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Editoriale. Coesione per lo sviluppo. La montagna fonte di identità Alpissima. Margari e mucche “occupano” per due giorni il centro di Torino Alpeggi. La scelta di Bruno. Quadro di famiglia all’alpe del Prà Scuole di montagna. Con i contributi della Regione Piemonte inizia l’anno scolastico Scuole di montagna. Le tabelle dei contributi scuola per scuola Ozono. Conferenza di chiusura del progetto Formedozone. Gli effetti sulla vegetazione Alberi monumentali. Altri 18 esemplari entrano nell’albo regionale Campionato mondiale boscaioli. Un successo per le valli di Lanzo. Grande pubblico e alberghi pieni Biomasse. Asa di Castellamonte, caldo in casa per 700 utenti. Una filiera che inizia con la pulizia dei boschi Qualima. Un nuovo emporio multiservizi per combattere lo spopolamento in montagna Alpeggio didattico. Gli studenti dell’istituto agrario Cigna di Mondovì a scuola all’alpe Partia in val Pellice Raduno Aib. In mille invadono Saluzzo per il terzo appuntamento regionale Gal Valli di Lanzo. I piccoli frutti del Runch di Viù. Il sogno di Luca Majrano diventa realtà Formazione. Agenform diploma gli operatori montani Negozi in montagna. La Regione assegna i contributi a 148 esercizi commerciali Cittadella del libro. Una vecchia filanda di Boves trasformata in un laboratorio fiabesco per stimolare i ragazzi alla lettura. Un contributo alla crescita del turismo di qualità

QUADERNI DELLA REGIONE PIEMONTE/MONTAGNA - N. 37
Bimestrale a cura dell’assessorato alla Montagna della Regione Piemonte Direttore responsabile Roberto SALVIO - Direttore Cristina RICALDONE Redazione Corso Stati Uniti 21, 10128 Torino - Tel. 011/432.1631 - Fax 011/432.3451 assessorato.montagna@regione.piemonte.it Hanno collaborato a questa edizione: Francesca Angeleri, Paolo Bugnone, Barbara Camusso, Simona Tobia, Giacinto Cappelletto, Luigi Galli Aut. del Tribunale di Torino n°. 4184 del 5.5.1990 Stampa: Arti Grafiche Giacone (Chieri) - In copertina il manifesto di Alpissima

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L’EDITORIALE dell’assessore regionale alla Montagna, Roberto Vaglio

Coesione per lo sviluppo
LA MONTAGNA FONTE DI IDENTITÀ
o sviluppo dei territori è tanto più incisivo quanto maggiore è la coesione delle risorse umane presenti. E la coesione sociale è tanto più forte quanto più è radicato il senso d'appartenenza alla comunità, l'identità. Sono un esempio illuminante di questa affermazione lo stupefacente progresso della Catalogna, delle province Basche e, più vicino a noi, del Nord Est italiano. Nella nostra regione nel ventesimo secolo si affermò la cultura industriale, che condizionò tutti i territori, sia dove s'insediarono le fabbriche sia dove l'attrazione occupazionale svuotò di residenti vallate, colline e campagne. Oggi che la monoindustria è finita e progressivamente riduce la sua incidenza sul prodotto interno lordo del Piemonte, oggi che le risorse umane hanno dovuto forzatamente riqualificarsi e professionalmente diversificarsi l'intera regione, ma in particolare la città di Torino con il suo vasto interland, ha smarrito la propria identità culturale.

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Rinaldo BontemNel calderone in Alpissima, un progetto pi. ebollizione della per far ritrovare La rassegna "Almondializzazione, pissima, l'alpeggio dove il mondo oc- al Piemonte e alla sua in città" rientra nel cidentale cerca apcapitale le proprie novero di queste pigli motivazionali iniziative con un nelle radici, dove origini, per ispirare obiettivo particoviene affermato un nuovo rilancio lare: riportare nelche la forza dell'Ula grande città la nione europea sta sociale ed economico cultura materiale nella diversità e dopo la fine della montagna nella specificità vera. Dare un delle culture che la della monocultura esempio tangibile compongono, il industriale della quotidianità Piemonte e la sua e del contatto fisicapitale rischiano di perdere di vista l'originalità di una co del margaro con l'ambiente che lo storia che ha legato per secoli con un circonda, della confidenza e la simbiorapporto statuale l'area subalpina alla si tra uomo e territorio che caratterizza Savoia ed al Chiablese attraverso le questa professione. Alpi. Non barriera ma cerniera, non Esiste poi un secondo obiettivo: canostacolo alla diffusione delle culture cellare i luoghi comuni, le informaziolocali ma minimo comune denomina- ni superficiali, le ipocrisie che mascherano di un alone irreale il mondo tore tra loro. Molte sono in questo periodo le inizia- della montagna e riportare la rappretive che si pongono come obiettivo di sentazione vera di un mondo produttiricordare le origini vo, vivace e culturalmente forte. Una del Piemonte alle realtà che offre occupazione per propopolazioni metro- fessionalità originali, una qualità della politane orfane della vita assai diversa da quella metropoli"fabbrica" e, quindi, tana ma non inferiore e, per molti di ripristinare un aspetti, più affascinante. forte legame tra To- Alpissima è un progetto che ha l'ambirino ed il territorio zione di perseguire una missione: conmontano. Precurso- tribuire a fare ritrovare al Piemonte e re di tutte queste alla sua capitale la propria identità, riazioni il protocollo cercando nella tradizione culturale, d'intesa tra i governi che è ancora viva nei territori marginadi una vasta area de- lizzati dall'industrializzazione del nonominato "Torino stro recente passato, gli strumenti per città delle Alpi", im- ritrovare coesione e lanciare nuovi maginato e promos- progetti di sviluppo sociale ed econoso dall'onorevole mico.
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“tecnico della gestione
delle attività economiche montane”
(Agricoltura, Ambiente, Artigianato, Turismo)

Realizzato dall'AgenForm in collaborazione con: Unione Europea Regione Piemonte (Assessorato alle Politiche per la Montagna) AGRAP CAI (delegazione Regione Piemonte) Région PACA Académie d'Aix-Marseille Lycée Professionnel Sévigné (Gap) Lycée Alpes et Durance (Embrun) Per informazioni ed iscrizioni: Agenzia dei Servizi Formativi della Provincia di Cuneo - Consorzio 12100 Cuneo Corso IV Novembre, 11 Telefono 0171 696147 - Fax 0171 436910 e-mail: info@agenform.it - www.agenform.it Il progetto è finanziato su programma di iniziativa comunitaria Interreg III A con l’intervento di:

Supportano il progetto:

scuola media con diploma di i at up cc so di pati o Rivolto a: occu laurea. stage superiore e/o ico-pratiche e in lezioni teor e is iv dd su e Durata: 1200 or glio 2005. tobre 2004 a lu e Statale per Periodo: da ot o Professional ut it st ’I ll de ia N) Sede: Forester di Verzuolo (C l’Agricoltura nei settori li e culturali na io st ge e ch ti to Argomenti: tema dell'artigiana za turistica, dell'accoglien imentare. rmazione agroal e della trasfo e in Francia. llo ale, in Italia ione di II live Stage: trimestr di Specializzaz o at st te At : ti Titoli rilascia zione. Europass-Forma so formativo i ine del percor rm te Al a: es impr stione Simulazione d' muleranno la ge partecipanti si in quota. di un rifugio

C.A.I. Delegazione Regione Piemonte

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Sabato 30 e domenica 31 ottobre la manifestazione nelle piazze Cavour, Maria Teresa e Giardini Balbo. Prodotti gastronomici, artigianato e costume degli alpeggi piemontesi, caseificazione e tanti animali nel centro storico cittadino

MARGARI E MUCCHE ALPISSIMA A TORINO “OCCUPANO” LA CITTA’

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lpissima, l'alpeggio in città", le mucche sbarcano nel centro storico di Torino. Tre giorni dove i cittadini incontreranno i margari, i loro animali e potranno apprendere i processi di caseificazione nonché degustare tutti i prodotti d'alpeggio. L'appuntamento è per il 29-30-31 ottobre nel cuore di Torino in Piazza Maria Teresa, Piazza Cavour e Giardini Balbo. Venerdì 29 ottobre, dalle 10 alle 13, la manifestazione prende il via presso il Centro congressi della Regione Piemonte (in corso Stati Uniti 23) con il convegno "I progetti Interreg ItaliaFrancia e Italia-Svizzera per la valorizzazione degli alpeggi e delle loro produzioni". Nel pomeriggio, dalle 15 alle 17, i lavori proseguiranno con un workshop sul tema "Pluriattività degli operatori agricoli di montagna e nuove prospettive per la valorizzazione degli alpeggi".
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In serata "Cena alpigiana": tutti i cittadini che decideranno di trascorrere la serata nei ristoranti aderente all'Associazione Arte in Tavola, avranno la possibilità di scegliere tra le proposte culinarie presentate, piatti realizzati con i prodotti d'alpeggio. Sabato 30 e domenica 31 Piazza Maria Teresa accoglierà gli stand dei prodotti gastronomici d'alpeggio e dell'artigianato. Piazza Cavour ospiterà gli animali bovini, caprini, ovini ed equini presenti negli alpeggi piemontesi, ma anche gli chalet con le istituzioni partner di progetti e le associazioni, le caseificazioni, gli attrezzi di un tempo, le gare di abilità. Ai Giardini Balbo troveranno spazio la gastronomia, i concorsi, le analisi sensoriali, gli incontri, le attrezzature utili ai margari e il folklore. L'evento è organizzato dall'assessorato alle Politiche per la Montagna e foreste della Regione Piemonte in collaborazione con l'assessorato all'Agricoltura, Arema (Associazione regionale marga-

ri) e con l'associazione Della Rocca Borgonuovo di Torino. Alpissima è inserita nel progetto "Proalp alpeggi e formaggi " all'interno del programma comunitario Interreg III A che, con i partner francesi Centre fromager de Carmejane e Suacigis Alpes du Nord, si propone di favorire e valorizzare l'attività agricola in montagna, sviluppare le

Evento inconsueto e molto atteso per far conoscere il mondo della montagna agli abitanti della città. Alla ricerca di alleati per condividere nuovi progetti di rilancio

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produzioni agro-alimentari tipiche e tradizionali d'alpeggio, censire e conoscere meglio gli alpeggi produttori di formaggi e diffondere i risultati dei lavori realizzati in Italia e in Francia grazie al trasferimento di conoscenze. "E' un evento inconsueto e molto atteso commenta Roberto Vaglio, assessore alla Montagna della Regione Piemonte, tra gli ideatori dell'iniziativa -, l'incontro tra il mondo urbano e i protagonisti che vivono su quelle montagne che i torinesi apprezzano dalle finestre delle loro case, dal Monte dei Cappuccini, Superga, la Mole e che spesso raggiungono nel fine settimana. Si propone di rafforzare il legame tra cittadini e montanari per comprendere che il presidio delle terre alte, la tutela dell'ambiente e le scommesse sul rilancio dell'economia montana, che vedono impegnate da anni le istituzioni locali e le associazioni di categoria, in particolare la Regione Piemonte, rappresentano una causa comune per dare a tutti un futuro migliore. Perché "Torino capitale delle Alpi" non rimanga solo un affascinante slogan, ma diventi sul serio un progetto culturale, sociale ed economico condiviso da cittadini e montanari". "L'area delle montagne piemontesi - conclude Vaglio - costituisce uno dei paesaggi più affascinanti d'Europa, il suo patrimonio è ricco di tesori culturali ed enogastronomici, ambienti naturali, prodotti agricoli di qualità. L'evento dedicato al mondo degli alpeggi ed ai suoi protagonisti vuole quindi sensibilizzare il cittadino sul ruolo e sulle attività degli alpigiani nella doppia veste di produttori di tipicità e di custodi delle nostre montagne. Per sostenere i prodotti tipici, le coltivazioni agricole, l'artigianato e le tradizioni e per divulgare i primi risultati dei progetti Interreg "Proalp Alpeggi e formaggi" in fase di attuazione con partner francesi e svizzeri".
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Viaggio nelle passioni della “new economy” degli alpeggi, tra tradizioni e giovani studenti alla ricerca di nuove opportunità di lavoro nella natura
Bruno Catalin impegnato nella caseificazione, seguito con attenzione da un gruppo di ragazzi

