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Documento Forum antimafia Riprendiamoci la speranza nel futuro.

Il desiderio di cambiamento che ha animato i militanti e gli elettori del Partito Democratico, che ha sancito il successo delle primarie per eleggere il candidato del Centrosinistra alle elezioni e per definire la lista dei candidati per Camera e Senato, non stato sufficiente. Molti altri cittadini che desideravano una modificazione pi radicale del panorama politico, dello scenario di scelte economiche e sociali da intraprendere, una politica trasparente e onesta, lontana da ogni logica di mercificazione dei propri principi, si sono recati alle urne, ma hanno deciso di non votare Pd. Lelettorato italiano, per due terzi, si affidato a forze politiche che hanno fatto della leadership la loro forza, esprimendo forme di populismo diverse ma anche simili nelle forme in cui si sono espresse. Il Partito Democratico si dovuto muovere in una via molto stretta, tra chi urlava tutti a casa, e chi chiedeva la restituzione dellImu, il condono tombale, il contante libero sopra i 1000 euro. verosimile che il PD abbia interpretato con scarsa convinzione e determinazione quel desiderio di una politica pulita, trasparente, onesta, capace di applicare con slancio i principi indicati nellarticolo 54 della Costituzione. Su questi temi il Partito Democratico deve proseguire a dettare lagenda politica dei provvedimenti e dei comportamenti utili. Su queste tematiche sar forse possibile riconquistare i consensi persi nellastensionismo e concessi al M5S. Ad oggi cos cambiato rispetto al disastroso voto di febbraio? La disaffezione al voto emersa in occasione delle elezioni amministrative preoccupante. Essa ha punito pi duramente gli altri partiti di quanto abbia fatto con noi. Fino a quando ci accadr? Ma soprattutto: quando si torner al voto? Le priorit poste oggi dalla coalizione governativa come affrontare la crisi, la disoccupazione giovanile, le riforme costituzionali, la nuova legge elettorale richiedono sicuramente del tempo. Si rende opportuna quindi molta chiarezza sul prezzo che siamo disposti pagare per far fronte alle priorit di cui sopra e approvare una nuova legge elettorale. Sicuramente insostenibile sarebbe il peso di richieste/ricatti per nuove leggi ad personam o una politica morbida sullevasione. Ci dovrebbe comportare la fine immediata del governo di necessit col PdL. A quel punto si potrebbe considerare leventualit di ricorrere al voto oppure valutare seriamente la possibilit di una nuova maggioranza parlamentare, che metta il nostro Parlamento nella condizione di legiferare liberamente sul falso in bilancio, sul conflitto di interessi, sul voto di scambio, sullautoriciclaggio, sulla corruzione e sulla concussione (in modo che si eviti la prescrizione), sul gioco dazzardo, e che si impegni, inoltre, in una politica rigorosa ed efficace di lotta allevasione. Questi temi potranno entrare a pieno diritto nelle riflessioni congressuali, nel profilo programmatico e culturale che queste dovranno indicare per il nostro Paese. I temi che affrontano la questione della legalit sono infatti strumento per favorire e sostenere politiche di pari opportunit in quanto liberano risorse

economiche utili alla collettivit. Operare per la legalit significa quindi venire in aiuto ai bisogni del Paese oltre che ristabilire principi di giustizia ed equit. IL LIVELLO LOCALE. Proprio per andare in questa direzione si dovr avviare una seria e approfondita verifica di quanto accaduto nel nostro territorio metropolitano, verifica che dovr coinvolgere tutte le amministrazioni da noi governate e la dirigenza locale e regionale del nostro partito. In provincia di Milano anche nelle citt governate dal centrosinistra si assistito, alla creazione e diffusione di societ di diritto privato, ma di propriet pubblica, veri e propri cloni dellEnte Comune. Luoghi talvolta utilizzati per dare ossigeno alle clientele di partito, spesso centri di cattiva amministrazione, fonti di debito pubblico. Molte di queste realt rappresentano un serissimo problema per numerosi comuni nella provincia di Milano e nella stessa citt. Molti comuni da noi amministrati hanno difeso il territorio con grande coraggio, rinunciando a oneri di urbanizzazione e respingendo la pressione degli interessi speculativi privati. Altri hanno favorito il consumo di suolo, la cancellazione di vaste aree a verde e destinate allagricoltura, promettendo slp inutili per la residenza e il terziario, sostenendo la creazione di grandi spazi destinati al commercio. Bisogna anche analizzare con coraggio quanto accaduto in relazione ai rapporti tra persone iscritte al partito e incaricate di ruoli istituzionali importanti e personaggi di vario genere, collegati ad ambienti criminali mafiosi. Desideriamo quindi costruire un Partito Democratico che sappia guardarsi dentro con trasparenza e rigore e sappia imporre il cambiamento partendo da una seria analisi di s, dei suoi organismi dirigenti, dei suoi meccanismi di selezione, della sua storia. Ogni grande cambiamento parte da scelte individuali importanti. Riteniamo quindi importante la riforma del codice etico del Partito, coinvolgendo inizialmente il livello locale regionale per riprendere i contenuti e lesperienza della Carta di Pisa, redatta da Avviso Pubblico, e prevedendo che i nostri amministratori e dirigenti si dimettano in caso di rinvio a giudizio anche per i reati di concussione e corruzione. Bisogner inoltre inserire norme che regolino con chiarezza il conflitto di interesse, il pantouflage, altrimenti detto revolving doors (passaggio diretto da cariche amministrative a cariche dirigenziali in ditte che hanno avuto rapporti con lAmministrazione) e prevedere norme che introducano la completa trasparenza per i fondi che il singolo riceve in campagna elettorale o durante il suo mandato. IL PARTITO. Infine non si pu prescindere da una nuova organizzazione del partito attorno ai temi della partecipazione, della democrazia e della valorizzazione dei singoli e dei circoli, individuando ruoli, procedure e percorsi definiti. Sar pertanto indispensabile: - rafforzare il rapporto tra iscritti/elettori e gruppi dirigenti attraverso i circoli, anche prevedendo prassi comunicative e di consultazione pi dirette, compresa la possibilit che un numero di circoli avanzi proposte da sottoporre al voto in Direzione Provinciale; - valorizzare il ruolo dei circoli (anche quelli tematici o quelli sul posto di lavoro) nel loro essere soggetti territoriali capaci di: a) individuare e fare emergere competenze, attitudini e capacit da valorizzare e coltivare in vista della formazione di una classe dirigente futura; b) essere strumenti di promozione delle idee (per esempio prevedendo forme premianti di sostegno economico, riconosciute sulla base di bandi, per progetti che i circoli autonomamente o in rete potranno pianificare e realizzare); - implementare la formazione permanente (studio e preparazione su settori e tematiche fondanti per poter svolgere attivit politica a livelli diversi: attivisti di circolo, dirigenti, amministratori); - definire e prevedere periodicamente azioni di valutazione intermedia e finale dei dirigenti del partito e degli eletti;

