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La Provincia

Giovedì 11 giugno 2009

Sport

51

Prima divisione
di Ivan Ghigi
CREMONA — La Cremonese non riparte da zero (anche nel senso di euro, a differenza di tante altre realtà calcistiche) ma da un grintoso Giovanni Arvedi ansioso di cominciare il terzo anno alla guida della Cremonese che vedrà i giovani come nuovi protagonisti della stagione grigiorossa. Nel discorso alla stampa sono contenuti elementi di novità ma anche di continuità con il programma introdotto due anni fa. Il tutto finalizzato al recupero di una mentalità vincente degna della categoria in cui la società milita. Le novità salienti riguardano l’organigramma societario: nell’ambito di una proficua collaborazione (di tipo tecnico) tra Cremonese e Pizzighettone, Cesare Fogliazza torna in riva all’Adda. Il ruolo di vice presidente torna a Maurizio Calcinoni che resta pure amministratore delegato. Proprio ieri si accennava al ritorno di un personaggio legato all’era Luzzara: in effetti sono due perché da ieri figurano Giuseppe Carletti (che manterrà rapporti con gli ambienti cittadini) e Bruno Mazzia quale capo degli osservatori. Arvedi ha detto che potrebbe essere l’ultimo anno di «impegno diretto» senza dire se lascerà, ma non verrà meno il bene per la Cremonese. Il timone, si è capito, lo passerà quando la società camminerà sulle proprie gambe. Una frase pronunciata già nel giorno del suo insediamento, il che non significa disimpegno economico come testimonia la futura cittadella dello sport: «entro due anni si farà». Arvedi ha poi ribadito il discorso sull’attaccamento ai colori. La squadra dovrà essere composta da «giocatori che corrono prima di tutto, altrimenti fuori». Gli stimoli saranno dettati dagli obiettivi. Perciò si parla di ‘contratti a obiettivo’ e di un salary cap inquadrato in un badget predefinito, concetto che Turotti aveva anticipato in un’intervista proprio l’anno scorso. Quanto al prossimo campionato Turotti ha elencato una serie ribadite più volte: raduno a Cremona il 14 luglio, ritiro a Bressanone dal 18 luglio al 1˚ agosto; il 2 agosto la Cremonese dovrebbe partecipare alla Tim Cup. Primo test il 19 a Bressanone.

Giuseppe Carletti

Bruno Mazzia

Angelo Bozzetti

L’allenatore Roberto Venturato con il presidente Giovanni Arvedi

(Ib frame)

Conferenza stampa del presidente sul futuro della società: ecco Carletti e Mazzia, Fogliazza a Pizzighettone

La Cremo a gente che corre
Arvedi grintoso: «Chi non si impegna se ne sta fuori»
C R EMO N ES E
Presidente Cav. Giovanni Arvedi Vice-presidente e Dott. Maurizio Calcinoni Amm. delegato

IL FUTURO

Cavaliere all’attacco
di Giorgio Barbieri
Il presidente è di nuovo carico e pieno di entusiasmo, pronto a rituffarsi per la terza volta nella avventura del calcio con la sua Cremonese. Stavolta però Giovanni Arvedi parte all'attacco e cambia registro nei confronti dei giocatori, una parte dei quali è messa giustamente sul banco degli imputati per il campionato appena finito. «Adesso basta - ha detto ieri mattina durante la conferenza stampa - sono stanco di vedere gente che in campo trotterella e non corre, gente che non rispetta la maglia che indossa. Da quest'anno si cambia, non c’è più spazio per chi non ha intenzione di onorare i colori grigiorossi. La società paga il giusto ma pretende l’impegno totale da parte dei suoi tesserati. Chi non ci sta se ne va immediatamente». E quindi 'lorsignori', quelli che rimarranno alla Cremonese, sono avvisati. Il presidente, deluso per il secondo anno consecutivo, punta sui giovani, su giocatori di categoria, su gente che ha fame di successo. Il presidente snocciola le novità tecniche e societarie, tutte nel verso di un rinnovamento che tiene conto delle attese del popolo grigiorosso. Cesare Fogliazza torna al Pizzighettone, con il quale la Cremonese aprirà un discorso privilegiato. Maurizio Calcinoni resta amministratore delegato ma assume anche la carica di vicepresidente. Entrano in consiglio i nipoti Caldonazzo e Vinci, torna con un ruolo importante Beppe Carletti (uno degli uomini della Cremonese della leggenda), fa il suo ingresso l'avvocato Benedini, altro grande tifoso. E c'è anche un ritorno importante della Cremonese di ieri: Bruno Mazzia, l'allenatore che portò la Cremonese alle soglie della Coppa Uefa, sarà il responsabile degli osservatori grigiorossi. Sino a ieri ha lavorato per la Juventus. In consiglio anche Fabio Baldrighi e Francesco Chiappari. E, come avevamo anticipato, Angelo Bozzetti rientra come preparatore atletico. ‘Fina’ diventa responsabile del settore giovanile e lascia la guida della Berretti ad un altro tecnico che ha vestito la maglia grigiorossa (Bencina, Montorfano, Nicoletti, o rientra Fulvio Bonomi?). Il presidente intanto fa crescere il settore giovanile, che in due anni ha già raggiunto risultati davvero straordinari. Non solo dunque la 'cittadella del calcio giovanile' dietro la via Postumia, ma anche un investimento sui ragazzi del vivaio perché domani la Cremonese sia fatta per larga parte di chi è cresciuto con la maglietta addosso. Il progetto dunque va avanti, forse senza le 'grandi firme' ma con chi dà maggiori garanzie. E noi, nel nostro ruolo, non possiamo che applaudire alla presa di posizione del presidente. Cremona grigiorossa non riparte da zero, ma da una società sana e con tanta voglia di fare. mo ancora fatto e che desidero fare: il Memorial nel ricordo di Domenico Luzzara ed Erminio Favalli. Quest’anno era tutto già fissato con il Genoa ma poi la coppa Italia ha reso le date inconciliabili. k Ancora un anno di impegno diretto; ma con forze giovani nel consiglio ed anche sul campo; desidero vedere crescere ed entrare in prima squadra i nostri giovani, poi potrò lasciare una società U.S. Cremonese, io spero, ben diversa da come era. l Un cordiale saluto a tutti gli sportivi ed ai tifosi cremonesi che spero condividano il nostro progetto ed il nostro programma e tornino numerosi allo stadio a sostenere la nostra squadra e un arrivederci al nuovo campionato.

