You are on page 1of 185

I IIIIl llllL LLLLi iiiib bbbbr rrrro oooo A AAAAr rrrrc cccch hhhhi iiiiv vvvvi iiiio oooob

bbbbl llllo oooog gggg2 22220 00001 11110 0000

L ENIGMA DELLA LINGUA ALBANESE E-BOOK ARCHIVIO BLOG ANNO 2010

Questo e-book è proprietà del blog: L enigma della lingua albanese www.eltonvarfi.blogspot.com Avvertenza: Potete liberamente utilizzare i contenuti di questo e-book nelle vostre pubblicazioni cartacee, sui vostri blog o siti Web, con il solo obbligo di citare la fonte (è cioè il blog L enigma della lingua albanese) alla fine di ogni pezzo. Se mi avvertirete di ciò, inoltre, vi ringrazierò di cuore. *** Tutte le traduzioni dalla lingua albanese sono di Elton Varfi. L intervista con Dott. Alberto Areddu autore del libro Le Origini Albanesi della Civiltà in Sardegna traduzione di Brunilda Ternova. O bella More, *** ©-2011-L enigma della lingua albanese traduzione di Donika Jahaj.

Epiro è e rimarrà albanese Di Abdyl Frashëri Riportiamo una lettera importante, diretta alla redazione del giornale Moniteur Universel di Parigi, pubblicata dallo stesso giornale nel Maggio 1879. Questa lettera è stata scritta dal patriota della Rilindja (rinascimento) albanese, Abdyl Frashëri. Signor direttore! Abbiamo rilevato, con nostro grande stupore, che il giornale Republique Française , il quale nella sua polemica non deroga mai dalle regole della modestia, pubblicando alcune parti del Memorandum della Lega Albanese (Memorandumi i Lidhjes Shqiptare), ha scritto un commento tendente ad umiliare e ridicolizzare i nostri compatrioti. A quell articolo non abbiamo ancora dato alcuna risposta; Republique Française , ritornando sullo stesso argomento, Ha nuovamente tentato di ridicolizzare due rappresentanti della Lega Albanese. Un simile comportamento non ce lo aspettavamo affatto da un giornale che si schiera a favore delle guerre per la libertà dei popoli. La Francia piange ancora la perdita delle sue regioni: gli abitanti di Alsazia e Lorena si lamentano ricordando che sono stati privati della loro reale appartenenza. Perché un giornale francese trova ridicoli gli Albanesi, i quali cercano di scongiurare il pericolo di una simile sciagura? Noi non siamo savant e neanche lo pretendiamo, ma la storia della nostra patria la conosciamo meglio di chiunque altro. Gli abitanti dell Epiro sono chiamati Pelasgi. Erodoto, Tucidide e Strabone giunsero alla conclusione che questo paese non sia mai stato parte della Grecia. Secondo Strabone, la 3

Grecia a nord confinava con l Acarnania e il golfo di Ambracia. Visto che la geografia antica non aiuta molto gli stessi Greci odierni, noi domandiamo a coloro che non hanno idee chiare: quale parte dell Epiro è greca? Chi accetta gli argomenti dei sillogisti greci crederà che alla Magna Grecia appartengano non solo l Albania ma anche la Macedonia, la Romania, la Tracia, l Asia Minore, e perfino la vostra Marsiglia!!! L Epiro oggi ha 650 mila abitanti. Quanti sono i Greci presenti in questo territorio, e dove vivono? A Korça? A Berat? Ad Argirocasto? Oppure nella regione chiamata Çamëria? Chi attraversa questi luoghi incontra soltanto Epiroti albanesi, non Epiroti greci. Sarebbe giusto sacrificare 650 mila abitanti albanesi puro sangue per assecondare i sillogisti greci e le loro speculazioni filosofiche? L attuale comportamento della Grecia dimostra che essa ha intenzione di imitare la Russia zarista!!! Ma la Russia sostiene le sue pretese con la forza, che per fortuna alla Grecia manca. Se i Greci fossero così forti come vogliono dimostrare (ma in realtà essi sono abili soprattutto nel produrre rumore), l Europa non avrebbe più pace. Il principio della rassomiglianza della lingua porterebbe molto lontano i Greci nelle loro pretese, ma in primo luogo darebbe a noi (Albanesi) il diritto di richiedere ai Greci i duecentomila Albanesi che vivono in un quartiere di una città greca chiamato Plakë , ed anche di rivendicare le due isole Idra e Speca. L Epiro è e rimarrà per sempre albanese come lo crearono la natura e la storia. È un peccato che il governo greco spenda per sostenere le tesi dei sillogisti enormi somme in denaro che potrebbe benissimo usare in maniera diversa. La nazione greca cerca di disseminare zizzania, ma non ingannerà nessun Europeo. Se la Grecia resterà ferma nelle sue aspirazioni e manterrà la sua condotta avida in dispregio della giustizia e dei diritti dei popoli, gli Albanesi dimostreranno una volontà ferrea nel difendere la loro patria 4

fino in fondo, avendo giurato di non perdere neanche un palmo di terreno, ma piuttosto di morire se necessario. Quest affermazione rappresenta il pensiero di tutti i nostri connazionali. L Europa sarà responsabile di un eventuale guerra distruttiva che si scatenerebbe in caso di annessione delle nostre terre da parte della Grecia. Sperando, signor direttore, che pubblicherete la nostra risposta, vi ringraziamo in anticipo. 5

La sua è una storia complessa. decide di dedicare tutta la sua esistenza al suo popolo. certamente Scanderberg poté viverla in pienezza solo perché aveva ritrovato il suo popolo e con esso l essenza stessa del suo sentirsi libero. noto per aver difeso l Albania dalla minaccia turca.Giorgio Castriota Scanderbeg e la libertà ritrovata in mezzo al suo popolo Di Adele Pellitteri Oggi. fatta di nascite (nasce in una delle famiglie albanesi più importanti) e rinascite (viene rapito e allevato in territorio turco). un popolo che gli avevano concesso il privilegio di sentirsi libero. Eppure non dimentica le sue origini e. quando è chiamato a scegliere. in onore della ricorrenza della morte dell eroe nazionale albanese Giorgio Catriota Scanderbeg (1405 1468). vogliamo ricordare la grandezza di quest uomo. costretto a sopportare la tirannide ottomana. Nonostante ciò. Gli albanesi sono orgogliosi di poter ricordare un eroe come Scanderbeg e lotteranno fino alla fine affinché simili eroi vengano ricordati e valorizzati nel modo più giusto. al contrario. 17 gennaio 2010. non volle mai essere considerato il portatore della libertà al suo popolo. La libertà per Scanderbeg consisteva nel servire gli albanesi. 6 . se la libertà è il sentimento di piena realizzazione dell essere umano.

e cioè essi potrebbero risultare persino più puri foneticamente degli stessi poleonimi. Ollolai). che in virtù del suono esotico potrebbero ingannarci sulla loro genuina antichità. anche se. talora forniteci anche da altri ricercatori linguisti. la stessa cosa non vale per i microtoponimi. Ora se per i poleonimi (cioè i nomi di luogo degli abitati attestati dal Medioevo a oggi).Quando la microtoponomastica ci parla in Illirico Di Alberto Areddu Interessarsi alla toponomastica sarda significa cercare di dare un significato a toponimi molto spesso muti. va detto. i due criteri sono spesso applicabili. E' stato calcolato che tanto più ci si avvicina ai paesi delle aree centrali tanto più aumenti il numero dei toponimi (fino raggiungere il 30 % del globale in siti come Ovodda. sopratutto quando si tratti di posti particolarmente isolati e non sottoposti a comuni frequentazioni. come ha fatto il Wolf (e qualche suo allievo catalano). Per interpretare correttamente un toponimo sono necessari due criteri: stabilire fin quanto possibile la sua esatta forma medievale (più indietro è praticamente impossibile andare). perché sorretti da sostanziose informazioni. In ragione di ciò. si offrono a miei occhi come sicuramente indoeuropei e anzi decisamente interpretabili alla luce dell'illiricità originaria. così denominato. e sapere da altre ricerche che cosa caratterizza quel determinato territorio. al contrario finora ci si è limitati al puro suono e si son prese delle enormi cantonate nell'asserire. mi voglio occupare qui di alcuni microtoponimi che in ragione del loro territorio. La chiave interpretativa quindi dovrebbe partire dalla rilevazione di cosa HA quel determinato territorio. l'origine non-indoeuropea della toponomastica barbaricina. Orune. in qualche caso potrebbe esser vero il contrario. che non sono interpretabili alla luce della comune filtraggio latino. 7 . ed invece sortire recentemente per qualche deformazione popolare.

albero'. Orbene lasciando da parte il suffisso -ennero che ritorna frequentemente in molti toponimi sardi (e che ho analizzato nelle Origini albanesi della civiltà in sardegna). come ci attesta lo studioso Fancello. secondo il Pittau. il quale aggiunge che in essa vi era un tempo un bosco di lecci. Sappiamo dal Wagner che duri indica nei dialetti centrali 'il palo per appendere'. Nel territorio di Nuoro è attestato il Monte Gurtei. che si ripresenta nelle lingue slave come drvo. luogo chiuso': referenti ci sembra poco adatti a un luogo detto monte.Nel territorio di Olzai era attestata una località denominata (forse la stessa che oggi risuona come Dronnoro) Drovènnero. *drus 'albero'. e la voce dall'ie. i cui parenti indoeuropei indicano perlopiù 'piazza. la parola ricorderebbe il latino curtis. Su di esso venne ritrovato un nuraghe. non è staccabile dall'albanese druri 'palo. Lo stesso Pittau e altri studiosi hanno poi osservato la frequenza di toponimi inizianti in gur-gurt-gurth-nel sardo. un altro Monte stavolta Curtei ce lo offre 8 . come già vide lo studioso tedesco. orto. che lo vede come toponimo sostratico. poi andato distrutto. la radice drov-ci rimanda inevitabilmente alla parola illirica druva (oggi ancora parzialmente attestata nell'albanese nella forma druvar 'boscaiolo') che vuol dire 'bosco'.

e richiama il nome di fiume trace di Artila. adattare'. E adesso spostiamoci in Ogliastra. Orbene osservo che in albanese una tipica radice d'origine illirica. valesse all'incirca "il collegante.peraltro per il '5oo il Fara (che spesso stravolge le forme originarie) per il territorio di Bosa. greco arthros ecc. a me pare. Con la denominazione di Arco di Artilai si indica un punto di passaggio. abbiamo un fiumiciattolo che finisce nel Flumendosa. oppure alla posposizione dell'articolo maschile i. come avemmo occasione di dire per sisaja "nera la". Veniamo adesso ad Artilai. da essa attraverso il formante indoeuropeo -*to otteniamo: i gurtë 'pietroso'. che 9 . che fa da collegamento". è gur 'pietra'. che è d'origine indoeuropea. in pratica "pietroso il". derivando dalla radice *ar-'connettere. Ci sembra ovvio pensare che Artilai. indicava originariamente un monte pietroso. Si osservi che tale formante pare ripresentarsi in altri toponimi sardi: Bul-tei. da cui latino artus 'arto'. vero regno delle sopravvivenze illiriche in terra sarda. Pertanto il toponimo. Fur-tei. Tale riu Berissai. Qui nel territorio di Seulo. Per quanto riguarda l'uscita in -ei si può pensare o un antico locativo indoeuropeo in *-ei. La voce è certo sostratica. Si osservi altresì che nelle lingue indoeuropee il passaggio "pietra" > "monte" ha una certa frequenza e facilità. probabile aggettivo originario. che collega e separa due zone impervie del Gennargentu di Desulo.

di una Bèrisa in area microasiatica. e sull'Ellesponto di un etnico dei Berusioi. Chi ha qualche competenza dell'albanese. subito ricollegherà tale nome al diffuso toponimo albanese e kossovaro di Berisha/Berishë/Berisa/Berisani. e come abbiamo detto il nostro fiume ogliastrino è tagliato dall' Arcu 'e Berissai ! Come non pensare che i Romani abbiano ricostruito l'arcata su una più antica di origine illirica. un antico ponte romano. detto arcu de Berissai. che si chiamava Berissa e quell'antico toponimo è divenuto poi idronimo? 10 .attraversa zone impervie ha come unica attrattiva turistica. Ma non è tutto: in albanese la parola ber-i indica 'l'arco'. (Sali BERISHA è quello alto normale a sinistra) L'esistenza di una antica località Beroia in Illiria. predispone a pensare che il toponimo albanese abbia precordi tracoillirici. da cui poi l'onomastico Berisha.

se vogliono interpretare correttamente il loro passato. Napoli 2007 Alberto G. ma questi sono punti snodali. Heidelberg 1984 11 . Le origini albanesi della civiltà in Sardegna. da cui le menti aperte (di cui è ricca la Sardegna) dovrebbero ripartire. Fjalor Emrash. Nuoro 2003 Massimo Pittau. della Sardegna.it/sardoillirica/sardoillirica Salvatore Dedola. resta che qualcuno per convincerci che stiamo sbagliando.Come si vogliano interpretare tali toponimi. Toponomastica barbaricina. Areddu. Nuoro 1998 Vladimir Zoto. Dolianova 2004 Fabio Fancello.. Toponomastica sarda.tiscali. I nomi di paesi.. Zgusta. bibliografia utilizzata: Alberto G. e l'albanese purtroppo non ha preservato tutte le tracce che vorremmo. Voci di un mondo remoto. Kleinasiatische Ortsnamen. Tirana 2005 L. Areddu. dovrebbe usare le nostre stesse arti e cioè spiegarceli MOTIVATAMENTE in modo diverso. Cagliari 1997 Heinz Jürgen Wolf. web. senza esser costretti a devolvere tutto alla presunta saggezza dei baroni. certo non tutto potrà esser facilmente spiegato con l'illirico.

invece la lettera r i Toschi. I Greci lo chiamano Cerbero (Çerber in albanese). fortissimo e terribile. insistendo anche in questo caso con l affermare che la lingua sanscrita è più recente e si è formata dopo la lingua pelasgico albanese. Inizialmente questa parola composta era Kenbar-os (dall albanese qen cane e var tomba).Cerbero e Caronte Di Aristidh Kola Cerbero Sia per Omero che per Esiodo. Davanti alle porte del regno di Ade troviamo un cane nero. ci dice Decharm (p. dopo. un posto senza sole dove abitano i morti.. con la sostituzione della lettera n in r. trovo che Cerbero indica il cane (cioè il guardiano senza sonno) delle tombe (Ade). e che ci volesse qualcuno che li accompagnasse. e cioè gli abitanti della zona in cui ha avuto origine il mito di Cerbero. ma nessuno può tornare indietro. qualcuno che conoscesse la strada. Caronte Caronte. Il suo nome. Era proprio questo che faceva Caronte. Ade (Hadis in lingua albanese) è un luogo che rappresenta l altro mondo ed è un posto scuro. nella mitologia greca. Inoltre è un luogo di dimensioni indefinibili perché tutti possono entrarvi e per tutti c è posto. 12 . è molto simile alla parola sanscrita Sarvari che significa notte. invece bar (var) = varr (in albanese significa tomba). Tutti possono entrarvi. k. diventò Kenvar-os e in fine Qerver-os Çerber (Cerbero in lingua italiana). = qion nel greco antico. che verrà descritto con tre teste e con al posto della coda un serpente.. Io. Ecco la spiegazione: ken = qen cane nella lingua albanese. è stato ideato supponendo che le anime dei morti dovessero passare il fiume Acheron. 392). La lettera n la usano di solito i Gheghi.

-godere. 92. Diodoro (A. È rimasta soprattutto l anima di quel popolo nel folclore della Grecia. È rimasta la danza 13 . Come sempre la lingua albanese. Quando Caronte fa passare le anime nell Ade. Ma. Questa è la mitologia tardiva dei Greci che si basa sulla cosmogonia e sulla teogonia pelasgica.8) pretende che la credenza in Caronte avesse origine dall Egitto. 96. Decharm invece (p. molti sono rimasti. 394). Nella lingua albanese esiste tutt ora il verbo haronj. La popolazione Çam è stata mandata via dalle sue terre dai Greci perché musulmana. inteso come una forma di eufemismo. che era la lingua parlata dal popolo in Grecia fino alla rivoluzione del 1821. xaip. e il verbo haroj (dimenticare) della lingua albanese *. ma nella popolazione Çam che abita in Thesprotia da millenni noi troviamo toponimi come Aqeronti. oppure haroj. È chiaro il collegamento fra il nome Caronte (colui che doveva far dimenticare ai morti di tornare indietro).Successivamente si è diffuse il mito che una moneta posta nella bocca del morto che rappresentasse il prezzo del biglietto da pagare a Caronte per il suo servizio. ci dà la spiegazione per il mito dell acqua della dimenticanza che è collegata strettamente con l etimologia del nome di Caronte. 2. come ci raccontano tante leggende. e nella mitologia. cosi queste anime dimenticano di ritornare indietro. ed esiste un lago che si chiama Aqerusia. dà loro da bere l acqua della dimenticanza. nonostante il genocidio tremendo attuato dai Greci. Sono famosi I dialoghi dei morti di Luciano e la famosa risposta Non riusciresti ad ottenerlo da chi non l ha . non è d accordo con questa teoria ma trova l etimologia della parola Caronte nel verbo della lingua greca. È vero che gli Albanesi della Grecia del Sud arrivarono tutti insieme nel XIV secolo dal Nord-Ovest della Penisola Balcanica. che in tutti e due i casi significa dimenticare.

14 .panellenica. la danza dei Çam. Perciò possiamo dire senza ombra di dubbio che la tradizione millenaria non è stata mai interrotta nel popolo Çam. * nota del traduttore.

esisteva un antichissimo tempio eretto in onore di Poseidone.. Poseidone. del greco antico corrisponde alla lettera U della lingua albanese.s = Durian..e.. Poseidone però si accorse dell inganno e si congiunse con lei assumendo l aspetto di uno stallone. Perché Demetra si lavò nel fiume Ladone. Demetra.Demetra. Questi nomi che abbiamo citati non sono casuali ed ognuno di loro ha la sua spiegazione. u bë rezil che si usa quando qualcuno la combina grossa e significa una grande vergogna (se lo vogliamo tradurre letteralmente sarebbe una grande vergogna è caduta su di lui ). Però in Elefsina. Nella lingua albanese esiste l espressione u bë dhunë. (lavare). (in albanese Ladona)? Cosa ci dice questo? Quale è quel fiume che è in grado di lavare (purificare) la vergogna di una dea? Lo dice il suo stesso nome. Come esempio possiamo prendere le parole . Poi finalmente si purificò dalla sua ira e dalla sua umilazione nel fiume Ladone. che ci dimostra come gli antichi Pelasgi attribuissero a Persefone (la figlia di Demetra). = Doduna. ecc. Dobbiamo dire inoltre che la lettera . arrabbiata ed umiliata per questa violenza di Poseidone.. Ade Di Aristidh Kola Demetra e Poseidone Si raccontava che Poseidone perseguitava la dea Demetra con la sua brama amorosa. vergogna.d. nel cuore di quello che era il più importante centro del culto di Demetra.. che deriva dal verbo albanese laj (lavare) che è simile al verbo greco . non sapeva come vendicarsi. offesa).. Da questo legame la dea partorì una figlia il cui nome non si doveva pronunciare. . dhunë (violenza. e dal nome Doun. due padri: Zeus (sole) e Poseidone (l acqua). 15 . La dea si trasformò in una giumenta e si mischiò ai cavalli pascolanti del re Onicos.

veglia sulle anime degli uomini morti. si definiscono molte caratteristiche: Adhiti è il cielo. Adhiti è il vento. il termine Ladon = lladhun significa: (ha) lavato la vergogna (si è purificata). Primo. nei Veda Indiani. Il vuoto aperto nell entroterra somiglia molto alle grotte sotterranee.Perciò come abbiamo dimostrato. perché con la parola Adhiti. Ma questa teoria di Muller è stata messa in dubbio da molti studiosi. Adhiti è dio di tutte e cinque le razze. Ora torniamo alla lingua albanese per trovare la soluzione. e l indiologo Max Müller collega il suo nome con la parola sanscrita Adhiti. Ade Il mito di Demetra e di Persefone si collega direttamente con quello del dio dell altro mondo e cioè con l entità che si trova nelle profondità della terra e che ha due principali compiti. Levando il sigma (s) finale si ottiene la radice Hade che è composta da due parole. Cioè ha mangiato la terra. Perciò Ha + dhe (mangia + terra) = quell elemento che ha divorato la terra. Adhiti è il padre e la madre. e con ragione. Il nome del re Onicos in albanese è Ojjio e questo nome in lingua albanese significa l acqua. Dal verbo albanese ha (mangiare). e dalla parola dhe (terra). Queste grotte che iniziavano dalla superficie della terra e arrivavano 16 . ed è chiaro che questa parola che esprime il tutto è il punto di vista base della filosofia orientale e non ha nessun legame con l Ade pelasgico. permette alle piante di germogliare. fra questi anche Decharm. che è una parola onomatopeica che indica l apertura della bocca quando l uomo cerca di divorare qualcosa e di inghiottire il cibo. come ci raccontano i Veda. in quanto re del mondo sotterraneo. secondo. In greco il nome del dio è Hades. Questo dio si chiama Ade. ha creato un vuoto una apertura all interno della terra. Adhiti è colui che è nato e colui che deve nascere.

fino nelle profondità indefinite dell interno. 17 . In conclusione Ade Hade(s) ha dhe (mangia terra). erano considerate dagli antichi Greci come le porte di Ade (Hades).

Si diceva che fossero anfibi. Questo.. si temeva il loro magico potere di far sprofondare o riemergere un isola. Un terremoto marino può causare lo sprofondamento di un isola negli abissi. ma anche nelle profondità del mare e sulla terraferma. furono proprio queste caratteristiche a dare il nome a questi demoni. che è considerata la loro patria. che 18 .e. Gli studiosi li considerano una personificazione delle forze vulcaniche marine.. che manipolassero la lava vulcanica ed erano considerati maestri nella lavorazione dei metalli. nell antichità erano indicati come la causa principale dei terremoti nelle terre isolane. Erano proprio loro [i Telchini] che.e. secondo le leggende. (felgein) della lingua greca. Tutte queste leggende ebbero origine dall osservazione delle attività vulcaniche nelle isole. Il mito dei Telchini è collegato con quello del fuoco. fecero sprofondare sul fondo del mare l isola di Rodi. li consideriamo come esseri anfibi che hanno forme strane e illimitate possibilità di trasformazione. Nell isola di Rodi. oppure può fare emergere un isola nuova (vedi Santorini). facendola poi riemergere in superficie molto più tardi delle altre isole. A causa di questa loro molteplice dislocazione. Una possibile interpretazione etimologica del loro nome si può far risalire al verbo . li chiamavano maghi.I Telchini Di Aristidh Kola I Telchini (in albanese Telhinë) sono demoni che vivono sotto la superficie terrestre. che vivevano per lo più negli abissi marini. è stato uno dei principali motivi all origine delle leggende sui Telchini. evidentemente.

secondo un interpretazione ugualmente valida. p.s (delfyos yos = utero della donna). (felgein)... collega la parola Telhi alla parola armena del (medicina). Ma visto che la donna. stregare. Papariguli (prima parte. Per chiarire l origine della parola in questione. Graves. potrebbe aver avuto origina da del (esce) e fus (entra). per evidenziare come scrittori europei anche affermati interpretino le antiche culture. cioè. Senza voler necessariamente propendere per la variante albanese. in albanese delfin. P.. stregare. occorre ancora rilevare le analogie del nome con la parola Delfis/delfino.. più limpida. egli fornisce. nella sua introduzione dell opera La storia del popolo greco . ha dato interpretazioni etimologiche a dir poco impossibili. una figura mitologica in grado di causare lo sprofondamento negli abissi di un isola oppure il suo riemergere. che la parola delfino. Karolide. il cane e il pesce 19 . Come dire. rispecchiando il comportamento del delfino che.. che significa attrarre. a pagina 215. soluzione. entra ed esce (dall acqua). Un'altra versione etimologica è quella che ci dà Robert Graves nel suo libro La mitologia greca . [ ] Telchin (Telhin): i grammatici greci riconducevano questa parola al termine .e. In questa maniera un Telchin (Telhin) è colui che entra ed esce (dall acqua). nella sua opera. che si ricollega al termine greco de.. e la cui seconda dall altro verbo albanese hin (entrare). una spiegazione che viene qui riferita senza nulla togliere o aggiungere. dell autore K. Telchino (Telhinë nella lingua albanese) è un nome la cui prima parte deriva dal verbo albanese del (uscire). cioè un essere anfibio. però la lingua albanese ci fornisce un'altra. al contrario degli altri pesci. oppure.s . La parola poi è stata trasformata da delhin (telchin) in telhin.significa attrarre.e.96) . infatti.

Sembra che i Telchi fossero divinità adorate da un antico popolo della Grecia. li avessero costretti ad emigrare verso nord. nelle quali vigeva un regime matriarcale. della Lidia e delle varie isole del mar Egeo. L origine di questo popolo sembra di essere quindi riconducibile all Africa Orientale [ ].rappresentavano motivi ricorrenti nei dipinti della Scilla Tirrena. oppure anche nelle figure delle polene delle navi Tirrene. 20 . di Creta. e che gli aggressori greci. organizzati viceversa in uno stato patriarcale. oppure Tirsin . Queste sono le assurdità sostenute da Robert Graves. questa parola può essere intesa come variante della parola Tirin . cosi come in quelli di Creta.

Tomor. ha originato la parola greca Tomar. C è molta poca differenza. la parola Tomar. Ma vediamo che cosa sostiene uno dei politici albanesi . e si chiama Tomoricë la zona intorno a questa montagna. Ora. con il significato di santo. Tomur. L oracolo di Dodona si esprimeva coi rumori del vento tra il fogliame di una quercia sacra e anche tramite una pentola sacra. ed i santi di Dodona Tomar oppure Tomur.L oracolo di Dodona Di Aristidh Kola Tantissimo è stato scritto sull origine del nome del grande profeta che in albanese si chiama Thamir. significa profezia. Ma perché? Qui storcono il naso i filologi giovani. Jani Vreto. secondo gli antichi. quando stanno per verificarsi grandi eventi. Si dice che ancora oggi si senta il boato di un cannone invisibile che ha sostituito il rumore del vento nel fogliame. in Albania. cioè qualcosa vicina ai themisti. fra 21 . Karolide si accanisce conto la versione che danno gli albanologi e i politici albanesi . Le popolazioni antiche preferirono Tomur piuttosto che Themist. Il termine mirë (cioè buono . indica la montagna più alta della regione che detta Toskè-ria. Tomare oppure Tomure. e possiamo dire la stessa cosa sulla parola Tomur alla quale molti studiosi dell epica Omerica sostituiscono la parola Themis nell Odissea al versetto 403.in lingua italiana). anche se sono passati tanti secoli. Tomur ecc. di cuore buono ecc. P. che nella sua famosa opera Apologia scrive: ancora oggi la tradizione del sacro oracolo di Dodona è viva. che al plurale fa të mirët (i buoni). si trova esplicitamente nella lingua albanese. e lo collegarono con la montagna di Tomar di Hellopia e di Dodona. Cosi la montagna dove si trovava Dodona si chiamava Tomar.

paganesimo e cristianesimo e fra cristianesimo e islamismo. in cui è stata pubblicata Apologia di Jani Vreto. È inutile che cerchino Dodona altrove. Arvantine. Petride ecc. Aveva ragione il politologo Vreto.84). (pag. C. in base agli scavi archeologici. 22 . ed erano in errore coloro che cercavano Dodona altrove come Semiteli. Nello stesso anno 1878. che l antica Dodona si trovava sulla montagna di Tomor. Carapane pubblicò in francese la sua opera in due volumi Dodona e le sue rovine che confermava.

Dio. Djeg. le ritroviamo nelle seguenti parole: Diell(sole) dialettale Dill. PerënDia. origine. esisteva come divinazione del Sole (Zeus). 23 . e cioè le caratteristiche del sole. e sulla etimologia del nome. Zin ecc? Che significato hanno le radici Dhi e Zi della maggiore divinità dei Pelasgi? Dicono che il sole sia il simbolo della luminosità e lucentezza del cielo. Zeus. Il cielo nella lingua sanscrita si chiama Diau-h . Dieg (Bruciare). Molto sappiamo sul Sole (Zeus) e le sue vicissitudini.Sole Zeus Di Aristidh Kola Il Sole (Zeus) è il più grande fra gli dei: Dio e padre sia degli dei che degli uomini. Di (sapere) conosco. Div ecc. Zeus. prima ancora di essere conosciuto come Signore dell Olimpo e prima ancora che si creassero i miti sulla sua nascita in Creta. mi illumino. Le radici Dhi e Zi nella lingua albanese hanno lo stesso significato di lumiosità (ndriçim). visto che considerano la lingua sanscrita più antica di quella greca. in Cipro. ne dovremmo trovare traccia in tutti i territori dove i Pelasgi abitarono. ma non sappiamo quasi niente sulla sua storia. cosi i linguisti e i mitologi hanno pensato di aver trovato la soluzione etimologica del nome del Sole (Zeus). E in verità in questi posti troviamo i segni del suo culto. Creta ecc. Visto che era il più grande dio del mondo pelasgico. dall Italia centrale fino in Asia Minore. lucentezza (shkëlqim). Signore. Ditë (giorno) cioè la parte della giornata che si illumina. Cosa vuol dire Dias. fuoco (zjarr).

Erodoto chiama Dhia ogni grande dio dei popoli che lui descrive nelle sue opere. come abbiamo detto. e cioè le caratteristiche del sole. del fuoco (zjarr). Diah-u nella lingua sanscrita significa cielo. cioè il giorno del sole che i cristiani hanno trasformato nel giorno del Signore. Ma in nessuna altra lingua del mondo c è un sistema cosi ricco di parole con le radici Di e Zi come quello che esiste nella lingua albanese. Day giorno in inglese. dove tutte le parole hanno il significato della luminosità (ndriçim). 24 . L etimologia di questo nome la troviamo nella parola pelasgica Diau che oggi vive nella parola albanese Dielli (il sole). Questi termini hanno avuto origine dopo la creazione del pantheon dell Olimpo e la immedesimazione del Sole con Zeus. Dieu Dio in francese ecc. Dialë (ragazzo). Parole derivate da Diau/Diell sono anche i termini latini DIOVIS e DEUS = Dio. Cosi la parola sanscrita Diah-u non può soddisfare chi trova in essa l etimologia del nome del Sole (Zeus). e in nessun caso ardente o rovente. Signore. ecc. Altre parole derivate sono Dias giorno in spagnolo. Cioè nei tempi in cui ormai il Sole (Zeus) è diventato il più grande di tutti gli dei. zjarr (fuoco) e anche nella parola tardiva Zot(Dio). ma come si può facilmente intuire il cielo non è sempre illuminato ma anche oscurato (al buio).Diel (domenica). La radice Zi la troviamo nelle parole zien (bollire).

