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IL DIALOGO DEI MELI

(Tucidide, Storie V, 84-114; 116) 84


Dopo una spedizione contro gli Argivi sospetti di tendenze filospartane gli Ateniesi, con un numeroso esercito rinfoltito da fila alleate, fanno rotta verso lisola di Melo. I Meli, coloni degli Spartani, avevano contribuito alle spese di guerra degli Spartani ma, rimanendo in un primo momento neutrali, entrarono in guerra solo dopo la spedizione ateniese che, al comando di Nicia, aveva devastato lisola dieci anni prima. Adesso gli strateghi Cleomede e Tisia, accampatisi nei territori di Melo, decidono di inviare degli ambasciatori che intimassero i Meli ad unirsi alla lega Delio-Attica. Gli ambasciatori sono per condotti dinanzi ai magistrati, n dinanzi al popolo che pi facilmente si sarebbe lasciato convincere.
Gli ambasciatori dAtene dissero:

, ( ), . , . .
= causale = finale = una sola volta > un unico = allettante; da (condurre, convincere) = da + = cong aor pass da apatao = penso, ritengo, consilium habeo = part attributivo da kathemai = da +/ = valore avverbiale = imp aor; principale = giudicare, accusare, eprimere il proprio parere = inf sostantivato = imp aor da lego; principale = piacere = interrogativa indiretta = interrogativa indiretta

85 Dal momento che i discorsi non sono tenuti dinanzi al popolo, affinch i pi, udite da noi in un unico discorso continuo parole allettanti ed inconfutabili, non vengano ingannati (sappiamo infatti che questo scopo ha laverci condotti al cospetto di pochi), voi che sedete state ancor pi tranquilli. E anche voi dunque, ad ogni argomento, replicate non con un unico discorso, ma prendendo subito la parola contro ci che sembri detto inopportunamente. Ed anzitutto dite se approvate ci che diciamo.

, , , . , , ,

86 I rappresentanti dei Meli risposero: Non biasimiamo la ragionevolezza dellesporci lun laltro, tranquillamente, le nostre ragioni, ma gli avvenimenti della guerra, gi presenti e non futuri, sembrano differire da tale proposito. Vediamo infatti che voi stessi giungete come giudici di quanto verr detto e che il risultato del discorso senza dubbio porter a noi, se saremo

vittoriosi sul piano della giustizia e per questo non cederemo, la guerra, se invece ci lasceremo convincere, la schivit.

, = part attributivi = predicativo di umas = part predicativo = part fut da lego; sostantivato = part pres da endidomi , , = part congiunti con valore ipotetico

. , , . . , , , .

87 AT. Se dunque siete venuti per parlare di congetture sul futuro o per un motivo diverso dal progettare la salvezza per la citt in base alla situazione presente e a ci che vedete, possiamo finirla qui; se invece siete venuti per questo, possiamo discutere. 88 MEL. naturale e compatibile che coloro che si trovano in una tale situazione si volgano, sia parlando che pensando, a molte ipotesi; ma questincontro, certamente, riguarda la nostra salvezza e, se vi pare, il discorso avvenga nel modo che proponete.

= part futuro da logizomai; congiunto con valore finale = principale = aliud quam = part congiunto con valore finale; fut + ott con valore potenziale = perdono, compatimento = part perf; sostantivato; sogg dellinfinitiva , = part congiunti = imperativo pres

. , , , , , , .

89 AT. Ebbene, n noi faremo con belle parole un lungo ed inverosimile discorso su come comandiamo giustamente perch abbiamo sconfitto lesercito persiano o su come adesso marciamo contro di voi poich abbiamo subito ingiustizia, n riteniamo degno che voi crediate di convincerci dicendo o che, pur essendo coloni degli Spartani, non avete combattuto con loro o che non avete commesso nessuna ingiustizia nei nostri confronti, ma riteniamo degno che voi facciate ci che possibile, in base a ci che entrambi pensiamo, sapendo, come noi sappiamo, che nei discorsi umani si stabiliscono azioni giuste da una pari condizione, ma i pi forti compiono ci che possibile, i deboli si adattano.

