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Walkman SONY XXX* anniversario: 1979/2009.

La storia del suo predecessore: lo Stereobelt.

Era il primo luglio del 1979, quando la SONY commercializzò (inizialmente in Giappone) un
apparecchio destinato a cambiare radicalmente e per sempre (a livello planetario) le abitudini nella
fruizione della musica su supporto, fuori dalle mura domestiche. Questo apparecchio era il TPS-
L2, il primo Walkman della storia. In realtà non si sarebbe dovuto chiamare “Walkman” e
nemmeno fu il primo. Ma procediamo con ordine, facendo un passo indietro.

Alcuni anni prima, nel 1972, il tedesco Andreas Pavel, residente sin da giovanissimo in Brasile e
gia dirigente televisivo ed editore, realizzò quello che, a tutti gli effetti, si può considerare il primo
vero e proprio riproduttore stereo a cassette portatile della storia, ed antesignano del Walkman
SONY: lo Stereobelt.

Il primo test pratico sul campo dell‘apparecchio, fu eseguito da Pavel sulle nevi di St. Moritz in
Svizzera, nel febbraio dello stesso anno. Per la cronaca il primo brano in assoluto suonato dallo
Stereobelt, fu “Push Push” del flautista jazz Herbie Mann. Negli anni seguenti, Pavel cercò di
interessare alla sua realizzazione, alcune grandi aziende elettroniche come: ITT, Grundig, Philips
(ditta che aveva brevettato la Compact Cassette, presentata nel 1963) e Yamaha, ma senza
successo. Nel 1977 Andreas Pavel brevettò il suo Stereobelt in Italia, ed in seguito negli Stati
Uniti, Germania, Gran Bretagna e Giappone. In Italia fu anche realizzato il prototipo (od i prototipi;
non è dato sapere se più d’uno) dalla ditta Media Dream di Milano.
Decisamente più ingombrante rispetto al Walkman, lo Stereobelt era sostanzialmente costituito da
due distinte unità che, come fa intuire il nome, venivano agganciate alla cintura. Una unità era il
riproduttore a cassette vero e proprio, con inserzione della cassetta di tipo rapido a slot. L’altra
unità consisteva in un sintonizzatore con l’amplificazione per la cuffia. Tutte e due le unità,
disponevano di una ricca dotazione di comandi e controlli, con indicatori e VU meter a LED. Nel
1980, a seguito dell’introduzione l’anno precedente da parte di SONY, del suo Walkman, Pavel
iniziò un lunghissimo e tormentato contenzioso legale, con il gigante giapponese dell’elettronica.
Solo nel 2004, dopo alterne vicende (sentenze contrastanti e cause legali terminate e riprese più
volte nel corso degli anni) sembra essere stata messa la parola fine all’intera vicenda. La SONY
avrebbe versato ad Andreas Pavel (il condizionale in questo caso è quanto mai d’obbligo) una
cifra in contanti di 10 milioni di Dollari e concesso allo stesso, le royalties sulla vendita di alcune
tipologie di Walkman. Inoltre Pavel sarebbe stato ufficialmente riconosciuto, come l’inventore della
tipologia del prodotto, ovvero dello stereo personale portatile. Questo sarebbe avvenuto, però,
solo dopo la scomparsa di Akio Morita (avvenuta nel 1999) co-fondatore della stessa SONY e
considerato come il “padre” del Walkman.

Il Walkman SONY mod. TPS-L2. Se Akio Morita può essere considerato il “padre putativo” del
Walkman, il suo ideatore fu Nobutoshi Kihara (soprannominato in seguito Mr. Walkman)
Ingegnere della divisione Audio del colosso nipponico.

Tra le altre cose, un team capeggiato da Kihara, aveva realizzato nel 1964 (sempre alla SONY) il
CV2000, il primo videoregistratore al mondo per uso casalingo. Si racconta che l’input per
l’ideazione del primo stereo personale portatile, gli venne dalla necessità di poter disporre di un
apparecchio leggero, compatto ed utilizzabile outdoor, per potere ascoltare le sue amate Opere,
durante i suoi frequenti voli transcontinentali. Il nome Walkman, inizialmente fu adoperato solo per
i modelli commercializzati in Giappone. Nel resto del mondo, vennero usate altre denominazioni
commerciali, tipo: Soundabout, Freestyle, Stowaway. A Morita non piaceva affatto il nome
Walkman e diede disposizioni affinché fosse cambiato. Ma nel frattempo, era iniziata una
massiccia campagna promozionale usante proprio il termine “Walkman” e sarebbe stato troppo
dispendioso, cambiarlo in corso d’opera. Così alla fine il termine “Walkman” rimase; termine che,
nel tempo, si rilevò essere assolutamente azzeccato nonché fortunato, visto il successo mondiale
della stirpe.