L intervista con Dott. Brunilda Ternova: L opera difficilmente si distingue dal suo creatore. basandosi sui numerosi elementi della toponomastica e sui diversi lessemi. Chi è Dott. Areddu la ringrazio per averci dato l opportunità di intervistarLa. Alberto Areddu. Brunilda Ternova: Prima di tutto Dott. Alberto G. ed è stato recensito da H.J. Postille e aggiunte al DES (1996). Ha pubblicato sulla Romance Philology di Berkeley. Areddu: Sono io che ringrazio Voi per l opportunità che mi date di parlare del mio lavoro. dove è nato e dove è cresciuto? 25 . Wolf sulla Zeitschrift für Romanische Philologie (2002). Areddu da anni si interessa alla disciplina denominata linguistica sarda per la quale ha pubblicato Studi Etimologici Logudoresi. perciò mi permetta di chiederLe qualcosa su di Lei. Nel suo ultimo saggio "Le Origini Albanesi della Civiltà in Sardegna" l autore prosegue una sua ricerca fino alle fonti originarie del sardo. Launeddas e altri studi greco-italici (2004). Prof. giungendo così ad indicare la prospettiva paleoillirica come la più convincente. Alberto Areddu autore del libro Le Origini Albanesi della Civiltà in Sardegna Di Brunilda Ternova Dott. finora rimasti inspiegati. Alberto G. creando così la possibilità al lettore albanese (in Albania e in diaspora) di conoscere Lei e la sua opera scientifica.

Areddu: Mah. Brunilda Ternova: Il suo libro L origine albanese della civiltà in Sardegna è un libro pubblicato nel 2007 e tratta argomenti interessantissimi nel ambito linguistico. Brunilda Ternova: Quali sono i punti forti che secondo Lei argomentano la Sua teoria sulle origini illiriche della civiltà in Sardegna? E come mai altri studiosi hanno timore. l interesse che mi ha preso da sempre era quello di trovare delle spiegazioni riguardo quali fossero le origini dei sardi. di trattare questi punti d incontro storici nell antichità tra il popolo sardo e quello illirico? Prof. etnografico e storico. cosa l ha spinto a intraprendere un studio di questo genere e come questi studi sono nati e si sono sviluppati durante il tempo? Prof. i quali essendo isolani da una o più parti devono essere necessariamente provenuti. Areddu: Questa è una domanda rilevante. Ci può spiegare cosa significa questo libro per Lei. attualmente sono di ruolo nella scuola pubblica e insegno in un liceo. mi son laureato nella città ligure. e finora si erano formulate diverse ipotesi che finivano per autoeliminarsi l una con l altra. dopodiché mi son trasferito per l insegnamento in Sardegna. Alberto G. possiamo usare 26 .Prof. Alberto G. Areddu: Sono nato a Genova da genitori sardi. per non dire paura. Bisogna sapere che l argomento antiquaristico e in particolare quello toponomastico-ricostruttivo in Sardegna è appaltato. Da tempo io attraverso la ricerca etimologica sul campo. Alberto G. mi interessavo a ciò: la difficoltà era nel potersi procurare il materiale sufficiente per corroborare in maniera decente dal punto di vista scientifico quelle che però erano in origine semplici intuizioni.

questa parola senza alcun timore. Leggendo tuttavia ultimamente qualche articolo di qualche rivista sarda si viene ad accennare-senza ovviamente citarmi-a qualche relazione del mondo paleosardo col mondo trace. senza accusarli troppo di leggerezza. finora uscita. Gli elementi forti che corroborano invece la mia tesi sono: la localizzazione di alcuni lessemi nelle aree più conservative della Sardegna. i quali non hanno alcun interesse che un non accademico possa dire delle cose che risultino contrarie alle loro precedenti ipotesi o elaborazioni. visto però questo come in relazione con la fantomatica area lidia. che riescano a sublimare un certo loro antico senso di inferiorità (dovuto al fatto di non essere né sentirsi italiani). dell università di Milano. I Sardi quindi. a tutto discapito della ricerca scientifica. Così è successo che l unica recensione (in gran parte positiva). Cè poi una ragione di popolo che fa sì che il mio saggio interessi pochi: da diversi anni c è una corrente editoriale sarda. che ha interesse a mostrare (più che dimostrare) che i Paleosardi erano degli antichissimi Semiti creatori in qualche caso di una straordinaria civiltà. e l ipotesi illiricoalbanese non attrae per essere figlia di un popolo minoritario. Come è facile immaginare non c è più un babilonese o un lidio vivo per replicare alle eventuali inesattezze di questi studiosi. il noto balcanologo Emanuele Banfi. e i Sardi quindi non siano null altro che l anello di congiunzione cogli Etruschi. E palese anche qui che l idea è vendere delle fialette di speranza a gente che si pensa ne abbia bisogno. è di un non-sardo. a pochi studiosi. nata quasi abiogeneticamente Le aggiungo poi che anche illustri baroni universitari sono trascinati da queste ipotesi e scrivono libri easy reading per questo pubblico indotto. che non sono spiegabili con la latinità e invece possono essere spiegati con 27 . amano cavalcare (ed essere cavalcati) da ipotesi Forti. è così che molti in Sardegna pensano che i sardi discendano dai fantomatici lidi (di cui sappiamo praticamente zero). ma tant è.

28 . Le sembra naturale e giusto che questo genere di lavoro scientifico incontri così tante difficoltà ad essere pubblicato e perciò divulgato dagli enti preposti a questo. esercitata quindi da gente culturalmente superiore rispetto a quella degli isolani. ma non ha neanche senso lamentarsi troppo a posteriori perché persista questo atteggiamento di silenzio. se poi ti sei permesso pure di criticarli all interno del saggio per te è proprio finita.l albanese. Brunilda Ternova: Questo libro è la sua terza pubblicazione autofinanziata. Areddu: Vi dirò che questa purtroppo è una prassi più diffusa di quel che si creda. ovvero gli editori? Prof. Ci sono dati offerti dalle fonti storiografiche greche che tendono a qualificare l arrivo di elementi illirici in Sardegna. investendoci tempo e capitali. non di una invasione di popoli. a suo rischio e pericolo. Alberto G. per cui uno lavora a un ipotesi che potrebbe esser anche del tutto sbagliata. o altrimenti devi ricorrere all editoria on demand più o meno travestita da editoria ufficiale. spesso preservatoci in glosse e parole greche. ciò è odioso e disumanizzante. il rumeno. Oggi o hai dietro un grosso editore che però pensa a opere che superino almeno le tremila copie di base. certi elementi arcaici del balto-slavo. uniti a genti beotiche (che parlavano l eolico) a segnare un momento importante nella civilizzazione. o con quel poco (ma non proprio nulla) che conosciamo di trace e illirico. Quel che non si può accettare è che ti impediscano la pubblicazione proprio coloro che hanno i tuoi stessi interessi. perché gli accademici autoreferenziali e corporativi sono. specie nell ambito agricolo e nelle tipologie di coltivazione.

Comunque vi ripeto. nell isola di Sardegna. e pochissimi elementi indoeuropei. Alberto G. Cì sarebbe altro da aggiungere? Brunilda Ternova : Che cosa rappresenta per Lei la Sardegna e che cosa significa essere sardo oggi sotto la luce di questo legame Sardo-Illirico (Albanese)? Prof. I giornalisti (si tenga presente che il 90 % di essi non conosce né il greco né il latino. magari le mie osservazioni venissero criticate: perché significherebbe che esistono . quotidiani che si pubblicano.Brunilda Ternova: Le sue teorie sono molto rivoluzionarie. che spesso hanno più di un piede nelle case editrici. non è uscita alcuna recensione su giornali locali. ha avuto un po di timore che le sue idee venissero criticate dai circoli accademici e scientifici? Prof. E 29 . figuriamoci l albanese) ascoltano col paraorecchi quel che gli dicono i loro referenti universitari. come Vi dicevo in due anni. L idea di un elemento paleobalcanico all interno del sardo infatti non è nuovissima: il massimo studioso del sardo. poi ricadde purtroppo nella idea della scuola italiana cosidetta mediterraneista che vedeva un enorme presenza di elementi pre-indoeuropei nell areale mediterraneo. non eccelsi. Alberto G. Areddu: Significa cercare di tracciare una lontana rotta che ha portato elementi di civilizzazione nell età del bronzo a popolazioni che erano rimaste a fasi arretrate del Neolitico. televisioni. per farmi vedere mi son fatto un sito web e scrivo su qualche blog. riviste accademiche o paraccademiche. il tedesco Max Leopold Wagner l aveva affacciata in un saggio del 1933 sulla rivista Revue de Linguistique Romane (che il curioso può scaricare dal sito di Gallica). Areddu: Meno rivoluzionarie di quel che si creda. nelle case di distribuzione e nei due.

Alberto G. cominciando dalla antichità fin ad oggi. che spinte dalla necessità si erano rovesciate verso il delta del Nilo. parafrasando Virgilio: Della ricerca dell antico padre. ma anche iniziative accademiche -per mettere più luce su questi argomenti e svelare il mistero del passato dei nostri popoli? 30 . Brunilda Ternova: Pensa che ci possano essere altre iniziative -non solo dei saggi scritti. un giorno dei nuclei di parentela genetica con le odierne popolazioni balcaniche: è per questo che ho intitolato un mio capitolo. Brunilda Ternova: La presenza della diaspora Albanese in Italia è tra le più numerose e tra le più constanti che si conosca nella storia. e la tribù dei Sardeates o degli Ardiei. Ragionando in termini antichi. a prescindere dalla qualità degli individui. una diaspora illirica potrebbe essere intravista in quei Popoli del mare tra cui si annoverano i Shardana. da cui l etnonimo di Pelaestini o Pelasgi e altre cose ancora. che secondo l interpretazione di studiosi come lo Schachermeyr e il Bonfante. la città di Pelastae. Areddu: Sarebbe auspicabile tutto ciò. possano aiutarci a creare un clima di reciproca fratellanza tra i nostri popoli e di futuri scambi tra i nostri studiosi e scienziati? Prof. Pensa che questo legame così antico e la presenza odierna degli albanesi sul territorio. per poi dirigersi verso la Palestina: molti dati parrebbero assicurare questa provenienza: la città di Sarda (l odierna Shudah). si possano trovare.probabile che in area nuorese. e tutto ciò per ragioni di ordine pubblico e della attuale crisi economica. Purtroppo cadiamo in un momento in cui sia in Italia che in Sardegna si è avuta una certa reazione verso l immigrato tout court. si pensa fossero proprio genti di matrice illirica. ma le indagini genetiche sono ancora all inizio.

e quale sarà l argomento della sua prossima opera ? Prof. se permettete. nuclei di comune civilizzazione e altrettanto sarebbe sperabile che se non degli accademici. degli sperimentatori ragionevoli.Prof. Areddu: Un mio desiderio culturale sarebbe che si sviluppasse un filone anche aldifuori dell Albania di rivalutazione delle antichità illiriche. solo che nelle due isole si usa col solo valore originario di scendere : falare. Alberto G. E ora. Purtroppo scontiamo un peso negativo: che siamo popoli numericamente piccoli e non so quanti in Albania e Sardegna sarebbero disposti ad approfondire queste sottili relazioni Brunilda Ternova: Quale sarebbe il suo messaggio per il lettore albanese. delle persone prive di pregiudizi e dotate di lume di cervello viceversa si occupassero della Cosa albanese tra di noi. Il mio desiderio scientifico è sperare di lavorare a un prossimo saggio in cui possano approfondire alcuni aspetti di ricostruzione storica e culturale lasciati in sordina nelle Origini albanesi della civiltà in Sardegna . magari studiando approfonditamente i loro dialetti. 31 . Areddu: Indubbiamente. dei curiosi. correlazioni. preservato anche in sardo e in corso. Bisognerebbe che studiosi albanesi si occupassero della Cosa sarda per vedere se individuano loro. come è successo per altre antiche popolazioni indoeuropee quasi dimenticate (pensiamo alla fortuna delle saghe celtiche). simboli. tradizioni e toponomastica. cioè non solo parole. vorrei congedarmi da voi usando il tipico vostro verbo dei saluti: falem. ma oggetti. che secondo il grande Eqrem Çabej deriva dal latino CHALARE. tradizioni. Pertanto a voi tutti: faleminderit. Alberto G.

Areddu per averci lasciato questa piacevole intervista! 32 .Brunilda Ternova: Grazie a Lei Dott.

L ipotesi viene confermata da dati storici che testimoniano una presenza massiccia di rappresentanti di questa razza in quei territori fin dai tempi più remoti. poiché tutti e tre i popoli che hanno abitato 33 . Quella che viene definita antica civiltà greca è. 2-Gli antichi Greci non sono un etnia. Lo dimostrano numerosi reperti archeologici e documenti storici. Documenti a noi pervenuti confermano che l origine di questa popolazione era pelasgo illirica. le lingue e le antiche culture europee. viveva una popolazione bianca. di Troia e degli Etruschi sono state originate dal popolo Pelasgo Illirico.. 1-Le antiche civiltà europee come quelle di Creta. come dimostrano i dati storici. tremila anni a. linguistici e antropologici. Possiamo inoltre dire che proprio queste etnie hanno inoltre dato origine anche ad antiche civiltà come l egiziana. Cosi. discendenti della popolazione pelasgo -illirica-traco -troiana. e da esso derivano le civiltà. di Micene. ma semplicemente delle tribù pelsago-illiriche che avevano un livello culturale più elevato delle altre tribù dello stesso ceppo.C.L importanza del popolo Pelasgo Di Elena Kocaqi Illirico Il popolo Pelasgo -Ilirico può essere storicamente considerato il più importante dell antichità. la mesopotamica e. i dati antropologici ci confermano che nel delta del Nilo e nella bassa Mesopotamia. civiltà pelasgica. in realtà. grazie alla posizione geografica e alle condizioni naturali dei loro insediamenti. cosi come lo sono tutt oggi gli Albanesi. la sumerica. I dati antropologici indicano che quest antica popolazione era brachicefala. prima di tutte.

Nessuno sa quale fosse il simbolismo usato. ma è certo che si tratta di una lingua diversa quella greca. potrebbero poi cercare di tradurre queste iscrizioni. di cui la più rappresentativa è quella albanese. dove ancora oggi vivono e si chiamano Albanesi. Perché il greco non riesce a tradurre lo ionico. Ancora oggi troviamo iscrizioni su pietra in queste lingue. ma non le capiamo. i Dori erano Illirici e gli Eoli erano Pelasgi.nell Ellade antica erano di origine pelasgica. il dorico e l eolico? Non li può tradurre. L antica lingua greca era un lessico liturgico usato dai dotti del tempo. se approfondissero meglio l odierna lingua albanese e soprattutto il dialetto Ghego. che era a sua volta una civiltà pelasgica. dorica ed eolica. in quale ambito storico-geografico vanno collocati i Greci? Non è mai esistita una nazione greca. Alcuni studiosi sono riusciti a tradurre molte iscrizioni etrusche tramite la lingua albanese. L antica lingua greca non riesce a tradurre nemmeno una parola della lingua ionica. composto da varie etnie. 34 . sia antica sia moderna. Allora. La civiltà romana deriva dalla civiltà etrusca oppure Tusk. però i Dardani provenivano dall Illiria. Gli stessi Romani si consideravano discendenti dei Dardani di Troia. Anche la civiltà antica romana era una civiltà pelasgo -illirica. Il moderno stato greco è uno stato artificiale. La lingua attualmente parlata dai Greci moderni non è autoctona ma imposta dalla Chiesa e dallo stato. Questa lingua fu insediata artificialmente ed imposta alla popolazione come lingua obbligatoria. Col passare del tempo si formò un etnia totalmente artificiale. Come facciamo ad affermare una cosa simile? È semplice. Gli studiosi. Cosi gli Ioni erano Pelasgi. visto che queste popolazioni erano pelasgo-illiriche e parlavano un idioma oggi proprio degli Albanesi.

la cui etimologia è spesso ad essa riconducibile. D altro canto la lingua albanese è l unica che traduce l idioma dei Daci. Lo deduciamo dal fatto che le due lingue (latino e greco) non riescono a tradurre l idioma che parlava e scriveva il loro popolo. Strabone testimonia che i Daci parlavano il medesimo linguaggio dei Traci. Riteniamo che abbiano parlato questa lingua perché ne troviamo traccia in molte parole delle lingue europee antiche e moderne. spinta dalle invasioni delle genti provenienti dall Asia. I popoli che si chiamavano Romani o Elleni in realtà erano Illiri. Molti termini che sono arrivati a noi dal linguaggio dei Pelasgi elleni e romani si ritrovano nella lingua albanese. Molti termini latini ed altri usati dai Pelasgi. gli Illiri. e parlavano una lingua simile a quella albanese. tutti questi popoli avevano un linguaggio comune che è l albanese arcaico. che oggi costituiscono la maggioranza del popolo albanese. quando la forza dell impero Romano andava diminuendo. 4-Nei secoli V-VI. e hanno significato solo in questa lingua. sembrano lingue create artificialmente. i Troiani e tutte le popolazioni fino ai confini delle coste atlantiche appartenevano allo stesso ceppo. i Traci. troviamo un gran numero di parole albanesi in esse. Anche se la lingua latina e il greco antico.3-Alcuni indizi ci fanno capire che i Pelasgi. Questo succede perché l albanese contiene tuttora parole che agevolano l interpretazione di questa lingua. Secondo alcuni. Anche i Troiani hanno parlato albanese. considerando che esso è l unica lingua che traduce il lessico dei Daci. una parte della popolazione di etnia europea fu costretta ad emigrare nei territori dell Illiria e del 35 . i Daci. sono parole albanesi tutt ora in uso. (erroneamente chiamati Elleni). perché molte tribù troiane sono originarie della Tracia e dell Illiria in egual misura dei Dardani. Questo significa che quelle tribù si esprimevano in albanese.

l albanese attuale utilizza tutt oggi queste parole. all etnia propria di quei territori che. Non si può costruire una simile teoria senza tener conto dell idioma che costituisce il substrato dei linguaggi europei: l albanese. Addirittura. Esse ebbero un ruolo importante nella fondazione di molti stati moderni. storici ed archeologici testimoniano ciò che abbiamo scritto. Sosteniamo questa tesi dal momento che è noto che l insieme delle parole comuni tra le lingue europee e la lingua sanscrita è interamente compreso nell idioma albanese. Dati che ci arrivano dal medioevo ci mostrano che queste tribù erano di origine illirica. con la sua ricchezza di dialetti. 36 . e che da molti viene considerata la lingua della razza bianca degli Japigi. in seguito. Gli Albanesi oggi sono un popolo di origine preistorica che vive nel territorio dei Balcani da centinaia di migliaia di anni. 5-La teoria delle lingue indo-europee va rivista. È proprio questa la giusta chiave interpretativa per evitare l errore fino ad oggi commesso da filologi e linguisti. Esistono testimonianze che nell Età del Bronzo questi territori sono stati invasi e governati da una razza bianca. Cosi i Sumeri sono un popolo non Semita. parlata da molti popoli antichi europei. Le parole delle lingue indiana e iraniana non hanno collegamenti con i linguaggi europei. Gli indizi antropologici. Gli antenati degli Albanesi hanno dato origine in Europa. occorre ricorrere al linguaggio albanese. dirigendosi verso Ovest. dal momento che non prende in considerazione la lingua albanese.Mar nero. le cui conclusioni prescindono dallo studio della storia e della lingua albanese. Oggi questi eventi sono conosciuti come le invasioni germaniche. Volendo tentare un interpretazione etimologica di queste parole. in una prima fase. Un buon linguista deve essere anche un bravo storico. sarebbe diventata la principale artefice della civiltà moderna. ma ne hanno di precisi con la lingua albanese.

Essi hanno avuto grande importanza nello sviluppo degli stati e delle popolazioni moderni dell Europa e nella genesi della lingua da essi parlata. 37 .

il giorno dell indipendenza dell Albania Di Elton Varfi La libertà non ve l ho portata io. Giorgio Castriota Skanderbeg. ma dentro questa frase si racchiude una grande verità storica: la voglia di libertà del popolo albanese. Si narra che con queste parole l eroe nazionale albanese. che mal sopportava la tirannia ottomana. Il 28 novembre 1443. Questa data segna l inizio dell eroica resistenza degli Albanesi contro la più grande potenza bellica del tempo: l Impero Ottomano. per eccesso di romanticismo. ma l ho trovata qui. Un popolo indomito. Questo aneddoto viene riportato da Marin Barleti nella sua opera Historia de vita et gestis Skanderbegi Epirotarvm principis. si rivolse al suo esercito pronto a combattere. è una ricorrenza storica per l Arbëria (cosi si chiamava l Albania a quei tempi). in mezzo a voi . quando egli riuscì a riunire tutti i principi albanesi sotto una sola bandiera e con un solo obbiettivo: liberare il paese dai Turchi.28 novembre. Ma il vero capolavoro di Skanderbeg può essere considerato l impresa compiuta il 2 marzo 1444 ad Alessio (Lezha). Kruja. fino alla morte di Skanderbeg. resistenza che si protrasse per ben venticinque anni. Athleta Christi. È verosimile che l autore. gli 38 . subito dopo aver liberato il suo principato. e che non aspettava altro che una scintilla per scatenare la rivolta. data del ritorno di Skanderbeg a Kruja. dagli Ottomani. Con la morte di Skanderbeg (17 gennaio 1468). abbia attribuito al principe di Kruja parole che l eroe non ha mai pronunciato. e aver innalzato trionfante la bandiera dei Castriota (che in seguito sarebbe diventata la bandiera nazionale dell Albania) sulla torre maestra del suo castello.

Il 29 settembre 1911 l Italia dichiarò guerra alla Turchia. fu la goccia che fece traboccare il vaso. mutilazioni. consentiva ai Greci l insegnamento della loro lingua. Le corrispondenze dei giornali del tempo ed i racconti dei memorialisti parlano di villaggi bruciati. di uomini e bambini massacrati nel segno della pulizia etnica . infatti. che si concluderà soltanto dopo quattro secoli. Il conflitto italo -turco fece precipitare la situazione nei Balcani. degenerando presto in un insurrezione che si propagò più a Sud. nel Nord da parte dei Serbi e ancor più dei Montenegrini. aggressiva verso gli Albanesi. La Turchia aveva. di 39 . a cominciare da quella dell uso e dell insegnamento della loro lingua. vietato l apertura di scuole albanesi e persino l uso ufficiale della lingua. di colone di rifugiati e scene di disperazione collettiva. L odio e l intolleranza razziale e religiosa condussero. Gli Albanesi cominciarono a rivendicare i loro diritti. Tuttavia. principalmente a danno di inermi civili albanesi. anche se di religione musulmana. La situazione interna in Albania e i rapporti con la Porta cominciarono a deteriorarsi seriamente all inizio del 1910 in Kosovo. a eccidi e distruzioni in vaste aree di un paese che ancora non esisteva. Le richieste degli Albanesi alla Porta crebbero così poco per volta. Quattro secoli di sofferenza per il popolo albanese.Ottomani riconquistarono l Albania che entrerà così nel suo periodo più buio. La maggioranza di esso si convertì forzatamente all Islam. Le guerre balcaniche si estesero nella regione come un flagello biblico. era diverso. ma soprattutto nel Sud ad opera dei Greci. infatti. il trattamento riservato ai sudditi albanesi. in assenza di qualunque autorità di governo e in un clima reso instabile dalla capillare presenza di armi su tutto il territorio. La politica dei Giovani Turchi che ascesero al potere in Turchia nel 1908. famiglie distrutte o deportate. La Sublime Porta era tollerante con i sudditi non islamici. Il conflitto fu funestato da esecuzioni di massa.

che il vecchio saggio Ismail Kemal Bey Vlora. Malgrado le differenze fra il Nord e il Sud. L Albania aveva acquisito finalmente l indipendenza. L insurrezione albanese riprese nuovamente con forza partendo dal Nord e presto si diffuse in tutto il paese. svolgendo un ruolo che non ricevette forse a suo tempo la dovuta attenzione. La proclamazione dell indipendenza fu notificata alla Porta ed alle Potenze europee. una delegazione fu inviata all estero per la difesa dei diritti degli Albanesi. Il 29 40 . l Albania sarebbe diventata davvero indipendente soltanto nel 1913. rievocava una data storica: la data della liberazione dai Turchi di Kruja (roccaforte di Skanderbeg). fra i Gheghi e Toschi.violenze di ogni genere che ricordano in modo impressionante le immagini degli orrori perpetrati nelle guerre di Bosnia e Kosovo. Il culto di Skanderbeg diventò elemento unificante del sentimento di identità nazionale. Secondo i patti internazionali. il 28 novembre del 1912. rossa con l aquila bicipite nera di Skanderbeg. e l Albania divenne indipendente dall Impero Ottomano. tutti gli Albanesi ebbero una reazione patriottica. come abbiamo avuto modo di vedere. in un momento in cui gli Albanesi erano in procinto di sottrarsi definitivamente a quel che rimaneva dell Impero Ottomano. né la scelta del mito di Skanderbeg furono casuali. però. Fu formato un governo provvisorio diretto dallo stesso Ismail Kemal. innalzò a Valona la bandiera albanese. Gli Albanesi accantonarono le loro discordie di varia natura. Né la scelta della data. Fu in questo clima di formazione della coscienza nazionale dell antico popolo shqipëtar. Questa insurrezione creò le condizioni per la successiva vittoria degli alleati balcanici contro la Turchia e la rese possibile. e si decise di eleggere un Senato che controllasse e aiutasse il governo. Il 28 novembre del 1912 verrà ricordato nella storiografia albanese come il giorno della bandiera . alla fine degli anni Novanta del secolo scorso. Il 28 novembre.

). riesce ad unire tutti gli Albanesi. ortodossi e musulmani). Gli Albanesi non dovrebbero commettere l errore di sentirsi sicuri e dormire sugli allori. Più della metà dei territori popolati da etnie albanesi rimasero fuori dai confini dello Stato albanese indipendente appena nato (Prizren. Ochrid. ovunque essi si trovino. A Sud. ancora oggi. la Grecia acquisì la Çamëria. la Conferenza degli ambasciatori delle sei grandi Potenze decise che l Albania era costituita in principato autonomo. come la Grecia e la Serbia. dimostra anche oggi nel 2010 che tali Paesi non hanno mai smesso di mantenere pretese territoriali nei confronti di questa nazione. ecc. Ma in questa Conferenza furono prese anche delle decisioni vergognose. Struga. A Nord. I fatti della Conferenza di Londra dovrebbero servir loro come monito per il futuro. Ulcinj. Pec. Come si può capire.luglio 1913. La politica sciovinista dei Paesi confinanti con l Albania. in quell occasione venne anche tracciato lo schema del nuovo Stato. l indipendenza costò caro agli Albanesi. ma dovrebbero restare sempre vigili. il Kosovo fu annesso alla Serbia. sotto la garanzia delle sei Potenze [che avrebbero designato il Principe]. a Londra. Djakova. Non vanno dimenticati la repressione ed il genocidio subiti dalle popolazioni rimaste fuori dai confini dell Albania da parte dei Greci e dei Serbi. 41 . Il sangue di quegli innocenti grida ancora vendetta. Il giorno della bandiera . di tutte le estrazioni e religioni (cattolici. sovrano ed ereditario. perché è l unica festa che si celebra in tutti i territori abitati da Albanesi. e da tutti coloro che sentono di appartenere al glorioso e antico popolo albanese.

La questione dell Albania del Caucaso Di Elton Varfi L Albania caucasica era uno stato dell'antichità. (Albanesi per gli stranieri). situato approssimativamente nella regione del Caucaso attualmente occupata dall'Azerbaijan*. se non erro. ed essi chiamano se stessi Schipetari. Un primo articolo che ho trovato in rete risale. Molto probabilmente questa curiosità è legata all omonimia tra l antica regione che si trovava nel Caucaso ed il nome dell Albania moderna. Deretic. quale risposta si può dare a tale domanda? Non nego il fatto che l omonimia con una civiltà antica del Caucaso stuzzicasse particolarmente la mia fantasia. Senza perdersi in chiacchiere inutili. e cioè con quel paese balcanico dove vivono gli attuali Albanesi. andiamo a leggere insieme cosa scrive questo studioso sulla questione dell Albania del Caucaso. ma questa è un'altra storia. Il popolo che noi Serbi chiamiamo Arbanasi. È innegabile che la questione dell Albania del Caucaso susciti spesso la curiosità di molte persone. ed è un articolo scritto dal dr. e fare una ricerca su Internet fa perdere la bussola: la confusione regna sovrana. Ultimamente mi sono arrivate delle mail in cui mi si chiedeva se l Albania Caucasica avesse a che fare con la nostra Albania. dal titolo: Arbanasi -Albanesi. Beh. Si deve dire che le fonti da cui attingere non sono molte. la loro origine e l'arrivo in Serbia. 42 . Jovan I. E cosi mi sono messo a studiare un po più a fondo questo enigma . al gennaio del 2010. A mano a mano che leggevo questo articolo il sangue mi saliva alla testa.

i cosiddetti pastori caucasici. davano intenzionalmente un'interpretazione sbagliata del significato del nome 43 . Evidentemente. l odio che il Deretic mostra di nutrire verso gli Albanesi gli fa perdere la ragione. mentre gli abitanti stessi lo chiamavano in un altro modo. Al tempo in cui Alessandro Magno conquistava l'Asia. In tempi antichi era noto un paese nel Caucaso con il nome di Albania. Ma questo è solo l inizio del suo fantasioso articolo. L etimologia del nome Shqipëtar: Nella loro lingua.originariamente viene dal Caucaso. A mio parere questo studioso parte con il piede sbagliato quando scrive che originariamente gli Albanesi provenivano dal Caucaso. I suoi abitanti chiamano l'attuale Albania Schipetaria . non attirava invasori. L'Albania caucasica era un paese molto povero. Per rispetto del lettore mi astengo dal citare l intero articolo (chi ha tempo da perdere lo può leggere su Scribd). inducendolo a scrivere che anche una ipotetica Albania in una regione lontana fosse priva di interesse e non attirasse gli invasori. ma non posso non riportare il pezzo forte di tutto il lavoro. come appare dalla seguente ulteriore affermazione dello stesso autore: L'unica cosa per cui la vecchia Albania era conosciuta sono i grandi e pericolosi cani. il quale gli regalò un grande cane. Le bizzarrie non si esauriscono qui. Non rilevo alcuna fonte da cui lui avrebbe attinto per scrivere una simile fandonia. trovò sul suo cammino un sovrano albanese. L autore continua il suo scritto con voli di fantasia degni di una saga di fantascienza. la parola schip significa "luogo sassoso". e come tale. Schipetar può essere tradotto in lingua serba con "montanaro". Gli scrittori austroungarici alla fine del 19 ° e all'inizio del 20 ° secolo. proprio come fanno anche oggi con l'Albania odierna. Così lo chiamavano gli stranieri.

Fra l altro dice che anche l antica Inghilterra fu chiamata Albion. Alba è nome frequentatissimo nell antica Italia. Poi Arturo Galanti fa alcuni esempi per difendere la sua tesi. Ad ogni buon conto. Questo doveva dare dinnanzi al mondo un'origine più nobile del suo nome. L autore è contrario alla tesi che l Albania caucasica possa avere a che fare in qualche modo con l Albania moderna. Egli sostiene che gli storici armeni. sotto la pressione dei Kazari e di altri popoli nomadi. Ora. l'hanno chiamata "terra dei corvi". dopo il riferimento ai sorprendenti contenuti di questo articolo. gli abitanti dell Arganie. nessuna delle lingue che oggi si parlano nella regione caucasica somiglia all albanese. invece della terra dei montanari. noi poveri montanari albanesi dovremmo ringraziare gli scrittori austroungarici per aver ritoccato la storia. etnografiche e storiche (1901) di Arturo Galanti troviamo alcune preziose informazioni. visto che siamo in tema: lo sanno anche i sassi che l Albania viene chiamata il paese delle aquile. Nel libro L'Albania: notizie geografiche. chiamando l Albania la terra dei corvi?! Una piccola precisazione. emigrarono in Armenia. I montanari della Scozia chiamano il loro paese Albany. I loro discendenti parlano oggi la lingua armena.Schipteria. riprendiamo seriamente la questione dell Albania caucasica ripercorrendo il pensiero di autori seri e ricercatori autorevoli. Non si ha traccia di quale fosse la loro lingua primitiva. Lo stesso autore sostiene che si tratta di una di quelle somiglianze o identità di nomi tutt altro che infrequenti in geografia. da cui non è lecito trarre deduzioni troppo arrischiate. E mi fermo qui.C. Cioè. narrano solamente che nel VII secolo d. che secondo il nostro autore sono i più autorevoli per la vicinanza del loro paese al Caucaso e che chiamano l Albania caucasica Arganie. 44 .

