You are on page 1of 40

1

1. Il lettore che ha esaminato con pazienza ed apertura di spirito le tre appendici precedenti, dedicate rispettivamente al trotzkismo, al maoismo ed al bordighismo, si sarà fatto un'idea sulla dinamica delle eresie minoritarie del comunismo storico novecentesco in Europa (1917-1991). Ho parlato di dinamica delle eresie minoritarie perché ogni eresia è una risposta determinata ad una ortodossia, e non può essere separata metodologicamente da essa. Quando l'ortodossia tramonta, l'eresia generalmente non la sostituisce (come in genere sperano soggettivamente gli eretici), ma entra in crisi anche lei. Ad esempio, con la fragorosa e vergognosa caduta dei sistemi politici e teorici di Giuseppe Stalin e di Palmiro Togliatti il trotzkismo ed il bordighismo, che si erano storicamente costruiti in polemica con questi sistemi politici e teorici, non riescono affatto a sostituirli, ma continuano a scorrere parallelamente al flusso degli eventi storici. Fuori della Cina, il maoismo certo sopravvive come rivoluzione contadina anti-feudale ed anti-imperialista, ma in Europa e negli USA è condannato a diventare spesso una corrente del marxismo universitario (Charles Bettelheim, Gianfranco La Grassa, eccetera). 2. In questa quarta appendice parleremo però di qualcosa di qualitativamente diverso, ed a mio avviso di molto peggiore. Parleremo di una corrente che ha invece buone prospettive di essere "maggioritaria" per un bel pezzo, anni e forse decenni, e che già ora sta marginalizzando nel cosiddetto "movimento" ogni variante residua del marxismo. Tutto questo non avviene certamente a caso. Si tratta appunto di una nuova fortissima variante post-moderna dell'anarchismo, molto diversa però da quella classica, ottocentesca e primonovecentesca. Il vecchio anarchismo era un anarchismo della produzione, un nobile anarchismo di artigiani, un anarchismo che comprendeva una teoria ed una pratica dell'autogoverno politico e dell'autogestione economica. Nei suoi esponenti migliori esso non rifiutava assolutamente la politica come metodo e come terreno. Rifiutava certamente lo stato, e su questo non vi sono dubbi, ma non rifiutava però la politica nel senso di Aristotele e di Karl Marx, se ovviamente questo termine è ricostruito correttamente. Questo nuovo anarchismo è invece un anarchismo parassitario del consumo, ed adotta non a caso una filosofia antropologica, quella di Foucault e di Deleuze, che è incompatibile con ogni regolazione della politica e dell'economia, perché si riferisce ad una sorta di "io" desiderante integralmente deresponsabilizzato e privo di capacità normativa. 3. Bisogna che il lettore abbia subito ben chiaro il quadro fin dal principio: questo nuovo anarchismo parassitario del consumo della classe media globale, che vuole delle Posse e non dei Partiti, e che ha perciò in testa come culmine antropologico delle bande di giamaicani drogati, è in prospettiva molto forte. È già ora molto forte. Ma constato che non ci sono le condizioni minime perché si capisca perché. E non ci sono perché il metodo marxista, ben applicato, che dovrebbe servire a capire qualcosa, si trova oggi calpestato sotto i piedi di ogni cretino che passa.

2

In estrema sintesi, ci sono oggi in Italia tre tipi di marxisti, o cosiddetti tali. Primo, coloro che naturalmente parlano di rinnovamento, ma hanno in testa sempre e solo il comunismo storico novecentesco, Stalin, Togliatti, Secchia, eccetera. Secondo, i seguaci autoreferenziali delle grandi eresie ideologiche organizzate del comunismo storico novecentesco (e cioè i trotzkisti, i maoisti europei ed i bordighisti). Terzo, e chi scrive si mette in questa terza categoria, chi ritiene che senza una vera e propria riforma radicale e dolorosa del modello marxista classico non ci sia alternativa all'esodo integrale dal marxismo. Dunque, o riforma radicale del marxismo o esodo integrale dal marxismo. La terza categoria è disprezzata ed insultata dalle prime due. Su questo non mi faccio la benché minima illusione. Ma in tutta questa farsa l'elemento grottesco sta in ciò, che mentre le prime due correnti (ortodossa ed eretica) concentrano il loro disprezzo su coloro che propongono una riforma radicale del marxismo il terzo gode, ed il terzo è proprio l'anarchismo post-moderno del consumo parassitario della nuova classe media globale prodotta dall'imperialismo. Il successo del libro sull'Impero di Negri-Hardt, da me criticato nel terzo capitolo di questo stesso libro, ne è un segnale inquietante ma anche significativo. Ed allora, che fare? cerchiamo di fare un discorso chiaro e comprensibile. 4. Organizzerò il mio discorso secondo la seguente successione di argomenti, con alcuni richiami bibliografici quando lo riterrò utile e necessario per stimolare l'autonoma ricerca del lettore. In primo luogo, bisogna subito cogliere il punto essenziale, e cioè il passaggio dalla Rivoluzione alla Disobbedienza. La Disobbedienza non è affatto una variante depotenziata di Rivoluzione, ma è il suo contrario. Il terreno della Rivoluzione è quello di una organizzazione alternativa della produzione sociale, e si porta dietro ovviamente anche proposte radicalmente alternative di tipo politico e culturale. Il terreno della Disobbedienza è un povero e subalterno terreno mediatico, già perfettamente descritto in modo profetico negli anni Sessanta dai Situazionisti, ed è un terreno su cui si consuma una sorta di gestualità virtuale ininterrotta, del tutto funzionale (anche se stavolta fastidiosa per i commercianti) all'integrazione nel sistema di "ghetti" autogestiti di stravolti che ascoltano musica a pieno volume. Se non si coglie la natura storica e teorica del passaggio dalla Rivoluzione alla Disobbedienza è assolutamente inutile andare avanti. Ma se la si è colta, si può passare al secondo punto. In secondo luogo, è bene ritornare sulla differenza fra il vecchio ed il nuovo anarchismo. Vietato confonderli. E vietato ripetere pappagallescamente i vecchi insulti infami contro l'anarchismo fatti secondo un'ottica che prima sputa sull'anarchismo e poi giustifica e loda lo

3

stalinismo. Mai dimenticare che il vecchio anarchismo fu un movimento di spiriti liberi, di produttori e di lavoratori. In terzo luogo, e qui viene il difficile, bisogna brevemente ricostruire i due fondamentali elementi, almeno in Europa, di questo nuovo anarchismo post-moderno della disobbedienza e del consumo parassitario. Veramente sarebbero più di due, e scrivendo due si semplifica. Ma senza semplificare un po' è difficile fare cogliere l'essenziale. In breve, ci sono due elementi, un elemento sociale e politico, ed un elemento psicologico ed antropologico, fusi insieme. L'elemento sociale e politico viene dal cosiddetto operaismo italiano, e sarò allora costretto a ricostruirne almeno la dinamica di fondo. La figura di Toni Negri è in proposito importante, anche se provo un certo fastidio nel doverci tornare sempre sopra. L'elemento psicologico ed antropologico, invece, viene dalla cosiddetta scuola francese del desiderio e della differenza, scuola che in realtà comprende molti esponenti, che qui per brevità verranno ridotti a due, Gilles Deleuze e Michel Foucault. Il punto essenziale sta nel comprendere la fusione fra le due convergenti tradizioni, l'operaismo italiano e la scuola francese del desiderio e della differenza. Storicamente, questa fusione comincia ad effettuarsi a metà degli anni Settanta del Novecento. È già passato più di un quarto di secolo, ma questo non deve stupire. Ci vuole almeno un quarto di secolo nella storia perché una corrente possa costituirsi, consolidarsi, dotarsi di un linguaggio di riconoscimento, e per usare un termine di Antonio Gramsci aspirare alla "egemonia". E infatti stiamo arrivando, dopo un quarto di secolo, ad una sua possibile e probabile egemonia. Vi sono certo elementi strutturali, la formazione di una nuova classe media globale legata alla comunicazione che è il destinatario sociale privilegiato di questa nuova variante post-moderna dell'anarchismo del consumo opulento. Ma questa vittoria non sarebbe stata tanto facile senza la tradizionale stupidità settaria dei marxisti di ogni colore, impegnati ad odiarsi fra di loro ed a sostituire il dibattito con velenose battute da ubriaconi. In quarto luogo, infine, terminerò questo breve testo con un "che fare" sommario. Il vantaggio preso dalla scuola Negri-Foucault è già tale che a mio avviso sarà una storia lunga. Facciamo almeno il primo passo. 5. Il filosofo tedesco Koselleck è forse colui che ha saputo meglio disegnare la genesi del concetto moderno di Rivoluzione. Nel pensiero politico degli antichi greci questo concetto semplicemente non esisteva, ed il suo pallido corrispondente, stasis, significa solo rivolta, ribellione, tumulto, non certo rivoluzione. In greco moderno, la lingua che deriva direttamente dal greco antico, il termine "rivoluzione" (epanastasis) ha dovuto essere creato su di un modello posteriore, latino ed europeo. Come

4

è noto, il termine ha dovuto passare dall'ambito astronomico (revolutio, rivoluzione degli astri) ad un ambito politico. Tutto questo non è casuale. Il termine di rivoluzione nasce in un ambito direttamente utopico. Si tratta del ristabilimento, per definizione utopico, di una situazione originaria ottimale nel frattempo perduta. Come in tutte le utopie precapitalistiche, si ha un concetto naturalistico dei bisogni da soddisfare in modo possibilmente giusto ed egualitario, e non si ha assolutamente in mente il quadro economico della produzione capitalistica, in cui i bisogni vengono artificialmente sollecitati con la pubblicità e con la diversificazione dell'offerta. In proposito, per quanto concerne il "comunismo" di Marx è possibile pensare sia che esso sia appunto "scientifico" (il socialismo scientifico di Engels, il comunismo critico di Labriola), sia che invece esso sia di fatto "utopistico". Questa è per esempio la mia personale opinione. Per essere più esatti, ritengo che la teoria di Marx del modo di produzione capitalistico e delle sue dinamiche strutturali sia scientifica (ed ovviamente modificabile come avviene in tutte le teorie scientifiche), mentre la sua concezione del comunismo sia di fatto intrisa di utopismo. Ma per me "utopismo" non è una parolaccia, o una parola dispregiativa. Essa connota soltanto un ideale naturalistico dei veri bisogni dell'uomo. Ho aperto questa parentesi perché voglio far subito notare che la teoria dei desideri di Deleuze e Negri non è una teoria dei bisogni (cfr. M. Bianchi, I bisogni e la teoria economica, Loescher, Torino 1980). Il motivo per cui generalmente i marxisti dicono che è impossibile realizzare una rivoluzione comunista dentro il modo di produzione capitalistico sta appunto nel fatto che essi ritengono che il capitalismo sviluppa falsi bisogni. Se invece partiamo dal "desiderio", come lo interpretano Deleuze e Negri, effettivamente non c'è più nessun bisogno di una rivoluzione, perché il soddisfacimento dei flussi desideranti delle moltitudini può tranquillamente essere esaudito dentro il quadro della produzione capitalistica stessa. Si ha così una tipica rivoluzione senza rivoluzione, ed è esattamente per questo che Negri piace ai due poli opposti delle oligarchie capitalistiche al potere e dei centri sociali autoghettizzati di consumo detto "alternativo". Ma torniamo all'idea di Rivoluzione. A suo tempo Karl Löwith aveva interpretato il marxismo e la rivoluzione comunista come una semplice secolarizzazione dell'escatologia giudaico-cristiana nel linguaggio moderno dell'economia politica inglese e della filosofia hegeliana della storia. Ma questo significa ridurre la rivoluzione comunista ad una semplice riproposizione atea del messianesimo. Koselleck è in proposito più acuto, perché sa bene che la rivoluzione, nonostante la sua componente utopica, ha bisogno di una nozione di Storia come "concetto trascendentale riflessivo". E questo concetto trascendentale riflessivo, per cui l'umanità intera è pensata come un unico soggetto che prende coscienza di sé nel tempo, nasce solo a metà Settecento.

In genere i filosofi si occupano solo dell'idea di rivoluzione. lo storicismo ed il materialismo moderno nascono tutti e tre nel Settecento. i giuristi delle violazioni di legalità costituzionale. Non a caso l'umanesimo. e comporta l'analisi delle classi e dei gruppi sociali coinvolti in una rivoluzione (cfr. nazioni. E la ragione è appunto che lo sviluppo della produzione borghese-capitalistica di merci non è alla lunga compatibile con le strutture politiche e religiose feudali e signorili. La Storia è una astrazione. Non si è trattato di soddisfare flussi desideranti di moltitudini di Deleuze e di Negri del tempo con il codino incipriato e con le calze di seta. gli psicologi del disorientamento. Loescher. pensata attraverso l'unificazione simbolica di tutte le diverse etnie. e concerne le varie teorie della rivoluzione (cfr. Se i marxisti fossero all'altezza del loro padre spirituale Marx. è . Se Marx avesse dovuto partecipare ad un concorso per una cattedra universitaria. in una sola soggettività razionale che si scambia legalmente merci prodotte da un lavoro umano reso astratto dall'egualitarismo giuridico e politico. la Storia e la Materia. Bari 1976). lo Storicismo ed il Materialismo non sono elementi di una nuova filosofia comunista antiborghese e post-borghese. La Materia e un'astrazione. e non si avrà più né umanesimo. Lenk. Se un giorno avremo qualcosa di simile ad una specie di comunismo. questi universali astratti saranno indubbiamente modificati. gli economisti delle crisi economiche di sistema. stirpi.5 6. una vera rivoluzione. La rivoluzione borghese è infatti una rivoluzione "seria". pensata attraverso una concezione unitaria dei flussi temporali che consentono all'umanità di progredire. Un aspetto è teorico e filosofico. 7. Il secondo aspetto è sociologico. il Tempo (la storia) e lo Spazio (la materia). Torino 1985). avrebbero capito da tempo che l'Umanesimo. eccetera. i sociologi dei gruppi sociali. ma di organizzare in modo alternativo la produzione sociale. L'Umanità è una astrazione. Una parentesi. Teorie della rivoluzione. Questa produzione sociale deve essere pensata in modo omogeneo. I marxisti sanno bene che il concetto di Rivoluzione nasce a metà Settecento per ragioni ben precise. eccetera. L'idea moderna di rivoluzione comporta due aspetti. pensata attraverso l'edificazione di uno spazio omogeneo e pieno in cui le merci possono dirigersi di qua e di là senza ostacoli. S. religioni. Ma neppure per sogno. né storicismo. Scamuzzi. e questo comporta filosoficamente il pensarla sotto tre coordinate assolutamente astratte: l'Umanità. e soprattutto senza l'interferenza di un Dio che abita in un altro spazio ed in un altro tempo. Lo capiscono questo i marxisti? Ma non scherziamo. ma sono elementi strutturali della visione del mondo integralmente borghese-capitalistica. Laterza. Ma neanche per sbaglio. K. né materialismo. L'analisi sociologica delle rivoluzioni. È il mondo borghesecapitalistico che deve astrattizzare ed omogeneizzare simbolicamente (e fittiziamente) il Soggetto (l'umanità).