QUADRO DI FA M BRUNO, SCELTA D ALL’ALPE CONCA D
di FRANCESCA ANGELERI

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una splendida giornata di fine settembre quando, di mattino presto, partiamo alla volta della Conca del Prà. Per arrivarci, dopo aver attraversato alcuni dei paesi della Val Pellice, Luserna, Torre e Bobbio Pellice, deliziosi, arriviamo al piano da dove parte la vecchia mulattiera che conduce all'alpeggio, completamente percorribile con la macchina. Saliamo lentamente e godiamo della vista della corona di montagne che ci avvolge e che si svela maestosa ad ogni metro percorso, fino ad aprirsi sul pianoro dove sorge l'alpeggio di Bruno Catalin, il motivo della nostra visita. Ci avvolge una istantanea sensazione di benessere, forse per questa natura rigogliosa che si scaglia contro un cielo color cobalto, forse per il silenzio interrotto solamente dai suoni lontani degli animali al pascolo, per l'aria pulita che si respira, non è difficile capire come possa nascere un amore così profondo per queste montagne. Contrariamente ai luoghi comuni che

vogliono la montagna popolata quasi solamente da anziani, veniamo accolti da un gruppo di giovani che lavorano con Bruno durante l'estate. Eleonora ha 23 anni e studia all'università: "Sono tre anni che vengo in alpeggio a fare la stagione. Guadagno bene e soprattutto qui sono serena e rilassata. È come stare in famiglia. Si lavora sodo ma ci si diverte, e tanto". Siamo nella baita di Bruno Catalin e con lui ci sono tutti i suoi "ragazzi", oltre ad Eleonora, altri 6 o 7 che arrivano dalla città lavorano alla Conca del Prà. C'è Johnny, per esempio, che fa il cuoco ed ha 30 anni; c'è Andrea che adesso lavora in fabbrica ma che appena può scappa in montagna e poi c'è Mary, la figlia di Bruno, ha cinque anni ed è estroversa ed allegra, con tanta voglia di raccontare tutto quello che sa delle sue montagne. "Per vivere qui bisogna essere ironici, perché noi scherziamo sempre, poi
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Val Pellice, agriturismo a gonfie vele, Sarass del fen, burro, toma, ricotte e tomini che finiscono sulle tavole dei migliori ristoranti piemontesi
ro per gli animali, altre ancora alla lavorazione del formaggio. "Una volta c'erano 45 mucche, ora ne tengo 150 di cui 54 sono mie. Tutti gli anni facciamo 100 giorni d'alpeggio, saliamo verso i primi di giugno e, a fine settembre, scendiamo a Bobbio Pellice, dove faccio i formaggi per tutto il resto dell'anno". Dal 1995 Catalin ha aperto anche un agriturismo. Ricavato in uno chalet, ha una quarantina di coperti ed offre la possibilità pernottare in simpatiche camerette, per le quali sono state utilizzate alcune delle baite risistemate. "Le persone vengono volentieri. Siamo pieni tutta l'estate, sia a pranzo sia a cena. Da noi si mangia genuino perché usiamo tutti i nostri prodotti, non solo i formaggi, ma anche i salumi fatti con i nostri maiali". I prezzi inoltre sono contenuti (28 euro per la pensione completa), e non c'è da stupirsi che la gente "scappi" volentieri dalla città per venire a rifugiarsi qui, in alta montagna. Non ci sono locali alla moda o ristoranti "a la page", ma le passeggiate nella natura, il cibo semplice e buono e le stellate notturne, sono un lusso che, chi vive nel caos cittadino, raramente riesce a concedersi. Il mio lavoro, è prima di tutto una passione, un rifugio. È una scelta di vita di tutta la mia famiglia. Mia moglie lavora a Pinerolo e viene su nel fine settimana. I bambini (di 5 e 9 anni) stanno con me. Vivono a contatto con la natura e poi d'inverno torniamo a valle e vanno a scuola con i loro coetanei". I bimbi di Bruno hanno dei musetti fe-

A MIGLIA A DI VITA A DEL PRA’
tutto il resto si impara. Molti giovani arrivano da noi senza saper fare nulla e se ne vanno che sanno fare tutto!" Bruno Catalin ha 49 anni e da 18 conduce questa attività. "A me sono sempre piaciuti gli animali e da quando sono piccolo ho portato le mucche a pascolare. Non smetto mai di imparare, soprattutto sul latte, per migliorare il mio formaggio". Anche se da migliorare, in realtà, non c'è molto. Catalin produce una qualità molto rinomata di Sarass del fen, nonché burro, toma, ricotta e tomini che, oltre a poter essere acquistati direttamente dal pubblico, sono ricercati dai migliori ristoranti della zona. Catalin rilevò l'alpeggio di Conca del Prà da due anziani margari: "Ho ristrutturato tutte e 9 le baite. Ho utilizzato i fondi della Regione per pagare le ditte ed ora è tutto a posto". Di queste alcune sono adibite ad abitazione, altre a ripaOttobre 2004

lici ed un carattere molto socievole. Hanno con questo papà, che fa un lavoro da "duro", un rapporto complice e di gioco. Crescere in mezzo alla natura ed a stretto contatto degli animali li rende particolarmente recettivi al dialogo ed all'incontro. "Mia moglie non vuole portare la televisione quando veniamo in alpeggio, così ci disintossichiamo un po' tutti!". Catalin ha lo sguardo e le parole di una persona profondamente soddisfatta del suo lavoro e della sua vita. Infatti l'atmosfera che si respira in alpeggio non ha nulla di quei luoghi comuni che ci portano ad immaginare le persone che ci vivono come dei pastori rudi e restii al dialogo col prossimo. Tutti i gesti sono naturali e professionali al contempo. Colpisce vedere l'armonia della vita che uomini ed animali, liberi, compiono insieme. Quando arriva la sera è il buio a stupirci. Il vero buio, che lascia spazio alla sola luce della luna. In questi luoghi ci si può restituire una piccola fetta di spazio interiore, e poi si ritorna in città, alla propria vita di sempre, ma con la mente ed il cuore più leggeri.
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Il 29 ottobre si terrà a Torino il convegno tecnico di Alpissima sull’azione di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia-Svizzera

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l 29 ottobre, presso il Centro incontri della Regione Piemonte, in corso Stati Uniti 23 (Sala Trecento) a partire dalle ore 10, si terrà il convegno relativo al progetto di cooperazione transfrontaliera per la valorizzazione degli alpeggi "ProAlp Italia Francia e Italia - Svizzera. ProAlp alpeggi e formaggi e ProAlp ItCh sono due progetti comunitari attivati, nell'ambito dell'iniziativa comunitaria Interreg III, dall'assessorato alla Montagna e dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte in parternariato

ProAlp, progetti comunitari per studiare bisogni e futuro degli alpeggi
con la Francia e la Svizzera. Obiettivi comuni dei progetti sono la valorizzazione dell'attività agricola di montagna e delle produzioni agro-alimentari tipiche e tradizionali d'alpeggio; il censimento e la conoscenza approfondita degli alpeggi quali produttori di formaggi; la diffusione dei risultati dei lavori realizzati nei paesi interessati dai progetti grazie al trasferimento di conoscenze. ProAlp alpeggi e formaggi è attivato dall'assessorato alla Montagna con la Francia (Centre fromager de Carmejane e Suacigis Alpes du Nord); ProAlp It-Ch dall'assessorato all'Agricoltura con i partner svizzeri (Cantone Vallese - Servizio agricoltura), la Stazione federale di Ricerche lattiere e la Società ticinese di economia alpestre, all'interno del programma di cooperazione transfrontaliera Italia -Svizzera.

Alpissima - Torino 29/31 ottobre 2004
Piazza Cavour, piazza Maria Teresa, Giardini Balbo
VENERDÌ 29 OTTOBRE 10.00 /13.00 CONVEGNO - I progetti Interreg ItaliaFrancia e Italia-Svizzera per la valorizzazione degli alpeggi e delle loro produzioni. 13.15 BUFFET - Degustazione guidata dei prodotti d'alpeggio, sentiero del gusto, 14 prodotti d'alpeggio presentati e abbinati a vini di montagna a cura di esperti gastronomici. Ogni prodotto sarà correlato ad una scheda di presentazione. 15.00 / 17.00 WORKSHOP - Pluriattività degli operatori agricoli di montagna e nuove prospettive per la valorizzazione degli alpeggi. CENA ALPIGIANA Tutti i cittadini che decideranno di trascorrere la serata nei ristoranti facenti parte dell'associazione Arte in Tavola, avranno la possibilità di scegliere tra le proposte culinarie presentate, piatti realizzati con i prodotti d'alpeggio. SABATO 30 OTTOBRE A partire dalle ore 10.00 e per tutta la durata dell'evento, i bambini potranno fare delle brevi passeggiate a dorso di asino in completa sicurezza. 9.00 - Arrivo e sistemazione degli animali. 9,30 - Visita guidata alla mostra zootecnica "Gli animali dell'alpeggio" riservata agli allievi delle scuole elementari e medie. 9.00-13.00 - 3° Concorso regionale "I formaggi d'alpeggio delle montagne piemontesi". 10.30 - Inaugurazione ufficiale della fiera da parte del8 Quaderni della Regione Piemonte | MONTAGNA

le Istituzioni. 11.00 / 12.30 - Scambio di esperienze tra i margari italiani, francesi e svizzeri. 11.00 - Visita guidata alla mostra zootecnica "Gli animali dell'alpeggio" riservata agli allievi delle scuole elementari e medie inferiori. 13 - 14,30 - Dall'alpeggio alla tavola, menù a base di prodotti d'alpeggio per adulti e bambini. 15.00 - 17.30 - Visita guidata per la mostra zootecnica "Gli animali dell'alpeggio". 15.00 - Analisi sensoriale dei prodotti d'alpeggio. 15.30 - Premiazione del concorso dei formaggi. 16.30 - Dimostrazione di caseificazione: ieri e oggi. 18.00 - Analisi sensoriale dei prodotti d'alpeggio. 20.30 - Cena alpigiana con prenotazione al seguente numero telefonico: 011 - 9809968. La cena sarà allietata dal gruppo musicale occitano Lou Dalfin. DOMENICA 31 OTTOBRE 10 - 18 - Ogni tre ore saranno attuate visite guidate alla mostra zootecnica "Gli animali dell'alpeggio" per il pubblico presente. 11,30 - Analisi sensoriale dei prodotti d'alpeggio. 13 - 14.30 - Dall'alpeggio alla tavola: menu a base di prodotti d'alpeggio per adulti e bambini. 15 - Gara di abilità riservata ai margari. 15 - Analisi sensoriale dei prodotti d'alpeggio. 16 - Dimostrazione di caseificazione: ieri e oggi. 17 - Gara di abilità riservata al pubblico. 17 - Premiazione del concorso fotografico.
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SCUOLA IN MONTAGNA, ASILO DI VALPRATO IL FUTURO CI GUADAGNA
di FRANCESCA ANGELERI

