Per il controllo

L'aratura 1. Il contadino usa due bastoni per tenere la direzione e regolare la profondità del solco. I buoi sono piccoli, come spesso vengono rappresentati nelle miniature altomedievali, testimonianza di cattive condizioni di allevamento. L'archeozoologia, che studia i resti archeologici degli animali, ha stabilito che molte razze ovine e bovine nel corso del Medioevo hanno visto un incremento dell'altezza e del peso, certamente derivato dalle migliori condizioni di allevamento. 2. In questo disegno si vedono meglio i diversi componenti dell’aratro:
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coltello vomere versoio (quadrato) manici per guidare la progressione

La contadina aiuta pungolando i buoi con una lunga pertica 3. In questa immagine l'aratro è su ruote e viene tirato da corde legate direttamente alle corna dei buoi. 4. L’Aratro a ruote poteva essere mosso anziché dai buoi da una coppia di cavalli. La semina La semina era compito dell'uomo più esperto, il cui gesto doveva distribuire in modo uniforme le sementi. Camminava con una sacca a tracolla che conteneva circa 8 chili di sementi e, andando in su e in giù per i campi, percorreva 15 km al giorno, distribuendo trenta sacche di sementi. I contadini, come possiamo vedere nella seconda immagine della scheda, erano vestiti miseramente essendo molto poveri. Non indossavano scarpe. Nelle miniature dell’epoca tuttavia quasi sempre vengono rappresentati ben vestiti e calzati, perché chi commissionava l’opera d’arte era spesso un proprietario terriero e non voleva far emergere le reali condizioni dei suoi contadini. L’erpicatura Nell’operazione di erpicatura, l’erpice triangolare con le stanghe legate su un unico punto concedeva allo strumento di sbandare a destra e sinistra, limitandone l'efficacia. In una forma più evoluta, le due stanghe sono innestate su una barra che mantiene l'erpice in posizione.

La raccolta 1. Si procedeva con gli uomini davanti a mietere, le donne seguivano a legare le fascine, dietro altre donne o i bambini che raccoglievano le spighe dimenticate (a "spigolare"). 2. Due contadini affrontati da due cavalieri. Nelle frequenti guerre tra feudatari o città, i nobili guerrieri terrorizzavano i contadini, danneggiavano volutamente i raccolti in territorio nemico, incendiavano le case isolate, e tante altre belle cose del genere. I contadini naturalmente li temevano come la peste. La battitura La donna a sinistra imbraccia la forca che utilizza per mettere il grano sotto il tiro dei battitori e per togliere la paglia ripulita dal grano. Così facendo la forca può essere colpita e rotta dal bastone del correggiato: perciò viene riparata (a sinistra). Nei paesi dell'Europa del Nord era necessario battere il grano al chiuso, per proteggerlo dall'umidità: i chicchi si separano meglio quando sono ben secchi, umidi farebbero una poltiglia, e rischierebbero di marcire. Purtroppo la trebbiatura al chiuso significava per il contadino dover respirare una gran quantità di polvere La pastorizia 1. L'immagine del pastore ricorre spesso nei sarcofagi romani d'epoca cristiana, in ricordo del "buon pastore". Qui vediamo, in basso a sinistra, la mungitura e, a destra, la lotta tra due maschi (montoni). In alto, a sinistra, un pastore sfronda alberi con la roncola per nutrire il gregge, in parte composto da caprini Quest'usanza dei pastori è sempre stata causa di degrado dei boschi e motivo di scontro tra pastori e contadini. 2. Pastori transumanti al diaccio. Lungo le strade della transumanza (i tratturi), che passavano a rispettosa distanza dai centri abitati, i pastori si fermavano con le loro greggi per una o più notti. Il recinto era formato da una rete mobile che veniva trasportata dai muli o cavalli al seguito. I contadini ricevevano un vantaggio indiretto dalla "stabbiatura", perché il terreno dove dormivano le greggi veniva naturalmente concimato. 3. In questa immagine i tosatori lavorano nel recinto, dove vengono tenute le pecore da tosare, mentre quelle tosate tornano al pascolo. Il proprietario osserva il lavoro. Presto farà raccogliere la lana, la farà lavare e portare al mercato cittadino.

La viticoltura 1. Sant'Eldrado al lavoro nei campi sta mettendo in pratica il più antico modo di coltivare la vite: trattandosi di un rampicante viene sistemata accanto ad un alberello che farà da tutore (sostegno). In genere si usava l'acero campestre. Questi alberelli fornivano anche fogliame come foraggio e lettiera per gli animali da stalla; con la potatura annuale si facevano fascine per accendere il camino. 2. Vendemmia in un vigneto con filari bassi e sostegni morti, tipico del nord (Francia). La vite qui è sostenuta da un canniccio. L'uso dell'albero di sostegno non è praticabile nei climi più freddi, dove la vite soffrirebbe dell'ombra provocata dall'albero. 3. La vendemmia viene decisa collettivamente e varia secondo l'andamento climatico. Le donne e i bambini tagliano i grappoli col coltello, gli uomini trasportano le gerle piene di uva fino al torchio.

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