Se-dice Vreto gli Albanesi non fossero autoctoni nel territorio dove si trovano anche oggi. (Rilindja Kombëtare). pubblicato nel 1878. risponde in una maniera molto singolare ed efficace. ma soprattutto politico. oggi Albenga. oggi Ventimiglia. soprattutto nei Balcani. da cui presero il nome gli eretici albigesi nel secolo XIII. Alba Fucense nel paese dei Marsi. Vreto prende in esame una serie di documenti e parole dell antichità classica e preclassica che hanno radici uguali a quelle di parole albanesi tuttora in uso. Il professor Sabri Musliu. la loro origine e l'arrivo in Serbia). Deretic nell articolo Arbanasi -Albanesi. la tribù degli Albici è in Liguria. scrive chiaro e tondo che l interesse che suscita questo tema non è solo scientifico. montuosi. la storia molto spesso è stata usata dalla politica ultranazionalista ed è stata usata male.Alba Longa nel Lazio. nel suo saggio L Albania del Caucaso e gli Albanesi (Prishtina 2009). Albium Intemelium. Così. Alba Pompeia. allora come si spiegherebbe l identità della lingua albanese con l antica lingua omerica e addirittura preomerica? Noi oggi sappiamo che la lingua classica non si parlava più già nel VII secolo d. oggi Alba. ma fossero stati barbari venuti durante le migrazioni dopo il cristianesimo. Quasi tutti i luoghi sopra nominati sono. Ma anche in Spagna e nell antica Gallia si incontra il nome Alba. nel suo libro Apologia. infatti. Jani Vreto. significante bianco e alta montagna (dalla bianca cima nevosa). Jovan I. hanno calpestato i diritti dei paesi vicini che 45 . alla tesi che gli Albanesi siano arrivati nelle terre dove si trovano tutt oggi dall Albania del Caucaso (tesi per giunta sostenuta anche dal dr. C. Albium Ingaunum. negli ultimi 150 anni. A tutti è nota la città di Albì in Provenza. L autore spiega questa somiglianza verbale con il fatto che tutti o quasi tutti questi nomi richiamano il radicale ario alb o alp. il filosofo del Rinascimento albanese. dove gli stati diventati tali prima di altri.

ancora non erano diventati veri e propri stati indipendenti. possiamo dedurre che per nessuno degli studiosi (eccetto lo studioso serbo) l Albania del Caucaso abbia qualche legame con l Albania dei Balcani. In generale scrive l autore la storiografia albanese ha rifiutato la pseudo teoria dell origine degli Albanesi dal Caucaso. ma almeno abbiamo fatto il tentativo di mettere un po di ordine nel vortice delle informazioni sbagliate che ci vengono servite in buona o in malafede. Ovviamente. questo articolo non ha pretesa di esaustività alcuna sulla questione dell Albania del Caucaso. 46 . Poi l autore continua il suo saggio facendo un resoconto della storia della regione che nell antichità si chiamava Albania del Caucaso. *fonte: Wikipedia. A conclusione di questo articolo. se non per la somiglianza dei loro due nomi. Per gli studiosi albanesi è bastata la tesi della discendenza dagli Illiri.

A questo punto Dorsa si interroga sul perché non 47 .L etimologia dei nomi Shqipëri e shqiptar. Il paese abitato dagli albanesi oggi si chiama Shqipëri e gli abitanti shqiptar per gli albanesi. Lo stesso Strabone ricorda il monte Albia o Albion. Si discute fra i critici sull origine del nome Albania . una volta giunti in quelle terre. chiamarono alpi nella loro lingua . proponendo alcune possibilità. Cap. Senza pretesa di voler risolvere una volta per tutte la questione. cerchiamo di capire meglio il motivo di tale distinzione attraverso alcuni studi. C è chi sostiene che deriva dagli Albani. Dorsa spiega il termine riconducendolo alla natura montuosa di quella terra . Lo scrittore antico Tolomeo riferisce che nella Macedonia esiste un monte Albanus. nel suo libro Su gli albanesi. dei popoli Albani e la città Albanopolis. Infatti ci dà un'altra indicazione: Palmerio (Graccia antiqua. Sulla base di questa teoria. perché nessuna traccia si trova presso gli antichi scrittori. che i Galli antichi. Albania e albanese Di Elton Varfi È curioso che ci sia una differenza tra il nome che gli albanesi riferiscono a se stessi e quello usato dagli stranieri per riferirsi agli albanesi. i quali. Ma Dorsa non è convinto di questa teoria. ci tramanda che l Albania si chiama così per via delle sue alte montagne. 14). Vincenzo Dorsa cercò di dare una spiegazione. ricerche e pensieri . mentre gli stranieri chiamano Albania il paese e albanesi i suoi abitanti. Nel 1847. fondarono diverse colonie nella Macedonia e nell Epiro . popoli dell Asia che erano situati tra il Caspico e il Mar Nero. Libro 1. secondo questi studiosi.

Questo secondo nome ci porta a s.. si sono spontaneamente ricordati della città. si pubblica il libro La Grèce avant les Grecs dell autore Louis Beonlew. a Parigi. Perciò. abitanti della roccia . starebbe sempre vicino alla roccia. La versione personale di Dorsa è questa: Nel Lazio esisteva Alba. come appunto dissero Roma-nia.. della loro patria. che Eschilo spiega ricorrendo alla parola . che. l hanno chiamata Alba-nia. città sacra. Beonlew avvicina la parola shqiptar alla parola shqiponja. chiamata Alba.f. Beonlew cerca di spiegare la parola shqiptar dando credito alla teoria di Xylander. ma splendidamente parlante. il suo habitat naturale. retaggio della discendenza di Enea. aquila. Se consideriamo che in albanese il falco si chiama anche petrit. Questa per noi è come la stella polare per i naviganti dell oceano. alla vista della città di Alba o Albanopolis. dice che gli antenati 48 . ed io non credo che quel nome sia appunto il principio generatore della parola Albania . per distinguerla da quella. Ma poi abbandona qualsiasi connessione con questo termine perché ritenuta non attendibile e cerca di definire meglio la sua teoria.puntare l attenzione su questo indizio? Indizio solitario sì. Roccia in albanese è shkëmbi. questa parola ci conduce alla lingua greca petra ovvero roccia...f. spada. Sami Frashëri invece nella sua opera "Shqipëria ç'ka qënë. gli albanesi (Shqiptarët) si chiamavano. Anche per il nome shqiptar. come il falco. ç'është e ç'do të bëhet" (Bucarest 1899). maneggiatori di spada[ ] . I Romani venuti nella Macedonia e nell Epiro. Vincenzo Dorsa dà la sua spiegazione: Fra di loro si chiamano Skipetari. come sosteneva Xylander. cioè Alba nuova (nia nuova). conclude Beonlew. Allora. Roma-nuova la terra sede del nuovo impero[ ] .. Inizia la sua analisi osservando quanto la parola shqiptar si avvici al verbo albanese shqiptoj (pronunciare). Nel 1877.

Secondo d Angely. termine creato dagli albanologi moderni. riteneva che questa parola fosse molto antica e addirittura la riconduceva alla albanë-i.C. Tuttavia. l animale era raffigurato anche sulla loro bandiera (all epoca della pubblicazione del libro. lo studioso conclude che la parola shqipëri sembra che non sia molto antica perché gli albanesi che si trasferirono in Italia e in Grecia non la conoscevano affatto. Arbër o Arbën cioè coloro che lavorano la terra. l Albania era una provincia dell impero ottomano e non aveva una bandiera propria). shqiponja nella lingua albanese). Robert d Angely nella sua opera L enigme sostiene che la parola shqiptar non va oltre l anno 1375. Anche lo studioso Aristidh Kola nel suo libro Arvanitasit dhe prejardhja e grekëve sostiene che il nome shqiptar ritrova le 49 . cioè l aquila (shqipe. Frashëri considera l aquila una vera divinità e scrive che gli antenati degli albanesi la adoravano come se effettivamente lo fosse e. questo perché la bandiera sotto la quale questo esercito combatteva era la bandiera di Giorgi Kastriota (Scanderbeg). che però subisce un cambiamento: da arbën in arbër per via dell abitudine che hanno i toschi (abitanti del sud dell Albania) di cambiare la lettera n in r. da Ar che vuol dire terra. bandiera che è ancora oggi il simbolo ufficiale dello stato albanese: sfondo rosso che esalta un aquila bicipite nera. un tempo. invece. Sami Frashëri collega la parola Shqipëri al nome dell uccello benedetto . campo e bër o bën che si traduce con fare lavorare . e shqipes). al contrario di quanto sostenuto da Vaso Pasha che.degli albanesi si facevano chiamare arbën. per questo utilizzavano la parola Arbër. parola questa documentata almeno dal II secolo d. la parola shqiptar comincia a diffondersi a causa dell esercito di Scanderbeg che lottò senza mai essere sconfitto dai turchi. Shqiptar ovvero portatori dell aquila (bartëse e shqiponjës.

specificando il complesso dibattito etimologico che sottende ai due nomi in questione (Albania e Shqipëria).sue origini a partire dall esercito di Scanderbeg che portava la bandiera rossa con l aquila bicipite. scrive che la parola Alban ha un origine storica. però credo che dia un idea sulla problematica questione dell attribuzione del nome. Pollo e Puto. Kola riprende la teoria che riconduce Albani. 50 . Quanto ai termini Alban e Arbëresh. Ovviamente questo articolo non ha pretesa di esaustività. al concetto di altura. antica parola celtica. Citando due storici albanesi. lo studioso sostiene che non c è alcuna differenza. invece la parola arbëresh ha un origine geografica .

e quindi: Illiri. e dopo la venuta di Enea in Italia. Il lettore si chiederà perché insisto sugli Hittiti. Tanto maggiore. la scoperta dell impero Hittita in Anatolia Settentrionale. a prima vista.La somiglianza della lingua hittita con quella albanese Di Giuseppe Catapano Archeologia moderna e filologia. hanno portato alla luce la civiltà del grande impero hittita. oltre le catene del Tauro. con lo studio del cuneiforme e con l aiuto del C14 radioattivo. in una zona non annoverata prima fra i centri di civiltà. fino a Babilonia e giù in Palestina. appoggiata a sud entro una montagna. Albanesi. troviamo a Çatal Hüyük (attualmente Turchia) una città costruita sulla base di solide tradizioni. 51 . quindi. Etruschi. tra il Mar Nero ed il Mediterraneo. che gli Hittiti estendessero il loro dominio soprattutto verso sud/sud-est. E Winckler scopre a Boghazköv la lingua degli Hittiti e la capitale del loro impero Hattusa. ed anche da un più approfondito studio dell antropologia. in parte Romani. da altri ricercatori e scienziati confermati. anche. nell arco dell Haly. nell etnografia e nei monumenti portati alla luce dagli scavi degli ultimi tempi. Semplice: per me essi sono Troiani. Questa posizione non farebbe presupporre. Le prove sono nel lessico e nell archeologia. la sua capitale e resti del suo lessico. Appena dopo la rivoluzione neolitica con i suoi capovolgimenti della struttura sociale. in base ai dati forniti dalle tavole di datazione di Bahir Alkim. in una valle che si apre verso nord. tenendo presente che questa spesso dipende anche dalle condizioni ambientali dei luoghi delle varie regioni del mondo. antichissima almeno quanto Tiro e Sidone (7000 anni fa).

Gjun Gju Ginocchio Qend Qind Cento Ili Yll Astro Bait Baj Cortile Et Etë Sete Est Është È Gurta (cittadella) (i) Gurtë (di) Pietra* Lule Lule Fiore Dor Dorë Mano Mial Mjaltë Miele Wesha Veshje Abito Urim Urim Augurio. assassinare 52 . faccia ecc. lato.Ora vi do un piccolo elenco di parole hittite. nelle quali si riscontra identità o somiglianza con l arbërisht (albanese): Hittita Albanese Italiano Nï Ni Adesso Ata At-i Padre Asht Asht-i Osso Mat Mat-ënj Misurare Maje Manj Ingrassare Njoj Njoh Conosco Wit Vit-i Anno Ane Anë Parte. buona fortuna** Shur Shur Sabbia Turija*** Turi Grugno Nakt Natë Notte Ara Arë-a Campo seminato Shkal Shkallmoj Svellere.

**Urim. hitt = corda con cui si legava il grugno del maiale. traslato dall illirico Turi = grugno. ***Turija. qui è evidente la radice dell illirico thom = dico. La risposta si chiamava invece thunim. è l atto con cui il Sommo Sacerdote consulta la divinità.Sojoti Sitë Setaccio. in ebraico. filtro Hur Ur-i Fame Lehit Lehtë Leggero Lissi Lis La quercia * La cittadella era di pietra anticamente. 53 . da Gur = pietra.

Inoltre. la lingua albanese. scopritore dei numeri e inventore dei geroglifici. L autore ha basato la sua ricerca sulle opere degli storici dell antichità. oltre che alla scrittura. Ma chi era Thot? In egizio Tehut. Secondo Catapano.. degli ittiti.C. turchi e albanesi. È proprio questo fenomeno che il filologo Giuseppe Catapano ci spiega nella sua opera. Pertanto la lingua albanese è rimasta quasi del tutto immune al contatto con altre lingue ed ha ancora oggi preservato la sua natura unica e primordiale. Sappiamo già che i geroglifici degli antichi egizi sono stati inventati 4000 anni a. dei greci e dei romani. È scritta in lingua italiana. Numerosi sono i riferimenti ai bassorilievi e alle incisioni degli egizi. francesi. storici e archeologi inglesi. È bene precisare sin da subito che le affermazioni di Giuseppe Catapano concordano pienamente con le affermazioni di molti filologi. secondo un professore di linguistica anglo-germanica dell Università dell Indiana (Usa) la lingua albanese è il ramo più antico appartenente alla famiglia delle lingue indo-europee. a suggestivi frammenti in poesia. 54 . che l autore riconosce come scrittura degli Illiri. Alterna delle parti in prosa. ma non sapevamo che questi geroglifici avevano un significato anche nella lingua albanese. I suoi poteri lo resero un mago temibile e il patrono indiscusso della magia.Thot -Tat parlava albanese. o meglio la lingua degli illiri. Il titolo dell opera è THOT -TAT PARLAVA ALBANESE.000 anni. noto anche come il dio del computo cronologico e guardiano del calendario. si parla da più di 12. ma anche in arbëresh. era il dio della scrittura. antenati degli albanesi. Il filologo romano Giuseppe Catapano. ha pubblicato il risultato di quarant anni di ricerca in un opera capitale che si colloca perfettamente tra le ricerche filologiche. oltre ad essere patrono degli scribi.

L autore pensa. la civiltà degli antichi egizi non è altro che il prolungamento. cioè l alfabeto fonetico degli antichi egizi. cioè messaggero degli dei . era uno dei posti più sviluppati dove vivevano gli antenati della razza albanese.t. (Atlantis) attraverso la lingua albanese. la lingua albanese si parla da oltre 12. dove diedero vita ad una nuova civiltà. Thot era l inventore della scienza antica. la continuazione della cultura nata ad Atlantide. I superstiti.) era un grande e potente continente.000 anni prima era sprofondato nell oceano Atlantico. Per lui il nome di Atlantide si potrebbe spiegare così: AT = PADRE (nella lingua albanese). Su questa linea si sono concentrate le ricerche scientifiche che Catapano ha condotto per molti anni. Gli scritti antichi degli egiziani si riferiscono ad Atlantide utilizzando il nome di Borea cioè bianca. che 9. Secondo Catapano. Il nome di Thot deriva senza dubbio (sempre secondo l autore) dal verbo thom. thua. thotë = dire. Sempre secondo Catapano.Si descrive come un essere con corpo umano e testa di ibis (aquila).C. di poter spiegare l etimologia del nome Atlantide in greco .000 anni. dopo la catastrofe che fece sprofondare Atlantide. notizia ecc..t. della lingua albanese. cioè ANTENATI (bisnonni) Ma cos era Atlantide? Secondo Platone (427 347 a. basandosi nella sua lingua madre. Secondo Catapano. 55 . Thot parlava la lingua albanese e compilò i geroglifici. Secondo alcuni studiosi. la lingua albanese .a. dalla parola illiro-albanese bora (neve). passarono nella valle del Nilo. inoltre. LASH(TË) = VECHIO.

Questo geroglifico esprime la condizione caratteristica dell uomo. sua ultima meta. ma per mezzo della sua forma visibile. affinché possa guardare costantemente il Cielo. dell essere intelligente.Geroglifico egizio e parole albanesi alle quali si è riferito Thot disegnando i geroglifici dell alfabeto fonetico egiziano AIN = Aquila. con il capo alto. creato da Dio nella posizione eretta. il principio vitale maschile. poiché il principio di tutte le cose non si può manifestare direttamente. che è appunto la BROF = In piedi. Lettere albanesi A B 56 . Nei tempi più remoti. Esprime il movimento involutivo del principio grazie al quale l uomo si perfeziona. questo geroglifico sovente veniva sostituito dall altro Ciò è logico e comprensibile. nelle parole che cominciavano con . Come simbolo indica il principio della luce. l animatore della materia.

affinché le cose diventino ricchezza. steccato. l attività umana.D DORË = Mano. G GATH = Recinto. 57 . il divieto assoluto di accedere al tempio ai non ammessi all iniziazione. tutti gli interventi dell uomo per il possesso. Rappresenta il lavoro manuale dell uomo. ossia beni utili all uomo. ai ritenuti non idonei spiritualmente e fisicamente.

Secondo Thot i rettili si elevarono dal NU (protomateria) nel momento in cui ATUM (il dio creatore. Më. anche nelle antichissime scritture dei Naacal. l universa creazione. In principio. padre e madre ad un tempo) si manifestò nel mondo. u) continente sprofondato nel Pacifico circa 12. il serpente non era velenoso. senza termine. in Dio. si elevarono per applaudire il Signore.F FJERË = Vipera bicornuta. secondo James CHURCHWARD ( Mu: Il Continente Perduto . H HIÈTË = Treccia. sono gli esseri viventi apparsi per primi sulla Terra. lo diventò in seguito per punire l uomo. astrale. Troviamo il secondo geroglifico . i quali. Secondo la Genesi furono creati dopo la vegetazione. la felicità piena. le avrebbero introdotte in Birmaniadalla Madreterra (=Madre. anche secondo la scienza moderna. Sargan 1978). io. nella sua caduta coinvolse. spirituale. Esotericamente rappresenta i tre piani della vita: fisico. I rettili. con il medesimo significato. prima di ogni altro animale. con questo. il quale. intreccio. il cammino naturale per raggiungere il fine e. L altro segno rappresenta l evoluzione delle cose.000 58 .

ininterrotto movimento di evoluzione. può anche attuarsi per sola attività di sviluppo della NATURA nel suo continuo.000 anni orsono. K KUFË = Ciotola. 59 . continente. ove si produce la mescolanza delle forze per creare una manifestazione materiale nella relatività. per la trasformazione della materia. la cui civiltà risalirebbe a 50. Simbolicamente rappresenta il recipiente. la matrice. Significa anche lo stampo a fondere. Questo mescolamento di forze.anni fa. ossia nel mondo fisico.

nella accezione di passaggio da uno stato a un altro superiore. strumento. esprime il senso della misura (masë = mezzo. prezioso avanzo della prima lingua parlata dall uomo sulla Terra. come ho ampiamente trattato nel mio poema. la cancellazione delle due categorie della relatività: tempo e spazio per l assunzione dell essere vero. nella pienezza della felicità senza fine. Questi segni si riferiscono a tutto quanto ha attinenza con l atto creativo riflesso della riproduzione per congiunzione carnale. grembo. per tutte le caratteristiche onomatopeiche e di significato. Il secondo segno. organo sessuale femminile. misura). Il suono di questi due geroglifici non ha riscontro nella lingua ebraica delle Scritture. Può significare il bene e la benevolenza. nella immortalità. È da ritenersi. ma debbono essere considerate tutte le accezioni. che ha lo stesso suono. 60 . ventre. Nel termine MIRË è espressa l antitesi: la cancellazione del finito per l infinito. nell accezione primiera della parola. il vivere secondo giustizia. in cui il termine viene usato. petto. pur tanto antica. Gj GJÍ = Seno.M MIRË = Bene. onde essere ammessi nel regno dei beati. ossia di rinascita per una vita migliore. ma anche la morte.

le quali derivano dalla messa in moto di potenze esistenti. Altra parola antichissima: ka-ri. in principio. Nella lingua albanese mantiene immutato il significato primitivo: io. Il secondo geroglifico. Esprime la individualità: io e non altri. Il nun aveva al principio il significato di organo della generazione ed era vietato pronunziarlo. nei paesi arabi degli Arbërèshë erano avvolti da un senso di mistero. venirne fuori significava nascere . la spirale. dalla potenza all atto. era vietata. cantratto nu = l elemento primo contenuto nell acqua primordiale. Il nu rappresentava graficamente la superficie delle acque primordiali. fino a cinquanta. 61 . U U = Io. Questa è la dottrina delle più antiche cosmogonie.N NU è parola composta (në ujë. Da nu si è formata la lettera n prendendone l iniziale. nella relatività. da cui è scaturita l universa creazione. Questi due nomi. rappresenta il turbine delle forze produttive del cosmo. che rappresentava l organo sessuale dell altro sesso. sessanta anni fa. passare. per rispetto al mistero della riproduzione della specie umana. nel nu . cioè. Anche nella Sacra Bibbia è scritto che in principio Dio alitava sulle acque .

la lettera i o j : l infusione dell anima al nascituro per intervento divino. questo è il significato primitivo di questo verbo. in materia organizzata. dell uomo. quasi fusione) esprime il mezzo. il fine. il quale trasforma la materia bruta ( applicandovi le forze della volontà e del braccio. plitë: mattone. Rappresenta il prodotto del lavoro q.qull = poltiglia) informe. poltiglia: passibile di trasformazione per l intervento dell opera dell uomo. unione. QIENJ = Amplesso sessuale per la procreazione e la conservazione della specie. è solo l esca affinché agevolmente si adempia il fine.P PLIS = pezzo di terra lavorato. 62 . la lettera n . Q QULL = Materia informe. Il piacere che si prova nell atto di accoppiamento carnale. in cui la lettera q (abbraccio. basamento.

nell elezione o scelta. che è sempre più nobile del mezzo. 63 . ha dato necessariamente la precedenza al fine. consentono la continuità del sussistere: LA VITA: RROJË Da quest ultima parola è stata ricavata la lettera r liquida alveo dentale mono o poli vibrante. Thot.R Qui BUZË (la bocca) rappresenta un organo attraverso il quale passano gli alimenti che assicurano.

STOLI = rispettivamente: fascia. immortale. gli sbarramenti opposti al raggiungimento della meta agognata. e ancora: della resurrezione definitiva. gli impedimenti. STOLI. catena. sfociante nell ASSOLUTO. rappresenta la GRAZIA (ornamento spirituale). ornamento. nella felicità piena. le chiusure . regola. le difficoltà.s STOL. le forze da impiegare per compiere le catene. il secondo geroglifico che ha lo stesso suono (S) segnala gli scogli.S. nel secondo: gli ostacoli da superare. che assicura il cammino verso la luce. Il primo geroglifico addita la strada da percorrere (udhë = via. infatti. Nel primo geroglifico è adombrato il tirocinio di opere buone da compiere per guadagnare il Regno dei Cieli. (dialetto ghego) catenaccio. nell essere per sempre. norma) per arrivare vittoriosamente al traguardo finale. Nelle fasce si avvolgevano i neonati. simboli entrambi della nascita e della morte. significa ancor oggi. nelle fasce si avvolgevano le mummie in attesa della nuova nascita: reincarnazione o resurrezione definitiva. allorché saranno finite tutte le prove sulla Terra. invece. SIXHIR. 64 . nella lingua albanese. gli sbarramenti.

Il geroglifico (c alb.) è stato. onde poter raggiungere il fine ultimo: la salvezza e l eterna beatitudine. 65 T alb . Da Tërë è stato ricavato il geroglifico . significa il TUTTO. Il PERFETTO. l ASSOLUTO. al secondo: il suono della lettera c dell albanese. Io sono. COLUI al Quale nulla manca. invece. all ardore dell anima. all entusiasmo da impiegare nella osservanza di Dio. invece. Ha un significato morale con attinenza al fuoco . significato rimasto inalterato o quasi nella lingua albanese: TËRË. il suono t .L Enel attribuisce a questi due geroglifici il medesimo suono: T . al Quale nulla può essere aggiunto o tolto. Il geroglifico l unico esistente nella grande piramide di Cheope (misura circa 10 x 20 cm) rappresenta lo spostamento giornaliero del sole. Significa anche la pienezza della legge. ricavato da CIMPITH = molletta da fuoco. la famosa TORA degli Israeliti. d accordo con il De Bruck nell assegnare ai due geroglifici due suoni diversi: al primo.

nel vecchio egiziano è il nome di Iside. ô sono suoni gutturali spariti dal tosco. virgulto. Dio è la luce eterna. J ISË = la luce. che riusciamo a percepire con l organo materiale della vista. simbolo della luce. Ô ASHIM o ASHER = Ramo. come era in principio nella lingua adamitica. Nello arbërisht è detta ancora Isë . principio di vita simbolizzato dal sole ed emesso dalla forza creatrice.I. Isë. I suoni â. bellezza. Â. ma conservati nel ghego. I è il primo nome dato a Dio dall uomo (Vedi Dante Par. 136). sin dal principio del mondo: DIO. XXVI. detta lettera nobile da Platone. Da questo nome è stata ricavata la lettera I . il cui suono volle indicare. Vuol dire che il pensiero. è fissato in forma visibile per mezzo della scrittura del geroglifico . 66 . cioè quella della relatività. il VERBO. ornamento. La luce riflessa. Questo geroglifico rappresenta l azione dell uomo ed anche l attività della natura. legna spaccata. Come nell ebraico yod entra nella composizione delle parole ce si riferiscono all immortalità. 133. così la i in albanese entra ancor oggi nella formazione delle parole che esprimono luce.

delle acque piovane primordiali. cioè dell aldilà. perché dal nu è scaturita la vita. di accesi moti incontrollati. Il senso esoterico è quello della protomateria contenuta nell acqua. attraverso la purificazione del lago delle acque della regione del Taut. il defunto si purifica e rinasce ancora. Simbolicamente rappresenta una passione disordinata. Il geroglifico rappresenta un lago. SH SHI = Pioggia. Vita. Il rettile è considerato l ispiratore di sentimenti insani. fino alla resurrezione finale per la immortalità felice. bara). Il geroglifico corrisponde alle lettere albanesi: Z e zh .Z ZVARANIK o ZHVARANIK = Rettile terreno. morte. Rappresenta anche la regione del TAVUT (dello arbërisht tavut. rinascita fanno sempre riferimento all acqua nu o shi . 67 .