= principale = daremo una non credibile lunghezza di parole = interrogativa indiretta = cordinata alla principale che regge umas oiesthai/diaprassesthai = infinitiva

= part congiunto , = dichiarative rette da legontas = relativa = part congiunto con valore comparativo = part perf da orao; attributivo riferito ad emas sottintes = part sostantivato da proecho Si sceglie di agire secondo giustizia quando si nella stessa condizione, ma se altri sono pi forti, altri pi deboli, sono i pi forti ad agire secondo ci che nelle loro possibilit.

. , ( , ) , , . , .

90 MEL. Come pensiamo, utile (anzi necessario, dal momento che voi avete scelto cos ingiustamente di parlare dellultile) che voi non demoliate il bene comune, ma che chi di volta in volta si trova in pericolo abbia equit e giustizia, e che abbia dei vantaggi anche chi cerca di convincere qualcun altro senza accuratezza. E ci conviene a voi non meno di quanto sareste da esempio agli altri, se cadeste vittime di una grandissima vendetta.

= avverbio = part sostantivato da ; le cose giuste = part sostantivato; sogg dellinfinitiva = compl oggetto = agg sostantivato pu avere significato positivo o negativo (dentro, non ancora dentro) = part aor pass; congiunto con valore ipotetico; protasi implicita del terzo tipo = ellittico di eimi; convenientemente a voi = litote = comparativo irregolare da Risulta essere pi conveniente per gli Ateniesi mostrar si disponibili allaiuto di quanto possa essere conveniente divenire un esempio di vittime di una vendetta.

. , , , , ( ), .

91 AT. Noi invece, anche se dovesse finire, non disperiamo per la fine del nostro impero: infatti coloro che comandano sugli altri, come anche gli Spartani, non sono cos terrificanti per gli sconfitti (la nostra battaglia non contro gli Spartani), ma se un giorno i sudditi, ribellandosi di propria iniziativa a chi detiene il potere, ottenessero di comandare.

= cong aor p da = protasi del secondo tipo = protasi del secondo tipo con apodosi sottintesa sarebbe terrificante = cong aor = part aor m; congiunto

, , , .
= imperativo perf da afiemi; principale = principale anticipa in prolessi le dichiarative

E riguardo a ci ci si permetta di correre il rischio; adesso dimostreremo che siamo qui presenti per lutilit del nostro impero e che parleremo per la salvezza della vostra citt, poich vogliamo comandare su voi senza fatica, e che voi vi salviate in modo che giovi ad entrambi.

, = dichiarative = sine labore

92 . MEL. E come potrebbe essere utile per noi , ; essere schiavi, come per voi comandare? 93 . AT. Poich a voi capiterebbe di sottometervi , prima di subire la sorte peggiore, noi, invece, se . non vi distruggeremo, ne guadagneremmo.
= ott aor 3 da = inf retto da

. , , ; . , .

94 MEL. E non accettereste che noi, rimanendo neutrali, fossimo vostri amici piuttosto che nemici, alleati di nessuna delle due fazioni? 95 AT. No, infatti lostilit non dannosa quanto lamicizia poich lamicizia si mostra a quanti sono a noi sottoposti come esempio di debolezza, mentre lodio di potenza.

= avv; = part congiunto = part congiunto; concordato sia con misos che con = retto da Se noi siamo vostri nemici dimostriamo di essere forti se invece vi lasciamo in pace ci dimostriamo deboli.

. , ;

. , , , .

96 MEL. I vostri sudditi considerano ci che ragionevole cos da porre sullo stesso piano quanti, essendo per la maggior parte vostri coloni ed essendosi alcuni ribellati, si sono sottomessi, e chi non ha nulla a che fare con voi? 97 AT. Ritengono infatti che nessuno dei due venga meno a quanto giusto e che, secondo la loro forza, alcuni si salvino mentre noi, per paura, non li attacchiamo; cos ci procurereste, oltre al dominio su pi territori, anche stabilit, sottomettendovi, ma anche se non sopravviveste, poich siete isolani tra coloro che hanno il dominio dei mari e pi deboli degli altri.