ma la formazione economico-sociale. l'aspetto soggettivo è la formazione del soggetto rivoluzionario. La teoria della rivoluzione di Marx. comporta due aspetti interconnessi.6 matematicamente sicuro che il marxismo non sarebbe mai nato. da chi ha . La formazione economico-sociale. Santa pazienza. Il nuovo anarchismo post-moderno della classe media globale. La teoria della rivoluzione in Lenin. Essa infatti non ha come terreno il modo di produzione. invece. Torniamo al nostro concetto serio di Rivoluzione. con conseguenze tragicomiche sul piano della militanza politica. non sa ovviamente neanche per scherzo che cos'è una formazione economico-sociale. e lo stesso lavoratore collettivo cooperativo associato può essere concepito in termini di progressiva proletarizzazione dall'alto (medi e piccoli borghesi. 8. che dopo il 1858 non è assolutamente la classe operaia e proletaria. alleato con le potenze mentali della produzione capitalistica. da chi ha dato importanza ai processi nell'agricoltura (Maurice Dobb) a chi ha dato importanza al commercio internazionale (Paul Sweezy). non comporta proletarizzazione. perché lo avrebbero spietatamente bocciato non appena avesse infranto lo steccato disciplinare. ma un processo politico di alleanze di classe. La differenza fra il liberale normale e l'anarchico disobbediente è che il liberale è disposto a pagare per consumare. attraverso la contraddizione dialettica fra sviluppo delle forze produttive e natura dei rapporti sociali di produzione. In questo quadro. l'uno oggettivo e l'uno soggettivo. e chiama questo comunismo. L'aspetto oggettivo è la crisi complessiva del modo di produzione. 11. Si tratta di presupposti in via di principio diversi. dal direttore di fabbrica all'ultimo manovale. Il modo di produzione implica una bipolarità strutturale. non è solo un'applicazione specifica in ambiente russo della teoria originaria di Marx. Una piccola parentesi. ma è una teoria qualitativamente diversa. vi sono teorie diverse sulla nascita del capitalismo. a mio avviso. eccetera) sia dal basso (contadini poveri. eccetera). mentre l'anarchico disobbediente vorrebbe consumare senza pagare. ma è il lavoratore collettivo cooperativo associato. Su questo tema il cosiddetto "marxista medio" è generalmente in preda alle più pittoresche confusioni terminologiche e soprattutto concettuali. il soggetto si costituisce per "ondate di proletarizzazione". che non è mai "data" spontaneamente. da Marx connotate con la paroletta inglese di general intellect. di cui Toni Negri è l'indiscusso Bakunin. con la conseguente necessità di costruire sul piano politico un'alleanza di classe. Come è noto. in estrema sintesi. 9. quella di Borghesia e Proletariato. 10. Questo curioso "spontaneismo" riproduce infatti "spontaneamente" il processo capitalistico di addensamento sociologico di un "livello medio" dei redditi e dei consumi. artigiani.

e Stalin come un termidoriano. Attenzione. richiamo un libro fondamentale di Bauman (cfr. per cui dobbiamo necessariamente ricorrere al passato. Z. E nella storia gli elementi differenziali e specifici sono il 90% del problema. non si vedono mai di fatto gli elementi differenziali. Bauman sostiene tre tesi. 13. e solo borghese). Le rivoluzioni operaie. La borghesia ed il capitalismo (concetti da tenere ben distinti. Primo. Ma per poterne adeguatamente "pensare la serietà" bisogna innanzitutto pensare l'elemento differenziale fra il soggetto sociale chiamato "borghesia" ed il soggetto sociale chiamato "classe operaia". questo è un libro di serie A. 12. si trattava di Rivoluzione. per cui prima la borghesia era capace di sviluppare le forze produttive. proprio perché strutturavano una forma alternativa di produzione sociale di beni e di servizi. In definitiva. Ma spesso l'analogia storica ha una funzione narcotizzante ed ipnotizzante. e riesce anche ad argomentarle. non è un articolo di Micromega sui girotondi. non di semplice Disobbedienza. per carità. proletarie. Si tratta di uno stupido e rozzo storicismo economicistico. In questo modo. In principio ci fu l'imprenditore capitalistico calvinista efficiente. socialiste e comuniste sono indubbiamente cose serie. Bauman. Per chiarirci leggermente le idee. che è sempre troppo "vicino" per poterlo distanziare criticamente. Si tratta della rivoluzione inglese del 1640. Torino 1987). Idiozie. questa identità comunitaria. se no l'economicismo riduzionistico ammazzerà ogni capacità critica di distinzione fra Goethe e Berlusconi) hanno fatto almeno tre rivoluzioni serie. al punto da restarne spesso ipnotizzati. non intendo affatto negare che l'analogia storica sia uno dei pochi strumenti che abbiamo per pensare il presente. Vergognose idiozie. Memorie di classe. Einaudi. Ad esempio Trotzky vedeva se stesso come un giacobino rivoluzionario. poi perde questa capacità e diventa parassitaria ed allora la classe operaia la sostituisce. Con questo termine intendo l'abitudine a pensare la rivoluzione socialista attraverso la stretta analogia storica con le precedenti rivoluzioni borghesi. In breve. Ma comunque sono sempre stati tutti d'accordo che le rivoluzioni borghesi sono state cose serissime. della rivoluzione francese del 1789 ed infine della prima rivoluzione industriale (17601820). che era comunque . Secondo. ma guardando indietro alla propria precedente identità comunitaria prevalentemente contadina ed artigiana. La tradizione marxista in proposito non ha nulla in comune con Marx. I marxisti sono stati affascinati da queste rivoluzioni. poi arrivò Cecchi Gori. E questo sarebbe il "marxismo". la classe operaia non ha costituito storicamente la propria identità differenziale guardando ad un futuro progressista (l'ideologia del progresso è borghese.7 enfatizzato il ruolo degli ebrei (Werner Sombart) a chi invece ha insistito sull'ascesi calvinistica della predestinazione (Max Weber). Ora.

perché si levasse dalla testa la tentazione di riprovarci. Gli schiavi ribelli erano appesi vivi alla croce. Più tardi criticherò l'ideologia francese della differenza. Basta disobbedire. Ma i marxisti pensano che Marx ed Engels abbiano già detto tutto. Ma nel capitalismo il potere entra dentro il processo di produzione. Dal potere rigido si passa ad un potere flessibile. Ai contadini ribelli veniva tagliato in pezzi il corpo con tenaglie roventi. Il potere era infatti esterno al processo di produzione agricolo ed artigianale. è stata gradatamente abbandonata (in Inghilterra già negli anni Venti e Trenta dell'Ottocento) per quella che Baumann correttamente chiama "l'economicizzazione del conflitto". Io li stimo e continuo a stimarli. Per prevenirle bisogna che l'io rivoluzionario diventi prima un io solo ribelle. ma certamente prive di qualunque possibilità di universalizzazione alternativa. basta ufficialmente con la tortura e con la pena di morte per squartamento. Ma qui il discorso appunto non solo non finisce. Dalla strategia di repressione delle rivoluzioni si passa ad una strategia di prevenzione di esse. e quindi doveva terrorizzare chiunque disobbedisse.8 alternativa alla borghesia. ed allora non deve più terrorizzare. ma comincia soltanto. ma appunto perché era molto debole. È proprio come dice lui. e poi un io solo disobbediente. Nelle società precapitalistiche l'obbedienza era ottenuta con l'ostentazione crudele e terrificante della forza del potere militare e religioso. alla disciplina di fabbrica. Fra le molte cose intelligenti che hanno detto. e cioè Deleuze e Foucault. questi pensatori sono stati bravissimi. . cioè anticapitalistica e postcapitalistica. ma un io debole e flessibile da manipolare. di per sé non negative. ma deve invece "addomesticare" i corpi e le menti per adattarli alla divisione capitaliastica del lavoro. in modo che soffrissero le pene dell'inferno prima di morire. 14. alla manipolazione mediatica. La disobbedienza infatti è facile. e sia sufficiente chiosarli all'infinito. questa economicizzazione del conflitto può portare facilmente a forme di neocorporativismo salariale. Questo modo non assomiglia a quelli in uso nelle società precapitalistiche. e doveva limitarsi a prelevare una parte di quanto veniva prodotto. Terzo. c'è anche il chiarimento del modo particolare con cui il capitalismo riesce a costruire la sua "obbedienza". Le strategie del dominio cambiano. cioè per la lotta per una più equa spartizione delle merci prodotte capitalisticamente. A mio avviso qui Bauman coglie il centro della questione. Quindi. Bravo Foucault. Sì alle prigioni. Ma allora bisogna capire cha al nuovo potere capitalistico non serve un io forte da sottomettere e da terrorizzare. In modo molto intelligente Foucault spiega che questo avveniva non perché il potere fosse forte. ma colgo l'occasione per dire subito solennemente che mentre il loro uso politico alla Negri è demenziale. Prestiamo attenzione. Ma chi non capisce niente di quanto sta avvenendo è già predisposto a passare dalla Rivoluzione alla Disobbedienza.

Ma ciò che conta è ciò che dicono. p. che però è anche particolarmente affine alla visione del mondo di una nuova classe media globale che vive nella virtualità. cit. Milano 1980) si chiede addirittura: "Che cosa vi fa supporre che perdendo le coordinate di soggetto e di oggetto voi venite a mancare di qualcosa?". ebbene Deleuze e Foucault propongono una strategia di indebolimento dell'io. 102) in rapporto alla polis greca. Ma Deleuze è scusabile.9 anche se questo resta del tutto incomprensibile ai Negri. Gilles Deleuze (cfr. e così pure la geometria euclidea (p. Ed infatti (op. la storia della filosofia è un'arma normalizzatrice del potere. Bene. la geometria euclidea è una forma di potere politico degli antichi greci. . Ebbene. agli Agnoletto e soprattutto ai Casarini. e che ha sostituito l'esperienza materiale. io suppongo proprio questo. diventa potenzialmente un bene universalistico per l'intera umanità. una volta scoperta può comunque curarci dalla polmonite. Milano 2002. una volta inventata. 98) invece no. Si tratta di coglionaggine purissima. proprio quando lo stesso capitalismo vuole indebolire l'io individuale per renderlo manipolabile e flessibile. Anche ammesso che la pennicillina sia stata scoperta su committenza di un gruppo di vampiri pedofili. corporea e mentale con una rete di simulazioni. 18) Deleuze afferma che la storia della filosofia è sempre e solo stata "l'agente del potere". p. In altre parole. Conversazioni. Feltrinelli. G. Impero. Mentre Deleuze è scusabile. animali ed organismi cibernetici (cfr. infatti. fare l'amore con una donna. e quindi adatto ad assorbire sempre nuovi consumi e comportamenti. Senza un io psicologicamente strutturato. Egli confonde la genesi sociologica di un processo culturale con la sua posteriore validità universalistica. Qui Deleuze e Foucault.C. Deleuze . è probabilmente la somma di polemica contro il razionalismo cartesiano francese e di abbandono del cattivo marxismo autoritario del comunismo francese dopo il 1945. perché da Socrate in poi il dialogo consiste nel "far passare la ragione" (dia-logos) fra identità strutturate. Effettivamente. Rizzoli. Ma non è possibile neppure un dialogo politico e filosofico. cadono improvvisamente in un errore veramente madornale. come chiarirò più avanti. Pensate che io stia solo scherzando. con una cavalla e con un robot non è eguale. È infatti vero che la geometria pitagorica (non euclidea. il Negri che parla di fine della differenza fra esseri umani. Parnet. che pure avevano capito benissimo la dinamica che ho riassunto nel paragrafo precedente. nessun progetto rivoluzionario è possibile. lo ripeto: se sparisce l'io soggettivo non si perde niente. La genesi di questo errore. 15. please) era una forma di potere delle oligarchie aristocratiche di Elea e di Crotone. Ma è anche vero che. convinti di star facendo una cosa molto rivoluzionaria ed anti-autoritaria. Avete capito? Sicuramente no.

Ma la banalizzazione del passato e l'incertezza del futuro sono proprio due caratteristiche culturali del capitalismo contemporaneo. Ha capito Deleuze che l'indebolimento dell'io è una strategia ultracapitalistica. Milano 1985). 17. Beh. e soprattutto contempla narcisisticamente se stesso . 16. Banalizza il futuro. L'io minimo. Feltrinelli. Se lo avesse capito. perché il futuro è solo un contenitore storico vuoto di possibili consumi futuri. Possiamo ora terminare sul punto del passaggio dalla rivoluzione alla disobbedienza. Ma in sede di simulazione. ed anzi il mondo radical americano politicamente corretto lo isolò sempre fino alla morte. Il disobbediente si muove in un mondo virtuale. data la statura del personaggio. che tocca sia la produzione che la distribuzione sociale. Il nesso fra narcisismo e fase attuale del capitalismo è descritto con stupefacente realismo. tutto va bene. Sicuramente no. che anzi potrebbe scoraggiare la continua obsolescenza dei prodotti da cambiare continuamente. che diventa solo l'interruzione di ogni possibile consumo. La sovranità assoluta del consumo banalizza la morte. avrebbe preso delle misure filosofiche. Ma siccome non faccio parte dell'alta cultura internazionale.10 se ci si mette da un punto di vista psicologico e corporeo. Lasch chiarisce come l'io minimo sia una strategia di difesa dell'individuo di fronte alla banalizzazione del passato e della memoria storica e soprattutto di fronte all'incertezza del futuro. Ci possiamo chiedere se Toni Negri lo capisca. per esempio io l'ho capito da tempo. rimando il lettore sveglio al saggista americano Christopher Lasch (cfr. Il rivoluzionario fa qualcosa di reale. Lasch mostra di capire tutti i termini teorici essenziali del problema. che descrive perfettamente con due decenni di anticipo Nanni Moretti e soprattutto l'adorazione prestatagli dai girotondari rincoglioniti. Ma torniamo all'io minimo. A questo punto il lettore sveglio mi chiederà se c'è stato qualcuno nell'alta cultura internazionale che ha capito che l'indebolimento dell'io non è una forma di resistenza al conformismo capitalistico che vuole dispotismo ed obbedienza. e non un passo verso la libertà? Non credo. ma al contrario è una strategia proprio della cultura capitalistica per creare un io che faccia da recipiente flessibile al riempimento degli stimoli al consumo capitalistico. anche se Lasch non si dichiara affatto marxista. per il semplice fatto che lo descriveva in modo michelangiolesco. perché no? Everything goes. Ammettere di aver sbagliato. Il personaggio è troppo arrogante ed anguillesco per accettare il principio base di ogni etica filosofica. dopo l'ultimo consumo che sono i funerali. Banalizza il passato. Precedentemente aveva scritto un libro sul narcisismo ed il tipo umano narcisista.

