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SABATO 13 GIUGNO 2009

CRONACA DI CORTINA E CADORE

Corriere delle Alpi

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IL CASO FINISCE IN TRIBUNALE Integra Italia, proposta l’istanza di fallimento
Su richiesta di un rappresentante che avanza 127.000 euro. L’udienza a luglio
LOZZO. Una società sull’orlo del fallimento. Il tutto per 127.875 euro. A tanto ammonta il debito che «Integra Italia srl», una società con capitale detenuto da una dozzina di occhialerie cadorine e da enti pubblici quali la Provincia di Belluno e la Comunità Montana del Centro Cadore, ha nei confronti di un suo agente di commercio il quale ha formalmente proposto istanza di fallimento inducendo ieri il tribunale a fissare al 9 luglio l’udienza pre-fallimentare davanti al giudice Giacomelli. Il tutto prende avvio dalla richiesta del lavoratore, nel marzo scorso, al giudice del Lavoro Anna Travia, di un ’ingiunzione di pagamento per 127.875 euro. Due mesi dopo, l’ufficiale giudiziario del tribunale di Pieve ha tentato inutilmente di effettuare un pignoramento nei confronti di «Integra Italia». Ed è stato a quel punto che F.A. di Domegge, attraverso il suo legale, l’avvocato Francesco Paladin del foro di Treviso, ha formalizzato l’istanza di fallimento in tribunale. Il 9 luglio, dunque, i legali della società dovranno illustrare al giudice la situazione economica dell’azienda. Pare che l’agente di commercio non sia il solo creditore nei confronti di «Integra Italia» e che i debiti siano molto più consistenti. Ma l’azione formale innescata dall’agente di commercio potrebbe dare il là alla dichiarazione ufficiale di fallimento, a meno del reperimento di nuovi soci o risorse. Cosa, questa, che sembra improbabile, visti anche i tempi di crisi. Una situazione, dunque, molto delicata. La società era nata nel 2004 su sollecitazione di enti pubblici quali la Comunità Montana del Centro Cadore. I tempi di crisi delle piccole occhialerie dovevano essere superati, secondo gli ambiziosi progetti della società, con un consozio di occhialerie in grado di fronteggiare la concorrenza dei colossi del settore. «Integra Italia» è partita ufficialmente nel 2006. Ma già nell’aprile del 2007 qualcosa non andava. Infatti è da quel mese che l’agente di commercio di Domegge non ha più ricevuto un soldo da «Integra Italia». I patti erano chiari: F.A. doveva ricevere un fisso da 7.500 euro, indipendentemente dal volume d’affari raggiunto, per andare a commercializzare i prodotti della società nei mercati del Medio Oriente, oltre ad una provvigione pari al 4 per cento su tutte le vendite andate a buon fine. Da allora, l’agente di commercio non ha più visto un soldo, accumulando un credito da oltre 127.000 euro. Dopo i ricorsi al giudice del Lavoro, pochi giorni fa, il suo legale ha presentato ufficialmente istanza di fallimento. Che sarà discussa a luglio davanti al giudice Giacomelli. Un’udienza da cui dipenderà le sorti di una società nata per sfondare ed ora sull’orlo dell’affondamento. Marco Filippi

BREVI
DOMEGGE

Scuole di danza stasera in scena
Si terrà oggi alle 20,30, al Cineteatro San Giorgio, a Domegge, la serata dedicata alle scuole di danza “Le mie ali”. La manifestazione si svolge con la regia di Thiago Carvalho Oliveira, ed è organizzata dall’Ada (Associazione danza agordina), Aquilone danza di Valle di Cadore e Danza mania di Domegge. (v.d.)