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davvero piccola la scuola materna di questo paesino di montagna. Ospita infatti solo nove piccoli alunni l'asilo di Valprato Soana, situato nella Valle Orco e Soana, in provincia di Torino. La Regione Piemonte ha stanziato, negli ultimi due anni, 24mila euro indirizzati alla realizzazione della scuola materna, grazie ai quali è stato possibile completare la messa a norma dei locali ed acquistare tutte le attrezzature necessarie. L'asilo, che è situato in una parte dei locali del palazzo comunale è piccolo, ma non manca di nulla. È composto da un ingresso, una sala giochi, la stanza con i letti per il riposo pomeridiano, la mensa, un piazzale per i giochi ed un'ulteriore area con attrezzature come lo scivolo di gomma ed il tappeto gonfiabile. "Grazie all'aiuto dell'assessorato alla Montagna - commenta il sindaco di Valprato, Silvano Crosasso - sempre sensibile alle problematiche della montagna, siamo riusciti a vincere una grande sfida: realizzare una scuola su
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un territorio che è sempre sull'orlo del- perano in ogni modo per essere di aiuto e di sostegno. Proprio grazie a questa lo spopolamento". Ed è veramente una rivincita, quella di sinergia che si è creata, la scuola maquesto piccolo comune di montagna, terna è un vero laboratorio di idee: 150 residenti che, da quando l'asilo è "Forse creiamo più cose noi degli gli stato realizzato, si stringe attorno ad es- asili cittadini. Abbiamo fatto la castaso supportandolo in tutte le sue iniziati- gnata, la recita di Natale, la festa di carnevale ed estate ragazzi". ve. Ad occuparsi dei bambini è Simona Durante l'estate il comune di Valprato Babando, una giovane insegnante di 24 arriva ad avere più di 4mila abitanti, anni, entusiasta di questa scuola di tutti turisti che, in questi ultimi mesi di montagna: "Lavorare in questo asilo è luglio ed agosto, hanno potuto benefiun'esperienza che mi sta dando, da ciare del servizio di asilo, una sorta di babysitteraggio, quasi due anni, delpagando la somma le grandi soddisfaNove alunni di soli 4 euro per la zioni. In questa dimensa. Un'idea inmensione il rappor- nel piccolo paese telligente che va to con i bambini incontro alle esinon si limita alle in Valle Orco e Soana, genze delle famifunzioni scolasticome molti altri loro glie permettendo ai che, infatti se c'è da giovani genitori di fare da mamma o coetanei in altri centri godersi in libertà le da sorella si fa anbellezze che offre che questo. E con della regione, possono la montagna. piacere". continuare a studiare L'asilo di Valprato Vicino ai bambini raccoglie i bambini ed alla loro mae- e progettare il loro di tutta la zona cirstra, ci sono tutti costante ed evita, gli impiegati del futuro in montagna in questo modo, comune che si adoQuaderni della Regione Piemonte | MONTAGNA 9

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Per il secondo anno consecutivo l’assessorato alla Montagna, in accordo con l’ufficio scolastico, ha salvato molte piccole scuole dalla chiusura e migliorato il servizio

Il contributo di 535mila euro della Regione consente l’avvio regolare dell’anno scolastico
utti a scuola anche nei piccoli comuni di montagna grazie al sostegno della Regione Piemonte. Ammontano infatti a 535mila euro i contributi assegnati dall'assessorato alla Montagna della Regione Piemonte alle Comunità montane, per consentire il mantenimento delle scuole situate nei piccoli comuni di montagna della regione. Un intervento concordato con l'Ufficio scolastico regionale (Miur, ministero istruzione università e ricerca), che è attuato per il secondo anno consecutivo. Gli aiuti economici riguardano le situazioni interessate da tre fattori di particolare criticità che avrebbero costretto gli alunni a frequentare le lezioni fuori dei loro comuni di residenza: 1) Plessi scolastici a rischio di chiusura per la ridotta presenza di bambini in età scolare (53mila 568 euro); 2) Scuole sussidiate in difficoltà economiche gestite a totale carico delle amministrazioni locali (107misegue da pagina 9

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la 936 euro); 3) Pluriclassi con carenza di insegnanti (375mila 804 euro) "Il mantenimento dei servizi essenziali - ha commentato l'assessore alla Montagna Roberto Vaglio - è condizione fondamentale per evitare che la montagna venga abbandonata: garantire il servizio scolastico è da sempre una priorità per il governo del Piemonte che dal 1998 ad oggi ha investito circa 5 milioni di euro per garantire ai bambini delle valli piemontesi un'offerta scolastica competitiva ed omogenea su tutto il territorio regionale". Grazie all'azione congiunta dell'assessorato alla Montagna e della Direzione regionale del Miur quest'anno si è riusciti ad impedire la chiusura di molti presidi scolastici, evitando gravi disagi ai bambini e alle famiglie, scongiurando un loro possibile trasferimento in pianura. La presenza dell'uomo in montagna, ed in particolare di popolazione giovane, è fondamentale per lo sviluppo delle aree montane, per la conservazione

del patrimonio ambientale, per il mantenimento dell'identità e della cultura locali, nonché per la sicurezza dell'intero territorio regionale. "Questa esperienza ci insegna che la collaborazione e le sinergie tra istituzioni risultano vincenti anche quando le sfide sono particolarmente impegnative" sottolinea il direttore regionale del Miur, Luigi Catalano. "Senza dubbio il lavoro da fare è ancora molto per consentire alle scuole di montagna di essere davvero competitive in termini di qualità del servizio offerto rispetto a quelle dei centri urbani. I finanziamenti accordati alle Comunità montane sono avvenuti dopo l'analisi del gruppo di lavoro di cui fan-

che si debbano macinare ogni giorno molti chilometri per raggiungere le scuole della vallata. È una conquista per tutti gli abitanti, una facilitazione importantissima per le giovani famiglie che si sentono sorrette nella loro scelta di vivere in montagna ed una grande soddisfazione per il comune: "Sarebbe bello che potessero frequentare qui anche le elementari. In questo modo potrebbe crescere l'attaccamento dei bambini a questa terra" continua il sindaco Crosasso e conclude: "E chissà che non sia il modo giusto per scongiurare, una volta per tutte i continui abbandoni della montagna". Oltre che un importante aiuto per gli adulti, gli stessi bimbi, a detta della loro maestra, ne hanno ricevuto un beneficio notevole: "Da quando vengono qui, pochissi-

mi sono i giorni di scuola persi, ed anche dal punto di vista della salute ho riscontrato dei miglioramenti. Gli spostamenti continui, su bambini così piccoli, creano a lungo andare una certa debolezza. Mentre adesso sono sicuramente più vispi ed anche meno gracili. Più in forze e quindi più attenti". La costruzione dell'asilo è un primo passo che mostra quanto sia importante muoversi affinché la montagna diventi un luogo confortevole e quindi maggiormente vivibile, per giovani ed anziani, per i turisti e per i bambini. “L'entusiasmo collettivo - conclude il sindaco - che pervade questa esperienza manifesta quanto la gente ami la propria terra e sostenga tutte le iniziative che vanno nella direzione di portare nuova linfa vitale alla montagna. Perché chi la vive non sia mai costretto ad abbandonarla”.

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Contributi concessi per il miglioramento del servizio Scolastico nelle pluriclassi
Prov. Comunità montana VAL BORBERA E VALLE SPINTI ALTA VALLE ORBA ERRO E BORMIDA DI SPIGNO LANGA ASTIGIANA-VAL BORMIDA VALLE DEL CERVO - LA BURSCH ALTA VALLE ELVO VALLI PO BRONDA INFERNOTTO VALLE MAIRA VALLE GRANA VALLE STURA VALLI MONREGALESI ALTA VAL TANARO Denominazione istituzione scolastica Istituto comprensivo Foscolo di Vignole Borbera Direzione didattica Acqui Terme I° circolo Direzione didattica Ovada I°circolo Istituto comprensivo di Vesime Direzione didattica di Vigliano Biellese Istituto comprensivo di Occhieppo Inferiore Istituto comprensivo di Barge Direzione didattica di Dronero Istituto comprensivo di Caraglio Istituto comprensivo di Demonte Istituto comprensivo di Robilante Istituto comprensivo S. Michele Mondovì Istituto comprensivo Garessio-Elementari Istituto comprensivo Garessio-Secondaria 1° grado di Ormea CN CN TO TO ALTA LANGA LANGA DELLE VALLI BELBO BORMIDA E UZZONE VAL PELLICE VALLI CHISONE E GERMANASCA VAL SANGONE Istituto comprensivo Alta Langa Bossolasco Istituto comprensivo di Saliceto Istituto comprensivo di Luserna S.Giovanni per scuola elementare di Rorà Istituto comprensivo di Villar Perosa per il plesso di Perrero Istituto Comprensivo Gonin per il plesso di Valgioie Contributo concesso € 13.068,00 9.203,04 9.203,04 22.500,00 11.250,00 9.892,80 11.250,00 16.875,54 22.500,00 22.500,00 11.309,10 1.696,50 10.227,60 15.341,40 22.500,00 11.250,00 11.250,00 11.250,00 11.196,00 20.450,00 22.500,00 17.800,00 19.594,41 17.500,00 6.787,80 16.909,20 375.804,43

AL AL

AT BI BI CN CN CN CN CN CN

no parte, per le Comunità montane, Antonio Ferrentino, Marco Mazzarello, Giacinto Cappelletto, Gianni Regis Milano, Giorgio Ferraris e Pier Leonardo Zaccheo; per il Miur, Luigi Favro, Renzo Furlan, Antonio Peragallo, Carlo Buscaglia, Carlo Ponsero ed infine, per la Regione Piemonte, Vittorino Cerutti e Walter Casale.

TO TO TO TO TO TO VCO VCO

BASSA VALLE SUSA E VAL CENISCHIA Istituto comprensivo di Sant'Antonino di Susa ALTA VALLE SUSA VALLI DI LANZO VALLI ORCO E SOANA VALCHIUSELLA VALLE VIGEZZO Direzione didattica di Susa, per il plesso di Meana Istituto comprensivo Murialdo di Ceres, per i plessi di Mezzenile ed Usseglio Istituto comprensivo di Pont Canavese, per Plessi di Sparone e Casetti Istituto comprensivo di Vistrorio, per Plesso di Traversella Istituto comprensivo "Testore" di S.Maria Maggiore

MONTE ROSA Istituto comprensivo di Piedimulera Totali contributi concessi

Gli aiuti economici riguardano le situazioni più critiche: scuole a rischio chiusura per ridotta presenza di bambini, mancanza di risorse economiche e pluriclassi con carenza di insegnanti

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Il mantenimento dei servizi essenziali è indispensabile per combattere lo spopolamento delle aree montane marginali. Dal 1998 la Regione Piemonte ha investito 5 milioni di euro per garantire ai bambini un’offerta scolastica di qualità
Contributi concessi alle scuole sussidiate
Prov. Comunità montana ALTA VALLE ORBA ERRO E BORMIDA DI SPIGNO VALLI PO BRONDA INFERNOTTO ALTO CANAVESE VALLI ORCO E SOANA Plesso scolastico Materna comunale di Ponti Materna comunale di Ponzone CN TO TO Materna di Brondello Contributo concesso € 16.360,96 16.360,96 22.100,00 13.400,00 10.329,14 17.274,57 12.110,40 107.936,03

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I finanziamenti della Regione sono affidati alle Comunità montane piemontesi. Decisiva la buona collaborazione tra l’assessorato alla Montagna e i l Miur, l’ufficio scolastico regionale

Scuola elementare di Canischio Scuola elementare di Alpette Scuola elementare di Ronco Canavese Materna di Valprato Soana Totali contributi concessi

Contributi concessi agli istituti a rischio di chiusura per carenza di alunni
Prov.
Comunità montana VALLE VARAITA Denominazione istituzione scolastica Plesso scolastico Contributo concesso € 8.568,70 22.500,00 22.500,00 53.568,70

CN

Istituto comprensivo di Per le scuole elemetari di Casteldelfino e Venasca Melle Istituto comprensivo di Elementari di Caraglio capoluogo., Caraglio Pradleves/Monterosso, S.Lucia, Valgrana Elementari di Prali Totali contributi concessi

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VALLI CHISONE E GERMANASCA

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L’INQUINAMENTO OZONO CHE FERISCE LE PIANTE
di FRANCO LICINI

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li studi hanno confermato il ruolo prioritario che l'ozono detiene come causa di insorgenza di lesioni a carico del patrimonio forestale e delle colture agrarie. L'ozono provoca infatti una riduzione della crescita delle piante e, con una concentrazione maggiore, clorosi e necrosi delle foglie. Ne derivano varie alterazioni e modifiche a livello cellulare che causano un crollo immediato dell'Atp (adenosintrifosfato) e che inibiscono la fissazione della Co2. In Europa l'inquinamento da ozono rappresenta un problema a livello continentale che, per le sue caratteristiche intrinseche trova, proprio nei climi mediterranei, le condizioni migliori per formarsi e diffondersi. Nell'area mediterranea risultano essere particolarmente interessati da questo fenomeno il sud della Francia, la zona costiera della Spagna, la Grecia e, per quanto riguarda l'Italia, in sostanza tutto il territorio. In Piemonte le stazioni che hanno registrato i livelli di concentrazione più elevati, considerandoli in una media mensile, si trovano sul Colle del Nivolet, sulla collina di Torino e all'imbocco della Valle Susa (Sacra di San Michele, dove il fondovalle bruscamente si restringe). La stazione, invece, con i valori più bassi si trova in Valle Pesio, probabilmente a causa della scarsa circolazione delle masse d'aria o di particolari condizioni microclimatiche. Fra le molte specie vegetali che si sono dimostrate sensibili, quelle che lo appaiono maggiormente colpite risulOttobre 2004

