Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.

txt Autori: Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli Corso di sociologia 1997 Società editrice il Mulino, Bologna. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo - elettronico, meccanico, reprografico, digitale - se non nei termini previsti dalla legge che tutela il Diritto d'Autore. Per altre informazioni si veda il sito www.mulino.it/edizioni/fotocopie Presentazione p. 11 PARTE PRIMA: LA FORMAZIONE DELLA società MODERNA I Le società premoderne 17 1 L'evoluzione delle società umane e il concetto di cultura 17 2. Le società di cacciatori e raccoglitori 19 3, Le società di coltivatori e pastori 23 4. La nascita delle società di agricoltori 28 5, Le società agrarie dell'antichità greco-romana 33 6« La società feudale 37 Il Le origini della società moderna in Occidente 43 1. L'idea di mutamento 43 2. Le trasformazioni nella sfera economica: la nascita del capitalismo 44 3. Le trasformazioni nella sfera politica: la nascita dello stato moderno 54 4. La cultura della modernità 60 5. La concettualizzazione della modernità in alcuni classici della sociologia 65 PARTE SECONDA: LA TRAMA DEL TESSUTO SOCIALE III. Forme elementari di interazione 1. Premessa 2. Azione, relazione, interazione sociale 3. 1 gruppi sociali e le loro proprietà 4. Potere e conflitto 5. E comportamento collettivo 6. La microsociologia 7. Interazione e società IV. I gruppi organizzati: associazioni e organizzazioni 1. Questioni di definizione 2. Le associazioni 3. Il modello della burocrazia 4. Perché spesso la burocrazia è inefficiente? 5. Forme diverse di organizzazione 6. Attori e decisioni 7. La razionalità organizzativa e i suoi limiti PARTE TERZA: LA CULTURA E LE REGOLE DELLA società v. Valori, norme e istituzioni 1. Che cosa sono i valori? 2. Orizzonte temporale e mutamento nella sfera dei valori 3. Dai valori alle norme 4. Coerenza e incoerenza dei sistemi normativi 5. E concetto di istituzione 6. Il mutamento delle istituzioni VI. Identità e sodalizzazione 1. Socializzazione e riproduzione sociale 2. Il processo di socializzazione tra natura e cultura 3. Le fasi della sodalizzazione primaria e la formazione dell'identità 4. Socializzazione e classi sociali 5. La socializzazione secondaria 6. Gli agenti della socializzazione secondaria 7. 1 conflitti di socializzazione nelle società differenziate VII. Linguaggio e comunicazione 1. E problema delle origini del linguaggio 2. Le funzioni del linguaggio: pensare e comunicare Pagina 1

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt 3. La variabilità dei linguaggi umani nello spazio e nel tempo 4. La variabilità sociale della lingua 5. Tipi di linguaggio: privato, pubblico, orale e scritto 6. Linguaggio e interazione sociale 7. Le comunicazioni di massa VIII. Devianza e criminalità 1. Il concetto di devianza 2. Lo studio della devianza 3. Le teorie della criminalità 4. Forme di criminalità 5. Gli autori dei reati e le loro caratteristiche 6. Devianza e sanzioni IX. Scienza e tecnica 1. Scienza e tecnica nelle società premoderne 2. Le origini della scienza moderna 3. Gli sviluppi successivi 4. La scienza come oggetto della sociologia 5. Scienza, tecnologia e sviluppo economico 6. Scienze naturali e scienze sociali 7. L'immagine pubblica della scienza e della tecnologia X. La religione 1. Una premessa di metodo 2. Sacro e profano 3. L'esperienza religiosa 4. Tipi di religione 5. Movimenti e istituzioni religiose 6. Religione e struttura sociale 7. E processo di secolarizzazione 8. Le interpretazioni sociologiche della religione PARTE QUARTA: DIFFERENZIAZIONE E DISUGUAGLIANZA XI. Stratificazione e classi sociali 1. Universalità della stratificazione sociale 2. Teorie della stratificazione 3. Sistemi di stratificazione sociale 4. Due schemi di classificazione 5. Alcuni grandi mutamenti 6. L'importanza delle classi sociali 7. La distribuzione dei redditi 8. La durata della vita XII. La mobilità sociale 1. Tipi di mobilità 2. Due tradizioni teoriche 3. Le ricerche sulla mobilità sociale 4. La mobilità nelle società non contemporanee 5. Industrializzazione e sviluppo economico 6. La mobilità sociale assoluta in Italia 7. Tendenze nei paesi occidentali 8. Le conseguenze della mobilità sociale XIII. Le differenze di genere 347 1. 1 cromosomi e la differenziazione sessuale 348 2. Essenzialismo e costruttivismo sociale 349 3. Genere e cultura 353 4. La divisione sessuale del lavoro nelle società preindustriali e industriali 354 5. La politica 366 6. Genere e salute 368 XIV. Corso di vita e classi di età 1. Due processi di fondo 2. Coorti e generazioni 3. Le fasi del corso della vita 4. 1 riti di passaggio 5. L'infanzia 6. La gioventù 7. La vecchiaia 8. La terza età e il pensionamento 9. Prepensionamento e tassi di attività Pagina 2

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt XV. Razze, etnie e nazioni 1. concetto di razza 2. Il razzismo: dottrine, atteggiamenti e comportamenti 3. Quattro casi di discriminazione razziale 4. Etnie e nazioni 5. Verso società e stati multietnici e multinazionali? PARTE QUINTA: LA RIPRODUZIONE DELLA società XVI. Famiglia e matrimonio 425 1. Parentela e discendenza 425 2. Esogamia ed endogamia 428 3. Monogamia e poligamia 429 4. Tipi di famiglia monogamica 432 5. Sistemi di formazione della famiglia 434 6. La nascita della famiglia moderna 438 7. L'affermazione della famiglia coniugale in Asia 443 8. Il declino della famiglia coniugale nei paesi occidentali 445 XVII. Educazione e istruzione 1. Cultura orale e cultura scritta 2. Teorie sull'istruzione 3. Fatti e teorie 4. Somiglianze e differenze 5. L'istruzione e le disuguaglianze 6. Istruzione e meritocrazia 7. La vita quotidiana nella classe scolastica PARTE SESTA: ECONOMIA E società XVIII. Economia e società 1. In cerca di una definizione di economia 2. Il posto dell'economia nella società 3. Il mercato come meccanismo regolatore dell'economia 4. L'economia regolata dal mercato 5. Il raccordo fra economia di mercato e società 6. Economia formale e informale: uno schema riassuntivo 7. Il problema dello sviluppo XIX. 19 lavoro 1. La divisione del lavoro: concetti di base e termini di uso corrente 2. La popolazione attiva 3. Il mercato del lavoro 4. L'organizzazione del lavoro 5. Le relazioni industriali XX. Produzione e consumo 1. Imprenditori e imprese 2. Produzione di massa e specializzazione flessibile 3. Finanza e produzione 4. Il commercio fra produzione e consumo 5. Il consumo di massa 6. Il consumo come comportamento collettivo: i meccanismi della moda 7. Consumo e stili di vita PARTE SETTIMA: LA POLITICA XXI. Lo stato e l'interazione politica 1. Lo spazio della politica 2. Politica e stato 3. Caratteri dello stato moderno P. 4. Identità e interessi: i dilemmi dell'azione cofiettiva 5, La partecipazione politica 6. 1 movimenti sociali 7. La struttura del potere XXII. Governo e amministrazione pubblica 1. Istituzioni di governo 2. Modelli di governo 3. La pubblica amministrazione 4. Lo studio delle politiche pubbliche 5. Le politiche sociali e i sistemi di welfare state PARTE OTTAVA: POPOLAZIONE, E ORGANIZZAZIONE DEL TERRITORIO Pagina 3

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt XXIII. Struttura e dinamica della popolazione 1. Lo studio della popolazione 2. Tre variabili chiave 3. La composizione della popolazione 4. Lo sviluppo della popolazione nei secoli 5. 1 paesi in via di sviluppo 6. E controllo della fecondità 7. L'invecchiamento della popolazione 8. Verso il futuro XXIV. L'organizzazione sociale nello spazio 1. Fatti sociali formati nello spazio 2. La società locale 3. Gli studi di comunità 4. Che cos'è una città? 5. Da Gerico a Messico: la città nella storia 6. E governo locale 7. La vita urbana e una definizione culturale di città 8. Globalizzazione e fenomeni regionali PRESENTAZIONE Sia chi scrive, sia chi legge questo manuale vive in una società avanzata a cavallo tra il XX e il XXI secolo. La realtà sociale che ci circonda ci appare per un verso ovvia e familiare, per un altro oscura e inquietante. Normalmente ci muoviamo all'interno di essa come in un ambiente che conosciamo da quando siamo nati, e che in genere non ci riserva grandi sorprese. Rispetto a ciò che ci è familiare non ci poniamo troppi interrogativi, non ci chiediamo continuamente perché la realtà è fatta in un determinato modo e non diversamente. Talvolta, ci capita di incontrare persone che provengono da altre società e altre culture, di vedere film o leggere libri che si riferiscono a società lontane nel tempo e nello spazio. Allora, per confronto, ci accorgiamo che la nostra società, i nostri modi di essere e di comportarci «fanno differenza», che ciò che ci sembrava scontato e naturale diventa immediatamente problematico e che agli occhi degli altri la nostra società deve apparire altrettanto singolare quanto appare a noi la loro. Talvolta, accadono inoltre fatti che ci sembrano inspiegabilì, che non riusciamo a collocare nella mappa della realtà che ci siamo costruiti, e la nostra reazione può essere di sorpresa, sconcerto o disorientamento. In genere gli esseri umani apprendono qualcosa di nuovo e diventano consapevoli delle proprie caratteristiche e peculiarità quando sono in grado di percepire delle differenze, quando si rendono conto che il proprio non è l'unico, ma soltanto uno dei tanti mondi possibili. La sociologia solitamente tratta delle società moderne e contemporanee; il suo oggetto risulta, per così dire, appiattito sul presente o sul passato recente. Spesso, però, per cercare di capire la società in cui viviamo, non possiamo fare a meno di rivolgerci al passato; ogni società porta iscritto nelle sue strutture, nei modi di pensare e di comportarsì dei suoi membri, il retaggio del suo passato. La realtà sociale che ci circonda non è soltanto il prodotto delle nostre azioni e delle azioni degli uomini e delle donne nostri contemporanei, ma di una lunga catena di generazioni. t come se ogni generazione ricevesse in eredità da quelle che l'hanno preceduta un patrimonio sul quale operare, da trasformare o da trasmettere poi, selettivamente, alle generazioni successive. Possimo paragonare la società a un treno sul quale continuano a salire nuovi viaggiatori, prima o poi destinati a scendere; il treno compie un viaggio molto più lungo del tragitto delle popolazioni di viaggiatori che lo occupano da una stazione all'altra. Poiché la vita dell'uo, mo è più breve della vita della società, ogni uomo occupa un posto temporaneo su un convoglio che viene da lontano e che continuerà il suo viaggio anche dopo la sua morte. Le metafore che abbiamo utilizzato (il patrimonio che passa di generazione in generazione, il treno che ospita una popolazione sempre rinnovata di viaggiatori) non sono casuali: esse ci dicono che non dobbiamo mai dimenticarci di considerare i tempi lunghi e la dimensione storica dei fenomeni sociali, anche quando la nostra attenzione è inevitabilmente concentrata sul presente e sulle società contemporanee. Queste considerazioni mettono subito in chiaro quali sono le caratteristiche che abbiamo voluto dare a questo Corso di sodologia, che lo differenziano dai tanti manuali disponibili. Molti tra questi ultimi sono scritti da autori inglesi o americani, per il semplice fatto che nei paesi anglosassoni vi è una più lunga e Pagina 4

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt diffusa tradizione di insegnamento di sociologia. Inevitabilmente, però, tali manuali portano l'impronta originaria, riflettono la cultura sociologica formatasi in quelle società; in altri termini, sono pensatì per uno studente abbastanza diverso da quello che normalmente frequenta le università italiane. Altri manuali sono tradotti dal francese, oppure dal tedesco, ma anch'essi riflettono il più delle volte le rispettive «tradizioni nazionali» della disciplina. L'intento principale che ci siamo proposti non è stato quello di scrivere un manuale «italiano» di sociologia, quanto piuttosto quello di costruire un Corso più europeo, anche se non esclusivamente «eurocentrico» Dalla tradizione sociologica europea abbiamo cercato soprattutto di recepire il rilievo che essa attribuisce alla dimensione storico- antropologica dei fenomeni sociali, che ci sembra la sua caratteristica più importante. Oltre a questo, abbiamo voluto scrivere un manuale che costituisse più un'introduzione allo studio delle società umane, che alle teorie sociologiche. La dimensione teorico- concettuale dell'analisi sociologica non è stata ovviamente trascurata; tuttavia, ci è sembrato che, sul piano didattico, potesse risultare più utile agli studenti un testo più attento all'analisi dei fenomeni. Non abbiamo sposato nessuna delle grandi tradizioni teoriche che si sono affermate nella storia della disciplina, ma abbiamo piuttosto cercato di presentare le varie interpretazioni, che si possono dare basandosi su di esse, dei risultati delle ricerche che si sono succedute in poco più di mezzo secolo di storia della disciplina. Ci auguriamo che per queste caratteristiche, il nostro libro possa essere proficuamente utilizzato sia da chi non seguirà altri corsi di sociologia (perché studia in facoltà che non prevedono un curricolo sociologico), sia da chi incontrerà in queste pagine per la prima volta la materia, ma dovrà poi approfondirla in altri più specifici insegnamenti. Siamo grati ai nostri studenti che in questi anni, senza saperlo, hanno subito i nostri esperimenti di didattica sociologica. Nello scrivere questo libro abbiamo sempre cercato, innanzitutto, di tenere presenti le esigenze dello studente, nella speranza di suscitare la sua curiosità e il suo interesse. Nonostante le carenze della sociologia, ci auguriamo che, così come è stato per noi, anche per altri lo studio di questa disciplina possa costituire un'affascinante avventura intellettuale. Un grazie particolare, infine, ai redattori della nostra casa editrice, senza il cui aiuto e sprone questo libro non avrebbe mai visto la luce. A. B. - M. B. - A. C. La formazione della società moderna L'evoluzione delle società umane e il concetto di cultura Questo capitolo tratta delle società umane più remote nel tempo. Gli archeologi, gli antropologi e gli storici hanno accumulato nel corso dei secoli un vasto corpo di conoscenze sulla preistoria e la storia del genere umano fino alle soglie del mondo moderno. L'insieme di questi lavori riempie gli scaffali di intere biblioteche. In poche pagine cercheremo di richiamare alcuni dei risultati più importanti delle loro ricerche affinché non si perda mai di vista il fatto che le società in cui viviamo hanno un lungo passato alle loro spalle. La prima domanda da porsi è quando incomincia la vicenda delle società umane. Oggi, a differenza di un secolo fa, gli studiosi sono concordi nell'accettare la teoria dell'evoluzione, in base alla quale, la specie umana, così come noi la conosciamo, è il risultato di un lungo e lento processo di evoluzione genetica dalle scimmie antropoidi e che queste, a loro volta, derivano da altre specie animali. Gli ominidi, che hanno preceduto la nostra specie, sono comparsi sulla terra da due a tre milioni di anni fa, ma il loro aspetto doveva essere molto diverso dal nostro: avevano già acquisito la stazione eretta che consente di liberare gli arti anteriori dalle esigenze della deambulazione, avevano anche sviluppato la capacità di contrapporre il pollice alle altre dita della mano in modo da poter afferrare degli oggetti, ma probabilmente non avevano ancora sviluppato le corde vocali in modo da poter emettere suoni finemente articolati e la loro capacità cranica era ancora piuttosto ridotta (circa la metà della nostra), anche se usavano qualche attrezzo rudimentale per procacciarsi il cibo e per difendersi dalle altre specie animali. L'uomo di Pechino, circa 300.000 di anni fa, era già probabilmente un esperto cacciatore, come risulta dalle numerose ossa di animali di grossa taglia ritrovate nella caverna insieme ai suoi resti. Egli aveva già imparato ad utilizzare il fuoco e comunicava probabilmente coi Pagina 5

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt 18 CAPITOLO 1 propri simili emettendo suoni e facendo gesti non ancora organizzati in un vero e proprio sistema simbolico, quello che noi oggi chiamiamo linguaggio. Possiamo immaginare che gli uomini che seppellivano i morti in luoghi particolari avessero già sviluppato una certa capacità di simbolizzazione, cioè qualche forma sia pure iniziale di pensiero astratto: i primi luoghi tombali rinvenuti risalgono a circa 100-150.000 anni fa. L'homo sapiens sapiens, cioè dotato di un organismo del tutto simile al nostro, è apparso in Europa, probabilmente provenendo dall'Africa, circa 35.000 anni fa, all'inizio dell'era che gli studiosi chiamano del Paleolitico superiore. Abbiamo accennato alla capacità di produrre e usare strumenti, di produrre e usare il fuoco, di produrre e usare il linguaggio: questi sono gli elementi che distinguono la specie umana attuale (quella appunto deH'bomo sapiens sapiens) dalle altre specie di animali e di ominidi. La distinzione non è così netta come potrebbe sembrare a prima vista. Infatti, ad esempio, molti animali comunicano tra di loro usando qualcosa di molto simile al linguaggio e sono in grado di usare qualche semplice strumento (le scimmie antropoidì, ad esempio, fanno uso di bastoni per facilitare il procacciamento del cibo); il fuoco, inoltre, era senz'altro già utilizzato dagli uomini del Paleolitico inferiore. Tuttavia, come vedremo meglio nel VI capitolo, i linguaggi umani presentano una varietà e complessità che non sembrano riscontrarsi in altre specie animali, gli strumenti prodotti dall'uomo sono via via sempre più elaborati e complessi, come più elaborati e complessi diventano i modi di produzione, uso e controllo del fuoco. Tra gli elementi che distinguono la specie umana dagli altri animali non compare l'organizzazione sociale. Gli etologi, cioè coloro che studiano il comportamento degli animali, ci dicono infatti che anche molte specie animali hanno un'organizzazione sociale spesso assai complessa e, del resto, ognuno di noi si ricorda di aver visto un alveare, un formicaio o uno stormo di uccelli migratori. Anche gli animali cooperano tra di loro, mediante forme di divisione del lavoro, al fine di aumentare le probabilità di sopravvivenza delle popolazioni di individui che appartengono alle singole specie. Tuttavia, le informazioni necessarie ad assicurare la riproduzione di generazione in generazione delle forme di organizzazione sociale sono trasmesse ai singoli animali mediante A loro codice genetico, quel sistema cioè che assicura la conservazione e la trasmissione delle informazioni genetiche registrate sulle molecole di Dna; la maggior parte dei modelli di comportamento degli animali non vengono «appresì», ma sono iscritti, per così dire, nei cromosomi che ogni esemplare riceve alla nascita dai suoi genitori. Probabilmente, anche alcuni comportamenti sociali umani sono dettati da informazioni depositate nel patrimonio genetico (la sociobiologia studia appunto questi aspetti), tuttavia non vi è dubbio che la specie umana (giunta allo stadio di evoluzione organica dell'Umo saLE società PREMODERNE piens sapt»ens) ha sviluppato forme di organizzazione sociale che si fondano principalmente sulla cooperazione ottenuta attraverso la comunicazione e il linguaggio e sull'accumulazione di informazioni che vengono trasmesse mediante processi di apprendimento. L'insieme di queste informazioni costituisce la cultura. «La cultura - per riprendere la definizione di Malinowski [ 193 11 comprende gli artefatti, i beni, i processi tecnici, le idee, le abitudini e i valori che vengono trasmessi socialmente» La cultura umana muta anche se non mutano, o mutano a ritmi infinitamente più lenti, le caratteristiche organiche della specie. L'evoluzione socioculturale umana è largamente svincolata dall'evoluzione biologica della specie anche se quest'ultima ne è il presupposto. Vediamo quindi quali sono state le tappe principali del mutamento delle società umane a partire dalle società di cacciatori e raccoglitori. 2. Le società di cacciatori e raccoglitori 2.1. L'attività predatoria e il nomadismo Se facciamo uguali a 24 ore i tre milioni di anni che la specie umana abita il pianeta Terra, possiamo dire che per 23 ore e 55 minuti gli uomini hanno vissuto in società di cacciatori-raccoglitori. Alcune di queste società (nelle Americhe, in Africa, in Australia e nelle regioni artiche) sono vissute in isolamento e sono giunte fino quasi ai giorni nostri. Oggi sono praticamente estinte o in via di rapida estinzione, per effetto del contatto con popolazioni che hanno abbandonato questo stadio poco meno di 10.000 anni fa. 1 cacciatoriraccoglitori attuali sono quindi i testimoni viventi del passato evolutivo della Pagina 6

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt specie. Per studiare questo tipo di società possiamo ricorrere a tre tipi di fonti: la ricerca archeologica, che studia i reperti di civiltà scomparse, la ricerca antropologica, che studia quelle società che sono sopravvissute fino all'epoca moderna e i resoconti dei viaggiatori che hanno incontrato queste società per la prima volta, prima cioè che il contatto con l'esterno le modificasse profondamente. Queste società non sono impegnate in vere e proprie attività produttive, non intervengono cioè nei processi di produzione dei beni di cui si servono, ma attingono per sopravvivere al patrimonio di risorse offerto dalla natura: colgono i frutti che crescono spontanei e catturano animali selvatici. A questo stadio, l'attività umana risulta quindi essere essenzialmente un'attività predatoria, il lavoro umano non restituisce alla natura i beni che le ha sottratto, ma è la natura stessa che provvede a ricostituire le capacità produttive consumate dall'uomo. Le risorse consumate, infatti, sono rinnovabili senza l'intervento umano. Quando sul territorio i frutti e la selvaggina si fanno scarsi, le popolazioni di cacciatori- raccoglitori sono costrette a spostarsi in zone. limitrofe in cerca di mezzi di sussistenza. Ne consegue che il nomadismo è una delle caratteristiche salienti delle società di questo tipo ed è tanto più accentuato quanto meno l'ambiente presenta condizioni favorevoli. Le società di cacciatori- raccoglitori sono stanziate in ambienti molto diversi tra loro: si va dalle zone artiche e subartiche (gli esquimesi), alle zone quasi desertiche, dove le risorse naturali sono scarse, alle zone temperate e alle foreste equatoriali, dove l'ambiente offre evidentemente maggiore abbondanza di risorse disponibili. Si tratta di società in genere molto piccole, di 30-50 membri, che vivono in accampamenti temporanei; dovendosi spostare frequentemente non possono accumulare se non pochi oggetti personali (qualche arma e strumento), anche perché non dispongono di tecniche per la conservazione del cibo; ciò che viene raccolto o catturato deve essere consumato subito, pena il suo rapido deperimento. Essi vivono in una dimensione temporale del «giorno per giorno», salvo essere condizionati dai cicli stagionali della vegetazione a seconda del tipo di ambiente naturale circostante. 2.2. L'organizzazione sociale La caccia e la raccolta sono attività che vanno quasi sempre insieme: non vi è nessuna società che vive per tutto l'anno solo di caccia (gli abitanti delle regioni artiche dipendono dalla caccia nel lungo periodo invernale) e solo pochissime di sola raccolta. L'importanza relativa delle due attività varia però moltissimo e si può dire che in genere nella dieta di queste popolazioni la maggior parte delle sostanze nutritive dipende dalla raccolta, mentre la j caccia integra l'alimentazione con l'apporto di sostanze proteiche. In tutte le società di cacciatori - raccoglitori vige una, più o meno rigida, divisione sessuale del lavoro nel senso che la raccolta è quasi sempre compito femminile, mentre alla caccia si dedicano esclusivamente gli uomini (vedi il cap. XIII). L'unità sociale di base è la famiglia nucleare (vedi il cap. XVI), composta dai genitori e dalla loro prole e la sua funzione è essenzialmente riproduttiva; garantisce cioè la procreazione e l'allevamento dei bambini. Non si tratta di famiglie numerose. Da un lato l'elevata mortalità infantile e dall'altro lato i lunghi periodi di allattamento che riducono la fertilità femminile e non consentono alla donna di allevare più di un bambino ogni tre o quattro anni, fanno sì che la famiglia nucleare sia di dimensioni ridotte e oscilli tra i quattro e i sei membri. Più famiglie nucleari, grosso modo una decina, costituiscono una banda, questa occupa temporaneamente un certo territorio, forma un accampamento e organizza cooperativamente la caccia. La banda è un gruppo autosufficiente dal punto di vista «produttivo», cioè in condizioni normali è in grado di far fronte alle necessità quotidiane dei suoi membri, ma non è autosufficiente dal punto di vista «riproduttivo». La banda è spesso, anche se non sempre, un gruppo esogamico (esogamia ed endogamia vengono discusse nel cap. XVI): i matrimoni sono vietati, o almeno sconsigliati, tra i membri della banda stessa. 1 maschi adulti quindi, quando vogliono sposarsi, devono ricorrere alle donne di bande vicine. Le bande vicine sono spesso concorrenti per le risorse dello stesso territorio ed i rapporti tendono quindi frequentemente ad essere di ostilità; questa tendenza viene però in un certo senso controbilanciata dalla necessità di stabilire legami che consentano gli scambi matrimoniali su una base pacifica. 1 rapporti di parentela si estendono quindi al di là dei confini della singola banda e bande vicine finiscono quindi per intrecciarsi e stabilire delle occasioni cerimoniali di incontro in cui, oltre alle donne, si scambiano anche Pagina 7

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt beni rituali ed economici. Le bande appartengono quindi a un gruppo più vasto, la cui estensione dipende appunto dalla frequenza dei rapporti matrimoniali. L'ampiezza di tale gruppo, chiamato tribù, è molto variabile, ma si aggira in media intorno ai 500-600 membri; la tribù è quindi un gruppo essenzialmente endogamico (i matrimoni avvengono cioè prevalentemente, se non esclusivamente, all'interno della tribù) che occupa un territorio che comprende l'insieme dei territori delle singole bande. Emile Durkheim (1858-1917), uno dei padri fondatori della sociologia moderna, in un'opera diventata classica, Le forme elementari della vita religiosa [19121, ha studiato le identità collettive e le credenze religiose delle tribù di aborigeni australiani. 1 membri di queste tribù, ma il discorso vale per tutte le società di questo tipo, si riconoscono come appartenenti allo stesso gruppo (hanno cioè un nome), vengono identificati come tali dalle tribù vicine, parlano la stessa lingua e spesso si ritengono discendenti da un capostipite comune. In questo caso la tribù corrisponde al clan, anche se alla stessa tribù possono appartenere membri di clan diversi. Il mito della comune origine trova rappresentazione simbolica in un oggetto (il totem), che può raffigurare un animale, una pianta, oppure qualsiasi altro elemento tratto dalFambiente, che diventa il centro di una serie di pratiche rituali. Il nome del totem corrisponde quasi sempre al nome mediante il quale si riconoscono e vengono riconosciuti gli appartenenti ad una tribù. Le società di caccia e raccolta, a parte le marcate differenze sociali tra uomini e donne, sono società fortemente egualitarie. Vi sono evidentemente delle differenze per gruppi di età: le donne diventano adulte quando sono in grado di procreare, mentre i maschi lo diventano quando dimostrano di saper catturare una preda di certe dimensioni, i vecchi non sono sempre rispettati e hanno scarso potere e prestigio in una società in cui conta più la destrezza e la forza che non l'esperienza accumulata con gli anni. Il capo banda, quando c'è, è in genere il cacciatore più coraggioso e valente, capace di catturare le prede più grosse, ma la sua posizione non è permanente e non comporta particolari privilegi. Le tribù spesso non hanno un vero e proprio capo; l'esigenza di un capo si presenta solo quando si tratta di attaccare o di difendersi LE società PREMODERNE da tribù vicine che bisogna quindi fronteggiare sul piano militare. Ma si tratta perlopiù di posizioni temporanee che non danno luogo alla formazione di vere e proprie gerarchie di potere. Una figura che gode invece di un certo prestigio e di alcuni privilegi (ad esempio, quello di ricevere doni per le sue prestazioni) è lo sciamano. La visione del mondo dei cacciatori-raccoglitori comporta la credenza nell'esistenza di spiriti dai quali dipende la buona o la cattiva sorte degli individui e del gruppo e di fronte ai quali il singolo è sostanzialmente impotente. Bisogna tenere presente che queste società dipendono da e vivono in balia di forze naturali sulle quali non sono in grado di esercitare controllo alcuno. Lo sciamano è un essere umano il quale è dotato delle capacità psichiche, ed è a conoscenza delle tecniche rituali, che gli consentono di entrare in contatto con il mondo degli spiriti per cercare di neutralizzarne gli influssi negativi. Guarire un malato vuol dire, ad esempio, essere in grado di allontanare lo spirito maligno che si è impossessato di lui. Lo sciamano è soprattutto un guaritore. Le società di caccia e raccolta sono le società umane più semplici. Nonostante la loro semplicità, tuttavia, dalla breve descrizione dei loro tratti fondamentali, che abbiamo appena condotto, risultano già gli elementi con i quali si costruisce l'analisi sociologica. Per studiare una società bisogna osservare alcune «cose» fondamentali: i modi coi quali si procura i mezzi di sussistenza e come li distribuisce tra i suoi membri, i modi coi quali assicura la propria riproduzione biologica e culturale, le forme delle relazioni sociali mediante le quali prendono corpo i gruppi e le organizzazioni, la struttura delle diseguaglianze, le credenze e le pratiche religiose. Possiamo ora proseguire nell'analisi di società ad uno stadio più avanzato di complessità. 3. Le società di coltivatori e pastori 3. l. Dall'attività predatoria all'attività produttiva A noi oggi sembra del tutto naturale mettere un seme nel terreno, aspettare che germogli e che cresca una pianta per poi raccoglierne i frutti, selezionare i semi e ricominciare così da capo il processo di produzione. Ma se appena ci fermiamo un momento a pensare a queste operazioni, ci rendiamo subito conto che esse richiedono delle capacità tutt'altro che semplici e non ci stupiamo più che Pagina 8

. poiché erano le donne ad occuparsi della preparazione del cibo. ma anche perché le ceneri rendevano più fertile il terreno. le tecniche di produzione e controllo del fuoco erano molto importanti. A questo proposito. compio una serie di operazioni che si succedono tutte in un lasso di tempo relativamente breve. finché il suolo restava produttivo. Le società che si collocano a Coffivatori. le abitazioni diventarono più solide. la sua germinazione. attraverso l'osservazione concreta dei fenomeni e in assenza di teorie capaci di spiegarne le connessioni. Tra la collocazione del seme nel terreno. a parità di estensione. Se col mio arco lancio una freccia. Più le tecniche di coltivazione progredivano. nella maggior parte dei casi. a seconda delle aree. Almeno per alcuni anni. Tutto ciò ha richiesto millenni e certo i protagonisti di questa vicenda non sapevano che dalle loro osservazioni sarebbero sorte civiltà e imperi. concepire l'esistenza di qualcosa che non è percepibile con i sensi di cui il suo corpo è dotato. si costruirono palificazioni e recinti per tenere lontani gli animali selvaggi. L'uomo incomincia a modificare radicalmente l'ambiente in cui vive e A paesaggio diventa sempre più un paesaggio umano. t difficile sapere come questo processo abbia potuto essere innestato. si svilupparono tecniche costruttive più elaborate. viene indicato col termine di rivoluzione neolitica.2. questo si accaseia e cambia aspetto in modo che io possa squartarlo e ricavarne del cibo che soddisfa la mia fame. t facile connettere due o più eventi mediante un nesso di causa-effetto o di mezzo-fine quando gli eventi sono temporalmente contigui. l'animale è passato dalla vita alla morte (due concetti che ho gradualmente imparato a distinguere) perché è stato colpito. poiché di quelle prime società di coltivatori ci restano soltanto pochi rudimentali attrezzi di pietra levigata.questo stadio vengono chiamate di coltivatori-orticoltori per distinguerorticoltori le dai coltivatoriagricoltori che incontreremo allo stadio successivo. qualcuno avrà notato che il germoglio caduto su un terreno adatto si sviluppava e produceva una piantina simile a quella dalla quale era stato raccolto il seme. il passaggio dalla caccia e raccolta alla coltivazione. tra il 10000 e il 6000 a. Iff risultato fu che. disporre di una notevole capacità di astrazione. Gli insediamenti permanenti A differenza dei loro predecessori. t probabile che questo qualcuno sia stata una donna. avevano dovuto conquistare alla foresta. LE società PREMODERNE 25 3. i villaggi dei coltivatori ne contenevano qualche centinaio. più gli insediamenti diventavano permanenti: le società umane incominciarono a mettere radici in un territorio. Probabilmente ci si è resi conto che i semi di particolari piante (ad esempio. la selezione dei semi e la loro successiva messa a dimora passa invece molto tempo. Con la coltivazione il rapporto uomo-natura si configura in termini nuovi: la natura non è più soltanto un serbatoio di forze incontrollabili e di risorse di cui appropriarsi in modo predatorio. Qualche seme sarà sopravvissuto al consumo e al momento opportuno sarà germogliato. non solo perché il fuoco facilitava l'opera di disboscamento. la crescita della pianta. cereali) in certe circostanze non si deterioravano e potevano essere conservati e consumati anche qualche tempo dopo la raccolta. Se le bande di cacciatori raccoglitori comprendevano poche decine di persone. Alessandro Cavalli. in altri termini.txt l'umanità abbia impiegato tanto tempo (quasi tre milioni di anni) per sviluppare queste capacità.Arnaldo Bagnasco. che si colloca. senza la quale non è possibile la coltivazione. La specie umana ha sviluppato questa capacità. potevano restare sullo stesso territorio che. ma un grande laboratorio di processi su alcuni dei quali l'uomo è in grado di intervenire intenzionalmente al fine di produrre ciò di cui ha bisogno. gli orticoltori non furono più costretti a spostarsi continuamente alla ricerca di cibo. lo stesso territorio poteva ora fornire sostentamento a un numero molto maggiore di uomini e donne. L'ampiezza degli insediamenti crebbe insieme alla densità della popolazione. Tutte queste operazioni sono legate tra loro da connessioni piuttosto evidenti di causa-effetto: l'animale è stato colpito perché ho lanciato una freccia. C. posso soddisfare la fame perché ho ricavato del cibo dalle sostanze del suo cadavere. colpisco un animale. la raccolta dei suoi frutti. si incominciò a fare Pagina 9 . Non impropriamente. Marzio Barbagli. deve poter pensare ciò che non c'è più e ciò che non c'è ancora. solo molto lentamente. Corso di sociologia. Per poter connettere queste operazioni mediante la categoria di causa-effetto l'uomo deve essere in grado di abbracciare nella sua mente in modo unitario eventi passati (che non sono più qui ed ora) ed eventi futuri (che non sono ancora qui ed ora): deve.

più frequentemente. Spesso sono le donne ad essere oggetto di scambio e non sempre si tratta di uno scambio pacifico. Le uniche figure di specialisti che si elevano al di sopra della collettività sono il più delle volte solo il capo villaggio e lo sciamano. 1 villaggi tendevano così a moltiplicarsi per scissione e a collocarsi a una distanza maggiore o minore l'uno dall'altro a seconda della produttività dei suoli coltivati. la guerra diventa un elemento permanente nella vita quotidiana ed assorbe a tal punto le energie di queste popolazioni che non è infrequente trovare tribù dove la coltivazione dei campi è lasciata quasi esclusivamente alle donne. creando una fitta rete di relazioni e di obbligazioni rituali che durano nel tempo (vedi cap. LE società PREMODERNE 27 Non dobbiamo dimenticare però che tra le società che identifichiamo come Pagina 10 . il terreno coltivato dagli abitanti di un villaggio poteva diventare insufficiente per il loro sostentamento.3. era necessario che una parte della popolazione del villaggio si spostasse su un altro territorio che avrebbe provveduto a disboscare e a coltivare. Gli scambi non sono però mai soltanto economici. sottratti al controllo della famiglia e delle donne. come il famoso kula nelle isole Trobriand. per essere addestrati a diventare dei validi e coraggiosi guerrieri. il passaggio alla coltivazione rappresentò una prima. ponesse spesso gli abitanti di diversi villaggi in competizione per il controllo di uno stesso territorio. Visto retrospettivamente. consentono infatti di stabilire buoni rapporti di vicinato. un luogo dove vivono i ragazzi dagli 8-10 anni in avanti. Alessandro Cavalli. il villaggio può allora scambiare le sue eccedenze di un certo prodotto con le eccedenze di un villaggio vicino. accelerazione nello sviluppo della cultura umana. con l'aumento dell'ampiezza degli insediamenti e della densità della popolazione. L'addomesticamento degli animali era ancora agli inizi e non vi erano tecniche di trasporto capaci di trasferire uomini e beni a una distanza superiore a quella che poteva esser percorsa da un uomo a piedi in una giornata. invece. dovuta alla pressione demografica. la terra è proprietà comune del villaggio e si danno casi in cui un villaggio sviluppi qualche forma embrionale di specializzazione produttiva. il cui potere richiede di essere costantemente confermato dalla capacità di condurre guerre vittoriose e si riduce. di isola in isola) in opposte direzioni. 1 matrimoni. avvengono prevalentemente tra persone che appartengono allo stesso villaggio Endogarnia (endogamia) e però vige la proibizione di sposarsi tra parenti stretti (tabu dell'incesto) in modo tale che i vari gruppi di parentela bilaterali o. tali disuguaglianze non danno luogo in molti casi alla formazione di gerarchie stabili capaci di riprodursi in modo rigido di generazione in generazione. In qualche caso si sviluppa un vero e prokula prio «circuito». Tuttavia. essi hanno anche un significato politico e rituale. Si trova spesso in tali società la singolare istituzione della «casa degli uomini». Appena un'area incomincia a diventare più densamente popolata. nei periodi di pace.Arnaldo Bagnasco. mentre gli uomini si dedicano alle attività militari. sfruttando risorse particolarmente abbondanti sul suo territorio. rispetto a quelle di cacciatori e raccoglitori. XVI) finiscono per essere variamente intrecciati. Nell'arco di qualche millennio il numero delle innovazioni crebbe notevolmente. XVIII). Tuttavia. I villaggi sono il più delle volte economicamente autosufficienti e politicamente autonomi e il loro capo è generalmente un capo militare. (vedi cap. anche se talvolta si possono stabilire delle temporanee alleanze. disuguaglianze e organizzazione sociale t facile comprendere come la spinta all'espansione. Marzio Barbagli.txt uso di nuovi materiali. Le società di orticoltori. Corso di sociologia. a fabbricare oggetti per la conservazione delle derrate. dove due tipi di beni (braccialetti di conchiglie bianche e collane di conchiglie rosse) viaggiano di villaggio in villaggio (meglio sarebbe dire. I rapporti tra villaggi vicini oscillano sempre tra la pace e la guerra. poderosa. Non vi è ancora una organizzazione politica che vada al di là della dimensione del villaggio. unilaterali. stabilendo una vasta gamma di rapporti graduati di cooperazione e assistenza reciproca. Dal punto di vista economico. a intrecciare fibre vegetali per la produzione di tessuti. rispetto alle società che seguiranno. 3. Quando si rompeva l'equilibrio tra popolazione e risorse. studiato dal grande antropologo inglese di origine polacca Bronislaw Malinowski (1884-1942). Divisione dei lavoro. sono molto più ampie e differenziate e presentano forme più cospicue di disuguaglianza. tuttavia.

Eppure.Arnaldo Bagnasco. si tratta di società caratterizzate da nomadismo. vi sono state. così la domesticazione degli animali ha rappresentato una rivoluzione rispetto alla caccia. anch'esso di grande importanza per gli sviluppi successivi e che testimonia di un mutato rapporto tra uomo e natura: l'addomesticamento degli animali. da un lato. Di solito. su questa base. Marzio Barbagli.1. Innovazioni tecnologiche e produzione di surplus Una decisiva innovazione tecnologica incominciò a diffondersi nel Medio Oriente e nell'Asia minore poco più di 3. In queste società. l'intera organizzazione sociale ruota intorno al bestiame e alle sue esigenze di sopravvivenza. dall'altro lato. Pagina 11 . stabiliscono contatti con società di coltivatori coi quali scambiano i loro prodotti o anche gli stessi animali. e vi sono ancora. dell'Africa o dell'America meridionale. cioè di quegli animali poco aggressivi che si cibano di vegetali. non utilizzano l'aratro nella coltivazione) compaiono anche gli imperi dell'America precolombiana (Maya. ma non si può parlare di determinazione delle seconde dai primi. Molte praticano anche qualche forma di coltivazione. ma non unico e neppure sempre decisivo per spiegare i modelli alternativi di organizzazione sociale che società diverse hanno adottato nel corso del loro sviluppo. che seguono le greggi nei loro spostamenti stagionali alla ricerca di acqua e di pascoli. come nel caso di alcuni regni africani. come vedremo.) e la Cina della dinastia Shang che svilupparono forme molto elaborate di organizzazione politica e di cultura. Questo breve accenno ci serve per sottolineare. La domesticazione delle piante e la domesticazione degli animali sono processi che si sono sviluppati parallelamente. ad esempio. ecc. quelle che. La guerra è spesso la conseguenza di questa competizione. si sale verso zone alte. In questi casi. tra modi di produrre e forme di organizzazione sociale vi è certo un rapporto molto stretto. Quando l'uomo ha incominciato a rinchiudere in recinti le proprie prede (prima le pecore e le capre. le condizioni climatiche. Si tratta di popolazioni che vivono in aree particolarmente inospitali e poco adatte alla coltivazione: savane. Ad esempio. Incas. ha allargato notevolmente la sua sfera d'azione nel controllo dei processi naturali.000 anni prima dell'era cristiana. percorrendo spesso distanze molto elevate. mentre si scende nelle stagioni più fredde.4. Talvolta. la vittima di un delitto può essere indennizzata con la stessa «moneta» e il culto della divinità si manifesta con il sacrificio di animali. negli scambi matrimoniali il «prezzo della sposa» è spesso fissato in capi di bestiame. i pastori entrano in contatto e in competizione con popolazioni stanziali o con altre popolazioni nomadi che pretendono di sfruttare le risorse degli stessi territori. Tuttavia. in particolare dei ruminanti. il fatto che le tecniche produttive sono un fattore importante. la natura assai approssimativa delle classificazioni fondate sulle tecniche della produzione dei beni e. i capi di bestiame non sono solo fonte di sussistenza. si tratta. In particolare. le pelli per coprirsi. In altri termini. i dromedari e i cammelli). il letame per concimare la terra. il loro numero diventa anche simbolo e misura della ricchezza. le popolazioni di pastori sono riuscite a sottomettere le popolazioni di coltivatori dando luogo alla formazione di società etnicamente stratificate. 3. Tra pastori e coltivatori si sviluppa quindi un rapporto di interdipendenza. i coltivatori sono stati quasi sempre anche degli allevatori. Le società del Messico precolombiano. non solo non conoscevano l'aratro. La nascita delle società di agricoltori 4. Corso di sociologia. Come la domesticazione delle piante ha costituito Domesticazione un salto qualitativo rispetto alla semplice raccolta. oppure. In altri casi. poi i bovini e dopo ancora i cavalli. Tuttavia. queste società svilupparono forme di organizzazione sociale straordinariamente avanzate. nelle stagioni calde. zone subartiche o zone semi-desertiche dell'Asia. del potere e del prestigio di cui godono individui. la ruota e i metalli come il ferro. Non sempre lo scambio è pacifico: muovendosi su vasti territori. ma neppure animali di grossa taglia da addomesficare. società che hanno trovato nell'allevamento la fonte principale della loro sussistenza. le popolazioni di pastori nomadi sotto la spinta della pressione di altri popoli sono state protagoniste di grandi movimenti migratori. Una prolungata siccità può mettere a repentaglio non solo la sopravvivenza degli animali. Gli animali sono stati messi al servizio dell'uomo: la carne e il latte per alimentarsi. Le società di pastori Abbiamo appena accennato a un altro aspetto. raramente le società pastorali trovano nell'allevamento la loro unica fonte di sussistenza.txt orticole (cioè. 4. famiglie o tribù. ma delle stesse società pastorali. il tipo di colture e le tecniche disponibili consentirono livelli molto alti di produttività della terra e. le ossa per fabbricare strumenti. Alessandro Cavalli.

venisse sotterrato e affiorassero in superficie gli strati più profondi ricchi di minerali. La nascita delle prime città intorno al tempio Sia in Mesopotamia che in Egitto il potere è concepito come diretta emanazione di dio (o degli dei) In Egitto il sovrano supremo. tuttavia i contadini dovevano aver constatato empiricamente l'efficacia del nuovo modo di coltivare. 1 due fenomeni Te=" sono strettamente connessi. Siamo di fronte ad un primo esempio di come le idee religiose possano diventare una grande forza motrice della storia. che egli distribuisce ai suoi sudditi e dalla quale essi traggono il loro nutrimento ed è dio che rivendica a sé la parte di prodotto che eccede tale nutrimento. Inoltre. da destinare al futuro raccolto e il foraggio per nutrire gli animali quando i pascoli sono aridi). secondo. bisogna poi che si provveda alla costruzione e alla Pagina 12 . il centro dal quale una casta di sacerdoti. è considerato egli stesso un dio. La possibilità di sostituire l'energia muscolare umana con quella animale fece in modo che con lo stesso numero di ore di lavoro si potesse coltivare in modo assai più efficace una superficie molto maggiore. dopo qualche stagione. Nelle società precedenti erano assai pochi coloro che potevano vivere senza contribuire alla produzione dei beni per la propria sussistenza: qualche capo villaggio. feste e cerimonie. il terreno in superficie risultava privo delle sostanze minerali necessarie allo sviluppo delle piante e le radici non erano in grado di raggiungere gli strati più profondi ancora ricchi di tali sostanze. i servitori della divinità.txt come è ben noto.Arnaldo Bagnasco. La realizzazione di questi presupposti è stata enormemente facilitata dal fatto che parallelamente all'agricoltura si è sviluppata in Mesopotamia e nell'antico Egitto (ma anche. una volta procuratisi il cibo necessario. 30 CAPITOLO 1 4. Alessandro Cavalli. ricco di residui organici. Marzio Barbagli. qualche vecchio. Seguiamo le operazioni fondamentali di questa amministrazione: prima di tutto la terra deve essere divisa tra i diversi villaggi di contadini che dipendono dal tempio. nessuno allora aveva sentore dei processi biochimici dai quali dipende la fertilità del terreno. L'agricoltura incomincia a produrre un surplus. qualche sciamano. La coltivazione con gli strumenti di lavoro usati dagli orticoltori conduceva ad un rapido esaurimento della fertilità del suolo. chiamata teocrazia.2. Quando la produttività agricola cresce e vi è formazione di surplus è possibile che nella società si formino dei gruppi che non partecipano direttamente alla produzione del cibo che consumano. La conseguenza di tutto ciò fu un enorme aumento della produtti.surplus vità agricola: la stessa estensione di terreno dava ora una quantità di prodotto fino a quaranta volte maggiore di quanto non succedesse prima utilizzando le tecniche delle società orticole. amministra le terre e provvede ai bisogni della collettività. che i produttori siano motivati a produrre al di là di ciò che serve per sé e per la propria famiglia e. Il bastone e la zappa consentivano di praticare dei buchi e di smuovere il terriccio. Eufrate e Nilo. dell'aratro. nel Messico precolombiano) una forma particolare di governo. quando le condizioni ambientali erano favorevoli. il faraone. Corso di sociologia. C. A dio appartiene la terra. vale a dire una quantità di prodotti alimentari eccedenti quella necessaria per mantenere in vita e in piena efficienza i produttori diretti e le loro famiglie e per garantire la riproduzione delle risorse consumate durante il ciclo produttivo (le sementi. queste innovazioni vennero introdotte e si diffusero rapidamente in aree che già presentavano condizioni favorevoli all'agricoltura: le pianure alluvionali della Mesopotamia e dell'Egitto. lavoravano tutto il giorno e spesso dovevano lottare contro la fame. Naturalmente. Forse per noi oggi è difficile comprendere la straordinaria potenza che su quelle popolazioni deve aver esercitato la credenza in un comando di origine soprannaturale. che siano in qualche modo disposti a trasferire ad altri una parte del frutto del proprio lavoro. bagnate dalle acque dei fiumi Tigri. cioè «governo divino». L'aratro consenti di incidere molto più profondamente il terreno e LE società PREMODERNE 29 di rivoltare la zolla in modo che lo strato superficiale. se le condizioni erano invece sfavorevoli. Le donne e gli uomini. sia pure in forme diverse. E tempio è la casa di dio. smettevano di lavorare e passavano il loro tempo a organizzare danze. ma. A ciò si aggiunga che ben presto (lo testimoniano raffigurazioni egizie intorno al 2700 a.) ci si accorse che l'aratro poteva venire trainato da animali. Perché ciò possa avvenire è necessario tuttavia che si verifichino due presupposti: primo.

La città può esistere se si è mi grado di esigere H prelievo del surplus agricolo prodotto dalle campagne. il funzionario addetto all'immagazzinamento doveva sapere quale fosse il contenuto di ogni serbatoio. come si direbbe oggi. la sua provenienza. dal raccolto devono essere prelevate e distribuite le quote che servono per il sostentamento dei contadini e di tutti coloro che nell'economia del tempio svolgono lavori non agricoli. ma anche profondamente divisi. 4. la popolazione urbana. Non è un caso che in queste società i sacerdoti siano spesso anche degli astronomi. forse. il raccolto deve essere ammassato in appositi magazzini. dall'altra parte. capaci di leggere. una categoria di specialisti addetti alla produzione simbolica. Governanti e governati. il nostro funzionario deve aver inventato una serie di segni/simboli da apporre sui sigilli dei vari contenitori. Il grande archeologo Gordon Childe (1892-1957) ha elaborato una teoria suggestiva per spiegare come le esigenze dell'amministrazione del tempio siano state decisive per generare un'innovazione destinata a sconvolgere l'universo mentale e simbolico dell'umanità: la scrittura. se vi sono cioè dei contadini disposti o costretti a lavorare al di là di ciò che è necessario per il proprio mantenimento e riproduzione. ecc. si crea un vero e proprio abisso sociale invalicabile. grosso modo l'epoca in cui era stato collocato nel magazzino. sia le società di orticoltori. E tempio non è quindi soltanto un luogo di culto delle divinità.) si formano delle vere e proprie città. Corso di sociologia. nelle stagioni di stasi dei lavori agricoli. accomunata dal fatto di dipendere dalla campagna per il soddisfacimento dei propri bisogni alimentari. raccolto. Qui. né di trasferirle per eredità ai propri figli. Il quadro cambia radicalmente con le società fondate sull'agricoltura. Secondo Karl Wittvogel.orientae tale. nel movimento degli astri. quando e per quale scopo erano stati effettuati i prelevamenti e. i lavori pubblici di irrigazione necessari per la distribuzione delle acque e il controllo delle piene richiedevano forme complesse di organizzazione che potevano essere realizzate soltanto da un governo dispotico. cittadini e contadini. artigiani. Intorno al tempio (siamo tra il III e il Il millennio a. Marzio Barbagli. Nacque allora la professione dello scriba. che pure si producevano. C.). oppure da altri lavoratori specializzati. tra la massa dei contadini da una parte e il massimo sacerdote o re e il gran numero di persone che popolano la sua corte. erano quindi prevalentemente di carattere personale e non davano quindi luogo alla formazione di privilegi permanenti. burocrati. sia le società di cacciatori e raccoglitori. come strumento della memoria e come modo per trasferire informazioni di generazione in generazione supeLE società PREMODERNE 31 rando l'inaffidabile labilità della cultura orale. devono essere stabiliti i tempi delle operazioni agricole (semina. nonché la quota di sementi da destinare al ciclo successivo. vale a dire riproducibili di generazione in generazione. Alessandro Cavalli. Ma anche altre decisive innovazioni culturali sono connesse a questo tipo di società. decisivi per assicurare. Fu inventata così la scrittura cuneiforme. letterati e illetterati: si incominciano a delineare le dimensioni che marcheranno per secoli e secoli la disuguaglianza tra gli uomini.Arnaldo Bagnasco. Sono due mondi tra loro interdipendenti. Forti disuguaglianze e grandi imperi Come abbiamo visto. uno studioso di queste società. erano tendenzialmente egualitarie. le disuguaglianze. Per la sua costruzione e manutenzione è necessario poter disporre di lavoro non agricolo che può essere svolto dagli stessi contadini. Nei magazzini del tempio i vari prodotti venivano conservati in contenitori.). altre «informazioni» ancora.txt manutenzione dei canali e alla regolazione dei flussi di irrigazione. Non vi era possibilità né di accumulare grandi ricchezze. Per ricordarsi tutte queste informazioni e anche per facilitare il lavoro di chi avrebbe «gestito il magazzino» dopo la sua morte. i tempi opportuni per lo svolgimento delle varie operazioni connesse al ciclo agricolo. che vivono nei villaggi. Da un lato abbiamo quindi i contadini. un elevato rendimento della produzione per unità di superficie. è anche il quartiere generale di un'organizzazione economica e politica assai complessa. un edificio o un complesso di edifici dove la popolazione si raduna periodicamente per partecipare o assistere alle cerimonie e ai riti. ecc. dall'altro lato abbiamo una congerie di figure diverse (sacerdoti. la grande massa della popolazione rurale.3. egli Dispotismo parla infatti in proposito di società idrauliche e di dispotismo orien. Inizia qui quel rapporto di interdipendenza tra città e campagna che accompagnerà la storia dell'umanità fino quasi ai nostri giorni. Pagina 13 .

per fare alcuni cenni alle società agrarie che sono fiorite sulle rive del Mediterraneo nel periodo che va. senza che si debba ricorrere alla vendetta privata ogni volta che qualcuno si sente leso nei suoi diritti. grosso modo. Gli abitanti dei territori conquistati devono essere messi all'opera per aumentare la ricchezza del regno.alfabetica che. fino alla metà del primo millennio dell'era cristiana. cestai. ma sono. Ma spesso. Ma vi sono anche tante figure intermedie o interstiziali: funzionari di basso rango. i vinti sono spesso ridotti in LE società PREMODERNE 33 schiavitù. Ogni regno si trova permanentemente impegnato o in uno sforzo di espansione o. ecc. che ha conquistato il potere in virtù della forza o del principio dinastico. Nasce qui quel disprezzo per il lavoro manuale che diventerà una caratteristica delle classi dominanti di tutte le società antiche. vasai.1. carpentieri. all'equipaggiamento e all'approvvigionamento delle truppe. La nascita della riflessione sistematica sulla società Dobbiamo ora spostarci più a Occidente. quella fonetico. Il primo sistema di leggi conosciuto è. oltre a ciò. Possiamo dire che facevano un lavoro molto simile a quello che fanno ora storici Pagina 14 . XVII). sono il luogo della differenziazione sociale. Tra il lavoro intellettuale. Per secoli le guerre si sono combattute dopo che il raccolto era stato messo al sicuro nei magazzini. più a diretto contatto con i lavoratori manuali. Inoltre. Le fonti alle quali possiamo attingere non sono soltanto archeologiche. 1 soldati sono spesso dei contadini che vengono reclutati per le spedizioni di guerra nelle stagioni di sospensione dei lavori agricoli. erano essi stessi attenti osservatori di ciò che accadeva sotto i loro occhi. rispetto a quella ideografica. Marzio Barbagli. prevalentemente letterarie.txt Il mondo delle città appare subito assai più differenziato al suo interno del mondo delle campagne. possiamo ricorrere alle riflessioni che sulla loro società avevano fatto i contemporanei. non a caso. C. e risale all'inizio del II millennio a. nello sforzo di fronteggiare l'espansione di qualche regno vicino. Le città brulicano di gente diversa. o. anzi. il Codice di Hammurabi. commercianti che assicurano un certo grado di circolazione dei beni tra località diverse e assicurano l'approvvigionamento delle corti. che è lo stesso. ma alla loro origine vi è invariabilmente un atto di conquista e di sottomissione. Gli schiavi possono essere mandati a lavorare nei campi. accanto o al posto dell'esercito dei contadini. C. Corso di sociologia. falegnami. muratori. troviamo anche eserciti di professione. 5. Ciò spiega la crescente importanza dell'organizzazione militare. o nelle botteghe delle citta. anche cap. Più una società diventa differenziata e complessa e più si rafforza l'esigenza di ordinamenti che ne regolino le attività. dall'800 a. fabbri. Alessandro Cavalli. oppure nelle miniere. sarti. i filosofi. 1n questa parte del mondo si era infatti sviluppata una particolare forma di scrittura. i drammaturghi e i poeti della Grecia antica e di Roma avevano raccolto e trascritto molte narrazioni degli eventi passati che in precedenza erano state trasmesse oralmente e. Le società non sono più composte di poche migliaia di individui. e questo è un punto molto importante. Al vertice troviamo il monarca. con soldati reclutati tra i figli di altri soldati. e il lavoro manuale legato ai mestieri urbani e alla coltivazione della terra la separazione è assai netta. ma. di organi che compongano le dispute e garantiscano il rispetto di alcune regole fondamentali. orafi. soprattutto sono il luogo del potere. Le forme assunte dalla schiavitù nel mondo antico sono mo Iteplici. del governo e dell'amministrazione e poi una schiera variopinta di «specialisti» che svolgono lavori manuali (tessitori. un regno può ora comprendere centinaia di villaggi ed estendere A suo potere su territori molto vasti. ancora. le cerchie del culto. ramai.jn questo caso si formano delle vere e proprie caste militari ed è richiesta una complessa organizzazione che provveda all'addestramento. Soprattutto. i regni entrano in competizione tra di loro per il controllo del territorio. vale a dire della fonte della ricchezza. possono essere unplegatì alle dirette dipendenze del re e della sua corte. imperatore di Babilonia. si dimostrò particolarmente adatta alla composizione e alla trasmissione di testi (v. diventano cioè proprietà del vincitore che su di loro esercita un diritto assoluto di vita e di morte. Le società agrarie dell'antichità greco-romana 5. Su queste società le informazioni di cui disponiamo sono molto più numerose che non sulle società che le hanno precedute.Arnaldo Bagnasco. gli storici. legato alle funzioni di governo.) che prestano i loro servigi dietro compenso della semplice sussistenza.

La popolazione schiavistica non è in grado di riprodursi biologicamente.. l'organizzazione del lavoro nell'azienda schiavistica: L'alloggio per 1'«inventario parlante» (instrumentum vocale).. La conduzione tuttavia di gran lunga prevalente in tutta l'antichità è quella che fa uso del lavoro degli schiavi.txt e scienziati sociali. forniscono alla campagna i prodotti delle botteghe cittadine. Si trattava spesso di coloni che avevano conquistato un territorio e vi si erano insediati. via mare. La base agraria di una civiltà urbana Come scrive lo storico dell'antichità Moses I. 1 la lavoro è soggetto a disciplina rigidamente militare: al mattino gli schiavi si dispongono in fila per squadre (decuriae) e si mettono in marcia scortati dai sorveglianti (monitores). che si dedicavano prevalentemente all'educazione delle nuove generazioni. sulla base delle descrizioni fornite nei trattati latini di agronomia. Vi è stata senz'altro nell'antichità una classe di contadini indipendenti. Piccole città. allo schiavo non è normalmente concesso di avere moglie e figli nell'ambito di un'istituzione stabile come la famiglia. hanno in genere un ristretto territorio rurale circostante e spesso si assicurano parte del loro fabbisogno commerciando. it. contemporaneamente. Quando uno schiavo moriva (e si può presumere che la mortalità fosse piuttosto elevata) doveva essere rimpiazzato e A suo prezzo dipendeva da quanti ne affluivano sul mercato.vocale). vino dalle colonie Pagina 15 . [ . Alessandro Cavalli. un grave elemento di debolezza. gli intellettuali. una prigione (carcer). infine. Accanto ad essi vi erano degli affittuarì che. ma nello stesso tempo domina la campaLE società PREMODERNE 35 gna. come Roma.Arnaldo Bagnasco. L'antichità aveva conosciuto anche un'altra forma che consentiva di ridurre in schiavitù il debitore che non avesse onorato alla scadenza l'obbligazione contratta. Grandi città. ma come riflessione autonoma di una particolare categoria di persone.. a loro volta. molto spesso costoro erano ex soldati che avevano ricevuto la terra in compenso del servizio militare prestato. non era certo sufficiente per soddisfare la grande sete di schiavi di una produzione su vasta scala. pur privi della proprietà della terra. con manodopera non libera. vi erano gli schiavi che coltivavano. ossia la stalla per gli schiavi. Corso di sociologia. Vediamo prima di tutto come era composta per grandi linee la popolazione contadina. dietro la mera sussistenza. L'economia schiavistica presenta. una produzione stabile per il mercato senza l'uso della frusta. mentre poteva servire per procurarsi degli schiavi domestici.um).2. Si dorme e si consumano i pasti in comune sotto. Marzio Barbagli. La guerra era la vera fabbrica degli schiavi. trad. 1 Quella condotta normalmente da uno schiavo è una vita da caserma.la sorveglianza del villicus (il fattore al quale è affidata l'amministrazione del fondo). si trova accanto a quella per le bestie (instrumentum semi . 3791 caratterizza. E rapporto è essenzialmente un rapporto politico: la città consuma il surplus che preleva fiscalmente dalla campagna. un'infermeria (valetudinari . Con i filosofi greci nasce infatti la teoria sociale. E rapporto non è un rapporto di scambio economico dove i contadini forniscono ai cittadini prodotti alimentari e questi. La città antica dipende dalla campagna (quindi. Tra queste tre figure fondamentali vi sono molte figure miste e di transizione. i capi migliori di abbigliamento sono depositati «in magazzino» e affidati alla moglie del fattore (v&ica). coltivatori della terra di cui avevano la proprietà. con altre città. un'officina per gli artigiani del fondo (ergastulum) [ . Del resto tutto ciò era necessario: finora non si è mai riusciti ad ottenere. olio.. la coltivavano pagando dei tributi (in genere in natura) al proprietario del fondo e. come le città-stato greche. non semplicemente e non esclusivamente come disciplina che contiene precetti e ammonimenti per i potenti sull'arte di governare. tuttavia. 1981. i cosiddetti latifondi. in ultima analisi dalla popolazione contadina). dipendono invece da territori anche molto lontani ed è lo stato che assicura l'approvvigionamento di grandi quantità di grano. Ecco come Max Weber (1864-1920) [1924b. La schiavitù non è concepibile senza una politica di continua espansione territoriale capace di sottomettere militarmente interi popoli. Esso comprende i dormitori. sul fatto che la vita civile richiede l'esistenza delle città». Finley [19731 «i Greci e i Romani non si stancarono mai di elogiare l'eccellenza morale dell'agricoltura e di insistere. ma questa fonte. le grandi proprietà fondiarie dello stato o dei privati cittadini. 5.

250. diversamente da come avevano fatto i Greci fondando colonie oltre mare. Le città-stato greche erano tutte localizzate in territori angusti. mercanti. stranieri) che non godevano della cittadinanza. si calcola vi fossero ca. mentre un altro ancora non esegue nessuna di queste operazioni. La città antica è prima di tutto una città di proprietari terrieri. e vi sono luoghi dove uno può addirittura guadagnarsi da vivere riparando scarpe. nella fase di massima espansione dell'impero. a sud fino al deserto Pagina 16 . Alessandro Cavalli. dissodarono nuove terre.000. E territorio dell'antica Grecia non ha mai raggiunto l'unità politica. 2. per esempio. diffusero la loro cultura. tra le quali si stabilivano di tanto in tanto delle alleanze militari per fronteggiare nemici esterni e interni. un tale fabbrica scarpe da uomo.000 abitanti. pur mantenendo fitti rapporti commerciali con la terra d'origine. non erano più di 30. andava a nord fino alle foreste del Teotoburgo. La città è inoltre il luogo dove si sviluppa un'estesa divisione del lavoro tra vari mestieri. Nonostante questo fondamento comune. governo di uno solo) e la democrazia (il. è stato per secoli un'area popolata da una pluralità di cittastato indipendenti. Il mare era la grande «strada» che consentiva i collegamenti tra le varie parti del territorio. ma mette insieme le varie parti. e spesso anche meno di uno. fondamento primo del diritto di cittadinanza. 5. sono essi che ad Atene si riuniscono in assemblea per dibattere e deliberare sulla gestione della cosa pubblica. L'espansione avveniva quindi replicando altrove il modello della città-stato e non dava luogo alla formazione di un'organizzazione imperiale quale era stata qùella delle aree a Oriente del Mediterraneo. non potevano espandersi sulla terra ferma. un altro cucendo la tomaia. 5) descrive questo fenomeno nel IV secolo a.000. Essi fondarono nuove città in base a piani razionali di occupazione dello spazio. Le forme di governo La proprietà della terra è il. e spesso costruisce anche le case. governo del popolo). un altro scarpe da donna. Quando la popolazione cresceva e si faceva sentire la pressione sulle limitate risorse locali. Il territorio di Atene. per vivere basta che un uomo ne conosca uno solo.: Nei piccoli centri lo stesso uomo fabbrica letti. Anche Roma era nata come città-stato in cui il potere era nelle mani di cittadini. C. e sono sempre proprietari terrieri coloro che siedono nel Senato romano. dalla Spagna e anche dalle regioni orientali del Mediterraneo). la sua espansione si diresse verso la terra ferma. richiamava A modello imperiale. Non sorprende quindi che l'istituzione che giocò un ruolo cruciale nella struttura sociale fu l'eserdito dei legionari. una parte della popolazione prendeva la via del mare ed andava a fondare colonie in Asia minore ad Oriente. aratri e tavole. 8. Corso di sociologia. Nelle grandi città.500 chilometri quadrati. le imposte. Ben presto le colonie si resero indipendenti. i maschi adulti. di essi forse 100. Le forme di governo delle città-stato greche oscillano tra la monarchia e la tirannide (il. ad un tempo proprietari terrieri e soldati. La democrazia prevale laddove tra i cittadini vi è una relativa uguaglianza e dove la forza militare è costituita da cittadini armati. sulle leggi. invece. le società agrarie dell'antichità classica presentano una gamma molto diversificata di forme di governo. Ed è impossibile che un uomo dai molti mestieri possa farlì tutti bene. Nell'Atene del 111 secolo a.Arnaldo Bagnasco. superava di poco i 2. su scala enormemente maggiore. 1 romani adottarono invece un'altra strategia di espansione che. grosso modo un cerchio di poco meno di 60 km di diametro.000 erano metechi (artigiani. ed ancora è ben felice se solo può trovare abbastanza lavoro per sostentarsi. passando attraverso varie forme di oligarchia (il governo di pochi). C. a ovest fino alla Gran Bretagna e all'attuale Portogallo. ma.3. Questa struttura fu senza dubbio favorita dalla configurazione del territorio dove le numerose catene montuose rendevano difficili le comunicazioni via terra. La storia romana è una storia ininterrotta di conquiste e di dominazioni. Il quorum per la validità delle assemblee era fissato a 6. la pace e la guerra. in Sicilia e in Italia a Occidente. Per vari secoli Roma mantenne un esercito di ca.000 erano schiavi. Di necessità chi svolge un compito molto specializzato lo farà nel modo migliore. poiché sono molti a richiedere i prodotti di ogni mestiere.txt (dalla Sicika. La Grecia e Roma rappresentano due modelli per certi versi contrastanti. Marzio Barbagli. senz'altro la più grande città-stato in quell'area e in quell'epoca. un altro tagliando il cuoio.000 uomini sparsi in un territorio vastissimo che. tuttavia. Ecco come Senofonte (Ciropedia. 300. che in quanto cittadini potevano partecipare alle assemblee. altri 100-120. porte.

poiché l'impero romano è stato. ma nessuno aveva raggiunto l'ampiezza e la potenza dell'impero romano. Se si guarda. ecc. nonché i tributi delle province per l'erario romano. t importante però riflettere sul fatto che fenomeni di decadenza di questa portata contraddicono palesemente quelle teorie dell'evoluzione culturale che interpretano lo sviluppo come un processo unilineare e progressivo. L'esercito non solo realizzava le conquiste territoriali. assegnava le terre ai veterani. nell'America precolombiana). La società feudale 6. E assai probabile che sia stata l'interazione tra questi due ordini di fattori a mettere in crisi quella che era stata la più ampia e complessa organizzazione sociale dell'antichità. Talvolta sembra che la storia faccia dei «passi indietro». ma amministrava anche le province. Noi non possiamo certo in questa sede addentrarci nel dibattito su questo tema che ha occupato generazioni di storici e pensatori sociali. presidiava le frontiere. nel Medio Oriente. Quando si parla quindi di evoluzione o di involuzione. intorno al presidio militare.1. consentiva anche alle province più lontane di mantenere i collegamenti col centro.rispondeva più a esigenze militari che commerciali. cioè i fattori esterni costituiti dalle grandi migrazioni di popoli che si affollavano ai confini dell'impero e vi penetravano sempre più profondamente e frequentemente. tra l'altro. ponti e TLE società PREMODERNE 37 acquedotti. una micidiale macchina militare di violenza e di oppressione. Non vi è dubbio che in molti campi (basti pensare al diritto) l'eredità della cultura del mondo latino antico non si è interrotta ed è diventata parte integrante della nostra cultura occidentale. la sua caduta sia comunque stata un fattore che ha consentito all'urnanità di fare un passo avanti verso una società meno ingiusta e più rispettosa della dignità della persona umana. L'esercito romano fu probabilmente la più grande struttura organizzativa mai creata da una società agraria e l'impero romano fu probabilmente il più vasto che le tecnologie di comunicazione del tempo consentissero. cioè i fattori interni di disgregazione (la caduta delle virtù pubbliche e militari.).txt sahariano e a est fino alla Persia. La popolazione originaria si disperde nelle campagne. La rottura dell'unità dei mondo antico La spiegazione della crisi e della caduta dellimpero romano e. Questo tipo di organizzazione non era compatibile con forme democratiche di governo. Marzio Barbagli. di progresso o di regresso. per ottenere il suo appoggio. L'esercito era di fatto la struttura portante dello stato e la lotta politica tra le varie fazioni era sempre una lotta. la sfida della nuova religione cristiana. ad esempio. da un lato per il suo controllo e. che . la crisi dell'economia schiavistica. costruiva città attorno agli accampamenti. Alessandro Cavalli. Se siano prevalse le cause endogene. Il sistema viario romano. anche se non è facile stabilire su quale piano sia avvenuto un processo involutivo. La storia non procede per tappe. Tutto ciò scompare: le città si spopolano e le strade. ma anche sociologici. L'organizzazione sociale di cui quella cultura era espressione era però entrata in crisi e si era estinta. si degradano rapidamente al punto da essere impraticabili per gran parte dell'anno. un tipo di configurazione in cui viene meno un polo politico ed economico di aggregazione centrale e si rafforzano invece i poli localistici e periferici. costruiva cadali. resta ancora fondamentalmente un enigma.Arnaldo Bagnasco. vere e proprie città. con esso. bisogna sempre specificare in riferimento a che cosa si misura A processo. stadi o gradini che si succedono uniformemente. oppure le cause esogene. Questa rottura è responsabile della nascita del feudalesimo in Europa. più affascinanti. sottometteva e integrava i popoli vinti. la caduta dell'impero romano ha rappresentato di fatto la rottura di un sistema di interdipendenze che bene o male aveva tenuto unita gran parte del mondo antico. è uno dei problemi storiografici. Altri imperi erano o sarebbero decaduti e scomparsi (in Asia. Ad ogni importante punto di incrocio stradale erano sorte. che.come abbiamo visto . sulle quali non marciano più le legioni. dove è più facile sopravvivere e far fronte alle invasioni dei popoli del Nord e Centro Europa che Pagina 17 . 6. i bottini di guerra e gli schiavi catturati. ad esempio. Si potrebbe pensare. all'estensione delle reti di interdipendenza delle società umane. Corso di sociologia. della cultura antica. dall'altro lato. Vi è un indicatore molto evidente della rottura dì un sistema di interdipendenze: l'interruzione delle linee di comunicazione. tracciava su questo immenso territorio una rete di strade lungo le quali far viaggiare le truppe. perimetrava i campi.

e le materie prime per fondere i metalli. Alessandro Cavalli. che ha prevalso nell'Alto Medioevo. essi passano con la stessa al suo servizio. Il feudatario è generalmente un guerriero (un cavaliere). Il frazionamento dei poteri genera ovunque instabilità. Il feudo come unità (quasi) autosufficiente 19 feudo è un'unità territoriale sulla quale governa un signore feudale. in virtù di un'investitura ricevuta da un signore di rango più elevato. detti anche servi della gleba. per fabbricare armi e armature. la Sicilia e quasi tutta la Spagna ed è infestato dai pirati Saraceni. la distanza sociale tra signori/guerrieri e servi è molto grande e. Marzio Barbagli. se la terra viene ceduta ad un altro signore.Arnaldo Bagnasco. inoltre. Nonostante la prossimità fisica. essi. peraltro tipici di gran parte della letteratura sociologica. Non vi è più uno stato capace di garantire condizioni di pacificazione sul suo territo~ rio. Naturalmente la chiusura non è completa. Feudo servitù Economia curtense Pagina 18 . Vi è tutta una catena gerarchica di obblighi reciproci che lega il signore territoriale locale fino all'imperatore o al re. Feudalesimo La risposta a questi processi è. riducendo al minimo gli scambi con l'esterno. sarà necessario procurarsi almeno H sale e le spezie. Essi sono soggetti a prestazioni che possono assumere forme molto diverse: in certi casi devono consegnare al signore una parte del raccolto per i bisogni della sua corte (corvée in natura). talvolta. ossia un feudatario. se per caso non vi è qualche miniera nelle vicinanze. che servono per la conservazione degli alimenti.2. appunto. 1 fili che uniscono Oriente e Occidente diventano sempre più fragili. ma prenderemo in considerazione (e per di più assai schematicamente) la sola vicenda europea occidentale. A feudalesimo che rappresenta in un certo senso un ripiegamento della società sulla dimensione localistica. L'economia curtense (così viene chiamata) è un'economia chiusa. se la corte è abbastanza ricca potrà procurarsi alcuni beni di lusso dagli avventurosi mercanti di passaggio e. il quale è tenuto a prestare in caso di necessità aiuto militare al signore dal quale ha ricevuto il feudo in concessione e a proteggere con le armi le sue terre da eventuali invasori e dalle pretese di altri signori territoriali: le guerre locali sono un elemento permanente delle società feudali. i contadini ottengono protezione e.) e di altri lavoranti che provvedono. di una prospettiva che privilegi esclusivamente una visione eurocentrica. e la rinascita urbana che ha caratterizzato il feudalesimo europeo dall'XI secolo in avanti. Quale che sia la forma specifica che assume. Noi non potremo qui seguire i percorsi delle varie civiltà attraverso i regimì feudali. La popolazione servile si divide in due categorie: i contadini. pur essendo ben consapevoli dei limiti. a differenza degli schiavi che appartenevano al loro padrone. e i servi domestici. Sul feudo vive infatti una popolazione di contadini in condizione di servitù. ad appropriarsi del surplus di produzione agricola. Anche le vie del mare (sulle quali in epoca romana navigavano migliaia di navi cariche di ogni mercanzia) diventano insicure: almeno dall'VIII al XII secolo il Mediterraneo è dominato dagli Arabi che avevano conquistato il Nord Africa. Anche altre regioni del mondo.txt si spostano verso sud e verso ovest. il feudatario è tenuto a ricevere una «rendita fondiaria». ecc. entro le mura del castello. appartengono alla terra e. nel senso che riesce a mantenersi in modo autosufficiente. a tutte (o quasi) le necessità della popolazione non contadina del feudo. soprattutto in Asia (India. E feudatario ha il potere di amministrare la giustizia e di richiedere prestazioni alla popolazione servile che vive sul suo territorio. in altri casi ancora devono pagare al signore un tributo in denaro. più o meno simili a quelle che si sono affermate in Europa. Corso di sociologia. In compenso. soprattutto. per tessere tele. Della società feudale prenderemo in considerazione soltanto due aspetti: la struttura sociale delfeudo. ospitalità. Cina e Giappone). LE società PREMODERNE 39 6. dietro il compenso della sussistenza. sono legati alla terra. hanno conosciuto forme di feudalesimo. il passaggio da una condizione all'altra praticamente impossibile. E castello è un vero e proprio borgo dove lavorano decine di servi artigiani (per ferrare i cavalli. in altri casi devono lavorare i campi della tenuta signorile per un certo numero di giorni l'anno (corvée in lavoro). in caso di assedio di truppe nemiche.

551 Ai mercati locali affluiscono periodicamente i contadini del conta. una forte indipendenza.diffusione. Si organizzano in corporazioni e in gilde. organizzano traffici di lunga distanza. A differenza della città antica o anche della corte feudale. si associano tra loro per armare una nave e ripartire i rischi del viaggio. 6. si contrappongono al potere dei feudatari e creano una forma di vita più libera e indipendente. C. E. 1 mercanti mettono in collegamento mercati locali e allargano il raggio dei possibili compratori dei prodotti artigianali delle città. dove si forma un unico prezzo. nella cattiva stagione si fermavano a passarvi l'inverno. «Die Stadtluft macht frei» Waria della città rende liberi) è il motto che simboleggia la diversità delle forme di governo e dei modi di vita cittadini rispetto alla campagna e alle grandi masse agricole che vi vivono. Si creano così per i mercanti occasioni di lucro che essi sono immediatamente pronti a sfruttare. più che una scelta. Ben presto nelle città e nei borghi non vi fu più spazio sufficiente per i nuovi venuti.' distanti: comprano a basso prezzo dove qualche bene è abbondante ( lo rivendono a un prezzo molto maggiore dove invece è scarso. sulla genesi del mondo moderno: la rinascita della vita cittadina. divenuti scarsi a causa delle frequenti carestie. 1967. Nacquerc così. e ad accostare al vecchio un nuovo borgo esterno o «sobborgo» (forisburgus). Per i beni di lusso. cercano nelle città protezione e nuove opportunità di vita. fuggono dai feudi. Questa particolare struttura sociale. nel senso moderno del termine. per non farsi CorWrizioni concorrenza tra loro. do per vendere le loro eccedenze agricole agli abitanti delle città e pei comprare dagli stessi i prodotti artigianali che non possono produrre o che non risulta conveniente produrre. 1 loro traffici si sviluppano proprio perché il commercio è arretrato e non vi è un mercato di dimensioni «nazionali». e spesso anche per i beni di prima necessità. richiesti dalle corti feudali. tutti coloro che vengono espulsi o che. La città medievale Città medievale Gli storici fissano intorno all'anno 1000 d. più spesso. dell'economia monetaria e del mercato. infatti. in un certo senso.3. stipulano spesso patti per difendere anche con le armi la loro libertà dai soprusi dei poteri feudali e per governare autonomamente la città. sentirono presto il bisogno di cercare protezione entro le mura delle città e dei borghi che incontravano lungo i fiumi o le strade percorse.txt 40 CAPITOLO i Gli scambi commerciali sono tuttavia radi. Alessandro Cavalli. è una necessità. Ed essi furono costretti a rimanere fuori. ma resta comunque per vari secoli l'elemento portante della società feudale. assume di fatto le forme più diverse. a fianco delle città ecclesiastiche o delle fortezze feudali. trad. organizzano le prime compagnie commerciali. gli inizi di un mutamento che sarà destinato ad esercitare una profonda influenza sulla società feudale prima e. Durante l'estate essi vi facevano tappa. nell'ambito dell'economú contadina. Ecco come il grande storico Henri Pirenne (1862-1935) descrive gli inizi di questo processo: I mercanti. degli «uomini nuovì» che si sottraggono agli obblighi servili.Arnaldo Bagnasco. dove mercanti e artigiani sono schiavi. prima timida e limitata poi sempre più estesa. che divenivano sempre più numerosi e occupavanc luoghi sempre più vasti. Gli artefici di questo processo sono. in una seconda fase. nella città medievale questi ceti lottano per ottenere. il feudo. agglomerati commerciali i cui abitanti erano dediti a un genere di vita totalmente diverso 1 quello di coloro che abitavano all'interno della città [1963. Corso di sociologia. it. e spesso ottengono. A vol te basta un'avversa stagione che rovina un raccolto o un saccheggio & parte di truppe nemiche per far salire i prezzi di qualche prodotto it LE società PREMODEME 41 una certa località. Pagina 19 . le strade sono dissestate e infestate da briganti e non è facile far superare a un carico le lunghe distanze. esposta a rischi di ogni genere in quell'epoca in cui la rapm*a costituiva uno dei mezzi di sopravvivenza per la piccola nobiltà. che facevano una vita errabonda. 1 primi mercanti lucrano sulle forti differenze di prezzo tra localit'. Marzio Barbagli. 1 rischi del trasporto sono enormi e Fautosufficienza. servi o semi-cittadini. La loro comparsa è strettamente connessa alle trasformazioni economiche che hanno condotto alla.

sottraendosi alla rete degli obblighi feudali. L'idea di mutamento Vi sono nella storia epoche in cui A tempo sembra scorrere lentamente. in un periodo che varia a seconda delle diverse aree geografiche tra il XVI e il XIX secolo.txt 19 modello della città medievale che si dota di proprie istituzioni e difende con successo le proprie libertà.4 15. Pagina 20 .Arnaldo Bagnasco. TaSSi di urb. 000 ab. ma anche per le ripercussioni che ebbe anche al di là dei confini del mondo occidentale. In altri casi. Nessuna società è in sé statica o dinamica. ci rendiamo conto di che cosa volesse dire vivere in una società statica.000 ab. non si afferma ovunque con la stessa intensità. Corso di sociologia. giuridica. la vita riprende il suo corso normale e la società si riproduce di generazione in generazione conservando pressoché immutati i suoi tratti fondamentali. in altri casi ancora sono gli stessi aristocratici. la lotta tra le città e l'aristocrazia terriera si volge a favore delle prime e le città riescono a mantenere anche per lunghi periodi le loro prerogative di indipendenza e autogoverno.an eurqpeì:@ Più di 5. 1 concetti di società statica e di società dinamica sono evidentemente concetti relativi: chi non ha esperienza del mutamento non può neppure pensare che qualche cosa possa essere statico e il mutamento stesso diventa perceffibile solo se confrontato con una situazione statica o meno dinamica. In queste fasi della storia. Inoltre. ciò che cambia è la velocità del mutamento. culturale delle varie società e coin44 CAPITOLO 2 volge la vita quotidiana di milioni di uomini e donne di tutti i ceti e classi sociali. come vedremo nel capitolo successivo. I. in cui gli esseri umani si trovano a vivere in un mondo che non è molto diverso da quello in cui erano vissuti i loro padri e i loro nonni e in cui sarebbero vissuti in seguito i loro figli e nipoti. 1300 9. politica.7 17. il mondo e la vita degli uomini possono certo venire sconvolti da eventi fortunati o funesti (vittorie o sconfitte militari.5 1400 12. che può essere molto lento. 14. conseguenze rilevanti per la genesi dello stato moderno.3 1600 11. la vicenda dell'Occidente resta comunque singolare non solo per il ritmo e la globalità del processo. Talvolta. che prima aveva proceduto lentamente. le società europee entrano in un'epoca di mutamento sociale accelerato: il corso della storia. e quindi quasi impercettibile nell'arco della vita media di un uomo.0 18.9 Più di 2.1 16. tuttavia.9 17. una volta assorbito l'impatto. subisce un'intensa accelerazione. Ora.0 1800 11. stragi o pestilenze). ma. TAW I. che abbandonano le loro residenze di campagna. Non bisogna dimenticare che mutamenti profondi erano avvenuti anche in epoche precedenti e in civiltà diverse da quella europea occidentale e. si può dire che la sociologia stessa sia nata per dare una risposta agli interrogativi posti dalle grandi trasformazioni sociali che questo processo ha portato nelle società europee.5 l.7 1700 11. La caratteristica fondamentale di questo processo è la sua globalità.4 1750 12. si trasferiscono nelle città e lottano con i nuovi ceti emergenti per il governo cittadino. L'esito di questa lotta avrà. Marzio Barbagli. buoni raccolti o carestie.1 17. oppure molto accelerato. i poteri feudali riescono a restringere efficacemente le libertà cittadine. proprietari terrieri. Se pensiamo che nelle società agrarie la grande maggioranza della popolazione era fatta di contadini e che la vita quotidiana di una famiglia contadina europea fino a due secoli fa non era poi così diversa dalla vita di un'analoga famiglia di due o tremila anni addietro. Alessandro Cavalli.5 1500 10. esso investe infatti la sfera economica.

Egli sostiene che per capire una società bisogna innanzitutto rendersi conto di come in essa gli uomini provvedono a soddisfare i loro bisogni e di quali rapporti si instaurano tra di essi nella sfera della produzione. due diversi gruppi di popolazione. ad un tempo studioso e militante rivoluzionario. E modo di produzione capitalistico si distingue da quelli che lo hanno preceduto per il fatto che in esso dominano i detentori del capitale (costituito da fabbriche. che hanno bisogno di lavoro per far funzionare le loro imprese. In queste fasi. 2. in tal caso si parla di «formazione sociale capitalistica» quando in una società è dominante A modo di produzione capitalistico.Arnaldo Bagnasco. 1651. Marzio Barbagli. La teoria di Marx resta importante. mentre alla fine del capitolo accenneremo ad alcune delle teorie e dei concetti che sono stati proposti dai sociologi per dare un fondamento all'analisi del mutamento e spiegarne gli effetti. A noi serve soprattutto per mettere in luce il concetto di capitalismo e lo faremo partendo dalla definizione che ne ha dato Werner Sombart (1863-1941). Vi sono periodi storici in cui un modo di produzione risulta stabilmente dominante ed ORIGINI DELLA società MODERNA 45 altri periodi. Alessandro Cavalli. anche se è stata fortemente criticata per il carattere unilineare e deterministico dello sviluppo storico che essa postula. è stato formulato per la prima volta in modo compiuto da Karl Marx (1818-1883). Le trasformazioni nella sfera economica: la nascita dei capitalismo 2. Ognuno di essi è caratterizzato da una combinazione tra forme di divisione del lavoro e competenze tecniche. in cui collaborano. 1967. dall'altro. b) sul mercato non si scambiano soltanto merci.) che pongono al loro servizio A lavoro salariato (composto da una massa di lavoratori la cui unica ricchezza è la forza lavoro). e una classe di proletari. Come si vede. it. che contemporaneamente hanno la direzione e i lavoratori nullatenenti e che è dominata dal principio del profitto e dal razionalismo economico [1902. mediante le applicazioni tecnologiche della scienza e l'uso di moderne procedure contabili.1. ma attraverso la mediazione del denaro). e forme di proprietà e rapporti tra le classi. c) l'orientamento delle mete dei capitalisti è verso l'accumulazione del profitto come fine in sé e il suo reinvestimento neTambito dell'impresa. Queste caratteristiche si sono affermate rivoluzionando la struttura Pagina 21 . materie prime. nascerà dalle contraddizioni del modo di produzione capitalistico. una figura di grande rilievo nel pensiero sociale del XIX secolo. In ogni società in un dato momento è presente in genere una pluralità di modi di produzione di cui soltanto uno risulta storicamente dominante. da un lato. Corso di sociologia. almeno nella sua accezione corrente. sociologo e storico tedesco che. 19 capitalismo è nato dalle contraddizioni interne al modo di produzione feudale. macchinari. in cui i rapporti di produzione diventano un ostacolo per lo sviluppo delle forze produttive e si generano conflitti tra classi portatrici di interessi antagonistici.txt Nelle pagine che seguono analizzeremo le principali trasformazioni che si verificano nella sfera economica. almeno sotto questo aspetto. nelle aspettative di Marx. che per vivere non hanno altro da vendere se non la loro forza lavoro. un economista. Nella terminologia di Marx si parla di «forze produttive» per indicare il primo elemento e di «rapporti sociali di produzione» per indicare il secondo. Marx ha una concezione materialistica e dinamica della società. uniti dal mercato. trad. si colloca nella scia di Marx: Per capitalismo intendiamo un determinato sistema economico con le seguenti caratteristiche: è un'organizzazione economica di scambio. ecc. politica e culturale. così come il comunismo. Il concetto di capitalismo Capitalisino Il concetto di capitalismo. fondi per pagare i lavoratori. Marx inserisce il problema della nascita del capitalismo nell'ambito di una teoria generale del corso della storia. un modo di produzione diviene instabile e si prepara la transizione al dominio del modo di produzione successivo. i proprietari dei mezzi di produzione. Vediamo gli elementi di questa definizione: a) il capitalismo è un'economia di scambio e in particolare un'economia monetaria (dove cioè gli scambi non avvengono in natura. d) l'organizzazione deHa produzione e la gestione d'impresa sono improntate a criteri di razionalità economica. il modo di produzione feudale e il modo di produzione capitalistico. Nella storia si sono succeduti diversi sistemi economici (Marx parla di «modi di produzione»): il comunismo primitivo. il modo di produzione antico o schiavistico. invece. ma anche prestazioni lavorative tra una classe di capitalisti.

per effetto delle esigenze dJ equipaggiamento dei grandi eserciti stanziali. Alessandro Cavalli. gli usi. il paese che ha anticipato gli altri nel mettere in moto queste trasformazioni. privatizzando quello che prima era un diritto d'uso di tutti gli abitanti del villaggio. acquistano o affittano le terre abbandonate dai contadini poveri e trasformano una parte di questi in salariati agricoli. il loro unico interesse consiste nello spremere il più possibile le popolazione contadina al fine di incrementare il flusso della rendite che risulta comunque sempre insufficiente rispetto alle loro esigenze onorifiche e militari. La lana proviene dalle pecore e le greggi richiedono vaste estensioni di pascoli. offrirsi come salariati agricoli senza terra. ma ORIGINI DELLA società MODERNA 47 l'esito del processo é sempre lo stesso: un'accresciuta polarizzazione delle condizioni di vita nelle campagne e una maggiore disuguaglianza all'interno delle classi rurali. sia pure con modaliú in parte diverse. 2. mi Sardegna un paio di secoli più tardi ha preso il nome di chiudende. ad esempio. dapprima in Inghilterra a partire dal XVII secolo e in seguito. Supponiamo che si generi. hanno tutto l'interesse ad introdurre innovazioni nella coltivazione e nell'allevamento per aumentarne la produttività e quindi per accrescere i profitti: si migliorano i metodi di irrigazione. Marzio Barbagli. Le trasformazioni dell'agricoltura La struttura dell'agricoltura feudale presenta da un lato una grande moltitudine di famiglie contadine legate alla terra che coltivano e dall'altro lato una cerchia più o meno ristretta di signori fondiari che traggono dalla rendita fondiaria. si introducono nuove Pagina 22 . Non sempre e non dappertutto. tuttavia. 1 capitalisti agrari.2. oppure emigrare nelle città. Le forme. boschi e prati) i villaggi esercitavano diritti comuni di legnatico e di pascolo e questi usi contribuivano spesso ir modo decisivo a mantenere il precario equilibrio tra bisogni e risorse della popolazione contadina. un termine molto efficace per indicare una classe agricola la cui unica risorsa sono le proprie braccia. Questo quadro di staticità incomincia a infrangersi. devono cederla al signore o ai contadini benestanti. in ultima analisi quindi dal lavoro del' contadini. Si tratta del processo. le consuetudini che regolano il rapporto tra signori e servi variano moltissimo da paese a paese e da epoca a epoca. A parte la specificit@ delle situazioni locali. sono costoro che si trasformano in capitalisti agrari. sul continente europeo. si selezionano le colture a seconda della natura dei suoli. non sono più in grado di coltivare la terra. Le recinzioni non sono l'unica causa di questo processo e neppure ovunque la più importante.txt dell'economia feudale e la mentalità stessa degli attori economici in ogni settore di attività.Arnaldo Bagnasco. una forte domanda di panni di lana che fa lievitare i prezzi della materia prima. ma si è verificato anche in altre aree. vi è sempre stata. più o menc numerosa e più o meno prospera. 1 signori feudali non hanno né le competenze tecniche né la volontà di occuparsi della conduzione del' fondi. l'intera superficie delle terra utilizzabile era coltivata e regolata da rapporti di tipo feudale. i protagonisti di questo processo sono essenzialmente riconducibili a due classi: la piccola nobiltà terriera (la gentry) e i contadini benestanti (gli yeomen). a differenza dei signori feudali. In Inghilterra. Su molte terre (soprattutto. E movimento delle enclosures ha raggiunto in Inghilterra un'entità considerevole soprattutto nei secoli XVII e XVIII. in generale si può dire che l'agricoltura feudale è un'agricoltura estensiva. dell'espulsione dei contadini dalla terra. Aasso livello di produttività e dove sono scarse le innovazioni produttive. se non vi sono terre libere. Inoltre. anche una classe di contadini indipendenti che coltivavano terre sottratte agli obblighi feudali e sulle quali esercitavano un diritto di proprietà (i cosiddetti fondi allodialì). quelli che in Italia si chiamano braccianti. Corso di sociologia. Per lo strato più povero del' contadini l'abolizione dei diritti di pascolo mina alle fondamento l'equilibrio economico tra bisogni e risorse: non potendo più alimentare il bestiame. ben descritto da Marx nel Capitale. La spinta che mette in moto i processo proviene dalla crescente domanda di manufatti e derrate che si genera su un mercato in formazione di dimensioni internazionali. 1 contadini stessi non hanno alcun interesse e migliorare la resa delle coltivazioni poiché sanno che l'eventuale maggior prodotto andrebbe ad esclusivo vantaggio dei proprietari fondiari. per aumentare la superficie a pascolo si ricorre all'abolizione degli usi civici sui pascoli comuni mediante le recinzl"oni. la fonte principale della loro ricchezza. Pei illustrare la concatenazione dei processi possiamo fare un esempic schematico.

ORIGINI DELLA società MODERNA 49 Ben diversa fu invece. due-tre secoli più tardi. ricavando ingenti fortune. Le merci che i grandi mercanti trasportavano sulle loro navi e vendevano in terre lontane dai luoghi di produzione. Braudel. venivano pur sempre prodotte con metodi tradizionali nel quadro di un'economia feudale e artigianale. Verlag in Germania) costituisce in proposito un'importante forma di transizione all'impresa capitalistica. come è noto. Alessandro Cavalli. Eppure. Per i rimi il fattore dirompente che trascina con sé p la crisi del modo di produzione feudale e crea le basi del capitalismo si colloca nella sfera della circolazione dei beni. I mercanti e i banchieri. in poche parole. bambini e vecchi compresi) il lavoro. l'agricoltura moderna che. quanto più è progredita. questo straordinario sviluppo del capitalismo mercantile non ha trascinato con sé un analogo sviluppo nell'ambito della produzione agricola e industriale. 2. possono prosperare negli interstizi che si creano al suo interno lasciandone sostanzialmente inalterata la struttura. Queste controversie non possono essere risolte sul piano della pura teoria. la penetrazione del capitale mercantile nelle attività industriali nelle regioni dell'Inghilterra e dell'Europa settentrionale. non si dà passaggio al modo di produzione capitalistico se non quando le. Marzio Barbagli.txt coltivazioni. Il ruolo delle attività mercantili Sul ruolo del commercio nella transizione dal feudalesimo al capitalismo si è aperto tra storici e scienziati sociali nella prima metà del nostro secolo un dibattito assai acceso e interessante. non si trasformarono in imprenditori e in capitalisti industriali. La penisola italiana ha visto. portava con sé un carico di materia prima. rifacendosi soprattutto a Marx (ad esempio. I banchieri e i mercanti fiorentini. la partita doppia. invece. ad esempio di lana. Quando poi il mercante deciderà di radunare i lavoranti sparsi nei villaggi sotto uno stesso tetto.). forniva le specificazioni tecniche su come dovesse essere svolta la lavorazione (ad esempio. tanto meno richiede la presenza di una vasta popolazione agricola. fondando una manifattura e pagando loro un salario. Pirenne. una popolazione eccedente i bisogni di mano d'opera dell'agricoltura. dall'altro lato vi sono coloro che. lunghezza. Dobb). genovesi. ecc. e qualche semplice attrezzo e macchinario per la filatura e tessitura. mentre in altri casi ciò non è avvenuto. può risultare estremamente illuminante. che pure avevano accumulato grandi ricchezze ed erano in grado di prestare ingenti somme di denaro a principi e re. Non c'è dubbio che spesso il capitalismo mercantile ha preceduto e creato le condizioni per il capitalismo industriale. 19 mercante girava per i villaggi di campagna dove si incominciava ad accumulare. sostengono che di per sé le attività mercantili non sono incompafibili con un'economia feudale ed. altezza e spessore dei panni) e si impegnava a ritirare il prodotto finito a una scadenza prestabilita dietro il pagamento di un compenso in denaro. uno sviluppo mercantile molto precoce. 2. che sarebbero diventati decisivi nello sviluppo dell'impresa capitalistica.4. La trasformazione dell'artigianato Il fatto che un mercante possa assoldare e mettere alle sue dipendenze delle famiglie contadine che dedicano al lavoro artigianale tutto il tempo non occupato dalle attività agricole è già un segno evidente della crisi degli ordinamenti corporativi dell'artigianato. Da un lato vi sono stati coloro (ad esempio. Sweezy. Un'analisi del caso italiano. soprattutto nei mesi di stasi delle attività agricole. Decine e decine di imprese capitalistiche sono nate così. Il mercante. dall'iniziativa di mercanti che si sono trasformati in imprenditori e hanno rivoluzionato il modo di produrre. solo l'analisi di concreti casi storici può portare argomenti a sostegno dell'una o dell'altra ipotesi. la cambiale. Nasce. si perfezionano le tecniche e si crea una rete di comunicazioni per fare affluire i prodotti sui mercati.Arnaldo Bagnasco. per i secondi. anzi. Le corporazioni erano infatti delle Pagina 23 . ad esempio. Il sistema del «lavoro a domicilio» (putting out in Inghilterra.3. il passo sarà breve. Distribuiva il tutto nelle varie case contadine. Corso di sociologia. nascono tutti in Italia in epoca medievale e rinascimentale. lombardi e veneziani hanno dominato il commercio e la finanza in Europa fin dai secoli XIV e XV. trasformazioni avvengono nella sfera della produzione. forniva il capitale di esercizio e la famiglia contadina (donne. I più importanti istituti del diritto commerciale e della contabilità razionale (le società commerciali. Ecco come funzionava questo sistema nell'industria tessile. in altre parole. Wallerstein) che hanno visto nella formazione di un ricco ceto di grandi mercanti e nella creazione di un mercato di dimensioni mondiali il vero fattore di dissoluzione e disgregazione dei rapporti economici feudali.

gode di una temporanea posizione di monopolio e quindi di un profitto maggiore almeno fino a quando i concorrenti non riusciranno ad imitarlo. nella raccolta di capitali. che premia la concorrenza in opposizione al monopolio. al guadagno monetario più Pagina 24 . danno lavoro a un numero crescente di lavoranti senza dare loro la prospettiva di diventare a loro volta maestri dell'arte. che Crisi richiede intraprendenza e propensione all'innovazione in opposizione delle corporazioni alla tradizione. E per far questo devono affrontare e vincere l'ostilità della cultura dei ceti aristocratici ed ecclesiastici che tradizionalmente vedevano nell'attività economica volta all'accumulazione del profitto qualcosa di immorale o. oppure chi riesce a produrre gli stessi beni a costi inferiori. Alcuni artigiani si sono trasformati così. non riescono ad approfittare delle nuove opportunità di mercato e. 5-61: L'impulso acquisitivo e l'aspirazione al guadagno. molte manifatture sono nate da botteghe artigiane che ormai erano diventate troppo strette per poter ospitare una produzione crescente. ad esempio. La stabilità di questo sistema richiedeva però una condizione fondamentale: che la domanda dei singoli beni fosse limitata. quando i. prevedibile e senza forti oscillazioni. altri. 1982. Nobili e ricchi agricoltori. 2. impedivano perfino di attirare un potenziale cliente sulla pubblica strada invogliandolo ad entrare nella propria bottega. invece. innovano nei prodotti. mediante un processo di accumulazione. in imprenditori industriali di stampo capitalistico. Corso di sociologia. a partire dalle isole britanniche.txt organizzazioni monopolistiche il cui scopo era in primo luogo quello di assicurare l'esercizio esclusivo di un mestiere o di un'arte ai soli associati nell'intero territorio della città e del suo contado. trad. La formazione dei l'im prenditorial ità Abbiamo visto come. nessuno poteva assumere un numero di apprendisti e lavoranti maggiore di quello consentito. it. quanto meno. di degradante e poco dignitoso. assicurano ai mercanti una produzione costante e abbondante. in quasi tutto il mondo. soprattutto. ma vogliono fare cose nuove in modi nuovi per allargare continuamente il giro d'affari ed espandere le dimensioni della propria impresa.5. mercanti e artigiani hanno spezzato le catene della tradizione e sono stati presi da una sorta di furore che li ha portati a fondare imprese. Quando la domanda di mercato si fa più vivace. di impiegati e di tecnici e un immenso esercito di lavoratori salariati. alla fine. Lo spirito del capitalismo. nella ricerca di nuove materie prime e di nuovi mercati di sbocco. poiché a ciascuno doveva essere garantito un tenore di vita conforme alla dignità del ceto. L'innovazione garantisce a chi l'ha introdotta un vantaggio differenziale rispetto ai propri concorrenti: chi produce beni che altri ancora non producono. a rivoluzionare costantemente la combinazione di fattori dalla quale nasce la produzione.Arnaldo Bagnasco. nel solito modo al fine di raccogliere poi il frutto della propria fatica e vivere dignitosamente. nelle tecniche di lavorazione e di gestione. nei metodi di commercializzazione. Come ha osservato Weber [1904-1905. Nulla quindi di più contrario allo spirito del capitalismo. Marzio Barbagli. nessuno poteva avvantaggiarsi a scapito dei propri compagni. aggirando o infrangendo i vincoli posti dalle corporazioni. Ogni innovazione è infatti destinata a diffondersi e quindi a non essere più tale. Gli imprenditori. La nascita del capitalismo è innanzitutto l'opera di «uomini nuovi» che provengono da strati e ceti diversi e che sono accomunati da un particolare orientamento delle loro mete: non si accontentano di fare le solite cose. incomincia a far breccia anche nel mondo tradizionale dell'artigianato. saranno costretti ad offrirsi ai primi come semplici salariati. 1 minuziosissimi regolamenti delle corporazioni. Lo spirito dell'artigianato delle corporazioni era infatti improntato al divieto della concorrenza: nessun artigiano poteva cercare di accaparrarsi le materie prime ai prezzi più convenienti. beni di qualità più standardizzata è abbastanza inevitabile che alcuni artigiani riescano ad accaparrarsi una quota maggiore di altri di questa domanda aggiuntiva. sono essenzialmente degli «innovatori». mercanti richiedono quantità sempre più elevate di beni e. nessuno poteva cercare di allargare il proprio giro d'affari facendo pubblicità ai propri prodotti. per riprendere una famosa definizione proposta in un'opera del 1912 dal grande economista austriaco Schumpeter (1883-1950). Alcuni artigiani riescono ad espandere la propria bottega. una strana epidemia abbia incominciato ad invadere l'Europa per diffondersi poi. a conquistare mercati. ma il processo descritto di «distruzione creativa» induce l'imprenditore a ricercare sempre nuove innovazioni. in tempi e modi diversi. Non si deve pensare però che gli imprenditori siano stati animati esclusivamente da un illimitato impulso acquisitivo. Alessandro Cavalli. ad accumulare fortune e a mettere al proprio servizio schiere di ingegneri.

non è ancora capitalistico nel senso moderno del termine poiché non produce un nuovo orientamento sistematico e razionale verso l'attività economica. Questa dottrina afferma che dio. continuativa. Invero il capitalismo si identifica con l'aspirazione al guadagno nell'impresa capitalistica razionale. quello che è certo. in tutte le epoche e in tutti i paesi della terra. L'imprenditore è il campione delle virtù borghesi del risparmio e persegue con dedizione assidua e sistematica un fine astratto e illimitato. Il capitalismo speculativo. dell'etica delle sette protestanti influenzate dalle dottrine di Calvino. medici. Questa aspirazione è esistita ed esiste in camerieri. laddove ne era data e ne è data la possibilità oggettiva [. mendicanti . proprio per il fatto di non essere parte integrante dell'ordine sociale costituito. invece. ha stabilito dall'eternità chi sarà salvato e chi. soprattutto. La tesi dell'origine religiosa dello spirito dei capitalismo Per Weber a fondamento dello spirito del capitalismo vi è un atteggiamento di tipo ascetico. sul piano dell'agire economico. sarà dannato. impegnata nel perseguimento assiduo di un fine astratto. sul modello dei ceti aristocratici. in particolare dal dogma della predestinazione. una vita attiva. Corso di sociologia. la cui ricchezza non dipende più dalle rendite di un patrimonio terriero ereditato. di un nuovo modo di intendere l'agire economico e la vita in generale.. Marzio Barbagli. e ad un guadagno sempre rinnovato. all'ozio e ai piaceri della vita. Weber ha formulato l'ipotesi che le origini di tale spirito siano da rintracciare nelle conseguenze. E capitalismo può addirittura essere identico con l'imbrigliamento o almeno con il temperamento razionale di questo impulso irrazionale. sono meglio di altri in grado di liberarsi dai vincoli della tradizione. ma opera attivamente nel mondo per dominarlo e trasformarlo. Si assiste. Di fronte all'angoscia derivante dallincertezza in merito al proprio destino eterno. «Ricordati che il tempo è denaro». questa credenza ha prodotto effetti diametralmente opposti. Non è un caso. Al contrario. lui e la sua famiglia conducono una vita sobria e morigerata e il profitto deve essere accumulato per essere reinvestito nell'impresa. Dio è per i calvinisti un'entità assolutamente trascendente e le azioni dell'uomo non possono influenzarne la volontà. Si tratta tuttavia di un'«ascesi mondana» che non fugge dalle cose terrene. all'ascesa di una nuova classe sociale. comunque. cocottes. infatti. ì credenti hanno cercato nel successo terreno un segnale di salvezza. Il capitalismo non è quindi soltanto un particolare sistema economico fondato su imprese che operano sui mercati al fine di produrre beni e accumulare profitti. funzionari corruttibili. Non a caso la nascita del capitalismo si accompagna ad una critica serrata e polemica contro il lusso e gli stili di vita dispendiosi e improduttivi delle classi aristocratiche. ma Pagina 25 . Una dottrina di questo tipo avrebbe potuto alimentare un atteggiamento fatalistico e. non è orientato al consumo. t un dato frequentemente riscontrato dai sociologi che la marginalità sociale costituisca una condizione che favorisce la propensione all'innovazione. invece.si potrebbe dire . seppero sfidare il potere dei vecchi ceti nobiliari e vincere l'ostilità della cultura tradizionale dominante. crociati. che è stata a lungo dibattuta e anche criticata. ha chiamato lo «spirito del capitalismo» 2. banditi. 1 La più sfrenata bramosia di acquisizione non si identifica per nulla con il capitalismo e tanto meno con il suo «spirito». soldati. in altre parole. è che i primi imprenditori furono i portatori di uno spirito nuovo. L'imprenditore razionale. secondo Weber.txt grande possibile. che tra i primi imprenditori si trovi un numero consistente di appartenenti a gruppi minoritari e marginali (eretici. ma esprime anche una mentalità e un'etica economica particolari che Weber.6. non ha di per sé nulla a che fare con il capitalismo. diventa il mezzo per placare l'angoscia e acquisire la certezza della salvezza eterna. nella sua imperscrutabile volontà. ad esempio quello dei banchieri e mercanti medievali. lontana dall'ozio e dal lusso.. non un fine concreto e finito quale può essere l'accumulazione di un patrimonio di beni direttamente fruibili.in all sorts and conditions of men. invece.Arnaldo Bagnasco. frequentatori di bische. Alessandro Cavalli. vorrebbe dire che l'uomo si pone sullo stesso piano della divinità e ciò sarebbe un atteggiamento sacrilego. stranieri. Del resto. Non possiamo entrare nel merito di questa tesi. Se ciò fosse. artisti. cocchieri. Un atteggiamento ben diverso dall'«ascesi extramondana» dei monaci e degli eremiti per i quali la salvezza dell'anima poteva essere raggiunta solo attraverso pratiche di contemplazione mistica. ebrei) che. ammoniva Benjamin Franklin nel 1736 in un opuscolo di consigli per chi voleva diventare ricco. la massima aspirazione dei ricchi mercanti era quella di farsi costruire sontuosi palazzi e di condurre una vita di lusso. in un celebre saggio del 1904. l'accumulazione del capitale. ossia alla redditività.

in un gioco di scontri e di alleanze sempre mutevole. nel senso che su un territorio. come vedremo. A loro potere e la loro ricchezza dipendevano essenzialmente dall'ampiezza del territorio e dal lavoro delle popolazioni che riuscivano a sottomettere. La relativa debolezza dei poteri centrali. Ogni signore locale era quasi inesorabilmente in conflitto coi suoi vicini. 3. In questa fascia si sviluppa una fitta rete di città legate tra loro da rapporti mercantili. piuttosto che il lusso e le raffinatezze aristocratiche. Si trattò. la protezione dei loro sudditi di fronte alle costanti minacce esterne. Non stupisce che. Anche quei «pezzi» di società che si erano sottratti ai vincoli dell'ordine feudale. ma anche dal gioco diplomatico delle alleanze e dei matrimoni tra dinastie e casate diverse non emerse come vincitore un potere capace di sottomettere. Lo stato moderno nell'epoca dell'assolutismo Nello stato feudale dominava la dimensione localistica. La guerra era l'occupazione principale dei signori feudali. Nell'ambito del loro territorio. rivendicherà il diritto di partecipare attivamente alla gestione della cosa pubblica. Pagina 26 . vale a dire come stati dove l'accesso al potere supremo era regolato dalle leggi dinastiche della successione. anche se la loro influenza si poteva far sentire in un'area più vasta per effetto dei rapporti di mercato che intrattenevano con il contado e con altri centri commerciali. Il mondo feudale è un mondo di poteri locali. e che ben presto. il coraggio nell'affrontare il pericolo.1. Ogni società ha la sua gerarchia di valori a seconda delle qualità e delle «competenze» che in essa sono necessarie per acquisire ed esercitare il potere. si venne ad instaurare. fossero le qualità umane più apprezzate. conquistando una propria autonomia e una propria libertà. in particolare nei confronti del re e dell'imperatore. in altri termini. Le tendenze centralistiche erano tuttavia deboli rispetto alle tendenze localistiche. il cui stile di vita sottolinea le virtù borghesi dell'operosità e del risparmio. la destrezza nel maneggiare le armi. imponevano balzelli e pedaggi su coloro che attraversavano le loro terre. la forza e la spietatezza nei confronti del nemico. prevalentemente militari. spiega come mai nel mondo feudale dominasse un'endemica situazione di guerra. in un mondo di questo tipo. Ora dovremo considerare le trasformazioni che sono avvenute nella sfera politica. le città. Se nell'antichità le linee dei traffici avevano prevalentemente percorso il Mediterraneo da Occidente a Oriente (e viceversa). organizzavano e conducevano le campagne militari e assicuravano. le armi) da parte del potere sovrano. di un processo di pacificazione. dalle guerre. Alessandro Cavalli. vale a dire il diritto esclusivo di usare la forza (cioè. Questo sistema di rapporti di potere durò in Europa per secoli. Questo processo di creazione di vasti regni sottoposti al potere di un unico sovrano non avvenne ovunque e. fino a quando dalle lotte. alle Fiandre fino a raggiungere le città anseatiche e i porti del mar Baltico. i poteri concorrenti. Le trasformazioni nella sfera politica: la nascita dello stato moderno 3. nel limite del possibile.Arnaldo Bagnasco. nei confronti dei poteri di ordine più elevato (il rapporto di vassallaggio). Può apparire un paradosso che proprio in questa fascia si siano manifestati storicamente forti ritardi nel processo di consolidamento di stati nazionali abbastanza ampi. i signori feudali esercitavano una vasta gamma di poteri: riscuotevano la «rendita» dalla popolazione contadina. Avevano anche degli obblighi. L'instaurazione di tale «monopolio» è il presupposto della formazione dello stato moderno e gli stati moderni nacquero quasi sempre come regni. soprattutto. e talvolta anche fiscali. per usare un concetto di Max Weber [1922al. nell'ambito di territori abbastanza vasti. un «monopolio della violenza legittima». amministravano la giustizia.txt dal lavoro e dalle capacità di sfruttare le opportunità di mercato. Abbiamo analizzato le trasformazioni che si sono verificate in Europa tra il XVI e il XIX secolo nella sfera economica e che hanno preparato l'avvento della società moderna. incapaci di imporsi a una moltitudine di poteri locali fortemente autonomi. non estendevano il loro potere al di là delle loro stesse mura. Corso di sociologia. Stein Rokkan [19751 parla in proposito di «Europa delle città-stato». sia avanzando pretese sui loro possedimenti. Le istituzioni cittadine sono per molti aspetti più simili a quelle che assumerà in seguito lo stato nazionale di quanto non lo siano quelle degli stati tradizionali. le virtù guerresche. sia dovendo fronteggiare le pretese altrui. nell'epoca del primo capitalismo la direzione dei traffici si sposta lungo l'asse nord-sud in un'ampia fascia centrale che va dall'Italia alla Renania. prima conteso e oggetto di guerre e di conflitti. Marzio Barbagli. che acquistano sempre maggiore autonomia dai poteri feudali. non avvenne con gli stessi tempi e seguendo le stesse modalità.

tratteneva la differenza per far fronte alle spese di esazione delle imposte e ai suoi consumi. ma da soldati e da un corpo di ufficiali selezionati. ma laddove prevalevano l'agricoltura e la servitù della gleba. qui comparve presto. In primo luogo la creazione di grandi eserciti (nel caso dell'Inghilterra. la sua retribuzione è posta a carico dell'erario e non dipende più dall'ammontare delle somme che l'esattore riesce a spremere dai contribuenti del territorio sotto la sua giurisdizione. del corridoio delle città-stato. ma anche banche e corporazioni. Nell'area italiana e tedesca. dove più forte era la tradizione cittadina. possono vantare una storia statuale molto più lunga di altri paesi. 483-4901. al tempo stesso. Un fattore importante per spiegare questo ritardo è che le città potevano trovare risorse di comune difesa o vantaggi nell'organizzazione economica stabilendo tra loro coalizioni temporanee. ogni città commerciale. all'accumulazione e concentrazione del capitale. Ciò non facilitava certo gli scambi e neppure la regolarità delle entrate statali poiché era difficile controllare le contraffazioni e «pesare» l'effettivo contenuto metallico di un numero così elevato i mezzi di circolazione [Galbraith 1975. In epoca premoderna. Stato modemo Il processo di unificazione/pacificazione di vaste aree territoriali fu accompagnato da una serie di momenti decisivi. «in proprio» l'attività fiscale. il prelievo fiscale avveniva essenzialmente mediante un sistema di appalti: il signore stabiliva in base alle proprie esigenze quale fosse l'ammontare delle imposte da ricavare da un dato territorio e ne affidava la riscossione a un «appaltatore». Pagina 27 . imponevano un cambiamento radicale dei meccanismi di prelievo fiscale. che non si affermò quindi nelle zone ricche di centri urbani. lo stato moderno. si applicano indifferentemente a tutti coloro che vivono sul territorio stesso. per così dire. Tali eserciti non erano più composti. dove predominavano i mercati e gli scambi. Quest'ultimo processo si svolse invece nelle due zone esterne. il ruolo del funzionario cambia radicalmente: prima di tutto. in particolare appunto quelle militari. vale a dire di mezzi di coercizione e organizzazione. i contadini). In epoca premoderna circolavano in Europa una grande quantità di monete diverse poiché ogni signore territoriale. spremendo i contribuenti (ad esempio. poiché il processo di unificazione e pacificazione si realizzò in essi molto prima che altrove. a Oriente e a Occidente. in secondo luogo. Alessandro Cavalli. equipaggiati e stipendiati dallo stato. Marzio Barbagli. per ottenere i loro indispensabili servigi. a riscuotere una somma maggiore di quella fissata.Arnaldo Bagnasco. a Oriente. egli non veniva pagato dall'erario statale per la funzione di esazione. Le origini delle moderne burocrazie pubbliche sono uno degli aspetti più rilevanti della formazione dello stato moderno. così come comportò un analogo processo di espropriazione dei «funzionarì pubblici dai mezzi di amministrazione» Le crescenti spese pubbliche. In un certo senso lo stato premoderno era alla mercé dei suoi servitori e. che rappresentava soprattutto gli interessi dei grandi mercanti di Amsterdam. come quelli feudali. appropriandosi dei profitti relativi. Con la formazione dello stato moderno. quello monetario. esercitavano il potere di battere moneta. elencò ben 341 monete d'argento e 505 d'oro. Nelle città. pubblicò un manuale per cambiavalute. ma gestiva.txt La Francia. Parallelamente al monopolio militare e fiscale si instaura anche un terzo monopolio. ma. 11nghilterra e la Spagna. Fin verso la fine del XV1II secolo le spese militari assorbivano in tutti i grandi stati continentali e anche in Gran Bretagna più del 70% del bilancio dello stato [Mann 1986. Quando nel 1606 il parlamento olandese. reclutati. la retribuzione dell'appaltatore non era prefissata in anticipo. in varie forme. il processo di unificazione statuale si realizzò molto tardi (dopo la metà del = secolo) e per lunghi periodi queste aree geografiche rimasero divise in una pluralità di piccoli stati in costante conflitto tra loro. In altri termini. La formazione dello stato moderno comportò pertanto un processo di «espropriazione» dei guerrieri dai loro «mezzi di guerra». era costretto a concedere loro benefici e a non interferire con il modo arbitrario col quale questi esercitavano le funzioni loro assegnate. di una potente marina) per la difesa del territorio e per il perseguimento di politiche espansionistiche nei confronti di altri stati. grazie alla sua posizione insulare. Queste sembrano essere state condizioni favorevoli alla concentrazione precoce del potere di coercizione. se questi riusciva. il suo operato viene sottratto aT arbitrio dei rapporti di natura personale per essere sottoposto alla regolamentazione di norme astratte che. trovavano facilmente un accordo per impedire che una acquistasse A predominio sulle altre. da guerrieri che provvedevano autonomamente al loro equipaggiamento. la Prussia e la Russia. almeno in linea di principio. Corso di sociologia. a Occidente. L'esercito rappresenta il «cuore» dello stato moderno. invece. non corrispondeva un'analoga accumulazione e concentrazione di potere politico.

notai. la diffusione delle idee portate dalla Riforma e dalle filosofie dell'Illuminismo sono tutti fattori che minano alle fondamenta il potere assoluto del sovrano. sulla «tradizione». si trovano anche spesso le «manifatture reali» dove si sperimentano forme avanzate di organizzazione del lavoro. ecc. ma anche le comunità cittadine.. successivamente. e. Del resto. La vendetta privata e la vendetta del clan cedono il passo al potere giudiziario che distribuisce ragioni e torti. 1 cittadini si armano per conquistare e difendere la libertà di autogoverno e di regolare i loro rapporti in modo autonomo rispetto al diritto feudale. Jincarnazione politica del "popolo" o del "territorio" o di entrambi. Vedremo ora come sia proprio questo fondamento a mutare con l'avvento di una nuova forma di stato moderno: lo stato costituzionale.). aggiunti a quello di emanare leggi vincolanti per tutti e di amministrare la giustizia su un territorio delimitato. ma siano titolari di diritti non è in sé un'idea moderna. it. la crescita di un apparato di funzionari pubblici dotati di competenze tecniche e giuridiche. con la concentrazione di Pagina 28 . Nell'ambito dello stato moderno. 811. le corporazioni ecclesiastiche e le università. e non solo di esso. di reclutare un esercito. Insieme a questi poteri bisogna infine ricordarne un altro che. 1976. Vi è potere in ogni situazione nella quale vi è qualcuno che comanda e qualcuno che ubbidisce. in particolare. In questo caso il potere non è legittimo. Il fondamento di legittimità del potere riposa. trova in esso la sua massima realizzazione: il monopolio dell'amministrazione della giustizia. Corso di sociologia. è lo stato a garantire la protezione giuridica. L'antichità. Il signore era tenuto a convocare periodicamente in assemblea i ceti di una certa regione e questi. non è legittimo farsi giustizia da sé quando si ritiene di aver ricevuto un torto. avvocati. Lo stato avocò così a sé il diritto di battere moneta e il monopolio del conio della moneta (e. Il concetto di legittimità è un concetto importante e su di esso torneremo nel cap. Marzio Barbagli. di riscuotere imposte e di battere moneta. Il concetto di «cittadinanza. ovvero lo stato di diritto. nello «stato basato sui ceti» (in tedesco. e la nascita dei moderno stato di diritto L'ascesa della borghesia nella sfera delle attività economiche. nel loro insieme. inoltre. spesso efficace. 3. spesso esercita in proprio delle vere attività produttive soprattutto nel settore minerario e della produzione di beni di lusso. sia pure limitati ad una parte ristretta della popolazione e. ha conosciuto il concetto di diritti di cittadinanza. Le grandi rivoluzioni del XVII e XVIII secolo (le rivoluzioni inglese. le associazioni di mestiere di mercanti e artigiani e di altre figure professionali (come giudici. XXI. La prima forma di stato moderno si afferma così nell'epoca dell'assolufismo: il «sovrano» concentra nelle sue mani questi poteri e li esercita «legittimamente» nei confronti dei propri «sudditi» in virtù del principio dinastico. anche se non specifico dello stato moderno. della stampa della moneta cartacea) diventò una delle sue prerogative più importanti. premi e punizioni. lo stato assoluto non si limita in campo economico al monopolio fiscale e monetario. come scrive Poggi [1978. che precede in molte parti d'Europa la formazione dello stato moderno. 251.2. Qui è sufficiente notare che non tutte le forme di potere sono legittime. Alessandro Cavalli. abbiamo il riconoscimento da parte di re e principi dei diritti di autogoverno di diversi «corpi» (ceti): l'assemblea dei nobili. medici. di diritti di cittadinanza. accanto alle manifatture create da artigiani e mercanti. La tradizione è appunto il fondamento di legittimità del potere esercitato in base al prmicipio dinastico. costituiscono il nucleo centrale del concetto moderno di sovranità. erano considerati. Stdndestaat). si pensi alla democrazia ateniese. E. in quanto tali. Si può comandare con la forza e la coercizione e si può obbedire per paura. venivano a confronto col principe e pattuivano con lui la propria collaborazione» L'affermazione dello stato assoluto. Lo diventa quando chi ubbidisce lo fa perché ritiene che chi comanda abbia il titolo per farlo. americana e francese) segnano l'avvento di una nuova concezione dello stato che vede nell'insieme dei cittadini e non più solamente nel monarca la fonte della «sovranita» L'idea che nel rapporto tra governanti e governati questi ultimi non siano esclusivamente dei sudditi.txt trad. per dirla con Max Weber. A diritto di partecipare al processo di presa delle decisioni concernenti la gestione della cosa pubblica. perché si teme di subire la violenza di chi detiene il potere. Anche nelle città medievali che lottavano per affermare la loro libertà e sottrarsi al potere dei signori feudali. assistiamo alla rivendicazione. 1 poteri di decidere sulla pace e sulla guerra.Arnaldo Bagnasco.