ma che comunque rappresentava il coronamento della storia delle classi oppresse. e gridava questi demenziali slogan nei cortei. In questa concezione l'intera storia del movimento operaio era vista come una progressiva liberazione da una precedente "immaturità".Natta. quello definitivo e conclusivo. Chi pensava questo. sia il vecchio anarchismo sia il comunismo storico novecentesco (scaduto il 1991). In linguaggio informatico c'è stato un reset.Berlinguer . essa finirebbe con il non esistere più. l'ho letto e studiato. Per questo il disobbediente ha l'ossessione dei media e della copertura mediatica. Fra reale e virtuale non c'è infatti nessuna differenza. bisogna abbandonare la vergognosa concezione dell'anarchismo che era corrente fino al 1989-1991. in una metafisica storicistica le cui tre tappe sono Bakunin. Noi dobbiamo mettere sullo stesso piano. movimento immaturo di braccianti ignoranti e di artigiani destinati ad essere spazzati via dalla grande produzione di serie. Sia chiaro. Ma dopo il 1991 egli diventa esattamente eguale ad . Questa grande narrazione è stata falsificata nel triennio 1989-1991. Io rispetto Gramsci. di spiegare perché dopo questa serie virtuosa sono arrivati Achille Occhetto e Massimo D'Alema. ed esaminare in modo paritario ed omogeneo. che si trattava certo di riformare e di migliorare. ma conviene sempre ripeterle. di cui solo il terzo avrebbe veramente compiuto l'"assalto al cielo". e continuerò a leggerlo e studiarlo. Il fatto che essa continui ad essere agitata. il trafelato ulivista in cerca disperata di visibilità ed il cinico baffetto della guerra del Kosovo del 1999 fotografato ghignante accanto al generale americano e bombardatore Clark. il sindacato ed il partito. Se i media non mostrassero la sua disobbedienza. Prima di tutto. Fino al 1991 potevamo pensare che il buon Gramsci avesse definitivamente spazzato via il cattivo Bordiga. più esattamente sul passaggio dal vecchio anarchismo artigiano al nuovo anarchismo virtuale. a costo di offendere qualcuno. Il terzo stadio. Due parole adesso sull'anarchismo. Dopo il 1991 le carte devono essere redistribuite. che almeno rompe con questa assurda litania. Il secondo stadio era il socialismo della Seconda Internazionale.Longo . cui peraltro sistematicamente si sottrae. Cerchiamo di essere chiari. inaugurando la serie virtuosa di Togliatti . La storia dei movimenti di contestazione al capitalismo era vista come una sorta di razzo a tre stadi. perché finalmente metteva al centro la classe operaia di fabbrica. Kautsky (considerato migliore di Bakunin) ed infine Togliatti (considerato il migliore dei tre). Alcune cose le ho già dette. la cui vittoria contro l'anarchismo era considerata progressiva e provvidenziale. ha l'onere della spiegazione. e spiega anche indirettamente il successo di Toni Negri. 8. mostra solo a che punto di arretratezza siamo. Il primo stadio era l'anarchismo.11 mentre disobbedisce. era il comunismo.

diventi in Italia l'unica "formazione ideologica" (uso il termine nel senso di Charles Bettelheim) che è stata concretamente in grado di contrapporsi al togliattismo del PCI. pubblicato dalla Eleuthera di Milano). non che lo faccia sparire. Esporrò brevemente queste due tradizioni. il bordighismo. e Democrazia Diretta. il maoismo. maoisti e bordighisti). Potrei farla più lunga. È l'anno in cui secondo Pasolini cominciano a "morire le lucciole". Secondo Fortini. Ricordo il gelato la domenica mattina come incredibile consumo lussuoso. . Ma questo avviene perché in Bookchin ed in quelli come lui respira ancora il vecchio anarchismo della produzione. secondo l'interpretazione che esporrò a partire da questo paragrafo.12 Amadeo Bordiga. ma prima mi porrò una domanda preliminare: come è successo che a partire dagli anni Sessanta sia sorto in Italia l'operaismo e nello stesso periodo sia sorta in Francia quella scuola filosofica? Discutiamo entrambe le ipotesi. sono appena finiti i "dieci inverni" del dopoguerra. mentre tutte le altre eresie marxiste (il trotzkismo. 21. attraverso la fusione di due tradizioni diverse. Il nuovo anarchismo post-moderno non c'entra niente con gente in gamba come Bookchin. leggendo Bookchin ci si rende conto della cultura. Bookchin capisce perfettamente quello che peraltro anche altri anarchici come Chomsky capiscono. Nel 1958 io avevo 15 anni. quella politica dell'operaismo italiano e quella antropologica dell'ideologia francese della differenza. 20. Ricordo mia madre che si alzava per scaldare l'acqua in un pentolone in modo che potessi lavarmi prima di andare a scuola. più esattamente dell'organizzazione alternativa della produzione. Faccio qui l'esempio del vecchio anarchico americano Murray Bookchin (di cui consiglio caldamente al lettore almeno due libri. e mi ricordo benissimo come stavano le cose prima. L'ecologia della libertà. Esso si è formato. eccetera) sono sempre rimaste minoritarie e marginali? Tentiamo una risposta. Questo vale per gli eretici del comunismo (trotzkisti. Ricordo i bambini rapati perché c'erano i pidocchi. ed addirittura della "concretezza" della vecchia cultura anarchica. Come è possibile che l'operaismo. e cioè che ci vuole un'antropologia filosofica che "democratizzi" l'io. pubblicato dalle edizioni Antistato. Bene. ma il succo è questo: dopo il 1958 l'Italia si modernizza. dell'apertura mentale. 19. Il 1958 è il primo anno del boom economico italiano e dell'espansione dei consumi. Ricordo i miei coetanei che dopo la quinta elementare andavano a lavorare e dovevo aspettarli la sera per giocare. ma vale ancora di più per gli anarchici. Andavo a prendere il latte fresco in un bidone in bilico sulla bicicletta. non può che provare un senso di rispetto. L'Italia comincia a modernizzarsi. Quando uno si accosta agli scritti degli anarchici della vecchia scuola. a partire dai primi anni Sessanta.

Georges Politzer. Al posto del mito del progresso. e molto ammirata da Ludovico Geymonat. dopo il 1958. che i capitalisti si dimostrano capaci di modernizzare (a loro modo. per cui il togliattismo può cominciare ad essere contestato. ovviamente) il paese e di sviluppare le forze produttive. ma credono però che invece la filosofia ce l'abbia: ad esempio l'idealismo è borghese. eccetera) non ha un carattere classista. . È questa la base materiale. lo espose come una forma di razionalismo popolare. Negli anni Trenta il principale divulgatore francese del marxismo. un razionalista assoluto. mai tradotta in italiano. Vorrei dichiarare.13 Dal 1945 al 1958 Togliatti aveva strutturato ideologicamente il partito comunista sulla base della teoria per cui il capitalismo era incapace di sviluppare le forze produttive e di modernizzare il paese. e se necessario gridarlo. La filosofia e la scienza appartengono esclusivamente al genere umano indiviso. I marxisti più rozzi generalmente identificano scienza. che è il libro di psicologia più razionalistico che io abbia mai letto. invece che ha un carattere classista. ma le cose allora non stavano in questo modo. meccanica quantistica. eccetera. filosofia ed ideologia. cominci a diventare egemone a Parigi a partire dagli anni Sessanta? Tentiamo una risposta. Sève scrisse un interessante libro di psicologia (cfr. me lo ricordo benissimo dai tempi dei miei studi di filosofia in Francia. il materialismo è proletario. teoria della relatività. era un laico razionalista assoluto. Chi oggi studia la storia del marxismo francese dopo il 1945 ricorderà soprattutto Sartre e Althusser. I marxisti più sofisticati invece arrivano a capire che la scienza (teoria dell'evoluzione. Nel 1980 Sève pubblicò un'introduzione alla filosofia marxista. La Francia è sempre stata il paese del razionalismo e della tradizione razionalista. Come è possibile che l'ideologia francese del desiderio. Cartesio contava di più di Kant e di Hegel. della differenza. concreta. arriva la "composizione di classe". e l'ideologia incorpora ovviamente elementi manipolati della produzione filosofica e scientifica per inserirli in modo coerente (coerente. 22. Apro una parentesi. Ed ecco adesso. che nel suo genere era comunque migliore dei manuali sovietici e cinesi del periodo. che io non credo assolutamente che la filosofia e la scienza siano qualcosa di appartenente ad una Classe e tantomeno (orrore fra gli orrori!) ad un Partito. e sottolineare. Marxismo e teoria della personalità. teorie dell'inconscio. Einaudi. Torino 1973). della frammentazione dell'io. Il principale filosofo comunista francese era considerato Lucien Sève. Al primato della storia si sostituisce il primato della sociologia. Il massimo divulgatore francese di filosofia popolare. È l'ideologia. ma paranoico) nella propria funzione identitaria. genetica. Questa egemonia del razionalismo era effettivamente soffocante. Alain. La tradizione di Cartesio in Francia era fortissima.

Cappelletti. se essa non mancasse. Per tornare a Sève. Chi vuole leggere una esposizione scolastica. la proposta del controllo operaio sulla produzione. Franco Angeli. Foucault. Guattari. di cui a suo tempo Cesare Cases scrisse un necrologio bellissimo. Socialismo e democrazia diretta. Cento diligenti paginette. iscritto al vecchio PCI. non è così. libertaria e basata sulla democrazia diretta in fabbrica. Dedalo. con un'importante introduzione di Stefano Merli). Deleuze. Raniero Panzieri. Sono d'accordo. un militante socialista (e quindi PSI. può utilmente rivolgersi a questo libro italiano (cfr. Ebbene. ma nasce nel 1963. Fine della digressione. in cui ci sono però tutte le informazioni necessarie per capire le fonti di Toni Negri. Il modello operaistico è semplicissimo. ed infinitamente più serio e sistematico della maggioranza dei marxisti italiani cresciuti all'ombra di Togliatti. romano. A. la critica allo stalinismo ed a ogni tipo di "partitocentrismo". 24. è evidente che questo razionalismo avrebbe prima o poi provocato una reazione. non PCI) morto prematuramente nel 1964. 25. Introduzione a Raniero Panieri. anno della rottura politica fra Raniero Panzieri e Mario Tronti. È bene averlo sempre bene in mente. La reazione si chiamava Lacan. ma soprattutto autogestionaria. e tatuato a lettere di fuoco sul tenero culo di ogni lettore. che pure era ancora uno dei migliori. Mario Tronti. possiamo ora esaminare prima la dinamica dell'operaismo italiano e poi quella dell'ideologia francese della differenza e del desiderio. Ci vuole memoria storica. I temi di Panzieri sono la critica al carattere presunto "neutrale" del progresso tecnico. C'è qui subito una questione da chiarire in via preliminare. Panzieri fa piuttosto parte della tradizione socialista italiana. Mancini. che ne determina i successivi . L'operaismo italiano non nasce con Panzieri. Differenza e Potere. la scienza e la filosofia non lo sono. politicamente unitaria con i comunisti (Rodolfo Morandi). F. è stato dunque secondo Merli il vero fondatore dell'operaismo italiano. non regnerebbe la grottesca confusione che regna oggi. che io non condivido queste sciocchezze. Solo l'ideologia è classista. D'altronde. ma sistematica. Milano 1984). Su questo punto decisivo consiglio un libretto in cui i termini del problema sono esposti con grande chiarezza (cfr. la rivendicazione della libertà culturale. e so perfettamente che essa manca. Fatte queste premesse metodologiche. Molti affermano che il fondatore dell'operaismo è stato il fondatore della rivista Quaderni Rossi. Iniziamo dall'operaismo italiano. Riassumo in breve i termini delle tesi di Mancini e di Merli. E la reazione venne.14 Deve essere chiaro. Tutta roba che con il cosiddetto "operaismo" non c'entra molto. 23. Bari 1977. S. perché si basa su di un solo fondamento teorico elementare: il rapporto di produzione capitalistico è fondato dall'attività contestativa della classe operaia.

Gli operai tendono irresistibilmente alla economicizzazione del conflitto. devo dire che quando Mario Tronti cominciò a parlare di "autonomia del politico" ed a scrivere su noiosissime riviste fiancheggiatrici del PCI come Laboratorio Politico (la cui lettura oggi. consumi. In modo sintetico. non c'entravano niente con l'operaismo. sicurezza del posto di lavoro. Personalmente. dal direttore di fabbrica all'ultimo manovale. </i Esattamente così. Quando arrivò Berlinguer. Vittorio Saltini. C. una sorta di socialdemocrazia all'italiana un po' pretesca e corporativa. è consigliabile il rimando al libro su Marx di Giovanni Gentile del 1899 (cfr. Come si vede. l'operaio-massa lo amò. sapendo come è andata a finire. ambiente di fabbrica sano e non inquinato. Lo stesso Marx si aspettava un lavoratore collettivo cooperativo associato. non viceversa. parlò di Tronti come di "Nietzsche travestito da operaio". Ma sono gli operai a porre il capitale. un voto plebiscitario al PCI. Per chi vuole cercare a ogni costo una fonte filosofica a questa follia. non un'operaio incazzato con la coppola alla Gasparazzo. il commentatore delle pagine filosofiche de L'Espresso degli anni Sessanta. ma adatta al paese cattolico delle processioni dei santi meridionali. In quanto ho appena scritto non c'è una sola ombra di critica e tantomeno di condanna. ma correttissimo. un neocorporativismo totale. Solo chi vive nelle montagne del Molise può fantasticarlo. Rimando il lettore al paragrafo 13 ed alle tesi di Bauman. E cioè una sorta di keynesismo infinito a bassa intensità.15 mutamenti tecnologici con la propria attività. ed è per questo che non sono e non possono essere un soggetto rivoluzionario. Roma 1977). ovviamente. Città Nuova. Chi come me ha vissuto a Torino lo capisce con la chiarezza del cristallo. la concorrenza inter-capitalistica è di fatto respinta nello sfondo. dà un effetto di ilarità addirittura eccessivo). Unità Proletaria. <i<="" i="">. eccetera. dall'altra gli Operai. e non sono affatto obbligati ad una "missione storica" che non hanno affatto scelto. ritmi ragionevoli e non ossessivi. Chi scrive ha fatto per un certo periodo di tempo l'operaio in . in cui Raffaele Sbardella analizzava dettagliatamente tutte le ascendenze gentiliane di Tronti. ebbene egli colse a modo suo quello che gli operai volevano. Gli operai meritano buoni salari. e poi ripiegassero sistematicamente nel sindacato e nel PCI. Da una parte il Capitale. e che gli hanno attribuito in modo frettoloso. non mi sono mai stupito del fatto che gli operai si affacciassero per qualche settimana nei gruppetti di sinistra. perché Berlinguer gli dava quello che voleva. E chi vuole approfondire questo aspetto gentiliano del pensiero di Tronti può rivolgersi ad una rivista oggi ingiustamente dimenticata pubblicata fra gli ultimi anni Settanta ed i primi anni Ottanta. L'operaio-massa fordista della grande immigrazione meridionale degli anni Sessanta voleva soprattutto integrazione sociale. Gli operai concreti. riformismo. Gli operai sono come sono. cui il capitale risponde con ondate di innovazione. A costo di andare contro corrente. Nietzsche travestito da operaio. Vigna.