( ) = consecutiva = correlato con = relativa in variatio col participio sostantivato prosekontas = perf da ceiroo = inf da - = inf sostantivato = protasi del terzo tipo I vostri sudditi considerano giusto porre sullo stesso piano coloro che rimangono neutrali e coloro che, o perch vostri coloni o perch ribelli sconfitti, stanno sottomessi a voi? S, perch sia quelli che si sottomettono sia quelli che non lo fanno sono giustificati. Infatti pensano che se qualcuno forte noi non lo attacchiamo per paura, mentre se pi debole gli conviene sottomettersi. Quindi se voi, che siete pi deboli, vi sottomettete ci procurereste il dominio su territori maggiori e noi dimostreremmo la nostra forza, ma se

provaste a fuggire vi sconfiggeremo dimostrando anche cos la nostra superiorit. I sudditi degli Ateniesi pensano che se un popolo palesemente pi debole conviene che si sottometta, ma se un popolo resta neutrale (come vogliono fare i Meli) e gli Ateniesi non lo sottomettono con la forza, vuol dire che questo popolo pi forte degli Ateniesi stessi. Perci gli Ateniesi, per dimostrare la loro superiorit preferiscono che i Meli, piuttosto che dichiararsi neutrali ed essere loro amici, si dichiarino nemici cos da poterli attaccare e sconfiggere dimostrando la propria superiorit.

. ; , , , , . , , ; , ;

98 MEL. E in quella proposta non pensate che ci sia sicurezza? Infatti, cos come voi, impedendoci di trattare argomenti giusti, provate a convincerci a sottometterci al vostro interesse, anche in questo caso bisogna che noi, conoscendo ci che per noi stessi utile, se questo stesso si trova ad esserlo anche per voi, proviamo a convincervi. Come infatti non dovrete combattere contro coloro che adesso non sono alleati di nessuno, se, vedendo ci, penseranno che un giorno voi marcerete anche contro di loro? E in questo modo cosaltro fate se non rendere pi forti coloro che gi sono vostri nemici ed indurre a divenirlo, contro voglia, coloro che non lo sono?

= part aor; congiunto = principale = soggettiva = part predicativo = antecedente di = prolessi del relativo = ind fut medio da / = crasi = comparativa

. , , , . . . , , .

99 AT. Non riteniemo per noi pi pericolosi questi che, vivendo da qualche parte sulla terra ferma, rimanderanno molto le misure di difesa contro di noi per la loro libert, ma gli isolani liberi, come voi, e quelli che sono gi esasperati dalla prepotenza del nostro dominio. Questi infatti, lasciandosi andare sfrenatamente allirragionevole, potrebbero mettere in evidente pericolo loro stessi e noi. 100 MEL. Ma allora, se voi correte un tale pericolo per non perdere il vostro potere, e lo corrono coloro che sono assoggettati a voi per essere liberati, per noi, che siamo gi liberi, sarebbe un gran danno e segno di vilt non provare ogni mezzo per non divenire schiavi.

= agg da Gli abitanti delle isole, come si era gi detto, sono deboli e non potrebbero sfuggire ad Atene che domina i mari; chi abita il contintente, invece, libero dalla talassocrazia ateniese, quindi pi al sicuro. = da (rimando, indugio); faranno ritardo = part sostantivato = avv = superlativo

= ott aor sigmatico ... = finale implicita = inf aor pass da = inf aor pass da ()