Confronto Ebraico Di Giuseppe Crispi

albanese

La maggior parte degli studiosi non mettono in dubbio che l ebraico sia la lingua più antica. Inoltre si sa dalla storia sacra che prima della costruzione della Torre di Babele tutti gli uomini parlavano una stessa lingua, e che poi, dopo la confusione, si crearono vari e diversi linguaggi: molti ve ne sono affini all ebraico, e specialmente quelli di Nazioni più vicine a Babilonia, da cui derivarono tutti gl idiomi. Tali sono la lingua caldaica, l arabica, la siriaca e l etiopica. L albanese, paragonato nella sua purezza all ebraico, assomiglia talmente al caldaico che le parole sul muro contro Baldassarre re dei Caldei, ed interpretate da Daniele: farsin u techel mene mene , suonano come fossero albanesi, e quelle che più si avvicinano nel senso sono: manë manë = misurarono, misurarono, ti chel = tu porti, fare = niente. Ed in effetti si potrebbe credere che queste parole siano proprio albanesi, o dell antichissima lingua dell Epiro, che Daniele, unico esperto in quel linguaggio, interpretò, mentre i Savi del Regno caldaico non poterono intenderlo affatto. Ma per far vedere più dettagliatamente il genio di questa lingua originaria dell Epiro, corta, monosillabica e vibrata in modo tale che pare esprima solo suoni piuttosto che parole, mi piace di aggiungere qui poche righe di traduzione dell inizio del cap. 3° del Cantico dei Cantici, là dove la sposa si lagna, perché passò la notte cercando l oggetto dei suoi amori e non lo trovò. Intendo fare questo raffronto perché, siccome la lingua ebraica esprime concetti complessi con poche parole, meglio e più chiaramente si veda come la lingua albanese, emulando l ebraico anche se in poche voci, forse addirittura con meno termini dell ebraico riesce ad esprimere un maggior 68

numero di concetti, tanto che potremmo metterla nel novero delle lingue naturali. Bikascti balleloth miscchabi Me strat tim në nat chercova Hal atë Bikascthiu: naphsci sceaaba Ghi dò zëmëra ime: e eth chercova Na akuma: metzathiu lo ve as ghieta: nciume nanì mbë . bahir asobeba va kambë, e vete për në Giutet et ce. Se qualcuno volesse prendersi la pena di contare le sillabe dell una e dell altra scrittura, ne troverebbe meno nell albanese, che nella ebraica, calcolando nella prima le mute. Ma per mostrare ancora di più l indole primordiale della lingua di cui trattiamo, ottimo consiglio mi sembra di proseguire il paragone con l ebraica. Una lingua si può paragonare ad un altra o nella concisione, o nel suono, o nelle parole stesse, o nella sintassi. Confrontando il suono delle vocali, sarà buona cosa esaminare le vocali dell una e dell altra lingua che abbiamo deciso di confrontare. Le vocali in sostanza sono cinque: a, e, i, o, u. ma siccome si possono pronunciare con un suono o largo o stretto e per di più sono soggette ad una tale gradazione che dal più stretto si passi al suono più largo, cosi, quantunque siano cinque, possono crescere a tante quante l uso di un linguaggio avrà voluto. La lingua ebraica ha tredici vocali, vale a dire che le cinque vocali fondamentali diventano tredici a secondo del suono ora più largo, ed ora più stretto che s impiega nel pronunziarle. E perché non si dica che la divisione delle vocali ebraiche in tredici sia un espediente masoretico, introdotto con la 69

punteggiatura, faccio presente che i punti non furono altro che dei contrassegni, che mantenessero più distinto il suono delle vocali, il quale correva pericolo di perdersi, mentre la lingua cominciava a declinare. Da questo assunto possiamo concludere che le tredici vocali siano proprie della lingua ebraica e dire che gli Ebrei, tra strette, larghe, e larghissime, oltre alle mute, dividevano i cinque suoni della voce in tredici tra toni e semitoni, se mi è lecito usare tali vocaboli mutuati dalla musica. Nella lingua albanese le vocali variano in modo che, dalle cinque originarie, diventano molte di più a seconda dei suoni. Eccone gli esempi: in amë (madre) la a non è aperta, ma contiene un suono tra a ed e aemë,amë, ëme; in atà (quelli), le due a sono larghe; in baame (azioni) sono aperte, ma si avvicinano alla e muta; in ati ( padre), la a deve essere pronunziata rapidamente; in ar (oro) la a si dovrà pronunciare diversamente che in ar (noce), e in ar (lavoro, biada). Ar (oro) si pronunzia più rapidamente che ar (noce), in cui, al contrario, la a deve essere pronunciata prolungandola alquanto, raddoppiando la r, e in ar (biada) deve essere pronunziata quasi are. E in e para, e mira (la prima, la buona) ha un suono naturale: in gurete (le pietre), si avvicina ad una lettera muta. In grue (donna), zonje (signora), somiglia quasi alla a; infatti alcuni pronunziano grua (donna), zonja (signora). E di hem, come hem Pietri, hem Pali (e Pietro, e Paolo), è stretta. I si pronunzia lunga come se fosse accentata in alcuni nomi di famiglie, come in Vladagni Zumi, e in sctpi che si dice anche scpì (casa). I in ti (tu) è larghissima, tanto che, nella pronuncia di alcuni, sembra che suoni ijë, ti (tu). Lo stesso è in ieta (la vita) che si pronunzia anche jeta (la vita). 70

particella disgiuntiva. me të dasciume. U in u (io) è rapida. e di fatto alcuni lo pronunziano come se fosse muta dicendo me të mreculuem. come in ju (voi): in u che serve per l intransitivo. per esempio me u mreculuem (meravigliarsi). vuol quello).O in more è larga. In croi (la fonte) ha un suono naturale. ha un suono largo. è vocale stretta. in jo (no). 71 . vuoi tu. Alcune volte ha un suono naturale come Turk (Turco). do ti. me u dasciume (essere amato). do ai (o tu. o quello. che si declina con le regole e coi tempi dal passivo. anzi strettissima. come è in dò.

animo. 2. che è ancora più simile a bar = frumento in lingua ebraica. gettò. Bana edificò. o ad estinguersi la sua discendenza. assomiglia a bën -edifica. cadde. il capo. Barach benedisse.Corrispondenze linguistiche tra caldaico. biri -il figlio. cioè: va a perdersi. da cui forse l albanese basch -insieme. Jarâ precipitò. in albanese var. per esempio beta mavet el sciucha chi. Barâ creò. quasi con una trasposizione di lettere dall ebraico leb. in albanese pita (una specie di pane). Ise è. e in albanese per metatesi becuer -benedetto. Bar figlio. Ne riferisco parecchi: Bal. Achan tenne. sede dell anima. fallacia. Bara campagna. e in albanese bërë -fatto. Sciucha inclinarsi. in caldaico. Hotam quelli. beruch. Gli Albanesi dicono bir -figlio. in albanese bur(a). verbo che si usa per indicare una cosa che va ad estinguersi. Bach in te. in caldaico significa cuore. ebraico ed albanese Di Giuseppe Crispi Per quanto riguarda i vocaboli. In albanese bal(l) propriamente è la fronte. in albanese erremia -menzogna. in albanese isc -era. propendere. Gebar uomo. costruì. con te. In albanese si direbbe vete të sciuchet stpia e tii. ve ne sono di albanesi. in albanese hatà quelli. fa. e nel participio meachen . Remija falsità. mipitò de la bucella ejus. in albanese ra -cadde. beri fili mi Prov. 31. e nel participio pahul. in caldaico. In albanese bar vuol dire erba. la cui radice si trova nella lingua ebraica. Pat bucella. in albanese me vet chenë -che si tiene da se stesso. Kever sepolcro dal verbo kavar. 72 .

gli Albanesi. strame. in albanese etija -la sete. in albanese chapn -aprirsi. spaccarsi. Kasc stipula.Scetija pozione. 73 . per contrazione. se non temessi di infastidire il lettore dilungandomi troppo su questo argomento. strada. Non poche altre parole ebraico albanesi potrei aggiungere a queste. via della casa. Questi altri vocaboli caldaico ebraici hanno una certa somiglianza con termini albanesi. in albanese: zin -freddo. Chapar -scavo. in albanese deer -porta. ma in caldaico può tradursi con freddo. bevanda. Macharesciat zappa o vomere . dicono sciat. in albanese casct -paglia. Zina lo scudo. quantunque i primi sembrino quasi essere causa dei secondi: Derech via.

Le parole Frigio. che in ebraico significa oro. (o pir)..sµa (vrikisma) un certo ballo frigio (tripudio). altro nome con il quale ci si riferiva ai popoli della Frigia. essendo stati i primi i Frigj a lavorare i metalli col fuoco. p. dalla loro calzatura: Breches..s. e la sua geografia fisica possono fornirci interessanti chiavi interpretative sull evoluzione della lingua dei popoli che abitarono quella nazione.I Frigi Di Giuseppe Crispi L etnografia della Frigia. Frigos (con la pronuncia aspirata della f.. come tuttora vengono chiamati dagl Inglesi.. Da questa stessa parola frigio-albanese venne detto ß. volgarmente obrizo ophirizum: in quel luogo si era usi depurare l oro dalle sabbie dei fiumi che nascevano dal Caucaso mediante il fuoco. vale a dire un ballo frigio. da cui i Celti chiamarono breeches i calzoni. all uso del soffiare con i mantici nelle fornaci.. che si faceva nelle feste in onore di Bacco. calza. Si potrebbe individuare un altra etimologia del termine Bryges.sµata (vrikismata).. forse. dimenamento di brache: ß. quasi si dicesse brechismata. come spiega Esichio . oppure Ophir. ovvero Obrygio.. cioè il fuoco .. caratterizzato dallo scuotimento delle brache. f. all interno di camini. Si allude. A riconferma di quest opinione occorre sapere che vi fu un un luogo detto Ophyr. quasi come il freco .. Bryges. broeches dai Bulgari e brog dai Cimbri. fino a divenire w nella mutazione del termine Frigi in Vrighes) nella lingua albanese assumono il significato di soffiatore. da frin soffiare.. (ohrisis frigiaki).. Phryges= portanti calza lunga ... 74 ..a.. dalla parola albanese brech (brek).

oppure Cureti da cuar mietere. cioè nevosi. facendo riferimento alla loro . come gli Iberi asiatici. ed ai Boriadi della Tracia.. del vento borea. (kira). perché i loro monti del Caucaso e del Tauro sono sempre pieni di neve. o dagli Albanesi derivò poi il termine latino braca. mentre in Macedonia ritroviamo la medesima etimologia per i nomi del monte Bora. Inoltre i Frigj Coribanti furono detti Haberi. cioè tosatura. Anche l origine Habôri. quasi erbacei. dai Celti. Gli stessi Coribanti furono detti anche gureti da gur pietra: abitanti tra le pietre o in luoghi pietrosi. è verosimile.. detta borë in albanese: dal che derivò la denominazione agli Iperborei.. furono così chiamati con riferimento alla parola bâri (erba). come a voler dire Cuareti. nome allusivo al loro stato di pastori nomadi. e di un re chiamato Borisio. 75 . in Sicilia e quindi in Italia si diffusero successivamente le parole vrachi e brache.Dai Frigi.

soprannome di Apollo. da plak vecchio e dal plurale plaket vecchi . i nomi Pelion e Peligni e di molti altri luoghi e popoli pelasgi si ricavano facilmente da pyll.. antica . ossia equestre..a.. Qui ricordiamo soltanto altre due voci riportate dallo stesso Malte-Brun. poiché i poemi orfici indicano.. lo stesso nome Pelasgi si può intendere in albanese per vecchi . che merita tutta la nostra attenzione. che significa casta dei Signori in etrusco.. In albanese të Lartët vuol dire essere posti in alto . cavalla .Memoria sulla lingua albanese Di Giuseppe Crispi Secondo Erodoto i nomi di molte Divinità greche derivano dalla lingua pelasgica e noi troviamo che nell albanese det (il mare) corrisponde al greco t. uen. e l altra è Larthes. il Cielo. vrane (nube). altro nome di Cerere (Demetra). significa gente vecchia.. indicandoli come abitatori di boschi o foreste. i nomi di Pella e Pellene si possono spiegare col vocabolo pella. da cui d. In seguito vedremo ulteriori esempi. 76 . tuttavia ciò è per lo meno un indizio che alcuni vocaboli della più remota antichità si siano conservati nella lingua albanese. dio del Sole.. da lart (alto). herë (il vento) ad . con esso. da cui . l acqua. E quantunque quanto abbiamo ora detto non sia la esatta affermazione di Erodoto. dhe (la terra) a d. per cui Pella e Pellene come cavalla . nome.. cioè Era (Giunone).. da cui . dielli (il Sole). e plaschica o pelaschica gente.. ed assomiglia molto all albanese ue. In verità molti altri vocaboli antichissimi si ritrovano nella lingua albanese..t.. Del resto.. antichi : Plaschi o Pelaschi... cavallina .. foresta .. il quale confessa di non avere nozioni certe sulla lingua dei Pelasgi e non nomina che Era (Giunone) fra queste divinità. la prima è uedy. maggiori di quelli riferiti per la lingua frigia... a suo dire.

77 . mentre comunque veniva scritto e parlato il greco. per la sua comunanza con gli Elleni.La lingua albanese si ricollega dunque alla lingua frigia e a quella pelasgica e di conseguenza con la macedonica. essendo certo che in quei luoghi ai tempi della monarchia macedone si parlasse una lingua locale che non era per nulla capita dai Greci. per il fatto che molte usanze macedoniche risalgono allo stile frigio e non pochi nomi geografici della Macedonia sono gli stessi che si usavano nella Frigia. e cioè originari della lingua frigioalbanese. che restò come idioma nazionale nella popolazione di quel paese. non senza ragione si può supporre che fosse proprio la barbara frigio-pelasgica.

Le regole fondamentali per la fondazione di queste città erano che il sito venisse circondato e che la vita vi si svolgesse secondo la dottrina etrusca. fondarono la loro prima città: Tarquinia (Tharquinë in albanese). nello stesso luogo. un insieme di norme consuetudinarie trasmesse oralmente in Albania). Questa dottrina fu trascritta dai re sacerdoti per essere tramandata ai posteri come la cosa più sacra della loro civiltà. La dottrina etrusca era composta da un insieme di leggi. L essere divino fu chiamato dagli Etruschi Taget. era dotato di poteri di preveggenza. parola che in albanese si pronuncia Tagjet. La leggenda tramandata dai Romani racconta che la città prese il nome del contadino. nato dalla terra appena lavorata. questo essere aveva la fisionomia di un bambino ma la saggezza di un vecchio. I Greci e i Romani commentavano che questo tipo di legislazione raramente si poteva riscontrare in altri popoli (tra gli Albanesi. in base alle quali era regolata la vita degli Etruschi dalla nascita fino alla morte.Alcune parole della cultura Etrusca Di Ilir Mati Nel dizionario della lingua etrusca troviamo: TAGET: secondo la mitologia etrusca era un bambino con la sapienza di un vecchio. Tarcon era considerato dagli Etruschi il fondatore di tutte città successivamente da loro costruite. successe una cosa strana: dalla terra appena lavorata apparve un essere divino. 78 . che stava lavorando la sua terra in prossimità del fiume Marta in Etruria. ai quali il bambino-vecchio recitò la santa dottrina. Come abbiamo visto la leggenda dice che ad un contadino. Alle grida del contadino sopraggiunsero i resacerdoti etruschi. Il sito dove apparve la divinità Taget fu circoscritto dagli Etruschi che. che si chiamava Tarcon (Tharkon in albanese). leggi simili sono arrivate fino ai nostri giorni sotto forma dei Kanun.

Etrusco Albanese Italiano TAGET TAGJET te lo trova (indovino) THARKON THARKON recintare THARKUINE THARKU INE il nome della città Tarquinia (in albanese sarebbe la nostra stirpe) THARK THARK recinto circolare Commento: il sito nel quale al contadino apparve Taget fu recintato dagli Etruschi e fu chiamato Tarquinia. per trastullarsi. A Dodona. la nostra stirpe. usavano oggetti chiamati cotasi (kotasi in albanese). In lingua albanese abbiamo: sende koti (oggetti inutili). Tali oggetti sono stati rinvenuti anche nella tomba di una donna etrusca. Si noti che l affinità con la parola Thark è sorprendente. Nella lingua albanese i nomi di questi due preveggenti. la divinità della preveggenza era Themista. Munth 79 . Taget è entrato nella storia come fondatore della dottrina etrusca. Oggetti per lo svago: cotasi. che significa: la nostra città. Nella lingua albanese esiste il termine cak-u (confine). e come veggente che indovinava il futuro. Tutte le altre città vennero in seguito da loro recintate. sia quello degli Etruschi e sia quello di Dodona. Cotasi Kotasi Secondo Erodoto i Lidi. che in lingua albanese suona cosi: Tarku ine. punë koti (lavoro inutile). hanno il significato proprio di preveggente. al plurale cakra. caqe. Piccola osservazione: nella lingua sanscrita cerchio si dice cakra. Troviamo anche kotasi con il significato: in maniera inutile.

In albanese abbiamo: LUKUNI: folla di gente. I latini chiamarono questo buco mundus. Vegoia Vegoia era una profetessa etrusca che comunicava al popolo le decisioni di Giove riguardanti la giustizia. sarà condannato a morte. MUN (fatica). Secondo una tradizione latina. In un secondo momento. lo scavo veniva coperto con mattoni di pietra ed era chiamato la porta delle fatiche . la profetessa comunicò le decisioni di Giove con questo discorso: Sapete che il mare è diviso dalla terra. Questo buco serviva da collegamento fra il mondo dei vivi e quello dei morti. nelle leggi di Dukagjin. Gli Etruschi: MUNO=Munth.VEGOIA: VEGOJ. oppure. Gli etruscologi spiegano: nel punto esatto in cui doveva sorgere il centro di una nuova città gli Etruschi scavavano un buco molto profondo. come dice Varrone. la porta dell inferno . branco di lupi. la parola etrusca 80 . latino mundus. Giove considera di sua proprietà la terra di Etruria. colei che parla. MUNTH. quasi un pozzo. VEGIM (visione). In albanese abbiamo: MUND. 2. Partendo dal significato albanese della parola lukuni. parola che acquisirono dagli Etruschi. E. In albanese abbiamo: 1. Lucumon-Lukumon Gli Etruschi chiamavano il loro leader lucumon. ed ordina che il terreno venga misurato e che i villaggi debbano avere confini. Il concetto delle pietre di confine lo troviamo anche nei costumi del Nord Albania.VEGOIA: colei che mette in bocca. visto che egli sa bene che la terra suscita bramosia negli uomini.MUN. desidera che ogni terreno sia delimitato esattamente tramite i segni di confine chi sposta le pietre di confine.

HASTA si pronuncia anche HASHTA. del periodo del regno dei Tarquini a Roma. Gli autori antichi spiegano che gli elementi che formavano l esercito etrusco provvedevano da sé per l armamento.lucumon ci ricorda il leader. Sella curules I re Etruschi. parlare) ? Hasta Una delle classi dell esercito del re etrusco Tarquinio Prisco si chiamava HASTA. (lancia). che ci riconduce alla parola albanese USHTË-A. si sedevano su un trono che chiamavano sella curules. Hister Titio Livio dice: nella lingua etrusca attore si dice hister. 81 . Ora. che è molto simile alla parola albanese kur ulesh (dove ti siedi). plurale USHTAT. sella curules. nella lingua albanese. Sella curules si usa anche oggi per indicare un particolare trono in cui era solito sedersi un uomo importante. Dal nome albanese dell arma USHTË (lancia) deriva il nome del soldato USHTAR. che dipendeva dalla posizione sociale degli appartenenti alla classe. Forse la parola etrusca for nasconde la parola albanese fol (parla. derivava il loro nome. Questo posto si chiamava For. Proprio dall armamento. il comandante che guida la torma. In questa frase è interessante la parola curules. In lingua sanscrita hasta significa mano. Questa espressione si considera latina. il branco. anche se gli stessi Latini hanno ammesso nei loro testi che era stata tramandata dagli Etruschi. For-Foro Il re etrusco Tarquinio Prisco costruì a Roma un sito dal quale aveva la possibilità di parlare con il popolo. parola che più tardi fu usata anche dai Romani. si traduce con l espressione shala kur ulesh (la sella dove ti siedi).

in un gioco per bambini. hishter. Troviamo anche kur con il significato di dividere dentro una parentela. Cur-Kur Ogni città etrusca era divisa in cur. e kurm.Hister. che significa corpo. in albanese si traducono colui che fa finta . hiqtar. In sanscrito carma significa corpo. Abbiamo anche kurth (trappola). In albanese esiste kur-i im che significa la mia proprietà . 82 .

il dolore e il ricordo della patria persa per sempre.? si More si identifica in tutti e tre . Per questo O Bellissima More racconta la nostalgia . Questa canzone arb. Di Lirio Nushi O e Bukura More.O bellissima More O e bukura More La storia di una canzone di 600 anni fa che evoca l origine delle etnie Albanese in Italia. La prima testimonianza scritta di questa canzone la troviamo nel manoscritto di Chièuti pubblicato nel 1708.resh). More è il luogo da cui venivano la maggior parte degli arb. O Bellissima More. che è l unica versione del testo originale.ria (Albania di oggi) verso le terre italiane. Questa è una canzone molto popolare che viene cantata da tutti. sia nel Sud Italia ( zone popolate dagli arb. che fu cambiato dai greci.resh che oggi si trovano in Italia Meridionale. Ma chi e More? Un amore lasciato lontano.resh che in italiano vuole dire O Bellissima Morea è una canzone che risale a 600 anni fa e parla di una storia triste . sia dagli albanesi che vivono in Grecia che li chiamano Arvanit e da tutti gli albanesi ovunque siano. In questa opera il testo della canzone è scritto nel lingua albanese però usando l alfabeto greco.resh Demetrio Camarda (1821-1882). dopo di che questo materiale venne pubblicato nel 1866 dal filologo arb. una bella donna e un interiezione usato tanto nei versi Omerici per esprimere meglio i sentimenti dei cantatori popolari. 83 . storia di un esilio di rifugiati di Arb. Morea è il nome di Poleponneso dei giorni moderni .

kur t. t.O e bukura More Ç. Atje kam un. zotin-tat.m. nigj. t. O e bukura more Per non perdere la rima e il significato lo abbiamo qui riportato in italiano: O bellissima more Ti lasciai E mai tornai Di la ho il mio padre Di la ho la mia madre Di la c è mio fratello E torna come un ritornello .) M. kur t. m. lje(lasç. nigj. O bellissima More Ti lasciai E mai tornai O bellissima More.) M. lje(lasç. pe. pe Atje kam un. 84 .lla O e bukura More Ç.n time Atje kam u tim v.

però rimane viva nella memoria collettiva e si canta con dolore anche oggi giorno nei cortili di casa con gli amici. Queste storie significano tanto per tutti noi e quindi la canzone O Bellissima More è rimasta viva ancora oggi. quasi un sussurrare al mare di riportargli questo amore oramai lontano. preparato con cura dal filologo arb.C . e si intitola Appendice al Saggio di Grammatologia Comparata Sulla Lingua Albanese . è più antica della musica albanese e si consolida un documento storico 85 . In tutte le storie umane di immigrazione dei popoli c è una canzone che diventa simbolo del dolore e del amore per la patria.resh Demetrio Camarda nel 1866 basandosi sul manoscritto di Chieuti del 1708. Sicuramente sarà stato un emigrante che cantando a voce bassa. padre e fratello.Non si sa chi è che la cantò per prima questa canzone con versi semplici con una rima a tre. seduto a guardare il mare come se questo mare rispecchiasse la sua amata More. Albergueti E. I luoghi si trasformano e si identificano nella madre . La pubblicazione di questo libro è stata fatta in Italia dalla casa editrice F. come: Porti un bacio a Firenze in cui il cantatore chiede a una bella ragazza di portare un bacio alla sua amata città. nei matrimoni o come una ninna-nanna per bambini. Un dialogo di solitudine accompagnato da un mandolino (il silenzio fa da sfondo alla melodia). con la speranza che un giorno si rivedranno .

e non lo sono mai diventati. Un po prima della morte di Skanderbeg (1467).resh e portarli da More in Italia Meridionale.ria . Si tratta di soldati albanesi che si stabilirono definitivamente con le loro famiglie in Calabria e in Sicilia per contribuire a rafforzare le truppe militari del Re Alfonso e favorire i suoi tentativi di soffocare le rivolte contro di lui. e principalmente dopo la sua morte con la caduta e l invasione della città di Kruja .ria? E come si crearono i villaggi arb. con la caduta e l invasione del Castello di Coroni(1453) . Come e perché gli arb.resh nel l'Italia Meridionale? I primi arrivati in Puglia risalgano al 1460. L' effetto era triplo: dargli un terra senza valore . significava di rimanere poveri e soli. che era 86 . l imperatore Carlo III ordinò al capitano Andrea Doria di prenderli i greci e arvaniti-arb.resh hanno lasciato Morea (il nome moderno Poleponneso ) e Arb. un altro effetto era di rafforzare le arie naturalmente difficili dai nuovi arrivati e rimanere isolati. mettendo due condizioni : dargli una terra povera. testimonianza di un periodo storico. I primi albanesi provenienti dal' Arb.delle radice della comunità arbëresh in Italia. Però il Re Aragona gli diede solo ospitalità . Qui fu l inizio della creazione dei villaggi arb. Forse in questo momento per la prima volta è stata cantata la canzone O Bellissima More con tristezza e luttuosa nostalgia. Nel 1461 il sovrano di Arb. senza valore e proibire la costruzione di fortezze o castelli. Giorgio Castriota Skaderbeg in persona combatte al fianco di Ferdinando che era Principe di Taranto e il figlio del Re Alfonso V d Aragona.ria si stabilirono in Calabria e Sicilia dopo invito del Re Alfonso V D Aragona . Come ringraziamento per il suo aiuto militare regalò a Skanderbeg due feudi in Puglia. che si trova a More(Peloponneso di oggi). la proibizione di costruire nessun tipo di fortezza significava di rimanere non protetti . mai potevano diventare aggressori.resh e greci in Italia Meridionale .

Altri albanesi seguirono in Calabria Irini Kastriota . che mantengono ancora oggi giorno. Gli albanesi cattolici provenienti da Nord Albania si adattarono rapidamente alla lingua. conservarono le peculiarità della loro cultura . Oggi in Italia sono 110. che esiste anche oggi. che sposò il principe Bisignano. Si nota la presenza delle parole greche . Più di 85% degli adulti della popolazione arb. Alcuni albanesi si stabilirono nei due feudi di Puglia .000 persone con la discendenza arb. Più di 52 villaggi sono stati 87 . visto che si creò una comunità con una fisionomia linguistica . molte in Sicilia. alla cultura e alla religione degli italiani. Un elemento forte della loro lingua con le radici in lingua albanese e la scrittura bilingue di molte vie. e gli arvaniti provenienti da Morea . a Galatina che furono regalati dagli Aragoni nel 1485. dove si stabilirono nei villaggi già esistenti. mentre albanesi provenienti da Sud dell'Albania . creandone anche dei nuovi. che erano della religione ortodossa . dei loro costumi . nonostante le obiezioni e le imposizioni dei vescovi italiani.resh che monta più di 52 comunità distinte. e due-terzi sono nel nord e centro della Calabria. gli albanesi si allontanarono in massa in condizioni drammatiche verso l Italia.roccaforte di Scaderbeg. nelle Marche in Italia centrale .resh parlano ovviamente la lingua con colori dialettali albanesi. Due di tanti altri elementi distinguono questo comunità dagli italiani:Lingua e Religioni. culturalmente tradizionalista . la religione bizantino ortodossa . ma questo succede per via della lunga convivenza con i greci durante l impero Bizantino. che come base ha il dialetto tosco che si parla nel Sud Albania e che somiglia molto alla lingua che parlano gli arvaniti della Grecia. Il numero di questa popolazione doveva essere considerevole . da parte dei turchi.

In molte canzoni arb. in qui la processione e celebrazione è uno spettacolo unico . le sue leggende e cosi diventano una ricchezza per il turismo in queste zone. la vittoria di Skanderbeg.resh debbano conservare la loro lingua antica oppure debbano integrarsi alla lingua albanese moderna ? Questa popolazione che fa parte della Comunità Europea. le sue tradizioni. Altro elemento distintivo della loro cultura è la religione. Altre manifestazioni della loro cultura sono : la musicafisarmonica e le magiche dance etniche in costume . i suoi canti . Eiànina. Santa Caterina Albanese . La domanda che ci viene spontaneamente è: se gli arb. continua a rimanere in una regione più povera d Italia e gli investimenti per proteggere questo tesoro laografico da parte dello Stato Italiano sono insignificanti. Firmo . Coronicio ecc.registrati e riconosciuti costituzionalmente dallo Stato Italiano come minoranze albanese bilingue. In molti villaggi principali di Calabria come Acquaformosa. messo in atto in 1919 da Papa Benedetto XV. loro celebrano ancora oggi dopo 500 anni . Napflio. eroe della libertà albanese contro gli ottomani turchi. la sua cultura . i loro vestiti di matrimonio che si tramandano da generazione in generazione . Santa Sofia d Epiro e specialmente San Demetrio Corona e Civita dove con le dance folcloristiche attraversano le strade nel Martedì dopo Pasqua . basta osservare il rito della loro Pasqua ortodossa . Chi deve difendere questa ricchezza inestimabile delle origini e delle radici albanesi di questa etnia? 88 . e altre particolari feste in costume locale. come Koroni. non ha potuto sradicare la particolarità della minoranza albanese che mantiene ancora la sua lingua. Anche se il tempo è già passato .reshe troviamo molti toponimi come nel caso di More.

:« .a... .... Translator: Donika JAHAJ...t.te... t. . .a "The Albanians in Greece" Alain Ducellier "Ge...ßa.a.Reinhold (1855) ..» . ..................p...a ..:«.. ....a.» (2002) Ta.. ..t..t..µ.ste.. .t.e.a .a. .a.p... 1402" .H.t.da....: ..p.....a.. .d. .e. .d.T....t......d.a...a......ssa t....e. Alle Colonie Abanesi Giuseppe Grispi (1853) . .......t. ..e. ..as..a t.ßa.d.» «. 89 ..... ...se...e... e.. t.....da" ap..a..... t.s....a Girolamo De Rada (1866) Demetrio Camarda (1866) Vuk Stefanovic Karaxhic (1795) Zef Jubani (1871) Manuel De La Langue Chkipe (1879) A.. C... ...Bibliografia Appendice al Saggio di Grammatologia Comprata Sulla Lingua Albanese Dhimitër Kamarda (1821-1882) Dorëshkrimin e Kieutit (1708) "The Alexiade" of Anna Comnena Publishing: Penguin ".a.... .d.Dozoni Jan Urban Jarnik (1883) Michele Marchiano (1908) Antonio Bellusci: Antologjia Arbëreshe ..

