è concepita e nasce col peccato originale e le sue conseguenze. diviene artefice e protagonista del proprio bene. Non ti illudere e non lasciarti ingannare: ogni altro tentativo di costruire la tua felicità contro o senza quest'ordine. . L'intelligenza giudica ciò che è bene fare e ciò che non si deve fare. e sarai felice! • fidati di me e non conoscerai delusioni! • scegli i comandi che io ti do. ciò che è autentico bene e ciò che è difforme. il quale. e farai della tua vita un Paradiso già in terra. La volontà traduce nella pratica ciò che l'intelligenza via via indica come utile per realizzare l'ordine desiderato. Sono assai significative le parole di Paolo VI: «l'uomo. prima che nelle due Tavole del Sinai. crea inevitabilmente: . • la persona. . La legge naturale è profondamente radicata nella natura umana. ma non a essere felice». ben conosce il modo per fare felice la sua creatura.fastidio. equivoco. La legge rivelata perfeziona. Dio le dice: • scegli l'ordine da me voluto. senza un particolare sostegno divino. Va conquistato attraverso un lungo e impegnativo cammino sostenuto da tre insostituibili fattori: . riesce a vivere. benché debole e a rischio. ma aiuta a osservarle. La Grazia previene. . che è già scritta nell'intimo di ogni cuore. L'ordine è quindi realizzabile attraverso l'impegno comune di Dio e della singola persona: • Dio non soltanto fissa le regole. non è innato. della propria realizzazione e quindi della propria felicità. . Questo ordine si realizza quando segue quelle regole che le sono state date perché rispondenti alle esigenze vere della sua natura umana.la Grazia.la volontà. come abbiamo detto. sono fragili e incostanti. La legge rivelata è sostanzialmente racchiusa nei Dieci Comandamenti. ed è uguale per tutte le persone. i quali.delusione. dopo il peccato originale. di cultura e di religione. creando per amore.infelicità. Ma come riuscire a mettere ordine? L'ordine. .l'intelligenza. . l'uomo non può compiere il bene totale e quindi realizzare l'ordine perfetto.La felicità nasce e si sviluppa nell'ordine La persona è felice solo quando vive nell'ordine fissato dal Creatore. La felicità e la pace nascono e si sviluppano solo nell'ordine divino.amarezza. specifica e concretizza la legge naturale. e fanno parte delle sue tendenze naturali. senza distinzione di razza. aiuta e sostiene l'intelligenza e la volontà che. senza Dio e senza le sue leggi. furono scritti nel cuore di ogni persona. La legge naturale e la legge rivelata L'ordine perfetto si realizza nell'osservanza della legge naturale e rivelata. Le regole nascono dall'amore di Dio. L'inclinazione al disordine è talmente forte che.

gli insulti. la consolazione nel dolore. cioè appagati e gratificati. • i perseguitati a causa della giustizia. le Beatitudini non hanno solo lo scopo di dirigere il cuore verso il cielo. La terra è attesa del Paradiso. . Basta volerlo! Basta fare quelle scelte giuste che portano a vivere bene! Basta orientarsi secondo quella "furbizia" evangelica che è garanzia sicura di realizzazione personale! 12. la figliolanza divina. la visione di Dio. • gli operatori di pace.dal disprezzo. ma può essere essa stessa un piccolo Paradiso. . Accogliere il Vangelo significa vivere felici. . l'appagamento del cuore.La felicità • nasce . • i miti. . Chiama beati: • i poveri in spirito.il dolore. . possono incredibilmente trasformarsi in un felice anticipo del Paradiso futuro. dà a tutte le situazioni umane un diverso significato e valore: a tutte. Fa in modo così di tramutare in gioia ciò che.le povertà di ogni genere.dalla disobbedienza a queste leggi sapientemente progettate allo scopo di conservare l'ordine. la ricompensa eterna. anche quelle più dolorose e apparentemente assurde. Chi vive nel disordine non potrà mai essere felice! Le Beatitudini Gesù ha condensato il suo codice morale in alcuni brevi messaggi chiamati Beatitudini. persecuzioni e calunnie a causa sua. . la misericordia dai propri simili.dal rispetto delle regole indicate dai Comandamenti. anche nelle condizioni più disagiate e meno accettabili. A ben pensarci. per il normale modo di pensare. • i puri di cuore. coloro che riceveranno insulti. accettate e vissute nello spirito delle Beatitudini.le calunnie. Gesù viene a dare un senso diverso alle cose della terra. • i misericordiosi. assicurando che coloro che le accoglieranno saranno beati. Assicura loro: il regno dei cieli. il possesso della terra. Additando il cielo come meta suprema.le persecuzioni. ma anche quello di elevare e potenziare tutto ciò che si compie sulla terra. • non può nascere . . è solo motivo di rifiuto e di disprezzo: . GIOIA DI VIVERE . • coloro che hanno fame e sete di giustizia.dalla noncuranza. Illuminando il mondo con la prospettiva e la luce del Paradiso. Tutte le povertà. • gli afflitti.le ingiustizie.

