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Bosnia, lUe sta perdendo la pazienza

la confessione di un alto funzionario comunitario che, dietro anonimato, ha raccontato gli umori della delegazione europea a Sarajevo. Abbiamo perso la pazienza, devo essere sincero. C un vuoto enorme, manca la politica: in questo modo la Bosnia non entrer mai a far parte dellUnione Europea. A parlare un alto funzionario della delegazione comunitaria a Sarajevo che, dietro anonimato, affida il suo sfogo al quotidiano della capitale bosniaca Oslobodenje. A breve ci sar un nuovo round di negoziati tra la delegazione Ue e le autorit bosniache, a cominciare dai leader dei sette principali partiti del Paese, ma la sensazione di amarezza negli uffici comunitari di Sarajevo palpabile. Le nuove trattative verteranno su una delle condizioni essenziali posta dallUe per ladesione comunitaria di Sarajevo: il rispetto da parte della Bosnia della sentenza Sejdic-Finci emessa nel 2009 dalla Corte europea dei diritti umani. In base al verdetto il Parlamento centrale bosniaco - e gli organi legislativi delle due entit - devono riformare le rispettive costituzioni affinch in modo da permettere lassegnazione di alte cariche governative anche per i membri delle comunit etniche minoritarie del Paese. Al momento, infatti, tutti i posti governative - sia a livello centrale che delle due entit possono essere occupati solo da chi appartiene a uno dei popoli costituenti della Bosnia-Erzegovina: bosgnacchi (musulmani), serbi e croati. Non possiamo essere noi a fornire la soluzione a questo problema. Se ci troviamo con lacqua fino al collo perch mai i politici bosniaci hanno voluto accordarsi, preferendo liti, contrasti e dichiarazioni sempre pi minacciose e aggressive, ha spiegato lalto ufficiale ribadendo che non sua intenzione guidare una serie di trattative vuote e senza nessuna prospettiva. Ladozione della sentenza Sejdic-Finci uno dei punti prioritari previsti dallAccordo di stabilizzazione e associazione (Saa): soltanto quando verr rispettato in ogni sua disposizione, la Bosnia potr avere le carte in regola per lingresso nellUnione Europea. Ma il tempo stringe e i progressi scarseggiano: Io spero che queste trattative possano portare a qualcosa di buono, ma ne dubito

fortemente. Con questandazzo Sarajevo non riuscir a concludere niente almeno prima del 2015, ha ammesso lalto funzionario.

Skopje, lopposizione minaccia le dimissioni


I socialdemocratici, alla guida delle incessanti proteste contro il governo del premier Nikola Gruevksi, hanno presentato lennesimo colpo di scena: lallontanamento definitivo dal Parlamento. L'opposizione dei socialdemocratici macedoni minaccia di dimettersi perch il governo del primo ministro Nikola Gruevski ha ignorato le loro richieste di elezioni politiche anticipate. Secondo il sito internet "Balkan Insight", il segretario generale del Partito socialdemocratico, Andrej Petrov, ha dichiarato che le dimissioni dei parlamentari arriveranno nei prossimi giorni dato che i deputati dell'opposizione non possono pi contribuire al superamento della crisi e partecipare ai lavori parlamentari pu solo servire a legittimare questo governo. La devastante crisi politica macedone, che sta preoccupando non poco anche la Comunit europea e internazionale scoppiata il 24 dicembre scorso quando i partiti di governo hanno approvato il bilancio per il 2013, dopo che i deputati dell'opposizione e i giornalisti erano stati "cacciati" dal Parlamento dagli addetti alla sicurezza e dalla polizia. Durante quella giornata, a Skopje ci sono state manifestazioni di protesta e scontri con la polizia. I parlamentari dell'opposizione avevano avviato un boicottaggio del parlamento, invitando i loro sostenitori ad inscenare atti di disobbedienza civile. Il primo ministro Gruevski ha sempre accusato l'opposizione di aver tentato un colpo di Stato, respingendo quindi la richiesta di indire, assieme alle elezioni locali, elezioni politiche anticipate a marzo. "Siamo ancora disposti a parlare apertamente, ma senza un accordo sulle elezioni generali anticipate, non parteciperemo alle elezioni locali e non torneremo in Parlamento", aveva dichiarato Petrov al quotidiano Dnevink. Le dimissioni "aumenteranno ulteriormente la crisi e sar sicuramente un male per l'integrazione europea del Paese," ha commentato Etem Aziri, professore di scienze politiche dellUniversit di Tetovo. Secondo la legge elettorale, se un

parlamentare si dimette, il suo posto passa al secondo candidato nella lista elettorale dello stesso partito. La legge non spiega per in modo chiaro che cosa accade se un partito decide di ritirare tutti i suoi candidati. Nelle ultime elezioni politiche, il Paese stato diviso in sei unit elettorali, ciascuna rappresentata da oltre 20 deputati; altri tre sono invece eletti dai macedoni all'estero.

Montenegro, scioperi a Podgorica e Niksic


I sindacati sono sul piede di guerra non solo per la drammatica situazione del Combinato di alluminio della capitale, ma anche per i salari non pagati dallalbergo Onogost. Il sindacato del Combinato di alluminio di Podgorica (Kap) avvier uno sciopero nel caso in cui il direttivo dell'impianto dovesse infrangere l'accordo sulla riduzione lineare dei salari del 5 per cento. Lo ha annunciato il presidente del sindacato, Rade Krivokapic, relativamente allintesa gi raggiunta sulla riduzione dei salari dellimpianto siderurgico. Secondo il quotidiano "Dnevne novine", i vertici del Kap dovrebbero esaminare, durante la settimana e dopo un incontro con i rappresentanti dei lavoratori, la modalit con cui saranno calcolati i salari del mese di gennaio e stabilire di quanto saranno ridotti. Il sindacato guidato da Krivokapic teme che "in caso di un mancato accordo con l'altro sindacato, quello minoritario, che non ha accettato la diminuzione del 5 per cento, il direttivo potrebbe infrangere l'accordo sulla riduzione lineare". Per questo motivo, ha detto Krivokapic, il sindacato ha inviato una nota al ministro dell'Economia, Vladmir Kavaric, al rappresentante del governo nel consiglio di amministrazione, Nebojsa Dozic, e al direttore esecutivo, Jurij Moisejev, in cui si sottolinea che "ulteriori riduzioni dei salari saranno inaccettabili". Krivokapic non ha escluso l'utilizzo di "metodi radicali nella lotta per tutelare i diritti dei lavoratori". Le agitazioni non colpiscono per solo il Kap ma interessano, in modo anche pi estremo, i lavoratori dellalbergo Onogost, a Niksic, che hanno iniziato ieri uno sciopero della fame che proseguiranno a oltranza sino a che non saranno rispettate le loro richieste. I dipendenti di Onogost sono in protesta dal 24 dicembre scorso.

Secondo quanto riporta l'emittente radiotelevisiva "Rtcg", i lavoratori dellazienda alberghiera chiedono che le loro liquidazioni vengano pagate subito e non, come ha proposto il governo, dopo la vendita del resto degli averi dell'azienda, sotto processo fallimentare. I lavoratori hanno inoltre chiesto il pagamento del salario di dicembre e per i primi nove giorni di gennaio, ovvero fino al giorno in cui il rapporto di lavoro con l'azienda si interrotto. Il presidente del sindacato dell'albergo, Zorka Nikovic, ha dichiarato che il pagamento del salario per il mese di dicembre stato promesso per oggi, ma ha aggiunto che questo gesto non significa nulla.