UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI FERRARA

Facoltà di Economia

Corso di laurea in “Economia”
Classe L-18 “Scienze dell’economia e della gestione aziendale”



L’analisi di bilancio nelle società di calcio:
un confronto tra A.C. Milan e F.C. Internazionale Milano





Relatore: Prof. Enrico Deidda Gagliardo Laureanda: Eva Bergami

Correlatore: Dott. Michele Bigoni



Sessione di laurea estiva - anno accademico 2011/2012







A mamma e papà
A chi c’è e a chi c’è sempre stato
A Maldini, Zola, Shevchenko e De Rossi che mi hanno fatto amare il calcio



















INDICE

Introduzione 1
CAPITOLO 1: Analisi del mercato calcistico 2
1.1 Soggetti principali 2
1.2 Il mercato 4
1.2.1 La composizione dei ricavi: gli stadi di proprietà 8
1.2.2 La composizione dei ricavi: i diritti televisivi e le sponsorizzazioni 10
1.3 La regolamentazione del mondo del calcio: dagli anni ’60 al fair play finanziario 12
1.4 Descrizione aziendale 16
1.4.1 A.C. Milan 16
1.4.2 F.C. Internazionale Milano 19
CAPITOLO 2: Il bilancio d’esercizio delle società calcistiche 22
2.1 Il bilancio d’esercizio 22
2.2 Lo stato patrimoniale 24
2.3 Il conto economico 27
2.4 La nota integrativa 28
CAPITOLO 3: L’analisi di bilancio 29
3.1 Introduzione all’analisi di bilancio 29
3.2 Riclassificazione dello stato patrimoniale 30
3.2.1 Riclassificazione degli impieghi 31
3.2.2 Riclassificazione delle fonti 32
3.3 Riclassificazione del conto economico 34
3.4 Indici di bilancio 37
3.4.1 Indici patrimonial-finanziari 37
3.4.2 Indici economici 39
CAPITOLO 4: Commento sullo stato di salute delle aziende 41
4.1 A.C. Milan 41
4.1.1 Analisi di composizione 41
4.1.1.1 Analisi di composizione degli impieghi 41
4.1.1.2 Analisi di composizione delle fonti 44
4.1.2 Analisi di correlazione 46
4.1.3 Analisi della redditività 46
4.1.4 Strategie 51
4.2 F.C Internazionale Milano 52
4.2.1 Analisi di composizione 52
4.2.1.1 Analisi di composizione degli impieghi 52
4.2.1.2 Analisi di composizione delle fonti 55
4.2.2 Analisi di correlazione 58
4.2.3 Analisi della redditività 59
4.2.4 Strategie 62
4.3 Confronto tra A.C. Milan e F.C. Internazionale Milano 63
Conclusione 67

APPENDICE
Bibliografia
1
INTRODUZIONE

Il presente lavoro ha come oggetto l’analisi dei bilanci d’esercizio relativi al
triennio 2008-2010 delle società calcistiche A.C. Milan e F.C. Internazionale Milano al
fine di studiarne la situazione patrimonial-finanziaria ed economica. L’obiettivo è
quello di verificare se l’analisi di bilancio può aiutare a dare un giudizio più preciso e
realistico sullo stato di salute delle aziende calcistiche e se riesce a interpretare
andamenti che dalla normale e semplice lettura di un bilancio d’esercizio non si
riuscirebbero ad individuare.
Il settore in cui operano le società è quello calcistico, quindi l’analisi è stata
trattata anche in un’ottica sportiva, oltre che patrimonial-finanziaria ed economica.
Tutto ciò è stato effettuato partendo, nel primo capitolo, da un’analisi del
mercato in cui operano le due società, inserite sia nel contesto italiano che europeo,
considerando gli aspetti economici più importanti delle società sportive, quali i risultati
ottenuti, i diritti televisivi, le sponsorizzazioni, i regolamenti del settore, la sua
evoluzione futura e la descrizione storica delle aziende oggetto dell’analisi
Nel secondo capitolo è stata fornita una breve spiegazione del bilancio
civilistico, nella sua composizione e nei principi che lo regolano.
Il terzo capitolo, invece, tratta dell’analisi di bilancio vera e propria, prima in
maniera teorica, evidenziando le sue finalità, nonché i criteri di riclassificazione dello
stato patrimoniale e del conto economico dei tre esercizi presi in esame, secondo uno
schema specifico per le società di calcio, di calcolo degli indici. In secondo luogo, sono
stati concretamente riclassificati i prospetti di stato patrimoniale e di conto economico e
calcolati gli indici patrimonial-finanziari ed economici.
Nell’ultimo capitolo si è commentato lo stato di salute delle aziende,
individuando i trend in atto e cercando di fornire spiegazioni per gli stessi e di ipotizzare
possibili strategie future per le aziende considerate. Si è infine delineato un breve
confronto tra le due, prima di tratteggiare alcune conclusioni sintetiche.
2
CAPITOLO 1: ANALISI DEL MERCATO CALCISTICO

1.1 SOGGETTI PRINCIPALI
Milan e Inter sono tra le più importanti squadre calcistiche mondiali, sia in termini
di successi sportivi conseguiti, sia per fama internazionale.
Definiamo la “concorrenza sul mercato”, nei confronti sia delle squadre europee sia
di quelle italiane, su due fronti: a livello sportivo, in base ai risultati ottenuti e alle
vittorie nelle coppe, e a livello economico. Questi due aspetti sono legati tra loro in base
al “Paradosso competitivo”
1
, nel momento in cui non è più importante la singola
squadra ma il livello tecnico della partita che si sta disputando, durante la quale <<vi
può essere incertezza in merito al risultato, il quale comporta una maggiore appetibilità
della competizione sportiva e di conseguenza un maggior interesse >>
2
. Sarà quindi più
importante e pregevole una partita di coppa europea con le squadre più forti del
panorama calcistico rispetto ad una singola partita di campionato contro la neo
promossa, in quanto ciò si ripercuote nel giro di affari legato agli stadi, perché il
prodotto che viene offerto da una società di calcio è lo spettacolo, ai diritti televisivi, al
marketing e a tutto ciò che gira intorno ad una singola partita.
Per quanto riguarda quindi il panorama calcistico italiano, i rispettivi competitor di
Milan e Inter sono le 18 squadre
3
di Serie A con cui si contenderanno la vittoria del
campionato, le 76 squadre di Tim Cup, la Coppa Italia
4
, e 30 squadre europee per la
Champions League
5
.
A livello internazionale operano diversi attori istituzionali, variamente interrelati tra
loro.




1
Sul punto si veda Mancin M., “Il bilancio delle società sportive professionistiche, normativa civilistica,
principi contabili nazionali e internazionali (IAS/IFRS)”, Cedam, Venezia, 2009, pag. 68.
2
Cfr. Mancin M, op. cit., pag. 68.
3
20 totali comprese Milan e Inter, “Regolamento Lega Nazionale Professionisti Serie A”.
4
78 totali comprese Milan e Inter, “comunicato ufficiale n. 259 dell’8 Aprile 2010” al comma 2
http://www.legaseriea.it/it/regolamento-tim-cup
5
32 totali comprese Milan e Inter, “Regulations of the UEFA Champions League 2010/2011”, articolo
7.04.
3





Figura 1.1: La mappa degli
attori: il contesto nazionale
6
.

La FIFA (Fédération Interationale de Football Association) è l’istituto principale a
livello mondiale alla quale fanno capo le sei confederazioni, una per ogni continente.
Per l’Europa l’organo di riferimento è l’UEFA (Union of European Football
Association) che disciplina, rappresenta e unisce ogni federazione nazionale. Oltre ad
essere un punto di riferimento come organo legiferatore, organizza le più importanti
competizioni nei campionati europei, coinvolgendo sia le nazionali, dalla prima squadra
all’under 17, dal maschile al femminile, dal calcio a 11 a quello a 5, sia i singoli club
nella Champions League, Europa League, Supercoppa Europea e in altre coppe relative
agli altri settori calcistici.
Tra le federazioni dell’UEFA è presente la FICG (Federazione Italiana Giuoco
Calcio), fondata nel 1898 a Torino
7
, che si compone di diverse leghe: (da grafico) la
LNP (Lega Nazionale Professionisti) divisa dal 2010 in Lega Nazionale Professionisti
Serie A e Lega Nazionale Professionisti Serie B, la LPSC (Lega Professionisti Serie C),
dal 2008 Lega Pro, la LND (Lega Nazionale Dilettanti) che include il campionato di
Serie D e le altre serie minori, il calcio femminile, il calcio a 5 e il beach soccer.
La FIGC è sotto il controllo anche del CONI (Comitato Olimpico Nazionale
Italiano) che a sua volta fa capo al CIO (Comitato Olimpico Internazionale) in quanto
partecipante alle Olimpiadi Estive. Ogni lega ovviamente è composta dai club calcistici.
Milan e Inter partecipano al Campionato di Serie A italiano quindi insieme agli altri
club rappresentano l’eccellenza del calcio italiano.


6
Campioli M., “Organizzazione e bilancio di una società di calcio: il caso A.C. Milan.” Parte 1, Slide 6.
7
Sito ufficiale della Federazione Italiana Giuoco Calcio: http://www.figc.it
4
1.2 IL MERCATO
La società di revisione Delotte & Touche stila ogni anno una speciale classifica di
venti squadre, la Football Money League, sulla base delle “entrate giorno per giorno”
8
.
Negli ultimi sette anni
9
, nonostante la crisi, i ricavi delle top 20 della classifica sono
aumentati sempre più, il Real Madrid, infatti, stabilmente in testa alla classifica, ha visto
aumentare i suoi ricavi totali del 74% passando da 275,7 milioni di euro del 2006 a
478,5 milioni del 2011, con un trend costantemente crescente.
In seconda posizione c’è stato un continuo avvicendarsi tra Barcellona e
Manchester United che negli ultimi tre anni sta perdendo terreno rispetto alla spagnola
che, a sua volta, si avvicina sempre più al Real Madrid.

8
“The untouchables, Football Money League”, February 2011, pag. 2 “the money league focuses on the
clubs themselves, comparing revenue from day to day football operation which we believe is the best
publicity available financial comparison”.
9
si vedano: “Deloitte Football Money League 2012” per la stagione 10/11 al sito
http://www.deloitte.com/assets/Dcom-Panama/Local%20Assets/Documents/PA_es_dfml_2012.pdf;
“Deloitte Football Money League” 2011 per la stagione 09/10 al sito http://www.deloitte.com/assets/Dcom-
UnitedKingdom/Local%20Assets/Documents/Industries/Sports%20Business%20Group/UK_SBG_DFML2011.pdf;
“Deloitte Football Money League 2010” per la stagione 08/09 al sito
https://www.deloitte.co.uk/registrationforms/pdf/DeloitteFML2010.pdf;
“Deloitte Football Money League 2009” per la stagione 07/08 al sito
http://www.deloitte.com/dtt/cda/doc/content/UK_SBG_DeloitteFML2009.pdf;
“Deloitte Football Money League 2008” per la stagione 06/07 al sito http://www.deloitte.com/assets/Dcom-
UnitedKingdom/Local%20Assets/Documents/UK_SBG_FML08.pdf;
“Deloitte Football Money League 2007” per la stagione 05/06 al sito http://www.deloitte.com/assets/Dcom-
UnitedKingdom/Local%20Assets/Documents/UK_SBG_DeloitteFootballMoneyLeague2007.pdf;
"!"#$%&&"'($$&)*##'+$,"-'."*/0"'1223" pei la stagione u4¡uS al sito
http:¡¡www.ueloitte.com¡assets¡Bcom-
0niteuKinguom¡Local%2uAssets¡Bocuments¡0K_SBu_BeloitteFootballNoneyLeague2uu6.puf.
04/05 05/06 06/07 07/08 08/09 09/10 10/11
Real Madrid 275,7 292,2 351 365,8 401,4 438,6 478,5
Barcellona 207,9 259,1 290,1 308,8 365,9 398,1 450,7
Manchester Utd 246,4 242,6 315,2 324,8 327 348,8 367
Bayern Monaco 189,5 204,7 223,3 295,3 289,5 323 321,4
Arsenal 171,3 192,4 263,9 264 263 274,1 251,1
Chelsea 207,9 221 283 268,9 242,3 255,9 249,8
MILAN 234 238,7 227,2 209,5 196,5 235,8 235,1
INTER 177,2 206,6 195 172,9 196,5 224,8 211,4
Juventus 229,4 251,2 145,2 167,5 203,3 205 153,9
Roma 131,8 127 157,6 175,4 146,4 122,7 143,5
Tabella 1.1: Prime squadre classificate nella Football Money League e le italiane nelle stagioni dal 2004/05 al 2010/11
(in milioni di euro).
5

Figura 1.2: Rappresentazione grafica dell'andamento dei ricavi delle principali squadre
È importante notare l’andamento delle squadre italiane: nella stagione 2004/2005 il
Milan era la terza squadra al mondo in questa classifica, e la Juventus era al quarto
posto, staccata di 4,6 milioni di euro (1,97%). Questi risultati economici erano dovuti
probabilmente ai risultati sportivi ottenuti in questa stagione (la Juventus arrivò prima in
campionato mentre il Milan seconda ma fu finalista di Champions League e
vincitrice della Supercoppa Italiana). L’Inter, nonostante il nono posto era distaccata di
56,8 milioni di euro rispetto al Milan (del 24,27% rispetto al Milan e del 35,73%
rispetto al Real Madrid) che confrontati con i valori attuali del Real Madrid
porterebbero ad un quinto posto nella classifica
10
.
La stagione 2005/2006 fu il momento del tracollo a causa della sentenza cosiddetta
“Calciopoli” con la conseguente défaillance del calcio italiano; la Juventus, fino ad
allora leader in Italia si trovò condannata in seguito a intercettazioni in merito a partite
falsate, illeciti sportivi e designazioni arbitrali manipolate con il derivante crollo dei

10
Stagione 2004/2005: Real Madrid 275,7 milioni di euro, Inter 177,2 milioni di !; l’Inter era staccata del
35,73%. Stagione 2010/2011: Real Madrid 478,5 milioni di euro, se l’Inter avesse un distacco del 35,73%
come sette anni fa avrebbe un ricavo totale di 307,5 milioni di euro che corrisponderebbero ad un quinto
posto. Questo per dire che un tale distacco percentuale sarebbe molto positivo al giorno d’oggi in quanto
il Real Madrid ha preso le distanze dalle altre squadre aumentando di molto il gap. Nella stagione
2010/2011, al nono posto c’è il Liverpool che però ha dei ricavi del 57,51% inferiori al Real Madrid.
u
1uu
2uu
Suu
4uu
Suu
6uu
2uu4-2uuS 2uuS-2uu6 2uu6-2uu7 2uu7-2uu8 2uu8-2uu9 2uu9-2u1u 2u1u-2u11
Real Madrid
Barcellona
Manchester
Utd
Bayern
Monaco
Arsenal
Chelsea
Juventus
Roma
MILAN
INTER
6
ricavi delle squadre implicate in questo circolo vizioso. Questa, retrocessa in Serie B, ha
visto i suoi ricavi diminuire di 106 milioni di ! corrispondenti ad un calo del 42,2%.
Meno preoccupante è stato il peggioramento dei risultati economici del Milan,
anch’esso coinvolto dallo scandalo che, nonostante il trend negativo, visto il calo di
11,5 milioni di ! rispetto alla stagione precedente (corrispondenti al 4,82%) si è
mantenuto su livelli sportivi alti, vincendo la Champions League, che gli ha permesso di
bilanciare un eventuale risultato economico sfavorevole con i proventi dovuti alla
vittoria.
L’Inter, benché non fosse implicata direttamente, ha comunque subito gli effetti
della situazione con un abbassamento dei ricavi del 5,62% (11,6 milioni di !) ma è
riuscita comunque ad ottenere a livello sportivo la vittoria del campionato di Serie A.
Presumibilmente lo scandalo Calciopoli ha sconvolto tutto il sistema calcio italiano
con una conseguente perdita di credibilità non solo a livello italiano ma anche mondiale,
nel momento in cui le squadre leader europee hanno mantenuto un trend di crescita
positivo durante tutti questi anni, mentre quelle italiane stanno raggiungendo solo negli
ultimi anni i ricavi che ottenevano prima del 2006.
Ad oggi la situazione europea vede come leader le squadre spagnole con un netto
distacco rispetto alle inseguitrici; le italiane, arenate tra il settimo e il tredicesimo posto
presentano comunque un trend di crescita. Il Real Madrid dalla stagione 04/05 ha avuto
un miglioramento complessivo dei ricavi del 73,6%
11
, il Barcellona ha avuto un
innalzamento dei ricavi nella stagione 2008/2009 del 18,49%
12
, probabilmente dovuto
ai risultati sportivi ottenuti, (vittoria della Liga Spagnola, Champions League, Coppa di
Spagna, Supercoppa di Spagna, Supercoppa Europea e Coppa del Mondo per Club). Il
Milan, con un trend inizialmente negativo ma crescente del 7,79% della stagione
2007/2008 e del 6,21% nella stagione 2008/2009, è tornato positivo nella stagione
2009/2010 con un incremento pari al 20%, per poi subire, nell’ultimo anno, un
impercettibile decremento
13
.
L’Inter negli ultimi sette anni è stata un po’ altalenante ma ha conseguito nel
triennio 2008-2010 ricavi in crescita che le hanno consentito di eguagliare nella

11
Real Madrid nella stagione 2004/2005 ricavi di 275,7 milioni di !, nella stagione 2009/2010 ricavi di
438,6 milioni di !, incremento di 162,9 milioni di ! pari al 59%; stagione 2007/2008 +4,22%, stagione
2008/2009 +9,73%, stagione 2009/2010 +9,27%, stagione 2010/2011 +9,10%.
12
Barcellona: 2007/2008 +6,45%, 2008/2009 +18,49%, 2009/2010 +8,80%, 2010/2011 +13,21%.
13
Milan: 2007/2008 -7,79%, 2008/2009 -6,21%, 2009/2010 +20,00%, 2010/2011 -0,3%.
7
stagione 2008/2009 il Milan, per poi avere un decremento del 5,96% nella stagione
2010/2011
14
.
Le cause del successo sempre più forte della Spagna e il perdere terreno da parte
delle italiane si possono ipotizzare, innanzitutto, a livello di nazionali maggiori;
tralasciando la vittoria del Campionato del Mondo dell’Italia nel 2006, i successivi
Europei del 2008 e i Mondiali del 2010 sono stati quasi catastrofici come risultati, con
la conseguente perdita di posizioni nel Ranking FIFA, che, essendo calcolata rispetto ai
risultati ottenuti negli ultimi quattro anni, ha condotto l’arretramento ad oggi al sesto
posto.
I risultati ottenuti a livello europeo, sia in Champions League, sia in Europa
League, vengono trasformati in coefficienti dalla UEFA che stila una classifica in base
alla quale verrà poi deciso il numero di squadre per paese che può partecipare a queste
competizioni
15
.
L’Italia è stata scalzata nel 2011 dal terzo posto dalla Germania
16
e ha dovuto
rinunciare ad una squadra in Champions League (prima le prime due classificate in
campionato accedevano in maniera diretta, mentre la terza e la quarta dovevano
sostenere il turno preliminare, adesso ai preliminari accede solo la terza classificata).
Nel 2011 è stato presentato uno studio effettuato dalla società di revisione
PricewaterhouseCoopers, da Arel e dalla FIGC sulla situazione calcistica italiana, in
base all’analisi di 343 bilanci delle società di Serie A, Serie B e Lega Pro
17
.
Considerati i ricavi totali dei cinque più importanti campionati europei (Inghilterra,
Spagna, Francia, Italia e Germania) si può percepire come l’Italia abbia una struttura dei
ricavi molto dipendente dai diritti televisivi.
18









14
Inter: 2007/2008 -11,33%, 2008/2009 +13,65%, 2009/2010 +14,40%, 2010/2011 -5,96%.
15
si veda “Regulations of the UEFA Champions League”, pag. 46 “Annex II: Coefficient Ranking
System” comma 1 “At the end of each season, UEFA compiles a performance table (UEFA association
coefficient rankings) covering the five most recent UEFA Champions League and UEFA Cup/UEFA
Europa League seasons in order to determine the number of places allocated to an association in the
UEFA Champions League and UEFA Europa League (former UEFA Cup).”.
16
Si veda: “UEFA Coefficient” su http://www.uefa-coefficients.co
17
Si veda: “Report Calcio 2011” al sito http://www.figc.it/it/204/28500/2011/05/News.shtml
18
“Report Calcio 2011”, parte 3, sezione 2, pag.102.
8






Figura 1.3: Ripartizione dei
ricavi nella stagione
2009/2010
19
.

Mentre nel campionato spagnolo le entrate sono equilibrate tra ingressi da
stadio, diritti televisivi, sponsor e merchandising, in Italia si può notare una forte
dipendenza dai diritti televisivi, e una scarsa affluenza negli stadi. Il tifoso italiano
sembra quindi preferire una partita in televisione piuttosto che recarsi di persona a
tifare. Questo fatto è verificato anche grazie alla figura sottostante nella quale si può
notare che l’Italia è lo stato con il minore tasso di riempimento degli stadi.





Figura 1.4: Riempimento medio degli stadi nei principali
campionati europei
20
.



1.2.1 LA COMPOSIZIONE DEI RICAVI: GLI STADI DI PROPRIETÀ
Ricollegandosi all’immagine di riferimento sul riempimento degli stadi delle top 5
europee, si può notare che in Inghilterra il tasso di affluenza media è del 92%. Sono
infatti 20 le società inglesi proprietarie di stadi con i relativi effetti positivi di reddito a
livello di entrate da ingressi da stadio, servizi offerti, gestione di attività supplementari

19
Fonte: elaborazione PwC su dati UEFA, Report Calcio 2011, pag. 102; al sito:
http://www.figc.it/it/204/28500/2011/05/News.shtml
20
Fonte: elaborazione PwC su dati UEFA, Report Calcio 2011, pag. 103; al sito:
http://www.figc.it/it/204/28500/2011/05/News.shtml

9
come aree cinema, ristorante, centri commerciali, musei, possibilità di affitto del campo
per motivi extra calcistici come concerti, ecc. Uno stadio all’avanguardia, con un
pacchetto di offerte che non si limita alla singola partita, dà la possibilità anche ad una
famiglia tradizionale di andare un pomeriggio a vedere uno spettacolo, nella maniera
più sicura e tranquilla assoluta.
Mentre in Italia ci si sente più sicuri e appagati guardando la partita per televisione,
in Inghilterra lo stadio diventa un luogo di incontro e, quindi, fonte di ricavi importanti.
Anche in Spagna, i due stadi principali, il Camp Nou e il Santiago Bernabeu, sono di
proprietà rispettivamente di Barcellona e Real Madrid.