Alessandro Cavalli. la costituzione appunto. nel Medioevo era legata all'appartenenza ad uno «stato» o ad una corporazione. tuttavia. E rapporto tra governanti e governati viene sottoposto all'ii-nperio di una «legge suprema». mutando in linea di principio il rapporto tra l'individuo e lo stato. L'individualismo e il razionalismo sono le correnti culturali più strettamente connesse alla formazione della società moderna. i diritti di cittadinanza che si affermano con le rivoluzioni inglese. Si tratta. vale a dire nelle concezioni del mondo. poiché l'una riguarda la sfera economica e l'altra le sfera politica: un ORIGINI DELLA società MODERNA 61 imprenditore è in genere anche un cittadino. Non è un caso. Marzio Barbagli. ma anche negli stati che mantengono una forma di governo monarchica. essa esprime un radicale mutamento che pone ora l'individuo e la sua libertà al vertice della scala dei valori sociali. a compiere tutte quelle azioni che rientrano nel concetto di «obbligo politico»). ed ogni loro atto. ora invece diventa prerogativa degli individui in quanto membri del popolo che è il depositario della sovranità dello stato. neppure per sommi capi. che nella pittura il genere del «ritratto». Tali trasformazioni sono nello stesso tempo causa e conseguenza di altre trasformazioni che avvengono nella sfera della cultura. di due figure in larga misura nuove rispetto alle società precedenti: l'imprenditore e il cittadino. nelle idee fondamentali riguardanti l'uomo e la società. ma lo fa perché. comunque sempre parziale.txt tutto il potere nelle mani dello stato e quindi del sovrano. ritiene che chi gli comanda di fare queste cose ha il titolo per farlo in virtù delle procedure (delle leggi) con le quali ha avuto accesso alla posizione di potere che occupa e in virtù del fatto che le sue azioni avvengono nel rispetto della legge fondamentale. Anche nello stato di diritto il cittadino è chiamato ad ubbidire (ad esempio. Max Weber parla in proposito di «potere legale-razionale». Ciò appare con tutta evidenza negli stati che adottano una forma di governo repubblicana. 4. Nasce così l'idea dello «stato di diritto». L'individualismo Nei paragrafi precedenti abbiamo visto l'emergere. è soltanto con l'avvento della società moderna che A riconoscimento della libertà di autorealizzazione dell'individuo assurge a valore dominante. Fondamento del potere autonomo del parlamento. e nella misura in cui. muta il fondamento di legittimità del potere. nei valori. Corso di sociologia. In questo modo i diritti dei cittadini costituiscono un limite del potere dei governanti i quali possono perseguire i loro fini solo nelle forme e nei limiti della legge. evidentemente. americana e francese presentano dei caratteri sostanzialmente nuovi. Pur non potendo qui discutere. 16): «Ogni società nella quale non sia assicurata la garanzia dei diritti e determinata la separazione dei poteri non ha costituzione». La comparsa in primo piano di queste figure è a segnale di una trasformazione profonda nei modi di concepire il posto dell'uomo nel mondo e 9 suo rapporto con la società. che rappresenta una figura singola e isolata Pagina 29 .Arnaldo Bagnasco. nel processo di genesi della società moderna. a prestare servizio militare. cioè dell'organo nel quale si esprime la sovranità popolare. ad esempio. a pagare le tasse. porterà a un drastico ridimensionamento dei diritti dei ceti e tuttavia è proprio in riferimento a tali diritti che incomincia a formarsi il moderno concetto di cittadinanza. il suo potere risulta regolato e limitato da una costituzione che accanto a quello del re sancisce il potere del tutto autonomo del parlamento nel quale si esprime la volontà popolare. Quello che è importante sottolineare. di questi principi va riscontrato che le forme di realizzazione variano grandemente in paesi ed epoche diverse. che vincola entrambe in un gioco reciproco di diritti e di doveri. è che. il re non è più il sovrano assoluto. Anche se la storia dell'individualismo ha radici lontane nel pensiero occidentale. vale a dire di una forma di organizzazione politica in cui tutti gli organi dello stato. nell'antichità e nel Rinascimento. 4. è il principio della separazione dei poteri: come si legge ne La declaration des droits de Pbomme et du citoyen del 1789 (art. di figure che si possono distinguere solo analiticamente. mentre non è necessariamente vero l'inverso.1. le vicende complesse e tutt'altro che lineari che hanno portato nella storia costituzionale europea all'affermazione. sono vincolati al rispetto della legge. La cultura della modernità Abbiamo visto le trasformazioni di ordine economico e politico che segnano le origini della società moderna. Nell'antichità la cittadinanza era una condizione goduta dagli individui in quanto membri di una famigliai (e legata in genere alla proprietà della terra).

fenomeni di mobilità sociale si può dire che gli «status Status ascritti ascritti» (cioè. libero di scegliere il proprio destino. Se uno nasceva servo o padrone. XII. bisognava seguire i dogmi. di «contratto sociale». questa idea non era certo dominante prima dell'avvento della società moderna. dalla confessione religiosa. si ha il pieno riconoscimento del diritto di disporre della proprietà individuale in modo che sia il mercato a premiare con il successo individuale chi è dotato di iniziativa. la comunità locale. nell'esaltare l'autonomia e l'indipendenza dell'individuo. il gruppo etnico. dal ceto. ma sono originari. ma che tutti gli uomini hanno alla nascita uguale dignità e uguali diritti a prescindere dalla famiglia. Per libertà non si intende arbitrio. acquisiti alla nascita) prevalessero sugli «status acquisi. soprattutto. L'idea moderna Diritto naturale del «diritto naturale». Nel campo delle credenze e delle pratiche religiose. Gli stessi matrimoni. Le forme individuali di religiosità (come le forme ascetiche o mistiche) non riguardavano i fedeli laici. il suo modo di sentire.e. il clan. che ne fanno un esemplare unico e irripetibile della specie. il gruppo religioso o il gruppo professionale. distinto dal diritto soprannaturale di origine die contratto sociale vina e dal diritto positivo (cioè. Corso di sociologia. chi compete efficacemente per sottrarre ai concorrenti quote di mercato. la stirpe. Queste caratteristiche venivano acquisite perlopiù per nascita e un uomo (o una donna) le portava con sé per tutta la sua vita. al diritto messo di opera storicamente dallo stato) e l'idea. quello che conta è il rapporto immediato tra l'individuo e la divinità. o non sono più soltanto.Arnaldo Bagnasco. responsabile delle sue scelte e delle sue azioni di fronte alla propria coscienza. In campo economico. pur con diverse accentuazioni. Alessandro Cavalli. status acquisid ti» in base ai meriti e alle capacità. l'uomo viene al mondo come soggetto titolare di diritti che non derivano dalla società (non sono «concessi» da qualcuno). le caratteristiche che lo rendono uguale o simile agli altri membri del gruppo o dei gruppi a cui appartiene. di credere e di agire in conformità a una legge divina che parla direttamente alle coscienze. inteso come patto Pagina 30 . i riti e i comandamenti prescritti dalla Chiesa se non si voleva essere banditi dalla comunità come infedeli o eretici. così come nella morale della vita quotidiana. dalla classe. di esprimere le proprie opinioni e. ma i monaci «virtuosi» chiusi nei loro conventi. XVIII e XIX. chi non esita ad abbandonare le nicchie protette e si avventura alla conquista di nuovi mercati e alla creazione di nuovi prodotti. così come avrebbero fatto poi i suoi figli e i suoi nipoti. Marzio Barbagli. si ha il riconoscimento del diritto di associarsi. la religiosità individuale prende il sopravvento sulla religiosità di Chiesa. il valore di un essere umano rifletteva il valore che era attribuito al suo gruppo di appartenenza. L'idea che un individuo fosse padrone della propria esistenza. ma autonomia e indipendenza nel governare la propria esistenza. Quello che incomincia ad essere apprezzato in un essere umano non sono più.txt sottolineandone i tratti personali inconfondibili. senza dover sottostare alla volontà di altri. cioè «naturali» attributi della specie umana. Per uguaglianza non si intende che tutti gli uomini debbano ricevere uguali ricompense. Prima dell'appartenenza alla società (e alle sue varie articolazioni). tale sarebbe rimasto con molta probabilità per tutta la vita. In passato. venivano spesso «combinatì» dalle famiglie senza tenere in gran conto le preferenze individuali e gli affetti personali. di partecipare attraverso propri rappresentanti al controllo e all'esercizio del potere di governo. ma le caratteristiche che lo distinguono. I valori di uguaglianza e libertà sono alla base dell'affermazione del valore deH'individuo. ad esso legata. fosse questo gruppo la famiglia. compaia solo nel Rinascimento per poi diffondersi al massimo grado nei secoli XVII. per fare solo un esempio. la casta. chi sa assumersi il rischio di impresa. La posizione che una persona occupava nella società (il suo status sodale) era in modo prevalente determinata dalla sua origine e anche se non mancavano. In campo politico. In campo religioso. indipendentemente dalle sue qualità personali. L'esistenza si svolgeva entro vincoli assai rigidi che poco spazio lasciavano all'espressione della volontà individuale e al perseguimento di mete liberamente scelte dal soggetto. La Chiesa avocava a sé il diritto di fornire l'unica interpretazione ammissibile della verità rivelata nelle sacre scritture e si ergeva come unico intermediario tra la divinità e i fedeli che solo attraverso di essa potevano raggiungere il bene della salvezza eterna. come vedremo nel cap. La Riforma protestante. avendo come unico vincolo il rispetto della libertà altrui. l'avvento del capitalismo e le trasformazioni rivoluzionarie nella sfera della politica sono tutti fattori che convergono.

gli ordinamenti giuridici. la scienza e. Corso di sociologia.Arnaldo Bagnasco. La ragione diventa. «vizi privati in pubbliche virtù». un autore che abbiamo avuto modo di citare assai spesso in questi primi due capitoli e che ritornerà spesso anche in seguito. generando così nuove forme di disuguaglianza. dall'altro lato la cultura filosofica e giuridica greco-romana che ha posto le basi di una concezione «mondana» della società e dello stato. costituiscono i fondamenti filosofico-politici defl'individualismo moderno. il loro dominio non è mai stato incontrastato. Marzio Barbagli.2. La ragione principale di questo «sviluppo singolare» Pagina 31 . Per i filosofi dell'Illuminismo. che hanno esaltato il culto della ragione. Per Weber. questa è appunto una luce che vince l'oscurantismo sul quale si regge il dominio sulle coscienze degli esponenti dell'anden regt'me. Alla fede come fonte della verità (una verità. dove per razionalizzazione si intende un processo storico che investe e trasforma gli ordinamenti sociali. Tali controversie sul «valore» dei valori dell'individualismo attraversano tutta la storia dell'epoca moderna fino ai nostri giorni e testimoniano del fatto che tali valori sono. anche A razionalismo è una componente essenziale della modernità e anch'esso ha una storia antica nella cultura occidentale. le uniche istituzioni in grado di interpretare A bene collettivo e di prescriverne la realizzazione. Altrove vi sono stati sviluppi nel senso della razionalizzazione delle condotte e delle istituzioni. le strutture familiari. appunto. alla quale gli esseri umani possono fare affidamento per diventare padroni del proprio destino. L'uomo viene concepito come un essere dotato della facoltà di procedere alla scoperta della verità e di trovare in se stesso il centro di orientamento del suo agire.txt stabilito tra uomini liberi che consensualmente limitano la propria libertà per dar vita allo stato. riteneva che se ogni individuo fosse lasciato libero di perseguire i propri fini egoistici si sarebbero automaticamente crea~ te le condizioni del benessere di tutti. Il razionalismo Accanto all'individualismo. Adain Smith (1723-1790). dalla superstizione e dalla sottomissione ai poteri tradizionali della Chiesa e dell'aristocrazia. comunque. una componente essenziale della modernità. per riprendere un )espressione di Max Weber. ma mai il processo è stato così radicale e pervasivo come in Occidente. Anche se i valori dell'individualismo sono collocati al vertice dei valori delle società moderne che emergono in Occidente tra il XVI e il XIX secolo. Ma tali idee suonavano scandalose anche a chi vedeva nell'affermazione incondizionata della libertà individuale un'ideologia che. il grande filosofo ed economista scozzese. 4. e per razionalità si intende un attributo specifico dell'azione umana. perfino. In particolare è stato messo in discussione uno degli assunti centrali dell'individualismo del XV111 secoOR1GINI DELLA società MODERNA 63 lo e cioè che il perseguimento del bene individuale possa nello stesso tempo realizzare il bene comune. politici ed economici. Lo stesso termine di individualismo è stato coniato dai suoi critici e ha assunto frequentemente connotati negativi. per dirla con una celebre frase di de Mandeville (1670-1733). poiché la «mano invisibile» del mercato agirebbe al fine di trasformare. lungi dal realizzare il bene comune. quanto piuttosto di razionalizzazione e di razionalità. e molti altri pensatori a lui contemporanei o posteriori. l'Occidente ha avuto un'evoluzione particolare rispetto ad altre culture mondiali poiché solo in Occidente il processo di razionalizzazione è progredito al punto da investire globalmente i sistemi di credenze. rivelata) si sostituisce la ragione. una «potenza rivoluzionaria».cristiana che hanno segnato il distacco della religione dalla magia. E processo di razionalizzazione è stato l'oggetto principale di studio di Max Weber. Che la ragione sia stata elevata dai pensatori del XVIII secolo al rango di divinità è un fatto che ci interessa soprattutto in sede di storia delle idee. L tuttavia soltanto con l'avvento della società moderna che la «ragione» (e la «razionalità») diventano valori sociali dominanti. capace di liberare gli uomini dall'errore. le attività artistiche. Le scienze sociali non si occupano tanto di Ragione (con Rauonalizzazione la R maiuscola). favoriva soltanto gli interessi della nascente borghesia. Alessandro Cavalli. le sue origini sono da rintracciarsi nell'incontro di due componenti culturali: da un lato le religioni monoteiste della tradizione ebraico. Per molti pensatori mossi dall'intento di conservare o restaurare l'ordine tradizionale tali parole dovevano suonare quanto meno sacrileghe perché disgregavano i valori della comunità e minavano la fedeltà ai poteri costituiti della Chiesa e dello stato.

un ruolo decisivo è stato svolto dalla scienza. come vedremo nel cap. Alessandro Cavalli. alla produzione e riproduzione della loro vita quotidiana. li problema dei «motore» dei cambiamento Nella storia del pensiero sociale si sono succedute varie correnti che hanno di volta in volta attribuito all'una o all'altra delle sfere che abbiamo considerato nei paragrafi precedenti (economica. 11I e IV. Come abbiamo visto. o razionalità strumentale). Come attributo dell'azione umana. 5. priva di significati magici e quindi manipolabile senza restrizioni dalla volontà umana. così come gli ordinamenti possono conservare più o meno cospicui residui di tradizionalismo. in particolare. schematizzando molto. La concettualizzazione della modernità in alcuni classici della sociologia 5. invece. più o meno efficacemente. sono le idee e i valori che guidano e condizionano i comportamenù umani a produrre in ultima istanza le istituzioni e quindi anche le strutture economiche e politiche della società. Il postulato della razionalità non afferma che l'uomo è un essere necessariamente razionale (anche se molti «razionalisti» la pensano proprio così). Possiamo dire. il materialismo storico. Pagina 32 . Corso di sociologia. che le concezioni «materialistiche» tendono a sottolineare il ruolo fondamentale delle trasformazioni che avvengono nella sfera economica. politica. il fondamento delle società umane è da ricercarsi nelle strutture economiche. Per le seconde.Arnaldo Bagnasco. tra fini e valori. culturale) un'importanza decisiva nel determinare o condizionare lo sviluppo delle altre. vale a dire di valutare il grado di coerenza tra valori diversi. Tra agire razionale e ordinamenti razionali non vi è un puro rapporto di corrispondenza. Per le prime. vale a dire nei modi coi quali gli uomini provvedono al soddisfacimento dei loro bisogni. E fatto di postulare le potenzialità razionali dell'azione è legato ad una concezione della natura umana che pone l'accento sulla riflessività. mentre le concezioni «idealistiche» tendono a privilegiare come fondamentali i cambiamenti nel mondo delle idee e quindi della cultura. ai rapporti sociali che si instaurano nell'ambito del lavoro e della produzione e circolazione dei beni. sulla facoltà cioè tipica dell'essere umano di scindersi in un soggetto pensante e in un oggetto pensato e quindi anche. le componenti irrazionali (istintive e impulsive) della propria personalità. Iff rapporto tra questi due livelli (che potren-uno chiamare livello macro e livello micro) è uno dei problemi centrali della teoria sociologica e su di esso torneremo nei capp. rientra prevalentemente nella prima categoria. mentre le analisi di Max Weber rientrano prevalentemente nella seconda. IX. ma soltanto che è capace di agire in modo razionale. liberato dalla sacralità della tradizione. 1 rapporti di potere. nelle istituzioni come nelle condotte di vita. la seconda al livello dell'azione sociale. ORIGINI DELLA società MODERNA 65 comportamento umano può quindi essere più o meno razionale. Razionahtà La crescente razionalizzazione degli ordinamenti è nello stesso tempo il prodotto della razionalità dell'azione umana e il contesto entro il quale tale razionalità può ulteriormente svilupparsi. la razionalità postula infatti che l'uomo è un essere dotato della capacità di agire in modo coerente rispetto ai valori che ha liberamente scelto (razionalità rispetto al valore) e di agire nel modo più efficiente ed efficace per realizzare i fini che si è prefissato (razionalità rispetto allo scopo. che si rifà al pensiero di Marx. di tenere sotto controllo. III). L'ordine sociale. le norme sociali e il mondo delle idee sarebbero in ultima istanza una conseguenza o un riflesso delle strutture economiche. tra fini diversi e di scegliere la combinazione di mezzi più adeguata per realizzare i propri fini (v. L'agire razionale è possibile anche nell'ambito di ordinamenti tradizionali (il cacciatore che appuntisce la freccia per meglio colpire la preda agisce razionalmente anche se tale atto assume nella sua cultura significati magici). analogamente vi può essere agire tradizionale anche nell'ambito di ordinamenti razionali (l'impiegato che applica una procedura ritualisticamente senza essere consapevole dei fini per i quali tale procedura costituisce un mezzo razionale) La razionalità degli ordinamenti e la razionalità dell'azione si collocano in realtà a due diversi livelli di analisi: la prima al livello della struttura sociale. ha consentito di guardare alla realtà naturale e umana come ad una realtà oggettiva. In questo processo.txt (Sonderentwicklung) risiede per Weber nel fatto che solo in Occidente si è sviluppato un sistema di credenze che. anche cap. Marzio Barbagli.1. ponendo il sacro (la divinità) su un piano assolutamente trascendente rispetto al mondo. ha potuto così subire un processo di radicale trasformazione nella direzione della modernità.

Al centro dell'attenzione di Maine sono le leggi che regolano i rapporti tra gli uomini. o le varie serie di fattori. una serie di fattori piuttosto che un'altra e si punti invece ad indagare come di volta in volta i vari fattori. come il rapporto tra servo e padrone. vediamo comunque come la sociologia ai suoi albori abbia costruito strumenti teorici e concettuali per caratterizzare la nascita della società moderna. Lo stesso vale per tutti i rapporti di privilegio e potere. sia perché sono in grado di sottomettere e assimilare società più deboli. In un primo momento le diversità tra i suoi gruppi di unità sono modeste per numero e grado. si combinino e influenzino reciprocamente. il modello evoluzionistico è stato perlopiù accettato. abbia fatto A suo tempo e che compito della sociologia sia quello di sviluppare un approccio multidimensionale e integrato allo studio del mutamento sociale nel quale si rinunci a privilegiare come determinante. come dei corpi viventi che ogni incremento delle dimensioni comporti un incremento della struttura. Non potendo qui affrontare nei dettagli il complesso tema del mutamento sociale. influenzati dalle teorie evoluzioniste della biologia il problema del «motore» del cambiamento veniva risolto considerando l'evoluzione sociale come parte dell'evoluzione generale degli organismi viventi. senza approfondirlo al di là di quanto aveva fatto Spencer.Arnaldo Bagnasco. Il modello evoluzionistico Per molti sociologi. Marzio Barbagli. più o meno implicitamente e più o meno criticamente. il massimo esponente di questa corrente di pensiero: t una caratteristica dei corpi sociali. la ricerca cioè di una causa prima capace di spiegare come mai le società umane si trasformino non è stato sempre al centro delle preoccupazioni dei padri fondatori della sociologia. 1 modelli dicotomici Il problema del «motore» della storia. dall'altro lato. ma con l'aumento della popolazione. anche l'embrione di uno di ordine superiore presenta un numero limitato di parti componenti.2. comunque. 19 primo modello dicotomico al quale fare riferimento è stato sviluppato da Sir Henry james Sumner Maine nell'opera Ancient Law del 1861. Per gli autori che considereremo in questo paragrafo. sia pure solo «in ultima istanza». it. dei modelli cioè che isolano alcune caratteristiche ritenute essenziali e analizzano come si configurano nelle società premoderne e nelle società moderne. Le società potevano essere considerate infatti alla stregua di organismi nei quali le parti che formano il tutto sono tra loro interdipendenti. con l'aumentare delle sue dimensioni. Il modello evoluzionistico prepara così il terreno alle teorie funzionalistiche alle quali accenneremo in seguito. 545-5461. Tali leggi si possono classificare in due grandi categorie: lo status e il contratto. non renda giustizia alla complessità e problemaficità del pensiero di questi autori e. L'aumento delle dimensioni comporta invariabilmente (questa è per gli evoluzionisti una «legge» fondamentale) l'esigenza di differenziare le funzioni e quindi un cambiamento di struttura. le divisioni e le suddivisioni diventano più numerose e marcate [1882-1885. ad esempio. 1967. Evoluzionismo sociale Differenziazione sociale 5. Le prime traggono origine dalla famiglia in cui i rapporti sono regolati da una serie di diritti e doveri reciprocì che dipendono dalla posizione (lo status) che i vari membri occupano indipendentemente dalla loro volontà. la cui asimmetria dipende dalla definizione delle Pagina 33 .txt Noi riteniamo che questa contrapposizione sia eccessivamente semplicistica. trad. Scrive Herbert Spencer (1820-1903). sia perché le risorse di cui dispongono facilitano la riproduzione biologica e la sopravvivenza. 5. ma. così quanto più una società è differenziata ogni parte contribuisce al buono o al ORIGINI DELLA società MODERNA 67 cattivo funzionamento generale. Tale interdipendenza risulta dal rapporto organico tra le parti e A tutto. Lo stesso accade alla società. Corso di sociologia. le sue parti si moltiplicano e differenziano. Come un animale di ordine 'inferiore.3. Alessandro Cavalli. dipendono sempre più strettamente le une dalle altre. Le società che riescono ad adattarsi meglio al loro ambiente non possono che crescere di dimensioni. Come nell'uomo ogni organo è indispensabile alla salute dell'intero organismo e se una malattia colpisce il fegato anche il cuore e in definitiva tutto il corpo ne risentono negativamente. cioè di relazioni tra le parti le quali da un lato diventano sempre più dissimili le une dalle altre e. E loro intento si è rivolto nella direzione di descrivere le dimensioni del cambiamento più che di spiegarne le cause e nel fare ciò hanno sviluppato dei modelli «dicotomici».

non vi è spazio per le individualità e le differenze. anche. De la division du travail social. invece. nei sistemi giuridici che regolano tali società. la solidarietà sociale non si fonda più sull'uguaglianza ma sulla differenza. e tutti sottolineano la crescente importanza dei rapporti di natura contrattuale. a sostituire il primo in tutti i campi della vita sociale.Arnaldo Bagnasco. le cui forme embrionali emergono in seno alla famiglia nei rapporti tra madre e bambino.la coesione delle molecole di un corpo inorganico. ogni individuo e gruppo svolge funzioni diverse. tra gli altri. gli individui e i gruppi stanno insieme. Corso di sociologia. di luogo (vicinato) e di spirito (amicizia) costituiscono delle totalità organiche. Nei sistemi giuridici prevalgono le norme che regolano i contratti (il diritto civile). giunge anche Ferdinand Tonnies (1855-1936) in un'opera del 1887 dal titolo significativo Gemeinscbaft und Gesellschaft (Comunità e società) Per Tonnies i termini di organico e meccanico hanno un significato diametralmente opposto a quello loro attribuito da Durkheim.txt posizioni reciproche. famiglia compresa. Si ritrovano nella concettualizzazione di Durkheim molti degli elementi che abbiamo visto in Spencer e Sumner Maine: il processo di crescente divisione del lavoro corrisponde al processo di differenziazione e l'uso del termine organico per designare la forma di solidarietà che prevale nelle società moderne corrisponde all'analogia organicistica di Spencer. formano «società». vale a dire della solidarietà sociale. tra moglie e marito. la famiglia al clan. le comunità appunto. garantiscono all'individuo opportunità dì sviluppo autonomo e tutti concordano.dice Durkheim . invece. All'interno della comunità infatti i rapporti non sono segmentati in termini di ruoli specializzati. come . ma in una prospettiva assai diversa. La solidarietà tra le varie unità è puramente meccanica. dall'altro lato viene a dipendere sempre di più dal resto della società. esattamente nel 1893. definizione che gli individui coinvolti non possono modificare. Tali rapporti sono improntati a intimità. Max Weber e Georg Simmel (1858-1918) elaborano su questo punto prospettive di analisi molto simili: tutti sono concordi nel sostenere che solo società altamente differenziate e complesse. Organica è la comunità (Gemeinscbaft). ORIGINI DELLA società MODERNA 69 nelle quali gli uomini si sentono uniti in modo permanente da fattori che li rendono simili gli uni agli altri e all'interno delle quali le disuguaglianze possono svilupparsi solo entro certi limiti oltre i quali i rapporti diventano così rari e insignificanti da far scomparire gli elementi di comunanza e condivisione. che tale processo ha condotto in sostanza all'emancipazione deH'individuo dai vincoli sociali imposti dalla tradizione. Durkheim si chiede come mai l'individuo. Lo sviluppo dell'individualismo non si accompagna per Durkheim ad un indebolimento dei legami sociali. nelle società moderne. quali sono le società moderne. Alla seconda categoria. 1 vincoli di sangue (famiglia e parentela). ma ad un cambiamento dei fondamenti della solidarietà stessa. delle norme del diritto penale che puniscono esemplarmente coloro che violano le leggi del gruppo (sanzioni repressive). significati. Ad esiti non dissimili. Nelle società moderne. perché nessuno è più autosufficiente e tutti dipendono dagli altri. i clan alla tribù e così via. Pagina 34 . tra fratelli e sorelle. ma comportano che i membri siano presenti con la totalità del loro essere. la violazione di tali norme non produce punizioni esemplari. Emile Durkbeim pubblica. Nelle società premoderne (che per Durkheim sono quelle dove manca o è scarsamente sviluppata la divisione del lavoro). mentre da un lato diventa sempre più autonomo. La presenza della solidarietà meccanica è evidenziata dal prevalere. dove prevale la divisione del lavoro. Marzio Barbagli. per estendersi poi ai rapporti di vicinato e di amicizia. condivisione di linguaggi. vale a dire le obbligazioni reciproche che gli individui si assumono quando stipulano tra loro un contratto. Pochi decenni più tardi rispetto a Sir Suniner Maine. riconoscenza. ricordi ed esperienze comuni. Per Maine quest'ultimo tipo di rapporti tende sempre più. abitudini. spazi. ma sanzioni che ristabiliscono l'equilibrio turbato dalla violazione (sanzioni restitutive) La coesione sociale che ne deriva viene chiamata da Durkbeim solidarietà organica. opera unanimemente considerata uno dei classici della letteratura sociologica. Alessandro Cavalli. Durkheim inoltre non è il solo tra i classici della sociologia a cogliere il nesso tra individualizzazione e differenziazione. le varie unità sociali stanno insieme perché sono tutte simili e tutte ugualmente sottoposte all'unità di grado superiore di cui fanno parte: l'individuo alla famiglia. sia pure con accenti diversi. appartengono le leggi che regolano i rapporti che nascono dal libero accordo tra gli individui.

L'espressione di affettività (sia positiva che nega. trad. almeno ai nostri fini. è un processo inarrestabile e. non mette in relazione individui nella loro totalità. 70 CAPITOLO 2 5. come vedremo tra poco. tuttavia. Per cogliere i tratti fondamentali di questi orientamenti. Venditori e compratori sono in rapporto di reciproca competizione. La società è quindi una costruzione artificiale e convenzionale. 1963. Nella società. un aggregato di esseri umani che solo superficialmente assomiglia alla comunità. anzi. sono stati ampiamente ripresi anche nelle elaborazioni teoriche più recenti. mentre è considerato negativamente chi li lascia trapelar( troppo palesemente.Arnaldo Bagnasco. Tuttavia. tutti i rapporti tendono ad improntarsi al modello dei rapporti di scambio di mercato: nulla viene fatto senza aspettarsi una. è molto apprezza. sia nei rapporti interpersonali.4. ognuno dei quali persegue il proprio interesse individuale. 831. inoltre. degli orientamenti di valore e normativi che si sono in esse affermati nel corso del tempo. si integra in realtà in un impianto teorico assai ampio e complesso che non possiamo qui esporre neppure per sommi capi. sia amore che odio) resta confinata nella sfera privata. a ragione. ed essa entra in gioco soltanto come garante del fatto che le obbligazioni che i contraenti si sono assunte vengano onorate. Questo schema concettuale. Risulta chiara la posizione ideologica di Tonnies: l'avvento della modernità. E rapporto societario tipico è il rapporto di scambio. Corso di sociologia.txt Nulla di tutto ciò avviene nell'ambito della società (Gesel1scbaft) Scrive Tonnies: La teoria della società riguarda una costruzione artificiale. 19 rapporto di scambio. le proprie emozioni e i propr: impulsi. dov( i rapporti sono più intimi e personalizzatì. Secondo Parsons. rappresenta una perdita rispetto ai valori autentici di solidarietà che trovano realizzazione soltanto nell'ambito della comunità. nello scambio i contraenti non sono mai disposti a dare qualcosa di più di quello che ricevono. perché. per spiegare come le società moderne sono diventate quello che sono attualmente. lo schema concettuale delle pattern variables è utile per mettere in luce le dimensioni culturali del processo di formazione della società moderna. infine. Il modello delle «pattern variables» Un modello dicotomico che richiama. Marzio Barbagli. un sociologo americano che viene considerato. mentre nella comunità essi restano essenzialmente uniti nonostante i fattori che li separano. Tuttavia. to chi sa controllare i propri sentimenti. ovvero della Gesellscbaft. ma solo alla sua capacità di pagare il prezzo stabilito. detto delle pattern variables. così come per spiegare il comportamento degli individui in queste stesse società bisogna in primo luogo tenere conto dei fattori di ordine culturale e. Il guadagno dell'uno è la perdita dell'altro. la coppia concettuale comunità/società è quello formulato da Talcott Parsons (1902-1979). cioè. altrimenti non entrerebbe neppure nel rapporto. it. affettività neutralità affettiva orientamento all'interesse privato orientamento all'interesse coHettivo particolarismo universalismo specificità diffusione ascrizione acquisizione Vediamo ora il significato di queste coppie di termini: 1) Affettività . Nella società gli individui vivono per conto loro. anche al di fuori del loro contesto teorico. Pagina 35 . Alessandro Cavalli. nella misura in cui anche in essa gli individui vivono pacificamente gli uni accanto agli altri.neutralità affettiva. lo scambio avviene perché ognuno ritiene di ricevere qualcosa che ha un valore maggiore di quello che cede.contropartita. in un rapporto di tensione con gli altri e ogni tentativo di entrare nella loro sfera privata viene percepito come un atto ostile di intrusione. egli ha elaborato uno schema concettuale formato da cinque coppie di termini. Questo aspetto ideologico è tuttavia secondario. nella società restano essenzialmente separati nonostante i fattori che li uniscono [1887. in particolare nella vita pubblica. composta da individui separati. mentre i secondi cercano di acquistare al prezzo più basso. perché i primi cercano di vendere al prezzo più alto possibile. In molte situazioni della vita. ovvero delle «variabili modello». uno dei massimi teorici della nostra disciplina. sia pure indirettamente. né all'uso che farà del bene scambiato. isolati. Uno dei tratti della modernit2' consiste nel fatto che vi sono valori e norme sociali che regolano h manifestazioni di affettività e l'espressione delle emozioni. in particolare. ma soltanto le loro prestazioni. chi vende non è interessato al compratore come individuo. tiva. Importante è invece ritenere gli aspetti analitici della sua dicotomia comunità/società. sia nei rapporti tra individui e istituzioni.

Analogamente. tutti gli individui godono di ugualì diritti politici in quanto cittadini e ci si aspetta che tali diritti vengano riconosciuti e rispettati a prescindere dalle caratteristiche individuali. al limite. o.universalismo. mentre tutte le altre caratteristiche dei partner dello scambio restano sullo sfondo.entamento all'interess. o che comunque non dipendono dalla sua volontà (e che vengono chiamate. Quando si devono assumere per concorso un certo numero di impiegati in un ufficio pubblico ci si aspetta che tutti i candidati che possiedono certi requisiti formali (ad esempio un titolo di studio) possano concorrere su un piano di parità e susciterebbe scandalo se al concorso venissero ammessi solo i parenti e gli amici di coloro che devono operare la selezione. 5) Ascrizione . Nello stato democratico moderno.txt Noi ci aspettiamo. trattare gli altri per quello che «fanno» piuttosto che per quello che «sono» Ciò non vuol dire. hanno un contenuto assai più ampio (diffuso): dai familiari ci si aspetta sostegno. è evidente. ci auguriamo. Corso di sociologia. le capacità. 4) Specificità . ci aspettiamo che si preoccupi in primo luogo di farci star bene. appunto. ad esempio. è «bene» trattare gli altri in modo imparziale secondo principi validi universalmente. 3) Particolarismo . meglio. Anche in questo caso. ascrittive). V) trovino nella società moderna completa realizzazione. incoraggiamento e magari biasimo e disapprovazione in situazioni diverse. che in una situazione di esame il professore che ci interroga nor venga influenzato nel suo giudizio da sentimenti di simpatia o antipa tia e in genere conserviamo un buon ricordo dei docenti che ci hann( trattato con gentilezza. infine. ci aspettiamo. 1 ruoli familiari o amicali. che. ad esem pio. ciò che conta sono le caratteristiche individuali (caratterì specifici o particolaristici). invece. piuttosto che l'«essere» Queste cinque coppie mettono in luce tratti ai quali la cultura moderna assegna un valore «morale»: è «bene» saper controllare le proprie emozioni e l'espressione dei propri impulsi affettivi. la razza. dall'uomo politico che chiede il nostro voto. ORIGINI DELLA società MODERNA 71 collettivo. Nelle società moderne tendono a prevalere le situazioni nelle quali non contano le qualità attribuite a un individuo dalla nascita (come il sesso. peraltro.Arnaldo Bagnasco. la società moderna opera una netta distinzione tra situazioni in cui ci aspettiamo che le persone con le quali abbiamo a che fare agiscano perseguendo il loro interesse individuale (ad esempio. è «bene» saper perseguire un interesse collettivo anche quando confligge col proprio interesse individuale. L'affettività non Pagina 36 . Questa coppia concettuale fa riferimento a situazioni nelle quali gli individui sono considerati in base a caratteristiche che condividono con altri individui e. quando entriamo in un negozio non ci aspettiamo di esser( accolti con lo stesso calore di quando entriamo in casa di un amico La società moderna distingue nettamente dove è consentito e dov( non è consentito esprimere affettività. Nella società moderna tendono a prevalere i rapporti nei quali gli individui sono coinvolti solo per alcuni aspetti della loro personalità. aiuto. senza manifestare preferenze. ammesso o non ammesso nell'esercizio di quel particolare ruolo. bensì le qualità acquisite. infatti @ che la componente «individualistica» della cultura moderna porta a valorizzare il «fare» o il «saper fare». gli individui agiscono nell'ambito di ruoli che definiscono confini precisi tra ciò che è «incluso» e ciò che è «escluso».ori . nelle transazioni di mercato) e situazioni nelle quali ci si aspetta che l'interesse individuale passi in secondo piano. con tutti gli altri individui (caratteri generici o universalistici) e situazioni nelle quali. invece. Alessandro Cavalli.diffusione. Come vedremo meglio in seguito (cap. I confini di ruolo definiscono cioè un contenuto «specifico». ad esempio. le prestazioni e tutto ciò che dipende daH'impegno personale e dai meriti acquisiti. Marzio Barbagli. l'appartenenza a un gruppo etnico o religioso). Dal medico che ci cura. Questa distinzione coincide con quella che abbiamo visto prima tra status ascritti e status acquisiti. che questi orientamenti valoriali e normativi (sui concetti di valore e di norma torneremo più approfonditamente nel cap. 2) Orientamento all'interesse privato . è «bene» saper mantenere i confini dei propri ruoli. è «bene». 111). una volta eletto. Nelle transazioni di mercato. ad esempio. piuttosto che dell'ammontare della parcella che dovremo pagare.acquisizione. ciò che conta sono le volontà reciproche di vendere e comperare un determinato bene o servizio. oppure ostilità Lo stesso. operi nell'interesse della collettività e non dei suoi esclusivi interessi.

Resta il fatto che l'individuazione delle proprietà formali degli elementi primari della società anzitutto fornisce le categorie elementari con le quali organizzare l'analisi socioFORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE 77 Pagina 37 . i quattro disegni della fig. la separazione tra perseguimento dell'interesse individuale e dell'interesse collettivo è spesse assai poco netta. Nel primo disegno a. per esempio. Consideriamo. ma anche iri base alle qualità che derivano dalla loro origine sociale. questa tensione è tanto più forte quanto più la linea si avvicina al margine. 3. più vicina a quello superiore: ne deriva una sensazione di tensione. trad. Allo stesso modo. Se la linea tocca il margine (disegno b). Tali proprietà elementari. uno dei maestri della pittura contemporanea. ma di diversa lunghezza. Corso di sociologia. la linea. perché riguardano appunto la forma di un elemento o di una relazione. di una discussione animata fra marito e moglie in una stanza. dice Kandinsky. talvolta anche i ruoli più strumentali si col'orano di aspetti «diffusi» e gli individui non vengono valutati soltanto in base alle loro prestazioni. La tensione è talmente aumentata. o di forza che attrae la linea verso l'alto. che valgono indipendentemente dal contenuto concreto di queste. L'analogia con la pittura permette di capirne subito il significato. drammatizzano la loro relazione e la rendono pulsante [Kandinsky 1926. Come per le forme grafiche. la superficie).1. Marzio Barbagli. si individuano per esempio proprietà formali dei gruppi di tre persone che valgono indipendentemente dal fatto che si tratti di padre. 3. non sono tuttavia sufficienti per spiegare una particolare relazione in famiglia o la stipulazione di un certo contratto. è raffigurata una diagonale lontana dai margini. quando insegnava al Bauhaus negli anni venti. Premessa Wassily Kandinsky. Egli si proponeva di definire gli elementi primari di ogni rappresentazione grafica (il punto. la tensione verso l'alto cessa. e gli altri elementi della raffigurazione. 1601. esprimendo.1. Alessandro Cavalli. pur essendo uguale. è possibile infatti individuare forme e proprietà elementari delle relazioni sociali. i criteri universalistici sono assai spesso disattesi anche dove ci si aspetterebbe che venissero rispettati. proprietà M rimporti fra "ce e mar~ di uga sup"de. Allo stesso modo la conoscenza di proprietà generali dell'organizzazione non è sufficiente per spiegare le differenze fra l'organizzazione economica e quella religiosa.Arnaldo Bagnasco. otterranno sempre senzazioni di movimento drammatico se i personaggi. Come vedremo. 1968. di un incontro di pugilato.txt è esclusivamente circoscritta alla sfera privata. e le loro combinazioni. delle loro proprietà e relazioni. Fonte: randi. e del modo in cui queste si combinano in strutture più complesse. Le proprietà in questione sono dette formali. saranno disposti secondo lo schema del disegno (d) Anche in sociologia è stata sviluppata una specie di grammatica 76 CAPITOLO 3 FIG. le organizzazioni hanno certi caratteri essenziali e modi tipici di funzionare indipendentemente dal fatto che si tratti di un'impresa industriale o della chiesa cattolica. come lui stesso diceva. degli elementi primari del tessuto sociale. mentre se ne sviluppa una forte verso il basso. ma conoscendo soltanto queste proprietà non siamo in grado di comprendere a fondo i comportamenti degli attori. La ricerca prosegue considerando strutture di relazione più complesse: nel disegno c le quattro linee fondamentali all'interno del quadrato esprimono silenzio e equilibrio. di individuare le loro proprietà estetiche e le proprietà dei loro rapporti. mentre in d le linee orientate come le precedenti. Per capire le relazioni familiari o quelle economiche devo disporre di altri elementi e di teorie specifiche della famiglia e dell'economia. a prescindere dal loro contenuto.nsky. la raffigurazione di una scena di caccia. preparò un libro che. «qualcosa di morboso. che la linea sembra più lunga della precedente. quasi disperato». madre e figlio oppure di tre commercianti che trattano un affare. it. che riguardano i rapporti fra linee e margini di una superficie. Una triade in famiglia ha certe proprietà simili a una triade in economia. le «variabili modeHo» indicano piuttosto tendenze valoriali di fondo che sono presenti in queste società. La trama dei tessuto sociale l. doveva essere una specie di grammatica della pittura.[i9261. Più che descrivere caratteristiche della società moderna.

se sono semplice espressione di abitudini acquisite. o più precisamente l'azione sociale. 3) azioni determinate affettivamente. come le azioni razionali rispetto al valore. anche questo è un caso di agire razionale. Corso di sociologia. anche questo tipo di azioni.txt logica (azione. si distinguono però perché non c'è riferimento consapevole all'affermazione di un valore. la tipologia non spiega i comportamenti delle persone. che se i nostri consigli per cambiare vengono accettati. Ciò può dipendere da molti motivi. affetto o di altro stato del sentire. oppure a gesto esemplare di chi vuole affermare un valore può comportare azioni razionali rispetto allo scopo nella scelta dei mezzi per realizzarlo. Con riferimento appunto al senso. Naturalmente. per agire si deve intendere un fare. che si ponevano Pagina 38 . quando spesso è in gioco l'utilizzazione della coppia azione razionale rispetto allo scopo e azione tradizionale. 2) azioni razionali rispetto al valore. se si tratta di pure manifestazioni di gioia.Arnaldo Bagnasco. trad. Classificare comportamenti concreti secondo i tipi o loro combinazioni. trad. gruppo e così via). it. consapevolmente orientate da un senso ad esse dato dagli attori. Questi esercizi sono particolarmente utili quando si confrontano azioni in contesti culturali diversi. si ottengono risultati peggiori dei precedenti. L'azione. interazione. per esempio. 1961. se chi agisce valuta razionalmente i mezzi rispetto agli scopi che si propone. Azione. considera gli scopi in rapporto alle conseguenze che potrebbero derivame. è un ottimo esercizio di immaginazione sociologica. 4) azioni tradizionali. hanno senso per se stesse. semplice espressione di abitudini secolari che ostacolano il cambiamento. e orientato nel suo corso in base a questo».secondo il suo senso. Secondo la classica definizione di Weber [1922a. e i comportamenti puramente reattivi. Alessandro Cavalli. ma di azioni razionali (rispetto allo scopo). 1989. senza riferimento alle conseguenze prevedibili. se chi agisce compie ciò che ritiene gli sia comandato dal dovere. ma riflettere Sullo scacco mette in luce che spesso non si trattava di azioni semplicemente tradizionali. Molto raramente un comportamento concreto può essere classificato solo con riferimento a una delle categorie indicate. o senza porsi il problema se non ci sarebbero altri modi per raggiungere gli stessi risultati. con l'altro e contro l'altro» [Simmel 1908. intenzionato dall'agente o dagli agenti . vendetta. Un certo comportamento economico può apparire inefficiente o addirittura assurdo se confrontato con i comportamenti economici ai quali siamo abituati. perché implica una scelta consapevole e una valutazione se A comportamento sia effettivamente congruente con il valore che si intende testimoniare. 41. it. Cruciale è poi il riferimento al senso. con attente e sottili valutazioni delle risorse a disposizione e dei vincoli. t però uno strumento molto utile per impostare problemi di analisi. Nella definizione. Normalmente. è dunque un primo concetto di base della sociologia. ma anche consente la comprensione di aspetti significativi della società. trattandosi piuttosto dell'espressione di un «bisogno» interno. per descrivere un'azione sarà necessario fare riferimento alla combinazione di tipi diversi. 1. 2. Siamo allora portati a definirlo «tradizionale». un comportamento abitudinario può anche essere sostenuto da un dettame religioso. agendo «l'uno per l'altro. Weber sviluppa una tipologia dell'azione sociale. ma possiamo anche constatare. riflettendo sulle argomentazioni che portiamo a sostegno della nostra scelta. senza preoccuparsi delle conseguenze. Possiamo distinguere: 1) azioni razionali rispetto allo scopo. paragona i diversi scopi possibili e i loro rapporti. da un precetto religioso. per azione sociale «si deve Auom intendere un agire che sia riferito .al comportamento di altri individui. interazione sociale L'uomo di cui si occupa la sociologia non è Robinson Crusoe. Gli elementi sociali primari che studieremo in questo capitolo e le loro proprietà costituiscono la trama del tessuto sociale. vale a dire al significato intenzionale che l'attore dà al proprio comportamento. reazioni abitudinarie a stimoli ricorrenti. gratitudine. dalla dignità. in certi casi. relazione. vale a dire le risposte automatiche e inconsapevoli a stimoli esterni. 81. le azioni determinate affettivamente e quelle tradizionali sono al limite fra le vere e proprie azioni sociali. comportamenti che si ripetono senza interrogarsi su possibilità alternative e sul loro vero valore. Così. costi quel che costi. La società è fatta di individui che si influenzano reciprocamente. mentre sono sue componenti profonde. da una causa che reputa giusta. ma anche un tralasciare o un subire. Marzio Barbagli. spesso trascurati perché considerati ovvi o superficiali. fonte di ipotesi interpretative.

non vedevamo che i loro comportamenti erano razionali. Le relazioni sociali possono essere stabili e profonde. 80 CAPITOLO 3 anche se non è esplicita su un punto. peraltro anch'esso generalmente accettato: lo schema di interazione deve svolgersi su base di relazioni cooperative. dal cosiddetto teorema di Thomas: «una situazione definita dagli attori come reale. diventa reale nelle sue conseguenze». date le sue risorse materiali e culturali. con un esempio. Gruppo sodale trad.txt obiettivi economici realistici. fra l'altro. it. nel cap. Questa definizione è generalmente accettata. però. si individuano altre unità elementari dell'analisi sociologica: la relazione e l'interazione sociale. si riproduce e cambia nel tempo il contenuto di una relazione. dal senso di un dovere. Corso di sociologia. L'appartenenza a una categoria o a una classe può però essere la base per la formazione di gruppi di vario genere. di lavoro. ma la notizia non arriva su un'isola che fa parte di uno dei due. che riguarda azioni orientate dal proposito di affermare la propria volontà contro la volontà e la resistenza di altri. Una categoria sociale. anche il conflitto. Alessandro Cavalli. in particolare come tradizionale. 1 gruppi sociali e le loro proprietà Gruppo sociale è un insieme di persone fra loro in interazione con continuità secondo schemi relativamente stabili. In secondo luogo. Anzitutto. se si sparge la voce che una banca è in difficoltà. e che può giungere sino all'annientamento dell'avversario. da interessi pratici anche diversi che si sono adattati dopo una contrattazione. emerge che la razionalità dell'azione è relativa alla situazione nella quale gli individui si trovano: proprio perché non consideravamo la situazione nella quale gli altri si trovavano. data la situazione. religiosi. In altre parole: sino a prova contraria. può costituire una relazione sociale. nel senso di essere orientate a raggiungere fini considerati in certa misura comuni o almeno compatibili. Se scoppia la guerra fra due paesi. Definizione defia situazione Relazione sQdale Interazione sodale 3. la base o il supporto dell'interazione. non lo è neppure una classe sociale. Uno sviluppo del teorema di Thomas è il concetto di profezia che si autoadempie di RK Merton. Marzio Barbagli. non è un gruppo. episodi di conflitto sono frequenti nei gruppi. La necessità di tener conto della definizione della situazione da parte degli attori è espressa. 460-4611. come i borghesi o gli operai. per cosi dire. hanno preso l'abitudine di farsi un cenno di saluto quando si incontrano. mosse da sentimenti amichevoli. le quali si definiscono membri del gruppo e sono definite come tali da altri [Merton 1949. ma si può avere un'interazione anche nel caso di due persone che si incontrano casualmente per strada senza conoscersi e che non si vedranno mai più. se bisogna tener conto del «senso» dato dagli attori all'azione. gli elementi di base per la definizione dei gruppi. I processi di interazione hanno un'importanza particolare nella strutturazione della società. politici. 19928. ma una relazione puramente conflittuale non dà luogo a un gruppo. XVIL Se invece che su uno solo. l'attenzione è posta contemporaneamente su due o più attori. di Pagina 39 . data la conoscenza che ne hanno e il punto di vista che adottano. chi ha depositato i suoi risparmi si affretterà a ritirarli spesso senza sentire ragioni. nel senso definito prima: due eserciti che si combattono sono in una relazione puramente conflittuale. come quella che si stabilisce fra persone che. ma anche transitorie e superficiali. come nel caso fra genitori e figli. con la conseguenza che la banca avrà davvero difficoltà. i suoi abitanti continueranno a comportarsi per un certo periodo come se fossero in pace. Possiamo individuare gruppi di amici. frequentando uno stesso bar. Le relazioni sono spesso cooperative. divergenze di opinioni e di interessi si scontrano in continuazione. ne deriva che la situazione alla quale fare riferimento per classificarla è quella che gli attori difiniscono. L'interazione sociale è il processo secondo il quale due o più persone in relazione fra loro agiscono reagendo alle azioni degli altri. l'uomo si comporta in modo razionale. Due o più individui che orientano reciprocamente le loro azioni stabiliscono una relazione sociale. Da questo punto di vista la relazione è. Con l'interazione si realizza.Arnaldo Bagnasco. in sociologia. e se mai solo dopo classificarla in altro modo. è sempre meglio provare a considerare prima un'azione come razionale. e sono. Lo troveremo. Infine. anche se prima non ne aveva. Possiamo trarre da quanto detto alcune conseguenze. come i giovani o gli immigrati.

come si verifica per esempio in un'azienda. per esempio (cap. Corso di sociologia. e può dunque essere studiata in quanto istituzione. che alcuni si sentano a disagio non potendo vedere l'interlocutore. it. oppure in parte diretta e in parte indiretta. ma è per così dire a metà strada. 3. La presenza fisica consente la percezione diretta dell'altro. e così via.txt attività per il tempo libero. Questa è più precisa. come il fatto che non ci si può «nascondere dietro il gruppo». impossibili in una relazione a due. La fragilità strutturale di cui si è detto e la forte personalizzazione giocano in direzione di un forte coinvolgimento psicologico e affettivo nella relazione e di norme culturali rigide che in una società proteggono tipici rapporti a due come l'amore o l'amicizia. t infatti significativo. La configurazione detta del mediatore si ha quando un terzo non direttamente coinvolto in una disputa (che può anche essere una normale divergenza di opinioni. anche se non è possibile fissare con precisione la dimensione di confine. Va anche qui ripetuto che studiare la famiglia. Con la crescita del gruppo. In altre parole: possiamo trovare delle proprietà che riguardano l'interazione relativamente stabile e continuativa di due o più persone. 101. gesti. vale a dire un insieme ricco ed elastico di struFORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE 81 menti. e ciò vale a conferma della distinzione fatta. una diade. Marzio Barbagli. un sindacato. scaricando doveri o responsabilità in modo impersonale: un marito che non fa una cosa per la moglie non può dire «ci penserà il matrimonio». le informazioni sono scambiate a grande velocità e il discorso può essere subito adattato a seconda delle reazioni dellInterlocutore. più fredda e più rigida. Non si forma dunque una collettività impersonale. la famiglia è anche un'istituzione (cap.Arnaldo Bagnasco. Le differenze sono così marcate che alcuni riservano il termine gruppo solo ai piccoli insiemi. Come vedremo a suo tempo. dialogando Pagina 40 . trad. possibili vie d'accordo. A sua volta. Interazione diretta La base della differenza si trova nel fatto che l'interazione può e indiretta essere diretta. Lo sa bene chi ha fatto esperienza di membro di un piccolo gruppo che è cresciuto. diminuisce la possibilità di questa comunicazione e aumenta la comunicazione indiretta. qui si hanno rapporti faccia a faccia con i compagni di lavoro e il caporeparto o il capufficio e indiretti con la direzione. Torneremo sulle differenze fra interazione diretta e indiretta in altri punti di questo capitolo (sulla comunicazione in generale v. studiate da Simmel [1908. caso delle diadi e delle triadi. cercando per esempio. accentuazioni della voce. e da ciò derivano conseguenze significative. Si possono trovare proprietà di gruppi di dimensioni determinate. un'azienda industriale. nella politica piuttosto che nella cultura o nell'economia. 21. un'azienda o un partito politico in quanto gruppi. rispondendo in ciò alle necessità di organizzazioni di grandi insiemi. la ragione per cui la differenza fra interazione diretta e indiretta è sociologicamente rilevante sembra collegata al modo in cui nei due casi gli attori comunicano fra loro [Luhmann 1984. Proprietà relative alla dimensione 1 caratteri dei gruppi cambiano con la loro dimensione. mimica del viso. VII). essi possono essere osservati e studiati in quanto gruppi. una gang di criminali. Le triadi producono le seguenti forme tipiche di interazione. V). gli impiegati di un ufficio postale. cap. ma anche più lenta. vale a dire sulla base delle proprietà formali dei gruppi. ha una caratteristica che nessun altro gruppo ha: se un membro decide di uscire dalla relazione il gruppo scompare. e proprio in virtù dei caratteri indicati è in grado di produrre spesso nei piccoli gruppi solidarietà spontanea. per questa via. L'interazione faccia a faccia è dunque un campo di sperimentazione sociale. mentre nei gruppi più grandi spesso si pensa: «qualcuno lo farà». e che di fronte a una questione delicata chiedano di «vedersi a quattr'occhi». Sono gruppi un'associazione per la lotta alla droga. 1990. con certe funzioni nell'ambito della società. cap.1. 1989. all'interno di una relazione cooperativa). trad. non esaurisce certo tutti i loro aspetti rilevanti dal punto di vista sociologico. 19 telefono consente l'interazione diretta a distanza. permettendo di alternare parole. Molte delle altre proprietà che considereremo sono. più o meno direttamente legate alle dimensioni. faccia a faccia. come nel caso della famiglia. come gli ordini scritti o gli scambi di lettere. nei modi previsti dalla struttura organizzativa. Alessandro Cavalli. it. anche il cap. Un gruppo di due persone. una famiglia. con grande duttilità. XVI). Indipendentemente dall'infinita varietà degli scopi che i gruppi si pongono e dell'ambito istituzionale nel quale hanno le loro radici.

Nei gruppi di cinque persone si registra poi il massimo di soddisfazione dei membri. divide et impera.Arnaldo Bagnasco. 1.2. ma come gruppi fra loro distinti per condizione economica. a seconda delle circostanze. uno di tre l'altro di due. In generale. La frequenza dell'interazione. Un sindacato operaio che abbia poche centinaia di aderenti in un paese dove esistono milioni di operai ha una scarsa completezza. Alessandro Cavalli. un grado creFORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE 83 TAB. Questa si riferisce al rapporto fra membri che fanno effettivamente parte del gruppo e persone che hanno i requisiti richiesti per l'appartenenza. Più in generale. Le proprietà indicate possono essere riferite a persone o anche a gruppi in rapporto fra loro. 3. e ciò probabilmente in conseguenza della possibilità nei primi del formarsi di due sottogruppi di uguali dimensioni. Piccoli gruppi Lo studio sperimentale dei piccoli gruppi di dimensione superiore a tre ha messo in luce altre proprietà. Nello schema del tertius gaudens. la definizione di appartenenza da parte dei membri e la definizione da parte di altri possono coincidere o non coincidere. oltre al numero dispari. per esempio.prevedono regole precise sui requisiti. per un certo periodo. i gruppi con numero pari di componenti mostrano maggiori tassi di disaccordo e antagonismo rispetto ai gruppi con componenti dispari. per esempio. si riscontra una singolare proprietà dei gruppi informali per cui confini non ben definiti sono spesso una condizione importante della loro stabilità. a parità di altre condizioni. Questi criteri sono invece taciti nei gruppi informali. come un gruppo di amici. in condizioni meno cariche di ernotività e con argomenti più razionali. serve a definire un'ulti82 CAPITOLO 3 ma configurazione.txt separatamente. In generale si può dire che. Tipi di non membri di un gruppo ATTEGGIAMENTI DEI NON MEMBRI NEI CONFRONTI DELL'APPARTENENZA Aspira a far parte del gruppo Indifferente nel* confronti* dell'appartenenza Deciso a non far parte del gruppo Slatus di non membro definito dal gruppo CON I REQUISITI NECESSARI ALL'APPARTENENZA Candidato all'appartenenza Membro potenziale Non membro autonomo SENZA 1 REQUISITI NECESSARI ALL'APPARTENENZA Pagina 41 . La vecchia massima politica dell'impero romano. Questo è il caso. di due venditori che abbassano i prezzi per conquistare un cliente. Marzio Barbagli. alcuni possono non frequentare il gruppo. avendo perso interesse alla partecipazione. 3. e a parità di altre condizioni. dei dipendenti di un'impresa. sulle procedure per l'ammissione e sui comportamenti da tenere per continuare a far parte del gruppo: è il caso. oppure due cercano di ottenere il favore del terzo entrando in competizione fra loro. secondo due schemi principali: due in conflitto cercano l'alleanza del terzo. 1 gruppi formali . e dall'altro. al fatto che tendono a formarsi due sottogruppi. è in grado di convincere gli altri a un accordo.dei quali parleremo più estesamente al prossimo capitolo . ma se non vengono formalmente espulsi è possibile una facile ripresa della partecipazione in circostanze mutate. che è una variante della precedente. ciò che si verifica se A gruppo è solo di tre persone [Hare 19641. Un carattere importante del gruppo è il suo grado di completezza. va notato che la definizione dei confini di un gruppo è sempre relativa alla situazione: soldati e ufficiali possono considerarsi e essere considerati membri di uno stesso gruppo per rapporto ai civili. stile di vita e così via. Corso di sociologia. Questo sembra dovuto da un lato al fatto che sopra cinque il gruppo comincia a essere troppo grande per una intensa partecipazione diretta. in modo che chi è in minoranza non rimane isolato. A questo riguardo. Questa si ha quando un terzo fa sorgere o alimenta intenzionalmente una discordia a proprio vantaggio. Proprietà relative ai confini 1 criteri di appartenenza a un gruppo possono essere più o meno chiari e definiti. il terzo approfitta per i propri scopi di una divergenza fra gli altri.

in genere relativamente grande. Consideriamo la tipologia (tab. V. Alessandro Cavalli. Per i candidati all'appartenenza. it. Tanto nel suo caso. farebbe bene a utilizzare lo schema. Chi dovesse studiare.1). Qui basta anticipare che le norme che Pagina 42 . da un'epoca all'altra. ma neppure sono indifferenti.Arnaldo Bagnasco. un'associazione culturale in una comunità locale. E contenuto di questi ruoli cambia da cultura a cultura. è che esistono norme di comportamento che valgono per i membri del gruppo e che regolano i loro rapporti. e così via. trad. hanno criteri di valutazione e di preferenza simili a quelli dei membri. 1992 8. per esempio. per inciso. non molto diverso. vanno sempre costruiti in positivo [Parsons 1937.txt Uomo marginale Non membro neutrale Non membro antagonista (oui-group) Fonte: Merton [19491. Corso di sociologia. quanto in quello del non membro antagonista. per esempio. e a parità di altre condizioni non per i secondi. Marzio Barbagli. Nella famiglia. Un altro modo. per non rischiare di dimenticare aspetti essenziali delle difficoltà. L'ultima riga riguarda tipi di non membri che non aspirano a far parte del gruppo. così anche i gruppi non sono un insieme amorfo di persone. che incontriamo qui un'importante questione del metodo scientifico: bisogna diffidare delle «categorie residue». nei quali le molecole si dispongono secondo modelli riconoscibili. il rifiuto motivato del gruppo è anche l'espressione di norme e valori contrari. 1 modi in cui si formano le norme e come le persone sono motivate a seguirle sarà esaminato nel cap. per lui è stato detto: «chi non è con me è contro di me». Merton ha proposto una tipologia di non membri. scente di completezza tende ad aumentare la capacità di influenza sociale del gruppo. per dire che i ruoli sono comportamenti attesi. Proprietà strutturali Come i cristalli. delle reazioni e delle risorse che questa trova nell'ambiente sociale. trad. La non appartenenza può anche essere vista in una prospettiva temporale. insegnino loro a parlare e poi li indirizzino a scuola. rifiuta di partecipare al gruppo. che permettono di definire un gruppo. senza che esistano le condizioni per poter essere ammessi nel nuovo: si tratta di sbandati. il ruolo di figlio maggiore può essere distinto da quello di figlio minore. ma resta il fatto che nella famiglia è individuabile un insieme di ruoli tipici. i concetti. impedendone la completezza. 19 non membro autonomo è pericoloso per il gruppo. 3. 4671. Anche per l'uomo marginale il gruppo è un gruppo di riferimento. Si tratta di una differenza sociologica di non poca importanza. avendone fatto parte. Le proprietà formali dei diversi tipi lo potrebbero poi guidare nella formulazione delle sue ipotesi. 1968 2 32 ss. La definizione di un gruppo definisce anche categorie diverse di non appartenenti. 3. una particolare ostilità nei confronti del gruppo da parte di chi. perché è per questo segno di debolezza. costruita in riferimento al possesso o meno dei requisiti di appartenenza e a diversi atteggiamenù nei confronti dell'appartenenza al gruppo [Merton 1949. Il termine ruolo è usato per indicare l'insieme dei comportamenti che in un gruppo tipicamente ci si aspetta da una persona che del gruppo fa parte. A gruppo costituisce un «gruppo di riferimento»: essi ne condividono i fini. del quale non condividono più obbiettivi e regole.]. In tal caso si distinguono gli ex membri e i non membri che sono sempre stati tali. contrariamente al non membro antagonista egli. sono possibili quando il comportamento delle persone è in certa misura reciprocamente prevedibile e atteso. di chi è semplicemente sullo sfondo sociale del gruppo. ma la casella individua figure che si sono staccate da un loro gruppo di appartenenza. e contrariamente ai due casi degli indifferenti. assicurino un dirna di affetto e di serenità in casa. Forme durevoli di interazione. sentono di poter facilmente accettare le sue regole. ne è uscito. Da notare. A ciò è collegato un atteggiamento spesso più ostile da parte dei membri del gruppo nei confronti dell'ex membro piuttosto che nei confronti di chi membro non è mai stato. mentre i non membri neutrali sono l'insieme. it. pur potendolo. vale a dire dei concetti che sono espressi semplicemente per differenza (non membri). ci si aspetta che i genitori procurino cibo e vestiti ai figli. La rottura dei legami preesistenti comporta per i primi. In corrispondenza al ruolo di genitore può poi essere visto il ruolo di figlio. ma hanno strutture che possono essere osservate. per essere analiticamente utili e per non nascondere aspetti della realtà. il rifiuto piuttosto che l'indifferenza rispetto al gruppo. e dall'altra parte. I membri* potenziali sono coloro ai quali il gruppo deve rivolgere la sua attenzione e la sua propaganda se desidera aumentare la propria completezza. e il ruolo di padre da quello di madre.3.

la scuola un gruppo segmentale: il ragazzo ha ruoli nella famiglia. Il. nelle quali gli individui hanno ruoli simili (per esempio. Un gruppo grande spesso è anche a elevata differenziazione dei ruoli. ed è dunque insieme. in gruppi di amici non compagni di scuola. ruoli specifici. 1 gruppi primari sono di piccole dimensioni. ma se ne distinguono due tipi formali importanti: specifico Ruolo specifico è un ruolo che riguarda un insieme di comportamenti limitato e preci. pulire il negozio. pazienza e comprensione.Gruppi tot~ tuzioni totali»). il ruolo di un negoziante che gestisce da solo una piccola bottega è più diffuso di quello di un commesso di supermercato: il primo.Arnaldo Bagnasco. si possono definire diversi caratteri tipici delle relazioni interne a un gruppo. Corso di sociologia. ci si attende rispetto per le rispettive capacità professionali. lo sono di più in un'organizzazione specializzata per 9 commercio di materiale filatelico e ancora di più nell'azienda di stato che produce i francobolli. in associazioni. come abbiamo già visto. 1 primi sono detti gruppi totalitari (più spesso però per indicarli si usa l'espressione «isti. mentre il secondo è solo venditore (v. i secondi segnientalì. 1 ruoli all'interno di un gruppo hanno evidentemente contenuti molto vari. Il carcere è un gruppo totalitario: quasi tutti i ruoli di una persona carcerata sono infatti interni al carcere.e ruoIPdffiu sato. dove si lavora fuori di casa. Se consideriamo i gruppi in relazione a questo fatto. relazioni più fredde e spersonalizzate. ha utilizzato questo punto di vista per lo studio delle società nel loro complesso. ma ci si aspetta di essere trattati con amore. diffuso un ruolo in cui i comportamenti attesi sono un insieme più ampio e meno definito. e in un certo senso la persona tende a essere ridotta al suo Pagina 43 . relativamente stabili e fra loro collegati. addetto alle pulizie. venditore. e in principio soltanto quelle. FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE 85 L'esempio appena fatto della famiglia mostra che all'interno di un gruppo i ruoli sono differenziati. si è scelti e considerati solo per quella parte della personalità che riguarda il compito affidato. iscritto a un partito. anche cap. dove si è insieme figli e lavoratori. quali le moderne società industriali [Durkheim 1893 1. Rilevare un insieme di ruoli differenziatì. Alessandro Cavalli. Nella famiglia. con contenuti affettivi e molto personalizzati. Una famiglia contadina tradizionale. vedendosi una volta al mese. per così dire. o che riguardino alcuni o anche solo uno dei loro ruoli. membro di un'associazione. Il). ma non anche necessariamente amicizia. vale a dire ai comportamenti attesi. In un gruppo sociale i ruoli possono essere più o meno differenziatì. oltre che vendere. Durkheun. gli uomini sono tutti o quasi cacciatori) e società a divisione del lavoro. non solo il contenuto dei ruoli è diffuso. e così via. a ruoli diffusi. ma non necessariamente perché la differenziazione dipende anche dalla densità soc7ale. Marzio Barbagli. è più totalitaria di una famiglia urbana moderna. 86 CAPITOLO 3 Gruppi primari e gruppi secondari Gruppi formali e gruppi informali Con riferimento ai ruoli. 1 ruoli sono poco differenziati in un gruppo di collezionisti che si scambiano francobolli. specifico quello di operaio addetto alla catena di montaggio. Diffuso è il ruolo di madre. deve comprare. 1 caratteri dei gruppi secondari sono tendenzialmente opposti: più grandi dimensioni. possiamo distinguerli a seconda che impegnino il comportamento di tutti o quasi i ruoli di un individuo. Un individuo ha diversi ruoli: può essere figlio.txt valgono in un gruppo devono essere viste in rapporto all'insierne più generale di norme che orientano e regolano il comportamento nella società. e un figlio si aspetta anche di essere considerato dalla madre con maggiore attenzione e affetto di un qualsiasi «ragazzo di otto anni». il più tipico gruppo primario nelle nostre società. compratore. nell'ambito della sua concettualizzazione del cambiamento sociale di cui abbiamo parlato nel cap. In un'azienda le aspettative reciproche fra operai e dirigenti sono quelle previste dall'organizzazione. in un senso dunque diverso da e gruppi seg-t quello visto prima con riferimento a Durkheim. operaio. distinguendo fra società segnientali. vale a dire dalla concentrazione spaziale delle Densu sociale persone e dal volume delle loro interazioni: quanto più aumentano le dimensioni e la densità sociale tanto più è probabile riscontrare una differenziazione dei ruoli. Una distinzione fondamentale che si fa al riguardo è quella fra gruppi primari e gruppi secondari. tenere i conti. contabile. è il modo più semplice di descrivere la struttura di un gruppo.

ovvero informali. Si tratta dunque di un fenomeno di relazioFORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE ne: si ha potere nei confronti di un altro al quale si è legati da una relazione. Qui è però importante indicare un principio fondamentale per l'analisi dei gruppi: i ruoli sono schemi per l'interazione. l'energia si libera e si aprono conflitti. controllando una risorsa utile e rara. solo per ciò che lo schema organizzativo prevede e non su aspetti della sua vita privata. I soggetti possono poi anche cercare di cambiare i criteri della legittimazione. E in generale. ma solo potere. Possiamo invece osservare subito che la legittimazione del potere è un modo di incanalare l'energia per i bisogni del funzionamento della società. i condizionamenti di chi. In questi casi Weber usava il termine Macbt. all'espressione di un potere anche forte corrisponde una capacità più o meno grande di condizionarne gli obiettivi. Inteso nei termini specifici della definizione precedente. 521). In un gruppo. più o meno simili o compatibili con quelli degli altri. che non impedisce di vedere quando o in che misura si tratti di un'imposizione o di una violenza. di fatto ne limita l'uso ad altri. Un ruolo è sempre «interpretato» da chi agisce. considerati legittimi da entrambi gli attori. Vedremo successivamente (cap. le modalità e le conseguenze. trad. it. più o meno espliciti e consapevoli. L'autorità riguarda relazioni nelle quali sono previsti diritti di dare ordini e doveri di ubbidire. Nel primo caso si parla di gruppi formali. Vedremo nel cap. secondo la quale potere è la possibilità di trovare obbedienza a un comando che abbia un determinato contenuto [Weber 1922a. Assumere questo punto di vista. a ogni rapporto di potere corrisponde anche un interesse all'obbedienza da parte del soggetto più debole.Arnaldo Bagnasco. Non esiste un accordo generale sul concetto di potere. XXI) su cosa può basarsi questa legittimità. anche senza azioni dirette o comandi. ma il contenuto di un'interazione non può mai essere completamente compreso nella definizione dei ruoli. Un capoufficio. In questi casi. ma nel linguaggio corrente. per ambiti di comportamento più o meno estesi. nel secondo di gruppi informali. che si impara e poi si tende a seguire. è importante perché ci obbliga a tener conto anche delle reazioni e delle strategie del soggetto più debole. Ma Pagina 44 . Potere e conflitto Il potere è per la sociologia ciò che l'energia è per la fisica. 4. si usa anche a questo proposito il termine potere. non esercita più autorità. perché diffuso è il loro ruolo. o anche autorità. tradotto in italiano potenza. Per quanto possa suonare strano o addirittura paradossale. Un tipo di potere particolare è quello che Weber chiama potere legittimo. 1961. Deriva poi sempre dallo stesso principio che qualsiasi regolamento che preveda in modo formale un sistema di ruoli lascia spazio a comportamenti non previsti. ma è in realtà distinta perché si riferisce all'alternativa se a gruppo sia basato su uno statuto o regolamento esplicito in vista di certi scopi. oppure se si sia formato in modo spontaneo e senza che siano state fissate regole precise per il suo funzionamento. che comprendono per esempio. gli individui interagiscono interpretando ruoli. invece. in un senso dunque un po diverso dal precedente: così. Il ruolo è uno schema di comportamento. esercita autorità su un impiegato in modo specifico. in vista di loro progetti e fini. Relazioni di autorità sono formalmente previste in tutti i gruppi secondari e si ritrovano egualmente in gruppi primari come la famiglia. non bisogna commettere l'errore di rappresentare un gruppo con una specie di regolamento organizzativo. V come e perché. In altre parole. Si tratta di forme diverse di energia sociale. il potere si distingue da una più generale possibilità di condizionare il comportamento di altri. e la sua stessa definizione può cambiare in seguito all'interazione.txt ruolo. può pretendere favori personali da un impiegato: in tal caso. Un'altra tipologia dei gruppi si sovrappone in parte alla precedente. un capoufficio. ma la più nota definizione è quella di Weber. Corso di sociologia. in situazioni particolari e non necessariamente in altre. e in genere in quello sociologico. Marzio Barbagli. per esempio. Alessandro Cavalli. è infatti una specie di energia sociale. con la conseguenza che all'interno dei gruppi formali normalmente si formano gruppi informali. Gli attori di una relazione possono andare però al di là degli ambiti della legittimazione. non fosse altro perché comportarsi in modo diverso sarebbe troppo costoso. si dice per esempio che chi detiene i mezzi di produzione ha potere nei confronti dei lavoratori. di cui un attore dispone nel condizionare l'azione di un altro. I genitori esercitano autorità sui figli in modo diffuso.

ma successivamente da altri precisato. Vediamo qui di seguito alcune delle proprietà formali del conflitto. sia che nascano specificamente come relazioni di conflitto. Coser. 1978. tendono a essere di particolare intensità e anche distruttivi delle relazioni di gruppo. Bisogna infatti precisare. a seconda delle circostanze e dei suoi modi. FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE 89 I gruppi che richiedono un impegno totale della personalità sono capaci di limitare i conflitti. Il conflitto contribuisce a stabilire e mantere i confini del gruppo. Per quel che riguarda i gruppi. adattamenti e contrattazioni fra i soggetti. religiosi. fra gruppi formati su base di appartenenza di classe. definiti rispetto ai primi come out-groups. è anche vero che. Se però nel Pagina 45 . a sviluppare maggiormente questi aspetti dell'interazione sociale. Esse riguardano. come in famiglia o in azienda. fra i classici. non è mai possibile una relazione completamente regolata e controllata in termini di autorità» [Crozier e Friedberg 1977. trad. Questa proprietà è stata studiata soprattutto in relazione alle organizzazioni. non solo il conflitto all'interno di questi è normale. conflitti interni a un gruppo o conseguenze per un gruppo di conflitti con altri gruppi [Coser 19561. D'altro canto. Alla proprietà in questione si riferisce il concetto introdotto da Sumner [19061. che sono parte normale dell'interazione all'interno di ogni gruppo. Il conflitto con altri gruppi normalmente aumenta la coesione interna. it. e il richiamo alla lotta induce spirito di collaborazione e anche di sacrificio in nome del gruppo. fra le più importanti di quelle che sono state studiate. Ne deriva una conseguenza importante: se ogni regola di autorità lascia margini di incertezza. si apre un campo di conflitti. ovvero gruppo di appartenenza. a seconda dei casi. sociologo americano contemporaneo. che Marx chiamava «classi per sé». o dei tentativi di stabilire nuovi principi e regole di legittimità. Se però questo si innesca. Ancora una volta è stato Simmel. si riscontra a questo riguardo una nuova proprietà formale dei gruppi: «per quanto siano previste regole precise e puntuali.txt anche al di fuori dell'abuso esplicito e consapevole CAPITOLO 3 dell'autorità. possiamo aggiungere: sia che tali azioni si svolgano nell'interazione all'interrio di una relazione sociale stabile. successivamente ripreso da Lewis A. inscindibilmente legato alla cooperazione. Corso di sociologia.Arnaldo Bagnasco. Alessandro Cavalli. il conflitto può distruggere una relazione sociale o un gruppo. Ricordiamo che il conflitto riguarda azioni orientate dal proposito di affermare la propria volontà contro la volontà e la resistenza di altri. Attraverso il conflitto i soggetti di un gruppo acquistano o conservano facilmente la consapevolezza della loro identità e particolarità. caratterizzato da coesione interna e ostilità nei confronti di specifici altri gruppi. Il nemico alle porte fa dimenticare i dissidi interni. fra diverse scuole scientifiche. Sappiamo che a forte investimento affettivo è caratteristico di queste relazioni. Esempi di confini mantenuti in situazione di conflitto si possono trovare nelle relazioni fra gruppi etnici. e se dovesse succedere non sarà dipeso essenzialmente da questo. 251. in particolare. ma se questi esplodono. mette in gioco i forti investimenti della personalità e tocca una pluralità di contenuti. E così che le liti in famiglia possono condurre a rancori implacabili. mentre in assenza di conflitto ciò potrebbe anche non verificarsi o verificarsi debolmente. di in-group. se non è obbiettivamente chiaro se e come l'autorità di un padre possa esercitarsi sul figlio in una determinata situazione. ed è appunto tale forza a controllare possibilità di conflitto. per esempio nel caso di una guerra fra due eserciti o di una faida fra due famiglie. Marzio Barbagli. ma un certo grado di conflitto interno e con altri gruppi può essere considerato essenziale per la loro formazione e persistenza. Sembra esserci una contraddizione fra quanto ora detto e quanto detto prima a proposito del fatto che è normale trovare in tutti i gruppi il conflitto. Diverso è invece il caso di una eventuale divergenza incolmabile sulla decisione se avere figli o no. politici. La distinzione fatta vale per i gruppi in generale. t del tutto normale che marito e moglie discutano e magari litighino su dove andare in vacanza: non per questo salterà il matrimonio. se a regolamento organizzativo non può fissare più di tanto il compito di un impiegato in situazioni mutevoli e non prevedibili in astratto. essendo i ruoli in questione di tipo diffuso. e torneremo dunque ad occuparcene al prossimo capitolo. e conflitti che non riguardano tali aspetti. Relazioni intense del genere indicato si trovano tipicamente nelle diadi e in generale in gruppi primari come la famiglia. distinguendo fra conflitti che mettono in qualche modo in questione il patto fondamentale che è alla base del rapporto.

Un gruppo che sia continuamente in lotta con altri. che corrisponde qui anche all'uso corrente. Corso di sociologia. Questo termine si riferisce a un conettivo insieme di individui sottoposti a uno stesso stimolo. la sensazione di inadeguatezza nell'affrontarlo conducono a perdita di controllo sulle proprie reazioni. assicurandone la persistenza attraverso una continua modificazione delle forme di interazione. subendo feroci repressioni. 5. per controllare gli esiti più dirompenti del conflitto (teniamo presente che persino le guerre prevedono regole che limitano l'azione dei contendenti. Noi considereremo qui tre tipi fra i più importanti di comportamento collettivo. diventando di tipo totalitario. difficile da studiare e relativamente poco sistematizzato. per fare in modo che altri non litighino seriamente. infine. la spinta all'unità può non essere sufficiente e determinarsi invece la sua disgregazione. Si distingue dal comportamento di Comportwmnto gruppo il comportamento collettivo. Gruppi a struttura rigida possono reggere nel tempo reprimendo i conflitti. il clima di accresciuta simpatia e disponibilità verso gli altri che ci prende a Natale. una diceria che si diffonde incontrollata in un quartiere. perché non può sopportare deviazioni dall'unità. che servono a esemplificarne bene non solo alcuni caratteri generali.3. Marzio Barbagli. magari solo scherzando e contando sulla sua condiscendenza. Se un gruppo non reprime e invece tollera i conflitti al suo interno. che compaiono e spariscono in paesi e epoche diverse. che si manifesta in genere con una fuga.Arnaldo Bagnasco. ma anche nelle letture o nel frequentare certi locali piuttosto che certi altri. L'adattabilità in questo senso di un gruppo sociale dipende dalle forme in esso previste e accettate di espressione dei conflitti. Le restrizioni che via via essi si pongono nell'interazione. non essendo capaci di adattarsi. Alessandro Cavalli. Basta uno sguardo all'elenco per rendersi conto che si tratta di un campo alquanto eterogeneo e. che si può ritrovare in un gruppo di amici come nelle organizzazioni. in politica e altrove.txt gruppo esisteva inizialmente una scarsa solidarietà sociale. Spesso un conflitto è il modo in cui due gruppi o persone entrano in contatto. nel senso dato a questo termine al paragrafo 3. il nemico sia inventato. per ottenere coesione. che reagiscono e interagiscono fra loro in situazioni senza sicuro riferimento a ruoli definiti e stabilizzati. Le mode nel vestire. sulla base di aspettative di ruolo stabilizzate. FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE Panico è una reazione collettiva spontanea. le minoranze etniche sono state spesso nella storia capro espiatorio per le società che le ospitavano. possiamo aggiungere. le reazioni collettive a disastri come i terremoti o le alluvioni. Capro Capro espiatonio espiatorio è un membro del gruppo al quale si dà sempre la colpa se qualcosa non funziona. 90 CAPITOLO 3 Il conflitto può generare nuovi tipi di interazione fra gli antagonistì. prevedendo regole e procedure per la loro espressione. l'aspettativa del danno. Il comportamento collettivo Secondo la definizione data in precedenza. ma anche all'opposto con l'immobilità. La proprietà esaminata vale anche nella circost@nza particolare in cui. di fronte al rischio di subire gravi danni da un evento in corso o annunciato come immediato. vale qui quanto la psicologia dell'infanzia mette in luce: una lite per un giocattolo fra due bambini che non si conoscono è spesso la prima mossa di un successivo stabile rapporto di gioco d'amore e d'accordo. le ondate di violenza e di pregiudizio. Ciò può comportare che esso assuma il controllo di molti ruoli delle persone che ne fanno parte. allora è probabile che i conflitti diano luogo a progressivi adattamenti della sua struttura. deve controllare con cura i comportamenti dei suoi membri e tende per questo a divenire intollerante al suo interno. L'incertezza. Può accadere anche. conoscendosi e mettendosi alla prova. un gruppo è un insieme di individui che interagiscono fra loro con continuità. e questo è rafforzato Pagina 46 . la folla e il pubblico [Turner 19641. che un gruppo il quale abbia sconfitto un nemico ne inventi un altro per poter sopravvivere. per esempio razziale. allora è anche probablie che i gruppi si disgreghino. quando però questi si accumulano e esplodono. Per quanto si debba fare attenzione a trasferire ai gruppi in generale i risultati di ciò che si verifica per alcuni di essi molto particolari. sono tutti esempi di comportamento collettivo. E il caso del «capro espiatorio». sia all'interno che all'esterno del gruppo. come le convenzioni sui prigionieri) possono essere una prima base per lo sviluppo di regole e di rapporti più cooperativi. le sommosse. ma anche la grande varietà: il panico.

più spontaneità e un maggiore coinvolgimento emotivo rispetto al solito. Nella folla le persone si rafforzano in un atteggiamento ricevendo in risposta dagli altri lo stesso stimolo. la ricerca ha mostrato che aspetti razionali del comportamento sono presenti nella formazione della folla assieme ad altri non controllati razionalmente. nel comportamento collettivo ritroviamo. Naturalmente. Da questo punto di vista. L'individuo tende a reagire guardando solo a se stesso e vedendo gli altri piuttosto come avversari che come possibili amici. come la facile diffusione di voci. la folla esprime atteggiamenti e comportamenti solidaristici. Da ciò derivano i caratteri disordinati. essendo in certo senso la negazione di relazioni sociali. su persone o cose definite. è lo sfogo di tensioni sociali e psicologiche con comportamenti inconsueti come balli. 1 pubblici si formano in società dove è normale che chi governa o decide. una certa sospensione dei normali orientamenti e comportamenti. Sono state studiate le condizioni che in un pubblico favorisono la formazione di più opinioni oppure di due soltanto. che reagiscono a uno stimolo sviluppando umori e atteggiamenti comuni. in certi casi irrazionali che riscontriamo con chiarezza in molte manifestazioni di comportamento collettivo. la folla può essere vista come un caso limite di pubblico. canti. attivando un'interazione che può modificare atteggiamenti e convinzioni di partenza. l'attenzione e i sentimenti degli individui sono invece orientati all'estemo. nel pubblico. mentre la folla ne esprime uno solo. questo processo è chiamato interazione interpretativa. ma anche pacifici e gioiosi. che diventano l'obbiettivo di azioni in genere conflittuali e a volte violente. Inoltre. La prima. Folla è un insieme di persone riunite in un luogo. le folle e le dicerie tendono invece tipicamente a sostituire i pubblici. che è costituita dall'insieme dei suoi ruolì. Ne deriva che la precedente personalità sociale dell'individuo. usare violenza per farsi strada. 1 primi studiosi del fenomeno. un messaggio riceve una risposta con contenuto diverso. In particolare. mentre un pubblico forma delle opinioni. tende in un certo senso a essere sospesa o messa in questione. si distinguono laJolla espressiva e la folla attiva. la folla può esprimere comportamenti violenti. quando ascoltando una trasmissione radiofonica di Orson Welles queste si convinsero che i marziani erano sbarcati. sbornie. la folla ha funzioni espressive o dà luogo ad azioni collettive. e la discussione in un pubblico ordinato appare come Pagina 47 . di un dolore. Nella seconda. imprevedibili. in una situazione in cui mancano informazioni precise su come le cose evolvano. come nel panico che si impadronì di migliaia di persone negli Stati Uniti una sera del 1940.txt dal vedere reazioni simili da parte degli altri. di una credenza. spontanei ma anche imitativi. hanno opinioni diverse su come affrontarlo e discutono fra loro a questo riguardo [Blumer 19461. non tutte le folle che assistono a un incontro di calcio si scatenano a mettere a ferro e fuoco un quartiere quando la loro squadra perde. che loro avevano manifestato: questo processo è chiamato reazione circolare. A questo riguardo. Da notare che il pericolo può essere reale. In realtà. come precipitarsi in massa verso una porta stretta. La differenza fondamentale con la folla è dunque che il pubblico esprime più opinioni e atteggiamenti.Arnaldo Bagnasco. In genere si tratta di situazioni in cui è un evento a rendere confusa o fluida la situazione e a far venire meno aspettative definite di comportamento. per esempio la paura. debba essere orientato dall'opinione pubblica. della quale sono esempi un raduno di reduci o un festival rock. come in un rito religioso. o la semplice espressione di sentimenti. sul loro contenuto di violenza e sul fatto che questa si innesca per una specie di contagio. il numero delle posizioni sembra essere inversamente proporzionale all'intensità e all'urgenza con cui il problema è sentito: un problema avvertito come particolarmente urgente polarizza due sole opinioni. La manifestazione spontanea contro l'arresto di un dissidente politico e l'azione dimostrativa contro un gruppo di immigrati di colore sono esempi di folla attiva. In società totalitarie. Inoltre. Un pubblico è un insieme di persone che si confrontano con uno stesso problema. Come mostrano gli esempi. come succede per la trasmissione delle malattie virali. in ambiti e a gradini diversi. una maggiore fluidità nei rapporti fra le persone. come nel caso di un naufragio o di un incendio. ai quali possono seguire forme di azione collettiva. Si innescano allora spesso comportamenti irrazionali e asociali. se pure in misura diversa. Mentre il panico esprime orientamenti individualistici. o solo immaginato. La sensazione di pericolo immediato si associa alla percezione che ci sono poche vie di uscita e che queste si stanno chiudendo. Corso di sociologia. o l'espressione in comune di una gioia. calpestare chi cade. come Le Bon [18951 hanno insistito sul carattere irrazionale dei comportamenti. Marzio Barbagli. Alessandro Cavalli.

A loro volta. la mescolanza spesso di aspetti organizzati accanto ad altri spontanei. con differenze a seconda del periodo di residenza. Studieremo i movimenti sociali nel cap. le frequenta per motivi diversi. è stata prestata maggiore attenzione alle specifiche condizioni sociali che condizionano la formazione e la direzione di sviluppo del comportamento collettivo. Retì a diversa densità. o di altre variabili. a partire dal concetto di azione sociale. in un certo senso. La microsociologia In questo capitolo abbiamo introdotto alcune categorie di base dell'analisi sociologica. anche in situazioni difficili. Ciò che accomuna le prospettive è comunque l'interesse a osservare da vicino gli individui in azione. come è il caso di un un padre che non perde la testa e mette in salvo i suoi figli mentre il fuoco avanza. Milgranì ha selezionato alcune persone nell'area di Boston e ha chiesto ad altre scelte a caso nel resto degli Stati Uniti di provare a stabilire un contatto con le prime utilizzando solamente una catena di individui che via. La network analysis (in inglese network significa rete) è un campo di ricerca che considera con apposite tecniche e in riferimento a proprietà via via messe in luce. verso la creazione di nuove regole da far valere nella società prende forma un movimento sociale. 6. in modo più o meno chiaro e organizzato. Una persona può essere isolata. dove sono state sviluppate teorie e approcci diversi. con riferimento particolare alla politica. lo sviluppo della ricerca è andato nel senso di riconoscere maggiormente nei diversi tipi di comportamento collettivo ciò che già emergeva dal confronto che abbiamo fatto: la presenza di motivazioni e comportamenti razionali e intenzionali accanto ad altri irrazionali e spontanei. mentre è relativamente diminuito l'interesse agli aspetti psicologici dell'individuo [Turner cit. Una rete è a maglia tanto più stretta quanto più le persone che un individuo conosce si conoscono anche fra loro. Quando questo si orienta. 6.2 . la sopravvivenza anche in situazioni estreme di orientamenti che derivano da precedenti aspettative di ruolo. in relazione con poche altre persone. anche introducendo nuovi concetti rispetto a quelli fin qui introdotti. come sospensione di un comportamento «normale». in Smelser 19631. 3. In certe situazioni un insieme di persone può improvvisamente e con forza percepire come ingiusta e insopportabile la propria normale condizione sociale. e che dunque ci sono forse al suo interno più cose differenti di quanto una sola interpretazione teorica possa comprendere. 19 fatto è che la definizione del comportamento collettivo è ancora in gran parte per negativo. Si tratta in realtà di un vasto campo di ricerca. 3. abbiamo considerato che la società è fatta in ultima analisi di individui. è a con.Retì sociab tatto con loro. le reti di relazioni fra le persone [Piselli 19951.txt qualcosa di molto più organizzato e normale di un fenomeno di panico collettivo. con un gran numero di altre. Così facendo.Arnaldo Bagnasco. catene di persone che si conoscono fra loro è molto più rapido di quanto non si immagini. Marzio Barbagli. In ogni caso. e che può dunque essere vista come il prodotto di una miriade di azioni di persone in interazione fra loro. Alessandro Cavalli. della professione. Gli abitanti di una grande città hanno in genere reti a maglie più larghe. XXII. via si conoscevano fra loro. come osservare la società al microscopio.che riporta solo legami Pagina 48 . e in ogni caso hanno a loro volta altre conoscenze e frequentazioni. Sempre in questa prospettiva.2. l. Una ricerca americana ha mostrato un fatto sorprendente: raggiungere una persona che non si conosce tramite 94 CAPITOLO 3 FIG . può invece essere in relazione diretta o indiretta. In media furono necessari solo 5. Un carattere importante delle reti è se sono a maglia larga o a maglia stretta. La fig. Che cosa si vede osservando la società così da vicino? Risponderemo alla domanda in questo paragrafo con tre esempi di temi e ambiti di ricerca microsociologica. queste persone possono conoscersi e essere in relazione fra loro oppure no. Una persona che vive in un piccolo paese ha probabilmente un network a maglie strette e lo stesso tenderà a essere vero per tutti gli abitanti del paese. Corso di sociologia. Guardare alle azioni e alle interazioni dirette delle persone è. Anche questa percezione può innescare un comportamento collettivo. Le reti Ogni persona conosce un certo numero di altre persone.5 intermediari [Milgram 19691. tramite conoscenti di conoscenti ai quali può accedere. in modo più o meno sistematico.

le radici nel villaggio possono essere una condizione per ambientarsi bene in città. o come anche viene detto. Queste risorse possono essere preziose nell'adattamento alla nuova società urbana. I legami fra le persone collegate nelle reti variano per intensità. in altre parole. una persona è frequentata solo per lavoro . a struttura diversa. Queste variabili permettono di individuare e studiare particolari condizioni nelle quali un individuo si viene a trovare. Nel primo caso. per passare infine alla prostituzione. nel tempo libero. a partire da una persona indicata al centro mostra il caso di una rete a maghe larghe. come vedremo meglio nel cap. si vedono 10 contatti sui 28 possibili fra 8 persone osservate. contenuto. possono essere limitate a un solo carattere . sembra vicino a quello di ruolo. V. in una Chicago in grande crescita. e che in città ha nuove e diverse frequentazioni: di lavoro. la network analysis può essere uno strumento flessibile. a bassa densità. il ruolo è piuttosto un comportamento atteso socialmente e prescritto nel suo contenuto fondamentale. frequenza. fra l'altro. per esempio. in realtà. Quanto al contenuto. alla sua economia di mercato e alle sue relazioni segmentate. In generale. Il concetto di ruolo individua le parti che tipicamente gli individui sono chiamati a svolgere.o sommare più caratteri: lavoro e amicizia. e la ragazza che sceglieva aveva poi diritto a metà del prezzo del biglietto. ovvero come gioca con i suoi ruoli nel tessere le sue relazioni [Hannerz. ad ogni passo si aprivano possibili porte di uscita. Il concetto di rete permette piuttosto di vedere come un individuo interpreta a suo modo l'insieme di ruoli che ricopre. 19801. la loro estensione e densità (nell'esempio. la rete in campagna è densa. ma singolare istituzione: la taxi-dance hall [Cressey 19321. nel secondo 0.Arnaldo Bagnasco. si erano diffusi dei locali dove si potevano affittare ragazze per ballare: il cliente comprava un biglietto alla cassa. perché. riferito a un individuo. poteva provare in altri di minore qualità. Anche se i destini personali erano diversi. poteva finire per accontentarsi delle attenzioni di clienti di status più basso.per esempio.txt diretti o di primo ordine. Naturalmente non tutte le ragazze seguivano questo percorso: così come c'erano modi diversi per entrare nel giro. chi non riusciva comunque a sfondare nei locali migliori.2. Il fatto di essere in una grande città permetteva per esempio di riallacciare rapporti con Pagina 49 . fu possibile individuare un percorso tipico seguito da molte di loro. ma anche procurarsi beni materiali a buon prezzo. 6. sulle ragazze.36. e di una ad alta densità. Nel secondo si trovano 17 contatti su 28. di altro genere. che ci permette di vedere l'individuo mentre reagisce alla situazione in cui si trova e combina le sue relazioni in funzione di proprie strategie. permette di rilevare come gli individui si muovano con loro strategie di adattamento oscillando fra diverse società. e si usciva allora dal giro. per esempio. osservare le reti. Nella società rurale di provenienza essi possono trovare risorse di sostegno psicologico (la rimpatriata nel villaggio). dove cominciano a sentirsi stretti) e la rete delle nuove esperienze (se la mamma chiede: «chi era al telefono?» è facile che si senta rispondere: «nessuno!»).61. Nel primo caso la densità è 0. Alessandro Cavalli. Col tempo però aumentava il rischio di essere definite come mediocri. insoddisfatte del proprio precedente modo di vivere e affascinate dall'atmosfera festosa e ai loro occhi moderna dei locali da ballo: qui potevano trovare una certa popolarità e un certo prestigio. Corso di sociologia. Uno di questi si occupò di una marginale. quella in città in genere meno). Marzio Barbagli. Si trattava in genere di giovani che già avevano allentato i legami con la famiglia di origine. Se ne discosta. finendo nei cabaret del ghetto negro. In casi come questi. E il caso. la frequenza e i contenuti dei rapporti. E concetto di rete. perché prodotti tradizionalmente da famigliari. di un immigrato che ancora conserva radici nella società rurale di provenienza. segnato da tappe diverse: chi non riu96 CAPITOLO 3 sciva a ottenere le attenzioni dei clienti più ricchi e di più elevata posizione sociale. In quartieri interamente composti da uomini soli che vivevano in camere d'affitto. Una configurazione di rete simile si osserva anche in riferimento a una fase del ciclo di vita: i ragazzi che crescono tendono a tenere separata la rete famigliare (molto densa. L'attenzione del ricercatore fu puntata. durata. Le carriere morali Negli anni venti e trenta. fu sviluppato uno dei programmi più vasti e coordinati di studi sociologici mai tentati in una sola città. con il tempo le due reti tendono a collegarsi. Una situazione particolare è quella di chi ppartiene a due reti collegate fra loro solo attraverso la sua persona.

e luoghi di retroscena dove ci si può rilassare: scambiare gli uni per gli altri può avere conseguenze disastrose per una relazione sociale. mostrare intenzionalmente e lasciar trapelare senza accorgersene. Cosa si può dire su come si comportano due persone quando si incontrano. e che successivamente. una ragionevole stima da parte degli altri e l'autostima personale. per presentarsi nella migliore luce possibile e in un modo che sia credibile. ne faccia un altro ancora in una direzione che sempre più è vincolata e segnata dai passi precedenti. Nei due casi. in questa prospettiva. Lo studio dell'interazione diretta faccia-a-faccia ha però condotto. La carriera. fatto un certo passo. it.. Rappresentazioni dei sé e relazioni in pubblico Ci sono aspetti così minuti della realtà sociale da essere per molto tempo passati quasi inosservati. Corso di sociologia. il compare è chi segretamente si accorda con gli attori e si mescola fra il pubblico per orientarlo.txt la famiglia in provincia. possiamo però dire che. ma è altrettanto possibile applicare la metodologia a carriere di particolare successo o a percorsi assolutamente normali. Il delatore è chi finge presso gli attori di essere un membro della compagnia. lo studio delle carriere permette di osservare gli uomini in azione. 1 L'argomento [ . 31. 1 è costituito da quella classe di eventi che si verificano durante una compresenza e per virtù di una compresenza» [Goffman 1967. in una sequenza che porta verso una sua definizione sociale. Come nell'esempio. a partire dai lavori del socioloFORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE 97 go canadese Erving Goffman (1922-1982) Egli si è impegnato a sviluppare una sociologia della vita quotidiana. L'interazione può essere fra persone che si conoscono o fra estranei che si trovino casualmente insieme in un luogo pubblico. La citata ricerca a Chicago è uno dei primi esempi di studio di Carriere inorali carriere morali. lo spettatore puro è un professionista riconosciuto come spettatore qualificato: un Pagina 50 . di non essere invadenti con chi desidera rimanere isolato. ma anche le persone che si trovano casualmente nello scompartimento di un treno. come nel caso della network analySI . debbono arrivare a conclusione [ . ma con il modo in cui ci vestiamo o con gli oggetti che adoperiamo. Usando la metafora del teatro. trad. al verificarsi di altre tipiche circostanze. una limitata estensione di spazio e abbraccia quegli eventi che. mentre si muovono nella società con loro strategie di adattamento. a risultati sorprendenti. Si tratta di quel tipo di interazione che «comporta un breve periodo di tempo. spesso lo studio delle carriere morali ha riguardato la formazione di comportamenti devianti. alle quali risponde a sua volta cambiando o precisando il proprio comportamento. Studiare le carriere morali significa osservare i tentativi e le successive mosse delle persone nell'adattarsi a un ambiente che in gran parte non può essere da loro influenzato. per esempio. dove gli attori (la compagnia) cercano di controllare le idee che gli altri (il pubblico) si fanno di loro.. trad. Nella «rappresentazione» i rapporti fra attori e pubblico possono anche essere diversi da quelli che sembrano. Avendo ricostruito carriere tipiche.s. 3421.Arnaldo Bagnasco.. Ancora una volta. o trascurati come poco importanti. una volta iniziati. avendo così accesso al retroscena e riportando informazioni riservate al pubblico. Queste sono «tipiche successioni di esperienze vissute da categorie di persone» [Abrams 1982. dopo l'osservazione di molte carriere. 1971. perfino se può apparire che si ignorino si scambiano in realtà messaggi e orientano reciprocamente il loro comportamento: cercano di non disturbare. di non allarmare gli altri con comportamenti inconsueti e così via. Gli altri hanno bisogno di informazioni su di noi e noi trasmettiamo immagini di noi stessi.. del comune comportamento e delle sue regole. è immaginata come un processo di interazione. negli ultimi decenni. 1983. per cercare di mantenere o conquistare una propria immagine e possibilità di vita. i modi di comportarsi sono diversi. Goffman parla al riguardo di ruoli incongruenti. qualora si verifichino certe circostanze è probabile che una persona ne faccia un altro in una certa direzione. it. Si tratta di giochi fatti di dire e tacere. nel quale il soggetto sperimenta le sue possibilità suscitando reazioni positive o negative degli altri.3. Osservando l'inizio di un percorso individuale non potremo mai dire dove una persona finirà. senza che questa venisse a sapere niente della precedente attività di taxi-girl. e in modo più preciso in studi successivi. Alessandro Cavalli. 6. Esistono luoghi di ribalta dove ci si deve vestire e comportare con certe formalità. Goffman descrive appunto un gioco che si svolge su una scena. Marzio Barbagli. indipendentemente da chi sono o dal motivo per cui si incontrano? Continuamente comunichiamo con gli altri non solo a parole o a gesti. ricevendone altre in cambio.

701. it. se vogliamo risalire dall'azione (o dall'interazione) verso l'analisi di strutture più complesse. considerare che la società è fatta in ultima analisi di individui. per esempio. in un certo senso sacro. Questo dimostra che egli non aveva niente da temere o da evitare nel farsi vedere anche quando guarda.txt critico teatrale. A questo punto. Per dirlo in un altro modo. è già una interazione molto complicata. ovvero di «salvare la faccia». Fondamentale. L'interazione della vita quotidiana non solo ci tiene impegnati per la maggior parte del nostro tempo.e poi abbassare lo sguardo al momento dell'incontro . Alessandro Cavalli. la conoscenza che ne ha.Arnaldo Bagnasco. o per un insieme di attori. Corso di sociologia. 841. arriviamo alla conclusione che ci saremmo comportati allo stesso modo. del luogo e della compagnia con cui si trova [Goffman 1963. ricordando che questa è riferita al signi/icato che l'attore dà al suo comportamento. non fa parte della rappresentazione e viene ignorata: il conducente del taxi per esempio. Regole e rituali dipendono in certa misura dalla cultura di una determinata società. Marzio Barbagli. estendendo questa cortesia egli automaticamente si apre a un trattamento analogo da parte degli altri). Nell'interazione quotidiana gli individui mettono anche in atto loro strategie per ottenere vantaggi. 1 «giochi di faccia» riguardano la pretesa. che occuparsi delle conseguenze inattese può apparire proprio il compito principale della sociologia [Merton 19491. trad. Si tratta della «meccanica più intima della riproduzione sociale» [Giddens 1984. con sequeze tipiche di mosse ammesse e esclusione di altre non ammesse. 3. Nel fare questo seguono però normalmente regole. Anche la più anonima e fugace delle relazioni. e in modo corrispondente il riconoscimento da parte dell'altro di una certa immagine di sé. Le conseguenze non intenzionali dell'azione sono chiamate in generale effetti di composizione. par. con approcci e tecniche diverse. la non persona è chi. l'intermediario appartiene a due compagnie che sono l'una il pubblico dell'altra e può mettere in atto giochi di triade (v. l'azione ha conseguenze inattese per l'attore. e che può dunque essere vista come il prodotto di una miriade di azioni di persone in interazione fra loro. però.tempo in cui si stabilisce a cenni il lato della strada che ciascuno vuole seguire . 1990. Un attore ha in genere delle buone ragioni per comportarsi in un certo modo. Vediamo dunque cosa significhi considerare strutture e processi anche complessi con riferimento agli attori e alle loro azioni. quando mettendoci nei panni dell'altro e sforzandoci di conoscere quanto più possibile gli elementi indicati. Esistono regole di etichetta e rituali (sequenze di comportamenti previsti) con i quali si sperimenta l'accesso agli altri e si misurano la possibilità e i limiti di un reciproco coinvolgimento. ma sono probabilmente molto simili ovunque. o di sistema.una specie di abbassamento delle luci L. aspetti del tessuto intimo della società. Tuttavia. è comunque l'obbligo di permettere a una persona di mantenere una propria immagine accettabile. ma ha un significato sociale di grande importanza. Osservando da vicino le interazioni in condizioni di compresenza si individuano dunque. si riparano guasti del tessuto sociale e si conserva la fiducia fra le persone. e che egli non si vergogna di se stesso. ma rituali adatti attenuano i possibili effetti distruttivi di una relazione. o emergenti. Con questo comportamento] l'individuo afferma implicitamente di non avere nessuna ragione di sospettare delle intenzioni delle altre persone presenti. Noi possiamo comprendere (il termine tedesco usato da Weber è appunto versteben) Fazione. Ciò si verifica così spesso. Interazione e società Bisogna riprendere un punto importante della definizione di azione sociale. data la situazione in cui si trova. Le sue regole e i suoi rituali esprimono attenzione agli altri e rispetto per le loro richieste. 1971.1). i suoi bisogni e i suoi valori. non significa limitarsi all'analisi microsociologica. Il gioco può comportare «vincitori» e «vinti». un incontro con un estraneo per strada. Quando due passanti si incrociano. FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE 99 7. ci scontriamo subito con una difficoltà: spesso l'esito dell'azione è diverso dall'intenzione dell'attore. né di temerle o di avere ostilità nei loro confronti o di desiderare di evitarli (allo stesso modo. pur essendo presente. la disattenzione civile può assumere la forma del guardarsi l'un l'altro sino a circa due metri di distanza . it. nella quale si scambiano molti messaggi: è un tipo di rituale che Goffman chiama «disattenzione civicivile le». Queste possono essere di tipi diversi: possono per esempio riguardare anche effetti previsti ma Pagina 51 . per suo mezzo si realizza un continuo monitoraggio e adattamento reciproco. trad.

in genere inconsapevolmente: proprio per questo i signi ficati che gli attori danno alle loro azioni diventano trascurabili. Ciò è dovuto a un carattere fondamentale della società. esistono differenti teori sociologiche. Si può però ricorrere a un trucco. in relazione a( altri. gl atteggiamenti e i comportamenti tipici di questo attore.txt non evitabili. Nel secondo caso le azioni di ciascun individuo si riflettono su tutti gli altri senza che vi sia un'interazione diretta: si tratta di grandi gruppi.si cade in un «volontarismo» ingenuo. cbe. con diverse premesse e metodologie per osservare e cet care di spiegare la società e i suoi processi. in concorrenza fra loro nell'interpr( tazione dei fenomeni sociali. ma considerando per esempio con dati statistici che i tassi c suicidio sono più frequenti per certi insiemi di popolazione con dacaratteri. Un punto importante è differenza è proprio il ruolo da assegnare alle azioni e il modo di con siderarle. che non ! accorge dei Pagina 52 . l'imprenditore calvinista che compare nell'analisi weberiana dell'origine del capiConseguenze inattese. se così si può dire. esplorati mettendosi nei lor panni. oppure che non si sarebbero voluti se previsti in anticipo (in questo caso si parla di «effetti perversi») [Boudon 19921. e prima di lu Comte.ftettì perversì Sistemi di interazione e sistemi di interdipendenza 100 CAPITOLO 3 defl'azione e paradigma causale Teorie ofistiche. che abbiamo incontrato nel cap.Arnaldo Bagnasco. e possono essere studiate in modo sistematico. Le espressioni riportate esprimono l'idea che le conseguenze inattese non sono casuali. Le due prospettive sono ricorrenti nello sviluppo della sociologú e si ripresentano in forme nuove. Le proprietà dei gruppi. Marzio Barbagli. o che le percentuali di laureati e diplomati cambiano a s( conda della classe sociale. e. Le «leggì» sono indagate non interrogandosi sui sign. 4691. in un certo contesto sociale. Durkheim. uno dei più noti l'affermazione di Marx che è l'uomo a fare la storia. Corso di sociologia. Weber ha potuto sviluppare un'ipotesi di ampio respiro sugli effetti di composizione d questi comportamenti. e si possono rì cercare «leggi» di funzionamento della società alle quali gli individui @ conformano. Analisi come queste mostrano appunto che possibile studiare anche complessi processi e strutture della società partire da azioni e interazioni. Mentre considerare un sistema di interazione come insieme di azioni singole appare più facile. possiamo individuare e considerare un attore che di una categoria sia «tipico»: per esempio. Se Weber e Simmel sono i due più tipici sociologi classi( che hanno adottato la prospettiva della sociologia dell'azione (o com anche si dice. ma in condizior non scelte da lui. che oggi chiamato dualismo o duplicità della struttura [Giddens 1976Questo carattere è stato espresso in molti modi. i fatti sociali devono es sere considerati come «delle cose» [Durkheim 18951. più difficile è riportare questa stessa idea nel campo dei sistemi di interdipendenza. 11. Alessandro Cavalli.posizwIne. Nel risalire dalle azioni agli effetti di composizione si può fare una distinzione fondamentale fra sistemi di interazione e sistemi di interdipendenza. XVIII è un altro esempio di effetto di composizione. 1 riferimento a posizioni come questa si parla di teorie olisticbe. l'analisi deve partire dal tutto e non dalle parti. strutturali. Per Durkheirr. Da questo punto di vista. del conflitto o del comportamento collettivo individuate in precedenza sono già esempi formali (vale a dire tipici e ricorrenti al verificarsi di certe condizioni) di effetti di composizione. Entrambe hanno degli argomenti da fo valere. e ricostruendo la situazione in cui operava. Con riferimento a questa metodologia parla anche di paradigma causale. sino a comprendere un'intera società [ibidem. il paradigma dell'azione). se non possiamo considerare tutti gli attori. ficati che gli attori danno alle loro azioni. tutte osservabili dal ricercatore. I. Se si accentua troppo il primo aspetto .è l'uom che fa la storia . si erano collocati dal punto di vista opposto. ovvero dalla società non dall'individuo. La regolazione dell'economia attraverso la formazione di prezzi sul mercato di cui parleremo al cap. L'idea di considerare i sistemi di interdipendenza come prodotti di singole azioni dotate di senso è però sfidata da sociologi che si pon gono da altri punti di vista. sistem. sistemiche. come proprietà di tale contesto indipendenti dalle intenzioni degli attori. effettì. Come sappiamo. strutturali Duplicità della struttura talismo. Considerando i valori. di e«U. 1 primi riguardano conseguenze inattese riconducibili a proprietà emergenti dell'interazione diretta di attori: si tratta di insiemi piccoli di persone.

appositamente creati in vista di scopi che altrimenti i soggetti non potrebbero raggiungere da soli. che noi adoperiamo a seconda delle necessità per lavorare alla comprensione dei fenomeni sociali. alla sensibilità che gli deriva dalla conoscenza del patrimonio di analisi che appartengono alla storia della sua disciplina. alla frontiera della discussione metodologica. Tanto è vero che se il gruppo aveva già una scarsa coesione. si tratta di indagare gli effetti macrosociologici di composizione.txt pesanti condizionamenti che l'azione subisce e che rischi di non vedere che le persone si fanno molte false idee della situazion in cui si trovano. Sono invece delle costruzioni formali. e le proprietà più complesse dei sistemi di interdipendenza. Modeffi Questa espressione sta a indicare che si tratta di affermazioni che non rappresentano la realtà «così com'è». tipici di una società o che si realizzano in un certo caso concreto. Il rapporto fra micro e macro. di darci un'immagine «deterministica» del corr portamento. Oppure che dobbiamo essere attenti alle conseguenze del tutto sulle parti. L il tema del prossimo capitolo. cercando di evitare il volontarismo ingenuo e il determinismo strutturale. L'affermazione indica invece una caratteristica possibilità. Miinch. una scatola degli attrezzi. che sono gruppi secondari. Corso di sociologia. Possiamo anche esporre in positivo questa esigenza dicendo che la società (la struttura) deve essere vista al tempo stesso come un limite e come una risorsa per l'attore. nel loro insieme. Per chi adotta il paradigma dell'azione. Facciamo un esempio. capita la situazione. ma anche a quelle delle parti sul tutto [Barbano. ma nessuna scienza ha la ricetta su come si fanno le nuove scoperte. comprendere il punto di vista degli attori nella situazione in cui si trovano è comunque il primo passo microsociologico che orienta l'analisi. Marzio Barbagli. Si Pagina 53 . Può sembrare poco.19661. Le proprietà formali elementari come quelle messe in evidenza nei paragrafi precedenti. piccole o grandi che siano. Lo studio delle associazioni e delle organizzazioni. sempre empiricamente vere. molto usata nelle scienze sociali. e che esprimono la resistenza che le strutture frappongono alle azioni. Questa non è una legge nel senso che tale effetto si verifica sempre. oggi si tentano strade che si sforzano di gettare ponti fra i due paradigmi [Alexander. Giesen. basati su regolamenti chiaramente stabiliti. gli effetti di composizione che vengono studiati. In entrambi i casi si tratta di gruppi progettati per raggiungere alcuni limitati scopi. che si realizza a certe condizioni e può anche non realizzarsi per niente. sono piuttosto considerati dei «modelli» [Boudon 19841. Un punto sembra comunque emergere dalla discussione. che sott( linea l'importanza delle «condizioni non scelte» rischia. alla sua capacità di adattare proprietà formali già conosciute. Alessandro Cavalli. sono lasciati all'immaginazione del sociologo. Lo sviluppo di ipotesi su tali possibili effetti dell'interazione. In un paragrafo precedente abbiamo enunciato una proprietà del conflitto per cui un gruppo sfidato dall'esterno tende ad aumentare la coesione interna. l. Smelser 19871. portato al] estreme conseguenze. L'importante è arricchire la nostra scatola degli 102 CAPITOLO 3 attrezzi. per cui gli uomini appaiono soggetti a forze che non cor trollano. consente di far emergere importanti effetti di composizione.Arnaldo Bagnasco. ma che non si adattano esattamente a una situazione concreta. esclusi dalla storia. Piuttosto che cercare di imporre un punto di vista sull'altro. Ma possono anche darsi casi in cui un gruppo coeso si sfalda: applicando il modello del panico. proprietà formali di sistemi di interdipendenza già piuttosto complessi. e tanto meno può pretenderlo la sociologia che ha a che fare con il dualismo della struttura. Le teorie sociologiche oggi sembrano comunque aver rinunciato alla ricerca di «leggi» sul modo in cui la società funziona. si può dire che quei modelli costituiscono. Continuiamo ora a fornire la nostra scatola degli attrezzi di base. al contrario dei piccoli gruppi informali come un gruppo di amici. possiamo capire il caso frequente per cui se l'ostilità comincia con eventi violenti in grado di attivare questo comportamento collettivo si ha quella conseguenza. che valgono a certe condizioni. D'altro canto. Introducendo una nuova metafora. che servono per interpretare realtà diverse. fra paradigma dell'azione e paradigma olistico resta comunque uno dei problemi più difficili. Successivamente. il punto di vista strutturale. I tentativi di spiegazione sociologica si muovono fra questi due estremi. questa crolla del tutto. Questioni di definizione Uno dei caratteri più evidenti della società moderna è la grande diffusione di associazioni e organizzazioni.

che riguardano organizzazioni piccole e grandi. Alessandro Cavalli. Con riferimento a questo aspetto. rispondendo agli ordini di un responsabile. nelle organizzazioni. un certo numero di infermieri con compiti ausiliari e soggetti agli ordini dei primi. Un uso dei termini simile a quello del linguaggio corrente è diffuso fra i sociologi. egli dovrà necessariamente sostituirlo. per esempio. costruiti per raggiungere obbiettivi che le persone reali da sole non potrebbero raggiungere. Corso di sociologia. ma anche viceversa le associazioni come tipo particolare di organizzazioni [Donati 19921. un grande magazzino. sentendoli come propri. i volontari che operano insieme per la lotta alla droga. Una volta associate. vale a dire il motivo per cui si partecipa al gruppo. un partito. Possiamo fare un po d'ordine partendo dall'uso delle due parole nel linguaggio corrente. si dice che l'associazione si è data una sua organizzazione. 1 sociologi americani. Nelle associazioni questo avviene perché se ne condividono i fini. un negozio. Un insieme di persone che ritiene di avere interessi o ideali simili può dar vita a una associazione per difenderli o realizzarli insieme. i ruoli vengono prima e sono più importanti delle singole persone che si uniscono in gruppo. L'importante è chiarire bene l'uso che di un concetto troviamo in un libro o in un articolo. Ma chi assume questi compiti è anzitutto un socio. una prigione. i boys-scout. e così via. Sono invece associazioni. Solo dopo aver fatto questo il fondatore andrà a cercare A personale necessario a coprire i ruoli e se successivamente un medico lascerà l'ospedale. e 9 problema ha suscitato molte discussioni. in GRUPPI ORGANIZZATI 105 Pagina 54 . Capita spesso in sociologia che un termine assuma significati diversi a seconda degli autori. in un certo senso. 1 caratteri indicati si adattano a tutti gli esempi fatti prima. nell'uso corrente. Il motivo della partecipazione dunque è strumentale. Marzio Barbagli. Noi chiamiamo questo ufficio un'organizZazìone. assumendo persone pagate perché li svolgano. con i fini più diversi. questo resta comunque un fatto secondario. Possiamo aggiungere che. I due termini sono stati usati. secondo certe procedure anizzazione stabilite. Tuttavia. un ministero. un sindacato. conservandola poi in tutto il corso del nostro lavoro. Se si ritorna agli esempi fatti è facile vedere che questo è proprio il caso. e quell'aspetto è del tutto secondario. conformandosi alle sue regole. con capacità professionali per farlo. per esempio. e continuano a esserlo. gli «amici della musica».txt tratta dunque di gruppi secondari formali. forse però non è per noi il caso di impuntarci troppo su questioni di definizione. una centrale di riscaldamento con addetti a mansioni diverse.Arnaldo Bagnasco. Associazioni e organizzazioni hanno comunque in comune il fatto di essere degli attori come si diceva artificiali. una università. al contrario delle associazioni. non mancano altri usi. un ufficio amministrativo che si occupi degli acquisti. distinti per specializzazioni. un altro di spedire le circolari. con significati diversi. e a nostra volta scegliere con chiarezza una definizione. non considerano oggi fra le associazioni i sindacati e i partiti [SilIs 19681. un cineclub. così come si presentano dei problemi per gruppi che è più difficile catalogare. 104 CAPITOLO 4 e così via. Tutti noi usiamo il termine organizzazione per indicare un'azienda di produzione. Abbiamo trovato che. alla pari con gli altri. come si diceva. sino a considerare le organizzazioni come tipo particolare di associazioni. pubbliche e private. e solo in certi casi o in parte può verificarsi anche un'idenfificazione più o meno sentita con i fini dell'organizzazione. è incaricato di riscuotere le quote. in genere le persone si distribuiscono fra loro alcuni compiti necessari alla vita dell'associazione: un socio. Il criterio che abbiamo usato per vedere cosa abbiano in comune fra loro le organizzazioni è lo stesso già usato per le associazioni. i donatori di sangue. remunerato di solito in denaro. In realtà. dal momento che corrispondono a propri ideali o interessi. nelle organizzazioni partecipare è un lavoro. Come primo passo proviamo ora a chiederci: cosa hanno in comune fra loro i gruppi che chiamiamo associazioni? Si può rispondere considerando il motivo per cui le persone partecipano al gruppo e si adattano alle sue regole [Etzioni 19611. al contrario delle associazioni. non è facile arrivare a distinguere in modo veramente soddisfacente le organizzazioni dalle associazioni. Può però anche succedere che le necessità dell'associazione richiedano che si costituisca un ufficio stabile per quei compiti. un ospedale. Chi decide di fondare un ospedale deve progettare un'organizzazione che preveda un certo numero di medici. un gruppo per la difesa delle tradizioni locali.

