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In merito ai conflitti tra gli esseri umani

Gennaro Scala
Novembre 14, 2011

Ritorno a ragionare sul conflitto come continuazione di un precedente scritto sulla relatività dei conflitti, in quanto ritengo tale questione cruciale per un contributo ad una teoria politica che faccia tesoro della storia passata e degli errori e fallimenti dei precedenti movimenti politici, e che cerchi di mettere in pratica il tanto noto quanto trascurato principio: sbagliando s’impara. Proviamo innanzitutto a porci una domanda, se vogliamo, ingenua. Perché il conflitto tra gli esseri umani? Solitamente, esso viene attribuito al retaggio animale degli esseri umani. Eppure gli animali di una stessa specie non si danno la caccia tra loro. Fra gli animali che vivono in branchi sorgono conflitti per stabilire la gerarchia all’interno del branco, ma raramente questo conflitto si conclude con l’uccisione, in quanto la maggior parte delle specie hanno elaborato dei rituali che permettono di limitare il conflitto allo stabilire simbolicamente la prevalenza dell’uno o dell’altro. A parte questo, il lupo non è uomo al lupo, né si organizza per combattere altri branchi di lupi. Ma se anche un retaggio animale del conflitto esistesse, vi è pure una dimensione specificamente umana del conflitto, la quale, che io sappia, non è stata per nulla considerata. Essa deriva proprio dal fatto che l’essere umano è un animale sociale che riproduce la propria esistenza attraverso la cooperazione sociale, la quale, però, a differenza di altre specie altamente sociali, come le formiche o le api, non è assicurata dagli istinti, essendo l’organizzazione sociale frutto dell’intelligenza umana, ma nasce come conflitto tra diverse idee di organizzazione sociale e come conflitto tra diversi ruoli nell’ambito dell’organizzazione sociale, tra cui alcuni sono di direzione e altri di subordinazione. È qui l’origine del carattere specificamente umano del conflitto. Il conflitto nasce proprio dalla necessità che gli esseri umani hanno di cooperare gli uni con gli altri. Coloro che come Marx hanno ritenuto principalmente l’essere umano un animale sociale, hanno visto nel conflitto un retaggio animale superabile con la civilizzazione. La divisione in classi era iniziata quando gli esseri umani primitivi invece di divorare i nemici sconfitti scoprirono che era molto più vantaggioso ridurli in schiavitù al fine di far loro svolgere vari lavori sgradevoli. Era così finito il comunismo primitivo. Questa è la “narrazione” engelsiana, probabilmente condivisa dallo stesso Marx. Da un canto, il conflitto (sociale) è ritenuto da Marx il motore principale dell’evoluzione sociale, dall’altro l’evoluzione sociale, frutto del conflitto sociale, avrebbe portato da una società (il comunismo) in cui il conflitto sarebbe scomparso. Con la fine dei conflitti sarebbe finita la preistoria dell’umanità e sarebbe iniziata la storia vera e propria. Ma sarebbe stata la storia di un’umanità finalmente pacificata, una storia senza più tante storie. Per cui per parafrasare le sue stesse parole, c’erano state delle storie, ma con il comunismo non ce ne sarebbero state più. Ahimè, ma così sarebbe calato definitivamente il sipario sulla “commedia umana”. La teoria marxiana è un per un certo verso un modello ancora insuperato di analisi della struttura sociale, ma presenta delle gravi carenze, risultato di una concezione errata del conflitto, sulla questione nazionale o per dirla in altri termini sulla questione della sovranità. L’esperienza storica dimostra che proprio questa carenza è stata fatale al movimento comunista. E’ significativo che Hobbes, materialista come Marx, abbia considerato il conflitto in modo decisamente opposto. “L’uomo non è un animale sociale” nega recisamente Hobbes. La conflittualità è intrinseca all’essere umano, ma siccome gli esseri umani hanno bisogno di cooperare gli uni con gli altri, ecco che sorge lo stato, il Leviatano che impone la pace sociale. Questa è una base, seppur essa stessa unilaterale, sicuramente più realistica per la teoria dello stato, e non è un caso, invece, che Marx non elaborò mai una vera teoria dello stato, uno dei difetti principali del comunismo, che ritroviamo nello stesso Lenin, il quale era convinto che la gestione dello stato potesse essere semplificata al punto che anche una cuoca ne sarebbe stata capace. Questo era il punto di vista dominante fra i comunisti. Non deve quindi sorprendere che Stalin abbia dovuto salvare in modo dittatoriale lo stato sorto dalla rivoluzione sovietica. Dalla necessità di limitare il conflitto, affinché non comprometta la necessità della cooperazione