Fraxinus excelsior, Millerose. Esemplare la cui chioma presenta evidenti sintomi "ozone like" Le fogliole sono caratterizzate da marcate necrosi del margine fogliare che, confluendo, formano una bordura di colore bruno rossiccio. Nel dettaglio in alto le macchie necrotiche sulla pagina superiore, tra le nervature e a partire dal margine fogliare.

tano essere l'ailanto, la clematide, il gelso, il noce ed il ligustro. Compaiono nell'elenco anche diversi pini (Aleppo, strombo e cembo), nonché il lampone, il mirtillo, l'ibisco, il sambuco ed altre ancora. Durante la conferenza di chiusura dei lavori del progetto "Formedozone", tenutasi a Torino nel mese di settembre sono stati riportati i risultati degli studi condotti in questi ultimi due anni di approfondimento scientifico durante i quali i campioni prelevati sono stati sottoposti ad osservazioni microscopiche in laboratorio al fine del-

Conferenza di chiusura del progetto “Formedozone”. Uno studio sugli effetti dell’ozono sulla vegetazione mediterranea

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la valutazione del danno. Formedozone è un progetto di studio sul controllo degli effetti dell'ozono sulla vegetazione mediterranea, sviluppatosi nell'ambito del programma di cooperazione transnazionale Interreg III Medoc (Italia, Francia e Spagna), finanziato dall'Unione europea e dagli stati coinvolti. Capofila del progetto è l'assessorato alla Montagna della Regione Piemonte, congiuntamente al Parc National du Mercantur (Francia) e la Conselleria de Territorio y Vivienda della Generalitat Valenciana (Spagna). Per quel che riguarda la parte italiana, gli istituti che hanno supportato scientificamente la Regione Piemonte sono l'istituto per le Piante da legno e l'ambiente (Ipla) di Torino, l'Arpa Piemonte e l'istituto per la Protezione delle piante del Cnr di Firenze. Gli studi innovativi portati avanti da questo progetto hanno lo scopo di sensibilizzare le istituzioni sui danni arrecati alla vegetazione dall'ozono. Nato nel maggio 2002, Formedozone è la naturale continuazione di un progetto risalente al 1999 dal titolo "Studio dell'impatto, dell'inquinamento e della concentrazione di ozono su differenti specie vegetali presenti nella regione mediterranea", sostenuto dall'Italia e dalla Francia. In esso furono particolarmente approfonditi gli studi su determinate stazioni dislocate su creste e versanti in ambiente forestale in cui vennero raccolti i dati sulla concentrazione di ozono e osservate le sintomatologie di danno sulle specie sensibili. È ormai noto che l'eccessiva presenza di ozono negli strati d'aria vicini alla superficie terrestre può avere conseguenze negative sia sulla salute sia nei confronti della vegetazione. Da qui la necessità di condurre studi specifici ed approfonditi sulle patologie delle aree forestali, riconducibili ai danni provocati dall'ozono del quale, come riportato da precisi dati, negli ultimi 50 anni sono raddoppiati i valori in molte città. Per quanto riguarda la topografia lo14

Mahonia spp., Millerose Sezione di foglia con arrossamenti fogliari di tipo ozone-like. Le macchiettature rosseggianti si tramutano, nella sezione istologica vegetale, con accumuli di antociani localizzati nelle cellule del mesofillo a palizzata

Gli studi innovativi effettuati nell’ambito del programma di cooperazione transnazionale Interreg III Medoc. Per parte italiana sono stati condotti da Ipla, Arpa Piemonte e Istituto per la protezione delle piante di Firenze

Cornus sanguinea, Collina di Torino. La lamina fogliare superiore presenta imbrunimenti e arrossamenti internervali. Il fenomeno è meno evidente nelle parti di foglia ombreggiate.

cale, questo fenomeno non riguarda però solo le aree urbane, ma anche e soprattutto le zone rurali a causa dei complessi fenomeni di trasporto che interessano sia l'ozono stesso sia i suoi precursori. Le concentrazioni risultano più elevate sui rilievi che nel fondovalle poiché l'incidenza della

radiazione solare aumenta con la quota. La dinamica della formazione degli agenti inquinanti fotochimica è tale per cui grandi bolle d'aria possono spostarsi anche a centinaia di chilometri di distanza dalle fonti di emissione degli inquinanti precursori. TutOttobre 2004

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Negli ultimi 50 anni i valori di ozono negli strati d’aria vicini alla superficie terrestre sono sensibilmente cresciuti e raddoppiati in molte città. Di qui la necessità di approfondire le patologie forestali e attivare contromisure efficaci

Mahonia spp. Millerose Colorazione anomala della lamina fogliare: colore verde intenso della porzione non esposta alla luce

Nel particolare a sinistra in alto, Hibiscus spp., Millerose - Sintomi ozone-like: macchie clorotiche internervali che degenerano in necrosi

tora sono in corso le elaborazioni di ulteriori dati che, si prevede, saranno consultabili entro la fine dell'anno sul sito ufficiale della Regione Piemonte www.regione.piemonte.it/montagna, congiuntamente alla pubblicazione di materiale inerente alle problematiche generali relative all'ozono.
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Viburnum lantana, Valle Stura - Sezione fogliare che, per le proprie caratteristiche istologiche, conferma la diagnosi di sintomatologia ozone-like. In effetti solo il mesofillo a palizzata risulta presentare le alterazioni attribuibili all'effetto dell'ozono (lisi della clorofilla, collasso cellulare ed accumulo di pigmenti antocianici)

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TESTIMONI ALBERI MONUMENTALI DELLA NOSTRA STORIA
ltri 18 esemplari sono en- sarolo (Al), via della Rotrati nell'albo degli Alberi vere verde. 6.) Quercia di monumentali del Piemon- Santena (To), nel prato rete che, attualmente, conta trostante il Castello di un totale di 23 piante storiche di Sansalvà. 7) Ippocastano grandi dimensioni. Lo ha deciso la di Dogliani (Cn), piazza Giunta della Regione Piemonte rico- del Belvedere noscendone il notevole interesse 8) Tasso di Cavandone, paesaggistico, ambientale, storico e Verbania (Vco), accanto alla Chiesa parrocchiale culturale. Testimoni silenziosi del succedersi della Natività. 9) Ippoca- L’ippocastano di Dogliani, piazza del Belvedere di mille e più stagioni e con esse del- stano di Casorzo (At), a lale tradizioni, delle guerre, degli to della Chiesa del Comune. 10) Se- Beni ambientali ha provveduto a caeventi di un paese, gli alberi monu- quoia di Roccavione (Cn), tenuta di talogare le schede di segnalazione mentali sono presenze vive, tesori via F.lli Giordanengo 82. 11) Cipres- degli alberi di pregio giunte da pridella memoria popolare che, per bel- so calvo, Cavallermaggiore (Cn), via vati cittadini, associazioni ed ammilezza e maestosità, impreziosiscono del Santuario 19. 12) Ginkgo Biloba, nistrazioni comunali. A partire dalla paesaggi e rendono ancor più sugge- Casalbeltrame (No), via Gautieri 1. grande quantità di richieste inoltrate, stivi parchi e dimore gentilizie, luo- 13) Castagno, Crodo (Vb), frazione oltre 800, l'impegno è stato quello di ghi di culto, ambienti rurali e centri Maglioggio. 14) Leccio di Rigoroso, individuare gli esemplari più signifiabitati. Presenze delicate che vanno Arquata Scrivia (Al), strada del Gio- cativi. Dopo un esame approfondito tutelate e preservate con interventi vi, in località Belvedere della frazio- da parte degli operatori del Corpo adeguati e tempestivi, volti a rallen- ne Rigoroso. 15) Platano, Tortona forestale dello Stato con il supporto tarne il naturale processo di decadi- (Al), strada Diletta, nella frazione dell'Ipla (Istituto per le piante da leOva. 16) Liriodendro, Campiglione gno e l'ambiente) e della Facoltà di mento biologico. Ecco l'elenco degli alberi che hanno Fenile (To), piazza San Germano agraria dell'Università di Torino, che n.9. 17) Calocedro, Campiglione Fe- peraltro continuerà ancora per i ottenuto il riconoscimento: 1) Cedro di Montalenghe (To), al nile (To), piazza San Germano n.9. prossimi mesi, si è giunti all'indivimargine dell'antica spianata antistan- 18) Tiglio, Ameno (No), piazzale duazione di questi esemplari ai quali te l'ingresso della Villa della Asso- della Chiesa del Convento sul Monte è stato conferito lo status di albero monumentale, riconoscimento che Mesma. ciazione San GiuQuesti esemplari si consentirà alla Regione di attuare seppe Cafasso. aggiungono ai 5 una più efficace azione di tutela e 2) Pino strobo di Altri 18 esemplari già ammessi nell'e- valorizzazione. Chiusa Pesio (Cn), entrano nell’Albo Una volta riconosciuti monumentali, lenco: nel giardino della 1) Platano di Na- gli alberi sono sottoposti ad apposite certosa, a m. 100 regionale per il loro poleone ad Ales- cure contro i danni procurati da indalla fontana cennotevole interesse sandria. 2) Zelcova setti e funghi parassiti, dal vento e trale. di Racconigi (Cn), dalla neve, ma anche dall'incuria 3) Olmo di De- paesaggistico, parco della resi- dell'uomo. Da quel momento in poi monte (Cn), localidenza sabauda. 3) ha inizio l'attività di promozione. Gli tà Bergemolo. 4) ambientale, storico Frassino di Mon- alberi, infatti, costituiscono motivo Sequoie di Pollone cenisio (To). 4) Ol- di grande interesse culturale e turi(Bi), in prossimità e culturale. mo di Mergozzo stico e la loro presenza può diventadel laghetto entro- Saranno soggetti (Vco). 5) Tiglio di re un importante elemento di compestante al parco dela particolari cure Macugnaga (Vco). titività nell'offerta turistica di un terla Burcina. L'assessorato ai ritorio. 5) Quercia di Tas16 Quaderni della Regione Piemonte | MONTAGNA Ottobre 2004

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UN SUCCESSO CAMPIONI BOSCAIOLI PER LE VALLI DI LANZO

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n russo, un austriaco e la squadra dei suoi connazionali: ecco i vincitori rispettivamente del titolo assoluto, junior e a squadre del 26° Campionato del Mondo dei Boscaioli che si è svolto dal 13 al 20 Settembre 2004 nelle Valli di Lanzo in provincia di Torino. Il russo Ilya Shvetsov, infatti, è il migliore boscaiolo del mondo del 2004, avendo battuto l'italiano Massimiliano Biemmi piazzatosi secondo ed il tedesco Herwig Erhard terzo. Il titolo Junior (sotto i 21 anni) se l'è aggiudicato l'austriaco Martin Moosbrugger, dominatore delle singole prove, che ha preceduto il tedesco Thomas Bode e l'atleta del Liechtenstein Armin Tanner, quarto l'italiano Marco Gabelli. La classifica a squadre ha visto confermarsi Campione del Mondo la compagine austriaca che ha preceduto quella tedesca e romena che mai si era così evidenziata, se non a livello individuale. L'Italia, come nazione organizzatrice, schierava due squadre: Italia A in classifica ufficiale per le medaglie e
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dimostrativa: il taItalia B come Campionato glio di un tronco "apripista" nelle del mondo, il russo con accetta. L'ha gare. Italia A, vinta l'olandese piazzata nelle pri- Shvetsov si aggiudica John Van Kampen, me tre fino a quel il titolo. secondo l'italiano momento, nell'ulGrande pubblico Michele Sambugatima prova decisiro, terzo Martin va è scivolata al e alberghi esauriti Eggenberger del 10° posto per un brutto colpo tirato dalla sorte ai nostri Liechtenstein. Gli atleti (ogni squadra portacolori: la catena della motosega è composta da 3 atleti senior, 1 atleta dell'atleta italiano Manfred Brunner è junior, 1 technical e 1 team leader), scappata dalla sua sede, bloccandolo che si sono impegnati nelle prove del e facendogli perdere tempo preziosis- mondiale, provenivano da una trentisimo nel rimontarla per terminare la na di nazioni di tutto il mondo; Usa e sua prova. Così ci siamo "consolati" Sud Africa quelle arrivate da più loncon il secondo posto ufficioso, ma tano; Francia, Olanda ed Austria quelle con i tifosi più sfrenati; Usa quella fuori classifica, di Italia B. Le prove consistevano in cinque gare con una team leader donna provedi abilità con la motosega. Nell'ordi- niente da Piedmont (Piemonte) nel ne di svolgimento: abbattimento di un Missouri; Spagna quella con gli atleti albero, taglio di precisione di un tron- più scanzonati e Sud Africa quella co, cambio della catena della motose- con i rappresentanti più… biondi! ga, taglio combinato e sramatura di Non solo gare, però, erano in proun tronco. A queste si aggiungeva una gramma nella settimana del Campiosesta prova, fuori classifica mondiale, nato del Mondo dei Boscaioli. Un ricche gli italiani praticano nelle gare co calendario di manifestazioni colladel calendario del campionato italia- terali, su tutto il territorio delle valli, no, ma che gli stranieri considerano ha fatto da contorno alle competizioQuaderni della Regione Piemonte | MONTAGNA 17