.

cioè mela. Naranza è la forma dialettale veneziana della parola italiana arancia. spiegazione questa che non si può prendere in considerazione. pomma naranza. Saumaise accostava la parola italiana arancia e quella francese orange al termine latino aurantia e cioè mela dorata. In persiano arancia si dice nareng. 90 .Apfelsine Di Louis Benlow Per indicare l arancia i Tedeschi hanno in uso una parola dalla oscura etimologia: Apfelsine. e nello stesso tempo dai Veneziani che chiamavano il frutto naranza. Mettendo davanti alla parola aurantia il prefisso in troviamo le parole inaurantia. Il dizionario di Kraft lo traduce: China-Apfel (mela della Cina). Di solito la parola più usata per indicare tale frutto è Pomeranze che in pratica non è altro che il francese pomme. Diez individua una parola persiana nel vocabolo naranza che è stato introdotto in Europa dagli Arabi. Il termine francese orange è una distorsione popolare di una etimologia sbagliata. Questa parola [aurantia] è stata sostituita dal vocabolo aurata nel medioevo. dove veniva chiamato orange. perché nella lingua tedesca apfel vuol dire mela. ed è riconducibile alla prima parte della parola Apfelsine. La lingua latina del XIII secolo trasformò questo termine orientale in arangia. Ma da dove si è diffuso tra le popolazioni germaniche il termine Apfelsine? Il dizionario di Grimm non ci illumina su questo punto. Il popolo ha trasformato la parola latina aurum con il francese or cioè oro. naranza ecc. Questo frutto è stato importato in Germania dalla Provenza. in arabo invece narang.

la quale nomina l arancia in maniera non molto chiara. inserite nella lingua dal popolo. dolce. si trovava nella penisola d Istria a Peroj (Pola). secondo i casi. Rimane da capire come i Tedeschi siano riusciti ad adattare una parola albanese. amelje. formata da 210 persone. ljagesine (lagështi) = umidità. partecipava al commercio nel Mediterraneo. Con l aiuto di tale suffisso questa lingua costruisce nomi astratti. molto zuccherato. Per capire questa curiosa vicenda si deve innanzitutto ricordare che Venezia fino al 1866 apparteneva all Impero Austriaco. ma anche negli stati di Hapsburg (Asburgo). Esempi di etimologie sbagliate. esistevano colonie di Albanesi. e la Germania. non solo in Sicilia. Dalle parole albanesi ambelje. attraverso il porto di Trieste. 91 . Alcuni esempi: mecefsine (mësheftësi) = segreto. sine. che era il capoluogo della Dalmazia. un altra colonia di Albanesi. diventa sinea. thatësinë (thatësirë) = siccità. vranesine = nuvolosità. quest ultima è stata una meta di migrazione fin dal XIII secolo per gli Albanesi ortodossi. Le popolazioni del Sud della Germania credevano di avere trovato nella parola albanese amelje la parola apfel. come gli stessi Italiani e Francesi credevano di avere trovato nella parola persiana nareg la parola latina aurum. Colonie di Albanesi si trovavano anche a Smirne e a Zara. Per quanto riguarda la Sicilia. emblje (dolce. considerato che la lingua italiana e quella francese hanno dato allo stesso frutto nomi comprensibili. deriva la parola ameljsin che significa dolcezza. L ultima attribuzione di territori da parte della Repubblica di Venezia a 60 famiglie albanesi che erano scappate dopo l invasione turca dell Albania risale al 1657.Nella lingua albanese esiste un suffisso. zuccherato). egersine (egërsirë) = bestia. Crediamo che questa parola [ameljsin] si avvicini molto alla parola apfelsine. In fine. ce ne sono tante in tutte le culture. che.

significa dolcezza. come abbiamo già detto qui sopra. che. I Tedeschi da parte loro credevano che questo fosse il vero nome del frutto e cosi ne adattarono la pronuncia alla loro lingua. e chiamavano questo frutto ameljsin. 92 .Gli Albanesi della Sicilia e della Dalmazia si vantavano con i Tedeschi delle arance dolci che offrivano loro. molto zuccherato. dolce.

questo paese delle aquile. storici che hanno collaborato nella conoscenza dell'affascinante mistero dell'umanità. scrupoloso ricercatore delle primitive culture. Egli dedica il suo libro Thot parlava albanese agli arbereshe dei cinquantacinque comuni albanofoni della Sicilia. della Lucania. delle Puglie. diversamente dagli altri paesi. la storia e l evoluzione dell umana civiltà. della Calabria.Thot di Catapano: un opera scientifica. L Albania. sento il bisogno di lavorare senza sosta per conoscerne più da vicino i luoghi. Di Maria Teresa Pisani -Grottaferrata Conoscevo poco l Albania. nonostante geograficamente si trovasse molto vicina al mio paese. scrive l autrice di quest articolo: rappresentava per me una lontana terra sconosciuta. a cura della Società' Nazionale Dante Alighieri. a circa due anni dai miei primi contatti con il giornale storico-culturale bilingue Le Radici . 93 . Tali legami sono andati rafforzandosi durante il Corso di Alta Cultura in Rodi nel 1936. s inquadra nel vasto numero di glottologi. Giuseppe Catapano. archeologi dediti al tentativo di scoprire gli enigmi e di colmare quei vuoti noti ormai a tutti sull origine. nonostante avessimo. linguisti. In alcuni studi intrapresi e nei miei scritti su questa terra e i suoi abitanti viene suggerita l ipotesi che questo paese diventi in futuro un punto di riferimento internazionale per tutti gli studiosi. della Campania. filologi. una storia comune che ci legava da tutti i punti di vista storici. storici. del Molise. cui è legato da antica amicizia e da piacevoli ed intense rimembranze. Proprio questa riflessione sul libro Thot parlava albanese dell autore Giuseppe Catapano sarà d incitamento e d invito alla riflessione per ogni storico o studioso contemporaneo. di Frascineto.

chimico. di conoscere alte personalità del mondo scientifico e culturale. Secondo il Catapano. dalla fusione di quest ultima con la bianca e la gialla. Are= la messe. quindi. il grano che significano: 1) il colore dei capelli biondi e della pelle color oro sfumato. Thot è presentato come il creatore della scienza antica. Attraverso tali studi giunge al concetto di borea (suo etimo è bore. In tal modo egli ribalta la tradizionale credenza. Il suo metodo di ricerca è basato sulla comparazione scientifica dei radicali di molte lingue antichissime come l'ESKUERA basca (E SKUERA in albanese = lingua del passato). tale da ricondurlo al senso religioso. da cui in tempi assai remoti discesero i nostri antenati. gli Ari appartengono a questa antica prosapia. l'albanese. successivamente. storico. di cui anche Thot era investito. occupando gradualmente tutte le regioni d'Europa e molte parti dell'Asia. come messaggero di Luce e di Bene supremo. La visita ai grandi monumenti. parola illirico albanese). 2) il biondeggiar delle messi. Sulla base di lunghi studi il Catapano ipotizzò che Thot rappresentasse il trasmigratore della cultura illiro -albanese nel Medio -Oriente fino in Egitto.In quella occasione egli ebbe modo. l orzo. il sostantivo che li nomina ha lo stesso etimo delle voci illirico -albanesi: Ar-i = oro. l'ebraico. archeologico. secondo la quale la civiltà nilotica derivi dall'incrocio fra la razza rossa e la nera e. matematico. naturalistico. purezza di cuori. inoltre. gli procurarono una profonda emozione. etnologico. cui attinsero i maggiori sapienti dell'umanità. l'arabo. Il Bene viene inteso dal ricercatore calabrese come melodia del Cosmo. fisico. l'hittita. cioè: nevi delle altissime montagne. Dio. mitologico. La sua ricerca viene applicata ai più diversificati ambiti: filosofico. come la Sfinge e le Piramidi. che simboleggiano. il copto (lingua liturgica dei Cristiani d'Egitto). bene raggiunto attraverso un lavoro 94 . teosofico.

irradiatesi. a sinistra del fiume Nilo. nel 1799. Per aspera ad astra . nelle nostre Calabrie. A questo punto è d'uopo una riflessione: arduo è stato in passato ed ancor oggi è lo sforzo per la ricerca del Bene superiore. partendo dal mondo sensibile. è necessario sottoporsi a costante esercizio di perfezionamento del proprio stato psico-fisico e spirituale anche attraverso rinunce. la potenza dell'uomo. Dunque Thot. che studiavano e impartivano le proprie concezioni sulle origini e i destini terreni ed ultraterreni dell'uomo. Certo è che per raggiungere la conoscenza del Trascendente. Concetto che egli racchiude e spiega nella formula isoterica del teorema di Pitagora. avrebbe indicato le linee di lavoro fisico e metafisico alle varie Scuole dell'Ellade e di Atene.costante e faticoso. l'uomo viene inteso inizialmente come oggetto cosmico per giungere in seguito all'uomo che aspira alle sfere trascendenti. secondo questo calcolo matematico. illiroalbanese. Ad esempio: AB e BC= lati dei cateti e AC = ipotenusa. l'intento di Giuseppe Catapano è quello di dimostrare quanto sopra accennato. località situata in Egitto. poi. La conferma tangibile è stata il rinvenimento della Pietra di Rosetta . Tale concezione è diffusa tutt oggi nelle religioni occidentali. e cioè: Thot Portatore della lingua parlata e poi scritta dell'albanese nei territori più occidentali dell'Anatolia e dell'Egitto. Socrate e Platone. Thot. se necessario. dove i Faraoni impersonavano la potenza divina e le sfingi la Sapienza del passato. a Rashid. Inoltre. Catapano definisce Thot come il messaggero divino e lo assimila a Maometto e ai vari profeti. aveva insegnato le scienze nei templi e nei santuari d'Egitto. come liberazione dal male. potenza per vincere il Fato è la risultante delle due componenti al quadrato di potenza della Provvidenza + Fato. dei filosofi come Pitagora. durante i lavori di rinforzo 95 . bene inteso come libertà. Thot è ritenuto il precursore dei profeti biblici. infatti. quindi AB al quadrato + BC al quadrato = AC al quadrato.

lungo la linea di demarcazione tra i protettorati inglesi e quelli francesi. In relazione a questa vicenda, è opportuno riconoscere ad un grande generale francese, Napoleone Bonaparte, il merito di essersi circondato di validi archeologi e sapienti glottologi, come il capitano Bousard, e Champollion. Il Capitano Bousard notò che quella pietra nera di basalto riportava tre iscrizioni; intuì che si trattava di un testo unico: greco e ieratico, infatti, altro non erano se non la traduzione del testo originale geroglifico. In seguito Champollion si dedicò con accanimento allo studio dei tre ceppi linguistici. Intuì che la lingua egizia non poteva essere scomparsa definitivamente soprattutto nell'area linguistica araba, dove la cultura egizia aveva predominato per anni. Egli conosceva molte lingue europee e medio -orientali, studiò allora anche l'arabo, le lingue semitiche ed il copto, la lingua liturgica dei cristiani d'Egitto. Si rese conto anche che i geroglifici egiziani erano tre volte più numerosi dei segni greci; ribaltò cioè la credenza che ogni geroglifico rappresentasse un intero concetto, invece che una singola lettera. Intanto lo svedese Akerblad aveva riconosciuto nel testo demotico fra il geroglifico e il greco il nome di Cleopatra in uno di cartelli arabi della Pietra di Rosetta. Furono rinvenuti a File due piccoli obelischi che contenevano il nome di Tolomeo e dal loro raffronto apparve subito evidente che uno dei cartelli conteneva caratteri pressoché' identici a quelli della Pietra di Rosetta . Fu questa la chiave del riconoscimento del valore nei geroglifici egizi delle equivalenze di significato tra l'egizio e l'albanese. Ad esempio, alcuni simboli egizi traducevano la parola mire (albanese), mere (copto), il cui significato è Bene , voler bene , amare , da cui: dua mire = amo . A, suono latino, a ; A: lettera iniziale di Ain = in albanese Aquila . Altro esempio: GJ (suono albanese gi ) = seno , grembo , utero , simbolo dell'organo femminile per la procreazione. A = Padre , principio primo; J= il Verbo 96

Creatore ; N = Jl = N = Dio . Dio per espansione d'amore fa passare dalla Potenza all'Atto. Ecco, dunque, apparire la stretta connessione tra i simboli egizi e i segni arberisht, che dimostrano il valore di Thot come trasmigratore dell'illiroalbanese in tutta l'area culturale medio -orientale e sudoccidentale. Il discorso del bene cosmico e individuale come armonia impostata sulla coerenza e sul sacrificio in un costante impegno personale è sempre una costante di Giuseppe Catapano, che egli trasferisce nella sua concezione dell'educazione dei giovani dei nostri tempi, della cui morale è attento osservatore. Egli individua in essi un malessere morale che a volte li trascina verso approdi lusinghieri consistenti in modelli comportamentali errati o addirittura immorali, e si allontana dal puro concetto di libertà, libertà intesa non come arbitrio, ma come liberazione dal male, concetto nel quale egli ribadisce la validità degli insegnamenti di Thot, messaggero del Bene, della Luce Divina. Tuttavia il suo precipuo intento è affermare con forza il valore di Thot quale trasmigratore della lingua albanese e della cultura di un popolo che rappresenta un eredità della primordiale Atlantide, intento permeato del desiderio di riconoscimento dell'opera mediatrice di una razza che testimonia in modo efficace la sua identità attraverso la lingua parlata e scritta di Greci, Etruschi e Romani, e da cui deriva il suo orgoglio di essere arbëresh. 97

Alessandro, Cassandra, Aiace Di Mathieu Aref Alessandro Aleksandër

Questo nome è diventato famoso grazie a Paride che si chiamava anche Alessandro, figlio di Priamo (re di Troia) e di Ecuba. In seguito questo nome fu spesso attribuito ai principi di origine pelasgica, come Alessandro III di Macedonia, figlio di Filippo II e di Olimpiade, principessa epirota Una delle prime leggende legate a questo nome riguarda Paride/Alessandro, eroe troiano e pelasgo. Sua madre Ecuba, quando era incinta, sognò di partorire una torcia fiammeggiante che bruciò tutta la città di Troia. I genitori, comprendendo che questo sogno era profetico e presagiva la fine di Troia, diedero il bambino ai servi affinché lo uccidessero. Ma essi lo abbandonarono sulla montagna Ida. Il bambino fu allevato da un pastore di nome Agelaus. Paride, una volta cresciuto, scoprì di essere principe di Troia e figlio di Priamo; perciò tornò al palazzo reale accanto ai suoi veri genitori. La prima persona che lo riconobbe subito fu sua sorella Cassandra. È da sottolineare che il nome Paride gli fu dato dal pastore Agelaus. Invece è molto probabile che il nome Alessandro gli sia stato attribuito per via dell urlo emesso da sua sorella Cassandra quando lo riconobbe: è nato come nel sogno (il sogno di Ecuba), che in lingua pelasgico-albanese suonerebbe cosi: Ka le si andërr. Spiegazione: Ka (è), le (nato), si (come), andërr (sogno). Anche la nascita di Alessandro Magno fu preceduta da un sogno che fece sua madre Olimpiade quando era incinta di lui. Colui che difende gli uomini, è la spiegazione fonetica del nome in lingua greca. 98

Aiace e Ulisse si scontrarono. Il secondo Aiace fu il figlio di Oileo. Anche lui si distinse nella guerra di Troia per il suo coraggio e anche per la sua crudeltà. Come abbiamo visto. uscì di notte dalla sua tenda e uccise tutti i montoni che si trovavano lì intorno. ma soprattutto lui fu giudicato colpevole per via del sacrilegio nei confronti della dea Atena. sia Aiace il grande sia Aiace il piccolo simboleggiano la crudeltà e il sangue dei nemici versato. Perciò l etimologia è ovvia: colei che spiega i sogni. ebbe in dono da Apollo il dono della preveggenza. Il suo nome si spiega perfettamente grazie alla lingua albanese: qes andërr (spiega il sogno). Aiace figlio di Telamone (re di Salamina). detto di Oileo o Oilìde. non solo in rapporto con Aiace il grande. e comandante dei locresi durante la guerra di Troia. E il nome Ajaks (Aiace) somiglia molto a questa parola. per distinguerlo da Aiace Telamonio. fu chiamato anche il piccolo. Il premio in palio erano le armi dello stesso Achille. oppure qes andërra (spiega il sogno) in dialetto Ghego.Cassandra Kasandra Figlia di Priamo (re di Troia) e di Ecuba. Il loro nome in lingua albanese rende l idea della loro crudeltà: Gjaks oppure Gjakës significa appunto assassino sanguinario . era considerato il guerriero più coraggioso dopo Achille nella guerra di Troia. credendo che fossero guerrieri. re della Locride. ma soprattutto per via della sua corporatura più minuta. Aiace Ajaks Questo è il nome di due eroi leggendari. Il primo. 99 . Alla fine vinse Ulisse. Dopo questo fatto Aiace perse la testa. Dopo la morte di Achille.

Da questa lingua derivano la lingua ionica e quella arcadico cipriota. è irrefutabile il pensiero che gli odierni 100 . Essa deriva dalla lingua illirica e da quella tracio frigia (che è della stessa famiglia della lingua etrusca). Gli Illiri erano una popolazione autoctona. Z. successivamente. La lingua albanese è un ramo completamente separato da quelle che si chiamano lingue indoeuropee. e nel frattempo il popolo parlava la propria lingua. sulla quale i Greci costruirono la loro lingua: il greco antico. Un monumento vivente. In verità i principi Illiri usavano la lingua greca e poi quella latina nelle relazioni con il mondo esterno. In questa lingua certe volte senza la minima fatica scopriamo parole arcadiche che sono contemporanee con l Iliade o Numa Pompilius. se non solo alcune epigrafi rare (trascrizioni fonetiche della lingua illirica tramite le lettere greche e. le lettere latine) che sono composte da nomi propri e toponimi tipici illiri. Anche se non si trovano tracce scritte della lingua albanese prima del XIV secolo. Noi oggi non abbiamo tracce della lingua degli Illiri antichi. lingua ereditaria della antichissima lingua pelasgica. Majani. Essi hanno continuato a sviluppare la cultura e i costumi tramandati dagli antichi Pelasgi. e non deriva da nessun altra lingua conosciuta.La lingua albanese Di Mathieu Aref La lingua albanese è la lingua più antica dell Europa. Proprio questa lingua è una eredità enorme che i pelasgo-illiri lasciarono ai loro discendenti. Oggi questa cultura e questi costumi li troviamo nei diretti discendenti degli Illiri: gli Albanesi. a proposito di questo dice: La lingua albanese è una lingua meravigliosa dove certe volte basta abbassarsi per terra per trovare pepite d oro filologiche.

indipendentemente dall evoluzione naturale che una lingua subisce. Nelle lingue indoeuropee del Nord Europa. I primi filologi del XIX secolo come Xylander. e soprattutto Franz Bopp.notte in lingua albanese. Vari filologi e studiosi. I rapporti della lingua albanese con il gruppo del Nord sembrano normali perché è noto che le regioni dell'alto e medio Danubio sono state la culla dei pelasgo illiri. nuktos (greco) per le lingue indoeuropee del gruppo del Sud Europa. nacht (tedesco). Ramus. ha portato alla scomparsa 101 . collocano la lingua albanese nel gruppo indoeuropeo del Nord Europa a causa dello sviluppo strutturale. noctis (latino). Shlaicer. naktus (lituano) per le lingue del gruppo del Nord Europa. però non ha affinità chiare con nessun altra lingua conosciuta. hanno dimostrato che la lingua albanese è chiaramente una lingua indoeuropea.Albanesi parlino la stessa lingua dei loro bisnonni. o per lo meno una delle tappe della loro emigrazione dall Atlantico fino al Mar Nero (Caucaso). fra i quali Pedersen Holger e il famoso albanologo Norbert Jokl. I rapporti della lingua albanese con le lingue del gruppo del Nord Europa sono stati oggetto di studio di molti filologi. gli Albanesi sono rimasti isolati nelle loro montagne e non hanno quasi sentito l impatto con gli invasori. invece nel gruppo indoeuropeo del Sud Europa è stata conservata la lettera o. Ecco perché gli studiosi collocano nel gruppo del Nord la lingua albanese. la parola natë . John Geipel fra tanti autori moderni nel suo libro Anthropologie de l'Europe. Ecco un esempio chiaro. histoire ethnique et linguistique scrive delle verità incontrovertibili: "Nonostante gli attacchi. anche se un certo numero di parole greche. la lettera o corta è stata cambiata in a. latine. ed ancora nox. L invasione slava nei Balcani durante il VI secolo d.C. slave e turche sono rimaste nella loro lingua.

successive alle lingue antiche dei Balcani. Anche i Filistei. sono strettamente legate alla lingua albanese . queste tribù illiriche devono essersi spostate anche nel Sud dei Balcani dove tanti toponimi ci indicano una colonizzazione illirica coperta in seguito dalla colonizzazione ellenica. Il linguista Meje nel suo libro Le lingue indoeuropee non ha potuto determinare la vera origine dei Pelasgi e neanche della loro lingua . ma ha rilasciato alcune verità sorprendenti: Gli Illiri hanno svolto un ruolo molto importante. i quali fondarono la Palestina. in Italia dove si trovavano molte tribù illiriche (è stato anche ipotizzato che il popolo Umbro fosse un ramo illirico). che parlava una lingua sconosciuta e che conosciamo solo sotto i nomi di Pelasgi. lingua quest ultima che si è estinta nei Balcani. si devono considerare di origine illirica. Tuttavia rimane oscura la questione della lingua dei Pelasgi: le regioni che i Greci occuparono erano abitate prima del loro arrivo da una popolazione di razza sconosciuta. Ecco cosa scrive Norbert Jokl. questi popoli parlavano una lingua non indoeuropea. Cari ecc. Secondo gli scrittori antichi la lingua pelasgica (nome non 102 . con il quale i rapporti e gli scambi sono stati intensi. ma ancora mal definito. "In ogni aspetto si osserva che le lingue del patrimonio linguistico. La radice di molte parole e alcuni nomi sono illirici . Secondo i toponimi arrivati a noi. ma a dire la verità la lingua slava non riuscì mai a mettere radici in Albania. nel centro d'Europa e hanno agito in varie direzioni: verso il mondo germanico. Così non ha potuto stabilire la connessione della lingua pelasgica con la lingua illirica e tanto meno con l'albanese. Lelegi.dei dialetti albanesi nelle regioni della Bosnia e Montenegro. Nella lingua albanese troviamo la struttura di un certo numero di parole tracio-frigie. come la lingua illirica e la lingua tracia.

sulla costa della Tracia.C. va considerata l influenza che ha avuto la lingua illirica nelle lingue balcaniche. Ecco perché i latinisti e gli ellenisti non hanno potuto fino ad oggi interpretare la lingua degli etruschi. Verso il 1300 a. greco e latino . Essi cercavano la chiave interpretativa in queste due lingue classiche. Cosi i Macedoni diventarono Frigi in Anatolia. In fine la nostra fonte principale rimane la lingua albanese. né greca e né latina. considerava l Anatolia come il punto di partenza degli Etruschi per l Italia. alla base della quale rivive la lingua illirica. I Dardani balcanici si sono trasferiti in Troade.molto chiaro che sembra essere stato usato per lingue preellene diverse) era ancora in uso nel V secolo a. ma questa chiave si trova da un'altra parte. 103 . Oltretutto. l unica lingua balcanica ancora viva. In realtà bisogna dire che i primi linguisti del periodo compreso tra il XIX secolo e l inizio del XX secolo hanno basato i loro studi esclusivamente sulle affinità di tre lingue: sanscrito. Lemno. secondo una diffusa tradizione. Essi parlavano dialetti illirici . Non si è tenuto conto neanche dell influenza della lingua pelasgica nella formazione di lingue più tardive. e in alcune isole come Imbro. Samothrake fino in Creta . Ecco perché questo problema etnico-linguistico è rimasto senza soluzione. Solo la lingua illirica ci permette di avvicinarci all'interpretazione della lingua etrusca. Infine ecco un altro paragrafo tratto da uno studio proposto dallo studioso e filologo Zaharia Majani sugli Etruschi e le tribù della stessa stirpe Tracio-Illiriche: Erodoto. Non è stato tenuto conto del fatto che la lingua pelasgica è più antica di quella greca ed addirittura di quella sanscrita.C. una lingua indoeuropea unica. nella Propontide meridionale. questa regione dell Anatolia era popolata dagli Illiri e dai Traci venuti dai Balcani.

Ade = Hadi Figlio di Crono e di Rea. il regno dei morti. Ci viene raffigurato alla guida del regno degli Inferi con uno scettro in mano. Era considerata una importante dea della terra coltivabile e fertile . che veniva chiamata anche Kora o Core (in albanese korr significa mietere): e cioè la madre pianta e la figlia miete. I Greci hanno tradotto il suo nome come l Invisibile.Etimologia dei nomi propri in pelasgo-albanese Di Mathieu Aref Demetra = Dhè motër Figlia di Crono e di Rea. Era il dio dell altro mondo. Ricordiamo brevemente che i Pelasgi sono stati i primi ad introdurre la coltura dei cereali in Europa. invece nella lingua albanese troviamo Ha deks (dialetto Ghego) e Ha vdeks (dialetto Tosko). Una leggenda vuole che Demetra fosse arrivata in Grecia provenendo da Creta. Il suo culto venne preservato in alcune regioni della Grecia antica e soprattutto in Arcadia. dove i Pelasgi mantennero più a lungo le loro tradizioni. I Greci la chiamarono la madre dell avena. 104 . Era simbolo della civiltà antica: abbondanza del raccolto e dello sviluppo economico-sociale. In tutti e due i casi significa Colui che mangia i morti. appellativo che gli si addice molto di più che non l Invisibile. Tutti gli antichi la consideravano come la dea Terra (Tokë o Toka mëmë: Terra madre in lingua albanese). Demetra era la dea dei frutti e di tutte le ricchezze della terra. È interessante notare il collegamento fra i nomi Demetra (dea della fertilità della terra) e Persefone (sua figlia). con il quale regnava come un sovrano senza pietà sulle anime dei morti. L origine del nome in lingua albanese è molto chiara: significa terra sorella (Dhe Motër).

si spiega molto bene ricorrendo alle parole albanesi Pen e lyp (Il cotone chiede). Nella seconda è figlia di Laomedonte. Legata in catene. Il suo nome. Ulisse è conosciuto per i suoi viaggi . e cioè strada piccola. e si spiega con le parole albanesi Udhës. Penelope. di notte. Durante l assenza di suo marito. Il suo soprannome ce lo dimostra. vestita soltanto dei suoi monili. anche questo nome può essere collegato alla parola albanese Ulic. Odisseo = Odise Ulisse. Udhëtar (viaggiatore) che. a loro volta. Colei che ha bisogno del cotone. Udhësi. però. É la moglie del famoso Ulisse. Penelope = Pen-e-lypi Figlia della ninfa Periboea e di Icario. lo aspettò fedele durante i vent anni della sua mancanza da casa. dopo aver combattuto per dieci anni. disfaceva ciò che tesseva durante il giorno. moglie di Prometeo. significando in tutti e due i dialetti catturata. ne impiegò altri dieci in un avventuroso viaggio di ritorno. fratello di Tindaro. nuda. mise in atto uno stratagemma: dichiarò che non avrebbe preso in considerazione nessuna proposta prima di aver finito di tessere un sudario per suo suocero Laerte. Il suo nome si spiega in maniera perfetta con la lingua albanese: E zanë (ghego) oppure E zënë (tosko). derivano dalla parola albanese Udhë (strada). sua moglie. deve la sua vita ad Eracle che la liberò dalle catene.Esione= Hesiona Esistono due diverse credenze a proposito di Esione. Ulisse era un nome latino. per reprimere i pretendenti che la volevano in sposa. I Greci lo spiegano 105 . Nella prima ella è una ninfa Oceanina. Penelope. Odisseo è l appellativo che gli venne dato per via del suo burrascoso ritorno in patria.

A quell epoca. Penelope è un appellativo. e noi non possiamo bypassare questa affermazione). Omero = Homeri Questa parola che esprime ammirazione nell idioma pelasgoalbanese. tramandati di generazione in generazione da rapsodi anonimi. Gli Elleni hanno ascoltato le epopee cantate dai 106 .con: colei il cui viso è coperto da un velo. e che Iliade e Odissea siano dei poemi preellenici. tipicamente significa: che bello. i Frigi). Gli Albanesi conservarono invece la forma arcaica kal (cavallo). adottate dagli Elleni successivamente al loro arrivo nelle terre dei Pelasgi. abbiano trasmesso oralmente le epopee antichissime. come quelli degli dèi e i toponimi dei Pelasgi. rielaborate ed infine trascritte nella loro lingua. che piacevole. dopo il loro arrivo nella penisola. oramai. e solo dopo le abbiano adattate. Hippos = Hipos Questa parola in greco significa cavallo. In realtà possiamo supporre che questi poeti epici. per denominare il cavallo la lingua albanese ha conservato la forma più arcaica. La confidenza con il cavallo da parte dei greci è stata tramandata dai Pelasgi (i Traci. cantori nel periodo dei Pelasgi (visto che gli antichi ci raccontano che i Pelasgi possedevano il territorio che oggi si chiama Grecia. il cavallo era un animale addomesticato e cioè cavalcabile. che è riconducibile alle prime parole dell uomo preistorico: kal. Questa nostra interpretazione avvalora la tesi di coloro che credono che Omero non sia mai esistito. In realtà. I Greci. Essa deriva però dalla lingua pelasgo-albanese e più precisamente dalla parola hip (salire). prima dell arrivo dei Elleni . chiamarono questo animale Hippos: colui che sale. conservando intatti i termini e i nomi che essi non capivano.

dialetto ghego del Albania del Nord. Invece nel Sud del Albania si dice: O mirë.cantori epici e chi con loro ascoltava gli stessi cantori esclamare: O mere (che bello). 107 .

nome questo che è solo una trascrizione fonetica della lingua pelasgico albanese deti jonë e cioè mare nostro. Nel frattempo i Pelasgi avevano il controllo del mare già da 15 secoli. Il mare Adriatico (Adria è un nome illiro) é collegato al mar Ionio. Tucidide scrive (1. Dobbiamo cercare l etimologia della parola thalassa in quella lingua in cui la parola stessa si trova in armonia con altre parole e termini. Si è cercato di spiegarla con la parola taraso (parola onomatopeica che ricorda il mormorio delle onde del mare).Thalassa Di Mathieu Aref L etimologia di questa parola non è stata mai chiarita. Cari e Lelegi. Traci.C. Non si trova nessuna spiegazione soddisfacente nella lingua greca. Tutti gli autori antichi ci confermano che i Pelasgi. Il mar Tirreno era il mare degli Etruschi (Tyre in albanese significa loro ). I Greci lo chiamarono Ionion pelagos. Egeo Cretesi. La maggior parte dei popoli del mare erano di origine pelasgica. La maggior parte degli storici antichi che hanno scritto su questo tema affermano che i Greci. quando 108 . Thrakiko pelagos (parte nord-orientale della costa del Mar Egeo attraverso la costa della Tracia). come pontos e pelagos. Illiri ed Etruschi (quest ultimi sono i famosi Tursha . In tutta la costa greca troviamo toponimi di origine pelasgica come: baia Malia. il mare dei Pelasgo illiri. popoli del mare che molte volte troviamo anche nei geroglifici egiziani) avevano familiarità con il mare molto tempo prima dei Greci. pelagos significa mare aperto.13) che i primi Greci che costruirono delle navi (le triere) furono i Corinzi tre secoli prima della guerra di Peloponneso e cioè all inizio del VII secolo a. ma la lingua greca ha altre parole che si ricollegano al mare. Nella lingua greca.

109 . Ed ecco infine il pensiero di Meie (Una panoramica sulla storia della lingua greca -Klincksieck. derivano della lingua pelasgo albanese e significano: il mare (deti). a partire dal VII secolo d. conservando così lo stesso significato che aveva presso i popoli Traco Illiri che vivevano in quelle regioni dove. Parigi 1965): . Questa parola si trasformò nel linguaggio dei Serbi in talas. che non capivano il significato di queste parole. In oltre. che nella lingua albanese odierna significa onda enorme. Questa affermazione è molto significativa ed avvalora la spiegazione fin ora da noi sostenuta. Il mare nella lingua greca non ha un termine antico.. Però i Greci. I nomi Thety(s) e Theti (s) (Teti). mettendo di fatto la parola Thalassa nel vocabolario della lingua pelasgica che Meie chiama lingua preellenica. e non ha altro termine oltre a quello indoeuropeo. si insediarono i Serbi. la lingua greca ha utilizzato altri termini per definire il mare come pontos. Questa parola è stata utilizzata dai Serbi (popolo legato più alla terra. C. usarono un altro termine pelasgo -albanese per indicare il mare: tallaz. pelagos ecc. che sono delle divinità marine.arrivarono nei territori dove si trovano oggi. non avevano nessun termine o parola per denominare il mare. e cosi la lingua greca per un periodo di tempo non ha avuto nessun termine per definire il mare. L origine di queste parole è oscura e senza dubbio esse sono state ereditate da qualche lingua preellenica. arrivato dalle steppe dell est e che non conosceva il mare) che la importarono dalla lingua illirica.