Il marxismo diventa linguaggio sociologico-amministrativo della manipolazione. l'aumento dei prezzi petroliferi ed infine l'avvento strategico delle politiche neoliberali finivano con lo svuotare integralmente proprio quella sovranità monetaria e riformistica che avrebbero dovuto fare da supporto all'autonomia del politico. professore universitario. di stato e di movimento. Si tratta di un orrore senza grandezza. sono oggi pressoché introvabili. e Tronti è stato invece premiato con il laticlavio da senatore. 27. da vecchio accademico con la feluca. Le dieci paginette di Guido Viale. li ho letti tutti. Il Sessantotto. Anche Marinetti fu da giovane futurista. scritte nel 1978. che consiglio al lettore (cfr. Hegel o Platone. la teoria di Tronti assomiglia così ai vaneggiamenti di un tizio che parla da un balcone di una casa costruita sulla sabbia ed ipotizza l'elevamento di un piano di questa casa. E come Voltaire di fronte ai padri della chiesa ho un solo commento da fare: me la pagheranno!". Per poterlo fare occorre essere dialettici. e cioè un operaismo di destra. in quello che è il nicciano eterno ritorno della sempre eguale furberia cattolica. Parlamentare. Viale. Mazzotta. e con questo si è suicidato. Tronti finì come notabile del PCI-PDS-DS. Viale parla sobriamente di "miseria dell'operaismo". In questo modo l'operaismo si spezza in tre parti. Una delle solite storie italiane. ed io non ho mai letto nessuno che l'abbia capito come Guido Viale. cioè praticare la divisione dialettica di una precedente unità.16 Germania. 28. Guido Viale. proprio mentre la sabbia frana e l'intera casa sprofonda. Una persona normale si sarebbe azzittita dalla vergogna e sarebbe passata al giardinaggio o alla vendita porta a porta di enciclopedie. Esso è sfociato. Esse non sono però sufficienti per capire la dinamica dell'operaismo come fenomeno complessivo. L'operaismo di destra è appunto quello di Mario Tronti. e la cultura politica culturale. il famoso e famigerato "sinistrese". e non ha mai pensato che in quel modo era più "rivoluzionario" di quando studiava Kant. . 181-193). di gran lunga il più dotato e onesto dirigente di Lotta Continua. Si tratta della "lunga durata" gesuitica della storia italiana che già Antonio Gramsci seppe diagnosticare correttamente. La politica diventa integralmente "mediazione". nella ridicola teoria dell'"autonomia del politico". Viale capisce perfettamente (e non era facile per un allievo di Abbagnano) che la Classe Operaia degli operaisti è solo una astrazione vuota che viene poi riempita con il cinismo nichilistico. e dovrebbero essere ripubblicate. ha scritto nel 1978 dieci stupende paginette sull'operaismo. barcate di soldi per la pensione. pp. Scrive in modo lapidario: "Io gli operaisti. Milano 1978. per usare l'espressione di berlusconi (peraltro involontariamente esatta). Ma siamo in Italia. G. 26. La chiamo ridicola per il semplice fatto che essa fu coniata proprio quando la crisi fiscale dello stato keynesiano. un operaismo di centro ed un operaismo di sinistra.

non certo dell'anarchismo sano di Murray Bookchin. A quel tempo li condividevo. e quindi tuttora di fatto sconosciuto. Dal momento che conoscevo personalmente Fortini. Spriano ed Alicata. dichiarato obsoleto a causa della estinzione della legge del valore anticipata dal frammento marxiano sulle macchine. quelli che la destra definiva "utili idioti" e che in realtà non erano idioti per nulla. ma di quel modello di storicismo progressistico che in Italia era identificato con il marxismo in quanto tale. È il modello dell'anarchismo post-moderno. e che Palmiro Togliatti aveva imposto come l'unica forma di "politicamente corretto" nei ceti fiancheggiatori universitari. ma oggi ritengo che sia necessario collocarli in un'ottica più ampia. Sono gli anni dell'effimero e pletorico gonfiamento elettorale del PCI. Si tratta originariamente della costruzione del partito dell'insurrezione non per costruire il socialismo. dell'arresto di Toni Negri accusato di essere il capo dei terroristi. ideologico e non scientifico e filosofico) gli anni 1976-1984 sono gli anni della crisi e del sostanziale smantellamento non tanto del marxismo. della lotta armata e dell'assassinio di Moro. e la cui critica radicale è appunto l'oggetto di questo mio saggio.17 L'operaismo di centro è quello di Massimo Cacciari. Si tratta tutto sommato di un fenomeno sano di sganciamento progressivo da un paradigma insostenibile. cerca di tenerla distinta dall'ideologia. . mentre Tronti è solo un curioso fenomeno ideologico da segnalare. ricordo i suoi durissimi giudizi. La mia valutazione è dunque cautamente positiva. del movimento detto del Settantasette. 9. Franco Fortini scrisse cose molto dure su Cacciari e sul cosiddetto "pensiero negativo". ma solo totalmente ignoranti in particolare su Marx. e questo a me basta. Torniamo agli otto anni che vanno dal 1976 al 1984. che confondevano con Togliatti. ed in ogni caso è un interlocutore. Sono gli anni che vedono anche l'avvento di Craxi e del craxismo. Amendola. L'operaismo di sinistra è ovviamente quello del gruppo Potere Operaio e di Toni Negri. è esattamente quello che viene tuttora proposto da Negri. A suo tempo. ma per realizzare il comunismo dei bisogni. della sconfitta strategica della classe operaia FIAT. del consociativismo politico e dell'avvento dell'avido personale PCI nei posti superpagati del terzo canale televisivo. Personalmente non ho un cattivo giudizio di Massimo Cacciari. Chi fa così non può essere del tutto cattivo. Cacciari ama e rispetta la filosofia. come fu detto dagli apparati mediatici filosoficamente analfabeti. Questo modello. Da un punto di vista ideologico (attenzione. amputato del suo originario elemento "leninista". attuato con metodi filosofici. fenomeno politico sistematicamente interpretato alla luce del moralismo giudiziario di Mani Pulite. Lo esamineremo nel prossimo paragrafo.

per indicare il fatto che duecento professori universitari che votavano PCI (e poi PDS e DS) avevano smesso di "credere" nello storicismo progressistico. dei settari fondamentalisti. dei militanti di base. Certo. si andò a scomodare una epocale "crisi dei sistemi centrati". Cercherò di distinguerli concettualmente. Il "pensiero debole" di Vattimo è un'altra cosa. di cui a mio avviso Cacciari fu uno dei migliori esponenti. anche se erano sostenuti da elettori dello stesso PCI di allora.18 È assurdo rimpiangere quello storicismo progressistico. Per esempio. Heidegger è cucinato come il secondo annunciatore dello stesso Vattimo. e non siamo mai stati tanto bene! Nietzsche è cucinato come un annunciatore di Vattimo. Marx è morto. Si tratta del sacrosanto ed ineludibile smantellamento delle cosiddette "grandi narrazioni". Veramente lo avevano già detto a suo tempo Walter Benjamin ed Ernst Bloch. è bene prenderne atto. In proposito. eccetera. perché senza questa opportuna distinzione la confusione e l'amalgama sono assicurati. la subalterna indignazione dei veri credenti. È anche opportuno distinguere fra il cosiddetto "pensiero negativo" (Cacciari) ed il cosiddetto "pensiero debole" (Vattimo). anche se è inevitabile che subentri un senso di nausea e di spaesamento. Si tratta della versione tranquillizzante e perbenista del pensiero negativo. Dio è morto. è del tutto comprensibile sul piano psicologico. cioè come colui che certifica la sopravvenuta consumazione integrale dell'Essere. È la pura verità. si limita a segnalare che una lettura critica di Nietzsche e di Heidegger (ma non solo) effettivamente mette in crisi lo storicismo progressistico. Il "pensiero negativo". ed è allora assurdo criticare chi lo smantellò fra il 1976 ed il 1984. ma una purga necessaria per chi si era riempito il ventre con una vergognosa abbuffata di illusioni storicistiche. . peraltro risalente ai primi del Novecento (crisi delle scienze. anche perché Bloch ci aveva aggiunto del suo un ottimismo utopico del tutto fuori luogo. Se la terra non è piatta. Non son affatto la stessa cosa. ma sul piano filosofico e scientifico vale zero. Vedete. Il pensiero debole chiude immediatamente una crisi appena aperta tranquillizzando i lettori. ci fu da noi anche una componente ideologica grottesca dovuta alla tradizione della Commedia dell'Arte. eccetera). sostituito da una interminabile ermeneutica o meglio da una civile conversazione fra scettici liberali (per usare il corretto termine di Richard Rorty). cioè di colui che accetta il capitalismo e nello stesso tempo liberalizza in modo radicale (nel senso di Pannella e della Bonino) la morale repressiva borghese. Cacciari compie in Italia grosso modo la stessa operazione che negli stessi anni Lyotard compie in Francia. Il pensiero negativo non è un alimento nutriente. ma è rotonda. ma non se ne era accorto nessuno.

la sua arroganza tanto insopportabile. Asor Rosa distingue fra "sovversivismo" e "terrorismo". 7-4-1998): "Una volta. e dunque bisogna smettere di perseguitarlo. E passiamo ora finalmente all'operaismo di sinistra ed a Toni Negri. ed io lo sto facendo. l'Unità. e si limitano a ribadire che c'è ancora l'imperialismo. da provocare a volte una reazione di rifiuto viscerale. Roba da non crederci. 30. se non fosse che già lì il povero Althusser stava dando i primi segni di squilibrio". Colletti capisce correttamente che l'ideologia di Potere Operaio è "un prodotto tardivo del leninismo con una forte matrice operaista". così come Abbagnano e Bobbio. Questa frase rivelatrice ci dice molto sia su Colletti sia su Althusser. Egli cerca ovviamente di imporci il suo terreno. ma questo lo fanno tutti gli innovatori. Certo. ma deve essere chiaro che se la critica a Negri viene fatta sulla base della riproposizione di Stalin e di Togliatti allora non ci siamo. non bisogna dimenticare mai che Negri è un pensatore creativo. La mia non è una battuta. I critici di Negri non lo fanno. che voleva così difendere Negri dall'accusa di essere il capo delle Brigate Rosse. La Repubblica. e sostanzialmente dice che Negri non è un terrorista. farò subito tre considerazioni preliminari utili per l'ulteriore comprensione. ma bisogna però entrare anche nel merito. segnalo un interessante giudizio di Lucio Colletti (cfr. interpreta così lo storico moderatismo perbenista della borghesia colta di Torino. Negri a modo suo è un innovatore. Il tema del general intellect esiste.. Alla luce del razionalismo di Colletti solo un pazzo può dire una cosa tanto irragionevole. 11-9-1983). In proposito. eccetera. Bisogna rifiutare radicalmente questa sua richiesta. Il diritto all'innovazione è indiscutibile. Louis Althusser mi portò in un ristorantino vietnamita e mi parlò di Negri come del più grande marxista vivente. In proposito. ma solo un sovversivo. Io preferisco sempre chi crea idiozie a chi ripete solo banalità ricevute. La prosa di Negri è infatti talvolta tanto irritante. e che gli operaisti usano i Grundrisse di Marx e soprattutto il . è giusto dire che Negri fa parte di una tradizione "sovversiva" molto più che di una tradizione rivoluzionaria. In primo luogo. e per capirlo bisogna mettere a fuoco anche le premesse filosofiche ed antropologiche. il presupposto metodologico fondamentale dell'approccio a Negri deve essere il seguente: Negri non è affatto uno scemo. chi lo sostituisce semplicemente alla vecchia classe operaia di fabbrica e lo erige in soggetto politico compie un'operazione mistica.19 Vattimo. ma un'indicazione metodologica essenziale. mi pare fosse il 1975. Giustissimo. Bisogna resistere a questa tentazione. In terzo luogo. a Parigi. Bisogna criticare l'anarchismo post-moderno di Negri. Questo fu anche detto a suo tempo da Alberto Asor Rosa (cfr. In secondo luogo. che deve essere rifiutata. Ma per rifiutare qualcosa bisogna prima capirlo. ma insufficiente. che avendo già i Savoia e la FIAT effettivamente non ha più bisogno di altre divinità mondane.

ma stava cominciando a diventare saggio. Il Manifesto. Detto questo. In estrema sintesi. come se Althusser anziché in francese avesse scritto in armeno ed in turco). Dal momento che come Marx non è mai stato marxista analogamente Althusser non è mai stato althusseriano. del trotzkismo e del bordighismo (non ci metto dentro il maoismo. Insomma. oppure agli ultimi giapponesi dello stalinismo. come sostiene Colletti. non era affatto pazzo. Una recente ricostruzione è stata fatta dal visionario informatico bolognese Bifo (cfr. Berardi. Qui Negri dice letteralmente: "Dentro l'esperienza di Potere Operaio siamo riusciti ad intuire che la proposta di comunismo non veniva ormai più dalla fabbrica ma dall'autonomia di un nuovo proletariato sociale. Althusser sosteneva che il comunismo stava nella felicità dei bambini che giocavano a pallone. perché è semplicemente il modo di chiamare l'estasi del godimento. perché non gli interessava nulla il canone epistemologico delle scienze sociali ma gli interessava lo statuto del marxismo come scienza rivoluzionaria complessiva (cosa che gli althusseriani universitari neppure sospettano. Nelle sue ultime ieratiche uscite pubbliche. Althusser vedeva in Negri la possibile sopravvivenza del marxismo dopo il crollo della teoria del valore. cioè un testo di tipo identitario e settario. degli esegeti interminabili del frammento delle macchine alla "Luogo Comune". immateriale e produttivo". Castelvecchi. dei mistici del general intellect. Ma comunismo qui ed ora non c'entra proprio niente con Marx. tengo a dire che personalmente non sono assolutamente nella stessa lunghezza d'onda di Althusser. il rifiuto della prigionia della memoria storica del passato e del rimando utopico ad un futuro indeterminato. 31. Ma essi possono sembrare pazzi solo a due categorie di persone. e cioè ai razionalisti positivisti disincantati alla Colletti. come è giusto. F. La nefasta utopia di Potere Operaio. Milano 1998). mistico e religioso. A mio avviso. Comprende perfettamente che la riduzione del marxismo ad epistemologia (primo Althusser) ed a lotta di classe nella teoria (secondo Althusser) non funziona più. nel senso del materialismo aleatorio.20 noto frammento sulle macchine (quello che giustificherebbe la famosa estinzione del valore-lavoro) come un "testo esoterico". 20-5-1998). La ricostruzione delle vicende dell'operaismo di sinistra deve passare ovviamente per la storia del gruppo di Potere Operaio (1969-1973). il comunismo qui ed ora. Castellano. eccetera. Virno. Ovviamente Bifo dà la sua interpretazione. da lui definita in un convegno a Venezia del 1977 la "concezione contabile della teoria del valore". Althusser era anche giunto ad odiare il socialismo. Illuminati. Giustissimo. da lui identificato con il PCF e con i regimi dell'Est europeo. di Negri. E Negri parla di "commilitoni americani che . È interessante notare che lo stesso Negri ha scritto un interessante commento al libro di Bifo (cfr. non è affatto strano o folle che Althusser riponesse tante speranze in Negri. sempre incomprese dall'althusserismo universitario. che per me è più razionale). ed allora Negri gli piaceva perché voleva subito il comunismo senza passare per il socialismo. Potere Operaio avrebbe incarnato la presenzialità assoluta. Althusser nel 1975 è in pieno sbandamento ed in crisi di paradigma totale.