. a calmarti. Giacomo Biffi La gioia risiede nel più intimo dell'anima. Sì. .. dei tuoi capelli. la tua condizione. Teresa di Lisieux Gioia di vivere La terra. anche se essa sfugge per ora a ogni tua verifica. e nonostante le tue povertà e i tuoi insuccessi. e che ha predisposto questa tua realtà personale non senza un delicato e amorevole progetto che ha una sua logica. Non sei venuto al mondo per caso e senza un preciso disegno preordinato: fai parte di un piano divino che prevede anche te. Te li propongo con quel confidenziale tu che è proprio dell'amico che parla con amore al cuore dell'amico. Sappi accettare te stesso Accettati per quello che sei! So benissimo che non sei contento di te: della tua persona. gusterai la gioia di esistere. Impara ad accettarti. S. della tua statura. ma può essere essa stessa un piccolo Paradiso. disinteressato. la voglia di vivere bene. infinito e personale. ed è alla portata di tutti. e accoglierai la vita come l'ineguagliabile dono attraverso il quale il Padre vuole comunicarti la sua gioia. proprio tu che avresti tanti motivi per essere contento. è attesa del Paradiso. ma sei importante anche tu.. a distenderti in serenità. e anzi entusiasta dei doni che hai ricevuto. Conduci una vita agitata e insopportabile. Vivi fra mille pensieri e fantasie irrealizzabili. anche se tu non lo sai e non ci pensi mai! Se riuscirai a scoprire questa Presenza amorevole e tenerissima... Card. come in un palazzo sfavillante. la piena riuscita personale.. la tua professione. un dono d'amore offerto da quel Dio che ti ama di un amore eterno. Nessuno ti ama come ti ama il Signore! Nessuno pronuncia il tuo nome con l'interesse e il calore con i quali lo pronuncia Lui! E’ incredibile: c'è un solo vero innamorato di te.. Basta volerlo! Basta fare le scelte giuste che portano a vivere bene! Basta orientarsi secondo quel dettato evangelico che si riassume nelle Beatitudini e che è garanzia sicura di realizzazione personale.. e quindi quella goccia di Paradiso che fa bella la vita e la rende degna di essere vissuta? Eccoti alcune scelte di vita che si ispirano ai principi fin qui descritti. ed è il tuo Creatore! Sei la sua vera grande passione. Il bambino nato duemila anni fa a Betlemme è l'inizio di una primavera inarrestabile. sei importante e indispensabile! Non sono importanti solo gli uomini e le donne che arrivano al potere e al successo. Abbandonati all'Amore che ti conosce.. La si può possedere in una prigione oscura. Ce l'ha regalata dal cielo il Figlio eterno di Dio. come persona indispensabile. qualunque sia la tua età. Ma come fare.. dunque.La gioia esiste. Sei proprio un'infelice. Accogli la vita come dono Devi convincerti che la vita è un dono. in concreto? A quali valori ispirare le proprie scelte per avere la gioia. del tuo carattere. della tua immagine. Mi ispiro anche a diversi pensieri già espressi in alcuni miei precedenti volumetti ai quali ti rimando per ulteriori approfondimenti. di ciò che sei e di ciò che hai.