1967. Gli abitanti degli Stati Uniti. Vedremo questo problema al sesto paragrafo. dedicato a un paese nuovo. prende una certa decisione. la comunità locale. lo studio delle associazioni si è scontrato con la loro grande varietà: anche costruire una Pagina 55 . la corporazione economica. successivamente però i significati. Un tale modo di intendere le associazioni è. al punto che qualcuno definisce la nostra appunto una società di organizzazioni [Presthus 19621. un nobile francese vissuto nella prima metà del secolo scorso. per esempio. nel senso di Tocqueville. più tipico della cultura americana che di quella europea. dei quali perciò ci occuperemo in altri capitoli. trad. passa moltissimo tempo lavorando per organizzazioni e anche il tempo libero viene speso in organizzazioni ricreative o religiose. siccome ci sono delle decisioni che possono essere considerate del gruppo. Al di fuori di questi casi. che considerava fra le associazioni anche organismi previstì con leggi e ai quali è obbligatorio aderire per svolgere una certa attività: una camera di commercio. Corso di sociologia. che studiò le conseguenze per l'organizzazione politica della fine dell'Antico regime ad opera della rivoluzione francese. dovrà chiedere il permesso allo stato. In tale prospettiva le associazioni politiche acquistano evidentemente un'importanza particolare. letterari. o un partito unico in uno stato totalitario [Gallino 19781. gli individui rischiano di diventare soggetti a un potere senza limiti. Marzio Barbagli.nel significato del termine al quale si è oggi arrivati . per essere seppellite. Lo studio generale delle associazioni . In particolare. come la famiglia. e. in America si trova un'associazione. diventino però anche deboli nei confronti di uno stato che ha accentrato i poteri di controllo: lasciati soli di fronte allo stato. egli osserva. Esistono però teorie particolari e molte ricerche su alcuni tipi di associazioni: i partiti. Per indicare questo spazio si usa spesso il termine società civile. ma il ragionamento vale in generale per tutte le associazioni. si sono avvicinati: di solito quando si parla di associazioni si intendono oggi ovunque le associazioni volontarie. le associazioni dovevano essere considerate un segno di vitalità della società e un antidoto contro un pericolo interno alla democrazia: quello che gli individui. Un tale atteggiamento già si vede nelle scuole. dall'altro. in collaborazione o in conflitto con altri gruppi. Comunque. come ha osservato Etzioni. la più grande delle organizzazioni» [Etzioni 1964. politici. Nelle società moderne la possibilità di associarsi è un diritto tutelato dalla legge: è appunto il diritto di persone che riconoscono di avere ideali o interessi simili a sviluppare le loro opportunità insieme. 2. imparano da piccoli che bisogna contare su se stessi. questo è anche definito un attore collettivo. 19 punto significativo per noi è che Tocqueville cerca di individuare uno spazio che le libere associazioni occupano facendosi largo fra le istituzioni portanti della società: in particolare. Da questo spirito nasce una spinta ad associarsi per i fini più diversi: commerciali. Ai suoi occhi. «la grande maggioranza delle persone nasce e viene educata in organizzazioni. una volta costituiti. la maggior parte di loro morirà in una organizzazione.txt tal senso possono essere considerate una delle più grandi invenzioni dell'uomo. Questo interesse è anche sullo sfondo del suo primo importante lavoro. 91. religiosi. Gli Anore collettivo. Naturalmente c'è una certa forzatura nel dire che un'organizzazione prende una decisione: in ultima analisi sono sempre delle persone che decidono.Arnaldo Bagnasco. fra lo stato da una parte. it. in origine. resi uguali con l'abolizione di vecchi legami. Questi attori artificiali.non ha avuto uno sviluppo comparabile a quello delle organizzazioni. nato senza re e senza nobili. Le associazioni Lo studio delle associazioni ha importanti radici nell'opera di Alexis de Tocqueville (1805-1859). cominciano ad avere vita propria: di un'associazione o un'organizzazione diciamo che ha certi scopi. Alessandro Cavalli. dove i ragazzi sono incoraggiati a prendere decisioni su quanto li riguarda e stabiliscono da soli regole alle quali attenersi. e i gruppi ai quali si appartiene per nascita. e dunque che ci si appoggia all'autorità pubblica solo quando ciò è indispensabile. La democrazia in America [1835-18401. ha una sede. privilegi e obblighi basati sulla famiglia. per esempio. Una delle differenze con l'Europa che più colpirono Tocqueville fu appunto la diffusa presenza in America di associazioni volontarie. scherzandoci un po sopra. per lui. come del resto le società. la diffusione delle organizzazioni è stata ovunque massiccia. La differenza rispetto all'Europa doveva essere davvero molto forte e evidente: Tocqueville arriva a dire che se dietro un'iniziativa importante c'è in Francia lo stato e in Inghilterra un signore. possiede un patrimonio. ricreativi. attori collettivi hanno popolato il nostro mondo. o i sindacati.

perché la discussione del modello burocratico si Pagina 56 .Arnaldo Bagnasco. Alessandro Cavalli. Università del Michigan. ma secondo Weber non esistono differenze significative fra questa e le tendenze di organizzazione in altri ambiti della società. ma una ricerca sull'associazionismo culturale nel Mezzogiorno ha mostrato che questo è ora qui in forte crescita [Trigilia 19951. L'adesione ad associazioni tende ad aumentare all'aumentare del reddito e dell'istruzione. hanno una partecipazione della popolazione ad associazioni volontarie nettamente superiore rispetto a quelli dell'Europa Latina. Al nord l'associazionismo è tradizionalmente più diffuso che al sud [Mortara 19851. ai suoi occhi. non sembra che questo paese sia più quel GRUPPI ORGANIZZATI 107 . Percontuale della popolazione iscritta a una associazione W10nt'aria. sono stati infatti spesso indicati come un segno della difficoltà di modernizzazione in Mezzogiorno [Banfield 19581. Consideriamo i dati della tab. Una ricerca in Italia [Iref 19931 ha stimato che il 21 % della popolazione fra i 18 e i 74 anni è iscritta a un'associazione. vale a dire dei legami personali di dipendenza da un personaggio locale influente. Torneremo a lungo su questi due termini. un paese cattolico. senza eccezione. questo . Sono tuttavia in gioco molte variabili e quando si considera la diffusione dell'associazionismo in un paese ci si accorge che. Le associazioni più frequentate sono quelle sportive (30% degli iscritti ad associazioni) seguite da quelle culturali (18. Il termine che Weber usa per definire la forma moderna di organizzazione è burocrazia. TAB: 4. mentre il Nord America lo registra elevato. La mancanza di un libero tessuto associativo. Burocrazia Il motivo della diffusione della burocrazia è. In America Latina c'è peraltro un maggiore associazionismo che nell'Europa meridionale. L'associazionismo è in questo paese elevato. Torneremo su questo punto al cap. e soprattutto dati comparabili per diversi paesi. in particolare non ci sono differenze con l'organizzazione di un'impresa. Risulta con chiarezza che tutti i paesi dell'Europa settentrionale. XXIV.assieme alla difficoltà di rilevazione . ma è in corso un preoccupato dibattito sulla sua contrazione. ricreative (16%). Si tratta di una importante inversione di tendenza.3 %).4%). Della burocrazia egli individua le principali caratteristiche. Marzio Barbagli. nonostante un minor grado di sviluppo. contano molto la cultura e la storia. Max Weber è il punto di partenza per lo studio delle organizzazioni. e al contrario la forza eccessiva dei legami familiari e del clientelismo.è uno dei motivi per cui non è facile avere dati. Nell'Europa settentrionale. Quanto agli Stati Uniti. la superiore efficienza e razionalità rispetto ad altre forme di organizzazione. 3. Institute for Social Research. 1990-1991 Stati % Stati % Europa settentrionale 70 Austria 54 Belgio 59 Inghilterra 53 Danimarca 81 Finlandia 78 Islanda 90 Irlanda 49 Olanda 84 Svezia 84 Germania occidentale 68 Europa Latina 35 Francia 39 Italia 36 Portogallo 34 Spagna 30 Nord America 63 Canada 65 Stati Uniti 60 America Latina 41 Brasile 43 Cile 45 Messico 36 Fonte: World Values Survey. battistrada dell'associazionismo che aveva stupito Tocqueville. in ogni caso. religiose (16%).txt tipologia pone problemi. 108 CAPITOLO 4 La parola burocrazia richiama subito alla mente l'organizzazione pubblica. Corso di sociologia.1. registra un valore significativamente più basso degli altri. 4. con un leggero aumento rispetto alla metà degli anni ottanta. l'Irlanda. Il modello della burocrazia Se Tocqueville può essere considerato il riferimento classico per lo studio delle associazioni volontarie. anche l'America Latina registra un basso associazionismo. costruendone un modello teorico (o come lui diceva un ideal-tipo. 1.2 %) e assistenziali (6. ecologiche (10. due caratteri che del resto sono collegati. riferendosi al modo particolare di costruirlo) al quale le organizzazioni concrete tendono più o meno a corrispondere. sociosanitarie (15 %).

la ricerca ha mostrato che oltre un certo limite di precisione nella definizione delle regole il funzionario riduce la sua iniziativa. Per Weber. affidamento» [ibidem. Se a quel modello.e neppure efficiente. c) competenza specializzata per ogni posizione. ogni problema simile viene trattato allo stesso modo e le soluzioni previste dalle regole non devono essere reinventate ogni volta. questa richiede una preparazione adeguata di chi la posizione occupa. 19611: a) una divisione stabile e specializzata di compiti. di cederlo ad altri o passarlo in eredità. le organizzazioni moderne si Pagina 57 . studiata esclusivamente in vista degli scopi dell'organizzazione e stabilita da regole che prescrivono come comportarsi a seconda delle situazioni. che è stata razionalmente progettata per essere efficace e efficiente. diverse da organizzazioni del passato e più efficienti di quelle. come del resto risulta anche dall'uso peggiorativo della parola nel linguaggio corrente: burocrazia fa subito venire in mente funzionari ai quali non importa gran che di noi e che ci fanno riempire un mucchio di cartacce inutili. che permetta di capire il reale funzionamento di tipi diversi di organizzazioni moderne [Mouzelis 1967. è però anche strettamente previsto 9 tipo di ordini che si possono dare e ricevere. Bisogna precisare che Weber costruisce il suo modello della burocrazia per grandi comparazioni storiche di diverse forme di organizzazione: da questo punto di vista. Corso di sociologia. e successivamente di meccanismi di carriera fra i quali sono importanti gli scatti automatici per anzianità. Nell'uso corrente spesso il termine efficienza comprende anche l'efficacia. nessuna possibilità di appropriarsi del posto definitivamente. Da questo secondo punto di vista. trad. Un'organizzazione di questo genere si è diffusa nel mondo moderno perché si presta «alla più universale applicazione a tutti i compiti e ciò per precisione. e efficienza per valutare il dispendio di risorse impiegate per ottenere i risultati . Il motivo della sua efficienza sta poi fondamentalmente nel fatto che nella burocrazia potere e controllo sono esercitati sulla base della conoscenza e della competenza. 2171. b) una precisa struttura gerarchica: chi occupa una posizione ha i poteri per compiere gli atti che a quella posizione competono. oggi «c'è soltanto la scelta tra burocratizzazione e diletGRUPPI ORGANIZZATI 109 tantismo» [ibidem. Se poi in un ufficio non succede niente di tutto questo. Per esempio. l'esercizio a tempo pieno e continuativo della professione. diciamo che l'atteggiamento dei funzionari e quell'ufficio «non sono per niente burocratici». Marzio Barbagli. In questo senso si tratta di un'organizzazione razionale.Arnaldo Bagnasco. vale a dire a un'organizzazione che si avvicini molto all'insieme combinato dei caratteri che il tipo-ideale indica. si può osservare che le organizzazioni che oggi più si avvicinano al modello puro di Weber spesso non sono affatto più efficienti di altre che se ne discostano maggiormente. 19 modello non si presta però per un'analisi ravvicinata della struttura interna di un'organizzazione. oltre i quali non si può andare. d) remunerazione in denaro in modi previsti per una certa posizione. 1 sociologi usano il termine efficacia Efficacia per indicare la capacità di un'azione di raggiungere i risultati che si ed efficienza propone. continuità. Perché spesso la burocrazia è inefficiente? Perché una burocrazia. pubblica o privata. pagata dall'organizzazione e mai dai clienti di questa.[Simon 19571. i principali caratteri distintivi della burocrazia sono i seguenti [Weber 1922a. 491. spesso invece non lo è? 0 per essere più precisi: non lo è quanto ci aspetteremmo? La domanda può riferirsi in senso stretto alla burocrazia di Weber. 2181. il quale non può essere scavalcato da un suo superiore. 4. Di conseguenza. egli attira l'attenzione su alcuni caratteri che effettivamente rendono le organizzazioni moderne a grandi linee simili fra loro. rigore. come garanzia di competenza. Dobbiamo dunque constatare che spesso la burocrazia non è efficace . insieme ai poteri di dare ordini competono anche poteri di controllo sulla loro esecuzione.txt è proprio sviluppata a partire dall'osservazione che spesso la burocrazia è inefficiente e irrazionale. può dare ordini ad altri che da lui dipendono mentre deve obbedire agli ordini di chi è suo superiore diretto. Alessandro Cavalli. come vedremo al prossimo paragrafo. sbagliando o approfittando della sua posizione a fini personali. in misura maggiore o minore. se è vero che regole precise e strette evitano che un funzionario si comporti in modo arbitrario. un'assegnazione alla posizione per mezzo di un meccanismo di concorso. it.

perché non c'è mai una soluzione unica e perfetta per ogni problema minimamente complicato e perché non è possibile prevedere tutti gli aspetti dello svolgimento di un compito. al fine di eliminare ostilità o favoritismi. 3221. che erano stati concepiti come strumenti per raggiungere certi scopi. vale Potere nefle a dire la possibilità di interferire sul comportamento di altri al di là organizzazioni degli ambiti di autorità previsti dall'organizzazione (cfr. GRUPPI ORGANIZZATI 4. cap. che non sono state previste nei regolamenti generali o non lo sono state in modo chiaro. che non ci siano errori nello schema di divisione dei compiti con duplicazioni di procedure. 4) In una organizzazione perfettamente razionalizzata questo potere residuo non potrebbe sussistere. senza svilupparlo nei dettagli ha fatto il ragionamento di Merton. Atteggiamenti di questo genere ostacolano in particolare la capacità di adattamento alla grande varietà di situazioni particolari. Vediamone due in forma semplificata. Di conseguenza. Supponiamo però che in una organizzazione i mezzi e le 110 CAPITOLO 4 persone siano sufficienti. complicazioni affettive. In altre parole. la domanda può essere anche così riformulata: perché le organizzazioni spesso non sono efficaci e efficienti come ci aspetteremmo? E perché questo succede in particolare se assomigliano molto alla burocrazia di Weber? Naturalmente a domande come queste si possono dare molte risposte. «la struttura burocratica esercita una pressione costante sul funzionario affinché sia metodico. l'organizzazione spesso non è efficiente o efficace come ci aspetteremmo? In altre parole. In tali condizioni. Marzio Barbagli. perché il comportamento di ognuno sarebbe perfettamente previsto e visibile. può essere regolato in modo dettagliato meno di quello di un impiegato d'ordine che fascicola pratiche. per esempio. si verifica allora il seguente Pagina 58 . Chi di noi si è trovato di fronte a un funzionario che si irrigidiva su questioni formali relative a una pratica e gli ha detto «ma ci vuole una mentalità un po più elastica!». Il primo è di Merton [19491.Arnaldo Bagnasco. è ovvio che possiamo aspettarci una scarsa efficacia dell'organizzazione. e dunque ruoli più o meno regolabili: il ruolo di uno specialista tecnico che progetta una macchina.txt avvicinano. conclude Merton. Molto schematicamente. La burocrazia richiede regole generali e chiaramente definite: i casi particolari devono essere classificati secondo categorie astratte previste e trattati tutti nello stesso modo a seconda di quanto prescritto per una data categoria. esistono ruoli nell'organizzazione più e altri meno prevedibili. e così via. 3241. ciò che vogliamo capire sono le ragioni delle conseguenze inattese dovute alla natura stessa dell'organizzazione. vale a dire a «una aderenza puntigliosa alle regole formali» [ibidem.1. 4. 3211. seguire con precisione e con scrupolo le regole diventa più importante e più gratificante che ottenere i risultati. La conformità al regolamento finisce insomma per dar luogo nella pratica a pignoleria e formalismo. prudente. anche così. par. Alessandro Cavalli. Ma un'organizz azione del genere per Crozier è impossibile. Perché. III. costruendo modelli teorici di spiegazione più o meno complicati. 1 giochi di potere Un modello diverso.2. Tutto nell'organizzazione è previsto perché i rapporti siano i più impersonali possibili. ansietà. se dieci persone con pochi mezzi devono occuparsi di controllare le denunce dei redditi di decine di migliaia di contribuenti. e più complesso. diventano per lui dei fini in se stessi. Per esempio. chi lavora nell'organizzazione tende a sviluppare una caratteristica deformazione professionale: i regolamenti. è proposto da Crozier [19631. L'impiegato è addestrato a comportarsi così. Al centro della sua attenzione sono le relazioni di potere. Per meglio dire. sa di essere valutato positivamente dai suoi superiori se così si comporta e di essere invece ripreso o punito se si comporta diversamente. Corso di sociologia. che queste siano competenti perché assunte con concorsi severi. L'impiegato dell'anagrafe sa esattamente qual è la procedura per rilasciare una carta d'identità e la applicherà con precisione a chiunque si presenti allo sportello. disciplinato» Ubidem. «proprio le condizioni che normalmente portano all'efficienza in situazioni particolari e specifiche producono inefficienza» Ubidem. Il formalismo burocratico 1 sociologi hanno sviluppato diverse intepretazioni del fenomeno.

insieme anche ad altri che sono stati costruiti per affrontare lo stesso problema. ognuna delle quali è standardizzata. le persone non sono mai completamente prevedibili. senza che altri siano in grado di controllare l'affermazione perché non hanno la conoscenza tecnica per farlo.txt processo: ogni incertezza nella regolamentazione di un ruolo organizzativo comporta l'esistenza di un certo potere discrezionale nelle mani di chi quel ruolo svolge. che considera la personalità acquistata dai burocrati. In altre parole. più che alle regole bisogna fare attenzione agli obiettivi. che in qualche modo sono danneggiati. è possibile progettare uno schema di comportamenti standardizzati se i problemi che l'organizzazione incontra nel realizzare i suoi compiti sono semplici e si presentano senza grandi variazioni da un momento all'altro. vale a dire è fissata nei dettagli una volta per tutte. Questo principio si scontra con due difficoltà fondamentali. Anzitutto gli individui non si comportano come macchine. per gli altri. Il modello di Crozier potrebbe aiutare a riflettere chi qualche volta ha osservato: «in quell'organizzazione ognuno si fa i fatti suoi e non si capisce perché la direzione non riesca a mettere tutti in riga». i consulenti aziendali e gli studiosi delle organizzazioni arrivano anche a suggerire soluzioni molto lontane dai caratteri della burocrazia descritti da Weber. Marzio Barbagli. Proprio per tali motivi. ma interagiscono con l'organizzazione mettendo in gioco propri fini anche in concorrenza con quelli dell'organizzazione. a scapito anche della propria efficienza. Pagina 59 . a seconda delle situazioni. Ha ragione Merton. che si svolge in genere a livello di gruppo. in un dato contesto.Arnaldo Bagnasco. come di solito si dice). potrà e dovrà allora essere ripetuta senza errori da una persona alla quale compete secondo lo schema organizzativo (ovvero secondo l'organì*gramma. Organigratnma Direzione per obiettivi 5. gli obiettivi sono in certa misura contrattati fra superiori e inferiori. chi ha studiato empiricamente le organizzazioni moderne si è accorto che il principio fondamentale di Weber è rispettato solo fino a un certo punto. L dunque opportuno conservare tutti e due i modelli nella nostra scatola degli attrezzi. può avere ragione l'uno o l'altro. non essendo facile provare che non è indispensabile. oppure può cercare di imporre i propri ritmi di lavoro a quelli di un altro ufficio affermando che questo è necessario. che già si sono affacciate nei modelli considerati al paragrafo precedente. In questo modo l'organizzazione finisce in un circolo vizioso perché rendendo più minuziose e stringenti le regole diminuisce la capacità di adattamento alla varietà imprevedibile con cui i problemi si presentano. Per ottenere un determinato risultato (produrre automobili. 1 gruppi non privilegiati premeranno per una maggiore regolamentazione che tolga incertezza e dunque vantaggi agli altri. consiste per i «privilegiati» nel cercare di conservare le fonti di incertezza alla base del loro «privilegio». ciò che implica un'ampia possibilità di discuterli senza tenere troppo conto della gerarchia nel valutare le proposte. Il gioco. anche i mezzi a disposizione dell'autorità di vertice di un sistema burocratico. rilasciare certificati. Corso di sociologia. A parte il fatto che entrambi possono essere utili per capire un caso concreto. Forme diverse di organizzazione La burocrazia di Weber si basa su un principio fondamentale: la prevedibilità dei comportamenti ottenuta attraverso la loro standardizzazione. Alessandro Cavalli. d'altro canto. nel tentativo di sottometterle a controllo. e cosii via) è possibile individuare una serie di operazioni successive. per esempio. o ha ragione Crozier che osserva i giochi di potere? La do112 CAPITOLO 4 manda è mal posta perché. o a seconda dei clienti. Un esempio è la «direzione per obiettivi» raccomandata da Drucher [19641. in successive riunioni gli obiettivi possono essere ridefiniti e ricontrattati. un progettista può cercare di ottenere nuovo personale al suo reparto. o meglio: uno dei due modelli può essere più o meno utile a capire il funzionamento di una data organizzazione. standardizzare i comportamenti è tanto meno facile quanto più l'organizzazione opera in un «ambiente instabile» (questa è l'espressione usata). ma in generale. In secondo luogo. che può essere da lui utilizzato per «contrattare» la propria partecipazione nell'o rganizz azione in vista di vantaggi particolari. tanto più si limitano a precisare e aumentare le regole. fissati a grandi linee e non nei dettagli. La direzione deve gestire i conflitti ed è costretta così a dare molta importanza ai problemi interni di salvaguardia dell'equilibrio fra le diverse parti dell'organizzazione. In questo schema. quanto più questo corrisponde al modello puro.

questi hanno un'ampia discrezionalità nello svolgimento del loro lavoro. Pagina 60 . Inoltre. In effetti. e così via) può tenere conto del suo proprio ambiente e della tecnologia che si presta a essere adoperata per la sua funzione. ma si deve soprattutto tener conto dei risultati che una persona ottiene e dei contributi che essa dà alla soluGRUPPI ORGANIZZATI 113 zione dei problemi. coordinata attraverso la standardizzazione dei compiti e la gerarchia. il quale accentra tutte le funzioni di direzione. come la catena di montaggio. ma anche capacità di inventarsi procedure e regole. senza vincoli di gerarchia e regole precisate. Una piccola azienda artigiana è l'esempio tipico. ai quali sono assegnati compiti che richiedono alta professionalità. Uno dei tentativi più interessanti a questo riguardo è la teoria delle cinque configurazioni organizzative di Mintzberg [19831. formati da persone che si conoscono bene e lavorano insieme fidandosi delle rispettive competenze. * burocrazia meccanica. il coordinamento si ottiene. 114 CAPITOLO 4 o adbocrazia: il termine è stato inventato con riferimento all'espressione latina ad boc che significa «espressamente per questo». L in sostanza la burocrazia di Weber. produzione. in questo caso. o struttura divisionale: si avvicina alla direzione per obiettivi di Drucher. che poi sono indipendenti nelle loro scelte sul come raggiungerli. In questo modo una grande organizzazione complessa si adatta meglio aTambiente. perché ogni divisione (acquisti. Marzio Barbagli. Secondo Drucher. verificata la loro capacità professionale. Alessandro Cavalli. automobili o certificati anagrafici per esempio. cap. la carriera per anzianità è prevista. il modo di coordinamento cambia a seconda delle dimensioni dell'organizzazione. fissando obiettivi generali e compatibili fra loro a settori con funzioni diverse (le divisioni). è più capace di adattarsi a un ambiente poco prevedibile. si adatta meglio alle funzioni dei dirigenti che al resto dell'organizzazione. Configurazioni Lo schema interpretativo si basa sulle differenze nel modo in cui le organizzative diverse attività sono coordinate fra loro. se si tratta di produrre beni o servizi in grande serie. ne è un esempio un gruppo di scienziati costituito ad boc per studiare un fenomeno ancora sconosciuto: le frontiere della scienza sono un ambiente molto incerto. Corso di sociologia. sono poco controllati e spesso lo sono più dagli utenti che dall'organizzazione perché operano a stretto contatto con il pubblico: è il caso degli insegnanti di una Scuola. 1 problemi del funzionamento delle organizzazioni non si lasciano facilmente ridurre a una ricetta schematica [Bonazzi 1989.txt i rapporti sono più personalizzati. Per ottenere maggiore efficienza. o burocrazia professionale: coordina invece dipendentì con un lungo tirocinio di formazione esterno all'organizzazione. In realtà le cose sono più complicate. dove il controllo è esercitato direttamente dal vertice. contrattando con le altre quantità e qualità dei prodotti. dei professori di un'università. studi e ricerche. ritmi di produzione ecc. dal momento che sviluppa competizione fra gli individui crea anche nuove tensioni. che diventa efficiente se l'ambiente è stabile. perché si tratta di battere strade nuove.Arnaldo Bagnasco. ma questo non significa che ogni forma non presenti specifici problemi di adattamento delle persone ai fini dell'organizzazione. Un sistema di direzione per obiettivi non è facile da realizzare. I tipi di Mintzberg mostrano forme diverse di organizzazione relativamente più efficienti a seconda dell'ambiente (anche la tecnologia diponibile può essere considerata un dato dell'ambiente) 1 diversi tipi sollecitano forme diverse di motivazione a partecipare e sembrano in genere favorirla più della burocrazia tradizionale. con una tecnologia che permetta di standardizzare le attività. a seconda in particolare del grado di stabilità dell'ambiente. 121. i ricercatori non sanno in partenza dove la loro ricerca li porterà o di quali mezzi tecnici avranno bisogno. una volta assunti. un'organizzazione basata su questi principi motiva maggiormente le persone a impegnarsi. dei medici di un ospedale. gli studi teorici sono andati nel senso di distinguere l'esistenza di forme diverse di organizzazioni a seconda delle condizioni in cui esse operano. esso serve per indicare gruppi di lavoro con compiti specifici. porta alla luce le zone di inefficienza e i giochi di potere consentendo di affrontarli. Si definiscono in questo modo cinque configurazioni tipiche: o struttura semplice. del tipo di tecnologia impiegata nella produzione di beni o servizi e della prevedibilità dell'ambiente.

che avremmo peraltro potuto trovare facendo riferimento a qualsiasi altro studioso contemporaneo di organizzazione: non esiste un unico modo migliore (in inglese si dice una one One best way best way) per progettare un'organizzazione. Per esempio. Questi possono essere più importanti per alcuni membri di un'organizzazione. Un'organizzazione efficiente deve essere in grado di ricomporre un insieme integrato di forme diverse. t facile individuare una decisione che può essere considerata dell'organizzazione. un sistema di macchine per la produzione. Sappiamo che questa è un'immagine ingenua. forse un modo utile di rispondere alle domande fatte all'inizio è affermare che gli obiettivi dell'organizz azione sono definiti da coalizioni. incentivi al lavoro e così via . giocare a scacchi). nonostante i limiti e i problemi che sono stati visti più sopra. Da notare comunque che i fini personali sono diversi e complessi: alcuni sono materiali. 2 1992 @ cap.txt secondo Mintzberg. Si pone invece per le organizzazioni. 121. soddisfatti per il fatto stesso di partecipare. una linea gerarchica. più o meno indifferentì ai fini dell'organizzazione in quanto tali. rispondendo ai comandi di un operatore che la mette in moto. con la sensazione di esprimere le proprie capacità.con certi fini dichiarati nel suo statuto. trad. altri morali. si occupa del pagamento degli stipendi e così via. alle quali si partecipa perché se ne condividono i fini (aiutare i malati. anche se non è esattamente la stessa cosa. per esempio la decisione di investire un certo capitale per GRUPPI ORGANIZZATI 115 produrre un nuovo modello di aereo. Se è ingenuo pensare che gli obiettivi dipendono solo dalle decisioni di una persona al vertice (l'imprenItore. più complicato è stabilire se produrre aerei è davvero l'obiettivo dell'organizzazione: è produrre aerei o produrre profitti? t produrre più profitti o far crescere di più l'organizzazione? E così via. oppure lavorare in un gruppo a contatto con altre persone con le quali si sta bene insieme. come lo stipendio o la sicurezza del posto. rimangono funzioni per le quali continuano a essere più efficienti strutture burocratiche (di burocrazia meccanica. il capo di gabinetto del ministero). ma che le organizzazioni possono essere considerate degli attori collettivi che «prendono decisioni». Abbiamo imparato a guardarci dalla caricatura dell'organizzazione descritta come una macchina che funziona esattamente secondo le previsioni dei piani di costruzione. coordinando in modo sistematico le loro attività. Attori e decisioni Più volte abbiamo parlato di obiettivi dell'organizzazione e di fini o strategie. ovvero di obiettivi dei soggetti. proprio per influire sulle decisioni e quindi sugli obiettivi dell'organizzazione : E problema di distinguere obiettivi dell'organizzazione e obiettivi delle persone non si pone o è meno importante nel caso delle associazioni.Arnaldo Bagnasco. Una volta stabilita una struttura organizzativa . it. o all'interno di certe organizzazioni. Non solo. Ancbe all'interno di unorganizzazione parti diverse tendono a organizzarsiin modo diverso: un gruppo ad boc costituito per affrontare un problema di ricerca in un'azienda fa per esempio affidamento sulla burocrazia meccanica che classifica le pratiche. Obiettivi e decisioni sono comunque collegati e la domanda: «quali sono gli obiettivi di un'organizzazione?» può essere utilmente trasformata nell'altra: «chi con le sue decisioni influenza gli obiettivi nelle organizzazioni»? [Scott 1981. alle quali le persone partecipano strumentalmente per i vantaggi che ne ricavano. esse interagiscano tenendo conto di loro obiettivi. ciò non toglie che nell'ambito dei vincoli posti dalla struttura. Alessandro Cavalli. Prendere delle decisioni significa grosso modo perseguire degli obiettivi. vale a dire da gruppi di persone con interessi comuni che si alleano con altri gruppi con interessi diversi dai loro contrattando certe decisioni cruciali [Cyert e March 19631. nei suoi terminì). ma non bisogna neppure sostituirla con un'altra caricatura che dipinge l'organizzazione come un terreno dove si svolge una confusa guerra per bande. Decisioni dell'organizzazione 6. come la soddisfazione nel fare il lavoro. e se in genere non siamo nella situazione in cui tutti hanno gli stessi obiettivi. i dirigenti di una grande impresa possono contrattare con Pagina 61 . Nelle organizzazioni le persone fondamentalmente cooperano.questa impone dei vincoli molto forti alle scelte e al comportamento delle persone. Corso di sociologia. Con lo schema presentato abbiamo incontrato una proprietà formale delle organizzazioni. Marzio Barbagli. Abbiamo anche detto che in ultima analisi esistono solo delle persone che decidono. certe regole per prendere le decisioni.

Giochi di questo genere. ma risultati soddisfacenti. e lo fa semplificando la realtà in modelli che trascurano la catena delle cause e degli effetti oltre un certo orizzonte. e preoccupandosi solo di un certo numero di conseguenze più dirette della scelta è possibile a un'organizzazione calcolare con sufficiente precisione i mezzi rispetto agli obiettivi. che mira a ottenere non i massimi risultati possibili in astratto. Lo studioso che più ha contribuito a chiarirlo. possono essere anche importanti per farla funzionare bene. Questa è la condizione normale in cui si prendono delle decisioni. Comportarsi diversamente non consente di essere razionali: solo selezionando un numero ragionevole di alternative. coordinare per un lungo periodo l'attività di molte persone.è razionale. D'altro canto. stabilire delle procedure continuative per il lavoro da fare. limitandosi cioè ad alcuni aspetti che un attore considera più rilevanti ed essenziali. Così si comportano tanto le persone quanto le organizzazioni come attori collettivi. in un modo che ha influenzato profondamente lo sviluppo degli studi organizzativi è il premio Nobel per l'economia Herbert Simon. Corso di sociologia. pensiamo alla comunicazione rapida e continua consentita dal fatto che due dirigenti sono anche amici. paragona i diversi scopi possibili e i loro rapporti. una persona è più razionale quando agisce razionalmente in vista dei propri scopi o di quelli dell'organizzazione? Si potrebbe aggiungere un paradosso: aspetti non previsti dell'organizzazione. Al tempo stesso troveremo nuove implicazioni più generali che ci permetteranno di considerare meglio le organizzazioni nella società. perché impone agli attori che ne fanno parte di comportarsi in modo razionale.un obiettivo che sembra interessare in genere i dirigenti . Altri gruppi che non sono entrati nella coalizione dominante saranno sacrificati o meno avvantaggiati. perché si finirebbe per non decidere più. Marzio Barbagli. a discutere quella affermazione. acquisendo un certo numero di informazioni. Simon non contraddice in astratto un'idea generale di razionalità come quella di Weber. Ce n'è abbastanza per farci dire che A concetto di razionalità e il suo uso sono più complicati di quanto non sembrasse a prima vista. Dobbiamo anzitutto ricordare la definizione di azione razionale rispetto allo scopo. considera gli scopi in rapporto alle conseguenze che potrebbero derivarne.txt gli azio116 CAPITOLO 4 nisti la distribuzione di un certo ammontare di dividendi. La razionalità dunque è sempre una razionalità limitata. cioè di compiere azioni con quei caratteri. e dunque elementi irrazionali nel suo schema. Per esempio. 7. come il fatto che un'impresa deve continuare a produrre e vendere per ottenere un profitto altrimenti fallisce. tale però da lasciare abbastanza margini per buoni investimenti necessari a ingrandire l'organizzazione . Un'azione è di questo tipo se chi agisce valuta razionalmente i mezzi rispetto agli scopi che si propone. La razionalità limitata è la razionalità possibile e concretamente perseguibile in normali condizioni di Pagina 62 . E impossibile infatti avere una conoscenza completa e una previsione di tutte le conseguenze che discendono da una eventuale scelta.la burocrazia .1. e i suoi obiettivi si ridefiniscono con lo sviluppo di un nuovo settore. in conclusione. La razionalità organizzativa e i suoi limiti 7. così come è impossibile avere in mente tutte le alternative. ottenendo così efficacia ed efficienza. devono tenere conto dell'insieme delle regole e dei vincoli che una determinata organizzazione pone. La burocrazia è dunque razionale. comunque. sono emerse le conseguenze inattese della burocrazia. se le persone interagiscono con l'organizzazione. ma sostiene che è necessario prendere sul serio l'affermazione che il comportamento reale non la raggiunge praticamente mai. In questo modo l'organizzazione assume la decisione su come destinare il profitto realizzato. Successivamente abbiamo però messo in luce diverse questioni che ci hanno fatto riflettere. Il concetto di razionalità limitata Il punto di partenza per il nostro percorso è stata l'affermazione di Weber che l'organizzazione moderna .Arnaldo Bagnasco.e un certo aumento di stipendio a gruppi di tecnici e impiegati impegnati in un settore dell'organizzazione che deve essere coinvolto nei piani di espansione. secondo Weber. che proponendosi la massima efficienza a volte ottiene inefficienza. E miglior modo per non ottenere un risultato è proprio quello di pretendere di conoscere tutte le possibili alternative e conseguenze di una scelta prima di prenderla. Le cose che sono state dette successivamente potranno apparire meglio sistematizzate e più chiare se torniamo. mettere in opera dei sistemi di controllo per osservare se gli obiettivi si stanno raggiungendo. Alessandro Cavalli.

Ciò che si riuscirà a ottenere non sarà mai una perfetta coincidenza di obiettivi. Questo è ovvio. ma può essere anche molto impegnativo. in relazione a obiettivi condivisi e chiari. Pagina 63 . incrementale.ca [Lindblom 1977. la necessità di aggiustamenti progressivi. Il primo effetto che si avrà mettendosi al lavoro con questo atteggiamento sperimentale sarà di cominciare a vedere meglio i termini dei problemi e spesso di trovare con più facilità i mezzi di cui si ha bisogno.2. ma un compromesso dal quale dipenderanno concretamente l'adattamento degli obiettivi e l'efficienza dell'organizzazione. i quali possono essere poi realizzati senza cambiare programma e senza più intoppi. Gli uomini descritti da Merton o da Crozier non guardano molto lontano. la possibilità di trovare in un momento successivo mezzi e occasioni che prima non si vedevano o non erano disponibili. che devono essere fornite sufficienti informazioni a chi deve in una certa posizione prendere una decisione. ne deriva però una conseguenza interessante: se si vuole che tanto l'organizzazione. Razionalità individUale e collettiva 7. la razionalità di una decisione individuale o di una decisione dell'organizz azione sono dello stesso genere: tanto l'attore individuale che quello collettivo devono avere sufficiente informazione. 1958. Dal punto di vista formale. significa che un'organizzazione non può essere razionale se non si comportano razionalmente le persone che ci lavorano. 1979. ma vale comunque anche qui il principio della razionalità limiiata. come attori individuali siano razionali. Uno sviluppo del concetto di razionalità limitata può essere considerata la distinzione fra razionalità sinottica e razionalità incrementale o strategi. come attore collettivo. e il termine sempre accompagnato da un aggettivo: razionalità limitata. possibilità di carriera. Il gioco può continuare distinguendo la razionalità individuale (o delle persone) e la razionalità collettiva (o dell'organizzazione). Proviamo a chiarirla. cercando accordi e soluzioni soddisfacenti. XXIIII. non hanno all'inizio idee assolutamente chiare e esattamente coincidenti. it. sconta il caso normale dell'incertezza ambientale e si riferisce ad attori che. giuste le cose dette. solo raramente ci si può avvicinare a condizioni del genere. vale a dire della rispondenza ai criteri detti prima. tanto più è necessaria una razionalità incrementale per poter ottenere dei risultati. predisponendo i mezzi necessari ai fini. sinottica. chiarire le alternative. che quanto più l'ambiente è stabile e prev resta comunque vero ydibile tanto più è possibile pensare in termini di razionalità sinottica. quanto le persone. Anzitutto. La prii-na è la razionalità che ha in mente Weber in astratto e a proposito della burocrazia.txt incertezza [Simon 19571. L'organizzazione cerca di ottenere ciò con incentivi che spingano le persone a partecipare (stipendio. 3541. Con questo secondo significato avviciniamo però anche un nuovo e più difficile aspetto del problema del rapporto fra razionalità individuale e razionalità collettiva. Quanto più l'ambiente è instabile. Corso di sociologia.Arnaldo Bagnasco. Le configurazioni organizzative non burocratiche che abbiamo visto sono state appunto studiate per lasciare agli attori la possibilità di comportarsi secondo regole di razionalità incrementale. La razionalità incrementale. perché vuol dire più cose. Marzio Barbagli. significa anche che gli obiettivi dell'organizzazione e delle persone devono armonizzarsi. . essere coerenti rispetto ai propri obiettivi. Essa riconosce dunque. «l'organizz azione deve essere tale da permettere che una decisione soggettivamente razionale rimanga razionale quando è riesaminata dal punto di vista del gruppo» [Simon 1957. senza possibilità o senza fare lo sforzo di guardare molto oltre alle conseguenze che si combinano in azione collettiva. che il concetto di razionalità debba essere usato sempre in un senso relativo. Poste così le cose. Significa infatti. un buon ambiente di lavoro. it. Questo è il motivo per cui la burocrazia meccanica di Mintzberg tende in certe condizioni a essere la configurazione organizzativa più efficiente. Nelle organizzazioni le persone orientano in genere i loro comportamenti sulla base di quanto richiesto dalla posizione che occupano. di cambiare dunque anche obiettivi per strada. invece. mentre spesso l'accentramento gerarchico rende gelosi i dirigenti sulla diffusione delle informazioni. Come sappiamo. per esempio. definiti alcuni obiettivi di massima. Questa di Simon è una frase elegante e complicata. trad. In secondo luogo. e che consiste nel poter fare inizialmente delle scelte che tengano conto di tutti i dati rilevanti. e co@ì via). Razionalità individuale e razionalità collettiva Sembra dunque. Alessandro Cavalli. cap. trad. come spesso succede.

Il concetto di razionalità sostanziale serve dunque a far prendere sul serio l'affermazione di Simon che la razionalità organizzativa è sempre una razionalità limitata. mentre nuove condizioni possono rendere possibile e dunque accessibile alla razionalità limitata un obiettivo (un fine) che prima non lo era. La razionalità funzionale è quella di chi si adatta a ordini ricevuti eseguendoli senza errori. il quale serve a mostrare che in quei casi la razionalità delle persone è stata sacrificata in un ambito troppo angusto. Al limite. la scelta fra fini diversi è un problema culturale o politico. ma per Mannheim. Il direttore generale di un mobilificio che deve decidere un investimento per aumentare la produzione valuterà le diverse offerte dei commercianti di legname. anche rispetto ad altre possibilità. che richiede una discussione su cosa sia preferibile e procedure condivise per definire e far accettare una scelta. capaci di risolvere Pagina 64 . ma non troppo. ma dobbiamo anche attrezzarci per poter considerare eventuali svantaggi. Quanto più un tipo di scelte organizzative mette in questione interessi generali o ideali profondi. non promuove allo stesso tempo la razionalità sostanziale. la più razionale delle organizzazioni può perseguire il più stupido o folle degli obiettivi. La razionalità sostanziale tende per queste vie a controllare e orientare la razionalità funzionale. a meno che non sia a ciò motivato. lo abbiamo visto. Lo sviluppo delle organizzazioni aumenta la sfera delle attività funzionalmente razionali. Questo ha i vantaggi che abbiamo visto. non lascia dunque guardare troppo lontano. ma non introdurrà il problema della distruzione delle foreste. o che non lo è quella organizzazione. 1959. una società di perfette organizzazioni può anche essere una società che non è capace di interrogarsi su dove stia andando. Se confrontare il rapporto fra mezzi e fini è un problema tecnico. e che da solo non può cambiare i gusti delle persone o il loro senso di responsabilità verso la natura. ma piuttosto di conoscerle bene. e se quindi sono aperte maggiori possibilità di giochi personali. A questo riguardo diventa utile la distinzione concettuale di Mannheirn fra razionalità sostanziale e razionalità funzionale [Mannheim 1935-19401. senza discuterli. Marzio Barbagli.Arnaldo Bagnasco. non è razionale che un attore si ponga problemi impossibili da affrontare da solo. limitandosi ad alcuni aspetti ritenuti essenziali. vincolate o promosse da leggi. la normale razionalità organizzativa. che solo una diminuzione della domanda di mobili o dell'offerta di legname possono razionalmente entrare nei suoi calcoli. Ma anche l'evoluzione della cultura incide su cosa possa essere considerato da questo punto di vista un problema e sui modi di affrontarlo: basti pensare al fatto che il rispetto della natura comincia a essere un problema sentito dalla gente. considerando che senza organizzazioni efficienti una società al nostro grado di sviluppo economico e culturale è letteralmente impensabile. Corso di sociologia. Nelle nostre società tutelare i criteri di interesse generale è per principio compito delle istituzioni democratiche. Alessandro Cavalli. Del resto. 551. da quello di Merton. razionalità sostanziale è quella di chi cerca di comprendere come diversi aspetti di una situazione siano collegati fra loro. tenderà anche a non includere nelle conseguenze da considerare aspetti per lui anche soltanto difficili da gestire. senza che le persone che ci lavorano si sentano responsabili. A sua volta. così come la ricerca scientifica sugli equilibri ecorogici e su aspetti tecnici della convivenza di miliardi di persone in un mondo con risorse finite richiede organizzazioni molto efficienti. in questo senso è «un atto di coscienza». abbiamo bisogno del concetto di razionalità sostanziale. La razionalità limitata. Egli sarà orientato a dire che se non produce lui quei mobili lo farà un altro. per cui sarebbe opportuno diminuire l'uso industriale di legnami pregiati. «la razionalizz azione funzionale non aumenta per nulla la razionalità sostanziale» [Mannheirn 1935-1940. o a procedure e obiettivi stabiliti. Se vogliamo dire che questa società non è razionale.txt Anche se i vincoli sono meno definiti. spingendo anzi al conformismo e alla incapacità a pensare in modo autonomo: di per sé. poi. trad. tanto più quelle scelte tendono a essere discusse su giornali e libri. Ricordiamo che per essere razionale un'azione semplifica la realtà trascurando la catena delle cause e degli effetti oltre un certo orizzonte. In effetti. it. lo stesso vale anche al vertice dell'organiz z azione. Un dirigente può essere così motivato a porsi un problema difficile. interrogandosi sul loro significato e valutandoli in base ai propri criteri di giudizio. L'attore. Possiamo così dire che egli tende al conformismo. che può essere risolto verificando che non ci siano errori di calcolo. anche la scelta e il controllo democratico hanno bisogno dell'organizzazione statale. Possiamo concludere dicendo che non si tratta allora di demonizzare le organizzazioni. anche se in un senso un po diverso.

Possiamo cercare di identificare le caratteristiche che ricorrono più frequentemente nell'uso che i sociologi fanno di questa categoria concettuale. l'esecuzione di riti o sacrifici. Nel primo caso. In primo luogo. è necessario che ci si ponga il fine di raggiungere lo stato di grazia. attraverso il lavoro. per realizzare i quali gli esseri umani devono perseguire dei fini di ordine inferiore che quindi a loro volta sono nello stesso tempo fini e mezzi. mete o scopi) sono legati tra loro come in una catena: i valori sono i fini ultimi 124 CAPITOLO 5 dell'azione. quindi. oppure lo sfruttamento. sia per indicare qualcosa di reale di cui si teme la perdita. ma che non si lasciano definire con precisione e assumono significati diversi a seconda dei contesti in cui vengono usati. Alessandro Cavalli. sia ultraterreno. sono sempre in qualche misura trascendenti rispetto all'esistente. Se il valore è la sicurezza. In economia è valore tutto ciò che è desiderabile e richiede uno sforzo. indicano cioè un dover essere che va al di là deTessere. e deve. Valori e fini (oppure. In terzo luogo. i primi servono per descrivere o spiegare. potremmo dire che in filosofia morale. Nel linguaggio della filosofia e delle scienze sociali. il quale. Anche in sociologia troviamo una pluralità di significati a seconda dello statuto che le varie teorie assegnano alla categoria dei valori. un costo. se non riguardano qualcosa che si ha e si teme di perdere. A furto o la rapina. nel primo caso ' i valori stimolano l'impegno per la loro realizzazione su questa terra e favoriscono un atteggiamento attivo e positivo nei confronti del mondo. pur essendo talvolta visto come luogo di sofferenza e di dolore («una valle di lacrime»). Marzio Barbagli. La natura trascendente dei valori fa sì che essi plasmino le «visioni del mondo» e siano quindi strettamente legati alle idee religiose e alle concezioni del bene e del male. cioè alla morale. In antropologia culturale i valori indicano tutto ciò che in una cultura è ritenuto buono. i secondi per esprimere valutazioni su qualche oggetto o fenomeno. da una disciplina all'altra e anche all'interno di ogni singola disciplina. L'orizzonte in cui si collocano i valori può essere sia terreno.Arnaldo Bagnasco. per lo scienziato sociale i valori esistono come «fatti sociali» in quanto. Che cosa sono i valori? Il concetto di valore appartiene a quei concetti di cui non si può fare a meno. Se l'azione è orientata. ma che non è. o non è ancora. Corso di sociologia. In secondo luogo. una tensione verso uno stato di cose ritenuto ideale e desiderabile. un impegno. H quale a sua volta è perseguibile attraverso la preghiera. il valore orienta l'azione in vista della sua realizzazione. tra loro apparentati. essere migliorato. e solo in quanto. il concetto di valore assume significati diversi anche se. al valore della salvezza dell'anima. in qualche modo. giusto e apprezzabile. Semplificando molto. nella ffiosofia della scienza si parla di valori per distinguere enunciati di fatto ed enunciati di valore. A valore incarna l'idea del bene. ad esempio. Se il valore da realizzare è il benessere materiale è necessario perseguire il fine dell'accumulazione della ricchezza. Nel linguaggio comune si parla di valore sia per indicare qualcosa che non Valorì appartiene al mondo delle cose reali ma alla sfera degli ideali e dei desideri. 9 valore corrisponde a qualche ideale di bellezza. i valori. realizzato. i valori favoriscono invece un atteggiamento passivo nei confronti del mondo. nel secondo caso. oppure una condotta di vita conforme alle prescrizioni divine. La cultura e le regole della società 2rT 11 i l. Il concetto di valore è quindi polisemico e il suo significato varia a seconda dell'uso. nel secondo caso orienta l'azione in vista della sua difesa. per essere realizzato o acquisito. può. distingue tra «ascesi mondana e extramondana» si riferisce al diverso orizzonte di realizzazione dei valori. come vedremo meglio nel cap. la perfezione può essere raggiunta soltanto attraverso la fuga dalle cose mondane e i valori trovano la loro realizzazione compiuta solo «nel regno dei cieli» Quando Max Weber. in estetica.txt problemi che nessun singolo ricercatore a casa sua potrebbe mai neppure sognarsi di affrontare. è necessario che si perseguano i fini di protezione dalle calamità e di difesa dai nemici. X. i valori appaiono come orientamenti dai quali discendono i fini delle azioni umane. in contrapposizione al male. vengano fatti propri da individui o gruppi sociali Pagina 65 .

così come vi sono valori che declinano e valori che emergono. Il valore della «pace» è diventato «universale» dopo che l'umanità è emersa dalla Il guerra mondiale. la dignità e l'onore dei popoli . A ben vedere si tratta di controversie sull'interpretazione del valore della vita ma non sul suo «essere» valore universale. l'affermazione di Marx presenta anche un severo limite in quanto sembra escludere la possibilità di valori «universalmente» condivisi nell'ambito di una cultura e di un'epoca e che non siano semplicemente riconducibili ai rapporti di dominio tra le classi. Ciò appare evidente quando a tali valori vengono associati i disvalori corrispondenti. le stesse forze armate interpretano il loro ruolo come «forze di pace» (e il ministero della Guerra è diventato A ministero della Difesa). Tuttavia. Pagina 66 . da allora l'esaltazione della guerra come valore sul quale si misura la virtù. Facciamo alcuni esempi.non è più sostenuta neppure dagli esponenti del potere militare. Come i naviganti nell'antichità se glievano le stelle in base alle quali orientare la rotta della propr)iá nave. che siano prodotti nell'ambito di processi storici di lungo periodo e che siano l'esito della lotta tra classi. il disprezzo della vita propria ed altrui.presente nella cultura europea della prima metà del secolo . Questa collocazione non è stabile. così individui e gruppi scelgono i valori che guidano il loro agi re.1. In questo grappolo di valori diventati «universali» si può includere anche un valore sul quale in tutto il mondo in epoca recente si sono sviluppate veementi controversie e che quindi.un'egemonia culturale sulle altre classi e quindi sull'intera società [Gramsci 19491. le quali a loro volta riflettono interessi diversi. più o meno consapevoli.Arnaldo Bagnasco. Queste tendono. In quarto luogo. Ciò non vuol dire che l'affermazione della forza e la violenza siano scomparse nei rapporti tra le persone. stati.per dirla con Granisci . Corso di sociologia. un'esaltazione della «morte» e del «sacrificio di sé» come valore. se non interviene un movimento di rottura rivoluzionario. b) apre la strada alla considerazione dei «valori» in termini di «ideologia»: se i valori dominanti sono quelli della classe dominante. nulla garantisce che la guerra non venga ancora celebrata come un valore. vuol dire che essi vengono fatti propri in qualche modo anche dalle classi dominate. da individui e gruppi mediante processi. proprio per questa ragione. corrispondono i valori della «reciprocità e del rispetto» e la svalutazione della «violenza» nei rapporti interpersonali.txt i quali orientano in base ad essi il loro agire. Non c'è più nella nostra cultura. Di tali valori «universal.Valorì universab mente» condivisi si possono evidentemente dare interpretazioni diverse. ma alla luce dei valori e degli interessi di coloro che h opprimono. Al valore della «pace» nei rapporti tra i popoli. Valori universali e valori particolari In un celebre passo de L'ideologia tedesca. Questa trasformazione non è una semplice ipocrita operazione di facciata. Alessandro Cavalli. ma è 9 risultato di un cambiamento di valori che ha condotto all'inserimento della pace nel novero dei «pochi» valori universali. ecc. questa. La classe dominante esercita . ad interpretare il mondo non alla luce dei propri valori e interessi. Marzio Barbagli. alla quale ha contribuito non poco la lotta delle donne per la parità dei diritti. nella sfera del potere che a sua volta dipende dai rapporti di produzione). in altre parole indica che ciò che avviene nella sfera dei valori deve essere messo in relazione (nel caso di Marx in una relazione di dipendenza unilaterale) con ciò che avviene in altre sfere (in particolare. mano a mano che gli orrori della guerra si allontanano nella memoria collettiva dei popoli. in ogni società in ogni dato momento storico esistono più costellazioni di valori. come vi è stata in altre culture o in altre fasi storiche. il valore della «vita» Le controversie alle quali si allude sono evidentemente quelle sull'aborto. sembrerebbe non essere universalmente condiviso. i valori vengono fatti propri. adottati. ma ciò non toglie nulla alla loro «universalità». di scelta. gruppi di interesse. Si può invece formulare l'ipotesi che tali valori esistano. un'affermazione. Questa affermazione è utile per due ragioni: a) stabilisce un collegamento tra «dominio» tout court (economico-sociale-politico) e «dominio culturale». In questo senso i valori sono sempre «soggettivi» in quanto esistono perché vi sono dei «soggetti» che h scelgono. ma soltanto che incontrano una crescente disapprovazione sociale. a volte fortemente integrati tra loro. a volte in competizione e conflitto. Karl Marx afferma che i valori dominanti di una società sono i valori della classe dominante. In questo senso i valori diventano forze operanti poiché forniscono le motivazioni dei comportamenti. 1. Come vedremo fra poco. ma sono anche «oggettivi» poiché le costellazioni di valori sono prodotte da dinamiche sociali di lungo periodo riconducibili all'intreccio dell'agire di una pluralità di soggetti.

una struttura ad albero rovesciato in cui ogni ramo e ogni foglia è appesa. Marzio Barbagli. usando un'altra metafora. il grado di integrazione può cambiare nel tempo. cioè facciano parte di un medesimo ordinamento. Tuttavia. delle costellazioni di valori. sono i valori che presidiano i confini del vivere civile. oppure i diversi sistemi possono coesistere pacificamente l'uno accanto all'altro. come gli articoli acquistati su un carrello di supermarket. i valori universali sono quelli nei quali una civiltà si riconosce e chi non lì accetta si mette ipsofacto al di fuori di quella civiltà. suH'interpretazione dei quali possono nascere. Ciò non è più vero per società differenziate e complesse ed è quindi importante analizzare se e come i diversi valori «stiano insieme». Nella nostra società.Arnaldo Bagnasco. cioè «di tutti». ma che non per questo possono essere esclusì dal novero dei valori universali. i gruppi che ne sono portatori entrano essi stessi in conflitto. ecc. Nello studio della dinamica dei valori è importante cogliere il processo di «farsi» dei valori universali e quindi il loro maggiore o minore grado di universalità. più o meno attive. ma ciò è in conflitto col valore della giustizia in base al quale ogni studente deve essere valutato in base alle sue prestazioni. Un medico potrà senz'altro avere interiorizzato il valore della sincerità che impone di dire comunque sempre la verità. Corso di sociologia. Alessandro Cavalli. da gruppi umani concreti. Oppure. i conflitti più accesi. Quando sistemi di valori o singoli valori sono in conflitto tra loro. Possiamo dire che più una società è differenziata e più sono i gruppi portatori di interessi e valori diversi. Giova ripetere che l'affermazione di questi valori come valori universali non ha nulla di irreversMel di pacifico e graduale. della dignità della persona umana. eppure si troverà spesso in situazioni Pagina 67 . ad esempio. e quindi sorretta. intessuti di lotte condotte storicamente. Ciò era vero anche per le società del passato. Empiricamente. una struttura a grappolo. così come possono essere ammucchiati alla rinfusa. Integrazione e disintegrazione nella sfera dei valori Noi viviamo in una società e in un'epoca caratterizzata dal pluralismo dei valori. definiscono la natura del «patto sociale». oppure vi può essere una congerie pluralistica di valori scarsamente connessi tra loro. Durante un compito in classe. e di fatto nascono. dell'uguaglianza. VALORI. Anche il linguaggio comune riconosce che vi sono «valori ultimì» e che i valori sono organizzati per ordinamenti gerarchici di superiorità/inferiorità. oppure ve ne possono essere più di uno in irrimediabile conflitto tra loro (Max Weber parla in proposito di politeismo dei valori). Possiamo immaginarci che in una piccola società rurale in epoca preindustriale. NORME E ISTITUZIONI 127 1. nella mente degli uomini. possiamo parlare di sistemi di valori. inoltre. dalle radici. di cui è arduo individuare il grado di compatibilità/incompatibilità. ad esempio. in cui vi è un valore (relativamente) ultimo. non è il risultato di processi evolutivi. Possiamo immaginare. ma è il risultato di processi di lungo periodo. In ogni società o epoca. vi può essere un unico sistema di valori imperante e dominante. aumenta la sensibilità degli esseri umani alle situazioni nelle quali viene negato. come gli anelli di una catena mezzi/fini. In breve. la maggior parte degli abitanti avessero grosso modo gli stessi bisogni. In questo caso. Le società umane presentano gradi diversi di integrazione dei valori in sistemi di valori e. ma probabilmente non nella stessa misura. Per Parsons le società «stanno insieme» perché sono «tenute insieme» da sistemi di valori sufficientemente integrati e coerenti.txt Lo stesso discorso vale per i grandi valori della libertà. non necessariamente ciò si verifica. o meno. Si pone quindi il problema della integrazione. che «tiene insieme» l'intera struttura e dal quale «dipendono» tutti gli altri. i valori possono essere organizzati in uno o più sistemi di ampiezza variabile. è assai frequente che i valori della solidarietà nei confronti dei più deboli e della giustizia entrino in conflitto. Anche lo stesso individuo può far propri valori tra loro in linea di principio incompatibili e trovarsi quindi di fronte a situazioni di dilemma etico. conflitto che sarà tanto più aspro quanto minore sarà il numero e l'importanza dei valori condivisi comuni a tutte le parti in lotta. vi sono valori che godono di un grado di condivisione maggiore di altri e il mutamento si coglie in termini di spostamento nella scala che va dai valori condivisi da tutti ai valori condivisi soltanto da minoranze più o meno grandi. la solidarietà tra compagni può indurre i più bravi a far copiare coloro che sono meno bravi. e con alterne vicende. internamente coerenti. gli stessi interessi e gli stessi valori. Quando un valore diventa «universale».2. In altri termini.

»). per la cristianità si tratta di attendere la morte per ciascun individuo e il giorno del giudizio per l'umanità tutta intera. ma riguarda anche. il sacrificio di intere generazioni a beneficio delle generazioni future. sulla stessa linea. e il caso dei valori «ecologicì» è a questo proposito esemplare. ma anche un fine. Il luogo e il tempo della realizzazione dei valori ultimi è nell' oltretomba.a parlare di «morte dei valori» Tuttavia. oppure. per prendere un esempio tratto da un famoso studio di Kohlberg [19811. nel mezzo di tensioni e conflitti anche laceranti. capaci di mobilitare energie e di formulare nuovi criteri per distinguere ciò che è bene da ciò che è male. Antichi valori permangono accanto a nuovi valori emergenti. Questo meccanismo che rimanda ad un domani spostato in un futuro remoto il raggiungimento del valore ultimo della verità. una volta superata ogni residua forma di dominio dell'uomo sull'uomo. Si pensi. e quindi del valore ultimo dell'uguaglianza tra gli uomini.zzonte temporale e mutamento nella sfera dei valori Abbiamo già accennato al problema dell'orizzonte temporale della realizzazione dei valori. Ciò vale anche per il marxismo. NORME E ISTITUZIONI 129 è il prototipo di questo tipo umano che non cede alle lusinghe dell'oggi in vista dei benefici futuri. Accade spesso che le società. a livello di comportamenti individuali. non vuol dire che i valori si siano estinti. Si tratta sempre di linee di tendenza che nascono in un campo di tensioni generate dall'emergere di gruppi che prima e più di altri percepiscono il divario tra «essere» e «dover essere». Per il popolo ebraico si tratta di attendere l'arrivo del Salvatore. Ori. l'affermazione delle società multietniche. è spostata nel tempo in un imprecisato futuro e richiede.cristiana. cioè.Arnaldo Bagnasco. ma lo risparmia per poterlo poi investire per produrre in futuro maggiori profitti VALORI. se non ho i soldi per comperare l'unica medicina in grado di salvare la vita di mio figlio. l'imprenditore che non consuma quello che guadagna. ai valori legati alla tutela della natura che. il fatto che non si possa più parlare di valori dotati di un fondamento assoluto. oggi. nonché il declino delle grandi costruzioni ideologiche (le «grandi narrazioni») fondate su qualche filosofia della storia hanno indotto alcuni soprattutto sulla scia delle filosofie nichiliste dell'inizio del XX secolo e di Nietzsche (1844-1900) in particolare . Esse solo potranno assaporare il frutto della vita autentica. per fare altri esempi. ad esempio. al valore dell'«uguaglianza nella diversità» che è rivendicato dai movimenti femministi. il meccanismo fondamentale del «differimento delle gr@tificazioni» che pone invariabilmente l'agire dell'oggi al servizio jel risultato che si realizzerà solo domani. l'attesa della salvezza eterna o l'attesa dell'avvento della società senza classi. tipico di tutte le religioni della redenzione («verrà un giorno in cui . Corso di sociologia. cap. sostenuti dai movimenti ambientalisti. Come abbiamo visto nel cap. la realizzazione della società senza classi. il riscatto di tutte le ansie e le sofferenze terrene. ha profondamente influenzato tutte quelle forme di pensiero che si fondano su una filosofia della storia. 2. Anche per il marxismo. Il processo di secolarizzazione (v. tra uno stato «reale» e uno stato «ideale». sono oggi condivisi da larghi strati dell'opinione pubblica delle società avanzate. Oppure. Marzio Barbagli. si rendano conto che qualche cosa è dotato di valore solo quando la sua esistenza appare minacciata. Pagina 68 . 11. Si pensi. il tempo/luogo della realizzazione dei valori ultimi è sempre collocato in un remoto futuro. nell'oltre-terra e al di là del tempo. fortemente influenzata dalla tradizione eb raico.. ai valori del rispetto del «diverso» e dell'«altro da sé» che accompagnano. che può essere considerata metaforicamente l'ultima grande «religione» di redenzione della storia..txt in cui si chiederà se sia opportuno o meno dire al paziente tutta la verità in merito alla gravità della sua malattia. Nella civiltà occidentale. che la storia abbia non solo una fine. la dinamica della sfera dei valori è continuamente aliinentata da nuovi movimenti sociali. devo scegliere tra il valore dell'amore paterno o materno (che mi induce a procurarmi comunque la medicina) e 9 valore dell'onestà (che mi impone di non rubare) Infinite sono le situazioni della vita in cui gli individui sono posti di fronte a dilemmi etici e sono costretti a scegliere tra valori ai quali connettono comunque una grande importanza. anzi alla fine dei tempi. Questo meccanismo di «differimento» non riguarda però solo le attese messianiche. Alessandro Cavalli. sull'idea. X) che ha fortemente indebolito l'ancoraggio dei sistemi di valori nelle credenze religiose.

ma. le norme altro non sarebbero che specificazioni dei valori. Possiamo quindi intendere le norme come delle obbligazioni e i valori come delle guide capaci di orientare i comportamenti nell'ambito consentito dalle norme. 3. o non dobbiamo. rispetto al passato anche recente. perdendo il riferimento a «valori ultimi». Se invitiamo a cena un amico. non sappiamo se VALORI.1. la norma: «durante un compito in classe non. almeno. le norme sono quasi sempre interpretabili coine dei mezzi che prescrivono o vietano dei comportamenti in vista di qualche fine/valore e poiché. * si assiste ad un processo di «presentificazione» dell'orizzonte di realizzazione dei valori in cui ogni individuo cerca di realizzare il proprio ideale di «vita buona» nel qui ed ora o. o i sistemi di valori si frammentano.txt In conclusione. In altri casi la regolarità dipende dal conformismo: ci si comporta in un certo modo perché la maggioranza degli altri si comporta proprio in quel modo e non si vedono ragioni per fare diversamente.Arnaldo Bagnasco. la norma «non uccidere» dal valore della vita e così via. In altre parole. sappiamo che la gamma dei comportamenti possibili in quella data situazione è ristretta entro un numero limitato di alternative. prescrizioni per orientare le condotte alla luce dei valori. vale a dire dei valori che sono condivisi dalla grande maggioranza della popolazione. Perché si seguono le norme? Nella vita quotidiana abbiamo continuamente occasione di interagire con altri il cui comportamento ci risulta largamente prevedibile. senza quasi pensarci. altro quindi non sarebbe che un valore ad un livello di astrazione inferiore. Una norma ci direbbe concretamente che cosa dobbiamo. Nonostante queste connessioni. Per alcuni. è importante mantenere la distinzione analitica tra l'orizzonte dei valori (delle mete) e quello delle norme. sempre entro certi limiti. non solo nel linguaggio comune ma anche nei discorsi dei sociologi. Dal valori alle norme Molto spesso. Alla stessa stregua. si possono formulare le seguenti ipotesi per lo studio del mutamento dei valori nella società contemporanea: * nelle società avanzate e moderne. norme e valori (fini) sembrano appartenere alla stessa categoria. si sta allargando il «grappolo» dei valori universali. altro non sarebbe che 9 modo di rendere operativa quella particolare interpretazione del valore dell'uguaglianza che dice che «a ognuno deve essere dato in base ai sui meriti e alle sue capacità». prevedibili perché seguono delle regolarità. e che nutrono gli altri nei nostri confronti.bisogna copiare o permettere che altri copino». Se ci poniamo dal punto di vista dell'attore sociale (sia esso un individuo. la norma «non rubare» discenderebbe direttamente dal valore della proprietà. Le aspettative che nutriamo nei confronti degli altri. il rapporto mezzi-fini può essere visto come una catena in cui ogni anello è nello stesso tempo mezzo rispetto a un fine superiore e fine rispetto a un mezzo inferiore. Alessandro Cavalli. L frequente che in situazioni nelle quali non si sa bene come comportarsi si segua semplicemente Pagina 69 . nell'arco della propria stessa esistenza. Per riprendere un esempio precedente. Secolarizmione Mutamento dei valorì 130 CAPITOLO 5 3. Corso di sociologia. sono all'origine di questa prevedibdir@'n sappiamo esattamente come gli altri si comporteranno. ma sappiamo per certo che non ci porterà in regalo copia delle lettere che una sua vecchia zia ha scritto a sua madre (a meno che io non sia uno storico e che quelle lettere non abbiano un valore come documenti storici) 1 comportamenti sono. Marzio Barbagli. almeno nella maggior parte dei casi. come abbiamo accennato. si continua a farlo. NORME E ISTITUZIONI 131 e che cosa ci porterà in segno di ringraziamento. fare per realizzare un determinato valore. un gruppo o un'organizzazione) le norme si presentano essenzialmente come dei vincoli che prescrivono o vietano certi comportamenti (obbligazioni) e che ne consentono altri (permissioni): tutto ciò che non è vietato è implicitamente permesso. ma tutto ciò che è permesso non è di per sé desiderabile dal punto di vista All'attore. non si traccia una chiara distinzione tra valori e norme. Molte regolarità sono riconducibili ad abitudini quasi meccaniche: ci si comporta in un certo modo perché in situazioni analoghe ci si è sempre comportati così e. ma al loro posto si creano intorno a nuovi valori aree di micro-solidarietà a livello di vita quotidiana e di macro-solidarietà a livello planetario.

In generale. degli insegnanti. molta gente paga le tasse. la maggior parte della gente evita di calpestare le aiuole anche se non c'è nessun vigile urbano nei dintorni che potrebbe dare una multa. si ferma al semaforo quando è rosso e fa fronte agli impegni assunti semplicemente perché ritiene giusto farlo e si sentirebbe in colpa. mentre quasi tutti si sentono in colpa se non soccorrono un amico in difficoltà. del conformismo o delle norme tecniche. è necessario che le norme sociali siano state fatte proprie dall'individuo. dai modelli ai quali ogni individuo fa riferimento e dalle esperienze che accumula nell'ambiente in cui vive. i casi di devianza sono (relativamente) pochi. intenderemo sempre sanzioni negative. inoltre. sia negative.Arnaldo Bagnasco. pagare una multa. a non deviare dalle norme sociali. o almeno a disagio. mentre nelle culture occidentali lo stesso comportamento non suscita se non una blanda riprovazione da parte di persone particolarmente «bigotte» e il farlo non provoca certo alle giovani coppie nessun grave senso di colpa. si può dire che più basso è il grado di interiorizzazione di una norma. è spesso assai più efficace di qualsiasi sanzione esterna. Corso di sociologia. non si saranno presi la briga di denunciarlo e quante volte alla già improbabile denuncia sarà seguita una effettiva condanna? Eppure. L'interiorizzazione delle norme avviene nel corso del processo di socializzazione (v. Per semplicità. sacrificio o perdita per colui che da esse viene colpito. Se un ragazzo e una ragazza si baciano in pubblico in un paese islamico rischiano addirittura di essere lapidati e a nessuno di loro verrebbe in mente di farlo perché si sentirebbero in colpa.txt quello che fanno gli altri nelle stesse situazioni. cioè qualcosa che comporti privazione. se non lo facesse. Come Sanzione vedremo meglio nel cap. ad esempio.che si farebbero bruciare sul rogo piuttosto che venire meno alla parola data. però. con la semplice astensione dal saluto nei confronti dei vicini di casa che violano il codice della cortesia. VIII. l'evasione fiscale. Le norme del codice della strada sono tipicamente poco interiorizzate e molti non le rispetterebbero se non temessero che la loro violazione può esporre al rischio di provocare un incidente. molti salumieri continuano a comportarsi correttamente e. mettiamo in atto un certo comportamento perché quello è un modo tecnicamente adeguato per raggiungere un determinato scopo: se ho il raffreddore mi soffio il naso con un fazzoletto. cioè comportare una pena in caso di deviazione e/o un premio in caso di conformità. vengono in generale interiorizzate in modo molto più debole di altre. Ma la probabilità che alla deviazione da una norma scatti immediatamente una sanzione è spesso assai scarsa. Alessandro Cavalli. Perché il tribunale interno funzioni. Se dovesse solo dipendere dal rischio di incorrere in sanzioni Sanziotú esterne esterne. tanto meno. non suscita in molte persone alcun senso di colpa. mentre altre non si preoccupano minimamente di smentire con le loro azioni le promesse fatte il giorno prima. Le sanzioni esterne sono in molti casi un 132 CAPITOLO 5 deterrente abbastanza efficace per indurre gli uomini. le norme sociali sono tali in quanto i comportamenti che da esse si scostano incontrano invariabilmente qualche forma di sanzione. siano state cioè interiorizzate e quindi trasformate m norme morali. e quindi A livello delle sanzioni interne. Le sanzioni peraltro possono essere sia positive. pur accorgendosi della truffa. se devo appendere un quadro prendo chiodi e martello. Così. In altri casi ancora. rischiare una condanna a tot anni di prigione o finire i propri giorni su una sedia elettrica. Marzio Barbagli. che giudica le nostre azioni e ci fa sentire in colpa quando deviamo da una norma sociale. Sanzioni inteme In effetti. la deviazione dalle norme sociali sarebbe assai più frequente di quanto di fatto non sia. cap. L vero che a nessuno piace essere oggetto di disapprovazione da parte dei propri simili e. il «tribunale interno». alla pena capitale che in certi ordinamenti giudiziari colpisce chi ha commesso un grave delitto. vi sono delle persone. e le donne. Non tutte le culture e non tutti gli individui interiorizzano le stesse norme allo stesso modo. (in questi casi si dice che si segue una norma tecnica). VI) e dipende dagli insegnamenti e dai comportamenti dei genitori. quando parleremo di sanzioni. ad esempio. e più Pagina 70 . ecc. Certe norme. in generale. quando cammina in un parco pubblico. degli amici. A differenza delle abitudini. Quante volte il salumiere sotto casa avrà tentato di barare sul peso della merce senza che i suoi clienti se ne siano accorti e quante volte. Alla stessa stregua. Ad esempio. le sanzioni possono assumere le forme più diverse che vanno dalla blanda disapprovazione sociale che si esprime. in alcuni paesi. Qui ci interessano quelle regolarità di comportamento che dipendono dal fatto che seguiamo una norma o una regola sociale (i due termini si possono usare come se fossero sinonimi).

possiamo seguire le norme per abitudine. indicano ciò che è prescritto o ciò che è vietato nell'ambito di un'attività già costituita. non è solo il timore di subire delle sanzioni. salvo poi.come dice Elster [~1. Avvocati. ma anche perché abbiamo interiorizzato una norma del tutto generale che ci dice che è bene rispettare le norme. i drogati appartengono a questa categoria. VIII. l'applicazione delle norme richiede un'opera di interpretazione. salvo poche eccezioni. proposto dal filosofo americano John Rawls [19671 distingue tra regole costitutive e regole regolatt*ve. Le regole regolative. egli si porrebbe automaticamente al di fuori del gioco e la partita non potrebbe continuare. eppure mettono continuamente in atto comportamenti che la danneggiano: i fumatori accaniti.narrato da Omero nell'Odissea .il cartellino del prezzo che dobbiamo pagare per ogni trasgressione. non c'è bisogno di un arbitro. non ammettono eccezioni e la loro applicazione non richiede in genere un apparato preposto alla loro interpretazione. come in altri giochi dello stesso tipo. e quindi di dover sopportare dei costi. il controllo sociale resta il meccanismo più efficace non solo per fare rispettare le norme. senza la quale il calcio sarebbe un «altro» gioco).Arnaldo Bagnasco. I sistemi giuridici variano moltissimo da società Pagina 71 . si fa legare all'albero della sua nave per non farsi tentare dalle sirene. esse. ma ammettono eccezioni e consentono in genere ampio spazio all'interpretazione. che induce gli individui ad agire in modo conforme alle regole. ma lo fa ugualmente. Quando qualcuno sa bene che cosa non deve fare. Elster [19791 ricorda il caso di Ulisse . eventualmente.txt affidamento si deve fare sulle sanzioni esterne per fare in modo che la norma venga rispettata. tuttavia. un sociologo che si è occupato molto di questo argomento . Tipi di norme E complesso delle norme che vigono in un dato momento in ogni società è estremamente eterogeneo. Molti. ad esempio. la regola del «fuori gioco».il quale. Come vedremo meglio nel cap. ma anche per aiutare gli individui a difendersi dalle proprie tendenze trasgressive. si parla di «debolezza della volontà». presuppongono un apparato per la loro applicazione (potere giudiziario) e per l'amministrazione delle sanzioni da esse previste (istituzioni penali). Come abbiamo visto. Le leggi sono emanate dall'autorità (potere legislativo). gli alcoolisti. nel gioco degli scacchi. Alessandro Cavalli. conoscendo bene la propria debolezza. Marzio Barbagli. che gli esseri umani trasgrediscano a norme e regole. non sembra che il rispetto delle norme sia spiegabile soltanto in base a un calcolo utilitaristico. Le sanzioni. per conformismo. Un primo criterio. arbitri. corti e tribunali devono la loro esistenza al fatto che. Fanno tipicamente parte di questa categoria le regole del gioco (ad esempio. altre norme) appropriate. perché non ci conviene non farlo. Tuttavia. ma già in questo caso l'applicazione delle regole al caso 134 CAPITOLO 5 Norme giuridiche Norme implicite e norme esplicite concreto comporta un certo grado di manipolazione interpretativa e quindi richiede la presenza di un arbitro e dei segnalinee.2. oppure vietano. anche se le hanno ben interiorizzate. Non a caso. Accade. 3. Le prime Regole costitutive pongono in essere delle attività che non esisterebbero all'infuori delle e regole regolative regole stesse. sono . Possiamo indicare alcuni tra i più importanti criteri di classificazione. esterne o interne. Anche nel gioco del calcio vi sono regole costitutive (ad esempio. del gioco degli scacchi): se a qualsiasi giocatore venisse in mente di muovere il cavallo in modo diverso da quello prescritto dalle regole. non solo sono più frequentemente violate. Un secondo criterio distingue il sottoinsieme delle norme giuridiche (le leggi) all'interno dell'insieme più ampio delle norme sociali. poiché le regole non si prestano ad essere interpretate (manipolate) e tutti i giocatori ne sono ben a conoscenza e sanno che mosse consentono. Corso di sociologia. NORME E ISTITUZIONI 133 esterne o interne. ritengono che sia un dovere morale tutelare la propria salute. giudici. Qualcosa di simile ad Ulisse fanno gli «anonimi alcoolistì» i quali si sottopongono ad un rigido controllo reciproco per cercare di sottrarsi al vizio della bottiglia. VALORI. perché è un mezzo per raggiungere le nostre mete. cercare di cambiare le norme che non ci sembrano giuste attraverso le procedure (cioè. invece.

Le «buone maniere». ma se qualche studente comparisse con un elegante smoking susciterebbe sicuramente qualche reazione. soprattutto. di qualsiasi natura. Infine. sia con soggetti esterni. Una troppo stretta vicinanza verrebbe interpretata come una violazione dello spazio personale. Sardegna. noi ci accorgiamo che certe regole esistono solo quando vengono trasgredite. agenti deontoloffici di cambio. Molto spesso nei comportamenti quotidiani si seguono delle regole o delle norme senza neppure esserne consapevoli. molte norme valgono soltanto per gli appartenenti a determinati gruppi sociali e regolano i rapporti sia afl'interno del gruppo. nel caso di gravi violazioni del codice deontologico. dopo tutto. senza dover riflettere più di tanto si adeguano alle VALORI. in altre circostanze. notai. in opposizione alla morale e al sistema normativo delle società entro le quali si formano. dell'area mediterranea e balcanica (Corsica. Norbert Elias ha illustrato come i canoni delle «buone maniere» si siano sviluppati negli elaborati cerimoniali delle corti aristocratiche in epoca premoderna e come. La mafia.) che stabiliscono i principi e le modalità ai quali si devono attenere gli appartenenti nell'esercizio delle loro attività professionali. o meglio. ecc. Montenegro) vigono ancora oggi residui di codici d'onore delle antiche società agro-pastorali che impongono l'obbligo della vendetta per i torti subiti personalmente o dai membri della propria famiglia e chi si sottrae a quest'obbligo diviene oggetto di pubblica esecrazione e Pagina 72 . NORME E ISTITUZIONI 135 norme implicite della situazione stessa e si aspettano che gli altri facciano altrettanto. a meno che ciò non avvenga in luoghi specializzati p-"ueste funzioni. ha un proprio codice d'onore che contempla regole molto rigorose. di tali sistemi normativi.anche se vari autori hanno cercato di codificarli . vi erano norme esplicite che vietavano di sputare per terra. Albania. riterremmo legittima solo nel quadro di una relazione di grande intimità. In alcune società. ad esempio. ad esempio. siano rimasti a fondamento del vivere civile fino ai nostri giorni [Elias 19691. Un esempio di tali norme. soprattutto da parte degli uomini.txt a società e. ognuno ha il diritto di non respirare l'alito del proprio interlocutore. sulla base di specifiche etiche professionali. In questi ambiti circoscritti.Buone maniere plicemente i canoni del «buon gusto» . semplicemente perché le si danno per scontate. ma rimane comunque sconveniente immettere nell'ambiente escrementi del proprio corpo. vale a dire. ad esempio. l'uccisione del colpevole. non vale su un autobus affollato. dotati di propri organi che hanno un potere sanzionatorio nei confronti dei membri (possono. Questa norma sulla distanza. Oggi tali divieti sono scomparsi. le norme del «galateo» o sem. Quando era in uso. un altro importante criterio per classificare le norme sociali riguarda l'ambito entro il quale sono in vigore. non c'è nessuna norma esplicita. commercialisti. Una ulteriore distinzione che è importante fare è quella tra norme implicite e norme esplicite. i gruppi professionali godono di una notevole autonomia normativa che consente l'esistenza di veri e propri sistemi giuridici specializzati. Gli esseri umani sviluppano precocemente una notevole sensibilità che suggerisce loro come devono comportarsi (che regole seguire) in una data situazione. la cui violazione viene punita in genere con la più inappellabile di tutte le sentenze. come è ben noto. Possiamo dire che ogni sistema giuridico è coinvolto in continui processi di mutamento nei quali nuove norme vengono prodotte e applicate e vecchie norme cadono in disuso o vengono formalmente abrogate. Marzio Barbagli. ragionieri. evidentemente. ma non solo. In realtà. variano nel tempo nell'ambito della stessa società. Anche le organizzazionì criminali possono sviluppare una loro etica e un loro codice normativo. radiare il colpevole dall'albo professionale e interdirgli così l'esercizio della professione). avvocati.Arnaldo Bagnasco. automaticamente questi si allontana per ristabilire la distanza appropriata. ovviamente.sono normalmente seguiti dalla maggior parte delle persone senza bisogno che vengano esplicitati. Quando parliamo con una persona. dove siamo disposti ad accettare una vicinanza coi corpi degli altri viaggiatori che. seguiamo implicitamente una regola che ci dice che non possiamo avvicinarci troppo al nostro interlocutore e se lo facciamo. se non in determinati contenitori appositamente collocati negli angoli degli spazi pubblici. che vieti di andare a lezione indossando un abito da cerimonia. Corso di sociologia. sono i codicì deontologicì degli ordini Codici professionali (medici. A parte le leggi che vigono nell'ambito territoriale sul quale esercita la sua sovranità l'autorità che le ha emesse. masticare tabacco. Alessandro Cavalli. nonostante si siano in seguito modificati.

o pretendono di regolare. a quella che abbiamo prima indicato come «dilemma etico». il caso di uno scienziato che abbia scoperto una sostanza che lascia intravedere la possibilità di una cura efficace contro il cancro. b) vi sono norme contraddittorie per cui la stessa azione è nello stesso tempo prescritta da una norma e vietata da un'altra. il caso di assenza di norme che priva gli individui di punti di riferimento normativi si avvicina alla situazione che Durkheim ha VALORI. ad esempio. Si potrebbe pensare che una situazione di assenza di regole sia quella nella quale l'individuo può esprimere al massimo grado la propria volontà. un'altra norma gli impone di non divulgare notizie che farebbero crescere speranze ancora infondate nei malati di cancro. Lo stesso sistema giuridico di un qualsiasi stato moderno . la loro assenza lascia spesso gli esseri umani in una condizione di Isorientamento e quindi in preda a pulsioni che non sono più in grado di controllare e che. ha il sopravvento sulle altre. Nel primo caso.che come abbiamo visto è un sottoinsieme dell'insierne più vasto delle norme sociali . egli dovrà stabilire una gerarchia per individuare quale norma. Inoltre. NORME E ISTITUZIONI descritto col concetto di anomia. Coerenza e incoerenza dei sistemi normativi Parlando di valori. sanno cioè quali sono i vincoli che le norme sociali pongono al loro agire. 4. rispondenti alle mutevoli esigenze della società. tipicamente esemplificato dal cittadino di fronte al modulo della dichiarazione dei redditi.omplesse dove molteplici sono le istanze capaci di stabilire e applicare delle norme. -tut.txt disprezzo. quella che gli lascia il massimo di libertà. si scatenano comportamenti sregolati e la società stessa rischia la disgregazione. Robert K. Marzio Barbagli.è pieno di incoerenze e contraddizioni proprio per A fatto che si è formato attraverso la stratificazione nel tempo di leggi diverse.Arnaldo Bagnasco. ma che richiede ancora lunghi anni di sperimentazione prima che tale efficacia possa essere adeguatamente provata sul piano scientifico. Se intendiamo la libertà come la Pagina 73 . delle sue classi dirigenti. ma certo questo non è il caso delle moderne società c. Alessandro Cavalli. Merton [19761 parla in proposito della contemporanea presenza di norme e contro-norme. Lo stesso si può dire delle norme e dei sistemi normativi. In realtà. Il codice deontologico della comunità scientifica gli imporrebbe di comunicare subito la sua scoperta perché in tal modo potrebbe aiutare il lavoro dei suoi colleghi che stanno compiendo ricerche nella stessa direzione e ricevere da loro utili suggerimenti per il proseguimento delle sue ricerche.tavia. gruppi e istituzioni che costituisce la società. abbiamo prima notato che in ogni società vi è una pluralità di valori. Per Durkheim l'anornia è caratteristica di una condizione oggettiva della società in situazioni di crisi e di mutamenti rapidi e convulsi dove gli ordinamenti normativi non sono più in grado di incanalare i comportamenti individuali. solo il ricorso agli esperti consente al «laico» di districarsi nei meandri della legislazione. al limite. la fitta rete di relazioni tra individui. In questi momenti o fasi storiche. egli potrebbe essere indotto ad anticipare la pubblicazione della notizia per «bruciare sul tempo» altri ricercatori che potrebbero giungere agli stessi suoi risultati e quindi privarlo del prestigio e dei vantaggi derivanti dall'aver fatto la scoperta per primo. Anche se in genere gli individui nella maggior parte delle situazioni sanno che cosa è vietato e che cosa è permesso fare. dei gruppi sociali in competizione per far valere i propri interessi. Prendiamo. c) vi è una carenza di norme e quindi l'azione non trova chiari punti di riferimento normativi. E. Nel secondo caso. nel caso concreto. trovano spesso difficoltà ad orientarsi nella giungla di leggi e leggine che regolano. non è infrequente che si verifichino situazioni nelle quali: a) vi è un eccesso di norme. Infine. l'ordine morale che regge l'impianto normativo si infrange. altri in palese contraddizione e conflitto tra loro. anche se le norme sociali possono essere vissute come costrizioni che limitano la libertà deH'individuo. Corso di sociologia. Forse 136 CAPITOLO 5 non è mai esistita una società dotata di un unico sistema normativo internamente coerente. cioè gli esperti specializzati nello studio e nella interpretazione dei sistemi giuridici. Gli stessi giuristi. possono condurre anche al suicidio. si presenta invece una situazione simile Dflenuna etico. Di fronte a imperativi contraddittori. alcuni integrati tra loro in modo da formare insiemi e sistemi coerenti. All'anomia come condizione oggettiva corrisponde una condizione soggettiva.

un'istituzione non presenta ancora i tratti che fanno di essa un'istituzione compiuta e.). come sinonimi. da tali norme. nel corso della loro storia. t utile. Iff grado di istituzionalizzazione di un sistema di regole dipende da diversi fattori: dalle forme flessibili o rigide del controllo sociale che ne garantiscono l'osservanza. ma. oppure da consuetudini. Il fatto che in ogni società non vi sia un unico sistema di norme integrato e coerente. 5. Il concetto di istituzione Sia nel linguaggio comune che nel lessico delle scienze sociali il concetto di istituzione copre una gamma di fenomeni molto eterogenea. Non basta cioè che in una qualsiasi società si rilevi la presenza di regolarità nei comportamenti dei vari membri perché si possa parlare dell'esistenza di istituzioni. dal tipo e dall'intensità delle sanzioni che premiano la conformità o puniscono la trasgressione. non vuol dire evidentemente che i comportamenti effettivi non si scostino. Dire che le istituzioni riguardano norme a carattere vincolante. mentre ciò vale per un'organizzazione.txt possibilità di scegliere il proprio percorso tra alternative diverse. Alessandro Cavalli. inoltre. Il processo di istituzionalizzazione Nel definire che cosa sono le istituzioni abbiamo indicato che si tratta di modelli di comportamento dota * di cogenza normativa. Nel linguaggio comune per istituzione sì intende generalmente un apparato preposto allo svolgimento di funzioni e di compiti che hanno a che fare con l'interesse pubblico. Ogni istituzione comporta tuttavia la presenza di qualche forma di controllo sociale (v.1. Le istituzioni si possono infatti ordinare lungo un continuum a seconda del grado di istituzionalizzazione raggiunto e. dal grado in cui le norme vengono di fatto osservate Pagina 74 . il digiuno rituale. quali l'educazione dei nuovi membri (istituzioni scolastiche). cap. dal grado di accettazione di tali regole da parte della società nel suo complesso. talvolta in modo anche cospicuo. ecc. nel linguaggio comune. il linguaggio. anche il tabù dell'incesto. tuttavia si riferiscono ad aspetti diversi della stessa realtà.Arnaldo Bagnasco. comunque inteso. Nelle scienze sociali per istituzioni si intendono modelli di comportamento che in una determinata società sono dotati di cogenza normativa. Questi due concetti vengono spesso usati. pena la dissoluzione dell'istituzione stessa. Rispetto al linguaggio comune. dal grado di informazione in merito alla loro esistenza che ne hanno gli attori coinvolti. la difesa del territorio (istituzioni militari). il concetto sociologico di istituzione assume un significato ad un tempo più ampio e più preciso: più ampio perché riguarda in generale tutti i modelli di comportamento e non solo quelli che si manifestano in apparati e organizzazio138 CAPITOLO 5 ni (istituzioni sono. deve seguire le regole del gioco. 5. infine. più preciso perché sottolinea come. possono muoversi lungo questo continuuin passando a livelli superiori o retrocedendo a livelli inferiori. Le norme rappresentano dei vincoli all'azione. ad esempio. ma una pluralità di sistemi composti da norme spesso contraddittorie apre agli individui sia spazi di libertà che rischi di anomia. Corso di sociologia. Per organizzazione intendiamo un insieme coordinato di risorse umane e materiali. ecc. inoltre. ma definiscono anche il campo delle opzioni tra le quali gli individui sono liberi di scegliere. dal grado di interiorizzazione nei codici morali individuali. l'amministrazione della giustizia (istituzioni giudiziarie). Un'istituzione non è un ente al quale possiamo imputare delle azioni. tali regolarità possono infatti derivare da semplici abitudini prive di una forza normativa vincolante. Soprattutto quando nasce. mentre per istituzione ci riferiamo all'impianto di regole che rendono possibile tale coordinazione. l'eccesso di opzioni può essere altrettanto paralizzante della capacità di scegliere delle situazioni nelle quali le norme prescrivono un percorso obbligato. una volta fatta questa scelta. dal un lato. la cura della salute (istituzioni sanitarie). il fidanzamento. sia necessaria la presenza di un elemento normativo m qualche misura vincolante. VIII) che assicuri che lo scarto tra comportamenti prescritti e comportamenti effettivi non superi determinati limiti. e di organizzazione dall'altro. molti comportamenti restano ad uno stadio poco elevato o parziale di Istitmionazzmone istituzionalizzazione. si presenta in modi e misura variabili. tenere analiticamente distinti i concetti di istituzione. vale a dire di sistemi di regole. Marzio Barbagli. Questo caratter@e tuttavia. L'individuo è libero di scegliere se giocare o meno a scacchi. affinché un modello di comportamento possa essere considerato un'istituzione. Se queste regole non esistessero egli non potrebbe neppure compiere questa scelta.

Recentemente Alberoni. di cui molta gente non conosce l'esistenza o che comunque non accetta o che ha interiorizzato in modo superficiale. La fase decisiva del processo di istituzionalizzazione è comunque senz'altro quella delle prime fasi della loro esistenza. problema che si pone invariabilmente nel passaggio. E matrimonio. capaci di raccogliere intorno a sé e di mobilitare le energie di una moltitudine di seguaci.txt VALORI. Si parla in questo caso di «istituzioni totali» alle quali abbiamo già accennato nel cap. oppure di un movimento politico alla forma del partito politico. soprattutto. invece. in cui sono spesso presenti figure carismatiche. più spesso. Max Weber in particolare ha analizzato A problema della «trasformazione del carisma in pratica quotidiana». riprendendo i termini dell'analisi weberiana. di un movimento religioso alla forma della chiesa o della setta. ecc. senza incontrare un grado elevato di disapprovazione sociale. involontariamente) ne fanno parte. la cui conformità non viene premiata e la trasgressione punita in modo sistematico e che quindi di fatto non sempre danno luogo a comportamenti conformi. Marzio Barbagli. le caserme. NORME E ISTITUZIONI 139 sa oppure no. gli ospedali psichiatrici. ad esempio. di molte istituzioni non è possibile determinare la nascita perché sono sorte come effetto emergente dall'intreccio delle interazioni umane. notai. sembra essere un'istituzione che regredisce ad uno stadio inferiore di istituzionalizzazione. Si tratta. XXI). All'estremo inferiore del continuum abbiamo sistemi di regole che incontrano forme flessibfli di controllo sociale. tutte quelle istituzioni che tendono a cancellare i segni dell'individualità e a trasformare in numeri (o in burattini) coloro che volontariamente (o. i campi di concentramento. di spontaneità e di entusiasmo da parte dei loro sostenitori (v. Come vedremo meglio tra poco. Nelle moderne società occidentali. è tipico delle istituzioni che abilitano all'esercizio di certe professioni (medici. l'assistenza sociale) presentano inizialmente un basso grado di istituzion alizz azione che tuttavia tende ad aumentare mano a mano che tali settori vengono sottoposti a forme di regolamentazione. ha Pagina 75 . Un caso particolare di elevata istituzion alizz azione è costituito da quelle istituzioni (e dalle relative organizzazioni) che esercitano un controllo pervasivo e costante sui comportamenti (ma spesso anche sui «pensierì») dei loro membri.Arnaldo Bagnasco.) Un alto grado di istituzionalizzazione. i conventi e. sono il prodotto dell'azione di movimenti sociali che si pongono degli obiettivi e mobilitano delle risorse per conseguirli. Si tratta di una fase molto delicata poiché se il movimento non riesce a trasformarsi in istituzione è inevitabilmente destinato a scomparire. All'estremo superiore avremo invece le caratteristiche opposte. magmatico e provvisorio. ad esempio. si presentano come innovativi e spesso deviantì rispetto agli assetti istituzionali esistenti e sono caratterizzati da forti componenti di espressività. dello stesso problema che devono affrontare i leader di una rivoluzione vittoriosa quando devono passare dalla fase della lotta rivoluzionaria alla fase della gestione del potere conquistato. invece. basso grado di istituzionalizzazione presentano le istituzioni che prescrivono 9 digiuno od altre forme di restrizioni alimentari periodiche (lo stesso non si può dire delle società islamiche o ebraiche dove prevale l'ortodossia religio. invece. regolari e stabili nel tempo. infatti cresce il numero di coppie che convivono senza essere sposate e. III [Goffman 19611 per indicare il fatto che esse restringono. dal punto di vista analitico. avvocati. fino quasi ad annullarli.). Rientrano in questa categoria le prigioni [Foucault 19751. Alessandro Cavalli. cap. 1 settori di attività nei quali operano nuove professioni (ad esempio. 1 movimenti nascono in genere da stati di tensione o di conflitto sociale. Il passaggio dalla fase del movimento alla fase dell'istituzione ha attirato in modo particolare l'attenzione degli scienziati sociali. i gradi di libertà degli individui coinvolti. in genere. Lo stato di movimento è tipicaIstituzioni totali Movimento e istituzione 140 CAPITOLO 5 Universali culturali mente uno stato instabile. almeno nella fase storica attuale delle società avanzate. Altre istituzioni. Corso di sociologia. sempre nelle società occidentali moderne.

ma alcune istituzioni sono riscontrabili in tutte (o quasi) le società. così come viene utilizzato nelle scienze sociali. circolazione e distribuzione). formulazione. 2) adattare i mezzi ai fini. Levy-Strauss. fa riferimento alle forme organizzative nelle quali un'istituzione può esprimersi. caso le norme della parentela fanno parte delle istituzioni sociali fondamentali di ogni società umana in quanto regolano i rapporti dai quali dipende la sopravvivenza stessa della sua base biologica. che è lo stesso. Abbiamo già visto che un criterio possibile riguarda il loro diverso grado di istituzionalizzazione.2. diffusi. costituiscono un altro importante criterio adottato dagli scienziati sociali per classificare le varie istituzioni. vale a dire la sua popolazione. Non a VALORI. regolare i conflitti di interesse. l'arte. 1 tipi di istituzioni Da quanto esposto risulta chiaro come il concetto di istituzi e. Anche il linguaggio. Per poter operare una classificazione delle istituzioni è necessario disporre di un criterio. al grado di articolazione e differenziazione delle stesse. C. Il riferimento alla indispensabilità di un'istituzione per l'esistenza stessa della società richiama il fatto che i bisogni che le istituzioni soddisfano. dei valori e degli orientamenti di fondo) Alle varie funzioni corrispondono istituzioni diverse. 4) mantenere nel tempo i propri orientamenti di fondo. che la grande variabilità delle forme con le quali questi tratti compaiono nelle diverse società. Non solo infatti non vi è società laddove non vi siano istituzioni sociali. anche se molte Pagina 76 . carichi di emotività e affettività. riguarda la frequenza con la quale certe istituzioni compaiono in società diverse. Alessandro Cavalli. il modello ha preso il nome di Agil (adaptation. ad esempio. si collochi ad un l'@ @e]HJo molto elevato di generalizzazione e sia quindi applicabile ad una categoria molto ampia di fenomeni. possiamo dire che ogni sistema sociale per esistere deve soddisfare quattro requisiti fondamentali: 1) formulare dei fini. NORME E ISTITUZIONI G Adattamento Raggiungimento deflo scopo Latenza Integrazione Legenda: A = Adattamento 1 Integrazione G = Raggiungimento deflo scopo L Latenza FIG. i modi però coi quali queste esigenze vengono soddisfatte variano moltissimo. 1965. trad. 5. Adottando un approccio funzionalista. it. latency). alla definizione dei ruoli al proprio interno e in relazione agli scambi con l'ambiente. XVI) in quanto. cioè di un modello teorico di riferimento. e semplificando molto la formulazione classica datane da Talcott Parsons [19511. in parte legato al precedente. cap.txt contrapposto «movimento» e «istituzione» come i due stati fondamentali del sociale. cioè laddove non vi siano regole che guidino i comportamenti dei membri. t chiaro. riduce molto il loro carattere di universalità. avrebbe indotto a stabilire legami sociali stabili al di fuori della cerchia strettamente famigliare. se non la prima. Queste istituzioni sono chiamate «universali culturali». vale dire. 5. A gioco. la loro produzione. la religione. 0. 3) regolare le transazioni tra le sue parti. Fonte: Parsons [1951. Corso di sociologia. frequentemente adottato soprattutto dagli antropologi. Al primo requisito corrisponde sostanzialmente la funzione politica (garantire la sicurezza esterna e interna. Un secondo criterio. Lo schenia Agg. il secondo dove invece prevalgono i rapporti impersonali regolati da sistemi astratti di norme [Alberonì 19771. Marzio Barbagli. il primo caratterizzato da uno stato fusionale in cui i rapporti sociali sono fortemente personalizzati. le funzioni che svolgono. goal attaì*nment. integration. 1401. Un altro criterio di classificazione. definire gli interessi generali). al quarto la funzione di riproduzione biologica e culturale (mantenimento dell'identità. istituzione sociale è stata il tabù dell'incesto (v. lo scambio di doni e altri ancora sono considerati dagli antropologi degli universali culturali [Murdock 19491.Arnaldo Bagnasco. Dalle prime lettere dei termini inglesi che designano questi quattro requisiti. al terzo la funzione normativa (definizione dei diritti e doveri dei singoli e delle parti. sostiene che nelle società umane una delle prime. tuttavia. Le esigenze alle quali queste istituzioni rispondono possono essere le stesse in ogni società.1. vietando i rapporti sessuali tra consanguinei. al secondo la funzione economica (assicurare l'approvvigionamento di beni e servizi. interpretazione e applicazione delle norme).

si sviluppano e muoiono per effetto di processi spontanei. Tuttavia. NORME E ISTITUZIONI 143 Nella dinamica delle istituzioni si possono distinguere due tipi fondamentali di processo: da un lato le istituzioni nascono. le origini di molte istituzioni si perdono nella notte dei tempi e la loro morte non è in nessun modo prevedibile. vale a dire non intenzionalmente voluti e prodotti dalle azioni di individui e gruppi identificabilì [Boudon 19731. nessuno è in grado di dire se e quando ciò possa avvenire. nate e cresciute (e magari estintesi) spontaneamente e delle quali è quindi possibile scrivere la storia «naturale». nel secondo caso la storia delle istituzioni rimanda all'azione di fondatorì. alla maturità e. è passata attraverso forme molto variabili in epoche e culture diverse e. ma condividono con le istituzioni politiche la formulazione delle leggi. e così via. VI). t chiaro che questa polarità non distingue soltanto due tipi diversi di processi. 5. dall'altro lato.3. infine. Delle istituzioni. anche se alcunì sostengono che sia destinata ad estinguersi. Prendiamo l'esempio del mercato. come effetto di processi spontanei o di azioni intenzionali. nel secondo caso le istituzioni risultano come una vera e propria creazione di individui o gruppi concreti. Per entrambe. Ogni individuo vive in un mondo popolato da istituzioni che preesistono alla sua nascita e che sono destinate a sopravvivere alla sua morte e questo dato di fatto elementare. scuola e religione sono istituzioni specializzate nella funzione di riproduzione culturale. Georg Simmel è l'autore classico che per primo ha sottolineato l'importanza del fatto che individui e istituzioni si muovono su orizzonti temporali diversi [Simmel 19081. ha senz'altro origini molto remote. ma importantissimo. spiega come mai gli individui debbano adattarsi (pena la loro stessa sopravvivenza) alle istituzioni della società nella quale è capitato loro di nascere. ad esempio città o stati. ma mentre nel primo caso il risultato è l'effetto non intenzionale dell'agire (si parla in proposito di effetto di composizione o di effetto emergente).Arnaldo Bagnasco. ad esempio. è quindi possibile scriGdo di vita deRe vere la biografia nell'arco di un ideale ciclo di vita che va dalla nascita. XVI). Così. Le istituzioni. La stessa istituzione può essere vista. così come degli individui. le istituzioni della comunità politica tendono a costruire il «mito» della loro origine o fondazione. dall'altro un approccio di tipo istituzionalista. Nel primo caso le istituzioni appaiono come formazioni «organiche». invece. Il matrimonio (v. la famiglia ha storicamente ceduto gran parte delle sue funzioni educative alla scuola. cap. Marzio Barbagli. Abbiamo già incontrato questa distinzione nel cap. la stessa funzione può essere svolta da una pluralità di istituzioni (alternative funzionali) e le funzioni di un'istituzione possono modificarsi nel tempo a vantaggio o a svantaggio di altre istituzioni. Corso di sociologia. sono in un secondo tempo state attribuite alla volontà di qualche mitico fondatore. III. come ogni prodotto dell'attività umana. ad esempio. ma svolgono anche funzioni politiche ed economiche. In modo particolare. le istituzioni giuridiche sono specializzate nella funzione normativa. Pagina 77 . sorte «spontaneamente» e gradualmente dall'agire di una miriade di individui sconosciuti. alla morte. eventualmente. la dinamica delle istituzioni risulta essere il risultato dell'agire degli uomini. VALORI. tuttavia. di sostenitori ed. sono soggette a nascere e a scomparire. in circostanze diverse. che. Non è infrequente il caso di istituzioni. come istituzione che sancisce l'unione più o meno stabile tra un uomo e una donna. isfituzì0nì allo sviluppo. Il ciclo di vita delle istituzioni Una caratteristica importante delle istituzioni da un punto di vista sociologico è la loro durata temporale. famiglia. Alessandro Cavalli. facendo di tale evento l'oggetto di periodiche celebrazioni nelle quali viene rinnovato il vincolo originario e rafforzato il senso di appartenenza comune. Da un lato abbiamo un approccio di tipo individualista. cap. la religione ha ceduto funzioni regolative al diritto e alla politica. di distruttori delle istituzioni stesse. tali eventi e processi sono imputabili alla volontà specifica di qualche attore. il loro ciclo di vita è in genere notevolmente più lungo di quello degli individui che di volta in volta si trovano ad agire nel loro ambito.txt istituzioni svolgono una pluralità di funzioni (multifunzionalità). ma anche due modi diversi di intendere il fenomeno delle istituzioni e due diverse tradizioni sociologiche e impostazioni metodologiche. Questo processo fa parte del più generale processo di socializzazione (v.

un'impresa dalle sue capacità di rispondere alle trasformazioni dei mercati nei quali opera). Non si può dire a priori quale tipo di risposta alle sfide. Istituzioni: prospettiva sistemica 6. oppure perché vengono distrutte da qualche attore. mercanti.~ tautologiche in quanto tendono a spiegare le cause di un fenomeno alla luce degli effetti che esso produce e. in un'istituzione politica o religiosa). la sua risposta sarà inadeguata fino al punto di minacciare la sopravvivenza dell'istituzione stessa. trasforma cioè il loro ambiente. l'istituzione del mercato quale emerge attualmente dall'esperienza dei paesi ex comunisti dell'Europa orientale dove il mercato si forma per effetto dell'azione intenzionale di una élite politica orientata a demolire le istituzioni dell'economia di piano e a «creare». ogni istituzione viene vista come un sistema di regole in rapporto con altre istituzioni e quindi con altri sistemi di regole. Il mutamento delle istituzioni non dipende solo dalla loro capacità di rispondere efficacemente alle sfide che provengono dall'ambiente esterno (ad esempio. vale a dire all'ambiente nel quale operano. cioè. anche per la loro morte. meglio.Arnaldo Bagnasco. e queste a loro volta si modificano per reazione al mutamento ambientale e così via in un gioco continuo di azioni e retroazioni (feedback) Il tipo e l'intensità della risposta alle «sfide» deH'ambiente dipendono dalla capacità dell'istituzione. ognuno dei quali mantiene rispetto agli altri un determinato grado di apertura -chiusura. Marzio Barbagli. Diversa è. ex novo un'economia di mercato [Streek 19931. magistrature cittadine. Effetto di composizione o emergente 144 CAPITOLO 5 individuale o collettivo. NORME E ISTITUZIONI 145 risposte.). compratori. Se si adotta una prospettiva funzionalista. un tipo di risposta «flessibile» in grado di modificare la propria struttura interna. vale a dire un sistema di regole. invece.. Alessandro Cavalli. possono essere i tipi di risposta strategica alle sfide ambientali: da un lato un tipo di risposta «rigida». Il mutamento delle istituzioni La considerazione dei rapporti tra istituzioni e ambiente suggerisce di adottare nel loro studio una prospettiva sistemica. In generale si può dire che le istituzioni dispongono potenzialmente di una vasta gamma di possibili VALOIU. Corso di sociologia. questo si ripercuote sulle altre istituzioni collegate. tendente a conservare l'identità e l'integrità dell'istituzione di fronte alla turbolenza interna o esterna. i mutamenti possono essere indotti dal riassetto dei rapporti tra proprietà e controllo. sono utili poiché invitano ad analizzare le istituzioni non isolatamente. per la circolazione di beni e servizi che si è formata gradualmente nel corso dei secoli per effetto dell'azione di molteplici attori e circostanze (venditori. tuttavia. o vi sono altre istituzioni in grado di soddisfare lo stesso bisogno in modo più adeguato. ma che solo alcune di queste sono effettivamente attivabili nelle circostanze date. di ridefinire i confini con l'ambiente e quindi l'identità stessa dell'istituzione [Simmel 19081. Quando un cambiamento avviene in qualche ambito (ad esempio. banchieri. o se le mobilita in misura eccessiva. aumenti o diminuisca le sue chances di sopravvivenza. di percepire e valutare i mutamenti esterni. in linea di principio. ecc. Le istituzioni possono scomparire perché si estinguono «da sole». esterne o interne. Spiegazioni di questo tipo della dinamica delle istituzioni sono palesen-. oppure dalla rinegoziazione dei rapporti di lavoro dipendente e questi mutamenti potranno a loro volta influire sulle strategie di mercato. I fattori di mutamento.txt Nella tradizione dell'Occidente il mercato è un'istituzione. per così dire. Per rimanere nell'esempio dell'impresa. si può dire che le istituzioni nascono perché rispondono a qualche bisogno o esigenza sociale insoddisfatta e si estinguono quando o scompare il bisogno che le ha originate. ma sempre in riferimento al contesto. di mobilitare le proprie risorse e di organizzare la propria reazione. della o delle organizzazioni che ne sono l'espressione. Due. Se un'o rganizz azione sopravvaluta o sottovaluta l'entità della sfida. possono essere sia esogenì sia endogeni. rafforzi o indebolisca un'istituzione. ma anche dal modo di affrontare le tensioni e i conflitti che si sviluppano al loro interno. o. infine. Lo stesso discorso fatto per le origini vale evidentemente anche per gli altri eventi che segnano la vita delle istituzioni e. poiché ciò dipende dal tipo di sfida e dalle circostanze nelle quali si verifica. se non riesce a mobilitare le proprie risorse. Un esempio illuminante delle possibili strategie che un'istituzione può adottare Pagina 78 . dall'altro lato.

Pressoché ad ogni istante qualche vecchio abbandona il corteo e qualche bambino vi si aggiunge. alcune molto vecchie. una parte del patrimonio culturale. almeno nel lungo periodo. da molto prima del tempo in cui coloro che ora sono più vecchi si sono messi in coda quando erano bambini. dalla quale sono nati frequentemente gli ordini monacali.txt di fronte alle sfide o minacce cui è sottoposta è fornito dall'atteggiamento dell'organizzazione della Chiesa di fronte ai movimenti eretici. di fuori» della Chiesa stessa. in particolare realizzando al proprio interno un processo di differenziazione capace di inglobare gli elementi di diversità. In generale si può dire che l'incapacità di dare risposte flessibili ai mutamenti interni o esterni riduce. inoltre. è necessario cioè che essa disponga di pratiche ed istituzioni per trasmettere ai nuovi venuti una parte almeno del patrimonio culturale che ha accumulato nel corso delle generazioni: la socializzazione indica appunto il processo mediante il quale i nuovi nati diventano membri della società. la maggior parte lo percorre nel corso della sua vita in tutta o quasi la sua lunghezza. l'istituzione ha risposto alla minaccia modificando la propria struttura. invece che di esclusione. talvolta mettendosi esplicitamente «al. mentre oggi è di circa 75 anni. Ogni società deve quindi assicurare la propria continuità nel tempo di fronte al 148 CAPITOLO 6 Sociafizzazione primaria e secondaria flusso incessante di membri in entrata e in uscita. di adattarsi al suo ambiente esterno e di modificare a sua volta se stessa e il suo ambiente. La società rinnovava quindi i propri membri assai più rapidamente di quanto non avvenga ora ed ancora più rapidamente dovevano farlo le società del passato quando la vita media degli individui era ancora più breve. ha una vita che è assai più lunga della vita media degli individui che la compongono: esisteva già quando i suoi attuali membri non erano ancora nati e probabilmente esisterà. In questo caso. Naturalmente. vuol dire che ogni anno la società italiana rinnova circa 1/100 dei propri membri. qualcuno subito dopo essersi messo in coda. In società altamente differenziate e complesse. La società. Socializzazione e riproduzione sociale Immaginiamoci un lungo corteo: nelle prime fila vi sono tutte persone anziane. Di esso fanno parte tutti quei valori. Attualmente nascono ogni anno in Italia poco più di mezzo milione di bambini. che consentono alla società di esistere. qualcuno abbandona il corteo prima di esserne arrivato alla testa. in altre parole. atteggiamentì. le chances di adattamento e quindi di sopravvivenza di un'istituzione. deve essere trasmessa a tutti i membri Pagina 79 . Su una popolazione di ca. almeno nelle società moderne. assai poco differenziate. invece. Ogni società. è quasi una vita che seguono il corteo e fra poco lo abbandoneranno. Soltanto all'inizio di questo secolo l'età media della popolazione italiana alla nascita era di poco superiore ai 40 anni. Ciò può avvenire soltanto in società primitive. I movimenti eretici si sviluppano generalmente ai confini dell'istituzione della Chiesa. l. per rendere gli individui capaci di operare in una società differenziata. molto semplici. 58 milioni. è essa stessa un'entità assai differenziata e lo è tanto di più quanto più è moderna. Corso di sociologia. salvo eventi catastrofici. Il corteo procede da tanto tempo. cioè la pretesa di rappresentare la «vera» fede. di omogeneo e di stabile. La risposta della Chiesa è stata storicamente assai differenziata: da un lato la minaccia ereticale ha incontrato una risposta «rigida». Alessandro Cavalli. nel senso che gli esponenti di tali movimenti sono stati espulsi (quando essi stessi non si sono collocati «al di fuori») e perseguitati con ogni possibile mezzo. Il patrimonio culturale di cui stiamo parlando non è qualcosa di semplice.Arnaldo Bagnasco. talvolta rivendicando a sé la «vera» ortodossia. E corteo è una metafora della società che costantemente rinnova i propri membri. ma in passato le cose non stavano così. linguaggi. quella parte cioè che va a formare le competenze sociali di base. capacità. mano a mano che si passa alle fila che stanno più indietro l'età delle persone diminuisce e in coda vi sono i neonati che solo da poco si sono aggiunti al corteo. dove non esiste cioè una vera e propria divisione del lavoro. dall'altro lato ha incontrato una risposta «flessibile» di inclusione. conoscenze. quando i suoi attuali membri saranno già tutti morti. ma. Come l'Italia si comportano tutte le altre società avanzate. il patrimonio di cultura di cui tale società dispone non può essere trasmesso in blocco a tutti coloro che di volta in volta rappresentano le nuove leve. Marzio Barbagli. norme.

anche se questa mostra palesemente la propria inadeguatezza di fronte alle situazioni emergenti. va distribuita in modo differenziato a seconda del grado e del tipo di divisione sociale del lavoro realizzata in quella particolare società. In che misura questa è la domanda . sia per rispondere ai cambiamenti che avvengono al suo esterno per l'influenza delle società vicine. Questa distinzione peraltro appare netta soltanto a livello concettuale. ma viene vista come un'inutile e dannosa costrizione della libertà di movimento. Anche nelle società sottoposte a intensi e rapidi processi di mutamento le esigenze della tradizione tendono comunque a prevalere per il fatto che il «nuovo» da introdurre e il «vecchio» da eliminare costituiscono nel complesso una parte limitata del patrimonio culturale da trasmettere alle nuove generazioni. Questo patrimonio. era diffusa la pratica di fasciare i neonati in posizione rigida perché si riteneva che questo favorisse una crescita corretta. mentre una seconda parte.il patrimonio accumulato dall'umanità nel corso della sua Pagina 80 . si tratta. risorse. Marzio Barbagli. Corso di sociologia. in primo luogo. praticamente con la comparsa dell'uomo sulla terra. mentre queste devono mostrarsi pronte a recepire le innovazioni che consentono di affrontare i nuovi problemi. Alessandro Cavalli. Una parte del patrimonio culturale deve venire. scambiando affettività. anche solo negli ultimi cinquant'anni. Ai nostri giorni. dall'altro lato vi sono coloro che inducono a scartare sbrigativamente come sorpassati e non più adeguati molti contenuti culturali ai quali si erano alimentate le generazioni precedenti. la capacità di entrare in rapporto con gli altri. un bambino impara a parlare con un apparato lessicale e grammaticale abbastanza ricco entro i tre anni di età e a scrivere nei primi anni della scuola elementare. sia per effetto della dinamica interna alla sua struttura. accantonata senza essere trasmessa alle nuove generazioni. salvo casi patologici. Nei primi anni della sua vita il bambino si appropria di competenze comunicative che l'umanità ha acquisito nel corso di varie migliaia di anni e ripercorre a tappe forzate il cammino evolutivo dell'intero genere umano.Arnaldo Bagnasco. sono stati di grande portata. che consentono lo sviluppo di legami sociali e di forme di cooperazione indispensabili all'esistenza stessa della società.txt della società. è il risultato di un processo di accumulazione iniziato molte decine di migliaia di anni fa. Esiste un parallelismo quindi tra il processo di evoluzione della specie (filogenesi) e il processo di sviluppo dell'indì. in genere grosso modo fino al raggiungimento dell'età scolare. L'insieme dei processi che sono volti ad assicurare la formazione delle competenze sociali di base è chiamata socializzazione primaria. sono quelle che consentono agli individui di svolgere ruoli particolari e comportano la capacità di usare linguaggi e di disporre di conoscenze condivise soltanto da coloro che sono coinvolti nell'esercizio di tali ruoli. oggi questa pratica non solo è stata abbandonata. Non molti decenni fa. che comprende le competenze sociali specifiche. Le competenze sociali di base sono largamente indipendentì dalla posizione che gli individui occupano nella società. di acquisire un livello minimo di competenza comunicativa. mentre la socializzazione secondaria si colloca nella fase successiva e prosegue per tutto l'arco del ciclo di vita. Le competenze sociali specifiche. Le agenzie alle quali sono affidati i compiti della socializzazione operano quindi in un campo inevitabilmente attraversato da esigenze contrastanti di conservazione e innovazione: da un lato vi sono coloro che spingono a socializzare le nuove generazioni nella tradizione. prestazioni. invece. Ogni società deve affrontare continuamente problemi nuovi rispetto ai quali il suo patrimonio culturale si dimostra in parte inadeguato: vecchi modelli di comportamento si rivelano inattuali e ne devono essere elaborati di nuovi. cioè la capacità di usare il linguaggio per scambiare informazioni con gli altri membri e. La socializzazione primaria copre i primi anni di vita del bambino. tra le due fasi in realtà non vi è una drastica soluzione di continuità e il passaggio dall'una aTaltra avviene di fatto in modo graduale. Lo stesso si può dire di moltissiini altri aspetti legati alla cura e all'educazione dell'infanzia e dell'adolescenza dove i cambiamenti. IDENTITA E SOCIALIZZAZIONE 149 Bisogna tener presente inoltre che ogni società è sempre in continuo mutamento. per così dire. infatti. Il processo di socializzazione tra natura e cultura Si pone a questo punto un problema assai rilevante e complesso. e ontogenesì 150 CAPITOLO 6 2. mentre si indica col termine di socializzazione secondaria l'insieme dei processi di formazione delle competenze specifiche richieste dall'esercizio dei vari ruoli sociali. inoltre. ad esempio. ad esempio.Filogenesì viduo (ontogenesi).

Ciò sembra che valga anche per le generazioni successive di topi che non hanno direttamente assistito agli effetti delle esche avvelenate sui loro consimili: si può presumere che essi abbiano sviluppato dei modi per comunicare tra loro. t certo comunque che i caratteri genetici di una popolazione sono modificabili solo in tempi molto lunghi e che variano a seconda dei tratti considerati e della storia dei contatti tra popolazioni diverse. ecc. di sopravvivere autonomamente se qualcuno non si prende cura di loro per un periodo relativamente lungo della loro esistenza postnatale. di respirare e di dormire. la capacità di afferrare oggetti dipende dalla particolare struttura della mano che consente di contrapporre il pollice alle altre dita. di succhiare. che sono contenute potenzialmente nel feto che cresce nel grembo materno e che si sviluppano gradualmente nel corso del processo di crescita Pagina 81 . e molte altre ancora. il comportamento di questi animali sembra chiaramente dettato dal loro istinto.Arnaldo Bagnasco. Quando nascono. Le ricerche sullo sviluppo dell'intelligenza e sulla genesi delle malattie mentali (per citare solo due esempi dove questa problematica emerge con particolare evidenza) hanno dimostrato la scarsa plausibilità delle teorie che si collocano unilateralmente sull'uno oppure sull'altro versante. oppure una rondine che prepara il nido per deporvi le uova. invece. Essi si comportano tuttavia come se fossero a conoscenza di tutto questo e di fatto lo sono perché si tratta di informazioni che hanno ricevuto per via genetica. tra innatismo e ambientalismo e così via. La domanda richiama antiche e sempre ricorrenti controversie nel campo dello studio dei fenomeni umani e ricompare costantemente sotto forma di contrapposizione tra natura e cultura. Inoltre. la capacità di compiere un numero molto elevato di operazioni mentali assai complesse dipende dal numero delle cellule cerebrali. ma non consentono loro. Alessandro Cavalli. sia le concezioni che vedono lo sviluppo umano preminentemente determinato da fattori genetici. i neonati della specie umana sono in grado soltanto di piangere. Nessuno ha insegnato alle api le proprietà geometriche dell'esagono o al ragno le complesse leggi fisiche che regolano la distribuzione delle tensioni in una struttura reticolare. La loro dotazione istintuale elementare si limita a queste capacità che sono certo di decisiva importanza per la sopravvivenza. Per affrontare questo problema è utile considerare gli studi sul comportamento degli animali di cui si occupa l'etologia. ogni individuo dispone di una dotazione genetica del tutto unica e particolare derivante dalla combinazione irripetibile delle varie migliaia di geni presenti nei cromosomi umani. Anche gli animali comunque sono capaci di apprendere. Corso di sociologia. delle forme di linguaggio che rendono possibili processi di apprendimento. un ragno che tesse la sua tela. Queste varie capacità. tra ereditarietà e ambiente. cioè di incamerare attraverso l'esperienza certe informazioni e di utilizzarle per orientare il loro comportamento. neppure nelle condizioni più favorevoli. Molto spesso è difficile distinguere ciò che è imputabile all'istinto Apprendimento e ciò che invece dipende dall'apprendimento. Marzio Barbagli.txt lenta e lunga evoluzione viene trasmesso alle nuove generazioni sotto forma di informazioni genetiche (è cioè incorporato nel patrimonio genetico della specie) e in che misura. tra fattori genetici e fattori sociali. sia le concezioni opposte che attribuiscono un peso assolutamente determinante all'esperienza sociale sono entrambe da respingere nella loro unilateralità. Alcune delle capacità fondamentali che distinguono l'uomo dalle altre specie animali sono depositate certamente nel suo patrimonio genetico. che consente la deambulazione utilizzando soltanto gli arti inferiori. Quando. ad esempio. uno sciame di api che costruisce il suo alveare. dipende da una determinata configurazione dello scheletro e delle articolazioni. Un esempio classico è fornito dai topi che imparano IDENTITA E SOCIALIZZAZIONE 151 ad evitare le esche avvelenate poste insieme al cibo. dalla loro specializzazione e dalle loro connessioni. cioè da informazioni che sono state loro trasmesse per via genetica e che appartengono al patrimonio genetico di quella specie particolare. deve essere appreso nel corso del processo di socializzazione? Non è possibile dare a questa domanda una risposta definitiva sulla base delle nostre attuali conoscenze. Un approccio che cerchi di individuare le influenze reciproche nello sviluppo umano tra fattori biologici e sociali sembra assai più promettente. La posizione eretta. la capacità di emettere suoni articolati e cioè di parlare è legata all'assetto delle corde vocali. si può tuttavia affermare che la differenza fondamentale tra gli animali e l'uomo consiste nel fatto che l'uomo ha una capacità di apprendimento straordinariamente maggiore alla quale si accompagna una dotazione istintuale assai meno specifica. osserviamo una gatta che partorisce. Per quanto ne sappiamo.