Nella tomba Vend-Kahrun di Tarquinia. si parlava la stessa lingua. Di queste merita citarne due. la parola LUS è espressa sia sotto forma di FE-LUS = con fede prego. Ma la parola con BALL che interessa di più questo studio è BALUS. a Prishtina intitolata Il ruolo dei Pelasgo-IliriAlbanesi nella Creazione delle Nazioni e delle Culture si trovano esaurienti e particolareggiate notizie sui Pelasgi. poiché i Traci antichi abitanti di quella terra costituivano una delle grandi tribù pelasgiche. oppure comprendono appena due parole. e anche nel retroterra. e ZER-ula = AFFERRATO dal basso. Da questa panoramica si è potuto constatare che in una vasta area del Mediterraneo. sia come Ke-Lus = hai (la nostra) preghiera. La parola BALL ( fronte in albanese) è molto comune in Romania e si presenta composta in varie forme. Il significato di BALL-LUS è prego di fronte (a ) . che abbiamo visto in parecchie iscrizioni in Italia. Non risulta che siano state trovate in Romania iscrizioni traciche abbastanza lunghe.Gli albanesi sono gli unici membri autentici della famiglia dei Pelasgi Di Nermin Vlora Falaschi Anche in Romania si trovano iscrizioni pelasgiche. prego. anzi spesso sono soltanto dei toponimi. con 110 . come per esempio in BALCRAS = confrontare (in albanese ballakrahas). anch esse comprensibili solo attraverso l albanese. Skënder Rizaj dell Università del Kosovo. BALLAS = di fronte. a causa del termine LUS. Nella grandiosa opera del prof. per noi interessanti perché si sono incontrate sulla Stele di Lemno: ZA-ka = VOCE (FAMA) ha.

perché nei Balcani l elemento ilirico è ancora vivo. Sappiamo che Erodoto ha scritto di aver scoperto vestigia dei Pelasgo-Iliri a Dodona e che la gente dell Epiro. Non è il caso di addentrarci nei dettagli di questo minuzioso lavoro di oltre 500 pagine. Tucidide a proposito dei Dori ci informa che ottimi navigatori. come pure di Corinto e del Peleponeso parlava una lingua da lui sconosciuta. Dopo approfondire ricerche. Egli sostiene che gli Iliri non appartengono solamente al passato. e delle lingue slave ha potuto realizzare un opera originale e di grande valore. e grazie alla sua perfetta conoscenza della lingua albanese. Del resto non pochi autori affermano che i Dori erano una tribù ilirica ellenizzata (DOR in albanese significa mano). lo studioso Hans Krahe conclude: 111 . si erano spinti verso nord e in altre direzioni contribuendo in modo significativo a plasmare la cultura nel mondo. Comunque per lo spirito del nostro studio conviene richiamare almeno un paio di riferimenti citati da Rizaj. Oltre che nel ex Jugoslavia Rizaj ha effettuate le sue ricerche anche in Asia Minore. del turco. ma è lecito sperare che venga presto tradotto anche in italiano. Egli fa sapere che lo storico turco Sulejman Kulça sostiene che nel mondo attuale gli albanesi sono rimasti gli unici membri autentici della famiglia dei Pelasgi. Quindi egli aggiunge è impossibile scrivere la storia delle popolazioni dei Balcani senza conoscere a fondo il substrato culturale ilirico .citazione dell esatta fonte di ogni informazione. Rizaj riferisce inoltre che l ilirologo jugoslavo Alexander Sticeviç è categorico nell affermare che gli esperti che vogliono essere precisi nello studio degli Iliri devono necessariamente conoscere la lingua albanese. Ed è precisamente per questa ragione che gli Iliri rappresentano ancora oggi un tema di attualità per l intera Europa.

nella sua opera La Grèce avant les Grecs pubblicata a Parigi 1877. sono strettamente collegate alla lingua albanese . nel 1854 pubblicò a Vienna un interessante libro. Benlöw. che per parecchi anni fu console a Janina. Trombetti. nonché alla lingua e alle tradizioni. Lattes. osserviamo che le eredità linguistiche provenienti dalle lingue antiche dei Balcani. nel suo libro del 1924 Reallexikon der Vorgeschichte estende le sue considerazioni sugli Iliri anche ai Traci: Comunque sia. L austriaco von Hahn. Albanische studien dove fra l altro afferma: Gli Albanesi sono autoctoni perché discendono direttamente dagli Iliri. e questa è l albanese . che riconosce notevoli concordanze tra onomastici venetici. si interessò vivamente ai ricchi reperti archeologici dell Albania. Per terminare la citazione degli studiosi. alcuni fra i tanti che si sono interessati al problema pelasgico-ilirico-etrusco.Un numero rilevante di parole del dialetto dorico è incomprensibile con il greco. japigi. ilirici. tutte derivanti dai preistorici Pelasgi . non si può fare a meno di ricordare tre fra i più autorevoli ricercatori italiani in questo campo: Ribezzo. mentre si spiega con le leggi linguistiche dell ilirico . come quella degli Iliri e dei Traci. Norbert Jokl. che afferma non esservi alcuna ragione per non ammettere un origine ilirica delle popolazioni italiche. scrive: Una sola lingua è stata finora in grado di gettare luce sui nomi di questi luoghi. e albanesi. infine conferma che tribù iliriche si sono sparse 112 . come del resto anche le popolazioni della Macedonia e dell Epiro. Dopo aver visitato le varie regioni e imparato i dialetti albanesi. L.

alla Calabria. vi sono anche le attestazioni archeologiche a confermare l affinità non solo linguistica. dal Veneto alla Puglia.lungo tutta la Penisola italica. Il territorio abitato dai Gheghi e dai Toschi era l Iliria meridionale. Oltre la testimonianza di così eminenti studiosi. 113 . attraverso monumenti. comportamenti sociali tra i Toschi (Tusci) dell Etruria e quelli dell Albania meridionale. sculture. ma anche delle idee creative. A questo proposito non è forse inutile rammentare che ancora oggi gli albanesi del nord si chiamano Gheghi e quelli del sud Toschi. come quelli citati. monete.

La tomba rinvenuta a Gradishta.Gli Iliri e gli Etruschi hanno una comune provenienza pelasgica Di Nermin Vlora Falaschi Grazie a qualche reperto archeologico. al fine di verificarne la comune provenienza pelasgica. Per esempio a Gradishta. Albania Al suo interno sono stati rinvenuti degli splenditi gioielli: 114 . l affinità e il parallelismo evolutivo degli Iliri e degli Etruschi. preso Lushnja nell Albania centrale si trova questa magnifica tomba del IV secolo a.C. In Albania sono venute alla luce molte tombe monumentali a due piani che ricordano in modo sorprendente le coeve tombe etrusche dalle stesse caratteristiche. potremo constatare. in particolare.

nonché lo stesso copricapo: 115 . Poco a sud. nei pressi di Tarquinia. Albania meridionale. presso Cerveteri. Confrontando il bassorilievo con questa moneta etrusca di Populonia si possono osservare gli identici strumenti di lavoro. si può ammirare questa tomba monumentale che assomiglia molto a quella dell Albania: La tomba monumentale di Cerveteri. con una minima variazione: Gravisca. Italia È noto che tanto gli Iliri quanto gli Etruschi erano molto abili nella lavorazione dei metalli. È interesante al riguardo di questa lapide ilirica eretta in onore dei forgiatori. scoperta a Korça.Perfino il toponimo Gradishta esiste in Etruria.

Invero. fatti analoghi non si ripetono solo per coincidenza: all origine esiste sempre una dinamica comune che sfocia in realtà incontestabili. I monumenti etruschi oggi sono in gran parte irriconoscibili. La grande civiltà degli Etruschi è stata la base. D altra parte l Iliria calpestata da innumerevoli invasori e in gran parte occupata da nuove popolazioni ha perduto la sua estensione territoriale ma ha conservato l immagine della passata grandezza grazie alla eloquenza dei ricchi e delle monumentali vestigia. ragionare. non essendovi stata una prevaricante sovrapposizione si culture accade che non lontano dal cuore di una città ilirica si possa vedere una chiesa paleocristiana o un castello medievale. dei Romani nella creazione del loro impero.. Si può constatare da questa immagine della città di Butrinto nell Albania meridionale. perché cambiando foggia sono diventati romani e poi molti di essi cristiani. senza faziosità. ma ancora autentiche e riconoscibili. e in gran parte la guida. Basta osservare. il peristilio e i bagni pubblici siano rimasti ilirici non avendo dovuto cambiare né nome né stile nel susseguirsi di nuove dominazioni. la precettore. paragonare. Se il tempo e più ancora le continue guerre hanno danneggiato buona parte di queste testimonianze. oltraggiate e parzialmente diroccate. come il teatro del IV secolo a.C. Solo le tombe inviolate ci hanno tramandato l autenticità di quella stupenda civiltà. 116 .

Nella loro raffinatezza. è rimasta inalterata: Apollonia. la città dove studiò Cesare. la fontana del IV secolo a. Albania Non è certo il caso di esporre in questo breve saggio altre vestigia iliriche scoperte in Albania.Butrinto. situata al termine dell acquedotto. analoghe a quelle etrusche. la città dove Ottaviano Augusto perfezionò i suoi studi. e che Cicerone chiamò Mirabilis Urbs. uno dei più bei monumenti del Mediterraneo. C. Albania Anche al ninfeo di Apollonia. 117 . simboleggiano la sublimazione dell arte e l evanescenza del sogno. però è difficile non ricordare almeno un reperto di Durazzo (Durrës).C. presentando questi gioielli del III secolo a.

che valorizza ogni oggetto. retti da una figura umana dalle gambe incrociate che vengono assimilate fino a trasformarsi in una base che sostiene tutto l insieme. il quel quadro plurimillenario. Lontana dagli affanni terrestri. quando si leggono quelle iscrizioni che appartengono al sentimento.Museo archeologico del Vaticano Di Nermin Vlora Falaschi È un luogo particolarmente affascinante. appartiene a un urna ornata con putti che rincorrono dei cigni svolazzanti. non solo per il modo come sono espressi sentimenti e concetti di pace come ci piacerebbe intendere ancora ai nostri giorni. e il modo di sentire non muta con lo scorrere dei secoli. in un urna ornata di incisioni circondata da querci. Il tempo si ferma. e nell ammirare si vive. come del resto tutti gli altri. si gioisce. e anche più chiara e leggibile. con i reperti collocati in una cornice stupenda. adagiata su un cucino. L interesse che desta questa urna è notevole. si soffre con i nostri antenati. Forse l iscrizione più bella. La bellezza e l armonia rendono la cultura quasi più dotta che altrove. ma sopra tutto per la conferma di una cultura e di una tradizione comune nell area euro-mediterranea. non solo infine per aver conservata intatta la sua bellezza fin da una remota antichità. si interpreta con l idioma dei mitici Pelasgi. non solo per il linguaggio così uguale all albanese di oggi. riposa la persona vicina al nostro cuore. Anche questo messaggio epigrafico. sopravvissuto nell albanese attuale: 118 . Tutto è palpitante. Ai due lati l urna è incorniciata da fiori stilizzati. il Museo Archeologico del Vaticano. E l insieme di questo l ornamento fa da cornice al pensiero filosofico dedicato ad una bella figura femminile che. volge lo sguardo verso spazi infiniti.

Pelasgo-Etrusco Albanese Italiano LARCE Largë Lontano TUTNASH tutnash dagli spaventi LATHA lata tra ornamenti scolpiti LISA a lisa e querci SCL shkeli è scesa AFRA e afra la vicina In questa iscrizione breve ma significativa. 119 . che qui è stata resa scrivendo solo le consonanti (SCL). un metodo non inconsueto. Si è già veduta l iscrizione di Perugia con la parola SCELI (in albanese shkeli) cioè scese. LISA e SCELI. Firenze e Perugia: TUT. si osservano tre parole presenti pure a Chiusi.

determ minato.Su un urna al Museo Nazionale di Chiusi vi è u un iscrizione abbastanza lunga con la parola TUT. il suo significato o magico e sentimentale connesso alla memoria del leggendar rio santuario di Dodona. aff fanno. mentre in albanese da libër nominativo indeterminato si forma libri. conviene precisale la forma TUTNASH come appare al Museo Vaticano. ma declinazioni nella duplice forma determinata e inddeterminata. determ minato. Onde evitare perplessità. Ritorniamo al termine LISA. Purtroppo si tratta di un messaggio molto triste c che rivela la rassegnazione degli Etruschi a una fine ineluttabiile. è stato ccommentato trattando il sarcofago di Firenze dove si invocano i Creatori della stirpe che erano là dove sorge la luce e sono l le querci . in italiano si impiega l articolo (il libro). Vediamo ora l iscrizione di Chiusi che contiene e il termine TUT. culla della cultura pelasgica. significa dag gli spaventi. un iscrizione abbastanza lunga con la parola TUT. è stato ccommentato trattando il sarcofago di Firenze dove si invocano i Creatori della stirpe che erano là dove sorge la luce e sono l le querci . spavento. Infatti anche oggi la lingua albanese non ha aarticoli. Per esempio per rendere determinata la parola LIBRO. aff fanno. che non risparmia nemmeno la gioventù (RINÌA): 120 . in italiano si impiega l articolo (il libro). significa dag gli spaventi. spavento. Ritorniamo al termine LISA. mentre in albanese da libër nominativo indeterminato si forma libri. Infatti anche oggi la lingua albanese non ha aarticoli. culla della cultura pelasgica. Onde evitare perplessità. il suo significato o magico e sentimentale connesso alla memoria del leggendar rio santuario di Dodona. ma declinazioni nella duplice forma determinata e inddeterminata. Per esempio per rendere determinata la parola LIBRO. conviene precisale la forma TUTNASH come appare al Museo Vaticano.

con cavalli.Pelasgo-Etrusco Albanese Itaaliano LO Loc Il frate ello minore TREPY treti si è perduto TUT tut sp pavento NAI nai iin noi PAN pan han nno visto L L L REMZ Ramë siam mo caduti NA na noi RESE Reze Ettruschi THE dhe e anche RINIA rinìa la g gioventù Nel museo archeologico del Vaticano si trova annche questa urna con un bassorilievo raffigurante una scena di caccia. Comunque il messaggio rileva un infinito dolore: 121 . cani e un cinghiale che è la vittima. Il persoonaggio che riposa sul coperchio era forse un bravo cacciatore: cosi almeno appare tramandato ai posteri.

un oggetto molto in nteressante e bello. Lo Jonio era il mare Nostrum. dei Pelasgi: secondo Tucidiide. Sempre nello stesso museo. che in albanese di dice deti Jo on. anche nel senso di molto doloroso o. che invita a riflettere per la sua forma inconsueta e per il concetto doloroso che porta inciso: 122 . raro nel suo genere. è un tempietto cilindrico o.Pelasgo-Etrusco Albanese It taliano It taliano OAN Joni Il nostro TRENOI trenoi fece iimpazzire NE ne noi INASPRESH ashpërsisht asp pramente In questa iscrizione merita uno speciale commentoo il termine OAN. che si riferisce al caro defunto nostro. o anche ON N o ION. Jon era anche l attuale mare Adriatico. che appartiene e a noi. è il nome del mare Jonio. aspro in italiano. ashpër in albanese. reso in albanese con joni (la i finale è determ minata). le cui sponde erano anticamente abitate da tribù pelasgo-iliriche che di conseeguenza lo consideravano come una sorta di lago loro apparteneente. Un esempio tipico di questa parola OAN. Un altra parola da notare è INASPRESH.

Pelasgo-Etrusco Albanese Itaaliano LA lanë lascciarono ROI roi di vivere THANKH tanë tuttte (le) FILUS fillus re eclute MASH mosh iin età NIAL dial gio ovanile Oggi in albanese il plurale di la diventa lanë. NNell antichità evidentemente non sempre se ne teneva conto. Deel resto non mancano esempi anche in lingue più recenti di d verbi al singolare in luogo del plurale, sopra tutto con ri iferimento a pluralità collettiva della stessa specie. Un semplice spezzone di pietra reca incisa quuesta breve iscrizione: 123

Pelasgo-Etrusco Albanese It taliano It taliano ARNO Arno Crreatore LA la llasciò ROAL roi-plotjen il pien no della vita Oggi noi diremmo: Dio mio, ci hai lasciati nel p pieno vigore della vita! Un grido di disperazione che la mente n non spiega e la ragione rifiuta. Invece del consueto LA ROI (lasciò di vivere)), in questa incisione e nella seguente si ha LA ROAL. Il s suffisso -AL esprime certamente un valore di superlat tivo o di intensificazione, cosi come in LARTHAL (altissim mo) rispetto a LARTH (alto). Questo valore oggi non si può rend dere con una sola parola, né in albanese né in italiano, in un caso come questo che riguarda il concetto di vita , per cui si i può tentare di interpretarlo con una espressione intensifica ativa, come appunto il pieno della vita. Vediamo ora la seconda lastra recante la paroola ROAL, classificata sotto il numero 20712: Pelasgo-Etrusco Albanese Itaaliano LA la llasciò RIS risi giooventù LA la llasciò ROAL roi-plotjen il pienoo della vita 124

La parola RIS, che lo abbiamo trovato al museo d di Tarquinidi Tarquinia sottoforma di RISIA, è equivalente alla parola RIN NÌ incontrata al museo di Chiusi: RISÌ = gioventù, RISÌA = lla gioventù, come RINÌ e RINÌA. Un'altra pietra reca ben nota la parola CAE che quii si presenta chiaramente al plurale CAINE:

Pelasgo-Etrusco Albanese Itaaliano CAINE qajnë pia angono I RAMO i ramë il ccaduto Infine, questa lastra rivolge ad ARNO un breve messsaggio, che purtroppo non si può leggere per intero a ccausa della frantumazione della pietra. 125

126 . senza tener conto delle parole intermedie mancanti: dal Creatore hai misericordia. in questo caso coniugato alla seconda personna singolare dell indicativo presente passivo CAES. Se ne renderebbe meglio il senso interpretandolo. il termine CAE. compasssione.Pelasgo-Etrusco Albanese It taliano ARNOA (nga) Arnoia dal CCreatore CAES qaesh seii pianto Come abbiamo visto anche al museo di Viterbo o. benevolenza. ha un signifficato molto più ampio e profondo del semplice pingilo.

I due cavalli sono vivi. È interessante notare che la stessa espressione artistica di anelito verso l alto. teso all elevazione esisteva in Iliria. Ogni piano desta ammirazione e stupore.Museo archeologico di Tarquinia Di Nermin Vlora Falaschi Il museo archeologico di Tarquinia è un tesoro di reperti. E quando si allontana lo fa forse perché immagina che siano già volati via in direzione di mondi lontani. palpitanti e potenti. in attesa che spicchino il volo. rinvenuto presso la città di Kolonja in Albania: 127 . E chi li sta ammirando continua ad ammirarli. tesi in avanti. come dimostra questo cavallo alato del IV secolo a. come se stessero per lanciarsi verso spazi infiniti.C. Ogni reperto narra simbolicamente un frammento di storia che si sviluppa di oggetto in oggetto in una vita vissuta e testimoniata attraverso la bellezza dell arte.

Oltre la sua testa. Le quattro facce del sarcofago sono ornate conn figure in bassorilievo lavorate con rara maestria. sta un busto di bambino. come d altronde lo sono un po tutte: Pelasgo CE LOUR PARTUNUS LA RISA LIMA CLAN Albanese Etrusco qe lodhur nga pjellje la risì dhima klan It taliano era ssfinita da ai parti llasciò gi ioventù sof fferenze nei familiari 128 .Nel museo di Tarquinia sono particolarmente ssuggestivi suggestivi i pensieri tramandati a noi mediante le confessioni de ei sarcofagi. Al pian terreno. spicca un bellissimo sarcofago bianco. con un leone a c ciascun lato. nel centro della prima sala. Sopra il coperchio è a adagiata una donna. con la nuca appoggiata a allo stesso guanciale. Sotto al coperchio è scolpita un iscrizione bella e iinteressante.

A destra del dominante sarcofago ora esaminato si trova un coperchio di sepolcro che potrebbe passare inosser rvato se non si prestasse attenzione al messaggio che reca inciso o e che dà un senso di profonda tristezza per questo giovane di 2 25 anni. non solo per la presenza di numeri romani. ma anche per la latinizzazione di alccune parole. al quale corrispondono tutte le altre parole. come FIL (filius) e in particolare PARTUNUS (parttus) che. non sembrra esistesse nell anticha lingua dei Pelasgo Iliri.RAMOAS ra mosh calatti nell età CUCLNIAL kukumal (pirg) un mmucchio ZILKH zije ddi lutto CEKHAN që kjan pi iangere E e e RI ri riimane TENOAS te ne dda noi A a aanche FIL bir il l figlio Ce që che A â è LOAS lash la asciato KH koha tempo (all età di) XXXII 32 (?) 32 (anni?) Si deve ritenere che anche questo messaggio ccosi sofferto appartenga a un periodo tardo. per quanto è possibile giudicare dall albanese attualle. che sfinito da qualche malattia portò nel sepolcro la sua gioventù: 129 .

130 . Nella sala attigua. ci sentiamo spinti a rivolgere un pensiero di eterna pace a questo giovane prematuramente scomparso. ha tuttavia qualche accenno di ornamenti alle estremità. Sebbene sia grigio e semplice come il precedente. sotto la finestra. e tutti noi leggendo questa iscrizione. molto perfezionata. anche se purtroppo non sia possibile leggerla per intero: le lettere sono logorate e la pietra è scheggiata e non sarebbe coretto cercare di indovinare solo seguendo il senso della frase.Pelasgo -Etrusco Albanese Italiano CE qe Era LOUR lodhur Sfinito LA la Lasciò RISAL risin La gioventù CLAN klan La famiglia CUCLNIAL Kukumal Dal tumulo THANKH thatë Secco TI LUS Ti lus Per lui pregare LUPU lypi Chiesto A â Ha FILS fisit Ai parenti XXV 25 (?) 25 (anni?) Il giovane ha chiesto ai parenti di pregare per lui: tutti noi siamo in qualche modo suoi discentendi. si trova un altro coperchio. L iscrizione scolpita su di esso si presenta. dal punto di vista letterario e concettuale.

nel suo atteggiamento di sereno ripo oso. La figura. che tuttavia ormai sono velati dalla nebbia del tempo e sembrano fantasmi di se steessi.Pelasgo -Etrusco Albanese Ita aliano C Qe Era ANA ana Dal lla parte NAS nash DDi noi LA la LLasciò ROI roi Di vivere LARTHAL I Larti L A Altissimo MATIUAL I Maturi il Sagggissimo CCLA Ke krah Nelle e braccia TI Tij Sue ANATI Ana Tij al laato Suo VOI vej metterllo (voglia) LAFTNI lavdi LLode CERIM kërkim ric chiesta TE te vverso MAHI Madhi la G Grande SA Za VVoce MUTHITH mu thith essere e recepita In fondo alla seconda sala del museo. La base presenta bassorilievi elaborati. sembra l espressione della beatitudine e se non leg ggessimo il 131 . è posato u un sarcofago con una figura maschile adagiata sul coperchioo.

rivolto ad d ARNO. Pelasgo-Etrusco DAINOA APAT RUI LAROIAL FEKH ATA CRI AI CALE ONAS Albanese Dënove apat ruj duke la rojtjen duke fik ata qe i ri ai ka le jonash Ita aliano Hai co ondannato i ppadri a sopr ravvivere facendo o lasciare di viivere e spe egnendo lloro era g giovane ccolui che e è nato dai i nostri . il Creatore. forse causa di un epidemia. per la perdita di quasi tutti i membr ri di quella famiglia. Quanto dolore straziante traspare dalle parole: Hai condannato i padri a sopravvivere. Invece l iscrizione è un urlo disperato. o Creaatore! .messaggio scolpito sul bordo del coperchio potremm mo rimanerito sul bordo del c operchio potremm mo rimanere con questa precisa sensazione.

132 .

Zacharie Mayani dell Università della Sorbona di Parigi. Infatti non è stato proprio il bosco sacro dal non far luce il risultato dello sforzo di tanti linguisti che si sono prodigati nel tentativo di scoprire la chiave dell idioma degli Etruschi rincorrendo parole tortuose che sgusciano via e il più delle volte fanno perdere l orientamento? Hanno potuto raggiungere lo scopo solo coloro che hanno avuto l intuizione di affidarsi alla lingua albanese. moltissimo tempo prima di noi. il visitatore riceve i messaggi. Lucus a non lucendo. legge le iscrizioni e impara ad amare chi visse e soffrì come noi. diceva Marco Fabio Quintiliano alludendo ironicamente alle distorsioni verbali per trovare la radice delle parole. Un particolare riconoscimento in questo senso è dovuto al Prof.ARNO Arno Creatore AI ai egli LAROI la roi lasciò di vivere ATIMIA a timia anche la mia PUIA gruia moglie APA apa il fratello maggiore AVIS a fis e i parenti TER tër tutti NES nesh di noi La tomba dei Vend-Kahrun e le altre di Tarquinia sono conservate come luogi di culto. Con occhi stupiti. la pulizia che le contraddistinguono esprimono l intensità dell amore per i nostri lontani antenati da parte di coloro che curano questa cultura e che con passione la mostrano al visitatore. L ordine. che 133 .

Altra personalità di grande cultura è il Prof.ha voluto imparare l albanese. Skënder Rizaj dell Università del Kosovo a Prishtina. Giuseppe Catapano che con lo stesso metodo ha dato nuova luce all idioma esoterico dell altra sponda del Mediterraneo. Né vanno dimenticati gli approfonditi studi del Prof. 134 . anticamente abitata da tribù pelasgo-iliriche. ne ha approfondito la conoscenza pratica in Albania e ha potuto così mettere in luce la verità. che con il soccorso dell albanese e riuscito ad interpretare la paleografia nell odierna Turchia occidentale. one = nostra). l Egitto faraonico (in albanese fara = stirpe.

C. combatté contro i Macedoni e contro i Greci che confinavano con il suo stato. ovviamente non poteva dare questa spiegazione etimologica. i suoi soldati. l Epiro si arrese a Cassandro. Shqyptar (albanese) è uguale a: bir i shqiponjës (figlio dell aquila). Malgrado le numerose sconfitte che gli Epiroti subirono in quegli anni. che non conosceva la lingua pelasgica (che era considerata fin dai tempi di Erodoto una lingua barbarica). re della Macedonia.. meravigliati dalla velocità che mostrava in combattimento il loro condottiero. merita l attenzione degli studiosi. riferendo questo aneddoto nella sua opera Vita di Pirro.C. che è sfuggito sia agli storici antichi e sia ai filologi moderni. Plutarco. Questo fatto. Plutarco. perché rappresenta una prova incontrovertibile -per coloro che come 135 . Shqype significa aquila (shqiponja) in albanese. nel III secolo a. vediamo emergere una grande personalità epirota: quella di Pirro. Egli. non avrebbe mai potuto immaginare che è proprio a questo aneddoto che gli Epiroti e tutti coloro che oggi si chiamano Albanesi devono l origine del termine shqiptar (albanese). Pirro rispose loro che questo era vero. ma aggiunse che le loro lance gli erano servite da ali per spiccare il volo. gli dissero che sembrava fosse un aquila.Gli Epiroti e i Macedoni non erano popoli ellenici Di Pashko Vasa Nel 376 a. Shqypëri oppure Shqypëni (Albania in lingua albanese) significa: vendi shqiponjës (il paese delle aquile). ma soltanto tre anni dopo gli Epiroti fecero una rivolta e lo sconfissero. e che non aveva visto da vicino l Epiro e la sua popolazione. prima di scendere in Italia. Proprio in questa occasione. che noi lasceremo valutare a filologi e studiosi.

tutto il territorio fra questi due punti geografici. 136 . I nomi Epiro e Macedonia sono di origine straniera. che non hanno niente in comune con i Greci. e non pensano affatto che il loro paese abbia un nome diverso dal quello che loro adoperano. nella loro lingua queste parole non esistono*. cattolici o ortodossi che siano.noi difendono la tesi che gli Epiroti fossero una popolazione diversa dalla quella ellenica -che essi avessero una loro lingua. la Macedonia e l Albania: si tratta di nomi sconosciuti e senza significato nella loro lingua. greca. iniziando da Scutari e fino alla baia di Preveza. Una lingua che i Greci non capivano. La stessa lingua che oggi si chiama arbëreshe oppure shqiptare (albanese). Illiria e in alcune isole dell Arcipelago. Con l intento di fornire alla filologia un elemento sicuro per valutare l importanza di questo articolo. Macedonia. musulmani. credendo di essere insultati in qualche lingua straniera. Macedonia. Se provate a fermare un contadino per strada e a chiedergli: Di dove sei tu? Egli risponderà: Jam shqiptar (Sono Albanese). vengono identificati col nome di Shqypëri (Albania). come pure nei monti dell Attica. diremo che i nomi Epiro. e anche il mare antistante. paese che appartiene agli Albanesi. Se sentissero parlare di Epiro o di Albania. la lingua degli antichi Pelasgi. nel secolo XIV o XV. Ma gli Albanesi non sanno cosa siano l Epiro. e che possiamo dire con sicurezza essere lo stesso idioma che si parla oggigiorno anche in Epiro. e cioè Shypëri oppure Shqypëni (Albania). Albania. ecc. Essi stessi si riconoscono con il nome originario shqiptar (albanese). Questa risposta verrà data senza ombra di dubbio sia dagli abitanti del Nord e sia dagli abitanti del Sud dell Albania. Perciò. sono completamente sconosciuti per gli Albanesi. essi non capirebbero e magari si sentirebbero offesi. invece Albania è un nome moderno che gli Europei hanno dato al paese degli shqyptarëve (albanesi).

possiamo sostenerlo anche per gli antichi Macedoni. È verosimile che nella corte di Filippo II e di Pirro i cortigiani. la lingua macedone era diversa da tutti gli altri idiomi che si parlavano in Grecia. anche questo popolo aveva una sua lingua. (traduzione libera). È storicamente provato che. quella che chiama shqipe l aquila e che oggi si parla ovunque in Albania. uscì dalla sua tenda e parlò in lingua macedone alla sua guardia e ai suoi soldati. che veniva definita barbarica.Quello che abbiamo detto degli Epiroti. un po greca ed un po pelasga. come abbiamo detto precedentemente. che ci racconta come Alessandro Magno uccise il suo amico del cuore Clito: Alessandro. la sua organizzazione militare. fosse completamente diversa dai dialetti parlati nelle diverse regioni della Grecia. che ci è confermato da tanti storici. rafforza la nostra tesi che la lingua degli Epiroti fosse la lingua dei Pelasgi e che questa lingua. come oggi la si studia in alcuni centri dell Albania. Iniziamo con Plutarco. Secondo diversi autori e storici. nella quale la si studiava. Per dimostrare questa tesi non faremo altro che rivolgerci alla storia. i suoi usi e costumi. essi parlavano una lingua mista. Da questo si può evincere che Alessandro Magno non usava la lingua greca perché i Macedoni non lo avrebbero capito. In molti scritti antichi si menzionano gli Etoli che erano confinanti con l Epiro. La lingua greca era adoperata nell alta società. diversa da tutti i dialetti greci. Questo dettaglio. aveva una sorta di governance che era completamente diversa da quella greca. La lingua che conoscevano e parlavano i soldati di Filippo II e Alessandro Magno non poteva essere che la lingua degli antichi Pelasgi. che non aveva niente in comune con quella dell Ellade. Il motivo per cui parlavano un simile dialetto era che essi (gli Etoli) da un lato confinavano con la Grecia e dall altro con l Epiro. come gli Epiroti. aveva le sue leggi. 137 . ubriaco dal vino e dalla rabbia. la stessa che si parlava in Epiro.

Essi avevano una loro vita indipendente politica e sociale. degli Ioni. che è diventato lingua universale**. questo idioma era diffuso in Asia e in Africa. le loro conoscenze li avevano innalzati al primo posto fra le antiche civiltà. la loro arte. Nessuno può negare che gli Elleni abbiano raggiunto il punto più alto della gloria tramite il progresso della loro civiltà. essi si erano tenuti separati dai Greci ed avevano formato una autonoma loro società. Bisogna inoltre considerare che la lingua greca non era studiata solo in Epiro e Macedonia. Quello che abbiamo scritto fino ad ora dimostra che gli Epiroti e i Macedoni erano dei popoli che avevano una comune provenienza come quella dei Etoli. e mai avevano avuto delle cause in comune con la Grecia. 138 . Non solo. la più idonea in quel periodo per collegare popoli differenti che avevano relazioni commerciali o politiche. ecc. Ma queste divinità furono introdotte dai Pelasgi. Ma noi non crediamo che tutti coloro che parlavano la lingua greca fossero Greci o appartenessero al loro ceppo etnico.gli alti ufficiali e i governanti parlassero e scrivessero in greco e coltivassero la scrittura e la letteratura greche. cosi come a Roma e in tutta l Italia. o simpatia per la sua politica. I nomi di queste divinità hanno un significato chiaro e convincente nella lingua albanese. La loro lingua era diventata la lingua liturgica di tutti. Fin dalla loro apparizione sulla scena politica. e furono i Greci che abbracciarono il loro culto. Questo succedeva perché il greco era la lingua all avanguardia. L unico elemento di affinità erano le divinità pagane. le loro relazioni. Allora la lingua greca si studiava come oggi si studia il francese. Erano popoli con caratteristiche che non avevano nulla in comune con la civiltà greca.

Ovviamente oggi gli Albanesi conoscono i termini sopracitati. ** oggi la lingua universale è l inglese. 139 .* il libro da cui è stato estratto questo brano è stato scritto nel 1879.