Gli uffici giudiziari di Pieve di Cadore

SCUOLA

In pensione Guido De Zordo, un’autorità per il Cadore
SAN VITO. La scuola media superiore cadorina perde uno dei suoi più validi docenti: con la fine di questo anno scolastico è andato in pensione Guido De Zordo, un’istituzione per il mondo scolastico cadorino. Il congedo dalla scuola è avvenuto proprio l’ultimo giorno di lezioni, anche se per gli adempimenti burocratici e per l’effettuazione degli esami, De Zordo figurerà come presente fino al 31 agosto, giorno di chiusura anche burocratica dell’anno scolastico. L’addio è avvenuto durante un incontro con il personale del liceo classico di San Vito, che gli ha anche consegnato un regalo destinato a ricordare il loro rapporto per molto tempo. Si tratta infatti di un orologio che ad ogni consultazione ricorderà a De Zordo gli anni passati nella scuola. Docente di latino e di greco, ha insegnato per molti anni al liceo classico di San Vito, dov’è arrivato dalla scuola media di Calalzo, dove aveva insegnato lettere per una decina d’anni. De Zordo è persona molto conosciuta in Cadore, e fuori, perché la sua vita da politico e da amministratore lo ha fatto conoscere come personaggio coerente alle sue idee, anche quando queste si scontravano con quelle di molti, difendendo fino all’ultimo le sue opinioni. De Zordo, nonostante la quiescenza, non avrà però il tempo di annoiarsi, perché attualmente ricopre la carica di sindaco di Cibiana e di presidente del Parco nazionale Dolomiti bellunesi. Due enti nei quali la sua impronta di uomo di cultura, ma molto pratico, si nota subito. Ora per lui si è conclusa un’importante fase della sua vita, un’esperienza che ha lasciato nelle suoi centinaia di studenti e nei colleghi molti ricordi per la sua cordialità e la sua schiettezza. Vittore Doro

Guido De Zordo

SAN VITO

Il giuramento è previsto giovedì
SAN VITO. Sarà l’esperienza di Vittore De Sandre, classe 1940, sindaco di San Vito per 4 mandati, a guidare i giovani di “Nuova generazione”. Giovedì mattina il neo eletto sindaco Andrea Fiori ha infatti nominato De Sandre suo vice, dando nel contempo a Stefano De Vido l’incarico di assessore. I referti non sono ancora stati dati. L’idea è quella di portare il numero degli assessori a quattro, ma per farlo si deve modificare lo statuto comunale e lo si potrà fare solo in consiglio comunale. Ci vorrà circa un mesetto per cambiare il regolamento

De Sandre nominato vicesindaco
Primo cittadino per quattro mandati, ora guiderà i giovani
Il «vecchio» De Sandre torna in giunta Questa volta nominato vicesindaco dal sindaco Fiori
l’amministrazione e terrà i contatti con la stampa. Il sindaco darà poi delle specifiche deleghe anche agli altri consiglieri di “Nuova generazione”, ma anche su queste per ora vi è il riserbo. Per De Sandre, dopo gli ultimi cinque anni passati in minoranza, tornare in Comune alla carica di vice sindaco è un gran bel traguardo. «Sono molto soddisfatto», dichiara il vice sindaco, «e dedicherò a questo mio impegno tutta la mia esperienza, il mio tempo libero. Sono in pensione, quindi sarò molto presente in Comune. In paese mi hanno già dimostrato stima e affetto molti cittadini che ho incontrato. Ho visto persone soddisfatte della nostra vittoria, poi magari ho incontrato solo chi aveva votato per noi, tuttavia ho ricevuto apprezzamenti che non possono che farmi piacere». Il più anziano del gruppo, l’unico con un passato amministrativo, che da oltre un anno collabora con i membri di “Nuova generazione”. «Mi trovo molto bene con i giovani», dichiara De Sandre, «nel gruppo c’è uno spirito nuovo, in comune si respira una ventata di freschezza, e personalmente mi sembra di tornare indietro nel tempo. Siamo partiti bene, con progetti condivisi e realizzabili. Ora volgiamo innanzitutto riuscire a creare un clima sereno tra le associazioni, le categorie e le varie componenti del paese. Abbiamo tanta buona volontà e la giusta dose di forza per poter raggiunger ei nostri obiettivi». Non evita di mettere un dito sulla piaga della sconfitta di Gianpietro De Vido, che guidava la precedente amministrazione. «Saper perdere è importante», conclude De Sandre, «ma non è patrimonio di tutti. La sconfitta è stata amara e ora si deve solo accettarla». (a.s.)

e portare in consiglio il nuovo statuto e per poi nominare i due nuovi assessori. Intanto, giovedì alle 20,30, Fiori presterà il giuramento e si insedierà ufficialmente in

comune. Gli altri due assessori presumibilmente saranno Matteo De Monte e Ludovico De Lotto. Quest’ultimo è anche stato nominato portavoce del-