Il primo Walkman SONY, misurava 13,5 x 9 cm circa per uno spessore di 3 cm. Il prezzo di listino
in Italia, era di 230.000 Lire dell’epoca (1980). La fattura costruttiva complessiva del prodotto era
ottima; il corpo esterno era completamente metallico. I comandi presenti sull’apparecchio, erano
essenziali: sul lato dx i classici tasti per la manovra del nastro (PLAY - FF/CUE - REV/REVIEW -
STOP/EJECT), due mini slider per il volume (uno per canale), sul lato sx un commutatore “TONE”
per esaltare le alte o le basse frequenze. Un curioso tasto arancione, denominato “HOT LINE”, era
posto sul lato “alto” dell’apparecchio, vicino alle due prese minijack per le cuffie. Una volta
premuto, si attivava un piccolo microfono (incorporato nell’apparecchio) e contemporaneamente si
abbassava a livello di sottofondo, il programma musicale ascoltato, permettendo così (parlando
nel microfono di cui sopra) di comunicare con l’eventuale seconda persona, collegata in cuffia al
Walkman. Infine era presente (sul lato “alto“, vicino alle due prese per le cuffie) anche un mini
LED denominato “OPERATE” e (sul lato dx in basso) una presa per l’alimentazione esterna: DC
IN 3 V. L’alimentazione autonoma, era assicurata da due batterie stilo da 1,5 V. L’autonomia era
compresa, a secondo del tipo di batterie utilizzate, tra le 2,5 e le 8 ore. Opzionali, erano disponibili
degli accumulatori nichel/cadmio ed un alimentatore esterno. Con il Walkman, la dotazione della
confezione comprendeva: una cuffia di buona qualità, una cassetta, uno spinotto adattatore per la
cuffia (presa minijack > spinotto jack), una custodia in similpelle, un porta-cassette (sempre in
similpelle) ed una mini tracolla.

A seguito dello straordinario successo, del piccolo riproduttore stereo portatile della SONY, ad una
ad una, anche le altre grandi aziende del settore, si affrettarono a proporre con i nomi più curiosi, i
loro cloni del Walkman. Negli anni a seguire, il fenomeno della musica personale da ascoltarsi
ovunque, con l’aumento dell’offerta di prodotti, ed il conseguente abbattimento dei prezzi, assunse
proporzioni impensate. La figura del giovane con cuffietta in testa e Walkman in mano (o alla
cintura, in tasca, ecc.) non veniva più vista come curiosa o strampalata, ma cominciava poco alla
volta, ad entrare a far parte della cosiddetta “normalità” della vita quotidiana.

Nel tempo il termine “Walkman”, si svincolò dall’essere associato esclusivamente, a quel specifico
prodotto della SONY, ma divenne a tutti gli effetti, sinonimo di riproduttore stereo a cassette
portatile a prescindere anche dalla marca. In casa SONY, “Walkman” si trasformò nel corso degli
anni, in un vero e proprio brand. Continuarono infatti ad essere così identificate, anche le altre
tipologie di riproduttori/registratori audio portatili, basate via via sugli altri standard che si
susseguirono: CD (inizialmente denominati “Discman“, verso la fine degli anni ’90, quel termine fu
poi definitivamente abbandonato) DAT, MiniDisc. In seguito, in anni più recenti, SONY ha allargato
a tutta la sua produzione di dispositivi audio portatili (a prescindere dallo standard adottato) l’uso
della denominazione “Walkman”, che a partire dall’anno 2000 è identificata anche da un logo
ufficiale.

Quel primo luglio di 30 anni fa, cambiò per sempre un mondo ed un modo di appropriarsi della
musica riprodotta.

© Bruno Filippini - 2009