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Sul gradino più alto del podio il russo Shvetsov, secondo l’italiano Biemmi

Trenta nazioni rappresentate e tifo da stadio. Cinque gare di abilità con la motosega: abbattimento di un albero, taglio di precisione, cambio della catena, taglio combinato e sramatura di un tronco
La gara di sramatura di un tronco

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ni: sfilata inaugurale delle squadre e cerimonia di apertura dei giochi con buffet; feste dei boschi con canti e balli tradizionali; esposizioni e gare di sculture in legno realizzate in modo classico o con la motosega; visite turistiche per le valli; giochi di una volta per i bambini e adulti; mostre e degustazioni di prodotti enogastronomici con la possibilità di acquistarli e degustarli, portandoseli a casa per "scorpacciate casalinghe" o sedendosi tranquillamente in uno dei numerosi ristoranti e trattorie che offrivano il "Menu del Boscaiolo"; un convegno sul futuro del boscaiolo; esibizioni di attività forestali tradizionali e di tree climbing; gare di parapendio e deltaplano. Tutto ciò è stato organizzato dall'Associazione "Amici Boscaioli Valli di Lanzo e Canavese" grazie al supporto fondamentale di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comunità mon18

tana Valli di Lanzo, Atl Valli di Lanzo e Canavese, Stihl e a quello tecnico della Federazione italiana boscaioli e della Commissione internazionale boscaioli. Per le Valli di Lanzo è stata un'occasione importante per far conoscere il territorio ancora incontaminato dal turismo di massa. Il sole splen-

dente ha consentito agli atleti ed ai loro supporter, ma anche ai giornalisti al loro seguito provenienti da tutto il mondo, di apprezzare la bellezza dei luoghi e l'ospitalità dei valligiani, con una notevole ricaduta economica e turistica sull'intero territorio della Comunità montana.
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La gara di taglio con l’accetta

Feste nei boschi con canti e balli tradizionali, visite turistiche, mostre e degustazioni di prodotti enogastronomici

I costumi tradizionali delle Valli di Lanzo nel corteo di inaugurazione del Campionato e un tifoso francese

I rappresentanti della squadra tedesca e i colori internazionali dei tifosi che hanno gremito le tribune. A fianco, le montagne delle Valli di Lanzo

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L ’impianto termoelettrico Asa e i suoi sorprendenti risultati. Due caldaie erogano 21mila megawatt, una rete di 10 chilometri per scaldare 230mila metri cubi
di SIMONA TOBIA

BIOMASSE, CASTELLAMONTE CALDO IN CASA PER 700 UTENTI
Interreg II ha realizzato un progetto pilota di filiera legno-combustibile. Inoltre, a conferma dell'importante sistema di filiera avviato, l'impianto Asa, grazie all'apporto professionale di alcuni giovani laureati, ha avviato uno Sportello del Consorzio forestale che offre assistenza e supporto a tutti gli utenti. La riscoperta della legna a fini energetici sta rapidamente coinvolgendo fasce più ampie di popolazione. Alle sue origini vi è l'interesse di molti cittadini che prediligono l'utilizzo del legno come fonte di energia per i suoi vantaggi economici. La nuova legge quadro sul mercato energetico, approvata su proposta del Governo a fine luglio, incentiva l'utilizzo di fonti rinnovabili per reti di fornitura termica ed energetica e accrescere l'interesse di tali impianti. La legna è da sempre il combustibile più conveniente esistente sul mercato ed il suo impiego a fini energetici è in forte crescita grazie ad un insieme di fattori tecnologici, ecologici e soprattutto economici. La filiera legno-combustibile è costituita da una o più centrali termiche a cippato di legno in un comprensorio territoriale ove vi sia una determinata disponibilità di biomassa legnosa proveniente da boschi, impianti di erbacoltura da legno (pioppeti) o industrie del settore legno. Affinché si possa parlare di filiera legno-energia in senso stretto vi devono essere connessioni dirette fra la gestione forestale del territorio e l'alimentazione degli impianti termici. Nell'impianto di combustione infatti deve essere utilizzato legname proveniente dai boschi di zona ricavato a seguito di interventi di miglioramento boschivo. A tal proposito grazie alla Misura A del Psr (Piano di sviluppo rurale) 2000-2006 si è costituito un apposito Consorzio forestale composto dalla maggior parte dei Comuni delle Comunità montane interessate (Alto Canavese, Valle Sacra, Valle
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n pochi anni di attività, l'impianto termoelettrico Asa di Castellamonte ha raggiunto dei risultati sorprendenti. Il modernissimo impianto composto da 2 caldaie eroga 21mila megawatt/ora annui di energia. Il consumo di cippato è pari a 9.500 tonnellate e riesce a scaldare 230mila metri cubi con una rete di 10 chilometri. Tale sistema nella stagione scorsa ha servito oltre 700 utenze sia pubbliche sia private, ha garantito un risparmio annuo di circa il 20% sulla spesa rispetto ai prodotti termici tradizionali e ha dato lavoro ad una quindicina di persone fra tecnici ed operai addetti ai boschi. Il Consorzio Asa, azienda leader in Piemonte nell'utilizzo del legno come fonte rinnovabile di energia e come elemento di sviluppo del territorio, grazie ai contributi della Regione Piemonte erogati sul programma
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Orco e Soana e Valchiusella), che si occupa della stesura dei piani di programmazione degli interventi boschivi. Il processo produttivo, a differenza di altri, si basa su un "sistema-legno": vi è una prima fase che riguarda la pulizia dei boschi e dei Alcune fasi del trattamento del legname per la produzione fossati da cui si del cippato che alimenta le caldaie ottiene del legname di diversa qualità. Il cippato contribuisce all'incremento del taspiù pregiato è utilizzato per la rea- so di anidride carbonica (Co2), il lizzazione di opere di ingegneria na- principale gas ad effetto serra preturalistica, il restante subisce un'ul- sente nella nostra atmosfera. Infatti teriore ripartizione. Una parte viene la Co2 emessa durante la combuutilizzata per il riscaldamento e la stione è la stessa che era stata sotproduzione di acqua sanitaria, il ri- tratta all'atmosfera dalle piante attraverso la fotosintesi clorofilliana. La filiera inizia con la pulizia La legna può essedei boschi. Il cippato re ricavata ovunpiù pregiato è utilizzato que e gli alberi che la producono, finper l’ingegneria naturalistica, chè crescono, coil restante per pallet stituiscono boschi, e combustibile per siepi, fasce fluviali che contribuiscono riscaldamento e acqua sanitaria alla prevenzione idrogeologica ed al manente cippato viene trasformato benessere ambientale. in "pallet" e venduto come combu- Asa, anticipando le problematiche stibile particolarmente economico e relative alla imminente decisione molto pratico. Di recente Asa ha co- dell'Unione europea di non erogare stituito un laboratorio che produce più i contributi per la produzione circa 400 chili di pallet al giorno e estensiva del mais, ha affittato alcule aziende dell'artigianato ceramico ni terreni sottratti alle colture di Castellamonte hanno già prodotto "food" per impiantare gaggie destialcune stufe che funzionano con nate poi ad alimentare la filiera stesquesto comodo e pratico materiale, sa. molto economico rispetto ai combu- Tornando ai vantaggi della risorsa bosco, contrariamente ai combustistibili tradizionali. La riscoperta della legna è legata bili fissi, la produzione, il trasporto, anche alla crescente attenzione per lo stoccaggio della legna comportala tutela dell'ambiente. Il particola- no ridotti rischi per il personale che re si apprezza che la medesima non la tratta. Non vanno infine dimentiOttobre 2004

La riscoperta della legna è legata anche alla crescente attenzione per la tutela dell’ambiente. La sua combustione non contribuisce all’incremento del tasso di anidride carbonica, principale gas ad effetto serra presente nella nostra atmosfera

cati le ricadute sociali dell'utilizzo della legna: la produzione dà impulso all'economia locale e si creano nuove opportunità di lavoro soprattutto nelle zone rurali più svantaggiate. La sostituzione dei combustibili fossili (per la maggior parte importati dall'estero) con la legna (per la gran parte di produzione nazionale), migliora inoltre la bilancia dei pagamenti del Paese e riduce la sua dipendenza dall'estero.

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Progetto di cooperazione transfrontaliero che sarà sperimentato nelle valli Antigorio, Divedro e Formazza (Verbano Cusio Ossola). Una collaborazione pubblico-privato

Qualima, un nuovo “emporio” multiservizi per combattere lo spopolamento in montagna

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l 27 settembre a Stresa si è tenuto, presso il Palazzo dei Congressi in Piazzale Europa, la presentazione del progetto Interreg III B- Spazio alpino denominato “Qualima". Seguito per il Piemonte dall'assessorato al Commercio e artigianato, Qualima, è un progetto di cooperazione transfrontaliera che si propone di contenere e contrastare la marginalizzazione e la dispersione abitativa delle aree rurali delle Alpi. Questi territori, infatti, a causa dello spopolamento che li caratterizza, sono afflitti da una progressiva riduzione dell'offerta dei servizi ed è sempre più difficile, per i loro abitanti, procurarsi i beni di consumo o fare riferimento ai servizi di prima necessità. Molti commercianti e fornitori di servizi si sono, con gli anni, spostati verso valle per ragioni di scarsa redditività, creando così una situazione caratterizzata dalla graduale chiusura di uffici postali, scuole, negozi e di luoghi normalmente preposti all'incontro ed alla socializzazione. Il progetto Qualima definisce la sperimentazione di progetti innovativi per l'offerta e la gestione di servizi per la popolazione. Sostenendo con forza il mantenimento di attività commerciali che creino effetti concreti per l'occupazione e le attività produttive di molte zone di montagna che, attualmente, sono scarsamente popolate ed economicamente depresse. In Piemonte, l'area prescelta per questa sperimentazione è la Comunità montana valli Antigorio, Divedro e Formazza (provincia del Ver22

bano Cusio Ossola), valutata come ottimale ai fini del progetto. Si caratterizza infatti per le dimensioni limitate, per caratteristiche geomorfologiche che la rendono difficilmente accessibile e per un assetto socio-economico che ha favorito lo svilupparsi di industrie nell'area di fondovalle. Agire in modo da stimolare un ripopolamento della montagna è una priorità assoluta per la Regione Piemonte. Il progetto Qualima è quanto mai importante e di grande interesse. Accelera infatti la necessaria opera di collaborazione tra le istituzioni pubbliche ed i privati al fine di creare per i territori di montagna una realtà destinata ad essere economicamente appetibile e culturalmente stimolante. In grado così, non solo di evitare lo spopolamento delle terre alte, ma anche di attrarre

una nuova fetta di popolazione, che in esse vedono una reale opportunità di lavoro e di vita. Partner del progetto Qualima, di cui la Regione Veneto, direzione commercio è capofila sono, oltre all'assessorato al Commercio della Regione Piemonte: per l'Austria il Regional forum Pongau, per la Svizzera l'Haute Ecole Valaisanne, l'Associazione dei Comuni della Valle di Blenio e la Società Ticino informatica; per la Slovenia l'Agenzia di Sviluppo di Nuova Gorica. Le altre Regioni italiane rappresentate: la Lombardia dalla Comunità montana Valtellina di Morbegno; la Liguria, dal Gruppo di Azione Locale "Appennino Genovese"; il Trentino Alto Adige dalla Provincia autonoma di Trento; il Friuli Venezia Giulia, dalla direzione centrale delle risorse agricole, naturali e forestali della montagna.