Figura 1.5: Top Club – Ricavi; ingressi stadio 2009-1010
21

Dall’analisi PwC nella stagione 2009/2010 le società italiane con gli ingressi da
stadio più elevati, Inter, Milan e Juventus, sono agli ultimi posti della top 10 europea,
con entrate del 334,5% inferiori rispetto alla prima in classifica
22
. In Italia, ad oggi, le
uniche società con uno stadio di proprietà sono la Juventus che lo ha inaugurato a
settembre 2011 e lo stadio Giglio di Reggio Emilia, appartenente alla Reggiana.
Nel 2009 l’Italia aveva lanciato la candidatura per gli Europei del 2016
23
, con piani
precisi di ristrutturazione, riqualificazione, restyling e costruzione di nuovi impianti
sportivi ma la bocciatura dell’UEFA e l’assegnazione alla Francia ha fatto sospendere
tutte queste proposte anche se si sta comunque cercando di emanare un’apposita “legge
sugli stadi” per consentire l’utilizzo e la creazione di impianti moderni, sicuri ed
efficienti
24
.

21
Fonte: Repoit Calcio 2u11, pag. 1u4, al sito: http://www.figc.it/it/204/28500/2011/05/News.shtml
22
dell’Inter (38,6mln) rispetto al Real Madrid (129,1 mln).
23
http://www.figc.it/it/3463/22606/Impianti.shtml
24

http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/06/avvicina_alla_legge_sugli_stadi_co_9_111006084.shtml
10
La modernizzazione degli stadi porterebbe l’aumento di ricavi da ingressi e da
sponsorizzazioni, una maggior visibilità della città stessa, abbasserebbe i costi di
gestione, affitto e manutenzione dei vecchi aiutando anche le società a rispettare il piano
di fair play finanziario riequilibrando le voci in bilancio.
25


1.2.2 LA COMPOSIZIONE DEI RICAVI: I DIRITTI TELEVISIVI E LE
SPONSORIZZAZIONI
Non stupisce quindi il fatto che, nell’ambito dei ricavi da diritti televisivi Milan e
Inter si trovino rispettivamente al terzo e quarto posto, preceduti solamente da
Barcellona e Real Madrid, con 141,1 milioni di ! il Milan e 137,9 milioni di ! l’Inter.
La situazione delle due squadre equivale alla condizione nazionale;








Figura 1.6: Fonti di reddito A.C. Milan Figura 1.7: Fonti di reddito Inter FC
stagione 2009/2010
26
. stagione 2009/2010
27
.

Come si evince dai grafici, non solo i diritti televisivi sono le principali fonti di
reddito per le due squadre ma i ricavi da ingresso da stadio rappresentano la quota
minore dei proventi delle stesse.

25
si veda anche: “Open Gate Arena – Piano di sviluppo di Open Gate Italia per il calcio italiano” al sito:
http://www.direttanapoli.it/public/documenti/documenti_27.pdf e
http://www.opengateitalia.com/pdf/HVM 3-2009 Stadi.pdf
26
Fonte: Deloitte Football Money League 2011, pag. 15; al sito: http://www.deloitte.com/assets/Dcom-
UnitedKingdom/Local%20Assets/Documents/Industries/Sports%20Business%20Group/UK_SBG_DFM
L2011.pdf
27
Fonte: Deloitte Football Money League 2011, pag. 17; al sito: http://www.deloitte.com/assets/Dcom-
UnitedKingdom/Local%20Assets/Documents/Industries/Sports%20Business%20Group/UK_SBG_DFM
L2011.pdf
11
La questione dei diritti televisivi è vista come una specie di circolo vizioso nel
quale le emittenti televisive immettono liquidità nel settore calcistico, che diventa un
vero e proprio spettacolo che viene offerto al telespettatore pagante; aumenta la
visibilità e di conseguenza le sponsorizzazioni. Con le nuove modalità di trasmissione,
passando da Tele+, a Stream, a Sky e Mediaset Premium, ai videofonini, con la
possibilità di acquisto di un singolo evento, il giro di affari aumenta ogni anno sempre
più, e i diritti televisivi sono ancora più alti. Le squadre cercano sempre il giocatore più
forte, non solo per vincere ma anche per portare altri introiti trasformandolo in un brand
insieme alla squadra stessa. Gli stipendi dei giocatori aumentano a loro volta in quanto,
essendo così contesi, si gioca al rialzo, pagando non solo il prezzo del cartellino ma un
surplus a livello contrattuale o per trattenerlo nella società o per acquistarlo. Il successo
sportivo porterà a sua volta benefici economici, grazie ai proventi per le vittorie nelle
coppe nazionali ed estere, forza contrattuale per garantire risultati sportivi ai giocatori
stessi e prestigio a livello nazionale che, rientrando nel circolo, porterà altre entrate da
sponsor e da diritti televisivi
28
. Le società, quindi, devono trovare un <<equilibrio tra
ricerca del profitto e ricerca del successo competitivo, ovvero del successo
sportivo>>
29
.
Questa rincorsa al giocatore migliore, però, genera un effetto negativo in bilancio, a
livello di somme in uscita per stipendi e per possibili minusvalenze al momento della
cessione, ammortamenti e costi fissi da dover sopportare; tale fenomeno ha influito nel
fallimento di alcune società.
Attualmente, dopo la legge Melandri
30
, i diritti televisivi sono suddivisi dalla Lega
Calcio, un 40% diviso tra tutte le società, un 30% sulla base del bacino di utenza (25%
calcolato sui tifosi e il 5% sulla popolazione del comune) e il restante 30% in base ai
risultati sportivi ottenuti (il 10% dal 1946 a 5 anni prima, il 15% negli ultimi 5 anni e il
5% nell’ultimo anno).



28
Cfr Mancin M., op. cit., pagg. 41-50.
29
Cit. Lago U., Baroncelli A., Szimanski S. “Il business del Calcio”, Egea, Milano, 2004, pag. 32 e
seguenti.
30
Campioli M., “Organizzazione e bilancio di una società di calcio: il caso A.C. Milan”, Ordine dei
Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Milano, 2011, parte 3, slide 31.
12
1.3 LA REGOLAMENTAZIONE DEL MONDO DEL CALCIO: DAGLI ANNI
’60 AL FAIR PLAY FINANZIARIO
Le leggi concernenti il settore calcistico hanno subito notevoli sviluppi nel corso
degli anni, tramite decreti legislativi e federali, per consentire un’evoluzione sia a
livello sportivo sia a livello economico. Il problema principale è che le società hanno
sempre cercato degli appigli per “truccare” i bilanci e per iscrivere voci non del tutto
veritiere. Già dagli anni ’60 il movimento calcistico inizia a diventare un vero e proprio
organismo agonistico complesso che generava redditi e oneri importanti dove veniva
sempre più in rilievo la figura dell’atleta professionista. Tale ruolo venne disciplinato
nel 1981 con la legge 91
31
. I giocatori erano legati ad una squadra dal “vincolo
sportivo” che si assicurava le sue prestazioni per la sua intera vita agonistica. Vincolo
che, visto come iniquo, fu abolito e sostituito dall’“indennità di preparazione e
promozione”, la cosiddetta IPP, che consisteva in un indennizzo per le spese effettuate
dalla società con la quale era legato il giocatore per farlo arrivare ai livelli in cui si
trovava nel momento del trasferimento
32
. Le società iscrivevano però in bilancio i
crediti derivanti da tale indennità, ritenendoli futuri ricavi e, al momento della loro
abolizione nel 1995, portarono gravi conseguenze; il problema fu poi sanato dalla legge
586 del 1996 che consentì alle società di spalmare le perdite nei 3 esercizi successivi
33
.
Alla fine degli anni ’90 ormai le squadre calcistiche erano diventate vere e proprie
società, nel 1998 arrivarono le prime quotazioni in borsa da parte della Lazio, della
Roma e della Juventus. I diritti televisivi si facevano sempre più importanti, così come
il giro degli stipendi.

31
Cfr. De Vita G., “Il bilancio di esercizio nelle società sportive di calcio professionistiche”, Fondazione
Artemio Franchi, Firenze, 1996, pagg. 2-6; M. Mancin, op. cit., pagg. 12-14. Si veda anche la Legge 23
Marzo 1981, “Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti”.
32
Si veda: M. Mancin, op. citata, pagg. 22-23 e N. Forte, “Società e associazioni sportive”, Il Sole 24
Ore, 2003, pag. 398 <<Questa rappresentava una somma dovuta quando, alla scadenza del contratto che
legava società e calciatore, l’atleta era libero di cambiare squadra e il club che lo aveva tesserato in
precedenza aveva diritto a percepire unicamente un’indennità di preparazione e promozione senza poter
pretendere altri importi a titolo di compenso>>.
33
Si veda: Legge 18 Novembre 1996, n. 586, articolo 3 “le società sportive previste dalla presente legge
possono iscrivere nel proprio bilancio tra le componenti attive, in apposito conto, un importo massimo
pari al valore delle indennità di preparazione e promozione maturate alla data del 30 giugno 1996, in base
ad una apposita certificazione rilasciata dalla Federazione sportiva competente conforme alla normativa
in vigore. Le società che si avvalgono della facoltà di cui al comma precedente debbono procedere ad
ogni effetto all'ammortamento del valore iscritto entro tre anni a decorrere dalla data del 15 maggio 1996
[…]”.
13
Come si può vedere dalla figura sottostante, il circolo virtuoso è costituito da un
aumento dei ricavi, dovuto a proventi derivanti da competizioni, azioni di marketing,
merchandising, sponsorizzazioni sempre più importanti, diritti televisivi consistenti, che
porta sempre più liquidità e risorse finanziarie nelle casse dei club. Queste vengono
reinvestite in stipendi per i calciatori, per potersi assicurare il giocatore più forte e per
rendere la squadra più competitiva a livello nazionale, europeo e mondiale e per
raggiungere vittorie importanti che incrementeranno i ricavi ancora di più.











Figura 1.8: Circolo virtuoso tra risultati sportivi ed economici
34
.
Anche a causa di plusvalenze aumentate sulla vendita reciproca di giocatori per
ridurre le perdite, con la conseguente difficoltà a coprire gli ammortamenti, le società si
trovarono ancora una volta in difficoltà e furono aiutate dalla legge 27 del 2003 che
consentiva di dilazionare nei dieci anni successivi le eventuali perdite dovute ad
ammortamenti da svalutazioni
35
.
Al giorno d’oggi, le principali squadre europee si trovano in condizioni economiche
non proprio ideali, con grandi perdite in bilancio e debiti di ogni genere. La UEFA nella
stagione 2004/2005 ha introdotto un sistema di licenze in modo tale da “incoraggiare il
calcio europeo per club a guardare oltre il breve termine e a considerare gli obiettivi a

34
Lago U. – Baroncelli A. – Szymanski S., op. citata, pag 179.
35
Cfr Mancin M. op. citata, pag. 51; Tammi N., “Gli intanfibili nelle società sportive di calcio: una
verifica empirica delle società quotate”, Libera università internazionale degli studi sociali LUISS Guido
Carli, Roma, 2009, pagg. 26-27; Legge 21 Febbraio 2003, n. 27 art. 3 comma 1 bis; Organismo Italiano di
Contabilità, “criteri per la rilevazione in bilancio delle svalutazioni dei diritti pluriennali delle prestazioni
degli sportivi professionisti in relazione al disposto dell’art. 18-bis legge 23/3/1981, n. 91” al sito:
http://www.fondazioneoic.eu/wp-content/uploads/downloads/2010/11/Interpr_2_legge-salva-calcio.pdf
14
lungo termine essenziali per la buona salute del calcio
36
”. Non si tratta, quindi, di un
modo per escludere o controllare le società, ma di farle sviluppare, al fine di spronare un
continuo miglioramento qualitativo e di favorire una maggiore credibilità a livello
europeo. L’ottenimento della licenza
37
è condizione necessaria per la partecipazione alle
coppe europee: tutte le società italiane che partecipano al campionato di serie A devono
richiedere obbligatoriamente la licenza ogni anno
38
. Ogni federazione stila un proprio
“Manuale per l’ottenimento della licenza UEFA” che elenca e spiega i metodi e i
requisiti per l’ottenimento. I criteri necessari sono divisi in cinque aree: l’area sportiva
punta alla promozione e organizzazione del calcio giovanile, tramite la formazione di
scuole, squadre militanti in categorie nei campionati inferiori, l’incentivazione del fair
play nei rapporti tra arbitri e società, e politiche contro il razzismo. L’area
infrastrutturale si occupa della certificazione degli stadi, secondo requisiti minimi
UEFA per la sicurezza e servizi offerti, e degli impianti di allenamento. I criteri
organizzativi si riferiscono all’aspetto gestionale delle società, alla professionalità
manageriale sempre più specializzata, ad un organigramma preciso con ruoli, funzioni e
responsabilità definite. L’aspetto legale è basato sulla richiesta della licenza con
determinate informazioni societarie quali ragione sociale, sede legale, forma societaria e
generalità. Il più importante è il criterio economico-finanziario che presuppone un
equilibrio economico delle società per il raggiungimento di una continuità aziendale e la
capacità di autofinanziamento, una credibilità sempre maggiore del sistema calcio al
fine di rendere il mercato più attraente per i nuovi investitori e partner commerciali e
prevedere una continuità di partecipazione nelle competizioni UEFA. Al fine di
soddisfare tale criterio i bilanci societari sono sottoposti a revisione per verificare la
correttezza dei valori iscritti.
39

Nel 2009 è stato approvato dall’UEFA il piano di fair play finanziario, una
disposizione per “ridurre gli eccessi finanziari che hanno messo in grave difficoltà
numerosi club nell’ultimo periodo con l’obiettivo primario quello di aumentare la lealtà
finanziaria nelle competizioni europee, senza trascurare la stabilità a lungo termine del

36
cit. UEFA al sito: http://it.uefa.com/uefa/footballfirst/protectingthegame/clublicensing/index.html
37
art. 52 bis NOIF.
38
nella stagione 2010/2011 su 21 squadre che hanno presentato la domanda per la licenza (le 20 squadre
di A più una di serie B), la hanno ottenuta in 14. Fonte: “Report Calcio 2011”.
39
cfr: “Manuale delle licenze UEFA”, versione 2.3 – 24/25 novembre 2010.
15
calcio per club europeo”
40
; molte società, infatti, prese dal circolo vizioso spiegato in
precedenza, chiudono i bilanci con grandi perdite, sanate da ricapitalizzazioni dei
presidenti, le liquidità disponibili sono sempre meno con conseguenti ritardi nei
pagamenti. Con il fair play finanziario i club devono raggiungere un pareggio di
bilancio (non possono spendere ripetutamente più di quello che incassano), con
l’obbligo di versare gli stipendi e il prezzo dei trasferimenti puntualmente
41
.
È stato creato un Panel di controllo finanziario dei club (CFC) presieduto da Jean-
Luc Dehaene composto da esperti contabili in modo da controllare, revisionare, attuare
e monitorare il corretto comportamento delle società
42
. Il sistema è stato introdotto dalla
stagione 2010 e verrà “collaudata” nel 2011 e nel 2012 per poi diventare obbligatoria
dalla stagione 2013/2014 con le conseguenti sanzioni e l’eventuale scarto delle richieste
per le licenze UEFA, quindi la mancata partecipazione alle coppe europee.
Per evitare l’esclusione quindi dalle principali competizioni, le squadre italiane
stanno cercando di rimettere in sesto i bilanci, la Juventus, per prima, con la costruzione
del “Juventus Stadium” che tra introiti da biglietti, merchandising, negozi, museo e
sponsorizzazioni riuscirà a recuperare i costi di costruzione anche solo in un anno, per
poi cercare di raggiungere il pareggio di bilancio. Inter e Milan stanno cercando di
rientrare nei limiti tramite cessioni e scelte attente a livello di acquisti e cessioni dei
giocatori.
Il rischio di non partecipare alle competizioni più importanti può compromettere
poi non solo il prestigio delle società ma anche di ridurre le entrate: meno diritti
televisivi e mancati premi.




40
obiettivi principali del piano di fair play finanziario: introdurre più disciplina e razionalità nel sistema
finanziario dei club; abbassare la pressione delle voci salari e trasferimenti e limitare l’effetto
inflazionistico; incoraggiare i club a competere nei limiti dei propri introiti; incoraggiare investimenti a
lungo termine nel settore giovanile e nelle infrastrutture; difendere la sostenibilità a lungo termine del
calcio europeo a livello di club; assicurare che i club onorino i propri impegni finanziari con puntualità.
Sul sito www.uefa.com
41
“In base al requisito di pareggio, i club non possono spendere più di quanto guadagnano. I club saranno
valutati inoltre su una base di rischio, che tiene conto del livello di debiti e salari. I club dovranno anche
assicurare il pagamento puntuale dei loro debiti calcistici” su www.uefa.com
42
Si veda al sito:
http://www.uefa.com/MultimediaFiles/Download/uefaorg/Clublicensing/01/64/89/99/1648999_DOWNL
OAD.pdf
16


1.4 DESCRIZIONE AZIENDALE

1.4.1 A.C. MILAN
Nel 1899 Herbert Kilpin fondò a Torino il Foot-ball and Cricket Club; trasferitosi
poi a Milano frequentando birrerie e bar iniziò a farsi conoscere, organizzando poi un
incontro, durante il quale, grazie a Piero Pirelli che fornì un appoggio finanziario, fu
ufficialmente fondato il Milan Foot-ball and Cricket Club. Nel 1900 fu disputato il
primo campionato ufficiale e l’anno successivo arrivò la prima vittoria a livello
nazionale. Allora il Milan era formato quasi totalmente da giocatori inglesi e la
decisione della federazione del 1908 di far partecipare al campionato solo le squadre
che schieravano giocatori italiani, creò delle discussioni tra i dirigenti milanisti.
Alcuni, guidati da Giorgio Muggiani, decisero di staccarsi e di fondare un nuovo club,
la F.C.I.M., Football Club Internazionale Milano. Il 19 settembre 1926 Piero Pirelli
Legge 91 del 1981 Abolizione del vincolo sportivo che viene sostituito dall'indennità di preparazione e promozione (IPP)

Le società iscrivevano in bilancio i crediti di futura realizzazione derivanti dall'IPP al momento delle cessioni dei giocatori

Legge 586 del 1996 Abolizione dell'indennità di preparazione e promozione

Le società si trovarono con numerosi crediti futuri iscritti in bilancio che non saranno realizzati, quindi con buchi in bilancio
Viene data la possibilità di iscrizione di tali importi in un apposito fondo da ammortizzare nei 3 esercizi successivi



Le società sfruttano il sistema di plusvalenze: vendevano reciprocamente dei giocatori a prezzi più elevati
in modo tale da generare plusvalenze maggiori ma con il conseguente problema di ammortizzare tali costi



Legge 27 del 2003 Possibilità di dilazionare le perdite derivanti dagli ammortamenti e svalutazioni dei giocatori in 10 anni



Al giorno d'oggi il problema sono le società costantemente in perdita, gli stipendi dei giocatori che incidono in maniera eccessiva
in bilancio e si sta ricorrendo al sistema di fair play finanziario




Requisiti del fair play
finanziario
Patrimonio netto positivo
Indebitamento netto inferiore dei ricavi
Costo del personale non deve superare il 70% del fatturato
La sommatoria del risultato degli ultimi 3 esercizi deve essere inferiore a -45 mln di euro (2013-2015)
La sommatoria del risultato degli ultimi 3 esercizi deve essere inferiore a -30 mln di euro (2016-2018)
Dal 2018 il risultato d'esercizio deve essere positivo, con uno scarto possibile di -5mln di euro
I debiti netti devono essere inferiori del totale dei ricavi
Devono essere pagati puntualmente i trasferimenti e i salari
17
inaugurò l’attuale stadio di San Siro, da subito sede ufficiale delle partite del Milan.
Alla fine degli anni Quaranta iniziò il percorso vittorioso milanista, grazie al
centrocampo e attacco dell’allora nazionale svedese con Nordahl, Gren e Liedholm,
che davano vita al trio battezzato Gre-No-Li, portarono alla vittoria dello scudetto
nella stagione 1950/51. Negli anni Sessanta il Milan fu protagonista grazie al nuovo
allenatore, Nereo Rocco, che conquistò lo scudetto alla sua prima stagione nel
1961/62, e poté disporre di giocatori del calibro di Cesare Maldini come capitano,
Altafini, Trapattoni e Rivera.
Nel 1963 arrivò inoltre la prima vittoria a livello europeo da parte di una squadra
italiana della Coppa dei Campioni contro il Benfica di Eusebio. I rossoneri persero
però la Coppa Intercontinentale contro il Santos di Pelé, ma la vinsero per la prima
volta nel 1969, battendo, nella finale di Coppa dei Campioni l’Ajax di Cruijff e, nella
finale dell’Intercontinentale, l’Estudiantes.
Nella stagione 78/79 arrivò il decimo scudetto e la prima stella d’oro, con una
squadra allenata da Liedholm e formata da Albertosi, Capello, Collovati, Novellino e
Baresi.
Successivamente, nel 1986, assunse la presidenza del Milan Silvio Berlusconi che,
quasi per scommessa, ingaggiò come allenatore Arrigo Sacchi, rivoluzionario del
calcio e dei suoi schemi; vinse uno scudetto, due Coppe dei Campioni, due Coppe
Intercontinentali e due Supercoppe Europee di seguito. La squadra era formata da
giocatori del calibro di Van Basten, Gullit, Rijkaard, Baresi, Tassotti, Paolo Maldini,
Ancelotti e Costacurta. Sacchi rimase alla guida del Milan per quattro anni, sostituito
da Fabio Capello nel 1991; il suo metodo di gioco, basato sulla difesa, portò la vittoria
del campionato con nessuna sconfitta, il record di 58 incontri consecutivi senza
sconfitte e 929 minuti di inviolabilità della porta di Sebastiano Rossi. Arrivarono
nuovi giocatori che fecero la storia come Panucci, Boban, Savi"evi", Desailly, che, nel
1994 ad Atene, conquistarono la quinta Champions League vincendo 4 a 0 contro il
Barcellona allenato da Cruijff. Negli anni successivi il Milan rimase ai vertici europei,
guidata da Ancelotti, con capitan Maldini, Shevchenko, Inzaghi, Pirlo, Seedorf,
Gattuso, Kakà, vinse la Champions League nel 2003 contro la Juventus, e nel 2007
contro il Liverpool, lo scudetto nel 2004, la Coppa del Mondo per Club e la
Supercoppa europea nel 2008.
18
Le ultime vittorie risalgono al 2011 con la vittoria dello scudetto e della
Supercoppa Italiana ai danni dell’Inter.
43

La società “Associazione Calcio Milan S.p.a.” dal 2008 senza presidente è
coordinata dal vice presidente vicario e amministratore delegato Adriano Galliani e dai
vice presidenti Paolo Berlusconi e Gianni Nardi.

