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La Cronaca

G IOVEDI 11
GIUGNO

2009

30

Lo Sport

Si riparte da Turotti e Venturato
Il direttore generale e il tecnico pronti ad accettare le sfida
Nel togliere il velo all’atto terzo del suo progetto grigiorosso, il presidente Arvedi non ha usato mezzi termini: “Io mi metto in gioco”, ha assicurato il numero uno di via Persico. E con lui anche tutto lo staff dirigenziale, a cominciare dal dg Sandro Turotti: “Doveva andare alla Lazio - lo investe il presidente - ed ha scelto il nostro progetto”. E proprio Turotti ha sottolineato l’intenzione di introdurre un salary cap per gli ingaggi dei giocatori con premi a vincere ed ha illustrato le date di inizio della prossima stagione: “Il raduno è fissato per il 14 luglio a Cremona, dove si rimane per le prime sedute e le visite mediche fino al 18, quando è prevista la partenza per il ritiro a Bressanone. La prima amichevole si giocherà domenica 19 luglio sul campo di Bressanone e il rientro a Cremona è previsto per il 31 luglio o il 1° agosto. Dipenderà dall’inizio di Tim Cup, cui la Cremonese dovrebbe poter accedere grazie al gol in più segnato rispetto al Lumezzane, che ha fruttato il nono posto”. Quanto al mercato il dirigente non anticipa nulla: “Entro il 25 giungo vanno risolte le 4 comproprietà poi vedremo”. L’unica anticipazione riguarda un movimento tra “cugini”: “In uscita certamente alcuni giovani per Pizzighettone, il candidato numero uno è il brasiliano Juscemar Borilli”. A chiudere la presentazione l’allenatore Venturato, pronto alla sfida: “Questa è una società importante, con un presidente importante, e sta a noi usare al meglio queste risorse. Le risorse umane sono le più importanti e Arvedi è una risorsa straordinaria. Tutto il resto ci deve portare a costruire questa identità fondamentale. Io ritengo il calcio non molto diverso dalle altre attività quanto ad organizzazione e a dare e avere motivazioni. Penso quindi che l’azienda Cremonese vada organizzata, gestita, e il mio impegno è di mettere a disposizione le mie competenze che servono per raggiungere risultati importanti. Siamo qui per migliorare”. v.r.

Arvedi ha presentato ieri gli uomini e le linee guida per la nuova Cremonese

“E ora chi non corre sta fuori”
“Spazio ai giovani. Voglio gente che esca dal campo con i crampi”
li ingressi in società di Bruno Mazzia e Giuseppe Carletti sono le principali novità della conferenza stampa indetta ieri dal presidente Arvedi, ma non sono le uniche. Lo ha annunciato il Cavaliere ieri mattina in sede: “Il Consiglio subisce una variazione: Fogliazza torna al Pizzighettone che ha bisogno di attenzione. Ovviamente manteniamo con loro un ottimo rapporto, costruttivo ed aperto. Carletti torna invece nel Consiglio. Con lui due giovani, Fabio Baldrighi e Francesco Chiappari, mentre Maurizio Calcinoni diventa vice presidente e consigliere delegato. Turotti resterà direttore generale e Venturato allenatore, che si avvarrà di due preparatori atletici: il confermato Barbieri ed Angelo Bozzetti”. Anche quest’ultimo è un r itor no, da Pizzighettone. “Io - continua il presidente - rimango nel mio ruolo, e lo manterrò finché non vedrò le nuove leve che entrano nella Cremonese”. Dunque continua l’impegno diretto del cavaliere “ma – precisa - con forze giovani nel consiglio ed anche sul campo; desidero vedere crescere ed entrare in prima squadra i nostri giovani, poi potrò lasciare una società, spero, ben diver sa da com’era”.Per questo l’impegno per i giovani sarà una priorità, con ancora maggiore slancio nella nuova stagione: “Il settore giovanile merita spazio, ed entrano i miei nipoti Vinci e Caldonazzo oltre a Benedini. Bruno Mazzia diventa il capo degli osservatori, l’unica casella che rimane da coprire è quella dell’allenatore della Berretti”, visto che Finardi, responsabile del settore giovanile non poteva mantenere il doppio ruolo. Mancava, per crescere, una struttura di osservatori e segnalatori. Detto fatto. “La nostra costante attenzione – prosegue il presidente - è riservata al settore giovanile per il quale cercheremo di dare forza e continuità. E’ un investimento che