Su questo punto torneremo comunque nel cap. il bambino non ha pressoché nessuna possibilità di influire sull'ambiente che lo circonda. le modalità e gli esiti delle fasi successive nel senso che ogni fase del processo di socializzazione pone le basi per le fasi che la seguono. come dal seme non possiamo prevedere quale forma assumerà una pianta adulta perché sulla sua crescita influiranno in modo determinante le condizioni esterne (la natura chimico-fisica del terreno. Il percorso che conduce il neonato a diventare un individuo adulto e maturo non è un processo scandito esclusivamente dalle mutazioni di ordine biologico dell'organismo durante la crescita. Corso di sociologia. voluti o subiti dal soggetto. Così.). ha notato come lo stesso processo fisiologico dell'allattamento e della dentizione venga «trattato» nelle due culture al fine di produrre esiti diametralmente opposti: nel primo caso. come assolutamente determinato e Pagina 82 . nel secondo caso. egli ha di fronte una gamma molto vasta di possibilità di sviluppo. come risultato delle esperienze che IDENTITA E SOCIALIZZAZIONE 153 segneranno A suo percorso. ma delle semplici potenzialità che hanno bisogno di essere attivate da un processo di sodalizzazione.txt dell'organismo. il processo di crescita. 3. al fine di stimolare l'aggressività. l'esposizione al sole e ai venti ecc. in uno studio del 1950. gli orfani che vengono precocemente ricoverati in un istituto di assistenza) presentano spesso gravi ritardi nello sviluppo delle capacità motorie e verbali che si ripercuotono negativamente sullo sviluppo successivo delle loro capacità mentali. Erikson (uno psicanalista americano contemporaneo che si è molto occupato di socializzazione infantile). Per quanto ogni percorso sia assolutamente individuale. ma non determina. non sono però un dato puramente biologico. Erik H. Alessandro Cavalli. Varie ricerche sullo sviluppo infantile hanno dimostrato che quando intervengono fattori ambientali esterni sfavorevoli certe capacità umane non si sviluppano. per fare un altro esempio. Ad esempio. non saremmo in grado di prevedere solo su quella base il suo sviluppo futuro. visto che si tratta di una tribù di cacciatori di bisonti. l'adolescenza e l'intero ciclo di vita dell'individuo. oppure si sviluppano solo in ritardo e in modo parziale o distorto. il quale gli si presenta. Le fasi della socializzazione primaria e la formazione dell'identità Alla nascita il bambino è un essere dotato di grande plasticità. le stagioni di pioggia e di siccità. Così. anche se potessimo accertare con esattezza la composizione genetica di un feto. erano perciò orientate a stimolare nei bambini la formazione di queste capacità. definisce il corso del processo di sodalizzazione. Entro i limiti posti dalle caratteristiche biologiche della specie e dalla sua dotazione genetica specifica. favorire e ostacolare. Senza coraggio e aggressività gli uni e senza la capacità di razionare il cibo in attesa della successiva stagione di pesca. La comparsa delle mestruazioni. Si può quindi affermare che la dotazione genetica originaria condiziona. visto che si tratta di una società dedita alla pesca stagionale dei salmoni. al fine di stimolare l'autocontrollo e la restrizione alimentare. non solo non ha scelto di venire al mondo. Questo processo interviene a plasmare e modificare. viene interpretata in modi radicalmente diversi nelle varie culture e questo fatto produce effetti diversi sullo sviluppo psicosessuale della donna. 1 bambini che crescono senza genitori e sen152 CAPITOLO 6 za altre figure adulte stabili di riferimento (ad esempio. gli individui. Altrettanto importanti per determinarne il corso effettivo saranno le pratiche di allevamento e di educazione e l'insieme delle esperienze che accompagnano l'infanzia. così come i loro rituali. Appena nato. è possibile tuttavia fissare alcune fasi tipiche attraverso le quali passano tutti. impersonato essenzialmente dalla madre. intenzionali e non intenzionali. queste società non sarebbero riuscite ad adattarsi al loro ambiente e le loro pratiche di socializzazione.Arnaldo Bagnasco. gli altri. Marzio Barbagli. confrontando le pratiche di svezzamento delle tribù degli indiani Sioux e degli Irochesi. ma non ha scelto il mondo nel quale venire alla luce. lo sviluppo delle capacità individuali. Le modalità e gli esiti di una fase condizionano. In ogni fase di questo percorso la società interviene per determinarne l'esito e la successione di tali interventi. o quasi. Gli stessi «eventi biologici» assumono quindi significati e danno luogo a pratiche di sodalizzazione diverse in culture diverse. una molteplicità di biografie possibili delle quali solo una si realizzerà. XIV. anche se non determinano.

l'intero sviluppo affettivo e mentale del bambino. Marzio Barbagli. La dipendenza caratterizza le prime esperienze che incominciano ad imprimersi stabilmente e a dare forma alla struttura psichica del neonato. il sostegno fornito dal legame di attaccamento. Bowlby. I bambini hanno sulle loro famiglie lo stesso potere che quelle hanno su di loro. ai ritmi dell'allattamento). e il bambino che manifesta «attaccamento» nei suoi con.Arnaldo Bagnasco. la reciprocità del rapporto adulto-bambino.Attaccarnento fronti. Numerose ricerche hanno dimostrato invece come il comportamento nei confronti del bambino non è esclusivamente l'espressione di un atteggiamento preesistente del genitore (e imputabile quindi a tratti della sua personalità). ma è molto spesso l'effetto di risposta che i comportamenti del bambino provocano sul genitore. Quali che siano gli schemi di reazione dati Pagina 83 . restando identica a se stessa. Il suo è un rapporto di assoluta dipendenza dalla persona che lo nutre. ad esempio. La reciprocità dell'interazione adulto-bambino non è stata riconosciuta negli studi psicologici e sociopsicologici sull'infanzia di impostazione comportamentista che concepivano il processo di apprendimento nei termini del meccanismo stimolo/risposta. M. dispensatrice di soddisfazioni. Fin da queste primissime fasi risultano evidenti i meccanismi attraverso i quali opera il processo di socializzazione. Queste ricerche hanno sensibilizzato gli studiosi dello sviluppo infantile a prestare molta attenzione alle forme di comunicazione non verbale (ad esempio. la sola che è in grado di soddisfare i suoi bisogni elementari e di liberarlo dallo stato di disagio che essi producono. Erìkson chiarisce così questo effetto reciproco: 1 genitori che si trovano di fronte al problema dello sviluppo di un certo numero di bambini debbono rispondere costantemente ad una sfida. Da un lato si sviluppa un rapporto carico di affettività tra la madre. Corso di sociologia.txt inevitabile. il bambino veniva visto come tabula rasa e l'adulto come l'artefice principale delle esperienze che si imprimono nella sua mente. L'importanza dell'attaccamento a una figura adulta che fornisca una base sicura dalla quale partire per l'esplorazione del mondo è stata particolarmente studiata da un gruppo di studiosi g. la risposta della madre al pianto e al sorriso) e al carattere di reciprocità dell'attaccamento e dell'interazione che si svolge tra adulto e bambino. debbono crescere con loro. La sicurezza della dipendenza. Erik H. mentre l'assenza di tale legame (nel caso. dall'altro lato la madre. Consideriamo gli aspetti salienti di questo processo: la natura dell'attaccamento affettivo. schiacci il piccolo essere. Noi falsiamo la situazione se arriviamo a un tal punto di astrattezza da affermare che i genitori hanno una detenninata personalità e in qualche modo riteniamo che questa. in genere. nel soddisfare i bisogni del bambino. In questo modello interpretativo il genitore agiva invariabilmente in funzione di stimolo mentre il bambino si limitava a rispondere. oppure la sua rottura dovuta alla scomparsa permanente o temporanea della figura di attaccamento. Infatti questa debole e piccola creatura trasforma con sé l'intera famiglia. al contrario. se non è in grado di comunicare adeguatamente il suo stato di bisogno e se le persone che hanno cura di lui non sono capaci di interpretare correttamente i suoi messaggi e quindi di soddisfare adeguatamente i suoi bisogni. la determinazione di modelli o regole di comportamento. Alessandro Cavalli. egli svilupperà un rapporto di fiducia nei confronti dell'ambiente che lo circonda. ad esempio. di orfani precocemente ricoverati in istituti di assistenza). hanno l'effetto di arrestare o comunque di rallentare notevolmente lo sviluppo delle capacità comunicative e motorie e. alla luce di questi studi. In base a questa impostazione. sulla base delle quali si formano delle aspettative reciproche di comportamento. fattori indispensabili per l'acquisizione dell'autonomia. incomincia a stabilire delle regole (relative. Essi hanno notato che il fatto di poter contare su un legame affettivo stabile e duraturo fondato su un rapporto fisico frequente (a rapporto con la madre o con la figura adulta che fa le sue funzioni) consente al bambino di sviluppare fiducia nell'ambiente e in se stesso e che la presenza di una base sicura alla quale poter ritornare favorisce 154 CAPITOLO 6 la capacità di esplorazione autonoma e quindi accresce le occasioni di apprendimento. Ainsworth) che hanno combinato l'approccio psicoanalitico (che come è noto attribuisce grande peso alle esperienze della primissima infanzia) con l'approccio etologico (che studia i comportamenti materni nei primati). Se questo rapporto di dipendenza risulta gratificante in quanto permette di allontanare lo stato di disagio indotto dai bisogni primari. risultano. egli svilupperà un rapporto di sfiducia verso l'ambiente che condizionerà anche le sue esperienze successive.

invece scoraggia un comportamento indesiderato. Un secondo fattore è l'immediatezza con la quale il premio o la punizione seguono l'azione da rafforzare oppure da scoraggiare. Il tipo di premi e punizioni condiziona evidentemente anche la 156 CAPITOLO 6 loro efficacia. la madre interpreta questo segnale come fame e nutre il neonato (risposta). In generale. mentre la punizione. Un primo fattore è la coerenza con la quale tali sanzioni vengono applicate. ma come un elemento che gioca e assume significato all'interno di un rapporto comunicativo reciproco che è carico di valenze affettive. Il comportamento di trasgressione può assumere il significato di un messaggio indiretto e. come tale. ad esempio. questa risposta stimola a sua volta nel neonato un senso di appagamento che egli manifesta sorridendo. In questo esempio risulta chiaro come non solo lo stimolo iniziale parta dal bambino. Non sempre ricompense e punizioni hanno l'effetto di rafforzare A comportamento desiderato in quanto la loro efficacia dipende da una serie di fattori che riguardano il contesto dell'interazione. affinché l'interiorizzazione delle norme avvenga in modo adeguato è necessario che il bambino estenda i propri termini di riferimento dalle figure dei genitori al contesto sociale extra-familiare.Arnaldo Bagnasco. Pagina 84 . mentre le punizioni consistono in segnali di ritiro o di sottrazione di affetto. o anche soltanto nella loro minaccia. spesso inconsapevole allo stesso bambino che lo manifesta. la volontà di evitare la punizione può essere neutralizzata dal desiderio di penalizzare il genitore o l'educatore. nell'interazione tra adulto e bambino si vengono a stabilire delle regole (ad esempio. cioè le ricompense in termini di approvazione e sostegno. L'analisi del rapporto adulto-bambino come interazione consente di liberarsi dallo schematismo del modello in base al quale il premio stimola un comportamento desiderato (effetto di rinforzo). l'effetto può essere diverso e addirittura opposto a quello che l'educatore intende realizzare. Prmì e punizionì Come abbiamo visto. essi devono essere considerati come una serie di possibilità adatte a una varietà di comportamenti reciproci [Erìkson 1950. IDENTITA E SOCIALIZZAZIONE 155 Sia il modello di apprendimento fondato sul meccanismo stimolo/risposta. Marzio Barbagli. tanto più le prescrizioni ricevute diventeranno delle norme interiorizzate. in una fase successiva. it. talvolta accade infatti che nella pratica educativa lo stesso comportamento venga a volte premiato e a volte punito. Questo schema. si può dire che le punizioni di carattere fisico inducono a un rispetto esteriore della norma. Prendiamo. ma anche come sia lo stesso bambino a chiudere la sequenza con un premio volto a confermare la madre circa l'adeguatezza del proprio comportamento. in particolare nel caso di punizioni. Inoltre. 1972. le regole relative agli orari dell'alimentazione e.txt psicologicamente e l'ordine predeterminato dallo sviluppo. Ma. Alessandro Cavalli. 61-621. una semplice sequenza di azione: il neonato piange (stimolo/segnale). sia il modello di imposizione di una regola fondato sul meccanismo premio/punizione possono essere riformulati nei termini di un modello di interazione che fa salvo il carattere di reciprocità del rapporto adulto-bambino. di come i topi riescono a districarsi in un labirinto alla cui uscita è collocato del cibo). Le ricompense di carattere psicologico consistono prevalentemente in segnali di approvazione e in dimostrazioni di affetto. se può apparire adeguato per lo studio dell'apprendimento di semplici sequenze motorie nel caso di alcune specie animali (ad esempio. mentre le punizioni di carattere psicologico ne facilitano piuttosto l'interiorizzazione. Quanto più nelle pratiche di socializzazione tenderanno a prevalere le sanzioni positive di tipo affettivo. soprattutto. La somministrazione di premi e punizioni non deve quindi essere vista come un meccanismo esterno di condizionamento del comportamento. trad. Corso di sociologia. risulta assai insufficiente se applicato ai complessi processi di apprendimento che sono alla base della socializzazione nella specie umana. oppure può scatenare l'aggressività nei confronti dell'autorità inibitrice e punitiva e quindi evocare comportamenti ulteriormente punitivi. Tuttavia. La punizione può essere a tal punto temuta da produrre effetti non voluti: può ad esempio indurre la tendenza a mentire per evitare la sanzione. anche in questo caso una risposta tardiva indebolisce l'effetto della sanzione. le regole che controllano le funzioni escretorie) L'applicazione di regole di questo tipo comporta sempre in qualche modo un premio per il comportamento ad esse conforme e una punizione per il comportamento che da esse si scosta.

Il bambino si trova ad agire in una cerchia di persone allargata e quindi. tuttavia il bambino non ha ancora imparato a distinguere tra la madre e le altre persone. è necessario che l'individuo cambi Pagina 85 . ora egli la rispetterà autonomamente. In ogni società. in altre parole.Arnaldo Bagnasco. poiché essa è venuta a far parte dell'immagine che egli si è fatto di se stesso. di definirla e strutturarla sia dal punto di vista cognitivo. all'età di quattro anni il bambino sa di regola distinguere tra maschi e femmine e sa riconoscere la propria appartenenza all'uno o all'altro genere. La prima fase di questo processo corrisponde all'acquisizione della capacità di riconoscere l'esistenza di un mondo esterno. pertanto. uno psicologo sociale americano che ha grandemente Altro influenzato lo sviluppo della sociologia. opera un'astrazione e generalizzazione dai ruoli e dagli atteggiamenti delle figure parentali ai ruoli e agli atteggiamenti in generale. Corso di sociologia. vi sono modelli di comportamento ritenuti più appropriati a seconda che si tratti di maschi o di femmine. Se prima egli obbediva ad una norma per gratificare il genitore e per ottenere la sua approvazione. sono tutti momenti che segnano dei cambiamenti (più o meno drammatici) nell'identità personale in quanto questa riflette l'identità sociale. infatti. Su questo punto si veda oltre al cap. Questo processo. però. il soggetto è posto di fronte alla necessità di «socializzarsi» alla nuova situazione. In questo modo. le norme e le conoscenze che il bambino ha ricevuto dai genitori vengono rafforzate e sostenute dagli altri e assumono quindi una generalità sempre più ampia fino a includere la società nel suo complesso. In ognuno di questi momenti. di fratelli e/o sorelle consente la sperimentazione di ruoli familiari di tipo orizzontale. al di là quindi delle differenze fisiche e biologiche. Questa identificazione viene indotta e suggerita dal trattamento differenziale che in genere viene riservato ai bambini e alle bambine fin dai primissimi mesi di vita. Alessandro Cavalli. il momento dell'uscita da un ciclo scolastico. La formazione dell'idenfità personale.) e che appare sempre più differenziato e complesso. XIII. il primo giorno di scuola. con il concetto di «altro genegeneralizzato ralizzato» che corrisponde largamente a quel processo di «decentramento» che l'epistemologo e psicologo svizzero jean Piaget [189619801 pone alla base dello sviluppo intellettuale e morale del bambino. Marzio Barbagli. di delimitare i confini. In uno stadio ulteriore ha inizio la tipizzazione sessuale delle persone. cioè della sua identità. alla scuola. L'acquisizione di questo primo elemento embrionale di identità è mediato dal rapporto con la madre. L'eventuale presenza. come tutti gli eventi salienti che si iscrivono nella biografia di un individuo. Ad ogni stadio il soggetto assume ruoli nuovi che si aggiungono e si diversificano dai ruoli precedenti e così anche la sua identità diventa nello stesso tempo più differenziata e specifica. corre parallela alla scoperta e all'elaborazione cognitiva del mondo sociale i cui confini si allargano per cerchi successivi (dalla famiglia. La formazione dell'altro generalizzato e di una capacità di giudizio autonoma indica che il bambino non si identifica e si confronta più con altri concreti. inoltre. al gruppo di pari. man mano che cresce. ecc. e rende più differenziato a sistema di ruoli familiari nell'ambito del quale ogni singolo soggetto definisce la propria identità. In una fase successiva il bambino incomincerà a distinguere tra la IDENTITA E SOCIALIZZAZIONE 157 madre e gli altri adulti e quindi ad isolare le caratteristiche delle singole persone che si occupano di lui: la sua immagine del mondo sociale incomincia ad assumere le caratteristiche di un sistema di ruoli tra loro correlati all'interno del quale egli occupa una posizione particolare. i valori. sia dal punto di vista emotivo. cioè all'interno della stessa generazione. la socializzazione differenziale contribuisce all'acquisizione dell'identità di genere. non si svolge in modo lineare e cumulativo e ad ogni svolta l'individuo deve ridefinire la propria identità in relazione alla ristrutturazione della mappa cognitiva del mondo sociale esterno.txt Questo sviluppo è indicato da George H. tutto ciò che lo circonda è «madre». cioè l'insieme dei ruoli svolti dal soggetto nelle varie sfere della vita alle quali appartiene. ma con una generalità di altri che rappresentano l'intera società. sia pure in modo grossolano ma comunque efficace. Identità personale Si può dire che l'acquisizione dell'identità personale si esprime nella capacità di rispondere alla domanda: chi sono? Le risposte a questa domanda variano nel tempo e infatti il processo di socializzazione può essere visto come una successione di fasi nelle quali il soggetto sviluppa un'identità sempre più articolata e complessa. la morte di un familiare. tra ciò che sta dentro di sé e ciò che sta fuori di sé. Mead [19341. La nascita di un fratello o di una sorella.

4. fanno appello alla volontà e kautocontrollo e utilizzano più spesso la minaccia del ritiro affettivo per ottenere conformità alle loro aspettative. al contrario. Si è parlato in Pagina 86 . La dipendenza affettiva diventa in questo senso la necessaria risorsa di sostegno per poter dare il meglio di sé nell'affrontare i compiti posti dalle aspettative dei genitori. Queste ricerche risentono senza dubbio dell'epoca nella quale furono condotte: la struttura di classe delle società avanzate ha subito in più di un quarto di secolo importanti modificazioni (v. a mettere in luce in una serie di ricerche condotte negli Stati Uniti e in Italia negli anni sessanta come il tipo di lavoro del padre condizioni i valori che i genitori tendono a trasmettere ai loro figli. mantengono una loro validità per cogliere il nesso tra struttura sociale e socializzazione. Marzio Barbagli. ma si è soffermato ad analizzare le differenze nei modi e nelle pratiche di socializzazione tra le famiglie di classe media e di classe operaia. al limite. ogni identificazione/inclusione genera un'individuazione/esclusione). sia da parte delle agenzie di socializzazione. Si tratta di momenti di inevitabile crisi dell'identità personale che comportano sempre difficoltà. Varie ricerche hanno dimostrato che la collocazione di classe. Socializzazione e classi sociali Finora abbiamo considerato il processo di socializzazione nelle sue caratteristiche generali.Arnaldo Bagnasco. 1 genitori di classe media tendono a circondare i figli di maggiore attenzione e affettività. sia dagli altri membri del proprio gruppo rispetto ai quali il soggetto si distingue per le proprie caratteristiche fisiche e morali e per una propria storia individuale (biografia) che è sua e di nessun altro.Identificazione nenti nel processo di formazione dell'identità: una componente di identificazione e una componente di individuazione. la fratria. ma anche all'interno della stessa società in ogni dato momento storico. sia dagli altri gruppi ai quali non appartiene (e. mentre i genitori di classe operaia incoraggiano piuttosto alla conformità. comunque. Da un punto di vista analitico si possono distinguere due compo. alla fiducia nelle proprie possibilità. Pearlin [19711. Con la prima il soggetto fa riferimento alle figure rispetto alle quali si sente uguale o 158 CAPITOLO 6 simile e con le quali condivide determinati caratteri. l'identificazione conduce alla formazione del senso di appartenenza a un'entità collettiva definita come «noì» (la famiglia. Melvin Kohn [19741 e Leonard I. dei premi e delle punizioni al fine di produrre l'interiorizzazione della norma piuttosto che la conformità esteriore alla stessa. XI) e. all'autocontrollo. all'autonomia.txt e nello stesso tempo mantenga stabile la propria identità. per arrivare via via alla comunità locale. Gli autori citati hanno rilevato che i genitori di classe media si comportano al fine di incoraggiare i figli all'indipendenza. all'intera Individuazione umanità) Con la componente di individuazione. in questo senso. a spiegare le ragioni dei divieti. il soggetto fa riferimento alle caratteristiche che lo distinguono dagli altri. gli atteggiamenti e le pratiche educative dei genitori. ma perché dimostra scarso autocontrollo). pericoli di regressione e richiedono un investimento notevole di energia. alla nazione e. alla capacità di afferrare le opportunità offerte dalla vita. Sono stati soprattutto due autori americani. L'interesse degli studiosi non ha dedicato molta attenzione alle pratiche di sodalizzazione delle famiglie appartenenti alle classi superiori. cap. L'attribuzione all'una o all'altra classe viene fatta in genere tenendo conto delle caratteristiche del lavoro svolto dal capofamiglia. Essi mostrano soddisfazione di fronte alla «riuscita» dei figli e li incoraggiano all'assunzione di responsabilità. a premiare più l'impegno che non il risultato e. Alessandro Cavalli. offrendo loro maggiori opportunità di esplorazione e di sperimentazione. In questa prospettiva si spiega anche perché i genitori di classe media tendano a penalizzare più le intenzioni che le conseguenze di un'azione (non si punisce un bambino perché rompe un oggetto. il gruppo dei pari. tuttavia. IDENTITA E SOCIALIZZAZIONE 159 Questi diversi valori e atteggiamenti si manifestano nelle diverse pratiche educative adottate e nel tipo di rapporti che prevalgono all'interno della famiglia. la condizione professionale e la natura specifica del lavoro svolto influenzano i valori. Corso di sociologia. apprezzano l'ordine e l'obbedienza e si preoccupano soprattutto che i figli non manchino di rispetto nei loro confronti. queste non devono nascondere però il fatto che le pratiche di socializzazione sono estremamente variabili non solo nel tempo (nella stessa società vista in epoche diverse) e nello spazio (in società diverse). sia da parte del soggetto stesso.

la famiglia di classe media mostra una tendenza allo sviluppo di rapporti più egualitarì sia tra i coniugi. Vi sono due ragioni che spiegano perché la motivazione al successo è lontana dai valori e dagli atteggiamenti che i genitori di classe inferiore tendono a trasmettere ai loro figli. dalla nascita dei figli alla costruzione della casa. l'affollamento dell'alloggio. La tradizionale famiglia borghese. dove vale una rigida divisione del lavoro tra membri di sesso diverso. le condizioni abitative. mentre alle figlie femmine vengono imposte delle restrizioni nei rapporti sociali esterni alla sfera familiare e parentale. potere ecc. prestigio. improntata sulla forte presenza dell'autorità paterna. Inoltre. sia tra genitori e figli. essa incoal successo mincia a svilupparsi già in età prescolare e trova poi nella scuola un campo in genere favorevole alla sua ulteriore manifestazione.Arnaldo Bagnasco. Per le famiglie di classe media il problema principale non è più quello di assicurare la continuità familiare attraverso la trasmissione e l'accumulazione del patrimonio. dovrà necessariamente fare ricorso ad altri meccanismi di autovalutazione ed imputare. L'ordine. assume presto importanza il gruppo dei pari esterno alla famiglia. Per i maschi. Nell'educazione dei figli viene particolarmente stirnolata la capacità di differire le gratificazioni e di programmare il proprio tempo di vita in vista del perseguimento di obiettivi socialmente apprezzatì.txt questo caso dell'esercizio di un'autorità promotrice contrapposta ad un'autorità inibitoria. Alessandro Cavalli. l'eventuale Pagina 87 . 1 vari momenti del ciclo familiare risultano accuratamente pianificati. all'acquisto di beni durevoli. La prima ragione si riferisce al fatto che quando la valutazione di sé dipende dai risultati raggiunti nel perseguimento di mete socialmente apprezzate (successo professionale. Anche i rapporti tra marito e moglie tendono ad essere improntati al principio dell'autorità maschile e la stessa differenza si riproduce tra figli 160 CAPITOLO 6 maschi e figlie femmine che vengono sottoposti a un trattamento educativo differenziale. le punizioni sono più spesso di natura fisica e sono volte a punire le conseguenze piuttosto che le intenzioni del comportamento. Chi ha scarse possibilità di realizzare mete sociali elevate. sembra oramai soltanto un ricordo. mentre tutti gli altri e materno compiti legati alla cura e all'educazione dei figli sono di quasi esclusiva pertinenza della madre. all'educazione dei figli. Marzio Barbagli. dove il padre domina in virtù del suo ruolo di procacciatore di risorse.). Per contro. anche se risulta modesta la sua presenza in termini di tempo e di investimenti affettivi nella vita familiare. Queste differenze nelle pratiche educative sono riconducibili alla diversa struttura dei rapporti familiari nelle varie classi e alla diversa cultura assimilata dall'esperienza lavorativa. nell'imporre il rispetto dell'autorità paterna e l'osservanza delle regole fanno più frequentemente ricorso alle punizioni che non ai premi. Corso di sociologia. ad esempio. l'attenzione che deve essere riposta nella conservazione degli arredi. la conformità a regole imposte dall'esterno risultano gli obiettivi educativi dominanti dei genitori di questa classe. Molte ricerche hanno messo in luce che i bambini di classe Motivazione media presentano una più spiccata motivazione al successo. La motivazione al successo comporta una positiva valutazione di sé che viene continuamente stimolata e rafforzata dai risultati raggiunti e daH'abitudine a misurarsi competitivamente con gli altri. L'identificazione coi genitori risulta pertanto assai spesso debole e la conformità alle regole realizzata prevalentemente al puro scopo di evitare la sanzione. Si è parlato in proposito di una famiglia puerocentrica proprio per la grande importanza che viene attribuita all'educazione come valore e come garanzia di riuscita nella vita. l'assenza di spazi di autonomia anche fisici al suo interno. Molti autori descrivono quella operaia come una famiglia nella quale i rapporti tra i coniugi sono di tipo patriarcale. impongono una serie di restrizioni che ostacolano lo sviluppo dell'autonomia e dell'iniziativa individuali. essi. l'obbedienza. Nelle famiglie di classe operaia si nota una più rigida divisione tra ruolo paterno e ruolo materno. ogni insuccesso diventa una seria minaccia all'organizzazione psichica. il padre interviene quasi Ruolo paterno esclusivamente come istanza punitiva e repressiva. ricchezza. ma attraverso la trasmissione di atteggiamenti e capacità orientate al successo e alla mobilità sociale. Ciò si accompagna in certi casi ad un comportamento incoerente nefl'applicazione delle sanzioni che si ripercuote sul bambino in termini di imprevedibilità delle reazioni del genitore e quindi di incontrollabilità delle conseguenze delle proprie azioni. almeno in parte.

Arnaldo Bagnasco. In questo caso lo status sociale della famiglia fornisce una solida garanzia contro i rischi dell'insuccesso. il cui mantenimento di generazione in generazione non risulta per nulla garantito. E concetto di classe media. Con il processo di industrializzazione e la diffusione del lavoro dipendente in grandi organizzazioni. il passaggio dalla condizione di produttore indipendente a quella di operaio o impiegato che percepisce un salario e acquista beni di consumo. Alessandro Cavalli. inoltre. In particolare. la scissione tra luogo di lavoro e luogo di abitazione. Un conto è infatti quella frazione. legata alla produzione di massa meccanizzata e alla complessa gestione e amministrazione della società. uno psicanalista e sociologo tedesco. trad. le trasformazioni avvenute nell'organizzazione del lavoro hanno molto avvicinato le condizioni di vita e di lavoro sia della classe operaia. la figura del padre diventa invisibile e assente. di consentire un ulteriore avanzamento nella scala sociale.txt insuccesso all'avversità delle circostanze esterne piuttosto che alla propria inadeguatezza. ogni loro desiderio è stato così prontamente appagato che non si è potuto sviluppare il meccanismo di differimento delle gratificazioni sul quale si basa la formazione della motivazione al successo. sono i ceti medi impiegatizi. si ritiene che la pretesa di dominio da parte del padre e la sua impotenza di fatto tenda a trasformare l'autorità in autoritarismo e favorisca nei figli la formazione di una personalità a un tempo conformistica e autoritaria che cerca in potenze collettive esterne un sostituto alla figura paterna. 1821. la figura del padre. 1970. dentro e fuori della famiglia [1963. hanno contribuito incessantemente allo svuotarsi della auctoritas e al restringersi della potestas del padre. almeno il raggiungimento della loro posizione sociale. però. Marzio Barbagli. neppure nell'orizzonte delle mete educative dei figli delle classi superiori. Scrive in proposito Alexander Mitscherlich. sia della classe impiegatizia e quindi sfumato i confini tradizionali tra le classi dei «colletti bianchi» e delle «tute blu». t probabile quindi che anche le differenze di classe nelle pratiche di socializzazione tendano ad attenuarsi nel tempo. in particolare. Questi processi si ripercuotono anche all'interno della sfera familiare. insegnanti di sostegno ecc. dall'altro lato. Questa è una delle ragioni per le quali i figli dei ricchi appaiono spesso assai diversi dai loro padri. le difficoltà non appaiono mai insormontabili e i genitori non avvertono un'acuta preoccupazione di equipaggiare i loro figli per la lotta per il successo. ma per ragioni del tutto diverse. per loro la vita è stata così «facile». di classe media composta da famiglie di artigiani. ancora. da un lato. soprattutto. copre realtà molto eterogenee anche per quanto riguarda i temi che ci interessano in questa sede. La seconda ragione si riferisce al fatto che gli appartenenti alla classe inferiore sono più spesso di altri confrontati con situazioni nelle quali il problema principale è quello di realizzare forme di solidarietà collettiva piuttosto che quello di prevalere in situazioni di competitività individuale. risulta sbiadita e svalutata. la sua autorità nell'ambito della famiglia non trova più ancoraggio e sostegno nel suo ruolo produttivo e professionale e appare quindi svuotata. it. In importanti ricerche condotte prima della Il guerra mondiale in Germania e successivamente negli Stati Uniti (Studi su autorità e Pagina 88 . IDENMA E SOCIALIZZAZIONE 161 La motivazione al successo non occupa un posto centrale. ad esempio. Corso di sociologia. acuto osservatore di questi processi: 162 CAPITOLO 6 Autoritarismo Personalità eterodiretta e autodiretta la parcellizzazione progressiva del lavoro. e. che analisi di questo tipo colgono soltanto alcune differenze di ordine molto generale e che le situazioni concrete sono sempre assai più diversificate e complesse.). Bisogna tener presente. viene a mancare un rapporto diretto tra padre e figlio legato all'esempio concreto e alla possibilità di fare esperienze insieme. un conto sono i ceti medi intellettuali e quelli legati alle tradizionali professioni liberali e un conto. piccoli industriali. piccoli commercianti ed agricoltori che vedono ancora nei figli i possibili continuatori della loro attività. la disponibilità di risorse facilita l'accesso ai servizi educativi migliori (scuole private. Le pratiche di socializzazione volte a stimolare la formazione della motivazione al successo sembrano quindi decisamente prevalere a livello di classe media dove rispondono alla preoccupazione dei genitori di assicurare ai loro figli. In base a questa interpretazione.

sono da imputare al passaggio dalla società industriale ad una società tardo -industriale di massa. soprattutto. ci sembra che essa vada integrata con una spiegazione più strettamente sociologica. i ruoli risulterebbero invertiti. Nella società industriale di massa. Ciò.txt famiglia del 193 6 e La personalità autoritaria del 1950). tende però a nascondere le differenze che all'interno di ogni società si osservano tra le varie classi sociali. ad esempio. Agli inizi della società industriale. che dal loro lavoro ricevono scarse soddisfazioni morali e materiali. Alessandro Cavalli. chi sul lavoro è costantemente sottomesso all'autorità altrui. il perseguitato diventa il persecutore. Se pensiamo al lavoratore come ad un individuo sottoposto sul luogo di lavoro a pratiche di socializzazione. può avvenire soltanto facendo ricorso a modelli di comportamento che sono incorporati nel repertorio di ogni individuo e. Il concetto di società di massa.Arnaldo Bagnasco. solo che. ad esempio. diventa in famiglia il dominatore. In altre parole le pratiche di socializzazione più restrittive e autoritarie della classe inferiore Pagina 89 . ma anche aggressiva e regressiva. Corso di sociologia. invece. Nei confronti dei figli (e della moglie) il soggetto si comporterebbe quindi come il proprio capo si comporta nei suoi confronti. gli individui che nell'attività lavorativa non sono in grado di esprimere l'insieme delle proprie capacità. che sono sottoposti a controlli rigorosi ed assidui e che pertanto subiscono continuamente umiliazioni e frustrazioni. d'altra parte. in particolare. le esigenze del consumo prevalgono su quelle della accumulazione e le pratiche di socializzazione tenderebbero piuttosto a favorire la conformità alle aspettative sociali del gruppo dei pari o del gruppo di riferimento piuttosto che l'interiorizzazione delle norme fatte valere dall'autorità paterna. fortemente dipendente dal giudizio dei pari e dai messaggi dei media. il. Vari autori sostengono che le trasformazioni che danno luogo alla formazione di diversi e nuovi tipi di personalità. anche se è senz'altro vero che il declino dell'autorità parentale investe nelle società moderne tutte le classi sociali. riuscirebbero ad esprimersi quelle componenti di carattere emotivo che rispondono a bisogni di natura affettiva. Questi ceti si sentirebbero minacciati nella loro esistenza sociale sia dal grande capitale sia dal movimento operaio e risponderebbero a questa minaccia sul piano politico con ideologie di acceso nazionalismo e razzismo e con l'autoritarismo sul piano dei rapporti familiari. mentre nelle classi medie e medio-alte l'educazione dei figli è improntata a modelli di maggiore permissivi~ smo e questo dato richiede comunque una interpretazione. gli autori della cosiddetta scuola di Francoforte. Marzio Barbagli. che devono venire costantemente represse nell'ambito del lavoro. in particolare Max Horkheimer. tendono a ricercare in altre sfere della vita soddisfazioni compensative che assicurino il mantenimento di un'immagine positiva di sé. In questo modo la socializzazione secondaria retroagirebbe sulla socializzazione primaria in una sorta di circuito che passa da generazione a generazione. In famiglia. l'aggredito diventa aggressore. in questo caso. a quelli esperiti e rafforzati dall'esperienza lavorativa. e quindi alla modificazione delle forme di socializzazione. In riferimento a questa trasformazione. resta pur sempre il fatto che nelle classi inferiori prevalgono ancora atteggiamenti e pratiche educative IDENTITA E SOCIALIZZAZIONE 163 più autoritarie e restrittive. Per Mchinley. nella letteratura umoristica la figura alla Fantozzi dell'impiegato sottomesso all'autorità del capoufficio che a casa fa il despota con la moglie e con i figli). Theodor Adorno e Herbert Marcuse hanno voluto spiegare in questi termini la matrice sociopsicologica del fascismo e del cosiddetto «estremismo dei ceti medi». al quale questo tipo di analisi fa riferimento. nella società tardo -industriale di massa. le esigenze di formazione del capitale tendevano a prevalere sulle esigenze di consumo e richiedevano quindi forme di socializzazione fondate sul principio del differimento delle gratificazioni e quindi di interiorizzazione del codice normativo. Per quanto questa interpretazione possa apparire plausibile sul piano psicologico (è nota. possiamo dire che egli tende a riprodurne il modello quando in famiglia diventa a sua volta agente di socializzazione per i propri figli. di un tipo di personalità eterodiretta. A questo proposito la Neumann-Schonwetter scrive che «i genitori mediano ai loro figli le capacità cognitive e motivazionali che sono rilevanti per la soluzione dei problemi determinati dalla loro posizione sociale» [1971. contrapposta al tipo di personalità autodiretta prevalente nelle epoche precedenti e dipendente da criteri di valore interiorizzati. Ora. David Riesman [19531 ha parlato del prevalere.

in particolare. che la collocazione di una famiglia nella struttura di classe non dipende più soltanto dallo status lavorativo del padre. garantiscono il mutamento al di là della riproduzione sociale. anche della madre.txt avrebbero una razionalità nascosta. operaio comune. dove nello stesso tempo un individuo può essere figlio dei propri genitori. La socializzazione secondaria Per rendersi conto della natura dei processi che i sociologi usano denotare col termine di socializzazione secondaria è utile partire da una considerazione dei fini che tali processi devono tendere a realizzare. membro di un club sportivo o della società per la protezione degli animali. impiegato di concetto. della quale l'attività lavorativa è evidentemente una parte assai consistente. ma. IDENUTA E SOCIALIZZAZIONE 165 industriale. tornitore. campione di biliardo. sempre più frequentemente.). consentirebbero cioè la formazione di personalità capaci di meglio affrontare la dura realtà alla quale i bambini appartenenti a questa classe sono nella maggior parte dei casi destinati.i S. L'esito. marito o moglie del proprio coniuge. risulta chiaro come i genitori operino come agenti di socializzazione prendendo come riferimento la realtà che conoscono. padre o madre dei propri figli. quanto piuttosto è la stessa esperienza lavorativa a fornire i modelli di relazioni interpersonali ai quali orientare la socializzazione dei propri figli. rammendatrice. il compito della socializzazione secondaria consiste nella formazione delle capacità sociali specifiche necessarie all'esercizio dei ruoli stessi. calzolaio. Ogni individuo ricopre nella società una pluralità di ruoli i quali si collocano in sfere di vita separate tra loro. Le società moderne sono società altamente differenziate. nonno o zio dei propri nipoti e così via. l'accresciuta mobilità tra mansioni diverse. presidente di una commissione del consiglio di zona. però. Se per socializzazione intendiamo la trasmissione di quei tratti della personalità che consentono di affrontare la realtà della 164 CAPITOLO 6 vita in età adulta. il comportamento dei genitori non svolge tanto una funzione di compensazione alle frustrazioni esperite nella sfera lavorativa. capo intermedio. Marzio Barbagli. le trasformazioni nell'organizzazione del lavoro indotte e rese possibili dalle moderne tecnologie.) e in base a molte altre caratteristiche. Definiremo infatti socializzazione secondaria quell'insieme di prati che messe in atto dalla società che consentono agli individui di assu~ mere ed esercitare ruoli adulti. del tipo di posizione gerarchica nell'organizzazione del lavoro (dirigente. fanno sì che i riflessi della divisione del lavoro sulle pratiche di socializzazione non debbano essere visti in modo meccanico e troppo deterministico. Rua. come abbiamo sopra accennato.sec<m&rá . l'esigenza di un adattamento flessibile tra mansioni e coloro che le svolgono. impiegato d' ordine. straordinariamente vari e differenziati. UIniffiar. del tipo di mestiere e di mansione (avvocato. sperimentano oggi all'interno della famiglia modelli di comportamento ben diversi da quelli prevalenti solo pochi decenni fa quando erano socializzate pressoché esclusivamente al loro ruolo futuro di mogli e di madri. frequentatore di un certo bar. cioè comprendono una gamma molto ampia di ruoli e di relative posizioni. proprio la perdita di funzioni di socializzazione da parte della famiglia a favore di altre agenzie e A declino dell'autorità parentale. ai quali abbiamo fatto riferimento. tesoriere della sezione locale del suo partito o del sindacato dell'azienda presso la quale Pagina 90 . commerciale. s0cialiUanone . amministrativa ecc. Corso di sociologia. Vi è la sfera dei ruoli familiari. ecc.). è bene ricordarlo. come vedremo immediatamente. Alessandro Cavalli. ecc. non è la riproduzione della stessa cultura identica a se stessa di generazione in generazione. Poiché tali ruoli sono. La crescente presenza di donne sposate con figli che svolgono un'attività lavorativa extradomestica tende a trasformare i ruoli all'interno della famiglia e quindi anche le pratiche di socializzazione. Afla luce di questa interpretazione. ecc. Vi è la sfera dei ruoli relativi alle attività amicali e del tempo libero dove un individuo può essere giocatore di poker. operaio qualificato. Le ragazze. Inoltre. inoltre.Arnaldo Bagnasco. Vi è poi la sfera dei ruoli che riguardano la partecipazione sociale e politica dove un individuo può ricoprire il ruolo di membro dell'assemblea dei genitori della scuola dei suoi figli. Non bisogna dimenticare. Vi è la sfera dei ruoli lavorativi che si differenziano a seconda del ramo di attività (agricola.

Corso di sociologia. ad un sindacato. Alessandro Cavalli. i propri genitori prima o poi verranno a mancare come prima erano venuti a mancare i nonni e così via. l'attivazione di nuovi atteggiamenti. comportamenti. comportamenti. Egli si trova il più delle volte da un giorno all'altro a dover affrontare una situazione di disponibilità. ognuna delle quali interferisce. deve attivare nuovi interessi e sensibilità e anche riattivare interessi e capacità che erano state trascurate e cadute in disuso per un lungo periodo. di adesione ad un partito. Egli deve imparare a vivere non soltanto in relazione a quello che era. la composizione dell'insieme dei ruoli svolti da un individuo muta continuamente nel tempo lungo l'arco della vita. la gestione delle ripercussioni del cambiamento su tutti gli altri ruoli svolti in modo da controllare gli effetti di nuovi conflitti di ruolo emergenti e garantire il mantenimento della propria identità personale nel tempo di fronte al cambiamento della situazione. ad un certo punto il soggetto deciderà di lasciare la casa dei genitori e di iniziare un'altra forma di convivenza. inoltre cambiamenti di fede politica. Nella sfera dei ruoli familiari. ad esempio. la necessità di ricostruire reti amicali e di solidarietà e. capacità e aspettative che valevano nella situazione precedente alla svolta. di tempo. Marzio Barbagli. rispetto alla quale gran parte di ciò che ha appreso e fatto in passato risulta inutilizzabile e talvolta ingombrante.txt lavora. ma molto spesso addirittura dannosi nella nuova situazione. sposarsi e vivere in coppia con un'altra persona. da un livello ad un altro della stessa carriera. la ricerca di un lavoro. la fine degli studi. ad una associazione. Inoltre. le difficoltà che chi ha lavorato per tutta la vita incontra nel momento del pensionamento. si possono identificare una serie di tappe attraverso le quali passano. potrà vivere da solo. avrà dei figli i quali inizieranno a loro volta il loro percorso. vi potranno essere cambiamenti di residenza legati a cambiamenti di lavoro. invece. ad esempio. Sono note. ecc. subite e provocate da modificazioni dell'ambiente esterno che il soggetto non può controllare. la maggior parte degli uomini e delle donne: nella famiglia d'origine possono nascere fratelli o sorelle minori. grandi e piccole. il passaggio da un lavoro all'altro. altre. condiziona ed è condizionata dalle svolte che costellano gli altri percorsi. in parte del tutto personale. adeguati alla nuova situazione. La vita di ogni uomo è dunque una successione di svolte. Questa ridefinizione comporta una serie di operazioni: la disattivazione di atteggiamenti. alcune perseguite consapevolmente e frutto dell'azione intenzionale del soggetto. Nella sfera educativa. ora brusche e drammatiche.Arnaldo Bagnasco. Ad ognuna di esse l'individuo deve ridefinire la propria situazione in modo più o meno globale a seconda dell'importanza della svolta. da un tipo di scuola ad un altro. in altre parole. oppure la ridefinizione dei contenuti di ruolo in termini di aspettative reciproche e di prestazioni richieste. sia pure in momenti e in circostanze diverse della loro vita. comportamenti. l'individuo non può far ricorso esclusivamente al repertorio di atteggiamenti. Per ognuna di queste operazioni si pongono dei problemi di apprendimento. e questo aspetto è assai importante per i processi di socializzazione secondaria. 166 CAPITOLO 6 Ogni svolta in ogni percorso comporta l'abbandono di un ruolo e l'assunzione di un ruolo nuovo. per fronteggiare la nuova situazione. ogni svolta nell'ambito di un ruolo produce una serie di aggiustamenti in tutti gli altri ruoli dell'individuo il quale deve quindi ristabilire l'equilibrio dinamico in tutti i settori nei quali si svolge la sua esistenza. ma deve arricchire tale repertorio (in ciò consiste appunto l'apprendimento) e neutralizzare quegli elementi acquisiti che risultano non solo inefficaci. Egli deve socializzarsi ed essere socializzato alla nuova situazione di pensionato e può farlo ricorrendo ad una serie di modelli e di Pagina 91 . ora graduali e quasi impercettibili. In ogni sfera di vita ogni individuo compie un proprio percorso che in parte può essere tipico di molti altri individui. competenze appresi precedentemente. Gli esempi si potrebbero moltiplicare all'infinito. Vari altri eventi potranno segnare il percorso ed ogni tappa segnerà un cambiamento nei ruoli familiari del soggetto. La biografia di ogni individuo può essere vista da questo punto di vista come un intreccio di percorsi ognuno dei quali è segnato da una serie di svolte. se non altro. L'insieme dei ruoli svolti da un individuo si designa in genere con il termine inglese role set. improvvise o graduali. in quella lavorativa e in ogni altro campo dove l'individuo svolge dei ruoli si verificheranno varie serie di cambiamenti: il passaggio da un ordine di scuola ad un altro. Inoltre. ma soprattutto in relazione a quello che è oggi.

Nell'interazione con l'insegnante il bambino impara prima di tutto modelli di comportamento adeguati ad una situazione definita in termini di rapporti di autorità assai più impersonali di quelli esperiti nella situazione familiare. La socializzazione scolastica. di competizione e di cooperazione sono al centro anche dei processi di socializzazione che hanno luogo nell'ambito dell'organizzazione del lavoro. invece.Arnaldo Bagnasco. variabile da individuo a individuo. capace di compiere delle scelte che indirizzano il processo e condizionano l'azione degli agenti di socializzazione. Non bisogna quindi confondere tra processi di sociafizzazione e processi di apprendimento nonostante il nesso evidente che esiste tra i due. La scuola rappresenta un ambiente qualitativamente diverso da quello domestico nell'orizzonte del quale si è svolta prevalentemente la socializzazione primaria. I principi di autorità.un agente della sua stessa socializzazione. trasmette. Quando l'apprendimento di cose nuove entra in conflitto e risulta incompatibile con una parte di quanto è già stato appreso. i mezzi adeguati per realizzarli (lo svolgimento di determinati esercizi). ogni nuovo apprendimento utilizza in gran parte elementi già appresi e non può farne a meno anche se non si esaurisce in essi. 19 primo si riferisce alla natura più o meno cumulativa dei processi di apprendimento che accompagnano la socializzazione: lungo tutto l'arco della socializzazione primaria e per gran parte della socializzazione secondaria ogni IDENTITA E SOC1ALIZZAZIONE 167 fase del processo si fonda sulle fasi precedenti e le presuppone. di competizione e di cooperazione. Alessandro Cavalli. Gli agenti della socializzazione secondaria La scuola è la prima istituzione sociale extradomestica con la quale Scuola l'individuo entra in rapporto e l'ingresso nella scuola segna convenzionalmente l'inizio della socializzazione secondaria. di prestazione. per quanto possa spesso assumere atteggiamenti di stampo familiare e di tipo materno o paterno. almeno in parte. egli diventa . nuove e che devono essere apprese. una serie di modelli di comportamento che si rifanno ai principi di autorità. anche in relazione al deterioramento delle funzioni cerebrali. i criteri per verificare se l'obiettivo è stato o meno raggiunto e la sua prestazione viene 168 CAPITOLO 6 Gruppo dei pari solid * à e competizione valutata e sanzionata positivamente o negativamente mediante un sistema di incentivi e disincentivi. Non è qui il caso di entrare nel merito dei Pagina 92 . 1noltre. in base al modo in cui viene attuata e al tipo di rapporti sociali nei quali si esplica. Questo esempio ci dimostra come la socializzazione sia un processo continuo che si svolge lungo tutto l'arco del ciclo di vita. Marzio Barbagli. nella situazione scolastica A bambino imparerà in modo assai più esplicito che non nella precedente esperienza familiare a strutturare la propria azione in termini di rapporto mezzi/fini: gli vengono indicati degli obiettivi di apprendimento (ad esempio. lo scolaro viene indotto a confrontarsi. La figura dell'insegnante. Sulla base delle proprie prestazioni.in altri termini . Oltre una certa età. Di questa continuità bisogna peraltro sottolineare due aspetti. Corso di sociologia. è quella del portatore di un ruolo sociale specifico. quindi.txt strategie di comportamento che sono. la capacità di risolvere un problema di geometria). oppure viene stimolato a cooperare con essi al fine della realizzazione di un obiettivo comune. al di là dei contenuti specifici dell'insegnamento. diminuisce o si arresta del tutto la capacità di apprendere cose nuove e quanto è stato appreso in precedenza viene selettivamente eliminato man mano che non risulta più utilizzabile nella prassi quotidiana. di prestazione. 6. Vi è accumulazione quando i processi di apprendú-nento superano di gran lunga per entità e importanza i processi di disapprendimento (nella letteratura tedesca si usa in proposito il termine assai pregnante di Verlernen). questa parte deve in qualche modo essere accantonata per far posto e rendere possibile l'acquisizione del nuovo. Sulla scuola e le istituzioni educative in genere torneremo in seguito nel cap. in modo esplicito o implicito con i propri compagni ed a sperimentare quindi una situazione oggettivamente competitiva. 11 secondo aspetto della continuità del processo di socializzazione consiste nel fatto che passando dalla socializzazione primaria a quella secondaria il soggetto acquisisce un controllo sempre maggiore sul processo stesso. XVII. definito da caratteristiche oggettive di competenza e da norme impersonali di prestazione.

L'importanza del gruppo nel processo di socializzazione consiste appunto nel fatto che mediante l'esperienza di gruppo l'individuo interiorizza. oppure si trasformano le mansioni per effetto del cambiamento tecnologico e organizzativo.Arnaldo Bagnasco. invece. scuola. dotati di una autorità pedagogica. politico ecc. l'agire competitivo si fonda. comunque. è la presenza di qualche forma di solidarietà che nei casi limite annulla. e i destinatari della loro azione. i compagni di lavoro sono pari nei confronti dei capi ecc. Inoltre. l'intera vita lavorativa è costellata di momenti e fasi di apprendimento. cioè tra individui che sono formalmente sullo stesso piano e tra i quali non esiste un rapporto sanzionato di autorità o di subordinazione. Si può dire che l'effetto di socializzazione del gruppo sui membri che lo compongono si manifesta in termini di apprendimento dei modelli di azione sofidaristica e IDENUTA E SOCIALIZZAZIONE 169 di azione competitiva. La stessa organizzazione del lavoro (composta da superiori. Marzio Barbagli. se è stato adeguatamente socializzato al ruolo di membro del gruppo. ma nella maggior parte dei casi controlla e regola la competitività al suo interno. III. 1 gruppi possono essere della natura più diversa a seconda dell'ambito nel quale si formano (gruppi di vicinato. Essi inoltre possono essere. il gruppo dei pari. degli scambi che mettono in atto con altri gruppi oppure con istituzioni. 1 rapporti all'interno di un gruppo di pari si collocano tra le due polarità della solidarietà e della competizione. nelle associazioni volontarie. organizzazione). La caratteristica. dell'ampiezza. Di sodalizzazione si può parlare però anche nei rapporti tra pari. 19 riconoscimento del fatto che nella sociaUzzazione è sempre presente qualche momento di reciprocità (cioè di influenza dei figli sui genitori. oppure se possiede le caratteristiche per poter essere successivamente socializzato ed entrare a pieno titolo nel gruppo. formali o informali a seconda della presenza o meno di una organizzazione che stabilisca una serie di regole esplicite per il loro funzionamento. oppure la indirizza verso altri gruppi esterni. il momento nel Pagina 93 . Gli studi sul processo di socializzazione pongono generalmente l'accento sulla natura asimmetrica del rapporto tra gli agenti di socializzazione (famiglia.txt problemi specifici della formazione professionale. In altri casi. L'agire solidaristico si fonda sul sentimento di appartenenza in virtù del quale i membri di un gruppo sottolineano. formatori. inoltre. gli alunni sono pari nei confronti degli insegnanti. quello di aspirante. culturale. oltre a questa. della frequenza dell'interazione al loro interno. Alessandro Cavalli. degli allievi gli insegnanti ecc. ciò che li accomuna e quindi li rende uguali. e a un periodo transitorio di aspettativa. In questo caso la solidarietà riduce la competizione tra i membri del gruppo. a seconda della frequenza con cui si verificano mutamenti di posto di lavoro (mobilità lavorativa). come abbiamo già visto nel cap. di colleghi di lavoro ecc. t però utile ricordare che.) diventa un agente di sodalizzazione. oppure si svilupperà nella dimensione verticale tra persone appartenenti a livelli diversi. Tra queste regole particolarmente importanti sono quelle che governano i meccanismi di reclutamento dei membri del gruppo in quanto esse sono volte ad accertare se un individuo possiede i requisiti richiesti per l'appartenenza. ecc. esperti. Corso di sociologia. Dove invece la competitività orizzontale è elevata. si dà luogo alla creazione di un ruolo transitorio. coloro che devono essere socializzati.). Grande importanza nei processi di socializzazione secondaria ha. e dove quindi prevalgono relazioni simmetriche tra le persone che fanno parte di tali gruppi. o comunque si conforma alle norme che regolano la competitività e quindi rendono possibile la cooperazione. del tipo di rapporti che intercorrono tra i loro membri. nei gruppi amicali. In quest'ultimo caso. di compagni di scuola. la solidarietà di gruppo risulterà scarsa. Nell'ambito delle organizzazioni ordinate gerarchicamente gruppi informali tendono a formarsi lungo linee orizzontali tra persone che occupano lo stesso livello o livelli simili e che si contrappongono antagonisticamente a coloro che si collocano a livelli inferiori o superiori.) non fa venire meno la natura fondamentalmente asimmetrica del rapporto. che definisce l'esistenza di un gruppo di qualsiasi natura. compagni di lavoro. sul sentimento di individualità e tende a differenziare tra di loro i membri del gruppo. ricreativo. che segnano una fase di intensa socializzazione alle norme del gruppo. vi sono molte attività dove i ruoli non sono necessariamente gerarchizzati.). del tipo di scopo che perseguono (ludico. formali e informali. come nei gruppi che si formano nelle attività di tempo libero. Fratelli e sorelle sono pari nei confronti dei genitori.

scuola. Tra gli agenti di socializzazione secondaria bisogna oggi annoverare anche i mezzi di comunicazione di massa in quanto la loro influenza interferisce e si sovrappone a quella degli altri agenti di socializzazione (famiglie. Essi influiscono in misura assai cospicua non solo nella trasmissione di informazioni e conoscenze.txt quale un individuo entra a far parte di un gruppo è ritualisticamente segnato dal superamento di una prova (ad esempio i riti di passaggio tra un gruppo di età e quello Riti di passaggio successivo in molte società premoderne). 170 CAPITOLO 6 Socializzazione p&tica I media un'importanza particolare è assunta dai gruppi politici (movimenti e partiti) poiché essi incidono notevolmente sulla socializzazione politica dei loro membri. t indubbio che il processo di socializzazione risulta profondamente influenzato dalle comunicazioni di massa nel senso che l'esposizione ai loro messaggi può rafforzare o indebolire l'efficacia dell'azione degli altri agenti di socializzazione. a una serie di credenze e di principi. anche radicalmente. così come essi la concepivano. oppure averne alimentate di nuove. Il processo di socializzazione appare dunque nel complesso come tutt'altro che lineare. gli altri parenti ecc. gruppi. opinioni e comportamenti relativi alle più diverse sfere di attività. l'adesione ad un gruppo politico risulta essere una delle esperienze che hanno maggiori e più durature conseguenze. Non solo non vi è coerenza tra i vari agenti che concorrono alla socializzazione di un individuo. che la televisione diffonde valori e modelli di comportamento che possono essere talvolta notevolmente difformi e contrastanti da quelli trasmessi da altre agenzie. oppure ognuno di essi segue una propria logica di azione che non produce necessariamente effetti tra loro compatibili e convergenti? La stessa esperienza quotidiana ci suggerisce che la seconda ipotesi appare più plausibile.). Ogni gruppo politico infatti dispone di strumenti di indottrinamento e di controllo predisposti in modo da incanalare i comportamenti dei propri membri nella direzione delle proprie linee di azione. La scuola può aver formato certe competenze e può aver impedito ad altre di svilupparsi. ma nella formazione di atteggiamenti. alla propria visione e interpretazione della scena politica e del proprio ruolo in essa. Alessandro Cavalli. tendono a definire l'identità del gruppo che. ad esempio. E richiamo a un'ideologia. questo bagaglio. i riti di iniziazione.e in genere non e . dobbiamo porci una domanda di fondo: i vari agenti di socializzazione operano in modo coordinato e coerente. conoscenze e aspirazioni che essi ritenevano adeguate per metterli in grado di affrontare la vita. I genitori possono aver equipaggiato i loro IDENTITA E SOCIALIZZAZIONE 171 figli con un bagaglio di valori. aperto nuovi orizzonti che i genitori non avevano neppure potuto immaginare come possibili. 1 conflitti di socializzazione nelle società differenziate Abbiamo visto che i vari agenti di socializzazione contribuiscono a plasmare i modi nei quali gli uomini pensano e agiscono socialmente. ma l'azione di ognuno di essi può non essere .Arnaldo Bagnasco. A questo punto. mentre gli servirebbero molte altre conoscenze e capacità che non ha acquisito. Ciò pone però un problema di portata più generale: quello dei conflitti di socializzazione. possono aver vanificato ad esempio molte aspirazioni. ecc. t noto. Tra i vari tipi di gruppi ai quali un soggetto può appartenere. esperienze successive molto spesso smentiscono. ad esempio. possono agire in modi e con finalità tra loro Pagina 94 . oppure da cerimonie solenni che segnano drammaticamente la transizione e l'ingresso in una nuova condizione. deve in qualche misura esser fatta propria da tutti coloro che vi appartengono. Confatti di socializzazione 7. Ma le esperienze scolastiche successive dei figli possono aver modificato. i fratelli e le sorelle. il. Marzio Barbagli. Se per socializzazione politica intendiamo l'insieme e la successione delle esperienze che contribuiscono a plasmare il comportamento di una persona nella sfera politica. modificano o neutralizzano l'influenza di quelle precedenti. Nella famiglia. Corso di sociologia. ma quando il giovane inizierà le prime esperienze lavorative si accorgerà che molto di quanto ha imparato non può essere utilizzato. la madre. come. padre. attraverso la socializzazione politica. organizzazione. Le esperienze di socializzazione attraverso le quali un individuo passa nel corso della sua esistenza non si sommano armonicamente le une alle altre.internamente coerente.

a quali messaggi esporsi e così via. ma lo spazio di scelta non si riduce mai a zero. leggiamo testi di ogni genere e. Marzio Barbagli. la cultura di massa è frammentaria ed eterogenea.ito che modella i comportamenti umani in modo unitario e coerente al fine di produrre la gamma di tipi sociali richiesta in una società data in un determinato momento storico. al di là del primo stadio infantile. potrà scegliere tra occupazioni diverse valutate più o meno coerenti rispetto alle proprie attitudini. di fronte a influenze così diversificate e potenzialmente contrastanti.txt incompatibili. a quale disciplina sottomettersi. Egli potrà scegliere l'esempio del padre. Alessandro Cavalli. anche qualora volessimo ammettere l'esistenza di tale programma. una coerenza organica tra le motivazioni individuali. diventa un agente attivo della propria socializzazione. Corso di sociologia. cioè. potrà scegliere a quali gruppi appartenere. correggere le proprie scelte qualora esse siano risultate insoddisfacenti o impraticabili. ad esempio. inoltre possono ostacolare o rafforzare l'azione degli insegnanti. 1 compagni di scuola. Nel lavoro le aspettative dei superiori possono entrare in conflitto con quelle dei compagni. t l'individuo stesso quindi a dover gestire l'inevitabile conflitto che in una società altamente differenziata si produce tra le varie agenzie di socializzazione. l. messaggi della cultura di massa. le aspettative di ruolo. non possiamo fare a meno di nominare i nostri stati d'animo Pagina 95 . E importante ricordare a questo proposito che. Nella scuola insegnanti diversi possono alimentare aspirazioni e trasmettere competenze tra loro anche notevolmente divergenti. come abbiamo accennato.ed è intrisa di linguaggio. Non possiamo quindi dare per scontata la presenza di un'interna coerenza tra le varie agenzie di socializzazione. a parte le prime fasi della socializzazione primaria nelle quali il bambino ha assai scarsa possibilità di influire sul proprio contesto di socializzazione. gruppi di riferimento. Non solo parliamo con gli altri e ascoltiamo i loro discorsi. ma è proprio questa possibilità che garantisce l'esistenza di uno spazio di libertà per l'individuo e definisce i confini della sua facoltà di indirizzare il processo della propria socializzazione e di costruire la propria identità. capacità o aspirazioni. talvolta. a quale autorità ribellarsi. nulla ci garantisce un adeguamento docile del singolo individuo alle sue prescrizioni. scuola. nel senso che aumenta la gamma delle opzioni di socializzazione e di identità tra le quali un individuo può scegliere con un grado consistente di autonomia. ad esempio. oppure rifiutarli in toto o soltanto in parte. sia comunque possibile per l'individuo ricostruire un percorso di socializzazione dotato di un certo grado di coerenza. nelle fasi successive questa possibilità aumenta. A questo punto possiamo chiederci se. interferiscono ormai nell'azione di tutti gli agenti di socializzazione.Arnaldo Bagnasco. entro certi limiti. Un individuo. ma anche quando siamo soli con noi stessi e pensiamo ai fatti nostri. gruppi di appartenenza. da un lato perché la sua azione si svolge attraverso una pluralità di agenzie relativamente indipendenti le une dalle altre. Non esiste un programma prestabil. della madre. Sono all'ordine del giorno situazioni nelle quali. La società gli offre una gamma di opportunità di socializzazione che può essere più o meno ampia e tali opportunità possono essere più o meno incompatibili tra di loro. 1 mezzi di comunicazione di massa. uno stesso ragazzo viene nello stesso tempo incoraggiato da un insegnante e scoraggiato da altri a intraprendere certi corsi di studio. Tra famiglia. le possibilità di conflitto sono sempre presenti. Ma gli stessi mezzi di comunicazione di massa diffondono modelli tra loro incoerenti. Inoltre. non produce effetti di omologazione quanto piuttosto di dispersione. ne scriviamo pure. L'individuo è sottoposto ad una serie di pressioni incrociate che ora si eludono ora si rafforzano reciprocamente. Il problema delle origini dei linguaggio Basta fermarsi un attimo e riflettere per rendersi conto di quanta parte della nostra vita di tutti i giorni dipende dal . dall'altro lato perché la costituzione biopsichica degli individui offre comunque resistenza all'influenza del sistema sociale. lavoro. le pratiche di addestramento possono incontrare la resistenza delle organizzazioni sindacali di rappresentanza e così via. anche nel dialogo interiore. manifestano spesso ostUità nei confronti della televisione che essi percepiscono come un fattore che svalorizza la loro funzione e toglie efficacia ai loro messaggi educativi. potrà scegliere tra percorsi educativi diversi ed. le norme e i valori della società. Il sistema sociale non è onnipotente 172 CAPITOLO 6 di fronte agli individui. Genitori e insegnanti.

Non c'è da stupirsi se da tempi immemorabili gli uomini si siano interrogati sulle origini del linguaggio. che non riusciamo neppure a immaginare come potrebbe essere il mondo umano senza linguaggio. La nostra lingua ci è così famibare. senza un tipo di linguaggio come quello che usiamo quotidianamente) non sarebbe un mondo umano. Il racconto biblico è una testimonianza di quanto antica sia la riflessione umana sul linguaggio. E tuttavia è utile fermarsi a considerare almeno due problemi che sono stati. si lasciò anche convincere da Eva a mangiare il frutto 174 CAPITOLO 7 Origine delle lingue Differenziazione linguistica dell'albero della conoscenza e qui la lingua compare per la seconda volta. perché un mondo senza linguaggio (o. Marzio Barbagli. basta che due popolazioni un tempo unite e parlanti la stessa lingua si separino. mentre altri propendono per l'ipotesi della comparsa indipendente in aree diverse. e sono tuttora. La questione è profondamente legata alla dimensione religiosa. di seduzione. non ci sbagliamo. Dio è «il verbo» e la parola è ciò che rende l'uomo simile a Dio. questa volta come mezzo di comunicazione (anzi. cioè da quando è stata introdotta la scrittura. cioè c'è chi sostiene che le lingue attuali sono prodotte per differenziazione da un'unica lingua e chi sostiene invece la pluralità dei ceppi linguistici originari. oppure appresa. Egli compì così la prima operazione linguistica. come abbiamo accennato. Non c'è dubbio che le lingue attualmente parlate siano il risultato di un processo di differenziazione che è avvenuto nel corso degli ultimi millenni. gli studiosi si sono posti il problema se le tante lingue che si parlano ora sulla terra (attualmente se ne contano circa cinquemila) non derivino tutte da una stessa lingua comune originaria. Le ipotesi in gioco sono sostanzialmente due e opposte tra loro: l'ipotesi monogenetica e l'ipotesi poligenetica. in particolare al Libro della Genesi. le piante e gli animali del giardino dell'Eden. lo Spirito Santo discende sugli apostoli (la liturgia ricorda l'evento nel giorno di Pentecoste) e li mette in grado di parlare le lingue dei popoli tra i quali dovranno diffondere la nuova fede. L'evoluzione delle lingue è molto rapida rispetto all'evoluzione genetica. Stando alla narrazione biblica. hanno ormai accertato che anche molte specie ani-inali comunicano con sistemi di segni e quindi hanno un «loro» linguaggio. meglio. nel Nuovo Testamento. concetti e cose è A tema centrale della filosofia dalle origini ai nostri giorni. Alessandro Cavalli. cioè coloro che studiano il comportamento animale. le sue forme e le sue funzioni. ancora. le ipotesi sono diverse: alcuni sostengono che l'uomo sia comparso in un solo punto (probabilmente in Africa) e di Pi si sia diffuso e differenziato. Da allora la torre di Babele è diventata la metafora dell'incomunicabilità e dell'incomprensione tra gli uomini. sappiamo. quando gli uomini vogliono innalzare una torre che raggiunga il cielo. mentre le popolazioni umane usavano il linguaggio già da centinaia di migliaia di anni. E.000 anni. Non possiamo qui certo. Non a caso nella tradizione ebraico-cristiana. Dio interviene per punire la loro arroganza confondendo i loro linguaggi in modo che da quel momento in poi non parleranno più la stessa lingua. del linguaggio. la prima cosa che fece Adamo dopo essere stato creato fu di dare un nome a tutte le cose. al centro del dibattito filosofico e scientifico e che sono strettamente legati tra loro: a problema delle origini delle lingue e della natura innata. postula un paradiso terrestre dove si parlava una sola lingua. poiché porsi questa domanda equivale a interrogarsi sulle origini stesse dell'uomo e quindi sulla creazione.txt attribuendo loro delle parole. ad Pagina 96 . Corso di sociologia. Anche se gli etologi. A parte la narrazione biblica che. E un problema connesso a quello che si sono posti gli studiosi dell'origine delle razze umane. anche se non tutti abbiamo la stessa competenza nel15 usarla. Al di là della religione. neppure a grandi linee. un'operazione cognitiva. possiamo dire che la riflessione sul rapporto tra parole. Poi. Il problema non è facilmente risolvibile sul piano scientifico in modo rigoroso perché abbiamo traccia delle lingue usate in passato solo a partire dagli ultimi 6. E. con effetti disastrosi per lui e per tutti coloro lo seguirono!) Ma la Bibbia ritorna anche in altri passi sui problemi della lingua: ad esempio.Arnaldo Bagnasco. infatti. Anche in questo caso. non sembra proprio che vi siano in natura altri esseri viventi che usano un linguaggio simile al nostro per livello di complessità e di elaborazione [Sebeok 19761. ripercorrere la storia di questa riflessione.

il fondatore della moderna «scienza cognitiva». aumentando le probabilità che riescano a sopravvivere e a riprodursi. poiché se ammettiamo come almeno plausibile l'ipotesi «unitaria». l'ipotesi quindi di un'unica origine appare quanto meno plausibile. si rafforza anche la tesi di Natura innata del linguaggio FIG. 110-1111. Sulla base di questa sintassi-granimmatica universale si svilupperebbero poi.dei ìin~o gono in una posizione di vantaggio. e dopo 1. LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE 177 coloro che sostengono che il linguaggio è innato nella specie umana. tuttavia. ne avevano già posto le fondamenta nelle loro teorie della natura innata della conoscenza. fanno ritenere che vi sia una grammatica universale innata. Fonte: Ferraro Il 995. francese. con tutte le loro specificità semantiche (cioè. non è irrilevante. castigliano. portoghese. le cosiddette lingue romanze (italiano.) derivano tutte dal latino e si sono differenziate nel corso del tempo. Chomsky è stato sempre riluttante ad attribuire un fondamento biologico alla capacità umana di generare una grammatica universale comune a tutte le lingue e di formulare la sua teoria nei termini della teoria dell'evoluzione. Principali famiglie finguistiche del mondo.000 anni (e forse anche meno) non sono più in grado di intenLINGUAGGIO E COMUNICAZIONE 175 proto-indoeuropeo 6000 5000 4000 3000 2000 1000 Fie. di successioni di suoni) che gli organi vocali della specie umana sono in grado di produrre. per processi secondari di differenziazione.txt esempio per effetto delle migrazioni. una teorica e una empirica. ecc. il ragionamento Pagina 97 . catalano. non abbiamo ancora trovato il modo (ed è probabile che mai lo troveremo) di registrare i suoni prodotti dalle corde vocali dei nostri antenati di varie decine di migliaia di anni fa! La questione. Questo passo è stato compiuto tuttavia di recente da alcuni biologi «evoluzionisti» sulla base di due considerazioni. relative al significato delle parole) legate alle diversità degli ambienti nei quali si sono trovate a vivere le popolazioni umane. una sorta di caratteristica del suo patrimonio biologico. cioè di considerare il linguaggio come il risultato di un processo di selezione naturale che avrebbe fornito alla specie umana un decisivo «vantaggio evolutivo» rispetto alle altre specie animali. che i linguisti sono stati in grado di ricostruire partendo dalle lingue attuali. fatta di regole che permettono di collegare A numero limitato di fonemi (cioè. 7. Naturalmente si tratta di congetture. anche se non è più parlata da nessuna popolazione vivente. Alessandro Cavalli. 7. Anche A latino potrebbe essere ricostruito con lo stesso procedimento partendo dalle lingue romanze attuali e il risultato di questa operazione sarebbe probabilmente più vicino alla lingua effettivamente parlata nell'uso quotidiano. dersi tra loro [Cavalli Sforza 19961. L Principali gruppi e lingue della farniglia indocuropea. Marzio Barbagli. non si vede come non avrebbe dovuto funzionare prima.Arnaldo Bagnasco. l'indoeuropeo. formatasi gradualmente nel corso del processo di evoluzione. piuttosto che alla lingua che ci è stata tramandata nei testi -letterari. Ma essa è stata ripresa di recente da un grande linguista americano contemporaneo. le analogie strutturali che si riscontrano in tutte le lingue. Secondo Chomsky. La considerazione teorica riguarda appunto il problema dei «vantaggi evolutivi».2. cioè di quei tratti che pongono coloro che li posseg. Se A processo di differenziazione da basi linguistiche omogenee ha funzionato negli ultimi millenni. La maggior parte delle lingue dell'area europeo. Corso di sociologia. Ad esempio. per citare solo due «giganti» del pensiero filosofico occidentale. le grammatiche delle singole lingue particolari.caucasica e del subcontinente indiano (salvo quelle del ceppo ugro-finnico) derivano da una lingua. bisogna rassegnarsi al fatto che la scienza non può dare una risposta certa a tutte le domande che ci sembra sensato porre. Noam Chomsky [19681. rumeno. Seguendo lo schema proposto da Lieberman [19841. Anche quest'idea non è nuova: Aristotele e Cartesio.

quanto ci sia qu@di di innato e quanto di acquisito nelle competenze linguistiche. non sono in grado di compiere. sia pure già più evoluti di quelli delle specie animali.txt può essere grosso modo sintetizzato così: il linguaggio verbale è un'invenzione dell'homo sapiens.bocca. Lo stesso aumento della massa cerebrale che non sembra essersi modificata di molto negli ultimi 300.000 anni sarebbe stata attivata dall'acquisizione del linguaggio verbale e un cervello più sviluppato avrebbe poi ulteriormente favorito l'espansione e il perfezionamento delle capacità linguistiche. 4471: in essa sono espresse tre idee importanti: che il linguaggio nasce insieme al pensiero. Corso di sociologia. Quanto estesa sia questa base. gli ominidi che l'hanno preceduto comunicavano probabilmente con gesti e con sistemi di segni non verbali. che fu il primo di tuttì pensieri umani della gentilità. Questa frase è di Giovambaffista Vico (1668-1744) e risale alla metà del XV111 secolo [Vico 1725. come le braccia e le mani. LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE 179 2. Le funzioni dei linguaggio: pensare e comunicare In seguito del già detto. indipendenti dal livello intellettuale.. La funzione fonatoria si sarebbe sviluppata successivamente attraverso una serie di adattamenti anatomici (la discesa della laringe. detto dapprima «lous». dal fragor del tuono. laringe. Ed esso Giove fu da latini. si trasgrediscono le barriere tra le discipline. Infine. lingua. naso) svolge come funzione primaria la produzione di suoni. Le argomentazioni dei teorici dell'evoluzione. Non è il caso qui andare ulteriormente nel dettaglio in questo campo di studi. è certo che i vantaggi evolutivi per la specie umana sono stati enormemente accresciuti con l'invenzione della scrittura che consente la conservazione e la trasmissione delle informazioni di generazione in generazione al di là delle limitate capacità di «immagazzinamento» delle cellule del cervello umano. avvalorando quindi l'ipotesi che vi siano dei geni specifici alla cui presenza è da attribuire l'acquisizione di determinate competenze linguistiche. Marzio Barbagli. altre operazioni. lasciano presumere quindi che vi sia una base biologica del linguaggio nel patrimonio genetico della specie umana. La dimostrazione di questo sarebbe nel fatto che nessuno tra gli organi dell'apparato fonatorio (polmoni. Possiamo immaginarci questi primi uomini che guardano attoniti un cielo percorso da lampi ed emettono dei suoni simili al tuono per indicare la potenza misteriosa che li sovrasta. che si manifestano nell'incapacità di usare certe categorie grammaticali (ad esempio. Ci siamo soffermati su questo aspetto perché offre un esempio illuminante di come 9 confine tra scienze sociali e naturali sia fluido e come si aprano affascinanti prospettive di ricerca se. l'uso del plurale e la* coniugazione temporale dei verbi) E stato provato [Pinker 19941 che questi disturbi sono ereditari e si trasmettono nelle famiglie seguendo A classico ordine mendeliano (dal nome Leggi di Mendel del biologo boerno Gregor Mendel che formulò le leggi di trasmissione dei caratteri ereditari). ed ora anche qualche prova empirica convincente. Rispetto al linguaggio gestuale. Alessandro Cavalli. nello stesso tempo che si formò il carattere divino di Giove. la mobilità della lingua) che hanno reso possibile la produzione di suoni sempre più articolati. dovendo comunicare con un codice gestuale. che le componenti innate sono senz'altro di carattere molto generale e astratto e che non limitano certo l'immenso campo di libertà e di creatività della cultura umana. che le prime parole usate dagli uomini sono costruite imitando i suoni naturali e che nei bambini possiamo rintracciare i modi di esprimersi di un'umanità ricacciata ad uno stadio primitivo dopo il diluvio universale. incominciò parimenti a formaresi la lingua articolata con l'onomatopea.Arnaldo Bagnasco. almeno ogni tanto. non è possibile dare una risposta. inoltre. La considerazione empirica riguarda invece lo studio di alcuni disturbi del linguaggio. Ci basta aver acquisito due punti importanti: le lingue umane hanno un fondamento comune e la loro origine si confonde con l'origine stessa della specie. il linguaggio verbale presenta A notevole vantaggio di consentire la comunicazione senza interrompere le azioni compiute con altre parti del corpo. Pagina 98 . con la quale tuttavia osserviamo spiegarsi felicemente i fanciulli. Oggi possiamo ragionevolmente sostenere che entrambe le componenti (innate e acquisite) sono presenti. mentre la cui assenza (per fortuna assai rara) spiega l'insorgenza di queste forme di patologia del linguaggio. allo stato attuale delle conoscenze. Lo sanno bene i sordomuti che. è una questione alla quale. quando comunicano.

lo scritto. Possiamo trovare passi analoghi in vari pensatori della stessa epoca. deve utilizzare un codice analogo per decifrare il messaggio. che ha carattere normativo. Condiviso non vuol dire assolutamente identico.avere qualcosa da comunicare. che lo abbia adottato come strumento della comunicazione interpersonale. Corso di sociologia. cioè stabilire un rapporto tra un «significante» e un «significato». Marzio Barbagli. il ricevente. piccola o grande che sia. un codice e un messa io Ag L'emittente deve cioè tradurre quello che vuole comunican@ in una serie di segni o suoni seguendo le prescrizioni del codice del canale utilizzato e confezionare così il messaggio. recentemente. come sappiamo bene quando ci capita di dover interagire con persone di cui non conosciamo la lingua e che non conoscono la nostra. Le operazioni fondamentali del pensiero trovano tutte corrispondenza nelle strutture del linguaggio. l'idea dell'esistenza di uno stretto legame tra pensiero e linguaggio. Nessuno di noi si è Pagina 99 . che un evento è accaduto prima. un'informazione che abbiamo dovuto pensare prima e tuttavia non possiamo pensare se non con gli strumenti che ci sono forniti dal linguaggio. nessuno parla esattamente la stessa lingua. attraverso tutte quelle operazioni che ci sono ben note da quando a scuola ci hanno insegnato a fare l'analisi grammaticale e logica degli enunciati. è stata al centro dell'attenzione di filosofi.è soltanto implicita. da Condillac a Leibniz. dopo o contemporaneamente ad un altro. Per comunicare dobbiamo . secondo. localizzare una cosa nello spazio o un suo movimento vuol dire applicare uno dei complementi di luogo. t udesperienza comune di tutti coloro che parlano o scrivono che la necessità di comunicare a qualcuno il proprio pensiero è un forte incentivo per elaborarlo e chiarirlo anche a se stessi. Tuttavia. un'idea. Non c'è linguaggio quindi senza una comunità di parlanti. anche di sociologi. un sentimento. perché ci possa essere comunicazione. L un po come chiedersi se sia nato prima l'uovo o la gallina. sullo stesso piano. cioè stabilire tra loro rapporti di uguaglianza o diversità. di una sorta di circuito per cui il pensiero contribuisce alla formazione del linguaggio e questo a sua volta arricchisce gli strumenti del pensare. l'immagine). in classi omogenee per qualche caratteristica. Accanto alla funzione cognitiva dobbiamo quindi porre.txt La prima parola. il linguaggio non serve solo a pensare il «mondo». che l'evento A ha provocato o concorso a provocare l'evento B. le parole. a sua volta. un canale (ad esempio.il patto . sono tutte operazioni che possiamo compiere in virtù del fatto che disponiamo di un linguaggio. quantificare vuol dire stabilire se in una classe vi sono una. Affinché abbia luogo un atto comunicativo devono essere presenti alcuni elementi: un emittente. la funzione comunicativa del linguaggio. Dire che una cosa è vicina o lontana. Non possiamo pensare senza linguaggio e quindi attraverso il linguaggio possiamo accedere al funzionamento della mente. il codice debba essere condiviso da emittente e ricevente. individuare uno stato o un'azione di una cosa vuol dire assegnarle un predicato. il gesto. Il concetto di condivisione del codice indica due aspetti: primo. In realtà. stabilire il grado di controllo che l'attore (il «soggetto») ha su un evento vuol dire usare un verbo transitivo o intransitivo e così via. vuol dire raggruppare i «significanti». dentro o fuori. Alessandro Cavalli. Funzione comunicativa del linguaggio Codice@ icauvò mentre la proposizione Y è falsa. classificare le cose. che va in una direzione oppure vi proviene. psicologi e. risolveva quindi un problema cognitivo. la voce. l'adozione . linguisti. Pensare qualcosa vuol dire «nominarla» (verbalmente o mentalmente). per Vico. t evidente che. Da allora. due o più cose. Non ha molto senso chiedersi quale delle due funzioni sia prioritaria.Arnaldo Bagnasco. cioè è formato da un insieme di norme (regole) che definiscono quali sono i modi ammissibili di confezionare i messaggi affinché questi possano essere recepiti con successo dal ricevente. un ricevente. affermare che la proposizione X è vera Funzione cognitiva del linguaggio 180 CAPITOLO 7 . ma senza un grado minimo di condivisione del codice la comunicazione risulta impossibile. un patto implicito stabilito all'intemo di una comunità. a von Humboldt [Trabant 19941. ma anche a comunicare ad altri il nostro pensiero e a ricevere dagli altri i messaggi nei quali è formulato il loro pensiero. che il linguaggio è una convenzione sociale. cioè «enumerarle». Come vedremo meglio in seguito.

Se così non fosse avremmo grandi difficoltà ad imparare una lingua diversa dalla nostra lingua madre (e queste difficoltà. verbi. Il neonato. anche perché. Alessandro Cavalli. la lingua che apprendiamo «naturalmente» come lingua madre non è solo una delle tante lingue che si parlano sulla terra. come. l'organismo umano è biologicamente predisposto per produrre e LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE 181 ricevere messaggi verbali. che spieghi perché la parola cane in italiano. 182 CAPITOLO 7 Ben diversa era invece la prospettiva dei linguisti della scuola romantica. il fondamento della sua identità collettiva e quindi erano portati a mettere in evidenza ciò che differenzia una lingua dalle altre piuttosto che ciò che le rende simili.Arnaldo Bagnasco. Essi sostengono la presenza in ogni lingua di elementi stabili. Le strutture grammaticali e sintattiche sono appunto quelle che presentano la maggiore stabilità nel tempo e uniformità nello spazio. la pubblicazione dei primi volumi (nel 1854) di un monumentale dizionario della lingua tedesca. La semantica prende A sopravvento sulla sintassi. prolungata e costante interazione sociale. i fratelli Grimm. il cui apprendimento. via via. è stata chiamata «strutturalista». Possiamo considerare questa come una prospettiva di tipo etnografico allo studio dei fenomeni linguistici. fiorita in Germania e in tutta l'area centro-europea intorno alla metà dell'Ottocento. Non sappiamo bene come ciò avvenga. soggetti.). tuttavia. riguardano essenzialmente gli elementi lessicali e semantici. come molti studenti sanno. corrisponda alla parola Hund in tedesco. come abbiamo visto. dog in inglese e perro in castigliano. si è sviluppata una scuola di linguistica che. ad esempio. nel primo anno di vita. rappresenta una potenzialità che ha bisogno di essere attivata mediante l'interazione sociale.500 a quattro anni e 2. 3. poiché vede nella lingua la sedimentazione delle esperienze storiche di un popolo. In breve. o fa.txt accordato coi suoi vicini per stabilire il codice della comunicazione. forse la più importante di tutte. proprio per l'interesse portato a questi aspetti. ma sappiamo per certo che l'acquisizione del linguaggio richiede un'assidua. aggettivi. i tratti fondamentali della grammatica e della sintassi. e sulla base del lavoro pionieristico del linguista ginevrino Ferdinand de Saussure [1857-19131. per gli strutturalisti. pronomi. è il regno della convenzione e dell'arbitrio. Corso di sociologia. Ogni uomo nasce in un mondo già strutturato dalle istituzioni del gruppo al quale appartengono i suoi genitori e il linguaggio è una di queste istituzioni. Non è un caso che ai maggiori esponenti di questa scuola. la lingua viene colta come espressione della cultura e delle sue infinite variazioni che fannQ. intorno all'anno il bambino compone con alcuni di questi fonemi i primi morfemi (parole). Essi vedevano nella lingua l'espressione più genuina dello «spirito» di un popolo (Volksgeist).Compeimmi hnguistiche no abbastanza misterioso. oltre una famosa raccolta di racconti popolari. si-àeb-b-a. La semantica. detti anche «universali linguistici». oltre a certe peculiarità grammaticali e sintattiche specifiche di ogni singola lingua. qualcosa. La variabilità dei linguaggi umani nello spazio e nel tempo Abbiamo accennato al fatto che tutte le lingue presentano caratteristiche strutturali comuni. L'acquisizione delle competenze linguistiche è ancora un fenome. è in grado di produrre spontaneamente quasi tutti i fonemi delle lingue del mondo. e di elementi di natura convenzionale e fondamentalmente arbitrari. dove. Tuttavia. con cerchie sempre più ampie di «parlanti». avviene in modo «naturale» e senza particolari difficoltà. Si chiede Jacob Grimm: * Pagina 100 . alla stessa età è in grado di padroneggiare una buona dose di regole grammaticali e sintattiche. in che modo. di una popolazione un'entità ben definita. salvo casi patologici. prima con la madre e poi. ecc. Partendo da questa osservazione. Marzio Barbagli. predicati. a due anni ha già un vocabolario di quasi 300 parole che diventano 1. Non c'è nessuna ragione strutturale. come un sistema strutturato di parti interdipendenti che rispondono a una serie di regole astratte. Gli appartenenti a questa scuola studiano la lingua «in sé e per sé». Egli si trova di fronte un prodotto già confezionato da tutte le generazioni dei suoi predecessori. complementi. quando (nomi. Tutte hanno delle parole particolari per indicare chi è. Questi ultimi. ma è anche una delle tante varianti della lingua che si parla nel nostro paese. sono già abbastanza grandi).500 a sei. Questa predisposizione. le tracce del suo rapporto con l'ambiente naturale e dei suoi modi di affrontare i problemi quotidiani.

intesa come la comunità dei parlanti la stessa lingua e sul quale si fonda quindi il senso di appartenenza alla collettività del «noi». di leggere e scrivere) correttamente quella variante della lingua toscana (il fiorentino) che era diventata gradualmente dominante come lingua letteraria. come spesso accade nel caso delle popolazioni di immigrati. in Cardona 1987. nella lingua che avrà il sopravvento resteranno tracce consistenti finguistica della lingua soppressa o caduta in disuso. al di là del diverso stile tipografico. come quelli legati alle vicende politiche e migratorie. ma solamente come lingua dotta e liturgica.8 31. ma perché molte delle forme lessicali e grammaticali usate allora ci sembrano oggi irrimediabilmente arcaiche. nel quale ogni barriera cadrà e verrà riconosciuto il diritto naturale secondo cui non sono i fiumi né i monti a dividere i popoli.3 47. ma vorrei dire inevitabilmente in cammino. Questi fenomeni sono ben visibili nel caso delle trasformazioni subite dall'italiano in epoca postunitaria. sopravvissuto per molto tempo. ci renderemo facilmente conto che.5 100 Valle d'Aosta 2.7 23. sia per effetto dell'influenza esercitata dalle culture delle popolazioni con le quali una popolazione entra in contatto. Tuttavia le lingue non sono delle entità quasi naturali. distinta dal «loro». come sembra di poter intravedere nel brano appena citato. Si può dire che l'unificazione linguistica del paese sia stata il prodotto prima della scuola di base obbligatoria e poi dell'esposizione Sempre Dialetto in famiglia/ Italiano Sempre Totale dialetto italiano con estranei e dialetto misti italiano Piemonte 4. Alessandro Cavalli. erano pochi gli abitanti della penisola in grado di parlare (e.1 100 Lombardia 6. cioè coloro che parlano un altro idioma. Marzio Barbagli. e che è stata soppiantata dal latino ed è.2 45. Se ci capita di avere tra le mani un giornale di solo un secolo fa e lo confrontiamo con un giornale di oggi. sia che gli invasori impongano la propria lingua alle popolazioni sottomesse.5 16. soprattutto. sia che i nuovi arrivati. Le lingue. In entrambi i casi si osserveranno fenomeni di contaminazione linguistiContaminazione ca. successo al latino LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE 183 stesso. all'epoca dell'unificazione politica del paese. bisogna dire che ogni lingua è costantemente sottoposta a pressione. Ma anche senza richiamare fenomeni macroscopici. C. possono anche morire. adottino la lingua locale. t ben difficile infatti che due lingue possano convivere a lungo nello stesso territorio. il linguaggio usato è profondamente cambiato. infatti. 231. La loro diffusione è il prodotto di fattori storici che hanno messo in contatto popolazioni parlanti lingue diverse come conseguenza di movimenti migratori e di fenomeni di conquista e sottomissione.5 Pagina 101 .Arnaldo Bagnasco. prima o poi l'una diventerà la lingua dominante e soppianterà l'altra. ma è la lingua sola a segnare il confine per quei popoli che monti e fiumi hanno varcato [cit. soprattutto dall'inglese. Non solo perché la lingua di oggi è piena di neologismi recenti e di termini importati. Corso di sociologia.0 29. Del resto. successo all'etrusco. così come nascono.txt Che cos'è un popolo? Un popolo sono gli uomini che parlano la stessa lingua: questa per noi tedeschi è la più innocente e al tempo stesso la più orgogliosa delle definizioni perché essa supera di slancio ogni barriera e già ora guida lo sguardo verso un futuro più o meno.6 16. La lingua è vista qui come un fattore di differenziazione culturale che stabilisce dove sono i confini della nazione. sia per effetto della costante necessità di modificarsi per poter esprimere in modo adeguato le trasformazioni subite dalla comunità dei parlanti. una lingua che era ancora parlata all'inizio del 1 secolo a.

Ancor oggi.8 18. a parte il caso della Toscana dove la distinzione tra lingua e dialetto appare problematica.4 19.1 100 Trentino-Alto Adige 14.6 3.8 1.6 85.Arnaldo Bagnasco.3 18.9 100 Liguria 3. dialetto 0.8 altro Totale 100 100 100 100 100 100 100 Fonte: Istat [19931.9 100 Toscana 2.3 che dialetto Non indica o 1.9 100 Friuli 20.7 1.0 Prev. con un significato un po riduttivo.9 13. ma non solo. con loro specificità lessicali.6 2.1 53.2. soprattutto.1 12. come risulta dai dati delle ricerche condotte. Marzio Barbagli.1 100 Emilia-Romagna 7. grammaticali e sintattiche e.3 27.0 69.4 26.0 57.8 9. le lingue «regionali» sono tutt'altro che scomparse.7 1.9 Sia italiano 7.7 471 @2.7 12. Corso di sociologia.4 19.5 7. 1 64. che esse sono ancora usate da una quota elevata di popolazione (prevalentemente.4 42. italiano 90. 7. del resto.5 1.9 51. vi sono in Italia ben 11 regioni su 20 dove meno Pagina 102 . Molti di quelli che oggi noi chiamiamo.6 13. Penone di 6 anni e più per Utolo di studio. all'italiano standard dei mezzi di comunicazione di massa [De Mauro 19701. parenti e amici. erano infatti delle vere e proprie lingue.1 100 Umbria 12. sostenute da una produzione letteraria affatto trascurabile. Alessandro Cavalli.5 24.4 18.0 184 CAPITOLO 7 TAB.1 14.5 12. tipo di Unguag gio abitualmente usato con estranei Tipo di linguaggio Laurea Diploma Licenza Licenza Alfabeta Analfabeta Totale abitualmente superiore media elementare senza titolo usato con estranei Prev.6 20.8 53.1 31.txt 25.3 44. se è vero. «dialetti».0 28:5 74.5 21.7 15.0 1.2 49.4 2.0 100 Veneto 33. Come si vede.8 85.7 21.1 25.8 9. negli strati sociali meno istruiti) nelle conversazioni quotidiane tra familiari.

5711. localistico. alle relazioni di Pagina 103 . tuttavia. la ricchezza lessicale aumenta molto nettamente salendo la scala sociale. meglio. William Labov [19661. e ce ne rendiamo conto tutti i giorni. fi lessico usato è un indicatore altrettanto evidente. particolaristico. meno specifica e locale la relazione tra un agente e la sua base materiale e più indiretta la relazione tra significati e condizioni materiali. indipendentemente dalle capacità intellettive misurate con i test di intelligenza. ha studiato la stratificazione sociale dell'inglese parlato dagli abitanti di New York. Anche quando parliamo l'italiano. grammaticali e sintattiche) che il parlante compie ricorrendo al proprio repertorio. La variabilità sociale della lingua Modificando un vecchio proverbio si potrebbe dire: «fammi sentire come parli e ti dirò chi sei» Il nostro discorso è infatti disseminato di innumerevoli spie che rivelano chi siamo (la nostra identità).Arnaldo Bagnasco. spesso inconsapevolmente. al lavoro manuale. Non solo certe parole o espressioni ricorrono con frequenza diversa a seconda della collocazione sociale dei parlanti. ma. l'uso del congiuntivo e di proposizioni subordinate). A tale discrepanza è imputabile. in generale. dal punto di vista «sincronico») e nella stessa popolazione. ha rilevato una forte discrepanza tra le forme di comunicazione richieste dalla scuola e le pratiche linguistiche spontaneamente adottate dagli alunni. Le famiglie di classe media operano quindi in un contesto più ampio. secondo Bernstein. più complessa la divisione sociale del lavoro. acquisiti spontaneamente nell'interazione familiare nei primi stadi della socializzazione infantile e riconducibili al contesto delle relazioni sociali connesse alla posizione occupata dalla famiglia nella divisione sociale del lavoro. Al contrario. maggiore sarà la probabilità di un codice elaborato [Bernstein 1987. in particolare da quelli provenienti dalla classe operaia.sociale cumentato in numerose ricerche. Tra le varie informazioni che. Come scrive Bernstein: 186 CAPITOLO 7 Più semplice la divisione sociale del lavoro. vi sono differenze significative nei modi di esprimersi degli appartenenti alle diverse classi sociali. 1 bambini di classe operaia acquisiscono. Anche nello stesso momento (doè. Corso di sociologia. un «codice ristretto». non è solo la pronuncia ad imprimere alla lingua una marcatura di classe. Marzio Barbagli. Non che Ling~o vi sia sempre una corrispondenza perfetta tra classe di provenienza o e stratificazione di appartenenza e lingua utilizzata. Alessandro Cavalli. Basil Bernstein [19711. come è stato ampiamente do. Tuttavia. Le varie classi usano infatti codici comunicativi diversì. universalistico e meno dipendente dal contesto. nell'interazione familiare e tra compagni. il diverso rendimento scolastico dei bambini di classe operaia e di classe media. o. un sociolinguista inglese che ha dedicato moltissime ricerche allo studio della variabilità sociale della lingua. con particolare attenzione al modo col quale le parole vengono pronunciate (aspetti fonetici). ma. mentre i bambini di classe media adottano un «codice elaborato». Le lingue quindi sono fenomeni sociali dinamici che variano nello spazio e mutano nel tempo. Le variazioni. molto raramente riusciamo a nascondere la nostra origine regionale che ha lasciato nella pronuncia tracce inconfondibili. fortemente dipendente dal contesto. cioè al patrimonio di competenze che si sono gradualmente accumulate interagendo con altri nel proprio ambiente di vita. le lingue variano a seconda della collocazione dei parlanti nello spazio sociale. Un atto comunicativo è il risultato di una serie di scelte (lessicali. più specifica e locale la relazione tra un agente e la sua base materiale. tuttavia. non sono soltanto territoriali e diacroniche. che cosa crediamo di essere e come vogliamo apparire agli altri. come pure varia la frequenza d'uso di forme grammaticali e sintattiche più elaborate (ad esempio. ad esempio.txt di un terzo della popolazione parla solo ed esclusivamente italiano e ben 12 dove più del 10% parla solo ed esclusivamente il dialetto e in tutte le regioni (salvo Toscana e Lazio) la metà o quasi della popolazione parla un misto di italiano e dialetto per cui si può tranquillamente dire che gli italiani di oggi sono una popolazione sostanzialmente bilingue. meno legato alle esigenze «materiali» della vita. LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE 185 4. trasmettiamo al nostro interlocutore vi è anche la nostra collocazione nello spazio socioculturale. più diretto il rapporto tra significati e condizioni materiali e maggiore la probabilità che venga fatto uso di un codice ristretto. vale a dire nella stratificazione sociale.

soprattutto nei tempi passati . Marzio Barbagli. politico. ceti impiegatizi. soprattutto dagli abitanti delle città che hanno sempre considerato con un certo ironico disprezzo il modo di esprimersi dei contadini. criminale). Corso di sociologia. dall'altro il desiderio di essere accettati dai ceti superiori ai quali si aspira di appartenere. Tipi di linguaggio: privato. LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE 187 Più importanti. anche. Il linguaggio varia tuttavia anche in relazione alla situazione sociale nella quale avviene la comunicazione. costituire un'efficace barriera d'accesso ai saperi che vengono veicolati per loro tramite. o usano comunque un linguaggio iniziatico. ad un genere. Evidentemente. Alessandro Cavalli. Essi possono. o addirittura certi toni della voce. possono essere prescritte o vietate a seconda che il parlante sia uomo o donna e che gli interlocutori. In generale. 5. ad esempio. 9 loro linguaggio.txt vicinato e quindi sviluppano una maggiore familiarità con le agenzie preposte al controllo simbolico. sono le varianti legate ai Lingungi tecnici gruppi professionali. Ancor oggi. Basti pensare. del mezzo che usa e della specificità del contesto. l'uso del linguaggio denuncia da un lato la volontà di differenziarsi dai ceti popolari. possiamo dire che ogni barriera sociale è anche una barriera linguistica.Arnaldo Bagnasco. nel mondo moderno. Sempre in tema di rapporto tra linguaggio e stratificazione sociale. è stato tradizionalmente bollato come particolarmente rozzo e primitivo. quale che sia la natura del segreto che detengono (religioso. cioè della sua appartenenza ad una classe. passavano lunghe ore nei campi. Basta ascoltare per qualche minuto l'arringa di un avvocato in un'aula di tribunale (soprattutto se si tratta di una causa di diritto civile) per rendersi conto che parla in un linguaggio specialistico. spesso infarcito di espressioni forbite e ricercate (con effetti talvolta grotteschi) t chiaro che. alle diversità dei linguaggi maschili e femminili: certe espressioni. o gli ascoltatori. in condizioni di quasi completo isolamento e non avevano quindi bisogno di sviluppare elaborati codici comunicativi. comprensibile soltanto dagli addetti ai lavori e per lo più oscuro anche alle stesse parti in causa. infatti. accessibile soltanto a coloro che sono stati addestrati e «ammessi» al suo uso da coloro che detengono il monopolio stesso. cambia registro a seconda dell'interlocutore o degli interlocutori che ha di fronte. ma anche lo stesso nostro medico curante. i linguaggi specialistici possono svolgere anche altre funzioni. si sa. inaccessibile a tutti coloro nei confronti dei quali il segreto deve essere mantenuto. o meglio. la capacità di fare un uso flessibile del proprio repertorio. piccoli professionisti di provincia) parlano un linguaggio formalmente molto rigoroso e corretto. L'acquisizione di un sapere specialistico comporta inevitabilmente l'acquisizione di un linguaggio specialistico che richiede un lungo periodo di addestramento e che serve alla comunicazione all'interno della cerchia ristretta degli «esperti». in presenza di una donna!». Questa è la ragione per la quale i membri delle società segrete. Non dobbiamo tuttavia pensare che la disuguaglianza sia l'unica fonte di variabilità sociale del linguaggio. Possiamo anzi dire che qualsiasi forma di differenziazione sociale che porti alla formazione di gruppi si riflette in altrettante varianti linguistiche. e certe espressioni non si usano. t del tutto evidente che i linguaggi tecnici sono il prodotto della crescente specializzazione del sapere e delle conoscenze. professionale 0.era quella tra linguaggio «urbano» e linguaggio «contadino» I contadini. in questi casi. è stato notato che. coloro che appartengono allo strato medio basso (piccola borghesia. Tuttavia. per questo. orale e scritto Nel paragrafo precedente abbiamo visto come il linguaggio varii a seconda della collocazione sociale del parlante. opera come agente deputato alla trasmissione ed elaborazione di «codici elaborati» e quindi di fatto favorisce i bambini per i quali vi è congruenza tra codice comunicativo acquisito spontaneamente e codice comunicativo trasmesso dall'istituzione scolastica. siano dello stesso o dell'altro sesso o misti. La stessa impressione ricaveremmo ascoltando le comunicazioni ad un congresso di medici. in particolare. si sente dire che «certe cose non si dicono. pubblico. mentre tende a penalizzare coloro per i quali questa congruenza non esiste. spesso. per poterlo variare e Pagina 104 . Un'altra variante . comunicano tra di loro in codice. supposto che si sforzi di spiegarci qualcosa sulle origini e i rú-nedi delle nostre sofferenze. La scuola. ad esempio. è probabile che usi un linguaggio a noi incomprensibile. ad un gruppo. Il modo migliore per monopolizzare qualche forma di sapere è di formularlo in un linguaggio inaccessibile ai più. Ognuno di noi. oltre a quella di garantire la comunicazione tra addetti ai lavori. nonostante queste differenze si vadano gradualmente attenuando.

sia dalla personalità del parlante. a parte la diversità dei contenuti della comunicazione.Arnaldo Bagnasco. Nel linguaggio pubblico. infatti. Alcuni si trovano a proprio agio soltanto nella conversazione all'interno di piccoli gruppi. il dosaggio delle pause e tutta la gamma del linguaggio gestuale (dalla postura del corpo. quello che conta è farsi capire dalle persone con le quali si sta parlando. altri invece non provano nessuna difficoltà a rivolgersi a una platea 0. in qualche modo ci farebbero capire che abbiamo sbagliato registro. ma anche ad altre persone presenti nel contesto. il grado di controllo sulla correttezza formale nella formulazione del messaggio è molto più accentuato. oppure. dipende sia dalle competenze. anzi. Alessandro Cavalli. Alzarlo. è un modo per attirare l'attenzione e per segnalare che la comunicazione non è rivolta soltanto a coloro che stanno vicino. Una delle prime distinzioni da fare è proprio quella tra linguaggio privato e linguaggio pubblico. altrimenti nasce il sospetto che l'altro interlocutore non sia per nulla interessato a quello che gli stiamo dicendo. i nostri interlocutori sarebbero sorpresi. è molto più formale/impersonale sia perché in genere è rivolto a un pubblico e non ad una serie di persone ben individuate. sia per quanto riguarda le scelte lessicali. fa molta più attenzione ai segnali non verbali di approvazione o disapprovazione degli interlocutori. oppure che sia caduta la linea. mentre si sentono imbarazzati quando devono parlare 188 CAPITOLO 7 LinguaMo . nella comunicazione orale. tra professore e studente in sede di esame. Pagina 105 . ancora. ad esempio. oppure un'esplicita volontà di non manifestare il proprio assenso-dissenso rispetto all'oggetto della conversazione. Quando parliamo tra amici o in famiglia non stiamo molto attenti alla correttezza delle forme grammaticali e sintattiche. a suo modo. il suo silenzio può significare assenza mentale. per fare assumere alla conversazione un andamento più confidenziale. per segnalare la propria presenza. magari con l'intento di escludere altri presenti dalla comunicazione. Lo stesso silenzio può assumere vari significati a seconda della situazione. La differenza fondamentale consiste nel fatto che. Il linguaggio pubblico. sia per quanto riguarda le forme grammaticali e sintattiche. oppure al minuto di silenzio che gli astanti osservano nel caso di commemorazione di qualche evento luttuoso. ci renderemo subito conto che. il messaggio verbale e forniscono all'interlocutore una serie di messaggi aggiuntivi con i quali interpretare il significato del messaggio verbale. forse si metterebbero a ridere. privatot piMbeo Lin. Nella conversazione telefonica. sia perché . Anche le persone più ciarliere LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE 189 hanno bisogno che ogni tanto il loro interlocutore dica qualcosa. per così dire.richiede un maggiore controllo formale. Abbassare il tono della voce. alla direzione dello sguardo) accompagnano. se lo facessimo. Marzio Barbagli. Il tono e l'intensità della voce. orale o di fronte a un pubblico indifferenziato di ascoltatori anonimi. al di là del contenuto e della forma del messaggio. al silenzio irrigidito nell'immobifità della sentinella che fa da guardia al palazzo dei reali di Gran Bretagna e che esprime. invece. invece. Se proviamo a registrare e trascrivere una conversazione tra amici e il dialogo che avviene. come vedremo meglio nel prossimo paragrafo. Il silenzio è presente peraltro anche nel linguaggio pubblico: si pensi al silenzio rituale dei fedeli in certe fasi salienti della Messa. ai movimenti delle braccia e delle mani. Corso di sociologia. al pubblico invisibile degli spettatori o ascoltatori della televisione e della radio. si aggiungono una serie di elementi metacomunicativi che sono invece assenti nella comunicazione scritta. i due testi si presentano assai diversi proprio in riferimento agli aspetti formali del linguaggio. se non delle parole. la maestà delle istituzioni. ad esempio. La conversazione interpersonale. addirittura. Le differenze diventano poi ancora più macroscopiche a seconda che la comunicazione avvenga in forma orale oppure in forma scritta. indifferenza. guamo.txt adattare di volta in volta nel modo più appropriato alla situazione comunicativa. vi è una regola tacita che impone ad entrambi gli interlocutori di emettere con una certa frequenza almeno dei suoni. è molto più calata nella dimensione del «qui ed ora».anche quando si genera nell'interazione interpersonale . rappresenta un invito all'interlocutore per accorciare la distanza. ad esempio.

esitazioni) che sono solo parzialmente intenzionali e che spesso «rivelano» all'interlocutore il significato della comunicazione assai meglio del messaggio verbale esplicito. Consideriamo. la lingua araba scritta è sostanzialmente quella codificata nel Corano. infatti. ciascuno conserva un proprio stile comunicativo che si esprime nel coefficiente di personalità presente in tutte le scelte lessicali e sintattiche. E detto latino scripta manent. La conversazione colta in un salotto. 6. la prossima volta deve studia~ re di più. Ad esempio. come è diversa dalla conversazione di un'équipe di chirurghi che si apprestano ad operare un paziente. è assai più facile scoprire se il nostro interlocutore mente nella comunicazione faccia-faccia che non nella comunicazione scritta. piuttosto che per 190 CAPITOLO 7 quello che si è. l'ironia risulta abbastanza pesante e non mette certamente a proprio agio il malcapitato. 1) Caro signore. 6) Credo che anche Lei si renda conto che la sua preparazione non può essere considerata adeguata. Non bisogna dimenticare che la scrittura era in passato spesso prerogativa del ceto sacerdotale e quindi. torni la prossima volta. A parte la grafia (che peraltro solo i grafologi esperti sono in grado di interpretare correttamente). Il linguaggio scritto usa un registro assai più rigido del parlato. basta considerare attentamente come. non fa allusioni o riferimenti all'identità dell'interessato. 3 è suadente e Pagina 106 . in cui tutti i presenti vogliono dimostrare la loro raffinatezza. assai più di quella orale.txt Lo stile della comunicazione orale varia evidentemente a seconda delle situazioni. la formulazione del messaggio e la sua ricezione sono quasi sempre differiti nel tempo e. Nella frase n. nel senso che quando scriviamo abbiamo più tempo per scegliere le parole e le espressioni adatte. ad esempio. soprattutto nell'interazione faccia-faccia. una lettera al proprio compagno o alla propria compagna. Tuttavia. 4) Non posso assolutamente promuovere uno studente che mostra lacune così gravi. Alessandro Cavalli. mettere qualcosa per iscritto. oppure presentarsi per quello che si vorrebbe essere e apparire. Pur non essendo eccessivamente offensiva. una cambiale. come ha rilevato Simmel [19081. Anzi. nonostante la variabilità delle situazioni. o un curriculum vt*tae quando si cerca lavoro. ad esempio. mancano nella comunicazione scritta tutti quegli aspetti metacomunicativi tipici del linguaggio orale (gesti. moltiplicando questi esempi. voleva dire attribuirgli un significato rituale e quasi sacrale. pause. 2) Lei non ha studiato abbastanza. faccia in modo di usare meglio il cervello se vuole presentarsi una prossima volta. 1. Linguaggio e interazione sociale Per cogliere come il linguaggio sia uno strumento estremamente flessibile. verba volant può certo valere per un contratto. inoltre. La frase n. Comunque. quelli proposti bastano per rendersi conto di quante cose si possono dire con pochissime parole. Marzio Barbagli. comunque un'obbligazione formale. Non è detto però. Potremmo riempire pagine. talvolta può addirittura succedere il contrario. il tipo di linguaggio usato dipende molto dalle situazioni: un conto è scrivere sul diario intimo. Ognuno può inventarne di nuovi o ricorrere alla propria esperienza. la distanza sociale tra coloro che comunicano. Anche in questo caso. siano molteplici i modi di esprimere uno stesso contenuto. pur all'interno di regole e di significati che devono essere condivisi affinché la comunicazione risulti efficace. che nella comunicazione epistolare il linguaggio usato sia più esplicito e meno ambiguo del linguaggio orale. Tuttavia. la prossima volta potrà fare meglio. se vuole essere promosso. intonazione. i modi coi quali un professore può comunicare a uno stu~ dente che la sua prova d'esame è risultata insufficiente. Corso di sociologia.Arnaldo Bagnasco. 2 è secca e burocratica. 7) Lei non ha capito niente. ma sono sicuro che. se si applicherà di più. un'istanza al tribunale. l'allocuzione «caro signore» è decisamente ironica: lo studente non è affatto «caro» e non è neppure un «signore». la comunicazione scritta riflette. La frase n. è diversa dalla comunicazione che avviene tra contribuente e funzionario delle imposte quando si tratta di accertare il reddito imponibile. 5) Non so con che faccia abbia avuto il coraggio di presentarsi all'esame con una preparazione così scarsa. Ancor oggi. 3) La sua preparazione non è ancora sufficiente. consente un livello molto maggiore di intenzionalità. ma si limita ad esprimere una valutazione neutra del grado di preparazione. dietro la parola scritta è più facile nascondersi.

le regole della cortesia suggeriscono che chi è in posizione dominante abbassi leggermente il proprio status e/o innalzi quello dell'interlocutore per metterlo maggiormente a proprio agio e per comunicargli che gli si attribuisce comunque importanza. si tratta di situazioni nelle quali vige una netta asimmetria tra gli interlocutori. E linguaggio utilizzato varia molto se si ritiene che colui. come e quando. In un'aula di tribunale l'imputato in genere parla solo se interrogato.Arnaldo Bagnasco. Alessandro Cavalli. ad esempio quando assistiamo ad un dibattito televisivo. a chi. Anche la stessa frase. Per quanto variabile e soggettiva. al quale è rivolto si colloca in una posizione superiore. concludere l'interazione. La frase n. . oppure in un incontro casuale al bar e muterà a seconda che siano presenti altri studenti. 6 è un invito allo scambio dei ruoli e un appello al consenso su una base oggettiva. Supponiamo che un gruppo di persone sia coinvolto in una discussione in cui ognuno vuole. al di fuori del palazzo di Giustizia. l'interazione verbale tra giudici e avvocati dipenderà dal fatto che l'interazione si svolga nel quadro di un'udienza formale. Nel rivolgersi ai superiori si useranno più frequentemente espressioni di rispetto e di deferenza se la superiorità/inferiorità è riconosciuta e indiscussa. oppure nelle parole che si scambiano alla fine della lezione. giudichi da sé la sua prestazione e mi dica se la ritiene sufficiente. ma anche per «essere» una persona priva di «amor proprio». L'uso del «lei» o del «tu» è un chiaro esempio di come le distanze sociali si riflettano nel linguaggio. Pagina 107 . In contesti altamente formalizzati vigono regole molto precise su chi ha il diritto di iniziare. oppure altri professori. la comunicazione verba. se facesse altrimenti verrebbe meno ai suoi doveri. non vuole deprimere lo studente. è chiaro che l'interazione tra professore e studente sarà diversa in situazione di esame. La frase n. La distanza sociale tra gli interlocutori è una variabile 192 CAPITOLO 7 importante per cogliere i fatti di comunicazione. quando andiamo dal medico ci aspettiamo che ci inviti a parlare dei nostri disturbi e riterremmo assai strano che egli ci parlasse dei suoi. come tutti ben sappiamo per esperienza. addirittura. La frase n. La frase n. interrompere.Contesto. e che si riconoscono tali. al contrario. altrimenti si comunica anche che la situazione creatasi è ritenuta del tutto innaturale e artificiosa. Corso di sociologia. Solo nell'interazione tra pari. ma invitarlo a valorizzare meglio le proprie capacità che vengono date per scontate. tuttavia. 4 esprime un richiamo al ruolo di autorità al quale il docente LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE 191 si dichiara vincolato («non posso »). asimmetria che si esprime nelle regole che governano chi può dire. mentre si eviteranno le stesse espressioni qualora si rivendichi uno status paritario o comunque meno asimmetrico. Ma. della collocazione delle pause e dell'enfasi che viene posta su certe parole piuttosto che su altre. almeno. in altre parole. dire la sua. Per restare nell'esempio proposto. Quando qualcuno sta parlando una norma di cortesia dice di non interromperlo e lasciargli. infine. o colei. Uno degli aspetti della comunicazione interpersonale che sono stati maggiormente studiati riguarda il «turno di parola». oppure se chiede formalmente di fare una dichiarazione. oppure in corridoio o. esprime un giudizio sulle qualità intellettuali dello studente e risulta un invito a mettere in dubbio la capacità di «farcela» negli studi intrapresi. evitando tuttavia di esagerare. ciò non sempre avviene. In ogni caso. oppure. le segue sempre determinate regole che dipendono dal contesto nel quale avviene l'interazione e dalla posizione sociale relativa degli interlocutori. può assumere significati diversi a seconda del modo come viene pronunciata. che cosa. cioè l'interazione non è deformata dalle differenze di status. e ha il diritto di. In tribunale. resa meno esplicita. Marzio Barbagli. L'influenza del contesto è del tutto evidente. Lo stesso si può dire per molti altri contesti. vuol dire: si metta nei miei panni. L'asimmetria può essere sottolineata. tuttavia. 5 estende il giudizio sulla preparazione alle qualità morali (quindi all'identità) dello studente il quale deve sentirsi in colpa non solo per non aver studiato abbastanza. finire la frase. In situazioni asimmetriche. vige una vera reciprocità. ad esempio. 7.txt incoraggiante. in sede di esame è evidentemente l'esaminatore che fa le domande e l'esaminato che dà le risposte. cioè l'avvicendamento dei partecipanti in una conversazione. inferiore o «alla pari».

in particolare dei rapporti di potere. ascoltare la radio. oppure può evitare di interrompersi in modo da non dare occasione ad altri di introdursi nella conversazione. può dichiarare. la radio un po meno e la televisione ormai più di mezzo secolo. Viviamo nell'epoca delle comunicazioni di massa. ognuno alzi il tono di voce per imporsi agli altri e nessuno sia più in grado di comunicare o ricevere messaggi. ma ad una moltitudine di nostri simili. l'esistenza di regole più o meno implicite. conversazionale 7. ad esempio nella conversazione tra amici. interrompendo chi sta parlando per controbattere le sue argomentazioni. Se seguono le regole della cortesia. andare al cinema. e restano quindi per lunghe fasi in una posizione passiva di semplice ascolto. che h accomuna. all'inizio del suo intervento che ha «tre cose da dire». un insieme o una cerchia ristretta di persone. In contesti informali. in quale ordine e per quanto tempo ha il diritto di parlare. E concetto di massa. è difficile da definire in positivo. ad esempio. non è che questo tipo di comunicazione fosse sconosciuto nelle epoche precedenti: i libri si sono incominciati a stampare intorno alla metà del XV secolo e i giornali verso la fine del XVII. erano in numero limitato. ad esempio nell'assemblea dei soci di una qualche associazione. ovviamente. mentre. Le comunicazioni di massa Finora abbiamo esaminato la comunicazione prevalentemente come comunicazione interpersonale tra due. o comunque poche. oppure si sentono in qualche modo esclusi e possono manifestare disagio. le voci si sovrappongano. è improprio parlare di comunicazioni di massa. Tuttavia. guardare la televisione. cultura di massa. detta appunto analisi conversazionale.Arnaldo Bagnasco. ad esempio una pausa in cui chi ha appena parlato si guarda intorno come per «cedere» la parola all'interlocutore successivo. Libri. di coloro che sapevano leggere e sappiamo che costoro. Anafisi. tali regole sono per lo più implicite e dipendono dalle «buone maniere» dei partecipanti. delle comunicazioni cioè che raggiungono in modo rapido e simultaneo una pluralità di individui che generalmente vivono in luoghi diversi anche molto distanti l'uno dall'altro. Per ridurre la probabilità di essere interrotto. ma il loro significato non è preciso. è passata a leggere libri. quando le regole che governano il turno di parola vengono sistematicamente violate. spesso alzando il tono di voce in modo da «zittire» chi parla o chi per caso volesse intervenire. come lo sono ad esempio le élite. Corso di sociologia. Alessandro Cavalli. estraniandosi dalla conversazione (una sorta di sciopero dell'ascolto e dell'attenzione). fino alla metà del XIX. Chi vuole intervenire può mandare segnali (vocali o anche soltanto gestuali) per indicare la propria intenzione di «prendere» la parola. Vi è in genere un «presidente» che dà o toglie la parola. Chi parla può assumersi il potere di «dare» la parola. è necessario che l'uguaglianza formale dei partecipanti sia garantita da regole esplicite e da organi che guidino l'interazione. è in grado quindi di mettere in luce la struttura dei rapporti sociali tra i membri del gruppo. Comunicazioni di massa. il cinema ha già almeno un secolo di storia alle spalle. Una buona parte della nostra giornata. in modo che gli altri interlocutori siano scoraggiati ad intervenire prima che abbia concluso di dire la «terza cosa». a ricevere cioè messaggi che non sono rivolti a noi personalmente. o quasi mai. persone in cui ognuna è allo stesso tempo emittente e ricevente di messaggi.txt Alcuni si «prendono» letteralmente la parola. coloro che vogliono intervenire stanno molto attenti a segnali linguistici che indicano la conclusione di un intervento. concludendo il proprio intervento con una domanda rivolta ad uno specifico interlocutore. Alcuni possono essere più pronti di altri nel «prendersi» la parola. giornali e riviste erano un consumo di élite. ma non è neppure un aggregato di grandi dimensioni come lo possono essere le classi Pagina 108 . al quale bisogna rivolgersi per chiedere di intervenire e che quindi stabilisce chi. chi parla può adottare diverse strategie. altri possono non riuscire a farlo mai. Marzio Barbagli. t più facile dire che cosa la massa non è. Accade frequentemente che. LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE 193 L'analisi dell'interazione verbale all'interno di un gruppo. giornali e riviste. la loro eventuale violazione e le dinamiche che vengono messe in atto per ristabilirle o modificarle. in situazioni più formalizzate. prima della diffusione dell'istruzione scolastica. oppure ancora possono rivendicare vivacemente il loro diritto di dire la loro. Ovviamente. e per paesi come l'Italia fino all'inizio del XX secolo. però. società di massa sono Concetto di massa termini ormai entrati nell'uso comune. Non è.

non a caso. Questi sono visti essenzialmente come strumenti di manipolazione in mano ad interessi economici e politici che se ne servono per fini di profitto. in questo caso. Marzio Barbagli. oppure i popoli o le nazioni (definiti da certe tradizioni 194 CAPITOLO 7 Audience Il settore dell'informazione culturalì) Storicamente il concetto compare associato ad attributi tendenzialmente negativi: la massa è «amorfa». Tuttavia. sono state ampiamente criticate per la loro unilateralità in quanto non terrebbero conto che la «massa» è un'entità assai differenziata e che quindi sono anche assai differenziati gli effetti che su di essa esercita la comunicazione. trasmissione.txt (definite da certe caratteristiche socioeconomiche). sono i mezzi di comunicazione a creare le condizioni per la comparsa di questi fenomeni. oppure perché i giornalisti stessi sono andati a scovarli. o di controllo politico. evidente che chi ha più potere ha anche maggiore accesso. per adottare il concetto più neutro di «pubblico». creando un consenso fondato sulla passività. Corso di sociologia. In entrambi i casi. In questa fase quindi avviene una prima selezione: vi sono fatti che sono «candidati» a diventare «notizia». anzi. sostanzialmente anonimi. Ad esempio. oppure possono essere considerati rilevanti perché a qualcuno di importante interessa che circolino certe informazioni. Gli esponenti di questa «scuola» sono stati i fondatori di quella che. In sociologia vi è un'importante tradizione di pensiero che ha assunto un orientamento critico nei confronti della cultura di massa e dei mezzi di comunicazione che la veicolano. fondamentalmente «passiva» o. è perché sono guidate da qualcuno che è in grado di influenzarle. Tra i fatti che arrivano in redazione solo alcuni risultano degni di essere trasmessi. ma il potere non è la sola variabile che conta. nazionalsocialismo e stalinismo) e. «manipolabile» da influenze esterne. «anonima» e «atomizzata». Così come è impensabile un mercato di massa senza la comunicazione pubblicitaria in grado di raggiungere la massa dei consumatori. alcuni sono irrilevanti anche alle stesse persofiealle quali accadono. Alessandro Cavalli. creando «falsi bisogni». con l'avvento del «mercato di massa» di beni standardizzati di largo consumo. priva cioè di «forma». i criteri di selezione che operano in questa fase possono essere molto diversi. nelle varie fasi attraverso le quali passa (produzione. certi poteri sono efficacemente schermati e non amano Pagina 109 . soprattutto il cinema e la radio. se non si tratta di persone «importanti».Arnaldo Bagnasco. Marcuse 19641. e. il messaggio subisce tali e tanti processi di trasformazione da creare una situazione complessa dove operano molteplici fattori di condizionamento. Solo eccezionalmente le masse possono diventare protagoniste e. LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE 195 altri sono rilevanti solo a queste. ricezione). il settore dell'informazione. nella maggior parte dei casi. Resta il fatto che questo tipo di comunicazione è rivolto da parte di un numero ristretto di emittenti ad un numero molto vasto di riceventi che restano. Ogni giorno accade nel mondo un numero infinito di fatti. e molte altre nella stessa direzione. Vediamo come funziona questo processo in riferimento ad uno dei settori più importanti delle comunicazioni di massa. Innanzitutto è stato abbandonato il concetto di «massa». comunque. L'accesso ai mezzi di informazione è un aspetto molto importante. La mobilitazione di grandi masse nelle «adunate oceaniche» e gli effetti che tali manifestazioni hanno effettivamente avuto nel sostegno di massa dei regimi totalitari. questi fatti non sono destinati a diventare «notizia» Una parte minima dei fatti che accadono arrivano alle redazioni dei giornali (e dei telegiornali) perché qualcuno si è preoccupato di trasmetterli. sono impensabili senza l'uso sistematico degli strumenti della propaganda attraverso i mezzi di comunicazione di massa. possono essere valutati interessanti per qualche pubblico al quale il mezzo si rivolge. troppo carico di connotati negativi. Queste interpretazioni. quando ciò accade. è stata chiamata «teoria critica della società» [Horkbeimer e Adorno 1947. Non è un caso che il concetto si presenti in concomitanza da un lato con i grandi regimi totalitari del XX secolo (fascismo. dall'altro. indicato spesso nell'uso corrente col termine inglese di audience. composta quindi da individui privi di individualità. altri che invece non raggiungono neppure questo «status» e non è detto che tra questi non ve ne siano almeno alcuni che qualche pubblico riterrebbe rilevanti.

attentamente o meno. la «massa» non è quindi una spugna che assorbe l'intero flusso delle notizie che le vengono propinate. infatti. come è noto. ma è pur sempre possibile per A ricevente troncare la comunicazione. spesso banali. In effetti. Qui inizia un'ulteriore serie di selezioni. suono). che accadono a certe persone in notizie da prima pagina. entro certi limiti. deve subire comunque un processo di decodifica: il lettore può adottare o meno i criteri di interpretazione suggeriti implicitamente o esplicitamente nel messaggio. E vero che le comunicazioni di massa sono prevalentemente «unilaterali». Un modo efficace per individuare i percorsi di ricerca possibili è quello proposto da Harold Lasswell [19481 secondo il quale per descrivere e spiegare un atto comunicativo è necessario rispondere alle seguenti domande: 1) chi? 2) dice che cosa? 3) attraverso quale canale? 4) a chi? 5) con quale effetto? La prima domanda si riferisce all'emittente (ad esempio. Anche qui sono afl'opera processi di selezione: ogni fatto ha un'infinità di aspetti e di implicazioni con altri fatti. degli effetti uniformi sul suo comportamento.Arnaldo Bagnasco. quando e come trasmettere. le risposte comportamentali di questi ultimi. se non interviene qualche veto o censura dall'alto. Alla fine di questa fase. il destinatario può. con una propria gerarchia e proprie forme di divisione dei compiti e all'interno della quale si sviluppa un processo decisionale su che cosa. sia perché non rientrano nella nostra sfera di interessi. Una volta scelti i fatti da trasformare in notizia. più ne avrà. La stessa visibilità è a sua volta amplificata dai mezzi di comunicazione in un processo a spirale che si autoalimenta: chi ha più visibilità. tutti noi scartiamo fatti e interpretazioni di fatti. verrà effettivamente trasmesso. Marzio Barbagli. La quarta la definizione dei destinatari e le loro caratteristiche e la quinta. selettivi. uno sciopero dei tipografi o degli edicolanti) e che il messaggio arrivi a destinazione sotto forma di giornale stampato. La terza il tipo di mezzo utilizzato (stampa. la redazione di un periodico. ma questo non è sempre facile. ma un tessuto con trame molto differenziate che filtrano i messaggi in modi e misure diverse. il messaggio è pronto per essere trasmesso e. La popolarità e la visibilità pubblica contano anche di più e trasformano i fatti. sui quali produce effetti diversi. Supponiamo che non ci siano disturbi di trasmissione (ad esempio.txt comparire sui giornali. Ma la selezione non si ferma qui. infine.) e il tipo di linguaggio (parola. nelle sue esperienze individuali. i fatti devono essere ricostruiti (ricorrendo alle fonti più attendibili) scegliendo quegli aspetti che sembrano più rilevanti. In una società dove vi sia sufficiente libertà di informazione vi è una pluralità di testate tra le quali scegliere. televisione. immagine. mediante un semplice meccanismo stimolo/risposta. comunque. ecc. o una stazione televisiva) che è A più delle volte un'orgabizzazione complessa che opera in un contesto determinato. La considerazione della presenza di questi filtri selettivi ci dice che bisogna abbandonare l'idea che i messaggi dei media vengono ricevuti in modo uniforme da ogni individuo e quindi producono. i criteri di rilevanza applicati nella selezione delle notizie e degli aspetti dei fatti sono già intrisi di valutazioni interpretative. La seconda domanda riguarda i contenuti dei messaggi trasmessi. inizia la fase vera e propria di confezione del messaggio. La stessa notizia arriva quindi in realtà non allo stesso pubblico. non comperando più lo stesso giornale o passando ad un altro canale. Pagina 110 . di giornale radio o di telegiornale. 196 CAPITOLO 7 Influenza dei niedia L'attenzione durante la lettura o l'ascolto sono. scegliere a quale mezzo esporsi e può anche cambiare mezzo se quello che ha ricevuto non lo soddisfa. Alessandro Cavalli. sia perché non trovano posto nelle nostre «mappe cognitive». ma a pubblici diversi. E buona norma del giornalismo professionale separare i fatti dalle interpretazioni. sedimentati nella sua cultura personale. Ma quello che viene letto. Nessuno legge il giornale da cima a fondo e non legge tutto quello che legge con la stessa attenzione. Corso di sociologia. Per studiare quindi i media e i loro effetti bisogna coglierne le varie fonti di variabilità. oppure può adottarne di propri.