Figura 1.9: Struttura societaria A.C. Milan, fonte: “Organizzazione e bilancio di una società di
calcio, il caso A.C. Milan”, M. Campioli
La società A.C. Milan appartiene per il 99,97% alla Fininvest S.p.a., società che
possiede e gestisce anche Mediaset, Mondadori, Mediolanum e Mediobanca. A sua
volta l’associazione calcio Milan controlla al 100% la Milan Entertainment S.r.l. e la
Milan Real Estate S.p.a, al 50% con l’Inter del Consorzio San Siro Duemila e al 45%
l’agenzia di sviluppo ASANSIRO s.r.l. insieme all’Inter (45%) e l’associazione
ChiamaMilano (10%). La società Milan Real Estate S.p.a. fu costituita il 12 dicembre
2003 e si dedica alla gestione degli immobili, tra cui il centro sportivo di Milanello, la
sede sociale e gli appartamenti per i calciatori. La società Milan Entertainment S.r.l,
fondata il 1° ottobre 2005 si occupa delle attività commerciali per l’utilizzo del marchio.
Il Consorzio San Siro Duemila, chiamato così a causa dell’anno della sua costituzione,
consente una gestione più efficace ed efficiente dell’impianto ed è costituito in base ad
un accordo tra Inter, Milan e il Comune di Milano. L’agenzia di sviluppo
ASANSIRO
44
, invece, creata nel luglio 2003, si occupa della riqualificazione dell’area

43
si veda: sito internet www.acmilan.com/it; Barbero S., “Diavolo & Diavoli. La storia e i miti del
Milan”, Graphot Editore, Torino, 2009; Bertelegni B., “Milan: la leggenda”.
44
http://www.asansiro.it/agenz.htm
19
adiacente allo stadio. Bisogna poi citare la Fondazione Milan Onlus
45
, creata nel 2003,
opera in tutto il mondo per aiutare le persone meno fortunate a livello di istruzione,
assistenza sociale e avviamento allo sport.
La mission si compone di tre aspetti. Parte sportiva: mantenere risultati sportivi di
eccellenza, vincendo le più importanti competizioni in Italia, in Europa e nel mondo, e
avere un’elevata capacità di attrazione verso i tifosi. Parte economica: accrescere la
reddittività e il valore per gli azionisti, creando valore, diminuendo i costi degli stipendi,
diversificando i ricavi e raggiungendo il pareggio in bilancio, ad essa si aggiunge il
coinvolgimento in progetti di responsabilità sociale
46
. Parte aziendale: si occupa del
“sistema prodotto” come sport, spettacolo e servizi, configurandosi sia come società di
calcio ma anche di leisure
47
.
1.4.1 F.C. INTERNAZIONALE MILANO
Il 9 marzo 1908 i dirigenti del Milan, in disaccordo sulla mancata partecipazione al
campionato nazionale a causa dell’obbligo di far giocare solo calciatori italiani, guidati
dal pittore Giorgio Muggiani, fondarono il Football Club Internazionale Milano
(internazionale per sottolineare la volontà di schierare giocatori stranieri)
48
. Nel 1910
vinsero il primo scudetto. Nella stagione 1927/28 esordì Giuseppe Meazza, che avrebbe
poi vinto due Coppe del mondo. Durante il periodo fascista il nome Internazionale non
era visto di buon grado e, cercando di ridurre al minimo le squadre cittadine, l’Inter si
unì con l’Unione Sportiva Milanese diventando l’“Associazione Sportiva Ambrosiana”;
rimase tale dal 1928 al 1945, vincendo tre scudetti e la prima coppa Italia nella stagione
38/39. Riprese il suo nome originario dopo il periodo fascista, e, nelle stagioni 1952/53
e 1953/54 vinsero due scudetti grazie al nuovo allenatore Foni. L’anno successivo
arrivò alla dirigenza Angelo Moratti, e, nel 1960 ebbe inizio il periodo più glorioso
della società tanto da essere definita “Grande Inter”: con in panchina Herrera e con
giocatori come Facchetti, Corso e Mazzola fu capace di vincere 3 scudetti (tra cui il
decimo che valse la stella d’oro), due Coppe dei Campioni e due Coppe
Intercontinentali (nel 1964 e nel 1965).

45
http://www.fondazionemilan.org/it/foundation/who_we_are
46
Campioli M., op. cit., slide. 8.
47
Campioli M., op, cit., slide 19.
48
http://www.inter.it/it/societa/storia2005.html; http://www.interfc.it/Origini.asp
20
Moratti lasciò la guida della società nel 1968 e il suo posto venne preso da Fraizzoli;
con Boninsegna in attacco, l’Inter approdò alla finale di Coppa dei Campioni del 1972.
Nel periodo tra la fine degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta la squadra era
composta da giocatori come Facchetti, Oriali, Marini, Altobelli, Giuseppe Baresi,
Beccalossi, Collovati e Zenga ma non si conseguirono grandi risultati, un solo scudetto
e una Coppa Italia.
Nel 1986 fu ingaggiato come allenatore Giovanni Trapattoni, vincitore poi di
scudetto (nella stagione 1988/89), Supercoppa italiana e Coppa Uefa nel 1991.
Nel 1995 prese la guida della società Massimo Moratti che coinvolse anche
Facchetti come direttore generale, Mazzola come direttore sportivo e Suarez come capo
degli osservatori; i risultati però non arrivarono nonostante giocatori come Ronaldo,
Baggio e Vieri. Bisognerà aspettare fino al 2005 con Mancini in panchina per rivedere
l’Inter vincere lo scudetto: lo scandalo calciopoli, squalificando la Juventus, assegnò di
diritto il trofeo all’Inter che lo rivinse poi per i quattro anni successivi.
Nel 2008 arrivò in panchina José Mourinho che, anche se rimase per sole due
stagioni riuscì a vincere quasi tutte le competizioni italiane ed europee. Nella stagione
2009/2010, con capitan Zanetti, Stankovi", Sneijder, Milito ed Eto’o, vinse il
campionato, la Coppa Italia in finale contro la Roma, la Champions League contro il
Bayern Monaco (il cosiddetto “Triplete”). Seguirono, nella stagione 2010/2011, il
Mondiale per Club, la Supercoppa italiana e la Coppa Italia ma non la Supercoppa
europea, persa contro l’Atletico Madrid.
La società F.C. Internazionale S.p.a. è coordinata dal presidente Massimo Moratti,
presidente dal 1995 al 2004 e dal 2006 ad oggi. Tra il 2004 e il 2006 a capo ci fu
Giacinto Facchetti, ex difensore e dirigente sportivo interista, morto nel 2006.

Figura 1.10: Struttura societaria F.C. Internazionale. Fonte: Bilancio 2010
21
La società appartiene per il 98,2% alla società Internazionale Holding S.r.l., che a
sua volta controlla al 100% la società Inter Brand s.r.l., costituita al fine di “sfruttare al
meglio il potenziale economico dei marchi, favorendone la diffusione e lo sfruttamento,
anche nell’ambito di nuovi comparti ed attività economiche”
49
, e la società Inter Futura
s.r.l., che limita la propria attività alla gestione dei Centri Inter Campus Esteri, operante
nel campo degli aiuti umanitari che, tramite il calcio, educa i bambini bisognosi
50
.
Entrambe le società sono dirette dalla famiglia Moratti. Insieme al Milan controlla al
50% il Consorzio San Siro Duemila e al 45% l’agenzia ASANSIRO.
La mission è simile a quella milanista, sistemare il bilancio, abbassare i costi di
gestione ed in particolare il monte ingaggi, ringiovanire la squadra, valorizzare il vivaio
e mantenere il club su livelli di competitività che le permettano di alzare nuovi trofei,
lottare per lo scudetto e fare più strada possibile in Europa
51
; uno dei problemi maggiori
della società è la chiusura del bilancio in pareggio: nel 2007 le perdite erano di quasi
207 milioni di euro, nel 2008 di 148 milioni, nel 2009 di 154 milioni mentre nel 2010
sono scese a 69 milioni di euro: ciò mette a repentaglio la possibilità di partecipare a
competizioni europee a causa dell’avvento del fair play finanziario.

49
Bilancio Inter.
50
http://intercampus.inter.it/ar5huas/ic2010?L=it
51
http://www.fabbricainter.com
22
CAPITOLO 2:
IL BILANCIO D’ESERCIZIO DELLE SOCIETÀ CALCISTICHE
2.1 IL BILANCIO DI ESERCIZIO
Il bilancio è un documento contabile che rappresenta in maniera semplificata la
dinamica gestionale dei valori economico-finanziari che si sono verificati nell’esercizio
trascorso, con la funzione di accertare la situazione del patrimonio e la reddittività della
società, di valutare l’operato degli amministratori e di dare informazioni agli
stakeholder in modo da garantire loro il soddisfacimento dei propri interessi
52
. Sia per il
Milan che per l’Inter i bilanci sono redatti secondo le normative civilistiche, disciplinate
dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile, specificando che, “considerata la
particolare attività delle società, ad integrazione di specifiche tematiche, si è tenuto
conto delle disposizioni diramate dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio e dalla
Commissione di Vigilanza per le Società di Calcio Professionistiche”
53
.
È composto da tre documenti, lo stato patrimoniale, il conto economico e la nota
integrativa ai quali è allegata la relazione sulla gestione redatta dagli amministratori, il
rendiconto finanziario che spiega la variazione complessiva che ha subito la liquidità
aziendale, la relazione della società di revisione e la relazione del collegio sindacale.
Il bilancio deve essere redatto seguendo dei principi contabili, regole “tecnico-
ragionieristiche” con la funzione di interpretare in chiave tecnica norme di legge,
fissando dei principi generali sulla formazione di bilancio, e funzione integrativa, nel
caso in cui le norme di legge appaiano insufficienti
54
. I principi contabili, quindi,
stabiliscono le modalità di contabilizzazione, i criteri di valutazione e di esposizione dei
valori in bilancio. Esistono anche principi contabili internazionali, gli IAS/IFRS, la cui
adozione è obbligatoria per le società quotate, banche e società di assicurazioni; essi
permettono di poter confrontare anche bilanci internazionali, redatti con gli stessi
principi e regole. Inter e Milan che, come ricordato, seguono le regole dei principi
contabili italiani, allineano i propri bilanci alle disposizioni in essi contenuti. In
particolare l’OIC, organismo italiano di contabilità, nel principio contabile n.11, e il

52
sul punto si vedano: Quagli A., “Bilancio di esercizio e principi contabili”, Giappichelli, Genova,
2006, pag. 3 e Campobasso G., “Manuale di Diritto Commerciale”, Utet Giuridica, 2007, pag. 289.
SS
"45%&"5%' 6%' 7*#0&*8%$,"' "' 95%,:%9%' :$,&*)%#%" in Nota Integiativa uel Bilancio u'eseicizio 2u1u uell'
A.C. Nilan.
S4
Frizzera B., “Principi contabili nazionali e internazionali”, il Sole 24 ore, Milano, 2008, pag. 1.
23
codice civile, nell’articolo 2423 bis dispongono dei principi di redazione del bilancio
che organizzano le regole di carattere generale per una costituzione conforme alla
legge
55
.
Per il codice civile nella redazione del bilancio bisogna osservare 6 diversi principi:
• valutazione delle voci secondo prudenza e nell’ottica di una continuità aziendale
• indicazione esclusiva degli utili realizzati alla data di chiusura dell’esercizio
• tener conto solamente dei proventi e degli oneri di competenza dell’esercizio,
indipendentemente dalla data di incasso o di pagamento
• tener conto degli eventuali rischi o perdite di competenza dell’esercizio anche se
si sono verificati dopo la chiusura di quest’ultimo
• valutazione separata degli elementi eterogenei compresi nelle singole voci
• applicazione costante dei criteri di valutazione.
L’OIC, invece, stila una serie di 15 postulati:
• Utilità del bilancio d’esercizio per i destinatari e completezza dell’informazione
• Prevalenza della sostanza sulla forma: trattando contabilmente i fatti aziendali
basandosi sulla reale sostanza economica dell’operazione rispetto agli aspetti
essenzialmente formali
• Comprensibilità: il bilancio deve essere redatto con chiarezza, fornendo
indicazioni analitiche inserendo in nota integrativa gli eventuali elementi che
consentono di precisare al meglio le informazioni iscritte in bilancio.
• Neutralità: concernente le stime e le valutazioni, le quali devono essere eseguite
senza ricercare il soddisfacimento di interessi particolari
• Prudenza: imputando all’esercizio solamente i ricavi effettivamente realizzati e
tutti i costi, anche se non sono stati effettivamente sostenuti ma solo stimati, per
non correre il rischio di eventuali perdite future
• Periodicità della misurazione del risultato economico e del patrimonio aziendale
redigendo il bilancio al termine di ogni esercizio

55
si veda anche Santesso E., Sòstero U., “I principi contabili per il bilancio di esercizio”, Il Sole 24 ore,
Venezia, 2006 e Dezzani F., Pisoni P., Puddu L., “Il Bilancio”, Giuffrè editore, Torino, 2001.

24
• Comparabilità: tramite l’utilizzo costante degli stessi principi di valutazione e
redazione del bilancio per poter effettuare confronti tra bilanci anche di diverse
società
• Omogeneità nell’utilizzo di un’unica moneta di conto
• Continuità di applicazione dei principi contabili e dei criteri di valutazione
• Competenza: imputando all’esercizio solamente i costi e i ricavi conseguiti nel
periodo considerato, indipendentemente dalla data di realizzazione degli stessi
• Significatività e rilevanza dei fatti economici ai fini della loro presentazione in
bilancio
• Il costo come criterio base delle valutazioni di bilancio dell’impresa
• Conformità del complessivo procedimento di formazione del bilancio ai corretti
principi contabili
• Funzioni informativa della nota integrativa e delle altre informazioni necessarie:
in accordo con il principio di chiarezza, si iscrivono in nota integrativa tutte le
informazioni necessarie per una miglior interpretazione delle voci iscritte in
bilancio
• Verificabilità dell’informazione: per una maggior attendibilità e affidabilità le
voci iscritte in bilancio devono essere verificabili in modo tale da poter essere
controllate e confermate.

2.2 STATO PATRIMONIALE
Lo stato patrimoniale rappresenta il patrimonio della società e la situazione
finanziaria al momento della chiusura dell’esercizio. Strutturalmente è diviso in due
sezioni, la parte attiva e la parte passiva; entrambe le parti sono divise in macroclassi
ordinate con le lettere maiuscole dell’alfabeto.
L’attivo è costituito da 4 macroclassi:
A) Crediti verso i soci per versamenti ancora dovuti, che rappresentano l’impegno dei
soci di sottoscrizione di nuove quote di capitale sociale dei quali, in quanto crediti,
non è ancora stato effettuato il conferimento.
B) Immobilizzazioni, divise tra immateriali, materiali e finanziarie. Sono considerati
tali tutti i beni destinati a rimanere durevolmente in azienda.
25
Le immobilizzazioni immateriali sono costituite dai beni intangibili di utilità
pluriennale; nei bilanci delle società calcistiche la parte più importante è costituita dai
“diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori”, ossia la “possibilità di avvalersi in
modo esclusivo delle prestazioni di un giocatore”
56
che corrispondono al prezzo di
acquisto di un giocatore da un’altra società. Tali diritti costituiscono la maggior parte
dei costi fissi delle società in quanto, da immobilizzazioni immateriali quali sono,
hanno ingenti quote di ammortamento che gravano in bilancio. Da codice civile le
immobilizzazioni sono ammortizzate in relazione con la loro residua possibilità di
utilizzazione
57
, quindi specificatamente alla situazione, l’ammortamento dei diritti
pluriennali avviene in quote costanti in base agli anni di contratto dei singoli giocatori
con relative modifiche in caso di rinnovo del contratto stesso. In riferimento ai diritti
pluriennali la FICG ha dedicato la prima raccomandazione contabile
58
che spiega i
metodi di classificazione, valutazione, ammortamento e di alienazione di tale voce.
Un’altra voce importante è la capitalizzazione dei costi del vivaio che rappresentano i
costi sostenuti per la promozione e l’organizzazione del settore giovanile,
ricapitalizzati nella loro globalità e ammortizzati in misura costante in cinque esercizi
a decorrere dall’esercizio di sostenimento degli stessi. Altre immobilizzazioni
immateriali sono: costi di pubblicità, concessioni, licenze, marchi, diritti. Le
immobilizzazioni materiali, invece, sono costituite dai beni della società tangibili di
utilità pluriennale che vengono ammortizzati ogni anno; al loro interno vi sono tra gli
altri terreni e fabbricati, le attrezzature, gli impianti. Le immobilizzazioni finanziarie
sono attività finanziarie che costituiscono investimenti destinati ad essere utilizzati
durevolmente, quindi oltre l’esercizio successivo, le partecipazioni in imprese
collegate, controllate e controllanti e altre imprese, altri titoli e azioni proprie
59
. Vi
sono inoltre anche tutti i crediti di natura finanziaria, indipendentemente dalla data di
scadenza.
C) Attivo circolante, che comprende tutti quei beni che sono destinati ad essere
utilizzati nel prossimo esercizio. È composto dal magazzino, che contiene tutte le

S6
cit. Be vita u., ";#')%#*,:%$'6%'"<"5:%8%$',"##"'<$:%"&='6%':*#:%$'95$>"<<%$,%<&%:?"@A op. citata, pag 4S.
S7
Aiicolo 2426 comma 2 uel couice civile.
S8
le iaccomanuazioni contabili si veuano al sito:
http:¡¡www.calcioseivizilegapio.it¡iesouices¡noimative¡uS1uuuuuuuuuuuuuuu2S.puf
S9
si veda Allegrini M. e Martini P. “Bilancio civilistico e imponibile fiscale”, Sistemi editoriali, Napoli,
2002, pag. 155.
26
voci relative alle rimanenze e tutti i beni destinati alla vendita o quelli impiegati
nella loro produzione che, nel caso di società sportive, generalmente sono assenti; i
crediti commerciali indipendentemente dalla scadenza, verso i clienti, verso
imprese controllate, controllanti e collegate, e tutti gli altri crediti della società.
Infine, le disponibilità liquide che sono composte dai depositi bancari disponibili,
dal denaro e dai valori in cassa.
D) Ratei e risconti attivi, che, considerato il postulato della competenza, derivano da
operazioni comuni a due periodi consecutivi e rappresentano quote di costi o di
ricavi di competenza dell’esercizio ma la cui maturazione o rilevazione è relativa
ad un altro esercizio.
Lo stato patrimoniale passivo, invece, è composto da cinque macroclassi:
A) Patrimonio netto: rappresenta la parte di ricchezza riconducibile ai proprietari. È
composto dai mezzi propri apportati dai soci inizialmente o autogenerati
dall’impresa destinati dai soci al conseguimento dell’oggetto sociale. Al suo interno
è suddiviso in capitale sociale, costituito dal valore nominale delle quote o delle
azioni possedute dai proprietari, riserve, che rafforzano il capitale sociale contro il
rischio di perdite e dotano la società di mezzi finanziari, e risultato di esercizio che
rappresenta la variazione del patrimonio netto iniziale per effetto della reddittività
della gestione.
B) Fondi per rischi ed oneri, accantonamenti destinati alla copertura di perdite o debiti
di un ammontare non ancora determinato ma di esistenza certa o probabile.
C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato composto dalla sommatoria
delle indennità maturate da ciascun dipendente alla data di chiusura del bilancio,
calcolate in ogni esercizio su una frazione degli stipendi maturati in quel periodo;
costituisce un debito per la società poiché il pagamento avverrà al momento della
cessazione del rapporto di lavoro con il singolo lavoratore.
D) Debiti, classificati secondo la natura del debitore e per scadenza, sono suddivisi in
debiti verso fornitori, verso soci, verso le banche, verso imprese controllate e
controllanti, entro e oltre l’esercizio successivo, esposti al loro valore nominale.
E) Ratei e risconti passivi, che, come i ratei e risconti attivi, rappresentano costi o
ricavi la cui rilevazione o maturazione è relativa ad un altro esercizio ma che sono
di competenza di quello oggetto del bilancio.
27
2.3 CONTO ECONOMICO
Il conto economico rappresenta il risultato economico dell’esercizio costituito dai
costi e dai ricavi realizzati nell’esercizio. A differenza dello stato patrimoniale è
composto da uno schema a scalare suddiviso in cinque classi:
A) Valore della produzione: comprende tutti i ricavi dei processi produttivi, derivanti
da vendite di beni e servizi e da prodotti connessi alla gestione caratteristica ed
extracaratteristica. Contiene sia i ricavi che hanno già avuto una manifestazione
finanziaria sia quelli derivanti da processi interni, come le capitalizzazioni. Nelle
società calcistiche il valore della produzione è costituito dai ricavi delle vendite e
delle prestazioni, composte dai ricavi da gare in casa e in trasferta e dagli
abbonamenti, dalla quota capitalizzata dei costi del vivaio e da altri ricavi e
proventi, come possono essere i ricavi da sponsorizzazioni, da pubblicità, i proventi
da diritti televisivi. Fanno parte del valore della produzione anche le eventuali
plusvalenze derivante dalla cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori.
B) Costi della produzione: rappresentano invece la parte negativa, i costi dell’esercizio.
Sono composti dai costi per materie prime, sussidiarie e di consumo che,
considerato il tipo di azienda non di produzione, sono poco influenti; costi per
servizi, quali assicurazioni, costi per vitto e alloggio, servizi di biglietteria, costi per
i ritiri ed altri; costi per godimento di beni di terzi tra i quali, per Milan e Inter,
rientrano i costi per la concessione d’uso dello stadio. La parte principale dei costi
della produzione è composta dai costi per il personale, i salari dei giocatori, degli
allenatori, dei tecnici e gli eventuali premi per il rendimento e dagli ammortamenti
delle immobilizzazioni materiali e, più importanti, delle immobilizzazioni
immateriali. Come per i ricavi fanno parte dei costi della produzione anche le
eventuali minusvalenze per la cessione dei diritti alla prestazione dei calciatori.
C) Proventi e oneri finanziari, comprendenti gli elementi reddituali relativi alla
gestione dei finanziamenti e delle attività finanziarie che possono essere sia positive,
in caso di proventi, che negative, in caso di oneri.
D) Rettifiche di valore di attività finanziarie, quali possono essere svalutazioni o
rivalutazioni.
E) Proventi e oneri straordinari che, a differenza di quelli finanziari, fanno parte della
gestione straordinaria della società; sono componenti che non avranno la possibilità
28
di ripetersi anche nel corso degli esercizi successivi. Possono essere plusvalenze o
minusvalenze da cessione di cespiti, imposte di esercizi precedenti o altri.
La differenza tra il valore e i costi della produzione determina il risultato della
“gestione caratteristica”, della quale, in realtà, fanno parte anche i ricavi e i costi extra
caratteristici. Ad esso vengono poi sommati i proventi e sottratti gli oneri finanziari e
straordinari; a questo risultato (reddito lordo), infine, sono sottratte le imposte
dell’esercizio per determinare l’utile o la perdita dell’esercizio.