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RAGAZZI DI MONDOVÌ ALPEGGIO DIDATTICO A SCUOLA IN MALGA

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l 22 e 23 dello scorso mese di settembre si è tenuta, presso l'alpeggio Alpe Partia d'Aval di Bruno Catalin, nella Conca del Prà sopra Bobbio Pellice, la seconda esperienza del progetto "Alpeggio didattico". Questo progetto, ricordiamo, è nato all'interno del programma comunitario Interreg III A "Alpeggi e Formaggi", realizzato dall'assessorato regionale alla Montagna, che ne è capofila, in collaborazione con partner francesi. Protagonisti sono stati, questa volta, gli allievi del terzo anno dell'Istituto tecnico agrario Cigna di Mondovì. L'Alpeggio didattico nasce con l'idea di portare le nuove generazioni a stretto contatto con la montagna ed in particolare con quella parte che molti non conoscono: l'alta montagna. La montagna degli alpeggi e dei margari, con la loro passione per queste terre e i grandi sacrifici che compiono per non far morire un mestiere antico e di grande importanza per la tutela dell'ecosistema montano. L'impegno della Regione Piemonte è quello di arginare la desertificazione della montagna, rendendo concorrenziali le possibilità economiche e sociali che in essa sono espresse. L'Alpeggio didattico mira anche a questo, a fare in modo che i giovani piemontesi possano, attraverso una approfondita conoscenza del fenomeno, prendere in considerazione una vita diversa da quella prospettata dalle grandi città di pianura, fatta di ritmi veloci, corse, stress, inquinamento. La montagna rappresenta un'opportunità per vivere la propria esistenza, anche lavorativa, avendo la possibilità di seguire flussi di vita più naturali, senza rinunciare alle proprie inclinazioni. Gli allievi dell'istituto Cigna hanno compreso lo spirito con cui è nata

Seconda esperienza del progetto con gli studenti del terzo anno all’Istituto tecnico agrario Cigna saliti all’Alpe Partia d’Aval sopra Bobbio Pellice
questa iniziativa, ed è per questo motivo che l'esperienza all' alpeggio di Conca del Prà è stata un grande successo. Un successo dal punto di vista educativo e formativo in quanto per due giorni i ragazzi hanno seguito con entusiasmo e partecipazione tutti i momenti d'istruzione. Il primo giorno, dopo la lunga passeg-

Una suggestiva immagine delle montagne dell’alta Val Pellice che hanno ospitato per due giorni gli studenti della provincia di Cuneo

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“Lezioni” di caseificazione e di mungitura, caratteristiche forestali del bosco sino all’incontro con i veterinari dell’Asl per conoscere i problemi di sanificazione delle mandrie. “Giorni indimenticabili”
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giata per arrivare in alpeggio, hanno assistito alla lavorazione del Sarass del fen, rinomato formaggio prodotto dal Catalin. Di seguito, si è tenuta una lezione sui processi di caseificazione realizzata da un esperto tecnico caseario. Poco prima dell'ora di cena, al tramonto, hanno potuto cimentarsi con la mungitura delle mucche che, appena tornate dal pascolo, erano sistemate nelle baite adibite a stalle. Dopo mangiato, infine, sempre con grande attenzione, hanno interagito con una guardia forestale che è intervenuta apportando la propria esperienza. Il giorno dopo, di buon'ora, i ragazzi hanno preso parte, accompagnati da due veterinari dell'Asl di Pinerolo, alle modalità degli interventi di sanificazione delle mandrie e, successivamente, ad una lezione sugli obiettivi e le finalità del piano di lavoro di Interreg III A, Alpeggi e Formaggi. E' stato un successo anche di carattere umano. Infatti, in questi due giorni si è sviluppato un interscambio culturale estremamente positivo. Il luogo di grande suggestione ha conquistato gli animi di questi giovani, lasciando in loro sensazioni e ricordi forti ed intensi.
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Il gruppo dei ragazzi dell’Istituto tecnico agrario Cigna di Mondovì

I ricordi, in rime, dei ragazzi
In quei luoghi magnifici di soave bellezza v'è pace per ogni spirito… Camminando verso la vetta ci si ritrova a riflettere con l'anima della propria esistenza. La notte fredda e crudele non può gelare l'emozione che Il primo raggio di sole ti regala. È una tiepida carezza che ti sfiora le labbra e dà vigore ai colori che le tenebre, ti avean sottratto. Davide Gasco

Nemmeno il pittore più rinomato e celebre al mondo riuscirebbe a dipingere i tratti di questa valle. La Conca del Prà è circondata dall'abbraccio roccioso delle montagne il quale pare voglia proteggerci dal nostro mondo quotidiano nel quale sono padroni la frenesia, la freddezza, la crudeltà e l'insensibilità per le piccole cose. Il ritorno delle bestie con il loro gioioso tintinnare dei campanacci pareva una musica di festa che entrava dentro me colmandomi di gioia. Quest'esperienza mi è stata di grande aiuto per avvicinarmi ulteriormente alle bellezze della natura per conoscere quelle meravigliose abitudini del montanaro scandite dalle ore del sole. Deborah Scarzello

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MILLE VOLONTARI RADUNO AIB INVADONO SALUZZO
di CRISTINA RICALDONE

omenica 12 settembre si è svolto a Saluzzo il 3° raduno annuale del Corpo volontari antincendi boschivi del Piemonte, che ha coinciso con la chiusura della campagna estiva antincendio. La sfilata per le vie di Saluzzo, che ha coinvolto circa mille tra volontari Aib e rappresentanti delle istituzioni e 150 mezzi fuoristrada, è stata accompagnata dal volo degli elicotteri AB412 dei Vvf e Ecureuil B3 della Heliwest. Il raduno ha costituito un'importante occasione per confermare l'impegno verso il territorio piemontese che caratterizza l'importante azione di tutela dei boschi da parte dei Volontari Aib. Ha rappresentato inoltre un utile momento di aggregazione tra i volontari e le istituzioni preposte al coordinamento dell'attività preventiva e di lotta attiva agli incendi boschivi. L'appuntamento è stato organizzato in collaborazione con la Regione Piemonte ed ha visto la partecipazione delle altre due istituzioni coinvolte nel sistema Aib piemontese: il Corpo forestale dello
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Stato e i Vigili del fuoco. A fare gli onori di casa il sindaco di Saluzzo, Paolo Allemano, che ha aperto la manifestazione con la sua testimonianza derivante dall'esperienza personale di volontario Aib. "Il Corpo volontari Aib del Piemonte nasce ufficialmente quattro anni fa, ma le sue radici sono ben più profonde e affondano nel senso di solidarietà che caratterizza da sempre il mondo della montagna piemontese - ha voluto ricordare Remo Bigando, neoeletto ispettore generale del Corpo volontari Aib del Piemonte, durante il suo intervento - ma in questi anni sono andate aumentando la capacità operativa, la professionalità generale, la disponibilità dei volontari, grazie ad alcuni importanti passaggi che hanno accompagnato la crescita del sistema". Bigando ha evidenziato anche l'importanza dell'organizzazione interna che si è voluto dare il Corpo, caratteristica che permette di interfacciare in modo efficiente con gli altri soggetti operativi del sistema. Il direttore regionale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Michele Ferraro,

Terzo ritrovo annuale per il Corpo antincendi boschivi del Piemonte. Sfilano uomini e mezzi impegnati a difendere il territorio piemontese con l’azione di tutela dei boschi
e il coordinatore provinciale di Cuneo del Corpo forestale dello Stato, Paolo Salotto, hanno ricordato l'alto valore civico che l'azione del volontariato Aib rappresenta per il territorio piemontese. Presente in rappresentanza del Dipartimento di protezione civile nazionale, Casinghini ha elogiato l'unicità organizzativa del Corpo volontari Aib, riconoscendone la peculiarità operativa già verificata negli eventi calamitosi che hanno colpito la nostra regione e in eserci25

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Gli scopi
L’obiettivo principale del GAL è quello di rafforzare le imprese del territorio, sostenendone gli investimenti e la commercializzazione collettiva di prodotti e servizi. Il GAL si propone nei prossimi anni di attività di:

GAL
Gruppo di Azione Locale
UN’AGENZIA NATA PER FAR LAVORARE INSIEME E SOSTENERE LE IMPRESE DEL TERRITORIO
Il Gruppo di Azione Locale “Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone” è un’agenzia di sviluppo che opera sul territorio delle Comunità Montana Valli di Lanzo e Ceronda Casternone nell’ambito del Programma di Iniziativa Comunitaria Leader +

• • • •

Sviluppare l’attività del Consorzio Operatori Turistici Valli di Lanzo Sostenere la creazione di una nuova forma associativa nel settore dei prodotti agricoli Sostenere la creazione di una nuova forma associativa nel settore dei prodotti artigianali Costruire un prodotto turistico integrato con le componenti ambientali, culturali, agricole ed artigianali dell’area Gal Sostenere iniziative per la promozione e la commercializzazione collettiva dei prodotti tipici agroalimentari e dell’artigianato locale Fornire corsi di formazione professionale per gli operatori del settore turistico, agroalimentare e dell’artigianato tipico

Il Gal è una società mista pubblico privata composta da: SOCI PUBBLICI
COMUNITÀ MONTANA VALLI DI LANZO


SOCI PRIVATI
Consorzio Operatori Turistici Valli di Lanzo
Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa
Associazione Provinciale Torino

PER OGNI CONTATTO ED INFORMAZIONE, LE IMPRESE POSSONO RIVOLGERSI AGLI SPORTELLI INFORMATIVI DEL GAL:
SEDE E SPORTELLO INFORMATIVO Frazione Fè, 2 - Ceres (To) - Tel. e fax: 0123.52.16.36 SPORTELLO INFORMATIVO Via Brione, 4 - Givoletto (To) - Tel. e fax: 011.99.47.379 www.gal-vallilanzocerondacasternone.it info@gal-vallilanzocerondacasternone.it
Iniziativa realizzata con il cofinanziamento dell’Unione Europea e della Regione Piemonte

De Stijl • Torino

SPORTELLO INFORMATIVO SEDE E SPORTELLO INFORMATIVO

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Lungo corteo per le belle vie della cittadina, a fare gli onori di casa il sindaco di Saluzzo, Paolo Allemano, che ha aperto la manifestazione con la sua testimonianza di volontario Aib
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La sfilata ha coinvolto circa mille tra volontari e rappresentanti delle istituzioni

tazioni internazionali come quella svoltasi recentemente ad Aix en Provence. "Il ruolo dei volontari del Corpo Aib ha ricordato l'assessore regionale alla Montagna Roberto Vaglio - è stato valorizzato dall'istituzione regionale attraverso un percorso fatto di azioni concrete, che si possono riassumere nell'individuazione di moderni strumenti operativi e gestionali, nell'innalzamento del livello tecnico e professionale degli operatori grazie ad appositi corsi di formazione, nella fornitura da parte dell'amministrazione regionale degli strumenti di intervento e di protezione per gli operatori”. La manifestazione si è conclusa nel pomeriggio con una dimostrazione di spegnimento coordinata dall'ispettore regionale Sergio Pirone, con l'intervento di uomini e mezzi di terra ed aerei secondo le procedure operative in uso. Le origini del Corpo Aib partono dal 1994, quando nacque l'Associazione regionale Volontari Aib del Piemonte al fine di radunare le squadre locali già presenti dagli anni '70. L'associazione si trasforma in Corpo nel 2000 e oggi conta circa 6.000 volontari organizzati gerarchicamente in 240 squadre, 51 Comandi di distaccamento, che generalmente corrispondono dal punto di vista geografico alle aree delle Comunità montane, coordinati da un ispettore generale coadiuvato da quattro ispettori regionali.
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150 i mezzi fuoristrada schierati. Nella foto piccola, da sinistra, il sindaco di Saluzzo Allemano, l’assessore alla montagna della Provincia di Cuneo Dovetta, e l’assessore Vaglio