I meccanismi psicosociologici che legano la realtà «rappresentata» ai comportamenti sono molto complessi e perlopiù oscuri. Lo studio sugli effetti dei media non si limita però. il problema delle regole per garantire a tutte le forze politiche parità di accesso all'uso della comunicazione televisiva [McQuail 19921. se la teoria dell'onnipotenza dei media sui comportamenti (siano essi politici. e anche in Italia. sesso. Marzio Barbagli. non si può certo dire che i media non facciano altro che riflettere l'esistente senza influenzarlo e modificarlo. il settore dove vi è una maggiore quantità di studi e ricerche è quello della pubblicità. Lazarsfeld et al.txt La ricerca sociologica sulle comunicazioni di massa ha affrontato tutte e cinque queste domande. comunque. come le scelte di voto. In quale misura. Anche le decisioni di 198 CAPITOLO 7 acquisto. violenti o di consumo) si è rivelata un mito. mentre è probabilmente più consistente nei confronti degli incerti e di coloro che hanno uno scarso interesse per le questioni politiche. Anzi. da coloro cioè che nell'ambito delle relazioni informali influenzano i modi di selezione. resta comunque un problema aperto. Le ricerche condotte. ma arrivano attraverso la mediazione di amici. classe sociale. sono esposti a dosi massicce di violenza «rappresentata» non è senza conseguenze. conoscenti ai quali viene attribuita maggiore o minore credibilità. ma non le trasmettono così come le hanno ricevute. In tema di influenza dei media sui comportamenti politici si è discusso molto di recente in vari paesi. In conclusione. questo accade effettivamente. condizione professionale. tuttavia. non è composto da individui atomizzati. non sono in grado di dirci con assoluta certezza se. [19441 hanno studiato. ma anche a seconda delle reti di relazione nelle quali gli individui sono inseriti. come gli effetti sul comportamento di voto della propaganda elettorale siano prodotti dalla mediazione dei cosiddetti opinion leaders. La pubblicità esercita senza dubbio un'influenza importante nelle decisioni di acquisto da parte dei consumatori. bensì integrandole coi loro schemi interpretativi. l'esposizione prolungata e ripetuta a scene di violenza può veicolare modelli culturali che inducono all'uso della violenza reale. sono però processi complessi e l'esposizione ai messaggi dei media è solo uno dei tanti fattori che li condizionano. e i bambini in particolare. Le persone bene informate sono coloro che ricevono e trasmettono ad altrì le informazioni. parenti. Alessandro Cavalli. E stato posto. E pubblico. ad esempio. gli individui. Katz e Lazarsfeld [19551 parlano in proposito di un «flusso di comunicazione a due stadi» (two steps flow of communication) per indicare il fatto che tra emittente e ricevente vi è spesso un elemento intermedio costituito dalle relazioni di gruppo. Molti sostengono che. che gli effetti delle comunicazioni non variano soltanto a seconda della segmentazione del pubblico lungo le consuete dimensioni sociodemoLINGUAGGIO E COMUNICAZIONE 197 grafiche (età. Sicuramente l'efficacia è modesta.). In molti casi i messaggi non arrivano direttamente ai destinatari. che il fatto di vivere in un mondo nel quale. La comunicazione quindi circola attraverso le reti sociali e in questa circolazione i contenuti dei messaggi possono risultare rafforzati o al contrario indeboliti a seconda del tipo di rapporti tra le persone. ricezione e interpretazione dei messaggi e quindi gli stessi comportamenti elettorali. possiamo dire che. Risultati interessanti sono stati ottenuti in particolare in riferimento alle ultime due. ecc. ma da individui che vivono in contesti di relazione. probabilmente. altrimenti non si spiegherebbero l'entità degli investimenti pubblicitari delle imprese che producono beni di largo consumo e neppure l'impegno di intelligenza che viene profuso nella comunicazione pubblicitaria. e in che misura. nel caso di elettori che hanno già sviluppato un orientamento definito. Un cenno meritano infine le nuove e interessanti prospettive che si sono aperte Pagina 111 . soprattutto nell'infanzia. in particolare. In ogni cerchia sociale si sa bene quali sono le persone generalmente bene informate o competenti su certi argomenti e quindi si presta maggiore attenzione a quello che dicono e si ripone fiducia nell'attendibilità delle loro informazioni e delle loro opinioni. i messaggi propagandistici siano effettivamente efficaci nell'influenzare il comportamento elettorale. Ci si è resi conto.Arnaldo Bagnasco. come spesso accade. al campo della politica. accanto alla violenza reale. Un altro campo sul quale si sono sviluppate accese discussioni riguarda il rapporto tra media e violenza. Corso di sociologia. L certo. parole. livello di istruzione. se non nulla. infatti. in relazione al ruolo crescente che la televisione ha assunto nelle campagne elettorali in una fase di accentuata «personalizzazione» della competizione politica. in altre. ovviamente.

) che sarà accumulato in gigantesche banche dati. alla ricerca del bollo demoniaco. nel convento di San Domenico. sportivi. Convinti che i supplizi fossero A modo più sicuro per arrivare alla verità. it. di una macchia o una escrescenza. Questi renderanno possibili forme reali di decentramento delle attività produttive (telelavoro). talvolta al rogo. il tribunale emetteva una sentenza di condanna contro le imputate. essendo recidiva. la affidò all'autorità civile. ma è un reato perché lo biasimiamo» [1893. ma soprattutto delle comunicazioni rese possibili dai calcolatori elettronici. di operare incantesimi. di impedire alle mucche di fare il latte.egli osservava nel 1893 . i giudici sottoponevano le imputate a torture così dure che riuscivano a far confessare loro tutto quello che volevano: di andare. Non si tratta solo delle trasmissioni in cui è prevista la possibilità di intervento degli ascoltatori attraverso il telefono o di persona (che sono un fatto piuttosto banale). migliaia di donne furono arrestate e processate. di esercitare in molti modi i loro poteri occulti contro gli altri: con il contatto fisico o seppellendo un indumento della vittima o trafiggendo con aghi una sua immagine. 891. padre Lorenzo de Masi. Corso di sociologia. offrendo a tutti gli utenti una pressoché infinita gamma di informazioni (nonché spettacoli di intrattenimento) tra i quali l'utente sarà libero di scegliere a suo piacimento.Arnaldo Bagnasco. In altre parole. E processo fu lungo e drammatico. «Non bisogna dire . artistico. riusciva «a far che una persona voglia bene all'altra. in tutta Europa. strigae et impenitentes». Benvenuta. permetteranno di abbracciare in una rete di comunicazioni l'intero pianeta. pornografici. potrà costruire. con l'accusa di stregoneria. dalle definizioni e dai significati attribuiti a questi dai membri di una collettività (o dalla grande maggioranza di questi) Questa idea è stata espressa bene da Emile Durkbeim. di curare gli stregati con ricette magiche. Con uno di questi. i giudici le facevano spogliare e le sottoponevano a visite 200 CAPITOLO 8 minuziose.che un atto urta la coscienza comune perché è criminale. talvolta alla decapitazione. talvolta al carcere a vita. l. letterario. Al termine. ma potrà anche comunicare le sue preferenze e anche esprimere le sue opinioni. i processi per queste forme di devianza divennero sempre più rari e alla fine cessarono del tutto. 1962. in luoghi segreti in cui si riunivano con altre streghe per celebrare feste magiche ed orgiastiche in onore del diavolo. Il concetto di devianza Definiamo devianza ogni atto o comportamento (anche se solo verbale) di una persona o di un gruppo che viola le norme di una collettività e che di conseguenza va incontro a qualche forma di sanzione. di magia/di superstizione. scientifico (ma anche all'intera produzione di spettacoli di evasione. di scatenare furibonde tempeste. attraverso Telematica la telematica. A partire dalla metà del Cinquecento. Non è inipensabile che in un futuro non troppo remoto ogni utente dei servizi telematici abbia la possibilità di accedere in tempo reale (cioè quando ne avverte il bisogno) a pressoché l'intero patrimonio storico. Quasi sempre. Le furono rivolte accuse gravissime: di conoscere il segreto di una polvere potente e terribile. trad. Non lo biasimiamo perché è un reato. che a sua volta la condannò a morire sul rogo insieme ad altre sette donne. Le colpe loro attribuite erano di provocare la @ e la morte di molte persone. capace di arrecare danno agli altri e di far ammalare i bambini. Pensando inoltre che le streghe recassero sul corpo il marchio della loro attività. fu processata per stregoneria a Brescia nel 1518. il tribunale giudicò l'imputata «vera eretica e inimica de la santa fede catolica» e. La devianza non è una proprietà di certi atti o comportamenfi. et far che li mariti vogliano bene a le soe mojer et che non le possano batere. e forse anche forme permanenti di consultazione dell'opinione pubblica (teledemocrazia). il proprio programma «individualizzato» scegliendo da un'offerta praticamente illimitata di opportunità. Marzio Barbagli. anch'esse «haereticae. ecc. Pagina 112 . volando a cavallo di una scopa. ma che è criminale perché urta la coscienza comune. alla presenza del vicario defl'inquisizione. Dopo essersi moltiplicati nel Cinquecento e nella prima metà del Seicento. sì ben le moier fanno le corna a li mariti soi» [Bonomo 1959. come un mosaico.txt con la diffusione di mezzi che consentono una maggiore interazione tra emittente e ricevente. soprannominata Pincinella. Quello di Benvenuta non fu un caso eccezionale di devianza. ma una qualità che deriva dalle risposte. ma soprattutto. Alessandro Cavalli.

Alessandro Cavalli. con dignità e rassegnazione. un comportamento può essere considerato deviante in una situazione. un comportamento considerato deviante in un paese può essere accettato o addirittura considerato molto positivamente in un altro. L'anziano eschimese non ce la faceva più ormai. cioè atti che sono illeciti perché proibiti. Ma è anche vero che vi sono atti che sono stati condannati in molte (anche se non in tutte) le società e le epoche [Hoebel 19671: l'incesto. l'uccisione dei figli o dei padri. veniva considerato non come le urine e le feci sulle scale. DEVIANZA E CRIMINALITA 201 rischiano. di essere denunciati e condannati (da un minimo di tre mesi a un massimo di tre anni) per atti osceni.. Vi sono stati.come ad esempio quello degli eschimesi . ma solo mala quia probibita. E ragazzo vi infilò il coltello fino Mi fondo. Pagina 113 . in Europa. Nessuno.ha scritto un antropologo . nel Medioevo. questa concezione relativistica è stata ripresa dai teorici del positivismo giuridico. E secondo colpo fu più efficace del primo [Hoebel 1967. può vietare a un uomo e a una donna che lo vogliano di fare all'amore nella camera da letto della loro casa o di un albergo. l'uccisione di un membro del proprio gruppo. il ratto e lo stupro di una donna sposata.. La storia drammatica della caccia alle streghe. che all'articolo 556 prevede che «chiunque. che hanno sostenuto che non esistono mala in se. Così. cioè azioni intrinsecamente cattive e dunque meritevoli di punizione. ancora oggi in molti paesi africani. essendo legato da matrimonio avente effetti civili. t vero infatti che il modo in cui sono stati percepiti e giudicati alcuni comportamenti. l'incesto. Per citare un altro esempio. di affilare un grosso coltello da caccia. Così chiese a suo figlio. chi mangiava senza posate. un att0-11@ùó essere considerato deviante solo in riferimento al contesto sociocult. Tre gradi di latitudine sovvertono tutta la giurisprudenza. come ad esempio A consumo di stupefacenti. su richiesta di quest'ultimo.Arnaldo Bagnasco. Infine. D'altra parte. it. trad. 1962. come del resto negli altri paesi occidentali. rale m cui ha luogo. ad esempio. cO@@ cui abbiamo iniziato questo capitolo. poi indicò nel cuore il punto vulnerabile dove avrebbe dovuto colpirlo. Ma questo era giustificato da uno dei più importanti postulati alla base della cultura eschimese Wa vita è difficile e il margine di sopravvivenza esiguo») e da un corollario di questo («i membri improduttivi della società non possono essere mantenuti»). che (come vedremo nel cap.scriveva alla metà del XVII secolo Blaise Pascal [1669. nel giro di pochi anni le leggi fondamentali cambiano [. Poiché le risposte della collettività variano considerevolmente nello spazio e nel tempo.mi raccontò in che modo egli avesse ucciso il padre. ch'era allora un ragazzo di dodici anni. 2P. ne contrae un altro pure avente effetti civili. ad esempio. E bene tuttavia tenere presente che questa concezione relativista non vale nella stessa misura per tutte le forme di devianza. per la verità.nei quali l'infanticidio e l'uccisione di un genitore anziano erano ammessi. tutto ha trovato posto tra le azioni virtuose». il furto.] Il furto. ma è ritenuto anche un segno di appartenenza a un ceto sociale agiato. trad. un meridiano decide della verità. Questa concezione relativistica della devianza è stata sostenuta con forza. negli ultimi trent'anni. Allora il vecchio padre. Questi principi erano così condivisi che spesso erano gli stessi anziani ad insistere per essere uccisi: Un cacciatore delle isole di Diomede . In seguito. lasciava corridoi. (1 un deviante ma come una persona assolutamente normale. il gioco d'azzardo o la prostituzione (cioè i «reati senza vittime») è variato enormemente nel tempo e nello spazio. Marzio Barbagli. per un uomo avere due o tre mogli non solo è possibile. né poteva dare più il suo contributo per quella che riteneva fosse la sua parte di lavoro come membro del gruppo. sotto gli occhi di tutti. in mezzo alla piazza del loro paese. mostra come il concetto di devia@za cambi storicamente. ma non in un'altra del tutto diversa. un comportamento del genere è espressamente vietato dal codice penale. gli diede un suggerimento: «Prova un po più forte figlio mio». è punito con la reclusione da uno a cinque annì». popoli . Invece in Italia. da molti studiosi di scienze sociali. Ma essa è molto antica. si soffiava il naso nella tovaglia sp tava continuamente per terra. Corso di sociologia. it. XVI) è universalmente proibito. «Nulla si vede di giusto o di ingiusto . il colpo però non diede il risultato previsto. 1411 che non muti qualità col mutar del clima. Ma se lo fanno all'aperto.txt 1031. secondo l'articolo 527 del nostro codice penale.

Questi libri si basano in gran parte sulle statistiche ufficiali dei suicidi raccolte dalle agenzie dei governi dei vari paesi.o Lazio 165 3. Anche in questo caso. pubblicato alla fine del secolo scorso.4 Molise 20 6.zìone irchuvistica dola devianza Ma la.2 Liguria 241 14.9 1 Ancora maggiori sono i problemi che si incontrano nello studio della criminalità. 1).0 Fonte: Istat. Ma queste statistiche . Questi ultimi costituiscono il cosiddetto «numero oscuro» dei delitti. Conce. rappresenta solo una parte di quelli reali. Suicidi (in valore avsoluto) e tasso di sukidio (per 100 mila abitanti) in rtalia nel 1993. 811. 1.0 Calabria 85 4. pur essendo stati commessi. considerati tali dalla polizia e dalla magistratura. 8.2 Lombardia 819 9.9 Campania 182 3. ma non di ignorarle. Alessandro Cavalli.4 Umbria 90 11.2 Abruzzo 86 6.sono poco attendibili. il più importante dei quali resta ancor oggi Il suicidio di Emile Durkheim. Lo studio della devianza Quello della devianza è uno dei fenomeni sociali sui quali è più difficile fare ricerca scientifica. 1 sociologi. Facciamo un esempio.settentrionali del nostro paese ci si uccide molto di più che in quelle meridionali.5 Emilia-Romagna 391 10. ad esempio.txt 1973. hanno scritto molti libri sul perché alcune persone pongono fine alla loro vita tagliandosi le vene o sparandosi un colpo di pistola. 8. Ma questi dati hanno un grado di attendibilità minore di quello delle statistiche che usiamo per analizzare altri aspetti della vita sociale. DEVIANZA E CR1MINALITA 203 FIG.1 mostrano che nelle regioni centro. La criminalità nascosta varia secondo i diversi tipi di reati.0 Veneto 302 6. i sociologi si basano spesso sulle statistiche giudiziarie relative alle denunce e alle condanne.8 Trentino-Alto Adige 85 9. degli assalti sessuali e di altri reati (fig. Marzio Barbagli.Arnaldo Bagnasco.6 Puglia 169 4. 1 dati della tab. Pagina 114 .1 Toscana 273 7. Corso di sociologia. In particolare. Per i «reati senza vittima» (prostituzione.9 Marche 113 7. per regione Suicidi Tasso di Suicidi Tasso di suicidio suicidio Piemonte 514 11.hanno sostenuto alcuni studiosi . Perché un reato entri a far parte delle statistiche non basta infatti che sia stato commesso: è necessario anche che qualcuno se ne accorga e lo faccia sapere ad un organo del sistema penale. 1181. la probabilità che una morte venga registrata come suicidio (invece che come omicidio o come incidente) è tanto minore quanto più negativo è l'atteggiamento di una società nei confronti di chi si toglie la vita. Le ricerche condotte in vari paesi negli ultimi vent'anni hanno infatti mostrato che le statistiche ufficiali sottovalutano il numero di suicidi che avvengono realmente. . ma meno i anto si pensasse. in se e Mak qux @mbibMq 202 CAPITOLO 8 2.2 Friuli 139 11. Il numero dei reati ufficiali.5 Basilicata 52 8. effettivamente compiuti.7 Sicilia 270 5. le rapine in banca. Le ricerche condotte in molti paesi occidentali hanno mostrato che per alcuni reati (gli omicidi. 1 anto si tre ess@ m o Ino e nel te p 1 per 100 mila lati della tab TAB.9 Valle d'Aosta 7 6. Ve ne sono infatti altri che. restano nascosti e non vengono registrati. Dobbiamo dunque rinunciare a questi dati e considerare privi di valore gli studi condotti a partire dal libro di Durkheim? Certamente no. 1 risultati di queste ricerche ci suggeriscono inoltre * essere prudenti nell'interpretare le differenze nello spazio e nel temp fra i tassì di suicidio (vale a dire il numero di suicidi per 100 mila bitanti). Fonte: Bandini et aL 19.0 Sardegna 116 7. Il numero oscuro è invece assai grande nel caso del taccheggio. il tasso di suicidio dell'Emilia Romagna è quattro volte più alto di quello della Campania) che esse non possono essere certo ricondotte alla maggiore o minore attendibilità delle statistiche. Le differenze sono così forti (ad esempio. perché corrispondono alla definizione che una determinata società dà del suicidio e questa può variare nello spazio e nel tempo. i furti delle auto) vi è una coincidenza quasi completa fra quelli registrati e quelli effettivamente compiuti.

la rapina). Per quelli invece che colpiscono una persona (ad esempio. stratura possono venire a conoscenza dell'accaduto solo grazie alla denuncia della vittima o di un testimone. Corso di sociologia. il furto in appartamento. solo la metà quando vengono scippati o borseggiati. gioco d'azzardo) e per quelli contro l'intera collettività. Alessandro Cavalli. Negli ultimi vent'annì. Si sporge più frequentemente denuncia se il furto avviene in una regione settentrionale piuttosto che meridionale (tab. Si rivolgono alla polizia quasi tutti. 8.Arnaldo Bagnasco.2). 8. sia in Itaha che negli altri paesi. se viene loro sottratta un'automobile. In molti casi però. lo scippo. Marzio Barbagli. solo una quota di coloro che subiscono un reato sporge denuncia. le forze dell'ordine e la magiReati ufficiali Numero oscuro dei delitti Reati senza vittima 204 CAPITOLO 8 T.txt consumo di stupefacenti. per bene sottratto e zona geografica Denunce per Centro-Nord Sud-Isole Italia furto di auto 97 90 94 furto di parti dell'auto 60 64 61 furto di oggetti dall'auto 39 24 35 furto di motociclo 86 74 83 furto di bicicletta 35 furto del portafoglio 63 42 59 tentativo di furto del portafoglio 29 7 furto della borsa o del borsellino 83 47 tentativo di furto della borsa o del borsellino 32 25 28 furto di denaro 49 36` 45 furto di gioielli 55 36 48 Fonte: Barbaglì [19951. questo dipende dalla capacità della polizia di scoprire gli eventi delittuosi e i loro autori. i ricercatori di vari paesi sono riusciti a ovviare a questi problemi (almeno nel caso dei reati con una vittima individuale) conducendo indagini periodiche per interviste su grandi Inchieste campioni della Pagina 115 .&13.2. Percentuali di persone cbebanno denunctito un reato in Italia su quelle che lo hanno subito nel 1987. il borseggio. moltissimi se subiscono un furto in appartamento. Questa quota varia a seconda di come e di che cosa viene rubato e del luogo dove avviene il reato.

Ha un tronco imponente. alcuni reati. Le teorie della criminalità Da molto tempo ci si interroga sul perché alcune persone. ipersensibil nervoso. gli zigomi pronunciati. Studiando quello del brigante Vilella. in un determinato periodo di tempo. sono state elaborate molte teorie che riconducono i comportamenti devianti alle caratteristiche fisiche e biologiche degli individui. il furto di auto o in appartamento. Lombroso prese tuttavia in considerazione anche le altre parti del corpo. una legge medioevale decretava che «se due persone vengono sospettate di un reato. William H. Nell'ultimo secolo. Sheldon. ossa piccole. per spiegare perché questo avviene. è irrequieto. e rado il pelo fioriva». Tersite. i sociologi. energico e instabile. delicato. fragile. spalle curve. Essi hanno ricondotto la tendenza degli individui ad Pagina 116 . la teoria di Lombroso cadde in disgrazia. gli occhi mobilissimi ed errabondi. oltre ad essere vile e insolente. sostenne che i delinquenti «nati» costituivano solo un terzo di coloro che infrangevano le norme e che ogni delitto aveva origine in una «molteplicità di cause». gli psicologi e gli economisti hanno formulato numerose teorie. 3. Severamente criticata da molti studiosi.Arnaldo Bagnasco. 711. «anormali». le sopracciglia folte e ravvicinate. 3. Alessandro Cavalli. invece che una piccola cresta. pelle morbida e vellutata. Le principali sono sei. Mentre tuttavia un tempo coloro che proponevano queste teorie erano rigidamente deterministi. Secondo Sheldon. in ci cuno di noi vi sono tratti di tutti e tre questi tipi. negli ultimi anni della sua vita. Influenzato dalle teorie di Darwin. i criminali sono stati spesso considerati individui profondamente diversi dagli altri. Il terzo è il tipo ectornorfo. E secondo è il tipo mesomorfo. Marzio Barbagli. ai quali corrispondevano personalità diverse. il qualé sostenne che vi erano tre tipi fondamentali di costituzione fisica. inferiori. era anche «l'uomo più brutto» del mondo: «camuso e zoppo d'un piede. accomodante e indulgente con se stesso. il viso pallido o giallo. il borseggio. L'idea che la criminalità sia legata a particolari caratteristiche fisiche di una persona è molto antica e precede di molti secoli la nascita delle scienze sociali. aggressivo. derubano. Dai sostenitori di queste teorie. Le spiegazioni biologiche Da quando esistono le scienze sociali. arti corti. in certe fasi della loro vita. la teoria biologica è stata ripresa e riformulata su basi nuove da alcuni studiosi. un medico e psichiatra vissuto nel secolo scorso (1835-1909). la rapina. D'altra parte. Ha un temperamento cerebrotonico: è introverso. Anche il suo autore la modificò profondamente e. Così. che rendevano difficile o impossibile il suo adattamento alla società moderna e lo spingevano a commettere reati. un torace robusto ed una gran massa di muscoli e di solide ossa. ad esempio. Uno dei più famosi è quello compiuto nel 1940 dal medico e psicologo americano. Ma ciò che rende una persona diversa dall'altra è che il peso di queste caratteristiche varia fortemente. il naso torto. che chiamò «occipitale mediana». soffice.1. simili cioè a quelle degli animali inferiori e dell'uomo primitivo. Ma i tentativi di spiegare la criminalità con fattori biologici sono continuati. Corso di sociologia. Lombroso sostenne che il «delinquente nato» presentava delle caratteristiche ataviche. tondeggiante. Ha un corpo magro. ossa piccole. Particolare importanza egli attribuì al cranio. oggi essi ritengono che la presenza di certi tratti biologici faccia solo aumentare la probabilità che una persona commetta dei reati. il deviante dell'Iliade di Omero. Gli individui mesomorfi hanno maggiori probabilità di diventare criminali di quelli endomorfi o ectomorfi. Purtroppo però i reati che si possono studiare con queste inchieste sono solo quelli dei quali l'individuo ha conoscenza diretta: lo scippo. le spalle erano torte. è da considerarsi più probabilmente colpevole quella più brutta e deforme» [Wilson e Herrnstein 1985. la barba rada. Ha un temperamento viscerotonico: tende ad essere socievole. Ma uno dei primi studiosi che ha fornito una veste scientifica a questa tesi è stato Cesare Lombroso. rilevò che nell'occipite. esso presentava una fossa. la fronte sfuggente. soffre di insonnia e di allergie. sostenendo che il «delinquente nato» aveva in genere la testa piccola. Ha un temperamento somotonico: attivo e dinamico. uccidono o stuprano qualcuno.txt popolazione (le cosiddette «inchieste di vittidi vittiminazione mizzazione») al fine di individuare quali fra le persone intervistate abbiano subito. che per lungo tempo considerò la costituzione fisica come la più potente causa di criminalità. Nell'ultimo ventennio. Il primo è il tipo endomorfo: ha un corpo ben ricoperto di grasso. curve e rientranti sul petto: il cranio aguzzo in cima.

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt infrangere le norme ad alcune forme di anormalità genetica ed in particolare a quella che chiamano la sindrome XYY. Come vedremo nel cap. XIII, gli esseri umani hanno normalmente 46 cromosomi. Alcune persone - ma si tratta di casi assai rari ne hanno invece 47. Se il cromosoma che hanno in più è uno X (ereditato dalla madre) non succede nulla di rilevante. Ma se è uno Y (ereditato dal padre) - dicono i sostenitori di questa teoria - allora è assai probabile che queste persone commettano reati di vario tipo. Ma anche in quest'ultima versione, la teoria biologica non ha trovato molte conferme dalle ricerche e non è riuscita ad affermarsi fra gli studiosi della criminalità. 3.2. La teoria della tensione Emile Durkheim pensava che certe forme di devianza fossero in parte dovute all'anomia, cioè alla mancanza delle norme sociali, che regolano e limitano i comportamenti individuali. Quando questo avviene - egli osservava - «non si sa più ciò che è possibile e ciò che non lo è, ciò che è giusto e ciò che non è giusto, quali sono le rivendicazioni e le speranze legittime, quali quelle che vanno oltre la misura [... 1 Così, non contenuti da un'opinione disorientata, gli appetiti non sanno più quali siano i limiti da non superare» [1897, trad. it. 1969, 307-3081. Sessant'anni fa, Robert Merton ha ripreso e riadattato questa idea, sostenendo che la devianza è provocata dalle situazioni di anornia, che a loro volta nascono da un contrasto fra la struttura culturale e quella sociale. La prima definisce la mete verso le quali tendere e i mezzi con i quali raggiungerle. La seconda consiste nella distribuzione effettiva delle opportunità necessarie per arrivare a tali mete con quei mezzi. Modo di adattamento Mete culturali Mezzi istituzionalizzati Conformità Innovazione Ritualismo Rinuncia Ribellione Legenda: (+) significa «accettazione»; (-) significa «rifiuto»; (+/-) significa «rifiuto di mete o mezzi dominanti e sostituzione con nuove mete e nuovi mezzi» Fonie: Merton [19491. Questo contrasto si verifica, ad esempio, nella società americana, che prescrive a tutti il raggiungimento del successo economico (meta culturale) attraverso il lavoro, il risparmio, l'istruzione, l'onestà (mezzi approvati) Ciascuno - sia egli povero o ricco - viene spinto dalla famiglia, dalla scuola, dai mezzi di comunicazione di massa a raggiungere questa meta. Ma di fatto le persone delle classi sociali svantaggiate non ci riescono. Per adattarsi ai valori culturali proposti nella situazione prodotta Modi dal contrasto fra le mete e i mezzi per raggiungerle, gli individui pos- di adattamento individuale sono scegliere fra cinque diverse forme di comportamento (tab. 8.3). 19 primo è la conformità, che consiste nell'accettazione sia delle mete culturali che dei mezzi previsti per raggiungerle. Ma tutti gli altri quattro comportamenti sono devianti. 19 secondo è l'innovazione: la strada scelta da coloro che rubano, imbrogliano o ingannano gli altri, cioè da chi aderisce alle mete, ma rifiuta i mezzi normativamente prescritti. Il terzo è il ritualismo, che è il modo di adattamento di chi abbandona le mete, ma resta attaccato alle norme sui mezzi. t tipica di coloro che dicono: «io vado sul sicuro», «non faccio il passo più lungo della gamba», «mi accontento di quello che ho». La quarta modalità di adattamento è la rinuncia sia ai fini che ai mezzi. t quella dei mendicanti, dei senza fissa dimora, dei tossicodipendenti, degli etilisti. L'ultima possibilità è la ribellione, che consiste nel rifiuto sia delle mete che dei mezzi e della loro sostituzione con altre mete ed altri mezzi. 3.3. La teoria dei controllo sociale La teoria della tensione si basa sull'assunto che l'individuo sia un animale morale, che fa proprie le norme della società in cui vive e che è naturalmente portato a seguirle. Se rispetta la legge non è dunque perché ritiene che i benefici che ricava dalla sua azione siano maggiori dei costi, ma perché si sente moralmente obbligato a farlo. Stando così le cose, solo una forte pressione può spingerlo a violare le norme e 208 CAPITOLO 8 Controllo sociale esterno Controfio sociale interno diretto e indiretto Pagina 117

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt questa pressione - come abbiamo visto - viene dalla tensione fra struttura culturale e struttura sociale. La teoria del controllo sociale si basa invece su una concezione più pessimistica della natura umana, considerata moralmente debole. Essendo l'uomo naturalmente portato più à, violare che a rispettare le leggi, ciò che occorre spiegare è la conformità e non la devianza. La grande domanda da cui partire non è dunque più «perché alcune persone commettono dei reati?», ma è invece 'perché la maggior parte delle persone non li commette?». E la rispo:tla data è che ciò avviene perché queste sono frenate dal farlo. 1 controlli sociali che impediscono loro di violare le norme sono di vario tipo. Vi sono quelli esterni: le varie forme di sorveglianza esercitata dagli altri per scoraggiare ed impedire i comportamentì devianti. Vi sono quelli interni diretti, che si manifestano nei sentimenti di imbarazzo, di colpa e di vergogna che prova chi trasgredisce una prescrizione sociale. Vi sono infine quelli interni indiretti: l'attaccamento psicologico ed emotivo sentito per gli altri ed il desiderio di non perdere la loro stima ed il loro affetto. Secondo lo studioso americano Travis Hirschi, che è oggi il più autorevole esponente di questa teoria, una persona compie un reato quando il vincolo che lo lega alla società è molto debole, fino quasi a spezzarsi. Questo legame presenta i seguenti aspetti: o L'attaccamento ai genitori* o agli insegnanti. Quanto più un individuo è legato a queste persone tanto più difficile è che compia delle azioni che essi disapprovano. o Limpegno nel perseguimento degli obiettivi convenzionali: il successo scolastico, l'affermazione professionale, la reputazione sociale. Quanto maggiore è l'energia che un individuo ha investito nel raggiungimento di questi obiettivi, tanto più difficile è che egli rischi di perdere, violando le norme, tutto quanto ha accumulato in questo campo. In altre parole, se molti di noi non rubano non è per desiderio di essere onesti, ma per la paura dei costi che la disonestà può avere. o Il coinvolgimento nelle attività convenzionali. Quanto maggiore è il tempo che una persona dedica allo studio, al lavoro, allo svago, tanto minore è quello che gli resta per compiere i reatì. o Le credenze. La violazione delle norme non è provocata da credenze che la richiedano o la rendano necessaria ma dalla mancanza di credenze che la vietano. 3.4. La teoria della subcultura Molti studiosi hanno osservato che di per sé il contrasto fra la struttura sociale e quella culturale non basta a spiegare perché alcune persone violino le norme e hanno sostenuto che anche la devianza, come la conformità, si apprende dall'ambiente in cui si vive. Se una persona commette un reato è - secondo questi studiosi - perché si è formato in una subcultura criminale, che ha valori e norme diverse da quelle della società generale e che vengono trasmesse da una generazione all'altra. A bere alcool, a fare uso di droga, a rubare e a rapinare, si impara dagli altri, da coloro che si incontrano tutti i giorni e che sono disposti a farlo e lo sanno fare. Da essi, oltre alla competenza tecnica, si imparano i valori, gli atteggiamenti, le razionalizzazioni favorevoli a queste azioni. L'idea che la devianza si apprende dall'ambiente sociale in cui ci si forma e si vive è stata presentata per la prima volta nel 1929 da Clifford Shaw e Henry McKay, due studiosi americani della «scuola di Chicago» fondata da Robert Park (1864-1944) Su quella città essi condussero allora una imponente ricerca. Dividendola in cinque zone concentriche, essi calcolarono il «tasso di delinquenza», cioè porto fra il numero degli autori di reato residenti in un'area e il to le della popolazione di quell'area, e videro che A valore di tale tasso * minuiva man mano che ci si allontanava dal centro della città, abitato per lo più dagli immigrati di vari gruppi etnici, e si passava ai quartieri degli operai specializzati e a quelli residenziali dei ceti medi. Scoprirono inoltre che dal 1900 al 1920 le differenze nel tasso di delinquenza fra i quartieri erano rimaste immutate, nonostante che la popolazione si fosse rinnovata e la sua composizione per gruppi etnici fosse profondamente cambiata. Per spiegare questo fenomeno essi sostennero allora che in alcuni quartieri vi erano norme e valori favorevoli a certe forme di devianza e questo patrimonio culturale veniva trasmesso ai nuovi arrivati nell'interazione che aveva luogo nei piccoli gruppi e nelle bande di ragazzi. Questa teoria è stata ripresa ed articolata da uno dei maggiori criminologi americani del nostro secolo, Edwin H. Sutherland. Secondo questo studioso, il comportamento deviante non è né ereditario né inventato dall'attore, ma appreso Pagina 118

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt attraverso la comunicazione con altre persone. Il processo di apprendimento avviene di solito all'interno di piccoli gruppi e riguarda sia le motivazioni per commettere un reato sia le tecniche per farlo. Nella società contemporanea coesistono infatti numerose culture che prescrivono o consentono agli individui forme di comportamento radicalmente diverse o opposte. «La cultura criminale scriveva Sutherland - è tanto reale quanto quella legale ed è molto più diffusa di quanto comunemente si pensi». Tutti noi, nel corso della nostra vita, entriamo in contatto con alcune di queste culture e dunque con definizioni favorevoli e sfavorevoli a violare le norme. Quanto più una persona frequenta ambienti in cui prevalgono le prime tanto più è probabile che questa persona diventi deviante. Dunque, anche secondo Sutherland, come per tutti coloro che si rifanno a questa teoria, chi commette un reato lo fa perché si conforma alle aspettative del suo ambiente. In questo senso, le motivazioni del suo comportamento non sono diverse da quelle di chi rispetta le leggi. Ad essere deviante non è infatti l'individuo, ma il gruppo a cui egli appartiene. Gli individui non violano le norme del proprio gruppo, ma solo quelle della società generale. 3.5. La teoria dell'etichettamento Tutte le teorie che abbiamo finora ricordato concentrano la loro attenzione sul comportamento criminale (o, più in generale, deviante) e cercano di indivi arne le c e, siano esse biologiche, psicologiche Etichettamento o sociali. Del tutto diversa è l'im stazione della teoria dell'etichettamento. Coloro che la seguono sostengono che per capire la devianza è necessario tenere conto non solo della violazione, ma anche della creazione e dell'applicazione delle norme; non solo dei criminali, ma anche del sistema giudiziario e delle altre forme di controllo sociale. Il reato (e, più in generale, la devianza) non sono altro che il prodotto dell'interazione fra coloro che creano e che fanno applicare le norme e coloro invece che le infrangono. La vecchia sociologia - ha scritto Edwin Lemert, uno dei più autorevoli esponenti di questa corrente - tendeva a basarsi massicciamente sull'idea che la devianza porti al controllo sociale. lo sono giunto a pensare che l'idea opposta, cioè che il controllo sociale porti alla devianza, è ugualmente sostenibile e costituisce l'ipotesi potenzialmente più feconda per lo studio della devianza nella società moderna [Cohen, 1992, 7961. Un altro studioso di questa scuola, Howard Becher, ha scritto che i gruppi sociali creano la devianza stabilendo le regole la cui infrazione costituisce la devianza e applicando queste regole a persone particolari, che etichettano come outsider. Da questo punto di vista, la devianza non è una qualità dell'azione commessa, ma piuttosto la conseguenza dell'applicazione, da parte di altri, di regole e sanzioni al trasgressore. Il deviante è uno cui l'etichetta è stata applicata con successo; il comportamento deviante è il comportamento così etichettato dalla gente [Cohen 1992, 7961. In questi due brani troviamo alcuni punti chiave della teoria dell'etichettamento. Secondo i suoi sostenitori, fra coloro che commettono atti devianti e gli altri non vi sono differenze profonde né dal punto di vista dei bisogni né da quello dei valori. Ne è prova il fatto che, nella nostra società, ad un altissimo numero di persone succede, almeno una volta nella vita, di violare una norma in modo più o meno grave. Ma un conto è commettere un atto deviante: mentire, rubare qualcosa, fare uso di droga. Un altro conto è suscitare per questo una reazione sociale, venire accusato di essere un deviante: un bugiardo, un ladro, un drogato. In questo secondo caso, un individuo viene bollato con un marchio, un'etichetta, un ruolo. I suoi comportamenti passati vengono riesaminati e reinterpretati alla luce di quelli presenti e si comincia a pensare che egli si sia sempre comportato così. Di conseguenza lo si guarda e lo si tratta in modo diverso dagli altri, con sospetto, timore, ostilità. Cruciale è da questo punto di vista la distinzione, introdotta da De-áwza primana Edwin Lemert, fra devianza primaria e secondaria. Con la prima e secondaria espressione ci si riferisce a quelle violazioni delle norme che hanno agli occhi di colui che le compie un rilievo marginale e che vengono di conseguenza presto dimenticate. Ciò significa che chi fa queste azioni non considera se stesso un deviante né viene visto come tale dagli altri. Si pensi, ad esempio, ad uno studente universitario che ruba, senza essere scoperto, alcuni libri ed alcune penne in un supermercato. Una volta laureato e diventato un professionista, i furti commessi alcuni anni prima appaiono come eventi privi di importanza. Si ha Pagina 119

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt invece devianza secondaria quando l'atto di una persona suscita una reazione di condanna da parte degli altri, che lo considerano un deviante e questa persona riorganizza la sua identità ed i suoi comportamenù sulla base delle conseguenze prodotte dal suo atto. Se un individuo viene trovato dalla polizia in flagranza di reato, mentre sta rubando qualcosa, viene arrestato e processato. Basta questo perché l'immagine che gli altri avevano di lui cambi radicalmente. La stigmatizzazione che l'ha colpito lo farà sentire sempre più isolato dal resto della società e questo lo spingerà ad entrare in contatto con gli altri. Ulteriori sue infrazioni delle norme provocheranno reazioni sociali sempre più forti che lo indurranno a proseguire la «carriera» di deviante. 3.6. La teoria della scelta razionale Per le teorie che abbiamo finora ricordato, una persona viola le norme perché è spinta a farlo da fattori biologici, psicologici o sociali. In altre parole, se ruba o uccide è per motivi genetici o perché si è formato in una subcultura delinquente oppure perché è mosso dal contrasto fra l'importanza attribuita dalla società in cui vive a certe mete e i mezzi insufficienti che ha a disposizione per raggiungerle. 1 sostenitori della teoria della scelta razionale considerano invece i reati come il risultato non di influenze esterne, ma di un'azione intenzionale adottata attivamente dagli individui. Essi sono infatti convinti che l'individuo è un essere razionale, che agisce seguendo i propri interessi, ricercando il piacere e fuggendo il dolore, e che è capace di scegliere liberamente se violare o meno una norma. Se egli decide di compiere un reato è di solito perché si attende di ricavarne benefici maggiori di quelli che avrebbe investendo il suo tempo e le sue risorse in attività lecite. Secondo questa teoria, inoltre, coloro che si dedicano ad un'attività illecita non sono sostanzialmente diversi dagli altri. Così, ad esempio, il criminologo giapponese Hiroshi Tsutomi ha scritto che «le persone commettono reati non perché sono patologiche o malvagie, ma perché sono normali» 1 motivi che portano ad un'attività illecita sono gli stessi che spingono a quella lecita: la ricerca del guadagno, del potere, del prestigio, del piacere. Molte di queste idee sono state sostenute, alla fine del Settecento, da Cesare Beccaria in Italia e da jeremy Bentharn in Inghilterra. Esse sono state tuttavia riprese e rielaborate nell'ultimo ventennio, soprattutto dagli economisti, ma anche da alcuni sociologi. Questi ultimi hanno messo in luce che colui che trasgredisce la legge va incontro a vari tipi di costo: esterni pubblici, esterni privati ed interni. Quelli esterni pubblici sono dati dalle sanzioni legali inflitte dallo stato e dalle conseguenze negative che queste hanno sulla reputazione sociale. Quelli esterni privati sono i cosiddetti «costi di attaccamento», che derivano dalle sanzioni informali degli «altrì significativi», dalle loro critiche, dalla loro condanna. Quelli interni nascono dalla coscienza (dalle norme interiorizzate), che fa provare al trasgressore sensi di colpa e di vergogna. 4. Forme di criminalità Molti sono i reati previsti dai codici penali dei vari paesi e molti i modi che sono stati escogitati per compierli. Noi ci occuperemo solo dei principali. 4.1. L'attività predatoria comune La fonte principale della paura che i cittadini hanno della criminalità è costituita da quella che molti studiosi chiamano l'attività predatoria comune (o di strada) Con questa espressione ci si riferisce a quell'insieme di azioni illecite condotte con la forza o con l'inganno per impadronirsi dei beni mobili altrui che comportano un contatto fisico diretto fra almeno uno di coloro che compiono l'azione e una persona o un oggetto. Ne fanno parte dunque due gruppi assai diversi di reati. In primo luogo, quelli compiuti di nascosto, con il raggiro, evitando la vittima o facendo in modo che non si accorga di quanto sta avvenendo, come ad esempio il furto di beni nei grandi magazzini (o taccheggio), quello di auto o di oggetti dalle auto, il furto in appartamento o il borseggio. In secondo luogo, quelli commessi con la violenza, strappando una cosa di mano o di dosso ad una persona (lo scippo) 6prendendogliela con la forza o la minaccia (la rapina). 1 reati ricordati sono diversi per molti altri aspetti. Innanzitutto per la loro gravità e per la severità delle sanzioni che la legge commina a chi h commette, che vanno da venti giorni ad alcuni anni di reclusione. In secondo luogo, per la loro redditività, perché ve ne sono alcuni di di in Dorseggio Rapina Complesso Pagina 120

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt 11 reati auto motocielo bicicletta appartamento Austr;alla 7,0 2,1 2,1 4,0 1,2 1,3 28,2 Canida 8,2 1,7 3,7 3,2 0,8 1,2 28,2 Nuova Zelanda 7,3 1,2 4,4 4,3 0,5 0,7 29,4 Paesi Bassi 8,4 5,0 9,9 2,2 2,2 0,5 29,1 Stati Uniti 7,3 2,7 2,9 3,5 1,3 1,5 27,5 Germania 5,8 1,8 3,3 1,3 1,7 0,8 21,9 Inghilterra 214 CAPITOLO 8 1880 1890 1900 1910 1920 1930 1940 1950 1960 1970 1980 1990 FIG. 8.2. Omicidì e furti denunciati in Italia per 10.000 abitanti dal 1880 al 1993. Fonte: Barbagli [19951Belgio, la Finlandia, la Francia e la Svizzera (con una quota che va dal 15 al 20%) Costituisce invece un caso a sé il Giappone, che ha un tasso di reati molto più basso di tutti gli altri. Tasso di furto Più difficile è dire se, ed in che misura, vi siano stati cambiamenti nel corso del tempo. Prendendo in considerazione il tasso di furti denunciati (per 100.000 abitanti) vediamo che in Italia, dal 1880 al 1970, esso ha subito due oscillazioni, aumentando in modo significativo dopo le due guerre mondiali (fig. 8.2). Il più forte cambiamento vi è stato tuttavia dopo il 1970. Pagina 121

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt All'improvviso, la curva si è impennata ed in soli sei anni il tasso di furto è triplicato. Toccato il picco nel 1976, la curva è scesa di nuovo, con bevi oscillazioni, per poi risalire negli ultimi anni ed arrivare ad un nuovo picco, ancora più alto del precedente, nel 1991. Non essendo mai state condotte indagini di vittimizzazione nel passato, non sappiamo se le variazioni nel numero di furti denunciati riflettano la realtà o non dipendano invece dalla diversa propensione delle vittime a rivolgersi alla polizia. Ma i dati di cui disponiamo sui furti di auto e le rapine contro le banche (per i quali vi è una coincidenza quasi completa fra i reati denunciati e quelli effettivamente compiuti) fanno pensare che nell'ultimo quarto di secolo vi sia stato nel nostro paese un fortissimo aumento della criminalità predatoria. Tale aumento si è verificato del resto in tutti i paesi sviluppati, in molti dei quali è iniziato alcuni anni prima che da noi. L'unica eccezione di rilievo è stata il Giappone, paese in cui nel corso degli anni sessanta e settanta vi è stata una diminuzione del numero di questi reati. 4.2. Gli omicidi Con il termine omicidio si indicano reati di natura assai diversa e Omicidio che non vanno assolutamente confusi. La più importante distinzione da fare è fra omicidio colposo e doloso. 19 primo è quello «non voluto dall'agente» e che si verifica «a causa di negligenza, imprudenza, imperizia, o inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline» (come dice l'articolo 43 del nostro codice penale). Il più tipico è quello che viene commesso continuamente per la strada, quando un autornobilista distratto investe un passante uccidendolo. Doloso viene invece chiamato l'omicidio di chi agisce con la volontà di uccidere. Quest'ultimo viene a sua volta distinto in premeditato e occasionale. In tutti i paesi occidentali gli omicidi colposi sono molto più frequenti di quelli dolosi. In Italia, ad esempio, nel 1993 i primi sono stati 5.200, i secondi invece 1.448 consumati (e altrettanti tentati). Nel caso di una rapina o di uno scippo, del borseggio o del furto in appartamento, l'autore e la vittima del reato sono di solito due estranei che non si sono mai visti. L'omicidio (doloso) tipico è invece quello che nasce da un conflitto fra due persone che si conoscono. 1 dati di cui disponiamo mostrano ad esempio che negli Stati Uniti per circa un terzo degli omicidi che vengono commessi ogni anno non conosciamo la relazione fra autore e vittima. Ma nell'80% degli altri casi, l'autore del reato è o un parente della vittima (coniuge, genitore, figlio) o un suo amico, compagno di lavoro o vicino di casa. Non diversamente vanno le cose nel nostro paese. Secondo i risultati della più rigorosa ricerca condotta in Italia in questo campo, nel 38% dei casi l'autore dell'omicidio era parente della vittii-na, nel 42% era amico o conoscente e solo nel 20% era uno sconosciuto [Bandini et al., 19851. La frequenza con cui vengono commessi omicidi dolosi varia considerevolmente nello spazio. In Italia, almeno dall'Unità in poi, le regioni nelle quali si ammazzano più persone sono sempre state quelle meridionali: la Calabria, la Sicilia, la Sardegna, la Campania. Nel monBahamas, Ecuador, Stati Uniti Surmame, Trinidad, Spagna, Costa Rica, Argentina Martinica: Guatemala, Finlandia, Bulgaria, CAC, Ungheria, Uruguay, Israele, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Italia, Yugoslavia, Polonia, Danimarca, Portogallo, Austria, Svezia, Francia Cecoslovacchia, Germania ovest, Scozia, Hong Kong, Grecia, Rep. di Corea, Svizzera, Norvegia, Paesi Bassi, Giappone, Kuwait, Inghilterra/Galles, Irlanda, Singapore, Su 1.000 abitanti FIG. 8.3, Tassi di ornicidio, in alcuni paesi, per i quali sono ~nibib dati recenti. Fonte: Reiss e Roth [19931. Tasso dì omicidio do, gli Stati Uniti sono uno dei paesi che ha il tasso di omicidio più elevato. Ma in generale è nei paesi poveri che la frequenza con cui questo reato viene commesso è maggiore: nelle Bahamas, nell'Ecuador, a Trinidad o in Costa Rica (fig. 8.3). Pagina 122

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt DEVIANZA E CRIMINALITA 217 4.2. l. Mutamenti nel tempo degli omicidi 1 sondaggi di opinione ci dicono che in Italia, come del resto negli altri paesi occidentali, la maggioranza della popolazione ritiene che il numero dei reati commessi non sia stato mai così alto come oggi. Alcuni storici e sociologi hanno d'altra parte sostenuto che l'aumento della criminalità è stato in parte provocato dalla modernizzazione, che è iniziato dopo la rivoluzione industriale e quella francese, quando la società tradizionale è entrata in crisi, ed è continuato ininterrottamente fino ad oggi. Sottoporre ad una verifica rigorosa queste proposizioni sembra a prima vista impossibile. Abbiamo già detto quanto sia difficile stabilire con precisione quanti reati vengano commessi ogni anno in Italia o negli altri paesi. Ed è certamente ancora più difficile - per non dire impossibile - costruire serie storiche di questi dati. Eppure, i risultati delle ricerche condotte negli ultimi trent'anni da vari studiosi hanno enormemente accresciuto le nostre conoscenze sulla società del passato e ci permettono di individuare almeno alcuni dei cambiamenti che vi sono stati, da questo punto di vista, nei paesi occidentali. Questa città - scriveva di Napoli, nel 1353, Francesco Petrarca [1993, 4481 - per molti rispetti eccellente, ha questo oscuro e vergognoso e inveterato malanno, che il girar di notte vi è non meno pericolo e pauroso che tra folti boschi, essendo le vie percorse da giovani nobili armati, lacui sfrenatezza né la patema educazione né l'autorità dei magistrati né la maestà e gli ordini del re seppero mai contenere [ vi] scorre il sangue umano come se fosse di bestie e spesso, mentre le gradinate colme di pazzi applaudiscono, figli infelici sono scannati sotto gli occhi dei genitori. Questo brano rende bene l'idea del clima di violenza che regnava nel passato in Europa. Ovunque, in città come in campagna, si ripetevano le manifestazioni di prepotenza, di crudeltà, di brutalità. L'Angiò, ad esempio, è una regione della Francia che ha un paesaggio assai dolce. Ma le ricerche storiche hanno messo in luce che, nel XVII e nel XVIII secolo, i costumi dei suoi abitanti erano assai duri. 1 giudici avevano continuamente a che fare con atti di brigantaggio ed omicidi sulle strade, rapine a mano armata, ingiurie, percosse [ 1 stupri e maltrattamenti inflitti a donne o bambini. E questi reati non coinvolgono soltanto le classi popolari ma anche, talvolta, gli ecclesiastici e, più spesso, i nobili [ ... 1 La brutalità della repressione è commisurata a quella delle violenze commesse (tortura ordinaria e straordinaria, fustigazione, imposizione di marchi di infamia, forca, ruota, rogo) [Lebrun 19751. Sulla violenza della società medioevale non abbiamo solo descrizioni impressionistiche, ma anche dati quantitativi. Per alcune località dell'Inghilterra, che è il paese su cui la ricerca storica è stata finora 500 -400 -300 -200 100 __ Oxford Londra Londra Bristol Essex 1200 1300 1400 1500 1600 1700 1800 1900 2000 FIG. 8.4. Tassi di omicidio in alcune località dell'Inghilterra, dal XII al XIX secolo. Fonte: Gurr [19811. condotta con maggior successo, disponiamo di statistiche a partire addirittura dal XIII secolo (fig. 8.4). Per quanto frammentari e insoddisfacenti, questi dati mostrano che negli ultimi otto secoli vi sono stati cambiamenti profondi, molto diversi da quello che di solito si pensa. In primo luogo, vi è stata una fortissima diminuzione del tasso di omicidio, che nel Duecento toccava vette da dieci a venti volte superiori a quelle di oggi. In secondo luogo, mentre un tempo ci si uccideva più frequentemente in campagna che in città, oggi avviene esattamente l'opposto. La tendenza di fondo rappresentata nella fig. 8.4 trova conferma nei dati molto più recenti che abbiamo sugli altri paesi occidentali. In Italia, dal primo anno su cui abbiamo informazioni statistiche, cioè il 1880, il tasso di omicidio è continuamente diminuito (fig. 8.2). In Francia e Pagina 123

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt negli Stati Uniti, in Svezia e in Germania, la discesa della DEVIANZA E CIUMINALITA 219 curva di questi reati è iniziata verso il 1830, cioè nel periodo della prima industrializzazione ed urbanizzazione. In questa tendenza secolare alla diminuzione del tasso di omicidio vi sono state forti oscillazioni. Alcune di queste sono avvenute in occasione delle guerre. Già Durkheirn [19501 osservava che in Francia, nel 1871, alla fine della guerra franco -prussiana, il tasso di omicidio era cresciuto del 45% Variazioni analoghe sono state rilevate molte altre volte. In Italia, ad esempio, alla fine della prima guerra mondiale, questo tasso è fortemente aumentato, raggiungendo nel 1922 un valore che era il doppio di quello del periodo prebellico. Un'oscillazione ancora più marcata si è avuta nel 1945-1947, cioè dopo la Il guerra mondiale. Ma lo stesso si è verificato in molti altri paesi. Un'importante ricerca storica comparata [Archer e Gartner 19841 ha messo in luce che nel periodo seguente alle guerre del nostro secolo (sia quelle mondiali che le altre) vi è stato di solito un aumento degli omicidi nei paesi che vi hanno partecipato. Questo si è verificato più spesso in quelli che durante la guerra hanno subito maggiori perdite di vite umane. Anche se con molte oscillazioni, la curva del tasso di omicidio ha proseguito nella sua secolare tendenza alla diminuzione fino alla metà degli anni cinquanta o all'inizio degli anni sessanta del nostro secolo sia in Gran Bretagna che in Francia, negli Stati Uniti e in Germania. Dopo di allora essa ha invece ripreso ad aumentare. In Italia, questa inversione di tendenza ha avuto luogo un po dopo, esattamente nel 1969, anno in cui il numero di questi reati ha ricominciato a crescere. Non è dunque sbagliato dire - come molti studiosi fanno - che la curva del tasso di omicidio ha avuto un andamento ad U. A condizione però che si aggiunga che in molti paesi occidentali, pur essendo cresciuto negli ultimi venticinque o trent'anni, questo tasso resta molto più basso di un secolo fa. La teoria che appare oggi maggiormente in grado di spiegare la Processo tendenza secolare alla diminuzione degli omicidi è quella del «proces- di cializzazione so di civilizzazione», proposta sessant'anni fa dal sociologo Norbert Elias [1936-19391. Secondo questa teoria, nel Medioevo la vita quotidiana era caratterizzata dal sopruso, dalla violenza, dalla guerra, perché in Europa vi era una pluralità di poteri sovrani in concorrenza ed in lotta fra loro. Gli uomini vivevano così in uno stato permanente di insicurezza e di paura, pronti a difendersi dagli altri e ad attaccarli per primi. La situazione iniziò a cambiare, come abbiamo visto nel cap. 11, quando un potere territoriale più forte trionfò su quelli più deboli e a poco a poco si instaurò il monopolio della violenza legale da parte dello stato. I guerrieri si trasformarono allora in cortigiani e le capacità militari lasciarono il campo a quelle verbali di argomentazione e di persuasione. Essendo riservata solo a dei corpi specializzati, la violenza venne esclusa dalla vita degli altri e si formarono delle zone tranquille, pacificate, protette. All'interno di queste zone si svilupparono le «buone maniere», che sostituirono a poco a poco, nelle relazioni interper220 CAPITOLO 8 Omicidi nei periodi postbeflici sonali, la violenza e la sopraffazione. Il campo di battaglia fu, in un certo senso, interiorizzato. Dapprima nei ceti più elevati, poi in quelli intermedi, da ultimo nei più bassi, gli individui abbandonarono a poco a poco la spontaneità, l'irruenza, l'autoindulgenza ed impararono a dominare se stessi, a controllare le proprie pulsioni e passioni, a regolare l'aggressività. Così, gradualmente, diminuirono le manifestazioni di violenza contro gli altri, gli assalti, le rapine, gli omicidi. Dei bruschi aumenti del numero di omicidi che si verificano di solito nei periodi postbellici sono state fornite almeno tre diverse spiegazioni. La prima è che essi sarebbero dovuti alla disorganizzazione sociale tipica di questi periodi: alla perdita della casa e di altre proprietà di una parte della popolazione, ai rapidi ed imponenti spostamenti migratori, alla rottura dei matrimoni e alla disgregazione delle famiglie. La seconda privilegia invece i fattori di natura economica: la scarsità dei beni e la disoccupazione. La terza infine riconduce tutto alla legittimazione della violenza fornita dal governo durante la guerra. In altri termini, se nel periodo postbellico il numero degli omicidi aumenta è perché nella fase precedente le supreme autorità dello stato, Pagina 124

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt oltre ad ordinare ai cittadini di uccidere i soldati nemici, presentano questo non come una deplorevole necessità, ma come un comportamento meritorio o addirittura eroico. Di queste tre è tuttavia l'ultima la spiegazione che ha trovato maggiore sostegno nei risultati delle ricerche finora condotte [Archer e Gartner 19841. Ancora più difficile è spiegare l'inversione di tendenza che vi è stata in tutti i paesi occidentali, nel corso degli anni cinquanta o sessanta, e il successivo aumento del numero degli omicidi. 4.3. 1 reati dei colletti bianchi Tangentopoli è nata nel 1992. Con questa espressione, i giornali italiani hanno chiamato l'inchiesta giudiziaria condotta a partire dal febbraio di quell'anno dai magistrati della procura della repubblica presso il tribunale di Milano e che è stata poi estesa ad altre città italiane. Questa inchiesta ha portato alla luce un diffuso sistema di corruzione, nel quale erano coinvolte alcune centinaia di parlamentari italiani, molti settori dell'amministrazione centrale dello stato, enti locali (regioni, province, comuni) e numerosi imprenditori e manager. Gli intrecci esistenti fra tutti questi gruppi erano rivolti al finanziamento illecito di molti partiti politici e all'indebito arricchimento personale di vari individui. Utilizzando l'espressione introdotta alla fine degli anni trenta da Edwin Sutherland, i sociologi chiamano «reati dei colletti bianchi» molti di quelli scoperti negli ultimi anni dalla magistratura italiana con Mani pulite. Tradizionalmente, i criminologi avevano concentrato il loro interesse solo sulle violazioni delle norme penali ritenute tipiche DEVIANZA E CRIMINALITA 221 delle classi inferiori: i furti, le rapine, le violenze sessuali, gli omicidi. Fu merito di Sutherland rimettere in discussione questa impostazione, richiamando l'attenzione degli studiosi su un'altra, importante categoria di delitti: quella «dei colletti bianchi». Con questa espressione, diventata ben presto celebre ed entrata nel linguaggio comune, egli si riferiva ai reati «commessi da una persona rispettabile e di elevata condizione sociale nel corso della sua occupazione». Ma - come risulta chiaramente da questa definizione per rientrare in questa categoria non basta che la violazione di una norma sia compiuta da una persona appartenente alle classi elevate. t necessario che tale violazione avvenga nel corso dell'attività professionale di questa persona. Per documentare l'importanza di questi reati, Sutherland condusse una ricerca su 70 grandi imprese industriali e commerciali americane, mostrando che esse avevano compiuto numerosissimi atti illeciti, quali la pubblicità fraudolenta, la violazione dei diritti d'autore e di inventore, la restrizione o limitazione della concorrenza, l'aggiotaggio (la divulgazione di notizie tendenziose per provocare una variazione del prezzo di merci o di azioni), truffe e frodi. Erano - e sono ancora oggi - delitti di grande importanza, che colpiscono numerose persone e che hanno ingenti costi. Costi finanziari, naturalmente, ma anche sociali. Perché - come osservava Sutherland - questi reati, che consistono sostanzialmente nella violazione della fiducia che gli altri hanno nel titolare di un ufficio, creano sfiducia e favoriscono la disorganizzazione sociale. Ma, a dispetto della loro importanza, raramente coloro che li commettono vengono denunciati, processati, condannati ed arrestati, perché, con A potere economico e politico di cui dispongono, essi riescono ad influire su coloro che fanno ed applicano le leggi, sul parlamento e la magistratura. Negli ultimi vent'anni, molti studiosi hanno giustamente osservato che nella vasta categoria dei delitti dei colletti bianchi rientrano due gruppi assai diversi di reati: i reati nell'occupazione e quelli di organizzazione. 1 primi sono commessi da individui nello svolgimento del loro lavoro per ricavarne un vantaggio personale. 1 secondi sono invece compiuti in nome e per conto di un'organizzazione, sia essa pubblica o privata. Rientrano, ad esempio, nella prima categoria, le violazioni commesse talvolta da alcuni professionisti, come farmacisti, avvocati o medici. Varie ricerche hanno infatti mostrato che, sia negli Stati Uniti che in altri paesi occidentali, vi sono medici che, per accrescere i loro guadagni, prescrivono ai pazienti medicine di cui questi non hanno alcun bisogno o - cosa ancora più grave - li spingono a sottoporsi ad inutili quanto dispendiose operazioni chirurgiche. Analogamente, vi sono avvocati che, per aumentare le proprie entrate, convincono i clienti a fare cause legali altrettanto inutili. Della categoria dei reati nell'occupazione fanno anche parte l'appropriazione indebita, l'insider trading, la corruzione e la concussione. Commette il primo Pagina 125

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt chi si appropria del denaro o di una cosa altrui, di Reati dei colletti bianchi Reati nefl'occupazione 222 CAPITOLO 8 Insider trading Reati di organizzazione cui abbia il possesso per qualsiasi motivo. t dunque appropriazione indebita sia quella dell'artigiano che non restituisce un oggetto prezioso affidatogli per una riparazione sia quello dell'impiegato che fa sparire una parte del denaro che gli passa ogni giorno fra le mani. Per insider trading si intende invece la speculazione sui titoli di una società attuata da chi, in quanto socio di tale società o per ragioni di ufficio, dispone di informazioni riservate. Quando, ad esempio, una società cerca di assumere il controllo di un'altra, vi è un ristretto numero di persone che sono al corrente dell'operazione in corso (dirigenti, impiegati, avvocati) e sanno che il valore delle azioni delle due società subirà un cambiamento. Queste persone possono approfittarsi delle loro conoscenze comprando o vendendo alcune azioni. La corruzione del pubblico ufficiale consiste in un mercanteggiamento della funzione pubblica. Egli cioè, in cambio di una somma di denaro che non gli è dovuta, compie un atto contrario ai doveri di ufficio od omette o ritarda un atto di ufficio. Si parla invece di concussione quando un pubblico ufficiale, abusando dei suoi poteri, induce qualcuno a dare indebitamente del denaro a lui o ad altra persona. Fanno parte dei reati di organizzazione le frodi di vario tipo commesse dalle aziende private o pubbliche quando, nelle relazioni, nei bilanci o in altre comunicazioni, riportano fatti non rispondenti al vero sulla costituzione e sulle condizioni economiche della società. Ma sono reati di organizzazione anche quelli che mettono a repentaglio la salute e la vita di milioni di cittadini: l'immagazzinamento e lo smaltimento rischiosi di materiali chimici e radioattivi; la produzione di prodotti pericolosi; il mancato rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. Cosa nostra 4.4. La criminalità organizzata Non vi è un accordo completo, fra gli studiosi, riguardo alla definizione di criminalità organizzata. Di solito, tuttavia, con questa espressione molti di loro intendono un insieme di imprese che forniscono beni e servizi illeciti e che si infiltrano nelle attività economiche lecite. Esempi di beni e servizi illeciti sono la produzione e la vendita di droga, il gioco d 1azzardo, l'usura (cioè il prestito di denaro ad un interesse notevolmente superiore a quello corrente), la prostituzione, il commercio di armi. Il tipo di beni e servizi illeciti forniti varia tuttavia a seconda dei paesi. Così, ad esempio, la mafia («cosa nostra», come la chiamano coloro che ne fanno parte) si dedica allo sfruttamento della prostituzione e al gioco d'azzardo negli Stati Uniti, ma non in Sicilia. L'infiltrazione nelle attività legittime avviene costringendo con la forza le imprese ad azioni che altrimenti non compirebbero. Così, ad esempio, la criminalità organizzata riesce ad estorcere una tangente (il cosiddetto «pizzo») a commerciantì ed artigiani, promettendo loro proDEVIANZA E CRIMINALITA 223 tezione. E, d'altra parte, un mafioso che si sia arricchito fornendo beni o servizi illeciti può entrare nel mercato legale, diventando un imprenditore di merci la cui produzione e vendita è consentita dalla legge, adoperandosi per creare, nel suo settore di attività, «una situazione di monopolio, basata sull'intimidazione e la violenza» [Falcone 1991, 291. Le imprese criminali hanno talvolta carattere polivalente, nel senso che esse mirano all'acquisizione sia di profitti finanziari che del potere politico e sono in grado di spostarsi, con grande rapidità, dal settore economico a quello politico [Arlacchi 19921. In genere, per agire, esse hanno bisogno di consistenti capitali, da investire sia nelle attività economiche illegali (per l'acquisto, ad esempio, di ingentì quantità di eroina) che in quelle legali. Ma esse devono disporre anche di una «forza militare», cioè di gruppi di persone adeguatamente armate, capaci e disposte a eliminare fisicamente i vecchi ed i nuovi nemici. Giovanni Falcone ha scritto poco prima di morire che Cosa nostra possiede «un arsenale completo di strumenti di morte». Ma ha anche aggiunto che - contrariamente a quanto si pensa - il ricorso di questa organizzazione alla violenza non è mai gratuito. Avviene quando tutte le altre forme di intimidazione si sono dimostrate inefficaci. Né gratuite sono le forme con cui la violenza viene esercitata. Si sono date ad esempio le più bizzarre Pagina 126

Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, Alessandro Cavalli. Corso di sociologia.txt interpretazioni dell'«incaprettamento», «in cui polsi e caviglie vengono legati dietro la schiena, facendo passare al tempo stesso la corda intorno al collo della vittima in modo che tentando di divincolarsi si strangoli da sé». Ma in realtà il motivo per cui Cosa nostra si serve di questa tecnica è semplicemente che il cadavere così legato può «essere trasportato senza difficoltà nel porta bagagli di un'auto» [Falcone 1991, 271. Le varie organizzazioni criminali che operano oggi nel mondo hanno strutture interne diverse. La Yakuza giapponese, della quale fanno Yakuza parte oltre 100 mila persone, si avvicina al modello organizzativo formale, con elenchi di aderenti, distintivi e giornali. Invece, in Cosa nostra, costituita da circa 500 famiglie, con oltre 15 mila appartenenti, le relazioni di parentela conservano una notevole importanza. Vari studi hanno messo in luce infatti come della cosca, che è il nucleo fondamentale dell'organizzazione mafiosa, facciano spesso parte due o tre fratelli o cugini [Arlacchi 1983; Catanzaro 19881. Sappiamo tuttavia che anche in Cosa nostra vi sono degli organi (la «commissione interprovinciale») la cui funzione è di coordinare l'attività delle diverse famiglie. 19 reclutamento dei membri dell'organizzazione è basato spesso su criteri molto selettivi e avviene attraverso un rito di iniziazione. In Giappone, ad esempio, il candidato ad essere ammesso nella Yakuza beve il tè dalla stessa tazza del capo che celebra la cerimonia e si impegna solennemente a «vivere con questa parentela per tutta la vita»: a lavorare per l'organizzazione anche quando sua moglie e i suoi figli «muoiono di fame». In Italia, alla mafia si aderisce con un rituale che, 224 CAPITOLO 8 nelle sue forme essenziali, è rimasto immutato per almeno un secolo e che è stato efficacemente descritto dal pentito Antonio Calderone: La cerimonia del giuramento consiste nel chiedere, anzitutto, al singolo con quale mano spara e, quindi, nel pungere il dito indice della mano in questione in modo da farne sgorgare un po di sangue con cui viene imbrattata una immagine sacra (generalmente si tratta dell'immagine sacra dell'Annunziata, che viene indicata come la patrona di Cosa Nostra e la cui ricorrenza cade il 25 marzo) Quindi, si dà fuoco all'immagine e l'iniziato, evitando di far spegnere la stessa e tenendola nelle mani a conca senza che la stessa si spenga, giura solennemente di non tradire i «comandamenti» di Cosa Nostra perché altrimenti brucerebbe come quella santina [ 1 Quando viene punto l'indice della mano del soggetto, il rappresentante lo avverte solennemente di stare attento a non tradire perché Mi Cosa Nostra si entra col sangue e si esce solo col sangue [Gambetta 1992, 3711. 5. Gli autori dei reati e le loro caratteristiche Per capire perché ogni giorno, in tutti i paesi del mondo, vengono commessi dei reati, i sociologi hanno studiato le caratteristiche sociodemografiche di coloro che E compiono. Per lungo tempo hanno concentrato la loro attenzione sulla classe sociale di appartenenza. Più recentemente, il loro interesse si è spostato all'analisi dell'età e del genere. 5.1. La classe sociale criminalità Per definizione, i reati dei colletti bianchi vengono commessi dalle e classe sociale persone delle classi medio alte. Ma per quanto riguarda gli altri, i sociologi hanno a lungo sostenuto che essi vengono compiuti dagli appartenenti alle classi sociali svantaggiate. L'idea che vi sia una relazione inversa fra la classe sociale e la disponibilità a rubare o a uccidere è stata a lungo condivisa dai sostenitori di teorie diverse come quella della tensione, della subcultura o dell'etichettamento. Nell'ultimo ventennio, tuttavia, alcuni studiosi, basandosi sui risultati di molte ricerche condotte negli Stati Uniti, hanno sostenuto che fra classe sociale e criminalità non vi è alcuna relazione o ve ne è una assai debole. In Italia, all'inizio del secolo, analizzando i dati riguardanti i condannati dai tribunali, Vincenzo Manzini [1905, 233-3041 è arrivato alla conclusione che «le classi dei lavoratori dove i salari sono più bassi e la disoccupazione è più frequente producono dovunque il maggior numero di ladri» Le informazioni statistiche riguardanti l'ultimo ventennio ci dicono d'altra parte che i condannati per furto e per rapina hanno un livello di istruzione assai basso e sono spesso disoccupati o svolgono dei lavori mal retribuiti e che godono di scarso prestigio soDEVIANZA E CRIMINALITA Pagina 127

come negli altri paesi occidentali.. nell'ultimo quarto di secolo.Arnaldo Bagnasco. Inoltre. Indaginì di autoeonfemione 5. Vi sono tuttavia importanti differenze a seconda del tipo di reato. Alessandro Cavalli. per alcuni > reati 1970-1971 1980-1981 1990-1991 Omicidio 9 8 5 Rapina Furto 4 13 4 il 5 10 Emissione assegni a vuoto Truffa il 10 15 21 17 22 Appropriazione indebita Frode nel commercio il 27 Pagina 128 . Tenendo conto di tutto questo si può dire che in Italia. l'emissione di assegni a vuoto. infatti. Corso di sociologia. 42-44. ad esempio. i furti più lievi (come ad esempio il taccheggio) vengono compiuti quasi nella stessa misura dagli appartenenti a tutte le classi sociali.. Contrariamente però a quanto può sembrare. Quanto più questo è grave. invece.nel caso del taccheggio (o furto nei grandi magazzini). la truffa. Secondo altri. questo è avvenuto solo nell'ambito dei reati contro A patrimonio ed è dovuto alle grandi trasformazioni che vi sono state nell'economia e nella società (e in particolare alla crescita del numero di donne entrate nel mercato del lavoro) che hanno creato nuove occasioni di illeciti penali.txt 225 dale. 515-5311. B. l'aumento dell'attività criminale femminile si è verificato anche nell'ambito dei reati violenti Crùninahtà feninunfle 226 CAPITOLO 8 TA . A conclusioni diverse sono giunte le ricerche condotte con la tecnica dell'autoconfessione.. Il genere Il genere è una delle variabili più importanti per predire la criminalità. la relazione fra classe sociale e tendenza a violare una norma è tanto più forte quanto più grave è il reato. l'attività criminale femminile è aumentata molto di più di quella maschile.2. intervistando cioè persone appartenenti a campioni possibilmente rappresentativi della popolazione (in genere di quella giovanile) e chiedendo loro se hanno commesso o meno dei reati. Ma due tesi assai diverse sono state sostenute in proposito. Questa quota tocca una punta record . i risultati di tutte queste ricerche non sono contraddittori. infatti. 85 Percentuale di donne sul totale delle persone condannaìè in Itaha áa[ 100 al 199 1.quasi il 50% . i risultati di alcune ricerche più approfondite sui giovani sottoposti a procedimento penale mostrano che coloro che provengono dalle classi sociali più basse hanno una maggiore disponibilità a rubare [Bandini e Gatti 1987. mentre le rapine vengono commesse soprattutto dalle persone delle classi sociali più svantaggiate. Secondo queste ricerche. è molto più probabile che sia un maschio piuttosto che una femmina a violare una norma penale. Molti studiosi hanno sostenuto che. Esse infatti si riferiscono a violazioni delle norme assai diverse: assai più lievi nel primo caso (le indagini di autoconfessione) che nel secondo (i dati sui condannati). In tutti i paesi. Così. Secondo alcuni. In Italia. . la quota delle donne sul totale delle persone condannate non raggiunge neppure il 10% nel caso delle rapine o degli omicidi. mentre aumenta nel caso dei reati meno seri: la frode nell'esercizio del commercio. Marzio Barbagli. tanto più è facile che a compierlo sia un uomo e dunque tanto maggiori sono le differenze di genere. la relazione fra classe sociale e tendenza a violare la legge o non esiste affatto o è meno chiara di quella che emerge dai dati sui condannati.

mettendo a confronto la situazione del nostro con quella degli altri paesi.8 6.9 4. 8. le curve dei tassi per età dei condannati per furto e per rapina sono assai simili. Corso di sociologia. paesi (8) (12) (15) (6) (5) (20) (46) (21) Fonte: Steffensmeier et al. il belga Adolphe quetelet (1796-1874) sostenne di essere riuscito a ricavare dai suoi dati una vera e propria «legge di sviluppo» della «tendenza al crimine». La quota delle donne sui condannati è rimasta costante in tutto il ventennio nel caso delle rapine.Barbaglì [19951.txt 12 30 13 26 TAB.5 7. 11. Alessandro Cavalli. Così. Tali movimenti avrebbero (dunque fatto nascere un nuovo tipo di criminale donna.8 Furti lievi 4.5 6. la relazione individuata da quetelet più di un secolo e mezzo fa non è molto diversa da quella esistente oggi in Italia e in altri paesi.1 16. [19891.0 6. ribelle.rapina ed emissione di assegni a vuoto in Italia nel 1989Fonte. Come si può vedere dalla tab. Diverso è l'andamento Pagina 129 . Anche gli omicidi sono di solito compiuti da persone assai giovani. ad esempio.7 5.2 7. che valeva per tutti i paesi europei. Tassi specifici (per:100. per grandi zone geggraficbe Nord Africa Asia Africa America Caraibi Europa Paesi in Paesi Medio Subsahariana Latina Canada via di sviluppati Oriente Oceania sviluppo Omicidio 9.3 11. Entrambe salgono molto rapidamente durante la preadolescenza e l'adolescenza. Come si può vedere dalla fig. Pochi numeri bastano a dare un'idea della rapidità con cui cambiano le cose nel corso degli anni. Cffininalità I dati di cui disponiamo (tab. Alla stessa conclusione si arriva con l'analisi comparata.0 4. Quasi niente è invece cambiato nel campo dei reati più gravi. Marzio Barbagli.1 11.Arnaldo Bagnasco. nel primo studio sistematico condotto in materia. questa tendenza «cresce molto rapidamente verso l'età adulta. Percentuak di donne sul totale delle persone arrestate (o condann4te) in akuw* paesi del mondo.5. dell'Asia o dell'America Latina.000 residenti) per età defle persone condannate per furto. raggiunge un massimo e in seguito decresce.6 Furti gravi 3. duro.8 N. 8. ed è riconducibile all'affermazione dei movimenti femministi. sette volte maggiore che a quaranta.4 8.4 11. 8. come femminfle in Italia negli altri paesi occidentali. per rapina o per i furti più seri (come quelli in appartamento) 227 5.5 7. la percentuale delle donne sugli arrestati o sui condannati per i furti meno gravi è più alta in Italia. in Svezia o negli altri paesi industrializzati dell'Europa e del Nord America che in quelli in via di sviluppo dell'Africa.2 5. 228 CAPITOLO 8 ti anni è il doppio che a trenta.5.6. mentre è diminuita in quello degli omicidi.3 8. L'età Centosessanta anni fa. la percentuale delle donne sui condannati è aumentata nel caso delle truffe e dell'appropriazione indebita. Delle due tesi che abbiamo ricordato quella che trova maggior conforto nei dati è dunque la prima. in Francia.2 8.ha scritto una studiosa americana . i mutamenti nell'ultimo ventennio sono stati assai diversi a seconda del tipo di reato. Fra i paesi sviluppati e quelli che non lo sono vi sono invece DEVIANZA E CRIMINALITA differenze assai modeste per quanto riguarda la percentuale delle donne sui condannati per omicidio.le donne si facevano prepotentemente strada anche nel mondo della criminalità» [Adler 19751. Per molti reati.. raggiungono il punto più alto un po prima o un po dopo la maggiore età.3. vol. 3671. violento.2 7. «Nel momento stesso in cui si battevano per l'eguaglianza delle opportunità nel campo delle attività legali .2 4. ma lentamente. A suo avviso.. fino agli ultimi anni di vita» [quetelet 1835.6. 8.5 11.3 15. La quota delle persone condannate per furto a venEtà e criminalità 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 Età in anni FIG. t una tesi non molto diversa da quella presentata dal film Tbelma e Louise.5) mostrano che in Italia.. 8. scendono di nuovo bruscamente dopo di allora.

mentre negli Stati Uniti è 19 anni [Greenberg 19851. In India. i vicini. chi lascia l'auto in divieto di sosta è tenuto a pagare una multa. nell'ultimo secolo e mezzo. Vi sono tuttavia leggi di vario tipo e a seconda di quella che viene violata. Sistemi di punizione Grandi differenze vi sono state. mentre chi procura un danno a qualcuno deve risarcire la vittima. i dati di cui disponiamo fanno pensare che nei paesi in via di sviluppo l'età a cui si ruba o si uccide sia un po più elevata che in quelli industrializzati. severe o lievi. fra le varie società. i conoscenti. gli amici. riassunto nell'espressione «occhio per occhio. In alcune comunità vigeva il sistema della faida. Ma se qualcuno infrange una norma di legge. riguardo al tipo di sanzioni usate contro i trasgressori delle norme. Informali sono invece quelle spontanee o poco organizzate provenienti dai familiari. Se invece non rispetta le altre leggi. La tendenza a violare le norme penali varia dunque molto a seconda della fase del ciclo di vita. La differenza fondamentale fra queste due forme di devianza risiede nella natura della sanzione. Oltre che negative o positive. ad esempio. Vengono dette formali quelle comminate da gruppi o organi specializzati (ad esempio. i trasgressori della legge sono stati puniti con sanzioni pecuniarie. essa assomiglia a un altipiano o a un monte con più picchi. L'eccezionale aumento della quota dei maschi che rubano o rapinano durante l'adolescenza o le altre variazioni della tendenza a violare le norme che si verificano durante le varie fasi della vita non sono peculiarità dell'Italia di oggi. non sono propriamente reati quelli commessi prú-na di avere raggiunto il quattordicesimo anno di età. Se una persona viola il diritto penale. ad esempio. Alessandro Cavalli. Secondo il codice penale italiano. Marzio Barbagli. l'emissione di assegni a vuoto. in Francia e in Germania. essa non scende rapidamente. la polizia. una volta raggiunto il punto più alto. Tutte le ricerche mostrano che lo stesso avviene oggi negli altri paesi: negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Nel diritto romano si è a lungo seguito il principio del taglione. Per molto tempo.txt della curva dei condannati per emissione di assegni a vuoto. i colleghi di lavoro. l'espulsione dalla comunità. ad altri tipi di reato contro il patrimonio: la truffa. Poi. a poco a poco. ma talvolta anche coloro che Pagina 130 . la sanzione incide prevalentemente sul patrimonio di chi li ha commessi. la grande maggioranza abbandona questa attività. si dice che commette un reato. Più che a una montagna a picco (come le curve dei condannati per furto o per rapina). ad esempio. In Inghilterra.Pena viduo. Se una persona viola una norma di uso (le buone maniere) e durante un pranzo ufficiale emette bruschi e forti rumori dalla bocca e/o dall'ano. A rubare si inizia però di fatto molto prima. nel corso degli anni. solo il 3 % degli arrestati ha meno di 21 anni. cioè una sanzione che può lú-nitare la libertà personale dell'indi. In secondo luogo perché. 6. dente per dente». una volta uscita dall'adolescenza. Di solito si inizia a rubare molto presto. Venivano condannati a morte non solo gli omicidi. Per quanto scarsi e insoddisfacenti. nel 1842 la classe di età a cui più spesso si era arrestati era quella da 20 a 24 anni. si parla di illecito civile o amministrativo.Arnaldo Bagnasco. Corso di sociologia. Si continua a farlo per qualche anno. cambia anche la sanzione prevista e la forma di devianza. l'età modale a cui si compie un omicidio è 35 anni. la conformità alle norme viene mantenuta attraverso l'uso o la minaccia di sanzioni. nonostante che circa la metà della popolazione sia al di sotto di quell'età. la ricettazione. In Uganda. mentre oggi è da 14 a 17 anni [Greenberg 19851. in ogni società. i convitati reagiranno ridendo. prendendolo in giro o al massimo insultandolo. vi è stato un abbassamento di cinque o sei anni dell'età a cui più frequentemente si commettono questi reati. Coloro che continuano passano. Queste stesse ricerche hanno messo anche in luce che.1. la sanzione sarà più forte. Così. pene corporali o con la pena capitale. Nel caso invece degli altri illeciti giuridici. la maDEVIANZA E CRIMINALITA 229 gistratura) ai quali è stato affidato il compito di assicurare il rispetto delle norme. La severità delle sanzioni dipende fra l'altro dalla gravità dell'infrazione commessa. cioè della vendetta da parte della vittima del reato (o della sua famiglia) nei confronti del reo. Per il reato è prevista una pena. queste possono essere anche formali o informali. in Argentina e in Israele [Hirschi e Gottfredson 19831. Devianza e sanzioni Come abbiamo visto nel capitolo precedente. persino a otto o a nove anni. Innanzitutto perché essa raggiunge il picco molto più tardi. 6.

in Italia e in altri paesi occidentali. un uomo e una donna. in questi giorni. L'esecuzione prescelta aveva spesso un forte significato simbolico. da Chesnais 1981. Oggi nel mondo vi sono ancora 103 paesi nei quali esiste la pena di morte. ad esempio. l'Olanda e il Belgio. Nel corso degli ultimi due secoli i più usati sono stati la ghigliottina. esso non esisteva. 1982.sono economicamente molto sviluppati. un giovane che aveva assassinato due borghesi. it. In Cina l'esecuzione della pena di morte avviene ancor oggi in pubblico. Ma spesso i suoi compagni di viaggio non gli permettevano di giungere vivo in questo luogo. Pena di morte Grandi mutamenti sono avvenuti nel corso del tempo. in molti paesi la pena di morte è stata abrogata. Marzio Barbagli. la anticipata). come strumento per colpire i trasgressori. Corso di sociologia. Dopo essere stato fustigato con speciali verghe «color del sangue». Il numero dei mezzi impiegati per uccidere un condannato si è ridotto. come si può vedere dalla fig. crocifissi o mandati al rogo. Questi potevano essere strangolati. Scriveva ancora nel 1854 Flaubert: A Provins è stato giustiziato. il Portogallo e la Svizzera. in un lago.gli Stati Uniti e il Giappone . trad. 1381. una vipera e una scimmia.6. Reintrodotta durante il periodo fascista (1926) è stata di nuovo abolita e sostituita con l'ergastolo nel 1948. della popolazione) varia considerevolmente a seconda del giungendo il livello più alto negli Stati Uniti e quello più Filippine. questi quattro animali avevano in comune la caratteristica di essere «mostruosi». [19941. veniva messo in un sacco a tenuta stagna insieme ad un cane. Alessandro Cavalli.Arnaldo Bagnasco. Ora. la sedia elettrica. il parricida veniva condotto dopo. la condanna in carcere con il capo coperto da una pelle di lupo e calzando zoccoli di legno.000 ab. 8. La privazione della libertà personale è diventata da allora.l'India e la Cina . La varietà dei mezzi impegnati per sopprimere coloro che avevano infranto una legge era molto ampia. esattamente come il parricida. Inoltre. In Francia questo si è verificato ancora più tardi. in tutto il mondo. la semilibertà. Di origine molto più recente è il carcere. l'impiccagione. i Paesi Bassi e il Giappone. per 100. L'esecuzione della pena di morte avveniva di solito in pubblico. il numero di persone incarcerate (sul totale DEVIANZA E CRIMINALITA 23 1 Stati Uniti Sud Africa Unione Sovietica Ungheria Malesia Irlanda del Nord Hong Kong Polonia Nuova Zelanda Regno Unito Turchia Portogallo Francia Austria Spagna Svizzera Australia Danimarca Italia Giappone Paesi Bassi Fflippine FIG. la Svezia. la detenzione domiciliare. Già nel 1826 la Finlandia ha preso questa decisione e a distanza di molti decenni è stata seguita dalla Norvegia. 230 CAPITOLO 8 il condannato veniva portato in un luogo da cui veniva gettato nelle acque del mare o di un fiume. sventrati.6. violentato la serva sul posto e bevuto tutta la cantina. Due di questi . per veder ghigliottinare un tipo tanto stravagante. In Germania questo si è verificato nel 1949. 8. e non a punirli. Pagina 131 .). Tassi di incarcerazione di alcani paesi (dati relativi al 1989. L'affluenza di folla era tale che è venuto a mancare il pane [cit. Negli ultimi anni. Questo processo è iniziato un secolo e mezzo fa nei paesi dell'Europa settentrionale. la camera a gas. con un cerimoniale preparato con grande sapienza. molti hanno passato la notte all'aperto. Nella cultura di allora. se non come luogo che serviva a custodire i colpevoli in attesa del processo.hanno un >enorme popolazione. Ma. Fonte: Voigt et al. Soffocati. In Italia la pena di morte fu abrogata una prima volta nel 1889 dal codice Zanardelli. e richiamava enormi masse di popolazione. Ma potevano anche essere decapitati con la scure o la mannaia o la spada o l'aratro oppure affogati in un fiume. già alla vigilia erano arrivati a Provins più di diecimila campagnoli. Eliminandoli tutti insieme si pensava di allontanare il male che essi rappresentavano e di evitare il pericolo della contaminazione [Cantarella 19911. che per facilitare il reinserimento sociale dei fanno scontare loro la pena fuori del carcere. la più importante pena contro i trasgressori delle leggi penali. nel 1981. Così. introdotte misure alternative alla detenzione (l'affidamento servizio sociale. che è stato introdotto in Europa nella seconda metà del Settecento e che si è affermato pienamente nel secolo scorso. la Danimarca. Prima di allora. Altri due . una botte o persino in una grande pentola. Dentro questo sacco. un gallo.txt avevano commesso un furto. con la nascita della Repubblica. la fucilazione. dormendo sulla neve. Poiché gli alberghi non li potevano ospitare tutti. nell'antica Roma.

il cui funzionamento è per noi misterioso. ma la gran parte di noi non ha alcuna conoscenza precisa dei processi chimico-fisici ed elettromeccanici che ci consentono di ottenere questo risultato. la tecnica è invece orientata alla Pagina 132 . è assai recente lo stretto connubio tra scienza e tecnica. le loro conoscenze si limitavano a ciò che era strettamente utile a risolvere i problemi della loro esistenza quotidiana. Diciamo che la natura ha dotato l'uomo. è tuttavia una conoscenza alquanto incompleta basata su nessi che ricaviamo dall'esperienza e che connettono qualche evento (che denominiamo causa) a qualche altro evento (che denominiamo effetto) La differenza tra noi e i nostri predecessori di varie decine di migliaia di anni fa è che noi siamo letteralmente circondati di strumenti. nei quali è incorporato un sapere tecnico. non pensiamo ad un atto di magia. Noi viviamo in un ambiente che è largamente modellato dai prodotti della scienza e della tecnica. Gli uomini che per primi hanno imparato a scheggi:are delle pietre per poi usarle come armi nella caccia o strumenti da taglio per squartare gli animali uccisi hanno acquisito delle conoscenze assai utili che li hanno posti in condizioni di vantaggio rispetto ad altri che a tali conoscenze non erano ancora arrivati. VI (sulla socializzazione). i primi coltivatori che hanno deposto semi nel terreno per farli germogliare e per poi raccogliere i frutti della nuova pianta hanno incominciato a conoscere e utilizzare le leggi della riproduzione biologica dando vita ad una delle grandi «rivoluzioni» nella storia del genere umano. cioè alla descrizione e spiegazione degli eventi. sul quale però possiamo fare quasi sempre affidamento. di una straordinaria capacità di apprendere dalla propria esperienza e di trasmettere le conoscenze così ottenute alle generazioni successive. sia singolari sia ricorrenti. ma.txt paese. Marzio Barbagli. nel corso di un lento e lunghissimo percorso evolutivo. ragbasso nelle sono state in prova al liberazione condannati Altemative alla detenzione 4lL-Ogni essere vivente per sopravvivere deve conoscere qualcosa di se stesso e qualcosa del suo ambiente. ma che sappiamo non essere affatto misterioso per chi li ha inventati e prodotti e ciò ci appare del tutto normale. Nel fare ciò.Arnaldo Bagnasco. La scienza è quell'attività umana orientata in modo primario e sistematico alla conoscenza. continua. del mondo naturale e del mondo umano e sociale. uomini e donne che viviamo tra il XX e il XXI secolo. Alessandro Cavalli. CAPITOLO 9 usiamo un'infinità di strumenti. in misura assai maggiore degli altri animali. La conoscenza di molti aspetti del nostro mondo che è per noi assolutamente affidabile e indispensabile. alcuni assai complessi e che conosciamo solo quel tanto che ci basta per poterli utilizzare. vale a dire l'idea che la conoscenza della natura possa essere utilizzata a fini pratici. Anche l'uomo dispone di informazioni che gli sono state trasmesse dai suoi genitori per via genetica. conviviamo con una popolazione di oggetti che ogni giorno si accresce di nuovi esemplari. ma sappiamo che ciò è possibile perché generazioni di scienziati hanno «scoperto» le leggi della natura e generazioni di tecnici hanno «inventato» modi per rendere queste scoperte utilizzabili per gli scopi più disparati. innestare la marcia e sollevare 9 pedale della frizione. Anche noi. Per far partire l'automobile con la quale ci mettiamo in viaggio sappiamo che basta girare la chiave di accensione. di cui peraltro non possiamo più fare a meno. ad accumulare (e organizzare) informazioni dalla nascita in poi attraverso i processi di apprendimento. Gli uni non conoscevano le proprietà chimico-fisiche delle pietre utilizzate e gli altri non conoscevano i complessi meccanismi della genetica. Soprattutto. deve cioè avere delle informazioni e saperle organizzare in qualche modo. Questa presenza massiccia della scienza e della tecnica nella vita quotidiana è peraltro un fenomeno tutto sommato assai recente. Così. Corso di sociologia. Anche una pianta deve essere in grado di selezionare le sostanze del terreno che le servono per alimentare la sua crescita e la sua riproduzione e scartare quelle che non le servono o potrebbero esserle dannose. le informazioni necessarie per operare questa selezione sono depositate nel suo codice genetico. Il rapporto tra scienza e tecnica è oggi così stretto che nel linguaggio di tutti i giorni spesso tendiamo a confondere i due concetti che è invece importante tenere accuratamente distinti. come abbiamo visto nel cap.scientifico che noi quasi sempre ignoriamo.

sia Pure solo inizialmente. sulla storia dei fenomeni che ci interessano. Anche la scienza greca si è sviluppata prevalentemente nel campo dell'astronomia e della matematica (i nomi di Pitagora ed Euclide ci sono familiari perché li abbiamo incontrati nei testi di algebra e di geometria delle scuole medie). Corso di sociologia. ma pensatori come Aristotele e Platone si spinsero a formulare teorie non solo sull'universo. Nel Medioevo. Nei movimenti dei corpi celesti essi ritenevano di poter scorgere presagi sugli eventi terreni (ad esempio. secolo XIX fino alla metà del XX. «non è esagerato dire che il Medioevo studiò la scienza come se fosse teologia e la Fisica di Aristotele come se fosse la Bibbia». gli scienziati greci erano invece dei filosofi. Il compito della filosofia. logica) e del quadrivio (aritmetica. ma anche. Del resto. restarono per tutto questo tempo separate dal pensiero scientifico. Il Rinascimento italiano nel XV secolo aveva già segnalato un nuovo interesse per l'osservazione diretta della natura senza gli occhiali della filosofia medievale e della dogmatica della Chiesa. nella scienza. invece il loro connubio è indissolubile. la fede (verità rivelata) e la ragione (verità acquisita dall'intelletto umano). dell'arte e della letteratura. i loro maggiori contributi si trovano nel campo delle «tecniche» (in particolare. l'ultimo mezzo secolo dalla Il guerra mondiale ad oggi [Ben-David 19711. che avevano incominciato a Università sorgere e a moltiplicarsi a partire dal XII secolo. Scienza e tecnica nelle società premoderne Le prime riflessioni alle quali noi oggi possiamo attribuire l'aggettivo di «scientifiche» sono le osservazioni sui movimenti delle stelle che sono alla base dello sviluppo delle conoscenze astronomiche e matematiche nelle civiltà mesopotamiche ed egizie. nelle università medievali. alle quali si aggiungevano nelle «facoltà professionali» la teologia. Il mondo romano ereditò la tradizione della scienza greca senza apportarvi sostanziali contributi. Vi è ampio consenso tra gli storici nel fissare la nascita delle scienze moderne nell'Europa del XVII secolo. l'orientamento degli intellettuali romani era assai più pratico che speculativo. Marzio Barbagli. Alessandro Cavalli. il «nuovo» ha sempre bisogno di essere anticipato da qualche fattore precorritore e fl vecchio non scompare mai improvvisamente. salvo la medievalì matematica e l'astronomia. I mutamenti. centro della cultura europea. 1979. geometria. scienza e tecnica restano due ambiti sostanzialmente separati. uno storico della scienza. dell'agricoltura e dell'architettura). Come scrive Rupert Hall [1964. oggi.txt soluzione di problemi pratici e ciò può avvenire sia sulla base di conoscenze empiriche. salvo alcuni importanti apporti della scienza araba (si pensi alla scuola medica salernitana). E modello della conoscenza del mondo restava sostanzialmente quello aristotehco. L'insegnamento si fondava sulle sette arti liberali del trivio (grammatica. ma anche sulla costituzione della materia che sarebbero resistite per quasi duemila anni. ma sopravvive a lungo nelle condizioni mutate. la scienza non conobbe sviluppi spettacolari. ricavate cioè direttamente dall'esperienza pratica. SCIENZA E TECNICA 235 l. tuttavia. Per tutto A mondo antico. l'ora in sessanta minuti e l'angolo giro in trecentosessanta gradi lo dobbiamo proprio ai sacerdoti-matematici babilonesi. che ogni periodizzazione è convenzionale e fondamentalmente arbitraria. 2. Nel XVI secolo le università italiane erano il. le scienze. sosteneva Tommaso d'Aquino (1225-1274). le stelle erano considerate delle divinità e non è un caso che ancor oggi molti dei nomi delle stelle siano quelli degli dei della mitologia antica. 971. che pure qualche notevole perfezionamento lo avevano avuto nelle botteghe degli artigiani medievali. non avevano una collocazione precisa. trad. Le origini della scienza moderna Per illustrare lo sviluppo della scienza moderna è stata proposta una periodizzazione in tre fasi: i secoli XVII e XVIII. consisteva nel fare convergere le due fonti fondamentali della verità. prosperità e carestie). musica. Anche le tecniche. della scienza e della Pagina 133 . In questo paragrafo ci soffermeremo in particolare sulla prima fase. astronomia). ma quando tra le due dovesse nascere conflitto era la prima a dover prevalere. il diritto e la medicina. Se gli scienziati mesopotamici ed egizi erano dei sacerdoti. retorica. Scienza e tecnica hanno proceduto per secoli su binari paralleli senza incontrarsi o incontrandosi raramente. Se noi oggi dividiamo la giornata in 24 ore. e non solo nella scienza. non sono mai repentini. it. sia sulla base di conoscenze scientifiche. Prima tuttavia di illustrare i modi con i quali la sociologia ha affrontato lo studio della scienza e della tecnica è necessario disporre di alcune conoscenze di fondo. il. tenendo conto.Arnaldo Bagnasco.

poiché è buono agli occhi di Dio tutto ciò che tende ad alleviare la vita dei mortali e a facilitare il loro benessere». tuttavia. terzo. Lo studio empirico e scientifico della natura. si dedicano per passione e curiosità a esperimenti e ricerche in qualche locale della loro dimora adibito a laboratorio. In conclusione. il fondatore della «sociologia della scienza». E. IV. 2871. egli riteneva infatti che il metodo sperimentale fosse il fondamento della spiegazione scientifica. ha contribuito a creare un ambiente favorevole Pagina 134 . Possiamo dire che la scienza si istituzionalizza quando da un lato la società riconosce l'importanza della sua funzione sociale e. Merton [19381. l'attività di ricerca scientifica è ancora fondamentalmente dilettantistica e artigianale. sempre negli stessi anni. dall'altro lato.per servire meglio Dio consiste nel dominare le passioni ed usare la ragione.. è considerato il «legislatore della scienza moderna». fu probabilmente la prima istituzione scientifica di prestigio. Anche altrove. Galilei (1564-1642) aveva insegnato a Padova dal 1592 al 1610. quando si sviluppano delle norme autonome che regolano l'attività degli scienziati e delle organizzazioni che presiedono al rispetto di tali norme e al mantenimento degli standard riconosciuti di scientificità. le azioni che risultano utili al prossimo e alla società sono anche il mezzo più idoneo per glorificare Dio. cioè di relazioni causali costanti tra fenomeni distinti. ad essa seguirono l'Accademia fiorentina del Cimento (1651) e. Si può parlare di un vero e proprio «movimento scientifico». Non si può ancora parlare di scienziati di professione. si apre nel XV11 secolo alla scienza sperimentale. esaminata dall'angolo visuale di un sistema di etica puritana razionalizzata appariva in possesso di quelle caratteristiche che costituiscono mezzi efficaci per il raggiungimento di fini . Più in generale. Marzio Barbagli. a Parigi René Descartes (1596-1650).txt tecnologia. Nicolò Copernico (1473-1543) aveva studiato a Padova e a Bologna. religiosi [1938. NeTarco di pochi decenni si assiste in tutta Europa ad uno straordinario fermento di esplorazione scientifica. in uno studio pionieristico sullo sviluppo della scienza nella società inglese del XVII secolo. ma nell'osservazione attenta della realtà naturale e nella predisposizione di «esperimenti» attraverso i quali poter dimostrare in modo convincente per tutti l'operare delle leggi della natura. La «verità» non viene più ricercata nelle Scritture. Con l'associazione delle «accademie» che si era sviluppato in Italia nel XVI secolo in aperta oppin osizione alla Chiesa (ma spesso con il sostegno di qualche principe). Primo. fondata a Roma nel 1603 (ad essa aderì lo stesso Gaffleo). cap. a Londra Francis Bacon (1561-1626) e molti altri. indipendentemente dalle autorità politiche e religiose. il modo. non di rado nell'ambito del commercio). in questa prima fase. Corso di sociologia. ampliando la portata della tesi weberiana sulle origini del mondo moderno (alla quale abbiamo accennato nel cap. consenso su quali siano le procedure più affidabili per compiere le osservazioni. sottopongono i risultati delle loro ricerche al vaglio della critica reciproca. it. la Royal Society a Londra (1662) e l'Academie des Sciences a Parigi (1666) Gli scienziati incominciano cioè a formare una comunità di «uguali» che. Francis Bacon. possiamo dire che il pluralismo religioso e l'assenza di un'autorità religiosa indiscussa. La ricerca scientifica. scrive Merton i valori sociali propri dell'etica puritana erano tali da comportare un'accoglienza favorevole della scienza a causa di un orientamento fondamentalmente utilitaristico espresso in termini religiosi e favorito dall'autorità religiosa. compaiono quelli che saranno considerati i protagonisti della fondazione della scienza moderna: a Praga Keplero (1571-1630). deve cioè contribuire ad «ampliare il dominio dell'uomo sulla natura. Robert K. 1975.Arnaldo Bagnasco. per i protestanti. soprattutto. se da un lato permette di apprezzare tutta la potenza del Creatore e di render gloria a Dio. L'Accademia dei Lincei. l'impegno e il successo nel proprio lavoro è un mezzo per confermare il proprio stato di grazia. dall'altro lato deve essere valutato in base alla sua utilità. secondo. Si tratta del primo passo verso il processo di «istituzionalizzazione della scienza» che trova nell'Inghilterra dei secoli XVII e XVIII le condizioni più favorevoli per il suo sviluppo. o a spese di qualche mecenate. Alessandro Cavalli. in particolare. ha sostenuto che vi erano alcuni elementi dell'etica protestante diffusasi nell'Inghilterra in quel periodo che contribuirono a creare un ambiente favorevole allo sviluppo della scienza. Nonostante A carattere dilettantistico della loro attività. si tratta di studiosi che operano perlopiù isolati e che a loro spese (spesso esercitano un altro mestiere. i primi «scienziati» sviluppano la prassi di incontrarsi regolarmente in circoli intellettuali dove si conducono discussioni ed esperimenti pubblici e dove a poco a poco si costruisce il. trad. 11)..

i Principi matematici della filosofia naturale di Newton [16871. Non solo le scienze occupano fin dall'inizio una posizione importante nelle più prestigiose università americane. ma non necessariamente incompatibile con quella di Merton. La ricerca incomincia ad assumere le caratteristiche della ricerca di gruppo dove. uno studioso sovietico. la Prussia. ha sostenuto che lo sviluppo della scienza nell'Inghilterra del Sei-Settecento deve essere ricondotta alle esigenze tecnologiche di un'emergente borghesia industriale. industria e università contribuiscono in modo interdipendente al finanziamento//@ all'organizzazione del sistema della ricerca scientifica. ma. lo sviluppo di rapporti di collaborazione/competizione all'interno di ogni singola istituzione. non solo offrivano un fondamento teorico alla meccanica celeste e terrestre. salvo il settore della medicina. tipici della tradizione europea. sia pure liberamente reinterpretato. Che lo sviluppo della scienza moderna sia stato favorito da interessi religiosi. Boris Hessen [19311. diritto e medicina). Nel periodo che va grosso modo dall'inizio del XIX secolo alla II guerra mondiale si assiste a due tendenze principali: 1) le scienze si istituzionalizzano in discipline specialistiche all'interno delle università. si svilupparono. accanto alle tradizionali facoltà professionali (teologia. di molti insegnamenti scientifici nell'ambito della facoltà di filosofia. contano molto le Pagina 135 . scienze naturali comprese. grandi laboratori di ricerca applicata che contribuirono non poco allo sviluppo accelerato dell'industria tedesca nei decenni a cavallo tra XIX e XX secolo. Inoltre. 1 fattori religiosi non sono tuttavia stati gli unici a promuovere la nascita e lo sviluppo della scienza moderna. Francia e Paesi Bassi sono i paesi nei quali le scienze naturali sperimentano lo sviluppo più rigoglioso e sono anche i paesi dove si affermano le prime forme di capitalismo.txt allo sviluppo della scienza come attività professionale. un paese arretrato. il personaggio che maggiormente contribuì alla sua formulazione) dell'università di Berlino nel 1810 prevedeva la presenza consistente. N ell'istituzionalizz azione universitaria delle discipline scientifiche un ruolo particolare spetta a un paese. Gli sviluppi successivi Il processo di istituzionalizzazione è proseguito e si è approfondito nella fasi successive. Gli Stati Uniti assumono infatti dall'inizio del XX secolo la leadership nello sviluppo della scienza a livello mondiale. Stato. sia in alcune università.secondo Hessen . Corso di sociologia. In una prospettiva diversa. si crearono le condizioni per lo sviluppo di comunità scientifiche di ampiezza nazionale per ogni ambito disciplinare. esercitò una larga influenza sul continente europeo (anche in Italia). 3. Come abbiamo visto. nonostante la frammentazione politica. 2) si sviluppa in forma parzialmente autonoma il settore della ricerca applicata connesso all'industria. L'idea originaria di von Humboldt. ma davano risposte convincenti ai problemi tecnologici dell'artiglieria. il sistema dei «dipartimenti» ai quali fanno capo una pluralità di ricercatori favorisce. dei trasporti per terra e per mare e dell'industria estrattiva.Arnaldo Bagnasco. era che nell'università non si dovesse perseguire una ricerca orientata a fini pratici. ricerca fondamentale (scienza «pura») e ricerca applicata non percorrono strade separate. sia nelle appena istituite scuole tecniche superiori (i politecnici). resta il fatto che nei secoli XVII e XVIII Inghilterra. In particolare . La riforma humboldtiana (dal nome di Wilhelm von Humboldt. assai di più del sistema degli «istituti monocattedra». settori che proprio in quegli stessi anni vivevano un periodo di straordinaria espansione. accanto alla creatività e alla competenza dei singoli ricercatori. soprattutto. ancorché formulati in termini matematici di grande astrattezza. tuttavia. ma rafforzando anche in tal modo i legami tra i cultori di una stessa disciplina dislocati in sedi diverse. oppure dagli interessi materiali della borghesia (entrambe le ipotesi sono da ritenere valide). all'esterno delle università. la scienza doveva perseguire una conoscenza pura e disinteressata. l'opera senza dubbio più importante della scienza dell'epoca. che. Il modello bumboldtiano di università. con il sostengo dello stato e dell'industria. la scienza moderna si era sviluppata prevalentemente. rispetto a Inghilterra e Francia. Alessandro Cavalli. Ai docenti fu garantita una grande libertà di insegnamento e di ricerca (purché tale libertà non si estendesse alla sfera civile e politica) e quindi. come era avvenuto e avveniva nella maggior parte delle università europee. Questa impostazione si diffuse rapidamente agli atenei degli altri stati tedeschi creando un sistema decentrato di competizione tra gli atenei per accaparrarsi i migliori studenti e i migliori docenti. era da considerare allora. ma soprattutto nelle università del nuovo continente. Marzio Barbagli. all'inizio del = secolo. però. Verso la seconda metà del secolo.

t innegabile che la scienza sia circondata da un'aura di mistero e che gli scienziati siano spesso considerati i depositari di un sapere al quale i comuni mortali non hanno facile Pagina 136 .9 2.5 Francia 1. Raramente tuttavia tali grandi progetti hanno un puro scopo conoscitivo.6%) Negli ultimi 20 anni però la quota negli Usa sembra essersi stabilizzata poco sotto il 3 %.3 1.3 Regno Unito 2.1 1.8 2.5 Giappone 1. La scienza. 5) ha rappresentato una svolta nel processo di crescita delle dimensioni degli apparati scientifici.9 2.3 2. Marzio Barbagli.4 1.3 2. Si era compiuto il passaggio dalla little science alla big science.7 Noie: a 1971. al progetto «genoma umano» volto allo studio della distribuzione di caratteri genetici nelle popolazioni umane).Arnaldo Bagnasco.5 2. Dopo di allora numerosi sono stati i grandi progetti di ricerca che coinvolgono spesso centinaia di ricercatori su scala internazionale (si pensi. chimici e tecnici in una corsa competitiva dalla quale sarebbe dipeso l'esito della guerra e.8 2. può essere considerata simbolicamente il segno della svolta.2 2.6 2. al prodotto intemo lordo in akunj"paest» delfOcse Paesi 1970 1975 1980 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1993 Canada 1.2 2. rapporto.6 2.8 1.3 2. un decisivo fattore di potenza sia in campo militare. ma soprattutto negli Stati Uniti. l'impresa scientifica riesce a mobilitare ingenti risorse perché da essa ci si aspettano ricadute in altri settori di attività.2 1. Ciò ha fatto dire a de Sofia Price che l'80% di tutti gli scienziati di tutte le epoche è oggi vivente.3 2.4 Germania 2. pensando soltanto di risolvere l'enigma che lo assilla senza curarsi delle eventuali applicazioni delle sue altrettanto eventuali scoperte.3 2. nel 1941 lo 0. è definitivamente tramontata. La scienza come oggetto della sociologia La scienza è diventata una delle istituzioni più importanti delle società moderne e può quindi stupire che la sociologia se ne sia occupata relativamente poco.3 2.6 2.1 1.000 scienziati (dei quali solo 20. come risulta anche dall'enorme sviluppo delle pubblicazioni scientifiche (oggi.2 2. Forse i sociologi. la scienza diventa.2 2. U.2 Stati Uniti 2.8 2.4 2.7 2.8 0. per fare un solo esempio. Alessandro Cavalli.4 1. i.»esa per Rkerca e Sviluppo in.7 1.6 2.0 2.8 2. in tutto il mondo industrializzato. Vi è stato quindi uno sviluppo esponenziale soprattutto nella seconda metà del XX secolo. sia per risorse investite. ogni anno.6 2..1 1.2 2. esplora qualche mistero insoluto del mondo che lo circonda. alla fine dell'Ottocento vi erano nel mondo non più di 50. Lo stesso si può dire delle risorse destinate alla ricerca scientifica: negli Usa erano nel 1929 lo 0.9 2.3 2.8 1. La famosa lettera che Albert Einstein inviò nel 1939 al presidente americano Roosevelt per segnalare il pericolo che la Germania potesse dotarsi di un'arma micidiale sfruttando l'enorme energia che avrebbe potuto prodursi dalla fissione nucleare. matematici. Secondo i calcoli di Derek de Sofia Price [19611. con l'aiuto di pochi strumenti e di qualche assistente. tra libri e articoli).000 si dedicavano a tempo pieno alla ricerca).9 1.7 2.2 . forse.5 1. più di quanto non lo sia stata nelle epoche precedenti.7 2. all'inizio degli anni sessanta erano già circa 1 milione e attualmente si calcola che superino i 2 milioni. più di 7 milioni di titoli.9% e nel 1964 il 3% Lo Politecnici Ricerca applicata 240 CAPITOLO 9 TAB.8 2.3 % al 2.3 2.9 2. g. hanno esitato ad affrontare un argomento che appariva monopolio consolidato della corporazione prestigiosa e potente degli scienziati.2 1. b = 1969. il futuro corso della storia umana.4 1.9 2.4 1.2 1.9 2.4a 1. sia per numero di ricercatori impiegati.8 2.3 b 2.5 2. stesso vale per la Germania (dal 1962 al 1993 la quota del Pil investita nella ricerca scientifica è salita dall'1.txt capacità organizzative e imprenditoriali.8 2.4 1.000 tra fisici. si è probabilmente raggiunta una soglia di saturazione.1a 2.2 1.8 2.2.4 2.2% del Pil (Prodotto interno lordo). sia in campo economico. Corso di sociologia.4 1.8 0. Quella lettera convinse il presidente a lanciare il famoso Manhattan State Project al quale lavorarono nei laboratori di Los Alamos circa 2.7%. 4.9 2. La figura dello scienziato che nel suo laboratorio. nel 1956 hanno raggiunto l'1.7 Italia 0.4 2.4 1. cresce in dimensioni. La Il guerra mondiale (come vedremo meglio nel par. Fonte: Ocse. come ultimi arrivati nelle cittadelle del sapere.9 2.

La garanzia dell'autonomia della scienza è per Merton l'esistenza di «comunità scientifiche» che formulano e garantiscono l'applicazione di principi normativi specifici al campo scientifico e alle quali i singoli scienziati rispondono della corretta applicazione delle procedure di ricerca. In quanto impresa umana.non devono avere diritto di cittadinanza. mattone dopo mattone. 3431. Gli scienziati stessi usano spesso un linguaggio esoterico che esclude dalla comunicazione i non iniziati. t utile esaminare in dettaglio i principi normativi che formano l'ethos di ogni comunità scientifica. e questo è un processo sostanzialmente cumulativo.Arnaldo Bagnasco. Alessandro Cavalli. qualche nozione scientifica viene impartita nelle scuole. incorporano i valori universalistici della razionalità scientifica che sono i valori dominanti della società moderna: «Il posto della scienza nella società occidentale fa parte dell'eredità di una tradizione culturale che comporta una valutazione elevata di certi tipi di razionalità della comprensione del mondo empirico.txt accesso. mediante il quale l'osservazione ripetuta di regolarità consente la formulazione di «leggi» generali sulla base delle quali formulare previsioni che vengono confermate empiricamente. Marzio Barbagli. su basi distinte dalla promessa di applicabilità dei risultati di tale comprensione» [Parsons 1951. Corso di sociologia. anche se non è mai del tutto «pura» e priva di condizionamenti esogeni. 4. le appartenenze di genere. 8641: Il fatto che la scienza venga applicata non prova necessariamente che il bisogno abbia significativamente determinato il raggiungimento del risultato. gruppi e comportamenti umani. 1 valori e le norme delle «comunità scientifiche»: il contributo di Robert K. e per il fatto che. Le funzioni iperboliche furono scoperte due secoli prima che esse avessero alcun significato pratico. E secondo principio è il comunitarismo: la scienza è patrimonio comune e quindi i risultati raggiunti da uno scienziato devono essere comunicati per poter essere condivisi da tutti gli altri. ma anche perché l'estrema specializzazione dei campi di ricerca fa sì che gli stessi scienziati siano dei «profani» appena escono dalla loro disciplina. I metodi per raggiungere questo fine sono da un lato il metodo induttivo. sono spesso controverse e sono comunque destinate ad essere superate dagli sviluppi successivi. e lo studio delle sezioni coniche ebbe un'irregolare storia di due millenni prima che esse fossero applicate nella scienza e nella tecnologia. Per Merton quindi. la scienza può quindi legittimamente diventare oggetto essa stessa di quella scienza . sia pure dotati di particolari competenze e sottoposti a lunghi processi di formazione. Scrive Merton [1949. Merton Una prima domanda che si sono posti i sociologi riguarda il posto della scienza nella società moderna. alla quale abbiamo appena accennato. 1992'. Essi non sono i depositari di «verità assolute». Nell'ambito della scienza. religione. it. trad. come abbiamo già avuto modo di notare. Questa immagine della scienza regge tuttavia sempre meno e non solo per la grande espansione e diffusione della pratica del lavoro scientifico. L'idea che la scienza occupi un posto centrale e tuttavia goda di autonomia rispetto alle sue possibili applicazioni è ribadito anche da Merton che. ma procedono per tentativi ed errori. trad. alla costruzione dell'edificio della conoscenza scientifica. nazionalità e quindi anche ogni forma di etriocentrismo . razza. e le scoperte alle quali pervengono e le «verità» che accertano restano sempre provvisorie. La cumulatività risulta dal fatto che ogni ipotesi empiricamente verificata porta il suo contributo. Per Parsons le istituzioni scientifiche. e in primo luogo le università.la sociologia . La scienza è un'istituzione sociale integrata ad altre istituzioni sociali e gli scienziati sono normali esseri umani. la religione. è l'accrescimento della conoscenza verificata.1. e ciò si riscontra anche nel linguaggio dove gli esclusi dalla scienza vengono designati come «profani» o «laici».che studia istituzioni. Il fine istituzionale della scienza. sempre secondo Merton. La scienza ha assunto nelle società moderne alcuni tratti tipici della sua antica rivale. come per Parsons. la scienza gode nella società moderna di un elevato grado di autonomia e si sviluppa per effetto di una dinamica essenzialmente endogena (interna). 1966. e dall'altro lato il metodo deduttivo che consiste nel ricavare in modo logicamente coerente proposizioni determinate da premesse determinate (da qui l'importanza della matematica per la scienza). ha dedicato alla scienza gran parte della sua opera di studioso. Il primo principio è l'universalismo: ogni enunciato è soggetto al vaglio di criteri impersonali che prescindono dalle «qualità» specifiche di chi lo ha formulato. In Pagina 137 . bene o male. it.