2.4 NOTA INTEGRATIVA
La nota integrativa chiarisce, specifica e precisa le voci iscritte nello stato
patrimoniale e nel conto economico. Devono essere fornite diverse indicazioni di
valutazione, esponendo i criteri che vengono applicati per le voci descritte, di
movimento, riportando le variazioni nella consistenza di particolari voci, come possono
essere i diritti pluriennali dei calciatori. Servono poi indicazioni analitiche, per
descrivere la composizione dei vari importi e per giustificarne il loro valore, e ogni
informazione inerente l’esercizio appena concluso che possa essere necessaria ad
analizzare e spiegare l'attuazione di certi comportamenti.
60


6u
si veua Quagli A., opeia citata, pagg. 66-7u e Nauonna S. "!%<9",<*' 6%' B*/%$,"5%*' C","5*#"' "'
D99#%:*&*@E
29
CAPITOLO 3: L’ANALISI DI BILANCIO

3.1 INTRODUZIONE ALL’ANALISI DI BILANCIO
Il bilancio d’esercizio non è in grado di dare informazioni chiare e precise sulla
situazione aziendale, su come è gestita la società, sull’andamento dei principali fattori
che ne hanno determinato la performance; non si possono ricavare informazioni
adeguate per conoscere la situazione patrimonial-finanziaria ed economica dell’azienda,
quindi la solidità patrimoniale, la fluidità finanziaria e la reddittività della stessa. L’utile
in sé può nascondere una situazione deficitaria e richiede un’analisi più approfondita
per cercare le eventuali cause che hanno portato ai risultati iscritti, per verificare ed
accertare le prospettive future dell’azienda e la sua possibilità di mantenere ed
accrescere condizioni di equilibrio economico
61
. Il bilancio civilistico ha infatti limiti
specifici, ad esempio:
• i crediti sono divisi per natura e non in base alla scadenza;
• i debiti sono inseriti in un’unica macroclasse;
• a livello economico, il risultato “A-B” è inquinato da poste extracaratteristiche;
• non vengono identificate in modo preciso le aree della gestione aziendale.
È necessario quindi indagare più a fondo tramite la cosiddetta “analisi di bilancio”,
essa è uno strumento di lettura spazio-temporale degli andamenti gestionali e di
interpretazione degli equilibri economici-finanziari-patrimoniali dell’azienda
62
. Si tratta
di un’analisi spazio-temporale in quanto può essere relativa ad aziende diverse e/o in
periodi temporali diversi. Tale analisi avviene tramite una comparazione di determinati
indicatori dell’azienda con quelli di altre imprese o con quelli della medesima negli anni
passati.
Ci sono due tipi di analisi, l’analisi interna e l’analisi esterna. Interna è quella che
viene effettuata da soggetti che possono accedere ad ulteriori informative aziendali oltre
ai bilanci, essa è svolta da un soggetto interno all’azienda; l’analisi è esterna quando è

61
sul capitolo; Poddighe F., “Analisi di Bilancio per indici, aspetti operativi”, Cedam, Padova, 2004;
Ferrero G., Dezzani F., Pisoni P., Puddu L., “Le analisi di bilancio per indici e flussi”, Giuffrè, Torino,
2003.
62
Si veuano luciui uel coiso ui "+"&$6$#$/%"'"'!"&"5F%,*8%$,%'G0*,&%&*&%7"'6HD8%",6*", Beiuua
uagliaiuo E., 0niveisità ui Feiiaia, anno accauemico 2u1u¡2u11.
30
compiuta da soggetti non facenti parte dell’azienda, essa è più oggettiva ma meno
profonda in quanto limitata all’informativa ufficiale prodotta dall’impresa.
Ci sono due metodologie di analisi: per indici e per flussi.
L’analisi per indici consiste in un calcolo di margini o quozienti, che verranno
poi confrontati per verificarne l’andamento nel tempo o nello spazio, mentre quella per
flussi ha l’obiettivo di verificare tramite il rendiconto finanziario le variazioni che
determinati fondi hanno subito in un certo periodo di tempo, quali il capitale circolante
netto, ottenuto dalla diminuzione delle passività a breve termine dall’attivo circolante, o
la variazione di cash flow rappresentato dalle liquidità in cassa.
Per quanto riguarda l’analisi per indici, la riclassificazione si sviluppa attraverso
cinque tappe fondamentali
63
:
• Per prima cosa si esegue un’analisi del mercato, per studiare in che settore agisce
l’azienda, i principali concorrenti, l’andamento del settore per riuscire ad
inquadrare il contesto all’interno del quale si forma la performance dell’azienda.
• Vengono poi reperiti i documenti connessi alla società che si sta analizzando
quindi i relativi bilanci degli ultimi tre esercizi.
• Si effettua successivamente una riclassificazione dello stato patrimoniale e del
conto economico.
• Vengono calcolati i relativi indici che permettono l’analisi delle variazioni nel
periodo.
• Per ultimo si esprime un commento sui dati analizzati e sullo stato di salute della
società, illustrando i trend degli indici, sulle performance aziendali rispetto agli
anni passati e rispetto ai concorrenti, sulle cause che hanno portato tali risultati e
sulle strategie per migliorarsi negli esercizi futuri.

3.2 RICLASSIFICAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE
La riclassificazione dello stato patrimoniale consiste nell’individuazione di due
nuovi macroaggregati: gli impieghi e le fonti. Gli impieghi rappresentano le attività
dell’azienda, come viene investito il capitale e in cosa vengono destinati i mezzi
monetari, tutto ciò che l’azienda possiede. Essi vengono classificati in base alla natura e

6S
Si veua Caramiello C., Di Lazzaro F., Fiori G., “Indici di bilancio”, Giuffrè, Milano, 2003.
31
al ritorno in forma liquida. Le fonti rappresentano la provenienza dei mezzi monetari
utilizzate per finanziare gli impegni. Esse sono classificate in base alla natura del
finanziatore e al relativo tempo di esigibilità.

3.2.1 RICLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIEGHI
Gli impieghi, classificati secondo il criterio finanziario della liquidità crescente,
sono suddivisi in attivo fisso e attivo circolante.
• ATTIVO FISSO: costituito dalle immobilizzazioni, con un ritorno in forma liquida
oltre l’anno successivo.
• Immobilizzazioni Materiali: formate dai fattori pluriennali che già funzionano o
fattori in corso di realizzazione, come i fabbricati, le attrezzature, i macchinari,
gli impianti. Sono iscritte al costo storico al netto del fondo ammortamento. Si
considerano immobilizzazioni materiali anche gli anticipi versati per un bene
materiale pluriennale che deve ancora entrare in azienda.
• Immobilizzazioni Immateriali: formate dai fattori pluriennali intangibili, quali i
diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, le concessioni, le licenze, i
marchi, al netto del fondo ammortamento.
• Immobilizzazioni Finanziarie: formate dai crediti di finanziamento quali i mutui
attivi, le obbligazioni attive, i crediti finanziari verso imprese controllate,
collegate e controllanti; i crediti di funzionamento come i crediti commerciali
verso clienti, verso imprese controllate, collegate e controllanti, le cambiali
attive, i crediti verso soci per versamenti dovuti, i ratei e i risconti attivi; le
partecipazioni e i titoli solo se sono strategiche, quindi destinate a durevole
detenzione. Tutte le voci devono essere a medio lungo termine al netto del
relativo fondo rischi (per i crediti).
• Immobilizzazioni Patrimoniali: fattori che non riguardano l’area caratteristica
dell’azienda (infatti sono anche chiamate immobilizzazioni extra-caratteristiche),
formati ad esempio dalle partecipazioni speculative a medio/lungo termine
(investimenti in aziende di un altro business solamente a scopi monetari) e
immobili civili.
32
• Immobilizzazioni Commerciali: generalmente assenti nelle società calcistiche,
sono formati dal magazzino lento, ovvero da quei beni che non si prevede di
vendere entro l’anno, al netto dell’eventuale fondo svalutazione magazzino.
• ATTIVO CIRCOLANTE: classificato in base al tempo di ritorno in forma liquida,
considerando comunque che tutte le voci ritornano entro l’anno.
• Magazzino: caratterizzato dal ritorno in forma liquida a tempo indeterminato e
solo presumibilmente entro l’anno, è generalmente assente nelle società di
calcio, è costituito dalle rimanenze finali di prodotti finiti, semilavorati, in corso
di lavorazione, materie prime, immobilizzazioni materiali destinate alla vendita
entro l’anno, tutto al netto di anticipi da clienti e dal fondo di svalutazione
magazzino. Fanno parte del magazzino anche i risconti attivi.
• Liquidità Differite: hanno un ritorno in forma liquida in un tempo determinato,
sono costituite dalle stesse voci delle immobilizzazioni finanziarie (ad eccezione
delle partecipazioni e dei titoli) con la differenza del ritorno a breve termine,
quindi crediti di finanziamento, quali mutui attivi, obbligazioni attive e crediti
finanziari in imprese collegate, controllate e controllanti; crediti di
funzionamento, come crediti commerciali verso clienti, verso imprese collegate,
controllate e controllanti, crediti verso l’erario, al netto del fondo rischi su
crediti; ratei attivi.
• Liquidità Immediate: con un ritorno in forma liquida immediato, sono formate da
tutto ciò che è già denaro, quindi il denaro e i valori in cassa, il conto corrente
bancario e postale; i titoli e le partecipazioni speculative, i titoli di Stato a breve
termine (anch’essi considerati extra caratteristici) e azioni proprie in portafoglio
da alienare entro l’anno.
La sommatoria tra l’attivo fisso e l’attivo circolante costituisce il capitale investito
che, al netto di tutto ciò che non riguarda l’area caratteristica (quindi, ad esempio, le
immobilizzazioni patrimoniali e le partecipazioni speculative, titoli di stato e altri titoli
in portafoglio, iscritti tra le liquidità immediate), compone il capitale investito
caratteristico.
3.2.2 RICLASSIFICAZIONE DELLE FONTI
Le fonti riclassificate sono riclassificate in base alla natura del finanziatore (mezzi
propri e mezzi di terzi) ed in base alla loro esigibilità crescente. Dalla considerazione di
33
tali criteri si individuano i mezzi propri, le passività a medio/lungo termine e le passività
a breve termine.
• MEZZI PROPRI: fonti proprie tendenzialmente da non restituire; la scadenza può
essere assente o lunghissima e possono essere:
• Conferiti: costituiti dal capitale sociale, finanziamento dei soci come aumento
del capitale sociale, riserve di capitali come riserve da rivalutazioni monetaria e
da sovrapprezzo azioni.
• Autoprodotti: sono riserve di utili, quali riserva legale, statutaria, straordinaria e
altre, e l’utile o perdita d’esercizio
• Altri: esiste una categoria rara e residuale, costituita dai fondi rischi generici, che
non rappresentano veri e propri fondi rischi e servono per accantonare somme
per rischi generici che si potrebbero manifestare.
• PASSIVITÀ CONSOLIDATE: sono mezzi di terzi che verranno estinti oltre l’anno.
Sono composte da debiti di finanziamento quali mutui bancari, prestiti
obbligazionari, finanziamenti da soci, debiti verso imprese controllate, collegate e
controllanti, verso altri. Ne fanno inoltre parte i debiti di funzionamento come i
debiti verso fornitori, i debiti commerciali verso imprese controllate, collegate e
controllanti, verso altri, cambiali passive, i ratei e i risconti passivi. Infine sono
considerati i fondi rischi e oneri tra cui il fondo TFR al netto di eventuali anticipi,
i fondi spese e i fondi rischi. Tutte le voci considerate devono essere a medio-
lungo termine.
• PASSIVITÀ CORRENTI: sono voci omogenee rispetto alle passività consolidate
con la differenza che i relativi debiti saranno estinti entro l’anno. Sono composte
quindi dai debiti di finanziamento: mutui bancari, prestiti obbligazionari, debiti
verso imprese controllate, collegate e controllanti, banche, a breve termine. Ne
fanno inoltre
• parte i debiti di funzionamento: verso fornitori, commerciali verso imprese
controllate, collegate e controllanti, i ratei e i risconti, i debiti verso soci per utili
da distribuire. Infine sono compresi tutti i fondi rischi e oneri a breve termine:
fondo TFR al netto di eventuali anticipi, fondi spese e fondi rischi.
34
La sommatoria tra le tre voci costituisce il capitale di finanziamento, che deve essere
uguale al capitale investito.







Tabella 3.1: Schema di
riclassificazione dello
Stato Patrimoniale.
3.3 RICLASSIFICAZIONE CONTO ECONOMICO
Il conto economico riclassificato permette di conoscere gli andamenti gestionali,
di interpretare l’equilibrio economico dell’azienda e di stimare le evoluzioni future. Ha
una struttura scalare per poter studiare l’incidenza di ogni area di gestione
nell’esercizio. La riclassificazione classica del conto economico non ci aiuta però a
capire i vari aspetti gestionali di una società sportiva, pertanto verrà utilizzata una
riclassificazione a scalare che metta in evidenza il risultato della gestione sportiva, della
gestione caratteristica e della gestione operativa
64
.
• AREA SPORTIVA: raggruppa tutti i costi e i ricavi relativi alla gestione all’area
sportiva della società quindi tutto ciò che è legato all’aspetto delle gare e dei
giocatori.
• Ricavi Netti da Gare: riguardano i ricavi che derivano dalle prestazioni sportive,
dalle gare in casa, una percentuale di incassi sulle gare da squadre ospitanti,
ricavi da abbonamenti e da altre competizioni. A questi vanno sottratti tutti gli
oneri relativi, quali imposte e tasse su gare, oneri su incassi e costi per
esecuzione gare.
• Ricavi gestione sportiva: concernono i ricavi che non derivano direttamente da
gare ma che sono comunque tipici della gestione sportiva, come ad esempio

64
Si veda Mancin M., “Riclassificazione e Analisi di bilancio delle società di calcio”, Università Ca’
Foscari, Venezia, 2002 e Paoli P., “Bilancio delle società sportive”, Università Cattolica del Sacro Cuore,
Brescia.
IMPIEGHI FONTI
AF
Immobilizzazioni Materiali
MP
Conferiti
Immobilizzazioni Immateriali
Immobilizzazioni Finanziarie Autoprodotti
Immobilizzazioni Patrimoniali Altri
Immobilizzazioni Commerciali
PML Passività Consolidate
AC
Magazzino
Liquidità Differite
PB Passività Correnti
Liquidità Immediate
CAPITALE INVESTITO CAPITALE DI FINANZIAMENTO
35
possono essere le sponsorizzazioni, i proventi pubblicitari, i diritti televisivi
(compresi quelli da squadre ospitanti e da competizioni UEFA), i ricavi da
cessione temporanea dei calciatori. Tutte le voci sono al netto dei rispettivi oneri,
imposte e tasse (ad esempio, gli oneri su proventi televisivi o le imposte su
sponsorizzazioni).
• Costi gestione sportiva: sono compresi tutti i costi relativi alla gestione sportiva
che non sono direttamente legati alle gare. I più importanti sono gli emolumenti
a giocatori e tecnici e le quote di ammortamento dei diritti pluriennali alle
prestazioni dei giocatori. Fanno anche parte dei costi della gestione sportiva il
costo per l’acquisizione temporanea dei calciatori, il vitto e alloggio, la
locomozione per le trasferte e gli altri costi generali dell’attività sportiva. A tali
costi vengono poi sommate le capitalizzazioni dei costi del settore giovanile.
La sommatoria tra i ricavi da gare, i ricavi della gestione e i costi della gestione
determina il reddito operativo della gestione sportiva. A tale risultato vanno poi
sommati i relativi saldi delle altre aree di gestione.
• AREA CARATTERISTICA: raggruppa tutte le voci non direttamente relative alla
gestione sportiva ma che comunque riguardano l’azienda nel suo complesso. Il
saldo dell’area caratteristica determina il reddito operativo caratteristico ed è
costituito dalla sommatoria tra i diversi proventi e oneri. Tra questi troviamo i
restanti costi per il personale (il cosiddetto “costo del personale non sportivo”), gli
ammortamenti di immobilizzazioni (eccetto i diritti pluriennali per le prestazioni
dei giocatori che facevano parte dei costi della gestione sportiva), spese di
pubblicità, costi generali di amministrazione, provvidenze e contributi, proventi e
oneri diversi.
• AREA OPERATIVA: raccoglie le voci positive dell’area della gestione finanziaria
del conto economico quali possono essere proventi finanziari, proventi da società
del gruppo, da partecipazioni e compartecipazioni. Si considerano operativi anche
gli oneri da compartecipazioni in quanto sono direttamente collegati alla gestione
sportiva. Vanno inserite nell’area operativa anche le eventuali rettifiche di valore e
il risultato della gestione extracaratteristica.
La sommatoria tra le tre aree sopra descritte determina il reddito operativo aziendale
al quale vanno poi sommate le eventuali plusvalenze e minusvalenze relative
36
solamente ai diritti pluriennali dei giocatori per poter determinare il reddito
operativo aziendale di secondo livello.
Bisogna poi sommare, prima gli oneri finanziari (eccetto quelli derivanti da
compartecipazioni), quali interessi passivi bancari, verso imprese collegate, controllate,
controllanti, poi tutti gli importi relativi a poste straordinarie, ad esempio plusvalenze e
minusvalenze da alienazione di cespiti, insussistenze e sopravvenienze attive e passive.
Infine, nell’area fiscale, vanno sommati tutti i costi per imposte sui redditi. Il risultato
finale rappresenta il reddito netto che corrisponde all’utile o alla perdita d’esercizio.
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Cnerl comparLeclpazlonl (ex arL.102 bls nolf)
AlLrl provenLl flnanzlarl
AlLrl provenLl socleLa del gruppo
8eLLlflche dl valore
8lsulLaLo CesLlonl Accessorle
!344567&783!965:7&9;53'49<3&
Þlusvalenze cesslonl dlrlLLl presLazlonl calclaLorl
lndennlLa dl preparazlone e promozlone
(Mlnusvalenze cesslonl dlrlLLl presLazlonl calclaLorl)
!344567&783!965:7&9;53'49<3&45&=>&<5:3<<7&
03"4(5.6067.0,.0(
Cnerl flnanzlarl
Cnerl flnanzlarl socleLa del gruppo
03"4()-,0+,8.60,.0(
Þlusvalenze su allenazlone cesplLl
(Mlnusvalenze su allenazlone cesplLl)
AlLrl componenLl poslLlvl sLraordlnarl
(AlLrl componenLl negaLlvl sLraordlnarl)
!344567&9'63&5?87063&
lmposLe
!344567&'3667&
Tabella 3.2: Schema di Riclassificazione del Conto Economico
65


6S
Paoli P., “Bilancio delle società sportive”, Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia.
37
3.4 INDICI DI BILANCIO
Ci sono categorie diverse di indici di bilancio, gli indici patrimonial-finanziari e gli
indici economici, che servono rispettivamente per analizzare la struttura patrimonial-
finanziaria e la reddittività dell’azienda.

3.4.1 INDICI PATRIMONIAL-FINANZIARI
• INDICI DI COMPOSIZIONE: riescono a fornire informazioni circa la
composizione del capitale investito e del capitale di finanziamento e il peso delle
relative parti che lo compongono. Sono indici verticali in quanto riguardano
separatamente gli impieghi e le fonti. Gli indici di composizione sono 7, 2
riguardano gli impieghi e il capitale investito e 5 le fonti e il capitale di
finanziamento.
• Indice di Rigidità: rappresenta l’incapacità di riadattarsi flessibilmente alle
condizioni ambientali, ovvero la difficoltà di sostituzione dei fattori produttivi.
Più un’azienda è rigida più fa fatica ad adattarsi alle condizioni del mercato. Si
calcola facendo il rapporto tra l’attivo fisso e il capitale investito (AF/CI).
• Indice di Elasticità: al contrario dell’indice di rigidità, è la capacità di adattarsi ai
mutamenti esterni ed è calcolato dividendo l’attivo circolante per capitale
investito (AC/CI). La somma tra l’indice di rigidità e l’indice di elasticità deve
rappresentare il 100% del capitale investito.
• Indice di Autonomia Finanziaria: è il rapporto tra i mezzi propri e il capitale di
finanziamento (MP/CF) e rappresenta l’autosufficienza nel soddisfare il
fabbisogno di finanziamento.
• Indice di Indebitamento Complessivo: è il rapporto tra la somma dei mezzi di
terzi e il capitale di finanziamento ((PML+PB)/CF) e indica la dipendenza
finanziaria dell’azienda da terzi soggetti.
• Indice di Indebitamento Corrente: è il rapporto tra le passività a breve termine e
l’intero capitale di finanziamento (PB/CF) e rappresenta il peso dei debiti che
devono essere estinti entro l’anno, è quindi auspicabile che essi siano del minor
importo possibile.
38
• Indice di Indebitamento Consolidato: è calcolato dividendo le passività a medio-
lungo termine rispetto al capitale di finanziamento (PML/CF).
• Indice di Indebitamento Permanente: è il rapporto tra la sommatoria dei mezzi
propri con le passività consolidate e il capitale di finanziamento
((MP+PML)/CF) e serve per comprendere il peso di tutte le fonti a medio/lungo
termine sul capitale di finanziamento indipendentemente dalla natura del
finanziatore.
• INDICI DI CORRELAZIONE: sono indici orizzontali in quanto danno la
possibilità di confrontare gli impieghi con le fonti su tre aspetti: quantitativamente
a livello di importi, qualitativamente sulla tipologia e temporalmente sulle
scadenze. Consentono tre tipi di analisi: di solidità patrimoniale, di disponibilità e
di liquidità.
• Analisi della Solidità Patrimoniale: riguarda il finanziamento dell’attivo fisso,
occorre capire se esiste un equilibrio tra gli impieghi e le fonti durevoli in quanto
l’attivo fisso dovrebbe essere finanziato completamente con il passivo
permanente in modo da evitare squilibri finanziari. Ci sono due livelli di indici: il
margine o quoziente di struttura primario e secondario. Il margine di struttura
primario permette di capire se i mezzi propri riescono a finanziare l’attivo fisso
ed è calcolato sottraendo l’attivo fisso dai mezzi propri (MP-AF). Il quoziente,
invece, fornisce lo stesso risultato, tuttavia i mezzi propri vengono divisi per
l’attivo fisso (MP/AF). Il margine di struttura secondario, invece, approfondisce
l’analisi per verificare se i mezzi propri sommati alle passività a medio-lungo
termine riescono a coprire l’attivo fisso. È calcolato sommando tali passività tra
loro e sottraendo l’attivo fisso ((MP+PML)-AF); stessa cosa per il quoziente di
struttura secondario che si ottiene dividendo i due importi ((MP+PML)/AF).
• Analisi della Disponibilità: serve a capire se esiste un equilibrio tra gli impieghi
e le fonti a breve termine in quanto il passivo corrente dovrebbe finanziare
l’attivo corrente e, viceversa, l’attivo corrente dovrebbe essere capace di coprire i
debiti a breve termine. Il margine di disponibilità si calcola facendo la
sottrazione tra l’attivo circolante e le passività a breve (AC-PB) mentre il
quoziente di disponibilità dividendo gli stessi due valori (AC/PB).
39
• Analisi della Liquidità: ha lo scopo di comprendere se esiste un equilibrio tra gli
impieghi liquidi e le fonti a breve termine in quanto le liquidità totali dovrebbero
riuscire a coprire ed estinguere tutte le passività correnti. L’analisi si sviluppa su
due livelli: il margine e il quoziente di tesoreria primario e secondario. Il
margine di tesoreria primario si calcola sottraendo le passività a breve dalle
liquidità immediate (LI-PB) mentre per il quoziente bisogna dividerli (LI/PB);
molto spesso questo valore è negativo perché le liquidità immediate
generalmente non riescono da sole a coprire tutti i debiti correnti e si calcola
quindi il margine di tesoreria secondario sommando alle liquidità immediate
anche quelle differite ((LD+LI)-PB), nonché il quoziente di tesoreria secondario
((LD+LI)/PB).