- stabilire delle regole che non permettano la sovrapposizione tra incarichi allinterno del partito e incarichi amministrativi che, in linea di principio riteniamo dannosa per lautonomia e lautorevolezza del partito stesso - istituire un forum legalit/antimafia a livello nazionale e locale - prevedere forme di vigilanza della gestione del Partito sul modello della Legge 231/2001

Milano Democratica contro le mafie si costituito nel febbraio 2010.


Siamo un gruppo di iscritti del PD di Milano che si sono posti lobiettivo di provare a dare alla questione della colonizzazione mafiosa del Nord, e di Milano in particolare, una risposta politica, facendola divenire una delle priorit dellagenda del PD metropolitano. Il nostro stato un approccio pragmatico: formare, proporre buone prassi, fare rete tra gli amministratori locali, gli iscritti e i circoli del PD di Milano e Provincia. Siamo stati prima un GIP (Gruppo idee e progetti), poi un forum, ma senza mai riuscire a far ufficializzare la nostra esistenza sul sito del PD metropolitano. In poco meno di tre anni abbiamo realizzato: - 80 ore di formazione pratica sulla legislazione degli appalti, su costi economici e sociali dellillegalit quali corruzione, evasione fiscale, ecomafie; sulla trasparenza e responsabilit della Pubblica Amministrazione. I corsi hanno coinvolto oltre 100 tra amministratori e quadri locali del PD. - A seguito di ci alcuni nostri amministratori hanno introdotto strumenti importanti come gli indicatori di infiltrazione mafiosa per pianificare e potenziare in ambito locale strumenti e modelli concreti di contrasto alla criminalit. Si vedano ad esempio i comuni di Corsico e Milano, primi in Italia per lapplicazione della legge 231/2007 (norme antiriciclaggio). Realizzare questi momenti formativi ci ha portato a sviluppare internamente al PD metropolitano competenze importanti collaborando con alcuni tra i massimi esperti delle materie affrontate (da Ivan Cicconi a Piercamillo Davigo, da Pierpaolo Romani a Ilaria Ramoni) e con le Associazioni in prima linea (come Transparency International, Libera e Avviso Pubblico, cui parecchi enti locali del milanese, negli ultimi due anni, hanno aderito). Questi corsi hanno innescato un positivo scambio tra i partecipanti e intense collaborazioni tra amministrazioni locali. Un esempio tra tutti la collaborazione tra Corsico e Reggio Emilia. - Si evidenziata anche lesigenza di creare un Coordinamento Antimafia Degli Amministratori Di Milano e Provincia che potesse organizzare e indirizzare questa rete. Esso, nonostante sia mancato una chiaro mandato politico, ha concretamente operato avviando un circolo virtuoso tra amministratori e dirigenti di base, e ha prodotto importanti e replicabili esperienze sui territori nellapplicazione di buone prassi, di strategie o soltanto fornendo informazioni nella difficile lotta alla criminalit organizzata. - Dalla fine del 2010 abbiamo lavorato ad un Codice di autoregolamentazione da proporre e da far sottoscrivere a tutti i candidati e agli eletti del PD di Milano e provincia. Elaborato il documento, lo abbiamo proposto agli organi dirigenti provinciali e regionali e che sottoporremo di nuovo in attesa di una formale applicazione. Il cuore del codice, che alleghiamo, si proponeva di distinguere nettamente, senza se e senza ma, la responsabilit politica da quella giudiziaria nei casi di coinvolgimento di politici e amministratori del nostro partito in fatti legati a criminalit organizzata, corruzione, riciclaggio e reati contro la Pubblica Amministrazione (peculato, concussione) e di operare scelte nette di trasparenza in relazione a ipotetici conflitti di interesse e a finanziamenti della propria attivit politica. - Alla luce della competenza fiscale dei comuni, abbiamo formulato una proposta sul Fisco di Prossimit.
Milano Democratica contro la mafia Coordinatore: Attilio Cimino Componenti: Santi Barbera, Luciana Dambra, Laura Ferrante, Federico Ferri, Piera Fossati, David Gentili, Teresa Resegalli, Mario Turla