tale metafisica era stata uno dei pilastri ideologici del nazismo. Il divenire sociale è il risultato dall’intreccio di queste tre forme di conflittualità. Lo sviluppo in Unione Sovietica sorse dalla volontà e dalla consapevolezza del gruppo dirigente staliniano della necessità di mettersi al passo con le altre potenze. e infine la conflittualità interindividuale. che consisteva non certo nel fatto in sé del necessario riconoscimento della volontà di affermazione individuale. ma esiste anche la legittima volontà di affermare il proprio merito. che ha approfittato delle rivalità europee. E’ questa una contraddizione che finora le società umane non hanno superato e che forse non supereranno mai. ma con la cosiddetta globalizzazione ha assunto una dimensione specifica. Sorge così la necessità di una forma di regolazione dei rapporti internazionali. come teoria della trasformazione sociale è quantomeno incompleta. ogni conflitto può assumere un significato diverso in relazione ad altre forme di conflitto. le forme di regolazione dei rapporti tra gli esseri umani sia per quanto riguarda gli scambi. cioè la necessità di un ordinamento sociale che permetta agli esseri umani di riprodurre la propria esistenza. ma questa regolazione finora si è realizzata attraverso il predominio di una singola nazione che impone la propria forma di regolazione. la conflittualità sociale. cioè stati e coalizioni di stati. i prodotti agricoli e i manufatti provenienti da altre nazioni. Come è stato chiarito da G. Con l’avvento del’egemonia americana vi è stato inoltre un cambiamento di sistema all’interno dello stesso sistema capitalistico. nonché di un imperialismo europeo ormai avulso dalla realtà storica. allargando la forbice della diseguaglianza. Il ruolo della conflittualità interindividuale è stato del tutto ignorato dal comunismo. feudalesimo. e che decise di utilizzare tutti gli strumenti dello stato a tal fine. La mossa teorica decisiva di G. possono essere spinti ad approfittare dello scontento sociale al fine di imporre un diverso ordinamento. Per quanto riguarda la conflittualità tra formazioni particolari essa è sempre esistita. come ho esposto nel mio articolo “relatività dei conflitti”. monarchia. ma si tratta soltanto di un accenno in quanto il sistema di Marx è stato sostanzialmente dualistico. il che genera a sua volta conflitto. senza alcuna considerazione per la realtà effettiva. tra cui alcuni strati che occupano una posiizone subordinata all’interno degli stessi strati superiori. È all’interno di questa contraddizione che si verifica un andamento ciclico nel quale il degenerare di un ordinamento amplia il novero degli scontenti. questa viene messa in discussione nella misura in cui le potenze sottoposte raggiungono una potenza che eguaglia quella della potenza predominante. ma una volta che questa volontà venne a cessare la società smise si svilupparsi. per la riproduzione del proprio sistema sociale. Poiché è una forma di regolazione che viene imposta tramite una diseguaglianza. anche dallo stesso Marx. Il conflitto viene limitato attraverso il potere di alcuni gruppi sociali di sopprimere il conflitto. che si allarga fino alle classi superiori. Il modello dualistico marxiano è oggi assolutamente insufficiente per l’analisi politica. sia per quanto riguarda le forme del dominio politico. Gli ordinamenti sono equilibri basati sul disequilibrio. Questa dinamica era stata ipotizzata dallo stesso Marx quando ne Il manifesto del partito comunista indicava la possibilità che in alcuni casi strati delle classi superiori si stacchino dalle stesse per unirsi alle classi inferiori. Così all’egemonia inglese è succeduta l’egemonia statunitense. alle quali. capitalismo. per sostituirsi all’Inghilterra come potenza egemone. poiché il capitalismo americano è un . in quanto i settori dominanti scontenti possono modificare gli equilibri di un determinato sistema soltanto ricercando l’appoggio delle classi inferiori e tal fine devono dare necessariamente una risposta ai problemi pressanti che si verificano in un sistema sociale che ha subito una fase grave di degenerazione. compromettendo