Lezioni serali a Pieve primo anno concluso
PIEVE DI CADORE. Il primo corso serale per scuola media superiore per segretari d’azienda si è appena concluso, e i sei studenti che hanno frequentato il primo anno sono stati ammessi alla classe superiore, l’ultima per il conseguimento del diploma. «Sono rimasto proprio soddisfatto», ha commentato il preside, Renzo Zagallo, «sia per i risultati raggiunti che per l’impegno dei corsisti, alcuni dei quali hanno conciliato a fatica l’impegno del lavoro con quello scolastico. A settembre riprenderà, per completare con il secondo anno il percorso formativo. Devo anche dire che il corpo docente è stato molto disponibile, rendendo flessibili anche gli orari: una esperienza senz’altro importante». Il corso si è tenuto nei locali della scuola media di Pieve di Cadore, ed è stato organizzato dal Ctp (Centro territoriale permanente) di Pieve, del quale è preside Renzo Zagallo. E’ la prima volta che in Cadore viene lanciata l’iniziativa di una scuola media superiore per adulti. «Il corso che ho frequentato», spiega Tiziano Corso, uno degli studenti, «è partito a novembre, ed è strutturato in modo tale che in un biennio ci dovrebbe portare, con l’anno prossimo, all’esame di Stato per la qualifica di segretario d’azienda. Il corso è statale, quindi sovvenzionato dal ministero della pubblica istruzione. Noi studenti abbiamo pagato solo le spese erariali, ovvero 100 euro per l’iscrizione al primo ed al secondo anno». «Siamo partiti in 9, poi 3 si sono ritirati quasi subito e gli altri 6 hanno portato a termine il biennio scolastico», dice ancora Corso. «Nella classifica finale sono risultato quello con il punteggio più elevato». (v.d.)

Fundone in viaggio verso la Mongolia
Il diario transiberiano del giovane di Pieve di Cadore sul treno numero 100
PIEVE DI CADORE. Betulle, ampi prati, qualche dacia e poi una piccola cittadina. E di nuovo betulle, ampi pratica e qualche dacia. E’ un paesaggio monotono ma affascinante quello che Emilio Fundone, il giovane di Pieve di Cadore che da oltre un mese è in viaggio, da solo e sempre in treno, verso il Tibet, scorge dal finestrino del treno che lo sta portando da Mosca in Mongolia. La linea è la celebre Transiberiana, 9000 km di binari che attraversano tutta la Russia, da Mosca a Vladivostok. Il viaggio di Fundone a bordo del treno numero 100 inizia sabato scorso dalla stazione di Mosca, particolarmente affollata tanto che il giovane riesce a fatica a sistemarsi in carrozza. «Una volta su, però, la situazione cambia», racconta Fundone, «e mi trovo con un solo compagna di viaggio, Luba, una simpatica signora russa con cui mi troverò a passare quattro giorni favolosi. Grazie alla mia “guida” riesco a far conoscenza con gli altri «si ha l’impressione di osservare un quadro, tutto è identico per centinaia di chilometri: betulle, ampi prati, qualche dacia poi una piccola cittadina e di nuovo betulle ampi prati e qualche dacia». Dopo tante ore di treno il giovane si ferma a Irkuysk, graziosa cittadina non lontana dal Lago Baikal, «che visito in una mezza giornata, perché a parte qualche chiesa ed alcuni monumenti non c’è molto da scoprire», quindi tappa obbligata al lago Baikal. «Qui dopo aver mangiato un po’ di Omul, un pesce tipico della zona, faccio una passeggiata in spiaggia. L’acqua è meravigliosa, di una limpidezza che non avevo mai visto, ma appena mi arrischio a mettere un piede in acqua capisco perchè non ci siano persone che nuotano: è gelida». Dopo essersi sgranchito le gambe è già tempo di ripartire per Fundone: alle 21,50 lo aspetta il treno per la Mongolia, destinazione Ulanbatar. Alessia Forzin

Una foto del treno numero 100 sul quale sta viaggiando Fundone
passeggeri. Sono uno dei pochi stranieri in viaggio, se non l’unico, e questo scatena la curiosità. Sono coccolato dalla gente e ognuno ha da offrirmi qualcosa, da farmi assaggiare questo o quello, è davvero strano sentire tutto questo calore nella gente dopo il freddo delle grandi città». Durante il viaggio il treno passa per Pern, nota per il famigerato gulag dove persero la vita migliaia di persone. «Guardando fuori dal finestrino», continua Fundone,