3.4.2 INDICI ECONOMICI
Mentre gli indici patrimonial-finanziari vengono calcolati solo sullo stato
patrimoniale, gli indici economici riguardano sia lo stato patrimoniale che il conto
economico e analizzano l’attitudine del capitale a produrre reddito nel futuro mettendo
in confronto una determinata configurazione di reddito con il capitale che l’ha prodotta.
Gli indici più importanti sono due: il R.O.I. e il R.O.E. che analizzano la reddittività
aziendale in relazione rispettivamente alla sola gestione caratteristica e alla gestione nel
suo complesso.
• R.O.I.: indica la reddittività del solo capitale investito nella gestione caratteristica
indipendentemente dal fatto che esso sia stato apportato a titolo di mezzi propri o di
terzi. Si calcola dividendo il reddito operativo per il capitale investito nella
gestione caratteristica (RO/CIgc). Il ROI si può calcolare anche moltiplicando il
ROS per il Pci:
• R.O.S.: è il guadagno sulle vendite e rappresenta il ricarico percentuale sulle
stesse, ovvero quanto rimane sul prezzo di vendita dopo aver coperto tutti i costi
operativi; si calcola dividendo il reddito operativo per le vendite nette (RO/VN).
• Pci: è la produttività del capitale investito, misura l’intensità delle vendite e la
capacità del capitale investito caratteristico di produrre ricavi; è il rapporto tra le
vendite nette e il capitale investito nella gestione caratteristica (VN/CIgc).
40
• R.O.E.: indica la reddittività dei finanziamenti a titolo di capitale di rischio e
quindi la convenienza a diventare soci dell’azienda.
• R.O.E. lordo: rappresenta la redditività degli impieghi finanziati a titolo di mezzi
propri. Si calcola dividendo il reddito lordo per i mezzi propri (RL/MP).
• R.O.E. netto: si intende al netto delle imposte, e si calcola facendo il rapporto tra
il reddito netto e i mezzi propri (RN/MP).
Il ROE è influenzato inoltre da due variabili, in quanto è possibile calcolarlo anche
tramite la seguente formula [ROI+(ROI-Tf)q] dove:
• Tf: è il tasso di onerosità dei finanziamenti apportati che per l’azienda rappresenta
una variabile esterna che non può manovrare; si calcola dividendo gli oneri
finanziari per i mezzi di terzi ((OF/(PML+PB)).
• q: è il quoziente di indebitamento che dipende dalla politica finanziaria
dell’impresa; è il rapporto tra i mezzi di terzi e i mezzi propri ((PML+PB)/MP).
La differenza (ROI-Tf) rappresenta il cosiddetto “effetto leva”, esso rappresenta
l’effetto trasferito dal ROI al ROE in relazione all’altezza dell’indebitamento. In
presenza di leva positiva (ROI>Tf) all’azienda conviene finanziare l’espansione
produttiva tramite il capitale di rischio, in quanto il frutto dello stesso (ROI) è
superiore al costo del medesimo. Viceversa in presenza di leva negativa (ROI<Tf)
all’azienda converrà ricorrere ai mezzi propri essendo il costo del capitale di terzi
maggiore al frutto che esso genera tramite la gestione.
41
CAPITOLO 4:
COMMENTO SULLO STATO DI SALUTE DELLE AZIENDE
4.1 A.C. MILAN
4.1.1 Analisi di Composizione
4.1.1.1 Analisi di Composizione degli Impieghi

Figura 4.1: A.C. Milan, composizione degli impieghi
La società, per quanto riguarda l’analisi di composizione, è rigida con un trend
crescente, dal 2008 al 2010 si irrigidisce del 4,9%; questo è dovuto sia ad un aumento
delle immobilizzazioni immateriali sia ad una diminuzione percentuale delle liquidità
differite.

Figura 4.2: A.C. Milan, analisi delle voci degli impieghi
42
Le immobilizzazioni materiali nel triennio presentano un trend lievemente
decrescente, diminuendo in tutto di 240 mila euro; le immobilizzazioni materiali
rappresentano in media lo 0,13% del totale la cui voce più importante sono le
attrezzature industriali e commerciali. La società non presenta valori elevati per quanto
riguarda i terreni e i fabbricati, quali possono essere il “Centro Sportivo” di Milanello
poiché tali immobili sono gestiti dall’impresa collegata Milan Real Estate S.p.A. .
Le immobilizzazioni immateriali hanno un trend crescente, con una variazione del
9,12% pari a 63,298 milioni di euro dal 2008 al 2010.

Figura 4.3: A.C. Milan, composizione delle immobilizzazioni immateriali
La maggior parte di tali immobilizzazioni, precisamente il 70% in media nel
triennio e il 19,7% del totale investito, è costituita dai diritti pluriennali alle prestazioni
dei calciatori che aumentano in maniera costante fino ad arrivare, nel 2010, a 110,753
milioni di euro, a causa principalmente di acquisti di giocatori in misura maggiore
rispetto alle cessioni. Presenta un trend crescente nel tempo anche la capitalizzazione
dei costi del vivaio che aumentano di quasi 2 milioni di euro ogni anno e sono in media
il 2,3% del capitale investito. I valori percentuali non rispecchiano a pieno i trend dei
vari parametri, infatti dal 2009 è aumentata del 24% (pari a 37,327 milioni di euro) la
voce “concessione, licenze, marchi e diritti simili” in quanto la società ha venduto nel
mese di dicembre i diritti di utilizzazione dell’archivio storico delle immagini televisive
delle partite casalinghe al gruppo RAI e alla società RTI S.p.a. del gruppo Mediaset;
essi, inoltre, costituiscono il 7,2% del capitale investito. Infine, per quanto riguarda il

10°
20°
30°
40°
30°
60°
70°
80°
90°
100°
2008 2009 2010
0,71°
24,73°
21,91°
9,01°
7,36°
8,21°
82,84°
62,89°
63,23°
7,38°
3,01° 4,36°
AlLre
ulrlm plurlennall
CalclaLorl
CaplLallzzazlone
cosu vlvalo
lmmoblllzzazlonl
ln corso (0,07°)
Concesslonl,
llcenze, marchl
43
restante 5,7%, le altre immobilizzazioni immateriali si riferiscono a migliorie e
manutenzioni straordinarie effettuate presso lo stadio e sono costanti nel triennio.
Le immobilizzazioni finanziarie con il 47,2% medio nel triennio costituiscono la
maggior parte del capitale investito con un trend crescente che arriva a 240,946 milioni
di euro nel 2010. L’83,26% medio di tali immobilizzazioni (pari al 39,34% del totale
investito) è costituito da partecipazioni in imprese controllate che rappresentano il
valore di sottoscrizione delle quote delle imprese Milan Entertainment S.r.l. (che
amministra e valorizza i segni distintivi della società a fini commerciali), Milan Real
Estate S.p.A. (che gestisce tutti gli immobili e gli impianti della società) e della
Fondazione Milan Onlus (che opera nel campo della beneficienza). Importanti sono
anche le compartecipazioni, pari a 10,163 milioni di euro nel 2008 le cui principali si
riferiscono a Di Gennaro in comproprietà con il Genoa per 2.500 migliaia di euro,
Abate con il Torino per 2 milioni di euro e Paloschi con il Parma per 2,250 milioni di
euro; per i primi due giocatori la compartecipazione si è chiusa nel 2009 provocandone
una diminuzione del 60% (pari a 6 milioni di euro). Il valore delle compartecipazioni,
nel 2010, aumenta di 14,171 milioni di euro per la comproprietà con il Genoa di
Beretta
66
per 4 milioni di euro, di Oduamadi per 3,5 milioni di euro e di Strasser per
2,25 milioni di euro. Vanno considerati anche i crediti verso enti del settore specifico a
lungo termine che nel 2008 sono pari a 21,226 milioni di euro e maggiori rispetto a
quelli a breve termine, aumentano nel 2009 a 37,706 milioni di euro a causa delle
operazioni di mercato dalle cessioni di diritti pluriennali delle prestazioni dei calciatori
e diminuiscono nel 2010 a 22,430 milioni di euro, pari, in media, all’11,45% delle
immobilizzazioni finanziarie e al 5,36% del capitale investito.
Per quanto riguarda l’attivo circolante, il magazzino ne costituisce in media
l’1,05%; esso è costituito totalmente dai risconti, la cui quota più importante, nel 2008,
è costituita dal costo per l’acquisizione temporanea di Senderos dall’Arsenal, e, nel
2009 e nel 2010, da consulenze sportive; il trend è crescente tra i primi due anni,
passando da 5,6 milioni di euro a 6,1 milioni, e decrescente nel 2010 pari a 3,9 milioni
di euro.
Le liquidità differite, sono pari a 108,883 milioni di euro nel 2008, con un trend
crescente nel 2009, diminuendo nel 2010 fino a 104,996 milioni di euro. I crediti verso

66
Il cartellino del giocatore è stato ceduto alla società Genoana per la metà del cartellino di Boateng più
un milione di euro.
44
clienti a breve termine, che in media costituiscono il 26,59% delle liquidità differite,
sono 26,91 milioni di euro nel 2008 e si tratta di crediti di natura commerciale; nel 2009
si è registrato un incremento del 23,87% a causa di proventi da Champions League
relativi all’edizione 2009/2010 riconosciuti nel 2009 e incassati l’anno successivo. La
parte principale delle liquidità differite è costituita dai crediti verso gli enti del settore
specifico che ne costituiscono il 27,24%. Nel 2008 tali crediti sono pari a 18,911
milioni di euro dovuti principalmente alle cessioni di Gilardino alla Fiorentina e di
Oliveira al Real Saragozza; nel 2009 sono incrementati di 24 milioni a causa delle
cessioni di Kaka al Real Madrid e di Gourcuff al Bordeaux mentre, nel 2010 si registra
un decremento del 27% (pari ad un totale dei crediti di 31,434 milioni di euro)
nonostante le cessioni di Huntelaar allo Shalke 04 e Borriello alla Roma.
Le liquidità immediate, infine, compongono una quota molto limitata di capitale
investito, pari in media allo 0,65% nel triennio.

4.1.1.2 Analisi di Composizione delle Fonti

Figura 4.4: A.C. Milan, composizione delle fonti
Analizzando le fonti dello stato patrimoniale si può notare il trend costantemente
decrescente dei mezzi propri che, nel triennio, varia di 36,344 milioni di euro. Il
capitale sociale, versato interamente, rimane costante nel triennio in quanto le perdite
vengono coperte grazie a versamenti in conto capitale da parte dell’azionista di
maggioranza Fininvest S.p.A.. L’indice di autonomia finanziaria, rispecchia
u,uu%
2u,uu%
4u,uu%
6u,uu%
8u,uu%
1uu,uu%
2uu8 2uu9 2u1u
9,S7%
S,1u%
1,S9%
u,Su%
1,14% 4,91%
9u,1S%
9S,76% 9S,7u%
Passività
Coiienti
Passività
Consoliuate
Nezzi Piopii
45
l’andamento dei mezzi propri, con una variazione nel triennio dell’8,18% e un valore
medio del 5,36% del capitale di finanziamento.
Di conseguenza, l’indice di indebitamento totale, ha un trend crescente che varia
anch’esso del 8,18% totale con un aumento costante annuo del 4%; con valori pari al
90,43% nel 2008 e a 98,61% nel 2010.
Le passività a lungo termine hanno un trend crescente: nel primo anno sono quasi
ininfluenti rappresentando lo 0,30% del capitale di finanziamento pari a 1,347 milioni
di euro, nel 2009 e nel 2010 aumentano rispettivamente a 6,011 milioni e a 25,668
milioni di euro (pari al 4,91% del capitale di finanziamento) a causa dell’aumento di 20
milioni dei debiti verso enti del settore specifico dovuti ad acquisti di diritti pluriennali
di calciatori che sono stati dilazionati nel tempo. È importante sottolineare che, in
quest’ultimo anno, i debiti consolidati verso le società sportive sono maggiori di quelli
a breve termine: infatti, su 44,243 milioni di euro di debiti totali, il 57% è consolidato
mentre la restante parte è a breve termine.
Le passività a breve termine costituiscono la maggior parte del capitale di
finanziamento con una media di 92,53% nel triennio, pari a 465,339 milioni di euro con
un trend crescente nel 2009 e decrescente l’anno successivo. La parte più importante è
costituita dai debiti verso le banche, (in media costituiscono il 29,72% del triennio),
dovuti alla normale operatività con il sistema bancario, che rispecchiano l’andamento
delle passività correnti con un trend altalenante. Il 22,86% medio dei debiti correnti è
costituito da quelli verso altri finanziatori con un trend decrescente che varia di 15,853
milioni di euro dal 2008 al 2010. Per altri finanziatori si intendono una società di
factoring per anticipazioni di crediti futuri riferiti a contratti di natura commerciale e
una quota di mutuo da rimborsare all’istituto per il Credito Sportivo. I debiti verso le
società sportive, nel triennio, sono costanti nel 2008 e nel 2010 mentre, nel 2009
subiscono una flessione. Nel 2008 tali debiti sono pari a 19,635 milioni di euro,
principalmente costituiti dai debiti verso il Barcellona, per 15 milioni, riferiti
all’acquisto di Ronaldinho (debito di 10,5 milioni di euro) e di Zambrotta (di 4,5
milioni di euro). Nel 2009 i debiti scendono a 13,532 milioni di euro, i più importanti
verso il Real Madrid per l’acquisto dei diritti alle prestazioni di Huntelaar (pari a 10
milioni di euro) e verso il Fluminense per l’acquisto di Thiago Silva (debito di 4
milioni di euro). Nel 2010, i debiti verso le società sportive subiscono un aumento di
46
5,5 milioni di euro a causa degli acquisti di Ibrahimovic dal Barcellona, che ha
generato un debito pari a 24 milioni di euro e di Robinho dal Manchester City per 13,5
milioni di euro. Infine, bisogna considerare l’aumento di 5,150 milioni di euro dei
debiti per compartecipazione nel 2010 (debiti inferiori ad 1 milione di euro nel primo
biennio) a causa della comproprietà di Boateng con il Genoa.
Considerate quindi le importanti passività correnti che pesano notevolmente sul
totale del capitale di finanziamento, si può intuire di come l’indice di indebitamento
permanente sia molto esiguo e pari in media nel triennio del 7,57% con un trend
decrescente nel 2009 e costante nel 2010.

4.1.2 Analisi di Correlazione
Dall’analisi di struttura si può subito capire come, in questa società, i mezzi propri
non riescano a finanziare l’attivo fisso, quindi a coprire gli ammortamenti relativi alle
immobilizzazioni: il trend è negativo e crescente nel triennio. L’aumento costante
dell’attivo fisso e il calo continuo dei mezzi propri hanno portato inevitabilmente a tali
risultati che si rispecchiano anche nel margine di struttura secondario.
L’analisi di disponibilità coincide con l’andamento del margine di struttura
secondario, quindi un trend negativo crescente con una variazione del 23%: l’attivo
circolante, quindi i crediti a breve termine, non riescono a coprire le passività correnti,
quindi i debiti a breve termine. Questo risultato è dovuto all’aumento delle passività
correnti a fronte di un trend altalenante dell’attivo circolante.
L’analisi di tesoreria conferma gli ingenti e pesanti valori delle passività a breve
termine in quanto sia le liquidità immediate (che comunque erano molto esigue), sia le
liquidità differite non riescono a coprirle, presentando un trend negativo e crescente nel
triennio medio di 462 milioni, con una variazione del margine di tesoreria secondario di
81,446 milioni di dal 2008 al 2010. Solo il margine di tesoreria primario mostra un
miglioramento dal 2009 al 2010, aumentando di 6,3 milioni poiché sono diminuite le
passività correnti nell’ultimo anno.

4.1.3 Analisi della Redditività
Il ROI, calcolato sul reddito operativo aziendale di secondo livello, ha un
andamento negativo altalenante nel triennio. L’aumento del 2009 è causato
47
dall’aumento del reddito operativo aziendale che, pur mantenendosi negativo, aumenta
di 78,4 milioni di euro, per poi diminuire ancora nel 2010 a -81,5 milioni di euro. Nel
grafico 4.5 si possono osservare i saldi delle varie gestioni che compongono il reddito
operativo aziendale di primo livello che, aumenta anch’esso nel 2009 ma non quanto
aumenta quello di secondo livello.

Figura 4.5: A.C. Milan, composizione del reddito operativo aziendale di primo livello
La gestione operativa è l’unica che, solamente nel 2010, ottiene un saldo
positivo, aumentando del 17,25% (pari a 17,772 milioni di euro). Tale aumento è
dovuto alla presenza di proventi da partecipazioni in imprese controllate, pari a 22,488
milioni di euro, relativi a dividendi delle società controllate Milan Entertainment S.r.l. e
Milan Real Estate S.p.A. che non erano presenti gli anni precedenti. Diminuiscono
inoltre nel triennio sia gli oneri che i proventi da compartecipazione proventi da
compartecipazione.
La gestione caratteristica, nel 2009, costituisce la maggior parte del reddito
operativo aziendale, in quanto ne rappresenta il 56,36%. Questo risultato non dipende
da grandi variazioni di voci all’interno di tale gestione ma dal sensibile aumento dei
ricavi della gestione sportiva. Infatti, il reddito operativo caratteristico si mantiene quasi
costante nel triennio. I valori più importanti si riferiscono ai servizi da società
controllata (che ne costituiscono il 35%), pari, in media, a -14,655 milioni di euro
costanti nel triennio, riferiti ai servizi ricevuti dalle società controllate relative a
marketing, vendite, amministrazione del personale, gestione dello stadio e servizi
-2u%
u%
2u%
4u%
6u%
8u%
1uu%
!""#$ !""%$ !"&"$
6u,8S%
42,u7%
7S,71%
S8,61%
S6,S6%
S9,97%
u,S4% 1,S7%
-1S,68%
uestione
0peiativa
uestione
Caiatteiistica
uestione
Spoitiva
48
logistici. Da notare l’aumento della voce “altri ammortamenti” nel 2010 (variazione di 2
milioni di euro) che è da riferirsi all’aumento delle svalutazioni delle immobilizzazioni
in conto economico di 2,949 milioni di euro causata dal recepimento in bilancio della
minusvalenza derivante dalla cessione di Ronaldinho avvenuta a gennaio 2011.
Il reddito operativo della gestione sportiva, come abbiamo precedentemente
visto, subisce un incremento nel 2009 per poi diminuire nel 2010. Si può notare dal
grafico 4.6 come siano i ricavi della gestione sportiva ad aumentare, a fronte di valori in
linea con il trend del triennio nelle altre due gestioni.

Figura 4.6: A.C. Milan, composizione del reddito operativo della gestione sportiva
La maggior variazione si registra nei ricavi e proventi diversi, dove in quest’anno
sono presenti i proventi derivanti dalla transazione con il gruppo RAI e la società RTI
S.p.A. per la titolarità dell’archivio delle immagini delle partite casalinghe
67
. La parte
principale dei ricavi è data dai proventi televisivi che ne costituiscono, in media, il
58,44% (pari a 100 milioni) in diminuzione nell’ultimo anno a causa della cessione dei
diritti di ripresa e trasmissione televisiva delle partite della stagione e della licenza in
forma centralizzata dei diritti televisivi. Importanti sono infine le sponsorizzazioni,
crescenti nel triennio, con la società austriaca BETandWIN.com Interactive
Entertainment A.G., con Emirates (dal 2010) e con Adidas Italia s.r.l..