irripetibile. la più bella possibile! Sei unico. potrai gustare questi sentimenti di felicità che sono propri di un bimbo contento! Diventa "povero in spirito" Riuscirai a diventare povero in spirito quando avrai acquisito un diverso modo di rapportarti con il danaro e con i beni materiali. Sarai davvero povero quando ti sarai liberato da tutte le tue forme di esteriorità e di finzione. potrai abbracciare gli altri. non entrerete nel regno dei cieli». Cerca di cogliere nelle persone la retta intenzione. sentimenti di bimbo. paradossalmente. Diventa piccolo Sarai felice se riuscirai a divenire bambino: non nella statura. e. Nessun adulto ha il cuore buono come quello di un bimbo! E solo se ti farai piccolo. una beatitudine che si oppone al vizio capitale dell'avarizia e a tutte le forme di servitù che impediscono alle persone di essere felici.è libertà nei loro confronti..prima il bene del male. l'egoismo e la falsità. Non invidiare la vita di nessun altro.è valutazione saggia del valore della ricchezza. amarti. può sostituirsi a te. ma nella mente e nel cuore. occhi di bimbo. evitando quei giudizi affrettati che portano a vedere in tutti solo il male. . Il Padre ha preparato per te una vita su misura. Non invidiare nessuno! L'invidia. candore di bimbo. escludendo quella malizia che porta a stravolgere il tuo rapporto con gli altri.è distacco dai beni terreni. senza serbare rancore. non ti resta che accoglierti. . Accetta ogni cosa con quell'animo semplice che ti inclina a vedere . Sarai povero soprattutto quando avrai imparato ad accettare liberamente e serenamente i tuoi limiti e le tue miserie. La povertà promulgata da Gesù è un nuovo stile di vita. perché essa non è adatta a te. . Tu devi solo dire: io sono io. e basta! E se questo è vero.. vizio capitale. . può paragonarsi a te. proprio tu! E solo dopo aver abbracciato te stesso. ed è questa che tu possiedi: e tu sarai felice nella misura in cui saprai amarla e arricchirla. La povertà evangelica . .Devi convincerti che. e sarai veramente te stesso. Fai come il bimbo che accetta ogni cosa anche sgradevole e sa perdonare subito. Cerca di guardare le cose con occhio limpido. agli occhi del tuo Creatore.è verità sul loro significato. abbracciarti con gioia! Stringi idealmente a te quella realtà preziosa che sei tu.. donando loro quell'amore che prima hai riversato su dite.prima l'aspetto positivo di quello negativo.prima ciò che unisce di ciò che separa e umilia. onorarti. tu sei una cosa bella. Lo ha detto Gesù: «se non diventerete come i bambini.. speciale! Sei un vero capolavoro! Nessun altro è come te. e tutto sarà più facile. tutto sarà improntato a spontaneità e a serenità. è fonte di grande infelicità. un vero dono dello Spirito Santo. Sforzati di avere un cuore di bimbo. .

quando vivrai l'impegno esaltante di trasmettere la vita. ma anzi la distruggono anzitempo. e giungere a quella felicità che non nasce dall'avere... Se sei sposato. Diventa "puro di cuore" La purezza del cuore è la beatitudine più difficile da raggiungere.dei tuoi sensi.Sì. . Sarai puro quando avrai imparato: . in certo modo. Se sei giovane.a non separare la sessualità dall'amore. e il prossimo come te stesso». . Sforzati di rinunciare a determinate esperienze che non ti preparano alla vita. Non ti illudere: sarai felice solo nella misura in cui vivrai la tua realtà sponsale in pienezza di dedizione e senza alcuna finzione. ma forza vitale che apre al dialogo e all'incontro personale nell'amore. perché anche tu hai le tue povertà. Dio è più grande di queste tue povertà.a non vivere l'amore a livello di impulso. La gioia vera e insostituibile per te è riposta solo nel poter dire allo Sposo divino in ogni istante e a qualunque età: "sono tuo.a non confondere l'amore con una qualsiasi attrazione fisica che ti lascia deluso e umiliato. Sarai felice quando potrai ancora guardare negli occhi il tuo consorte o la tua consorte potendogli dire: ti amo come il primo giorno! Se sei religioso o religiosa. Sarai puro di cuore quando sarai giunto a un pieno equilibrio: .del tuo corpo.. e diventi sereno nel momento e nella misura in cui le sai accettare. Sei stato creato per amare e l'unico scopo della vita è quello di amare: «amerai il Signore. e. Sarai puro quando avrai compreso le finalità del sesso. Non avere fretta! L'amore verrà! La persona giusta verrà! Basta sapere attendere! Nell'attesa mantieni il tuo cuore