Merton sostiene. ma ciò non sembra sufficiente a spiegare il grado. ma dall'altro lato influenza anche la sua scelta di problemi e metodi. In una famosa conferenza del 1917 agli studenti di Monaco dal titolo Il lavoro intellettuale come professione. Di fatto gli scienziati talvolta infrangono le norme alle quali pretendono di orientarsi. naturalmente: «lasciate ogni speranza». Ci si può chiedere che cosa motivi gli scienziati ad attenersi a queste regole. Corso di sociologia. non abbandonò mai la convinzione che la scienza fosse l'unico modo per accostarsi alla realtà in un modo il più possibile libero da pregiudizi. di occultamento di risultati controversi o. it. la responsabilità che ci si assume è quasi intollerabile. in cui gli interessi di scuola o di gruppo prevalgono sui criteri impersonali di razionalità. Il terzo principio è il disinteresse personale: l'interesse primario dello scienziato deve essere a progresso della conoscenza. tuttavia. risentimento e le comunità scientifiche non sono certo esenti da fenomeni di nepotismo. che dovrebbe essere di loro dominio e. di conformità al codice di deontologia professionale. di potere) deve essere secondario e subordinato. Opera cioè un meccanismo simile a quello del «dono»: il ricercatore «dona» il risultato del proprio lavoro alla comunità scientifica e l'accettazione di questo dono (ad esempio. vale a dire la distribuzione di una risorsa/ricompensa che gli scienziati sono interessati ad acquisire: il riconoscimento da parte di coloro che sono giudicati competenti a valutare la qualità dei risultati. due studiosi che si sono collocati nella scia di Merton. A ciò si aggiunge la situazione paradossale che nell'ambito delle comunità scientifiche coloro che distribuiscono riconoscimenti (e quindi attribuiscono autorità scientifica) sono allo stesso tempo in un rapporto di concorrenza/competizione con coloro che li ricevono e questo può quanto meno sollevare qualche dubbio che il loro giudizio sia sempre improntato a criteri puri di razionalità cognitiva. ogni scienziato ha il dovere di sottoporre a critica i lavori degli altri. nient'altro che dell'ideologia di un particolare gruppo professionale. piuttosto che su quello che fanno realmente. infine. che le violazioni di questo codice sono tutto sommato meno frequenti di quanto ci si potrebbe aspettare. gelosia. a sua volta. supposto elevato. Norman Storer [19661 e Warren Hagstrom [19651. senza amareggiarvi e intristirvi l'animo? Max Weber ben sapeva quanto fosse difficile affermare i criteri universalistici anche nell'ambito. Max Weber [1917. è il dubbio sistematico: è dovere di ogni scienziato esporre i propri risultati in modo tale che possano essere sottoposti al vaglio dei suoi pari e. Gli scienziati sono pur sempre degli uomini (e non dei santi o degli eroi). attraverso la pubblicazione di un articolo su una rivista scientifica accreditata) funziona come riconoscimento dello status di scienziato del donatore. ad esempio. i casi di plagio. Essa si fonda più su quello che gli scienziati dichiarano di fare. quello scientifico. Alessandro Cavalli. Essi possono aver interiorizzato A valore della conoscenza e le norme della comunità scientifica attraverso il processo di socializzazione al quale sono stati sottoposti. Il quarto principio. Gli esperimenti. ogni altro interesse (economico. Il meccanismo motivazionale sottostante è quindi il desiderio di riconoscimento che da un lato induce il ricercatore a rendere pubblici i propri risultati. Marzio Barbagli. spesso dominati da sentimenti di invidia. si tratta. L'impostazione mertoniana non è stata esente da critiche.Arnaldo Bagnasco. trad. gli si risponde. 9-121 ebbe così a esprimersi: Non conosco altre carriere al mondo dove esso (il caso) abbia una parte così grande [ 1 Quando dei giovani studiosi vengono a chieder consiglio per l'abilitazione. di falsificazione di dati non sono poi del tutto infrequenti.txt questo senso l'ethos scientifico è incompatibile con la proprietà privata che può riguardare soltanto le specifiche applicazioni tecnologiche di una scoperta scientifica. devono essere potenzialmente replicabili da parte di altri ricercatorL Nella scienza non vi è nulla di sacro che non possa essere messo in discussione. ma che non descrive in modo adeguato i loro deoutologico comportamenti effettivi. forse con eccesso di ottimismo. con il rischio che in tal modo la conformità venga premiata a scapito dell'originalità e dell'innovazione. in altre parole. 1966. t evidente che questi principi appartengono alla sfera del dover essere. indirizzandolo verso quelli che egli ritiene saranno meglio apprezzati dalla comunità scientifica. ritengono che le comunità scientifiche dispongono di un efficace meccanismo di motivazione e di controllo. Ma anche a chiunque altro bisogna domandare: credete di poter sopportare di vedervi passare avanti di anno in anno una mediocrità dietro l'altra. La critica forse più consistente alla formulazione mertoniana dell'ethos della Pagina 138 . addirittura. di prestigio. forniscono cioè un codice deontologico al quale gli scienziati Codice «dovrebbero» attenersi. Se si tratta di un ebreo.

esso è codificato nei trattati e testi fondamentali sui quali avviene la formazione delle nuove leve di ricercatori. Possono. se non proprio alle dipendenze di. Alessandro Cavalli. sono infatti queste. Uno dei compiti della scienza normale è appunto quello di estendere e articolare meglio il paradigma. alla quale Kuhn dà A nome di «paradigma scientifico». essi contengono tutto ciò che in un dato momento una comunità assume come «certo». La struttura delle rl'voluzionl * scientifiche [19621. dove le nuove conoscenze si aggiungono alle precedenti in un processo cumulativo. la crisi appare soltanto quando è disponibile un paradigma alternativo: «una volta raggiunto lo status di paradigma . è composta da una concezione del mondo (o della frazione di mondo) oggetto di una particolare disciplina. Come lo stesso Merton riconosce. le contraddizioni. Questa tradizione. sorgere nuovi problemi all'esterno della comunità scientifica (ad esempio. sostiene Kuhn. Tuttavia. i problemi da risolvere e i metodi riconosciuti come validi per la loro soluzione. Un paradigma si afferma. lo sviluppo della conoscenza è visto come essenzialmente cumulativo e si svolge tutto interno alle singole discipline mediante un processo continuo di graduale accrescimento. il lavoro di ogni scienziato si innesta sul tronco di una tradizione che egli riceve da coloro che lo hanno preceduto. Nelle fasi di continuità (che Kuhn indica col termine di «scienza normale»). o meglio.scrive Kuhn una teoria scientifica è dichiarata invalida soltanto se esiste un'alternativa Pagina 139 . Non solo. dove la segretezza dei risultati e il perseguimento di interessi non scientifici sono i criteri fondamentali. il loro abbandono comporta un costo elevato e non basta che si presentino anomalie e fatti che li contraddicono perché essi vengano abbandonati. Marzio Barbagli. Tutto ciò però non basta per mettere in crisi un paradigma scientifico. L'esistenza di un paradigma richiede che esso venga accettato da una comunità scientifica come fondamento sulla base del quale intraprendere il lavoro scientifico. Kuhn. Corso di sociologia.txt scienza indica che tale ethos riflette la condizione degli scienziati dediti alla ricerca fondamentale (la scienza «pura») nell'ambito delle istituzioni universitarie. devono cioè far fronte ai strutturale valori e alle esigenze divergenti della comunità scientifica da un lato e della società. in un ambito dove ciò che conta è la presenza di competenze qualificate altamente specifiche. capaci di eliminare. L'assunto della cumulatività del progresso scientifico è messo invece radicalmente in discussione da Thomas S. e fasi di rottura della continuità. inoltre. questo concetto risulta per Kuhn strettamente legato a quello di paradigma: non vi è comunità scientifica senza paradigma e non vi è paradigma senza che su di esso si manifesti il consenso di una comunità scientifica. Kuhn L'approccio mertoniano alla sociologia della scienza ha il merito incontestabile di aver sottolineato l'importanza fondamentale delle comunità scientifiche. e in particolare dei committenti. da un certo numero di assunti teorici di fondo che definiscono i criteri di rilevanza nella scelta degli oggetti da indagare. molto spesso gli scienziati si trovano ad operare in Ambivalenza una situazione di «ambivalenza strutturale». la cui opera più importante.Arnaldo Bagnasco. nessun paradigma riesce mai a risolvere tutti i problemi ritenuti rilevanti. il concetto fondamentale per l'analisi sociologica dell'attività scientifica è quello di comunità scientifica. Tuttavia. Si manifestano quindi anomalie e contraddizioni. Le «rivoluzioni scientifiche»: il contributo di Thomas S. 1 paradigmi hanno tuttavia una loro inerzia. perché riesce a risolvere meglio dei suoi competitori alcuni problemi che il gruppo degli specialisti ha riconosciuto come rilevanti. un paradigma fornisce i criteri in base ai quali viene stabilita la «scientificità» dei prodotti della ricerca. o almeno di attenuare. Come per Merton. le uniche istituzioni in grado di valutare la qualità del lavoro scientifico e di distribuire la ricompensa del riconoscimento. è diventata un punto di riferimento fondamentale degli studi in materia. di introdurre delle modificazioni di dettaglio nelle teorie e di escogitare spiegazioni ad boc. L'analisi kuhniana parte dall'assunto che nello sviluppo di ogni singola scienza vi siano della fasi di continuità. 4. sulla base di un paradigma si possono formulare previsioni che non trovano conferma nella realtà e si possono osservare fatti che non riescono ad essere spiegati in modo adeguato dalle teorie comprese nel paradigma. uno storico e sociologo della scienza americano.2. La visione mertoniana resta tuttavia sostanzialmente statica. Nella fase del suo dominio. apparati industriali e militari. dal settore delle applicazioni tecnologiche) che non sembrano trovare una soluzione adeguata nell'ambito del paradigma consolidato. mentre ormai la grande maggioranza degli scienziati opera all'interno di enti di ricerca di grandi dimensioni in stretto contatto con. dall'altro.

All'epoca in cui il libro di Fleck fu scritto i tempi non erano evidentemente ancora maturi (e il suo contributo sarebbe stato probabilmente dimenticato se non fosse stato ripreso da Kuhn) per sostenere la tesi della storicità dei criteri di scientificità e quindi della validità relativa delle teorie scientifiche. ma soltanto verità che valgono all'interno di convenzioni o paradigmì generati dal consenso che si produce nelle comunità scientifiche. Questa storia è costellata da percorsi tortuosi. apre una nuova fase di scienza normale. la formulazione (tra il 1905 e il 1915) della teoria della relatività di Einstein. 19 sapere. ma ha infranto una lunga tradizione che aveva trovato il sostegno della Chiesa.Arnaldo Bagnasco. era un'idea che era incominciata a maturare nei primi decenni del XX secolo anche nei campi delle scienze «esatte» per eccellenza. Lo sviluppo della conoscenza appare quindi come un percorso pieno di strade sbagliate e di vicoli ciechi. ma come leggi probabilistiche che non possono mai predire con assoluta certezza il verificarsi di un evento e lo stesso metodo sperimentale non risulta più assolutamente affidabile nel senso che non fornisce necessariamente risposte inconfutabili in merito alla validità o meno di una teoria. Marzio Barbagli. I manuali verranno riscritti alla luce del nuovo paradigma e in essi verrà persa la memoria dei momenti di rottura e discontinuità che hanno segnato la storia del suo emergere. Che la scienza non sia in grado di produrre «verità assolute» (questo è caso mai il terreno della fede e non della scienza). al limite. Le leggi di natura non appaiono più come leggi universali. vale a dire della massima autorità intellettuale dell'epoca premoderna. quindi. 19 passaggio da una visione geocentrica (in cui il sole e le stelle ruotano attorno alla Terra fissa posta al centro defl'universo) ad una visione eliocentrica (in cui non solo la Terra. ponendo le basi di quella che sarà poi la concezione meccanicistica dell'universo di Newton. ma è costruito in relazione a scelte compiute dal soggetto stesso. valide in assoluto in ogni tempo e luogo. Pagina 140 . Alessandro Cavalli. teorie che oggi appaiono ingenue o del tutto implausibili. non è indipendente dal soggetto conoscente. osservazioni accurate ma indecifrabili. rappresentano altrettante svolte decisive nell'affermazione di un'idea rivoluzionaria sul piano epistemologico: la conoscenza scientifica è sempre (anche. tutt'altro che lineare e cumulativo. non è accertato e verificato una volta per tutte. e gli altri pianeti. la teoria dell'evoluzione di Darwin incontrò l'opposizione di tutti coloro che prendevano alla lettera il racconto biblico della creazione e solo nel 1996 la Chiesa ne ha riconosciuto la validità. In un campo diverso. Corso di sociologia. L'elaborazione di geometrie non euclidee nel campo della matematica. una volta affermatosi. altre assai fantasiose. L'esempio più significativo di rivoluzione scientifica è senza dubRivoluAone bio la cosiddetta «rivoluzione copernicana» alla quale Kuhn aveva coperrucana dedicato uno studio specifico [Kuhn 19571. una volta cioè ottenuto il consenso della comunità scientifica. L'opposizione della Chiesa alla visione copernicana dell'universo ci è nota. dalla condanna di Giordano Bruno (1548-1600) e dal processo intentato contro Galileo Galilei (1564-1642). se non altro. ma il sole stesso è solo una stella di una delle tante galassie) ha senz'altro costituito una tappa decisiva nello sviluppo dell'astronomia e della fisica. ruotano attorno al sole. la matematica e la fisica. ma deve soprattutto dare una spiegazione delle anomalie di cui le teorie precedenti non riuscivano a dar conto. 19 nuovo paradigma. Una nuova teoria deve in primo luogo essere in grado di spiegare tutti i fenomeni che erano già adeguatamente spiegati dalle teorie precedenti (deve cioè «comprendere» le vecchie teorie). sia da fattori esterni. quasi tre secoli più tardi. una delle malattie veneree un tempo (prima dell'invenzione degli antibiotici) più diffuse. fino a quando non sarà di nuovo messo in discussione e a sua volta sostituito. in un libro. E interessante notare come molte delle prospettive di indagine di storia della scienza aperte dall'opera di Kuhn fossero già state anticipate negli anni trenta da un medico-biologo polacco. esperimenti sbagliati. scoperte fortunate e spesso casuali. Ludwik Fleck. anche se spesso il vecchio paradigma non viene del tutto eliminato nel senso che la sua portata esplicativa viene soltanto ridimensionata.txt disponibile per prenderne il posto» La proposta di un nuovo paradigma dà luogo appunto ad una «rivoluzione scientifica» La sostituzione di un vecchio paradigma con uno nuovo è sempre un momento di discontinuità. nel caso della matematica e della fisica) una conoscenza relativa al punto di vista dell'osservatore e tale punto di vista è storicamente condizionato sia da fattori interni alla comunità scientifica. l'enunciazione del principio di indeterminazione di Heisenberg nel 1927 nel campo della fisica. Genesi e sviluppo di un fatto scientifico [19351 che analizzava la lunga storia delle teorie avanzate dal XV al XX secolo per spiegare l'insorgere e il propagarsi della sifilide.

Nonostante il successo delle «medicine alternative». ultime e indivisibili. scopre invariabilmente nuovi ambiti di realtà ancora inesplorati. non riduce di per sé l'area dell'ignoto. Sul terzo punto torneremo nel paragrafo 5. gli scienziati sono coloro che hanno un'acuta consapevolezza della vastità degli ambiti di realtà che ci sono ancora fondamentalmente sconosciuti. Il che non vuol dire evidentemente che le mappe. se siamo seriamente ammalati. Popper (1902-1995). anche rudimentali. utili. La formulazione di congetture appartiene ad una logica della scoperta. E opportuno. ogni conoscenza è valida solo all'interno di una convenzione i cui contenuti sono sempre mutevoli e che è determinata sia da interessi extrascientifici sia dagli interessi professionali degli scienziati. 2) come all'interno di un gruppo di scienziati viene costruito A consenso intorno ad una determinata interpretazione dei risultati sperimentali.Arnaldo Bagnasco. non vi può essere corrispondenza assoluta tra sapere e realtà. tuttavia.txt ogni conoscenza è destinata prima o poi ad essere superata in un processo senza fine. E programma di ricerca di questa scuola si concentra su tre aspetti principali: 1) come vengono condotti gli esperimenti nei laboratori. La «nuova» sociologia della scienza Nella filosofia della scienza contemporanea si contrappongono due tradizioni: l'empirismo/razionalismo critico.costruire una mappa della realtà in scala 1:1. Feyerabend e Inire Lakatos. coerente con l'osservazione della realtà) e quando è invece falsa (cioè. 3) come i rapporti con interessi politico-sociali esterni influenzino le modalità della ricerca. ogni sapere è una mappa costruita per potersi orientare in un territorio. la conoscenza produce la consapevolezza di non sapere. ogni rivoluzione scientifica. le argomentazioni principali di queste due tradizioni che esprimono un pensiero assai articolato e complesso. L'idea che la materia fosse costituita da atomi. Il programma relativista e la prospettiva di Kuhn illustrata nel paragrafo precedente sono stati ripresi e sviluppati dalla sociologia della scienza contemporanea. in particolare dalla cosiddetta scuola di Edimburgo [Barnes 19741. ci conviene consultare un medico scientificamente ben preparato. ma non è possibile come in un famoso racconto di Borges . Ci basti dire che per Popper il metodo scientifico procede per tappe: in primo luogo incontriamo dei problemi dai quali nascono degli interrogativi. Sui primi due punti si è sviluppata una serie di ricerche che hanno considerato A laboratorio come una micro -organizzazione sociale. Razionalismo critico Relafivismo 4. imprecise e provvisorie della realtà prodotte dagli scienziati non siano attendibili e. invece. 19 laboratorio è un luogo artificiale dove la natura viene riconfigurata per poterla meglio Pagina 141 . Marzio Barbagli. Corso di sociologia. A differenza degli uomini comuni. Paradossalmente. soprattutto. non è possibile identificare dei criteri che ci possano dire quando una conoscenza è vera (cioè. 1 limiti della conoscenza scientifica non fanno venir meno il fatto che essa costituisce il fondamento della nostra civiltà e che se vogliamo agire in modo consapevole dobbiamo inevitabilmente fare affidamento sulle conoscenze della realtà che ci circonda prodotte dalla scienza. smentita dall'osservazione della realtà empirica). intesi come particelle elementari. i cui esponenti principali sono Paul K. fare un'ulteriore considerazione. non lasciava presumere l'esistenza di una realtà subatomica. neppure molto sinteticamente. La scienza quindi non è mai uno specchio fedele che riflette la realtà così come essa è. In questo modo il progresso della conoscenza avviene mediante un percorso di continue prove ed errori. in terzo luogo sottoponiamo a critica i nostri tentativi di soluzione attraverso l'osservazione empirica della realtà (applicando cioè una logica di confutazione). La scoperta del Dna ha aperto un campo prima neppure sospettato sulla struttura interna della materia vivente. Ogni progresso della conoscenza scientifica. Karin Knorr-Cetina [19831 ha passato in rassegna i numerosi studi sociologici che si sono accumulati sui laboratori nel campo delle scienze naturali intesi come vere e proprie officine dove gli addetti cooperano per la realizzazione di un prodotto particolare: il sapere scientifico specializzato. Nei limiti della concezione geocentrica dell'universo non si aveva nessun sentore degli infiniti mondi che si collocano al di là del sistema solare. il cui esponente principale è Karl R. e il relativismo. Per i relativisti.3. in secondo luogo proponiamo qualche teoria per risolvere i problemi e dare una risposta agli interrogativi (formuliamo cioè delle congetture). la ricerca di confutazioni ad una logica della giustificazione. Non è possibile in questa sede esporre. Alessandro Cavalli. ma anzi.

sono i fattori che possono influenzare l'accadere di un evento. favorendo tra gli scienziati stessi un processo di «autoriflessione» e di consapevolezza critica. di collaborazione. Se in tal modo la verità scientifica viene inevitabilmente relativizzata (perché dipende dai modi coi quali i risultati dell'attività scientifica sono stati prodotti).) come particolari forme di retorica è coerente con una concezione della conoscenza in base alla quale conoscere non vuol dire riprodurre realisticamente la realtà. dello sviluppo scientifico. il rapporto tra scienza e tecnologia assume un'importanza decisiva. nel caso delle biotecnologie agricole. Come abbiamo già notato. Alessandro Cavalli. Scienza e tecnologia Innovazione tecnologica 5. appositamente ricostruita per essere studiata. quali strumenti utilizzare. Il laboratorio consente quindi di «semplificare» la dinamica dei fenomeni per potere indagare i rapporti di causa-effetto mantenendo sotto controfio i fattori che potrebbero perturbare la dinamica stessa. la temperatura. il laboratorio come organizzazione sociale. tecnologia e sviluppo economico Nel quarto paragrafo abbiamo preso in esame prevalentemente i fattori interni allo sviluppo della scienza. con metodi emografici.txt manipolare al fine di condurre osservazioni controRate. diagrammi. In questa fase. realizzarlo e per interpretarne alla fine i risultatì e comunicark all'esterno. la scienza non può quindi mai descrivere la realtà così come essa è. la natura viene addirittura sostituita con dei modelli di simulazione che riproducono al calcolatore (ovviamente in modo semplificato) la dinamica dei processi oggetto di investigazione. tale approccio non nega l'esistenza di una realtà esterna. ecc.Arnaldo Bagnasco. di competizione. la scienza non perde tuttavia il suo significato e la sua importanza. può in tal modo diventare meglio consapevole insieme della sua portata e dei suoi limiti. Studiare. Possiamo dire che nel laboratorio la natura viene in un certo senso «addomesticata» per renderla più facilmente osservabile e misurabile. anzi. ecc. se non riuscissimo a ridurli ad un numero finito e a controllarli (ed è proprio ciò che si realizza in condizioni di laboratorio) non saremmo in grado di formulare nessuna generalizzazione. cioè successiva alla Il guerra mondiale. si possono controfiare la composizione del terreno. i ricercatori che vi lavorano come gruppo sociale e i linguaggi che essi utilizzano (grafici. Numerosissimi. l'esposizione alle radiazioni solari. non si verifica mai compiutamente nella realtà concreta. l'umidità e molti altri fattori assai più efficacemente che se l'esperimento fosse realizzato in condizioni «naturali» in un campo aperto). la produzione di una nuova molecola) viene «costruito» in laboratorio. Al limite.) che si instaurano all'interno dell'équipe di ricerca. Nel laboratorio si possono innanzitutto controllare i fattori ambientali (ad esempio. tabelle. In questo processo di costruzione sono rilevanti le transazioni all'interno del laboratorio (quali materiali. se non infiniti. come è noto. La sociologia del «laboratorio» adotta quindi un approccio «costruttivista» al problema della conoscenza. Dobbiamo ora volgerci ai fattori esterni e riprendere il tema al quale abbiamo già accennato all'inizio del capitolo e nel terzo paragrafo quando abbiamo considerato la fase più recente. ecc. ma anche fattori sociali che hanno a che fare coi rapporti (gerarchici. 1 ricercatori che operano in un laboratorio possono essere studiati come qualsiasi altro gruppo sociale. In queste scelte non sono rilevanti solo fattori puramente scientifici. ma solo rappresentarla attraverso i propri linguaggi.). ma ritiene che la scienza non possa accedervi se non attraverso pratiche di «costruzione» della realtà. antropologici e sociologici. Marzio Barbagli. viene creata una sorta di «natura artificiale». nei secoli XVIII e XIX incomincia a Pagina 142 . più di quanto non lo fosse stato nelle epoche precedenti. ma bensì rappresentarla. all'interno del quale avvengono costantemente negoziazioni in merito alle scelte da compiere per proLaboratorio Modefli di simulRzione CostruttMsMO: 250 CAPITOLO 9 gettare un esperimento. quali misure rilevare su quali indicatori. di gelosia. consente cioè di avvicinarsi alla condizione ceteris paribus che. Scienza e tecnologia sono sempre state collegate in modo ora più stretto ora più tenue: le prime società scientifiche si occupavano anche di applicazioni tecniche ed uno dei compiti delle accademie scientifiche era originariamente anche quello di garantire il monopolio dei brevetti. E «fatto» scientifico (ad esempio. Scienza. Corso di sociologia.

La ricerca applicata all'innovazione tecnologica trae spesso vantaggio dalla ricerca fondamentale. In altre parole. L'arte della guerra è stata da sempre una delle ragioni fondamentali che hanno stimolato l'ingegno al fine di produrre un sapere utilizzabile per aumentare la potenza offensiva e difensiva degli eserciti. cultura e società. tengono i cordoni della borsa. Per questa ragione. SCIENZA E TECNICA 251 Capita spesso che il percorso sia rovesciato e che il processo sia messo in moto da un'esigenza economica (o militare) che stimola un'innovazione tecnologica che solo a posteriori trova una sua fondazione nel sapere scientifico. mentre la seconda trova nei politecnici e nei laboratori di ricerca industriale il proprio luogo privilegiato.comunemente chiamato Pagina 143 . Dalla Il guerra mondiale in poi circa il 40% delle risorse mondiali destinate alla ricerca scientifica e tecnologica sono state assorbite dalla ricerca militare. la prima si istituzionalizza nelle università. nell'epoca a noi più vicina. Nell'ambito del rapporto tra ricerca fondamentale e ricerca applicata un ruolo decisivo è stato assunto dagli apparati militari. Non sempre le linee di ricerca che gli scienziati ritengono scientificamente rilevanti coincidono con l'interesse di gruppi economici e politici. Vi sono inoltre prodotti/settori «maturi» per i quali il contributo dell'innovazione tecnologica è scarso e altri dove invece le innovazioni che derivano dalla ricerca sono continue (si pensi ad esempio al settore delle telecomunicazioni). Ciò varia però da settore a settore. t tuttavia nel XX secolo che la scienza si è messa sistematicamente al servizio della potenza militare nell'ambito di progetti di ricerca di dimensioni sconosciute nelle epoche precedenti. Un progetto ancora più ampio era destinato a diventare il programma Sdi (Strategic Defence Initiative) . orientati piuttosto all'utilizzabdità e applicabilità a breve termine dei risultati conseguiti. politici o militari. Ma sono proprio tali gruppi che. LeonarRicerca pura e ricerca applicata Ricerca militare 252 CAPITOLO 9 Ricaduta tecnologica Bilancia tecnologica do e Galileo risalgono importanti studi di balistica. Corso di sociologia. con le dinamiche dei mercati. In realtà il processo di innovazione tecnologica è tutt'altro che lineare e dipende da una serie di fattori di ordine sociale che hanno a che fare con le scelte degli operatori economici.Arnaldo Bagnasco. In seguito. amministrazione pubblica e industria. La credenza che l'innovazione tecnologica scaturisca da qualche geniale inventore e che essa produca effetti sociali necessari (determinismo tecnologico) non è certo più adeguata alla realtà dei rapporti attuali tra scienza. la ricerca fondamentale è quasi sempre appannaggio delle università e delle istituzioni pubbliche di ricerca. Tra ricerca pura e ricerca applicata esiste quindi inevitabilmente una competizione per le risorse. Alessandro Cavalli. Abbiamo già ricordato il Manhattan State Project per la costruzione della prima bomba atomica. La fusione dei metalli si è sviluppata ed è stata affinata in epoche remote per produrre armi sempre più efficaci. tecnologia. ma anche con la presenza di atteggiamenti sociali che possono essere favorevoli o sfavorevoli all'innovazione. Ad Archimede. tuttavia i rischi di insuccesso ad essa connessi e il rapporto assai indiretto con le future eventuali applicazioni fanno sì che le imprese in genere non abbiano interesse ad investire nella ricerca fondamentale. Si potrebbe pensare ad uno sviluppo lineare che da una scoperta scientifica conduca a un'invenzione tecnologica e quindi al suo eventuale sfruttamento economico. deve fare i conti cioè con gli interessi organizzati siano essi economici.txt verificarsi una divaricazione tra ricerca fondamentale e ricerca applicata. ogni innovazione per svilupparsi e diffondersi deve trovare un terreno favorevole. Le cose non sono però così semplici. Marzio Barbagli. economia. per così dire. non è solo la scienza che produce innovazione tecnologica. la ricerca fondamentale è indispensabile nel caso dell'industria farmaceutica dove i nuovi prodotti hanno sempre alle spalle un lungo periodo di ricerca (si calcola che tra la scoperta di una nuova molecola e la commercializzazione di un nuovo farmaco che ne utilizzi le proprietà terapeutiche passino in media sette anni). ad esempio. si sviluppa un intreccio molto stretto tra università.

su stati di avanzamento di progetti in corso e sui risultati finali di progetti conclusi. <.: andamento 1973 -1990. Fonte.x 0. L'enorme costo della ricerca soprattutto in certi settori (si pensi alla ricerca spaziale e alla fisica delle alte energie) ha sollevato il problema del controllo esterno. cioè sulla raccolta di pareri formulati da esperti del settore su nuovi progetti di ricerca.promosso dal presidente americano Reagan e poi sospeso dopo il crollo dell'Unione Sovietica.txt delle «guerre stellari» .lancia tecnologica dei pagamentì m Itab. la salute. il numero delle citazioni che un determinato lavoro o progetto ha ottenuto nelle pubblicazioni scientifiche di tutto il mondo (il Science Citation Index pubblicato dal 1963 dall'Institute for Scientific Information di Philadelphia. Marzio Barbagli. Ciò è avvenuto certamente negli Stati Uniti. Come si vede dalla figura 9. Un indicatore assai eloquente del grado di sviluppo della ricerca applicata di un paese è la cosiddetta bilancia tecnologica che contabilizza gli introiti e gli esborsi dovuti alla cessione o all'acquisto dell'utilizzazione di brevetti industriali. sull'attività di ricerca. Soprattutto in un'economia aperta alla concorrenza internazionale.5 1@O r.-@ -@ z. risorse investite dalla collettività hanno prodotto gli esiti attesi o almeno risultati soddisfacenti. devono molto alle originarie applicazioni in campo militare. Con la caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda i bilanci militari sono stati sensibilmente ridotti e quindi anche gli investimenti per la ricerca (in particolare per la ricerca spaziale). Ufficio italiano. ma in misura assai minore nella ex Unione Sovietica dove i grandi progressi scientifici e tecnologici realizzati per fini militari (e coperti quindi da segreto militare) non si sono trasferiti in altri settori economici.1.1 CD u. Alessandro Cavalli. la sicurezza) si pone il problema di valutare l'entità di tale contributo al fine di determinare se le SCIENZA E TECNICA 253 2 1.P. 9. `0 [.ce 0.5 0. l'Italia presenta un deficit della propria bilancia tecnologica che tende a crescere nel tempo e che è un indicatore eloquente dello scarso sviluppo della ricerca scientifica nel nostro paese.Arnaldo Bagnasco.[. Non c'è dubbio che la ricerca per fini militari possa produrre innovazioni che vengono poi utilizzate nella produzione «civue» Si parla in questo caso di «ricaduta tecnologica» (technologicalfall-out) I recenti sviluppi nel campo dell'informatica. Un indicatore frequentemente utilizzato è. della microelettronica e delle telecomunicazioni. .r.1 T U_. o r. soprattutto da parte degli enti finanziatori. il problema della valutazione delle attività scientifiche..W Do W W W 00 W W 00 01 al 01 al 131 GI G@1 01 '3. risultano avvantaggiati quei paesi la cui struttura industriale si basa su prodotti ad alto contenuto scientifico e tecnologico (il cosiddetto settore b1*gb-tech).I 1. è necessario che esista un rapporto stretto tra ricerca militare e ricerca industriale. cioè la misurazione dell'output e della qualità della ricerca. che hanno generato un'infinità di nuovi prodotti di uso comune. in particolare nel settore della produzione di beni di largo consumo. al quale si è aggiunto successivamente un analogo indice per le scienze sociali) A questi strumenti di tipo quantitativo sono stati affiancati anche strumenti di valutazione qualitativa. infine. Bi. fondati prevalentemente sulla peer review. t indubbio comunque che vi sia un rapporto positivo nel lungo periodo tra investimenti in ricerca e sviluppo (si usa generalmente la sigla R&D. tuttavia. @1@ @1@ esborsì = introffl saldo FiG. cioè Research and Development) e crescita economica. il miglioramento della qualità della vita. cambi. '3. Corso di sociologia. Merita un cenno. Scientometria Peer review Pagina 144 .5 00 F@i -0. 1. Per rispondere a queste esigenze si è sviluppata una disciplina che ha preso il nome di scientometria. Perché vi sia «ricaduta». Posto che la ricerca deve contribuire al perseguimento di obiettivi sociali (la crescita economica. ad esempio.

la sua cultura dovesse tradursi in una specificità dei metodi di ricerca rispetto a quelli che servivano per accostarsi alla natura inanimata. lo abbiamo appena menzionato. Vari studiosi. nei confronti della quale il fine della conoscenza non sembrava essere la formulazione di leggi universali. siamo di fronte a un'azione umana alla quale possiamo accedere interpretandone il significato: sappiamo che si avvicina l'inverno e che i contadini tagliano la legna per potersi riscaldare. lo sviluppo spettacolare di queste ultime ha fatto sì che esse venissero prese come modello da imitare e che si cercasse di trasferire i loro apparati di analisi e i loro metodi di indagine nel campo dello studio dei fenomeni umani e sociali. Del resto. riguarda la «natura» dell'oggetto: le scienze sociali trattano oggetti che hanno Pagina 145 . 1 fatti sociali. La prima dimensione. alla luce dell'influenza che avrebbe esercitato in seguito sulla definizione dei fondamenti del sapere sociologico. la storia. Il rapporto tra spiegazione e comprensione resta a tutt'oggi uno degli aspetti più dibattuti e controversi dell'epistemologia (cioè. Tuttavia. oppure perché un uomo ne sta segando il tronco. Marzio Barbagli. nel secondo caso. A cavallo tra XIX e XX secolo. Alessandro Cavalli. Corso di sociologia. Se le scienze della natura cercavano di spiegare gli eventi naturali riconducendoli ad una qualche legge universale di natura. il più delle volte. Egli ha sostenuto la specificità delle scienze sociali sia pure nell'ambito di una concezione fondamentalmente unitaria del metodo scientifico: mentre i fenomeni della natura possono essere soltanto «spiegati» (imputandone le cause all'operare di «leggi»). Nel primo caso abbiamo a che fare con un evento puramente «naturale». Scienze naturali e scienze sociali Le considerazioni che abbiamo svolto finora in questo capitolo hanno avuto come oggetto quasi esclusivamente le scienze della natura. l'immagine che l'uomo della strada ha dell'affività scientifica si riferisce quasi sempre alle scienze della natura e gli stessi scienziati naturali. Possiamo tuttavia indicare alcune dimensioni che servono per fissare linee di demarcazione e di continuità tra le scienze. bensì la spiegazione/comprensione di eventi individuali e irripetibili. i gruppi. sostengono l'irriducibile «differenza» tra le scienze dell'uomo e quelle della natura. Il dibattito si sviluppò in particolare intorno allo statuto scientifico di una disciplina. e coloro che. anche le istituzioni. cioè la sostanziale unità del metodo scientifico a prescindere dalla diversità dell'oggetto di ricerca. si sviluppò invece. pensavano che si potesse costruire una «fisica sociale» sulla base del modello della scienza di Newton. accanto alle scienze della natura. sostiene Weber. si riteneva che i Spiegazione/ fenomeni umani dovessero piuttosto essere «compresi» nel loro signicomprensione ficato culturale. ritengono che le uniche vere scienze siano le loro. possono anche essere oggetto di «comprensione». una reazione al dominio delle scienze naturali e alla trasposizione dei loro metodi nel campo di quelle che allora venivano chiamate «scienze dello spirito» Si riteneva che il fatto che l'oggetto di queste ultime fosse l'uomo. sono in ultima istanza riconducibili ad azioni individuali. tra i quali alcuni pionieri della statistica applicata alla realtà sociale come quetelet (1796-1874) e Le Play (1806-1882). i fenomeni sociali. siamo di fronSCIENZA E TECNICA 255 te a due eventi diversi quando vediamo un albero che cade perché spezzato dalla forza del vento. L'azione è l'unità minima di analisi delle scienze sociali. Ad esempio. accanto alla spiegazione. della teoria della conoscenza) delle scienze sociali. negli ultimi due secoli. invece.Arnaldo Bagnasco. Si potrebbe fare la storia delle scienze sociali dal punto di vista delle influenze che sul loro sviluppo hanno esercitato le scienze della natura. a quello degli animali) consiste nel fatto che gli esseri umani sono dotati della capacità di attribuire un senso alle loro azioni ed è proprio questo «senso» che è accessibile mediante la «comprensione». una posizione importante. si sono sviluppate delle discipline che hanno per oggetto gli esseri umani e le loro relazioni e che possono rivendicare legittimamente lo statuto di scienze. La specificità dell'agire umano (rispetto. le collettività di ogni genere (come abbiamo visto nel cap. 111) sono «fatte» di azioni. Nel corso del XX secolo il pendolo ha più volte oscillato tra i due estremi di coloro che sostengono un fondamentale «monismo metodologico». al contrario.txt 6. ad esempio. soprattutto nella cultura tedesca. Soprattutto nel XIX secolo. Non possiamo qui approfondire ulteriormente questo problema. i suoi prodotti. fu quella adottata da Max Weber [1922b]. In questo dibattito. le sue azioni.

infine. un decisore pubblico) e la sua traduzione in un progetto da parte di un gruppo Pagina 146 . La terza dimensione riguarda invece la diversa centralità del metodo sperimentale: nelle scienze sociali è assai più difficile compiere dei veri e propri esperimenti controllati. Le varie discipline non si collocano. soprattutto in settori orientati all'applicazione pratica delle conoscenze. La sociologia. Uno studioso americano ha detto: society bas problems. Tendenzialmente. sia destinata tendenzialmente a ridursi. La quinta dimensione. l'antropologia culturale. quale che sia il suo oggetto. sono dotati cioè della capacità di agire intenzionalmente e di attribuire un senso alle loro azioni. ma una pluralità di paradigmi in competizione tra loro. Nella Monisino metodologico Scienzesociali e paradigmi scientifiá Scienze sociali e metodo sperimentale Scienze sociali e istituzionalizzazione 256 CAPITOLO 9 letteratura anglosassone è in uso a questo proposito una distinzione tra Scienze «dure» bard sciences e soft sciences (scienze «dure» e scienze «molli»): ad un e scienze «molli» estremo si colloca evidentemente la fisica. Alla fine del secolo. cioè che la scienza. può sostenere che le scienze sociali svolgono una funzione di ponte tra cultura umanistica e cultura scientifica. Interdisciplinarità L'esigenza della ricerca interdisciplinare è fortemente avvertita. Wolfgang Lepenies [19851.Arnaldo Bagnasco. in queste ultime è spesso necessario definire i termini che si usano dato che di essi non esiste il più delle volte un significato convenzionalmente accettato. Marzio Barbagli. in un libro che significativamente si intitola Le tre culture. mentre nelle scienze sociali sono più spesso presenti sincronicamente. Corso di sociologia. mentre all'estremo opposto si collocano la psicologia sociale. in campi rigidamente distinti. il riconoscimento che anche nel campo delle scienze della natura i «fattì» sono costruiti (non sono cioè indipendenti dall'osservatore). in un libretto molto discusso dal titolo Le due culture. A-Ha fine degli anni cinquanta. in particolare. anzi. ma ognuno lavora in una condizione di forte isolamento e quindi l'integrazione delle conoscenze acquisite risulta difficile e la frammentazione del sapere elevata. La seconda dimensione riguarda la funzione dei paradigmi: nelle scienze sociali non vi è quasi mai un unico paradigma storicamente dominante. comunque. che il maggiore ostacolo alla comunicazione tra ambiti disciplinari diversi è costituito dall'estrema specializzazione del lavoro scientifico non solo tra le discipline. riguarda il grado di istituzionalizzazione: le scienze sociali hanno visto riconosciuto il loro posto nelle istituzioni scientifiche e accademiche in epoca più recente rispetto alle scienze naturali. universities bave departments. vale a dire informazioni selezionate relative a «fatti». sia per problemi di natura deontologica (vi sono ovviamente dei limiti a condurre esperimenti su esseri umani). fa pensare che la distanza tra bard e soft non sia poi così invalicabile e. 1 problemi che gli specialisti devono affrontare sono Molto spesso simili. nella storia delle scienze naturali i paradigmi si succedono diacronicamente. raccoglie ed elabora «dati». non è escluso l'uso di metodi sperimentali. alla quale segue poi la chimi~ ca. tuttavia. avrebbe due anime tra loro interdipendenti: una scientifica (che tende all'imitazione delle scienze naturali) e una ermeneutica (che la colloca in una posizione di contiguità con la letteratura e le arti). il clima sembra sostanzialmente mutato e un autore tedesco. Charles Percy Snow [19591 sosteneva come nella cultura occidentale si fosse sviluppata una irriducibile frattura tra cultura scientifica (orientata al futuro e al progresso) e cultura umanistica (orientata al passato e conservatrice). sia di natura sostanziale (i fenomeni da studiare non possono essere riprodotti in laboratorio). la scienza politica. Tra la formulazione di un problema da parte di chi è responsabile della sua soluzione (ad esempio.txt natura «soggettiva». bensì lungo un continuum definito da queste dimensioni. l'economia. soprattutto in psicologia. poi ancora la biologia e quindi la psicologia sperimentale. ma la sua realizzazione incontra grandi difficoltà. Alessandro Cavalli. La quarta Imensione riguarda il tipo di linguaggio utilizzato nella comunicazione all'interno delle comunità scientifiche: nelle scienze naturali il linguaggio tende ad essere assai più consolidato e formalizzato che non nelle scienze sociali. Anche se. nelle scienze sociali tendono a prevalere metodi di elaborazione delle informazioni che non rispondono a criteri rigorosamente sperimentali. la sociologia. Tuttavia. t indubbio. ma all'interno della stessa disciplina.

alla biochimica. e i musei della tecnica. la comunicazione è quasi sempre difficile. Gli atteggiamenti del pubblico dipendono da due componenti tra loro interdipendenti. sia sulla sua effettiva utilità. ovviamente. le cui fonti sono da un lato gli insegnamenti scolastici. Nell'opinione pubblica si sono diffuse immagini della scienza come mondo a parte. Marzio Barbagli. Come abbiamo visto. Pubblicazioni come «Scientific American» (o la versione italiana Le Scienze) sono il prodotto di una professionalità di alto livello. ma le cose non devono andar bene neppure in altri paesi: da un'indagine campionaria condotta in Gran Bretagna si rileva che solo il 34% degli intervistati ha risposto correttamente alla domanda su quanto tempo impiega la Terra a ruotare intorno al sole (la risposta giusta era. alla sociobiologia. poi smentita. soprattutto. ma anche. Una possibile prospettiva di parziale superamento della frattura tra specializzazioni diverse consiste nella formazione di sottodiscipline a cavallo tra campi contigui nei quali gli specialisti devono essere in grado di disporre di competenze plurime e di padroneggiare una molteplicità di linguaggi: si pensi alla biofisica. tuttavia. 7. Corso di sociologia. I mass media. visti. ma anche i musei etnografici. Per quanto riguarda l'Italia è noto che gli effetti sono assai spesso deludenti. a seconda delle loro rispettive specializzazioni. con il quale è sempre più difficile per l'uomo qualunque entrare in contatto. inquinamento dell'aria. Inoltre. all'estremo opposto. perché i primi richiedono una visione sintetica che tenga conto globalmente dei vari aspetti del problema in oggetto. misterioso e anche in parte minaccioso. «un anno»). mentre gli esperti tendono ad affrontarlo. l'uno di natura cognitiva e l'altro di tipo valutativo. alla sociologia dell'arte e della letteratura. se divulgazione vuol dire dare per certe conoscenze che gli scienziati stessi esprimono con la massima cautela. la nocività di vari prodotti dell'industria alimentare e farmaceutica). ovvero tra «politici» ed «esperti». la notizia. soprattutto. buco dell'ozono. alle scienze non si possono chiedere. privilegiano il più delle volte gli aspetti più sensazionalistici delle scoperte scientifiche che possono attirare la curiosità e l'interesse dell'opinione pubblica (tipica. mentre il pubblico chiede agli esperti di risolvere i dubbi e non di creare nuove incertezze. 1 musei di scienze naturali Scienza e opinione pubblica Divulgazione Scientifica 258 CAPITOLO 9 Riscbìó. l'estrema specializzazione e. Inoltre. Alessandro Cavalli. allora A processo di traduzione del sapere scientifico per un pubblico di non specialisti si trasforma in un processo di deformazione del sapere stesso. della scoperta d'ella fusione fredda che avrebbe liberato l'umanità Pagina 147 . lo sviluppo di linguaggi la cui traducibilità nel linguaggio comune diventa sempre più ardua. L'immagine pubblica della scienza e della tecnologia Abbiamo visto che lo sviluppo della scienza e della tecnologia richiede la presenza di un ambiente sociale favorevole e di questo fanno parte certamente gli atteggiamenti del pubblico. alcuni anni fa. tenendo analiticamente separati i vari aspetti. Le attività di divulgazione scientifica svolgono probabilmente un'azione più efficace di quella della scuola. certezze assolute. Tra decisori e ricercatori. contribuisce a mettere la scienza agli occhi dell'opinione pubblica in una luce ambivalente. Entrambi fanno parte di quella che si può chiamare la cultura scientifica diffusa. L'opinione pubblica quindi si interroga sia sulla sostenibilità dei costi della ricerca (che si ripercuotono ovviamente sull'imposizione fiscale). nella maggior parte dei casi. bomba atomica). A ciò hanno contribuito la forte istituzionalizzazione dell'attività scientifica.) e i rischi per la salute (vedi. ecc.. dell'acqua e del suolo. arnbunt& è: tg-ol@9ko. gli effetti disastrosi degli usi sociali di certe scoperte (vedi. centrali nucleari. il fatto che di fronte a questi problemi gli esperti esprimano assai spesso opinioni e valutazioni divergenti e che tra gli stessi esperti si sviluppino frequentemente aspre controversie.Arnaldo Bagnasco. dall'altro le attività di divulgazione scientifica e i messaggi dei massmedia. sono spesso luoghi assai importanti di diffusione della cultura scientifica. i rischi ambientali (vedi.txt di specialisti in unIstituzione di ricerca il cammino è spesso molto lungo. la loro lettura richiede un grado di alfabetizzazione scientifica spesso non presente nel largo pubblico. Ci si chiede però come possano formarsi atteggiamenti favorevoli in una condizione nella quale la barriera tra scienziati/esperti e laici diventa sempre più netta. 1 lettori potranno essi stessi valutare quale è stata l'influenza dell'insegnamento di «Scienze» nella formazione della loro cultura scientifica.:. infine.

e il lettore potrà chiedersi. Nella fase attuale. L'accresciuta sensibilità verso i problemi ambientali. minimizzando la percezione del rischio. ma su coloro che pongono i problemi da risolvere e formulano le domande alle quali trovare risposta. di nuovi metodi di produzione e di nuovi prodotti che riducono l'«impatto ambientale»..-@-. la scienza stessa può contribuire sensibilmente ad attenuare i rischi che le sue applicazioni hanno generato. soprattutto per effetto delle iniziative dei movimenti ecologisti. Alessandro Cavalli. irresponsabile di fronte alle conseguenze delle sua scoperte. cioè colui che affronta e risolve i problemi in modo razionale ed efficiente. il concetto di rischio evoca nella gente comune il sentimento di un evento minaccioso dalle conseguenze dannose incalcolabili.Arnaldo Bagnasco. Marzio Barbagli. può forse contribuire a radicare. ci si rende conto come questo sia un terreno estremamente delicato nella formazione degli atteggiamenti sociali nei confronti della scienza. dall'altro lato un oscuro sentimento che vede nella scienza e nelle sue ricadute tecnologiche una minaccia misteriosa. la riflessione sociologica sulla scienza parte dall'assunto che la conoscenza scientifica è socialmente costruita e che l'attività scientifica è inestricabilmente intrecciata con fattori interpersonali. Gli atteggiamenti che si esprimono attraverso questi stereotipi oscillano quindi tra due estremi: da un lato una fiducia incondizionata nella scienza come dispensatrice di «progresso». La responsabilità degli effetti non ricade quindi tanto sugli scienziati. ad esempio. figura ambigua di apprendistastregone.txt dallo spettro della crisi energetica) Talvolta i resoconti dei media producono speranze infondate in particolari categorie della popolazione (ad esempio. dalla cui creatività discende il progresso in generale. nell'opinione pubblica e tra gli stessi scienziati. che i media possono accentuare o minimizzare la percezione del rischio. 3) il creatore/distruttore. Come abbiamo visto. Seveso (Italia). Il concetto stesso di rischio non è certo lo stesso per gli esperti e per il pubblico: mentre per i primi si tratta della probabilità calcolabile del verificarsi di un determinato evento e della probabilità che tale evento provochi determinate conseguenze.in. la percezione del rischio tecnologico e delle minacce alla vivibilità dell'ambiente sono fattori importanti nel plasmare gli atteggiamenti della popolazione nei confronti della scienza e della tecnologia e nel ridurre il livello di credibilità nei loro confronti. militari ed economici che ne condizionano lo sviluppo e che non necessariamente coincidono con l'interesse collettivo dell'umanità intera. al contrario. Del resto. 4) l'eroe. che differenza c'è tra il punto di vista del sociologo e altri punti di vista. 2) l'esperto. richiede una premessa di metodo. sui modi di operare e sugli effetti sociali della scienza. t incontestabile che la scienza sia strettamente legata a interessi politici. Nel mondo moderno la scienza è un'attività fortemente orientata alla soluzione razionale di problemi pratici e i suoi effetti dipendono dal tipo di problemi verso i quali è indirizzata la ricerca. forse più di altri. Corso di sociologia. Tutto dipende quindi da quali interessi prevalgono nel formulare gli indirizzi della politica della ricerca scientifica. Ciò che viene trasmesso attraverso questi canali non sono quindi solo conoscenze. e la domanda è senza dubbio legittima. ridurre lo stato di «allerta». ma anche «immagini» e «stereotipi» Da un'indagine sulle riviste di divulgazione scientifica pubblicate negli Usa tra il 1910 e il 1955 [Felt et al.Capitolo 10 Una premessa di metodo L'argomento affrontato in questo capitolo. dalle domande che vengono poste agli scienziati. in altri casi possono scatenare il panico accentuando la percezione del rischio tecnologico. Se a ciò si aggiunge il fatto che spesso l'opinione degli esperti non è unanime. . un'immagine realistica della scienza che sia libera dagli stereotipi sia della scienza come potenza demoniaca. organizzativi e culturali che contribuiscono alla produzione e all'uso del sapere scientifico. ad esempio il Pagina 148 . oppure. anzi di religioni. 1995. di nuovi materiali degradabilì. E ricordo dei disastri di Bopal (India). ha fortemente stimolato la ricerca di nuove fonti di energia. 2571 emergono quattro stereotipi dello scienziato: 1) il mago che ha un potere sulla natura (questo stereotipo riflette una concezione prerazionale o arazionale della scienza). sia della scienza come portatrice naturale di progresso. Three Miles Island (Usa) e Chernobil (ex Urss) è un monito per tutti. Ci occuperemo infatti di religione. La ricerca sociologica sui condizionamenti. i malati di cancro o di Aids).

il predicatore fanatico di una fede religiosa difficilmente potrebbe diventare un buon sociologo delle religioni. D'altra parte. sviluppano credenze e istituzioni e mettono in atto comportamenti che chiamiamo religiosi. dove la religione occupa per molti un posto meno importante rispetto alle società del passato. Una separazione assoluta. prime comunioni. 2. E sociologo prende queste credenze come dati di fatto che è necessario spiegare nella loro genesi. L'esercizio dell'attività scientifica richiede la capacità di mantenere distinti i vari ruoli: il sociologo può essere un uomo animato da una profonda fede religiosa. chiamato appunto «sociologia della conoscenza» che studia proprio come l'attività conoscitiva sia influenzata dalle credenze e dagli interessi dello studioso che si collocano al di là e al di fuori della sfera conoscitiva. ad esempio. Per un ateo tutte le credenze religiose sono frutto di errore e superstizione. La religione deve quindi rispondere ad un'esigenza specifica delle società umane. senza con questo affermare alcunché in merito alla verità o falsità delle credenze magiche. E quindi anzitutto necessario riflettere sul perché dell'universalità del fenomeno religioso. cresime. Per affrontare questo argomento bisogna partire da una definizione di religione Pagina 149 . cioè idee che gli uomini si fanno intorno alla natura della realtà terrena e ultraterrena. vi è un settore della sociologia. nel considerare il fenomeno religioso. Le religioni. Se la religione non «fa problema» per lo studioso come uomo e non in quanto studioso. Ciò non vuol dire che il sociologo che studia le religioni non possa a sua volta avere delle credenze religiose. anche se in questo caso si presenta in modo particolarmente evidente. al di fuori della scienza in senso stretto. è raro che un individuo nell'arco della sua vita non venga a contatto con situazioni che coinvolgono comportamenti e istituzioni religiose. ma forse non è neppure auspicabile. Non tutti gli uomini e le donne sono religiosi. una distanza troppo ridotta rischia di deformare l'immagine che ci costruiamo della realtà. possiamo ora affrontare l'argomento del presente capitolo. Marzio Barbagli. In quanto credenti in un Dio trascendente. funerali sono cerimonie religiose che costellano la biografia di un gran numero di persone. la sociologia non può dire nulla in merito alla verità o falsità delle credenze religiose. organizzati in società reali. di mantenere una certa distanza dall'oggetto di studio: una distanza troppo grande fa scomparire l'oggetto dall'orizzonte delle cose che sono per noi rilevanti. che le religioni che conservano forti componenti magiche hanno più probabilità di diffondersi in società contadine che non in società urbane. in forme elementari o complesse. La prospettiva nella quale si colloca lo studioso condiziona la scelta degli aspetti che vengono messi in primo piano oppure che vengono lasciati sullo sfondo e influenza la direzione nella quale si spinge l'indagine. Alessandro Cavalli. Vere o false. Sacroe profano t difficile trovare al mondo un aggregato umano che non dedichi una parte del tempo e dello spazio che ha a disposizione a pratiche religiose: tutte le società umane riservano alcuni giorni alla festa e un luogo dove i membri si riuniscono per celebrare riti e cerimonie religiose. come vedremo. Del resto. credenti e non. possono essere solo le asserzioni che riguardano le credenze religiose e non le credenze stesse. battesimi. Fatta questa premessa. non solo non è possibile. non si può non riconoscere che la posizione dello studioso nei confronti della religione in generale o di una religione in particolare ha lasciato tracce riconoscibili negli studi compiuti. Sono veri e propri fatti sociali al di là del significato soggettivo che può essere loro attribuito. matrimoni. se si guarda alla storia degli studi sociologici sulle religioni. non potrebbe neppure suscitare il suo interesse. in ogni caso. tuttavia. L'unico dato di fatto empirico è che uomini reali. onnipotente e onnisciente non potremo invece che considerare le credenze magiche come frutto di errore e di superstizione. nel caso dello scienziato. ad esempio. Nel nostro paese.txt punto di vista del credente o del teologo. ma non esistono società umane che non abbiano sviluppato qualche forma di religione. perché queste credenze hanno a che fare con una realtà non empirica che sfugge agli strumenti della conoscenza scientifica. Questo problema non riguarda evidentemente soltanto lo studio delle religioni. riguardano credenze. Corso di sociologia. In quanto sociologi possiamo sostenere. La religione. è un fenomeno pressoché universale nelle società umane. Anche nelle società attuali.Arnaldo Bagnasco. ma quando opera sul piano scientifico deve evitare che il suo ruolo di credente interferisca con il suo ruolo di studioso. Si tratta. nella misura in cui questi criteri si applicano al lavoro scientifico. Egli non si chiede se queste credenze siano vere o false. Peraltro.

né empirica. In altre parole. che molti considerano una forma primitiva di religione. Eppure. come nessuna credenza è assoluta. L'essere umano è intrinsecamente dotato della capacità di trascendere l'esperienza immediata (qui e ora): nel ricordo e nell'aspettativa egli è in grado di raffigurarsi ciò che non c'è più (A passato) e ciò che non c'è ancora (9 futuro). l'acqua. che sta dietro le cose percepite dai sensi e che si estende anche al di là della vita terrena dopo la morte. La religione è una credenza o un insieme di credenze. oppure che è così perché so che è così. Che cosa è una credenza? t un giudizio sulla realtà (su una qualsiasi realtà) che si fonda su un atto di fede. o un insieme di credenze. sia il regolare ciclo del sole e l'alternanza delle stagioni. che non hanno ancora sviluppato la conoscenza scientifica. la sua identità soggettiva. invisibile. per dirla con un'espressione coniata da Karl Popper. Questa capacità consente all'uomo di concepire l'esistenza di una realtà trascendente. dei motori originari. Si possono classificare le varie definizioni e vedere se esse identificano qualche elemento comune. ultraterrena e sovrannaturale. ma sono altrettanto numerose le forme di religione che sono comparse nella storia e nella preistoria dell'umanità ed è quindi difficile. non solo sono numerosissime le definizioni di religione.Arnaldo Bagnasco. i periodi di siccità e le inondazioni. nonn è falsificabile poiché non è né logica (come due più due uguale quattro). La stessa idea che . le credenze religiose postulano l'esistenza di una sfera della realtà trascendente rispetto alla sfera della realtà percepibile. delle cause ultime che spiegano sia l'ordine sia l'apparente disordine. Marzio Barbagli. Ma qui incominciano le difficoltà perché di definizioni che rispondono alla domanda: che cosa è la religione? ne sono state date tantissime. possiamo dire. cioè riferita a qualche dato di osservazione. La religione. è una credenza. e in genere lasciano. Procederemo quindi in modo non sistematico partendo da una nozione di senso comune. ecc. sia da coloro che si collocano nell'ambito di una determinata religione. nonostante i teologi si siano affannati per fornire delle prove empiriche o razionali dell'esistenza di Dio. Inoltre. dei margini di dubbio: nessuna conoscenza è perfetta.). identificare gli elementi che sono comuni a tutte queste forme. il fuoco. Si può dire che le varie forme di religione si differenziano tra loro a seconda del modo con cui è articolato il rapporto tra sacro e profano. Nella magia. di riconoscere sé e gli altri come entità che vanno oltre ciò che è immediatamente percepibile. In altre parole.egli ha di se stesso. un famoso filosofo della scienza recentemente scomparso. L'uomo riconosce che al di là del mondo che gli è famigliare e accessibile. Questa sfera costituisce la sfera del sacro: il cosmo viene appunto distinto in una sfera del sacro e in una sfera del profano. il mondo ultrasensibile è popolato da spiriti che spesso vengono rappresentati con Pagina 150 . Alessandro Cavalli.txt per sapere di che cosa stiamo parlando. Corso di sociologia. In molte forme di religione primitiva o arcaica troviamo che questa sfera trascendente è occupata da divinità che rappresentano fenomeni o elementi naturali (il sole. con gli strumenti di cui è dotato. la proposizione: «dio (o il diavolo) esiste». sia da coloro che studiano i fenomeni religiosi senza aderire ad una particolare credenza religiosa. dietro i fenomeni ai quali assiste (in primo luogo i fenomeni naturali) devono pur esserci delle forze oscure. La nozione di credenza presuppone una distinzione cruciale tra credenza e conoscenza: è diverso dire che una cosa è così perché credo che sia così. chiediamoci: a che cosa pensa la gente comune quando parla di religione? Incominciamo con una definizione molto generale che poi potremo arricchire e specificare. Per l'uomo delle società cosiddette primitive. sia le credenze ghe le conoscenze possono lasciare. ma questa operazione non è facile perché i punti di vista dai quali le varie definizioni sono formulate sono molto diversi. la certezza dell'esistenza di Dio è raggiunta essenzialmente mediante un atto di fede e non mediante un'operazione conoscitiva. vi è un mondo misterioso e normalmente inaccessibile. queste sfere non sono tuttavia prive di rapporti. sia la furia dei terremoti. è il prodotto di questa capacità di trascendere il presente. Veniamo ora alla seconda parte della definizione proposta: le credenze religiose riguardano l'esistenza di una realtà al di là di ciò che è percepibile con i sensi e accumulabile come conoscenza empirica. Chiariamo i termini di questa definizione. credenze e conoscenze sono due modi mediante i quali gli esseri umani raggiungono un relativo grado di certezza sulla realtà che li circonda. relativa all'esistenza di una realtà ultrasensibile. Il confine tra credenze e conoscenze è certamente sfumato nel senso che le due categorie presentano indubbiamente zone di sovrapposizione. se non impossibile. oppure dalle anime dei defunti (A culto degli antenati). Ancorché separate.

in un mondo che preesisteva alla loro nascita e che esisterà anche dopo la loro morte. tra le quali gli stessi esseri umani. anche l'uomo più potente deve riconoscere che esistono dei limiti alla sua potenza. gli spiriti e gli dei. solo ad una potenza più elevata. perché devono morire. messe in atto da specialisti chiamati appunto «maghì». nella religione il fine appare piuttosto quello di consentire agli uomini di elevarsi al di sopra e al di là della loro esistenza terrena e di accedere. perché spesso i «buoni» sono puniti mentre i «cattivi» sono premiati.txt sembianze umane e la cui volontà. al fine di produrre effetti pratici nella vita terrena. L'esperienza del limite riguarda la stessa vita umana. servono per influenzare gli spiriti e le forze occulte. ma su questo torneremo più tardi parlando dei tipi di religione. cioè come e perché gli esseri umani (almeno molti.là delle esperienze immediate di tutti i giomi? Le religioni in genere aiutano a dare una risposta a questi interrogativi e quindi a mantenere l'angoscia che da essi deriva entro limiti tollerabili per il semplice fatto che. Corso di sociologia. deve esistere dall'altro lato un mondo delle cose immortali al quale appartengono le anime. così come la loro assistenza e protezione può sorreggere nel raggiungirnento di fini terreni (siano questi un buon raccolto. Marzio Barbagli. può essere influenzata dagli uomini mediante pratiche rituali propiziatorie. Probabilmente tutti gli uomini almeno in qualche momento della loro esistenza si pongono una serie di perché: perché sono venuti al mondo. benevola o malevola. gli esseri umani vivono nella consapevolezza di essere in balia di forze più grandi di loro e che sfuggono in larga misura al loro controllo. perché alcuni muoiono giovani e altri vecchi. la distinzione tra sacro e profano e i rapporti tra queste due sfere. che si ritiene stiano dietro le cose e i fenomeni. Il grado di trascendenza. Dobbiamo anche chiederci quali sono i tratti fondamentali dell'esperienza religiosa. Mentre nella magia le pratiche rituali. come pure l'articolazione interna della sfera del sacro. non è infatti sufficiente sapere che la religione riguarda le credenze intorno al sacro. postulano l'esistenza di un mondo-altro che non conosce questi limiti. che senso ha la loro Esperienza religiosa Esperienza del limite 266 CAPITOLO 10 vita al di. un limite. se non tutti) sviluppano la credenza nell'esistenza del sacro. tra terreno e ultraterreno. Inoltre. l'abbattimento di una preda. L'idea stessa di limite è tuttavia inconcepibile senza l'idea opposta di assenza di limite.Arnaldo Bagnasco. perché devono soffrire. alla sfera del sacro. Gli esseri umani sono dotati di una consapevolezza che sembra specifica della loro specie: sanno di dover morire. se da un lato vi è il mondo delle cose mortali. Dalle offese arrecate a questi LA RELIGIONE 265 spiriti ci si può attendere collera e vendetta. capacità e sentimenti tipici degli esseri umani. o attraverso una condotta esemplare che verrà ricompensata nella vita ultraterrena. attraverso pratiche ascetiche e mistiche. Alla sfera degli esseri che popolano il mondo ultraterreno e ultrasensibile vengono attribuiti gli stessi moventi. di accessibilità o inaccessibilità da parte dell' uomo. per così dire. Alessandro Cavalli. variano moltissimo da religione a religione. Ad esempio. 3. o la vittoria in una guerra) La magia si differenzia dalla religione proprio per il diverso rapporto che si instaura tra sacro e profano. Il discorso deve partire un po da lontano. La stessa funzione hanno i doni o i sacrifici offerti alle divinità per accattivarsi la loro benevolenza o placare la loro ira. per quanto si sforzino di mettere tali forze al loro servizio e per quanto tali sforzi possano essere coronati da successo. essi vivono nella certezza che la loro vita ha avuto un inizio e avrà una fine. da due esperienze che sono tipiche della condizione umana: l'esperienza del limite e l'esperienza del caso. L'esperienza religiosa Dobbiamo ora approfondire e arricchire la nostra definizione. di fronte alle imperfezioni del mondo. perché le sofferenze e i piaceri della vita sono distribuiti in modo così ineguale. all'ingiustizia e alla sofferenza. la danza della pioggia è una pratica rituale che si riscontra in molte società la cui sopravvivenza dipende appunto dall'andamento delle precipitazioni e che in tal modo credono di poter in qualche modo controllare le potenze misteriose che governano l'abbondanza o la carenza di cibo. che vi sono dei confini Pagina 151 .

Tale ordine consente di ricondurre i molteplici. A dolore. Il mondo è sempre pieno di misteri che non siamo in grado di spiegare e il divenire ci riserva continuamente sorprese. a prescrivere agli uomini come comportarsi nelle varie circostanze della loro vita. come vedremo in seguito. in un disegno. Poiché l'ordine al quale siamo in grado di ricondurre gli eventi che osserviamo risulta sempre parziale e provvisorio. se posso impunemente raccogliere i frutti del campo coltivato dal mio vicino? Anche se è possibile concepire. e con ciò tocchiamo il secondo aspetto della condizione umana che evoca un'esperienza di tipo religioso.txt alla sua volontà e che esiste un divario incolmabile tra ciò che vuole e ciò che può fare. La consapevolezza del limite posto alla capacità di conoscere di ogni singolo individuo e della specie umana nel suo complesso rende possibile concepire l'idea di un ente che non sia sottoposto a tali limitazioni. t vero che noi moderni sappiamo infinitamente di più del mondo che ci circonda di quanto non sapessero i nostri predecessori. Succede assai spesso che azioni che risulterebbero assai utili al raggiungimento dei nostri fini non ci sono consentite perché violerebbero il nostro codice morale. necessariamente. Ma in molti casi le scelte non coinvolgono. le nostre spiegazioni rimangono tuttavia sempre parziali e provvisorie.Arnaldo Bagnasco. ma un potere sovrannaturale. che rimane misterioso. anche le esperienze che sembrano più inspiegabili e prive di significato. che è poi quella che ha improntato la civiltà nella quale viviamo. sociali e individuali che interferiscono con la sua esistenza. è stato Dio stesso a dettare a Mosè sul Monte Sinai le tavole della legge morale fondamentale (il «decalogo»). le sementi migliori. eventi rispetto ai quali la nostra capacità di previsione si dimostra irrimediabilmente limitata. Il mondo degli dei è invece popolato da esseri onnipotenti o comunque da esseri che non sono soggetti alle stesse limitazioni della specie umana. Non solo l'uomo primitivo. o non coinvolgono soltanto. Se non ci fosse la possibilità di scegliere. trovano una loro collocazione e giustificazione in un ordine. Perché devo affaticarmi per coltivare il mio campo. le catastrofi. In base a quali criteri però scegliere quale azione intraprendere o non intraprendere? Molte scelte vengono effettuate in base a criteri puramente utilitaristici: se devo seminare un campo di grano e ho a disposizione sementi di qualità diversa. come se fossero gli dei. non ci sarebbe neppure un problema morale. la fortuna e la sfortuna. Pagina 152 . In questi casi i criteri di scelta sono dei codici morali che consentono di distinguere ciò che è bene e ciò che è male. non siamo in grado di risalire alle cause ultime del divenire e di ricondurre l'infinita varietà dei fenomeni a una spiegazione unitaria ed esaustiva. sia in momenti cruciali della loro esistenza. Vi è inoltre un altro aspetto che è intrinsecamente. anche se non Ordine rwrae. L'idea di limite è indissolubilmente legata all'idea di assenza di limite. la dimensione dell'utile. gli esseri umani sono posti di fronte alla necessità di scegliere tra corsi alternativi di azione. a prescrivergli come deve comportarsi. sceglierò di utilizzare. di fatto nella storia dell'umanità i codici morali hanno quasi sempre trovato nella religione il loro fondamento. Così. variabili e contrastanti significati delle esperienze e delle azioni umane ad una gerarchia di significati e quindi a dei significati «ultimi». ma di cui la mente umana è in grado di postulare l'esistenza. ci rendiamo conto che il caso e il disordine dominano comunque una parte grandissima della realtà nella quale si svolge la nostra esistenza e penetrano all'interno della coscienza che abbiamo del mondo e di noi stessi. appartenenti al cosmo sacro. appunto di un ente onnisciente al quale ricondurre in modo unitario l'ordine delle cose naturali e umane. Ogni religione comporta quindi la presenza di un elemento prescrittivo/normativo: ogni comandamento diventa tanto più vincolante se colui al quale è destinato è animato dalla credenza che non sia qualche autorità terrena. Marzio Barbagli. Anche l'enon-ne sviluppo della conoscenza scientifica non ha modificato sostanzialmente questo tratto della condizione umana. una morale «laica». che viveva in balla di forze naturali soverchiantì che minacciavano in ogni momento la sua esistenza. ma anche la dimensione del bene e del male. l'uomo si confronta costantemente con il limite della sua capacità di dare una spiegazione agli eventi naturali. come la morte. legato all'esperienza religiosa: il problema dell'ordine morale. a disordine e il caso. Nella tradizione ebraicocristiana. Infine. Corso di sociologia. Sia nella vita di tutti i giorni. a parità di altre condizioni. alla volontà imperscrutabile di qualche divinità. ed è anche vero che nella vita pratica di tutti i giorni possiamo fare tranquiuamente affidamento sul sapere accumulato daTumanità nel corso dei millenni. ma anche l'uomo moderno vive costantemente nella consapevolezza che la realtà oppone ostacoli invalicabili alla realizzazione della sua volontà e che quindi deve tenere conto di tali ostacoli nel definire i limiti delle proprie mete. Alessandro Cavalli.

vi sono analogie e corrispondenze. tuttavia. Nonostante la loro inconfondibile superiorità rispetto agli uomini. ma si tratta di una trascendenza relativa e non assoluta. Tutte queste religioni contengono forti elementi di magia e riguardano in genere società semplici. i quali riconoscono in essa tutti quegli attributi di cui essi sono privi (perfezione. vale a dire scarsamente differenziate. nel quale i credenti riconoscono in un oggetto.Arnaldo Bagnasco. Nelle religioni monoteistiche (ebraismo. La divinità è oggetto di adorazione da parte dei fedeli. Marzio Barbagli. a divino e l'umano. Nel cristianesimo. le cose. Molto diverse sono invece le grandi religioni «universali». Tipi di religione Vi sono molti criteri in base ai quali è possibile classificare le religioni da un punto di vista sociologico. in genere un animale o una pianta. Alessandro Cavalli. Tra le grandi religioni del mondo attuale. Nelle religioni politeistiche gli dei vengono concepiti come potenze eternamente in lotta tra loro e in concorrenza per la devozione da parte degli uomini. la sua potenza (per il credente) non può essere messa in discussione dalla concorrenza di altri dei e chi adora altri dei al di fuori dell'unico vero dio commette un atto di idolatria. ma la sua superiorità non è garantita una volta per tutte. il dio della guerra. La divinità è un'entità superiore alla realtà naturale ed umana. oppure il totemismo. attraverso i quali ciò avviene sono i più diversi: le società umane presentano una variabilità enorme di forme. per così dire. creatore del cielo. onnipotenza. Si può parlare in proposito di divinità di funzione. poiché assai spesso le singole divinità presiedono alle varie attività umane: vi è così il dio della semina e del raccolto. Un primo criterio riguarda la natura delle credenze fondamentali intorno al mondo e all'Aldilà. la causa prima e l'origine di tutte le cose. Tra i due mondi. il dogma della Trinità afferma che dio è uno e trino (Padre. come Giove che è al vertice della gerarchia degli dei dell'Olimpo nella mitologia greca classica. il dio della navigazione. onnipotente. alle quali sono dedicati culti @articolari. cioè quelle religioni che unificano mediante credenze comuni masse enormi di uomini. Totemismo Animismo Refigionì universali Monoteismo e politeismo 4. Possiamo dire che le religioni soddisfano sia bisogni degli individui che bisogni delle collettività. il carattere unitario e trascendente della divinità può essere più o meno accentuato. credono che dietro gli uomini. il dio della fecondità e altri ancora. ad essi vengono attribuiti sentimenti e aspirazioni quasi umane: la dinamica dei rapporti tra gli dei riflette su un piano più elevato la dinamica dei rapporti tra gli esseri umani. con un numero limitato di membri. nella variante cattolica del cristianesimo. Corso di sociologia. l'antenato comune che ha dato origine al loro clan. tuttavia. ad esempio. I modi. i fenomeni vi siano degli spiriti che intervengono attivamente influenzandone il comportamento. tra il mondo degli dei e il mondo degli uomini e delle cose esiste una eterogeneità di principio e un ordinamento gerarchico di superiorità/inferiorità. della terra e del genere umano. Nelle religioni politeiste. l'induismo è quella che si avvicina di più al modello di una religione politeistica. tuttavia. Tra queste si collocano le religioni che credono nell'esistenza di una (monoteismo) o di più divinità (politeismo). cristianesimo e islamismo) l'eterogeneità tra divino e umano raggiunge invece il grado più elevato: Dio è unico. essere continuamente riaffermata e confermata. studiato da Durkheim [19121. accanto al culto della Pagina 153 . Altre religioni. il mondo degli dei è anch'esso differenziato e. spesso appartenenti a una pluralità di società. Anche nelle religioni monoteistiche. Figlio e Spirito Santo) e. Essi si collocano su un piano trascendente rispetto al mondo umano. L'estrema variabilità di queste credenze dipende proprio dal fatto che si tratta di piccole società che vivono spesso piuttosto isolate le une dalle altre e che sviluppano quindi dei culti «locali».txt Vi sono quindi ragioni sufficienti per spiegare l'universalità della religione nelle società umane. gerarchizzato. o tipi. Vi è un dio superiore. onniscienza). di religione. quasi sempre. Vi sono religioni che postulano semplicemente l'esistenza di forze sovrannaturali impersonali che influenzano positivamente o negativamente le vicende umane. Altre ancora credono nella presenza delle anime dei morti. chiamate animistiche. deve. come la credenza nel mana delle Isole della Melanesia. studiate dal grande antropologo Inglese Branislaw Malinowski [19481.

prima fra tutte il buddismo. Fonte: Ferrato [1995. almeno altri due criteri risultano di grande rilevanza: il tipo di promessa e di premio che viene riservato ai fedeli e il tipo di metodica di comportamento che garantisce la salvezza. per contrapporle alle religioni teocentriche. mentre altre al contrario prescrivono una condotta ascetica di vita al di fuori. Vi sono religioni. della volontà divina. l'ideale religioso è rappresentato da un atteggiamento di Divinità di ffinzione Religioni cosmocentriche e teocentriche Religioni della redenzione cristianesinio induismo i RE cattofico-rornanam buddismo protestante refigioni cinesi u7. Marzio Barbagli. che non postulano l'esistenza di vere e proprie divinità collocate in un aldilà. abbiamo religioni la cui promessa consiste nella possibilità di raggiungere uno stato di beatitudine e di pienezza durante la vita o. e non semplicemente contenitore. In molte religioni questi vari modi di atteggiarsi e comportarsi nei confronti del mondo e dell'aldilà sono presenti in combinazioni diverse. ma di una sfera dove regna quiete e armonia. In base al primo di questi criteri. 298-299] LA RELIGIONE 271 rifiuto del mondo. 10. al contrario religioni che promettono il riscatto e la redenzione dalle pene terrene soltanto nell'aldilà. Se seguiamo Max Weber [19201. mediante successive reincarnazioni. mentre il monaco benedettino che coltiva con metodi razionali le terre del convento è tipico di una forma di ascesi Pagina 154 . abbiamo religioni che prescrivono pratiche mistiche e contemplative di distacco dal mondo. Dal punto di vista delle metodiche di comportamento. sunnita religioni tribali e sciamaniste shia religioni indifferenziate ATLANTICO 6@ OCEANO INDIANO T10x041c80" CIRCOLO ANTARTICO FIG. poiché soltanto staccandosi dalla corruttibilità e Misticismo caducità delle cose terrene. L'ascesi. Queste religioni sono anche dette cosmocentriche. come nell'induismo. è un tipico esempio di orientamento mistico extramondano. attenuando così il rigido monoteismo. che tra i classici della sociologia è stato senza dubbio il maggiore studioso delle grandi religioni mondiali. di mettersi in sintonia con l'armonia divina del cosmo. cioè fondate sulla credenza di un'armonia universale ultraterrena.txt divinità. contrapposta alla sfera mondana dominata dalla turbolenza e dal disordine. Per quanto riguarda le prime.7ti ortodossa scintoismo e buddismo islarn ebraismo @ t. ma uno di essi tende a prevalere a seconda del particolare contesto storico e sociale. vale a dire fondate sulla credenza in un aldilà dominato dalla presenza della divinità.Arnaldo Bagnasco. l'uomo può essere in grado di ricevere la 'e Ucete~ grazia. al contrario. Alessandro Cavalli. Le religionì del mondo. Vi sono anche altri criteri in base ai quali classificare le religioni da un punto di vista sociologico. oppure all'interno del mondo. verso la quale è possibile elevarsi mediante pratiche di contemplazione. Corso di sociologia. La credenza nella divinità e il concetto stesso di divinità non sono elementi comuni a tutte le religioni. oppure. il monaco buddista che vive in meditazione. comporta un atteggiamento attivo in cui l'uomo si fa strumento. di farsi contenitore della rivelazione divina. isolato dal mondo. Così.2. sono praticati anche il culto della Madonna e dei santi. Queste ultime si chiamano appunto «religioni della redenzione».

Il movimento religioso è la forma più fluida di organizzazione religiosa. Esso nasce quando in una società maturano le condizioni per una rottura delle credenze religiose tradizionali. di ascoltare la voce di dio.in un rapporto di tensione nei confronti del mondo e dei suoi ordinamenti. La celebrazione di riti e culti. cioè con la rottura di un'ortodossia. le chiese. Si forma così un ceto sacerdotale (il clero) che opera nell'ambito di organizzazioni molto variabili nella loro forma. Un movimento religioso nasce e si diffonde perché i suoi membri passano attraverso un'esperienza fondamentale. Essi abbandonano la loro famiglia. E «letterato» confuciano che amministra saggiamente. seguendo le prescrizioni rituali tradizionali. vale a dire la cura degli atti liturgici che segnano il passaggio e la mediazione tra sacro e profano diventa una funzione sociale specializzata affidata a personale specializzato. le religioni profetiche e le religioni del salvatore (caso tipico il cristianesimo) sono vissute .cristiana: i movimenti religiosi. Noi ci soffermeremo soltanto su alcune forme tipiche che sono più rilevanti nell'ambito della tradizione ebraico. vale a dire una promessa di liberazione dalla sofferenza e dall'ingiustizia. devono essere sostenute da uomini in carne ed ossa che agiscono nell'ambito di gruppi più o meno organizzati. per diventare socialmente operanti. all'arte. l'esperienza della conversione. alla politica. All'origine di un movimento religioso vi è infatti quasi sempre una profezia e un profeta che «rivela» agli uomini. In particolare. sfidano i poteri religiosi e politici costituiti. dalle quali derivano principi di condotta rivolti ai fedeli. P. più o meno istituzionalizzati. nella sua facoltà straordinaria di ricevere direttamente la volontà di dio. gli affari del mondo è un esempio tipico di mistica mondana. sto mondo o nell'aldilà. Marzio Barbagli.una prima forma di divisione del lavoro. vivono collettivamente la testimonianza della loro fede e fronteggiano insieme l'ostilità o l'indifferenza degli infedeli. ma collettiva.come dice Max Weber . In epoca moderna il movimento religioso più importante neH'ambito del cristianesimo è stato senza Pagina 155 . sacerdote) che si pone su un piano diverso da quello del resto dei credenti e alla quale è affidato professionalmente il compito di fare da intermediario tra gli uomini e le potenze sovrannaturali. Intorno al profeta si raccoglie un seguito. non sono soltanto sistemi di idee. cioè di credenze relative al sacro e al profano. mentre l'imprenditore puritano che gestisce la sua impresa in vista di un profitto astratto con la convinzione di realizzare la volontà di dio è il tipico rappresentante di un orientamento ascetico -mondano. La conversione rappresenta una cesura. 272 CAPITOLO 10 Clero Organizzazioni religiose Conversione Carisma data l'importanza sociale della funzione svolta. i loro averi. una comunità di fedeli che crede nelle virtù eccezionali del proprio capo. li fa persistere nell'errore ed adorare false divinità. come se improvvisamente si fosse accesa una luce che gli permette di vedere quello che prima gli sembrava oscuro. che ha tagliato i ponti con A proprio passato e abbandonato le credenze che gli erano state trasmesse. Anche nelle religioni delle società più semplici compare quasi sempre una figura (mago. il profeta è quindi uno strumento mediante il quale dio fa sentire la sua voce agli uomini. all'economia. opaco o indifferente. La storia delle religioni può essere scritta come storia delle organizzazioni religiose e di queste esiste una casistica pressoché infinita.RedmAonel. egli vive una grande trasformazione che fa sì che egli non sia più quello che era prima. ogni profezia inizia idealmente con le parole «sta scritto. la parola e la volontà di dio. che sono diventati sordi. all'eros e alla scienza. gli ordini monastici. il ministro del culto è infatti esentato dal provvedere direttamente ai suoi bisogni materiali e vive perlopìù delle offerte dei fedeli. le sette e le denominazioni. La fede tradizionale impedisce agli uomini di raggiungere la verità. stregone. le idee. Movimenti e istituzioni religiose Finora abbiamo visto le religioni soprattutto come sistemi di idee. Questa esperienza straordinaria non è tuttavia puramente individuale. nella vita di un individuo. 5. Dalla conversione nasce un uomo nuovo. Molte religioni contengono una «promessa di redenzione» in que. Le religioni.Arnaldo Bagnasco. Alessandro Cavalli. Corso di sociologia. una svolta. La sfera religiosa tende in questo caso a contrapporsi alle altre sfere «secolari»: alla famiglia.txt extramondana. ma io vi dico>@. tuttavia.

delle quali i successori devono diventare interpreti fedeli. sociale e politico in cui opera. inoltre. Ma anche le pratiche religiose vengono sistematizzate. e diventare predicatori per provocare in altri la stessa esperienza di conversione che ha segnato la loro biografia. con le idee e i poteri dominanti del mondo esterno. per poter sussistere. Le pratiche rituali assumono così un carattere di universalità. Marzio Barbagli. ma le sue idee e la sua dottrina. ma perché ciò possa verificarsi il rapporto stesso deve trasformarsi in una direzione di maggiore impersonalità. le credenze devono venire sistematizzate. In breve. i meccanismi di selezione iniziale e di accesso ai vari livelli gerarchici. allontanarsi l'uno dall'altro senza perdere il vincolo di solidarietà che li unisce. Il rapporto tra chiesa e stato può quindi svilupparsi in termini di aperto conflitto (in questo caso. si genera inevitabilmente una differenziazione interna tra un ceto sacerdotale e la Ceto sacerdotale massa dei credenti. spersonalizzate. in particolare con lo stato. Mentre un movimento religioso si sviluppa sempre in un rapporto di tensione. deve trovare qualche forma di accomodamento con il contesto economico. Una chiesa. sulla solidarietà e sulla fratellanza che si viene a creare tra i membri del gruppo. Abbiamo detto che il movimento religioso è una forma fluida di organizzazione. una chiesa. che è quella di dispensare beni di salvezza ai propri membri. Su questo punto torneremo in seguito parlando appunto di queste forme di organizzazione religiosa. questi devono disperdersi. che in un caso si presentano come fedeli e nell'altro caso come sudditi o cittadini. deve essere in grado di allargarsi al di là della cerchia ristretta dei primi seguaci. Come ha magistralmente illustrato Max Weber [19201. Infine. deve proteggere e rafforzare la propria organizzazione in concorrenza con altre potenze secolari. diventa immancabilmente soggetto di interessi secolari: deve reperire e amministrare risorse economiche. ma non necessariamente. Il gruppo. è la chiesa ad essere Pagina 156 . si tratta infatti di un'organizzazione allo stato nascente. i fondamenti della propria fede. Chiesa e stato sono due istituzioni che avanzano pretese di fedeltà da parte della stessa massa di persone. che si fissino occasioni di incontri periodici. Prima di tutto. Il problema della successione è forse il più difficile da affrontare: la fedeltà e la fiducia del tutto personali che i seguaci riponevano nel capo deve ora essere trasferita al o ai suoi successori. ma trasmettendo alle nuove generazioni. se non di conflitto. sottratte il più possibile all'arbitrio individuale e alla specificità dei tempi e dei luoghi. stabilità e astrattezza e nel loro insieme vengono a costituire una liturgia alla quale presiede un corpo di specialisti (il clero) organizzato in un ordine rigorosamente gerarchico.Arnaldo Bagnasco. In quasi tutte le religioni vi sono dei testi «sacri» nei quali sono fissate le credenze e le prescrizioni di condotta fondamentali e la cui interpretazione «autentica» è demandata ad un gruppo di specialisti (i teologi) particolarmente addestrato e qualificato. si tratta di una forma sociale molto instabile. il movimento deve trasformarsi in chiesa attraverso un Chiesa processo di istituzionalizzazione delle credenze e delle pratiche religiose. deve assicurarsi che i propri ministri e fedeli possano celebrare liberamente i culti. Da un punto di vista sociologico assumono quindi grande rilevanza le modalità mediante le quali il ceto sacerdotale viene reclutato dalla massa dei credenti. la diffusione della fede. Alessandro Cavalli. le regole che vengono messe in atto per assicurare continuità all'organizzazione e per garantire la «fedeltà» al messaggio originario. Non è più la persona del capo che deve generare fedeltà e fiducia. Quando la religione assume la forma organizzativa della chiesa. tra chi dispensa e chi riceve beni di salvezza. ai figli e alle figlie dei convertiti. infatti. Per mantenere l'unità in condizioni di dispersione spaziale. è necessario che si formi un'organizzazione permanente. la definizione di regole di organizzazione slegate dalle persone dei primi seguaci. legata alla natura squisitamente personale del vincolo che unisce il capo religioso ai seguaci e i seguaci tra di loro.txt dubbio la Riforma protestante che ha dato luogo alla formazione di varie sette e denominazioni. per poter svolgere la sua funzione principale. tutta incentrata sul rapporto carismatico tra il capo e i suoi seguaci. Per poter sopravvivere alle persone che gli hanno dato vita un movimento religioso deve affrontare una serie di problemi: la successione del capo. il gruppo deve essere in grado di riprodursi non più soltanto provocando nuove conversioni. consolidate in un corpo organico di dottrina e codificate in un testo scritto che valga come legge fondamentale del gruppo dei credenti e come strumento di trasmissione della fede. Corso di sociologia. la trasmissione del credo alle nuove generazioni. che si stabilisca una gerarchia capace di tenere le fila di un gruppo più ampio e disperso.

all'ordinamento religioso rappresentato dalla gerarchia ecclesiastica. attraverso l'istituzione dei tribunali dell'Inquisizione) ed anche militare. o delle infinite soluzioni intermedie. Alessandro Cavalli. spesso efficacemente. ceti e classi sociali emergenti. cioè di un ideale di condotta di vita non accessibile alla massa dei credenti laici. Gli ordini monastici. ha tradito l'insegnamento originario e abbandonato i principi di condotta dei padri fondatori.txt «perseguitata» dallo stato). tenda a prevalere. La setta è una comunità religiosa tendenzialmente ristretta. devono soprattutto dar prova dell'autenticità della loro fede prima di essere accolti a pieno titolo come membri della comunità. giuridico -politico (ad esempio. più spesso ai margini della sua organizzazione. infatti. Anche le sette passano attraverso un processo di istituzionalizzazione e si trasformano quindi in denominazioni alle quali di nuovo. la cui esperienza religiosa stenta a riconoscersi nelle pratiche consolidate dell'ortodossia ufficiale. lo scisma della chiesa orientale e della chiesa anglicana dalla chiesa di Roma). Max Weber parla in proposito di una «religiosità di virtuosi». più frequentemente. Non è infrequente che nell'ambito di una chiesa. ma è stata riconosciuta la loro legittimità nell'ambito di una struttura ecclesiastica più differenziata e flessibile che consente ad essi un grado anche elevato di autonomia dalla gerarchia ecclesiastica. In altri casi. tali movimenti possono rivendicare un ritorno alle origini. in particolare del buddismo. è però assai spesso la formazione di una setta. in modo latente o manifesto. 1 seguaci di una setta non tendono generalmente a fare proseliti. Tali movimenti possono condurre a vere e proprie fratture scismatiche che portano alla separazione dalla chiesa di intere regioni con le loro popolazioni e alla creazione di nuove chiese separate (ad esempio. tra i cui membri si stabiliscono legami assai forti di fratellanza e di fiducia e che vive in un contesto sociale formato da appartenenti ad altre religioni o confessioni. Essi. Quale delle due polarità. nel tentativo di adattarsi al mondo e di venire a patti coi poteri secolari. non sono stati posti al di fuori dell'ortodossia. Marzio Barbagli. la chiesa. Una setta si differenzia da una chiesa soprattutto per il fatto che. Da questo punto di vista vi sono senz'altro analogie tra il monachesimo della tradizione cristiana e quello delle religioni orientali. Corso di sociologia. può essere accertato soltanto da un'analisi delle singole situazioni storicamente determinate. per essi conta di più la qualità e la forza della convinzione che non l'espansione quantitativa del gruppo. per ragioni dottrinarie o politiche. L'esito di un movimento religioso. almeno parziale. 1 nuovi adepti. i voti di castità. con ogni possibile mezzo. se non chiusa. mentre ad una chiesa si appartiene in genere per nascita. peraltro decisiva.Arnaldo Bagnasco. ancora. Il caso più tipico di organizzazione religiosa per denominazioni è quello degli Stati Uniti d'America. se non in misura limitata. ad essi si appartiene per scelta attraverso un atto di. oppure. attraverso una sorta di alleanza tra poteri secolari e poteri religiosi. si appartiene più per nascita che per un atto di adesione individuale. tuttavia. con la differenza. le denominazioni rispecchiano invece una situazione di pluralismo religioso. la chiesa non sembra più capace di rispondere ai bisogni religiosi delle masse. come per le chiese. ad esempio. Tra chiese e denominazioni vi è un'affinità di fondo. Non sempre tuttavia la risposta della chiesa alla comparsa di movimenti religiosi è stata una risposta repressiva. sia esso ereticale oppure no. e quindi combattuti come eretici. In genere sorgono dispute dottrinarie sull'interpretazione autentica del messaggio divino (quindi sull'interpretazione dei testi sacri). hanno spesso avuto origine da movimenti religiosi di tipo carismatico che contenevano potenzialmente una forte carica critica nei confronti dell'ortodossia ufficiale. di sostegno reciproco. l'appartenenza ad una setta presuppone un atto di adesione individuale. La storia della chiesa cattolica è costellata dalla comparsa di movimenti religiosi che sono stati dichiarati eretici e quindi duramente combattuti e repressi. Oppure. rifiuto del mondo (da cui. Agli occhi dei loro sostenitori. dove un numero assai elevato di chiese e di denominazioni convivono le une accanto alle altre in un rapporto di moderata concorrenza e in un clima di generale tolleranza. che mentre le chiese tendono ad essere le organizzazioni religiose dominanti nell'ambito di singole società. o di gruppi. povertà e obbedienza) e di dedizione a un ideale di perfezione di vita religiosa. ad esempio. si sviluppino movimenti religiosi che si oppongono. Gli ordini monastici rappresentano un tipo di comunità religiosa separata dalla massa dei fedeli di una chiesa. si denuncia la corruzione dei costumi da parte dei ministri della chiesa e la perdita di autentico significato religioso delle pratiche liturgiche. Pagina 157 . dottrinario.

sette o denominazioni. ne riflette le caratteristiche. in modo tale che i confini delle varie confessioni religiose finivano per coincidere con i confini degli stati territoriali. 1 moventi e gli interessi religiosi risultano quindi inestricabilmente connessi. del Libano.scrive Weber [1920. e soprattutto lasciavano credere. ora è chiaro che questo bisogno è diverso a seconda della posizione che un individuo o gruppo occupa nella società. 23 11 . Nel paragrafo conclusivo di questo capitolo affronteremo in termini generali il contributo che le diverse teorie socioLA RELIGIONE 277 logiche hanno dato all'analisi del rapporto religione-società. dove la diffusione di una fede avviene al seguito di missioni umanitarie che portano sollievo alle sofferenze di popolazioni oppresse dalla miseria. di qualsiasi natura. non esclusa la forza. sociali e militari) si di religione intrecciano e. ad esempio. di ore disuguaglianza ganizzazionì e di comportamenti? Per rispondere a questa domanda sociale bisognerebbe dar conto dell'enorme variabilità del rapporto: nella storia vi sono state tante religioni e tante società e per ognuna di esse il rapporto si configura in modo specifico. non lo è certo più man mano che ci avviciniamo ai tempi moderni. con ogni possibile mezzo. Corso di sociologia. in generale. Marzio Barbagli. 6. classi. t innegabile che i poteri costituiti. a motivi e interessi secolari di tutt'altra natura. i monarchi di tutti i tempi si ritenevano. affronteremo qui un argomento più circoscritto: quale nesso esiste tra la struttura della disugua. chiese. intesa come complesso di credenze. fino ai casi recenti dell'Irlanda. Alessandro Cavalli. Anche al fine di avviare quella riflessione conclusiva.Arnaldo Bagnasco. nell'arco dell'ultimo millennio. ma gli stessi detentori del potere risultano assai più sicuri e consapevoli della propria dignità e legittimità: «Il fortunato . Sappiamo bene. L'esercito dei conquistatori veniva immancabilmente accompagnato da un esercito di missionari vogliosi di convertire. 1 potenti. La storia delle guerre di religione si intreccia con la storia del mondo. coloro che comandano avvertiranno il bisogno di dare un senso al mondo e alla loro esistenza che giustifichi. a sua volta. e soprattutto dell'Europa. cosicché quella che appare come guerra di religione risulta frequentemente essere un conflitto tra gruppi sociali (nazioni. che le spedizioni militari dei signori feudali che vanno sotto il nome di Crociate non avevano soltanto lo scopo di liberare A sepolcro di Cristo dalle armi degli infedeli. non solo i sudditi sono più disposti ad obbedire ad un potere che emana da una fonte divina.quello di avviare importanti correnti di traffici mercantili con l'Oriente e di dirigere verso l'esterno le tensioni e i conflitti che si erano sviluppati sia all'interno della nobiltà. la loro posizione di dominio. sia tra nobili e contadini nelle regioni centrali dell'Europa feudale. l'espansione di una fede religiosa avveniva al seguito della conquista coloniale. Se questo era vero in passato. Religione e struttura sociale Le vicende delle religioni e delle organizzazioni religiose sono indissolubilmente intrecciate alle vicende e alle strutture delle società entro le quali si trovano ad operare. movimenti. e spesso subordinati. di essere di origine divina o perlomeno investiti del loro potere direttamente da dio. Abbiamo visto che l'esperienza religiosa nasce dal bisogno di dare un senso al mondo e alla propria esistenza. ai loro occhi e agli occhi degli altri. A noi basterà tuttavia individuare alcune linee di fondo. spesso. ma anche .txt Tra diverse religioni. Bisogna dire però che mai una guerra è esclusivamente una Guerre guerra di religione: interessi politici (economici. Egli prova Pagina 158 . nell'Europa della Riforma e della Controriforma si affermò il principio cuiUs regio. trad. però. Non sempre. 1976. di superiorità o di ricchezza.raramente si accontenta del fatto di possedere la fortuna. ceti. eiUs religio. Non a caso i faraoni dell'antico Egitto e i re della Mesopotamia venivano considerati delle divinità e. ricevano un formidabile sostegno quando la loro posizione viene sanzionata dall'autorità religiosa. dalla malattia e dall'ignoranza. 1. la storia ci presenta tuttavia più frequentemente un quadro di lotte. i ricchi.Refigione glianza sociale e la religione. oligarchie) in lotta per il potere. La religione è parte della società. le influenza.o forse soprattutto . vale a dire che un popolo assumeva la religione del signore del quale era suddito. it. Del resto. piuttosto che un quadro di tolleranza e di Pacifica convivenza. di Israele e dei paesi della «rivoluzione» islamica. viene influenzata dalle sue dinamiche e. si nascondono dietro gli interessi squisitamente religiosi. Anche le guerre dell'espansione coloniale europea furono quasi sempre intraprese dichiarando lo scopo di portare la «vera» fede alle popolazioni degli altri continenti che adoravano «false» divinità. i pagani e gli infedeli.

l'educazione dell'infanzia (scuole materne) e vari servizi assistenziali sono di fatto delegati dallo stato alle organizzazioni religiose. Talvolta. di un ceto. per certi versi. alle feste del Santo patrono. Ciò non si 'verifica soltanto in Italia e nei paesi di religione cattolica. come avviene. di condividere la loro esistenza e le loro sofferenze. che rientrano tutte nel panorama assai differenziato del «mondo cattolico» nel quale si esprimono forme e gradi diversi di religiosità che coinvolgono. la chiesa è sempre stata. scuole. e senz'altro il cristianesimo fu una di queste. vediamo come molto spesso alle varie chiese e denominazioni corrispondano gruppi sociali ben definiti a seconda della loro collocazione sociale e origine etnica. sia cattoliche che protestanti. Alessandro Cavalli. ad esempio. vi è spesso omogeneità sociale tra i rappresentanti del clero (i preti) e i fedeli di una parrocchia. nel campo delle istituzioni educative e assistenziali. In una società come quella italiana. Sarebbe riduttivo. In poche organizzazioni sociali è possibile pensare che il. oltre al clero. associazioni ricreative. 1 bisogni religiosi dei detentori di potere non sono gli stessi di quelli di altri gruppi e classi. Eppure. Le religioni profetiche. Il processo di secolarizzazione Pagina 159 . Il cristianesimo delle origini fu una religione di apprendisti artigiani ambulanti che popolavano le città dell'Impero romano. Credenze. Chiesa. ma. annunciano in genere il riscatto degli umili e degli oppressi. i preti dovevano dimostrare di essere come loro. di un'oligarchia. in questo caso la confessione religiosa diventa uno degli aspetti mediante ì quali si definisce l'identità sociale e la coesione del gruppo. la chiesa ha infatti reclutato il proprio personale da vari strati sociali. Nella chiesa medievale le alte gerarchie ecclesiastiche erano quasi sempre di origine aristocratica. di una classe o di un ordinamento istituzionale. Nell'ambito della stessa chiesa si esprimono quindi varie forme dì religiosità. L'organizzazione religiosa si intreccia quindi nel tessuto dell'organizzazione sociale. ceti e gruppi sociali. 7. soprattutto quando diventano religioni ufficiali di uno stato o di un regime politico. fasce consistenti di fedeli «laici». come tutti si ricordano. sia pure in misura variabile da epoca a epoca. non è solo territoriale ma anche «funzionale»: vi sono università. flessibile. Anche in molte regioni della Germania. il nesso tuttavia non è di puro rispecchiamento e si configura in modo diverso a seconda dei contesti. sia di complementarità. combinando interessi religiosi e interessi secolari. L'organizzazione della chiesa.txt inoltre il bisogno di averne anche il diritto». tra vescovi e nobili vi era una stretta continuità di ceto. Marzio Barbagli. tuttavia. sia di sussidiarità rispetto ai servizi pubblici. Se prendiamo ad esempio una società come quella nordamericana. associazioni professionali. inoltre.eatt01ica La chiesa cattolica è un buon esempio di organizzazione differenziata e. associazionì culturafi.Arnaldo Bagnasco. associazioni caritatevoli e assistenziali di volontariato. anche se i meccanismi di reclutamento e di socializzazione variano molto da un'epoca storica all'altra. le differenze sociali si esprimono in varianti della stessa pratica religiosa. il luogo dell'attività pastorale è stato spostato al di fuori defia chiesa in senso stretto nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro: per poter essere vicini agli operai. ecc. Le religioni. figlio di un contadino possa raggiungere i vertici della gerarchia. pratiche e organizzazioni religiose sono senz'altro connesse alla struttura dei rapporti tra classi. tra loro spesso anche molto diverse. dai «voti» fatti alla Madonna e ai santi per ottenere benefici o protezione. diocesi. hanno senza dubbio assai spesso svolto la funzione di fonti di leffittimazione del potere. sia questo il potere personale di un uomo. Le sue organizzazioni periferiche (parrocchie. questo è stato proprio il caso di papa Giovanni XXIII. come nel caso del movimento dei «preti operai» negli anni cinquanta. una religione che predica che «gli ultimi saranno i primi» (sia pure soltanto nell'aldilà) contiene un evidente messaggio sovversivo che difficilmente può essere ben accolto dai potenti della terra. agli «esercizi» e ai «ritiri» spirituali che costituiscono pratiche religiose ad elevato contenuto inteflettualistico. ad esempio. invece. un canale di mobilità sociale. pensare alla religione soltanto come instrumentum regni. in un rapporto che è sia di concorrenza. Corso di sociologia. vescovadi) sono prossime alle realtà sociali del quartiere o del paese in cui operano e riflettono quindi la cultura locale della popolazione dei fedeli. Inoltre. mentre il basso clero era assai vicino ai ceti proletari urbani o contadini. caratterizzata da un forte pluralismo religioso. dove esiste una sola religione dominante rappresentata dalla chiesa cattolica.

anche nelle società contemporanee. che assegna ad ogni uomo un compito specifico.29. la frequenza alla messa domenicale oscilla tra TAB. Non solo gli eventi salienti della vita.21. pragmatico e potenzialmente razionale nei confronti della realtà terrena: il mondo risulta composto da uomini e cose concrete e tangibili e non più da spiriti benevoli o vendicativi. di avere cioè una fede religiosa. t passato molto tempo da quando i re venivano incoronati dal papa e da quando la nomina dei vescovi doveva ottenere il consenso del potere politico.7 14.3 3.1 12. Anche se la grande maggioranza della popolazione (in Italia. 10. Una religione di questo tipo è però soltanto una premessa.6 17. le preghiere della sera. punizione del peccato originale Wavorerai col sudore della fronte»).5 21. così come l'esistenza quotidiana degli individui è rimasta intrisa di elementi religiosi.8 8.Arnaldo Bagnasco. si riscontri un notevole. come nascite.2 21. II. Questa assoluta trascendenza del sacro ha conseguenze molto importanti perché libera tendenzialmente la religione da ogni contaminazione con la magia e consente di sviluppare un orientamento laico. Il principio «date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio Pagina 160 . oppure quando ci si coricava si recitavano. indispensabile alla nascita di un'economia capitalistica. anche se variabile.6 15. Alessandro Cavalli. il 30 e il 40% della popolazione) Le stesse festività religiose tendono ad assumere sempre più connotati mondani. tra cui l'Italia. erano segnati invariabilmente da cerimonie religiose. Tutto ciò non è evidentemente scomparso anche ai giorni nostri.1 28. sembra che questi motivi religiosi abbiano perso largamente la loro efficacia: gli uomini e le donne lavorano per guadagnarsi da vivere o per autorealizzarsi. come il cristianesimo.7 32.9 . Un esempio molto illuminante dell'operare del processo di secolarizzazione lo si riscontra nel significato del lavoro. coloro che frequentano regolarmente i riti religiosi sono molto meno numerosi (sempre in Italia. si trasformano in occasioni per viaggi e vacanze. vi è una grande variabilità da paese a paese.0 23. cioè «chiamata» divina) sia risultata un fattore fondamentale nell'orientare gli individui verso un'attività operosa e sistematica.1 1-2 volte all'anno o meno 34. Il posto della religione risulta nelle società moderne tutto sommato ridotto rispetto alle società del passato.txt Il fatto che. circa il 90%) dichiara di credere in Dio. alla valorizzazione del lavoro nell'etica protestante come strumento di realizzazione della volontà divina. in gruppo o singolarmente. ma il rapporto è comunque problematico. Come abbiamo visto nel cap. matrimoni e morti. ma queste pratiche sono tuttavia diventate meno frequenti. Per secoli e secoli la vita sociale e politica. Alle origini di questo processo vi sono le stesse religioni che. grado di compenetrazione tra religione e struttura sociale e tra organizzazione religiosa e organizzazione sociale non deve tuttavia trarre in inganno.3 Fonte: Garefli e Offi [1996. in una sfera nettamente «altra» rispetto al mondo e alle cose terrene. Esse si collocano infatti ad uno stadio avanzato di un processo che Proc~ ha radici assai remote e che viene comunemente indicato col termine di di processo di secolarizzazione. vi sono partiti e movimenti che si ispirano a principi e valori religiosi e che sono appoggiati da organizzazioni ecclesiastiche e che vi sono molteplici interferenze tra potere politico e poteri ecclesiastici. Corso di sociologia.1 14.6 16. collocano il sacro e il divino su un piano trascendente.3 13.9 19. Marzio Barbagli. come si vede dai dati riportati nella tab. 10. Al giorno d'oggi. t vero che in molti paesi. ma anche uomini e donne comuni scandivano le attività della giornata con momenti di preghiera e di devozione e quasi ogni evento o azione assumeva significati religiosi.3 32. una precondizione. ma anche quando ci si metteva a tavola si rivolgeva una preghiera di ringraziamento a Dio per il pane quotidiano. 1. Anche la sfera delle attività e delle istituzioni politiche si è col tempo resa consistentemente autonoma dalla religione.7 38.2 31. Max Weber ha messo bene in luce come la concezione del lavoro come «vocazione» (Beruf. 2551. Frequenza di partecipazione airiti religiosi in alcuni paesi Gran Stati Olanda Italia Germania Polonia Bretagna Uniti occidentale Mai 36.0 Ogni settimana 10. perché possa avviarsi il processo di secolarizzazione. tuttavia.5 54. Nella tradizione religiosa ebraico cristiana la concezione del lavoro contiene elementi tra loro anche fortemente contrastanti: si va dalla dannazione biblica del lavoro come pena e fatica. senza nella maggior parte dei casi attribuire al loro agire nella sfera lavorativa un significato religioso.9 24.1 . per fare e ricevere regali. anche se. Non solo monaci e sacerdoti.3 Ogni tanto 12.1 tratti da un'indagine recente [Garelli e Offi 19961.9 5.3 2-3 volte al mese 6.

di partiti. del bene e del male.le quali hanno dato luogo alla formazione di «sette». risulta che anche in Italia. che per certi versi appare la più moderna del mondo attuale.sostituite da altre fedi. Scienza e religione si sono spesso trovate a combattere su fronti opposti. E gran numero di denominazioni. di istituzioni e di schiere di specialisti della «corretta» interpretazione dei «testi fondamentali». In quest'ultima dominano i rapporti di forza e di interesse tra gruppi. Non sembra infatti che il processo di secolarizzazione sia un processo unilineare e irreversibile che procede parallelamente al processo di modernizzazione. nei paesi dove domina il pluralismo religioso. di nuovi culti e di nuove sette. 1 prodigiosi sviluppi della scienza nei secoli XVII e XVIII hanno alimentato l'idea illuministica che la ragione e la scienza avrebbero alla fine svelato tutti i misteri dell'universo e relegato la religione nell'ambito della pura superstizione. sembra quasi che le religioni vengano . di tipo secolare e politico che. Conduce piuttosto ad una crescente specializzazione della religione che si costituisce come sfera relativamente autonoma accanto ad altre sfere. della vita e della morte. In certe fasi storiche. ma vi sono anche molti scienziati che credono in Dio e che non ritengono che la scienza sia in grado di rispondere adeguatamente a tutti gli interrogativi che gli uomini si pongono sul significato del mondo. Corso di sociologia. non vi è più una fiducia così sicura nei suoi illimitati poteri. Marzio Barbagli. Emblematico del conflitto tra fede e scienza resta il processo intentato dal Santo Uffizio (una sorta di tribunale istituito per combattere le idee eretiche) contro Galileo Gafflei. Dall'indagine prima citata. anch'esse relativamente autonome. reo di sostenere. chiese e sette e la notevole diffusione delle pratiche religiose nella società americana costituisce un enigma difficile da spiegare per tutti coloro che sostengono l'inarrestabile declino della religiosità nel mondo moderno.per così dire . più o meno grande. lo abbiamo visto analizzando i vari aspetti del fenomeno religioso. La società nordamericana. Oggi. 1 secoli XIX e XX hanno visto il sorgere di grandi ideologie . Non sembra comunque che il processo di secolarizzazione conduca tendenzialmente alla graduale estinzione della religione e della rehgiosità nel mondo moderno. come le religioni. ceti e classi in un ambito relativamente autonomo e separato rispetto alle credenze religiose. Soprattutto. oppure il principio più moderno «libera chiesa in libero stato» sono comunque largamente adottati come linee guida per definire i rapporti tra sfera religiosa e sfera politica. soprattutto. anche se la scienza continua a produrre continue scoperte in tutti i campi del sapere.Arnaldo Bagnasco. ma che tuttavia rimane confinata in una sfera privato/pubblica perlopiù separata dalla sfera politica. Scienza e religione sembrano quindi convivere in un rapporto di non belligeranza anche se storicamente si sono poste talvolta in antitesi [Ardigò e Garelli 19821. la religione occuperà nell'insieme composito che costituisce l'identità di ogni singola persona una parte. la scienza. inoltre. 911. hanno spesso eroso credenze tradizionali che erano diventate oggetto di tutela da parte di qualche religione e organizzazione ecclesiastica. t pur sempre vero che tra gli scienziati (rispetto ad altri gruppi sociali) troviamo la percentuale più elevata di persone che si dichiarano atee. è senz'altro meno secolarizzata rispetto alle società del continente europeo. e quindi anche i loro comportamenti politici. la tesi «rivoluzionaria» che la terra è una sfera che ruota intorno al sole. svolgono la funzione di fornire nello stesso tempo delle visioni unitarie del mondo e delle mete chiare e semplici verso le quali orientare l'azione individuale e collettiva. Vi saranno sempre individui più religiosi ed altri meno o affatto religiosi.txt ciò che è di Dio». 8. ma comunque limitata. Nel processo di secolarizzazione lo sviluppo della scienza moderna ha senza dubbio svolto un ruolo decisivo. tratta la religione come un «fatto» sociale. riconducibile quindi ad una spiegazione/interpretazione in termini di altri «fatti» sociali. dove per mezzo secolo ha governato un partito di ispirazione cattolica. la religiosità tende sempre più a diventare una questione privata dei credenti che certo influenza i loro comportamenti. Le interpretazioni sociologiche della religione La sociologia. Non è da escludere che il declino di queste «religioni secolarì» lasci il campo alla formazione di nuove religioni.prima fra tutte il marxismo . ma non solo. Alessandro Cavalli. da altri credi. ma. di movimenti. La Pagina 161 . contraddicendo l'interpretazione canonica delle sacre scritture. e gli scienziati. più del 70% del campione intervistato ritiene che le autorità religiose non debbano influenzare le decisioni del governo [Garelli e Offi 1996. la Democrazia cristiana.