il motivo per cui era sorta. Heidegger fu uno dei primi ad rendersi conto del carattere disastroso di tale metafisica. mancando della molla individuale all’accrescimento della ricchezza. in quanto con l’aumento degli scambi internazionali e con il sorgere della divisione internazionale è aumentata la interdipendenza tra le singole nazioni. La volontà di migliorare la propria condizione e di affermare il proprio merito è uno dei motori fondamentali dell’evoluzione sociale e laddove la si è voluta sopprimere come nell’Unione Sovietica la società ne è risultata ingessata. la trasformazione sociale è determinata principalmente dalla lotta di classe contro classe. il quale aveva voluto affermare la volontà di affermare la potenza tedesca. La Grassa le forme di principali di conflitto possono essere divise in tre grandi gruppi: la conflittualità tra formazioni particolari. democrazia parlamentare. La Grassa è stata quella di spezzare questo schema dualistico. tuttavia. Esiste una conflittualità interindividuale che si traduce in volontà di sopraffazione. e proprio come reazione al socialismo volle affermarlo in modo unilaterale fino ad elaborare una “metafisica della volontà di potenza”. Nietzsche colse con esattezza questo aspetto del socialismo e la sua continuità con il cristianesimo. ma nel fatto che essa veniva astratta dalla realtà sociale diventando appunto una metafisica. mettendo al centro il conflitto tra i dominanti.tra gli esseri umani sorgono gli ordinamenti. Questa diseguaglianza tende per sua natura a degenerare. a seconda del contesto la lotta di classe può assumere una valenza positiva o al contrario negativa. diventano necessarie le materie prime.

Tuttavia essendo questi degli strati inferiori che hanno trovato una forma fasulla di mobilità sociale attraverso non la condivisione di ruoli effettivi nell’economia o nella gestione dello stato. ma come esecutori degli ordini del grande capitale. per il resto è rimasto un sistema di capitalismo familiare in quanto la modernizzazione. Il capitalismo manageriale statunitense è un capitalismo con un diverso ruolo della classe media che riesce ad introdursi nei gangli effettivi del potere sia economico che politico. ma ancora non vi sono forze capaci di contrastare la potenza statunitense. saranno falcidiati essi stessi dalla crisi del capitalismo manageriale. di sostituirsi all’Inghilterra quale potenza egemone. che è stata la causa principale dell’indebitamento di questi stati. Obama sono classe media. Già nella fase attuale Inghilterra. impossibile per i limiti naturali della potenza tedesca. Il fascismo e il comunismo europeo (quello russo fu un fenomeno sostanzialmente diverso). furono il frutto di un’Europa incapace di comprendere i profondi cambiamenti mondiali. Grecia. I Clinton. finendo per consegnare l’egemonia agli Usa senza nessun contrappeso. La potenza statunitense ha perso la capacità di funzionare da centro regolatore e cerca di perpetuare il proprio dominio attraverso la “strategia del caos”. ogni stato moderno ha bisogno di un esteso sistema amministrativo. L’incapacità dei comunisti tedeschi di comprendere la questione nazionale. In Italia una delle poche figure del capitalismo manageriale è stata Enrico Mattei. teorizzata e pratica dai dominanti statunitensi. sostanzialmente parassitario. mentre era evidente alla maggioranza della popolazione tedesca che la sottomissione nazionale era la causa della rovina e della fame. Francia e Germania cercano di riposizionarsi facendo pagare la crisi ai cosiddetti PIIGS (Portogallo. settori che si espandono in modo abnorme. Ma se anche si fossero le condizioni soggettive e la presenza di un gruppo politico orientato in tal senso. grazie ad un aumento della produttività del lavoro e conseguente aumento della quota di pluslavoro che consente di “mantenere” uno strato molto più ampio di persone non direttamente impegnate nei lavori produttivi (di plusvalore) ed è stato uno dei capisaldi del consenso verso questo sistema. o dell’amministrazione statale. Ma quello stesso stato che era stato l’arteficie principale del “boom” economico. essi generano una conflittualità interna di natura ideologica che fu causa della nascita di regimi abnormi. Irlanda. Non è un caso che soltanto in Europa questione sociale e questione nazionale si presentarono in maniera così nettamente separata. tale cambiamento troverebbe un ostacolo insormontabile