Nel pomeriggio una dimostrazione di spegnimento coordinata da Sergio Pirone
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PICCOLI FRUTTI GAL VALLI DI LANZO DEL RUNCH
l "Runch" è il L’azienda agricola della Conca nome, dal richiadei Tornetti di Viù, un sogno mo texano, di una azienda che Luca Majrano agricola che si basa, ha trasformato in realtà grazie invece, su forti tradiall’aiuto dei fondi del piano zioni piemontesi. nenti, dall'anziana madre alle mogli Nato nel 2001 da un'i- di sviluppo rurale. dei titolari, offrono la loro collaboradea del suo titolare, Nuovi macchinari zione. All'interno del laboratorio si Luca Majrano, il per la trasformazione producono confetture, sottoli, sottaRunch sorge nella ceti, frutta sotto grappa, antipasti di splendida Conca dei degli alimenti verdure, infusi di erbe alpine e miele Tornetti di Viù, situata a 1.200 metri sul livello del mare, sformazione degli alimenti, con l’ac- di montagna, tutti preparati utilizzanquisto, ad esempio, del tagliaverdure do antiche ricette della valle e di fanelle Valli di Lanzo. miglia. Majrano, che ha alle spalle un passa- e della desnocciolatrice. to di studente alla facoltà di agraria Nell'azienda dei Majrano, vista la po- Questi prodotti, artigianali e di prima ed una ditta che si occupava di manu- sizione particolarmente soleggiata, si qualità, sono acquistabili nel punto tenzione di giardini, da sempre colti- producono principalmente piccoli vendita situato in azienda ed anche in vava il desiderio di lavorare la terra frutti, come lamponi, fragoline di bo- diversi mercatini specializzati, come che apparteneva ai suoi nonni. Con la sco, ribes, mirtilli. Ma anche ortaggi quelli di Pinerolo, Giaveno o Coazze, collaborazione del fratello Aldo, alla di diverso tipo. Dal 2002, inoltre, so- dove abitualmente i Majrano si recano stati piantati oltre duecento alberi no per farsi conoscere. fine è riuscito a renderlo realtà. Si è avvalso, da principio, dei fondi di "Antichi meli", varietà tipica delle In agosto è stato inaugurato il ristomessi a disposizione dai piani di svi- valli piemontesi, andata perduta col rante agrituristico, realizzato in stile luppo rurale e, in un secondo tempo, tempo soppiantata da altre qualità rustico dove, su prenotazione, sia a pranzo sia a cena è possibile gustare delle sovvenzioni del Gal Valli di prodotte su larga scala. Lanzo (Gruppo azione locale), attra- Questi frutti stanno fortunatamente piatti tipici della zona. L'agriturismo verso cui è stato possibile ristruttura- riacquistando un elevato valore di ha una disponibilità di una cinquantina di posti, sistere ed ampliare il vecchio fienile, rica- mercato, in quanto mati in una sala in vandone un primo piano, in cui è si- molto ricchi di vicui le antiche trastemato il laboratorio per la lavora- tamine e polife- Nel laboratorio vi a vista ed il cazione dei prodotti, ed un secondo, nel noli. Date queste si producono minetto in pietra quale si trova il nuovo ristorante agri- c a r a t t e r i s t i c h e , rendono l'ambienturistico inaugurato nel mese di ago- l'antica mela attira confetture, sottoli, te molto piacevol'interesse di un sto. le ed accogliente. L'apporto del Gal è stato fondamen- certo tipo di con- sottaceti, frutta sotto Si occupa della tale anche per quel che riguarda tutti i sumatori, partico- grappa, antipasti di cucina lo stesso lavori inerenti all'impiantistica ester- larmente attenti Aldo Majrano na, che prevede i sistemi di irrigazio- alla qualità ed alla verdure, infusi di erbe che, utilizzando i ne automatica che coprono tutta l'a- provenienza dei alpine e miele prodotti dell'area coltivata e la copertura con le reti cibi. zienda e quelli tiantigrandine. Per quel che riguarda la Il Runch è un'a- di montagna. Con pici delle Valli di parte interna, invece, è stato possibile zienda a conduLanzo, come la completare la gamma dei macchinari zione familiare in antiche ricette locali famosa toma, i sanecessari per la lavorazione e la tra- cui tutti i compo-

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Lo scorso agosto è stato inaugurato il ristorante agrituristico con cinquanta posti. Nel menù la nota Toma di Lanzo, i salami di Turgia, polenta e selvaggina. Tra breve pronte quattro stanze con angolo cottura a disposizione dei clienti

Luca Majrano al lavoro. Sopra la nuova sala da pranzo in stile rustico e, sotto, i prodotti esposti con l’esterno molto curato dell’azienda agrituristica

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lami di Turgia, la polenta, la selvaggina locale e tutto ciò che la montagna, di stagione in stagione offre, prepara pietanze curate e fantasiose. Per offrire un servizio ancora più accurato e completo, è ora in fase di ristrutturazione la vecchia baita dei nonni, dalla quale saranno ricavate quattro stanze ed un angolo cottura a disposizione dei clienti. Per raggiungere il Runch occorre percorrere la provinciale 1 da Venaria in direzione Lanzo e seguire per Viù, proseguire poi per Tornetti.
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Il Club alpino italiano gestisce 68 bivacchi e 98 strutture

Presso l’istituto caseario delle tecnologie alimentari a Moretta in provincia di Cuneo

Alla scoperta dei rifugi delle Alpi

Agenform diploma operatori montani

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rifugi alpini sono strutture ubicate in alta montagna che servono da riparo e ricovero per gli alpinisti. È una definizione semplice ma non così scontata. Cominciamo con il definire chi sono gli alpinisti. Tutte quelle persone che vanno in montagna per studiarla o utilizzarla in vario modo, svolgendo attività quali l'escursionismo, l'arrampicata, lo sci fuori pista, le vie ferrate, per svolgere quindi tutte quelle attività strettamente legate alla montagna. All'inizio i rifugi erano molto spartani e destinati unicamente all'uso degli scalatori, oggi sono diventati più confortevoli e molti svolgono anche servizio di alberghetto. Occorre però precisare che non tutte le strutture sono dei rifugi veri e propri. Infatti alcune sono unicamente dei bivacchi, cioè piccoli complessi dotati soltanto di alcuni posti letto (massimo 15 - 20), senza alcun tipo di gestione. Ci sono poi i rifugi veri e propri. Questi sono normalmente presidiati nella bella stagione. Sono aperti nei weekend da metà maggio a metà ottobre mentre, da fine giugno a metà settembre, tutta la settimana. I rifugi che sorgono ad altitudini meno elevate, data anche la vicinanza di vie d'accesso percorribili in automobile, hanno la possibilità di proseguire l'attività per periodi dell'anno più lunghi. Hanno, di solito, anche un servizio di "alberghetto", infatti è possibile non solo approfittare della cucina ma, molto spesso, si può anche pernottare. L'ambiente che circonda i rifugi ed i bivacchi è molto vario. I rifugi a bassa quota, che si aggirano sui1500 metri, sono circondati da molto verde, mentre in quelli caratterizzati da una elevata altitudine si possono apprezzare panorami ampi, magari con meno vegetazione, ma di grande respiro. Possiamo incontrare anche camosci e stambecchi che si aggirano nelle vicinanze.

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resso l'Istituto lattiero caseario e delle tecnologie agroalimentare a Moretta (Cn), sono stati consegnati, ad inizio ottobre, gli attestati di frequenza agli alunni che hanno partecipato ai corsi per operatori montani finanziati dall'assessorato alla Montagna della Regione Piemonte e dall'assessorato alla Formazione professionale con il contributo del Fondo sociale europeo e il Ministero del lavoro. Organizzati dall'AgenForm-Consorzio, struttura che da diversi anni si occupa di progettare ed organizzare attività di formazione, ricerca e promozione di eventi sul territorio piemontese, con un investimento di 400mila euro, hanno permesso di realizzare oltre 40 corsi brevi nei settori dell'agricoltura, della trasformazione agroalimentare, del turismo, dell'edilizia rurale, della lavorazione del legno e della manutenzione ambientale. I corsi si sono svolti nella logica di sviluppo della pluriattvità in ambito montano, per favorire la creazione di redditi integrativi ed il superamento della stagionalità delle attività turistiche. Sono stati consegnati i riconoscimenti ai neo-operatori montani per la partecipazione ai corsi di coltivazione delle erbe officinali, di conduzione azienda agricola biologica, di trasformazione casearia di latte di pecora, di analisi dei flussi turistici stranieri e di riqualificazione del gestore di rifugi e posti tappa. Alla cerimonia di consegna dei diplomi sono intervenuti i rappresentanti degli enti locali e l'assessore alla Montagna della Regione Piemonte, Roberto Vaglio. "La formazione professionale assume sempre più, per chi sceglie oggi di lavorare in montagna, - ha affermato Vaglio- un ruolo di strategica importanza. È necessario infatti puntare sulla specializzazione e sulla qualificazione dell'offerta per essere competitivi e saper attrarre investimenti. A questo scopo, questi percorsi formativi rispondono alle reali esigenze delle micro-imprese che operano nei territori di montagna e che necessitano, nel corso dell'anno, di diversificare le loro attività. I corsi mirano a preparare operatori in grado di confrontarsi con le regole del mercato: il punto di forza consiste nel coniugare lo sviluppo delle attività tradizionali con gli strumenti di innovazione tecnologica e le ultime conoscenze in campo gestionale ed organizzativo". A partire da settembre 2004 è stata avviata l'organizzazione di 30 nuovi corsi, che copriranno tutte le vallate del cuneese, finalizzati a favorire le dinamiche di innovazione tecnologica nel settore agricolo-artigianale e in quello dello sviluppo sostenibile. A sottolineare la continuità di un'azione volta ad uno sviluppo costante delle terre di montagna. Per approfondimenti si può consultare il sito dell’Agenform: http://www.agenform.it/ associazioni varie, fanno anche proiezioni di diapositive, corsi di meditazione, manifestazioni musicali. Per concludere è bene sapere che in Piemonte, oltre a molti rifugi di proprietà privata, vi sono altre strutture che appartengono alle sezioni del Cai (Club alpino italiano). Questi ultimi comprendono 63 bivacchi e 98 rifugi situati a varie quote. Delegazione regionale del Cai
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L'esperienza del rifugio è molto salutare per il corpo, le lunghe camminate e l'aria buona sono utili per ritemprare i fisici affaticati dal lavoro e dall'inquinamento delle grandi città. Anche lo spirito ne giova grandemente. Infatti sono sempre di più i luoghi di incontro, di educazione ambientale, di scuole per gli sport d'alta montagna ed altro ancora. Alcuni in collaborazione con parchi e/o

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ontinua l'azione di promozione del commercio svolta dalla Regione, soprattutto nei confronti delle aree più disagiate. A seguito di un bando finanziato con i fondi del piano di sviluppo rurale 2000-2006, la Regione ha assegnato 1 milione 833mila euro a 148 negozi per l'effettuazione di investimenti volti a qualificare l'offerta commerciale. L'iniziativa fa parte di un programma più ampio che mira a rafforzare il tessuto del commercio, e dei piccoli negozi di vicinato, in tutti quei Comuni che hanno problemi di collegamenti, come ad esempio nelle aree montane. In queste zone il servizio commerciale, specie verso la popolazione anziana che ha più difficoltà di mobilità, svolge anche una funzione sociale. Nello scorso biennio i bandi avevano già portato all'assegnazione di circa 4 milioni di euro, di cui avevano beneficiato 70 imprese e oltre 30 Comuni. Lo scorso settembre, invece, altri 2,5 milioni di euro di contributi sono stati assegnati a 35 Comuni montani per la ristrutturazione o la creazione di nuove aree adibite a mercato. Gli obiettivi dell'azione sono di favorire l'accesso ai servizi commerciali

PICCOLI NEGOZI COMMERCIO CRESCONO
sia da parte della popolazione residente che occasionale, nonché promuovere il territorio e la sua economia mediante la creazione o il rafforzamento di servizi essenziali. Sono stati ammessi a contributo in conto capitale fino al 40 % della spesa, e per un importo massimo di 100mila euro, gli esercenti del piccolo commercio al dettaglio che operano in Comuni appartenenti a una Comunità montana e con popolazione inferiore ai 3mila abitanti. Poiché nelle aree montane la carenza di servizi, commerciali e non, pregiudica sia la qualità della vita dei residenti che i potenziali flussi turistici, si è ritenuto prioritario sostenere le piccole imprese commerciali, sia esistenti sia nuove, che investano in ristrutturazioni di immobili, attrezzature,

La Regione ha assegnato contributi a 148 negozi in aree svantaggiate
macchinari e impianti. Ciò per aiutare gli operatori che, oltre al commercio, siano disponibili a svolgere anche servizi di pubblica utilità che possono andare dal dispensario farmaceutico al noleggio di auto, dall'ufficio postale al ristorante, dall'informazione turistica ai sistemi di pagamento online, alla prenotazione di biglietti, per arrivare alla creazione di centri polifunzionali di servizi, come auspicato dalla riforma regionale del commercio.