67
Proventi che erano stati sottolineati anche nell’analisi delle immobilizzazioni immateriali nello stato
patrimoniale, visto l’aumento del 24% (37.327 mila euro) della voce “concessioni, licenze, marchi e
diritti simili”.
-Suu.uuu.uuu
-2Su.uuu.uuu
-2uu.uuu.uuu
-1Su.uuu.uuu
-1uu.uuu.uuu
-Su.uuu.uuu
u
Su.uuu.uuu
1uu.uuu.uuu
1Su.uuu.uuu
2uu.uuu.uuu
2Su.uuu.uuu
!""#$ !""%$ !"&"$
22.6S1.S69
27.1S4.677 28.274.S88
164.89u.878
19S.64S.u6u
1S6.S2S.Su8
-249.879.989 -2SS.78S.S7S
-264.664.7S6
Costi uestione
Spoitiva
Ricavi uestione
Spoitiva
Ricavi Netti ua
uaie
49
I ricavi netti da gara hanno un trend crescente nel triennio. I ricavi principali sono
quelli da gare in casa, in media 12,135 milioni euro, crescenti nel triennio, divisi tra
partite di campionato, Coppe internazionali e Coppa Italia. Importanti sono anche i
ricavi da abbonamento che, nel 2008, sono maggiori di quelli da gare, pari a 12,221
milioni di euro, probabilmente causati dall’introduzione di “Cuorerossonero” che
sostituisce il vecchio abbonamento con anche una funzione di carta pre-pagata bancaria.
Infine, nel 2009, si è osservato un aumento dei ricavi da altre competizioni (in aumento
di 3,2 milioni di euro) dovuti agli ingaggi per le amichevoli internazionali disputate
dalla prima squadra, ad esempio quelle negli Emirati Arabi, in Scozia, in Qatar, in
Germania, in Portogallo e negli Stati Uniti.
È importante però sottolineare come, nonostante nella stagione 2008/2009 la
società non abbia disputato la Champions League, i ricavi gare non siano diminuiti ma
si sia registrata solo una lieve flessione dei ricavi da abbonamenti.
Per quanto riguarda i costi della gestione sportiva sono in costante aumento nel
triennio, con una variazione di 14,785 milioni di euro; inoltre, tali costi sono maggiori
della sommatoria tra i ricavi della gestione sportiva e i ricavi netti da gara, rendendo
negativo il reddito operativo della gestione sportiva. La parte principale di tali costi è
costituita dai costi per il personale tesserato, salari e stipendi, oneri sociali e trattamento
di fine rapporto che ne rappresentano in media il 66,47% dei costi totali, in aumento nel
triennio. Importanti sono anche le quote di ammortamento dei diritti pluriennali dei
calciatori (in media rappresentano il 14,7% dei costi totali) con un trend lievemente
decrescente il primo biennio, per poi aumentare l’anno successivo. I costi per il
godimento di beni di terzi, pari a 14 milioni quasi costanti nel triennio (il 5,7% dei costi
sportivi totali) sono costituiti dagli affitti per i campi sportivi, costi per la locazione di
immobili, servizi accessori e fornitura di servizi gestionali elargiti dalla società
controllata Milan Real Estate S.p.A.. Infine, è da notare l’andamento dei costi per
l’acquisizione temporanea dei calciatori: nel 2008 erano 942 mila euro (relativi
all’acquisto di Senderos dall’Arsenal) ma, nel 2009, sono aumentati di 4 milioni (5,077
milioni di euro) a causa delle acquisti di Beckham dai Los Angeles Galaxy per 2,662
milioni di euro, cresciuti fino a 3,900 milioni di euro nel 2010.
Al reddito operativo di primo livello va sommato il risultato delle operazioni di
cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, saldo che è sempre positivo
50
nel triennio. Nel 2008 è pari a 19,644 milioni di euro dovuto alle cessioni di Di Gennaro
al Genoa (che ha generato una plusvalenza di 4,872 milioni di euro), di Paloschi al
Parma (plusvalenza di 4,498 milioni di euro) e di Gilardino alla Fiorentina (per 2,727
milioni di euro), a fronte di minusvalenze pari a 809 mila euro causati dalle cessioni di
Oliveira (con 590 mila euro di minusvalenza) e Simic (115 mila euro). Nel 2009 il saldo
è pari a 73,999 milioni di euro, in aumento di 54,355 milioni di euro rispetto all’anno
precedente. Tale valore è giustificato dalle cessioni di Gourcuff al Bordeaux e di Kaka
al Real Madrid che hanno generato rispettivamente 11,218 milioni di euro e 62,766
milioni di euro, a fronte di minusvalenze esigue (25 mila euro) per la cessione di
giocatori del settore giovanile. Le cessioni di Kaka e di Gourcuff hanno permesso alla
società di poter effettuare una buona campagna acquisti e di raggiungere un reddito
operativo aziendale di secondo livello quasi positivo. Nel 2010, il risultato delle
operazioni di cessione è pari a 24,020 milioni di euro (in calo di 50 milioni),
determinato dalle plusvalenze di Borriello (3,750 milioni di euro) e Zigoni (6,525
milioni di euro) ceduti al Genoa e Storari (4,206 milioni di euro) ceduto alla Juventus, a
fronte delle minusvalenze di 1,513 milioni di euro causati dalla cessione di Huntelaar
allo Shalke 04 che ha generato una perdita di 1,312 milioni di euro.
Il ROS nel triennio è negativo, si mantiene su valori costanti nel 2008 e nel 2010
a -44% mentre, nel 2009, aumenta al -1,95% a causa della differenza del reddito
operativo aziendale di quest’anno. Il Pci, invece, ha un trend positivo nel primo biennio
passando dallo 0,41 allo 0,42, per diminuire a 0,35 nel 2010 a causa della diminuzione
dei ricavi totali che, nell’ultimo biennio, diminuiscono di 38 milioni.
Anche il ROE segue il trend degli altri indici, costantemente negativo in aumento
dal 2008 al 2009 da -176,56% a -69,98%, a causa della contrazione delle perdite
d’esercizio, per poi diminuire notevolmente nel 2010 a -892,33%. Tale diminuzione è
dovuta probabilmente al calo dei mezzi propri (in calo di 20 milioni di euro) a fronte di
un calo del reddito netto.
Il quoziente di indebitamento ha un trend crescente, in quanto, nel primo anno è
pari al 9,45%, raddoppiato nel 2009 al 18,59% e salito al 70,94% nel 2010 a causa del
crollo dei mezzi propri e da un aumento delle passività a lungo termine.
Il tasso di onerosità sui finanziamenti, invece, si mantiene costante nel triennio, con
valori sul -0,02%; questo è dovuto al trend crescente dell’area finanziaria che, pur
51
mantenendosi negativo, migliora nel triennio e all’aumento costante delle passività
consolidate e correnti.
L’effetto leva, infine, rispecchiando l’andamento altalenante del ROI, si mantiene
costante nel 2008 e nel 2010 (pari rispettivamente al -15% e al -14%), mentre, nel 2009
è positivo e pari allo 0,83%.
4.1.4 Strategie
Il dato più preoccupante della società è la gestione dei capitali di terzi, in quanto
quasi tutti i debiti scadono entro l’anno, rendendo difficile la loro copertura. Come
prima cosa, quindi, bisognerebbe dilazionare nel tempo molti di questi importi:
considerate le difficoltà a modificare le scadenze dei debiti verso gli istituti bancari,
potrebbe essere auspicabile puntare sui debiti verso le società controllate, tenendo in
considerazione l’aspetto di un’ottica di gruppo. I crediti, invece, sono quasi tutti a breve
termine quindi si presuppone un loro recupero entro l’anno e una maggiore liquidità.
Anche se l’obiettivo societario è quello di ottenere risultati sportivi di rilievo, in
modo tale da incrementare tutti i proventi connessi alle vittorie e ad una maggiore
visibilità, la società dovrebbe iniziare a gestire attentamente gli acquisti dei diritti
pluriennali dei calciatori, in modo tale da riuscire ad avere una rosa competitiva con il
minore possibile impiego di capitale. Importanti potrebbero essere i giocatori delle
giovanili che, non trovando spazio in prima squadra, vengono ceduti a squadre minori
con due vantaggi: far crescere a livello sportivo i giocatori e ottenere delle plusvalenze
da tali cessioni (come ad esempio quella di Zigoni nel 2010 o come Abate, cresciuto
nelle giovanili del Milan per poi essere ceduto in prestito o in comproprietà per diverse
stagioni prima di tornare alla società come titolare). Con gli ultimi acquisti, inoltre, si è
alzato il monte salari e sarebbe necessario ridurlo il più possibile, soprattutto per entrare
nei parametri del fair play finanziario che consente un’incidenza del costo del personale
sul fatturato minore del 70%; tale incidenza nella società nell’ultimo anno è pari al
98,41% quindi o si riducono i costi del personale o bisogna aumentare il fatturato
tramite sponsorizzazioni più redditizie o un maggior coinvolgimento del pubblico in
termini di ingressi allo stadio e abbonamenti. Infine, sempre in un’ottica di fair play
finanziario dove il risultato di esercizio degli ultimi tre anni non può superare i 45
milioni di euro, non si potrà più ricorrere all’azionista di maggioranza per sanare le
perdite immettendo ogni anno nuove liquidità.
52
4.2 F.C. INTERNAZIONALE MILANO

4.2.1 Analisi di Composizione
4.2.1.1 Analisi di Composizione degli Impieghi

Figura 4.7: F.C. Internazionale Milano, composizione degli impieghi
Per quanto riguarda l’analisi di composizione, la società nel triennio 2008-2010,
mostra un trend altalenante, nel 2008 l’attivo circolante superava le immobilizzazioni
mentre poi queste le hanno sopravanzate negli anni successivi, aumentando dell’11,38%
(56.248.380 milioni di Euro). La società quindi, nel primo anno è elastica mentre si
irrigidisce nei due anni successivi. Essenzialmente questo è dovuto ad un aumento
notevole delle immobilizzazioni immateriali che, dal 2009, hanno reso la società
tendenzialmente rigida.
Figura 4.8: F.C. Internazionale Milano, analisi delle voci degli impieghi.
u%
1u%
2u%
Su%
4u%
Su%
6u%
7u%
8u%
9u%
1uu%
2uu8 2uu9 2u1u
2,11% 2,71%
2,94%
28,96%
42,S2%
S9,62%
1S,7S%
11,17%
12,8S%
Su,uS%
24,98%
18,78%
24,1u%
18,79%
2S,7S%
1,u6%
u,u2% u,u8%
Liquiuità Immeuiate
Liquiuità Biffeiite
Nagazzino
Immobilizzazioni
Finanziaiie
Immobilizzazioni
Immateiiali
Immobilizzazioni
Nateiiali
53
Le immobilizzazioni materiali nel triennio hanno subito un aumento, passando dal
2,11% del 2008 a 2,71% nel 2009 fino ad arrivare a rappresentare il 2,94% del totale nel
2010. Di tali immobilizzazioni la parte più importante è costituita dai terreni e fabbricati
che ne costituiscono in media nei tre anni l’85,71%, riferiti essenzialmente al “Centro
Sportivo Angelo Moratti” di Appiano Gentile utilizzato per gli allenamenti e i ritiri.
Per quanto riguarda le immobilizzazioni immateriali, analizzando la situazione in
percentuale, sembra che abbiano avuto un’impennata nel 2009, passando dal 28,96%
del 2008 al 42,32% e subendo poi una flessione nel 2010 scendendo al 39,62%; questo
in termini relativi, in quanto, in valore assoluto, le immobilizzazioni sono in continuo
aumento poiché erano 121,3 milioni nel 2008, 183,7 milioni nel 2009 e 191,6 milioni
nel 2010.

Figura 4.9: F.C. Internazionale Milano, composizione delle immobilizzazioni immateriali
Esse sono costituite principalmente dai diritti pluriennali delle prestazioni dei
calciatori, che ne rappresentano in media nel triennio quasi l’86%; dal 2008 al 2009
hanno subito un aumento di quasi 59 milioni di euro a causa dell’acquisto di Milito dal
Genoa per 28 milioni di euro e di Quaresma dal Porto per quasi 26 milioni. Nel 2010 il
valore dei diritti è aumentato ma il singolo valore non ci da informazioni sufficienti per
spiegare la movimentazione della voce. L’aumento di “soli” 13,313 milioni di euro è il
risultato di varie azioni di mercato che hanno generato plusvalenze importanti, come i
53 milioni provenienti dalla cessione di Ibrahimovic al Barcellona (che rappresentano il
75% delle plusvalenze dell’anno), che sono stati compensati con gli acquisti per 27
milioni di Eto’o, 18 milioni per Sneijder, 11 milioni per Thiago Motta e 10 milioni per
Mariga. Questa voce verrà poi analizzata nel dettaglio nei paragrafi successivi.
u%
2u%
4u%
6u%
8u%
1uu%
2uu8 2uu9 2u1u
S,86% 2,96% S,2S%
81,96%
86,2S%
89,66%
1S,79%
1u,S7%
6,92%
Altie
Biiitti Pluiiennali Calciatoii
Capitalizzazione costi vivaio
"Concessioni, licenze, maichi
(u,S1%)"
"Costi ui impianto e
ampliamento (u,u7%)"
54
Parte relativamente importante delle immobilizzazioni è rappresentata dalla voce
“altre immobilizzazioni immateriali” che, nel 2008, sono pari al 13,79% (tolto l’82%
dei diritti pluriennali queste rappresentano il 76,48% delle restanti immobilizzazioni
immateriali). Tale voce, comunque, è composta principalmente dalle manutenzioni
straordinarie che sono state effettuate presso lo stadio; la compensazione di questi costi
è prevista per il 30 giugno 2010, quindi nel periodo preso in considerazione.
Le immobilizzazioni finanziarie, mostrano un trend altalenante, diminuiscono nel
2009 e aumentano nel 2010. Esse sono principalmente costituite da partecipazioni in
imprese controllate (in media più del 72% del totale) che rappresentano il valore di
sottoscrizione delle quote delle imprese Inter Brand e Inter Futura. Importanti sono i
crediti verso enti del settore specifico (crediti verso società di calcio nazionali o estere
per la cessioni delle prestazioni dei calciatori o crediti verso la lega nazionale
professionisti) che sono pari al 18,74% delle immobilizzazioni finanziarie nel 2008, a
9,36% nel 2009, e sono salite al 29,39% nel 2010 (tale aumento del 20% in valore
assoluto corrisponderebbe a 14 milioni di euro). Infatti, tali cessioni comportano flussi
di denaro notevoli che non possono essere riscossi facilmente entro l’anno; quindi anche
se la maggior parte di essi sono a breve termine, una quota considerevole non può
tornare in forma liquida entro l’anno.
Per quanto riguarda l’attivo circolante, la parte predominante nel 2008 è
costituita dal magazzino che è composto al 100% dai risconti attivi, la cui quota più
importante è costituita dai risconti attivi pluriennali per licenza d’uso di marchi (il
96,05% del totale in media nel triennio e il 24,60% di media del capitale investito). Tali
risconti sono riferiti a costi già sostenuti ma di competenza degli esercizi analizzati.
Le liquidità differite mostrano un trend altalenante, nel 2008 sono pari al 24,10%
del capitale investito (circa 101 milioni di euro), scendono al 18,79% nel 2009 (circa 82
milioni di euro), per poi risalire al 25,75% nel 2010 (pari a 124 milioni di euro). La
voce è costituita per la quota maggiore, nel 2008, dai crediti verso soci per versamenti
ancora dovuti, che ne rappresentano il 50,32%; il 26,35% (nel 2008) poi è rappresentato
dai crediti verso clienti per operazioni commerciali che, nel 2010, subiscono un
aumento di più di 12 milioni di euro nel 2010 grazie ad un incremento delle
sponsorizzazioni
68
, mentre il 14,40% si riferisce ai crediti verso enti del settore

68
Football Money League 2010: “Inter increased commercial revenue primarily owing to improved
55
specifico. Nonostante l’aumento nel triennio delle immobilizzazioni immateriali, dovute
all’acquisizione di diritti delle prestazioni dei giocatori, i crediti verso enti del settore
specifico a breve termine nel 2010 mostrano un incremento
69
. Infatti, nel 2008 i crediti
verso enti del settore specifico erano 14,535 milioni di euro (il 14,40% del totale delle
liquidità differite e il 3,47% del totale investito) generati principalmente dalla cessione
di Andreolli alla Roma e di Martins al Newcastle (il 60% di tale credito, però, è da
considerarsi a lungo termine in quanto il credito relativo a Martins nel 2008 è di 10
milioni, mentre nel 2009 è pari a 6 milioni). Nel 2009 sono aumentati del 15% grazie
alle cessioni di Acquafresca al Genoa e Burdisso alla Roma (in più è presente il credito
relativo alla cessione di Martins dell’anno precedente). Nel 2010 i crediti sono saliti a
65,697 milioni di euro, incremento pari al 54,7%, causato probabilmente, per la quota
maggiore, dalla cessione di Ibrahimovic e Maxwell al Barcellona i cui relativi crediti
sono pari a 27 milioni di euro, incrementati dalla cessione di Bolzoni e di Bonucci al
Genoa (il cui credito relativo è pari a 11,5 milioni di euro
70
) e di Biabiany al Parma.
Le liquidità immediate, invece, compongono una quota limitata di capitale
investito, in media nel triennio dello 0,71%.
4.2.1.2 Analisi di Composizione delle Fonti
Figura 4.10: F.C. Internazionale Milano, composizione delle Fonti

sponsorship values.”.
69
L’aumento delle immobilizzazioni immateriali (aumento DPC) implica un aumento dei debiti v/enti del
settore specifico per il costo di acquisizione. Nel frattempo ci sono cessioni dei DPC ma in misura minore
che comunque corrispondono a crediti v/enti settore specifico per il costo di vendita.
70
Il credito verso il Genoa è pari a 11.500 mila euro, il costo relativo alla cessione di Bonucci e di
Bolzoni è pari a 6 milioni; i restanti 5.500 mila euro probabilmente si riferiscono alla cessione di
Acquafresca dell’anno precedente.
-2u%
u%
2u%
4u%
6u%
8u%
1uu%
2uu8 2uu9 2u1u
-S,uS%
-6,SS%
-1,S2%
S1,2u%
26,S1% 2S,S6%
71,8S%
8u,uS%
77,96%
Passività
Coiienti
Passività
Consoliuate
Nezzi Piopii
56
Tramite l’analisi delle fonti dello stato patrimoniale, si può notare come i mezzi
propri nel triennio siano sempre negativi. Questo è causato principalmente dalle perdite
d’esercizio che, ogni anno, sono maggiori del capitale sociale, dato facilmente
constatabile dal grafico 4.11.

Figura 4.11: F.C. Internazionale Milano, confronto tra le variazioni del capitale sociale e la perdita d'esercizio
Nel 2008 le perdite sono pari al 109% del capitale (perdite pari a 148,271 milioni
di euro) che sono state coperte grazie al fondo copertura perdite per 20 milioni e ad una
riduzione di capitale sociale pari a 86,565 milioni di euro. Nel 2009, le perdite sono
salite a 154 milioni di euro che, con un capitale sociale pari a 93 milioni, rappresentano
il 165% dell’intero capitale. Una parte di queste perdite è stata portata a nuovo
nell’esercizio successivo (quota pari a 56 milioni, il 36,6%) mentre la restante parte è
stata coperta grazie ad una riduzione di capitale sociale pari a 45,624 milioni di euro.
Il grafico evidenzia in rosso il risultato d’esercizio del triennio. Come si può
notare, le perdite sono state considerevoli nei primi due anni, calando poi nel 2010 del
45%, rimanendo comunque molto negative. Nel 2010, infatti, le perdite sono state di 69
milioni ma, a causa di quelle portate a nuovo dal 2009, i soci si sono trovati costretti a
coprire 125 milioni di euro tramite l’effetto di eventi gestionali e una riduzione di
capitale sociale. I mezzi propri, quindi, rispecchiano l’andamento societario anche a
causa della mancanza di riserve (ad eccezione del 2009 dove erano presenti 2,335
milioni di euro come riserva in sospensione d’imposta e un fondo di copertura perdite in
formazione pari a 30 milioni di euro).
-16u.uuu.uuu
-1Su.uuu.uuu
-14u.uuu.uuu
-1Su.uuu.uuu
-12u.uuu.uuu
-11u.uuu.uuu
-1uu.uuu.uuu
-9u.uuu.uuu
-8u.uuu.uuu 8u.uuu.uuu
9u.uuu.uuu
1uu.uuu.uuu
11u.uuu.uuu
12u.uuu.uuu
1Su.uuu.uuu
14u.uuu.uuu
1Su.uuu.uuu
16u.uuu.uuu
2uu8 2uu9 2u1u
Capitale
Sociale
Peiuita
u'eseicizio
57
L’indice di autonomia finanziaria, quindi, rappresenta il -3,05% dell’intero
capitale di finanziamento nel 2008, per diminuire al -6,53% nel 2009 e per aumentare
nel 2010 al -1,52%.
Di conseguenza, l’indice di indebitamento totale, rappresentante la somma delle
passività a breve e a lungo termine, supera il 100% del capitale di finanziamento in tutti
e tre gli anni.
Le passività a medio-lungo termine nel triennio, hanno un trend decrescente nel
triennio, nel 2008 è pari al 31,20% per poi diminuire del 4,7% nel 2009 e scendere al
23,56% nel 2010 con una variazione nei tre anni di 16,8 milioni di euro. La parte
predominante delle passività consolidate è rappresentata dai debiti verso le imprese
controllate, (la media del triennio è pari al 75,7% delle passività a lungo termine). Sono
crescenti nel triennio i debiti verso enti del settore specifico a causa, come abbiamo
precedentemente visto, dell’acquisizione di nuovi diritti alle prestazioni dei calciatori.
Trend che, nonostante il calo dei debiti totali verso altre società sportive, è importante
cercare di controllare attentamente per non vedere un considerevole aumento delle
passività da estinguere.
Le passività a breve termine hanno un trend crescente, in quanto, dal 2008 al 2010
aumentano di 75,886 milioni di euro. Nel 2008 la parte più importante è costituita dai
debiti verso le banche (che ne costituiscono il 27,3%) che si riferiscono a scoperti di
conto corrente. Tali debiti quasi si dimezzano quasi nel 2009 per poi aumentare nel
2010. Nel 2009 la parte predominante è rappresentata dai debiti verso enti del settore
specifico che, in quest’anno, raggiungono l’apice a causa degli acquisti di Milito dal
Genoa (debito di 28,150 milioni), Quaresma dal Porto (pari a 17,439 a breve termine e
12,820 a lungo termine) e Mancini dalla Roma (debito di 14,6 milioni di euro); da
notare come nel 2010 tali debiti non aumentino nonostante l’acquisto di Eto’o dal
Barcellona per 28 milioni di euro
71
. Importanti sono anche i debiti verso fornitori che,
nel triennio sono in media pari al 17,6%, tra i quali rientrano i debiti verso il comune di
Milano per la concessione dello stadio.

71
Oggetto di scambio tra Barcellona e Inter tra Eto’o e Ibrahimovic, che non ha portato nessun debito nei
confronti dell’Inter ma solo un credito di 23 milioni (credito vs Barcellona pari a 27.313 mila euro, di cui
4.500 mila euro relativi alla cessione di Maxwell).
58
L’indice di indebitamento permanente, di conseguenza, si aggira nel triennio
intorno al 20% dato che, relativamente al piano di fair play finanziario, è assolutamente
preoccupante e da tenere in considerazione.

4.2.4 Analisi di Correlazione
L’analisi del margine di struttura primario restituisce risultati preoccupanti, in
quanto in una situazione ideale i mezzi propri dovrebbero coprire l’attivo fisso in modo
consentire alle immobilizzazioni di tornare in forma liquida. Invece, il margine di
struttura primario nel triennio mostra un trend negativo crescente. Le cause principali
che hanno portato tali risultati sono due: le costanti perdite d’esercizio, come abbiamo
già analizzato, maggiori del capitale sociale che hanno reso negativi i mezzi propri, e le
ingenti quote di ammortamento relative ai diritti pluriennali dei calciatori. Il quoziente
di struttura primario, però, ci mostra un lieve miglioramento, non dovuto alla
diminuzione dell’attivo fisso ma all’aumento di capitale sociale apportato nel 2010.
Discorso simile vale per l’analisi del margine di struttura secondario, in quanto
considerando anche le passività consolidate, esso mostra un trend negativo, partendo da
-70 milioni nel 2008 per arrivare a -161 milioni nel 2010.
L’analisi di disponibilità conferma la situazione grave in cui si trova la società dal
momento che l’attivo circolante (quindi generalmente i crediti a breve termine)
dovrebbe riuscire a coprire le passività correnti (perciò i debiti a breve termine). Nel
triennio non solo le passività non riescono ad essere sanate dall’attivo circolante, ma la
differenza tra attivo circolante e passività correnti ha anche un trend negativo, con un
peggioramento di 91 milioni, causato dall’aumento delle passività a breve termine in
modo maggiore rispetto all’aumento dell’attivo circolante.
L’analisi di tesoreria ci mostra come anche le liquidità immediate non riescono a
coprire i debiti correnti, con un trend costantemente negativo e una variazione dal 2008
al 2010 di quasi 80 milioni. Anche l’analisi di tesoreria secondaria mostra un
andamento negativo crescente dal 2008 al 2009 mentre nel 2010 la situazione migliora
leggermente, rimanendo comunque pari a -253 milioni. Il lieve aumento (nel 2008 era
pari a -195 milioni, nel 2009 a -265 milioni e nel 2010 a -253 milioni) è dovuto
probabilmente all’aumento delle liquidità differite che aumentano nell’ultimo anno più
delle passività correnti.
59
4.2.4 Analisi della Redditività
Il ROI, calcolato sul reddito aziendale di secondo livello, ha un trend negativo
crescente nei primi due anni e decrescente nell’ultimo anno, calando del 3% nel 2009
per crescere del 19% nel 2010. Il reddito aziendale di secondo livello, nel triennio, è
costantemente negativo, ma mostra margini di miglioramento nel 2010, aumentando del
46,25%.
Nel 2008 il reddito operativo aziendale di secondo livello era pari a -136,872
milioni di euro, diminuendo nel 2009 di quasi 20 milioni di euro (pari a -156,459
milioni di euro) per poi aumentare del 46,25% nel 2010 pari a -84,104 milioni di euro.
Il grafico 4.12 illustra il reddito operativo aziendale di primo livello, ossia la
sommatoria delle tre gestioni aziendali.