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richiederà circa due anni, e penso sia una buona base per dare un futuro sempre più certo all’U.s.C.” Oltre a Mazzia, però si registra un altro ritorno eccellente nei quadri societari di via Persico: “Carletti è un uomo – ha detto Arvedi – che rappresenta la società nelle sue sfumature, conosce la città. La mancanza di Erminio Favalli andava colmata e lo abbiamo fatto con lui”. E il ricordo del dirigente scomparso richiede una precisazione: “C’è una cosa che non abbiamo ancora fatto e che desidero fare: il Memorial per Domenico Luzzara ed Erminio Favalli. Quest’anno era tutto già fissato con il Genoa ma poi la coppa Italia ha reso le date inconciliabili”. Già, quest’anno. L’analisi del presidente grigiorosso sulla stagione da poco conclusa non lascia spazio alla retorica: “Sono stati due anni non facili – attacca Arvedi -, in un mondo che non non ha rispecchiato le mie aspettative. Due anni fa partimmo da zero, abbiamo sfiorato la promozione e non potevo l’anno dopo inserire i giovani in un telaio collaudato. Ho voluto puntare in alto e sapevo che sarebbe stato un rischio”. E in effetti non è andata come ci saremmo augurati, soprattutto in questa stagione: “Un anno scorbutico, sfortunato - conferma il numero uno di via Persico - ma anche con errori di valutazione causati principalmente dal mancato rispetto degli impegni da parte di giocatori che hanno fatto sì la differenza, ma in negativo. E pensare che è stato un campionato più facile rispetto all’anno scorso, che ci ha aspettato fino quasi alla fine e che noi, malgrado la qualità della squadra, non abbiamo onorato. In campo prima si deve dimostrare di essere uomini veri e poi anche professionisti. Quando si indossa la maglia di una società seria essa va onorata; altrimenti non si è parte di questa società”. Parole dure che annunciano senza mezzi termini un netto cambiamento di rotta: “Ora si

cambia: chi viene da noi o si mette una seconda pelle (la maglia della Cremonese) o ha l’interesse di migliorare se stesso. Farò firmare a ciascuno di loro un biglietto: la persona che riceverà lo stipendio dovrà correre, altrimenti esce dal campo ed entra un ragazzo della Berretti. Ho già parlato con Venturato di questa pregiudiziale: chi non corre sta fuori,

bisogna avere rispetto dei soldi che si guadagnano, e cifre di ingaggio differenti si devono giustificare con valutazioni oggettive. I giocatori possono sbagliare e possono perdere – continua Arvedi -, ma devono uscire dal campo coi crampi. Guardate il Rossi degli Allievi che va a prender palla alla bandierina e non gliela porti via, o anche Donida ed esem-

pio. E’ possibile che veda gente che trotta in campo? E’ pazzesco, ho sopportato le pene dell’inferno. Ecco, questo è lo spirito del terzo anno”. Una sorta di “anno zero” fondato sulla passione per i colori che si portano in campo: “Cercheremo di recuperare questa fondamentale identità. Ho fiducia nell’uomo e nell’allenatore Venturato e sono certo che insieme a Turotti e a tutti i nostri bravi collaboratori riusciremo a formare un gruppo compatto capace di condividere gli stessi valori e gli stessi obiettivi e di trasmetterli a chi vorrà essere con noi; ma ci vuole tempo”. Intanto però il mercato impone i suoi ritmi serrati: “I giocatori a disposizione sul mercato sono molti e alla Cremonese vengono volentieri – riflette il patron -; ma ora si deve fare bene attenzione. La delega a Turotti è piena e contenuta nel budget che insieme abbiamo concorda. Oggi conosco un poco di più questa categoria dove la prestazione atletica ha la meglio su quella tecnica. Ci è chiaro quali giocatori devono essere sostituiti e che cosa manca alla squadra”. I criteri-guida sono quelli già anticipati: “La campagna acquisti e il prossimo campionato saranno affrontate con lo spirito e le intenzioni con cui ho iniziato due anni fa. Verrà a giocare con noi chi desidera onorare i colori grigiorossi, o chi desidera fare carriera con noi e quindi chi ha bisogno di raggiungere obiettivi che sono in comune con quelli della società. Punteremo sul nostro progetto iniziale e dunque sui giovani. I compensi saranno anche buoni, ma prevederanno una parte solo a obiettivi raggiunti”. Insieme a “tutti gli sportivi e i tifosi cremonesi”: “Spero condividano il nostro progetto - conclude Arvedi - ed il nostro programma e tornino numerosi allo stadio a sostenere la nostra squadra e un arrivederci al nuovo campionato”. Si riparte. Vanni Raineri