Quando poi scoppiò il caso Calabresi . Lenin era ridotto a genio aleatorio del partito dell'insurrezione.21 cominciarono a fare gli imprenditori di software a Silicon Valley. praticavano già il rifiuto materialistico della morale borghese. ma pur sempre una teoria comunicabile in modo razionale ed universalistico. per poterla manipolare meglio ed imporre le svolte più demenziali (cfr. L. Feltrinelli. Storia di Lotta Continua. Sofri aveva invece sempre volutamente mantenuto Lotta Continua in uno stato di emotività esistenziale del tutto prerazionale. da Enrico Deaglio a Giovanni De Luna. Bobbio. Furono così ristabiliti i noti parametri di classe. si sciolse solo nel 1976. in un'ottica del tutto . Il testo teorico più significativo del pensiero di Negri è a mio avviso un libro intitolato 33 Lezioni su Lenin. Gli Operai Rancorosi sono di serie B. ho citato senza inventarmi niente. e pubblicato da una casa editrice universitaria. Come il latte fresco. Ciò spiega perché Potere Operaio si sciolse già nel 1973. Caro lettore. Gli Intellettuali Umanisti sono di serie A. che lo avrebbero costretto a fare il comunismo dei bisogni popolari. ma ci fa pur sempre la sua figura. Questo non è un caso. che pure è fermissima e nutrita di testimonianze di diversa provenienza) tutti questi intellettuali riciclati si misero a gridare che da una parte c'era un grande intellettuale difensore dei diritti umani. perché già allora i militanti.Sofri . cioè il potere per realizzare da subito un comunismo anarchico dell'appropriazione lasciando alle macchine la produzione. un Machiavelli che parlava russo. alleando la spontaneità del rifiuto del lavoro con un certo leninismo imprenditoriale". A suo tempo feci l'idiozia di prestarlo.Bompressi (su cui non voglio qui esprimere la mia personale opinione. e cioè che c'è del metodo in questa pazzia. Negri aveva fornito a Potere Operaio una teoria folle. Leninismo imprenditoriale. e naturalmente non mi fu più restituito. il partito dell'insurrezione avrebbe preso il potere del non-potere. Milano 1988. più lenta di comprendonio. Di fronte a tutto questo magari Negri non sarà il più grande marxista vivente. Rifiuto del lavoro per gente che lavora nell'informatica per dodici ore al giorno. lo si noti bene. Naturalmente. senza aver ancora letto Deleuze. A questo punto forse dirai che Colletti aveva ragione. e Negri ed Althusser erano pazzi. e dall'altra un lumpenproletario rancoroso e ricattabile. Solo all'interno di una illusione esistenziale autoreferenziale si poteva pensare che dal 1974 al 1976 il PCI fosse "ostaggio delle masse". 32. E questo lo dico. Chi allora pensava queste follie (da Gad Lerner a Luigi Manconi. ma già edito nel 1979).Pietrostefani . Ma vediamo meglio per capire quello che diceva a suo tempo Shakespeare. Ma ricordo bene il suo contenuto. simili utopie sono a scadenza ravvicinata ed a falsificabilità velocissima. mentre Lotta Continua.Marino . e che perciò era impossibile che il primo avesse torto ed il secondo ragione. eccetera) si è poi velocemente riciclato negli apparati ideologici mediatici ed universitari senza fare alcuna riflessione critica ed autocritica.

l'Impero in Negri). 33. Chi avesse avuto anche solo una minima infarinatura sulle formazioni ideologiche marxiste. e cioè una rete plurale di capitali in conflitto reciproco. ma neppure si è fatta una normale amnistia liberale. Certo. Così Oreste Scalzone continua ad aggirarsi per le vie di Parigi con l'abitudine meridionale di arrivare agli appuntamenti con due ore di ritardo senza poter tornare al suo paese. 34. Ma in questo paese non solo non si è fatto il comunismo del godimento immediato. elementi vagamente comuni nel pensare che il capitalismo possa essere diretto da un unico capitale mondiale unificato (il SIM. Credo che questo debba essere ricordato. Ma il mefistofelico sionista dallo sguardo perennemente allucinato lo . Poi fu scarcerato provvisoriamente. rappresentava una specifica fusione di operaismo di fabbrica e di ideologia marxistaleninista.22 favorevole alla Più Piena Amnistia. Ma l'ideologia di Curcio. Il fatto che la classe politica intercambiabile poloulivo ed ulivopolo non sia capace di fare una cosa tanto elementare come chiudere il contenzioso degli Anni di Piombo ce la racconta lunga sul clima di ricatti incrociati dei poloulivisti e degli ulivopolisti. Solo i girotondari ulivisti ed i commercianti polisti possono differenziare in proposito Polobuono e Polocattivo. in entrambi i casi c'erano riferimenti ideologici al comunismo ed al partito dell'insurrezione. C'erano. e quello è appunto il loro mestiere. si sarebbe accorto subito che la Brigate Rosse di Curcio e Potere Operaio di Negri erano diverse come diversi sono i profili di uno svedese di Stoccolma ed un mongolo di Ulan Bator. e che il capitale sia una sorta di unico comando dispotico capitalistico. e Pannella lo fece eleggere deputato radicale per garantirgli l'immunità parlamentare. Cosa dire di tutto questo? È triste dover dare ragione a Francesco Cossiga. siamo di fronte ad un'orgia di ignoranza ad un tempo pittoresca ed impressionante. L'uomo ha pagato per le sue idee. I magistrati dovrebbero occuparsi solo di fattispecie di reato. In carcere Negri fu selvaggiamente massacrato di botte durante una rivolta di detenuti. è vero. così com'era filtrata dal maoismo teorico europeo di Gianfranco La Grassa e degli allievi italiani di Charles Bettelheim. Nel 1979 Toni Negri fu arrestato sulla base del cosiddetto "teorema Calogero" (a sua volta elaborato in forma sistematica dallo storico Ventura) come Capo Supremo del Terrorismo Italiano. Ma si tratta di somiglianze superficiali. Il pensiero di Negri era assolutamente estraneo a questa formazione ideologica. stato imperialista delle multinazionali nelle Brigate Rosse. dal caso Negri fino al caso Craxi ed infine al caso Berlusconi. espressa nel noto L'ape e il comunista pubblicato da "Corrispondenza Internazionale". Eppure ce l'ha. anziché essere quello che è. Quando invece i magistrati vogliono riscrivere la storia. dovute come sempre al fatto che l'operaismo fu il solo paradigma teorico alternativo al togliattismo prodotto in alcuni decenni di storia del marxismo italiano.

ma una vera . Quella di Negri non è allora una politica. ma è una politica del desiderio. Foucault. C. Lo sfondo teorico di Impero era già completamente presente. Ma Negri non poteva seguire la via razionalistica classica di Vincent. Torino 2002). Guattari. e quindi per definizione politicamente non regolabile. Einaudi. e solo Negri ha fatto il vero salto dall'auspicio alla proposta vera e propria. Deleuze. E non è possibile per il fatto che la politica è per definizione l'arte del limite e della finitezza. quanto nel fatto che forse per la prima volta nella storia del pensiero occidentale moderno il desiderio è messo a fondamento della politica. Il desiderio. È possibile una politica del desiderio? Rispondo decisamente: no. non è possibile. eccetera. Spero che il lettore riesca a cogliere concettualmente questo punto fondamentale.23 voleva in galera. che pure è preliminare ad ogni indagine seria su questa scuola di pensiero. il cui modello sono appunto i nuovi ingegneri informatici di Silicon valley che Negri stesso ed il suo sagrestano bolognese Bifo hanno esplicitamente indicato come nuovo soggetto rivoluzionario portatore di bisogni e di desideri comunisti. consiglio a chi vuole veramente approfondire filosoficamente la tematica del desiderio una lettura che ne parli espressamente (cfr. e quando i deputati gli revocarono l'immunità parlamentare prese come un affronto personale il fatto che Negri. L'aver fregato il sionista allucinato Pannella resta a mio avviso il maggiore capolavoro umano di Negri. A Parigi Negri fu accolto con grande generosità dalla comunità intellettuale francese. come nella tradizione liberale ed in quella del comunismo togliattiano italiano. Ma una proposta impossibile dà luogo ad una pratica inesistente. Un'osservazione preliminare. A questo quadro teorico egli era già arrivato negli anni Settanta. anziché accettare di tornare in galera a farsi massacrare ancora una volta di botte da secondini fuori controllo. secondo il modello degli antichi greci e dei vecchi anarchici alla Bookchin. Dumoulié. e neppure una politica della rappresentanza. 37. indeterminato ed infinito. La politica non è più una politica della democrazia diretta. Egli trovò invece a Parigi il quadro teorico che più gli era affine per dare una antropologia generale al suo modello sociologico. Ma la novità non sta tanto nel chiarimento della nozione di "desiderio". scappasse a Parigi. Possiamo allora passare alla seconda componente del modello di questa ideologia del nuovo anarchismo della classe media globale. Ma ora si trovava nel cuore geografico di questa ideologia francese. mentre il desiderio è per sua stessa natura illimitato. 36. 35. si sono limitati ad auspicare una politica del desiderio. In proposito. perché in caso contrario è inutile proseguire il ragionamento. Pur non condividendo assolutamente le sue posizioni il grande intellettuale francese Jean-Marie Vincent accettò di gestire con lui la rivista Futur Antérieur.

erano definiti neo-fascisti. storici. che difende il soggetto come titolare di scelte morali alternative responsabili. Come nella cosiddetta dottrina sociale della Chiesa. per sua stessa natura. Se i marxisti non fossero ridotti ad una manica di specialisti rissosi rinchiusi in centinaia di workshops accuratamente separati l'uno dall'altro. Il primo esempio. Chi accusa Negri di "fascismo" si autoesclude di fatto da qualsiasi discussione razionale. Impero.24 e propria anti-politica. eccetera. non possano mai incontrarsi per verificare se per caso si riferiscono oppure no ad un unico paradigma comune. 366). pp. Se infatti si sfoglia l'ultimo libro di Hardt-Negri. in nome ovviamente del marxismoleninismo. il comunismo è amore e innocenza (p. lascia un vuoto. questa dimensione religiosa è ossessivamente presente. Il discorso filosofico della modernità. 382-383). e per questo può essere lodata e raccomandata. 152). Essa non è una loro rivale. 38. Nel suo libro dedicato alle scuole filosofiche contemporanee (cfr. Gente. e non essere lasciate a dei liberali neo-kantiani. economisti. Bari 1987) Jürgen Habermas critica esplicitamente la teoria politica che deriverebbe inevitabilmente da Foucault (op. Editori Riuniti. perché queste cose avrebbero dovuto essere dette da persone che continuano a criticare radicalmente il capitalismo. I tartufi della rivoluzione. poiché si pone su di un altro terreno. In questo modo cavernicolo gli stessi argomenti di Clouscard (alcuni dei quali non privi di plausibilità) diventano inutili e vuoti. L'anti-politica. il povero è la condizione di qualsiasi possibilità dell'umanità (p. A mia conoscenza. Questa . S. in modo che filosofi. 39. Clouscard. ed indirettamente Foucault. che non se ne sentono in alcun modo minacciati. 382). Laterza. M. È bene non dimenticarlo mai. Roma 1975) in cui Deleuze e Guattari. operaismo ed antropologia del desiderio. cioè. ed appunto per questo non dà nessun fastidio agli apparati ecclesiastici e sacerdotali. politologi. l'annuncio di salvezza di Gesù di Nazareth non è traducibile in termini politici. ed in questo vuoto possono entrare tutte le politiche opportunistiche del cosiddetto movimento No Global. Farò qui solo due esempi. A suo tempo uscì un rabbioso libello scritto con stile staliniano (cfr. si sarebbe già dovuto aprire da tempo una discussione seria su questo nuovo paradigma frutto del matrimonio fra Padova e Parigi. Si tratta del presupposto psicologico ed antropologico di ogni agire politico. e li faccio con tristezza. appunto perché nasconde la sua totale inapplicabilità politica: la teleologia della moltitudine è teurgica (p. 241-270). cit. le uniche critiche "civili" al modello Negri-Deleuze sono venute da pensatori moderati di orientamento politicamente liberale e filosoficamente kantiano. sociologi. La lunghezza d'onda del desiderio non incontra mai la politica. puramente virtuale e fantasmatico. Francesco di Assisi è il nuovo modello di annuncio rivoluzionario (pp. Ovviamente questo non è avvenuto. Questo è il segreto del favore con cui i vertici No Global considerano questa filosofia.