Figura 4.12: F.C. Internazionale Milano, composizione del reddito operativo aziendale di primo livello
Si può notare come, nel 2010 siano aumentati i ricavi della gestione operativa che,
nei primi due anni, si erano mantenuti costanti. Questo aumento è dovuto
principalmente all’assenza degli oneri da compartecipazioni (che nel primo biennio si
aggiravano intorno ai 2,5 milioni di euro) e dall’aumento dei servizi a favore di una
controllata (in aumento di 3 milioni di euro nel 2010).
La gestione caratteristica, invece, sembra costante a livello percentuale ma in
valori assoluti si mantiene negativa, crescente nel triennio, partendo da -28,816 milioni
di euro nel 2008 e arrivando a -35,292 milioni di euro nel 2010. Tale crescita può essere
riferita ad un aumento costante degli oneri degli esercizi precedenti (che dal 2009 al
2010 aumentano del 43%). Nel triennio, la gestione caratteristica è composta
-2u%
u%
2u%
4u%
6u%
8u%
1uu%
!""#$ !""%$ !"&"$
81,S9% 8S,42%
8S,67%
19,4S% 18,16%
22,S7%
-1,Su%
-1,S8%
-6,24%
Reuuito uestione
0peiativa
Reuuito uestione
Caiatteiistica
Reuuito uestione
Spoitiva
60
maggiormente dalle spese amministrative, pubblicitarie e generali (con una media del
41,3%), composte maggiormente da servizi da controllate, consulenze esterne, spese
legali e notarili). Importanti sono anche i costi del personale non sportivo (quindi
impiegati, operai, dirigenti), i quali sono pari al 30% del totale del reddito della gestione
caratteristica con cifre pari a 9 milioni di euro in crescita costante nel triennio.
Il reddito operativo della gestione sportiva rappresenta in media l’82,89% del
reddito operativo aziendale di primo livello, in crescita nel triennio a livelli percentuali
ma con un andamento decrescente dal 2008 al 2009 e crescente dal 2009 al 2010,
aumentando di 4 milioni di euro. Il saldo della gestione sportiva è il risultato della
sommatoria delle tre classi che lo costituiscono.

Figura 4.13: F.C. Internazionale Milano, composizione della gestione sportiva
I ricavi netti da gara, ossia i ricavi direttamente collegati alla gestione sportiva e
alle partite, sono costanti nel primo biennio per poi aumentare nel 2010; partono infatti
da 19,3 milioni di euro nel 2008, cifra costituita prevalentemente da ricavi da gare in
casa ed abbonamenti che portano nelle casse della società rispettivamente 13,730
milioni di euro e 13,1 milioni di euro mentre tra i costi principali legate alle partite ci
sono le spese per organizzazione gare che ammontano a 7 milioni di euro. Nel 2009 i
ricavi netti da gare subiscono un lieve calo scendendo a 17,9 milioni di che, a parità di
ricavi da abbonamenti e a fronte di un aumento di introiti da partite in casa di 2 milioni,
è probabilmente causato da un calo dei ricavi da altre competizioni che scendono da
1,489 milioni di euro a 310, nonché ad un aumento delle spese per organizzazione gare
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Costi uestione
Spoitiva
Ricavi uestione
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Ricavi Netti ua
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61
(salita a 8,372 milioni di euro) e un aumento di quasi un milione della quota su incassi
da destinare alle squadre ospitanti. Nel 2010 i ricavi da gare aumentano del 40%
raggiungendo quasi i 30 milioni di euro, aumento da riferirsi quasi totalmente ai ricavi
da gare in casa a fronte di un aumento rispetto al 2009 di 9,469 milioni di euro,
probabilmente effetto dei successi ottenuti a livello europeo ed internazionale.
I ricavi della gestione sportiva sono in costante crescita nel triennio; come abbiamo
visto nel primo capitolo, sono i proventi televisivi che ne costituiscono la quota
principale e sono pari, in media nel triennio, al 56,70%, con cifre che, nel 2010,
superano i 100 milioni di euro. Importanti sono anche le sponsorizzazioni,
principalmente con Nike e Pirelli. Nel 2010, inoltre, il 25,4% dei ricavi è costituito dai
proventi televisivi da competizioni UEFA (ricavi che, nel primo biennio, costituivano il
15% del totale), aumentando del 42%, probabilmente a causa dei successi e della
visibilità a livello europeo della società attraverso la Champions League.
Per quanto riguarda i costi della gestione sportiva sono in costante aumento nel
triennio, aumentando dal 2008 al 2010 di 58,484 milioni di euro; inoltre, tali costi nel
triennio sono maggiori dei ricavi analizzati in precedenza, facendo si che il reddito
operativo della gestione sportiva sia costantemente negativo ed in diminuzione. La parte
principale è costituita dagli stipendi e salari di giocatori e tesserati che costituiscono in
media il 60,64% dei costi totali del triennio, crescenti nel triennio. Importanti sono
anche le quote di ammortamento dei diritti pluriennali dei calciatori, che consistono in
media nel triennio del 14%, che dal 2008 al 2010 sono addirittura raddoppiati arrivando
a 60 milioni di euro nel 2010. Tale aumento è giustificato dal fatto che, nello stato
patrimoniale, erano aumentati i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori e di
conseguenza aumenta anche la quota di ammortamento.
Al reddito operativo poi, va sommato il saldo delle operazioni di cessione dei diritti
alle prestazioni dei calciatori: tale saldo nel 2008 è positivo e pari a 7,8 milioni di euro
grazie alle cessioni di Grosso al Lione e Andreolli alla Roma che hanno generato
plusvalenze relativamente di 2,424 milioni di euro e 5,569 milioni di euro rispetto alle
minusvalenze causate dagli svincoli e dalle cessioni di calciatori del settore giovanile.
Nel 2009 il saldo è minore, pari a 4,57 milioni di euro, di cui 11,1 milioni di
plusvalenze (le più importanti sono quelle di Pelè ceduto al Porto che ha generato una
plusvalenza di 4,802 milioni di euro e di Acquafresca al Genoa con 5,434 milioni di
62
euro di plusvalenza), mentre le minusvalenze sono notevolmente in aumento arrivando
a 6,541 milioni di euro a causa principalmente della risoluzione del contratto di Adriano
che ha generato una minusvalenza di 6,038 milioni di euro. Nel 2010 le minusvalenze
sono state contenute e pari a 617 mila euro causate da svincoli, risoluzioni e cessioni
definitive di calciatori del settore giovanile; sono le plusvalenze ad essere considerevoli
con un totale di 72,876 milioni di euro, di cui il 74% è riferito alla plusvalenza generata
dalla cessione di Ibrahimovic al Barcellona (pari a 53,575 milioni di euro) e ad altre
cessioni importanti come quelle di Biabiany al Parma (plusvalenza di 4,939 milioni di
euro), Maxwell al Barcellona (plusvalenza di 3,757 milioni di euro) e Bolzoni e
Bonucci al Genoa (con plusvalenze rispettivamente di 2,999 milioni di euro e di 2,440
milioni di euro); grazie a queste movimentazioni nel 2010 la società è riuscita ad
aumentare notevolmente il proprio reddito aziendale di secondo livello pur rimanendo
negativo.
A causa dei costi della gestione sportiva e del saldo negativo della gestione
caratteristica anche il ROS nel triennio è sempre negativo ma, nel 2010, grazie ad un
reddito operativo e a ricavi maggiori è aumentato del 43%. Il Pci, invece, mantiene un
trend positivo crescente che varia dello 0,02 ogni anno a causa dell’aumento costante
del capitale investito e dei ricavi caratteristici.
Per quanto riguarda il ROE, non può essere calcolato in quanto, essendoci i mezzi
propri negativi, non si ha redditività quindi non è possibile contabilmente calcolarla.
Il tasso di onerosità sui finanziamenti si mantiene costante nel triennio, sia a causa
del saldo dell’area finanziaria che tende ad aumentare lievemente nel triennio, partendo
da -7,811 milioni di euro nel 2008 (a causa di perdite su crediti assenti nei due anni
successivi) e arrivando a -4,172 milioni di euro nel 2010, sia per le passività di terzi che
aumentano in maniera costante nel triennio.
L’effetto leva è negativa, con valori intorno al -33% nel primo biennio e un
aumento a -16,54% nel 2010 causato dall’aumento dei ROI.

4.2.4 Strategie
La società innanzitutto deve tenere sotto controllo le perdite in bilancio soprattutto a
fronte del piano di fair play finanziario che non permette più un risultato d’esercizio
negativo e, anche se nell’ultimo anno la situazione sembra in via di miglioramento, i
63
parametri da soddisfare sono ben lontani dall’attuale situazione. Si parte già da una
situazione difficile, con un capitale sociale che ha un costante bisogno di aumenti
tramite immissione di nuove azioni nel mercato, per poter sanare le perdite di una
società con un indebitamento superiore al 100%;
In una squadra che, dopo il triplete del 2010, non è più riuscita a trovare una
continuità sportiva, con risultati poco soddisfacenti, potrebbe essere opportuno
modificare il parco giocatori magari sfruttando un ricambio generazionale, iniziando a
puntare maggiormente sulla squadra giovanile (la cui capitalizzazione dei costi aumenta
ogni anno, sintomo del fatto che la società sta investendo su questo settore), vendendo
giocatori per ottenere grandi plusvalenze, in modo da coprire le perdite in bilancio e
ridurre i costi per il personale che si avvicinano ad essere il 100% del fatturato,
superiori quindi al limite del 70% ammesso dal piano di fair play finanziario. Si
potrebbe, inoltre, cercare di aumentare i ricavi netti da gare puntando sui tornei estivi (il
Milan grazie ha questi ha guadagnato 4,6 milioni in più dell’Inter).

4.3 CONFRONTO TRA A.C. MILAN E F.C. INTERNAZIONALE MILANO
Confrontando la composizione patrimoniale delle due aziende, si può notare come,
nel triennio, la società rossonera sia più rigida con valori intorno al 76% mentre l’Inter
si mantiene su livelli vicini al 52%. Questo è dovuto principalmente ad un maggiore
attivo fisso legato ad ingenti immobilizzazioni finanziarie (con 180 milioni di euro di
differenza) e ad un minor attivo circolante generato probabilmente da minori importi di
magazzino (differenza di 120 milioni di euro) che, a quasi parità dei restanti valori,
portano ad un diverso grado di rigidità.
Il Milan, infatti, si avvale di numerose società controllate e collegate, costituite
appositamente per specifici scopi (ad esempio aspetti commerciali ed immobiliari)
mentre l’Inter sfrutta solamente un’impresa per la gestione del marchio.
Come già visto in precedenza i mezzi propri dell’Inter sono negativi in tutto il
triennio, mentre quelli del Milan pur avendo un trend decrescente, rimangono
comunque positivi. Questo porta ad una differenza nell’ indice di indebitamento
permanente del 9% tra le due società. Il Milan, poi, è maggiormente indebitato a breve
termine, con quasi 125 milioni di differenza con l’Inter, ciò significa di conseguenza
64
che per la società neroazzurra il peso dei debiti a lungo è mediamente del 27%, rispetto
al 2% del Milan.
Variano, infatti, i tempi di estinzione dei debiti verso terzi: l’Inter riesce a
dilazionarne un terzo, specialmente i debiti verso le società controllate, cosa che non
riesce a fare la società milanista che non ha praticamente debiti a lungo termine:
l’indebitamento è quasi tutto con scadenza nel breve, anche con riferimento alle società
che controlla al 100%.
Differenti sono anche le modalità di risanamento delle perdite: l’Inter abbatte il
capitale sociale per poi aumentarlo in seguito immettendo nuove azioni nel mercato,
quindi con sottoscrizioni da parte dei soci. Il Milan, invece, sfrutta i versamenti in conto
capitale lasciando inalterato il capitale sociale.
A causa del maggior attivo fisso rossonero è inevitabile che il margine di struttura
primario abbia una negatività maggiore; infatti la differenza nel triennio delle due
società è quasi di 106 milioni il ché implica che il Milan ha maggiori difficoltà a coprire
l’attivo fisso con i mezzi propri, nonostante abbia valori inferiori relativamente al parco
giocatori. Il margine di struttura secondaria segue lo stesso trend, ma a causa delle
differenti modalità di estinzione dei debiti, l’Inter riesce più a compensare il deficit
causato dai mezzi propri, mentre il Milan mantiene costante la sua situazione avendo
limitate passività a lungo termine.
Il margine di tesoreria, invece, sottolinea quanto possano aggravare la situazione le
importanti quote dei debiti a breve termine della società milanista: con liquidità
immediate pressoché simili, mentre l’Inter mantiene al di sotto dei 380 milioni di euro
le passività a breve temine, il Milan ha in media valori intorno ai 462 milioni di euro, il
che porta ad un margine di tesoreria nettamente peggiore, con una variazione di 122
milioni tra le due società.
Entrambe le società quindi si trovano in condizioni economiche negative e tutte le
scelte e le valutazioni future dovrebbero essere fatte tenendo in considerazione il piano
di fair play finanziario in quanto, nel caso non fossero rispettati i parametri, le
conseguenze economiche sarebbero pericolose.
Il Milan riesce a mantenere le perdite sotto agli 80 milioni di euro in tutti e tre gli
anni mentre l’Inter solamente l’ultimo anno riesce a stare sotto i 70 milioni di euro,
nonostante i successi internazionali. Confrontando i successi nelle coppe (quindi a
65
livello di reddito sportivo), che danno maggior visibilità quindi maggiori introiti a
livello di biglietti, sponsorizzazioni, pubblicità, proventi televisivi, l’Inter del 2010 che
vinse quasi tutto aveva un saldo negativo di 131 milioni di euro mentre il Milan, nel
2009, anno in cui non partecipò nemmeno alla Champions League ma disputò la Coppa
UEFA, aveva un saldo di -33 milioni di euro.
I costi principali, come abbiamo visto, sono imputabili agli stipendi: dal grafico 4.14
si può vedere la situazione delle due squadre a livello di costi del personale tesserato e a
diritti pluriennali dei calciatori.

Figura 4.14: Confronto tra il monte salari e i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori delle due squadre
La società neroazzurra ha un valore maggiore di diritti alle prestazioni dei giocatori
ed è da notare come, considerando il numero di giocatori in rosa (facendo una media nei
tre anni sono 30 per l’Inter e 38 per il Milan), ci sono meno giocatori che “valgono di
più”, rispetto ai rossoneri che hanno più giocatori ma per un valore totale inferiore.
Inoltre, l’Inter ha un trend che cresce in maniera più veloce rispetto al Milan che, pur
aumentando il valore dei diritti pluriennali, mantiene un andamento più costante. Stesso
discorso vale per il monte salari, nonostante il minor numero di giocatori (quindi meno
giocatori e salari unitari maggiori), aumentano sempre di più e sono maggiori rispetto a
quelli milanisti che mantengono una linea costante.
Per quanto riguarda le operazioni di mercato, quindi le cessioni dei diritti dei
calciatori, si può osservare come, entrambe le società hanno utilizzato strategie simili
vendendo giocatori a cifre importanti.
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BPC Nilan
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Nilan
66
Il Milan nel 2009 con Kaka e l’Inter nel 2010 con Ibrahimovic sono riuscite ad
avere plusvalenze simili, mentre, gli altri anni il Milan sembra aver gestito al meglio le
sue cessioni, riuscendo a guadagnare di più. L’Inter, inoltre, ha avuto un problema di
minusvalenze nel 2009 (causate dalla cessione di Adriano) mentre gli altri anni le ha
ridotte al minimo, sullo stesso livello del Milan.

Figura 4.15: Confronto tra le plusvalenze e le minusvalenze sui diritti pluriennali delle prestazioni dei
calciatori delle due società.
Se in Spagna squadre come il Barcellona investono molto nel settore giovanile e sui
vivai, in Italia le due società capitalizzano costi modesti: la società interista ha un
aumento costante di 750 mila euro l’anno raggiungendo i 6,2 milioni l’ultimo anno,
quelli milanisti crescono del 17% annuo con un massimo di 13,9 milioni di euro. È
apprezzabile comunque il trend poiché sembra si stia puntando sempre più sui giovani
che potrebbero essere la soluzione ai problemi dei salari ed essere sfruttati per la
creazione di un nuovo progetto a lunga durata.
Infine, per quanto riguarda gli aspetti economici, l’Inter ha un reddito operativo
aziendale inferiore nel triennio di quello del Milan con quasi 60 milioni di differenza,
con un conseguente inferiore valore dei ROI che varia del 17% nel triennio. Discorso
simile vale per l’effetto leva, che dipendendo dal reddito operativo, porta la società
neroazzurra ad avere dei valori inferiori del 18% rispetto al Milan.


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Plusvalenze
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Plusvalenze
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Ninusvalenze
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67
CONCLUSIONI

Dai risultati del lavoro si può comprendere come la riclassificazione e l’analisi
degli stati patrimoniali e dei conti economici delle società siano stati utili e abbiano
permesso realmente di dare un giudizio obiettivo e più approfondito rispetto alla
semplice lettura dei vari bilanci; questo grazie non solo ai prospetti riclassificati ma
anche al lavoro di contestualizzazione delle performance delle società rispetto al loro
mercato di riferimento.
Infatti, considerando due società con ingenti perdite d’esercizio siamo riusciti a
capire le ragioni di tali perdite, quali fossero i problemi principali delle due società e
cosa ci sarebbe da cambiare in futuro.
Nel dettaglio, si è compreso come le attività siano fortemente influenzate dai diritti
delle prestazioni dei giocatori, che, considerate immobilizzazioni immateriali,
costituiscono la maggior parte di quest’ultimo aggregato, rendendo le società
tendenzialmente rigide. Le acquisizioni e le cessioni di tali diritti producono crediti ma
soprattutto debiti verso altre società sportive, per la maggior parte a breve termine, che
rappresentano la quota maggiore delle passività.
In conto economico, lo scambio di diritti alle prestazioni di calciatori con altre
società fa si che si generino plusvalenze o, talvolta, minusvalenze di importo rilevante.
I ricavi caratteristici delle società non sono unicamente composti dall’attività
principale delle società, ossia da tutti quegli introiti derivanti da prestazioni calcistiche,
quindi gare nazionali ed internazionali, ma da attività ad esse connesse, quali
sponsorizzazioni, diritti televisivi e pubblicità. Tali ricavi, generalmente non riescono a
coprire i costi derivanti dalla gestione caratteristica che, a causa delle quote di
ammortamento dei diritti pluriennali alle prestazioni dei giocatori e, soprattutto, al
monte salari dei giocatori stessi, portano le società ad avere un reddito operativo
negativo e di conseguenza ad ingenti perdite d’esercizio che vengono sanate grazie a
riduzioni ed aumenti di capitale sociale e versamenti in conto esercizio.
Possiamo concludere che, l’analisi effettuata è stata utile al fine di comprendere il
reale stato di salute delle aziende analizzate, contestualizzando lo stesso alle
caratteristiche del mercato di riferimento e ai risultati sportivi ottenuti dalle aziende
medesime.