101-114; 116
AT. La vostra lotta non riguarda lonore, ma la sopravvivenza. MEL. Ma se ci arrendiamo adesso perdiamo ogni speranza, se invece agiamo avremo ancora speranza poich le sorti della guerra sono sempre imprevedibili. AT. La speranza daiuto per chi ha mezzi sufficienti, ma chi non li ha comincia a sperare solo quando, caduto in disgrazia, non ha pi vie di salvezza. Voi, che siete deboli e in pericolo, evitate la disgrazia e non fate come coloro che, persa ogni speranza concreta, si affidano ad oracoli e profezie, che insieme alle speranze li portano alla rovina. MEL. Anche se noi siamo pi deboli agiamo secondo giustizia e avremo, quindi, il favore deglie dei. Inoltre gli Spartani, per dovere nei confronti dei loro coloni, dovranno correre in nostro aiuto. AT. Noi non temiamo di agire contro le leggi divine perch anche tra gli dei vale la legge del pi forte, che una legge pi antica di noi, di cui ci serviamo e di cui vi servireste anche voi se aveste raggiunto la nostra stessa potenza. E illusioni sono anche le vostre speranze sugli Spartani: questi infatti, pur servando lonore quando agiscono tra di loro, molto diversamente si comportando con gli altri, considerando giusto solo ci che , di volta in volta, per loro pi vantaggioso. MEL. Riteniamo tuttavia che loro non vogliano tradirci poich cos tutti i loro alleati perderebbero la fiducia in loro. AT. Ma linteresse sta nella sicurezza, mentre la giustizia fonte, in questo caso, di pericolo e i Lacedemoni non amano il pericolo. MEL. Ma sta nel loro interesse proteggere noi pi di chiunque altro vista la nostra posizione strategica. AT. Ma gli Spartani ben sanno che la cosa pi importante leffettiva forza militare e non la benevolenza verso gli alleati (ed alla prima che fanno affidamento quando le loro forze non sono sufficienti), quindi improbabile che simbarchino sfidando noi che siamo padroni del mare. MEL. Ma potrebbero anche mandare degli altri in nostro soccorso e se questo piano dovesse fallire potrebbero attaccare via terra la vostra terra e e i vostri alleati ancora incolumi e cos non dovreste pi preoccuparvi della nostra terra, che non vi appartiene, ma della vostra stessa citt. AT. Essere assediati pu succedere a chiunque. Ma vero che voi, pur volendo salvarvi, in questo discorso nulla avete deciso di concreto, ma vi affidate a speranze future ed incerte e non avete mezzi sufficienti per difendervi. Quando ce ne saremo andati potrete ancora cambiare idea, ma se vi lascerete allettare dallonore soccomberete come tutti gli altri poich lonore ha spinto molti ad andare verso sciagure che pure gi prevedevano. E la disfatta, accompagnata dalla follia, fu allora pi vergognosa. Dunque se farete la scelta giusta e considererete decoroso divenire nostri alleati, che siamo pi forti di voi, pagando i tributi ma mantenendo la vostra terra, vi salverete da questa vergogna; e, potendo scegliere tra la guerra e la sicurezza, non scegliete la cosa peggiore per testardaggine. Infatti coloro che sono ragionevoli coi forti, che non cedono ai loro eguali e sono moderati coi pi deboli, hanno sempre la meglio. Dunque meditate bene quando ce ne saremo andati perch la giusta scelta potrebbe salvare la vostra patria. Tuttavia i Meli presero una decisione coerente ai loro argomenti e risposero: Resteremo fedeli ai nostri ideali e non ci priveremo senza combattere della nostra libert, confidando nellaiuto degli dei e degli Spartani. Vi proponiamo dunque un patto secondo il quale, se voi lascerete la nostra terra, noi resteremo neutrali. AT. La vostra scelta si fonda su certezze che in realt tali non sono; sperate invano nellaiuto dei Lacedemoni e questo vi porter alla rovina.

Gli ambasciatori ateniesi tornarono cos dal loro esercito e lisola fu messa sotto assedio. Linverno seguente gli Spartani decisero una spedizione contro Argo alla quale per rinunciarono. Intanto i Meli aprirono una breccia nel muro dassedio degli Ateniesi ma questi ricevettero rinforzi e, grazie allaiuto di alcuni Meli traditori, assoggettarono la citt. Decisero quindi, di uccidere tutti gli uomini e rendere in schiavit donne e bambini, si assediarono poi loro stessi nellisola che fu cos ricolonizzata.