Rizzoli. sia pure "mondializzata". 40. Credo che prevarranno proprio quei vicoli ciechi teorici e culturali che ho segnalato. che condivido nell'essenziale. In breve. Ferry . ma ribadisce semplicemente l'impossibilità di ogni politica. Habermas capisce bene che Foucault fa diventare il Potere un concetto trascendentale a priori. e mi basta un'etica universalistica della solidarietà (in buona compagnia peraltro con Leopardi). Milano 1987) inseriscono correttamente la filosofia del desiderio in un più ampio movimento anti-umanistico di critica della soggettività. compreso il più democratico. L. E Adorno.A. Foucault (e di riflesso il suo allievo padovano Negri) non fonda così una nuova politica. Desiderio. Renaut. non solo di ogni morale. Poi sulla fondazione dell'etica è possibile discutere ancora. Il 68 Pensiero. Essi non ragionano come studiosi. per esempio. che è a sua volta considerato come assiologicamente negativo. La distruzione del soggetto è la distruzione di ogni etica. ed andare poi a rapporto dai generali. l'economicizzazione del conflitto dopo un primo periodo di nostalgia contadina ed artigiana. per cui la classe operaia e proletaria di fabbrica. di cui uno è oggi diventato un politico chiracchiano di alto livello (cfr. in particolare quando sostengono che tutto il cosiddetto anti-umanesimo francese è solo una ripetizione della filosofia tedesca novecentesca. ma neppure minimo e frammentato. Potere. Si tratta appunto del Sessantotto-Pensiero. ma per comodità del lettore le riassumerò in quattro distinte parolette: Soggetto. La tesi di fondo. di cui non faccio parte. Ma tutto questo presuppone una teoria dell'io che non sia certamente schizofrenico o paranoico. a mio avviso. Non vorrei raccontar(gli) e raccontar(mi) delle storie. ed in questo modo qualunque agire politico. Sciocchezze. Le ragioni per cui questo avverrà sono molte.25 critica è a mio avviso molto intelligente. e senza la scelta etica a mio avviso non ci può essere comunismo di qualsiasi tipo. consolarla per le perdite della prossima battaglia. 41. Ad esempio. Do per scontato che il lettore abbia capito il mio punto di vista. Il secondo esempio. Vorrei essere chiaro e soprattutto onesto con il lettore. che devono galvanizzare la truppa. diventa una specificazione del Potere. ma come cappellani militari. Per quanto riguarda la dinamica ideologica probabile dei prossimi anni (il lungo termine per definizione nessuno lo conosce) sono molto pessimista. Io non sono d'accordo con tutto quello che dicono. io considero impossibile un'etica universalistica dell'amore. la classe operaia di fabbrica presenta due tendenze strutturali costanti nella storia e nella geografia. dove lo mettiamo? Ma si tratta di dettagli. Iniziamo da Soggetto. secondo l'inveterata abitudine dei cosiddetti intellettuali di sinistra. e la delega a ceti politici professionali di . Posso ora avviarmi alla conclusione. Due liberali francesi. Rimando alle tesi di Bauman. Marxismo. è giusta nell'essenziale. non può più essere ancora decentemente considerata la classe rivoluzionaria per eccellenza.

E chi pensa che l'economicismo veteromarxista sia cultura perderà sempre non solo contro i supermercati. e cioè che le sorti del marxismo sono in mano a due categorie assolutamente incorreggibili. queste sciocchezze si sono già presentate una volta con Lunaciarsky in Russia all'inizio del Novecento. Ma la politica o è democrazia diretta o non è. e come strutturale deve essere inteso. La sua situazione oggi è catastrofica e comatosa. botte e calci nelle palle. non culturale e politico. Lotta Comunista. Il mio discorso non è diffamatorio. Io non vedo per ora nessuna via di uscita. Storicamente. i professori universitari ed i militanti politici. cioè pressoché definitivo. Passiamo al Marxismo. Riduzionismo grottesco. Quando Negri parla di "moltitudini" non si può onestamente dire che se le sia inventate. e chi confonde la statistica con la politica (cfr. la cui integrazione fatale nel sistema è stata descritta per la prima volta da Roberto Michels in modo assolutamente newtoniano e darwiniano. Il fatto che in questo momento nel mondo il lavoro salariato sia in espansione. Siva e Visnù. Lenin considerava Lunaciarsky un simpatico matto tranquillo. La frammentazione dei soggetti è dunque un fatto oggettivo. cioè costruttrice del nuovo Dio. mentre oggi si può parlare di "teurgia" senza che nessuno se ne accorga neppure. eccetera) inganna solo se stesso ed i pochissimi che lo stanno a sentire. Errore strategico. La statistica non è mai politica senza passare per la cultura.26 rappresentanza. mentre è evidente che si inventa la loro capacità rivoluzionaria definendola addirittura "teurgica". per un fatto assolutamente "strutturale". specialmente quando non ce l'ha. È allora chiaro che se i soggetti non si presentano in modo diretto costituiti dall'economia (ma questo non è mai avvenuto). In quanto alla cultura. Io non credo alla cosiddetta "fine del lavoro" di Jeremy Rifkin. Cercherò di spiegare perché. ma è certo che ormai non possiamo più contare sulle grandi aggregazioni di fabbrica del tempo della Seconda e della Terza Internazionale (con cui tutte le molteplici varianti della Quarta condividono il paradigma teorico di fondo). ma persino contro Allah. ed il lettore non si senta per caso insultato se appartiene (come è probabile) ad una delle due categorie. Brahma. 42. a causa dell'abbandono della terra da parte dei contadini poveri che emigrano. L'uomo non vive di solo pane. è per ora un fatto solo statistico. Possono farlo oggi come oggi i cosiddetti "marxisti"? Assolutamente no. ed i medici continuano a litigare presso il malato scambiandosi insulti. L'uomo è un animale simbolico. i marxisti pensano che essa si identifichi con l'ideologia. . Sia chiaro. non un animale utilitaristico come credono i veteromarxisti. anche se so perfettamente di stare scrivendo in turco ed in armeno. essi devono essere costruiti con la politica e con la cultura. Per essi la politica o è militanza (variante di sinistra) o è rappresentanza (variante di destra). ma è strutturale.

l'innovazione teorica. e so perfettamente che egli era animato dalle migliori intenzioni. Prendiamo il caso di duecento (200) militanti reclutati in base alla teoria della terra piatta e dell'astronomia geocentrica.27 I professori universitari frammentati in migliaia di workshops in cui ognuno parla solo ai propri colleghi di specializzazione non possono strutturalmente favorire una rivoluzione scientifica del marxismo (nel senso di Kuhn) per il fatto che il loro oggetto ed il loro metodo vengono direttamente ricavati dallo statuto della loro disciplina accademica. e per dialogare bisogna prima chiamare fuori i possibili dialoganti. La loro priorità non è mai. Il sapere universitario è una forma sofisticata e formalizzata della divisione capitalistica del lavoro. Mi sono espresso in modo forse un po' provocatorio. Nel caso migliore. Ma qui si parla di innovazione. Vorrei che il lettore mi capisca bene. e non può essere. traumatizzati da questo terremoto copernicano. oppure passino ad altre più rassicuranti organizzazioni geocentriche. Chi mi conosce lo sa benissimo. Considero. avesse pensato di produrre un sapere antifeudale ed antisignorile sulla base della teologia scolastica e della sintesi di platonismo e di aristotelismo cristiani. ed il mio discorso è strutturale. Io ho amici fraterni e stimatissimi sia fra i professori universitari sia fra i militanti politici. Essi espellerebbero immediatamente l'innovazione. cercherebbero di neutralizzare l'innovazione riducendola ad interessante ipotesi intellettuale non dimostrata. e non mi stimerebbe se non lo sapesse. . cadano nel pessimismo e si ritirino a vita privata. e sia ben chiaro. del bisogno di produrre materiali che la propria comunità scientifica possa utilizzare per far vincere una cattedra universitaria. Chi crede di poter produrre un sapere rivoluzionario anticapitalistico sulla base dell'accettazione della divisione capitalistica del lavoro intellettuale assomiglia a chi. È qualcosa che va molto al di là dell'opportunismo individuale. e facciamo l'ipotesi di una irruzione traumatica di una nuova teoria eliocentrica che sostiene che la terra è rotonda. direbbero che l'innovatore è un frocio piccolo-borghese narcisista pagato dal padrone. anche quando fanno distratti omaggi alla ricerca marxista non possono strutturalmente favorire veramente un mutamento di paradigma per una ragione semplicissima. I militanti politici. ma è la coesione ed il compattamento del gruppo militante di riferimento. Facciamo l'ipotesi che di questi duecento (200) militanti almeno cento (100). Il consueto disprezzo dei militanti come "poveri illusi" mi è estraneo nel profondo. la militanza politica una delle più alte forme di vita sociale nel capitalismo. Nel caso peggiore. Si tratta di un fatto inevitabile. oggetto di educate tavole rotonde. qualche secolo fa. Ebbene. Io sono un estimatore personale di Gilles Deleuze. In questo caso possiamo essere sicuri che i dirigenti politici ad un futuro incerto preferirebbero un presente certo. ma pro-vocare significa chiamare fuori. 43. eccetera. l'organizzazione passerebbe da duecento (200) a cento (100) militanti. Passiamo al Desiderio.

abitare). invece. I cosiddetti negriani invece non lo capiscono assolutamente. bere. quello capitalistico e quello staliniano. ma non sono mai riuscito a fargli capire che la semplice "invidia per i ricchi" non era un fattore della coscienza comunista. che possono essere cioè soddisfatti sulla base dello sviluppo delle forze produttive e del general intellect. Ma le buone intenzioni di per sé fanno solo i gattini ciechi. Ma è un tutto qui che implica una rivoluzione mentale gigantesca. Il comunismo è la società dei bisogni ricchi. Psicologi heideggeriani come Umberto Galimberti lo capiscono vagamente. l'idea di rivoluzione astratta ed il consumo capitalistico concreto. Cerchiamo di capire il perché. illimitati ed indeterminati per loro stessa natura. purché l'uomo sia sempre il padrone. anche se hanno scelto l'interiorità all'ombra dell'Inserto Donna de La Repubblica. ma in questo modo si avrebbe subito una crisi di sovrapproduzione e di sottoconsumo. Concludiamo infine con il Potere. Io sono un estimatore personale di Michel Foucault. terra sconosciuta per i marxisti. perché in questo modo possono avere la quadratura del circolo da loro agognata. la sua nevrotica infinitezza. è proprio l'elemento riproduttore strutturale del consumo capitalistico. ed anzi si ingrosserà. e non solo Epicuro. Io ho conosciuto molti "miserabilisti" ascetici ed invidiosi che si ritenevano erroneamente "marxisti". È per questo che sono pessimista. ma da quello dei "bisogni ricchi". I bisogni possono essere soddisfatti. andare in Madagascar a vedere le proscimmie. eccetera). si erano già occupati moltissimo dei bisogni. in modo generalmente non repressivo (come fecero poi i cristiani. Cerchiamo di capire il perché. Ovviamente. 44. È questo il segreto della produzione capitalistica. Ma le buone intenzioni di per sé fanno solo i gattini ciechi. bere. I desideri invece sono infiniti. Il comunismo è quella società in cui ognuno riceverà secondo i suoi bisogni. quello capitalistico e quello staliniano. come Rousseau. mangiatori di cavallette e residenti su colonne). stringendo all'osso le argomentazioni. I greci. Tutto qui. Il bisogno arricchisce l'uomo. vestirsi. Il Desiderio. Il capitalismo vive di desideri. proprio quello che Deleuze e Negri ritengono essere la fonte del comunismo. Ma tutta la banda variopinta dei loro seguaci continuerà ad andargli dietro. Ma per parlare di Bisogni è necessario rivolgersi agli antichi greci. . e cioè riteneva di lottare contro i due massimi autoritarismi repressivi del suo tempo. Il comunismo non parte. non di bisogni. e so perfettamente che egli era animato dalle migliori intenzioni. e ci si potrebbe aspettare da loro solo un risolino nevrotico di compatimento. bisogni secondari (mangiare. noti autocastratori.28 e cioè riteneva di lottare contro i due massimi autoritarismi repressivi del suo tempo. stringendo all'osso l'argomentazione. tutti sanno che ci sono bisogni primari (mangiare. vestirsi. so bene che Marx li avrebbe presi a calci nel sedere per le rampe delle sue scale. La nozione di Comunismo in Marx è costruita su quella di Bisogno. da un concetto naturalistico dei bisogni. abitare in modo confortevole) ed infine bisogni terziari (leggere un libro.

ma l'avvento del Consumatore Indifferenziato. e la sua morte non comporta assolutamente l'avvento dell'Oltreuomo. solamente perché sono gli uomini e le generazioni che muoiono. Sono. Ma il fucoltismo dei centri sociali è più lontano dal vero Foucault di quanto lo è stato Stalin da Marx. cioè mortale. cioè di un'epoca storica. mentre gli esseri umani non muoiono mai. Ma torniamo al Potere. Essi sono come sempre in ritardo di un giro. il potere capitalistico era patriarcale. sempre che non ci sia un grande meteorite annientatore di dinosauri e di confusionari. la morale postborghese (e l'attuale capitalismo è postborghese. 45. Non è infausta. Il potere capitalistico. Telegraficamente. che definiremo protoborghesi. i figli. In Francia se ne sono accorti alcuni intelligenti pensatori. una diagnosi. E pensare che lo stesso Foucault avrebbe dovuto in teoria avvertirli. in Italia ovviamente nessuno. era ad un tempo paternalistico e repressivo. e continuano a pigliarsela con un ormai inesistente "potere borghese") non si basa più sul potere patriarcale. paternalistica e repressiva. E con questo concludiamo. come credono i nicciani ingenui. e sempre saranno. Il Sessantotto è stata una svolta storica cruciale di questo passaggio da una morale protoborghese. spiegando che oggi le strategie del potere sono orizzontali e non verticali. anche se i marxisti non se ne sono ancora accorti. Poi lo stesso capitalismo. ad una morale postborghese del consumo indifferenziato e liberalizzato. diventa più flessibile. Una società dei consumi non può essere veramente repressiva. Essendo patriarcale. nel suo curioso linguaggio). ma su di un self-service di consumi individuali facilitati da Internet. Dio è morto. passata la prima fase protoborghese del paternalismo repressivo. Ma solo gli inizi del capitalismo sono stati protoborghesi. o consuma poco. eccetera). Se la morale protoborghese si basava sul potere patriarcale. a partire dalla produzione di massa fordista e poi con la personalizzazione del prodotto. ha dovuto "liberalizzare" la sua stessa morale. I foucaultiani di oggi continuano a comportarsi come se la questione del Potere autoritario fosse la questione principale. Il represso non consuma. la linea Maginot della sinistra. molecolari e non molari (cioè grosse. La diagnosi è pessima. i servitori ed i lavoranti. una prognosi ed una terapia. dai bambini cambogiani e thailandesi fino ai prodotti pornografici di élite e di massa. Chi ha soldi deve poter ormai comprare tutto.29 Ai suoi inizi. in particolare verso le donne. come Debray e Lipovetsky. La psicoanalisi di Sigmund Freud è stata ad un tempo il punto più alto ed il coronamento finale di questa necessità protoborghese di far introiettare in modo autoritario le regole riproduttive del comportamento sociale patriarcale (teoria del Super-Io. Per quanto riguarda questi uomini di questa . e fanno sempre la guerra con le mappe militari della guerra precedente.