APPENDICE
A.C. MILAN RICLASSIFICAZIONE STATO PATRIMONIALE
RICLASSIFICAZIONE IMPIEGHI !""# !""$ !"%" !""# !""$ !"%"
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ÞASSIVI1À A 8kLVL 1LkMINL
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A.C. MILAN RICLASSIFICAZIONE CONTO ECONOMICO !!! !!
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8lCAvl nL11l uA CA8L
8lcavl da gare ln casa 10.132.739 11.733.220 14.498.392 ""#$%& "'#%$& ()#%$&
ÞercenLuale su lncassl gare da squadre osplLanLl 1.827.791 2.326.233 $#*+& $#(+&
AbbonamenLl 12.220.877 10.318.903 10.780.837 ('#,(& '$#+"& '$#)'&
AlLre compeLlzlonl 4.097.121 7.279.831 4.290.334 )$#*,& %-#$)& )(#)+&
CosLl per servlzl blglleLLerla, conLrollo lngressl -130.003 .*#--&
Spese per organlzzazlone gare -1.991.404 -1.462.804 -1.192.204 .$#+,& .(#',& ."#%%&
1asse lscrlzlone gare -4.018 -1.460 -3.160 .*#*%& .*#*)& .*#*)&
ÞercenLuale su lncassl gare a squadre osplLaLe -3.282.338 -3.214.264 .)"#",& .))#$"&
Spese, ammende e mulLe gare -219.016 -43.002 -100.011 .*#,+& .*#)+& .*#'(&
-.-/01 2234563547 2836593488 2:328935:: -36,34° -82,33° -33,40°
8lCAvl CLS1lCnL SÞC81lvA
Sponsorlzzazlonl 27.898.083 28.903.232 31.420.971 )-#,%& )"#++& %*#*+&
ÞrovenLl commerclall 3.330.463 6.300.337 7.130.313 '#%'& '#'%& "#(-&
ÞrovenLl Lelevlslvl 109.364.668 107.279.003 84.363.334 --#"(& ("#$'& ("#*'&
ÞercenLuale dlrlLLl Lelevlslvl da squadre osplLanLl 3.337.031 3.822.849 '#'-& %#,$&
ÞrovenLl Lelevlslvl da compeLlzlonl uLlA 7.330.730 20.417.412 23.037.042 "#"-& )*#""& )-#**&
ÞrovenLl da llcenza d'uso dlrlLLl dl archlvlo 4.320.081 1.309.224 %#%)& *#,-&
ÞrovenLl radlofonlcl 130.133 14.000 *#*$& *#*)&
ÞrovenLl edlLorlall 70.072 70.001 60.009 *#*"& *#*"& *#*"&
ÞrovenLl da dlrlLLl dl lmmaglne LesseraLl 62.063 123.002 *#*"& *#*-&
8lcavl da cesslone Lemporanea calclaLorl 2.409.000 73.300 300.000 )#"-& *#*"& *#'%&
AlLrl provenLl da gesLlone calclaLorl 87.717 *#*(&
ÞrovenLl da rladdeblLl per sfruLLamenLo sLadlo 3.994.000 1.834.000 1.834.000 %#"%& *#,(& )#)$&
8lcavl e provenLl dlversl 2.436.898 20.261.621 4.430.413 )#",& )*#'-& %#$"&
-.-/01 6493:7;3:8: 67534953;4; 654352535;: -264,31° -393,13° -193,99°
CCS1l CLS1lCnL SÞC81lvA
CaplLallzzazlone cosLl vlvalo 3.008.037 6.096.307 7.614.633 .%#**& .%#'$& .%#$$&
CosLl per LesseraLl -2.372.032 -3.127.060 -3.192.043 *#,(& )#%%& )#%)&
CosLl per aLLlvlLa sporLlva -2.949.063 -3.014.038 -2.883.039 )#)$& )#)$& )#*,&
CosLl speclflcl Lecnlcl -3.939.132 -6.338.122 -9.388.126 %#'$& %#"$& '#((&
CosLl per vlLLo, allogglo e locomozlone -2.378.033 -2.343.043 -2.318.031 *#,(& *#,%& *#$$&
CosLl per servlzl asslcuraLlvl e prevldenzlall -1.933.043 -1.392.031 -1.347.021 *#+$& *#-%& *#($&
CosLl acqulslzlone Lemporanea calclaLorl -941.600 -3.077.216 -3.908.000 *#'$& )#,$& )#"$&
CosLl per godlmenLo benl dl Lerzl -14.633.744 -14.964.067 -14.162.138 (#$-& (#$(& (#'(& 3,69°
CosLl per ll personale LesseraLo -164.138.424 -166.230.833 -181.836.338 -(#-,& -"#,,& -$#+)& 66,47°
AmmorLamenLo uÞC -33.609.072 -33.036.048 -42.742.632 )"#%(& )'#+)& )-#)(& 14,70°
SvaluLazlone uÞC -2.381.300 -1.607.942 -4.336.300 )#*'& *#-'& )#+%&
ÞercenLuale su dlrlLLl Lelevlslvl a squadre osplLaLe -17.348.100 -16.737.000 -#,"& -#("&
CosLl per maLerle prlme, sussldlarle, dl consumo -2.782.873 -3.308.378 -4.033.721 )#))& )#'+& )#('&
ConLrlbuLl Lega Calclo -473.033 -932.037 -617.067 *#),& *#'-& *#%'&
Cnerl gesLlone calclaLorl -746.333 -1.332.023 -1.032.313 *#'*& *#('& *#"*&
tota|e -249.879.989 -2SS.783.S73 -264.664.736 400,83° 773,48° 331,39°
kLDDI1C CÞLkA1IVC GLS1ICNL SÞCk1IVA -62.337.S42 -32.983.836 -79.864.640 60,83° 42,07° 73,71°
GLS1ICNL CAkA11LkIS1ICA
ConLrlbuLl ln conLo eserclzlo 12.623 12.623 12.623 .*#*'& .*#*'& .*#*'&
Spese pubbllclLarle -2.420.034 -2.390.046 -3.464.046 -#)%& (#")& $#%)&
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Servlzl da socleLa conLrollaLa -14.314.317 -14.773.284 -14.877.199 '-#),& ''#""& '(#%$&
Spese ammlnlsLraLlve, pubbllclLarle e generall -6.243.138 -8.783.169 -8.183.110 )(#+,& ),#$$& ),#")&
CosLo del personale non sporLlvo -3.824.013 -6.070.031 -4.379.013 )"#+'& )'#+"& )*#'$&
AlLrl ammorLamenLl -3.012.277 -3.636.336 -7.668.833 )%#-+& )%#$*& )$#),&
kLDDI1C CÞLkA1IVC GLS1ICNL CAkA11LkIS1ICA -39.SS1.30S -44.184.S69 -42.170.626 38,61° 36,36° 39,97°
GLS1ICNL CÞLkA1IVA
SvaluLazlone del credlLl -23.390 -1.134.737 "#%-& .-#$-&
ÞrovenLl da parLeclpazlonl ln lmprese conLrollaLe 22.487.933 )'(#,"&
ÞrovenLl flnanzlarl 937.161 398.920 638.014 .)-,#"%& .'%#""& '#,$&
ÞrovenLl da comparLeclpazlonl 7.013.000 6.742.000 340.000 .)%-$#%)& .("$#'*& %#*-&
Cnerl da comparLeclpazlonl -1.649.000 -1.230.000 -630.000 %,$#))& )*)#--& .'#,'&
uLlle su cambl 8.491 3.869 31.636 .)#("& .*#')& *#')&
ÞerdlLe su cambl -239.943 -82.487 -20.326 "-#,,& -#+)& .*#)%&
8eLLlflche dl parLeclpazlonl -47.777 -261.641 -186.018 $#-"& %)#%$& .)#)%&
lmposLe e Lasse dlverse -81.006 -283.011 -38.006 )"#-"& %'#)$& .*#'(&
Cnerl dlversl dl gesLlone -6.432.477 -6.493.260 -4.946.338 ))--#()& (%$#%"& .%,#,*&
tota|e -SS3.143 -1.229.610 16.S41.960 0,34° 1,37° -13,68°
kLDDI1C CÞLkA1IVC A2ILNDALL -102.441.990 -78.398.01S -10S.493.306
Þlusvalenze cesslone uÞC 20.433.442 74.024.430 23.333.239 104,12° 100,03° 106,30°
Mlnusvalenze cesslone uÞC -809.003 -24.979 -1.313.032 -4,12° -0,03° -6,30°
tota|e 19.644.437 73.999.471 24.020.207
kLDDI1C CÞLkA1IVC A2ILNDALL DI 2º LIVLLLC -82.797.SS3 -4.398.S44 -81.473.099
AkLA IINAN2IAkIA
Cnerl flnanzlarl verso conLrollaLe -2.342.013 -670.787 -363.182
Cnerl flnanzlarl verso conLrollanLl -67.071 -266.300 -70.480
AlLrl onerl flnanzlarl -10.176.963 -7.403.373 -7.373.722
tota|e -12.786.047 -8.342.862 -7.809.384
kLDDI1C AN1L CCMÞCNLN1I S1kACkDINAkI L IMÞCS1L -9S.S83.600 -12.741.406 -89.282.483
AkLA S1kACkDINAkIA
ÞrovenLl sLraordlnarl
lmposLe eserclzl precedenLl -44.373
Þlusvalenze da allenazlonl 3.697 1.200 40.000
Mlnusvalenze da allenazlonl -34 -1.302
Sopravvenlenze e lnsusslsLenze
tota|e -38.878 1.166 38.698
kLDDI1C AN1L IMÞCS1L -9S.622.478 -12.740.240 -89.243.78S
lmposLe correnLl 23.348.037 10.264.683 17.378.281
lmposLe dlfferlLe -4.716.492 -16.472.461 6.861.611
tota|e 18.631.S6S -6.207.778 24.439.892
kLDDI1C NL11C -76.990.913 -18.948.018 -64.803.893
A.C. MILAN
INDICI PATRIMONIAL-FINANZIARI
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INDICI ECONOMICI
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F.C. INTERNAZIONALE MILANO RICLASSIFICAZIONE STATO PATRIMONIALE
RICLASSIFICAZIONE IMPIEGHI !""# !""$ !"%" !""# !""$ !"%"
!""#$%&'#((%
lMMC8lLlZZAZlCnl MA1L8lALl
1errenl e labbrlcaLl 7.233.332 10.274.906 12.462.733 !"#"$% 1,73° !&#$!% 2,37° !&#&'% 2,38°
lmplanLl e Macchlnarlo 320.276 294.333 233.763 (#)(% 0,08° 2,30° 0,07° $#))% 0,03°
ALLrezzaLure lndusLrlall e Commerclall 414.118 382.699 302.812 '#)*% 0,10° 3,23° 0,09° (#+'% 0,10°
AlLrl benl 733.424 646.703 1.002.423 !#+)% 0,18° 3,49° 0,13° &#,)% 0,21°
lmmoblllzzazlonl ln conLo e acconLl 79.778 186.478 ,#*,% 0,02° 1,38° 0,04°
)*)+,- ./.01/21. 33/4.5/603 31/076/465 08339 08439 08219
lMMC8lLlZZAZlCnl lMMA1L8lALl
CosLl dl lmplanLo e ampllamenLo 83.683 78.029 72.372 ,#,&% 0,02° ,#,'% 0,02° ,#,'% 0,01°
Concesslonl, llcenze, marchl e dlrlLLl slmlll 376.373 347.343 303.120 ,#($% 0,09° ,#$*% 0,08° ,#$)% 0,06°
CaplLallzzazlonl cosLl vlvalo 4.683.978 3.440.048 6.187.071 (#!)% 1,12° "#*)% 1,23° (#"(% 1,28°
ulrlLLl plurlennall alle presLazlonl del calclaLorl 99.449.670 138.443.336 171.738.412 !$#*)% 23,74° !)#"(% 36,49° !*#))% 33,32°
AlLre 16.737.331 19.426.493 13.233.223 $(#&*% 3,99° $,#+&% 4,47° )#*"% 2,74°
)*)+,- 303/666/764 3.6/464/053 323/54:/077 0.82:9 108609 628:09
lMMC8lLlZZAZlCnl llnAnZlA8lL
ÞarLeclpazlonl ln lmprese conLrollaLe 40.030.001 40.030.001 40.102.876 )*#+,% 9,36° !"#+)% 9,22° )'#)&% 8,29°
ÞarLeclpazlonl ln lmprese collegaLe 300.001 300.001 300.001 ,#!&% 0,12° $#,(% 0,12° ,#!$% 0,10°
ÞarLeclpazlonl ln alLre lmprese 43.320 43.319 43.319 ,#,!% 0,01° ,#,*% 0,01° ,#,&% 0,01°
ComparLeclpazlonl - ex arL. 102 bls nCll 3.992.300 1.298.300 1.331.300 )#*(% 0,93° "#)!% 0,30° "#'&% 0,32°
CredlLl verso alLrl 343.934 498.748 330.846 ,#),% 0,08° $#,(% 0,11° ,#+&% 0,07°
CredlLl verso cllenLe a lungo Lermlne 1.890.000 1.373.000 1.260.000 (#"!% 0,43° (#"+% 0,36° "#,(% 0,26°
CredlLl verso enLl seLLore speclflco olLre l'anno 10.800.000 4.340.000 18.223.000 $!#&'% 2,38° *#()% 1,03° "*#(*% 3,77°
)*)+,- 54/:06/44: 1./574/5:2 :0/735/510 368459 338349 308.69
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&'()*'+,-)./,0*)*1 13./2.7/522 161/3.6/1.2 1.6/121/414
F.C. INTERNAZIONALE MILANO RICLASSIFICAZIONE STATO PATRIMONIALE
RICLASSIFICAZIONE FONTI !""# !""$ !"%"
ML22I ÞkCÞkI
CaplLale Soclale 133.473.023 93.769.316 118.143.178 !"#$%&'"( 32,33° !))"&""( 21,64° !"*#+&#$( 24,44°
8lserva ln sospenslone d'lmposLa uL 183 29/11/08 2.334.306 !%&,+( 0,34°
8lserva coperLura perdlLe ln formazlone 30.000.000 !"#$&-)( 6,92°
ÞerdlLe porLaLe a nuovo -36.464.823 '**&*,( -11,68°
uLlllzzo fondo coperLura perdlLe -20.000.000 -30.000.000 "$*&)#( -4,77° "#$&-)( -6,92°
uLlllzzo rlserva ln sospenslone d'lmposLa -2.334.306 %&,+( -0,34°
8lduzlone caplLale soclale per perdlLe d'eserclzlo -128.271.266 -43.624.138 -113.706.064 "##,&+"( -30,62° "*"&"#( -10,33° "$'#&-)( -23,93°
ÞerdlLe d'eserclzlo -69.043.804 -)'&+)( -14,28°
uLlllzzo caplLale soclale per rlduzlone pregresse 36.464.823 !'**&*,( 11,68°
uLlllzzo caplLale soclale per rlduzlonl perdlLe 39.241.239 !%#+&)"( 12,23°
ÞerdlLe da porLare a nuovo -76.464.823 ,'#&#"( -17,64°
tota|e Mezz| Þropr| -12.796.241 -28.319.647 -7.36S.4S1 -3,0S¼ -6,S3¼ -1,S2¼
ÞASSIVI1À A MLDIC-LUNGC 1LkMINL
londo 1l8 a lungo Lermlne 1.320.991 372.303 1.098.736 "&#"( 0,32° #&),( 0,09° #&-*( 0,23°
ueblLl verso alLrl flnanzlaLorl a lungo Lermlne 486.136 372.173 233.294 #&)'( 0,12° #&),( 0,09° #&,,( 0,03°
ueblLl verso fornlLorl a lungo Lermlne 1.747.467 8.260.000 "&)+( 0,42° '&,$( 1,71°
ueblLl verso lmprese conLrollaLe a lungo Lermlne 107.314.108 90.923.683 74.943.460 %,&"#( 23,61° '-&"$( 20,98° *$&'-( 13,30°
ueblLl verso enLl seLLore speclflco a lungo 17.600.000 23.200.000 29.338.084 ")&+*( 4,20° ,#&,#( 3,33° ,$&''( 6,07°
AlLrl deblLl a lungo Lermlne 2.230.000 0,34°
tota|e ÞML 130.718.722 114.868.361 113.91S.S94 31,20¼ 26,S1¼ 23,S6¼
ÞASSIVI1À A 8kLVL 1LkMINL
londo 1l8 a breve Lermlne 813.000 #&,)( 0,19°
londo per rlschl e onerl per lmposLe dlfferlLe 2.948.339 1.713.939 #&-%( 0,70° #&+-( 0,40°
londo per rlschl e onerl: alLrl 10.190.223 9.429.291 )&)%( 2,43° ,&',( 2,18°
ueblLl verso banche a breve Lermlne 82.189.414 48.313.906 71.302.047 ,'&)#( 19,62° ")&-)( 11,13° "%&-,( 14,73°
ueblLl verso alLrl flnanzlaLorl a breve Lermlne 109.289 113.983 8.689.034 #&#+( 0,03° #&#)( 0,03° ,&)"( 1,80°
A'M$%$(<';:*(E*;=$%*;$("(M;'<'(%';@$=' .1/6-1/3,0 5./,.5/,.0 .5/,-6/242 "-&,"( ,-7628 "%&'-( ,.72-8 "+&%-( ,,75,8
A'M$%$(<';:*($@#;':'(+*=%;*&&"%'("(M;'<'(%';@$=' 32/,06/3.. 33/,.0/3.5 33/,../624 *&*-( 076,8 *&)-( .7,,8 $&%%( 07.68
A'M$%$(%;$MD%";$ 32/455/1,2 3,/,.2/.6, 33/-.2/004 *&-*( .7228 *&"#( 07668 $&-)( 07538
A'M$%$(<';:*($:%$%D%$(>$(#;'<$>'=F" ,/33,/1-- 65./,4. 610/.45 #&+"( 27348 #&,$( 27328 #&,)( 27,68
A'M$%$(#';(+*@#";%'+$#"F$*='('Q(";%/(,23(RSTK 3/4.2/222 ,3/,6./222 6/23./222 #&-%( 27128 )&$"( 376,8 ,&")( ,7558
A'M$%$(<';:*('=%$(:'%%*;'(:#'+$E$+*("(M;'<'( 0-/4-5/,61 1./.04/5-6 .4/,5./362 "+&$-( ,27048 ,"&'%( ,170-8 "$&'#( ,37308
N&%;$(>'M$%$("(M;'<'(%';@$=' -5/,33/403 1,/.51/.2, ,2,/016/356 ",&##( 67538 ,#&*+( ,57.,8 ,*&-,( 327448
9"%'$(G"::$<$ 3-6/041 33-/101 313/-05 #&#%( 27258 #&#*( 272.8 #&#'( 27258
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F.C. INTERNAZIONALE MILANO RICLASSIFICAZIONE CONTO ECONOMICO
!""# !""$ !"%"
!"#$%&'"(#)&*$%+,
8lCAvl nL11l uA CA8L
8lcavl da gare ln casa 13.730.617 13.370.328 23.039.774 !"#"$% &'#!(% &$#)&%
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AbbonamenLl 13.110.899 13.319.372 13.340.766 '!#+*% !,#)&% $$#+(%
AlLre compeLlzlonl 1.489.229 310.000 30.000 !#!)% "#!*% (#"!%
AlLrl rlcavl 871.010 963.300 1.174.491 $#,"% ,#*&% *#+,%
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Spese per organlzzazlone gare -7.010.343 -8.372.290 -7.017.676 -*'#*)% -$'#')% -)*#')%
1asse lscrlzlone gare -2.143 -1.703 -1.720 -(#("% -(#("% -(#("%
ÞercenLuale su lncassl gare a squadre osplLaLe -2.939.006 -3.649.307 -2.976.601 -",#**% -)(#*)% -"(#()%
Spese, ammende e mulLe gare -413.034 -188.016 -606.019 -)#"$% -"#(,% -)#($%
-.-/01 2345664728 27439:42:5 8347264899 -16,33° -13,37° -22,71°
8lCAvl CLS1lCnL SÞC81lvA
Sponsorlzzazlonl 31.733.603 38.332.680 32.231.063 )(#)!% ))#((% "'#&(%
ÞubbllclLa 67.300 2.197.238 2.266.338 (#($% "#),% "#"&%
ÞrovenLl Lelevlslvl 93.012.300 99.218.716 101.324.173 '(#'!% ,'#',% ,)#!+%
ÞercenLuale dlrlLLl Lelevlslvl da squadre osplLanLl 3.646.390 6.023.330 6.120.713 *#'"% *#$$% *#"+%
ÞrovenLl Lelevlslvl da compeLlzlonl uLlA 23.683.000 28.286.000 48.739.000 ",#")% "'#",% ),#$(%
8lcavl da cesslone Lemporanea calclaLorl 439.796 1.100.000 (#)'% (#,!%
ÞrovenLl da rlLlro prlma squadra 168.000 288.383 (#""% (#"'%
8lcavl per sLage allenaLorl 127.000 131.266 119.002 (#(&% (#(!% (#('%
AlLrl provenLl da gesLlone calclaLorl 160.000 (#"(%
-.-/01 29;4;2:4235 27942534:52 23243<64832 -132,64° -130,38° -146,71°
CCS1l CLS1lCnL SÞC81lvA
CaplLallzzazlone cosLl vlvalo 2.898.332 3.093.934 3.408.341 -(#++% -(#+$% -(#+!%
CosLl per aLLlvlLa sporLlva -7.282.013 -7.387.084 -7.483.000 )#$&% )#*)% )#")%
CosLl speclflcl Lecnlcl -27.493.039 -23.000.276 -13.076.041 +#*,% !#'$% *#!"%
CosLl per vlLLo, allogglo e locomozlone -3.773.008 -2.412.027 -4.346.000 "#)&% (#!$% "#)*%
CosLl per servlzl asslcuraLlvl e prevldenzlall -718.002 -863.010 -1.209.000 (#)$% (#)'% (#*$%
CosLl acqulslzlone Lemporanea calclaLorl -2.290.000 -290.000 -460.000 (#!&% (#(+% (#"*%
CosLl per godlmenLo benl dl Lerzl -20.896.710 -21.370.866 -21.708.718 !#""% '#,+% '#"'%
CosLl per ll personale LesseraLo -171.827.733 -196.063.690 -224.129.926 ,&#$,% ,+#&&% '*#,+%
AmmorLamenLo uÞC -31.886.378 -46.001.171 -60.986.181 "(#&,% "$#(,% "!#*(%
AmmorLamenLo caplLallzzazlone vlvalo -2.038.193 -2.340.009 -2.661.008 (#'+% (#!"% (#!,%
ÞercenLuale su dlrlLLl Lelevlslvl a squadre osplLaLe -16.634.300 -17.817.343 -18.334.000 ,#''% ,#$$% ,#)"%
CosLl per maLerle prlme, sussldlarle, dl consumo -640.309 -392.667 -319.110 (#))% (#")% (#",%
ConLrlbuLl Lega Calclo -724.039 -370.048 -371.018 (#),% (#"!% (#"'%
AccanLonamenLo per conLrlbuLl dl solldarleLa -363.008 (#")%
AlLrl accanLonamenLl (su personale Lecnlco) -10.190.213 -9.429.291 *#$!% )#&&%
SvaluLazlone del credlLl -130.748 -183.982 -379.844 (#($% (#('% (#""%
tota|e -293.993.829 -327.431.S12 -3S2.477.S0S 248,99° 243,73° 269,42°
kLDDI1C CÞLkA1IVC GLS1ICNL SÞCk1IVA -118.074.924 -134.333.498 -130.826.9S9 81,39° 83,42° 83,67°
GLS1ICNL CAkA11LkIS1ICA
ConLrlbuLl ln conLo eserclzlo 1.423.000 1.360.183 2.641.231 -$#+,% -,#**% -!#$&%
Spese ammlnlsLraLlve, pubbllclLarle e generall -13.429.029 -12.187.134 -12.336.000 $'#'(% $"#'!% *,#,&%
CosLo del personale non sporLlvo -8.647.038 -9.017.032 -9.890.041 *(#("% *(#&*% )&#()%
ÞerdlLe varle del perlodo -2.199.181 -1.328.112 -1.363.042 !#'*% $#,$% *#&'%
Cnerl eserclzl precedenLl -3.643.299 -4.697.397 -8.198.233 ")#',% "'#('% )*#)*%
ConLrlbuLl dl solldarleLa -32.003 -1.160.960 -4.673.143 (#""% *#+!% "*#),%
Spese dl rappresenLanza -761.063 )#'$%
lmposLe e Lasse dlverse -124.010 -113.003 (#$)% (#**%
Cnerl dlversl dl gesLlone -127.010 -140.012 -123.004 (#$$% (#$&% (#*,%
Cnerl LrlbuLarl lndlreLLl -324.043 -389.033 -447.014 "#&)% "#**% "#)!%
Þrovvlglonl aLLlve 789.014 -)#)$%
lndennlzzl asslcuraLlvl 306.000 88.179 31.001 -"#('% -(#*(% -(#"$%
AlLrl rlcavl e provenLl dlversl 433.308 366.743 482.009 -"#,&% -"#),% -"#*!%
AlLrl ammorLamenLl -1.637.802 -2.217.297 -1.888.222 ,#'&% !#,&% ,#*,%
kLDDI1C CÞLkA1IVC GLS1ICNL CAkA11LkIS1ICA -28.816.160 -29.24S.880 -3S.292.471 19,43° 18,16° 22,37°
GLS1ICNL CÞLkA1IVA
ÞrovenLl flnanzlarl 93.033 33.338 3.296 $#)+% )#"(% (#(*%
ÞrovenLl da comparLeclpazlonl 3.934.300 4.119.000 3.683.600 "&"#$&% "'"#,,% ,&#),%
Cnerl da comparLeclpazlonl -2.240.916 -3.040.400 -"(*#*'% -""+#),%
uLlle su cambl 1.263.812 229.307 31.138 ,&#)+% &#++% (#*)%
ÞerdlLe su cambl -134.820 -3.042 -82.042 -!#"$% -(#")% -(#&$%
8eLLlflche dl parLeclpazlonl -737.603 -182.338 -360.231 -*$#+$% -!#"'% -*#'+%
Servlzl a conLrollaLa 30.000 1.373.786 4.481.081 "#*&% ,*#&&% $,#+*%
kLDDI1C CÞLkA1IVC GLS1ICNL CÞLkA1IVA 2.168.004 2.S49.671 9.7S6.842 -1,30° -1,38° -6,24°
kLDDI1C CÞLkA1IVC A2ILNDALL -144.723.080 -161.029.707 -1S6.362.S88
Þlusvalenze cesslone uÞC 8.043.767 11.111.066 72.873.993
Mlnusvalenze cesslone uÞC -194.601 -6.340.833 -617.020
7.831.166 4.370.231 72.238.973
kLDDI1C CÞLkA1IVC A2ILNDALL DI 2º LIVLLLC -136.871.914 -1S6.4S9.476 -84.103.613
AkLA IINAN2IAkIA
Cnerl flnanzlarl -3.402.330 -3.007.818 -4.172.333
ÞerdlLe su credlLl -2.409.198
tota|e -7.811.748 -S.007.818 -4.172.S3S
kLDDI1C AN1L CCMÞCNLN1I S1kACkDINAkI L IMÞCS1L -144.683.662 -161.467.294 -88.276.148
AkLA S1kACkDINAkIA
ÞrovenLl sLraordlnarl 16.100.000
lmposLe eserclzl precedenLl -3.316.134 -371.343
Sopravvenlenze e lnsusslsLenze 2.346.000 7.969.163 3.239.093
tota|e -1.170.134 7.969.163 20.787.7S0
kLDDI1C AN1L IMÞCS1L -14S.8S3.796 -1S3.498.131 -67.488.398
lmposLe correnLl -3.669.703 -2.137.738 -3.273.343
lmposLe dlfferlLe 1.232.233 1.232.400 1.713.939
kLDDI1C NL11C -148.271.266 -1S4.423.469 -69.04S.804
F.C. INTERNAZIONALE MILANO
INDICI PATRIMONIAL-FINANZIARI
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INDICI ECONOMICI
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Legge 21 Febbraio 2003, n. 27
Norme Organizzative Interne Federali (NOIF)

Manuale delle licenze UEFA, versione 2.3 – 24/25 novembre 2010
Codice Civile, articolo 2426
Organismo Italiano di Contabilità, “criteri per la rilevazione in bilancio delle svalutazioni dei diritti
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