L’elenco dei Comuni dove hanno sede gli esercizi
Ecco il dettaglio dei contributi su base provinciale (da Vercelli non sono pervenute domande) con in ordine: città, numero di imprese beneficiarie e contributo erogato in € € . Alessandria 20 - 238.182; Asti 4 - 47.762; Biella 17 152.991; Cuneo 26 - 341.018; Novara 2 - 19.048; Torino 69 - 831.322; Verbano Cusio Ossola 10 -- 203.454. In totale le aziende sono 148 per un contributo di 1.833.780 €€. Questo l'elenco dei Comuni dove hanno sede gli esercizi. Provincia di Alessandria: Bistagno, Borghetto Borbera, Bosio, Carrosio, Cremolino, Fabbrica Curone, Gramiasco, Melazzo, Pareto, Ponti, Rocchetta Ligure, S. Sebastiano Curone, Tagliolo Monferrato, Vignole Borbera, Visone, Voltaggio. Provincia di Asti: Bubbio, Olmo Gentile, Vesime. Provincia di Biella: Camburzano, Coggiola, Masserano, Netro, Occhieppo Superiore, Pollone, Pralungo, Pray, Quaregna, Tollegno, Valdengo, Zimone, Zubiena. Provincia di Cuneo: Briaglia, Cartignano, Castino, Cortemilia, Demonte, Frabosa Soprana, Gaiola, Gorzegno, Melle,
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Mombasiglio, Monesiglio, Montaldo Mondovì, Montemale, Murazzano, Piasco, Robilante, Roburent, Roccaforte Mondovì, Sale Langhe, Sampeyre, Vernante. Provincia di Novara: Nebbiuno. Provincia di Torino: Bardonecchia, Borgone di Susa, Bruzolo, Cantalupa, Caprie, Ceres, Ceresole Reale, Cesana Torinese, Chialamberto, Frossasco, Giaglione, Issiglio, Locana, Meana di Susa, Nomaglio, Oulx, Pomaretto, Porte, Pragelato, Prali, Quincinetto, Rocca Canavese, Roure, Rubiana, Ruglio, S. Giorio di Susa, Sauze d'Oulx, Sestriere, Sparone, Tavagnasco, Traves, Usseaux, Vaie, Valgioie, Villar Pellice, Villarfocchiardo, Viù. Verbano Cusio Ossola: Baceno, crodo, Formazza, Gurro, Masera, Montescheno, Premosello-Chiovenda, Re, S. Maria Maggiore.
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UN MONDO F LA CITTADELLA PER FAR LEGGER
di CRISTINA SEYMANDI

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e straordinari veicoli di fantasia: tutto questo contornato da spazi per laBoves è in costruzione, fi- boratori, esposizioni temporanee e nanziata dalla Regione permanenti. Piemonte e dalle fonda- La Cittadella dunque coltiva l'ambizioni bancarie Crt e Crc, zione di immergere i bambini delle la Cittadella della Letteratura per elementari e medie in una dimensioRagazzi. Un luogo unico in Europa ne fantastica dove il tempo e lo spain cui gli ambienti riproducono i zio sono strutturati in modo diverso mondi fantastici generati dalla lette- dal tempo e dallo spazio reali. Apriratura dedicato ai più giovani. L'o- rà nel 2005. Un protocollo d'intesa con il Miur (Mibiettivo è ricreanistero dell'istrure, mediante l'imzione) assicura mersione nella Tassello importante ufficialità e corfantasia, un vivo per attrarre un turismo rettezza didattica interesse alla letall'iniziativa. tura. La Cittadella scolastico e culturale L'idea della Cittaha una solida e della ha riscosso scientifica struttu- di qualità un grande succesra di riferimento che contribuisce so anche presso in termini pedagli operatori culgogici volta a pre- al rilancio economico turali francesi. In sentare nuovi meparticolare la città todi di animazio- delle vallate alpine. di St. Jean Cap ne alla lettura. La cooperazione Ferrat ha subito Coinvolgimento proposto una colemozionale me- Interreg con i francesi laborazione con diante motivi letBoves terari, metodologia della comunicazione innovativa per modernizzare, stie attenzione al 'gioco' generato dalla molare e promuovere, lettura, sono le tre linee portanti su presso i giovani francui si è strutturato il lavoro di pro- cesi e italiani, la letgettazione dell'équipe di esperti co- tura dei libri, coordinata dal progettista dell'iniziati- struendo metodova, Nico Vassallo, che sottolinea: logie di lavoro "Accanto al rapporto personale del condivise. visitatore con il libro c'è anche l'at- Da questa collatenzione allo scambio interculturale borazione è scatusulla linea della più moderna ricerca rito il progetto finanziato dal Pic Interpedagogica". La Cittadella prevede dunque un reg III A "Citadelle de la percorso di visita che attraversa am- Litterature pour les jeubienti come isole selvagge, foreste, nes". vascelli antichi, macchine del tempo Attraverso questo progetto
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saranno attivati programmi di formazione per operatori di settore quali un corso di 1.200 ore con l'obbiettivo di fare un punto sulla letteratura giovanile europea. Le materie trattate saranno strumenti utili per potersi orientare nel panorama della promozione alla lettura. I docenti, tra cui Sergio Zavoli, Ugo Nespolo, Anna Parola, Roberto Denti, Rita Valentino Merletti con la loro esperienza contribuiranno a delineare, secondo le più moderne modalità di comunicazione, la figura di un operatore in grado di stimolare i ragazzi alla lettura. Il corso prevede anche stage all'estero
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O FANTASTICO A DEL LIBRO ERE I RAGAZZI
Il plastico rappresenta come sarà la Cittadella dopo i lavori di ristrutturazione. A destra, una delle riproduzioni dei mondi raccontati dai classici della letteratura rivolta al mondo giovanile

Boves, da una vecchia filanda, nasce un luogo unico in Europa. Fiabe e mondi fantastici per rafforzare il gusto della lettura nel mondo dei ragazzi. Grazie al contributo di Regione Piemonte e fondazioni bancarie
per confrontare esperienze sperimentate nei vari paesi europei. Un'altra azione considerevole sarà la realizzazione di scambi pedagogici, i cui protagonisti saranno classi italiane e francesi dell'area transfrontaliera che si sposteranno per conoscere le realtà dei loro coetanei e per costruire con loro originali percorsi di lettura sui temi del mare e della montagna. Altro obiettivo del progetto è la costituzione e l'utilizzo di fondi documentali pedagogici e didattici che nasceranno dall'esperienza comune con un duplice obiettivo: quello di fornire strumenti utili alla formazione di operatori culturali per l'animazione alla lettura e quello di recuperare il patrimonio letterario storico e culturale legato all'immaginario giovanile del passato. I partner del progetto sono le città di St. Jean Cap Ferrat e di Boves e
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l'Associazione Cuneoeventi. Intervenendo alla presentazione del 24 settembre a Boves, che ha riscosso un buon successo per le modalità innovative (un vero e proprio spettacolo), l'assessore Roberto Vaglio ha sottolineato: ”La Cittadella della letteratura per ragazzi è un'iniziati- Il presidente della Repubblica, Azeglio Ciampi, in visita alla va ambiziosa e Cittadella nel settembre del 2003, accanto al responsabile unica in Europa culturale del progetto Domenico Vassallo che la Regione Piemonte sostiene con entusiasmo e tiva un tassello importante del più con un importante impegno finan- articolato impegno di rilancio socio ziario. L'assessorato alla Montagna, culturale ed economico dei territori in particolare, individua nell'inizia- di montagna del Piemonte”.
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REGIONE PIEMONTE

Assessorato Politiche per la Montagna, Foreste e Beni Ambientali
10128 Torino - corso Stati Uniti 21 - tel. 011-43211 assessore.montagna@regione.piemonte.it www.regione.piemonte.it/montagna Per telefonare direttamente agli uffici comporre 011-432 seguito dall'interno desiderato (riportato nella tabella sotto) ASSESSORE Roberto VAGLIO UFFICIO COMUNICAZIONE Barbara CAMUSSO Simona TOBIA RESPONSABILE SEGRETERIA Claudia BATTISTI SEGRETERIA Tina CARRANO Simonetta BLASIO DIREZIONE ECONOMIA MONTANA E FORESTE Corso Stati Uniti 21 - 10128 Torino DIRETTORE Nino BERGER direzione14@regione.piemonte.it SEGRETERIA DI DIREZIONE Chiara CAREGLIO Claudio PANAROTTO SETTORE POLITICHE COMUNITARIE RESPONSABILE Andrea Ezio CANEPA fax 011.432.2941 andrea.canepa@regione.piemonte.it SETTORE POLITICHE FORESTALI RESPONSABILE Franco LICINI 4359 fax 011.432.5910 tosettore.foreste14-2@regione.piemonte.it STRUTTURA FLESSIBILE PER L’ATTUAZIONE DEI PROGETTI DI VALORIZZAZIONE DELLA MONTAGNA progetti.montagna@regione.piemonte.it 2303 SETTORE GESTIONE ATTIVITA' STRUMENTALI PER L'ECONOMIA MONTANA E LE FORESTE RESPONSABILE Carlo TORRENGO 4322 4309 SETTORE ANTINCENDI BOSCHIVI E RAPPORTI CON IL CORPO FORESTALE DELLO STATO RESPONSABILE Vito DEBRANDO Via Dominioni 4 - 28100 Novara Tel. 0321-66.67.33 - fax 0321-66.67.83 Piazza Matteotii 34 - Verbania Intra Tel. 0323-40.53.10 - fax. 0323-40.43.60 Via Romiti 13 bis - 28037 Domodossola Tel. 0324-22.68.11 - fax 0324-22.68.67 vito.debrando@regione.piemonte.it SETTORE IDRAULICA FORESTALE E TUTELA DEL TERRITORIO RESPONSABILE Valter VESCOVI Via del Guasco 1 - 15100 Alessandria Tel. 0131-28.53.12 - fax. 0131-28.53.10 alsettore.foreste14-7@regione.piemonte.it 2648 4387 2792 5215 4712 1631 3937 4808 fax 011.432.5434 Piazza Castello 5 10015 Ivrea Tel. 0125-42.44.44 - fax 0125.44.970 carlo.torrengo@regione.piemonte.it SETTORE GESTIONE PROPRIETA' FORESTALI REGIONALI E VIVAISTICHE RESPONSABILE Vincenzo RENNA Via Pirandello 8 - 13100 Vercelli Tel. 0161-26.17.11 - fax 0161-26.17.55 Via Q. Sella 12 - 13051 Biella Tel. 015-40.52.37 Corso Roma 35 - 13019 Varallo Sesia Tel. 0163-51.149 vincenzo.renna@regione.piemonte.it SETTORE ECONOMIA MONTANA Corso Nizza 72 - 12100 Cuneo Tel. 0171-69.53.41 La responsabilità è attualmente in capo alla Direzione

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Per informazioni sul conto e sulle condizioni economiche relative ai servizi aggiuntivi a pagamento, rivolgersi agli Uffici Postali e consultare i Fogli Informativi o il sito www.poste.it

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Costa al massimo 30,99 euro all’anno per le registrazioni in conto.

+

30,99 euro possono durare una sera.

Con Conto BancoPosta tutto l’anno.

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ONLINE IL NUOVO SITO

WWW.REGIONE.PIEMONTE.IT/MONTAGNA

Il sito internet dell’assessorato alla Montagna della Regione Piemonte si presenta con una nuova grafica, contenuti più ricchi e una sezione dedicata alla modulistica. Intanto è nato montagnapiemonte.it un nuovo sito per sapere tutto sulle montagne della nostra regione

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