puro e la tua mente libera da fantasie disordinate e inquietanti! Nulla può eguagliare l'incomparabile felicità di un cuore libero e pulito!? Scopri la gioia della preghiera Vivrai nella gioia nella misura in cui scoprirai che la fonte dell'autentica gioia è l'amore. senza lasciarti sedurre dalla tentazione di costruirti una felicità diversa con qualche "innocente" avventura extramatrimoniale. Riempie il cuore di tale gioia da anticipare. ma è la più feconda e sublime.della tua sessualità. . . nel rispetto del tuo corpo e di quello degli altri. e ciò che conta è che tu ti metta alla sua presenza con umiltà e semplicità. . educando. istinto e piacere fine a se stesso. vivi intensamente la tua comunione d'amore.dei tuoi sentimenti. Dio tuo. ma dall'essere libero e distaccato.. nelle due dimensioni: Dio e il prossimo. nella consapevolezza che puoi riuscire a fare cose grandi col suo aiuto. Sarai puro quando vivrai l'amore come dono e non come egoismo. che non è solo genitalità. . oggi e per sempre!". la visione beatifica: "i puri di cuore vedranno Dio". preparati ad amare dominando.della tua persona.della tua fantasia. umile e non contaminata da pregiudizi e riserve continue e puntigliose. . ordinando la tua affettività e la tua sessualità. . vivi integralmente il tuo "matrimonio" senza cedimenti e senza compromessi. Sarai "puro di cuore" quando avrai raggiunto il traguardo di una fede semplice.. soprattutto.. tutto e solo tuo.

Ti dice solo di amare. Ti invita a vedere in ogni persona il suo volto e a impegnarti ad amarla. sono presenti in tutti.. non sei contento quando trattieni tutto avidamente per te. Non vedere in tutti solo ciò che è male. fatta nel raccoglimento della tua camera. come la ama Lui! Rinuncia a certi tuoi atteggiamenti negativi e pessimisti. chiuso nell'adorazione dei tuoi tesori. ciò che le tormenta è la ricerca sfrenata di fare di se stesse il centro di ogni interesse e di ogni cosa. Se riuscirai a cercare Dio e a trovarlo. Sei invitato ad amare tutti quelli che la Provvidenza. dove il Padre ti attende e ti ascolta con amore! E poi c'è l'Eucaristia: la gioia di una Presenza fisica. come tanti altri. Essere buoni è meglio che essere ricchi e potenti. senza cercare altri conforti e sostegni. Don Guanella diceva: «l'Eucaristia è il mio Paradiso in terra!». e quali che siano le loro azioni. ma diviene anche cibo e bevanda per le tue necessità spirituali. arido. • di essere una persona che sa dire grazie per ogni favore e cortesia ricevuta. dopo di Lui e in Lui.Dio quindi. anzitutto. • è mettere il proprio cuore nel cuore di Dio. • di essere uomo di conciliazione e di pace. cioè fa tuo prossimo. che non solo si fa tua compagnia. Scopri la gioia di amare L'amore verso Dio si concretizza nell'amore verso i fratelli: «hai visto il fratello: hai visto Dio» ha scritto Tertulliano. qualunque sia il loro volto. Non giudicare nessuno del tutto riprovevole e irrecuperabile.. e non solo chi è simpatico. Sforzati di essere con tutti buono e cortese. e di amare quelli che ti fa incontrare. evidenziando quelle buone qualità che. Infondi in tutti speranza e fiducia. Ciò che le fa felici è. • è ascolto della Parola. l'apertura alle altre persone. La preghiera ti è indispensabile come lo è l'acqua per il pesce e l'aria per ogni essere vivente. . • di essere capace di dimenticare il male subito e di valorizzare il bene ricevuto. Impara a metterti in contatto con Lui attraverso la preghiera. invece. riusciva a godere di questo Paradiso per ore e ore. Nulla infonde più gioia della preghiera personale. di una Persona divina. e. E nemmeno ti autorizza a fare certe discriminazioni e a giudicare tu chi merita e chi non merita nulla. • è respiro. La preghiera • è elevazione. ti mette vicino. e sei avaro. di attimo in attimo. • è colloquio. che la Bibbia propone. più o meno. nel dono di sé e di ciò che si possiede. Devi amare tutti. il prossimo. e della voce che sale dal cuore. ma anche un indefinibile contenuto di serenità. e. Gesù non dice: ama il prossimo simpatico e trascura quello antipatico. E solo gli uomini buoni pregustano in terra la felicità che sarà poi piena ed eterna in Paradiso! Scopri la gioia di condividere Ciò che rende tristi le persone è l'egoismo. donerai alla tua vita non solo uno scopo per viverla. utile e gradito. Come tu stesso puoi constatare. Scopri la gioia di essere amico di tutti. di tranquillità e di pace.