peraltro ricambiandolo. e che in questo quadro postimperialista possono promuovere la Tobin Tax. non ne vedo neppure l'ombra. e per me fastidiose. GB FRA VOLONTA' DI DIALOGO E PULSIONE DI DENUNCIA Nell'atteggiamento psicologico e teoretico che GB ha nei miei confronti io noto una interessante contraddizione. che vivremmo ormai in un'epoca post- . se non cambiano gli scenari storici in modo imprevedibile. ma è debole anche solo nel medio periodo. l'accesso all'acqua. Sia chiaro che io non disprezzo affatto questo programma riformistico. Aristotele ed Hegel. Ma per il momento. non bastano. logico ed ontologico che rifiuta le dichiarazioni aprioristiche. Userò allora lo stesso metodo. La loro egemonia è forte nell'immediato. Replica di Costanzo Preve a Giuseppe Bailone Torino. per una ragione semplicissima. apprezzerà: franchezza e cantargliele altrettanto chiare. per un senso di reciprocità che certamente GB. le dosi di marxismo. ma una contraddizione del tutto improduttiva. Naomi Klein e Toni Negri. Una terapia. febbraio 2005 UNA PRIMA RISPOSTA DI COSTANZO PREVE A GIUSEPPE BAILONE Giuseppe Bailone (d'ora in poi GB) ha scritto alcune rivelatrici osservazioni su di un ultimo libro di Costanzo Preve (d'ora in poi CP). dopo una prima inevitabile e comprensibile irritazione. che però non è una contraddizione produttiva. In proposito. Egli ha utilizzato il metodo che si dice in greco parrhesia.30 generazione. Essi si basano sul fatto che non c'è più l'imperialismo. una pulsione insistente ed insistita di rifiuto e di denuncia globale del mio intero modo di concepire la filosofia. Il suo oggetto (il rapporto fra il significato dell'esistenza individuale e la totalità storica e sociale temporalmente determinata in cui essa si svolge) ed il suo metodo (un metodo dialettico. e più esattamente il suo oggetto ed il suo metodo. che si può tradurre in italiano colto con "franchezza" ed in italiano popolare come "cantargliele chiare". Ma c'è l'imperialismo. Da un lato. razionalità ed ancora razionalità. il basso prezzo delle medicine. e questo dato ineludibile gli porterà via lo sgabello da sotto il loro mediatico sedere. Chi vivrà vedrà. Ci vuole un nuovo orientamento culturale. Dall'altro. una sincera e verificabile amicizia filosofica. anche rinnovato radicalmente. La terapia è razionalità. Hanno dietro anche il sistema mediatico ed il sistema politico. un'intenzione dialogica soggettiva reale. Una prognosi. ed inoltre un affetto umano che percepisco ed apprezzo. mi aspetto l'egemonia provvisoria di Agnoletto. Marx non basta assolutamente. ed anzi lo sostengo. Ci vogliono Platone e Kant.

avviene tra noi. . In questo modo. sono in buona compagnia) ma non credo assolutamente più nelle tecniche di argomentazione universalizzanti tramite convincimento razionale. è possibile. Pascal come filosofo della buona scommessa. non economico o politico) sulla totalità sociale capitalistica. implicitamente e senza eccessiva aggressività) la legittimità globale di un oggetto e di un metodo. che per me è ontologicamente (natura umana) ed assiologicamente (valori etici) negativa. togliendo gli insulti del primo al secondo. Questo fatto non mi irrita (ammetto che un tempo mi irritava un poco) perché ormai credo solo più nelle improvvise conversioni di punti di vista filosofici globali (come il vecchio Platone. né il giudizio filosofico (si noti bene. E come si fa allora a discutere se preventivamente si afferma di non riconoscere legittimo né il metodo né l'oggetto dell'interlocutore? E' chiaramente impossibile. Più esattamente. Su questo punto c'è però una asimmetria fra me e GB. ed è anche amicalmente produttivo. E lo stesso. si riproduce non lo scenario di un dialogo possibile. Ogni dialogo è impossibile. Habermas non può essere convinto con argomenti che Habermas ha torto. Così si comporta da dieci anni GB nei miei confronti. sia pure per questioni metodologiche. ma messe in guardia contro un intero modo di fare filosofia. ma di un dialogo filosofico del tutto impossibile e sterile. il suo oggetto ed il suo metodo ( a mio avviso cattivo. con tutte le proporzioni del caso. non un cavallo o un asino filosofici. Definisco allora un mulo filosofico la situazione in cui i due (o più) partecipanti al dialogo rifiutano (magari cortesemente. del resto. ma lo scenario di un dialogo impossibile. GB continua ad alzare le sue insegne. Un mulo filosofico. di un'amicizia filosofica possibile. ed i suoi argomenti non sono veri argomenti. Agostino e Marx come filosofi del cattivo potere. più esattamente la legittimità globale dell'intreccio indissolubile fra un certo metodo ed un certo oggetto.31 metafisica e non ci rompano più le scatole . Io accetto. ovviamente. ma il mulo è sterile. O meglio. e non perde l'occasione per manifestare la sua irriducibile antipatia per Hegel e Marx. perché Kierkegaard denuncia l'intero modo globale con cui Hegel fa filosofia. perché non perde occasione per ripetere che non gli interessano né le ipotesi di genesi storica delle categoria teoriche (che fa il 50% del mio metodo). Protagora e Socrate come filosofi del buon dialogo. GB non fa però lo stesso con me. UN MULO FILOSOFICO Cavalli e asini possono procreare altri cavalli e altri asini.per me la cosiddetta postmetafisica è solo la teologia laica del nostro tempo). ma è teoricamente del tutto sterile. Facciamo l'esempio della critica di Kierkegaard a Hegel. perché programmaticamente destoricizzato). filosofico.

GB aggiunge una quinta concezione. Ma non si creda però che possa procreare. in cui il coito dà piacere. come i prodotti artistici. se la riferisco alla nostra amicizia. In quanto a Pascal. nella loro pura oggettività. Nella concezione teologica metto anche l'ateismo (teologia rovesciata) ed in quella epistemologica metto anche un certo Aristotele ed un certo Kant. Protagora e Socrate erano pensatori (anche) politici. Ma non perdiamoci nei particolari. ma ha come effetto il perseguimento di universali veritativi (da distinguere da veritativo . nello stesso modo il dialogo filosofico dà piacere in sé. In secondo luogo. teologica ed infine epistemologica. si sono date della storia della filosofia molte concezioni della filosofia. Se GB ha una concezione di filosofia con preservativo ed anticoncezionali ( e lo dico ovviamente senza alcuna volgarità) l'abbia pura. LA CONCEZIONE LUDICO . e cioè Protagora. Devo dunque concludere che GB si lascia .prescrittivi con coazione). ma non pretenda che io vi consenta. ma ovviamente mi limiterò ad alcune osservazioni. Dice GB(pag. Ora. per solo interesse alla loro costruzione? Perché non gioca con la filosofia (sic!) come se essa non servisse proprio a nulla se non al gioco stesso?" Cito letteralmente GB.32 Mi chiedo: su questa base com'è possibile un dialogo filosofico produttore di eventuali novità? Ripeto il termine: eventuali novità. C'è solo una buona amicizia fra pensionati che parlano di Platone anziché giocare solo a scopone o a scacchi.pensionistica. politica. che GB esprime in un contesto polemico nei miei confronti.PENSIONISTICA DELLA FILOSOFIA DI GB Che cosa sia la filosofia per GB lo si può sapere. Anche il mulo è peraltro un animale simpatico e di compagnia. perché dà piacere a chi lo effettua. che non sono qui in discussione. In primo luogo. Socrate e Pascal. perché lo scrive papale papale nella critica che mi fa. Ma come nel caso del coito fra uomo e donna. come se fossero stati costruiti per non servire a nulla. Socrate era il moscone del nobile cavallo della democrazia ateniese. che definirò ludica (secondo le sue stesse parole) oppure ludico . le principali che conosco sono quattro: terapeutica. Ci sarebbe da scrivere un intero libro su questa concezione. ma ha come effetto la riproduzione della specie. il dialogo filosofico è sempre anche e soprattutto ludico. Se fosse stato un ludico pensionato del puro gioco nessuno lo avrebbe condannato a morte.3): "Perché CP non prova a pensare i concetti filosofici come se fossero caduti dal cielo. gratuitamente. questa concezione ludica della filosofia. e non mi si dica che lo fraintendo. non è neppure quella dei suoi modelli. non conosco nessuno che praticasse la filosofia in modo meno ludico di lui.

propongo interpretazioni di Locke. E no. che stabiliscono un'equazione fra i due statuti) è un vero mistero psicologico. ma presuppone l'accettazione di questa proposta convenzionale: non sono caduti dal cielo. E cioè che il banco vince sempre. continui ad attribuirgli una confusione fra statuto ideologico e statuto filosofico degli enunciati (laddove è proprio su questo punto cruciale che personalmente ha rotto con la stragrande maggioranza dei marxisti. Facciamo ora due sottoipotesi: (I) che siano veramente caduti dal cielo. Ad esempio. In terzo luogo. Ma sul sospetto e la ragionevole certezza ritornerò fra poco. lo si noti bene. eccetera. eccetera. La seconda sottoipotesi è invece sostenibile. caro amico!! Io non ho solo il sospetto che non siano caduti dal cielo. sbagliate. IL BANCO VINCE SEMPRE Nel quadro ludico di GB c'è però un trucco. Questa genesi storica. (II)che non siano caduti dal cielo. Ma che gioco è un gioco in cui il banco vince sempre? IL COSTANZO PREVE DI GB . e si tratta allora di separarla da quella propriamente filosofica. Marx. La prima sottoipotesi è insostenibile. come fa la levatrice. E su questa ragionevole certezza mi muovo. dice semplicemente che non bisogna fare così. Hume.UN PENSATORE DEL SOSPETTO . discutiamo l'idea che i concetti filosofici siano caduti dal cielo. I concetti filosofici non cadono dal cielo. ma facciamo l'ipotesi che lo siano per divertirci meglio. non scende neppure nel merito. ma hanno sempre una genesi storica precisa. ma che noi facciamo come se lo fossero. sbagliatissime. giuste. ma ho la ragionevole certezza che non lo siano. che separa il neonato dal sangue e dal materiale biologico e taglia il cordone ombelicale. Il fatto che GB. come dovrebbe essere fatto in un vero "gioco". non è solo ideologica ma è anche ideologica. Ma GB non oppone alle mie interpretazioni altre interpretazioni alternative argomentate. Io infatti sono un giocatore che "rischia" delle interpretazioni.33 trasportare dalla (legittima) polemica nei miei confronti addirittura contro se stesso. che possono essere giustissime. Questo mi conferma peraltro sulla mia tesi pessimistica per cui nessuno ascolta (ascoltare = prendere in considerazione teoretica) cose che metterebbero in discussione il pigro profilo che ci siamo fatti dell'interlocutore. In questo modo vince sempre senza neppure giocare. e soprattutto. E' il rischio delle interpretazioni. eccetera. Egli mi nega addirittura la legittimità di farlo. che bisogna solo giocare. ed è anzi la sola cosa che mi produce veramente irritazione. a dieci anni dalla conoscenza con CP.

il modo in cui ci autopercepiamo da soli ed il modo in cui ci percepiscono gli altri. accetto in via di principio la legittimità della percezione di GB. personalmente mi dev'essere permesso di dire la mia e di respingere questa connotazione. Comunque. Il termine di "maestri del sospetto" è stato proposto da molto tempo ormai dal filosofo francese Ricoeur a proposito di Marx. di cui sarebbe il "cappello unitario". perché è chiaro che dubitare della . A mio avviso. Solo Dio e Robinson Crusoé sfuggono alla seconda dimensione. Mi sia permesso di respingere educatamente questo profilo. CP E' UN PENSATORE DEL DUBBIO METODICO ED IPERBOLICO E NON DEL SOSPETTO Un breve intermezzo di storia della filosofia occidentale. Il razionalismo. In questo scenario la differenza fra "dubbio" e "sospetto" è solo sofistica. In breve: (I) CP è un pensatore del dubbio metodico ed iperbolico e non del sospetto. Freud lo sarebbe per cui dietro l'autoconsapevolezza della coscienza ci sarebbero le pulsioni dell'inconscio. e qualunque razionalismo. A parte il fatto che comunque Ricoeur individua un fatto reale. si tratta di una delle tante sciocchezze del marketing parigino. ed infine Nietzsche lo sarebbe per cui dietro le teorie etiche. Sarebbe in altre parole la pars destruens dell'ermeneutica. perché chi ha una esplicita concezione ludica della filosofia non vuole essere disturbato nel suo godimento ludico . GB ribalta il significato di Ricoeur in senso puramente e solo negativo. E non è un caso. da cui bisogna passare.dialogico. Discutiamo separatamente i due punti. morali e religiose ci sarebbe la volontà di potenza. Mi riconosco in questa ricostruzione? Ma neppure per sogno. (II) CP è un pensatore della ipotesi razionale e della certezza legittima e non del sospetto. si fonda metodologicamente sulla "messa in dubbio" del sapere precedente. in quanto ritengo di essere un pensatore della ipotesi razionale e della certezza razionale. per Ricoeur Marx sarebbe il pensatore del sospetto per cui dietro la teorie filosofiche ci sarebbero interessi economici e sociali. Si noti che questa riduzione della filosofia a dietrologia e della pratica filosofica a pratica dello smascheramento viene connotata da Ricoeur in fondo positivamente. e cioè che non si può fare filosofia se non si "sospetta" che la tesi presa in considerazione sia sbagliata perché troppo condizionata da fattori sociali esterni (a meno che il banco voglia vincere sempre negando questa possibilità). e non voglio nasconderlo. Chiedo solo che mi sia permesso di respingerla con argomenti razionali. Freud e Nietzsche. Non identificandomi nei due personaggi sopracitati. Tutti noi siamo ovviamente due cose.34 GB propone un "profilo espressivo unitario" di CP come pensatore del sospetto.