Cosi. Quello descritto è un rito primitivo. della Macedonia e dell Illiria. dicono: Për këtë peshë! (Per questo peso). e che nemmeno il Cristianesimo o l Islamismo sono riusciti a cancellare dalla mente del popolo albanese. vengono invitati dagli avversari a giurare sulla pietra prima di iniziare le discussioni per le cause che sono stati chiamati a giudicare. prendendo una pietra nelle mani. così come altri popoli giurano su Dio. Nei casi più gravi. sia nell Albania del Sud. che esiste ancora oggi e si usa nei paesi montuosi dell Albania con la stessa solennità dei tempi antichi. sia nell Albania del Nord. Gli abitanti dell Epiro. Questo giuramento si fa molto spesso anche ai giorni nostri. e si accompagna alle stesse modalità e alle stesse maledizioni per chi lo infrange che spesso sono state descritte dagli storici antichi. è il giuramento sulla pietra. I Pelasgi. che sono i capo famiglia (o capo tribù). su Cristo o sul proprio onore. gli abitanti dell Albania del Nord. invece gli abitanti del Sud Albania dicono: Për të rëndët e këtij guri! (Per il peso di questa pietra). quando parlano fra loro. Fino ad oggi non abbiamo riscontrato questo rito nelle consuetudini religiose della Grecia (né abbiamo testimonianze che affermino il contrario). e cioè gli abitanti che appartengono alla etnia pelasgica o albanese. usano giurare sulla pietra anche ai giorni nostri. che non si 140 . che solo i discendenti dei Pelasgi hanno conservato e che hanno portato con loro nel corso delle migrazioni verso i luoghi dove si sono fermati definitivamente. quando si tratta di prendere una decisione di vitale importanza gli anziani.La religione dei Pelasgi è viva in Albania Di Pashko Vasa Uno dei riti che appartengono all antica religione dei Pelasgi. musulmani o cristiani che siano.

i loro dei erano la terra. nelle colonie albanesi dell Italia. Illiria (e cioè in quella zona che si chiama Albania e dove la popolazione è omogenea e compatta). il fuoco. Anche se ha abbracciato altre religioni. Il popolo albanese. ha potuto rimanere quasi intatta cosi com era alle origini. come coloro che la parlano. sulla montagna e sui campi (Për mal e për fushë!). e cioè in qualsiasi posto dove questo popolo ha soggiornato durante le sue migrazioni. perché l Albanese è rimasto Pelasgo ovunque è emigrato. la più antica d Europa come quella albanese. la montagna. l acqua. le stelle ecc. il sole. spesso giurano sulla terra e sul cielo (Për qiell e për dhe!). sul il fuoco e sull acqua (Për këtë zjarr e për këtë ujë!). la roccia. la religione. in particolare gli abitanti dei paesi montuosi. tutto è rimasto pelasgico in ogni angolo dell Albania. le tradizioni. senza risentire dei mutamenti della civiltà o del tempo trascorso. e si è integrato con altre popolazioni. ha superato tutte le traversie. Macedonia. si è verificato non solo in Epiro. Questo fatto. la luna. adoravano la natura e i suoi fenomeni benevoli. i campi. La lingua. il popolo albanese mantiene intatto il ricordo della sua religione primitiva e della sua lingua madre che. anche se i secoli sono passati. invece di giurare su Dio e sui santi. che era parlata solo da un milione di persone. e in Dalmazia. ma anche nelle regioni montuose dell Attica in Grecia. sono rimasti uguali e intatti. anche a stretto contatto 141 . straordinario ed inspiegabile nello stesso tempo. il cielo. che ci riportano indietro nella notte dei tempi. senza avere né una sua letteratura e né il supporto di una civiltà particolarmente avanzata? La lingua di questa popolazione. Abbiamo a che fare veramente con un enigma. sul il sole e sulla luna (Për këtë diell e për këtë hënë!). Come mai una lingua cosi antica. Gli Albanesi non hanno trovato altre parole per immaginare gli dei. Questi riti.distinguevano per l esercizio delle belle arti e che non avevano una educazione raffinata.

provano che gli Albanesi. i sogni. Da questo lavoro di indagine la storia dei popoli del Mediterraneo avrebbe solo da guadagnare. o interpretando l ululato del lupo. non è cambiata per niente e non è diventata un idioma diverso. Oltre quello che abbiamo scritto finora per avvalorare la tesi dell antichità del popolo albanese e della sua estraneità dalla cultura ellenica. Le cerimonie funebri. pur convertiti in cristiani o musulmani. 142 . e che sono ancora in uso anche ai giorni nostri. Questo fenomeno. ecc. e molte altre pratiche che derivano direttamente dal culto primitivo dei Pelasgi. vi è l usanza largamente diffusa di prevedere gli eventi. del volo degli uccelli. merita veramente tutta l attenzione dei filologi e dei ricercatori. ci sono altri fatti che rafforzano tale teoria. che gli storici greci hanno notato fin dai tempi antichi. ad esempio. Queste usanze sono talmente radicate che niente e nessuno finora è riuscito a limitarne l influsso nelle consuetudini collettive. Cosi l oroscopo viene formulato mediante l esame delle interiora o di alcune ossa degli animali.con altre culture. hanno conservato intatte la loro religione antica e la loro lingua. le purificazioni attraverso l acqua. In Albania. e che appare chiaro anche oggi agli studiosi della cultura albanese. e dovrebbe diventare oggetto di studio approfondito e paziente.

cala la notte... portarono con loro il culto una religione primitiva.. (spalancare. Questa parola si pronuncia oras-os. buio. in albanese la terra si chiama dhe. deriva dalle parole pelasgiche hahao. significano nube e 143 . Gea.eß. nella lingua albanese). è stata solo il frutto delle osservazioni dei movimenti fisici della natura e della continuità del tempo: il rapporto degli elementi. oppure dalle parole haap. prima di tutti Erodoto. G. haopsi.. è la terra. Queste parole hanno lo stesso significato nella lingua odierna albanese. Essi non avevano dei materializzati. . i primi frutti del lavoro mentale di persone approdate al campo della filosofia. In poche parole era solo una serie di conseguenze logiche o.. erret. ma adoravano la natura con i suoi benevoli fenomeni. Questa parola ha come radice erh. haapsi.. Urano. Gli storici antichi.. ci scrivono che i Pelasgi facevano ai loro dei ogni sorta di sacrifici. vrant. i vrant. Gea. In albanese le parole vran. idoli fatti dalla mano dell uomo. che alla fine è stata assimilata e forse è stata perfezionata dai Greci. lo spalancarsi .. erhëni ... una spiegazione molto primitiva delle origini del mondo. . il vuoto). (io mangio) e has. . meglio. errem. (mangiare). U err nell albanese odierno vuol dire è calata la notte... Dal Caos discende Erebo. che furono i primi ad arrivare nelle terre della odierna Grecia.La religione e gli dei dei Greci derivano da quelli dei Pelasgi Di Pashko Vasa I Pelasgi. il buio privo di luce delle profondità..a. ma che non davano loro dei nomi specifici. Caos. errësira il buio. che è soltanto il vuoto. erhësi (notte. haos. La loro teogonia. il buio.

Zëë! Lirona sot së keq! (Dio! liberaci dal male!). Da Rea è nato Zeus (Giove). e Zoot. .. Thane. In Albania ci sono ancora posti dove si dice. Atena (Athina) è parola di dio. I Greci. In alcune parti dell Albania la lettera K si cambia in R. nella lingua albanese significa voce. Zaa.. Zëë (voce) sono trasformate in Zaan. cielo..t. che è il nome con cui i Pelasgi e i loro diretti discendenti.. Rea in lingua albanese vuol dire nube..Signore)... parole che oggi significano Signore. Se alla parola vran aggiungiamo il suffisso greco os abbiamo vranos. aggiungendo il suffisso greco os. . Zaon.. gli Albanesi. pensiero. che significava il saggio consiglio . Le parole Zaa. Dalla unione di Urano con Gea e cioè del cielo e la terra. che non conservarono ricordi della lingua pelasgica. parlare): e thana oppure e thëna significano parlare.a. La parola Ment in albanese significa intelligenza.nuvoloso. nuvola. Minerva nasce dalla testa (che era considerata la sede dell intelligenza) di Giove (Zeus). Zeus si unisce con Metide . quella parola (di dio) che troviamo in tutte le 144 . thënë nella lingua albanese sono voci del verbo them (parlo. e la gente giura su Zonë. Al contrario. Cronos. avremo Cronos. Essi si sono limitati a delle semplici ed incomprensibili ipotesi. mostrano il cielo come la sede delle nubi (të vrenjturit). La voce (Zëëri) era il dio dei Pelasgi.. non hanno mai saputo dare una spiegazione razionale sul nome della dea Atena. ora.. e cosi là dove si deve pronunciare kohë si pronuncia rohë. sono nati Rea e Cronos. Kohn e rohn significa egualmente il tempo. Dio.o. Zëë. Da questa unione nasce Atena (Minerva). nella lingua albanese troviamo una spiegazione molto chiara e convincente. deriva dalla parola albanese Kohë (il tempo). I Greci hanno eliminato la lettera N ed hanno aggiunto il loro suffisso is e cosi hanno creato il nome di Metis (Metide in italiano). Zotin (Dio.

religioni del mondo.t. . oscuro)... T. (Giunone). Delos. oppure dalle parole rrënëe.. rrënoja (distruzione.. Nemesi.). Le Erinni .. Qui ci fermiamo per non stancare ulteriormente il lettore. la forza. La parola del dio dei Pelasgi che è uscita da Zeus. il pensiero.. In albanese Afrodite significa vicino ad alba (Afër-dita). una cosa che attira il male e scatena sofferenza e dolore.. Le Muse. ). Era nella lingua albanese significa. ..e.eµe..t. Era una divinità marina. buio pesto. la potenza e da Mentide..... Crediamo che il nome di Nemesi si spieghi perfettamente con le parole albanesi nëmë. Nella lingua albanese mësoj dhe musoj significa imparo per me ed insegno agli altri. Nella lingua albanese nëmë. da quelle più antiche fino a quelle più moderne. 145 ..a. nëmës.f. Il nome significa la giusta ira. . Era.. .. per i Greci significa aria. Nella lingua albanese abbiamo la parola diell (sole).. e anche della stella del mattino. che ispiravano.sa... Le Muse erano coloro che insegnavano. rrënime. aggiungendo il suffisso greco os abbiamo dielos. macerie ecc. nëmës significano maledizione. In albanese abbiamo la parola det (mare). Idolo dedicato al sole.d.. Teti. (buio. vento. . Afrodite. l intelligenza. aria. Il nome di queste divinità deriva dalle parole albanesi err. Venere è la dea dell amore e della bellezza. che si rivolge contro coloro che hanno violato un ordinamento . errni. i errët errësirë. Siamo conviti che gli esempi che abbiamo dato possano bastare per confermare ancora una volta l importanza che ha avuto la lingua pelasgo-albanese nella lingua greco antica e non solo.

(Odusseus) = Udhës she-u = colui che non ha trovato la sua via....d.sse. in modo da distorcere il significato originale delle parole.. piellverdhë (nato giallo) e piellzi (nato nero).d. non avessero cercato di rendere in greco tutti i termini stranieri.... per farli diventare greci o ellenizzarli..e.. e se non avessero trascritto in maniera non sufficiente o tradotto male..Curiosità fonetiche Di Robert d Angely In tutti i tempi i Greci hanno avuto la mania di tradurre i nomi e i toponimi stranieri. (Pelasos). e alla fine sono diventati completamente incomprensibili. Applicando dunque questo tipo di indagine. ma anche quelli moderni..e.a. Se per esempio essi (i Greci). Se i Greci antichi. o meglio ancora ..e..ßa.. gli studiosi dei nostri giorni non avrebbero avuto difficoltà a capire.as.. avessero scritto . nella maggiore parte dei casi parole pelasgiche. (Pielziou) e . (Pielouerdos) che significa nato giallo. gli studiosi odierni potrebbero facilmente comprendere i seguenti passaggi linguistici: .. (Pielbardos) al posto di .d. oppure .e.e. oramai diventate greche. a patto di conoscere bene la lingua albanese.. Questo modus operandi ha cambiato in maniera radicale anche la pronuncia delle parole o dei nomi tradotti. che oggi ritroviamo nella lingua albanese. noi oggi non avremmo avuto nessuna difficoltà a capire il senso profondo di queste parole. come piellbardhë (nato bianco).. (Pelargos) e . 146 . (Pielzis) che significa nato nero ecc...e.e. che significa nato bianco. che gli antichi Greci hanno trascritto le parole pelasgiche..

.. = (Hlos) = Helli = schidione..tta (Melitta) = mjalat = Malta = miele (la chiamarono miele per via della clima mite dell isola).-... nell epoca di Platone. (Penelope)= Pen e lypi = colei che domandò (mendicò) il cotone (per cucire)..a. Per spiegare questo equivoco è necessario anche qui l aiuto della lingua pelasgo albanese.e. quando è stato introdotto e trascritto dai Greci.. (Brindsi on) = Brin dashi = corno di ariete. (Agamemnon) = Aqë me mënt-i = così saggio. che ha lo stesso valore fonetico che le davano i Pelasgi.. (Elene)= E lëna.a (Echidna) = e hidhna = vipera..... non è stato rappresentato in modo corretto. = colei che è impazzita (pazza).. trascrizione del belare della pecora.. questo anche perché gli Eoli e gli Ioni lo scrivevano con la lettera ..e. . perché questa trascrizione non corrisponde al belare dell animale.aµeµ. (Menelaos) = Mënt e lau = che è uscito fuori di sé.e. .. Questo suono... e anche perché non si conosce l esatto valore fonetico che si dava al .a (Kerkura) = Kërcuri = tronco che nuota.. .e. cervellone. .... i Dori 147 . . Si deve dire che la lingua pelasgica aveva nella sua fonetica un suono o una emissione particolare della voce che usciva della bocca provenendo direttamente dalle corde vocali senza essere influenzato da nessuno degli organi della bocca e del naso che partecipano alla pronuncia di tutte le parole in una lingua. si rappresenta con la lettera ë. Vogliamo inoltre segnalare qui il famoso ..e. Una cosa del genere si spiega se ci basiamo sulla pronuncia greca che si fa nella odierna Grecia. Questo suono.. .p.. .e... .ds. e che ha sbalordito generazioni di studiosi. amaro. (Achilleus) = Akileti = cosi leggero (Achille piè veloce).. . .. che troviamo nel Cratilo di Platone. ....e.d.. nella lingua albanese odierna..

.. quando Platone scriveva . Quello che è più importante è che questo suono. Cosi possiamo dire che il . che è la trascrizione perfetta del belare della pecora.. prese la pronuncia vi che di fatto non assomiglia al belare della pecora. . anche se rappresentato con tre lettere diverse. quando il valore fonetico di alcune lettere greche è cambiato. che è un suono pelasgico. . bë-ë. soltanto in epoca recente.con la lettera a e i Latini con e. scritto da Platone è uguale al bë-ë. nella sua epoca la pronunzia corrispondeva a bë-ë.. in antichità serviva a rappresentare il suono ë.. Cosi. 148 . bë-ë della lingua pelasgo-albanese.

Italia.Gli Albanesi sono discendenti dei Pelasgi Di Robert d Angely La lingua albanese è una lingua stupenda. D altro canto. scambiando erroneamente la popolazione greca di origine albanese -in particolare gli oriundi albanesi del Peloponneso -per una popolazione straniera. non discendono dagli Illiri. I filologi albanesi hanno cosi tanta fiducia nei cosiddetti studiosi occidentali che spesso accettano senza riserve le conclusioni di questi ultimi. Fino ad oggi nessuno di essi ha saputo approfondire gli studi su questo idioma affascinante. ed è un vero peccato che gli Albanesi non ne abbiano del tutto capito l importanza. ad esempio 149 . perché gli Albanesi la accettino senza riserve. addirittura senza nemmeno controllare la veridicità delle loro affermazioni. diffusi su un area geografica di grande estensione (Albania. è sufficiente che uno studioso occidentale formuli la sua teoria che i Pelasgi non sono mai esistiti se non nell immaginazione degli scrittori antichi. ma rappresentano rami evolutivi distinti della razza pelasgica. Cosi. Questa ipotesi. Grecia. gli studiosi albanesi credono fermamente che gli Albanesi siano tutti discendenti degli Illiri. senza prendere in considerazione nessun altra tesi. Un falso ideologico ancora più fuorviante di quello commesso da Max Müller è stato sostenuto dall etnologo Jakob Philipp Fallmerayer. Turchia. e soprattutto di quelli che vengono chiamati albanologi. oppure che sono solo un mito dell antichità (Max Müller). egli. altri gruppi di etnia albanese. riguarda solo una piccola parte degli Albanesi (gli abitanti del Nord del Paese delle Aquile).). e questo perché studiosi e filologi stranieri sostengono questa teoria. pur non priva di fondamento. Gli studiosi albanesi si sono fidati troppo spesso dei loro colleghi occidentali. Serbia. ecc.

e della prima metà del 1800 (epoca dello studioso Jakob Philipp Fallmerayer). che costituivano la stragrande maggioranza della popolazione greca. dei gruppi etnici imparentati con i Mesopotami) sono Albanesi G. Si può quindi affermare che tutti gli Illiri sono Albanesi. tutti i Greci sono Pelasgi. come precedentemente indicato. ma che derivavano direttamente dai Pelasgi. Ciò equivale alla differenza tra il considerare solo una piccola parte della popolazione (quella di derivazione illira) o la sua maggioranza.. ma non tutti i Pelasgi sono 150 . Arabi. cristianizzati ed assimilati alla popolazione eteroclita che alla fine di questo processo di integrazione prese il nome Elleni. la questione è diversa: occorreva precisare che essi non discendono dagli Elleni (ormai fusi con la razza mesopotamica). si può dire tutti i Greci (ad esclusione. secondo criteri analoghi. per dire meglio. (Graikoi) o. mentre il contrario (tutti gli Albanesi sono Illiri) non risulta essere corrispondente al vero. Egizi. e cioè che la sua tesi dovesse riguardare solo i discendenti degli Slavi. In tal modo Müller omise una distinzione doverosa. Ecco qual era l origine degli Albanesi della Grecia bizantina del VI secolo... e cioè che gli Albanesi sono discendenti degli Illiri (tesi che gli Albanesi stessi accettano senza fiatare). Armeni.. Ma per gli Albanesi come quelli del Peloponneso (e di altre regioni). Gli Illiri costituivano solo una piccola parte dei Pelasgi o Albanesi. sostenne che la popolazione della Grecia negli anni 1830-1840 non fosse discendente diretta degli antichi Greci. l origine della popolazione greca. e non riconoscendola come popolazione autoctona stanziale in quelle regioni da tempi addirittura antecedenti la civiltà greca. contrariamente a ciò che sostengono molti autori attuali. Analizzando.slava. ecc. Ebrei. Persiani. il popolo albanese non discende unicamente dagli Illiri. Quindi.a. ma prima ancora dai Pelasgi.

che tutti gli Albanesi siano Pelasgi. 151 . Da queste considerazioni derivano le idee. esposte in questo breve saggio.Greci.

MMa anche se abbiamo sbagliato nella scelta delle lettere mmancanti. Eliminando dal testo queste parole monosillabich he. ma a parole semplici ddalla facile interpretazione. cinque o sei in tutto. sono facili da distinguere. per facilitare il lavoro la trascriviamo tutta da sinistra a destra cosi com è nel testo originale: Questa iscrizione eteocretese sembra essere comple eta perché il suo significato è chiaro e facile da tradurre.C.Iscrizioni dall isola di Creta Di Robert d Angely Iscrizione rinvenuta dal professor Halbherr nel 1 1893 L iscrizione è scritta in lettere dell'alfabeto ioniico arcaico. nonostante non ci siano pu unteggiature. perché completano il te esto in modo che abbia un senso perfettamente compiuto. il significato resta lo stesso perché queste lettere m mancanti non appartengono a parole chiave che occupano un ruolo importante nel testo. rimangono altre dieci parole delle qu uali tre sono nomi propri: Le restanti tre parole. è stato facile e trovarle e collocarle nel posto giusto. Mettendo al loro postto le lettere 152 . Alcunee lettere che mancano.. che sono soltanto tre. quindi appartiene al VI secolo a.

NNel mondo albanese sentiamo dire spesso: fu una resu urrezione. Testo tradotto in italiano: Dopo la risurrezione che fece la ragazza vergine in Arkia. si è salvata. è risorto! (ish i vdekur dhe u ngjall!) 153 . ghego o tosco che sia. Esiste an nche un'altra espressione che si utilizza con lo stesso intento: era morto. ecco come dovrebbe apparire l iscrizion ne per essere comprensibile: ne per essere comprensibile: Ed ecco il testo trascritto nella lingua odierna allbanese che qualsiasi cittadino albanese. che nella ling gua albanese vuol dire proprio resurrezione (ringjallje).mancanti. può capire facilmente: PAS NGJALLIMIT 1) QË BËRI VAJZA 2) TAJO O 3) ARKIA SHPËTUEMJA 4) ARKAKOKLESI YE EP 5) (PËR JEP) 6) PAS 7) P(A)G(Ë)N ANAISË. shpëtimi i këtij djali). quando qualcuno che sembrava quasi morto guarisce da qualche grave malattia. Note 1) NGJALLIMIT (resurrezione). la salvezza di quel ragazzo ( kjo qe një ngjallje e. Arkakokles dà l oblazione ad Anaia. Q Questa parola usata nella iscrizione trattata è la prova che d duemila anni fa i Lici impiegavano questa parola dandonne lo stesso significato adoperato dagli odierni Albanesi:: guarigione miracolosa (shërim i mrekullishëm).

vajza. 5) YEP. ci sono evoluzioni di questa parola secondo le diverse regioni. Questa forma corrisponde al dialetto ghego della lingua albanese. varzha. nella lingua albanese è pas (dopo). vergine. Infatti. stipendio. stipendio. composta solo da tre consonati. Arkakokles da. e le altre lingue mesopotamiche). ecc. çupa. la parola è pagën. 4) SHPËTUEMJA (salvata). 3) TAJO. vashëza. abbiamo la parola per intera.: tutte queste variazioni della stessa parola (ragazza) vogliono dire ragazza giovane. vasha. PSETIMEN e cioè Arkia salvata (Arkia e shpëtuar). varza.2) VAJZA (ragazza). dalla sua posizione nell iscrizione eteocretese secondo me dovrebbe significare: oblazione da pagare ad Anaia (blatim për ti paguar Anajt). termine che nell odierna lingua albanese ha lo stesso significato che gli è stato dato nella iscrizione. 7) P(A)G(Ë)N (oblazione. PGN. pensiamo che. ci sono anche altre forme di questa parola che vogliono dire la stessa cosa come: virgjëreshë. trascritto con le lettere dell alfabeto odierno albanese ci dà Jep ( lui dà). si tratta di una consuetudine per cui le parole si accorciano togliendo le vocali. cosi come abbiamo visto. questa parola. dopo la guarigione di Arkia. 154 . Voce del verbo Jap (dare). Siamo arrivati alla conclusione che. çika. bonus ecc. e. cuca. inserendo le vocali mancanti. ecc. e cioè: oblazione. è la forma abbreviata di: te+ajo = tajo che vuol significare da lei là cioè lontano. Nel testo troviamo la parola ARKIA. come molto spesso succede con le iscrizioni etrusche (ma solitamente succede con la lingua araba. bonus). 6) PASË (dopo). voce del verbo shpëtoj (salvare). varsha. personalmente non vedo altra spiegazione.

ed era guarita da una grave malattia di cui l iscrizione non parla. Arkia era la moglie di Arkakokles.In conclusione il testo dell iscrizione sarebbe questo: Arkakokles dà un oblazione (offerta) alla vergine Anaia (si suppone che fosse una dea) come premio per la guarigione di Arkia. 155 . In albanese: Arkakoklesi për hyjneshën Anajtis Virgjëreshë jep një blatim si shpërblim për shërimin e Arkias.

dovremmo dire che il greco antico e il latino sono un evoluzione della lingua albanese. In verità diversi filologi e linguisti pretendono che per quanto riguarda le relazioni fra le lingue. ha. perché. dopo avere innalzato il proprio idioma a lingua ufficiale nell insegnamento e nell arte. fecero si che la lingua albanese. visto che la lingua albanese ha dato origine alla lingua greca. passasse in secondo piano. evoluzione che. ed averlo assunto come lingua liturgica in tutte le funzioni religiose. però. in effetti. nonostante pareri contrari. Secondo il nostro punto di vista. abbiamo a che fare con una relazione di questo tipo. secondo le nostre considerazioni. abbiamo a che fare con l evoluzione o il cambiamento di una lingua in un'altra. che è stata a sua volta lingua liturgica addirittura prima del greco. che senza di essa non sarebbe nata. i quali. le lingue si evolvono. sempre secondo questi studiosi. invece di essere considerata quella principale come meritava. perché. questo vuol dire dare un nome al risultato di questa evoluzione. In realtà. greca e latina ci darebbe la possibilità di vedere chiaro che il legame che collega queste tre lingue è quello della madre per l albanese e delle figlie per il greco e latino. Uno studio più approfondito sulla lingua albanese.L albanese lingua madre Di Robert d Angely Fin dalla più remota antichità gli Albanesi sono sempre stati denigrati e poco considerati in maniera sistematica dagli Elleni. quella fra madre e figlia non si può applicare. se dovessimo accettare un affermazione simile. Noi non abbiamo paura di esporre delle considerazioni così categoriche per definire l affinità che lega nella realtà dei fatti queste tre lingue (e anche altre). di fatto. instaurato una relazione di parentela che unisce queste tre 156 .

siano le definizioni che meglio si adattano alla realtà della questione. abitanti dell Attica. visto che essa è stata. noi crediamo di avere ragione quando pensiamo che i termini madre per la lingua albanese e figlia per ciascuna delle altre due lingue (il greco e il latino). Dopo l arrivo degli Egizi di Danao e dei Fenici di Cadmo. e fecero si che si eclissasse ogni memoria della loro appartenenza anche parziale al grande popolo pelasgico. per via della fama derivante dalla vittoria che ottennero comandando tutti i Pelasgi d Europa contro gli Atlantidi. la base di partenza di questa evoluzione? Così. non avremmo ragione di chiamarla la madre di questa evoluzione. almeno in parte. Dalla guerra contro gli Atlantidi all epoca di Platone intercorsero circa novemila anni. che è intervenuta ed esiste: per cui definiremo la lingua greca e quella latina evolute dall albanese. una parte di essi accettò di mescolarsi con gli invasori per creare la classe dominate del momento. c è da fare un importante considerazione riguardo alla differenza fra gli Elleni ei Pelasgi. D altro canto. E anche se la lingua albanese ha subito qualche cambiamento. Proprio questi Elleni si attribuirono tutto il merito di aver fondato la civiltà pelasgica. che più tardi si chiamerà civiltà ellenica. anche in tempi più recenti continuarono ad avere un ruolo di primo piano in ogni occasione. regione della Grecia con Atene città principale. se non in toto. I Pelasgi. 157 . e successivamente presero il nome di Elleni.lingue. e tra i Greci e gli Albanesi.

in quanto maestro competente. Infatti. Tali parole fanno parte di un rituale che i Lama gridano vicino al defunto per consentire che si apra un piccolo foro sulla testa del morto per la fuoriuscita dell anima.Una strana rassomiglianza Di Robert d Angely È molto interessante la diffusione di parole riconducibili all antica lingua albanese nelle lingue parlate dai Lama in India e in Tibet. cioè presto. Quando si trova vicino ad un cadavere. ha il potere di pronunciare la parola Hik con l intonazione e la forza mentale necessaria per portare a buon fine l operazione. pronunciare correttamente la parola Hik 158 . tuttavia è necessaria la massima attenzione perché il rituale causa l allontanamento dell anima dal corpo e. In realtà questo pericolo non esiste perché il Lama agisce in vece del morto e gli presta la sua voce in modo che a beneficiare dell effetto di queste parole magiche sia solo il defunto. In realtà il buddismo ci insegna come pronunciare vicino ad un uomo morto due parole. Soltanto il Lama. legate alla fortuna: Hik che ha lo stesso significato della parola albanese hik. pronuncia la parola Fet subito dopo aver pronunciato la parola Hik . anche il Lama rischierebbe di morire se non pronunciasse correttamente le due parole. di conseguenza.e Fet che in albanese corrisponderebbe a shpejt. L obiettivo si raggiunge solo quando un filo di paglia posizionato sopra il capo nel posto dove dovrebbe trovarsi il foro resta dritto senza cadere per tutto il tempo che i Lama desiderano. cioè parti. Si dice che questo foro in testa si apra solo quando le due parole magiche vengono pronunciate.

Questa astrazione dell anima del defunto si fa solo e soltanto pronunciando la parola Hik seguita da Fet . il Lama si deve concentrare molto per fare in modo che l anima risalga il corpo del defunto fino al cranio dove si crea il piccolo foro per l uscita definitiva dell anima. potrebbero anche suicidarsi se solo lo volessero e si racconta che qualcuno lo faccia sul serio. I Lama più esperti quando stanno per morire pronunciano da soli le parole Hik e Fet . Prima di iniziare il rituale.provoca l apertura di un foro quasi invisibile ed è proprio lì che si andrebbe a posizionare il filo di paglia. in tal modo. 159 .

ma sono anche l indicatore che oggigiorno. Platone. come principale obbiettivo. descriveva la posizione della Grecia come totalmente irrazionale. non devono essere confuse tra loro. Le urla isteriche dei marines greci: Greco nasci. nello stesso New York Times. non si ha la minima idea di cosa significhi realmente il termine greco . Oggi nella Grecia bizantina si cannibalizzano queste idee. con riferimento sia alla condizione storico-culturale del passato. riferendosi ad essa. ma un secolo fa non era così. ed essere Albanese è diventato quasi un motivo discriminatorio. sono non solo ridicole. Greco non diventi! . altro non ha se non dimostrare che i Greci odierni sono discendenti di Pericle. la definiva ricostruzione isterica della storia. Invece. Mappa dell Albania in cui il nome Grecia non figura da nessuna parte 160 . per la verità. ecc. negli ambienti aderenti all ideologia nazionalista greca.La genesi della Grecia moderna è albanese -Il substrato non greco dei Greci e della Grecia Di Salih Mehmeti L ossessione maniacale che ha la Grecia di fare suo non solo il presente ma anche il passato è stata ridicolizzata dal New York Times (1994) che. un diplomatico europeo di cui non conosciamo l identità. Solone. sia a quella attuale: condizioni che. La casta etnico-nazionalista in Grecia è responsabile della creazione del mito moderno della cosiddetta continuazione storico-culturale ininterrotta che.