.La felicità è racchiusa in un verbo: donare.l'accettazione. Anche quella di Maria. • la gioia di sapere che «le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi». come quella di Gesù. • la gioia di saperti sostenuto amorevolmente da Lui.attenti! Basta poco! Basta inventare quei piccoli gesti capaci di fare bella e gustosa la vita: non solo di chi li riceve. Tu allenati a compiere gesti nobili di cortesia e di generosità. che scaturisce da due monosillabi così frequentemente e puntigliosamente pronunciati: io. • la gioia di essere oggetto d'amore da parte di un Padre che ha per te grande rispetto e attenzione. che hanno compreso tutto questo. è una Via Crucis.non c'è gioia senza croce. Pascal afferma che «nessuno è felice quanto il vero cristiano».comprensivi.la rassegnazione. puoi gustare: • la gioia di sentirti collaboratore attivo di Dio nella realizzazione di un piano di salvezza nel quale tu sei parte attiva e insostituibile. La strada dell'uomo. Il dolore è il fedele compagno di ogni esistenza umana: si può ben dire che: . per persone ostili o indifferenti. La devi percorrere anche tu. sua Madre. . • la gioia di stare pregustando quella felice ed eterna contemplazione che sarà piena e duratura. perché. anche e soprattutto. specie in momenti difficili per persone amiche. può sembrare assurdo. Quanta gioia nell'essere . Ma quali gioie? Proviamo a descriverle e a comprenderle. nelle quattro tappe successive: . più ancora. le privazioni più amare. sono gli unici portatori di autentica gioia: non esiste un Santo coi segni della delusione e della tristezza! Essi sono nella gioia perché hanno imparato ad amare la croce. . mio. Ed è vero! Ma il cristiano deve prendere la sua croce e seguire il Maestro. ma. Il motto di Beethoven: « la gioia è nella sofferenza».non c'è pace senza sofferenza! E anzi le gioie più grandi sono quelle che vengono dopo le lotte più dure. ma non lo è. anche se non sono subito evidenti! Se stai soffrendo. I Santi. e hanno capito ché essa è il misterioso e incomprensibile dono che Dio fa ai suoi amici.generosi.benevoli. . di chi li compie! La gioia nella sofferenza Dice Gandhi: «La sofferenza non è che un aspetto della gioia: l'una e l'altra si susseguono immancabilmente». incredibilmente. e . e. per cui nulla ti potrà accadere senza il suo consenso. nella sofferenza e dalla sofferenza scaturiscono le gioie più vere e più gustose. Intervieni con piccoli e inaspettati segni di condivisione. L'infelicità nel verbo: trattenere. i sacrifici più eroici. E Chesterton: «La gioia è il grande segreto del cristiano». .