Cartesio introduce prima un dubbio iperbolico (che Dio sia cattivo e voglia ingannarci) e poi una serie di dubbi metodici. Ma non mi si appiccichi un distintivo con su scritto SOSPETTO. idealismo (più esattamente filosofia classica tedesca da Kant a lui stesso). ma solo il suo aspetto metodologico. Dubbi metodici. Egli non "sospetta" della società. Fra Cartesio e Marx ci stanno alcune bagatelle chiamate illuminismo. esattezza. eccetera. e quindi la sua determinazione genetica e temporale. Il dubbio che Cartesio applicava alla natura Marx lo applica ora alla società. o se (ricordando che sono consapevole della mia piccolezza di fronte ai pensatori soprannominati) come un terzo momento rispetto prima a Cartesio e poi a Marx. e cioè che il capitalismo sia capace di sviluppare illimitatamente le sue forze produttive garantendo un dominio sociale tempestoso ma alla fine vincente. Detto questo. su decine di questioni di interpretazione consolidate di autori più noti di me (ad esempio. ma "sospetta" solo della (vecchia) metafisica. no al concetto di intellettuale organico di Gramsci. CP si autointerpreta come un momento del razionalismo occidentale. Dubbi iperbolici. CP E' UN PENSATORE DELLA IPOTESI RAZIONALE E DELLA CERTEZZA LEGITTIMA E NON DEL SOSPETTO . ed è anzi (dico sul serio) probabile. e che la classe operaia. La continuità fra Cartesio e Marx mi sembra anzi più un fatto quasi incontestabile che una opinione fragile. salariata e proletaria sia una delle classi storicamente meno egemoni da Nabucodonosor a oggi. e cioè le sue carenze di evidenza. ma noi abbiamo la libertà di non farcene imprigionare. possiamo sempre fingere che queste bagatelle non esistano e che le idee vengano dal cielo come gli escrementi dei piccioni. è chiaro non investono la natura storica e sociale della cultura. eccetera). non ritengo di fare altro che estendere il dubbio metodico e iperbolico allo stesso Marx ed al marxismo successivo nelle sue numerose e spesso incompatibili varianti. Mi spiego subito.35 fondatezza di una concezione equivale a sospettare che essa non sia fondata come dice. Mi sembra un logico e sobrio sviluppo del razionalismo occidentale moderno. eccetera. in primo luogo. Questi dubbi. grazie!". Che io poi sia inadeguato a questo compito "dubitativo" è possibilissimo. Certo. società industriale. Chissà perché sarebbe consentito dubitare della natura e non della società?? Aspetto ancora un sofista talmente bravo da provare una simile tesi! In quanto al modesto CP. ma allora CP farà come gli ecologisti: "No. Il signor Ricoeur ha il diritto di proporre una accattivante formuletta. perché me lo toglierò subito.

che va al di là ed oltre la genesi storica che le ha prodotte. Ad esempio Socrate partiva non dal sospetto. io ipotizzo che il razionalismo greco sia sorto dalla fessurazione di macrocosmo e di microcosmo. Ora. ed è una delle cause principali delle nostre difficoltà di comunicazione. mentre è gioco truccato dichiarare che sono inammissibili. Si concedano a CP le ragionevoli certezze che si concedono al grande ateniese. ma dalla sua ragionevole certezza che il convenzionalismo maggioritario delle opinioni non fosse una terapia adeguata per curare il nobile cavallo della città degli Ateniesi. cioè a continuare a battersi con un profilo facile da individuare e rassicurante. eccetera. criticarle e proporne delle altre alternative. ovviamente. L'ANTIPATIA DI GB PER HEGEL E PER MARX L'antipatia filosofica di GB per Hegel e Marx è fortissima. Non penso si tratti di malafede. io non sospetto niente. perché io sono un esplicito. disinteresse. Noi ragioniamo sempre con ipotesi razionali.36 Sulla base delle argomentazioni svolte nel paragrafo precedente aggiungo ancora due punti. Nessuna risposta. una sorta di "gesuiti filosofici . tesi che GB sa benissimo essere indifendibile in qualunque confronto socratico serio). modo in cui il banco vince sempre ed in cui il mulo sostituisce l'asino ed il cavallo. Ma il disinteresse non è un argomento. Credo che in GB la radice psicologica di questa antipatia stia nel fatto che GB li vede come pensatori del potere. In definitiva. ma fa sempre come se non l'avesse sentita. Tocca all'interlocutore. è solo un dato di incomunicabilità tematica e metodologica. o comunque della legittimazione filosofica sofisticata del potere stesso. ma che poi diano luogo ad una eccedenza veritativa. non pentito e recidivo simpatizzante filosofico per Hegel e Marx (il che non significa. che gli avrò ripetutamente detto cento volte (ma credo di più). Ora. Ogni dialogo filosofico si basa su ragionevoli certezze. eccetera. e ripete continuamente che io riduco sistematicamente la filosofia a ideologia. GB conosce benissimo questa mia posizione. io penso che queste fessurazioni nascono anche e soprattutto per ragioni di interesse ideologico individuale e collettivo (e non cascano dal cielo. Semplicemente. Nessuna obiezione. quando parlo della sostanza di Locke. Penso invece che (come mi è già successo con Norberto Bobbio) si tratti di una tendenza psicologica spontanea ed in buona fede a "ridurre il disturbo". della causalità di Hume o dell'idealismo rimosso di Marx. che io condivida tutte le loro posizioni). anzi lo escludo. se intende giocare un gioco con buone regole. ma propongo quelle che per me sono ragionevoli certezze.

Questo può solo essere la posizione di un cretino narcisista. mi limiterò a ricordare solo due degli innumerevoli pregiudizi su Hegel e Marx che per GB sono dogmi indiscutibili. su cui non ho nessun sospetto. della filosofia. ma semplicemente descrive un processo storico che egli (erroneamente) credeva in corso. l'antipatia di GB nei suoi confronti sta nel fatto che GB lo vede (alla Popper. . Hegel pensava che l'infinito si determina sempre storicamente nel finito. E' cosa. Esistono intere biblioteche (che non interessano a GB perché gli farebbero saltare lo schemino su Marx che gli è caro) che certificano che la dialettica di Marx è solo "negativa" e non giustificazionista (Adorno. cosa che consento solo agli amici. l'amico GB me lo consenta. e per di più in modo ancor più "ipertrofico" di Hegel. LA DUE FONTI DI ISPIRAZIONE DI GB: NICOLA ABBAGNANO E ADRIANO SOFRI L'amico GB mi ha tagliato i panni addosso. eccetera) come un filosofo neoagostiniano del potere in salsa atea. Marx non prescrive nulla e non ha mai prescritto nulla ("non si possono scrivere ricette per le osterie del futuro"). In estrema sintesi. è a mio avviso oggi un fatto sociale e non individuale. Cosa che peraltro pensano tutti i filosofi. modificando il proverbio così: chi di spada ferisce deve accettare che con la spada sia ferito anche lui. l'antipatia per Hegel e Marx.37 laicizzati". Marx è un pensatore della descrizione. ed il principio metodologico fondamentale di tutti i possibili studi hegeliani era che non poteva essere talmente cretino e narcisista. dell'arte. In proposito. in cui la prescrizione coattiva dei comportamenti è giustificata da una presunta conoscenza veritativa anticipata della storia. Mi spiego subito. in quanto non hanno neppure l'autoconsapevolezza storicizzata finita. Contro questa antipatia filosofica l'argomentazione è impotente. e nello stesso tempo è una "predica inutile" (Einaudi) pensare di chiarirlo. Tuttavia. ed essendosi GB in gioventù emancipato(?) dai gesuiti veri non vuole ora altri gesuiti mascherati. compreso GB stesso. eccetera. Non è vero che Hegel sia un teorico della fine della storia. ed in più la sua personale elaborazione creativa soggettiva) siano il filosofo Nicola Abbagnano ed il capetto politico Adriano Sofri. Mai fraintendimento fu tanto grande. Per quanto riguarda Marx. ritengo che i due "ascendenti" principali per capire non certo tutto Bailone (che ha ovviamente decine di ascendenti. ma una ragionevole certezza. alla Furet. eccetera). facciamolo lo stesso. me lo consenta ancora. ed allora non deve aversene a male se anch'io li taglio addosso a lui. Comunque. nella sua empirica persona fisica. che questa sua personale filosofia sia la migliore (o meno peggiore) determinazione filosofica finita nel suo tempo storico. non della prescrizione.

Finito il capetto leader il gruppo si scioglie ed i suoi singoli membri sono consegnati al rifiuto della politica (o al riciclaggio in apparati di potere. che propugnava una sorta di fusione e di andata al popolo. Come in tutti i gruppi di tipo carismatico e non razionale. su cui ne avrei da dire delle belle. GB non se ne abbia a male se gli taglio i panni addosso. fossero delle "possibilità concettuali" offerte ad un uomo destoricizzato. cosa che non avvenne per il nostro GB). che erano tutti "possibilità concettuali" date a persone destoricizzate (almeno. Constato che Sofri fu il portatore di una concezione dell'impegno politico che rifiutava integralmente lo studio e la discussione del marxismo (LC non ebbe mai in tutta la sua storia una rivista teorica di dibattito). così le interpretai io). in cui c'erano utilissimi elenchi di significati di concetti. avevano tutti indistintamente un imprinting abbagnaniano spontaneo. il capetto soggettivista di Lotta Continua fra il 1969 ed il 1976. Abbiamo imparato a memoria il Dizionario di Filosofia UTET di Abbagnano. in favore di una sorta di esistenzialismo collettivo generazionale di gruppo "misto" (studenti borghesi ed operai proletari). che ricordo come un abbagnaniano entusiasta. In 35 anni di insegnamento nei licei torinesi mi accorsi che la stragrande maggioranza dei miei colleghi. L'uccisione di Hegel implicava il fatto che i concetti. Faccio un esempio personale. che era il suo "padre personale" da uccidere "filosoficamente". centro o destra. anziché essere radicati geneticamente nella storia ed "assoluti" solo in una sfera logico ontologica pura (Dio prima della creazione del mondo).38 Nicola Abbagnano (e qui avanzo ovviamente la mia legittima interpretazione storiografica personale) era un filosofo che aveva trasposto sul grande Hegel la sua antipatia verso Benedetto Croce. l'interpretazione autentica della vera "esistenza" del gruppo era riservato al capetto leader. (II) genesi storica delle categorie. La seconda fonte teorica di GB è Adriano Sofri. che a mio avviso ha fatto lo stesso in filosofia politica). Non intendo affatto "sospettare" che abbia dietro . in modo solo apparentemente contraddittorio. Nel 1967-68 mi preparai per l'abilitazione all'insegnamento con un signore chiamato Giampiero Bordino. e trovo ovvio che respinga entrambe le bestie nere di Abbagnano: (I) considerazione filosofica veritativa della totalità intesa come totalità olistica espressiva (anche se poi. Non entro qui volutamente in considerazioni politiche. Questo testimonia ovviamente a favore della forza teorica di Abbagnano (e di Bobbio. ma luogo di un conflitto dialettico fra genesi storica e validità filosofica successiva. visto che lui lo ha fatto con me. non importa se politicamente di sinistra. che in questo modo non sono più "possibilità concettuali". Abbagnano considerava poi di fatto come "positiva" la totalità economica e politica capitalistica). GB è su questo punto un abbagnaniano puro.

ed un conto è interpretare più o meno profeticamente le intenzioni ed i giudizi di Dio. e torniamo agli ultimi punti della nostra "filosofia filosofica". Diversamente vanno le cose per CP. Questo punto merita di essere chiarito. ma Grecia antica e moderna si fondono in una sorta di "totalità espressiva" positiva. del nostro dialogo filosofico. Qui. Per questo GB non vede opposizione fra Atene e Gerusalemme. senza presupposti creazionistici ed anzi programmaticamente escludendoli. Ma se è così. e solo qui. credo che sia proprio così. basta con i giudizi genealogico . Per GB non c'è opposizione fra Atene e Gerusalemme per il semplice fatto che nella sua concezione ludica della filosofia entrambe sono depositi simbolici di creazione libera di significati. mi si corregga. Ho l'impressione che la Gerusalemme di GB sia una strana ed inedita "Gerusalemme senza Dio". e spero che non mi si accusi di antisemitismo per questo. E vanno diversamente perché per CP la filosofia non è libera attività ludica (o ludico pensionistica) di creazione artistica di pensieri intelligenti su di una condizione umana preventivamente destoricizzata. E adesso. Può darsi ovviamente che la mia analisi sia errata. per cui Giove e Mosè sono parimenti espressione simbolica di significati umani. Si può fare libera ermeneutica ludica sia decostruendo la mitologia greca sia interpretando liberamente la mitologia biblica. incompatibile con la . che porta con sé amicizia e stima. Sono ragionevolmente sicuro che invece li abbia non tanto "dietro" (sono contrario ad ogni dietrologia riduzionistica). ATENE E GERUSALEMME SECONDO GB E SECONDO CP GB nota giustamente che per me la Grecia non è un dato emozionalmente neutro.39 Abbagnano e Sofri. Egli non crede assolutamente che esista un signore chiamato Dio che consegna a un signore chiamato Mosè le tavole della legge. si spiegano meglio le conseguenze "mulesche". Se è così.simbolica che viene connotata (non sempre propriamente) come opposizione (o conciliazione) Atene Gerusalemme. però. ma nessun accordo sia pure minimo e metodologico. Questo però non c'entra nulla con la questione teoretico .psicologici su CP e GB. quanto li abbia come elementi di determinazione decisiva del proprio imprinting filosofico. Bene. e non cavallesche o asinesche. che l'interprete (in questo caso GB) propone al lettore. e tratta la mitologia biblica esattamente come la mitologia greca. Che poi il Dio ebraico sia un Dio programmaticamente legato al suo popolo eletto e solo a quello (idea che trovo ripugnante. è la differenza che faccio tra Atene e Gerusalemme. questo lo lascio agli esperti (fra cui modestamente non mi colloco). ma un pensiero che non è lo stesso se parte da una costruzione umana (la mitologia greca) o da una rivelazione presunta divina (la religione biblica del libro). oppure sia un Dio universale ed universalizzabile. Un conto è interpretare il "gran libro" della natura e della società. in cui al posto di Dio. ma non si sa mai con i chiari di luna che corrono).

ha dovuto pagare nella sua vita professionale il clima canagliesco del sindacalismo aziendalistico di tipo ecumenicamente berlinguerianmorattiano. non sono d'accordo con quelli che dicono che la cosiddetta "natura umana" non esiste. In proposito ci sono due possibilità. GB. Secondo. Una variante apocalittica oggi di moda dice che la natura umana un tempo esisteva. mi impegno a proseguire il dialogo. e GB ha continuato a ucciderlo. Sono sicuro che risponderà. Io sono per la seconda possibilità. Che dire? Nietzsche in questo caso direbbe che Dio è morto. utile per eliminare subito quegli equivoci che resistono spesso alla "diplomazia espressiva".accademica ha spesso assimilato anche la subalternità. . GB lo ha compiuto da tempo. Bene. Personalmente. ci vuole un atto di libera volontà. ritengo fortemente che la filosofia debba trattare della natura umana. LA NATURA UMANA SECONDO GB E SECONDO CP Dal momento che sono un inguaribile sentimentale e credo nel "lieto fine" terminerò queste provvisorie note rilevando un punto di feconda convergenza possibile fra me e GB. ci sia soltanto un grande magazzino di interpretazioni simboliche possibili. Chi ha introiettato questa gerarchia sindacal . Chiamo questa posizione "relativismo storicistico". Su questo sono sostanzialmente analfabeta. eccetera. e cioè la questione della "natura umana". per cui i professori di università sono "professori" e quelli di liceo "insegnanti". CONCLUSIONI PROVVISORIE Spero che il mio amico abbia apprezzato la mia franchezza. ritengo che ci sia lo spazio legittimo per un'indagine prevalentemente "scientifica" della natura umana a base biologica. e cioè un'antropologia senza ontologia ed un'antropologia con ontologia. Egli sa bene che per me la franchezza è esattamente il contrario del disprezzo e dell'insulto. Terzo. e dunque taccio. Qui però il discorso si apre. In proposito mi limito a segnalare tre punti. ma ora è stata manipolata dai media. genetica e comportamentale. direbbe Kant. anzi benissimo. Idiozie. Un ultimo rilievo. Per uscirne. e sotto questo termine ideologico ci stanno soltanto i rapporti sociali e storici. per non diffamare lo storicismo razionale e non nichilistico.40 concezione ludica di GB. come molti altri. Primo. Ma credo che una scienza etologica senza ipotesi filosofiche non ci permetta di capire la questione.