La religione domina quindi nel primo stadio. La religione svolge questa fondamentale funzione di integrazione. svolge una funzione sociale fondamentale in ogni tipo di società. 9 processo di secolarizzazione non sarebbe altro che il progressivo logoramento di questa sovrastruttura ideologica. soprattutto quando sono minacciate da conflitti interni o esterni. Non è possibile pensare alla società se non a qualcosa di integrato. spostando neH'aldilà il momento del riscatto dalle sofferenze terrene. Marzio Barbagli. quindi. Nell'ambito di questo filone interpretativo. pur sempre di natura Pagina 162 . Comte individua tre stadi nello sviluppo delle società umane le quali progrediscono da uno stadio teologico ad uno metafisico per giungere infine allo stadio positivo dell'epoca moderna. Alessandro Cavalli. pur mutando grandemente nelle forme. del fenomeno religioso nelle società umane. è perché altre forme. Per Voltaire. Corso di sociologia. vige invece un principio democratico fondato sulle capacità e le prestazioni individuali e quindi viene meno. dove gli uomini sono ancora preda di una concezione antropomorfica che vede le divinità come entità dalle caratteristiche simili a quelle umane. A. Anche per Herbert Spencer (1820-1903) la religione è un fenomeno che compare nelle società più arcaiche che egli chiama «società militari» in quanto in esse vige un rigido principio gerarchico al quale la religione offre un fondamento di legittimazione. con l'espressione icastica di Marx. Nella sua opera maggiore. Molti altri studiosi rientrano in questa corrente interpretativa. Per la sociologia la religione deve essere considerata un «fatto» terreno (anche se ha per oggetto entità ultraterrene): il problema della «verità» delle credenze religiose non è un problema che possa essere affrontato con gli strumenti della ricerca scientifica. Nella società industriale. il Corso difilosofia positiva (1830-1842). tuttavia. la cui funzione sarebbe esclusivamente quella dì occultare i rapporti di dominio. lo vedremo nel prossimo capitolo (X1). per i quali la religione è un fenomeno che oscura le menti e impedisce di vedere la luce della ragione. che impedisce di cogliere la natura irriffiediabilmente antagonistica dei rapporti tra le classi. Se per i marxisti la religione sarebbe definitivamente declinata una volta superato lo stadio del dominio e raggiunta una condizione di eguaglianza. facendo loro accettare supinamente la loro condizione di subordinazione. Questo approccio «terreno» appare evidente nelle principali interpretazioni sociologiche della religione che possiamo raggruppare in cinque tipi: Interpretazione 1) Le interpretazioni in chiave evoluzionista della sociologia posievohnaonista tivista dell'Ottocento. se questa funzione sia la sola capace di spiegare la presenza. 3) L'interpretazione funzionalistica. t difficile contestare il fatto che le religioni (soprattutto nella forma istituzionalizzata delle chiese) siano state storicamente dei potenti alleati delle classi dominanti al fine di garantire l'ordine sociale e la stabilità dei rapporti di potere e autorità. E se nelle società moderne la religione sembra in declino. «l'oppio dei popoli» [Marx e Engels 18481. t tuttavia soprattutto con il materialismo dialettico di Marx e dei marxisti che questa interpretazione assume una formulazione teorica consistente. le cui origini risalgono al pensiero degli illuministi. 2) La religione come ideologia delle classi dominanti. La religione diventa. che nel processo di evoluzione sociale succede alla società militare. l'impossibilità nel lungo periodo di mantenere nascosta la «vera» natura dell'oppressione. la religione da un lato inganna i poveri. per i funzionalisti la religione. o almeno si riduce di molto. ma inganna anche i ricchi ai quali la chiesa estorce elemosine promettendo impunità per i loro peccati. o «falsa coscienza». la storia è storia di lotta di classe e la religione. t legittimo chiedersi. ma potenziate al massimo grado. Non c'è dubbio che questa corrente di pensiero riaffiori ancor oggi in coloro che sottolineano come inarrestabile il processo di secolarizzazione che abbiamo visto poco sopra. un'ideologia. e la persistenza.txt sociologia non può dire nulla sulla «verità» delle credenze religiose. ad essi è comune l'idea che la religione è sostanzialmente destinata ad essere sostituita dalla scienza come criterio fondamentale di orientamento delle azioni e delle società umane. l'esigenza di credenze e norme religiose che impongano il rispetto dell'autorità. sarebbe cioè venuta meno la sua ragion d'essere. ostacola il processo mediante il quale gli oppressi prendono coscienza dei rapporti sociali di dominio dei quali sono vittime. da un vincolo che continuamente si rinnova. Per Marx. la religione occupa uno stadio primitivo nell'evoluzione delle società umane. una «sovrastruttura» ideologica.Arnaldo Bagnasco. in cui le varie parti siano tenute insieme da qualche credenza comune. Anche questa corrente interpretativa risale al pensiero degli illuministi. In questa prospettiva.

ha voluto dimostrare come nella religione i membri di una società vogliano rappresentare. 5) La concezione fenomenologica. l'identità collettiva e il sentimento di appartenenza. i sociologi hanno introdotto nel linguaggio scientifico e in quello comune una nuova espressione . il cristianesimo e l'islamismo delle origini. lo abbiamo già ripetutamente notato. dice: «Mi sono fatto forza di parlare con te. quella che Durkheim chiama. 18. Differenziazione e disuguaglianza Capitolo 11 Il termine stratificazione è usato in geologia per designare gli strati di terra e di roccia. per indicare cioè il sistema Sodak delle disuguaglianze strutturali di una società. hanno preso il suo posto. essa pone quindi l'accento sulla relazione tra il soggetto credente e l'oggetto di venerazione che si colloca su un piano trascendente rispetto alla realtà terrena. che si sono depositati nel corso di millenni e che formano la superficie terrestre. il sacro (compresi gli oggetti e i luoghi di culto) è circondato da un'aura di mistero e di inaccessibilità che produce un'emozione profonda in cui si combinano timore e riverenza. Per la concezione fenomenologica l'elemento costitutivo e universale della religione è l'esperienza del sacro. il sentiLA RELIGIONE 285 mento della creatura che s'affonda nella propria nullità. diventa così occasione per ribadire.27) osa rivolgere a Dio la sua parola. l'esigenza di integrazione resta e con essa restano forme simboliche di tipo religioso che garantiscono questa integrazione. sia nelle società degli aborigeni australiani. Definiamo Pagina 163 . la sua presenza deve poter essere riscontrata sia nelle società più semplici. II. le religioni «profetiche» (come Febraismo antico. ma ciò non vale per tutte le religioni e per tutte le fasi del loro sviluppo storico.stratificazione sociale . Otto [19171. ma come un fenomeno dotato di una sua autonomia specifica. sono state cioè un fattore di rottura della tradizione e di mutamento sociale e di esse si sono fatti portatori ceti e classi emergenti che hanno dovuto lottare per la propria affermazione. In primo luogo. «solidarietà meccanica». Ogni atto di culto. Nelle pagine che seguono noi la Stratificazione useremo nella sua accezione più generale. la solidarietà meccanica cede il passo a una diversa forma di solidarietà (la «solidarietà organica»). la sacralità delle istituzioni. Diversi sono i tratti che definiscono l'esperienza religiosa. E vero che con la crescente divisione del lavoro e la conseguente più estesa e profonda interdipendenza tra uomini e gruppi sociali. il calvinismo) si sono sviluppate in forte tensione con il mondo circostante. risale prevalentemente a Max Weber. che Weber talvolta designa col termine di «interessi ideali» (in contrapposizione agli «interessi materiali») sono state storicamente delle potenze rivoluzionarie. A differenza di Marx. come il culto della patria. come abbiamo visto nel cap. capaci di indurre profonde trasformazioni negli assetti sociali e culturali. io. tuttavia. che ha invece a che fare con i rapporti di potere esistenti fra di essi. che scompare al cospetto di ciò che sovrasta ogni creatura» Quando Abramo (Genesi. Marzio Barbagli. ogni cerimonia rituale.Arnaldo Bagnasco. con il loro apparato rituale e simbolico (la bandiera. e rafforzare. In questo senso. In ogni esperienza religiosa. paura e attrazione. e anche di Durkheim. che sono terra e cenere» Un ulteriore tratto è l'esperienza del mistero. riguardante l'ammontare delle ricompense materiali e simboliche ottenute dagli individui e dai gruppi di una società e quello relazionale. Se la religione è un'istituzione universale delle società umane. Weber non vede la religione come un fenomeno esclusivamente dipendente dai rapporti di dominio (Marx) o dalle esigenze di integrazione della società (Durkheim). come scrive R. la tomba del milite ignoto.txt religiosa. su un piano trascendente. 4) La religione come fattore di mutamento. Corso di sociologia. Riprendendolo ed aggiungendovi un aggettivo. il pantbeon degli illustri figli della patria che rappresentano il genio della nazione). cioè la società stessa. Alessandro Cavalli. il vincolo che h unisce. anche nelle forme più intellettualizzate. le idee religiose. è sempre presente una componente emozionale attraverso la quale all'individuo è concesso di trascendere se stesso e i propri limiti per accostarsi alla «comunione» con ciò che si colloca su un piano radicalmente altro da quello della realtà terrena.di cui si sono serviti con significati diversi. In particolare. Questa interpretazione. t innegabile che molte religioni siano state un fattore di conservazione dell'ordine sociale costituito. nei suoi due principali aspetti: quello distributivo. tipico di ogni esperienza religiosa è «il sentimento di essere creatura.

dunque. soprattutto nelle società di caccia e raccolta. che era assai bassa nelle società di caccia e raccolta. il. Marzio Barbagli. ogni famiglia condivide con tutte le altre il cibo disponibile. Gli antropologi hanno individuato due motivi principali della natura egualitaria delle società di caccia e raccolta. XIII) e l'appartenenza etnica (cap. l. Gli 290 CAPITOLO Il TAB.per passare in quelle postindustriali) hanno un grado di disuguaglianza maggiore di quelle di caccia e raccolta. per diminuire in seguito (fig. l'americano Gerhard Lenski [19661. a chi uccide un animale di grandi dimensioni conviene darne parte agli altri. Frequen. Per coloro che adottano una definizione come la nostra di stratificazione sociale. gli strati hanno assunto storicamente forme specifiche assai diverse. Corso di sociologia. Pagina 164 . Anche nelle società più semplici. ma minore di quelle agricole che le hanno precedute. Inoltre. Alessandro Cavalli. la risposta a questa domanda è senz'altro affermativa. Grande importanza hanno il genere (di cui ci occuperemo nel cap. sono tendenzialmente egualitarie dal punto di vista delle risorse materiali e simboliche di cui dispongono le famiglie.za della proprietà privata della terra. Ma è stato un sociologo. Secondo Lenski. che porta a condividere con gli altri le scarse risorse disponibili. esistono disuguaglianze strutturate basate sul genere o sull'età. che ha tentato di inviduare le condizioni che favoriscono le disuguaglianze sociali.. quali ad esempio le caste. 11. che naturalmente ostacola l'accumulazione di grandi quantità di risorse.come peraltro le persone comuni si sono spesso chiesti se la stratificazione sociale sia universale. lungo un arco di tempo che abbraccia tutta la storia dell'umanità.1). mentre ciascun adulto si fabbrica gli strumenti di lavoro di cui ha bisogno e questi restano in suo possesso finché li adopera. Vi sono tuttavia società che. le persone anziane più di quelle giovani.txt perciò strato un insieme di individui (o di famiglie) che godono della stessa quantità di risorse (ricchezza. cioè sia esistita in tutte le società che conosciamo. pertipo di società Tipo di società Frequenza della proprietà privata generale frequente totale Caccia e raccolta Orticola o 36 o 23 89 18 100 100 9 22 Fonte: Lenskì [19821.1 (riguardanti le società sulle quali gli antropologi sono riusciti a raccogliere informazioni in proposito) nella totalità delle prime ed in circa la metà delle seconde. egli è arrivato alla conclusione che la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza. E secondo è che l'applicazione del principio di reciprocità.disuguaglianze uomini hanno più prestigio e potere delle donne. nella speranza che essi si comportino nello stesso modo. la proprietà privata della terra è assente o rara. Condizionì Che favcwiscono le. Sono. come abbiamo detto nel cap. Universalità della stratificazione sociale Gli studiosi di scienze sociali . E primo è 9 nomadismo di queste popolazioni. 11. 1. In una società priva di tecniche per la conservazione del cibo. Mettendo a confronto società di tipo diverso. Molto diversi sono peraltro anche i criteri di strutturazione delle disuguaglianze.secondo alcuni . pur presentando queste disuguaglianze di genere e di età. prestigio) o che occupano la stessa posizione nei rapporti di potere. è cresciuta nelle orticole ed ha raggiunto il punto più alto in quelle agricole. 1. quelle di caccia e raccolta e le orticole. i ceti e le classi. Come si può vedere dai dati della tab. Come vedremo.Arnaldo Bagnasco. le società industriali in cui noi siamo vissuti per molti decenni (da cui stiamo uscendo . è quello che permette di massimizzare le possibilità di sopravvivenza. XV).

le argomentazioni principali dei funzionalisti possono essere sintetizzate in quattro punti. nell'antico impero romano o nella Francia medioevale) che la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza è più accentuata. Dunque. ma alcune sono più rilevanti di altre per l'equilibrio ed il funzionamento del sistema sociale e richiedono capacità speciali. Nella riflessione e nell'indagine sociologica i problemi della stratificazione hanno sempre avuto un posto di particolare rilievo. Nelle pagine che seguono noi ci limiteremo tuttavia a ricordare le più importanti teorie che essi hanno formulato.1. Alessandro Cavalli.hanno presentato è che «la principale necessità funzionale che spiega la presenza universale della stratificazione è precisamente l'esigenza sentita da ogni società di collocare e motivare gli individui nella struttura sociale». La sua concentrazione raggiunge il massimo nelle società agricole e diminuisce in quelle industriali. indispensabili alla sopravvivenza del sistema sociale. non tutte le posizioni (e le mansioni) hanno la stessa «importanza funzionale».Arnaldo Bagnasco. Marzio Barbagli. La teoria funzionalista della stratificazione sociale Anche se il suo padre spirituale è sicuramente Emile Durkheim. 1969. 1. anche la curva del potere ha una forma di campana. dai medici o dagli ingegneri. l'esistenza delle disuguaghanze sociali è un fatto non solo inevitabile.Gerhard Lenski). come si può vedere dalla fig. La teoria della ricaezza e del potere di Lenski. 2. Per i suoi sostenitori.lo abbiamo appena visto . E in questo.da due diversi fattori: le dimensioni del surplus economico e la concentrazione del potere politico.txt STRATIFICAZIONE E CLASSI SOCIALI 2 9 1 Caccia e Orticoltura Agricoltura Industria raccolta Tecnologia produttiva FIG. la teoria funzionalista della stratificazione sociale è assai chiara. Partendo dall'assunto che non sia mai esistita una società in cui non vi fosse una qualche forma di stratificazione sociale. 1. nelle società moderne. i sociologi si sono divisi. questa teoria è stata formulata in modo articolato e rigoroso solo dopo la Il guerra mondiale. come abbiamo visto nel cap. durante il quale vengono sostenuti «sacrifici» di varia natura da parte di coloro che vi si sottopongono (le spese per l'istruzione e la rinuncia a redditì per il ritardato ingresso nel mercato del lavoro) Pagina 165 . il numero delle persone dotate di quelle capacità che possono essere convertite nelle competenze appropriate ad occupare quelle posizioni è «limitato» e «scarso» o La conversione delle capacità in competenze implica un periodo di addestramento. ma anche necessario al buon funzionamento della società. cioè una quantità di risorse superiore a quelle necessarie a mantenere in vita i produttori diretti e le loro famiglie. Davis e W. -11. più ancora che in altri campi.K. E. E la tesi di fondo che due dei più autorevoli di essi . In sintesi. quelle occupate dagli stregoni o dai sacerdoti e. 181 . Lo sono. fu con l'avvento delle società agricole che si ebbe un forte aumento della produttività e si iniziò a produrre un surplus economico. Stratfficuaone e twria. è perché queste società presentano un considerevole surplus economico e ad appropriarsene è quasi esclusivamente l'aristocrazia militare. Se nella società industriale la distribuzione della ricchezza diventa più equa. Corso di sociologia. La forma a campana della curva della disuguaglianza dipende secondo Gerhard Lenski .1. nel corso di un vivace dibattito avvenuto sulla più importante rivista americana di sociologia. nelle società primitive. E in effetti. A parità di altre condizioni. La stratificazione sociale svolge per loro delle «funzioni vitali». o In ogni società. trad. le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza crescono all'aumentare del surplus. Anche se il significato di questa proposizione può sfuggire a tutta prima a qualche lettore. ad esempio. sostenendo punti di vista molto diversi. it. E. Moore [1945. o In ogni società. i sostenitori della teoria funzionalista hanno cercato di spiegare non le variazioni nel tempo e nello spazio della stratificazione sociale (come ha fatto invece . La disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza cresce anche all'aumentare della concentrazione del potere politico. se è negli imperi agrari (in Cina. ma le sue caratteristiche universali. è perché si verifica una rivoluzione politica che attribuisce maggior potere ad una parte consistente della popolazione. Perché possano iniziare ad esistere famiglie che hanno una quantità di risorse molto maggiore delle altre è infatti necessario che si superi la fase dell'economia di sussistenza. 11.

storicamente esistenti. mentre la grande maggioranza della popolazione ne è esclusa. La produzione della società antica si basava invece sulla proprietà della terra e degli strumenti di lavoro e le due classi principali erano quelle dei proprietari terrieri (grande e piccola nobiltà) e dei lavoratori della terra (servi. vassalli. Infine. è necessario dar loro delle ricompense «materiali» e «morali». e condussero una lotta ininterrotta. Corso di sociologia. contadini). Anche fra i teorici del conflitto vi sono tuttavia due impostazioni diverse. i fabbricati. Ma ciò non significa come pensa erroneamente qualcuno . che erano i loro proprietari. che non hanno invece che la loro forza lavoro. gli strumenti di lavoro. però. plebei. In ogni società. Nelle sue linee essenziali. patrizi e plebei. perché non erano né possedevano schiavi. Karl Marx non ci ha lasciato né una trattazione organica né una definizione formale del concetto di classe sociale. il concetto di classe Classe sociale in Marx sociale fece ufficialmente la sua prima comparsa nel 1848. it. la borghesia. 1 La nostra epoca. membri delle corporazioni e garzoni. egli ricorda otto classi (la nobiltà feudale.2. Gli schemi interpretativi di Marx si articolano e si complicano quando egli analizza società concrete. per di più. servi della gleba e. le macchine. l'epoca della borghesia. la teoria di Marx è sufficientemente chiara. nel medioevo signori feudali. Le teorie dei conflitto Del tutto diversa è l'impostazione dei teorici del conflitto. si distingue però dalle altre per aver semplificato gli antagonismi di classe. ora latente ora aperta. furono continuamente in reciproco contrasto. nel livello di reddito. In Roma antica abbiamo patrizi. Paradossalmente. e che tutto si riduca alla contrapposizione fra ricchi e poveri. che si richiamano una a Karl Marx. Marzio Barbagli. La base delle classi è nella sfera economica. trad. Così. che si trovavano in una posizione intermedia fra gli uni e gli altri.txt Per indurre le persone capaci a sottoporsi a questi sacrifici. mi due grandi classi direttamente contrapposte l'una all'altra: borghesia e proletariato [ibì_ deml. garzoni. Così. l'altra a Max Weber. come se fossero sinonimi. la forma più importante di proprietà è costituita dal capitale industriale e le due classi principali sono la borghesia (che lo controlla) e il proletariato o gli operai. una molteplice graduazione delle posizioni sociali.. come abbiamo visto nel brano prima citato. Ritengono invece che le disuguaglianze esistano perché i gruppi sociali che se ne avvantaggiano sono in grado di difenderle dagli attacchi degli altri. Le classi sociali secondo Karl Marx Nonostante che fosse stato usato anche prima. Pagina 166 . Inoltre. l'asse portante delle classi si trova nei rapporti di produzione e nelle relazioni di proprietà. in una situazione di conflitto continuo. egli fa un uso poco preciso del termine classe (Masse). Ma la forma di produzione e quella di proprietà variano a seconda del tipo di società. nell'antica Roma la produzione era basata sulla proprietà degli schiavi e le classi principali erano costituite. le materie prime). nella società borghese. che alterna a quello di «ordine» o di «ceto» (Stand). oltre che da questi ultimi. 19 lettore se ne può rendere agevolmente conto leggendo la continuazione dell'importante brano del Manifesto che abbiamo appena citato: Nelle epoche anteriori della storia troviamo quasi dappertutto una completa articolazione della società in differenti ordini. membri delle corporazioni. cioè far sì che le posizioni (funzionalmente importanti) che tali persone andranno ad occupare godano di un livello di reddito e di prestigio maggiore delle altre. Essi negano che la stratificazione sociale svolga una funzione vitale indispensabile alla sopravvivenza del sistema sociale.. in breve oppressori e oppressi. schiavi. dai patrizi. braccianti. 1001. L'intera società si va scindendo sempre più in due grandi campi nemici. parlando della Germania precedente il 1848. con la celebre affermazione del Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx e Friederich Engels: la storia di ogni società esistita fino a questo momento è storia di lotta di classi. cavalieri. 1953. e dai plebei. Alessandro Cavalli. Un piccolo numero di persone ha la proprietà dei mezzi di produzione (la terra. tuttavia. Liberi e schiavi. anche particolari graduazioni mi quasi ognuna di queste classi [. nelle molte pagine su questo tema che si ritrovano nelle sue opere. lotta che ogni volta è finita o con la trasformazione rivoluzionarla di tutta la società o con la comune rovina delle classi in lotta [Marx e Engels 1848. baroni e servi della gleba. 2.Arnaldo Bagnasco.che le differenze di classe vadano ricercate nella «dimensione della borsa».

gli stessi valori e le stesse credenze. «frazioni» di una classe. e guadagna quindi i suoi mezzi di sussistenza più nello scambio con la natura che nel commercio con la società. la seconda quello industriale. capaci in certe condizioni di azione unitaria. Lo si può certo dire del «sottoproletariato. Secondo la teoria di Marx. la borghesia industriale e i grandi proprietari terrieri. aumentano la visibilità e la trasparenza della struttura di classe. Un piccolo appezzamento di terreno. che hanno lo stesso livello di istruzione. Alessandro Cavalli. Altre classi che Marx prende in considerazione nelle sue analisi 295 storiche possono essere collocate senza troppa fatica nel suo schema di fondo. un po più in là un altro piccolo appezzamento di terreno. i grandi o medi agrari. lo stesso livello di consumo. gens sans feu et sans aveu [senza tetto e senza scrupoli]» [Marx 1850.in tutte le grandi città forma una massa nettamente distinta dal proletariato industriale. trad. la classe superiore o dominante era costituita da tre di queste frazioni: l'aristocrazia finanziaria. le stesse abitudini sociali. delle forze sociali. Alcune diecine di queste famiglie costituiscono un villaggio e alcune diecine di villaggi un dipartimento. Anche se Marx non ha mai affrontato sistematicamente questo problema. ad esempio. Marzio Barbagli. i loro interessi e la loro cultura da quelli di altre classi e li contrappongono ad esse in modo ostile. t il caso della piccola borghesia (costituita da artigiani e commercianti) o dei contadini. a proposito della Francia della metà dell'Ottocento: Ogni singola famiglia contadina è quasi sufficiente a se stessa. essi non costituiscono una classe [Marx 1852. Ma nella misura in cui tra i contadini piccoli proprietari esistono soltanto legami locali e la identità dei loro interessi non crea tra di loro una comunità. una unione politica su scala nazionale e una organizzazione politica. Erano tutte e tre classi di possidenti. ma di beni diversi. di far parte di un'unica classe. un altro contadino e un'altra famiglia. produce direttamente la maggior parte di ciò che consuma. che vivono e pensano in modo simile. come lui le chiama. ma che al tempo stesso svolgono un lavoro manuale. Con la prima espressione indicava un insieme di individui che si trovano nella stessa posizione rispetto alla proprietà dei mezzi di produzione. Sono potenzialmente dei soggetti collettivi.come scrive Marx . Basti pensare che il romanziere Honoré de Balzac parlava dei contadini francesi come di «un Robespierre con una testa e venti milioni di braccia». le cui condizioni di lavoro rendono straordinariamente difficili le comunicazioni. 1271. 1966. che vivono dei rifiuti della società gente senza un mestiere definito. allo stesso modo che un sacco di patate risulta dalle patate che sono in un sacco. Come scrive efficacemente lo stesso Marx. degli attori storici. Nella misura in cui milioni di famiglie vivono in condizioni economiche tali che distinguono il loro modo di vita. le classi sono dei raggruppamenti omogenei di persone. Nel primo rientrano quelli che. Quando lasciano la bottega artigiana o i campi per andare in fabbrica. Egli infatti distingueva fra classe in sé e classe per sé. lavorando. perché sono formate da persone che sono proprietarie dei mezzi di produzione e acquistano forza lavoro sul mercato. 1974. In realtà. i piccoli proprietari.txt la piccola borghesia. Così la grande massa della nazione francese si forma con una semplice somma di grandezze identiche. trascorrendo insieme molte ore del giorno. La prima controllava il capitale finanziario (ed era costituita da banchieri e da società di assicurazione). nelle pagine dei suoi libri vi sono importanti intuizioni sui tre tipi di fattori che favoriscono il passaggio dalla classe in sé a quella per sé. gli operai agricoli e quelli dell'industria) e scrivendo della Francia della metà dell'Ottocento. Corso di sociologia. Ma secondo Marx le classi erano degli attori storici solo potenzialmente. la stessa concezione della vita e del mondo. it.Arnaldo Bagnasco. Nella Francia del 1848. alcune di queste sono segmenti o. 2081. la terza la terra. gli operai entrano più agevolmente in comunicazione fra di loro e. parlando. Usava la seconda quando questi individui prendevano coscienza di avere degli interessi comuni e di appartenere alla stessa classe. facilitando le comunicazioni fra gli appartenenti ad una classe. Opposta è invece la situazione dei contadini coltivatori. Questa tendenza a personificare le classi era allora condivisa da molti altri intellettuali. Ma altre ancora non sono certamente definibili in termini di rapporti di produzione e di proprietà. ne menziona sette. esse formano una classe. Il secondo tipo di fattori che favoriscono il passaggio dalla classe in sé a Pagina 167 . nella quale si reclutano ladri e delinquenti di ogni genere. di avere interessi comuni. vagabondi. prendono più facilmente coscienza di trovarsi nella stessa situazione. Agisce ad esempio in questo senso la concentrazione degli operai in grandi stabilimenti. che . il contadino e la sua famiglia. trad. it.

nel secondo debitori e creditori. si associavano in partiti o in gruppi di potere per il controllo dell'apparato di dominio. del1`onore" che è legato a qualche qualità comune di una pluralità di uomini» [1922a. artigiani.costituiscoSTRATIFICAZIONE E CLASSI SOCIALI 297 no le categorie fondamentali di tutte le situazioni di classe» [Weber. Fra le due vi sono le classi medie. Le «classi possidenti privilegiate in senso positivo» sono costituite da redditieri che ricavano i loro redditi da schiavi. Nell'antica Grecia e nell'antica Roma. Le «classi possidenti privilegiate in senso negativo» sono formate da coloro che non dispongono di nulla. «Il possesso e la mancanza di possesso . Nel primo si contrapponevano la classe operaia (fatta da coloro che vendevano la forza lavoro) e gli imprenditori (che l'acquistavano). per Weber era la situazione di mercato. 1922a. dal mercato del lavoro. lingua. stesse preferenze di consumo) e un forte senso di appartenenza. la cultura e la politica.scriveva . impianti di lavoro. Tale limitazione si esprime soprattutto nel connubium e nella commensalità. nella seconda seguendo comuni interessi ideali e dando origine a ceti. i processi migratori che fanno sì che una classe sia formata da strati culturalmente assai diversi (per paese di origine. Essi si distinguono l'uno dall'altro per il diverso grado di prestigio di cui godono. Il. navi. 234-2351. ma m tre diverse sfere: l'economia. Weber ha elaborato una teoria a più dimensioni della stratificazione sociale. Ci si sposa e si siede a tavola preferibilmente (o. 11. gli individui si univano sulla base di interessi materiali comuni. In quelle «privilegiate in senso negativo» rientrano i lavoratori. Quanto più una classe è omogenea. Questo ha importanti conseguenze. «L'onore di ceto si esprime normalmente soprattutto nefl'esigere una condotta di vita particolare da tutti coloro i quali vogliono appartenere ad una data cerchia. formando classi sociali. trad. Anche se ci occuperemo nel prossimo capitolo del problema della mobilità sociale. 1961. miniere.ogni componente tipica del destino di un gruppo di uomini. Storicamente. che ha concentrato tutta la sua attenzione sulle classi. funzionari). Di conseguenza. del credito e delle merci. trad. Alessandro Cavalli. ceti e gruppi di potere secondo Max Weber A differenza di Marx. possiamo dire che. nella società capitalistica. 1 fattori del terzo tipo sono quelli che rendono più rigide le barriere di classe. 1 ceti si ritrovano invece nella sfera della cultura. positiva o negativa. Weber non si allontanava troppo da Marx. 2291. Nella definizione di classe. I mercati erano tre: del lavoro. nella terza. tali conflitti derivavano soprattutto dal mondo del credito. Tra la distribuzione della ricchezza e quella del prestigio vi è sicuramente una Pagina 168 . terre. in certi casi. commerciali. Classi. tanto più difficile è che si formino classi per sé.Arnaldo Bagnasco. per Marx. industriali) e da professionisti forniti di un alto livello di preparazione (avvocati e medici). nel terzo. consumatori e venditori. Le «classi acquisitive privilegiate in senso positivo» sono composte da imprenditori di vario tipo (agricoli. i cui membri hanno o piccole proprietà o un po di istruzione o qualche competenza professionale (contadini. ha avuto storicamente effetti di segno opposto l'introduzione nelle fabbriche delle macchine che. privilegiate positivamente o negativamente. «Definiamo "situazione di ceto" . Egli era infatti convinto che le fonti delle disuguaglianze e i principi fondamentali di aggregazione degli individui andassero ricercati non m una. esclusivamente) solo con persone dello stesso ceto. hanno reso la classe operaia sempre più omogenea. la quale sia condizionata da una specifica valutazione sociale. secondo Marx. Mentre però per Marx il criterio di fondo dell'appartenenza a una classe era la proprietà o meno dei mezzi di produzione. Connessa con ciò è la limitazione dei rapporti sociali» Ubideml. nel medioevo da quello delle merci.txt quella per sé è costituito da quelli che riducono le stratificazioni interne ad una classe. tanto più facile è che i suoi componenti acquistino coscienza di farne parte. Marzio Barbagli. quanto maggiore è la mobilità esistente in una società. Essi sono comunità di persone con uno stesso stile di vita (stesso gusto. Corso di sociologia. tradizioni) ostacolano la formazione di classi per sé. Nella prima. it. l'importanza di questi tre tipi di mercato per i rapporti e i conflitti di classe è mutata. it. Weber distingue fra «classi possidenti» e «classi acquisitive». portando al superamento dei vecchi mestieri artigiani e provocando un abbassamento del livello di qualificazione richiesto. 1961. Invece.ha scritto Max Weber .

il laureato che fa il commesso nei grandi magazzini o l'industriale analfabeta. l'individuo tende a rispondere in modo «extrapunitivo» (attribuendo cioè agli altri . di istruzione. dall'articolazione in occupazioni. le donne manager si trovano oggi in una condizione di squilibrio di status molto meno di dieci o venti anni fa. Quando lo status ascritto (ad esempio quello etnico o di Status ascritto genere) è alto. mentre quello acquisito (il titolo di studio o l'occupazione) è basso.Arnaldo Bagnasco. i nuovi ricchi venivano disprezzati e derisi dai nobili. 3411. anche in quella società. di potere.txt relazione. la chiusura sociale aveva luogo in base a criteri di stirpe e di lignaggio. solo perché disponevano di immensi patrimoni. Analogamente. Marzio Barbagli.vi è una pluralità di gerarchie (di reddito. restringendo cioè gli accessi alle risorse ed alle opportunità ad uno strato limitato di persone dotate di certi requisitì. gli aristocratici potevano condurre una vita sfarzosa. Perché si abbia squilibrio di status non è tuttavia sufficiente una differenza nelle posizioni occupate. Alessandro Cavalli. Nei paesi occidentali. perché . it. Mentre infatti gli aristocratici continuavano a godere di un'alta considerazione sociale anche quando cadevano in miseria. perché nessuno nella nostra società si attende che un atleta sia colto. il rapporto fra ricchezza e prestigio è considerevolmente cambiato. di prestigio) e ciascun individuo occupa una posizione in ognuna di queste gerarchie. Così. «Questa tendenza [alla monopolizzazione] si dirige contro altri concorrenti. Corso di sociologia. ad esempio. I secondi sono invece di origine etnica o religiosa. 1961.il mercato «ignora ogni considerazione della persona». ad esempio. La situazione di squilibrio di status è causa di frustrazioni e di tensioni per colui che vi si trova e può provocare il suo isolamento sociale. analfabeta di ritorno. Si parla invece di squilibrio di status quando un individuo non si trova allo stesso livello in tutte le gerarchie e. i ceti seguono la strategia della chiusura sociale. Così. ad esempio. ricava molto denaro dalla sua attività e ha una forte influenza politica. sia il bracciante meridionale. rilasciando quei titoli e quei certificati necessari per esercitare le più importanti professioni. Alcune ricerche hanno tuttavia mostrato che le conseguenze sono diverse a seconda del rapporto esistente fra status ascritti e acquisiti. vivendo in castelli ed in palazzi sontuosi con un esercito di servi ai loro ordini. disoccupato molti mesi dell'anno. Eppure. un campione sportivo che è molto popolare e guadagna un'enorme quantità di denaro. sono in una situazione siffatta sia l'industriale italiano che. Ne sono esempi il nobile decaduto ed impoverito. Squilibrio di status Lo squilibrio di status secondo i sociologi americani Gerhard Lenski [19541 e gli altri sociologi americani che negli anni cinquanta hanno proposto il concetto di squilibrio di status per spiegare alcune forme di comportamento si rifacevano ad una concezione pluridimensionale della stratificazione sociale come quella di Weber. Si parla di equilibrio di status quando una persona si trova in ranghi equivalenti nelle diverse gerarchie. Nella società capitalista.«alla Pagina 169 . Nella società di antico regime. In genere. essa avviene oggi attraverso controlli ed esami. 1 primi hanno origine dalla divisione del lavoro. rifacendosi agli alberi genealogici delle persone. il medico nero americano. ma che sa appena leggere e scrivere. E necessario anche che questa sia in contrasto con le aspettative della società. l'emergere di disturbi psicosomatici o la sua politicizzazione o radicalizzazione. che sono contraddistinti da una caratteristica comune. non è in una situazione di squilibrio di status. occupa una posizione alta in una di queste e bassa in un'altra. l'individuo tende a reagire in modo «intrapunitivo» (cioè a ricercare in se stesso la causa dello squilibrio) e dunque a soffrire di disturbi psicosomatici. positiva o negativa.come dice Weber . delle relative possibilità (sociali ed economiche) rispetto agli estranei» [1922a. Le relazioni fra classi e ceti sono assai complesse. Ed il fine è la chiusura. invece.essi infatti sostenevano . le classi hanno una maggiore eterogeneità interna dei ceti e dunque sono meno frequentemente comunità morali e più difficilmente si mobilitano per fini collettivi. dopo la laurea. In ogni società . 1. comunque. Se alcuni ceti nascono in seno alle classi. non vi era sempre una completa coincidenza fra la distribuzione delle risorse economiche e quella del prestigio. non importa in quale ambito. Nella società di antico regime. Per migliorare la loro situazione. ha conseguito il master in un università americana. altri le trascendono. trad. Quando invece è alto lo status acquisito Status acquisito e basso quello ascritto. che sopravvive grazie all'assistenza pubblica.

Originariamente stregoni. ci si serviva degli schiavi più nelle botteghe artigiane che nei campi. La schiavitù può esistere solo in un'economia poco sviluppata che richieda grandi quantità di lavoro umano. in una data società. Alessandro Cavalli.1. coltivare. ha perso di importanza pur senza scomparire nell'Europa medievale e ha assunto di nuovo dimensioni ragguardevoli nelle due Americhe. e possono punirle. che non appartenevano a nessuna casta. Infine. a tabacco. Al musicista. le loro teste erano quasi rasate e ai piedi avevano i ceppi [cit. al letterato. in Garnsey e Saller 1987. Sulle loro fronti avevano impresse delle lettere. perché ogni forma di contatto con loro era fonte di contaminazione. che significa puro. trad. anche se i testi sacri non ne parlano. essi divennero in seguito sacerdoti e uomini di cultura.txt società» . dall'inizio del XVIII alla fine del XIX secolo. Da essi ci si aspettava che non morissero nel proprio letto. E dunque. Come ha scritto Apuleio parlando degli schiavi delle miniere la loro pelle era completamente segnata dalle cicatrici di vecchie bastonature. vasai. generato dalle spalle dell'uomo primigenio. Il terzo per rango era il varna dei Vaishya. venderle e comprarle a loro piacimento. ma solo doni. 3. pasticcerì. giardinieri. o gruppi di caste. nato dai piedi. di conseguenza. Nelle Americhe. caste. il lavoro degli schiavi è stato usato in settori molto diversi.Arnaldo Bagnasco. ma ne possono coesistere almeno due. 1989. anche se nel corso di questo lunghissimo periodo ha subito vari cambiamenti. nato dalla coscia e costituito di contadini. che secondo la leggenda erano nati dalla testa dell'uomo primigenio. nelle varie società. E quarto era quello dei Shudra. non contaminato : Secondo i Veda. ma alcuni vestivano solo delle fasce che cingevano i fianchi. come si poteva vedere attraverso i buchi dei loro vestiti laceri. e oltre a mansioni manuali. che più che coprire le loro schiene segnate dalle cicatrici sembravano proteggerli dal sole. venditori di profumi e di oli. Tuttavia. Esso fu usato per la prima volta a proposito dell'India dai portoghesi nel significato di razza. Corso di sociologia. Dopo avere imparato a memoria i testi sacri tramandati oralmente. t bene tuttavia che il lettore tenga presente che. quando circa 10 milioni di neri vi vennero trasportati a forza dall'Africa. per piantare. ceti e classi. Vi erano. Sistemi di stratificazione sociale 1 più importanti sistemi di stratificazione sociale esistiti nella storia dell'umanità sono stati quattro: schiavitù. asiatico o greco. Il termine casta è invece di origine assai più recente. Per l'attività che svolgevano. i testi sacri dell'induismo. Il sistema delle caste in India Il sistema delle caste esiste in India da almeno 2. non accettavano una retribuzione. Ad Atene. Marzio Barbagli. 3. 3. coloro che erano condannati al lavoro manuale conducevano una vita assai dura.500 anni. il cotone. non sempre vi è uno solo di questi sistemi. e che dagli europei sono stati chiamati «intoccabili». it. in quest'ordine. La schiavitù è esistita nell'antica Schiaatù Atene e nell'antica Roma (come abbiamo visto nel cap. esso era impiegato soprattutto nelle piantagioni. al pedagogo o al medico africano. 1441. grandi differenze nelle condizioni di lavoro degli schiavi. servitori domestici. la società indiana si articolava in passato in quattro grandi varna. t di essi che ci occuperemo nelle pagine seguenti. 19 secondo varna era quello dei Kshatryia. Schiavitù La schiavitù è una forma estrema di disuguaglianza. che avevano funzioni sociali diverse ed erano posti in ordine gerarchico a seconda della considerazione sociale di cui godevano. vi erano gli Harijan o paria. pastori e commercianti. integro. Se quelli occupati nel commercio o nelle famiglie romane potevano godere di una certa considerazione sociale ed arricchirsi. il caffè. raccogliere e trasportare la canna da zucchero. Pagina 170 . Ma viene dal latino castus. disinteressato. nel commercio o presso le famiglie. quando sentivano venire meno le forze. A Roma. essi si dedicavano ai sacrifici e all'istruzione. gli Kshatryia andavano a cercare la fine nel campo di battaglia.2. Al vertice vi era quello dei Brahamani. svolgevano anche attività intellettuali. che avevano la funzione di proteggere militarmente la popoSTRAne. essi erano occupati nell'agricoltura e nelle miniere. Era formato da aristocratici e cavalieri. 1). i ricchi romani affidavano ben volentieri l'educazione dei loro figli o altri importanti compiti domestici. in cui alcune persone ne possiedono altreje fanno lavorare. e fatto di lavoratori.l'origine dei suoi mali) e dunque a desiderare un cambiamento nella distribuzione del potere.

ogni casta è legata allo svolgimento di un mestiere o di una funzione rituale. ma anche di diritto. i bovari. Tre sono le caratteristiche essenziali della casta. Banya significa mercanti e Bbangi spazzini o addetti alla vuotatura di pozzi neri. Vi sono. trad. 1968. a seconda che esse contaminino per contatto l'acqua. le caste dei pressatori d'olio. Ma il criterio della purezza è alla base delle relazioni fra tutte le caste. quella Camar. In linea di principio. quando passa davanti ad una vacca mentre questa sta urinando. Così. quelli cioè che vanno al di là del controllo dell'individuo. ma anche a distanza.3. In primo luogo.si possono classificare in ordine ascendente. il nome deriva dall'oriffine territoriale o tribale della casta. 1 Brahamani sono infatti la quintessenza della purezza. su chi deve preparare il cibo. al contrario. Questa eccezione è giustificata dal fatto che in genere la donna è considerata inferiore all'uorno. l'amministrazione inglese aprì alcune mense popolari nelle quali veniva distribuito cibo a tutti. Le secrezioni di questo animale hanno tali virtù purificatrici che talvolta un indù.Pwezza trasto fra le due caste estreme dei Brahamani e degli Intoccabili è la più chiara espressione di questo sistema. e le caste basse in ordine discendente. dei lavandai. it. cibo bollito. passando da poche migliaia ad alcuni milioni. In secondo luogo. Solo alcune di queste si trovano su tutto il territorio nazionale. quali che fossero gli sforzi che faceva per uscirne. a classificare gli uomini» e «ciascuno sa con precisione il posto che occupa nella scala sociale: non cerca di salire e non teme di discendere» [1835-1840. Alessandro Cavalli. sono talmente impuri che possono contaminare gli altri non solo con il contatto. con la loro ombra. Ora. 1976. essa è come diceva Max Weber . ciascuno faceva parte di un ceto fin dalla nascita e vi restava per tutta la vita. da chi si possono accettare i vari tipi di cibo. per mostrare che importanza avesse la contrapposizione puro-impuro. ha raccontato che. «Le caste alte .txt L'organizzazione in caste della società indiana non è tuttavia riconducibile ai quattro gruppi di cui parlano i testi classici. Ciò significa che si entra in una casta solo con la nascita. Ma anche queste sono divise in un gran numero di sottocaste. le norme giuridiche stabilivano che la nobiltà ed il clero fossero esenti dagli Pagina 171 . «il valore sociale degli uomini è fissato in maniera ostensibile e permanente dal sangue». i jat.un «ceto chiuso». in occasione della carestia del 1866. it. 1791 . it. nelle sale delle mense. 19 con. Così. 371. dei vasai. a seconda che il Brahamano accetti da esse acqua. indipendentemente dalla ricchezza. Come ha scritto Tocqueville. Ma vuol dire anche che la casta è caratterizzata dall'endogamia. che è esistita in Europa per alcuni secoli prima della Rivoluzione francese. Questa contrapposizione è per molti versi legata all'adorazione della vacca. In secondo luogo. degli orefici. in questa società. cibo fritto. In primo luogo. trad. Gli Intoccabili. con chi si può fumare la pipa. ad esempio. Il sistema dei ceti nelle società di antico regime La società articolata in ceti. In certi casi però è amessa anche l'ipergamia. la casta più numerosa degli Intoccabili. la gente del cuoio. ad esempio. trad.Arnaldo Bagnasco. mette la mano sotto lo zampillo e si bagna la fronte e gli abiti. i coltivatori. perché «è solo la nascita. In altri casi. un recipiente di terra. Talvolta questo viene dal mestiere a cui sono legate. mentre l'uccisione di un Brahamano viene considerata tanto grave come quella di una vacca. 6611. perché i propri genitori ne fanno parte. Corso di sociologia. ad esempio. le caste formano un ordine rigidamente gerarchico. e gli Abir. un recipiente di bronzo» Max Weber [1920. ha la funzione di squartare gli animali morti e di lavorarne la pelle. ma esse sono certamente alcune migliaia. 3. cioè il Ipergam matrimonio di una donna con un uomo di una casta lievemente superiore. Tutti gli l'ati o caste hanno un nome. gli appartenenti alle diverse caste non fossero stati separati simbolicamente con segni tracciati con il gesso. dall'obbligo di sposarsi all'interno del gruppo. fra i ceti vi erano differenze sociali non solo di fatto. avevano un'enorme importanza. la gente del cuoio. Sono i Camar. e vi si resta per tutta la vita. Nessuno sa con esattezza quante caste (iatì) esistano oggi in India. aveva alcune caratteristiche distintive. basato su un criterio religioso: quello della purezza. Tradizionalmente. E numero di persone che fanno parte di una casta varia considerevolmente. 1991. In terzo luogo. Nella società indiana vi sono norme precise sulle persone con cui è permesso mangiare.ha scritto l'antropologo Louis Dumont [1966. gli status ascrittì. Ma la paura della contaminazione rituale fu ancora più forte del morso della fame e le caste più elevate minacciarono di scomunicare tutti coloro che andavano in queste mense se non fossero stati assunti cuochi le cui mani erano considerate pure e se. caratteristica della casta è la specializzazione ereditaria. Marzio Barbagli.

dai conti. indossando vestiti di valore. anche fra queste famiglie vi era una gerarchia.txt obblighi comuni in materia di tasse e di servizi militari e. il terzo era composto da un piccolissimo numero di famiglie della nobilitas major. insignite del titolo di pari. condizione. Lo dimostra il fatto che. Il primo era formato dalle persone con cariche ed uffici importanti. In terzo luogo. Nel lungo elenco dei ranghi e delle condizioni sociali che A lettore può vedere nella tab. gli ecclesiastici. i professionisti.' e ré<0to wekò jone $omle> Rango. Corso di sociologia. Il ceto più basso era formato da vagabondi. titolo Numero famiglie Reddito medio annuo Lord secolari 160 3. la generosità. lavoratori dei campi che vivevano in un cottage. it. Un gradino più in alto. che aveva al vertice i duchi. Secondo Gregory King.300 Baronetti 800 800 Cavalieri 600 Pagina 172 .2 si possono distinguere sei grandi ceti [Stone 19651. il disinteresse. 1 baronetti e i cavalieri avevano il titolo di Sir (di CAPITOLO I I TAB. quando Giacomo I offrì i titoli in vendita. e vivere invece oziosamente delle proprie rendite. la raffinatezza dei gusti. la lealtà e la fedeltà alla parola data. 1 pari si fregiavano del titolo di Lord (e le donne di Lady) e a loro ci si rivolgeva con espressioni come «My Lord» o «My Lady» o «Your Grace». 53-551. Per il primo. Ma la più importante linea di divisione passava fra i primi tre e i secondi due. i visconti e i baroni. Inoltre. artigiani. trad. Infine. DisMbuzio. formato da mercanti e commerciantì di esportazione. perché non erano economicamente indipendenti e si trovavano spesso in situazione di miseria. operai. i cavalieri e i baronetti. i gentiluomini. Così. Essi dovevano disdegnare le occupazioni «vili» e banali. si vide che passare da barone a conte costava quanto salire da gentiluomo a barone [Stone 1965.2. Del secondo facevano parte gli esquires. 1979. it.*le defle famij1w ingtesì per COU£7 nel 1688. abitando in case lussuose. 11. basterà ricordare che i pari sedevano di diritto alla Camera dei Lords. gli aristocratici potevano essere arrestati solo per alcuni reati e dovevano essere comunque giudicati dai loro pari e non dai magistrati ordinari. 11 . I dati della tabella di Gregory King indicano che fra questi ceti vi erano enormi disuguaglianze di reddito. 621. vi era un ceto che noi oggi chiameremmo medio. trad. Il quadro più preciso che abbiamo sulle dimensioni dei diversi ceti è quello preparato da Gregory King fra il 1690 e il 1700 e riguardante la società inglese del 1688. erano famiglie che vivevano «a detrimento del benessere della nazione».200 Lord ecclesiastici 26 1. 1972. braccianti. rivolte al guadagno. Alessandro Cavalli. Al vertice vi erano i tre ceti più elevati. circondandosi da un esercito di domestici. seguiti dai marchesi. 11. che monopolizzassero alcune cariche pubbliche. Ne faceva parte ben il 56% delle famiglie inglesi. che aveva sicuramente un forte peso politico. servitori (penultima e terzultima riga della tab. contadini coltivatori.Arnaldo Bagnasco. Quanto alle differenze di prestigio. Immediatamente sopra vi era un ceto assai più piccolo. l'appartenenza ad un ceto conferiva un certo grado di prestigio. costituito da piccoli proprietari terrieri.2). Uno di questi era l'uso dei titoli e delle forme di indirizzo [Laslett 1971. esse venivano segnalate quotidianamente in mille e mille modi. Marzio Barbagli. in alcuni paesi. accogliendo sempre come benvenuti alla loro tavola i loro pari. negozianti (circa il 28% delle famiglie). Nonostante che fossero ben poche. ma richiedeva un particolare stile di vita e dunque imponeva obblighi ed inibizioni. Quello che invece nella tabella non possiamo trovare sono le straordinarie differenze di potere e di prestigio esistenti fra di loro. ad esempio. dagli aristocratici ci si aspettava che avessero alcune virtù «innate»: il coraggio e la capacità di combattere guardando la morte in faccia.

ma variava a seconda dell'andamento dell'economia e aumentava fortemente quando vi era un'annata di cattivo raccolto.Arnaldo Bagnasco.non si vedono che mendicanti e sono così numerosi che è impossibile circolare per la strada senza averceli d'attorno» [Cipolla 1994 5. Pagina 173 . come i Paesi Bassi.000 45 Artigiani 60.txt 650 Esquires 3.000 240 Persone con cariche e uffici minori 5. il marchese di Vauban osservava che il 10% della popolazione francese era fatta di mendicanti e un altro 30% si trovava in condizioni di miseria. di vagabondi.000 154 Ecclesiastici eminenti 2. dopo il XVI secolo.000 280 Persone con cariche e uffici elevati 5. Coltivatori 150. Alessandro Cavalli. artigiani e commercianti. per molti secoli.scriveva nel 1601 il Fanucci .000 38 Ufficiali di marina 5.000 91 Proprietari terrieri in condizione peggiore 120.000 STRATIFICAZIONE E CLASSI SOCIALI 305 glianze fra i vari paesi europei. Esattamente un secolo dopo. di accattoni.000 400 Mercanti e commercianti minori 8. vi è stata un'enorme massa di poveri.000 198 Persone con professioni legali 10.000 450 Gentlemen 12. la Francia. E ovunque un enorme numero di famiglie viveva in miseria.000 120 Mercanti e commercianti eminenti 2. mercanti e professionistì.000 55. in tutta Europa. che soffrivano la fame e dormivano per strada. 251.000 50 Proprietari terrieri in condizione migliore 40. Corso di sociologia. Marzio Barbagli. E in effetti.000 72 Ecclesiastici minori 8. l'Inghilterra. «A Roma . oltre ai nobili vi erano contadini proprietari e affittuari. Il loro numero non era costante. Ovunque.000 42 Professionisti e artisti 15. l'Italia del Nord o la Germania del Sud [Geremek 19921. Un altro fattore importante del pauperismo è stato in Europa.000 60 Negozianti e dettaglianti 50. Ne è prova il fatto che la quota dei poveri era più alta nei paesi densamente popolati. la crescita demografica.

5 100. dal 1816 Popolazione 1816 1826 1837 Nobili 2. nel terzo cerchio (che raccoglieva talvolta fino al 50% della popolazione) vi erano i «poveri non indigenti». lopolazione «staMe» della città di Bo al 183 7 (valori percentuali) logna.4 43. quando Firenze aveva circa 75. da questo punto di vista.0 29. i membri della Congregazione di San Giovanni Battista avevano calcolato. che si trovavano in serie difficoltà ogni volta che aumentava a prezzo del pane. quando vi era una grave crisi economica (come ad esempio quella provocata da un'epidemia di peste) dovevano fare ricorso alla pubblica assistenza. Dai funzionari preposti ai censimenti.000 abitanti.9 2. 11. Alessandro Cavalli. mettendosi all'entrata di tutte le chiese.3). le informazioni che abbiamo sulla stratificazione sociale a Bologna nel secolo scorso (tab.9 18. definiti come «coloro che non abbisognano del soccorso dei loro talenti per vivere comodamente».txt Nelle città europee vi erano in questo periodo tre cerchi concentrici di persone povere [Pullan 19781.3 18. seguiti dai «benestanti» (o «ricchi non titolati»). che ricevevano occasionalmente elemosine. non erano in grado di guadagnarsi da vivere e facevano i mendicanti a tempo pieno o dipendevano comunque dall'assistenza pubblica.5 Operai Bisognosi Totale 29.Arnaldo Bagnasco.3.8 2.0 29. cioè quegli artigiani. da coloro cioè che. Nel secondo cerchio rientrava uno strato molto più ampio di persone (circa il 20% della popolazione). Infine. Marzio Barbagli. con le arti e con l'industria» si procuravano «una decorosa Povera Poveri strutturatì Poveri congiunturali Poveri non indigenti 306 CAPITOLO i I TAB.8 50. Molto eloquenti sono. piccoli commercianti e impiegati di rango inferiore che. a causa dell'età o delle condizioni di salute.0 64.697 Fonte: Bellettini [19611.831 66.277 64.000 [Woolfe 1978.2 44. Così. che le persone che chiedevano ogni giorno sussidi per il pane erano quasi 57. Il cerchio interno (dal 4 all'8% della popolazione) era formato dai «poveri strutturali».2 100.9 Benestanti 4. sussistenza» Vi era poi il ceto degli operai ed infine quello dei «bisognosi» Pagina 174 . la popolazione di questa città veniva divisa in cinque ceti. 11. Il terzo era il ceto dei «mediocri».0 5. ad esempio. Erano i poveri «congiunturali» o «della crisi». nel 1790.2 Mediocri 12. 10601. secondo le con&zion i sociali. Corso di sociologia. lavoratori occasionali o con bassi salari.8 100. che «con le scienze.6 5. in un momento di particolari difficoltà. Al vertice vi erano naturalmente i nobili.

Oltre a queste tre. artigiani e commercianti (redditi misti). il loro numero. Paolo Sylos Labinì ha distinto cinque grandi classi sociali. 11. vi sono altre importanti categorie di reddito: i «redditi misti». sulla loro fisionomia.2): Pagina 175 . STRATIFICAZIONE E CLASSI SOCIALI 307 4. gli stipendi degli impiegati. Le classi nelle società moderne A differenza di quella di antico regime. Classe media impiegatizia. 19821 e si basa su due criteri: la situazione di lavoro e la situazione di mercato. a Sottoproletariato. non possono essere sintetizzati in questa sede. gli oziosi. che invece vendono il loro lavoro. le classi della società moderna sono raggruppamenti non di diritto ma di fatto. t formata dai grandi proprietari dei fondi rustici e urbani (rendite). che è quello a cui più spesso si rifanno gli studiosi italiani. agrari o commerciali) e il salario (degli operai). che viene sempre più frequentemente utilizzato dagli studiosi di molti paesi europei. perché sono disoccupati. gli studiosi di scienze sociali hanno condotto innumerevoli dibattiti. i cittadini non lo sono di fatto. ed è basato principalmente sul tipo di reddito percepito da un individuo. dagli operai dell'industria e dell'edilizia e da quelli del terziario (salari). ciascuna delle quali composta da varie sottoclassi: *_ Borgbesia. La seconda espressione indica invece il complesso dei vantaggi e degli svantaggi. materiali e simbolici di cui godono i titolari dei vari ruoli lavorativi (ad esempio. da lavoro e capitale. Corso di sociologia. è caratterizzata dall'eguaglianza di diritto di tutti i suoi membri. Il secondo schema di classificazione. 721. scrivendo migliaia di articoli e di libri. i lavoratori autonomi senza dipendenti.3. Vi sono tre grandi categorie di reddito: la rendita (dei proprietari fondiari). i redditi di coloro che hanno occupazioni precarie e saltuarie. Fra di loro esistono rilevanti differenze sociali non casuali. che sono coloro che acquistano il lavoro altrui ed esercitano autorità e controllo su di esso. propri dei lavoratori autonomi.txt Quest'ultimo comprendeva «quei meschini i cui sudori non bastano» per «un sufficiente alimento. che sono in genere particolarmente bassi. il livello di reddito percepito. Sulla definizione di queste classi. Con la prima espressione si fa riferimento alla posizione nella gerarchia organizzativa (e alle conseguenti relazioni sociali) assunta dagli individui in quanto occupanti una data posizione occupazionale.4. * Classe operaia. Ma. ]@ composta dai lavoratori autonomi dei tre principali settori di attività. le possibilità di carriera. Dunque. 11. Sulla base di queste categorie di reddito. E costituita dagli impiegati pubblici e da quelli privati. i lavoratori dipendenti. cioè relativamente durature. di questo strato faceva parte la maggioranza relativa e .in alcuni anni . il profitto (dei capitalisti. 3. da professionisti (redditi misti) o Piccola borgbesia relativamente autonoma. a differenza dei ceti della società di antico regime. Marzio Barbagli. E composto da coloro che restano per lunghi periodi di tempo fuori dalla sfera della produzione. ma strutturate. è stato proposto dall'economista Paolo Sylos Labini [1974. gli occupati possono essere distinti in tre grandi categorie: gli imprenditori. incerti ed altamente variabili. che hanno spesso risentito della congiuntura politica e delle posizioni politiche dei sociologi che vi hanno partecipato. Questi dibattiti. nata dalla Rivoluzione francese. le caratteristiche dell'ambiente fisico di lavoro). pur essendo uguali di diritto. dagli imprenditori e dagli alti dirigenti di società per azioni (profitti e redditi misti). In base alle relazioni di lavoro. i vagabondi ed i questuanti» Come si può vedere dalla tab. è stato proposto dal sociologo britannico john Goldthorpe [1980. i confini ed i rapporti esistenti fra di esse. t bene tuttavia che il lettore conosca i due schemi di classificazione che vengono oggi maggiormente usati nella letteratura sociologica internazionale. la società moderna. cioè dai coltivatori diretti. Due schemi di classificazione Il primo dei due schemi.Arnaldo Bagnasco. «Tutti sono uguali di fronte alla legge»: è questo uno dei principi fondamentali a cui si ispira questa società. Alessandro Cavalli. la stabilità del posto. 19861. siano essi industriali. Tenendo inoltre conto della situazione di mercato e del settore di attività economica (dicotomizzato in agricolo e non agricolo) si giunge al seguente schema a sette classi (fig.quella assoluta della popolazione [Bellettini 1961. che non usano il lavoro altrui né vendono il proprio. t formata dai braccianti e dai salariati fissi in agricoltura.

Il grado di sicurezza varia spesso considerevolmente a seconda della congiuntura economica. da persone che svolgono un'occupazione ad alto reddito. professionisti e dirigen ti di livello superiore. Classe II. I IlIa Pagina 176 . E costituita dagli impiegati di livello superiore e inferiore e dagli addetti alle vendite. Classe V. Classe IV. tale relazione comporta che il dipendente eserciti un'autorità delegata o una conoscenza specializzata nell'interesse dell'organizzazione per la quale lavora. VI e VII. corrispondenti agli strati medio e alto di quella che i sociologi tedeschi hanno chiamato la Dienstklasse e quelli americani service class. le tre classi V. La caratteristica essenziale di queste occupazioni è rappresentata dalla «relazione di servizio» (fig. Marzio Barbagli. A differenza del «contratto di lavoro». Coloro che fanno parte di questa classe godono di una notevole autonomia nel lavoro.lo LAVO ri. Alessandro Cavalli. E costituita da operai non qualificati di tutti i settori.2). Alla borghesia di Sylos Labini corrisponde la classe I e gran parte della classe II di Goldthorpe.Ind ura str I I Vc i i ATORI i AUTONOMI LAVORATORI del rapporto DIPENDENTI golazione di impiego i 0 D ORO erai i riura 11b ride In str . L formata da operai specializzati di tutti i settori di attività economica. alla piccola borghesia urbana. Una parte consistente di questa classe è costituita da professionisti e da dirigenti di livello superiore. Essi esercitano inoltre una qualche autorità sui lavoratori di livello più basso. fra i due schemi che abbiamo presentato vi sono notevoli somiglianze. Classe VII. Classe III. A differenza di quello di Sylos Labini. Corso di sociologia. alla classe media impiegatizia. la IV. sicura. Egli godrà dunque di una notevole autonomia di decisione e le sue prestazioni dipenderanno più dal grado di identificazione che ha con l'organizzazione che dalle sanzioni esterne [Erikson e Goldthorpe 19921. t costituita dai tecnici di livello più basso e dai supervisorì dei lavoratori manuali. formata da professionisti e dirigenti di livello inferiore.txt Classe L t formata da grandi imprenditori. lo schema di Goldthorpe non prevede il sottoproletariato. STRATIFICAZIONE E CLASSI SOCIALI 309 Posizioni di classe di base i PRENDITOR . la classe 111. che presenta forti possibilità di carriera e che comporta l'esercizio di autorità.I . Classe VI. 11.11 I RELAZIONE DI SERV IZIO Impit FLivello super. alla classe operaia. Modeste sono invece le possibilità di carriera. la «classe di servizio». Fra di loro vi è tuttavia una certa eterogeneità riguardo al livello di reddito.Arnaldo Bagnasco. Come è facile vedere. Comprende la piccola borghesia urbana (artigiani e commercianti) e quella agricola. Coloro che occupano queste posizioni godono di un livello di reddito abbastanza buono e di una discreta sicurezza di impiego.

la loro composizione e A loro peso. IG. finché questa è diventata la classe a cui apparteneva la quota più ampia della popolazione. I 111b Tecnici d feriore. in tutta Europa. dei diversi settori di attività economica. del settore impiegatizio e professionale. la maggioranza assoluta (o almeno quella relativa) della popolazione faceva parte delle due principali classi agricole: quelle dei braccianti e dei coltivatori proprietari. la quota della popolazione occupata che apparteneva a queste due classi ha raggiunto il 60% nel secolo scorso. allo spostamento cioè della popolazione attiva prima dall'agricoltura all'industria e poi da questa al terziario ed ai servizi. In Italia. ma ancora nel 1951 superava il 40% (tab. Classi che avevano raggiunto un tempo grandi dimensioni si sono assottigliate fino quasi a scomparire. questa tendenza ha subito una brusca inversione e il peso quantitativo di questa classe ha cominciato a diminuire. ha iniziato a svilupparsi il settore dei servizi. In Italia è fra il 1951 e il 1961 che la classe operaia dell'industria è maggiormente aumentata (passando dal 22. 11. " schema di GoldthorpeFonte. i confini e i rapporti esistenti fra di esse. negli ultimi due secoli. All'inizio del secolo scorso.txt I INTE MEDI i livello upervisori ri manuali Ind str Qualificati I v vi LAV -P r gati in di Livello infer.Arnaldo Bagnasco. Essi hanno invece avuto luogo più tardi in quella meridionale. Class1e operaia Questi processi sono avvenuti in tutti i paesi occidentali. «non più organizzata attorno al coordinamento di individui e macchine. 19 processo di industrializzazione ha determinato il declino di queste due classi. Corso di sociologia. Dalla società industriale si è passati a quella che è stata chiamata «postindustriale».Livello Livello la coltura super.Agri. ma attorno alla conoscenza» [Bell 1972. Le dimensioni del proletariato industriale (come è stato spesso chiamato) sono gradualmente aumentate. 1661. però. L'espansione della classe operaia dell'industria fu in quel periodo Pagina 177 . nella stratificazione sociale di tutti i paesi che oggi chiamiamo occidentali sviluppati e alcune di queste sono iniziate o sono in corso in molti di quelli dell'Asia e dell'America Latina. ma in tempi diversi. Alessandro Cavalli.2. Alcuni grandi mutamenti Trasformazioni di grande rilievo sono avvenute.4).Ag la colt Non qualificati I VIla V F. Marzio Barbagli. I I I Vb Ive i il u. che vi è stato in tutto questo periodo. 11. acquistando con il tempo sempre maggiore importanza. s lavorato du.Ag la colt I Va i Professionisti. Una volta che il processo di industrializzazione ha raggiunto il culmine. tecnici e dirigenti di livello superiore u. Questi mutamenti sono in parte ricollegabili allo sviluppo ed alternativamente al declino. facendone nascere un'altra: quella operaia di fabbrica. Esse hanno riguardato il tipo e il numero delle classi sociali. Il declino delle classi agricole. l'espansione e la contrazione della classe operaia di fabbrica sono iniziati prima in Inghilterra (in cui la rivoluzione industriale ha avuto inizio) e in altri paesi dell'Europa settentrionale. D'un tratto. mentre altre sono emerse. Er&son e Goldthorpe [19921. 5.9 al 29% della popolazione attiva). infer.

immigrati dal Mezzogiorno. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna di essa faceva parte. degli attrezzi di lavoro. degli utensili. Tali processi hanno riguardato spesso la popolazione agricola. Secondo alcuni studiosi [Therborn 19951. o di perdita di prestigio o di dequalificazione professionale. cioè dalla condizione di lavoratore autonomo. quasi il 50% degli occupati [Sylos Labini 19861. tuttavia. Corso di sociologia. alle macchine. I secondi operano negli uffici e compiono funzioni di direzione. proprietario dei mezzi di produzione a quella di lavoratore salariato. che è diventato meno gravoso e faticoso dì un tempo e che richiede capacità cognitive e relazionali molto maggiori [Paci 19961. del bestiame. giovani. e si è ripetuto nel 1920-1930. con la grande industrializzazione. a proletarizzarsi sono stati gli strati urbani della popolazione. 11. questo si è verificato durante A periodo fascista. queste differenze nelle condizioni di lavoro sono diminuite. che hanno perso il controllo della bottega. Né gli operai né gli impiegati possiedono i mezzi di produzione e. a quella di lavoratore autonomo. diventando operai di fabbrica o braccianti. Le città di queste regioni furono allora invase da un enorme numero di operai comuni. con la stagnazione economica. Tale processo è diverso da quello di pauperizzazione. i secondi con le persone e i simboli. Di unpIegaMAla dimensioni minuscole alla fine dell'Ottocento. fra queste due classi vi sono state somiglianze e differenze. con la crisi agraria. sia nei paesi occidentali industrializzati che in quelli in via di sviluppo. lo sviluppo del sistema scolastico e più in generale del welfare state. entrambi devono vendere la loro forza lavoro sul mercato. ad esempio. come l'Italia. come indica la contrapposizione. L'espropriazione di un gran numero di piccoli produttori autonomi è stata una delle caratteristiche salienti della nascita del capitalismo. L'enorme espansione di questa classe è riconducibile a molti fattori: la crescente divisione del lavoro nellimpresa capitalistica. la Spagna. del negozio. nei quali A peso della piccola borghesia degli artigiani e dei commercianti. dopo essere per lungo tempo diminuito. quando i governi hanno promosso la piccola proprietà contadina. 1 mutamenti tecnologici ed organizzativi hanno trasformato A lavoro operaio di fabbrica. e nel 1950-1970. nel XIX e nel XX secolo. controllo. pianificazione. ha ripreso ad aumentare [Myles e Turegun 19941. neglì annì trenta. Ma la loro condizione di lavoro è diversa. o subito dopo la Il guerra mondiale. Proletarizzazione Pagina 178 . svolgono mansioni «sporche». essa ha avuto fino ad oggi in tutti i paesi occidentali un rapido e continuo sviluppo. molti contadini coltivatori hanno perduto la proprietà dei campi. fra i «coHetti blu» (gli operai) e i «coHetti bianchi» (gli impiegati) 1 primi hanno rapporti con le cose. In certi periodi. diventando così braccianti. Non sono mancati tuttavia anche i processi di segno opposto. 1 primi lavorano nelle fabbriche. Altri importanti mutamenti nella stratificazione sociale hanno a che fare con i processi di proletarizzazione. Alessandro Cavalli. privo dei mezzi di produzione. già all'inizio degli anni ottanta. di de-proletarizzazione. Fin dall'inizio. dipendente da un imprenditore pubblico o privato. come abbiamo visto nel cap. In Italia. Ma processi analoghi sono avvenuti negli ultimi venti anni in molti paesi occidentali. Questa espressione viene usata per indicare il passaggio di una o più persone dalla piccola borghesia al proletariato. di passaggio cioè dalla condizione di bracciante o di operaio di fabbrica. tanto da diventare in alcuni di essi la classe più numerosa. Ma i processi di p roletarizz azione hanno avuto luogo molte altre volte.txt particolarmente forte nelle regioni settentrionali del nostro paese. cioè di caduta del livello di vita al di sotto della sussistenza. Classe tnedia Diverso è stato l'andamento della classe media impiegatizia. In Italia.Arnaldo Bagnasco. con un basso livello di qualificazione. amministrazione. Cambiati sono anche i confini e le relazioni fra la classe media impiegatizia e quella operaia industriale. per vivere. Altre volte. rendendo possibile il passaggio di centinaia di migliaia di famiglie dal proletariato agricolo alla classe dei coltivatori diretti. l'Irlanda. Nell'ultimo ventennio. questo si è verificato nel decennio 1870-1880. la Gran Bretagna ed il Belgio. Marzio Barbagli. L'inversione di tendenza si è avuta nel 1971 e da allora la contrazione di questa classe non si è più arrestata. l'estendersi delle funzioni dello stato. che richiedono un buon livello di qualificazione. questa tendenza è stata più forte nei paesi con alti tassi di dìsoccupazione. ad esempio. per le quali non è necessario un lungo periodo di addestramento. spesso usata dai soCiologi. In Italia gli impiegati stanno raggiungendo il 30% e più della metà di essi sono pubblici.

A rimanere Pagina 179 . Borgbesia 2 2 2 3 3 3 11. Impiegati pubblici Il. Altri 111. lavanderie. Alessandro Cavalli. la grande maggioranza della popolazione attiva è occupata nel settore dei servizi. Marzio Barbagli. In basso. come si diceva. Industria 3. Distribuzione percentuale della popolazicine italiana (occupata) per c&ssi sociali dal 1881 al 199. sono poco pagati e non offrono alcuna sicurezza del posto. servizi legali.4. Classi medie urbane 23 16 26 38 46 52 Il. Impiegati privati 2.Arnaldo Bagnasco. 199515. Piccola borghesia relativamente autonoma l. Esso è stato più forte nei servizi al consumatore (ristoranti. Negli Stati Uniti. che significa posto di lavoro. questi lavori sono molto facili da trovare come da lasciare e dunque sono particolarmente adatti per il primo impiego. Vi sono però. Altri Totale 5 3 13 20 26 29 i 1 5 9 10 il 4 2 8 il 16 18 19 13 13 18 20 23 14 6 5 5 6 6 3 4 6 8 9 il 2 3 2 5 5 6 23 37 31 12 8 6 52 45 41 47 43 39 36 22 12 6 4 3 13 20 23 31 28 25 3 3 6 10 il il 100 100 100 100 100 100 Fonte: Sylos Labini [1986.b. si è avuta una continua espansione di quei dirigenti e professionisti che fanno parte della borghesia secondo lo schema di Sylos Labini e della classe 1 secondo quello di Goldthorpe. 19931. Classe operaia l. mentre un tempo essi venivano fatti dalle donne e dai neri. Se in Italia gli addetti a questo settore hanno toccato il 58% del totale. In Svezia invece questi lavori sono diffusi anche nei servizi sociali ed offrono retribuzioni e possibilità di carriera non inferiori ai lavori non qualificati dell'industria. Agricoltura 2. oggi sono svolti dai giovani e dagli immigrati. La borghesia e il proletaflato nei servizi Da molti anni ormai. si è formata e si sta espandendo una nuova classe di persone che svolgono lavori a bassissimo livello di qualificazione. nella quale appunto le mansioni di questo tipo abbondano. XIX) nei quali è possibile distinguere i servizi [Esping An.amie 312 CAPITOLO 11 TAB. mentre non si è verificato affatto nei servizi alle imprese (consulenza manageriale.1.a. Corso di sociologia. Coltivaiori diretti IV. negli Stati Uniti e in Svezia arrivano al 70% [Paci 19911. nei paesi occidentali. progettazione dei sistemi. si notano segni evidenti di una tendenza alla divaricazione sociale.]Proletariato dei dersen 1991. che si riferisce alla catena di ristoranti fast-food MacDonalds. cura degli anziani). In alto.3 1881 1921 1951 1971 1983 1993 I. commerciali e finanziari). Se si osserva con cura questa popolazione. cap. bar. Classe media impiegatizia I. 11. nei quali si sono invece moltiplicati i posti di lavoro ad alto livello di qualificazione. per inserirsi nel mercato del lavoro ad un livello più elevato. istruzione. e Mac. quelli che Madobs negli Stati Uniti sono chiamati Macjobs. negozi di parrucchieri) e minore nei servizi sociali (salute. differenze fra i paesi. da job.txt De-proleuazz. Per questo. Commercianti 3. che riescono a lasciarli dopo un certo periodo di tempo. Negli Stati Uniti i Macjobs si concentrano nei servizi al consumatore. L'aumento del numero di questi posti di lavoro a bassa qualificazione non è avvenuto nella stessa misura in tutti i paesi e nei tre settori (v. Artigiani 2.

una testa di ponte per i neri e gli immigrati. dopo un po di tempo. Marzio Barbagli. inutilizzabile da chi voglia capire la realtà delle società contemporanee. Mentre un tempo gli elettori di classe operaia tendevano a preferire i partiti di sinistra e quelli delle classi medio-alte i partiti di destra. invece. La sottociasse Gli schemi di classificazione che abbiamo seguito per analizzare i mutamenti nella stratificazione sociale presentano un serio inconveniente: prendono in considerazione solo le persone occupate. E lo sviluppo di questi tre gruppi è dovuto alle politiche sociali liberali e al welfare state. Alcuni sociologì hanno tuttavia osservato che negli Stati Uniti. l'analisi di classe si è rivelata sempre più inadeguata [ 1 E concetto di classe. non vi è accordo fra i sociologi riguardo alle caratteristiche di fondo della sottoclasse e alle condizioni sociali che la rendono possibile [Marks 19911. di atteggiamenti di rassegnazione. la sottoclasse è costituita da tre gruppi (particolarmente diffusi nella popolazione di colore): ragazze madri. passando ad esempio da assistente per l'infanzia ad insegnante. oggi questo non si verifica più o per lo meno non nella stessa misura di prima.2. nelle grandi città americane. persone espulse dalla forza lavoro. le riforme sociali hanno favorito il formarsi. per quanto utile per lo studio dei precedenti periodi storici. Ma nessuno studioso è riuscito finora a presentare stime soddisfacenti delle dimensioni di questa classe e delle sue variazioni nel tempo. Ma pochi di essi riescono ad abbandonarli dopo un po di tempo. «Negli ultimi decenni . le concezioni prevalenti sono due: una «culturalista». lo schema di Sylos Labini prevede anche il sottoproletariato. 6. ma di una debolezza di fondo dell'economia.hanno scritto ad esempio Terry Clark e Seymour Martin Lipset [1991. in Gran Bretagna e in altri paesi occidentali si è formata e si sta sviluppando una nuova classe. 5. nella sottoclasse. Anche esse riescono in genere. Questa definizione fa pensare al sottoproletariato. costituito in gran parte da disoccupati. Ancora diversa è la situazione in Germania. Corso di sociologia. La sottoclasse è dunque la figlia indisciplinata di un padre che si prodiga nel viziarla: il welfare state. Secondo questi studiosi. dipendono dall'assistenza pubblica. se una parte crescente delle giovani donne nere con un basso livello di istruzione non si sposano quando restano incinte è perché perderebbero il diritto a ricevere un sostegno economico da parte dal programma Aiuto alle famiglie con figli a carico.vivevano «a detrimento del bene della nazione».man mano che le gerarchie tradizionali perdevano di importanza ed emergevano nuove differenze sociali. di cinismo. Analogamente. se i giovani americani di colore non cercano lavoro è perché quello dequalificato che riuscirebbero a trovare non darebbe loro un reddito maggiore di quello che ricevono dall'assistenza pubblica o che riescono a procurarsi con qualche furto. è sempre più superato» La classe sociale. In realtà.txt intrappolate in questo settore sono solo alcune persone anziane e poco istruite. mentre noi sappiamo che un'alta quota della popolazione non lo è. Per i sostenitori di questa tesi. il problema della povertà è quello della mancanza di posti di lavoro che diano un reddito sufficiente per vivere.Arnaldo Bagnasco. Se la sottoclasse si è sviluppata è perché il declino dell'industria manifatturiera ha fatto venir meno un gran numero di quei lavori operai ben retribuiti che costituivano un tempo. di demoralizzazione. si trovavano in una situazione costante di miseria e come scriveva tre secoli fa Gregory King . nelle società preindustriali. In altri termini. a lasciare queste occupazioni per altre più qualificate e meglio retribuite. ben lungi dafl'aiutare la popolazione povera a darsi da fare per uscire dal suo stato. Alessandro Cavalli. Per la verità. delinquenti. 1 lavori non qualificati dei servizi sono svolti prevalentemente dalle donne e dagli uomini licenziati dall'industria. In Svezia invece sono quasi esclusivamente le donne ad occupare i posti di lavoro a bassa qualificazione dei servizi. Per la prima [Murray 19841. che essi chiamano «sottoclasse» (underclass) e Sottociasse che è costituita da tutte le persone che si trovano in uno stato permanente di povertà e che. l'altra «strutturalista». ad esempio. non essendo in grado di procurarsi da vivere con un'attività economica legale. Ma molte fanno carriera all'interno dello stesso settore dei servizi sociali. Pagina 180 . ma ci ricorda anche la gran massa di persone che. 3971 . Schematicamente. L'importanza delle classi sociali Alcuni sociologi ritengono che ormai il concetto di classe sociale non sia altro che un ferrovecchio arrugginito. la sottoclasse è frutto non della dipendenza dal welfare state. Per gli strutturalisti. influisce meno di un tempo sul comportamento di voto.

Dal confronto fra dodici paesi altamente sviluppati. it. il 10% delle famiglie a maggior reddito percepisce il 26% del reddito complessivo.la classe sociale si è rivelata la variabile esplicativa di gran lunga più importante» [1975. L'Italia ha oggi in questo settore. Corso di sociologia. In Italia. 371. Particolarmente eloquenti sono. «Nella ricerca empirica . i risultati delle ricerche condotte nei diversi paesi occidentali continuano a mostrare che la classe sociale esercita ancora un'influenza rilevante su molte forme di comportamento. nella distribuzione delle risorse economiche e la relazione esistente fra appartenenza ad una classe sociale e durata della vita. Le ricerche che sono state condotte riguardano più il primo che il secondo aspetto. è diminuita. dalla Francia e dall'Italia [Geri e Pennacchi 19931. Il secondo invece è costituito da tutti i beni mobili ed immobili posseduti dagli individui o dalle famiglie.fra classe sociale e preferenza di voto vi è anche oggi una relazione significativa [Manza et al. un grado di disuguaglianza al di sopra della media europea [Rossi 19961. Affrontando questa questione. Nel prossimo capitolo e nel cap. bisogna tenere distinto il reddito dal patrimonio. 19961. VI. Negli Stati Uniti. le cose non stanno così. Goldthorpe 1996. i dati disponibili indicano che. contrariamente a quanto si pensa. Per quanto scarsi e frammentari. 7. vi sono stati in questo campo importanti mutamenti. così come venticinque anni fa. da questo punto di vista. Il primo è quello che gli individui e le famiglie ricavano dalle più varie fonti (salari. l'Olanda e la Norvegia. Anche se questa affermazione può sembrare oggi esagerata. è emerso che quello che ha la distribuzione del reddito più egualitaria è il Giappone. come vedremo. sia nel passato prossimo che in quello più remoto. che Distribuzione delle risorse economiche viene espresso in una scala che va da 0 (perfetta uguaglianza) a 1 (massima disuguaglianza) Nei paesi occidentali vi è ancora una forte disuguaglianza nella distribuzione delle risorse economiche. La disuguaglianza è maggiore nella distribuzione del patrimonio che in quella del reddito. all'inizio degli anni novanta.contrariamente a quanto sostengono Terry Clark e Seymour Martin Lipset . Ma nella realtà. come abbiamo visto nel cap. Alessandro Cavalli. perché le analisi più sofisticate dei dati esistenti hanno mostrato che . Essi sono avvenuti in genere molto lentamente e. Ma. In questo capitolo. Ma sono anche convinti che la classe sociale resti un criterio significativo di strutturazione delle disuguaglianze e che anche oggi l'appartenenza ad una classe influisca su molti aspetti della vita di un individuo. 188-1891.Arnaldo Bagnasco. trad. i risultati delle ricerche condotte in Inghilterra [Phelps Brown Pagina 181 . Ad occupare l'ultimo posto in questa classifica (e dunque ad avere una distribuzione del reddito più squilibrata) sono gli Stati Uniti. il 20% delle famiglie a maggior reddito ne riceveva undici volte di più del 20% delle famiglie a minor reddito [For rkber. for poorer 19941. Marzio Barbagli. nella vita degli individui. nei paesi occidentali. profitti. non vi sarebbe più una forte disuguaglianza nella distribuzione delle risorse economiche fra gli individui e le famiglie o per lo meno essa sarebbe oggi minore di un tempo. rendite). Uno dei metodi che esse hanno più frequentemente usato per misurare la disuguaglianza nella distribuzione delle risorse economiche consiste nel calcolo del cosiddetto coefficiente di Gini (dal nome del demografo italiano che l'ha proposto). 1980. un sociologo americano . Questo vale ad esempio per le scelte elettorali. preceduti dalla Gran Bretagna. Essi sono ben consapevoli dei grandi cambiamenti che sono avvenuti negli ultimi decenni in queste società e in particolare del fatto che l'importanza del lavoro. ma possiede ben il 35% del patrimonio [Geri e Pennacchi 1993. questo vale anche per la sodalizzazione. non sono andati sempre nella stessa direzione. XVII vedremo quanto influisce la classe di origine sulla mobilità sociale e sull'istruzione. Hout et al. per mostrare quale importanza conservino oggi le classi sociali ci occuperemo di due diverse questioni: i mutamenti che vi sono stati negli ultimi decenni.ha scritto alla metà degli anni settanta Randall Collins. ad esempio.txt STRATIFICAZIONE E CLASSI SOCIALI 315 Vi sono tuttavia altri sociologi (con i quali gli autori di questo libro sono sostanzialmente d'accordo) che ritengono che A concetto di classe sociale sia utile anche per l'analisi delle società contemporanee. ad esempio. seguito dalla Svezia. 1995. Il grado di disuguaglianza nella distribuzione del reddito varia considerevolmente nello spazio. La distribuzione dei redditi Se la divisione in'classi sociali avesse perso gran parte della sua importanza.

Alessandro Cavalli. Quanto più bassa è la classe sociale di appartenenza. più inquinati.come si è detto . la disuguaglianza nella distribuzione del reddito si è ridotta nel XVIII secolo. Se le persone delle classi più basse muoiono prima è perché passano il tempo in ambienti più nocivi. l'assistenza sanitaria è stata generalizzata a tutti. che ha fatto cadere una parte delle famiglie composte da madre e figli dallo strato medio a quello basso. Anche negli Stati Uniti. t dunque evidente che non possiamo attribuire alla malnutrizione e al sovraffollamento la minor durata delle persone delle classi più basse. 8. L'aumento della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi che si è avuto in questi paesi è riconducibile a vari fattori. Myles e Turegun 19941. l'unico paese per il quale disponiamo di una serie storica della distribuzione del reddito degli ultimi tre secoli. Ma l'aumento della disuguaglianza nella distribuzione del reddito non è avvenuto solo in questi due paesi. Secondo i dati di questa serie. che sono meno costosi della carne e del pesce [Harris 1989. causato dal fatto che la diminuzione della domanda di operai poco qualificati (che ha avuto luogo in questo periodo) è stata maggiore di quella di impiegati e di dirigenti. Vale la pena di ricordare che un tempo le persone delle classi svantaggiate erano più magre e più basse di statura delle altre. 11. che parte dal 1688. la quota di persone che moriva era tanto più alta quanto più bassa era la classe sociale. Il primo è la dinamica dei redditi di lavoro e l'ampliarsi dei differenziali retributivi. che ha favorito 9 passaggio di alcune famiglie dalla fascia di reddito media a quella alta. pur continuando ad essere più basse. 1991. I mutamenti che sono avvenuti da allora hanno fatto pensare che questa relazione fosse del tutto scomparsa o per lo meno si fosse indebolita. ossia che. che nella popolazione maschile adulta gli operai hanno una probabilità di morte quasi doppia rispetto agli impiegati. in cui è più facile che avvengano incidenti. le condizioni di lavoro e di vita. le differenze fra classi sociali nella durata della vita. Si pensi. l'anno in cui . con l'estendersi del welfare state. esse sono anche più grasse. in Francia e in Italia. In terzo luogo perché hanno minore accesso ai servizi sanitari di Pagina 182 . ma in tutti i paesi per i quali si hanno dati: negli Stati Uniti e in Norvegia. In secondo luogo. in Francia. Questa relazione esiste non solo in Gran Bretagna. La durata della vita Alcune ricerche condotte in Gran Bretagna negli anni venti e trenClasse sociale e ta mostrarono che vi era una relazione inversa fra classe sociale di tasso di mortalità appartenenza e tasso di mortalità (cioè del numero di decessi per 100. ad esempio.txt 19881.Gregory King presentò una stima della divisione in ceti della popolazione inglese. nel trentennio successivo alla II guerra mondiale. o sono rimaste costanti o sono addirittura aumentate.Arnaldo Bagnasco. ed è di nuovo diminuita nel nostro secolo. Recentemente si è avuta tuttavia una nuova inversione di tendenza. trad. Come si può vedere dalla fig. Marzio Barbagli. Il secondo è che le malattie infettive non uccidono più come un tempo. Il terzo fattore è stato la crescita del numero di divorzi. Corso di sociologia. 11. mangi tropppo e sia di conseguenza obeso. tanto più è probabile che una persona abbia abitudini dannose per la salute: fumi. in Svezia e in Danimarca.4. Il secondo fattore è l'aumento del tasso di attività delle donne e del numero di mogli che percepiscono buone retribuzioni. in Germania e in Olanda [Fritzell 1994. Osservando inoltre la fig. il lettore vedrà subito che il tasso di mortalità degli uomini dai 35 ai 54 anni decresce rapidamente al crescere del livello di istruzione (diminuendo in genere dell'8-9% per ogni ulteriore anno di studio) [Valkonen 19941. in Canada. ben lungi dal ridursi. lo stile di vita. in Giappone e in Australia. perché consumano spesso cibi ricchi di zuccheri e di amidi. Molte ricerche mostrano inoltre che negli ultimi decenni. Il primo è che si è avuto uno straordinario miglioramento nelle condizioni abitative e nell'alimentazione di tutti gli strati della popolazione dei paesi occidentali. Oggi.000 abitanti). Il terzo è che. le disuguaglianze in questo campo sono cresciute nel secolo scorso e si sono attenuate dopo la crisi del 1929. beva molti alcolici. it. Nel corso degli anni ottanta 'esso si è verificato anche in Australia e in Nuova Zelanda. Le numerosissime ricerche svolte negli ultimi trent'annì hanno invece mostrato che la relazione fra classe sociale e durata della vita è ancora oggi molto forte. il coefficiente di Gini ha ripreso a crescere: negli Stati Uniti dal 1970. in Gran Bretagna dal 1980. è aumentata in quello successivo. ad ogni età. 1161. Dobbiamo prendere in considerazione altre variabili.3. In primo luogo.

in tutti i paesi occidentali vi è stato un netto calo della mortalità e che questo è stato più rapido nelle classi medio alte che in quelle basse. Fra i loro bisnonni annoveravano il marchese Cesare Beccaria. l'autore de l' promessisposi. celebre in tutta Europa per i suoi scritti sull'amministrazione della giustizia penale. dovuto al fatto che negli ultimi trent'anni. Non sappiamo se ciò sia vero. '1 t @l i ii @ . ad esempio. a cercare di superarlo «gettandosi in basso» [Citati 19911. Mortafità (standardizzata per età) per tutte le cause di morte per anni dì istruzione. Erano cresciuti fra gli agi di una famiglia ricca. La loro sorella Giulietta aveva sposato Massimo D'Azeglio. circondati da servi. il caso di coloro che nascono in una famiglia di artigiani o Pagina 183 . Alessandro Cavalli. ma non era stato capace di assicurare alla moglie e ai figli nemmeno il minimo indispensabile Due sue figlie possedevano insieme un unico vestito buono e alla domenica. una volta raggiunta la maggior età. t questo. Definiamo mobilità sociale ogni passaggio di un individuo da uno strato. Ciò che è certo. che si tratti di un fenomeno transitorio.jnghdterra e Galles Danimarca Svezia Norvegia 6 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 Anni di istruzione FIG. uscendo in due momenti diversi. di breve e di lungo raggio.Arnaldo Bagnasco. educati da istitutori privati. un nobiluomo proveniente da un antica famiglia piemontese. in alcuni paesi. intergenerazionale ed intragenerazionale. Arrestato per debiti a ventisei anni. che porta colui che non riesce a raggiungere il livello del padre. Il loro padre era Alessandro Manzoni. L probabile però STRATIFICAZIONE E CLASSI SOCIALI 319 N. l. decessì / 100. assoluta e relativa. un ceto. è che A loro è un tipico esempio di mobilità sociale discendente. E di Enrico si racconta che passasse quasi tutta la giornata sul ponte di San Vittore. Marzio Barbagli. e che qui ci interessa. essi non erano restati a lungo nel loro ceto.txt alta qualità.000-11 1 900_ 800700600500400300200"-----. 1 sociologi che nell'ultimo mezzo secolo si sono dedicati allo studio sistematico di questi movimenti distinguono fra mobilità orizzontale e verticale. Più difficile è spiegare perché. Corso di sociologia. quando andavano in chiesa.1 i@ @l Capitolo 12 Si chiamavano Filippo ed Enrico e venivano da una grande famiglia lombarda.. Filippo aveva continuato in seguito a cercare inutilmente un lavoro. con la tuba in capo e un lungo sigaro in bocca. Enrico aveva messo su in poco tempo una numerosissima famiglia. m 'i I . Orizzontale Per mobilità sociale orizzontale si intende il passaggio di un individuo da una posizione sociale ad un'altra allo stesso livello. 11. Tipi di mobilità Vi è chi ha sostenuto che la triste sorte di Filippo e di Enrico sia spiegabile con il cosiddetto complesso del figlio di un «grande».000 1. per poterlo indossare dovevano darsi il turno. Fonte: Valkonen 119941. individuale e di gruppo. Eppure. vivendo poi di espedienti e di prestiti.4. una classe sociale ad un altro.: uomini 35-54 anni nel periodo 1976-1980 (scala logaritmica). ascendente e discendente. le differenze fra classi sociali nella durata della vita siano aumentate.

Più precisamente. o una nave ridotta a un relitto che si sfascia» [Sorokin 1927. trad. Il primo ha a che fare con il concetto di apertura di una società o di fluidità sociale cioè con le opportunità che le persone con origini sociali diverse hanno di raggiungere le varie posizioni nel sistema di stratificazione Gli studiosi che si richiamano a questa impostazione si chiedono di solito se l'apertura di una determinata società (ad esempio quella italiana) sia mutata nel corso del tempo. in questo caso. Con questa espressione si intendono i movimenti verso l'alto o verso il basso non di una persona. di mobilità sociale intergenerazionale Ma il confronto può essere anche fatto fra le posizioni che una persona ha occupato nel corso della sua esistenza.txt di commercianti e che. ma di un intero gruppo (uno strato. il figlio dell'operaio di fabbrica che prende la laurea in ingegneria e va a fare il dirigente d'azienda è un caso di mobilità sociale ascendente. 1341. Nel primo caso è ascendente. La distinzione fra mobilità assoluta e relativa può essere chiarita con un esempio.ad esempio la borghesia hanno possibilità di mobilità molto maggiori che nell'altra: in questo caso si tratta di una differenza di mobilità assoluta. Si tratta comunque sempre di mobilità di lungo raggio. Invece.come vedremo subito . 1965. Marzio Barbagli. Un esempio interessante di mobilità di gruppo ascendente è stato in Italia quello della professione di notaio. Si parla. che appartengono ad una classe diversa da quella dei genitori) Per mobilità relativa (o apertura di una società o fluidità si intende il grado di eguaglianza delle possibilità di mobilità dei membri delle varie classi. colui che viene da una famiglia di imprenditori ma è incapace di proseguire gli studi dopo la licenza media inferiore ed entra nel mercato del lavoro come commesso di un Di lun supermarket è un caso di mobilità discendente. nel caso di quella intergenerazionale . it. Due tradizioni teoriche Lo studio della mobilità sociale è stato intrapreso da due diversi angoli visuali e per dare risposta a due diversi interrogativi teorici. avvenuta cioè fra strati o classi Molto lontani. si dirà che c'è una maggiore fluidità nella seconda. quando la legge di riforma del 1913 richiese l'obbligo della laurea in giurisprudenza per esercitarla (mentre prima bastavano due anni di università) e riconobbe lo status libero-professionale a fianco di quello di pubblico ufficiale [Santoro 19941. questi strati e queste classi sono contigue. Due società possono differire perché in una i figli di una data classe . Si parla invece di mobilità sociale verticale per indicare lo spostamento ad una posizione più alta o più bassa nel sistema di tificazione sociale. Ma esse possono essere diverse perché nella prima le possibilità di accedere alla borghesia dalle varie origini sono molto più diseguali tra loro che nella seconda : le due società si differenziano allora dal punto di vista della mobilità relativa. 1 passaggi fra una classe sociale e l'altra possono essere esaminati mettendo a confronto la posizione della famiglia di origine di un individuo con quella che egli ha raggiunto in un determinato momento Intergenerazionale della sua vita. mentre il secondo ricorda l'affondamento della nave con tutte le persone a bordo. Quando invece. Pitirim Sorokin ha efficacemente presentato la differenza fra mobilità discendente individuale e di gruppo scrivendo che «il primo caso di "caduta" può essere paragonato ad un individuo che cade da una nave. Questa viene di solito chiamata intragenerazionale o di carriera.Arnaldo Bagnasco. nel secondo discendente Per fare degli esempi. quando raggiungono l'età adulta. Alessandro Cavalli. si parla di mobilità di breve raggio. per esempio fra quando è entrato nel mercato del lavoro e dieci anni dopo. Le distinzioni che abbiamo finora ricordato si riferiscono tutte alla mobilità individuale. 2. Corso di sociologia. In una società vi è una completa eguaglianza nelle chances mobilità (o una fluidità completa) quando la classe di origine degli individui non esercita alcuna influenza sui loro destini sociali e tutti hanno le stesse possibilità di salire o di scendere lungo la scala della stratificazione. La mobilità assoluta è data dal numero complessivo di persone che si spostano da una classe all'altra (ad esempio. una classe o . come avviene più spesso nella realtà. sia aumentata o diminuita Pagina 184 .una casta) rispetto a tutti gli altri gruppi sociali. fanno gliimpiegati. Del tutto diversa è la mobilità sociale collettiva.

si ossono formulare p molte altre domande. Tocqueville. it. Sono interrogativi che gli studiosi di scienze sociali. For~ ioné 19 secondo filone ruota invece intorno al problema della formaziodefie dassì ne e dell'azione delle classi. fino a quelle metodologicamente più raffinate realizzate negli Stati Uniti ed in vari paesi europei negli anni sessanta e settanta. molto tempo dopo.The constant flux . Lo ha fatto ad esempio. nello stesso luogo 1 Le classi sono fortemente distinte e immobili. gli uomini politici o i romanzieri si sono posti da tempo. più specifiche e precise. nel brano che abbiamo appena citato. altre vi ricadono incessantemente. Per questo. e quelle che restano cambiano faccia [Tocqueville 1835-1840. nell'ultimo quarantennio . [Nei secondi. Naturalmente. Corso di sociologia. it. Alcuni sociologi hanno sostenuto che una classe diventa una formazione stabile quando coloro che ne fanno parte condividono valori. proseguendo in questa direzione. Le ricerche sulla mobilità sociale ìì Il primo studio sistematico sulla mobilità sociale è stato scritto nel 1927 da Pitirim Sorokin. più visibile e benvoluta della grande. pur esistendo già. ciascuna di esse diventa per colui che ne fa parte una specie di piccola patria. Karl Marx. trad. 611. per definire la società americana 3. cioè fra gli operai figli di operai. Ad esempio. A questa tradizione di studi si sono richiamati recentemente Robert Erikson e john Goldthorpe. Marzio Barbagli. Nei primi le famiglie restano per secoli nella stessa condizione e. e cercano di individuare i fattori che favoriscono o ostacolano la fluidità sociale. ma chi l'ha fatto per tutta la vita» [Sorokin 1927. in un libro che riprende nel titolo . trad. Era per questo che il socialismo si era affermato soprattutto fra i «proletari ereditari». egli era infatti figlio di un operaio e di una contadiMOBILITA SOCIALE 325 Pagina 185 . il quale osservava che negli Stati Uniti Componente d'America le classi sociali. 1968. trad. impedisca a questa classe di diventare una collettività sociale. spesso. 1965. 1974.l'espressione che Marx usava . Alessandro Cavalli. cioè la quota di persone che restano per tutta la vita nella stessa posizione dei genitori. 589-5901. che nelle pagine de La democrazia in America ha contrapposto «i popoli aristocratici» della vecchia Europa a quelli «democratici» degli Stati Uniti. 5051. un sociologo nato nel 1889 nella Russia nordoccidentale. Se le è poste per primo. 324 CAPITOLO 12 Si sono posti di nuovo questi interrogativi. invece] nuove famiglie sorgono di continuo dal nulla.Arnaldo Bagnasco. it. un secolo e mezzo fa. da quelle pionieristiche condotte nell'immediato dopoguerra in Gran Bretagna e in Danimarca. Quest'ultimo sosteneva che in ogni classe vi era una componente «fluida» e una «permanente» e osservava che «se vogliamo conoscere gli atteggiamenti caratteristici di un agricoltore. «non si sono ancora fisfluida o sate e in un flusso continuo modificano continuamente le loro parti permanente costitutive e se le cedono» [Marx 1852. studiosi come Werner Sombart o Pitirim Sorokin. un secolo e mezzo fa. oppure se essa sia maggiore o minore di quella di altre società. Se le sono poste di nuovo. che di questo tema aveva certamente una conoscenza personale diretta. come del resto i giornalisti. Il. essi si sono chiesti se la mobilità intergenerazionale . si può cercare di determinare che livello debbano raggiungere i tassi di mobilità sociale intergenerazionale per mettere in pericolo l'identità demografica di una classe e dunque anche la sua identità culturale. non prendiamo in considerazione chi ha fatto l'agricoltore soltanto per pochi mesi. Anche queste sono domande classiche. riducendo la componente permanente di una classe. che hanno presentato un'analisi comparata della mobilità sociale nei paesi occidentali. idee.txt . Come avrebbe raccontato molti anni dopo nella sua autobiografia. tutte le più importanti ricerche sulla mobilità sociale. stili di vita e ritengono di avere interessi comuni.

prigioniero politico. artigiano ambulante. 221. Questa tendenza ha Pagina 186 . è nelle indagini di mobilità che i sociologi hanno per la prima volta sperimentato alcune di queste tecniche. it. La seconda tendenza è che è aumentato il tasso di attività della popolazione femminile. secondo questa concezione. Per questo. operaio di fabbrica. un po in tutte queste società.000 casi) e dunque sono assai costose. di solito chiedono agli intervistati l'occupazione che svolgono in quel momento. dal punto di vista della raccolta e dell'analisi dei dati. ricavati non da inchieste sistematiche su campioni rappresentativi di tutta la popolazione di un paese. L occupazione della donna non ha. Si servono di campioni della popolazione molto grandi (da 5. rivoluzionario. molti studiosi (ma sarebbe meglio dire: molte studiose) hanno criticato questa concezione. Alcune delle sue tesi di fondo sono ancora oggi valide. in Gran Bretagna da Goldthorpe [19801. t da allora infatti che i sociologi hanno iniziato a condurre indagini sistematiche su campioni rappresentativi della popolazione di un paese. nel corso della sua vita. specialmente nei paesi occidentali Fra le più importanti vanno ricordate quelle condotte negli Stati Uniti da Blau e Duncan [19671. direttore di un giornale. le ricerche di mobilità sociale hanno fatto molti passi avanti negli ultimi decenni. Anzi. in Italia da Cobalti e Schizzerotto [19941. Nell'analisi dei dati. perché contrasta sempre più con alcune tendenze di fondo delle società avanzate e in particolare con due di queste. sostenendo che essa rende impossibile l'analisi di una delle più importanti forme di disuguaglianza sociale. ceche e americane. giornalista. quella appunto basata sulle differenze di genere. Corso di sociologia.1 pre più spesso nel mercato del lavoro. 19 primo è che l'unità base 326 CAPITOLO 12 t del sistema di stratificazione non è l'individuo ma la famiglia. esule. Nell'ultimo ventennio. Essi hanno inoltre messo in rilievo che la concezione tradizionale della stratificazione sociale è oggi ancor meno accettabile di un tempo. insegnante. Sorokin analizzava la mobilità sociale in numerosi paesi (non solo occidentali) per un lunghissimo arco temporale (dall'an"tica Roma alla fine del secolo scorso) basandosi su una ricchissima documentazione. impiegato.000 a 25. quella del suocero. i dirigenti) Il libro di Sorokin è considerato un classico. professore in università russe. i santi. una quota crescente di famiglie ha come «capo» non un uomo ma una donna. Tale concezione si basa su due assunti di fondo. trad. Tutte le più importanti indagini di questo tipo condotte negli Stati Uniti e in Europa (con l'eccezione di quella svolta in Italia) si basano su dati riguardanti soltanto la popolazione maschile. Marzio Barbagli. capo corista. Nel suo libro. Mirano a rilevare la posizione sociale degli individui che fanno parte di questi campioni e delle loro famiglie di origine. Le donne entrano sem. vi restano più a lungo di prima. soprattutto dopo la II guerra mondiale. La documentazione empirica su cui queste si basano non è priva di interesse. gli «uomini di genio». occupano posizioni più elevate di un tempo. Tutte queste ricerche hanno alcune caratteristiche in comune. ma dalle cosiddette «indagini di élite» . La prima è stata realizzata nel 1949 da un gruppo della London School of Economics diretta da David Glass [19541 su 10 mila adulti residenti in Inghilterra. in Scozia e nel Galles. Il secondo è che la posizione della famiglia in questo sistema è determinata interamente da quella del capofamiglia. quella che avevano prima (quando sono entrati nel mercato del lavoro e dieci anni dopo). 1983.txt na e. riguardanti cioè le origini sociali di alcuni gruppi particolari (i sovrani. 19 motivo è che i Sociale sociologi che le hanno dirette si rifacevano alla concezione tradizionale della posizione delle donne nel sistema di stratificazione sociale. Alessandro Cavalli. La prima è che. alcun peso per la collocazione della famiglia nel sistema di stratificazione sociale. Numerose altre sono state compiute in seguito. l'occupazione del padre (quando essi avevano 12 o 14 anni) e. era stato «successivamente bracciante. fanno uso di tecniche avanzate e complesse. Tuttavia. cioè del marito o del padre. e studioso di fama internazionale» [in Heath 1981. studente. in Francia da Thélot [19801. membro del governo Kerensky. Una parte di questa è costituita da dati statistici. se sono sposatì.Arnaldo Bagnasco.

l'anima passa in un altro corpo. umano. in linea di principio. Occupiamoci dunque prima di tutto del sistema delle caste in India. la posizione che questo occupa nel sistema di casta dipende da come si è comportato nella vita precedente. della mobilità sociale in Cina e della società di antico regime. in una società come quella indiana in cui domina il sistema di caste. animale o vegetale. «in cui la mobilità non sia stata presente» Ma i risultati delle ricerche storiche e sociologiche condotte negli ultimi anni hanno molto arricchito le nostre conoscenze in proposito. Ma oggi nessuno studioso condurrebbe più una ricerca di mobilità sociale solo sulla popolazione maschile. che Pagina 187 . La religione indù ammette tuttavia una forma particolare di mobilità sociale: quella fra una vita e l'altra. Le caste intermedie e quelle inferiori tentavano infatti spesso di conquistare una posizione più elevata nella scala sociale. L'india e le caste Come si è detto nel capitolo precedente. Già Sorokin [1927.1. 4. 4. Corso di sociologia. rinascerà in una casta più elevata. questi ultimi cercano di essere ligi ai loro doveri perché sanno che solo in questo modo hanno qualche speranza di mobilità ascendente nella nuova vita. In ogni caso. Se ha meritato. quando non riuscivano a vincere la resistenza e l'opposizione che suscitavano nelle caste concorrenti. i vaisha e i shudra) Così. Quando trasmigra in un essere umano. neppure quella di casta. Ha fatto diminuire il grado di omogamia.er Max Weber . Alessandro Cavalli. che alcuni studiosi hanno chiamato di «sanscritizzazione» [Srinivas 19661. Se la mobilità individuale era limitata ed effimera.txt prodotto effetti di grande rilievo sulla famiglia. La mobilità ascendente collettiva era accompagnata da pratiche di «giustificazione simbolica» della nuova posizione. 1391 aveva sostenuto che «non c'è mai stata nessuna società». Marzio Barbagli. D'altra parte. Ciò che avveniva era solo che la posizione gerarchica di due o più caste all'interno di questo sistema mutava e mentre una saliva. ma talvolta anche gli kshatriya. t certo che anche nel passato. Per questo. quella collettiva aveva una certa importanza. non è possibile alcuna forma di mobilità sociale intergenerazionale o intragenerazionale. scenderà in una più bassa. Il dibattito su questo problema è ancora in corso nelle riviste scientifiche. essi possono passare a una dieta del tutto diversa. ad esempio. quello di casta non è mai stato un sistema completamente rigido.Arnaldo Bagnasco. Ma spesso essi fallivano. non provocavano alcuna trasformazione strutturale del sistema di casta. Ha fatto aumentare il numero di coppie nelle quali la moglie ha un'occupazione superiore (per reddito o prestigio) a quella del marito. gli indù ortodossi pensano che coloro che fanno parte di una casta impura abbiano commesso molti peccati nella vita precedente. in caso contrario. cioè la percentuale di sposi che fanno lo stesso lavoro. La mobilità nelle società non contemporanee Le conoscenze che abbiamo sui processi di mobilità si riducono quando ci allontaniamo dalle società contemporanee dei paesi sviluppati Eppure è proprio da ciò che avveniva nel passato non solo in Europa ma anche in Asia che dobbiamo iniziare. Con questo Sanscrìuzzazione termine si indica quel processo con cui gli appartenenti a una casta inferiore cambiano costumi. nel quale la posizione delle persone e dei ruppi fosse fissata per sempre. Oggi però sappiamo che questo non è vero. Dunque. un'altra scendeva [Barber 19681. rituale e ideologia. la casta è . se ha seguito cioè una condotta conforme al rituale di casta. cercando di imitare e di fare propri quelli di una casta superiore scelta a modello (spesso i brahamani. in questo sistema mancasse ogni forma di mobilità sociale. Perché questi tentativi riuscissero erano necessarie almeno due o tre generazioni. quando avevano successo. o addirittura per millenni. perché in essa si entra alla nascita e da essa non si può uscire per tutta la vita. «è meglio adempiere ai doveri della propria casta pur senza eccellere. 1 due principi fondamentali dell'induismo sono la credenza nella metempsicosi (o samsara) e la teoria della retribuzione (o karma) Ad nella Meternpsicosì ogni successiva morte nel corpo in cui è ospitata.un «ceto chiuso». che adempiere a quelli di un'altra casta sia pure in maniera eccellente: perché in ciò sta il pericolo» Si è a lungo ritenuto che per secoli. Come dice un principio della teoria induista classica.

dalla metà del XIV alla fine del XIX secolo. it. evitare i contatti contaminanti con persone e cose impure. Marzio Barbagli. Sappiamo ad esempio che.la domanda che veniva posta un tempo in Cina ad un estraneo di cui non si conosceva la posizione sociale. In quel paese infatti. di solito al primogenito. la nobilità in Europa) [Elman 19911. 4. Ciò vuol dire che solo un figlio restava nello stesso ceto del padre. i ì. che il sistema di esami che fu introdotto in Cina in un periodo storico in cui in Europa si stava formando il sistema feudale. per molti secoli. hanno superato questi esami.come il sesso e l'età . che prevedeva che tutta l'eredità paterna andasse a uno solo dei figli maschi. nello stesso luogo» e che i ceti fossero «fortemente distinti e immobili» Ma i risultati delle ricerche condotte dagli storici negli ultimi decenni non ci permettono più di accettare acrificamente questa idea. cioè erano mobili ascendenti [Ping-Ti Ho 19621. cioè entrare a far parte di quel ceto dei letterati che era al vertice della gerarchia sociale.ricorda Max Weber [1920. l'imperatore stabilì che solo coloro che lo superavano potevano fare i funzionari governativi. Pagina 188 . Corso di sociologia. Alessandro Cavalli. artigiani o contadini.2. Altri cercavano di farsi strada con la carriera religiosa. Basandosi su questi dati. In questo modo. Quando introdusse il sistema degli esami.avevano un tempo un peso molto maggiore che nella società contemporanea.3. MOBILITA SOCIALE 329 4. di solito più basso Per evitare la mobilità discendente dei cadetti. d'altra parte. mentre gli altri rischiavano di iniziare la loro vita in un ceto diverso. l'accesso al ceto più elevato era più agevole che nelle società europee preindustriali o in quelle contemporanee. si poneva fine alla prerogativa degli aristocratici di diventare funzionari in virtù del loro status familiare. La società di antico regime Non diversamente da Tocqueville. ma di proprietari terrieri. Essi ci dicono inoltre che alcune caratteristiche ascritte .Arnaldo Bagnasco. per quanto non direttamente comparabili con quelli delle indagini sociologiche. fanno pensare che la mobilità relativa fosse in passato minore di oggi. Questi risultati. almeno per due secoli. E vero. non era tanto dal numero di questi. era straordinariamente avanzato e si basava su «un'idea di uguaglianza che non aveva equivalenti in nessuna altra parte del mondo a quell'epoca» [Miyazaki 1988. In realtà. 3941 . gli esami del sistema cinese richiedevano tali e tante risorse economiche per la loro preparazione che le persone provenienti dai ceti più bassi non avevano quasi alcuna possibilità di superarli. In Inghilterra si è giunti a usare gli esami per la selezione dei funzionari solo nel 1879 e negli Stati Uniti nel 1883. grazie al sistema degli esami. alcuni studiosi hanno condotto imponenti ricerche sui documenti riguardanti decine di migliaia di casi di persone che. mercanti. Da esse è emerso che una quota rilevante di esse (intorno al 30%) proveniva da famiglie non di funzionari. Ai cadetti veniva data una somma di denaro e alle figlie una dote. alcuni studiosi hanno affermato che in Cina. quanto piuttosto da quello degli esami che dipendeva il rango sociale.txt vieta di mangiare la carne di bue ed è vegetariana. 1982. fare più frequentemente ricorso ai bagni purificatori. trad. i sociologi hanno a lungo pensato che nella società di antico regime le famiglie restassero per secoli «nella stessa condizione e. sposarsi precocemente e vietare le seconde nozze delle vedove. le informazioni di cui disponiamo non consentono di sostenere una tesi così impegnativa. Sistema &gli In che misura il sistema degli esami favori la mobilità sociale? Per esami in Cina dare una risposta a questo interrogativo. Alcuni non si sposavano e restavano nella famiglia del primogenito. E probabile che il sistema cinese degli esami abbia reso più facile che nell'Europa dell'antico regime il passaggio dal ceto dei ricchi mercanti a quello più elevato (i funzionari in Cina. Per quanto in linea di principio aperti a tutti. 1551. venivano seguite varie strade. le famiglie aristocratiche e quelle borghesi di tutta Europa e quelle dei contadini proprietari di alcune sue regioni hanno seguito il modello successorio patrilineare indivisibile. spesso. La Cina e il sistema degli esami «Quanti esami ha sostenuto?» Era questa . nonostante il culto degli antenati.

Numerosi altri vi restavano invece in attesa di tornare al paese. interagivano sotto un'autorità diversa da quella dei loro genitori. lavoravano. 1. nel corso della sua vita. moltissimi giovani piemontesi dai 16 ai 25 anni di famiglie contadine immigravano a Torino per lavorare come muratori. dormivano. che . falegnami. è tenuto nobile ed il medesimo a chi nascie signore» [Angiolini 1990. della mobilità sociale discendente. Alessandro Cavalli. flussi consistenti di giovani lasciavano i genitori e i parenti non per andare a servizio in un'altra famiglia. degli artigiani e persino degli strati più poveri della popolazione. presso le famiglie non solo dei nobili o dei mercanti. ma produttive come garzoni. In linea di principio. Molto forte (probabilmente . ché essendo nobilissimo . Nei primi decenni dell'Ottocento. lavoranti. ancora che pigli per moglie donna di più basso sangue di lui. 6361. 7721 . Infine. l'aristocrazia era un ceto a cui si apparteneva per nascita. mangiavano. Questa affermazione era probabilmente esagerata. la perizia nelle arti o in alcune professioni [Angiolinì 19901.di Pagina 189 . poteva fare la poco piacevole esperienza del «declassamento». ma per emigrare in un centro urbano e trovare un'occupazione.«grave incarco è a donna d'alto legnaggio prender per marito uomo d'inferior sangue. «Chi nascie ricco . cocchieri. Ma nella realtà in essa sono riuscite a entrare molte persone provenienti da altri ambienti sociali. ma anche individuale. non sapeva esercitare alcun mestiere ed era stato messo in mezzo ad una strada. quando lasciano la famiglia. per entrare a far parte dell'aristocrazia.Arnaldo Bagnasco. Ma quando una famiglia aristocratica si trovava economicamente in cattive acque ricorreva a un matrimonio del genere. era carico di debiti. apprendisti. più che nella società contemporanea) era la mobilità intragenerazionale. soprattutto se esso avveniva fra un nobile e una borghese Come infatti spiegava. Spesso. stallieri.non c'è quasi stato o principe che non venda i titoli di nobilità contro denaro suonante» Oppure poteva imparentarsi con l'aristocrazia attraverso il matrimonio Negli ambienti nobili queste nozze . in certi periodi storici. Se è vero che nell'aristocrazia non si entrava solo con la nascita.quantunque egli sia vilissimo di sangue. Ma è certo che spesso la ricchezza era una condizione necessaria. nel 1499. cambiando magari molte altre volte lavoro. In altre zone d'Europa.non era solo di gruppo. anche se non sufficiente .come vedremo più avanti Mobilità viene oggi definita mobilità con ritorno alle origini per indicare coloro con ritorno che. la moglie. In Franda. a servizio in casa di altri. In parte essa era dovuta a quel fenomeno che gli storici hanno recentemente chiamato di «circolazione dei giovani» fra le famiglie [Mitterauer 19901. Per citare solo due esempi. sia chi andava a servizio in casa di altri sia chi emigrava in città esperimentava quella che . Chi la possedeva (come i mercanti e i banchieri) poteva cercare di comprare un feudo o un titolo «Nel secolo XVI . ad esempio. ed una pecora con il velo d' oro. Corso di sociologia. il nobiluomo Andrea Contarini aveva nove figli. egli per questo non casca di grado» [Bandello 1966. ma anche dei contadini. alla fine del XVII secolo.chiamate mesalliances venivano giudicate molto severamente. 1 genitori mandavano spesso i loro figli e le loro figlie per alcuni anni.ha osservato Braudel [1976. di sostituire nell'attività o nella proprietà della terra il padre o un fratello [Levi 19901. sarti. dunque.a differenza che in India .txt Le ricerche storiche mostrano tuttavia che la società di antico regime non era rigida e immobile come si riteneva un tempo. 321. alla metà del Cinquecento. i servizi prestati al sovrano. Alcuni di questi si fermavano nella città piemontese. Svolgevano attività non domestiche . nell'aristocrazia si poteva salire per la carriera politica. Qui essi vivevano di giorno e di notte. prima che si sposassero . cavallieri. Il che a uomo non avviene. In essa vi era anzi una notevole mobilità assoluta. per ritornare poi al punto di partenza dopo un certo numero di anni. Marzio Barbagli. facchini. occupano una posizione diversa da afle origini quella del padre. da sedici anni era privo di ogni carica politica. Ma anche la mobilità assoluta intergenerazionale non mancava nelle società di antico regime. fornai. Quest'uso era particolarmente diffuso nelle regioni centro-settentrionali d'Europa e riguardava più della metà dei giovani dai 15 ai 29 anni.scriveva nel 1629 il patrizio fiorentino Aurelio Grifoni . è altrettanto vero che non se ne usciva solo con la morte. Matteo Bandello . a Venezia. Anche un nobile. sarti.

Quella dei «cittadini». che rappresentavano un'infrazione alle norme della società per ceti.0 100.dalla fine del Cinquecento alla fine del Settecento. le: nelk campagna dai: 108 al i 786 1678 1786 Artigiani e altri 117 148 Contadini proprietari 73 150 Mezzadri 881 870 Pigionali 534 1. oltre agli artigiani.7 93. 12.Arnaldo Bagnasco.243 120. 1996. 821.056 141. Immediatamente sotto questa vi erano i «cittadini».0 100.1 . Ma . dei citta&ni e dei popolani suUintera popolazione di Venezia 41 Cinquecento #l Settecento 1581 1586 1624 1633 1642 1760 1766 1780 1790 Nobili 4.503 Fonte: Della Pina [19851. la popolazione di questa città poteva essere distinta in tre gruppi sociali. 240-2411. L Percentuale dei nobilì.7 85. ascendente e discendente.3 93.637 141.7 3. Nel 1678.603 (valori assoluti) Fonte: Beltrarnì [19591. La casa va in rovina. Infine vi erano i «popolani» Dei primi due ceti faceva parte un numero esiguo di famiglie.7 2. Molti sforzi furono fatti per attenuare o occultare questi casi di mobilità sociale discendente.0 Totale 134.5 4. che non potevano né lavorare né mendicare senza perdere l'onore. in questa zona. Nuoer0.605 2.4 2. con varie forme contrattuali. Secondo i contemporanei. Si stima che un terzo dei nobili del Beauvais vivesse in miseria e che a Venezia vi fossero molti aristocratici decaduti. ma dalla dimensione dei vari ceti esistenti. 12.0 100.2).3 3.6 7.335 di cui: opranti 18 445 Totale 1. Nelle società del passato (come peraltro .4 88.9 4. troviamo i contadini proprietari . Nel XV e nel XVI secolo.6 Totale 100. dopo essere aumentata per mezzo secolo.3 3.625 102. 122. La quota dei nobili si è progressivamente ridotta.come il lettore può vedere dalla tab.3 5.5 2.txt un nobile di campagna del Beauvais scriveva in un appello: «se volete prendervi la pena di mandare qui qualcuno. 12. Al vertice vi era la nobiltà.086 137.0 100. vi erano tre gruppi sociali agricoli (tab. Questi mutamenti hanno sicuramente prodotto delle variazioni della mobilità assoluta.lo vederemo subito in quelle contemporanee) i tassi di mobilità assoluta inter e intragenerazionale non dipendevano tanto dal grado di chiusura dei ceti elevati. Corso di sociologia. 332 CAPITOLO 12 TAB. notai. artisti. impiegati della Cancelleria ducale. addetti alle corti di giustizia. di fimigUe per èkss@. Procedendo dall'alto verso il basso. ma poi siano caduti in povertà per «causa non dolosa» [in Ricci.2 90. «vergognosi sono li gentiluomini .0 100.0 3. noi siamo disperati e tra non molto dovreì mo darci all'accattonaggio» [Goubert 1968. una specie di ceto medio superiore di cui facevano parte tutti coloro che non svolgevano lavori manuali puramente «meccanici»: mercanti.6 88. Due esempi sono necessari per chiarire questo punto.6 89. coloro che si trovavano in «poveri questa situazione venivano chiamati «poveri vergognosi» Come si legvergognosì»: ge nello statuto di un'associazione del 1622. Alessandro Cavalli.0 100. Il primo riguarda Venezia.476 141. In Italia e in alcune altre zone europee. nelle città italiane si moltiplicarono le istituzioni assistenziali che distribuivano in segreto l'elemosina a questi «poveri vergognosi».871 148. cittadini. Il secondo esempio riguarda le campagne di Prato.0 100.9 4.4 10. Quelli citati non erano casi limite. mercanti ricchi e più anche gl'artefici padroni di buoni capitali d'arti onorate e non vili» i quali «con le loro facultà siano vissuti per il passato sempre bene et onoratamente». questo numero ha subito considerevoli variazioni. vedrete che dico la verità.0 100.1 Popolani 90. Marzio Barbagli.8 93. piccoli appezzamenti poco fertili che non potevano essere trasformati in poderì Pagina 190 .4 2.307 149.3 Cittadini 5. Settecento.1 7. è costantemente diminuita. per raggiungere il punto più basso alla fine del TAB.7 8. i mezzadri e i «pigionali» Questi ultimi erano lavoratori senza casa e senza stalla che coltivavano.

cercando di ricostruire e di analizzare i mutamenti nella mobilità sociale (assoluta e relativa) avvenuti negli ultimi ottant'anni e le differenze esistenti fra i vari paesi. neppure coloro che si richiamano alla prima teoria negano che vi siano delle differenze fra le società industriali . bene però che il lettore tenga presente che la prima. Conseguenze analoghe ha avuto la crescita della burocrazia di stato e i cambiamenti dei contratti agrari che provocavano l'espansione degli strati medi o di quelli inferiori. Le più importanti sono cinque [Erikson e Goldthorpe 19921. Una terza teoria è stata formulata da Sorokin. dal fatto cioè che i governi hanno per molto tempo preso delle misure volte a rendere più fluida la società. Tale aumento non si è arrestato alla fine di questo periodo storico. Implicitamente o esplicitamente in disaccordo con questa teoria sono i sostenitori di una seconda posizione: quella che fra i paesi sviluppati ve ne siano alcuni che hanno livelli di mobilità sociale eccezio. invece. l'Australia) siano il paese in cui spostarsi da una classe all'altra è particolarmente facile. Per i sostenitori della seconda posizione. le persone «in più» o erano salite nello strato dei contadini proprietari o . la forte mobilità sociale di alcuni paesi è dovuta a fattori di ordine culturale o politico. Gli studiosi che. Questo sviluppo fa crescep re la mobilità assoluta perché causa continui mutamenti nel mercato del lavoro (ad esempio: la diminuzione dell'occupazione agricola e l'espansione di quella industriale) e un costante aumento delle posizioni di vertice che richiedono alti livelli di qualificazione. Industrializzazione e sviluppo economico Maggiori sono le nostre conoscenze riguardo alla società contemporanea Su questa. Così. Nel reclutare le persone nelle diverse posizioni ciò che conta è sempre di meno chi sono e sempre di più cosa esse sanno fare. la seconda e la quinta si riferiscono sia alla mobilità assoluta che a quella relativa.avvenivano periodicamente nelle società del passato. mentre la terza e la quarta solo a quella assoluta. essendo il numero delle famiglie mezzadrili rimasto costante. Le descrizioni e le spiegazioni suHa mobilità che essi ci hanno fornito sono tuttavia assai diverse. Coloro invece che credono che siano i paesi socialisti sorti nell'Europa orientale alla fine della seconda guerra mondiale o quelli nordici socialdemocratici ad avere una notevole mobilità sociale sono convinti che questo dipenda dalla loro storia politica. Secondo questa teoria. ma continua tuttora man mano che prosegue lo svilu po economico. ritengono che questo sia dovuto alla peculiarità delle sue istituzioni e della sua cultura nazionale.Arnaldo Bagnasco. ossia ritengono che quanto più avanzata è l'economia di un paese. tanto maggiore è la mobilità assoluta e relativa che esso presenta. i sociologi hanno condotto grandi indagini. questo Pagina 191 .erano cadute in quello dei pigionanti (e una parte sempre maggiore di questi erano «opranti». in pochi mesi facevano scomparire anche un terzo della popolazione. rifacendosi alla tesi di Tocqueville che abbiamo ricordato. Alessandro Cavalli. i tassi di mobilità assoluta inter e intragenerazionale variavano nello spazio e nel tempo. La prima è la «teoria liberale dell'industriahsmo» [Kerr et al. 5. Per la verità.Fattori culturali e pc>litid nalmente elevati. Le crisi di mortalità che . il passaggio dal particolarismo salismo. 1960. ma le riconducono esclusivamente al diverso livello di sviluppo. braccianti) Anche nell'Europa del passato. Corso di sociologia. dal dominio dei ruoli ascritti a quello dei ruoli acquisiti.come vedremo nel cap. il passaggio dalla società preindustriale a quella industriale è stato accompagnato da un aumento della mobilità sia assoluta (e in particolar modo da quella ascendente) che relativa. Parsons 1960. pensano che gli Stati Uniti (o. creavano grandi vuoti in molti gradini della scala sociale e questo faceva aumentare la mobilità assoluta. Nel secolo successivo vi fu un considerevole aumento della popolazione (di circa il 50%). come si è detto.txt [Della Pina 19851. mentre il numero dei poderi non aveva subito variazioni di rilievo. talvolta. XXIII . D'altra parte esso determina un aumento della mobilità relativa perché provoca un processo di razionalizzazione. Nel suo libro del 1927. Marzio Barbagli.molto più spesso .

le invasioni . trad. essa @T è all'incirca la stessa in tutti i paesi sviluppati e non cresce parallelamente al loro sviluppo economico. tecnologico e demografico) il cui peso varia appunto a seconda dei paesi. Per quanto riguarda invece la mobilità relativa. «l'andamento della mobilità sociale . nei paesi occidentali moderni. Marzio Barbagli. raggiunge un determinato livello» [ibidem.secondo loro . che spingono in senso inverso. 371. La teoria La quinta è la teoria di Featherman.come abbiamo visto nel capitolo precedente . it. questi studiosi sostengono che. b) una forte mobilità sociale (assoluta) sia una caratteristica specifica dell'industrializzazione A differenza però dei sostenitori della teoria liberale dell'industrialismo. ma delle continue fluttuazioni: «un alternarsi di ondate di maggiore mobilità e di cicli di maggiore immobilità. cioè che «la mobilità delle società diventi relativamente elevata quando la loro industrializzazione . Cosa che . Sono invece convinti che vi sia una sorta di «effetto soglia». Proprio risalendo indietro nel tempo.hanno avuto luogo nella struttura dell'occupazione e in particolare all'espansione della classe media impiegatizia e alla contrazione di quelle agricole.si verifica nella fase del decollo di questo processo. più di quanto lo fosse nel XVIII secolo. perché essa dipende da fattori esogeni (di carattere economico. e quindi la loro espansione economica. Featherman. Gli autori di questa indagine sono arrivatì Pagina 192 .contrariamente a quanto dicono i sostenitori della seconda teoria . Ma a questo punto entrano in azione i secondi. jones e Hauser. 1531. Corso di sociologia. grazie alle trasformazioni che . Negando che lo sviluppo economico provochi un aumento continuo della fluidità sociale. Lipset e Zetterberg non pensano che il tasso di mobilità sociale continui a crescere con lo sviluppo economico. 1975.provocano di solito un aumento del tasso di mobilità. coloro che occupano le posizioni di vertice fanno tutto il possibile per non lasciarle e dunque. Questi studiosi condividono la tesi di Sorokin che tutti i paesi occidentali abbiano oggi una forte mobilità sociale (assoluta) Ma essi ritengono anche che: a). t quanto risulta dai dati di una ricerca su vasto campione di italiani condotta alla metà degli anni ottanta [Cobaltì e Schizzerotto 19941. jones e Hauser sono fortemente critici nei riguardi della teoria liberale dell'industrialismo. Queste continue fluttazioni dipendevano . si scorgeva non una «tendenza costante». trad.le rivoluzioni. 334 CAPITOLO 12 1965.secondo lui . Ma prima di ricordarle.in nessuno di essi (neppure negli Stati Uniti) il livello di mobilità sociale sia eccezionalmente alto. e nient 'altro [ibidem.dalla diversa importanza assunta dai fattori esogenì e da quelli endogeni al sistema di strafificazione.txt studioso ha affermato che. I primi . è bene che ci occupiamo di quello che sappiamo sul nostro paese. Ma al tempo stesso egli ha sostenuto che non vi era «nessuna tendenza definita e costante verso un aumento o una diminuzione dell'intensità e della diffusione della mobilità verticale [Sorokin 1927. it. la mobilità sociale era elevata. a differenza di lipset e Zetterber. quando cadono alcune barriere (ad esempio di ordine giuridico o religioso) cercano di sostituirle con altre (ad esempio di tipo scolastico) La teoria La quarta è la teoria sostenuta da Lipset e Zetterberg [19591. 361 e dunque che . nel nostro paese. Le analisi comparate condotte nel corso degli anni ottanta da alcuni studiosi ci permettono di vedere quale delle cinque teorie ricordate riesca a descrivere e a spiegare meglio le differenze esistenti fra i paesi sviluppati nella mobilità assoluta e relativa e i cambiamenti che hanno avuto luogo nel XX secolo. le guerre. per quanto riguarda la mobilità sociale assoluta.sia «alquanto simile nelle diverse società industriali occidentali» [1959. In tutte le società. 1551. MOBILITA SOCIALE 335 t 6. Alessandro Cavalli. La mobilità sociale assoluta in Italia Negli ultimi decenni.Arnaldo Bagnasco. vi è stata una forte mobilità assoluta. vi sono significative differenze fra i paesi sviluppati.

fanno parte della piccola borghesia urbana. Marzio Barbagli.4). Prendendo. Per tenere distinta la mobilità intergenerazionale da quella intragenerazionale conviene allora prendere in considerazione. 12. il lettore si accorgerà facilmente che essere nato e avere trascorso i primi anni della propria vita in una classe invece che in un'altra fa grande differenza. Corso di sociologia. A 336 CAPITOLO 12 di quelli che arrivano dalla classe operaia agricola. Mettendo ad esempio a confronto le prime due righe della tabella. possiamo dire che coloro che si trovano nella diagonale principale sono gli immobili. salire nella classe più elevata è straordinariamente meno difficile che per i figli degli operai urbani. 12. Per analizzare insieme i due diversi aspetti della mobilità sociale (inter e intragenerazionale) possiamo prendere in considerazione conTAB 124. Per rendersi conto dell'ampiezza e del rilievo di tali spostamenti basti pensare che quasi la metà di coloro che vengono dalla classe operaia urbana. 12. Ma ciò non riduce per nulla l'importanza degli spostamenti che vi sono stati fra le classi. ascendente o discendente.100(128) Classe media 17 53 15 . la tab. ma al primo impiego (tab. fra classi contigue. Classe socià/e delle persone occupate in Italia nel 1985 secondo la classe sociale del padre Classe attuale Classe di origine Borghesia Classe Piccola Piccola Classe Classe Totale (N. 12.) Pagina 193 . Per la verità. come posizione di arrivo. Qasse sociile al momento deltingresso nel mercato del lamm delle penone res2exti sse sociale tigine 9. da dieci o vent'anni) e dunque comprendono i passaggi «di carriera» avvenuti fra una classe e l'altra.) media borghesia borghesia operaia operaia implegatizia urbana agricola urbana agricola Borghesia 37 42 8 3 10 .100(252) impiegatizia Piccola borghesia 6 29 37 1 25 1 100 (581) urbana Piccola borghesia 3 16 16 22 41 2 100 (521) agricola Classe operaia 4 26 17 . ad esempio.15 . si può vedere che le persone provenienti dalla borghesia riescono a restare in questa classe con una frequenza che è più che doppia rispetto a quella che hanno di entrarvi coloro che arrivano dalla classe media impiegatizia. cioè la percentuale di persone che fanno parte di una classe sociale diversa da quella del padre. cla di o Classe di Classe al momento dell'ingresso nel mercato dellavoro origine Borghesia Classe Piccola Piccola Classe Classe Totale (N.Arnaldo Bagnasco. D'altra parte. la loro è stata molto spesso una mobilità di «breve raggio» .53 . che riporta informazioni sulla classe sociale delle persone da 18 a 65 anni occupate in Italia nel 1985 a seconda della classe del padre.3. e un quarto TAB. mentre quelli che sono al di fuori di tale diagonale hanno sperimentato una qualche forma di mobilità sociale .3. Questi ultimi sono il 59% del totale. i dati che abbiamo riportato si riferiscono anche a coloro che sono entrati nel mercato del lavoro da molto tempo (alcuni di essi. la classe occupata non al momento della rilevazione. n ItaU# nel 1985. per questi ultimi. Alessandro Cavalli.3. Certamente. Seguendo questa strada arriviamo alla conclusione che la quota delle persone mobili rispetto ai genitori si riduce un po (passando al 53 ma resta sempre assai elevata.txt a una conclusione siffatta calcolando innanzitutto il tasso di mobilità (intergenerazionale).100 (944) urbana Classe operaia 2 6 19 3 51 19 100 (205) agricola Fonte: Cobalti e Schizzerotto [19941. della classe media impiegatizia o della borghesia Esaminando più attentamente la tab.