nell’attuale mancanza di potenze capaci di contrastare la potenza statunitense. italiana è stata una modernizzazione a metà. particolarmente in Italia e in Grecia. cosa da cui siamo ben lontani. Spagna). il quale sta riaffermando il suo ruolo primario. ma non più con un ruolo in ascesa come classe. anzi in questi giorni tanti balordamento festeggiano l’asservimento definitivo dell’Italia immaginando nella loro testa chissà quale cambiamento. nel principale fautore di quel clientelismo che ha portato all’abnorme espansione del ceto medio semicolto. mentre si espanderanno i privilegi della classe politica che è il fulcro del ceto medio semicolto. Questo spazio apertosi nel potere era stato colto anche dalla classe media tedesca che si giocava la carta dell’egemonia mondiale tedesca. furono due movimenti politici che si svilupparono in opposizione complementare. Italia. proprio perché poggiava su basi instabili e incerte e soprattutto subordinate. Ceto medio semicolto non sono semplicemente gli statali. ceto medio semicolto è la degenerazione del capitalismo manageriale in cui la classe media non riesce effettivamente ad appropriarsi dello stato e entrare nella gestione dell’economia. Tuttavia questo cambierà nei prossimi decenni. e capaci di fornire una sponda ad un’Italia che volesse riposizionarsi all’interno del contesto dei rapporti internazionali. . in cui la questione nazionale assunse una dimensione abnorme con il tentativo nazista. come seguirebbe necessariamente da un sostanziale cambiamento del quadro politico italiano interno. la quale però era un gigante con i piedi d’argilla. ancora la maggioranza non ha verificato con mano che sta diventando un paese povero e disintegrato dalla sua classe politica. dove invece della classe media produttiva ha prevalso un ceto medio semicolto. ma attraverso forme di parassitismo. Anche se ci fosse la consapevolezza soggettiva della situazione oggettiva. L’egemonia del capitalismo manageriale ha portato ad un generale avanzamento della classe media nei “paesi occidentali”. è presto degenerato. ebbe come reazione opposta il nazismo. La degenerazione di questo sistema in Italia ha già raggiunto un livello tale che il paese potrà salvarsi dall’affondamento soltanto attraverso un cambiamento di sistema. se non quello costituito dalla potenza sovietica. soprattutto per quanto riguarda le forme di assistenzialismo e clientelismo statale. di cui Mattei era stato avanguardia eroica. cioè Stati Uniti con al seguito l’Europa subordinata è destinato a disintegrarsi presto. nei settori dello spettacolo e del giornalismo e in ambito accademico. sicuramente il “blocco occidentale”. ma in coabitazione con il grande capitale. tuttavia questo sviluppo ha finito per assumere forme malsane in Europa. senza considerare i limiti della potenza dello stato tedesco. ma si crea una falsa forma di mobilità nell’ambito della politica. una modernizzazione su basi arretrate.capitalismo qualitativamente diverso dal capitalismo borghese ottecentesco.

alla politica si circondava di nani e ballerine. suppure potrà assumere delle forme estremamente drammatiche. ma in modo che dopo sarà ben difficile riprendersi. È per questo che queste mie riflessioni vorrebbero poter travalicare i confini nazionali. scientifico. Scrive Costanzo Preve: “La formazione del niccianesimo novecentesco fa parte di un conflitto storico reale. . Il conflitto conferisce senso alla vita perché non è che l’altra faccia del relazionarsi degli esseri umani gli uni con gli altri.Successivamente gli Usa hanno usato questa divisione. manipolando sia l’antifascismo che l’anticomunismo per stabilire il loro dominio sui paesi europei. tecnico. fine settimana. o quanto meno si è modificato strutturalmente lo scenario storico ed il quadro filosofico. e la vita per il singolo ha senso soltanto nella relazione con l’altro essere umano. artistico del domani. gli Usa potrebbero mantenere il ruolo di potenza egemone (anche se. ma sicuramente verranno sconvolti i rapporti internazionali e gli stessi sistemi sociali. in particolare all’inestirpabile particolarismo. dato il livello di consapevolezza diffuso e la degenerazione completa della classe politica il disastro sembra assicurato. ritrascinerà nei conflitti tanti che avrebbero trascorso la vita imbambolati nel tran tran casa. La crisi del sistema. una certa agiatezza materiale che ai più rendeva accettabile la gabbia