CONSIGLIERI
w Mario Caldonazzo w Luigi Vinci w Fabio Baldrighi w Francesco Chiappari w Avv. Bruno Guareschi w Avv. Giovanni Benedini w Giuseppe Carletti Direttore generale Sandro Turotti Collaboratore tecnico Bruno Mazzia

STAFF TECNICO
Allenatore Roberto Venturato Collaboratore tecnico Domenico Casati Preparatore portieri Alessandro Bianchessi Bozzetti; Preparatori atletici AngeloBarbieri Marco

SETTORE GIOVANILE
Responsabile Giancarlo Finardi Coordinatore Guerrino Ghio La grinta di Giovanni Arvedi durante la conferenza stampa

I punti salienti della conferenza messi per iscritto dal Cavaliere: «Ancora un anno di impegno diretto»

Forte attenzione sui giovani
Contratti a obiettivo, si lavora in direzione del salary cap
Questi i nove punti su cui si è sviluppato il discorso di Giovanni Arvedi. Si parte da una bocciatura generale della stagione appena conclusa per arrivare alle linee guida per la prossima: attaccamento alla maglia, delega a Turotti sul mercato, budget definito entro cui muoversi, contratti a obiettivo. Ma soprattutto obbiettivi invariati, gli stessi che hanno spinto Arvedi due anni fa a prendere le redini della società grigiorossa. Arvedi poi ribadisce l’intenzione di portare a termine entro due anni il progetto della cittadella dello sport; per il presidente grigiorosso è il terzo anno alla guida della squadra. Il suo impegno diretto potrebbe terminare alla fine della prossima stagione, ma non è certo. Anche in società insomma dovranno maturare figure in grado di andare avanti da sole. a Un anno scorbutico, sfortunato; ma anche con errori di valutazione causati principalmente dal mancato rispetto degli impegni da parte di giocatori che hanno fatto sì la differenza, ma negativa. Un campionato più facile quello di quest’anno rispetto all’anno scorso che ci ha aspettato fino quasi alla fine e noi, malgrado l’alta qualità della squadra, non abbiamo onorato. In campo prima si deve dimostrare di essere uomini veri e poi anche professionisti. Quando si indossa la maglia di una Società seria essa va onorata; altrimenti non si è parte di questa Società. s Cercheremo di recuperare questa fondamentale identità e questa irrinunciabile priorità. Ho fiducia nell’uomo e nell’allenatore sig. Venturato e sono certo che insieme al direttore sig. Turotti ed a tutti i nostri bravi collaboratori, artefici della più che positiva ripartenza del settore giovanile, riusciremo a formare un gruppo compatto capace di condividere gli stessi valori e gli stessi obiettivi e di trasmetterli a chi vorrà essere con noi; ma ci vuole il suo tempo. d Conosco anche un poco di più la Serie C (Lega Pro); una categoria dove la prestazione atletica ha la meglio su quella tecnica. Ci è chiaro quali giocatori devono essere sostituiti e che cosa è mancato e manca alla squadra: alcuni miei dubbi già li avevo espressi molto
Il vice presidente Maurizio Calcinoni e il confermato direttore generale Sandro Turotti

tempo fa. Ora però prima di tutto, bisogna cercare una identità e uno spirito di squadra forte. f Affronteremo la campagna acquisti e il prossimo campionato con lo spirito e le intenzioni con cui ho iniziato due anni fa la mia carriera calcistica. Verrà a giocare con noi chi desidera onorare i colori grigiorossi, o chi desidera fare carriera con noi e quindi chi ha bisogno di raggiungere

obiettivi che sono in comune con quelli della Usc. Punteremo sul nostro progetto iniziale e dunque sui giovani e su un compenso anche buono; ma che prevede una parte solo a obiettivi raggiunti. g I giocatori a disposizione sul mercato sono molti e alla Usc vengono volentieri; ma ora si deve fare bene attenzione. Noi desideriamo condividere: appartenenza, obiettivi, comportamento e compensi

in un rapporto bilaterale chiarito in partenza e senza attenuanti o strane motivazioni nel durante. L’analisi e gli impegni devono essere fatti in modo profondo e senza altri pensieri che non siano quelli del successo della Usc. La delega al sig. Turotti è piena e contenuta in un badget che insieme abbiamo concordato. h La nostra costante attenzione è riservata al settore giovanile per il quale con i fatti cercheremo di dare forza e continuità. Il progetto presentato giovedì 28.05 diventerà una realtà. E’ un investimento a medio termine (circa 2 anni) e penso sia una buona base per dare un futuro sempre più certo all’Usc. j C’è una cosa che non abbia-