di Sposo.vieni! . Quando sarai giunto a soffrire con amore. Teresa d'Avila: « Il Paradiso del cielo consiste nei godimenti. Il Paradiso della terra consiste nei patimenti. che ogni pena mi è diletto». È però tanto il bene che mi aspetto. È significativa quindi l'affermazione di S. Se le starai vicino e la pregherai con fiducia durante la vita.. potrai incredibilmente assaporare la gioia che nasce proprio dal dolore. • che ti metta serenamente nel cammino dell'accettazione e dell'attesa. Dice il S. perché saranno consolati».l'offerta volontaria. non è un dramma. potrai morire anche tu "cantando". comune mortale. Non temere la sua venuta..finalmente! .. e quindi gioia: «beati gli afflitti. A quell'appuntamento finale sarà presente lei. renderà il passaggio più semplice. Curato d'Ars: «il cuore di Maria è così tenero che quelli di tutte le madri messe insieme al confronto non sono che un pezzo di ghiaccio». hai già il tuo posto assegnato: come non attendere con gioia questa chiamata regale? Con Maria Ma c'è un ulteriore motivo di gioia: la presenza di Maria che. quell'incontro finale non potrà essere che un abbraccio di gioia e di festa! . mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno. morire cantando. • un passare da un modo di essere a un altro modo più gioioso e glorioso. Sarà lei ad aprirti quella porta e a presentarti a suo Figlio: proprio lei che è la Mamma dolcissima alla quale lo stesso Gesù ti affidò nel momento del suo ingresso in Paradiso. come Francesco d'Assisi? Sì. sostegno.l'adesione amorosa. con la sua presenza tenera e insostituibile. la morte non esiste. ma trasformata. • un cambiare dimora. Gesù si è impegnato a intervenire personalmente. Sforzati di ritenere che la morte non è la fine di tutto. viene preparata un'abitazione eterna nel cielo». non è una sciagura. sarà in buona compagnia. che ti si presenterà in veste di Padre. e.entra nel gaudio del tuo Signore! La morte è il biglietto d'invito alle "nozze del re": tu come commensale importante e atteso. perché quando essa verrà. • un "mutare stanza". nella morte Ma è possibile morire con gioia? Potrò io. ma è semplicemente • un passaggio. più accettabile.. verrà col Signore. .. più sereno. Con la morte la vita «non è tolta. Ti dirà queste esaltanti parole: . e ti accoglierà con atteggiamento di festa. invocata durante la vita. di Amico. a due sole condizioni: • che tu ti vada lentamente convincendo che. E se tanto grande è l'amore. ti sarà essa stessa vicina. promettendo consolazione. La gioia .

S. assicurandoci un felice approdo nel porto sicuro. ma nessuna ci riesce. Ma.» Un giorno . 2. Giovanni Paolo I.. volendo. incredibilmente si apre! La croce del Rosario. ed esce dal Paradiso.. e non sa a quale Santo rivolgersi. ma nessuna chiave si rivela idonea allo scopo. sono i piccoli e gli umili quelli che. si affida alla collaborazione di chi è in arrivo e ha le carte in regola per entrare. senza possibilità di rientrare. Ma S. Le provano tutte. tante persone e tutte disponibili. è la croce la strada maestra e sicura che ci porta con certezza alla meta del cielo. E cioè che: l. ha avuto il potere sovrumano di aprire quella porta ormai chiusa per tutti! Questo gustoso episodio racchiude tre suggerimenti importanti sul modo di raggiungere il Paradiso. e così si ritrova chiuso fuori. troveranno spalancata la porta del Paradiso.racconta il Papa .. all'arrivo. stessi tentativi.Un gustoso episodio. tutto ciò che di più essenziale si può dire del Paradiso. Pietro gli chiede: possiamo provare se una delle tue chiavi riesce ad aprire?. Non sapendo cosa fare.. Il primo ad arrivare è un grande personaggio che ha con sé una grossa borsa e tiene in mano un pesante mazzo di chiavi. La vecchietta alza timidamente la mano e mostra il suo unico tesoro: la corona del Rosario con appeso un piccolo Crocifisso.. è Maria. . con la sua presenza e con la forza che ci dona nel Rosario. per concludere Questa piacevole storiella racchiude. Pietro. ci guida e ci sostiene nel cammino terreno. stanco per il suo gravoso impegno di "portinaio" del Paradiso. ahimé. Nulla da fare: una vera disperazione! Arriva un Prelato dall'aria importante: stesse chiavi. S. Giunge finalmente una vecchietta curva e tremante.. e la porta. subito si accorge di non avere preso con sé le chiavi (quelle famose chiavi riservate a lui solo!). Come fare? Come riuscire a entrare e a introdurre i numerosi eletti che sono in arrivo? È proprio disperato. e non altre chiavi. la mamma amorevole e fedele che. Essa acquista particolare valore perché fu raccontata da Papa Luciani. E l'attesa si fa sempre più inquietante. decide di concedersi un momento di riposo... S. lo infila nella toppa. Nessuno la considera o si aspetta da lei qualcosa. Pietro non si scoraggia e le domanda: «ma lei non ha portato proprio nulla?». 3. proprio lui che ha avuto da Cristo il potere di aprire e di chiudere le porte del Paradiso. Nulla! Nessuna chiave è capace di ottenere il miracolo! Dopo di lui. Pietro non esita un istante: prende il Crocifisso.

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