Dopo alcuni anni si ritrovano tuttavia al punto di partenza. t un itinerario che troviamo più frequentemente fra coloro che provengono dalla borghesia o dalla piccola borghesia urbana. che entrano nel mercato del lavoro o come impiegati (i primi) o come operai (i secondi) t. hanno cambiato man mano che cambiava la struttura dell'occupazione.100 (126) 'Classe media 13 54 9 24 . 91 supermobili sono coloro che partono da una posizione diversa da quella del padre e che in seguito la cambiano. che pur essendo entrati nel mercato del lavoro facendo le stesse cose del padre. La loro è una forma di mobilità intragenerazionale che ne provoca una intergenerazionale. 1 mobili nel corso della vita attiva sono coloro che iniziano dalla stessa posizione del padre e che dopo un po la lasciano per occuparne una diversa. 12. solo nella prima parte della loro vita. Sperimentano forme di mobilità sociale sia inter che intragenerazionale.5. Vi sono innanzitutto gli immobili. . Alessandro Cavalli. t di conseguenza un percorso molto diffuso fra coloro che iniziano come impiegati. siamo oggi in grado di mettere a confronto l'andamento della mobilità assoluta dell'Italia con quella di altri nove paesi Pagina 194 .100(252) impiegatizia iIJ Piccola borghesia 4 27 28 1 39 1 100 (581) urbana Piccola borghesia 1 13 4 32 44 6 100 (521) agricola Classe operaia 1 19 6 73 1 100 (944) urbana Classe operaia 1 3 3 1 63 29 100 (205) D agricola Fonte: Cobalti e Schizzerotto [19941. * I mobili con ritorno alle origini sono coloro che. Sono coloro che restano nella PossUli stessa classe del padre e dunque non sperimentano nessun tipo di ì'im"rì SI>C!A. Tendenze nei paesi occidentali Grazie alle numerose indagini condotte negli ultimi vent'anni da vari studiosi. Corso di sociologia. mobilità sociale: né inter né intragenerazionale. t un itinerario seguito soprattutto dai figli maschi di coltivatori proprietari o di braccianti. La loro è dunque una forma di mobilità solo intergenerazionale. quando entrano nel mercato del lavoro. Rpi di itinerayì sociali degli uomini residentì in Italia nel 1985 Immobili 24 Mobili con ritorno alle origini 9 Mobili all'entrata nella vita attiva 30 Mobili nel corso della vita attiva 17 Super-mobili 20 Totale 100 Fonte: Ricerca Cobalti e Schizzerotto (dati inediti) 338 CAPITOLO 12 7. anche intergenerazionale.5) [Thélot 19801. occupano una posizione diversa da quella del padre. quella del soggetto alla prima occupazione e quella attuale. uit E il tipico itinerario di chi lascia la classe di origine grazie al titolo di studio che ha conseguito prima di entrare nel mercato del lavoro.txt media borghesia borghesia operaia operaia impiegatizta urbana agricola urbana agricola Borghesia 23 56 6 1 14 . Fra questi tre punti sono possibili cinque diversi tipi di itinerari sociali (tab. MOBILITA SOCIALE 337 temporaneamente tre punti: la classe sociale della famiglia di origine. 1 mobili all'entrata nella vita attiva sono coloro che partono da una posizione diversa da quella del padre e che vi restano anche in se' o. ma senza tornare al punto di partenza. 12. TAB. Marzio Barbagli. La loro è dunque una mobilità intragenerazionale e.Arnaldo Bagnasco.

che . Ma ciò non significa Pagina 195 . L'Italia occupa. Essi indicano il tasso di mobilità intergenerazionale. 1944-1955). possiamo dire che in tutti gli altri paesi gli uomini il cui ingresso nel mercato del lavoro è avvenuto dopo la Il guerra mondiale non sono vissuti in società più mobili di quelli che vi sono entrati nel 1920. tali paesi possono essere infatti distinti in tre diversi gruppi. per anno di nascita.come abbiamo ricordato . 12. a seconda del paese) fa parte di una classe sociale diversa da quella del padre. 1932-1943. da questo punto di vista. 7. una posizione intermedia fra i paesi del secondo e quelli del terzo gruppo. Del primo fanno parte quelli che hanno avuto un'industrializzazione precoce. Al terzo appartengono infine la Polonia . prendendo in esame tre leve (nati dal 1920 al 1931. Tasso di mobìhtà intergeneraiionaIe. fa pensare che sia valida la tesi dell'effetto soglia di Lipset e Zetterberg .Arnaldo Bagnasco. che cioè il tasso di mobilità sociale continui ad aumentare parallelamente allo sviluppo economico di queste società.deú popolazione. della popolazione maschile dei dieci paesi consil00 80 Italia 60 -.1. il Galles e la Scozia. l'Irlanda del Nord e la Svezia. ma lì non da questa alla terza. la cui quota di occupati fuori del settore agricolo ha raggiunto il 90% già all'inizio del nostro secolo. che sono rimasti paesi prevalentemente agricoli fino alla Il guerra mondiale. nei quali il processo di industrializzazione è iniziato un po dopo. l'Ungheria e la Repubblica d'Irlanda. MOBILITA SOCIALE 339 derati. Alessandro Cavalli. La mobilità relativa Una quota molto alta di coloro che vivono in Europa e negli Stati Uniti (che va dal 55 % al 75 %. cioè che sia la prima fase dell'industrializzazione a provocare un forte aumento della mobilità sociale assoluta. Il confronto è reso particolarmente interessante dal fatto che in e mobilità essi il processo di industrializzazione ha avuto tempi e ritmi assai disociale versi.maschile. Corso di sociologia. In Italia. L'unica che rileverà è quella alla convergenza dei valori dei vari paesi. Vi sono differenze fra questi paesi nell'andamento della mobilità assoluta? I dati della fig. Nel complesso. Le curve della fig. il lettore difficilmente riuscirà a scorgere una tendenza precisa. 12. né in Germania né in Svezia la percentuale degli uomini che fanno parte di una classe sociale diversa da quella del padre sale passando dalle generazioni più vecchie a quelle più giovani.txt occidenIndustrializzazione tali. Non riceve invece sostegno dai fatti accertati la tesi di Lipset e Zetterberg che non vi siano differenze nei tassì di mobilità fra i paesi industriali. Esse mostrano infatti che né in Inghilterra né in Francia. la teoria che trova maggior conferma nei dati esistenti è quella di Sorokin che non vi sia alcuna «tendenza costante» al suo aumento o alla sua diminuzione. che indicano come il tasso di mobilità intergenerazionale sia aumentato passando dalle generazioni dell'inizio del secolo a quelle nate dopo il 1940. Marzio Barbagli..1 sono in netto contrasto con una delle tesi di fondo della teoria liberale dell'industrialismo.-------40 o Inghilterra + Germania Ovest Irlanda x Scozia 11 Norvegia <> Polonia 20 m Svezia Francia á Ungheria o 1905 1920 1935 1950 FIC. almeno riguardo alla mobilità assoluta.1 permettono di dare una risposta a questo interrogativo. L'andamento delle curve di due paesi come l'Irlanda e la Polonia. Nel secondo rientrano la Francia e la Germania . Ma questa convergenza e in gran parte dovuta all'andamento delle curve dell'Irlanda e della Polonia . Da questo punto di vista.hanno avuto un'industrializzazione tardiva . Esaminando attentamente le sue curve. se escludiamo l'Irlanda e la Polonia. si vede che la percentuale dei mobili cresce dalla prima alla seconda. 1. 12. Nei paesi occidentali vi è dunque una forte mobilità assoluta intergenerazionale. Dunque. l'Inghilterra.

per lo meno simile. la mobilità relativa dei paesi sviluppati è. in genere. Dunque i dati di cui disponiamo smentiscono del tutto la tesi della teoria liberale dell'industrialismo che lo sviluppo economico provochi un aumento continuo della mobilità sociale relativa. Luijkx e Treiman 19891 hanno stimato che nei paesi industrializzati vi è stato un aumento della fluidità sociale (o della mobilità relativa) di circa Fl % all'anno e sono arrivati alla conclusione che «sebbene si tratti di un incremento trascurabile nel breve periodo (e sia dunque difficile da stimare) esso diventa rilevante nel lungo periodo» [Ganzeboom. Ma in parte sono riconducibili ad una fonte di natura sistematica. alla fine tutti i gradini della scala si troveranno in una posizione più elevata rispetto a quella di partenza e ognuno di essi accoglierà un numero di persone diverso da quello iniziale. 2341. «quando non sia stato utilizzato il potere degli apparati dello Stato Pagina 196 . La ricerca condotta sul nostro paese ha messo in luce che. Se in Italia e negli altri paesi occidentali questo tasso è alto. Corso di sociologia. Invece non è così. Jones e Hauser [19751 . Marzio Barbagli. Sono le trasformazioni avvenute nella struttura occupazionale che hanno fatto sì che un numero rilevante di persone passasse da una classe ad una diversa. in Italia le opportunità di cui godono i figli della borghesia di restare in questa classe sono 15 volte maggiori di quelle che hanno di arrivarci le persone di qualsiasi altra origine sociale [Cobalti e Shizzerotto 1994. 340 CAPITOLO 12 19 tasso di mobilità assoluta intergenerazionale di coloro che fanno parte di una determinata popolazione non dipende infatti solo dalla relazione più o meno forte esistente fra la classe di origine e quella di arrivo. fra tutti i paesi con un'economia di mercato e un sistema familiare nucleare . Le differenze di fluidità sociale esistenti fra questi paesi sono in parte dovute alla loro specificità storica. in altri termini. cioè agli sforzi fatti dai governi dei vari paesi per cercare di rendere più fluida la società. Luijkx e Treiman 1989. Per dare meglio l'idea di quanto è avvenuto. mentre altri si ritroveranno su un gradino più basso.txt che la loro società sia molto aperta o molto fluida. la fluidità sociale è molto stabile nel tempo o varia in misura minima. gli autori dell'indagine sull'Italia hanno fatto ricorso a una metafora: quella di una scala sui cui gradini vi sia un numero variabile eli persone. ma anche dalle dimensioni o dall'ampiezza di queste classi. Jones e Hauser è quella che rende meglio conto dei risultati delle ricerche dell'ultimo ventennio. Vi sono tuttavia tre paesi nei quali la mobilità relativa è aumentata negli ultimi decenni: la Svezia. ossia che l'influenza che la classe di origine esercita su quella di arrivo è rimasta immutata [Cobalti e Schizzerotto 19941.Arnaldo Bagnasco. Jones e Hauser può essere dunque riformulata dicendo che vi è una somiglianza di fondo. è perché negli ultimi quarant'anni vi è stata una forte espansione della classe media impiegatizia e una contrazione di quelle agricole. che vi sono forti disuguaglianze nelle chanche di mobilità fra le persone provenienti da diverse classi Per fare solo un esempio. Ammettendo che questa scala venga spostata verso l'alto e che le persone salgano e scendano da un gradino all'altro. se non identica come ritengono Featherman. Inoltre. riguardo alla fluidità sociale. la distanza fra un gradino e l'altro sarà rimasta inalterata [Cobalti e Schizzerotto 1994. le disuguaglianze nelle chanche di mobilità potrebbero essere molto minori di un tempo. Secondo questi ultimi. Al contrario . negli ultimi quaranta anni. Tuttavia. Con qualche modifica. a dispetto di questa triplice serie di cambiamenti. qualche specificazione . qualche integrazione. la fluidità sociale non ha subito cambiamenti. tutte le ricerche mostrano che il regime di mobilità relativa di questi paesi è viscoso o. Altri sociologi [Ganzeboom. la Polonia e l'Ungheria. L'ipotesi di Featherman. alcuni soggetti avranno preso posto su un gradino superiore a quello dov'erano in partenza. 451. Erikson e Goldthorpe sono arrivati alla conclusione che. nonostante che vi sia una forte disuguaglianza nelle possibilità di mobilità. l'ipotesi di Featherman. Ma anche se sono molto forti. 1091. Alessandro Cavalli. Analizzando l'andamento di altri undici paesi sviluppati.

Gli operai di seconda generazione (cioè figli di operai) costituiscono il 49% omogeneftà Il grado di omogeneità per origine sociale della classe operaia è per orì&e mutato nel corso del tempo. fra le classi agricole e quella media impiegatizia. All'estremo opposto vi è la classe media impiegatizia . Marzio Barbagli. 7. La classe operaia si trova a metà strada. vi sono oggi delle forti differenze nella composizione sociale delle varie classi. invece che per riga). tanto più difficile è che si formino delle classi. Solo l'esistenza di un certo grado di chiusura in termini di mobilità sociale intergenerazionale può permettere la riproduzione in generazioni diverse delle esperienze di vita. diventa sempre più difficile .2. 12. 12. Essa riporta in diagonale il tasso di autoreclutamento di queste classi. in gran parte perché hanno subito negli ultimi trent'anni una forte contrazione o sono addirittura in via di estinzione. come del resto in tutti i paesi occidentali. All'inizio degli anni sessanta. negli ultimi decenni. avere valori e stili di vita comuni e comuni interessi. quando A ricambio sociale è continuo. per coloro che occupano la stessa posizione sociale. (valori assoluti) (183) (703) (548) (134) (1. questa Pagina 197 . clutamento del 20%) Ciò è dovuto principalmente al fatto che.031) (61) Fonie: Cobalti e Schizzerotto [19941. (valori percentuali ) Classe di Classe attuale origine Borghesia Classe Piccola Piccola Classe Classe media borghesia borghesia operaia operaia impiegatizia urbana agricola urbana agricola Borghesia 26 7 2 3 1 Classe media 24 20 7 1 4 impiegatizia Piccola borghesia 21 24 40 5 15 8 urbana Piccola borghesia 9 12 15 84 21 20 agricola Classe operaia 18 35 29 2 49 8 urbana Classe operaia 2 2 7 5 10 64 agricola Totale 100 100 100 100 100 100 N. ma che ha percentuali per colonna. Secondo questa tesi. ha reclutato un gran numero di persone dalle altre classi.6 (basata sugli stessi valori assoluti della tab. di autmedutw~to Le classi più omogenee per origine sociale sono la piccola borghesia e la classe operaia agricola.3.txt moderno per modificare i processi (o i loro esiti) attraverso i quali le disuguaglianze di classe sono prodotte e riprodotte da una generazione all'altra» [Erikson e Goldthorpe 1992. questa classe ha conosciuto una forte espansione. Quando questa chiusura manca.6. Corso di sociologia.Arnaldo Bagnasco. 12. una certa omogeneità per origine sociale. Lo si può vedere dalla tab. che hanno un tasso di autoreclutamento molto alto (84% la prima. La composizione delle classi La mobilità sociale ha un ruolo chiave nella formazione delle classi Formulata un secolo e mezzo fa da Marx nella proposizione che abbiamo già citato. 64% la seconda). con alcuni tratti culturali distintivi. per quanto riguarda il grado di omogeneità per origine sociale. quanto maggiore è la mobilità intergenerazionale di una società. è che abbiano un certo grado di identità demografica. diventando così sempre più eterogenea. cioè T~ la percentuale di persone che fanno parte della stessa classe del padre. Origine sodale delle pers&ne residenti in Italia nel 1985 occupate. In Italia. 1791. In altri termini. anche se non sufficiente. Dieci anni dopo. la condizione necessaria. Alessandro Cavalli. gli operai sociale figli di operai erano il 46% [Lopreato 19651. perché le classi siano delle collettività sociali. la tesi che le classi non si strutturano finché vi è un flusso continuo di persone che entrano ed escono è stata riproposta in seguito numerose volte e viene considerata ancora oggi sostanzialmente valida. che ha una debole identità demografica (un tasso di autore342 CAPITOLO 12 TAB.

Oggi essa varia a seconda delle zone del nostro paese ed è maggiore nel nord che nel sud. Soprattutto gli improvvisi accrescimenti «di potenza e di fortuna» sconvolgono le gerarchie e i principi che le legittimano. Goldthorpe [19801 ha mostrato che questo può accadere quando. E così non v'è nulla cui non si prentenda» [1897. indipendentemente dalla direzione in cui si va? Due diversi ipotesi sono state avanzate per rispondere a questi interrogativi.ma che in certi casi può addirittura rafforzarla. Tutti questi dati mostrano che la mobilità sociale non indebolisce necessariamente l'identità demografica della classe operaia . ne ha anche di negativi: favorisce la superficialità. Dalla metà degli anni settanta in poi. oltre ad avere degli effetti positivi. Le conseguenze della mobilità sociale Che effetti ha sugli individui la mobilità sociale? Produce dei mutamenti nella loro percezione del mondo. 2761 . la classe operaia del nostro paese è diventata più eterogenea. 8. trad. la classe operaia italiana è diventata più omogenea. finito il periodo della sua espansione ed essendosi nel frattempo assottigliatesi le classi agricole. & «non si sa più ciò che è possibile e ciò che non lo è. trad. mancanza di radicamento» 344 CAPITOLO 12 La mobilità sociale è dunque considerata dai sostenitori della prima ipotesi come un'esperienza dolorosa e difficile. Marzio Barbagli. Se le persone che salgono socialmente non riescono ad integrarsi Pagina 198 .hanno sostenuto che la mobilità ha un «alto costo sociale e psichico in termini di combattività . nei loro comportamenti . La terza è che diminuisca (o resti molto scarsa) la mobilità discendente. La seconda è che la quota degli occupati nel settore agricolo decresca continuamente e si riducano quindi le possibilità di reclutare da questo bacino gli operai. paese .L'ipotesi mo classici. nelle relazioni che hanno con gli altri? E in che senso? La mobilità ascendente ha effetti diversi da quella discendente oppure ciò che conta è solo il fatto di essere mobili.in cui ben due terzi degli operai dell'industria sono figli di operai [Goldthorpe 19801. riduce l'infirnità e fa aumentare l'isolamento sociopsicologico degli individui. Trent'anni dopo. dalle classi medie alla classe operaia. La prima viene chiamata dello «sradicamento sociale». la seconda deH'«acculturazione» o della «risocializzazione» La prima è stata sostenuta da numerosi studi che oggi consideria. Lo è maggiormente nelle rqgioni nelle quali il processo di industrializzazione è iniziato prima. E facile prevedere che questa omogeneità continuerà ad aumentare nel prossimo futuro.come molti studiosi hanno a lungo pensato . Già Emile Durkheirn rilevava che i bruschi aumenti di dello sradicamento sociale mobilità (sia ascendente che discendente) producono delle situazioni di anomia e queste ultime facilitano i suicidi.txt percentuale era scesa al 39% [Ammassari 19771. it. che produce tensioni e squilibri. si verificano contemporaneamente alcune condizioni. Questo avviene sia nei casi di mobilità ascendente che in quelli di mobilità discendente.Arnaldo Bagnasco. Dopo di allora è nuovamente aumentata. Lipset e Bendix [1959. Finché non si raggiunge un nuovo equilibrio. quali sono le rivendicazioni e le speranze legittime. it. La prima è che la classe operaia cessi di espandersi. frustrazione. Alessandro Cavalli. in Italia il tasso di autoreclutamento della classe operaia è più basso che in Francia o in Gran Bretagna. ciò che è 1!! giusto e ciò che non è giusto. superato un determinato livello di industrializzaMOBILITA SOCIALE 343 zione. 1969. in una fase di forte espansione. Uscire da una classe per entrare in un'altra significa di solito rompere le relazioni con coloro che continuano a far parte della prima senza peraltro riuscire a formarne di nuove con quelli che si trovano da tempo nella seconda. nei loro valori. Pitirim Sorokin rilevava che la mobilità sociale. quali quelle che vanno oltre la misura. Inoltre. Corso di sociologia.quest'ultimo . 1975. perché ha assorbito un gran numero di persone provenienti dalle classi agricole. Nel corso degli anni sessanta . 3071. alla fine degli anni cinquanta. ma per motivi diversi. Tenendo conto di queste osservazioni si possono facilmente capire le variazioni nello spazio e nel tempo del grado di omogeneità per origine sociale della classe operaia italiana. Analogamente.

Nessuno aveva un presente. Più esattamente. Esistevano solo i ricordi del passato» L>ipotesil della Del tutto diversa è la seconda ipotesi.txt è perché coloro che fanno parte da tempo della classe in cui sono appena approdati non li accettano. Non è difficile spiegare. «E presente ha scritto Lev Tolstoi in Che fare? a proposito dei nobili ex ricchi di Mosca della fine del XIX secolo . nel momento in cui sente di stare affondando. nel corso del quale le persone socialmente mobili ridefiniscono se stesse. perché cioè l'integrazione nella classe di arrivo non è né impossibile né straordinariamente difficile. cercano per lo meno di non stabilirne di nuovi con coloro che fanno parte della classe in cui sono cadute. al momento dell'entrata nel mercato del lavoro. le persone mobili diventano più realiste del re. dall'altro il rifiuto assoluto di questi valori.secondo i sostenitori di questa ipotesi . Per un lungo periodo di tempo (spesso per tutta la vita). eccedendo la misura. E questa la reazione di chi. Alessandro Cavalli.Arnaldo Bagnasco.era per loro una cosa ripugnante. trovando una qualche forma di equilibrio. che le persone mobili non tendono ad assumere posizioni estreme. ma lo fanno con un impegno e con una dedizione assoluti . Queste conservano infatti per lungo tempo la speranza che il loro passaggio a una classe più bassa sia del tutto transitorio e. asOCì~one Per i suoi sostenitori [Blau 1956. ai valori e alle forme di comportamento della classe di origine. si attacca in modo disperato a tutto ciò che può ricordare a se stesso e agli altri il suo onorevole passato. Da un lato il «superconformismo» ai valori della classe di arrivo. Il passaggio ad una classe più bassa può portare a rifiutare in blocco gli usi e i modi di agire di questa e ad aderire con più forza e con più convinzione di prima. di sostituzione dei modi di pensare e di agire della classe di origine con quelli della classe di arrivo. Se si nasce in una classe e si trascorre in questa una parte della propria vita (ad esempio l'infanzia e l'adolescenza). anche se non riescono a mantenere dei solidi legami con l'ambiente da cui provengono. di ridefinizione deH'identità. mutare il proprio modo di pensare e di agire. si passa in un'altra classe. La prima risposta si ha di solito nei casi di mobilità ascendente. Pagina 199 . li considerano degli intrusi. se una persona passa da una classe all'altra deve necessariamente ridefinire la propria id entità sociale. o in un periodo successivo. Corso di sociologia. ha inizio un processo di risocializzazione. Questo avviene sia nel caso di mobilità ascendente che discendente. Blau e Duncan 1967. Quando. perché questo avvenga. Super Due sono . Marzio Barbagli. abbandonando a poco a poco i valori della vecchia classe per apprendere quelli della nuova. detta della risocializzazione. li guardano dall'alto in basso. Nelle società avanzate di oggi la mobilità non determina lo sradicamento e l'isolamento di coloro che la sperimentano. innaturale. in modo da presentarsi agli altri come gli interpreti più autentici e i difensori ultimi dei valori della loro nuova classe. Per vincere l'ansia e l'insicurezza e per essere accettati dai membri della nuova classe. e non reagiscono di solito né con il superconformismo ai valori della classe di arrivo né con il rifiuto radicale di quei valori. in una persona socialmente mobile coesistono. La mobilità sociale mette invece in moto un lento processo di risocializzazione.le risposte più confornùgmo frequenti delle persone mobili. La seconda risposta si ha nei casi di mobilità discendente. Le ricerche finora condotte [Goldthorpe 19801 hanno mostrato che l'ipotesi che trova maggior sostegno nei fatti è la seconda. le persone socialmente mobili hanno valori MOBILITA SOCIALE 345 e fonne di comportamento che sono in un certo senso a metà strada fra quelli della classe di partenza e quelli della classe di arrivo. il vecchio e il nuovo. Se le persone che scendono socialmente non si integrano è invece soprattutto perché non vogliono assolutamente farlo. 367-3991. secondo questo schema interpretativo. Questo mutamento non è tuttavia repentino e radicale. Esse cioè non solo si adeguano repentinamente ai modi di pensare e di agire di questi ultimi. t probabilmente per questo . si apprendono i valori e le forme di comportamento di coloro che ne fanno parte. non degna di attenzione.

soprattutto nei periodi in cui i tassi di mobilità assoluta erano minori e il grado di discontinuità esistente fra le diverse classi era maggiore. oggi . 11 sesso di una persona è dunque una realtà fisica. L Capitolo 13 Un uomo va a pescare con il figlio. ma anche i racconti e i poemi del passato. era già utilizzato da tempo in Inghilterra per indicare le persone che cercavano di salire sulla scala sociale. Marzio Barbagli. Ci inducono a pensarlo non solo i risultati della ricerca storica.i i 1 9 a i I . Oltre agli organi sessuali. V. ma questo è mio figlio». Corso di sociologia. il termine snob . Qual è il rapporto di parentela fra il ragazzo e il chirurgo? Molti di voi daranno immediatamente una risposta giusta a questa domanda. i 1 i e i I i . Espressioni come «villano rifatto». Il padre muore. intessendo relazioni. avrebbero detto che il chirurgo era H patrigno del ragazzo Qualche difficoltà di fronte al nostro quesito l'avrebbero però oggi anche coloro che vivono in paesi in via di sviluppo.non lo è più. Se una volta era impensabile che una donna facesse il chirurgo . cioè presentano differenze chiare e visibili di carattere sessuale anatomico. i due sono vittime di un incidente stradale. senza nobiltà .txt t probabile che un tempo. per quanto superficiali. nelle scienze sociali si è introdotta la distinzione fra sesso e genere.diffuso in tutta Europa dopo la pubblicazione di un racconto satirico di WM Thacheray [18481. i passaggi fra queste classi fossero esperienze dolorose e difficili che provocavano lo sradicamento sociale. con gli appartenenti ai ceti elevati. vent'anni fa. Voi avete invece capito subito che il chirurgo è la madre del ragazzo ferito. Al ritorno a casa. ma variano nello spazio e nel tempo. ad esempio. 348 CAPITOLO 13 cromosomi e la differenziazione sessuale A differenza di alcuni animali. ma il modo in cui gli uomini e le donne vedono se stessi e si pongono in relazione l'un l'altro e i ruoli che sono loro assegnati sono una costruzione sociale e vengono appresi in quel processo di socializzazione di cui abbiamo parlato nel cap. «Oh Dio. E chirurgo entra nella sala operatoria. per genere le loro qualità distintive (la mascolinità e la femminilità) definite culturalmente. Alessandro Cavalli.almeno nei paesi sviluppati . Per sesso si intendono gli attributi dell'uomo e della donna riconducibili alle caratteristiche biologiche. Il ragazzo. Alcuni. Analogamente. rimasto gravemente ferito. lo guarda in volto ed esclama esterrefatto. così come alcuni usi linguistici [Piéjus 19911. Questa storiella ci ricorda che le caratteristiche e i ruoli maschili e femminili non sono costanti o universali. esse riguardano l'altezza e il Pagina 200 . «villano rivestito». ne avrebbero fornita una sbagliata. Ma gran parte dei vostri genitori. «pidocchio rilevato» e «pidocchio riunto» sono state utilizzate a partire almeno dal Cinquecento per esprimere disprezzo nei riguardi delle persone socialmente mobili che si pensava conservassero le maniere e le mentalità rozze e volgari dell'ambiente d'origine. gli si avvicina. viene soccorso e trasferito all'ospedale. gli uomini e le donne sono sessualDimorfismo mente dimorfi.dal latino s(ine) nob(ilitate). Per tener conto di questo.Arnaldo Bagnasco. per i quali è quasi impossibile distinguere il maschio dalla femmina.

Primati mo"4 degli uomini e delle donne in akune gare sportive Uomini Donne 100 metri piani 9"84 10`49 Miglio (km 1. si avrà una femmina. sono state proposte teorie essenzialiste anche da studiose di scienze sociali di sesso femminile e queste non sempre sono di tipo biologico. la seconda sulla somiglianza dei generi.09 a Gli ostacoli delle donne sono più bassi di quelli degli uomini. dagli psicologi e dagli economisti per spiegare le differenze di atteggiamento e di comportamento riscontrate fra gli uomini e le donne nel passato e nel presente.riconducono la mascolinità e la femminilità a differenze ormonali. per la seconda sono una costruzione sociale. L'uomo è di solito più alto. se nell'embrione vi è un cromosoma Y. Fino ad allora. Poiché l'ovulo contribuisce sempre con un cromosoma X e lo spermatozoo con uno di tipo X o Y. è l'apporto del padre a determinare il sesso del nascituro. la vagina superiore) e quelli esterni (il clitoride e le piccole labbra) TAB» 13. Ciascuno di essi possiede cioè le parti necessarie per svilupparsi come maschio o come femmina. se lo spermatozoo ha un cromosoma X. ogni individuo possiede ventitré paia di cromosomi. più forte e più veloce. come mostra la tavola dei primati mondiali (tab.txt peso. eredità ed ambiente. 13. un maschio. Nelle donne si forma allora il seno. più muscoloso. oltre che in altre parti del corpo.609) 3'4439 4'12"56 400 metri ostacoli 46"78 52"61.Arnaldo Bagnasco.come vedremo subito . 2. molti anni dopo la nascita. DIFFERENZE DI GENERE 349 Gli ormoni sessuali entrano in azione anche più avanti. tuttavia. Salto in alto (metrì) 2. le dimensioni delle superfici pilifere. fino ad allora indifferenziate. diventano ovaie. Alessandro Cavalli. nelle società industrializzate e in quelle in via di sviluppo. il cordone spermatico) e poi di quelli esterni (il pene e lo scroto) Nelle femmine si sviluppano i genitali interni (l'utero. In altri terminì . Tutto inizia quando uno spermatozoo (maschile) feconda un uovo (femminile) Lo spermatozoo fornisce all'embrione ventitré cromosomi ed altrettanti gliene dà l'ovulo. per determinare lo svilu po dei caratteri sessuali sep condari. Corso di sociologia.1. nel secondo (uno X. Ma a ben vedere tutte possono essere ricondotte a due impostazioni opposte: l'essenzialismo e il costruttivismo sociale. Intorno alla sesta-ottava settimana. per la seconda si diventa. universali. Negli uomini si sviluppano i muscoli. la vescicola seminale. le gonadi (ghiandole). In tutti questi casi. Per la prima.1). La prima mette l'accento sul dualismo assoluto dei due sessi. se il cromosoma Y è assente. l'altro Y) un maschio. tutti gli embrioni (siano essi XX o XY) sono anatomicamente identici e sessualmente bipotenziali. immodificabili . Dunque. per la prima . I testicoli inziano allora a secernere gli ormoni sessuali androgeni (fra i quali il testosterone) e questi ultimi generano lo sviluppo prima dei genitali maschili interni (la prostata.1. il contrasto fra essenzialismo e costruttivismo sociale non è diverso da quello tradizionale fra natura e cultura. Marzio Barbagli. uomini e donne si nasce. Negli ultimi venti anni. Essenzialismo e costruttivismo sociale Numerose teorie sono state elaborate e proposte dai sociologi e dagli antropologi.45 2. le trombe di Fallopio. Dunque. i cromosomi sono identici Nel ventritreesimo paio invece possono essere sia uguali che diversi Nel primo caso (XX) l'embrione diventerà una femmina. il rapporto fra i muscoli e il tessuto adiposo. In ventidue di queste. si trasformano in testicoli. si estendono i tessuti adiposi e la superficie pilifera. Gli ormoni Pagina 201 . Testicoli e ovaie vengono definiti caratteri sessuali primari. le differenze fra mascolinità e femminilità sono naturali. E processo di differenziazione sessuale inizia solo alla sesta settimana dopo il concepimento. Le teorie essenzialiste vengono spesso sostenute da studiosi di Essenziafismo scienze naturali di sesso maschile. Esse sono frequentemente di tipo biologico e . se invece ne ha uno Y. la voce diventa più bassa e spuntano peli anche sul volto. 2. di dimensioni e di organizzazione del cervello o di capacità riproduttiva.

è responsabile anche di quelle intellettuali. anche perché si è scoperto che le dimensioni del cervello variano a seconda del peso del corpo e che non si può misurare il primo senza tener conto del secondo. Lo hanno fatto. alcuni studiosi citano non solo i risultati di varie ricerche. Corso di sociologia. ma alla cosiddetta «lateralizzazione» del cervello o alla asimmetria emisferica. 2. Ricerche condotte sugli animali hanno mostrato che i maschi che nella fase prenatale ricevono dosi inferiori al normale di androgeni sono meno aggressivi mentre le femmine che hanno dosi superiori sono più combattive. e pi importante per A linguaggio e per le attività motorie. oltre che delle funzioni verbali. L'emisfero destro. mostra che la castrazione elimina lo stimolo e la potenza sessuale. alcune ricerche hanno mostrato che l'emisfero sinistro. mentre il destro presiede a quelle spontanee. negli uomini invece quello destro.Arnaldo Bagnasco. di distinguere una persona dall'altra. di percorrere mentalmente un labirinto . Il cervello Le differenze fra gli uomini e le donne sono state spesso spiegate chiamando in causa il loro cervello. analitiche (di solito considerate maschili). secondo alcuni studiosi. Le ricerche sugli esseri umani sono arrivate d'altra parte alla conclusione che coloro che sono stati esposti. L'emisfero sinistro.2. durante la crescita fetale. è responsabile di alcune funzioni spaziali come la capacità di visualizzare oggetti. ciò non avviene necessariamente negli uomini. uno destro e l'altro sinistro. ma anche gli effetti provocati dalla castrazione 1 critici di questa tesi [Harris 19891 osservano però che se è vero che la castrazione trasforma tori furiosi in tranquilli e rassegnati buoi. Nel cervello vi sono due diversi emisferi.txt Le differenze di comportamento fra uomini e donne sono state spesso ricondotte agli ormoni. Tuttavia i testicoli secernono più androgeni che estrogeni. Questo spiegherebbe perché le prime imparino prima a parlare.3. nel secolo scorso. coloro che hanno nel sangue una maggior quantità di testosterone sono più aggressivi. Che il comportamento degli uomini e delle donne risenta anche del livello degli ormoni sessuali è indubbio. nell'antica Roma. dei giovani castrati che in Cina. nella donna prevale l'emisfero sinistro. i maschi più androgeni. ad un elevato livello di androgeni preferiscono i giochi e le attività maschili. Differenze negli Più recentemente. in Persia e a Bisanzio entravano a servizio degli imperatori. Oggi nessuno ripeterebbe una cosa del genere. La proporzione degli ormoni varia a ormonah seconda del sesso e della fase della vita degli individui. sostenendo che le femmine sono meno intelligenti dei maschi perché il loro cervello è più piccolo. intuitive (ritenute invece femminili) 2. ma non riduce l'aggressività. apprendano con maggior facilità le lingue straniere ed ottengano punteggi più elevati nei test di scioltezza verbale. In questa fase. mentre i secondi riescono meglio in matematica e soffrono più spesso di balbuzie e di dislessia (cioè di grandi difficoltà nell'apprendimento della lettura pur in presenza di una intelligenza normale) Nessuno tuttavia è riuscito finora a dimostrare che l'emisfero sinistro è più sviluppato nel cervello della donna e il destro in quello dell'uomo Come non bastasse. Gli ovuli e gli spermatozoi «Tutte le differenze cominciano e finiscono con le ovaie e i testicoli» Così è stata scherzosamente sintetizzata la posizione dei sociobiologi Secondo questi studiosi. Alessandro Cavalli. Ora. Le femmine cominciano a secernere più estrogeni. da cui dipende la parte sinistra del corpo. ogni organismo è portato a massimizzare Pagina 202 . Ma la relazione fra queste due variabili è probabilmente debole e non serve a spiegare la mascolinità e la femminilità. La storia degli eunuchi. connessi da una fascia di fibre nervose detta corpo calloso e ciascuno di questi si specializza in certi compiti. molti scienziati. Marzio Barbagli. A favore di questa tesi. mentre le ovaie fanno l'opposto. che controlla la parte destra del corù po. 350 CAPITOLO 13 E comunque nella fase della pubertà che le differenze nei livelli ormonali fra i due sessi si accentuano. le differenze fra gli uomini e le donne sono staemisferi cerebrali te ricondotte non alle dimensioni. di capire e utilizzare carte topografiche.

Tuttavia. quelle del nuovo essenzialismo le assegnano alle donne. alla gerarchizzazione. In questo periodo. l'uomo può fecondare centinaia di partner femminili. Vengono ad esempio considerate essenzialiste le studiose americane Nancy Chodorow [19781 e Carol Gilligan [19821. Pagina 203 . 2. Se tendono a sbarazzarsi dei figliastri è perché quando fanno un investimento parentale vogliono che questo vada a favore dei propri geni. libera circa cento milioni di spermatozoi. gli ovuli sono molto più preziosi degli spermatozoi e la riproduzione richiede più tempo ed energie alla donna che all'uomo.secondo Differenze i sociobiologi . il maschio invece in quella di spermatozoi. incostanti e passano da una donna all'altra è perché in questo modo possono fecondarne un numero maggiore. Piccone Stella e Saraceno 19961. L'essenzialismo femminista Un'impostazione simile a quella essenzialista si ritrova anche fra le studiose appartenenti a una corrente femminista [Nielsen 1990. nel migliore dei casi. Badinter 1992. Secondo altre invece esse devono essere ricondotte all'esperienza della maternità e al diverso rapporto che con la madre hanno le figlie e i figli.chiamate da alcuni «differenzialiste» sostengono che il genere (la mascolinità e la femminilità) è una qualità (una «essenza») che esiste indipendentemente dalla definizione culturale o sociale. Le seconde invece afl'associazione. La femmina è specializzata nella produzione di uova. L'uovo umano è 85 mila volte più grande dello spermatozoo. L'uomo invece. alla cooperazione. da questa diversa capacità riproduttiva che derivano . l'organizzazione del cervello). Ma mentre i sostenitori dell'essenzialismo tradizionale attribuivano agli uomini proprietà superiori. per avere un altro figlio ha bisogno di almeno diciotto mesi di tempo. Se esse preferiscono la monogamia è perché questa conduce gli uomini ad occuparsi maggiormente dei figli. solo una ventina di questi possono essere trasformati in neonati sani.4. invece. all'isolamento. una donna puo produrre al massimo quattrocento uova e. Se non ammettono l'infedeltà delle loro partner è perché vogliono che queste scarse risorse vengano utilizzate dai propri geni e non da quelli degli altri.txt il proprio potenziale riproduttivo. in una sola eiaculazione. Se essi tendono a stuprare le donne è per gli stessi motivi. Alessandro Cavalli. a trasmettere i propri geni ai discendenti e a far sì che questi sopravvivano. alla cura e all'assistenza degli altri. queste differenze dipendono da fattori biologici (gli ormoni. Se dedicano più tempo ed energie degli uomini alla cura dei figli è perché è più difficile per loro rimpiazzare un bambino dopo avervi investito nove mesi di gravidanza. Dunque. uomini e donne hanno tratti comfeffffilinista pletamente diversi. Ma fra questi due tipi di cellule sessuali vi sono grandissime differenze. Essenziahsmo Per l'essenzialismo femminista. Corso di sociologia. a causa delle loro differenze biologiche.Arnaldo Bagnasco. al dominio. Marzio Barbagli. 1 primi tendono alla separazione. Con questa espressione i sociobiologi investimento intendono «ogni investimento di un genitore in un discendente tale da parentale accrescere le probabilità di sopravvivenza di quest'ultimo (e quindi il successo riproduttivo) a spese della possibilità da parte del genitore di investire in un altro discendente» Se gli uomini sono impetuosi. Martin 1994. Secondo alcune studiose.le principali diversità esistenti fra gli uomini e le dondella capacità ne negli atteggiamenti e nei comportamenti nei confronti de li apparriproduttiva 9 tenenti allo stesso e all'altro sesso e nella tendenza a quello che viene definito l'investimento parentale. Anch'esse . Bem 1993 127-130. autrici di due dei più importanti studi sulle differenze di genere pubblicati negli ultimi trent'anni. 151154. Nel corso della sua vita. 352 CAPITOLO 13 Se le donne sono molto caute ed esitanti nella scelta di un partner è perché cercano di identificare i maschi con i geni migliori e che danno maggiori garanzie di restare con loro e di occuparsi dei figli dopo l'inseminazione. le donne e gli uomini hanno strategie riproduttive distinte. Se essi sono aggressivi fra di loro è perché sono in competizione per appropriarsi delle scarse risorse riproduttive delle donne. Quando una donna è incinta. all'unione.

condotta dalla studiosa americana Margaret Mead [19351 su tre tribù della nuova Guinea: gli Arapesch. o dipendente da. Piuttosto che entrare in conflitto e battersi contro qualcuno. soprattutto sulle donne. nessun occidentale avrebbe mai detto che avevano l'«istinto materno». ma. i Mundugumor e i Tschambuli. Ma. Le 354 CAPITOLO 13 donne erano dispotiche. Essi erano inoltre particolarmente sensibili verso i bambini. 1 secondi si dedicavano alle attività artistiche. Ne deriva che essi tendono più delle femmine ad essere emotivamente distaccati dagli altri. Dunque. loro (siano essi la madre o DIFFERENZE DI GENERE 353 il marito) 1 maschi. l'aggressività. le donne Mundugumor mascolinizzate. ad acconciarsi i capelli. cioè in tutte le culture e le società. 1 sentimenti che provavano nei riguardi della gravidanza e l'allattamento andavano dalla paura all'ostilità. la competitività e la possessività erano considerate negativamente e scoraggiate. passivi. uomini e donne hanno personalità «di base» universalmente diverse. Proprio per questo. Nella tribù Tschambuli. quella con cui tutti si identificano profondamente. pescando. a rimanere fusa con.quasi le guerre. rispetto ai nostri. i giovani crescevano con una forte fiducia negli adulti. invece. è la madre. una grande sicurezza di sé. Poiché tuttavia quest'ultimo è assente. a far pettegolezzi. Corso di sociologia. all'organizzazione di feste e cerimonie. giudicati in base ai nostri standard. invertiti. Non solo gli uomini. una tribù di cannibali e cacciatori di teste. le femmine e i maschi passano attraverso percorsi molto diversi. Quali altre popolazioni potevano provare meglio di queste tre che le differenze fra gli uomini e le donne sono di natura culturale e non solo biologica? Pagina 204 . che con un individuo in carne ed ossa. con rimproveri e botte. tranquilli. un'identità di genere. ma anche gli uomini. erano miti. quello dei bambini con una di un altro sesso. irascibili. i maschi preferivano subire. a non identificarsi e a non stabilire relazioni calde con loro. una caratteristica fondamentale di tale personalità è la tendenza ad avere forti relazioni con gli altri.Arnaldo Bagnasco. un'assoluta mancanza di egoismo. In questo popolo.txt Secondo la Chodorow. Le studiose che seguono questa iMpostazione si basano di solito su dati di ricerche e analisi scientifiche. affettuosi. delicati. oggi considerata classica. E indubbio però che l'approccio essenzialista è stato favorito dalle delusioni provocate dal femminismo universalista degli anni settanta. invece. Educati con affetto e con tolleranza. aggressive. 1 bambini venivano allevati con durezza. La figura chiave nell'infanzia di ogni individuo. Dunque. gli uomini e le donne erano assai simili. lasciarsi maltrattare dagli altri. Fra i Tschambuli. 3. Genere e cultura Numerose prove a favore della tesi che il genere è una costruzione Costruzione sociale e che le differenze negli atteggiamenti e nei comportamenti aociale dei genere degli uomini e delle donne variano culturalmente sono venute per la prima volta dai risultati di una ricerca antropologica. Alessandro Cavalli. vi erano forti differenze fra i ruoli assegnati ai due sessi. erano sospettose. Le prime non devono rifiutare la loro iniziale identificazione con la madre ed è dall'interazione quotidiana con questa che imparano a essere donne. In questa popolazione. Sentivano inoltre una forte rivalità e gelosia verso le figlie. sia tra gli Arapesch che tra i Mundugumor. sensibili. Di queste ultime. che si batteva per l'eguaglianza fra uomini e donne. Non solo le donne. Per acquisire un senso di sé separato. che sviluppano una personalità femminile. efficienti. Marzio Barbagli. Le prime svolgevano le principali attività di sussistenza. per acquisire una identità di genere devono distaccarsi nettamente dalla madre e identificarsi con il padre. la loro identificazione avviene più con un ruolo sociale. ma anche le donne. uomini e donne avevano ruoli sessuali assai diversi. la competitivà e la violenza erano valutate positivamente. gli uomini invece erano passivi. Gli Arapesch vivevano in una zona montana e non conoscevano . tessendo e commerciando. ai quali dedicavano tempo e cure. Uomini e donne collaboravano all'allevamento dei figli e l'espressione «partorire un figlio» veniva riferita sia alle madri che ai padri. gli uomini Arapesch erano femminilizzati. pratiche. con una figura astratta. Del tutto diversi erano i Mundugumor. perché radicalmente diverse sono le loro prime esperienze relazionali. il primo rapporto significativo delle bambine avviene con una persona dello stesso sesso. Ma per molti versi questi ruoli erano esattamente opposti a quelli esistenti tradizionalmente in Italia o in altri paesi occidentali. Gli atti aggressivi li rivolgevano più verso gli oggetti che le persone.

txt 4. 13. dall'altro. entrambe per lo più svolte dagli uomini. Basandosi sui dati raccolti in quasi duecento società primitive (che il lettore troverà sintetizzati nella tab. molte altre ricerche sono state condotte e hanno messo in luce come variano ancor oggi nel mondo le relazioni di genere. 13. 13. Alessandro Cavalli. Ma vi sono altri compiti ancora che competono con la stessa frequenza agli uomini e alle donne: il raccolto.2. Vi sono tuttavia alcuni compiti che vengono svolti quasi unicamente dagli uomini: la caccia. U dù. non sono meno importanti.2) gli »ivisione sessuae antropologi hanno da un lato dimostrato che la divisione sessuale del dellavoro lavoro è un universale culturale.isìié>ne del lavoro fa uominì e donne in 185 società studiate daglì @ittrppuiogì: Numero di società in cui l'attività è svolta A B C D E F 48 o o o o 100 l.2. la fusione e la lavorazione dei metalli. Per spiegare la divisione sessuale del lavoro sono state formulate TA9. Marzio Barbagli.2 sono quelle che servono alla produzione dei beni. essi hanno reso evidente che certi compiti che in alcune società sono considerati propri degli uomini. La divisione sessuale dei lavoro nelle società preindustriali e industriali Dopo quella di Margaret Mead. Caccia di grandi animali terrestri 139 Pagina 205 . la lavorazione del legno. Ve ne sono altri che spettano quasi sempre alle donne: cucinare. in altre vengono invece ritenuti come più appropriati per le donne. Lavorazione di metalli 85 i o o o 99 4. lavare. Fusione di metalli 37 o o o o 100 3. Si tenga inoltre presente che le attività riportate nella tab. la mungitura. cioè che esiste in tutte queste società. andare a prendere l'acqua. Ma. Caccia di grandi animali marini 2. Nella maggior parte delle società a cucinare sono di solito le donne. Ma in alcune questo spetta agli uomini. . pur avendo finalità diverse.Arnaldo Bagnasco. Corso di sociologia. Come si può vedere dalla tab. ma in alcune sono le donne. Abbattimento di alberi 135 4 o o o 99 5. Ve ne sono altre che. Occupare cariche e prendere decisioni politiche e combattere in guerra sono due di queste. la fabbricazione degli articoli di cuoio. in molte culture sono gli uomini che costruiscono le case. filare. l'abbattimento degli alberi. Allattare i bambini e curare i giovani sono altre due e queste cadono sulle spalle delle donne. 13.

L'idea che all'inizio dei tempi vi fosse un «matriarcato» o una «ginecrazia» è stata sostenuta in un libro diventato famoso. ad esempio. nella popolazione degli Agta. Sappiamo anche che. che non le costringono a fare lunghi viaggi lontano da casa e che non sono pericolosi per i bambini. nelle Filippine. pubblicato nel 1861 dal giurista svizzero Jacob Bachofen. L'ipotesi della compatibilità può essere utile a spiegare perché siano di solito gli uomini a dedicarsi alla caccia o alla pesca. ma sono subordinate al marito sotto altri aspetti. queste ipotesi non bastano da sole a spiegare la divisione sessuale del lavoro. quali il controllo sulle risorse economiche. il potere politico. Tener conto della maggior forza fisica degli uomini ci serve per capire perché la caccia. la fusione e la lavorazione dei metalli.Arnaldo Bagnasco. Das Mutterrecht (E diritto materno). Corso di sociologia. le nostre conoscenze in questo campo hanno fatto grandi passi avanti [Quinn 1977. Vi sono però molti casi ai quali non si applica. La prima considera cruciale la maggiore forza fisica degli uomini. nonostante che le relazioni di genere variino nello spazio e nel tempo. Così. possono essere più facilmente sacrificati delle donne. La terza è l'ipotesi della spendibilità e afferma che gli uomini svolgono di solito i compiti più pericolosi perché.txt 5 o o o 99 l1 6. vi sono paesi dell'Africa occidentale nei quali le donne godono di una certa indipendenza economica. nonostante che non vi siano ancora del tutto riusciti. anche alle donne sono assegnati lavori molto pesanti. E. Prendendo a modello l'Egitto. hanno le mestruzioni o allattano. La seconda . Ad esempio. non è mai esistita una società nella quale il potere politico fosse nelle mani delle donne. Lo status delle donne Fino a che punto lo status delle donne varia nello spazio e nel tempo? Da anni gli studiosi di scienze sociali conducono ricerche per dare una risposta a questa importante domanda. anche quando sono incinte. cioè quelli che possono interrompere e riprendere facilmente. Marzio Barbagli. inoltre. in certe società. le donne cacciano regolarmente. uccidendo gli stessi animali degli uomini. egli ha individuato due principi antagonisti che hanPagina 206 . il grado di deferenza dovuto agli uomini e altri ancora. In una società questo status può essere basso riguardo a certe dimensioni. 4.chiamata l'ipotesi della compatibilità con l'allevamento dei bambini .sostiene che le donne svolgono quei compiti che permettono loro di allattare e curare i figli. Oggi sappiamo che il concetto di status delle donne è multidimensionale e che comprende aspetti diversi. Alessandro Cavalli. l'autonomia personale. Fabbricazione di strumenti musicali 83 3 i o 356 CAPITOLO 13 varie ipotesi. Mukhopadhyay e Higgins 19881. Per quanto non prive di valore. dal punto di vista della riproduzione. Lavorazione del legno 159 3 i i o 99 7. l'abbattimento degli alberi siano di solito attività maschili. ma medio o alto rispetto ad altre. Ma non ci aiuta a comprendere perché lo siano anche la fabbricazione di strumenti musicali o la cattura di piccoli animali. Uccellagione 132 4 3 o o 98 I@i 8. l.

e per lunghi periodi di tempo. in quelle agricole. Furono elaborate raffinate ideologie che giustificassero le forti disuguaglianze di genere. a servire padri. Prendere decisioni politiche spettava al consiglio degli anziani. garantire che esse rimanessero vergini o fedeli. pellicce) e si potevano rifiutare di darli agli uomini se non erano d'accordo con le decisioni che questi prendevano. e quello maschile.di caccia e raccolta Nelle società orticole Nelle società agricole 358 CAPITOLO 13 T.3. pelli. per andare a combattere contro altre tribù. all'inizio della storia. dal villaggio. Con lo sviluppo dell'agricoltura intensiva. Come hanno osservato due studiose. Si occuparono anche del lavoro agricolo. Dedicarono d'altra parte un numero crescente di ore a cuocere e a conservare il cibo. arare. Alessandro Cavalli. Rapporti di genere simili a quelli degli Irochesi sono stati molto frequenti nelle società di caccia e raccolta. scavare i canali per l'irrigazione. a tessere e ad allevare i figli (si veda. formato esclusivamente da uomini. rappresentato dal suo fratello e sposo Osiride. Oltre che dalla mancanza di classi (cap. 19 caso più famoso è quello degli indiani Irochesi. la Madre suprema. Marzio Barbagli. Nelle società agricole il tasso di fecondità raggiunse punte mai toccate nella storia dell'uomo. ma svolgendo mansioni ritenute secondarie. queste società erano caratterizzate da una certa uguaglianza nelle relazioni fra uomini e donne. «il regalo che le civiltà agricole fecero alle donne fu di condannarle a svolgere il lavoro domestico.3). La situazione è cambiata radicalmente in seguito. E in effetti sia le ricerche antropologiche che quelle storiche mostrano che è in questo periodo che si è avuto il massimo grado di subordinazione delle donne. Lo status delle donne è diminuito nelle società orticole e poi. XI). è il seno materno a rinchiudere dentro di sé il fluido generatore. 13. la tab. Si formò allora una netta separazione fra la sfera pubblica e quella privata e la prima fu riservata ai maschi. Ma. gli uomini si assentavano spesso. per fare Pagina 207 . Le donne persero il ruolo produttivo che avevano avuto prima e diventarono economicamente sempre più dipendenti dagli uomini. 13. a partorire ed allattare figli.txt DIFFERENZE DI GENERE 357 no ispirato la storia del mondo: quello femminile.Arnaldo Bagnasco. Così. In primo luogo perché erano loro ad eleggere i membri di questo consiglio. Sono invece esistite società nelle quali le donne avevano un potere non trascurabile. che feconda con le sue acque. mariti e fratelli» [O'KeHy e Carney 1986.A13. La separazione spaziale e l'isolamento in casa delle donne servì anche a Status delle donne _nella società . in misura molto più accentuata. 1161. la divisione sessuale del lavoro si accentuò. Ma oggi possiamo dire che essa non ha alcun fondamento. Ma le donne anziane esercitavano su di loro una notevole influenza. la Terra fertile. che si incarna in Iside. Da allora l'idea che in qualche società vi fosse il matriarcato è stata ripresa più volte da vari studiosi. Corso di sociologia. per un esempio di questa divisione del lavoro. In questa popolazione. mentre nella seconda furono relegate le donne. Divisione del lavoro sewndo il sesso nelle famiglie enniadipie J@ancesi nel XIX semio Lavoro femminile Lavoro maschile In casa allevamento dei figli cucina pulizie conti di casa Fuori casa raccolta della legna approvvigionamento d'acqua cura dell'orto cura del pollaio vendita dei polli e delle uova conservazione di derrate raccolta del fieno sarchiatura accensione del fuoco conti della fattoria immagazzinamento del vino dar da mangiare agli animali vendita e acquisto del bestiame cura degli attrezzi agricoli vangatura aratura falciatura macefiazione del maiale Fonte: Shorter [19781. Ma anche quando erano a casa non esercitavano alcun controllo sul modo in cui le donne lavoravano e vivevano. il Nilo. Status delle donne e sistema di parentela Status delle donne e guerFa. Agli uomini furono riservati i compiti di maggior rilievo: preparare i terreni. è Osiride ad essere dominato da Iside. In secondo luogo perché esse avevano il controllo sul cibo e su molti manufatti (mocassini. che vivevano nel nord dello Stato di New York.

cioè fanno crescere l'autonomia e il potere delle donne. quanto più spesso una società è in guerra. nella distribuzione del potere politico. tanto più è probabile che le relazioni fra uomini e DIFFERENZE DI GENERE 359 donne siano androcentriche. Per quanto riguarda il secondo fattore. uno dei più grandi filosofi occidentali. le guerre devono essere combattute contro gruppi vicini. Quando una figlia si sposa. Le donne si dedicano quasi solo ai lavori domestici. cioè vanno fuori solo nascoste dal velo. i genitori non solo non ricevono il prezzo della sposa. in molti paesi sviluppati. Aristotele. il giudaismo prescrivevano. il caso delle società contemporanee mostra bene che lo status sociale delle donne dipende anche dal contributo che esse forniscono alla produzione e al controllo che esse esercitano sulle risorse economiche. per prenderla in moglie. mentre le donne vi partecipano solo in momenti eccezionali.txt solo un esempio. Il lavoro nei campi è compito delle donne che sono aiutate solo in parte dagli uomini. il raccolto. l'importanza sociale di queste è maggiore nelle società con un sistema di parentela matrilaterale e in cui si segue la regola di residenza matrilocale. Quelle contro nemici lontani. In primo luogo perché le donne. l'islamismo. Come ha efficacemente spiegato Ester Boserup in un libro oggi considerato classico [19701. Prevale la coltivazione estensiva con l'aratro tirato dai buoi e il lavoro agricolo è svolto prevalentemente dagli uomini. Le variazioni nello spazio e nel tempo dello status delle donne sono state ricondotte principalmente a tre fattori: il sistema di parentela. la semina. nella prima le donne godono di una certa indipendenza economica e di una notevole libertà di movimento. ma devono darle una dote.Arnaldo Bagnasco. In questi paesi. Non meno interessante è da questo punto di vista il confronto fra le diverse regioni dell'India. Per avere queste conseguenze. Nell'Africa occidentale vi è un sistema femminile di coltivazione. Nell'India settentrionale vi è invece un sistema maschile. la subordinazione delle donne e. Alessandro Cavalli. pensava che la donna fosse un uomo mancato e avesse una natura difettosa. ma anche il fratello. vivono chiuse in casa e seguono la pratica del purdab. Un'inversione di tendenza ha avuto luogo tuttavia. nel controllo delle risorse economiche. andando a vivere dopo le nozze nella famiglia dei genitori. mutilata. tanto che un tempo ricorrevano spesso all'infanticidio per limitare il loro numero. ad esempio durante la raccolta. Ed anche in questo caso la differenza è riconducibile al fatto che nelle prime esse partecipano molto più frequentemente ai lavori agricoli che nelle seconde. Mentre infatti ai giovani maschi dai 15 ai 18 anni spetta l'abbattimento degli alberi che è necessario per preparare nuovi appezzamenti alla coltivazione tutte le altre operazioni vengono svolte dalle donne: la rimozione degli alberi abbattuti. Nell'1ndia del sud. lo status sociale della donna è sicuramente più alto che nelle settentrionali. in misura maggiore o minore. Corso di sociologia. che portano gli uomini a lasciare il villaggio per lunghi periodi di tempo. dando in questo modo senza volerlo . all'interno dell'organizzazione. come vedremo nelle pagine seguenti. tuttavia. In secondo luogo perché esercita un'autorità su di loro non solo il marito. permangono forti disuguaglianze di genere nel lavoro. In quelle meridionali. hanno infatti effetti opposti. il cristianesimo. Per quanto riguarda il primo. L'agricoltura è itinerante e il più importante attrezzo di cui ci si serve è la zappa ad impugnatura corta. debole. tali disuguaglianze sono diminuite. La diversa situazione delle donne dipende dal fatto che queste due regioni sono caratterizzate da due tipi molto diversi di agricoltura. le tenevano lontano dal potere. la sarchiatura. Ma non meno eloquente risulta il confronto fra la situazione dell'Africa occidentale e quella dell'India settentrionale. grazie Pagina 208 . la frequenza con cui una società è in guerra e il contributo economico fornito dalle donne. a buddismo. Se l'importanza sociale e politica della popolazione femminile è cresciuta è anche perché è notevolmente aumentato il numero delle donne che sono entrate nel mercato del lavoro retribuito.maggiore autonomia alla donna. Inoltre. Nell'India settentrionale lo status delle donne è sicuramente inferiore. nel corso del nostro secolo. Anche le grandi religioni universali. e quando i due non sono d'accordo finiscono per neutralizzarsi vicendevolmente. I genitori considerano come un peso avere delle figlie. il marito deve pagare alla famiglia di lei il cosiddetto «prezzo della sposa». Marzio Barbagli. Ma negli ultimi decenni. l'induismo. Quanto al terzo fattore. conservano il sostegno della madre e delle sorelle.

mentre il padre aumenta di tre quarti d'ora il tempo di lavoro retribuito [Sabbadini e Palomba 19941. ma il riso. L'uso dei tempo nella società contemporanea Negli ultimi quindici anni. ad esempio. stirare Pulizie di casa Pulizia esterna Manutenzione Spesa 21. 13. Nei paesi in via di sviluppo le donne dedicano molto più tempo degli uomini al lavoro (retribuito e non).txt anche alle più abbondanti piogge. in Italia gli uomini adulti impiegano in media più tempo nel lavoro retribuito. Alessandro Cavalli. se fanno qualcosa. stira o pulisce la casa (tab. durante i giorni feriali e quelli festivi. Gli uomini invece svolgono di rado compiti domestici.2 14. In Kenia. Le differenze di genere nell'uso del tempo variano molto a seconda del paese. Quasi nessuno dei maschi italiani fa i letti. fanno più passeggiate e più spesso vedono la televisione o leggono il giornale.0 1. Tuttavia le donne occupano un maggior numero di ore nelle varie forme di lavoro non retribuito: nelle attività domestiche. cucinano o si occupano della spesa. 4. Marzio Barbagli. Considerando insieme tutte le attività. cionne e sistemi di coltivazione 360 CAPITOLO 13 compito principale è di rimescolare e di ammorbidire il terreno con le loro zampe. ebe svolgono le seguenti attività domgstirbe Cucinare Apparecchiare e sparecchiare Fare i letti Lavare. E le donne sono in grado quanto gli uomini sia di guidare i bisonti sia di trapiantare le piantine di riso. Corso di sociologia. sposatì e con figlì.8 5.1 1. Secondo l'indagine dell'Istat [19931.6 4. ma dei bisonti gibbosi. Per ogni figlio che mette al mondo.2.5 Fonte: Sabbadini e Palomba [19941. sono state condotte minuziose ricerche su come la popolazione impiega il tempo. nella cura dei figli e delle altre persone della famiglia. in alcuni paesi. Gli uomini dormono di più.7 28. Minore è di conseguenza il tempo che le prime possono dedicare alle cure personali e al tempo libero. nella produzione per l'autoconsumo e nella gestione della contabilità per gli affari del marito. la madre dedica un'ora di tempo più di prima alla famiglia. il cui Status defle donne e contributo econornico Status defle. La nascita dei figli ha d'altra parte conseguenze diverse sull'uso del tempo dei due genitori. la coltivazione principale non è il grano.Arnaldo Bagnasco. vediamo che in Italia le donne lavorano in media più ore al giorno degli uomini. Perventuale degli uomini residenti ì# Italia nel 1988-1989.8 1. che hanno messo in luce l'esistenza di profonde differenze fra uomini e donne.4. Per questo ci si serve non dell'aratro tirato dai buoi. In ogni modo. gli uomini lavorano in media 8 ore e 20 minuti al giorno e le donne TABI 13.4). DIFFERENZE DI GENERE 3 6 1 Non retribtuto Retribtuto Totale Differenza A Tempo libero Uomini orine% tempo ch avoro Donne Uomini Donne Uomini Donne Uomini (ore settimanali) Donne Uomini non retribtuto stil totale tempo lavoro Pagina 209 .

nell'Africa settentrionale e nell'Asia occidentale.6). Contemporaneamente. come ad esempio negli Stati Uniti. questo processo è iniziato da un secolo. 13. Ma quello delle donne sposate ha preso a salire molto prima.2 55. e come vari studi hanno messo in luce.Arnaldo Bagnasco. settimane Svezia Germania occidentale Austria 12-52 52 16-52 90 Pagina 210 .1 Finlandia (1979) 28. 611. 6.9 39. Corso di sociologia. il Giappone). Se. i paesi in cui questo tasso è più alto sono quelli scandinavi o comunisti ed ex comunistì (la Cina.6 13. prevuto in.6 18.0 11. la percentuale delle donne economicamente attive è cresciuta considerevolmente nei paesi industrializzati.0 362 CAPITOLO 13 Tasso di attività femtninile 4. jkunì paesi Paese Durata del congedo (in settimane) Percentuale retribuzione Genitore che ne ha diritto % n. mentre è rimasta costante o è diminuita negli altri. il tasso di attività della popolazione femminfle è diminuito continuamente dall'inzio del secolo fino agli anni settanta e poi ha iniziato ad aumentare. Marzio Barbagli. In alcuni paesi sviluppati. 13.3. il Canada.3 53. Alessandro Cavalli. Congedo per Pnaternúà o. è leggermente diminuito il tasso di attività della popolazione maschile. TAB. ad esempio.txt Danimarca (1987) 24. Oggi i paesi nei quali il tasso di attività della popolazione femminile è più basso sono quelli mussulmani (l'Arabia Saudita e l'Algeria) seguiti dagli altri in via di sviluppo.0 34. la Russia. a causa soprattutto del forte aumento del tasso di attività della popolazione femminile. In Italia.2 312 45.0 21@ Urss (1985) 27. Come si può notare da questo elenco.7 +0.8 66@ 65.6 12. ma anche dalle norme culturalì in esso prevalenti e dalla politica sociale dei suoi governi.6 32. Differenze nei tassi di attività In molte parti del mondo vi è stata una significativa diminuzione delle differenze di genere nella partecipazione al mercato del lavoro. probabilmente già nel corso degli anni trenta [Bettio 1988.paternità. il tasso di attività della popolazione femminile di un paese dipende non solo dal suo livello di sviluppo economico.6 415 43.3 -1.8 32>5 44. in molti di questi paesi.7 57. in Svezia tale tasso è molto alto è anche perché questo è il paese in cui le donne che mettono al mondo un bambino godono del più lungo periodo di congedo retribuito (tab. il Vietnam) seguiti dai paesi più ricchi (gli Stati Uniti. In altri esso è di origine più recente. Dal 1970 al 1990. All'altro estremo.

Questo mutamento è dovuto. categorie occupazionali 270 335 235 235 Pagina 211 . Tale indice è 100 quando in ciascuna occupazione vi sono solo uomini o solo donne. nel 1981. Marzio Barbagli. è notevolmente aumentata la quota delle donne sul totale dei medici. ad esempio. Negli ottant'anni successivi esso è diminuito in modo sensibile (tab.0 N.01 al 1981 1901 1936 1971 1981 Indice di dissirnilarità 78. DIFFERENZE DI GENERE 363 4. In Italia.4. 13. i cui valori vanno da 0 a 100. questa segregazione è fisica. da pareti. ben il 52% degli uomini (o delle donne) avrebbe dovuto cambiare lavoro perché la distribuzione di coloro che svolgono lo stesso lavoro fosse equilibrata. Alessandro Cavalli. Indice di dissimilarità delú popolazione occupata inItalia dal 19. Negli Stati Uniti. dirigenti o professionisti. In tutti i paesi sviluppati le donne sono più spesso occupate come impiegate di media e bassa qualificazione nel commercio e nei servizi sociali e personali. Dai sociologi e dagli economisti essa viene normalmente misurata attraverso il cosiddetto indice di dissimilarità. nel 1901. In certi casi.0 74. l'indice di dissimilarità aveva il valore di 78 e dunque era assai elevato. dopo aver subito lievi oscillazioni nei primi settant'anni del nostro secolo. che definiscono femminili alcune occupazioni e maschili altre. Corso di sociologia.txt 100 100 38 14-18 20 Madre o padre Madre o padre Madre Itaha 22-48 80 22 Madre Cile 18 100 18 Madre Canada 17-41 60 15 Madre Stati Uniti 12 o Madre o padre Fonte: Reskin e Padavic [19941. Si usa l'espressione segregazione occupazionale (orizzonatale) se. molte di loro fanno un lavoro diverso da quello degli uomini. La segregazione occupazionale Anche se il numero delle donne che svolgono un'attività extradomestica è fortemente aumentato. cioè vi sono metà dei primi e metà delle seconde. Nonostante questo. In Italia.5 56. gli uomini come operai dell'industria. Ma anche fra i paesi sviluppati vi sono significative differenze. In Italia.Arnaldo Bagnasco. In tutti i paesi sui quali abbiamo dati vi è infatti segregazione occupazionale per sesso. mentre è 0 quando il rapporto fra gli appartenenti ai due sessi è perfettamente equilibrato. all'aumento del peso di quelle già prima integrate. si è ridotto nel ventennio successivo. a grado di segregazione occupazionale per sesso è ancora elevato. ad esempio. degli avvocati e dei magistrati [David e Vicarelli 19941.7. nel senso che gli uomini e le donne sono separati da edifici 0. Molti sociologi ed economisti si aspettano che il grado di segregazione occupazionale per genere sia tanto minore quanto maggiore è A grado TA& 13.0 52.Indice di condo il sesso per indicare la concentrazione di uomini e donne in dissimilafità lavori diversi. il grado di segregazione occupazionale per sesso. Di solito però essi sono divisi da classificazioni sociali. oltre che all'ingresso delle donne in alcune occupazioni un tempo considerate maschili. all'interno dello stesso edificio.7).

Il secondo processo è quello dello sviluppo del settore dei servizi sociali e personali. 381. In Italia. la modemizzazione e le politiche sociali egualitarie provocano una riduzione della segregazione. Vi sono paesi . se iscriversi o meno all'Università e a quale facoltà. 11 salario della popolazione femminile occupata nell'industria è passato dal 5 1 % di quello degli uomini nel 193 8 al 64 % nel 1961 e all'86% nel 1983 [Bettio 19881. Questo è dovuto al fatto che se lo sviluppo economico. rivolgendosi a Mosé. la Grecia o il Giappone.6. Ma in molti casi. dal 1930 al 1980. se è una femmina sarà del valore di trenta sicli» [Levitico. 271. all'inzio del secolo. le donne sono pagate meno di loro. possono essere svolte in modo intermittente. Poiché le donne hanno un forte orientamento verso la famiglia e si aspettano di lasciare il lavoro quando diventano madri esse non investono in quella formazione che permette di far carriera. l'uso di valutare il lavoro delle donne non più di tre quinti di quello dell'uomo è rimasto in vita a lungo. ma scelgono quelle occupazioni che consentono una certa flessibilità. nel 1634. Invece quelle della discriminazione statistica e delle barriere la esaminano partendo dalla domanda. 364 CAPITOLO 13 di sviluppo economico e di modernizzazione di un paese e quanto più il suo governo si ispira a una politica egualitaria.in cui il divario retributivo fra le donne e gli uomini è ancora più forte. Nell'industria e nel terziario si sono formati nuovi posti di impiegato che richiedono un basso livello di competenze. fra gli operai agricoli gli uomini guadagnavano 10 scudi. Cipro o la Repubblica di Corea . a differenza di quella del capitale Pagina 212 . Differenze retributive Nell'Antico Testamento si legge che Dio. 33 11. per raggiungere il 71 % all'inizio degli anni novanta. DIFFERENZE DI GENERE 365 Questa differenza è in parte dovuta alla segregazione occupazionale e al fatto che di solito la popolazione femminile svolge occupazioni meno qualificate di quella maschile. Ma da allora la situazione è completamente mutata e questa percentuale è fortemente aumentata.come ad esempio il Giappone. questi posti di lavoro sono stati occupati prevalentemente dalle donne sia perché sono più flessibili degli altri. Charles 19921 hanno invece mostrato che i paesi più moderni e avanzati . sia perché queste sono più disposte e capaci . Alessandro Cavalli. La teoria del capitale umano e quella della socializzazione di genere affrontano la questione dal lato dell'offerta di lavoro.di svolgere queste funzioni. disse: «Se uno deve adempiere un voto fatto al Signore. Le ricerche comparative [Roos 1985. non richiedono lavori straordinari e imprevisti. le donne guadagnavano il 43 % degli uomini. Da allora. Gli svantaggi delle donne nell'economia: alcune spiegazioni Varie spiegazioni sono state proposte del perché le donne abbiano tassi di attività più bassi. Marzio Barbagli. cosicché per riempirli gli imprenditori hanno dovuto far ricorso alle donne. l'Islanda.hanno livelli di segregazione occupazionale per sesso maggiori di quelli tradizionali. La teoria del capitale umano sostiene che gli individui compiono scelte razionali dal punto di vista economico e decidono se andare o meno a scuola per un certo numero di anni. Divario retributivo e segregazione 4. la Svezia o la Norvegia . Nati dalla crescente domanda di questo tipo di servizi che vi è stata con l'ingresso della popolazione femminile nel mercato del lavoro. altri importanti processi in corso nei paesi occidentali spingono in senso opposto. perché le prime guadagnano oggi solo la metà dei secondi.per una lunga tradizione .5. voto del valore di una persona: un maschio dai venti ai sessant'anni sarà del valore di cinquanta sidi d'argento.Arnaldo Bagnasco. lunghi viaggi e una forte mobilità geografica. Ma ve ne sono altri . Nelle campagne piemontesi. il reddito femminile ha oscillato dal 55 % al 64 % di quello maschile. l'Australia . Questi posti sono stati disertati dagli uomini. anche quando fanno lo stesso lavoro degli uomini. Negli Stati Uniti. Il primo è quello della «dequalificazione» delle occupazioni impiegatizie. 4. La teoria della socializzazione di genere. jacobs e Lini 1992.come gli Stati Uniti.in cui i salari femminili vanno dall'80 al 90% di quelli maschili [United Nations 19911. svolgano occupazioni meno qualificate e guadagnino meno degli uomini. se fare un'occupazione invece di un'altra sulla base delle ricompense monetarie che si attendono. come l'Italia.txt Fonte: Bettio [1988. le donne 4 [Fanfani 1959.come la Francia. Corso di sociologia. la Danimarca.

i giudizi. Corso di sociologia. essi si rifiutano di assumere donne in età feconda partendo dall'idea che esse si assentano spesso dal lavoro e sono meno produttive degli uomini. il gruppo dei pari. Altre teorie riconducono la segregazione occupazionale per sesso alle diverse barriere che riducono le opportunità di cui dispongono le donne di scegliere il lavoro che preferiscono. il rapporto fra i due generi. di passare il tempo libero. In NorTAB. DIFFERENZE DI GENERE 367 . le disuguaglianze di genere sono sicuramente diminuite anche in questo campo. alle scuole che forniscono i titoli per esercitare queste professioni oppure di barriere informali. penso soltanto che sia opportuno che esse vengano tenute lontane da tutte le magistrature. Anno in eui le donne hanno ottenuto il diritto di voto e percentuak. le assemblee pubbliche e i consigli.Arnaldo Bagnasco. Fa parte di queste teorie anche quella della discriminazione statistica. attraverso relazioni di amicizia o di parentela. 5.ieggipfflamentarioccupatz'da donne nel. la scuola e i mezzi di comunicazione di massa insegnano agli appartenenti ai due generi quale è A modo appropriato di parlare. Innanzitutto perché per lungo tempo anche una quota consistente della popolazione maschile . La politica «Per quanto riguarda l'ordine e grado delle donne . diventando ad esempio regine nel caso in cui mancasse un erede maschio. Questi messaggi vengono a poco a poco interiorizzati da ragazzi e ragazze. Nell'ultimo secolo (e in modo ancora più rapido nell'ultimo trentennio).non voglio occuparmene. 13. Si tratta di barriere formali di accesso alle varie professioni (talvolta create o mantenute in vita dalle organizzazioni sindacali maschili). il ruolo delle donne è stato assai diverso negli stati organizzati in repubbliche e in quelli organizzati in monarchie.di. ad esempio. che si formano così orientamenti. quali sono le aspirazioni scolastiche e professionali più adatte. Il primo paese in cui questo è avvenuto è la Nuova Zelanda. così che si occupino solo delle loro faccende donnesche e domestiche» Gli storici [Zemon Davis 19911 ritengono oggi che giudizi come questo ci presentino un quadro un po semplificato di quale fosse in Europa. akuni ~ del mondo cantto ai voto 1975 1990 r tto a voto 1975 1990 Paesi sviluppati Australia Pagina 213 . Dopo esserne state a lungo prive. i luoghi di comando. Alessandro Cavalli. 13.9.è rimasta esclusa dalla partecipazione all'attività politica. In tutto questo periodo.8. 366 CAPITOLO 13 Così. Marzio Barbagli. le donne hanno ottenuto il diritto di voto in quasi tutti gli stati del mondo. negli anni dell'infanzia e dell'adolescenza. Nei primi.990 in. Essa sostiene che questo si verifica perché.quella appartenente agli strati sociali più bassi . cerca di spiegare perché le donne siano orientate più verso la famiglia che verso la carriera professionale. dalla nascita in poi.scriveva nel 1586 jean Bodin . 1975 e nel 1. nel 1893. In secondo luogo perché anche nell'età moderna vi sono state donne che hanno goduto di autorità politica. secondo la quale gli imprenditori trattano gli individui sulla base delle loro credenze riguardo all'intera categoria a cui questi appartengono. preferenze e competenze per alcune occupazioni invece che per altre. di vestirsi. Nei secondi invece esse potevano occupare posizioni di potere formale. le donne potevano esercitare un'influenza politica solo in modo informale. nell'età moderna.txt umano. TAB. la famiglia. Frequenza con cwl gli uomini e le donne parlano di politica frequentemente o occasionalmente in alcuni paesi industrializzati (1973-1985) Paese Maschi Femmine Differenza Paese Maschi Femmine Differenza Paesi Bassi 75 70 5 Lussemburgo 80 64 16 Finlandia 86 77 9 Belgio 54 38 16 Stati Uniti 82 72 10 Germania 85 67 18 Irlanda Nord 69 59 10 Spagna 58 40 18 Svizzera 85 75 10 Irlanda 70 49 21 Francia 70 57 13 Giappone 58 35 23 Canada 75 62 13 Grecia 82 58 24 Regno Unito 73 60 13 Portogallo 65 40 25 Danimarca 77 63 14 Italia 74 47 27 Austria 84 69 15 Fonte: Inglehart [19881.

txt 1901 o 13 Marocco 1963 o Austria 1918 8 21 Ruanda 1961 17 Belgio 1948 7 10 Senegal 1945 4 12 Bulgaria 1944 19 Somalia 1956 o 4 Canada 1918 3 18 Tunisia 1956 3 7 Cecoslovacchia 1920 26 Zaire 1960 i 1 4 Danimarca 1915 16 33 Finlandia 368 CAPITOLO 13 universale è stato raggiunto più tardi: nel corso degli anni sessanta o addirittura negli anni ottanta (tab. in altri (fra i quali l'Italia. 6.8). Le differenze di genere sono diminuite anche nelle altre forme di partecipazione politica: l'interesse per quanto avviene nella sfera pubblica. Marzio Barbagli. la Finlandia) sono da questo punto di vista delle eccezioni. Nei 159 stati appartenenti alle Nazioni Unite. Ma nonostante questo. la Danimarca. Ma in seguito. 13. le donne sono ancora fortemente sottorappresentate ai vertici delle organizzazioni e delle istituzioni politiche. in molti paesi. 13. le donne andarono a votare in misura minore degli uomini. Come si può inoltre vedere dalla tab. la Norvegia. 13. I paesi dell'Europa del Nord (la Svezia. Genere e salute Almeno in un campo le donne sembrano essere avvantaggiate: quello della salute. in alcuni la differenza fra l'interesse politico degli uomini e quello delle donne è esigua.Arnaldo Bagnasco. le donne sono solo il 3. il tasso di partecipazione dell'elettorato femminile ha raggiunto o addirittura superato quello maschile. di un candidato o di un programma. la loro percentuale sugli eletti nei parlamenti è ancora esigua. la Grecia) è più netta (tab. In Italia oggi la vita media degli uomini dura sette anni meno di quella delle Pagina 214 . Corso di sociologia. Alessandro Cavalli.9).9.5% dei ministri. l'iscrizione a un partito. il Portogallo. Subito dopo aver conquistato il suffragio universale. le azioni svolte a sostegno di un gruppo. La situazione dei paesi sviluppati non è tuttavia identica.

Anche nelle prime settimane di vita. Alessandro Cavalli. t anche perché bevono più alcool e fumano più sigarette. Fattori biologici Molti fattori portano a ritenere che questa spiegazione sia giusta. e in modo più imprudente. in alcuni paesi sviluppati. Ma lo stesso avviene in Francia e in Germania. 13. che riguardano invece più spesso gli uomini.quelli di tipo ambientale e sociale. Questa tendenza. nel primo studio rigoroso condotto su questo problema. se gli uomini muoiono prima delle donne è anche perché hanno uno stile di vita diverso e si comportano nei modi che tradizionalmente ci si aspetta da loro. moto e auto. si perdono più feti di sesso maschile che femminile. all'inizio del secolo. 10. la differenza fra uomini e donne nella durata della vita media era solo di due anni e che da allora essa è progressivamente aumentata. Non è forse vero che tradizionalmente i maschi sono stati educati a credere che un vero uomo deve fumare.txt donne. la differenza di mortalità fra la popolazione maschile e quella femminile sarebbe costante nello spazio e nel tempo. Marzio Barbagli. si può prevedere che la differenza di mortalità fra i sessi diminuirà man mano che lo stile di vita delle donne diventerà sempre più simile a quello degli uomini. Può darsi che questo dipenda dal fatto che i maschi sono più deboli delle femmine.10. nel 1813-1830. In altri termini.che pur avendo i numerosi svantaggi che abbiamo ricordato le donne vivano più a lungo degli uomini? La risposta che si tende a dare è che le donne sono il genere debole. Ma questo rapporto è ancora più alto al momento del concepimento. Mezzo secolo dopo la situazione era radicalmente cambiata perché la mortalità maschile era superiore a quella femminile a tutte le età. che ovviamente colpiscono solo le donne. Ne è prova il fatto che l'aumento della differenza della durata della vita fra uomini e donne si è verificato soprattutto in due classi di età: dai 15 ai 24 e dai 45 ai 65 anni. che favorisce le coronopatie ed è caratterizzato da forte desiderio di affermazione. come abbiamo visto) corrono meno rischi di malattie di quelli che ne hanno una X e Y. se nei paesi sviluppati gli uomini vivono meno delle donne non è soltanto per motivi biologici. Invece così non è. Ma lo sono altrettanto Fattori ambicntàì . usano di più le armi da fuoco. Rapportì di mortalità (MIF) per gli uomini e le donne in Ingbilterra all'inizio e atk ftne del secolo scorso Età 1813-1830 Pagina 215 . aggressività. ma a fattori sociali e culturali. essere sprezzante dei pericoli? Proprio per questo. guidano più spesso. muoiono più bambini che bambine. ma il sesso forte. l'aumento della differenza fra i due sessi è dovuta all'incremento delle morti per tumori ai polmoni e per le malattie dell'apparato circolatorio. Un secolo e mezzo fa. protegge contro le malattie cardiache. che è stato maggiore nella popolazione maschile che in quella femminile. bere. in 370 CAPITOLO 13 TAB. cioè l'ormone sessuale femminile. fino a dieci anni e da quaranta m poi la morte colpiva più frequentemente gli uomini delle donne. Nella seconda classe di età. In altri termini. Per ogni 100 femmine vengono al mondo 105 maschi. durante la gestazione. William Farr ha messo in luce che in una fase lunga e importante della vita il tasso di mortalità delle donne superava quello degli uomini. Questo non è naturalmente dovuto a mutamenti nel patrimonio genetico.ci si può chiedere . Corso di sociologia. che le donne hanno un sistema immunitario più forte di quello degli uomini. Ne è prova il fatto che.e forse anche di più . Come si può vedere dalla tab. fanno lavori più pericolosi. Studi recenti [Lopez e Ruzicka 19831 hanno mostrato che. è già iniziata. mangiare molta carne. la diffusione dell'abitudine di fumare nella popolazione femminile ha fatto sì che. Come è possibile . Ma vi sono studiosi che pensano che i feti e i neonati di sesso maschile muoiono più spesso perché sono più grandi. Dunque. ma da dieci a quarant'anni avveniva esattamente l'opposto. 13. Nella prima ciò è riconducibile a due tendenze: alla diminuzione delle morti per parto. del resto. Il rapporto dei sessi alla nascita è superiore a 100. se la loro vita dura più di quella degli uomini è solo per motivi di tipo biologico. 1 fattori biologici sono dunque importanti. Varie ricerche hanno comunque messo in luce che coloro che hanno una coppia di cromosomi X (le donne. seguono più frequentemente quel modello di comportamento chiamato di tipo A. Dunque. e alla crescita di quelle per incidenti stradali. competitività. Se fosse e sociali tutto spiegabile solo in termini genetici e biologici.Arnaldo Bagnasco. nel Regno Unito o in Svezia e un po in tutti i paesi sviluppati. che l'estrogeno.

Il motivo è che in molte regioni del Terzo mondo. se le femmine ricevono le stesse cure dei maschi. Quelli dell'Africa sub sahariana. La spiegazione più importante delle minori cure che le donne ricevono in alcuni paesi del Terzo mondo è di ordine sociale e culturale. quest'ultima. Le minori cure ricevute dalle donne dipendono dal sottosviluppo economico. per quanto fortemente sottosviluppati. La mortalità femminile per parto è sempre diminuita quando vi è stato un forte sviluppo economico e si sono creati migliori servizi ospedalieri. per questi motivi. hanno un'eccedenza di donne rispetto agli uomini. Ma questa spiegazione non è sufficiente. Alcune ricerche hanno mostrato che quanto più alto è lo status delle donne tanto maggiori sono le loro speranze di vita in confronto a quelle degli uomini [Ram 19931. mentre è rimasto costante in quella maschile. nell'America Latina esse sono 101. ma economici e sociali [Waldrow 19871. in questi paesi. Ma in questi paesi ciò non si verifica e dunque la percentuale di donne sul totale della popolazione è minore di quella esistente in Europa o negli Stati Uniti. Come si è detto. esse vivono più a lungo di loro. nel Terzo mondo manchino oltre 100 milioni di donne [Sen 19911. Mentre nei paesi ricchi vi sono 106 donne per ogni 100 uomini. sono relegate in casa e seguono la pratica del purdab. Inoltre. in certe classi di età. nell'Africa sub sahariana 103. Corso di sociologia. nell'Africa del Nord 99 e in molti paesi dell'Asia solo 95. negli ultimi trent'anni il tasso di mortalità per incidenti stradali è aumentato del 20% nella popolazione femminile.txt 1871-1880 0-1 mA 123 0-4 117 117 5-9 107 108 10-14 96 100 15-19 95 96 20-29 97 108 30-39 92 109 40-49 100 128 50-59 108 122 60-69 106 114 70-79 104 108 Fonte: Johansson [ 199 11. la mortalità per cancro ai polmoni abbia raggiunto quella. In questi paesi. Le donne ricevono infatti minori cure nelle regioni nelle quali (come in quelle dell'India settentrionale) non svolgono un lavoro retribuito e quindi non dispongono di un reddito esterno alla famiglia. Vi sono nel mondo numerosi paesi poveri nei quali la mortalità femminile è inferiore a quella maschile. Alessandro Cavalli. Marzio Barbagli. Si stima che. i genitori sono fermamente convinti che sia meglio avere un figlio che Pagina 216 . per tumore al seno. non hanno proprietà personali e non controllano risorse economiche. Questo si verifica soprattutto dai 2 ai 30 anni ed è dovuto a fattori non biologici. Se ci allontaniamo dall'Europa e dagli Stati Uniti la situazione cambia radicalmente. ad esempio. il tasso di mortalità femminile supera quello maschile.Arnaldo Bagnasco.

in particolar modo nelle caste più elevate [Miller 19811. In secondo luogo.5 nel 1987 a 111. Dalla posizione che ciascuno di noi occupa nella struttura di età della popolazione dipendono le nostre capacità biologiche.come succede in ogni società . oltre ad essere diversi per ampiezza e composizione. il governo di quel paese ha inaugurato una nuova politica demografica che. ma a differenza di quella da un'età all'altra non è mai né inevitabile né irreversibile. perché . non permettono alle figlie di vedere la luce. l. le leggi ordinarie e i vari regolamenti stabiliscono a che Pagina 217 .7 nel 1989.txt una figlia. I primi ricevono un'alimentazione più abbondante e più ricca di proteine e di ferro delle seconde.è dato dal numero dei nati maschi ogni 100 femmine. l'età è più simile alla classe sociale. dal momento che alla prima devono dare una dote. Ciò significa che ogni anno sono scomparse alcune centinaia di migliaia di bambine.quale è il sesso del nascituro. 1 doveri.in molte società la mobilità da una classe all'altra è possibile. i rapporti che stabiliamo con gli altri. Tale politica ha avuto effetti drammatici sulla popolazione femminile. i genitori fanno talvolta ricorso all'infanticidio femminile. XXIII . In quarto luogo. In primo luogo. Le costituzioni. dal momento che in questi paesi si segue la regola di residenza patrilocale e dopo le nozze le figlie escono di casa. In caso di malattia. t anche per questo che fra le donne vi è un'incidenza più alta di anemia. che le rende più vulnerabili alle complicazioni della gravidanza e del parto. quando sanno che è di sesso femminile. Tali strati. che da quelle informali.ci possiamo aspettare di far parte prima o poi di questi gruppi. giuridiche. In primo luogo. Ma in Cina questo si è verificato anche recentemente. perché il matrimonio di una figlia è molto più costoso di quello di un figlio. Testimonianze e dati di vario tipo provano che nell'1ndia settentrionale questo è avvenuto per molto tempo. l'età è una caratteristica ascritta. quello dell'età è uno status di transizione. la casa e l'assistenza sanitaria. i genitori dedicano più tempo e risorse all'allevamento dei maschi che delle femmine. 1 comportamenti ritenuti adeguati alle diverse età possono essere definiti sia da norme formali. In secondo luogo. sia gli individui che i ruoli che essi svolgono sono stratificati non solo (come abbiamo visto nei capitoli precedenti) per classe e genere. In ogni momento noi abbiamo un'età ben precisa. mentre il secondo porta in casa la dote della sposa. a differenza del genere.con la tecnica di predeterminazione . maggior prestigio e di maggiori risorse economiche di altri . gli atteggiamenti che abbiamo nei confronti della vita e del mondo. Due processi di fondo In ogni società vi sono vari strati di età. perché è solo al maschio che possono essere trasmessi il nome e le proprietà della famiglia. Corso di sociologia. Sotto questo aspetto. Il motivo è semplice: non potendo avere che un figlio. sono ancora i figli maschi ad essere più spesso e meglio curati. In terzo luogo. perché è dai figli maschi che essi si attendono di ricevere un sostegno economico una volta diventati vecchi. ma anche per età.come abbiamo visto . Talvolta ricorrono all'aborto selettivo. è passato da 106. InfantidIo Aborto seleffivo --. Marzio Barbagli. Come il genere. Questo significa che se alcuni gruppi di età godono di maggior potere. perché finché siamo in vita passiamo da un'età all'altra. Nel 1979.-L-~. I paesi nei quali la preferenza per i maschi è molto forte raggiungono alti tassi di mortalità femminile attraverso varie strade. anche se possiamo cercare di sembrare più giovani o più vecchi. perché è solo ai figli maschi che è consentito celebrare i riti ancestrali per il padre dopo la sua morte.. Ma. differiscono anche per status e ruoli. Il rapporto dei sessi alla nascita che come vedremo nel cap.Arnaldo Bagnasco. le attività che svolgiamo. Il fenomeno ha assunto dimensioni tali che il governo è dovuto intervenire stabilendo che se il primo figlio è femmina i genitori sono autorizzati ad averne un secondo. punta a far sì che ogni coppia abbia un solo figlio. i diritti e le ricompense vengono infatti distribuiti in maniera diversa a seconda dell'età. cioè aggregati di individui di età simili. Ma più frequentemente si servono dell'infanticidio. ma a differenza della classe sociale. mentre i figli portano la moglie in famiglia.In ogni società. attraverso incentivi e disincentivi riguardanti le retribuzioni. I bambini vengono allattati al seno più a lungo delle loro sorelline. una parte dei genitori lo sopprime. Alessandro Cavalli. cioè appena saputo .

tuttavia. Alcune sono a scuola. Sull'asse verticale è riportata l'età degli individui. terminata la scuola media superiore. su quello orizzontale il tempo storico. Ma quelli che sopravvivono e restano avranno vent'anni nel 1910. studente. si parla di coorte di nascita. Se questo evento è la nascita. ma anche interdipendenti. seppure molto schematica. Per capire come si formino gli strati di età è bene tener presente che in ogni società hanno luogo due diversi processi [Riley et al. La costituzione italiana stabilisce d'altra parte che la capacità di partecipare alle elezioni venga acquistata: a) come elettore. nelle fabbriche e negli uffici. una parte di questi muore o emigra in un'altra società. a votare. che a poco a poco invecchiano. Dal momento che vivono più a lungo degli uomini. La fig. impiegato. solo coloro che hanno compiuto cinquant'annì possono essere eletti Presidente della Repubblica.Arnaldo Bagnasco. 2. Corso di sociologia. 19881. Il continuo incrociarsi fra le barre verticali e quelle diagonali sta ad indicare che i due processi che abbiamo ricordato . Naturalmente. le persone appartenenti alle diverse coorti (tutte le barre diagonali) passano attraverso le strutture connesse con l'età e si trovano di fronte le opportunità e le norme riguardanti le diverse età esistenti nella famiglia. cioè si influenzano l'un l'altro. ci si possa sposare o si debba andare in pensione. in un momento determinato. altre nel mercato del lavoro. di questi due processi. negli Pagina 218 . coloro che. L'ampiezza di una coorte è massima nel momento in cui essa si forma. b) come candidato. Così. ad esempio. che appartengono a diverse coorti. in questa società. quando vi siano «gravi motivi» e sia accertata la loro maturità psicofisica. a 25 anni per la prima e a 40 per la seconda. passando attraverso vari ruoli (bambino. Ma oltre a subire l'influenza di queste strutture. Con il passare del tempo. All'interno della figura vi sono barre diagonali e verticali. Il primo è quello universale dell'invecchiamento e della successione delle coorti. il tribunale può autorizzare anche le nozze fra minori. In Italia. altre ne nascono e si formano nuove coorti. Così. svolgono ruoli diversi e fanno parte di vari strati di età. 14. Una coorte è formata da persone nate nello stesso periodo. con il passare del tempo. cioè quando nascono coloro che ne fanno parte. altre ancora in una casa di riposo. Coorti e generazioni Una coorte è un insieme di persone che vivono uno stesso evento nello stesso momento. che è appunto formata da tutti coloro che sono nati entro un medesimo arco temporale (un anno o un periodo più lungo di tempo) e che di conseguenza invecchiano insieme. ad esempio. Numerose e non prive di importanza sono le norme informali. si trovano in fasi diverse del corso della vita. Il secondo processo è quello del mutamento delle strutture e dei ruoli connessi all'età. La società si trasforma per vari motivi e con essa cambiano anche le aspettative normative riferite all'età e le ricompense e le sanzioni ad esse collegate. Per quanto riguarda il matrimonio. quaranta nel 1930 ecc.sono separati e distinti. è costituita da tutti coloro che sono nati nel 1890. alla maturità e poi alla morte in momenti storici diversi. marito. Man mano che alcune persone muoiono. nella scuola. altre in famiglia. pensionato). le donne tendono ad essere sovrarappresentate quanto più le persone che fanno parte di una coorte invecchiano. Le barre verticali (bianche) raffigurano invece l'insieme delle persone che vivono. è necessario aver compiuto diciotto anni per prendere la patente di guida o per sposarsi. Marzio Barbagli. La barra A. tutte queste persone a loro volta le influenzano. non si iscrivono subito all'Università e neppure si mettono alla ricerca di un lavoro non sono visti di buon occhio. la morte e l'emigrazione provocano non solo un assottigliamento della coorte. Quelle diagonali (nere) rappresentano gli individui (o le coorti di individui) che passano dalla nascita. ad esempio.txt 374 CAPITOLO 14 età si possa andare a scuola. la terza di queste barre (da sinistra) rappresenta le persone in vita nel 1990 le quali si trovano in condizioni diverse. nel nostro paese. figlio. che stabiliscono in modo molto meno preciso e perentorio l'età a cui è bene fare determinate cose e che possono essere molto più facilmente violate delle altre. Inoltre. Alessandro Cavalli. ma 376 CAPITOLO 14 anche un mutamento nella sua composizione interna. ad esempio. a 18 anni per la Camera dei Deputati e a 25 per il Senato della Repubblica. Così. Lo stesso si può dire.l'invecchiamento degli appartenenti alle diverse coorti e il mutamento delle strutture e dei ruoli connessi all'età . in un momento dato.1 ci fornisce un'idea.

di essere divenuti giovani. Misurando le capacità intellettuali di un campione di soggetti nati in momenti diversi. costituisce la collocazione neflo spazio sociale. Tenendo conto di questo hanno mostrato che la relazione inversa trovata nelle prime ricerche fra età e capacità intellettuali era riconducibile non all'invecchiamento. essi intendono infatti un insieme di persone che. una rivoluzione. in Italia e in molti altri paesi occidentali. gli psicologi. 2. un cambiamento di regime). e ancora di più di fare ciò partendo dafia medesima forma di «coscienza stratificata» [1928. e in particolare al fatto che le persone nate più recentemente avevano un livello di istruzione più alto delle altre. di coloro che hanno da 16 a 25 anni. gli atteggiamenti e le opionioni riguardanti la società e la politica. Perché vi sia una generazione è dunque necessario che si crei anche un «nesso generazionale» fra coloro che sono esposti allo stesso contesto storico-sociale. trad. Secondo questo studioso. le grandi trasformazioni sociali e politiche possono provocare una ristrutturazione delle mappe cognitive degli individui. oltre ad essere nati entro lo stesso arco di tempo. adulti.Arnaldo Bagnasco.1. L'interpretazione che alcuni studiosi hanno fornito di questi risultati è che l'invecchiamento comporta una perdita delle capacità intellettuali. Questo tuttavia non basta. Generazione Significato diverso ha il concetto di generazione. nel 1968 e nei due o tre anni successivi. E questo si forma quando vi è improvvisamente una forte discontinuità storica e. Nelle scienze sociali. Come ha scritto lo stesso Mannheim non il fatto di essere nati nello stesso momento cronologico. Più difficile è interpretare queste relazioni e dire esattamente che cosa significano. Corso di sociologia.txt Stati Uniti. ú certamento all'impostazione di Mannheim che si rifanno oggi gli studiosi di scienze sociali. t avvenuto così. dei bianchi rispetto ai neri. Effetto età ed effetto coorte Quando si fa ricerca. Per generazione. Ciò che caratterizza una generazione è che coloro che ne fanno parte hanno la stessa collocazione nello spazio storico sociale e sono esposti a influenze culturali dello stesso tipo. Si parla così di generazione del '68 per riferirsi a tutte quelle persone che in quel periodo storico erano giovani e che hanno subito l'influenza di quegli eventi. Le generazioni così definite si formano in genere quando vi è un rapido e forte mutamento storico-sociale (ad esempio. hanno in comune i valori. la generazione non è un gruppo concreto i cui componenti sono uniti da legami reciproci. cioè seguendo e studiando per alcuni anni gli stessi soggetti. delle persone nate nello stesso anno non vivano con la stessa partecipazione emotiva gli eventi che si verificano nella loro società o che non si accorgano neppure di loro. contenuti di vita ecc. Trasformazioni di questa natura producono naturalmente effetti su tutti coloro che fanno parte di una società. Se ne sono accorti. senza che se ne siano formati di nuovi e forti. quando si analizzano tabelle e dati statistici. ad esempio. per un certo periodo di tempo. essi hanno visto che queste erano tanto minori quanto più avanzata era l'età. è facile trovare che alcune caratteristiche degli individui (valori. che hanno rimesso in discussione con forza le idee e i valori della generazione precedente. vecchi. Marzio Barbagli. contemporaneamente. Ma esse hanno un'influenza particolarmente forte sugli orientamenti dei giovani. bisogna essere consapevoli del fatto che esse possono essere dovute sia ad un effetto età (nella seconda vi sono individui più vecchi) sia ad un effetto Pagina 219 . 1974. ma a differenze esistenti fra le coorti presenti nel campione. 346-3471. la trasmissione del patrimonio culturale tradizionale dai genitori ai figli non è più possibile. come la famiglia o la tribù. Ma le ricerche successive hanno mostrato che questa interpretazione era parziale. Ma di generazioni come queste ve ne sono state in passato molte altre. Quando avvengono durante questo periodo della vita. Può infatti accadere che una parte. essendo questa una fase di passaggio. vari gruppi di psicologi hanno visto che i punteggi ottenuti nei test utilizzati per misurare certe capacità intellettuali dipendevano dal livello di istruzione. Utilizzando il metodo longitudinale. esso è stato usato per la prima volta in modo rigoroso dal sociologo tedesco Karl Mannheim [19281. dell'immagine che hanno di se stessi e del mondo. ma solo la possibilità che ne deriva di partecipare agli stessi avvenimenti. atteggiamenti o comportamenti) variano al variare dell'età. quando si analizzano le differenze esistenti fra le caratteristiche delle persone di due classi di età (ad esempio dei giovani dai 16 ai 20 anni e degli anziani da 70 in poi). in cui i legami con i genitori e gli insegnanti si indeboliscono. nel periodo cioè in cui vi è stata un'ondata di movimenti giovanili e studenteschi di protesta. ad esempio. vi è una guerra. e che sono più ricettivi e più facilmente plasmabili degli altri. anche consistente. Alessandro Cavalli. Questa ed altre esperienze di ricerche mostrano che. it.

Le fasi dei corso della vita L'idea che nella vita di un essere umano vi siano fasi diverse è molto antica.Arnaldo Bagnasco. li portano più frequentemente al divorzio. Così. di criminalità e di suicidio. Dunque. Le numerose ricerche condotte in questo campo [Pampel e Peters 19951 hanno sottoposto a verifica la validità delle ipotesi di Easterlin. 3. di attività della popolazione femminile. l'andamento della natalità ha subito forti variazioni. ma perché si sono formate in un periodo storico diverso. Se la prima ha dimensioni maggiori della seconda. Nel mercato del lavoro. Per cercare di mantenere il livello di vita a cui sono stati abituati dai genitori non si sposano o si sposano tardi. Ma attraverso indagini longitudinali hanno dimostrato che questo non è effetto dell 1età. possono provocare mutamenti nel modo in cui i vari ruoli vengono assegnati alle persone appartenenti a diversi Effetto Easterlin strati di età. si sposano. Alla base dello schema interpretativo di Easterlin vi è il concetto Reddito relativo di reddito relativo. il reddito che un individuo si attende dipende da quello effettivo che aveva la sua famiglia di origine quando egli era giovane. il reddito relativo è basso. Il reddito relativo è quindi espressione del rapporto esistente (dal punto di vista delle dimensioni) fra la coorte del soggetto e quella dei genitori. ma della coorte. perché quanto più grande è l'offerta tanto minori sono le possibilità di trovare un lavoro ben pagato. Pagina 220 . perché quanto maggiore è il numero dei figli tanto minore è la quantità di cure e di risorse che i genitori possono dedicare a ciascuno di loro. ma non su altri tipi di comportamento. Si sono così succedute coorti di dimensioni assai diverse. Le forti situazioni di stress a cui sono sottoposti fanno crescere la propensione a commettere reati e al suicidio. altrimenti è alto. Marzio Barbagli. Queste ipotesi inoltre sembrano ufflizzabili solo per i paesi ad alto livello di sviluppo. nella scuola e nel mercato del lavoro. 2. In altre parole. che è stata preceduta e seguita da due coorti di minori dimensioni. che nasce dal confronto fra le risorse economiche di cui una persona dispone (il reddito effettivo) e le aspirazioni che essa ha (reddito atteso) Le aspirazioni riguardo al reddito si formano in genere durante l'infanzia e l'adolescenza e risentono della situazione economica dei genitori. come viene chiamata quella dei nati fra il 1946 e il 1965. mostrando che le dimensioni della coorte influiscono sulle scelte procreative dei soggetti. Quanto maggiori sono le dimensioni di una coorte. tanto più basso è il livello di reddito effettivo dei suoi componenti. Ma è stato sicuramente il demografò americano Richard Easterlin [19871 quello che ha presentato la versione più articolata e suggestiva di questa ipotesi. cercando di ricondurre alle diverse dimensioni delle coorti fenomeni assai diversi come l'età al matrimonio e i tassi di fecondità. pur avendo un reddito relativo basso. Nella scuola. il numero dei nati ogni anno ha ripreso a salire dopo la II guerra mondiale. molti studiosi hanno sostenuto che le differenze nelle dimensioni delle coorti. ad esempio. La dimensione delle coorti e l'effetto Easterlin Negli ultimi ottanta anni. Coloro che hanno un reddito relativo basso reagiscono in vari modi. Le tensioni a cui sono soggetti coloro che. nei quali i figli vengono considerati alla stregua di beni di consumo e il controllo delle nascite è possibile e facile.2. La più ampia è stata sicuramente la baby boom generation. Alessandro Cavalli. dovute alle variazioni nel tempo della natalità. il reddito effettivo di un individuo dipende dalle dimensioni della sua coorte. In famiglia. negli Stati Uniti e in alcuni altri paesi occidentali. se le persone più anziane vanno meno spesso in vacanza di quelle più giovani non è perché l'invecchiamento impedisce loro di farlo. spingono la moglie a entrare nel mercato del lavoro. in cui alle vacanze non si attribuiva lo stesso valore di oggi. rimandano la nascita del primo figlio e evitano in ogni caso di averne molti. perché questi ultimi soffrono degli svantaggi dell'affollamento in famiglia. gli studiosi francesi hanno visto che la percentuale di persone che ogni anno va in vacanza diminuisce al crescere dell'età. Dunque. per raggiungere le punte più alte fra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta. quello atteso dalle dimensioni della coorte dei suoi genitori. con una nuova diminuzione della natalità. vi è stata un'altra inversione di tendenza. Dopo essere infatti diminuito dal 1920 fino alla metà degli anni trenta. Corso di sociologia. perché il sovraffollamento riduce le possibilità di apprendimento. Analizzando i cicli demografici. Nel 1965. soprattutto dopo il 1946.txt coorte (le persone di questi due gruppi si sono formate in due periodi storici molto diversi).

in occasione della nascita. il soggetto non è né da una parte né dall'altra: si trova in uno spazio intermedio fra lo stato di partenza e quello di arrivo. di transizione o di margine. Corso di sociologia. Mutamenti analoghi si verificano. a passo di lumaca si trascina svogliato a scuola. it. zeppo di vecchie massime e luoghi comuni. tanto per recitare la sua parte. a trentacinque i capelli cominciavano a cadere e il viso diventava più secco. Così. 380 CAPITOLO 14 Nell'antica Cina il numero sette valeva per le tappe della vita della donna. senza vista. che miagola e rigurgita il latte addosso alla sua balla. di stato. sofistico sul punto dell'onore. Poi l'innamorato. e con la voce. per segnalare che non hanno nulla. it. mentre per quelle dell'uomo tutto dipendeva dal numero otto. Si tratta dei riti che vengono celebrati. a ventotto le ossa si rafforzavano. per indicare quelle cerimonie che «accompagnano ogni modificazione di posto. in un libro pubblicato all'inizio del nostro secolo [19081. ad esempio.txt Ispirandosi allo scorrere delle stagioni. che soffia sospiri più che una fornace componendo meste ballate per le belle ciglia del suo carobene. Alessandro Cavalli. Riti di passaffio Tutti questi riti hanno una struttura simile e passano attraverso tre diverse fasi. E poi il soldato. ben conservate al tempo della gioventù. Coloro che si trovano «sulla soglia» possono essere mascherati da mostri o essere del tutto nudi. quella di aggregazione. Como defia vita Oggi i sociologi considerano il corso della vita (espressione che preferiscono a «ciclo di vita». nella terza fase. in un brano famoso di Come vì piace. della durata di venti anni ciascuna: l'infanzia. negli uomini. 1121. per le donne. che fornisce l'idea errata di un percorso che ritorna al punto di partenza) non come biologicamente determinato. Le ricerche antropologiche e quelle storiche hanno infatti dimostrato in modo definitivo che esso e le fasi in cui si articola variano nello spazio e nel tempo e che persino fatti biologici come la nascita. virile un tempo. nelle diverse società. a quarantadue i capelli diventavano bianchi ecc. reintrodotta nella società: è di nuovo in uno stato relativamente stabile e ha diritti e doveri precisi. ma come una costruzione sociale. senza niente [trad. la vecchiaia all'inverno. ad esempio. ha scritto che la vita è «un dramma in sette atti: le sette età»: Prima il neonato. In Europa questo schema è stato seguito per secoli da molti e fra gli altri da Williarn Shakespeare che. Infine. Marzio Barbagli. con occhiali sul naso e borsa attaccata al fianco. a quattordici comparivano le mestruazioni. capace di cercare il fumo della gloria nella gola di un cannone. detta preliminare o di separazione. alla bisessualità. ogni otto anni. senza memoria. Poi la scena conclusiva d'una storia piena di strani eventi: una seconda fanciullezza senza denti. Il concetto di «rito di passaggio» è stato introdotto nelle scienze sociali dall'antropologo Arnold Van Gennep. La sesta età ti riduce a un macilento e acciabattato Pantalaone. la cui funzione principale è di segnalare e di riconoscere il formarsi di nuove relazioni sociali. la cui ambiguità e indeterminatezza sono state espresse.Arnaldo Bagnasco. 1 riti di passaggio Forti variazioni nello spazio e nel tempo vi sono nei «riti di passaggio» che accompagnano la transizione da una fase all'altra del corso della vita. 4. larghe ora un pozzo per le sue cianche stecchite. ridotta ora a un falsetto bambinesco stridulo e sibilante. Poi lo scolaretto piagnucoloso. a ventuno i denti del giudizio. impulsivo e corrivo alle baruffe. baffi di leopardo. 1972. Agostino (354-430) si rifaceva invece ai giorni della settimana e riteneva che le età della vita fossero sette. i denti e i capelli cambiavano a sette anni. con occhietti severi e barba d'ordinanza. del matrimonio o della morte. trad. 1981. t la fase chiamata anche «liminare» (dal latino limen. per così dire. al deserto e a un'eclissi solare o lunare» [Turner 1969. senza palato. Poi il giudice con la sua panciadoro ritondetta farcita di buon cappone. CORSO DI VITA E CLASSI DI ETA 381 Pagina 221 . soglia). che con la sua cartella e il viso infreddolito dal mattino. e con quelle sue calze. all'oscurità. Pitagora pensava che queste fasi fossero quattro. 393-3941. la giovinezza all'autunno. che sa dir bestemmie in ogni lingua. all'invisibilità. al fatto di essere nell utero. la pubertà e la morte hanno assunto ed assumono un significato e un valore diverso nelle diverse epoche e società. della pubertà. una persona viene. La «liminarità» è stata spesso «paragonata alla morte. una persona abbandona la posizione e le forme di comportamento precedenti. che corrispondeva alla primavera. Nella prima. Nella seconda. di posizione sociale e di età». l'adolescenza all'estate. con una grande varietà di simboli.

ad esempio. preparato dai sensali. si stringeva al collo della madre e mostrava in tutti i modi di non volere andar via. In Cina. Anche le nozze erano accompagnate da complessi riti di separazione e di aggregazione. In altri casi. Fra suocera e nuora si svolgevano dialoghi come questi: Che cosa volete? . il «dì dell'anello».Arnaldo Bagnasco. il cordone ombelicale dei maschi viene lasciato più lungo di quello delle femmine. E questa cesura veniva segnalata da vari riti di separazione e di aggregazione. le condizioni del fidanzamento. Nella Roma antica. Altri riti di separazione sono A primo bagno. Marzio Barbagli. E momento essenziale del rito di aggregazione era l'incontro fra la sposa e la suocera (per lo meno nelle società in cui i due coniugi andavano a vivere nella casa del marito). Il passaggio alla maturità comporta spesso la circoncisione (cioè la resezione del prepuzio. In Polonia. Essa dà luogo a molti riti. a casa della fanciulla. quando un ragazzo passava dalla tutela della madre a quella del padre. Questo avviene tagliando il cordone ombelicale. Nell'antica Grecia. il bambino viene redu. l'involucro cutaneo del pene in corrispondenza del glande) o qualche altra forma di mutilazione.di margm«e nato veniva affidato a una nutrice che per tre mesi lo teneva rinchiuso in una stanza in cui non poteva entrare nessuno. essi dimenticano i giochi e gli svaghi dell'infanzia e imparano a diventare uomini e guerrieri. E bambino deve essere innanzitutto separato dal suo mondo precedente. il rito del fidanzamento iniziava con un primo incontro non pubblico (detto «impalmamento» o «abboccamento») fra i parenti dei due futuri sposi. di Nascità separazione. se è femmina un fuso. mentre si spezzano i vecchi legami che hanno con la madre e le sorelle. Nel farlo. che hanno l'effetto di renderli uguali ai membri adulti della loro comunità. la nascita.Eh! voi altre ragazze leggiadre e capricciose ben altro avete in Pagina 222 . A neo. . A Firenze nel corso del QuattroFidanzamento cento. Altri riti accompagnano il passaggio dall'infanzia alla gioventù e da questa all'età adulta.Entrare in casa vostra e obbedirvi in quanto vi piaccia di comandarmi. molto tempo prima del matrimonio venivano celebrate varie cerimonie di fidanzamento (gli sponsalia). e lo metteva in posizione verticale. fino al XIII secolo. di margine e di aggregazione. Di solito. il lavaggio della testa. Nelle società primitive. ad esempio dalla madre. spettava al padre assicurargli una vita sociale di aggregazione e questo avveniva in vari modi. il taglio dei capelli segnalava la prima uscita dal mondo domestico di un giovane maschio per andare ad imparare un mestiere fuori casa. fl massaggio del neonato. In alcune società primitive. Un terzo incontro avveniva. Corso di sociologia. uno dei più diffusi riti di passaggio era quello del taglio dei capelli di un giovane. La suocera faceva resistenza ad accettare la nuora e decideva di farla entrare in casa solo quando quest'ultima aveva dato prova di essere disposta e capace di assumere il ruolo giusto nella famiglia in cui veniva incorporata. fra le quali quella della consegna alla fidanzata di un anello da parte del fidanzato. Durante il periodo di isolamento.Riti so in casa per un certo numero di giorni. con l'aiuto di un notaio. la cesura fondamentale era data dall'uscita dalla famiglia di origine e dalla creazione di una nuova famiglia o dal382 CAPITOLO 14 l'entrata in quella del marito. la sposa si abbandonava a pianti dirotti. se è maschio si usa un coltello. questa era una delle cerimonie che segnalavano l'emancipazione e l'ingresso nella milizia. In questo nuovo mondo essi entrano con un rito di aggregazione. Alessandro Cavalli. se era la madre che metteva fisica. dove era stato messo dopo la nascita. Per le femmine. i giovani maschi vengono separati dal mondo precedente delle donne e dei bambini (per il quale sono come morti) ed isolati nella foresta o in una capanna. In alcune società. fu solo nell'XI secolo che questo cominciò ad aver luogo con il battesimo. Molti di questi riti di passaggio all'età adulta riguardavano solo i maschi. ad una certa età (che varia dai dieci ai trent'anni). Numerosi erano infine i riti di aggregazione. Era compito dei parenti convincerla ad uscire. Nella Roma antica il pater familias sollevava il bambino da terra. Prima di lasciare la casa paterna. dove A fidanzato si recava con i suoi parenti e infilava al dito della donna l'anello nuziale. ad esempio. Nell'Europa del passato. Ma il più importante rito di aggregazione è l'imposizione del nome.Riti mente al mondo il figlio. che prima era stato invece un rito di iniziazione per adulti.txt Si prenda. In altre. A distanza di pochi giorni aveva luogo un secondo incontro fra i membri maschili delle due famiglie che serviva a definire. questo rito avveniva a sette anni. ci si serve di simboli associati al sesso del neonato. è solo grazie a questo rito che un neonato diventa un essere umano ed entra nella fase dell'infanzia. Nell'Europa medievale. Con i riti eli margine.

senza nulla di infantile. dall'arte medievale essi venivano raffigurati come «adulti in formato ridotto». Proporzione di matrirnoni religiosi o seguffi da una cerimonia in Europa (valori percentualì). . che è stato a lungo uno dei più importanti riti di pas384 CAPITOLO 14 La teorìá dì Aries saggio. Alcuni.Ma qui si tratta di pascolare e mungere gli armenti. . da quasi trent'anni. Non meno significativa è la partecipazione ad un CORSO DI VITA E CLASSI DI ETA 383 FIG.Ma voi verrete meno a tante fatiche. hanno un rilievo minore di un tempo. i riti di passaggio hanno perso di importanza nell'ultimo secolo. come il fidanzamento.Iddio e vostro figlio mi aiuteranno [De Gubernatis 1878.2. per segnalare l'importanza della coppia e della sua autonomia rispetto ai genitori e ai parenti. finché questi erano piccoli. Dihgen [19941. . 14. Nel Medioevo. entravano a far parte del mondo degli adulti. concerto rock. ma appena usciti dalle fasce venivano vestiti come adultì. sono scomparsi. Innanzitutto perché. Si vestivano e lavoravano come adulti e con gli adulti andavano in guerra. Lo stesso si può dire persino del matrimonio.Arnaldo Bagnasco. lo stesso studioso presentava due tesi che hanno avuto grande risonanza nel mondo scientifico [Aries 19601. 1951.Lasciatemi provare e vedrete. nei paesi occidentali. Altri di carattere religioso. Marzio Barbagli. t a caso dell'acquisizione dello status di guidatore di un'automobile (prendendo la patente e magari comprando la macchina) che per un giovane costituisce oggi una tappa essenziale per il riconoscimento della maturità sociale. Negli ultimi decenni.è come il Terzo stato secondo Sieyes. Altri riti sono di origine ancora più recente. Contrariamente a quanto si pensa.Di alzarsi la prima e coricarsi l'ultima perché la vecchia suocera possa alzarsi l'ultú-na e coricarsi la prima. . da molti studiosi. negli ultimi decenni. 14. Che cosa sarà domani? Tutto» [1948. 4. In secondo luogo perché il rito del matrimonio è più semplice di un tempo e ha meno frequentemente natura religiosa. non senza dispiacere ma senza drammi»).2). in tutta Europa. Fonte: A. Le prove più importanti che Aries adduce a sostegno di questa tesi sono tre: i bambini non portavano abiti riservati alla loro età (ad esempio i pantaloni corti). alcuni di questi sono oggi più diffusi di cinquanta o di cento anni fa. che negli ultimi decenni hanno acquistato sempre maggiore importanza anche negli altri strati della popolazione. Si tratta di due riti nati un secolo fa nei ceti più elevati (insieme alla moderna famiglia coniugale intima). La prima è che l'infanzia e l'adolescenza sono invenzioni della società moderna e che un tempo non esistevano come fasi distinte del corso della vita. Ma nel complesso. In Italia questo si può dire dell'uso del viaggio di nozze e della luna di miele. «Il bambino . Aries sostiene che i genitori non provavano un gran dolore di fronte alla morte di un figlio piccolo e la consideravano come un Pagina 223 . e l'adolescenza era sconosciuta. che è sicuramente un rito moderno di aggregazione al gruppo dei giovani. . . vi è stato un forte aumento della quota delle coppie che celebrano le nozze solo civilmente. uno storico sociale francese . La durata dell'infanzia era dunque assai breve (non più di sette anni). La seconda tesi è che nel passato i padri e le madri avevano un atteggiamento di indifferenza nei riguardi dei figli. in francese e in alcune altre lingue. Ed io farò anche questo.Ed io taglierò il fieno e lavorerò i campi.1. Corso di sociologia. 3221. Citando una celebre frase di Montaigne («ho perduto due o tre bambini a balia. essendo essa limitat