in cui si veniva rinchiusi. oppure addirittura liquidato fisicamente. alcuni popoli vanno avanti altri regrediscono. si è ritrovato completamente solo di fronte all’attacco internazionale. Lo stesso Berlusconi. Ma ora è venuta meno la ragione del contendere. Altri popoli saranno protagonisti dello sviluppo sociale. l’insieme dei suoi gruppi sociali. come è avvenuto con la classe politica della cosiddetta prima repubblica. assurdo personaggio che invece di dedicarsi. Se questo sarà il destino dell’Italia. o più esattamente tragico visto da vicino e comico visto da lontano. Inoltre. considerata la sostanza umana della sua attuale classe dirigente. la stupida furbizia che caratterizza tutti i gruppi sociali. consistenti in un certo tenore di vita. ed abbiamo cercato di spiegare sommariamente perché c’è stata. tuttavia la crisi ha spinto i dominanti a scalzare le basi materiali di questo individualismo. C’è stata. in quanto questione cruciale su cui riorganizzare la prassi politica. quella del rivoluzionario democratico e quella del ribelle aristocratico. una gabbia dorata costruita apposta per evitare il “contatto” con gli altri. lavoro. La maggiore preoccupazione dei governi occidentali del dopoguerra è stata quella di neutralizzare il conflitto. Un paese senza guida politica. oggi queste due vie sono fallite entrambe. in cui la sua classe politica parassitaria ha consegnato il paese alle potenze straniere (agli Stati Uniti dietro il paravanto dell’Unione europea). ed era accuratamente “sorvegliato” dall’alto da una grande oligarchia capitalistica che favoriva questi giochi gladiatori in quanto circenses ideologiche passavano sempre a lato dei veri conflitti… La lunga guerra tra Marx e Nietzsche. La conflittualità sociale esiste e sarebbe un errore volerla eliminare in una indistinta “comunità nazionale”. inevitabilmente finirà in fondo alla scala delle relazioni internazionali. Questo conflitto fu tragicomico. quando ha cercato di promuovere degli accordi con la Russia e con la Libia che erano nell’interesse del paese. di un individualismo che separa il singolo dal resto della realtà sociale. ciò mi sembra improbabile). dovrà dare la colpa ai propri difetti. per cui ha deciso di tradire un paese che di fatto non gli aveva dato nessun appoggio. tuttavia deve diventare consapevolezza diffusa che questa conflittualità sociale deve essere messa da parte quando vi è un attacco esterno allo stato. Ammesso che ci fossero due vie d’uscita per la crisi della modernità. D’altronde così vanno le cose. la guerra civile sociale e culturale fra la piccola borghesia (pseudo-nicciana) e le classi popolari subalterne (pseudo-marxiste). la popolazione. Sarà la storia che ricomincia. Ma. bisogna essere ben consapevoli che questo tipo di ordinamento internazionale è destinato a sfasciarsi. Quel che resta delle classi medie produttive dovrebbe cercare innanzitutto un’alleanza con le classi inferiori al fine di impedire il saccheggio dell’Italia. per spolparlo delle sue ricchezze residue a fargli pagari i costi della crisi. vacanze. La statuetta che gli è stata lanciata in faccia gli ha fatto capire di non godere di nessuna protezione. di essere solo in quel paese in cui si diceva era capo del governo. promotore e risultato dello stato di grave decadenza del paese. altrimenti dare la preminenza alla conflittualità sociale sia da parte delle classi medie che delle classi inferiori vuol dire tradimento del proprio paese.” Vorrei aggiungere che chi intende perpetrare questa guerra finisce per essere un alleato consapevole o inconsapevole dell’Impero. in quanto si legittimava su di un doppio equivoco. Mi preme innanzitutto sul piano teorico affermare l’esigenza di una diversa considerazione del conflitto. è finita. soprattutto attraverso la propagazione. da presidente del consiglio. putroppo soltanto una crisi devastante può ormai colmare lo frattura tra situazione oggettiva e consapevolezza soggettiva. Non aveva nessuna possibilità di opporsi alla volontà statunitense senza essere estromesso dalla carica con una condanna giudiziaria. dunque. attraverso un vastissimo apparato di indottrinamento.

ma di indirizzare i conflitti in modo che assumano forme non distruttive che concorrano allo sviluppo di società più giuste. più sane. .Compito delle forze politiche positive del domani non dovrebbe più essere quello di voler eliminare le cause dei conflitti. più vitali.