Secondo l antropologo Roger Just la maggioranza dei Greci del XIX secolo non solo non si chiamavano Elleni (questo nome lo impararono più tardi dagli intellettuali nazionalisti) ma. M. creata dalle grandi potenze 161 . Miauli e Kundurioti (1882). In verità. di quelli dei condottieri albanesi della rivoluzione del 1821. dell Inghilterra e dell Europa venivano esortati a creare uno stato libero greco. Pochi di loro erano al corrente dei cambiamenti radicali che erano avvenuti nei territori delle ex città stato della Grecia classica. C. la genesi della Grecia moderna è interamente albanese. cronista e storico del XIX secolo. non ci sono famiglie più influenti nelle cerchie politiche. non parlavano il greco bensì dialetti della lingua albanese. Ogni scrittore. Misha Glenny. slava o di quella dei Vlachi. uno studioso americano dei Balcani. nella maggior parte dei casi. Illiricum si estendeva anche nella Grecia odierna. Woodhouse scrive: ti impressionerebbe il fatto che la maggioranza dei difensori della libertà della Grecia in quel tempo era non-greca.The Atlantic Monthly scriveva: ora come ora non ci sono nomi più nobili e rispettati in Atene. era questo un anelito appassionato e romantico di riportare in vita la cultura ellenica del passato. fa notare che i filo-elleni dell America. regolarmente ci racconta la faccia albanese di quella che oggi si chiama Grecia. Tombazisi. La maggior parte di essi rimase alquanto delusa dalla mancanza di somiglianza fisica con gli Elleni come loro li immaginavano.

come la chiamava un tempo Arnold Toynbee. per poi crescere. Leuctra. la lingua albanese si sente ancora parlare fra i bambini che giocano per strada vicino al tempio di Teseo (Storia della rivoluzione greca 1861). ipoteticamente. Salamina. ma come simboli di una perfezione immaginaria. Mantinea. Lo statopopolo Greco era una favola creata dall intervento della politica occidentale l idea fatale . come un bambino. che per di più di un quarto di secolo è stata la capitale del regno Greco. Edmond About nel 1855 scrive: Atene venticinque anni fa era soltanto un villaggio 162 . nella rinascita e nella razionalità occidentale. (1972).David Holden. Addirittura. sono ora popolate dagli Albanesi e non dai Greci. tanto da partecipare con le armi alla rivoluzione Greca del 1821. Ira e Olimpia. nelle strade di Atene. autore del libro Greece without Columns: the making of the modern Greeks afferma: per me il filo-ellenismo è una questione d amore per un sogno che ipotizza la Grecia e i Greci non come un paese reale ed un popolo vero. Anche il francese Pouqueville mette in risalto i colori albanesi della maggioranza della popolazione nelle più grandi città della Grecia di quel tempo. ci dà una panoramica degli Albanesi abitanti in quel luogo che più tardi venne chiamato Grecia: Maratona. era esclusivamente un illusione del nazionalismo occidentale che doveva colpire le tradizioni multi nazionaliste del mondo orientale. uno degli storici più devoti tra i filo-ellenici. Ma da chi era composta questa maggioranza non greca che spesso passava inosservata agli stessi occidentali che avrebbero fatto della Grecia uno stato? George Finlay. Platea.

Gli Albanesi costituivano ed ancora costituiscono quasi tutta la popolazione dell Attica. In poche parole. tutta l Eubea. Finlay e di altri autori. Corinto. contemporaneo di lord Byron. parlando delle dimensioni dell espansione territoriale turca sotto il dominio di Alì Pasha Tepelena.albanese. in cui scrive le biografie degli Albanesi più famosi. l Attica. nella sua opera Kamus Al-alam . la quale era sotto dominio di uno dei suoi figli. la maggior parte della Beozia. dice che a sud viene inclusa una parte della provincia di Tebe. i territori intorno alla baia di Lepanto (Corinzio). quasi a meta strada tra Megara e Atene. e dentro le tre categorie del capoluogo si trovano paesi dove la lingua greca non viene capita. Gli Albanesi combatterono. invece la Grecia fu creata dalle grandi potenze John Hobhouse. e infine la Morea (Peloponneso). l Argolide e altre regioni interne della Morea (Peloponneso). tutta l isola di Salamina. Dearborn nel 1819. menziona sotto queste 163 . è un povero villaggio albanese scrive Henry A. Elfiso. stando alle descrizioni di G. gli Albanesi popolavano tutta l Attica e la Messenia. Sami Frashëri.

quella terra si chiamava Albania non solo sotto il profilo politico. i discendenti di 164 . autore di interi volumi sull Impero di Bisanzio. Beozia e nella maggior parte del Peloponneso una enorme quantità di Albanesi. che talvolta non capivano nemmeno la lingua greca. incontrò in Attica.voci che i figli di Alì Pasha Tepelena. Questo ci dice che prima che venisse creato il giovane regno di Grecia. ma soprattutto sotto il profilo etnico-linguistico. molti abitanti delle isole dell Arcipelago e di quasi tutta l Attica fino ad Atene sono Albanesi scrive A. Woodhouse mette in risalto la figura del condottiero della resistenza nel Nord della baia di Corinto. Anche se le teorie di Fallemayer non sono universalmente accettate. che viaggiò attraverso la Grecia. rispettivamente Muhar Pasha e Veli Pasha. essi erano a capo di un significativo gruppo di guerrieri durante la rivoluzione. Jacob Philipp Fallemayer. ed erano proprio di origine albanese. Se qualcuno chiama questo posto la nuova Albania scrive lo stesso autore gli dà il suo vero nome. Sarà proprio questa popolazione guerriera albanese (della quale parlano con ammirazione tutti gli Europei del tempo) l avanguardia della imminente rivoluzione che coronerà una Grecia indipendente. Vasiliev. Per lo studioso queste province del regno greco sono collegate con l ellenismo quanto le montagne della Scozia lo sono con le province afgane di Kandahar e Kabul. avevano i gradi di mytesarrif (funzionario provinciale nell impero Ottomano) di Atene e della Morea (Peloponneso). che mettono in risalto il carattere albanese dei territori sopracitati. Marko Boçari. I Kundrioti -scrive Misha Glenny erano la più potente famiglia marinara dell isola di Idra. A supporto di questa tesi abbiamo una quantità enorme di documenti etnografici del tempo. possiamo dire che pure ai giorni nostri è riconosciuto che un gran numero di persone.

possiamo menzionare il fatto che. (23 giugno 2009). Semplicemente egli non considerava il greco e l albanese come termini estranei fra loro. immediatamente dopo la conquista 165 . È particolare e significativa la confessione sincera del professore greco Nicos Dimou. A sostegno ulteriore di quanto abbiamo scritto. i condottieri. era solito citare proprio gli Albanesi sulioti. Il Re Otto I con fustanella (costume nazionale albanese) Nelle cronache della guerra per l indipendenza gli eroi. e noi abbiamo sposato quella idea. Victor Hugo. i soldati erano Albanesi.quest ultimo erano in maggior parte Albanesi. Lo stesso Lord Byron. Goethe. egli non cercava di riscrivere la storia oppure di eliminare l identità albanese. Delacroix e ci dissero No! Voi siete Elleni. David Roessel dice: quando Disrael (primo ministro britannico) fece diventare greco l eroe albanese Scanderbeg nel suo libro La salita di Iskander (1831). per dimostrare che il grande spirito ellenico non era scomparso. però poi arrivarono Winckelmann. nell immaginario collettivo europeo di quel tempo. diretti discendenti di Platone e Socrate . in un intervista rilasciata al New York Times: noi parlavamo albanese e ci chiamavamo Romani. venivano identificati negli Albanesi contemporanei. gli Elleni famosi che illuminarono con la loro civiltà l Europa. Addirittura.

nell opera La storia della Grecia.). L origine dei termini Grecia e Greco è illirica. ed è usato tutt oggi dalla guardia dell esercito greco. Irad Malkin.) in Italia. La caricatura prende in giro le grandipotenze (i poliziotti) eil giovane stato g reco (il bambino vestito con la fustanella albanese) 166 . sostiene che il termine Graikoi si estese nell Italia del Sud per opera degli Illiri e dei Messapi... l unicità etnica dei Pelasgo-Illiro-Epiroti diventa inconfutabile.a. Illiri ed Epiroti operato da vari studiosi. ancora.. proprio grazie al continuo interscambio dei termini Pelasgi. quando regnava il Re bavarese Otto I.a. Vihlelm Ihne pensa che la diffusione di tale termine sia dovuta agli Epiroti.. Ecco perché le odierne bandiere del vanto greco Ellinicotica (vero greco) sono soltanto indicative della totale falsità delle loro pretese. il cui nome significava montanari . termine indicante un popolo autoctono dell Epiro. un altra interpretazione moderna. La maggior parte degli studiosi contemporanei afferma che il termine greco sia riconducibile al nome Graikhos (G.. dice che Graikoi erano una popolazione Illirica.dell indipendenza. (G. storico nell Università di Tel Aviv. George Grote. il costume nazionale albanese Fustanella fu adottato come abito ufficiale della Grecia. XIV). L essenza non greca del nome Greco . invece. e derivi da Graii. In questo caso. Henry Wesford ritiene invece che furono i Pelasgi ad introdurre il nome Graikoi. è che tale nome sia stato usato dagli Illiri per indicare i Dori dell Epiro (per i quali viene comunemente accettata in ambito mondiale negli ambienti storiografici la teoria del loro carattere parzialmente Illirico). citato per la prima volta da Aristotele ( Meteorologica I.

Questa opinione viene rafforzata delle tante testimonianze di autori greco-romani che. uccise gli emissari di Roma. Nicholas C. Leonard Robert Palmer è convinto che il termine Graeci sia illirico.a. con la parola Graeci ci si riferiva all identità matriarcale dei Greci. La testimonianza dello Pseudo-Scylax. dice che il termine Graia (G. addirittura avevano potere militare. storico britannico. Questa condizione viene interpretata. Più tardi. professore di letteratura greca dell Università di Palermo. anche casalinga. dice che Aristotele intendeva probabilmente riferirsi agli Illiri quando affermava che i popoli guerrieri. Grua è una parola antichissima. fatta eccezione per i Celti.. ci dice che i Liburni erano sottomesi al potere delle donne. da parte di molti studiosi 167 . regina che. i Romani chiameranno tutti gli antichi Elleni con il nome generico di Greci o Graeci. Ella era Teuta. Nella Encyclopaedia Britannica (1911) si afferma: le donne in Illiria hanno spesso avuto una elevata posizione sociale. dimostravano una grande ammirazione e rispetto per il sesso femminile. volendo. hanno spesso affidato il controllo alle donne. più concretamente.C. William Ridgeway. Eliopulos afferma che. e per questo motivo non ci si deve stupire del fatto che il più grande monarca degli Illiri sia stata una donna. Anche Giuseppe Crispi. la parola G. conferma l etimologia proposta da Malte Brun.C. nelle le sue elaborate ricerche volte a dimostrare la struttura ellenica della lingua albanese. Malte Brun. nel senso di una donna con grande esperienza . nella cultura romana. invece Eric Patridge attribuisce a questo nome origini pelasgiche. nel 328 a. Gli Illiri erano una ginecocrazia nel III secolo a. nel Periplus (21).a) va ricondotto alla parola albanese Grua (donna).a.a significa donna (grua in albanese) vecchia. Comunque sia.Osborne William Tancock riferisce che i Graeci erano una piccola tribù che viveva sulla costa Illirica. descrivendo il mondo illirico.

al plurale graria.a. granini (donne) ecc. Prishtina...a. .. Esse. parla della casta dei sacerdoti della Dodona pelasgica. Negli anni 30 del secolo scorso. . ..7. Nella molteplicità dialettale della lingua albanese troviamo rispettivamente per .. con riferimento diretto al culto della madre e della donna nell antico mondo pelasgo-illirico.... ....a.a. in Geographie (7. quando scrive (VII. In poche parole..pe.a... nell immaginazione mitologica... e soprattutto nella legenda di Perseo. Stipçeviq crede che abbiamo a che fare con i residui di una antica istituzione. (graias pelias).. pe.) Anche nelle antiche leggende pelasgiche.a.a. s..ste. 2): nella lingua dei Molossi e dei Tesproti le donne vecchie si chiamavano .. p. come una forma di matriarcato..sapede. . si parla di tre dee chiamate Graiai . si presentavano come tre donne vecchie. t.12). t.a. le radici della quale si devono cercare nel periodo preindoeuropeo.d. 11 agosto 2010 168 .sa.contemporanei. d' . Il paese Piana dei Greci a Palermo è stato popolato da sempre solo da Albanesi di rito ortodosso. il nome di questo paese è stato cambiato in Piana degli Albanesi.. . l etimologia del nome greco è riconducibile alla parola illiro-albanese gra plaka (donne vecchie). nella quale profetizzavano tre donne (. Strabone.pede.e.. . Nel dare un valore scientifico all ipotesi che la parola graia equivalga alla parola grua (in albanese donna) veniamo confortati dallo stesso Strabone. addirittura nate già vecchie...a.a. Anche più tardi l eponimo greco (oppure graeci) sottintendeva sostanzialmente l albanese.

Ci sono molto indizi e molti racconti che confermano che i Pelasgi. l albanese. che era l idioma dell antica Persia. che sono un popolo antichissimo. mentre la nostra lingua. hanno parlato questa lingua che noi Albanesi usiamo oggi giorno. la costruzione delle parole. La grammatica della lingua albanese. che fra queste è quella più antica. sono cosi belli e perfetti che non solo in nessuna delle lingue di oggi troviamo una grammatica simile ma neanche nei linguaggi antichi e morti vi è traccia di simile bellezza. La lingua albanese ha molte affinità con il greco antico. I nomi degli dei a cui i Pelasgi erano devoti sono stati presi dalla mitologia greca e romana. le coniugazioni dei verbi. nomi e toponimi sono identici a quelli usati nell albanese moderno e ci dimostrano che i Pelasgi hanno parlato per migliaia di anni l idioma degli Albanesi di oggi.La nazione e la lingua degli albanesi Di Sami Frashëri Gli Albanesi parlano una delle più antiche e più belle lingue del mondo. con lo zend. 169 . oppure con così poche modifiche che. Le lingue affini e coeve all albanese si sono estinte da millenni e non si parlano più in nessun posto della terra. è viva e si parla ancora oggi come ai tempi dei Pelasgi. e infine con la lingua celtica e con quella teutonica. Questa considerazione ci fa capire come la lingua albanese ci sia stata tramandata dalla notte dei tempi con pochi o quasi nessun cambiamento. ma anche tante parole. il latino e il sanscrito (l antica lingua dell India). Quelle appena citate sono tutte lingue morte. quasi senza cambiamenti. se oggi rivivesse un antico Pelasgo. noi parleremo con lui e ci capiremmo come parlano e si capiscono un Ghego con un Tosco in Albania. Senza ombra di dubbio i Pelasgi sono il popolo ariano più antico d Europa. i pronomi.

Non stiamo parlando di quelle piccole tribù ( Pelasgi e Illiri) che vivevano sulle montagne e non 170 . differente da quella originaria? La risposta a queste domande è semplice: gli Albanesi hanno mantenuto la propria identità nazionale e linguistica non mescolandosi con altre popolazioni. Le persone che parlano la lingua della nazione in cui vivono dimenticando la loro lingua madre. Come è possibile che gli Albanesi abbiano conservato il proprio idioma integro e incontaminato per un così lungo tempo? Come mai la lingua albanese non è cambiata nel tempo anche se non ha avuto un suo alfabeto e libri. e cosi nel paese delle aquile anche oggi si parla la lingua degli antichi Pelasgi. perciò queste popolazioni oggi non esistono più e sono state dimenticate. Ma i popoli che vivono in quel paese che oggi si chiama Albania hanno custodito gelosamente la loro identità lessicale. ne adottarono la lingua. ha permesso agli Albanesi di conservare la propria nazione e la propria cultura. Così si sono estinti i Frigi. avendo esse perso la loro lingua. Non bisogna credere che gli appartenenti a molte civiltà che si sono estinte siano morti o siano stati uccisi: essi si fusero con altre popolazioni. Per quanto riguarda la questione per cui gli Albanesi non hanno mai pensato di codificare con la scrittura il loro linguaggio. i Traci. Il restare lontano da ogni cosa che non fosse albanese. quando lingue scritte e create con tanta cura sono cambiate così tanto nel tempo che oggigiorno ci sembrano un altra lingua. e non è mai stata insegnata nelle scuole. ciò è un grande mistero. Ogni nazione si riconosce tramite la sua lingua.Il segno distintivo di un popolo è la lingua. e molte altre popolazioni che non erano pelasgiche. e cioè albanesi come noi. divenendo in tal modo parte indistinta di essi. col tempo diventano cittadini della nazione di cui parlano la lingua. e non permettendo agli stranieri di entrare nel loro paese. e vivere sulle montagne incontaminate.

e possedevano una propria letteratura. che avevano un impero sofisticato. In varie epoche gli Albanesi hanno scritto la loro lingua con gli alfabeti che conoscevano meglio: certe volte con lettere arabe.sentivano il bisogno di scrivere. a volte greche o latine. Cosi la lingua albanese è rimasta fino ai nostri tempi una lingua non scritta. cosi come altre epigrafi scritte con lettere latine in Etruria. ma i Tolomei. perché non ha fatto si che si scrivesse nella sua lingua. sembrano essere state opera dei Frigi o degli Etruschi. il grande filologo tedesco. ma dei Macedoni. ha trovato in questo paese una pietra con delle lettere incise. che voleva espandere il suo regno ed invadere la Grecia. ma non sono fenicie. così come il regno di Pirro d Epiro e di Teuta in Illiria: come mai non hanno sentito il bisogno di scrivere nella loro lingua? Filippo di Macedonia. vedendo che tutti i popoli dell Asia e dell Egitto ne utilizzavano uno precipuo? Gli antichi Romani impararono la filosofia studiando la lingua greca. ma avevano un proprio alfabeto e un proprio linguaggio: il latino. 171 . affiancandola così al greco? E probabile che Alessandro il Grande non ne abbia avuto il tempo. presumibilmente riconducibili ad iscrizioni albanesi. come mai non pensarono alla loro lingua d origine? Come mai non crearono un alfabeto. I Frigi e gli Etruschi erano popolazioni pelasgiche e cioè albanesi. in Italia. Alcune tombe ed altre iscrizioni in lettere greche rinvenute in Asia Minore. tanto da non pensare neppure ad una cosa simile. Queste lettere somigliano molto a quelle dell alfabeto fenicio. e somigliano molto alla lingua albanese. Questo è successo perché gli Albanesi non hanno mai pensato di redigere un alfabeto per la loro lingua. Queste lettere non sono state ritrovate da nessun altra parte e non ci sono indizi tali da far ritenere che si usassero in Albania. Johan George von Hahn (1811-1869). che ha scritto tanto sull Albania. che introdussero la lingua greca ad Alessandria.

sperando che tuttavia lo spirito originario dell opera sia rimasto inalterato. 172 . e spesso poi denominati Greci. tutto ciò che non era greco era barbaro. e barbari furono tenuti i poveri pelasgo-albanesi. se li confrontiamo col modo di scrivere e parlare del XXI secolo. La lingua pelasgo-albanese venne detta barbara perché. che vi si volesse applicare. i caratteri e i suoni dei caratteri. tradotte in idioma italiano: Se tu non trovi la derivazione dei greci nomi nell idioma dei greci medesimi. cercala in quello dei barbari (cioè pelasgoalbanesi).L etimologia della parola arte Di Stanislao Marchianò Il testo che viene proposto risale alla seconda metà dell 800. secondo i Cadmei. dai quali assai vocaboli i Greci han preso. strutture verbali. costruzioni del periodo molto arcaici. contiene termini. alla quale prestò i radicali. e moltissimo prima della lingua greca. Per renderlo più comprensibile ai lettori moderni è stato fatto un lavoro quasi di traduzione. Barbari quindi e bilingui vengono anche oggi giorno dagl Italiani detti tutti gli Albanesi generalmente stanziati nelle meridionali provincie. troviamo opportuno riportare qui appresso quel che Platone riferisce nel Cratilo con le seguenti testuali parole. ogni congettura diventa quasi impossibile e la mente umana. in conformità di ciò. Per fissare un epoca approssimativa dell origine della lingua pelasga o albanese nella vasta regione caucasica in Asia. si perderebbe nei vortici del tempo: possiamo al contrario poi francamente affermare che in Europa detta lingua suonò in tempi molto anteriori all invasione dei Fenici. secondo il nostro avviso. ragione per la quale divenne ricchissima ed estesa. anzi.

che ha molta analogia con flumen dei latini e fiume degl Italiani. piena di consonanti. scrissero topografie. chinato sul suo stelo inaridito. Plot (pieno). Burr (uomo). la sua lingua sta per finire. Ëma (madre). aspra. Thik (coltello). unico avanzo del più antico popolo del globo. nel fiore della vita. tradussero la Bibbia. la lingua da esso parlata non può essere che primitiva. Lop (vacca). Lum (fiume). Noi potremmo qui riportare migliaia di vocaboli di natura simile. ed in gran parte abbondante di vocaboli monosillabici. il grasso del latte.Ammessa una volta per tutte l esistenza di un popolo cosi antico. Motër (sorella). poi. bellissimi canti. quindi non avendo quel popolo la propria letteratura. come si potrà riscontrare dalle seguenti parole: Ferr (spina. Scrissero nella propria lingua belle poesie. roveto). che è il fiore. finisce per essere da tutti disprezzato. Shtjerr (agnello). Diell (sole). ma ci fermiamo per non annoiare troppo i nostri lettori. donde l italiano burro. Una nazione si dice viva. allorché possiede una letteratura propria. vive l italiana perché l una e l altra posseggono la loro letteratura. Tale è la lingua pelasgo-albanese. esistendo soltanto in forma orale. composero persino epopee. Tra gli Albanesi d Italia in varie epoche emersero gagliardi e robusti ingegni. della Grecia. Al contrario si definisce morta quella nazione che non possiede o manca della propria letteratura. At (padre). In vero. della Turchia e dell Italia. Una lingua primitiva non può essere che rozza. collo). alla sera. non ha consentito che ci pervenissero documenti scritti. 173 . l idioma degli Albanesi attuali dell Asia. appassito perché poco curato. Zërk (nuca. monografie. Pret (taglia). Gardh (siepe). Quindi vive la nazione tedesca perché vive la letteratura tedesca: vive la francese. ma i loro scritti ebbero la vita di quel fiore che all alba rallegra chiunque s avvicina col suo profumo fino a mezzogiorno. e il vocabolo latino Vir. Bir (figlio).

avvenga. ma. sopra arzigogoli. non deve poggiare sopra induzioni fantastiche. è per noi abbastanza agevole. è autonoma. onde Art tij e mira (nasca. per sottrazione di sillabe. pervenire. Essa è antichissima. produca. numeri e persone abbiamo Erdh che significa è prodotto. La lingua albanese non è altro che la lingua dei cosiddetti Pelasgi. quindi non possono avere una propria letteratura. nasca. pervenga. quel che è peggio. o sostituzione di lettere. che produzioni sai fare? . avvolta nell oscurità del tempo. certamente formerebbero una seria e formidabile nazione. Onde gli albanesi per dire: è pervenuto. dicono: Cië Art di e bën ti?-Ç farë Arti di dhe bën ti?. né inventarsi per esistenti o immaginari dialetti: invece l etimologia deve poggiare sopra verità. è pervenuto. non deriva da altra lingua. come si è soliti fare. si produca a te il male). Assodato dunque quanto riportato precedentemente. non deve crearsi. nell idioma albanese. per esser vera. Deriva dunque dalla radice del verbo Ardhur che significa produrre. è un sostantivo. bella e dilettevole. L etimologia. non possono formare una Nazione. è nato. Chi non vede in tale etimologia 174 . è primitiva. deve essere spontanea. in disaccordo tra loro. sparpagliati e disseminati in diversi punti della terra e. Art è il presente dell imperativo. per cui gli Albanesi. si produca a te il bene). che prodotti. Il vocabolo Arte. per indicare che cosa sai fare? . sventuratamente. e contenere in sé tutto il senso. è nato il sole dicono: Erdh Dieli o Dielli.Gli Albanesi. con la guida di questa antichissima lingua. nascere. la filosofia del vocabolo primitivo da cui si vuol dedurre la natura ed origine della parola derivante. Dalla coniugazione di questo verbo nei suoi modi. Art tij e liga (avvenga. tempi. poter trovare l etimologia della parola Arte. Cië Art ësct ckiò?-Ç farë Arti është kjo? (che produzione è questa?). se potessero nella loro totalità unirsi in un Regno.

la filosofia e l analogia della parola ARTE col vocabolo primitivo della lingua albanese? 175 .l armonia.

Albania). dei quali fa parte anche Perikli Ikonomi (1882 1977). si fermò a Dodona. si trova nel museo storico nazionale d Albania. e più precisamente ai piedi della montagna Tammaros. Inizialmente. non è d accordo con questa collocazione del tempio di Dodona. Una di loro si fermò in Libia. uno studio attraverso il quale cerca di dimostrare che il tempio di Dodona si trovasse proprio sulla montagna di Tomor (Berat. predecessore dell oracolo di Delfi. tanto tempo fa. Nel 1934 Perikli Ikonomi inizia a scrivere La montagna di Tomor e la Dodona pelasgica. Oggi sappiamo che il tempio di Amon Zeus si trova in Libia. Un gruppo minore di studiosi invece. più o meno. Proprio lì sorse il tempio del più famoso oracolo dell antichità: l oracolo di Dodona. l altra colomba. dove venne poi costruito il tempio dell Amon Zeus. con il suo libro "Tomori dhe Dodona pellazgjike" (La montagna di Tomor e la Dodona pelasgica). di questo studio fu fatta una ristampa. nel 1936. Perikli Ikonomi.La montagna di Tomor e la Dodona pelasgica Di Yllka Lezo Dove sia collocato il sito dell antico tempio di Dodona è un argomento che spesso ha fatto discutere gli studiosi. un'altra copia. Negli anni Trenta del secolo scorso. diciotto chilometri da Giannina. cercò di dimostrare che il sito del santuario di Dodona si trovasse proprio in Albania. Per dimostrare la sua tesi circa la collocazione dell antico tempio di Dodona sulla 176 . Dopo quasi otto anni. La leggenda narra che. Una copia di questa edizione é conservata dai suoi familiari. Un gran numero di studiosi sostiene che l antico tempio si trovasse nel territorio dell odierna Grecia. due colombe presero il volo dall Egitto. egli pubblicò questo studio a proprie spese in edizione ridotta. invece. la questione della collocazione dell oracolo di Dodona è più complicata. invece.

le descrizioni degli autori antichi e le somiglianze geografiche di questi due siti (Tomor e Dodona). e anche alcune leggende vive nelle menti di coloro che abitavano nei pressi della montagna di Tomor. sia soltanto una copia più recente dell originale. Tomor. vend i mirë (posto buono). Nel linguaggio popolare degli Albanesi. ogni posto sacro si chiamava e continua a chiamarsi anche ai giorni nostri. Ikonomi cita i seguenti argomenti: l etimologia della parola Tomor. Fin dalla prima pagina di questo libro l autore ci indica i motivi di questa ricerca. secondo la sua tesi. il nome della montagna di Tomor significa la montagna di Dio (traduzione libera). Tomar oppure Tmar era il nome della montagna presso o addirittura sopra la quale era collocato l oracolo di Dodona. per questo motivo. di conseguenza. Poi egli spiega l etimologia del nome Tomor. i sacerdoti dell oracolo di Dodona venivano chiamati Tomurë (i buoni). L autore riferisce che un folto gruppo di studiosi albanesi abbia la convinzione che la Dodona dell Epiro (quella della montagna Tammaros a Giannina). e cioè degli antichi Albanesi. la montagna di Tomor era chiamata mal i të mirit (montagna del bene) e. In questa frase. 177 . nella regione che in Albania si chiama Toskëri. Egli è fermamente convinto che l antico oracolo di Dodona si trovi proprio sulla montagna di Tomor.montagna di Tomor. Per Ikonomi è molto importante la somiglianza dei nomi delle due montagne: Tammaros. conosciuto diversamente come il santuario sacro dei Pelsagi. Oltretutto. che invece si trova senz ombra di dubbio sulla montagna di Tomor. si chiamavano Tomuri e le loro previsioni Tomure. Poi Ikonomi imprime maggior forza alla sua tesi affermando che i sacerdoti di Dodona. nella maggior parte dei casi. che erano anche preveggenti. l aggettivo i mirë (buono) prende il significato sacro . Lo storico sostiene che la montagna di Tomor veniva considerata l abitazione del dio dei Pelasgi.

Una delle fonti che Ikonomi cita è quella di Stagira: Nella pagina 28 delle note in cui parla di Dodona. nell ultimo capitolo del suo libro egli raccoglie ed espone alcune leggende sulla montagna di Tomor e sui luoghi circostanti. può avere analogie con quella della capra Amaltea. Esiodo. che mangiava i propri figli. Lo stesso autore ci dice che altri studiosi collocano questa montagna più a settentrione del monte Pindus. egli menziona come indefinita la collocazione della montagna di Tomor.Ma queste osservazioni non bastano per provare la sua tesi. che allattò Zeus bambino. Plutarco. Così egli prende in esame tutte le possibili testimonianze storiche. dalle quali si recavano gli antichi re per domandare sul loro destino e sul destino del loro regno. Prendendo spunto dagli scritti di questi autori e geografi antichi. sulla vetta della montagna si trova scolpita sulla roccia la figura di una donna anziana che sta accudendo una capra e un capretto. Strabone. invece. ecc. Secondo un'altra leggenda. testimonianze queste che allontanano Dodona da Giannina e lo portano nel Nord di Toskëri-a. quando sua madre Rea lo nascose a suo padre Crono. Inoltre lo stesso autore afferma che i Molossi erano più famosi dei Kaoni. Ikonomi arriva ad una chiara ricostruzione di dove sia collocato effettivamente questo luogo di culto. secondo Ikonomi. Leggenda questa che. Fra Perikli Ikonomi e la montagna di Tomor esisteva un 178 . Dopo aver esaminato le descrizioni di questi autori. e che essi (i Molossi) vantavano anche l esistenza del famoso tempio di Dodona nella loro regione (traduzione libera). Ma il suo lavoro non finisce qui. Un intero capitolo è dedicato alle testimonianze di autori dell antichità come Erodoto. Plinio. Una di queste leggende narra che sulla montagna di Tomor abitavano le sorelle di Dodoni. i quali forniscono preziosi dettagli sul tempio di Dodona.

nel 1916. egli conosceva meglio che chiunque altro questo borgo e le leggende che intorno ad esso circolavano. molte delle quali strettamente legate alla sacralità della montagna di Tomor. Morì nel maggio 1977. Oltre ad insegnare egli scrisse e pubblicò a sue spese libri didattici. il quale risvegliò nel giovane Perikli Ikonomi il sentimento dell amore per la patria. Papas Pavli. In seguito si formò come specialista in psicologia in una delle scuole balcaniche più prestigiose del tempo: il ginnasio Zosimea di Giannina. Perikli Ikonomi fu uno dei padri fondatori dell istruzione in Albania.legame particolare. proseguì poi gli studi a Corfù. Per questo motivo in questa nazione nel 1956 meritò il titolo di Mësues i merituar (Maestro emerito). Dopo il suo ritorno in Albania. I primi studi li fece a Berat. presso l esponente della Rilindja (Rinascita) albanese Babë Dudë Karbunara (1842-1917). 179 . in Albania. cominciò ad insegnare a Berat. Due parole su Perikli Ikonomi. Perikli Ikonomi appartiene ad una famiglia che per diciassette generazioni ha annoverato sacerdoti tra i suoi componenti. Nato nel paese Vokopolë di Berat. Ma Perikli non avrebbe seguito questa tradizione di famiglia. che non era il semplice legame fra uno studioso e l oggetto dei suoi studi. e poi nelle scuole di tutta l Albania. L ultimo di essi era il padre di Perkli. dove conobbe Ismail Qemali.

.

A AAAAr rrrrc cccch hhhhi iiiiv vvvvi iiiio oooob bbbbl llllo oooog gggg2 22220 00001 11110 0000 .